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8mm - Delitto a luci rosse
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=8mm – Delitto a luci rosse
|titolooriginale=8mm
|paese=Usa
|anno=1999
|genere=thriller
|regista=[[Joel Schumacher]]
|sceneggiatore=[[Andrew Kevin Walker]]
|attori=
*[[Nicolas Cage]]: Tom Welles
*[[Joaquin Phoenix]]: Max California
*[[James Gandolfini]]: Eddie Poole
*[[Peter Stormare]]: Dino Velvet
*[[Anthony Heald]]: Daniel Longdale
*[[Christopher Bauer]]: George Higgins/Machine
*[[Catherine Keener]]: Amy Welles
*[[Fran Bennett]]: Suore
*[[Jack Betts]]: maggiordomo
*[[Myra Carter]]: Signora Christian
*[[Don Creech]]: Signor Anderson
*[[Anne Gee Byrd]]: Senatore
*[[Amy Norton]]: Signora Mathews
*[[Luisa Oropeza]]: Responsabile dell'archivio
*[[Jenny Powell]]: Mary Anne Mathews
*[[Norman Reedus]]: Warren Anderson
*[[Rachel Singer]]: Vicino
}}
'''''8mm – Delitto a luci rosse''''', film statunitense del 1999 con [[Nicolas Cage]], regia di [[Joel Schumacher]].
==Frasi==
*Se danzi col [[diavolo]], il diavolo non cambia. È il diavolo che cambia te. ('''Max California''')
==Dialoghi==
*'''Max California''': Nella vita ci sono tre [[Regole dai film|regole]]. Uno: c'è sempre una [[vittima]]. Due: l'importante è che non sia tu. <br />'''Tom Welles''': E la terza? <br />'''Max California''': Me la sono dimenticata.
*'''Tom Welles''': Signora Matthews... <br/>'''Janet Matthews''': Janet. <br/>'''Tom Welles''': Janet, ha mai pensato che sua figlia potrebbe non tornare mai più? <br/>'''Janet Matthews''': Ci penso continuamente. Ogni volta che suona il telefono, dico ogni volta, penso che sia lei. Non faccio che pensare a lei.<br/>'''Tom Welles''': Posso chiedere: se dovesse scegliere, se fosse costretta a scegliere tra immaginare che sua figlia è lontana, da qualche parte, che ha fatto fortuna ed è viva e felice, ma non saperlo, non poterlo mai sapere. E l'ipotesi peggiore: che è morta, ma saperlo. Sapere finalmente cosa le è successo... <br/>'''Janet Matthews''': Che cosa sceglierei? <br/>'''Tom Welles''': Sì.<br/>'''Janet Matthews''': Sceglierei di sapere. Io voglio sapere.
*'''Tom Welles''': Perché voleva un film dove una ragazzina viene massacrata?<br/>'''Daniel Longdale''': Perché poteva, Welles. Lo voleva perché poteva.
*'''Max California''': Dino Velvet: produttore e regista sbiellato in tutti i sensi; una specie di Jim Jarmusch del sadomaso.<br />'''Tom Welles''': Fa roba pesante?<br />'''Max California''': Più pesante di così; feticismo, bondage, porno horror... non è roba per stomaci deboli. E' difficile trovarla in giro però, si può ordinare attraverso gli annunci in riviste per settore. Ha molti fan comunque, un amico mio dice che quella è arte, e dice anche che se paghi bene Velvet ti fa un film in esclusiva. Tutto legale formalmente, ma per un soffio; tipo se vuoi vedere un travestito in tuta subacquea mentre gli fanno un clistere tu... <br />'''Tom Welles''': Ho capito, ho capito, basta!
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film thriller]]
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Donna
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Gaux
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/* Citazioni */ Otto Weininger
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text/x-wiki
{{nota disambigua||[[Donne (disambigua)]]|Donne}}
{{voce tematica}}
[[File:The Lady with an Ermine.jpg|thumb|''Dama con l'ermellino'' ([[Leonardo da Vinci]], 1488-1490)]]
Citazioni sulla '''donna'''.
==Citazioni==
*A delle menti sciocche sembrerà singolare, e persino impertinente, che una descrizione di voluttà artificiali sia dedicata a una donna, la fonte più comune delle voluttà più naturali. Tuttavia è evidente che, come il mondo naturale penetra in quello spirituale, gli serve da nutrimento e concorre così a creare quell'indefinibile amalgama che chiamiamo la nostra individualità, la donna sia l'essere che proietta l'ombra più grande o la luce più grande nei nostri sogni. La donna è fatalmente suggestiva; lei vive di un'altra vita, oltre alla propria; vive spiritualmente nelle fantasie che lei stessa ossessiona e feconda. ([[Charles Baudelaire]])
*A sessant'anni ci si può sentire e si può vivere proprio come una ragazzina. Oggi, tutte le donne hanno questa opportunità: abbiamo imparato a stare bene con noi stesse, a essere indipendenti, più consapevoli. Abbiamo una vita ben diversa da quella che hanno potuto avere le nostre nonne e le nostre mamme. ([[Tina Turner]])
*A voler ignorare sistematicamente la violenza ed il potere delle donne, a proclamarle sempre oppresse e quindi innocenti, si dipinge una umanità divisa in due che non corrisponde alla verità. ([[Élisabeth Badinter]])
*''Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia | è una mancata verità che prima o poi succederà, | cambia il vento ma noi no | e se ci trasformiamo un po' | è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi.'' ([[Fiorella Mannoia]])
*''Ahi gentil donna gaia ed amorosa, | in cui fin pregio e valore ripara, | merzede aggiate, sovra l'altre cara, | e 'ncrescavi di mia vita dogliosa.'' ([[Dante da Maiano]])
*Ahimè, dubito che la pietà e l'amore siano così simili come sostengono i poeti, poiché raramente vedo nascere compassione di fronte alla situazione delle donne, a meno che esse non siano belle. ([[Mary Wollstonecraft]])
*All'ingresso di lei la stanza si soffuse di una luce sacrale. Era un aspetto angelico, il suo - quegli occhi grandi e morbidi, quelle guance piene, con le fossette, e quella bocca di dolcezza infantile che esprimeva la rara unione di felicità e amore. Per prima cosa fui sopraffatto dallo stupore ammirato. È mia! Fu la seconda fiera emozione, e la bocca mi si curvò in una smorfia di altero trionfo. ([[Mary Shelley]])
*Alle donne [...] è concesso un universo tutto loro: la [[famiglia]]. Esse sono sfruttate sul lavoro e relegate nella casa; sono queste le due posizioni che compongono la loro oppressione. ([[Juliet Mitchell]])
*Amate, rispettate la donna. Non cercate in essa solamente un conforto, ma una forza, una ispirazione, un raddoppiamento delle vostre facoltà intellettuali e morali. Cancellate dalla vostra mente ogni idea di superiorità: non ne avete alcuna. Un lungo pregiudizio ha creato, con una educazione disuguale e una perenne oppressione di leggi, quell'apparente inferiorità intellettuale, dalla quale oggi argomentano per mantenere l'oppressione. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Amo le donne perché sono materne anche a cinque anni, sensuali anche a tre, erotiche anche a settanta, civette anche a ottanta. E la loro attività preferita – siano segretarie o ingegneri, casalinghe o impiegate –, la vera grande attività che svolgono perfino quando dormono, è amare. ([[Simona Izzo]])
*Amo le donne profonde, sincere e coerenti. Apprezzo le combattenti, non importa se si chiamano [[Lady Gaga]] o [[Michelle Obama]]. ([[Barbara Berlusconi]])
*Anche le donne non devono restare escluse da ogni esercizio fisico. Ma non si devono esigere da loro la lotta e la corsa; devono esercitarsi a filare e a tessere e inoltre aiutare a cuocere il pane [...] devono andare in dispensa a prendere ciò di cui abbiamo bisogno. ([[Clemente Alessandrino]])
*Anche noi donne dobbiamo avere il nostro peso e dire la nostra. Dopotutto, non siamo delle schiave. ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]], ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'')
*Appare all'evidenza che la donna è posta a far parte della struttura vivente ed operante del cristianesimo in modo così rilevante che non ne sono forse ancora state enucleate tutte le virtualità. ([[Papa Paolo VI]])
*Ascoltando le donne in confessione i preti sono contenti di non essere sposati. ([[Armand Salacrou]])
*''Ave [[Maria]], adesso che sei donna, | ave alle donne come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.'' ([[Fabrizio De André]])
*Avevo una ragazza che diceva sempre che il [[vestito]] fa la donna e io le rispondevo: «No, Baby. È la donna che fa il vestito». (''[[Entrapment]]'')
*''Ben ch'esser donna sia in tutte le bande | danno e sciagura, quivi era pur grande.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Bisogna tenersi il più lontano possibile da una donna leggera. Carezzevole e amorosa, ella ispira dapprima fiducia ed è fiduciosa; ma poi improvvisamente tradisce, rompendo la parola data. Per questo non bisogna mai confidare un segreto a una donna. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*C'è sempre una donna al mondo che riesce a ingannarci. E il solo modo di evitare questi guai è quello di invecchiare, perciò io sarò contento di invecchiare. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Cerchi la Donna nell'animo proprio l'accordo del senno colla modestia. Allora si temprerà ad energia, e si farà intelligente in virtù; allora sarà forte in giustizia e in prudenza, adorna d'interna bellezza, aliena da ogni fallace splendore, – e fatta dominatrice d'ogni sfrenato desiderio, affezionata al marito, ai figli, alla casa, comporrà sé medesima a divina armonia. ([[anonimi pitagorici|anonima pitagorica]])
*''Cerco una donna che sia la meglio, | che mi sorrida al mio risveglio, | e che sia bella come il sole d'agosto... | intelligente si sa! | Ma in fondo è bella, però è la mia donna e io ci sto.'' ([[Rino Gaetano]])
*Certe donne hanno il potere di fare diventare uomini i bambini e di fare diventare bambini gli uomini. (''[[I professionisti]]'')
*Certe donne hanno l'anima di un Saladino. Le Neronesse son molto peggiori dei Neroni, dei Tiberi e dei Caracalla.<br/>Ma l'uomo le sposa fanciulle, quando ancora non hanno i baffi e sembrano tutte un delicato profumo; anche i loro pensieri sono come la vetrina di un profumiere e sono tutte angelicate creature. ([[Antonio Beltramelli]])
*Certe specie di lavoro non si addicono alle donne, fatte da natura per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l'onestà del sesso debole, e hanno naturale corrispondenza con l'educazione dei figli e il benessere della casa. ([[Papa Leone XIII]])
*Che cos'altro è la donna se non la nemica dell'amicizia, la pena da cui non si può sfuggire, il male necessario, la tentazione naturale, la calamità desiderabile, il pericolo domestico, il danno dilettevole, il male di natura, dipinti a tinte vivaci? (attribuita a [[Giovanni Crisostomo]])
*Che cosa fa una "donna"? Fa i figli. Questo è qualcosa di notevole, perciò lei ha un titolo: donna... ([[Bo Diddley]])
*Che diavolo gli prende alle donne? Cristo! Schiaffarle sul letto e scoparle fino allo spasimo non significa più niente? (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Che le donne si sottraessero a un'oppressione millenaria è stato giusto. Ma il prezzo ingiusto è stata la perdita della loro identità profonda. Quel talento che [[Giovanni Paolo II]] chiamava genio femminile: il fatto di saper tenere il posto dell'"altro". Che non è un posto di seconda fila, attenzione. Tenere il posto dell'altro vuol dire essere il segnavia di quell'Altro per eccellenza che è Dio. Un compito grandioso. ([[Angelo Scola]])
*Che società è quella in cui ancora oggi si parla di donna come colei che è deputata a fare figli, a fare esclusivamente figli, a badare alla casa, a soffocare le proprie aspettative, la propria volontà di lavorare, la propria carriera? Che società è la nostra, dove viene riportata sui giornali – e quindi fa scalpore - una notizia secondo cui una donna incinta comunica al proprio datore di lavoro di essere incinta e il datore di lavoro le risponde: ok, allora ti farò un contratto a tempo indeterminato? Come può essere questa una notizia nel 2022? Nel 2022, come può essere una notizia che una donna incinta riceve un contratto a tempo indeterminato? Dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo non lo è. ([[Elisa Scutellà]])
*Che una bella donna conceda o neghi i suoi favori, le piace sempre che le vengano chiesti. ([[Publio Ovidio Nasone]])
*Chi conosce le donne, non conosce la loro anima, non conosce neppure il loro corpo, non ne conosce che i nervi. ([[Henri Duvernois]])
*Chi della donna si fida si fida dei ladri. ([[Esiodo]])
*Chi ha reso l'uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione? ([[Mary Wollstonecraft]])
*Chi ho trovato sulla Via Crucis? semplicemente uomini sempre in atto di condannare e di percuotere, ma donne sempre pronte a compatire e consolare. È stupefacente, ma è così Infatti le donne sembrano fare da contrappunto all'atteggiamento degli uomini! Basti osservare l'ordine di comparsa. La Madonna, la Veronica, le pie donne, Maria e le donne sotto la Croce, nella deposizione, presso il sepolcro, nella resurrezione. Con la loro presenza sembrano controbilanciare l'opera di distruzione voluta ed eseguita dagli uomini. Perfino la moglie di Pilato agisce con maggior sapienza e prudenza degli uomini! Gli uomini giudicano, condannano, impongono la croce, colpiscono... Nel mio piccolo soffrire ho potuto godere di cure che, senza esagerazione, posso dire materne, da parte di alcune donne, che pure con me non hanno alcun legame di parentela. Allora è proprio una questione di cuore! ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*– Chissà se tra le mie amiche c'è qualcuna papabile...<br />– Io te ne sarei grato ma loro non credo.<br />– Davvero? Perché dici questo?<br />– È un po' la mia maledizione: la invito al cinema, a cena e anche se non mi interessa molto mi ritrovo lo stesso a dirle che è bella. Ed è vero. Tutte le donne lo sono in un modo o nell'altro, ciascuna di voi ha qualcosa di indimenticabile, un sorriso, una curva, un segreto. Voi donne siete delle ammaglianti creature. Vi dedicherei la vita. Ma il giorno dopo mi sveglio accanto a lei, con il dopo sbornia e la consapevolezza di non essere più disponibile come credevo di essere, lei se ne va e io rimpiango un'altra opportunità perduta. (''[[Californication]]'')
*Ci dovrebbe essere una legge che impedisce le insinuazioni. Voi donne sapete assassinare la reputazione di una persona con uno sguardo. ([[John H. Secondari]])
*Ci sono donne che preferiscono non far soffrire molti uomini contemporaneamente e che preferiscono concentrarsi su uno solo: sono le donne fedeli. ([[Alfred Capus]])
*Ciò che veramente desidera colui che chiede la mano di una donna, è il resto del corpo. ([[Enrique Jardiel Poncela]])
*Come il sole adorna il cielo, così pia donna la casa. ([[proverbi serbi|proverbio serbo]])
*Come l'operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, così, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo. ([[Juliet Mitchell]])
*Come nella maggior parte delle donne suole avenire, lunghi i [[capelli]], et corto il cervello. (''[[Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo]]'')
*Come si appanna una donna trascurata. Appassisce come un fiore inaridito. ([[Corrado Alvaro]])
*Come una donna sa accarezzare – come le sue dita delicate s'immergono nei muscoli tesi – e la sua bocca fredda come il ghiaccio – e i suoi occhi ebbri – e la lanugine delle sue guance infiammate sfiorata dai brividi – il piegare morbido del suo corpo – lo sbattere del cuore contro il petto – e l'odore inesprimibile che emana dalle radici dei suoi capelli, e quanto è dolce abbandonarsi alla signoria di tante sensazioni che ti avvolgono da tutte le parti come turbini di vapori caldi, saturi di essenze assopitrici.<br/>Dire tutto questo con parole? ([[Ion Luca Caragiale]])
*Comunque quando una donna parla dà fastidio [...] E se poi parla prima di mettere in mostra il proprio corpo, dà fastidio ancora di più. ([[Lea T]])
*Con donne di qualunque condizione, siano pure parenti o sante, avrò un riguardo speciale, fuggendo dalla loro familiarità, compagnia o conversazione, come dal diavolo. ([[Papa Giovanni XXIII]])
*Con le donne bisogna avere pazienza. Dominarle, ma con signorilità. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'')
*Confesso di non sapere come si corteggino e si conquistino i cuori delle donne. Per me sono sempre stati un mistero e motivo di ammirazione. Alcuni sembrano avere un solo punto debole, un'unica via d'accesso; mentre altri hanno migliaia di viali e possono esser catturati in mille modi diversi. Aver ragione dei primi è testimonianza di eccezionale abilità, ma prova ancor migliore di grandi capacità belliche è tenere in pugno quelli del secondo tipo, perché l'uomo deve presidiare ogni porta e finestra.<br/>Pertanto, chi conquista migliaia di cuori comuni si è meritato un qualche riconoscimento, ma colui che esercita il suo dominio sul cuore di una donna civettuola è davvero un eroe. ([[Washington Irving]])
*Così non resta che una cosa sola, la sola cosa che conosco che spinge gli uomini a fare del male, a desiderare. Si tratta di una donna. (''[[Il prezzo di Hollywood]]'')
*Dai tempi di [[Adamo]], in questo mondo, non è stato commesso un danno senza che alla mia origine non ci fosse una donna. ([[William Makepeace Thackeray]])
*Dai tempi in cui i poeti scrivono e le donne li leggono (cosa per cui sono loro profondamente riconoscenti), esse sono state chiamate tante volte "angeli" che, in semplicità di cuore, hanno creduto a tale complimento, dimenticando che quegli stessi poeti per denaro onoravano [[Nerone]] con l'epiteto di semidio... ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Del resto è privilegio di una donna l'[[incoerenza]]. Gli uomini che si aspettano della logica dalle donne falliscono in amore. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'')
*Delle donne non vince quella che corre dietro, né quella che scappa, vince invece quella che aspetta. ([[Elias Canetti]])
*Devi metterti in testa che qui le donne non sono donne. Sono cas-sa-for-ti! (''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'')
*Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle donne perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]])
*Di solito si letica con le donne che si amano o che non si amano più. Con le donne che ci sono indifferenti non si può leticare. ([[Liala]])
*Di tutti gli oggetti d'[[odio]], una donna un tempo amata è il più odioso. ([[Max Beerbohm]])
*Dio assegnò a ciascun sesso le sue funzioni, cosicché la parte più utile e più necessaria toccasse all'uomo, e la minore e inferiore alla femmina; e quegli divenisse degno d'onore per il ruolo suo eminente, questa invece per gli uffici suoi più vili non pensasse ad alzare la cresta contro il coniuge. ([[Giovanni Crisostomo]])
*Dio ha collocato il genio della donna nel cuore, perché le opere di questo genio sono tutte opere d'amore. ([[Alphonse de Lamartine]])
*Dio mio, tutti i guai seri della mia vita sono stati causati dalle donne. O forse no? Comunque sia, è bello che esistano! No, non per ''quello'', ma perché come esseri umani sono diversi dall'uomo: sono l'eterna speranza che l'umanità un bel giorno potrà raggiungere una meta. Se mai Dio vorrà perdonare la razza umana, lo farà grazie a loro – Santa Maria, piena di grazia, prega per noi! ([[Frigyes Karinthy]])
*Dobbiamo accettare il fatto che le donne sono semplicemente più complesse degli uomini. ([[David Bainbridge]])
*Donna d'affari, più dura di un uomo. (''[[Trappola di cristallo]]'')
*''Donna: mistero senza fine bello!'' ([[Guido Gozzano]])
*''Donna real che d'Imeneo la legge | Soave senti e suo poter sovrano, | Vien meco, e ascolta ciò che non in vano | Dentro i fati mia mente or vede e legge.'' ([[Faustina Maratti]])
*''Donna sei luce, donna sei cenere | donna sei ansia, donna sei danza | e a volte nuvola sei...'' ([[Angelo Branduardi]])
*Donna (''s.f.''). Animale il cui habitat è generalmente in prossimità di quello dell'uomo, suscettibile sia pure in modo rudimentale di addomesticamento. [...] È senz'altro il più diffuso fra gli animali da preda, e infesta tutte le parti abitate o abitabili del globo, dalle profumate foreste della Groenlandia alle disadorne spiagge dell'India. [...] L'animale mangia di tutto e con un po' di buona volontà le si può insegnare a stare zitta. ([[Ambrose Bierce]])
*Donne, animali a sangue freddo che abbisognano del sole e sono capaci di sottoporsi ai suoi raggi coll'espressione beatificata del comunicando e persino con l'estasi del mistico sul punto di abbandonarsi a Dio. ([[Manuel Vázquez Montalbán]])
*''Donne, da voi non poco | la patria aspetta.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*''Donne, donne, eterni Dei! | Chi vi arriva a indovinar!'' ([[Cesare Sterbini]])
*Donne, in voi e per voi è la vita del mondo: sorgete, noi siamo uguali! ([[Bruno Misefari]])
*''Donne, la donna mia ha d'un disdegno |sì ferito 'l me' core, |che se voi non l'atate e' se ne more!'' ([[Gianni Alfani]])
*Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l'aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell'uomo; è l'insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna. ([[Simone de Beauvoir]])
*Donne pure sono soltanto quelle che non sono state desiderate. ([[Publio Ovidio Nasone]])
*''Doppo ch'Adamo cominciò co Eva | tutte le donne se so' fatte fotte.'' ([[Giuseppe Gioachino Belli]])
*Dopo essersi liberata dalla schiavitù impostale per secoli dall'uomo, la donna deve adesso liberarsi dal mito dell'inferiorità femminile, e rendersi pienamente conto delle proprie possibilità. ([[Ashley Montagu]])
*''Dopo questo, compiango chi si fida di una donna! | Anche la migliore è sempre artefice di malizie; | È un sesso creato per farci dannare. | Chiudo con te per sempre, sesso infido, | E ti mando al diavolo con tutta l'anima.'' ([[Molière]])
*Dov'è una donna, il povero non patisce. ([[Cesare Cantù]])
*Dove le donne sono onorate dagli uomini, ivi è maggiore la civiltà. ([[Tommaso Vallauri]])
*Dovrebbe esser una tessitrice di pace per gli uomini, non circondare la vita dell'uomo amato con racconti menzogneri e maligni. (''[[Beowulf]]'')
*È il carattere naturale delle donne [...] disdegnare chi le ama e amare chi le aborrisce. ([[Miguel de Cervantes]])
*È incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo. (''[[Totò e le donne]]'')
*È innegabile non essere sempre la bellezza nelle donne che fa nascere nell'uomo quel trasporto di amore che lo rende capace di tutto. Più spesso è la bontà, la dolcezza, la timidità, quel qualcosa d'inesplicabile che fa della donna un essere debole che non si muove di suo proprio istinto ma per attrazione, che non si appartiene più e la cui anima è l'ombra dell'uomo amato, che non lo lascia mai e lo segue ovunque col pensiero vicino o lontano. ([[Leonetto Cipriani]])
*E lo giuro, che il cuore d'una donna giovane è la roccia più dura che il Signore abbia messo su questa Terra: non riesci a farci un segno sopra. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!]]'')
*E lui avrebbe avuto una vita felice, a dispetto del Diavolo e delle sue opere, se il suo cammino non avesse incrociato quello di una creatura che per un comune mortale è causa di maggior sgomento di qualunque fantasma, spettro e dell'intera genia delle streghe messi assieme: una donna. ([[Washington Irving]])
*È questo il destino di noi donne, per questo siamo state create: per essere il cuore del focolare, per essere il cuore nella madre Chiesa. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*È scabroso le donne studiar. ([[Ferenc Lehár]])
*È tempo che le donne contrastino la vergognosa incompetenza in cui l'ignoranza, l'orgoglio e l'ingiustizia maschili le ha per così lungo tempo tenute prigioniere. ([[Théroigne de Méricourt]])
*È tutto amore! | Chi a una sola è fedele, | verso l'altre è crudele | io che in me sento | sì esteso sentimento, | vo' bene a tutte quante. | Le donne poiché calcolar non sanno, | il mio buon natural chiamano inganno. (''[[Don Giovanni (opera)|Don Giovanni]]'')
*È una donna e perciò vede la vita come non la vediamo noi, e certe volte ci insegna a guardarla; comprende sfumature, percepisce sottigliezze che i nostri sensi non registrano; sa trovare nel vocabolario quell'aggettivo che a contatto con un sostantivo crea imprevedibili effetti. Se è vero che la donna è il complemento spirituale dell'uomo, essa vede l'altra faccia della verità. ([[Dino Segre]])
*È una vita che mi innamor... è una vita che incontro donne come te. Per lo psicologo siete personalità seduttive. Per mio cugino Leo, invece, semplicemente delle stronze. (''[[Notturno bus]]'')
*Ed è già una fortuna che le donne non riescano più spesso ad esercitare il loro potere, perché, in caso contrario, noi non saremmo in grado di resistere: basta che esse mostrino il più lieve interessamento, e gli uomini cadono tutti alle loro ginocchia, anche se esse sono vecchie e brutte. Questa è per me una verità positiva: una donna, quando non sia addirittura gobba, se le si presenta l'occasione può sposare ''chi vuole''. Ci affrettiamo ad aggiungere, però, che esse, in genere, sono come i buoi nei campi: non si rendono conto della loro forza, altrimenti saremmo fritti. ([[William Makepeace Thackeray]])
*Essa {{NDR|la Chiesa}} sostiene che non è ammissibile ordinare donne al sacerdozio, per ragioni veramente fondamentali. Queste ragioni comprendono: l'esempio, registrato nelle Sacre Scritture, di Cristo che scelse i suoi Apostoli soltanto fra gli uomini; la pratica costante della Chiesa, che ha imitato Cristo nello scegliere soltanto degli uomini; e il suo vivente magistero che ha coerentemente stabilito che l'esclusione delle donne dal sacerdozio è in armonia con il piano di Dio per la sua Chiesa. ([[Papa Paolo VI]])
*Esse solo possono fare intendere in una parola tutto un sentimento, e rendre delicatatamente un pensiero delicato. Esse mettono (sono parole del signor [[Jean de La Bruyère|de La Bruyère]]) una concatenazione mirabile, perché il loro discorso si lega in modo affatto naturale, e non si lega che per il senso. ([[Giuseppe Bianchetti]])
*Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai. ([[Oriana Fallaci]])
*Essere donna è un'impresa spesso mortale, devi lottare con chi ti vuole come fa comodo a lui. ([[Martina Semenzato]])
*Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con uomini. ([[Joseph Conrad]])
*''Essere donna è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico.'' ([[Boris Pasternak]])
*Essere donna in America alla fine del ventesimo secolo: che fortuna! O perlomeno, questo è ciò che continuano a dirci. Le barricate sono state smantellate, ci assicurano i politici. Le donne ce l'hanno fatta, inneggia Madison Avenue. La battaglia per la parità è stata vinta in larga misura, annuncia il «Time». Potete iscrivervi a qualsiasi università, farvi assumere in qualsiasi studio legale, chiedere un prestito a qualsiasi banca. Le donne hanno tante opportunità ormai, dicono gli imprenditori, che in realtà non serve più una politica per le pari opportunità. Adesso che le donne hanno conquistato la piena uguaglianza, sostengono i legislatori, non è più necessario un emendamento sulla parità dei diritti. Le donne hanno ottenuto tanto, afferma l'ex presidente Ronald Reagan, che la Casa Bianca può anche permettersi di non affidare loro le cariche più alte. Perfino la pubblicità dell'American Express proclama che sono libere di fare acquisti con la carta di credito. Finalmente, le donne hanno ricevuto i documenti di cittadinanza. Eppure... ([[Susan Faludi]])
*''Essere una donna | non vuol dir riempire solo una minigonna...'' ([[Anna Tatangelo]])
*Essere una ragazza è la cosa più cretina di questo mondo. ([[Beppe Fenoglio]])
*Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro. ([[Alessandro Baricco]])
*Felici le donne cui la femminilità è talora dono di preveggenza per la confidenza che l'uomo non osa in esse versare! ([[Carlo Maria Franzero]])
*''Femina è cosa mobil per natura, | e per disdegno impetuosa e fera.'' ([[Mercurio (divinità)|Mercurio]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*''Femina è cosa mobil per natura: | ond'io so ben ch'un amoroso stato | in cor di donna picciol tempo dura.'' ([[Francesco Petrarca]])
*''Femmina è cosa garrula e fallace, | vuole e disvuole: è folle uom che sen fida.'' ([[Torquato Tasso]])
*Femmina piccante, prendila per amante. Femmina cuciniera, prendila per mugliera! (''[[I soliti ignoti]]'')
*''Finché l'uom la desia, leggiadro oggetto | Certo è la donna, e cosa alma e divina; | Ma nel possesso il ben cangia d'aspetto; | Muore la rosa e vi riman la spina''. ([[Vincenzo Monti]])
*Finché non cesseranno di percepirsi come le vedono gli uomini, le donne non potranno fondare su sé stesse l'autostima. [...] Per ritrovare fiducia in sé stessa, la donna non può semplicemente «deciderlo» o «imporselo». Deve pian piano imparare a non dipendere dallo sguardo dell'uomo; a non sentirsi bella solo quando un uomo glielo dice; a non sentirsi brava solo quando il capoufficio o il professore la approva. ([[Michela Marzano]])
*Fra qualche anno sarai uomo, ti voglio dire qualcosa sulle donne. Ecco, le donne – tutte quante, eh? – ebbene, sono... fanno... insomma, si sa quello che ti può fare un indiano se gli caschi sotto, ma non quello che ti può fare una donna. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'')
*{{NDR|[[Medea]], rivolgendosi alla Corifea}}'' Fra quante creature han senso e spirito. | noi donne siam di tutte le piú misere. | Che, con profluvii di ricchezze prima | dobbiam lo sposo comperare, e accoglierlo | — male dell'altro anche peggiore despota | del nostro corpo. E il rischio grande è questo: | se sarà tristo o buon: ché separarsene | non reca onore alle consorti, né | repudïar si può lo sposo. E, giunta | quindi a nuovi costumi, a nuove leggi, | indovina dovrebbe esser: ché appreso | in casa non ha già come piacere | possa allo sposo. E quando, a gran fatica, | vi siamo giunte, se lo sposo vive | di buon grado con noi, se non sopporta | il giogo a forza, invidïata vita | la nostra! Ma se no, meglio è morire. | Quando in casa si cruccia, un uomo può | uscir di casa, e presso un coetaneo, | presso un amico, cercar tregua al tedio: | noi, di necessità, sempre allo stesso | uomo dobbiamo essere intente. Dicono | che passa in casa, e scevra dai pericoli | la nostra vita, e invece essi combattono; | ed hanno torto: ch'io lo scudo in guerra | imbracciare vorrei prima tre volte, | che partorire anche una sola. Ma | ciò ch'io dico per me, male s'addice | a te: la patria hai tu, la casa tua, | agi di vita, consorzio d'amici: | io sola sono, senza patria, e oltraggio | mio marito mi fa, che me rapiva | da una barbara terra; e non ho madre, | non fratello o parente, a cui rivolgere | possa l'approdo in questa mia sciagura. | Ora io vorrei da te questo impetrare: | se qualche via, se qualche astuzia io posso | escogitare, onde allo sposo infligga | del mal ch'esso mi fa la giusta pena, | tu non parlar: ché in tutti gli altri eventi, | piena è la donna di paure, e vile | contro la forza, e quando vede un ferro; | ma quando, invece, offesa è nel suo talamo, | cuore non c'è del suo piú sanguinario''. ([[Euripide]])
*Fra tutte le creature non v'è spettacolo così meraviglioso né miracolo tanto riguardevole della donna, al punto che si dovrebbe essere ciechi per non vedere chiaramente che Dio radunò tutta la bellezza di cui è capace l'intero universo e glie la diede, acciò che ogni creatura abbia buone ragioni per stupirsi di lei e riverirla ed amarla. ([[Agrippa von Nettesheim]])
*Già le donne sono avanti rispetto a noi uomini, se poi ti innamori di una ragazza più grande devi darti una mossa, altrimenti resti indietro. ([[Federico Bernardeschi]])
*''Giovine donna è mobile, e vogliosa | È negli amanti molti, e sua bellezza | Estima più ch'allo specchio, e pomposa | Ha vanagloria di sua giovinezza; | La qual quanto piacevole e vezzosa | È più, cotanto più seco l'apprezza: | Virtù non sente, né conoscimento, | Volubil sempre come foglia al vento.'' ([[Giovanni Boccaccio]])
*Gli uomini fanno le leggi, le donne fanno i costumi. ([[Jacques-Antoine-Hippolyte de Guibert]])
*«Gli uomini sono molto diversi dalle donne.» Si sbatté una mano sul petto. «Qui, sono diversi. Vedi, questa è la differenza. Non sono forti come noi. Gli uomini sono più vulnerabili quando amano. Si danno di più. Le donne no. Le donne tengono sempre in serbo una piccola parte di sé. Le donne sono più complicate, sotto questo aspetto. Gli uomini no. Amano e basta. E sono vulnerabili.» ([[Torey Hayden]])
*Guai, guai a far capire a una donna che l'ami: le donne non si tengono con l'amore ma con la paura di non essere amate. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]'')
*Guai quando le donne si appassionano troppo fra di loro. Fin che è un'amicizia moderata, può durare e andar bene, ma quando si riscaldano, guai! Ogni più piccolo torto che si facciano, diventa una montagna, e se non si picchiano potete ringraziare domine Dio. ([[Alberto Cantoni]])
*Ha chiesto molte volte al cuore di essere sincero e il cuore gli ha risposto che le belle donne andrebbero impiccate ed arse. ([[Rocco Scotellaro]])
*Ho passato una vita a difendere le donne, ma che delusione. Purtroppo debbo constatare che non pensano. ([[Ida Magli]])
*Ho sentito un uomo dire che i ladri ti chiedono la borsa o la vita, mentre le donne le esigono entrambe. ([[Samuel Butler]])
*I mondi possono cambiare, le galassie disintegrarsi, ma una donna rimane sempre una donna. ([[James Tiberius Kirk]], ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]'')
*Il bene pubblico è interesse dell'uomo: guai se decide la donna. ([[Eschilo]])
*Il bisogno che fa gli uomini cattivi, fa brutte le donne. ([[Emilio de Marchi]])
*Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti. (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Il fatto che spesso passi l'idea che una donna debba comunque dipendere economicamente da un uomo, a me non piace assolutamente, al contrario mi piace l'idea che una donna possa essere indipendente sia economicamente e sia mentalmente dall'uomo. ([[Naoko Ogigami]])
*Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato – o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare... io mi metto con loro e per loro e le frugo, frugo non per mania di sofferenza, ma perché il mio compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo che non il compianto che mi accordano gli uomini. ([[Eleonora Duse]])
*Il futuro è donna per il semplice motivo che gli uomini non sono abbastanza forti. ([[Eleanor Mills]])
*Il guaio degli uomini è di non saper valutare le capacità delle donne. (''[[L'albero di Natale]]'')
*Il letto diventa una casa segreta dentro la casa in vista, la casa palese, e la donna che lì ci aspetta la si ama semplicemente perché è lì disponibile. È lì e disponibile, a ogni ora della notte, in qualunque momento si torni a casa. di conseguenza la si ama. Si ama ciò che è sicuro. Si ama in ispecie ciò che aspetta, ciò che pazienta. ([[Joseph Roth]])
*Il mistero di una donna è un dolore che non si rimargina e neppure si riesce a imparare. L'uomo non imparerà mai a essere donna, e neppure una donna imparerà mai ad essere donna. Quando una donna nasce lo fa per sempre. Un uomo nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire. L'uomo vive per lasciare impronte nella neve, nell'illusione di fare traccia di sé. La donna la neve e il paesaggio che si farà primavera. La donna è una sfida che ti sfida. La donna è un ordigno, e l'uomo è un bambino che non riesce a capirci niente e lo distrugge, per piangere subito dopo e dare la colpa alle istruzioni. Ma la donna e il cielo non hanno istruzioni. ([[Filippo Timi]])
*Il nemico più grande della donna è la donna stessa. Non riusciamo a sfilarci da sotto il calcagno dello schiavismo del maschio. Stiamo facendo la caricatura della femmina per cercare di andare insensatamente incontro ai supposti desideri della controparte. Tira qui, molla là, botulini, filler, acidi ialuronici, plastiche additive e delizie di questo tipo. Si vedono in giro donne con la faccia di Fantomas e il seno della Saraghina. Più oggetto di così si muore. Va bene che è nell'uomo che deve avvenire la famosa "alterazione fisica", ma ciò non giustifica il massacro che stiamo operando su di noi. Siamo noi le prime a trattarci come dei pezzi di carne. Magari non sarà vero che le armi a nostra disposizione siano necessariamente e fisiologicamente pari a quelle del maschio, ma pari deve essere la dignità da esigere con potenza e assennatezza prima di tutto da noi stesse. Ma, visto l'andazzo, speranze poche. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il nemico si comporta come una donna, poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte. ([[Ignazio di Loyola]])
*Il problema è che per molto tempo le donne non si sono sentite particolarmente elette a raccontare storie come gli uomini, forse perché da sempre relegate dalla società maschile, in ruoli stereotipati di madri, mogli, educatrici. Spesso alle donne è stata vietata la scrittura in quanto scelta di vita troppo audace. ([[Diana Abu-Jaber]])
*Il racconto di Marta e Maria mostra che il Vangelo eleva la donna a quel vertice spirituale in cui si apre l'accesso alla "sola cosa necessaria". ([[Pavel Nikolaevič Evdokimov]])
*Il tempo è venuto, Mademoiselle, in cui le rigide leggi degli uomini non impediranno più alle donne di dedicarsi alle scienze ed alle discipline; mi sembra che chi ne è capace dovrebbe impiegarsi in quest'onorevole libertà, che il nostro sesso ha desiderato così a lungo, studiando questi argomenti e dimostrando agli uomini quale torto ci hanno fatto nel privarci dei benefici e dell'onore che avremmo potuto ottenere. ([[Louise Labé]])
*«Immagino penserete che una donna a bordo sia pressoché inutile».<br/>«Per dirla senza troppi fronzoli, di solito le donne sulle navi sono un autentico flagello». ([[Edgar Wallace]])
*Impura e distorta: tale è la condizione naturale delle donne in questo mondo; ma l'uomo, ingannato da vesti e ornamenti, per le donne incorre nella passione. ([[Aśvaghoṣa]])
*In massima parte la mente delle femmine è più rozza, né può facilmente capire cose difficili. ([[Cirillo di Alessandria]])
*In ogni trattato filosofi e poeti, predicatori e la lista sarebbe ancora lunga, sembrano tutti parlare con la stessa bocca, tutti d'accordo nella medesima conclusione, che il comportamento delle donne è incline ad ogni tipo di vizio. ([[Christine de Pizan]])
*In Oriente le donne nascondono religiosamente d'avere un viso, in Occidente di avere delle gambe. In ambedue i casi rendono evidente d'avere poco cervello. ([[Henry David Thoreau]])
*In passato l'amicizia tra donne era viziata, sia causa delle restrizioni sociali che subivano, sia a causa di una rivalità che c'era tra loro nella ricerca del "maschio alfa". Oggi non c'è più questo antagonismo: se c'è della rivalità è piuttosto nel campo del lavoro. ([[Margherita Oggero]])
*In tutti i tempi è stata trascurata l'educazione delle donne, non c'è attenzione che per gli uomini, e le donne, come fossero una specie a parte sono state abbandonate a sé stesse prive di aiuto, senza pensare che compongono la metà del mondo. ([[Madame de Lambert]])
*In una donna noto subito gli occhi. Specie se ha le tette grosse. (''[[Rat-Man]]'')
*In verità, o Gautama, la donna è fuoco: di quella, l'alvo è il combustibile, i peli sono il fumo, la vulva la fiamma, l'atto che si consuma al suo interno è la cenere, il godimento è le scintille. In questo fuoco gli Dei sacrificano il seme. Da quell'offerta sorge l'essere umano. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Infantile, incostante, premurosa, irritabile, con una civetteria che conduce a lungo le assiduità e gli accostamenti amorosi, è la donna abituata a vivere coi vecchi. ([[Corrado Alvaro]])
*Io amo far godere una donna. Pensi che il mio più grande piacere è vedere la donna farsi scopare da altri. Io credo in una complicità non convenzionale. Io cerco una donna che non mi sia fedele. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Io cerco di ricordarmi di essere donna. L'uomo può uscire vestito casualmente, la donna deve essere carina ed elegante. ([[Fiona May]])
*Io con le donne ci sto bene, le amo, solo che non mi servono... credo che succeda così quando uno è un vero artista. (''[[Accordi e disaccordi]]'')
*Io credo che noi donne sappiamo essere tremende, siamo capaci di crudeltà assolute, possiamo essere delle iene senza precedenti, ma quando ci amiamo e ci troviamo tra noi, possiamo costituire un punto di forza davvero molto importante e unito. ([[Elena Sofia Ricci]])
*Io le [[amore|amo]] tanto, le donne, che riesco perfino a non essere [[gelosia|geloso]]. Tanto a che serve esser geloso. Se una donna ti vuol bene, è felice. Se non ti vuol bene, ne prendi un'altra. ([[Totò]])
*Io mangio maccheroni quando mi riesce imbattermi in una baruffa di donne. Ci ho un gusto matto quando vedo due donne che si accapigliano e si sbefanano, e s'acciuffano per i capelli e si sgramignano la faccia e si strappano i vestiti addosso e coll'unghie e a sannotti si sfregiano per il viso; e si rilevan le fedi di battesimo in mezzo alla strada. Perché le donne son fatte così, se nulla nulla arrivano a dirsi una mezza parola, subito cominciano a scoprirsi gli altari e mettono all'aria il presente e il passato. ([[Idelfonso Nieri]])
*Io non parlo alle donne, bensì agli uomini, perché chi è di mente instabile non è assolutamente in grado di capire le mie parole. ([[Papa Gregorio I]])
*Io non voglio le donne per consigliere né per tenermi allegro, ma per andarci a letto, mentre se son brutte e istruite è lo stesso che andare a letto con Aristotele e Seneca o con un libro. ([[Francisco de Quevedo]])
*Io voglio sempre credere che le femmine siano più intelligenti dei maschi. Idea che si sfalda ogni volta che le vedo sbavare agli strip maschili la sera dell'8 marzo. ([[Tommaso Labranca]])
*L'Angiolo della Famiglia è la Donna. Madre, sposa, sorella, la donna è la carezza della vita, la soavità dell'affetto diffusa sulle sue fatiche, un riflesso sullo individuo della Provvidenza amorevole che veglia sull'umanità: sono in essa tesori di dolcezza consolatrice che bastano ad ammorzare qualunque dolore. Ed essa è inoltre per ciascun di noi l'iniziatrice dell'avvenire. ([[Giuseppe Mazzini]])
*L'avvento della donna sulle scene segna una volta per tutte la scissione tra maschio e femmina, condannati a caratteri sessuali, differenti nel senso diversi l'uno dall'altra, cancellando da una parte l'erotismo... e dall'altra l'osceno..., la perversione che è il teatro nel suo farsi: il fantasma. ([[Carmelo Bene]])
*L'educazione, tanto necessaria alle classi lavoratrici, deve [...] formarsi primamente nella scuola vivente della famiglia. E senza educare ed istruire la donna, che è naturalmente chiamata a gettare i primi semi delle virtù private e cittadine sul terreno vergine dell'infanzia, sarà difficile, molto, aggiungere questo fine. La prima scuola cui bisogna attendere, è dunque quella che s'erge naturalmente prima al mondo, la scuola della famiglia; e la prima educatrice ed {{sic|institutrice}} a formare, è la donna. ([[Raffaele Schiattarella]])
*L'elemento femminile è necessario alla vita zoologica, ma è altrettanto necessario alla vita sociale. È altrettanto necessario alla vita mentale. È altrettanto necessario alla vita psichica. È necessarissimo alla civiltà.<br/>Nei momenti di civiltà più alta, la donna è più presente, più partecipe nella vita sociale. È la maggior partecipazione della donna alla vita sociale che determina la maggiore civiltà?<br/>La presenza "attiva" della donna nella vita sociale non solo arricchisce e migliora la vita sociale: migliora l'uomo. Spegne il "troppo maschile". Accende negli occhi di lui, nella faccia, nei movimenti della bocca, nel colore della pelle, sul piano della fronte una luce maggiore e migliore. ([[Alberto Savinio]])
*L'essenza della donna è un abbandono sotto forma di resistenza. ([[Søren Kierkegaard]])
*L'essere donna viene definito spesso una "condanna" ma mi dispiace per gli uomini che non hanno mai potuto esplorare cosa significhi crescere con un certo senso di concretezza e di identità sin dalla tenera età. Noi donne dobbiamo necessariamente, purtroppo o per fortuna non saprei, scontrarci con una serie di inciampi e ostacoli che ci fanno costruire un'identità risoluta molto prima: ci perdonano molte meno cose... ([[Rosa Diletta Rossi]])
*''L'ETERNO-FEMMINA {{NDR|ovvero, il femminile eterno}} | ci trae lassù!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*L'importante è di non fingere di averle capite, le donne. ([[Gino Paoli]])
*L'intelligenza nelle donne è un'anomalia che si incontra eccezionalmente come l'albinismo, il mancinismo, l'ermafroditismo, la polidactilia. ([[Dino Segre]])
*L'uomo che non ha una donna al suo fianco è un uomo morto. (''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'')
*L'uomo è come il gallo; chicchirichì! sbatte appena le ali e via – la donna invece è come la povera chioccia; stattene seduta a covare i pulcini. ([[Aleksandr Sergeevič Puškin]])
*L'uomo, poiché è forte e presiede alla donna, rappresenta la parte più elevata della ragione, invece la donna quella inferiore. E ciò a motivo della virilità da un lato, e della debolezza e fragilità dall'altro. ([[Bonaventura da Bagnoregio]])
*La bellezza del corpo è tutta nella pelle. In effetti se gli uomini vedessero ciò che sta sotto la pelle, dotati come le linci della Beozia della penetrazione visiva interna, la sola vista delle donne gli riuscirebbe nauseabonda: questa grazia femminile non è che suburra, sangue, umore, fiele. Considerate quello che si nasconde nelle narici, nella gola, nel ventre: dappertutto, sporcizie [...] E noi che ripugniamo dal toccare anche solo con la punta delle dita il vomito o il letame, come possiamo dunque desiderare di stringere nelle nostre braccia un semplice sacco di escrementi! ([[Oddone di Cluny]])
*La bellezza fa autentici miracoli. Ogni difetto morale di una bella donna, lungi dal generare repulsione, diventa invece al massimo grado attraente; il vizio stesso spira leggiadria; ma scompaia la bellezza, e una donna dovrà essere venti volte più intelligente di un uomo per attirarsi, non dico amore, ma almeno stima. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*La bellezza fisica della donna è uno dei più generosi spettacoli che la natura concede ai mortali, sempre deliranti fra il dolore e la morte. ([[Mario Rapisardi]])
*La cattedra è donna. Benissimo, perché? Perché le donne continuano, ancora oggi, a pensarsi come coloro che si prendono cura degli altri, e non come professioniste? Perché quella di occuparsi di bambini è, ancora una volta, una "vocazione"? [...] Torna il divario fra l'idea della donna (e prima ancora, della ragazza e della bambina) autonoma, dura, persino pericolosa, e una realtà che dice altro. Ci viene raccontato che abbiamo a che fare con replicanti in miniatura della Sposa di Quentin Tarantino. Scopriamo di avere davanti a noi docili, e già frustrate creature, che si rassegnano quasi subito a un destino irrilevante. ([[Loredana Lipperini]])
*La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le donne e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra [...]; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*La complicità maschile esiste sempre. Per la donna si è tornati alla situazione antica con un rischio che già ognuna di noi intravedeva: la sua mascolinizzazione. ([[Ombretta Colli]])
*La crisi del ruolo della donna nella società è il crocevia di molti altri problemi sociali, umani e religiosi del nostro tempo. ([[Carlo Maria Martini]])
*La deficienza mentale della donna non solo esiste ma è necessaria. Se noi vogliamo una donna la quale sappia adempiere bene al suo compito materno, è necessario ch'essa non abbia un cervello mascolino. ([[Paul Julius Möbius]])
*La donna. Il cui peccato è di essere madre. (''[[Il monello]]'')
*La donna ama maggiormente dopo la donazione: agisce allora in lei l'istinto della specie. ([[Carlo Maria Franzero]])
*La donna, andando dal sarto a scegliersi un vestito, non veste sé, veste il proprio tempo. Anzi, tutt'insieme la donna col suo vestito, è ella stessa veste alla nudità del suo tempo. ([[Massimo Bontempelli]])
*La donna africana sperimenta una triplice servitù, attraverso il matrimonio coatto, attraverso la dote e la poligamia che aumenta il tempo libero degli uomini e al tempo stesso il loro prestigio sociale, e, infine proprio attraverso l'ineguale divisione del lavoro. ([[René Dumont]])
*La donna che mente ha parecchi amici, e conduce un'esistenza di grande solitudine. ([[Adrienne Rich]])
*La donna che non possiamo stimare, la dobbiamo venerare. Essa sa darsi tutta, fino all'ultima goccia, senza lotta né dolore. È la purissima. ([[Scipio Slataper]])
*La donna – che sia naturalmente buona o no, che sia casta o corrotta – dovrebbe essere sempre considerata un'immagine della Beatissima Madre Divina. ([[Ramakrishna]])
*La donna deve obbedire. [...] Essa è analitica, non sintetica. Ha forse mai fatto dell'[[architettura]] in tutti questi secoli? Le dica di costruirmi una capanna, non dico un tempio! Non lo può! Essa è estranea all'architettura, che è la sintesi di tutte le arti, e ciò è un simbolo del suo destino. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente essa non dev'essere una schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale, mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare. ([[Benito Mussolini]])
*La donna è altruista o meglio alterocentrista nel senso che fa centro del suo piacere, della sua ambizione, non in sé stessa, ma in un'altra persona che essa ama e da cui vuole essere amata, il marito, i figli, il padre, l'amico, ecc. ([[Gina Lombroso]])
*La donna è cambiata molto. Stiamo assistendo ad una grande indipendenza della donna. Oggigiorno il ruolo che una volta storicamente apparteneva all'uomo è spesso ricoperto dalla donna (parlo dal punto di vista del comportamento): probabilmente la società attuale non è ancora preparata a assistere a una tale inversione di ruoli. ([[Camila Raznovich]])
*La donna è come la macchina: alla mattina se non la scaldi, non parte. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*La donna è come, non so come dirti, è come una grande vallata con delle bufale, qui, grosse, e poi piano piano discendi lentamente pedo–pede e c'è una foresta che si estende con gli arbusti, e tu devi penetrare piano piano in questa foresta, come se fosse un... un siluro. (''[[Arrapaho (film)]]'')
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. ([[Gem Boy]])
*La donna è come un libro che, buono o cattivo, deve piacere fin dalla copertina. ([[Giacomo Casanova]])
*La donna è la porta dei sogni. Non dimenticando, certo, che sono donne le Parche... ([[Guido Ceronetti]])
*La donna è meno consona alla moralità dell'uomo perché ha in sé più liquidità dell'uomo. Caratteristica del liquido è di ricevere facilmente e di trattenere male. Il liquido è un elemento facilmente mutevole, perciò le donne sono volubili e curiose. Quando una donna ha un rapporto con un uomo è molto probabile che desideri stare allo stesso tempo anche con un altro. La donna non è affatto fedele. Se tu le dai fiducia ne sarai deluso.[...] La donna è un uomo mal riuscito e rispetto all'uomo ha una natura difettosa e imperfetta, perciò è insicura. Quello che non riesce ad ottenere da sola cerca di raggiungerlo con gli inganni demoniaci. Perciò, per farla breve, l'uomo si deve guardare da ogni donna come da un serpente velenoso o da un diavolo cornuto. [...] L'intelligenza tende al bene e la furbizia al male. Pertanto nei comportamenti cattivi è più intelligente la donna perché è più furba dell'uomo. La sua sensibilità spinge la donna verso ogni male, mentre la ragione spinge l'uomo verso ogni bene. ([[Alberto Magno]])
*La donna è mobile, ed io mi sento mobiliere. (''[[Un turco napoletano]]'')
*''La donna è mobile | qual piuma al vento, | muta d'accento – e di pensier. | Sempre un amabile, | leggiadro viso | in pianto o in riso, – è menzogner.'' (''[[Rigoletto]]'')
*La donna è senza dubbio una luce, uno sguardo, un invito alla felicità, e talvolta il suono di una parola; ma soprattutto è un'armonia generale, non solo nel gesto e nell'armonia delle membra, ma anche nelle mussole, nei veli, negli ampi e cangianti nembi di stoffe in cui si avvolge, che sono come gli attributi e il fondamento della sua divinità; nel metallo e nel minerale che le serpeggiano intorno alle braccia e al collo, aggiungendo le loro scintille al fuoco dei suoi sguardi, o tintinnando dolci alle sue orecchie. Quale poeta mai, nel ritrarre il piacere prodotto dall'apparizione di una bellezza, oserebbe disgiungere la donna dal suo abito? E qual è poi l'uomo che per la strada, a teatro, al parco, non abbia goduto, nella forma più disinteressata, di una toeletta sapientemente composta, e non ne abbia attinto un'immagine inseparabile dalla bellezza di colei a cui apparteneva, così facendo delle due entità, della donna e della veste, un tutto indivisibile? ([[Charles Baudelaire]])
*La donna è spesso il punto debole del marito. ([[James Joyce]])
*La donna è un animale debole e malato per natura. ([[Ferdinando Galiani]])
*La donna è un fiume. Se si innamora è un fiume in piena. Se straripa fa danni ingenti. L'impeto della donna è pari a quello dei grandi fiumi. ([[Enrico Baj]])
*La donna fu definita come «l'angelo degli sventurati.» È pronta sempre ad assistere il debole, a rialzare il caduto, a confortare l'afflitto. È molto significativo che sia stata una donna la prima ad edificare e dotare un {{sic|ospitale}}. Fu detto che dovunque un essere umano soffre, i suoi gemiti gli attirano al fianco una donna. ([[Samuel Smiles]])
*La donna [[galanteria|galante]] è quella che dona spesso ciò che non ha mai avuto: il suo cuore. ([[Xavier Forneret]])
*La donna giovane, a qualunque classe appartenga e in qualsivoglia condizione la sia nata, all'eccezione di quelle sventuratissime precipitate nella più lurida prostituzione, ama sempre le belle vesti, gli stivaletti, gli ornamenti e le crinoline. ([[Francesco Mastriani]])
*La donna ha il diritto di vestirsi solo a lutto. Non appena ha raggiunto l'età adulta, dovrà coprire il suo viso che è fonte di tanti pericoli, altrimenti rischia di perdere la beatitudine eterna. ([[Tertulliano]])
*La donna moderna che si «denuda», si mette in mostra, si abbandona, sottoscrive la sua decadenza snaturandosi.<br />Se la donna vuol portare a termine la sua missione, deve essere per l'uomo un «mistero». ([[Michel Quoist]])
*La donna molto bella è per legge d'orgoglio la più fredda, perché tutta compresa di sé, non le resta tempo ad espandersi. ([[Pier Carlo Leoni]])
*La donna non è altro che un calice, fragile, delicato, scintillante: dev'essere stimata e protetta. (''[[Figlia del vento]]'')
*La donna non è una "replica" dell'uomo; viene direttamente dal gesto creatore di Dio. L'immagine della "costola" non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari e che hanno anche questa reciprocità. E il fatto che — sempre nella parabola — Dio plasmi la donna mentre l'uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell'uomo, ma di Dio. Suggerisce anche un'altra cosa: per trovare la donna — e possiamo dire per trovare l'amore nella donna —, l'uomo prima deve sognarla e poi la trova. ([[Papa Francesco]])
*La donna non ha diritti politici ma deve conoscerli perché, si scrive, in qualche misura li può esercitare lo stesso: «perché un giorno, come sorella, come sposa, e come madre, deve spingere il fratello, il marito e i figli a compiere degnamente i loro doveri di cittadini». ([[Simonetta Ulivieri]])
*La donna non può essere superiore che come donna, ma dal momento in cui vuole emulare l'uomo, non è che una scimmia. ([[Joseph de Maistre]])
*La donna o ama o odia: non conosce via di mezzo. ([[Publilio Sirio]])
*La donna? Per certuni un buco, per altri un abisso. ([[Ardengo Soffici]])
*La donna perché adorna dalla natura di peculiari pregi è ritenuta la parte più gentile dei genere umano.<br/>Alla venustà delle forme, alla innata gentilezza dei modi e del linguaggio, alla delicatezza del suo profondo sentire, essa poi a mille doppî aggiungerà valore, se coltivando la mente potrà esplicare con eletta forma, i suoi pensieri, ed arricchire così il patrimonio scientifico e letterario, coi risultati dei suoi studii. ([[Filippo Nani Mocenigo]])
*La donna più addentro nell'anima sente forza d'amore, e l'uomo si fa padrone di tutto il suo essere e si rende vita della sua vita. La donna vive per amare, e di codesto sentimento usa nelle vicende dell'esistenza per lenire l'agrezza delle sciagure, per stemperare in dolce serenità le gioie trabocchevoli. È per cotesto che la donna è la poesia della natura, perché l'amore è l'eterno sorriso del creato, l'armonia che tutti gli esseri lega in un vincolo misterioso. E mentre l'uomo trascende a forti e concitati proponimenti, e passioni violenti e subitanee, la donna modera se stessa, finché lo consente natura; e la preghiera, l'umiltà, il sacrificio le porgono mezzi di giungere là, ove non possono la vendetta, l'odio, il furore dell'uomo. ([[Felice Guzzoni]])
*La donna, portata com'è a osservare più i sentimenti altrui che i propri, non inganna né è ingannata, ma è l'illusione in sé, ottica e acustica. ([[Jean Paul]])
*La donna promette quel che solo Dio può mantenere. Non essere amaro con lei. Non è forse già meraviglioso che una tale promessa esista? Iddio non ha richiamo più irresistibile di quello della donna. ([[Gustave Thibon]])
*La donna quando pensa da sola, mal pensa. ([[Publilio Sirio]])
*La donna sa donare l'anima prima di cedere il suo corpo. ([[Nino Salvaneschi]])
*La donna seduce come un [[gatto]], il gatto seduce come una donna. ([[Stéphanie Hochet]])
*La donna selvaggia è nel contempo amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono sperdute, di tutte coloro che hanno bisogno di sapere, di tutte coloro che hanno un enigma da risolvere, di tutte coloro che vagano e cercano nella foresta o nel deserto. ([[Clarissa Pinkola Estés]])
*La donna? Solo il diavolo sa cos'è. ([[I fratelli Karamàzov|Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'']])
*La donna venuta dopo, quella dei giorni nostri, in gara col maschio in ogni competizione e in ogni attività, in ogni privilegio, che del maschio reclama i diritti e le prerogative fino nell'abito, è forse più utile ai fini pratici della vita sociale, ma la sua posizione rispetto all'uomo è divenuta quella di un oggetto di uso comune nella vita quotidiana, non di un oggetto prezioso e raro, che si guarda con ammirazione religiosa. Oggi abbiamo la donna sportiva sorta dal cinematografo: quella era la donna sorta alcuni secoli prima dalla poesia. ([[Aldo Palazzeschi]])
*La femmina, amico, è una gran cosa, tutto il mondo ne delira: la fiera, l'uccello, il piccolo maggiolino, tutti sono vivi per questo! E al di fuori di ciò di che si può vivere? ([[Maksim Gor'kij]])
*La femmina, infatti, ha bisogno del maschio non solo per la generazione, come negli altri animali, ma anche come suo signore, perché il maschio è più perfetto quanto a intelligenza ed è più forte quanto a coraggio. ([[Tommaso d'Aquino]])
*La forza principale del [[Giappone]] sta nelle sue donne, uniche al mondo. Sono le donne che, col sacrificio della loro vita, rinunziano a tutto, alleggeriscono l'esistenza e danno la serenità e la forza agli uomini. ([[Ercole Patti]])
*La gioia di vivere è il miglior cosmetico per una donna. ([[Rosalind Russell]])
*La giovane evitava in particolare i faggi e i frassini, che gocciolavano più insidiosamente di tutte le altre piante. Così facendo dimostrava quanto le donne comprendano bene gli umori e le caratteristiche della natura: un uomo che avesse attraversato quei campi non si sarebbe nemmeno accorto che dagli alberi scendeva acqua. ([[Thomas Hardy]])
*La maggior parte delle donne non ha ancora capito che alla base dell'emancipazione dev'esserci l'indipendenza economica e che, per essere libere, bisogna anzitutto essere autonome. ([[Carla Gravina]])
*La lussuria delle donne è fetida e più soffocante che negli uomini, e quindi deve essere domata più energicamente con l'astinenza dal cibo. ([[Giovanni di Dio]])
*La nostra [[fortuna]] con le donne è subordinata al nostro successo di esordienti che ci persuade di essere nati, almeno sotto questo punto di vista, fortunati. E di cui le donne subiscono il richiamo: è come ne portassimo addosso diciamo l'odore. ([[Vasco Pratolini]])
*La più stupida delle donne è più intelligente del più intelligente degli uomini. ([[Luciano Pavarotti]])
*La principessa era lontana dal farsi scrupoli; era anzi malvagia quanto può esserlo una donna, il che non è poco, giacché il gentil sesso tiene a una qualche superiorità in ogni competizione. ([[William Beckford]])
*La schiavitù della donna consiste nel fatto che alcuni vogliono e ritengono conveniente sfruttarla come uno strumento di piacere. ([[Lev Tolstoj]])
*La verità non ha mai interessato le donne, a loro basta avere ragione. ([[Frigyes Karinthy]])
*La vita della donna è irta d'insidia; e la donna se ne guarda con inesauribile astuzia. In tal modo l'arte dell'inganno le è propria, indissolubile dalla sua indole, come l'arte del vestire. ([[Luciano Zuccoli]])
*La vostra astuzia [o donne] è davvero grande! (''[[Corano]]'')
*''Le anime delle donne sono così piccole | che alcuni credono che non ce l'abbiano nemmeno.'' ([[Samuel Butler (poeta)|Samuel Butler]])
*Le belle donne non si mettono a studiare medicina a meno che non abbiano qualche grosso problema. (''[[Dr. House - Medical Division (prima stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Le donne amano soltanto coloro che non conoscono. ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Le donne andrebbero fatte fuori appena nate! (''[[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]]'')
*Le donne assicurano la solidità e la continuità del reale. ([[René Barjavel]])
*Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna, se hanno quello di salire al patibolo. ([[Olympe de Gouges]])
*Le donne cercano sempre di dimostrare che la cura della casa e della famiglia rappresenta un lavoro che nessun uomo può accingersi a sbrigare, mentre è stato dimostrato che a fatti gli uomini sanno trovare più efficienti sistemi nell'organizzare anche i lavori domestici su basi bene ordinate e risparmiando tempo e fatica, cosa che le donne non sapranno mai fare. ([[Rosamond Du Jardin]])
*Le donne, così abili nell'arte di dissimulare, fingono meglio di noi un sentimento che non provano, ma nascondono peggio degli uomini un affetto sincero e appassionato, perché vi si abbandonano di più. ([[Émile de Girardin]])
*Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*Le donne commettono dei particolari reati per la loro fragilità, ma tenendo conto di questa fragilità femminile, i giudici maschi sono di solito tolleranti con loro. E dunque stiano buone. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*Le donne generalmente non negano i loro difetti. Solo li designano con nomi di [[virtù]]. ([[Ugo Bernasconi]])
*Le donne danno la vita, perché non possono anche toglierla? (''[[Batman/Lobo: Pericolo mortale]]'')
*Le donne hanno lo strano istinto di aggrapparsi al pugnale che le trafigge. ([[Jerome K. Jerome]])
*Le donne hanno per certi atti il senso del [[pudore]] assai meno sviluppato che l'uomo. La loro femminilità è ad un tempo arma e difesa. ([[Carlo Maria Franzero]])
*Le donne imparano con avidità e dimenticano con facilità. ([[Ferdinando Galiani]])
*Le donne in questo mondo sono chiamate a costruire una casa, un futuro, insieme alle loro famiglie: ma io? [...] Gli estremisti non ci lasceranno mai in pace: sono una donna segnata. ([[Asia Bibi]])
*Le donne nel western c'erano, ma non in primo piano. Con qualche regola. Le bionde, considerate fragili e delicate, in genere morivano al primo rullo. Più fortuna avevano le rosse e le more, prostitute da saloon oppure dalla parte dei cattivi. Erano più forti, resistevano, potevano morire anche alla fine del film. ([[Marco Giusti]])
*Le donne nere sono meno attraenti delle altre perché sono molto più grasse. ([[Satoshi Kanazawa]])
*Le donne non hanno più timore né dei loro desideri né dei loro "sogni proibiti" e neppure della pornografia. Sono molto più sicure, evidenziano anche in tanti libri erotici la loro complessa natura. Dalla politica alla vita di tutti i giorni, passando per la cultura, la forte femminilizzazione della società sta modificando molte convinzioni e convenzioni. È per questo che oggi si discute, molto più che in passato, degli amori saffici. ([[Tilda Swinton]])
*Le donne non hanno quel senso delle difficoltà che hanno gli uomini. Le difficoltà delle donne sono fisiche e reali: quelle degli uomini sono intellettuali e formali. " È impossibile " dicono sempre. Le donne non dicono mai così. Prima agiscono e dopo vedono se la cosa è o no possibile. ([[John Galsworthy]])
*Le donne non si sentono mai a loro agio fino a che non proclamano ad alta voce i loro torti. ([[E. M. Forster]])
*Le donne non si vedono mai abbastanza belle e, oggi, la bellezza sembra sempre la loro promessa di felicità. ([[Silvio Orlando]])
*Le donne non sono migliori degli uomini. Ma partoriscono, e quindi sono più stabili, anche sentimentalmente. Sono meno leggere, più affidabili. Agli uomini le responsabilità danno fastidio. ([[Giovanna Mezzogiorno]])
*Le donne non sono nate donne, ma lo diventano: con questo {{NDR|[[Simone de Beauvoir]]}} intendeva dire che le donne tendono ad adeguarsi all'ideale che gli uomini hanno delle donne. Essere ciò che un uomo si aspetta da te è una scelta, ma le donne, essendo libere, possono decidere da sole ciò che vogliono essere. Non esiste un'essenza, un modo naturale di essere donna a cui devono adeguarsi. ([[Nigel Warburton]])
*Le donne più belle del mondo erano le africane. Donne somale avvolte in vesti screziate di viola, vermiglio, rosa. Intorno al collo grani d'ambra che, strofinati l'uno contro l'altro, sprigionavano elettricità e profumo di limoni e miele. Donne del Corno d'Africa che sbirciavano attraverso veli d'oro, ornamenti filiformi simili a lacrime tintinnanti. Velate di nero dalla testa ai piedi, concentravano il loro desiderio negli occhi contornati di kajal. Sulle Montagne della Luna, donne dinka, scure e levigate come il più scuro e più levigato dei legni, alte e statuarie, con corsetti ornati di perline che sarebbero stati aperti solo la notte delle nozze. ([[Martin Cruz Smith]])
*Le donne possono avere le stesse competenze e la stessa credibilità di un uomo. Anche quando indossano un tubino. ([[Francesca Barra]])
*Le donne preferiscono aver ragione piuttosto che essere ragionevoli. ([[Ogden Nash]])
*Le donne, prima di sposarle, bisogna provarle. ([[Benito Mussolini]])
*Le donne sanno delle cose che non sono mai state scritte né insegnate. ([[Remy de Gourmont]])
*Le donne, se le ami veramente, sanno esserti perennemente fedeli, fino alla morte, e anche oltre. Loro sanno cos'è l'amore. (''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'')
*Le donne son fatte così. Ogni giorno che sorge porta loro una nuova interpretazione del passato. Dev'essere una vita poco monotona la loro. ([[Italo Svevo]])
*''Le donne son venute in eccellenza | di ciascun'arte ove hanno posto cura.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Le donne sono come i camaleonti, che dove si posano prendono il colore. ([[Alberto Moravia]])
*Le donne sono come le automobili. Ogni tanto debbono fare un piccolo tagliando. A noi che stiamo sempre davanti al pubblico, un po' di lifting ce lo dovrebbe pagare lo Stato. ([[Loredana Bertè]])
*Le donne sono creature instabili: se dai loro qualcosa in mano non sono contente finché non l'hanno distrutto. ([[Efraim Medina Reyes]])
*Le donne sono creature semplici: io non ho mai incontrata una che non capisse il significato di una bella sberla sul grugno o di pallottola calibro 45. (''[[Provaci ancora, Sam]]'')
*Le donne sono delle terribili sognatrici. Il peccato è una sorta d'incoscienza, un non-sapere. Così sono le donne. ([[Iris Murdoch]])
*Le donne sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini. ([[Jean De La Bruyère]])
*Le donne sono famose per costruir romanzi inverosimili. ([[Dino Buzzati]])
*Le donne sono gli esseri dell'altra riva, per noi uomini intendo: questo significa che tra l'uomo e la donna scorre un fiume, un fiume più ampio e profondo del mare. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*Le donne sono innamorate del potere. Ci ronzano attorno come le mosche sulla merda. (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Le donne sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. ([[Osho Rajneesh]])
*Le donne sono nate per stare da sole e, da sole, riescono a fare tutto perfettamente. ([[Micol Ronchi]])
*Le donne sono più flessibili e più pratiche, riconoscono meglio i valori essenziali della vita. ([[Matali Crasset]])
*Le donne sono più forti degli uomini, e soprattutto non perdiamo tempo a lamentarci, ma cerchiamo sempre di fare del nostro meglio, al netto delle difficoltà. Ecco perché quando si hanno in una famiglia dei bambini piccoli che piangono, sono spesso le donne a tenerli in braccio. Gli uomini si dimostrano a volte stupidi per alcuni loro modi di fare. ([[Serena Williams]])
*Le donne sono sempre povere di parole precise. ([[Italo Svevo]])
*Le donne sono speciali, ma capirle è come vincere alla lotteria. (''[[NCIS - Unità anticrimine (seconda stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*Le donne sono stupide, altrimenti non sarebbero donne. ([[Alba de Céspedes]])
*Le donne sono trattate in modo diverso dalla società per la stessa ragione per cui lo sono i bambini e gli handicappati mentali: è semplicemente più comodo per tutti. ([[Scott Adams]])
*Le donne sono troppo cretine per essere antipatiche. (''[[Fantasmi a Roma]]'')
*Le donne, spesso, vengono viste e dipinte come vittime e lo sono, ovviamente, sono vittime della [[Violenza contro le donne|violenza]] maschile, ma le donne sono forti, sono in grado di ribellarsi, insomma non sono vittime predestinate, devono, quindi, far emergere la propria forza, esprimerla, e il compito della politica e della società in generale è non farle sentire sole in questa ricerca di libertà. ([[Eugenia Roccella]])
*Le donne stupide impazziscono di rabbia. Quelle intelligenti si intristiscono, si lasciano prendere dalla curiosità, ma alla fine se ne fanno una ragione. ([[Sándor Márai]])
*Le donne superiori a noi! Sì, fratellini miei; consentite questa strana sentenza in bocca d'un vecchio che ne ha vedute molte. Sono superiori a noi nella costanza dei sacrifizi, nella fede, nella rassegnazione; muoiono meglio di noi: ci son superiori insomma nella cosa più importante, nella scienza pratica della vita, che, come sapete, è un correre alla morte. ([[Ippolito Nievo]])
*Le femmine non sono solo leggiadre e carine come pensi tu! Anche loro fanno la cacca e la pipì! E la tua Shimada è come le altre, che ti credi? Resterai sempre deluso se credi che non siano esseri umani! (''[[Video Girl Len]]'')
*Le [[Prostituzione|prostitute]] dicevano che la maggior parte degli uomini avrebbe dovuto conoscere la donna quanto i protettori. La donna dovrebbe essere coccolata in modo da percepire l'affetto dell'uomo, ma trattata con severità... tutte le donne sono per natura fragili e deboli: sono attratte dall'uomo nel quale vedono la forza... La mia esperienza è fin troppo estesa e dimostra che le donne sono creature infide, ingannevoli e menzognere. ([[Malcolm X]])
*Le statistiche dicono che le donne sono più numerose di qualsiasi altra cosa. Tranne che degli insetti. (''[[Gilda (film)|Gilda]]'')
*Lo svelamento di una donna è cosa delicata. Non avviene mai di notte. Non si sa che cosa si può trovare. ([[Anaïs Nin]])
*Ma che cos'è la donna? Soltanto uno dei gradevoli abbagli della Natura. ([[Hannah Cowley]])
*Mai nella sventura e neppure nell'agognata prosperità mi sia dato di coabitare con la razza delle donne. Perché la donna, se impera, non è che impudenza impraticabile, e se teme è iattura ancor più grande per case e città. ([[Eschilo]])
*Mentre fra noi si pone oggi una cura quasi febbrile nell'istruzione letteraria e scientifica della donna, si trascura molto, e qualche volta affatto la sua educazione religiosa e morale.<br/>Eppure a noi, veramente positivi e che vogliamo in tutto riferirci ai fatti, l'esperimento di tutti i giorni dimostra come l'educazione morale e religiosa della donna sia la suprema condizione di ogni prosperità domestica e civile. ([[Augusto Alfani]])
*''Mi colpiscono | di una donna | le stesse parti del pollo: | coscia, petto, collo...'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mi piacciono le donne che si fingono matte, | ma mi scende tutto se si sono rifatte, | perché se il seno l'hai voluto grande, gigante, | chissà cosa ti aspetti dalle mie mutande.'' ([[Dargen D'Amico]])
*Mia nonna diceva sempre che dopo il morso di un serpente, la cosa più pericolosa per una donna carina è di volere agire da sola. (''[[Terra nera]]'')
*Mio nonno era innamorato del profumo delle donne. Ne portava gli aromi come anelli attorno alle dita e sulla punta della lingua come parole – combinazioni inconsuete di odori consueti. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Mio padre diceva che la strada che porta al cuore di una donna passa per il suo stomaco. ([[Benjamin Sisko]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'')
*Nascere donne è una disgrazia, come nascere gobbi, storpi o nani. È una condanna che paghi per tutta la vita. Arriva uno e ti sposa, può andarti bene o male. (''[[Nenè (film)|Nenè]]'')
*Natura meravigliosa, se io non ti ammirassi, una donna me l'insegnerebbe, perché lei è il venerabile dell'esistenza. In modo magnifico tu l'hai plasmata, ma ancor più magnifico è che tu non abbia formato una donna come l'altra. ([[Søren Kierkegaard]])
*Nei riguardi dell'amore, la donna è uno strumento completo. Dai piedi alla testa essa è unicamente, meravigliosamente fatta per l'amore. ''Ella sola sa amare. Ella sola sa essere amata. Di conseguenza'': se una coppia amorosa si compone di due donne, è perfetta; se ce n'è una sola, lo è soltanto a metà; se non ce ne sono, è semplicemente idiota. ([[Pierre Louÿs]])
*Nel cuore delle donne non ci vede chiaro che l'esaminatore disinteressato. ([[Edmondo De Amicis]])
*Nel grande disegno le donne sono state dipinte con pennelli diversi. (''[[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|I segreti di Twin Peaks]]'')
*Nel secolo scorso e nei primi decenni del Novecento, nelle società più progredite [...] due cromosomi X<ref>Normalmente gli esseri umani di sesso femminile presentano due cromosomi X.</ref> rappresentavano una barriera insormontabile per entrare alle scuole superiori e poter realizzare i propri talenti. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*Nessun grande movimento degli oppressi si è compiuto nella storia dell'umanità senza la partecipazione delle donne lavoratrici. Le donne lavoratrici, le più oppresse fra tutti gli oppressi, non sono mai restate e non potevano restare ai margini della grande strada del movimento di liberazione. Il movimento di liberazione degli schiavi ha fatto sorgere, com'è noto, centinaia e migliaia di grandi martiri ed eroine. Nelle file dei combattenti per l'emancipazione dei servi della gleba militavano decine di migliaia di donne lavoratrici. Non c'è da meravigliarsi se il movimento rivoluzionario della classe operaia, il più potente di tutti i movimenti di emancipazione delle masse oppresse, ha raccolto sotto la sua bandiera milioni di donne lavoratrici. ([[Iosif Stalin]])
*Nessuna donna nata in questo mondo è immune ai piaceri della bontà. Si nasce alla bontà: è la nostra primogenitura. Solo molta grinta e un'ostinazione incrollabile ci spingono a esigere il diritto alla cattiveria – perché sappiamo che solo in questo modo possiamo diventare persone – non figli o nipoti, ma individui, e possibili artiste. ([[Erica Jong]])
*Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano a fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne. ([[Mohammad Ali Jinnah]])
*Niente fa tanto onore ad una donna quanto la sua pazienza e niente le fa così poco onore quanto la pazienza di suo marito. ([[Joseph Joubert]])
*Noi donne, a differenza degli uomini, possediamo due volti: un volto di donna e un volto di madre. Guarda, anche nelle piante ci sono foglie e fiori, giusto? La foglia assorbe il nutrimento con tutta sé stessa esponendosi al sole, il fiore invece non pensa ad altro che ad apparire bello. Il fiore è il volto di donna della pianta, ma è nella foglia che trovi il viso di una madre. (''[[Boogiepop Phantom]]'')
*Noi donne passiamo oltre l'aspetto fisico se una persona ha qualcosa di importante e bello da offrirci. E se ha un cervello che funziona bene. Mi dispiace per i maschi dai grandi attributi fisici. Non ce l'ho con loro per questo, intendiamoci! ([[Eva Mendes]])
*Noi trascuriamo le donne, perché sono gli esseri umani più complicati e, nello stesso tempo, quelli che offrono di più in cambio agli sceneggiatori e ai registi. La donna può dire sì e no nello stesso tempo. La donna vuole e non vuole nello stesso istante. La donna mente e dissimula infinitamente meglio dell'uomo, perché è stata obbligata a farlo nella nostra società. Ma detesterei che perdesse i suoi meravigliosi attributi. Sono anche attributi naturali. Invidio loro i superiori mezzi per affrontare la vita. Le trovo infinitamente più affascinanti degli uomini [...]. Inoltre, le donne raramente sono rappresentate sullo schermo oggigiorno, tranne che come tette. ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*Non c'è donna, per vecchia che sia, che non abbia, in ragione dell'età, altrettanta presunzione. ([[Francisco de Quevedo]])
*Non c'è limite alla malizia delle donne, soprattutto delle più innocenti. ([[José Saramago]])
*Non c'è niente come una donna, o due! Adorano gli uomini, anche gli stronzi. Anche il peggiore degli stronzi, in qualche parte nel mondo, ha una donna che è pazza di lui. Le donne sono perfette. Il resto non vale niente. (''[[Havana (film)|Havana]]'')
*Non credo che nessuna donna sia una sola cosa. Se pensiamo a come siamo con il nostro amante, con nostra madre, con il nostro bambino, la donna si esprime a livelli diversi, almeno questo è vero per me. È bello poter esplorare questi diversi lati della propria personalità. Oggi non è più come una volta, quando la donna doveva avere un unico ruolo. Viviamo in un'epoca in cui possiamo decidere di non precluderci niente. Non credo che la mia sessualità mi imponga di essere solo una buona madre, posso essere quella che voglio. C'è una rivoluzione culturale in atto e sono felice per mia figlia che potrà godere dei benefici. Noi donne abbiamo la possibilità di volare alto, possiamo decidere di essere quello che vogliamo. Un giorno siamo super glamorous, un altro possiamo essere la business women. ([[Padma Lakshmi]])
*Non è indifferente che Dio abbia realizzato il suo progetto per mezzo di una donna: essa possiede uguale dignità a quella dell'uomo. ([[Leonardo Boff]])
*Non è un vanto per una donna l'esser lodata da un superiore che non può sposarla.<br />E pazzia di lasciare che nel cuore si accenda un amore che deve divorare la sua vita, se non è conosciuto e diviso, e, se è tale, simile a un fuoco fatuo, smarrirla in un labirinto di dolori senza uscita. ([[Charlotte Brontë]])
*Non esiste un modo giusto di essere donna. ([[Rebecca Solnit]])
*Non le vedi mai sedersi su una panchina con su scritto ''Vernice fresca''. Si guardano intorno ovunque. ([[James Joyce]])
*Non mi intendo di donne, le distinguo dagli uomini solo in base al sesso. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Non permettere a una donna di decidere del proprio corpo è violenza. ([[Stefania Ascari]])
*Non si chieda alle donne di essere sincere, sinché vengono educate in modo da credere che lo scopo della loro vita sia di piacere. ([[Marie von Ebner-Eschenbach]])
*Non si ride così forte. Avete dimenticato che la voce delle donne non deve mai oltrepassare la porta? [...] La voce della donna è la sua nudità. (''[[La bicicletta verde]]'')
*Non vi è che l'ultimo amore di una donna capace di soddisfare il primo di un uomo. ([[Honoré de Balzac]])
*Non voglio con questo dire che alle donne piaccia trovarsi in certe situazioni, nelle quali è molto, molto piacevole essere umiliate, nonostante l'apparente indignazione. Ci vanno a finir tutte in situazioni simili; l'uomo in genere arriva persino ad amare molto d'essere umiliato, l'avete notato? Ma per le donne la cosa è particolare... Si può dire che campino solo per questo! ([[Fëdor Dostoevskij]])
*Nulla è più insopportabile di una donna [[Ricchezza|ricca]]. ([[Decimo Giunio Giovenale]])
*O donne, voi siete le vittime del tempio in cui siete adorate. ([[Madame de Staël]])
*O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro [[Hijab|veli]], così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso. (''[[Corano]]'')
*Oggi una donna di volontà riesce a farsi strada. Ma deve dimostrare sempre molte più cose di un uomo. ([[Edwige Fenech]])
*''Ogni donna ama un fascista''. ([[Sylvia Plath]])
*Ogni donna è destinata ad essere madre [...]. A questo fine il Creatore ha ordinato tutto l'essere proprio della donna, il suo organismo, ma anche più il suo spirito e soprattutto la sua squisita sensibilità. Di guisa che la donna veramente tale, non può altrimenti vedere né comprendere a fondo tutti i problemi della vita umana che sotto l'aspetto della famiglia. ([[Papa Pio XII]])
*– Ogni donna ha punti morti e punti vivi. Cerca di individuare i suoi punti vivi.<br/>– Dovrei fare degli scavi sul suo corpo ma... griderebbe. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*Ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non c'entrano i vestiti ed il trucco, ma come si brilla. ([[Sophia Loren]])
*Oh grandezza umana della donna! Ricordiamoci sempre della potenza affermativa della passione femminile, eredità tra le somme della rivoluzione umana, forza che ritorna dopo le epoche basse di avvilimento, di accademia, di chiesa, di moralismo borghese, di filosofia ufficiale, a scuotere dai cardini la società ripresa dal sonno torpido di una schiavitù. ([[Paolo Orano]])
*Ossequiate, lusingate, insidiate, ti amano per vanità: molte, se sei ricco, sentono il bisogno di entrare nella tua casa; nessuna il desiderio di penetrare nell'anima tua. ([[Anton Giulio Barrili]])
*Per imporre una nuova idea è sufficiente rivolgersi alle donne. Esse se ne impossessano subito perché non vanno troppo per il sottile, la propagano immediatamente e la sostengono a spada tratta essendo ostinate e testarde. ([[Susanne Necker]])
*Per l'uomo l'[[amore]] può essere un episodio. Per la donna spesso è tutto il suo destino. ([[Nino Salvaneschi]])
*''Per lei assai di lieve si comprende | quanto in femmina foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*''Per la mia strada già tante | donne vidi passare | belle come nei sogni | lontane stelle che l'occhio | si paga di mirare. | Quella la via delle mie donne | quando s'oscura il giorno | e vaghe forme intorno | dilettano i miei sensi | or che ogni porta s'è rinchiusa | frusciando di gonne.'' ([[Rocco Scotellaro]])
*Per me, una forma d'arte sono le donne. Cammino per strada e sono all'interno di una galleria di opere viventi, continuamente mutevoli e straordinarie. Mi piace la figura intera, ma ammiro soprattutto i ritratti. Mi chiedo chi le abbia dipinte, chi le abbia modellate. So che è stata la vita e quindi sono un appassionato di vita, come forma d'arte. ([[Leo Ortolani]])
*''Per molti, donna, anzi per mille amanti | creata fusti, e d'angelica forma; | or par che 'n ciel si dorma, | s'un sol s'appropia quel ch'è dato a tanti.'' ([[Michelangelo Buonarroti]])
*Per quanti libri hai letto, per quanto intelligente sei, per quanti percorsi hai fatto nel mondo, per le donne il dato estetico è sempre il punto di rottura di un equilibrio. ([[Silvio Orlando]])
*Per una donna i [[Corteggiamento|corteggiatori]] sono come le collane e i braccialetti: ornamenti di cui, se può, preferisce di non disfarsi. ([[Alberto Moravia]])
*Per una donna esiste il problema della credibilità, bisogna dimostrare che si è brave. Alla donna manca il diritto alla [[mediocrità]], si arriva ad occupare posti importanti solo se si è bravissime. Ma quando ci saranno anche le mediocri, come avviene per gli uomini, vorrà dire che esiste la parità. Occorre quindi dimostrare che a uguali opportunità corrispondono uguali meriti. ([[Marisa Bellisario]])
*''Perché non esiste donna che dica no a una serenata.'' ([[Modena City Ramblers]])
*Perché non esistono musiciste? Perché le donne non compongono [[musica]]? Perché si accontentano di lasciarla risuonare dentro il loro animo, a tormentarle, a corrodere i loro pensieri? Perché non se ne liberano buttandola fuori? Che cosa succederebbe, se il mondo venisse invaso dai suoni che accadono dentro l'animo delle donne? ([[Tiziano Scarpa]])
*Perché Satana sa che ha sedotto il primo uomo per bocca di una donna e ha allontanato tutti gli esseri umani dalla beatitudine del paradiso grazie alla credulità della donna, così lui perseguita anche adesso, con astuzia ancora più attenta, il vostro sesso. ([[Papa Leone I]])
*Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un'altra cosa. Siete fuori! (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'')
*Perfin le donne, cui più gioverebbe attendere alle domestiche faccende, aver cura dei bimbi, governar le fantesche, alzano l'esile lor voce per discutere materie {{NDR|politiche}} così superiori alla loro intelligenza. ([[Clemente Solaro della Margarita]])
*Più sovente la donna è ispiratrice di nobili azioni che istigatrice di ree. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Più una donna è oggetto più è arbitra del suo destino. Più è oggetto più riesce a sottomettere l'uomo e ad aprirsi qualsiasi strada. ([[Femi Benussi]])
*''Può darsi che io non sappia cosa dico, | scegliendo te – una donna – per amico.'' ([[Lucio Battisti]])
*Può sembrare grave ingiustizia il negare alla donna di scienza, ad altissima capacità femminile ciò che si concede alle più umili capacità maschili. A capacità eguali, se non superiori, può sembrare debbano incontrastabilmente corrispondere eguali diritti. Ed ove a tale parità di diritti si ricusi, non ne verrà che, siccome un'intera metà della nazione non è rappresentata nelle assemblee che fanno le leggi e da cui emana il Governo e siccome queste leggi la riguardano e ad essere ben governata la donna non ha minore interesse dell'uomo, essa potrà dire che le leggi, perché fatte senza di lei sono contro di lei! E la donna non attribuirà a ciò le vantaggiose ineguaglianze che la legge civile ancora presenta rispetto alla sua condizione giuridica? E se, malgrado tali ineguaglianze, molte donne hanno un'intera capacità civile, perché non dovranno avere alcuna capacità nell'esercitare il più importante dei diritti politici? E non è di gran lunga meno difficile l'esercizio del diritto elettorale, che non quello delle professioni scientifiche, cui pure ora sono ammesse, e che esercitano spesso con rara perizia? ([[Giuseppe Zanardelli]])
*Purtroppo anche le donne, oggi {{NDR|1987}}, sono entrate nella trappola del consumismo e trascurano i figli pur di portare a casa uno stipendio in più. Per sopravvivere, abbiamo dovuto sposare gli stili maschili. ([[Eleonora Giorgi]])
*Qualche volta mi dico che le donne sono la radice prima di ogni male. ([[Iris Murdoch]])
*Quando le candele son spente tutte le donne son belle. ([[Plutarco]])
*Quando le donne parlano di altre donne, esaltano nella bellezza soprattutto l'intelligenza e nell'intelligenza la bellezza, nel pavone la voce, nell'usignolo le penne. ([[Jean Paul]])
*Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle. ([[Denis Diderot]])
*Quando una donna dice di tacere per pietà, ha già ingannato. ([[Luigi Pirandello]])
*Quando una donna è assalita non può perdere tempo a riflettere su ''himsa'' {{NDR|violenza}} o ''ahimsa'' {{NDR|non-violenza}}. Il suo compito primario è l'autodifesa. È libera di impiegare qualsiasi metodo o mezzo che le venga in mente pur di difendere il proprio onore. Dio le ha dato ''unghie e denti''. ([[Mahatma Gandhi]])
*Quando una femmina ha oltrepassati i confini dal pudore prescritti, non ha più ritegno veruno, e si abbandona agli sfrenati suoi appetiti. ([[Jacques Roergas de Serviez]])
*Quando una giovane donna scopre il suo potere, sia sessuale sia intellettuale, dà libero sfogo alla sua voce, alla sua rettitudine. ([[Susie Bright]])
*Quando vedevo molte donne riunite in qualche posto, a teatro, per esempio, od alla passeggiata, io mi domandavo; «Chi ameresti tu fra queste?» – E con una mano sulla coscienza, mi rispondevo: «Tutte, meno le vecchie, le gobbe e le troppo brutte.» ([[Federico De Roberto]])
*Quando viaggio in Europa tante donne mi dicono di riconoscersi nelle mie frustrazioni di donna dell'oriente. Questo mi stupisce, si crederebbe che per la donna europea alcune cose appartengano al passato, invece non è così per tutte. ([[Joumana Haddad]])
*Quanto più la vita solleva le donne dai loro precedenti compiti, tanto più intensamente esse sviluppano la loro mente. I popoli vivono secondo l'istinto, non secondo l'intelletto. L'istinto dello Stato gli dice che per le donne l'antico ruolo di padrona di casa è cessato e che conviene indirizzare le loro forze al servizio della società. ([[Ljubov' Dostoevskaja]])
*Quello che mi fa arrabbiare è che alla donna hanno sempre cercato di togliere qualche cosa e ancora oggi questo continua. Sono sempre gli uomini che vanno avanti e la donna sempre un passo indietro e questo non è giusto. Dovremmo avere un po' di parità. ([[Gina Lollobrigida]])
*Quello che suggerisco alle donne è: siate naturali. Naturalmente sexy, sicure di voi stesse, senza spingere troppo. ([[Stella McCartney]])
*Quello che noi sosteniamo è che D{{NDR|onna}} ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'emancipazione, tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. ([[Otto Weininger]])
*''Raggio divino al mio pensiero apparve, | Donna, la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*[[Ira|Rabbia]] + Donne = [[Potere]] ([[Barbara Kruger]])
*Ricorda che una donna è come una [[Rosa (fiore)|rosa]]. Se la tratti bene, sboccia. Altrimenti appassisce. (''[[Fireproof]]'')
*Ricordatevi, o giovani, che le donne sono bestie. Non le potete acchiappare perché non hanno la coda, ma se le picchiate in testa sentono. ([[Beppe Fenoglio]])
*Rispetto al modello di madre idealizzata, forse le donne stanno diventando pessime madri. Ma per la prima volta nella storia stanno diventando autentiche e reali, perché prima di essere madri vogliono essere persone. ([[Elena Gianini Belotti]])
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | le vecchie e laide lasserei altrui.'' ([[Cecco Angiolieri]])
*''Sanno le donne maneggiar le spade, | sanno regger gl' Imperj, e sanno ancora | trovar il cammin dritto in Elicona.'' ([[Leonora della Genga]])
*Sbaglierò... ma io ho sempre preferito una donna brutta e intelligente a una donna bella e sciocca. Purtroppo, le donne intelligenti sono tanto poche!... ([[Ferdinando Fontana]])
*[[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] ha sentenziato che le donne non sono fatte per le arti belle. – Lasciando dire a posta sua quel filosofo ''pessimista'' (o pessimo filosofo, come lo qualificano i suoi contraddittori) io sto coll'universale a credere che le facoltà estetiche della donna, non sono in nulla e per nulla minori di quelle dell'uomo. ([[Girolamo Alessandro Biaggi]])
*Scoppieranno guerre per gli occhi delle donne. ([[Jack Kerouac]])
*Se l'uomo infatti è il capo, la donna è il cuore; e come l'uno tiene il primato del governo, così l'altra può e deve attribuirsi come suo proprio il primato dell'amore. ([[Papa Pio XI]])
*Se la donna è al suo posto, anche l'uomo troverà il proprio. ([[Maurice Zundel]])
*Se la donna non fosse assurda, irrazionale, volubile, incoerente, folle, traditrice, non esisterebbe materia per la letteratura. ([[Pitigrilli]])
*Se le donne sapranno dire sì alla vita e alla presenza anche di ciò che non è completamente riconducibile alla dimensione della ragione, allora c'è una speranza per l'umanità. In caso contrario, non ce n'è alcuna. ([[Alessandro Meluzzi]])
*Se le donne si occupassero del loro cervello come del loro corpo, il mondo andrebbe meglio. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]'')
*Se solo le donne comprendessero il proprio valore, la propria forza e la usassero per salvare i mariti, i fratelli e i figli. Per la salvezza di tutti gli uomini! ([[Lev Tolstoj]])
*''Se una donna cercasse d'affogare, | io disapprovo sempre quella gente | che dice: "Lascia fare, | le donne sono meno che niente". | Questo dispregio per il debol sesso | dirò, se mi è permesso, | un sentimento cinico mi pare, | ché a queste donne tanto disprezzate | le gioie noi dobbiam più delicate.'' ([[Jean de La Fontaine]])
*Se una donna sa fare tutto, è costretta a farlo da sé. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*Secondo il [[Corano]] prima si ammonisce, poi si dorme in letti separati, infine si colpisce. ([[Ahmad al-Tayyib]])
*Si dice che il simbolo delle donne siano le mani, e chi vuole averle belle e le cura bene, se le troverà brutte se tralascerà di curarsele anche per soli due giorni, poiché esse sono ingrate. Di tal genere è il bizzarro umore delle donne alle quali affidi incautamente i tuoi denari: se non gli dai niente per due giorni, ci rimetti le rendite di un anno! ([[Lope de Vega]])
*Si è spesso insistito su di una notevole inferiorità economica della donna, che, cioè, essa non saprebbe mantenere se stessa. I cambiamenti della tecnica smentiscono quest'affermazione. ([[Maffeo Pantaleoni]])
*Si ottiene tutto dalle donne e dalle porte prendendole con le buone! ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*''Siamo così, dolcemente complicate, | sempre più emozionate, delicate, | ma potrai trovarci ancora qui | nelle sere tempestose | portaci delle rose, | nuove cose | e ti diremo ancora un altro "si".'' ([[Fiorella Mannoia]])
*Siamo donne e per questo abbiamo innato quel qualcosa in più che può spingerci oltre l'immaginabile. ([[Valentina Boni]])
*Siamo la prima generazione che davvero sa quale è la cura per la povertà. Ha un nome: si chiama potere alle donne. Se diamo alle donne controllo sul tasso della loro riproduzione, se gli diamo il diritto di parola, se le tiriamo fuori dal banale ciclo riproduttivo nel quale la natura e alcune dottrine religiose le hanno condannate; se seminiamo bene, non solo la povertà in quel villaggio, ma anche la salute e l'educazione, aumenteranno. Proviamolo in Bangladesh e in Bolivia, funziona sempre. ([[Christopher Hitchens]])
*Siamo profondamente amanti, siamo sapientemente buone, senza scambiare gli uffici, senza rifuggire dal lavoro travaglioso e dalla devozione costante. ([[Guglielmina Ronconi]])
*Smettiamola, poi, con questa storia che la donna debba sempre dimostrare di poter lavorare, di avere una famiglia e dei figli a ogni costo: abbiamo il diritto di essere quello che siamo, ma anche di essere fragili. ([[Melania Dalla Costa]])
*Sono come i cani. Quando parli sembra che ti capiscano ma non ti capiscono mai. Noi non possiamo vivere senza le donne, ma è difficile. E poi o sono sante o sono troie, si dividono in due categorie. Noi uomini con una ragazza dal 6 in su non ci pensiamo due volte, ci va bene tutto. ([[Carlo Pernat]])
*Sono contenta di essere una donna, ma solo perché ho capito che la donna è un essere forte, persino più dell'uomo. Talmente forte da saper sopravvivere a dolori grandissimi, che nessun uomo potrà mai capire fino in fondo, perché non fanno parte della sua storia e del suo destino. ([[Claudia Cardinale]])
*Sono fiera ed orgogliosa di essere donna, se potessi rinascere nascerei sempre donna. ([[Elodie (cantante)|Elodie]])
*Sono le donne che fanno il mondo, gli uomini sono sempre lì per distruggerlo. ([[Giovanni Lindo Ferretti]])
*Sono le donne che muovono le grandi rivoluzioni! Come si dice: anche la guerra di Troia è stata fatta per colpa di Elena! Reinventarsi e rigenerare sono caratteristiche femminili, la donna è disposta a cambiamenti radicali, non a caso è lei che partorisce. Siamo capaci di adattarci, siamo multiformi: madri, amiche, donne che lavorano, che amano, che fanno l'amore. Donne sognatrici. Niente contro gli uomini, sia chiaro. Io li amo, li adoro, non potrei stare senza di loro. Però siamo molto più coraggiose di loro. ([[Sabrina Impacciatore]])
*Sono tutte uguali: nella stessa misura possono amare e odiare. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'')
*''Sono una donna. | Credono che la mia libertà sia loro proprietà | e io glielo lascio credere | e avvengo.'' ([[Joumana Haddad]])
*Spartire la vita con un uomo, dedicargli il proprio amore, ha un prezzo, significa per le donne decidere di sacrificare qualche cosa di sé stesse. ([[Dacia Maraini]])
*Spesso l'errore che si fa con le donne è rifiutare che abbiano la loro complessità come ce l'hanno gli uomini. Le donne possono anche parlare di femminismo e andare alle sfilate di Moschino. Dipende come si usa il privilegio di essere una donna che può andarci. ([[Francesca Michielin]])
*Spesso questo è il destino, e questi sono i tragici sviluppi, della femminilità fisica e mentale, quando una donna incontra, e attraversa, un'esperienza di particolare crudeltà. Se la donna è tutta tenerezza, muore. Se sopravvive, la tenerezza o le viene scostata di dosso oppure – e l'effetto all'esterno è lo stesso – le si incrosta così profondamente dentro il cuore che non si lascerà mai più vedere. ([[Nathaniel Hawthorne]])
*Stasera ci sono stati molti, molti ospiti. Si è cominciato a parlare della questione femminile. [[Lev Tolstoj|L. N.]] ha detto che, prima di parlare della disuguaglianza della donna e del suo stato di inferiorità, bisogna porre la questione della disuguaglianza delle persone in generale. Poi ha aggiunto che, se la donna stessa si pone questa questione, in questo c'è qualcosa di poco modesto, di non femminile e perciò sfrontato. Penso che abbia ragione. Noi donne non abbiamo bisogno di ''libertà'', ma ''d'aiuto''. D'aiuto specialmente nell'educare i figli maschi, nell'influenzarli perché si pongano sul retto cammino per quanto riguarda la vita, la capacità di lavorare, di essere forti, indipendenti e onesti. ([[Sof'ja Tolstaja]])
*State molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio Conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale [...] un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata. (''[[Talmud di Gerusalemme]]'')
*'Sto fatto che dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna mi sembra una gran cretinata. È la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di "bel gesto" nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c'è sempre chi o che cosa? Solo se stessa, temo. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Tanta è la tirannia degli uomini! Loro vogliono che noi non facciamo uso della nostra intelligenza né dei nostri sentimenti, hanno solo un grande interesse a richiamarci ai nostri primordiali compiti. Le donne possono dire agli uomini: «Che diritto avete voi di privarci dello studio delle scienze e delle belle arti? Le donne che si sono dedicate a tali studi, non hanno forse raggiunto risultati più che buoni?». ([[Madame de Lambert]])
*''Ti diranno che il [[vento]] è | il respiro di una donna.'' ([[Lucio Battisti]])
*Troppo spesso nel nostro Paese la donna è confinata in ruoli di offerta al maschio o di angelo del focolare o di donna in carriera; sono stereotipi anacronistici, inaccettabili. ([[Laura Ravetto]])
*Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso. (''[[Qoelet]]'')
*Tu sei la porta del diavolo, tu sei la profanatrice dell'albero della vita, tu sei stata la prima a violare la legge divina, tu sei colei che persuase Adamo, colui che il diavolo invece non riuscì a tentare. Tu che hai infranto l'immagine di Dio, l'uomo, con tanta facilità. Per causa tua esiste la morte, anche il Figlio di Dio ha dovuto morire. E tu hai in mente di adornarti con altro che non siano le tuniche che coprono la tua pelle? ([[Tertulliano]])
*Tutte le donne sulla terra sono simili: ascoltano, sorridono, dicono di sì e poi cambiano idea. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]'')
*Un problema che adesso sta vivendo il mondo è che la donna è considerata una cittadina di secondo ordine. ([[Hernán Huarache Mamani]])
*Un uomo sulla luna non sarà mai interessante quanto una donna sotto il sole. ([[Leopold Fechtner]])
*Una donna allora si rende più adorabile nelle sue parti, quando che tratta con maggior cor. ([[Salvator Rosa]])
*Una donna crede a tutto senza credere a niente. (''[[Sinfonia per un massacro]]'')
*Una donna deve essere solo due cose, elegante e straordinaria. ([[Coco Chanel]])
*Una donna gentile non soltanto deve comandare senza autorità, ma convincere senza parlare. ([[Philip Sidney]])
*Una donna giudiziosa, laboriosa e religiosa è l'anima di tutta una grande famiglia; essa vi mette l'ordine nei beni temporali e spirituali. ([[Fénelon]])
*Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi. ([[Zsa Zsa Gabor]])
*Una donna libera è il contrario di una donna leggera. ([[Simone de Beauvoir]])
*Una donna non è mai pericolosa per quello che ha ormai di donna, ma per quello che ha ancora di bambina. ([[Francisco Umbral]])
*Una donna non può che essere infastidita dalle immagini della realtà circostante, che sottolinea come il ruolo femminile sia costantemente relegato a quello di belle oche. ([[Barbara Berlusconi]])
*Una donna nutre sempre una specie di sentimento mistico nei confronti del [[denaro]]. Bene e male in un cervello femminile significano semplicemente denaro e mancanza di denaro. ([[George Orwell]])
*''Una donna, per essere realizzata, | deve avere un amico, un marito e un amante. | Con l'amico dice quello che non pensa, | col marito non dice quello che fa | e con l'amante fa quello che non dice''. ([[Gianni Monduzzi]])
*Una donna può ispirare canzoni. Ogni donna è un misterioso universo da esplorare, conoscere, amare o odiare. Ogni donna rappresenta per un uomo un'inesauribile fonte di emozioni, sensazioni, passioni, illusioni, sogni e certezze. Non c'è niente nell'universo di così bello, intrigante e affascinante come la donna. ([[Vasco Rossi]])
*Una donna scusa anche le cattive azioni commesse per la sua bellezza. ([[Alain-René Lesage]])
*Una donna senza mestiere ha due possibilità: il matrimonio o la prostituzione... che alla fine sono la stessa cosa. (''[[Valérie - Diario di una ninfomane]]'')
*Una femmina consuma assai meno d'un uomo, ma l'infimo prezzo con cui si valuta la sua man d'opera è fuori d'ogni proporzione; la sua pazienza però e la sua industria suppliscono a quella porzione di forze, di cui la natura l'ha privata: che le pubbliche officine diano l'esempio d'una congrua mercede ai lavori delle donne. ([[Fortunato Riccardo]])
*Una ragazza non è una vera e propria femmina, una donna, se non ha un vibratore dentro la borsetta. Se non lo hanno nel cassetto o nella borsetta non sono vere donne. Dopo molti anni sono arrivato a questa conclusione. Se non c'è questa dotazione non c'è la femminilità, non c'è l'adrenalina. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Una voce di donna sulla soglia del deserto ha un suono straordinariamente fresco. Come una fontana. Mette sete. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Uomini e donne, ma soprattutto donne, sembra che trovino un sottile piacere nel raccontarsi davanti a milioni di sconosciuti, nel riferire episodi piccanti della loro vita, comportamenti che hanno taciuto alla mamma e alla migliore amica. ([[Dino Risi]])
*Vi sono alcune ragioni per le quali il sapere è più consono al mondo delle donne che a quello degli uomini. In primo luogo, esse hanno più tempo libero e conducono vita più sedentaria... Un'altra ragione per la quale le donne, specialmente donne di rango, dovrebbero applicarsi alle lettere è che i mariti sono generalmente estranei. ([[Joseph Addison]])
*Vi sono nella vita di un uomo momenti in cui il sorriso di una donna può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. ([[P. G. Wodehouse]])
*Voi africani avete proprio il sistema più indicato per le donne: ne comprate una per qualche mucca o per qualsiasi cosa usiate per denaro e se poi non vi soddisfa riprendete indietro il denaro. Noi paghiamo con i nostri sentimenti e se poi va male non ci ridanno niente indietro. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'')
*Voi donne non capite il territorio, perché siete voi il territorio. (''[[Closer]]'')
*Vorrei che noi donne fossimo abbastanza mature per far sentire una voce diversa, per timbro, musica e parole. Diverse ma presenti. ([[Daria Nicolodi]])
*Vorrei morire come donna ma non rinascerei come un uomo. ([[Alda Merini]])
===[[Mateo Alemán]]===
*È proprio quando la donna mostra di struggersi di più in lacrime che bisogna sentire per lei la stessa compassione che si sentirebbe per un papero che entrasse a zampe nude nell'acqua nel mese di gennaio.
*Le donne ben fatte non chiedono di meglio che aver l'occasione di mostrarsi nude.
*Non è donna di così alta conditione, che non goda d'esser vagheggiata, benche da huomo di molto basso stato.
===[[Jane Austen]]===
*L'immaginazione di una donna corre sempre: dall'ammirazione passa all'amore, dall'amore al matrimonio, tutto in un istante.
*Per quanto questo evento possa essere una disgrazia per Lydia, potremo ricavarne un utile insegnamento: che per una donna la perdita della virtù è irreparabile e un solo passo falso può causare la sua rovina, che la reputazione femminile è tanto fragile quanto preziosa e che non si può mai essere abbastanza caute nei rapporti con l'immeritevole altro sesso.
*Se una donna nasconde i suoi sentimenti con la stessa abilità anche all'uomo che li ha ispirati, può perdere l'occasione di conquistarlo, e sarebbe allora ben magra consolazione sapere che anche il resto del mondo è all'oscuro di tutto. In quasi ogni affetto c'è tanta parte di gratitudine, o di vanità, che non c'è da fidarsi a lasciarlo in balia di se stesso. Tutti possono dare il via liberamente a un sentimento e l'inclinazione verso qualcuno è più che naturale, ma sono pochi coloro che hanno abbastanza cuore da innamorarsi veramente senza alcun incoraggiamento. Nove volte su dieci una donna farebbe meglio a mostrare {{Sic|''più''}} simpatia di quella che prova.
===[[Ambrogio Bazzero]]===
*Carne della femmina che sei? Tutto passa, e tu, corpo, imputridisci; dopo la giovinezza, nessun piacere; dopo la morte, nessuna vita!
*Che cosa è la donna?... La donna ideale pel giovinetto è un flacon d'odore: purissimo cristallo, essenza inebbriante. Chi lo guarda, lo porge in alto e lo adora sul fondo di cielo sereno.
*Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?
===[[Papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]]===
*Chi non avverte, oggi, il bisogno di dare più spazio alle «ragioni del cuore»? In un mondo come l'attuale dominato dalla tecnica, si sente bisogno di questa complementarietà della donna, affinché l'essere umano vi possa vivere senza disumanizzarsi del tutto.
*La Chiesa, nella sua struttura giuridica, è fondata su Pietro e gli Undici, ma nella forma concreta della vita ecclesiale sono sempre di nuovo le donne ad aprire la porta al Signore, ad accompagnarlo fin sotto la croce e a poterlo così incontrare anche quale Risorto.
*Le donne sono capaci di parlare di Dio e dei misteri della fede con la loro peculiare intelligenza e sensibilità.
===[[Roberto Benigni]]===
*La poesia ci aiuta a compiere un'esperienza irripetibile di libertà, è finzione e ritmo, ma ci aiuta a intraprendere un grande viaggio alla ricerca di uno sguardo. Quello sguardo che solo le donne posseggono e che ci introduce nel punto più segreto del mondo.
*Nessuna opera è immortale se non ci sono gli occhi di una donna dietro all'opera.
*"Non desiderare la donna d'altri" non vuol dire che si fa peccato a guardare una donna o a pensare qualcosa di fronte a una bella donna, perbacco. Non è una condanna alla bellezza e al fascino, ma vieta di desiderare la moglie del prossimo, di rubarla, di conquistarla e farla propria con un piano premeditato.
===''[[Bibbia]]''===
*Alla donna {{NDR|Dio}} disse: "''Moltiplicherò | i tuoi dolori e le tue gravidanze, | con dolore partorirai figli. | Verso tuo [[marito]] sarà il tuo istinto, | ma egli ti dominerà''". (''[[Genesi]]'')
*Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "''Questa volta essa | è carne dalla mia carne | e osso dalle mie ossa | perché dall'uomo è stata tolta''". Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. (''[[Genesi]]'')
*''Un anello d'oro al naso d'un porco, | tale è la donna bella ma priva di senno.'' (''[[Libro dei Proverbi|Proverbi]]'')
====[[Paolo di Tarso]]====
*Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. (''[[Prima lettera a Timoteo]]'')
*Le donne siano dignitose, non pettegole, sobrie, fedeli in tutto. (''[[Prima lettera a Timoteo]]'')
====''[[Siracide]]''====
*''Dalla donna ha avuto inizio il peccato, | per causa sua tutti moriamo.''
*''Distogli l'occhio da una donna bella, | non fissare una bellezza che non ti appartiene. | Per la bellezza di una donna molti sono periti; | per essa l'amore brucia come fuoco.''
*''È un dono del Signore una donna silenziosa, | non c'è compenso per una donna educata.''
*''Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna, | una donna che porta vergogna fino allo scherno.''
*''Non c'è veleno peggiore del veleno di un serpente, | non c'è ira peggiore dell'ira di una donna. | Preferirei abitare con un leone e con un drago | piuttosto che abitare con una donna malvagia. | La malvagità di una donna ne àltera l'aspetto, | rende il suo volto tetro come quello di un orso.''
*''Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, | possa piombarle addosso la sorte del peccatore! | Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, | tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico. | Non soccombere al fascino di una donna, | per una donna non ardere di passione.''
===[[Judith Blake]]===
*I movimenti femminili rivendicano a tutte le donne il diritto di avere una propria posizione indipendente e non derivata senza sacrificare la vita familiare più di quanto non debbano fare gli uomini. L'argomento opposto, e cioè che qualsiasi cosa una donna faccia in via secondaria la sua posizione primaria è quella di donna e di madre, è tuttavia ben lungi dall'essere tacitato.
*La natura della posizione della donna e il diverso modo in cui si articola con la condizione maschile esercitano una influenza su importanti variabili che interessano gli studiosi della popolazione, in particolare sul comportamento riproduttivo e l'entità e la qualità della forza lavoro. Per esempio, i demografi hanno scoperto che le donne, a causa del legame esistente fra la posizione sociale che loro compete per tutto l'arco della vita e la condizione di moglie e di madre, sono in generale molto motivate a conformarsi alle aspettative sociali in tema di riproduzione, per esempio a insistere nell'attività riproduttiva fintantoché non sia stato raggiunto il numero desiderato di figli.
*Le grandi opere sulle classi, le condizioni sociali o il potere raramente fanno menzione della donna. Il motivo addotto per questa negligenza nei confronti della posizione sociale della donna è istruttivo: la sua condizione è «derivata». Dal punto di vista della gerarchia sociale, ci si attende dalla donna occidentale una perpetua dipendenza dai rapporti di parentela che la legano agli uomini: prima al padre e poi al marito.
===[[Libero Bovio]]===
*Il [[pudore]] è l'[[intelligenza]] della donna.
*La donna che scrive mi dà, quasi sempre, lo stesso fastidio dell'uomo che cucina.
*La [[libertà]], dacché mondo è mondo, non è servita che a creare delle donne libere.
*Nella donna tutto è sacrificio, nell'uomo tutto è dovere.
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*Con le donne accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine d'un amore.
*Molte donne si vestono bene, ma tutte si spogliano male.
*Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.
*Senza note a piè di pagina, certe donne non si capiscono.
===[[Charles Bukowski]]===
*Continuavo a ripetere a me stesso che le donne di questo mondo non erano tutte puttane, solo le mie lo erano.
*Da dove venivano le donne? Ce n'era una scorta infinita. Ciascuna di esse era diversa, unica. Avevano la passera diversa i seni diversi, la bocca diversa, ma nessun uomo poteva godersele tutte, ce n'erano troppe, con le gambe accavallate, a far impazzire gli uomini. Che pacchia!
*È questa la natura della Donna. Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo, con le promesse.
*Le donne erano destinate a soffrire; non c'era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d'amore.
*Mai far capire a una donna quanto è importante, altrimenti non ti dà scampo.
*Non sono abituato a pensare. Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo... magiche e terribili. Sono contento che esistano, comunque.
*Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti.
*Una donna che vuole vendere parti del proprio corpo non è molto differente da una violinista concertista che se ne sta là in alto a suonare la sua musica – è questione di sopravvivenza che tiri fuori non so da dove, arriverà la morte, ma è meglio confonderla facendola aspettare un po'.
===[[Aldo Busi]]===
*Quando si dice che san Tommaso non ci crede se non ci mette il naso vale per tutto ma non per le donne: mettici pure il naso ma non sentirai mai la donna unica vera irripetibile davanti a te, ma sempre e soltanto l'idea che ti sei fatto dell'intera categoria.
*La perfetta Gentildonna, ripeto, può anche fare la sposa e la spesa, la mamma e la mammona, la casalinga e la carlinga per tutta la vita: basta che non scambi un intestino con il destino e la sfiga con una missione. Se è costretta, per le più svariate ragioni, a stare quasi sempre in casa, si affacci più che può almeno al davanzale e, se sente un fischio, non pensi automaticamente alla pentola a pressione. A buona intenditrice poche parole.
*La donna cerca nell'uomo di soddisfare il suo scompenso culturale, l'uomo cerca nella donna di soddisfare il suo scompenso naturale.
*Le donne saranno perfettamente emancipate quando la forza della mente sarà eguale alla debolezza della figa tanto da, volendolo, prodursi da sé la frittata che vogliono, anche per il solo gusto di girarla.
===[[Wilkie Collins]]===
*Le donne possono resistere all'amore, alla fama, all'aspetto esteriore, e anche al denaro di un uomo, ma non alla sua lingua, se sa parlar bene.
*Quando ci dicono qualcosa di terribile, gli uomini non immaginano neppure quanto a lungo ce ne ricorderemo, e quanto male ci fanno.
*Una donna sicura del proprio ingegno è un'avversaria imbattibile per un uomo in balia del proprio temperamento.
===[[Charles Dickens]]===
*È stato bene spesso osservato che le donne hanno il curioso potere di indovinare il carattere degli uomini, un potere che sembrerebbe innato ed istintivo, dato che a esso non si attinge mediante un paziente ragionamento, dato che esso non è in grado di render sufficientemente conto di se stesso, e che si esprime e manifesta con la massima sicumera anche contro un cumulo di osservazioni in contrario da parte dell'altro sesso. Ma non è stato altrettanto spesso osservato che tale potere (fallibile, come qualsiasi altro attributo umano) è in linea di massima assolutamente incapace di auto-revisione; e che quando ha espresso un parere avverso che, ai lumi dell'umano intelletto, si sia susseguentemente dimostrato erroneo, esso parere non si distingue più dal pregiudizio, per quanto concerne la sua determinazione a non venir riveduto e corretto. Anzi, la possibilità stessa di una contraddizione o confutazione, per quanto remota, impartisce a codesto femminil giudizio, sin dall'inizio, in nove casi su dieci, quella debolezza ch'è insita nella testimonianza resa da un testimone interessato; sì personalmente e sì fortemente connette, la gentil indovina, se stessa alla propria divinazione.
*Il peggio delle donne è che basta un'inezia a risvegliare qualche sentimento sepolto, e il meglio è che non dura mai a lungo.
*— Le donne, dopo tutto, signori, — disse con entusiasmo Snodgrass, — sono il grande sostegno e il conforto della nostra vita.
*Le donne sanno dire le cose col minor numero di parole possibile. Tranne quando danno di testa, e allora sproloquiano parecchio.
*Vide che le donne, le più tenere e le più fragili delle creature di Dio, erano più frequentemente superiori alle disgrazie, alle avversità e alle angustie; e ciò perché portavano in cuore un'inesauribile fonte di affezione e di devozione.
*Voi del sesso gentile avete reciprocamente tanta animosità quando non andate d'accordo.
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Agli uomini piace che le donne, soprattutto le loro mogli, siano sincere come sono essi; e le donne, temo, non sempre sono leali come dovrebbero. ([[Lucy Westenra]])
*Credo che nella natura della donna vi sia qualcosa che permette a un uomo di accasciarsi di fronte a lei ed esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni più delicate senza avvertire questo come una menomazione della propria virilità. ([[Mina Murray]])
*Donne buone e brave non fanno altro che dire per tutta la vita, giorno per giorno e ora per ora e minuto per minuto, cose che gli angeli possono leggere; e noi esseri umani che vogliamo sapere abbiamo in noi qualcosa degli occhi degli angeli. ([[Abraham Van Helsing]])
*Noi donne abbiamo qualcosa di materno in noi che ci solleva sopra tante piccole cose quando a questo spirito materno facciamo ricorso; ho sentito la testa di questo grande uomo dolente posarsi su di me, come se fosse quella di un bambino che un giorno potrei tenermi sul petto, e gli ho accarezzato i capelli come se fossero quelli di un mio figlio. In quel momento neppure ho pensato quanto tutto questo fosse strano e inconsueto. ([[Mina Murray]])
===[[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]]===
*– A sentir voi, dunque non vi sono donne oneste?<br/>– Sì... più di quello che si crede: ma non tante quanto si dice.
*Sentimenti interamente puri esistono solo nelle donne interamente caste.
*Sono semplicemente convinto di questo principio: per la donna che non è stata educata a distinguere dove sia il bene, Dio apre quasi sempre due vie che possono ricondurcela; queste vie sono il dolore e l'amore.
===[[Eve Ensler]]===
*Amare le donne, amare le [[Vagina|vagine]], conoscerle e toccarle ed avere familiarità con noi stesse, cioè sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.
*Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla violenza nei confronti delle donne, che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell'onorare e proteggere la vita; e questo fallimento, se non l'avessimo rettificato, avrebbe significato la fine di tutti noi. Non penso di essere estremista. Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.
*Per la sopravvivenza della razza umana, le donne devono essere al sicuro e dotate di potere. È un'idea ovvia ma, come una vagina, ha bisogno di grande attenzione e amore per essere rivelata.
===[[Anatole France]]===
*Chi conosce bene la vita ed il mondo, sa che le donne non si mettono volentieri sul delicato lor petto il cilicio di un vero amore. [...] Pensate quel che una donna deve immolare quando ama. Libertà, tranquillità, attraenti moti di un'anima libera, civetteria, spassi, piaceri: vi perde tutto.
*La donna, il più delle volte, non cede all'amore-passione che all'età in cui la solitudine non si teme più.
*La [[terra]] [...] è come la donna: non vuole si sia con essa né timidi né brutali.
===[[Roberto Gervaso]]===
*Alle donne non si ubbidisce, si cede.
*Ciò che più mi piace in una donna ancora non l'ho capito.
*Desideriamo la donna d'altri nell'illusione che gli altri non desiderino la nostra.
*Il tipo è una brutta donna che non sa di esserlo.
*L'uomo ama la donna; la donna, il [[matrimonio]].
*La differenza fra la donna disonesta e l'onesta è che, di solito, la prima è bella.
*La donna che ti dice di sì è molto più pericolosa di quella che ti dice di no. Prima o poi te la farà pagare.
*La donna che vuol essere di un solo uomo, vuole in realtà che quest'uomo sia solo suo.
*La donna ti perdona tutto. Anche i propri tradimenti.
*Una donna innamorata è capace di tutto. Esattamente come una che non lo è.
===[[Muʿammar Gheddafi]]===
*La donna è tenera. La donna è bella. La donna ha facile il pianto. La donna ha paura e generalmente, in conseguenza della conformazione naturale, la donna è delicata, mentre l'uomo è rude. Ignorare le differenze naturali tra l'uomo e la donna e confondere i loro ruoli è un atteggiamento del tutto incivile, contrario alle leggi naturali, distruttivo per la vita umana e causa reale di infelicità nella vita sociale dell'essere umano.
*Se la donna rinuncia al suo ruolo naturale del parto e della maternità essendovi costretta, sono esercitate su di lei tirannia e dispotismo. La donna bisognosa di un lavoro, che la renda incapace di assolvere alla sua missione naturale, non è libera essendovi costretta dal bisogno, perché nel bisogno la libertà scompare.
*Tutte le società oggi guardano alla donna né più né meno che come ad una merce. L'Oriente guarda ad essa come oggetto di godimento suscettibile di vendita e di compera. L'Occidente guarda ad essa come se non fosse femmina. Indurre la donna a svolgere il lavoro maschile è un'ingiusta aggressione contro la femminilità di cui è stata naturalmente dotata per uno scopo naturale necessario alla vita. Infatti il lavoro maschile cancella le belle fattezze della donna con cui la natura costitutiva ha voluto che appaia perché svolga un ruolo diverso da quello del lavoro confacente a chi non è femmina. È esattamente come i fiori, creati per attirare i grani del polline e per produrre le semenze: se li eliminassimo finirebbe il ciclo delle piante nella vita. È proprio l'abbellimento naturale della farfalla, degli uccelli e delle restanti femmine degli animali che serve a questo scopo vitale naturale. Se la donna svolge il lavoro maschile deve allora trasformarsi in uomo, rinunziando al suo ruolo e alla sua bellezza.
===[[Carlo Goldoni]]===
*Dalle donne qualche cosa convien soffrire; quando si sa specialmente che una donna vuol bene, non serve il sofisticare, non convien pesar le parole colla bilancia dell'oro, e guardare i moscherini col microscopio per ingrandirli.
*Io vedo, che in Francia, in Inghilterra, in Italia e per tutto il mondo le donne ne sanno una più del diavolo!
*Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne.
===[[Olympe de Gouges]]===
*L'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le sole cause delle sventure pubbliche e della corruzione dei governi.
*La Donna nasce libera e rimane uguale all'uomo nei diritti. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull'utilità comune.
*Nessuno deve essere perseguitato per le proprie opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo; allo stesso modo, deve avere anche quello di salire sulla Tribuna, purché le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.
*Le donne hanno fatto più male che bene. La schiavitù e la dissimulazione sono state il loro destino. Ciò che la forza aveva loro sottratto, l'astuzia glielo ha restituito; esse hanno fatto ricorso a tutte le risorse del loro fascino, ed anche il più irreprensibile degli uomini non resisteva. Il veleno, la spada, ogni cosa era loro sottomessa; esse comandavano al crimine come alla virtù. Il governo francese, soprattutto, per secoli è dipeso dall'amministrazione notturna delle donne; il governo non aveva segreti per la loro indiscrezione; ambasciate, comandi, ministeri, presidenze, pontificati, cardinalati, insomma tutto quanto caratterizza la stupidità, sacra e profana, degli uomini, tutto è stato sottomesso alla cupidigia e all'ambizione di questo sesso un tempo spregevole e rispettato, e dopo la rivoluzione, rispettabile e disprezzato.
===[[Lillo Gullo e Tano Gullo]]===
*Una donna è capace di ricostruire decenni di vita della propria strada, citando morti, nascite, fidanzamenti, rotture di fidanzamenti, emigrazioni, trasferimenti, malattie, litigi, riconciliazioni, eredità, comparsa di una innovazione, di un certo oggetto.
*La strada è il luogo dove la donna attua il maggior numero di interazioni significative. Possiamo dire che non c'è una sola donna che non abbia molteplici rapporti di vario tipo con una qualunque altra donna della stessa strada, e tutti intersecati con i nodi e gli intrecci delle relazioni delle altre donne. La frequenza e l'intensità dei rapporti generalmente decresce con il crescere della distanza tra le abitazioni.
*La relazioni tra due donne non sono un fatto privato e sono solo un segmento della vasta e complessa trama di rapporti che avviluppa la strada e la comunità. L'inesistenza di uno spazio casalingo propriamente privato e lo svolgimento della maggior parte delle occupazioni e delle interazioni femminili nella strada (le donne di [[Aliminusa]] potremmo definirle "stradalinghe"), non fa che accrescerne il carattere pubblico.
*Come il [[contadino]] conosce fino nei minimi particolari la composizione della campagna comunale (e anche oltre), la proprietà e le caratteristiche di ogni singolo campo, i punti di riferimento (casolari, pozzi, alberi e pietre particolari) e la storia delle varie contrade, così la donna sa tutto del centro abitato e dell'interno delle case. Per quanto concerne le abitazioni della propria strada la conoscenza si fa più approfondita e scende nei più minuti dettagli. Ed è questo il motivo per cui le varie modificazioni delle case o l'acquisto di mobili e oggetti hanno nelle donne un valido veicolo di diffusione.
===[[Victor Hugo]]===
*Ah! Non insultate mai la donna che cade! Chissà sotto quale fardello quella povera anima soccombe!
*Dio s'è fatto uomo. Il diavolo s'è fatto donna.
*L'ostilità è aperta ovunque vi sia una bella donna.
*La donna nuda è una donna armata.
*''Se Dio non avesse fatto la donna, | non avrebbe fatto il fiore.''
*Sovente muta la donna e ben pazzo è colui che in lei confida; sovente la donna non è che piuma al vento.
*Una delle magnanimità delle donne è cedere.
===[[Alphonse Karr]]===
*La donna che si vede vinta sente un impulso d'odio contro il suo vincitore per quanto possa adorarlo.
*La donna, nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell'albero della conoscenza dieci minuti prima dell'uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio.
*Le donne indovinano tutto, sbagliano solo quando riflettono.
*Non è raro vedere una donna arrivare certamente e sicuramente più presto alla verità, con la forza e la spontaneità dell'intuizione e del sentimento improvviso, che un uomo col metodo e il rigore del ragionamento.
*Per la donna disposta ad amare, è una gran fortuna essere bella, ma per quella che vuole solo essere desiderata, è sufficiente che la si trovi bella.
*Una donna dovete tenervela solo il tempo necessario per ingannare il vostro predecessore: un momento di più e ad essere ingannato tocca a voi.
===''[[Ken il guerriero]]'' (manga)===
*Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*Terribile quanto il cuore delle donne sia volubile, eh?! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
===''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (anime)===
*Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']])
*Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 17, L'adunata|Episodio 17, ''L'adunata'']])
*Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle donne. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']])
*Una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 26, La vendetta dei Cobra|Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra'']])
===[[Rudyard Kipling]]===
*E una donna è soltanto una donna, mentre un sigaro è una bella fumata.
*L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo.
*La donna più stupida può manovrare un uomo intelligente, ma ci vuole una donna molto intelligente per manovrare uno stupido.
===[[Karl Kraus]]===
*Certo, non conta soltanto l'aspetto esteriore di una donna. Anche i ''dessous'' sono importanti.
*Ci sono donne che non sono belle, ma hanno solo l'aria di esserlo.
*Divido le donne in colpose e dolose.
*La donna vera inganna per il piacere. L'altra cerca il piacere per ingannare.
*Le donne vogliono apparire vestite e essere guardate svestite.
*Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto.
*Personalità della donna è l'inconsistenza nobilitata dall'incoscienza.
*Talvolta la donna è un utile surrogato dell'[[onanismo]]. Con naturalmente un sovrappiù di fantasia.
===[[Niccolò Machiavelli]]===
*Le donne si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole.
*Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene, ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche.
*Tutte le donne hanno poco cervello; e come ne è una che sappi dire dua parole, e' se ne predica, perché in terra di ciechi chi v'ha un occhio è signore.
===[[Simona Mafai]]===
*Chi sono infatti «le siciliane»? La studentessa ventenne, assessore comunista alla pubblica istruzione al comune di San Giuseppe Jato o la ragazza che uccide il fidanzato perché si è rifiutato di sposarla? La diciassettenne di Montalbano Elicona che rifiuta il matrimonio riparatore dopo il rapimento o la tredicenne di Custonaci, che si uccide col fucile del padre perché è rimasta incinta e non ha avuto il coraggio di dirlo a nessuno? La ragazza ladra arrestata alla guida di una 500 rubata, componente di una banda di ragazzi rapinatori a Catania o la pittrice presidente del consiglio d'istituto del liceo artistico di Palermo? Parlare di donne siciliane vuol dire parlare di una realtà complessa e contraddittoria, come complessi e contraddittori sono la Sicilia stessa e i fenomeni sovrastrutturali e di costume che costituiscono tanta parte della questione femminile.
*L'elemento a mio parere dominante di questa linea di tendenza è la posizione decisamente nuova della donna siciliana rispetto al lavoro. Questo, ancora dopo l'ultima guerra, veniva considerato un fatto degradante per la donna e per la famiglia le cui donne lavoravano. Al di sotto dell'insegnante, ogni lavoro veniva ritenuto poco adatto alla donna; ed anche per quel che riguardava l'insegnamento, la famiglia che tratteneva a casa la ragazza diplomata era ritenuta più «affettuosa» di quella che consentiva alla figlia di alzarsi all'alba e affrontare ore di treno o di corriera. Uno slogan anticomunista del 1946 invitava a non votare PCI perché «i comunisti vogliono far lavorare le donne», messaggio che assumeva, per chi lo aveva inventato e lo diffondeva, lo stesso valore minaccioso e traumatizzante delle chiese che i comunisti avrebbero trasformato in sale da ballo e dei bambini che lo Stato avrebbe strappato alle madri. Esso trovava evidentemente un particolare riscontro nella società siciliana di allora, e nella mentalità dei suoi abitanti, uomini e donne. Difficile pensare che un analogo slogan potesse avere successo in Lombardia o in Emilia.
*«L'omu porta beni, ma la fimmina lu manteni». La divisione dei ruoli tra uomo e donna, in una concezione di questo tipo, è un elemento indispensabile, mutando il quale crolla la costruzione complessiva. È proprio la donna tra l'altro, notano due [[Lillo Gullo e Tano Gullo|giovani sociologhi]] sui ''Quaderni siciliani''<ref>Lillo e Tano Gullo, in ''Quaderni siciliani'', nn. 9-10, 1974.</ref>che tiene i fili delle relazioni parentali, annota le ricorrenze che servono a consolidare questi vincoli, conteggia i servizi dati e ricevuti. Ma in tal modo la donna non esiste per se stessa, ma solo in quanto fa parte di una famiglia; succube o dominatrice dentro di essa, non importa, o almeno è un elemento secondario. Il fatto decisivo è che la donna siciliana al di fuori della famiglia non può essere concepita.
*In tutta la letteratura siciliana, moderna e contemporanea, la donna è rappresentata, e non poteva essere diversamente, anima e cuore della famiglia, nel bene e nel male. Ricordiamo per tutte la serena e dolente [[I Malavoglia|Mena Malavoglia]], sant'Agata, che vive la sua esistenza aderendo a ogni piega delle poche felicità e dei molti dolori della sua famiglia, fino al momento in cui sale «nella soffitta della casa del nespolo, come le casseruole vecchie» e si mette «il cuore in pace, aspettando i figlioli della Nunziata per far la mamma».
===[[Marco Malvaldi]]===
*Anche le donne più intelligenti, a volte, non capiscono gli scherzi: è una convinzione errata dalla quale, spesso, nemmeno i maschi più intelligenti riescono a liberarsi.
*In fondo gli scacchi sono un gioco molto femminile. [...] È la natura stessa del gioco. O metti a posto le tue cose come si deve, oppure sono guai.
*Ricordati che farti fare quello che non vuoi fare e per di più contento di farlo è una specialità delle donne. Di tutte, non solo della tua fidanzata.
*Se non ci fossimo noi {{NDR|donne}} a rompere i coglioni, caro, il genere umano si sarebbe estinto da un pezzo.
===[[Mario Mariani]]===
*È così stupendamente borghese l'amore per la donna massaia e riposante, per la donna che rattoppa le calze e attende tranquilla, a casa, il suo unico amore.
*Io non so se sia nata prima la prostituzione o il capitalismo, ma [[Werner Sombart|Sombart]] ha scoperto che la donna e il denaro sono due termini dipendenti l'uno dall'altro.
*La donna è [...] il solo essere sopportabile della Creazione.
===[[William Somerset Maugham]]===
*La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo.
*Le donne sono come le galline, se schiamazzano non preoccupatevene.
*Una donna può perdonare ad un uomo il male che le fa [...]; ma non potrà mai perdonargli i sacrifici che egli compie per lei.
===[[Giorgia Meloni]]===
*Ho sentito dire che io vorrei le donne un passo dietro agli uomini. Mi guardi, onorevole [[Debora Serracchiani|Serracchiani]], le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?
*Io considero, sì, una sconfitta che una donna debba rinunciare a lavorare per avere un bambino. Ma considero altrettanto una sconfitta che una donna debba rinunciare ad avere un bambino per lavorare!
*Io non ho mai considerato che la grandezza della libertà delle donne fosse potersi far chiamare “capatrena”!
*Non dubitate, non dubitate voi, non dubitino le donne italiane: non hanno decisamente nulla da temere con questo [[Governo Meloni|Governo]].
===[[Henry de Montherlant]]===
*Come spiegare, se non con un complesso d'inferiorità, quel bisogno innato quasi in ogni donna di contraffarsi, di contraffare il proprio carattere (la posa), il proprio viso (il trucco), il proprio corpo (non entriamo in particolari...), il proprio odore naturale (i profumi), la propria scrittura? I forti non mentono o quasi: non ne vale la pena; sono franchi, e cioè cinici, per disprezzo; "Noi che diciamo la verità", dichiaravano i nobili dell'antica Grecia. E tutte le razze servili per natura, o asservite dalle circostanze, mentono. Come spiegare se non con il sentimento di un'insufficienza della personalità quel bisogno di rendersi interessante, d'affettare stati d'animo presi in prestito – sempre "distinti" – che la donna elabora? Come spiegare se non con il sentimento d'una inferiorità fisiologica quella necessità in cui così spesso si trova, il dissimulare il piacere sessuale? Infine non è raro il caso d'una donna ambigua che si faccia trasformare il sesso dal chirurgo. Ma neppure l'allettamento di non andare alla guerra spinge un uomo ambiguo a cambiarsi decisamente in donna.
*La storia dell'umanità, da Eva in poi, è la storia degli sforzi fatti dalla donna, perché l'uomo sia sminuito e soffra, e divenga il suo uguale.
*Una donna deve essere trattata come un'amante, e ciò non per un capriccio passeggero, ma costantemente.
===[[Salvatore Morelli]]===
*A nome della civiltà, a nome della gratitudine che dobbiamo avere verso quest'essere da cui riceviamo la vita, a nome di quanto vi à di più augusto, si cessi una fiata da queste turpitudini, che violando la più nobile delle creature, sono il segnale d'una cieca ed inqualificabile barbarie!!!
*Che cosa è dunque la donna innanzi agli occhi del buon senso risaliente al [[Platone|platonismo]] tradizionale?<br />La è l'ultima parola del genio della natura; l'ultimo atto delle sue creazioni!
*La lingua di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] nella parola ''homo'', che valse a significare il maschio e la femina della coppia umana, riverberò la riposta idea di questa originaria egualità di natura, sebbene nelle pratiche della vita si ebbero un divario di destinazione, ed alla donna cui competea un equa reciprocanza, solo perché non isviluppata all'attività del corpo e della mente, si fece soffrire la sorte che la preponderante forza brutale impose sempre alla debolezza infelice. Sicché in tutti i tempi e presso tutt'i popoli la donna fu ''capitis deminuta''.
*Quel primato che apparentemente l'uomo esercita sulla donna è un usurpazione della forza sul dritto, è un grossolano controsenso, che ripugna alla logica indagatrice del vero. I due sessi costituiti nella identità d'una medesima natura, si assimilano, si uguagliano in ciò che determina in essi la umana personalità.
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Coraggio, sii sincera, adesso hai paura che lui ti rifiuti, vero? [...] Non puoi farci niente, è un sentimento che grava sulle donne con il peso del karma. [...] È il destino di tutte le donne che si innamorano: devono affrontare gelosia, attaccamento, ansia, questi sentimenti inesprimibili ti inondano la mente e tutte le altre cose sembrano insignificanti, completamente prive di importanza. È inevitabile quando si ama.
*Non c'è donna su cui non facciano colpo i fiori.
*Possiamo dire che il cuore di noi donne è un po' come l'acqua che vedi scorrere qui: a volte è freddo come il ghiaccio, altre volte è talmente bollente da essere quasi insopportabile. È come un torrente in piena, seguendo le immutabili leggi della natura, scende verso il mare e alla fine, che tu lo voglia o no, ti conduce sempre e comunque verso l'uomo che ami.
*Se sei una vera donna, devi innanzitutto salvare la vita dell'uomo che ami, niente viene prima di questo. È così che amiamo noi donne...
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara.
*Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il ''secondo'' errore di Dio.
*Dove non concorre al giuoco amore e odio, il giuoco della donna diventa mediocre.
*La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad affascinare.
*Quello che nella donna c'ispira rispetto e non di rado anche timore, è la di lei natura, che è molto più naturale di quella dell'uomo, la di lei mobilità, l'agilità da vera bestia selvaggia, l'unghia della tigre che nasconde sotto il guanto profumato; il suo egoismo ingenuo, la sua inettezza ad esser educata, il suo essere intimamente selvaggio, l'inconcepibile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù... Quello che ci ispira della pietà per codesto bel gatto pericoloso che chiamiamo «donna», si è che essa è più soggetta a soffrire, che è più sensibile, più bisognosa d'affetto, più accessibile alle disillusioni di qualsiasi altro animale. Timore e pietà, ecco i sentimenti che l'uomo sinora provava dinanzi alla donna, sempre con un piede nella tragedia, la quale dilania mentre entusiasma. Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? – Eh?<br/>Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? E si lavorerebbe al disincantamento della donna? E si sta per formarne a poco a poco il più noioso degli esseri? Oh! Europa! Europa!
*Sia questo il vostro onore: amare sempre più di quanto siete amate, non essere mai seconde!
*«Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!»
===[[Mohammad Reza Pahlavi]]===
*La donna, come pure l'uomo, ha ricevuto dalla natura caratteristiche inconfondibili che fanno apparire senza senso qualsiasi definizione superficiale di uguaglianza dei sessi. Il danno maggiore che si possa fare alla causa della vera emancipazione femminile è di confondere l'eguaglianza con la parità dei diritti.
*La donna è una creatura così paradossale che forse proprio per questo la questione femminile suscita ovunque vivaci discussioni.
*Nella vita di un uomo, le donne contano solo se sono belle e graziose e mantengono la loro femminilità e... Questa storia del femminismo, ad esempio. Cosa vogliono queste femministe? Cosa volete? Dice: l'uguaglianza. Oh! Non vorrei apparire sgarbato ma... siete uguali per legge ma, scusatemi, non per capacità.
*Non avete mai avuto un Michelangelo o un Bach. Non avete mai avuto nemmeno un gran cuoco. E se mi parlate di opportunità vi rispondo: vogliamo scherzare? V'è forse mancata l'opportunità di dare alla storia un gran cuoco? Non avete dato nulla di grande, nulla!
*Tutto ciò che posso dire è che le donne, quando governano, sono molto più dure degli uomini. Molto più crudeli. Molto più assetate di sangue. Mi riferisco a fatti, non a opinioni. Siete senza cuore quando avete il potere. Pensi a Caterina de' Medici, a Caterina di Russia, a Elizabetta d'Inghilterra. Per non citare la vostra Lucrezia Borgia e i suoi veleni, i suoi intrighi. Siete intriganti, siete cattive. Tutte.
===[[Cesare Pavese]]===
*Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
*Nessuna donna fa un matrimonio d'interesse: tutte hanno l'accortezza, prima di sposare un milionario, d'innamorarsene.
*Quei filosofi che credono all'assoluto logico della verità, non hanno mai avuto a che discorrere a ferri corti con una donna.
*Una donna che non sia stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
===[[Marcel Proust]]===
*Ci sono pochissime donne che si vestono bene, ma alcune sono meravigliose.
*È più ragionevole sacrificare la propria vita alle donne piuttosto che ai francobolli, alle vecchie tabacchiere, perfino ai quadri e alle sculture. L'esempio delle altre collezioni dovrebbe però ammonirci a cambiare, a non avere una sola donna, ma molte.
*Lasciamo le belle donne agli uomini senza immaginazione.
===''[[I racconti di Canterbury]]''===
*Generalmente le donne bramano d'aver signoria così sul loro marito come sul suo amore e d'aver dominio sopra di lui.
*I consigli delle donne spesso sono fatali: fu il consiglio di una donna che per primo ci portò al dolore e fece scacciare Adamo dal paradiso dove egli era contentissimo e se ne stava molto bene... Ma poiché non so a chi potrei dispiacere biasimando i consigli delle donne, passateci sopra, l'ho detto scherzando!
*O Satana maledetto, dal giorno che fosti cacciato dal nostro regno, ben ritrovasti subito la via di tornare fra noi per mezzo della donna. [...] Quando non vuoi comparire, ahimé, tu ti servi, pei tuoi malvagi fini, della donna.
*Sebbene sia vero che molte son le donne malvage, e vili i loro consigli e di nessun valore, nondimeno molte femmine hanno gli uomini trovato buone e assai discrete e sagge nel loro consiglio. Vedi Giacobbe il quale per buon consiglio di Rebecca, sua madre, ottenne la benedizione di Isacco, suo padre, e la signoria su tutti i fratelli. Giuditta, con suo savio consiglio, liberò la città di Betulia, dove ella abitava, dalle mani di Oloferne, che l'aveva stretta d'assedio e la minacciava di rovina. Abigail liberò il marito Nabal da re Davide che lo voleva morto, e con il suo acume e savio consiglio moderò l'ira del re. Ester grandemente avanzò per il suo savio consiglio il popolo di Dio durante il regno di re Assuero. E sì fatte gran bontà in ben consigliare molti uomini posson narrare di femmine buone. Ed ancora, quando nostro Signore ebbe creato Adamo, nostro primo padre, parlò in questa guisa: "Non è bene che l'uomo sia solo; gli faremo una compagna a lui somigliante". D'onde potete vedere che se le femmine non fossero buone, e buoni i loro consigli e giovevoli, nostro Signore Iddio mai le avrebbe create o dette compagne dell'uomo, ma piuttosto sua confusione.
*Sicuramente serpe non v'è sì crudele quando alcuno ne calpesti la coda, né così malvagia, come è donna cui l'ira prenda; vendetta è allora ogni suo desiderio.
===[[Henri de Régnier]]===
*Le donne sono capaci di tutto, e gli uomini di tutto il resto.
*Non esistono donne che siano peggiori delle altre.
*Raramente le donne sono amate come vorrebbero: cioè da un Dio onnipotente che dia loro tutto e non domandi nulla.
===[[Jules Renard]]===
*La donna non dovrebbe vivere che una stagione su quattro. Dovrebbe ricomparire tutti gli anni.
*Quando ascoltava i discorsi delle donne sembrava che dormicchiasse, ma ogni tanto faceva un piccolo movimento con le sue lunghe orecchie da cacciatore di stupidaggini.
*Quando sono accanto a una donna, provo immediatamente quel piacere un po' malinconico che si ha guardando l'acqua scorrere, dall'alto di un ponte.
*Se vuoi attirarti la simpatia delle donne di' loro le cose che non vorresti gli uomini dicessero a tua moglie.
===[[François de La Rochefoucauld]]===
*L'onestà delle donne è spesso amore della propria reputazione e della propria tranquillità.
*La maggior parte delle donne oneste sono tesori nascosti, che stanno al sicuro soltanto perché nessuno li cerca.
*Si possono trovare delle donne che non hanno mai avuto avventure, ma è raro trovarne che ne abbiano avuta una sola.
*Sono poche le donne oneste che non siano stanche del loro ruolo.
===[[Joseph Franklin Rutherford]]===
*La donna è stata sempre la creatura più seducente e più pericolosa della terra. La sua bellezza e le sue attrattive seducono l'uomo, rendendolo indifferente ad altre cose più elevate e più nobili e facendogli dimenticare Dio. Fu l'influenza d'Eva che fece cadere Adamo in fallo e lo condusse alla tomba. Una buona e virtuosa donna completamente consacrata a Dio è una benedizione per l'uomo buono, perché essa sa tenere il suo posto, ma l'uomo che subisce l'influenza di una donna ambiziosa ed egoista cammina nel sentiero che conduce alla degradazione ed alla morte.
*Le donne rendono gli uomini simili a scimmie o a dei gonzi. Gli uomini sono divenuti effeminati, si lasciano facilmente influenzare ed hanno perduto la loro virilità e la loro fermezza negli affari dello stato come in famiglia. Quando, per esempio, una donna entra in una sala dove degli uomini stanno seduti a tavola, tutti si alzano in piedi per renderle omaggio, e così le danno un posto superiore all'uomo. Gli uomini si levano il cappello entrando in un ascensore se una donna è presente; queste cose sono considerate come atti di rispetto che dinotano buona educazione nell'uomo. Ma è cosa artificiosa, ed il vero significato di tale comportamento è molto diverso da quello confessato. È uno stratagemma di Satana per allontanare gli uomini da Dio e dalla sua regola che prescrive quale dev'essere la posizione dell'uomo e della donna.
*Satana vorrebbe capovolgere questa regola e mettere la donna in primo piano. Egli incominciò la sua opera perturbatrice seducendo e ingannando la donna, e quindi fece appello alle cosiddette qualità di "gentiluomo" dell'uomo per farlo cader vittima del suo astuto strattagemma. La pratica mondana di mettere le donne in primo piano negli affari di religione e nei consigli di stato ha molto contribuito a distruggere la santità della famiglia e ad allontanare gli uomini da Dio.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
*È forse impossibile trovare una donna veramente sincera, che non finga. Ma per la stessa ragione le donne scoprono facilmente la finzione altrui, e non è consigliabile tentare di ricorrervi nei loro riguardi.
*In fondo al cuore le donne pensano che compito dell'uomo è guadagnare soldi, e compito loro spenderli.
*Le donne sono ''sexus sequior'', il secondo sesso, che da ''ogni'' punto di vista è inferiore al sesso maschile; perciò bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma è oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne: essa ci abbassa ai loro stessi occhi.
===''[[Le seduttrici]]''===
*Alcune donne portano la felicità ovunque vanno, altre ogni volta che vanno via.
*Le donne brutte si rifugiano nel pianto. Quelle carine vanno a fare shopping!
*Le donne non vogliono essere capite, vogliono solo essere amate.
===[[Debora Serracchiani]]===
*La nostra società non è preparata culturalmente e logisticamente ad accogliere un forte impegno fuori casa della donna.
*Le donne, in quanto soggetti più deboli e minoranza, diventano capri espiatori nei periodi di maggiore crisi sociale, culturale, etica, come l'attuale. E poi il fatto che oggi ce ne siano di più in politica spaventa.
*Non siamo preparati culturalmente ad avere la parità; sarebbe bello che un giorno si scegliesse una donna solo per i meriti e non anche perché donna.
===[[William Shakespeare]]===
*Fragilità, il tuo nome è donna! (''[[Amleto]]'')
*Una donna disonesta non è una donna.
*Una donna è un piatto per gli dei, se a condirla non è il diavolo. (''[[Antonio e Cleopatra]]'')
===''[[Talmud]]''===
*Chiunque fa molte chiacchiere con le donne porta male a sé stesso.
*Se una donna impazzisce, il marito non può ripudiarla.
*Un uomo non deve mai camminare dietro una donna per la strada, fosse pure sua moglie.
===[[Susanna Tamaro]]===
*Il modello femminile si è inesorabilmente conformato a quello maschile. Siamo conformi perché l'immagine che i media propongono di noi – a cui una buona parte delle donne consapevoli cercano strenuamente di resistere – è quello di una femmina puro oggetto di piacere e di seduzione.
*La condizione della donna oggi non è paragonabile neppure a quella negli anni '50 tanto è stata retrocessa: chiusa in un recinto, in un modello agghiacciante proposto anche alle bambine, mandate in giro come piccole cocotte.
*Questa società così fredda, così necrofila, così impaurita, così cinica – e allo stesso tempo così travolta dalle sbornie del sentimentalismo – ha paura dello spirito femminile perché questo spirito, che è concreto, attivo, la spingerebbe in una direzione opposta. Tornare alla nostra vera natura vuol dire rimettere al centro dei nostri giorni una forza armata di dolcezza.
===[[Iginio Ugo Tarchetti]]===
*A che scopo dolerci delle donne? Noi possiamo mostrare loro di conoscerle, di saperle apprezzare nel loro valore, di tenerle anche in ispregio; esse sono tuttavia ben certe che noi le ameremo sempre.
*In molta parte delle donne la resistenza è vanità, o mancanza d'opportunità, o artificio; prova evidente di ciò, che cedono quasi sempre alla sorpresa.
*La donna è un capolavoro abortito, il grande errore della creazione.
*Le donne hanno interesse a mostrarsi incapaci di sentire l'amicizia; mettono gli uomini nella necessità di non chieder loro che dell'amore.
*La nostra società ha fatto della donna un puro strumento di piacere. Ogni donna non è considerata oggi mai che sotto questo punto di vista. Esse stesse mostrano di non considerarsi sotto un aspetto diverso. Non si pretende da esse né ingegno, né virtù, né amicizia, non si chiede che dell'amore e del piacere. Apprezzamento triste e degradante che esse tuttavia non temono, o non comprendono.
*Tutti i mali della società dipendono da ciò, che si amano le donne o troppo o troppo poco.
===[[Fabio Volo]]===
*L'età delle donne la si può solamente percepire osservandole nei loro molteplici cambiamenti. Non sono mai la stessa cosa. Le donne non sono la somma di anni ma di attimi.
*Mi piace stare in una stanza con una donna. Anche quando prendo il treno, se entro in uno scompartimento e ci trovo una donna sono più contento. E se non c'è continuo a cercare finché la trovo. Non è che poi le rivolgo la parola, o ci parlo, o ci provo per forza, anzi, ma mi piace che sia lì. Mi piace la loro compagnia anche se silenziosa e sconosciuta. Le donne sono belle da respirare.
*Quando una donna vuole una cosa, tremano le montagne, si muovono le maree, quando una donna vuole un uomo trema l'universo intero.
*Si sa come sono le donne, se le desideri lo sentono subito.
===[[Walt Whitman]]===
*''Il corpo d'una donna all'incanto, | anche lei non è solo lei, ma la bulicante madre di madri, | ed è feconda di quelli che cresceranno e saranno i compagni delle madri.''
*''Io sono il poeta della donna come lo sono dell'uomo, | e dichiaro che è grande esser donna così come è grande esser uomo, | e dichiaro che nulla è più grande della madre degli uomini.''
*''La donna contiene tutte le qualità e le tempre, | essa si trova a suo posto e si muove in perfetto equilibrio, | essa è tutte le cose debitamente velate, al tempo stessa passiva e attiva, | essa è fatta per concepire figlie non meno che figli, e figli non meno che figlie.''
===[[Oscar Wilde]]===
*Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto.
*Le donne belle non hanno il tempo di essere gelose dei loro mariti... sono sempre occupate ad essere gelose dei mariti delle altre!
*Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono benissimo.
*Le donne si difendono attaccando, ed i loro attacchi sono fatti di strane e brusche capitolazioni.
*Preferisco le donne con un passato: la loro conversazione è decisamente più divertente.
===[[Virginia Woolf]]===
*Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?
*Fra cento anni [...] le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio [...] l'idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: "Oggi ho visto una donna", come si diceva "Oggi ho visto un aereo". Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un'occupazione protetta.
*Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri se vuole scrivere romanzi.
===[[Marguerite Yourcenar]]===
*Nella solitudine le donne non possono vivere e immancabilmente la saccheggiano, non fosse che sforzandosi di costruirvi un giardino.
*Per le donne niente ha importanza al di fuori di loro stesse, e ogni scelta che non le riguardi non la giudicano se non una follia cronica o un'aberrazione passeggera.
*Perché le donne vanno proprio ad invaghirsi degli uomini che non sono loro destinati, costringendoli così a scegliere fra lo snaturarsi e il detestarle?
===[[Zucchero Fornaciari]]===
*''Donne du du du, | pianeti dispersi | per tutti gli uomini così diversi.''
*''Negli occhi hanno dei consigli | e tanta voglia di avventure | e se hanno fatto molti sbagli | sono piene di paure, | le vedi camminare insieme | nella pioggia o sotto il sole | dentro pomeriggi opachi | senza gioia né dolore.''
*''Negli occhi hanno gli aeroplani | per volare ad alta quota, | dove si respira l'aria | e la vita non è vuota.''
==Proverbi==
*Ciò che non può il diavolo, l'ottiene la donna. ([[Proverbi latini|Latino]])
*La coscienza è il libro maestro della donna, in cui scrive i suoi debiti e i suoi peccati. ([[Proverbi danesi|Danese]])
*La donna è come la coperta d'estate, se la prendi hai troppo caldo, se la butti via hai freddo. ([[Proverbi ashanti|Ashanti]])
*La donna è detta creatura debole, ma un suo pelo tira più di una coppia di elefanti. ([[Proverbi indiani|Indiano]])
*La gallina non è un uccello, la donna non è un essere umano. ([[Proverbi russi|Russo]])
*Sforzatevi di capire i gatti, così capirete le donne. ([[Proverbi cinesi|Cinese]])
*Tra donne maligne non vi regnò mai pace. ([[Proverbi svedesi|Svedese]])
===[[Proverbi francesi|Francesi]]===
*La donna ride quando può e piange quando vuole.
*Le donne sono fatte di sola lingua, come le volpi sono fatte di sola coda.
*Prendi il primo consiglio di una donna e non il secondo.
*Quello che vogliono le donne, lo vuole Dio.
*Un uomo di paglia è degno di una donna d'oro.
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*Il parere di una donna e il vento invernale cambiano spesso.
*La donna geniale non porta lettere di presentazione.
*La donna nasconde quel che non sa.
*La lingua della donna scuote come un racconto di un agnello.
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Al buio, le donne sono tutte uguali.
*Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.
*Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.
*Chi di una donna brutta s'innamora, lieto con essa invecchia e l'ama ancora.
*Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.
*Con la pietra si prova l'[[oro]], con l'oro la donna e con la donna l'uomo.
*Contro due donne neanche il [[diavolo]] può metterci il becco.
*Donna adorna, tardi esce e tardi torna.
*Donna bianca, poco gli manca.
*Donna rossa coscia grossa.
*Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.
*Donna che dona, di rado è buona.
*Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.
*Donna che sa il [[lingua latina|latino]] è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.
*Donna e [[fuoco]], toccali poco.
*Donna e [[vino]] ubriaca il grande e il piccolino.
*Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.
*Donna io conosco, ch'è una santa a messa e che in casa è un'orribil diavolessa.
*Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.
*Donna pregata nega, trascurata prega.
*Donna prudente, gioia eccellente.
*Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.
*Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala quando lo vuole.
*Donne e sardine, son buone piccoline.
*Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.
*Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.
*È più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne il [[silenzio]].
*Femmine e [[gallo|galline]], se giran troppo si perdono.
*[[Gru]] e donne fan volentieri il nido in alto.
*[[Riguardi|Guardati]] da tre cose: da [[cavallo]] focoso, da uomo infido e da donna svergognata.
*Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna.
*La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.
*La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un'estate per sapere che odore sa.
*La donna buona vale una corona.
*La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.
*La donna e l'[[orto]] vogliono un sol padrone.
*La donna ha più capricci che ricci.
*La donna oziosa non può essere virtuosa.
*La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.
*La donna più sciocca vale due uomini.
*La donna troppo in vista, è di facile conquista.
*Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre mesi dura ogni malanno.
*Le donne hanno sette anime... e mezza.
*Le ragazze sono d'oro, le sposate d'argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.
*Né donna né tela al lume di candela.
*Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.
*Non vi è donna senza amore.
*Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.
*Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.
*Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.
*Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.
*Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.
*Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.
*Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.
*Tutti i peccati mortali sono femmine.
*Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.
*Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.
===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]===
*'A fatìca d'a fémmena s'a màgna 'o ciùccio.
*'A femmena bona, si tentata, resta onesta, nun è stata bona tentata.
*'A femmena ciarliera è 'na mala mugliera.
*'A femmena comme nasce accussì pasce.
*'A femmena è 'a canzona d<nowiki>''</nowiki>a casa.
*'A femmena è comm' 'a campana: si nun 'a scutuleie nun sona.
*'A femmena è comm' 'o mastrillo aparato.
*'A femmena è comme 'o tiempo 'e marzo: mò t'alliscia e mò te lascia.
*'A femmena nun se sposa 'o ciuccio pecché le stracce 'e lenzòle.
*'A femmena senza pietto è 'nu stipo senza piatte.
*'A femmena tène 'e malizie 'nfilate a ciento comme granatelle p' 'ogne capillo d' 'a capa.
*Càrte e ddònne fànno chéllo che vvònno.
*Chella che l'aiza 'na vota l'aiza sempe.
*Doje femmene e 'na papara faceno 'no mercato.
*'E femmene tèneno 'e lacreme 'int' 'a burzetta.
*'E pparole d' 'e femmene se teneno pe' serenata.
*Femmena aggraziata vole essere pregata.
*Femmene 'e chiesa, diavule 'e casa.
*Femmene e denare hanno 'a passà' pe' una mano.
*Femmene e denare so' 'e cose chiù care.
*Foemina nulla bona, sed si bona est, pìgliala e vóttala p'a fenesta.
*I ffémmene, une pe rregne!
*Né femmena, né tela, a lumme de cannela.
*Nun c'è sabbato senza sole, nun c'è femmena senz'ammore.
*Quatto li cose a 'o munno ca fanno cunzula': 'a femmena, l'argiamma, lo suonno e lo magna'...
*Tre bote tre unnece cose fanno bella na femmena: azzoè tre cose longhe e tre corte, tre larghe, tre strette e tre grosse; tre sottile, tre retonne e tre piccole; tre bianche, tre rosse e tre negre: se lo bolite sapere, leìte la fràveca de lo munno...
*Una ce ne steva bona, e 'a facettero Maronna.
*Zappa 'e femmena e surco 'e vacca, pòvera chella terra ca l'angappa.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Astuzia di donne le vince tutte.
*Bella donna, cattiva testa.
*Chi disse donna, disse danno.
*Chi disse donna, disse guai.
*Chi donne pratica, giudizio perde.
*Chi piglia l'anguilla per la coda e la donna per la parola, può dire di non tener nulla.
*Dal mare [[sale]], e dalla donna male.
*Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.
*Donna barbuta, co' sassi la saluta.
*Donna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci.
*Donna che regge all'oro, val più d'un gran tesoro.
*Donna danno, sposa speso, moglie meglio.
*Donna di monte, cavalier di corte.
*Donna e [[luna]], oggi serena, domani bruna.
*Donna e popone, beato chi se n'appone.
*Donna iraconda, mare senza sponda.
*Donna oziosa, non può essere viziosa.
*Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala, quando la vuole.
*Donna specchiante, poco filante.
*Donne, asini e noci, voglion le mani atroci.
*Donne e buoi, de' paesi tuoi.
*Donne e oche, tienne poche.
*Dove donna domina, tutto si contamina.
*Dove son femmine e oche, non vi son parole poche.
*Il cuor delle donne è fatto a spicchi come il popone.
*La bella donna è un bel cipresso.
*La donna è come la castagna; bella di fuori, e dentro è la magagna.
*La donna è come l'appetito, va contentata a tempo.
*La donna e l'uovo vuole un sol padrone.
*La donna guarda più sott'occhio che non fa l'uomo a diritto filo.
*La donna ne sa un punto più del diavolo.
*Lagrime di donne, fontana di malizia.
*Le buone donne non hanno né occhi né orecchi.
*Le donne arrivano i pazzi e i savi.
*Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.
*Le donne hanno l'anima attaccata al corpo con la colla cerviona.
*Le donne hanno sette spiriti in corpo.
*Le donne per parer belle si fanno brutte.
*Le donne piglian ben le pulci.
*Le donne s'attaccano sempre al peggio.
*Le donne son come i gatti, finché non battono il naso, non muoiono.
*Le donne son figliuole dell'indugio.
*Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra e gazze alla porta.
*Le donne sono il purgatorio della borsa, il paradiso del corpo, e l'inferno dell'anima.
*Le femmine calano come la cassa de' mercanti.
*Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro.
*Non bisogna contentar le donne se non del lino.
*Non v'è sabato senza sole, non v'è donna senza amore, né domenica senza sapore.
*[[Pera|Pere]] e donne senza romori, sono stimate le migliori.
*Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.
*Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche gride.
*Savie all'impensata e matte alla pensata.
*S'è grande è oziosa; s'è piccola è viziosa; s'è bella è vanitosa; s'è brutta è fastidiosa.
*Se la donna vuol, tutto la puol.
*Se le donne fossero d'oro non varrebbero un quattrino.
*Tre donne fanno un mercato e quattro fanno una fiera.
====[[Proverbi veneti|Veneti]]====
*A dona che pianze, caval che sua, e ebreo che zura, no crederghe.
*Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.
*Do done e un'oca fa un marcà.
*Dona, dano, malano tuto el tempo de l'ano.
*Dona e legno fa perdere l'inzegno.
*Dona se lagna, dona se dol, dona se amala, quando la vol.
*El cuor de le done xe fato a melon.
*La dona de bon uso tende alla roca e al fuso.
*La dona deve aver quatro m: matrona in strada, modesta in ciesa, massera in casa, e matrona in leto.
*La dona e la vaca, al pezo le se taca.
*La dona ga più caprici che rici.
*La dona ga più rici che cervelo.
*La dona, per picola che la sia, la vince el diavolo in furbaria.
*La dona savia no ga né occi, né reccie.
*La dona va sogèta a quatro malatie a l'anno, e ognuna dura tre mesi.
*La dona xe come la balanza, che la pende da quela parte che più la riceve.
*La dona xe volubile per natura.
*La lengua de le done la xe come la forbese, o la tagia o la ponze.
*Lagrime di donna, fontana di malizia.
*Le done ghe ne sa una carta più del diavolo.
*Le done, i cani e 'l bacalà, perché i se boni i ghe vol ben pestà.
*Le done no le ga altra arma che la lengua.
*Le done se odia tra de ele.
*Le done xe lunatiche.
*Per done, cani e aqua, i omeni se mazza.
*Se la dona la vuol, tuto la puol.
===[[Proverbi portoghesi|Portoghesi]]===
*La donna che perdona facilmente è già uno straccio di cucina.
*La donna con due anime te ne regala sempre una.
*La giovane vive di speranze, la vecchia di memorie.
===[[Proverbi somali|Somali]]===
*L'uomo sarà anche il capo della casa, ma la donna ne è il cuore.
*La bellezza di una donna non è nel suo viso.
*Le donne sono le trappole del diavolo.
===[[Proverbi spagnoli|Spagnoli]]===
*Alla donna e alla gazza dici ciò che diresti in piazza.
*Guardati dalla donna cattiva e non fidarti di quella buona.
*Il consiglio di una donna non è una gran cosa, ma chi non lo segue è pazzo.
*La donna, il vento, e la fortuna cambiano presto.
===[[Proverbi tedeschi|Tedeschi]]===
*Ci sono due donne buone nel mondo: una è morta e l'altra non è stata ancora trovata.
*Donna virtuosa, non teme calunnia.
*Le donne sono mutevoli come il tempo in Aprile.
*Ogni donna preferirebbe essere bella piuttosto che buona.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
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*[[Condizione femminile in Italia]]
*[[Femminismo]]
*[[Madre]]
*[[Maschio e femmina]]
*[[Moglie]]
*[[Uomo]]
*[[Uomo (maschio)]]
*[[Violenza contro le donne]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Antropologia culturale]]
[[Categoria:Antropologia sociale]]
[[Categoria:Sociologia della cultura]]
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[[File:The Lady with an Ermine.jpg|thumb|''Dama con l'ermellino'' ([[Leonardo da Vinci]], 1488-1490)]]
Citazioni sulla '''donna'''.
==Citazioni==
*A delle menti sciocche sembrerà singolare, e persino impertinente, che una descrizione di voluttà artificiali sia dedicata a una donna, la fonte più comune delle voluttà più naturali. Tuttavia è evidente che, come il mondo naturale penetra in quello spirituale, gli serve da nutrimento e concorre così a creare quell'indefinibile amalgama che chiamiamo la nostra individualità, la donna sia l'essere che proietta l'ombra più grande o la luce più grande nei nostri sogni. La donna è fatalmente suggestiva; lei vive di un'altra vita, oltre alla propria; vive spiritualmente nelle fantasie che lei stessa ossessiona e feconda. ([[Charles Baudelaire]])
*A sessant'anni ci si può sentire e si può vivere proprio come una ragazzina. Oggi, tutte le donne hanno questa opportunità: abbiamo imparato a stare bene con noi stesse, a essere indipendenti, più consapevoli. Abbiamo una vita ben diversa da quella che hanno potuto avere le nostre nonne e le nostre mamme. ([[Tina Turner]])
*A voler ignorare sistematicamente la violenza ed il potere delle donne, a proclamarle sempre oppresse e quindi innocenti, si dipinge una umanità divisa in due che non corrisponde alla verità. ([[Élisabeth Badinter]])
*''Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia | è una mancata verità che prima o poi succederà, | cambia il vento ma noi no | e se ci trasformiamo un po' | è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi.'' ([[Fiorella Mannoia]])
*''Ahi gentil donna gaia ed amorosa, | in cui fin pregio e valore ripara, | merzede aggiate, sovra l'altre cara, | e 'ncrescavi di mia vita dogliosa.'' ([[Dante da Maiano]])
*Ahimè, dubito che la pietà e l'amore siano così simili come sostengono i poeti, poiché raramente vedo nascere compassione di fronte alla situazione delle donne, a meno che esse non siano belle. ([[Mary Wollstonecraft]])
*All'ingresso di lei la stanza si soffuse di una luce sacrale. Era un aspetto angelico, il suo - quegli occhi grandi e morbidi, quelle guance piene, con le fossette, e quella bocca di dolcezza infantile che esprimeva la rara unione di felicità e amore. Per prima cosa fui sopraffatto dallo stupore ammirato. È mia! Fu la seconda fiera emozione, e la bocca mi si curvò in una smorfia di altero trionfo. ([[Mary Shelley]])
*Alle donne [...] è concesso un universo tutto loro: la [[famiglia]]. Esse sono sfruttate sul lavoro e relegate nella casa; sono queste le due posizioni che compongono la loro oppressione. ([[Juliet Mitchell]])
*Amate, rispettate la donna. Non cercate in essa solamente un conforto, ma una forza, una ispirazione, un raddoppiamento delle vostre facoltà intellettuali e morali. Cancellate dalla vostra mente ogni idea di superiorità: non ne avete alcuna. Un lungo pregiudizio ha creato, con una educazione disuguale e una perenne oppressione di leggi, quell'apparente inferiorità intellettuale, dalla quale oggi argomentano per mantenere l'oppressione. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Amo le donne perché sono materne anche a cinque anni, sensuali anche a tre, erotiche anche a settanta, civette anche a ottanta. E la loro attività preferita – siano segretarie o ingegneri, casalinghe o impiegate –, la vera grande attività che svolgono perfino quando dormono, è amare. ([[Simona Izzo]])
*Amo le donne profonde, sincere e coerenti. Apprezzo le combattenti, non importa se si chiamano [[Lady Gaga]] o [[Michelle Obama]]. ([[Barbara Berlusconi]])
*Anche le donne non devono restare escluse da ogni esercizio fisico. Ma non si devono esigere da loro la lotta e la corsa; devono esercitarsi a filare e a tessere e inoltre aiutare a cuocere il pane [...] devono andare in dispensa a prendere ciò di cui abbiamo bisogno. ([[Clemente Alessandrino]])
*Anche noi donne dobbiamo avere il nostro peso e dire la nostra. Dopotutto, non siamo delle schiave. ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]], ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'')
*Appare all'evidenza che la donna è posta a far parte della struttura vivente ed operante del cristianesimo in modo così rilevante che non ne sono forse ancora state enucleate tutte le virtualità. ([[Papa Paolo VI]])
*Ascoltando le donne in confessione i preti sono contenti di non essere sposati. ([[Armand Salacrou]])
*''Ave [[Maria]], adesso che sei donna, | ave alle donne come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.'' ([[Fabrizio De André]])
*Avevo una ragazza che diceva sempre che il [[vestito]] fa la donna e io le rispondevo: «No, Baby. È la donna che fa il vestito». (''[[Entrapment]]'')
*''Ben ch'esser donna sia in tutte le bande | danno e sciagura, quivi era pur grande.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Bisogna tenersi il più lontano possibile da una donna leggera. Carezzevole e amorosa, ella ispira dapprima fiducia ed è fiduciosa; ma poi improvvisamente tradisce, rompendo la parola data. Per questo non bisogna mai confidare un segreto a una donna. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*C'è sempre una donna al mondo che riesce a ingannarci. E il solo modo di evitare questi guai è quello di invecchiare, perciò io sarò contento di invecchiare. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Cerchi la Donna nell'animo proprio l'accordo del senno colla modestia. Allora si temprerà ad energia, e si farà intelligente in virtù; allora sarà forte in giustizia e in prudenza, adorna d'interna bellezza, aliena da ogni fallace splendore, – e fatta dominatrice d'ogni sfrenato desiderio, affezionata al marito, ai figli, alla casa, comporrà sé medesima a divina armonia. ([[anonimi pitagorici|anonima pitagorica]])
*''Cerco una donna che sia la meglio, | che mi sorrida al mio risveglio, | e che sia bella come il sole d'agosto... | intelligente si sa! | Ma in fondo è bella, però è la mia donna e io ci sto.'' ([[Rino Gaetano]])
*Certe donne hanno il potere di fare diventare uomini i bambini e di fare diventare bambini gli uomini. (''[[I professionisti]]'')
*Certe donne hanno l'anima di un Saladino. Le Neronesse son molto peggiori dei Neroni, dei Tiberi e dei Caracalla.<br/>Ma l'uomo le sposa fanciulle, quando ancora non hanno i baffi e sembrano tutte un delicato profumo; anche i loro pensieri sono come la vetrina di un profumiere e sono tutte angelicate creature. ([[Antonio Beltramelli]])
*Certe specie di lavoro non si addicono alle donne, fatte da natura per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l'onestà del sesso debole, e hanno naturale corrispondenza con l'educazione dei figli e il benessere della casa. ([[Papa Leone XIII]])
*Che cos'altro è la donna se non la nemica dell'amicizia, la pena da cui non si può sfuggire, il male necessario, la tentazione naturale, la calamità desiderabile, il pericolo domestico, il danno dilettevole, il male di natura, dipinti a tinte vivaci? (attribuita a [[Giovanni Crisostomo]])
*Che cosa fa una "donna"? Fa i figli. Questo è qualcosa di notevole, perciò lei ha un titolo: donna... ([[Bo Diddley]])
*Che diavolo gli prende alle donne? Cristo! Schiaffarle sul letto e scoparle fino allo spasimo non significa più niente? (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Che le donne si sottraessero a un'oppressione millenaria è stato giusto. Ma il prezzo ingiusto è stata la perdita della loro identità profonda. Quel talento che [[Giovanni Paolo II]] chiamava genio femminile: il fatto di saper tenere il posto dell'"altro". Che non è un posto di seconda fila, attenzione. Tenere il posto dell'altro vuol dire essere il segnavia di quell'Altro per eccellenza che è Dio. Un compito grandioso. ([[Angelo Scola]])
*Che società è quella in cui ancora oggi si parla di donna come colei che è deputata a fare figli, a fare esclusivamente figli, a badare alla casa, a soffocare le proprie aspettative, la propria volontà di lavorare, la propria carriera? Che società è la nostra, dove viene riportata sui giornali – e quindi fa scalpore - una notizia secondo cui una donna incinta comunica al proprio datore di lavoro di essere incinta e il datore di lavoro le risponde: ok, allora ti farò un contratto a tempo indeterminato? Come può essere questa una notizia nel 2022? Nel 2022, come può essere una notizia che una donna incinta riceve un contratto a tempo indeterminato? Dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo non lo è. ([[Elisa Scutellà]])
*Che una bella donna conceda o neghi i suoi favori, le piace sempre che le vengano chiesti. ([[Publio Ovidio Nasone]])
*Chi conosce le donne, non conosce la loro anima, non conosce neppure il loro corpo, non ne conosce che i nervi. ([[Henri Duvernois]])
*Chi della donna si fida si fida dei ladri. ([[Esiodo]])
*Chi ha reso l'uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione? ([[Mary Wollstonecraft]])
*Chi ho trovato sulla Via Crucis? semplicemente uomini sempre in atto di condannare e di percuotere, ma donne sempre pronte a compatire e consolare. È stupefacente, ma è così Infatti le donne sembrano fare da contrappunto all'atteggiamento degli uomini! Basti osservare l'ordine di comparsa. La Madonna, la Veronica, le pie donne, Maria e le donne sotto la Croce, nella deposizione, presso il sepolcro, nella resurrezione. Con la loro presenza sembrano controbilanciare l'opera di distruzione voluta ed eseguita dagli uomini. Perfino la moglie di Pilato agisce con maggior sapienza e prudenza degli uomini! Gli uomini giudicano, condannano, impongono la croce, colpiscono... Nel mio piccolo soffrire ho potuto godere di cure che, senza esagerazione, posso dire materne, da parte di alcune donne, che pure con me non hanno alcun legame di parentela. Allora è proprio una questione di cuore! ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*– Chissà se tra le mie amiche c'è qualcuna papabile...<br />– Io te ne sarei grato ma loro non credo.<br />– Davvero? Perché dici questo?<br />– È un po' la mia maledizione: la invito al cinema, a cena e anche se non mi interessa molto mi ritrovo lo stesso a dirle che è bella. Ed è vero. Tutte le donne lo sono in un modo o nell'altro, ciascuna di voi ha qualcosa di indimenticabile, un sorriso, una curva, un segreto. Voi donne siete delle ammaglianti creature. Vi dedicherei la vita. Ma il giorno dopo mi sveglio accanto a lei, con il dopo sbornia e la consapevolezza di non essere più disponibile come credevo di essere, lei se ne va e io rimpiango un'altra opportunità perduta. (''[[Californication]]'')
*Ci dovrebbe essere una legge che impedisce le insinuazioni. Voi donne sapete assassinare la reputazione di una persona con uno sguardo. ([[John H. Secondari]])
*Ci sono donne che preferiscono non far soffrire molti uomini contemporaneamente e che preferiscono concentrarsi su uno solo: sono le donne fedeli. ([[Alfred Capus]])
*Ciò che veramente desidera colui che chiede la mano di una donna, è il resto del corpo. ([[Enrique Jardiel Poncela]])
*Come il sole adorna il cielo, così pia donna la casa. ([[proverbi serbi|proverbio serbo]])
*Come l'operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, così, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo. ([[Juliet Mitchell]])
*Come nella maggior parte delle donne suole avenire, lunghi i [[capelli]], et corto il cervello. (''[[Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo]]'')
*Come si appanna una donna trascurata. Appassisce come un fiore inaridito. ([[Corrado Alvaro]])
*Come una donna sa accarezzare – come le sue dita delicate s'immergono nei muscoli tesi – e la sua bocca fredda come il ghiaccio – e i suoi occhi ebbri – e la lanugine delle sue guance infiammate sfiorata dai brividi – il piegare morbido del suo corpo – lo sbattere del cuore contro il petto – e l'odore inesprimibile che emana dalle radici dei suoi capelli, e quanto è dolce abbandonarsi alla signoria di tante sensazioni che ti avvolgono da tutte le parti come turbini di vapori caldi, saturi di essenze assopitrici.<br/>Dire tutto questo con parole? ([[Ion Luca Caragiale]])
*Comunque quando una donna parla dà fastidio [...] E se poi parla prima di mettere in mostra il proprio corpo, dà fastidio ancora di più. ([[Lea T]])
*Con donne di qualunque condizione, siano pure parenti o sante, avrò un riguardo speciale, fuggendo dalla loro familiarità, compagnia o conversazione, come dal diavolo. ([[Papa Giovanni XXIII]])
*Con le donne bisogna avere pazienza. Dominarle, ma con signorilità. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'')
*Confesso di non sapere come si corteggino e si conquistino i cuori delle donne. Per me sono sempre stati un mistero e motivo di ammirazione. Alcuni sembrano avere un solo punto debole, un'unica via d'accesso; mentre altri hanno migliaia di viali e possono esser catturati in mille modi diversi. Aver ragione dei primi è testimonianza di eccezionale abilità, ma prova ancor migliore di grandi capacità belliche è tenere in pugno quelli del secondo tipo, perché l'uomo deve presidiare ogni porta e finestra.<br/>Pertanto, chi conquista migliaia di cuori comuni si è meritato un qualche riconoscimento, ma colui che esercita il suo dominio sul cuore di una donna civettuola è davvero un eroe. ([[Washington Irving]])
*Così non resta che una cosa sola, la sola cosa che conosco che spinge gli uomini a fare del male, a desiderare. Si tratta di una donna. (''[[Il prezzo di Hollywood]]'')
*Dai tempi di [[Adamo]], in questo mondo, non è stato commesso un danno senza che alla mia origine non ci fosse una donna. ([[William Makepeace Thackeray]])
*Dai tempi in cui i poeti scrivono e le donne li leggono (cosa per cui sono loro profondamente riconoscenti), esse sono state chiamate tante volte "angeli" che, in semplicità di cuore, hanno creduto a tale complimento, dimenticando che quegli stessi poeti per denaro onoravano [[Nerone]] con l'epiteto di semidio... ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Del resto è privilegio di una donna l'[[incoerenza]]. Gli uomini che si aspettano della logica dalle donne falliscono in amore. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'')
*Delle donne non vince quella che corre dietro, né quella che scappa, vince invece quella che aspetta. ([[Elias Canetti]])
*Devi metterti in testa che qui le donne non sono donne. Sono cas-sa-for-ti! (''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'')
*Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle donne perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]])
*Di solito si letica con le donne che si amano o che non si amano più. Con le donne che ci sono indifferenti non si può leticare. ([[Liala]])
*Di tutti gli oggetti d'[[odio]], una donna un tempo amata è il più odioso. ([[Max Beerbohm]])
*Dio assegnò a ciascun sesso le sue funzioni, cosicché la parte più utile e più necessaria toccasse all'uomo, e la minore e inferiore alla femmina; e quegli divenisse degno d'onore per il ruolo suo eminente, questa invece per gli uffici suoi più vili non pensasse ad alzare la cresta contro il coniuge. ([[Giovanni Crisostomo]])
*Dio ha collocato il genio della donna nel cuore, perché le opere di questo genio sono tutte opere d'amore. ([[Alphonse de Lamartine]])
*Dio mio, tutti i guai seri della mia vita sono stati causati dalle donne. O forse no? Comunque sia, è bello che esistano! No, non per ''quello'', ma perché come esseri umani sono diversi dall'uomo: sono l'eterna speranza che l'umanità un bel giorno potrà raggiungere una meta. Se mai Dio vorrà perdonare la razza umana, lo farà grazie a loro – Santa Maria, piena di grazia, prega per noi! ([[Frigyes Karinthy]])
*Dobbiamo accettare il fatto che le donne sono semplicemente più complesse degli uomini. ([[David Bainbridge]])
*Donna d'affari, più dura di un uomo. (''[[Trappola di cristallo]]'')
*''Donna: mistero senza fine bello!'' ([[Guido Gozzano]])
*''Donna real che d'Imeneo la legge | Soave senti e suo poter sovrano, | Vien meco, e ascolta ciò che non in vano | Dentro i fati mia mente or vede e legge.'' ([[Faustina Maratti]])
*''Donna sei luce, donna sei cenere | donna sei ansia, donna sei danza | e a volte nuvola sei...'' ([[Angelo Branduardi]])
*Donna (''s.f.''). Animale il cui habitat è generalmente in prossimità di quello dell'uomo, suscettibile sia pure in modo rudimentale di addomesticamento. [...] È senz'altro il più diffuso fra gli animali da preda, e infesta tutte le parti abitate o abitabili del globo, dalle profumate foreste della Groenlandia alle disadorne spiagge dell'India. [...] L'animale mangia di tutto e con un po' di buona volontà le si può insegnare a stare zitta. ([[Ambrose Bierce]])
*Donne, animali a sangue freddo che abbisognano del sole e sono capaci di sottoporsi ai suoi raggi coll'espressione beatificata del comunicando e persino con l'estasi del mistico sul punto di abbandonarsi a Dio. ([[Manuel Vázquez Montalbán]])
*''Donne, da voi non poco | la patria aspetta.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*''Donne, donne, eterni Dei! | Chi vi arriva a indovinar!'' ([[Cesare Sterbini]])
*Donne, in voi e per voi è la vita del mondo: sorgete, noi siamo uguali! ([[Bruno Misefari]])
*''Donne, la donna mia ha d'un disdegno |sì ferito 'l me' core, |che se voi non l'atate e' se ne more!'' ([[Gianni Alfani]])
*Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l'aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell'uomo; è l'insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna. ([[Simone de Beauvoir]])
*Donne pure sono soltanto quelle che non sono state desiderate. ([[Publio Ovidio Nasone]])
*''Doppo ch'Adamo cominciò co Eva | tutte le donne se so' fatte fotte.'' ([[Giuseppe Gioachino Belli]])
*Dopo essersi liberata dalla schiavitù impostale per secoli dall'uomo, la donna deve adesso liberarsi dal mito dell'inferiorità femminile, e rendersi pienamente conto delle proprie possibilità. ([[Ashley Montagu]])
*''Dopo questo, compiango chi si fida di una donna! | Anche la migliore è sempre artefice di malizie; | È un sesso creato per farci dannare. | Chiudo con te per sempre, sesso infido, | E ti mando al diavolo con tutta l'anima.'' ([[Molière]])
*Dov'è una donna, il povero non patisce. ([[Cesare Cantù]])
*Dove le donne sono onorate dagli uomini, ivi è maggiore la civiltà. ([[Tommaso Vallauri]])
*Dovrebbe esser una tessitrice di pace per gli uomini, non circondare la vita dell'uomo amato con racconti menzogneri e maligni. (''[[Beowulf]]'')
*È il carattere naturale delle donne [...] disdegnare chi le ama e amare chi le aborrisce. ([[Miguel de Cervantes]])
*È incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo. (''[[Totò e le donne]]'')
*È innegabile non essere sempre la bellezza nelle donne che fa nascere nell'uomo quel trasporto di amore che lo rende capace di tutto. Più spesso è la bontà, la dolcezza, la timidità, quel qualcosa d'inesplicabile che fa della donna un essere debole che non si muove di suo proprio istinto ma per attrazione, che non si appartiene più e la cui anima è l'ombra dell'uomo amato, che non lo lascia mai e lo segue ovunque col pensiero vicino o lontano. ([[Leonetto Cipriani]])
*E lo giuro, che il cuore d'una donna giovane è la roccia più dura che il Signore abbia messo su questa Terra: non riesci a farci un segno sopra. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!]]'')
*E lui avrebbe avuto una vita felice, a dispetto del Diavolo e delle sue opere, se il suo cammino non avesse incrociato quello di una creatura che per un comune mortale è causa di maggior sgomento di qualunque fantasma, spettro e dell'intera genia delle streghe messi assieme: una donna. ([[Washington Irving]])
*È questo il destino di noi donne, per questo siamo state create: per essere il cuore del focolare, per essere il cuore nella madre Chiesa. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*È scabroso le donne studiar. ([[Ferenc Lehár]])
*È tempo che le donne contrastino la vergognosa incompetenza in cui l'ignoranza, l'orgoglio e l'ingiustizia maschili le ha per così lungo tempo tenute prigioniere. ([[Théroigne de Méricourt]])
*È tutto amore! | Chi a una sola è fedele, | verso l'altre è crudele | io che in me sento | sì esteso sentimento, | vo' bene a tutte quante. | Le donne poiché calcolar non sanno, | il mio buon natural chiamano inganno. (''[[Don Giovanni (opera)|Don Giovanni]]'')
*È una donna e perciò vede la vita come non la vediamo noi, e certe volte ci insegna a guardarla; comprende sfumature, percepisce sottigliezze che i nostri sensi non registrano; sa trovare nel vocabolario quell'aggettivo che a contatto con un sostantivo crea imprevedibili effetti. Se è vero che la donna è il complemento spirituale dell'uomo, essa vede l'altra faccia della verità. ([[Dino Segre]])
*È una vita che mi innamor... è una vita che incontro donne come te. Per lo psicologo siete personalità seduttive. Per mio cugino Leo, invece, semplicemente delle stronze. (''[[Notturno bus]]'')
*Ed è già una fortuna che le donne non riescano più spesso ad esercitare il loro potere, perché, in caso contrario, noi non saremmo in grado di resistere: basta che esse mostrino il più lieve interessamento, e gli uomini cadono tutti alle loro ginocchia, anche se esse sono vecchie e brutte. Questa è per me una verità positiva: una donna, quando non sia addirittura gobba, se le si presenta l'occasione può sposare ''chi vuole''. Ci affrettiamo ad aggiungere, però, che esse, in genere, sono come i buoi nei campi: non si rendono conto della loro forza, altrimenti saremmo fritti. ([[William Makepeace Thackeray]])
*Essa {{NDR|la Chiesa}} sostiene che non è ammissibile ordinare donne al sacerdozio, per ragioni veramente fondamentali. Queste ragioni comprendono: l'esempio, registrato nelle Sacre Scritture, di Cristo che scelse i suoi Apostoli soltanto fra gli uomini; la pratica costante della Chiesa, che ha imitato Cristo nello scegliere soltanto degli uomini; e il suo vivente magistero che ha coerentemente stabilito che l'esclusione delle donne dal sacerdozio è in armonia con il piano di Dio per la sua Chiesa. ([[Papa Paolo VI]])
*Esse solo possono fare intendere in una parola tutto un sentimento, e rendre delicatatamente un pensiero delicato. Esse mettono (sono parole del signor [[Jean de La Bruyère|de La Bruyère]]) una concatenazione mirabile, perché il loro discorso si lega in modo affatto naturale, e non si lega che per il senso. ([[Giuseppe Bianchetti]])
*Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai. ([[Oriana Fallaci]])
*Essere donna è un'impresa spesso mortale, devi lottare con chi ti vuole come fa comodo a lui. ([[Martina Semenzato]])
*Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con uomini. ([[Joseph Conrad]])
*''Essere donna è un gran passo, | fare impazzire è un'eroica impresa. || Pure, io, di fronte al prodigio di mani di donna, | del dorso e delle spalle e del collo, | con la devozione d'un servo | tutta la mia vita benedico.'' ([[Boris Pasternak]])
*Essere donna in America alla fine del ventesimo secolo: che fortuna! O perlomeno, questo è ciò che continuano a dirci. Le barricate sono state smantellate, ci assicurano i politici. Le donne ce l'hanno fatta, inneggia Madison Avenue. La battaglia per la parità è stata vinta in larga misura, annuncia il «Time». Potete iscrivervi a qualsiasi università, farvi assumere in qualsiasi studio legale, chiedere un prestito a qualsiasi banca. Le donne hanno tante opportunità ormai, dicono gli imprenditori, che in realtà non serve più una politica per le pari opportunità. Adesso che le donne hanno conquistato la piena uguaglianza, sostengono i legislatori, non è più necessario un emendamento sulla parità dei diritti. Le donne hanno ottenuto tanto, afferma l'ex presidente Ronald Reagan, che la Casa Bianca può anche permettersi di non affidare loro le cariche più alte. Perfino la pubblicità dell'American Express proclama che sono libere di fare acquisti con la carta di credito. Finalmente, le donne hanno ricevuto i documenti di cittadinanza. Eppure... ([[Susan Faludi]])
*''Essere una donna | non vuol dir riempire solo una minigonna...'' ([[Anna Tatangelo]])
*Essere una ragazza è la cosa più cretina di questo mondo. ([[Beppe Fenoglio]])
*Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro. ([[Alessandro Baricco]])
*Felici le donne cui la femminilità è talora dono di preveggenza per la confidenza che l'uomo non osa in esse versare! ([[Carlo Maria Franzero]])
*''Femina è cosa mobil per natura, | e per disdegno impetuosa e fera.'' ([[Mercurio (divinità)|Mercurio]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*''Femina è cosa mobil per natura: | ond'io so ben ch'un amoroso stato | in cor di donna picciol tempo dura.'' ([[Francesco Petrarca]])
*''Femmina è cosa garrula e fallace, | vuole e disvuole: è folle uom che sen fida.'' ([[Torquato Tasso]])
*Femmina piccante, prendila per amante. Femmina cuciniera, prendila per mugliera! (''[[I soliti ignoti]]'')
*''Finché l'uom la desia, leggiadro oggetto | Certo è la donna, e cosa alma e divina; | Ma nel possesso il ben cangia d'aspetto; | Muore la rosa e vi riman la spina''. ([[Vincenzo Monti]])
*Finché non cesseranno di percepirsi come le vedono gli uomini, le donne non potranno fondare su sé stesse l'autostima. [...] Per ritrovare fiducia in sé stessa, la donna non può semplicemente «deciderlo» o «imporselo». Deve pian piano imparare a non dipendere dallo sguardo dell'uomo; a non sentirsi bella solo quando un uomo glielo dice; a non sentirsi brava solo quando il capoufficio o il professore la approva. ([[Michela Marzano]])
*Fra qualche anno sarai uomo, ti voglio dire qualcosa sulle donne. Ecco, le donne – tutte quante, eh? – ebbene, sono... fanno... insomma, si sa quello che ti può fare un indiano se gli caschi sotto, ma non quello che ti può fare una donna. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'')
*{{NDR|[[Medea]], rivolgendosi alla Corifea}}'' Fra quante creature han senso e spirito. | noi donne siam di tutte le piú misere. | Che, con profluvii di ricchezze prima | dobbiam lo sposo comperare, e accoglierlo | — male dell'altro anche peggiore despota | del nostro corpo. E il rischio grande è questo: | se sarà tristo o buon: ché separarsene | non reca onore alle consorti, né | repudïar si può lo sposo. E, giunta | quindi a nuovi costumi, a nuove leggi, | indovina dovrebbe esser: ché appreso | in casa non ha già come piacere | possa allo sposo. E quando, a gran fatica, | vi siamo giunte, se lo sposo vive | di buon grado con noi, se non sopporta | il giogo a forza, invidïata vita | la nostra! Ma se no, meglio è morire. | Quando in casa si cruccia, un uomo può | uscir di casa, e presso un coetaneo, | presso un amico, cercar tregua al tedio: | noi, di necessità, sempre allo stesso | uomo dobbiamo essere intente. Dicono | che passa in casa, e scevra dai pericoli | la nostra vita, e invece essi combattono; | ed hanno torto: ch'io lo scudo in guerra | imbracciare vorrei prima tre volte, | che partorire anche una sola. Ma | ciò ch'io dico per me, male s'addice | a te: la patria hai tu, la casa tua, | agi di vita, consorzio d'amici: | io sola sono, senza patria, e oltraggio | mio marito mi fa, che me rapiva | da una barbara terra; e non ho madre, | non fratello o parente, a cui rivolgere | possa l'approdo in questa mia sciagura. | Ora io vorrei da te questo impetrare: | se qualche via, se qualche astuzia io posso | escogitare, onde allo sposo infligga | del mal ch'esso mi fa la giusta pena, | tu non parlar: ché in tutti gli altri eventi, | piena è la donna di paure, e vile | contro la forza, e quando vede un ferro; | ma quando, invece, offesa è nel suo talamo, | cuore non c'è del suo piú sanguinario''. ([[Euripide]])
*Fra tutte le creature non v'è spettacolo così meraviglioso né miracolo tanto riguardevole della donna, al punto che si dovrebbe essere ciechi per non vedere chiaramente che Dio radunò tutta la bellezza di cui è capace l'intero universo e glie la diede, acciò che ogni creatura abbia buone ragioni per stupirsi di lei e riverirla ed amarla. ([[Agrippa von Nettesheim]])
*Già le donne sono avanti rispetto a noi uomini, se poi ti innamori di una ragazza più grande devi darti una mossa, altrimenti resti indietro. ([[Federico Bernardeschi]])
*''Giovine donna è mobile, e vogliosa | È negli amanti molti, e sua bellezza | Estima più ch'allo specchio, e pomposa | Ha vanagloria di sua giovinezza; | La qual quanto piacevole e vezzosa | È più, cotanto più seco l'apprezza: | Virtù non sente, né conoscimento, | Volubil sempre come foglia al vento.'' ([[Giovanni Boccaccio]])
*Gli uomini fanno le leggi, le donne fanno i costumi. ([[Jacques-Antoine-Hippolyte de Guibert]])
*«Gli uomini sono molto diversi dalle donne.» Si sbatté una mano sul petto. «Qui, sono diversi. Vedi, questa è la differenza. Non sono forti come noi. Gli uomini sono più vulnerabili quando amano. Si danno di più. Le donne no. Le donne tengono sempre in serbo una piccola parte di sé. Le donne sono più complicate, sotto questo aspetto. Gli uomini no. Amano e basta. E sono vulnerabili.» ([[Torey Hayden]])
*Guai, guai a far capire a una donna che l'ami: le donne non si tengono con l'amore ma con la paura di non essere amate. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]'')
*Guai quando le donne si appassionano troppo fra di loro. Fin che è un'amicizia moderata, può durare e andar bene, ma quando si riscaldano, guai! Ogni più piccolo torto che si facciano, diventa una montagna, e se non si picchiano potete ringraziare domine Dio. ([[Alberto Cantoni]])
*Ha chiesto molte volte al cuore di essere sincero e il cuore gli ha risposto che le belle donne andrebbero impiccate ed arse. ([[Rocco Scotellaro]])
*Ho passato una vita a difendere le donne, ma che delusione. Purtroppo debbo constatare che non pensano. ([[Ida Magli]])
*Ho sentito un uomo dire che i ladri ti chiedono la borsa o la vita, mentre le donne le esigono entrambe. ([[Samuel Butler]])
*I mondi possono cambiare, le galassie disintegrarsi, ma una donna rimane sempre una donna. ([[James Tiberius Kirk]], ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]'')
*Il bene pubblico è interesse dell'uomo: guai se decide la donna. ([[Eschilo]])
*Il bisogno che fa gli uomini cattivi, fa brutte le donne. ([[Emilio de Marchi]])
*Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti. (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Il fatto che spesso passi l'idea che una donna debba comunque dipendere economicamente da un uomo, a me non piace assolutamente, al contrario mi piace l'idea che una donna possa essere indipendente sia economicamente e sia mentalmente dall'uomo. ([[Naoko Ogigami]])
*Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato – o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare... io mi metto con loro e per loro e le frugo, frugo non per mania di sofferenza, ma perché il mio compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo che non il compianto che mi accordano gli uomini. ([[Eleonora Duse]])
*Il futuro è donna per il semplice motivo che gli uomini non sono abbastanza forti. ([[Eleanor Mills]])
*Il guaio degli uomini è di non saper valutare le capacità delle donne. (''[[L'albero di Natale]]'')
*Il letto diventa una casa segreta dentro la casa in vista, la casa palese, e la donna che lì ci aspetta la si ama semplicemente perché è lì disponibile. È lì e disponibile, a ogni ora della notte, in qualunque momento si torni a casa. di conseguenza la si ama. Si ama ciò che è sicuro. Si ama in ispecie ciò che aspetta, ciò che pazienta. ([[Joseph Roth]])
*Il mistero di una donna è un dolore che non si rimargina e neppure si riesce a imparare. L'uomo non imparerà mai a essere donna, e neppure una donna imparerà mai ad essere donna. Quando una donna nasce lo fa per sempre. Un uomo nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire. L'uomo vive per lasciare impronte nella neve, nell'illusione di fare traccia di sé. La donna la neve e il paesaggio che si farà primavera. La donna è una sfida che ti sfida. La donna è un ordigno, e l'uomo è un bambino che non riesce a capirci niente e lo distrugge, per piangere subito dopo e dare la colpa alle istruzioni. Ma la donna e il cielo non hanno istruzioni. ([[Filippo Timi]])
*Il nemico più grande della donna è la donna stessa. Non riusciamo a sfilarci da sotto il calcagno dello schiavismo del maschio. Stiamo facendo la caricatura della femmina per cercare di andare insensatamente incontro ai supposti desideri della controparte. Tira qui, molla là, botulini, filler, acidi ialuronici, plastiche additive e delizie di questo tipo. Si vedono in giro donne con la faccia di Fantomas e il seno della Saraghina. Più oggetto di così si muore. Va bene che è nell'uomo che deve avvenire la famosa "alterazione fisica", ma ciò non giustifica il massacro che stiamo operando su di noi. Siamo noi le prime a trattarci come dei pezzi di carne. Magari non sarà vero che le armi a nostra disposizione siano necessariamente e fisiologicamente pari a quelle del maschio, ma pari deve essere la dignità da esigere con potenza e assennatezza prima di tutto da noi stesse. Ma, visto l'andazzo, speranze poche. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il nemico si comporta come una donna, poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte. ([[Ignazio di Loyola]])
*Il problema è che per molto tempo le donne non si sono sentite particolarmente elette a raccontare storie come gli uomini, forse perché da sempre relegate dalla società maschile, in ruoli stereotipati di madri, mogli, educatrici. Spesso alle donne è stata vietata la scrittura in quanto scelta di vita troppo audace. ([[Diana Abu-Jaber]])
*Il racconto di Marta e Maria mostra che il Vangelo eleva la donna a quel vertice spirituale in cui si apre l'accesso alla "sola cosa necessaria". ([[Pavel Nikolaevič Evdokimov]])
*Il tempo è venuto, Mademoiselle, in cui le rigide leggi degli uomini non impediranno più alle donne di dedicarsi alle scienze ed alle discipline; mi sembra che chi ne è capace dovrebbe impiegarsi in quest'onorevole libertà, che il nostro sesso ha desiderato così a lungo, studiando questi argomenti e dimostrando agli uomini quale torto ci hanno fatto nel privarci dei benefici e dell'onore che avremmo potuto ottenere. ([[Louise Labé]])
*«Immagino penserete che una donna a bordo sia pressoché inutile».<br/>«Per dirla senza troppi fronzoli, di solito le donne sulle navi sono un autentico flagello». ([[Edgar Wallace]])
*Impura e distorta: tale è la condizione naturale delle donne in questo mondo; ma l'uomo, ingannato da vesti e ornamenti, per le donne incorre nella passione. ([[Aśvaghoṣa]])
*In massima parte la mente delle femmine è più rozza, né può facilmente capire cose difficili. ([[Cirillo di Alessandria]])
*In ogni trattato filosofi e poeti, predicatori e la lista sarebbe ancora lunga, sembrano tutti parlare con la stessa bocca, tutti d'accordo nella medesima conclusione, che il comportamento delle donne è incline ad ogni tipo di vizio. ([[Christine de Pizan]])
*In Oriente le donne nascondono religiosamente d'avere un viso, in Occidente di avere delle gambe. In ambedue i casi rendono evidente d'avere poco cervello. ([[Henry David Thoreau]])
*In passato l'amicizia tra donne era viziata, sia causa delle restrizioni sociali che subivano, sia a causa di una rivalità che c'era tra loro nella ricerca del "maschio alfa". Oggi non c'è più questo antagonismo: se c'è della rivalità è piuttosto nel campo del lavoro. ([[Margherita Oggero]])
*In tutti i tempi è stata trascurata l'educazione delle donne, non c'è attenzione che per gli uomini, e le donne, come fossero una specie a parte sono state abbandonate a sé stesse prive di aiuto, senza pensare che compongono la metà del mondo. ([[Madame de Lambert]])
*In una donna noto subito gli occhi. Specie se ha le tette grosse. (''[[Rat-Man]]'')
*In verità, o Gautama, la donna è fuoco: di quella, l'alvo è il combustibile, i peli sono il fumo, la vulva la fiamma, l'atto che si consuma al suo interno è la cenere, il godimento è le scintille. In questo fuoco gli Dei sacrificano il seme. Da quell'offerta sorge l'essere umano. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Infantile, incostante, premurosa, irritabile, con una civetteria che conduce a lungo le assiduità e gli accostamenti amorosi, è la donna abituata a vivere coi vecchi. ([[Corrado Alvaro]])
*Io amo far godere una donna. Pensi che il mio più grande piacere è vedere la donna farsi scopare da altri. Io credo in una complicità non convenzionale. Io cerco una donna che non mi sia fedele. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Io cerco di ricordarmi di essere donna. L'uomo può uscire vestito casualmente, la donna deve essere carina ed elegante. ([[Fiona May]])
*Io con le donne ci sto bene, le amo, solo che non mi servono... credo che succeda così quando uno è un vero artista. (''[[Accordi e disaccordi]]'')
*Io credo che noi donne sappiamo essere tremende, siamo capaci di crudeltà assolute, possiamo essere delle iene senza precedenti, ma quando ci amiamo e ci troviamo tra noi, possiamo costituire un punto di forza davvero molto importante e unito. ([[Elena Sofia Ricci]])
*Io le [[amore|amo]] tanto, le donne, che riesco perfino a non essere [[gelosia|geloso]]. Tanto a che serve esser geloso. Se una donna ti vuol bene, è felice. Se non ti vuol bene, ne prendi un'altra. ([[Totò]])
*Io mangio maccheroni quando mi riesce imbattermi in una baruffa di donne. Ci ho un gusto matto quando vedo due donne che si accapigliano e si sbefanano, e s'acciuffano per i capelli e si sgramignano la faccia e si strappano i vestiti addosso e coll'unghie e a sannotti si sfregiano per il viso; e si rilevan le fedi di battesimo in mezzo alla strada. Perché le donne son fatte così, se nulla nulla arrivano a dirsi una mezza parola, subito cominciano a scoprirsi gli altari e mettono all'aria il presente e il passato. ([[Idelfonso Nieri]])
*Io non parlo alle donne, bensì agli uomini, perché chi è di mente instabile non è assolutamente in grado di capire le mie parole. ([[Papa Gregorio I]])
*Io non voglio le donne per consigliere né per tenermi allegro, ma per andarci a letto, mentre se son brutte e istruite è lo stesso che andare a letto con Aristotele e Seneca o con un libro. ([[Francisco de Quevedo]])
*Io voglio sempre credere che le femmine siano più intelligenti dei maschi. Idea che si sfalda ogni volta che le vedo sbavare agli strip maschili la sera dell'8 marzo. ([[Tommaso Labranca]])
*L'Angiolo della Famiglia è la Donna. Madre, sposa, sorella, la donna è la carezza della vita, la soavità dell'affetto diffusa sulle sue fatiche, un riflesso sullo individuo della Provvidenza amorevole che veglia sull'umanità: sono in essa tesori di dolcezza consolatrice che bastano ad ammorzare qualunque dolore. Ed essa è inoltre per ciascun di noi l'iniziatrice dell'avvenire. ([[Giuseppe Mazzini]])
*L'avvento della donna sulle scene segna una volta per tutte la scissione tra maschio e femmina, condannati a caratteri sessuali, differenti nel senso diversi l'uno dall'altra, cancellando da una parte l'erotismo... e dall'altra l'osceno..., la perversione che è il teatro nel suo farsi: il fantasma. ([[Carmelo Bene]])
*L'educazione, tanto necessaria alle classi lavoratrici, deve [...] formarsi primamente nella scuola vivente della famiglia. E senza educare ed istruire la donna, che è naturalmente chiamata a gettare i primi semi delle virtù private e cittadine sul terreno vergine dell'infanzia, sarà difficile, molto, aggiungere questo fine. La prima scuola cui bisogna attendere, è dunque quella che s'erge naturalmente prima al mondo, la scuola della famiglia; e la prima educatrice ed {{sic|institutrice}} a formare, è la donna. ([[Raffaele Schiattarella]])
*L'elemento femminile è necessario alla vita zoologica, ma è altrettanto necessario alla vita sociale. È altrettanto necessario alla vita mentale. È altrettanto necessario alla vita psichica. È necessarissimo alla civiltà.<br/>Nei momenti di civiltà più alta, la donna è più presente, più partecipe nella vita sociale. È la maggior partecipazione della donna alla vita sociale che determina la maggiore civiltà?<br/>La presenza "attiva" della donna nella vita sociale non solo arricchisce e migliora la vita sociale: migliora l'uomo. Spegne il "troppo maschile". Accende negli occhi di lui, nella faccia, nei movimenti della bocca, nel colore della pelle, sul piano della fronte una luce maggiore e migliore. ([[Alberto Savinio]])
*L'essenza della donna è un abbandono sotto forma di resistenza. ([[Søren Kierkegaard]])
*L'essere donna viene definito spesso una "condanna" ma mi dispiace per gli uomini che non hanno mai potuto esplorare cosa significhi crescere con un certo senso di concretezza e di identità sin dalla tenera età. Noi donne dobbiamo necessariamente, purtroppo o per fortuna non saprei, scontrarci con una serie di inciampi e ostacoli che ci fanno costruire un'identità risoluta molto prima: ci perdonano molte meno cose... ([[Rosa Diletta Rossi]])
*''L'ETERNO-FEMMINA {{NDR|ovvero, il femminile eterno}} | ci trae lassù!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*L'importante è di non fingere di averle capite, le donne. ([[Gino Paoli]])
*L'intelligenza nelle donne è un'anomalia che si incontra eccezionalmente come l'albinismo, il mancinismo, l'ermafroditismo, la polidactilia. ([[Dino Segre]])
*L'uomo che non ha una donna al suo fianco è un uomo morto. (''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'')
*L'uomo è come il gallo; chicchirichì! sbatte appena le ali e via – la donna invece è come la povera chioccia; stattene seduta a covare i pulcini. ([[Aleksandr Sergeevič Puškin]])
*L'uomo, poiché è forte e presiede alla donna, rappresenta la parte più elevata della ragione, invece la donna quella inferiore. E ciò a motivo della virilità da un lato, e della debolezza e fragilità dall'altro. ([[Bonaventura da Bagnoregio]])
*La bellezza del corpo è tutta nella pelle. In effetti se gli uomini vedessero ciò che sta sotto la pelle, dotati come le linci della Beozia della penetrazione visiva interna, la sola vista delle donne gli riuscirebbe nauseabonda: questa grazia femminile non è che suburra, sangue, umore, fiele. Considerate quello che si nasconde nelle narici, nella gola, nel ventre: dappertutto, sporcizie [...] E noi che ripugniamo dal toccare anche solo con la punta delle dita il vomito o il letame, come possiamo dunque desiderare di stringere nelle nostre braccia un semplice sacco di escrementi! ([[Oddone di Cluny]])
*La bellezza fa autentici miracoli. Ogni difetto morale di una bella donna, lungi dal generare repulsione, diventa invece al massimo grado attraente; il vizio stesso spira leggiadria; ma scompaia la bellezza, e una donna dovrà essere venti volte più intelligente di un uomo per attirarsi, non dico amore, ma almeno stima. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*La bellezza fisica della donna è uno dei più generosi spettacoli che la natura concede ai mortali, sempre deliranti fra il dolore e la morte. ([[Mario Rapisardi]])
*La cattedra è donna. Benissimo, perché? Perché le donne continuano, ancora oggi, a pensarsi come coloro che si prendono cura degli altri, e non come professioniste? Perché quella di occuparsi di bambini è, ancora una volta, una "vocazione"? [...] Torna il divario fra l'idea della donna (e prima ancora, della ragazza e della bambina) autonoma, dura, persino pericolosa, e una realtà che dice altro. Ci viene raccontato che abbiamo a che fare con replicanti in miniatura della Sposa di Quentin Tarantino. Scopriamo di avere davanti a noi docili, e già frustrate creature, che si rassegnano quasi subito a un destino irrilevante. ([[Loredana Lipperini]])
*La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le donne e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra [...]; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*La complicità maschile esiste sempre. Per la donna si è tornati alla situazione antica con un rischio che già ognuna di noi intravedeva: la sua mascolinizzazione. ([[Ombretta Colli]])
*La crisi del ruolo della donna nella società è il crocevia di molti altri problemi sociali, umani e religiosi del nostro tempo. ([[Carlo Maria Martini]])
*La deficienza mentale della donna non solo esiste ma è necessaria. Se noi vogliamo una donna la quale sappia adempiere bene al suo compito materno, è necessario ch'essa non abbia un cervello mascolino. ([[Paul Julius Möbius]])
*La donna. Il cui peccato è di essere madre. (''[[Il monello]]'')
*La donna ama maggiormente dopo la donazione: agisce allora in lei l'istinto della specie. ([[Carlo Maria Franzero]])
*La donna, andando dal sarto a scegliersi un vestito, non veste sé, veste il proprio tempo. Anzi, tutt'insieme la donna col suo vestito, è ella stessa veste alla nudità del suo tempo. ([[Massimo Bontempelli]])
*La donna africana sperimenta una triplice servitù, attraverso il matrimonio coatto, attraverso la dote e la poligamia che aumenta il tempo libero degli uomini e al tempo stesso il loro prestigio sociale, e, infine proprio attraverso l'ineguale divisione del lavoro. ([[René Dumont]])
*La donna che mente ha parecchi amici, e conduce un'esistenza di grande solitudine. ([[Adrienne Rich]])
*La donna che non possiamo stimare, la dobbiamo venerare. Essa sa darsi tutta, fino all'ultima goccia, senza lotta né dolore. È la purissima. ([[Scipio Slataper]])
*La donna – che sia naturalmente buona o no, che sia casta o corrotta – dovrebbe essere sempre considerata un'immagine della Beatissima Madre Divina. ([[Ramakrishna]])
*La donna deve obbedire. [...] Essa è analitica, non sintetica. Ha forse mai fatto dell'[[architettura]] in tutti questi secoli? Le dica di costruirmi una capanna, non dico un tempio! Non lo può! Essa è estranea all'architettura, che è la sintesi di tutte le arti, e ciò è un simbolo del suo destino. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente essa non dev'essere una schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale, mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare. ([[Benito Mussolini]])
*La donna è altruista o meglio alterocentrista nel senso che fa centro del suo piacere, della sua ambizione, non in sé stessa, ma in un'altra persona che essa ama e da cui vuole essere amata, il marito, i figli, il padre, l'amico, ecc. ([[Gina Lombroso]])
*La donna è cambiata molto. Stiamo assistendo ad una grande indipendenza della donna. Oggigiorno il ruolo che una volta storicamente apparteneva all'uomo è spesso ricoperto dalla donna (parlo dal punto di vista del comportamento): probabilmente la società attuale non è ancora preparata a assistere a una tale inversione di ruoli. ([[Camila Raznovich]])
*La donna è come la macchina: alla mattina se non la scaldi, non parte. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*La donna è come, non so come dirti, è come una grande vallata con delle bufale, qui, grosse, e poi piano piano discendi lentamente pedo–pede e c'è una foresta che si estende con gli arbusti, e tu devi penetrare piano piano in questa foresta, come se fosse un... un siluro. (''[[Arrapaho (film)]]'')
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. ([[Gem Boy]])
*La donna è come un libro che, buono o cattivo, deve piacere fin dalla copertina. ([[Giacomo Casanova]])
*La donna è la porta dei sogni. Non dimenticando, certo, che sono donne le Parche... ([[Guido Ceronetti]])
*La donna è meno consona alla moralità dell'uomo perché ha in sé più liquidità dell'uomo. Caratteristica del liquido è di ricevere facilmente e di trattenere male. Il liquido è un elemento facilmente mutevole, perciò le donne sono volubili e curiose. Quando una donna ha un rapporto con un uomo è molto probabile che desideri stare allo stesso tempo anche con un altro. La donna non è affatto fedele. Se tu le dai fiducia ne sarai deluso.[...] La donna è un uomo mal riuscito e rispetto all'uomo ha una natura difettosa e imperfetta, perciò è insicura. Quello che non riesce ad ottenere da sola cerca di raggiungerlo con gli inganni demoniaci. Perciò, per farla breve, l'uomo si deve guardare da ogni donna come da un serpente velenoso o da un diavolo cornuto. [...] L'intelligenza tende al bene e la furbizia al male. Pertanto nei comportamenti cattivi è più intelligente la donna perché è più furba dell'uomo. La sua sensibilità spinge la donna verso ogni male, mentre la ragione spinge l'uomo verso ogni bene. ([[Alberto Magno]])
*La donna è mobile, ed io mi sento mobiliere. (''[[Un turco napoletano]]'')
*''La donna è mobile | qual piuma al vento, | muta d'accento – e di pensier. | Sempre un amabile, | leggiadro viso | in pianto o in riso, – è menzogner.'' (''[[Rigoletto]]'')
*La donna è senza dubbio una luce, uno sguardo, un invito alla felicità, e talvolta il suono di una parola; ma soprattutto è un'armonia generale, non solo nel gesto e nell'armonia delle membra, ma anche nelle mussole, nei veli, negli ampi e cangianti nembi di stoffe in cui si avvolge, che sono come gli attributi e il fondamento della sua divinità; nel metallo e nel minerale che le serpeggiano intorno alle braccia e al collo, aggiungendo le loro scintille al fuoco dei suoi sguardi, o tintinnando dolci alle sue orecchie. Quale poeta mai, nel ritrarre il piacere prodotto dall'apparizione di una bellezza, oserebbe disgiungere la donna dal suo abito? E qual è poi l'uomo che per la strada, a teatro, al parco, non abbia goduto, nella forma più disinteressata, di una toeletta sapientemente composta, e non ne abbia attinto un'immagine inseparabile dalla bellezza di colei a cui apparteneva, così facendo delle due entità, della donna e della veste, un tutto indivisibile? ([[Charles Baudelaire]])
*La donna è spesso il punto debole del marito. ([[James Joyce]])
*La donna è un animale debole e malato per natura. ([[Ferdinando Galiani]])
*La donna è un fiume. Se si innamora è un fiume in piena. Se straripa fa danni ingenti. L'impeto della donna è pari a quello dei grandi fiumi. ([[Enrico Baj]])
*La donna fu definita come «l'angelo degli sventurati.» È pronta sempre ad assistere il debole, a rialzare il caduto, a confortare l'afflitto. È molto significativo che sia stata una donna la prima ad edificare e dotare un {{sic|ospitale}}. Fu detto che dovunque un essere umano soffre, i suoi gemiti gli attirano al fianco una donna. ([[Samuel Smiles]])
*La donna [[galanteria|galante]] è quella che dona spesso ciò che non ha mai avuto: il suo cuore. ([[Xavier Forneret]])
*La donna giovane, a qualunque classe appartenga e in qualsivoglia condizione la sia nata, all'eccezione di quelle sventuratissime precipitate nella più lurida prostituzione, ama sempre le belle vesti, gli stivaletti, gli ornamenti e le crinoline. ([[Francesco Mastriani]])
*La donna ha il diritto di vestirsi solo a lutto. Non appena ha raggiunto l'età adulta, dovrà coprire il suo viso che è fonte di tanti pericoli, altrimenti rischia di perdere la beatitudine eterna. ([[Tertulliano]])
*La donna moderna che si «denuda», si mette in mostra, si abbandona, sottoscrive la sua decadenza snaturandosi.<br />Se la donna vuol portare a termine la sua missione, deve essere per l'uomo un «mistero». ([[Michel Quoist]])
*La donna molto bella è per legge d'orgoglio la più fredda, perché tutta compresa di sé, non le resta tempo ad espandersi. ([[Pier Carlo Leoni]])
*La donna non è altro che un calice, fragile, delicato, scintillante: dev'essere stimata e protetta. (''[[Figlia del vento]]'')
*La donna non è una "replica" dell'uomo; viene direttamente dal gesto creatore di Dio. L'immagine della "costola" non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari e che hanno anche questa reciprocità. E il fatto che — sempre nella parabola — Dio plasmi la donna mentre l'uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell'uomo, ma di Dio. Suggerisce anche un'altra cosa: per trovare la donna — e possiamo dire per trovare l'amore nella donna —, l'uomo prima deve sognarla e poi la trova. ([[Papa Francesco]])
*La donna non ha diritti politici ma deve conoscerli perché, si scrive, in qualche misura li può esercitare lo stesso: «perché un giorno, come sorella, come sposa, e come madre, deve spingere il fratello, il marito e i figli a compiere degnamente i loro doveri di cittadini». ([[Simonetta Ulivieri]])
*La donna non può essere superiore che come donna, ma dal momento in cui vuole emulare l'uomo, non è che una scimmia. ([[Joseph de Maistre]])
*La donna o ama o odia: non conosce via di mezzo. ([[Publilio Sirio]])
*La donna? Per certuni un buco, per altri un abisso. ([[Ardengo Soffici]])
*La donna perché adorna dalla natura di peculiari pregi è ritenuta la parte più gentile dei genere umano.<br/>Alla venustà delle forme, alla innata gentilezza dei modi e del linguaggio, alla delicatezza del suo profondo sentire, essa poi a mille doppî aggiungerà valore, se coltivando la mente potrà esplicare con eletta forma, i suoi pensieri, ed arricchire così il patrimonio scientifico e letterario, coi risultati dei suoi studii. ([[Filippo Nani Mocenigo]])
*La donna più addentro nell'anima sente forza d'amore, e l'uomo si fa padrone di tutto il suo essere e si rende vita della sua vita. La donna vive per amare, e di codesto sentimento usa nelle vicende dell'esistenza per lenire l'agrezza delle sciagure, per stemperare in dolce serenità le gioie trabocchevoli. È per cotesto che la donna è la poesia della natura, perché l'amore è l'eterno sorriso del creato, l'armonia che tutti gli esseri lega in un vincolo misterioso. E mentre l'uomo trascende a forti e concitati proponimenti, e passioni violenti e subitanee, la donna modera se stessa, finché lo consente natura; e la preghiera, l'umiltà, il sacrificio le porgono mezzi di giungere là, ove non possono la vendetta, l'odio, il furore dell'uomo. ([[Felice Guzzoni]])
*La donna, portata com'è a osservare più i sentimenti altrui che i propri, non inganna né è ingannata, ma è l'illusione in sé, ottica e acustica. ([[Jean Paul]])
*La donna promette quel che solo Dio può mantenere. Non essere amaro con lei. Non è forse già meraviglioso che una tale promessa esista? Iddio non ha richiamo più irresistibile di quello della donna. ([[Gustave Thibon]])
*La donna quando pensa da sola, mal pensa. ([[Publilio Sirio]])
*La donna sa donare l'anima prima di cedere il suo corpo. ([[Nino Salvaneschi]])
*La donna seduce come un [[gatto]], il gatto seduce come una donna. ([[Stéphanie Hochet]])
*La donna selvaggia è nel contempo amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono sperdute, di tutte coloro che hanno bisogno di sapere, di tutte coloro che hanno un enigma da risolvere, di tutte coloro che vagano e cercano nella foresta o nel deserto. ([[Clarissa Pinkola Estés]])
*La donna? Solo il diavolo sa cos'è. ([[I fratelli Karamàzov|Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'']])
*La donna venuta dopo, quella dei giorni nostri, in gara col maschio in ogni competizione e in ogni attività, in ogni privilegio, che del maschio reclama i diritti e le prerogative fino nell'abito, è forse più utile ai fini pratici della vita sociale, ma la sua posizione rispetto all'uomo è divenuta quella di un oggetto di uso comune nella vita quotidiana, non di un oggetto prezioso e raro, che si guarda con ammirazione religiosa. Oggi abbiamo la donna sportiva sorta dal cinematografo: quella era la donna sorta alcuni secoli prima dalla poesia. ([[Aldo Palazzeschi]])
*La femmina, amico, è una gran cosa, tutto il mondo ne delira: la fiera, l'uccello, il piccolo maggiolino, tutti sono vivi per questo! E al di fuori di ciò di che si può vivere? ([[Maksim Gor'kij]])
*La femmina, infatti, ha bisogno del maschio non solo per la generazione, come negli altri animali, ma anche come suo signore, perché il maschio è più perfetto quanto a intelligenza ed è più forte quanto a coraggio. ([[Tommaso d'Aquino]])
*La forza principale del [[Giappone]] sta nelle sue donne, uniche al mondo. Sono le donne che, col sacrificio della loro vita, rinunziano a tutto, alleggeriscono l'esistenza e danno la serenità e la forza agli uomini. ([[Ercole Patti]])
*La gioia di vivere è il miglior cosmetico per una donna. ([[Rosalind Russell]])
*La giovane evitava in particolare i faggi e i frassini, che gocciolavano più insidiosamente di tutte le altre piante. Così facendo dimostrava quanto le donne comprendano bene gli umori e le caratteristiche della natura: un uomo che avesse attraversato quei campi non si sarebbe nemmeno accorto che dagli alberi scendeva acqua. ([[Thomas Hardy]])
*La maggior parte delle donne non ha ancora capito che alla base dell'emancipazione dev'esserci l'indipendenza economica e che, per essere libere, bisogna anzitutto essere autonome. ([[Carla Gravina]])
*La lussuria delle donne è fetida e più soffocante che negli uomini, e quindi deve essere domata più energicamente con l'astinenza dal cibo. ([[Giovanni di Dio]])
*La nostra [[fortuna]] con le donne è subordinata al nostro successo di esordienti che ci persuade di essere nati, almeno sotto questo punto di vista, fortunati. E di cui le donne subiscono il richiamo: è come ne portassimo addosso diciamo l'odore. ([[Vasco Pratolini]])
*La più stupida delle donne è più intelligente del più intelligente degli uomini. ([[Luciano Pavarotti]])
*La principessa era lontana dal farsi scrupoli; era anzi malvagia quanto può esserlo una donna, il che non è poco, giacché il gentil sesso tiene a una qualche superiorità in ogni competizione. ([[William Beckford]])
*La schiavitù della donna consiste nel fatto che alcuni vogliono e ritengono conveniente sfruttarla come uno strumento di piacere. ([[Lev Tolstoj]])
*La verità non ha mai interessato le donne, a loro basta avere ragione. ([[Frigyes Karinthy]])
*La vita della donna è irta d'insidia; e la donna se ne guarda con inesauribile astuzia. In tal modo l'arte dell'inganno le è propria, indissolubile dalla sua indole, come l'arte del vestire. ([[Luciano Zuccoli]])
*La vostra astuzia [o donne] è davvero grande! (''[[Corano]]'')
*''Le anime delle donne sono così piccole | che alcuni credono che non ce l'abbiano nemmeno.'' ([[Samuel Butler (poeta)|Samuel Butler]])
*Le belle donne non si mettono a studiare medicina a meno che non abbiano qualche grosso problema. (''[[Dr. House - Medical Division (prima stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Le donne amano soltanto coloro che non conoscono. ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Le donne andrebbero fatte fuori appena nate! (''[[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]]'')
*Le donne assicurano la solidità e la continuità del reale. ([[René Barjavel]])
*Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna, se hanno quello di salire al patibolo. ([[Olympe de Gouges]])
*Le donne cercano sempre di dimostrare che la cura della casa e della famiglia rappresenta un lavoro che nessun uomo può accingersi a sbrigare, mentre è stato dimostrato che a fatti gli uomini sanno trovare più efficienti sistemi nell'organizzare anche i lavori domestici su basi bene ordinate e risparmiando tempo e fatica, cosa che le donne non sapranno mai fare. ([[Rosamond Du Jardin]])
*Le donne, così abili nell'arte di dissimulare, fingono meglio di noi un sentimento che non provano, ma nascondono peggio degli uomini un affetto sincero e appassionato, perché vi si abbandonano di più. ([[Émile de Girardin]])
*Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*Le donne commettono dei particolari reati per la loro fragilità, ma tenendo conto di questa fragilità femminile, i giudici maschi sono di solito tolleranti con loro. E dunque stiano buone. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*Le donne generalmente non negano i loro difetti. Solo li designano con nomi di [[virtù]]. ([[Ugo Bernasconi]])
*Le donne danno la vita, perché non possono anche toglierla? (''[[Batman/Lobo: Pericolo mortale]]'')
*Le donne hanno lo strano istinto di aggrapparsi al pugnale che le trafigge. ([[Jerome K. Jerome]])
*Le donne hanno per certi atti il senso del [[pudore]] assai meno sviluppato che l'uomo. La loro femminilità è ad un tempo arma e difesa. ([[Carlo Maria Franzero]])
*Le donne imparano con avidità e dimenticano con facilità. ([[Ferdinando Galiani]])
*Le donne in questo mondo sono chiamate a costruire una casa, un futuro, insieme alle loro famiglie: ma io? [...] Gli estremisti non ci lasceranno mai in pace: sono una donna segnata. ([[Asia Bibi]])
*Le donne nel western c'erano, ma non in primo piano. Con qualche regola. Le bionde, considerate fragili e delicate, in genere morivano al primo rullo. Più fortuna avevano le rosse e le more, prostitute da saloon oppure dalla parte dei cattivi. Erano più forti, resistevano, potevano morire anche alla fine del film. ([[Marco Giusti]])
*Le donne nere sono meno attraenti delle altre perché sono molto più grasse. ([[Satoshi Kanazawa]])
*Le donne non hanno più timore né dei loro desideri né dei loro "sogni proibiti" e neppure della pornografia. Sono molto più sicure, evidenziano anche in tanti libri erotici la loro complessa natura. Dalla politica alla vita di tutti i giorni, passando per la cultura, la forte femminilizzazione della società sta modificando molte convinzioni e convenzioni. È per questo che oggi si discute, molto più che in passato, degli amori saffici. ([[Tilda Swinton]])
*Le donne non hanno quel senso delle difficoltà che hanno gli uomini. Le difficoltà delle donne sono fisiche e reali: quelle degli uomini sono intellettuali e formali. " È impossibile " dicono sempre. Le donne non dicono mai così. Prima agiscono e dopo vedono se la cosa è o no possibile. ([[John Galsworthy]])
*Le donne non si sentono mai a loro agio fino a che non proclamano ad alta voce i loro torti. ([[E. M. Forster]])
*Le donne non si vedono mai abbastanza belle e, oggi, la bellezza sembra sempre la loro promessa di felicità. ([[Silvio Orlando]])
*Le donne non sono migliori degli uomini. Ma partoriscono, e quindi sono più stabili, anche sentimentalmente. Sono meno leggere, più affidabili. Agli uomini le responsabilità danno fastidio. ([[Giovanna Mezzogiorno]])
*Le donne non sono nate donne, ma lo diventano: con questo {{NDR|[[Simone de Beauvoir]]}} intendeva dire che le donne tendono ad adeguarsi all'ideale che gli uomini hanno delle donne. Essere ciò che un uomo si aspetta da te è una scelta, ma le donne, essendo libere, possono decidere da sole ciò che vogliono essere. Non esiste un'essenza, un modo naturale di essere donna a cui devono adeguarsi. ([[Nigel Warburton]])
*Le donne più belle del mondo erano le africane. Donne somale avvolte in vesti screziate di viola, vermiglio, rosa. Intorno al collo grani d'ambra che, strofinati l'uno contro l'altro, sprigionavano elettricità e profumo di limoni e miele. Donne del Corno d'Africa che sbirciavano attraverso veli d'oro, ornamenti filiformi simili a lacrime tintinnanti. Velate di nero dalla testa ai piedi, concentravano il loro desiderio negli occhi contornati di kajal. Sulle Montagne della Luna, donne dinka, scure e levigate come il più scuro e più levigato dei legni, alte e statuarie, con corsetti ornati di perline che sarebbero stati aperti solo la notte delle nozze. ([[Martin Cruz Smith]])
*Le donne possono avere le stesse competenze e la stessa credibilità di un uomo. Anche quando indossano un tubino. ([[Francesca Barra]])
*Le donne preferiscono aver ragione piuttosto che essere ragionevoli. ([[Ogden Nash]])
*Le donne, prima di sposarle, bisogna provarle. ([[Benito Mussolini]])
*Le donne sanno delle cose che non sono mai state scritte né insegnate. ([[Remy de Gourmont]])
*Le donne, se le ami veramente, sanno esserti perennemente fedeli, fino alla morte, e anche oltre. Loro sanno cos'è l'amore. (''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'')
*Le donne son fatte così. Ogni giorno che sorge porta loro una nuova interpretazione del passato. Dev'essere una vita poco monotona la loro. ([[Italo Svevo]])
*''Le donne son venute in eccellenza | di ciascun'arte ove hanno posto cura.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Le donne sono come i camaleonti, che dove si posano prendono il colore. ([[Alberto Moravia]])
*Le donne sono come le automobili. Ogni tanto debbono fare un piccolo tagliando. A noi che stiamo sempre davanti al pubblico, un po' di lifting ce lo dovrebbe pagare lo Stato. ([[Loredana Bertè]])
*Le donne sono creature instabili: se dai loro qualcosa in mano non sono contente finché non l'hanno distrutto. ([[Efraim Medina Reyes]])
*Le donne sono creature semplici: io non ho mai incontrata una che non capisse il significato di una bella sberla sul grugno o di pallottola calibro 45. (''[[Provaci ancora, Sam]]'')
*Le donne sono delle terribili sognatrici. Il peccato è una sorta d'incoscienza, un non-sapere. Così sono le donne. ([[Iris Murdoch]])
*Le donne sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini. ([[Jean De La Bruyère]])
*Le donne sono famose per costruir romanzi inverosimili. ([[Dino Buzzati]])
*Le donne sono gli esseri dell'altra riva, per noi uomini intendo: questo significa che tra l'uomo e la donna scorre un fiume, un fiume più ampio e profondo del mare. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*Le donne sono innamorate del potere. Ci ronzano attorno come le mosche sulla merda. (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Le donne sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. ([[Osho Rajneesh]])
*Le donne sono nate per stare da sole e, da sole, riescono a fare tutto perfettamente. ([[Micol Ronchi]])
*Le donne sono più flessibili e più pratiche, riconoscono meglio i valori essenziali della vita. ([[Matali Crasset]])
*Le donne sono più forti degli uomini, e soprattutto non perdiamo tempo a lamentarci, ma cerchiamo sempre di fare del nostro meglio, al netto delle difficoltà. Ecco perché quando si hanno in una famiglia dei bambini piccoli che piangono, sono spesso le donne a tenerli in braccio. Gli uomini si dimostrano a volte stupidi per alcuni loro modi di fare. ([[Serena Williams]])
*Le donne sono sempre povere di parole precise. ([[Italo Svevo]])
*Le donne sono speciali, ma capirle è come vincere alla lotteria. (''[[NCIS - Unità anticrimine (seconda stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*Le donne sono stupide, altrimenti non sarebbero donne. ([[Alba de Céspedes]])
*Le donne sono trattate in modo diverso dalla società per la stessa ragione per cui lo sono i bambini e gli handicappati mentali: è semplicemente più comodo per tutti. ([[Scott Adams]])
*Le donne sono troppo cretine per essere antipatiche. (''[[Fantasmi a Roma]]'')
*Le donne, spesso, vengono viste e dipinte come vittime e lo sono, ovviamente, sono vittime della [[Violenza contro le donne|violenza]] maschile, ma le donne sono forti, sono in grado di ribellarsi, insomma non sono vittime predestinate, devono, quindi, far emergere la propria forza, esprimerla, e il compito della politica e della società in generale è non farle sentire sole in questa ricerca di libertà. ([[Eugenia Roccella]])
*Le donne stupide impazziscono di rabbia. Quelle intelligenti si intristiscono, si lasciano prendere dalla curiosità, ma alla fine se ne fanno una ragione. ([[Sándor Márai]])
*Le donne superiori a noi! Sì, fratellini miei; consentite questa strana sentenza in bocca d'un vecchio che ne ha vedute molte. Sono superiori a noi nella costanza dei sacrifizi, nella fede, nella rassegnazione; muoiono meglio di noi: ci son superiori insomma nella cosa più importante, nella scienza pratica della vita, che, come sapete, è un correre alla morte. ([[Ippolito Nievo]])
*Le femmine non sono solo leggiadre e carine come pensi tu! Anche loro fanno la cacca e la pipì! E la tua Shimada è come le altre, che ti credi? Resterai sempre deluso se credi che non siano esseri umani! (''[[Video Girl Len]]'')
*Le [[Prostituzione|prostitute]] dicevano che la maggior parte degli uomini avrebbe dovuto conoscere la donna quanto i protettori. La donna dovrebbe essere coccolata in modo da percepire l'affetto dell'uomo, ma trattata con severità... tutte le donne sono per natura fragili e deboli: sono attratte dall'uomo nel quale vedono la forza... La mia esperienza è fin troppo estesa e dimostra che le donne sono creature infide, ingannevoli e menzognere. ([[Malcolm X]])
*Le statistiche dicono che le donne sono più numerose di qualsiasi altra cosa. Tranne che degli insetti. (''[[Gilda (film)|Gilda]]'')
*Lo svelamento di una donna è cosa delicata. Non avviene mai di notte. Non si sa che cosa si può trovare. ([[Anaïs Nin]])
*Ma che cos'è la donna? Soltanto uno dei gradevoli abbagli della Natura. ([[Hannah Cowley]])
*Mai nella sventura e neppure nell'agognata prosperità mi sia dato di coabitare con la razza delle donne. Perché la donna, se impera, non è che impudenza impraticabile, e se teme è iattura ancor più grande per case e città. ([[Eschilo]])
*Mentre fra noi si pone oggi una cura quasi febbrile nell'istruzione letteraria e scientifica della donna, si trascura molto, e qualche volta affatto la sua educazione religiosa e morale.<br/>Eppure a noi, veramente positivi e che vogliamo in tutto riferirci ai fatti, l'esperimento di tutti i giorni dimostra come l'educazione morale e religiosa della donna sia la suprema condizione di ogni prosperità domestica e civile. ([[Augusto Alfani]])
*''Mi colpiscono | di una donna | le stesse parti del pollo: | coscia, petto, collo...'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mi piacciono le donne che si fingono matte, | ma mi scende tutto se si sono rifatte, | perché se il seno l'hai voluto grande, gigante, | chissà cosa ti aspetti dalle mie mutande.'' ([[Dargen D'Amico]])
*Mia nonna diceva sempre che dopo il morso di un serpente, la cosa più pericolosa per una donna carina è di volere agire da sola. (''[[Terra nera]]'')
*Mio nonno era innamorato del profumo delle donne. Ne portava gli aromi come anelli attorno alle dita e sulla punta della lingua come parole – combinazioni inconsuete di odori consueti. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Mio padre diceva che la strada che porta al cuore di una donna passa per il suo stomaco. ([[Benjamin Sisko]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'')
*Nascere donne è una disgrazia, come nascere gobbi, storpi o nani. È una condanna che paghi per tutta la vita. Arriva uno e ti sposa, può andarti bene o male. (''[[Nenè (film)|Nenè]]'')
*Natura meravigliosa, se io non ti ammirassi, una donna me l'insegnerebbe, perché lei è il venerabile dell'esistenza. In modo magnifico tu l'hai plasmata, ma ancor più magnifico è che tu non abbia formato una donna come l'altra. ([[Søren Kierkegaard]])
*Nei riguardi dell'amore, la donna è uno strumento completo. Dai piedi alla testa essa è unicamente, meravigliosamente fatta per l'amore. ''Ella sola sa amare. Ella sola sa essere amata. Di conseguenza'': se una coppia amorosa si compone di due donne, è perfetta; se ce n'è una sola, lo è soltanto a metà; se non ce ne sono, è semplicemente idiota. ([[Pierre Louÿs]])
*Nel cuore delle donne non ci vede chiaro che l'esaminatore disinteressato. ([[Edmondo De Amicis]])
*Nel grande disegno le donne sono state dipinte con pennelli diversi. (''[[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|I segreti di Twin Peaks]]'')
*Nel secolo scorso e nei primi decenni del Novecento, nelle società più progredite [...] due cromosomi X<ref>Normalmente gli esseri umani di sesso femminile presentano due cromosomi X.</ref> rappresentavano una barriera insormontabile per entrare alle scuole superiori e poter realizzare i propri talenti. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*Nessun grande movimento degli oppressi si è compiuto nella storia dell'umanità senza la partecipazione delle donne lavoratrici. Le donne lavoratrici, le più oppresse fra tutti gli oppressi, non sono mai restate e non potevano restare ai margini della grande strada del movimento di liberazione. Il movimento di liberazione degli schiavi ha fatto sorgere, com'è noto, centinaia e migliaia di grandi martiri ed eroine. Nelle file dei combattenti per l'emancipazione dei servi della gleba militavano decine di migliaia di donne lavoratrici. Non c'è da meravigliarsi se il movimento rivoluzionario della classe operaia, il più potente di tutti i movimenti di emancipazione delle masse oppresse, ha raccolto sotto la sua bandiera milioni di donne lavoratrici. ([[Iosif Stalin]])
*Nessuna donna nata in questo mondo è immune ai piaceri della bontà. Si nasce alla bontà: è la nostra primogenitura. Solo molta grinta e un'ostinazione incrollabile ci spingono a esigere il diritto alla cattiveria – perché sappiamo che solo in questo modo possiamo diventare persone – non figli o nipoti, ma individui, e possibili artiste. ([[Erica Jong]])
*Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano a fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne. ([[Mohammad Ali Jinnah]])
*Niente fa tanto onore ad una donna quanto la sua pazienza e niente le fa così poco onore quanto la pazienza di suo marito. ([[Joseph Joubert]])
*Noi donne, a differenza degli uomini, possediamo due volti: un volto di donna e un volto di madre. Guarda, anche nelle piante ci sono foglie e fiori, giusto? La foglia assorbe il nutrimento con tutta sé stessa esponendosi al sole, il fiore invece non pensa ad altro che ad apparire bello. Il fiore è il volto di donna della pianta, ma è nella foglia che trovi il viso di una madre. (''[[Boogiepop Phantom]]'')
*Noi donne passiamo oltre l'aspetto fisico se una persona ha qualcosa di importante e bello da offrirci. E se ha un cervello che funziona bene. Mi dispiace per i maschi dai grandi attributi fisici. Non ce l'ho con loro per questo, intendiamoci! ([[Eva Mendes]])
*Noi trascuriamo le donne, perché sono gli esseri umani più complicati e, nello stesso tempo, quelli che offrono di più in cambio agli sceneggiatori e ai registi. La donna può dire sì e no nello stesso tempo. La donna vuole e non vuole nello stesso istante. La donna mente e dissimula infinitamente meglio dell'uomo, perché è stata obbligata a farlo nella nostra società. Ma detesterei che perdesse i suoi meravigliosi attributi. Sono anche attributi naturali. Invidio loro i superiori mezzi per affrontare la vita. Le trovo infinitamente più affascinanti degli uomini [...]. Inoltre, le donne raramente sono rappresentate sullo schermo oggigiorno, tranne che come tette. ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*Non c'è donna, per vecchia che sia, che non abbia, in ragione dell'età, altrettanta presunzione. ([[Francisco de Quevedo]])
*Non c'è limite alla malizia delle donne, soprattutto delle più innocenti. ([[José Saramago]])
*Non c'è niente come una donna, o due! Adorano gli uomini, anche gli stronzi. Anche il peggiore degli stronzi, in qualche parte nel mondo, ha una donna che è pazza di lui. Le donne sono perfette. Il resto non vale niente. (''[[Havana (film)|Havana]]'')
*Non credo che nessuna donna sia una sola cosa. Se pensiamo a come siamo con il nostro amante, con nostra madre, con il nostro bambino, la donna si esprime a livelli diversi, almeno questo è vero per me. È bello poter esplorare questi diversi lati della propria personalità. Oggi non è più come una volta, quando la donna doveva avere un unico ruolo. Viviamo in un'epoca in cui possiamo decidere di non precluderci niente. Non credo che la mia sessualità mi imponga di essere solo una buona madre, posso essere quella che voglio. C'è una rivoluzione culturale in atto e sono felice per mia figlia che potrà godere dei benefici. Noi donne abbiamo la possibilità di volare alto, possiamo decidere di essere quello che vogliamo. Un giorno siamo super glamorous, un altro possiamo essere la business women. ([[Padma Lakshmi]])
*Non è indifferente che Dio abbia realizzato il suo progetto per mezzo di una donna: essa possiede uguale dignità a quella dell'uomo. ([[Leonardo Boff]])
*Non è un vanto per una donna l'esser lodata da un superiore che non può sposarla.<br />E pazzia di lasciare che nel cuore si accenda un amore che deve divorare la sua vita, se non è conosciuto e diviso, e, se è tale, simile a un fuoco fatuo, smarrirla in un labirinto di dolori senza uscita. ([[Charlotte Brontë]])
*Non esiste un modo giusto di essere donna. ([[Rebecca Solnit]])
*Non le vedi mai sedersi su una panchina con su scritto ''Vernice fresca''. Si guardano intorno ovunque. ([[James Joyce]])
*Non mi intendo di donne, le distinguo dagli uomini solo in base al sesso. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Non permettere a una donna di decidere del proprio corpo è violenza. ([[Stefania Ascari]])
*Non si chieda alle donne di essere sincere, sinché vengono educate in modo da credere che lo scopo della loro vita sia di piacere. ([[Marie von Ebner-Eschenbach]])
*Non si ride così forte. Avete dimenticato che la voce delle donne non deve mai oltrepassare la porta? [...] La voce della donna è la sua nudità. (''[[La bicicletta verde]]'')
*Non vi è che l'ultimo amore di una donna capace di soddisfare il primo di un uomo. ([[Honoré de Balzac]])
*Non voglio con questo dire che alle donne piaccia trovarsi in certe situazioni, nelle quali è molto, molto piacevole essere umiliate, nonostante l'apparente indignazione. Ci vanno a finir tutte in situazioni simili; l'uomo in genere arriva persino ad amare molto d'essere umiliato, l'avete notato? Ma per le donne la cosa è particolare... Si può dire che campino solo per questo! ([[Fëdor Dostoevskij]])
*Nulla è più insopportabile di una donna [[Ricchezza|ricca]]. ([[Decimo Giunio Giovenale]])
*O donne, voi siete le vittime del tempio in cui siete adorate. ([[Madame de Staël]])
*O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro [[Hijab|veli]], così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso. (''[[Corano]]'')
*Oggi una donna di volontà riesce a farsi strada. Ma deve dimostrare sempre molte più cose di un uomo. ([[Edwige Fenech]])
*''Ogni donna ama un fascista''. ([[Sylvia Plath]])
*Ogni donna è destinata ad essere madre [...]. A questo fine il Creatore ha ordinato tutto l'essere proprio della donna, il suo organismo, ma anche più il suo spirito e soprattutto la sua squisita sensibilità. Di guisa che la donna veramente tale, non può altrimenti vedere né comprendere a fondo tutti i problemi della vita umana che sotto l'aspetto della famiglia. ([[Papa Pio XII]])
*– Ogni donna ha punti morti e punti vivi. Cerca di individuare i suoi punti vivi.<br/>– Dovrei fare degli scavi sul suo corpo ma... griderebbe. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*Ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non c'entrano i vestiti ed il trucco, ma come si brilla. ([[Sophia Loren]])
*Oh grandezza umana della donna! Ricordiamoci sempre della potenza affermativa della passione femminile, eredità tra le somme della rivoluzione umana, forza che ritorna dopo le epoche basse di avvilimento, di accademia, di chiesa, di moralismo borghese, di filosofia ufficiale, a scuotere dai cardini la società ripresa dal sonno torpido di una schiavitù. ([[Paolo Orano]])
*Ossequiate, lusingate, insidiate, ti amano per vanità: molte, se sei ricco, sentono il bisogno di entrare nella tua casa; nessuna il desiderio di penetrare nell'anima tua. ([[Anton Giulio Barrili]])
*Per imporre una nuova idea è sufficiente rivolgersi alle donne. Esse se ne impossessano subito perché non vanno troppo per il sottile, la propagano immediatamente e la sostengono a spada tratta essendo ostinate e testarde. ([[Susanne Necker]])
*Per l'uomo l'[[amore]] può essere un episodio. Per la donna spesso è tutto il suo destino. ([[Nino Salvaneschi]])
*''Per lei assai di lieve si comprende | quanto in femmina foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*''Per la mia strada già tante | donne vidi passare | belle come nei sogni | lontane stelle che l'occhio | si paga di mirare. | Quella la via delle mie donne | quando s'oscura il giorno | e vaghe forme intorno | dilettano i miei sensi | or che ogni porta s'è rinchiusa | frusciando di gonne.'' ([[Rocco Scotellaro]])
*Per me, una forma d'arte sono le donne. Cammino per strada e sono all'interno di una galleria di opere viventi, continuamente mutevoli e straordinarie. Mi piace la figura intera, ma ammiro soprattutto i ritratti. Mi chiedo chi le abbia dipinte, chi le abbia modellate. So che è stata la vita e quindi sono un appassionato di vita, come forma d'arte. ([[Leo Ortolani]])
*''Per molti, donna, anzi per mille amanti | creata fusti, e d'angelica forma; | or par che 'n ciel si dorma, | s'un sol s'appropia quel ch'è dato a tanti.'' ([[Michelangelo Buonarroti]])
*Per quanti libri hai letto, per quanto intelligente sei, per quanti percorsi hai fatto nel mondo, per le donne il dato estetico è sempre il punto di rottura di un equilibrio. ([[Silvio Orlando]])
*Per una donna i [[Corteggiamento|corteggiatori]] sono come le collane e i braccialetti: ornamenti di cui, se può, preferisce di non disfarsi. ([[Alberto Moravia]])
*Per una donna esiste il problema della credibilità, bisogna dimostrare che si è brave. Alla donna manca il diritto alla [[mediocrità]], si arriva ad occupare posti importanti solo se si è bravissime. Ma quando ci saranno anche le mediocri, come avviene per gli uomini, vorrà dire che esiste la parità. Occorre quindi dimostrare che a uguali opportunità corrispondono uguali meriti. ([[Marisa Bellisario]])
*''Perché non esiste donna che dica no a una serenata.'' ([[Modena City Ramblers]])
*Perché non esistono musiciste? Perché le donne non compongono [[musica]]? Perché si accontentano di lasciarla risuonare dentro il loro animo, a tormentarle, a corrodere i loro pensieri? Perché non se ne liberano buttandola fuori? Che cosa succederebbe, se il mondo venisse invaso dai suoni che accadono dentro l'animo delle donne? ([[Tiziano Scarpa]])
*Perché Satana sa che ha sedotto il primo uomo per bocca di una donna e ha allontanato tutti gli esseri umani dalla beatitudine del paradiso grazie alla credulità della donna, così lui perseguita anche adesso, con astuzia ancora più attenta, il vostro sesso. ([[Papa Leone I]])
*Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un'altra cosa. Siete fuori! (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'')
*Perfin le donne, cui più gioverebbe attendere alle domestiche faccende, aver cura dei bimbi, governar le fantesche, alzano l'esile lor voce per discutere materie {{NDR|politiche}} così superiori alla loro intelligenza. ([[Clemente Solaro della Margarita]])
*Più sovente la donna è ispiratrice di nobili azioni che istigatrice di ree. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Più una donna è oggetto più è arbitra del suo destino. Più è oggetto più riesce a sottomettere l'uomo e ad aprirsi qualsiasi strada. ([[Femi Benussi]])
*''Può darsi che io non sappia cosa dico, | scegliendo te – una donna – per amico.'' ([[Lucio Battisti]])
*Può sembrare grave ingiustizia il negare alla donna di scienza, ad altissima capacità femminile ciò che si concede alle più umili capacità maschili. A capacità eguali, se non superiori, può sembrare debbano incontrastabilmente corrispondere eguali diritti. Ed ove a tale parità di diritti si ricusi, non ne verrà che, siccome un'intera metà della nazione non è rappresentata nelle assemblee che fanno le leggi e da cui emana il Governo e siccome queste leggi la riguardano e ad essere ben governata la donna non ha minore interesse dell'uomo, essa potrà dire che le leggi, perché fatte senza di lei sono contro di lei! E la donna non attribuirà a ciò le vantaggiose ineguaglianze che la legge civile ancora presenta rispetto alla sua condizione giuridica? E se, malgrado tali ineguaglianze, molte donne hanno un'intera capacità civile, perché non dovranno avere alcuna capacità nell'esercitare il più importante dei diritti politici? E non è di gran lunga meno difficile l'esercizio del diritto elettorale, che non quello delle professioni scientifiche, cui pure ora sono ammesse, e che esercitano spesso con rara perizia? ([[Giuseppe Zanardelli]])
*Purtroppo anche le donne, oggi {{NDR|1987}}, sono entrate nella trappola del consumismo e trascurano i figli pur di portare a casa uno stipendio in più. Per sopravvivere, abbiamo dovuto sposare gli stili maschili. ([[Eleonora Giorgi]])
*Qualche volta mi dico che le donne sono la radice prima di ogni male. ([[Iris Murdoch]])
*Quando le candele son spente tutte le donne son belle. ([[Plutarco]])
*Quando le donne parlano di altre donne, esaltano nella bellezza soprattutto l'intelligenza e nell'intelligenza la bellezza, nel pavone la voce, nell'usignolo le penne. ([[Jean Paul]])
*Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle. ([[Denis Diderot]])
*Quando una donna dice di tacere per pietà, ha già ingannato. ([[Luigi Pirandello]])
*Quando una donna è assalita non può perdere tempo a riflettere su ''himsa'' {{NDR|violenza}} o ''ahimsa'' {{NDR|non-violenza}}. Il suo compito primario è l'autodifesa. È libera di impiegare qualsiasi metodo o mezzo che le venga in mente pur di difendere il proprio onore. Dio le ha dato ''unghie e denti''. ([[Mahatma Gandhi]])
*Quando una femmina ha oltrepassati i confini dal pudore prescritti, non ha più ritegno veruno, e si abbandona agli sfrenati suoi appetiti. ([[Jacques Roergas de Serviez]])
*Quando una giovane donna scopre il suo potere, sia sessuale sia intellettuale, dà libero sfogo alla sua voce, alla sua rettitudine. ([[Susie Bright]])
*Quando vedevo molte donne riunite in qualche posto, a teatro, per esempio, od alla passeggiata, io mi domandavo; «Chi ameresti tu fra queste?» – E con una mano sulla coscienza, mi rispondevo: «Tutte, meno le vecchie, le gobbe e le troppo brutte.» ([[Federico De Roberto]])
*Quando viaggio in Europa tante donne mi dicono di riconoscersi nelle mie frustrazioni di donna dell'oriente. Questo mi stupisce, si crederebbe che per la donna europea alcune cose appartengano al passato, invece non è così per tutte. ([[Joumana Haddad]])
*Quanto più la vita solleva le donne dai loro precedenti compiti, tanto più intensamente esse sviluppano la loro mente. I popoli vivono secondo l'istinto, non secondo l'intelletto. L'istinto dello Stato gli dice che per le donne l'antico ruolo di padrona di casa è cessato e che conviene indirizzare le loro forze al servizio della società. ([[Ljubov' Dostoevskaja]])
*Quello che mi fa arrabbiare è che alla donna hanno sempre cercato di togliere qualche cosa e ancora oggi questo continua. Sono sempre gli uomini che vanno avanti e la donna sempre un passo indietro e questo non è giusto. Dovremmo avere un po' di parità. ([[Gina Lollobrigida]])
*Quello che suggerisco alle donne è: siate naturali. Naturalmente sexy, sicure di voi stesse, senza spingere troppo. ([[Stella McCartney]])
*Quello che noi sosteniamo è che D{{NDR|onna}} ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. ([[Otto Weininger]])
*''Raggio divino al mio pensiero apparve, | Donna, la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*[[Ira|Rabbia]] + Donne = [[Potere]] ([[Barbara Kruger]])
*Ricorda che una donna è come una [[Rosa (fiore)|rosa]]. Se la tratti bene, sboccia. Altrimenti appassisce. (''[[Fireproof]]'')
*Ricordatevi, o giovani, che le donne sono bestie. Non le potete acchiappare perché non hanno la coda, ma se le picchiate in testa sentono. ([[Beppe Fenoglio]])
*Rispetto al modello di madre idealizzata, forse le donne stanno diventando pessime madri. Ma per la prima volta nella storia stanno diventando autentiche e reali, perché prima di essere madri vogliono essere persone. ([[Elena Gianini Belotti]])
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | le vecchie e laide lasserei altrui.'' ([[Cecco Angiolieri]])
*''Sanno le donne maneggiar le spade, | sanno regger gl' Imperj, e sanno ancora | trovar il cammin dritto in Elicona.'' ([[Leonora della Genga]])
*Sbaglierò... ma io ho sempre preferito una donna brutta e intelligente a una donna bella e sciocca. Purtroppo, le donne intelligenti sono tanto poche!... ([[Ferdinando Fontana]])
*[[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] ha sentenziato che le donne non sono fatte per le arti belle. – Lasciando dire a posta sua quel filosofo ''pessimista'' (o pessimo filosofo, come lo qualificano i suoi contraddittori) io sto coll'universale a credere che le facoltà estetiche della donna, non sono in nulla e per nulla minori di quelle dell'uomo. ([[Girolamo Alessandro Biaggi]])
*Scoppieranno guerre per gli occhi delle donne. ([[Jack Kerouac]])
*Se l'uomo infatti è il capo, la donna è il cuore; e come l'uno tiene il primato del governo, così l'altra può e deve attribuirsi come suo proprio il primato dell'amore. ([[Papa Pio XI]])
*Se la donna è al suo posto, anche l'uomo troverà il proprio. ([[Maurice Zundel]])
*Se la donna non fosse assurda, irrazionale, volubile, incoerente, folle, traditrice, non esisterebbe materia per la letteratura. ([[Pitigrilli]])
*Se le donne sapranno dire sì alla vita e alla presenza anche di ciò che non è completamente riconducibile alla dimensione della ragione, allora c'è una speranza per l'umanità. In caso contrario, non ce n'è alcuna. ([[Alessandro Meluzzi]])
*Se le donne si occupassero del loro cervello come del loro corpo, il mondo andrebbe meglio. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]'')
*Se solo le donne comprendessero il proprio valore, la propria forza e la usassero per salvare i mariti, i fratelli e i figli. Per la salvezza di tutti gli uomini! ([[Lev Tolstoj]])
*''Se una donna cercasse d'affogare, | io disapprovo sempre quella gente | che dice: "Lascia fare, | le donne sono meno che niente". | Questo dispregio per il debol sesso | dirò, se mi è permesso, | un sentimento cinico mi pare, | ché a queste donne tanto disprezzate | le gioie noi dobbiam più delicate.'' ([[Jean de La Fontaine]])
*Se una donna sa fare tutto, è costretta a farlo da sé. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*Secondo il [[Corano]] prima si ammonisce, poi si dorme in letti separati, infine si colpisce. ([[Ahmad al-Tayyib]])
*Si dice che il simbolo delle donne siano le mani, e chi vuole averle belle e le cura bene, se le troverà brutte se tralascerà di curarsele anche per soli due giorni, poiché esse sono ingrate. Di tal genere è il bizzarro umore delle donne alle quali affidi incautamente i tuoi denari: se non gli dai niente per due giorni, ci rimetti le rendite di un anno! ([[Lope de Vega]])
*Si è spesso insistito su di una notevole inferiorità economica della donna, che, cioè, essa non saprebbe mantenere se stessa. I cambiamenti della tecnica smentiscono quest'affermazione. ([[Maffeo Pantaleoni]])
*Si ottiene tutto dalle donne e dalle porte prendendole con le buone! ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*''Siamo così, dolcemente complicate, | sempre più emozionate, delicate, | ma potrai trovarci ancora qui | nelle sere tempestose | portaci delle rose, | nuove cose | e ti diremo ancora un altro "si".'' ([[Fiorella Mannoia]])
*Siamo donne e per questo abbiamo innato quel qualcosa in più che può spingerci oltre l'immaginabile. ([[Valentina Boni]])
*Siamo la prima generazione che davvero sa quale è la cura per la povertà. Ha un nome: si chiama potere alle donne. Se diamo alle donne controllo sul tasso della loro riproduzione, se gli diamo il diritto di parola, se le tiriamo fuori dal banale ciclo riproduttivo nel quale la natura e alcune dottrine religiose le hanno condannate; se seminiamo bene, non solo la povertà in quel villaggio, ma anche la salute e l'educazione, aumenteranno. Proviamolo in Bangladesh e in Bolivia, funziona sempre. ([[Christopher Hitchens]])
*Siamo profondamente amanti, siamo sapientemente buone, senza scambiare gli uffici, senza rifuggire dal lavoro travaglioso e dalla devozione costante. ([[Guglielmina Ronconi]])
*Smettiamola, poi, con questa storia che la donna debba sempre dimostrare di poter lavorare, di avere una famiglia e dei figli a ogni costo: abbiamo il diritto di essere quello che siamo, ma anche di essere fragili. ([[Melania Dalla Costa]])
*Sono come i cani. Quando parli sembra che ti capiscano ma non ti capiscono mai. Noi non possiamo vivere senza le donne, ma è difficile. E poi o sono sante o sono troie, si dividono in due categorie. Noi uomini con una ragazza dal 6 in su non ci pensiamo due volte, ci va bene tutto. ([[Carlo Pernat]])
*Sono contenta di essere una donna, ma solo perché ho capito che la donna è un essere forte, persino più dell'uomo. Talmente forte da saper sopravvivere a dolori grandissimi, che nessun uomo potrà mai capire fino in fondo, perché non fanno parte della sua storia e del suo destino. ([[Claudia Cardinale]])
*Sono fiera ed orgogliosa di essere donna, se potessi rinascere nascerei sempre donna. ([[Elodie (cantante)|Elodie]])
*Sono le donne che fanno il mondo, gli uomini sono sempre lì per distruggerlo. ([[Giovanni Lindo Ferretti]])
*Sono le donne che muovono le grandi rivoluzioni! Come si dice: anche la guerra di Troia è stata fatta per colpa di Elena! Reinventarsi e rigenerare sono caratteristiche femminili, la donna è disposta a cambiamenti radicali, non a caso è lei che partorisce. Siamo capaci di adattarci, siamo multiformi: madri, amiche, donne che lavorano, che amano, che fanno l'amore. Donne sognatrici. Niente contro gli uomini, sia chiaro. Io li amo, li adoro, non potrei stare senza di loro. Però siamo molto più coraggiose di loro. ([[Sabrina Impacciatore]])
*Sono tutte uguali: nella stessa misura possono amare e odiare. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'')
*''Sono una donna. | Credono che la mia libertà sia loro proprietà | e io glielo lascio credere | e avvengo.'' ([[Joumana Haddad]])
*Spartire la vita con un uomo, dedicargli il proprio amore, ha un prezzo, significa per le donne decidere di sacrificare qualche cosa di sé stesse. ([[Dacia Maraini]])
*Spesso l'errore che si fa con le donne è rifiutare che abbiano la loro complessità come ce l'hanno gli uomini. Le donne possono anche parlare di femminismo e andare alle sfilate di Moschino. Dipende come si usa il privilegio di essere una donna che può andarci. ([[Francesca Michielin]])
*Spesso questo è il destino, e questi sono i tragici sviluppi, della femminilità fisica e mentale, quando una donna incontra, e attraversa, un'esperienza di particolare crudeltà. Se la donna è tutta tenerezza, muore. Se sopravvive, la tenerezza o le viene scostata di dosso oppure – e l'effetto all'esterno è lo stesso – le si incrosta così profondamente dentro il cuore che non si lascerà mai più vedere. ([[Nathaniel Hawthorne]])
*Stasera ci sono stati molti, molti ospiti. Si è cominciato a parlare della questione femminile. [[Lev Tolstoj|L. N.]] ha detto che, prima di parlare della disuguaglianza della donna e del suo stato di inferiorità, bisogna porre la questione della disuguaglianza delle persone in generale. Poi ha aggiunto che, se la donna stessa si pone questa questione, in questo c'è qualcosa di poco modesto, di non femminile e perciò sfrontato. Penso che abbia ragione. Noi donne non abbiamo bisogno di ''libertà'', ma ''d'aiuto''. D'aiuto specialmente nell'educare i figli maschi, nell'influenzarli perché si pongano sul retto cammino per quanto riguarda la vita, la capacità di lavorare, di essere forti, indipendenti e onesti. ([[Sof'ja Tolstaja]])
*State molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio Conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale [...] un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata. (''[[Talmud di Gerusalemme]]'')
*'Sto fatto che dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna mi sembra una gran cretinata. È la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di "bel gesto" nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c'è sempre chi o che cosa? Solo se stessa, temo. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Tanta è la tirannia degli uomini! Loro vogliono che noi non facciamo uso della nostra intelligenza né dei nostri sentimenti, hanno solo un grande interesse a richiamarci ai nostri primordiali compiti. Le donne possono dire agli uomini: «Che diritto avete voi di privarci dello studio delle scienze e delle belle arti? Le donne che si sono dedicate a tali studi, non hanno forse raggiunto risultati più che buoni?». ([[Madame de Lambert]])
*''Ti diranno che il [[vento]] è | il respiro di una donna.'' ([[Lucio Battisti]])
*Troppo spesso nel nostro Paese la donna è confinata in ruoli di offerta al maschio o di angelo del focolare o di donna in carriera; sono stereotipi anacronistici, inaccettabili. ([[Laura Ravetto]])
*Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso. (''[[Qoelet]]'')
*Tu sei la porta del diavolo, tu sei la profanatrice dell'albero della vita, tu sei stata la prima a violare la legge divina, tu sei colei che persuase Adamo, colui che il diavolo invece non riuscì a tentare. Tu che hai infranto l'immagine di Dio, l'uomo, con tanta facilità. Per causa tua esiste la morte, anche il Figlio di Dio ha dovuto morire. E tu hai in mente di adornarti con altro che non siano le tuniche che coprono la tua pelle? ([[Tertulliano]])
*Tutte le donne sulla terra sono simili: ascoltano, sorridono, dicono di sì e poi cambiano idea. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]'')
*Un problema che adesso sta vivendo il mondo è che la donna è considerata una cittadina di secondo ordine. ([[Hernán Huarache Mamani]])
*Un uomo sulla luna non sarà mai interessante quanto una donna sotto il sole. ([[Leopold Fechtner]])
*Una donna allora si rende più adorabile nelle sue parti, quando che tratta con maggior cor. ([[Salvator Rosa]])
*Una donna crede a tutto senza credere a niente. (''[[Sinfonia per un massacro]]'')
*Una donna deve essere solo due cose, elegante e straordinaria. ([[Coco Chanel]])
*Una donna gentile non soltanto deve comandare senza autorità, ma convincere senza parlare. ([[Philip Sidney]])
*Una donna giudiziosa, laboriosa e religiosa è l'anima di tutta una grande famiglia; essa vi mette l'ordine nei beni temporali e spirituali. ([[Fénelon]])
*Una donna ha bisogno di 4 animali nella sua vita: una Jaguar in garage, una tigre nel letto, un visone sulla pelle e un asino che paghi. ([[Zsa Zsa Gabor]])
*Una donna libera è il contrario di una donna leggera. ([[Simone de Beauvoir]])
*Una donna non è mai pericolosa per quello che ha ormai di donna, ma per quello che ha ancora di bambina. ([[Francisco Umbral]])
*Una donna non può che essere infastidita dalle immagini della realtà circostante, che sottolinea come il ruolo femminile sia costantemente relegato a quello di belle oche. ([[Barbara Berlusconi]])
*Una donna nutre sempre una specie di sentimento mistico nei confronti del [[denaro]]. Bene e male in un cervello femminile significano semplicemente denaro e mancanza di denaro. ([[George Orwell]])
*''Una donna, per essere realizzata, | deve avere un amico, un marito e un amante. | Con l'amico dice quello che non pensa, | col marito non dice quello che fa | e con l'amante fa quello che non dice''. ([[Gianni Monduzzi]])
*Una donna può ispirare canzoni. Ogni donna è un misterioso universo da esplorare, conoscere, amare o odiare. Ogni donna rappresenta per un uomo un'inesauribile fonte di emozioni, sensazioni, passioni, illusioni, sogni e certezze. Non c'è niente nell'universo di così bello, intrigante e affascinante come la donna. ([[Vasco Rossi]])
*Una donna scusa anche le cattive azioni commesse per la sua bellezza. ([[Alain-René Lesage]])
*Una donna senza mestiere ha due possibilità: il matrimonio o la prostituzione... che alla fine sono la stessa cosa. (''[[Valérie - Diario di una ninfomane]]'')
*Una femmina consuma assai meno d'un uomo, ma l'infimo prezzo con cui si valuta la sua man d'opera è fuori d'ogni proporzione; la sua pazienza però e la sua industria suppliscono a quella porzione di forze, di cui la natura l'ha privata: che le pubbliche officine diano l'esempio d'una congrua mercede ai lavori delle donne. ([[Fortunato Riccardo]])
*Una ragazza non è una vera e propria femmina, una donna, se non ha un vibratore dentro la borsetta. Se non lo hanno nel cassetto o nella borsetta non sono vere donne. Dopo molti anni sono arrivato a questa conclusione. Se non c'è questa dotazione non c'è la femminilità, non c'è l'adrenalina. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Una voce di donna sulla soglia del deserto ha un suono straordinariamente fresco. Come una fontana. Mette sete. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Uomini e donne, ma soprattutto donne, sembra che trovino un sottile piacere nel raccontarsi davanti a milioni di sconosciuti, nel riferire episodi piccanti della loro vita, comportamenti che hanno taciuto alla mamma e alla migliore amica. ([[Dino Risi]])
*Vi sono alcune ragioni per le quali il sapere è più consono al mondo delle donne che a quello degli uomini. In primo luogo, esse hanno più tempo libero e conducono vita più sedentaria... Un'altra ragione per la quale le donne, specialmente donne di rango, dovrebbero applicarsi alle lettere è che i mariti sono generalmente estranei. ([[Joseph Addison]])
*Vi sono nella vita di un uomo momenti in cui il sorriso di una donna può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. ([[P. G. Wodehouse]])
*Voi africani avete proprio il sistema più indicato per le donne: ne comprate una per qualche mucca o per qualsiasi cosa usiate per denaro e se poi non vi soddisfa riprendete indietro il denaro. Noi paghiamo con i nostri sentimenti e se poi va male non ci ridanno niente indietro. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'')
*Voi donne non capite il territorio, perché siete voi il territorio. (''[[Closer]]'')
*Vorrei che noi donne fossimo abbastanza mature per far sentire una voce diversa, per timbro, musica e parole. Diverse ma presenti. ([[Daria Nicolodi]])
*Vorrei morire come donna ma non rinascerei come un uomo. ([[Alda Merini]])
===[[Mateo Alemán]]===
*È proprio quando la donna mostra di struggersi di più in lacrime che bisogna sentire per lei la stessa compassione che si sentirebbe per un papero che entrasse a zampe nude nell'acqua nel mese di gennaio.
*Le donne ben fatte non chiedono di meglio che aver l'occasione di mostrarsi nude.
*Non è donna di così alta conditione, che non goda d'esser vagheggiata, benche da huomo di molto basso stato.
===[[Jane Austen]]===
*L'immaginazione di una donna corre sempre: dall'ammirazione passa all'amore, dall'amore al matrimonio, tutto in un istante.
*Per quanto questo evento possa essere una disgrazia per Lydia, potremo ricavarne un utile insegnamento: che per una donna la perdita della virtù è irreparabile e un solo passo falso può causare la sua rovina, che la reputazione femminile è tanto fragile quanto preziosa e che non si può mai essere abbastanza caute nei rapporti con l'immeritevole altro sesso.
*Se una donna nasconde i suoi sentimenti con la stessa abilità anche all'uomo che li ha ispirati, può perdere l'occasione di conquistarlo, e sarebbe allora ben magra consolazione sapere che anche il resto del mondo è all'oscuro di tutto. In quasi ogni affetto c'è tanta parte di gratitudine, o di vanità, che non c'è da fidarsi a lasciarlo in balia di se stesso. Tutti possono dare il via liberamente a un sentimento e l'inclinazione verso qualcuno è più che naturale, ma sono pochi coloro che hanno abbastanza cuore da innamorarsi veramente senza alcun incoraggiamento. Nove volte su dieci una donna farebbe meglio a mostrare {{Sic|''più''}} simpatia di quella che prova.
===[[Ambrogio Bazzero]]===
*Carne della femmina che sei? Tutto passa, e tu, corpo, imputridisci; dopo la giovinezza, nessun piacere; dopo la morte, nessuna vita!
*Che cosa è la donna?... La donna ideale pel giovinetto è un flacon d'odore: purissimo cristallo, essenza inebbriante. Chi lo guarda, lo porge in alto e lo adora sul fondo di cielo sereno.
*Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?
===[[Papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]]===
*Chi non avverte, oggi, il bisogno di dare più spazio alle «ragioni del cuore»? In un mondo come l'attuale dominato dalla tecnica, si sente bisogno di questa complementarietà della donna, affinché l'essere umano vi possa vivere senza disumanizzarsi del tutto.
*La Chiesa, nella sua struttura giuridica, è fondata su Pietro e gli Undici, ma nella forma concreta della vita ecclesiale sono sempre di nuovo le donne ad aprire la porta al Signore, ad accompagnarlo fin sotto la croce e a poterlo così incontrare anche quale Risorto.
*Le donne sono capaci di parlare di Dio e dei misteri della fede con la loro peculiare intelligenza e sensibilità.
===[[Roberto Benigni]]===
*La poesia ci aiuta a compiere un'esperienza irripetibile di libertà, è finzione e ritmo, ma ci aiuta a intraprendere un grande viaggio alla ricerca di uno sguardo. Quello sguardo che solo le donne posseggono e che ci introduce nel punto più segreto del mondo.
*Nessuna opera è immortale se non ci sono gli occhi di una donna dietro all'opera.
*"Non desiderare la donna d'altri" non vuol dire che si fa peccato a guardare una donna o a pensare qualcosa di fronte a una bella donna, perbacco. Non è una condanna alla bellezza e al fascino, ma vieta di desiderare la moglie del prossimo, di rubarla, di conquistarla e farla propria con un piano premeditato.
===''[[Bibbia]]''===
*Alla donna {{NDR|Dio}} disse: "''Moltiplicherò | i tuoi dolori e le tue gravidanze, | con dolore partorirai figli. | Verso tuo [[marito]] sarà il tuo istinto, | ma egli ti dominerà''". (''[[Genesi]]'')
*Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "''Questa volta essa | è carne dalla mia carne | e osso dalle mie ossa | perché dall'uomo è stata tolta''". Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. (''[[Genesi]]'')
*''Un anello d'oro al naso d'un porco, | tale è la donna bella ma priva di senno.'' (''[[Libro dei Proverbi|Proverbi]]'')
====[[Paolo di Tarso]]====
*Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. (''[[Prima lettera a Timoteo]]'')
*Le donne siano dignitose, non pettegole, sobrie, fedeli in tutto. (''[[Prima lettera a Timoteo]]'')
====''[[Siracide]]''====
*''Dalla donna ha avuto inizio il peccato, | per causa sua tutti moriamo.''
*''Distogli l'occhio da una donna bella, | non fissare una bellezza che non ti appartiene. | Per la bellezza di una donna molti sono periti; | per essa l'amore brucia come fuoco.''
*''È un dono del Signore una donna silenziosa, | non c'è compenso per una donna educata.''
*''Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna, | una donna che porta vergogna fino allo scherno.''
*''Non c'è veleno peggiore del veleno di un serpente, | non c'è ira peggiore dell'ira di una donna. | Preferirei abitare con un leone e con un drago | piuttosto che abitare con una donna malvagia. | La malvagità di una donna ne àltera l'aspetto, | rende il suo volto tetro come quello di un orso.''
*''Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, | possa piombarle addosso la sorte del peccatore! | Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, | tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico. | Non soccombere al fascino di una donna, | per una donna non ardere di passione.''
===[[Judith Blake]]===
*I movimenti femminili rivendicano a tutte le donne il diritto di avere una propria posizione indipendente e non derivata senza sacrificare la vita familiare più di quanto non debbano fare gli uomini. L'argomento opposto, e cioè che qualsiasi cosa una donna faccia in via secondaria la sua posizione primaria è quella di donna e di madre, è tuttavia ben lungi dall'essere tacitato.
*La natura della posizione della donna e il diverso modo in cui si articola con la condizione maschile esercitano una influenza su importanti variabili che interessano gli studiosi della popolazione, in particolare sul comportamento riproduttivo e l'entità e la qualità della forza lavoro. Per esempio, i demografi hanno scoperto che le donne, a causa del legame esistente fra la posizione sociale che loro compete per tutto l'arco della vita e la condizione di moglie e di madre, sono in generale molto motivate a conformarsi alle aspettative sociali in tema di riproduzione, per esempio a insistere nell'attività riproduttiva fintantoché non sia stato raggiunto il numero desiderato di figli.
*Le grandi opere sulle classi, le condizioni sociali o il potere raramente fanno menzione della donna. Il motivo addotto per questa negligenza nei confronti della posizione sociale della donna è istruttivo: la sua condizione è «derivata». Dal punto di vista della gerarchia sociale, ci si attende dalla donna occidentale una perpetua dipendenza dai rapporti di parentela che la legano agli uomini: prima al padre e poi al marito.
===[[Libero Bovio]]===
*Il [[pudore]] è l'[[intelligenza]] della donna.
*La donna che scrive mi dà, quasi sempre, lo stesso fastidio dell'uomo che cucina.
*La [[libertà]], dacché mondo è mondo, non è servita che a creare delle donne libere.
*Nella donna tutto è sacrificio, nell'uomo tutto è dovere.
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*Con le donne accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine d'un amore.
*Molte donne si vestono bene, ma tutte si spogliano male.
*Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.
*Senza note a piè di pagina, certe donne non si capiscono.
===[[Charles Bukowski]]===
*Continuavo a ripetere a me stesso che le donne di questo mondo non erano tutte puttane, solo le mie lo erano.
*Da dove venivano le donne? Ce n'era una scorta infinita. Ciascuna di esse era diversa, unica. Avevano la passera diversa i seni diversi, la bocca diversa, ma nessun uomo poteva godersele tutte, ce n'erano troppe, con le gambe accavallate, a far impazzire gli uomini. Che pacchia!
*È questa la natura della Donna. Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo, con le promesse.
*Le donne erano destinate a soffrire; non c'era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d'amore.
*Mai far capire a una donna quanto è importante, altrimenti non ti dà scampo.
*Non sono abituato a pensare. Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo... magiche e terribili. Sono contento che esistano, comunque.
*Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti.
*Una donna che vuole vendere parti del proprio corpo non è molto differente da una violinista concertista che se ne sta là in alto a suonare la sua musica – è questione di sopravvivenza che tiri fuori non so da dove, arriverà la morte, ma è meglio confonderla facendola aspettare un po'.
===[[Aldo Busi]]===
*Quando si dice che san Tommaso non ci crede se non ci mette il naso vale per tutto ma non per le donne: mettici pure il naso ma non sentirai mai la donna unica vera irripetibile davanti a te, ma sempre e soltanto l'idea che ti sei fatto dell'intera categoria.
*La perfetta Gentildonna, ripeto, può anche fare la sposa e la spesa, la mamma e la mammona, la casalinga e la carlinga per tutta la vita: basta che non scambi un intestino con il destino e la sfiga con una missione. Se è costretta, per le più svariate ragioni, a stare quasi sempre in casa, si affacci più che può almeno al davanzale e, se sente un fischio, non pensi automaticamente alla pentola a pressione. A buona intenditrice poche parole.
*La donna cerca nell'uomo di soddisfare il suo scompenso culturale, l'uomo cerca nella donna di soddisfare il suo scompenso naturale.
*Le donne saranno perfettamente emancipate quando la forza della mente sarà eguale alla debolezza della figa tanto da, volendolo, prodursi da sé la frittata che vogliono, anche per il solo gusto di girarla.
===[[Wilkie Collins]]===
*Le donne possono resistere all'amore, alla fama, all'aspetto esteriore, e anche al denaro di un uomo, ma non alla sua lingua, se sa parlar bene.
*Quando ci dicono qualcosa di terribile, gli uomini non immaginano neppure quanto a lungo ce ne ricorderemo, e quanto male ci fanno.
*Una donna sicura del proprio ingegno è un'avversaria imbattibile per un uomo in balia del proprio temperamento.
===[[Charles Dickens]]===
*È stato bene spesso osservato che le donne hanno il curioso potere di indovinare il carattere degli uomini, un potere che sembrerebbe innato ed istintivo, dato che a esso non si attinge mediante un paziente ragionamento, dato che esso non è in grado di render sufficientemente conto di se stesso, e che si esprime e manifesta con la massima sicumera anche contro un cumulo di osservazioni in contrario da parte dell'altro sesso. Ma non è stato altrettanto spesso osservato che tale potere (fallibile, come qualsiasi altro attributo umano) è in linea di massima assolutamente incapace di auto-revisione; e che quando ha espresso un parere avverso che, ai lumi dell'umano intelletto, si sia susseguentemente dimostrato erroneo, esso parere non si distingue più dal pregiudizio, per quanto concerne la sua determinazione a non venir riveduto e corretto. Anzi, la possibilità stessa di una contraddizione o confutazione, per quanto remota, impartisce a codesto femminil giudizio, sin dall'inizio, in nove casi su dieci, quella debolezza ch'è insita nella testimonianza resa da un testimone interessato; sì personalmente e sì fortemente connette, la gentil indovina, se stessa alla propria divinazione.
*Il peggio delle donne è che basta un'inezia a risvegliare qualche sentimento sepolto, e il meglio è che non dura mai a lungo.
*— Le donne, dopo tutto, signori, — disse con entusiasmo Snodgrass, — sono il grande sostegno e il conforto della nostra vita.
*Le donne sanno dire le cose col minor numero di parole possibile. Tranne quando danno di testa, e allora sproloquiano parecchio.
*Vide che le donne, le più tenere e le più fragili delle creature di Dio, erano più frequentemente superiori alle disgrazie, alle avversità e alle angustie; e ciò perché portavano in cuore un'inesauribile fonte di affezione e di devozione.
*Voi del sesso gentile avete reciprocamente tanta animosità quando non andate d'accordo.
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Agli uomini piace che le donne, soprattutto le loro mogli, siano sincere come sono essi; e le donne, temo, non sempre sono leali come dovrebbero. ([[Lucy Westenra]])
*Credo che nella natura della donna vi sia qualcosa che permette a un uomo di accasciarsi di fronte a lei ed esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni più delicate senza avvertire questo come una menomazione della propria virilità. ([[Mina Murray]])
*Donne buone e brave non fanno altro che dire per tutta la vita, giorno per giorno e ora per ora e minuto per minuto, cose che gli angeli possono leggere; e noi esseri umani che vogliamo sapere abbiamo in noi qualcosa degli occhi degli angeli. ([[Abraham Van Helsing]])
*Noi donne abbiamo qualcosa di materno in noi che ci solleva sopra tante piccole cose quando a questo spirito materno facciamo ricorso; ho sentito la testa di questo grande uomo dolente posarsi su di me, come se fosse quella di un bambino che un giorno potrei tenermi sul petto, e gli ho accarezzato i capelli come se fossero quelli di un mio figlio. In quel momento neppure ho pensato quanto tutto questo fosse strano e inconsueto. ([[Mina Murray]])
===[[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]]===
*– A sentir voi, dunque non vi sono donne oneste?<br/>– Sì... più di quello che si crede: ma non tante quanto si dice.
*Sentimenti interamente puri esistono solo nelle donne interamente caste.
*Sono semplicemente convinto di questo principio: per la donna che non è stata educata a distinguere dove sia il bene, Dio apre quasi sempre due vie che possono ricondurcela; queste vie sono il dolore e l'amore.
===[[Eve Ensler]]===
*Amare le donne, amare le [[Vagina|vagine]], conoscerle e toccarle ed avere familiarità con noi stesse, cioè sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.
*Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla violenza nei confronti delle donne, che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell'onorare e proteggere la vita; e questo fallimento, se non l'avessimo rettificato, avrebbe significato la fine di tutti noi. Non penso di essere estremista. Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.
*Per la sopravvivenza della razza umana, le donne devono essere al sicuro e dotate di potere. È un'idea ovvia ma, come una vagina, ha bisogno di grande attenzione e amore per essere rivelata.
===[[Anatole France]]===
*Chi conosce bene la vita ed il mondo, sa che le donne non si mettono volentieri sul delicato lor petto il cilicio di un vero amore. [...] Pensate quel che una donna deve immolare quando ama. Libertà, tranquillità, attraenti moti di un'anima libera, civetteria, spassi, piaceri: vi perde tutto.
*La donna, il più delle volte, non cede all'amore-passione che all'età in cui la solitudine non si teme più.
*La [[terra]] [...] è come la donna: non vuole si sia con essa né timidi né brutali.
===[[Roberto Gervaso]]===
*Alle donne non si ubbidisce, si cede.
*Ciò che più mi piace in una donna ancora non l'ho capito.
*Desideriamo la donna d'altri nell'illusione che gli altri non desiderino la nostra.
*Il tipo è una brutta donna che non sa di esserlo.
*L'uomo ama la donna; la donna, il [[matrimonio]].
*La differenza fra la donna disonesta e l'onesta è che, di solito, la prima è bella.
*La donna che ti dice di sì è molto più pericolosa di quella che ti dice di no. Prima o poi te la farà pagare.
*La donna che vuol essere di un solo uomo, vuole in realtà che quest'uomo sia solo suo.
*La donna ti perdona tutto. Anche i propri tradimenti.
*Una donna innamorata è capace di tutto. Esattamente come una che non lo è.
===[[Muʿammar Gheddafi]]===
*La donna è tenera. La donna è bella. La donna ha facile il pianto. La donna ha paura e generalmente, in conseguenza della conformazione naturale, la donna è delicata, mentre l'uomo è rude. Ignorare le differenze naturali tra l'uomo e la donna e confondere i loro ruoli è un atteggiamento del tutto incivile, contrario alle leggi naturali, distruttivo per la vita umana e causa reale di infelicità nella vita sociale dell'essere umano.
*Se la donna rinuncia al suo ruolo naturale del parto e della maternità essendovi costretta, sono esercitate su di lei tirannia e dispotismo. La donna bisognosa di un lavoro, che la renda incapace di assolvere alla sua missione naturale, non è libera essendovi costretta dal bisogno, perché nel bisogno la libertà scompare.
*Tutte le società oggi guardano alla donna né più né meno che come ad una merce. L'Oriente guarda ad essa come oggetto di godimento suscettibile di vendita e di compera. L'Occidente guarda ad essa come se non fosse femmina. Indurre la donna a svolgere il lavoro maschile è un'ingiusta aggressione contro la femminilità di cui è stata naturalmente dotata per uno scopo naturale necessario alla vita. Infatti il lavoro maschile cancella le belle fattezze della donna con cui la natura costitutiva ha voluto che appaia perché svolga un ruolo diverso da quello del lavoro confacente a chi non è femmina. È esattamente come i fiori, creati per attirare i grani del polline e per produrre le semenze: se li eliminassimo finirebbe il ciclo delle piante nella vita. È proprio l'abbellimento naturale della farfalla, degli uccelli e delle restanti femmine degli animali che serve a questo scopo vitale naturale. Se la donna svolge il lavoro maschile deve allora trasformarsi in uomo, rinunziando al suo ruolo e alla sua bellezza.
===[[Carlo Goldoni]]===
*Dalle donne qualche cosa convien soffrire; quando si sa specialmente che una donna vuol bene, non serve il sofisticare, non convien pesar le parole colla bilancia dell'oro, e guardare i moscherini col microscopio per ingrandirli.
*Io vedo, che in Francia, in Inghilterra, in Italia e per tutto il mondo le donne ne sanno una più del diavolo!
*Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne.
===[[Olympe de Gouges]]===
*L'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le sole cause delle sventure pubbliche e della corruzione dei governi.
*La Donna nasce libera e rimane uguale all'uomo nei diritti. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull'utilità comune.
*Nessuno deve essere perseguitato per le proprie opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo; allo stesso modo, deve avere anche quello di salire sulla Tribuna, purché le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.
*Le donne hanno fatto più male che bene. La schiavitù e la dissimulazione sono state il loro destino. Ciò che la forza aveva loro sottratto, l'astuzia glielo ha restituito; esse hanno fatto ricorso a tutte le risorse del loro fascino, ed anche il più irreprensibile degli uomini non resisteva. Il veleno, la spada, ogni cosa era loro sottomessa; esse comandavano al crimine come alla virtù. Il governo francese, soprattutto, per secoli è dipeso dall'amministrazione notturna delle donne; il governo non aveva segreti per la loro indiscrezione; ambasciate, comandi, ministeri, presidenze, pontificati, cardinalati, insomma tutto quanto caratterizza la stupidità, sacra e profana, degli uomini, tutto è stato sottomesso alla cupidigia e all'ambizione di questo sesso un tempo spregevole e rispettato, e dopo la rivoluzione, rispettabile e disprezzato.
===[[Lillo Gullo e Tano Gullo]]===
*Una donna è capace di ricostruire decenni di vita della propria strada, citando morti, nascite, fidanzamenti, rotture di fidanzamenti, emigrazioni, trasferimenti, malattie, litigi, riconciliazioni, eredità, comparsa di una innovazione, di un certo oggetto.
*La strada è il luogo dove la donna attua il maggior numero di interazioni significative. Possiamo dire che non c'è una sola donna che non abbia molteplici rapporti di vario tipo con una qualunque altra donna della stessa strada, e tutti intersecati con i nodi e gli intrecci delle relazioni delle altre donne. La frequenza e l'intensità dei rapporti generalmente decresce con il crescere della distanza tra le abitazioni.
*La relazioni tra due donne non sono un fatto privato e sono solo un segmento della vasta e complessa trama di rapporti che avviluppa la strada e la comunità. L'inesistenza di uno spazio casalingo propriamente privato e lo svolgimento della maggior parte delle occupazioni e delle interazioni femminili nella strada (le donne di [[Aliminusa]] potremmo definirle "stradalinghe"), non fa che accrescerne il carattere pubblico.
*Come il [[contadino]] conosce fino nei minimi particolari la composizione della campagna comunale (e anche oltre), la proprietà e le caratteristiche di ogni singolo campo, i punti di riferimento (casolari, pozzi, alberi e pietre particolari) e la storia delle varie contrade, così la donna sa tutto del centro abitato e dell'interno delle case. Per quanto concerne le abitazioni della propria strada la conoscenza si fa più approfondita e scende nei più minuti dettagli. Ed è questo il motivo per cui le varie modificazioni delle case o l'acquisto di mobili e oggetti hanno nelle donne un valido veicolo di diffusione.
===[[Victor Hugo]]===
*Ah! Non insultate mai la donna che cade! Chissà sotto quale fardello quella povera anima soccombe!
*Dio s'è fatto uomo. Il diavolo s'è fatto donna.
*L'ostilità è aperta ovunque vi sia una bella donna.
*La donna nuda è una donna armata.
*''Se Dio non avesse fatto la donna, | non avrebbe fatto il fiore.''
*Sovente muta la donna e ben pazzo è colui che in lei confida; sovente la donna non è che piuma al vento.
*Una delle magnanimità delle donne è cedere.
===[[Alphonse Karr]]===
*La donna che si vede vinta sente un impulso d'odio contro il suo vincitore per quanto possa adorarlo.
*La donna, nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell'albero della conoscenza dieci minuti prima dell'uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio.
*Le donne indovinano tutto, sbagliano solo quando riflettono.
*Non è raro vedere una donna arrivare certamente e sicuramente più presto alla verità, con la forza e la spontaneità dell'intuizione e del sentimento improvviso, che un uomo col metodo e il rigore del ragionamento.
*Per la donna disposta ad amare, è una gran fortuna essere bella, ma per quella che vuole solo essere desiderata, è sufficiente che la si trovi bella.
*Una donna dovete tenervela solo il tempo necessario per ingannare il vostro predecessore: un momento di più e ad essere ingannato tocca a voi.
===''[[Ken il guerriero]]'' (manga)===
*Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ([[Ken il guerriero#Volume 2|Volume 2]])
*È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ([[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ([[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna. ([[Ken il guerriero#Volume 9|Volume 9]])
*Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ([[Ken il guerriero#Volume 3|Volume 3]])
*Terribile quanto il cuore delle donne sia volubile, eh?! ([[Ken il guerriero#Volume 1|Volume 1]])
===''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (anime)===
*Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 102, Il gigante indeciso|Episodio 102, ''Il gigante indeciso'']])
*Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 17, L'adunata|Episodio 17, ''L'adunata'']])
*Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle donne. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 5, Ritorno dall'inferno|Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno'']])
*Una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. ([[Ken il guerriero (serie animata)#Episodio 26, La vendetta dei Cobra|Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra'']])
===[[Rudyard Kipling]]===
*E una donna è soltanto una donna, mentre un sigaro è una bella fumata.
*L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo.
*La donna più stupida può manovrare un uomo intelligente, ma ci vuole una donna molto intelligente per manovrare uno stupido.
===[[Karl Kraus]]===
*Certo, non conta soltanto l'aspetto esteriore di una donna. Anche i ''dessous'' sono importanti.
*Ci sono donne che non sono belle, ma hanno solo l'aria di esserlo.
*Divido le donne in colpose e dolose.
*La donna vera inganna per il piacere. L'altra cerca il piacere per ingannare.
*Le donne vogliono apparire vestite e essere guardate svestite.
*Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto.
*Personalità della donna è l'inconsistenza nobilitata dall'incoscienza.
*Talvolta la donna è un utile surrogato dell'[[onanismo]]. Con naturalmente un sovrappiù di fantasia.
===[[Niccolò Machiavelli]]===
*Le donne si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole.
*Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene, ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche.
*Tutte le donne hanno poco cervello; e come ne è una che sappi dire dua parole, e' se ne predica, perché in terra di ciechi chi v'ha un occhio è signore.
===[[Simona Mafai]]===
*Chi sono infatti «le siciliane»? La studentessa ventenne, assessore comunista alla pubblica istruzione al comune di San Giuseppe Jato o la ragazza che uccide il fidanzato perché si è rifiutato di sposarla? La diciassettenne di Montalbano Elicona che rifiuta il matrimonio riparatore dopo il rapimento o la tredicenne di Custonaci, che si uccide col fucile del padre perché è rimasta incinta e non ha avuto il coraggio di dirlo a nessuno? La ragazza ladra arrestata alla guida di una 500 rubata, componente di una banda di ragazzi rapinatori a Catania o la pittrice presidente del consiglio d'istituto del liceo artistico di Palermo? Parlare di donne siciliane vuol dire parlare di una realtà complessa e contraddittoria, come complessi e contraddittori sono la Sicilia stessa e i fenomeni sovrastrutturali e di costume che costituiscono tanta parte della questione femminile.
*L'elemento a mio parere dominante di questa linea di tendenza è la posizione decisamente nuova della donna siciliana rispetto al lavoro. Questo, ancora dopo l'ultima guerra, veniva considerato un fatto degradante per la donna e per la famiglia le cui donne lavoravano. Al di sotto dell'insegnante, ogni lavoro veniva ritenuto poco adatto alla donna; ed anche per quel che riguardava l'insegnamento, la famiglia che tratteneva a casa la ragazza diplomata era ritenuta più «affettuosa» di quella che consentiva alla figlia di alzarsi all'alba e affrontare ore di treno o di corriera. Uno slogan anticomunista del 1946 invitava a non votare PCI perché «i comunisti vogliono far lavorare le donne», messaggio che assumeva, per chi lo aveva inventato e lo diffondeva, lo stesso valore minaccioso e traumatizzante delle chiese che i comunisti avrebbero trasformato in sale da ballo e dei bambini che lo Stato avrebbe strappato alle madri. Esso trovava evidentemente un particolare riscontro nella società siciliana di allora, e nella mentalità dei suoi abitanti, uomini e donne. Difficile pensare che un analogo slogan potesse avere successo in Lombardia o in Emilia.
*«L'omu porta beni, ma la fimmina lu manteni». La divisione dei ruoli tra uomo e donna, in una concezione di questo tipo, è un elemento indispensabile, mutando il quale crolla la costruzione complessiva. È proprio la donna tra l'altro, notano due [[Lillo Gullo e Tano Gullo|giovani sociologhi]] sui ''Quaderni siciliani''<ref>Lillo e Tano Gullo, in ''Quaderni siciliani'', nn. 9-10, 1974.</ref>che tiene i fili delle relazioni parentali, annota le ricorrenze che servono a consolidare questi vincoli, conteggia i servizi dati e ricevuti. Ma in tal modo la donna non esiste per se stessa, ma solo in quanto fa parte di una famiglia; succube o dominatrice dentro di essa, non importa, o almeno è un elemento secondario. Il fatto decisivo è che la donna siciliana al di fuori della famiglia non può essere concepita.
*In tutta la letteratura siciliana, moderna e contemporanea, la donna è rappresentata, e non poteva essere diversamente, anima e cuore della famiglia, nel bene e nel male. Ricordiamo per tutte la serena e dolente [[I Malavoglia|Mena Malavoglia]], sant'Agata, che vive la sua esistenza aderendo a ogni piega delle poche felicità e dei molti dolori della sua famiglia, fino al momento in cui sale «nella soffitta della casa del nespolo, come le casseruole vecchie» e si mette «il cuore in pace, aspettando i figlioli della Nunziata per far la mamma».
===[[Marco Malvaldi]]===
*Anche le donne più intelligenti, a volte, non capiscono gli scherzi: è una convinzione errata dalla quale, spesso, nemmeno i maschi più intelligenti riescono a liberarsi.
*In fondo gli scacchi sono un gioco molto femminile. [...] È la natura stessa del gioco. O metti a posto le tue cose come si deve, oppure sono guai.
*Ricordati che farti fare quello che non vuoi fare e per di più contento di farlo è una specialità delle donne. Di tutte, non solo della tua fidanzata.
*Se non ci fossimo noi {{NDR|donne}} a rompere i coglioni, caro, il genere umano si sarebbe estinto da un pezzo.
===[[Mario Mariani]]===
*È così stupendamente borghese l'amore per la donna massaia e riposante, per la donna che rattoppa le calze e attende tranquilla, a casa, il suo unico amore.
*Io non so se sia nata prima la prostituzione o il capitalismo, ma [[Werner Sombart|Sombart]] ha scoperto che la donna e il denaro sono due termini dipendenti l'uno dall'altro.
*La donna è [...] il solo essere sopportabile della Creazione.
===[[William Somerset Maugham]]===
*La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo.
*Le donne sono come le galline, se schiamazzano non preoccupatevene.
*Una donna può perdonare ad un uomo il male che le fa [...]; ma non potrà mai perdonargli i sacrifici che egli compie per lei.
===[[Giorgia Meloni]]===
*Ho sentito dire che io vorrei le donne un passo dietro agli uomini. Mi guardi, onorevole [[Debora Serracchiani|Serracchiani]], le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?
*Io considero, sì, una sconfitta che una donna debba rinunciare a lavorare per avere un bambino. Ma considero altrettanto una sconfitta che una donna debba rinunciare ad avere un bambino per lavorare!
*Io non ho mai considerato che la grandezza della libertà delle donne fosse potersi far chiamare “capatrena”!
*Non dubitate, non dubitate voi, non dubitino le donne italiane: non hanno decisamente nulla da temere con questo [[Governo Meloni|Governo]].
===[[Henry de Montherlant]]===
*Come spiegare, se non con un complesso d'inferiorità, quel bisogno innato quasi in ogni donna di contraffarsi, di contraffare il proprio carattere (la posa), il proprio viso (il trucco), il proprio corpo (non entriamo in particolari...), il proprio odore naturale (i profumi), la propria scrittura? I forti non mentono o quasi: non ne vale la pena; sono franchi, e cioè cinici, per disprezzo; "Noi che diciamo la verità", dichiaravano i nobili dell'antica Grecia. E tutte le razze servili per natura, o asservite dalle circostanze, mentono. Come spiegare se non con il sentimento di un'insufficienza della personalità quel bisogno di rendersi interessante, d'affettare stati d'animo presi in prestito – sempre "distinti" – che la donna elabora? Come spiegare se non con il sentimento d'una inferiorità fisiologica quella necessità in cui così spesso si trova, il dissimulare il piacere sessuale? Infine non è raro il caso d'una donna ambigua che si faccia trasformare il sesso dal chirurgo. Ma neppure l'allettamento di non andare alla guerra spinge un uomo ambiguo a cambiarsi decisamente in donna.
*La storia dell'umanità, da Eva in poi, è la storia degli sforzi fatti dalla donna, perché l'uomo sia sminuito e soffra, e divenga il suo uguale.
*Una donna deve essere trattata come un'amante, e ciò non per un capriccio passeggero, ma costantemente.
===[[Salvatore Morelli]]===
*A nome della civiltà, a nome della gratitudine che dobbiamo avere verso quest'essere da cui riceviamo la vita, a nome di quanto vi à di più augusto, si cessi una fiata da queste turpitudini, che violando la più nobile delle creature, sono il segnale d'una cieca ed inqualificabile barbarie!!!
*Che cosa è dunque la donna innanzi agli occhi del buon senso risaliente al [[Platone|platonismo]] tradizionale?<br />La è l'ultima parola del genio della natura; l'ultimo atto delle sue creazioni!
*La lingua di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] nella parola ''homo'', che valse a significare il maschio e la femina della coppia umana, riverberò la riposta idea di questa originaria egualità di natura, sebbene nelle pratiche della vita si ebbero un divario di destinazione, ed alla donna cui competea un equa reciprocanza, solo perché non isviluppata all'attività del corpo e della mente, si fece soffrire la sorte che la preponderante forza brutale impose sempre alla debolezza infelice. Sicché in tutti i tempi e presso tutt'i popoli la donna fu ''capitis deminuta''.
*Quel primato che apparentemente l'uomo esercita sulla donna è un usurpazione della forza sul dritto, è un grossolano controsenso, che ripugna alla logica indagatrice del vero. I due sessi costituiti nella identità d'una medesima natura, si assimilano, si uguagliano in ciò che determina in essi la umana personalità.
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Coraggio, sii sincera, adesso hai paura che lui ti rifiuti, vero? [...] Non puoi farci niente, è un sentimento che grava sulle donne con il peso del karma. [...] È il destino di tutte le donne che si innamorano: devono affrontare gelosia, attaccamento, ansia, questi sentimenti inesprimibili ti inondano la mente e tutte le altre cose sembrano insignificanti, completamente prive di importanza. È inevitabile quando si ama.
*Non c'è donna su cui non facciano colpo i fiori.
*Possiamo dire che il cuore di noi donne è un po' come l'acqua che vedi scorrere qui: a volte è freddo come il ghiaccio, altre volte è talmente bollente da essere quasi insopportabile. È come un torrente in piena, seguendo le immutabili leggi della natura, scende verso il mare e alla fine, che tu lo voglia o no, ti conduce sempre e comunque verso l'uomo che ami.
*Se sei una vera donna, devi innanzitutto salvare la vita dell'uomo che ami, niente viene prima di questo. È così che amiamo noi donne...
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara.
*Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il ''secondo'' errore di Dio.
*Dove non concorre al giuoco amore e odio, il giuoco della donna diventa mediocre.
*La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad affascinare.
*Quello che nella donna c'ispira rispetto e non di rado anche timore, è la di lei natura, che è molto più naturale di quella dell'uomo, la di lei mobilità, l'agilità da vera bestia selvaggia, l'unghia della tigre che nasconde sotto il guanto profumato; il suo egoismo ingenuo, la sua inettezza ad esser educata, il suo essere intimamente selvaggio, l'inconcepibile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù... Quello che ci ispira della pietà per codesto bel gatto pericoloso che chiamiamo «donna», si è che essa è più soggetta a soffrire, che è più sensibile, più bisognosa d'affetto, più accessibile alle disillusioni di qualsiasi altro animale. Timore e pietà, ecco i sentimenti che l'uomo sinora provava dinanzi alla donna, sempre con un piede nella tragedia, la quale dilania mentre entusiasma. Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? – Eh?<br/>Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? E si lavorerebbe al disincantamento della donna? E si sta per formarne a poco a poco il più noioso degli esseri? Oh! Europa! Europa!
*Sia questo il vostro onore: amare sempre più di quanto siete amate, non essere mai seconde!
*«Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!»
===[[Mohammad Reza Pahlavi]]===
*La donna, come pure l'uomo, ha ricevuto dalla natura caratteristiche inconfondibili che fanno apparire senza senso qualsiasi definizione superficiale di uguaglianza dei sessi. Il danno maggiore che si possa fare alla causa della vera emancipazione femminile è di confondere l'eguaglianza con la parità dei diritti.
*La donna è una creatura così paradossale che forse proprio per questo la questione femminile suscita ovunque vivaci discussioni.
*Nella vita di un uomo, le donne contano solo se sono belle e graziose e mantengono la loro femminilità e... Questa storia del femminismo, ad esempio. Cosa vogliono queste femministe? Cosa volete? Dice: l'uguaglianza. Oh! Non vorrei apparire sgarbato ma... siete uguali per legge ma, scusatemi, non per capacità.
*Non avete mai avuto un Michelangelo o un Bach. Non avete mai avuto nemmeno un gran cuoco. E se mi parlate di opportunità vi rispondo: vogliamo scherzare? V'è forse mancata l'opportunità di dare alla storia un gran cuoco? Non avete dato nulla di grande, nulla!
*Tutto ciò che posso dire è che le donne, quando governano, sono molto più dure degli uomini. Molto più crudeli. Molto più assetate di sangue. Mi riferisco a fatti, non a opinioni. Siete senza cuore quando avete il potere. Pensi a Caterina de' Medici, a Caterina di Russia, a Elizabetta d'Inghilterra. Per non citare la vostra Lucrezia Borgia e i suoi veleni, i suoi intrighi. Siete intriganti, siete cattive. Tutte.
===[[Cesare Pavese]]===
*Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
*Nessuna donna fa un matrimonio d'interesse: tutte hanno l'accortezza, prima di sposare un milionario, d'innamorarsene.
*Quei filosofi che credono all'assoluto logico della verità, non hanno mai avuto a che discorrere a ferri corti con una donna.
*Una donna che non sia stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
===[[Marcel Proust]]===
*Ci sono pochissime donne che si vestono bene, ma alcune sono meravigliose.
*È più ragionevole sacrificare la propria vita alle donne piuttosto che ai francobolli, alle vecchie tabacchiere, perfino ai quadri e alle sculture. L'esempio delle altre collezioni dovrebbe però ammonirci a cambiare, a non avere una sola donna, ma molte.
*Lasciamo le belle donne agli uomini senza immaginazione.
===''[[I racconti di Canterbury]]''===
*Generalmente le donne bramano d'aver signoria così sul loro marito come sul suo amore e d'aver dominio sopra di lui.
*I consigli delle donne spesso sono fatali: fu il consiglio di una donna che per primo ci portò al dolore e fece scacciare Adamo dal paradiso dove egli era contentissimo e se ne stava molto bene... Ma poiché non so a chi potrei dispiacere biasimando i consigli delle donne, passateci sopra, l'ho detto scherzando!
*O Satana maledetto, dal giorno che fosti cacciato dal nostro regno, ben ritrovasti subito la via di tornare fra noi per mezzo della donna. [...] Quando non vuoi comparire, ahimé, tu ti servi, pei tuoi malvagi fini, della donna.
*Sebbene sia vero che molte son le donne malvage, e vili i loro consigli e di nessun valore, nondimeno molte femmine hanno gli uomini trovato buone e assai discrete e sagge nel loro consiglio. Vedi Giacobbe il quale per buon consiglio di Rebecca, sua madre, ottenne la benedizione di Isacco, suo padre, e la signoria su tutti i fratelli. Giuditta, con suo savio consiglio, liberò la città di Betulia, dove ella abitava, dalle mani di Oloferne, che l'aveva stretta d'assedio e la minacciava di rovina. Abigail liberò il marito Nabal da re Davide che lo voleva morto, e con il suo acume e savio consiglio moderò l'ira del re. Ester grandemente avanzò per il suo savio consiglio il popolo di Dio durante il regno di re Assuero. E sì fatte gran bontà in ben consigliare molti uomini posson narrare di femmine buone. Ed ancora, quando nostro Signore ebbe creato Adamo, nostro primo padre, parlò in questa guisa: "Non è bene che l'uomo sia solo; gli faremo una compagna a lui somigliante". D'onde potete vedere che se le femmine non fossero buone, e buoni i loro consigli e giovevoli, nostro Signore Iddio mai le avrebbe create o dette compagne dell'uomo, ma piuttosto sua confusione.
*Sicuramente serpe non v'è sì crudele quando alcuno ne calpesti la coda, né così malvagia, come è donna cui l'ira prenda; vendetta è allora ogni suo desiderio.
===[[Henri de Régnier]]===
*Le donne sono capaci di tutto, e gli uomini di tutto il resto.
*Non esistono donne che siano peggiori delle altre.
*Raramente le donne sono amate come vorrebbero: cioè da un Dio onnipotente che dia loro tutto e non domandi nulla.
===[[Jules Renard]]===
*La donna non dovrebbe vivere che una stagione su quattro. Dovrebbe ricomparire tutti gli anni.
*Quando ascoltava i discorsi delle donne sembrava che dormicchiasse, ma ogni tanto faceva un piccolo movimento con le sue lunghe orecchie da cacciatore di stupidaggini.
*Quando sono accanto a una donna, provo immediatamente quel piacere un po' malinconico che si ha guardando l'acqua scorrere, dall'alto di un ponte.
*Se vuoi attirarti la simpatia delle donne di' loro le cose che non vorresti gli uomini dicessero a tua moglie.
===[[François de La Rochefoucauld]]===
*L'onestà delle donne è spesso amore della propria reputazione e della propria tranquillità.
*La maggior parte delle donne oneste sono tesori nascosti, che stanno al sicuro soltanto perché nessuno li cerca.
*Si possono trovare delle donne che non hanno mai avuto avventure, ma è raro trovarne che ne abbiano avuta una sola.
*Sono poche le donne oneste che non siano stanche del loro ruolo.
===[[Joseph Franklin Rutherford]]===
*La donna è stata sempre la creatura più seducente e più pericolosa della terra. La sua bellezza e le sue attrattive seducono l'uomo, rendendolo indifferente ad altre cose più elevate e più nobili e facendogli dimenticare Dio. Fu l'influenza d'Eva che fece cadere Adamo in fallo e lo condusse alla tomba. Una buona e virtuosa donna completamente consacrata a Dio è una benedizione per l'uomo buono, perché essa sa tenere il suo posto, ma l'uomo che subisce l'influenza di una donna ambiziosa ed egoista cammina nel sentiero che conduce alla degradazione ed alla morte.
*Le donne rendono gli uomini simili a scimmie o a dei gonzi. Gli uomini sono divenuti effeminati, si lasciano facilmente influenzare ed hanno perduto la loro virilità e la loro fermezza negli affari dello stato come in famiglia. Quando, per esempio, una donna entra in una sala dove degli uomini stanno seduti a tavola, tutti si alzano in piedi per renderle omaggio, e così le danno un posto superiore all'uomo. Gli uomini si levano il cappello entrando in un ascensore se una donna è presente; queste cose sono considerate come atti di rispetto che dinotano buona educazione nell'uomo. Ma è cosa artificiosa, ed il vero significato di tale comportamento è molto diverso da quello confessato. È uno stratagemma di Satana per allontanare gli uomini da Dio e dalla sua regola che prescrive quale dev'essere la posizione dell'uomo e della donna.
*Satana vorrebbe capovolgere questa regola e mettere la donna in primo piano. Egli incominciò la sua opera perturbatrice seducendo e ingannando la donna, e quindi fece appello alle cosiddette qualità di "gentiluomo" dell'uomo per farlo cader vittima del suo astuto strattagemma. La pratica mondana di mettere le donne in primo piano negli affari di religione e nei consigli di stato ha molto contribuito a distruggere la santità della famiglia e ad allontanare gli uomini da Dio.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
*È forse impossibile trovare una donna veramente sincera, che non finga. Ma per la stessa ragione le donne scoprono facilmente la finzione altrui, e non è consigliabile tentare di ricorrervi nei loro riguardi.
*In fondo al cuore le donne pensano che compito dell'uomo è guadagnare soldi, e compito loro spenderli.
*Le donne sono ''sexus sequior'', il secondo sesso, che da ''ogni'' punto di vista è inferiore al sesso maschile; perciò bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma è oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne: essa ci abbassa ai loro stessi occhi.
===''[[Le seduttrici]]''===
*Alcune donne portano la felicità ovunque vanno, altre ogni volta che vanno via.
*Le donne brutte si rifugiano nel pianto. Quelle carine vanno a fare shopping!
*Le donne non vogliono essere capite, vogliono solo essere amate.
===[[Debora Serracchiani]]===
*La nostra società non è preparata culturalmente e logisticamente ad accogliere un forte impegno fuori casa della donna.
*Le donne, in quanto soggetti più deboli e minoranza, diventano capri espiatori nei periodi di maggiore crisi sociale, culturale, etica, come l'attuale. E poi il fatto che oggi ce ne siano di più in politica spaventa.
*Non siamo preparati culturalmente ad avere la parità; sarebbe bello che un giorno si scegliesse una donna solo per i meriti e non anche perché donna.
===[[William Shakespeare]]===
*Fragilità, il tuo nome è donna! (''[[Amleto]]'')
*Una donna disonesta non è una donna.
*Una donna è un piatto per gli dei, se a condirla non è il diavolo. (''[[Antonio e Cleopatra]]'')
===''[[Talmud]]''===
*Chiunque fa molte chiacchiere con le donne porta male a sé stesso.
*Se una donna impazzisce, il marito non può ripudiarla.
*Un uomo non deve mai camminare dietro una donna per la strada, fosse pure sua moglie.
===[[Susanna Tamaro]]===
*Il modello femminile si è inesorabilmente conformato a quello maschile. Siamo conformi perché l'immagine che i media propongono di noi – a cui una buona parte delle donne consapevoli cercano strenuamente di resistere – è quello di una femmina puro oggetto di piacere e di seduzione.
*La condizione della donna oggi non è paragonabile neppure a quella negli anni '50 tanto è stata retrocessa: chiusa in un recinto, in un modello agghiacciante proposto anche alle bambine, mandate in giro come piccole cocotte.
*Questa società così fredda, così necrofila, così impaurita, così cinica – e allo stesso tempo così travolta dalle sbornie del sentimentalismo – ha paura dello spirito femminile perché questo spirito, che è concreto, attivo, la spingerebbe in una direzione opposta. Tornare alla nostra vera natura vuol dire rimettere al centro dei nostri giorni una forza armata di dolcezza.
===[[Iginio Ugo Tarchetti]]===
*A che scopo dolerci delle donne? Noi possiamo mostrare loro di conoscerle, di saperle apprezzare nel loro valore, di tenerle anche in ispregio; esse sono tuttavia ben certe che noi le ameremo sempre.
*In molta parte delle donne la resistenza è vanità, o mancanza d'opportunità, o artificio; prova evidente di ciò, che cedono quasi sempre alla sorpresa.
*La donna è un capolavoro abortito, il grande errore della creazione.
*Le donne hanno interesse a mostrarsi incapaci di sentire l'amicizia; mettono gli uomini nella necessità di non chieder loro che dell'amore.
*La nostra società ha fatto della donna un puro strumento di piacere. Ogni donna non è considerata oggi mai che sotto questo punto di vista. Esse stesse mostrano di non considerarsi sotto un aspetto diverso. Non si pretende da esse né ingegno, né virtù, né amicizia, non si chiede che dell'amore e del piacere. Apprezzamento triste e degradante che esse tuttavia non temono, o non comprendono.
*Tutti i mali della società dipendono da ciò, che si amano le donne o troppo o troppo poco.
===[[Fabio Volo]]===
*L'età delle donne la si può solamente percepire osservandole nei loro molteplici cambiamenti. Non sono mai la stessa cosa. Le donne non sono la somma di anni ma di attimi.
*Mi piace stare in una stanza con una donna. Anche quando prendo il treno, se entro in uno scompartimento e ci trovo una donna sono più contento. E se non c'è continuo a cercare finché la trovo. Non è che poi le rivolgo la parola, o ci parlo, o ci provo per forza, anzi, ma mi piace che sia lì. Mi piace la loro compagnia anche se silenziosa e sconosciuta. Le donne sono belle da respirare.
*Quando una donna vuole una cosa, tremano le montagne, si muovono le maree, quando una donna vuole un uomo trema l'universo intero.
*Si sa come sono le donne, se le desideri lo sentono subito.
===[[Walt Whitman]]===
*''Il corpo d'una donna all'incanto, | anche lei non è solo lei, ma la bulicante madre di madri, | ed è feconda di quelli che cresceranno e saranno i compagni delle madri.''
*''Io sono il poeta della donna come lo sono dell'uomo, | e dichiaro che è grande esser donna così come è grande esser uomo, | e dichiaro che nulla è più grande della madre degli uomini.''
*''La donna contiene tutte le qualità e le tempre, | essa si trova a suo posto e si muove in perfetto equilibrio, | essa è tutte le cose debitamente velate, al tempo stessa passiva e attiva, | essa è fatta per concepire figlie non meno che figli, e figli non meno che figlie.''
===[[Oscar Wilde]]===
*Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto.
*Le donne belle non hanno il tempo di essere gelose dei loro mariti... sono sempre occupate ad essere gelose dei mariti delle altre!
*Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono benissimo.
*Le donne si difendono attaccando, ed i loro attacchi sono fatti di strane e brusche capitolazioni.
*Preferisco le donne con un passato: la loro conversazione è decisamente più divertente.
===[[Virginia Woolf]]===
*Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?
*Fra cento anni [...] le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio [...] l'idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: "Oggi ho visto una donna", come si diceva "Oggi ho visto un aereo". Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un'occupazione protetta.
*Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri se vuole scrivere romanzi.
===[[Marguerite Yourcenar]]===
*Nella solitudine le donne non possono vivere e immancabilmente la saccheggiano, non fosse che sforzandosi di costruirvi un giardino.
*Per le donne niente ha importanza al di fuori di loro stesse, e ogni scelta che non le riguardi non la giudicano se non una follia cronica o un'aberrazione passeggera.
*Perché le donne vanno proprio ad invaghirsi degli uomini che non sono loro destinati, costringendoli così a scegliere fra lo snaturarsi e il detestarle?
===[[Zucchero Fornaciari]]===
*''Donne du du du, | pianeti dispersi | per tutti gli uomini così diversi.''
*''Negli occhi hanno dei consigli | e tanta voglia di avventure | e se hanno fatto molti sbagli | sono piene di paure, | le vedi camminare insieme | nella pioggia o sotto il sole | dentro pomeriggi opachi | senza gioia né dolore.''
*''Negli occhi hanno gli aeroplani | per volare ad alta quota, | dove si respira l'aria | e la vita non è vuota.''
==Proverbi==
*Ciò che non può il diavolo, l'ottiene la donna. ([[Proverbi latini|Latino]])
*La coscienza è il libro maestro della donna, in cui scrive i suoi debiti e i suoi peccati. ([[Proverbi danesi|Danese]])
*La donna è come la coperta d'estate, se la prendi hai troppo caldo, se la butti via hai freddo. ([[Proverbi ashanti|Ashanti]])
*La donna è detta creatura debole, ma un suo pelo tira più di una coppia di elefanti. ([[Proverbi indiani|Indiano]])
*La gallina non è un uccello, la donna non è un essere umano. ([[Proverbi russi|Russo]])
*Sforzatevi di capire i gatti, così capirete le donne. ([[Proverbi cinesi|Cinese]])
*Tra donne maligne non vi regnò mai pace. ([[Proverbi svedesi|Svedese]])
===[[Proverbi francesi|Francesi]]===
*La donna ride quando può e piange quando vuole.
*Le donne sono fatte di sola lingua, come le volpi sono fatte di sola coda.
*Prendi il primo consiglio di una donna e non il secondo.
*Quello che vogliono le donne, lo vuole Dio.
*Un uomo di paglia è degno di una donna d'oro.
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*Il parere di una donna e il vento invernale cambiano spesso.
*La donna geniale non porta lettere di presentazione.
*La donna nasconde quel che non sa.
*La lingua della donna scuote come un racconto di un agnello.
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Al buio, le donne sono tutte uguali.
*Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.
*Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.
*Chi di una donna brutta s'innamora, lieto con essa invecchia e l'ama ancora.
*Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.
*Con la pietra si prova l'[[oro]], con l'oro la donna e con la donna l'uomo.
*Contro due donne neanche il [[diavolo]] può metterci il becco.
*Donna adorna, tardi esce e tardi torna.
*Donna bianca, poco gli manca.
*Donna rossa coscia grossa.
*Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.
*Donna che dona, di rado è buona.
*Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.
*Donna che sa il [[lingua latina|latino]] è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.
*Donna e [[fuoco]], toccali poco.
*Donna e [[vino]] ubriaca il grande e il piccolino.
*Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.
*Donna io conosco, ch'è una santa a messa e che in casa è un'orribil diavolessa.
*Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.
*Donna pregata nega, trascurata prega.
*Donna prudente, gioia eccellente.
*Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.
*Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala quando lo vuole.
*Donne e sardine, son buone piccoline.
*Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.
*Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.
*È più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne il [[silenzio]].
*Femmine e [[gallo|galline]], se giran troppo si perdono.
*[[Gru]] e donne fan volentieri il nido in alto.
*[[Riguardi|Guardati]] da tre cose: da [[cavallo]] focoso, da uomo infido e da donna svergognata.
*Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna.
*La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.
*La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un'estate per sapere che odore sa.
*La donna buona vale una corona.
*La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.
*La donna e l'[[orto]] vogliono un sol padrone.
*La donna ha più capricci che ricci.
*La donna oziosa non può essere virtuosa.
*La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.
*La donna più sciocca vale due uomini.
*La donna troppo in vista, è di facile conquista.
*Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre mesi dura ogni malanno.
*Le donne hanno sette anime... e mezza.
*Le ragazze sono d'oro, le sposate d'argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.
*Né donna né tela al lume di candela.
*Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.
*Non vi è donna senza amore.
*Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.
*Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.
*Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.
*Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.
*Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.
*Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.
*Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.
*Tutti i peccati mortali sono femmine.
*Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.
*Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.
===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]===
*'A fatìca d'a fémmena s'a màgna 'o ciùccio.
*'A femmena bona, si tentata, resta onesta, nun è stata bona tentata.
*'A femmena ciarliera è 'na mala mugliera.
*'A femmena comme nasce accussì pasce.
*'A femmena è 'a canzona d<nowiki>''</nowiki>a casa.
*'A femmena è comm' 'a campana: si nun 'a scutuleie nun sona.
*'A femmena è comm' 'o mastrillo aparato.
*'A femmena è comme 'o tiempo 'e marzo: mò t'alliscia e mò te lascia.
*'A femmena nun se sposa 'o ciuccio pecché le stracce 'e lenzòle.
*'A femmena senza pietto è 'nu stipo senza piatte.
*'A femmena tène 'e malizie 'nfilate a ciento comme granatelle p' 'ogne capillo d' 'a capa.
*Càrte e ddònne fànno chéllo che vvònno.
*Chella che l'aiza 'na vota l'aiza sempe.
*Doje femmene e 'na papara faceno 'no mercato.
*'E femmene tèneno 'e lacreme 'int' 'a burzetta.
*'E pparole d' 'e femmene se teneno pe' serenata.
*Femmena aggraziata vole essere pregata.
*Femmene 'e chiesa, diavule 'e casa.
*Femmene e denare hanno 'a passà' pe' una mano.
*Femmene e denare so' 'e cose chiù care.
*Foemina nulla bona, sed si bona est, pìgliala e vóttala p'a fenesta.
*I ffémmene, une pe rregne!
*Né femmena, né tela, a lumme de cannela.
*Nun c'è sabbato senza sole, nun c'è femmena senz'ammore.
*Quatto li cose a 'o munno ca fanno cunzula': 'a femmena, l'argiamma, lo suonno e lo magna'...
*Tre bote tre unnece cose fanno bella na femmena: azzoè tre cose longhe e tre corte, tre larghe, tre strette e tre grosse; tre sottile, tre retonne e tre piccole; tre bianche, tre rosse e tre negre: se lo bolite sapere, leìte la fràveca de lo munno...
*Una ce ne steva bona, e 'a facettero Maronna.
*Zappa 'e femmena e surco 'e vacca, pòvera chella terra ca l'angappa.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Astuzia di donne le vince tutte.
*Bella donna, cattiva testa.
*Chi disse donna, disse danno.
*Chi disse donna, disse guai.
*Chi donne pratica, giudizio perde.
*Chi piglia l'anguilla per la coda e la donna per la parola, può dire di non tener nulla.
*Dal mare [[sale]], e dalla donna male.
*Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.
*Donna barbuta, co' sassi la saluta.
*Donna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci.
*Donna che regge all'oro, val più d'un gran tesoro.
*Donna danno, sposa speso, moglie meglio.
*Donna di monte, cavalier di corte.
*Donna e [[luna]], oggi serena, domani bruna.
*Donna e popone, beato chi se n'appone.
*Donna iraconda, mare senza sponda.
*Donna oziosa, non può essere viziosa.
*Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala, quando la vuole.
*Donna specchiante, poco filante.
*Donne, asini e noci, voglion le mani atroci.
*Donne e buoi, de' paesi tuoi.
*Donne e oche, tienne poche.
*Dove donna domina, tutto si contamina.
*Dove son femmine e oche, non vi son parole poche.
*Il cuor delle donne è fatto a spicchi come il popone.
*La bella donna è un bel cipresso.
*La donna è come la castagna; bella di fuori, e dentro è la magagna.
*La donna è come l'appetito, va contentata a tempo.
*La donna e l'uovo vuole un sol padrone.
*La donna guarda più sott'occhio che non fa l'uomo a diritto filo.
*La donna ne sa un punto più del diavolo.
*Lagrime di donne, fontana di malizia.
*Le buone donne non hanno né occhi né orecchi.
*Le donne arrivano i pazzi e i savi.
*Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.
*Le donne hanno l'anima attaccata al corpo con la colla cerviona.
*Le donne hanno sette spiriti in corpo.
*Le donne per parer belle si fanno brutte.
*Le donne piglian ben le pulci.
*Le donne s'attaccano sempre al peggio.
*Le donne son come i gatti, finché non battono il naso, non muoiono.
*Le donne son figliuole dell'indugio.
*Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra e gazze alla porta.
*Le donne sono il purgatorio della borsa, il paradiso del corpo, e l'inferno dell'anima.
*Le femmine calano come la cassa de' mercanti.
*Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro.
*Non bisogna contentar le donne se non del lino.
*Non v'è sabato senza sole, non v'è donna senza amore, né domenica senza sapore.
*[[Pera|Pere]] e donne senza romori, sono stimate le migliori.
*Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.
*Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche gride.
*Savie all'impensata e matte alla pensata.
*S'è grande è oziosa; s'è piccola è viziosa; s'è bella è vanitosa; s'è brutta è fastidiosa.
*Se la donna vuol, tutto la puol.
*Se le donne fossero d'oro non varrebbero un quattrino.
*Tre donne fanno un mercato e quattro fanno una fiera.
====[[Proverbi veneti|Veneti]]====
*A dona che pianze, caval che sua, e ebreo che zura, no crederghe.
*Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.
*Do done e un'oca fa un marcà.
*Dona, dano, malano tuto el tempo de l'ano.
*Dona e legno fa perdere l'inzegno.
*Dona se lagna, dona se dol, dona se amala, quando la vol.
*El cuor de le done xe fato a melon.
*La dona de bon uso tende alla roca e al fuso.
*La dona deve aver quatro m: matrona in strada, modesta in ciesa, massera in casa, e matrona in leto.
*La dona e la vaca, al pezo le se taca.
*La dona ga più caprici che rici.
*La dona ga più rici che cervelo.
*La dona, per picola che la sia, la vince el diavolo in furbaria.
*La dona savia no ga né occi, né reccie.
*La dona va sogèta a quatro malatie a l'anno, e ognuna dura tre mesi.
*La dona xe come la balanza, che la pende da quela parte che più la riceve.
*La dona xe volubile per natura.
*La lengua de le done la xe come la forbese, o la tagia o la ponze.
*Lagrime di donna, fontana di malizia.
*Le done ghe ne sa una carta più del diavolo.
*Le done, i cani e 'l bacalà, perché i se boni i ghe vol ben pestà.
*Le done no le ga altra arma che la lengua.
*Le done se odia tra de ele.
*Le done xe lunatiche.
*Per done, cani e aqua, i omeni se mazza.
*Se la dona la vuol, tuto la puol.
===[[Proverbi portoghesi|Portoghesi]]===
*La donna che perdona facilmente è già uno straccio di cucina.
*La donna con due anime te ne regala sempre una.
*La giovane vive di speranze, la vecchia di memorie.
===[[Proverbi somali|Somali]]===
*L'uomo sarà anche il capo della casa, ma la donna ne è il cuore.
*La bellezza di una donna non è nel suo viso.
*Le donne sono le trappole del diavolo.
===[[Proverbi spagnoli|Spagnoli]]===
*Alla donna e alla gazza dici ciò che diresti in piazza.
*Guardati dalla donna cattiva e non fidarti di quella buona.
*Il consiglio di una donna non è una gran cosa, ma chi non lo segue è pazzo.
*La donna, il vento, e la fortuna cambiano presto.
===[[Proverbi tedeschi|Tedeschi]]===
*Ci sono due donne buone nel mondo: una è morta e l'altra non è stata ancora trovata.
*Donna virtuosa, non teme calunnia.
*Le donne sono mutevoli come il tempo in Aprile.
*Ogni donna preferirebbe essere bella piuttosto che buona.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
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*[[Condizione femminile in Italia]]
*[[Femminismo]]
*[[Madre]]
*[[Maschio e femmina]]
*[[Moglie]]
*[[Uomo]]
*[[Uomo (maschio)]]
*[[Violenza contro le donne]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Antropologia culturale]]
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Immortalità
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/* Citazioni */ Otto Weininger
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[[Immagine:Allegory-of-immortality-1179.jpg|thumb|''Allegoria dell'immortalità'' ([[Giulio Romano]], 1540 ca.)]]
Citazioni sull''''immortalità'''.
==Citazioni==
*''Ascoltatemi, voi che vivete nei sensi | e pensate soltanto attraverso i sensi: | l'immortalità non è un dono, | l'immortalità è una conquista; | e solo coloro che lottano allo stremo | la possederanno''. ([[Edgar Lee Masters]])
*Che cos'è che uccide? Che cos'è che conduce alla morte? La vita, con la sua lima assidua: dolori e piaceri, preoccupazioni e gioie, desideri e soddisfazione di essi, pensiero e giuoco: sensazioni, fatti di coscienza. Vuoi essere immortale? Rinuncia alla vita. ([[Giuseppe Rensi]])
*Che obbligo ha Iddio di regalarci l'immortalità? L'immortalità dell'anima è una invenzione dell'egoismo umano che in fin dei conti vuol far servire Iddio al comodo proprio. ([[Antonio Fogazzaro]])
*Chi crede nell'immortalità si goda la sua felicità in silenzio, non ha nessun motivo di darsi delle arie. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Chi promette di cibarti di immortalità, ti inganna con vane parole. ([[Wú Chéng'ēn]])
*Chi rimane calmo ed equanime nel dolore e nel piacere, lui solo è degno d'ottenere l'immortalità. (''[[Bhagavadgītā]]'')
*Ciecamente sogniamo di superare la [[morte]] attraverso l'immortalità anche se da sempre l'immortalità ha rappresentato la peggiore delle condanne, il destino più terrificante. ([[Jean Baudrillard]])
*Come ha detto una volta [[Woody Allen]]: "La maggior parte delle persone vuole raggiungere l'immortalità attraverso le loro opere. Io preferirei farlo evitando di morire." Credo che molti di noi siano convinti che in virtù di qualche causa accidentale potremmo davvero non morire. La speranza si rinnova eterna fino all'istante della morte. Se qualcuno mi chiedesse se voglio essere immortale, se voglio che si conservi il ricordo di ciò che sono, direi che da un lato l'immortalità è un termine inesatto se applicato al cyberspazio. A mio parere, la vita implica evoluzione, cambiamento, crescita, e non penso che ciò che viene conservato, fosse anche nel cyberspazio, ha necessariamente l'opportunità di svilupparsi come un'entità vivente. Perciò, l'immortalità in termini di vita eterna, non credo sia possibile, ma posso sempre accontentarmi di venire ricordata in eterno. ([[Pat Cadigan]])
*Come non credere nell'immortalità dell'anima, quando senti nell'animo una grandezza così smisurata! ([[Lev Tolstoj]])
*Credo che perdiamo l'immortalità perché la resistenza alla morte non ha subito alcuna evoluzione; ogni suo perfezionamento insiste sulla prima idea, rudimentale: mantenere vivo tutto il corpo. Bisognerebbe cercare soltanto la conservazione di ciò che interessa la coscienza. ([[Adolfo Bioy Casares]])
*Desiderare l'immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*Divenire immortale, e poi... morire. (''[[Fino all'ultimo respiro (film)|Fino all'ultimo respiro]]'')
*È bello constatare come gli [[scrittore|scrittori]], compresi quelli che negano l'immortalità dell'anima, confutino raramente l'immortalità del proprio nome ([[Jean Paul]])
*E certo in niuna maniera è credibile che Iddio, con essere sommamente buono, e rimoto da qualunque invidia, non abbia nelle sostanze prossime a sé, oltre agli altri doni, conferita eziandio l'immortalità. Che se quelle sono immortali, ancora quel tanto della nostra essenza che è proporzionata alla loro, sarà immortale. ([[Giorgio Gemisto Pletone]])
*''È l'Immortalità un veleno letale | che gli uomini ne sono così oppressi?'' ([[Emily Dickinson]])
*E non considerano che quando gli uomini fussero immortali, a loro non toccava a venire al mondo. ([[Galileo Galilei]])
*Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la [[morte]]; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali. ([[Jorge Luis Borges]])
*''Giuro che nulla esiste tranne l'immortalità! | Che il delicatissimo schema esiste per essa, per essa le fluttuanti nebulose, che si rapprendono per essa! | Ogni preparazione è per essa — e la personalità è per essa — e la vita e la materia sono interamente per essa.'' ([[Walt Whitman]])
*Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani. ([[Cesare Pavese]])
*Immortalità è forse una parola ingenua ma, qualunque cosa significhi, un [[matematica|matematico]] ha le migliori probabilità di conseguirla. ([[Godfrey Harold Hardy]])
*L'immortalità è una maledizione. Quando la vita è senza fine lo è anche tutto il resto: la monotonia, la ripetizione, la monotonia, la ripetizione, la monotonia, la ripetizione, la monotonia, la ripetizione, la monotonia, la... A che punto ero? Ah, sì. La ripetizione, la monotonia... (''[[Disincanto (serie animata)|Disincanto]]'')
*L'immortalità... Ma a che cosa serve se non c'è gusto, non c'è [[suspense]]? (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*L'immortalità è come il preservativo: devi abituarti sin da piccolo a trovarlo erotico altrimenti te lo ammosci già a quattordici anni. ([[Aldo Busi]])
*L'immortalità sembra una buona idea, finché non si comprende che si dovrà trascorrerla da soli. (''[[La regina dei dannati]]'')
*''Io so che sono immortale, | so che quest'orbita mia non può venir misurata dal compasso del falegname, | so che non dileguerò come l'ardente cerchio che nella notte un bambino traccia con un tizzone acceso.'' ([[Walt Whitman]])
*La credenza nell'immortalità dell'individuo potrebbe essere considerata come un turbamento dell' "immagine del corpo", ma nel tempo, non nello spazio: ci aggiungiamo nel tempo, come alcuni malati si aggiungono un membro illusorio. ([[Jean Rostand]])
*Ma annientate nell'uomo la fede nella propria immortalità, e non solo in lui si inaridirà di colpo l'amore, bensì qualsiasi forza vitale in grado di perpetuare la vita nel mondo. E non basta: allora non vi sarà più nulla di immorale e tutto sarà lecito, persino l'antropofagia. ([[I fratelli Karamàzov|Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'']])
*Nell'idea dell'immortalità è racchiuso il concetto di riesame. ([[Angelo Fiore]])
*Quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di immortalità. ([[Otto Weininger]])
*Se l'uomo fosse immortale, riuscireste ad immaginare a quanto ammonterebbe il conto del macellaio? ([[Woody Allen]])
*Se noi potessimo mai non essere, già adesso non saremmo. La prova più certa della nostra immortalità è il fatto che noi ora siamo. Perché ciò dimostra che su di noi il tempo non può nulla: in quanto è già trascorso un tempo infinito. È del tutto impensabile che qualcosa che è esistito una volta, per un momento, con tutta la forza della realtà, dopo un tempo infinito possa non esistere: la contraddizione è troppo grossa. Su questo si fondano la dottrina cristiana del ritorno di tutte le cose, quella induista della creazione del mondo che si ripete continuamente a opera di Brahma, e dogmi analoghi di Platone e altri filosofi. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Se ogni altra cosa fallisce, l'immortalità può sempre essere garantita da un errore spettacolare. ([[John Kenneth Galbraith]])
*Tutte le anime degli uomini sono immortali, ma le anime dei giusti sono immortali e divine. (''[[Immortals]]'')
*Una vita un po' più lunga, un centinaio di anni con cui trastullarsi. Alcuni la chiamerebbero "immortalità". Ma perché farlo sembrare tanto solenne? Chiamiamolo... tra di noi, voglio dire... "tempo libero supplementare". ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|''Ai confini della realtà'' (serie televisiva 1959), prima stagione]])
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*Immortale è anche chi non è nato.
*La prima condizione dell'immortalità è la morte.
*Sul collo della [[giraffa]] la [[pulce]] comincia a credere nell'immortalità.
==[[Proverbi italiani]]==
*Ben morire non è morire, ma un rivivere nella vita eterna.
*Chi ben vive non muore mai.
*Chi pensa spesso alla morte, provvede alla vita futura.
*La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità.
*La morte è la porta della vita eterna.
*Nell'altra vita si vive senza pericolo della vita.
*Una morte onorata è vita eterna.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Elisir di lunga vita]]
*[[Eterna giovinezza]]
*[[Eternità]]
*[[Mortalità]]
==Altri progetti==
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/* Citazioni su Golda Meir */
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'''Golda Meir''', pseudonimo di '''Golda Mabovitz Meyrson''' (1898 – 1978), politico israeliano.
==Citazioni di Golda Meir==
*Ero tornata qui a fare il ministro del Lavoro. Ah, quello sì. Quello, vede, è tutto l'opposto: lì si conclude, e si vede. Le istruzioni, lì, si chiamano "ordini", e gli ordini si traducono in fatti, in fatti che si toccano con mano, in case, in strade, in acquedotti... Ah, com'è bello il lavoro al ministero del Lavoro!... Mai finché sono stata lì, che mi fosse capitato di chiedermi: "E ora che si fa?"... Mai! [...] Ci sarei rimasta per tutta la vita. E invece... e invece, a un certo punto, il [[David Ben Gurion|Vecchio]] volle darmi il ministero degli Esteri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 73-74.</ref>
*Il primo incarico che mi diedero in diplomazia fu l'ambasciata a Mosca. Fu un'esperienza sconvolgente. Quando videro che [[Iosif Stalin|Stalin]] riconosceva lo [[Israele|Stato di Israele]], i poveri ebrei di Russia s'illusero che le persecuzioni contro di loro fossero finite e vennero a vedermi alla sinagoga. Ce n'erano oltre cinquantamila a fare ressa per strada. E così si denunziarono. Nei giorni che seguirono, seppi che ad uno ad uno stavano tutti scomparendo. Dove, non so. In Siberia, immagino. Nessuno di loro osava più avvicinarmi. Una sola lo fece: la moglie di [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], ch'è appunto ebrea e mi rimase amica, forse credendo di essere salvaguardata dalla posizione di suo marito... Poco dopo, era al confino anch'essa...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 73.</ref>
*Non creda che sia molto divertente fare il ministro degli Esteri. Si lavora, si lavora, e non si conclude mai nulla... O per lo meno non si vede. Lei crede, quando ha mandato questa o quella istruzione a un ambasciatore, di aver risolto un problema. Neanche per idea. Comincia la battaglia delle note, dei memoranda, dei protocolli. Alle proposte seguono le controproposte. Si passano giornate, settimane, mesi a cavillare su una frase, a sottilizzare su una interpretazione. Parole, parole... nient'altro che parole.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 72-73.</ref>
*Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. (da una dichiarazione al ''The Sunday Times'', 15 giugno 1969)
*Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli. (8 marzo 1969).
*A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada. (da un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.)
{{Int|Dalla 1ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0126_01_1969_0108_0001_6148630/ ''Golda Meir smentisce «Non abbiamo atomiche»''], ''La Stampa'', 9 maggio 1969}}
*Israele non ha bombe atomiche né intende impiegarne.
*{{NDR|Sul perché Israele non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare}} Ne abbiamo tanti di problemi sul tappeto... In ogni caso Israele non è il solo paese a non aver firmato ancora.
*Israele non introdurrà mai per primo armi atomiche nel Medio Oriente.
{{Int|Dalla 2ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0126_01_1969_0110_0011_4793855/ ''Parla la signora Golda Meir''], ''La Stampa'', 11 maggio 1969}}
*Non ha senso pensare che la pace possa raggiungersi per interposta persona. Sono gli arabi che debbono farla, con noi, sedendosi allo stesso nostro tavolo. Finché i Grandi discuteranno, gli arabi si sentiranno scaricati di ogni responsabilità, e invece, ora, debbono finalmente assumersene. Tre volte hanno fatto la guerra e tre volte l'hanno perduta e sempre c'è stato qualcuno che ha detto loro: non importa, arrangiamo noi la situazione. E così abbiamo avuto armistizi, forze d'emergenza dell'Onu, tregue, osservatori, ma giammai la pace. Adesso basta. Nessuno può risolvere un problema che investe direttamente arabi e israeliani, nessuno può imporci una soluzione. Vogliamo la pace, una pace negoziata fra le parti in causa che ci garantisca confini certi e giusti.
*Dove mai s'è visto nella storia che due nazioni che hanno fatto la guerra non abbiano poi sottoscritto la pace sedendo al tavolo delle trattative? Nel caso nostro c'è di più: siamo stati attaccati, abbiamo vinto. Il popolo che è stato attaccato e che ha vinto invita gli aggressori sconfitti: prego, venite e facciamo la pace. E questo sarebbe un atteggiamento tanto assurdo ed estremista da alienarci gli amici? Può darsi, ma si tratterebbe di un caso assai strano. Di solito a domandare la pace è chi perde, tuttavia noi rigettiamo ogni posizione di privilegio: noi vogliamo una pace dignitosa, onorevole per tutte due le parti a chiusura d'una guerra che speriamo, e fortemente auspichiamo, sia stata l'ultima.
*I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero.
*Dal punto di vista della sicurezza gli attuali confini sono l'ideale. E non li lasceremo fin quando gli arabi non cercheranno di muovercene con negoziati di pace che garantiscano confini reciprocamente sicuri.
*Accettiamo solo il principio che i Luoghi Santi musulmani e cristiani vengano posti sotto le rispettive giurisdizioni e amministrazioni. Sul resto non si discute.
{{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}}
*Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. (da ''Le Monde'', 15 ottobre 1971)
*In questi ultimi anni e durante la guerra d'attrito mi son trovata tante volte nella necessità di prendere certe decisioni: ad esempio mandare i nostri soldati in luoghi da cui non sarebbero tornati indietro, o impegnarli in operazioni che sarebbero costate la vita a chissà quante creature da entrambe le parti. E soffrivo... soffrivo. Però davo quegli ordini come li avrebbe dati un uomo. Anzi, ora che ripenso, non sono affatto sicura di aver sofferto più di quanto avrebbe sofferto un uomo.
*La guerra è una stupidaggine immensa. Io sono convinta che un giorno tutte le guerre finiranno. Sono convinta che un giorno i bambini, a scuola, studieranno la storia degli uomini che facevano la guerra come si studia un'assurdità. Se ne stupiranno, se ne scandalizzeranno come oggi si scandalizzano del cannibalismo. Anche il cannibalismo è stato accettato per lungo tempo come una cosa normale. Eppure, oggi, almeno fisicamente, non si pratica più.
*Io credo che la guerra nel Medio Oriente durerà ancora molti, molti anni. E le dico perché. Per l'indifferenza con cui i capi arabi mandano a morire la propria gente, per il poco conto in cui tengono la vita umana, per l'incapacità dei popoli arabi a ribellarsi e a dire basta.
*Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti. Noi invece...
*Supponiamo che [[Anwar al-Sadat|Sadat]] firmi e poi venga assassinato. O semplicemente eliminato. Chi ci dice che il suo successore rispetterà l'accordo firmato da Sadat?
*[[Anwar al-Sadat|Sadat]] non vuole negoziare con noi. Io sono più che pronta a negoziare con lui. Lo dico da anni: «Sediamoci a un tavolo e vediamo di arrangiare le cose, Sadat». E lui, picche. Lui non è affatto pronto a sedersi a un tavolo con me. Continua a parlare della differenza che esiste tra un accordo e un trattato. Dice che è disposto a un accordo, ma non a un trattato di pace. Perché un trattato di pace significherebbe il riconoscimento di Israele, relazioni diplomatiche con Israele. Mi spiego? Ciò cui allude Sadat non è un discorso definitivo che stabilisca la fine della guerra: è una specie di cessate-il-fuoco. E poi egli rifiuta di negoziare direttamente con noi. Vuoi negoziare attraverso intermediari. Non possiamo parlarci attraverso intermediari! privo di senso, è inutile!
*Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare Nasser, le sue bugie su Tel Aviv bombardata.
*Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince?
*I siriani vorrebbero che noi scendessimo dalle alture del Golan per spararci addosso come facevano prima. Inutile dire che non ci pensiamo nemmeno, che non scenderemo mai dall'altipiano. Tuttavia anche coi siriani siamo pronti a negoziare. Alle nostre condizioni. E le nostre condizioni consistono nel definire tra la Siria e Israele un confine che stabilisca la nostra presenza sull'altopiano. In altre parole, oggi i siriani si trovano esattamente dove dovrebbe esser fissato il confine.
*Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero?
*Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.
*Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro?
*Finoggi c'è stata troppa tolleranza da parte vostra. Una tolleranza che, mi permetta di dirlo, ha le sue radici in un antisemitismo non spento. Ma l'antisemitismo non si esaurisce mai nella sofferenza degli ebrei e basta. La storia ha dimostrato che l'antisemitismo, nel mondo, ha sempre annunciato sciagure per tutti. Si incomincia col tormentare gli ebrei e si finisce col tormentare chiunque.
*In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese.
*Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore.
*Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi.
*Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei [[Rifugiati palestinesi|profughi palestinesi]]. Ma i paesi arabi risposero no.
*La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico né una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione...
*Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale.
*Bisogna ammettere che c'è una bella differenza tra l'ideologia socialista e il socialismo messo alla prova pratica. Tutti i partiti socialisti che sono arrivati al governo e hanno assunto le responsabilità di un paese son dovuti scendere a compromessi. Non solo: da quando i socialisti sono al potere in singoli paesi, il socialismo intemazionale è indebolito. Una cosa era fare il socialismo internazionale quando ero ragazza io, cioè quando nessun partito socialista era al potere, e una cosa è farlo ora.
*La sinagoga, in Russia, è l'unico posto dove gli ebrei possono esprimere se stessi.
*L'America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono un corteo di lavoratori, la Russia che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei.
*L'America è un grande paese. Ha tante colpe, tante ineguaglianze sociali, ed è una tragedia che il problema dei negri non vi sia stato risolto cinquanta o cento anni fa, però resta un grande paese, un paese pieno di opportunità, di libertà! Ma le par niente poter dire quel che si vuole, scrivere quel che si vuole, anche contro il governo, l'establishment? Forse non sono obbiettiva, ma per l'America ho una tal gratitudine! Sono affezionata all'America: ok?
*A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata.
*Le donne sono più pratiche, più realistiche. Non si disperdono in fumisterie come gli uomini, che girano sempre intorno all'albero per agguantare il nocciolo della questione.
*Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza.
===Attribuite===
*O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.<ref>Riferito da Fiamma Nirenstein su ''Radio radicale'' alle ore 6,30 del 21 gennaio 2009.</ref>
==Citazioni su Golda Meir==
*A mio avviso, anche se non si è affatto d'accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può far a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene. ([[Oriana Fallaci]])
*Certo la femminilità è un'opinione, però a me Golda sembrò una femmina in tutto e per tutto. Quel pudore dolce, ad esempio. Quell'ingenuità quasi incredibile e pensare che poteva essere così smaliziata e furba quando nuotava tra i vortici della politica. ([[Oriana Fallaci]])
*Chiunque conosca Golda Meir non sarà sorpreso dalle sue decisioni. Golda Meir è una donna coraggiosa, tenace e decisa, e che oltretutto ha la fortuna di vedere il mondo tutto in bianco e nero, senza sfumature intermedie. ([[Moshe Dayan]])
*In Golda Meir, [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. ([[Avi Shlaim]])
*La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. ([[Ilan Pappé]])
*Lo stile di lavoro di Golda era caratterizzato da coerenza e decisione; non cercava mai di scansare le responsabilità, e le nostre discussioni si concludevano sempre con scelte o intese precise, mai con vaghe formule o rinvii. Soprattutto, Golda evitava di circondarsi di giornalisti pettegoli e assistenti disposti a favorire fughe di notizie in questioni di vitale importanza. La sua cerchia era composta da amici intimi, e io ero uno di loro. E, nelle questioni riguardanti la mia sfera d'attività, la difesa, tra noi non c'erano barriere di sorta. ([[Moshe Dayan]])
*Sapete, poco più di cinquant’anni fa [...] da giovane senatore, ho visitato Israele per la prima volta, da senatore appena eletto. E feci un lungo, lunghissimo viaggio – e un incontro con Golda Meir nel suo ufficio poco prima della guerra dello Yom Kippur. E credo che lei potesse vedere la costernazione sul mio volto mentre mi descriveva ciò che in quel momento stava affrontando – stavano affrontando. Siamo usciti in quella specie di corridoio fuori dal suo ufficio per fare delle foto. Lei mi guardò e all’improvviso mi disse: “Vuoi fare una foto?”. Così mi alzai e la seguii fuori. Eravamo lì in piedi, in silenzio, a guardare la stampa. Lei capì, credo, che ero preoccupato. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: “Non si preoccupi, senatore Biden. Abbiamo un’arma segreta qui in Israele” – disse esattamente così – “Non abbiamo altro posto dove andare”. Non abbiamo un altro posto dove andare. ([[Joe Biden]])
===[[Indro Montanelli]]===
*Aveva poco più di vent'anni quando approdò in Israele, frammista ai «padri pellegrini» della «seconda ondata» che subito dopo la [[prima guerra mondiale]] vennero a riprendere possesso della loro antica terra con la ferma intenzione non d'insabbiarcisi com'era successo ai loro predecessori della fine dell'Ottocento, ma di riscattarla e di farne il «focolare» degli ebrei. Tutta la sua visione politica [...] era condizionata da questa esperienza di oltre mezzo secolo di sacrifici e di lotte. [...] Oggi molti in Israele si domandano se a questi pionieri non restava davvero altra strada che quella dell'urto frontale con la popolazione araba della Palestina. Ma questi dubbi sono un lusso ch'essi si possono concedere solo perché i loro babbi e nonni non ne ebbero. Costoro fecero quello che fecero perché non potevano far altro. Ciò che rendeva impossibile la coabitazione fra le due popolazioni non era la incompatibilità razziale e religiosa, ma quella economica e sociale. Il latifondo sceiccale non poteva convivere col ''kibbutz'' socialista. È qui l'origine di un conflitto che nessuna diplomazia poteva sanare. Una pace fra israeliani e arabi è possibile; una simbiosi, no. Ancor oggi chi parla di «Stato misto» si gingilla con le astrazioni.
*Fu lei che [...] raggiunse travestita da cammelliere l'emiro Abdullah di Giordania [...] e da nemico se lo fece amico, o almeno neutrale. Non sono mai riuscito ad appurare se [[David Ben Gurion|Ben Gurion]] ebbe una parte, e quale, in questo «giallo» fra il diplomatico e lo spionistico. Ma molte cose m'inducono a credere che a programmarlo fu proprio lei, Golda, anch'essa ben decisa a innalzare, fra arabi ed ebrei, una cortina di ferro, ma con qualche porta che consentisse all'occorrenza il dialogo. [...] I due furono amici e compari per decenni. [...] Probabilmente anche al tempo in cui facevano coppia nel partito e nel governo si parlavano tra loro in quel linguaggio da fureria. Quanto a imperiosità e autoritarismo, si valevano. [...] Con la sua voce arrugginita dalle sigarette [...] diceva piattamente e banalmente delle cose piatte e banali, solo ravvivate da qualche squarcio d'un umorismo massiccio come una scarpa di soldato; ma senza mai togliere di dosso all'interlocutore il suo vigile sguardo cilestrino alla fiamma ossidrica. E da quella specie di sporta per la spesa che, adibita a borsa, essa tiene al braccio anche nei ricevimenti ufficiali, ci si aspettava sempre di veder saltar fuori, oltre a qualche mazzo d'agli e di cipolle, una pistola o una fiala di veleno.
*Non c'è dubbio che sapeva odiare e che anche quando amava lo faceva da mantide, soffocando e stritolando. Ma Israele non troverà mai più una madre come lei, che sapeva anche fargli da padre. Nella sua tenacia, nel suo coraggio, nella sua volontà d'acciaio, essa riassumeva la storia di questo piccolo grande Paese. Lo ha dimostrato col suo ritiro. Quando si è trattato di pagare, essa si è offerta in sacrificio pur sapendo che per lei la rinunzia al potere è la rinunzia alla vita. «''Sono giunta al termine della mia strada''», ha detto. Ma che strada! Nessuno ne ha mai percorsa una più ripida e accidentata, più paurosamente librata tra abissi e strapiombi. Sono sicuro che Golda non si volterà indietro a guardarla, e non ce ne dirà nulla. Come tutti i grandi costruttori, essa sa soltanto costruire. Il resto, per lei, è silenzio.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[Munich]]''
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici israeliani]]
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Proverbi calabresi
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Rimosso doppione, cfr. "Lu piru cunchiutu cade sulu"
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text/x-wiki
[[File:Marià Fortuny - Calabrian - Google Art Project.jpg|thumb|Marià Fortuny i Marsal, ''Calabrese'', 1968, Museo nazionale d'arte della [[Catalogna]]]]
Raccolta di '''[[Calabria|proverbi calabresi]]'''.
Questa pagina contiene una selezione di '''proverbi calabresi''', con relativa traduzione in italiano (spesso letterale).
{{c}}
{{indice}}
==A==
*'''A carne supra l'uossu bella pare.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 17.</ref>
:''La carne sopra l'osso bella pare.''
*'''''A Candilora 'u mbernu è fora, | rispundi 'a vecchia arraggiata: | 'U 'mbernu si ndi vaci a Nunziata.'''''<ref name=candle>Citato in Giuseppe Chiapparo, ''[http://www.tropeamagazine.it/tropeanews/archivio/2007/1bimestre/dacarnevaleapasqua/ Da Carnevale a Pasqua in Tropea]'', ''tropeamagazine.it''.</ref> {{NDR|[[Wellerismi|wellerismo]]}}
:''A [[Candelora]] l'inverno è fuori, | risponde la vecchia, arrabbiata: | L'inverno se ne va all'[[Annunciazione]].''
*'''A ccantu a ccantu, Brasi iva â missa e perdiva 'a curuna.'''<ref>Citato, con traduzione, in Zazzera, p. 227.</ref>
:''Una volta tanto, che Biagio era andato alla messa, perse la corona.''
*''''A fimmina senza statu è cumi 'u pane senza levatu.'''<ref name=gelosia />
:''La donna senza [[Gravidanza|stato interessante]] è come il [[pane]] senza lievito.''
*'''A frevaru la notti cu lu juornu, vannu a paru.'''<ref name=paru>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 206.</ref>
:''Nel mese di febbraio febbraio la notte va al pari col giorno''.
*'''A ffurtuna è dde civette.'''<ref name=nottola>Citato, con traduzione, in G. Battista Maone, ''Tradizioni popolari della Sila'', Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1979, riportato in ''[https://sistemabibliotecariosilano.it/proverbi-sullamore/ Proverbi sull'amore]'', ''sistemabibliotecariosilano.it''. ISBN 9788872840139</ref>
:''La fortuna è delle civette.''
*'''A gaddhina faci l'ovu e 'o gaddhu 'nci abbruscia u culu.'''<ref>Citato in [[Leonida Rèpaci]], ''Storia Dei Rupe'', Mondadori, Milano, 1973, vol. II, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=P8UWAAAAMAAJ&dq=La+gaddhina+faci+l%27ovu&focus=searchwithinvolume&q=ovu p. 105].</ref>
:''La [[gallina]] fa l'uovo e al gallo brucia il culo.''
::{{spiegazione|C'è chi lavora e si sacrifica mentre chi non fa niente lo critica.}}
*'''A giugnu 'u ranu 'n pugnu, a giugnettu 'u ranu è nettu.'''<ref name=Candelora>Citato in Caruso, ''Quarant'anni di tradizioni popolari.''</ref>
:''A giugno il grano è (già) in pugno, a luglio è già pulito.''
*'''A jumi cittu un ji a piscà'''<ref>Citato in Fabio Rocco Oliva, ''La canzone dei migranti'', {{sic|goWare}}, Firenze, 2016, [https://books.google.it/books?id=NDMmDQAAQBAJ&lpg=PT164&dq=&pg=PT164#v=onepage&q&f=false p. 164]. ISBN 978-88-6797-636-2 </ref>
:''Non andare a [[pesca (attività)|pescare]] al fiume silenzioso''
::{{spiegazione|Non ti fidare delle persone silenziose.}}
*'''A maju no' cambiari saju.'''<ref name=Candelora />
:''A maggio non (affrettarti a) cambiare d'abito.''
*'''A meglia parola è chilla ca 'un se dice.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 74.</ref>
:''La parola migliore è quella che non si dice.''
*'''A Natali 'nu passu di cani, di Natali 'n poi 'nu passu di voi.'''<ref name=Candelora />
:''A Natale (la giornata si allunga di) un passo di cane, da Natale in poi (di) un passo di bue.''
*''''A nora? Pigghia 'a scupa e cacciala fora.'''<ref>Citato in ''Carta canta 'ncannolu'', p. 84.</ref>
:''La [[nuora]]? Prendi la scopa e cacciala fuori.''
*'''A nudhu mu pozzu, a mugghiérima la pozzu.'''<ref>Citato in Antonio Piromalli, ''La letteratura calabrese: {{small|il Novecento}}'', L. Pellegrini, Cosenza, 1996, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&hl=it&id=10QIAQAAMAAJ&dq=proverbio+calabrese&focus=searchwithinvolume&q=pozzu p. 153].</ref>
:''Su nessuno posso, su mia moglie posso.''
*'''A ru cavallu jestimatu luce ru pilu.'''<ref name=X/>
:''Al cavallo che riceve imprecazioni luccica il pelo.''
*''''A superbia partìu ncavaddhu e tornau a peda.'''<ref>Citato, con traduzione, in Riccardo Schwamenthal e Michele L. Straniero, ''Dizionario dei proverbi italiani e dialettali'', Rizzoli, Milano, 2013, [https://www.google.it/books/edition/Dizionario_dei_proverbi_italiani_e_diale/vXlfAQAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT406&printsec=frontcover&bsq=Bona%20maritata%2C%20senza%20donna%20e%20canata p. 406, § 5419]. ISBN 9788858657386</ref>
:''La [[superbia]] partì a cavallo e tornò a piedi.''
*'''A terra cangia a parmu, l'omu cangia ad ura, a fimmana è paccia i natura.'''<ref name=paremìa>Citato in Concetta Carrà, ''[https://scienzepolitiche.unical.it/bacheca/archivio/materiale/1529/C.%20Carr%C3%A0%20Pari%20e%20dispari%20Uomini%20e%20donne%20nei%20detti%20popolari%20calabresi.pdf Pari e dispari: {{small|uomini e donne nei proverbi popolari calabresi}}]'', ''unical.it''.</ref>
:''La terra cambia a palmo, l'uomo cambia ad ora, la donna è pazza per natura.''
*'''A troppa carità scianca a vertula.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 379.</ref>
:''La troppa carità lacera la bisaccia.''
::{{spiegazione|L'eccesso, il troppo storpia.}}
*''''A vampuliddha nt'a curtagghia è stiddha.'''<ref>Citato in Schwamenthal e Straniero, [https://books.google.it/books?id=vXlfAQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT235&dq=&pg=PT235#v=onepage&q&f=false p. 235].</ref>
:''La [[lucciola]] nel letame è (pare) una stella.''
*''''A via longa nun rumpe lu carru.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 592.</ref>
:''La via lunga non rompe il carro.''
::{{spiegazione|La via lunga è la più breve.}}
*'''A vurpe quannu 'un junge all'uva dice ch'è amara.'''<ref name=IX/>
:''La volpe quando non riesce a prendere l'uva dice ch'è acerba.''
*'''A zirra d'a sira stipala pe ra matina.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 101.</ref>
:''La rabbia della sera conservala per il mattino.''
*'''Abitu 'un fa monacu e [[Tonsura|chirica]] 'un fa prievite.'''<ref name=VII>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 7.</ref>
:''L'abito non fa il monaco e la chierica non fa prete.''
*'''Acqua, fuacu e pane 'un se neganu mancu a ri cani.'''<ref name=VIII/>
:''Acqua, fuoco e pane non si negano neanche ai cani.''
*'''Acqua passata 'un macina mulinu.'''<ref name=VII/>
:''L'acqua passata non macina mulino.''
*'''Acquazzina 'un inchie puzzu.'''<ref name=VIII/>
: ''La rugiada non riempie il [[pozzo]].''
*'''Agiallu va duve truva granu.''' <ref name=VIII/>
:''L'uccello va dove trova il grano.''
*'''Agustu ogghiu e mustu.'''<ref name=Candelora />
:''Agosto, olio e mosto.''
*'''Ah chimmu ti criscia l'ierba 'nta casa.'''<ref>Citato in Irene Pecikar, ''Amore, Parigi e un gelato al pistacchio (Youfeel)'', Rizzoli, Milano, 2015, [https://books.google.it/books?id=jCdzCQAAQBAJ&lpg=PT193&dq=&pg=PT193#v=onepage&q&f=false p. 193]. ISBN 978-88-586-8033-9</ref>
:''Che ti cresca l'erba dentro casa!''
::{{spiegazione|Ti possano morire tutti i parenti e che ti crolli la casa di modo che ci cresca l'erba dentro.}}
*'''Alla nora cacciala fora.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 289.</ref>
:''La nuora cacciala fuori.''
*'''Amara chira casa cu l'erva a ru scalune.'''<ref name=IX>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 9.</ref>
:''Triste la casa con l'erba sullo scalino.''
*'''Amaru chi ha de dare e chi ha d'avire.'''<ref name=IX/>
:''Infelice è chi deve dare e chi deve avere.''
*'''Amaru china more.'''<ref>Citato in ''[https://lnx.laghitaninelmondo.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/Emigrazione-da-Belmonte-Calabro-negli-USA-dal-1882-al-1924-.pdf DETTI o PROVERBI in dialetto belmontese : la saggezza popolare]'', in ''comunedibelmontecalabro.cs.it''; riportato in ''lnx.laghitaninelmondo.com'', p. 238.</ref> (Belmonte Calabro)
:''Amara è la morte per chi muore.''
*'''Amaru cu u porcu no 'mmazza, a li travi soi non mpicca sarzizza.'''<ref>Citato in Adriano Del Fabro, ''Del maiale non si butta via niente'', Edizioni Del Baldo, Castelnuovo del Garda, 2012, [https://books.google.it/books?id=ilTG0sw4EboC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA77&dq=&pg=PA77#v=onepage&q&f=false p. 77]. ISBN 9788866148210</ref>
:''Misero è chi non ammazza il [[maiale]], poiché alle sue travi non appende salsicce.''
::{{spiegazione|Chi non è previdente e non risparmia poi si ritrova in difficoltà e se ne lamenta.}}
*'''Amicu de 'u bon tiempu, se muta cu ru vientu.'''<ref name=X>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 10.</ref>
:''[[Amico]] del tempo felice, cambia secondo il vento.''
*'''Amuri, prenizza e dinari non si ponno ammucciari.'''<ref name=verbergen>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 335.</ref>
:''[[Amore]], gravidanza e denari non si possono nascondere.''
*'''[[Anima]] nun jùdica anima.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 45.</ref>
:''Anima non giudica anima.''
::{{spiegazione|Non giudicare temerariamente.}}
*'''Anticu i dissi tutti giusti.'''<ref name=paremìa />
:''I detti degli antichi non falliscono.''
*'''Ara a curte e Catanzaru c'è sta scrittu "Fanne quantu nne voi ca câ t'aspiettu."'''<ref name= court>Citato, con traduzione, in Maria Pascuzzi, ''Carta canta 'ncannolu'' , p. 164.</ref>
:''Alla corte di Catanzaro ci sta scritto: "Combinane quante vuoi che ti aspetto qua.''
*'''Ara squagliata da nivi si vidanu i strunzi.'''<ref>Citato in ''[https://www.sportpeople.net/non-e-un-settore-di-cemento-a-fare-un-gruppo/ non è un settore di cemento a fare un gruppo...]'', ''sportpeople.net'', 2 marzo 2015.</ref>
:''Quando la bianca neve si scioglie, rivela il letame che c'è sotto.''
::{{spiegazione|Al momento giusto le cose appariranno per come sono realmente.}}
==B==
*'''Belli e brutti, a morte s'i'ngliutta.'''<ref>{{de}} Citato in Paolo Roversi, ''Das Blut in den Straßen von Mailand'', Ullstein, Berlino, 2018, [https://www.google.it/books/edition/Das_Blut_in_den_Stra%C3%9Fen_von_Mailand/glNaDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT174&printsec=frontcover p. 174]. ISBN 9783843718028</ref>
:''Belli o brutti, la morte se li inghiotte.''
::{{spiegazione|La morte non fa differenze.}}
*'''Bona venuta norama 'mpalazzu te via durare quantu a nive e marzu.<br>Bona trovata socrama jentiele, te via durare quantu a nive e apriele.'''<ref name=nottola />
:''Benvenuta, o nuora, nella mia casa, che tu possa sostarvi quanto la neve di marzo.<br>Bentrovata, o suocera gentile, che tu possa durare quanto la neve di aprile.''
::{{small|Calorosa cerimonia di benvenuto fra nuora e suocera, con cordiale reciproco invito a trattenersi, rispettivamente, per la durata della neve di marzo, veloce a sciogliersi, e di aprile, che si è già sciolta ancor prima di cadere a terra.}}
==C==
*'''Caca cchiù nu voi ca centu lindaneji.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 216.</ref>
:''Defeca più un bue che cento rondinelle.''
*'''Campa sumeri, finu chi maju veni!'''<ref name=Candelora />
:''Campa asino fino a che viene maggio!''
::{{spiegazione|Nel mese di maggio anche gli asini potevano finalmente nutrirsi a sazietà mangiando l'erba tenera.}}
*'''Cancianu i sonaturi m'a musica è a stessa.'''<ref name=revamp>Citato, con traduzione, in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', [https://books.google.it/books?id=0Ke3CQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT206&dq=&pg=PT203#v=onepage&q&f=false p. 203].</ref>
:''Cambiano i suonatori ma la musica è la stessa.''
::{{spiegazione|Tutto è cambiato, ma solo in apparenza; dietro la nuova facciata l'andazzo resta quello di sempre.}}
*'''Carciari, malatia e necessitati sparpagnanu li cori di l'amici.'''<ref name=jail>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 402.</ref>
:''Carcere, malattie e bisogno scandagliano il cuore degli amici.''
*'''Casu dannija la casa'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 34.</ref>
:''Il ([[mangiare]]) formaggio danneggia la casa (l'economia).''
*'''Catarru e testa malata, malatia ammucciata.'''<ref name=catarro>Citato in Accattatis, parte prima, p. 591.</ref>
:''[[Catarro]] e testa malata, malattia nascosta.''
*'''Catarru, vinu ccu llu carru.'''<ref name=catarro />
:''Catarro, [[vino]] col carro.''
*'''Chi mangia de bon'ura cu nu puniu scascia nu muru.'''<ref name=puniu>Citato in ''Stato delle persone in Calabria: {{small|il massaro}}'', p. 269.</ref>
:''Chi mangia di buon'ora con un pugno rompe un muro.''
*'''Chi piecura se fa, lu lupu si la mancia.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 393.</ref>
:''Chi pecora si fa, il [[lupo]] se la mangia.''
::{{spiegazione|Chi per timore non reagisce ne patisce le conseguenze.}}
*'''Chi puoco ha, caru tene.'''<ref>Citato, con traduzione, in Accattatis, parte prima, p. 596.</ref>
:''Chi ha poco tiene caro.''
*'''Chi s'aza la matina abbusc-ca 'nu carrinu, chi s'aza a menziuornu abbusc-ca nu cuornu.'''<ref>Citato in Arnaldo Brunale, ''Proverbi a Campobasso'', Enne, Ferrazzano (Campobasso), 2004, p. [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=L_rWAAAAMAAJ&dq=chi+s%27aza+la+matina%2C+s%27abbusca&focus=searchwithinvolume&q=s%27aza+ 212]. ISBN 9788872131985</ref>
:''Chi si [[mattiniero|alza al mattino]] guadagna un carlino, chi si alza a mezzogiorno non guadagna un corno.''
*'''Chi se leva ru matinu abbusca nu carinu.'''<ref name=VII/>
:''Chi si alza presto, guadagna un carlino.''
::{{spiegazione|Ad alzarsi presto, c'è tutto da guadagnare.}}
*'''Chi te sta dintru o te 'ncorna o te scorna.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 228.</ref>
:''Chi sta dentro casa tua o ti fa le corna o ti porta via qualcosa.''
*'''Chi tardi arriva, malu alloggia.'''<ref name=IX/>
:''Chi tardi arriva, male alloggia.''
*'''Chi vivi avanti u Suli forza acquista e mindi culuri.'''<ref name=puniu />
:''Chi beve vino prima che sorga il sole, acquista forza e mette colore.''
*'''Chine campa sperannu affrittu more.'''<ref>Citato in Luigi Accattatis, parte prima, ''Vocabolario del dialetto calabrese (casalino-apriglianese)'', Dai Tipi di Francesco Patitucci, Castrovillari, 1895, [https://www.google.it/books/edition/Vocabolario_del_dialetto_calabrese_casal/LeQ-AAAAYAAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=RA1-PA715&printsec=frontcover p. 715].</ref>
:'' Chi di speranza vive, disperato muore.''
*'''Chine d'amici e de parenti spera, sìmina all'acqua e allu vientu spara.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 541.</ref>
:''Chi spera nei parenti e negli amici, semina nell'acqua e spara al vento.''
*'''Chine ha la salute è riccu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 650.</ref>
:''Chi ha la [[salute]] è ricco.''
*'''Chine nascia rutunnu nun mora quadratu.'''<ref>Citato in [[Amara Lakhous]], ''Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario'', E/O, Roma, 2013, p. 158. ISBN 978-88-6632-338-9. Citato in Sara Shoieb,
''[https://iris.uniroma1.it/bitstream/11573/1269979/1/Tesi_dottorato_%20Shoieb.pdf Letteratura e dialogo interculturale. Un percorso tra scritture e traduzioni]'', p. 168, ''uniroma1.it''.</ref>
:''Chi nasce rotondo non muore quadrato.''
*'''Chine tene robba, ha parianti.'''<ref name=VII/>
:''Chi possiede, ha parenti.''
::{{spiegazione|Ci si ricorda di un parente solo per bussare a denari.}}
*'''Chini ha fuocu allu cori mangia nivi, chi teni gelusia rùsica fafi.'''<ref name="gelosia">{{de}} Citato in Ekkehart Rotter (unter Mitarbeit von Christin Löchel), ''Kalabrien & Basilikata:{{small|Hauptorte der Magna Graecia, byzantinische und normannisch-staufische Architektur, die Höhlenstadt Matera}}'', DuMont-Reiseverlag, Colonia, 2002, [https://www.google.it/books/edition/Kalabrien_Basilikata/fXyyw8hREVcC?hl=it&gbpv=1&pg=PA23&printsec=frontcover p. 23]. ISBN 9783770155415</ref>
:''Chi ha fuoco al cuore mangia neve, chi ha gelosia rosica fave.''
*'''Chini si vesti d'à robba d'avutri, priestu si svesti.'''<ref name=mill />
:''Chi si veste della roba altrui, presto si sveste.''
::{{spiegazione|I beni sottratti con il furto si perdono presto.}}
*'''Chini va a ru mulinu, se 'mparina.'''<ref name="mill">Citato in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', Cangemi, Roma, 2015, [https://www.google.it/books/edition/Una_come_un_altra/0Ke3CQAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT201&printsec=frontcover p. 201]. ISBN 9788849297713</ref>
:'' Chi va al mulino, s'infarina.''
::{{spiegazione|Le esperienze lasciano sempre una traccia.}}
*'''Chirica rasa fa la casa.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 613.</ref>
:''Il prete fa la casa.''
::{{spiegazione|Il prete sovente costituisce il patrimonio di una famiglia.}}
*'''Chirica rasa, petra perciata, spaia pilusa ricchizza di casa.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 315.</ref>
:''Prete, pietra bucata (molino), spalla pelosa (bue) ricchezza di casa.''
*'''Chiù allisciu u gattu, chiù arrizza u pilu.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 47.</ref>
:''Meglio tratti una persona, più ti si rivolta contro.''
*'''Comu ti vidinu ti trattanu.'''<ref name=look>Citato in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=tiPaAAAAMAAJ&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&focus=searchwithinvolume&q=allestuta p. 133].</ref>
:''Come ti vedono (così) ti trattano.''
::{{spiegazione|A seconda di come appari, dal tuo aspetto, così sei trattato.}}
*'''Cu' avi 'a cuda di pagghia la pagura lu tagghia.'''<ref name=pagghia>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 302.</ref>
:''Chi ha la coda di paglia la paura lo taglia.''
*'''Cu' dona Deu lu 'nsuma.'''<ref>Citato in Martano 1928, p. 133.</ref>
:''Chi dona, Dio lo innalza.''
*'''Cu' dinari ed amicizia – Si teni 'nculu la giustizia.'''<ref name=look />
:''Con soldi ed amicizia – si buggera la giustizia.''
*'''Cu' faci 'u gabbu a l'autri, 'u soi prestu 'nci veni.'''<ref name=alba />
:''Chi prende a gabbo gli altri, presto verrà gabbato (il suo presto gli viene).''
*'''Cu gadhu e senza gadhu Ddeu fa jornu.'''<ref name=paru />
:''Con gallo e senza gallo Dio fa giorno.''
*'''Cu' joca di testa paga di gurza.'''<ref name=cash>Citato in Marzano 1928, p. 205.</ref>
:''Chi gioca di testa paga di borsa.''
::{{spiegazione|Chi gioca a casaccio perde sempre.}}
*'''Cu' joca sulu no perdi mai.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 204.</ref>
:''Chi gioca da solo non perde mai.''
*'''Cu' mangia vovalaci caca corna.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 456.</ref>
:''Chi mangia [[lumaca|lumache]] caca corna.''
*'''Cu' mbrogghia resta mbrogghiatu.'''<ref name=cheat>Citato in Carmine Chiodo, ''Poeti calabresi tra Otto e Novecento'', Bulzoni, Roma, 1992, [https://books.google.it/books?id=LEseAQAAIAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=&q=proverbio+calabrese&hl=it&redir_esc=y p. 388]. ISBN 9788871195094</ref>
:''Chi imbroglia resta imbrogiato.''
*'''Cu' monaci prieviti e sbirri no' fara amicizia ca la sgarri.'''<ref>Citato in Carmine Chiodo, ''Poeti calabresi tra Otto e Novecento'', Bulzoni, Roma, 1992, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=LEseAQAAIAAJ&dq=Cu+%27+monaci+prieviti+e+sbirri+no+%27+fara+amicizia+ca+la+sgarri&focus=searchwithinvolume&q=sgarri p. 388]. ISBN 9788871195094</ref>
:''Con monaci, preti e sbirri, non fare amicizia che la sgarri.''
*'''Cu 'ndeppi focu campau, cu 'ndeppi pani moriu.'''<ref>Citato in Daniele Autieri, ''Ama il nemico tuo'', Rizzoli, Milano, 2018, [https://www.google.it/books/edition/Ama_il_nemico_tuo_Nero_Rizzoli/LzRTDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT337&printsec=frontcover&bsq=Cu%20'ndeppi%20focu%20campau%2C%20cu%20'ndeppi%20pani%20moriu. p. 337]. ISBN 9788858692998</ref>
:''Chi ha avuto il fuoco è sopravvissuto, chi ha avuto il pane è morto.''
::{{spiegazione|1. Il freddo può uccidere molto più velocemente della fame, in situazioni estreme è da preferire addirittura al cibo. 2. Non basta solo avere cibo (il pane), occorre anche avere una casa (il fuoco).}}
*'''Cu' no po' mangiari carni, mbìvi brodu.'''<ref name=brodo>Citato in Marzano 1928, p. 242.</ref>
::''Chi non può mangiare la carne beve brodo.''
*'''Cu' non avi focu non avi logu.'''<ref>Citato in Giorgio Mauri, ''La befana vien di notte: {{small|miti e riti sacri e profani, glorie e storie antiche e moderne, fatti e misfatti più e meno noti della celebre vecchia}}'', EdiCart, Legnano, 1989, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=cH7YAAAAMAAJ&dq=Cu%27+non+avi+focu+non+avi+logu&focus=searchwithinvolume&q=+logu p. 46]. ISBN 9788877741325</ref>
:''Chi non ha fuoco (un focolare) non ha luogo.''
*'''Cu nun rispetta mamma e tata, èrramu vaci strata strata.'''<ref>Citato, con traduzione, in Sergio Zazzera, ''Proverbi e modi di dire napoletani'', p. 46.</ref>
:''Chi non rispetta [[genitore|madre e padre]], va ramingo per le strade.''
::{{spiegazione|Lo si dice di operazioni, progetti naufragati fin dall'inizio.}}
*'''Cu' si marita si menti 'nu jugu chi no poti rahhari nu paricchiu.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 206.</ref>
:''Chi prende moglie si mette un giogo che non può trascinare un paio di buoi.''
*'''Cu sparti avi 'a megghiu parti.'''<ref name=spartiri>Citato in Marzano 1928, p. 403.</ref>
:''Chi spartisce ha la parte migliore.''
*'''Cu ti vo' bena, ncasa ti vena.'''<ref name=cheat />
:''Chi ti vuol bene, in casa ti viene (viene a visitarti).''
*'''Cu ti voli beni cchiu di patri o di mamma o ti tradi o ti inganna.'''<ref name=paremìa />
:''Chi dice di volerti bene più di un padre e di una madre o ti tradisce o t'inganna.''
*'''Cu vaci cu zoppu, zoppia.'''
:''Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.''
*'''Cu' va 'nda l'avvucatu perdi l'urtimu ducatu.'''<ref name=court />
:''Chi va dall'avvocato, perde l'ultimo ducato.''
::{{spiegazione|Meglio evitare le liti giudiziarie: si rischia di perdere la causa e i soldi.}}
*'''Cu zappa 'mbivi acqua, cu futti 'bivi a gutti.'''<ref>Citato in Saverio Di Bella, ''Eros e Priapo nelle classi subalterne italiane. {{small|La Calabria. Materiali per una analisi}}'', Rubbettino, Soveria Mannelli, 1980, p. [https://books.google.it/books?hl=it&id=hdM3AAAAIAAJ&dq=chi+zappa+mbivi+acqua+chi+futti&focus=searchwithinvolume&q=gutti 61].</ref>
:''Chi zappa beve acqua, chi fotte (non lavora) beve alla botte.''
*'''Cumpra 'u caru ca stai 'mparu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 130.</ref>
:''Compra ciò ch'è caro e ti troverai bene.''
::{{spiegazione|Acquista cose di qualità, costano di più ma ne sarai soddisfatto.}}
*'''Cuomu è la facce è lu core.'''<ref name=facce>Citato in Accattatis, parte prima, p. 266.</ref>
:''Come è il viso, così il cuore.''
==D==
*'''D' 'a Candilora 'u 'mbernu è fora; ma se nesci i l'urzu d' 'a tana dici: o voliti o non voliti, n'atri coranta jorna di 'mbernu 'ndaviti!'''<ref name=Candelora />
:A [[Candelora]] l'inverno è fuori; ma se esce l'orso dalla tana dice: volete o non volete, altri quaranta giorni d'inverno avete!
*'''D'a morza veni 'a forza.'''<ref>Citato, con traduzione, in Fabio Rocco Oliva, ''La canzone dei migranti'', [https://books.google.it/books?id=NDMmDQAAQBAJ&lpg=PT177&ots=v19ruP5Apf&dq=&pg=PT177#v=onepage&q&f=false p. 177].</ref>
:''Dai morsi viene la forza.''
::{{spiegazione|Dal cibo viene la forza.}}
*'''D'avaru ndai tantu o quantu – D'u mangiuni non tantu e non quantu.'''<ref name=crapula>Citato in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?id=tiPaAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&q=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&hl=it&redir_esc=y p. 140].</ref>
:''Dall'avaro ne hai tanto o quanto – dal mangione non tanto e non quanto.''
*'''De matina l'acqua è medicina.'''<ref name=VIII>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p.8.</ref>
:''Di mattina l'acqua è medicina.''
*'''Dassa stari lu cani chi dormi.'''<ref name=dorme>Citato in [[Roberto Perrone]], ''L'ultima volontà'', Rizzoli, Milano, 2019, [https://books.google.it/books?id=gBOODwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT68&dq=&pg=PT68#v=onepage&q&f=false p. 68]. ISBN 9788858696668</ref>
:''Non stuzzicare il cane che dorme.''
*'''Ddeu mu ti libara di l'omani a la tagghia, di li fimmani a lu suli e di li previti a lu {{sic|prepiggiu}}<ref>''Prepigghiu'': terrazzo davanti alle chiese, circolo, ma anche conversazione (e quindi conciliabolo), {{cfr}} Marzano 1928, p. 335.</ref>.'''<ref name=verbergen />
:''Dio ti liberi dagli uomini che lavorano in fila, dalle donne al sole e dai preti in circolo.''
*'''De vennari e de luni cumu 'ncigna scura.'''<ref name=LII>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 52.</ref>
: ''Venerdì e lunedì come inizia chiude.''
*'''De vennari e de marti, né se 'nzura né se parte.'''
:''Di venerdì e di martedì non ci si sposa e non si parte.''<ref name=LII/>
*'''Debbita e piccati, amaru cu' 'ndavi.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 23.</ref>
:''Debiti e peccati, povero chi ne ha.''
*'''Di Ddeu e d'u vicinu non ti poi ammucciari.'''<ref>Citato in Marzano 1928, pp. 132-133.</ref>
:''Da Dio e dal [[vicino]] non puoi nasconderti.''
*'''Diciame a chine si figliu, e ti dicu chine si.'''<ref name=dorme />
:''Dimmi di chi sei figlio e ti dico chi sei.''
*'''Diu chiude na porta e rapre na finestra.'''<ref>Citato, con traduzione, in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', p. 202.</ref>
:''Dio chiude una porta ed apre una finestra.''
*'''Doppu Natali lu jornu crisci nu passu di cani.'''<ref name=paru />
:''Dopo Natale il giorno cresce un passo di cane.''
*'''Dulure de mole, dulure de core.'''<ref name=catarro />
:''Dolore di molare, dolore di cuore; intenso, escruciante.''
::{{spiegazione|Il mal di denti è come il mal di cuore; forte e duraturo.}}
*'''Duvi cantanu tanti gaḍḍi 'un fa mai jurnu.'''<ref name=revamp />
:''Dove cantano tanti galli non fa mai giorno.''
::{{spiegazione|Se ad avere voce in capitolo sono in molti; nulla può essere realizzato.}}
==E==
*'''È megghju cu nu giuvini godiri ca cu nu vecchju cuntari dinari!'''<ref>Citato in Saverio Di Bella, ''Eros e Priapo nelle classi subalterne italiane: {{small|la Calabria: materiali per una analisi}}'', Rubbettino, Soveria Mannelli, 1980, [https://www.google.it/books/edition/Eros_e_Priapo_nelle_classi_subalterne_it/hdM3AAAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=vecchiu+cuntari+dinari&dq=vecchiu+cuntari+dinari&printsec=frontcover p. 41].</ref>
:''È meglio godere con un [[Giovinezza e senilità|giovane]] che contare denaro con un vecchio!''
::{{spiegazione|Meglio sposare un uomo giovane e godere con lui che, per interesse, un anziano ricco.}}
==F==
*'''Fa bene e scordate, fa male e penzace.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 13.</ref>
:''Fa' bene e dimentica, fa' male e ricordati.''
::{{spiegazione|Se qualcuno ti risponde picche forse è perché in passato gli hai fatto del male.}}
*'''Fare 'u cunnu pe 'un jire a ra guerra.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 31.</ref>
:''Fare lo stupido per non andare in guerra.''
::{{spiegazione|È un bel furbo: si finge sciocco per evitare gravi incombenze.}}
*'''Fatica de notte, vrigogna de juarnu.'''<ref>Citato in Cristina Zagaria e Anna Maria Scarfò, ''Malanova'', Sperling & Kupfer, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=Wb2M1hYLoWkC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA135&dq=&pg=PA135#v=onepage&q&f=false p. 135]. ISBN 9788873392897</ref>
:''Lavoro di notte, vergogna di giorno.''
::{{spiegazione|I lavori sbrigativi, fatti a fine giornata, sono approssimativi e vanno rifatti il giorno successivo.}}
*'''Favi 'nhiuri a vadhuni.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 194.</ref>
:''Fave in fiore, (si deve irrigare con ) acqua a valloni (in abbondanza).''
*'''Figli picciuli, guai picciuli; figli granni, guai granni.'''<ref name=XLI>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 41.</ref>
:''Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi.''
*'''Figlia a 're fasce, panni a re casce.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 40.</ref>
:''Figlia in fasce, corredo nei bauli.''
*'''Ffiglie ffimmine e vutti e vinu cacciale 'mprimu.'''<ref name=nottola />
:Figlie femmine e botti di vino cacciale subito.
::{{spiegazione|Disfatene prima possibile.}}
*'''Fimmina chi ride e gallina chi canta, nun ci tenire speranza.'''<ref>Citato in Accattatis, p. 284.</ref>
:''Non sperare nella donna che ride e nella gallina che canta.''
*'''Fimmina de ghiesa, diavulu de casa.'''<ref name=XLI/>
:''Donna di chiesa, diavolo in casa.''
::{{spiegazione|Una donna bigotta fa la santarellina in chiesa e il diavolo a quattro in casa sua.}}
*'''Fora du culu miu duve piglia, piglia'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 29.</ref><br />'''Fora d'u culu mio a cu' pigghjia, pigghjia''' (nel comune di Pizzo)<br />'''A tri parmi du culu miu ppo succedere tuttu''' (in provincia di Catanzaro).
:''All'infuori del mio culo, vada pure da qualunque parte.''
::{{spiegazione|Succeda qualunque cosa, l'importante è che le disgrazie stiano lontano da me.}}
*'''Fravica e liti, provati ca viditi.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 43.</ref>
:''Costruzioni e liti, provate e vedrete.''
::{{spiegazione|Gravi incombenze toccano a chi costruisce o cita in giudizio qualcuno. Provare per credere.}}
==G==
*'''Genti 'e marina, futti e camina.'''<ref>Citato in Schwamenthal e Straniero, [https://books.google.it/books?id=vXlfAQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT216&dq=&pg=PT216#v=onepage&q&f=false p. 216, § 2819].</ref>
:''Gente di marina, fotte e cammina'' (va avanti per la propria strada).
*'''Giustizia e sanità, amaru chi 'un ne ha.'''<ref name=IX/>
: ''Giustizia e salute, infelice chi non ne ha.''
*'''Guai a chija casa duvi canta la gajina.'''<ref>Citato in ''Italia 70 [i.e. Settanta]: {{small|La carta delle regioni}}'', vol. I, Corriere della sera, Mondadori, Milano, 1971, vol. I, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=MhxEAQAAIAAJ&dq=proverbio+calabrese&focus=searchwithinvolume&q=canta p. 436].</ref>
:''Guai a quella casa in cui canta la gallina.''
::{{spiegazione|In cui è la donna a comandare.}}
==H==
*'''''Ha' ogghia mu 'ndi fa rizzi e cannola, | lu santu è di marmuru e no' sura.'''''<ref> Citato, con traduzione, in Maria Pascuzzi, ''Carta canta 'ncannolu: {{small|proverbi – modi di dire – indovinelli calabresi}}'', Pellegrini Editore, Cosenza, 2006, [https://www.google.it/books/edition/Carta_Canta/AiputUkw1fEC?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PA47&printsec=frontcover p. 47]. ISBN 9788881013562</ref>
:''Hai voglia a fare boccoli, il santo è di marmo e non suda.''
::{{spiegazione|È inutile insistere con le moine, se la persona a cui ci si rivolge è fredda e insensibile alle lusinghe.}}
*'''Hai mu mangi na sarma di sali mu canusci nu cori s'è fidili.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 364.</ref>
:''Devi consumare un carico di sale per conoscere se un cuore è fedele.''
==I==
*'''I guai dâ pignata 'e sa 'a cucchiara chi 'e rimìna.'''<ref>Citato in Maria Pascuzzi, ''Carta canta 'ncannolu'', p. 114.</ref>
:''I guai della pentola li conosce il cucchiaio che li rimestola.''
==J==
*'''Jennaru sìccu, massaru rìccu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 350.</ref>
:''Gennaio secco, massaro ricco.''
::{{spiegazione|Il freddo secco di gennaio propizia ricche messi estive.}}
*'''Jocu, taverna e bagascia fannu la gurza liscia.'''<ref name=cash />
:''Gioco, taverna e bagascia fanno la borsa liscia.''
::{{spiegazione|Riducono in miseria.}}
*'''Jocu di mani jocu di veddhani.'''<ref name=cash />
:''Goco di mani gioco di villani.''
==L==
*'''L'acqua e giugnu leva u pane d'u furnu.'''<ref name=VII/>
:''L'acqua di giugno leva il pane dal forno.''
*'''L'acqua e ra morte su' arriati 'a porta.'''<ref name=VIII/>
: ''L'acqua e la morte sono dietro la porta.''
*'''L'amuri di luntanu è comu l'acqua 'nta u panaru.'''<ref name=faraway>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 305.</ref>
:''L'amore da lontano è come l'acqua nel paniere.''
*'''L'omu gelusu mori cornutu.'''<ref>Citato in Maria Minicucci, ''Qui e altrove: {{small|famiglie de Calabria e di Argentina}}'', Franco Angeli, milano, 1989, [https://books.google.it/books?id=I90aAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=L%E2%80%99omu+gelusu+mori+cornutu&q=L%E2%80%99omu+gelusu+mori+cornutu&hl=it&redir_esc=y p. 232]. ISBN 9788820434748</ref>
:''L'uomo geloso muore cornuto.''
::{{spiegazione|L'uomo ossessionato dalla gelosia muore convinto di essere, realmente, becco.}}
*'''La brutta quand'è brutta di natura hai vogghia pemmu fai lu strica e lava; la bella quand'è bella di natura cchiù sciamparata va' e cchiù bella pari!'''<ref name=Candelora />
:''La brutta, quando è brutta di natura, puoi strofinare e lavare quanto vuoi...; la bella, quando è bella di natura; quando è veramente bella, più disordinata va e più bella sembra''
*'''La facce è specchiu''' o '''la finestra de lu core.'''<ref name=facce />
:''Il volto è specchio o la finestra del cuore.''
*'''La gatta presciarola fa li figghi uarvi.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 319.</ref>
:''La gatta frettolosa fa i figli ciechi.''
::{{spiegazione|Presto e bene, raro avviene. ([[Proverbi italiani|proverbio italiano]])}}
*'''La giustizia è 'guali pi' tutti, ma cu 'ava dinari si 'ndi futti.'''<ref>Citato in Sharo Gambino, ''La mafia in Calabria'', Parallelo 38, Reggio Calabria, 1871, [https://books.google.it/books?id=lFMRAQAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=proverbio+calabrese&q=proverbio+calabrese&hl=it&redir_esc=y p. 83]. ISBN </ref>
:''La [[giustizia]] è uguale per tutti, me chi ha denaro se ne fotte.''
*'''L'agiallu intra a caggia no sempre canta pe amure, ma pe raggia.'''<ref name=VIII/>
:''L'uccello in gabbia non sempre canta per amore, ma per rabbia.''
*'''L'antichi ficiaru i fatti e dassaru i ditti.'''<ref name=Candelora />
:''Gli antichi fecero i fatti e lasciarono i detti.''
*'''La pagghia a la pagghiera, la fimmana a la lumera.'''<ref name=pagghia />
:''La paglia al pagliaio, la donna al lume.''
::{{spiegazione|La buona donna di casa lavora anche di sera}}
*'''Lana e filu, amara chi 'un ne fila'''.<ref name=IX/>
:''[[Lana]] e filo, infelice chi non fila.''
*'''Lu ciucciu porta u vinu e mbivi l'acqua.'''<ref name=brodo />
:''L'asino porta il vino e beve l'acqua.''
*'''Lu piru cunchiutu cade sulu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 569.</ref>
:''La pera matura cade da sola.''
::{{spiegazione|Certe cose hanno bisogno del loro tempo: quando arriva il momento giusto si accomoda tutto da sé.}}
*'''Lu rre de lu mundu è lu dinaru.'''<ref name=look />
:''Il re del mondo è il denaro.''
*'''Lu vurdu no' cride a lu dijunu; cu' avi mangia e cu' no guarda.'''<ref>Citato in Vito Teti, ''Il pane, la beffa e la festa: {{small|cultura alimentare e ideologia dell'alimentazione nelle classi subalterne}}'', Guaraldi, Firenze, 1978, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=uYffAAAAMAAJ&dq=Cu+non+poti+mangiari+%27a+carni+si+%27mbivi+%27u+brudu.&focus=searchwithinvolume&q=vurdu p. 1].</ref>
:''Il grasso (il sazio) non crede a chi è a digiuno; chi possiede mangia e chi no guarda.''
*'''Lu zzappaturi zzappa zzappa, dinari 'nta la pezza mai 'ndi 'ngruppa, la sira si ricogghi trappa trappa: apri, mugghieri mia, su' fattu stuppa!'''
==M==
*'''Mali non fari e pagura non aviri.'''<ref name=pagghia />
:''Male non fare e paura non avere.''
*'''Mannaja cui vaci dirittu: dissi 'a 'grancu.'''<ref name=one>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA217#v=onepage&q&f=false p. 217].</ref> {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}}
:''Mannaggia chi va diritto: disse il [[granchio]].''
*'''Mar'a cu nun avi a nuddu.'''<ref>Citato, con traduzione, in in Sergio Zazzera, ''Proverbi e modi di dire napoletani'', p. 217.</ref>
:''Meschino chi non ha nessuno.''
*'''Marzu faci li hiuri e aprili avi l'onuri.'''<ref name=Ehre>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 194.</ref>
:''[[Marzo]] fa i [[fiore|fiori]] e aprile ne ha l'onore.''
*'''Matrimoni e viscuvati su du cielu distinati.'''<ref name=paremìa />
:''Matrimoni e vescovati sono destinati dal cielo.''
*'''Matrimuniu tra parienti, guai e turmienti.'''<ref>Citato in Massimo Gramellini, ''[https://www.lastampa.it/blogs/2014/03/02/news/caro-angelo-perche-br-fuggo-al-buio-fra-i-rettili-1.36972581/amp/ Caro Angelo, perché fuggo al buio fra i rettili?]'', ''lastampa.it'', 2 Marzo 2014.</ref>
:''Matrimoni tra parenti, guai e tormenti''
*'''''Mégghiu mámmata mu ti ciangi, | ca lu suli di marzu mu ti tingi.'''''<ref name=marzu>Citato in G. Cipriani, ''Marzo: {{small| leggenda calabrese}}''; in ''Rivista delle tradizioni popolari italiane: {{small|diretta da [[Angelo De Gubernatis]]}}'', anno I, Forni Editore, Bologna, 1893, fascicolo IV, [https://books.google.it/books?id=sdo7AQAAIAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA262#v=onepage&q&f=false p. 262].</ref>
:''Meglio che tua madre ti pianga | che il sole di marzo ti tinga.''
*'''Megghiu 'n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'ntra la pezza.'''<ref>Citato in Antonio Piromalli, ''Maropati. Storia di un feudo e di una usurpazione'', Pellegrini, Cosenza, 2003, [https://books.google.it/books?id=eit625Uk7zEC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA176&dq=&pg=PA176#v=onepage&q&f=false p. 176]. ISBN:9788881011681</ref>
:''Meglio (avere) un amico in piazza che centro ducati (avvolti) nella pezza.''
*'''Megghiu pocu godiri ca assai triguliari.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 441.</ref>
:''Meglio goder poco, che lamentarsi assai.''
*'''Megghiu riccu di sangu ca di dinari.'''<ref>Citato in, [[Maricla Boggio]] e
[[Luigi Lombardi Satriani|Luigi M. Lombardi Satriani]], ''San Gennaro. {{small|Viaggio nell'identità napoletana}}'', filmati e fotografie di Cesare Ferzi, Armando Editore, Roma, 2014, [https://books.google.it/booksid=sU50BQAAQBAJ&lpg=PA2&dq=&pg=PA46#v=onepage&q&f=false p. 46]. ISBN 978-88-6677-777-9</ref>
:''Meglio ricco di sangue (avere molti figli) che di soldi.''
*'''Megghju aviri a chi fari cu centu briganti, ca cu nu stortu gnuranti.'''<ref>Citato in Roberto Masiero, ''Dragan l'imperdonabile'', [https://books.google.it/books?id=4X4kEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT202&dq=&pg=PT202#v=onepage&q&f=false p. 202].</ref>
:''Meglio avere a che fare con cento briganti, che con un solo [[stupidità|stupido]] ignorante.''
*'''Megju testa di cicineju ca no cuda di tunnu.'''<ref name=one />
:''Meglio testa di bianchetto che (non) coda di tonno.''
*'''Mercanti chi no rizzica no perdi e no guadagna.'''
:''[[Mercante]] che non rischia non perde e non guadagna.''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 356.</ref>
*'''Miercuri intra, simana fore.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 432.</ref>
:''[[Mercoledì]] dentro, settimana fuori.''
::{{spiegazione|Nel mercoledì può dirsi terminata la settimana (spiegazione in Accattatis, parte prima, p, 432). Quando siamo a mercoledì, la settimana è già ben avviata.}}
*'''Mignu la paglia mmari e mi va 'nfunnu, minanu l'autri lu chiummu e li va 'mpannu.'''<ref>Citato in Dorsa 1876, p. 59.</ref> (Rose)
:''Butto la paglia a mare e mi va a fondo, buttano gli altri il piombo e gli resta a galla.''
*'''Mortu u cani, morta a rraggia.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 37.</ref>
:''Morto il cane, morta la rabbia''
*'''Mpresta dinari ca ti fai nimici.'''<ref name=crapula />
:''Presta soldi, (vedrai) che ti fai nemici.''
*'''Mugghieri di ruga e cumpari di Roma.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 358.</ref>
:''Moglie del vicinato e compare di [[Roma]].''
==N==
*'''Na fimmana manda avanti na casa e na fimmana a sderrupa.'''<ref name=paremìa />
:''Una donna manda avanti una casa e una donna la manda in rovina.''
*''''Na mamma fa pe centu figji, ma centu fugji no fannu pe 'na mamma.'''<ref name=one />
:''Una mamma fa per cento figli, ma cento figli non fanno per una mamma.''
*'''Na nuci nta nu saccu no fa scrosciu.'''<ref name=nut>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 296.</ref>
:''Una noce in un sacco non fa rumore.''
*''''Na vota pasa 'u santu d'avanti 'a porta.'''<ref name=one />
:''Una sola volta passa il santo davanti alla porta.''
*''''Na vota si fa gabba 'a vecchia.'''<ref name=alba>Citato in Marzano 1928, p. 163.</ref>
:''Una sola volta si inganna la vecchia.''
*'''Nci dissi lu surici a la nuci: dammi tempu ca ti perciu.'''<ref name=nut />
:''Ha detto il topo alla noce: dammi tempo e ti sbucherò.''
*''''Nci sû cchiù gjorni ca sotizzi.'''<ref name=one />
:''Ci sono più giorni che salsiccie.''
*'''Nci voli fortuna fin'o cacari.'''<ref name=one />
:''Ci vuole fortuna perfino nel defecare.''
*'''No bisogna farsi no gabbu e no maravigja, ca lo gabbu 'ncappa e 'a jestima no.'''<ref name=Catarini />
:''Non bisogna farsi né scherno e neppure meraviglia, che lo scherno coglie e la bestemmia no.''
*'''No nsona Catarini senza i dui carrini.'''<ref name=Catarini>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA218#v=onepage&q&f=false p. 218].</ref>
:''Non suona Catarini senza i due carlini.''
::{{spiegazione|Catarini è il nome della maggiore campana di San Michele, una delle quattro parrocchie di Monteleone-Calabro. Era fama che l'abate di questa chiesa, secondo quanto riferito nella fonte, non faceva suonare a morto, se prima non si pagavano a lui o al sacrestano tre carlini.}}
*'''No nsi poti cuntra ventu navicari, e mancu cuntra la fortuna jiri.'''<ref name=Catarini />
:''Non si può navigare contro vento, e neppure andare contro la fortuna.'''
*'''No sempri je pasca.'''<ref name=Catarini />
:''Non sempre è Pascua.''
*'''No tutt'i petri d'a menzu 'a via si ponnu cacciàri.'''<ref name=Catarini />
:''Non tutte e pietre dalla starda si possono sgombrare.''
*'''Non è vedhanu cui vedhanu nasci, vedhanu è cui la fa la villania.'''<ref name=zotico />
:''Non è villano chi villano nasce, villano è chi la fa la villania.''
*'''Novembre 'nchiatratu, addiu simminatu'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 62.</ref>
:''Se a novembre gela, tutto ciò ch'è stato seminato va perduto''
*'''Ntempu d'estati ogni filici è pagghiaru.'''<ref name=pagghia />
:''In tempo di estate ogni felce serve da capanna.''
*''''Nu papa mori, e 'n'atru papa fannu, e li Romani sempre llegri sugnu.'''<ref name=Catarini />
:''Un [[Papa]] muore, e un altro Papa fanno, e i [[Roma|Romani]] sempre allegri stanno.''
*'''Non tantara u cana chi dorma.'''<ref>Citato Roberto Perrone, ''L'ultima volontà'', [https://books.google.it/books?id=gBOODwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT164&dq=&pg=PT164#v=onepage&q&f=false p. 164].</ref>
:''Non disturbare il cane che dorme.''
==O==
*'''Ogni acellu canta a soi nidu, ogni gallu a lu soi masunaru.'''<ref name=Catarini />
:''Ogni uccello canta nel suo nido, ogni gallo nel suo [[pollaio]].''
*'''Ogni agiellu canusce u nidu sue.'''<ref name=VIII/>
:''Ogni uccello conosce il suo nido.''
*'''Ogni hiuri è signu d'amuri.'''<ref name=Ehre />
:''Ogni fiore è segno di amore.''
*'''Ogni hiuri avi lu soi adduri.'''<ref name=Ehre />
:''Ogni fiore ha il suo odore.''
*'''Ogni petricedha e tinta grasta servi alla sua marramma e cara custa.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 176.</ref>
:''Ogni sassolino e coccio inutile serve al materiale di fabbrica e costa caro.''
*'''Ogni petriceja e tinta grasta servi alla sua marramma e cara custa.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 235.</ref>
:''Ogni pietruzza ed ogni piccolo coccio serve alla zavorra e costa caro.''
*'''Ogni sparagnu è guadagnu.'''<ref name=jail />
:''Ogni [[risparmio]] è guadagno''
*'''Ognunu s'ha di guardari 'u jimbu soi.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 203.</ref>
:''Ognuno deve guardarsi la sua gobba.''
*'''Ognunu tira re vrasce a ri piadi sue.'''<ref>Roberto Masiero, ''Dragan l'imperdonabile'', Infinito, Formigine, 2019, [https://books.google.it/books?id=4X4kEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT156&dq=&pg=PT156#v=onepage&q&f=false p. 156]. ISBN 9788868613839</ref>
:''Ognuno cerca di avvicinare le braci ai suoi piedi.''
::{{spiegazione|Ognuno tira acqua al proprio mulino.}}
*'''''Oji 'mapura, | domani 'nsepurtuta, | biàtu cu' pe l'ànima si procura.'''''<ref>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&hl=&pg=PA219#v=onepage&q&f=false p. 219].</ref>
:''Oggi in paura, | domani in sepoltura, | beato chi per l'anima si provvede.''
*'''Ottobri coci l'ovu.'''<ref name=Candelora />
:''Ottobre cuoce l'uovo.''
::{{spiegazione|Ottobre serba ancora il calore dell'estate.}}
==P==
*'''Pacenzia 'nci voli a li burraschi, ca 'u meli non si mangia senza muschi.'''<ref name=Candelora />
:''Ci vuole pazienza nelle burrasche (della vita), perché il miele non si mangia senza mosche.''
*'''Palumba muta non pot'essari servuta.'''<ref>Citato in Raffaele Lombardi Satriani, ''La saggezza e la memoria: {{small|proverbi in uso in San Costantino di Briatico}}'', a cura di Luigi Maria Lombardi Satriani, Armando, Roma, 2008, [https://books.google.it/books?id=KoOKMzdXYdEC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA55&dq=&pg=PA58#v=onepage&q&f=false p. 58, § 188]. ISBN ISBN 9788860813435</ref> (San Costantino di Briatico)
:''Colomba muta non può essere servita.''
*'''Pani, amaru chi un ni schiana; ca puru cu lu màllari ti ni fai na pitta.'''<ref>Citato in ''Stato delle persone in Calabria: {{small|il massaro}}'', p. 271.</ref>
:''Pane, misero chi non ne spiana, perché anche con l'impasto che resta tra le dita te ne fai una focaccia.''
*'''Pani e mantu no gravanu tantu.'''<ref name=faraway />
:''Pane e manto non pesano troppo.''
::{{spiegazione|Pane e mantello bisogna sempre averli con sé.}}
*'''Pani tostu mantene casa.'''<ref name=puniu />
:''Il pane duro mantiene la casa.''
*'''Parma chiovusa, gregna gravusa.'''<ref name=candle />
:''[[Domenica delle Palme]] piovosa, covone pesante.''
*'''Pasca marzatica mortalità e famatica.'''<ref name=candle />
:''[[Pasqua]] di marzo, mortalità e fame.''
*'''Pe' l'orbu no faci mai jornu.'''<ref name=paru />
:''Per il cieco non fa mai giorno.''
*'''Pe' San Martinu ogni mustu è vinu.'''<ref name=Candelora />
:''Per San Martino ogni mosto è vino.''
*'''Pede cata pede buonu maritu mene.'''<ref name=pede>Citato, con traduzione, in Dorsa 1876, p. 34.</ref> (San Sisto)
:''L'andare adagio nel matrimoni apporta un buon marito.''
*'''Petra chi no fa lippu s'a leva 'a hiumara.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 217.</ref>
:''La pietra che non fa limaccio se la porta il fiume.''
::{{spiegazione|Lo si dice di chi non ha fermezza.}}
*'''Povertà e prenizza non si ponno ammucciari.'''<ref name=verbergen />
:''Povertà è gravidanza non si possono nascondere.''
*'''Prega lu vedhanu ca s'anauza, prega lu galantomu ca si scauza.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 452.</ref>
:''Prega il villano e s'innalza, prega il gentiluomo e si scalza.''
==Q==
*'''Quandu la gatta non c'è, lu surici abballa.'''<ref>Citato Marzano 1928, p. 424.</ref>
:''Quando la gatta non c'è, il topo balla.''
*'''Quandu maju è ortulanu, assai pagghia e pocu ranu.'''<ref name=pagghia />
:''Quando maggio è ortolano, assai paglia e poco grano.''
*'''Quandu nesci lu liri, chiovi a barliri.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 217.</ref>
:''Quando esce l'arcobaleno, piove a barili.''
*'''Quandu no poi 'mbivarì ô guttu, 'mbivi ô cunduttu.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 186.</ref>
:''Quando non puoi bere al gotto, bevi al condotto, cioè alla fontana.''
*'''Quandu trona di lu Faru, va ricogghiti o pagghiaru.'''<ref>Citato in Marzano, p. 302.</ref>
:''Quando tuona dalla parte del Faro, ritirati a casa.''
*'''Quandu 'u riccu vaci a 'u 'mpernu, àvi a seggia allestuta.'''<ref>Citato in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=tiPaAAAAMAAJ&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&focus=searchwithinvolume&q=dinari p. 181].</ref>
:''Quando il ricco va all'inferno, ha la sedia già pronta.''
*'''Quannu 'u piersicu jure e se matura, la notte ccu llu juornu se misura.'''<ref>Citato, con traduzione, in Accattatis, parte prima, p. 766.</ref>
:''Quando il pesco fiorisce e matura la pesca, allora le notti sono uguali ai giorni.''
*'''Quannu cc'è lu gattu lu sùrice sta mattu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 319.</ref>
:''Quando c'è il gatto, il topo sta cheto.''
::{{spiegazione|La presenza del superiore tiene in freno i sottoposti.}}
*'''Quannu vidi lu lupu, nun jire circannu le pedate.'''<ref name=Wolf />
:''Quando vedi il lupo non cercare le orme.''
::{{spiegazione|Se vedi un pericolo, evitalo, assolutamente.}}
==R==
*'''Robba mia, statti cu mia, ca no tti pigja 'a malincunia.'''<ref>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA220#v=onepage&q&f=false p. 220].</ref>
:''Roba mia, restatene con me, altrimenti ti prende la maliconia.''
==S==
*'''Saccu vacanti nun si reje all'irta.'''<ref name=puniu />
:''Sacco vuoto non si regge dritto.''
::{{spiegazione|Se non si mangia si è deboli.}}
*'''Sangu e dinari su' forti a cacciari.'''<ref name=crapula />
:''Sangue e soldi sono difficili da tirare fuori.''
*'''Sarva a pezza pe quandu veni u pertusu.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Marzano 1928, p. 317.</ref>
:''Conserva la pezza per il momento in cui si creerà il buco.''
::{{spiegazione|Attendi l'occasione propizia per vendicarti bene del tuo nemico.}}
*'''Scupa nova faci scrusciu.'''<ref>Citato in Raffaele Lombardi Satriani, ''La saggezza e la memoria'', [https://books.google.it/books?id=KoOKMzdXYdEC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA55&hl=it&pg=PA116#v=onepage&q&f=false p. 116 § 578].</ref> (San Costantino Briatico)
:''La [[scopa (strumento)|scopa]] nuova fa scrusciu<ref>Termine onomatopeico.</ref>, fa rumore.''
::{{spiegazione|Lo si dice di un domestico che, nei primi giorni di servizio, si dimostri attivo.}}
*'''Si boi dinari va a Papagghionti.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=tiPaAAAAMAAJ&dq=Si+boi+dinari+va+a+Papagghionti&focus=searchwithinvolume&q=+Papagghionti p. 140].</ref>
:''Se vuoi soldi vai a [[Zungri|Papaglionti]].''
::{{spiegazione|Papaglionti è una frazione del comune di Zungri in provincia di [[Vibo Valentia]]. Secondo una leggenda, Papaglionti era sede di tempio dedicato alla dea Cibele in cui era custodito il tesoro dei Locresi chiuso dietro una muraglia edificata con un cemento speciale; innanzi ad essa era collocato un leone con la scritta in caratteri greci ''Paleontos'': tutto sotto il leone.}}
*'''Se chiovi p' 'o suli leuni, dassa 'a 'liva a lu patruni!'''<ref name=Candelora />
:''Se piove nel solleone, lascia l'oliva al padrone.''
::{{spiegazione|I temporali che si abbattono sugli olivi nel mese di luglio potrebbero pregiudicare il raccolto.}}
*'''Senza dinari non si canta Missa e mancu morti si lèvanu a la fossa.'''<ref name=Candelora />
:''Senza denari non si cantano Messa e neppure da morto ti portano alla fossa.''
*'''Serra e verrina lu diavulu li mina.'''<ref>Citato in Martano 1928, p. 453.</ref>
:''Serra e succhiello è il diavolo che li mena.''
::{{spiegazione|Serra e succhiello sono strumenti di lavoro pesante.}}
*'''Si la 'mbidia fussi guaiara, ognunu l'avarria.'''<ref name=gravity>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 180.</ref>
:''Se l'invidia fosse ernia, ognuno l'avrebbe.''
*'''Si l'acqua 'un s'arrimina, fete.'''<ref name=VIII/>
:''Se l'acqua non viene smossa, puzza.''
::{{spiegazione| Meglio agire che aspettare.}}
*'''''Si monacu ti fai, lu 'nfiernu attizzi, | si ti mariti pue, lu nfiernu abbrazzi.'''''<ref name=catarro />
:''Se monaca ti fai, l'inferno attizzi, se ti mariti poi, l'inferno abbracci.''
*'''Si 'u mbernu non 'mbernia e 'a stati non statia, u masaru non palija.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Marzano 1928, p. 304.</ref>
:''Se l'inverno non è un vero inverno e l'estate una vera estate, il massaio non trebbia.''
::{{spiegazione|Se l'inverno non è rigido e l'estate non è calda, il massaro non trebbia.}}
*'''Si voi gabbari lu toi vicinu, curcati prestu e levati matinu.'''<ref name=alba />
:''Se vuoi gabbare il tuo vicino, coricati presto ed alzati di buon mattino.''
'''Si vue acquistare 'nimicizie – 'Mpresta dinari e riprinne vizi.'''<ref name=crapula />
:''Se vuoi farti nemici – presta soldi e riprendi i vizi.''
*'''Si vue inchiere lu cellearu, zappa e puta intra jennaru; ma lu veru putazzu è lu mise de marzu.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 143.</ref>
:''Se vuoi riempire la cantina, zappa e pota entro gennaio; ma la vera potatura si fa nel mese di marzo.''
::{{spiegazione|Se vuoi vino molto, ma debole, zappa e pota in gennaio; ma per avere vino robusto bisogna fare ciò nel marzo.}}
*'''Se vo' linchìri lu cellaru, zzappa e puta 'nta jenaru.'''<ref name=Candelora />
:''Se vuoi riempire la cantina, zappa e pota entro gennaio.''
*'''Si rispetta u cani pe amuri du patruni.'''<ref name=paremìa />
:''Si rispetta il cane per amore del padrone.''
*'''Sìmina quandu voi, c' a giugnu meti.'''<ref name=Candelora />
:''Semina quando vuoi, che a giugno mieti.''
*'''Sparagna a farina quannu a tina è china; quannu u culacchiu pari nu bisogna sparagnari.'''<ref name=save>Citato in ''Stato delle persone in Calabria: {{small|il massaro}}'', in ''Il Bruzio: {{small|giornale politico letterario di Vincenzo Padula da Acri}}'', Tipografia dei Fratelli Testa, Napoli, 1878<sup>2</sup>, vol. I, [https://books.google.it/books?id=oN3TaTmmwRwC&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA268#v=onepage&q&f=false p. 268].</ref>
:''[[Risparmio|Risparmia]] la farina quando il tino è pieno, quando appare il fondo non bisogna (non serve più a nulla) risparmiare.''
*'''Sparti ricchizza e veni 'mpovertati.'''<ref name=spartiri />
:''Spartisci la [[Ricchezza e povertà|ricchezza]] e (ne) viene la povertà.''
*'''Su cangiati li sonaturi, ma la musica è sempre la stessa.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 472.</ref>
:''Sono cambiati i suonatori, ma la musica.''
::{{spiegazione|Cambia chi governa, ma tutto resta come prima.}}
*'''Su primu li dienti ca li parienti<ref>Variante: '''Li parienti su dienti''': I parenti sono denti (i soldi, il proprio utile). Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 220.</ref>'''.<ref>Citato con spiegazione in Accattatis, parte prima, p. 220.</ref>
:Vengono prima i denti (i soldi, il proprio utile) dei parenti.
==T==
*'''Tira cchiù nu pilu all'irtu, ca na corda curi vuai ara scisa!'''<ref>Citato, con traduzione, in Daniele Acciariello, ''Sui campi e sulle rive del fiume'', Marcianum Press, Venezia, 2017, [https://books.google.it/books?id=r1KzDwAAQBAJ&lpg=PT344&ots=ulProW3Tku&dq=&pg=PT344#v=onepage&q=&f=false p. 344]. ISBN 978-88-6512-527-4</ref>
:''Tira più un pelo di donna in salita che una corda con i buoi in discesa.''
::{{spiegazione|L'attrazione sessuale ha una potenza smisurata.}}
*'''Trippa china, canta, e non cammisa janca.'''<ref name=puniu />
:''La pancia piena (la sazietà) canta (dà gioia), non la camicia bianca.''
*'''Trippa china e faccia tinta.'''<ref name=puniu />
:''Faccia sporca (per il lavoro), e (ma) pancia piena.''
*'''Trista pignata (o Tristu rugagnu) nun cade de 'ncinu e, si cade, 'un se rumpe.'''<ref>Citato, con traduzione e spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 565.</ref>
:''[[Pentola]] malvagia (persona cattiva) non cade dall'uncino e, se cade, non si rompe.''
::{{spiegazione|È quasi sempre impunita, ovvero vive lungamente.}}
*'''Tristu linu e tristu maritu amara chija casa chi no 'nd'avi.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 217.</ref>
:''Cattivo lino e cattivo marito, infelice quella casa che non ne ha.''
::{{spiegazione|Misera quella casa che non ha lino, anche se di qualità scadente, e marito, ancorché cattivo.}}
==U==
*''''U bonu juornu di la matina pari.'''<ref name=paru />
:''Il bel giorno si vede dalla mattina.''
*'''Û bonu marinaru si canusci ô cattivu tempu.'''<ref>Citato in Giovanni Malara, ''Vocabolario dialettale, calabro-reggino-italiano'', p. 233.</ref>
:''Il buon [[marinaio]] si conosce col cattivo tempo.''
*'''U cani muzzica sempri a ru strazzatu.'''<ref name=mill />
:''Il cane morde sempre lo straccione, il poveraccio.''
::{{spiegazione|La malasorte tocca sempre al più povero.}}
*'''U ciucciu duv'è cadutu 'na vota nun ce cade cchìù.'''<ref>Citato, con traduzione, in Accattatis, perte prima, p. 163.</ref>
:''L'asino dove è caduto una volta, non ci cade più.''
*''''U ciucciu nun cce va sulu allu mulinu.'''<ref>Citato, con traduzione e spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 164.</ref>
:''L'asino non va da sé al mulino.''
::{{spiegazione|La forza costringe i riottosi.}}
*''''U diàvalu no n'avi pecuri, e bindi lana.'''<ref name=wool>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=Nci%20voli%20furtuna%20puru%20a%20cacari&hl=it&pg=PA221#v=onepage&q&f=false p. 221].</ref>
:''Il diavolo non ha pecore e vende lana.''
*''''U fissa parra sempri 'u primu.'''<ref name=fool>Citato in Peter Louis Arnell, ''Le sporche guerre degli italiani e la fine della dittatura'', Youcanprint Self-Publishing, Lecce, 2018, [https://books.google.it/books?id=MmV-DwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA60&dq=&pg=PA60#v=onepage&q&f=false p. 60]. ISBN 9788827860779</ref>
:''Lo stupido parla sempre per primo.''
*'''U friddu di marzu trasi nt'o cornu d'u goi.'''<ref name=marzu />
:''Il freddo di marzo entra nel corno del bue.''
*'''U gappu mori sempri a mani d'u vili.''' <ref name=wool />
:''Il coraggioso muore sempre per mano del vile.''
*''''U guappu mori pe mani d'u putruni.'''<ref name=gravity />
:''Il grdasso muore per mano del poltrone.''
*''''U juornu d'a candilora cui no n'avi carni, si 'mpigna u figjolu.'''<ref name=wool />
:''Il giorno della Candelora chi non ha carne s'impegna il figliolo.''
::{{spiegazione|È il momento opportuno per fare provviste.}}
*''''U latru è boia e l'arrobbàtu è 'mpisu.'''<ref name=fool />
:''Il ladro è boia e il derubato è impiccato.''
*''''U lignu stortu 'u focu 'a 'ddrizza.'''<ref name=focu>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&hl=&pg=PA222#v=onepage&q&f=false p. 222].</ref>
:''Il legno storto, il fuoco lo raddrizza.''
*'''U lupu no si poti fari pecuraru e né la gurpi poti guardari gajini.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 185.</ref>
:''Il lupo non può farsi pecoraio né la volpe può custodire galline.''
*''''U marinaru pigja pisci, e gjestima.'''<ref name=focu />
:''Il marinaio prende pesci e bestemmia.''
*''''U lupu cangia lu pilu, ma no lu viziu.'''<ref name=Wolf>Citato in Accattatis, parte prima, p. 393.</ref>
:''Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio.''
*''''U lupu no si poti fari pecuraru e né la gurpi poti guardari gajini.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 185.</ref>
:''Il lupo non si può fare pastore né la volpe può custodire galline.''
*'''U lupu quann'a bisuognu esce de 'a tana'''<ref name=Wolf />
:''Il lupo quando ha bisogno esce dalla tana''
*''''U malu ferru resta a la mola.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 254.</ref>
:''Il cattivo [[ferro]] resta sulla mola.''
*''''U mangiari senza mbivari è comu u nuvulatu senza chòvari.'''<ref name=brodo />
:''Il mangiare senza bere e come il tempo nuvoloso senza che piova.''
*'''''U nte ridere de u miu duolu | cà quannu u miu è biecchiu u tue è nuovo.'''''<ref>Citato in [[Giuseppe Pitrè]], ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane'', vol VIII, ''Proverbi'', Luigi Pedone Lauriel, Palermo, 1880, vol. I, [https://books.google.it/books?id=E_uBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA328#v=onepage&q&f=false p. 328].</ref>
:''Non farti beffe del mio dolore | che quando il mio è vecchio il tuo è nuovo.''
*''''U piaciri du ciucciu è la gramigna.'''<ref>Citato, con traduzione e spiegazione, in Sergio Zazzera, ''Proverbi e modi di dire napoletani, {{small|La saggezza popolare partenopea nelle espressioni più tipiche sul culto della famiglia e dell'ospitalità, sull'amicizia, sull'amore, sul lavoro, sulla religione e la superstizione}}'', Newton & Compton editori, Roma, 2004, p. 64. ISBN 88-541-0119-2.</ref>
:''Il piacere dell'asino è la gramigna.''
::{{spiegazione|Riferito a chi si diverte a tormentare qualcuno.}}
*''''U puorcu abbuttu azzirummula 'u scifu.'''<ref>Citato, con traduzione, in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', [https://books.google.it/books?id=0Ke3CQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT206&dq=&pg=PT201#v=onepage&q&f=false p. 201].</ref>
:''Il porco strasazio fa cadere il truogolo in cui ha mangiato.''
::{{spiegazione|Questo è, per metafora, lo spettacolo che offre chi è tutto rivolto solo ad appagare la sua smisurata ingordigia, comportandosi con rozzezza, superbia e prepotenza.}}
*'''Û porcu mariu si nsonna â ghianda.'''<ref>Citato in Giovanni Malara, ''Vocabolario dialettale, calabro-reggino-italiano'', D. Calabrò, Reggio Calabria, 1909, [https://archive.org/details/vocabolariodiale00mala/page/340/mode/2up?q=porcu p. 340]</ref>
:''Il maiale magro sogna la ghianda.''
*''''U primu amure è 'na cancarena ca te cunzuma a focu lentu cuomu 'na cannila.'''<ref>Citato in ''Maia: {{small|rivista di letterature classiche}}'', vol. 60, Cappelli, Bologna, 2008, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=J-AnAQAAIAAJ&dq==searchwithinvolume&q=cancarena p. 72].</ref>
:''Il primo amore è una cancrena che ti consuma a fuoco lento come una candela.''
*'''U rrè faci a rrigina.'''<ref name=focu />
:''Il re fa la regina.''
*''''U Signuri nci ammattula c' u' mattuleju soi.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 25.</ref>
:''Il Signore ci doma, ci castiga insensibilmente.''
*''''U Signuri nci manda friscotti a ccui no n'avi denti.'''<ref name=focu />
:''Il Signore manda biscotti a chi non ha denti.''
*''''U surici puru je mastru, quandu pêrcia 'a nuci.'''<ref name=focu />
:''Anche il topo è maestro, quando buca la noce.''
*'''U vejanu cchiù l'accarizzi e cchiù iza 'a cuda.'''<ref name=zotico>Citato in Marzano 1928, p. 452.</ref>
:''Il villano più l'accarezzi e più alza la coda.''
::{{spiegazione|Più lo tratti gentilmente, più monta in superbia.}}
*'''U vejanu ha scarpa grossa e ceraveju finu.'''<ref name=zotico />
:''Il villano ha scarpa grossa e cervello fino.''
*''''U vinu 'a vita allonga e l'acqua accurcia l'anni.'''<ref>Citato in Schwamenthal e Straniero, [https://books.google.it/books?id=vXlfAQAAQBAJ&lpg=PT440&ots=_v-cGNzPAw&dq=&pg=PT440#v=onepage&q&f=false p. 440 § 5888].</ref>
:''Il vino allunga la vita e l'acqua accorcia gli anni.''
*'''Un cc'è ataru senza cruce e matrimmoniu senza vuci.'''<ref name=nottola />
:''Non c'è altare senza croci; non vi è matrimonio senza intoppi.''
*'''Unu sun'unu non rimanebit unu.'''<ref name=pede /> (Montalto)
:''L'una dopo l'altra non rimarrà creatura viva.''
*'''Uomini 'e vinu ugni cientu 'nu carrinu.'''<ref>Citato in Brunale, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=L_rWAAAAMAAJ&dq=chi+s%27aza+la+matina%2C+s%27abbusca&focus=searchwithinvolume&q=calabria p. 292].</ref>
:''Uomini di vino, (valgono) ogni cento un carlino.''
==V==
*'''Vai a putiha sàzziu, e nesci dijunu.'''<ref name=focu />
:''Vai alla bottega sazio e ne esci digiuno.''
*'''Vali cchiuni n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'nta la buggia.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 65.</ref>
:''Vale più un amico in piazza che cento ducati in tasca.''
*'''Veni minu puru 'a culonna d'a santa chièsia.'''<ref name=focu />
:''Viene meno anche la colonna della santa chiesa.''
*'''Virdi nasci; virdi pasci, virdi mori.'''<ref name=focu />
:''Verde nasce; verde pasce, verde muore.''
::{{spiegazione|Lo si dice del [[cetriolo]].}}
*'''Vroccula, gnoccula e predicaturi – doppu Pasca non servinu cchiuni.'''<ref>Citato in ''Folklore della Calabria: {{small|volumi 1-2}}'', Società Calabrese di Etnografia e Folklore, 1956, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=xgClA3xTwCgC&dq=vroccula%2C+gnoccula+e+predicaturi&focus=searchwithinvolume&q=gnoccula p. 135].</ref>
:''Broccoli, gnocchi e predicatori – dopo Pascqua non servono più.''
::{{spiegazione| Ogni cosa va fatta al tempo giusto.}}
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''[https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA217#v=onepage&q&f=false Archivio per lo studio delle tradizioni popolari: rivista trimestrale diretta da Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone-Marino]'', Libreria internazionale L. Pedone Lauriel, Palermo, vol. IX, 1890.
*Giovan Battista Marzano, ''[https://archive.org/details/MarzanoDizionarioEtimologicoCalabrese/mode/2up?q=zoppo Dizionario etimologico del dialetto calabrese]'', Stabilimento Tipografico Il Progresso, Laureana di Borrello, 1928.
*Luigi M. Lombardi Satriani, ''[https://books.google.it/books?id=tiPaAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&q=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&hl=it&redir_esc=y Contenti ambivalenti del folklore calabrese: {{small|ribellione e accettazione nella realtà subalterna}}]'', Peloritana, Messina, 1968.
*Antonio Coltellaro, ''L'antichi dicìanu'', Calabria Letteraria editrice.
*Vincenzo Dorsa, ''[https://books.google.it/books?id=NIYCAAAAQAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false La tradizione greco-latina nei dialetti della Calabria citeriore]'', Dalla Tipografia Migliaccio, Cosenza, 1876.
*Eugenio Chieffallo, ''Parole e Proverbi'', Calabria Letteraria 1991.
*[[Domenico Caruso]], ''[http://www.brutium.info/folklore/folklore03.htm Quarant'anni di tradizioni popolari]'', ''brutium.info''.
*Antonio Coltellaro, ''Tutti i proverbi calabresi dalla A alla Z'', Calabria Letteraria editrice, 2008. ISBN 9788875741679
*Luigi Accattatis, ''[https://www.google.it/books/edition/Vocabolario_del_dialetto_calabrese_casal/LeQ-AAAAYAAJ?hl=it&gbpv=1&dq=rumpe+%27u+carru&pg=RA1-PA592&printsec=frontcover Vocabolario del dialetto calabrese (casalino-apriglianese)]'', Dai Tipi di Francesco Patitucci, Castrovillari, 1895.
*G. Quaranta, ''Dissimu e dicu'', Comune di Anoia.
==Voci correlate==
*[[Proverbi reggini]]
*[[Reggio Calabria]]
*[[Modi di dire calabresi]]
[[Categoria:Proverbi calabresi| Calabresi]]
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[[File:Marià Fortuny - Calabrian - Google Art Project.jpg|thumb|Marià Fortuny i Marsal, ''Calabrese'', 1968, Museo nazionale d'arte della [[Catalogna]]]]
Raccolta di '''[[Calabria|proverbi calabresi]]'''.
Questa pagina contiene una selezione di '''proverbi calabresi''', con relativa traduzione in italiano (spesso letterale).
{{c}}
{{indice}}
==A==
*'''A carne supra l'uossu bella pare.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 17.</ref>
:''La carne sopra l'osso bella pare.''
*'''''A Candilora 'u mbernu è fora, | rispundi 'a vecchia arraggiata: | 'U 'mbernu si ndi vaci a Nunziata.'''''<ref name=candle>Citato in Giuseppe Chiapparo, ''[http://www.tropeamagazine.it/tropeanews/archivio/2007/1bimestre/dacarnevaleapasqua/ Da Carnevale a Pasqua in Tropea]'', ''tropeamagazine.it''.</ref> {{NDR|[[Wellerismi|wellerismo]]}}
:''A [[Candelora]] l'inverno è fuori, | risponde la vecchia, arrabbiata: | L'inverno se ne va all'[[Annunciazione]].''
*'''A ccantu a ccantu, Brasi iva â missa e perdiva 'a curuna.'''<ref>Citato, con traduzione, in Zazzera, p. 227.</ref>
:''Una volta tanto, che Biagio era andato alla messa, perse la corona.''
*''''A fimmina senza statu è cumi 'u pane senza levatu.'''<ref name=gelosia />
:''La donna senza [[Gravidanza|stato interessante]] è come il [[pane]] senza lievito.''
*'''A frevaru la notti cu lu juornu, vannu a paru.'''<ref name=paru>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 206.</ref>
:''Nel mese di febbraio febbraio la notte va al pari col giorno''.
*'''A ffurtuna è dde civette.'''<ref name=nottola>Citato, con traduzione, in G. Battista Maone, ''Tradizioni popolari della Sila'', Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1979, riportato in ''[https://sistemabibliotecariosilano.it/proverbi-sullamore/ Proverbi sull'amore]'', ''sistemabibliotecariosilano.it''. ISBN 9788872840139</ref>
:''La fortuna è delle civette.''
*'''A gaddhina faci l'ovu e 'o gaddhu 'nci abbruscia u culu.'''<ref>Citato in [[Leonida Rèpaci]], ''Storia Dei Rupe'', Mondadori, Milano, 1973, vol. II, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=P8UWAAAAMAAJ&dq=La+gaddhina+faci+l%27ovu&focus=searchwithinvolume&q=ovu p. 105].</ref>
:''La [[gallina]] fa l'uovo e al gallo brucia il culo.''
::{{spiegazione|C'è chi lavora e si sacrifica mentre chi non fa niente lo critica.}}
*'''A giugnu 'u ranu 'n pugnu, a giugnettu 'u ranu è nettu.'''<ref name=Candelora>Citato in Caruso, ''Quarant'anni di tradizioni popolari.''</ref>
:''A giugno il grano è (già) in pugno, a luglio è già pulito.''
*'''A jumi cittu un ji a piscà'''<ref>Citato in Fabio Rocco Oliva, ''La canzone dei migranti'', {{sic|goWare}}, Firenze, 2016, [https://books.google.it/books?id=NDMmDQAAQBAJ&lpg=PT164&dq=&pg=PT164#v=onepage&q&f=false p. 164]. ISBN 978-88-6797-636-2</ref>
:''Non andare a [[pesca (attività)|pescare]] al fiume silenzioso''
::{{spiegazione|Non ti fidare delle persone silenziose.}}
*'''A maju no' cambiari saju.'''<ref name=Candelora />
:''A maggio non (affrettarti a) cambiare d'abito.''
*'''A meglia parola è chilla ca 'un se dice.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 74.</ref>
:''La parola migliore è quella che non si dice.''
*'''A Natali 'nu passu di cani, di Natali 'n poi 'nu passu di voi.'''<ref name=Candelora />
:''A Natale (la giornata si allunga di) un passo di cane, da Natale in poi (di) un passo di bue.''
*''''A nora? Pigghia 'a scupa e cacciala fora.'''<ref>Citato in ''Carta canta 'ncannolu'', p. 84.</ref>
:''La [[nuora]]? Prendi la scopa e cacciala fuori.''
*'''A nudhu mu pozzu, a mugghiérima la pozzu.'''<ref>Citato in Antonio Piromalli, ''La letteratura calabrese: {{small|il Novecento}}'', L. Pellegrini, Cosenza, 1996, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&hl=it&id=10QIAQAAMAAJ&dq=proverbio+calabrese&focus=searchwithinvolume&q=pozzu p. 153].</ref>
:''Su nessuno posso, su mia moglie posso.''
*'''A ru cavallu jestimatu luce ru pilu.'''<ref name=X/>
:''Al cavallo che riceve imprecazioni luccica il pelo.''
*''''A superbia partìu ncavaddhu e tornau a peda.'''<ref>Citato, con traduzione, in Riccardo Schwamenthal e Michele L. Straniero, ''Dizionario dei proverbi italiani e dialettali'', Rizzoli, Milano, 2013, [https://www.google.it/books/edition/Dizionario_dei_proverbi_italiani_e_diale/vXlfAQAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT406&printsec=frontcover&bsq=Bona%20maritata%2C%20senza%20donna%20e%20canata p. 406, § 5419]. ISBN 9788858657386</ref>
:''La [[superbia]] partì a cavallo e tornò a piedi.''
*'''A terra cangia a parmu, l'omu cangia ad ura, a fimmana è paccia i natura.'''<ref name=paremìa>Citato in Concetta Carrà, ''[https://scienzepolitiche.unical.it/bacheca/archivio/materiale/1529/C.%20Carr%C3%A0%20Pari%20e%20dispari%20Uomini%20e%20donne%20nei%20detti%20popolari%20calabresi.pdf Pari e dispari: {{small|uomini e donne nei proverbi popolari calabresi}}]'', ''unical.it''.</ref>
:''La terra cambia a palmo, l'uomo cambia ad ora, la donna è pazza per natura.''
*'''A troppa carità scianca a vertula.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 379.</ref>
:''La troppa carità lacera la bisaccia.''
::{{spiegazione|L'eccesso, il troppo storpia.}}
*''''A vampuliddha nt'a curtagghia è stiddha.'''<ref>Citato in Schwamenthal e Straniero, [https://books.google.it/books?id=vXlfAQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT235&dq=&pg=PT235#v=onepage&q&f=false p. 235].</ref>
:''La [[lucciola]] nel letame è (pare) una stella.''
*''''A via longa nun rumpe lu carru.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 592.</ref>
:''La via lunga non rompe il carro.''
::{{spiegazione|La via lunga è la più breve.}}
*'''A vurpe quannu 'un junge all'uva dice ch'è amara.'''<ref name=IX/>
:''La volpe quando non riesce a prendere l'uva dice ch'è acerba.''
*'''A zirra d'a sira stipala pe ra matina.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 101.</ref>
:''La rabbia della sera conservala per il mattino.''
*'''Abitu 'un fa monacu e [[Tonsura|chirica]] 'un fa prievite.'''<ref name=VII>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 7.</ref>
:''L'abito non fa il monaco e la chierica non fa prete.''
*'''Acqua, fuacu e pane 'un se neganu mancu a ri cani.'''<ref name=VIII/>
:''Acqua, fuoco e pane non si negano neanche ai cani.''
*'''Acqua passata 'un macina mulinu.'''<ref name=VII/>
:''L'acqua passata non macina mulino.''
*'''Acquazzina 'un inchie puzzu.'''<ref name=VIII/>
: ''La rugiada non riempie il [[pozzo]].''
*'''Agiallu va duve truva granu.''' <ref name=VIII/>
:''L'uccello va dove trova il grano.''
*'''Agustu ogghiu e mustu.'''<ref name=Candelora />
:''Agosto, olio e mosto.''
*'''Ah chimmu ti criscia l'ierba 'nta casa.'''<ref>Citato in Irene Pecikar, ''Amore, Parigi e un gelato al pistacchio (Youfeel)'', Rizzoli, Milano, 2015, [https://books.google.it/books?id=jCdzCQAAQBAJ&lpg=PT193&dq=&pg=PT193#v=onepage&q&f=false p. 193]. ISBN 978-88-586-8033-9</ref>
:''Che ti cresca l'erba dentro casa!''
::{{spiegazione|Ti possano morire tutti i parenti e che ti crolli la casa di modo che ci cresca l'erba dentro.}}
*'''Alla nora cacciala fora.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 289.</ref>
:''La nuora cacciala fuori.''
*'''Amara chira casa cu l'erva a ru scalune.'''<ref name=IX>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 9.</ref>
:''Triste la casa con l'erba sullo scalino.''
*'''Amaru chi ha de dare e chi ha d'avire.'''<ref name=IX/>
:''Infelice è chi deve dare e chi deve avere.''
*'''Amaru china more.'''<ref>Citato in ''[https://lnx.laghitaninelmondo.com/wp/wp-content/uploads/2019/07/Emigrazione-da-Belmonte-Calabro-negli-USA-dal-1882-al-1924-.pdf DETTI o PROVERBI in dialetto belmontese : la saggezza popolare]'', in ''comunedibelmontecalabro.cs.it''; riportato in ''lnx.laghitaninelmondo.com'', p. 238.</ref> (Belmonte Calabro)
:''Amara è la morte per chi muore.''
*'''Amaru cu u porcu no 'mmazza, a li travi soi non mpicca sarzizza.'''<ref>Citato in Adriano Del Fabro, ''Del maiale non si butta via niente'', Edizioni Del Baldo, Castelnuovo del Garda, 2012, [https://books.google.it/books?id=ilTG0sw4EboC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA77&dq=&pg=PA77#v=onepage&q&f=false p. 77]. ISBN 9788866148210</ref>
:''Misero è chi non ammazza il [[maiale]], poiché alle sue travi non appende salsicce.''
::{{spiegazione|Chi non è previdente e non risparmia poi si ritrova in difficoltà e se ne lamenta.}}
*'''Amicu de 'u bon tiempu, se muta cu ru vientu.'''<ref name=X>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 10.</ref>
:''[[Amico]] del tempo felice, cambia secondo il vento.''
*'''Amuri, prenizza e dinari non si ponno ammucciari.'''<ref name=verbergen>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 335.</ref>
:''[[Amore]], gravidanza e denari non si possono nascondere.''
*'''[[Anima]] nun jùdica anima.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 45.</ref>
:''Anima non giudica anima.''
::{{spiegazione|Non giudicare temerariamente.}}
*'''Anticu i dissi tutti giusti.'''<ref name=paremìa />
:''I detti degli antichi non falliscono.''
*'''Ara a curte e Catanzaru c'è sta scrittu "Fanne quantu nne voi ca câ t'aspiettu."'''<ref name= court>Citato, con traduzione, in Maria Pascuzzi, ''Carta canta 'ncannolu'' , p. 164.</ref>
:''Alla corte di Catanzaro ci sta scritto: "Combinane quante vuoi che ti aspetto qua.''
*'''Ara squagliata da nivi si vidanu i strunzi.'''<ref>Citato in ''[https://www.sportpeople.net/non-e-un-settore-di-cemento-a-fare-un-gruppo/ non è un settore di cemento a fare un gruppo...]'', ''sportpeople.net'', 2 marzo 2015.</ref>
:''Quando la bianca neve si scioglie, rivela il letame che c'è sotto.''
::{{spiegazione|Al momento giusto le cose appariranno per come sono realmente.}}
==B==
*'''Belli e brutti, a morte s'i'ngliutta.'''<ref>{{de}} Citato in Paolo Roversi, ''Das Blut in den Straßen von Mailand'', Ullstein, Berlino, 2018, [https://www.google.it/books/edition/Das_Blut_in_den_Stra%C3%9Fen_von_Mailand/glNaDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT174&printsec=frontcover p. 174]. ISBN 9783843718028</ref>
:''Belli o brutti, la morte se li inghiotte.''
::{{spiegazione|La morte non fa differenze.}}
*'''Bona venuta norama 'mpalazzu te via durare quantu a nive e marzu.<br>Bona trovata socrama jentiele, te via durare quantu a nive e apriele.'''<ref name=nottola />
:''Benvenuta, o nuora, nella mia casa, che tu possa sostarvi quanto la neve di marzo.<br>Bentrovata, o suocera gentile, che tu possa durare quanto la neve di aprile.''
::{{small|Calorosa cerimonia di benvenuto fra nuora e suocera, con cordiale reciproco invito a trattenersi, rispettivamente, per la durata della neve di marzo, veloce a sciogliersi, e di aprile, che si è già sciolta ancor prima di cadere a terra.}}
==C==
*'''Caca cchiù nu voi ca centu lindaneji.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 216.</ref>
:''Defeca più un bue che cento rondinelle.''
*'''Campa sumeri, finu chi maju veni!'''<ref name=Candelora />
:''Campa asino fino a che viene maggio!''
::{{spiegazione|Nel mese di maggio anche gli asini potevano finalmente nutrirsi a sazietà mangiando l'erba tenera.}}
*'''Cancianu i sonaturi m'a musica è a stessa.'''<ref name=revamp>Citato, con traduzione, in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', [https://books.google.it/books?id=0Ke3CQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT206&dq=&pg=PT203#v=onepage&q&f=false p. 203].</ref>
:''Cambiano i suonatori ma la musica è la stessa.''
::{{spiegazione|Tutto è cambiato, ma solo in apparenza; dietro la nuova facciata l'andazzo resta quello di sempre.}}
*'''Carciari, malatia e necessitati sparpagnanu li cori di l'amici.'''<ref name=jail>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 402.</ref>
:''Carcere, malattie e bisogno scandagliano il cuore degli amici.''
*'''Casu dannija la casa'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 34.</ref>
:''Il ([[mangiare]]) formaggio danneggia la casa (l'economia).''
*'''Catarru e testa malata, malatia ammucciata.'''<ref name=catarro>Citato in Accattatis, parte prima, p. 591.</ref>
:''[[Catarro]] e testa malata, malattia nascosta.''
*'''Catarru, vinu ccu llu carru.'''<ref name=catarro />
:''Catarro, [[vino]] col carro.''
*'''Chi mangia de bon'ura cu nu puniu scascia nu muru.'''<ref name=puniu>Citato in ''Stato delle persone in Calabria: {{small|il massaro}}'', p. 269.</ref>
:''Chi mangia di buon'ora con un pugno rompe un muro.''
*'''Chi piecura se fa, lu lupu si la mancia.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 393.</ref>
:''Chi pecora si fa, il [[lupo]] se la mangia.''
::{{spiegazione|Chi per timore non reagisce ne patisce le conseguenze.}}
*'''Chi puoco ha, caru tene.'''<ref>Citato, con traduzione, in Accattatis, parte prima, p. 596.</ref>
:''Chi ha poco tiene caro.''
*'''Chi s'aza la matina abbusc-ca 'nu carrinu, chi s'aza a menziuornu abbusc-ca nu cuornu.'''<ref>Citato in Arnaldo Brunale, ''Proverbi a Campobasso'', Enne, Ferrazzano (Campobasso), 2004, p. [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=L_rWAAAAMAAJ&dq=chi+s%27aza+la+matina%2C+s%27abbusca&focus=searchwithinvolume&q=s%27aza+ 212]. ISBN 9788872131985</ref>
:''Chi si [[mattiniero|alza al mattino]] guadagna un carlino, chi si alza a mezzogiorno non guadagna un corno.''
*'''Chi se leva ru matinu abbusca nu carinu.'''<ref name=VII/>
:''Chi si alza presto, guadagna un carlino.''
::{{spiegazione|Ad alzarsi presto, c'è tutto da guadagnare.}}
*'''Chi te sta dintru o te 'ncorna o te scorna.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 228.</ref>
:''Chi sta dentro casa tua o ti fa le corna o ti porta via qualcosa.''
*'''Chi tardi arriva, malu alloggia.'''<ref name=IX/>
:''Chi tardi arriva, male alloggia.''
*'''Chi vivi avanti u Suli forza acquista e mindi culuri.'''<ref name=puniu />
:''Chi beve vino prima che sorga il sole, acquista forza e mette colore.''
*'''Chine campa sperannu affrittu more.'''<ref>Citato in Luigi Accattatis, parte prima, ''Vocabolario del dialetto calabrese (casalino-apriglianese)'', Dai Tipi di Francesco Patitucci, Castrovillari, 1895, [https://www.google.it/books/edition/Vocabolario_del_dialetto_calabrese_casal/LeQ-AAAAYAAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=RA1-PA715&printsec=frontcover p. 715].</ref>
:'' Chi di speranza vive, disperato muore.''
*'''Chine d'amici e de parenti spera, sìmina all'acqua e allu vientu spara.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 541.</ref>
:''Chi spera nei parenti e negli amici, semina nell'acqua e spara al vento.''
*'''Chine ha la salute è riccu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 650.</ref>
:''Chi ha la [[salute]] è ricco.''
*'''Chine nascia rutunnu nun mora quadratu.'''<ref>Citato in [[Amara Lakhous]], ''Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario'', E/O, Roma, 2013, p. 158. ISBN 978-88-6632-338-9. Citato in Sara Shoieb,
''[https://iris.uniroma1.it/bitstream/11573/1269979/1/Tesi_dottorato_%20Shoieb.pdf Letteratura e dialogo interculturale. Un percorso tra scritture e traduzioni]'', p. 168, ''uniroma1.it''.</ref>
:''Chi nasce rotondo non muore quadrato.''
*'''Chine tene robba, ha parianti.'''<ref name=VII/>
:''Chi possiede, ha parenti.''
::{{spiegazione|Ci si ricorda di un parente solo per bussare a denari.}}
*'''Chini ha fuocu allu cori mangia nivi, chi teni gelusia rùsica fafi.'''<ref name="gelosia">{{de}} Citato in Ekkehart Rotter (unter Mitarbeit von Christin Löchel), ''Kalabrien & Basilikata:{{small|Hauptorte der Magna Graecia, byzantinische und normannisch-staufische Architektur, die Höhlenstadt Matera}}'', DuMont-Reiseverlag, Colonia, 2002, [https://www.google.it/books/edition/Kalabrien_Basilikata/fXyyw8hREVcC?hl=it&gbpv=1&pg=PA23&printsec=frontcover p. 23]. ISBN 9783770155415</ref>
:''Chi ha fuoco al cuore mangia neve, chi ha gelosia rosica fave.''
*'''Chini si vesti d'à robba d'avutri, priestu si svesti.'''<ref name=mill />
:''Chi si veste della roba altrui, presto si sveste.''
::{{spiegazione|I beni sottratti con il furto si perdono presto.}}
*'''Chini va a ru mulinu, se 'mparina.'''<ref name="mill">Citato in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', Cangemi, Roma, 2015, [https://www.google.it/books/edition/Una_come_un_altra/0Ke3CQAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT201&printsec=frontcover p. 201]. ISBN 9788849297713</ref>
:'' Chi va al mulino, s'infarina.''
::{{spiegazione|Le esperienze lasciano sempre una traccia.}}
*'''Chirica rasa fa la casa.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 613.</ref>
:''Il prete fa la casa.''
::{{spiegazione|Il prete sovente costituisce il patrimonio di una famiglia.}}
*'''Chirica rasa, petra perciata, spaia pilusa ricchizza di casa.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 315.</ref>
:''Prete, pietra bucata (molino), spalla pelosa (bue) ricchezza di casa.''
*'''Chiù allisciu u gattu, chiù arrizza u pilu.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 47.</ref>
:''Meglio tratti una persona, più ti si rivolta contro.''
*'''Comu ti vidinu ti trattanu.'''<ref name=look>Citato in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=tiPaAAAAMAAJ&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&focus=searchwithinvolume&q=allestuta p. 133].</ref>
:''Come ti vedono (così) ti trattano.''
::{{spiegazione|A seconda di come appari, dal tuo aspetto, così sei trattato.}}
*'''Cu' avi 'a cuda di pagghia la pagura lu tagghia.'''<ref name=pagghia>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 302.</ref>
:''Chi ha la coda di paglia la paura lo taglia.''
*'''Cu' dona Deu lu 'nsuma.'''<ref>Citato in Martano 1928, p. 133.</ref>
:''Chi dona, Dio lo innalza.''
*'''Cu' dinari ed amicizia – Si teni 'nculu la giustizia.'''<ref name=look />
:''Con soldi ed amicizia – si buggera la giustizia.''
*'''Cu' faci 'u gabbu a l'autri, 'u soi prestu 'nci veni.'''<ref name=alba />
:''Chi prende a gabbo gli altri, presto verrà gabbato (il suo presto gli viene).''
*'''Cu gadhu e senza gadhu Ddeu fa jornu.'''<ref name=paru />
:''Con gallo e senza gallo Dio fa giorno.''
*'''Cu' joca di testa paga di gurza.'''<ref name=cash>Citato in Marzano 1928, p. 205.</ref>
:''Chi gioca di testa paga di borsa.''
::{{spiegazione|Chi gioca a casaccio perde sempre.}}
*'''Cu' joca sulu no perdi mai.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 204.</ref>
:''Chi gioca da solo non perde mai.''
*'''Cu' mangia vovalaci caca corna.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 456.</ref>
:''Chi mangia [[lumaca|lumache]] caca corna.''
*'''Cu' mbrogghia resta mbrogghiatu.'''<ref name=cheat>Citato in Carmine Chiodo, ''Poeti calabresi tra Otto e Novecento'', Bulzoni, Roma, 1992, [https://books.google.it/books?id=LEseAQAAIAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=&q=proverbio+calabrese&hl=it&redir_esc=y p. 388]. ISBN 9788871195094</ref>
:''Chi imbroglia resta imbrogiato.''
*'''Cu' monaci prieviti e sbirri no' fara amicizia ca la sgarri.'''<ref>Citato in Carmine Chiodo, ''Poeti calabresi tra Otto e Novecento'', Bulzoni, Roma, 1992, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=LEseAQAAIAAJ&dq=Cu+%27+monaci+prieviti+e+sbirri+no+%27+fara+amicizia+ca+la+sgarri&focus=searchwithinvolume&q=sgarri p. 388]. ISBN 9788871195094</ref>
:''Con monaci, preti e sbirri, non fare amicizia che la sgarri.''
*'''Cu 'ndeppi focu campau, cu 'ndeppi pani moriu.'''<ref>Citato in Daniele Autieri, ''Ama il nemico tuo'', Rizzoli, Milano, 2018, [https://www.google.it/books/edition/Ama_il_nemico_tuo_Nero_Rizzoli/LzRTDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PT337&printsec=frontcover&bsq=Cu%20'ndeppi%20focu%20campau%2C%20cu%20'ndeppi%20pani%20moriu. p. 337]. ISBN 9788858692998</ref>
:''Chi ha avuto il fuoco è sopravvissuto, chi ha avuto il pane è morto.''
::{{spiegazione|1. Il freddo può uccidere molto più velocemente della fame, in situazioni estreme è da preferire addirittura al cibo. 2. Non basta solo avere cibo (il pane), occorre anche avere una casa (il fuoco).}}
*'''Cu' no po' mangiari carni, mbìvi brodu.'''<ref name=brodo>Citato in Marzano 1928, p. 242.</ref>
::''Chi non può mangiare la carne beve brodo.''
*'''Cu' non avi focu non avi logu.'''<ref>Citato in Giorgio Mauri, ''La befana vien di notte: {{small|miti e riti sacri e profani, glorie e storie antiche e moderne, fatti e misfatti più e meno noti della celebre vecchia}}'', EdiCart, Legnano, 1989, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=cH7YAAAAMAAJ&dq=Cu%27+non+avi+focu+non+avi+logu&focus=searchwithinvolume&q=+logu p. 46]. ISBN 9788877741325</ref>
:''Chi non ha fuoco (un focolare) non ha luogo.''
*'''Cu nun rispetta mamma e tata, èrramu vaci strata strata.'''<ref>Citato, con traduzione, in Sergio Zazzera, ''Proverbi e modi di dire napoletani'', p. 46.</ref>
:''Chi non rispetta [[genitore|madre e padre]], va ramingo per le strade.''
::{{spiegazione|Lo si dice di operazioni, progetti naufragati fin dall'inizio.}}
*'''Cu' si marita si menti 'nu jugu chi no poti rahhari nu paricchiu.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 206.</ref>
:''Chi prende moglie si mette un giogo che non può trascinare un paio di buoi.''
*'''Cu sparti avi 'a megghiu parti.'''<ref name=spartiri>Citato in Marzano 1928, p. 403.</ref>
:''Chi spartisce ha la parte migliore.''
*'''Cu ti vo' bena, ncasa ti vena.'''<ref name=cheat />
:''Chi ti vuol bene, in casa ti viene (viene a visitarti).''
*'''Cu ti voli beni cchiu di patri o di mamma o ti tradi o ti inganna.'''<ref name=paremìa />
:''Chi dice di volerti bene più di un padre e di una madre o ti tradisce o t'inganna.''
*'''Cu vaci cu zoppu, zoppia.'''
:''Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.''
*'''Cu' va 'nda l'avvucatu perdi l'urtimu ducatu.'''<ref name=court />
:''Chi va dall'avvocato, perde l'ultimo ducato.''
::{{spiegazione|Meglio evitare le liti giudiziarie: si rischia di perdere la causa e i soldi.}}
*'''Cu zappa 'mbivi acqua, cu futti 'bivi a gutti.'''<ref>Citato in Saverio Di Bella, ''Eros e Priapo nelle classi subalterne italiane. {{small|La Calabria. Materiali per una analisi}}'', Rubbettino, Soveria Mannelli, 1980, p. [https://books.google.it/books?hl=it&id=hdM3AAAAIAAJ&dq=chi+zappa+mbivi+acqua+chi+futti&focus=searchwithinvolume&q=gutti 61].</ref>
:''Chi zappa beve acqua, chi fotte (non lavora) beve alla botte.''
*'''Cumpra 'u caru ca stai 'mparu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 130.</ref>
:''Compra ciò ch'è caro e ti troverai bene.''
::{{spiegazione|Acquista cose di qualità, costano di più ma ne sarai soddisfatto.}}
*'''Cuomu è la facce è lu core.'''<ref name=facce>Citato in Accattatis, parte prima, p. 266.</ref>
:''Come è il viso, così il cuore.''
==D==
*'''D' 'a Candilora 'u 'mbernu è fora; ma se nesci i l'urzu d' 'a tana dici: o voliti o non voliti, n'atri coranta jorna di 'mbernu 'ndaviti!'''<ref name=Candelora />
:A [[Candelora]] l'inverno è fuori; ma se esce l'orso dalla tana dice: volete o non volete, altri quaranta giorni d'inverno avete!
*'''D'a morza veni 'a forza.'''<ref>Citato, con traduzione, in Fabio Rocco Oliva, ''La canzone dei migranti'', [https://books.google.it/books?id=NDMmDQAAQBAJ&lpg=PT177&ots=v19ruP5Apf&dq=&pg=PT177#v=onepage&q&f=false p. 177].</ref>
:''Dai morsi viene la forza.''
::{{spiegazione|Dal cibo viene la forza.}}
*'''D'avaru ndai tantu o quantu – D'u mangiuni non tantu e non quantu.'''<ref name=crapula>Citato in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?id=tiPaAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&q=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&hl=it&redir_esc=y p. 140].</ref>
:''Dall'avaro ne hai tanto o quanto – dal mangione non tanto e non quanto.''
*'''De matina l'acqua è medicina.'''<ref name=VIII>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p.8.</ref>
:''Di mattina l'acqua è medicina.''
*'''Dassa stari lu cani chi dormi.'''<ref name=dorme>Citato in [[Roberto Perrone]], ''L'ultima volontà'', Rizzoli, Milano, 2019, [https://books.google.it/books?id=gBOODwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT68&dq=&pg=PT68#v=onepage&q&f=false p. 68]. ISBN 9788858696668</ref>
:''Non stuzzicare il cane che dorme.''
*'''Ddeu mu ti libara di l'omani a la tagghia, di li fimmani a lu suli e di li previti a lu {{sic|prepiggiu}}<ref>''Prepigghiu'': terrazzo davanti alle chiese, circolo, ma anche conversazione (e quindi conciliabolo), {{cfr}} Marzano 1928, p. 335.</ref>.'''<ref name=verbergen />
:''Dio ti liberi dagli uomini che lavorano in fila, dalle donne al sole e dai preti in circolo.''
*'''De vennari e de luni cumu 'ncigna scura.'''<ref name=LII>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 52.</ref>
: ''Venerdì e lunedì come inizia chiude.''
*'''De vennari e de marti, né se 'nzura né se parte.'''
:''Di venerdì e di martedì non ci si sposa e non si parte.''<ref name=LII/>
*'''Debbita e piccati, amaru cu' 'ndavi.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 23.</ref>
:''Debiti e peccati, povero chi ne ha.''
*'''Di Ddeu e d'u vicinu non ti poi ammucciari.'''<ref>Citato in Marzano 1928, pp. 132-133.</ref>
:''Da Dio e dal [[vicino]] non puoi nasconderti.''
*'''Diciame a chine si figliu, e ti dicu chine si.'''<ref name=dorme />
:''Dimmi di chi sei figlio e ti dico chi sei.''
*'''Diu chiude na porta e rapre na finestra.'''<ref>Citato, con traduzione, in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', p. 202.</ref>
:''Dio chiude una porta ed apre una finestra.''
*'''Doppu Natali lu jornu crisci nu passu di cani.'''<ref name=paru />
:''Dopo Natale il giorno cresce un passo di cane.''
*'''Dulure de mole, dulure de core.'''<ref name=catarro />
:''Dolore di molare, dolore di cuore; intenso, escruciante.''
::{{spiegazione|Il mal di denti è come il mal di cuore; forte e duraturo.}}
*'''Duvi cantanu tanti gaḍḍi 'un fa mai jurnu.'''<ref name=revamp />
:''Dove cantano tanti galli non fa mai giorno.''
::{{spiegazione|Se ad avere voce in capitolo sono in molti; nulla può essere realizzato.}}
==E==
*'''È megghju cu nu giuvini godiri ca cu nu vecchju cuntari dinari!'''<ref>Citato in Saverio Di Bella, ''Eros e Priapo nelle classi subalterne italiane: {{small|la Calabria: materiali per una analisi}}'', Rubbettino, Soveria Mannelli, 1980, [https://www.google.it/books/edition/Eros_e_Priapo_nelle_classi_subalterne_it/hdM3AAAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=vecchiu+cuntari+dinari&dq=vecchiu+cuntari+dinari&printsec=frontcover p. 41].</ref>
:''È meglio godere con un [[Giovinezza e senilità|giovane]] che contare denaro con un vecchio!''
::{{spiegazione|Meglio sposare un uomo giovane e godere con lui che, per interesse, un anziano ricco.}}
==F==
*'''Fa bene e scordate, fa male e penzace.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 13.</ref>
:''Fa' bene e dimentica, fa' male e ricordati.''
::{{spiegazione|Se qualcuno ti risponde picche forse è perché in passato gli hai fatto del male.}}
*'''Fare 'u cunnu pe 'un jire a ra guerra.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 31.</ref>
:''Fare lo stupido per non andare in guerra.''
::{{spiegazione|È un bel furbo: si finge sciocco per evitare gravi incombenze.}}
*'''Fatica de notte, vrigogna de juarnu.'''<ref>Citato in Cristina Zagaria e Anna Maria Scarfò, ''Malanova'', Sperling & Kupfer, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=Wb2M1hYLoWkC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA135&dq=&pg=PA135#v=onepage&q&f=false p. 135]. ISBN 9788873392897</ref>
:''Lavoro di notte, vergogna di giorno.''
::{{spiegazione|I lavori sbrigativi, fatti a fine giornata, sono approssimativi e vanno rifatti il giorno successivo.}}
*'''Favi 'nhiuri a vadhuni.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 194.</ref>
:''Fave in fiore, (si deve irrigare con ) acqua a valloni (in abbondanza).''
*'''Figli picciuli, guai picciuli; figli granni, guai granni.'''<ref name=XLI>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 41.</ref>
:''Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi.''
*'''Figlia a 're fasce, panni a re casce.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 40.</ref>
:''Figlia in fasce, corredo nei bauli.''
*'''Ffiglie ffimmine e vutti e vinu cacciale 'mprimu.'''<ref name=nottola />
:Figlie femmine e botti di vino cacciale subito.
::{{spiegazione|Disfatene prima possibile.}}
*'''Fimmina chi ride e gallina chi canta, nun ci tenire speranza.'''<ref>Citato in Accattatis, p. 284.</ref>
:''Non sperare nella donna che ride e nella gallina che canta.''
*'''Fimmina de ghiesa, diavulu de casa.'''<ref name=XLI/>
:''Donna di chiesa, diavolo in casa.''
::{{spiegazione|Una donna bigotta fa la santarellina in chiesa e il diavolo a quattro in casa sua.}}
*'''Fora du culu miu duve piglia, piglia'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 29.</ref><br />'''Fora d'u culu mio a cu' pigghjia, pigghjia''' (nel comune di Pizzo)<br />'''A tri parmi du culu miu ppo succedere tuttu''' (in provincia di Catanzaro).
:''All'infuori del mio culo, vada pure da qualunque parte.''
::{{spiegazione|Succeda qualunque cosa, l'importante è che le disgrazie stiano lontano da me.}}
*'''Fravica e liti, provati ca viditi.'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 43.</ref>
:''Costruzioni e liti, provate e vedrete.''
::{{spiegazione|Gravi incombenze toccano a chi costruisce o cita in giudizio qualcuno. Provare per credere.}}
==G==
*'''Genti 'e marina, futti e camina.'''<ref>Citato in Schwamenthal e Straniero, [https://books.google.it/books?id=vXlfAQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT216&dq=&pg=PT216#v=onepage&q&f=false p. 216, § 2819].</ref>
:''Gente di marina, fotte e cammina'' (va avanti per la propria strada).
*'''Giustizia e sanità, amaru chi 'un ne ha.'''<ref name=IX/>
: ''Giustizia e salute, infelice chi non ne ha.''
*'''Guai a chija casa duvi canta la gajina.'''<ref>Citato in ''Italia 70 [i.e. Settanta]: {{small|La carta delle regioni}}'', vol. I, Corriere della sera, Mondadori, Milano, 1971, vol. I, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=MhxEAQAAIAAJ&dq=proverbio+calabrese&focus=searchwithinvolume&q=canta p. 436].</ref>
:''Guai a quella casa in cui canta la gallina.''
::{{spiegazione|In cui è la donna a comandare.}}
==H==
*'''''Ha' ogghia mu 'ndi fa rizzi e cannola, | lu santu è di marmuru e no' sura.'''''<ref> Citato, con traduzione, in Maria Pascuzzi, ''Carta canta 'ncannolu: {{small|proverbi – modi di dire – indovinelli calabresi}}'', Pellegrini Editore, Cosenza, 2006, [https://www.google.it/books/edition/Carta_Canta/AiputUkw1fEC?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PA47&printsec=frontcover p. 47]. ISBN 9788881013562</ref>
:''Hai voglia a fare boccoli, il santo è di marmo e non suda.''
::{{spiegazione|È inutile insistere con le moine, se la persona a cui ci si rivolge è fredda e insensibile alle lusinghe.}}
*'''Hai mu mangi na sarma di sali mu canusci nu cori s'è fidili.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 364.</ref>
:''Devi consumare un carico di sale per conoscere se un cuore è fedele.''
==I==
*'''I guai dâ pignata 'e sa 'a cucchiara chi 'e rimìna.'''<ref>Citato in Maria Pascuzzi, ''Carta canta 'ncannolu'', p. 114.</ref>
:''I guai della pentola li conosce il cucchiaio che li rimestola.''
==J==
*'''Jennaru sìccu, massaru rìccu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 350.</ref>
:''Gennaio secco, massaro ricco.''
::{{spiegazione|Il freddo secco di gennaio propizia ricche messi estive.}}
*'''Jocu, taverna e bagascia fannu la gurza liscia.'''<ref name=cash />
:''Gioco, taverna e bagascia fanno la borsa liscia.''
::{{spiegazione|Riducono in miseria.}}
*'''Jocu di mani jocu di veddhani.'''<ref name=cash />
:''Goco di mani gioco di villani.''
==L==
*'''L'acqua e giugnu leva u pane d'u furnu.'''<ref name=VII/>
:''L'acqua di giugno leva il pane dal forno.''
*'''L'acqua e ra morte su' arriati 'a porta.'''<ref name=VIII/>
: ''L'acqua e la morte sono dietro la porta.''
*'''L'amuri di luntanu è comu l'acqua 'nta u panaru.'''<ref name=faraway>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 305.</ref>
:''L'amore da lontano è come l'acqua nel paniere.''
*'''L'omu gelusu mori cornutu.'''<ref>Citato in Maria Minicucci, ''Qui e altrove: {{small|famiglie de Calabria e di Argentina}}'', Franco Angeli, milano, 1989, [https://books.google.it/books?id=I90aAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=L%E2%80%99omu+gelusu+mori+cornutu&q=L%E2%80%99omu+gelusu+mori+cornutu&hl=it&redir_esc=y p. 232]. ISBN 9788820434748</ref>
:''L'uomo geloso muore cornuto.''
::{{spiegazione|L'uomo ossessionato dalla gelosia muore convinto di essere, realmente, becco.}}
*'''La brutta quand'è brutta di natura hai vogghia pemmu fai lu strica e lava; la bella quand'è bella di natura cchiù sciamparata va' e cchiù bella pari!'''<ref name=Candelora />
:''La brutta, quando è brutta di natura, puoi strofinare e lavare quanto vuoi...; la bella, quando è bella di natura; quando è veramente bella, più disordinata va e più bella sembra''
*'''La facce è specchiu''' o '''la finestra de lu core.'''<ref name=facce />
:''Il volto è specchio o la finestra del cuore.''
*'''La gatta presciarola fa li figghi uarvi.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 319.</ref>
:''La gatta frettolosa fa i figli ciechi.''
::{{spiegazione|Presto e bene, raro avviene. ([[Proverbi italiani|proverbio italiano]])}}
*'''La giustizia è 'guali pi' tutti, ma cu 'ava dinari si 'ndi futti.'''<ref>Citato in Sharo Gambino, ''La mafia in Calabria'', Parallelo 38, Reggio Calabria, 1871, [https://books.google.it/books?id=lFMRAQAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=proverbio+calabrese&q=proverbio+calabrese&hl=it&redir_esc=y p. 83].</ref>
:''La [[giustizia]] è uguale per tutti, me chi ha denaro se ne fotte.''
*'''L'agiallu intra a caggia no sempre canta pe amure, ma pe raggia.'''<ref name=VIII/>
:''L'uccello in gabbia non sempre canta per amore, ma per rabbia.''
*'''L'antichi ficiaru i fatti e dassaru i ditti.'''<ref name=Candelora />
:''Gli antichi fecero i fatti e lasciarono i detti.''
*'''La pagghia a la pagghiera, la fimmana a la lumera.'''<ref name=pagghia />
:''La paglia al pagliaio, la donna al lume.''
::{{spiegazione|La buona donna di casa lavora anche di sera}}
*'''Lana e filu, amara chi 'un ne fila'''.<ref name=IX/>
:''[[Lana]] e filo, infelice chi non fila.''
*'''Lu ciucciu porta u vinu e mbivi l'acqua.'''<ref name=brodo />
:''L'asino porta il vino e beve l'acqua.''
*'''Lu piru cunchiutu cade sulu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 569.</ref>
:''La [[pera]] matura cade da sola.''
::{{spiegazione|Certe cose hanno bisogno del loro tempo: quando arriva il momento giusto si accomoda tutto da sé.}}
*'''Lu rre de lu mundu è lu dinaru.'''<ref name=look />
:''Il re del mondo è il denaro.''
*'''Lu vurdu no' cride a lu dijunu; cu' avi mangia e cu' no guarda.'''<ref>Citato in Vito Teti, ''Il pane, la beffa e la festa: {{small|cultura alimentare e ideologia dell'alimentazione nelle classi subalterne}}'', Guaraldi, Firenze, 1978, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=uYffAAAAMAAJ&dq=Cu+non+poti+mangiari+%27a+carni+si+%27mbivi+%27u+brudu.&focus=searchwithinvolume&q=vurdu p. 1].</ref>
:''Il grasso (il sazio) non crede a chi è a digiuno; chi possiede mangia e chi no guarda.''
*'''Lu zzappaturi zzappa zzappa, dinari 'nta la pezza mai 'ndi 'ngruppa, la sira si ricogghi trappa trappa: apri, mugghieri mia, su' fattu stuppa!'''
==M==
*'''Mali non fari e pagura non aviri.'''<ref name=pagghia />
:''Male non fare e paura non avere.''
*'''Mannaja cui vaci dirittu: dissi 'a 'grancu.'''<ref name=one>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA217#v=onepage&q&f=false p. 217].</ref> {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}}
:''Mannaggia chi va diritto: disse il [[granchio]].''
*'''Mar'a cu nun avi a nuddu.'''<ref>Citato, con traduzione, in in Sergio Zazzera, ''Proverbi e modi di dire napoletani'', p. 217.</ref>
:''Meschino chi non ha nessuno.''
*'''Marzu faci li hiuri e aprili avi l'onuri.'''<ref name=Ehre>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 194.</ref>
:''[[Marzo]] fa i [[fiore|fiori]] e aprile ne ha l'onore.''
*'''Matrimoni e viscuvati su du cielu distinati.'''<ref name=paremìa />
:''Matrimoni e vescovati sono destinati dal cielo.''
*'''Matrimuniu tra parienti, guai e turmienti.'''<ref>Citato in Massimo Gramellini, ''[https://www.lastampa.it/blogs/2014/03/02/news/caro-angelo-perche-br-fuggo-al-buio-fra-i-rettili-1.36972581/amp/ Caro Angelo, perché fuggo al buio fra i rettili?]'', ''lastampa.it'', 2 Marzo 2014.</ref>
:''Matrimoni tra parenti, guai e tormenti''
*'''''Mégghiu mámmata mu ti ciangi, | ca lu suli di marzu mu ti tingi.'''''<ref name=marzu>Citato in G. Cipriani, ''Marzo: {{small| leggenda calabrese}}''; in ''Rivista delle tradizioni popolari italiane: {{small|diretta da [[Angelo De Gubernatis]]}}'', anno I, Forni Editore, Bologna, 1893, fascicolo IV, [https://books.google.it/books?id=sdo7AQAAIAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA262#v=onepage&q&f=false p. 262].</ref>
:''Meglio che tua madre ti pianga | che il sole di marzo ti tinga.''
*'''Megghiu 'n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'ntra la pezza.'''<ref>Citato in Antonio Piromalli, ''Maropati. Storia di un feudo e di una usurpazione'', Pellegrini, Cosenza, 2003, [https://books.google.it/books?id=eit625Uk7zEC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA176&dq=&pg=PA176#v=onepage&q&f=false p. 176]. ISBN:9788881011681</ref>
:''Meglio (avere) un amico in piazza che centro ducati (avvolti) nella pezza.''
*'''Megghiu pocu godiri ca assai triguliari.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 441.</ref>
:''Meglio goder poco, che lamentarsi assai.''
*'''Megghiu riccu di sangu ca di dinari.'''<ref>Citato in, [[Maricla Boggio]] e
[[Luigi Lombardi Satriani|Luigi M. Lombardi Satriani]], ''San Gennaro. {{small|Viaggio nell'identità napoletana}}'', filmati e fotografie di Cesare Ferzi, Armando Editore, Roma, 2014, [https://books.google.it/booksid=sU50BQAAQBAJ&lpg=PA2&dq=&pg=PA46#v=onepage&q&f=false p. 46]. ISBN 978-88-6677-777-9</ref>
:''Meglio ricco di sangue (avere molti figli) che di soldi.''
*'''Megghju aviri a chi fari cu centu briganti, ca cu nu stortu gnuranti.'''<ref>Citato in Roberto Masiero, ''Dragan l'imperdonabile'', [https://books.google.it/books?id=4X4kEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT202&dq=&pg=PT202#v=onepage&q&f=false p. 202].</ref>
:''Meglio avere a che fare con cento briganti, che con un solo [[stupidità|stupido]] ignorante.''
*'''Megju testa di cicineju ca no cuda di tunnu.'''<ref name=one />
:''Meglio testa di bianchetto che (non) coda di tonno.''
*'''Mercanti chi no rizzica no perdi e no guadagna.'''
:''[[Mercante]] che non rischia non perde e non guadagna.''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 356.</ref>
*'''Miercuri intra, simana fore.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 432.</ref>
:''[[Mercoledì]] dentro, settimana fuori.''
::{{spiegazione|Nel mercoledì può dirsi terminata la settimana (spiegazione in Accattatis, parte prima, p, 432). Quando siamo a mercoledì, la settimana è già ben avviata.}}
*'''Mignu la paglia mmari e mi va 'nfunnu, minanu l'autri lu chiummu e li va 'mpannu.'''<ref>Citato in Dorsa 1876, p. 59.</ref> (Rose)
:''Butto la paglia a mare e mi va a fondo, buttano gli altri il piombo e gli resta a galla.''
*'''Mortu u cani, morta a rraggia.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 37.</ref>
:''Morto il cane, morta la rabbia''
*'''Mpresta dinari ca ti fai nimici.'''<ref name=crapula />
:''Presta soldi, (vedrai) che ti fai nemici.''
*'''Mugghieri di ruga e cumpari di Roma.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 358.</ref>
:''Moglie del vicinato e compare di [[Roma]].''
==N==
*'''Na fimmana manda avanti na casa e na fimmana a sderrupa.'''<ref name=paremìa />
:''Una donna manda avanti una casa e una donna la manda in rovina.''
*''''Na mamma fa pe centu figji, ma centu fugji no fannu pe 'na mamma.'''<ref name=one />
:''Una mamma fa per cento figli, ma cento figli non fanno per una mamma.''
*'''Na nuci nta nu saccu no fa scrosciu.'''<ref name=nut>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 296.</ref>
:''Una noce in un sacco non fa rumore.''
*''''Na vota pasa 'u santu d'avanti 'a porta.'''<ref name=one />
:''Una sola volta passa il santo davanti alla porta.''
*''''Na vota si fa gabba 'a vecchia.'''<ref name=alba>Citato in Marzano 1928, p. 163.</ref>
:''Una sola volta si inganna la vecchia.''
*'''Nci dissi lu surici a la nuci: dammi tempu ca ti perciu.'''<ref name=nut />
:''Ha detto il topo alla noce: dammi tempo e ti sbucherò.''
*''''Nci sû cchiù gjorni ca sotizzi.'''<ref name=one />
:''Ci sono più giorni che salsiccie.''
*'''Nci voli fortuna fin'o cacari.'''<ref name=one />
:''Ci vuole fortuna perfino nel defecare.''
*'''No bisogna farsi no gabbu e no maravigja, ca lo gabbu 'ncappa e 'a jestima no.'''<ref name=Catarini />
:''Non bisogna farsi né scherno e neppure meraviglia, che lo scherno coglie e la bestemmia no.''
*'''No nsona Catarini senza i dui carrini.'''<ref name=Catarini>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA218#v=onepage&q&f=false p. 218].</ref>
:''Non suona Catarini senza i due carlini.''
::{{spiegazione|Catarini è il nome della maggiore campana di San Michele, una delle quattro parrocchie di Monteleone-Calabro. Era fama che l'abate di questa chiesa, secondo quanto riferito nella fonte, non faceva suonare a morto, se prima non si pagavano a lui o al sacrestano tre carlini.}}
*'''No nsi poti cuntra ventu navicari, e mancu cuntra la fortuna jiri.'''<ref name=Catarini />
:''Non si può navigare contro vento, e neppure andare contro la fortuna.'''
*'''No sempri je pasca.'''<ref name=Catarini />
:''Non sempre è Pascua.''
*'''No tutt'i petri d'a menzu 'a via si ponnu cacciàri.'''<ref name=Catarini />
:''Non tutte e pietre dalla starda si possono sgombrare.''
*'''Non è vedhanu cui vedhanu nasci, vedhanu è cui la fa la villania.'''<ref name=zotico />
:''Non è villano chi villano nasce, villano è chi la fa la villania.''
*'''Novembre 'nchiatratu, addiu simminatu'''<ref>Citato in ''L'antichi dicìanu'', p. 62.</ref>
:''Se a novembre gela, tutto ciò ch'è stato seminato va perduto''
*'''Ntempu d'estati ogni filici è pagghiaru.'''<ref name=pagghia />
:''In tempo di estate ogni felce serve da capanna.''
*''''Nu papa mori, e 'n'atru papa fannu, e li Romani sempre llegri sugnu.'''<ref name=Catarini />
:''Un [[Papa]] muore, e un altro Papa fanno, e i [[Roma|Romani]] sempre allegri stanno.''
*'''Non tantara u cana chi dorma.'''<ref>Citato Roberto Perrone, ''L'ultima volontà'', [https://books.google.it/books?id=gBOODwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT164&dq=&pg=PT164#v=onepage&q&f=false p. 164].</ref>
:''Non disturbare il cane che dorme.''
==O==
*'''Ogni acellu canta a soi nidu, ogni gallu a lu soi masunaru.'''<ref name=Catarini />
:''Ogni uccello canta nel suo nido, ogni gallo nel suo [[pollaio]].''
*'''Ogni agiellu canusce u nidu sue.'''<ref name=VIII/>
:''Ogni uccello conosce il suo nido.''
*'''Ogni hiuri è signu d'amuri.'''<ref name=Ehre />
:''Ogni fiore è segno di amore.''
*'''Ogni hiuri avi lu soi adduri.'''<ref name=Ehre />
:''Ogni fiore ha il suo odore.''
*'''Ogni petricedha e tinta grasta servi alla sua marramma e cara custa.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 176.</ref>
:''Ogni sassolino e coccio inutile serve al materiale di fabbrica e costa caro.''
*'''Ogni petriceja e tinta grasta servi alla sua marramma e cara custa.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 235.</ref>
:''Ogni pietruzza ed ogni piccolo coccio serve alla zavorra e costa caro.''
*'''Ogni sparagnu è guadagnu.'''<ref name=jail />
:''Ogni [[risparmio]] è guadagno''
*'''Ognunu s'ha di guardari 'u jimbu soi.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 203.</ref>
:''Ognuno deve guardarsi la sua gobba.''
*'''Ognunu tira re vrasce a ri piadi sue.'''<ref>Roberto Masiero, ''Dragan l'imperdonabile'', Infinito, Formigine, 2019, [https://books.google.it/books?id=4X4kEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT156&dq=&pg=PT156#v=onepage&q&f=false p. 156]. ISBN 9788868613839</ref>
:''Ognuno cerca di avvicinare le braci ai suoi piedi.''
::{{spiegazione|Ognuno tira acqua al proprio mulino.}}
*'''''Oji 'mapura, | domani 'nsepurtuta, | biàtu cu' pe l'ànima si procura.'''''<ref>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&hl=&pg=PA219#v=onepage&q&f=false p. 219].</ref>
:''Oggi in paura, | domani in sepoltura, | beato chi per l'anima si provvede.''
*'''Ottobri coci l'ovu.'''<ref name=Candelora />
:''Ottobre cuoce l'uovo.''
::{{spiegazione|Ottobre serba ancora il calore dell'estate.}}
==P==
*'''Pacenzia 'nci voli a li burraschi, ca 'u meli non si mangia senza muschi.'''<ref name=Candelora />
:''Ci vuole pazienza nelle burrasche (della vita), perché il miele non si mangia senza mosche.''
*'''Palumba muta non pot'essari servuta.'''<ref>Citato in Raffaele Lombardi Satriani, ''La saggezza e la memoria: {{small|proverbi in uso in San Costantino di Briatico}}'', a cura di Luigi Maria Lombardi Satriani, Armando, Roma, 2008, [https://books.google.it/books?id=KoOKMzdXYdEC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA55&dq=&pg=PA58#v=onepage&q&f=false p. 58, § 188]. ISBN ISBN 9788860813435</ref> (San Costantino di Briatico)
:''Colomba muta non può essere servita.''
*'''Pani, amaru chi un ni schiana; ca puru cu lu màllari ti ni fai na pitta.'''<ref>Citato in ''Stato delle persone in Calabria: {{small|il massaro}}'', p. 271.</ref>
:''Pane, misero chi non ne spiana, perché anche con l'impasto che resta tra le dita te ne fai una focaccia.''
*'''Pani e mantu no gravanu tantu.'''<ref name=faraway />
:''Pane e manto non pesano troppo.''
::{{spiegazione|Pane e mantello bisogna sempre averli con sé.}}
*'''Pani tostu mantene casa.'''<ref name=puniu />
:''Il pane duro mantiene la casa.''
*'''Parma chiovusa, gregna gravusa.'''<ref name=candle />
:''[[Domenica delle Palme]] piovosa, covone pesante.''
*'''Pasca marzatica mortalità e famatica.'''<ref name=candle />
:''[[Pasqua]] di marzo, mortalità e fame.''
*'''Pe' l'orbu no faci mai jornu.'''<ref name=paru />
:''Per il cieco non fa mai giorno.''
*'''Pe' San Martinu ogni mustu è vinu.'''<ref name=Candelora />
:''Per San Martino ogni mosto è vino.''
*'''Pede cata pede buonu maritu mene.'''<ref name=pede>Citato, con traduzione, in Dorsa 1876, p. 34.</ref> (San Sisto)
:''L'andare adagio nel matrimoni apporta un buon marito.''
*'''Petra chi no fa lippu s'a leva 'a hiumara.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 217.</ref>
:''La pietra che non fa limaccio se la porta il fiume.''
::{{spiegazione|Lo si dice di chi non ha fermezza.}}
*'''Povertà e prenizza non si ponno ammucciari.'''<ref name=verbergen />
:''Povertà è gravidanza non si possono nascondere.''
*'''Prega lu vedhanu ca s'anauza, prega lu galantomu ca si scauza.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 452.</ref>
:''Prega il villano e s'innalza, prega il gentiluomo e si scalza.''
==Q==
*'''Quandu la gatta non c'è, lu surici abballa.'''<ref>Citato Marzano 1928, p. 424.</ref>
:''Quando la gatta non c'è, il topo balla.''
*'''Quandu maju è ortulanu, assai pagghia e pocu ranu.'''<ref name=pagghia />
:''Quando maggio è ortolano, assai paglia e poco grano.''
*'''Quandu nesci lu liri, chiovi a barliri.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 217.</ref>
:''Quando esce l'arcobaleno, piove a barili.''
*'''Quandu no poi 'mbivarì ô guttu, 'mbivi ô cunduttu.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 186.</ref>
:''Quando non puoi bere al gotto, bevi al condotto, cioè alla fontana.''
*'''Quandu trona di lu Faru, va ricogghiti o pagghiaru.'''<ref>Citato in Marzano, p. 302.</ref>
:''Quando tuona dalla parte del Faro, ritirati a casa.''
*'''Quandu 'u riccu vaci a 'u 'mpernu, àvi a seggia allestuta.'''<ref>Citato in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=tiPaAAAAMAAJ&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&focus=searchwithinvolume&q=dinari p. 181].</ref>
:''Quando il ricco va all'inferno, ha la sedia già pronta.''
*'''Quannu 'u piersicu jure e se matura, la notte ccu llu juornu se misura.'''<ref>Citato, con traduzione, in Accattatis, parte prima, p. 766.</ref>
:''Quando il pesco fiorisce e matura la pesca, allora le notti sono uguali ai giorni.''
*'''Quannu cc'è lu gattu lu sùrice sta mattu.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 319.</ref>
:''Quando c'è il gatto, il topo sta cheto.''
::{{spiegazione|La presenza del superiore tiene in freno i sottoposti.}}
*'''Quannu vidi lu lupu, nun jire circannu le pedate.'''<ref name=Wolf />
:''Quando vedi il lupo non cercare le orme.''
::{{spiegazione|Se vedi un pericolo, evitalo, assolutamente.}}
==R==
*'''Robba mia, statti cu mia, ca no tti pigja 'a malincunia.'''<ref>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA220#v=onepage&q&f=false p. 220].</ref>
:''Roba mia, restatene con me, altrimenti ti prende la maliconia.''
==S==
*'''Saccu vacanti nun si reje all'irta.'''<ref name=puniu />
:''Sacco vuoto non si regge dritto.''
::{{spiegazione|Se non si mangia si è deboli.}}
*'''Sangu e dinari su' forti a cacciari.'''<ref name=crapula />
:''Sangue e soldi sono difficili da tirare fuori.''
*'''Sarva a pezza pe quandu veni u pertusu.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Marzano 1928, p. 317.</ref>
:''Conserva la pezza per il momento in cui si creerà il buco.''
::{{spiegazione|Attendi l'occasione propizia per vendicarti bene del tuo nemico.}}
*'''Scupa nova faci scrusciu.'''<ref>Citato in Raffaele Lombardi Satriani, ''La saggezza e la memoria'', [https://books.google.it/books?id=KoOKMzdXYdEC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA55&hl=it&pg=PA116#v=onepage&q&f=false p. 116 § 578].</ref> (San Costantino Briatico)
:''La [[scopa (strumento)|scopa]] nuova fa scrusciu<ref>Termine onomatopeico.</ref>, fa rumore.''
::{{spiegazione|Lo si dice di un domestico che, nei primi giorni di servizio, si dimostri attivo.}}
*'''Si boi dinari va a Papagghionti.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Lombardi Satriani 1968, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=tiPaAAAAMAAJ&dq=Si+boi+dinari+va+a+Papagghionti&focus=searchwithinvolume&q=+Papagghionti p. 140].</ref>
:''Se vuoi soldi vai a [[Zungri|Papaglionti]].''
::{{spiegazione|Papaglionti è una frazione del comune di Zungri in provincia di [[Vibo Valentia]]. Secondo una leggenda, Papaglionti era sede di tempio dedicato alla dea Cibele in cui era custodito il tesoro dei Locresi chiuso dietro una muraglia edificata con un cemento speciale; innanzi ad essa era collocato un leone con la scritta in caratteri greci ''Paleontos'': tutto sotto il leone.}}
*'''Se chiovi p' 'o suli leuni, dassa 'a 'liva a lu patruni!'''<ref name=Candelora />
:''Se piove nel solleone, lascia l'oliva al padrone.''
::{{spiegazione|I temporali che si abbattono sugli olivi nel mese di luglio potrebbero pregiudicare il raccolto.}}
*'''Senza dinari non si canta Missa e mancu morti si lèvanu a la fossa.'''<ref name=Candelora />
:''Senza denari non si cantano Messa e neppure da morto ti portano alla fossa.''
*'''Serra e verrina lu diavulu li mina.'''<ref>Citato in Martano 1928, p. 453.</ref>
:''Serra e succhiello è il diavolo che li mena.''
::{{spiegazione|Serra e succhiello sono strumenti di lavoro pesante.}}
*'''Si la 'mbidia fussi guaiara, ognunu l'avarria.'''<ref name=gravity>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 180.</ref>
:''Se l'invidia fosse ernia, ognuno l'avrebbe.''
*'''Si l'acqua 'un s'arrimina, fete.'''<ref name=VIII/>
:''Se l'acqua non viene smossa, puzza.''
::{{spiegazione| Meglio agire che aspettare.}}
*'''''Si monacu ti fai, lu 'nfiernu attizzi, | si ti mariti pue, lu nfiernu abbrazzi.'''''<ref name=catarro />
:''Se monaca ti fai, l'inferno attizzi, se ti mariti poi, l'inferno abbracci.''
*'''Si 'u mbernu non 'mbernia e 'a stati non statia, u masaru non palija.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Marzano 1928, p. 304.</ref>
:''Se l'inverno non è un vero inverno e l'estate una vera estate, il massaio non trebbia.''
::{{spiegazione|Se l'inverno non è rigido e l'estate non è calda, il massaro non trebbia.}}
*'''Si voi gabbari lu toi vicinu, curcati prestu e levati matinu.'''<ref name=alba />
:''Se vuoi gabbare il tuo vicino, coricati presto ed alzati di buon mattino.''
'''Si vue acquistare 'nimicizie – 'Mpresta dinari e riprinne vizi.'''<ref name=crapula />
:''Se vuoi farti nemici – presta soldi e riprendi i vizi.''
*'''Si vue inchiere lu cellearu, zappa e puta intra jennaru; ma lu veru putazzu è lu mise de marzu.'''<ref>Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 143.</ref>
:''Se vuoi riempire la cantina, zappa e pota entro gennaio; ma la vera potatura si fa nel mese di marzo.''
::{{spiegazione|Se vuoi vino molto, ma debole, zappa e pota in gennaio; ma per avere vino robusto bisogna fare ciò nel marzo.}}
*'''Se vo' linchìri lu cellaru, zzappa e puta 'nta jenaru.'''<ref name=Candelora />
:''Se vuoi riempire la cantina, zappa e pota entro gennaio.''
*'''Si rispetta u cani pe amuri du patruni.'''<ref name=paremìa />
:''Si rispetta il cane per amore del padrone.''
*'''Sìmina quandu voi, c' a giugnu meti.'''<ref name=Candelora />
:''Semina quando vuoi, che a giugno mieti.''
*'''Sparagna a farina quannu a tina è china; quannu u culacchiu pari nu bisogna sparagnari.'''<ref name=save>Citato in ''Stato delle persone in Calabria: {{small|il massaro}}'', in ''Il Bruzio: {{small|giornale politico letterario di Vincenzo Padula da Acri}}'', Tipografia dei Fratelli Testa, Napoli, 1878<sup>2</sup>, vol. I, [https://books.google.it/books?id=oN3TaTmmwRwC&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA268#v=onepage&q&f=false p. 268].</ref>
:''[[Risparmio|Risparmia]] la farina quando il tino è pieno, quando appare il fondo non bisogna (non serve più a nulla) risparmiare.''
*'''Sparti ricchizza e veni 'mpovertati.'''<ref name=spartiri />
:''Spartisci la [[Ricchezza e povertà|ricchezza]] e (ne) viene la povertà.''
*'''Su cangiati li sonaturi, ma la musica è sempre la stessa.'''<ref>Citato in Accattatis, parte prima, p. 472.</ref>
:''Sono cambiati i suonatori, ma la musica.''
::{{spiegazione|Cambia chi governa, ma tutto resta come prima.}}
*'''Su primu li dienti ca li parienti<ref>Variante: '''Li parienti su dienti''': I parenti sono denti (i soldi, il proprio utile). Citato, con spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 220.</ref>'''.<ref>Citato con spiegazione in Accattatis, parte prima, p. 220.</ref>
:Vengono prima i denti (i soldi, il proprio utile) dei parenti.
==T==
*'''Tira cchiù nu pilu all'irtu, ca na corda curi vuai ara scisa!'''<ref>Citato, con traduzione, in Daniele Acciariello, ''Sui campi e sulle rive del fiume'', Marcianum Press, Venezia, 2017, [https://books.google.it/books?id=r1KzDwAAQBAJ&lpg=PT344&ots=ulProW3Tku&dq=&pg=PT344#v=onepage&q=&f=false p. 344]. ISBN 978-88-6512-527-4</ref>
:''Tira più un pelo di donna in salita che una corda con i buoi in discesa.''
::{{spiegazione|L'attrazione sessuale ha una potenza smisurata.}}
*'''Trippa china, canta, e non cammisa janca.'''<ref name=puniu />
:''La pancia piena (la sazietà) canta (dà gioia), non la camicia bianca.''
*'''Trippa china e faccia tinta.'''<ref name=puniu />
:''Faccia sporca (per il lavoro), e (ma) pancia piena.''
*'''Trista pignata (o Tristu rugagnu) nun cade de 'ncinu e, si cade, 'un se rumpe.'''<ref>Citato, con traduzione e spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 565.</ref>
:''[[Pentola]] malvagia (persona cattiva) non cade dall'uncino e, se cade, non si rompe.''
::{{spiegazione|È quasi sempre impunita, ovvero vive lungamente.}}
*'''Tristu linu e tristu maritu amara chija casa chi no 'nd'avi.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 217.</ref>
:''Cattivo lino e cattivo marito, infelice quella casa che non ne ha.''
::{{spiegazione|Misera quella casa che non ha lino, anche se di qualità scadente, e marito, ancorché cattivo.}}
==U==
*''''U bonu juornu di la matina pari.'''<ref name=paru />
:''Il bel giorno si vede dalla mattina.''
*'''Û bonu marinaru si canusci ô cattivu tempu.'''<ref>Citato in Giovanni Malara, ''Vocabolario dialettale, calabro-reggino-italiano'', p. 233.</ref>
:''Il buon [[marinaio]] si conosce col cattivo tempo.''
*'''U cani muzzica sempri a ru strazzatu.'''<ref name=mill />
:''Il cane morde sempre lo straccione, il poveraccio.''
::{{spiegazione|La malasorte tocca sempre al più povero.}}
*'''U ciucciu duv'è cadutu 'na vota nun ce cade cchìù.'''<ref>Citato, con traduzione, in Accattatis, perte prima, p. 163.</ref>
:''L'asino dove è caduto una volta, non ci cade più.''
*''''U ciucciu nun cce va sulu allu mulinu.'''<ref>Citato, con traduzione e spiegazione, in Accattatis, parte prima, p. 164.</ref>
:''L'asino non va da sé al mulino.''
::{{spiegazione|La forza costringe i riottosi.}}
*''''U diàvalu no n'avi pecuri, e bindi lana.'''<ref name=wool>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=Nci%20voli%20furtuna%20puru%20a%20cacari&hl=it&pg=PA221#v=onepage&q&f=false p. 221].</ref>
:''Il diavolo non ha pecore e vende lana.''
*''''U fissa parra sempri 'u primu.'''<ref name=fool>Citato in Peter Louis Arnell, ''Le sporche guerre degli italiani e la fine della dittatura'', Youcanprint Self-Publishing, Lecce, 2018, [https://books.google.it/books?id=MmV-DwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA60&dq=&pg=PA60#v=onepage&q&f=false p. 60]. ISBN 9788827860779</ref>
:''Lo stupido parla sempre per primo.''
*'''U friddu di marzu trasi nt'o cornu d'u goi.'''<ref name=marzu />
:''Il freddo di marzo entra nel corno del bue.''
*'''U gappu mori sempri a mani d'u vili.''' <ref name=wool />
:''Il coraggioso muore sempre per mano del vile.''
*''''U guappu mori pe mani d'u putruni.'''<ref name=gravity />
:''Il grdasso muore per mano del poltrone.''
*''''U juornu d'a candilora cui no n'avi carni, si 'mpigna u figjolu.'''<ref name=wool />
:''Il giorno della Candelora chi non ha carne s'impegna il figliolo.''
::{{spiegazione|È il momento opportuno per fare provviste.}}
*''''U latru è boia e l'arrobbàtu è 'mpisu.'''<ref name=fool />
:''Il ladro è boia e il derubato è impiccato.''
*''''U lignu stortu 'u focu 'a 'ddrizza.'''<ref name=focu>Citato in Pitrè e Salomone-Marino, [https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&hl=&pg=PA222#v=onepage&q&f=false p. 222].</ref>
:''Il legno storto, il fuoco lo raddrizza.''
*'''U lupu no si poti fari pecuraru e né la gurpi poti guardari gajini.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 185.</ref>
:''Il lupo non può farsi pecoraio né la volpe può custodire galline.''
*''''U marinaru pigja pisci, e gjestima.'''<ref name=focu />
:''Il marinaio prende pesci e bestemmia.''
*''''U lupu cangia lu pilu, ma no lu viziu.'''<ref name=Wolf>Citato in Accattatis, parte prima, p. 393.</ref>
:''Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio.''
*''''U lupu no si poti fari pecuraru e né la gurpi poti guardari gajini.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 185.</ref>
:''Il lupo non si può fare pastore né la volpe può custodire galline.''
*'''U lupu quann'a bisuognu esce de 'a tana'''<ref name=Wolf />
:''Il lupo quando ha bisogno esce dalla tana''
*''''U malu ferru resta a la mola.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 254.</ref>
:''Il cattivo [[ferro]] resta sulla mola.''
*''''U mangiari senza mbivari è comu u nuvulatu senza chòvari.'''<ref name=brodo />
:''Il mangiare senza bere e come il tempo nuvoloso senza che piova.''
*'''''U nte ridere de u miu duolu | cà quannu u miu è biecchiu u tue è nuovo.'''''<ref>Citato in [[Giuseppe Pitrè]], ''Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane'', vol VIII, ''Proverbi'', Luigi Pedone Lauriel, Palermo, 1880, vol. I, [https://books.google.it/books?id=E_uBAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA328#v=onepage&q&f=false p. 328].</ref>
:''Non farti beffe del mio dolore | che quando il mio è vecchio il tuo è nuovo.''
*''''U piaciri du ciucciu è la gramigna.'''<ref>Citato, con traduzione e spiegazione, in Sergio Zazzera, ''Proverbi e modi di dire napoletani, {{small|La saggezza popolare partenopea nelle espressioni più tipiche sul culto della famiglia e dell'ospitalità, sull'amicizia, sull'amore, sul lavoro, sulla religione e la superstizione}}'', Newton & Compton editori, Roma, 2004, p. 64. ISBN 88-541-0119-2.</ref>
:''Il piacere dell'asino è la gramigna.''
::{{spiegazione|Riferito a chi si diverte a tormentare qualcuno.}}
*''''U puorcu abbuttu azzirummula 'u scifu.'''<ref>Citato, con traduzione, in Francesco Leonetti, ''Una come un'altra'', [https://books.google.it/books?id=0Ke3CQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT206&dq=&pg=PT201#v=onepage&q&f=false p. 201].</ref>
:''Il porco strasazio fa cadere il truogolo in cui ha mangiato.''
::{{spiegazione|Questo è, per metafora, lo spettacolo che offre chi è tutto rivolto solo ad appagare la sua smisurata ingordigia, comportandosi con rozzezza, superbia e prepotenza.}}
*'''Û porcu mariu si nsonna â ghianda.'''<ref>Citato in Giovanni Malara, ''Vocabolario dialettale, calabro-reggino-italiano'', D. Calabrò, Reggio Calabria, 1909, [https://archive.org/details/vocabolariodiale00mala/page/340/mode/2up?q=porcu p. 340]</ref>
:''Il maiale magro sogna la ghianda.''
*''''U primu amure è 'na cancarena ca te cunzuma a focu lentu cuomu 'na cannila.'''<ref>Citato in ''Maia: {{small|rivista di letterature classiche}}'', vol. 60, Cappelli, Bologna, 2008, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=J-AnAQAAIAAJ&dq==searchwithinvolume&q=cancarena p. 72].</ref>
:''Il primo amore è una cancrena che ti consuma a fuoco lento come una candela.''
*'''U rrè faci a rrigina.'''<ref name=focu />
:''Il re fa la regina.''
*''''U Signuri nci ammattula c' u' mattuleju soi.'''<ref>Citato, con traduzione, in Marzano 1928, p. 25.</ref>
:''Il Signore ci doma, ci castiga insensibilmente.''
*''''U Signuri nci manda friscotti a ccui no n'avi denti.'''<ref name=focu />
:''Il Signore manda biscotti a chi non ha denti.''
*''''U surici puru je mastru, quandu pêrcia 'a nuci.'''<ref name=focu />
:''Anche il topo è maestro, quando buca la noce.''
*'''U vejanu cchiù l'accarizzi e cchiù iza 'a cuda.'''<ref name=zotico>Citato in Marzano 1928, p. 452.</ref>
:''Il villano più l'accarezzi e più alza la coda.''
::{{spiegazione|Più lo tratti gentilmente, più monta in superbia.}}
*'''U vejanu ha scarpa grossa e ceraveju finu.'''<ref name=zotico />
:''Il villano ha scarpa grossa e cervello fino.''
*''''U vinu 'a vita allonga e l'acqua accurcia l'anni.'''<ref>Citato in Schwamenthal e Straniero, [https://books.google.it/books?id=vXlfAQAAQBAJ&lpg=PT440&ots=_v-cGNzPAw&dq=&pg=PT440#v=onepage&q&f=false p. 440 § 5888].</ref>
:''Il vino allunga la vita e l'acqua accorcia gli anni.''
*'''Un cc'è ataru senza cruce e matrimmoniu senza vuci.'''<ref name=nottola />
:''Non c'è altare senza croci; non vi è matrimonio senza intoppi.''
*'''Unu sun'unu non rimanebit unu.'''<ref name=pede /> (Montalto)
:''L'una dopo l'altra non rimarrà creatura viva.''
*'''Uomini 'e vinu ugni cientu 'nu carrinu.'''<ref>Citato in Brunale, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=L_rWAAAAMAAJ&dq=chi+s%27aza+la+matina%2C+s%27abbusca&focus=searchwithinvolume&q=calabria p. 292].</ref>
:''Uomini di vino, (valgono) ogni cento un carlino.''
==V==
*'''Vai a putiha sàzziu, e nesci dijunu.'''<ref name=focu />
:''Vai alla bottega sazio e ne esci digiuno.''
*'''Vali cchiuni n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'nta la buggia.'''<ref>Citato in Marzano 1928, p. 65.</ref>
:''Vale più un amico in piazza che cento ducati in tasca.''
*'''Veni minu puru 'a culonna d'a santa chièsia.'''<ref name=focu />
:''Viene meno anche la colonna della santa chiesa.''
*'''Virdi nasci; virdi pasci, virdi mori.'''<ref name=focu />
:''Verde nasce; verde pasce, verde muore.''
::{{spiegazione|Lo si dice del [[cetriolo]].}}
*'''Vroccula, gnoccula e predicaturi – doppu Pasca non servinu cchiuni.'''<ref>Citato in ''Folklore della Calabria: {{small|volumi 1-2}}'', Società Calabrese di Etnografia e Folklore, 1956, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=xgClA3xTwCgC&dq=vroccula%2C+gnoccula+e+predicaturi&focus=searchwithinvolume&q=gnoccula p. 135].</ref>
:''Broccoli, gnocchi e predicatori – dopo Pascqua non servono più.''
::{{spiegazione| Ogni cosa va fatta al tempo giusto.}}
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*''[https://books.google.it/books?id=3B9YAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA217#v=onepage&q&f=false Archivio per lo studio delle tradizioni popolari: rivista trimestrale diretta da Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone-Marino]'', Libreria internazionale L. Pedone Lauriel, Palermo, vol. IX, 1890.
*Giovan Battista Marzano, ''[https://archive.org/details/MarzanoDizionarioEtimologicoCalabrese/mode/2up?q=zoppo Dizionario etimologico del dialetto calabrese]'', Stabilimento Tipografico Il Progresso, Laureana di Borrello, 1928.
*Luigi M. Lombardi Satriani, ''[https://books.google.it/books?id=tiPaAAAAMAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&printsec=frontcover&dq=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&q=Sangu+e+dinari+su+%27+forti+a+cacciari+.&hl=it&redir_esc=y Contenti ambivalenti del folklore calabrese: {{small|ribellione e accettazione nella realtà subalterna}}]'', Peloritana, Messina, 1968.
*Antonio Coltellaro, ''L'antichi dicìanu'', Calabria Letteraria editrice.
*Vincenzo Dorsa, ''[https://books.google.it/books?id=NIYCAAAAQAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false La tradizione greco-latina nei dialetti della Calabria citeriore]'', Dalla Tipografia Migliaccio, Cosenza, 1876.
*Eugenio Chieffallo, ''Parole e Proverbi'', Calabria Letteraria 1991.
*[[Domenico Caruso]], ''[http://www.brutium.info/folklore/folklore03.htm Quarant'anni di tradizioni popolari]'', ''brutium.info''.
*Antonio Coltellaro, ''Tutti i proverbi calabresi dalla A alla Z'', Calabria Letteraria editrice, 2008. ISBN 9788875741679
*Luigi Accattatis, ''[https://www.google.it/books/edition/Vocabolario_del_dialetto_calabrese_casal/LeQ-AAAAYAAJ?hl=it&gbpv=1&dq=rumpe+%27u+carru&pg=RA1-PA592&printsec=frontcover Vocabolario del dialetto calabrese (casalino-apriglianese)]'', Dai Tipi di Francesco Patitucci, Castrovillari, 1895.
*G. Quaranta, ''Dissimu e dicu'', Comune di Anoia.
==Voci correlate==
*[[Proverbi reggini]]
*[[Reggio Calabria]]
*[[Modi di dire calabresi]]
[[Categoria:Proverbi calabresi| Calabresi]]
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Peccato originale
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Otto Weininger
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[[Immagine:Michelangelo Sündenfall.jpg|thumb|upright=1.3|[[Michelangelo]], ''La tentazione e la cacciata dal paradiso terrestre'', Cappella Sistina]]
Citazioni sul '''peccato originale'''.
*Cosa c'è di più mafioso che non essere in grado di capire il bisogno di autodeterminazione e di libera espressione di un [[bambino]] per quello che è? perché infangarlo già di un peccato originale al fine di poterlo redimere, cioè violare a piacimento? ([[Aldo Busi]])
*Credo e proclamo che l'[[anima]] non è una parte di Dio, ma che dal nulla è stata creata, e che senza il [[battesimo]] è soggetta al peccato originale. ([[Papa Leone IX]])
*Da quando vi sono uomini, l'uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale! ([[Friedrich Nietzsche]])
*Da quell'Adamo abbiamo noi derivato quel peccato originale; perché da lui carnalmente tutti siam discesi e generati di vile e corrotta materia. E quando l'anima è posta nel nostro corpo, tosto è il peccato mortale contratto; e quella che era stata dapprima soltanto pena di concupiscenza, diviene poi e pena e peccato. Onde siam tutti nati come figli dell'ira e di eterna dannazione, se non fosse il battesimo che noi riceviamo che da noi rimuove la colpa. Ma in verità la pena rimane in noi come tentazione, pena che è chiamata concupiscenza. Quando nell'uomo è tortamente disposta o ordinata, gli fa desiderare, per cupidigia della carne, il peccato mortale, per la vista de' suoi occhi le cose terrene, e cupidigia d'altezza per superbia di cuore. ([[Geoffrey Chaucer]], ''[[I racconti di Canterbury]]'')
*E il Signore disse: «Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrrà spine e sofferenze». E Adamo disse: «Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...» ([[Giobbe Covatta]])
*El quale giardino, per lo peccato di Adam, germinoe spine, dove in prima ci erano fiori odoriferi di innocenzia e di grandissima soavità. Ogni cosa era obbediente a l'uomo; ma, per la colpa e disobbedienzia commessa, trovò ribellione in sé e in tucte le creature. Insalvatichì el mondo e l'uomo, el quale uomo è un altro mondo. ([[Caterina da Siena]])
*E poi il dolore anche inutile, anche ingiusto, non andava mai sprecato. Si devolveva in sconto dei peccati. E se non si avevano peccati personali, andava in sconto del Peccato Originale, vecchio debito di famiglia, contratto dai nonni Adamo ed Eva e mai estinto nei secoli, per il peso eccessivo degli interessi celesti. ([[Marcello Marchesi]])
*I danni del peccato originale sono: la privazione della grazia, la perdita del paradiso, l'ignoranza, l'inclinazione al male, tutte le miserie di questa vita, e infine la morte. (''[[Catechismo di Pio X]]'')
*Il peccato originale avviene continuamente: le cose eterne e le cose temporali stanno le une accanto alle altre. ([[Otto Weininger]])
*Il peccato originale consiste nel limitare l'Essere. Non lo commettere. ([[Richard Bach]])
*Il peccato originale fu un peccato di lussuria? ([[Marcello Marchesi]])
*Il peccato originale, la colpa senza responsabilità, il male irredento e innocente di esser venuti al mondo condannati a morte, magari fosse una vecchia intimidazione di secoli bui! È il buio che ci portiamo dentro tutti. E la pietà che Virgilio prova per i suoi compagni di pena e Dante prova per Virgilio, è forse la pietà che tutti ci meritiamo nascendo. ([[Vittorio Sermonti]])
*Il pensiero originale è come il peccato originale: entrambi sono accaduti, prima che tu [[nascita|nascessi]], a persone che non hai assolutamente incontrato. ([[Fran Lebowitz]])
*Il peccato originale si trasfonde in tutti gli uomini, perché avendo Iddio conferito all'uman genere in Adamo la grazia santificante e gli altri doni soprannaturali, a condizione che Adamo non disobbedisse; avendo questi disobbedito nella sua qualità di capo e padre del genere umano, rese l'umana natura ribelle a Dio. Perciò la natura umana viene trasfusa a tutti i discendenti di Adamo in uno stato di ribellione a Dio, priva della divina grazia e degli altri doni. (''[[Catechismo di Pio X]]'')
*Nel tempo che si affretta verso il [[giudizio universale|giudizio]] è richiesta la vigilanza della fede, perché il male non dorme e questo ci impone di essere costantemente abili nel discernere. Proprio qui si vede come il tempo del mondo è segnato dal peccato originale: esso ha avvelenato il tempo, ma non a tal punto che il tempo successivo al peccato originale non sia ancora il tempo del Signore. ([[Adrienne von Speyr]])
*Nella nostra ossessione per il peccato originale, a volte si dimentica l'originale [[innocenza]]. (''[[Fratello sole, sorella luna]]'')
*Perché ci lamentiamo del peccato originale? Non è per sua colpa che siamo stati cacciati dal paradiso terrestre, bensì a causa dell'albero della vita, affinché non ne mangiassimo i frutti. ([[Franz Kafka]])
*Qual è l'eresia più comune del nostro secolo, quella che gli fa dispettare fede, rivelazione , Chiesa e governi, e perfino legami indissolubili di famiglia e della società? La negazione del peccato originale. ([[Pietro Rota]])
*Se la Chiesa continuerà a proclamare l'assurdità del "peccato originale" come peccato storico, che si appiccica di generazione in generazione ai bambini appena nati, allora cosa dovremmo dire di tutti quelli che non vengono battezzati? Continueranno a portarsi dietro questa "macchia" per tutta la vita?<br>Anziché di peccato originale io preferisco parlare di una "benedizione originale" di Dio su ogni uomo che nasce, e questa benedizione originale, che riguarda tutti gli esseri umani, è l'immagine e la somiglianza con Dio e la capacità di scegliere il bene. ([[Andrea Gallo]])
*''Tu, serpe, | hai strisciato | tra le | mie gambe | dicendo "Vuoi | tutto? | È tuo, | ci puoi scommettere. | Ti renderò | la regina | di tutto. | Non c'è | bisogno di Dio, | non c'è | bisogno di lui. | Prendi la | mia mano, | sarai la | mia sposa. | Cogli il frutto. | Mettilo | dentro." | Tu, serpe, | tu, cane, | tu, falso, tu, bugiardo, | mi sono bruciata | le mani, | sono tra | le fiamme.'' ([[PJ Harvey]])
==Voci correlate==
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*[[Adamo]]
*[[Caduta dell'uomo]]
*[[Eva]]
*[[Giardino dell'Eden]]
*[[Immacolata Concezione]]
*[[Peccato]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Teologia cristiana]]
[[Categoria:Teologia ebraica]]
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Otto Weininger
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/* Citazioni su Otto Weininger */ Italo Tavolato
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==Citazioni su Otto Weininger==
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==Citazioni su Otto Weininger==
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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Incipit di "Sesso e carattere"
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==[[Incipit]] di ''Sesso e carattere''==
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale dell'uomo, delle piante e degli animali.
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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/* Bibliografia */ Sesso e carattere (Ed. Bocca)
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==[[Incipit]] di ''Sesso e carattere''==
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale dell'uomo, delle piante e degli animali.
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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/* Bibliografia */ altri riferimenti
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==[[Incipit]] di ''Sesso e carattere''==
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale dell'uomo, delle piante e degli animali.
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==[[Incipit]] di ''Sesso e carattere''==
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==[[Incipit]] di ''Sesso e carattere''==
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'embrione umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il sesso futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==[[Incipit]] di ''Sesso e carattere''==
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Quello che noi sosteniamo è che D non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'emancipazione, tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo. (Parte prima cap. VI, p. 58)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'emancipazione, tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «inversioni sessuali» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «[[Inversione sessuale|inversioni sessuali]]» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «[[Inversione sessuale|inversioni sessuali]]» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
*[...] quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di [[immortalità]]. (Parte seconda, cap. V, p. 116)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*Il psicologismo è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. (p. 72)
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «[[Inversione sessuale|inversioni sessuali]]» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
*[...] quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di [[immortalità]]. (Parte seconda, cap. V, p. 116)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*{{sic|Il}} [[psicologismo]] è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. (p. 72)
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «[[Inversione sessuale|inversioni sessuali]]» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
*[...] quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di [[immortalità]]. (Parte seconda, cap. V, p. 116)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*{{sic|Il}} [[psicologismo]] è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. (p. 72)
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*Il [[peccato originale]] avviene continuamente: le cose eterne e le cose temporali stanno le une accanto alle altre. (p. 102)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «[[Inversione sessuale|inversioni sessuali]]» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
*[...] quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di [[immortalità]]. (Parte seconda, cap. V, p. 116)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Weininger, Otto}}
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[[Immagine:Otto Weininger 1903 - Heliogravüre Paulussen.jpg|thumb|upright=0.7|Otto Weininger, 1903]]
'''Otto Weininger''' (1880 – 1903), filosofo austriaco.
==Citazioni di Otto Weininger==
*Da una stazione non si partirà mai per la libertà.<ref>Citato in ''Focus'' n. 89, p. 150.</ref>
*[[Malattia]] e [[solitudine]] sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.<ref>Da ''Letzte Aphorismen'', in ''Über die letzten Dinge'', Braumüller, Vienna, 1907.</ref>
*Qui a [[Siracusa]] sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la ''Cavalleria rusticana'', in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla [[luna]], fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «''grande''»... (da ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'')
*Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da ''Lettere ad Arthur Gerber'', in ''Taccuino e lettere'')
==''Intorno alle cose supreme''==
*{{sic|Il}} [[psicologismo]] è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. (''Alcuni aforismi'', p. 72)
*Il [[Delitto|delinquente]] è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'[[Omicidio|assassinio]]. (''Alcuni aforismi'', pp. 77-78)
*L'uomo ''[[Onestà|onesto]]'' si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*[[Colpa]] e [[Castigo|punizione]] non sono due cose ma una sola. (''Alcuni aforismi'', p. 78)
*Il [[peccato originale]] avviene continuamente: le cose eterne e le cose temporali stanno le une accanto alle altre. (''Alcuni aforismi'', p. 102)
*La [[lava]] è lo sterco della terra. (''Ultimi aforismi'', p. 245)
==''Sesso e carattere''==
===[[Incipit]]===
La classificazione più in uso della maggior parte degli esseri viventi, la designazione comune cioè di maschi o femmine, uomini o donne, non è assolutamente più sufficiente di fronte ai fatti. Questa mancanza viene da molti sentita più o meno distintamente, e questo lavoro si propone appunto di mettere in chiaro il problema.<br>Partirò da quanto hanno scritto nei tempi recentissimi altri autori riguardo ai fenomeni concernenti un tal tema, sostenendo, in base ai risultati dell'embriologia, ''la originaria mancanza di differenziazione sessuale nella prima fase embrionale'' dell'uomo, delle piante e degli animali.<br>Nell'[[embrione]] umano non si può, per esempio, riconoscere fino alla quinta settimana il [[Sessualità|sesso]] futuro. Subito dopo la quinta settimana cominciano quei processi, che verso la fine del terzo mese di gravidanza lo fanno prima apparire egualmente disposto per l'uno o per l'altro sesso per arrivare poi a una completa definizione sessuale dell'individuo.
===Citazioni===
*Chi considera le «[[Inversione sessuale|inversioni sessuali]]» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
*Quello che noi sosteniamo è che [[Donna|D{{NDR|onna}}]] ''non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'[[emancipazione]], tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo''. (Parte prima cap. VI, p. 58)
*[...] quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di [[immortalità]]. (Parte seconda, cap. V, p. 116)
==Citazioni su Otto Weininger==
*Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose. ([[Giulio Augusto Levi]])
*L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, ''Geschlecht und Charakter'' (''Sesso e carattere'') che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la [[donna]] a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'[[uomo]]. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuí alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente [[razza|razziale]]. Come la femmina era opposta al maschio, così l'[[ebrei|ebreo]] si contrapponeva all'[[ariano]]. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'[[amore]] in [[lussuria]]. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio, l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'[[anima]] e della vita [[spirito|spirituale]]. ([[George Mosse]])
*Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia. ([[Italo Tavolato]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-intorno-alle-cose-supreme/mode/1up Intorno alle cose supreme]'', Fratelli Bocca Editori, Torino, 1914.
*Otto Weininger, ''Sesso e carattere. Un'indagine sui principi'' a cura di Giovanni Sampaolo, Edizioni Studio Tesi, 1992.
*Otto Weininger, ''[https://archive.org/details/weininger-sesso-carattere/page/n2/mode/1up Sesso e carattere]'', Introduzione e traduzione di Giulio Fenoglio, Fratelli Bocca Editori, Torino, 1922<sup>2</sup>.
*Otto Weininger, ''Taccuino e lettere'', a cura di M. Cometa, Edizioni Studio Tesi, 1986.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi austriaci]]
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Marito
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[[File:Johann Christian Wilhelm Beyer (1725-1796) portrayed in c.1775 by his wife Gabrielle née Bertrand.jpg|thumb|Johann Wilhelm Beyer ritratto da sua moglie Gabrielle (1775)]]
Citazioni sul '''marito'''
==Citazioni==
*Alla [[donna]] {{NDR|Dio}} disse: "[...] Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà". (''[[Genesi]]'')
*Ci si affeziona al colonnello delle previsioni del tempo, figuriamoci a un marito. (''[[E allora mambo!]]'')
*Conoscono le donne solo i mariti. Solo il marito le vede dietro le quinte. Per questo [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] affermava che tutti i mariti dicono: c'è solo una donna cattiva, e l'ho sposata io. Di fronte agli altri esse fingono così bene, che nessuno le vede come sono in realtà, in particolare finché sono giovani. ([[Lev Tolstoj]])
*Ho sempre pensato che l'ideale del matrimonio sia conservare un po' di mistero. Tuo marito dovrebbe rimanere il meraviglioso straniero, qualcuno da continuare a scoprire ogni giorno. (''[[Quell'incerto sentimento]]'')
*– Ma che hai in mente tu? Che cosa credi che sia la verità?<br>– È tutto per un uomo.<br>– Ma non per una donna. Un uomo può sperare di concludere tante, tante belle cose, la donna invece non ha che il marito: ecco la sua verità. Bella o brutta, quella è la verità. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'')
*''Mariti? Eh, Dio! Si le cose, commare, | Se potessi quaggiù falle du' vorte, | Prima de dì cquer ''«padre sì» ''a l'artare | Me vorrebbe da mé ddamme la morte''. ([[Giuseppe Gioachino Belli]])
*Marito. Uno che avendo pranzato, deve preoccuparsi di rigovernare. ([[Ambrose Bierce]])
*Oh, mio marito l'apprezzava, la mia bellezza. E come! Il guaio è che apprezzava anche quella di tutte le altre. ([[Allan Prior]])
*Quand'ero piccolo mi chiedevano cosa volessi fare da grande e io rispondevo sempre al stessa cosa: volevo fare il marito. Lo so che sembra strano, la maggior parte dei bambini vuole diventare pompiere o personal trainer, ma per me era fare il marito la professione più bella. E grazie a Stacy quel sogno sta per avverarsi. Purtroppo nessuno ti paga per fare il marito. (''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'')
*Quando un marito, paragonato superficialmente a un altro uomo, sembra avere altrettante buone qualità, è segno che ne ha di più. ([[Étienne Pivert de Senancour]])
*Quel che tiene legato il marito nella buona e nella cattiva sorte è la donna con la quale egli si diverte a stare insieme. ([[Jean Kerr]])
*Quelli giusti sono tutti sposati. (''[[NCIS - Unità anticrimine (prima stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*Un nuovo marito richiede una nuova paga. (''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'')
*''Un uom che prende moglie | l'imagine mi dà | d'un inter che diventa una metà''. ([[Antonio Ghislanzoni]])
==[[Proverbi italiani]]==
*Buon marito è difficil che sia quello, che fu cattivo [[figlio]], o mal [[fratello]].
*Cattivo amico, pessimo marito.
*Chi ha buon marito lo porta in viso.
*Chi ha male al dito sempre lo mira, chi ha mal marito sempre sospira.
*Chi ha marito, ha padrone.
*È meglio nu cantaro mmiez' â casa ca nu marito annanz' ê piede. ([[proverbi napoletani|napoletano]])
*I mariti [[gelosia|gelosi]] sono spesso quelli che hanno la camicia sudicia.
*Il marito di una donna savia di rado è infelice.
*Il marito non deve avere in bocca denti da [[lupo]], ma nemmeno esser senza denti.
*Marito disamorato, matrimonio rammaricato.
*Marito e figli come Dio te li dà, così te li piglia.
*Meglio è marito purciello c'ammico 'mperatore. ([[proverbi napoletani|napoletano]])
*Tristu linu e tristu maritu amara chija casa chi no 'nd'avi. ([[Proverbi calabresi|calabrese]])
*Uomo ammogliato, [[uccello]] in gabbia.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Marito e moglie]]
*[[Matrimonio]]
*[[Moglie]]
*[[Fidanzato]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Matrimonio]]
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<noinclude>{{incipit|lettera=W}}</noinclude>
==W==
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*'''[[Karl Edward Wagner]]'''
**Conan e la strada dei re
**I graticci di legno
**Tra i pini
*'''[[H. Russell Wakefield]]'''
**Il cacciatore di spettri
*'''[[Alfred Russel Wallace]]'''
**Esiste un'altra vita?
*'''[[David Foster Wallace]]'''
**Brevi interviste con uomini schifosi
**Il re pallido
**Infinite Jest
**La ragazza dai capelli strani
**La scopa del sistema
**Oblio
**Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)
***Che esagerazione
***David Lynch non perde la testa
***E Unibus Pluram: Gli scrittori americani e la televisione
***Invadenti evasioni
***L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce...
**Una cosa divertente che non farò mai più
*'''[[Edgar Wallace]]'''
**Caccia al tesoro
**I quattro giusti
**Il signor Reeder investigatore
**King Kong
*'''[[Lew Wallace]]'''
**Ben-Hur
*'''[[Velma Wallis]]'''
**Due donne
*'''[[Hugh Walpole]]'''
**Il piccolo fantasma
**La neve
**Tuono a sinistra
*'''[[Neale Donald Walsch]]'''
**Amicizia con Dio
*'''[[Robert Walser]]'''
**I fratelli Tanner
**I temi di Fritz Kocher
**Jakob von Gunten
**L'assistente
*'''[[Mika Waltari]]'''
**Sinuhe l'egiziano
*'''[[Minette Walters]]'''
**Il segreto di Cedar House
**La morte ha freddo
**La piuma del diavolo
**Prove sepolte
**Un'esca per l'assassino
*'''[[Donald Wandrei]]'''
**Tic tac
*'''[[Lulu Wang]]'''
**Il teatro delle ninfee
*'''[[Nigel Warburton]]'''
**Breve storia della filosofia
*'''[[Mary Jane Ward]]'''
**La fossa dei serpenti
*'''[[Alan Warner]]'''
**Rave Girl
*'''[[Rex Warner]]'''
**Il giovane Cesare
*'''[[Robert Penn Warren]]'''
**Nel vortice del tempo
*'''[[Jakob Wassermann]]'''
**Caspar Hauser o l'ignavia del cuore
**Etzel Andergast
**La terza esistenza di Giuseppe Kerkhoven
*'''[[Elisabeth Waters]]'''
**Il compagno di giochi
**Il giovane Ardais
**La rinascita
**Un incontro di menti
*'''[[Sarah Waters]]'''
**Carezze di velluto
**L'ospite
**Ladra
*'''[[Ian Watson]]'''
**Il libro delle stelle
**Il pianeta di Dio
**La doppia faccia degli UFO
*'''[[Paul Watzlawick]]'''
**Istruzioni per rendersi infelici
*'''[[Evelyn Waugh]]'''
**Il caro estinto
**Lady Margot
**L'inviato speciale
**Sempre più bandiere
**Viaggio in Africa
*'''[[L. A. Weatherly]]'''
**Angel
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*'''[[Charles Webb]]'''
**Il laureato
*'''[[Mary Webb]]'''
**Tornata alla terra
*'''[[Georg Weber]]'''
**Prospetto storico della letteratura tedesca
*'''[[Max Weber]]'''
**Il lavoro intellettuale come professione
**L'etica protestante e lo spirito del capitalismo
*'''[[Jean Webster]]'''
**Papà Gambalunga
*'''[[Karl-Wilhelm Weeber]]'''
** Vita quotidiana nell'antica Roma
*'''[[Simone Weil]]'''
**L'ombra e la grazia
**La rivelazione greca
**Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale
*'''[[Jennifer Weiner]]'''
**Certe ragazze
**L'altra storia di noi
**Letto a tre piazze
*'''[[Otto Weininger]]'''
**Sesso e carattere
*'''[[Andy Weir]]'''
**L'uomo di Marte
*'''[[Lauren Weisberger]]'''
**Un anello da Tiffany
*'''[[Daniel Evan Weiss]]'''
**Gli scarafaggi non hanno re
*'''[[Ernst Weiss]]'''
**L'aristocratico
*'''[[Peter Weiss]]'''
**Congedo dai genitori
*'''[[David Wellington]]'''
**Zombie Island
*'''[[Manly Wade Wellman]]'''
**Addis, Tolie & C.
**Dove s'arrampica il caprifoglio
**Il caso del signor Craw
**Il posto di Goodman
**Il "rondache" di Leonardo
**La proposta del diavolo
**La roccia della paura
**Vandy, Vandy
*'''[[Paul Wellman]]'''
**Vento di terre lontane
*'''[[Herbert George Wells]]'''
**Autobiografia sperimentale
**Gli astrigeni
**L'isola del dottor Moreau
**L'uomo invisibile
**La guerra dei mondi
**La macchina del tempo
**La porta nel muro
**Nei giorni della cometa
*'''[[Rebecca Wells]]'''
**I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters
*'''[[Irvine Welsh]]'''
**Colla
**Crime
**Ecstasy
**Il lercio
**Tolleranza zero
**Trainspotting
*'''[[Franz Werfel]]'''
**Ascoltate la voce
**Barbara
**Il canto di Bernadette
**Il pianeta dei nascituri
**Nel crepuscolo di un mondo
**Una scrittura femminile azzurro pallido
*'''[[Elisabetta Werner]]'''
**San Michele
*'''[[Morris West]]'''
**L'Arlecchino
*'''[[Nathanael West]]'''
**Il giorno della locusta
*'''[[Scott Westerfeld]]'''
**Fashion Killers
*'''[[Donald E. Westlake]]'''
**Come ti rapisco il pupo
**Il vincitore
**Minaccia a vuoto
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*'''[[Edith Wharton]]'''
**Dopo
**Estate
**Ethan Frome
**Febbre romana
**Gli occhi
**I bucanieri
**I ragazzi
**Il campanello della cameriera
**Il mistero di Whitegates
**Il sonno del crepuscolo
**Kerfol
**La casa della gioia
**La scogliera
**La valle della decisione
**L'età dell'innocenza
**L'usanza del paese
**Madame de Treymes
**Uno sguardo indietro
*'''[[Edmund White]]'''
**Ragazzo di città
*'''[[James White]]'''
**Incontro nell'abisso
**L'astronave del massacro
**Vita con gli automi
*'''[[Jessie White]]'''
**La miseria in Napoli
*'''[[Michael White]]'''
**L'anello dei Borgia
*'''[[Terence Hanbury White]]'''
**La spada nella roccia
*'''[[Alfred North Whitehead]]'''
**Introduzione alla matematica
*'''[[Colson Whitehead]]'''
**Il colosso di New York
**John Henry Festival
**L'intuizionista
**La ferrovia del nord
*'''[[Henry S. Whitehead]]'''
**La signora Lorriquer
**Zombies. Storie indicibili
***Zombi
***Cassius
***Le ombre
***La bestia nera
***I sette giri del cappio del boia
***Tamburi sulle colline
***Le labbra
***Il camino
*'''[[John Whitman]]'''
**Star Wars, la galassia del terrore: la città dei morti
**Star Wars, la galassia del terrore: mangiati vivi
*'''[[Walt Whitman]]'''
**Foglie d'erba
**Giorni rappresentativi
**Prospettive democratiche
*'''[[Jack Whyte]]'''
**La stirpe dell'Aquila
**Le cronache di Camelot. La spada che canta
**Saint-Clair. Il leone dei Templari
**Saint-Clair. La caduta dei Templari
<span id="Wi"></span>
*'''[[Ernst Wiechert]]'''
**La Signora
*'''[[Anna Wiener]]'''
**La valle oscura
*'''[[Elie Wiesel]]'''
**L'alba
*'''[[Frank Wilczek]]'''
**La leggerezza dell'essere
*'''[[Oscar Wilde]]'''
**De profundis
**Il fantasma di Canterville
**Il principe felice
**Il ritratto di Dorian Gray
**Intenzioni
**L'importanza di chiamarsi Ernesto
**L'usignolo e la rosa
*'''[[Percival Wilde]]'''
**P. Moran, cacciatore di diamanti
*'''[[Thornton Wilder]]'''
**Idi di marzo
**Il lungo pranzo di Natale
**Il ponte di San Luis Rey
*'''[[Kate Wilhelm]]'''
**I nomi dei fiori
*'''[[Carole Wilkinson]]'''
**Il giardino del drago purpureo
*'''[[Charles Willeford]]'''
**Il quadro eretico
*'''[[Eric Williams]]'''
**Il cavallo di legno
**Via senza luce
*'''[[John Edward Williams]]'''
**Stoner
*'''[[Niall Williams]]'''
**Quattro lettere d'amore
*'''[[Sam Williams]]'''
**Codice libero
*'''[[Sean Williams]]'''
**The old Republic: Alleanza fatale
*'''[[Tad Williams]]'''
**Il canto di Acchiappacoda
**Il trono del drago
**L'uomo tra le fiamme
**La pietra dell'addio
*'''[[Chet Williamson]]'''
**Piangere le lacrime degli altri
**Stralci tratti dai verbali del New Zodiac e dai diari di Henry Watson Fairfax
*'''[[Jack Williamson]]'''
**Compratemi tutta
*'''[[Tim Willocks]]'''
**Bad City Blues
**Re macchiati di sangue
*'''[[Colin Wilson]]'''
**I vampiri dello spazio
*'''[[Edmund Wilson]]'''
**Stazione Finlandia
*'''[[Gahan Wilson]]'''
**Bagnato come il mare
**Il festino della strega
*'''[[Kevin Wilson]]'''
**La famiglia Fang
*'''[[Paul F. Wilson]]'''
**Intrigo interstellare
**Venerdì santo
*'''[[Richard Wilson]]'''
**Dollari dal cielo
*'''[[Robert Charles Wilson]]'''
**Memorie di domani
*'''[[Robert McLiam Wilson]]'''
**Eureka Street
*'''[[Sloan Wilson]]'''
**L'uomo dal vestito grigio
**Scandalo al sole
*'''[[Simon Winchester]]'''
**L'assassino più colto del mondo
*'''[[Johann Joachim Winckelmann]]'''
**Pensieri sull'imitazione delle opere greche in pittura e scultura
*'''[[Donald Windham]]'''
**Due vite
*'''[[Don Winslow]]'''
**Il potere del cane
*'''[[David Winspeare]]'''
**Storia degli abusi feudali
*'''[[F. W. Winterbotham]]'''
**Ultra secret
*'''[[Ed Winters]]'''
**Questa è propaganda vegan... e le altre bugie dell'industria della carne
*'''[[Jeanette Winterson]]'''
**Non ci sono solo le arance
**Scritto sul corpo
*'''[[Tim Winton]]'''
**Nel buio dell'inverno
*'''[[Nicholas Patrick Stephen Wiseman]]'''
**Fabiola, ovvero la chiesa delle catacombe
*'''[[Janusz Leon Wiśniewski]]'''
**La tenerezza al tempo dell'orrore
*'''[[Stanisław Ignacy Witkiewicz]]'''
**Insaziabilità
*'''[[Ludwig Wittgenstein]]'''
**Della certezza
**Tractatus logico-philosophicus
*'''[[Rudolf Wittkower]]'''
**Arte e architettura in Italia. 1600-1750
<span id="Wj"></span>
<span id="Wk"></span>
<span id="Wl"></span>
<span id="Wm"></span>
<span id="Wn"></span>
<span id="Wo"></span>
*'''[[P. G. Wodehouse]]'''
**Alla buon'ora, Jeeves!
**Amore tra i polli
**Anonima scapoli
**Avanti, Jeeves!
**Bill il conquistatore
**Genero al verde
**Grazie, Jeeves
**I gioielli di Monty Bodkin
**I porci hanno le ali
**Il codice dei Wooster
**Jeeves e la cavalleria
**Jeeves taglia la corda
**L'eredità sotto chiave
**La conquista di Londra
**La ragazza in blu
**La stagione degli amori
**Lampi d'estate
**Luna piena
**Molto obbligato, Jeeves
**Non George Washington
**Piccadilly Jim
**Psmith giornalista
**Qualche cosa di nuovo
**Tanto di cappello a Jeeves
**Teniamo duro, Jeeves
**Un intrigo a Blandings
**Una damigella in pericolo
**Zio Fred in primavera
*'''[[Louis de Wohl]]'''
**L'albero della vita
**L'ultimo crociato
**La liberazione del gigante
*'''[[Christa Wolf]]'''
**Cassandra
**Il cielo diviso
**Medea
**Nessun luogo. Da nessuna parte
*'''[[Charles Wolfe]]'''
**Ode sulla sepoltura di Sir Giovanni Moore
*'''[[Gene Wolfe]]'''
**Dimensioni proibite
**Gli scudi di Marte
**Il miracolo nei tuoi occhi
**L'albero è il mio cappello
**L'artiglio del conciliatore
**L'ombra del torturatore
**La cittadella dell'autarca
**La spada del littore
**Sette notti americane
**Urth del Nuovo Sole
*'''[[Thomas Wolfe]]'''
**Non tornare a casa
*'''[[Tom Wolfe]]'''
**Il falò delle vanità
**Il «nuovo» giornalismo
**Io sono Charlotte Simmons
**Radical chic: Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto
**Un uomo vero
*'''[[Ira Wolfert]]'''
**Un atto d'amore
*'''[[Donald A. Wollheim]]'''
**Battaglia meteorologica
**Il mistero di Saturno
**Messaggio per Plutone
*'''[[Mary Wollstonecraft]]'''
**Sui diritti delle donne
*'''[[Dave Wolverton]]'''
**Un amore per la principessa
*'''[[Jack Womack]]'''
**Atti casuali di violenza insensata
*'''[[Ella Woodward]]'''
**Deliciously Ella
*'''[[Virginia Woolf]]'''
**Gita al faro
**Gli anni
**La camera di Jacob
**La casa degli spiriti
**La Signora Dalloway
**Le onde
**Notte e giorno
**Orlando
*'''[[Cornell Woolrich]]'''
**L'alibi nero
**La sposa in nero
*'''[[William Wordsworth]]'''
**Il preludio
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<span id="Wq"></span>
<span id="Wr"></span>
*'''[[Richard Wright (scrittore)|Richard Wright]]'''
**Cinque uomini
**Ma nel settimo giorno...
** Ragazzo negro
** Spagna pagana
*'''[[Stephen Wright]]'''
**Partenze notturne
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<span id="Wt"></span>
<span id="Wu"></span>
*'''[[Wú Chéng'ēn]]'''
**Viaggio in occidente
*'''[[Wu Ming]]'''
**54
**Altai
**Asce di guerra
**Free Karma Food
**Giap!: tre anni di narrazioni e movimenti
**Guerra agli umani
**Manituana
**New Italian Epic
**New thing
**Previsioni del tempo
**Q
**Utile per iscopo? La funzione del romanzo storico in una società di retromaniaci
*'''[[Wilhelm Wundt]]'''
**Compendio di psicologia
*'''[[Giorgia Würth]]'''
**Tutta da rifare
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<span id="Wy"></span>
*'''[[John Wyndham]]'''
**I trasfigurati
**Il giorno dei Trifidi
**Il risveglio dell'abisso
**Oltre Venere
'''[[Johann David Wyss]]'''
**Il Robinson svizzero
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Louis L'Amour
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Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
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[[File:Louis L'Amour 1970 (cropped).jpg|thumb|Louis L'Amour (1970)]]
'''Louis L'Amour''', pseudonimo di '''Louis Dearborn LaMoore''' (1908 – 1988), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di ''Verso la pista dell'Oregon''==
Avevano percorso venti miglia a cavallo dalle prime [[luce|luci]] dell'alba, e alla fine della giornata si presentò improvvisamente ai loro [[occhio|occhi]] uno spettacolo orrendo.<br>
Una sessantina di metri più a valle, a mezzo miglio di distanza, i carri della carovana di pionieri erano sparsi in mezzo al delicato verde dell'erba di [[aprile]]. La [[morte]] era giunta rapida e aveva colpito con [[violenza]], lasciandosi alle spalle i carri bruciati e i corpi nudi e depredati, innaturalmente bianchi sotto il [[sole]].<br>
L'[[uomo]] che indossava un maleodorante giaccone di camoscio si portò all'altezza del maggiore Devereaux. «C'erano cinquanta carri. Si possono contare anche da qui. Da come sono disposti così in fila, devono essere stati colti alla sprovvista. Si direbbe che alcuni abbiano cercato di rompere l'allineamento in modo da formare un cerchio, ma che non ne abbiano avuto il [[tempo]]».
==Bibliografia==
*Louis L'Amour, ''Verso la pista dell'Oregon'' (''Under the Sweetwater Rim''), traduzione di Michele Lo Buono, Oscar Mondadori, Milano 1981.
==Filmografia==
*''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:L'Amour, Louis}}
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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John Wayne
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:John_Wayne_-_still_portrait.jpg|thumb|John Wayne nel 1965]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[Il Grinta]]'''''
*Miglior attore (1970)
}}
'''John Wayne''', pseudonimo di '''Marion Mitchell Morrison''' (1907 – 1979), attore statunitense.
==Citazioni di John Wayne==
*Con tutti questi [[nero (antropologia)|neri]] si crea del risentimento a causa del loro dissenso, giustamente. Ma non possiamo tutt'a un tratto metterci in ginocchio e dare il comando di tutto ai neri. Credo nella [[supremazia bianca]] almeno finché i neri non vengono educati a prendersi le proprie responsabilità. Non credo nel dare autorità e posizioni di comando e di giudizio a persone irresponsabili.
:''With a lot of blacks, there's quite a bit of resentment along with their dissent, and possibly rightfully so. But we can't all of a sudden get down on our knees and turn everything over to the leadership of the blacks. I believe in white supremacy until the blacks are educated to a point of responsibility. I don't believe in giving authority and positions of leadership and judgment to irresponsible people.'' (da un'intervista a ''Playboy'', maggio 1971<ref name="Duke">{{en}} Citato in Dan Evon, [http://www.snopes.com/john-wayne-white-supremacy/ ''The Dukkke?''], ''Snopes.com'', 26 gennaio 2017.</ref>)
*Il domani è la cosa più importante nella vita. Entra in noi a mezzanotte ben pulito. È perfetto quando arriva e si mette nelle nostre mani. Spera che noi abbiamo imparato qualcosa da ieri.
:''Tomorrow is the most important thing in life. Comes into us at midnight very clean. It's perfect when it arrives and it puts itself in our hands. It hopes we've learned something from yesterday.''<ref>{{en}} Citato in John Patterson, ''[https://www.theguardian.com/film/2007/may/04/johnpatterson Wayne's lost world]'', ''theguardian.com'', 4 maggio 2007.</ref>
*Nessuno dovrebbe andare al [[cinema]] se non crede agli eroi.<ref>Citato in ''Portala al cinema'' (''The Moviegoer's Companion'', Think Publishing, Londra, 2004), a cura di Rhiannon Guy, traduzione di Luigi Giacone, Einaudi, Torino, 2006, p. 154. ISBN 8806183044</ref>
*Se un personaggio è stato ideato nero, naturalmente prenderò un attore nero. Ma non vado alla ricerca di ruoli per i neri. Penso che gli ''studios'' Hollywoodiani stiano facendo troppe concessioni. Non c'è dubbio che il 10% della popolazione sia nero, o di colore, o qualunque sia il termine con cui vogliono essere chiamati; di certo non sono caucasici. Comunque, suppongo ci debba essere la stessa percentuale di persone di colore nei film così com'è nella società. Ma non potrà essere sempre così. Non necessariamente ci sarà sempre il 10% di attori neri disponibili perché probabilmente non ci sono così tanti attori neri che si sono preparati adeguatamente.
:''If it's supposed to be a black character, naturally I use a black actor. But I don't go so far as hunting for positions for them. I think the Hollywood studios are carrying their tokenism a little too far. There's no doubt that 10 percent of the population is black, or colored, or whatever they want to call themselves; they certainly aren't Caucasian. Anyway, I suppose there should be the same percentage of the colored race in films as in society. But it can't always be that way. There isn't necessarily going to be 10 percent of the grips or sound men who are black, because more than likely, 10 percent haven't trained themselves for that type of work.'' (da un'intervista a ''Playboy'', maggio 1971<ref name="Duke"/>)
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Il sentiero della vendetta (film 1937)|Il sentiero della vendetta]]'' (1937)
*''[[Nuove frontiere]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[Il grande tormento]]'' (1941)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[L'ultima conquista]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952)
*''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[McLintock!]]'' (1963)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Chisum]]'' (1970)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[Il grande Jake]]'' (1971)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[La stella di latta]]'' (1973)
*''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]'' (1973)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Wayne, John}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Christopher Nolan
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Skekzilla
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/* Citazioni di Christopher Nolan */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Christopher Nolan Cannes 2018.jpg|thumb|right|Christopher Nolan nel 2018]]
{{Premio|Oscar|'''''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'''''
*Miglior film (2024)
*Miglior regia (2024)
}}
'''Christopher Jonathan James Nolan''' (1970 – vivente), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico britannico.
==Citazioni di Christopher Nolan==
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.<ref name="badtaste"/>
*{{NDR|Su [[Batman]]}} È un vigilante che opera al di là della legge per realizzare qualcosa di positivo, ma spinto da desideri negativi infrange la legge e rischia di distruggere la società. Penso che sia una figura di supereroe complessa e molto problematica ed è per questo che è così interessante trattarlo.<ref name=cav>Da ''[http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Interviste/Page/?Key=300 Parla Christopher Nolan - intervista al regista del Cavaliere Oscuro]'', ''Coming Soon.it'', 23 luglio 2008.</ref>
*{{NDR|Sulle polemiche su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.<ref name="badtaste">Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/odissea-christopher-nolan-risponde-alla-campagna-dodio-chi-critica-il-film-non-sa-ancora-cose "Chi critica il film non sa ancora cos'è": Christopher Nolan risponde alla campagna d'odio contro Odissea]'', ''badtaste.it'', 11 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Sulla scelta di [[Leonardo DiCaprio]] per il ruolo in ''[[Inception]]''}} Leo ha dato un contributo enorme al film. Credo che sia uno degli attori più bravi in circolazione e la sua performance in questo film è veramente straordinaria. (da ''[http://wwws.warnerbros.it/inception/mainsite/pdf/INCEPTION_PK_Notes__Bios_6-18.pdf Inception - La produzione]'', ''Warner Bros.it'')
*Penso che il [[Joker]] ami esaminare o costringere le persone ad esaminare l'insieme di regole morali ed etiche con cui pensano di condurre le loro vite. Lui adora rivoltare questo contro di loro e far sì che debbano confrontarsi con l'ipocrisia con cui conducono le loro vite. In questo senso, è decisamente il catalizzatore della storia, una forza che confronta le persone e le costringe ad affrontare quello che sono realmente.<ref name=cav/>
*Quando pensi allo stile visivo, quando pensi al linguaggio visivo di un film, tende ad esserci una naturale separazione tra lo stile visivo e gli elementi narrativi, ma con i grandi, sia che sia Stanley Kubrick, Terrence Malick o Hitchcock quello che vedi è inseparabile, una relazione vitale tra le immagini e la storia che sta raccontando. (da ''[http://www.movieweb.com/movie/the-tree-of-life-2011/christopher-nolan-and-david-fincher-featurette Chistopher Nolan and David Fincher featurette]'', Movieweb)
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.<ref name="badtaste"/>
*{{NDR|Sulla scelta per il ruolo in ''[[Batman Begins]]''}} Quello che ho visto in [[Christian Bale|Christian]] è l'espressione massima di Bruce Wayne. Egli infatti possiede l'esatto equilibrio delle tenebre e della luce che stavamo cercando. (da ''[http://www.superherohype.com/features/articles/83215-official-christian-bale-is-batman Official: Christian Bale is Batman]'', ''Superherohype.com'')
*Sono rimasto davvero elettrizzato da quello che era riuscito a fare {{NDR|[[Tom Hardy]]}} in ''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' con due occhi, un paio di sopracciglia e pochi centimetri di fronte, che ho pensato di provare a vedere cosa era in grado di fare senza fronte, senza sopracciglia e magari con un solo occhio. E siccome Tom è Tom, quello che riesce a fare con un solo occhio supera di gran lunga quello che tanti altri attori possono fare recitando con il corpo intero. È un uomo dal talento straordinario.<ref>Da un'intervista rilasciata alla stampa estera; citato in ''[http://www.bestmovie.it/news/nolan-spiega-perche-tom-hardy-nei-suoi-film-ha-sempre-il-viso-coperto/605604/ Nolan spiega perché Tom Hardy nei suoi film ha sempre il viso coperto]'', ''Bestmovie.it'', 27 luglio 2017.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore {{NDR|delle pecore}} era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2026/07/09/odissea-antinoo-robert-pattinson Odissea, Robert Pattinson racconta il personaggio di Antinoo: "Somiglia a uno di Twilight"]'', ''tg24.sky.it'', 9 luglio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ciakclub.it/abbiamo-intervistato-christopher-nolan-a-los-angeles-e-stata-un-odissea/ Abbiamo intervistato Christopher Nolan a Los Angeles: ecco la sua Odissea]''|Intervista di Carlo Giuliano, ''ciakclub.it'', 29 giugno 2026.|h=2}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*Ero molto interessato al fatto che nessuno ci avesse provato prima, che non ci fosse una versione moderna dell'Odissea realizzata con un budget elevato e un cast a-list. Se ci pensi è curioso, considerato che si tratta di una fetta fondativa della nostra letteratura e della narrativa occidentale. Per me era emozionante, districarmi in questa zona grigia, lavorare con questo vuoto peculiare della nostra cultura.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'Odissea è un pilastro fondativo della nostra letteratura ed era già modernissima. Aveva una struttura molto avventurosa, non-lineare, piena di flashback e flashforward e storie dentro altre storie. Parte della fascinazione millenaria che ha tenuto il mondo legato a questo poema, credo sia dovuta proprio a questa sua struttura così cangiante e poliedrica. Per me, era una storia nata per essere raccontata al cinema. Calzava perfettamente, quindi ho cercato di rimanere fedele alla sua struttura. Ovviamente ci sono cambiamenti che devono essere fatti, decisioni che devono essere prese. Ma non ho dovuto inventarmi una nuova struttura, perché in un certo senso è proprio la sofisticatezza temporale dell'Odissea ad avermi influenzato. L'epicità del racconto si prestava già a una sceneggiatura cinematografica, ma ancor di più la struttura: estremamente moderna, senza tempo, che si presta bene al cinema allo stesso modo in cui si prestava a un poema in versi.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*Il punto è che i poemi omerici hanno la stessa attendibilità storica del mito di [[Re Artù]] e i [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]. Le persone che cercano accuratezza storica in Omero sono le stesse che cercano accuratezza storica in ''Star Wars''.
*Si chiama età oscura proprio perché è un buco nero d'informazioni e di testimonianze, un vuoto della Storia in cui grandi civiltà perirono e con esse i loro sistemi di comunicazione, la lingua, i loro eroi e Re. E in quel mistero, Omero ci vide le tracce del passaggio di una grandiosa civiltà. Di una società ancora più magnifica di quelle che sarebbero seguite al collasso dell'età del bronzo, capace di costruire mura come nessun altro sarebbe stato in grado di fare o comprendere. Partendo dalle fortificazioni micenee, le cosiddette mura ciclopiche, Omero riempì quel vuoto interpretativo e ingegneristico arrivando a ipotizzare l'esistenza dei giganti. E proprio come lui, anche noi siamo partiti da quel poco che sapevamo e abbiamo immaginato il resto. È un processo interessate, ma è irrimediabilmente speculativo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/07/16/news/christopher_nolan_intervista_film_odissea_racconto_il_ritorno_e_gli_effetti_delle_guerre-425472783/ Christopher Nolan e la sua “Odissea”: “Racconto il ritorno e gli effetti delle guerre”]''|Intervista di Arianna Finos, ''repubblica.it'', 16 luglio 2026.|h=2}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l'istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Per me l<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]'' è diventata il racconto delle conseguenze della guerra e del viaggio dei guerrieri attraverso un paesaggio più mitico, fantastico.
*Quello che amo di più dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' è il ritorno a casa. È una storia di perdita, amore, ritorno, vendetta, elementi potenti e primordiali che ritroviamo in tanti grandi film.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell'antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
*Tornare al poema e leggerlo per intero, leggerlo così come fu originariamente scritto, è stato sorprendente. C'è moltissimo che si ricorda, ma anche moltissimo che è diverso da come lo si ricorda. Dei ventiquattro libri del poema, credo che soltanto quattro riguardino davvero il viaggio di Odisseo. Gran parte dell''opera parla invece di Itaca e di ciò che accade lì mentre Odisseo è lontano, dopo i vent'anni della sua assenza. È stato davvero entusiasmante tornare al poema e rendersi conto che molto di ciò che ricordavo era effettivamente presente, ma in forme diverse da quelle che conservavo nella memoria, e per ragioni diverse da quelle che immaginavo. È stato molto emozionante ritornarci.
*Una delle prime cose che colpiscono, quando si guarda al poema, è quanto poco, in fondo, sia cambiato. Attraverso il poema ci si sente profondamente connessi al mondo di migliaia di anni fa. Per questo ho sentito un forte desiderio di raccontare la storia in modo molto accessibile per il pubblico contemporaneo, in modo che potesse dialogare con il nostro mondo.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l'idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un'idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*La famiglia è assolutamente il cuore della storia. Credo che siano proprio questi elementi primordiali e universali ad aver mantenuto il poema al centro della cultura per migliaia di anni. Perché è una storia profondamente riconoscibile. L'emozione che contiene è potentissima.
*Quando realizzi un film tratto da un'opera verso la quale le persone provano sentimenti forti e associazioni culturali profonde, penso che tu debba, nel bene e nel male, mettere tutto questo da parte e appropriarti del materiale in prima persona. Devi seguire il tuo istinto più autentico. Devi scegliere gli attori in base a chi riesce a incarnare veramente il personaggio, chi è in grado di esprimere tutte le sfumature, tutte le complessità, tutta la grandezza della letteratura che ne costituisce il fondamento.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Memento]]'' (2000) – regista e sceneggiatore
*''[[Insomnia]]'' (2002) – regista
*''[[Batman Begins]]'' (2005) – regista e sceneggiatore
*''[[The Prestige]]'' (2006) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Inception]]'' (2010) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013) – soggettista e produttore
*''[[Interstellar]]'' (2014) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Tenet]]'' (2020) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023) – regista, sceneggiatore e produttore
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nolan, Christopher}}
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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Primo libro dei Maccabei
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text/x-wiki
{{Antico Testamento}}
'''''Primo libro dei Maccabei''''', testo deuterocanonico della Bibbia.
==[[Incipit]]==
[[File:Pierrelongue Chapelle Notre-Dame-de-Consolation 35.JPG|thumb|upright=0.7|left|Giuda Maccabeo]]
Queste cose avvennero dopo che [[Alessandro Magno|Alessandro il Macedone]], figlio di [[Filippo II di Macedonia|Filippo]], uscito dalla regione dei Kittim sconfisse [[Dario III di Persia|Dario]], re dei Persiani e dei Medi, e regnò al suo posto, cominciando dalla Grecia. Intraprese molte guerre, si impadronì di fortezze e uccise i re della terra; arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui; il suo cuore si esaltò e si gonfiò di orgoglio.<br>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni==
*Regnò dunque Alessandro dodici anni e morì. I suoi subalterni assunsero il potere, ognuno nella sua regione; dopo la sua morte tutti cinsero il diadema e dopo di loro i loro figli per molti anni e si moltiplicarono i mali sulla terra. Uscì da quelli una radice perversa, [[Antioco IV|Antioco Epìfane]] [...]. (1, 7 – 10; 1974)
*Poi costruirono attorno alla città di Davide un muro grande e massiccio, con torri solidissime, e questa divenne per loro [[Acra (fortezza)|una fortezza]]. Vi stabilirono una razza empia, uomini scellerati, che si fortificarono dentro, vi collocarono armi e vettovaglie e, radunato il bottino di Gerusalemme, lo depositarono colà e divennero come una grande trappola; questo fu un'insidia per il santuario e un avversario maligno per Israele in ogni momento. (1, 33 – 36; 1974)
*[...] si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per sacrificare sull'altare in Modin secondo il decreto del re. Ciò vedendo [[Mattatia]] arse di zelo; fremettero le sue viscere ed egli ribollì di giusto sdegno. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare; uccise nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. Egli agiva per zelo verso la legge come aveva fatto [[Fineas|Pincas]] con [[Zimri (principe)|Zambri]] figlio di Salom. (2, 23 – 26; 1974)
*Molti corsero ad inseguirli, li raggiunsero, si accamparono di fronte a loro e si prepararono a dar battaglia in giorno di [[Shabbat|sabato]]. Dicevano loro: "Basta ormai; uscite, obbedite ai comandi del re e avrete salva la vita". Ma quelli risposero: "Non usciremo, né seguiremo gli ordini del re, profanando il giorno del sabato". Quelli si precipitarono all'assalto contro di loro. Ma essi non risposero, né lanciarono pietra, né ostruirono i nascondigli, protestando: "Moriamo tutti nella nostra innocenza. Testimoniano per noi il cielo e la terra che ci fate morire ingiustamente". Così quelli mossero contro di loro a battaglia di sabato: essi morirono con le mogli e i figli e i loro greggi, in numero di circa mille persone. Quando Mattatia e i suoi amici lo seppero, ne fecero gran pianto. Poi dissero tra di loro: "Se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro i pagani per la nostra vita e per le nostre leggi, ci faranno sparire in breve dalla terra". Presero in quel giorno questa decisione: "Noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli". (2, 32 – 41; 1974)
*Mattatia poi e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d'Israele; non diedero tregua agli orgogliosi e l'impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani; difesero la legge dalla prepotenza dei popoli e dei re e non la diedero vinta ai peccatori. (2, 45 – 48; 1974)
*[[Abramo]] non fu trovato forse fedele nella tentazione e non gli fu ciò accreditato a giustizia? [[Giuseppe (patriarca)|Giuseppe]] nell'ora dell'oppressione osservò il precetto e divenne signore dell'Egitto. [[Fineas|Pincas]] nostro padre per lo zelo dimostrato conseguì l'alleanza del sacerdozio perenne. [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]], obbedendo alla divina parola, divenne giudice in Israele. [[Caleb]], testimoniando nell'adunanza, ebbe in sorte parte del nostro paese. [[Davide]] per la sua pietà ottenne il trono del regno per sempre. [[Elia]], poiché aveva dimostrato zelo ardente per la legge, fu assunto in cielo. [[Azaria, Anania e Misaele|Anania, Azaria e Misaele]] per la loro fede furono salvati dalla fiamma. [[Daniele (profeta)|Daniele]] nella sua innocenza fu sottratto alle fauci dei leoni. Così, di seguito, considerate di generazione in generazione che quanti hanno fiducia in lui non soccombono. Non abbiate paura delle parole dell'[[Empietà|empio]], perché la sua gloria andrà a finire ai rifiuti e ai vermi; oggi è esaltato, domani non si trova più, perché ritorna alla sua polvere e i suoi calcoli falliscono. ([[Mattatia]]: 2, 52 – 63; 1974)
*Figli, siate valorosi e forti nella legge, perché in questa sarete glorificati. Ecco qui vostro fratello [[Simone Maccabeo|Simone]], che io so uomo saggio: ascoltatelo sempre, egli sarà vostro padre. [[Giuda Maccabeo]], forte guerriero dalla sua gioventù, sarà capo del vostro esercito e condurrà la battaglia contro i pagani. Voi, dunque, radunate intorno a voi quanti praticano la legge e vendicate il vostro popolo; rendete il meritato castigo ai pagani e applicatevi all'ordinamento della legge. ([[Mattatia]], [[ultime parole]]: 2, 64 – 68; 1974)
*''[[Giuda Maccabeo|Egli]] accrebbe la gloria del suo popolo, | rivestì la corazza come gigante, | cinse l'armatura di guerra | e impegnò battaglia | difendendo il campo con la spada. | Nelle sue gesta fu simile a leone, | come leoncello ruggente sulla preda. | Inseguì gli empi braccandoli; | i perturbatori del popolo distrusse con il fuoco. | Gli empi sbigottirono per paura di lui | e tutti i malfattori furono confusi | e si avviò la salvezza per mano di lui.'' (3, 3 – 6; 1974)
*Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c'è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi; perché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene l'aiuto. Costoro vengono contro di noi pieni d'insolenza e di empietà per eliminare noi, le nostre mogli e i nostri figli e saccheggiarci; noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. Sarà lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli. ([[Giuda Maccabeo|Giuda]]: 3, 18 – 22; 1974)
*''[[Gerusalemme]] era disabitata come un deserto, | nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, | il santuario era calpestato, | gli stranieri erano nella fortezza dell'Acra, | soggiorno dei pagani.'' (3, 45; 1974)
*Si radunarono dunque e vennero in [[Mizpa|Masfa]] di fronte a Gerusalemme, perché nei tempi antichi Masfa era stato luogo di preghiera in Israele. In quel giorno digiunarono e si vestirono di sacco, si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti. (3, 46 – 47; 1974)
*Cingetevi e siate forti e state preparati per l'alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. Del resto è meglio per noi morire in battaglia che vedere poi la rovina della nostra gente e del santuario. Il Cielo farà succedere gli avvenimenti secondo quanto è stabilito lassù. (Giuda: 3, 58 – 60; 1974)
*Non temete il loro numero, né abbiate paura dei loro assalti; ricordate come i nostri padri furono salvati [[Passaggio del mar Rosso|nel Mare Rosso]], quando il faraone li inseguiva con l'esercito. Alziamo la nostra voce al Cielo, perché ci usi benevolenza e si ricordi dell'alleanza con i nostri padri e voglia sconfiggere questo schieramento davanti a noi oggi; si accorgeranno tutti i popoli che c'è uno che riscatta e salva Israele. (Giuda: 4, 8 – 11; 1974)
*Furono assegnati a [[Simone Maccabeo|Simone]] tremila uomini per la spedizione in [[Galilea]], a Giuda ottomila uomini per la regione di [[Galaad|Gàlaad]]. Simone si recò in Galilea e sferrò molti attacchi contro i pagani e questi rimasero sconfitti davanti a lui; egli li inseguì fino alle porte di Tolemàide. Caddero dei pagani circa tremila uomini e Simone portò via le loro spoglie. Prese poi gli Israeliti che erano in Galilea e in Arbatta con le donne e i figli e tutti i loro averi e li condusse in Giudea con grande gioia. (5, 20 – 23; 1974)
*Giuda poi radunò tutti gli Israeliti che erano in Gàlaad [...]. Arrivarono a [[Efron (Galaad)|Efron]], grande città posta sul percorso, particolarmente fortificata, che non era possibile evitare da nessuna parte e bisognava passarvi in mezzo. Gli abitanti della città avevano chiuso loro il passaggio barricando le porte con pietre. Giuda mandò a far loro proposte pacifiche dicendo: «Attraverseremo il vostro paese solo per tornare al nostro; nessuno vi farà del male, non faremo altro che passare a piedi». Ma non vollero aprirgli. Giuda fece annunciare a tutta la truppa che ciascuno si accampasse dov'era. I soldati si fermarono e diedero l'assalto alla città, tutto quel giorno e tutta la notte, e la città si consegnò nelle sue mani. Giuda passò tutti i maschi a fil di spada, la distrusse totalmente, ne prese le spoglie e attraversò la città passando sopra i cadaveri. (5, 45 – 51; 2008)
*Diedero ordine ai soldati che erano con loro e si diressero a [[Yavne|Iàmnia]]. Ma [[Gorgia (generale)|Gorgia]] uscì dalla città con i suoi uomini incontro a loro per attaccarli. Giuseppe e Azaria furono vinti e inseguiti fin nel territorio della Giudea, e in quel giorno caddero circa duemila uomini del popolo d'Israele. Toccò questa grave sconfitta al popolo, perché non avevano ascoltato Giuda e i suoi fratelli, pensando di compiere gesta eroiche. (5, 58 – 61; 2008)
*Giuda con i suoi fratelli uscì ancora per combattere contro i figli di Esaù nella regione meridionale e colpì [[Hebron|Ebron]] e le sue dipendenze, distrusse le sue fortezze e diede fuoco tutt'intorno alle sue torri. (5, 65; 1974)
*Giuda piegò su [[Ashdod|Asdòd]], terra dei [[Filistei]]: distrusse i loro altari, bruciò le statue dei loro dèi, mise a sacco la loro città e fece ritorno in Giudea. (5, 68; 1974)
*Ora coloro che risiedevano nell'Acra impedivano il passaggio degli Israeliti intorno al tempio e cercavano di molestarli continuamente e di sostenere gli stranieri. Giuda si propose di eliminarli e radunò in assemblea tutto il popolo per stringerli d'assedio. Si organizzarono dunque e posero l'assedio attorno all'Acra nell'anno centocinquanta e Giuda fece costruire terrapieni e macchine. Ma alcuni di loro sfuggirono all'assedio e si unirono ad essi alcuni rinnegati d'Israele e andarono dal re e gli dissero: "Fino a quando non farai giustizia e vendetta dei nostri fratelli? Noi siamo stati lieti di servire tuo padre e di comportarci secondo i suoi comandi e di obbedire ai suoi editti. A causa di questo i figli del nostro popolo hanno posto assedio alla fortezza [...]". (6, 18 – 24; 1974)
[[File:Death_of_Eleazer.jpg|miniatura|''Morte di Eleazaro'' ([[Gustave Doré]], 1866)]]
*[[Eleazaro Auaran|Eleàzaro]], chiamato Auaran, vide uno degli elefanti, protetto di corazze regie, sopravanzare tutte le altre bestie e pensò che sopra ci fosse il re; volle allora sacrificarsi per la salvezza del suo popolo e procurarsi nome eterno. Corse dunque là con coraggio attraverso la falange e colpiva a morte a destra e a sinistra, mentre i nemici si dividevano davanti a lui, ritirandosi sui due lati. Egli s'introdusse sotto l'elefante, lo infilò con la spada e lo uccise; quello cadde sopra di lui ed Eleàzaro morì. (6, 43 – 46; 1974)
*Non faremo mai una cosa simile: fuggire da loro! Se è giunta la nostra ora, moriamo da eroi per i nostri fratelli e non lasciamo ombra alla nostra gloria. ([[Giuda Maccabeo|Giuda]]: 9, 10; 2008)
*[[Gionata Maccabeo|Giònata]] e [[Simone Maccabeo|Simone]] raccolsero [[Giuda Maccabeo|Giuda]] loro fratello e lo seppellirono nel sepolcro dei suoi padri in Modin. Tutto Israele lo pianse: furono in gran lutto e fecero lamenti per molti giorni, esclamando: "Come è caduto l'eroe che salvava Israele?". Il resto delle imprese di Giuda e delle sue battaglie, degli eroismi di cui diede prova e dei suoi titoli di gloria non è stato scritto, perché troppo grande era il loro numero. (9, 19 – 22; 1974)
*Allora tutti gli amici di Giuda si radunarono e dissero a [[Gionata Maccabeo|Giònata]]: "Da quando è morto tuo fratello Giuda, non c'è uomo simile a lui per condurre l'azione contro i nemici e [[Bacchide|Bàcchide]] e gli avversari della nostra nazione. Ora noi ti eleggiamo oggi nostro capo e condottiero nelle nostre battaglie". Giònata assunse il comando in quella occasione e prese il posto di Giuda suo fratello. (9, 28 – 31; 1974)
*Giònata inviò suo fratello {{NDR|[[Giovanni Maccabeo|Giovanni]]}}, capo della turba, a chiedere ai Nabatei suoi amici di custodire presso di sé i loro equipaggiamenti che erano abbondanti. Ma i figli di Iambri che abitavano in Màdaba fecero una razzia e catturarono Giovanni, con tutte le cose che aveva, e portarono via tutto. Dopo questo fatto riferirono a Giònata e a Simone suo fratello: "I figli di Iambri hanno una grande festa di nozze [...]". Si ricordarono allora del sangue del loro fratello Giovanni, perciò si mossero e si appostarono in un antro del monte. Ed ecco alzando gli occhi videro un corteo numeroso [...]. Balzando dal loro appostamento li trucidarono [...]. Così vendicarono il sangue del loro fratello [...]. (9, 35 – 42; 1974)
*Alziamoci e combattiamo per la nostra vita, perché oggi non è come gli altri giorni. Ecco abbiamo i nemici di fronte a noi e alle spalle, dall'uno e dall'altro lato l'acqua del Giordano o la palude o la boscaglia, non c'è possibilità di sfuggire. Alzate ora le vostre grida al Cielo, perché possiate scampare dalla mano dei vostri nemici. ([[Gionata Maccabeo|Gionata]]: 9, 44 – 46; 1974)
*Nell'anno centocinquantatré, nel secondo mese, [[Alcimo (sommo sacerdote)|Alcimo]] ordinò di demolire il muro del cortile interno del santuario; così demoliva l'opera dei profeti. Si incominciò dunque a demolire. Ma in quel tempo Alcimo ebbe un colpo e fu interrotta la sua opera. La sua bocca rimase impedita e paralizzata e non poteva più parlare né dare disposizioni per la sua casa. Alcimo morì in quel tempo con grande spasimo. Bàcchide, vedendo che Alcimo era morto, se ne tornò presso il re e la Giudea rimase tranquilla per due anni. (9, 54 – 57; 1974)
*Il re [[Alessandro I Bala|Alessandro]] seppe dell'ambasciata che [[Demetrio I Sotere|Demetrio]] aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate e disse: "Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e alleato". Scrisse e spedì a lui questa lettera: "Il re Alessandro al fratello Giònata salute. Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto ad essere nostro amico. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re – gli aveva inviato anche la porpora e la corona d'oro – perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi". (10, 15 – 20; 1974)
*{{NDR|[[Gionata Maccabeo|Gionata]]}} Si accampò presso [[Giaffa]], ma gli abitanti avevano chiuso la città, perché a Giaffa c'era un presidio di Apollònio. Le diedero l'assalto e i cittadini, spaventati, aprirono. Così Giònata divenne padrone di Giaffa. (10, 75 – 76; 2008)
*{{NDR|Gionata}} Andò ad [[Ascalona|Ascalòna]] e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. Di là passò a [[Gaza]], ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d'assedio e incendiò i sobborghi e li mise a sacco. Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a Damasco. (11, 60 – 62; 1974)
*{{NDR|[[Simone Maccabeo|Simone]]}} Vedendo che il popolo era tremante e impaurito, andò a Gerusalemme e radunò il popolo; li confortò e disse loro: «Voi sapete bene quanto io e i miei fratelli e la casa di mio padre abbiamo fatto per le leggi e per il santuario, e le guerre e le difficoltà che abbiamo sostenuto. È per questo che i miei fratelli sono morti tutti per la causa d'Israele e sono restato io solo. Ebbene, mai risparmierò la vita di fronte a qualunque tribolazione, perché io non sono più importante dei miei fratelli. Anzi, io vendicherò la mia nazione, il santuario, le vostre mogli e i vostri figli, poiché tutti i pagani, spinti dall'odio, si sono radunati per sterminarci». Lo spirito del popolo si infiammò [...] gridando a gran voce: «Tu sei il nostro condottiero al posto di Giuda e di Giònata, tuo fratello; combatti la nostra guerra e quanto ci comanderai noi lo faremo». Egli allora radunò tutti gli uomini idonei alle armi e accelerò il completamento delle mura di Gerusalemme e la fortificò tutt'intorno. (13, 2 – 10; 2008)
*[[Diodoto Trifone|Trifone]] agiva con perfidia verso [[Antioco VI|Antioco]], il re ancora giovane, e lo uccise. Si fece re al suo posto, si mise in capo la corona dell'Asia e procurò grandi rovine al paese. Simone intanto completò le fortezze della Giudea, le cinse di torri elevate e di mura solide con portoni e sbarre e rifornì le fortezze di viveri. Poi Simone scelse alcuni uomini e li inviò al re Demetrio per ottenere esenzioni al paese, perché tutti gli atti di Trifone erano stati delle rapine. (13, 31 – 34; 2008)
*In quel tempo Simone pose il campo contro [[Gezer|Ghezer]], la circondò di accampamenti, fece allestire una torre mobile, la spinse contro la città e abbatté una torre impadronendosene. I soldati della torre mobile si lanciarono nella città e si produsse in città un grande trambusto. I cittadini salirono sulle mura insieme con le mogli e i bambini, con le vesti stracciate, e supplicarono a gran voce per indurre Simone a dar loro la destra e dissero: "Non trattarci secondo le nostre iniquità, ma secondo la tua clemenza". Simone venne a patti con loro e non combatté oltre contro di loro; ma li scacciò dalla città, purificò le case nelle quali c'erano idoli, e così entrò in città con canti di lode e di ringraziamento. Egli eliminò da essa ogni contaminazione e vi stabilì uomini che fossero osservanti della legge; poi la fortificò e costruì in essa la propria dimora. (13, 43 – 48; 1974)
*Ora quelli dell'Acra in Gerusalemme, messi nell'impossibilità di uscire e venire nel paese a comprare e vendere, erano terribilmente affamati e buon numero di essi moriva di fame. Allora fecero giungere il loro grido a Simone, perché desse loro la destra, e Simone la diede; così li sloggiò di là e purificò l'Acra da tutte le contaminazioni. Fecero ingresso in quel luogo il ventitré del secondo mese dell'anno centosettantuno, con canti di lode e con palme, con suoni di cetre, cembali e arpe e con inni e canti, perché era stato eliminato un grande nemico da Israele. Simone stabilì di celebrare ogni anno questo giorno di festa. Intanto completò la fortificazione del monte del tempio lungo l'Acra; qui abitò con i suoi. (13, 49 – 52; 1974)
*{{NDR|Simone}} Fortificò Giaffa, situata sul mare, e Ghezer presso i confini di Asdòd, nelle quali prima risiedevano i nemici, e vi impiantò i Giudei e provvide in esse quanto era necessario al loro sostentamento. Il popolo ammirò la fede di Simone e la gloria che egli si proponeva di procurare al suo popolo; lo costituirono loro capo e sommo sacerdote per queste sue imprese e per la giustizia e la fede che egli aveva conservate al suo popolo e perché aveva cercato con ogni mezzo di elevare la sua gente. Nei suoi giorni si riuscì felicemente per mezzo suo a scacciare dal loro paese i pagani e quelli che erano nella città di Davide e in Gerusalemme, che si erano edificati l'Acra e ne uscivano profanando i dintorni del santuario e recando offesa grande alla sua purità. Egli vi insediò soldati giudei, la fortificò per la purità della regione e della città ed elevò le mura di Gerusalemme. (14, 34 – 37; 1974)
==[[Explicit]]==
Le altre azioni di [[Giovanni Ircano I|Giovanni]], le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti, la ricostruzione delle mura da lui eseguita e le sue imprese, ecco stanno scritte negli annali del suo sommo sacerdozio, da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte di suo padre.<br>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Bibliografia==
*''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
*''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/1Mac/1/ 1 Maccabei]'', edizione CEI, 2008.
==Voci correlate==
*''[[Secondo libro dei Maccabei]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Antico Testamento|Maccabei I]]
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Massimo Polidoro
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Danyele
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[[File:Massimo Polidoro.JPG|thumb|Massimo Polidoro nel 2014]]
'''Massimo Polidoro''' (1969 – vivente), giornalista, scrittore, divulgatore scientifico e blogger italiano.
==Citazioni di Massimo Polidoro==
===Citazioni tratte da articoli===
{{cronologico}}
*Nel 1969 [[Leggenda della morte di Paul McCartney|si diffuse la voce]] secondo cui [[Paul McCartney]] [...] fosse [...] morto [...] e il suo posto fosse stato preso da un sosia! [...] secondo alcuni [...] esistevano [...] indizi e [...] tracce, nascoste nelle canzoni e nelle copertine dei dischi dei Beatles, che rivelavano l'incredibile verità. Canzoni in cui i Beatles superstiti suggerivano che Paul se n'era andato per sempre ma [...] non lo facevano in maniera spudorata, bensì inserendo doppi sensi, oppure veri e propri messaggi nascosti a volume basso oppure registrati all'incontrario. Ugualmente, nelle copertine dei dischi [...] mettevano sempre in risalto la figura di Paul... Fu una leggenda che [...] fece "epoca" e che [...] anticipò le atmosfere [...] del ''[[Dan_Brown#Il_codice_da_Vinci|Codice Da Vinci]]'': un complotto [...] per nascondere la reale fine di un personaggio universalmente noto; la ricerca di indizi in codice, nascosti in opere d'arte famosissime... [...] Per me, [...] sin da bambino [...] ammiratore dei Beatles, è sempre stata una leggenda che mi ha affascinato [...]. Anche allora [...] non credevo che [...] ci fosse [...] un fondamento di verità. Era però divertente [...] chiedersi: "E se fosse vero?" e iniziare così per l'ennesima volta il gioco di ascoltare le canzoni all'incontrario (a rischio di rompere il giradischi!) e di scrutare la copertina di ogni disco con la lente di ingrandimento, nell'illusione di scoprire qualcosa che solo "pochi" potevano sapere. [...] quella leggenda è ancora qui con noi, nonostante le ovvie smentite del diretto interessato, che [...] gira il mondo [...] cantando quelle canzoni che nessuno tranne il vero McCartney avrebbe potuto comporre. [...] che probabilità ci sono che [...] siano esistite due persone, identiche come due gocce d'acqua, capaci di scrivere uno capolavori come ''All my loving'', ''Michelle'', ''Yesterday'', ''Eleanor Rigby''... e l'altro altrettanti capolavori, frutto dello stesso genio creativo, come ''Penny Lane'', ''Lady Madonna'', ''Hey Jude'', ''Get Back'' e ''Let it be''?<ref>Da ''[https://www.massimopolidoro.com/ita/indagini/paul-e-morto-lo-strano-caso-del-doppio-beatle/ Paul è morto? Lo strano caso del doppio Beatle]'', ''massimopolidoro.com'', 2006.</ref>
*[...] qualche tempo fa fece parlare di sé il torinese [[Gustavo Adolfo Rol|Gustavo Rol]]: i suoi giochi con le carte, ammirati da Fellini e dall'avvocato Agnelli, non riuscirono tuttavia a convincere nessuno al di fuori della sua cerchia di ammiratori. Il rifiuto di Rol di lasciarsi filmare e di esibirsi di fronte ad esperti di trucchi non fa che confermare il suo timore di essere scoperto.<ref>Da ''[https://www.massimopolidoro.com/magia-e-illusione/quando-lo-scienziato-si-fa-ingannare.html Quando lo scienziato si fa ingannare]'', ''massimopolidoro.com'', 21 maggio 2010.</ref>
*Quella di Gustavo Rol, il sensitivo torinese attorno al quale negli anni è cresciuto quasi un piccolo culto locale, è una storia che periodicamente riserva sorprese. Una delle ultime riguarda Piero Angela, che ebbe modo di osservare Rol da vicino, non ne fu per nulla impressionato e descrisse criticamente le sue esibizioni nel suo libro ''Viaggio nel mondo del paranormale''. Su certi siti favorevoli a Rol, invece, si racconta che Angela sarebbe rimasto sconvolto da ciò che aveva visto a casa del sensitivo e avrebbe alterato il racconto per partito preso. La verità è ben diversa. Dopo la clamorosa ''exposé'' di Angela, che per la prima volta spiegava in un libro come i prodigi di Rol potevano in realtà essere realizzati grazie a semplici giochi di prestigio, il sensitivo decise probabilmente di correre ai ripari. Prima raccontò a un amico giornalista, Nevio Boni, una serie di fantasie secondo cui Angela sarebbe rimasto allibito dalle dimostrazioni in casa sua. In particolare dal fatto che Rol sarebbe riuscito a leggere un libro scelto a caso, via telefono, da un amico di Angela che viveva a Boston, e poi perché quando se ne andò Angela si ritrovò con tutti gli assegni nel libretto firmati "Gustavo Rol". Boni, raccontando l'episodio, sosteneva che doveva essere vero poiché Angela non l'aveva mai smentito. [...] Piero Angela, che poi lo ha confermato anche a me, ha risposto semplicemente: «Sono tutte balle. Quello che è successo davvero l'ho raccontato nel mio libro. Gli episodi del libro con l'amico di Boston e degli assegni firmati sono pure invenzioni da parte di chi era stato colto in flagrante».<ref name="Rol">Da ''[https://www.massimopolidoro.com/misteri/piero-angela-e-rol-quante-fantasie-per-difendere-una-favola.html Piero Angela e Rol: quante fantasie per difendere una favola]'', ''massimopolidoro.com'', 3 giugno 2017.</ref>
*Oggi Rol, una figura rimasta nel cuore dei suoi ammiratori, continua occasionalmente a stimolare ricordi e memoriali affettuosi da parte dei suoi fan, ma il suo nome è inesistente negli annali della [[parapsicologia]] che faticosamente tenta da quasi un secolo di darsi una rispettabilità scientifica. Al più [...], Rol può essere visto come una sorta di sciamano profondamente occidentale che compiva meraviglie fine a se stesse, atte unicamente ad aumentare il suo prestigio sociale.<ref name="Rol"/>
*[...] la [[Incidente del sommergibile Titan|tragedia del Titan]], il sommergibile imploso nel corso di un'immersione a quasi 4000 metri di profondità, dove era sceso per osservare da vicino il relitto del Titanic, e che è costato la vita ai suoi cinque occupanti, ha riempito [...] le pagine dei giornali, la TV e il web. Gran parte del mondo ha seguito con il fiato sospeso i tentativi di ritrovare in tempo il sommergibile [...]. E si è sollevato il problema di quanta attenzione e impegno, anche economico, sia stato rivolto verso "i ricconi del Titan", al contrario di quanto accaduto (per esempio) con la strage di circa 600 migranti, naufragati dieci giorni fa al largo della Grecia. [...] poi, c'è già chi si immagina assurdi complotti, chi ancora tira fuori la bufala della "maledizione del Titanic" e, naturalmente, c'è chi è sicuro si sia trattato di un disastro voluto dal presidente Biden per distrarre l'America da altri problemi. [...] Quello che invece dovrebbe farci riflettere, mi sembra, è il fatto che proprio non vogliamo imparare la vera lezione del Titanic. Nel 1912 a provocare la morte di oltre 1500 persone non fu un complotto, una maledizione e nemmeno una tragica fatalità. Fu colpa dell'arroganza e della cecità di chi si lancia a tutta velocità verso il disastro, incurante dei pericoli, mettendo a repentaglio la vita di persone ignare di quello che rischiano. [...] ora non si tratta di fare un processo a chi non c'è più, ma chi ha scelto di salire sul Titan sapeva che cosa rischiava? Sapeva che quel sommergibile non aveva nessuna certificazione di sicurezza, semplicemente perché era stato costruito al risparmio e non avrebbe mai superato un test di questo tipo? Sapeva che un ingegnere che vi lavorava era stato licenziato proprio perché aveva sollevato il problema della sicurezza? Non lo sapeva nessuno. E chi vendeva a caro prezzo la possibilità di dare un'occhiata da vicino al Titanic è probabile che non si sia mai fermato a riflettere sulle cause di quella tragedia.<ref>Dalla newsletter ''[https://mailchi.mp/massimopolidoro/titanic La lezione dimenticata del "Titanic"]'', ''mailchi.mp'', 25 giugno 2023.</ref>
*Se ci facciamo caso, ci rendiamo conto che nei discorsi dei [[Archeologia misteriosa|fantarcheologi]], chiamiamoli così, è in realtà presente una forma di etnocentrismo europeo. Se fate un po' un elenco degli oggetti che sarebbero "troppo complessi" per poter essere opera delle civiltà locali, vedrete che si trovano quasi sempre al di fuori dall'Europa. I [[dogū]] sono in Asia, i jet precolombiani e le [[linee di Nazca]] in Centro America, le piramidi e la sfinge in Africa. Questa gente non si chiede mai chi aiutò i micenei a costruire il grande tempio di Cnosso, i greci antichi a costruire il [[Partenone]] o i romani a costruire il [[Colosseo]], monumenti altrettanto grandiosi di quelli che colpiscono tanto la loro immaginazione. E come mai non se lo chiedono? Ma è semplice: perché nessuno mette in dubbio che i greci e i romani fossero in gamba e sapessero fare queste cose da soli. Invece l'Egitto e il Centro America odierni, visto che spesso sono aree povere e instabili, portano alcuni a chiedersi come potevano gli antenati di questi popoli essere così progrediti da costruire monumenti che richiedevano buone conoscenze matematiche e scientifiche senza alcun aiuto esterno. A volte questo etnocentrismo sconfina decisamente nel razzismo più o meno esposto. Nel libro ''Impronte degli dei'', per esempio, [[Graham Hancock]] sottolinea più volte con argomenti dubbi che il dio inca Wiraqocha doveva per forza essere di aspetto caucasico con gli occhi azzurri e la pelle chiara. Von Däniken, nel libro ''Signs of the Gods'', scrive: "Forse la razza nera fu un fallimento e gli extraterrestri ne cambiarono il DNA con l'ingegneria genetica per poi programmare una razza bianca o gialla?".<ref name=ufobibbia/>
{{Int|Dall'introduzione a ''[https://www.cicap.org/new/files/11-9_cospirazione_impossibile.pdf 11/9 la cospirazione impossibile]''|Massimo Polidoro (a cura di), CICAP, 2014.|h=4}}
*L'11 settembre 2001 quattro aeroplani dirottati da 19 terroristi arabi si schiantarono contro le Torri Gemelle a New York, contro il Pentagono a Washington e solo per poco non riuscirono a distruggere anche la Casa Bianca o il Campidoglio. Fu il più grande attacco subìto dagli Stati Uniti d'America sul proprio suolo dopo quello di Pearl Harbor, nel 1941, una devastazione che provocò la morte di quasi 3.000 persone e mise in ginocchio la più grande potenza mondiale. Fu anche la tragedia meglio documentata della storia.<br>Ciò nonostante, a sei anni di distanza da quegli eventi, un sondaggio della Scripps News Service e dell'Università dell'Ohio rivelava che un americano su tre era convinto che dietro gli attentati ci fosse, in un modo o nell'altro, il Governo statunitense. Negli anni seguenti, la percentuale è scesa, attestandosi però pur sempre tra il 6 e il 15% nel 2010.
*Che Bush e i suoi abbiano letteralmente approfittato degli attentati per i loro più o meno nascosti interessi di parte sono in pochi a dubitarlo. Saddam Hussein non nascondeva armi chimiche e non aveva collaborato in alcun modo agli attentati, eppure Bush riuscì a fare approvare una nuova guerra contro l'Iraq approfittando del dolore e dell'indignazione di una nazione ferita e presentando prove che si sono poi rivelate false.<br>Ma che il presidente americano e i suoi sodali abbiano mentito su tante cose, soprattutto sulle vere ragioni della guerra, non prova in alcun modo che gli attacchi dell'11 settembre siano stati provocati dallo stesso governo.
*C'è chi ritiene responsabili Bush e i suoi cortigiani e chi invece lo vede come un complotto israeliano. Chi lo interpreta come una cospirazione ordita dai baroni del petrolio e dai fabbricanti di armi e chi invece dà la colpa alla CIA e ai servizi deviati. C'è chi pensa che gli attentatori sarebbero stati partner volontari, chi li considera involontari complici manipolati dall'alto e chi addirittura afferma che non sarebbero mai esistiti. Così come non sarebbero nemmeno mai esistite le 265 persone imbarcatesi sui quattro voli schiantatisi quella mattina. O, se sono esistite, ora sarebbero state uccise dall'esercito o traslocate in qualche base segreta e isolata dal resto del mondo.
*Probabilmente, l'idea che l'11 settembre sia stato un complotto governativo, piuttosto che un attacco terroristico arabo, va ricercata nella idealizzazione che molti hanno degli Stati Uniti e dei loro mezzi militari. Se i caccia non si sono alzati in volo immediatamente per abbattere gli aerei dirottati significa che qualcuno aveva ordinato loro di non farlo. Il fatto che il sistema di difesa aerea americano fosse progettato per difendersi da attacchi esterni e non interni; il fatto che i terroristi disattivarono il transponder quasi subito dopo il dirottamento, impedendo così di localizzare i loro aerei; il fatto che i protocolli burocratici e le catene decisionali allungassero in maniera spropositata i tempi di reazione; il fatto che nessuno avesse previsto un attacco di quel tipo e non fosse in alcun modo preparato a reagire di conseguenza; il fatto insomma che abbiamo a che fare con persone, capaci di sbagliare come tutti quanti, e non con supereroi infallibili non viene preso minimamente in considerazione da chi sostiene le ipotesi di complotto.
{{Int|Da ''[https://www.massimopolidoro.com/libri/alle-origini-del-complottismo-la-tragica-storia-dei-protocolli-dei-savi-anziani-di-sion.html Alle origini del complottismo: la tragica storia dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion]''|''massimopolidoro.org'', 8 settembre 2014.|h=4}}
{{NDR|Sui ''[[Protocolli dei Savi di Sion]]''}}
*Fu soprattutto un ex gesuita e abate francese, [[Augustin de Barruel]], considerato oggi per i suoi libri il più grande teorico del complotto della storia, ad alimentare le accuse paranoiche contro gli ebrei. Fu lui, per esempio, a ipotizzare che dietro le tre grandi società degli Illuminati, dei Massoni e dei Templari ci fossero gli onnipresenti ebrei, veri padroni di un impero invisibile. Non è dunque un’esagerazione affermare che le sue idee, oltre a rappresentare la fonte primaria per i ''Protocolli'', stabilirono alcune delle fondamenta intellettuali delle visioni del mondo che culminarono nei regimi sovietico e nazista.
*Il testo fu redatto nel 1903, forse da un agente della polizia segreta russa, all’epoca dell’[[Affare Dreyfus]], quando un ufficiale dell’esercito francese di famiglia ebraica fu accusato ingiustamente di spionaggio a favore della Prussia. Fu l’antisemitismo di chi voleva a tutti i costi vedere condannato Alfred Dreyfus, e quindi dimostrata la pericolosità degli ebrei, a favorire la costruzione dei ''Protocolli''.
*Questo libercolo sarebbe finito nel dimenticatoio se Henry Ford, il magnate dell’automobile, non l’avesse preso per vero facendolo ristampare negli Stati Uniti. [...] In Germania, i nazisti ne presero atto e Hitler fece dei ''Protocolli'' uno dei cardini della sua campagna antisemita, citandoli spesso a dimostrazione che «l’intera esistenza di questo popolo si basa su una continua menzogna».
{{Int|Da ''[https://mailchi.mp/massimopolidoro.com/vergogna Se la vergogna è troppo grande...]''|''mailchi.mp'', 7 marzo 2021.|h=4}}
{{NDR|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]]}}
*Gli arresti di circa 300 persone che sono seguiti alle identificazioni, rese possibili anche dal fatto che gli stessi insorti si riprendevano con il cellulare per poi vantarsi online della loro impresa – qualcosa che la dice lunga sull'intelligenza di queste persone -, hanno portato a identificare componenti di organizzazioni di estrema destra come gli Oath Keepers, i Proud Boys e tanti altri sostenitori di Donald Trump. Difficile davvero definirli "infiltrati di sinistra".
*Secondo un sondaggio della Suffolk University, commissionato da ''USA Today'', il 58% degli elettori di Trump si dice convinto che la rivolta sia stata un attacco ispirato dagli antifa. Solo il 28% dice che è stata una manifestazione di sostenitori di Trump. Inoltre, il 90% di tali elettori esonera Trump da qualunque responsabilità: certo, ha detto che era arrivato il momento di marciare sul Campidoglio per far capire con la forza ai legislatori chi aveva realmente vinto le elezioni, certo ha detto che sarebbe stato alla loro testa in quella marcia, ma poi se l'è filata alla Casa Bianca per godersi lo spettacolo in TV. Quindi, è il ragionamento di questi elettori, se lui non era fisicamente alla testa del movimento non può essere ritenuto responsabile.
*Ormai è evidente che il Partito Repubblicano americano può fare ben poco per non perdere la stragrande maggioranza degli elettori, persone che sarebbero disposte a seguire Trump qualunque cosa chieda loro di fare. Sarà interessante vedere che cosa succederà nei prossimi mesi e anni, se Trump si candiderà di nuovo, come sembra intenzionato a fare, se nascerà un altro partito conservatore che prenda le distanze dall'estremismo e dal suprematismo bianco...
{{Int|Da ''[https://www.ilpost.it/2021/09/29/complotti-polidoro/ Che fare con lo zio complottista?]''|''ilpost.it'', 29 settembre 2021.|h=4}}
*La differenza tra chi crede alle più estreme teorie cospirative e chi non ci crede non va [...] interpretata nei termini di una contrapposizione tra malati e sani, paranoici e razionali, ma piuttosto come una competizione tra diverse versioni e fonti, finalizzata a comprendere la realtà sociale. Lo zio complottista non ha perso la testa, insomma, cerca solamente di spiegarsi il mondo e lo fa come può, attribuendo cioè valore a ipotesi che sembrano dare significato a un mondo frammentato e caratterizzato dall'incertezza, riducendo in questo modo l'ansia che prova. Studi recenti sembrano infatti confermare che uno stato di ansia, come quello sperimentato durante la pandemia da Covid-19, può in effetti spingere le persone a pensare in un modo che si avvicina di più al complottismo.
*Semplificare la realtà, a volte fino all'estremo, in modo da riportare una parvenza di ordine in quello che spesso è un mondo complesso e caotico, è proprio un'altra delle funzioni svolte dalle teorie del complotto.
*Sovrastimando il poco che si sa veramente circa un dato problema, cioè, ci si illude di avere "visto la luce", di avere capito tutto e di avere scoperchiato qualche enorme segreto gelosamente custodito dai potenti. Ci si sente come eroi, novelli Robin Hood che combattono contro il malvagio sceriffo di Nottingham, senza accorgersi che, come Don Chisciotte, probabilmente si sta solo agitando la spada contro banalissimi mulini a vento.
*Smontare ogni teoria del complotto portando fatti, dati e numeri può servire in qualche caso e ha un effetto preventivo su chi non conosce una data teoria e può così sfuggire al suo fascino. Ma quando la teoria ha già preso forma nella mente di qualcuno, insistere per smontarla ha come unico effetto quello di fare irrigidire ancora di più chi ha abbracciato le ipotesi cospiratorie. Il fatto stesso che non ci siano prove a sostegno di una certa teoria, per chi ci crede è una prova che quella teoria deve essere giusta: "Vedi? Sono talmente potenti che hanno fatto sparire ogni traccia!"
*Perché sono nate così tante teorie cospirazioniste sugli attacchi dell'11 settembre o, prima ancora, sull'assassinio del presidente Kennedy? E perché l'idea di una pandemia che mette in crisi l'intero pianeta viene da tanti rifiutata? Perché sono eventi imprevedibili e, in quanto tali, terrificanti. Se nemmeno la potenza più forte del mondo, gli Stati Uniti, o il suo presidente, e nemmeno l'intero pianeta possono considerarsi al sicuro, allora significa che nessuno di noi può mai esserlo veramente. Ed è questo a spaventare.
*Contro gli ebrei, Soros, Bill Gates o persino i "rettiliani" lo zio complottista può immaginare di poter combattere: contro il caso e l'imprevedibile no. È come se entrassero in gioco meccanismi di protezione della propria autostima, che permettono di imputare la responsabilità della condizione di svantaggio propria o dei propri valori a specifici soggetti o al sistema in generale.
*In molti casi c'è tanta solitudine, ci sono persone che si sentono lasciate indietro, emarginate o escluse dalla società. Ed è proprio nell'isolamento che nasce il risentimento, la rabbia e il desiderio di rivalsa. Sminuire le preoccupazioni dello zio complottista, quindi, è il modo più sicuro per lasciarlo in balia dei teorici del complotto. Cerchiamo allora di aiutarlo a sentirsi parte della comunità, della famiglia, anche se ci costa molto e dopo l'ennesima idiozia che ci sentiamo ripetere vorremmo soltanto mandarlo a quel paese. I demagoghi o chiunque miri a speculare sulla sofferenza e sulla paura legittima di tanti per i propri sporchi fini, siano questi un bieco ritorno economico o una radicalizzazione ideologica finalizzata a un vantaggio elettorale o, peggio, ad alimentare il caos, non aspettano altro.
*Sono indubbiamente tempi "interessanti" quelli che stiamo vivendo. Però abbiamo una scelta: possiamo limitarci a essere spettatori, lasciando che le cose vadano a rotoli e lo zio finisca per perdere del tutto il senno, oppure possiamo contribuire, per quanto in nostro potere, a migliorare un poco la vita di tutti, la nostra e quella di chi ci sta accanto.
{{Int|Da ''[https://www.focus.it/scienza/scienze/la-vita-bene-usata-di-piero-angela-un-ricordo-di-massimo-polidoro La vita "bene usata" di Piero Angela]''|''focus.it'', 20 agosto 2022.|h=4}}
{{NDR|Su [[Piero Angela]]}}
*Piero guardava alla morte così come guardava alla vita, in modo razionale e scientifico. Dopotutto è un fenomeno naturale, come ha scritto lui stesso nel suo ultimo messaggio al pubblico: «la natura ha i suoi ritmi». Naturalmente, gli sarebbe piaciuto molto fermarsi ancora e, scherzando, diceva che avrebbe chiesto a Margherita, sua moglie, di scrivere sulla sua lapide: "Con tutto quello che avevo da fare!".
*L'umiltà e la modestia erano un suo tratto caratteristico, che forse gli derivavano dalle sue origini piemontesi, o forse dal fatto che aveva assorbito fino in fondo la lezione della scienza. Chi fa scienza deve essere umile, presenta le sue ricerche alla comunità scientifica, chiedendo che si trovino eventuali errori o mancanze, perché quasi sempre ci sono, e quando si trovano non si offende ma ne è felice, perché significa che può correggere gli errori commessi e rendere la propria ipotesi ancora più precisa e ancora più capace di spiegare al meglio la realtà.
*Posso dire di avere avuto la fortuna di conoscerlo per tutta la mia vita adulta, visto che gli scrissi una lettera, non ancora diciottenne, ed ebbi la meravigliosa sorpresa di ricevere una risposta piena di interesse e incoraggiamento. Sin da bambino ero appassionato di misteri e fenomeni paranormali, ma tutto quello che leggevo mi lasciava sempre molto perplesso. Finché non mi capitò di leggere il suo ''Viaggio nel mondo del paranormale'': quel libro mi aprì la mente, mi fece capire come ragionare di fronte a fenomeni insoliti e, soprattutto, mi fece capire l'importanza del più straordinario strumento mai inventato dagli esseri umani per risolvere misteri, il metodo scientifico. Ci conoscemmo e, forse colpito dal mio precoce interesse per la scienza e la razionalità, decise di investire su di me: mi diede una borsa di studio e mi mandò negli Stati Uniti a studiare con il grande James Randi, il più importante indagatore di misteri al mondo. "Non pensare che sia un regalo" mi disse. "Sai, Massimo, io ho la fortuna di guadagnare bene, ma più che investire in banca, preferisco farlo su progetti e persone che credo se lo meritino e possano raggiungere buoni risultati. Tu mi sembri una di queste persone".
*Quando capitava di trascorrere qualche mattinata a parlare o anche a scrivere, seduti al tavolo del suo soggiorno, lo ascoltavo e mi faceva davvero pensare a [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. Proprio come è successo al genio rinascimentale, che in tarda età, pur malandato, non smetteva mai di interrogare la natura, anche la mente di Piero è rimasta sempre giovane, sempre piena di domande e di curiosità. Proprio come il suo umore, che era sempre allegro e divertito. Aveva la capacità di non prendersi troppo sul serio e di non prendere sul serio neanche i momenti più difficili. "Sai", mi diceva quando gli acciacchi si facevano sentire di più, "la vita è un po' come un'avanzata verso le pallottole e le mitragliatrici: quando sei lontano le senti fischiare, poi, man mano che ti avvicini, diventa sempre più difficile cavarsela, prima o poi ti beccano. Dobbiamo rassegnarci, ma anche vivere al meglio, perché non saremo mai più giovani come in questo momento". Ma quando il discorso si faceva troppo serio, subito sdrammatizzava: "In fondo sono pur sempre un novantenne con un piede nella fossa e l'altro su una saponetta!".
{{Int|Da ''[https://www.ilpost.it/2023/10/14/polidoro-le-forme-del-complotto/ Le forme del complotto]''|''ilpost.it'', 14 ottobre 2023.|h=4}}
*Di fronte a tragedie come quella a cui stiamo assistendo oggi nel [[Guerra Israele-Hamas|conflitto tra Israele e Hamas]] è solo questione di tempo prima che inizino a dilagare le teorie del complotto. Teorie con cui si cercherà di ingrandire le colpe dell’uno a scapito di quelle dell’altro o, anche più probabilmente, a ipotizzare interventi di terze o quarte potenze che agiscono nell’ombra, quando non addirittura di misteriosi burattinai che manipolerebbero dall’alto qualunque evento storico.
*Un elemento tipico di una cospirazione fasulla è la logica “a cascata”, per esempio, secondo la quale i teorici della cospirazione, incapaci di trovare prove per ciò che affermano, non possono fare altro che allargare sempre di più il numero dei cospiratori, sostenendo che se qualcuno critica la teoria della cospirazione o non ci crede è perché anch’egli fa parte del complotto.
*Il fatto è che, paradossalmente, le teorie del complotto offrono un conforto perché dividono il mondo in bianco e nero, banalizzano all’estremo realtà complesse, forniscono comodi capri espiatori e fanno sembrare il mondo più semplice e controllabile. Molti finiscono così per credere che se non ci fossero i “cattivi”, allora andrebbe tutto bene. Invece chi non crede nelle teorie del complotto deve ammettere semplicemente che le cose brutte avvengono, a volte per caso e a volte perché non è facile come sembra districare realtà complicate.
*Per gestire con efficacia il numero impressionante di informazioni che la mente riceve simultaneamente, [...] il cervello deve semplificare la realtà. E la ricerca costante di schemi ricorrenti, di puntini da collegare, di connessioni da trovare ci induce a trovarne anche quando questi schemi e queste connessioni non ci sono veramente, creando così delle illusioni [...]
*Un cervello che cerca un senso ovunque è uno dei nostri maggiori pregi, ma c’è un prezzo da pagare per questa abilità straordinaria, il fatto cioè che a volte i puntini che colleghiamo non appartengono allo stesso disegno. E, oggi, questa capacità straordinaria del nostro cervello a trovare schemi, collegamenti e significati nel caos più assoluto raggiunge il suo culmine nel proliferare delle teorie del complotto.
*{{NDR|Sull'[[incendio della cattedrale di Notre-Dame]]}} Una volta domato l’incendio e messo in sicurezza l’edificio, le prime indagini sembrano escludere il dolo, ipotizzando un incidente. Tuttavia, prima ancora che le fiamme si fossero spente, sui siti web dove la mentalità cospirazionista non solo è ammessa ma incoraggiata dilagano le teorie di ogni tipo. È un attentato di matrice islamica, dichiarano sicurissimi alcuni esponenti e commentatori di estrema destra. No, è colpa degli ebrei, strillano altri estremisti. Ma no, è stato lo stesso governo francese ad appiccare l’incendio da solo. I paragoni con gli attacchi terroristici dell’11 settembre si sprecano e, ben presto, arrivano ipotesi sempre più assurde, come quella secondo cui l’incendio sarebbe legato ad altre devastazioni verificatesi in alcune chiese francesi negli anni precedenti. Il motivo? Chi ha bruciato Notre-Dame aveva bisogno di un pretesto per allontanare i fedeli e condurre scavi non autorizzati, al fine di scoprire (o nascondere) tesori lì sepolti nientemeno che… dai cavalieri templari!
*Per molte persone credere a cospirazioni immaginarie rappresenta una chiamata all’avventura, un’esperienza irresistibile, perché fa sentire chi si convince di averle scoperte come l’eroe di un gioco di ruolo calato nella realtà. E ci sono diverse ragioni psicologiche per cui questo tipo di idee e storie possono sembrarci molto credibili, dalla dissonanza cognitiva all’illusione di riportare ordine nel caos, fino al bisogno di difendere la propria identità.
*Se gli esseri umani ancestrali ritenevano che un altro gruppo stesse cospirando per far loro del male, potevano, per esempio, migrare in un ambiente più sicuro; potevano sviluppare un solido sistema di difesa; potevano persino sferrare essi stessi un attacco a sorpresa (un “attacco preventivo”) per scacciare o uccidere il sospetto cospiratore. In ogni caso, le persone potrebbero proteggere se stesse e i loro parenti dalla violenza letale, riconoscendo precocemente le intenzioni ostili di altri gruppi. Sviluppare un’inclinazione al sospetto, dunque, potrebbe essere stata una delle chiavi per la sopravvivenza della nostra specie.
*A volte, quell’ombra che si muove tra le frasche è solo il vento, e fuggire può sembrare una reazione esagerata. Ma non tutti gli errori hanno lo stesso prezzo. A volte l’ombra si rivela essere davvero un predatore, una belva pronta a ghermirci e a trasformarci nella sua colazione, e non fuggire per tempo può rivelarsi fatale. Per questo, le nostre reazioni istintive e impulsive hanno spesso la meglio su quelle più ponderate e razionali: perché quando il costo di un falso positivo (vedere, per errore, un predatore che non c’è) è molto diverso da quello di un falso negativo (non vedere, per errore, un predatore), la selezione naturale favorirà la tendenza a commettere il tipo di errore meno costoso e, dunque, a eccedere nei falsi positivi.
*Scoprire che le teorie del complotto si sono evolute per una buona ragione nel passato non significa che sia desiderabile credere alle teorie del complotto nel presente. Molte teorie cospirative dei nostri giorni, infatti, portano a scelte sbagliate, se non letali, come il rifiuto dei vaccini, il negazionismo climatico, l’ostilità, la xenofobia, il radicalismo e, in casi estremi, la violenza.
*L’evoluzione biologica è lenta, insomma, mentre l’evoluzione culturale è molto veloce e la prima non ha potuto restare al passo con la straordinaria rapidità della seconda. Per dirla in altro modo, abbiamo un cervello adatto per l’età della pietra, ma ci ritroviamo a impiegarlo in una società profondamente tecnologica.
{{Int|Da ''[https://lucysuimondi.com/elon-musk-non-e-uno-scienziato/ Elon Musk non è uno scienziato]''|''lucysuimondi.com'', 8 giugno 2025.|h=4}}
*[[Elon Musk]] è stato a lungo descritto come l’incarnazione del genio innovatore: l’uomo che vuole salvare il mondo. Auto elettriche, razzi riutilizzabili, interfacce cervello-macchina, tunnel futuristici. Ma c’è una differenza sostanziale tra il [[Metodo scientifico|pensiero scientifico]] e il marketing tecnologico. [...] La differenza non è banale. Il pensiero scientifico si fonda su dubbi, verifiche, errori condivisi, trasparenza. Il marketing punta a convincere, stupire, vendere. Quando si confondono i due piani, il rischio è che l’opinione pubblica non distingua più tra fatti e affermazioni suggestive.
*In molti casi, il linguaggio usato da Musk ha i tratti distintivi delle pseudoscienze: affermazioni non falsificabili, come “Neuralink ci salverà dall’IA”; emergenze apocalittiche vaghe, come la distruzione della Terra; soluzioni semplicistiche a problemi complessi, come “andiamo su Marte”; e soprattutto, l’invito a credere più che a comprendere.<br>Questo è ciò che distingue un approccio scientifico da uno pseudoscientifico: nel primo, ogni affermazione è temporanea e soggetta a revisione. Nel secondo, si chiede fiducia cieca.
*[...] Elon Musk ''non è uno scienziato''. È un imprenditore con una cultura tecnica notevole, certo, ma il metodo scientifico non è solo saper costruire razzi. È una disciplina mentale fatta di lentezze, errori, rigore, collaborazione, pazienza. Tutto ciò che mal si adatta ai tweet da 280 caratteri o alle sparate da palcoscenico con una motosega in mano, come accaduto quando Musk ha annunciato di voler “tagliare” la burocrazia federale americana.
*[...] la scienza non si comanda. Non si dirige come un’azienda. Non si impone con il carisma o con la visibilità. Si costruisce, giorno dopo giorno, con il lavoro paziente e invisibile di migliaia di persone che collaborano, discutono, sbagliano, correggono. Un processo che ha poco di spettacolare, ma molto di reale. E che oggi, più che mai, ha bisogno di essere difeso – anche da chi, forse in buona fede, lo riduce a strumento retorico.
*In assenza di un’educazione scientifica diffusa, diventa facile per chiunque – se ha abbastanza carisma, soldi o follower – usare la scienza come cornice narrativa. Lo vediamo con Elon Musk, ma anche con personaggi meno noti e spesso più pericolosi, che vendono cure miracolose, diete fasulle o teorie del complotto. Ma mentre il ciarlatano tradizionale promette l’elisir di lunga vita in una bottiglietta, Musk lo fa con un razzo, un chip o un tweet virale. Cambia la confezione, non la sostanza: in entrambi i casi, si fa leva su una promessa seducente, spesso non dimostrata, e su un pubblico che fatica a distinguere il possibile dal plausibile, e il plausibile dal vero.
*Pensare come scienziati non significa essere freddi, cinici o privi di immaginazione. Significa coltivare il dubbio, cercare prove, cambiare idea. Significa anche dire “non lo so” quando i dati non bastano, anziché vendere certezze illusorie. È un’attitudine mentale da valorizzare in ogni ambito della vita pubblica.
===Citazioni tratte da video===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[mostro di Loch Ness]]}} Accantoniamo per un momento tutte le considerazioni relative al fatto che un essere di grandi dimensioni probabilmente non sopravviverebbe nelle acque gelide del lago. Supponiamo dunque che un dinosauro di questo tipo sia rimasto intrappolato a Loch Ness quando, dopo l'ultima glaciazione, il livello delle terre cominciò a salire, separando le acque del lago dal mare. Potrebbe essere uno scenario realistico? D'altra parte, non moltissimi anni fa furono rinvenuti al largo delle coste del Madagascar dei [[Celacanto|celacanti]], cioè dei pesci che si supponeva fossero estinti proprio da 70 milioni di anni. È evidente che un plesiosauro, per poter essere giunto fino a noi vivo e vegeto, non potrebbe aver compiuto il suo viaggio da solo. Devono come minimo essercene stati due all'inizio, poi i figli di questi devono poi essersi riprodotti fino ad arrivare all'attuale mostro o mostri, se ce ne sono di più, a Loch Ness. Però, sorge un altro problema: se questa teoria fosse vera, il fondo del lago dovrebbe essere ricoperto da centinaia di scheletri di dinosauri, mentre tutti gli esami condotti hanno mostrato che il fondo del lago è piatto e che non ci sono caverne in cui i plesiosauri avrebbero potuto nascondersi o creare un cimitero.<ref name=lochness>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=61zAEB0gBw8 Il mostro di Loch Ness esiste?]'', ''youtube.com'', 15 giugno 2018.</ref>
*Il breve tempo trascorso tra l'osservazione di un celacanto e la successiva cattura di più esemplari è in forte contrasto con la lunga saga del mostro di Loch Ness, in cui un'ipotetica specie di animale gigante ha eluso anche una cattura di tipo fotografico in un'area relativamente piccola d'acqua.<ref name=lochness/>
*{{NDR|Sulle [[pietre di Ica]]}} Se almeno queste fossero autentiche, costituirebbero una prova straordinaria che ci porterebbe a riscrivere interamente la storia dell'umanità e, magari, fornirebbe carburante per le teorie degli antichi astronauti. Iniziamo allora dalla prima possibilità: una civiltà umana esistita anche durante l'epoca dei dinosauri. Questa è la teoria più cara a Cabrera, convinto che le incisioni siano state realizzate tra 65-230 milioni di anni fa da una civiltà umana super evoluta che poi però sarebbe tornata alla barbarie, lasciando le pietre incise quale unica testimonianza del suo straordinario sapere. Ovviamente, questo non spiega come mai una civiltà tanto evoluta da costruire telescopi e da praticare la microchirurgia abbia lasciato come unica traccia del suo passaggio solo dei rozzi disegni sulla pietra. Non spiega nemmeno perché, con tanta tecnologia a disposizione, questa antica civiltà evoluta dava la caccia ai dinosauri con lance e bastoni. E, soprattutto, non spiega perché non esistano al mondo altre prove che una simile civiltà sia mai esistita, i resti di qualche telescopio preistorico per esempio. Sarebbero una scoperta fenomenale, ma, a dirla tutta, basterebbe qualche ossicino di questi antichissimi antenati degli uomini. Invece non è mai stato trovato nulla.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=TX4390MZMXM Le misteriose PIETRE DI ICA]'', ''youtube.com'', 31 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]]}} Ragazzi, guardate, se tutta quella gente lì era tutta pagata e tutta d'accordo, allora diciamo che anche Trump era un attore che ha interpretato la parte di quello che fomentava la rivolta di quella gente. Giusto?! Ecco, cerchiamo di ragionare, cerchiamo di stare con i piedi per terra. Quello che è accaduto è esattamente la conseguenza matematica di quello che Trump ha seminato costantemente. Quindi non c'è stato nessun complotto, c'è stata l'idiozia di un uomo che non solo è riuscito a perdere la Casa Bianca con tutta questa costante diffusione di menzogne, di bugie, di odio, ma è riuscito anche a perdere il controllo del Senato.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=Qz36qqngCms Assalto al Congresso USA: il giorno più nero dell'America]'', ''youtube.com'', 7 gennaio 2021.</ref>
*Sarà esistito per davvero? Nei decenni a venire, il mito di [[mokele mbembe]] avrebbe comunque continuato a riaffriorare, nonostante la totale assenza di prove della presenza di una simile creatura. Oggi è ancora più difficile credere che esista una popolazione sconosciuta di [[sauropodi]] (perché non può essercene solo uno sopravvissuto per milioni di anni), oltre per l'assoluta mancanza di scheletri di tali animali, anche per via delle numerose spedizioni zoologiche nel Congo e delle frequenti perlustrazioni aerei e satellitari capaci di documentare la presenza di animali anche in zone molto piccole. Il mito, come dicevamo, nasceva in coincidenza con la riscoperta dei fossili di dinosauro e le leggende su mokele mbembe ricalcavano credenze allora ritenute vere, ma che ora sappiamo essere false, come il fatto che i sauropodi, per esempio, non erano animali che vivevano nelle paludi e non passavano il tempo immersi nei laghi o nei fiumi.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=DF9UGUQSo-Q Mokele Mbembe: l'ultimo dinosauro?]'', ''youtube.com'', 23 febbraio 2021.</ref>
*[...] l'attacco giapponese a Pearl Harbor è stato uno dei punti di svolta della seconda guerra mondiale, il momento decisivo che ha portato gli Stati Uniti all'interno del conflitto, con tutto quello che ne è seguito. Fin dall'inizio alcune persone [[Teoria del complotto sull'attacco di Pearl Harbor|ipotizzarono]] che l'America sapesse tutto, che gli ufficiali dell'esercito avessero intercettato le comunicazioni giapponesi e che fossero al corrente dell'attacco pianificato per il 7 dicembre; non avrebbero però detto nulla né avvisato i militari di stanza alle Hawaii – lasciando così morire centinaia di uomini – perché [...] serviva un ''casus belli'', cioè un motivo per entrare in guerra, e l'attacco giapponese ne avrebbe fornito all'America uno grandissimo. Nel 1944 [...] venne pubblicato un opuscolo intitolato ''The Truth About Pearl Harbor'' [...] in cui si sosteneva proprio questa tesi: a firmarlo era John Flynn, cofondatore dell'America First Committee [...], un'associazione isolazionista che si batteva contro l'intervento degli Stati Uniti nella guerra. Negli anni questa accusa è stata rilanciata da giornalisti, autori di libri, teorici della cospirazione... c'è stato [...] chi si è spinto a dire che l'intero attacco di Pearl Harbor sarebbe stato un ''inside job'', una simulazione con attori, o un vero episodio di guerra messo però in atto da agenti segreti statunitensi: dietro al complotto ci sarebbero di volta in volta la lobby delle armi, o un ipotetico governo ombra, che cercavano un pretesto per [...] rendere il conflitto accettabile agli occhi dei cittadini. Inutile dire che questa teoria non tiene conto delle [...] prove storiche, dei documenti, delle testimonianze di chi si trovò coinvolto nell'attacco ed ebbe la fortuna di poterlo raccontare una volta tornato a casa.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=L0eZuj2CBWs DEADLY DOUBLE: la "profezia" di Pearl Harbor]'', ''youtube.com'', 24 gennaio 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[macchina del fango]]}} Il meccanismo è semplice. Per mettere in cattiva luce qualcuno – per esempio un collega; magari, invece, un amore non corrisposto o un giornalista o un giudice che indagano su qualcosa di scomodo – si mettono in giro delle voci, false, che non sono mirate apertamente a screditare qualcuno, a dire "quello è un ladro, quello è un assassino", ma a fare intendere che forse c'è qualcosa di losco sotto.<ref>Dall'[https://www.raiplay.it/video/2022/08/La-macchina-del-fango---Superquark-03082022-eb5d2880-ee8a-47df-b164-fe604afbb0c3.html intervento] per la rubrica ''Psicologia delle bufale'' all'interno del programma televisivo ''Superquark'', Rai 1, 3 agosto 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[teoria degli antichi astronauti]]}} Un aspetto che emerge costantemente dalla lettura o dalla visione di video che si occupano di questi argomenti è la convinzione che gli antichi fossero troppo stupidi, ignoranti, ingenui e generalmente incapaci per avere pensato e costruito le opere artistiche e architettoniche che sono sopravvissute fino ai nostri giorni. Si meraviglia costantemente che miti e leggende parlino di armi divine capaci di ridurre in cenere antiche città, bombe atomiche per esempio, o che emanano dei lampi o dei raggi accecanti, i laser si immagina. E sostiene che simili descrizioni non potevano sorgere nell'immaginazione degli antichi. "Gli antichi narratori dovevano possedere un tale accumulo di cose già viste, conosciute e sperimentate per innescare la loro fantasia, perché certe cose non si possono inventare", dichiarano sicuri costoro. Questa è una frase presa proprio da un libro di von Däniken. Certo, con buona pace di gente come Leonardo da Vinci che ha immaginato macchine per volare o per andare sott'acqua, o di scrittori come Jules Vernes che ha descritto un viaggio spaziale verso la luna, un sommergibile elettrico, e immaginarono tutte queste cose molto tempo prima, decenni, secoli prima che fosse anche solo possibile e realistico immaginare il loro concretizzarsi. Ma la verità è che i nostri progenitori non erano geneticamente tanto diversi da noi. Il loro cervello era praticamente identico al nostro. Avevano sogni, speranze, aspirazioni, abilità tecniche e artistiche non dissimili dalle nostre.<ref name=ufobibbia>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=D5WCrE4_KI0 UFO e alieni nella BIBBIA?]'', ''youtube.com'', 22 dicembre 2023.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.youtube.com/watch?vɧCQs6QiQYC0&t ANUNNAKI, BIGLINO e il culto degli antichi astronauti]''|''youtube.com'', 5 febbraio 2021. {{collegamento interrotto}}|h=4}}
*In Italia riscuotono ancora molto successo le teorie di [[Mauro Biglino]]. Si tratta di un ex consulente finanziario che, in seguito a una serie di guai legali [...], si è messo a studiare in proprio e si è "reinventato" traduttore dell'ebraico biblico [...]. Egli rilegge e interpreta la Bibbia come se fosse il resoconto d'incontri tra gli uomini e gli extraterrestri. O meglio, questo lui non lo dice apertamente, ma è quello che lascia intendere ai suoi tantissimi seguaci che leggono i suoi libri e partecipano alle sue conferenze, che sono poi riprese, registrate e ritrasmesse su YouTube, dove raggiungono un pubblico molto ampio.
*Il problema di questo tipo di teorie è che tentano di rileggere testi come la Bibbia o l{{'}}''[[Epopea di Gilgameš]]'' come se si trattasse di libri di storia. Il fatto è che non lo sono. Parliamo di testi che sono stati composti da più autori sconosciuti che raccolgono storie e leggende tramandate a voce fino a quel punto, magari inizialmente ispirate anche da qualche accadimento reale ma poi completamente stravolte nel passaparole e dunque senza alcuna pretesa di storicità. [...] Il rischio di voler leggere i testi antichi, o a volte anche certe raffigurazioni antiche, alla lettera e, dunque, senza avere alcuna competenza o conoscenza sulle tradizioni, le abitudini e le credenze dei popoli che li hanno realizzati, è semplicemente quello di rendersi ridicoli.
*L'unica cosa che renderebbe le storie sugli [[Teoria degli antichi astronauti|antichi astronauti]] interessanti, trasformandole immediatamente in materia di vastissimo studio scientifico, sarebbe trovare anche una sola prova che dimostri il passaggio di antiche civiltà sul nostro pianeta, qualcosa come il monolite di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', un oggetto che nel film di Kubrick compare nella preistoria e che poi viene ritrovato anche sulla luna, dimostrando così la sua natura inequivocabilmente extraterrestre.
===Interviste===
{{cronologico}}
{{Int|''[https://www.laregione.ch/culture/societa/1255676/la-lunga-marcia-delle-bufale-fra-facebook-co La lunga marcia delle bufale, fra Facebook & Co]''|Intervista di Ivo Silvestro, ''laregione.ch'', 27 aprile 2018.|h=4}}
*Ovviamente le bufale, le fandonie e le menzogne sono sempre esistite, partendo dall'Impero romano e, ci fosse una documentazione, probabilmente da ancora prima. E sempre esisteranno. La differenza oggi è data dallo strumento del web che permette di diffonderle e di amplificarle in maniera rapidissima.
*La questione è che i media tradizionali si ritrovano a competere in un mondo che ha un ritmo molto più veloce. In questa corsa è inevitabile che a rimetterci sia la verifica delle notizie.
*Bisogna imparare a diventare non dico dei fact checker, ma abituarsi a mettere a confronto fonti diverse, sapere come farsi un'idea dell'affidabilità di una fonte. Non fidarsi dei titoli strillati e delle frasi a effetto come "nessuno ne parla", "quello che gli altri non dicono". Nel lungo termine, la cosa più utile e interessante è investire nello sviluppo del senso critico. E questo lo devi fare con i giovani, perché sono loro che si ritroveranno ad affrontare i problemi più grossi. Ma se a scuola non si insegna come destreggiarsi tra le notizie, a valutare le informazioni e le fonti, è molto difficile sperare che le cose migliorino.
{{Int|''[https://www.open.online/2019/05/11/leonardo-nemico-di-maghi-e-chiromanti-lintervista-a-massimo-polidoro/ Leonardo nemico di maghi e chiromanti – L'intervista a Massimo Polidoro]''|Juanne Pili, ''open.online'', 11 maggio 2019.|h=4}}
{{NDR|Su [[Leonardo da Vinci]]}}
*Leonardo era un grande studioso, passava tantissimo tempo a studiare gli antichi e le macchine che disegnava erano riproduzioni di altre, disegnate magari da autori come Mariano di Jacopo, detto il Taccola, ingegnere e scrittore vissuto prima di lui. Nel riprodurre queste macchine cercava anche di migliorarle, trovando delle soluzioni alternative. Leonardo non ha mai preteso di essere l'inventore di queste macchine, siamo noi che lo abbiamo pensato quando abbiamo trovato i suoi disegni, poi quando abbiamo scoperto che c'erano autori precedenti dello stesso genere di macchine c'è stato chi ha affermato: "allora Leonardo le ha rubate", no, semplicemente lui le aveva studiate, riprodotte e migliorate.
*{{NDR|«[...] occhi e sorriso della Gioconda ci nascondono qualcosa?»}} La pareidolia in queste vicende è sempre la regina. Ognuno può vedere quello che vuole in qualunque macchia e ombra, si tratta di un gioco che fa il nostro cervello nel trovare un significato in tutte le cose che sono confuse e ambigue. Lo stesso Leonardo si accorge della pareidolia e la descrive in uno scritto. Ne parla come uno strumento per stimolare la fantasia. Lui dice di guardare un muro pieno di macchie e sostiene che dopo un po' cominceremo a vederci delle facce. Quindi la usa proprio come strumento creativo.
*{{NDR|«Cosa ha ancora da dirci Leonardo dopo 500 anni?»}} La cosa più importante che ci trasmette oggi è la sua curiosità. Il suo voler sapere tutto di qualunque cosa e questo spirito curioso è qualcosa che dovremmo imitare tutti noi, perché è l'unica molla che ci permette di crescere e di capire il mondo che ci circonda. Tanti purtroppo la curiosità non la adoperano e la spengono, la soffocano pensando che certe domande siano stupide. Leonardo non si poneva questi problemi, su qualunque cosa gli passasse davanti voleva saperne di più.
*{{NDR|«Che lavoro farebbe oggi Leonardo da Vinci?»}} Il regista è sicuramente la professione che più si addice a Leonardo. Unisce tante delle sue passioni, dall'arte alla scienza, alla tecnica. Oggi non potrebbe esistere un Leonardo come nel '500, proprio perché sarebbe impossibile per lui approfondire qualunque campo di studi, perché si sa talmente tanto su qualunque cosa che anche solamente per sfiorare una branca del sapere ci vorrebbe tutta una vita, toccarne così tante come ha fatto lui era possibile solo quando si sapeva veramente poco della natura e del mondo che ci circonda.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20201124160444/https://it.sputniknews.com/intervista/202010259692633-polidoro-cicaop-i-no-mask--complottisti-senza-strategia-manipolati-dallestrema-destra---video/ Polidoro (CICAP): "I No Mask – complottisti senza strategia manipolati dall'estrema destra"]''|Intervista di Niva Mirakyan, ''sputniknews.com'', 25 ottobre 2020.|h=4}}
*Ci sono da un lato delle persone poco informate, persone che magari sono giustamente spaventate e confuse perché non hanno gli strumenti critici per capire la situazione che stiamo attraversando. Infatti non è facile per nessuno capire le dimensioni e la portata della pandemia. La stessa scienza ha bisogno di tempo per mettere a fuoco il problema e cercare di trovare una via d'uscita. Quindi, è normale che ci sia incertezza e anche confusione. Poi ci sono persone che vivono molto male questa incertezza e si lasciano suggestionare da quello che trovano sul web, dove si parla di improbabili complotti, di idee e di teorie che non hanno nessuna credibilità. Si lasciano manipolare da esponenti politici, spesso di estrema destra, che cercano invece di canalare questa frustrazione e rabbia nel tentativo di raccogliere consensi.
*Spesso a questo tipo di manifestazioni partecipano in effetti anche quelli che sono contro il 5G, quelli che sono contro i vaccini (no vax) e anche quei personaggi che vedono complotti e cospirazioni ovunque. Sono persone che non si fidano di nessuno, tranne di quello che trovano sul web, dove è pieno di informazioni valide ma anche di colossali fesserie. Spesso essere diffidenti è un bene, ma quando non si è in grado di distinguere tra fonti credibili e fonti che non lo sono, si finisce per abboccare a qualunque falsità solo perché conferma i nostri pregiudizi.
*Nei mesi di lockdown le bufale erano veramente quotidiane, tutti giorni ne usciva una. È stato molto faticoso verificare e ribattere a tutte le scemenze che venivano fuori, anche perché a volte a diffonderle erano persone che avrebbero dovuto comportarsi in maniera più seria, come è stato il caso di qualche medico. Una volta è stato addirittura un Premio Nobel, [[Luc Montagnier]], a fare affermazioni del tutto sconclusionate senza portare nessuna prova di ciò che affermava. Segno che nemmeno un premio Nobel mette al sicuro dalla superficialità.
{{Int|''[https://www.open.online/2020/10/27/massimo-polidoro-racconta-james-randi-intervista/ Massimo Polidoro racconta James Randi e la scienza dell'inganno, per indagare sui misteri e le bufale]''|Intervista di Juanne Pili, ''open.online'', 27 ottobre 2020.|h=4}}
*[[Harry Houdini|Houdini]] negli ultimi anni della sua vita, a partire dagli anni '20, dopo essere diventato amico di Arthur Conan Doyle si era avvicinato, in maniera anche aperta, al mondo dello spiritismo, poi ogni volta che andava ad assistere a qualche seduta spiritica, si rendeva conto che venivano messi in scena dei trucchi, anche molto grossolani, ma le persone che ci andavano erano talmente soggiogate o comunque desiderose di avere un contatto con chi non c'era più, che non si accorgevano di niente. Così dopo un po' si è stufato e ha cominciato a smascherarle. {{NDR|«Qual è [...] la principale differenza tra Houdini e [[James Randi|Randi]] nella lotta contro le pseudoscienze?»}} Randi ha portato qualcosa in più. Non è solo lo smascheramento. Randi porta l'approccio scientifico in questo campo, cosa che invece Houdini non faceva, perché di Scienza ne capiva poco, però aveva un approccio più aggressivo, che andava bene per parlarne sui giornali. Randi invece è stato considerato da moltissimi scienziati uno scienziato lui stesso. [...] In ambito scientifico è stato visto come una risorsa fondamentale. [...] Quindi Randi porta questo elemento in più: l'approccio scientifico che però non si limita all'esperimento, ma si avvantaggia delle competenze che ha un ingannatore di professione, perché come ripeteva spesso, il chimico e il fisico hanno a che fare con provette e protoni, che non imbrogliano, mentre se hai a che fare con un medium o un sensitivo, l'inganno è sempre dietro l'angolo. Chi non conosce queste tecniche potrebbe farsi abbindolare, anche se è un premio Nobel.
*{{NDR|«Quale fu [...] la molla che fece scattare la passione di Randi?»}} C'è una bella storia che lui raccontava sempre. Da bambino Randi aveva un QI superiore alla norma, quindi succedeva che in classe si annoiava subito, e gli diedero il permesso di andare a scuola solo per sostenere direttamente gli esami. Così passava il tempo andando in biblioteca a studiare per conto suo, ma anche a fare esperienze di vari tipi. Allora una volta è andato in una sorta di chiesa spiritista, ad assistere alle manifestazioni di un tizio che sosteneva di parlare con gli spiriti. Osservandolo vedeva che i partecipanti, tutti fedeli, scrivevano su dei bigliettini delle domande da fare agli spiriti, e il medium prendeva un biglietto alla volta, lo metteva sulla fronte, invocava lo spirito e rispondeva alla domanda, in apparenza senza averlo letto. Randi [...] quel trucco lo conosceva benissimo, avendolo imparato dalla sua passione per i giochi di prestigio [...]. Il medium in realtà aveva un complice che scriveva la prima domanda sulla quale si erano messi d'accordo. Estraeva un bigliettino a caso e dopo aver risposto a quella prima domanda lo apriva, scoprendo in realtà la domanda successiva; e così via con gli altri. Alla fine il medium doveva inserire di nascosto il bigliettino con la prima domanda. [...] Il piccolo Randi lo aveva capito al volo. Allora cosa fa? Si alza in piedi e protesta (avrà avuto dieci anni), svelando il trucco. Così è finita che l'hanno portato alla centrale di polizia. Quella è stata l'occasione in cui si è detto "va bene, questa è la cosa peggiore che potevate farmi, d'ora in poi mi dedicherò a smascherare questi bugiardi". Suo padre dovette andarlo a prendere in Centrale, dove gli spiegarono che il figlio aveva creato disordine durante una riunione religiosa. Questa storia può sembrare una leggenda, ma è avvenuta realmente.
*Non c'è un trucco particolare che ti permette di smascherare gli inganni. Quello che conta è rendersi conto che tutti possiamo essere ingannati se ci troviamo nelle condizioni giuste. Un prestigiatore sa usare abilmente certi meccanismi psicologici; il modo in cui funziona l'attenzione; la percezione. I prestigiatori tutte queste cose le fanno anche senza conoscerne il background psicologico e fisiologico. Pian piano nel corso dei secoli questa arte si è affinata, al punto da creare giochi e trucchi che diventano invisibili per chi li guarda, perché sfruttano diversi trabocchetti della mente. Già essere consapevoli di questo aiuta molto. Il prestigiatore quando osserva un finto sensitivo, guarda delle cose che lo scienziato invece non vede, perché non sa dove guardare né cosa aspettarsi, e magari applica dei controlli che non hanno nessuna utilità. Se qualcuno sostiene di poter piegare i cucchiaini con la forza del pensiero, cercano di capire quali onde escono dalla sua mente, oppure se le sue dita sprigionano un calore particolare, quindi gli misurano la temperatura e gli fanno l'elettroencefalogramma; tutta roba inutile ovviamente, perché il trucco vero e proprio è una manipolazione fatta quando nessuno guarda. Quindi l’abilità dell'ingannatore è proprio quella di manipolare l'attenzione, portarla su qualcosa facendo credere che lì sta per succedere il fenomeno paranormale, quando in realtà con l'altra mano sta mettendo in atto il trucco e nessuno lo vede. Il prestigiatore ha quindi la capacità di capire cosa è importante osservare e cosa non lo è.
*Qualunque prestigiatore ti dirà che i bambini sono il pubblico più arduo. Tu gli puoi far vedere un cappello a cilindro, lo capovolgi e l'adulto fa due più due nella sua mente, e sa benissimo che se ci fosse qualcosa dentro cadrebbe; il bambino non ha ancora questi punti di riferimento per conoscenze acquisite, vede che giri il cappello ma non si fida, vuole metterci sotto la mano e rovina il trucco, perché lì chiaramente c'è un doppio fondo. Poi questa capacità naturale di osservare viene a perdersi, ed è un peccato.
*[...] a scuola si insegnano le scienze, ma non il [[Metodo scientifico|Metodo]]; magari gli si dedica mezzora il primo giorno, poi basta. Invece è proprio il Metodo che i ragazzi devono acquisire, e sarà una cosa che poi si porteranno a presso per tutta la vita. Le nozioni si dimenticano o se ti interessano vai a rileggerle, ma il metodo scientifico è proprio un modo di ragionare. Quando ho letto i libri di Angela e Randi, lì ho capito l'importanza del Metodo, ed è quella la cosa che mi ha aperto davvero la mente: imparare a farsi le domande giuste; non lasciarsi incantare dalle fantasie che ci sono, e che per quanto bellissime non ci portano da nessuna parte. Invece fare le domande giuste: chiedere quali sono le prove; quanto è credibile la persona che espone una tesi; sono quelle che ti avvicinano ad avere risposte concrete.
*C'è stata una perdita di terreno della religione, che ti dà una sorta di speranza nell'aldilà (se ci credi [...]), per molti oggi quella speranza lontana non basta più. Tutti vogliono la soluzione adesso dei loro problemi: il mago che promette di far tornare la persona amata; oppure promette di farti parlare con lo spirito del marito o della moglie; quello che ti guarisce dalla malattia solamente imponendo le mani; sono tutte risposte semplici, ovviamente del tutto inutili, che peggiorano la situazione anziché migliorarla, ma che molti trovano confortanti.
{{Int|''[http://www.metamagazine.it/giancarlo-montoni-intervista-massimo-polidoro/ Giancarlo Montoni intervista Massimo Polidoro]''|''metamagazine.it'', 31 dicembre 2020.|h=4}}
*Molte persone si convincono di avere facoltà straordinarie, ma se ne convincono perché fraintendono qualcosa che non si sanno spiegare, perché non sanno fare un esperimento e in questo non c'è nulla di condannabile, poiché non è il loro mestiere.
*Non si tratta di mettere nessuno in imbarazzo o di dare a nessuno dello sciocco o dell'incompetente, ma semplicemente di capire che tutti possiamo sbagliarci e cadere in errore, anche premi Nobel.
*Chi ha già intrapreso un percorso e crede in certe cose difficilmente [[cambio di opinione|cambia idea]], anche di fronte a evidenze che gli dimostrano che ciò in cui crede è sbagliato. I ragazzi, invece, hanno ancora tutto da imparare. Possono iniziare da subito a farsi le domande giuste, a capire che bisogna chiedere evidenze a chi fa delle affermazioni, senza farsi intimidire dai titoli accademici o dalla celebrità di qualcuno. Una volta appreso questo metodo, cresceranno con uno spirito più critico e si faranno prendere in giro sicuramente di meno.
*Quando si va dietro al loro tipo di ragionamento: "Io ho ragione, dimostrami che ho torto", ma nella scienza non funziona così. Chi fa l'affermazione deve portare le prove di ciò che afferma, se vuole essere creduto, sennò si arrangia.
*[[James Randi|Randi]] è stato fondamentale nel far capire che tutti possono essere ingannati e lo ha fatto portando la sua arte, l'illusionismo, nel mondo scientifico, dimostrando, da un lato come sia facile anche per uno scienziato farsi prendere per il naso se non conosce i meccanismi dell'inganno, dall'altro mettere in guardia, proprio smascherando quelli che erano trucchi ritenuti fenomeni paranormali. Ha fatto si che tutti capissero che il prestigiatore poteva essere al servizio della scienza per aiutarla e per aiutare i ricercatori a distinguere ciò che può essere credibile da ciò che non lo è per i motivi più diversi.
{{Int|''Un ricordo di James Randi: intervista a Massimo Polidoro''|''Query'' n. 44, inverno 2020.|h=4}}
[[File:Massimo Polidoro and James Randi at ECSO cruise.jpg|thumb|Da sinistra: Polidoro e [[James Randi]] nel 2017]]
*{{NDR|Su [[James Randi]]}} Lui non sopportava le ingiustizie, non sopportava i prepotenti e chi si approfittava dei più deboli. Aveva una grande compassione per chi credeva, a causa della disperazione, nelle affermazioni dei ciarlatani, come chi si convinceva che i guaritori filippini o quelli carismatici potessero davvero curare le malattie... Perché si rendeva conto che si trattava di persone disperate, che erano state illuse. Dunque, era furibondo nei confronti dei personaggi che alimentavano false credenze. Ed era questo un po' il motore che lo faceva insistere, andare avanti e impegnarsi tantissimo per ridurre – se non togliere di mezzo – le attività di questi ciarlatani.
*Con il complottismo non è in gioco qualcuno che dice di avere delle facoltà paranormali; ci si trova davanti a persone che dicono: «le cose stanno così, le prove ci sono, ma non sono facili da trovare»... È sufficiente quello, a volte, a convincere il pubblico, no?
*Trasformandole in uno spettacolo, Randi rendeva evidente che certi personaggi erano dei ciarlatani e che facevano affermazioni assurde. E queste sembravano vere solo perché la gente non conosceva i trucchi: ma quando si trovavano davanti degli esperti, finivano smentiti.
{{Int|''[https://www.open.online/2023/06/28/massimo-polidoro-meccanismi-mentali-gruppi-cospirazionisti-intervista-fc/ Massimo Polidoro: «Ecco i meccanismi mentali dei gruppi cospirazionisti» – L'intervista]''|Juanne Pili, ''open.online'', 28 giugno 2023.|h=4}}
*Alla fine pensare che “noi” siamo più furbi e più svegli e non ci caschiamo è un po’ consolatorio. Magari abbiamo avuto l’occasione di vedere più a fondo le cose, sviluppando una mentalità più critica e altri non l’hanno avuta.
*Noi sappiamo benissimo che le piante non ci stanno segnalando qualcosa; che la stella cadente non vuol dirci niente; ma in automatico ci viene da pensarlo. Quindi alcune persone poi vanno avanti su quella spinta automatica: “ecco vedi, allora è tutto connesso; io sono parte di… allora sta parlando con me”.
*Per queste persone è talmente assodato che questi complotti siano reali, che quando sentono una persona metterli in discussione per loro è inconcepibile. C’è da dire che comunque io non do mai spazio, non sto mai a rispondere agli insulti; a meno che non si faccia una critica nel merito dell’argomento trattato, magari indicando delle fonti.
*Le emozioni sono importanti, ma se ti lasci trascinare da esse perdi la possibilità di capire realmente le cose.
*[[Trofim Denisovič Lysenko|Lysenko]] è un esempio di cosa succede quando veramente degli scienziati sono “pagati dai poteri forti”, con conseguenze che poi si rivelano catastrofiche. Quando vuoi piegare la realtà dei fatti alla tua rappresentazione ideologica, magari può funzionare per un po’ di tempo, perché hai il potere di nascondere gli insuccessi, ma alla lunga viene fuori.
{{Int|''[https://www.starbene.it/benessere/psicologia/perche-crediamo-impossibile/ Massimo Polidoro, perché crediamo nell'impossibile]''|Intervista di Antonella Paglicci, ''starbene.it'', 2023.|h=4}}
*Pensare che il mondo sia improvvisamente impazzito, per colpa del web, è un errore. I [[Social media|social]], che in un secondo raggiungono miliardi di individui senza alcun filtro, hanno reso solo più affollato e caotico il catalogo delle assurdità. Ma la tecnologia non fa altro che amplificare qualcosa che è cristallizzato dentro di noi: il bisogno di dare un senso a ciò che ci circonda. Gli uomini sono portati a credere a ciò che li fa stare bene, li rassicura, sostiene le loro scelte, e a rifiutare ciò che non capiscono o rischia di metterli in crisi. Questo è il gioco (innato) a favore delle [[fake news]]: anche quando arrivano le smentite, i danni sono già stati fatti poiché hanno trovato terreno facile su cui crescere.
*C'è chi crea dicerie, leggende, falsità per specularci (basta pensare ai meme virali delle fake news), per motivi ideologici (propagandare una notizia di qualsiasi tipo, screditare un nemico ecc.), per inquinare le acque del dibattito pubblico. Ma le [[Teoria del complotto|teorie irreali]] possono nascere anche in maniera spontanea di fronte a eventi sconvolgenti, guerre, pandemie, calamità naturali dove non sia possibile darsi – almeno al momento – una spiegazione documentata e verosimile. Ecco che viene fuori di tutto, e anche spiegazioni paradossali passano per ipotesi scientifiche. È un meccanismo reattivo, del tutto umano: non riusciamo a vivere nell'incertezza e, quindi, ci serviamo di spiegazioni anche fasulle ma utili a tappare quel buco che, altrimenti, ci resta in testa e che crea ansia, panico.
*Nonostante i progressi della civiltà, la nostra natura più profonda è ancora quella degli antenati del paleolitico, in bilico perenne tra la vita e la morte. Tendiamo a reagire d'impulso e immediatamente a credere in qualcosa che ci metta al riparo da possibili pericoli. Il cervello è un sistema straordinario per assicurare la sopravvivenza della specie umana, quindi è spinto a credere anche a cose palesemente false. Quest'ultime sono tane psicologiche in cui si rifugia.
*Le credenze sovrannaturali, magiche, anche religiose sono insite nella biologia umana: un tempo servivano per sopravvivere, adesso si sono trasformate in altro ma trovano sempre nicchie psicologiche e sociali dove sistemarsi. Le facciamo nostre per conformismo, cioè per seguire il gruppo (famiglia, lavoro, amici) di cui facciamo parte, a cui ci sentiamo vicini. E arriviamo a ignorare i fatti che smentiscono queste falsità. Dal punto di vista evolutivo, da sempre abbiamo bisogno di protezione, cooperazione e conferme da parte della tribù d'appartenenza. Facciamo nostre le credenze perché altrimenti vanno in frantumi le nostre convinzioni profonde e si crea una dissonanza cognitiva, ossia l'impossibilità di far convivere quello che dovremmo con ciò che ci piacerebbe fare. [...] Facciamo nostre le credenze quando c'è il bisogno di trovare un conforto: [...] aiutano a non arrendersi di fronte a un fatto difficile da accettare. Permettono di avere figure di riferimento e di cercare soluzioni sì paradossali ma che danno un minimo di speranza, almeno in apparenza.
*L'[[Antiscienza|anti-scienza]] non colonizza solo le menti incolte e sprovvedute, come può sembrare. Anzi, con la sua semplicità ingannatrice tende a vincere lo scontro diretto con le argomentazioni scientifiche. [...] spesso sono proprio le persone con maggiori capacità di ragionamento e di ricerca che trovano il modo di auto convincersi di una teoria priva di fondamento, e nulla li scalfisce più. Come se ci fosse una differenza incolmabile tra la conoscenza oggettiva (quello che un individuo effettivamente sa) e quella soggettiva (quello che si presume di sapere). Il problema sta dunque nell'eccesso di fiducia verso ciò che si pensa di conoscere.
*Noi non siamo pensatori che si emozionano, bensì siamo esseri emotivi che qualche volta pensano, ed è bene che sia così. Se non scagliassimo la freccia dell'impulso, non avremmo tante informazioni “giuste” per vivere. Abituiamoci, però, ad avere, nelle circostanze più importanti, un atteggiamento razionale, freddo e lucido: se quella notizia (o quel fatto) ci fa indignare, mettiamo da parte la rabbia che ci consegna alla prima soluzione a portata di mano e diamoci il tempo di esplorare la realtà. Niente è immediato. Pronta lì, per noi, c'è solo una magia illusoria.
==''Il mondo sotto sopra''==
===[[Incipit]]===
Il Covid? Non esiste. I vaccini? Provocano l'autismo. Le scie degli aerei? Veleno per alterare il clima. Gli attacchi dell'11 settembre? Una messinscena degli americani. La Luna? Non ci siamo mai andati. La Terra? È piatta.<br />Ciò che fino a ieri era considerato da tutti vero e accertato all'improvviso viene messo in discussione, mentre in molti ambiti della vita i fatti perdono sempre più valore a favore di credenze irrazionali, pregiudizi e teorie della cospirazione.<br />Stiamo precipitando in un mondo dove ogni cosa è sottosopra e la verità è solo un punto di vista in mezzo a tanti?<br />Siamo entrati in una fase in cui le fandonie, oggi ribattezzate "fake news", sono all'ordine del giorno. False notizie diffuse per speculare sui bisogni e i timori più deboli, per attaccare i propri avversari politici, per alimentare i propri pregiudizi o per screditare chi è portatore di verità scomode rendono sempre più difficile riuscire a distinguere il vero dal falso.<br />Bugie, truffe e propaganda non sono certo una novità, ma oggi, grazie al web, le notizie false tendono a diffondersi in maniera globale come mai era successo prima, superando i tradizionali confini locali e raggiungendo strati sempre più ampi di popolazione.
===Citazioni===
*Sempre più persone si avvicinano a teorie che fino a poco tempo fa sembravano confinate a minoranze stravaganti: da quelli che credono che la terra sia piatta e chi pensa che il cancro sia il frutto di "pensieri sbagliati", da chi sostiene che l'uomo sarebbe il prodotto di esperimenti genetici di civiltà extraterrestri a quelli convinti di potersi nutrire di sola luce, da chi immagina che il pianeta sia governato da una razza di lucertole extraterrestri "mutaforma" a chi invece crede che tutti i mali sulla Terra siano opera del miliardario ebreo [[George Soros]] o del fondatore di Microsoft [[Bill Gates]], da chi è sicuro che gli extraterrestri arriveranno a salvarci a quelli convinti che il mondo in cui viviamo sia solo una finzione come nel film ''[[Matrix]]'', fino ad arrivare alla più pericolosa teoria del complotto moderna, quella di [[QAnon]], in cui si crede che una "cricca" di potenti e star di Hollywood, dedita al satanismo e alla tratta dei minori, governi il mondo in segreto e, sempre in segreto, sia combattuta da [[Donald Trump]]: una follia che farebbe sorridere, se non fosse che i suoi seguaci si sono già distinti per avere imbracciato le armi e avere cercato di "farsi giustizia" da soli. (p. 11)
*{{NDR|Sullo [[scandalo Watergate]]}} È una storia importante, non solo perché ci dimostra che cospirazioni ordite ai massimi livelli esistono per davvero, ma ci conferma che possono anche essere smascherate, perché nella vita reale le cose non vanno mai perfettamente come le si pianifica, a differenza di quello che credono i teorici della cospirazione. (p. 28)
*La differenza principale rispetto al passato, dunque, è che oggi, grazie al web e, in particolare, ai social media come [[Facebook]], [[Twitter]] o a forum come ''[[Reddit]]'', ''[[4chan]]'', o ''[[8chan]]'' (oggi diventato ''8kun'') le notizie false tendono a diffondersi in maniera globale come mai era successo prima, superando i tradizionali confini locali e raggiungendo strati sempre più ampi di popolazione. Questa diffusione è particolarmente rapida, il che rende più complesso poterla fermare attraverso una smentita, che arriva comunque in ritardo e non riesce quindi a contrastare con piena efficacia la notizia falsa. (p. 31)
*{{NDR|Sulla [[teoria della cospirazione del Pizzagate]]}} Una bufala sconclusionata, dunque, creata ad arte sul web e disseminata da commentatori irresponsabili, finiva per convincere una persona suggestionabile a imbracciare un fucile e a "investigare" da solo la faccenda che, solo per un caso fortuito, non si è conclusa con la morte di qualche malcapitato o dello stesso autoproclamatosi giustiziere. (p. 37)
*Il caso del "Pizzagate" è un episodio importante. Non solo perché ci mostra come una fandonia possa avere conseguenze pesanti sul mondo reale, ma anche perché ci conferma una volta di più che ciò che conta per molti non sono i fatti ma i sentimenti che certe notizie suscitano e i pregiudizi su cui riescono a fare leva. (p. 37)
*Il "Pizzagate", insomma, era un modo come un altro per fare insinuazioni maligne sui Democratici, associarli con atti di estrema depravazione per renderli particolarmente sgradevoli. Che ci sarà mai di male?<br />È un modo certamente efficace per raccogliere facile consenso (chi non è contrario alla prostituzione minorile?) ma indubbiamente scorretto, diffamatorio e apertamente cinico. Non molto diverso dalle pratiche operate da Stalin e da Hitler nel dipingere gli ebrei come manipolatori, sabotatori e cospiratori che puntavano a impadronirsi del mondo.<br />Non importa, ciò che conta è che queste storie ''sembrino'' verosimili, che riescano insomma a "risuonare" in quella parte del pubblico che è più propensa a crederci. (p. 39)
*Nel best seller ''[[Trump: L'arte di fare affari|The Art of the Deal]]'', scritto nel 1987 da [[Tony Schwartz]], ma firmato dal futuro presidente americano Donald Trump, una delle idee in esso contenute è che è l'impatto di una storia ciò che conta, non la sua veridicità. Dal suo avvocato e amico Roy Cohn, Trump aveva imparato che imporre un "brand", un marchio, importava di più che rincorrere l'obiettività di un resoconto. In questo gioco, i fatti diventano un lusso se non qualcosa di assolutamente irrilevante. È quella che nel libro Trump (o meglio Schwartz che lo ha scritto, ma Trump deve per lo meno averlo letto e approvato) chiama "iperbole verosimile". (p. 40)
*Il semplice fatto che le accuse del "rituale notturno satanico" siano del tutto fantasiose non significa che le conseguenze delle azioni di chi le crede vere non siano reali. Cristiani ed ebrei furono perseguitati e uccisi per davvero, così come lo furono tutti quelli che erano considerati eretici, i Cavalieri templari e tutti coloro, donne e uomini, che si credevano dediti alla stregoneria. Tutti morti assassinati a causa di una frottola che non sembra volersi estinguersi mai.<br />La formula del rituale notturno è infatti perfetta per disumanizzare chi ci spaventa o chi consideriamo un nemico e per giustificare l'uso della violenza impiegata per "difenderci". (p. 50)
*Non c'è alcuna evidenza scientifica che la tecnica della "regressione ipnotica" abbia qualche autentica efficacia o che permetta realmente di recuperare ricordi perduti. Anzi, il sospetto che si fa sempre più forte è che siano proprio gli stessi terapeuti, con le loro domande mirate, a indirizzare le parole dei pazienti, convincendoli di avere subito abusi che, nella realtà, non si sarebbero mai verificati. (p. 53)
*La [[memoria]] è un meccanismo molto delicato e suscettibile di parecchie distorsioni involontarie, che oltre ai falsi ricordi comprendono effetti dovuti alla suggestione, all'ansia da prestazione, alla pressione sociale e alla confabulazione, ovvero la fusione tra ricordi diversi o l'unione di veri ricordi e fantasie. Ecco perché chiunque dica "Me lo ricordo benissimo!" forse sta sopravvalutando le capacità del suo e del nostro cervello. (p. 62)
*Ma perché possiamo prendere per vere le cose che ci vengono dette, sia che ciò avvenga di persona, su internet o attraverso media più tradizionali, senza farci troppe domande? Perché, per dirla in parole povere, il nostro cervello è "pigro". O, se vogliamo metterla diversamente, il cervello è una macchina complessa che deve gestire una quantità impressionante di informazioni: di conseguenza, appena può utilizzare schemi che ha già elaborato e che conosce bene lo fa immediatamente.<br />Soppesare le plausibilità e la fonte di una nuova informazione, infatti, richiede uno sforzo cognitivo maggiore rispetto al fatto di accettare semplicemente che il messaggio che riceviamo sia vero. (p. 74)
*I fatti alternativi non esistono, o una cosa è vera o non lo è. E in questo caso non c'era alcuna possibile discussione sul fatto che la folla per Obama era tre volte quella raccolta per Trump. Punto e basta. (p. 78)
*Già a partire dalla sua campagna elettorale, si doveva capire che l'unica strategia che {{NDR|Donald Trump}} avrebbe seguito come punto di riferimento costante era quella già anticipata nel libro ''[[Trump: L'arte di fare affari|The Art of the Deal]]'', vale a dire l'idea che ciò che conta non sono i fatti ma la storia che si presenta. (p. 78)
*La [[dissonanza cognitiva]] è quella che l'individuo sperimenta di fronte alla consapevolezza di detenere un'idea che contrasta con i fatti e che spinge verso il cambiamento dell'elemento più debole. Ciò è vero particolarmente nei casi in cui è a rischio la propria autostima: quanti sono pronti ad ammettere che credendo a una profezia, o alle troppo lusinghiere promesse elettorali, si sono dimostrati degli ingenui o, peggio, degli stupidi? Pochi, se non nessuno.<br />Riducendo la dissonanza, le persone difendono le proprie scelte e conservano un'immagine positiva di se stesse. Nel caso degli attacchi rivolti a cristiani, ebrei, Templari, streghe o rivali nemici, tutti accusati di celebrare i satanici "rituali notturni", non potendo accettare l'idea di vedere se stessi come spietati assassini, né potendo negare gli effetti della violenza esercitata, gli aggressori risolvono il disagio interiore scaricando la colpa sulle vittime: "Erano così abominevoli che non meritavano altro". (p. 85)
*Più una persona è decisa a non modificare il proprio comportamento e più farà resistenza di fronte alle informazioni che minacciano tali scelte. Nel caso dei fumatori, per esempio, si è visto che quelli che più difficilmente ammettono i pericoli del fumo sono coloro che hanno tentato di smettere in passato ma non ci sono riusciti. Il fallimento li ha resi ancora più decisi a continuare. (pp. 85-86)
*Una [[profezia]] sbagliata raramente mette in crisi un sistema di credenze. Mentre noi ci focalizziamo sull'accuratezza di un'affermazione isolata come fosse un test per valutare la credibilità di un gruppo, chi fa parte di quel gruppo e ne accetta la teologia potrebbe non essere turbato affatto da ciò che a lei o lui sembra solo un trascurabile inciampo. Qualcuno abbandonerà il gruppo, solitamente i membri più recenti o quelli meno convinti, ma la maggioranza vivrà una dissonanza cognitiva molto limitata e, dunque, farà solo minimi cambiamenti alle proprie credenze. Continuerà come se niente fosse e, anzi, il superamento di quello che a noi appare come un fallimento lo farà sentire spiritualmente più ricco. (p. 87)
*{{NDR|Sulle [[profezie sul 21 dicembre 2012]]}} Chi l'aveva sostenuta, scrivendo libri e dedicandovi programmi televisivi, giustificò in seguito la mancata fine del mondo con l'idea che, in realtà, era veramente finito un mondo "vecchio" e ne era iniziato uno nuovo dal punto di vista "spirituale", anche se noi non possiamo vederne gli effetti e probabilmente non riusciremo a vederlo ancora per decenni...<br />Tutte queste persone, insomma, sono disposte a dire qualunque cosa possibile tranne ammettere di aver creduto a una bufala. Per quanto possa dispiacerci ammetterlo, infatti, l'uomo non è affatto un essere razionale. (p. 88)
*Anticamente, i nostri antenati che vivevano nella savana ed erano alle prese con leoni, pantere e altre gravi minacce alla propria sopravvivenza, non potevano permettersi di riflettere troppo. Era necessario decidere in fretta se la sagoma scura che si vedeva tra le foglie poteva essere un predatore o solo un gioco di luci e ombre: non farlo poteva significare l'estinzione. Dunque, meglio scappare ''sempre'' nella convinzione che si tratti di un leone, anche se 99 volte su 100 non c'è nulla, anziché fermarsi a verificare l'unica volta in cui il leone c'è per davvero. (pp. 91-92)
*Il cervello emotivo è difatti più veloce e automatico e si avvale di circuiti neuronali più collaudati dal basso verso l'alto, mentre le connessioni delle informazioni che viaggiano in direzione opposta, dalla corteccia verso il sistema limbico, sono in qualche modo più deboli.<br />E questo succede perché mentre l'ambiente intorno a noi si è sviluppato in maniera rapidissima, passando nel giro di diecimila anni dalle caverne ai viaggi nello spazio, il cervello dell'uomo ne ha richiesti oltre {{formatnum:200000}} di anni per passare da quello del primo ''Homo sapiens'' all'attuale. Semplificando, è ovvio che l'ingegnere spaziale, l'operatore di borsa o il neurochirurgo siano infinitamente più intelligenti del Neanderthal, ma in fondo in fondo la parte istintuale tra i due non è poi tanto diversa. (p. 94)
*Una volta si diceva "L'ho visto sul giornale!" e poi "L'ha detto la televisione!", per rimarcare che un'affermazione doveva necessariamente essere vera, perché si credeva che nessuno avrebbe scritto o detto il falso sui giornali o in televisione. Col passare del tempo, e con la perdita di credibilità dei mezzi di comunicazione tradizionale, questo modo di dire si è trasformato in "L'ho visto sul web!". In questo caso, l'idea è che sostituendo la fruizione passiva di una notizia, come avviene con la tv e i giornali, dove sono i direttori delle testate e gli editori a scegliere e a decidere che cosa comunicare e in che modo farlo, con la ricerca di informazioni attiva e in prima persona, condotta dal singolo utente, si possa essere al riparo da eventuali distorsioni.<br />Fateci caso, dieci volte su dieci se qualcuno afferma: «Io sono un pensatore indipendente» o «Non mi fido dei media, faccio da solo le mie ricerche» è molto probabile che creda a bufale e a teorie del complotto. (p. 102)
*Nel tentativo di accontentare i propri utenti, e convincerli a rimanere il più a lungo possibile nelle proprie "stanze", i social media mettono in atto meccanismi invisibili di selezione dei contenuti, che mostrano solo ciò che corrisponde ai gusti sei singoli utenti e nasconde tutto il resto.<br />In altre parole, se il web è una finestra sul mondo, è come se sui social quella finestra non si aprisse sull'esterno, bensì sulla nostra cameretta, mostrandoci solo ciò che ci è familiare. Qual è la conseguenza? Che, a furia di vedere solo cose che ci piacciono e che condividiamo, finiamo per convincerci che il mondo sia fatto a nostra immagine e somiglianza. E, ovviamente, chiunque dica cose che non si inquadrano con questa visione per noi familiare e rassicurante non può che sembrarci una voce fuori dal coro, forse qualcuno poco informato o, peggio, un provocatore, magari pagato dai "poteri forti" per nasconderci la verità. (pp. 106-107)
*Se gli esperti non contano più nulla, poi, ognuno può improvvisarsi esperto "alternativo" e trattare con sufficienza chi invece sa di che cosa parla. È una distorsione cognitiva nota come [[Effetto Dunning-Kruger]], dal nome dei suoi scopritori, e che si può tradurre con il detto: "chi meno sa più crede di sapere". Chi non è esperto, infatti, può essere portato in certe circostanze a sopravvalutare le proprie competenze, a non riconoscere i propri limiti ed errori e a finire per trattare con supponenza chi è veramente esperto. (p. 122)
*I motivi alla base della diffusione di bufale sono dunque i più diversi: c'è chi le crea per spingere particolari ideologie, chi vuole contrastare idee contrarie alle sue, chi lo fa per alimentare la propaganda politica o per oscurare notizie scomode. C'è anche chi si inventa bufale per ignoranza, ripetendo o ingigantendo cose che ha sentito dire, così come c'è chi cerca di arricchirsi sfruttando la naturale curiosità umana per le notizie più estreme, emotivamente coinvolgenti e clamorose o, semplicemente, accarezzando pulsioni e desideri di un pubblico fin troppo facilmente manipolabile.<br />Poi, però, ci sono quelli che, non fidandosi delle fonti "ufficiali", spesso a ragione, decidono di diventare "pensatori indipendenti" ma, anziché sviluppare capacità critiche e di verifica dei fatti, iniziano a leggere le notizie a modo loro, le reinterpretano come fa loro più comodo, scovano codici e simbologie nelle frasi più banali, osservano le fotografie o i video cercando dettagli nascosti ma visibili solo a loro... Si comportano insomma come il tassista Jerry Fletcher, complottista convinto interpretato da Mel Gibson nel film del 1997 ''[[Ipotesi di complotto]]''. (p. 135)
*Frustrazione, senso di inadeguatezza o il bisogno di dimostrare che "io non la bevo!" contribuiscono a creare sedicenti detective dilettanti che, convinti di dimostrare al mondo il proprio acume, riescono solo ad alimentare paure per pericoli inesistenti. (p. 136)
*Le vere cospirazioni e le malefatte di potenti e criminali sono state sventate sempre e solo da ottimi cronisti o investigatori integerrimi, gente che sa fare il proprio mestiere e che, non di rado, per farlo fino in fondo finisce per rimetterci la pelle.<br />Nessuno di questi complottisti da poltrona ha mai veramente scoperto qualcosa di segreto o di nascosto, nessuno di loro ha mai sventato un'autentica cospirazione politica, industriale o di altro tipo, ma nel tentativo di farsi passare per paladini della verità e vittime del sistema alcuni di essi sono riusciti a creare parecchi danni e persino trasformarsi in stalker. (p. 136)
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto sulle scie chimiche]]}} È stato calcolato che per organizzare un simile complotto bisognerebbe coinvolgere tutti i piloti di aerei, gli assistenti di volo, i controllori di volo, e poi naturalmente i progettisti degli aerei, gli ingegneri, i tecnici, i meccanici, gli studiosi del clima, i biologi, i chimici, i medici... Insomma, si tratta di milioni di persone di cui bisognerebbe comprare il silenzio: parliamo di miliardi di dollari o di euro. Davvero può esistere un complotto per il quale valga la pena spendere tanto? (p. 139)
*Personaggi come [[Alex Jones]] non sono realmente convinti delle teorie che presentano nei loro programmi, ma se ne servono puramente per finalità commerciali. È emerso, infatti, che gli argomenti di cui parla Jones vengono scelti sulla base degli acquisti che gli spettatori fanno dallo store del sito di ''Info Wars'' {{NDR|giornale on-line fondato da Jones}}. Se un argomento si rivela adatto a promuovere certi prodotti, allora verrà ripetuto più spesso. (p. 145)
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto del piano Kalergi]]}} Le prove del piano? Honsik riesce a citare solo alcune frequentazioni di Kalergi, che comunque apparteneva a un'élite europea cosmopolita, e addirittura i vincitori di un premio a lui intitolato, consegnato per l'appunto a chi si spende di più per l'Europa. Quindi, assolutamente nulla. E non è un caso che questo tipo di argomentazioni sia rimasto a lungo relegato nel sottobosco dei gruppi di estrema destra. (p. 148)
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto sul genocidio bianco]]}} Il fatto che non ci sia nessun piano di sostituzione etnica, che anche volendo sarebbe irrealizzabile dal punto di vista genetico, oltre che insensato, non conta nulla. Come sempre, di fronte alla complessità dei fenomeni che la società si trova ad affrontare, chi ha ricorso a racconti semplici e rassicuranti, capaci di dare una parvenza di spiegazione al mondo, trova sempre chi lo ascolta. Soprattutto se tali "rivelazioni" sono presentate come conoscenze segrete, che ci vengono tenute nascoste e che può capire solo chi ha la capacità di aprire gli occhi di fronte alla verità. (p. 149)
*Certamente c'è una sfiducia generalizzata nella comunità medica, vista con sospetto per via degli interessi che pervadono la ricerca farmacologica. Indubbiamente gli interessi economici sono fortissimi, ma esattamente come ci sono in tanti altri settori, compresi quelli di chi produce rimedi omeopatici o prodotti "bio". Quello che sfugge è che dietro ogni nuovo farmaco o terapia ci sono controlli strettissimi e lunghe e complesse sperimentazioni volte ad accertarne l'efficacia, mentre per l'omeopatia, così come per le presunte "cure miracolose" dei Di Bella e Stamina, non esistono controlli. (pp. 155-156)
*[[Ryke Geerd Hamer|Hamer]], un medico tedesco radiato dall'albo, affermava che tutte le malattie, comprese gravi patologie quali i tumori, sono la manifestazione di un conflitto interiore, e che il paziente può guarire da solo una volta che lo avrà risolto.<br />Alcuni esempi di questi "conflitti interiori"? Presto detto: la paura di morire causa il cancro al polmone, la paura di avere una malattia causa la malattia stessa, il senso di soffocamento un tumore alla gola, la voglia di portare qualcuno al petto causa il tumore mammario, un maestro cattivo provoca la leucemia... e si potrebbe proseguire a lungo con queste assurdità, (pp. 160-161)
*Chiaramente Hamer non ha mai dimostrato in nessun modo che le sue idee e relative cure funzionino. Come sempre ci si affida al passaparola di persone che si illudono di guarire, riempiono le bacheche sui social network di messaggi incoraggianti e positivi, che sembrano confermare l'efficacia del trattamento. Queste persone poi muoiono e nessuno torna sui social per dire che le cure di Hamer e dei suoi seguaci non hanno funzionato. (p. 161)
*Hamer [...] non ha mai riconosciuto che le sue idee erano fallimentari, nonostante tutti i suoi pazienti morissero. Anzi, non solo sosteneva di essere vittima di un complotto da parte della medicina convenzionale, ma in un impeto antisemita arrivava a dire anche che la chemioterapia è un'arma per sterminare tutti i non-ebrei e che gli ebrei in realtà seguirebbero tutti la "medicina germanica" e per questo nessuno di loro avrebbe mai avuto il cancro. Una follia irresponsabile. (p. 162)
*Come fa ad avere così tanta presa questa terapia che porta i suoi pazienti unicamente a morire tra atroci sofferenze, visto che il metodo Hamer proibisce anche l'uso della morfina per attenuare i dolori?<br />Per lo stesso motivo per cui hanno successo tutte le presunte "cure miracolose": la comparsa di qualcuno che sostiene di avere trovato un rimedio prodigioso, semplice e innocuo, per malattie devastanti che possono richiedere cure pesanti e faticose, è sempre accolta come una boccata d'aria fresca da quanti si trovano a vivere una situazione di difficoltà estrema. E, come sempre, sono le persone psicologicamente più fragili e in preda alla disperazione a cadere vittime di questi imbonitori. (p. 163)
*E dunque, può valere la pena ricordare che i ciarlatani presentano in buona parte, se non completamente, le caratteristiche qui sotto elencate:<br />– possono vantare titoli altisonanti, rilasciati da fantomatiche istituzioni, oppure attribuirsi ruoli che sono loro estranei (Vannoni che si fa chiamare "dottore", anche se è solo dottore in Scienze della comunicazione) e, se sono medici, finiscono immancabilmente radiati per le loro condotte illecite;<br />– disprezzano il mondo scientifico che, a loro dire, mostrerebbe una pregiudiziale chiusura nei loro confronti per paura di perdere prestigio e potere;<br />– denunciano continue congiure ai loro danni da parte dei "poteri forti" e, comunque, della "kasta";<br />– citano spesso esempi in cui illustri scienziati sono stati incompresi dalla comunità scientifica dell'epoca;<br />– non diffondono le loro "scoperte" tramite i normali canali usati dalla scienza (riviste accreditate, congressi scientifici...), ma preferiscono rivolgersi al web e ai tradizionali mezzi di comunicazione di massa (tv, giornali popolari...);<br />– il loro linguaggio è infarcito di termini scientifici, al fine di apparire altisonanti e credibili, come l'[[Azzecca-garbugli|Azzeccagarbugli]] dei ''[[I promessi sposi|Promessi Sposi]]'', ma è privo del rigore che caratterizza la vera scienza;<br />– spesso affermano che solo chi è particolarmente sensibile, o ha una certa esperienza, può verificare le loro affermazioni: in altre parole, solo pochi eletti avrebbero questa fortuna per un non meglio precisato "diritto di nascita";<br />– rifiutano di sottoporre le proprie affermazioni a rigorosi controlli scientifici, preferendo portare in loro favore le testimonianze dei loro seguaci. (p. 176)
*Gli [[Pseudoscienza|pseudoscienziati]], che spesso e volentieri si paragonano a Galileo, dovrebbero ricordarselo e vergognarsi: la sua forza stava nel fatto di potere dimostrare a tutti ciò che affermava, mentre chi fa pseudoscienza non può e non vuole dimostrare nulla a nessuno ma chiede che gli si creda sulla parola e quando viene smentito dai fatti grida al complotto. (p. 180)
*{{NDR|Su [[David Icke]]}} La sua teoria, esposta attraverso libri best seller e tournée affollatissime in tutto il mondo, ipotizza che queste forze, incarnate dai potenti bramosi di potere sopra citati, altro non sarebbero che "alieni mutaforma", che lui chiama "rettiliani", provenienti dalla costellazione del Drago, distante "solo" 309 anni luce dal sistema solare. Che vuol dire? Che viaggiando alla velocità della luce (tutt'ora è impossibile immaginare di potervisi anche solo avvicinare con la tecnologia moderna) ci vorrebbero solo 309 anni per compiere il viaggio! Bazzecole, per Icke. (p. 201)
*Ricordate poi quella serie televisiva degli anni '80, ''[[Visitors (serie televisiva)|Visitors]]'', in cui si raccontava di visitatori extraterrestri che si presentavano come socievoli e benevoli amici, salvo poi rivelarsi, sotto la maschera umana, tremendi rettili carnivori? Per Icke è un documentario. (p. 201)
*{{NDR|Su [[QAnon]]}} Come finirà la partita? Con il "grande risveglio", cioè il momento in cui Trump colpirà la rete dei pedofili che saranno poi imprigionati a Guantanamo. Sono già pronti {{formatnum:25000}} rinvii a giudizio destinati ai dirigenti del Partito democratico e a tutti gli esponenti della ''cabal''!<br />E Q? È un dirigente di altissimo livello e il suo ruolo è quello di preparare al gran giorno la parte più sana e più accorta dell'opinione pubblica, cioè i frequentatori dei forum di estrema destra e i partecipanti ai comizi di Trump, nel corso dei quali si notano sempre più grandi cartelli con la lettera "Q" e magliette su cui si legge "Noi siamo Q". Ma perché mai Trump avrebbe autorizzato un suo collaboratore a spifferare tutta la faccenda, rivelando così apertamente i suoi piani anche ai suoi nemici? Non sembra una mossa tanto geniale... (pp. 216-217)
*{{NDR|Su [[QAnon]]}} Il rifiuto di prendere le distanze da una pericolosa "minaccia terroristica", come l'ha definita l'FBI, da parte del presidente americano, non è poi molto diversa dal rifiuto, poco tempo prima di distanziarsi dai gruppi del suprematismo bianco. Il fatto è che con la rielezione a rischio, Trump non intende inimicarsi nessun gruppo che potrebbe votarlo. Anche se si tratta di criminali razzisti, neonazisti e terroristi. (p. 222)
*L'[[adrenocromo]] è un composto chimico organico derivato dall'ossidazione dell'adrenalina. Un suo derivato, il carbazocromo, è impiegato come farmaco per curare soggetti epilettici o come emostatico nelle emorragie capillari e per curare le emorroidi. Stop.<br />Come viene descritto dai seguaci di QAnon? Come la "droga delle élite liberali di Hollywood", che si può ricavare solo dal sangue di bambini torturati durante rituali satanici. Ecco a che cosa servono quei milioni di bambini tenuti segregati nei sotterranei americani e tristemente conosciuti anche come bambini-talpa! Quante inchieste, quante denunce di casi simili e quante condanne ci sono state finora per questi immondi crimini? Zero.<br />La verità è che questa idea nasce da un romanzo del 1971 di Hunter S. Thompson, intitolato ''Paura e disgusto a Las Vegas'', poi diventato anche un film di Terry Gilliam con Johnny Depp, dove l'autore – per sua stessa ammissione – si è inventato di sana pianta l'idea dell'adrenocromo come droga per sballare ricavata da esseri umani torturati. È un'invenzione letteraria, forse ispirata dall'accenno a una sostanza psicotropa chiamata "drencrom" che si trova nel celebre romanzo ''Arancia meccanica'' di Anthony Burgess. (p. 224)
*Intanto cresce l'attesa per il "Great Awakening", il grande risveglio in cui Trump prenderà il potere su tutto il pianeta, oscurando tutti i media e instaurando la legge marziale globale. Non solo: oltre a fare piazza pulita dei cattivi che rovinano il mondo, Trump porterà la pace e la prosperità e regalerà energia gratuita a tutti, grazie a una tecnologia eccezionale (forse regalataci dagli extraterrestri?). Quando succederà? Molto presto, è imminente, questione di giorni, se non di ore... (p. 225)
*Sarebbe ragionevole rendersi conto che non solo Trump non ha fatto nulla per chi lo ha votato, ma ha aiutato soprattutto i milionari come lui. Farlo, però, significherebbe riconoscere di essere stati degli ingenui, illusi dai tanti specchietti per le allodole agitati durante la campagna presidenziale (e poi ancora durante tutta la [[Prima presidenza di Donald Trump|presidenza]]): le "invasioni" di immigrati, il muro al confine con il Messico, il bisogno di sicurezza...<br />Accettare dunque l'idea di essersi fatti prendere in giro o cercare conforto in una storia alternativa? Per molti, QAnon rappresenta proprio questo: sembra che Trump non faccia niente per noi, ma in realtà sta combattendo (in gran segreto) una battaglia epocale contro la setta segreta di pedofili satanisti che ha in mano il pianeta. (p. 227)
*"Fare ricerca", secondo i seguaci di QAnon, e la stessa cosa vale anche per chi in generale ama definirsi "pensatore indipendente", si riduce a fare qualche ''search'' su Google o a guardare qualche video su YouTube, convincendosi di riuscire in questo modo a raggiungere una visione autentica del mondo perché, in apparenza, non filtrata dai canali di informazione tradizionali. Quando questo succede, però, sprofondare nella tana del Bianconiglio è un attimo. (p. 230)
*La storia della [[guerra in Iraq]] non fa che dimostrarci una volta di più che immaginare che un governo possa macchiarsi di una cospirazione, sulla base di documenti falsificati e per finalità ben diverse da quelle dichiarate, è assolutamente legittimo. (p. 237)
*Nel [[teoria del complotto lunare|presunto complotto per falsificare lo sbarco sulla Luna]] [...] bisogna presumere che siano coinvolte centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per la NASA, ma a queste vanno aggiunti anche gli astronomi sovietici e quelli di tutto il mondo che hanno seguito l'evento sui loro strumenti: un'ipotesi assolutamente implausibile. Al contrario, l'idea che pochi individui vicini al presidente Nixon abbiano cospirato per entrare negli uffici dei Democratici al Watergate era plausibile e appare degna di indagine, al punto da rivelarsi poi vera. (pp. 237-238)
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto sulle scie chimiche]]}} Ne inizia a parlare nel 1996 e nonostante tutto il clamore e l'allarmismo scatenato in oltre vent'anni non è successo assolutamente nulla: gli aerei continuano a circolare, con le abituali scie di condensa sempre al seguito, e anche se c'è stata qualche interrogazione parlamentare, incoraggiata da superficialità e ignoranza scientifica, non c'è mai stata una sola inchiesta militare o di polizia. Lo zero assoluto. Ma, poiché rappresenta una fonte di sostentamento importante per chi propaga la bufala, di "scie chimiche" si continuerà probabilmente a parlarne ancora a lungo. (p. 239)
*Alla base di molte credenze irrazionali e delle teorie del complotto sembrerebbe esserci la necessità di ottenere risposte e spiegazioni chiare e semplici per fatti e fenomeni che spesso sono tutt'altro che semplici o tutt'altro che risolvibili. Si preferisce dare retta a chi vende bugie, anziché accettare una realtà che non ci soddisfa. Si dà ragione a chi alimenta paure contro chi è diverso da noi, anziché riconoscere i nostri limiti. Ancora una volta si cerca un conforto nella bugia anziché ascoltare verità che ci fanno soffrire. (p. 246)
*Le persone credono alle singole teorie cospirative perché sono alla ricerca di un gruppo da incolpare per la condizione in cui vivono. Laddove invece sono più elevati i livelli di ostilità e di sfiducia, questi non si traducono nella ricerca di uno specifico gruppo bersaglio, ma piuttosto nella convinzione che il mondo in genere sia dominato da forze negative e ostili all'individuo. (p. 254)
*Le teorie della cospirazione sono plausibili, certo, ma schematiche e coerenti. Funzionano in maniera razionale e lineare, rispecchiando così il modo di procedere della mente umana più che la realtà, spesso casuale e incoerente. Nelle teorie del complotto, insomma, il caso non gioca alcun ruolo: tutto è programmato e riconducibile a una precisa volontà nascosta che controlla ogni singolo evento. Ma la realtà non funziona così. (p. 258)
*Un primo effetto negativo {{NDR|delle teorie del complotto}} è quello di indurre un senso di impotenza politica. Che cosa può fare la gente normale, insomma, se il mondo è gestito da società segrete, come gli Illuminati, da famiglie facoltose, come i Rockefeller o i Rothschild, o da agenzie di intelligence, come la CIA o il KGB, che operano in segreto per stabilire un nuovo ordine mondiale? Tanto vale arrendersi. [...] Un secondo effetto, oltre a creare angoscia per qualcosa che non esiste o non costituisce un reale pericolo, è quello di produrre autentici danni sociali. Credere che i vaccini siano responsabili dell'autismo, per esempio, teoria come si è visto alimentata e ingigantita dalla truffa di un medico radiato dall'albo, pagato per dichiarare il falso, può avere effetti devastanti. Chi rifiuta di vaccinare i propri figli, a volte per legittimi timori parentali, altre, vedendo le vaccinazioni come una macchinazione dei governi e di Big Pharma, infatti, non solo li espone al rischio di malattie che si ritenevano debellate, come il vaiolo, la rabbia o il tetano, ma contribuisce alla diffusione dei virus anche nel resto della popolazione. Un ultimo, ma non per questo meno deleterio effetto delle teorie della cospirazione è quello di deviare l'attenzione verso pericoli immaginari o infondati distogliendola dalle minacce autentiche. Ecco allora scendere in piazza gruppi di persone che manifestano contro le "scie chimiche", invece di dirigere la propria protesta verso autentiche fonti di inquinamento, come gli scarichi delle automobili, lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici, naturalmente, i combustibili fossili che sono alla base del problema del riscaldamento globale. (pp. 269-271)
*In effetti, il complottismo nasce da autentici problemi che riguardano l'ambiente, la sicurezza, la salute... ma anziché mettere a fuoco le cause di tali problemi per tentare di affrontarli e risolverli, si concentra su dettagli insignificanti, li ingigantisce e distorce, identificando capri espiatori e finendo per disperdere tutte quelle energie che, diversamente impiegate, potrebbero portare a un reale cambiamento. (p. 271)
*Chi nega lo sbarco sulla Luna, l'evoluzione, il riscaldamento globale, la pericolosità del Covid-19 o l'Olocausto, talvolta vive in un mondo chiuso, dove la conclusione arriva prima dei fatti, e si illude a livelli diversi di essere un pensatore indipendente, un paladino della verità, senza mai accorgersi di avere abbracciato una fede che può resistere solo se non si incontrano mai i fatti o, se si incontrano, chiudendo gli occhi di fronte a essi. (p. 272)
*Idee un tempo coltivate da un certo ambiente di sinistra, nel tentativo di dare un senso al mondo, sono state abbracciate ed estremizzate, in maniera del tutto inconsapevole, dalla odierna mentalità di destra. Trump, che a proposito della lettura in generale dichiara: «Non ho tempo!», forse non ha mai sentito parlare del postmodernismo e del relativismo che ne deriva, ma di certo ne abbraccia l'argomento secondo cui tutte le verità sono parziali. (p. 274)
*Il capovolgimento del significato, un altro trucco totalitario della "neolingua" inventata da Orwell per il mondo distopico di ''1984'' (sulla facciata del ministero della Verità sono impressi te slogan: «La guerra è pace», «La libertà è schiavitù», «L'ignoranza è forza»), è adottato apertamente da Trump. Un esempio è il suo utilizzo dell'espressione "fake news" per indicare non le notizie che si dimostrano false a una verifica dei fatti, ma tutto ciò che gli sembra fastidioso, imbarazzante o che lo mette in cattiva luce. (pp. 274-275)
*Questa idea dell'equilibrio tra posizioni diverse, nata nell'interesse dei cittadini, e positiva per esempio nella gestione di un dibattito politico, si è rivelata deleteria quando il tema in discussione era di tipo scientifico. Non ci può essere equivalenza quando un punto di vista rappresenta l'intera comunità scientifica e l'altro una minoranza screditata. (p. 278)
*Attraverso la disinformazione, le industrie del tabacco sono riuscite a ritardare di oltre una generazione l'entrata in vigore di norme più restrittive sul fumo, provocando così decine di milioni di morti.<br />Eppure, questa stessa identica strategia, è stata utilizzata ripetutamente dalle industrie petrolifere, dai ''think tank'' di destra e da qualunque altra azienda o soggetto impegnato a screditare la scienza quando questa iniziava a scoprire l'esistenza di rischi ambientali di qualche tipo: è successo con il DDT, le piogge acide, l'amianto e oggi succede con il riscaldamento globale. (p. 278)
*Il messaggio di [[Greta Thunberg|Greta]] è straordinariamente efficace perché la sua voce è identica a quella del bambino che nella favola di Hans Christian Andersen rivela quello che tutti hanno sotto gli occhi, a non hanno il coraggio di ammettere: «Il re è nudo!» [...] Molto efficace. Troppo. E così, ecco che la "macchina della negazione" non ha tardato a entrare in azione con il solito obiettivo: quello di cercare di delegittimare Greta, anziché rispondere nel merito dei problemi su cui lei, con il suo attivismo, cerca di puntare l'attenzione.<br />E allora, ecco che subito compare che attacca Greta accusandola di essere una massona, una "rettiliana" e, forse l'attacco più maligno, una malata incapace di intendere e di volere. Greta presenta infatti in forma lieve alcune caratteristiche dei Disturbi dello Spettro Autistico, ma ciò non le impedisce di provare emozioni, di ragionare e di esprimersi in maniera piuttosto articolata, a differenza dei suoi denigratori. (p. 285)
*Chi nega l'Olocausto, che comprende oltre a quello degli ebrei anche lo sterminio di rom, gay, comunisti, testimoni di Geova, dissidenti e disabili fisici e psichici, sostiene che si tratta di una colossale cospirazione per diffamare i nazisti e trasformare in vittime gli ebrei. Davvero i nazisti hanno una reputazione da proteggere? (p. 289)
*{{NDR|Sulla [[teoria del complotto lunare]]}} Ogni obiezione che sembrerebbe a prima vista spiegabile solo con il complotto, in realtà trova sempre una risposta chiara e definitiva se si parla con autentici esperti e si prendono in esame i fatti e non le fantasie. Tuttavia, c'è un'argomentazione che dovrebbe togliere ogni possibile dubbio: in quegli anni di Guerra Fredda, c'era una vera e propria gara per la supremazia spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica e tutti i più potenti strumenti radar, ottici e radio, non solo quelli russi, ma anche quelli di tutti gli altri paesi nemici degli Stati Uniti, osservavano di continuo le missioni Apollo. Se ci fosse stato anche solo il sospetto di una mistificazione si può stare certi che chi considerava l'America un nemico l'avrebbe dichiarato con particolare enfasi a tutto il mondo. Invece, non solo non accadde ma anche i sovietici, sportivamente, riconobbero che sulla Luna c'erano arrivati per primi gli americani. (p. 295)
*{{NDR|Sulla [[teoria degli antichi astronauti]]}} L'idea comune alle teorie degli antichi astronauti è quella di alieni visti come "dèi", con poteri straordinari, che in tutto l'universo avrebbero scelto proprio noi terrestri: il che, ovviamente, ci fa sentire creature particolarmente speciali. Se mettiamo a confronto questa idea con quella decisamente meno incoraggiante fornita dalle attuali conoscenze scientifiche, ovvero che la Terra e i suoi abitanti rappresentano un insignificante granellino perso nella vastità dell'universo, (insignificante per il cosmo, naturalmente, ma preziosissimo per tutti noi), è facile capire perché la prima abbia per un certo tipo di persone, disposte a rifiutare tutta la scienza fino a oggi raccolta in favore di credenze che sanno essere marginali, un richiamo di gran lunga più potente. (p. 309)
*La credenza negli antichi astronauti può essere considerata l'equivalente di una moderna mitologia, che riprende gli stessi temi di quelle antiche ma li riveste con un abito più adatto a una civiltà tecnologica e spaziale come la nostra. La stessa rilettura letterale della Bibbia o di altri testi sacri va incontro a coloro che sono fortemente legati alle narrazioni religiose con cui sono cresciuti, ma faticano a prendere sul serio gli aspetti soprannaturali. Così, i miracoli e i prodigi biblici diventano gli effetti di tecnologie incomprensibili per i nostri antenati e tutto torna. (p. 310)
*{{NDR|Sul [[respirianesimo]]}} Le persone che affermano di seguire questa pratica pericolosissima sostengono di essere circa {{formatnum:3000}} in Europa. È estremamente dubbio che lo facciano davvero fino in fondo, mentre sono sicurissimi i casi di coloro che hanno provato a seguire questa pratica e sono morte. (p. 313)
*{{NDR|Sul [[respirianesimo]]}} Gli stessi portavoce del movimento, come [[Jasmuheen]], in realtà mentono: si nutrono di nascosto, oppure bevono spremute, mangiano cioccolato, cibo vegetariano, frutta e si convincono che non ci sia nulla di male. Si giustificano dicendo che qualche "scappatella" è consentita più per sfizio che per necessità.<br />In realtà, se smettessero di fare scappatelle, morirebbero nel giro di pochi giorni. (p. 314)
*C'è da chiedersi se davvero, rispetto a oggi, le cose andassero molto meglio nel passato. Se penso a quando ero un bambino e un ragazzino, al di là dell'innegabile nostalgia per un'età più lieta e spensierata, ricordo benissimo la tensione costante che si percepiva nella società. Ogni giorno al telegiornale si parlava di Brigate Rosse, di attentati terroristici, di bombe, di stragi, di rapimenti e, naturalmente, del rischio di una guerra nucleare sempre incombente. Allora forse davvero gli anni migliori erano quelli in cui i miei genitori erano ragazzi, cioè gli [[Anni 1950|anni cinquanta]]? In effetti, il [[Miracolo economico italiano|boom economico]] stava per arrivare, ma nelle loro case ancora non c'era l'elettricità o l'acqua corrente e la "latrina" era sempre fuori casa, in estate e in inverno. I vestiti venivano rattoppati di continuo e si faceva il bagno completo una volta a settimana. Non sembra poi un'epoca tanto esaltante. Allora forse erano i nonni, i loro genitori, quelli che stavano meglio? Quali, quelli che sono cresciuti tra due guerre mondiali, dove morivano 170 bambini ogni mille nati (oggi ne muoiono 4 su {{formatnum:1000}}) e dove loro hanno avuto la fortuna di sopravvivere ai rastrellamenti dei nazisti e ai bombardamenti aerei?<br />Come si vede, i bei tempi andati sono solo un mito. (pp. 316-317)
*Le persone che sono più attirate da questo tipo di spiegazioni, infatti, sono quelle che cercano più sicurezza e un maggiore controllo sulla situazione, ma l'ansia generata dalle teorie cospiratorie sembra avere come effetto principale quello di far sentire queste persone ancora più impotenti, incerte e disilluse: diminuisce così la fiducia nelle autorità e si prepara il terreno per nuove teorie ancora più estreme e scollegate dalla realtà. (p. 323)
*Senza contare gli altri costi di cui si è già parlato, primo tra tutti quello paradossale per cui le teorie del complotto finiscono per difendere lo stato delle cose anziché cambiarlo. La verità è che il mondo è molto complesso e non si può sperare di capirlo abbeverandosi alla fonte di chi alimenta paure immaginarie e fomenta i peggiori istinti. (pp. 323-324)
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19]]}} Le vere armi biologiche non fanno 500 morti in due mesi, ne fanno migliaia o decine di migliaia in poche ore. Non permettono alle persone di guarire una volta colpite, mentre qui sono più quelli che sono guariti (al momento di andare in stampa oltre 41 milioni di persone) rispetto a quelli che sono morti (1 milione e {{formatnum:480000}}). Le armi biologiche poi non hanno periodi di incubazione di un paio di settimane, ma si rivelano letali immediatamente o, al massimo, nel giro di 48 o 72 ore. Chi usa armi biologiche vuole rendere inoffensivo il nemico, non costringerlo a letto con il raffreddore per due o tre settimane. Basterebbero queste semplici considerazioni per capire che chi parla di "armi biologiche" o "virus creati in laboratorio e fuggiti al controllo" sta dicendo falsità per speculare sulla paura o, semplicemente, non sa di che cosa parla. (pp. 336-337)
*La palma d'oro per la cura più assurda, per non dire idiota e criminale, va ai complottisti di QAnon. Secondo costoro il coronavirus sarebbe una nuova "malattia di moda", ideata da Bill e Melinda Gates per annientare gran parte della popolazione e costringerla poi a comprare i vaccini per salvarsi. Come difendersi? Il suggerimento più diffuso è quello di sciacquarsi la bocca, fare gargarismi e poi inghiottire bicchierate di... candeggina! Il consiglio è quello di lavarcisi anche la faccia e spruzzarla dentro gli occhi. Incredibilmente, a incoraggiare qualcosa del genere è stato anche l'ormai ex presidente Donald Trump, secondo il quale un possibile rimedio potrebbe essere quello di servirsi del disinfettante che si usa per pulire la casa, magari iniettandolo in vena: in fondo quello uccide i germi in pochi istanti, non potrebbe fare lo stesso con il virus? Nei giorni successivi, così, aumentano le chiamate ai centri di avvelenamento perché qualcuno ha pensato di prendere Trump alla lettera e lui stesso è costretto a dire che il suo era solo sarcasmo, anche se il suo tono era serissimo. (pp. 337-338)
*La cronaca purtroppo ci regala ogni giorno esempi di intolleranza e di razzismo che non hanno ragione di essere. Per molti il coronavirus è solo un pretesto per sfogare la propria rabbia, nata da ignoranza e superficialità; persone insomma che sono intolleranti a prescindere. (p. 338)
*Se davvero ci fosse una correlazione tra [[5G]] e coronavirus, come mai un paese che ''non'' ha il 5G, come l'Iran, era ai primi posti per i decessi da coronavirus nel mondo? (p. 347)
*I virus e le onde elettromagnetiche sono cose completamente diverse. È come dire che il sapore alla fragola si trasmette meglio quando in tv c'è il telegiornale. Non ha senso. E allo stesso modo non ha senso dire che il coronavirus si diffonde con il 5G, come se un virus potesse "cavalcare" o fare surf sulle onde elettromagnetiche. (pp. 348-349)
*[[Anthony Fauci|Fauci]] è odiato dagli estremisti, che lo considerano un infiltrato del ''deep state''. [[Shiva Ayyadurai|Shiva]], dunque, attacca Fauci accusandolo di far parte di Big Pharma e di avere interessi nell'industria dei vaccini. Inoltre, dichiara che il Covid-19 sarebbe stato creato dal ''deep state'' a Fort Detrick, nello stato del Maryland, dove si trova un laboratorio militare americano e, da lì, portato poi a Wuhan.<br />Secondo Shiva, poi, le persone che si ammalano in realtà soffrirebbero di un sistema immunitario debole, carente di vitamina C e D e, dunque, basterebbe prendere qualche integratore per guarire.<br />Le prove a sostegno di tutte queste affermazioni? Ma quali prove? Chi si inventa complotti, lo sappiamo, non porta mai prove e il "dr. Shiva" candidamente ammette che la sua è solo "una teoria personale", giusta o sbagliata che sia. (p. 350)
*{{NDR|Su [[Shiva Ayyadurai]]}} Non è un medico. Quel "dottor" che pretende sia utilizzato durante le interviste denota solo il fatto che si è laureato in ingegneria. È un informatico. Che c'entra con la medicina? Niente. Ma lui dice che i medici non capiscono niente di sistema immunitario e di alimentazione... (p. 350)
*Si tratta di un altro mitomane che, come spesso accade, riceve tanta attenzione sui social semplicemente perché sembra una persona rispettabile e credibile che avalla le idee più bislacche e prive di fondamento? Sì, ma non c'è solo questo. Shiva, infatti, si era candidato per il Senato americano nello schieramento di Donald Trump. E così tutto si spiega.<br />La tecnica per cercare di accumulare popolarità alimentando controversie e sperare così di essere eletti, dopotutto, è la stessa impiegata da Trump: dare voce alle idee più estremiste, incoraggiare complottismi e negazionismo, cercando di imporsi come punto di riferimento divisivo. C'era da temere che funzionasse ancora una volta: purtroppo, come si sa, chi alimenta idee false, ma confortanti per una parte del pubblico, ha sempre più seguito di chi cerca di stare con i piedi per terra e di far ragionare le persone. Tuttavia, Shiva ha perso le primarie repubblicane e, al suo posto, al Senato è stato candidato Kevin O'Connor. Inutile dire che per il povero Shiva è stato anche quello un complotto... (p. 351)
*{{NDR|Su [[Luc Montagnier]]}} Alcuni anni fa, [...] aveva preso per buona la teoria dell'acqua con la memoria, una bufala sbugiardata già alla fine degli anni '80 e che sarebbe servita a fornire un minimo di credito all'omeopatia. La rivista «Nature», con l'aiuto di [[James Randi]], aveva scoperto che in realtà nel laboratorio che conduceva gli esperimenti in questione c'era una ricercatrice che falsificava i dati. Una volta che la ricercatrice era stata allontanata l'acqua aveva perso la memoria.<br />Eppure, Montagnier ha continuato a sostenere che quella menzogna fosse vera. E poi ha addirittura pubblicato studi su idee altrettanto bislacche su una sconosciuta rivista cinese, la «Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences». Perché proprio quella? Chissà, forse può avere aiutato il fatto che a dirigere quella rivista è... Montagnier in persona. Si è chiesto il permesso e se lo è concesso da solo, insomma. (p. 352)
*Purtroppo, quello che tanti non capiscono, è che gli scienziati sono esseri umani e, come tali, possono sbagliare ed essere soggetti a ''bias'' di tanti tipi. C'è chi ambisce a fare carriera politica, come Shiva, e non si preoccupa di alterare la verità dei fati pur di ottenere il consenso a cui mira. C'è chi, forse, ha perso il contatto con la realtà, magari a causa dell'età o di qualche problema cognitivo, e magari dice semplicemente ciò che gli passa per la testa, senza preoccuparsi di portare alcuna prova. (p. 353)
*Nella scienza il dibattito è fondamentale, di fronte a un nuovo fenomeno è normale che le opinioni siano diverse, a volte totalmente divergenti. A fare chiarezza è poi la ricerca che, un passo alla volta, riesce a definire come stanno le cose e chiarire i fatti. Solo allora le opinioni degli scienziati saranno concordi. (p. 356)
*Se il virus fosse stato creato in laboratorio, [...] non sarebbe stato difficile individuare, in tratti ben localizzati della sua sequenza, l'inserimento di interi blocchi di DNA estranei (come sarebbe stato quello dell'HIV, se la ricerca citata da Montagnier non fosse farlocca). I blocchi di DNA estranei, infatti, rappresentano un marchio di fabbrica tipico della manipolazione genetica. (pp. 357-358)
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Avendo in larga misura ignorato o volutamente sottovalutato il fenomeno, e ritrovandosi negli Stati Uniti con le più alte percentuali di contagio e di decessi al mondo, la sua soluzione per cercare di farsi rieleggere alle presidenziali di novembre è stata quella di cavalcare ancora di più la frustrazione e il complottismo. Persino di fronte al suo stesso contagio, e a quello di altri componenti della Casa Bianca, ai quali era caldamente suggerito di circolare senza mascherina, Trump ha minimizzato. Molto probabilmente, questo atteggiamento ha contribuito alla sua sconfitta. (p. 361)
*Ascoltare, sforzarsi di capire gli altri, evitare gli attacchi ''ad personam'' e restare ancorati ai fatti sono le uniche strade con cui si può cercare di costruire ponti. E chi desidera il progresso del proprio paese dovrebbe sforzarsi di coltivare e investire nella cultura, anziché alimentare rabbia, sospetto e rivalse fini a se stesse.<br />Ecco perché è importante per tutti sviluppare spirito critico e mentalità scientifica, imparando a verificare i fatti e a non lasciarsi incantare da ciò che sembra plausibile, arrivando così a capire che, molto spesso, correre appresso a fantasiose teorie del complotto o ad allarmi immaginari finisce per distrarci dall'affrontare i veri rischi e pericoli a cui tutti gli uomini e il pianeta su cui viviamo sono esposti. (p. 363)
*La soluzione, dunque, è quella di affidarsi al principio KISS: Keep It Simple, Stupid! (Falla semplice, stupido!). Che significa concentrarsi sui fatti che si intendono comunicare, impegnandosi nel contempo a rendere il messaggio snello, non troppo complesso e facile da leggere. Vanno evitati i toni sensazionalistici e i commenti sprezzanti, il cui unico effetto è quello di allontanare le persone. Se possibile chiudere con uno slogan facile e breve che possa essere condiviso sui social, tipo: «97 scienziati che si occupano del clima su 100 concordano sul fatto che l'uomo sta causando il surriscaldamento globale». Oppure: «Uno studio dimostra che i vaccini MMR sono sicuri». (p. 377)
==[[Incipit]] di ''Eravamo solo bambini''==
''Marzo 1996''
Sono quasi passati trent'anni, eppure non c'è notte che non mi corichi rivedendo nella mente il film di quegli orrori. Orrori di cui fui testimone e vittima al tempo stesso. A noi allora sembrava normale. Almeno a quelli che conservavano un minimo d'intelletto. O forse ci sforzavamo di credere che fosse normale, che non poteva essere altrimenti. Era il nostro mondo, l'unico che conoscevamo. L'idea che persone adulte non avessero il diritto di trattare a quel modo dei bambini difficilmente ci sarebbe potuta passare per il cervello.<br>
D'accordo, chi di noi poi s'è salvato magari non è diventato un esempio di virtù. Furti, rapine, spaccio per molti sono stati l'unico modo per tirare a campare. Qualcuno poi se l'è preso la droga, qualcuno il manicomio e qualche altro, come Alfredo, deve scontare l'ergastolo perché da vittima si è trasformato in carnefice. E io, anche se sono riuscito a starmene fuori da certi ambienti, non posso dire di essere sempre stato uno stinco di santo. Ma avrei voluto vedere voi, con l'educazione che avevamo ricevuto!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Massimo Polidoro, ''Eravamo solo bambini'', Piemme, 2010. ISBN 9788856610567
*Massimo Polidoro, ''Il mondo sottosopra'', Piemme, 2021. ISBN 9788855446587
==Altri progetti==
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[[Categoria:Blogger italiani]]
[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Nicola Pietrangeli
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:NPietrangeli.jpg|thumb|Nicola Pietrangeli]]
'''Nicola Pietrangeli''' (1933 – 2025), ex-tennista italiano.
==Citazioni di Nicola Pietrangeli==
*[[Adriano Panatta|Adriano]] è nato per giocare a [[tennis]]. Peccato che sia durato poco perché sarebbe stato in grado di battere tutti i miei record.<ref group="fonte">Citato in [[Ubaldo Scanagatta]], ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/04/19/478147-meglio_star_zitti_spararle_cosi.shtml Meglio star zitti che spararle così!]'', ''ubitennis.com'', 20 aprile 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Roger Federer]]}} Come [[Björn Borg|Borg]], in campo è correttissimo, ma ci mancherebbe altro, è il più forte, è miliardario e sa che c'è gente che sta peggio. Altri, che invece non si comportano allo stesso modo, dovrebbero considerare questo aspetto e darsi un calmata.<ref group="fonte" name=federer>Citato in [[Roberto Perrone]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/novembre/20/maestro_Federer_ora_cerca_rivale_co_9_061120038.shtml Il maestro Federer ora cerca un rivale]'', ''Corriere della Sera'', 20 novembre 2006.</ref>
*{{NDR|Su Roger Federer}} È arduo trovargli dei difetti, scendere nei voti sotto il dieci. E sfido chiunque a riuscirci. Come Borg ha inventato uno stile, un modo di giocare.<ref group="fonte" name=federer/>
*Il [[padel]] è il trionfo delle pippe. [...] Il padel permette a tutti di divertirsi. Uno che gioca male a padel si diverte senza dubbio di più di un tennista scarso, che la palla non la tocca mai e quindi alla fine si annoia. Qui le distanze sono più brevi, è tutto più facile.<ref>Da un intervento al programma televisivo ''Estate in diretta'', Rai 1; citato in ''[https://video.repubblica.it/sport/nicola-pietrangeli-critica-il-padel-con-una-battuta-e-il-trionfo-delle-pippe/418672/419606 Nicola Pietrangeli critica il padel con una battuta: "È il trionfo delle pippe"]'', ''video.repubblica.it'', 17 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Su [[Fausto Gardini]]}} In uno sport fatto di silenzi e di gesti bianchi, lui sembrava un direttore d’orchestra: esigeva il silenzio. Chiedeva l’applauso. Era un campione che trascinava. La gente obbediva. Spaventava i giudici di linea. Dominava psicologicamente gli avversari. Fausto aveva dentro di sé una forza diabolica ... più che un tennista era un guerriero. Una forza della naturaǃ Bisognava vederlo in spogliatoio dopo i matchː rimaneva sdraiato sul lettino del massaggiatore pallido e immobile, come un morto. Me lo ricordo al Tennis Milano, dopo un incontro di Coppa Davis. Non riusciva più a riprendersi. Ricordo suo padre che gli dava le pacche sulle spalle per incoraggiarlo ... Lui era talmente sfinito che non era capace di rispondere né di aprire gli occhi.<ref>Lea Pericoli, ''C’era una volta il tennis. Dolce vita, vittorie e sconfitte di Nicola Pietrangeli'', Rizzoli, Milano, 2007, pp. 69-71</ref>
*Ma guardando quei ragazzi che inneggiavano alla [[Cina]] di [[Ho Chi Minh]], a [[Mao Tse-tung|Mao]], e sputavano sulla bandiera americana mi domandavo: ma questi che ne sanno della Cina? E il comunismo che gli piace tanto, sanno cos'è? Io ero stato in Polonia nel '56, e l'anno dopo in Cecoslovacchia. Ecco, mi sarebbe piaciuto portare quegli studenti a fare una gita da quelle parti, per fargli vedere da vicino che cos'era quella che spacciavano per dittatura del proletariato.<ref group="fonte" name=rivoluzione>Da ''[http://www.ilgiornale.it/cultura/quella_finta_rivoluzione_e_smash_steccato/21-03-2008/articolo-id=249532-page=0-comments=1 Quella finta rivoluzione è uno smash steccato]'', ''ilgiornale.it'', 21 marzo 2008.</ref>
*{{NDR|Riferito a [[Federico Luzzi]]}} Non lo conoscevo bene, sebbene sapevo che era considerato la speranza del nostro tennis. Come giocatore era molto nervoso, anche se questa è una caratteristica comune dei giovani che cercano di emergere. Quello che non capisco è come possa morire un giovane di 28 anni mentre molti delinquenti circolano tranquillamente.<ref group="fonte">Citato in ''Réquiem por Federico Luzzi'', ''El Mundo''; tradotto da Veronica Lavenia per ''[http://www.ubitennis.com/2008/10/27/128604-requiem_federico_luzzi_requiem_federico_luzzi.shtml ubitennis.com]'', 27 ottobre 2008.</ref>
*Sino a 19 anni giocavo meglio a [[Calcio (sport)|calcio]] che a tennis. Ero nel settore giovanile della Lazio, facevo il centravanti e segnavo più di un gol a partita. Quando la società scelse di mandarmi in prestito in serie C, lasciai il calcio: da bambino sognavo di fare l'esploratore, pensai che col tennis avrei viaggiato di più.<ref group="fonte">Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/settembre/11/Pietrangeli_miei_anni_tennis_donne_co_0_030911105.shtml «Io, Pietrangeli, i miei 70 anni di tennis, donne e rimpianti»]'', ''Corriere della Sera'', 11 settembre 2003.</ref>
*{{NDR|Sul [[Il Sessantotto|Sessantotto]]}} Vedevo una generazione, una bella fetta di generazione almeno, persa dietro certi incantatori di serpenti che perseguivano i loro obiettivi senza scrupoli. Anche a destra, badi. E tanti ragazzi ci sono andati di mezzo, giocandosi la vita propria e spesso anche quella altrui.<ref group="fonte" name=rivoluzione/>
{{Int|''[http://www.tennisitaliano.it/pietrangeli-il-predestinato Pietrangeli, il predestinato]''|Citato in Claudio Calza, ''tennisitaliano.it'', 20 novembre 2009.}}
*[[Adriano Panatta|Panatta]], in un anno, ha guadagnato cifre che ai miei tempi ci volevano dieci anni.
*{{NDR|Nel 1960, motivando il passaggio al professionismo}} Fino a oggi ho vissuto come un principe e sono grato alla Federazione. Ma è un mondo di fiaba che si dissolverebbe al primo accenno di un mio declino. E allora, quale prospettiva mi resterebbe se non quella di diventare maestro e di fare undici ore al giorno sotto il sole per insegnare a ragazzini svogliati e distratti come si deve tirare una palla?
*{{NDR|Nel 1960}} Sono convinto che il tennis dilettantistico sia destinato a sparire. Fra due o tre anni, il tennis Open sarà una realtà alla quale anche la Davis dovrà aggiornarsi.
*{{NDR|Prima della finale di [[Coppa Davis 1976]]}} Lasciateci giocare a tennis, ce lo meritiamo, la [[politica]] la facciano i politici. Se non andiamo in [[Cile]], non si sarebbe dovuto andare in cento altri paesi, come l'[[Unione Sovietica]], la [[Cecoslovacchia]], il [[Brasile]] o l'[[Argentina]]. Oppure facciamo i conti coi morti in galera e diciamo no al Cile perché furono centomila e sì all'Argentina perché furono la metà?<ref>Il riferimento è al fatto che la finale andava giocata nel Cile del dittatore Pinochet, per questo la sinistra italiana pretendeva la rinuncia da parte della squadra azzurra. Pietrangeli era il capitano non giocatore della squadra.</ref>
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Tennis/16-12-2016/tennis-pietrangeli-la-coppa-davis-76-fu-un-impresa-ma-l-italia-non-capi-18038771228.shtml Tennis, Pietrangeli: "La Coppa Davis '76 fu un'impresa, ma l'Italia non lo capì"]''|Riccardo Crivelli, ''gazzetta.it'', 16 dicembre 2016.}}
{{NDR|Sulla [[Coppa Davis 1976]]}}
*{{NDR|«Cosa successe dal momento in cui si seppe che la finale era contro il Cile?»}} Dissi subito che l'eventuale decisione di non giocare sarebbe stata stupida e scellerata, che la politica non poteva fermare lo sport e che trent'anni dopo nessuno si sarebbe più ricordato del Cile e di [[Augusto Pinochet|Pinochet]], ma solo della vittoria. E lasciare che sulla Coppa ci fosse il nome di un'altra squadra perché ci eravamo rifiutati di andare là era da irresponsabili.
*Vincemmo la Davis e fummo costretti a tornare di nascosto, senza poter condividere quella gioia. Sportivamente, è stata una delle pagine più belle della nostra storia, ma come paese l'[[Italia]] fece una figura pessima.
*Oggi si dà solo merito a una generazione fenomenale, che rese il tennis uno sport popolarissimo in tutta Italia. E qualcuno voleva impedirlo. Pazzesco.
*{{NDR|«Qual è stata la dote più importante del Pietrangeli capitano?»}} In campo, saper aprire le bottigliette d'acqua e porgere l'asciugamano dalla parte giusta. Perché un capitano deve fare solo quello: se hai [[Lionel Messi|Messi]], è inutile dirgli come deve giocare. Fuori dal campo, è un po' diverso: devi sapere gestire ragazzi che a un certo punto si credono [[dio]].
==Citazioni su Nicola Pietrangeli==
*In Italia per trovare un vero campione occorre risalire a Nicola e, un po' più giù, a [[Adriano Panatta|Panatta]]. Nicola è l'uomo più pigro e affascinante che abbia conosciuto. Ho scritto io la sua biografia perché era troppo pigro per scriverla lui. ([[Lea Pericoli]])
*In Pietrangeli ha sempre prevalso l'essere umano sulla macchina capace di giocare alla perfezione. ([[Jaroslav Drobný]])
*Pur conoscendo Nicola Pietrangeli da sempre, non gli ho mai chiesto se per caso non rimpiangesse di non aver dato al tennis tutta la sua attenzione e le sue energie. Non gliel'ho chiesto perché conosco la sua risposta. Nicola non avrebbe potuto vivere in un modo diverso, non avrebbe mai rinunciato a una cena, a una festa, a una donna per poter giocare meglio una partita. ([[Rino Tommasi]])
*Quante sere non abbiamo passate insieme, nell'aria buia di una discoteca, e le ore delle partite si facevano più vicine. L'angoscia che provavo, da ex-giocatore, da amico, non sembrava neanche sfiorare Nicola. ([[Gianni Clerici]])
*Se ai nostri tempi ci avessero confinato in un'isola per sei mesi, senza campi da tennis, e poi ci avessero fatto disputare un torneo, Nicola ci avrebbe battuti tutti quanti. ([[Ken Rosewall]])
*Se c'è stato un [[La grande bellezza|Jep Gambardella]] nel mondo del tennis, quello è stato Nicola Pietrangeli [...]. Aveva occhi azzurri come il cielo limpido di una Roma malinconicamente romantica. ([[Massimiliano Castellani]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
*''[[C'era un castello con 40 cani]]'' (1990)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pietrangeli, Nicola}}
[[Categoria:Tennisti italiani]]
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text/x-wiki
[[Immagine:NPietrangeli.jpg|thumb|Nicola Pietrangeli]]
'''Nicola Pietrangeli''' (1933 – 2025), tennista italiano.
==Citazioni di Nicola Pietrangeli==
*[[Adriano Panatta|Adriano]] è nato per giocare a [[tennis]]. Peccato che sia durato poco perché sarebbe stato in grado di battere tutti i miei record.<ref group="fonte">Citato in [[Ubaldo Scanagatta]], ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/04/19/478147-meglio_star_zitti_spararle_cosi.shtml Meglio star zitti che spararle così!]'', ''ubitennis.com'', 20 aprile 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Roger Federer]]}} Come [[Björn Borg|Borg]], in campo è correttissimo, ma ci mancherebbe altro, è il più forte, è miliardario e sa che c'è gente che sta peggio. Altri, che invece non si comportano allo stesso modo, dovrebbero considerare questo aspetto e darsi un calmata.<ref group="fonte" name=federer>Citato in [[Roberto Perrone]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/novembre/20/maestro_Federer_ora_cerca_rivale_co_9_061120038.shtml Il maestro Federer ora cerca un rivale]'', ''Corriere della Sera'', 20 novembre 2006.</ref>
*{{NDR|Su Roger Federer}} È arduo trovargli dei difetti, scendere nei voti sotto il dieci. E sfido chiunque a riuscirci. Come Borg ha inventato uno stile, un modo di giocare.<ref group="fonte" name=federer/>
*Il [[padel]] è il trionfo delle pippe. [...] Il padel permette a tutti di divertirsi. Uno che gioca male a padel si diverte senza dubbio di più di un tennista scarso, che la palla non la tocca mai e quindi alla fine si annoia. Qui le distanze sono più brevi, è tutto più facile.<ref>Da un intervento al programma televisivo ''Estate in diretta'', Rai 1; citato in ''[https://video.repubblica.it/sport/nicola-pietrangeli-critica-il-padel-con-una-battuta-e-il-trionfo-delle-pippe/418672/419606 Nicola Pietrangeli critica il padel con una battuta: "È il trionfo delle pippe"]'', ''video.repubblica.it'', 17 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Su [[Fausto Gardini]]}} In uno sport fatto di silenzi e di gesti bianchi, lui sembrava un direttore d’orchestra: esigeva il silenzio. Chiedeva l’applauso. Era un campione che trascinava. La gente obbediva. Spaventava i giudici di linea. Dominava psicologicamente gli avversari. Fausto aveva dentro di sé una forza diabolica ... più che un tennista era un guerriero. Una forza della naturaǃ Bisognava vederlo in spogliatoio dopo i matchː rimaneva sdraiato sul lettino del massaggiatore pallido e immobile, come un morto. Me lo ricordo al Tennis Milano, dopo un incontro di Coppa Davis. Non riusciva più a riprendersi. Ricordo suo padre che gli dava le pacche sulle spalle per incoraggiarlo ... Lui era talmente sfinito che non era capace di rispondere né di aprire gli occhi.<ref>Lea Pericoli, ''C’era una volta il tennis. Dolce vita, vittorie e sconfitte di Nicola Pietrangeli'', Rizzoli, Milano, 2007, pp. 69-71</ref>
*Ma guardando quei ragazzi che inneggiavano alla [[Cina]] di [[Ho Chi Minh]], a [[Mao Tse-tung|Mao]], e sputavano sulla bandiera americana mi domandavo: ma questi che ne sanno della Cina? E il comunismo che gli piace tanto, sanno cos'è? Io ero stato in Polonia nel '56, e l'anno dopo in Cecoslovacchia. Ecco, mi sarebbe piaciuto portare quegli studenti a fare una gita da quelle parti, per fargli vedere da vicino che cos'era quella che spacciavano per dittatura del proletariato.<ref group="fonte" name=rivoluzione>Da ''[http://www.ilgiornale.it/cultura/quella_finta_rivoluzione_e_smash_steccato/21-03-2008/articolo-id=249532-page=0-comments=1 Quella finta rivoluzione è uno smash steccato]'', ''ilgiornale.it'', 21 marzo 2008.</ref>
*{{NDR|Riferito a [[Federico Luzzi]]}} Non lo conoscevo bene, sebbene sapevo che era considerato la speranza del nostro tennis. Come giocatore era molto nervoso, anche se questa è una caratteristica comune dei giovani che cercano di emergere. Quello che non capisco è come possa morire un giovane di 28 anni mentre molti delinquenti circolano tranquillamente.<ref group="fonte">Citato in ''Réquiem por Federico Luzzi'', ''El Mundo''; tradotto da Veronica Lavenia per ''[http://www.ubitennis.com/2008/10/27/128604-requiem_federico_luzzi_requiem_federico_luzzi.shtml ubitennis.com]'', 27 ottobre 2008.</ref>
*Sino a 19 anni giocavo meglio a [[Calcio (sport)|calcio]] che a tennis. Ero nel settore giovanile della Lazio, facevo il centravanti e segnavo più di un gol a partita. Quando la società scelse di mandarmi in prestito in serie C, lasciai il calcio: da bambino sognavo di fare l'esploratore, pensai che col tennis avrei viaggiato di più.<ref group="fonte">Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/settembre/11/Pietrangeli_miei_anni_tennis_donne_co_0_030911105.shtml «Io, Pietrangeli, i miei 70 anni di tennis, donne e rimpianti»]'', ''Corriere della Sera'', 11 settembre 2003.</ref>
*{{NDR|Sul [[Il Sessantotto|Sessantotto]]}} Vedevo una generazione, una bella fetta di generazione almeno, persa dietro certi incantatori di serpenti che perseguivano i loro obiettivi senza scrupoli. Anche a destra, badi. E tanti ragazzi ci sono andati di mezzo, giocandosi la vita propria e spesso anche quella altrui.<ref group="fonte" name=rivoluzione/>
{{Int|''[http://www.tennisitaliano.it/pietrangeli-il-predestinato Pietrangeli, il predestinato]''|Citato in Claudio Calza, ''tennisitaliano.it'', 20 novembre 2009.}}
*[[Adriano Panatta|Panatta]], in un anno, ha guadagnato cifre che ai miei tempi ci volevano dieci anni.
*{{NDR|Nel 1960, motivando il passaggio al professionismo}} Fino a oggi ho vissuto come un principe e sono grato alla Federazione. Ma è un mondo di fiaba che si dissolverebbe al primo accenno di un mio declino. E allora, quale prospettiva mi resterebbe se non quella di diventare maestro e di fare undici ore al giorno sotto il sole per insegnare a ragazzini svogliati e distratti come si deve tirare una palla?
*{{NDR|Nel 1960}} Sono convinto che il tennis dilettantistico sia destinato a sparire. Fra due o tre anni, il tennis Open sarà una realtà alla quale anche la Davis dovrà aggiornarsi.
*{{NDR|Prima della finale di [[Coppa Davis 1976]]}} Lasciateci giocare a tennis, ce lo meritiamo, la [[politica]] la facciano i politici. Se non andiamo in [[Cile]], non si sarebbe dovuto andare in cento altri paesi, come l'[[Unione Sovietica]], la [[Cecoslovacchia]], il [[Brasile]] o l'[[Argentina]]. Oppure facciamo i conti coi morti in galera e diciamo no al Cile perché furono centomila e sì all'Argentina perché furono la metà?<ref>Il riferimento è al fatto che la finale andava giocata nel Cile del dittatore Pinochet, per questo la sinistra italiana pretendeva la rinuncia da parte della squadra azzurra. Pietrangeli era il capitano non giocatore della squadra.</ref>
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Tennis/16-12-2016/tennis-pietrangeli-la-coppa-davis-76-fu-un-impresa-ma-l-italia-non-capi-18038771228.shtml Tennis, Pietrangeli: "La Coppa Davis '76 fu un'impresa, ma l'Italia non lo capì"]''|Riccardo Crivelli, ''gazzetta.it'', 16 dicembre 2016.}}
{{NDR|Sulla [[Coppa Davis 1976]]}}
*{{NDR|«Cosa successe dal momento in cui si seppe che la finale era contro il Cile?»}} Dissi subito che l'eventuale decisione di non giocare sarebbe stata stupida e scellerata, che la politica non poteva fermare lo sport e che trent'anni dopo nessuno si sarebbe più ricordato del Cile e di [[Augusto Pinochet|Pinochet]], ma solo della vittoria. E lasciare che sulla Coppa ci fosse il nome di un'altra squadra perché ci eravamo rifiutati di andare là era da irresponsabili.
*Vincemmo la Davis e fummo costretti a tornare di nascosto, senza poter condividere quella gioia. Sportivamente, è stata una delle pagine più belle della nostra storia, ma come paese l'[[Italia]] fece una figura pessima.
*Oggi si dà solo merito a una generazione fenomenale, che rese il tennis uno sport popolarissimo in tutta Italia. E qualcuno voleva impedirlo. Pazzesco.
*{{NDR|«Qual è stata la dote più importante del Pietrangeli capitano?»}} In campo, saper aprire le bottigliette d'acqua e porgere l'asciugamano dalla parte giusta. Perché un capitano deve fare solo quello: se hai [[Lionel Messi|Messi]], è inutile dirgli come deve giocare. Fuori dal campo, è un po' diverso: devi sapere gestire ragazzi che a un certo punto si credono [[dio]].
==Citazioni su Nicola Pietrangeli==
*In Italia per trovare un vero campione occorre risalire a Nicola e, un po' più giù, a [[Adriano Panatta|Panatta]]. Nicola è l'uomo più pigro e affascinante che abbia conosciuto. Ho scritto io la sua biografia perché era troppo pigro per scriverla lui. ([[Lea Pericoli]])
*In Pietrangeli ha sempre prevalso l'essere umano sulla macchina capace di giocare alla perfezione. ([[Jaroslav Drobný]])
*Pur conoscendo Nicola Pietrangeli da sempre, non gli ho mai chiesto se per caso non rimpiangesse di non aver dato al tennis tutta la sua attenzione e le sue energie. Non gliel'ho chiesto perché conosco la sua risposta. Nicola non avrebbe potuto vivere in un modo diverso, non avrebbe mai rinunciato a una cena, a una festa, a una donna per poter giocare meglio una partita. ([[Rino Tommasi]])
*Quante sere non abbiamo passate insieme, nell'aria buia di una discoteca, e le ore delle partite si facevano più vicine. L'angoscia che provavo, da ex-giocatore, da amico, non sembrava neanche sfiorare Nicola. ([[Gianni Clerici]])
*Se ai nostri tempi ci avessero confinato in un'isola per sei mesi, senza campi da tennis, e poi ci avessero fatto disputare un torneo, Nicola ci avrebbe battuti tutti quanti. ([[Ken Rosewall]])
*Se c'è stato un [[La grande bellezza|Jep Gambardella]] nel mondo del tennis, quello è stato Nicola Pietrangeli [...]. Aveva occhi azzurri come il cielo limpido di una Roma malinconicamente romantica. ([[Massimiliano Castellani]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
*''[[C'era un castello con 40 cani]]'' (1990)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pietrangeli, Nicola}}
[[Categoria:Tennisti italiani]]
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Citazioni sull''''indignazione'''.
*A noi italiani l'indignazione dura meno dell'orgasmo. E dopo viene sonno. ([[Marco Paolini]])
*Che cos'è l'indignazione cosmica? È quell'indignazione che, malgrado all'inizio sia stata generata da fatti specifici, poi li ha trascesi, e s'è trasformata in una sorta di condizione dello spirito: uno stato d'animo autosufficiente, pervasivo e permanente; che non ha più bisogno della realtà per sostenersi ma, al contrario, determina il modo in cui la realtà viene letta; e che in breve tempo si dilata a dismisura e inghiotte qualsiasi avvenimento, cosa o persona. Che inghiotte, alla fine, l'intero Paese. [...] L'indignazione cosmica serve a soddisfare l'indignato, non a migliorare il mondo. Teme il cambiamento, anzi – di che cosa potrebbe più indignarsi se le cause dell'indignazione fossero rimosse – e quando mai quello dovesse avvenire lo riterrebbe senz'altro insufficiente, cosmetico, ipocrita. L'indignazione cosmica colloca le sue pretese ad altezze siderali: maggiore sarà la distanza fra le cose come sono e come dovrebbero essere, maggiore potrà essere l'indignazione. Così facendo l'indignazione cosmica diseduca alla realtà – a portare pazienza di fronte alle sue inevitabili (e benedette) imperfezioni. ([[Giovanni Orsina]])
*E nessuno mente tanto quanto l'indignato. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Gli uomini, generalmente parlando, quando l'{{Sic|indegnazione}} non si possa sfogare senza grave pericolo, non solo dimostran meno, o tengono affatto in sé quella che sentono, ma ne senton meno in effetto. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'')
*In un settimanale inglese, un attacco contro [[Marco Aurelio]], che l'autore accusa d'ipocrisia, di filisteismo e di affettazione. Furente, mi apprestavo a rispondere quando, pensando all'imperatore, mi sono in fretta ripreso. Era giusto che non mi indignassi in nome di chi mi ha insegnato a non indignarmi mai. ([[Emil Cioran]])
*L'indignazione degli animi onesti si sfoga in tutti i toni; la protesta contro lo sfacelo prorompe confusamente dalla coscienza dei lavoratori. ([[Mario Rapisardi]])
*L'indignazione è un grimaldello feroce, un'arma letale proprio in quanto tanto nasce da un pensiero oppositivo, da una ponderazione speciale, da una valutazione analitica di ciò che si intende criticare. Non è un bazooka, ma un fioretto acuminato e stupefacente. Per indignarsi ci vuole coraggio. ([[Paolo Crepet]])
*L'indignazione non dovrebbe mai essere così profonda da non poter esplodere. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Temo che indignarsi serva a poco: bastasse l'indignazione, avremmo risolto tutti i problemi del mondo con le stories e i post sui social. ([[Saverio Raimondo]])
*Va molto di moda l'indignazione. Soprattutto se espressa davanti a quelle trasmissioni con le risate finte, condotte strabuzzando gli occhi o con i rayban neri, dove si punta l'indice contro le brutture di questa società, mentre con le altre dita residue si incassa il dovuto per aver concesso il proprio marchio a qualche automobile. ([[Tommaso Labranca]])
==Voci correlate==
*[[Sdegno]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Sentimenti]]
[[el:Αγανάκτηση]]
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Pierfrancesco Favino
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[[File:MKr26970 Pierfrancesco Favino (L’ultima notte di Amore, Berlinale 2023).jpg|thumb|Pierfrancesco Favino nel 2023]]
'''Pierfrancesco Favino''' (1969 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Pierfrancesco Favino==
*Adesso, ogni volta che ci passo<ref>Riferito a piazza Santa Maria in Trastevere, il luogo dove muore [[il Libanese]], personaggio da lui interpretato nel film ''Romanzo criminale''.</ref> con qualche amico, indico il punto preciso della piazza e dico: "''Vedi, qua sono morto''". Che bello poterlo dire. È la magia del cinema.<ref name=roma>Citato in ''[http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home/fondazione-cinema-per-roma/comunicati/content/i-luoghi-della-festa-7-favino-e-la-periferia.0000.FCR-563 I luoghi della Festa - 7. Favino e la periferia]'', ''Romacinemafest.it'', 9 agosto 2006.</ref>
*{{NDR|Riferito a [[Romanzo criminale (film)|Romanzo criminale]]}} Innanzitutto devo dire che è un film che mi ha riportato con la mente proprio a [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] e al suo ''[[Accattone]]'', perché ho sempre pensato, romanticamente che i protagonisti della pellicola di [[Michele Placido]] fossero quei ragazzini che Accattone incontra quando torna nella sua baracca. In fondo, Libano, Freddo e Dandi sono come i ragazzi di periferia che Pasolini raccontava nei suoi film e nei suoi romanzi.<ref name=roma/>
*La periferia di [[Roma]] è un set cinematografico naturale. Ho imparato ad apprezzarla sin da piccolo, quando vedevo i film di Pasolini come ''Accattone'' e ''Mamma Roma'', prima ancora di girarci come attore. Ho capito che quelle realtà sono il cuore pulsante della città, non luoghi da tenere ai margini.<ref name=roma/>
==Citazioni su Pierfrancesco Favino==
*– Solo che hanno preso Favino alla fine: è 'ngrassato dieci chili e dice che è perfetto pe' il ruolo. {{NDR|di Pacciani}} Tra l'altro sto aspettando notizie pe' 'na miniserie: [[Giovanni Spadolini|Spadolini]].<br>– Spadolini?<br>– Sì, però poi m'hano detto che Favino sta ingrassando artri dieci chili, vuole fa' pure Spadolini. 'Na vorta ce stavano i ruoli pe' li attori, adesso 'i fa tutti Favino. (''[[Boris (terza stagione)|Boris]]'')
*{{NDR|Nelle vesti di conduttore televisivo}} Sul palco riesce essere il guitto che non è quando recita. Impostato, antico, formale, barocco, quasi quasi lo preferivo sul camion Scheggia per Barilla. ([[Selvaggia Lucarelli]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Da zero a dieci]]'' (2001)
*''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001)
*''[[L'ultimo bacio]]'' (2001)
*''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001)
*''[[Romanzo criminale (film)|Romanzo criminale]]'' (2005)
*''[[La sconosciuta]]'' (2006)
*''[[Una notte al museo]]'' (2006)
*''[[Saturno contro]]'' (2007)
*''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008)
*''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) – voce
*''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009)
*''[[Angeli e demoni]]'' (2009)
*''[[World War Z]]'' (2013)
*''[[Rush (film 2013)|Rush]]'' (2013)
*''[[Il racconto dei racconti - Tale of Tales]]'' (2015) – voce
*''[[Suburra (film)|Suburra]]'' (2015)
*''[[Le confessioni (film)|Le confessioni]]'' (2016)
*''[[A casa tutti bene]]'' (2018)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Favino, Pierfrancesco}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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{{voce tematica}}
[[File:Bothal Castle Northumberland.jpg|thumb|Una pera]]
Citazioni sulle '''pere''' e sui '''peri'''.
==Citazioni==
*''Ad esempio a me piace rubare | le pere mature sui rami se ho fame.'' ([[Rino Gaetano]])
*''Al contadino | non far sapere | quanto in città | costano le pere.'' ([[Marcello Marchesi]])
*Al contadino non far sappere quant'è bono l'equino con le pere! (''[[Attila flagello di Dio]]'')
*Cadon le miglior pere a' porci in bocca, e, a chi n'è degno, il buon di rado tocca. ([[Cristoforo Poggiali]])
*Dell'amore sappiamo poco. Con l'amore è come con una pera. La pera è dolce e ha una forma. Provate un po' a definire la forma della pera. ([[Andrzej Sapkowski]])
*Rumori che ci perdiamo in città. Il tac di una pera che cade, il porcogiuda del contadino colpito dalla pera. ([[Marcello Marchesi]])
*Se pere e [[mela|mele]] a terra il turbin getta, d'empirsene le tasche ognun si affretta. ([[Cristoforo Poggiali]])
*– Vuoi liberarti di me?<br>– La pera è il frutto migliore.<br>– Quando vedi quella là, non pensi più a me!<br>– È dolce e sugosa.<br>– Ma non ti sarà facile liberarti di me. Mi hai sentito?<br>– [[Adamo]] doveva cogliere una pera.<br>– Tu hai già deciso, vero? Hai deciso di sposarla, di farla diventare tua moglie: la tua baronessa.<br>– Lascia sempre un buon sapore in bocca, quando l'hai mangiata. (''[[Il mistero della camera nera]]'')
==Modi di dire==
*Casca come una pera cotta.<br />Casca come una pera mezza.<ref>Riferito a chi si lascia indurre da altri a fare (o a dire) qualcosa che non avrebbe voluto fare (dire). Oppure riferito a chi si innamora facilmente.</ref> ([[Modi di dire toscani|toscano]])
*Si disfece come una pera cotta. ([[Modi di dire toscani|toscano]])
*Te saccio piro. ([[modi di dire napoletani|napoletano]])
==[[Proverbi italiani]]==
*Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.
*Buone [[parola|parole]] e pere marce non rompono la testa a nessuno.
*U piru cunchiutu cade sulu. ([[proverbi calabresi|calabrese]])
===[[Proverbi toscani|Toscani]]===
*Ai peggio [[maiale|porci]] toccano le meglio pere.
*Al [[contadino]] non gli far sapere, quanto sia buono il [[formaggio|cacio]] colle pere.
*Al fico l'acqua, e alla pera il vino.
*Chi vuole un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga un solo.
*È meglio un [[garofano]] che un gambo di pera.
*Formaggio, [[pane]] e pere, è pasto di cavaliere.
*Il villano venderà il podere, per mangiare cacio, pane e pere.
*L'orso sogna pere.
*Non si può avere le pere monde.
*Pere e [[donna|donne]] senza romori, sono stimate le migliori.
*Quando la pera è matura, bisogna che caschi.
*Quando la pera è matura, casca da sé.
*Un torso di pera cascata, è la morte di mille mosche.
*Una pera fradicia ne guasta un monte.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Frutta]]
[[fr:Poire]]
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Udiki
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Allineo
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Bothal Castle Northumberland.jpg|thumb|Una pera]]
Citazioni sulle '''pere''' e sui '''peri'''.
==Citazioni==
*''Ad esempio a me piace rubare | le pere mature sui rami se ho fame.'' ([[Rino Gaetano]])
*''Al contadino | non far sapere | quanto in città | costano le pere.'' ([[Marcello Marchesi]])
*Al contadino non far sappere quant'è bono l'equino con le pere! (''[[Attila flagello di Dio]]'')
*Cadon le miglior pere a' porci in bocca, e, a chi n'è degno, il buon di rado tocca. ([[Cristoforo Poggiali]])
*Dell'amore sappiamo poco. Con l'amore è come con una pera. La pera è dolce e ha una forma. Provate un po' a definire la forma della pera. ([[Andrzej Sapkowski]])
*Rumori che ci perdiamo in città. Il tac di una pera che cade, il porcogiuda del contadino colpito dalla pera. ([[Marcello Marchesi]])
*Se pere e [[mela|mele]] a terra il turbin getta, d'empirsene le tasche ognun si affretta. ([[Cristoforo Poggiali]])
*– Vuoi liberarti di me?<br>– La pera è il frutto migliore.<br>– Quando vedi quella là, non pensi più a me!<br>– È dolce e sugosa.<br>– Ma non ti sarà facile liberarti di me. Mi hai sentito?<br>– [[Adamo]] doveva cogliere una pera.<br>– Tu hai già deciso, vero? Hai deciso di sposarla, di farla diventare tua moglie: la tua baronessa.<br>– Lascia sempre un buon sapore in bocca, quando l'hai mangiata. (''[[Il mistero della camera nera]]'')
==Modi di dire==
*Casca come una pera cotta.<br />Casca come una pera mezza.<ref>Riferito a chi si lascia indurre da altri a fare (o a dire) qualcosa che non avrebbe voluto fare (dire). Oppure riferito a chi si innamora facilmente.</ref> ([[Modi di dire toscani|toscano]])
*Si disfece come una pera cotta. ([[Modi di dire toscani|toscano]])
*Te saccio piro. ([[modi di dire napoletani|napoletano]])
==[[Proverbi italiani]]==
*Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.
*Buone [[parola|parole]] e pere marce non rompono la testa a nessuno.
*Lu piru cunchiutu cade sulu. ([[proverbi calabresi|calabrese]])
===[[Proverbi toscani|Toscani]]===
*Ai peggio [[maiale|porci]] toccano le meglio pere.
*Al [[contadino]] non gli far sapere, quanto sia buono il [[formaggio|cacio]] colle pere.
*Al fico l'acqua, e alla pera il vino.
*Chi vuole un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga un solo.
*È meglio un [[garofano]] che un gambo di pera.
*Formaggio, [[pane]] e pere, è pasto di cavaliere.
*Il villano venderà il podere, per mangiare cacio, pane e pere.
*L'orso sogna pere.
*Non si può avere le pere monde.
*Pere e [[donna|donne]] senza romori, sono stimate le migliori.
*Quando la pera è matura, bisogna che caschi.
*Quando la pera è matura, casca da sé.
*Un torso di pera cascata, è la morte di mille mosche.
*Una pera fradicia ne guasta un monte.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Frutta]]
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
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===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===W===
*Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Anne Hathaway
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/* Citazioni di Anne Hathaway */
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[[File:Anne Hathaway at the 2007 Deauville American Film Festival-01A.jpg|thumb|right|Anne Hathaway nel 2007]]
{{Premio|Oscar|'''[[Les Misérables]]'''
*Miglior attrice non protagonista (2013)}}
'''Anne Hathaway''' (1982 – vivente), attrice statunitense.
==Citazioni di Anne Hathaway==
*Così mi sento molto più carina, molto più me stessa. Sto meglio se ho meno cose addosso. {{NDR|Riferendosi ai suoi capelli}}<ref>Citato in ''[http://www.vanityfair.it/people/mondo/13/01/01/anne-hathaway-vanity-fair-foto Anne Hathaway: «La mamma che sarò»]'', ''vanityfair.it'', 2 gennaio 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Catwoman]]}} [...] è la più cool di tutte! È fiera, misteriosa e complicata.<ref name=Venezia>Citato in Alessandra Venezia, ''[http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2011/anne-hathaway-intervista-one-day-film-30631083674.shtml CINEMA Anne Hathaway: "La fragilità è la mia vera forza"]'', ''iodonna.it'', 15 ottobre 2011.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.<ref>Citato in ''[https://www.vanityfair.it/article/anne-hathaway-figli-tom-holland-the-odyssey Anne Hathaway: «Vorrei che i miei figli da grandi fossero come Tom Holland»]'', ''vanityfair.it'', 10 luglio 2026.</ref>
*[...] la mia idea di [[giustizia]] è: [[imparzialità]] basata sulla logica e la mutua comprensione del senso morale.<ref>Citato in Paola Piacenza, ''[http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2012/anne-hathaway-intervista-401138269432_2.shtml Anne Hathaway: “Amore a prima vista? Non mi fido”]'', ''iodonna.it'', 11 dicembre 2012.</ref>
*Nella vita c'è sempre il rovescio della medaglia, e io cerco di concentrarmi sul lato positivo.<ref>Citato in Margherita Corsi, ''[http://www.vanityfair.it/people/mondo/13/02/27/anne-hathaway-oscar-critiche-hatha-haters-sui-discorsi-di-ringraziamento-mi-hanno-ferito Anne Hathaway: «Le critiche mi hanno ferito»]'', ''vanityfair.it'', 27 febbraio 2013.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Agente Smart - Casino totale]]''}} Mi sono accorta che, come agente d'azione, riuscivo a fare cose che pensavo di non poter mai realizzare come attrice. Consiglio a ogni collega di cimentarsi nel cinema d'azione. [...] Per me era anche tempo di lasciare definitivamente alle spalle i ruoli Disney da principessina incantata [...]. [[Uma Thurman]] è stata pioniera di una nuova pattuglia di donne indomite. Ho riguardato anche la serie tv con nel mio ruolo Barbara Feldon, una donna liberata e in anticipo per gli anni Sessanta. Ci ha pensato la costumista del Titanic, Deborah Scott, a vestirmi per i combattimenti Ninja e le scene sexy. L'agente 99 è una vamp, che mai però minimizza la sua femminilità anche se riesce in tutto ciò che Smart fallisce.<ref>Citato in Giovanna Grassi, ''[http://www.corriere.it/spettacoli/08_giugno_17/anne_hathaway_basta_principesse_2312b09a-3c37-11dd-bc39-00144f02aabc.shtml La nuova Hathaway è una spia da ridere: «Basta principesse»]'', ''corriere.it'', 17 giugno 2008.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Pensiamo a [[Penelope]] come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.<ref>Citato in ''[https://www.elle.com/it/showbiz/cinema/a72573691/anne-hathaway-oggi-film-odissea/ Anne Hathaway: "Se tutto finisse domani, potrei comunque tenere la testa alta"]'', ''elle.com'', 17 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Barack Obama]]}} Quest'uomo offre cambiamento e speranza. Le due cose in cui avevamo smesso di credere. Per la prima volta dopo otto anni mi sento di nuovo orgogliosa di essere americana.<ref name=settembre2008>Citato in ''[http://www.corriere.it/spettacoli/08_settembre_23/anne_hathaway_confessione_a_1230cafa-8953-11dd-8235-00144f02aabc.shtml Anne Hathaway: «Figli? Sì, ma un marito non mi serve»]'', ''corriere.it'', 23 settembre 2008.</ref>
*Sono convinta che per mostrare la propria fragilità ci voglia una gran forza. Tutti sono capaci di affrontare la vita con una pellaccia dura da bisonte, chiudendosi in se stessi. È più difficile, invece, rimanere aperti e disponibili.<ref name=Venezia />
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.<ref>Citato in ''[https://www.comingsoon.it/cinema/news/anne-hathaway-racconta-odissea-come-la-maternita-ha-influenzato-il-mio/n226534/ Anne Hathaway racconta Odissea: "Come la maternità ha influenzato il mio personaggio"]'', ''comingsoon.it'', 12 luglio 2026.</ref>
*Vorrei lavorare con [[Emma Thompson]]. Le farei anche da stagista, mi accontenterei di portarle il tè tutte le mattine solo per il piacere di osservarla mentre lavora. E poi [[Johnny Depp]], ma per motivi... meno puri.<ref name=settembre2008 />
{{Int|''[http://www.corriere.it/spettacoli/09_febbraio_17/athaway_edicola_a_90ee5ec2-fd0a-11dd-b299-00144f02aabc.shtml «Bisogna baciare diversi ranocchi prima di trovare il Principe»]''|Citato in Giovanna Grassi, ''corriere.it'', 18 febbraio 2009.}}
*Ho sempre rifiutato di dare giudizi su cose e persone che mi hanno fatto male. È fondamentale giudicare se stessi e il proprio coinvolgimento prima degli altri. No, non voglio parlare delle persone che ho incontrato dopo, dei ragazzi simpatici e più o meno coetanei con i quali ho ritrovato l'allegria dei miei 26 anni. Ci vorrà tempo prima che davvero mi senta coinvolta in una storia importante.
*Io credo che la crisi economica insegnerà a tutti a essere meno “predatori”, a volere di meno, a considerare l'essenziale della vita, ad avere rispetto per chi fatica duramente per affermare il diritto alla sua libertà, ai suoi affetti, alle sue inclinazioni.
*Mio padre un giorno mi ha preso per mano e mi ha bisbigliato una frase: «Anne, devi imparare che una donna deve baciare qualche ranocchio, non solo uno, prima di trovare quello giusto e di vederlo trasformarsi nel suo principe». Sorrido sempre tra me e me nel ripetere queste parole...
==Citazioni su Anne Hathaway==
*Nel futuro mi piacerebbe rifare Anne Hathaway, […] perché è un’attrice che amo molto. La trovo intelligente, con una gran bella recitazione associata poi a questo viso stupendo, a questo corpo meraviglioso di giovane attrice americana. Io l’ho doppiata in un ruolo drammatico {{NDR|''[[Rachel sta per sposarsi]]''}} ma mi piacerebbe doppiarla anche quando fa la commedia perché la trovo una grande attrice di commedia. ([[Tiziana Avarista]])
*Qualcuno l'ha paragonata a [[Audrey Hepburn]]. Purtroppo i duelli sono fuorilegge, così mi limito a ricordare che Audrey pare pronta per un party anche quando in ''[[Colazione da Tiffany]]'' apre la porta a George Peppard appena scesa dal letto e con i tappi nelle orecchie. La povera Anne anche quando nella seconda parte di ''[[Il diavolo veste Prada]]'' è rivestita di abiti firmati ha l'eleganza di una anziana profuga uzbeka appena uscita da un Centro Caritas. ([[Tommaso Labranca]])
*Tutti ce l'hanno con Anne Hathaway, anche io, lo ammetto, e a volte non so nemmeno il perché. È troppo costruita, perfino quando vince un premio, e fa sempre la solita battuta che sembra scritta apposta per lei. Odiare è una parola forte, ma non mi fa impazzire, anche se è una bravissima attrice. ([[James Franco]])
==Filmografia==
*''[[I segreti di Brokeback Mountain]]'' (2005)
*''[[Il diavolo veste Prada]]'' (2006)
*''[[Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti]]'' (2006, doppiatrice)
*''[[Passengers - Mistero ad alta quota]]'' (2008)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Bride Wars - La mia miglior nemica]]'' (2009)
*''[[Glee]]'' (2009 – 2015)
*''[[Alice in Wonderland]]'' (2010)
*''[[Amore & altri rimedi]]'' (2010)
*''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010)
*''[[One Day]]'' (2011)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[Lo stagista inaspettato]]'' (2015)
*''[[Il suo ultimo desiderio]]'' (2020)
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Portale|donne}}
{{DEFAULTSORT:Hathaway, Anne}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Regole dai film
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{Raccolta}}
[[File:Regole dai film 3.svg|right|128px]]
Raccolta di '''regole''' tratte '''dai film'''.
==Regole dai film==
*– Abbiamo anche imparato una lezione.<br />– Sarebbe?<br />– Non fare qualcosa se non sai come diavolo farla. (''[[Fast Food Nation]]'')
*Abbiamo solo tre regole. La prima: fai la tua parte. Non c'è spazio per i fannulloni. La seconda: non fare del male agli altri. Per andare avanti deve esserci fiducia tra noi. La terza e più importante: non provare a superare quei muri. (''[[Maze Runner - Il labirinto]]'')
*Ad ogni festa si mostra un film: è legge a Hollywood. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*Allora, l'ABC delle conferenze stampa. Vuoi sembrare intelligente? Rispondi alle domande ponendo altre domande e poi rispondi a quelle domande. (''[[Zootropolis]]'')
*– Allora, qual è la lezione numero tre?<br />– Arrivare alla lezione numero quattro. (''[[La maschera di Zorro]]'')
*Allora, ricordatevi le regole della gita: non spingete, non mordete e non sputate fiamme. (''[[Monsters University]]'')
*Allora, Tess, poche regole chiare: lei dovrà essere il mio collegamento con il resto del mondo, le persone mi giudicheranno attraverso di lei... sarà dura se ne avrà il motivo, sarà accomodante quando potrà esserlo, sarà precisa, puntuale e non farà promesse che non potrà mantenere. Io non sono mai al telefono, sono in riunione. Tess, dobbiamo essere una squadra, e come tale dobbiamo avere una divisa: semplice, elegante, impeccabile. (''[[Una donna in carriera]]'')
*Ascolta bene questo trittico: non mangiare mai roba estera ma mangia solo il rancio di tutti, dal pentolone; secondo, se ti senti male non marcare visita, meglio crepare in cella che all'infermeria; e terzo, anche all'aria, in cortile, non ci andare, che fuori fa caldo. (''[[Il giocattolo]]'')
*Ascolta, c'è una regola nel mondo dello spettacolo: mai lavorare con bambini o animali. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*Ancora una regola: per vivere qui, devi lavorare. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Avrete tutti i cani francesi che vorrete. È costume che una sposa non conservi nulla che appartenga a una corte straniera. Una regola sempre osservata in tali occasioni. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Bene, allora hai rispettato la prima regola per essere un buon [[poliziotto]]: assicurati, quando hai finito il turno, di tornare a casa vivo. (''[[Gli intoccabili]]'')
*Bisogna perdonare chi ci offende. Questa è la regola. (''[[Don Camillo (film 1952)|Don Camillo]]'')
*Cazzo fratelli, come va la vita? Ehi, se state guardando questo nastro, vuol dire che non ce l'ho fatta. O sono prigioniero, o peggio ancora... morto. Ma comunque stiano le cose, vi dirò le regole per sopravvivere a questa situazione. Regola numero uno: dovete essere veloci. Regola numero due: non dovete cadere. E regola numero tre: qualunque cosa facciate non voltatevi mai indietro. Ditemi buona fortuna. Frega e scappa!!! (''[[Scary Movie]]'')
*C'è solo una regola, reggetevi forte... ecco: non esiste alcuna regola. (''[[Rat Race]]'')
*C'è solo una regola: salvarsi il culo! (''[[Carlito's Way]]'')
*C'è una vecchia regola: se si è costretti a sparare, tanto vale uccidere. (''[[L'ora della furia]]'')
*C'eravamo dati una regola: mai liberare un individuo che ha raggiunto una certa età. È pericoloso. Il cervello stenta a rifiutare il passato. (''[[Matrix]]'')
*Che ci fai nel mio parco? Le conosci le regole: non si cammina sull'erba, non si piscia sugli alberi e non si spaccia. (''[[Streets of Blood]]'')
*Ci sono delle regole fondamentali da rispettare: fai sempre quello che puoi per la tua famiglia, vai a lavorare ogni giorno e di' come la pensi, non far male a nessuno se puoi evitarlo, e non trattare mai con i disonesti. (''[[Fuori controllo]]'')
*– Ci sono due ordini precisi in questo plotone. Uno: state attenti ai vostri piedi. Due: cercate di non fare niente di stupido, tipo farvi ammazzare!<br>– Spero proprio di non deluderlo. (''[[Forrest Gump]]'')
*Ci sono solo due regole: non puoi dire a nessuno che sei Dio, meglio che non si sappia, da retta a me... e non puoi importi sul libero arbitrio. (''[[Una settimana da Dio]]'')
*Ci sono tre regole per vivere bene: mai fare a meno di dodici ore di sonno, mai giocare a carte ubriaco con in tasca il libretto degli assegni e mai andare a letto con una donna che ha un coltello tatuato sul braccio. Osserva queste tre regole e sarai sempre in una botte di ferro. (''[[Voglia di vincere]]'')
*Come essere un detective.<br>Regola 1. Perquisire tutti.<br>Regola 2. Cercare un indizio.<br>Regola 3. Esaminare tutte le finestre.<br>Regola 4. Cercare impronte digitali.<br>[...]<br>Regola 5. Pedinare da vicino il sospettato.<br>Regola 6. Chiamare la polizia.<br>Regola 7. Mantenere la calma. (''[[La palla nº 13]]'')
*– Come ha fatto ad ammazzarne tanti?<br>– Be', ho passato tutta la vita fra i prepotenti e ho sempre seguito una mia regola precisa.<br>– Che regola?<br>– Non sopporto ingiustizie, non sopporto insulti, non sopporto prepotenze. Se qualcuno mi offende o mi tradisce, prima o poi si aspetti la mia vendetta. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'')
*Come nuovo assistente ti atterrai alla regola delle 3 esse: servizio, solerzia, silenzio. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*Conoscete la legge: due uomini combattono, uno vive. (''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'')
*Conosci le regole: niente armi di sopra. (''[[Bad Girls]]'')
*Conosci le regole: niente gassosa in camera. (''[[Operazione Spy Sitter]]'')
*Conosco le regole, la prima dice: niente negoziati, se ti catturano sarai abbandonato. (''[[La morte può attendere]]'')
*Conosco una legge, io. Quella che dice che il mondo è diviso in due parti: metà scappa e metà insegue. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'')
*Da me voi sentirete solo tre ordini: se vi segnalo di venire, venite; se vi segnalo di attaccare, attaccate; e se vi segnalo di scappare, seguitemi a rotta di collo. (''[[Sierra Charriba]]'')
*Da trent'anni seguo una ferrea regola, come voi giovani dite spesso: chi piagnucola perde. (''[[4.3.2.1]]'')
*Direttiva settantacinque: mai fare domande a un agente sul campo. (''[[Johnny English - La rinascita]]'')
*Dobbiamo osservare le regole di un serial. Prima di tutti il numero dei morti aumenta. Seconda cosa: le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina... ci vanno a nozze gli spettatori. Terza cosa: se vuoi che il serial abbia il marchio di fabbrica non devi mai, dico mai... ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 2]]'')
*Dove vado io andate voi, regola numero uno. (''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'')
*– Dovremmo fare tutti un test psichiatrico.<br/>– È la regola numero quattro! (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'')
*Dunque è regola fondamentale, ad un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito. Perché immorale. (''[[La grande bellezza]]'')
*– E adesso voglio sentirti recitare le tre regole d'oro.<br />– Non tutte le tasche sono piene d'oro, ma tu controlla comunque!<br />– Controlla comunque!<br />– Esattamente, perfetto.<br />– Il crimine non paga a meno che sia il tuo lavoro!<br />– A meno che sia il tuo lavoro!<br />– Ah, e la terza?<br />– E se ti prendono mai, mai fare la spia!<br />– Mai, mai fare la spia!<br />– Scolpisci, scolpisci questa regola nel tuo cuore. Bene, non ho altro da insegnarti. (''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'')
*E io ho una regola: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. (''[[I comanceros]]'')
*È la prima regola sul parlare di religione ad una [[convegno|convention]]: non contraddire il cliente. No, mi correggo, è la seconda regola, la prima regola sul parlare di religione alle convention è no. [...] Non farlo. (''[[The Big Kahuna]]'')
*E la prima regola tra [[Amicizia|amici]] è potersi fidare l'uno dell'altro, giusto? (''[[L'incredibile volo]]'')
*È la mia ultima lezione: non commettere... non commettere crimini per cui stai scontando la pena. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'')
*– È la prima regola del [[giornalismo]]: dare al pubblico quello che vuole!<br />– Non è la prima regola del giornalismo! Credo che quella sia la prima regola dei circhi o dei demolition derby. (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'')
*È la regola: sono ammessi solo cani e gatti in casa. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'')
*È la seconda regola del buon poliziotto: se vuoi mantenere un segreto, non dirlo al tuo capo. (''[[Gli intoccabili]]'')
*E ricorda la regola numero uno: occhi e orecchie bene aperti e bocca chiusa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'')
*È una mia nuova regola: presumere sempre che voi due mi nascondiate qualcosa. (''[[Mickey occhi blu]]'')
*– Essere un [[gentiluomo|gentleman]] è qualcosa che si apprende.<br />– Sì, ma come?<br />– D'accordo... Prima lezione: dovevi chiedermelo prima di sederti. Seconda lezione: come si prepara un Martini. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*– Earl, non si fuma.<br />– Perché non posso fumare, lei non scende mai quaggiù.<br />– Non importa, è una regola. (''[[Cara, insopportabile Tess]]'')
*Fidarsi uguale fregarsi. Regola per sopravvivere. (''[[Sorvegliato speciale]]'')
*Forse è meglio se mettiamo la regola che non dovete uscire dalla vostra camera dopo le nove e mezzo. (''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'')
*Ho delle regole: se tu le rispetti io ti ricompenso. Se no ti punisco. (''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'')
*Ho una regola d'oro: non devi affezionarti a una famiglia perché ti cacci nei guai. (''[[The Women]]'')
*Ho una regola riguardo l'uccidere le persone. Be', in realtà nella vita ho due regole. Primo: non mi metto con i musicisti. Secondo: non uccido le persone, ok? (''[[Trappola in alto mare]]'')
*Ho una sola regola io: prendi quello che ti piace quando ti piace, non rimandare a domani il peccato che puoi commettere oggi. (''[[Immagini di un convento]]'')
*I piloti sono detenuti e le regole semplici: non ci sono regole. (''[[Death Race]]'')
*Il giudice conosceva bene la regola dei [[politica|politicanti]]: se non puoi battere il nemico, diventane il capo. (''[[La leggenda di Bagger Vance]]'')
*In fondo la nostra prima regola è: riprenditi sempre ciò che ti hanno tolto. (''[[Lupin III - L'amore da capo: Fujiko's Unlucky Days]]'')
*In questo momento c'è una sola regola: o la nostra via o vai fuori dai piedi. (''[[Matrix]]'')
*In tempi duri fa bene un po' di conforto: vecchia legge di guerra. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Io ho soltanto una regola, solamente una regola: se devi fare una cosa, falla bene, se non sai come farla chiedimela. (''[[Unstoppable - Fuori controllo]]'')
*Io ho soltanto una regola: tutti combattono, nessuno molla. Se non fate il vostro dovere, vi ammazzo. Mi avete capito? (''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'')
*Io ho una mia regola: quando uno mi paga gli porto sempre a termine il lavoro. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Io ho una regola: non discuto mai di lavoro mentre mi sto divertendo, e soprattutto mai quando bevo. (''[[Il sipario strappato]]'')
*– Io ho una sola regola: se mi rubi qualcosa...<br />– Sei un uomo morto. (''[[The Thieves]]'')
*L'amore è potere, Maria. Devi imparare a usarlo. Lascia che siano gli uomini ad amarti. Ma non devi mai, mai innamorarti di loro. Questa è la prima regola. (''[[Maria Maddalena (film 2000)|Maria Maddalena]]'')
*L'articolo sette del mio codice di sicurezza parla molto chiaro: ogni volta che termino una missione, mi prendo una lunga vacanza... possibilmente in buona compagnia. (''[[Un agente segreto al liceo]]'')
*L'unica regola è non farsi catturare. (''[[Monsters University]]'')
*L'unico modo sensato di vivere è senza regole. (''[[Il cavaliere oscuro]]'')
*La crema della crema riconosce sempre la pasta frolla come te. È una regola che devi scriverti sulle chiappe. (''[[E io mi gioco la bambina]]'')
*La mia prima regola è: spera per il meglio e aspettati il peggio. (''[[The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo]]'')
*La prima lezione l'hai imparata: l'amore si fa in due. (''[[Carne trémula]]'')
*La prima norma è lasciare in pace quelli del quartiere. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]'')
*La prima regola dei negozianti è avere qualcosa da scambiare. (''[[Giustizia privata]]'')
*La prima regola del teatro: lo spettacolo deve continuare. (''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'')
*La prima regola di quando si scappa è non correre, ma camminare. (''[[Captain America: The Winter Soldier]]'')
*La prima regola di una sana vita [[Sessualità|sessuale]] è non prendersi troppo sul serio. (''[[Licenza di matrimonio]]'')
*La primissima regola della vita politica è: non permettere mai a un presidente di mettersi al posto di guida di una macchina. Mai. Noi non siamo abituati a fare nulla per conto nostro, figuriamoci guidare. (''[[Frost/Nixon - Il duello]]'')
*La regola è questa: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti. (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'')
*– La regola numero uno quando arrivi in albergo è presentarsi con il personale. Tu ti spari via un 300.000 e sei nel burro tutta la vacanza. [...] Vedi... il mio non è un punto di vista, è un teorema, claro!?<br>– Sì sì... li conosco i tuoi teoremi. Al mare si scende in spiaggia dopo le due...<br>– Esatto! Quando gli animali sono già in pensione alle prese con lo spago.<br>– E chi disfa le valigie è sempre la moglie...<br>[...]<br>– E poi è scattata la regola numero due: giro di ricognizione del pueblo alla ricerca de los amigos! (''[[Vacanze di Natale]]'')
*La regola principale per chi decide di vivere senza nessuna regola è di non farsi mai pescare. (''[[Il sole scotta a Cipro]]'')
*Lascia che l'offerta venga a te, regola prima. (''[[Mickey occhi blu]]'')
*Le dita servono a tenera la forchetta, e la forchetta serve a mangiare, regola di Giorgia. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Le regole dicono che per una sola vita non si fa saltare una copertura operativa. (''[[Salt]]'')
*Le regole di Dink sono: la responsabilità di arrivare sempre in tempo, per prima cosa. La seconda: tenere la testa sui numeri. Devi imparare a capire i numeri, è la cosa più importante. Regola numero tre: non rubare. Questa è la più dura da rispettare. (''[[Una ragazza a Las Vegas]]'')
*Le regole di procedura dicono: non si rischia un'irruzione se il sequestratore è pronto a uccidere per rappresaglia. (''[[Il negoziatore]]'')
*Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più. (''[[1997: Fuga da New York]]'')
*Le regole sono semplici, questo almeno dice mio fratello. Uno: evitare a tutti i costi gli infetti, il loro respiro è contagioso. Due: disinfettare ogni cosa che hanno toccato nelle ultime ventiquattr'ore. Tre: I malati sono già morti, nessuno li può salvare. Se infrangi le regole muori, se le segui vivi. Forse. (''[[Carriers - Contagio letale]]'')
*– Le spie non bevevano [[Martini (cocktail)|Martini]]? <br />– [[Scotch whisky|Scotch]], invecchiato almeno dodici anni. <br />– Dici sul serio? Regola dell'agenzia? <br />– No, mia. (''[[Spy Game]]'')
*– Lei non si può rivolgere a un generale dicendo "salve".<br />– Cos'è, una nuova regola?<br />– No... vecchia. (''[[Good Morning, Vietnam]]'')
*Lezione di marketing numero uno: non uccidere il consumatore, danneggia il tuo business. (''[[Fast Food Nation]]'')
*Lezione dodici: uomo armato, scendi a razzo dall'auto! (''[[National Security - Sei in buone mani]]'')
*Lezione numero uno. Con grattino, il Tanga, il Tagadà, come lo chiamate voi, ''Rischia e Vinci'', non si vince un cazzo. Invece di ''Rischia e Vinci'' si doveva chiamare ''Rischia e Perdi'', perché il banco, cioè lo Stato, vince sempre. (''[[Io sono Tempesta]]'')
*Lezione numero uno: mai attaccare per rabbia. (''[[La maschera di Zorro]]'')
*Lezione numero uno: puoi viaggiare nel tempo quanto vuoi, ma non puoi costringere una persona ad amarti. (''[[Questione di tempo]]'')
*Lezione numero uno, Poppy: per me le discussioni sono come i night club, evito di entrarci se mi è possibile. (''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'')
*Lo sai Harry, muoiono sempre tre alla volta. Non l'hai notato? [...] Quando un personaggio muore, altri due lo seguono entro pochi giorni. È quasi una regola. Le celebrità muoiono a gruppi di tre. (''[[Scommessa con la morte]]'')
*Ma io mi tengo sempre a una norma precisa: lasciar fare alla gente quello che vuole. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'')
*Mettiamo una regola nuova: quando io sto qua e mi senti battere a macchina... o non mi senti battere a macchina, qualsiasi cazzo tu mi senti fare qui, quando mi trovo qui vuol dire sempre che sto lavorando! (''[[Shining]]'')
*Mi hanno insegnato quattro regole. Uno: non fare domande, non ci sono cose giuste o sbagliate. Due: al di fuori del tuo lavoro evita le relazioni, non ti fidare di nessuno. Tre: cancella ogni traccia, non ti fare notare, passa inosservato. Quattro: sappi quando è ora di smettere, non stare lì a pensarci, prima che sia troppo tardi, prima di perdere il vantaggio, prima... di diventare tu il bersaglio. (''[[Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino]]'')
*Mi ricordo la regola numero uno: sei responsabile per i tuoi ospiti. (''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'')
*Mi zio mi ha insegnato una regola: quando metti sotto qualcosa, continua per la tua strada. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'')
*Nel nostro lavoro sono vitali poche regole auree: operare sempre in piccoli gruppi, mantenere un profilo basso, trattare solo con gente di sicure referenze. Insomma, è un commercio come un altro. Lavatrici, scarpe su misura, pompini. Se non gli dai fregature, il cliente si affeziona e torna. (''[[The Pusher]]'')
*– Nella vita ci sono tre regole. Uno: c'è sempre una [[vittima]]. Due: l'importante è che non sia tu.<br />– E la terza?<br />– Me la sono dimenticata. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Nessuna regola in particolare, tuttavia colui che mostrasse una condotta scorretta sarà coperto d'infamia eterna! (''[[Porco Rosso]]'')
*Non avere paura di dire quello che pensi, non pensare "Questa è una cosa troppo grande per me". È grande, sicuro, ma dipende da quello che ognuno di noi saprà fare. Lezione di storia numero uno. (''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'')
*Non corteggiarmi, non ti azzardare... questa è la regola numero uno. Ok? E niente regali. Regola numero due: non cercare di provarci con me, o di tastarmi o di approfittare di situazioni che potresti trovare eccitanti, è chiaro? Queste sono solo lezioni io sono la maestra e tu l'allievo. [...] Quindi niente toccamenti o carezze, se mi tocchi o mi accarezzi io ti faccio male, ti faccio a pezzi, pratico l'arte del karate. [...] Ok, regola numero tre: se faremo questa cosa devi promettermi che tutto quello che ti dirò resterà in questa stanza, non puoi parlarne con nessuno, chiaro, nessuno. (''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'')
*Non possiamo parlare con la gente del passato dei salti nel tempo; io ho infranto la regola, e quindi non potrò rivederti mai più. (''[[La ragazza che saltava nel tempo]]'')
*Non si avvicini a quel vetro, non lo tocchi. Non gli passi nulla se non carta soffice, niente matite o penne, niente punte metalliche o attaché sulla carta. Usi il porta-vivande scorrevole in ogni caso. Se tenta di passarle qualcosa, non accetti. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'')
*– Okay, facciamo festa, eh, ma prima ripetiamo attentamente le regole. Perché... come ci si diverte senza regole? Agnes piano coi churros, Edith non uccidere nessuno, Margo...<br />– Hola, Señor Gru!<br />– Okey! Devono esserci due metri regolamentari di distanza tra te e i ragazzi. Soprattutto questo ragazzo!<br />– Ahah! Che spiritoso! Non ci sono regole, Señor! È il [[Cinco de Mayo]]. (''[[Cattivissimo me 2]]'')
*Prima di tutto stabiliamo le regole: il limite di tempo è di trenta minuti, potete nascondervi ovunque, dal primo al settimo piano; però dovete stare alla larga dalle cabine, dalle zone riservate al personale di bordo, da docce e spogliatoi, siamo intesi? (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Prima regola: Angela non conosce tutte le regole. (''[[Omicidio in diretta]]'')
*Prima regola, Clarice: semplicità. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'')
*Prima regola del comando: ogni cosa è colpa tua. (''[[A Bug's Life - Megaminimondo]]'')
*Prima regola dell'aviazione: mai sparare al pilota. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'')
*– Prima regola della vita: si forte, mantenere la forza significa risolvere ogni problema. [...] Seconda regola: non fare né tollerare mai nulla di male. E terza regola...<br>– Non dimenticare mai le prime due regole. (''[[Neerja]]'')
*Prima regola dell'[[improvvisazione]]: fare tesoro di tutte le informazioni, se qualcuno dice una cosa tu segui l'idea, non negarla. (''[[Mia moglie per finta]]'')
*Prima regola di un assassinio: eliminare gli assassini. (''[[Rotta verso l'ignoto]]'')
*Prima regola di un crimine: la semplicità. (''[[Coma profondo]]'')
*Prima regola di un mago: essere sempre quello più sveglio nella stanza. (''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'')
*Prima regola: fallo ridere. Seconda regola: usa sempre abiti sexy. Terza: mostrati sempre interessata. Quarta: sorprendilo costantemente. Quinta: bacialo con passione, quando l'amore finisce è ora di guardarsi intorno. (''[[5 appuntamenti per farla innamorare]]'')
*Prima regola: la scena del delitto va lasciata pulita. Non toccare niente, tesoro. Seconda regola: niente colluttazioni o scontri fisici per non lasciare segni. Terza regola: movente. (''[[La tela dell'assassino]]'')
*– Prima regola?<br>– Mai entrare nello studio di papà.<br>– E la tua prima regola?<br>– Tener chiuso lo studio di papà. (''[[Sinister]]'')
*Prima regola: zitto e mosca. Secondo: il biglietto non lo porterei né in banca, né dall'avvocato, né tantomeno dal notaio, non lo direi manco a mi moglie. E il biglietto te lo devi nascondere a casa e te lo devi scordare per sei mesi come minimo. (''[[Ho vinto la lotteria di capodanno]]'')
*Prima regola: mai seguire le indicazioni di un [[alligatore]]! (''[[La principessa e il ranocchio]]'')
*Prima regola: mai togliere lo sguardo dall'avversario. (''[[Iron Man 2]]'')
*Prima regola: niente visite di uomini, o cose simili. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'')
*Prima regola: non farsi prendere dal panico. (''[[Scuola di polizia]]'')
*Prima regola: puntiamo solo i ricchi e nessuno con bastone o carrozzina, porta iella. (''[[Focus - Niente è come sembra]]'')
*Prima regola: sempre avere un [[piano B]]. (''[[A Week Away]]'')
*– Qual è la prima regola che ti ho insegnato in questo lavoro?<br />– «La pulizia innanzi tutto»?<br />– Molto spiritoso. «Non farti coinvolgere». (''[[Cube Zero]]'')
*– Qual è la prima regola di una rapina in banca?<br />– Nessuno deve morire.<br />– La seconda?<br />– Mai prendere più di quanto tu possa portare con una mano.<br />– La terza?<br />– Evitare ogni danno. (''[[Bandidas]]'')
*– Qual è la prima regola?<br>– Respirare. (''[[Ignazio di Loyola (film)|Ignazio di Loyola]]'')
*– Qual è la regola?<br />– Se ti sento attraverso la parete non significa che devo partecipare. (''[[Amore a mille... miglia]]'')
*– Qual è la regola numero uno a poker?<br />– Mai puntare su...<br />– No, no... lasciare le emozioni fuori dalla porta. (''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'')
*Quarta signora, è consono alla regola rendere omaggio agli avi e alle altre signore. (''[[Lanterne rosse]]'')
*Quello che dovete fare è seguire tre semplici regole. Uno: mai sottovalutare il proprio avversario, aspettarsi sempre il peggio. Due: cercare di portarlo fuori, mai scatenare una rissa all'interno del locale, quando se ne può fare a meno. E tre: gentilezza. (''[[Il duro del Road House]]'')
*Questa è la prima legge della scienza: niente è scontato. (''[[Deep Core 2000]]'')
*Qui a bordo abbiamo delle regole e saranno rispettate. È un po' come all'asilo infantile, tenete le mani in tasca e la voce a un volume ragionevole; chi dovesse sentire il bisogno di gridare, sputare, o mordere, avrà il trattamento. (''[[Con Air]]'')
*Qui c'è una regola che tutti rispettiamo, dottore. Non parlare di lavoro fuori servizio. (''[[Cittadino dello spazio]]'')
*Qui ci sono due regole: non farti i clienti. [...] Seconda regola: non portare mai i tuoi ragazzi nel mio bar. (''[[Le ragazze del Coyote Ugly]]'')
*Qui la regola è il silenzio assoluto. (''[[Papillon]]'')
*Qui la regola in cucina, signore, è sempre stata che la cuoca cuoce la colazione da cuocere, il suo aiuto tosta il toast. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'')
*– Regola numero due...<br />– Non giudichiamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'')
*Regola numero quattro: il taxi non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! (''[[Tu la conosci Claudia?]]'')
*Regola numero sette: niente deve ostacolare la ricerca. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'')
*Regola numero uno: ascoltare... ascoltare. (''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'')
*Regola numero uno da queste parti: sempre, no... mai uscire se c'è una tempesta. (''[[Monsters & Co.]]'')
*Regola numero uno: date sempre retta a Buck. Regola numero due: restate al centro della pista. Regola numero tre: chi fa le puzze viaggia in fondo al branco. (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'')
*Regola numero uno: dovete scegliere quello fra di voi che dovrà morire. Regola numero due: il prescelto o la prescelta dovrà essere d'accordo sulla sua morte. Regola numero tre: nessuno può offrirsi volontario. Se non vorrete giocare, sarete uccisi tutti. (''[[Uno dovrà morire]]'')
*Regola numero uno: i poliziotti sono tutti un po' svitati. (''[[La tela dell'assassino]]'')
*Regola numero uno: Karate è solo per difesa. Regola numero due: prima impara regola numero uno. (''[[Karate Kid II - La storia continua]]'')
*Regola numero uno: mai andare in giro con un testimone. (''[[Gli occhi del delitto]]'')
*Regola numero uno: mai caricare il primo colpo. (''[[Nome in codice: Nina]]'')
*Regola numero uno: mai dare il tuo portafogli a un ladro. (''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'')
*Regola numero uno: mai la prima pallottola. (''[[Nikita (film)|Nikita]]'')
*– Regola numero uno: nessuno entra più in questa stanza.<br />– Nessuno, assolutamente. Metto un cartello più grande.<br />– Sì, un cartello più grande è meglio. Regola numero due: fate quello che dico io senza fare domande.<br />– Sì, certo.<br />– E regola numero tre: non provare a ridipingermi la stanza. (''[[3 Days to Kill]]'')
*Regola numero uno: niente bestemmie, non voglio che il nome di Dio sia nominato invano nella mia prigione. Le altre regole col tempo le scoprirete. (''[[Le ali della libertà]]'')
*Regola numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. (''[[28 giorni dopo]]'')
*– Regola numero uno: non fare mai niente da te stesso, quando c'è un altro che può farlo per te.<br />– E la numero due?<br />– Numero due: in Giappone, gli uomini vengono primi, e le donne seconde. (''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'')
*Regola numero uno: non farti mai beccare. (''[[La regola del sospetto]]'')
*Regola numero uno: non lasciarsi mai coinvolgere. (''[[La rapina perfetta]]'')
*Regola numero uno: non le guardare mai. Le donne sono come i cavalli, si spaventano subito. (''[[La rivolta delle ex]]'')
*Regola numero uno: non parlare delle cose che diciamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'')
*– Regola numero uno: non si toglie mai la maschera, capito? Qualsiasi cosa succeda non toglierti mai la maschera.<br />– Mi dispiace, Kansas.<br />– Oh Gesù, no! Regola numero due: niente nomi, niente nomi porca puttana. (''[[Le insolite sospette]]'')
*– Regola numero uno: non sottovalutare mai l'avidità degli altri!<br />– Regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. <br />– Esatto, regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. Ma qualcuno le regole non le segue mai. (''[[Scarface]]'')
*Regola numero uno: o mi paghi o non lavoro. (''[[The Lincoln Lawyer]]'')
*Regola numero uno: parli solo quando glielo dico io. Regola numero due: risparmi a suo onore commenti non richiesti. Regola numero tre: a suo onore non piace ascoltare le voci degli avvocati che invece adorano ascoltare se stessi parlare. (''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'')
*Regola numero uno: prendere i soldi dalle tasche del tuo cliente e metterli nelle tue. (''[[The Wolf of Wall Street]]'')
*Regola numero uno: questo mestiere, nella vita reale, è noioso. (''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'')
*Regola numero uno, ricordi? Non colpire per primo, ma colpisci per ultimo. (''[[Changeling (film 2008)|Changeling]]'')
*Regola numero uno: rosso è il colore del sesso, bordeaux è il colore delle borse dell'acqua calda. (''[[Kinky Boots - Decisamente diversi]]'')
*Regola numero uno: voi non dovete toccare assolutamente niente! [...] Ok, regola numero due: non dovete disturbarmi mentre lavoro. Regola numero tre: non dovete piangere, o lamentarvi, o ridere, o sghignazzare, o starnutire, o fare ruttini e puzzettine. Quindi, niente, niente, niente rumori molesti. Chiaro? (''[[Cattivissimo me]]'')
*Regola principale: mettersi al sicuro. (''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'')
*– Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />– Regola quattro: non barare. (''[[La spada nella roccia]]'')
*Regole della casa: telefono solo quello in cucina. La televisione dite a tutti che è rotta. Nessuno sale se vostro figlio fa rumore. (''[[C'eravamo tanto odiati]]'')
*Regole della prigione. Regola uno: i prigionieri tra di loro si chiameranno sempre e soltanto per numero. Regola due: i prigionieri dovranno rivolgersi rispettosamente alle guardie dicendo "Signor agente di custodia". Regola tre: allo "Spegnete le luci", i prigionieri dovranno smettere di parlare. [...] Regola quattro: i pasti vanno consumati interamente, ripeto, consumati interamente. [...] Regola cinque: qualsiasi ordine dato dagli agenti di custodia, va eseguito immediatamente dai prigionieri. Regola sei: non osservare le regole comporterà una punizione. (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'')
*Ricordati le cinque regole del [[dodgeball]]: schiva, piegati, evita, tuffati e... schiva. (''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'')
*Rispettate le quattro regole fondamentali. Uno: guardate il vostro cliente negli occhi. Due: sorridete. Tre: date la sensazione del successo, la gente preferisce avere a che fare con chi ha successo piuttosto che con chi è fuori gioco. E quattro: siate entusiasti, l'entusiasmo è contagioso. (''[[L'ottavo giorno]]'')
*Sai, c'è una regola nello sport: mai fare qualcosa di grande se non sai reggere le congratulazioni. (''[[Le riserve]]'')
*– Sai qual è la prima regola dell'etichetta scolastica? In una cantina senza finestre non si deve scoreggiare.<br />– No, la prima regola e far finta di dormire quando il compagno di stanza... si fa certe cose.<br />– La prima regola è aspettare che il compagno di stanza si addormenti, prima di fare certe cose. (''[[Toy Soldiers - Scuola di eroi]]'')
*Se avete a che fare con una trilogia eccovi delle super regole per le trilogie. Primo: avete un killer super sovrumano, non servirà pugnalarlo e neanche sparargli, praticamente nel terzo capitolo dovrete congelarli la testa, decapitarlo o farlo saltare in aria. Secondo: chiunque, anche il personaggio principale può morire. [...] Terzo: il passato tornerà a mordervi le chiappe, ragazzi. Pensate di sapere tutto del passato? Non è vero, il passato non è sepolto, anche i peccati commessi nel passato stanno per tornare, vi piomberanno addosso e vi distruggeranno. Quindi, concludendo, lasciate che vi dica... buona fortuna, Dio vi guardi. E per alcuni di voi, a presto. Perché le regole dicono che alcuni di voi non ce la faranno. ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 3]]'')
*Se castigo ha da essere, castigo sia. Se grazia ha da essere, grazia sia. Questa è la mia legge. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'')
*Se disobbedisci alle regole della società ti mandano in prigione, se disobbedisci alle regole della prigione... ti mandano da noi. Mh, Alcatraz è una prigione diversa dalle altre negli Stati Uniti. Qui ogni detenuto deve restare in isolamento, in una cella individuale. A differenza dei miei predecessori, i direttori Johnson e Blackwell, io non do nessun tipo di premio per buona condotta e non riconosco comitati di detenuti. I detenuti qui non mettono il becco in quello che si fa, lo fanno e basta. Non avete il permesso di ricevere giornali o riviste con notizie di cronaca. La conoscenza del mondo esterno si limita a quello che vi dico io. Da oggi in poi il tuo universo sarà costituito solo da quello che succede in quest'edificio. Ti raderai una volta al giorno, due volte alla settimana farai la doccia e i capelli una volta al mese. E adesso quello che ti è permesso: puoi parlare, puoi lavorare. Gli altri istituti fanno lavorare tutti, ma qui da noi è un privilegio che ti devi guadagnare. E ti garantisco che è un privilegio a cui terrai moltissimo. Le visite: ne hai diritto a due al mese. Non possono essere ex detenuti di questa o di qualcun'altra prigione federale. Tutti i nomi che sottoporrai verranno controllati dall'FBI. (''[[Fuga da Alcatraz]]'')
*– Seguo la regola di mio padre, sul bere.<br />– Che sarebbe?<br />– Non bere mai per stare meglio, bevi solo per stare ancora meglio. (''[[Come lo sai]]'')
*Se mio figlio sta male, io corro, è la regola. (''[[Partnerperfetto.com]]'')
*Se vuoi venire con me ecco le regole: hai due soste per il bagno e una pausa di diciannove minuti per mangiare, il turismo è rigorosamente vietato tranne alcuni siti di grande valore storico. Inoltre ho quindici semplici domande che ti riguardano, a cui vorrei che rispondessi. Andiamo! Regola numero quattro: passo svelto, non posso aspettarti ogni due minuti. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'')
*– Senta mister, ci sono tre regole da seguire, però.<br>– Ah, sì? E quali sarebbero?<br>– Lo tenga lontano dalla luce, lui odia la luce forte, specialmente quella del sole. Morirebbe. E lo tenga lontano dall'acqua, non lo faccia bagnare. Ma la cosa più importante, la regola che non dovrà mai dimenticare è che anche se lui piange, anche se fa scena e la supplica lei non dovrà mai, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Ha capito? (''[[Gremlins]]'')
*Sentite amico, la regola fondamentale del poker, con qualunque sistema e dovunque lo giochiate, sia all'equatore che al circolo polare, è paga o sta' zitto! (''[[Posta grossa a Dodge City]]'')
*– Soltanto poche regole. Numero uno: entrambi scriverete le promesse di matrimonio, li c'è un taccuino e potrete scambiarvi le promesse soltanto il giorno della cerimonia.<br />– Ok, qual è la numero due?<br />– Niente sesso fino alla luna di miele. (''[[Licenza di matrimonio]]'')
*– Sonny mi ha insegnato una regola. [...] Non farsi mai prendere vivi. [...]<br>– È una pessima regola. [...]<br>– È una bella notte per morire. (''[[Infiltrato speciale]]'')
*Sono solo due le regole che contano davvero: quello che un uomo può e quello che un uomo non può. (''[[La maledizione della prima luna]]'')
*Stare in guardia è una norma elementare. Se ti scordi di osservarla, non campi molto a lungo. (''[[Sinfonia per un massacro]]'')
*Tre condizioni. Voglio indirizzo e numero di telefono della casa. Se ti sposti voglio sapere dove vai e insieme a chi stai. Chiamami appena atterri e ogni sera prima di andare a dormire. (''[[Io vi troverò]]'')
*Unica regola. Restare in luce. (''[[Pitch Black]]'')
*Uno: non intendo lasciare più nulla al caso. Due: sposerò la ragazza che è sulla mia moto. Tre: diventerò ricco. Quattro: avremo una casa. Una grande casa. Tutta arancione. Con un giardino. E due figli, Paul e Michael. Cinque: avremo una decappottabile. Una decappottabile rossa e una piscina. Imparerò a nuotare. Sei: non voglio fermarmi finché non ci sarò riuscito. (''[[Mr. Nobody]]'')
*Va bene, solo qualche piccola regola: niente pianti, niente lamenti, non ti permettere di alzare la gambetta in casa, questa non è camera tua. Non sbavare, non masticare, avrai un collare anti pulci, questa non è camera tua. Non implorare il cibo, non ti leccare le palline e non ti permettere di bere nella tazza del cesso, questa non è camera tua. (''[[Turner e il casinaro]]'')
*Vacci piano! Ne ho fatto una regola di non possedere mai le possedute. Veramente è più un indirizzo che una regola! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Vedi Dora, nella mia vita c'è stata solo un parola d'ordine: dignità, sempre dignità. Questa massima mi fu instillata dai miei genitori sin dall'infanzia. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*Voi vi atterrete a tre semplici regole. Prima: non vi fidate di nessuno, qualunque divisa porti e qualunque sia il suo grado, a meno che non lo conosciate personalmente. Secondo: su qualunque cosa mobile che si avvicini a meno di duecento metri si dovrà aprire il fuoco. Terzo: se avrete dei dubbi, prima sparare e poi chiedere spiegazioni. Io preferisco le perdite insignificanti che ne potrebbero derivare al rischio che la base venga occupata o distrutta dal nemico. Qualsiasi modifica a queste disposizioni potrà essere fatta solo da me. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'')
===''[[A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar]]''===
*– Congratulazioni, Miss Rodriguez, era la fase numero uno verso la vera regalità.<br>– Ay, Dios mio! Già la prima fase!<br>– Oh, sì. I buoni pensieri siano la tua spada e il tuo scudo.
*Fase due per diventare una drag queen: ignorare le avversità.
*Fase quattro: più grande della vita stessa... è questa la giusta misura!
*La fase tre: conformarsi alle regole dell'amore.
===''[[Babylon A.D.]]''===
*Dovunque vada lei, vado io. Questa è la regola numero uno. Regola numero due: meno contatti ha con il mondo esterno e meglio è.
*Io invece di regola ne ho solo una. Non mi rompa le palle.
*La vita è semplice: uccidere o essere uccisi, non immischiarsi mai e finire sempre il lavoro. È il codice dei sopravvissuti, il mio codice.
===''[[Benvenuti a Zombieland]]''===
*Ma perché io sono ancora vivo mentre tutti sono diventati cibo? Perché io seguo le regole... Regola numero uno per sopravvivere a Zombieland: allenamento. [...] Dovevi procurarti un'arma e imparare a usarla, il che porta alla seconda regola: il doppio colpo; in quei momenti, se non sei sicuro che i non morti siano morti, non lesinare sui proiettili. [...] Regola numero tre: attento al bagno. [...] E siamo alla regola numero quattro, che è abbastanza ovvia: allaccia la cintura, può salvarti la vita.
*Altra regola per sopravvivere a Zombieland è viaggiare leggeri, evitare ogni zavorra.
*Regola numero ventidue: nel dubbio lasciati una via d'uscita.
*Regola numero trentadue: goditi le piccole cose.
*Lo giuro, vorrei davvero far colpo su Wichita, ma violerei la regola diciassette... forse la madre di tutte le regole: non fare l'eroe.
===''[[Don't Say a Word]]''===
*Regola numero uno: non sei tu che fai le richieste, tu ascolti quello che dico io.
*Regola numero due: non provare a chiamare o a mandare segnali a nessuno, se lo fai... uccido tua figlia. Non perché io lo voglia fare, perché queste sono le regole.
*Regola numero tre: hai tempo fino alle diciassette di oggi.
*Regola numero uno: basta orologio. [...] Regola numero due: voglio parlare con mia figlia adesso. [...] Regola numero tre: basta telefono.
===''[[Entrapment]]''===
*Quando cambi partner devi cambiare anche le regole. E la nuova regola è questa: Mac porta a termine il lavoro e in cambio io gli guardo le spalle.
*Regola numero uno: mai portare con sé un'arma, prima o poi si è tentati di usarla.
*Regola numero due: mai fidarsi di una donna nuda.
===''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]''===
*Ho solo tre regole: lecca la fica, fuma erba e sorridi sempre.
*– Nei vostri armadietti troverete una copia con le cinque regole che i prigionieri devono seguire. Per favore, leggetele ad alta voce con me. Regola numero uno...<br>– ...i prigionieri devono fare tre pasti al giorno e tutto il cibo deve essere consumato. Due: ci saranno trenta minuti di ricreazione giornaliera. Tre: i prigionieri possono accedere solo alle aree a loro designate. Quattro: i prigionieri possono parlare solo quando ci si rivolge a loro. E cinque: I prigionieri non possono toccare le guardie in nessuna circostanza.<br>– Quelli che infrangono le regole dovranno essere puniti commisuratamente. [...] Questo esperimento non riguarda i singoli individui. Se una qualsiasi persona si ritira è finito. Se un prigioniero infrange le regole avrete trenta minuti per scegliere un provvedimento disciplinare. Se fallirete nel farlo quella luce rossa si accenderà, l'esperimento sarà terminato e voi non verrete pagati. [...] O manterrete una severa disciplina o non sarete pagati. Ci vediamo tra due settimane.
*– Regola numero uno: ripulite il piatto.<br>– {{NDR|Scherzando}} Regola numero sei: mangiate merda di cane!
*È la regola numero uno adesso: nessuno può parlare con loro.
===''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''===
[[File:Fight Club Graffiti (3370196627).jpg|thumb|«Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club».]]
*La prima regola del progetto Mayhem è: non si fanno domande.
*La seconda regola è: non si fanno domande.
*Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida "basta", si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere!
===''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]''===
*Regole fondamentali: nessuna donna si sveglia al mattino dicendo: «Dio, spero tanto di non essere rapita dal principe azzurro oggi».
*Regole fondamentali: non importa cosa, non importa quando, non importa chi; ogni uomo ha l'occasione di fare il principe azzurro e rapire una donna, gli serve solo il cavallo giusto.
*Regole fondamentali: non esistono.
===''[[Il giocatore - Rounders]]''===
*Regola fondamentale: calcola sempre tutte le possibilità.
*Regola numero uno: getta le carte quando sai che non sono vincenti, lascia la mano.
*Generalmente la regola è: più l'avversario è simpatico, meno sa giocare.
*La regola è questa: una volta che hai scoperto il gioco dell'avversario non devi farlo trasparire.
===''[[L'uomo del giorno dopo]]''===
*È la mia regola: evita la civilizzazione, ad ogni costo.
*Io sono il capo del clan, adesso. Ci saranno nuove leggi. Legge uno: non più uccisioni. Dovrà regnare la pace!
*Legge otto: vivi e lascia vivere.
===''[[La dura verità]]''===
*Regola numero uno: nessuna critica.
*Regola numero due: ridi a tutto quello che dice.
*Numero tre: gli uomini hanno l'occhio lungo.
*Regola numero quattro: non parlare dei tuoi problemi, gli uomini non ascoltano e non gliene frega niente.
===''[[Lord of War]]''===
*Ho le mie regole: tu non paghi, tu non giochi.
*La prima e più importante regola del contrabbando d'armi è mai farsi sparare con la tua stessa merce.
* La seconda regola del trafficante di armi è assicurarsi di poter essere sempre pagati, preferibilmente in anticipo, l'ideale su un conto offshore.
*Una cosa è più che certa, Vitaly stava rompendo la regola principale del trafficante: mai prendere un'arma davanti ai clienti.
===''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]''===
*Regola numero uno: niente risse.
*Regola numero due: mastica a bocca chiusa.
*Regola numero tre: niente grugniti.
===''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]''===
*La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. Ma è semplice e logica. La prima regola di ogni partita o truffa è che l'unico modo per diventare più furbi, è giocare contro un avversario ancora più furbo. La seconda regola, più sofisticato è il gioco, più sofisticato è l'avversario. Se l'avversario è molto bravo riuscirà a mettere la vittima in un ambiente che può controllare. Più grande è l'ambiente, più facile è il controllo. Getta un osso al cane, trova la sua debolezza e dagli solo un pezzetto di quello che pensa di volere.
*Ricorda chi sono Jake: due truffatori. Volevi delle risposte e ti hanno dato degli indovinelli. Conosci le regole: più ascolti, e più è dolce il tono.
*Un uomo saggio una volta mi ha detto che esiste solo una regola, una piccola domanda che porta a ogni successo: più un uomo investe in questa domanda, più quel uomo diventa potente. Ha idea di quale sia, signor Green? "Qual è il mio guadagno?" (''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'')
===''[[Scream]]''===
*Ci sono delle regole precise che devono essere rispettate se si vuole sopravvivere in un horror, va bene? E vado a incominciare. Numero uno: non si deve mai fare sesso. Mai! No! È proibito! È proibito! Sesso uguale morte! Va bene?! Numero due: mai ubriacarsi o drogarsi. No, perché è il peccato, peccato per estensione della regola numero uno. E numero tre, mai, mai e poi mai in nessun caso dire: torno subito. Perché non si torna più! ([[Randy Meeks]])
*Se non rispetti le regole, sei un uomo morto. Ti troverò in cucina con un pugnale nel cuore. ([[Randy Meeks]])
*Ora devi morire: sono le regole!
===''[[Scream 4]]''===
*– Ci sono ancora delle regole, ma sono diverse. L'inaspettato è il nuovo cliché.<br />– Sì, devi avere una sequenza iniziale che spacca, utilizzare una regia da video musicale e gli omicidi devono essere molto più estremi.<br />– Il pubblico ormai conosce le regole degli originali e l'opposto diventa il nuovo standard. In pratica come fai a sopravvivere in un film horror moderno? Il solo modo è essere gay.
*La festa è il falso finale. Nuove regole.
*Hai dimenticato la prima regola dei remake: non cambiare l'originale.
===''[[The Transporter]]''===
*Regola uno: mai cambiare i patti.
*Regola due: mai fare nomi.
*Regola tre: non aprire mai i pacchi.
==Voci correlate==
*[[Regola]]
{{Raccolte dai media|Regole|dai film}}
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[[Categoria:Regole dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Vittima
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[[File:Gaetano Previati - Paolo e Francesca (1887 ca.).jpg|thumb|upright=1.4|''Paolo e Francesca'' (G. Previati, 1887 ca.)]]
Citazioni sulla '''vittima'''.
==Citazioni==
*Chi è nonviolento è portato ad avere simpatia particolare con le vittime della realtà attuale, i colpiti dalle ingiustizie, dalle malattie, dalla morte, gli umiliati, gli offesi, gli storpiati, i miti e i silenziosi, e perciò tende a compensare queste persone ed esseri (anche il gatto malato e sfuggito) con maggiore attenzione e affetto, contro la falsa armonia del mondo ottenuta buttando via le vittime. ([[Aldo Capitini]])
*È antica osservazione che in ogni gruppo umano esiste una vittima predestinata: uno che porta pena, che tutti deridono, su cui nascono dicerie insulse e malevole, su cui, con misteriosa concordia, tutti scaricano i loro mali umori e il loro desiderio di nuocere. ([[Primo Levi]])
*L'onore della vittima è di non essere l'[[assassino]]. ([[Khalil Gibran]])
*Li hai visti quei bambini, no? Ognuno di loro è vittima di una delle tante guerre che insanguinano il mondo. E ciascuno di essi sarà un ottimo soldato nelle guerre che verranno! Iniziare una guerra, gettare benzina sul fuoco dell'odio, provocare vittime... E poi salvarle, addestrarle e trasformarle in soldati per il prossimo conflitto. Questo è il ciclo infinito della guerra! (''[[Metal Gear 2: Solid Snake]]'')
*– Nella vita ci sono tre regole. Uno: c'è sempre una vittima. Due: l'importante è che non sia tu.<br />– E la terza?<br />– Me la sono dimenticata. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Preferisco essere una vittima piuttosto che un assassino. (''[[Duello al sole]]'')
*''Sono la piaga e il coltello! | Lo schiaffo e la guancia! | Le membra e la ruota, | la vittima e il [[carnefice]]!'' ([[Charles Baudelaire]])
*Tutti coloro che vivono soggetti alle leggi altrui sono vittime. ([[Tom Robbins]])
===[[Robert Hughes]]===
*Come i nostri progenitori del Quattrocento erano ossessionati dalla creazione di santi e i nostri antenati dell'Ottocento dalla produzione di eroi (da Cristoforo Colombo a George Washington), così in noi c'è l'assillo di individuare, celebrare e, se occorre, fabbricare vittime che abbiano un unico tratto comune: la negazione della parità con la Bestia Bionda dell'immaginazione sentimentale, il maschio bianco eterosessuale benestante. L'assortimento di vittime disponibile una decina d'anni fa - negri, ''chicanos'', indiani, donne, omosessuali - è venuto allargandosi fino a comprendere ogni combinazione di ciechi, zoppi, paralitici e bassi di statura o, per usare i termini corretti, di non vedenti, non deambulanti e verticalmente svantaggiati. Mai, nel corso della storia umana, tante perifrasi hanno inseguito un'identità.
*Intanto, la nuova ortodossia del femminismo sta abbandonando l'immagine della donna autonoma ed esistenzialmente responsabile a favore della donna vista come vittima inerme dell'oppressione maschile; trattarla da eguale di fronte alla legge significa aggravare la sua condizione di vittima.
*La diffusa rivendicazione del rango di vittima corona la cultura terapeutica, da tempo cara all'America. Mostrarsi forti può celare semplicemente una traballante impalcatura di denegazione, ma essere vulnerabili è garanzia di invincibilità. La doglianza dà potere - anche se è solo il potere del ricatto emotivo, che crea un tasso di sensi di colpa sociali mai registrato in precedenza.
*[...] veniamo creando un'infantilistica cultura del piagnisteo, dove c'è sempre un Padre-padrone a cui dare la colpa e dove l'ampliamento dei diritti procede senza l'altra faccia della società civile: il vincolo degli obblighi e dei doveri. L'atteggiamento infantile è un modo regressivo di far fronte allo stress della cultura aziendale: non calpestarmi, sono fragile. L'accento cade sulla soggettività: le sensazioni che proviamo, anziché ciò che pensiamo o siamo in grado di sapere.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*La vittima prende sempre parte al delitto. E per di più negativa.
*Non tutti hanno la fortuna di essere vittima, alcuni devono accontentarsi della sorte di carnefice.
*Quanto più pulite le vittime, tanto più sporche le mani degli assassini.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Teoria del diritto]]
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
*Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403)
*Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
*Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Italo Tavolato
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Otto Weininger
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'''Italo Tavolato''' (1889 – 1963), scrittore italiano.
==Citazioni di Italo Tavolato==
*[[Otto Weininger|Weininger]] non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime.<ref>Da ''L'anima di Weininger'', in ''Lacerba'', gennaio 1913, p. 7.</ref>
==''Dalle "Giubbe rosse"''==
*Conoscevo un idealista, il quale si lagnava dell'esistenza delle [[Cometa|comete]].
*Lo svantaggio di non saper esprimere ciò che non sento è il vantaggio che mi distanzia dai giornalisti.
*L'ideale del giornalista: immortalità cotidiana.
==''Frammenti''==
*Chiamasi [[genio]] il disgraziato che non riesce a diventar filisteo.
*[[Invidia]] e [[vanità]] sono le radici del benessere sociale.
*[[Oggettività]]: soggetti che van d'accordo.
==Bibliografia==
*Italo Tavolato, ''Dalle "Giubbe rosse"'', ''Lacerba'', 1º ottobre 1913, a. I, n. 19, p. 217.
*Italo Tavolato, ''Frammenti'', ''Lacerba'', 1º settembre 1913, a. I, n. 17, p. 191.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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sezione Note
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text/x-wiki
'''Italo Tavolato''' (1889 – 1963), scrittore italiano.
==Citazioni di Italo Tavolato==
*[[Otto Weininger|Weininger]] non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime.<ref>Da ''L'anima di Weininger'', ''Lacerba'', 1° gennaio 1913, p. 7.</ref>
==''Dalle "Giubbe rosse"''==
*Conoscevo un idealista, il quale si lagnava dell'esistenza delle [[Cometa|comete]].
*Lo svantaggio di non saper esprimere ciò che non sento è il vantaggio che mi distanzia dai giornalisti.
*L'ideale del giornalista: immortalità cotidiana.
==''Frammenti''==
*Chiamasi [[genio]] il disgraziato che non riesce a diventar filisteo.
*[[Invidia]] e [[vanità]] sono le radici del benessere sociale.
*[[Oggettività]]: soggetti che van d'accordo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Italo Tavolato, ''Dalle "Giubbe rosse"'', ''Lacerba'', 1º ottobre 1913, a. I, n. 19, p. 217.
*Italo Tavolato, ''Frammenti'', ''Lacerba'', 1º settembre 1913, a. I, n. 17, p. 191.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* Citazioni di Italo Tavolato */ riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
'''Italo Tavolato''' (1889 – 1963), scrittore italiano.
==Citazioni di Italo Tavolato==
*[[Otto Weininger|Weininger]] non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacerba-a.-i-n.-1-1-gennaio-1913/page/n4/mode/1up L'anima di Weininger]'', ''Lacerba'', Anno I, n. 1, Firenze, 1° gennaio 1913, p. 7.</ref>
==''Dalle "Giubbe rosse"''==
*Conoscevo un idealista, il quale si lagnava dell'esistenza delle [[Cometa|comete]].
*Lo svantaggio di non saper esprimere ciò che non sento è il vantaggio che mi distanzia dai giornalisti.
*L'ideale del giornalista: immortalità cotidiana.
==''Frammenti''==
*Chiamasi [[genio]] il disgraziato che non riesce a diventar filisteo.
*[[Invidia]] e [[vanità]] sono le radici del benessere sociale.
*[[Oggettività]]: soggetti che van d'accordo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Italo Tavolato, ''Dalle "Giubbe rosse"'', ''Lacerba'', 1º ottobre 1913, a. I, n. 19, p. 217.
*Italo Tavolato, ''Frammenti'', ''Lacerba'', 1º settembre 1913, a. I, n. 17, p. 191.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* Citazioni di Italo Tavolato */ ampliamento Weininger
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text/x-wiki
'''Italo Tavolato''' (1889 – 1963), scrittore italiano.
==Citazioni di Italo Tavolato==
*[[Otto Weininger|Weininger]] non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacerba-a.-i-n.-1-1-gennaio-1913/page/n4/mode/1up L'anima di Weininger]'', ''Lacerba'', Anno I, n. 1, Firenze, 1° gennaio 1913, p. 7.</ref>
==''Dalle "Giubbe rosse"''==
*Conoscevo un idealista, il quale si lagnava dell'esistenza delle [[Cometa|comete]].
*Lo svantaggio di non saper esprimere ciò che non sento è il vantaggio che mi distanzia dai giornalisti.
*L'ideale del giornalista: immortalità cotidiana.
==''Frammenti''==
*Chiamasi [[genio]] il disgraziato che non riesce a diventar filisteo.
*[[Invidia]] e [[vanità]] sono le radici del benessere sociale.
*[[Oggettività]]: soggetti che van d'accordo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Italo Tavolato, ''Dalle "Giubbe rosse"'', ''Lacerba'', 1º ottobre 1913, a. I, n. 19, p. 217.
*Italo Tavolato, ''Frammenti'', ''Lacerba'', 1º settembre 1913, a. I, n. 17, p. 191.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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riferimenti: modifico per coerenza con le altre notazioni
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text/x-wiki
'''Italo Tavolato''' (1889 – 1963), scrittore italiano.
==Citazioni di Italo Tavolato==
*[[Otto Weininger|Weininger]] non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacerba-a.-i-n.-1-1-gennaio-1913/page/n4/mode/1up L'anima di Weininger]'', ''Lacerba'', 1º gennaio 1913, a. I, n. 1, p. 7.</ref>
==''Dalle "Giubbe rosse"''==
*Conoscevo un idealista, il quale si lagnava dell'esistenza delle [[Cometa|comete]].
*Lo svantaggio di non saper esprimere ciò che non sento è il vantaggio che mi distanzia dai giornalisti.
*L'ideale del giornalista: immortalità cotidiana.
==''Frammenti''==
*Chiamasi [[genio]] il disgraziato che non riesce a diventar filisteo.
*[[Invidia]] e [[vanità]] sono le radici del benessere sociale.
*[[Oggettività]]: soggetti che van d'accordo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Italo Tavolato, ''Dalle "Giubbe rosse"'', ''Lacerba'', 1º ottobre 1913, a. I, n. 19, p. 217.
*Italo Tavolato, ''Frammenti'', ''Lacerba'', 1º settembre 1913, a. I, n. 17, p. 191.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Apache
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{nota disambigua|altri significati|[[Apache (disambigua)]]}}
{{voce tematica}}
[[File:Scene in Geronimo's camp.png|thumb|upright=1.3|Un gruppo di Apache]]
Citazioni sugli '''Apache'''.
*– Col suo permesso, colonnello, gli indiani Apache sono tutt'altro che codardi.<br>– Spero che non vorrà paragonarli con i [[Sioux]], capitano.<br>– No, colonnello. I Sioux una volta invasero le terre degli Apache e per molti anni le linee delle loro ritirate rimasero tracciate dalle ossa dei loro morti.<br>– Debbo dedurne che gli Apache abbiano degenerato da allora, a giudicare dai pochi esemplari che ho incontrato durante il mio viaggio.<br>– Se è riuscito a vederli, colonnello, non erano Apache. (''[[Il massacro di Fort Apache]]'')
*Con tutta questa terra, perché non c'è abbastanza posto per gli Apache? Perché Occhio-Bianco vuole per sé tutta la terra? (''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'')
*– I bianchi l'hanno infranto il patto. Gli Apache non mentono mai e noi invece abbiamo mentito a loro. Se si ribelleranno, non resterà più un bianco in questo territorio.<br>– Io non ho paura: siamo sempre andati d'accordo io e gli Apache.<br>– Conoscevo un marito e una moglie che andavano d'accordo da vent'anni. E un brutto giorno lui ingannò lei. E lei gli tagliò il gargarozzo perché s'era indignata. Ora gli Apache sono indignati. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'')
*Se un Apache non può vivere tra le sue montagne come fecero i suoi padri, è morto. (''[[L'ultimo Apache]]'')
==Voci correlate==
*[[Geronimo]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sugli|w_preposizione=riguardante gli}}
[[Categoria:Gruppi etnici nativi americani]]
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Utente:Skekzilla
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Skekzilla
17056
/* Citazioni su Odissea */
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text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Lorac Productions, Inc. & Julian Seddon Films, 1997; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios Home Video, 2004.}}
===[[David J. Skal]]===
===[[David J. Schow]]===
===[[Ben Chapman]]===
===[[Julie Adams]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
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|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
===[[David J. Skal]]===
===[[David J. Schow]]===
===[[Ben Chapman]]===
===[[Julie Adams]]===
===[[Vincent Di Fate]]===
===[[Ricou Browning]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
===[[David J. Skal]]===
===[[David J. Schow]]===
===[[Ben Chapman]]===
===[[Julie Adams]]===
===[[Vincent Di Fate]]===
===[[Ricou Browning]]===
===[[Bob Burns III]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
===[[David J. Skal]]===
===[[David J. Schow]]===
===[[Ben Chapman]]===
===[[Julie Adams]]===
===[[Vincent Di Fate]]===
===[[Ricou Browning]]===
===[[Bob Burns III]]===
===[[Lori Nelson]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
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|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
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* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
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*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
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*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
===[[David J. Skal]]===
===[[David J. Schow]]===
===[[Ben Chapman]]===
===[[Julie Adams]]===
===[[Vincent Di Fate]]===
===[[Ricou Browning]]===
===[[Bob Burns III]]===
===[[Lori Nelson]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* David J. Schow */
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
===[[David J. Skal]]===
===[[David Schow]]===
===[[Ben Chapman]]===
===[[Julie Adams]]===
===[[Vincent Di Fate]]===
===[[Ricou Browning]]===
===[[Bob Burns III]]===
===[[Lori Nelson]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Fury (fumetto)
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Danyele
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wikitext
text/x-wiki
'''''Fury''''', serie a fumetti della Marvel Comics aventi come protagonista [[Nick Fury]].
==1==
{{NDR|''Fury MAX'' n. 1, collana 100% Marvel MAX, ed. Panini Comics, 2013, testi di [[Garth Ennis]], trad. Fabio Gamberini}}
*Mi chiamo Nick Fury. Dal '44 ho un proiettile piantato in testa. A quanto pare non posso morire e invecchio molto lentamente. Combatto e scopo come un indemoniato. Mi abbuffo di guerra come fosse zucchero. ('''[[Nick Fury]]''')
*Un atterraggio diversivo avrebbe dovuto distrarre l'attenzione dalla Baia dei Porci. Non lo fecero. Gli attacchi aerei avrebbero dovuto spazzare via l'aviazione di Castro a terra. Fallirono. La resistenza a Cuba avrebbe dovuto essere avvertita, in modo da far coincidere un'insurrezione con l'invasione. L'agenzia non comunicava mai un cazzo. Ma il sedici aprile, la brigata d'assalto due-cinque-zero-sei colpì comunque le spiagge di Giron e Playa Larga. E due notti dopo, li seguimmo. ('''Nick Fury''')
==7==
{{NDR|Garth Ennis (storia) e Goran Parlov (disegni), ''Fury Max'' 7: ''My War Gone By, Part 7: Mister Chained Blue Lightning'', febbraio 2013; ed. it. su ''100% Marvel Max: Fury Max'' n. 2, ed. Panini Comics, novembre 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*[[Frank Castle]] non può piacerti, ma di certo puoi apprezzarlo. Sembra provenire da quell'epoca in cui, in America, le cose erano fatte per funzionare. La [[Ford Model T|Ford Modello T]], la Colt 1911: materiale di qualità senza fare economie. Niente incertezze, con lui. Niente 'Sei sicuro di sentirtela, vecchio?'. Abbiamo fatto le stesse cose nello stesso tempo: guardavamo, giudicavamo, sparavamo. ('''[[Nick Fury]]''')
*Quando sento quelle fottute fighette di oggi... lamentarsi dell'Afghanistan o dell'Iraq... di quante vite abbiamo perduto via... di quanti civili sono stati spazzati via... di quello che stiamo facendo a quella regione... di come infanghiamo il nome della nostra nazione o di quando richiameremo a casa le truppe... Ho solo una parola per quegli stupidi succhiacazzi. [[Guerra del Vietnam|'Nam]]. Il fallimento americano più tremendo della storia. Sessantamila soldati e tre milioni di vietnamiti uccisi. Se contiamo anche i Khmer rossi, si può aggiungere un altro milione. Se dopo la Seconda guerra mondiale il mondo ci considerava dei salvatori, ci siamo trasformati in macellai e stupratori... E abbiamo perso comunque. Porta a casa risultati del genere e forse ne riparliamo. ('''Nick Fury''')
==Voci correlate==
*[[Nick Fury]]
[[Categoria:Fumetti Marvel Comics]]
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Gianfranco Bellini
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Gianfranco Bellini''' (1924 – 2006), doppiatore italiano.
==Citazioni su Gianfranco Bellini==
*Quando doppiò HAL 9000 era una voce completamente diversa da quella originale, e mio nonno ricevette i complimenti proprio di [[Stanley Kubrick]] perché l'aveva reso ancora più reale di come l'aveva creato lui. ([[Elena Perino]])
*Sia io che [[Davide Perino|mio fratello]] abbiamo lavorato con lui, ed era severo con noi più che con altri: è stato bellissimo lavorarci insieme e riceverne gli insegnamenti attraverso la sua calda e rassicurante voce. A lui dobbiamo l'aver imparato "la vecchia scuola" di questo mestiere; è stato un grande e mi dispiace che non venga ricordato abbastanza come tanti suoi vecchi colleghi. (Elena Perino)
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Il segno della croce]]'' (1932)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[La città dei ragazzi]]'' (1938)
*''[[Susanna!]]'' (1938)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'' (1939)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947)
*''[[La casa rossa]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949)
*''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950)
*''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Amo un assassino]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[La legge del capestro]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Exodus]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Uno, due, tre!]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il trionfo di King Kong]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo]]'' (1963)
*''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Batman (film 1966)|Batman]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[2001: Odissea nello spazio]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[La ballata di Cable Hogue]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Mezzogiorno e mezzo di fuoco]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Porgi l'altra guancia]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Taxi Driver]]'' (1976)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[Sabato, domenica e venerdì]]'' (1979)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]'' (1987)
*''[[Il signore del male]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[Prima di mezzanotte]]'' (1988)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Darkman]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[RoboCop 2]]'' (1990)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[La signora ammazzatutti]]'' (1994)
*''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col}}
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
{{div col end}}
===Serie televisive===
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
*''[[La signora in giallo]]'' (1984-1996)
*''[[Settimo cielo]]'' (1996-2007)
==Voci correlate==
*[[Davide Perino]], nipote
*[[Elena Perino]], nipote
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bellini, Gianfranco}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Puma
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[[File:Cougar.jpg|thumb|Un puma]]
Citazioni sul '''puma'''.
*Chiunque profanerà l'immagine del puma dio sarà distrutto dall'uomo puma vivente. (''[[L'uomo puma]]'')
*È difficile [...] dire perché il puma, grande quanto i grossi felini macchiati che si nutre di praticamente le stesse prede, non dovrebbe essere pericoloso per l'uomo quando sono dei lottatori singolarmente formidabili quando messo alle strette. Il puma più grande che uccisi fu lungo due metri e pesante oltre novanta chili. Pochissimi leopardi africani o pantere indiane superebbero queste proporzioni, e questo animale in particolare stava cacciando non solo cervi, ma anche cavalli e bovini, eppure lo uccisi senza alcun pericolo in circostanze in cui uno dei grossi felini macchiati d'africa o asia, o persino un giaguaro sudamericano, mi avrebbero caricato. ([[Theodore Roosevelt]])
*Fra gli indiani si racconta una certa storiella: un cacciatore inseguiva un puma e corri corri finì che il puma prese il cacciatore. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'')
*I campesinos delle Ande credono che il puma non può essere abbattuto a colpi di fucile. La sua anima trasmigrerebbe in un nuovo corpo. Il puma tornerebbe per vendicarsi. L'arma sarà dunque il coltello, con la lama debitamente bagnata dal sangue di una delle vittime della belva, e bisogna piantarlo nel cuore con un colpo solo. Quante precauzioni metafisiche per ammazzare un puma! (''[[Ultime grida dalla savana]]'')
*Il cinghiale è pur sempre selvaggina. Il puma delle Ande invece è un nemico. Il cane lo odia. Quel gatto troppo cresciuto assale le greggi, osa persino attaccare il suo padrone. Tale è la rabbia che il dogo, il veltro peruviano, dimentica di non sapersi arrampicare sugli alberi. (''[[Ultime grida dalla savana]]'')
*Il Puma è il più grande felide non panterino, paragonabile per dimensioni al Leopardo, con testa, collo e parti anteriori robuste, parti posteriori snelle e arti muscolosi. ([[Luke Hunter]])
*Questo animale è molto codardo: fugge in faccia all'uomo e in faccia ai cani. Produce molti danni alle gregge, e differisce dagli altri gatti in ciò, che sgozza molte vittime prima di divorarne una. ([[Louis Figuier]])
*Un Puma è in grado di abbattere un Alce adulto da solo, mentre occorrono diversi Lupi per fare altrettanto. ([[Luke Hunter]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Felini]]
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Toyota Prius
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Danyele
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[[File:Toyota Prius 2016 (2).jpg|thumb|Toyota Prius]]
Citazioni sulla '''Toyota Prius'''.
*La prima versione sconvolge più per la sua brutta linea che per l'eccezionale innovazione che ha bordo: la motorizzazione [[Veicolo ibrido|ibrida]] [...]. Ma è una vera rivoluzione e i giapponesi avranno ragione a credere in questa tecnologia perché verrà poi copiata da tutta la concorrenza. ([[Carlo Cavicchi]])
*– Può spiegarci perché andava a 100 all'ora in una zona col limite di 40 a un isolato dalla casa della vittima solo dopo pochi minuti dall'uccisione?<br>– Facevo una corsa illegale. Quelle in mezzo al traffico.<br>– Lei fa corse illegali? Con una Prius?<br>– Non vinco spesso. (''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'')
==Voci correlate==
*[[Toyota RAV4 EV]]
*[[Veicolo ibrido]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Emilio Cigoli
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Spinoziano
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[[Immagine:Emilio Cigoli 1950.png|miniatura|Emilio Cigoli nel film ''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)]]
'''Emilio Cigoli''' (1909 – 1980), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni su Emilio Cigoli==
*È stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni '80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l'altro molto difficile. Io ero un po' intimorito. Lui mi disse: "Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io". E così fu. È stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore. ([[Luca Biagini]])
*Io ho incominciato a lavorare anche con Cigoli e ovviamente io non ho la voce: in basso, chiudi, fonda, profonda. Perché lui voleva sempre le voci molte basse, tutte impostate in basso. Anche dei bambini. ([[Lorenza Biella]])
*Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo Emilio Cigoli», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di [[John Wayne]]. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.<br>Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». ([[Gigi Proietti]])
*Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza. ([[Gigi Proietti]])
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Amo te sola]]'' (1935)
*''[[Centomila dollari]]'' (1940)
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942)
*''[[Noi vivi]]'' (1942)
*''[[Addio Kira!]]'' (1942)
*''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942)
*''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'' (1946)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[Lettere di una novizia]]'' (1960)
{{div col end}}
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Io sono un evaso]]'' (1932)
*''[[Shanghai Express]]'' (1932)
*''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935)
*''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'' (1936)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936)
*''[[I diavoli volanti]]'' (1939)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La grande pioggia]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Furore (film)|Furore]]'' (1940)
*''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940)
*''[[Com'era verde la mia valle]]'' (1941)
*''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941)
*''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]'' (1941)
*''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941)
*''[[La ribelle del Sud]]'' (1941)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942)
*''[[Perdutamente tua]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'' (1943)
*''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]'' (1943)
*''[[La porta proibita]]'' (1943)
*''[[Al tuo ritorno]]'' (1944)
*''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944)
*''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944)
*''[[Io ti salverò]]'' (1945)
*''[[L'uomo del Sud]]'' (1945)
*''[[Le campane di Santa Maria]]'' (1945)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Duello al sole]]'' (1946)
*''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]'' (1947)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]'' (1947)
*''[[Il caso Paradine]]'' (1947)
*''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947)
*''[[La croce di fuoco]]'' (1947)
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947)
*''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Amanti senza amore]]'' (1948)
*''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'' (1948)
*''[[Atto di violenza]]'' (1948)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Erano tutti miei figli]]'' (1948)
*''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Il ritratto di Jennie]]'' (1948)
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948)
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1949)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[Il grande peccatore]]'' (1949)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Il segreto di una donna]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Sgomento (film)|Sgomento]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Sui marciapiedi]]'' (1950)
*''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951)
*''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]'' (1951)
*''[[Tamburi lontani]]'' (1951)
*''[[Ultimatum alla Terra]]'' (1951)
*''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]'' (1951)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1952)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La maschera di fango]]'' (1952)
*''[[La morsa d'acciaio]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Operazione Cicero]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[Gardenia blu]]'' (1953)
*''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'' (1953)
*''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Il grande caldo]]'' (1953)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[Fuoco verde]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Il figlio dell'uomo]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Gli implacabili]]'' (1955)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[L'amore è una cosa meravigliosa]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[I sette assassini]]'' (1956)
*''[[L'amore più grande del mondo]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I tre banditi]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[L'anima e la carne]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Le vergini di Salem]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[La locanda della sesta felicità]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[McLintock!]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Insieme a Parigi]]'' (1964)
*''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Posta grossa a Dodge City]]'' (1966)
*''[[Gangster Story]]'' (1967)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Nick mano fredda]]'' (1967)
*''[[L'ora della furia]]'' (1968)
*''[[La notte dei morti viventi]]'' (1968)
*''[[Appuntamento per una vendetta]]'' (1969)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969)
*''[[Topaz]]'' (1969)
*''[[Ucciderò Willie Kid]]'' (1969)
*''[[Chisum]]'' (1970)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Reverendo Colt]]'' (1970)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[Una messa per Dracula]]'' (1970)
*''[[1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra]]'' (1971)
*''[[Il grande Jake]]'' (1971)
*''[[Quattro tocchi di campana]]'' (1971)
*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
*''[[Horror Express]]'' (1972)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973)
*''[[La stella di latta]]'' (1973)
*''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]'' (1973)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
*''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]'' (1980)
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====Film d'animazione====
*''[[I tre caballeros]]'' (1944)
*''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cigoli, Emilio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Carlo Cavicchi
0
178316
1426731
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2026-09-17T18:52:28Z
Danyele
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi nel 2011]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' n. 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref>
*{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/>
*[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' n. 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref>
*Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2020/06/25/news/le_auto_piu_importanti_della_storia_eccole-260130991/ Le 10 auto che hanno fatto la storia]''|''repubblica.it'', 25 giugno 2020.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Ford Model T]]}} L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della catena di montaggio, la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che nel primo quarto del secolo scorso significò una ogni due vetture che circolavano per strada.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 8C 2300]]}} Se tutti citano la famosa frase di Henry Ford «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché in versione da Gran Premio non le sfuggirà nessuna classica in giro per il mondo.
*{{NDR|Sulla [[Chrysler Airflow]]}} Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via era stata aperta.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la [[Citroën Traction Avant|Traction Avant]] è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni.
*{{NDR|Sul [[Volkswagen Maggiolino]]}} [...] l'auto del popolo troverà successo in tutti i continenti anche in anni in cui la globalizzazione era un concetto ancora di là da venire. Il suo motore raffreddato ad aria si rivelò indistruttibile e la qualità del suo insieme seppe stupire. Se la Germania riuscirà a rimettersi in moto dopo le macerie della guerra molto lo dovrà proprio al successo di quest'auto.
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} Perfetta sintesi dello stile italiano applicato al design industriale, introdurrà il concetto di funzionalità come primo fattore d'acquisto. [...] fa innamorare vecchi e giovani per la sua freschezza, e il suo fascino resterà immutato nei decenni facendola diventare una vera icona del made in Italy.
*{{NDR|Sulla [[Cadillac Eldorado]]}} L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proiettili. Auto metafora del rock and roll, dei drive-in e degli hot dog con patatine [...]
*{{NDR|Sulla [[Mini (1959)]]}} [...] irrompe sulla scena stravolgendo il modo di costruire le auto. Piccolissima, con il motore anteriore trasversale e la trazione davanti, combina un incredibile spazio a bordo con dimensioni esterne minime. Per contenere i costi ha le cerniere delle porte esterne e un peso irrisorio [...]. La sua tenuta di strada è sorprendente e nelle corse vincerà tantissimo.
*{{NDR|Sulla [[Toyota Prius]]}} La prima versione sconvolge più per la sua brutta linea che per l'eccezionale innovazione che ha bordo: la motorizzazione ibrida [...]. Ma è una vera rivoluzione e i giapponesi avranno ragione a credere in questa tecnologia perché verrà poi copiata da tutta la concorrenza.
*La vera svolta elettrica ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La [[Tesla Model S]] diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteranno la via delle vetture a impatto ambientale ridotto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi nel 2011]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' n. 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref>
*{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/>
*[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' n. 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref>
*Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2020/06/25/news/le_auto_piu_importanti_della_storia_eccole-260130991/ Le 10 auto che hanno fatto la storia]''|''repubblica.it'', 25 giugno 2020.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Ford Model T]]}} L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della catena di montaggio, la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che nel primo quarto del secolo scorso significò una ogni due vetture che circolavano per strada.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 8C 2300]]}} Se tutti citano la famosa frase di Henry Ford «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché in versione da Gran Premio non le sfuggirà nessuna classica in giro per il mondo.
*{{NDR|Sulla [[Chrysler Airflow]]}} Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via era stata aperta.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la [[Citroën Traction Avant|Traction Avant]] è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni.
*{{NDR|Sul [[Volkswagen Maggiolino]]}} [...] l'auto del popolo troverà successo in tutti i continenti anche in anni in cui la globalizzazione era un concetto ancora di là da venire. Il suo motore raffreddato ad aria si rivelò indistruttibile e la qualità del suo insieme seppe stupire. Se la Germania riuscirà a rimettersi in moto dopo le macerie della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] molto lo dovrà proprio al successo di quest'auto.
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} Perfetta sintesi dello stile italiano applicato al design industriale, introdurrà il concetto di funzionalità come primo fattore d'acquisto. [...] fa innamorare vecchi e giovani per la sua freschezza, e il suo fascino resterà immutato nei decenni facendola diventare una vera icona del [[made in Italy]].
*{{NDR|Sulla [[Cadillac Eldorado]]}} L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proiettili. Auto metafora del rock and roll, dei drive-in e degli hot dog con patatine [...]
*{{NDR|Sulla [[Mini (1959)]]}} [...] irrompe sulla scena stravolgendo il modo di costruire le auto. Piccolissima, con il motore anteriore trasversale e la trazione davanti, combina un incredibile spazio a bordo con dimensioni esterne minime. Per contenere i costi ha le cerniere delle porte esterne e un peso irrisorio [...]. La sua tenuta di strada è sorprendente e nelle corse vincerà tantissimo.
*{{NDR|Sulla [[Toyota Prius]]}} La prima versione sconvolge più per la sua brutta linea che per l'eccezionale innovazione che ha bordo: la motorizzazione [[Veicolo ibrido|ibrida]] [...]. Ma è una vera rivoluzione e i giapponesi avranno ragione a credere in questa tecnologia perché verrà poi copiata da tutta la concorrenza.
*La vera svolta [[Auto elettrica|elettrica]] ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La [[Tesla Model S]] diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteranno la via delle vetture a impatto ambientale ridotto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi nel 2011]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' n. 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref>
*{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/>
*[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' n. 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref>
*Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2020/06/25/news/le_auto_piu_importanti_della_storia_eccole-260130991/ Le 10 auto che hanno fatto la storia]''|''repubblica.it'', 25 giugno 2020.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Ford Model T]]}} L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della catena di montaggio, la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che nel primo quarto del secolo scorso significò una ogni due vetture che circolavano per strada.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 8C 2300]]}} Se tutti citano la famosa frase di Henry Ford «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché in versione da Gran Premio non le sfuggirà nessuna classica in giro per il mondo.
*{{NDR|Sulla [[Chrysler Airflow]]}} Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via era stata aperta.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la [[Citroën Traction Avant|Traction Avant]] è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni.
*{{NDR|Sul [[Volkswagen Maggiolino]]}} [...] l'auto del popolo troverà successo in tutti i continenti anche in anni in cui la [[globalizzazione]] era un concetto ancora di là da venire. Il suo motore raffreddato ad aria si rivelò indistruttibile e la qualità del suo insieme seppe stupire. Se la Germania riuscirà a rimettersi in moto dopo le macerie della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] molto lo dovrà proprio al successo di quest'auto.
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} Perfetta sintesi dello stile italiano applicato al design industriale, introdurrà il concetto di funzionalità come primo fattore d'acquisto. [...] fa innamorare vecchi e giovani per la sua freschezza, e il suo fascino resterà immutato nei decenni facendola diventare una vera icona del [[made in Italy]].
*{{NDR|Sulla [[Cadillac Eldorado]]}} L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proiettili. Auto metafora del rock and roll, dei drive-in e degli hot dog con patatine [...]
*{{NDR|Sulla [[Mini (1959)]]}} [...] irrompe sulla scena stravolgendo il modo di costruire le auto. Piccolissima, con il motore anteriore trasversale e la trazione davanti, combina un incredibile spazio a bordo con dimensioni esterne minime. Per contenere i costi ha le cerniere delle porte esterne e un peso irrisorio [...]. La sua tenuta di strada è sorprendente e nelle corse vincerà tantissimo.
*{{NDR|Sulla [[Toyota Prius]]}} La prima versione sconvolge più per la sua brutta linea che per l'eccezionale innovazione che ha bordo: la motorizzazione [[Veicolo ibrido|ibrida]] [...]. Ma è una vera rivoluzione e i giapponesi avranno ragione a credere in questa tecnologia perché verrà poi copiata da tutta la concorrenza.
*La vera svolta [[Auto elettrica|elettrica]] ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La [[Tesla Model S]] diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteranno la via delle vetture a impatto ambientale ridotto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Danyele
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[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi nel 2011]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' n. 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref>
*{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/>
*[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' n. 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref>
*Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2020/06/25/news/le_auto_piu_importanti_della_storia_eccole-260130991/ Le 10 auto che hanno fatto la storia]''|''repubblica.it'', 25 giugno 2020.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Ford Model T]]}} L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della [[catena di montaggio]], la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che nel primo quarto del secolo scorso significò una ogni due vetture che circolavano per strada.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 8C 2300]]}} Se tutti citano la famosa frase di Henry Ford «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché in versione da Gran Premio non le sfuggirà nessuna classica in giro per il mondo.
*{{NDR|Sulla [[Chrysler Airflow]]}} Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via era stata aperta.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la [[Citroën Traction Avant|Traction Avant]] è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni.
*{{NDR|Sul [[Volkswagen Maggiolino]]}} [...] l'auto del popolo troverà successo in tutti i continenti anche in anni in cui la [[globalizzazione]] era un concetto ancora di là da venire. Il suo motore raffreddato ad aria si rivelò indistruttibile e la qualità del suo insieme seppe stupire. Se la Germania riuscirà a rimettersi in moto dopo le macerie della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] molto lo dovrà proprio al successo di quest'auto.
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} Perfetta sintesi dello stile italiano applicato al design industriale, introdurrà il concetto di funzionalità come primo fattore d'acquisto. [...] fa innamorare vecchi e giovani per la sua freschezza, e il suo fascino resterà immutato nei decenni facendola diventare una vera icona del [[made in Italy]].
*{{NDR|Sulla [[Cadillac Eldorado]]}} L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proiettili. Auto metafora del rock and roll, dei drive-in e degli hot dog con patatine [...]
*{{NDR|Sulla [[Mini (1959)]]}} [...] irrompe sulla scena stravolgendo il modo di costruire le auto. Piccolissima, con il motore anteriore trasversale e la trazione davanti, combina un incredibile spazio a bordo con dimensioni esterne minime. Per contenere i costi ha le cerniere delle porte esterne e un peso irrisorio [...]. La sua tenuta di strada è sorprendente e nelle corse vincerà tantissimo.
*{{NDR|Sulla [[Toyota Prius]]}} La prima versione sconvolge più per la sua brutta linea che per l'eccezionale innovazione che ha bordo: la motorizzazione [[Veicolo ibrido|ibrida]] [...]. Ma è una vera rivoluzione e i giapponesi avranno ragione a credere in questa tecnologia perché verrà poi copiata da tutta la concorrenza.
*La vera svolta [[Auto elettrica|elettrica]] ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La [[Tesla Model S]] diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteranno la via delle vetture a impatto ambientale ridotto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Danyele
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wikitext
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[[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi nel 2011]]
'''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Carlo Cavicchi==
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref>
{{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}}
*Ho mangiato pane e auto per tutta la vita.
*Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura.
*Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari.
==Citazioni tratte da articoli==
*Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref>
===''Autosprint''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref>
*Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' n. 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref>
*{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/>
*[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' n. 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref>
*Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref>
*[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref>
*Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref>
*[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref>
*Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/>
*Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}}
*Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti.
*[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti).
*[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}}
*Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita.
*Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale.
*Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento.
*Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2020/06/25/news/le_auto_piu_importanti_della_storia_eccole-260130991/ Le 10 auto che hanno fatto la storia]''|''repubblica.it'', 25 giugno 2020.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Ford Model T]]}} L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della [[catena di montaggio]], la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che [...] significò una ogni due vetture che circolavano per strada.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 8C 2300]]}} Se tutti citano la famosa frase di Henry Ford «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché in versione da Gran Premio non le sfuggirà nessuna classica in giro per il mondo.
*{{NDR|Sulla [[Chrysler Airflow]]}} Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via era stata aperta.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la [[Citroën Traction Avant|Traction Avant]] è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni.
*{{NDR|Sul [[Volkswagen Maggiolino]]}} [...] l'auto del popolo troverà successo in tutti i continenti anche in anni in cui la [[globalizzazione]] era un concetto ancora di là da venire. Il suo motore raffreddato ad aria si rivelò indistruttibile e la qualità del suo insieme seppe stupire. Se la Germania riuscirà a rimettersi in moto dopo le macerie della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] molto lo dovrà proprio al successo di quest'auto.
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} Perfetta sintesi dello stile italiano applicato al design industriale, introdurrà il concetto di funzionalità come primo fattore d'acquisto. [...] fa innamorare vecchi e giovani per la sua freschezza, e il suo fascino resterà immutato nei decenni facendola diventare una vera icona del [[made in Italy]].
*{{NDR|Sulla [[Cadillac Eldorado]]}} L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proiettili. Auto metafora del rock and roll, dei drive-in e degli hot dog con patatine [...]
*{{NDR|Sulla [[Mini (1959)]]}} [...] irrompe sulla scena stravolgendo il modo di costruire le auto. Piccolissima, con il motore anteriore trasversale e la trazione davanti, combina un incredibile spazio a bordo con dimensioni esterne minime. Per contenere i costi ha le cerniere delle porte esterne e un peso irrisorio [...]. La sua tenuta di strada è sorprendente e nelle corse vincerà tantissimo.
*{{NDR|Sulla [[Toyota Prius]]}} La prima versione sconvolge più per la sua brutta linea che per l'eccezionale innovazione che ha bordo: la motorizzazione [[Veicolo ibrido|ibrida]] [...]. Ma è una vera rivoluzione e i giapponesi avranno ragione a credere in questa tecnologia perché verrà poi copiata da tutta la concorrenza.
*La vera svolta [[Auto elettrica|elettrica]] ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La [[Tesla Model S]] diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteranno la via delle vetture a impatto ambientale ridotto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}}
*[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti.
*La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale.
*Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers.
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref>
*Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/>
*Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/>
{{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}}
*La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca.
*{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo.
*[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore.
*Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio.
==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''==
{{cronologico}}
*Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref>
*Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref>
*Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Crisi di Suez
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{{voce tematica}}
[[File:Tanks Destroyed Sinai.jpg|thumb|Carro armato egiziano distrutto]]
Citazioni sulla '''crisi di Suez'''.
==Citazioni==
*Ci riprendiamo quello che era nostro, perché il Canale fu scavato dai lavoratori egiziani e con denaro egiziano. ([[Gamal Abd el-Nasser]])
*Cittadini, oggi entriamo nel quinto anno della nostra rivoluzione. Abbiamo trascorso quattro anni di lotta; abbiamo lottato per cancellare le tracce del passato, dell'imperialismo e del dispotismo, dell'occupazione straniera e della tirannide interna [...] L'imperialismo tenta di minacciare il nostro nazionalismo, indebolendo l'arabismo e tentando di separarci con tutti i mezzi [...] Oggi non vogliamo più ripetere il passato. La Compagnia per il Canale di Suez era divenuta uno Stato nello Stato [...] Elimineremo il passato riguadagnando i nostri diritti sul Canale di Suez. Questi soldi sono nostri e questo Canale appartiene all'Egitto. [...] Quest'anno, sui cento milioni di dollari che il Canale ha fruttato, l'Egitto ne ha avuti tre; il nostro denaro non andrà più all'estero; il nostro denaro servirà per la Grande Diga [...] Il canale di Suez deve servire al benessere dell'Egitto, non al suo sfruttamento. Veglieremo sui diritti di ciascuno [...] In Egitto non esisterà altra sovranità che non sia quella del popolo egiziano; un popolo che avanza compatto contro tutti gli aggressori e le congiure degli imperialisti sulla via della costruzione e dell'industrializzazione. Realizzeremo una gran parte delle nostre aspirazioni e costruiremo effettivamente il nostro paese, poiché non esiste più nessuno che si possa ingerire negli affari dell'Egitto. Oggi siamo liberi e indipendenti. ([[Gamal Abd el-Nasser]])
*È vero che l'Egitto aveva il diritto di nazionalizzare il Canale, ma anche le altre nazioni avevano il diritto di mandare le proprie navi per tale via di comunicazione marittima con l'Oriente... Ripetiamo: Nasser aveva tutto il diritto di nazionalizzare Suez, ma il suo sistema di farlo è stato sbagliato. ([[Jawaharlal Nehru]])
*Il problema per Suez non sarebbe sorto, oppure si sarebbe presentato con aspetti meno preoccupanti, se non vi fosse stato in alcuni Paesi e negli ultimi tempi, un indebolimento dello slancio di solidarietà europea e occidentale. ([[Giuseppe Pella]])
*L'imperialismo, oggigiorno, ci impone una nuova e crudele battaglia per quale sta preparando ogni mezzo d'aggressione in suo possesso prima della crisi di Suez, questo fin da quando si rese conto della fermezza della coscienza rivoluzionaria araba e del fatto che le capacità popolari in alcune regioni arabe si sono bene organizzate. Ciò significa che questa battaglia è degli Arabi, prima anche che degli imperialisti. Il legittimo e naturale risveglio degli Arabi verso la strada della liberazione e del progresso forma, già di per sé, un grande pericolo per gli interessi dell'imperialismo e per la sua esistenza, non solo nella patria Araba ma nel mondo intero. ([[Michel Aflaq]])
*Un paese sovrano – l'Egitto – è stato attaccato, il suo esercito è stato distrutto, migliaia di egiziani sono stati uccisi e molte città ed entità egiziane sono state distrutte, e tutto questo solamente perché l'Egitto voleva nazionalizzare il Canale di Suez. ([[Muʿammar Gheddafi]])
===[[Avi Shlaim]]===
*I tre fini politici che stavano dietro alla campagna del Sinai erano la caduta di [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], l'espansione dei confini di Israele e la realizzazione di un nuovo ordine politico in Medio Oriente. Nessuno di questi obiettivi venne conseguito.
*L'aggressione tripartita non solo fallì nel tentativo di rovesciare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], ma al contrario accrebbe enormemente il suo prestigio e la sua influenza nella regione e nel Terzo Mondo. Nasser riuscì a strappare una vittoria politica spettacolare nonostante la sconfitta militare.
*La collusione con le potenze europee sembrò fornire la prova decisiva del carattere reazionario ed espansionista del movimento sionista. La reputazione di Israele fu seriamente offuscata. Da quel momento in poi tutte le sue azioni potevano essere utilizzate come una prova a sostegno della vecchia affermazione secondo la quale Israele era la testa di ponte dell'imperialismo occidentale all'interno del mondo arabo.
*Nonostante gli errori politici e i fallimenti di coloro che pianificarono la campagna del Sinai, fu la loro versione finale a radicarsi in profondità nella mente della stragrande maggioranza degli israeliani. In Israele la percezione popolare della guerra del 1956 fu quella di una guerra difensiva, giusta, brillantemente condotta e che raggiunse praticamente tutti gli obiettivi che si era prefissata. Tale interpretazione della guerra venne propagata e divulgata non solo dai membri dell'''establishment'' della Difesa, ma anche da una schiera di storici, giornalisti e commentatori simpatizzanti. Per quanto la si tenga in gran considerazione, tuttavia, questa versione non tiene a un esame attento e alla luce delle prove ora disponibili. Si tratta di un esempio eccellente del modo in cui la storia può essere manipolata per assecondare gli scopi nazionalisti. La versione israeliana ufficiale della guerra del 1956, come quella del 1948, è poco più di una propaganda dei vincitori.
==Voci correlate==
*[[Canale di Suez]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 1950]]
[[Categoria:Storia dell'Egitto]]
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[[File:Bornholm Rundt 2012 (2012-07-08), by Klugschnacker modified.jpg|thumb|Citroën DS]]
Citazioni sulla '''Citroën DS'''.
*Avevo un'utilitaria e lui {{NDR|Corrado}} mi prendeva in giro: "Ma 'ndo vai co' 'sto carrettino?". Alla fine comprai una Citroën DS, come la sua: a Roma la chiamavano "il ferro da stiro". ([[Mariolina Cannuli]])
*La vera innovazione è quasi sempre conseguenza della presenza in un'azienda di un personaggio con un grande carisma, più la volontà da parte dell'azienda mettere in atto la visione di questo individuo, persino le sue fantasie. L'esempio più lampante è la DS19, di [[Flaminio Bertoni]], il quale era un genio ma anche un autocrate assoluto: riusciva a condizionare le scelte di un'azienda a tal punto da attuare progetti assurdi secondo le logiche dell'industria, ma che quasi senza eccezione si sono rivelate geniali. [...] {{NDR|La DS19}} ha influenzato moltissimi settori nell'ambito del design. Quello che salta fuori con chiarezza dalla vicenda della DS19 è che per l'innovazione ci vuole una mente: non ci può essere una collaborazione tra 100 o 200 persone. Quelle possono subentrare dopo, quando ci sono grane da risolvere, ma il concetto iniziale deve essere frutto di una visione fortemente personale. ([[Marcello Gandini]])
*{{NDR|«[Qual è la vettura] che avrebbe voluto disegnare»?}} Sicuramente la Citroen DS19, inimitabile, geniale, timeless... ([[Giorgetto Giugiaro]])
==Voci correlate==
*[[Citroën]]
*[[Flaminio Bertoni]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Automobili]]
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Vladimir Kara-Murza
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[[File:Vladimir V. Kara-Murza (2017).jpg|thumb|Kara-Murza nel 2017]]
'''Vladimir Vladimirovič Kara-Murza''' (1981 – vivente), politico russo.
==Citazioni di Vladimir Kara-Murza==
===2018===
{{Int|Da ''[https://www.rsi.ch/news/mondo/Sono-elezioni-fra-virgolette-10251536.html "Sono elezioni fra virgolette"]''|Intervista di Pierre Ograbek sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2018]], ''Rsi.ch'', 16 marzo 2018.|h=4}}
*[[Vladimir Putin|Putin]] sarà il nuovo presidente. È al potere da 18 anni. 18 anni! C’è un’intera nuova generazione di russi nati sotto Vladimir Putin. Coloro che andranno ora a votare per la prima volta sono proprio quelli nati sotto Putin. Certo, quando oggi si parla di elezioni in Russia bisogna mettere la parola "elezioni" tra virgolette: non hanno nulla a che vedere con una vera procedura democratica.
*{{NDR|«È innegabile [...] che in Russia Putin goda di un notevole sostegno»}} Credo sia molto importante ricordarsi che questa popolarità supposta del signor Putin non è mai stata verificata e confermata da un’elezione libera e democratica, contro dei veri oppositori.
*Il regime di Putin non è al potere grazie al popolo russo, non ha un mandato democratico ricevuto dal popolo. È per questo che sempre più persone scendono per le strade a protestare contro il regime. È il solo modo per esprimersi, per opporsi al Governo: non abbiamo delle vere elezioni, tutti i canali televisivi sono controllati dallo Stato, il Parlamento è solo di facciata, non c’è una vera [[Opposizione a Vladimir Putin in Russia|opposizione]]. Chi si oppone a Putin finisce in prigione.
*Non si può fare il confronto tra le manifestazioni in Svizzera e in Russia: voi non rischiate niente se andate a manifestare contro il Governo. In Russia invece potete perdere il lavoro, essere espulsi dall’università, avere problemi con la giustizia e la Polizia, potete essere incarcerati (come capitato a molti). Quindi ci vuole parecchio coraggio per protestare apertamente.
*{{NDR|Su [[Aleksej Naval'nyj]]}} Il suo solo errore è quello di opporsi a Vladimir Putin. Evidentemente non è un errore, lo fa apposta.
*A tutti coloro che sostengono che Vladimir Putin è così popolare io chiedo una sola cosa: perché un capo di Stato così popolare ha così paura di un’elezione libera?
*Al momento in cui il regime di Putin perderà il potere sarà troppo tardi per sedersi e pensare a cosa occorre fare. Bisogna pensarci ora.
*Dopo quanto mi è successo valuto ancora meglio i rischi. Non ho dubbi sull'origine: c'è la firma dei sevizi di sicurezza interna russi, l'ex KGB. Per decenni ha avvelenato degli oppositori politici, sia all’interno che all'esterno del paese. È chiaro che si è trattato di una rappresaglia per la mia attività politica nell’opposizione russa. Hanno utilizzato una sostanza tossica molto forte: ero in coma, molti organi non funzionavano più, secondo i medici avevo il 5% delle possibilità di sopravvivere. Non era un avvertimento, era per uccidere. Una sostanza molto sofisticata: i dottori non sanno cosa fosse. La diagnosi ufficiale dell’ospedale di Mosca dice: "sostanza tossica sconosciuta". La conclusione evidente: è opera di persone legate in un modo o nell’altro ai servizi di sicurezza interni russi.
*La Russia è un paese europeo. Non è normale ritrovarsi con una dittatura in Europa, nel XXI° secolo.
*{{NDR|«Rischiate di essere manipolati da Washington?»}} Non c’è alcun rischio. Ma è quanto dice la [[Propaganda nella Federazione Russa|propaganda del Cremlino]]: dice che tutti noi oppositori siamo agenti statunitensi, agenti stranieri. Evidentemente sono delle bugie. Spetta soltanto a noi, cittadini russi (e non agli americani o ad altri) cambiare la situazione in Russia. L'unica cosa che chiediamo all'Occidente, compresi gli Stati Uniti e la Svizzera, è di mantenere i propri principi.
*{{NDR|Sugli [[oligarchi russi]]}} Non è normale che delle persone che vìolano i principi della società democratica in Russia vogliano godere dei privilegi delle società democratiche occidentali, poiché mandano i loro figli nelle scuole occidentali, depositano i loro soldi nelle banche occidentali, acquistano case e vetture nei paesi occidentali. È un'enorme ipocrisia da parte di quelle persone, ma anche da parte dei paesi occidentali che li accettano.
===2019===
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/07/03/news/vladimir-kara-murza-putin-ci-ha-trasformato-da-una-debole-democrazia-in-una-spietata-dittatura-1.36637927 "Putin ci ha trasformato da una debole democrazia in una spietata dittatura"]''|Intervista di Gianni Vernetti, ''Lastampa.it'', 3 luglio 2019.|h=4}}
*La storia di questi ultimi due secoli ci insegna che l'unico modello in grado di garantire sviluppo, benessere ed una dignitosa vita umana è quello che si fonda sul rispetto dello stato di diritto, sulla piena libertà politica e sul rispetto dei diritti di ogni individuo. Questo è il modello della "democrazia liberale" inviso a Putin che ha trasformato la Russia da una democrazia imperfetta com’era, in una perfetta dittatura.
*Non so esattamente che cosa [[Matteo Salvini|Salvini]] ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell’opposizione, [[Boris Nemcov|Boris Nemtsov]], sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino?
*Le forze sovraniste e l’estrema destra europea stanno dando qualcosa a Putin che gli mancava da tempo: una nuova legittimazione internazionale.
*La fuga di [[Viktor Janukovyč|Yanukovych]] nel 2014 e l’esperimento democratico di Piazza [[Maidan]], con migliaia di giovani che chiedevano più Europa, più Occidente, più democrazia sono stati un evento catastrofico per Putin. Ucraina e Russia sono molto vicine: lingua, cultura, identità e secoli di storia condivisa. Per questo motivo Putin ha temuto più di ogni altra cosa il "contagio democratico": se l’esperimento avesse avuto successo a Kiev, la tappa successiva avrebbe potuto essere Mosca. Quindi la reazione è stata durissima: la [[Guerra del Donbass|guerra nel Donbass]], l'[[Annessione della Crimea alla Russia|annessione della Crimea]] ed oggi il rilascio dei passaporti ai cittadini ucraini di lingua russa.
*Tutta l'ideologia anti-europea, anti-liberale ed anti-occidentale di Putin è anacronistica e sbagliata. La Russia da sola potrà essere soltanto, ben che vada, un "junior partner" del colosso cinese.
*Non dimentichiamo che nell'agosto del 1991, uno dei regimi più repressivi della storia, l'Unione Sovietica, cadde in soli tre giorni. E solo in questi ultimi due anni centinaia di migliaia di giovanissimi sono scesi in piazza sfidando i divieti delle autorità contro la corruzione, gli abusi di potere, contro l’autoritarismo di Putin e del suo regime. Si, un futuro democratico in Russia è certamente possibile.
===2021===
{{Int|Da ''[https://espresso.repubblica.it/mondo/2021/06/14/news/kara-murza_il_veleno_non_mi_ferma_resto_a_mosca_-305991737/ "Il veleno non mi ferma, resto a Mosca"]''|Intervista di Sabrina Pisu, ''Espresso.repubblica.it'', 14 giugno 2021.|h=4}}
*La parola "estremista" nel vocabolario del Cremlino indica, infatti, chiunque si opponga a Vladimir Putin e al suo sistema di potere corrotto, autoritario e cleptocratico. Imbavagliare, intimidire, imprigionare o uccidere gli oppositori.
*Il problema crescente per Putin è che tanti russi, soprattutto giovani, sono stufi non solo di un sistema arretrato e autoritario, che non dà speranza e prospettive, ma anche di vedere la stessa faccia da venti anni. [...] Il regime è nel panico, disperato. I russi sono pronti a votare chiunque non sia il candidato sostenuto dal Cremlino.
*Il mio dovere è lavorare perché sia sempre più vicino il giorno in cui la Russia diventerà, come ha detto Navalny, "un normale paese europeo". E non ho dubbi che succederà. Milioni di persone nel mio paese lo vogliono.
*Il punto è che Navalny non dovrebbe essere in prigione: è ancora illegalmente, ingiustamente, per motivi politici, incarcerato dal regime del Cremlino. Non è colpevole di nulla se non di essere un avversario politico di Putin, che sta violando non solo la legislazione russa, ma anche gli impegni internazionali assunti dalla Russia come Stato membro del Consiglio d'Europa, che ha aderito alla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. Navalny, va ricordato, è solo uno dei quasi 400 prigionieri politici oggi in Russia, in carcere per aver osato intralciare il cammino di Putin.
*L'attenzione internazionale è, a volte, l'unica difesa per chi è perseguitato da regimi [[Autoritarismo|autoritari]].
*Non ho avuto mai dubbi che sarei rimasto in Russia. E che Navalny avrebbe fatto lo stesso. Arrenderci e scappare sarebbe il regalo più grande per il Cremlino, è quello che vuole. Non lo faremo mai.
===2022===
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/magazine/vladimir-kara-murza/2022/02/24/i-russi-non-vogliono-la-guerra I russi non vogliono la guerra]''|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Internazionale.it'', 24 febbraio 2022.|h=4}}
*È difficile dire se l’opposizione interna alla guerra possa avere qualche effetto concreto. Ma di certo gli esponenti dell’élite culturale russa che alzano la voce contro l'ennesima aggressione del Cremlino stanno difendendo l'onore della nazione come fecero i sette manifestanti che nell'agosto 1968 protestarono sulla piazza Rossa contro l'[[Primavera di Praga|invasione sovietica della Cecoslovacchia]].
*Attaccando l'Ucraina, Putin correrebbe un rischio. In passato i leader russi non hanno avuto molto successo con le "piccole guerre vittoriose" lanciate per scopi di politica interna: dalle disastrose campagne del regime zarista in Crimea e in Giappone nell'ottocento e all'inizio del novecento fino all'invasione dell'Afghanistan negli ultimi anni dell'Unione Sovietica. Il risultato di solito è l'opposto di quello sperato.
*Per un leader come Putin, ossessionato dalla storia russa, sarebbe una beffa inciampare in uno degli errori più comuni della tradizione politica nazionale.
{{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/04/17/news/aspettando-l-alba-russa-il-discorso-di-vladimir-kara-murza-prima-dell-arresto-5178436/ Aspettando l'alba russa]''|Discorso pronunciato prima dell'arresto, 15 marzo 2022; citato e tradotto ne ''Ilfoglio.it'', 17 aprile 2023.|h=4}}
*[[Jurij Vladimirovič Andropov|Yuri Andropov]] era una persona che simboleggiava e incarnava il peggio del peggio della repressione politica post staliniana nell'Unione sovietica. Fu tra gli organizzatori dell'invasione sovietica dell'Ungheria nel 1956. È stato uno che per anni ha dato priorità all'individuazione e al perseguimento dei dissidenti politici in Unione sovietica. Una delle cose che fece fu istituire un'orribile pratica di psichiatria punitiva. I dissidenti, persone che si opponevano al regime comunista, venivano confinati con la forza in istituti psichiatrici, dichiarati pazzi mentali e tenuti lì in condizioni di tortura per anni e anni. È a quest'uomo che Vladimir Putin ha dedicato una targa commemorativa nel dicembre 1999.
*L'intero modus operandi del regime di Putin è che le persone intorno a lui, non dimentichiamolo mai, non è solo un regime autocratico, è anche un regime cleptocratico, dalla classica definizione greca della parola "governato dai ladri"; quei ladri vogliono rubare in Russia e poi spendere e nascondere il denaro rubato in occidente, dove hanno i loro yacht, le loro ville, i loro conti bancari, o molto spesso le loro famiglie. Per anni e anni, i paesi occidentali hanno permesso che ciò accadesse.
*Per anni, [[Boris Nemcov|Boris Nemtsov]] ha chiesto ai paesi occidentali di imporre sanzioni personali di alto livello contro i compari e gli oligarchi di Putin. Ma molti nel mondo occidentale hanno scelto di voltarsi dall'altra parte. Non sono solo un politico, ma anche uno storico per formazione, e una cosa che sappiamo dalla storia è come finisce l'acquiescenza nei confronti dei dittatori: finisce sempre allo stesso modo. Vorrei che ci fossimo sbagliati su questo punto, ma oggi tutto il mondo vede ciò che il regime di Putin sta facendo all'Ucraina.
*Molto spesso, le persone in occidente vedono solo il lato ufficiale. Vedono Putin, la repressione, le azioni aggressive e la guerra in corso. Molto spesso si perde di vista l'altra faccia della Russia. L'altra faccia, ovviamente, è che nel mio paese ci sono milioni di persone che rifiutano e dissentono radicalmente da tutto ciò che il regime di Putin rappresenta, dalla cleptocrazia agli abusi, alle repressioni e ai crimini contro l’umanità che vengono commessi.
*Un sacerdote ortodosso russo è stato arrestato dopo aver lasciato la sua chiesa dopo essersi espresso contro la guerra nel suo sermone. Dopo la funzione domenicale nella sua chiesa nella regione di Kostroma, ha ricordato alla gente il sesto comandamento, "non uccidere". Per questo, è stato arrestato e portato alla stazione di polizia, incriminato e multato in base al nuovo reato amministrativo di "discredito dei servizi armati della Federazione russa". Quindi, se reciti un comandamento biblico, stai screditando le forze armate; questa è la realtà orwelliana che il regime di Vladimir Putin ha creato nel nostro paese.
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} I cittadini russi, i moscoviti che rifiutarono il colpo di stato, non erano armati di nulla se non della loro dignità e della loro determinazione a difendere la libertà. Sono scesi in strada a migliaia, poi a decine di migliaia e infine a centinaia di migliaia, e si sono letteralmente piazzati davanti ai carri armati. Poi i carri armati si fermarono e si allontanarono. Questo è stato il mio primo ricordo politico consapevole. Avevo dieci anni all'epoca e questa lezione mi accompagnerà per tutto il tempo in cui vivrò. Quando un numero sufficiente di persone nella società è disposto ad alzarsi in piedi, a porre fine alla repressione, a difendere la propria dignità, i propri diritti, la propria libertà, tutta l'apparente forza delle dittature diventa impotente.
*Sappiamo che arriverà un giorno in cui la Russia diventerà un normale paese europeo. Credo sia nell'interesse, non solo di noi russi ma anche di tutti voi della comunità internazionale, avere a Mosca un governo che rispetti i diritti e le libertà del proprio popolo e che si comporti da cittadino responsabile sulla scena internazionale. Sappiamo che quel giorno arriverà e tutto ciò che facciamo nel movimento di opposizione russo ha come obiettivo quello di cercare di avvicinarsi a quel giorno.
{{Int|Da ''[https://www.swissinfo.ch/ita/politica/vladimir-kara-mursa-in-russia-i-cambiamenti-spesso-sono-repentini/47937370 Vladimir Kara-Mursa: "In Russia i cambiamenti spesso sono repentini"]''|Intervista di Elena Servettaz, ''Swissinfo.ch'', 29 settembre 2022.|h=4}}
*In Occidente attualmente si parla molto della "responsabilità collettiva" dei russi per l'aggressione di Putin all'Ucraina. L'idea di "responsabilità collettiva" però è sbagliata, soprattutto dal punto di vista di chi come me oggi è in carcere perché si è espresso apertamente contro la guerra. Non dobbiamo dimenticare che nei giorni seguenti il 24 febbraio sono state arrestate più di 16'400 persone durante le manifestazioni contro la guerra.
*Ai funzionari e agli oligarchi di Putin è stato permesso di sfruttare i Paesi occidentali e la Svizzera non era di certo il più detestato, in quanto cuore bancario dell'Europa. Lì hanno potuto accumulare il denaro rubato ai contribuenti russi. Coloro che frequentano il Cremlino e gli ambienti ad esso vicini, da tempo si sono abituati a rubare in Russia e a spendere in Occidente. I Paesi democratici che hanno permesso tutto ciò hanno finito per diventare complici.
*Le svolte in Russia avvengono spesso in modo repentino e inaspettato, come nel 1905, nel 1917 o nel 1991. Oggi dobbiamo già pensare al futuro. Il regime di Putin non sarà eterno e quando giungerà al termine sarà importante che vengano ripristinate la democrazia e la libertà economica. La Russia dovrà tornare a essere integrata nelle strutture europee e nella comunità internazionale. Continuo a credere nell'ideale di un'Europa libera, unita e pacifica. Ciò però sarà possibile solo se vi prenderà parte una Russia libera e democratica.
===2023===
{{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/mondo/2024/5/6/il-premio-pulitzer-vladimir-kara-murza-putin-non-si-fermera-se-gli-concedete-unuscita-salva-faccia-dalla-guerra-tra-poco-ne-avremo-unaltra/3758 Il premio Pulitzer Vladimir Kara-Murza: «Putin non si fermerà. Se gli concedete un'uscita salva-faccia dalla guerra, tra poco ne avremo un'altra»]''|Intervista di Sabrina Pisu, febbraio 2023; ''Lespresso.it'', 7 maggio 2024.|h=4}}
*Ricevo lettere da tutta la Russia, persone che vogliono esprimere solidarietà e sostegno per la mia posizione contro Putin e contro la guerra. Mi ricordano quello che ho sempre saputo: quante persone belle, perbene e con vedute democratiche ci sono in Russia e quanto sia falsa la propaganda ufficiale del Cremlino sul "sostegno universale" al regime e alla guerra.
*Per me il movimento dissidente sovietico offre una lezione di grande speranza e ottimismo: per quanto forti siano le forze della tirannia, alla fine la verità, la dignità e le convinzioni ne escono più forti. Come amava dire un dissidente sovietico: la notte è più buia prima dell'alba.
*Il Comitato investigativo russo mi ha proibito di telefonare ai miei figli sostenendo che questo potrebbe "minacciare l'indagine". E questo la dice lunga di un regime che parla di "valori familiari".
*Una caratteristica della società russa è che, per quanto bui siano i tempi e per quanto forte sia la repressione, ci sono sempre persone disposte a difendere quello che è giusto. La mia speranza è che quando le persone nel mondo libero pensano e parlano della Russia, ricordino non solo gli abusi, gli aggressori e i cleptocrati che siedono al Cremlino, ma anche coloro che si oppongono a loro. Anche noi siamo russi.
*Putin è al potere da più di due decenni segnati da guerre. È arrivato al Cremlino come conseguenza della brutale guerra in Cecenia. Poi la distruzione dei media indipendenti, del pluralismo politico, delle libere elezioni e dei diritti civili. Quindi l'invasione della Georgia, l'annessione della Crimea, la prima incursione nell'Ucraina orientale, il bombardamento della Siria. Ora un attacco su vasta scala all'Ucraina, con crimini contro l'umanità nel mezzo dell'Europa. Non si fermerà finché rimarrà al potere. Anni di pacificazione occidentale nei confronti di Putin ci hanno portato a questo.
*Quelli di noi che sono in prigione per aver parlato contro la guerra sono più liberi di quelli fuori che sono costretti a difenderla pubblicamente.
{{Int|Da ''[http://www.memorialitalia.it/lultima-dichiarazione-di-vladimir-kara-murza/ L'ultima dichiarazione di Vladimir Kara-Murza]''|Messaggio aperto lanciato prima della sentenza, 10 aprile 2023.|h=4}}
*A pentirsi di quanto hanno fatto dovrebbero essere i criminali. Io sono in carcere per le mie idee politiche. Per essermi espresso contro la guerra in Ucraina. Per avere osteggiato per anni la dittatura di Putin. Per avere chiesto sanzioni internazionali ad personam ai sensi della legge Magnitskij contro chi viola i diritti umani. E non solo non mi pento di nulla di tutto questo, ma ne sono persino orgoglioso.
*Nelle loro ultime dichiarazioni di solito gli imputati chiedono di essere assolti. E l'assoluzione sarebbe anche l'unico verdetto giuridicamente plausibile per chi non ha commesso alcun reato. Io, però, non ho nulla da chiedere a questa corte. So già quale sarà il mio verdetto. Lo so dall'anno scorso, da quando nello specchietto retrovisore ho visto degli uomini in uniforme nera, mascherati, che inseguivano la mia auto.
*So [...] che verrà il giorno in cui le tenebre che incombono sul nostro Paese si dissolveranno. Il giorno in cui si potrà dire nero al nero e bianco al bianco, in cui anche ufficialmente si ammetterà che due per due fa ancora quattro, in cui la guerra sarà guerra e un usurpatore potrà essere detto tale, e in cui i veri criminali saranno coloro che questa guerra l'hanno istigata e scatenata, e non chi ha cercato di fermarla.
*Anche oggi, anche nelle tenebre che ci circondano, anche da dentro la gabbia in cui mi trovo, io amo il mio Paese e credo nella sua gente.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/23_giugno_29/kara-murza-intervista-84236450-15f8-11ee-b570-8ff72e535806.shtml Kara-Murza parla dal carcere: «Putin ha già perso la guerra, il suo regime finirà, è solo questione di tempo»]''|Intervista di Federico Fubini, ''corriere.it'', 29 giugno 2023.|h=4}}
*Nel caso della mia sindrome, la legge russa proibirebbe la detenzione. Ma ai prigionieri politici la legge non si applica.
*Qualsiasi regime autoritario sente la sua mancanza di legittimità, perché non ha un vero mandato elettorale. Il regime di Vladimir Putin non fa eccezione. Può mantenere il potere solo con la censura, la repressione e la paura. Quindi chi dice la verità sulla corruzione, sugli abusi, sulla guerra rappresenta il pericolo maggiore, perché smaschera questa cleptocrazia autoritaria e aggressiva. Putin farà di tutto per far tacere queste voci.
*Per anni, gli agenti del Cremlino hanno rubato in Russia e speso o nascosto il denaro in Occidente. E per anni i Paesi occidentali lo hanno permesso. Sono fiero di aver avuto un ruolo nell'approvazione dei "Magnitsky Act" in diversi Paesi occidentali, più di 30, che hanno posto fine a questa ipocrisia imponendo il blocco dei visti e il congelamento dei beni. Queste leggi sono pro russe, perché introducono un po' di trasparenza e di responsabilità per coloro che violano i diritti dei cittadini e saccheggiano le risorse dei contribuenti russi. Sono molto efficaci. Non sorprende che il Cremlino non abbia gradito.
*I processi teatrali di Stalin negli anni '30 erano condotti in pubblico. Il mio invece è stato sempre coperto e anche il giorno del verdetto l'aula era piena di un "pubblico" preselezionato, mentre i miei amici e colleghi, i giornalisti indipendenti e i diplomatici occidentali sono stati tenuti fuori.
*La macchina propagandistica del Cremlino sta facendo di tutto per fingere che tutti in Russia sostengano la guerra e Putin. Ma il fatto che tanti nel Paese — politici, artisti, giornalisti, sacerdoti, avvocati, insegnanti, persino ufficiali di polizia e militari — si siano pronunciati contro la guerra, spesso a costo del carcere, dimostra quanto poco valga questa propaganda.
*Putin l'ha già persa {{NDR|la guerra}} quando non solo non ha distrutto lo Stato ucraino indipendente come voleva, ma ha coalizzato l'intero mondo civilizzato a sostegno di Kiev. Il regime di Putin finirà con questa guerra, è solo questione di tempo. E la Russia avrà un'opportunità di cambiare. È nostra responsabilità usarla con saggezza. Dobbiamo imparare dalla fallimentare transizione post comunista degli anni '90 e assicurarci che la Russia post Putin faccia pienamente i conti con il passato, in modo che il passato non si ripeta mai più.
*Il regalo più grande che gli oppositori del regime di Putin potrebbero fargli sarebbe fare le valigie e andarsene. Non voglio far loro questo regalo. La Russia è il mio Paese. che se ne vadano loro, se vogliono.
{{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/guest/memorial-italia/2023/06/30/news/russia_carcere_intervista_vladimir_kara-murza-12538118/ Vladimir Kara-Murza dal carcere di Mosca: "Non mi avranno e, fidatevi, tutto questo presto finirà"]''|Intervista di Marija Voloch, ''Poligon Media'', 27 giugno 2023; tradotto in ''huffingtonpost.it'', 30 giugno 2023.|h=4}}
*La polineuropatia che ho alle gambe e alle mani è la conseguenza dei due avvelenamenti. Dopo il primo ho dovuto reimparare a camminare, poi ho usato il bastone per un anno.
*La paura è un lusso che un politico dell'opposizione non può permettersi, in Russia.
*Molti anni fa, mentre giravo Hanno scelto la libertà, un documentario sui dissidenti sovietici, chiesi a [[Vladimir Bukovskij]] che cosa lo aveva aiutato a resistere e a non cedere allo sconforto e alla paura nelle prigioni e nei campi. Mi rispose: "La consapevolezza di essere nel giusto. Se sai di essere nel giusto, la paura sparisce". Ora so cosa intendeva.
*Un politico non può esporsi "da remoto". Se sei lontano, in un posto sicuro, non puoi criticare il potere e invitare la gente a lottare contro un regime autoritario. O per lo meno io non credo di avere il diritto morale di farlo. È una questione di etica e di responsabilità, soprattutto per un personaggio pubblico.
*Michail Chodorkovskij è tornato in Russia nell'autunno del 2003, Boris Nemtsov nella primavera del 2014 e Aleksej Naval'nyj nell'inverno del 2021, tutti pienamente consapevoli dei rischi che avrebbero corso. Ma sentivano forte la responsabilità verso il Paese e verso la loro coscienza.
*Mi è stato vietato di chiamare mia moglie e i miei figli per un anno e due mesi, dall'aprile 2022 al giugno 2023. Prima dal Comitato Investigativo, poi dal Tribunale di Mosca. È l'ennesimo, amatissimo uso sovietico: non si puniscono solo i "nemici", ma anche le loro famiglie. Una pratica che viene applicata di frequente ai prigionieri politici.
*Tutto questo è già successo, nel nostro Paese, ed è finito. Finirà anche questa volta, e sappiamo persino come, più o meno. Nessuno è mai riuscito ad abrogare le leggi della storia.
*[...] [[Pavel Nikolaevič Miljukov|Miljukov]] era soprattutto uno storico molto profondo e serio. I suoi Saggi sono una panoramica fondamentale della storia culturale, spirituale, socio-economica, militare, sociale e politica del nostro Paese negli ultimi dieci secoli. E spiegano molte cose, anche dei giorni nostri.
*In cella la TV è accesa dalla mattina alla sera. E fa paura. Fa paura pensare che gran parte della popolazione del nostro Paese vive in una bolla di propaganda, con livelli impressionanti di odio, aggressività, isteria, bugie mostruose e istigazione alla violenza. Chi collabora a tutto questo è chiaramente un criminale. E quando tutto sarà finito, dovrà essere processato come accadde ai loro omologhi nazisti a Norimberga, o ai capi ruandesi di Radio Télévision Libre des Mille Collines, chiamati a rispondere delle loro azioni al Tribunale internazionale delle Nazioni Unite.
*So (e vedo dalle lettere che ricevo) che molti sono sconfortati e hanno perso il senso del futuro e della prospettiva. Amici, no!, non fatelo! Tutto questo finirà, e pure in un futuro abbastanza prossimo. E non è né fede cieca, né ottimismo ingenuo: è la storia che ho studiato. Stiamo vivendo un periodo storico che il nostro Paese ha già vissuto altre volte: nei "sette anni tristi" della fine del regno di Nicola I, negli ultimi anni prima della morte di Stalin, negli anni Ottanta. La stessa combinazione perniciosa di reazione interna e isolamento internazionale. Sappiamo anche, però, come tutti quei periodi sono finiti. Qualcosa cambierà, e non ci vorrà molto. Ed è importante farsi trovare pronti per non perdere l'opportunità di fare tutto ciò che serve, questa volta, per sottrarci al solito circolo vizioso e costruire finalmente un Paese libero, moderno ed europeo, che non sia più una minaccia per i suoi cittadini o per il mondo che lo circonda. Credo fermamente che ci riusciremo. E io stesso farò tutto ciò che è in mio potere perché questo accada.
{{Int|Da ''[https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/lettera-del-dissidente-russo-vladimir-kara-murza La lettera dal carcere del dissidente Kara-Murza: alle urne dite no alla guerra]''|Lettera inviata nel dicembre 2023; ''Avvenire.it'', 1 febbraio 2024.|h=4}}
*Non ci sono vere elezioni nel nostro Paese da molti anni – l'ultima volta che si è svolto qualcosa di simile a una competizione elettorale è stato negli anni [[Elezioni presidenziali in Russia del 2000|1999-2000]] (non è la mia opinione, sono le conclusioni degli osservatori dell'Osce). Tutto ciò che è seguito è stato solo la preparazione per la "legittimazione" formale del regime con vari gradi di validazione esterna.
*{{NDR|Sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2024]]}} Pochi, nelle condizioni di dittatura e repressione, sono pronti a parlare pubblicamente o a scendere in piazza, ma tutti possono prendere la propria scheda elettorale, cancellare tutti i candidati Z e scrivervi sopra "No" [...]. E anche questo sarà un atto civile [...].
*Ultimamente nella nostra società si discute molto degli errori degli anni '90 e sulle ragioni del fallimento dell'esperimento democratico. A mio avviso, l'errore più importante, che ha predeterminato tutto ciò che sta accadendo oggi, è il rifiuto di giudicare e condannare pienamente i crimini del periodo sovietico. Dopo il crollo del regime sovietico, era di vitale importanza aprire gli archivi, condannare i crimini del Pcus e del Kgb a livello statale, assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso questi crimini e, attraverso la Lustration law, difendere la giovane democrazia dalla possibilità di rivalsa da parte degli attuatori delle precedenti politiche repressive.
*Molti Paesi post-totalitari – la Germania dopo il nazismo, il Sudafrica dopo l'apartheid, gli Stati latinoamericani dopo le dittature militari – hanno attraversato questo percorso di presa di coscienza nazionale e di moralizzazione della società in una forma o nell'altra. I Paesi dell'Europa centrale e orientale hanno fatto lo stesso dopo la caduta del comunismo. In Russia questo è stato poi proposto dai leader più lungimiranti del movimento democratico: Vladimir Bukovsky e Galina Starovoitova. Ma l'inerzia dell'apparato burocratico e l'opposizione delle parti interessate nel governo e nelle forze di sicurezza si sono rivelate più forti. «Perché fomentare il passato, non c'è bisogno di una caccia alle streghe», spiegarono gli allora funzionari nelle conversazioni con Bukovsky. «Allora le streghe torneranno e inizieranno a darti la caccia», rispose. E, ovviamente, si è scoperto che aveva ragione.
===2024===
*Per me la differenza più grande tra una dittatura e una democrazia è che il valore più alto in una democrazia è la vita umana, la protezione della vita umana, la salvezza della vita umana. E a coloro che criticano le decisioni dei governi democratici di effettuare scambi, di impegnarsi in questi scambi con regimi autoritari come quello di Vladimir Putin, vorrei rispettosamente invitarli a parlare non di scambi di prigionieri, ma di salvezza di vite umane.<ref>Citato in ''[https://www.iltempo.it/esteri/2024/08/03/video/vladimir-kara-murza-scambio-prigionieri-salvare-vite-umane-democrazia-putin-russia-40027494/ Kara-Murza difende la scelta dello scambio di prigionieri: "Si salvano vite umane"]'', ''iltempo.it'', 3 agosto 2024.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/21/news/vladimir_kara_murza_navalny_putin_russia-422179989/ Vladimir Kara-Murza, il dissidente in carcere in Siberia, su Navalny: "Muoiono i migliori. Putin è un vecchio vendicativo, codardo e avido"]''|''Repubblica.it'', 21 febbraio 2024.|h=4}}
*Vladimir Putin è personalmente responsabile della [[Morte di Aleksej Naval'nyj|morte di Aleksej Navalny]]. Perché Aleksej era il suo prigioniero personale. E solo su suo ordine personale potevano agire gli avvelenatori del Secondo servizio dell’Fsb, investigatori, pubblici ministeri e giudici che sbrigavano fascicoli giudiziari e sentenze; alti gradi carcerari che creavano condizioni da tortura.
*Quest'uomo ha portato con sé la morte per tutti i 25 anni del suo potere, a partire proprio da quell'autunno in cui di notte furono fatte saltare in aria persone pacifiche che dormivano nei loro appartamenti.
*Muoiono i migliori: i più coraggiosi, i più sinceri, i più appassionati.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2024/03/12/news/russia_kara_murza_regime_putin_illegittimo-14141859/ Russia, Kara-Murza: "Il regime di Putin è illegittimo, non riconoscetelo"]''|Articolo firmato per il ''Washington Post''; citato ne ''Lastampa.it'', 12 marzo 2024.|h=4}}
*I leader occidentali parlano spesso della loro determinazione a rispondere al Cremlino. A volte lo strumento più potente è semplicemente quello di dire la verità [...]. Putin non è un presidente eletto legittimamente. È un dittatore e un usurpatore. È il momento che il mondo lo dica.
*In molti si chiedono perché i dittatori perdono tempo per organizzare "elezioni" in cui tutti sanno che sono una messa in scena, un rituale senza senso. Ma nel 21esimo secolo, l'unica fonte ampiamente accettata di legittimità per qualsiasi governo arriva in forma di scheda elettorale e anche i regimi che non hanno una legittimità reale sentono il bisogno di creare una apparenza di legittimità
*Secondo le stime più caute, i detenuti politici in Russia sono centinaia, mentre il numero totale di russi che hanno affrontato condanne amministrative o penali dal 2018 per aver esercitato il loro diritto alla libertà di parola sono 116mila, secondo una recente inchiesta giornalistica. Ci sono stati più processi politici nell'ultimo mandato di Putin che sotto i leader sovietici Nikita Krushchev e Leonid Brezhnev insieme.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/08/03/news/scambio_prigionieri_dissidenti_russi_germania_yashin-423429001/ Yashin denuncia: "Non volevo l'esilio: mi hanno costretto. Putin è un assassino"]''|Da una conferenza stampa dopo il rilascio, citato in ''La Repubblica'', 3 agosto 2024.|h=4}}
*Nessuno ha chiesto il nostro consenso [...]. Mi sono rifiutato di chiedere la grazia a Vladimir Putin perché non lo considero il presidente legittimo, ma un assassino, responsabile dell'omicidio di Aleksej Navalny, di Boris Nemtsov e di migliaia di civili in Ucraina, e perché mi sarei dovuto dichiarare colpevole, ma non sono colpevole di nulla. Eppure sono qui. [[Vladimir Konstantinovič Bukovskij|Vladimir Bukovskij]] nel suo libro ''Il vento va, e poi ritorna'', ricordando la sua deportazione nel 1976 in cambio del segretario generale del Partito comunista cileno, scriveva: "Nel nostro Paese non possono sbatterti in galera ai sensi della legge, né liberarti ai sensi della legge". Quasi mezzo secolo dopo nulla è cambiato
*Non si è trattato di uno scambio di prigionieri. Si è trattato di un salvataggio di vite umane. E ciò che differenzia una dittatura da una democrazia è il valore supremo dato alla vita umana. Non credo che in questo mondo ci sia nulla di più importante [...].
*[...] tante persone innocenti che non hanno mai commesso un crimine in vita loro sono detenute e sottoposte a tortura, sia fisica, sia psicologica, o entrambe, nelle carceri di Putin per l'unico reato di aver detto la verità, l'unico reato di essersi opposto alla guerra in Ucraina, l'unico reato di essersi opposto a un dittatore.
*Confondere il regime con i russi è come dire che io, Yashin, Pivovarov e le decine di migliaia di russi fermati nelle proteste non esistono. Le sanzioni che colpiscono tutti sono sbagliate e controproducenti perché rafforzano la propaganda di Putin sulla fortezza assediata.
===2025===
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/sette/esteri/25_febbraio_24/kara-murza-intervista-2f58e8c1-6d76-4e6d-81d4-13392955dxlk.shtml Kara-Murza, l'oppositore che venne avvelenato: «Proviamo a pensare al dopo Putin. Senza gli errori degli Anni '90»]''|Intervista di Xavier Colàs, ''Corriere.it'', 24 febbraio 2025.|h=4}}
*Sono uno storico per formazione e background, tra i miei ambiti di ricerca c'erano l'Unione Sovietica e il movimento dissidente. Ad essere sincero, è stato davvero sorprendente per me, perché quando mi trovavo in prigione ho anche avuto modo di rileggere molte delle memorie dei dissidenti sovietici. È incredibile come sia tutto esattamente uguale a com'era mezzo secolo fa nell'Unione Sovietica, fin nei minimi dettagli: l'aspetto della cella, il modo in cui ti parlano le guardie, l'organizzazione della giornata... Ma la cosa positiva è che sappiamo com'è finito quel sistema e quindi sappiamo che anche questo sistema finirà.
*Un paio di mesi fa, a Mosca, un uomo è stato condannato a cinque anni di carcere per aver risposto a una domanda di un sondaggio d'opinione, condotto per strada, dicendo di essere contrario alla guerra in Ucraina. L'hanno identificato, rintracciato, arrestato e consegnato alla giustizia. Cinque anni di carcere per aver risposto a una domanda di un sondaggio d'opinione. Non ha senso parlare di sondaggi di questo tipo in una dittatura totalitaria e così repressiva. Non c'è modo di valutare oggettivamente lo stato dell'opinione pubblica in un Paese che mette in carcere le persone per aver espresso le proprie opinioni.
*In prigione ho potuto constatare quante persone rispettabili, oneste e di buon cuore ci siano in Russia.
*Credo che il maggior errore del presidente [[Boris Nikolaevič El'cin|Boris Eltsin]] e del governo democratico della Russia all'inizio degli Anni 90 sia stato la mancanza di volontà o l'incapacità di sviluppare un processo incentrato su una resa dei conti morale e pubblica per i crimini del regime sovietico. Conosciamo bene alcuni esempi di successo di Paesi che hanno compiuto una transizione dalla dittatura alla democrazia. Tra questi, il Sudafrica dopo l'Apartheid, l'Argentina dopo la dittatura militare, l'Europa centrale e orientale dopo la caduta del comunismo e, ovviamente, la Germania dopo il 1945. Sappiamo che il successo di una transizione dal totalitarismo alla democrazia implica quella resa dei conti morale e pubblica per i crimini commessi. Superare davvero il trauma di un governo totalitario può avvenire in diversi modi, sotto forma di commissioni per la verità e la riconciliazione oppure di processi giudiziari. È necessario aprire gli archivi per far emergere la verità, affinché la società prenda coscienza di tutti gli orrendi crimini che erano stati commessi in suo nome. Negli Anni 90, in Russia, non è successo niente di tutto ciò, fatta eccezione per qualche piccolo tentativo. Ma, alla fine, non è accaduto nulla. Gli archivi non sono stati aperti completamente. I crimini del regime comunista non sono mai stati condannati ufficialmente dallo Stato. Il KGB non è mai stato smantellato. Quell'apparato criminale repressivo dello Stato sovietico è stato solo ribattezzato. Ancora oggi, l'FSB russo affonda con orgoglio le proprie radici nella fondazione della Cheka, la polizia segreta bolscevica sovietica del 1917. La storia ci insegna che quando non si è provveduto a riflettere apertamente sul male, a rendere conto del proprio operato e a condannarlo pubblicamente, succede proprio ciò che è accaduto in Russia con l'ascesa al potere di Vladimir Putin, un ex ufficiale del KGB.
*Secondo una costante che caratterizza questo Paese, la repressione interna è sempre e inevitabilmente seguita da un'aggressione esterna.
*La [[Appeasement|pacificazione]] con gli aggressori porta a nuove guerre, a nuovi conflitti. Perché, mentre per i politici democratici giungere a un compromesso è qualcosa di positivo, per dittatori aggressivi come Vladimir Putin è solo un invito a essere sempre più aggressivi e a voler prendere ancora di più. Lo vedono come un segno di debolezza da parte del mondo democratico.
===2026===
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/18/news/intervista_kara_murza_dissidente_russo_protesta_cresce_ora_putin_teme_voti_contro_guerra-425591789/ Il dissidente: "La protesta cresce e ora Putin teme i voti contro la guerra"]''|Intervista di Fabio Tonacci, ''Repubblica.it'', 18 settembre 2026.|h=4}}
{{NDR|Sulle [[elezioni parlamentari in Russia del 2026]]}}
*{{NDR|«Cosa distingue queste elezioni dalle altre dell'era Putin?»}} Per anni gli sono bastati il controllo dei media e delle commissioni elettorali e le risorse dello Stato al servizio di Russia Unita. Stavolta no. A fine luglio avevano ammesso Yabloko, l'unico partito apertamente contrario alla guerra, hanno dovuto escluderlo.
*Sui social l'appoggio a Yabloko è esploso, video di giovanissimi su TikTok hanno ottenuto milioni di visualizzazioni. La nostra opposizione, di solito divisa, si è schierata insieme: Yulia Navalnaya, Ilya Yashin, io e molti altri.
*Escludendo Yabloko, il Cremlino ha mostrato che milioni di russi si oppongono alla guerra. Può cancellare un partito dalla scheda, non quelle persone.
*Queste elezioni sono illegittime per tre ragioni. La prima: l'unico vero partito di opposizione è stato escluso. La seconda: si vota nei territori ucraini occupati. La terza: il governo russo si è rifiutato di invitare gli osservatori elettorali dell'Osce, organizzazione della quale è ancora parte, come l'Italia. La prossima Duma sarà quindi illegittima.
==Citazioni su Vladimir Kara-Murza==
*Dall'inizio dell'operazione militare speciale la vita dei giornalisti indipendenti in Russia è diventata difficile. Per esempio, il 22 aprile Vladimir Kara-Murza, giornalista e politico che supporta il Sergej Magnitskij Act, già avvelenato due volte in precedenza, è tornato in Russia dall'America e al suo arrivo è stato arrestato, proprio in virtù della nuova legge sulle fake news, poiché in America parlava delle vittime tra la popolazione civile ucraina. Ora, in Russia, rischia dieci anni di prigione. ([[Zoja Svetova]])
*Il Cremlino lo odia apertamente perché, insieme a Boris Nemtsov, ha ottenuto l’adozione della legge Magnitskij negli Stati Uniti che ha portato a dolorose sanzioni personali contro persone molto influenti della cerchia di Putin. Le prove di questo odio sono la crudele condanna a 25 anni di carcere e i due attentati alla sua vita. Vladimir si trova ora in una colonia siberiana in condizioni simili alle mie, ma dopo gli avvelenamenti subiti, la sua salute è precaria. Non è esagerato dire che Kara-Murza potrebbe morire o essere ucciso da un momento all’altro. ([[Il'ja Jašin]])
*Sono preoccupato per Vladimir Kara-Murza.<br>Dopo l'[[Morte di Aleksej Naval'nyj|assassinio di Naval'nyj]] si è visto con chiarezza che la vita di ogni prigioniero politico russo è a rischio. Ma il destino di Kara-Murza suscita un'ansia particolare.<br>Da un lato, Aleksej e Vladimir sono due figure diversissime. Ma dall'altro, hanno molto più in comune di quanto possa sembrare a un primo sguardo.<br>Entrambi hanno causato problemi personali alla cerchia di Putin. Naval'nyj con le sue inchieste anticorruzione e le sue rivelazioni. Kara-Murza con l'attività di lobby in Occidente per l'applicazione di sanzioni individuali.<br>Entrambi in Russia sono stati dichiarati de facto nemici dello stato. Naval'nyj era stato incluso nell'elenco dei terroristi e degli estremisti che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale. Kara-Murza è stato accusato di alto tradimento e un tribunale gli ha inflitto l'inaudita condanna a 25 anni di colonia penale.<br>Entrambi sono stati trattati dal sistema carcerario con estrema spietatezza. Aleksej e Vladimir hanno passato lunghi periodi in isolamento, sono stati sottoposti a condizioni detentive al limite della tortura. Entrambi hanno avuto seri problemi di salute.<br>Infine, la cosa essenziale: Putin ha già tentato di uccidere entrambi. Naval'nyj e Kara-Murza sono sopravvissuti a tentativi di avvelenamento organizzati dai servizi segreti.<br>Capisco che le mie parole siano la voce di uno che grida nel deserto. Ma Vladimir Kara-Murza deve essere salvato. La minaccia alla sua vita non è soltanto reale, è spropositata. ([[Il'ja Jašin]])
*Putin non durerà per sempre, e Vladimir Kara-Murza sarà tra i protagonisti della Russia del futuro [...]. Intanto sarà un leader dell'opposizione in esilio. Bisogno solo aiutarlo a rimettersi bene in salute, in modo che possa dedicarsi con tutte le forze al lavoro a cui è destinato. È un miracolo che sia ancora vivo. ([[Bill Browder]])
===[[Pierre Haski]]===
*Davanti ai giudici, Vladimir Kara-Murza ha paragonato il suo processo a quelli dell'epoca staliniana. Di sicuro l’oppositore sa di cosa parla: durante il regno del "piccolo padre dei popoli" due suoi bisnonni furono infatti condannati a morte, mentre suo nonno fu mandato nel gulag.
*In Russia qualsiasi opposizione alla guerra è severamente punita, ma il governo ha voluto evidentemente trasformare Kaza-Murat in un esempio aumentando considerevolmente il prezzo della sua dissidenza. La giustizia, infatti, ha rincarato la dose accusandolo di "sovversione".
*Kara-Murza incarna tutto ciò che Putin detesta: è stato giornalista e oppositore politico, è carismatico, parla molte lingue e trova le porte aperte a Washington. Inoltre è in possesso di un secondo passaporto, quello britannico. Insomma è un "cosmopolita", come si diceva ai tempi di Stalin.
==Voci correlate==
*[[Opposizione a Vladimir Putin in Russia]]
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Kara-Murza, Vladimir}}
[[Categoria:Dissidenti russi]]
[[Categoria:Politici russi]]
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Citroën 2CV
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[[File:Paris - Bonhams 2013 - Citroën 2CV A - 1950 - 002.jpg|thumb|Citroën 2CV]]
Citazioni sulla '''Citroën 2CV'''.
*Sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore. ([[Carlo Cavicchi]])
*{{NDR|Nel 1939, sul target commerciale della futura Citroën 2CV}} Se [un contadino] non può entrare e scendere dalla vettura col cappello in testa, allora vuol dire che l'auto non va bene. ([[Pierre-Jules Boulanger]])
*{{NDR|Sull'idea alla base della futura Citroën 2CV}} Voglio quattro ruote sotto ad un ombrello, capaci di trasportare una coppia di contadini con gli zoccoli, cinquanta chili di patate ed un paniere di uova attraverso un campo arato. Senza rompere un uovo. ([[Pierre-Jules Boulanger]])
==Voci correlate==
*[[Citroën]]
*[[Citroën Dyane]]
*[[Flaminio Bertoni]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Automobili]]
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John Scalzi
0
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2026-09-17T19:26:10Z
Rosiestep
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John Scalzi, winner, Best Series ("Old Man’s War"), at Hugo Awards (LAcon V; 84th Worldcon) 2026.jpg
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[[File:John Scalzi, winner, Best Series ("Old Man’s War"), at Hugo Awards (LAcon V; 84th Worldcon) 2026.jpg|thumb|John Scalzi nel 2026]]
'''John Scalzi''' (1969 ― vivente), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il collasso dell'impero''===
Gli ammutinati se la sarebbero cavata, se non fosse stato per il collasso del Flusso.<br>
Naturalmente, esiste una procedura standard legale delle corporazioni che un equipaggio deve seguire nell'ammutinarsi, un protocollo che dura da secoli. Un membro anziano dell'equipaggio, preferibilmente il primo ufficiale o il nostromo, ma anche l'ingegnere capo, il capo tecnico, l'ufficiale medico o, in circostanze davvero strane, il rappresentante del proprietario, deve presentare all'agente imperiale di bordo un formale Atto di Reclamo Conforme ad Ammutinamento, coerente con il protocollo della corporazione. L'agente imperiale deve conferire con il cappellano anziano della nave, convocare testimoni se lo ritiene necessario, e in non più di un mese i due devono presentare un Verdetto di Ammutinamento o emettere un Rifiuto di Ammutinamento.
===''L'ultima imperatrice''===
Per strano che possa sembrare, Ghreni Nohamapetan, duca ad interim di Fine, vide il missile terra-aria proprio un attimo prima che si schiantasse contro la sua navicella.
===''Lo stallo dell'impero''===
Anni dopo Lenson Ornill avrebbe riflettuto sull'ironia che il tempo trascorso come uomo di religione sarebbe stato racchiuso in una singola e specifica parola.<br>
«Oh, cazzo» disse Gonre Ornill a suo marito, Tans, sul ponte della loro nave, la''Non Era Questo l'Accordo''.
==Bibliografia==
*John Scalzi, ''Il collasso dell'impero'', traduzione di Annarita Guarnieri, Fanucci editore, 2017. ISBN 9788834733738
*John Scalzi, ''L'ultima imperatrice'', traduzione di Laura Mastroddi, Fanucci editore, 2021. ISBN 9788834741542
*John Scalzi, ''Lo stallo dell'impero'', traduzione di Pierluigi Fazzini, Fanucci editore, 2019. ISBN 9788834737446
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il collasso dell'Impero}}
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[[Categoria:Scrittori di fantascienza]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:John Scalzi by Gage Skidmore.jpg|thumb|John Scalzi nel 2018]]
'''John Scalzi''' (1969 ― vivente), scrittore statunitense.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il collasso dell'impero''===
Gli ammutinati se la sarebbero cavata, se non fosse stato per il collasso del Flusso.<br>
Naturalmente, esiste una procedura standard legale delle corporazioni che un equipaggio deve seguire nell'ammutinarsi, un protocollo che dura da secoli. Un membro anziano dell'equipaggio, preferibilmente il primo ufficiale o il nostromo, ma anche l'ingegnere capo, il capo tecnico, l'ufficiale medico o, in circostanze davvero strane, il rappresentante del proprietario, deve presentare all'agente imperiale di bordo un formale Atto di Reclamo Conforme ad Ammutinamento, coerente con il protocollo della corporazione. L'agente imperiale deve conferire con il cappellano anziano della nave, convocare testimoni se lo ritiene necessario, e in non più di un mese i due devono presentare un Verdetto di Ammutinamento o emettere un Rifiuto di Ammutinamento.
===''L'ultima imperatrice''===
Per strano che possa sembrare, Ghreni Nohamapetan, duca ad interim di Fine, vide il missile terra-aria proprio un attimo prima che si schiantasse contro la sua navicella.
===''Lo stallo dell'impero''===
Anni dopo Lenson Ornill avrebbe riflettuto sull'ironia che il tempo trascorso come uomo di religione sarebbe stato racchiuso in una singola e specifica parola.<br>
«Oh, cazzo» disse Gonre Ornill a suo marito, Tans, sul ponte della loro nave, la''Non Era Questo l'Accordo''.
==Bibliografia==
*John Scalzi, ''Il collasso dell'impero'', traduzione di Annarita Guarnieri, Fanucci editore, 2017. ISBN 9788834733738
*John Scalzi, ''L'ultima imperatrice'', traduzione di Laura Mastroddi, Fanucci editore, 2021. ISBN 9788834741542
*John Scalzi, ''Lo stallo dell'impero'', traduzione di Pierluigi Fazzini, Fanucci editore, 2019. ISBN 9788834737446
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il collasso dell'Impero}}
{{DEFAULTSORT:Scalzi, John}}
[[Categoria:Scrittori di fantascienza]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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| Persone 2974 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 |
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| Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 |
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| | |Totale 2974 |Totale 1060 | Totale 4034 |
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| Campagne SheSaid |
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Mario Pisu
0
200601
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Spinoziano
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/* Doppiatore */
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text/x-wiki
[[File:Biraghin (film 1946) Mario Pisu (cropped).png|thumb|Mario Pisu in ''[[Biraghin]]'' (1946)]]
'''Mario Pisu''' (1910 – 1976), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni su Mario Pisu==
*Alto, di bella presenza ed elegante figura, è uno degli attori più stimati e quotati dapprima nel teatro poi nel cinema, settori in cui debutta pressoché contemporaneamente pur non giungendo mai al ruolo di protagonista. Da "primo attor giovane" in teatro ad antagonista sullo schermo, Mario Pisu si costruisce una carriera di tutto rispetto recitando in teatro [...]. Ma anche in campo cinematografico Pisu è richiesto da registi importanti e affermati [...]. Di notevole intensità è anche la sua attività nel doppiaggio, dove presta la sua voce calda e modulata. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Il suo destino]]'' (1938)
*''[[Manovre d'amore]]'' (1941)
*''[[Noi vivi]]'' (1942)
*''[[Addio Kira!]]'' (1942)
*''[[Il ratto delle Sabine (film 1945)|Il ratto delle Sabine]]'' (1945)
*''[[Il canto della vita]]'' (1945)
*''[[Biraghin]]'' (1946)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952)
*''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1952)
*''[[Totò all'inferno]]'' (1955)
*''[[Anni ruggenti]]'' (1962)
*''[[8½]]'' (1963)
*''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965)
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971)
*''[[Paolo il caldo]]'' (1973)
{{div col end}}
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Shanghai Express]]'' (1932)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[La grande pioggia]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'' (1944)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Il cucciolo]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Bastogne (film 1949)|Bastogne]]'' (1949)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]'' (1949)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Viale Flamingo]]'' (1949)
*''[[Donne e briganti]]'' (1950)
*''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Sui marciapiedi]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953)
*''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Gli ultimi cinque minuti]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Splendore nell'erba]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Pisu, Mario}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Lauro Gazzolo
0
200603
1426795
1420504
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Spinoziano
2297
/* Doppiatore */
1426795
wikitext
text/x-wiki
[[File:LauroGazzolo.jpg|thumb|Lauro Gazzolo nel 1940]]
'''Lauro Gazzolo''', all'anagrafe '''Ilario Gazzolo''' (1900 – 1970), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni su Lauro Gazzolo==
*Il suo ingresso nel cinema è dapprima come doppiatore, e Gazzolo presta la sua personale intonazione vocale a caratteristi stranieri come [[Fernandel]], [[Walter Brennan]], [[Peter Lorre]], [[Roland Young]], [[Barry Fitzgerald]], [[Millard Mitchell]], [[Bud Abbott]] e altri, tra cui anche primi attori come [[Louis Jouvet]] e [[Charlie Chaplin]], fino ai tipici vecchietti invadenti dei film western, uno fra tutti [[Gabby Hayes|George "Gabby" Hayes]]. È poi utilizzato come eccellente attore di carattere dal 1938, creando invariabilmente tipi molto indovinati. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
===Attore===
{{div col|strette}}
*''[[Montevergine (film)|Montevergine]]'' (1939)
*''[[Centomila dollari]]'' (1940)
*''[[Scarpe grosse]]'' (1940)
*''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]'' (1942)
*''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)
*''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942)
*''[[Fari nella nebbia]]'' (1942)
*''[[L'ultima carrozzella]]'' (1943)
*''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)
*''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946)
*''[[Biraghin]]'' (1946)
*''[[Alina (film)|Alina]]'' (1950)
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
*''[[La banda degli onesti]]'' (1956)
*''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]'' (1961)
{{div col end}}
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Io sono un evaso]]'' (1932)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936)
*''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Ninotchka]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Furore (film)|Furore]]'' (1940)
*''[[Dumbo - L'elefante volante]]'' (1941)
*''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941)
*''[[La ribelle del Sud]]'' (1941)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Casablanca]]'' (1942)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[Fiori d'arancio]]'' (1944)
*''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944)
*''[[Io ti salverò]]'' (1945)
*''[[L'uomo del Sud]]'' (1945)
*''[[Il cucciolo]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946)
*''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946)
*''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1946)
*''[[La croce di fuoco]]'' (1947)
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[Ultimatum alla Terra]]'' (1951)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952)
*''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Caccia al ladro]]'' (1955)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[La valle dell'Eden]]'' (1955)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[Quando la moglie è in vacanza]]'' (1955)
*''[[L'amore più grande del mondo]]'' (1956)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Gazzolo, Lauro}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Danyele
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[[File:Morris Mini-Minor 1959 (621 AOK).jpg|thumb|upright=1.2|Morris Mini-Minor (1959)]]
Citazioni sulla prima generazione della '''Mini''', prodotta dal 1959 al 2000, e le sue versioni derivate o da competizione.
*Della ''Mini'' ammiravo la semplicità costruttiva della carrozzeria, ma giudicavo troppo elevato il costo di fabbricazione della meccanica. D'altronde consideravo insufficiente la distanza da terra del pianale della carrozzeria e degli organi a questo collegati. La bella vetturetta inglese mi aveva tuttavia fatto grande impressione poiché realizzava l'ideale della vettura minima, compatta, brillante, dalla forma funzionale e gradevole a vedersi. ([[Dante Giacosa]])
*Irrompe sulla scena stravolgendo il modo di costruire le auto. Piccolissima, con il motore anteriore trasversale e la trazione davanti, combina un incredibile spazio a bordo con dimensioni esterne minime. Per contenere i costi ha le cerniere delle porte esterne e un peso irrisorio [...]. La sua tenuta di strada è sorprendente e nelle corse vincerà tantissimo. ([[Carlo Cavicchi]])
*La prima volta che vidi una Mini Cooper S in "diretta" fu nel lontano 1966, stavo effettuando le ricognizioni del mio primo Rally di Montecarlo. Il "giocattolo" mi incuriosì per le sue ridotte dimensioni e per la sua leggerezza, armi che si rivelarono subito vincenti. Doti che la vetturetta inglese aveva già messo in evidenza, imponendosi in competizioni importanti come il Rally di Montecarlo già nelle due precedenti edizioni. Ebbi l'occasione di guidarla, anche se per pochi chilometri, sui tornanti del Turinì. Mi impressionò per la sua maneggevolezza e la facilità d'inserimento in curva e la velocità in uscita. Mi resi subito conto che in gara con la "mia" imponente Flavia Coupé non avrei avuto nessuna possibilità di sopravanzarla. Così fu! [...] Il merito di questi risultati conseguiti sul campo, dall'"inglesina" tutto pepe, è da attribuire sicuramente al talentuoso tecnico albionico John Cooper. Infatti lui capì subito che il punto di forza della vetturetta inglese, era rappresentata dall'eccezionale tenuta di strada, e nel motore il punto debole. Così si concentrò nel potenziamento del piccolo propulsore, trasformando il brutto "anatroccolo" in un bellissimo "cigno" vincente. ([[Sandro Munari]])
==Voci correlate==
*[[Mini (2001)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Fiat Nuova 500
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[[File:Fiat500-pot-de-yaourt-av-byRundvald.jpg|thumb|upright=1.2|Fiat Nuova 500 (1957)]]
Citazioni sulla '''Fiat Nuova 500''' del 1957, nota anche come '''Fiat 500'''.
*C'era il problema dei posti a sedere: due o quattro? Una [[Smart]] ante-litteram o una automobile vera? [...] il board aveva remato contro, perché si temeva che una 500 (che in realtà in codice si chiamava «400») troppo confortevole potesse portare via clienti alla 600. Altro che aggiungerne! Così, a un certo punto, si arrivò all'eccesso [...], al modello della «400» col padiglione calante, che avrebbe obbligato persino un ragazzo cresciutello a star seduto dietro solo con la testa piegata. Era troppo. [...] Così si fece all'italiana, padiglione rialzato, ma solo una panchetta, senza schienale, omologazione per due e rispetto delle regole lasciato a discrezione. O al buon cuore dei vigili del tempo, che assomigliavano a [[Alberto Sordi]]. [...] il lancio della spartanissima 500 serie 1 fu un flop. Solo 48 mila consegne nei primi tre anni, contro le 255 mila dei successivi e il milione del triennio '69-'71. Cosa era successo? Certamente, il prezzo iniziale, sbagliato [...], fu decurtato. Poi l'Italia era entrata nel [[Miracolo economico italiano|boom]], la gente aveva qualche spicciolo in più e anche le mogli guidavano e volevano la loro microcar. Ma soprattutto arrivarono i sedili posteriori e l'omologazione per quattro, che insieme a qualche cavallo in più, un paio di profili in alluminio lucidato, i coprimozzi e i vetri apribili fecero della 500 il mito che fu. ([[Giosuè Boetto Cohen]])
*Era il sogno di tutti i ragazzi della mia generazione. Ne acquistai una color beige-nocciola. [...] Volevo però che avesse assolutamente i sedili ribaltabili. Come facevo senza ad accompagnare a casa le mie prime fidanzatine? E poi erano utili nei viaggi. Con quella Cinquecento andai fino al confine dell'Albania. ([[Sergio Chiamparino]])
*Io possedevo una 500, comprata con 36 rate. [...] Ancora non so dire come facessi a entrarci: per riuscirci ogni volta dovevo aprire il tettuccio. ([[Pippo Baudo]])
*Mentre la ''[[Fiat 600|600]]'' era in fase sperimentale avevamo ripreso gli studi della vettura minima, ancora più piccola ed economica. Gli italiani desideravano l'automobile e si sarebbero volentieri accontentati di un piccolo spazio, purché su quattro ruote: per quanto piccola una automobile sarebbe stata più confortevole di un motoscooter specie nell'inverno e nei giorni di pioggia. Da tempo facevo abbozzare modelli di vetturette non convenzionali che dovevano competere con il motoscooter, soprattutto con la meravigliosa [[Piaggio Vespa|Vespa]] della Piaggio ideata dall'ingegner D'Ascanio [...]. Arrivai persino a far costruire un modello la cui forma traeva ispirazione dalla Vespa. ([[Dante Giacosa]])
*Nel 1957 la [...] ''Nuova 500'' non ebbe quell'immediato vasto consenso da parte del pubblico che tutti alla Fiat attendevano. La domanda era inferiore alle previsioni e l'organizzazione di vendita, forse anche la stessa direzione generale, tendeva a far ricadere la colpa sul progetto. Si dimenticava che a qualche mese dall'entrata in produzione, in una riunione tecnica, la direzione commerciale aveva chiesto di ridurre la velocità massima e di rendere meno accogliente la vetturetta per timore che fosse competitiva con la ''600''. Ma quando, qualche tempo dopo, si riportò la velocità massima al valore di quella dei prototipi, si migliorarono alcuni dettagli della carrozzeria e, soprattutto, si ridusse il prezzo, il successo fu clamoroso. ([[Dante Giacosa]])
*Non ha cose inutili: la 500 è la cosa più vicina all'uomo. È un prodotto dell'intelligenza per muoversi senza sciupare spazi, pesi e costi e per mostrare il necessario, senza fare i superbi. ([[Giorgetto Giugiaro]])
*Perfetta sintesi dello stile italiano applicato al design industriale, introdurrà il concetto di funzionalità come primo fattore d'acquisto. [...] fa innamorare vecchi e giovani per la sua freschezza, e il suo fascino resterà immutato nei decenni facendola diventare una vera icona del [[made in Italy]]. ([[Carlo Cavicchi]])
*Sarà stata anche "una barzelletta che viaggia", come ci canzonavano gli americani, però con la 500 ci siamo spostati in tutto il Paese con norme di sicurezza impensabili oggi. ([[Giorgetto Giugiaro]])
==Voci correlate==
*[[Fiat 126]]
*[[Fiat 500 (2007)]]
*[[Fiat 600]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Fordismo
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Danyele
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[[File:H.Ford et sa Ford T.jpg|thumb|Henry Ford accanto alla sua [[Ford Model T|Model T]], costruita secondo i principi del "fordismo"]]
Citazioni sul '''fordismo'''.
*Il fordismo non consiste soltanto nell'applicazione di un rinnovato modello di organizzazione del lavoro, esso rappresenta anche un nuovo modo di inserire i lavoratori nella società capitalista: si tratta al contempo di ''un nuovo modello di produzione capitalista'' (con salari relativamente elevati per una parte della classe operaia e forte aumento della produttività grazie alla produzione di massa e alla razionalizzazione) e ''di realizzazione del valore così creato'' (con lo sviluppo del consumo di massa, che si estende a un settore della classe operaia, le cui condizioni di vita si avvicinano a quelle della classe media). ([[Michel Beaud]])
==Voci correlate==
*[[Catena di montaggio]]
*[[Ford Model T]]
*[[Henry Ford]]
*[[Taylorismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Sociologia del lavoro]]
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Boris Nadeždin
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Skekzilla
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[[File:Boris Nadezhdin.jpg|thumb|Nadeždin nel 2017]]
'''Boris Borisovič Nadeždin''' (1963 – vivente), politico russo.
{{Int|''[https://www.corriere.it/esteri/24_marzo_08/nadezhdin-oppositore-putin-intervista-30dc054c-dd92-11ee-a6b7-58b42c5bfc2b.shtml?refresh_ce Nadezhdin: «Io escluso dal voto in Russia perché faccio paura a Putin»]''|Intervista di Federico Fubini, ''corriere.it'', 8 marzo 2024.|h=2}}
*{{NDR|Sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2024]]}} Quando ho deciso di partecipare valevo l'uno o due per cento, non ero una minaccia. Ma in gennaio avevamo già sedi in 60 città, migliaia di persone accorrevano a firmare e a dare contributi in denaro. A quel punto la situazione è drasticamente cambiata.
*Chi si è permesso o ha avuto il coraggio di parlare di guerra ha subito conseguenze pesanti. Quindi mi attengo alla denominazione ufficiale.
*Putin voleva l'unione in un solo grande Paese, sotto la bandiera russa, con l'Ucraina e la Bielorussia. Il suo errore fatale è stato credere che la popolazione ucraina sarebbe andata incontro all'esercito russo come a un esercito che la liberava dal nazismo. Ma soprattutto non pensava che l'Occidente non solo avrebbe appoggiato l'Ucraina, ma avrebbe imposto sanzioni. Ora l'economia russa è in stallo. Non c'è stata grande crescita, ma nemmeno una crisi. Di sicuro, non fosse stato per la politica di Putin, oggi saremmo venti volte più ricchi.
*Io vivo in Russia, faccio il mio lavoro, intendo partecipare di nuovo alle elezioni e vivere la mia vita politica qui. Non capisco come si possa fare politica in Russia abitando fuori. Credo che [[Julija Naval'naja|Yulia Navalnaya]] e [[Michail Borisovič Chodorkovskij|Khodorkovsky]] abbiano scarse possibilità di successo. Penso che ad appoggiarli non siano più di uno o due milioni di persone: tante, ma non bastano. Io ritengo di poter contare su 15 milioni di voti.
*Sono vent'anni che io mi oppongo alla politica di Putin e so bene dov'è la linea rossa da non varcare. E posso dire con esattezza che cosa hanno fatto, per esempio Navalny o Khodorkovsky o [[Vladimir Kara-Murza]], per oltrepassare quella linea rossa. Cose che io non farò mai. [...] Non ho mai ricevuto appoggi dall'estero, non ho mai contattato personaggi importanti in Occidente a fini personali o per discutere della Russia. E non ho mai criticato direttamente Putin né usato nei suoi confronti delle espressioni forti o offensive. Critico ciò che Putin fa al Paese, mai lui come persona.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/03/16/news/presidenziali_russia_nadezhdin_putin-422320803/ Nadezhdin: "Pronto a rilanciare la mia sfida. Putin non durerà"]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''repubblica.it'', 16 marzo 2024.|h=2}}
*Sono una persona normale, non sono di certo un messia. Ma mi occupo di politica da trent’anni e conosco i bisogni del Paese. Ho una mia strategia. E per portarla avanti, devo rimanere qui e in libertà. Non penso sia possibile far politica in Russia senza stare qui. Per questo mi astengo da azioni radicali.
*Navalny è stato un grande politico e la sua morte è stata una tragedia per me. Ma i suoi sostenitori non sono abbastanza per vincere alle parlamentari e presidenziali. I miei potenziali elettori sono molti di più e non amano l’opposizione radicale. Di conseguenza non ho interesse a coordinarmi con Navalnaya. Il suo sostegno può farmi perdere, più che guadagnare. Lo dico con tutto il rispetto per la sua attività e per il suo lutto.
*Adesso non mi resta che invitare i miei sostenitori a boicottare Putin. Ma la mia strategia non si ferma al 17 marzo. È proiettata nel futuro. Sono convinto che Putin non resterà al potere per altri sei anni.
*È chiaro che sempre più gente non sostiene né Putin né la sua Operazione militare speciale. Lo vediamo dai sondaggi e dalle code che si sono create per sostenere la mia candidatura o per rendere omaggio alla tomba di Navalny. In più élite e imprenditori iniziano a pensare che i problemi si aggraveranno se al potere resterà Putin. Questa crisi può avere diversi sbocchi. La migliore via d’uscita per Putin e per il Paese è che sia egli stesso a nominare un erede. E io mi sto preparando.
*Secondo i sondaggi, oltre il 50 percento della popolazione è favorevole alla pace. E l’unico candidato pacifista finora sono stato io.
*Nessuno riesce a immaginare che in Russia ci sia qualcuno che possa decidere liberamente di candidarsi alle presidenziali. La decisione di candidarmi l’ho presa qui, a questo tavolo, con mia moglie e i miei figli. Non ne ho parlato con nessuno al potere. Forse è proprio per questo che ho raccolto così tanti consensi tra la gente. Perché non rientro in nessuna casella politica russa. Non faccio parte né dell’opposizione sistemica che siede dentro alla Duma, né di quella non sistemica che sta all’estero o in carcere. Non faccio parte del regime, ma non sono neppure così radicale da far temere che sostenermi sia un rischio.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/07/15/news/l_oppositore_nadezdin_i_russi_stanchi_della_guerra_e_di_putin_gli_elettori_sono_con_me-425470947/ L’oppositore Nadeždin: “I russi stanchi della guerra e di Putin, gli elettori sono con me”]''|Intervista di Giovanni Pigni, ''repubblica.it'', 15 luglio 2026.|h=2}}
{{NDR|Sulle [[elezioni parlamentari in Russia del 2026]]}}
*Sono l’unico candidato dell’opposizione che sta raccogliendo firme per candidarsi alla Duma, e la raccolta continua. Al Cremlino sanno che sono in grado di mobilitare la gente a favore della pace e contro Putin.
*I vertici pensavano che inserirmi nel registro degli “agenti stranieri” sarebbe bastato a fermare la mia attività politica. Ma migliaia di sostenitori continuavano a mobilitarsi nelle città del mio collegio con magliette con la scritta “Nadeždin per la pace” e distribuendo materiale elettorale. A quel punto hanno deciso di cambiare approccio: contestarmi un reato legato all’estremismo e arrestarmi.
*Molti pensano che Putin sia come Stalin. Non è affatto così. Certo, in larga misura il sistema si regge anche sulla paura, ma per lui la legittimità popolare resta fondamentale. Poiché Putin identifica se stesso con Russia Unita, i risultati del partito sono essenziali. E un mio ingresso nella Duma significherebbe una cosa molto semplice: che un numero enorme di cittadini non sostiene né Putin né la guerra.
*[...] sta aumentando la quota di persone che comprende come molti dei problemi del Paese siano la conseguenza diretta delle politiche di Putin. È proprio una delle ragioni per cui mi hanno estromesso dalla competizione elettorale: sono una delle poche persone che riescono a spiegare in modo convincente ai cittadini qual è la vera causa dei loro problemi.
*Nelle mie condizioni non posso permettermi di finire in prigione.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici russi]]
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Giulio Augusto Levi
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Otto Weininger
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'''Giulio Augusto Levi''' (1879 – 1951), italianista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giulio Augusto Levi==
*{{NDR|[[Otto Weininger]]}} [...] fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'empirio-criticismo dell'Avenarius, il quale si oppone a tutte le metafisiche, e non ammette altra realtà che il fenomeno. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose.<ref>Da ''Ottone Weininger'', in AA. VV., ''La questione sessuale'', Libreria della Voce, Firenze, 1915, pp. 11-12.</ref>
==Introduzione a ''Canti'' di Giacomo Leopardi==
*Il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 13)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La [[Adelaide Antici Leopardi|madre]] governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il [[Monaldo Leopardi|padre]] era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. (p. 14)
*Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. (pp. 17-18)
*Non si può negare che nella sua passione per la bella [[Fanny Targioni Tozzetti|Fanny]] il Leopardi non abbia accettato la gioia da una illusione consapevole; e che non sia stato un sublime peccato quel suo esaltarsi nella contemplazione del bellissimo corpo, e non cercarne l'anima; poiché non fu esagerazione di amante respinto, ma verità, quello che disse nell'afasia, di avere amato non lei, ma la propria amorosa idea, ridestatagli dalla bellezza di lei. (p. 22)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 23)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[https://archive.org/details/cantileop00leopuoft/page/3/mode/1up Canti]'', con introduzione e note di Giulio Augusto Levi, Luigi Battistelli, Firenze, 1921.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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'''Giulio Augusto Levi''' (1879 – 1951), italianista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giulio Augusto Levi==
*{{NDR|[[Otto Weininger]]}} [...] fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'empirio-criticismo dell'Avenarius, il quale si oppone a tutte le metafisiche, e non ammette altra realtà che il fenomeno. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LaQuestioneSessuale/page/n12/mode/1up Ottone Weininger]'', in AA. VV., ''La questione sessuale'', Libreria della Voce, Firenze, 1915, pp. 11-12.</ref>
==Introduzione a ''Canti'' di Giacomo Leopardi==
*Il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 13)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La [[Adelaide Antici Leopardi|madre]] governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il [[Monaldo Leopardi|padre]] era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. (p. 14)
*Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. (pp. 17-18)
*Non si può negare che nella sua passione per la bella [[Fanny Targioni Tozzetti|Fanny]] il Leopardi non abbia accettato la gioia da una illusione consapevole; e che non sia stato un sublime peccato quel suo esaltarsi nella contemplazione del bellissimo corpo, e non cercarne l'anima; poiché non fu esagerazione di amante respinto, ma verità, quello che disse nell'afasia, di avere amato non lei, ma la propria amorosa idea, ridestatagli dalla bellezza di lei. (p. 22)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 23)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[https://archive.org/details/cantileop00leopuoft/page/3/mode/1up Canti]'', con introduzione e note di Giulio Augusto Levi, Luigi Battistelli, Firenze, 1921.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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'''Giulio Augusto Levi''' (1879 – 1951), italianista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giulio Augusto Levi==
*{{NDR|[[Otto Weininger]]}} [...] fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LaQuestioneSessuale/page/n12/mode/1up Ottone Weininger]'', in AA. VV., ''La questione sessuale'', Libreria della Voce, Firenze, 1915, pp. 11-12.</ref>
==Introduzione a ''Canti'' di Giacomo Leopardi==
*Il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 13)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La [[Adelaide Antici Leopardi|madre]] governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il [[Monaldo Leopardi|padre]] era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. (p. 14)
*Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. (pp. 17-18)
*Non si può negare che nella sua passione per la bella [[Fanny Targioni Tozzetti|Fanny]] il Leopardi non abbia accettato la gioia da una illusione consapevole; e che non sia stato un sublime peccato quel suo esaltarsi nella contemplazione del bellissimo corpo, e non cercarne l'anima; poiché non fu esagerazione di amante respinto, ma verità, quello che disse nell'afasia, di avere amato non lei, ma la propria amorosa idea, ridestatagli dalla bellezza di lei. (p. 22)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 23)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[https://archive.org/details/cantileop00leopuoft/page/3/mode/1up Canti]'', con introduzione e note di Giulio Augusto Levi, Luigi Battistelli, Firenze, 1921.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Levi, Giulio Augusto}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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'''Giulio Augusto Levi''' (1879 – 1951), italianista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giulio Augusto Levi==
*{{NDR|[[Otto Weininger]]}} [...] fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'[[Empiriocriticismo|empirio-criticismo]] dell'[[Richard Avenarius|Avenarius]], il quale si oppone a tutte le [[Metafisica|metafisiche]], e non ammette altra realtà che il [[fenomeno]]. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LaQuestioneSessuale/page/n12/mode/1up Ottone Weininger]'', in AA. VV., ''La questione sessuale'', Libreria della Voce, Firenze, 1915, pp. 11-12.</ref>
==Introduzione a ''Canti'' di Giacomo Leopardi==
*Il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 13)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La [[Adelaide Antici Leopardi|madre]] governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il [[Monaldo Leopardi|padre]] era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. (p. 14)
*Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. (pp. 17-18)
*Non si può negare che nella sua passione per la bella [[Fanny Targioni Tozzetti|Fanny]] il Leopardi non abbia accettato la gioia da una illusione consapevole; e che non sia stato un sublime peccato quel suo esaltarsi nella contemplazione del bellissimo corpo, e non cercarne l'anima; poiché non fu esagerazione di amante respinto, ma verità, quello che disse nell{{'}}''Aspasia'', di avere amato non lei, ma la propria amorosa idea, ridestatagli dalla bellezza di lei. (p. 22)
*{{NDR|Giacomo Leopardi}} Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani<ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 23)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[https://archive.org/details/cantileop00leopuoft/page/3/mode/1up Canti]'', con introduzione e note di Giulio Augusto Levi, Luigi Battistelli, Firenze, 1921.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Levi, Giulio Augusto}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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Dante Giacosa
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[[File:Dante Giacosa - 1966.jpg|thumb|Dante Giacosa nel 1966]]
'''Dante Giacosa''' (1905 – 1996), ingegnere e designer italiano.
==Citazioni di Dante Giacosa==
*Dirigere gli uffici tecnici non significava per me semplicemente fare il direttore, ma sviluppare in proporzioni di gran lunga maggiori il "mio" lavoro: ideare, pensare a tutta l'attività che è peculiare del progetto. Significava esaminare ogni giorno sui tavoli da disegno il progredire degli studi e il graduale definirsi del nuovo modello di vettura, autocarro o autobus o altro veicolo, così come lo avevo immaginato [...]. Progettare è anche valutare le difficoltà, individuare i problemi essenziali, ricercarne le diverse soluzioni possibili e selezionare quelle che appaiono in grado di risolverli nel modo più semplice e completo.<ref>Citato in Tommaso Giacomelli, ''[https://www.ilgiornale.it/news/automotive/dante-giacosa-padre-scuola-italiana-2115023.html Dante Giacosa, padre della scuola italiana]'', ''ilgiornale.it'', 11 febbraio 2023.</ref>
*{{NDR|Nel 1982}} Fra le cose illogiche c'è l'elevato numero di comandi per chi siede al volante. Non si deve giudicare un veicolo dal numero degli accessori. Purtroppo sono gli uomini del Marketing e dei servizi commerciali a decidere.<ref name="Bajardi"/>
*{{NDR|Nel 1978}} Il calcolatore elettronico restringe la creatività del progettista. E le auto sono tutte simili e non solo nella linea. L'intuizione può portare a risultati interessanti, che il computer è in grado di verificare velocemente, ma non di anticipare.<ref name="Bajardi">Citato in Vincenzo Bajardi, ''[https://autologia.net/dante-giacosa-le-auto-tutte-simili-col-computer/ Dante Giacosa: "Le auto tutte simili col computer"]'', ''autologia.net'', 11 febbraio 2016.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Fiat 500 "Topolino"]]}} Il grande successo della [[Fiat 508 Balilla|Balilla]] stava a dimostrare che era necessario dare agli italiani l'automobile [...]. La gente desiderava l'automobile e per accontentarla era indispensabile che esistesse un'automobile a basso prezzo, evidentemente. Per questo il senatore Agnelli ci chiese di fare un'automobile che costasse 5.000 lire – in definitiva poi costò di più [...], venne a costare quasi 9.000 lire [...]. A quel tempo io ero nell'ufficio motore d'aviazione [...] e l'ingegner Fessia mi chiese se mi sentivo di disegnare un'automobile: [...] io accettai questa proposta con molto entusiasmo, anche se fino ad allora avevo disegnato dei motori d'aviazione, dei veicoli militari e altre cose del genere. [...] dovevamo fare una vera vettura, che soddisfacesse ai gusti [...], alle esigenze degli italiani, e doveva costare poco: il problema non era facile. Feci una quantità di schizzi e di proposte, di soluzioni meccaniche, tutte molto semplici, e scegliemmo – con mia soddisfazione – la soluzione col motore di sbalzo, cioè davanti all'asse delle ruote anteriori. Fino ad allora i motori in genere erano dietro all'assale, con questa soluzione ha permesso di dare alla vettura una forma che per la Fiat era importante, era la forma della [...] [[Fiat 1500 (1935)|1500]], con un cofano cadente che era di moda. La vettura era corta e quindi bisognava dare dello spazio all'interno: l'aver messo il motore di sbalzo rispetto alla ruota anteriore ha permesso di ottenere questa abitabilità. (min. 02:21-04:59)<ref name="Topolino">Da Giuliano Nicastro, ''La 126: perché'', CineFiat, 1972; [https://www.youtube.com/watch?v=tQ6q7E8d6Ws disponibile] in YouTube, Centro Storico Fiat, 23 maggio 2014.</ref>
*{{NDR|Sulla Fiat 500 "Topolino"}} Il prototipo venne fatto rapidamente [...] al Lingotto e la prima uscita avvenne il 7 di ottobre del 1934. [...] facemmo come primo percorso di prova un percorso abbastanza severo, Torino-Biella-Ivrea-La Serra-Andrate, una strada molto brutta, ghiaiata [...]. Tornammo soddisfatti. La soddisfazione fu generale [...] perché anche il senatore Agnelli, che seguiva da vicino tutte le nostre prove in ogni dettaglio, dimostrò la sua soddisfazione con una frase che ricordiamo [...], disse: "Ebbene, scendiamo in vettura", questo per mettere in evidenza che [...] era finalmente una vettura bassa in confronto alle vecchie vetture alte per le quali si diceva "salire" in vettura. (min. 04:59-06:00)<ref name="Topolino"/>
==''I miei 40 anni di progettazione alla Fiat''==
*La sua storia [...] tocca tutte le strade del mondo. Alla [[Fiat]] l'Italia deve buona parte del suo progresso tecnologico e della stessa evoluzione sociale. (cap. I, p. 9)
*L'auto come macchina ideata dall'uomo per spostarsi più rapidamente si è tanto perfezionata da trasformarsi in una casa mobile. Il [[Progettazione di automobili|progettista di automobili]] è paragonabile a un architetto. È quindi naturale che in fatto di automobili si parli spesso di estetica e di stile. [...] Lo stile è per l'automobile un mezzo efficace per suscitare secondo la moda una reazione estetica favorevole in un contesto di concorrenza commerciale. Un'automobile può anche essere brutta, ma esteticamente valida nel momento in cui viene presentata al pubblico e lanciata sul mercato. La sua vita non sarà però di lunga durata, perché la reazione estetica cambia nel tempo. Molti ricorderanno le grosse vetture americane del 1960 che si ornavano di grandi pinne sui parafanghi posteriori, tanto brutte quanto inutili, caricature di ispirazione aeronautica, espressione di una estetica decadente. Ancora oggi c'è chi ha gusto per il rombo provocato dallo scarico dei motori, e chi si entusiasma per forme da fantascienza, ma si tratta di reazioni estetiche di breve durata. Solo la bellezza è immutabile. [...] Nell'automobile come in tutte le opere dell'ingegneria e della scienza la si ottiene con l'ostinato perfezionamento di ogni parte, armonicamente con il tutto, secondo il principio supremo dell'economia. Economia come scienza, come arte di giusta distribuzione delle parti nel tutto, del giusto rapporto fra i valori energetici come fra i valori intrinseci ed estetici. (cap. I, pp. 10-11)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 500 "Topolino"]]}} Non prendemmo in considerazione la trasmissione anteriore. Credo che questo atteggiamento fosse conseguenza del desiderio, per non dire della necessità, di non trovarci in contrasto con la decisa opposizione del senatore Agnelli. Troppo vivo era il ricordo dell'insuccesso di una vetturetta sperimentale a trazione anteriore costruita alcuni anni prima, e di un malaugurato incidente avvenuto durante una prova cui partecipava come passeggero lo stesso Senatore. L'avvenimento fu all'origine di una vera e propria avversione per la trazione anteriore, che durò a lungo e richiese da parte mia e dei miei collaboratori una paziente opera di persuasione per far mettere in produzione la prima vettura a trazione anteriore, quasi trent'anni dopo. [...] Così [...] fu saggiamente deciso di adottare uno schema di trasmissione di tipo tradizionale, con un motore a quattro cilindri raffreddato ad acqua. A me spettava il compito di disegnare la vetturetta in modo che fosse comoda, funzionale e sicura e che il suo costo di fabbricazione fosse minimo. [...] La semplicità era la pietra di paragone: semplicità e basso costo. (cap. III, pp. 33-35)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 1500 (1935)]]}} [...] vettura nuovissima con motore a sei cilindri a valvole in testa, con sospensione anteriore a ruote indipendenti tipo Dubonnet, e un telaio a X di disegno molto sofisticato. La carrozzeria era in lamiera con una ossatura in legno che rendeva la vettura silenziosa e piacevole. Ebbe molto successo per la sua linea gradevole, per la silenziosità, il buon molleggio, e mise in crisi i modelli di cilindrata superiore che la stessa Fiat costruiva. Negli anni successivi la ''1500'' subì [...] una evoluzione che la rese capace di soddisfare le richieste della clientela italiana fino al 1948. (cap. IV, pp. 47-48)
*Ho sempre avuto una predilezione per la [[Superutilitaria|vettura piccola]]. Fin dalla più tenera età, navigando la famiglia in ristrettezze economiche, ero stato educato alle più rigide economie, e avevo imparato a non sprecare nulla e a conservare il più a lungo possibile le cose che mi servivano: abiti, libri, oggetti. Mia madre mi aveva insegnato a utilizzare anche le cose che sembravano ormai da buttare, ed era per me diventato un gioco divertente immaginare la trasformazione di vestiti, utensili, o altro, per poterli ancora usare in qualche modo. La mia attenzione alla soluzione dei problemi tenendo sempre presente l'aspetto economico mi è stata di grande aiuto nella carriera di progettista. Non mi sono mai stancato di rifare o far rifare il disegno di un meccanismo ogni volta che mi è accaduto di intuire la possibilità di una sia pur piccola riduzione di costo. Quante volte ho fatto riprendere da capo uno studio per ridurre il numero delle parti, magari per risparmiare una vite! [...] La semplicità è compagna della bellezza ed è quasi sempre sinonimo di basso costo di fabbricazione. [...] Prediligevo dunque la vettura piccola ed economica che potesse essere acquistata dal maggior numero possibile di persone, la vetturetta da usare per recarsi al posto di lavoro e per le gite della domenica, e da parcheggiare in piccolo spazio. (cap. V, p. 71)
*{{NDR|Sulla [[Cisitalia D46]]}} Disegnando lo ''chassis'' mi venne spontanea l'idea di costruire il telaio in tubi. Piacerà a Dusio – pensavo – che costruisce nella sua officina le biciclette Beltrame. Con il telaio formato di tubi sottili disposti in posizioni accuratamente studiate risolvevo diversi problemi: ingombro minimo, grande rigidezza a flessione e a torsione, leggerezza, facilità di lavorazione per le maestranze della Cisitalia esperte nella saldatura dei tubi. La carrozzeria in lamiera di alluminio, un semplice rivestimento a protezione del pilota e delle parti meccaniche più esposte, non avrebbe avuto alcuna altra funzione oltre quella di resistere all'azione dell'aria. Il telaio in tubi è una soluzione valida ancora oggi per le vetture da corsa. Ma a quel tempo fu ragione di commenti e anche di stupore. Quando le piccole monoposto Cisitalia furono raccolte nel cortile del palazzo del Valentino, in attesa del segnale per recarsi alla linea di partenza della prima corsa, il mio amico Massimino, ex collega disegnatore nell'Ufficio motori avio Fiat [...], avvicinandosi col fare sornione che gli era abituale, mi disse in dialetto piemontese: "''Ngegné! Che curage!'' (Ingegnere! Che coraggio!) ... quel telaio in tubi!". (cap. VII, pp. 88-89)
*{{NDR|Sulla Cisitalia D46}} Per un tocco di civetteria estetica avevo previsto di nascondere gli organi della sospensione anteriore con due carenature, come due piccole ali sovrapposte. [...] ne costruii io stesso, con fogli di cartone, un modello che applicai alla vettura. Le carenature non erano né utili, né pratiche per la corsa, anzi erano una complicazione inutile e un inutile peso aggiunto, ma acquetavano le mie aspirazioni estetiche. (cap. VII, p. 93)
*{{NDR|Sulla Cisitalia D46}} Alla fine del mese di agosto {{NDR|1946}}, sette vetture erano pronte per la corsa che doveva svolgersi al Valentino, il parco di Torino sulla riva sinistra del Po. [...] Era la prima corsa su circuito chiuso in Italia dopo la seconda guerra mondiale. Ventisei erano le vetture che partecipavano per contendersi la [[Coppa Andrea Brezzi|Coppa Brezzi]]. Le [...] Cisitalia erano pilotate da Piero Taruffi, Raymond Sommer, Tazio Nuvolari, Franco Cortese, Louis Chiron, Clemente Biondetti e Piero Dusio. [...] dominarono per tutta la corsa [...]. Purtroppo Nuvolari [...] dovette presto ritirarsi. Ne fui desolato, sentendomi in parte colpevole. Disegnando il telaio avevo lasciato fra i tubi laterali lo spazio di appena 45 cm per il pilota. Il volante [...], che aveva un diametro molto maggiore di quelli usati oggi sulle monoposto [...], rendeva [...] difficile infilarsi nel posto di guida a un pilota che non fosse [...] sottile e agile. Io consideravo importante per la sicurezza e la praticità che il pilota potesse rapidamente infilarsi o balzar fuori dalla vettura e perciò avevo voluto rendere il volante ribaltabile verso l'avanti o sfilabile dal piantone [...]. Evidentemente Nuvolari [...] non si era assicurato che il volante fosse bloccato nella sua sede. Bastarono poche curve fatte con [...] violenza [...] perché [...] si staccasse [...]. Nuvolari, liberatosi di quell'oggetto diventato inutile, continuò a guidare aggrappato al piantone manovrando con la corta leva alla quale il volante avrebbe dovuto essere fissato. Dopo qualche giro, fra la delusione generale, [...] dovette abbandonare la corsa. Vinse [...] Dusio seguito da [...] Cortese e [...] Chiron. La Cisitalia ebbe così un successo trionfale di cui parlarono tutti i giornali del mondo. (cap. VII, pp. 95-96)
*Il progetto non è cosa che nasce dalla mente del progettista come Atena è scaturita dal cervello di Giove. Il progettista è una pedina nel grande gioco dell'evoluzione scientifica e tecnica che determina il progresso. Le sue idee non sorgono dal nulla; si allacciano sempre a studi, o progetti, o realizzazioni compiute in precedenza da altri, o da lui stesso. Perciò ogni nuovo modello racchiude in sé qualcosa di affine, o comune, a modelli precedenti. Li collega un filo talvolta tanto esile da essere impercettibile, talvolta molto evidente. (cap. X, p. 125)
*Nel sole, in una stupenda limpidissima atmosfera primaverile, New York era meravigliosamente bella. Struggente il contrasto con [...] la triste miseria delle città colpite dalla guerra. Sbarcato, avevo qualche ora a mia disposizione [...]. Depositai le due valigie alla stazione ''Grand Central'' brulicante di folla in movimento che pestava con stupefacente indifferenza lunghi mozziconi di sigarette, mentre in Italia si raccoglievano le rare microscopiche cicche per ricuperare anche le briciole di tabacco. [...] mi avviai, euforico, leggero, verso la Quarantaduesima strada con il naso verso l'alto dei grattacieli splendidi di vetri rilucenti al sole. Quando mi trovai di fronte alla monumentale ''Public Library'' [...] salii quasi senza rendermene conto i gradini di una delle quattro grandi scale di pietra che portano alle entrate [...]. Mi trovai improvvisamente nella penombra oscura, silenziosa, dell'enorme atrio deserto. Intorno si dipartivano numerosi corridoi che sull'alto del loro ingresso portavano una scritta. Entrai in uno di questi. Forse sul portale avevo letto "motori a combustione interna" [...]. Questi corridoi corrono lunghissimi fra pareti di armadi classificatori metallici, che contengono colonne di cassetti, ciascuno di questi con una targa che indica l'argomento cui si riferiscono le schede che vi sono contenute. A metà corridoio mi fermai. Tirai verso di me il cassetto che mi stava di fronte. Feci scorrere il pollice sulle schede che, disposte verticalmente, riempivano il cassetto e la lunga fila si aprì come per incanto. Sulla scheda rimasta scoperta fra i due gruppi separati lessi: Giacosa, ''Motori Endotermici''. La sorpresa, quasi uno sgomento, fu tale che non lessi oltre. Chiusi di colpo il cassetto e [...] cercai intimidito un'uscita. Mi ritrovai nuovamente nel bagliore del sole riflesso dai grattacieli. Camminavo leggero e felice nella folla che gremiva i marciapiedi della Quinta strada. Gli americani conoscevano il mio libro. (cap. X, pp. 129-130)
*Presentata al Salone di Ginevra del 1950, la ''[[Fiat 1400|1400]]'' ebbe un grande successo. [...] La silenziosità e fluidità del moto, l'ottima tenuta di strada, la guida piacevole e sicura, la confortevolezza avevano raggiunto nella ''1400'' un livello sconosciuto alle altre vetture europee di ugual cilindrata e tutti lo riconobbero. I commenti dei giornali furono entusiastici [...]. In una intervista alla radio dissi che una delle qualità della ''1400'' era "l'esser molto grande dentro e piccola fuori", frase che fu poi usata da altri per vetture utilitarie nate molti anni dopo. La ''1400'' fu la prima vettura Fiat a carrozzeria portante messa in produzione e servì a dimostrare come fosse possibile, anche senza il telaio, costruire in grande serie, economicamente, una vettura silenziosa e robusta. Avevo iniziato la campagna per la carrozzeria portante [...] nel 1936, quando la Lancia produceva i suoi modelli a cassa portante da parecchi anni, e riuscimmo a vederla in produzione solo nel 1950. Tanto era alla Fiat il tenace rispetto della tradizione, e grande il timore di sbagliare. (cap. X, pp. 140-141)
*L'Autorità Militare, così era uso chiamare il gruppo di alti ufficiali della Direzione motorizzazione del ministero della Difesa, si interessava agli sviluppi dei nuovi mezzi di trasporto e chiedeva quali fossero le nostre idee sulla sostituzione delle vecchie vetture militari [...]. Ero preparato a questa richiesta, poiché da tempo avevo fatto iniziare il progetto di vetture a quattro ruote motrici, concepite in modo da utilizzare per quanto possibile gruppi meccanici di vetture in produzione. [...] Il generale Saroldi, direttore della Motorizzazione, venne a Torino e, in un colloquio non ufficiale, riferì che al ministero della Difesa si pensava a una Jeep di costruzione italiana. Quando seppe del progetto che stavamo sviluppando, si disse soddisfatto poiché corrispondeva con molta approssimazione al capitolato tecnico militare. Il progetto, chiamato "1101", fu eseguito con grande rapidità da pochi abili disegnatori. Poiché in quel periodo di agitazioni politiche temevamo che gli operai potessero opporsi alla costruzione di una vettura militare, raccomandai ai disegnatori di parlarne come di un veicolo destinato all'agricoltura. Ricordando una canzonetta molto in voga "Oh campagnola bella..." dissi: la chiameremo ''[[Fiat Campagnola|Campagnola]]'', niente Jeep. (cap. XI, pp. 146-147)
*[...] mi torna alla memoria una disputa avuta con un notissimo progettista e costruttore americano di quel tempo, Mr. Fageol. All'origine fu una visita fatta nel 1947 al suo stabilimento Twin Coach a Kent [...]. L'autobus Twin Coach era un magnifico veicolo, modernissimo, costruito in leghe di alluminio, con sospensioni pneumatiche e un motore a benzina piatto disposto al centro. Vedendo la testata del motore feci notare [...] come la camera di combustione fosse uguale a quella del nostro ''1100''. Mr. Fageol, che ci accompagnava, con malcelato disappunto notò il nostro indugiare su quel dettaglio e, puntiglioso qual era, non lo dimenticò. A un anno e più dalla nostra visita, ricevemmo una sua lettera con la quale egli diffidava la Fiat dall'esportare negli Stati Uniti vetture con motori ''1100'' perché la camera di combustione era da lui brevettata. Per dimostrargli che alla Fiat quel tipo di camera era costruito fin dal 1934, gli inviammo disegni, fogli pubblicitari e riviste. Ma non bastò. Si doveva dimostrare che quel disegno era noto negli Stati Uniti prima della data in cui gli era stato concesso il brevetto. Dopo molte ricerche venne rintracciata fra i collezionisti di vecchie macchine una ''508 CS'' spider (la ''Balilla'' "Coppa d'Oro") e finalmente la controversia ebbe termine. (cap. XI, pp. 157-158)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 600]]}} [...] solo con la trazione anteriore o col motore posteriore sarebbe stato possibile sistemare in modo appena accettabile quattro persone in una vettura di dimensioni uguali o possibilmente inferiori a quelle della ''Topolino''. Solo a tale condizione il peso e il costo della vettura sarebbero stati inferiori a quelli della ''500'' e le caratteristiche superiori. [...] Nel Laboratorio modelli, all'ultimo piano della "palazzina" di Mirafiori, feci eseguire prima di tutto il manichino di abitabilità, per sistemare nel migliore dei modi il volante e i comandi e dare alle porte le dimensioni che consentissero la massima facilità di entrata e di uscita. Con le mie lunghe gambe mi era facile dimostrare [...] come si doveva ritagliare nella fiancata il vano della porta e il passaggio per i piedi e dare la giusta posizione ai pedali nell'esiguo spazio disponibile. [...] Stabilite le dimensioni dell'abitacolo, proseguimmo [...] a modellare la forma. [...] feci progressivamente sparire gli spigoli lavorando io stesso di raspa e di lima alla ricerca della massima compattezza in linee curve che riducessero quanto più possibile lo sviluppo della lamiera e quindi il peso. [...] Fu in definitiva la valutazione del costo a farmi scegliere la disposizione "tutto dietro". La "tutto avanti", attraente per i vantaggi di ordine tecnico che [...] presenta, ma soprattutto per lo spazio consentito alla carrozzeria, risultava, per una vettura economica avente le dimensioni da noi stabilite, di costruzione nettamente più cara [...]. A quel tempo il costo e quindi il peso del materiale impiegato nella costruzione incidevano in misura preponderante sul costo totale, perciò la vettura col motore "dietro" così come era concepita, essendo la più leggera, era anche di costo più basso. D'altronde, nel caso della trazione anteriore, non avevamo la certezza di poter disporre di giunti omocinetici sufficientemente sicuri ed economici, adatti a una vettura utilitaria da prodursi in grande serie. (cap. XII, pp. 161-164)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 8V]]}} Le prime prove del motore ''104-8V'' avevano indotto a ridisegnare completamente le testate e il comando della distribuzione allo scopo di aumentare la potenza. In seguito ai buoni risultati delle prove si decise [...] di costruire un autotelaio direttamente derivato da quello della ''1400'' aumentandone semplicemente il passo [...]. L'autotelaio, denominato "104", venne consegnato a Pininfarina perché [...] potesse eseguire un primo studio della carrozzeria. Tutto ciò nel 1950. [...] Per mio conto ero contrario, perché la vettura era troppo grande e pesante per un motore di appena due litri di cilindrata o poco più, sia pure a otto cilindri. Il prototipo carrozzato da Pininfarina confermò le previsioni. Destò poco interesse e fu giudicato inadatto alla produzione Fiat. Nel frattempo ci eravamo dedicati al perfezionamento del motore, in previsione che venisse approvata la proposta di costruire la vettura sportiva "106" a quattro ruote indipendenti. [...] suggerivo di derivare da questa, non dalla ''1400'', la vettura da turismo col motore ''8V''. Ne seguì la decisione di costruire il prototipo "106" e di attendere i risultati. Per non sovraccaricare l'officina sperimentale si pensò di affidare la costruzione del telaio e il montaggio delle parti meccaniche alla STATA, [...] specializzata nella trasformazione di vetture Fiat di serie in vetture sportive [...]. La carrozzeria fu disegnata dall'ingegner Rapi, aiutato da me nella scelta del disegno e [...] nella definizione della forma finale. La vettura fu rapidamente messa a punto. [...] Con una opportuna taratura delle barre antirollio, ottenne un comportamento fortemente sottosterzante che permetteva una maggior velocità in curva, ma che a tutta prima sconcertò i piloti sportivi, abituati a vetture sovrasterzanti. La produzione [...] si limitò a 114 esemplari. Uscita con la sigla ''8V'' nel 1952, la vettura colse parecchi allori sportivi ed ebbe ammiratori particolarmente appassionati ed entusiasti. Una scocca costruita in plastica rinforzata presso l'officina sperimentale di carrozzeria del Lingotto venne presentata al Salone di Ginevra nel 1954, ma la produzione proseguì, in lamiera di alluminio, fino alla fine dello stesso anno, quando per ragioni economiche ebbe termine. (cap. XIII, pp. 177-178)
*{{NDR|Sulla [[Fiat Turbina]]}} Il modellino in scala uno a cinque venne provato alla galleria del vento del Politecnico con risultati che giudicammo sufficienti. Avevo tutto predisposto affinché la vettura venisse costruita; avrei così dimostrato che il settore della progettazione autoveicoli sapeva progettare anche una turbina di piccola potenza, che i nostri tecnici non erano da meno di quelli del settore aeronautico [...]. Cinque anni di studio erano occorsi per creare ingegneri e tecnici specializzati nella fluidodinamica e nella particolare tecnologia riguardante la costruzione delle turbine ad alta velocità di rotazione, capaci di resistere alle rapide e violente variazioni di regime termico che si verificano nell'uso automobilistico. [...] La presentazione della vettura a turbina alle autorità e alla stampa fu un avvenimento che ebbe una grande eco in tutto il mondo. Per me e i miei collaboratori fu una grande festa, un fuoco d'artificio finale accompagnato dal sibilo acuto del motore, in una luminosa giornata di primavera del 1954, durante il Salone di Torino. [...] Sulla pista dell'aeroporto di Caselle, messo a disposizione per la presentazione della insolita vettura, fu un festoso occorrere di autorevoli rappresentanti della città, di giornalisti e di dirigenti della Fiat, a cominciare dal presidente. [...] La Fiat trasse dalla vettura a turbina un grande spunto pubblicitario. Io ero soddisfatto perché la mia iniziativa si dimostrava utile sotto differenti aspetti. Con la costruzione di quel prototipo la Fiat ha fatto un investimento di inestimabile valore in uomini che hanno avuto [...] parte importante nello sviluppo progettativo e nella ricerca. (cap. XIII, p. 183)
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} Mentre la ''600'' era in fase sperimentale avevamo ripreso gli studi della vettura minima, ancora più piccola ed economica. Gli italiani desideravano l'automobile e si sarebbero volentieri accontentati di un piccolo spazio, purché su quattro ruote: per quanto piccola una automobile sarebbe stata più confortevole di un motoscooter specie nell'inverno e nei giorni di pioggia. Da tempo facevo abbozzare modelli di vetturette non convenzionali che dovevano competere con il motoscooter, soprattutto con la meravigliosa Vespa della Piaggio ideata dall'ingegner D’Ascanio [...]. Arrivai persino a far costruire un modello la cui forma traeva ispirazione dalla Vespa. (cap. XIV, p. 185)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 1800]]}} Durante gli anni di produzione della ''1400'' e della ''1900'' i lavori stilistici per la vettura che avrebbe dovuto sostituirle erano stati limitati a una parziale evoluzione della forma. [...] Ma [...] vedendo la rapida evoluzione dei modelli concorrenti, si decise [...] di rifare completamente tutta la carrozzeria per ottenere una forma decisamente moderna e che potesse durare a lungo. [...] Poiché il peso prestabilito era una delle condizioni da rispettare [...], gli studi non potevano indulgere verso forme che aumentassero l'ingombro [...]. Inizialmente non era stata richiesta una velocità massima molto elevata e perciò, sempre nell'intento di ridurre il peso e migliorare l'abitabilità, diedi maggior importanza a queste qualità piuttosto che all'aerodinamica. [...] si cercava fra l'altro di ridurre la superficie esterna per risparmiare lamiera, così come farebbe un sarto che disponendo di una limitata quantità di stoffa cerchi con quella di ottenere ugualmente l'abito migliore. I primi simulacri [...] furono modellati con forme tondeggianti; poi decisi [...] di passare a una forma dalle linee rigide. (cap. XV, pp. 212-213)
*{{NDR|Sulla Fiat 1800}} Nella fase iniziale insistemmo a lungo in tentativi di sistemare posteriormente al padiglione un cristallo piano e quasi verticale. Successivamente, per gradi, il vetro fu inclinato e infine anche curvato. La linea rigida e netta delle fiancate che caratterizza la carrozzeria della ''1800'' deriva da una sorta di correzione in eccesso di un difetto della fiancata della ''1400''. In conseguenza della curvatura della fiancata [...] e delle curve nelle varie sezioni verticali, la linea di luce delle fiancate al di sotto dei cristalli [...] appare come cadente verso l'avanti e verso dietro con una inflessione sgradevole all'occhio [...]. Volendo evitare questo difetto, si cominciò col dare [...] una forma simile a una scatola con spigoli pronunciati, sulla quale si poteva lavorare senza perdere il riferimento di una linea di luce perfettamente orizzontale o appena leggermente curva. Questi spigoli hanno inesorabilmente fatto sentire la loro preponderante influenza durante il susseguente lavoro di definizione della forma. (cap. XV, pp. 213-214)
*{{NDR|Sulla Fiat 1800}} Qualcuno mi ha [...] chiesto perché il cofano è stato così nettamente troncato alla estremità anteriore. [...] In Italia, lo spazio a disposizione per la circolazione e per il parcheggio è ancora minore che negli altri paesi, perciò il risparmio di pochi centimetri nelle dimensioni può tornare utile. Una forma allungata e ben profilata del cofano avrebbe permesso di raggiungere qualità aerodinamiche superiori, ma l'ingombro sarebbe stato più grande e il peso pure. La parete frontale che taglia nettamente la carrozzeria davanti al radiatore non è certo aerodinamicamente corretta, ma ha consentito di mantenere l'ingombro e quindi il peso nei limiti prestabiliti. (cap. XV, p. 214)
*{{NDR|Sulla Fiat 1800}} Quando la carrozzeria fu ultimata, si volle conoscere il giudizio di Pininfarina e avere il suo consiglio per eventuali perfezionamenti. [...] I ritocchi da lui apportati valorizzarono ancora le caratteristiche di linearità della carrozzeria con un tocco di raffinatezza. Anche la griglia e i fregi anteriori vennero da lui ritoccati con un certo miglioramento nell'effetto generale. A due mesi dall'entrata in produzione volli ancora variare la posizione dei proiettori che apparivano troppo bassi [...]. Fu un ''tour de force'' [...] ma si riuscì a fare tutto il necessario senza ritardare l'inizio della produzione. (cap. XV, p. 215)
*Nel 1957 la [...] ''Nuova 500'' non ebbe quell'immediato vasto consenso da parte del pubblico che tutti alla Fiat attendevano. La domanda era inferiore alle previsioni e l'organizzazione di vendita, forse anche la stessa direzione generale, tendeva a far ricadere la colpa sul progetto. Si dimenticava che a qualche mese dall'entrata in produzione, in una riunione tecnica, la direzione commerciale aveva chiesto di ridurre la velocità massima e di rendere meno accogliente la vetturetta per timore che fosse competitiva con la ''600''. Ma quando, qualche tempo dopo, si riportò la velocità massima al valore di quella dei prototipi, si migliorarono alcuni dettagli della carrozzeria e, soprattutto, si ridusse il prezzo, il successo fu clamoroso. (cap. XVI, p. 217)
*[[Luigi Rapi|Luigi Fabio Rapi]] era un disegnatore di grandissima bravura. Usava la matita con delicatezza ed eleganza e i colori con particolare maestria. I suoi disegni erano di grande finezza. Non gli mancava l'estro né la conoscenza dei problemi tecnici, ma il suo carattere non si confaceva a un clima che lui considerava di banale mediocrità. Di piccola statura, vivacissimo, aveva dei toscani la prontezza di parola e la suscettibilità che mal si adattavano a un ambiente di lavoro nel quale il dialetto piemontese era di prammatica e le relazioni umane erano lente e circospette. (cap. XVI, pp. 226-227)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 850]]}} [...] a pochi mesi dalla data stabilita per l'entrata in produzione, la primavera 1964, avvenne un fatto che rischiò di provocare un ritardo. Le prove [...] per valutare le qualità aerodinamiche della vettura dimostravano quanto fosse importante la forma della parte posteriore. I risultati indicavano [...] che [...], così come era stata definita e approvata, non fosse efficiente [...]. Infatti la velocità massima della ''850'' era di poco superiore a quella della ''600'' pur disponendo di una potenza molto superiore, 40 CV contro 29. La carrozzeria era, come quella della ''600'', [...] a due volumi. Montabone fece [...] applicare al posteriore della vettura una specie di baule adattato grossolanamente, ma tale da consentire le prove di velocità. Queste diedero il risultato che si sperava: la velocità superò i 120 km/h contro i 110 della ''600 D''. Ma ci trovammo davanti al problema dell'attuazione pratica. L'officina aveva ormai quasi ultimato gli stampi della carrozzeria e un qualsiasi cambiamento avrebbe causato un ritardo nella data di inizio della produzione. [...] Si trattava di rifare la parte posteriore del modello in gesso, ricavarne i profili da tracciare sul grande foglio di alluminio, fare i disegni degli elementi della scocca, modificare il simulacro in legno [...] indispensabile per il laborioso processo di formazione degli stampi, costruire questi stampi e poi alcune scocche come campioni per l'officina e per le prove di fatica in laboratorio. Tutto ciò doveva essere compiuto nei cinque mesi che ci separavano dalla produzione. Lavorando senza contare le ore fino a tarda sera, i [...] modellatori del Centro stile riuscirono [...] a modificare il modello in gesso rifinito e verniciato. Sebbene non del tutto soddisfacente per il gusto degli stilisti, fu giudicato accettabile. [...] riuscirono a consegnare i disegni in tempo tanto breve da rendere possibile all'officina, anch'essa in gara contro il tempo, di fare ciò che era sembrato impossibile: iniziare senza ritardo la produzione. [...] La ''850'' uscì [...] ed ebbe un grande successo. La gente aveva farne di automobili e non fece caso alle incongruenze stilistiche. Era una ''600'' più grande e più veloce di quel tanto che occorreva, in quel periodo di crescita del benessere nel nostro paese. (cap. XVII, pp. 242-244)
*{{NDR|Su [[Pio Manzù]]}} Mi comunicava di tanto in tanto sotto forma di disegni nitidissimi, sintesi semplicissima di un lungo meditato studio, le sue idee sull'automobile, soprattutto la utilitaria, l'auto di grande diffusione accessibile ai più. I commenti che li accompagnavano erano di poche parole essenziali, elegantemente incise su fogli quasi vuoti. [...] Di Pio Manzù conoscevo [...] da tempo l'esperta mano e il vivido ingegno. [...] Gli occhi erano pensosi e lo sguardo intenso; il naso pronunciato sulla piccola bocca. Un viso allungato espressivo che faceva intuire una timidezza sincera e coraggiosa e una forte volontà. [...] L{{'}}''industrial design'' nel senso giusto, applicato all'auto, era l'oggetto principale dei suoi pensieri. (cap. XIX, pp. 270-271)
*Della ''[[Mini (1959)|Mini]]'' ammiravo la semplicità costruttiva della carrozzeria, ma giudicavo troppo elevato il costo di fabbricazione della meccanica. D'altronde consideravo insufficiente la distanza da terra del pianale della carrozzeria e degli organi a questo collegati. La bella vetturetta inglese mi aveva tuttavia fatto grande impressione poiché realizzava l'ideale della vettura minima, compatta, brillante, dalla forma funzionale e gradevole a vedersi. (cap. XX, p. 287)
*{{NDR|Sulla [[Fiat 130]]}} [...] le vetture grandi, destinate a pochi privilegiati, non mi andavano a genio. Non mi ero liberato dal gusto del piccolo ed economico, destinato alla maggiore possibile diffusione, instillatomi alla Fiat nei primi anni di lavoro. Ma non solo per questo ero tormentato da una malcelata apprensione. [...] si chiedeva [...] una vettura grande con un motore relativamente piccolo, di cilindrata poco superiore a quella della ''2300''. [...] i massimi responsabili pensavano che fosse maturo il tempo di completare finalmente la gamma dei modelli con una vettura di grande prestigio, non inferiore alla Mercedes-Benz. Era infatti, questa, una impresa possibile poiché possedevamo la conoscenza tecnologica e i mezzi per realizzarla. Ma era anche legittimo pensare che la fabbricazione di una vettura così diversa per dimensioni e per raffinatezza costruttiva difficilmente potesse essere inserita in una organizzazione come la nostra, tutta protesa alla fabbricazione e alla distribuzione su vasta scala di vetture popolari, le cui qualità si compendiano nella sicurezza e in caratteristiche funzionali medie, a un costo e quindi a un prezzo accessibile al maggior numero possibile di utenti. Perciò non ero partecipe del vivo interesse che i miei superiori dedicavano alla ''130''. Forse essi erano stimolati dall'euforia suscitata in quel momento dalla crescente domanda di automobili sia nel nostro paese sia all'estero. [...] le previsioni [...] erano di 250 unità al giorno. E ciò sembrava a me azzardato, comportando la costruzione di attrezzature di costo elevatissimo. Ma non fu chiesto il mio parere, forse perché si immaginava che sarebbe stato negativo, tanto era palese dal mio atteggiamento insolitamente freddo e distaccato. (cap. XXII, pp. 307-310)
*{{NDR|Su [[Vittorio Valletta]]}} Lo ricordo camminare con portamento sicuro ed energico anche in vecchiaia, piccolo di statura, ma eretto il tronco, la testa alta sul corpo muscoloso. Un concentrato di energia [...]. Folti i capelli fattisi bianchi negli ultimi anni. Gli occhi grandi, un po' sporgenti, avevano uno sguardo vivo, a volte autoritario, spesso mite e ironico, indagatore, acuto, intelligente. Sotto un naso da lottatore le labbra grosse coprivano a malapena la dentatura e le gengive che si scoprivano quando sorridendo ascoltava qualche notizia buona o divertente. (cap. XXIV, pp. 326-327)
*{{NDR|Su Vittorio Valletta}} Quando riceveva seduto al tavolo di lavoro sovraccarico di carte, appoggiava il busto eretto contro lo schienale e a testa alta leggermente inclinata, lo sguardo assorto fisso sull'interlocutore, ascoltava attentamente. [...] La sua intuizione acutissima lo portava subito alla sintesi e al punto più importante di ogni problema. Nelle riunioni mal sopportava i lunghi discorsi, e riportava le discussioni al nocciolo delle questioni. In ogni caso riusciva a concludere con una decisione, una affermazione di principio, una direttiva, un giudizio finale. Parlava chiaro con parole semplici, comprensibili a tutti, brevemente, con linguaggio energico, di capo. Sapeva parlare al pubblico dei suoi dipendenti fossero dirigenti, impiegati, operai, nel loro linguaggio, in modo umano e convincente e sapeva suscitare entusiasmo o consapevolezza a seconda delle circostanze. Chiunque si rivolgesse direttamente a lui riceveva comprensione e incoraggiamento, consiglio o aiuto. Sapeva trarre dalle persone che gli erano vicino tutto ciò che in loro c'era di buono e utile [...] e ne perdonava le minori manchevolezze. (cap. XXIV, p. 327)
*{{NDR|Su Vittorio Valletta}} Era arguto, con reazioni pronte e inattese. Si raccontava che guidando la ''500'', la vettura che usava preferibilmente, venne fermato da una guardia comunale: "Non sa che lei viaggia nel senso proibito? Non ha visto il segnale?" E il Professore: "Certo che l'ho visto, ma purtroppo non ho visto lei!". (cap. XXIV, p. 327)
*La ''[[Fiat 128|128]]'' fu proclamata "vettura dell'anno" per sette volte da altrettante giurie di giornalisti specializzati, in Svezia, Olanda, Gran Bretagna, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Italia. Un vero trionfo. Fra tutti i modelli Fiat, e probabilmente fra tutte le vetture che corrono sulle strade del mondo, la ''128'' è a mio giudizio, chiedo venia per il peccato di immodestia, quella il cui "valore" in rapporto al costo è il più elevato. La disposizione del motore e della trasmissione [...] per la sua estrema semplicità ha fatto scuola. La vedemmo qualche tempo dopo applicata a vetture piccole giapponesi, più tardi sui nuovi modelli Volkswagen, sulla Ford ''Fiesta'' e sta diffondendosi sempre più. (cap. XXIV, p. 338)
*Lo stile della ''[[Fiat 127|127]]'' è di Pio Manzù. [...] aveva la passione per le vetture fatte per la gente, semplici, senza pretese di lusso, utilitarie [...]. I suoi disegni erano di estrema semplicità, esaltata fino al limite consentito della comunicazione dell'idea. I "figurini" subivano un processo di progressivo delicato affinamento che sembrava voler dare l'impressione di una genuinità raffinata, sofisticata, intellettuale. [...] costruì [...] un modello che si faceva ammirare per l'estrema cura dell'esecuzione e la maestria con la quale la forma era stata adattata alle dimensioni prestabilite e agli ingombri delle parti meccaniche contenute nel cofano. Forse preoccupandosene eccessivamente, tanto che il cofano sembrava un po' troppo voluminoso. Tuttavia il simulacro con le ampie superfici delicatamente lisciate e fra loro raccordate [...] era attraente, per cui decidemmo di presentarlo al comitato di presidenza. La cerimonia [...] era fissata per le ore 8 di lunedì, il 26 maggio 1969. Ma Pio non venne. In quello stesso mattino ci fu comunicata la tremenda notizia della sua morte sull'autostrada fra Milano e Torino. [...] Per qualche tempo il manichino della ''127'' restò là dove era stato messo per la presentazione, come dimenticato, poi, fattesi urgenti le ragioni di lavoro, cominciammo a guardarlo con senso realistico in previsione di ricavarne i disegni costruttivi per la fabbricazione. [...] fummo concordi [...] nello stabilire che quel qualche cosa che ci rendeva incerti nel giudicare l'aspetto dell'insieme era causato dall'eccessivo volume del cofano. Boano, sebbene esitante nel manomettere l'opera di Pio, diede disposizione ai modellatori per abbassare la superficie superiore del cofano di qualche centimetro. Il miglioramento fu decisivo [...]. La ''127'' fu messa in produzione e lanciata con grande successo nella primavera del 1971. (cap. XXV, p. 339-341)
*La ''[[Fiat 126|126]]'' era concepita come una ''500'' con una carrozzeria di volume aumentato di quel poco da renderla capace di accogliere in modo meno disagiato quattro persone. Naturalmente anche la forma doveva essere cambiata. La cilindrata del motore era un poco accresciuta [...]. Sembrerebbe che una trasformazione in apparenza così semplice potesse essere fatta rapidamente. Fu invece una cosa lunga e difficile non dal punto di vista tecnico, bensì da quello decisionale [...]. Si chiedeva in sostanza una elaborazione della ''500'' tale da ricavarne una quattro posti, aumentando di una quantità possibilmente trascurabile il costo di fabbricazione. [...] al Centro stile si sviluppavano disegni e si confrontavano modelli in gesso. Vennero anche costruite carrozzerie metalliche direttamente ricavate da scocche ''500'' allargate per migliorarne l'abitabilità. Il problema sembrava insolubile, poiché ogni cambiamento aveva come conseguenza un aumento del peso e del costo. Sembrava anche impossibile dare alla forma un aspetto che non facesse rimpiangere la ''500''. La questione era oggetto di scambi di opinioni e di idee [...]. Sostenevo che la trasformazione della ''500'' in una vettura a quattro posti non poteva rappresentare una soluzione desiderabile perché al maggior costo non poteva corrispondere un proporzionato miglioramento delle qualità. Che semmai sarebbe stato conveniente apportare una serie di modifiche alle parti meccaniche e qualche ritocco alla carrozzeria per ridurre il costo della vettura e il prezzo di vendita. Ma il mio parere non era condiviso dai miei superiori. [...]. All'inizio del 1970 il modello in gesso, dopo una serie di innumerevoli cambiamenti, cominciò ad assumere la forma che fu poi definitivamente scelta per la ''126''. (cap. XXV, pp. 341-342)
*La ''500'', da tutti considerata la prima vettura popolare, fu anche fra le Fiat la prima classificata come "moderna". Con la sospensione anteriore a ruote indipendenti, il motore avanti all'asse delle ruote anteriori, il radiatore e il serbatoio disposti in modo da eliminare nel motore la pompa acqua e la pompa benzina, il telaio e la carrozzeria concepiti per essere collegati in modo da ottenere, integrandosi, la necessaria rigidezza dell'insieme, la ''Topolino'', una delle più semplici, economiche e funzionali vetture prodotte in serie, era realmente "moderna". (cap. XXV, pp. 345-352)
*[...] la vettura che in quello scorcio di tempo si inserì con un guizzo di modernità, rendendo vecchi e superati i modelli precedenti, fu la ''1500''. [...] Sebbene nata alla fine del 1935 [...] fu la prima Fiat con la sospensione anteriore a ruote indipendenti, con il meccanismo di sterzo a vite e a rullo e i freni col tamburo in alluminio. Lo stile filante, la linea ''streamline'' della carrozzeria, era nuovo, quasi rivoluzionario per quel tempo in Italia; e fu all'origine dell'idea di disporre nella ''500'' il motore, il radiatore e il serbatoio nella caratteristica posizione che la distingueva da ogni altra vettura. Ma la linea slanciata ed elegante della ''1500'' non durò a lungo poiché con l'evolversi della moda, la ragion commerciale, alla ricerca di una appariscente imponenza, indusse qualche anno dopo a un cambiamento della parte anteriore che turbò l'armonia delle proporzioni e della forma. (cap. XXV, p. 352)
*Nessun'altra macchina dà all'uomo una sensazione più grande di amplificazione ed esaltazione delle proprie facoltà fisiche e psichiche. Fra le invenzioni [...] l'[[automobile]] è quella che ha maggiormente influito sul nostro modo di vivere. Ha liberato l'individuo dalle strette dello spazio e del tempo. Ne ha moltiplicato enormemente l'attività e le possibilità di lavoro. Ha creato una più vasta area di interessi e ha contribuito in misura predominante alla rapidità di mutazione crescente che ha caratterizzato la nostra era. (cap. XXV, p. 356)
==Citazioni su Dante Giacosa==
*Dante Giacosa ha dato l'avvio ad un cambiamento: il dialogo e il confronto tra designer e ingegnere. Il designer non deve essere un capriccioso ma un componente di un'orchestra, deve rispondere agli input che gli vengono imposti. Non si disegna un'auto solo con i dati di mercato, ci vogliono confronti e passi indietro. ([[Roberto Giolito]])
*Non solo un ingegnere tout court, ma un uomo con una grande passione per il mondo artistico, che si divertiva a fare le caricature durante le riunioni. Ha realizzato prodotti che ancora oggi, dal punto di vista della logica, sono insuperabili: far stare 4 persone in una macchina e dare all'intero Paese l'opportunità di spostarsi... be' ci vuole una bravura unica. La bravura di chi sa fare le cose giuste in un contesto difficile, non dimentichiamoci che nel '57 eravamo poveri. [...] Pur essendo esperto di prodotti di una certa consistenza per i ricchi, Giacosa ha cercato di soddisfare i suoi operai e dargli l'opportunità di spostarsi come i più abbienti. ([[Giorgetto Giugiaro]])
*Ricordo il suo interesse e la sua fulgida visione nel vedere in azione i primi calcolatori che noi utilizzavamo in via sperimentale per disegnare le vetture. La sua opera rappresenta ancora oggi il compendio essenziale per chiunque si accinga a pensare alle nuove forme dei mezzi di trasporto, per visione, inventiva e solidità dei concetti. ([[Roberto Giolito]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Dante Giacosa, ''[https://www.centrostoricofiat.com/assets/Dante_Giacosa_I_miei_40_anni_di_progettazione_alla_Fiat.pdf I miei 40 anni di progettazione alla Fiat]'', Fiat Group Marketing & Corporate Communication, Torino, 2014 [1979].
==Altri progetti==
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[[Categoria:Designer italiani]]
[[Categoria:Ingegneri italiani]]
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Giosuè Boetto Cohen
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Danyele
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[[File:Copia di IMG 3993.jpg|thumb|Giosuè Boetto Cohen]]
'''Giosuè Boetto Cohen''' (1961 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore televisivo, regista e curatore d'arte italiano.
==Citazioni di Giosuè Boetto Cohen==
*{{NDR|Sulla [[Fiat 127]], in riferimento a Pio Manzù}} Alla fine la fecero proprio come l'avrebbe voluta lui. Abbassarono solo il cofano di un centimetro, per rendere il muso un po' più grintoso, perché il motore era piccolo e di spazio ce n'era a sufficienza.<ref name="Manzù-2021">Citato in ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/la-fiat-127-e-il-genio-di-pio-manzu-in-mostra-al-mauto La Fiat 127 e il genio di Pio Manzù in mostra al Mauto]'', ''formulapassion.it'', 17 giugno 2021.</ref>
*[[Giorgetto Giugiaro]] è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto.<ref>Citato in Alessandro Martini, ''[https://torino.corriere.it/cultura/21_marzo_19/genio-porta-accanto-d2952d92-88df-11eb-9214-48facb37773c.shtml Giorgetto Giugiaro, la vita del car designer diventa un romanzo]'', ''torino.corriere.it'', 19 marzo 2021.</ref>
*La storia, lo stile e il metodo di lavoro di [[Pio Manzù|Manzù]] sono completamente differenti da quelli dei vari Giugiaro, Fioravanti e Gandini. La scuola tedesca ne ha fatto forse il designer più diverso di tutti, con un approccio al prodotto automobilistico non solo edonistico, di piacere. Quando ai grandi costruttori [...] interessava solo aumentare il più possibile i volumi di vendita, Manzù immaginava l'auto come un pezzo della mobilità, un tema ben più ampio e allora praticamente sconosciuto.<ref name="Manzù-2021"/>
==Citazioni tratte da articoli==
===''Corriere della Sera''===
{{cronologico}}
*Jet Caravelle. [[Renault Caravelle]]. [...] la Francia faceva sognare. Il primo aereo a reazione del mondo con i motori in coda era un oggetto del futuro [...]. E mentre, nel 1956, il bireattore compiva i suoi test, alla Renault si pensava a una piccola cabriolet con il medesimo nome, per sfidare il successo della [...] Karmann-Ghia, lanciata l'anno prima dalla Volkswagen. Non era una questione di cavalli, né di prestazioni. Era una questione di moda. Entrambe venivano da carrozzieri italiani, Ghia e Frua. La Caravelle [...] ebbe una gestazione lunga e travagliata, tra imprevisti e azioni legali. Vi parteciparono entrambi gli atelier torinesi, con contributi di esperti americani, e fu lanciata come l'auto personale di [[Brigitte Bardot]]. Ma le vendite, dopo un «coup de foudre» al Salone di New York, si fermarono a 120 mila esemplari. La piccola tedesca invece [...] ebbe molto più successo, raggiungendo [...] il mezzo milione di vetture, molte delle quali esportate in California e a Manhattan. Cosa trovassero [...] Oltreoceano nelle due cuginette europee non è facile dire. [...] non avevano nulla dello sprint di Porsche, MG, Triumph, i fenomeni del momento. Sicuramente Karman-Ghia e Caravelle erano minuscole, esotiche, consumavano la metà di una qualunque «compatta» di Detroit [...] e soprattutto erano scoperte. E una delle ragioni del mezzo flop della Caravelle fu proprio che la gente la voleva spider, mentre i due carrozzieri francesi che avevano l'appalto producevano molte più coupé. Così – e per gli acciacchi sulla strada a cui rispondeva una rete d'assistenza evanescente – i consumatori persero la pazienza. E la Renault Caravelle (come anche il Jet Caravelle, nel frattempo schiacciato da Douglas e Boeing) perse l'America.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_marzo_14/quando-caravelle-perse-l-america-8811865e-e9ce-11e5-9549-2d2df3bd31ee.shtml Quando la Caravelle perse l’America]'', ''corriere.it'', 14 marzo 2016.</ref>
*Nella mitologia dell'automobile [...] il [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino Volkswagen]] brilla di una luce magica. Anche dimenticandone gli albori, le vicende europee e il numero impressionante di esemplari prodotti, il fatto che il Beetle si sia a un certo punto guadagnato il [...] mercato USA, nel pieno della «Space age» e in totale controtendenza, ne fa un caso da manuale. Piccolo, brutto (lo diceva la pubblicità), rumoroso e privo di ogni gadget o automatismo, il Maggiolino sbaragliava le monumentali berline americane sulle strade di New York, della California e nei quartieri «emergenti» di tante altre città. Una strategia di comunicazione geniale, dissacrante nei concetti quanto raffinata nella grafica, ne fece un oggetto a parte, una moda quasi irrazionale (se non fosse stato per il prezzo) che catturò due generazioni di automobilisti.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_04/quel-maggiolino-paul-newman-346f8b40-fa68-11e5-9ffb-8df96003b436.shtml Quel Maggiolino di Paul Newman]'', ''corriere.it'', 4 aprile 2016.</ref>
*[...] un giovane uomo, intelligente e capace di guardare lontano, che pur avendo avuto in sorte solo cinque anni di carriera ci ha lasciato una delle automobili di maggior successo, prototipi e progetti per quelle che guidiamo noi mezzo secolo dopo e una manciata di pezzi d'arredamento che sono entrati nei musei. È la storia di [[Pio Manzù]] [...], designer visionario e concretissimo al tempo stesso, precursore dei temi della sostenibilità, in anni in cui tutto sembrava ancora sostenibile. [...] padre della [[Fiat 127]], dell'orologio Cronotime di Alessi, della lampada «Parentesi» di Flos (inventata con Achille Castiglioni) e di una piccola ma stupefacente galleria di oggetti [...]<ref name="Manzù-2016">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_luglio_04/prima-monovolume-storia-l-aveva-inventata-pio-manzu-65-82bbd0a0-41c2-11e6-91d1-c0b7aa8f545f.shtml La prima monovolume della storia?]'', ''corriere.it'', 4 luglio 2016.</ref>
*Sull'inventore del moderno [[Monovolume|minivan]] si è scritto parecchio: la storia può correre indietro fino al 1913, quando Ercole Castagna carrozzò un telaio Alfa Romeo in pieno spirito bolidista. Ma [...] si elogiano anche le intuizioni dell'archistar Mario Bellini, molto meno antico di Castagna, che presentò un suo concept a New York nel 1972. Con maggiore concretezza non si può non ricordare la [[Fiat 600 Multipla|600 Multipla]] di Dante Giacosa [...]. Pauperistica finché si vuole, multiuso e «taxi-tipo» di molte città dell'Italia del boom, è indiscutibilmente un monovolume. Anche Giorgetto Giugiaro vanta paternità nel settore: la sua Megagamma del 1978 aveva pavimento piatto, seduta alta e grandi vetrate. Ma non convinse nessuno, almeno finche Renault, ben sei anni dopo, mise in produzione il primo minivan dell'era moderna: l'[[Renault Espace I|Espace]].<ref name="Manzù-2016"/>
*{{NDR|Sulla [[Fiat 600]]}} [...] o la si prenotava con quindici mesi d'anticipo o la si doveva vincere – come premio di consolazione – a ''Lascia o raddoppia?'' [...]<ref name="Fiat">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_23/500-due-posti-vecchia-storia-b7165484-818b-11e6-bb54-ccc86a7805dc.shtml Una 500 a due posti? Vecchia storia]'', ''corriere.it'', 23 settembre 2016.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} [...] c'era il problema dei posti a sedere: due o quattro? Una [[Smart]] ante-litteram o una automobile vera? [...] il board aveva remato contro, perché si temeva che una 500 (che in realtà in codice si chiamava «400») troppo confortevole potesse portare via clienti alla 600. Altro che aggiungerne! Così, a un certo punto, si arrivò all'eccesso [...], al modello della «400» col padiglione calante, che avrebbe obbligato persino un ragazzo cresciutello a star seduto dietro solo con la testa piegata. Era troppo. [...] Così si fece all'italiana, padiglione rialzato, ma solo una panchetta, senza schienale, omologazione per due e rispetto delle regole lasciato a discrezione. O al buon cuore dei vigili del tempo, che assomigliavano a [[Alberto Sordi]]. [...] il lancio della spartanissima 500 serie 1 fu un flop. Solo 48 mila consegne nei primi tre anni, contro le 255 mila dei successivi e il milione del triennio '69-'71. Cosa era successo? Certamente, il prezzo iniziale, sbagliato [...], fu decurtato. Poi l'Italia era entrata nel [[Miracolo economico italiano|boom]], la gente aveva qualche spicciolo in più e anche le mogli guidavano e volevano la loro microcar. Ma soprattutto arrivarono i sedili posteriori e l'omologazione per quattro, che insieme a qualche cavallo in più, un paio di profili in alluminio lucidato, i coprimozzi e i vetri apribili fecero della 500 il mito che fu.<ref name="Fiat"/>
*Chi si ricorda della [[Renault Dauphine|Alfa Romeo Dauphine]]? La «vetturetta» – come si diceva allora – nata alla [[Renault]] nel 1956 e costruita su licenza anche al [[Alfa Romeo|Portello]], per tentare la sfida alle utilitarie Fiat? Di certo non era un cavallo da corsa come le altre Alfa del tempo. Cilindrata ottocentocinquanta, motore posteriore, andatura dimessa. Eppure occupa un posto speciale nella storia dell'auto perché, nel suo piccolo, è stata una delle prime world-car. Insieme alla [[Ford Model T|Ford T]], al Maggiolino, alla [[Renault 4]] e qualche altra, ha anticipato l'era della globalizzazione dell'automobile. [...] la Dauphine «alla milanese» [...] era identica all'originale, ma con impianto elettrico Magneti Marelli e fari Carello. Dalla linea di produzione [...] ne uscirono cinquantacinquemila, fino al '64. Costruita in Francia, Spagna e Brasile in due milioni di esemplari ed esportata negli USA, la Dauphine fu anche un tassello del riavvicinamento tra i due Paesi «cugini», dopo il tradimento bellico del 1940. Il generale [[Charles de Gaulle|De Gaulle]], in visita nel '59, accettò di inaugurare la catena di montaggio al Portello: uno degli eventi per i cent'anni della vittoria franco-sabauda a Solferino portava anche buoni affari.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_ottobre_28/ricordate-l-alfa-romeo-dauphine-2f57fdec-9d2c-11e6-baae-ba981bf8dcd8.shtml Ricordate l'Alfa Romeo Dauphine?]'', ''corriere.it'', 28 ottobre 2016.</ref>
*Venendo alla nostra «povera» [[Fiat Regata|Regata]], era una [[Fiat Ritmo|Ritmo]] con la coda, un po' in linea con le tre volumi che vanno così forte nei paesi in via di sviluppo. E se la Ritmo (sicuramente la prima serie) era stata un'auto innovativa e con una forte personalità, la Regata aveva fatto tre passi indietro. Il modello diesel color carta da zucchero, con i coprimozzi piccoli, era considerato, da chi se ne intendeva, «il minimo della vita».<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_novembre_08/regata-presidente-l-avvocato-254a245e-a58a-11e6-b4bd-3133b17595f4.shtml La Regata, il Presidente e l'Avvocato]'', ''corriere.it'', 8 novembre 2016.</ref>
*La [[Fiat 1400|1400]] [...] fu la prima Fiat con la carrozzeria a scocca portante. Non solo lo stile, per espressa richiesta di [[Vittorio Valletta|Valletta]], riprendeva in piccolo gli stilemi americani. Ma anche la progettazione della struttura – in quel momento molto innovativa – venne fatta Oltreoceano, con il controllo delle industrie Budd, specialiste mondiali. Scorrendo i memorabili diari di [[Dante Giacosa]] [...] si scopre che l'ingegnere aveva pensato alla «cassa portante» già in due studi d'anteguerra, datati 1939. Ma che non gli era stato facile convincere il management di una soluzione che riduceva i pesi, le parti e costi, ma aumentava l'incertezza. In officina si temevano le vibrazioni trasmesse da un motore fissato alla scocca, e la tenuta rigida dell'insieme. Il grande ingegnere ricorda come a Torino, allora, valesse la regola del seguire sempre la strada dei più grandi e dei più esperti. Ma in questo caso, se si fosse aspettata la Ford, telai e balestre avrebbero marciato per un altro quarto di secolo. Il debutto della 1400, la torinese che «doveva piacere agli americani», fu salutato da un plauso anche all'estero [...] e aprì la strada a una nuova generazione di Fiat.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_09/beatrice-fa-patente-fiat-1400-b2eaf1f2-be27-11e6-b49e-d6d34448037e.shtml E Beatrice fa la patente sulla Fiat 1400]'', ''corriere.it'', 9 dicembre 2016.</ref>
*Era il 1956 quando dai ghiacci di Göteborg arrivò notizia del nuovo modello «[[Volvo Amazon|Amason]]», berlina [...] ispirata al disegno della Alfa Romeo 1900. Ma di quest'ultimo particolare non si accorse nessuno, perché la vettura fu nei primi anni quasi sconosciuta in Italia e lo stesso si può dire di quella del Portello, oltre il Circolo polare. In ogni caso non è per la linea – pur solidamente chic – o la struttura autoportante, che la [...] Amazon (con la «z», come venne ribattezzata) è passata alla storia. Furono le [[cinture di sicurezza]] a tre punti, installate per la prima volta nel 1959 sul modello PV544 e subito trasferite sulla nuova ammiraglia, a segnare il distacco della marca svedese dal resto del mondo. Un distacco che Volvo si affrettò a condividere, per il bene comune, con altri costruttori. Ma che grazie ad un marketing lungimirante e tenace – e a una qualità di prodotto molto elevata – ha saputo ben amministrare. Ancora oggi, sulle prime pagine dei siti istituzionali e delle pubblicazioni della Casa, si fa menzione del milione di vite che sono state salvate grazie alla geniale cintura.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_20/altra-amazon-quella-mitica-volvo-f4a3abd8-c6c0-11e6-b417-0b305dabd004.shtml L'altra Amazon: quella mitica Volvo]'', ''corriere.it'', 22 dicembre 2016.</ref>
*{{NDR|Sul [[Raid Pechino-Parigi]]}} L'impresa appariva titanica per i mezzi in circolazione, considerati dal pubblico (non dai costruttori) alla stregua di attrezzi sportivi o capricci delle famiglie bene. Ma aveva un fascino irresistibile, anche in assenza di un premio (sarebbe bastata la notorietà), di regole e percorsi certi. Non esistevano infatti vincoli o limitazioni e il tragitto era dettato dall'esistenza o meno delle strade (o delle ferrovie – che vennero utilizzate talvolta modificando le ruote). Unica ''conditio'' versare una caparra di duemila franchi a garanzia della serietà della propria partecipazione. [...] A Pechino, su quaranta iscritti, si presentarono in cinque. E uno avevano solo tre ruote. Come potessero pensare i signori Pons e Foucault di attraversare l'Asia con un triciclo da sei cavalli (vapore) non è più dato di sapere. Fatto sta che i due sbiellarono nel mezzo del deserto del Gobi e poterono tornare a casa solo grazie alla fortuna e una generosa tribù di Mongoli.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/17_marzo_03/centodieci-anni-fa-pechino-parigi-28ecd1b4-0017-11e7-ab57-d1b52dae9646.shtml Centodieci anni fa, la Pechino-Parigi]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Peugeot 403]]}} [...] a discapito della sua meccanica tranquilla è una vettura da libri di storia. Immaginata da Jean Pierre Peugeot all'inizio degli anni '50 – per dare, alla media borghesia francese, una nuova voglia di viaggiare dopo le privazioni del dopoguerra – la 403 venne disegnata da [[Pininfarina]] [...] e fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1955. Il carrozziere italiano, autore di uno stile classico ma molto ben proporzionato, avrebbe voluto, probabilmente, osare di più. [...] Ma contrariamente alla spregiudicatezza di [[Citroën]], e allo stile un po' kitch di Simca, la [[Peugeot|Casa del leone]] puntava su un'immagine sobria, solida, concreta. La pubblicità diceva: «Peugeot: c'est serieux» (è una cosa seria!) e infatti la macchina venne fuori ottima, ma un poco noiosa. La [[Citroën DS|Ds 19]], lanciata lo stesso anno a qualche stand di distanza, le rubò la scena. I Peugeot non se la presero più di tanto: mentre la futuribile Deésse colpiva a prima vista (ma costava all'azienda più del prezzo di listino e si guastava continuamente) la più classica 403 funzionava come un orologio, era l'auto «tipo» della middle-class d'oltralpe e equipaggiava i taxi parigini (con il primo Diesel della marca). Ma anche le furgonette dei fruttivendoli e i rustici pick-up dell'Africa coloniale.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/17_aprile_20/jacques-chirac-presidente-meccanico-1506146e-25c7-11e7-af03-2ae26637d687.shtml Jacques Chirac, presidente meccanico]'', ''corriere.it'', 22 aprile 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Ferrari 365 California]]}} Se parliamo di eleganza alla metà degli anni '60 e della scuola Pininfarina, questo spider è un archetipo. Fonde elementi della neonata Dino con quelli delle vetture maggiori. E con la sua coda...interminabile, affascina oggi come la prima volta.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/cards/a-villa-d-este-auto-piu-belle-mondo-trionfa-nibbio-meta-moto-meta-siluro/yacht-4-ruote-fuori-concorso-sweptail_principale.shtml A Villa d'Este le auto più belle del mondo. Trionfa la Nibbio: metà moto, metà siluro]'', ''corriere.it'', 29 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Cisitalia 360]]}} La monoposto che Dusio volle sviluppare con [[Ferdinand Porsche]] nel 1946, invece di cavalcare il successo «in serie» della [[Cisitalia 202|202]]. La decisione portò all'abbandono di [[Giovanni Savonuzzi|Savonuzzi]] e al collasso dell'azienda. Ma la Grand Prix, pur non avendo mai corso, è entrata nella storia dell'auto. Basti citare il propulsore 1.500 turbocompresso, con dodici cilindri e 380 cavalli, la trasmissione integrale inseribile e un telaio al cromo. Un mostro tanto avanzato, quanto arduo da costruire. Almeno per la «piccola» Cisitalia.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/17_settembre_05/nuvolari-abarth-doktor-porsche-festa-70-anni-cisitalia-67a76782-921d-11e7-a2f3-389b2532170c.shtml Nuvolari, Abarth e «doktor» Porsche alla festa per i 70 anni di Cisitalia]'', ''corriere.it'', 6 settembre 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Iso Isetta]]}} La sua unica porta, da frigorifero con sterzo incorporato, è entrata nell'immaginario collettivo.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/liberitutti/cards/abitacoli-ribelli/piccola-cosi.shtml Dalla Mehari del '68 alla Kar-a-sutra di Bellini, finita al MoMa: abitacoli ribelli]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2018.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_26/storia-dell-isetta-bresso-monaco-64db0d2c-0b89-11e6-a8d3-4c904844517f.shtml Storia dell'Isetta, da Bresso a Monaco]''|''corriere.it'', 16 aprile 2016.|h=4}}
*La [[Iso Isetta|Isetta]], capolavoro minimalista di tecnologia e design, cessava le vendite in Italia, suo Paese natale. La bloccavano gli «interessi dell'industria nazionale» (alias lo strapotere [[Fiat]]), un prezzo – 480 mila lire – troppo simile a quello delle auto vere (la [[Fiat 500 "Topolino"|Topolino]]) e i due soli posti che, ragionevolmente, si poteva pensare di occupare, anche se era reclamizzata per tre. Qualche storico dell'auto, per ammorbidire gli strali della concorrenza, sottolinea che anche la sicurezza giocò un ruolo, perché pensare di fare un frontale con l'Isetta [...] non faceva gola a nessuno.
*[...] l'ingegner Renzo Rivolta – titolare delle industrie Iso – abituato a vender frigoriferi, ma pronto a sfidare l'accoppiata [[Vittorio Valletta|Valletta]]-[[Dante Giacosa|Giacosa]] sul terreno delle utilitarie, dopo nemmeno due anni gettò la spugna. O meglio, passò la mano. Perché alle poche Isetta prodotte dal 1953, in quello che oggi è diventato l'ufficio postale di Bresso [...], ne sarebbero seguite ben 160 mila, costruite anche in Francia, Brasile e soprattutto in Germania, da una ditta di nome [[BMW|Bmw]]. La Isetta d'Oltralpe ebbe un motore migliore, finestrini scorrevoli, un piccolo ma provvidenziale impianto di riscaldamento. Ma, nella sostanza, l'idea rimase quella di Rivolta e il progetto quello degli ingegneri aeronautici Preti e Raggi, ritoccato qua e là dalla matita di Michelotti.
*A contribuire alla storia tutta straniera della prima city-car furono diversi fattori. Quello strano uovo scoppiettante era anche un problema di marketing: le famiglie «affluenti» della ricostruzione si potevano comprare al massimo una macchina. L'Isetta era una ideale seconda, terza macchina. Un po' come [...] la [[Smart]]. Non che la Fiat 500C fosse un salotto (la «lussuosa» [[Fiat 600|600]] arrivò solo nel '55), ma senz'altro dava quell'impressione di automobile che alla Isetta sempre mancò.
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_giugno_16/con-mario-soldati-campagnola-6efdfaa2-33b2-11e6-b8e9-6b78a4af30ec.shtml Con Mario Soldati sulla Campagnola]''|''corriere.it'', 16 giugno 2016.|h=4}}
*Molto molto tempo fa, prima delle prove dei cuochi, prima delle cucine del diavolo, prima dell'agnello lessato in salsa di coriandolo prodigio della nuova tavola, [[Mario Soldati]] [...] inventò la televisione eno-gastronomica. Poche stelle e stellati di oggi ne hanno sentito parlare, perché la Tv nel frattempo è molto cambiata, ma ''Viaggio nella valle del Po'', alla ricerca di cibi genuini, ha fatto conoscere – con un garbo oggi struggente – luoghi, opere e storie «padane» al resto del Paese. E, con lo stesso garbo, le ha mescolate ai menu dei ristoranti più veri, alle ricette più segrete, alle bottiglie più inaspettate e a quella «salama da sugo» che è rimasta celebre [...]. Soldati è piacevolissimo da seguire anche a distanza di [...] anni, negli studi televisivi e nelle grotte dove stagionano i formaggi, nella fabbrica della mortadella o tra i vitigni del Lambrusco.
*La [[Fiat Campagnola|Campagnola]] [...] era un mezzo unico. Primo fuoristrada dell'Italia moderna, fu pensato per le commesse militari, ma ebbe un nome e una vocazione agricola. Servivano forse a distrarre le maestranze e i clienti da un passato che bruciava ancora. Pare che [[Fiat]], vincitrice del concorso contro [[Alfa Romeo]], ebbe dal ministero della Difesa qualche soffiata di troppo e si presentò con la vettura già pronta.
*Per progettare la Campagnola l'ingegner [[Dante Giacosa|Giacosa]] e i suoi uomini studiarono la Jeep che il nuovo modello doveva sostituire, rifacendola più grande e più versatile, per adattarla a usi e situazioni diverse. Ma guardarono anche agli sviluppi della Land Rover, che nel 1951 vendeva la Serie 1 da 80 pollici, ma aveva capito che presto la misura del passo avrebbe dovuto crescere. Come la Land Rover, anche la Campagnola nacque e visse a lungo con motori spompati. [...] Del resto, quando si va nei campi, arati o di battaglia, non bisogna correre e il fuoristrada di allora – lo dice la parola – non era nato per l'asfalto.
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_30/salone-parigi-1996-nasce-smart-d69067c4-8702-11e6-b094-d674d9773420.shtml Salone di Parigi 1996: nasce la Smart]''|''corriere.it'', 30 settembre 2016.|h=4}}
*I [[Salone dell'automobile|Saloni internazionali]] e i loro archivi raccontano la storia dell'automobile come nessun altro. Soprattutto quella degli anni ruggenti, prima della nascita delle riviste specializzate e molto prima dell'avvento della televisione. Sono una miniera di aneddoti, colpi di scena, speranze, trionfi e cadute. Talvolta difficili da motivare, o che ci fanno sorridere a tanti anni di distanza.
*[...] al Salone di Parigi del 1996 [...], in un'epoca assolutamente «matura» dell'auto e delle sue vetrine, fece la sua comparsa un'idea che è riuscita a cambiare le nostre strade. Nuovissima e già vista al tempo stesso, sempre attesa e sempre rimandata, semplice e complicatissima produrre, spiegare alla gente, vendere. È la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]], che ancora oggi ci affascina, anche se non ne abbiamo mai avuta una e ci siamo saliti sopra una manciata di volte. [...] un veicolo senza capo (il cofano anteriore) né coda (tutto quello che dovrebbe stare dietro) [...] e un interno così spazioso e sfizioso da farci dimenticare di stare chiusi in due metri e mezzo.
*[...] iniziò la sua rivolta tecnologica e di stile contro il vecchio mondo delle micro-car, i pauperismi del dopoguerra, l'ibridazione necessaria ma superata tra scooter e quattro ruote. Questo traguardo storico, raggiunto ad altissimo prezzo industriale e commerciale, è stato il merito maggiore del progetto Smart.
*Dalle auto mignon della Germania anteguerra, alle comiche microcar ungheresi, alle nostre [[Iso Isetta|Isetta]], Varzina, Milanina [...] tutti hanno avuto i loro due metri e mezzi di celebrità. Ma per farne un fenomeno, un'invidia, un'icona ci voleva il genio di Nicolas Hayek, l'inventore della meteora Swatch, e un gruppo come Daimler-Benz [...]. A dire il vero era stata Volkwagen a credere per prima all'orologio viaggiante, ma con una decisione – a posteriori – sbagliata [...] [[Ferdinand Piëch]] [...] aveva bloccato tutto, pensando di fare meglio e da solo. Così [...] Hayek il temerario era sbarcato a Stoccarda [...]. Il resto è nella memoria di tutti: il ritardo di oltre sei mesi per i test dell'alce, tecnici e manager silurati, un prezzo di lancio sbagliato, l'uscita della Swatch dalla compagine societaria. Quello che resta della lunga marcia della piccola Smart è un successo planetario, da libri di scuola.
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_novembre_11/11-novembre-1926-mitica-route-66-attraversa-stati-uniti-d-america-c93730a8-a81d-11e6-a0f6-bc17186f7068.shtml 11 novembre 1926: la mitica Route 66 attraversa gli Stati Uniti d'America]''|''corriere.it'', 11 novembre 2016.|h=4}}
*L'11 novembre 1926 [...] nasceva una delle strade più celebri del mondo: la [[U.S. Route 66|Route 66]] degli Stati Uniti d'America. La segnaletica – non il famoso scudo, ma semplici pietre miliari di granito – apparve l'anno successivo, ma [...] il dado era tratto: il percorso da Chicago a Santa Monica, dalla regione dei grandi laghi alla costa della California, tracciato: 3.940 chilometri di sterrato attraverso Illinois, Mussouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona. Più o meno gli Stati che [[Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016|hanno regalato la vittoria]] a Donald Trump [...]
*La Route 66 è meta di turisti da tutto il mondo, almeno quelli che hanno tempo da dedicare al paesaggio della sconfinata provincia americana. Ma è diventata addirittura un luogo sacro per il popolo mascherato che cavalca le Harley Davidson. Negli anni '50 era «l'autostrada delle vacanze», per chi le aveva (negli USA non sono un fatto scontato), e poteva permettersi di andare a passarle sulle spiagge del Pacifico. Non a caso ospitò il primo [[McDonald's|Mc Donald]] e drive-in d'America.
*Prima di diventare un fenomeno di costume e, nel 1985, essere sostituita nel sistema delle freeways da strade più moderne e rettilinee, la 66 è stata teatro di fatti epocali. Fra tutti l'emigrazione di massa dagli Stati del centro e dell'est, che seguì alla crisi del 1929. Migliaia di famiglie operaie e almeno duecentomila contadini colpiti, oltre che dalla Grande Depressione, da cinque anni di siccità. Con improvvisati veicoli, non tutti a motore, si misero in marcia verso l'ovest e la speranza di un avvenire migliore. Per la ripresa ci vollero un decennio e la Seconda Guerra Mondiale. Ma, paradossalmente, qualcosa partì subito dalla Route 66, la cui transumanza innescò, per chi viveva lungo il suo percorso, un primo, benefico, ritorno degli affari.
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/cards/giorgetto-giugiaro-forme-pensiero/primato-idee_principale.shtml Giorgetto Giugiaro: le forme del pensiero]''|''corriere.it'', 22 novembre 2016.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo TZ Bertone Canguro]]}} Era una coupé dall'aspetto corsaiolo, in realtà destinata al turismo veloce. Sperimentava, tra l'altro, il parabrezza incollato alla carrozzeria. Non fu capita ad Arese e fu realizzato un solo prototipo.
*Una delle auto più famose del cinema voleva nascere già con le carte giuste: forte personalità e prezzo conveniente, per una sportiva. Di qui la proposta di Giugiaro per una carrozzeria in acciaio spazzolato, non verniciato, e le porte sempre «glamour» ad ali di gabbiano. Purtroppo, quando «Ritorno al Futuro» debuttò nel 1985, la [[DeLorean DMC-12|DMC 12]] era già fuori produzione, travolta dal fallimento della De Lorean [...]
*{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)]]}} Il successo internazionale della Golf convince il management Fiat a chiedere a Giugiaro di lavorare su una vettura che dovrà segnare la riscossa del marchio Lancia dopo il periodo interessante, ma anche criticato, segnato dalle Beta. Linee tese e rette, fortemente geometriche e coda tronca danno vita a un insieme di grande seduzione. Per molti resta una delle Lancia più belle.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo New York Taxi]]}} L'invito arriva dal più famoso museo d'arte moderna del mondo: Il MoMa. Il tema è sviluppare un taxi razionale ed efficiente per la Grande Mela, dove si viaggia ancora su auto preistoriche. In soli quattro metri Giugiaro condensa una montagna di comodità e innovazione. Ma alle compagnie di yellow cab (e forse anche al legislatore) conviene che nulla cambi.
*La [[Fiat Panda (1980)|Panda]], un progetto apparentemente semplice, in realtà molto impegnativo. Per riuscire a dare tanto con poco. [...] L'esterno [...] contribuisce a lanciare un'idea di macchina spartana ma spiritosa. Un po' come è stata per tanti anni la francese [[Renault 4|R4]]. Ma sono gli interni su cui Giugiaro e i suoi uomini [...] danno il massimo. Rispetto alla [[Fiat 126|126]] [...] è tutta un'altra vita.
*{{NDR|Sulla [[Fiat Punto (1993)|Fiat Punto]]}} Porta nella classe delle compatte italiane un confort mai provato e un'estetica moderna.
*Vista la Punto, si potrebbe pensare che il concept [[Lancia Medusa|Medusa]] – su meccanica Lancia – sia coevo. In realtà moltissimo tempo separa il concept di questa grossa berlina aerodinamica (1980) dalla piccola monovolume Fiat. Eppure i concetti guida, le linee raccordate e tondeggianti, così diverse dalle lamiere a spigolo che hanno dettato legge per un'intera epoca, erano già a disposizione dei costruttori tredici anni prima.
*La [[Alfa Romeo Brera]] è stata prodotta per acclamazione. Presentata nel 2002 in forma di prototipo, con meccanica Maserati e porte a forbice, ha suscitato [...] entusiasmo [...]. Purtroppo, nel passaggio alla più economica versione di serie, la vettura è stata spogliata ed adattata in modo piuttosto infelice.
*{{NDR|Sulla [[Daewoo Matiz]]}} Piccola, economica, praticissima, sobria, globale, esprime la filosofia del car designer di fronte alle sfide dell'automobile d'inizio millennio. E spiega l'empatia che lega Giugiaro all'Oriente.
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/cards/dall-alfa-romeo-1900-vecchia-giulia-volanti-pantere-gazzelle-indimenticabili/alfa-romeo-1900_principale.shtml Dall'Alfa Romeo 1900 alla vecchia Giulia. Volanti, Pantere e Gazzelle indimenticabili]''|''corriere.it'', 17 febbraio 2017.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Lancia Flaminia]]}} È forse la berlina italiana che, se avvicinata alle concorrenti [...], ci fa capire meglio quanto fosse avanzata, stilisticamente e tecnologicamente, la nostra industria. La versione berlina era sobria ed elegante, con un disegno ergonomico di padiglione e lunotto. Belli i coupé Pininfarina e Touring, capolavoro quello di Zagato. Le tedesche dell'epoca, al confronto, erano pachidermi.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 2600|Alfa Romeo 2600 Sprint]]}} Vettura nobilissima [...] che equipaggiò alcune pattuglie della Volante all'inizio degli anni '60. Fu la prima auto di serie che il venticinquenne Giorgetto Giugiaro disegnò arrivato alla Bertone. Il disegno dei fari annegati nella calandra, che non impostano la fiancata come era costume, è ancora oggi notevole.
*La [[Alfa Romeo Giulia|Giulia]] è l'icona delle auto della Polizia italiana [...]. Non c'è film «noir» del periodo in cui le calandre grigliate delle «Pantere» non passino sfrecciando, con le loro sirene acutissime.
*Ci volle tutta la personalità della [[Alfa Romeo Alfetta|Alfetta]] (che pure, all'inizio, divise gli animi sul disegno della coda) per mandare in pensione la Giulia Super.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Giulietta (1977)]]}} [...] ebbe il compito non facile di raccogliere l'eredità della Giulia. La meccanica derivava da quella dell'Alfetta, ma la linea – a cuneo molto pronunciato e con un bagagliaio altissimo – fece discutere.
{{Int|''[https://www.corriere.it/motori/cards/dalla-bianchina-all-aston-martin-lagonda-ecco-dieci-auto-piu-brutte-mai-costruite/bianchina-berlina-quattro-posti_principale.shtml Dalla Bianchina all'Aston Martin Lagonda. Ecco le dieci auto più brutte mai costruite]''|''corriere.it'', 5 luglio 2019.|h=4}}
*[...] tremenda [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana [[Fiat Nuova 500|Cinquecento]] è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere.
*Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la [[Austin 1800]]. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]].
*{{NDR|Sulla [[Renault 12]]}} È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascante? L'essere proprio una tre volumi, con un grande bagagliaio, tanto spazio dentro, una meccanica robustissima. Scusate se è poco, verrebbe da dire.
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 155]]}} È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonava la trazione posteriore, compresi il celebre ponte De Dion con blocco cambio-differenziale. I clienti Alfa si sentirono un po' a disagio, e non solo per la plastica e i vellutini «cheap» degli interni. [...] Il marchio del Biscione, con la 155, uscì di fatto dal mercato internazionale delle berline sportive.
*Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della [[Aston Martin Lagonda]] [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanica, non ebbe successo in Occidente. Gli interni erano supertecnologici, ma funzionavano male (come molti gadget dell'epoca). Le prenotazioni vennero soprattutto dagli sceicchi arabi.
*Vero è che migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la [[Lancia Delta (1979)|Delta]] di [[Giorgetto Giugiaro]]. Un'auto che se ci fosse oggi, appena appena ritoccata, faremmo la fila per comprarla. Ma la [[Lancia Delta (1993)|Delta serie 2]] [...] più che un'auto brutta, è una gigantesca occasione mancata. Tanto il patrimonio di modernità, di stile, di successo sportivo della prima serie era stato dilagante, tanto la vettura che seguì pareva ordinaria e priva di appeal. Chiusa [...] in logiche industriali improntate al massimo risparmio [...], ha contribuito in modo determinante ad affossare lo storico marchio.
*[...] in realtà la [[NSU Prinz]] [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo.
*Dicono che persino i Vigili Urbani di Milano si vergognassero. Perché guardare la [[Alfa Romeo Arna|Arna]] e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore.
*Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La [[Fiat Duna]] [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berline piccole e povere [...]. Quel metro cubo di spazio chiuso, così gradito nei mercati emergenti, così discreto perché nessuno veda cosa c'è dentro, è una maledizione alla quale, da noi, è impossibile sfuggire.
===''Ruoteclassiche''===
{{cronologico}}
*Il lancio dello [[Sputnik 1|Sputnik]], il 4 ottobre del 1957, precipitò gli Stati Uniti nella più profonda costernazione. Dai generali del Pentagono alla casalinga di Milwaukee, l'idea che i terribili comunisti avessero spedito in orbita una palla d'acciaio che, ogni novantasei minuti, passava sulle loro teste, gettò la nazione nel caos. Le frontiere, le rassicuranti barriere di sempre erano state infrante e poco importava che il primo satellite artificiale fosse poco più grande di una palla da football ed avesse al suo interno solo una radio e una batteria per trasmettere. Nel giro di pochi giorni, tra cronache radiotelevisive degne di [[Orson Welles]], assemblee in scuole, università e interrogazioni parlamentari l'America si sentì vulnerabile, umiliata, presa di sorpresa, e nemmeno il presidente [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] – il generale che un decennio prima aveva vinto la guerra in Europa – riuscì ad essere convincente, nelle sue rassicurazioni e promesse di riscatto. Che peraltro arrivarono in pochi mesi, con il lancio del Vanguard e, tre anni dopo, del programma spaziale di [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] e [[Wernher von Braun|Von Braun]].<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/lautostrada-di-walt-disney-per-dimenticare-lo-sputnik/ L'autostrada di Walt Disney per dimenticare lo Sputnik]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 22 maggio 2020.</ref>
*[...] una strana automobile, la [[Fiat 130]], che in molti di noi oggi guardano con una certa simpatia. Quasi rimpianto. Aveva non pochi difetti, ma anche fascino. Fu, in fondo, l'unica ammiraglia Fiat di cui, dai baby-boomer in poi, si possa avere memoria diretta. E fu veramente una scommessa. Anche se giocata senza molta convinzione. In perfetto stile Fiat. [...] Quando, dopo lunghi studi, venne posteggiata accanto alle varie Mercedes, Jaguar e BMW, in molti si chiesero per quale ragione l'élite dei clienti avrebbe dovuto scegliere una vettura di lusso che aveva il marchio della [[Fiat Nuova 500|500]]. [[Dante Giacosa|Giacosa]] l'aveva avversata fin dalle origini, [...] sentendola aliena alla cultura del marchio. Dopo esserne stato lontano per tutta la fase di ricerca, aveva raccomandato [...] di lanciare la 130 solo quando tecnicamente perfetta. La vide invece debuttare con alcuni vizi, a cominciare da quel motore [...] che consumava un terzo in più della concorrenza e dava un terzo di cavalli in meno. Per non parlare del prezzo [...] allineato a quello delle berline più blasonate. [...] Così, anche se, quando fu presentata, molti la definirono una bella automobile (e lo stesso potremmo dire oggi, maestosa nelle proporzioni, italiana e americana insieme, con abbondanza di fregi ma le linee tese, equilibrate), quando si trattò di acquistarla la gente ringraziò e andò a comprare tedesco o inglese.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/fiat-130-tempi-duri-per-lammiraglia/ Fiat 130, tempi duri per l'ammiraglia]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 settembre 2020.</ref>
*Correvano [...] i primi anni '30, che il crollo della borsa e i suoi annessi lasciò a mal partito. La [[Bugatti]] dei sogni non faceva eccezione. Trecento operai della fabbrica di Molsheim avevano perso il posto e le commesse dei miliardari [...] non bastavano più. Fu così che guardando i mastodontici motori delle [[Bugatti Tipo 41 Royale|Royale]], allineati in deposito, il geniale [[Ettore Bugatti|Ettore]] si chiese cosa avrebbero potuto muovere in alternativa alla sue vetture ormai invendibili. Dalle stelle alle stalle, si innamorò del treno. Naturalmente un [[Automotrice Bugatti|treno Bugatti]] non poteva essere banale. [...] le forme del convoglio erano disegnate dal vento, e questo – in un'epoca di locomotive a vapore e vagoni-mattone – era già una rivoluzione. La cabina di guida, poi, non era in testa, ma a centro treno, in una cupoletta sopraelevata e filante. Ma la differenza la facevano i poderosi motori nati per le corse. O per trasportare le teste coronate nelle vetture-monumento. [...] Nel '35 l'automotrice da ottocento cavalli fece registrare il record di 197 km/h. Nulla del genere si era mai visto al mondo: da Parigi a Lione in quattro ore e mezza. [...] i passeggeri non erano molto convinti: le prestazioni erano esagerate. Non è un caso quindi che [...] la velocità di punta fu limitata a 140 e su una pubblicità del 1935 si leggesse, nel titolo "A 150 km/h distanza di arresto 750 metri!".<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-tgv-che-salvo-la-bugatti/ Il TGV che salvò la Bugatti]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 27 ottobre 2020.</ref>
*La [[Jeep (veicolo militare)|Jeep]] della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] (Bantam, Willys o Ford non importa) è concordemente accettata come l'anello mancante del 4x4, il proto-veicolo che portato l'uomo a muoversi in un modo diverso. Per la sua qualità progettuale, la sua efficienza e il numero notevolissimo di esemplari in cui si è moltiplicato: 643.000 solo negli anni della guerra. [...] I vari MPV americani, divenuti CJ con varie numerazioni e poi Cherokee, Quadra Track, Renegade eccetera, sono la ramificazione "sapiens" – negli anni '60 e '70 – della geniale Willys. E questa, vale la pena ricordarlo, fu la prima auto – insieme alla [[Cisitalia 202]] e ad altre sei vetture – a entrare in un tempio dell'arte moderna, il celebre MoMa di New York [...]<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/da-una-tempesta-della-preistoria-la-lucy-di-tutti-i-fuoristrada/ Da una tempesta della preistoria la "Lucy" di tutti i fuoristrada]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 6 novembre 2020.</ref>
*Tutti ricordiamo il successo epocale del [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino]] americano, che [...] era diventato un fenomeno. Soprattutto a New York e in California, ma non solo, aveva trovato degli estimatori tra le giovani generazioni, i progressisti, gli eccentrici e gli squattrinati. ''"Con tremila dollari'' – diceva un celebre spot pubblicitario – ''il signor Smith ha comprato la sua nuova Dodge Sedan. Con tremila dollari il signor Green, vicino di casa, ha comprato la sua nuova Volkswagen. E in più un frigorifero, un forno a micro onde, una radio, una cyclette, un condizionatore d'aria..."'' e l'elenco continuava, mentre il signor Smith guardava perplesso i fattorini che consegnavano quel bendidio alla villetta di fronte.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ford-pinto-una-storia-da-manuale/ Ford Pinto: una storia da manuale]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 8 gennaio 2021.</ref>
*[...] quasi tutte le famiglie numerose nell'America anni '70 [...] avevano una [[Familiare|station wagon]]. Molto prima dell'era dei Suv, quando i pickup li guidavano agricoltori e carpentieri, la giardinetta agli steroidi era lo status-symbol della media borghesia. L'auto della moglie per bene, con la sua dose extra di cromature e i pannelli finto legno sulle fiancate. Le chiamavano "Country Squire" o "Estate" e anche chi non aveva la seconda casa in campagna e la tessera del golf non vedeva l'ora di possederne una. E intanto si allenava al volante di quegli inguidabili transatlantici.<ref name="Biden">Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/coraggio-presidente-biden/ Coraggio, Presidente Biden!]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 19 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Chevrolet Kingswood]]}} Un modello di grande serie, erede – nel nome – della prima Kingswood prodotta tra il '59 e il '60 e ispiratrice, con le sue pinne posteriori appiattite, di un'intera generazione di vetture GM. La nuova Kingswood era molto meno osé della sua antenata. Forme morbide, muso monumentale e verticale, cintura possente, si permetteva tuttavia il lusso di vetri posteriori avvolgenti, che piegavano di quasi novanta gradi verso il lunotto. Il portellone aveva a sua volta un ampio finestrino, motorizzato, che scendeva nella parete metallica. Dentro, tre file di poltrone potevano ospitare fino a nove passeggeri, ma l'ultima panchetta era spesso chiusa e il vano di carico in grado di soddisfare qualsiasi ingombro. Con un passo di tre metri, duemiladuecento chili a vuoto e un cambio – manuale o automatico – ma sempre a tre rapporti, non c'era molto da divertirsi [...]. I motori erano comunque impressionanti, almeno per noi europei: il 5.7 litri V8 di base forniva, in teoria, 260 cavalli. Ma chi non si accontentava poteva contare su un 6.6 litri e perfino un 7.400 di cilindrata. Per farci che cosa non è dato sapere. La velocità massima dichiarata era di 170 km/h, ma non ci voleva la voce timorata del concessionario per spiegare ai clienti che era saggio non avvicinarsi nemmeno lontanamente a quel limite. Balestre posteriori e freni misti disco-tamburo la dicevano lunga sulla tenuta in emergenza.<ref name="Biden"/>
*Il ricordo della [[Cadillac Allanté]] [...] muove sentimenti contrastanti. Ma [...] dipendono anche dalla sponda dell'oceano sulla quale vengono espressi. Per [[Pininfarina]] la commessa della General Motors fu [...] un successo, fece guadagnare bene, permise lo sviluppo di nuove esperienze, aggiunse ulteriore prestigio all'azienda. Non altrettanto brillante fu [...] il bilancio per il gigante di Detroit, che vendette poco più di ventimila esemplari, quando le aspettative erano di almeno cinque volte tanto. La Allanté fu complessivamente lodata dalla stampa americana, mentre in Europa, dove peraltro non mise quasi piede, fu criticata per la modestia delle prestazioni, che non reggevano il confronto con le sportive vere e nemmeno la ricchezza dell'involucro. Lo stile, che negli Usa era sicuramente esotico [...], da noi fu giudicato di scarso fascino, anche se equilibrato e sobriamente chic. [...] la qualità costruttiva della macchina – obbiettivamente molto alta –, i contenuti tecnologici e i gadget, lo stile votato all'understatement ma assai diverso dagli standard di Detroit, non bastarono a convincere gli automobilisti colti: i tanti che aspettavano con curiosità la nuova Cadillac, sulle strade della California, della Florida e del New England.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-in-memoria-della-cadillac-allante/ Automobili nella tempesta: in memoria della Cadillac Allanté]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 30 giugno 2021.</ref>
{{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-una-lincoln-blu-per-la-nuova-frontiera/ Automobili nella tempesta: una Lincoln blu per la Nuova Frontiera]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 2 maggio 2020.|h=4}}
*Nel gennaio del 1961 il vento era cambiato a Washington. Un ciclone di modernità aveva fatto invecchiare l'intera classe politica. Nessuno sapeva più come vestire, come muoversi, cosa promettere e far sognare, se non guardando al [[John Fitzgerald Kennedy|giovane presidente]]. E anche l'auto di [[Harry S. Truman|Truman]] e [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] era diventata impresentabile. L'ex numero uno della Ford Robert McNamara, che Kennedy aveva convinto a lasciare il suo posto offrendogli il Dipartimento della Difesa e un decimo dello stipendio, aveva una sorpresa in tasca per lui: la nuova Lincoln Continental. Quest'auto dal disegno essenziale e personalissimo, che salvò il marchio Lincoln dalla chiusura, ma contribuì, a modo suo, a [[Assassinio di John Fitzgerald Kennedy|uccidere]] il presidente a Dallas [...]
*Nella sua semplicità mastodontica, la Lincoln era la macchina ideale per Kennedy, che ne fece ordinare due, entrambe in "midnight blue" e non nere, come erano state le vetture dei suoi predecessori. [...] battezzata dal Servizio segreto [[SS-100-X]], era una vera carrozza da parata, col passo allungato di centoventi centimetri e piena di gadget ed effetti speciali. Il primo "effetto" era la visibilità del Presidente, una chiave della strategia elettorale di Kennedy. [...] se la coppia regale aveva ospiti a bordo (che sedevano su bassi strapuntini), era possibile sollevare il divano posteriore di trenta centimetri, con un martinetto idraulico. In caso di intemperie erano disponibili due tipi di capote, una in plexiglass trasparente detta "bubbletop" e una di tela nera [...]. Ma JFK le utilizzò solo in casi estremi, preferendo sempre la vettura scoperta. Nessuna blindatura era prevista, nessun cristallo era antiproiettile, nessun agente di scorta prendeva [...] posto sulle fiancate. Il presidente e la folla: questo voleva la gente, questo aveva funzionato bene nelle primarie del '60, avrebbe continuato a farlo per le elezioni del '64.
*L'unica protezione della SS 100-X erano l'autista e l'agente al suo fianco, entrambi del Servizio segreto, entrambi armati, entrambi pronti a tutto, compreso [...] mettere il loro [...] corpo tra i proiettili e il Presidente. Se mai fosse stato necessario. Ma questo a Dallas non avvenne. [...] La limousine, divenuta ''crime scene'', non fu sequestrata. Ci si affrettò, appena tornati al garage della [[Casa Bianca]], a lavare tutto per bene. Ufficialmente perché l'odore di morte era insostenibile, nei fatti, chissà. [...] Due mesi dopo l'auto era a Detroit dove fu completamente smontata. Tornò con una capote fissa e vetri anti-proiettile, nuovi interni e un conto da mezzo milione di dollari. Ma come corpo del reato, non valeva più nulla.
{{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-ciclone-modulo-che-ancora-ci-spaventa/ Il ciclone Modulo che ancora ci spaventa]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 21 luglio 2020.|h=4}}
*Bisogna [...] dare credito ai ricordi di [[Paolo Martin|Martin]], quando dice che il primo schizzo della [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Modulo]] apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla [[Pininfarina]], giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo.
*Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete.
*Renzo Carli, che più di [[Sergio Pininfarina|Pininfarina]] era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di [[Gio Ponti]] [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano.
{{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/passata-una-tempesta-se-ne-affronta-unaltra/ Passata una tempesta se ne affronta un'altra]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 febbraio 2021.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Giovanni Savonuzzi]]}} [...] a dispetto del suo ingegno, uomo umile tutta la vita. Presentato a Piero Dusio da [[Dante Giacosa]], progettò nel solco del maestro, ma anche fuori, con una tendenza all'innovazione e all'esperimento che diventava una sfida personale. Quando, nel 1951, la [[Cisitalia 202|202]] fu esposta a New York e poi entrò nella collezione permanente del MoMa, Savonuzzi disse a una conferenza di ingegneri: "in fondo io mi sono sempre considerato un artista". Ma era anche il tecnico che spaccava il minuto negli appuntamenti e il capello in quattro sul tavolo da disegno. Negli anni ruggenti, l'ingegneria era insieme una scienza creativa, come forse solo quella dei progettisti spaziali [...], oggi, sa essere.
*{{NDR|Su [[Virgil Exner]]}} [...] fece del "guardare avanti" la nuova strategia creativa della Chrysler. Il colosso americano [...] al tempo era governato dagli ingegneri, non dai designer. Fu grazie ai concept voluti da Exner, alcuni semplicemente stravaganti, altri veri capolavori, che il marchio perse la sua reputazione classica, quasi fuori moda e si vestì delle sue celebri pinne caudali, prese in prestito da quelle dei jet. Se tutte le Chrysler divennero più sottili, più basse, più levigate, il prototipo [[Ghia Gilda Streamline X|Gilda]], commissionato alla Ghia di Segre e Savonuzzi fece scuola a sé. È ancora oggi considerato uno degli esempi più spinti di "streamline" design, un oggetto fuori dal tempo e dalle leggi dell'automobile, che per molti aspetti anticipa di quindici anni la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]].
*[...] l'[[Chrysler Turbine Car|auto a turbina]] fu un bagno di sangue, con la Chrysler in particolare giunta a un passo dalla produzione (anzi, già cinquanta esemplari consegnati al pubblico-cavia), salvo rendersi conto che le novità e problemi che il programma portava con sé non facevano approdare il consumatore a nessun vantaggio. Non è dato di sapere quanto Savonuzzi si sia fatto animo amaro per l'eutanasia della sua fascinosissima, ma inutile creatura. Ma c'è da pensare che, con la spinta che lo animava in tutte le sue decisioni, con la sete di guardare sempre oltre lo steccato, non ne abbia avuto il cuore infranto. In fondo, quando un problema era stato risolto, un traguardo raggiunto, smetteva di interessarlo.
{{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ascesa-e-caduta-dellutilitaria-piu-larga-del-mondo/ Ascesa e caduta dell'utilitaria più larga del mondo]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 23 aprile 2021.|h=4}}
*[...] mentre in Italia l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]] si avvia al debutto, anche dall'altra parte dell'Atlantico si cominciava a pensare a una due volumi "subcompact", dalla linea violentemente moderna e prestazioni convincenti. Una vettura che potesse offrire all'annoiato automobilista americano un attimo di emozione e provasse a contenere il successo delle piccole vetture straniere. [...] L'idea [...] non venne alle "big three" di Detroit, ma all'ultimo rimasto dei costruttori indipendenti [...]. I manager della American Motor Corporation pensarono a una "wide, small car", una compatta [...] lunga come una Passat, ma larga come una Cadillac, con tre quarti dell'abitacolo rivestito in vetro e un motore [...] che prometteva di consumare un terzo in meno delle concorrenti. [...] Tutto nella nuova "[[AMC Pacer|Pacer]]" era diverso e poco ortodosso. Persino le due portiere erano diseguali, con quella del passeggero più lunga di una spanna per facilitare l'ingresso ai sedili posteriori. Il disegno enfatizzava la bolla vetrata dell'abitacolo [...]. In un'epoca di lamiere a spigolo e trapezi, lo stile morbido della Pacer era notevole, armonico.
*[...] già nella fase di sviluppo l'auto incontrò ostacoli gravi, a cominciare dal propulsore. [...] si dovette adattare un sei cilindri in linea di 3.8 litri, il cui basamento finiva praticamente dentro l'abitacolo [...]. Le promesse di economia [...] caddero nel dimenticatoio [...]. Ciononostante la Pacer ebbe un'accoglienza festosa [...]. Sembrava che l'industria americana avesse rotto un tabù, dimostrando di saper produrre anche un'utilitaria per il suo pubblico d'elezione. [...] la AMC si trovò sommersa di ordini [...]. Per il cliente medio americano [...] la Pacer aveva i gadget a cui tutti erano abituati e non scatenava, una volta chiuse le portiere, attacchi di claustrofobia. Nei primi due anni se ne vendettero [...]. Ma qualcosa, già nel '76, cominciò ad andar storto. In primo luogo l'auto, era tutt'altro che parsimoniosa. E con il peggiorare della crisi petrolifera la cosa divenne pressante. Le norme antinfortunistiche imposero paraurti più pesanti e altre modifiche alla scocca: il motore [...] fu strozzato dai nuovi catalizzatori. [...] rivestimenti e [...] plastiche [...] si cuocevano al sole grazie all'effetto serra delle vetrate. [...] In ultimo il design, che al debutto era sembrato futuristico, cominciò a invecchiare. [...] Nel 1980, dopo solo cinque anni e meno di trecentomila pezzi, l'avventura era finita.
*Cosa resta [...] di questa insolita e sfortunata storia? Sicuramente il tentativo di un outsider di cambiare le regole, di osare, in un mercato come quello americano ingessato e tecnicamente conservatore. [...] la Pacer può piacere o meno, ma è indubbiamente un oggetto di design, come lo sono la Ami 6 o la [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]. Le sue forme plastiche, opposte alle linee tese del tempo, l'eccezionale superficie vetrata e curvata, le proporzioni stesse di lunghezza per larghezza e gli studi di abitabilità furono una coraggiosa novità. Se la motorizzazione fosse stata davvero più moderna, i difetti di gioventù meno gravi, i rivestimenti migliori, probabilmente la Pacer sarebbe ricordata diversamente [...]
{{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-lultimo-spider/ Automobili nella tempesta, l'ultimo Spider]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 11 maggio 2021|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Spider (2006)]]}} Quel modello che vinse il premio "Cabrio of the year" nel 2006 e, allo stesso tempo, riuscì a vendere solo 12.488 pezzi, prima di essere spedito in soffitta dopo nemmeno quattro anni. [...] il colosso torinese [...] aveva tra le mani un prodotto di fascino (se non di qualità eccelsa) e sembrava non sapere che farsene. Dopo un paio d'anni, resosi conto di limiti della parte telaistica e degli errori di marketing, qualcuno tentò di porvi rimedio e si mise a valutare i costi di un rilancio. Ma su tutto calò la scure di [[Sergio Marchionne]], che nel 2010 chiuse i rubinetti. L'incredibile era successo: il marchio Alfa Romeo – l'archetipo dell'auto sportiva italiana per tutti [...] – rimaneva senza uno spider [...]
*"Come partiamo male con questa automobile". Così parlò Aldo Mantovani – in mezzo a vari epiteti in piemontese stretto – quando il primo pianale dell'[[Alfa Romeo 159|Alfa 159]] arrivò alla Italdesign. [...] era nato da una collaborazione che Fiat aveva offerto a GM Australia e Saab. I lavori erano affidati a personale italiano di scarsa esperienza, "politicamente" dislocato in Svezia. Forse anche per questo i due partner stranieri si erano presto sfilati e il frutto dell'avventura era il "disastro" (parole testuali) che Mantovani e Trucco stavano ora considerando nei loro uffici di Moncalieri. Un insieme non ottimizzato, pieno di modifiche e ripensamenti, con rinforzi e appesantimenti inutili. In particolare, tra l'avantreno e la porta, c'erano da cinquanta a settanta chili di troppo. E questo la diceva lunga sul resto.
*L'[[Alfa Romeo Brera|Alfa Brera]] di serie – vero miracolo di [[Giorgetto Giugiaro|Giugiaro]], che era riuscito a mantenere tutto il davanti della 159 d'origine e molto dello charme del prototipo – deluse quasi tutti, non appena ci si mise al volante. Invece di un'auto di lusso, che sfidava il fiore della concorrenza, il marketing Fiat l'aveva posizionata a metà strada, con interni anonimi, motori poco adeguati e addirittura il diesel. Se ne vendettero trentamila, le ultime con grande fatica.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Boetto Cohen, Giosue}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Curatori d'arte]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Volkswagen Maggiolino
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[[File:VW Käfer Baujahr 1966.jpg|thumb|Volkswagen Maggiolino (1966)]]
Citazioni sul '''Volkswagen Maggiolino'''.
*L'auto del popolo troverà successo in tutti i continenti anche in anni in cui la [[globalizzazione]] era un concetto ancora di là da venire. Il suo motore raffreddato ad aria si rivelò indistruttibile e la qualità del suo insieme seppe stupire. Se la Germania riuscirà a rimettersi in moto dopo le macerie della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] molto lo dovrà proprio al successo di quest'auto. ([[Carlo Cavicchi]])
*Nella mitologia dell'automobile [...] il Maggiolino Volkswagen brilla di una luce magica. Anche dimenticandone gli albori, le vicende europee e il numero impressionante di esemplari prodotti, il fatto che il Beetle si sia a un certo punto guadagnato il [...] mercato USA, nel pieno della «[[Era spaziale|Space age]]» e in totale controtendenza, ne fa un caso da manuale. Piccolo, brutto (lo diceva la pubblicità), rumoroso e privo di ogni gadget o automatismo, il Maggiolino sbaragliava le monumentali berline americane sulle strade di New York, della California e nei quartieri «emergenti» di tante altre città. Una strategia di comunicazione geniale, dissacrante nei concetti quanto raffinata nella grafica, ne fece un oggetto a parte, una moda quasi irrazionale (se non fosse stato per il prezzo) che catturò due generazioni di automobilisti. ([[Giosuè Boetto Cohen]])
*Tutti ricordiamo il successo epocale del Maggiolino americano, che [...] era diventato un fenomeno. Soprattutto a New York e in California, ma non solo, aveva trovato degli estimatori tra le giovani generazioni, i progressisti, gli eccentrici e gli squattrinati. ''"Con tremila dollari'' – diceva un celebre spot pubblicitario – ''il signor Smith ha comprato la sua nuova Dodge Sedan. Con tremila dollari il signor Green, vicino di casa, ha comprato la sua nuova Volkswagen. E in più un frigorifero, un forno a micro onde, una radio, una cyclette, un condizionatore d'aria..."'' e l'elenco continuava, mentre il signor Smith guardava perplesso i fattorini che consegnavano quel bendidio alla villetta di fronte. ([[Giosuè Boetto Cohen]])
==Voci correlate==
*[[Herbie sbarca in Messico]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Otto Weininger: due nuovi testi e altre integrazioni
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[[File:2026 Emily Wilson (cropped).jpg|thumb|Emily Wilson nel 2022]]
'''Emily Rose Caroline Wilson''' (1971 – vivente), grecista e latinista britannica naturalizzata statunitense.
==Citazioni di Emily Wilson==
*{{NDR|Su [[Charlize Theron]] in ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} È splendida da vedere, ma non si arrabbia mai, non è mai spiritosa, non possiede alcuna abilità retorica e non è mai consumata dal desiderio per il suo malconcio amante mortale.<ref name="repubblica">Citato in ''[https://www.repubblica.it/cultura/2026/07/28/news/odissea_christopher_nolan_traduttrice_inglese_emily_wilson_polemiche-425498381/ La traduttrice inglese: "L'Odissea di Nolan manca di profondità, mi vergognerei ad averla scritta"]'', ''repubblica.it'', 28 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Anne Hathaway]] in ''Odissea''}} La sceneggiatura non le concede altro da fare se non struggersi per il ritorno dell'Odisseo interpretato da Matt Damon, per ragioni che rimangono oscure. Tra i due non c'è alcuna chimica e nulla sembra davvero unirli.<ref name="repubblica"/>
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/08/03/news/unodissea-grandiosa-ma-superficiale-la-stroncatura-di-emily-wilson--403876 Un'Odissea grandiosa ma superficiale. La stroncatura di Emily Wilson]''|''ilfoglio.it'', 3 agosto 2026}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Citazioni su Emily Wilson==
*Ogni traduzione è, per sua natura, un'interpretazione soggettiva e non potrà mai coincidere perfettamente con il testo originale. Ci si aspetterebbe che proprio un traduttore, più di chiunque altro vincolato a un testo e al suo servizio, mostrasse maggiore rispetto nei confronti di chi agisce in buona fede, esattamente come lei stessa sostiene di fare. ([[Joyce Carol Oates]])
*Parla con un linguaggio rozzo tipico dell'universo Maga, criticando chiunque abbia idee diverse dalle sue. ([[Joyce Carol Oates]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Wilson, Emily}}
[[Categoria:Grecisti britannici]]
[[Categoria:Latinisti]]
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[[File:2026 Emily Wilson (cropped).jpg|thumb|Emily Wilson nel 2026]]
'''Emily Rose Caroline Wilson''' (1971 – vivente), grecista e latinista britannica naturalizzata statunitense.
==Citazioni di Emily Wilson==
*{{NDR|Su [[Charlize Theron]] in ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} È splendida da vedere, ma non si arrabbia mai, non è mai spiritosa, non possiede alcuna abilità retorica e non è mai consumata dal desiderio per il suo malconcio amante mortale.<ref name="repubblica">Citato in ''[https://www.repubblica.it/cultura/2026/07/28/news/odissea_christopher_nolan_traduttrice_inglese_emily_wilson_polemiche-425498381/ La traduttrice inglese: "L'Odissea di Nolan manca di profondità, mi vergognerei ad averla scritta"]'', ''repubblica.it'', 28 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Anne Hathaway]] in ''Odissea''}} La sceneggiatura non le concede altro da fare se non struggersi per il ritorno dell'Odisseo interpretato da Matt Damon, per ragioni che rimangono oscure. Tra i due non c'è alcuna chimica e nulla sembra davvero unirli.<ref name="repubblica"/>
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/08/03/news/unodissea-grandiosa-ma-superficiale-la-stroncatura-di-emily-wilson--403876 Un'Odissea grandiosa ma superficiale. La stroncatura di Emily Wilson]''|''ilfoglio.it'', 3 agosto 2026}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Citazioni su Emily Wilson==
*Ogni traduzione è, per sua natura, un'interpretazione soggettiva e non potrà mai coincidere perfettamente con il testo originale. Ci si aspetterebbe che proprio un traduttore, più di chiunque altro vincolato a un testo e al suo servizio, mostrasse maggiore rispetto nei confronti di chi agisce in buona fede, esattamente come lei stessa sostiene di fare. ([[Joyce Carol Oates]])
*Parla con un linguaggio rozzo tipico dell'universo Maga, criticando chiunque abbia idee diverse dalle sue. ([[Joyce Carol Oates]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Grecisti britannici]]
[[Categoria:Latinisti]]
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[[Immagine:Avi Shlaim.jpg|thumb|Avi Shlaim nel 2015]]
'''Avi Shlaim''' (1945 – vivente), storico e accademico israeliano naturalizzato britannico di origine irachena.
==Citazioni di Avi Shlaim==
{{Int|Da ''[https://www.assopacepalestina.org/2025/09/29/lo-storico-israeliano-avi-shlaim-ha-abbandonato-il-sionismo-molto-tempo-fa-ora-e-dalla-parte-di-hamas/ Lo storico israeliano Avi Shlaim ha abbandonato il sionismo molto tempo fa. Ora è dalla parte di Hamas]''|Intervista di Ofer Aderet, ''assopacepalestina.org'', 29 settembre 2025.}}
*Ho studiato la versione di Hamas riguardo all'[[Guerra Israele-Hamas|attacco del 7 ottobre]] e alla guerra. Spiegare il comportamento di Hamas non significa giustificarlo. Uccidere civili è sbagliato, punto. Ma come sempre, il contesto è fondamentale. I palestinesi vivono sotto occupazione. Hanno il diritto di resistere, anche con la resistenza armata. I combattenti di Hamas hanno ricevuto istruzioni esplicite per l'attacco e c'erano obiettivi militari specifici. Inizialmente Hamas ha colpito basi militari e ucciso soldati, poliziotti e forze di sicurezza. Questo non è un crimine di guerra. In seguito la situazione è sfuggita di mano.
*La mia famiglia non è mai stata sionista. Il sionismo era un movimento degli ebrei europei ed era destinato a loro. I leader sionisti non si sono mai interessati agli [[Mizrahì|ebrei del mondo arabo]]. Consideravano il mondo arabo primitivo e culturalmente inferiore. Solo dopo l'Olocausto il movimento sionista ha iniziato a cercare ebrei ovunque, compreso il mondo arabo. La mia famiglia non aveva alcun interesse per Israele e non voleva andarci.
*Il [[Farhud]] era un fenomeno più complesso di un semplice scoppio di odio e violenza nei confronti degli ebrei. Faceva parte di una rivolta nazionale contro gli inglesi, durante la quale l'ordine pubblico era crollato. L'antisemitismo era certamente un elemento importante, ma lo erano anche il colonialismo e l'imperialismo britannici.
*Abbiamo lasciato l'Iraq come ebrei e siamo arrivati in Israele come iracheni. C'erano fiorenti comunità ebraiche in tutto il mondo arabo, ma quella irachena era la più antica, la più prospera e la più integrata nella società locale.
*Abbiamo perso la nostra considerevole ricchezza, il nostro elevato status sociale e il nostro orgoglio identitario di ebrei iracheni. Per noi l'''Aliyah'' in Israele non ha comportato un'ascesa, ma una ripida "yerida", ovvero una discesa, ai margini della società israeliana. Una volta in Israele, siamo stati sottoposti a un processo sistematico di de-arabizzazione […] e catapultati in un paese straniero, dominato dagli ashkenaziti.
*Se dovessi identificare un fattore chiave che ha plasmato il mio rapporto iniziale con la società israeliana, sarebbe il complesso di inferiorità. […] Accettavo senza discutere la gerarchia sociale che poneva gli ebrei europei al vertice e gli [[Mizrahì|ebrei dei paesi arabi]] e africani al fondo.
*Quello che ho letto lì {{NDR|negli Archivi di Stato israeliani a Gerusalemme}} non corrispondeva a ciò che mi era stato insegnato a scuola: che gli ebrei erano sempre vittime; che Israele era sempre vittima; che il 1948 fu un genocidio volto a gettare gli ebrei in mare; che eravamo pochi contro molti; che il mondo arabo era unito contro di noi; e che i leader israeliani cercavano di fare pace ma non avevano partner dalla parte araba. Credevo a tutto questo, ma negli archivi ho trovato una verità diversa. Il quadro che ne è emerso era in totale contrasto con la storia ufficiale. I documenti che ho scoperto erano scioccanti, sorprendenti e stimolanti.
*Il divario tra la mitologia sionista e la realtà storica è ciò che mi ha reso un '[[Nuova storiografia israeliana|Nuovo Storico]]'.
*[[Israele]] non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale.
*Gli ebrei ''[[Mizrahì|mizrahi]]'' avrebbero potuto essere un ponte tra Israele e il mondo arabo, ma i leader sionisti non hanno mai voluto quel ponte.
*In passato, Benny {{NDR|[[Benny Morris|Morris]]}} era il più sionista, Ilan {{NDR|[[Ilan Pappé|Pappé]]}} il più radicale – sosteneva che Israele non avesse alcuna legittimità – e io mi trovavo nel mezzo. Mia moglie riassumeva la mia posizione così: 'Prima del 1967 – bene, dopo il 1967 – male'. Pensavo che Israele fosse legittimo entro i suoi confini, ma negli ultimi anni mi sono avvicinato alla posizione di Ilan.
*[[Hamas]] esercita il suo diritto, ai sensi del diritto internazionale, di resistere all'occupazione israeliana.
*Il termine '[[Attacco suicida|attentato suicida]]' è diventato nell'opinione pubblica sinonimo di una forma di guerra particolarmente orribile. Gli attentati suicidi sono in fin dei conti un mezzo per trasportare bombe al loro obiettivo. Giudicati esclusivamente in base al loro esito letale, non sono più orribili di una bomba da una tonnellata sganciata da un aereo da guerra F-16 israeliano su un condominio residenziale a Gaza.
*Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e [[Israele]] non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività.
*Non sostengo [[Hamas]] e non provo alcun piacere nel condannare Israele. Sono uno storico e ho studiato la storia di Hamas. Il mio sostegno alla sua rimozione dalla lista delle organizzazioni terroristiche si basa su tale studio.
*Le [[Elezioni legislative in Palestina del 2006|elezioni del 2006]] sono state libere e democratiche. È stato un risultato straordinario per i palestinesi: instaurare la democrazia sotto l'occupazione israeliana. Hamas ha formato un governo, ma Israele lo ha respinto e si è rifiutato di riconoscerlo. L'UE e gli Stati Uniti, con loro grande vergogna, si sono uniti a Israele nel rifiutare di riconoscere un governo democraticamente eletto. L'Occidente sostiene di sostenere la democrazia e il progresso, ma queste erano persone che avevano votato per il 'partito sbagliato', quindi l'Occidente ha respinto il processo democratico. Quella era l'unica vera democrazia nel mondo arabo. Non Israele. Israele ha fatto tutto il possibile per sabotarla.
*Israele sostiene che [[Hamas]] sia solo un'organizzazione terroristica, ma la questione è più complessa. Hamas è parte integrante della società araba. Non esiste una soluzione plausibile al conflitto israelo-palestinese che escluda Hamas. Inoltre, Israele sostiene che l'obiettivo di Hamas sia quello di distruggere lo Stato di Israele. È vero che lo statuto originale di Hamas era antisemita, ma i movimenti rivoluzionari evolvono. Proprio come il sionismo aveva elementi terroristici – Shamir e Begin sono diventati primi ministri – e come è successo in Irlanda e in Sudafrica, così è stato anche per Hamas. Sì, ha un'ala militare che compie attacchi terroristici, ma ha anche una leadership politica che ha moderato il suo programma. Oggi Hamas afferma che il suo problema non sono gli ebrei, ma Israele e il sionismo. Hamas è già diventato più moderato e accetterebbe uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. È il governo di Netanyahu che sta distruggendo la leadership politica di Hamas e rafforzando la sua ala militare. Non difendo Hamas, ma, come dice il proverbio inglese, 'rendiamo a Cesare quel che è di Cesare'. Come storico, il mio obiettivo è quello di fornire un quadro equilibrato del conflitto.
*All'inizio ho esitato a usare la parola '[[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica.
*Benjamin Netanyahu non è un dittatore. È stato eletto primo ministro. Pertanto, la società israeliana nel suo complesso è responsabile di questi crimini di guerra. Non vi partecipano personalmente, ma sono responsabili di ciò che l'esercito sta facendo a Gaza e in Cisgiordania. Questo [[Governo Netanyahu VI|governo]] è stato eletto democraticamente, ma è un governo fascista. Anche il partito nazista in Germania era stato eletto democraticamente.
*Oggi [[Israele]] fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base.
*Ho due cittadinanze e mi sento doppiamente in colpa nei confronti dei palestinesi. Come cittadino britannico, mi sento in colpa per aver permesso al movimento sionista di conquistare la Palestina, a partire dalla [[Dichiarazione Balfour]]. Gli inglesi sono responsabili del conflitto israelo-palestinese: hanno gettato le basi per la Nakba e hanno tradito i palestinesi. Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani.
*La [[Guerra Iran-Israele|guerra]] propagandistica di Benjamin Netanyahu contro la Repubblica Islamica dell'Iran trascura alcuni fatti fondamentali. Uno: l'Iran non ha mai attaccato nessuno dei suoi vicini; Israele non smette mai di attaccare i suoi vicini in tutte le direzioni. Due: l'Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare; Israele no. Terzo, l'Iran ha sottoposto le sue strutture all'ispezione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica; Israele non l'ha fatto. Quarto, l'Iran non possiede armi nucleari e ha ripetutamente smentito l'intenzione di produrle, mentre Israele possiede armi nucleari. Ne consegue che l'Iran non rappresenta una minaccia esistenziale per Israele, come continua a sostenere Netanyahu; Israele, in virtù del suo monopolio nucleare, rappresenta una minaccia esistenziale per l'Iran.
*Netanyahu sapeva bene che Israele da solo non era in grado di distruggere il programma nucleare iraniano e che era necessario il sostegno americano. Nessun presidente americano negli ultimi 30 anni è stato così stupido da assecondare questo piano folle. Ma ancora una volta Netanyahu è riuscito a convincere Trump a dare seguito alla guerra illegale di Israele contro l'Iran con un attacco militare americano altrettanto illegale. Il grottesco seguito di questa triste saga è stato l'incontro alla Casa Bianca in cui [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] ha consegnato a [[Donald Trump|Trump]] una copia della lettera che lo nominava per il Premio Nobel per la Pace. Ecco un criminale di guerra che raccomandava un criminale condannato per il più prestigioso premio internazionale per la pace. Non si poteva inventare.
*[[Israele]] è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare.
*Israele finirà per pentirsi della [[Guerra Israele-Hamas|guerra]] contro Hamas, perché i successori di Hamas saranno ancora più radicali. Israele ne sarà responsabile, perché ha assassinato i leader politici di Hamas. A Israele non piacciono i palestinesi moderati: li considera una minaccia. Li indebolisce e spiana la strada a figure più estreme. Ecco perché la leadership è passata dall'ala politica di Hamas a quella militare.
==''Il muro di ferro''==
*La guerra nella [[Cisgiordania|West Bank]], ingannevolmente chiamata [[Operazione Scudo difensivo|operazione "Defensive Shield"]] (scudo difensivo), è stata quasi una riedizione della guerra che Sharon ha condotto in Libano. È stata diretta contro il popolo palestinese; è stata provocata dal medesimo stereotipo secondo cui i palestinesi sarebbero terroristi; si è fondata sullo stesso rifiuto dei diritti nazionali palestinesi; ha utilizzato la stessa strategia di uso selvaggio della schiacciante forza militare; e ha mostrato la medesima insensibile indifferenza nei confronti dell'opinione mondiale, del diritto internazionale, delle Nazioni Unite e delle norme di comportamento civile. (p. 14)
*Non è la pace coi palestinesi ciò che cerca [[Ariel Sharon|Sharon]], ma la loro resa ed espulsione. La forza bruta è il solo linguaggio che egli conosca. Le nozioni di contrattazione, accordo e compromesso sono totalmente estranee al suo modo di pensare. (p. 15)
*[[Theodor Herzl|Herzl]] considerava la popolazione autoctona {{NDR|della Palestina}} primitiva e arretrata, e il suo atteggiamento nei confronti di questa era caratterizzato da un senso di superiorità. Egli pensava che, come individui, i nativi arabi dovessero godere di pieni diritti civili all'interno dello Stato ebraico, ma non li considerava come una società con diritti politici collettivi sulla terra in cui costituivano la schiacciante maggioranza. (p. 28)
*La [[dichiarazione Balfour]], come questa lettera fu poi nota, rappresentò un fondamentale trionfo per la diplomazia sionista. Nel periodo in cui essa venne resa, la popolazione ebraica della Palestina ammontava a circa 56.000 unità contro le 600.000 che componevano la popolazione araba, ovvero meno del 10 per cento. Tenuto conto che gli arabi costituivano il 90 per cento della popolazione, la promessa di non pregiudicare i loro diritti civili e religiosi non poteva reggere, poiché ignorava completamente i loro diritti politici. (p. 31)
*I sionisti stavano cercando un leader arabo che accettasse il principio di spartizione {{NDR|della Palestina}}, fosse favorevole a uno Stato ebraico, e fosse disposto a coesistere pacificamente con tale Stato una volta costituito. Nel 1947 c'era solamente un leader arabo che corrispondeva a questa descrizione: [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]]. (p. 54)
*[[Abd Allah I di Giordania|Re Abdullah]] e i sionisti si consideravano, rispettivamente, come mezzi per raggiungere un fine. Per Abdullah i sionisti rappresentavano una potenziale fonte di sostegno per realizzare il suo sogno di una grande Siria. Per i sionisti Abdullah era un mezzo per rompere la catena di ostilità araba che li circondava su tutti i fronti. (p. 54)
*L'amicizia sionista-hashemita si fondava sulla presenza di un comune protettore, l'Inghilterra, e sull'esistenza di un comune nemico, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husseini]]. Per entrambe le parti il nazionalismo palestinese rappresentava una minaccia ed esse intendevano reprimerlo spinte da un comune interesse. Nel momento in cui il mandato inglese in Palestina si stava avvicinando alla sua ingloriosa fine, le due parti fecero uno sforzo per coordinare le loro strategie. (p. 54)
*L'obiettivo di [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]] nel mandare il suo esercito in Palestina non era quello di prevenire la costituzione di uno Stato ebraico, ma di diventare egli stesso il padrone della parte araba della Palestina. (p. 60)
*Nonostante [[Husni al-Za'im|Zaim]] avesse promesso agli altri cospiratori una lotta senza tregua contro il sionismo, una volta conquistato il potere, si sforzò con determinazione di raggiungere un accordo con Israele. Egli dichiarò apertamente la sua ambizione d'essere il primo leader arabo a concludere un accordo di pace con Israele e si offrì ripetutamente di incontrare Ben-Gurion per lavorare insieme al raggiungimento di questo obiettivo. (p. 70)
*{{NDR|Parlando della [[guerra arabo-israeliana del 1948]] e delle sue conseguenze}} Il termine [[Palestina]] venne cancellato dalle mappe. È interessante notare come la situazione del dopoguerra si basasse sullo stesso principio su cui re Abdullah e Golda Meir si erano trovati d'accordo nel novembre 1947: la spartizione della Palestina a spese dei palestinesi. (p. 72)
*{{NDR|Parlando dei crimini commessi dall'esercito israeliano}} Le atrocità non vennero commesse nel fervore della battaglia, ma nella maggior parte dei casi contro civili innocenti, inclusi donne e bambini. Fronteggiare i problemi relativi alla sicurezza quotidiana ebbe quindi l'effetto di deturpare l'[[Forze di difesa israeliane|IDF]]. I soldati di un esercito che faceva proprio il precetto della "purezza delle armi" mostrarono un crescente disprezzo per le vite umane e si macchiarono di atti barbarici che possono solo essere descritti come crimini di guerra. (p. 110)
*L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a [[Strage di Qibya|Qibya]], far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". (pp. 118-119)
*Il [[Strage di Qibya|massacro di Qibya]] scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. (p. 119)
*[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] aveva una conoscenza sorprendentemente scarsa della cultura e della storia araba e nessuna simpatia per gli arabi in generale. L'arabo non era tra la mezza dozzina di lingue che parlava. La sua esperienza diretta con gli arabi comuni fu limitata e non gli ispirò alcuna fiducia né alcun tipo di predilezione particolare. La sua immagine fondamentale degli arabi fu quella di un nemico primitivo, feroce e fanatico che comprendeva esclusivamente il linguaggio della forza. (p. 126)
*[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] non poteva concepire una società multietnica comprendente ebrei e arabi; spesso paragonava gli ebrei a una nave e gli arabi a un mare crudele ed escludeva la possibilità di armonia tra loro. (p. 126)
*La trasformazione personale che accompagnò il passaggio di [[Pinhas Lavon|Lavon]] all'interno del Ministero della Difesa stupì tutti quelli che lo conoscevano. L'estrema moderazione che per molti anni aveva contraddistinto Lavon come l'antitesi della linea dura di Ben-Gurion, fu presto rimpiazzata da un'altrettanto estremo comportamento da falco. Il pensatore socialista si trasformò in un apostolo della ''realpolitik''; il predicatore della fraternità tra le nazioni lasciò il posto a un nazionalista anti-arabo. (p. 128)
*[[Moshe Dayan|Dayan]] fu strettamente legato, sin dall'inizio, alla politica delle rappresaglie. Uomo dal carattere forte e autoritario, aveva poche inibizioni e nessuno scrupolo morale all'uso della forza militare anche contro i civili. Fin dal giugno del 1950, durante una riunione della segreteria del Mapai e dei membri della Knesset, aveva difeso la politica della punizione collettiva contro i villaggi arabi sospettati di dare rifugio a infiltrati e sabotatori. Attaccare i villaggi, inclusi donne, bambini e anziani, egli disse, "è il solo metodo che si riveli ''efficace'', non giustificato o morale, ma ''efficace'', quando gli arabi posizionano mine dalla nostra parte". (pp. 131-132)
*La nomina di [[Moshe Dayan|Dayan]] a capo di Stato Maggiore fu una pietra miliare nello sviluppo della dottrina militare di Israele, il cui fulcro era la politica delle rappresaglie. (p. 132)
*In [[Golda Meir]], [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. (p. 194)
*I [[Relazioni bilaterali tra Francia e Israele|rapporti]] tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. (p. 195)
*Il fatto che l'Egitto fosse un nemico comune fece avvicinare i due paesi. I militari francesi avevano tre priorità: l'Algeria, l'Algeria e l'Algeria. Israele non solo fornì tutte le informazioni in suo possesso sul supporto egiziano ai ribelli algerini, ma ne esagerò anche l'estensione. I francesi pensavano che solo l'uscita di scena di Nasser avrebbe posto fine alla ribellione algerina. Non esisteva una solida base a sostegno di tale ipotesi, ma gli israeliani li incoraggiarono a credervi. Quando la ribellione algerina crebbe d'intensità, il governo francese si fece meno scrupoli a fornire armi a Israele, anche se questo significava contravvenire alla dichiarazione tripartita del maggio 1950, di cui la Francia era firmataria insieme a Inghilterra e Stati Uniti. (p. 195)
*I tre fini politici che stavano dietro alla [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]] erano la caduta di [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], l'espansione dei confini di Israele e la realizzazione di un nuovo ordine politico in Medio Oriente. Nessuno di questi obiettivi venne conseguito. (p. 216)
*L'aggressione tripartita non solo fallì nel tentativo di rovesciare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], ma al contrario accrebbe enormemente il suo prestigio e la sua influenza nella regione e nel Terzo Mondo. Nasser riuscì a strappare una vittoria politica spettacolare nonostante la sconfitta militare. (p. 216)
*{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} La collusione con le potenze europee sembrò fornire la prova decisiva del carattere reazionario ed espansionista del movimento sionista. La reputazione di Israele fu seriamente offuscata. Da quel momento in poi tutte le sue azioni potevano essere utilizzate come una prova a sostegno della vecchia affermazione secondo la quale Israele era la testa di ponte dell'imperialismo occidentale all'interno del mondo arabo. (p. 216)
*Nonostante gli errori politici e i fallimenti di coloro che pianificarono la [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]], fu la loro versione finale a radicarsi in profondità nella mente della stragrande maggioranza degli israeliani. In Israele la percezione popolare della guerra del 1956 fu quella di una guerra difensiva, giusta, brillantemente condotta e che raggiunse praticamente tutti gli obiettivi che si era prefissata. Tale interpretazione della guerra venne propagata e divulgata non solo dai membri dell'''establishment'' della Difesa, ma anche da una schiera di storici, giornalisti e commentatori simpatizzanti. Per quanto la si tenga in gran considerazione, tuttavia, questa versione non tiene a un esame attento e alla luce delle prove ora disponibili. Si tratta di un esempio eccellente del modo in cui la storia può essere manipolata per assecondare gli scopi nazionalisti. La versione israeliana ufficiale della guerra del 1956, come quella del 1948, è poco più di una propaganda dei vincitori. (p. 217)
==Bibliografia==
*Avi Shlaim, ''Il muro di ferro: {{small|Israele e il mondo arabo}}'', Il ponte, Bologna, 2003. ISBN 9788890081132.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Accademici britannici]]
[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Storici britannici]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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2026-09-17T17:30:39Z
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/* Il muro di ferro */
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[[Immagine:Avi Shlaim.jpg|thumb|Avi Shlaim nel 2015]]
'''Avi Shlaim''' (1945 – vivente), storico e accademico israeliano naturalizzato britannico di origine irachena.
==Citazioni di Avi Shlaim==
{{Int|Da ''[https://www.assopacepalestina.org/2025/09/29/lo-storico-israeliano-avi-shlaim-ha-abbandonato-il-sionismo-molto-tempo-fa-ora-e-dalla-parte-di-hamas/ Lo storico israeliano Avi Shlaim ha abbandonato il sionismo molto tempo fa. Ora è dalla parte di Hamas]''|Intervista di Ofer Aderet, ''assopacepalestina.org'', 29 settembre 2025.}}
*Ho studiato la versione di Hamas riguardo all'[[Guerra Israele-Hamas|attacco del 7 ottobre]] e alla guerra. Spiegare il comportamento di Hamas non significa giustificarlo. Uccidere civili è sbagliato, punto. Ma come sempre, il contesto è fondamentale. I palestinesi vivono sotto occupazione. Hanno il diritto di resistere, anche con la resistenza armata. I combattenti di Hamas hanno ricevuto istruzioni esplicite per l'attacco e c'erano obiettivi militari specifici. Inizialmente Hamas ha colpito basi militari e ucciso soldati, poliziotti e forze di sicurezza. Questo non è un crimine di guerra. In seguito la situazione è sfuggita di mano.
*La mia famiglia non è mai stata sionista. Il sionismo era un movimento degli ebrei europei ed era destinato a loro. I leader sionisti non si sono mai interessati agli [[Mizrahì|ebrei del mondo arabo]]. Consideravano il mondo arabo primitivo e culturalmente inferiore. Solo dopo l'Olocausto il movimento sionista ha iniziato a cercare ebrei ovunque, compreso il mondo arabo. La mia famiglia non aveva alcun interesse per Israele e non voleva andarci.
*Il [[Farhud]] era un fenomeno più complesso di un semplice scoppio di odio e violenza nei confronti degli ebrei. Faceva parte di una rivolta nazionale contro gli inglesi, durante la quale l'ordine pubblico era crollato. L'antisemitismo era certamente un elemento importante, ma lo erano anche il colonialismo e l'imperialismo britannici.
*Abbiamo lasciato l'Iraq come ebrei e siamo arrivati in Israele come iracheni. C'erano fiorenti comunità ebraiche in tutto il mondo arabo, ma quella irachena era la più antica, la più prospera e la più integrata nella società locale.
*Abbiamo perso la nostra considerevole ricchezza, il nostro elevato status sociale e il nostro orgoglio identitario di ebrei iracheni. Per noi l'''Aliyah'' in Israele non ha comportato un'ascesa, ma una ripida "yerida", ovvero una discesa, ai margini della società israeliana. Una volta in Israele, siamo stati sottoposti a un processo sistematico di de-arabizzazione […] e catapultati in un paese straniero, dominato dagli ashkenaziti.
*Se dovessi identificare un fattore chiave che ha plasmato il mio rapporto iniziale con la società israeliana, sarebbe il complesso di inferiorità. […] Accettavo senza discutere la gerarchia sociale che poneva gli ebrei europei al vertice e gli [[Mizrahì|ebrei dei paesi arabi]] e africani al fondo.
*Quello che ho letto lì {{NDR|negli Archivi di Stato israeliani a Gerusalemme}} non corrispondeva a ciò che mi era stato insegnato a scuola: che gli ebrei erano sempre vittime; che Israele era sempre vittima; che il 1948 fu un genocidio volto a gettare gli ebrei in mare; che eravamo pochi contro molti; che il mondo arabo era unito contro di noi; e che i leader israeliani cercavano di fare pace ma non avevano partner dalla parte araba. Credevo a tutto questo, ma negli archivi ho trovato una verità diversa. Il quadro che ne è emerso era in totale contrasto con la storia ufficiale. I documenti che ho scoperto erano scioccanti, sorprendenti e stimolanti.
*Il divario tra la mitologia sionista e la realtà storica è ciò che mi ha reso un '[[Nuova storiografia israeliana|Nuovo Storico]]'.
*[[Israele]] non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale.
*Gli ebrei ''[[Mizrahì|mizrahi]]'' avrebbero potuto essere un ponte tra Israele e il mondo arabo, ma i leader sionisti non hanno mai voluto quel ponte.
*In passato, Benny {{NDR|[[Benny Morris|Morris]]}} era il più sionista, Ilan {{NDR|[[Ilan Pappé|Pappé]]}} il più radicale – sosteneva che Israele non avesse alcuna legittimità – e io mi trovavo nel mezzo. Mia moglie riassumeva la mia posizione così: 'Prima del 1967 – bene, dopo il 1967 – male'. Pensavo che Israele fosse legittimo entro i suoi confini, ma negli ultimi anni mi sono avvicinato alla posizione di Ilan.
*[[Hamas]] esercita il suo diritto, ai sensi del diritto internazionale, di resistere all'occupazione israeliana.
*Il termine '[[Attacco suicida|attentato suicida]]' è diventato nell'opinione pubblica sinonimo di una forma di guerra particolarmente orribile. Gli attentati suicidi sono in fin dei conti un mezzo per trasportare bombe al loro obiettivo. Giudicati esclusivamente in base al loro esito letale, non sono più orribili di una bomba da una tonnellata sganciata da un aereo da guerra F-16 israeliano su un condominio residenziale a Gaza.
*Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e [[Israele]] non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività.
*Non sostengo [[Hamas]] e non provo alcun piacere nel condannare Israele. Sono uno storico e ho studiato la storia di Hamas. Il mio sostegno alla sua rimozione dalla lista delle organizzazioni terroristiche si basa su tale studio.
*Le [[Elezioni legislative in Palestina del 2006|elezioni del 2006]] sono state libere e democratiche. È stato un risultato straordinario per i palestinesi: instaurare la democrazia sotto l'occupazione israeliana. Hamas ha formato un governo, ma Israele lo ha respinto e si è rifiutato di riconoscerlo. L'UE e gli Stati Uniti, con loro grande vergogna, si sono uniti a Israele nel rifiutare di riconoscere un governo democraticamente eletto. L'Occidente sostiene di sostenere la democrazia e il progresso, ma queste erano persone che avevano votato per il 'partito sbagliato', quindi l'Occidente ha respinto il processo democratico. Quella era l'unica vera democrazia nel mondo arabo. Non Israele. Israele ha fatto tutto il possibile per sabotarla.
*Israele sostiene che [[Hamas]] sia solo un'organizzazione terroristica, ma la questione è più complessa. Hamas è parte integrante della società araba. Non esiste una soluzione plausibile al conflitto israelo-palestinese che escluda Hamas. Inoltre, Israele sostiene che l'obiettivo di Hamas sia quello di distruggere lo Stato di Israele. È vero che lo statuto originale di Hamas era antisemita, ma i movimenti rivoluzionari evolvono. Proprio come il sionismo aveva elementi terroristici – Shamir e Begin sono diventati primi ministri – e come è successo in Irlanda e in Sudafrica, così è stato anche per Hamas. Sì, ha un'ala militare che compie attacchi terroristici, ma ha anche una leadership politica che ha moderato il suo programma. Oggi Hamas afferma che il suo problema non sono gli ebrei, ma Israele e il sionismo. Hamas è già diventato più moderato e accetterebbe uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. È il governo di Netanyahu che sta distruggendo la leadership politica di Hamas e rafforzando la sua ala militare. Non difendo Hamas, ma, come dice il proverbio inglese, 'rendiamo a Cesare quel che è di Cesare'. Come storico, il mio obiettivo è quello di fornire un quadro equilibrato del conflitto.
*All'inizio ho esitato a usare la parola '[[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica.
*Benjamin Netanyahu non è un dittatore. È stato eletto primo ministro. Pertanto, la società israeliana nel suo complesso è responsabile di questi crimini di guerra. Non vi partecipano personalmente, ma sono responsabili di ciò che l'esercito sta facendo a Gaza e in Cisgiordania. Questo [[Governo Netanyahu VI|governo]] è stato eletto democraticamente, ma è un governo fascista. Anche il partito nazista in Germania era stato eletto democraticamente.
*Oggi [[Israele]] fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base.
*Ho due cittadinanze e mi sento doppiamente in colpa nei confronti dei palestinesi. Come cittadino britannico, mi sento in colpa per aver permesso al movimento sionista di conquistare la Palestina, a partire dalla [[Dichiarazione Balfour]]. Gli inglesi sono responsabili del conflitto israelo-palestinese: hanno gettato le basi per la Nakba e hanno tradito i palestinesi. Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani.
*La [[Guerra Iran-Israele|guerra]] propagandistica di Benjamin Netanyahu contro la Repubblica Islamica dell'Iran trascura alcuni fatti fondamentali. Uno: l'Iran non ha mai attaccato nessuno dei suoi vicini; Israele non smette mai di attaccare i suoi vicini in tutte le direzioni. Due: l'Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare; Israele no. Terzo, l'Iran ha sottoposto le sue strutture all'ispezione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica; Israele non l'ha fatto. Quarto, l'Iran non possiede armi nucleari e ha ripetutamente smentito l'intenzione di produrle, mentre Israele possiede armi nucleari. Ne consegue che l'Iran non rappresenta una minaccia esistenziale per Israele, come continua a sostenere Netanyahu; Israele, in virtù del suo monopolio nucleare, rappresenta una minaccia esistenziale per l'Iran.
*Netanyahu sapeva bene che Israele da solo non era in grado di distruggere il programma nucleare iraniano e che era necessario il sostegno americano. Nessun presidente americano negli ultimi 30 anni è stato così stupido da assecondare questo piano folle. Ma ancora una volta Netanyahu è riuscito a convincere Trump a dare seguito alla guerra illegale di Israele contro l'Iran con un attacco militare americano altrettanto illegale. Il grottesco seguito di questa triste saga è stato l'incontro alla Casa Bianca in cui [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] ha consegnato a [[Donald Trump|Trump]] una copia della lettera che lo nominava per il Premio Nobel per la Pace. Ecco un criminale di guerra che raccomandava un criminale condannato per il più prestigioso premio internazionale per la pace. Non si poteva inventare.
*[[Israele]] è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare.
*Israele finirà per pentirsi della [[Guerra Israele-Hamas|guerra]] contro Hamas, perché i successori di Hamas saranno ancora più radicali. Israele ne sarà responsabile, perché ha assassinato i leader politici di Hamas. A Israele non piacciono i palestinesi moderati: li considera una minaccia. Li indebolisce e spiana la strada a figure più estreme. Ecco perché la leadership è passata dall'ala politica di Hamas a quella militare.
==''Il muro di ferro''==
*La guerra nella [[Cisgiordania|West Bank]], ingannevolmente chiamata [[Operazione Scudo difensivo|operazione "Defensive Shield"]] (scudo difensivo), è stata quasi una riedizione della guerra che Sharon ha condotto in Libano. È stata diretta contro il popolo palestinese; è stata provocata dal medesimo stereotipo secondo cui i palestinesi sarebbero terroristi; si è fondata sullo stesso rifiuto dei diritti nazionali palestinesi; ha utilizzato la stessa strategia di uso selvaggio della schiacciante forza militare; e ha mostrato la medesima insensibile indifferenza nei confronti dell'opinione mondiale, del diritto internazionale, delle Nazioni Unite e delle norme di comportamento civile. (p. 14)
*Non è la pace coi palestinesi ciò che cerca [[Ariel Sharon|Sharon]], ma la loro resa ed espulsione. La forza bruta è il solo linguaggio che egli conosca. Le nozioni di contrattazione, accordo e compromesso sono totalmente estranee al suo modo di pensare. (p. 15)
*[[Theodor Herzl|Herzl]] considerava la popolazione autoctona {{NDR|della Palestina}} primitiva e arretrata, e il suo atteggiamento nei confronti di questa era caratterizzato da un senso di superiorità. Egli pensava che, come individui, i nativi arabi dovessero godere di pieni diritti civili all'interno dello Stato ebraico, ma non li considerava come una società con diritti politici collettivi sulla terra in cui costituivano la schiacciante maggioranza. (p. 28)
*La [[dichiarazione Balfour]], come questa lettera fu poi nota, rappresentò un fondamentale trionfo per la diplomazia sionista. Nel periodo in cui essa venne resa, la popolazione ebraica della Palestina ammontava a circa 56.000 unità contro le 600.000 che componevano la popolazione araba, ovvero meno del 10 per cento. Tenuto conto che gli arabi costituivano il 90 per cento della popolazione, la promessa di non pregiudicare i loro diritti civili e religiosi non poteva reggere, poiché ignorava completamente i loro diritti politici. (p. 31)
*I sionisti stavano cercando un leader arabo che accettasse il principio di spartizione {{NDR|della Palestina}}, fosse favorevole a uno Stato ebraico, e fosse disposto a coesistere pacificamente con tale Stato una volta costituito. Nel 1947 c'era solamente un leader arabo che corrispondeva a questa descrizione: [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]]. (p. 54)
*[[Abd Allah I di Giordania|Re Abdullah]] e i sionisti si consideravano, rispettivamente, come mezzi per raggiungere un fine. Per Abdullah i sionisti rappresentavano una potenziale fonte di sostegno per realizzare il suo sogno di una grande Siria. Per i sionisti Abdullah era un mezzo per rompere la catena di ostilità araba che li circondava su tutti i fronti. (p. 54)
*L'amicizia sionista-hashemita si fondava sulla presenza di un comune protettore, l'Inghilterra, e sull'esistenza di un comune nemico, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husseini]]. Per entrambe le parti il nazionalismo palestinese rappresentava una minaccia ed esse intendevano reprimerlo spinte da un comune interesse. Nel momento in cui il mandato inglese in Palestina si stava avvicinando alla sua ingloriosa fine, le due parti fecero uno sforzo per coordinare le loro strategie. (p. 54)
*L'obiettivo di [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]] nel mandare il suo esercito in Palestina non era quello di prevenire la costituzione di uno Stato ebraico, ma di diventare egli stesso il padrone della parte araba della Palestina. (p. 60)
*Nonostante [[Husni al-Za'im|Zaim]] avesse promesso agli altri cospiratori una lotta senza tregua contro il sionismo, una volta conquistato il potere, si sforzò con determinazione di raggiungere un accordo con Israele. Egli dichiarò apertamente la sua ambizione d'essere il primo leader arabo a concludere un accordo di pace con Israele e si offrì ripetutamente di incontrare Ben-Gurion per lavorare insieme al raggiungimento di questo obiettivo. (p. 70)
*{{NDR|Parlando della [[guerra arabo-israeliana del 1948]] e delle sue conseguenze}} Il termine [[Palestina]] venne cancellato dalle mappe. È interessante notare come la situazione del dopoguerra si basasse sullo stesso principio su cui re Abdullah e Golda Meir si erano trovati d'accordo nel novembre 1947: la spartizione della Palestina a spese dei palestinesi. (p. 72)
*{{NDR|Parlando dei crimini commessi dall'esercito israeliano}} Le atrocità non vennero commesse nel fervore della battaglia, ma nella maggior parte dei casi contro civili innocenti, inclusi donne e bambini. Fronteggiare i problemi relativi alla sicurezza quotidiana ebbe quindi l'effetto di deturpare l'[[Forze di difesa israeliane|IDF]]. I soldati di un esercito che faceva proprio il precetto della "purezza delle armi" mostrarono un crescente disprezzo per le vite umane e si macchiarono di atti barbarici che possono solo essere descritti come crimini di guerra. (p. 110)
*L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a [[Strage di Qibya|Qibya]], far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". (pp. 118-119)
*Il [[Strage di Qibya|massacro di Qibya]] scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. (p. 119)
*[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] aveva una conoscenza sorprendentemente scarsa della cultura e della storia araba e nessuna simpatia per gli arabi in generale. L'arabo non era tra la mezza dozzina di lingue che parlava. La sua esperienza diretta con gli arabi comuni fu limitata e non gli ispirò alcuna fiducia né alcun tipo di predilezione particolare. La sua immagine fondamentale degli arabi fu quella di un nemico primitivo, feroce e fanatico che comprendeva esclusivamente il linguaggio della forza. (p. 126)
*[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] non poteva concepire una società multietnica comprendente ebrei e arabi; spesso paragonava gli ebrei a una nave e gli arabi a un mare crudele ed escludeva la possibilità di armonia tra loro. (p. 126)
*La trasformazione personale che accompagnò il passaggio di [[Pinhas Lavon|Lavon]] all'interno del Ministero della Difesa stupì tutti quelli che lo conoscevano. L'estrema moderazione che per molti anni aveva contraddistinto Lavon come l'antitesi della linea dura di Ben-Gurion, fu presto rimpiazzata da un'altrettanto estremo comportamento da falco. Il pensatore socialista si trasformò in un apostolo della ''realpolitik''; il predicatore della fraternità tra le nazioni lasciò il posto a un nazionalista anti-arabo. (p. 128)
*[[Moshe Dayan|Dayan]] fu strettamente legato, sin dall'inizio, alla politica delle rappresaglie. Uomo dal carattere forte e autoritario, aveva poche inibizioni e nessuno scrupolo morale all'uso della forza militare anche contro i civili. Fin dal giugno del 1950, durante una riunione della segreteria del Mapai e dei membri della Knesset, aveva difeso la politica della punizione collettiva contro i villaggi arabi sospettati di dare rifugio a infiltrati e sabotatori. Attaccare i villaggi, inclusi donne, bambini e anziani, egli disse, "è il solo metodo che si riveli ''efficace'', non giustificato o morale, ma ''efficace'', quando gli arabi posizionano mine dalla nostra parte". (pp. 131-132)
*La nomina di [[Moshe Dayan|Dayan]] a capo di Stato Maggiore fu una pietra miliare nello sviluppo della dottrina militare di Israele, il cui fulcro era la politica delle rappresaglie. (p. 132)
*In [[Golda Meir]], [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. (p. 194)
*I [[Relazioni bilaterali tra Francia e Israele|rapporti]] tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. (p. 195)
*Il fatto che l'Egitto fosse un nemico comune fece avvicinare i due paesi. I militari francesi avevano tre priorità: l'Algeria, l'Algeria e l'Algeria. Israele non solo fornì tutte le informazioni in suo possesso sul supporto egiziano ai ribelli algerini, ma ne esagerò anche l'estensione. I francesi pensavano che solo l'uscita di scena di Nasser avrebbe posto fine alla ribellione algerina. Non esisteva una solida base a sostegno di tale ipotesi, ma gli israeliani li incoraggiarono a credervi. Quando la ribellione algerina crebbe d'intensità, il governo francese si fece meno scrupoli a fornire armi a Israele, anche se questo significava contravvenire alla dichiarazione tripartita del maggio 1950, di cui la Francia era firmataria insieme a Inghilterra e Stati Uniti. (p. 195)
*I tre fini politici che stavano dietro alla [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]] erano la caduta di [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], l'espansione dei confini di Israele e la realizzazione di un nuovo ordine politico in Medio Oriente. Nessuno di questi obiettivi venne conseguito. (p. 216)
*{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} L'aggressione tripartita non solo fallì nel tentativo di rovesciare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], ma al contrario accrebbe enormemente il suo prestigio e la sua influenza nella regione e nel Terzo Mondo. Nasser riuscì a strappare una vittoria politica spettacolare nonostante la sconfitta militare. (p. 216)
*{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} La collusione con le potenze europee sembrò fornire la prova decisiva del carattere reazionario ed espansionista del movimento sionista. La reputazione di Israele fu seriamente offuscata. Da quel momento in poi tutte le sue azioni potevano essere utilizzate come una prova a sostegno della vecchia affermazione secondo la quale Israele era la testa di ponte dell'imperialismo occidentale all'interno del mondo arabo. (p. 216)
*Nonostante gli errori politici e i fallimenti di coloro che pianificarono la [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]], fu la loro versione finale a radicarsi in profondità nella mente della stragrande maggioranza degli israeliani. In Israele la percezione popolare della guerra del 1956 fu quella di una guerra difensiva, giusta, brillantemente condotta e che raggiunse praticamente tutti gli obiettivi che si era prefissata. Tale interpretazione della guerra venne propagata e divulgata non solo dai membri dell'''establishment'' della Difesa, ma anche da una schiera di storici, giornalisti e commentatori simpatizzanti. Per quanto la si tenga in gran considerazione, tuttavia, questa versione non tiene a un esame attento e alla luce delle prove ora disponibili. Si tratta di un esempio eccellente del modo in cui la storia può essere manipolata per assecondare gli scopi nazionalisti. La versione israeliana ufficiale della guerra del 1956, come quella del 1948, è poco più di una propaganda dei vincitori. (p. 217)
==Bibliografia==
*Avi Shlaim, ''Il muro di ferro: {{small|Israele e il mondo arabo}}'', Il ponte, Bologna, 2003. ISBN 9788890081132.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Accademici britannici]]
[[Categoria:Accademici israeliani]]
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[[Categoria:Storici israeliani]]
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Udiki
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/* Dario Pasquini */ Risposta
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{{benvenuto2|--[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:53, 4 set 2026 (CEST)}}
==[[Dario Pasquini]]==
Ciao, chi sono gli autori di quelle citazioni su Dario Pasquini? Sono persone famose o no? --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:53, 4 set 2026 (CEST)
:Ho cancellato la voce. Se darai delle spiegazioni valide, potrà essere ripristinata (è ancora memorizzata). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:18, 17 set 2026 (CEST)
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Leggenda della morte di Paul McCartney
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[[File:Paul McCartney in 1966 (cropped).jpg|thumb|Paul McCartney nel 1966, anno in cui, secondo la leggenda, sarebbe avvenuta la sua "presunta" morte e conseguente sostituzione con un sosia]]
Citazioni sulla '''leggenda della morte di Paul McCartney'''.
*Nel 1969 si diffuse la voce secondo cui Paul McCartney [...] fosse [...] morto [...] e il suo posto fosse stato preso da un sosia! [...] secondo alcuni [...] esistevano [...] indizi e [...] tracce, nascoste nelle canzoni e nelle copertine dei dischi dei Beatles, che rivelavano l'incredibile verità. Canzoni in cui i Beatles superstiti suggerivano che Paul se n'era andato per sempre ma [...] non lo facevano in maniera spudorata, bensì inserendo doppi sensi, oppure veri e propri messaggi nascosti a volume basso oppure registrati all'incontrario. Ugualmente, nelle copertine dei dischi [...] mettevano sempre in risalto la figura di Paul... Fu una leggenda che [...] fece "epoca" e che [...] anticipò le atmosfere [...] del ''[[Dan_Brown#Il_codice_da_Vinci|Codice Da Vinci]]'': un complotto [...] per nascondere la reale fine di un personaggio universalmente noto; la ricerca di indizi in codice, nascosti in opere d'arte famosissime... [...] Per me, [...] sin da bambino [...] ammiratore dei Beatles, è sempre stata una leggenda che mi ha affascinato [...]. Anche allora [...] non credevo che [...] ci fosse [...] un fondamento di verità. Era però divertente [...] chiedersi: "E se fosse vero?" e iniziare così per l'ennesima volta il gioco di ascoltare le canzoni all'incontrario (a rischio di rompere il giradischi!) e di scrutare la copertina di ogni disco con la lente di ingrandimento, nell'illusione di scoprire qualcosa che solo "pochi" potevano sapere. [...] quella leggenda è ancora qui con noi, nonostante le ovvie smentite del diretto interessato, che [...] gira il mondo [...] cantando quelle canzoni che nessuno tranne il vero McCartney avrebbe potuto comporre. [...] che probabilità ci sono che [...] siano esistite due persone, identiche come due gocce d'acqua, capaci di scrivere uno capolavori come ''All my loving'', ''Michelle'', ''Yesterday'', ''Eleanor Rigby''... e l'altro altrettanti capolavori, frutto dello stesso genio creativo, come ''Penny Lane'', ''Lady Madonna'', ''Hey Jude'', ''Get Back'' e ''Let it be''? ([[Massimo Polidoro]])
*Se fossi morto, sarei stato sicuramente l'ultimo a saperlo. ([[Paul McCartney]])
==Voci correlate==
*[[Leggenda metropolitana]]
*[[Paul McCartney]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Leggende]]
[[Categoria:Teorie del complotto]]
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Il mistero della camera nera
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Spinoziano
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{{Film
|titolo italiano= Il mistero della camera nera
|titolo alfabetico= Mistero della camera nera
|genere= horror
|regista= [[Roy William Neill|R. William Neill]]
|soggetto=[[Arthur Strawn]]
|sceneggiatore= Arthur Strawn, [[Henry Myers]]
|attori=
*[[Boris Karloff]]: barone Gregor de Bergmann / Anton de Bergmann
*[[Marian Marsh]]: Thea Hassel
*[[Robert Allen]]: tenente Albert Lussan
*[[Thurston Hall]]: colonnello Paul Hassel
*[[Katherine DeMille]]: Mashka
*[[John Buckler]]: Burano il gitano
*[[Henry Kolker]]: barone Frederick de Bergmann
*[[Colin Tapley]]: il giovane Paul Hassel
*[[Torben Meyer]]: Peter il maggiordomo
*[[Egon Brecher]]: capo del villaggio
*[[Helena Grant]]: Anna
*[[James Gordon (attore)|James Gordon]]: gentiluomo
*[[Marion Lessing]]: Maria la cameriera
*[[George MacQuarrie]]: giudice
*[[Robert Middlemass]]: magistrato
*[[Wilfrid North]]: membro della corte
*[[Edward Van Sloan]]: dottore
|doppiatori originali=
|doppiatori italiani=
*[[Mario Besesti]]: barone Gregor de Bergmann / Anton de Bergmann
*[[Franca Dominici]]: Thea Hassel
}}
'''''Il mistero della camera nera''''', film statunitense del 1935 con [[Boris Karloff]], regia di [[Roy William Neill]].
==Dialoghi==
*'''Mashka''': Vuoi liberarti di me?<br>'''Gregor''': La [[pera]] è il frutto migliore.<br>'''Mashka''': Quando vedi quella là, non pensi più a me!<br>'''Gregor''': È dolce e sugosa.<br>'''Mashka''': Ma non ti sarà facile liberarti di me. Mi hai sentito?<br>'''Gregor''': [[Adamo]] doveva cogliere una pera.<br>'''Mashka''': Tu hai già deciso, vero? Hai deciso di sposarla, di farla diventare tua moglie: la tua baronessa.<br>'''Gregor''': Lascia sempre un buon sapore in bocca, quando l'hai mangiata.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film horror]]
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Citazioni sull''''inversione sessuale'''.
*Chi considera le «inversioni sessuali» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che ''una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile''. ([[Otto Weininger]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Sessualità]]
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Relazioni bilaterali tra Francia e Israele
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2026-09-17T17:35:38Z
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Charles De Gaulle - David Ben Gurion 1960.jpg|thumb|[[David Ben Gurion]] e [[Charles de Gaulle]] nel 1960 davanti al palazzo dell'Eliseo.]] Citazioni sulle '''relazioni bilaterali tra Francia e Israele'''. *I rapporti tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. ([[Avi Shlaim]]) *Il fatto che l'Egitto fosse un..."
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[[File:Charles De Gaulle - David Ben Gurion 1960.jpg|thumb|[[David Ben Gurion]] e [[Charles de Gaulle]] nel 1960 davanti al palazzo dell'Eliseo.]]
Citazioni sulle '''relazioni bilaterali tra Francia e Israele'''.
*I rapporti tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. ([[Avi Shlaim]])
*Il fatto che l'Egitto fosse un nemico comune fece avvicinare i due paesi. I militari francesi avevano tre priorità: l'Algeria, l'Algeria e l'Algeria. Israele non solo fornì tutte le informazioni in suo possesso sul supporto egiziano ai ribelli algerini, ma ne esagerò anche l'estensione. I francesi pensavano che solo l'uscita di scena di Nasser avrebbe posto fine alla ribellione algerina. Non esisteva una solida base a sostegno di tale ipotesi, ma gli israeliani li incoraggiarono a credervi. Quando la ribellione algerina crebbe d'intensità, il governo francese si fece meno scrupoli a fornire armi a Israele, anche se questo significava contravvenire alla dichiarazione tripartita del maggio 1950, di cui la Francia era firmataria insieme a Inghilterra e Stati Uniti. ([[Avi Shlaim]])
==Voci correlate==
*[[Francia]]
*[[Israele]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Francia]]
[[Categoria:Israele]]
[[Categoria:Relazioni internazionali]]
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Ford Model T
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2026-09-17T19:09:50Z
Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:1925 Ford Model T touring.jpg|thumb|Una Ford Model T Touring del 1925]] Citazioni sulla '''Ford Model T'''. *L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della catena di montaggio, la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che [...] significò una ogni due vetture..."
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[[File:1925 Ford Model T touring.jpg|thumb|Una Ford Model T Touring del 1925]]
Citazioni sulla '''Ford Model T'''.
*L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della catena di montaggio, la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che [...] significò una ogni due vetture che circolavano per strada. ([[Carlo Cavicchi]])
==Voci correlate==
*[[Catena di montaggio]]
*[[Fordismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Danyele
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[[File:1925 Ford Model T touring.jpg|thumb|Una Ford Model T Touring del 1925]]
Citazioni sulla '''Ford Model T'''.
*L'auto che avvia la motorizzazione di massa è anche figlia della catena di montaggio, la grande intuizione di [[Henry Ford]] per arrivare a una produzione non più artigianale. Quando nacque [...] l'intenzione era di venderne una decina di pezzi, al contrario si arrivò a 16 milioni di esemplari che [...] significò una ogni due vetture che circolavano per strada. ([[Carlo Cavicchi]])
*Quell'epoca in cui, in America, le cose erano fatte per funzionare. La Ford Modello T, la Colt 1911: materiale di qualità senza fare economie. (''[[Fury (fumetto)|Fury]]'')
==Voci correlate==
*[[Catena di montaggio]]
*[[Fordismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Alfa Romeo 8C 2300
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2026-09-17T19:25:54Z
Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo 8C 2300 Spider Corsa 1932 red vr TCE.jpg|thumb|Alfa Romeo 8C 2300 Spider Corsa (1932)]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo 8C 2300'''. *Se tutti citano la famosa frase di [[Henry Ford]] «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché..."
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[[File:Alfa Romeo 8C 2300 Spider Corsa 1932 red vr TCE.jpg|thumb|Alfa Romeo 8C 2300 Spider Corsa (1932)]]
Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo 8C 2300'''.
*Se tutti citano la famosa frase di [[Henry Ford]] «Quando vedo un'Alfa mi tolgo il cappello» lo si deve proprio a questa vettura sportiva che è arrivata proprio all'indomani della [[grande depressione]] del '29 quasi come gesto di sfida. [...] darà il via alla leggenda dell'Alfa Romeo anche perché in versione da Gran Premio non le sfuggirà nessuna classica in giro per il mondo. ([[Carlo Cavicchi]])
==Voci correlate==
*[[Alfa Romeo]]
*[[Alfa Romeo (automobilismo)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Chrysler Airflow
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2026-09-17T19:30:24Z
Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Chrysler Airflow front-right 2016 Shanghai Auto Museum.jpg|thumb|Chrysler Airflow (1934)]] Citazioni sulla '''Chrysler Airflow'''. *Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via e..."
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[[File:Chrysler Airflow front-right 2016 Shanghai Auto Museum.jpg|thumb|Chrysler Airflow (1934)]]
Citazioni sulla '''Chrysler Airflow'''.
*Prima vettura a essere concepita privilegiando l'aerodinamica e gli studi in galleria del vento [...]. Si trattò [...] di una realizzazione troppo d'avanguardia perché i criteri estetici erano finiti in secondo piano rispetto all'efficienza, quindi l'auto ebbe vita brevissima, appena tre anni. Però la nuova via era stata aperta. ([[Carlo Cavicchi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Cadillac Eldorado
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:1959 Cadillac Series 64 Eldorado Biarritz Convertible (26554063010).jpg|thumb|Cadillac Eldorado IV (1959)]] Citazioni sulla '''Cadillac Eldorado'''. *L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proi..."
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[[File:1959 Cadillac Series 64 Eldorado Biarritz Convertible (26554063010).jpg|thumb|Cadillac Eldorado IV (1959)]]
Citazioni sulla '''Cadillac Eldorado'''.
*L'auto più amata e più sognata al di là dell'oceano è un biglietto da visita degli States per gli automobilisti di tutto il mondo. La sfoggiano le star, e questa Cadillac diventa il simbolo per eccellenza del lusso. Le sua pinne sono le più alte di sempre e le doppi luci posteriori paiono proiettili. Auto metafora del rock and roll, dei drive-in e degli hot dog con patatine. ([[Carlo Cavicchi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Tesla Model S
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2026-09-17T19:40:28Z
Danyele
19198
Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:2015 Tesla Model S 60 hatchback (25658214562) (cropped).jpg|thumb|Tesla Model S 60 (2015)]] Citazioni sulla '''Tesla Model S'''. *La vera svolta [[Auto elettrica|elettrica]] ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La Tesla Model S diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteran..."
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[[File:2015 Tesla Model S 60 hatchback (25658214562) (cropped).jpg|thumb|Tesla Model S 60 (2015)]]
Citazioni sulla '''Tesla Model S'''.
*La vera svolta [[Auto elettrica|elettrica]] ha una sola capostipite, la grossa berlina di lusso con batterie agli ioni di litio che [...] riesce a imporsi sul mercato per estetica e funzionamento. La Tesla Model S diventerà in fretta il modello di riferimento per tutti i costruttori che negli anni successivi tenteranno la via delle vetture a impatto ambientale ridotto. ([[Carlo Cavicchi]])
==Voci correlate==
*[[Auto elettrica]]
*[[Tesla (azienda)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Citroën Traction Avant
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2026-09-17T19:44:24Z
Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Traction 11 BL 1950.jpg|thumb|Citroën Traction Avant 11 CV (1950)]] Citazioni sulla '''Citroën Traction Avant'''. *Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la Traction Avant è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per..."
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[[File:Traction 11 BL 1950.jpg|thumb|Citroën Traction Avant 11 CV (1950)]]
Citazioni sulla '''Citroën Traction Avant'''.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la Traction Avant è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni. ([[Carlo Cavicchi]])
==Voci correlate==
*[[Citroën]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Danyele
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/* Voci correlate */ +1
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Traction 11 BL 1950.jpg|thumb|Citroën Traction Avant 11 CV (1950)]]
Citazioni sulla '''Citroën Traction Avant'''.
*Portando alle estreme conseguenze l'idea originale di [[Vincenzo Lancia]] sulla scocca portante, la Traction Avant è la prima vettura col telaio monoscocca ed anche la prima europea con la trazione anteriore. [...] avrà costi di produzione altissimi rischiando di mandare al fallimento la Citroen. Comunque resterà a listino per 22 anni. ([[Carlo Cavicchi]])
==Voci correlate==
*[[Citroën]]
*[[Flaminio Bertoni]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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Discussioni utente:SHB2000
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Max
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Max ha spostato la pagina [[Discussioni utente:SHB2000]] a [[Discussioni utente:SHB]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/SHB2000|SHB2000]]" a "[[Special:CentralAuth/SHB|SHB]]"
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text/x-wiki
#RINVIA [[Discussioni utente:SHB]]
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Psicologismo
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2026-09-18T06:42:54Z
Gaux
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Psicologismo: voce tematica
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
Citazioni sullo '''psicologismo'''.
*{{sic|Il}} psicologismo è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. ([[Otto Weininger]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofia]]
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1426773
2026-09-18T06:46:26Z
Gaux
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categoria più specifica
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
Citazioni sullo '''psicologismo'''.
*{{sic|Il}} psicologismo è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. ([[Otto Weininger]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo}}
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[[Categoria:Posizioni e teorie filosofiche]]
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Hondo (film 1953)
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2026-09-18T08:44:59Z
Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Hondo |genere = western |regista = [[John Farrow]] |soggetto = [[Louis L'Amour]] |sceneggiatore = [[James Edward Grant]] |attori = *[[John Wayne]]: Hondo Lane *[[Geraldine Page]]: Angie Lowe *[[Ward Bond]]: Buffalo Baker *[[Michael Pate]]: Vittorio *[[James Arness]]: Lennie *[[Rodolfo Acosta]]: Silva *[[Leo Gordon]]: Ed Lowe *Tom Irish: tenente McKay *[[Lee Aaker]]: Johnny Lowe *[[Paul Fix]]: maggiore Sherry *[[Rayford Barnes]]: Pete |doppiator..."
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Hondo
|genere = western
|regista = [[John Farrow]]
|soggetto = [[Louis L'Amour]]
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*[[John Wayne]]: Hondo Lane
*[[Geraldine Page]]: Angie Lowe
*[[Ward Bond]]: Buffalo Baker
*[[Michael Pate]]: Vittorio
*[[James Arness]]: Lennie
*[[Rodolfo Acosta]]: Silva
*[[Leo Gordon]]: Ed Lowe
*Tom Irish: tenente McKay
*[[Lee Aaker]]: Johnny Lowe
*[[Paul Fix]]: maggiore Sherry
*[[Rayford Barnes]]: Pete
|doppiatori italiani =
*[[Emilio Cigoli]]: Hondo Lane
*[[Franca Dominici]]: Angie Lowe
*[[Nino Bonanni]]: Buffalo Baker
*[[Manlio Busoni]]: Vittorio
*[[Riccardo Mantoni]]: Lennie
*[[Mario Pisu]]: Ed Lowe
*[[Gianfranco Bellini]]: tenente McKay
*[[Lauro Gazzolo]]: maggiore Sherry
}}
'''''Hondo''''', film statunitense del 1953 con [[John Wayne]], regia di [[John Farrow]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Le [[Donna|donne]] credono sempre che tutti le vogliano conquistare. ('''Hondo''')
*Ma io mi tengo sempre a [[Regole dai film|una norma]] precisa: lasciar fare alla gente quello che vuole. ('''Hondo''')
*Fra gli indiani si racconta una certa storiella: un cacciatore inseguiva un [[puma]] e corri corri finì che il puma prese il cacciatore. ('''Hondo''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Hondo''': I bianchi l'hanno infranto il patto. Gli [[Apache]] non mentono mai e noi invece abbiamo mentito a loro. Se si ribelleranno, non resterà più un bianco in questo territorio.<br>'''Angie''': Io non ho paura: siamo sempre andati d'accordo io e gli Apache.<br>'''Hondo''': Conoscevo un marito e una moglie che andavano d'accordo da vent'anni. E un brutto giorno lui ingannò lei. E lei gli tagliò il gargarozzo perché s'era indignata. Ora gli Apache sono indignati.
*'''Angie''': Ma che hai in mente tu? Che cosa credi che sia la [[verità]]?<br>'''Hondo''': È tutto per un uomo.<br>'''Angie''': Ma non per una donna. Un uomo può sperare di concludere tante, tante belle cose, la donna invece non ha che il [[marito]]: ecco la sua verità. Bella o brutta, quella è la verità.
==Citazioni su ''Hondo''==
*È un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]]. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la Page esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un Wayne di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di Louis L'Amour, ben sceneggiato da James Edward Grant che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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Acra (fortezza)
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2026-09-18T09:31:14Z
Spinoziano
2297
Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Juda-makabejsky-utok-na-akru-alpska-bible.jpg|thumb|upright=1.3|Giuda assedia l'Acra (Alba Bible, 1430)]] Citazioni sull{{'}}'''Acra'''. ==''[[Primo libro dei Maccabei]]''== {{cronologico}} *Poi costruirono attorno alla [[Città di David|città di Davide]] un muro grande e massiccio, con torri solidissime, e questa divenne per loro una fortezza. Vi stabilirono una razza empia, uomini scellerati, che si fortificarono dentro, vi collocarono armi e..."
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:Juda-makabejsky-utok-na-akru-alpska-bible.jpg|thumb|upright=1.3|Giuda assedia l'Acra (Alba Bible, 1430)]]
Citazioni sull{{'}}'''Acra'''.
==''[[Primo libro dei Maccabei]]''==
{{cronologico}}
*Poi costruirono attorno alla [[Città di David|città di Davide]] un muro grande e massiccio, con torri solidissime, e questa divenne per loro una fortezza. Vi stabilirono una razza empia, uomini scellerati, che si fortificarono dentro, vi collocarono armi e vettovaglie e, radunato il bottino di Gerusalemme, lo depositarono colà e divennero come una grande trappola; questo fu un'insidia per il santuario e un avversario maligno per Israele in ogni momento.
*''Gerusalemme era disabitata come un deserto, | nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, | il santuario era calpestato, | gli stranieri erano nella fortezza dell'Acra, | soggiorno dei pagani.''
*Ora coloro che risiedevano nell'Acra impedivano il passaggio degli Israeliti intorno al tempio e cercavano di molestarli continuamente e di sostenere gli stranieri. [[Giuda Maccabeo|Giuda]] si propose di eliminarli e radunò in assemblea tutto il popolo per stringerli d'assedio. Si organizzarono dunque e posero l'assedio attorno all'Acra nell'anno centocinquanta e Giuda fece costruire terrapieni e macchine. Ma alcuni di loro sfuggirono all'assedio e si unirono ad essi alcuni rinnegati d'Israele e andarono dal re e gli dissero: "Fino a quando non farai giustizia e vendetta dei nostri fratelli? Noi siamo stati lieti di servire tuo padre e di comportarci secondo i suoi comandi e di obbedire ai suoi editti. A causa di questo i figli del nostro popolo hanno posto assedio alla fortezza".
*Ora quelli dell'Acra in Gerusalemme, messi nell'impossibilità di uscire e venire nel paese a comprare e vendere, erano terribilmente affamati e buon numero di essi moriva di fame. Allora fecero giungere il loro grido a [[Simone Maccabeo|Simone]], perché desse loro la destra, e Simone la diede; così li sloggiò di là e purificò l'Acra da tutte le contaminazioni. Fecero ingresso in quel luogo il ventitré del secondo mese dell'anno centosettantuno, con canti di lode e con palme, con suoni di cetre, cembali e arpe e con inni e canti, perché era stato eliminato un grande nemico da Israele. Simone stabilì di celebrare ogni anno questo giorno di festa. Intanto completò la fortificazione del monte del tempio lungo l'Acra; qui abitò con i suoi.
==Altri progetti==
{{Interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}}
[[Categoria:Architetture d'Israele]]
[[Categoria:Fortezze]]
[[Categoria:Luoghi biblici]]
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