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Papa Giovanni Paolo II
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[[File:ADAMELLO - PAPA - Giovanni Paolo II - panoramio (cropped).jpg|miniatura|Giovanni Paolo II nel 1988]]
'''Giovanni Paolo II''', al secolo '''Karol Józef Wojtyła''' (1920 – 2005), papa della Chiesa cattolica.
==Citazioni di papa Giovanni Paolo II==
*A questo cimitero di vittime della crudeltà umana nel nostro secolo si aggiunge ancora un altro grande cimitero: il cimitero dei [[aborto|non nati]], cimitero degli indifesi, di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo, oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita ancora prima di nascere.<ref>Dall'omelia all'aeroporto militare di Radom, Varsavia, 4 giugno 1991.</ref>
*A voi, [[Benevento|figli della terra campana]], nella quale si sono incrociate antiche e diverse civiltà: da quella sannita a quella romana, da quella longobarda a quella aragonese, si rivolge il mio pensiero, per esortarvi a conservare nel vostro animo l'eredità di quel nobile patrimonio spirituale e culturale, che tanto ha distinto il genio della vostra gente semplice, laboriosa, austera, umana e pia, ma anche fiera e gelosa delle proprie tradizioni storiche e religiose. La vostra presenza richiama alla mia mente anche i rapporti che, attraverso i secoli, sono fioriti tra la vostra terra e la mia Patria. Come è noto, il canonico camaldolese san Benedetto, nato a Benevento verso il 970-975, fu a capo del primo gruppo di missionari che si reco tra i popoli slavi e, in particolare, in Polonia, a predicare il Vangelo e impiantarvi la Chiesa di Cristo.<ref>[http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/g4n.htm Udienza al pellegrinaggio di Benevento, 10 agosto 1983]</ref>
*Al di fuori della [[misericordia di Dio]] non c'è nessun'altra fonte di [[speranza]] per gli esseri umani.<ref>Dall'omelia per la dedicazione del Santuario della divina Misericordia, Kraków-Łagiewniki, 17 agosto 2002.</ref>
*Chiunque, conoscendo l'Antico e il Nuovo Testamento, legga il [[Corano]], vede con chiarezza ''il processo di riduzione della Divina Rivelazione che in esso s'è compiuto''. È impossibile non notare l'allontanamento da ciò che Dio ha detto di Se stesso, prima nell'Antico Testamento per mezzo dei profeti, e poi in modo definitivo nel Nuovo per mezzo del Suo Figlio. Tutta questa ricchezza dell'autorivelazione di Dio, che costituisce il patrimonio dell'Antico e del Nuovo Testamento, nell'islamismo è stata di fatto accantonata.<br>Al Dio del Corano vengono dati nomi tra i più belli conosciuti dal linguaggio umano, ma in definitiva è un Dio al di fuori del mondo, un Dio che è ''soltanto Maestà, mai Emmanuele'', Dio-con noi. ''L'islamismo non è una religione di redenzione''. Non vi è spazio in esso per la Croce e la Risurrezione. Viene menzionato Gesù, ma solo come profeta in preparazione dell'ultimo profeta, Maometto. È ricordata anche Maria, Sua Madre verginale, ma è completamente assente il dramma della redenzione. Perciò non soltanto la teologia, ma anche l'antropologia dell'[[Islam]] è molto distante da quella cristiana.<br>Tuttavia, ''la religiosità dei mussulmani merita rispetto''. Non si può non ammirare, per esempio, la loro ''fedeltà alla preghiera''. L'immagine del credente in Allah che, senza badare al tempo e al luogo, cade in ginocchio e si immerge nella preghiera, rimane un modello per i confessori del vero Dio, in particolare per quei cristiani che, disertando le loro meravigliose cattedrali, pregano poco o non pregano per niente.<ref>Da ''Varcare la soglia della speranza'', Mondadori, Milano, 2020, [https://books.google.it/books?id=5ZLTDwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT105&dq=&pg=PT105#v=onepage&q&f=false pp. 105-106]. ISBN 9788852043536</ref>
*[[Damiano de Veuster|Beato Damiano]], ti sei lasciato guidare dallo Spirito Santo, come un figlio che obbedisce alla volontà del Padre. Con la tua vita e la tua attività missionaria, esprimi la tenerezza e la misericordia di Cristo per ogni uomo, svelandogli la bellezza del suo essere interiore, che nessuna malattia, nessuna deformità e nessuna debolezza possono sfigurare completamente. Con il tuo operato e la tua predicazione, ricordi che Gesù ha fatto sue la povertà e la sofferenza degli uomini, e che ne ha rivelato il valore misterioso. Intercedi presso Cristo, medico dei corpi e delle anime, per i nostri fratelli e sorelle malati, affinché, nell'angoscia e nel dolore, non si sentano abbandonati ma, uniti al Signore risorto e alla sua Chiesa, scoprano che lo Spirito Santo discende su di loro e possano ottenere così la consolazione promessa agli afflitti.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950604_beatificaz-bruxelles.html Beatificazione del Servo di Dio Damiano De Veuster, Missionario della Congregazione dei Sacri Cuori - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 4 giugno 1995.</ref>
*[[Benevento]]! È città legata per secoli al papato da molteplici vincoli di carattere religioso e civile, che affondano le radici nella storia. Dall'alto ho potuto ammirare la verde conca in cui sorge la vostra bella città, circondata da monti e da boschi. All'interno della Regione campana, nel cuore del Sannio storico, Benevento, lungi dal chiudersi in se stessa, è rimasta sempre aperta e disponibile ai contatti con le altre popolazioni della penisola e anche con le genti al di là del mare: la grande via romana – la "regina viarum" – che passava da qui, apriva le porte verso l'Oriente. Città di duchi e di signori, con i suoi monumenti essa ricorda la grandezza civile e religiosa che l'ha distinta nei secoli. Il suo è un nome augurale, che le fu dato dalla Roma pagana in sostituzione di "Maleventum"; ma il vigore più vero le è venuto dalla nuova Roma, quella cristiana, che le ha trasmesso la "buona novella" del Vangelo. Città di Benevento, io auspico che il tuo passato di rinomanza civile e di impegno religioso divenga ancora, per quanti oggi ti abitano, forza propulsiva per costruire un avvenire di autentico progresso!<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref>
*Ecco l'antica [[Reggio Calabria|Reggio]], le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali e i preziosi cimeli nel vostro importante Museo nazionale, che ora accoglie anche i due grandi bronzi di Riace.<br> La storia di Reggio corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee: la greca, la romana, e la cristiana.<br>Nel toccare il suolo di questa città, provo una viva emozione al considerare che qui approdò, quasi duemila anni fa, Paolo di Tarso, e che qui l'Apostolo delle genti accese la prima fiaccola della fede cristiana; da qui il cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica. È questo un primato che mi piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e per la città di Reggio Calabria.<br>Il vostro cristianesimo, ormai bimillenario, ha permeato le radici più profonde della vostra civiltà e della vostra cultura e vi ha dato la forza di far fronte con coraggio, e talvolta con eroismo, ai difficili momenti della vostra storia, durante le molteplici invasioni e dominazioni che la Calabria ha dovuto subire.<br>Ma soprattutto, il vostro animo temprato dalla fede ha trovato la forza di resistere alle calamità naturali; per due volte il terremoto, nel 1783 e, più recentemente, nel 1908, ha distrutto la vostra città, e per due volte l'avete ricostruita più grande e più bella.<br>Sì, la natura ha dotato di una bellezza particolare questa terra: Reggio, con l'azzurro intenso del suo cielo e le chiare acque del suo mare, con lo splendore del suo sole e il verde dei suoi monti aspromontani e, dall'altra parte dello stretto, la dirimpettaia Messina, città egualmente meravigliosa, con i monti Peloritani e con l'Etna che giganteggia sullo sfondo del mar Ionio, compongono uno degli scenari più suggestivi che sia dato ad occhio umano contemplare.[...]<br>Reggio! Città che hai nelle tue radici la fede di Paolo. Reggio! Che hai un cuore antico ma sempre giovane e caldo, nel nome di Dio ti saluto e ti benedico!<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/october/documents/hf_jp-ii_spe_19841007_cittadinanza-reggio-calabria.html Discorso di Giovanni Paolo II alla cittadinanza di Reggio Calabria]'', ''vatican.va'', 7 ottobre 1984.</ref>
*Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a [[guerra|uccidere]], prima delle [[armi]], è il cuore dell'uomo.<ref>Dal messaggio del 1981 agli scienziati riuniti nella prima sessione dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari; citato in [[Antonino Zichichi]], ''Galilei divin uomo'', Ed. Il Saggiatore, Milano 2001, ISBN 88-428-0943-8</ref>
*Dal punto di vista morale, un ben inteso principio di giustizia esige che tali criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo "discriminatorio" (età, sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo "utilitaristico" (capacità lavorative, utilità sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorità di accesso ai [[trapianto|trapianti]] ci si dovrà, piuttosto, ''attenere a valutazioni immunologiche e cliniche''. Ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.<ref name=tra>Da ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000829_transplants_it.html Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II al 18° Congresso Internazionale della società dei trapianti]'', ''vatican.va'', 29 agosto 2000.</ref>
*Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004; citato in ''[http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2005/09/27/Politica/CIAMPI-IN-CAMPIGLIO-CITA-IL-PAPA-SEMO-ROMANI-E-DAMOSE-DA-FA_093959.php Ciampi: in Campidoglio cita il Papa, semo romani e damose da fa']'', ''Adnkronos'', 27 settembre 2005.</ref>
*Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i [[cristiano (religione)|Cristiani]] oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva.<ref>Da ''L'Osservatore Romano'', 7 febbraio 1981.</ref>
*Dottore dell'amore, san [[Francesco di Sales]] ha valorizzato incessantemente la fonte viva dell'alleanza di Dio con gli uomini: Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un'attrazione verso ciò che è bello e vero.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1986/documents/hf_jp-ii_hom_19861007_annency-francia_it.html omelia] del 7 ottobre 1986.</ref>
*{{NDR|La [[misericordia]]}} è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome e, al tempo stesso, è il modo specifico della sua rivelazione nei confronti della realtà del male che è nel mondo, che tocca e assedia l'uomo, che si insinua nel suo cuore e può farlo perire nella Geenna (''Mt'' 10 , 28).<ref>Dall'enciclica ''Dives in Misericordia'', V, 7; in ''La Civiltà Cattolica'', ed. 3127-3132, 1980, [http://books.google.it/books?id=7dtNAAAAMAAJ&pg=PA576 p. 576].</ref>
*Attraverso il dialogo facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi: poiché mentre ci apriamo l'un l'altro nel dialogo, ci apriamo anche a Dio.<ref>Estratto del Discorso ai membri delle altre religioni, Madras, 5 febbraio 1986, n. 4: Insegnamenti IX/1, 1986, pp. 322s., come citato nell'[http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1998/documents/hf_jp-ii_aud_09091998.html ''Udienza generale del 9 settembre 1998''].</ref>
*Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i [[Immigrazione|migranti]] e i [[Rifugiato|rifugiati]], significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto ''il diritto a non emigrare'', a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.<ref>Da ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/migration/documents/hf_jp-ii_mes_20031223_world-migration-day-2004.pdf Messaggio per la 90ª giornata mondiale del migrante e del rifugiato]'', ''vatican.va'' 15 dicembre 2003.</ref>
*E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella [[Maria|Madre di Cristo]] e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]], ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di [[Dio]] e con l'aiuto degli uomini.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978; citato in [[Angelo Montonati]], in ''Introduzione a "Parole sull'uomo"''.</ref>
*Ecco, sta davanti a noi l'uomo, il nostro Beato, Edoardo Giuseppe Rosaz, il cui cuore il Padre del nostro Signore Gesù Cristo "ha illuminato con la sua luce". Egli a questa luce divina si è aperto pienamente. Ha fatto tutto perché questa luce salvifica lo penetrasse e trasformasse interiormente. Grazie a ciò, camminò guidato dalla speranza di questa chiamata diventata "caparra della nostra eredità" in Gesù Cristo. Monsignor Rosaz è stato l'uomo di questa speranza soprannaturale che non delude.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1991/documents/hf_jp-ii_hom_19910714_beatificazione-rosaz_it.html Omelia] per la beatificazione di [[Edoardo Giuseppe Rosaz|Monsignor Rosaz]], 14 luglio 1991.</ref>
*Ella {{NDR|[[Adrienne von Speyr]]}} aveva una predilezione per "il discepolo che Gesù amava" {{NDR|[[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni apostolo]]}} e lo vedeva come l'ultimo e il più profondo interprete del mistero di Gesù, dell'amore del Padre per il mondo, del ruolo dello Spirito Santo di introduttore perfetto nella luce piena della Rivelazione del Padre e del Figlio. Adrienne ha penetrato molto vivamente la profonda comunione di fede e di cuore tra la Madre di Gesù e il solo apostolo rimasto con lei ai piedi della croce. Ella vi vedeva l'origine verginale della Chiesa, di quella Chiesa che doveva essere affidata a Pietro. Che questa spiritualità, intensamente vissuta, da Adrienne von Speyr, vi aiuti a incarnare sempre meglio la vostra preoccupazione di vita evangelica ed ecclesiale nelle realtà del mondo contemporaneo.<ref>Dal discorso ai partecipanti del convegno sulla missione ecclesiale di Adrienne von Speyr, 28 settembre 1985; citato in Marcello Paradiso, ''Il blu e il giallo. Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr: un'avventura spirituale'', Effatà Editrice, Cantalupa, 2009, [http://books.google.it/books?id=XAZHNJXs9jYC&pg=PA4 p. 4]. ISBN 978-88-7402-511-4</ref>
*Fu proprio la barbarie registrata nei confronti della dignità umana che portò l'Organizzazione delle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] a formulare, appena tre anni dopo la sua costituzione, quella [[Dichiarazione universale dei diritti umani|Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]] che resta una delle più alte espressioni della coscienza umana nel nostro tempo.<ref>Dal ''Discorso all'Assemblea Generale dell'ONU'', 5 ottobre 1995.</ref>
*Ho già accennato alla tradizione: che cosa significa ed implica questa parola qui a Napoli? Essa è certamente evocativa di una storia antichissima, che risale alla prima "{{sic|Palèpoli}}": dico la vicenda plurisecolare di una Città che ha visto fiorire al suo interno, come nella circostante [[Campania|Regione Campana]], diverse culture e filosofie, le arti e le lettere, la musica e il canto, all'insegna di una civiltà, a cui il mondo riguarda tuttora ammirato. Ma voi capite benissimo come, dicendo tradizione, io qui intenda soprattutto quella tradizione religiosa cristiana, che ci è stata mirabilmente attestata fin dall'approdo dell'[[Paolo di Tarso|Apostolo Paolo]] nell'adiacente golfo di Pozzuoli, mentre era in viaggio verso Roma. Stando anzi all'esplicita testimonianza degli [[Atti degli Apostoli]] (At 28,14), egli trovò alcuni "fratelli" e, dietro loro richiesta, vi sostò sette giorni. Proprio l'accertata presenza di cristiani agli inizi degli anni Sessanta della nostra era, e la legittima deduzione che non poté certo essere sterile di frutti spirituali la permanenza del "Dottore delle Genti" in mezzo a loro, sono fatti che mi spingono a definire come letteralmente e autenticamente "apostolica" la vostra fede, a cui poi l'ininterrotto contatto con la [[Chiesa cattolica|Chiesa di Roma]], nel corso dei secoli, ha conferito ulteriore sviluppo e compatta saldezza. [[Napoli]] non ha conosciuto mai distacchi e lacerazioni nella sua professione cristiana.<ref name=Apostolo>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_people-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II alla popolazione napoletana]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref>
*I [[trapianto|trapianti]] sono una grande conquista della scienza a servizio dell'uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo. La medicina dei trapianti si rivela, pertanto, strumento prezioso nel raggiungimento della prima finalità dell'arte medica, il servizio alla vita umana. Per questo, nella Lettera Enciclica Evangelium vitae ho ricordato che, tra i gesti che concorrono ad alimentare un'autentica cultura della vita "merita un particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza".<ref name=tra/>
*Il ministero ordinario ha una sua "profondità" e in tale profondità trova il suo vero significato: non si tratta soltanto, attraverso le attività varie e molteplici del ministero, di essere l'animatore o il coordinatore della comunità, ma in misura maggiore si tratta di rappresentare sacramentalmente, nella comunità e per essa, il Cristo, capo della Chiesa e suo corpo.<ref>Dal discorso ai vescovi del Belgio in visita in Vaticano; citato in ''Libero'', 23 novembre 2003, p. 7.</ref>
*Il riconoscimento della dignità singolare della persona umana ha un'ulteriore conseguenza di fondo: gli organi vitali singoli non possono essere [[trapianto|prelevati]] che ex cadavere, cioè dal corpo di un individuo certamente morto. Questa esigenza è di immediata evidenza, giacché comportarsi altrimenti significherebbe causare intenzionalmente la morte del donatore prelevando i suoi organi.<ref name=tra/>
*In definitiva, la [[pace e guerra|pace]] si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo – opera di giustizia è la pace –, mentre la [[pace e guerra|guerra]] nasce dalla violazione di questi diritti e porta con sé ancor più gravi violazioni di essi.<ref>Dall'enciclica ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_04031979_redemptor-hominis.html Redemptor hominis]'', n. 17.</ref>
*{{NDR|Sulla [[morte cerebrale]]}} In questa prospettiva, si può affermare che il recente criterio di accertamento della morte sopra menzionato, cioè la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica. Di conseguenza, l'operatore sanitario, che abbia la responsabilità professionale di un tale accertamento, può basarsi su di essi per raggiungere, caso per caso, quel grado di sicurezza nel giudizio etico che la dottrina morale qualifica col termine di "certezza morale", certezza necessaria e sufficiente per poter agire in maniera eticamente corretta. Solo in presenza di tale certezza sarà, pertanto, moralmente legittimo attivare le necessarie procedure tecniche per arrivare all'espianto degli organi da trapiantare, previo consenso informato del donatore o dei suoi legittimi rappresentanti.<ref name=tra/>
*Io e i miei connazionali dobbiamo un grande ringraziamento ai nostri fratelli di [[Benevento]], più maturi nella fede, dopo quasi un millennio di fede portata qui direttamente dagli apostoli.<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref>
*L'[[adulterio]] "nel cuore" viene commesso non soltanto perché l'uomo "guarda" {{NDR|per desiderare}} [...] la donna che non è sua moglie, ma ''appunto perché guarda così una donna''. Anche se guardasse in questo modo la donna ''che è sua moglie'' commetterebbe lo stesso adulterio "nel cuore".<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1980/documents/hf_jp-ii_aud_19801008_it.html Udienza generale] dell'8 ottobre 1980.</ref>
*L'[[amore]] è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Familiaris Consortio'', 22 novembre 1981.</ref>
*L'uomo non può da se stesso decidere ciò che è [[bontà e cattiveria|buono]] e ciò che è [[bontà e cattiveria|cattivo]] [...] La [[coscienza morale|coscienza]] non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo... La sua pretesa di diventare fonte autonoma ed esclusiva nel decidere il bene e il male [...] è la vera bestemmia [...], è rifiuto dello Spirito Santo.<ref>Dall'enciclica ''Dominum et vivificantem'', 1986.</ref>
*La Chiesa è chiamata a manifestare nuovamente a tutti, con un più chiaro e fermo convincimento, la sua volontà di promuovere con ogni mezzo e di difendere contro ogni insidia la vita umana, in qualsiasi condizione e stadio di sviluppo si trovi. Per questo la Chiesa condanna come grave offesa alla dignità umana e della giustizia tutte quelle attività dei governi o di altre autorità pubbliche, che tentano di limitare in qualsiasi modo al libertà dei coniugi nel decidere dei figli. Di conseguenza qualsiasi violenza esercitata da tali autorità in favore della [[contraccezione]] e persino della sterilizzazione e dell'aborto procurato è del tutto da condannare e da respingere con forza. Allo stesso modo è da esecrare come gravemente ingiusto il fatto che nelle relazioni internazionali l'aiuto economico concesso per la promozione dei popoli venga condizionato a programmi di contraccezione, sterilizzazione e aborto procurato.<ref>Da ''Familiaris consortio'' del 1981.</ref>
*La libertà non consiste nel fare ciò che piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che si deve.<ref>Dall'[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951008_baltimore.html omelia] per la celebrazione eucaristica all'"Oriole Park at Catmden Yards", 8 ottobre 1995.</ref>
*{{NDR|In occasione del conferimento del Premio Paolo VI a [[Hans Urs von Balthasar|Balthasar]]}} La passione per la teologia, che ha sostenuto il suo impegno di riflessione sulle opere dei padri, dei teologi e dei mistici, ottiene oggi un importante riconoscimento. Egli ha messo le sue vaste conoscenze al servizio di un "intellectus fidei", che fosse capace di mostrare all'uomo contemporaneo lo splendore del vero che promana da Gesù Cristo.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/june/documents/hf_jp-ii_spe_19840623_premio-paolo-vi_it.html discorso] del 23 giugno 1984.</ref>
*La paura nasce dovunque Dio muore nella coscienza degli essere umani. Ognuno sa, sebbene oscuramente e con timore, che dovunque Dio muore nella coscienza della persona umana, lì segue inevitabilmente la morte dell'uomo, ch'è immagine di Dio.<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_19841208_xviii-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 1985.</ref>
*La storia dell'Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell'adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere [[Salvo D'Acquisto]], medaglia d'oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010226_carabinieri-roma_it.html Discorso ai Militari dell'Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma]'', 26 febbraio 2001.</ref>
*La [vera] [[Scienza]] nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente.<ref>Da un messaggio alla World Federation of Scientists; citato in [[Antonino Zichichi]], ''L'irresistibile fascino del tempo'', Net, 2002, p. 22. ISBN 88-515-2004-6</ref>
*La [...] vicenda umana del beato [[Giacinto Giordano Ansalone|Giordano]], spesa tutta instancabilmente per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, è una ulteriore conferma della ben nota affermazione di [[Tertulliano]]: "semen est sanguis Christianorum" [...]. Coloro che uccisero il beato Giordano credettero di eliminarne il ricordo [...]. Ma egli, vivendo eternamente in Dio, continua ad essere una guida ed un esempio, per quanti ancora cercano Dio e la verità, nell'ambito delle religioni non cristiane e per quanti, segnati dal Battesimo, debbono nel loro pellegrinaggio terreno, giorno dopo giorno, rendere pubblicamente ragione della loro speranza cristiana [...]. La sanguinosa e gloriosa testimonianza resa dal beato Giordano Ansalone e dai suoi compagni Martiri [...] deve ricordare al cristiani di oggi [...] che la coerente testimonianza evangelica è una componente fondamentale dell'esser cristiani, e che i fedeli [...] devono essere autentici [[Missionario|missionari]], non solo nella generosa disponibilità a seguire la chiamata di Dio per l'evangelizzazione di terre lontane, ma altresì nell'impegno continuo, quotidiano per la realizzazione di tutte le esigenze, che il Vangelo di Gesù comporta nella vita personale, familiare, professionale, sociale.<ref>Dal ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1982/march/documents/hf_jp-ii_spe_19820327_pellegrinaggio-agrigento.html Discorso di Giovanni Paolo II ad un pellegrinaggio della Diocesi di Agrigento]'', 27 marzo 1982.</ref>
*La vostra giovinezza non è solo proprietà vostra, proprietà personale o di una generazione: essa appartiene al complesso di quello spazio, che ogni uomo percorre nell'itinerario della sua vita, ed è al tempo stesso un bene speciale di tutti. È un bene dell'umanità stessa.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_31031985_dilecti-amici_it.html Lettera Apostolica ''Dilecti Amici''], 1, 31 marzo 1985.</ref>
*Le donne hanno il diritto di esigere che la loro dignità venga rispettata. Allo stesso tempo, esse hanno il dovere di lavorare per la promozione della dignità di tutte le persone, degli uomini come delle donne.<ref>Dalla ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121994_xxviii-world-day-for-peace_it.html Messaggio per la XXVIII giornata della Pace]'', Vaticano, 8 dicembre 1994.</ref>
*{{NDR|Sul [[genocidio armeno]]}} Lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo, e il successivo annientamento di migliaia di persone sotto il regime totalitario, sono tragedie ancora vive nel ricordo della generazione attuale.<ref>Dalla dichiarazione congiunta con [[Karekin II]], 27 settembre 2001; riportato in ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2001/september/documents/hf_jp-ii_spe_20010927_decl-jp-ii-karekin-ii.html Vatican.va]''.</ref>
*Nell'[[uomo]] c'è un "alito di vita", che proviene dal "soffiare" di Dio stesso. Nell'uomo c'è un soffio o spirito che assomiglia al soffio o spirito di Dio.<br />Quando il [[Libro della Genesi]], al capitolo 2, parla della creazione degli [[animale|animali]] (''Gen'' 2, 19), non accenna a una relazione così stretta col soffio di Dio. Dal capitolo precedente sappiamo che l'uomo è stato creato "a immagine e somiglianza di Dio" (''Gen'' 1, 26-27).<br />Altri testi, tuttavia, ammettono che anche gli animali hanno un alito o soffio vitale e che l'hanno ricevuto da Dio. Sotto questo aspetto l'uomo, uscito dalle mani di Dio, appare solidale con tutti gli esseri viventi. Così il [[Salmi|Salmo]] 104 non pone distinzione tra gli uomini e gli animali quando dice, rivolgendosi a Dio creatore: "Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono" (''Sal'' 104, 27-28). Poi il Salmista aggiunge: "Se togli loro il soffio, muoiono e ritornano nella polvere. Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovi la faccia della terra" (''Sal'' 104, 29-30).<ref>Dall'udienza generale del 10 gennaio 1990; riportato in ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19900110.html Vatican.va]''.</ref>
*Napoli è una città ricca di storia, che spazia per circa tre millenni, fin dagli albori della civiltà greca all'inserimento fecondo e ormai più che secolare nella unificata compagine della Nazione italiana; è città ricca di vita, che pulsa ardente e vigorosa nell'intelligenza, nel dinamismo e nella ben nota, solare inventiva dei suoi figli; è città agitata da profonde speranze verso un avvenire pacifico, rispondente ai postulati fondamentali della giustizia e della dignità dell'uomo.<br>Ma [...] la Metropoli partenopea è anche una comunità che ha le sue sofferenze nascoste o palesi, inerenti a problemi gravi e urgenti, la cui mancata soluzione comporta diffusi disagi e profondi drammi umani.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_arrival-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II all'arrivo a Napoli]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref>
*Napoli [...] merita questo interesse speciale; Napoli esige una diretta sollecitudine; Napoli ha bisogno di sperare: parlo della speranza nel suo vivere, nel suo futuro; parlo della speranza anche in senso umano e civile, la quale – come già il binomio giustizia e carità – è indissociabile dalla speranza più alta che arride, nella luce di Dio, alla vita cristiana.<br>Coraggio, dunque, fratelli ed amici di Napoli! Voglio essere io il primo a sperare, augurandomi, augurandovi che, con l'aiuto del Signore provvidente, con lo sforzo coordinato e volenteroso dei buoni, nella fedeltà a tutta prova ai valori cristiani, possa profilarsi sull'orizzonte di questa Città fascinosa un periodo di più rigoglioso sviluppo per un futuro lieto e sereno, in tutto degno del suo grande passato.<ref name=Apostolo />
*Nella Santa [[Eucarestia]], siamo in comunione con Cristo stesso, unico sacerdote ed unica ostia, che ci coinvolge nel movimento della sua offerta e della sua adorazione, Lui che è fonte di ogni grazia.<ref>Discorso durante la [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800601_montmartre-paris_it.html visita] al Sacro Cuore di Montmarte, Parigi, 1 giugno 1980.</ref>
*Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo lui lo sa!<ref>Dall'''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781022_inizio-pontificato_it.html Omelia per l'inizio del pontificato]'', 22 ottobre 1978.</ref>
*Non c'è [[pace]] senza [[giustizia]], non c'è giustizia senza [[perdono]].<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 2002.</ref>
*Non c'è [[speranza]] senza [[paura]], e paura senza speranza.<ref>Da ''La bottega dell'orefice'', 1960; citato in Elena Spagnol, ''Citazioni'', Garzanti, 2003.</ref>
*Non è cambiato infatti il disegno di Dio, che ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione all'amore e alla [[famiglia]]. Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo, dono di Cristo morto e risorto. E nessun errore e nessun peccato, nessuna ideologia e nessun inganno umano possono sopprimere la struttura profonda del nostro essere, che ha bisogno di essere amato ed è a sua volta capace di amore autentico.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004.</ref>
*Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra [[lingua italiana]]. Se mi sbaglio, mi ''[[Correzione|corrigerete]]''.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978.</ref>
*"[['O sole mio|O sole mio]]". È un sole profondamente inciso nella storia. Napoli, "Neapolis", canta il sole, Napoli canta il Cristo.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1990/november/documents/hf_jp-ii_spe_19901110_giovani-napoli.html Incontro di Giovanni Paolo II con i giovani nello stadio San Paolo]'', ''vatican.va'', 10 novembre 1990.</ref>
*Ogni autentica [[preghiera]] è suscitata dallo Spirito Santo, il quale è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo.<ref>Da ''Insegnamenti'', IX/2 1986.</ref>
*Però io non muoio del tutto, quel che in me è imperituro permane.<ref>Da ''Trittico romano. Meditazioni''.</ref>
*Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [cfr. ''Lc'' 22, 32], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle [[donna|donne]] l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.<ref>Dalla lettera apostolica ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_22051994_ordinatio-sacerdotalis_it.html Ordinatio Sacerdotalis]'', 22 maggio 1994.</ref>
*Quando mercoledì 27 settembre il Santo Padre [[Giovanni Paolo I]] ha parlato ai partecipanti all'udienza generale, nessuno poteva immaginare che fosse per l'ultima volta. La sua morte – dopo 33 giorni di pontificato – ha sorpreso e ha riempito tutto il mondo di profondo lutto. Egli che suscitò nella Chiesa così grande gioia e inspirò nei cuori degli uomini tanta speranza ha, in così breve tempo, consumato e portato alla fine la sua missione. Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: "...state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l'ha sorpreso. Egli l'ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l'elezione al soglio di San Pietro.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1978/documents/hf_jp-ii_aud_19781025_it.html Udienza generale] del 25 ottobre 1978.</ref>
*Quando si parla di prove dell'[[esistenza di Dio]], dobbiamo sottolineare che non si tratta di prove d'ordine scientifico-sperimentale. Le prove scientifiche, nel senso moderno della parola, valgono solo per le cose percettibili ai sensi, giacché solo su queste possono esercitarsi gli strumenti di indagine e di verifica, di cui la scienza si serve. Volere una prova scientifica di Dio, significherebbe abbassare Dio al rango degli esseri del nostro mondo, e quindi sbagliarsi già metodologicamente su quello che Dio è. La scienza deve riconoscere i suoi limiti e la sua impotenza a raggiungere l'esistenza di Dio: essa non può né affermare, né negare questa esistenza. Da ciò non deve tuttavia trarsi la conclusione che gli scienziati siano incapaci di trovare, nei loro studi scientifici, motivi validi per ammettere l'esistenza di Dio. Se la scienza, come tale, non può raggiungere Dio, lo scienziato, che possiede un'intelligenza il cui oggetto non è limitato alle cose sensibili, può scoprire nel mondo le ragioni per affermare un essere che lo supera. Molti scienziati hanno fatto e fanno questa scoperta.<ref>Udienza generale del [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1985/documents/hf_jp-ii_aud_19850710.html 10 luglio 1985].</ref>
*Quante volte le persone molto ricche non sono felici, perché non hanno saputo attingere all'altra sorgente, all'altra dimensione della ricchezza. Questa dimensione spirituale dove entra Cristo che ci dimostra, che, pur essendo povero, arricchisce tutti.<ref>Dal discorso ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921213_par-s-ugo_it.html Ai giovani della Parrocchia di Sant'Ugo Vescovo]'', Roma, 13 dicembre 1992.</ref>
*Qui a Münster vivete nei luoghi in cui [[Maria Euthymia Üffing|Suor Maria Euthymia]], delle Suore della Misericordia, ha operato ed è stata sepolta e che sono meta di pellegrinaggio di schiere di persone bisognose di aiuto. Nei luoghi in apparenza poco visibili del suo servizio pieno di abnegazione, questa semplice religiosa ha mostrato in modo esemplare per molti, come una vita ispirata dalla fede e dal Vangelo abbia una forza in grado di cambiare il mondo. La forza della sua imitazione di Cristo era tale che dalla sua vicinanza i prigionieri di guerra a lei affidati traevano la sensazione di sentirsi protetti nella propria casa. L'amore vince l'odio.<ref>Dalla visita a Münster, 1° maggio 1987; citato in ''[https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011007_beat-uffing_it.html Maria Euthymia Üffing]'', ''vatican.va''.</ref>
*[[Ricchezza|Ricco]] non è colui che possiede, ma colui che [[Dare|dà]], colui che è capace di dare.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Redemptionis Donum'', Libreria Editrice Vaticana, 25 marzo 1984.</ref>
*[[Leopoldo da Castelnuovo|San Leopoldo]] non ha lasciato opere teologiche o letterarie, non ha affascinato con la sua cultura, non ha fondato opere sociali. Per tutti quelli che lo conobbero, egli altro non fu che un povero frate: piccolo, malaticcio. La sua grandezza è altrove: nell'immolarsi, nel donarsi, giorno dopo giorno, per tutto il tempo della sua vita sacerdotale, cioè per 52 anni, nel silenzio, nella riservatezza, nell'umiltà di una celletta-confessionale: "il buon pastore offre la vita per le pecore". Fra Leopoldo era sempre lì, pronto e sorridente, prudente e modesto, confidente discreto e padre fedele delle anime, maestro rispettoso e consigliere spirituale comprensivo e paziente.<br>Se si volesse definirlo con una parola sola, come durante la sua vita facevano i suoi penitenti e confratelli, allora egli è "il confessore"; egli sapeva solo "confessare". Eppure proprio in questo sta la sua grandezza. In questo suo scomparire per far posto al vero Pastore delle anime.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831016_leopoldo-da-castelnovo.html Canonizzazione di Padre Leopoldo da Castelnovo - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 16 ottobre 1983.</ref>
*Se Satana opera nel mondo per il suo odio contro Dio e il suo regno, ciò è permesso dalla divina Provvidenza che con potenza e bontà ("fortiter et suaviter") dirige la storia dell'uomo e del mondo. Se l'azione di Satana certamente causa molti danni - di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica - ai singoli e alla società, egli non è tuttavia in grado di annullare la definitiva finalità cui tendono l'uomo e tutta la creazione, il Bene.<ref>Udienza generale del 20 agosto 1986. Come citato in Andrea Lomonaco, ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-03/quaresima-parole-papi-diavolo-demonio.html Le parole dei Papi sul diavolo, nemico astuto che esiste davvero]'', Vatican News, 3 marzo 2024</ref>
*{{NDR|Agli [[ebrei]]}} Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori.<ref>Dall'incontro in sinagoga con [[Elio Toaff]] del 13 aprile 1986; citato in ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-01/fratelli-maggiori-giornata-ebrei-cristiani-dialogo-papi.html Ai nostri fratelli maggiori]'', ''vaticannews.va'', 17 gennaio 2021.</ref>
*Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.<ref>Dalla poesia ''Meditazioni sulla morte'', IV, 3, 1975.</ref>
*Sul volto di [[Padre Pio da Pietrelcina|Padre Pio]] risplendeva la luce della risurrezione. Il suo corpo, segnato dalle "stimmate", mostrava l'intima connessione tra morte e [[risurrezione]], che caratterizza il mistero pasquale. Per il Beato di Pietrelcina la condivisione della Passione ebbe toni di speciale intensità: i singolari [[carisma|doni]] che gli furono concessi e le sofferenze interiori e mistiche che li accompagnavano gli consentirono di vivere un'esperienza coinvolgente e costante dei patimenti del Signore.<ref>Dall'[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_02051999_padre-pio.html omelia] per la beatificazione di Padre Pio da Pietralcina, 2 maggio 1999.</ref>
*Tra i "Dottori della Chiesa" [[Teresa di Lisieux|Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo]] è la più giovane, ma il suo cammino spirituale è così maturo ed ardito, le intuizioni di fede presenti nei suoi scritti sono così vaste e profonde, da meritarle un posto tra i grandi maestri dello spirito.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1997/documents/hf_jp-ii_hom_19101997_it.html omelia] per la proclamazione della santa a Dottore della Chiesa.</ref>
*Tutta la grandezza del [[lavoro]] è dentro l'uomo.<ref>Da ''Il sapore del pane''.</ref>
*Un primo accento è da porre sul fatto che ogni intervento di [[trapianto]] d'organo, come già in altra occasione ho avuto modo di sottolineare, ha generalmente all'origine una decisione di grande valore etico: "la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute ed il benessere di un'altra persona". Proprio in questo risiede la nobiltà del gesto, che si configura come un autentico atto d'amore. Non si dona semplicemente qualcosa di proprio, si dona qualcosa di sé, dal momento che "in forza della sua unione sostanziale con un'anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, organi e funzioni..., ma è parte costitutiva della persona, che attraverso di esso si manifesta e si esprime".<ref name=tra/>
*Uomo del silenzio, egli spandeva attorno a sé un alone di spiritualità e di forte richiamo all'assoluto. Denominato dalla gente con l'affettuoso appellativo di "Frate Silenzio", [[Nicola da Gesturi]] si presentava con un atteggiamento che era più eloquente delle parole: liberato dal superfluo ed alla ricerca dell'essenziale, non si lasciava distrarre dalle cose inutili o dannose, volendo essere testimonianza della presenza del Verbo Incarnato accanto ad ogni uomo.<br>In un mondo troppo spesso saturo di parole e povero di valori, c'è bisogno di uomini e di donne che, come il beato Nicola da Gesturi, sottolineino l'urgenza di recuperare la capacità del silenzio e dell'ascolto, affinché tutta la vita divenga un "cantico" di lode a Dio e di servizio verso i fratelli.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_03101999_beatifications.html Omelia]'', ''vatican.va'', 3 ottobre 1999.</ref>
*Violentare le coscienze è un grave danno fatto all'uomo. È il più doloroso colpo inferto alla dignità umana. È, in un certo senso, peggiore dell'infliggere la morte fisica, dell'uccidere.<ref>Dall'[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1982/documents/hf_jp-ii_ang_19820110.html Angelus] del 10 gennaio 1982.</ref>
*Sono venuto per esprimervi la mia affezione e la mia stima per la vostra antica città {{NDR|[[Alatri]]}}, a cui sovrasta la famosa Acropoli, che già formò l'orgoglio del fiero popolo degli Ernici, e oggi costituisce una rara testimonianza della più perfetta costruzione ciclopica conservata in Italia.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/september/documents/hf_jp-ii_spe_19840902_arrivo-alatri_it.html discorso] durante la visita pastorale ad Alatri, 2 settembre 1984.</ref>
*È una giornata storica, questa odierna, per la pur storica città e diocesi di Alatri, che sorge fiera attorno alla sua Acropoli e si affaccia sull'orizzonte dei monti Ernici, abbracciando le fertili e pittoresche vallate di questa benedetta terra di [[Ciociaria]].<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840902_fedeli-ciociaria_it.html Omelia della Messa per i fedeli della Ciociaria], durante la visita pastorale ad Alatri.</ref>
*[...] non "lasciatevi vivere", ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/september/documents/hf_jp-ii_spe_19850922_giovani-palasport_it.html incontro con i giovani di Genova], 22 settembre 1985. Ripetuta e parafrasata nell'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/october/documents/hf_jp-ii_spe_19851020_giovani-cagliari_it.html incontro con i giovani della Sardegna], 20 ottobre 1985.</ref>
*{{NDR|[[Zefirino Agostini]]}} pur tra innumerevoli difficoltà, non si perse mai d'animo. Egli ci viene presentato oggi come umile e saldo testimone del Vangelo nel fecondo periodo della Chiesa veronese del secondo Ottocento. Salda fu la sua fede, efficace la sua azione caritativa e ardente lo spirito sacerdotale che lo contraddistinse.<br>L'amore del Signore lo sospinse nel suo apostolato rivolto ai più poveri, ed in particolare all'educazione cristiana delle fanciulle, specialmente più bisognose. Egli aveva ben compreso l'importanza della donna quale protagonista del risanamento della società, nei suoi ruoli di educatrice ai valori della libertà, dell'onestà e della carità.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1998/documents/hf_jp-ii_hom_25101998_beat.pdf Santa messa per la beatificazione di quattro servi di Dio]'', ''vatican.va'', 25 ottobre 1998.</ref>
*Signor Direttore, gentili Signori e Signore, ben volentieri ho accolto l'invito, nel corso di questa mia visita a Cesena, di vedere ed ammirare la famosa ed antica [[Biblioteca Malatestiana]], nella quale ora noi ci troviamo, gloria e splendore non solo della vostra Città, ma anche, nel suo genere, di quel periodo così ricco di fermenti innovativi e di fervore artistico-culturale, quale fu l'Umanesimo italiano nel Quattrocento. Abbiamo qui di fronte ai nostri occhi un monumento ed un ricordo, di detto periodo, estremamente suggestivo.<ref>Dal discorso pronunciato nella Biblioteca Malatestiana, 9 maggio 1986; citato in ''Il Papa in Romagna: documenti e testimonianze sulla visita pastorale di S. S. Giovanni Paolo II'', a cura di Gian Michele Fusconi, Diocesi di Romagna, Rocca San Casciano, 1986.</ref>
*Ti ringrazio, [[Benevento]], per questa giornata che abbiamo passato insieme, la tua giornata, giornata della Madre delle Grazie! Ti ringrazio, Benevento, per la tua accoglienza, per la tua presenza, per la tua preghiera, per i tuoi canti! Ti ringrazio, Benevento, di cuore! E direi ancora: Benevento, ti ringrazio per questo vento che ci ha portato il tramonto della giornata! Ti auguro di rimanere sempre fedele alla tua grande eredità cristiana trasmessa dagli apostoli, dai martiri, come san Bartolomeo, san Gennaro. Ti ringrazio di rimanere sempre nella Grazia del Signore, per l'intercessione della tua e nostra Madre. E, alla fine: Benevento, ti auguro anche le buone vacanze!<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900702_benevento_it.html Celebrazione eucaristica nello stadio cittadino di Benevento, 1990].</ref>
*Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E vi ringrazio. (1° aprile 2005)<ref>Dal [http://www.vatican.va/gpII/bulletin/B0179-XX.01.pdf bollettino] sulle condizioni del Papa del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede [[Joaquín Navarro-Valls]], ore 11.30, 2 aprile 2005. Il riferimento è probabilmente ai migliaia di giovani "incontrati in tutto il mondo lungo il percorso" pontificio e alla loro presenza in Piazza San Pietro nelle sue ultime ore.</ref>
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1979/documents/hf_jp-ii_let_19790302_arciv-praga.html Lettera all'arcivescovo di Praga per il 250° centenario della canonizzazione di Giovanni Nepomuceno]''|Lettera inviata il 2 marzo 1979 dal Vaticano; citato in ''vatican.va''.}}
*Se ora vogliamo considerare brevemente la nobile figura del Santo {{NDR|[[Giovanni Nepomuceno]]}}, la storia ce lo presenta prima come dedito allo studio e alla preparazione al sacerdozio: consapevole com'era che, secondo l'espressione di San Paolo, sarebbe stato trasformato in altro Cristo, egli trasformò l'anima in tempio casto dello spirito. Con uguale pietà fu parroco di San Gallo, nella città di Praga; poi canonico; poi Vicario Generale. In questo ufficio, che lo rendeva in qualche modo corresponsabile del governo della sua chiesa, egli trovò il suo martirio e insieme la sua gloria. E poiché egli, più che altri, difese i diritti e la legittima libertà della Chiesa di fronte ai voleri del Re Venceslao IV, più degli altri si attirò l'ira del monarca. Questi partecipò personalmente alla sua tortura, che ne causò la morte; poi lo fece gettare dal ponte nel fiume Moldava. Così le sue acque furono santificate dal corpo e sangue del Martire e divennero il suo primo sepolcro. Ciò avvenne la notte del 20 marzo 1393. La luce di quella notte si diffuse in tutto il mondo, e dura ancora, vivissima.
*La figura grandiosa di San Giovanni, venerabile Fratello, ha esempi e doni per tutti. Ma poiché egli fu sacerdote, parroco e Vicario Generale, sembra naturale che per primi i sacerdoti debbano bere alla sua fontana. È vero, il modello dei modelli è Gesù, a cui la voce del Padre rimanda, ma anche i [[Santo|Santi]] sono nostri modelli, avendo amato Dio sopra ogni cosa. Ebbene, San Giovanni incarna in sé sia l'ideale del conoscitore dei Misteri di Dio, teso come fu alla perfezione delle virtù, allo studio, alla disciplina; sia del parroco, che santifica i suoi fedeli con l'esempio della sua vita e con lo zelo delle anime; sia del Vicario Generale, scrupoloso esecutore dei suoi doveri in armonia con la volontà del suo Arcivescovo nello spirito dell'ubbidienza ecclesiale.
*Le vocazioni maturano poi nei [[Seminario|seminari]]. Qui si insegna la sacra Dottrina; qui i futuri messaggeri della Buona Novella l'assimilano; qui si accende la fiamma della loro devozione, si fortifica il loro carattere e si tempra la loro indole. Dai seminari devono uscire uomini di Dio dei quali il nostro tempo ha bisogno, apostoli di Cristo il quale venne per rendere testimonianza alla verità e alla carità. Il seminario è il cuore della diocesi e la speranza della Chiesa.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/may/documents/hf_jp-ii_spe_19800506_nairobi-diplomatici.html Al corpo diplomatico accreditato a Nairobi]''|Discorso pronunciato il 6 maggio 1980 a Nairobi; citato in ''vatican.va''.}}
*Molte situazioni e problemi africani che richiedono la nostra attenzione oggi non sono differenti da quelli che coinvolgono altre nazioni e continenti nel mondo. Altri invece sono tipicamente africani nel senso che gli elementi dei problemi e le risorse disponibili per la loro soluzione – risorse naturali e specialmente umane – sono esclusive di questo continente. In ciò vi è un fattore supremo che deve essere tenuto presente nella mente. È la vera identità dell'africano, della persona africana, dell'uomo e della donna africana.
*La verità sull'individuo africano deve essere vista, prima di tutto e principalmente, nella sua dignità come persona umana.
*La storia testimonia come il continente africano ha sempre conosciuto un forte senso comunitario nei differenti gruppi che costituiscono la sua struttura sociale: ciò è particolarmente vero per la famiglia dove vi è una forte coesione e solidarietà. E quale migliore prospettiva potrà essere trovata nella necessità di una pacifica soluzione di conflitti e difficoltà – un modo che sia all'altezza della dignità umana – della innata propensione al dialogo, del desiderio di spiegare le differenti visioni nella conversazione alla quale l'africano si rivolge così facilmente e che egli porta avanti con tanta naturale grazia?
*In Africa, in passato, molte nazioni hanno conosciuto l'amministrazione coloniale. Pur non negando i vari traguardi raggiunti da queste amministrazioni, il mondo gode per il fatto che questo periodo sta ormai nella sua fase finale. I popoli dell'Africa, con poche penose eccezioni, stanno assumendo piena responsabilità politica per il loro proprio destino ed io saluto qui particolarmente il recente raggiungimento dell'indipendenza dello Zimbabwe. Ma non si può ignorare il fatto che altre forme di dipendenza sono ancora una realtà o almeno una minaccia.
*La discriminazione razziale è un male, a prescindere da come, da chi e perché è praticata.
*Un largo numero di persone sono state costrette per varie ragioni a lasciare il loro paese amato ed i luoghi dove avevano le loro radici. Talvolta questo è dovuto a motivi politici, altre volte per sfuggire alla violenza ed alla guerra, oppure per le conseguenze di disastri naturali, o per il clima ostile. La comunità africana e la comunità del mondo non può cessare di interessarsi alla condizione dei [[Rifugiato|rifugiati]] e alle terribili sofferenze cui molti di essi sono assoggettati per lungo tempo. Questi rifugiati veramente hanno un diritto alla libertà ed a vivere una vita degna della dignità umana. Essi non devono essere privati del godimento dei loro diritti, tantomeno quando fattori esterni al loro controllo li hanno costretti a divenire stranieri senza una patria.
*Faccio appello alle autorità delle nazioni di cui i rifugiati sono costretti ad attraversare i confini, perché li ricevano con cordiale ospitalità. Faccio appello alla comunità internazionale perché il peso non sia portato soltanto da quelle nazioni nelle quali i rifugiati si sistemano temporaneamente, ma di mettere i necessari aiuti a disposizione dei governi interessati e delle appropriate organizzazioni internazionali.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1980/documents/hf_jp-ii_hom_19800622_proclamazione-beati.html Santa Messa per la proclamazione di cinque nuovi beati]''|Omelia pronunciata il 22 giugno 1980 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*Un instancabile e geniale missionario è [[José de Anchieta|José De Anchieta]] [...]. Ama con immenso affetto i suoi fratelli "brasis", partecipa alla loro vita, si immerge nei loro costumi e si convince che la loro conversione alla fede deve essere preparata, aiutata e consolidata da un appropriato lavoro di civilizzazione per la promozione umana. Il suo ardente zelo lo muove a intraprendere innumerevoli viaggi, coprendo immense distanze, in mezzo a grandi pericoli. Ma la predicazione continua, la mortificazione costante, la fervente carità, la bontà paterna, la comunione intima con Dio, la devozione filiale alla Vergine santissima – che egli celebra in un lungo poema di eleganti versi latini – dà a questo grande figlio di sant'Ignazio una forza sovrumana, specialmente quando deve difendere i suoi fratelli indigeni dalle ingiustizie dei colonizzatori.
*Nato da una povera famiglia di contadini e allevatori, [[Pedro de San José de Bethencourt|Pedro De Betancur]] ha nella sua vita un solo obiettivo: portare il messaggio cristiano nelle "Indie occidentali". A 23 anni lascia il suo paese e giunge in Guatemala, malato, povero, solo e sconosciuto, convertendosi nell'apostolo degli schiavi negri, degli indios sottoposti a lavori inumani, degli emigranti, senza lavoro e senza sicurezza, dei bambini abbandonati. Fratel Pedro, animato dalla carità di Cristo, si fece tutto a tutti, in particolare per i piccoli vagabondi di tutte le razze e colori, in favore dei quali fonda una scuola. [...] Il Bambino di Betlemme, in nome del quale fonda la congregazione Betlemita fu il tema assiduo della meditazione del beato, il quale seppe scoprire nei poveri il volto di "Gesù bambino": per questo li amò con una delicata tenerezza, il cui ricordo rimane vivo in Guatemala.
*[...] [[Maria dell'Incarnazione Guyart|Maria dell'Incarnazione]] unisce in sé, in modo ammirevole, la contemplazione e l'azione. In lei la donna cristiana si è realizzata pienamente e con un raro equilibrio, nei diversi stati della vita: sposa, madre, vedova, direttrice di impresa, religiosa, mistica, missionaria, e questo sempre nella fedeltà a Cristo, sempre in stretta unione con Dio.
*[[François de Montmorency-Laval|Francesco de Montmorency-Laval]], nobile figlio della Francia, animato anche lui del carisma missionario, avrebbe potuto aspirare alle carriere umane più promettenti, ma preferì corrispondere generosamente all'invito di Cristo che l'invitava ad annunciare il Vangelo in paesi lontani. Eletto vicario apostolico nella "Nuova Francia", rivestito dal carisma episcopale, si stabilisce a Quebec, e si dà con un infaticabile zelo all'espansione del regno di Dio realizzando la figura ideale del Vescovo [...].
*[...] dolce, fragile ma forte figura di giovane donna che morì a soli ventiquattro anni di età: [[Kateri Tekakwitha]], il "giglio dei Mohawks", la vergine irochese che nel diciassettesimo secolo nel nord America fu la prima a rinnovare le meraviglie di santità di [[Scolastica da Norcia|santa Scolastica]], [[Gertrude di Helfta|santa Gertrude]], [[Caterina da Siena|santa Caterina da Siena]], [[Angela Merici|santa Angela Merici]] e [[Rosa da Lima|santa Rosa da Lima]], precedendo lungo il sentiero dell'amore, la sua grande sorella spirituale, [[Teresa di Lisieux|Teresa del Bambino Gesù]].
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1982/documents/hf_jp-ii_hom_19821031_canonizzazioni.html Canonizzazione di Margherita Bourgeoys e Giovanna Delanoue]''|Omelia pronunciata il 31 ottobre 1982 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*Se [[Marguerite Bourgeoys|Margherita]] si lancia allora in una vita missionaria, che sarà una "vita in viaggio" che gravita precisamente attorno alla "Ville-Marie" del nuovo mondo canadese, ella non fa che imitare la [[Maria|Vergine]] della [[Visitazione della Beata Vergine Maria|Visitazione]] che portava ad [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]] e a [[Giovanni Battista]], alla madre e al figlio, con i servizi umani della sua carità, il dono divino che recava in sé, per santificarli.
*Per "santa Margherita Bourgeoys", si ricorderà soprattutto il suo contributo originale alla promozione delle famiglie, bambini, futuri sposi, genitori. Lei che a Montreal è stata chiamata la "Madre della Colonia", avrebbe potuto dire come [[Paolo di Tarso|san Paolo]]: "Con voi, noi siamo stati pieni di dolcezza, come una madre che circonda di cure i suoi figli. Avendo per voi un tale affetto, vorremmo darvi non solamente il Vangelo di Dio, ma tutto ciò che noi siamo.<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Tessalonicesi]]'': «Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari».</ref>
*In breve, ciò che molti si sforzano di realizzare oggi con metodi, istituzioni, associazioni adatte al nostro tempo, per un'educazione valida, per la preparazione al matrimonio cristiano, per un'opera di sostegno e di consiglio alle famiglie, sembra trovarsi in germe, sotto altri modi, nello spirito e nelle iniziative di Margherita Bourgeoys.
*Infine, mentre proclamiamo la santità di [[Jeanne Delanoue|Giovanna Delanoue]], è importante cercare di comprendere il segreto spirituale della sua devozione senza pari. Non sembra che il suo temperamento la spingesse verso i poveri per sentimentalismo o per pietà. Ma lo Spirito Santo le fa vedere Cristo in questi poveri, Cristo Bambino nei loro bambini – aveva verso di lui una devozione particolare –, Cristo Amico dei poveri, Cristo stesso umiliato e crocifisso. E con Cristo, voleva mostrare ai poveri la tenerezza del Padre. A questo Dio ella ricorreva con audacia di bambino, attendendosi tutto da lui, dalla sua Provvidenza, nome che designerà le sue case e la sua fondazione all'origine: la Congregazione di sant'Anna della Provvidenza.
*Giovanna Delanoue molto in fretta ha imparato non solamente l'eroicità delle virtù evangeliche, quelle del [[Discorso della Montagna|Discorso della montagna]], ma anche una profonda contemplazione delle persone divine, con segni mistici della più alta unione con Dio, per la via unitiva, bruciante d'amore per Gesù "suo Sposo". È proprio lì che prendono la loro ispirazione e il compimento la "follìa" della sua carità, l'audacia delle sue iniziative. La Chiesa si guardi bene dal dimenticarlo: come in questa fine del XVII secolo e inizio del XVIII, non ci sarà oggi una vera riforma né movimenti fecondi senza un'autentica corrente mistica.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831030_tre-beati.html Beatificazione dei Servi di Dio Giacomo Cusmano, Domenico Iturrate Zubero e Geremia de Valacchia]''|Omelia pronunciata il 30 ottobre 1983 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*L'Amore di Dio verso tutto il creato trova la sua particolarissima espressione nella [[Santo|santificazione]] dell'uomo.
*La vicenda di [[Zaccheo]] appare lo specchio di un'autentica conversione evangelica: egli infatti, accogliendo il Signore in casa e riparando le concussioni fatte nel suo lavoro, dà un mirabile esempio di amore verso Dio e verso i fratelli.
*{{NDR|[[Giacomo Cusmano]]}} per sanare le piaghe della povertà e della miseria che affliggevano tanta parte della popolazione a causa di ricorrenti carestie ed epidemie, ma anche di una sperequazione sociale, scelse la via della carità: amore di Dio che si traduceva nell'amore effettivo verso i fratelli e nel dono di sé ai più bisognosi e sofferenti in un servizio spinto sino al sacrificio eroico. [...] La sua opera, come tutte le opere di Dio, incontrò difficoltà che misero a dura prova la sua volontà, ma con la sua immensa fiducia in Dio e con la sua invitta fortezza di animo superò ogni ostacolo [...]. Le sue regole e le sue lettere spirituali sono documenti di una sapienza ascetica in cui si accordano fortezza e soavità. [...] Questo magnifico "Servo dei poveri" si spense nell'esercizio di una carità che andava sempre più divampando sino a toccare vertici eroici. Essendo scoppiato un nuovo colera a Palermo, egli si adoperò senza pari per essere vicino, in tutti i momenti, ai suoi poveri.
*{{NDR|[[Domenico del Santissimo Sacramento|Domenico Zubero]]}} Come religioso trinitario, fece in modo di vivere secondo le due grandi direttive della spiritualità del suo ordine: il mistero della Santissima Trinità e l'opera della Redenzione, che in lui si fece esperienza di viva carità. E in quanto sacerdote, ebbe una chiara immagine della sua identità di "mediatore tra Dio e gli uomini", o "rappresentante del Sacerdote eterno, Cristo". Tutto ciò lo portava a vivere ogni Eucaristia come un atto di immolazione personale, unito alla Vittima Suprema, in favore degli uomini.
*Con la sua testimonianza di fedeltà alla chiamata interiore e di risposta generosa ad essa, [[Domenico del Santissimo Sacramento|Padre Domenico]] mostra ai nostri giorni un cammino da seguire: quello di una fedeltà ecclesiale che plasma l'identità interiore e che conduce alla santità.
*Il Beato [[Geremia da Valacchia]] venendo dalla Romania in Italia, riallacciò nella sua vicenda storica Oriente e Occidente, lanciando un emblematico ponte tra i popoli e tra le Chiese cristiane. Sorgente inesauribile della sua vita interiore era la preghiera, che lo faceva crescere ogni giorno nell'amore per il Padre e per i fratelli.
*Rivolgendomi a voi Romeni nella vostra lingua, mi compiaccio che abbiate chiesto di mettere sul candelabro questa lampada ardente. Voi avete scoperto il suo messaggio e vi siete uniti intorno alla sua figura, che sintetizza ed esprime la vostra tradizione cristiana e le vostre aspirazioni. Nella vostra storia bimillenaria, pur ricca di tanti valori di fede, [[Geremia da Valacchia]] è il primo romeno che ascende ufficialmente agli onori degli altari. Egli che nella sua vita realizzò una sintesi armoniosa tra la Patria naturale e quella adottiva, contribuisca ora, proclamato "beato", a promuovere la pace tra le nazioni e l'unità dei cristiani, additandone col suo esempio la strada maestra: la carità operosa per i fratelli.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840311_canonizzazione-frassinetti.html Solenne rito di canonizzazione della Beata Paola Frassinetti]''|Omelia pronunciata l'11 marzo 1984 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*I [[Santo|santi]] sono il frutto maturo della Redenzione di Cristo.
*È stato detto che, per distinguere se un'opera sia cristiana, bisogna vedere se c'è il sigillo della croce redentrice. Ora la croce di Cristo distese ampiamente la sua ombra o, meglio, la sua luce sull'intera vita e su tutte le opere della santa {{NDR|[[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]]}}. Ella infatti era convinta che chi vuole iniziare un cammino di perfezione non può rinunciare alla croce, alla mortificazione, all'umiliazione e alla sofferenza, che assimilano il cristiano al modello divino che è il ''Crocifisso''. Nella sua fervorosa immolazione per la salvezza di tutte le anime, ella riteneva che, a confronto dei patimenti di Cristo, ciò che uno può soffrire è nulla. La croce non solo non la spaventava, ma era per lei la molla potente che la muoveva, la fonte segreta da cui scaturiva la sua insonne attività e il suo coraggio indomito.
*La forza interiore che la conduceva a vivere così integralmente la "follia" della croce va ricercata nella tenera devozione al [[Sacro Cuore di Gesù|Cuore di Gesù Cristo]]. Con la sua sensibilità autenticamente apostolica, la santa percepiva che nessuno può svolgere vero apostolato se non ha impresse nel proprio cuore le stigmate di Cristo, se non è operante in lui quell'ineffabile intreccio di amore e di dolore che è compendiato nel cuore sacratissimo di Gesù.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19850202_ana-de-los-angeles.html Beatificazione di Ana de los Angeles]''|Omelia pronunciata il 2 febbraio 1985 ad Arequipa (Perù); citato in ''vatican.va''.}}
*{{NDR|[[Ana Monteagudo]]}} ha realizzato nella sua vita il programma [[Ordine dei frati predicatori|domenicano]] della luce, della verità, dell'amore e della vita, concentrato nella famosa frase: "Contemplare e trasmettere ciò che si è contemplato". Suor Ana de los Angeles realizzò questo programma con un'intensa, austera e radicale attività nella vita monastica, secondo lo stile dell'ordine di San Domenico, nella contemplazione del mistero di Cristo, della verità e nella conoscenza di Dio.
*{{NDR|Ana Monteagudo}} Fu maestra spirituale e fedele esecutrice delle norme della Chiesa che chiedevano con urgenza la riforma dei monasteri. Sapeva accogliere tutti quelli che le si rivolgevano, insegnando loro i sentieri del perdono e della vita di grazia. La sua presenza nascosta si fece notare oltre le mura del suo convento, con la fama della sua santità. Aiutò con il suo consiglio e la sua orazione i vescovi e i sacerdoti; accompagnava i viandanti, i pellegrini che giungevano a lei, con la sua preghiera.
*Imitando la carità e il senso ecclesiale della sua patrona, [[Caterina da Siena]], [[Ana Monteagudo|Ana]] ebbe un cuore mite e umilmente aperto alle necessità di tutti, specialmente dei più poveri. Tutti hanno trovato in lei un amore vero. I poveri e gli umili trovarono vera accoglienza; i ricchi comprensione che non tralasciava l'esigenza della conversione; i pastori trovarono preghiera e consiglio; gli infermi, sollievo; i tristi, consolazione; i viandanti, ospitalità; i perseguitati, perdono; i moribondi, la preghiera ardente.
*La [[Santo|santità]] dell'uomo è opera di Dio. Non sarà mai sufficiente manifestargli gratitudine per quest'opera. Quando veneriamo le sue opere, le opere di Dio, veneriamo e adoriamo soprattutto lui stesso, Dio santissimo. E tra tutte le opere di Dio la più grande è la santità di una creatura, ''la santità dell'uomo''.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19851006_beatificazione-tre-gesuiti.pdf Solenne concelebrazione per la beatificazione dei Servi Di Dio Diego Luis De San Vitores, José Maria Rubio e Francisco Gárate]''|Omelia pronunciata il 6 ottobre 1985 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*{{NDR|Su [[Diego Luis de San Vitores]]}} La vita di questo nuovo beato si caratterizzò per una totale disponibilità ad accorrere là dove Dio lo chiamava. Egli parla in tono attuale e urgente ai missionari di oggi sull'atteggiamento aperto e preparato per rispondere alle esigenze del mandato: "Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura" (''[[Vangelo secondo Marco|Mc]]'' 16, 15).<br>Giovani che mi ascoltate, o che riceverete questo messaggio: aprite il vostro cuore al Signore che sta alla porta e chiama (cf. ''[[Apocalisse di Giovanni|Ap]]'' 3, 20). Siate generosi come il giovane Diego, che lasciando tutto si fece pellegrino e missionario in terre lontane per dare testimonianza dell'amore di Dio per gli uomini.
*{{NDR|Su [[José María Rubio y Peralta|José María Rubio]]}} La sua vita di fedele seguace di Cristo ci insegna che è l'atteggiamento docile e umile nei confronti dell'operare di Dio ciò che fa progredire il cristiano sul cammino della perfezione e lo converte in uno strumento di salvezza.
*{{NDR|Su José María Rubio}} Il suo dialogo assiduo con Cristo, soprattutto nel sacramento dell'Eucaristia, e la sua devozione al Sacro Cuore lo portarono all'intimità con il Signore e ai suoi stessi sentimenti (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 2, 5 ss.). Nell'esemplare traiettoria della sua vita, questo illustre figlio di [[Ignazio di Loyola|Sant'Ignazio]] si presenta all'uomo d'oggi come un autentico "alter Christus", un sacerdote che guarda il popolo dal punto di vista di Dio e che per far ciò ha la virtù di comunicare al prossimo qualcosa che è riservato a coloro che vivono in Cristo.
*Il messaggio di santità che il ''fratello [[Francisco Gárate|Francisco Gárate Aranguren]]'' ci ha inviato è semplice e chiaro, come fu semplice la sua vita di religioso sacrificato nella portineria di un centro universitario di Duesto. Fin dalla giovinezza Francisco ''spalancò il suo cuore a Cristo'' che batteva alla sua porta invitandolo ad essere suo seguace fedele, suo amico. Come la Vergine Maria, che amò teneramente come madre, rispose con generosità e fiducia senza limiti, alla chiamata della grazia.
*[[Francisco Gárate|Fratello Gárate]] visse la sua consacrazione religiosa come apertura radicale a Dio, al cui servizio e gloria si offrì (cf. ''[[Lumen gentium]]'', 44) e da cui riceveva ispirazione e forza per dare testimonianza di una grande bontà con tutti. [...] Costui ci dà una testimonianza concreta e attuale del valore della ''vita interiore'' come ''anima di ogni forma di apostolato'' oltre che della consacrazione religiosa. In verità quando ci si sta offrendo a Dio e si concentra in lui la propria vita, i frutti apostolici non si fanno aspettare. Dalla portineria di una casa di studi, questo fratello coadiutore gesuita rese presente la bontà di Dio mediante la ''forza evangelizzatrice del suo servizio silenzioso e umile''.
===Dal viaggio in India 1986===
*Il servizio evangelico ai più poveri dei poveri compiuto da [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] ha dato al mondo una stimolante lezione di compassione e di amore autentico nei confronti del nostro prossimo che è nel bisogno. Questa carità e questo sacrificio di sé, è una sfida per il mondo, un mondo ormai troppo avvezzo all'egoismo e all'edonismo, avido di denaro, di prestigio e di potere. (''Calcutta'', 4 febbraio 1986)
*In India, e in molti altri luoghi del mondo, vi sono milioni di poveri, ed essi condividono la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] perché Cristo sulla Croce ha preso su di sé tutte le croci del mondo. (''Delhi'', 1 febbraio 1986)
*L'accumulo dei beni materiali non è il fine ultimo della vita. ''La vera liberazione dell'uomo sarà raggiunta solo'', così come lo sarà l'eliminazione di tutto ciò che si oppone alla dignità umana, ''quando la visione spirituale dell'uomo sarà tenuta in considerazione e perseguita''. (''Delhi'', 2 febbraio 1986)
*L'uomo è un essere ''transitorio''. È in questo pellegrinaggio della vita, ''la religione aiuta l'uomo a vivere in modo tale da raggiungere il proprio fine''. (''Delhi'', 1 febbraio 1986)
*La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non cessa mai di proclamare la verità che la pace nel mondo affonda le sue radici nel cuore degli uomini, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna. La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. La prima di queste comunità è la famiglia. È la famiglia la prima comunità ad essere chiamata alla pace, e la prima comunità a ricercare la pace – pace e amicizia fra gli individui e i popoli. (''Bombay'', 9 febbraio 1986)
*La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non esclude nessuno dalla propria compassione e amorevole servizio. Come una buona madre, essa ama tutti: bambini, handicappati, coloro che soffrono nello spirito, e coloro che riconoscono i propri peccati e così provano attraverso di essa il contatto risanatore di Cristo. (''Trivandrum'', 8 febbraio 1986)
*La croce della povertà, la croce della fame, la croce di ogni altra sofferenza possono essere trasformate, perché la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] è divenuta una luce nel nostro mondo. Essa è ''una luce di speranza edi salvezza''. Essa ''dà significato'' a tutte le sofferenze umane. (''Delhi'', 1 febbraio 1986)
*La ''missione di evangelizzazione della [[Chiesa cattolica|Chiesa]]'' comprende un'energica e sostenuta ''azione a favore della giustizia, della pace e dello sviluppo umano integrale''. Non adempiere a questi compiti significherebbe venir meno all'opera di evangelizzazione; sarebbe tradire l'esempio di Gesù che venne «per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18); sarebbe in realtà un rifiuto delle conseguenze dell'Incarnazione, nella quale «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14). (''Delhi'', 1 febbraio 1986)
*La nostra [[dignità]] umana ci viene da Dio nostro creatore, a cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore. (''Calcutta 3 febbraio 1986'')
*La stabilità, felicità e tranquillità delle vostre famiglie dipendono in larga misura dal vostro rapporto di preghiera con Dio.
*{{NDR|Ai [[genitori]]}} La vita umana sulla terra è un pellegrinaggio. Noi tutti siamo consapevoli di ''essere di passaggio nel mondo''. (''Vasai'', 9 febbraio 1986)
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1987/documents/hf_jp-ii_hom_19871004_nuovi-beati.html Rito di beatificazione dei giovani laici Marcel Callo, Antonia Mesina e Pierina Morosini]''|Omelia pronunciata il 4 ottobre 1987 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*{{NDR|[[Marcel Callo]]}} ''non è arrivato da solo'' alla perfezione evangelica. Una famiglia modesta, profondamente cristiana, ve l'ha condotto. Gli scouts e poi la JOC hanno proseguito l'opera. Nutrito dalla preghiera, dai sacramenti e da un'azione apostolica pensata secondo la pedagogia di questi movimenti, Marcel ha costruito la Chiesa con i suoi fratelli, i giovani lavoratori cristiani. È nella Chiesa che si diventa cristiani, ed è con la Chiesa che si costruisce un'umanità nuova.<br>Marcel ''non è arrivato subito'' alla perfezione evangelica. Ricco di qualità e di buona volontà, ha a lungo lottato contro la tentazione del mondo, contro se stesso, contro il peso delle cose e della gente. Ma, pienamente disponibile alla grazia, si è lasciato progressivamente condurre dal Signore, fino al martirio.<br>Le difficoltà hanno maturato il suo amore personale per Cristo.
*Sì, Marcel ha incontrato la Croce. In Francia prima. Poi – strappato all'affetto della sua famiglia e di una fidanzata che amava teneramente e castamente – in Germania, dove rifondò la JOC con alcuni amici, molti dei quali morti per essere testimoni del Signore Gesù. Inseguito dalla Gestapo, Marcel è andato fino in fondo. Come il Signore, ha amato i suoi fino all'estremo e la sua vita è diventata eucarestia.<br>Raggiunta la gioia eterna di Dio, testimonia come la fede cristiana non separi la terra dal cielo. Il [[Cielo e terra|cielo]] si prepara sulla [[Cielo e terra|terra]] nell'amore e nella giustizia. Quando si ama si è già "beati".
*Cresciuta in un ambiente di alta ''vita spirituale incarnata nella famiglia'', la [[Pierina Morosini|Beata Morosini]] ha seguito Cristo povero ed umile nella cura quotidiana dei numerosi fratelli. Avendo scoperto che "poteva farsi santa anche senza andare in convento", si è aperta con amore alla ''vita parrocchiale'', all'Azione Cattolica ed all'apostolato vocazionale. La preghiera personale, la partecipazione quotidiana alla santa Messa e la direzione spirituale l'hanno portata a capire la volontà di Dio e le attese dei fratelli, a maturare la decisione di consacrarsi privatamente al Signore nel mondo.<br>Per dieci anni ha vissuto le difficoltà e le gioie di ''lavoratrice in un cotonificio'' della zona, facendo i turni e spostandosi sempre a piedi. Le colleghe testimoniano la sua fedeltà al lavoro, la sua affabilità unita al riserbo, la stima che godeva come donna e come credente. Proprio nel tragitto verso casa, trent'anni fa, si è consumato il suo martirio, estrema conseguenza della sua coerenza cristiana. ''I suoi passi però non si sono fermati'', ma continuano a segnare un sentiero luminoso per quanti avvertono il fascino delle sfide evangeliche.
*Il suo martirio è anzitutto il punto di arrivo di una dedizione umile e gioiosa alla vita della sua numerosa famiglia: è stato il suo sì costante al servizio nascosto in casa che l'ha preparata ad un sì totale.<br>Sin da piccola – erano gli anni del primo dopoguerra – [[Antonia Mesina|Antonia]] ha sperimentato la durezza della sua terra e la generosità della sua gente; guidata dai genitori, dalla maestra e dal parroco si è aperta con coraggio ai ''valori della vita e della fede''; in particolare alla scuola della Gioventù Femminile di Azione Cattolica ha posto in profondità le radici umane e cristiane del suo desiderio di purezza e di donazione.<br>E a solo sedici primavere si è trovata a vivere il suo sì eroico alla ''beatitudine della purezza'', difesa fino al sacrificio supremo.<br>Il fascio di legna raccolto per fare il pane nel forno di casa, quel giorno di maggio del 1935, rimane sui monti accanto al suo corpo straziato da decine e decine di colpi di pietra. Quel giorno si accende un altro fuoco e si prepara un altro pane per una famiglia molto più grande.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19880925_sei-beati.html Solenne beatificazione di sei servi di Dio: Miguel Pro, Giuseppe Benedetto Dusmet, Francesco Faà Di Bruno, Junípero Serra, Frédéric Janssoone e María Josefa Naval Girbés]''|Omelia pronunciata il 25 settembre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*{{NDR|[[Francesco Faà di Bruno]]}} Munito di chiara intuizione pratica e sensibile alle tensioni e ai problemi del momento, egli seppe trovare risposte positive alle esigenze dei suoi tempi, resistendo alle tentazioni della fretta, del semplicismo culturale, degli interessi personali. Curvo sui libri, impegnato in cattedra o intento ad alleviare nei modi più diversi le sofferenze dei poveri, il beato ebbe come stella polare della sua fervida attività un grande amore per Dio, che egli costantemente alimentava con l'esercizio della preghiera e della contemplazione.
*Dall'amore per Dio scaturiva quell'amore per il "prossimo", che spinse Francesco Faà di Bruno sulla strada dei poveri, degli umili, degli indifesi, facendone un gigante della fede e della carità. Nacque così tutta una serie di opere e di attività assistenziali di cui non è facile fare l'elenco. Anche in campo scientifico egli seppe portare la sua coerente testimonianza di credente, in un periodo in cui la dedizione alla scienza sembrava incompatibile con un serio impegno di fede.
*La Chiesa intona un canto di giubilo e lode a Cristo per la beatificazione di [[Josefa Naval Girbés]], vergine secolare che dedicò la sua vita all'apostolato nel suo paese natale, Algemesi, dell'arcidiocesi di Valencia, Spagna. Donna semplice e docile al soffio dello Spirito, raggiunse nella sua lunga vita l'apice della perfezione cristiana, dedita al servizio del prossimo nei tempi per nulla facili del XIX secolo, durante i quali visse e sviluppò la sua intensa attività apostolica.
*Cosciente del fatto che, come più tardi avrebbe affermato il [[Concilio Vaticano II]], "la vocazione è, per sua natura, anche vocazione all'apostolato" (''[[Apostolicam Actuositatem]]'', 2), [[Josefa Naval Girbés|Josefa]] si è fatta tutta a tutti, come l'apostolo [[Paolo di Tarso|san Paolo]], per salvare tutti (cf. ''[[Prima lettera ai Corinzi|1 Cor]]'' 9, 22). Da ciò l'impronta incancellabile lasciata nell'esercizio della sua carità. Assisteva con cura i moribondi, aiutandoli a morire in grazia di Dio. L'attenzione eroica a coloro che erano colpiti dall'epidemia di colera nel 1885, è uno dei più espressivi esempi della carità di questa anima prediletta.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19881016_tre-beati.html Tre nuovi beati nel X anniversario dell'elezione al pontificato]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*Mantenne ferma la professione di fede, con esemplare fortezza e generosità, il beato [[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria Silvestrelli]], quando, in un difficile e contrastato periodo storico per la vita ecclesiale di questa città di Roma, volle e seppe, nonostante le opposizioni della famiglia e le resistenze della società politica del suo tempo, dedicarsi a Dio, abbracciando la vita religiosa del passionista, cioè del fedele discepolo e devoto del Crocefisso e dell'Addolorata.<br>Egli ebbe fiducia nell'opera della grazia, quando i problemi della salute parvero intralciare i suoi passi. Poté scoprire, così che la ricchezza di tale grazia è in grado di aiutare chi ha fede a superare ogni ostacolo, poiché "l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame" (''[[Salmi|Sal]]'' 33 [32], 18-19). Sorretto dalla grazia, Bernardo Maria poté, anzi, conoscere amici e fratelli molto impegnati, tra cui san [[Gabriele dell'Addolorata]], insieme ai quali camminare sulla via della perfezione religiosa.
*La Provvidenza dispose che divenisse egli stesso {{NDR|[[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria]]}} strumento di misericordia e di grazia, quando fu scelto per formare i giovani della sua comunità, e poi per guidare durante lunghi anni la sua Congregazione passionista, difendendola dalle insidie laicistiche del suo secolo, promuovendone lo sviluppo e confermandone i religiosi nell'ardua sequela di Cristo crocifisso, il "sommo sacerdote", modello e maestro di ogni sacerdote, "provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 15).
*In padre [[Carlo di Sant'Andrea|Carlo di sant'Andrea]], un altro sacerdote della Congregazione passionista, troviamo un fulgido esempio della potenza divina che opera per consolare, riconciliare e guarire il suo popolo attraverso il ministero dei suoi fedeli servitori. Il ministero sacerdotale del beato Carlo si svolse nel continuo servizio agli altri. La sua vita è caratterizzata dalla umile ed esemplare dedizione al servizio, che determina la vera grandezza di un discepolo.
*{{NDR|[[Onorato da Biała]]}} Ecco colui al quale il Signore ha donato la sua grazia: religioso dedito con magnanimità e fino in fondo al suo ideale di frate minore cappuccino. Vero figlio spirituale di san Francesco, sacerdote e apostolo. Assiduo ministro del sacramento del Perdono e della Riconciliazione, il suo eroico servizio nel confessionale divenne una vera direzione spirituale. Ebbe il profondo dono di saper scoprire e mostrare le vie della vocazione divina. Era uomo di costante preghiera, particolarmente nell'adorazione del Santissimo Sacramento; immerso in Dio e ad un tempo aperto alla realtà terrena.
*{{NDR|Onorato da Biała}} Indicava la via alla perfezione che nasceva dalla lettura del Vangelo e dalla contemplazione. Incoraggiava a rimanere nel suo ambiente e ad imitare la vita di Gesù e Maria a Nazaret, a praticare i consigli evangelici nel nascondimento, senza segni esterni. Divenne un innovatore della vita monastica e fondatore di una sua nuova forma simile agli odierni istituti laicali. Mediante le sue figlie e i suoi figli spirituali cercava di far rigenerare nella società lo spirito di zelo dei primi cristiani, e raggiungeva per il loro tramite tutti gli ambienti.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1989/documents/hf_jp-ii_hom_19891001_nuovi-beati.html Beatificazione di Niceforo e 25 compagni martiri, di Lorenzo Salvi, di Geltrude Comensoli e di Francisca-Ana Carbonell]''|Omelia pronunciata il 1º ottobre 1989 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*[[Lorenzo Maria di San Francesco Saverio|Lorenzo]] combatté la "buona battaglia della fede", secondo lo spirito della sua congregazione religiosa, lavorando intensamente nella predicazione delle missioni al popolo, nei corsi di esercizi spirituali, nel mistero delle confessioni. In quanti avvicinava egli cercava di instillare l'amore del Cristo povero ed umile, mediante la devozione all'infanzia di Gesù e alla sua Passione, momenti nei quali massimamente si rivelano l'umiltà e la dolcezza del salvatore. Convinto dell'infinita misericordia del Cuore di Cristo, egli non si stancava di esortare le anime alla fiducia, sull'esempio del bambino che in tutto s'affida alle braccia amorevoli e forti del padre.
*È ancora l'esempio del Cristo povero ed umile, contemplato soprattutto nel mistero eucaristico, a guidare l'impegno di [[Geltrude Comensoli]] nel faticoso itinerario spirituale e nelle travagliate vicende della fondazione delle suore sacramentine di Bergamo. È proprio l'umiltà del Pane eucaristico, sacramento della presenza reale di Cristo, che sostiene Geltrude e le consente di stare di fronte alla mensa dei potenti con l'intrepida costanza di [[Lazzaro mendicante|Lazzaro]], nella volontaria scelta dell'evangelico "ultimo posto".
*Di fronte al binomio ricchezza-povertà, [[Francinaina Cirer Carbonell|Francisca-Ana]] scelse la povertà ed escluse dal progetto della sua vita cristiana e consacrata la ricchezza perché sapeva che poteva allontanarla da Dio. [...] Una vita piena di incertezze, ma anche una vita in cui non ebbe nessun ostacolo per poter servire Dio, perché Francisca-Ana aveva dato tutto ciò che aveva, e non solo, si era lei stessa consacrata a Dio nella verginità.<br>Così, libera da tutto ciò che la potesse legare a questo mondo, combatte la battaglia della fede (''[[Prima lettera a Timoteo|1 Tm]]'' 6, 12) intraprendendo decisamente il cammino della perfezione cristiana. Con la beata Francisca-Ana dei dolori di Maria, il Signore ci offre un magnifico esempio del saper anteporre il servizio di Dio al servizio delle ricchezze e del mondo, del saper tenere il cuore libero per poterlo consacrare e dedicare solamente a lui.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900520_beatificaz-frassati.pdf Beatificazione di Pier Giorgio Frassati]''|Omelia pronunciata il 20 maggio 1990 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*{{NDR|Su [[Pier Giorgio Frassati]]}} La potenza dello Spirito di verità, unito a Cristo, lo ha reso moderno testimone della speranza, che scaturisce dal Vangelo, e della grazia di salvezza operante nel cuore dell'uomo. È diventato, così, il testimone vivo e il difensore coraggioso di questa speranza a nome dei giovani cristiani del secolo ventesimo.
*La fede e la carità, vere forze motrici della sua esistenza, lo resero attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità.
*Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità, è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1992/documents/hf_jp-ii_ang_19920621.html Visita pastorale in Lombardia. Angelus. Piazzale del Santuario «Nostra Signora del Fonte»]''|Discorso pronunciato il 21 giugno 1992 a Caravaggio; citato in ''vatican.va''.}}
*In quel giorno, di un tempo turbato e sconvolto da guerre, devastazioni e carestie, a [[Giannetta de' Vacchi|Giovannetta]], giovane sposa, creatura docile e paziente, che risplendeva davanti a Dio per la bontà e la tenerezza della sua devozione alla Vergine, Maria volle presentarsi con parole di conforto, di pace e di speranza.
*Il nuovo Beato {{NDR|[[Francesco Spinelli]]}} nutrì costantemente la sua esistenza alla mensa dell'Eucaristia, di cui divenne adoratore instancabile, e si distinse per la filiale devozione a Maria Vergine e Madre. Dalla contemplazione eucaristica e dalla devozione mariana sono scaturite le innumerevoli opere di carità di don Spinelli, che hanno ormai varcato, per l'ansia apostolica delle sue Figlie spirituali, i confini dell'Italia e dell'Europa.
*Molte volte non si vede questo [[miracolo]] {{NDR|della guarigione}} del corpo umano, che rimane sofferente. Ma si vede questo miracolo nello spirito umano, che anche nel corpo sofferente è diventato nuovo, sano, è diventato forte, ha ripreso la speranza, si è visto partecipe della redenzione operata da un Sofferente, da un Crocifisso, si è visto in prospettiva con Lui, con questo Crocifisso, si è visto nella prospettiva della risurrezione: crocifisso e risorto.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1992/documents/hf_jp-ii_hom_19921025_beatificaz-martiri.html Beatificazione di 122 martiri spagnoli e di una laica ecuadoriana]''|Omelia pronunciata il 25 ottobre 1992 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*"Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 4, 6). Queste parole di San Paolo, che abbiamo appena ascoltato, sembrano ispirare i messaggi lasciati dai martiri [[Martiri claretiani di Barbastro|Filippo de Jesús Munárriz e 50 suoi compagni Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria]]. [...] appartenevano alla Comunità-Seminario della città aragonese di Barbastro. È tutto un seminario ad affrontare con generosità e coraggio la loro offerta di sacrificio al Signore. L'integrità spirituale e morale di questi giovani è giunta sino a noi attraverso testimoni diretti e anche attraverso i loro scritti. [...] Tutte le testimonianze che abbiamo ricevuto ci permettono di affermare che questi Clarettiani morirono perché erano discepoli di Cristo, perché non volevano rinnegare la propria fede e i propri voti religiosi. Per questo, versando il loro sangue ci esortano tutti a vivere e morire per la Parola di Dio che siamo stati chiamati ad annunciare. I Martiri di Barbastro, seguendo il loro fondatore [[Antonio María Claret y Clará|sant'Antonio Maria Claret]], che aveva anch'egli subito un attentato durante la sua vita, sentivano lo stesso desiderio di versare il proprio sangue per amore di Gesù e di Maria [...].
*{{NDR|[[Narcisa di Gesù Martillo y Morán|Narcisa di Gesù]] fu}} esempio di virtù, specialmente per tante donne dell'America Latina che, come Narcisa, devono emigrare dalla campagna alla città in cerca di lavoro e di guadagno. Una particolare caratteristica di questa Beata è stata la forte unione con Dio attraverso la preghiera [...].
*In questa giovane ecuadoriana {{NDR|Narcisa di Gesù}}, che visse solo trentasette anni tra continue mortificazioni e dure penitenze corporali, troviamo la costante attuazione della saggezza della Croce in ogni circostanza della vita. Essa era fermamente convinta che la via della santità passa attraverso l'umiliazione e l'abnegazione, vale a dire il sentirsi crocifissa con Cristo. Sicuramente possiamo porre sulle labbra della Beata le parole del salmista: "Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino" (''[[Salmi|Sal]]'' 34, 2-3). La spiritualità di Narcisa de Jesús si fonda sul nascondersi agli occhi del mondo, vivendo nella più profonda umiltà e povertà, offrendo al Signore le sue penitenze come sacrificio per la salvezza degli uomini. Ma oggi si compiono realmente per la Beata le parole che abbiamo ascoltato nel Vangelo: "Chi si umilia sarà esaltato" (''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 18, 14).
*La [[parola di Dio]] mette sempre nuove radici. Su queste radici noi dobbiamo crescere.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1993/documents/hf_jp-ii_hom_19931010_beatificazioni.html Santa Messa per le beatificazioni di tredici Servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 10 ottobre 1993 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*La Chiesa saluta te, Suor [[Maria Francesca di Gesù]] Fondatrice delle [[Suore cappuccine di Madre Rubatto|Suore Terziarie Cappuccine di Loano]], che hai fatto della tua esistenza un continuo servizio agli ultimi, testimoniando lo speciale amore che Dio ha per i piccoli e gli umili.
*{{NDR|[[Maria Francesca di Gesù]]}} Seguendo fedelmente le orme di [[Francesco d'Assisi|Francesco]], l'innamorato della povertà evangelica, hai imparato non solo a servire i poveri, ma a farti povera tu stessa e hai indicato alle tue figlie spirituali questa speciale via di evangelizzazione. Con la crescita dell'Istituto, questa iniziale intuizione è diventata profondo slancio missionario che ha condotto te e la tua opera in America Latina, dove alcune tue figlie spirituali hanno suggellato col sacrificio della vita quel servizio ai poveri che costituisce il carisma affidato alla tua Congregazione a vantaggio dell'intera Chiesa. [...] Continua la tua profetica testimonianza della carità ancora oggi nei molteplici campi di apostolato in cui opera la Congregazione, contribuendo a far giungere ad ogni uomo, in particolare ai sofferenti e agli abbandonati, l'invito universale al banchetto delle nozze celesti (cf. ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 22, 9).
*{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Tu hai conformato la vita a Colui che per amore dell'uomo si è lasciato inchiodare alla croce. Tu ''hai piantato l'esistenza nella casa del Signore'' così da abitare per sempre negli atri dell'amore, fedele alla Trinità beata (cf. ''[[Salmi|Sal]]'' 23, 6). In una breve esistenza, hai cercato costantemente il volto dell'Amato ''in cui hai sperato'' (cf. ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 25, 9). Lo hai trovato sul viso dei poveri che bussavano alla tua carità; lo hai visto nelle Consorelle affidate alle tue cure e alla tua autorità; lo hai udito tra le mura del monastero di Ostra Vetere, che ha custodito la tua consacrazione. Ma ben più intensamente lo hai sentito vicino nell'''incontro quotidiano del banchetto eucaristico'', cosciente che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue sarà vera ''dimora dell'Altissimo,'' e vivrà in eterno.
*{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Così, seguendo la regola d'oro dei consigli evangelici ti sei trovata adorante ai piedi della croce del Redentore, discepola della Vergine Immacolata, verso cui nutrivi una filiale devozione. Povertà, castità e obbedienza vissute in francescana semplicità e letizia sono state lo strumento che ti ha resa sicura di poter compiere tutto in Colui che dà forza (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 4, 13), ed ora contempli la gloria del tuo Signore.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1994/documents/hf_jp-ii_hom_19941016_beatificazione.html Beatificazione di cinque religiosi: Nicolas Roland, Alberto Hurtado Cruchaga, María Rafols, Petra de San José Pérez Florido e Giuseppina Vannini]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1994 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*Sì, abbiamo "un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 14). È Gesù Cristo, il Signore crocifisso, risorto e vivo nella gloria. Fu lui l'anima dell'attività di ''[[Nicolas Roland]]''.<br>Nel corso della sua vita, breve ma di grande densità spirituale, non smise mai di lasciare che il Signore compisse per mezzo suo la sua missione di gran sacerdote. Conformato alla persona di Cristo, ne condivideva l'amore per coloro che guidava al sacerdozio per "ricevere misericordia" (''Eb'' 4, 16) [...].
*Il ''[[Alberto Hurtado|Beato Alberto Hurtado]]'' si fece servitore per avvicinare gli uomini a Dio. La sua profonda vita interiore lasciava a chi lo incontrava l'immagine indimenticabile di uomo ''di Dio sempre disposto all'aiuto generoso''. [...] Nel suo ministero sacerdotale, caratterizzato da ''un vivo amore per la Chiesa'', si distinse come maestro nella direzione spirituale e come ''predicatore instancabile'', trasmettendo a tutti il fuoco di Cristo che portava dentro, in particolare nella fecondità di vocazioni sacerdotali e nella formazione di laici impegnati nell'azione sociale.
*Contemplativa nell'azione: questo è lo stile e il messaggio che ci lascia [[María Rafols Bruna|Maria Rafols]]. Le ore di silenzio e di preghiera nell'oratorio della cappella dell'Ospedale di Grazia di Zaragoza, conosciuto come "Domus infirmorum urbis et orbis" si prolungano poi nel servizio generoso a tutti gli infermi che lì si trovavano: invalidi, dementi, donne abbandonate alla propria sorte e bambini. In tal modo manifesta che la carità, la vera carità, ha la propria origine in Dio, che è amore (''[[Prima lettera di Giovanni|1 Gv]]'' 4, 8).
*La ''[[Pietra di San Giuseppe|Beata Petra de San José]]'' è un esempio di donna consacrata che, tra innumerevoli difficoltà, accoglie con fede il carisma che lo Spirito le accorda al servizio di tutti.<br>Orfana fin da quando era molto piccola assunse per madre la Vergine. Questa esperienza segnò tutta la sua vita, scoprendo che il suo compito era quello di essere la madre di bambini, giovani o anziani che mancavano dell'affetto e dell'amore familiare. Madre Petra è infatti un esempio di come la ''verginità dei religiosi e delle religiose si trasformi in una feconda maternità spirituale'', intrapresa e portata a compimento attraverso l'amore sponsale a Gesù Cristo, manifestata nella ''disponibilità totale e aperta ai bisognosi''. Sentendosi amata da Dio e rispondendo a questo amore, anche in mezzo a mille prove, ci offre un modello luminoso di preghiera, di sacrificio per i fratelli e di servizio ai poveri [...].
*Servire i sofferenti: ecco lo speciale carisma di ''[[Giuseppina Vannini]]'' fondatrice della Congregazione delle Figlie di san Camillo. Essere tutta di Dio, amato ed onorato in chi è nel bisogno, fu la sua costante preoccupazione, tradotta in una carità quotidiana senza confini accanto agli infermi, sulle orme del grande apostolo degli ammalati, [[Camillo de Lellis|san Camillo de Lellis]].
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950129_beatificazioni.html Concelebrazione eucaristica per la beatificazione di un vescovo messicano, di una suora spagnola e di due religiosi italiani]''|Omelia pronunciata il 29 gennaio 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*La nuova evangelizzazione, alla quale ho chiamato in numerose occasioni tutta la Chiesa e nella quale è impegnata anche la Chiesa in America, trova in figure come quella di [[Rafael Guízar Valencia]] un modello da seguire. Alla sua intercessione desideriamo affidare il lavoro apostolico, volto ad estendere il Regno, che svolgono tanti uomini e donne, in ogni luogo e anche in situazioni difficili, come quelle che sperimentò il nuovo Beato.
*Vissuto in una società segnata dall'emarginazione e dalla sofferenza morale, [[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] seppe condividere in pieno le attese e le angosce dei più deboli, rispondendo al profondo bisogno di Dio presente nei fratelli assetati di giustizia e di amore. Divenne così fermento di rinnovamento e segno vivo di speranza. Veramente la mano del Signore era sopra di lui rendendolo, per ogni categoria sociale, ministro di misericordia e di consolazione, soprattutto attraverso l'assidua e paziente celebrazione del sacramento della Riconciliazione.
*[[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] fu autentico "fratello universale": su di lui ognuno poteva contare, trovando ascolto, accoglienza, condivisione. Questo amore lo accompagnò fino al dono di se stesso, quando non esitò ad esporsi al pericolo della morte pur di assistere i fratelli colpiti da un'epidemia di colera. Ne condivise in effetti la sorte fino in fondo, cadendo vittima di carità.
*{{NDR|[[Genoveva Torres Morales]]}} Donna umile, sia per la sua origine sia per la sua cultura, possedette la scienza dell'amore divino, appreso nella sua profonda devozione al Cuore di Gesù Cristo. [...] La sua opera continua ad essere oggi di grande attualità, poiché la solitudine e l'abbandono, con tutti i pericoli che ne conseguono, sono tra i mali più dolorosi di tutti i tempi. Ad essi volle far fronte la Beata Genoveva Torres e noi le chiediamo che continui a incoraggiare anime generose che, fedeli al carisma che essa ricevette dallo Spirito, si adoperino per imitare il suo esempio e per continuare la sua opera.
*{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} Giovane Passionista, nel corso della sua breve esistenza s'ispirò costantemente ad alcune linee programmatiche che restano significative anche per noi: dare a Dio il primo posto; manifestare a Gesù Crocifisso costante gratitudine mediante opere concrete di penitenza e di umiltà; perseverare nel bene anche a costo di grandi sacrifici; vivere con austerità e accontentarsi in tutto; essere sempre disponibile per gli altri.<br>Secondo il carisma della Famiglia Passionista, egli sentiva di dover completare in sé le sofferenze di Cristo a vantaggio dell'intero suo corpo mistico (cf. ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 1, 24).
*{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} I biografi lo ricordano allegro anche nelle umiliazioni, nelle contrarietà e nelle difficoltà degli studi. I compagni notavano che, pure non facendo cose diverse da loro, Grimoaldo le compiva con straordinaria e crescente intensità di amore. In lui i giovani di oggi e di domani possono scorgere un modello di spiritualità semplice e generosa, fortemente ancorata al mistero pasquale di Cristo.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951029_beatificazioni.html Beatificazione di Maria Theresia Scherer, María Bernarda Bütler e Marguerite Bays]''|Omelia pronunciata il 29 ottobre 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*Fin dall'infanzia [[Maria Theresia Scherer|Maria Theresia]] dimostrava una disponibilità interna al perdono, disponibilità che l'ha costretta certe volte a delle decisioni sofferte per poter rispondere al richiamo che il Signore le ha trasmesso tramite la sua Chiesa. La dinamicità del suo carattere e la sua vivacità invece non erano in contrasto con la sua profonda fede e con le esigenze morali sulle quali si fondava il suo operato; al contrario ella impiegava tutti i suoi talenti e li sviluppava fino in fondo per sfruttarli sia nella vita privata che nella vocazione che era chiamata a esprimere per le sue sorelle ed i suoi fratelli. In questo modo scopriamo il segreto del collegamento tra l'uomo singolo ed il suo Dio: la risposta alla chiamata di Cristo per seguirLo libera l'uomo in modo straordinario mettendolo in grado di sviluppare i propri talenti in abbondanza.
*Maria Theresia rimane un esempio. La sua forza interiore cresceva grazie alla sua vita religiosa: passava molte ore davanti al Santissimo, dove il Signore trasmette il suo amore a tutti coloro che vivono in stretta unione con lui. Ma l'amore non risiede nel cuore di un uomo senza che lì si sviluppino anche le virtù. Più cresceva la sua vita interiore, più Maria Theresia diventava sensibile alle esigenze del mondo del suo tempo. Nelle difficili circostanze che l'Europa attraversò nel diciannovesimo secolo, lei aiutava i popoli dell'Europa centrale con le sue numerose fondazioni.
*{{NDR|[[Maria Bernarda Bütler]]}} Da perfetta figlia di San Francesco d'Assisi, desidera servire Dio servendo i fratelli. È ammirabile la sua generosità. Si spoglia di tutto in modo radicale e rischia la sua vita per Cristo, poiché il suo desiderio più grande è annunciare il Signore fino agli estremi della terra.
*La missione vissuta da [[Margherita Bays|Marguerite Bays]] è la missione che compete a ogni cristiano. Durante il catechismo si sforzava di presentare ai fanciulli del suo villaggio il messaggio del Vangelo con parole loro comprensibili. Si occupava disinteressatamente dei poveri e dei malati. Pur senza lasciare il suo paese, aveva il cuore aperto alle dimensioni della Chiesa universale e del mondo.
*Marguerite Bays ci esorta a fare della nostra esistenza un cammino d'amore e ci rammenta la nostra missione nel mondo: annunciare in ogni occasione, opportuna e non opportuna, e in particolare ai giovani, il Vangelo. Ci invita a far scoprire loro la grandezza dei sacramenti della Chiesa. Come potranno, infatti, i giovani di oggi riconoscere il Salvatore sul loro cammino, se non sono introdotti ai misteri cristiani? Come potranno avvicinarsi alla mensa eucaristica e al sacramento della penitenza, se nessuno ne fa scoprire loro la ricchezza, così come aveva saputo fare Marguerite Bays?
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1996/documents/hf_jp-ii_hom_19960512_beatificazioni.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 12 maggio 1996 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*La carità verso Dio e verso il prossimo è stata intensamente vissuta ed incarnata anche dal sacerdote leccese ''[[Filippo Smaldone]]'', la cui esistenza fu contrassegnata da costante attenzione verso i poveri e da straordinario slancio apostolico. [...] La sua intensa e solida spiritualità sacerdotale, nutrita di preghiera, di meditazione e di penitenza anche corporale, lo spinse ad un servizio sociale aperto a quelle intuizioni precorritrici che l'autentica carità pastorale sa suscitare.
*"''Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori''" (''[[Prima lettera di Pietro|1 Pt]]'' 3, 15). Queste parole della Lettera di san Pietro ben pongono in luce l'intensa e feconda attività apostolica che ''[[Gennaro Maria Sarnelli]]'', Redentorista, svolse sia attraverso la predicazione al popolo che con i numerosi scritti. ''L'intima comunione personale che egli intratteneva con Cristo'' fu la costante sorgente del suo instancabile zelo pastorale.<br>La sua vicenda umana e religiosa, come quella di sant'[[Alfonso Maria de' Liguori|Alfonso Maria de Liguori]] di cui fu amico e collaboratore, si espresse in modo particolare, ''in una spiccata sensibilità verso i poveri'', avvicinati ed accolti nella luce della loro realtà di figli di Dio.<br>La sua fu un'azione evangelizzatrice caratterizzata da grande dinamismo: egli seppe conciliare l'impegno missionario con l'attività di scrittore e col ministero, non meno impegnativo, di consigliere e guida spirituale. Pur procedendo secondo gli schemi culturali del tempo, il nuovo Beato non trascurò mai di cercare ''forme rinnovate di evangelizzazione'' per rispondere alle sfide emergenti.
*La Misericordia divina è la chiave di lettura della spiritualità semplice e profonda di ''[[Maria Raffaella Cimatti]]'', religiosa delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Alla infinita misericordia di Dio, di cui parla il salmista, ella ispirò la sua azione, specialmente nel servizio ai poveri ed ai sofferenti. Questa donna, che oggi viene elevata agli onori degli altari, consumò se stessa nella totale consacrazione a Dio e nel silenzioso e diuturno servizio agli ammalati. [...] Nel nostro tempo, segnato non di rado dall'indifferenza e dalla tentazione di chiudersi di fronte alle necessità del prossimo, questa umile religiosa costituisce un luminoso esempio di ''femminilità pienamente realizzata nel dono di sé''.
*{{NDR|Su [[Candida Maria di Gesù]]}} La sua profonda esperienza dell'amore di Dio per ognuna delle sue creature la portò a corrispondere con generosità e dedizione. Plasmò la sua carità verso il prossimo nella fondazione della Congregazione delle Figlie di Gesù, con il carisma dell'educazione cristiana dell'infanzia e della gioventù. Le attenzioni che prodigava alle sue religiose, ai benefattori delle sue opere, ai sacerdoti, alle allieve, ai bisognosi, fino a renderle universali, sono una manifestazione visibile del suo amore verso Dio, della sua radicale sequela di Gesù e della sua totale consacrazione alla causa del suo Regno.
*Madre Cándida disse un giorno a un'allieva del suo Collegio di Tolosa: "''tu sarai Figlia di Gesù''". La giovane era ''[[María Antonia Bandrés y Elósegui|María Antonia Bandrés Elósegui]]'', che oggi è elevata con la Fondatrice agli onori degli altari. Innamorata di Gesù, fece sì che anche gli altri lo amassero. Come catechista, formatrice di operaie, missionaria nel desiderio essendo già religiosa, consumò la sua breve esistenza condividendo, amando e servendo gli altri. Nella sua malattia, unita a Cristo, ci ha lasciato un esempio eloquente di partecipazione all'opera salvifica della croce.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010429_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di cinque servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 29 aprile 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*L'esperienza del mistero pasquale rende nuove tutte le cose, poiché, come abbiamo cantato nell'Annunzio pasquale: "Sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti". Questo spirito animò l'intera esistenza di [[Carlos Manuel Rodríguez Santiago]], primo puertoricano elevato alla gloria degli altari. Il nuovo beato, illuminato dalla fede nella resurrezione, condivideva con tutti il profondo significato del Mistero pasquale ripetendo spesso: "Viviamo per quella notte", la notte di Pasqua. Il suo fecondo e generoso apostolato consistette principalmente nello sforzarsi affinché la Chiesa a Puerto Rico prendesse coscienza di questo grande evento della nostra salvezza.<br>Carlos Manuel Rodríguez ha messo in evidenza la chiamata universale alla santità per tutti i cristiani e quanto sia importante che ogni battezzato risponda ad essa in modo consapevole e responsabile. Che il suo esempio aiuti tutta la Chiesa a Puerto Rico a essere fedele, vivendo con salda coerenza i valori e i principi cristiani ricevuti nell'evangelizzazione dell'Isola!
*Modello di una vita umile e discreta, [[Marie-Anne Sureau Blondin|Marie-Anne Blondin]] trovò la sua forza interiore nella contemplazione della Croce, mostrandoci come la vita d'intimità con Cristo sia il mezzo più sicuro per recare misteriosamente dei frutti e per compiere la missione voluta da Dio. Possa il suo esempio suscitare nelle religiose del suo istituto e in numerosi giovani il piacere di servire Dio e gli uomini, in particolare la gioventù, alla quale è importante offrire i mezzi per un autentico sviluppo spirituale, morale e intellettuale!
*{{NDR|Su [[Caterina Volpicelli]]}} Nella sua vita, tutta consacrata al cuore dell'Agnello immolato, risaltano tre aspetti significativi: una profonda spiritualità eucaristica, un'indomita fedeltà alla Chiesa, una sorprendente generosità apostolica.<br>L'Eucaristia, a lungo adorata e fatta centro della sua vita sino a formulare il voto di vittima espiatrice, fu per lei scuola di docile e amorosa obbedienza a Dio. Fu, al tempo stesso, sorgente di amore tenero e misericordioso per il prossimo: nei più poveri ed emarginati ella amava il suo Signore, a lungo contemplato nel Santissimo Sacramento.<br>Sempre dall'Eucaristia seppe trarre quell'ardore missionario che la spinse a esprimere la sua vocazione nella Chiesa, docilmente sottomessa ai Pastori e profeticamente intenta a promuovere il laicato e forme nuove di vita consacrata. Senza delimitare spazi operativi, né dare origine a istituzioni specifiche, volle, come lei stessa affermava, trovare la solitudine nelle occupazioni e un fecondo lavoro nella solitudine. Fu la prima "zelatrice" dell'Apostolato della Preghiera in Italia e lascia in eredità, specialmente alle Ancelle del Sacro Cuore, una singolare missione apostolica che deve continuare ad alimentarsi incessantemente alla fonte del Mistero eucaristico.
*{{NDR|Su [[Caterina Cittadini]]}} Nel corso della sua non facile esistenza, la nuova Beata manifestò un amore indomito per il Signore. Questa sua profonda capacità di amare, sostenuta da un grande equilibrio affettivo, viene posta in evidenza da quanti hanno avuto modo di conoscerla. Rimasta orfana fin dalla più tenera età, si fece lei stessa madre amorevole per le orfane. E "madri" volle fossero le sue figlie spirituali nella scuola e nel contatto con i fanciulli.<br>Caterina si sforzava di "''essere di Cristo, per portare a Cristo''". Il segreto fu anche per lei l'unione con l'Eucaristia. Alle sue prime collaboratrici raccomandava di coltivare un'intensa vita spirituale nella preghiera e, soprattutto, un contatto vitale con Gesù eucaristico. Quanto mai attuale è questa consegna spirituale anche per coloro che sono chiamati ad essere maestri nella fede e vogliono trasmettere alle nuove generazioni, in quest'epoca di grandi mutamenti sociali, i valori della cultura cristiana!
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010509_malta-beatification.html Santa messa e beatificazione di tre servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 9 maggio 2001 a Floriana; citato in ''vatican.va''.}}
*Dalla sua morte, avvenuta nel 1962, poco prima dell'apertura del Concilio Vaticano II, il ''Beato [[Giorgio Preca]]'' ha goduto fama di santità a Malta e ovunque i maltesi si siano insediati. Don Giorgio fu un pioniere nel campo della catechesi e nella promozione del ruolo dei laici nell'apostolato, che il Concilio ha poi sottolineato in modo particolare. Perciò divenne come un ''secondo padre di Malta nella fede''. Con umiltà e mitezza, e utilizzando appieno i talenti di mente e di cuore che Dio gli aveva donato, Don Giorgio fece proprie le parole di San Paolo a Timoteo: "Le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 2, 2).
*[...] la [[mitezza]] delle [[Beatitudini]] ha il potere di trasformare la famiglia, i luoghi di lavoro e le scuole, le città e i villaggi, la politica e la cultura. ''Può cambiare il mondo!''
*Anche il Servo di Dio ''[[Ignazio Falzon]]'' aveva una grande passione per la predicazione del Vangelo e per l'insegnamento della fede cattolica. Anch'egli mise i suoi numerosi talenti e la sua formazione intellettuale al servizio dell'opera catechetica. L'Apostolo Paolo scrisse: "Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza , perché ''Dio'' ama chi dona con gioia" (''[[Seconda lettera ai Corinzi|2 Cor]]'' 9, 7). Il ''Beato Ignazio donò abbondantemente e gioiosamente'' e le persone trovavano in lui non solo un'infinita energia, ma anche gioia e pace profonde. Rinunciò al successo terreno per il quale era stato preparato ''al fine di servire il bene spirituale degli altri'', inclusi i numerosi soldati e marinai britannici di stanza a Malta a quel tempo. Nell'avvicinarsi a loro, alcuni dei quali erano cattolici, anticipò lo spirito ecumenico di rispetto e di dialogo che oggi ci è tanto familiare, ma che a quel tempo non era sempre così diffuso.
*Nata in Italia da padre maltese, ''suor [[Maria Adeodata Pisani]]'' giunse qui a diciannove anni e trascorse la maggior parte della sua vita quale fulgido esempio di consacrazione religiosa benedettina nel Monastero di San Pietro. [...] Preghiera, obbedienza, servizio alle sue sorelle e maturità nello svolgere i compiti a lei assegnati: queste furono le caratteristiche della vita santa e silenziosa di Maria Adeodata. Nascosta nel cuore della Chiesa, ''sedeva ai piedi del Signore e ascoltava i suoi insegnamenti'' (cfr ''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 10, 39), assaporando le cose che durano per sempre (cfr ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 3, 2). Mediante la preghiera, il lavoro e l'amore, divenne una fonte di fecondità spirituale e missionaria senza la quale la Chiesa non può predicare il Vangelo come Cristo esige, perché la ''missione e la contemplazione hanno bisogno l'una dell'altra'' (cfr ''Novo millennio ineunte'', n. 16).
*[[Malta]], Malta! Hai ricevuto tanto dal ministero di San Paolo e dalla testimonianza del Beato Giorgio Preca, del Beato Ignazio Falzon e della Beata Adeodata. Andando incontro al futuro, resta fedele all'eredità che hai ricevuto! Segui Cristo con cuore indiviso e non temere mai di affermare la verità che salva e i valori che conducono alla vita!
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20011007_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 7 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 7 ottobre 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*Monsignor [[Ignazio Maloyan|Ignace Maloyan]], morto martire all'età di 46 anni, ci ricorda la battaglia spirituale di ogni cristiano, la cui fede è esposta agli attacchi del male. È nell'Eucaristia che attingeva, giorno dopo giorno, la forza necessaria per compiere con generosità e passione il suo ministero di sacerdote, dedicando alla predicazione, alla pastorale dei sacramenti e al servizio dei più poveri.
*Nella sua vita di madre di famiglia e di religiosa fondatrice delle Suore della Provvidenza, [[Émilie Tavernier Gamelin]] è stata il modello di un coraggioso abbandono alla Provvidenza. La sua attenzione per le persone e le situazioni la portò a inventare forme nuove di carità. Aveva un cuore aperto a ogni sofferenza, servendo soprattutto i poveri e i piccoli, che desiderava trattare come re.
*Rivolgiamo lo sguardo al beato [[Nikolaus Gross]], giornalista e padre di famiglia. Con acume comprese che l'ideologia nazionalsocialista non poteva accordarsi con la fede cristiana. Coraggiosamente prese la penna per difendere la dignità delle persone.
*La suora clementina {{NDR|[[Maria Euthymia Üffing|Maria Euthymia]]}} si è dedicata alla cura dei malati, in particolare dei prigionieri di guerra e degli immigrati. Fu detta anche "mamma Euthymia". Dopo la guerra dovette occuparsi di una lavanderia invece che della cura dei malati. Avrebbe certo preferito servire le persone piuttosto che le macchine. Ciononostante rimase una suora piena di empatia che aveva per tutti un sorriso amichevole e una buona parola.
*La sintesi vitale tra contemplazione e azione, assimilata a partire dalla quotidiana partecipazione all'Eucaristia, fu il fondamento dell'esperienza spirituale e dello slancio di carità di [[Eugenia Picco]].
*Anche di fronte alla sofferenza, con gli inevitabili momenti di difficoltà e di smarrimento che questa comporta, la beata Eugenia Picco seppe trasformare l'esperienza del dolore in occasione di purificazione e di crescita interiore. Dalla nuova Beata impariamo l'arte di ascoltare la voce del Signore, per essere testimoni credibili del Vangelo della carità in questo primo scorcio di millennio.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2002/documents/hf_jp-ii_hom_20020414_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 14 aprile 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*In un'epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, [[Gaetano Errico]] annuncia la grandezza della misericordia di Dio, che sempre chiama alla conversione coloro che vivono sotto il dominio del male e del peccato. Vero martire del confessionale, il nuovo Beato vi trascorreva intere giornate spendendo il meglio delle proprie energie nell'accoglienza e nell'ascolto dei penitenti. Col suo esempio egli ci stimola a riscoprire il valore e l'importanza del sacramento della [[Confessione|penitenza]], dove Iddio distribuisce a piene mani il suo perdono e mostra la sua tenerezza di Padre verso i propri figli più deboli.
*{{NDR|[[Lodovico Pavoni]]}} Dotato di animo particolarmente sensibile, si impegnò con tutto se stesso nell'assistenza ai giovani poveri e abbandonati, e specialmente ai sordo-muti. La sua attività spaziava in molti campi, da quello dell'educazione al settore dell'editoria, con originali intuizioni apostoliche e coraggiose azioni innovatrici. A fondamento di tutto c'era una solida spiritualità. Egli ci esorta con la sua testimonianza a confidare in Gesù e a immergerci sempre più nel mistero del suo amore.
*{{NDR|[[Apparizione di Gesù sulla via di Emmaus|Sulla via di Emmaus]]}} Gesù si manifesta come compagno sul cammino della vita dell'uomo e come Maestro paziente, che sa modellare il cuore e illuminare la mente affinché comprenda il disegno di Dio. Dopo l'incontro con Lui, i discepoli di Emmaus, superato l'abbattimento e la confusione, diressero i loro passi verso la nascente comunità cristiana per annunciarle la notizia che avevano visto il Signore risorto.
*Dall'Italia, è più precisamente dalla Diocesi di Asti, il salesiano ''[[Luigi Variara|Padre Luis Variara]]'', seguace fedele di Gesù misericordioso e vicino agli afflitti, giunse in Colombia. Sin dal primo istante dedicò la sua energia giovanile e la ricchezza dei suoi doni al servizio dei malati di lebbra.
*''[[Artemide Zatti]]'', coadiutore salesiano, partì con la sua famiglia dalla Diocesi di Reggio Emilia alla ricerca di una vita migliore in Argentina, la terra sognata da Don Bosco. Lì scoprì la sua vocazione salesiana, che si concretizzò in un servizio agli infermi appassionato, competente e pieno di amore. I quasi cinquant'anni trascorsi a Viedema rappresentano la storia di un religioso esemplare, puntuale nel compiere i suoi doveri comunitari e completamente dedito al servizio dei bisognosi.
*''[[María Romero Meneses|Suor Maria Romero Meneses]]'', Figlia di Maria Ausiliatrice, seppe riflettere il volto di Cristo che si fa riconoscere nella divisione del pane. Nata in Nicaragua, svolse la sua formazione alla vita religiosa a El Salvador e trascorse la maggior parte della sua vita in Costa Rica. Questi amati popoli del Centro America, uniti ora nel giubilo della sua beatificazione, potranno trovare nella nuova beata, che tanto li amò, abbondanti esempi e insegnamenti per rinnovare e rafforzare la loro vita cristiana, tanto radicata in queste terre.
*La chiamata che ardeva nel suo cuore portò [[Dolores Cabanillas|Maria del Transito]] a cercare l'intimità con Cristo nella vita contemplativa. Non si sentì spenta quando la malattia la costrinse ad abbandonare i monasteri nei quali stava, ma proseguì con fiducia e abbandono alla volontà di Dio, che essa continuò a cercare incessantemente. L'ideale francescano si manifestò quindi come il vero cammino che Dio voleva per lei e, con l'aiuto di guide sapienti, intraprese un cammino di povertà, umiltà, pazienza e carità, dando vita a una nuova Famiglia religiosa.
{{int|''[https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2002/10/20/0518/00612.pdf Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 20 ottobre 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*"''Ti ho chiamato per nome''" (''[[Libro di Isaia|Is]]'' 45,4). Le parole con le quali il profeta [[Isaia]] indica la missione affidata da Dio ai propri eletti esprimono bene la vocazione di ''[[Andrea Giacinto Longhin]]'', l'umile cappuccino che per 32 anni è stato Vescovo della Diocesi di Treviso, all'inizio del secolo scorso, il ventesimo. È stato un Pastore semplice e povero, umile e generoso, sempre disponibile verso il prossimo, secondo la più genuina tradizione cappuccina.<br>Lo chiamavano il Vescovo delle cose essenziali. In un'epoca segnata da eventi drammatici e dolorosi, si è dimostrato padre per i preti e pastore zelante della gente, sempre accanto ai suoi fedeli, specialmente nei momenti di difficoltà e di pericolo. Anticipava così ciò che avrebbe sottolineato il Concilio Ecumenico Vaticano II, indicando nell'evangelizzazione "uno dei principali doveri dei Vescovi" [...].
*"''Memori... del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza''" (''[[Prima lettera ai Tessalonicesi|1 Ts]]'' 1,2-3). Le parole dell'Apostolo delineano il ritratto spirituale del Padre ''[[Marcantonio Durando]]'', della Congregazione della Missione e degno figlio della terra piemontese. Egli visse di fede e di ardente slancio spirituale, disdegnando ogni forma di compromesso o di tiepidezza interiore.<br>Alla scuola di san [[Vincenzo de' Paoli]], egli seppe riconoscere nell'umanità di Cristo l'espressione più grande, e al contempo più accessibile e disarmante, dell'amore di Dio verso ogni uomo. Ancora oggi egli ci indica il mistero della Croce come il momento culminante in cui viene rivelato il mistero insondabile dell'amore di Dio.
*"''Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza''" (''[[Salmi|Sal]]'' 95,7). Le parole del Salmo responsoriale ben esprimono l'anelito missionario, che ha pervaso suor ''[[Liduina Meneguzzi]]'', delle Suore di san Francesco di Sales. Nel breve, ma intenso, corso della sua esistenza, suor Liduina si prodigò a favore dei fratelli più poveri e sofferenti, in particolare nell'ospedale della missione di Dire Dawa, in Etiopia.<br>Con fervente zelo apostolico, cercava di far conoscere a tutti l'unico nostro Salvatore, Gesù. Alla scuola di Colui che è «mite e umile di cuore» (cfr ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 11,29), ella imparò a diffondere la carità, che sgorga da un cuore puro, superando ogni mediocrità ed inerzia interiore.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030427_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 27 aprile 2003 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*[...] rifulse per santità il beato ''[[Marco d'Aviano]]'', nel cui animo ardeva il desiderio di preghiera, di silenzio e di adorazione del mistero di Dio. Questo contemplativo itinerante per le strade dell'Europa fu al centro di un vasto rinnovamento spirituale grazie ad una coraggiosa predicazione accompagnata da numerosi prodigi. Profeta disarmato della misericordia divina, fu spinto dalle circostanze ad impegnarsi attivamente per difendere la libertà e l'unità dell'Europa cristiana. Al continente europeo, che si apre in questi anni a nuove prospettive di cooperazione, il beato Marco d'Aviano ricorda che ''la sua unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane''.
*Sorprendente è quanto Iddio ha compiuto attraverso ''[[Maria Cristina Brando]]''. La sua è una spiritualità eucaristica ed espiatrice, che si articola in due linee come "''due rami che partono dallo stesso tronco''": l'amore di Dio e quello del prossimo. Il desiderio di prendere parte alla passione di Cristo viene come "travasato" nelle opere educative, finalizzate a rendere le persone consapevoli della loro dignità e ad aprirsi all'amore misericordioso del Signore.
*Protesa interamente a diffondere l'amore ai Cuori di Cristo e di Maria fu la beata ''[[Eugenia Ravasco]]''. Contemplando questi due Cuori, Ella si appassionò al servizio del prossimo e consumò la vita con letizia per i giovani e i poveri. Seppe aprirsi con lungimiranza alle urgenze missionarie, con una speciale sollecitudine per i "lontani" dalla Chiesa.<br>L'espressione: "fare il bene per amore del Cuore di Gesù" e "bruciare del desiderio del bene degli altri, specialmente della gioventù", ben sintetizza il suo carisma, che ha consegnato al suo Istituto.
*{{NDR|[[Maria Domenica Mantovani]]}} Questa degna figlia della terra veronese, discepola del beato [[Giuseppe Nascimbeni]], si ispirò alla santa Famiglia di Nazaret per farsi "tutta a tutti", sempre attenta alle necessità del "povero popolo". Straordinario fu il suo modo di ''essere fedele in ogni circostanza sino all'ultimo respiro alla volontà di Dio'', dal quale si sentiva amata e chiamata. Che bell'esempio di santità per ogni credente!
*Che dire, poi, della beata ''[[Giulia Salzano]]''? Precorrendo i tempi, fu un'apostola della nuova evangelizzazione, nella quale unì l'azione apostolica alla preghiera, offerta senza sosta specialmente per la conversione delle persone "indifferenti".<br>Questa nuova Beata ci incoraggia a perseverare nella fede e a ''non perdere mai la fiducia in Dio'', che tutto opera.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030504_canonization-spain.html Santa messa con canonizzazioni]''|Omelia pronunciata il 4 maggio 2003 a Madrid; citato in ''vatican.va''.}}
*''[[Pedro Poveda Castroverde|San Pedro Poveda]]'', cogliendo l'importanza della funzione sociale dell'educazione, realizzò un importante compito umanitario ed educativo fra gli emarginati e i bisognosi. Fu maestro di preghiera, pedagogo della vita cristiana e dei rapporti fra la fede e la scienza, convinto che i cristiani dovessero apportare valori e impegni sostanziali per la costruzione di un mondo più giusto e solidale. Concluse la sua esistenza con la corona del martirio.
*''[[Genoveva Torres Morales|Santa Genoveva Torres]]'' fu strumento della tenerezza di Dio verso le persone sole e bisognose di amore, di consolazione e di cure nel corpo e nello spirito. La nota caratteristica che dava impulso alla sua spiritualità era l'adorazione riparatrice dell'Eucaristia, fondamento a partire dal quale svolse un apostolato pieno di umiltà e semplicità, di abnegazione e di carità.
*Uguale amore e sensibilità verso i poveri portò ''[[Angela della Croce|Santa Ángela de la Cruz]]'' a fondare la sua "Compagnia della Croce", con una dimensione caritativa e sociale a favore dei più bisognosi e con un impatto enorme sulla Chiesa e sulla società sivigliana della sua epoca. I suoi tratti distintivi erano la naturalità e la semplicità, ricercando la santità con uno spirito di mortificazione, al servizio di Dio nei fratelli.
*''[[María Maravillas de Jesús|Santa Maravillas de Jesús]]'' visse animata da una fede eroica, plasmata nella risposta a una vocazione austera, ponendo Dio al centro della sua esistenza. Superate le tristi circostanze della Guerra Civile spagnola, realizzò nuove fondazioni dell'Ordine del Carmelo informate allo spirito caratteristico della riforma teresiana. La sua vita contemplativa e la clausura del monastero non le impedirono di rispondere ai bisogni delle persone che frequentava e di promuovere opere sociali e caritative attorno a sé.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040425_beatifications.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 25 aprile 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*[[August Czartoryski|Augusto Czartoryski]], giovane principe, ha elaborato un efficace metodo di discernimento dei disegni divini. Presentava a Dio nella preghiera tutte le domande e le perplessità di fondo e poi nello spirito di obbedienza seguiva i consigli delle sue guide spirituali. Così ha compreso la sua vocazione di intraprendere la vita povera per servire i più piccoli. Lo stesso metodo gli ha permesso, nel corso di tutta la vita, di compiere scelte tali, che oggi possiamo dire che egli ha realizzato i disegni della Provvidenza Divina in modo eroico.
*Questa Beata colombiana {{NDR|[[Laura di Santa Caterina da Siena|Laura Montoya]]}} si sentì madre spirituale degli indigeni, ai quali ha voluto mostrare l'amore di Dio. I suoi tempi non furono facili, poiché le tensioni sociali insanguinavano anche allora la sua nobile patria. Ispirandoci al suo messaggio pacificatore, le chiediamo oggi che l'amata Colombia possa presto godere della pace, della giustizia e del progresso integrale.
*Con fede profonda, speranza sconfinata e grande amore per Cristo, [[María Guadalupe García Zavala|Madre Lupita]] cercò la propria santificazione a partire dall'amore per il Cuore di Gesù e dalla fedeltà alla Chiesa.
*{{NDR|[[Nemesia Valle]]}} È l'esempio di una santità luminosa, protesa alle alte vette della perfezione evangelica, e che si traduce nei semplici gesti della vita quotidiana interamente spesa per Dio.
*Il Signore dice a [[Pietro apostolo|Pietro]] in modo deciso e incisivo: "Seguimi". Anche ''[[Eusebia Palomino Yenes|Suor Eusebia Palomino]]'', delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sentì un giorno la chiamata di Dio e rispose attraverso un'intensa spiritualità e una profonda umiltà nella vita quotidiana. Da buona salesiana, fu animata dall'amore per l'Eucaristia e per la Vergine. L'importante per lei era amare e servire; il resto non contava, fedele alla massima salesiana del "da mihi animas, caetera tolle".<br>Con la radicalità e la coerenza delle sue scelte, Suor Eusebia Palomino Yenes tracciò un cammino attraente ed esigente di santità per tutti noi e soprattutto per i giovani del nostro tempo.
*"Mi ami tu?" domanda Gesù a Simon Pietro. Egli risponde: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". La vita della [[Alexandrina Maria da Costa|Beata Alexandrina Maria da Costa]] può riassumersi in questo dialogo d'amore. Permeata e ardente di queste ansie d'amore, non vuole negare nulla al suo Salvatore: dalla forte volontà, accetta tutto per dimostrargli che lo ama. Sposa di sangue, rivive misticamente la passione di Cristo e si offre come vittima per i peccatori, ricevendo la forza dall'Eucaristia che diventa l'unico alimento dei suoi ultimi tredici anni di vita.<br>Nell'esempio della Beata Alexandrina, espresso nella trilogia "soffrire, amare, riparare", i cristiani possono trovare lo stimolo e la motivazione per nobilitare tutto ciò che la vita ha di doloroso e triste attraverso la prova d'amore più grande: sacrificare la vita per chi si ama.
{{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040516_canonizations.html Cappella papale per la canonizzazione di 6 beati]''|Omelia pronunciata il 16 maggio 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}}
*{{NDR|[[Luigi Orione]],}} uomo totalmente donato alla causa di Cristo e del suo Regno. Sofferenze fisiche e morali, fatiche, difficoltà, incomprensioni e ostacoli di ogni tipo hanno segnato il suo ministero apostolico. [...] La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza.
*Sin dall'inizio il [[Spirito Santo|Paraclito]] ha ispirato uomini e donne che hanno ricordato e diffuso la verità rivelata da Gesù. Uno di questi è stato ''[[Josep Manyanet i Vives|san José Manyanet]]'', vero Apostolo della famiglia. Ispirandosi alla scuola di Nazareth, ha realizzato il suo progetto di santità personale e si è dedicato, con sollecitudine eroica, alla missione che lo Spirito gli ha affidato.
*Uomo di preghiera, innamorato dell'Eucaristia, che gli piaceva adorare a lungo, ''[[Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini|Nimatullah Kassab Al-Hardini]]'' è un esempio per i monaci dell'Ordine libanese maronita, come pure per i suoi fratelli libanesi e per tutti i cristiani del mondo. Egli si è donato totalmente al Signore in una vita di grande rinuncia, mostrando che l'amore di Dio è l'unica fonte autentica di gioia e di felicità per l'uomo. Egli si è dedicato a cercare e a seguire Cristo, suo Maestro e Signore.<br>Accogliendo i suoi fratelli, egli ha dato sollievo e ha curato molte ferite nel cuore dei suoi contemporanei, testimoniando loro la misericordia di Dio. Possa il suo esempio illuminare il nostro cammino, suscitare, in particolare tra i giovani, un desiderio autentico di Dio e di santità, per annunciare al mondo presente la luce del Vangelo!
*Di questa fecondità spirituale {{NDR|della Chiesa}} è singolare testimone ''[[Paola Elisabetta Cerioli]]'', la cui esistenza fu copiosa di frutti di bene.<br>Contemplando la Santa Famiglia, Paola Elisabetta intuì che le comunità familiari restano solide quando i legami di parentela sono sostenuti e cementati dalla condivisione dei valori della fede e della cultura cristiana. Per diffondere questi valori la nuova Santa fondò l'Istituto della Sacra Famiglia. Era infatti convinta che i figli, per crescere sicuri e forti, hanno bisogno di una famiglia sana e unita, generosa e stabile.
*Dell'amore divino ''[[Gianna Beretta Molla]]'' fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. [...] Sull'esempio di Cristo, che "''avendo amato i suoi... li amò sino alla fine''" (''[[Vangelo secondo Giovanni|Gv]]'' 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all'impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.<br>Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l'esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell'amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!
===Attribuite===
*Chi non crede nel [[demonio]] non crede nel Vangelo. (citato da [[Gabriele Amorth]] nell'intervista di Włodzimierz Rędzioch, ''[http://domenica.niedziela.pl/artykul.php?dz=wiara&id_art=00003 Domenica: il settimanale cattolico]'', 47/2010)
*Io ho combattuto tutta la vita il [[comunismo]] ma ora che è crollato mi domando, chi difenderà i poveri?<ref>Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/entry/rimpiango-il-pci-non-lurss-intervista-a-massimo-dalema_it_5dc31726e4b0d8eb3c8eda4b "Rimpiango il Pci, non l'Urss". Intervista a Massimo D'Alema]'', ''huffingtonpost.it''.</ref>
*L'[[inferno]] esiste, ma è vuoto.<ref>Citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate'', Marsilio, Venezia, 2019.</ref>
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La frase, attribuita nel 1984 ad [[Hans Urs von Balthasar]], che Giovanni Paolo II nominò cardinale nel 1988, è stata attribuita anche allo stesso papa, di cui era nota la stima per Balthasar, che comunque non aveva parlato di certezza, bensì di speranza che l'inferno fosse vuoto.
==''Ecclesia de Eucharistia''==
===[[Incipit]]===
La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] vive dell'[[Eucaristia]]. Questa verità non esprime soltanto un'esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il ''nucleo del mistero della Chiesa''. Con gioia essa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con un'intensità unica. Da quando, con la Pentecoste, la Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza, ha cominciato il suo cammino pellegrinante verso la patria celeste, il Divin Sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza.
===Citazioni===
*Anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'[[Eucaristia]] è sempre celebrata, in un certo senso, sull'''altare del mondo''. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato.
*In forza del suo intimo rapporto con il sacrificio del Golgota, l'Eucaristia è ''sacrificio in senso proprio'', e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli.
*L'Eucaristia è davvero uno squarcio di cielo che si apre sulla terra. È un raggio di gloria della Gerusalemme celeste, che penetra le nubi della nostra storia e getta luce sul nostro cammino.
*L'Eucaristia è mistero di fede, e insieme «mistero di luce». Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l'esperienza dei due discepoli di Emmaus: «si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero».
*La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento solo indiretto al sacrificio del Calvario.
*Nell'umile segno del pane e del vino, transustanziati nel suo corpo e nel suo sangue, Cristo cammina con noi, quale nostra forza e nostro viatico, e ci rende per tutti testimoni di speranza. Se di fronte a questo Mistero la ragione sperimenta i suoi limiti, il cuore illuminato dalla grazia dello Spirito Santo intuisce bene come atteggiarsi, inabissandosi nell'adorazione e in un amore senza limiti.
==''Evangelium vitae''==
===[[Incipit]]===
Il [[Nuovo Testamento|Vangelo]] della [[vita]] sta al cuore del messaggio di [[Gesù]]. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura. All'aurora della [[salvezza]], è la nascita di un bambino che viene proclamata come lieta notizia: «Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2, 10-11). A sprigionare questa «grande gioia» è certamente la nascita del Salvatore; ma nel Natale è svelato anche il senso pieno di ogni nascita umana, e la gioia messianica appare così fondamento e compimento della gioia per ogni bimbo che nasce (cf. Gv 16, 21). Presentando il nucleo centrale della sua missione redentrice, Gesù dice: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10, 10). In verità, Egli si riferisce a quella vita «nuova» ed «eterna», che consiste nella comunione con il Padre, a cui ogni uomo è gratuitamente chiamato nel Figlio per opera dello Spirito Santificatore. Ma proprio in tale «vita» acquistano pieno significato tutti gli aspetti e i momenti della vita dell'uomo.
===Citazioni===
*L'uomo è chiamato a una pienezza di [[vita]] che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio. L'altezza di questa vocazione soprannaturale rivela la ''grandezza'' e la ''preziosità'' della vita umana anche nella sua fase temporale. (§ 2)
*La Chiesa sa che questo ''Vangelo della vita'', consegnatole dal suo Signore, ha un'eco profonda e persuasiva nel cuore di ogni persona, credente e anche non credente, perché esso, mentre ne supera infinitamente le attese, vi corrisponde in modo sorprendente. Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cf. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica. (§ 2)
*Il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo. È per questo che l'uomo, l'uomo vivente, costituisce la prima e fondamentale via della Chiesa. (§ 2)
*La maternità spirituale della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo. (§ 103)
*Si fa sempre più forte la tentazione dell'[[eutanasia]], cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine «dolcemente» alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della «cultura di morte», che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società, organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore.
*Sulla [[croce cristiana|Croce]] si rinnova e si realizza nella sua piena e definitiva perfezione il prodigio del serpente innalzato da Mosè nel deserto (cf. Gv 3, 14-15; Nm 21, 8-9). Anche oggi, volgendo lo sguardo a Colui che è stato trafitto, ogni uomo minacciato nella sua esistenza incontra la sicura speranza di trovare liberazione e redenzione.
===[[Explicit]]===
O Maria,<br /> aurora del mondo nuovo,<br />Madre dei viventi,<br /> affidiamo a Te la causa della vita:<br />guarda, o Madre, al numero sconfinato<br />di bimbi cui viene impedito di nascere,<br />di poveri cui è reso difficile vivere,<br />di uomini e donne vittime di disumana violenza,<br />di anziani e malati uccisi dall'indifferenza<br />o da una presunta pietà.<br />Fà che quanti credono nel tuo Figlio<br />sappiano annunciare con franchezza e amore<br />agli uomini del nostro tempo.
il Vangelo della vita.<br />Ottieni loro la grazia di accoglierlo<br />come dono sempre nuovo,<br />la gioia di celebrarlo con gratitudine<br />in tutta la loro esistenza<br />e il coraggio di testimoniarlo<br />con tenacia operosa, per costruire,<br />insieme con tutti gli uomini di buona volontà,<br />la civiltà della verità e dell'amore<br />a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.<br />
{{NDR|Karol Wojtyla, ''Evangelium vitae'', Gribaudi, Torino, 2007}}
==''Fides et ratio''==
===[[Incipit]]===
La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr ''Es'' 33, 18; ''Sal'' 27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; ''Gv'' 14, 8; ''1 Gv'' 3, 2).
===Citazioni===
*Quanto viene a porsi come oggetto della nostra [[conoscenza]] diventa per ciò stesso parte della nostra vita. Il monito ''[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]'' era scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verità basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come «uomo» appunto in quanto «conoscitore di se stesso». (§ 1)
*La [[filosofia]] è nata e si è sviluppata nel momento in cui l'uomo ha iniziato a interrogarsi sul perché delle cose e sul loro fine. In modi e forme differenti, essa mostra che il desiderio di [[verità]] appartiene alla stessa natura dell'uomo. (§ 3)
*L'[[Incarnazione (cristianesimo)|incarnazione]] del Figlio di Dio permette di vedere attuata la sintesi definitiva che la mente umana, partendo da sé, non avrebbe neppure potuto immaginare: l'Eterno entra nel tempo, il Tutto si nasconde nel frammento, Dio assume il volto dell'uomo. (§ 12)
*All'uomo spetta il compito di investigare con la sua [[ragione]] la [[verità]], e in ciò consiste la sua [[nobiltà d'animo|nobiltà]]. (§ 17)
*La [[ragione]] non può svuotare il mistero di amore che la [[Croce cristiana|Croce]] rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca. (§ 23)
*Di per sé, ogni verità anche parziale, se è realmente [[verità]], si presenta come universale. Ciò che è vero, deve essere vero per tutti e per sempre. (§ 27)
*Il [[martirio|martire]], in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza. Né la sofferenza né la morte violenta lo potranno fare recedere dall'adesione alla verità che ha scoperto nell'incontro con Cristo. Ecco perché fino ad oggi la testimonianza dei martiri affascina, genera consenso, trova ascolto e viene seguita. Questa è la ragione per cui ci si fida della loro parola: si scopre in essi l'evidenza di un amore che non ha bisogno di lunghe argomentazioni per essere convincente, dal momento che parla ad ognuno di ciò che egli nel profondo già percepisce come vero e ricercato da tanto tempo. Il martire, insomma, provoca in noi una profonda fiducia, perché dice ciò che noi già sentiamo e rende evidente ciò che anche noi vorremmo trovare la forza di esprimere. (§32)
*Le vie per raggiungere la verità rimangono molteplici; tuttavia, poiché la verità cristiana ha un valore salvifico, ciascuna di queste vie può essere percorsa, purché conduca alla meta finale, ossia alla rivelazione di [[Gesù|Gesù Cristo]]. (§ 38)
*Una è la verità, benché le sue espressioni portino l'impronta della storia e, per di più, siano opera di una ragione umana ferita e indebolita dal peccato. Da ciò risulta che nessuna forma storica della [[filosofia]] può legittimamente pretendere di abbracciare la totalità della verità, né di essere la spiegazione piena dell'essere umano, del mondo e del rapporto dell'uomo con Dio. (§ 51)
*L'argomentazione sviluppata secondo rigorosi criteri razionali, infatti, è garanzia del raggiungimento di risultati universalmente validi. (§ 75)
*Il [[nichilismo]], prima ancora di essere in contrasto con le esigenze e i contenuti propri della parola di Dio, è negazione dell'umanità dell'uomo e della sua stessa identità. Non si può dimenticare, infatti, che l'oblio dell'essere comporta inevitabilmente la perdita di contatto con la verità oggettiva e, conseguentemente, col fondamento su cui poggia la dignità dell'uomo. (§ 90)
*Una volta che si è tolta la [[verità]] all'uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti, o si coniugano insieme o insieme miseramente periscono. (§ 90)
*Credere nella possibilità di conoscere una verità universalmente valida non è minimamente fonte di intolleranza; al contrario, è condizione necessaria per un sincero e autentico dialogo tra le persone. Solamente a questa condizione è possibile superare le divisioni e percorrere insieme il cammino verso la verità tutta intera. (§ 92)
*La [[verità]], infatti, non può mai essere limitata al tempo e alla cultura; si conosce nella storia, ma supera la storia stessa. (§ 95)
*[[Fede]] e [[ragione]] «si recano un aiuto scambievole», esercitando l'una per l'altra una funzione sia di vaglio critico e purificatore, sia di stimolo a progredire nella ricerca e nell'approfondimento. (§ 100)
==''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_15081988_mulieris-dignitatem_it.html Mulieres dignitatem]''==
===[[Incipit]]===
La dignità della donna e la sua vocazione – oggetto costante della riflessione umana e cristiana – hanno assunto un rilievo tutto particolare negli anni più recenti. Ciò è dimostrato, tra l'altro, dagli interventi del Magistero della Chiesa, rispecchiati in vari documenti del Concilio Vaticano II, il quale afferma poi nel Messaggio finale: «Viene l'ora, l'ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza, l'ora in cui la donna acquista nella società un'influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto. È per questo che, in un momento in cui l'umanità conosce una così profonda trasformazione, le donne illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l'umanità a non decadere»
===Citazioni===
*L'amore è un'esigenza ontologica ed etica della persona.
*La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le [[donna|donne]] e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra, che è, nel tempo, la «patria» degli uomini e si trasforma talvolta in una «valle di pianto»; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità.
*Nell'«unità dei due» l'uomo e la donna sono chiamati sin dall'inizio non solo ad esistere «uno accanto all'altra» oppure «insieme», ma sono anche chiamati ad esistere reciprocamente «l'uno per l'altro».
*Ogni singolo uomo, infatti, è ad immagine di Dio in quanto creatura razionale e libera, capace di conoscerlo e di amarlo.
*Se la dignità della donna testimonia l'amore, che essa riceve per amare a sua volta, il paradigma biblico della «donna» sembra anche svelare quale sia il vero ordine dell'amore che costituisce la vocazione della donna stessa.
* Quando «venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Con queste parole della Lettera ai Galati (4, 4) l'apostolo Paolo unisce tra loro i momenti principali che determinano in modo essenziale il compimento del mistero «prestabilito in Dio» (cf. Ef 1, 9). Il Figlio, Verbo consostanziale al Padre, nasce come uomo da una donna, quando viene «la pienezza del tempo». Questo avvenimento conduce al punto chiave della storia dell'uomo sulla terra, intesa come storia della salvezza. E' significativo che l'apostolo non chiami la Madre di Cristo col nome proprio di «Maria», ma la definisca «donna»: ciò stabilisce una concordanza con le parole del Protovangelo nel Libro della Genesi (cf. 3, 15). Proprio quella «donna» è presente nell'evento centrale salvifico, che decide della «pienezza del tempo»: questo evento si realizza in lei e per mezzo di lei.
==''Parole sull'uomo''==
===[[Incipit]]===
'''Aborto'''<br>Nella notte di Natale, la Madre che doveva partorire non trovò per sé un tetto. Non trovò le condizioni, in cui si attua normalmente quel grande divino ed insieme umano Mistero del dare alla luce un uomo.<br>Permettete che mi serva della logica della fede e della logica di un conseguente umanesimo. Questo fatto di cui parlo è un grande grido, è una permanente sfida ai singoli e a tutti, particolarmente forse nella nostra epoca, in cui alla madre in attesa viene spesso richiesta una grande prova di coerenza morale. Infatti, ciò che viene eufemisticamente definito come «interruzione di gravidanza» (''aborto'') non può essere valutato con altre categorie autenticamente umane, che non siano quelle della legge morale cioè della coscienza. Molto potrebbero a tale proposito dire, se non le confidenze fatte nei confessionali, certamente quelle nei consultori per la maternità responsabile.
===Citazioni===
*L'[[uomo]] è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo. (p. 35)
*Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di [[amare]] veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale. (p. 41)
*La mia preghiera è che l'[[Stati Uniti d'America|America]] non venga meno a se stessa e rinnovi la propria identità nella fedeltà ai principi morali e religiosi e nel servizio a un mondo bisognoso di pace e di diritti umani, un mondo affamato di pane e assetato di giustizia e di amore. (p. 42)
*L'''[[amore]]'' è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità (p. 42)
*Il genio educativo di [[San Giovanni Bosco]] si è manifestato in sommo grado nell'amore verso i giovani. ''Per poter educare, bisogna amare'' [...] (p. 44)
*[[Anima e corpo|Né l'anima né il corpo]], presi separatamente, sono l'[[uomo]]: quello che si chiama con questo nome è ciò che nasce dalla loro unione. (p. 47)
*La [[pace]], secondo gli insegnamenti dei Profeti d'Israele, è un frutto della giustizia e del diritto e allo stesso tempo un dono gratuito del tempo messianico. Perciò deve essere eliminato ogni tentativo di violenza, che ripete vecchi errori e quindi suscita odio, fanatismo e integralismo religioso, che sono nemici dell'armonia fra gli uomini. (p. 49-50)
*Noi dobbiamo desiderare che la preghiera dell'anziano riempia la casa, che la sua straordinaria capacità di evangelizzazione sia una forza per la saldezza degli affetti, un orientamento per i valori fondamentali dell'esistenza. (p. 53)
*L' ''[[arte]]'' è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita. (p. 54)
*Il senso [[Religione|religioso]] dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. (p. 59)
*Il vero e retto fine dell' ''attività [[politica]]'' è il benessere materiale e spirituale della società, in modo che i diritti e i doveri siano da tutti rispettati e tutelati. (p. 59)
*La [[pace]] deve essere sempre il fine: pace perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione. Immettiamoci nell'erto e difficile sentiero della pace, il solo sentiero che si adatti alla dignità umana, l'unico che conduca verso il vero compimento del destino dell'uomo, il solo che guidi verso il futuro in cui l'equità, la giustizia e la solidarietà sono realtà e non soltanto dei sogni lontani. (p. 61)
*Il tutore dell'[[Autorità|ordine pubblico]] sarà tanto più all'altezza della sua missione quanto più sarà capace di mantenere «ordinata» la suavita spirituale e quanto più ispirerà la sua condotta familiare e sociale ai valori religiosi. (p. 62)
*Spetta alla legittima [[autorità]] il compito specifico di dirigere le energie di tutti i cittadini verso il bene comune, non in forma dispotica, ma come forza morale che si appoggia prima di tutto sulla libertà e sulla coscienza del dovere e del compito assunto. (p. 63)
*L'[[errore]] e il [[male]] devono essere sempre condannati e combattuti; ma l'[[uomo]] che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato. (p. 66)
*La vera opera d'[[arte]] non è forse, quella che s'impone senza ambizioni di successo e che nasce da una autentica abilità e da una sicura maturità professionale? (p. 70)
*Serviremo la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita ad ogni livello, e l'aiuteremo presentando agli occhi ed al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c'è di più nobile ed alto. (p. 71)
*Nei [[Bambino|bambini]] la nazione vede il proprio domani, come il proprio domani vede in essi la [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. (p. 71)
*Il dovere fondamentale del [[potere]] è la sollecitudine per il ''bene comune'' della società: da qui derivano i suoi fondamentali diritti. (p. 73)
*È iscritta nell'animo umano ''la chiamata all'immortalità''. Essa è iscritta nell'animo dell'[[artista]], quando con l'opera del proprio talento, del suo genio, cerca di ''superare il limite'' del transuente e della morte. (p. 74)
*La [[fiducia]] non si acquista per mezzo della forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. (p. 77)
===Citazioni sul libro===
*Questo libro, in effetti, è un'efficace ''summa'' della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. ([[Vittorio Messori]])
*Una lettura non superficiale rivela ricchezze inattese anche per chi, non credente, guardi alla persona e al ruolo del Papa con occhio rispettoso e scevro da pregiudizi. ([[Angelo Montonati]])
{{NDR|Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR 1989}}. ISBN 88-17-11517-7
==''Poesie''==
===[[Incipit]]===
'''PIETRA DI LUCE'''<br>VEGLIA PASQUALE 1966<br>INVOCAZIONE<br>''Comincia il colloquio con me stesso''<br>Questo significa forse che arrivo in pieno quanto il consenso delle genti<br>proclama grande e importante – nel vicendevole annunzio?<br>Questo significa forse che concordo nel conto degli anni con Thietmar,<br>il cronista di Merseburg, e vedo il passato<br>con gli occhi di Maestro Vincenzo, cercando armonia<br> con questo passato?<br>(o forse antepongo la mia visione delle vie del passato come le appresi dalle cronache<br>alla visione del buio degli scavi di Wiślica?<br>Significa che arrivo alle radici dello stesso albero,<br>e mi addentro nel segreto della sua crescita,<br>che anche in me si propaga, che da me prende corpo.<br>Io mi sento nell'albero e sento l'albero in me.<br><br>L'albero è un corpo fisico.<br>La storia degli uomini, dei miei simili, cerca un suo Corpo.
{{NDR|Karol Wojtyla, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.}}
===Citazioni===
*''Nell'istante della partenza ciascuno è più grande degli eventi di cui | egli fu minima parte (scheggia di un certo secolo | o schegge di due secoli, riunite in una vita).'' (1986, p. 23)
*Tempo di nascita, il [[passato]], non di morte. (1986, p. 24)
*Oltre il linguaggio, l'abisso. È questa forse l'incognita della debolezza che conosciamo nei [[Padre|padri]] e forse l'ereditiamo? (1986, p. 100)
*La [[schiavitù]] fu il verdetto sulla dorata [[libertà]]. (1986, p. 101)
*La [[storia]] stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.<br>Può andar la storia contro la corrente delle coscienze? (1986, p. 104)
*''Attendo qui le tue mani cariche dei lavori d'ogni giorno, | attendo qui le tue mani che reggono un semplice panno. | Nel paese dei più profondi significati porta le tue mani, [[Santa Veronica|Veronica]], | porta le tue mani | e tocca il volto dell'uomo.'' (1994, p. 197)
*''Nessun uomo trova spianati i sentieri. | Veniamo al mondo simili a un cespuglio | che può ardere come [[Roveto ardente|il roveto]] di Mosè | oppure inaridirsi.'' (1994, p. 197)
*''Nessuno ti ha fermata, Veronica. | Sei vicina. Il tuo panno è ora un grido dei cuori, | di tutti i cuori timidi che più non si aprono un varco | vedendo che il tuo cammino è parallelo | alla strada del Condannato.'' (1994, p. 201)
==''Redemptoris Mater''==
===[[Incipit]]===
La Madre del Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché, «quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che grida: Abbà, Padre» (Gal 4,4).
===Citazioni===
*Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata.
*Il dogma della maternità divina di Maria fu per il Concilio Efesino ed è per la Chiesa come un suggello del dogma dell'incarnazione, nella quale il Verbo assume realmente nell'unità della sua persona la natura umana senza annullarla.
*La donazione salvifica che Dio fa di sé e della sua vita in qualche modo a tutta la creazione, e direttamente all'uomo, raggiunge nel mistero dell'incarnazione uno dei vertici.
*La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. [[Maria]] costantemente, quotidianamente è in contatto con l'ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell'Antica Alleanza.
*La pienezza di grazia, annunciata dall'angelo, significa il dono di Dio stesso; la fede di Maria, proclamata da Elisabetta nella visitazione, indica come la Vergine di Nazareth abbia risposto a questo dono.
*Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone «in mezzo», cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di madre, consapevole che come tale può – anzi «ha il diritto» – di far presente al Figlio i bisogni degli uomini.
*Questo fiat di Maria – «avvenga di me» – ha deciso dal lato umano il compimento del mistero divino.
===[[Explicit]]===
Mentre con tutta l'umanità si avvicina al confine tra i due millenni, la Chiesa, da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, raccoglie la grande sfida contenuta nelle parole dell'antifona sul «popolo che cade, ma pur anela a risorgere» e si rivolge congiuntamente al Redentore ed a sua Madre con l'invocazione: «Soccorri». Essa, infatti, vede – e lo attesta questa preghiera – la Beata Madre di Dio nel mistero salvifico di Cristo e nel suo proprio mistero; la vede profondamente radicata nella storia dell'umanità, nell'eterna vocazione dell'uomo, secondo il disegno provvidenziale che Dio ha per lui eternamente predisposto; la vede maturamente presente e partecipe nei molteplici e complessi problemi che accompagnano oggi la vita dei singoli, delle famiglie e delle nazioni; la vede soccorritrice del popolo cristiano nell'incessante lotta tra il bene e il male, perché «non cada» o, caduto, «risorga». Auspico fervidamente che anche le riflessioni, contenute nella presente Enciclica, giovino a! rinnovamento di questa visione nel cuore di tutti i credenti. Come Vescovo di Roma, io mando a tutti coloro, a cui sono destinate queste considerazioni, il bacio della pace, il saluto e la benedizione in nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
{{NDR|Giovanni Paolo II, ''Redemptoris Mater'', Àncora, Milano, 1987}}
==''Rosarium Virginis Mariae''==
===[[Incipit]]===
Il [[Rosario]] della [[Maria|Vergine Maria]], sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità.
===Citazioni===
*Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé ''la profondità dell'intero messaggio evangelico'', di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne ''[[Magnificat]]'' per l'opera dell'Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano ''si mette alla scuola di Maria'', per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore.
*Recitare il Rosario, infatti, non è altro che ''contemplare con Maria il volto di Cristo''.
*In [[Cristo]], Dio ha assunto davvero un «cuore di carne». Egli non ha soltanto un cuore divino, ricco di misericordia e di perdono, ma anche un cuore umano, capace di tutte le vibrazioni dell'affetto.
*Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni [[cristiano (religione)|discepolo di Cristo]]; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo.
{{NDR|Giovanni Paolo II, [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/2002/documents/hf_jp-ii_apl_20021016_rosarium-virginis-mariae.html#fn1''Rosarium Virginis Mariae''], ''vatican.va'', 16 ottobre 2002}}
==''Segno di contraddizione''==
===[[Incipit]]===
'''CONFERENZA INTRODUTTIVA'''<br>Beatissimo Padre! All'inizio di questi esercizi spirituali, che ho il grande onore di predicare davanti a Lei e ai Suoi illustrissimi collaboratori, vorrei esprimere il mio più profondo omaggio e amore alla Sua Persona. Devo dire, però, che questo non è solo il mio saluto personale. Esso include anche tutti coloro con i quali sono unito in maniera particolare e che con il loro ricordo, con le loro preghiere e con i loro sacrifici si sono impegnati a dare uno spirituale appoggio al mio umile servizio della Parola in questi giorni di esercizi spirituali, e non solamente a me, ma anche a tutto il mio illustre Uditorio, con Lei, beatissimo Padre, al primo posto, con i signori Cardinali della Santa Chiesa Romana, i reverendissimi Arcivescovi, Vescovi e carissimi Fratelli nel sacerdozio.
{{NDR|Karol Wojtyla, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977.}}
==''Tertio millennio adveniente''==
===[[Incipit]]===
Nel suo [[Nuovo Testamento#Vangelo secondo Luca|Vangelo]] [[Luca evangelista|Luca]] ci ha trasmesso una ''concisa descrizione delle circostanze riguardanti la nascita di [[Gesù Cristo| Gesù]]'': "In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la [[terra]] [...]. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua [[città]]. Anche Giuseppe, che era della [[casa]] e della [[famiglia]] di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo" (2,1.3-7). Si compiva così quanto l'angelo Gabriele aveva predetto nell'Annunciazione.
===Citazioni===
*Grazie alla venuta di Dio sulla terra, il tempo umano, iniziato nella creazione, ha raggiunto la sua pienezza. "La pienezza del tempo", infatti, è soltanto l'eternità, anzi ''Colui che è eterno'', cioè Dio. Entrare nella "pienezza del tempo" significa dunque raggiungere il termine del tempo ed uscire dai suoi confini, per trovarne il compimento nell'eternità di Dio.
*[...] [[Gesù Cristo|Cristo]], come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel [[presente]] della [[vita]] dell'[[umanità]] diffondendo l'opera della salvezza da Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche ''tutto il [[passato]]'' del genere umano, cominciando dal primo [[Adamo]].
{{NDR|Karol Wojtyla, ''Tertio millennio adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998.}}
==''La potenza dei media''==
===[[Incipit]]===
''La responsabilità''<br>Il 24 gennaio scorso, memoria di [[San Francesco di Sales|san Francesco di Sales]], Patrono della stampa cattolica, è stato reso pubblico il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 19 maggio, che avrà come tema: «I media: areopago per la promozione della donna nella società». Gli strumenti della comunicazione sociale offrono possibilità straordinarie per l'annuncio del Vangelo, come già sottolineava il decreto ''Inter mirifica'', col quale il Concilio Vaticano II si è appunto occupato di essi.
===Citazioni===
*Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà ed alla solidarietà. (p. 47)
*La [[libertà]] non è fine a se stessa; essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace. (p. 48-49)
*I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della [[televisione]] come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli. (p. 51)
*Per garantire che l'industria televisiva tuteli i diritti delle famiglie, i genitori dovrebbero esprimere le loro legittime preoccupazioni ai produttori e ai responsabili dei mezzi di comunicazione sociale. (p. 51)
*Nell'adempiere alle proprie responsabilità, l'industria televisiva dovrebbe sviluppare e osservare un codice etico che includa l'impegno a soddisfare le necessità delle famiglie e a promuovere valori a sostegno della vita familiare. (p. 52)
{{NDR|Karol Wojtyla, ''La potenza dei media'', in [[Karl Popper]] - [[John Condry]], ''Cattiva maestra televisione'', traduzioni di Marina Astrologo e Claudia Di Giorgio, CDE, Milano 1993}}
==Udienze==
*Non possiamo pertanto trasformare ed avvilire il [[Natale]] in una festività di inutile spreco, in una manifestazione all'insegna del facile consumismo: il Natale è la festa dell'Umiltà, della Povertà, della Spogliazione, dell'Abbassamento del Figlio di Dio, che viene a donarci il suo infinito Amore; deve pertanto essere celebrata con autentico spirito di condivisione, di compartecipazione con i fratelli, che hanno bisogno del nostro aiuto affettuoso. Deve essere una tappa fondamentale per la meditazione sul nostro comportamento nei confronti del "Dio che viene"; e questo Dio che viene possiamo incontrarlo in un bimbo indifeso che vagisce; in un ammalato che sente venir meno inesorabilmente le forze del suo corpo; in un anziano, che dopo aver lavorato per tutta la vita, si trova di fatto emarginato e tollerato nella nostra moderna società, basata sulla produttività e sul successo. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982])
*Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere [[Avvento]]; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà ''venire e nascere'' in noi. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982])
*La [[Natale|festa del Natale]] dà un senso cristiano al succedersi degli eventi e agli umani sentimenti, progetti, speranze, e consente di rintracciare in questo ritmico e apparentemente meccanico scorrere del tempo, non soltanto le linee di tendenza di un umano peregrinare, ma anche i segni, le prove e gli appelli della Provvidenza e Bontà divina. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821229_it.html 29 dicembre 1982])
*Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il [[Natale]], infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall'altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all'uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990])
*Il [[Natale]] è la festa dell'Amore divino: per amore egli ci ha creati, per amore ci ha redenti in Cristo e ci attende nel suo regno. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990])
*Nello sforzo di descrizione rigorosa e di formalizzazione dei dati dell'esperienza, l'uomo di scienza è condotto a ricorrere a dei concetti metascientifici il cui uso è come esigito dalla logica del suo procedimento. Conviene precisare con esattezza la natura di tali concetti, per evitare di procedere a delle estrapolazioni indebite che leghino le scoperte strettamente scientifiche a una visione del mondo o a delle affermazioni ideologiche o filosofiche che non ne sono affatto dei corollari. Si coglie qui l'importanza della [[filosofia]] che considera i fenomeni come anche la loro interpretazione. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992])
*Pensiamo, a titolo di esempio, all'elaborazione di nuove [[teoria|teorie]] a livello scientifico per spiegare l'emergere del vivente. A rigor di metodo, non si potrebbe interpretarle immediatamente e nel quadro omogeneo della [[scienza]]. In particolare, quando si tratta di quel vivente che è l'uomo e del suo cervello, non si può dire che tali teorie costituiscano per se stesse un'affermazione o una negazione dell'[[anima]] spirituale, o ancora che esse forniscano una prova della dottrina della [[Creazione (teologia)|creazione]], o al contrario che esse la rendano inutile. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992])
*È necessario un lavoro di ulteriore interpretazione: è questo precisamente l'oggetto della filosofia, che è ricerca del senso globale dei dati dell'esperienza, e dunque ugualmente dei [[fenomeno|fenomeni]] raccolti e analizzati dalle scienze. La [[cultura]] contemporanea esige uno sforzo costante di sintesi delle conoscenze e di integrazione dei saperi. Certo, è alla [[specializzazione]] delle ricerche che sono dovuti i successi che noi constatiamo. Ma se la specializzazione non è equilibrata da una riflessione attenta a notare l'articolazione dei saperi, è grande il rischio di giungere a una "cultura frantumata", che sarebbe di fatto la negazione della vera cultura. Poiché quest'ultima non è concepibile senza [[umanesimo]] e sapienza. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992])
==Discorsi==
*Ci rendiamo conto, signore e signori, che l'avvenire dell'uomo e del mondo è minacciato, radicalmente minacciato, a dispetto delle intenzioni, certamente nobili, dell'uomo di cultura, dell'uomo di scienza. [...] Ragioni geopolitiche, problemi economici di dimensione mondiale, terribili incomprensioni, [[orgoglio|orgogli]] nazionali feriti, il [[materialismo]] della nostra epoca e la decadenza dei valori morali hanno condotto il nostro mondo ad una situazione d'instabilità, a un equilibrio fragile, che rischia d'esser distrutto da un momento all'altro in seguito ad errori di giudizio, d'informazione o d'interpretazione. [...] Fino ad oggi si è detto che le [[arma nucleare|armi nucleari]] hanno costituito una forza di dissuasione che ha impedito lo scoppio di una guerra più grande, ed è probabilmente vero. Ma ci si può nello stesso tempo chiedere se sarà sempre così. Le armi nucleari di qualsiasi ordine di [[grandezza]] o di qualsiasi tipo siano, si perfezionano ogni anno di più e si aggiungono all'arsenale di un numero crescente di paesi. Come si potrà essere sicuri che l'uso delle armi nucleari, anche ai fini di difesa nazionale o in conflitti limitati, non trascinerà con sé una scalata inevitabile portando a una distruzione che l'umanità non potrà mai né prendere in considerazione, né accettare? Ma non è a voi, uomini di scienza e di cultura, che devo domandare di non chiudere gli occhi su ciò che una [[guerra nucleare]] può rappresentare per l'umanità intera. Signore e signori, il mondo non potrà proseguire a lungo su questa via. [...] Bisogna aumentare gli sforzi delle [[coscienza morale|coscienze umane]] nella misura della tensione tra il bene e il male alla quale sono sottoposti gli uomini alla fine del XX secolo. Bisogna convincersi della priorità dell'etica sulla tecnica, del primato della persona sulle cose, della superiorità dello [[spirito]] sulla materia. (Parigi, Lunedì 2 Giugno 1980<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800602_unesco.html ''Discorso di Giovanni Paolo II all'UNESCO''], Parigi, 2 giugno 1980 (ai nn. 21-22).</ref>)
*Come dicevo il 3 novembre 1982 agli universitari di Madrid: "Uomini e donne che rappresentate la scienza e la cultura, il vostro potere morale è considerevole. Potete insieme, grazie al vostro prestigio, ottenere che il settore scientifico serva innanzitutto la cultura dell'uomo e che egli non sia mai utilizzato per la sua distruzione". Si pensa spontaneamente ai pericoli dell'energia nucleare. Scatenando la potenza atomica, i ricercatori sono stati da parte loro all'origine di una crisi morale senza pari nella storia, come ho sottolineato ad Hiroshima. All'Unesco, ho insistito sul fatto che l'avvenire dell'uomo e del mondo era minacciato radicalmente, a scapito delle intenzioni degli uomini di scienza, se si utilizzassero le loro scoperte per dei fini distruttivi. Da questo alto luogo di cultura, ho lanciato anche un appello solenne agli scienziati perché aiutassero l'umanità alleando la coscienza alla scienza, facendo rispettare il primato dell'[[etica]] badando che la scienza sia al servizio della vita e dell'uomo (cf. Discorso all'Unesco, 2 giugno 1980, nn. 20-22). La tutela della [[pace]] tra i popoli è primordiale, e noi speriamo che la testimonianza di numerosi capi religiosi, che hanno pregato ieri ad [[Assisi]] per la pace, contribuisca da parte sua a instaurare questa pace che è anche un dono di Dio. (Pontificia Accademia delle Scienze, Martedì 28 Ottobre 1986<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861028_pont-accademia-scienze.html ''Discorso di Giovanni Paolo II alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze nel cinquantesimo della rifondazione''], 21 ottobre 1986 (al n. 8).</ref>)
==Citazioni su papa Giovanni Paolo II==
*Alle volte mi lasciava sbigottito la sua umiltà. [...] Ma un aneddoto io lo ricordo sempre e lo devo raccontare: la prima volta che ho predicato in San Pietro, appena ho cominciato a parlare mi sono reso conto che dovevo parlare lentamente perché c'era un'eco nella basilica, però parlando lentamente durai dieci minuti più del previsto e il prefetto della Casa Pontificia — che era un vescovo, a quel tempo — era un po' nervoso, ogni tanto guardava l'orologio [...] Io non lo vedevo perché era di fianco, però il giorno dopo questo vescovo [...] dopo la liturgia il Papa lo chiamò e sorridendo gli disse: «Quando un uomo ci parla in nome di Dio, non bisogna guardare l'orologio» ([[Raniero Cantalamessa]])
*Anche in America Latina egli agisce in costante accordo con gli USA e con le sanguisughe locali. Al ministro dei sacerdoti nicaraguese Ernesto Cardenal ha rifiutato la mano, ma ha stretto tanto più cordialmente quella del dittatore Ríos Montt o quella dell'assassino di Romero, d'Aubuisson. ([[Karlheinz Deschner]])
*Continua a oscillare tra intransigenti affermazioni di fede e affermazioni generalmente umanistiche che possono andare più o meno bene per tutti. ([[Sergio Quinzio]])
*Custodisco profondissima reverenza per Giovanni Paolo II, ora santo. Chiunque ha avuto la possibilità di vederlo da vicino ha sentito questo soffio di santità evidente in lui. Si percepiva quasi fisicamente la sua fede, così giovane e poetica, il suo amore e il suo interesse profondo per ciascuno, il suo coraggio. Senza di lui non si potrebbe potuto nemmeno immaginare il crollo del sistema comunista. Ma non apprezzo solamente la sua passione per l'unità cristiana, o la sua profonda e amante comprensione della spiritualità delle chiese orientali: apprezzo il suo grande amore per la cultura, per il genio creativo dell'essere umano, per la poesia, l'arte, la filosofia. E il suo coraggio sulla storia: non ha avuto paura di riconoscere alcuni sbagli tragici della chiesa, e chiedere perdono. Mi spiace tanto che tutti i suoi sforzi per ristabilire pace e fraternità con la chiesa russa ortodossa non abbiano avuto risposte da parte nostra. Il suo amore per la cultura russa, per la "bellezza dell'anima russa", come ha detto, non è stato da noi contraccambiato. ([[Ol'ga Aleksandrovna Sedakova]])
*Da piccoli, si può sognare di far l'attore nei film di cowboy e poi, da grandi, ritrovarsi Presidente degli Stati Uniti. Anche Papa Wojtyla ha cominciato con la recitazione: faceva così bene la parte di [[Papa Giulio II|Giulio II]], che l'hanno chiamato in vaticano. ([[Gianni Monduzzi]])
*''De labore solis''. ([[Malachia di Armagh]])
:La fatica del sole<ref>Per approfondimenti vedi la voce [[w:Profezia di Malachia|Profezia di Malachia]] su Wikipedia.</ref>.
*Dire che papa Wojtyla è un papa reazionario o conservatore è una semplificazione. È un papa diverso da quelli che gli italiani conoscono: non ha la mitezza di Luciani<ref>Albino Luciani, [[papa Giovanni Paolo I]].</ref>, non ha la sapienza dubbiosa e sofferta di Paolo VI, non ha la simpatia e la generosità di Giovanni XXIII; ma non si può neppure dire che sia un papa all'antica di quelli che guardano dal soglio di San Pietro all'esercito dei fedeli come a qualcosa che non ha nome, né personalità. Wojtyla conosce il senso del collettivo, delle masse come lo conoscono i capi autoritari e rivoluzionari. Ma invece di ripetere il grido di Bakunin «Io non sono io, io sono voi», invece di parafrasare i detti autoritari dei capi «Voi siete me e io sono voi» dice «Non io, ma tu e tu e tu» non l'egoismo, il narcisismo, il superomismo, ma neppure il collettivismo che appiattisce, neppure il «volgo che nome non ha», ma una società di uomini ognuno dei quali ha la sua dignità, la sua responsabilità. ([[Giorgio Bocca]])
*E quella frase che Giovanni Paolo II ha ripetuto per tutto il suo pontificato – "il mondo può cambiare!" – è stata forse l'eredità più preziosa che potesse lasciare agli uomini del XXI secolo. ([[Gian Franco Svidercoschi]])
*Egli è stato un vero apostolo di giustizia e di pace nel mondo intero, al di là di ogni diversità di etnia e di fede religiosa. ([[Carlo Azeglio Ciampi]])
*Era il giugno del 1988. Congresso diocesano con Messa al circuito di Fiorano. Decine di migliaia di fedeli. Giovanni Paolo II doveva fare un giro di pista con l'auto del Vaticano, la cosiddetta Papamobile, per inciso una Toyota. Ma il Pontefice disse: non ci sarebbe una Ferrari scoperta? Scovammo per fortuna una Mondial in garage, c'era appena un litro di benzina nel serbatoio, guidai andando pianissimo e per fortuna non restammo a piedi! ([[Piero Ferrari]])
*Giovanni Paolo II ha creduto nella forza dello spirito e ha testimoniato, con il Suo indomito coraggio e la serenità nella sofferenza, la fortezza che permette di affrontare qualsiasi ostacolo, di operare per il bene in ogni circostanza. Egli continuerà a vivere nei nostri cuori, nella riconoscenza per la Sua testimonianza, per il Suo esempio. Egli è stato vero apostolo di pace nel mondo intero. L'Italia, Roma – la Sua Diocesi che si sta riversando in Piazza San Pietro – piangono la perdita di un Padre, di una persona amata. ([[Carlo Azeglio Ciampi]])
*Giovanni Paolo II mi ha sempre colpito nel profondo del cuore. A me così come a tutte le persone. Specialmente tutti i polacchi in quei difficili anni nella fine degli anni '70. Avevamo grandi problemi con il comunismo e lui ispirò tutti noi a rialzarci insieme, pensando positivo e credendo in un futuro migliore. Lo incontrai nel 1983, quando con la Polonia giocammo, vincendo, a Roma. Un'esperienza indimenticabile. Quando arrivò quella finale {{NDR|della UEFA Champions League 2004-2005, vinta dal Liverpool contro il Milan}}, nel 2005 io avevo sempre con me i suoi libri, che leggevo anche prima delle partite. Durante quella serata fu lui a guidarmi. Maradona segnò con la mano di Dio, io parai il tiro di Sheva con quella di Giovanni Paolo II. ([[Jerzy Dudek]])
*Giunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – Giovanni Paolo II si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. ([[Luciano Canfora]])
*Il cristiano Karol Wojtyla è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni inganevoli. ([[Vittorio Messori]])
*Il nuovo papa Woityla, che ha preso il nome di papa Giovanni Paolo II, seguirà una politica internazionale nello spirito della religione cristiana romana. Ci sono voluti quattro secoli per vedere al Vaticano un pontefice non italiano, e precisamente polacco. A mio avviso, l'elezione di questo papa a capo della Chiesa cattolica romana è opera della CIA, degli Stati Uniti, di Brzezinski, questo polacco che è il consigliere speciale del presidente americano per la sicurezza nazionale. ([[Enver Hoxha]])
*Il Papa ha dichiarato che il matrimonio è per tutta la vita e va accettato anche se fallisce. Ehi, Karol, se non giochi al gioco, non fare le regole! ([[Daniele Luttazzi]])
*Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello [[Istituto per le opere di religione|Ior]] e nei [[Paul Marcinkus|Marcinkus]]. Ha investito nella [[politica]] dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. ([[Umberto Bossi]])
*Il Papa sarebbe d'accordo con me: vuole una Polonia bella e pulita come la voglio io. ([[Lech Walesa]])
*Karol Wojtyła – Giovanni Paolo II, che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per Lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. ([[Benedetto XVI]])
*L'avvento di questo nuovo pontefice sarà certo importante per molti paesi d'Europa e del mondo; egli sosterrà l'imperialismo e si adopererà per ingannare il proletariato e i popoli. Quest'avvenimento avrà ripercussioni in Polonia, come pure in Cecoslovacchia, in Ungheria e in Francia, poiché la borghesia di questi paesi è contenta di vedere alla testa della Chiesa romana un cardinale non italiano. Dal canto loro, gli italiani, specie i democristiani e in generale tutta la borghesia di questo paese, tutti i partiti della borghesia e i cattolici, sono rimasti scioccati da quest'elezione, poiché l'attuale papa non è più un loro papa, il papa della Chiesa italiana, ma un papa di nazionalità polacca e al servizio degli Stati Uniti d'America... ([[Enver Hoxha]])
*''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Nuovo Testamento|Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col Cristo – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella passione sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». ([[Vittorio Messori]])
*La predicazione religiosa di Giovanni Paolo II per me forse si riassume tutta nelle parole, spesso da lui ripetute: "Non abbiate paura"; ma anche nella sua affermazione, che responsabilizza tutti gli uomini: "In un certo senso si può dirlo: di fronte alla libertà umana Dio ha voluto rendersi "impotente". ([[Arrigo Levi]])
*L'arcivescovo di Cracovia, non ancora papa, rischiò di perdere l'aereo che l'avrebbe portato a Roma per il conclave, perché s'era messo a cercare il gatto che un'anziana signora aveva smarrito. Giovanni Paolo II ama gli [[animali]]. Dicono che abbia fatto venire a Roma il gatto ch'egli aveva a Cracovia. ([[Mario Canciani]])
*''Leit-motiv'' del Wojtyla-pensiero è la necessità di promuovere con tutti i mezzi la verità sull'uomo. ([[Angelo Montonati]])
*Lui ha accelerato [...] il corso della storia. E del comunismo, che resta un fenomeno storico senza precedenti, è stato veramente un degno e fiero avversario. Un avversario vittorioso. ([[Andrea Camilleri]])
*Nel carisma di Karol Wojtyla si annunciava l'unità spirituale dell'Europa. Egli aveva la fede e la forza del profeta. Il suo corpo e i suoi gesti, assieme alle parole, improvvisamente univano quello che si era divaricato con la prepotenza dell'ideologia. ([[Achille Silvestrini]])
*Nell'affrontare il problema capitale della trasformazione psicologica dello spettatore televisivo Giovanni Paolo II vede in essa un potenziale di comunicazione spirituale. ([[Derrick de Kerckhove]])
*Noi oggi vediamo tanti uomini che hanno responsabilità mondiali, mancare assai spesso ai loro impegni. Questo Papa ha fatto impallidire l'immagine di questi uomini. ([[Andrea Camilleri]])
*Non è detto che la minore efficienza fisica comporti minore pregnanza spirituale. La sofferenza ha una forza di esempio, di testimonianza, diversa ma ugualmente forte, che non ha in sé il pieno vigore. Pensiamo al Papa quand'era in ospedale: lo ha avvicinato ancora di più ai tanti che soffrono. L'età avanzata lo pone una condizione umana che conserva l'esperienza e la saggezza di un anziano. Ogni momento della vita ha un significato. ([[Achille Silvestrini]])
*Non ho mai condiviso le critiche laiciste al fatto che Papa Wojtyla abbia sempre riproposto senza compromessi verità per lui indiscutibili, su questioni (una ne nomino fra tante) come l'[[aborto]]. ([[Arrigo Levi]])
*Paolo e Giovanni Paolo II attraversano il mondo senza una spada; basta che essi diano testimonianza, questa è la loro arma più potente, e il successore di Pietro può sempre attingere nuova energia per questa testimonianza in una Chiesa consacrata a Maria. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*Per me, l'attuale papa Giovanni Paolo II è il Medioevo più la televisione. ([[Jacques Le Goff]])
*Se avesse accettato la vita in quel senso meccanico come un obbligo, anche Giovanni Paolo II potrebbe essere ancora tra noi, sebbene incapace tanto quanto [[Eluana Englaro]] di qualsiasi funzione che dona significato alla vita. [...] Ma quando giunse il momento e gli fu offerta la scelta di ritornare in ospedale per ulteriori cure o rimanere in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II nei suoi ultimi giorni non ha esitato. ([[Peter Popham]])
*Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa! ([[Diego Armando Maradona]])
*Solo nel 1965 il Concilio Vaticano II deplora l'errore della Chiesa nei riguardi di Galileo, ma passano quasi altri quindici anni perché papa Giovanni Paolo II istituisca una commissione pontificia e riconosca pubblicamente la grandezza di Galileo e le sofferenze a lui inflitte dagli organismi della Chiesa. [...] Comunque una riabilitazione ufficiale non c'è mai stata. ([[Margherita Hack]])
*Tanti giovani ammirano in Giovanni Paolo II soprattutto la dimensione profetica, sul tipo del profeta Gioele, che ha evidenziato nel terzo capitolo della sua profezia il tema del sogno degli anziani, della visione dei giovani. ([[James Francis Stafford]])
*''Un uomo venuto da molto lontano | stringeva il dolore e un libro nella mano. | Qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto | ma tutto il mondo gli è rimasto accanto. | Quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore, | la verità non muore.'' ([[Amedeo Minghi]])
*Una domanda, Santità: è vero che tempo fa Lei chiese ai figli di Allah di perdonare le Crociate fatte dai Suoi predecessori per riprendersi il Santo Sepolcro? Ah, sì? Ma loro Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'esserselo preso? Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'aver soggiogato per oltre sette secoli la cattolicissima penisola iberica, tutto il [[Portogallo]] e tre quarti della [[Spagna]], sicché se nel 1490 Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona non si fossero dati una mossa oggi parleremmo tutti arabo? [...] Santissimo Padre. In tutto rispetto lei mi ricorda i banchieri ebrei-tedeschi che, sperando di salvarsi, negli Anni Trenta prestavano il denaro a [[Adolf Hitler|Hitler]]. E che pochi anni dopo si ritrovarono nei forni crematori. ([[Oriana Fallaci]])
*Va riconosciuto che al cospetto di Karol Wojtyla persino il mondo dei non cattolici è stato obbligato, eccezion fatta per qualche residuo, a mettere in soffitta toni, argomenti e stilemi del tradizionale anticlericalismo e anzi ad emendarsi non senza qualche fatica e sofferenza da essi. ([[Paolo Mieli]])
*Wojtyla è stato il Papa del dialogo interreligioso, della mano tesa al modo ebraico e musulmano, del riconoscimento dei torti della propria parte. Qualcosa a ben pensarci di davvero atipico, unico nella Storia universale. ([[Paolo Mieli]])
*Wojtyla è stato un grande politico che ha contribuito a cambiare la storia d'Europa, anzi direi del mondo. Era un uomo di grandissima intelligenza, un uomo piacevolissimo, io l'ho frequentato in tutti i viaggi papali con l'aereo, sono stata nell'appartamento dove lui viveva in vaticano, conoscevo benissimo padre Stanislao Jan Dziwisz che ora è cardinale di Cracovia, che era il segretario di Wojtyla. Era una occasione irripetibile di essere vicino a uno dei grandi personaggi che in quel momento abitava nel mondo. ([[Lorenza Foschini]])
*Wojtyla vuole radicare l'identità cattolica dei poveri, innanzitutto e per lo più per combattere la deriva laica dei ricchi, e non per condurre un'azione effettiva di lotta alla povertà, per colmare il fossato materiale fra gli uni e gli altri. Oltre ogni migliore intenzione, il risultato è solo un invito a fare buon viso cristiano al cattivo gioco degli egoismi, messi indebitamente in conto al materialismo laico. ([[Paolo Flores d'Arcais]])
=== [[Mehmet Ali Ağca]] ===
*Il papa vuole dire Solidarność, il risveglio nazionale polacco che poteva distruggere l'impero sovietico.
*Il Cremlino e il KGB avevano deciso di uccidere il papa polacco se necessario.
*Il papa era stato eletto anche con l'aiuto dell'America per distruggere l'impero sovietico. Questi sono piani della CIA, del Pentagono, della Casa Bianca, che non tutti sanno, ma io so.
===[[Zbigniew Brzezinski]]===
*Giovanni Paolo II ha rilanciato la fede, ma non solo quella cattolica. Ha fatto riflettere tutti sull'esistenza di qualcosa che trascende gli esseri umani, affascinando i laici e i credenti di qualunque denominazione.
*I media avevano scritto che ero stato io a far eleggere Giovanni Paolo II, complottando col cardinale di Filadelfia Krol. Quella presunta notizia veniva da un rapporto fasullo del Kgb, diffuso per spargere la disinformazione su un tema che preoccupava molto Mosca. Era una tale fesseria, che quando vedevo il Papa ci scherzavamo sempre su.
*Il comunismo significava vuoto materialistico, violenza politica e barbarie intellettuale. Wojtyla, invece, è stato il simbolo dei valori opposti: fede, dignità umana, spiritualità, libertà. Con la sua testimonianza ha sgretolato l'impero sovietico dall'interno.
*Verrà ricordato come un faro che ha brillato in un periodo caratterizzato dal cinismo, il vuoto spirituale, e anche l'incertezza politica provocata dalla guerra fredda.
===[[Michail Gorbačëv]]===
[[File:Giovanni Paolo II premiazione.jpg|thumb|Giovanni Paolo II con [[Michail Gorbačëv]]]]
*Certo, lui usciva dalla sfera spirituale, a volte parlava come un politico. Ma più che del politico, direi, spesso ricopriva il ruolo del profeta.
*Credo che questo Papa, che pure ha tratti di totale intransigenza, sia al fondo un politico realista. Richiamare l'attenzione del mondo sui suoi problemi più urgenti, improcrastinabili, è realismo e lungimiranza. Cosa ben diversa dal realismo di piccolo respiro dedicato a chiudere le falle e a risolvere meschini interessi di breve momento. La sua attenzione al Terzo Mondo, al debito che lo schiaccia in misura crescente, ne è la prova.
*Dopo il 1989 ci siamo incontrati più volte e, ogni volta, ho avuto la conferma che l'uomo che avevo di fronte aveva una chiara consapevolezza della drammaticità delle sfide del mondo contemporaneo. Fin dal primo contatto provai fiducia, istintivamente. E credo che sia stata una comprensione reciproca. Certo siamo diversi, con percorsi di vita che più diversi non potrebbero essere, eppure - e questo non cessa di stupirmi - siamo giunti agli stessi approdi nel giudizio sull'uomo. Forse, chissà, in questa convergenza gioca il fatto che entrambi siamo uomini dell'Est.
*Era privo di legami a queste o quelle ideologie o partiti. Predicava il rispetto verso l'Uomo, servendo la giustizia.
*Io vedo in lui un umanista, che ha compreso a fondo, molto a fondo, le tragedie del comunismo, le ragioni della sua degenerazione. Ma anche un uomo che ha capito molto bene la realtà di un certo capitalismo, la sua brutalità, la sua vuotezza, il cui materialismo pratico non è affatto migliore del materialismo filosofico di una certa interpretazione del marxismo.
*La sua critica dell'assenza di libertà individuali nel sistema politico sovietico fu giusta. Io stesso, che pure vi ero nato e cresciuto, ero giunto a conclusioni analoghe e, proprio per questo, mi ero impegnato a riformarlo. Ma c'è sempre, nelle parole di questo Papa, una sincerità e una coerenza che non si trovano in altri critici di quel comunismo: cioè Giovanni Paolo II denuncia la mancanza di libertà dovunque si manifesta, nel comunismo, ma anche nel capitalismo. Per questo è stato osteggiato e criticato dalle potentissime congreghe dei vincitori della guerra fredda.
*Lui è stato, e rimane, una persona che è uscita anche al di fuori della sua propria missione spirituale. Non è stato fermato né dagli attentati contro di lui né dalle minacce. È stato sempre un fermo e convinto difensore delle idee dell'umanesimo. È stato un grande umanista.
*Nella storia della Chiesa ci sono stati pochi Papi così longevi come Giovanni Paolo II, e così importanti: per avere attraversato un'intera epoca di eccezionali cambiamenti non da spettatori ma da protagonisti.
*Sì, all'epoca Giovanni Paolo II aveva criticato spesso - e critica ancora oggi - il cosiddetto sistema comunista (anche se preferirei chiamarlo pseudocomunista, in quanto si è solo appropriato il nome) e il modello sociale antiumano che incarnava. Il Papa lo conosceva non per sentito dire: ci aveva vissuto. Ma questa presa di posizione non gli ha impedito di ricordare, ormai nei giorni nostri, che anche questo modello aveva aspetti positivi, inanzitutto sociali.
*Sua Santità si schiera sempre per una soluzione politica, umana. Crede profondamente nella possibilità di una tale soluzione e io condivido pienamente questa fede.
===[[Hans Küng]]===
*Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all'esterno è in totale opposizione con la sua politica all'interno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio.
*Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l'esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare.
*Ma il "Santo Subito" è stata un'esortazione pilotata. Me li ricordo gli striscioni "spontanei" di Piazza San Pietro: tutti di stampa meticolosa, raffinata. È stata una palese messa in scena da parte di gruppi cattolici, conservatori e reazionari, che sono molti forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia.
*Allo stesso modo, l'entità degli scandali sessuali nella Chiesa, è stata sistematicamente nascosta sia da Wojtyla che dall'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Ratzinger.
===[[Sandro Magister]]===
*Karol Wojtyla irrompe in questi anni '80 con il passo grave del più celebre papa della storia. Celebre, non celebrato. [...] Dopo quindici mesi di pontificato, papa Karol Wojtila non è più uno sconosciuto: eppure, più il mondo lo conosce, meno il mondo lo ama.
*Una cosa sanno di Giovanni Paolo II i cardinali che eleggeranno il suo successore: che è irripetibile.
*Wojtyla si segnala come interprete di prima grandezza della nuova fase dell'apertura a oriente della Chiesa, a superamento del capitolo meramente diplomatico.
===[[Gianluigi Nuzzi]]===
*Il 16 ottobre 1978 viene eletto papa il polacco Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. Il santo padre recupera la politica di Paolo VI e assicura a Marcinkus la continuità sull'indirizzo finanziario.
*In realtà, Giovanni Paolo II segue le più delicate vicende che agitano la segreteria di Stato, dicastero chiave nell'organigramma vaticano e braccio operativo del santo padre. S'interessa alle inchieste che turbano i segreti dello Ior, come si è visto grazie ai report inviati negli anni Novanta da Caloia al segretario di Wojtyla, Stanislao Dziwisz, sulle vicende Enimont e sullo Ior parallelo, creatura di monsignor Donato de Bonis. Riceve quindi i dossier più riservati sui casi critici e indica le linee generali da seguire alla segreteria di Stato. Gestisce poi in prima persona un'enorme quantità di denaro sui finanziamenti alla Polonia di Solidarnosc. Denaro che costituisce il fondo personale del sommo pontefice e che proprio essendo di sua esclusiva competenza sfugge ai bilanci ufficiali che la Santa Sede diffonde ogni anno.
*Se si sommano i 72,5 miliardi dello Ior ai 94,4 miliardi dell'Obolo di san Pietro, si scopre che Wojtyla nel 1994 può contare su una cassa personale per carità e opere di bene di 166,9 miliardi (121,3 milioni di euro). Ai quali andranno aggiunti negli anni i proventi della Centesimus annus pro pontefice, il fondo che raccoglie i frutti delle iniziative degli imprenditori cattolici.
===[[Fernando Vallejo]]===
*E quale sarà il papa a dover chiedere perdono in futuro per l'omofobia di Wojtyla e per l'infinità di bambini che sono nati per essere abbandonati o malati di AIDS a causa della sua ottusa opposizione alla pillola per l'interruzione di gravidanza e al preservativo in un mondo sovrappopolato? O per gli innumerevoli crimini della Puttana carnivora e bimillenaria contro il nostro prossimo, gli animali?<br />Sabato 2 aprile 2005, dopo mesi di malattia che hanno rotto il cazzo al Vaticano e tenuto col fiato sospeso il pianeta, finalmente è morto Wojtyla, il papa della riproduzione.
*Giovanni Paolo II ha protetto [[Paul Marcinkus|Marcinkus]] e [[Michele Sindona|Sindona]], come avrebbe poi protetto il grande pedofilo messicano, padre [[Marcial Maciel]].
*Ha canonizzato quell'ipocrita cacciatore d'eredità e truffatore di vedove di [[Josemaría Escrivá de Balaguer|José Maria Escrivà de Balaguer]], fondatore della setta franchista dell'[[Opus Dei]] e più perverso e tenebroso lui da solo di tutta la Compagnia di Gesù messa assieme.<br />In Nicaragua ha demonizzato quella che definiva "la Chiesa popolare" e nel Salvador ha condannato il cardinale [[Oscar Romero]], le cui denunce contro gli squadroni della morte del suo Paese gli sarebbero costate la vita: un franco tiratore lo ammazzò con un colpo al cuore mentre celebrava una messa presso l'ospedale della Divina Provvidenza e nell'esatto momento dell'eucaristia. La sfilza delle vigliaccate di Wojtyla è infinita.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Giovanni Paolo II, ''Il dialogo interreligioso nel magistero pontificio'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 1994.
*Giovanni Paolo II, ''Insegnamenti di Giovanni Paolo II'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 2006. ISBN 8820978016
*Giovanni Paolo II, ''Trittico romano. Meditazioni'', Libreria Editrice Vaticana, 2003. ISBN 8820974517
*Giovanni Paolo II, ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-et-ratio.html Fides et ratio]'', Libreria Editrice Vaticana.
*Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR, 1989.
*Giovanni Paolo II, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977.
*Giovanni Paolo II, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.
*Giovanni Paolo II, ''Poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Newton, Roma, 1994. ISBN 8879837591
*Giovanni Paolo II, ''Tertio Millennio Adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998.
*Giovanni Paolo II, ''Il sapore del pane: poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Libreria Editrice Vaticana, 1979.
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Redemptor hominis||(1979)}}
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François-René de Chateaubriand
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[[Immagine:Anne-Louis Girodet-Trioson 006.jpg|thumb|Ritratto di François-René de Chateaubriand]]
'''François-Auguste-René, visconte di Chateaubriand''' (1768 – 1848), scrittore, politico e diplomatico francese.
==Citazioni di François-René de Chateaubriand==
*Bisogna evitare la società quando si soffre, perché è la naturale nemica degli sventurati. L'[[orgoglio]] è la virtù dell'infelice.<ref>Da ''Saggio storico, politico e morale sulle rivoluzioni antiche e moderne''.</ref><ref name=e />
*{{NDR|[[Napoleone Bonaparte]]}} Egli è [...] un grande vincitor di battaglie, ma fuori di questo, il minimo generale è più abile di lui.<ref>Da ''Di Buonaparte, dei Borboni e della necessità di schierarci intorno ai nostri principi legittimi per la felicità della Francia e dell'Europa'', p. 26.</ref>
*Gli Dei se ne vanno.<ref>Da ''Martiri'', XXIV; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', U. Hoepli, Milano, 1921, [[:s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/521|p. 489, § 1453]].</ref>
:''Les Dieux s'en vont''.
*I posteri metteranno in dubbio se cotest'uomo {{NDR|Napoleone Bonaparte}} sia stato più colpevole pel male che ha fatto, o pel bene che avrebbe potuto fare e non ha fatto.<ref>Da ''Di Buonaparte, dei Borboni e della necessità di schierarci intorno ai nostri principi legittimi per la felicità della Francia e dell'Europa'', p. 8.</ref>
*Il tempo non si ferma ad ammirare la [[gloria]]: se ne serve e passa oltre.<ref>Da ''I quattro Stuart''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Io adotto come verità religiosa la verità cristiana, che non è [...] un circolo inflessibile, ma un circolo che si espande man mano che i lumi e la libertà si sviluppano. [...] La religione cristiana entra in una nuova era: come le istituzioni e i costumi, essa subisce la terza trasformazione. Essa cessa di essere politica, diviene filosofica, senza smettere di essere divina; il suo circolo flessibile si espande con i lumi e le libertà, mentre la croce segna per sempre il suo centro immobile.<ref>Da ''Etudes historiques'', in ''Oeuvres completès'', a cura di E. Biré, IX, Paris, pp. 70-75; citato in Marjorie Reeves, Warwick Gould, ''Gioacchino da Fiore e il mito dell'Evangelo eterno nella cultura europea'', Viella, 2000, p. 112.</ref>
*L'uomo non ha in fondo all'anima nessuna avversione alla [[morte]]; vi è perfino del piacere a morire. La lampada che si spegne non soffre.<ref>Da ''Pensieri, massime e riflessioni'', 71; citato in Domenico Ciampoli, ''Dizionari di citazioni italiane e tradotte: citazioni francesi'', Carabba, Lanciano, 1912, p. [https://archive.org/details/dizionariodicita00ciam/page/446 446].</ref>
*Mi piace nel [[gatto]] quel suo temperamento indipendente e quasi ingrato che fa sì che non s'affezioni a nessuno.<ref>Citato in Brigitte Bulard-Cordeau, ''Il piccolo libro dei gatti'', traduzione di Giovanni Zucca, Fabbri Editori, Milano, 2012, [http://books.google.it/books?id=NUPNAQAAQBAJ&pg=PT41 p. 41]. ISBN 978-88-58-66237-3</ref>
*{{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]] negoziatore di trattati}} Quando Talleyrand non cospira, traffica.<ref>Citato in [[Charles Augustin de Sainte-Beuve]], ''Saggio su Tallyrand di Sir Henry Litton Bulwer'', in ''Talleyrand ed altri saggi'', tradotti e presentati da Pietro Paolo Trompeo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1947, p. 90.</ref>
*Questo astro della notte, questo globo che si suppone sia finito e spopolato, passeggia le sue pallide solitudini sopra le solitudini di [[Roma]]; illumina strade senza abitanti, recinti, piazze, giardini dove non passa nessuno, monasteri dove non si sente più la voce dei cenobiti, chiostri deserti come i portici del Colosseo.<ref>Dal ''Viaggio in Italia'', citato in [[Pietro Citati]], ''L'armonia del mondo. {{small|Miti d'oggi}}'', Superpocket, su licenza RCS Libri, 1999, p. 114. ISBN 88-462-0122-1</ref>
*{{NDR|Sulle [[cascate del Niagara]]}} [...] sembra una colonna d'acqua del diluvio.<ref>Da ''Atala'', a cura di Graziano Benelli, traduzione di Giorgio Tomasi, Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1995, p. [https://books.google.it/books?id=kB_4vg9gY_IC&pg=PA84 84]. ISBN 88-7692-543-0</ref>
===Attribuite===
*Le foreste a precedere le civiltà, i deserti a seguire.<ref>Jean-Michel Le Bot, ''[https://journals.openedition.org/socio-logos/2634?lang=en Contribution à l'histoire d'un lieu commun: l'attribution à Chateaubriand de la phrase «les forêts précèdent les peuples, les déserts les suivent»]'', ''Socio-logos'', n. 7, 2012.</ref>
==''Genio del Cristianesimo''==
===[[Incipit]]===
Da quando il cristianesimo è apparso sulla terra, tre specie di nemici l'hanno costantemente attaccato: gli eresiarchi, i sofisti e quegli uomini, apparentemente frivoli, che distruggono tutto ridendo. Numerosi apologeti hanno vittoriosamente risposto ai sofismi e alle menzogne; ma sono stati meno felici contro la derisione. [[Ignazio di Antiochia|Sant'Ignazio di Antiochia]]<ref>I<small>GNAZ</small>. ''in Patr. apost. Epist. ad Smyrn'', n. 1.</ref>, [[Ireneo di Lione|sant'Ireneo]], vescovo di Lione<ref>''In Hæres''., lib. <small>IV</small>.</ref>, [[Quinto Settimio Fiorente Tertulliano|Tertulliano]], nel suo ''Trattato delle Prescrizioni''', che Bossuet definisce divino, combatterono i novatori, le cui interpretazioni superbe corrompevano la semplicità della fede.
===Citazioni===
*Ci sono due tipi di atei, ben distinti: i primi, coerenti con i loro principi, dichiarano senza esitazione che Dio non esiste, e di conseguenza non c'è differenza essenziale tra il bene e il male; che il mondo appartiene ai più forti e ai più abili, ecc. I secondi sono i virtuosi dell'ateismo, gli ipocriti dell'incredulità. Assurdi personaggi che, con una finta dolcezza, arriverebbero a ogni eccesso per sostenere il loro sistema; vi chiamerebbero ''fratello mio'' mentre vi stanno sgozzando; le parole morale e umanità sono sempre nella loro bocca: sono tre volte perfidi; perché aggiungono ai vizi dell'ateo l'intolleranza del settario e l'amor proprio dell'autore. (parte I, lib. VI, cap V, p. 305)
*Lo [[scrittore]] originale non è colui che non [[imitazione|imita]] nessuno, ma colui che nessuno può imitare. (parte II, lib. I, cap. III, p. 349)
*Più i popoli avanzano nella civilizzazione, più aumenta tale stato di indefinito nelle passioni; poiché allora arriva una cosa molto triste: il grande numero di esempi che si hanno sotto gli occhi, la moltitudine di libri che trattano dell'uomo e dei suoi sentimenti, rendono abili senza esperienza. Si è disincantati senza aver goduto; restano ancora dei desideri, non si hanno più illusioni. L'immaginazione è ricca, abbondante e meravigliosa; l'esistenza povera, secca e disincantata. Si abita, con un cuore pieno, un mondo vuoto; e senza aver usato nulla, siamo disillusi da tutto. (parte II, lib. III, cap. IX, p. 499)
*Ma se volete essere scossi; se volete sapere fino a che punto può estendersi l'immaginazione del dolore; se volete conoscere la poesia delle torture e gli inni della carne e del sangue, scendete nell'Inferno di [[Dante Alighieri|Dante]]. (parte II, lib. IV, cap. XIV, pp. 575-577)
*La Gloria è nata senza ali; bisogna che essa prenda in prestito quelle delle muse, quando vuole volare verso il cielo. (parte III, lib. II, cap. I, p. 687)
*L'uomo che ha lasciato un solo precetto [[morale]], un solo sentimento che si riferisca alla terra, è più utile alla società del geometra che ha scoperto le più belle proprietà del triangolo. (parte III, lib. II, cap. I, p. 689)
*C'era un uomo che, a dodici anni, con ''aste e cerchi'', aveva inventato la matematica; che, a sedici anni, aveva scritto il più sapiente trattato sulle coniche che sia visto dall'antichità; che, a diciannove anni, ridusse in macchina una scienza che esiste tutta quanta nella mente. Che, a ventitré, mostrò i fenomeni della pesantezza dell'aria, e distrusse uno dei grandi errori dell'antica fisica; che, all'età in cui gli altri uomini iniziano a mala pena a nascere, dopo aver terminato di percorrere il cerchio delle scienze umane, si accorse del loro niente e rivolse i suoi pensieri verso la religione; che, da quel momento fino alla morte, arrivata a trentanove anni, sempre infermo e sofferente, fissò la lingua che parlarono Bossuet e Racine, dando il modello del motteggio più perfetto, come del ragionamento più forte; infine che, nei brevi intervalli dei suoi mali, risolse, per astrazione, uno dei più alti problemi della geometria, e gettò sulla carta pensieri che riguardano Dio e l'uomo: questo immenso genio si chiamava ''[[Blaise Pascal]]''. (parte III, lib. II, cap. VI, p. 713)
*La nostra superiorità si riduce dunque a qualche progresso nei nostri studi naturali; progressi che appartengono al corso del tempo, e che non compensano, con molta approssimazione, la conseguente perdita di immaginazione. (parte III, lib. II, cap. VI, p. 719)
*Un [[cristiano (religione)|cristiano]] ha eminentemente quelle qualità che un antico domanda a uno storico... ''un buon senso per le cose del mondo, una gradevole espressione''<ref>Luciano, ''Come bisogna scrivere la storia'', traduzione di Racine.</ref>. (parte III, lib. III, cap. VII, p. 751)
*Non c'è un bel ricordo, né una bella istituzione nei secoli moderni che il cristianesimo non reclami. I soli tempi poetici della nostra storia, i tempi cavallereschi gli appartengono ancora: la vera religione ha il merito di aver creato fra di noi l'età della magia e degli incantesimi. (parte IV, lib. V, cap. I, p. 1067)
*Qualora si negassero al cristianesimo le sue prove soprannaturali, resterebbe ancora nella sublimità della sua morale, nell'immensità dei suoi benefici, nella bellezza delle sue cerimonie, cosa che prova che sia il culto più divino e più puro mai praticato dagli uomini. (parte IV, lib. VI, cap. XIII, p. 1221)
===[[Explicit]]===
«A coloro che hanno ripugnanza per la religione, dice [[Blaise Pascal|Pascal]], bisogna cominciare a dimostrare che non è affatto contraria alla ragione; poi, che è venerabile e portarle rispetto; dopo, renderla amabile e far desiderare che sia vera; poi, dimostrare con prove incontestabili che è vera; far vedere la sua antichità e la sua santità con la sua grandezza e la sua elevazione».<br />
Tale è la via che questo grande uomo aveva tracciato e che abbiamo provato a seguire. Non abbiamo impiegato gli argomenti consueti degli apologisti del cristianesimo, ma un'altra
concatenazione di prove ci conduce tuttavia alla stessa conclusione; sarà il risultato di quest'opera:<br />
Il cristianesimo è perfetto; gli uomini sono imperfetti.<br />
Ora, una conseguenza perfetta non può uscire da un principio imperfetto.<br />
Il cristianesimo non è dunque venuto dagli uomini.<br />
Se non è venuto dagli uomini, non può essere venuto che da Dio.<br />
Se è venuto da Dio, gli uomini non hanno potuto conoscerlo che per rivelazione.<br />
Dunque il cristianesimo è una religione rivelata.
==''Lettera al signor De Fontanes''==
*Voi avete, senza dubbio, ammirato nei paesaggi di [[Claude Lorrain|Claudio di Lorena]], quella luce che sembra ideale, e più bella della natura; ebbene, quella luce, è la luce di Roma. (pp. 6-7).
*Chi pone ogni studio nell'antichità, e nelle arti belle, o chi non ha più verun legame nella vita debbe scegliere [[Roma]] a propria dimora. Quivi egli troverà una terra opportuna a pascere le di lui riflessioni; siti di passeggio che gli parleranno sempre alla mente ed al cuore. La pietra ch'egli premerà co' piedi sarà per esso un istorico monumento, e la polve che il vento gli smoverà dinanzi a' suoi passi, racchiuderà mai sempre un'umana grandezza. (pp. 9-10).
*La collocazione del [[Tevere]] che bagna questa vastissima città, e ne divide con essa la gloria è molto bizzarra. E' passa inosservato in un angolo di Roma; nessuno si degna gettarvi un'occhiata, nessuno ne parla, nessuno beve delle sue acque, e le donne non se ne servono per lavare; si caccia furtivamente fra mezzo a brutte casipole che lo celano, e corre a precipitarsi nel mare, vergognoso di portar il nome di ''Tevere''. (p. 13)
==''Martiri''==
*La grandezza dell'orizzonte romano che armonizza con le grandi linee dell'architettura; gli acquedotti che, a guisa di raggi convergenti ad un centro, portano le acque al popolo re su archi di trionfo; il rumore infinito delle fontane; le innumerevoli statue simili a un popolo immobile in mezzo ad un popolo pieno di vita; i monumenti di tutte le età e di tutti i paesi; le opere dei re dei consoli dei cesari; gli obelischi tolti all'Egitto, le tombe tolte alla Grecia; non so qual bellezza nella luce nei vapori nei contorni delle montagne; la stessa rusticità del corso del [[Tevere]] e le mandre di cavalle quasi selvagge che s'abbeverano: nelle sue acque; la campagna, che il cittadino di Roma sdegna ora di coltivare dichiarando ogni anno alle nazioni suddite qual parte della terra avrà l'onore di nutrirlo, tutto porta in Roma l'impronta del o dominio e del tempo... (libro V; 1910, p. 76)
*Fiori e frutti umidi di rugiada sono meno soavi e freschi che il paesaggio di [[Napoli]] uscito dalle ombre della notte. Arrivando al portico, ero sempre sorpreso di trovarmi in riva al mare, poichè le onde in quel luogo facevano appena udire il leggero mormorio d'una fonte. Estatico per tale spettacolo, appoggiato ad una colonna, rimanevo ore ed ore, senza pensiero senza desiderio senza scopo, a respirare l'aria dolcissima. La malia era sì profonda che l'aria divina pareva trasformare la mia sostanza e con piacere ineffabile io m'alzavo al firmamento come un puro spirito... (libro V; 1910, pp. 75-76)
*Forse vi sono climi pericolosi alla virtù, per la voluttà che ispirano. Non racconta un'ingegnosa favola che Partenope fu costruita sulla tomba di una sinena? Lo splendore vellutato della campagna, la tiepida temperatura dell' aria, i contorni {{sic|arrotonditi}} delle montagne, le molli curve dei fiumi e delle valli sono a Napoli vere seduzioni dei sensi cui nulla stanca e tutto riposa. Il napoletano seminudo, contento di sentirsi vivere sotto l'influenza di un cielo propizio, rifiuta di lavorare, appena abbia guadagnato l'obolo che basta al pane quotidiano. Egli passa la metà della vita immobile ai raggi del sole e l'altra a farsi trascinare in un carro mandando grida di gioia; di notte si getta sugli scalini di un tempio e dorme incurante dell'avvenire, accovacciato innanzi alle statue degli dei. (libro V; 1910, p. 76)
==''Memorie d'oltretomba''==
*Ci sono [[parole]] che dovrebbero servire una volta sola.
*Il cielo fa nascere di rado insieme l'uomo che vuole e l'uomo che può.
*L'uomo non ha una sola e identica [[vita]]; ne ha diverse giustapposte, ed è la sua miseria.
*La vera [[felicità]] costa poco; se è cara, non è di buona lega.
*La bruttezza di [[Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau|Mirabeau]], sovrapposta sul fondo della bellezza tipica della sua razza, produceva una sorta di possente figura da Giudizio Universale di [[Michelangelo]] [...] La natura sembrava aver modellato la sua testa o per l'impero o per la forca, e scolpito le sue braccia o per stringere una nazione, o per rapire una donna. Quando scuoteva la criniera e guardava il popolo ne arrestava lo slancio; quando levava lanzampa mostrando le unghie, la plebe correva furiosa. In mezzo allo spaventoso disordine di una seduta l'ho visto nella tribuna, cupo, brutto, immobile: faceva venire in mente il caos di [[John Milton|Milton]], impassibile e senza forma al centro della sua confusione [...] Traeva la sua energia dai suoi vizi; quei vizi non nascevano da un temperamento frigido, poggiavano su passioni profonde, brucianti, tempestose.<ref>Da ''Memorie d'oltretomba'', Torino, Einaudi, 1995, v. I, p. 182.</ref>
*La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il [[Lago Maggiore]] in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli.<ref>Citato in Carlo Caruso (a cura di), ''Viaggiatori nelle nostre terre: da Petrarca a Canetti'', Armando Dadò editore, Locarno, 2000, p. 265. ISBN 888281064X</ref>
*Ogni sera l'uomo, coricandosi, può fare il conto delle sue perdite; solo i suoi anni non lo lasciano, benché passino.<ref name=e />
* Secondo l'ordine di questa gerarchia di bruttezza, apparivano, insieme ai fantasmi dei Sedici, una serie di teste di gorgoni. L'ex medico delle guardie del corpo del [[Carlo X di Francia|conte di Artois]], l'aborto svizzero [[Jean-Paul Marat|Marat]], con i piedi nudi negli zoccoli o nelle scarpe ferrate, era il primo a perorare in virtù dei suoi incontestabili diritti... nella cerchia delle bestie feroci attente ai piedi del pulpito, aveva l'aria di una iena vestita. Fiutava i futuri affluvi del sangue; aspirava già l'incenso delle processioni di asini e di boia, nell'attesa del giorno in cui, cacciato dal [[Giacobinismo|Club dei Giacobini]] come ladro, [[ateo]], assassino, sarebbe stato scelto come ministro. Quando Marat era sceso dalla sua tribuna di tavole... non gli impedì di diventare il capo della moltitudine, di salire fino all'orologio dell'Hôtel de Ville, di suonare da là il segnale di un massacro generale, e di trionfare al tribunale rivoluzionario. Marat, come il peccatore di Milton, fu violato dalla morte: [[Marie-Joseph Chénier|Chénier]] ne fece l'apoteosi, [[Jacques-Louis David|David]] lo dipinse nel bagno rosso di sangue... In un cenotafio coperto di erba in place du Carrousel si poteva visitare il busto, la vasca da bagno, la lampada e lo scrittoio della divinità. Poi cambiò il vento: l'immondizia, versata dall'urna di agata in ben altro vaso, fu vuotata nella fogna.
*{{NDR|In occasione del giuramento di fedeltà prestato da [[Joseph Fouché]], dinnanzi a [[Luigi XVIII di Francia]], dopo il secondo rientro a Parigi di quest'ultimo come re di Francia, alla presenza di [[Talleyrand]]}} Tutt'a un tratto, la porta si apre: entra silenziosamente il vizio appoggiato al braccio del crimine, il signor di Talleyrand che procede sostenuto dal signor Fouché; la visione infernale passa lentamente davanti a me, penetra nell'ufficio del re e dispare. Fouché veniva a giurare fede e rispetto al suo signore {{NDR|in qualità di nuovo Ministro di polizia}}: il fedele regicida, in ginocchio, mise le mani che fecero cadere la testa di [[Luigi XVI]] tra le mani del fratello del re martire; il vescovo apostata {{NDR|Talleyrand, neo Ministro degli esteri, vescovo di Autun dal 1788 al 1791}} garantì il giuramento.<ref>Citato in Pier Damiano Ori e Giobanni Prich, ''Talleyrand'', Rusconi, Milano, 1981, p. 166.</ref>
*Quasi sempre, in [[politica]], il risultato è contrario alle previsioni.
*Vi sono tempi in cui si deve spendere il [[disprezzo]] con parsimonia, a causa del gran numero di bisognosi.
==''Viaggio in Italia''==
*La [[Solfatara di Pozzuoli|{{sic|zolfatara}}]], campo di zolfo. Rumore delle fontane di acqua bollente: rumore del [[Tartaro (mitologia)|Tartaro]] per i poeti.<br>Veduta del [[golfo di Napoli]] nel ritorno: [[Capo Miseno|capo]] disegnato dalla luce del sole occidente; riflesso della luce sul [[Vesuvio]] e l'[[Appennini|{{sic|Apennino}}]]; armonia di quei fuochi e del cielo. Vapor diafano a fior d'acqua e a mezza montagna. Bianchezza delle vele delle barche rientranti nel porto. L'[[isola di Capri]] lontana. La montagna di Camaldoli col convento e gruppo d'alberi, sopra Napoli. Contrasto di ciò con la zolfatara. (p. 46)
*Convengo che i dintorni di Napoli sono forse più appariscenti che non quelli di Roma: quando il sole arde o la luna, larga e rossa, s'alza sopra dal Vesuvio come un globo lanciato dal vulcano, la baia di Napoli con le sue rive cinte d'aranci, le montagne della Puglia, l'isola di Capri, la costa di Posilipo, Baia, Miseno, Cuma, l'Averno, i Campi Elisi e tutta quella terra virgiliana presentano uno spettacolo magico; tuttavia, secondo me, vi manca il grandioso della campagna romana. (p. 61)
*{{NDR|La [[Campagna romana]]}} Figuratevi un po' della desolazione di Tiro e di Babilonia, cui accenna la Scrittura; un silenzio e una solitudine vaste come il rumore e il tumulto degli uomini che un tempo calpestavano questo suolo. Si crede di udirvi risuonare la maledizione del profeta: ''Venient tibi duo haec subito in die una, | sterilitas et viduitas''<ref>''Ma ti accadranno queste due cose, | d'improvviso, in un sol giorno; | perdita dei figli e vedovanza | piomberanno su di te, | nonostante la moltitudine delle tue magie, | la forza dei tuoi molti scongiuri.'' ''Da [https://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PNT.HTM Isaia, 47,9]'', in ''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974, ''vatican.va''.</ref>. Qua e là si scorgono accenni di strade romane in luoghi ove non passa più alcuno e tracce disseccate di torrenti invernali, simili, quando si vedano di lontano, a grandi strade battute e frequentate, mentre non sono che il letto deserto di un'onda tempestosa trascorsa come il popolo di [[Roma]]. Rari son gli alberi, dovunque s'alzano rovine di acquedotti e di tombe: rovine che sembrano le foreste e le piante indigene d'una terra composta dalla polvere dei morti e dai ruderi. Spesso in un gran piano ho creduto vedere ricche messi; avvicinandomi ho scoperto erbe avvizzite. A volte, sotto queste sterili messi si distinguono i ricordi d'un'antica coltivazione. Ma niente uccelli o contadini o lavori rustici, o muggiti di {{sic|mandre}} o villaggi. Un piccol numero di fattorie scalcinate s'ergono su la nudità dei campi; le finestre e le porte ne son chiuse, non vi escono né uomini né rumore né fumo. Una specie di selvaggio seminudo, pallido e minato dalla febbre, custodisce queste misere capanne, come gli spettri che, nelle nostre storie gotiche, proibiscono l'entrata dei castelli deserti. Si direbbe davvero che nessun popolo ha osato succedere ai padroni del mondo nella loro terra nativa; e che questi campi son tali quali li ha lasciati il vomere di [[Lucio Quinzio Cincinnato|Cincinnato]] o l'ultimo aratro di Roma.<br>Dal mezzo di questo terreno incolto, cui domina e attrista ancora un monumento chiamato dalla voce popolare ''la tomba di [[Nerone]]'', s'{{sic|èleva}} la grande ombra della Città Eterna. Decaduta dalla sua potenza terrestre sembra aver voluto isolarsi nel suo orgoglio, si è disgiunta dalle altre città del mondo, e, come una regina scesa dal trono, ha nobilmente celato nella solitudine le sue sventure. (p. 105)
*Si può, a [[Venezia]], credersi sulla tolda d'una superba galera ancorata, sul ''[[Bucintoro|Bucentauro]]'', dove si dia una festa, e donde si scorgano all'intorno cose ammirevoli. (p. 105)
*La civiltà di Venezia ha con sé ogni comodo di vita. La seduzione del cielo impedisce di pensare a una maggior dignità umana; una virtù di simpatia esala da questi vestigi di grandezza, da queste tracce dell'arte. Gli avanzi di un'antica società, che produsse tali miracoli, disgustandovi di una società nuova, non vi permettono alcun desiderio dell'avvenire. Volete sentirvi morire con tutto ciò che muore intorno a voi; né altra cura vi spetta se non fregiare i resti della vostra vita, a mano a mano ch'essa se ne dispoglia. (p. 107)
*Venezia non conobbe l'idolatria; crebbe cristiana nell'isola in cui fu nutrita, lungi dalla brutalità di Attila. Le discendenti dei Scipioni, le Paole e le Eustochie, sfuggirono, nella grotta di Betlemme, alla violenza di Alarico. Appartata dalle altre città, figlia primogenita della civiltà antica, non avvilita dalla conquista, Venezia né ruderi romani contiene, né monumenti barbarici. Neppur vi si vede ciò che si vede nel nord e nell'occidente di Europa, in mezzo ai progressi dell'industria, voglio dire gli edifici nuovi, le vie fabbricate in fretta, in cui le case o sono incompiute o vuote. Che cosa si potrebbe qui costruire? Miserabili bugigattoli, che svelerebbero la povertà di concezione dei figli, vicino alla magnificenza geniale dei padri; casupole bianche, che non arriverebbero al tallone dei giganteschi palazzi abitati dai Foscari e dai Pesaro. La cazzuola di calcina e la mano di gesso, che per un'urgente riparazione si sono applicate ad un capitello di marmo, ci offendono. Meglio le tavole tarlate, che sbarrano le finestre greche o moresche; meglio i cenci posti ad asciugare sopra artistici balconi, che l'impronta della mano infermiccia del nostro secolo. (pp. 107-108)
*Venezia è là, assisa sulla riva del mare, come una bella donna, che sta per spegnersi col giorno; il vento crepuscolare solleva i suoi capelli profumati ed essa muore, salutata da tutte le grazie e da tutti i sorrisi della natura. (p. 108)
==[[Incipit]] di ''René''==
Quando arrivò da Natchez, René era stato obbligato a prendere moglie, per conformarsi ai costumi degli indiani.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su François-René de Chateaubriand==
*Aveva lo Chateaubriand celebrato il cristianesimo, ispiratore dell'arte, in una prosa risonante, eloquente; ma il suo cristianesimo che, a buon diritto, non appagava il Manzoni, era cosa esteriore rivestita della porpora del nuovo Cesare. Non da esso poteva nascere la fede che persuade, tranquillizza, dominatrice dell'orgoglio e delle passioni. ([[Pietro Toldo]])
*L'abate [[André Morellet|Morellet]], il nome del quale è già cancellato dal libro della vita, rimproverava a Chateaubriand di non sapere la sua lingua, di essere uno scolaruccio che bisognava rimandare ad apprendere cosa fosse un'interiezione, un pronome, un verbo, o un tempo; e tutto questo veniva accompagnato dall'accademico da una diatriba verbosa contro coloro che non sapevano scrivere. ([[Jean-Baptiste Capefigue]])
*Noi siamo tuoi figli! Le tue idee, le tue passioni, i tuoi sogni non sono più solo le nostre, ma tu ci hai indicato la strada e seguiamo le tue tracce. ([[Charles Augustin de Sainte-Beuve]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*François-René de Chateaubriand, ''Di Buonaparte, dei Borboni e della necessità di schierarci intorno ai nostri principi legittimi per la felicità della Francia e dell'Europa'', traduzione di C. M., Tipografia reale di guerra, Palermo, 1814.
*François-René de Chateaubriand, ''Genio del Cristianesimo'', traduzione e note di Sara Faraoni, Bompiani, 2008.
*François-René de Chateaubriand, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4601855&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL4601916 Lettera al signor De Fontanes]'', in AA.VV., ''Roma e sue vicinanze'', Ufficio de' giornali l'Indicatore e il Barbiere di Siviglia, Milano, 1834.
*François-René de Chateaubriand, ''[https://archive.org/details/chateaubriand-viaggio-in-italia/page/74/mode/2up? Martiri]'', in ''[https://archive.org/details/chateaubriand-viaggio-in-italia/mode/2up? Viaggio in Italia (1803-1804): {{small|aggiuntevi pagine dai "Martiri" e dalle "Memorie d'Oltretomba"}}]'', traduzione prefazione e note di Giovanni Rabizzani, R. Carabba, Lanciano, 1910.
*François-René de Chateaubriand, ''Memorie d'oltretomba'', progetto editoriale di [[Cesare Garboli]], a cura di Ivanna Rosi, traduzione di Filippo Martellucci, Ivanna Rosi e Fabio Vasarri, Einaudi-Gallimard, 1995.
*François-René de Chateaubriand, ''[https://archive.org/details/chateaubriand-viaggio-in-italia/mode/1up Viaggio in Italia (1803-1804): {{small|aggiuntevi pagine dai "Martiri" e dalle "Memorie d'Oltretomba"}}]'', traduzione prefazione e note di Giovanni Rabizzani, R. Carabba, Lanciano, 1910.
==Voci correlate==
*[[Lucile de Chateaubriand]], sorella
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Genio del Cristianesimo||(1802)}}
{{Pedia|Memorie d'oltretomba||(1848)}}
{{DEFAULTSORT:Chateaubriand, François-René de}}
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[[Categoria:Politici francesi]]
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[[Immagine:Anne-Louis Girodet-Trioson 006.jpg|thumb|Ritratto di François-René de Chateaubriand]]
'''François-Auguste-René, visconte di Chateaubriand''' (1768 – 1848), scrittore, politico e diplomatico francese.
==Citazioni di François-René de Chateaubriand==
*Bisogna evitare la società quando si soffre, perché è la naturale nemica degli sventurati. L'[[orgoglio]] è la virtù dell'infelice.<ref>Da ''Saggio storico, politico e morale sulle rivoluzioni antiche e moderne''.</ref><ref name=e />
*{{NDR|[[Napoleone Bonaparte]]}} Egli è [...] un grande vincitor di battaglie, ma fuori di questo, il minimo generale è più abile di lui.<ref>Da ''Di Buonaparte, dei Borboni e della necessità di schierarci intorno ai nostri principi legittimi per la felicità della Francia e dell'Europa'', p. 26.</ref>
*Gli Dei se ne vanno.<ref>Da ''Martiri'', XXIV; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', U. Hoepli, Milano, 1921, [[:s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/521|p. 489, § 1453]].</ref>
:''Les Dieux s'en vont''.
*I posteri metteranno in dubbio se cotest'uomo {{NDR|Napoleone Bonaparte}} sia stato più colpevole pel male che ha fatto, o pel bene che avrebbe potuto fare e non ha fatto.<ref>Da ''Di Buonaparte, dei Borboni e della necessità di schierarci intorno ai nostri principi legittimi per la felicità della Francia e dell'Europa'', p. 8.</ref>
*Il tempo non si ferma ad ammirare la [[gloria]]: se ne serve e passa oltre.<ref>Da ''I quattro Stuart''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Io adotto come verità religiosa la verità cristiana, che non è [...] un circolo inflessibile, ma un circolo che si espande man mano che i lumi e la libertà si sviluppano. [...] La religione cristiana entra in una nuova era: come le istituzioni e i costumi, essa subisce la terza trasformazione. Essa cessa di essere politica, diviene filosofica, senza smettere di essere divina; il suo circolo flessibile si espande con i lumi e le libertà, mentre la croce segna per sempre il suo centro immobile.<ref>Da ''Etudes historiques'', in ''Oeuvres completès'', a cura di E. Biré, IX, Paris, pp. 70-75; citato in Marjorie Reeves, Warwick Gould, ''Gioacchino da Fiore e il mito dell'Evangelo eterno nella cultura europea'', Viella, 2000, p. 112.</ref>
*L'uomo non ha in fondo all'anima nessuna avversione alla [[morte]]; vi è perfino del piacere a morire. La lampada che si spegne non soffre.<ref>Da ''Pensieri, massime e riflessioni'', 71; citato in Domenico Ciampoli, ''Dizionari di citazioni italiane e tradotte: citazioni francesi'', Carabba, Lanciano, 1912, p. [https://archive.org/details/dizionariodicita00ciam/page/446 446].</ref>
*Mi piace nel [[gatto]] quel suo temperamento indipendente e quasi ingrato che fa sì che non s'affezioni a nessuno.<ref>Citato in Brigitte Bulard-Cordeau, ''Il piccolo libro dei gatti'', traduzione di Giovanni Zucca, Fabbri Editori, Milano, 2012, [http://books.google.it/books?id=NUPNAQAAQBAJ&pg=PT41 p. 41]. ISBN 978-88-58-66237-3</ref>
*{{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]] negoziatore di trattati}} Quando Talleyrand non cospira, traffica.<ref>Citato in [[Charles Augustin de Sainte-Beuve]], ''Saggio su Tallyrand di Sir Henry Litton Bulwer'', in ''Talleyrand ed altri saggi'', tradotti e presentati da Pietro Paolo Trompeo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1947, p. 90.</ref>
*Questo astro della notte, questo globo che si suppone sia finito e spopolato, passeggia le sue pallide solitudini sopra le solitudini di [[Roma]]; illumina strade senza abitanti, recinti, piazze, giardini dove non passa nessuno, monasteri dove non si sente più la voce dei cenobiti, chiostri deserti come i portici del Colosseo.<ref>Dal ''Viaggio in Italia'', citato in [[Pietro Citati]], ''L'armonia del mondo. {{small|Miti d'oggi}}'', Superpocket, su licenza RCS Libri, 1999, p. 114. ISBN 88-462-0122-1</ref>
*{{NDR|Sulle [[cascate del Niagara]]}} [...] sembra una colonna d'acqua del diluvio.<ref>Da ''Atala'', a cura di Graziano Benelli, traduzione di Giorgio Tomasi, Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1995, p. [https://books.google.it/books?id=kB_4vg9gY_IC&pg=PA84 84]. ISBN 88-7692-543-0</ref>
===Attribuite===
*Le foreste a precedere le civiltà, i deserti a seguire.<ref>Jean-Michel Le Bot, ''[https://journals.openedition.org/socio-logos/2634?lang=en Contribution à l'histoire d'un lieu commun: l'attribution à Chateaubriand de la phrase «les forêts précèdent les peuples, les déserts les suivent»]'', ''Socio-logos'', n. 7, 2012.</ref>
==''Genio del Cristianesimo''==
===[[Incipit]]===
Da quando il cristianesimo è apparso sulla terra, tre specie di nemici l'hanno costantemente attaccato: gli eresiarchi, i sofisti e quegli uomini, apparentemente frivoli, che distruggono tutto ridendo. Numerosi apologeti hanno vittoriosamente risposto ai sofismi e alle menzogne; ma sono stati meno felici contro la derisione. [[Ignazio di Antiochia|Sant'Ignazio di Antiochia]]<ref>I<small>GNAZ</small>. ''in Patr. apost. Epist. ad Smyrn'', n. 1.</ref>, [[Ireneo di Lione|sant'Ireneo]], vescovo di Lione<ref>''In Hæres''., lib. <small>IV</small>.</ref>, [[Quinto Settimio Fiorente Tertulliano|Tertulliano]], nel suo ''Trattato delle Prescrizioni''', che Bossuet definisce divino, combatterono i novatori, le cui interpretazioni superbe corrompevano la semplicità della fede.
===Citazioni===
*Ci sono due tipi di atei, ben distinti: i primi, coerenti con i loro principi, dichiarano senza esitazione che Dio non esiste, e di conseguenza non c'è differenza essenziale tra il bene e il male; che il mondo appartiene ai più forti e ai più abili, ecc. I secondi sono i virtuosi dell'ateismo, gli ipocriti dell'incredulità. Assurdi personaggi che, con una finta dolcezza, arriverebbero a ogni eccesso per sostenere il loro sistema; vi chiamerebbero ''fratello mio'' mentre vi stanno sgozzando; le parole morale e umanità sono sempre nella loro bocca: sono tre volte perfidi; perché aggiungono ai vizi dell'ateo l'intolleranza del settario e l'amor proprio dell'autore. (parte I, lib. VI, cap V, p. 305)
*Lo [[scrittore]] originale non è colui che non [[imitazione|imita]] nessuno, ma colui che nessuno può imitare. (parte II, lib. I, cap. III, p. 349)
*Più i popoli avanzano nella civilizzazione, più aumenta tale stato di indefinito nelle passioni; poiché allora arriva una cosa molto triste: il grande numero di esempi che si hanno sotto gli occhi, la moltitudine di libri che trattano dell'uomo e dei suoi sentimenti, rendono abili senza esperienza. Si è disincantati senza aver goduto; restano ancora dei desideri, non si hanno più illusioni. L'immaginazione è ricca, abbondante e meravigliosa; l'esistenza povera, secca e disincantata. Si abita, con un cuore pieno, un mondo vuoto; e senza aver usato nulla, siamo disillusi da tutto. (parte II, lib. III, cap. IX, p. 499)
*Ma se volete essere scossi; se volete sapere fino a che punto può estendersi l'immaginazione del dolore; se volete conoscere la poesia delle torture e gli inni della carne e del sangue, scendete nell'Inferno di [[Dante Alighieri|Dante]]. (parte II, lib. IV, cap. XIV, pp. 575-577)
*La Gloria è nata senza ali; bisogna che essa prenda in prestito quelle delle muse, quando vuole volare verso il cielo. (parte III, lib. II, cap. I, p. 687)
*L'uomo che ha lasciato un solo precetto [[morale]], un solo sentimento che si riferisca alla terra, è più utile alla società del geometra che ha scoperto le più belle proprietà del triangolo. (parte III, lib. II, cap. I, p. 689)
*C'era un uomo che, a dodici anni, con ''aste e cerchi'', aveva inventato la matematica; che, a sedici anni, aveva scritto il più sapiente trattato sulle coniche che sia visto dall'antichità; che, a diciannove anni, ridusse in macchina una scienza che esiste tutta quanta nella mente. Che, a ventitré, mostrò i fenomeni della pesantezza dell'aria, e distrusse uno dei grandi errori dell'antica fisica; che, all'età in cui gli altri uomini iniziano a mala pena a nascere, dopo aver terminato di percorrere il cerchio delle scienze umane, si accorse del loro niente e rivolse i suoi pensieri verso la religione; che, da quel momento fino alla morte, arrivata a trentanove anni, sempre infermo e sofferente, fissò la lingua che parlarono Bossuet e Racine, dando il modello del motteggio più perfetto, come del ragionamento più forte; infine che, nei brevi intervalli dei suoi mali, risolse, per astrazione, uno dei più alti problemi della geometria, e gettò sulla carta pensieri che riguardano Dio e l'uomo: questo immenso genio si chiamava ''[[Blaise Pascal]]''. (parte III, lib. II, cap. VI, p. 713)
*La nostra superiorità si riduce dunque a qualche progresso nei nostri studi naturali; progressi che appartengono al corso del tempo, e che non compensano, con molta approssimazione, la conseguente perdita di immaginazione. (parte III, lib. II, cap. VI, p. 719)
*Un [[cristiano (religione)|cristiano]] ha eminentemente quelle qualità che un antico domanda a uno storico... ''un buon senso per le cose del mondo, una gradevole espressione''<ref>Luciano, ''Come bisogna scrivere la storia'', traduzione di Racine.</ref>. (parte III, lib. III, cap. VII, p. 751)
*Non c'è un bel ricordo, né una bella istituzione nei secoli moderni che il cristianesimo non reclami. I soli tempi poetici della nostra storia, i tempi cavallereschi gli appartengono ancora: la vera religione ha il merito di aver creato fra di noi l'età della magia e degli incantesimi. (parte IV, lib. V, cap. I, p. 1067)
*Qualora si negassero al cristianesimo le sue prove soprannaturali, resterebbe ancora nella sublimità della sua morale, nell'immensità dei suoi benefici, nella bellezza delle sue cerimonie, cosa che prova che sia il culto più divino e più puro mai praticato dagli uomini. (parte IV, lib. VI, cap. XIII, p. 1221)
===[[Explicit]]===
«A coloro che hanno ripugnanza per la religione, dice [[Blaise Pascal|Pascal]], bisogna cominciare a dimostrare che non è affatto contraria alla ragione; poi, che è venerabile e portarle rispetto; dopo, renderla amabile e far desiderare che sia vera; poi, dimostrare con prove incontestabili che è vera; far vedere la sua antichità e la sua santità con la sua grandezza e la sua elevazione».<br />
Tale è la via che questo grande uomo aveva tracciato e che abbiamo provato a seguire. Non abbiamo impiegato gli argomenti consueti degli apologisti del cristianesimo, ma un'altra
concatenazione di prove ci conduce tuttavia alla stessa conclusione; sarà il risultato di quest'opera:<br />
Il cristianesimo è perfetto; gli uomini sono imperfetti.<br />
Ora, una conseguenza perfetta non può uscire da un principio imperfetto.<br />
Il cristianesimo non è dunque venuto dagli uomini.<br />
Se non è venuto dagli uomini, non può essere venuto che da Dio.<br />
Se è venuto da Dio, gli uomini non hanno potuto conoscerlo che per rivelazione.<br />
Dunque il cristianesimo è una religione rivelata.
==''Lettera al signor De Fontanes''==
*Voi avete, senza dubbio, ammirato nei paesaggi di [[Claude Lorrain|Claudio di Lorena]], quella luce che sembra ideale, e più bella della natura; ebbene, quella luce, è la luce di Roma. (pp. 6-7).
*Chi pone ogni studio nell'antichità, e nelle arti belle, o chi non ha più verun legame nella vita debbe scegliere [[Roma]] a propria dimora. Quivi egli troverà una terra opportuna a pascere le di lui riflessioni; siti di passeggio che gli parleranno sempre alla mente ed al cuore. La pietra ch'egli premerà co' piedi sarà per esso un istorico monumento, e la polve che il vento gli smoverà dinanzi a' suoi passi, racchiuderà mai sempre un'umana grandezza. (pp. 9-10).
*La collocazione del [[Tevere]] che bagna questa vastissima città, e ne divide con essa la gloria è molto bizzarra. E' passa inosservato in un angolo di Roma; nessuno si degna gettarvi un'occhiata, nessuno ne parla, nessuno beve delle sue acque, e le donne non se ne servono per lavare; si caccia furtivamente fra mezzo a brutte casipole che lo celano, e corre a precipitarsi nel mare, vergognoso di portar il nome di ''Tevere''. (p. 13)
==''Martiri''==
*La grandezza dell'orizzonte romano che armonizza con le grandi linee dell'architettura; gli acquedotti che, a guisa di raggi convergenti ad un centro, portano le acque al popolo re su archi di trionfo; il rumore infinito delle fontane; le innumerevoli statue simili a un popolo immobile in mezzo ad un popolo pieno di vita; i monumenti di tutte le età e di tutti i paesi; le opere dei re dei consoli dei cesari; gli obelischi tolti all'Egitto, le tombe tolte alla Grecia; non so qual bellezza nella luce nei vapori nei contorni delle montagne; la stessa rusticità del corso del [[Tevere]] e le mandre di cavalle quasi selvagge che s'abbeverano: nelle sue acque; la campagna, che il cittadino di Roma sdegna ora di coltivare dichiarando ogni anno alle nazioni suddite qual parte della terra avrà l'onore di nutrirlo, tutto porta in Roma l'impronta del o dominio e del tempo... (libro V; 1910, p. 76)
*Fiori e frutti umidi di rugiada sono meno soavi e freschi che il paesaggio di [[Napoli]] uscito dalle ombre della notte. Arrivando al portico, ero sempre sorpreso di trovarmi in riva al mare, poichè le onde in quel luogo facevano appena udire il leggero mormorio d'una fonte. Estatico per tale spettacolo, appoggiato ad una colonna, rimanevo ore ed ore, senza pensiero senza desiderio senza scopo, a respirare l'aria dolcissima. La malia era sì profonda che l'aria divina pareva trasformare la mia sostanza e con piacere ineffabile io m'alzavo al firmamento come un puro spirito... (libro V; 1910, pp. 75-76)
*Forse vi sono climi pericolosi alla virtù, per la voluttà che ispirano. Non racconta un'ingegnosa favola che Partenope fu costruita sulla tomba di una sinena? Lo splendore vellutato della campagna, la tiepida temperatura dell' aria, i contorni {{sic|arrotonditi}} delle montagne, le molli curve dei fiumi e delle valli sono a Napoli vere seduzioni dei sensi cui nulla stanca e tutto riposa. Il napoletano seminudo, contento di sentirsi vivere sotto l'influenza di un cielo propizio, rifiuta di lavorare, appena abbia guadagnato l'obolo che basta al pane quotidiano. Egli passa la metà della vita immobile ai raggi del sole e l'altra a farsi trascinare in un carro mandando grida di gioia; di notte si getta sugli scalini di un tempio e dorme incurante dell'avvenire, accovacciato innanzi alle statue degli dei. (libro V; 1910, p. 76)
==''Memorie d'oltretomba''==
*Ci sono [[parole]] che dovrebbero servire una volta sola.
*Il cielo fa nascere di rado insieme l'uomo che vuole e l'uomo che può.
*L'uomo non ha una sola e identica [[vita]]; ne ha diverse giustapposte, ed è la sua miseria.
*La vera [[felicità]] costa poco; se è cara, non è di buona lega.
*La bruttezza di [[Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau|Mirabeau]], sovrapposta sul fondo della bellezza tipica della sua razza, produceva una sorta di possente figura da Giudizio Universale di [[Michelangelo]] [...] La natura sembrava aver modellato la sua testa o per l'impero o per la forca, e scolpito le sue braccia o per stringere una nazione, o per rapire una donna. Quando scuoteva la criniera e guardava il popolo ne arrestava lo slancio; quando levava lanzampa mostrando le unghie, la plebe correva furiosa. In mezzo allo spaventoso disordine di una seduta l'ho visto nella tribuna, cupo, brutto, immobile: faceva venire in mente il caos di [[John Milton|Milton]], impassibile e senza forma al centro della sua confusione [...] Traeva la sua energia dai suoi vizi; quei vizi non nascevano da un temperamento frigido, poggiavano su passioni profonde, brucianti, tempestose.<ref>Da ''Memorie d'oltretomba'', Torino, Einaudi, 1995, v. I, p. 182.</ref>
*La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il [[Lago Maggiore]] in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli.<ref>Citato in Carlo Caruso (a cura di), ''Viaggiatori nelle nostre terre: da Petrarca a Canetti'', Armando Dadò editore, Locarno, 2000, p. 265. ISBN 888281064X</ref>
*Ogni sera l'uomo, coricandosi, può fare il conto delle sue perdite; solo i suoi anni non lo lasciano, benché passino.<ref name=e />
* Secondo l'ordine di questa gerarchia di bruttezza, apparivano, insieme ai fantasmi dei Sedici, una serie di teste di gorgoni. L'ex medico delle guardie del corpo del [[Carlo X di Francia|conte di Artois]], l'aborto svizzero [[Jean-Paul Marat|Marat]], con i piedi nudi negli zoccoli o nelle scarpe ferrate, era il primo a perorare in virtù dei suoi incontestabili diritti... nella cerchia delle bestie feroci attente ai piedi del pulpito, aveva l'aria di una iena vestita. Fiutava i futuri affluvi del sangue; aspirava già l'incenso delle processioni di asini e di boia, nell'attesa del giorno in cui, cacciato dal [[Giacobinismo|Club dei Giacobini]] come ladro, [[ateo]], assassino, sarebbe stato scelto come ministro. Quando Marat era sceso dalla sua tribuna di tavole... non gli impedì di diventare il capo della moltitudine, di salire fino all'orologio dell'Hôtel de Ville, di suonare da là il segnale di un massacro generale, e di trionfare al tribunale rivoluzionario. Marat, come il peccatore di Milton, fu violato dalla morte: [[Marie-Joseph Chénier|Chénier]] ne fece l'apoteosi, [[Jacques-Louis David|David]] lo dipinse nel bagno rosso di sangue... In un cenotafio coperto di erba in place du Carrousel si poteva visitare il busto, la vasca da bagno, la lampada e lo scrittoio della divinità. Poi cambiò il vento: l'immondizia, versata dall'urna di agata in ben altro vaso, fu vuotata nella fogna.
*{{NDR|In occasione del giuramento di fedeltà prestato da [[Joseph Fouché]], dinnanzi a [[Luigi XVIII di Francia]], dopo il secondo rientro a Parigi di quest'ultimo come re di Francia, alla presenza di [[Talleyrand]]}} Tutt'a un tratto, la porta si apre: entra silenziosamente il vizio appoggiato al braccio del crimine, il signor di Talleyrand che procede sostenuto dal signor Fouché; la visione infernale passa lentamente davanti a me, penetra nell'ufficio del re e dispare. Fouché veniva a giurare fede e rispetto al suo signore {{NDR|in qualità di nuovo Ministro di polizia}}: il fedele regicida, in ginocchio, mise le mani che fecero cadere la testa di [[Luigi XVI]] tra le mani del fratello del re martire; il vescovo apostata {{NDR|Talleyrand, neo Ministro degli esteri, vescovo di Autun dal 1788 al 1791}} garantì il giuramento.<ref>Citato in Pier Damiano Ori e Giobanni Prich, ''Talleyrand'', Rusconi, Milano, 1981, p. 166.</ref>
*Quasi sempre, in [[politica]], il risultato è contrario alle previsioni.
*Vi sono tempi in cui si deve spendere il [[disprezzo]] con parsimonia, a causa del gran numero di bisognosi.
==''Viaggio in Italia''==
*La [[Solfatara di Pozzuoli|{{sic|zolfatara}}]], campo di zolfo. Rumore delle fontane di acqua bollente: rumore del [[Tartaro (mitologia)|Tartaro]] per i poeti.<br>Veduta del [[golfo di Napoli]] nel ritorno: [[Capo Miseno|capo]] disegnato dalla luce del sole occidente; riflesso della luce sul [[Vesuvio]] e l'[[Appennini|{{sic|Apennino}}]]; armonia di quei fuochi e del cielo. Vapor diafano a fior d'acqua e a mezza montagna. Bianchezza delle vele delle barche rientranti nel porto. L'[[isola di Capri]] lontana. La montagna di Camaldoli col convento e gruppo d'alberi, sopra Napoli. Contrasto di ciò con la zolfatara. (p. 46)
*{{NDR|[[Vesuvio]]}} Il vulcano nulla ha ispirato di notevole ai viaggiatori: ciò mi conferma in una mia vecchia idea che cioè i grandissimi soggetti, come i grandissimi oggetti, non sono capaci di far nascere i grandi pensieri: la loro eccellenza è così evidente che ogni aggiunta serve ad impicciolirla. (p. 48)
*Convengo che i dintorni di Napoli sono forse più appariscenti che non quelli di Roma: quando il sole arde o la luna, larga e rossa, s'alza sopra dal Vesuvio come un globo lanciato dal vulcano, la baia di Napoli con le sue rive cinte d'aranci, le montagne della Puglia, l'isola di Capri, la costa di Posilipo, Baia, Miseno, Cuma, l'Averno, i Campi Elisi e tutta quella terra virgiliana presentano uno spettacolo magico; tuttavia, secondo me, vi manca il grandioso della campagna romana. (p. 61)
*{{NDR|La [[Campagna romana]]}} Figuratevi un po' della desolazione di Tiro e di Babilonia, cui accenna la Scrittura; un silenzio e una solitudine vaste come il rumore e il tumulto degli uomini che un tempo calpestavano questo suolo. Si crede di udirvi risuonare la maledizione del profeta: ''Venient tibi duo haec subito in die una, | sterilitas et viduitas''<ref>''Ma ti accadranno queste due cose, | d'improvviso, in un sol giorno; | perdita dei figli e vedovanza | piomberanno su di te, | nonostante la moltitudine delle tue magie, | la forza dei tuoi molti scongiuri.'' ''Da [https://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PNT.HTM Isaia, 47,9]'', in ''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974, ''vatican.va''.</ref>. Qua e là si scorgono accenni di strade romane in luoghi ove non passa più alcuno e tracce disseccate di torrenti invernali, simili, quando si vedano di lontano, a grandi strade battute e frequentate, mentre non sono che il letto deserto di un'onda tempestosa trascorsa come il popolo di [[Roma]]. Rari son gli alberi, dovunque s'alzano rovine di acquedotti e di tombe: rovine che sembrano le foreste e le piante indigene d'una terra composta dalla polvere dei morti e dai ruderi. Spesso in un gran piano ho creduto vedere ricche messi; avvicinandomi ho scoperto erbe avvizzite. A volte, sotto queste sterili messi si distinguono i ricordi d'un'antica coltivazione. Ma niente uccelli o contadini o lavori rustici, o muggiti di {{sic|mandre}} o villaggi. Un piccol numero di fattorie scalcinate s'ergono su la nudità dei campi; le finestre e le porte ne son chiuse, non vi escono né uomini né rumore né fumo. Una specie di selvaggio seminudo, pallido e minato dalla febbre, custodisce queste misere capanne, come gli spettri che, nelle nostre storie gotiche, proibiscono l'entrata dei castelli deserti. Si direbbe davvero che nessun popolo ha osato succedere ai padroni del mondo nella loro terra nativa; e che questi campi son tali quali li ha lasciati il vomere di [[Lucio Quinzio Cincinnato|Cincinnato]] o l'ultimo aratro di Roma.<br>Dal mezzo di questo terreno incolto, cui domina e attrista ancora un monumento chiamato dalla voce popolare ''la tomba di [[Nerone]]'', s'{{sic|èleva}} la grande ombra della Città Eterna. Decaduta dalla sua potenza terrestre sembra aver voluto isolarsi nel suo orgoglio, si è disgiunta dalle altre città del mondo, e, come una regina scesa dal trono, ha nobilmente celato nella solitudine le sue sventure. (p. 105)
*Si può, a [[Venezia]], credersi sulla tolda d'una superba galera ancorata, sul ''[[Bucintoro|Bucentauro]]'', dove si dia una festa, e donde si scorgano all'intorno cose ammirevoli. (p. 105)
*La civiltà di Venezia ha con sé ogni comodo di vita. La seduzione del cielo impedisce di pensare a una maggior dignità umana; una virtù di simpatia esala da questi vestigi di grandezza, da queste tracce dell'arte. Gli avanzi di un'antica società, che produsse tali miracoli, disgustandovi di una società nuova, non vi permettono alcun desiderio dell'avvenire. Volete sentirvi morire con tutto ciò che muore intorno a voi; né altra cura vi spetta se non fregiare i resti della vostra vita, a mano a mano ch'essa se ne dispoglia. (p. 107)
*Venezia non conobbe l'idolatria; crebbe cristiana nell'isola in cui fu nutrita, lungi dalla brutalità di Attila. Le discendenti dei Scipioni, le Paole e le Eustochie, sfuggirono, nella grotta di Betlemme, alla violenza di Alarico. Appartata dalle altre città, figlia primogenita della civiltà antica, non avvilita dalla conquista, Venezia né ruderi romani contiene, né monumenti barbarici. Neppur vi si vede ciò che si vede nel nord e nell'occidente di Europa, in mezzo ai progressi dell'industria, voglio dire gli edifici nuovi, le vie fabbricate in fretta, in cui le case o sono incompiute o vuote. Che cosa si potrebbe qui costruire? Miserabili bugigattoli, che svelerebbero la povertà di concezione dei figli, vicino alla magnificenza geniale dei padri; casupole bianche, che non arriverebbero al tallone dei giganteschi palazzi abitati dai Foscari e dai Pesaro. La cazzuola di calcina e la mano di gesso, che per un'urgente riparazione si sono applicate ad un capitello di marmo, ci offendono. Meglio le tavole tarlate, che sbarrano le finestre greche o moresche; meglio i cenci posti ad asciugare sopra artistici balconi, che l'impronta della mano infermiccia del nostro secolo. (pp. 107-108)
*Venezia è là, assisa sulla riva del mare, come una bella donna, che sta per spegnersi col giorno; il vento crepuscolare solleva i suoi capelli profumati ed essa muore, salutata da tutte le grazie e da tutti i sorrisi della natura. (p. 108)
==[[Incipit]] di ''René''==
Quando arrivò da Natchez, René era stato obbligato a prendere moglie, per conformarsi ai costumi degli indiani.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su François-René de Chateaubriand==
*Aveva lo Chateaubriand celebrato il cristianesimo, ispiratore dell'arte, in una prosa risonante, eloquente; ma il suo cristianesimo che, a buon diritto, non appagava il Manzoni, era cosa esteriore rivestita della porpora del nuovo Cesare. Non da esso poteva nascere la fede che persuade, tranquillizza, dominatrice dell'orgoglio e delle passioni. ([[Pietro Toldo]])
*L'abate [[André Morellet|Morellet]], il nome del quale è già cancellato dal libro della vita, rimproverava a Chateaubriand di non sapere la sua lingua, di essere uno scolaruccio che bisognava rimandare ad apprendere cosa fosse un'interiezione, un pronome, un verbo, o un tempo; e tutto questo veniva accompagnato dall'accademico da una diatriba verbosa contro coloro che non sapevano scrivere. ([[Jean-Baptiste Capefigue]])
*Noi siamo tuoi figli! Le tue idee, le tue passioni, i tuoi sogni non sono più solo le nostre, ma tu ci hai indicato la strada e seguiamo le tue tracce. ([[Charles Augustin de Sainte-Beuve]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*François-René de Chateaubriand, ''Di Buonaparte, dei Borboni e della necessità di schierarci intorno ai nostri principi legittimi per la felicità della Francia e dell'Europa'', traduzione di C. M., Tipografia reale di guerra, Palermo, 1814.
*François-René de Chateaubriand, ''Genio del Cristianesimo'', traduzione e note di Sara Faraoni, Bompiani, 2008.
*François-René de Chateaubriand, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4601855&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL4601916 Lettera al signor De Fontanes]'', in AA.VV., ''Roma e sue vicinanze'', Ufficio de' giornali l'Indicatore e il Barbiere di Siviglia, Milano, 1834.
*François-René de Chateaubriand, ''[https://archive.org/details/chateaubriand-viaggio-in-italia/page/74/mode/2up? Martiri]'', in ''[https://archive.org/details/chateaubriand-viaggio-in-italia/mode/2up? Viaggio in Italia (1803-1804): {{small|aggiuntevi pagine dai "Martiri" e dalle "Memorie d'Oltretomba"}}]'', traduzione prefazione e note di Giovanni Rabizzani, R. Carabba, Lanciano, 1910.
*François-René de Chateaubriand, ''Memorie d'oltretomba'', progetto editoriale di [[Cesare Garboli]], a cura di Ivanna Rosi, traduzione di Filippo Martellucci, Ivanna Rosi e Fabio Vasarri, Einaudi-Gallimard, 1995.
*François-René de Chateaubriand, ''[https://archive.org/details/chateaubriand-viaggio-in-italia/mode/1up Viaggio in Italia (1803-1804): {{small|aggiuntevi pagine dai "Martiri" e dalle "Memorie d'Oltretomba"}}]'', traduzione prefazione e note di Giovanni Rabizzani, R. Carabba, Lanciano, 1910.
==Voci correlate==
*[[Lucile de Chateaubriand]], sorella
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Genio del Cristianesimo||(1802)}}
{{Pedia|Memorie d'oltretomba||(1848)}}
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[[Categoria:Politici francesi]]
[[Categoria:Diplomatici francesi]]
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Citazioni sul '''miracolo'''.
==Citazioni==
*A differenza della natura, la [[storia]] è piena di eventi: il miracolo del caso e dell'infinitamente improbabile vi ricorre con tale frequenza da far sì che parlare di miracoli sembri assurdo. ([[Hannah Arendt]])
*Chi mai crede ai miracoli? Ma tutti li aspettano. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Chi si consegna alla natura non ha bisogno dell'inconoscibile, del soprannaturale, per poter provar rispetto; c'è soltanto ''un'' miracolo per lui, ed è che tutto su questa terra, incluse le massime fioriture della vita, si sia semplicemente formato senza miracoli nel senso convenzionale della parola. ([[Konrad Lorenz]])
*Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l'altro come se tutto fosse un miracolo. ''(attribuita a [[Albert Einstein]])''
*Come sarebbe sciocco prestar fede ai miracoli del paganesimo, così è estremamente sciocco prestare fede a quelli del cristianesimo, poiché gli uni e gli altri scaturiscono da uno stesso principio di errori, di illusioni, di menzogne. ([[Jean Meslier]])
*È miracolo ciò che è al di fuori del potere dell'uomo. ([[Nur Ali Elahi]])
*È questo il guaio dei miracoli: per liquidarli bisogna fare ricorso a teorie talmente strampalate da risultare meno plausibili dei miracoli stessi. ([[Louis de Wohl]])
*È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. ([[Anna Frank]])
*Il miracolo colpisce l'immaginazione, e, una volta che questo avviene, il ragionamento non serve più. ([[Alain-René Lesage]])
*I miracoli dobbiamo farli accadere noi stessi. (''[[Prison School]]'')
*I miracoli esistono e sono miracoli perché capitano una volta ogni tanto, perché sono qualcosa di insolito, qualcosa che non capiamo, perché sono un'eccezione alla regola del non-miracolo. ([[Tiziano Terzani]])
*I miracoli il Signore li può fare dovunque, anzi accadono spesso proprio per i più sprovveduti, ma una volta, una volta su mille. [...] I miracoli nascono nel raccoglimento, nel silenzio, non in questa confusione. (''[[La dolce vita]]'')
*I miracoli non possono guarire chi non crede. ([[Fulton John Sheen]])
*I miracoli non si prevedono, si aspettano. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]'')
*I miracoli? Quando ci si riesce, di solito se ne fa solo uno. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*I miracoli richiedono molto lavoro. (''[[NCIS - Unità anticrimine (seconda stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*I miracoli sono insensati per definizione, solo quello che può accadere accade realmente. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'')
*Il miracolo è un ponte possibile, non necessario, tra la non-fede e la fede. Si propone, non si impone, esattamente come la fede che intende suscitare. Il miracolo sollecita la fede, la provoca toccando alcune corde sensibili dello spirito, ma non la sottopone a verifica logica. Si propone di accenderla e non di dimostrarla. ([[Gianmario Pagano]])
*Il valore di un miracolo diventa reale solo dopo che il miracolo è stato compiuto. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*Il potere di operare miracoli non sta nell'origine della reliquia, ma nella sua reputazione, comunque acquisita. Sempre attraverso la storia, una certa percentuale di esseri umani può recuperare felicità e salute per mezzo di qualsiasi cosa praticamente, che sia stata diffusa attraverso una buona pubblicità: da Lourdes alla stregoneria, dal Gange alla medicina ufficiale, dal braccio taumaturgico di S. Francesco Saverio a quelle "ossa di porco" che il venditore di indulgenze di Chaucer portava in giro in un bicchiere, perché tutti le vedessero e le adorassero. ([[Aldous Huxley]])
*Il volgo chiama miracoli o opere di Dio gli eventi straordinari della natura. ([[Baruch Spinoza]])
*L'unica differenza tra i miracoli e la magia è da chi li fa. ([[Aron Ra]])
*Le leggi della Natura non mutano, sono immodificabili, e non possono aversi miracoli nel senso dell'infrazione o interruzione delle leggi di Natura. ([[Mahatma Gandhi]])
*''Ma come? ma chi fa tanto caso d'un miracolo? | In quanto a me, non conosco nient'altro che miracoli, | ''[...]'' | per me ogni ora di luce o di tenebra è un miracolo, ogni pollice cubo di spazio è un miracolo.'' ([[Walt Whitman]])
*Ma tu non sapevi che non appena l'uomo avesse rinnegato il miracolo avrebbe rinnegato anche Dio poiché l'uomo non cerca tanto Dio quanto i miracoli. E, non avendo la forza di rinunciare ai miracoli, l'uomo si creerà nuovi miracoli, suoi propri, e si inchinerà ai prodigi di un guaritore e alle stregonerie di una fattucchiera. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[I fratelli Karamazov]]'')
*Molte volte non si vede questo miracolo {{NDR|della guarigione}} del corpo umano, che rimane sofferente. Ma si vede questo miracolo nello spirito umano, che anche nel corpo sofferente è diventato nuovo, sano, è diventato forte, ha ripreso la speranza, si è visto partecipe della redenzione operata da un Sofferente, da un Crocifisso, si è visto in prospettiva con Lui, con questo Crocifisso, si è visto nella prospettiva della risurrezione: crocifisso e risorto. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*Nel Vangelo ci sono più miracoli che discorsi. ([[Primo Mazzolari]])
*Nessun giorno è uguale all'altro, ogni mattina porta con sé un particolare miracolo, il proprio momento magico, nel quale i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle. ([[Paulo Coelho]])
*Non c'è nulla di quanto [[Dio]] ha fondato su una causa naturale costante, e che perciò avviene ogni giorno, che non ci sembrerebbe un miracolo degno di ammirazione se avvenisse una sola volta. ([[John Donne]])
*Per la maggior parte degli uomini solo la cessazione del miracolo sarebbe miracolosa, e il perpetuo esercizio del potere divino sembra meno meraviglioso di quanto non sarebbe la sua assenza. ([[Henry Wadsworth Longfellow]])
*Più profonda è la nostra ammirazione per il creato, più grandi sono i miracoli che in esso si scoprono. ([[Martin Lutero]])
*Prendiamo un altro miracolo: il sangue di S. Gennaro. Come! Con tante sofferenze, crudeltà, ingiustizie, morali e materiali, naturali e sociali, di cui è pieno l'universo, e che da tempo infinito gridano chiedendo sollievo e fine, senza riuscire a piegare per ottenerlo l'inesorabilità delle leggi di natura, una potenza sopraumana spezza queste leggi, non per togliere di mezzo quei mali, ma unicamente per la sciocchezza di far bollire un grumo di sangue! ([[Giuseppe Rensi]])
*Quanto al miracolo, ricorriamovi parimente doppo che avremo sentito i discorsi contenuti dentro a i termini naturali; se ben, per dire il mio senso, a me si rappresentano miracolose tutte l'opere della natura e di Dio. ([[Galileo Galilei]])
*Raramente ci rendiamo conto che siamo circondati da ciò che è straordinario. I miracoli avvengono intorno a noi, i segnali di [[Dio]] ci indicano la strada, gli angeli chiedono di essere ascoltati. ([[Paulo Coelho]])
*Ricorda: la condizione per un miracolo è la difficoltà. Per un grande miracolo, l'impossibilità. (''[[Fede come patate]]'')
*Si parla di miracolo quando Dio batte i suoi record. ([[Jean Giraudoux]])
*Si può correggere l'orgoglio, le bizze, la gola, la pigrizia; ma la conversione di un cuore invidioso e cattivo è una specie di miracolo. ([[Carlo Collodi]])
*Siamo tutti in fondo a un inferno, dove ogni attimo è un miracolo. ([[Emil Cioran]])
*Sii il tuo miracolo! (''[[Una settimana da Dio]]'')
*Viviamo circondati da miracoli e non ce ne rendiamo conto. ([[Ernesto Cardenal]])
===[[Gilbert Keith Chesterton]]===
*Chi crede nei miracoli li accetta (a torto o a ragione) perché sono evidenti per lui; chi non ci crede li nega (a torto o a ragione) perché ha una dottrina contro i miracoli. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono. ([[Gilbert Keith Chesterton]], ''[[Padre Brown#Il candore di Padre Brown|Il candore di Padre Brown]]'')
*Un miracolo è impressionante, ma è semplice. È semplice perché è un miracolo. È potenza che viene direttamente da Dio (o dal diavolo) invece che indirettamente, attraverso la natura o la volontà umana. ([[Gilbert Keith Chesterton]], ''[[Padre Brown#Il candore di Padre Brown|Il candore di Padre Brown]]'')
===[[Ludwig Feuerbach]]===
*Il miracolo, esaminato attentamente, null'altro esprime se non appunto la potenza taumaturgica della [[fantasia]], che senza contraddizione adempie tutti i desideri del [[cuore]].
*Il miracolo scaturisce dal [[sentimento]], e finisce nel sentimento. Il modo stesso in cui è narrato rivela questa sua origine. La narrazione che gli si conviene è soltanto la narrazione sentimentale.
*L'oggetto caratteristico della [[fede]] è il miracolo, fede è fede nel miracolo, fede e miracolo sono assolutamente inscindibili.
==Voci correlate==
*[[Fatima]]
*[[Lourdes]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Casi]]
[[Categoria:Concetti del cristianesimo]]
[[Categoria:Concetti dell'ebraismo]]
[[Categoria:Spiritualità]]
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/* Citazioni */ François-René de Chateaubriand
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[[Immagine:Vesuvius from plane.jpg|thumb|upright=1.4|Vista aerea del cratere del Vesuvio, anno 2007]]
Citazioni sul '''Vesuvio'''.
==Citazioni==
*Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di [[Pompei]]. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. ([[Herman Melville]])
*Allora io, rivoltomi da quella parte con i miei limpidi occhi, contemplando quella figura informe e percorrendo con lo sguardo il suo aspetto, nient'altro che un ammasso nerastro di terra, dissi: quello con il dorso prominente, quello con la schiena curva e dentellata, che raggiunge e fende il cielo? Tanto distante di qui, brutto, coperto di fumo, non produce alcun frutto, né pomi, né uva, né dolci fichi: è privo di alberi e di orti, oscuro, tetro, triste, truce, vile, avaro. Ma tu<ref>L'autore si rivolge al monte Cicala, nel territorio [[Nola|nolano]].</ref>, sorridendo: eppure è mio fratello e mi ama, e vuole bene anche a te. Osservalo bene, dunque, e non disprezzare le sue blandizie. So che non farà niente che ti sia molesto, e se non vorrai rimanerci ritornerai. ([[Giordano Bruno]])
*Allorchè li 24. Luglio del 1788. io giunsi a Napoli, sebbene questo Vulcano non fosse in uno stato d'inazione, pure i suoi accendimenti non movevano la curiosità de' Napoletani, i quali per la contratta abitudine di averlo sempre dinanzi agli occhi, non sogliono mettersi in voglia di visitarlo, se non nelle grandi, e rovinose eruzioni. Vedevasi egli allora continuamente fumicare di giorno, e dagli elevati fumi generavasi un bianco nuvolo, che copriva il sommo del Monte, e che da' venti di nord-est spinto, e assottigliato stendevasi in larghe fila sino all'Isola di Capri. ([[Lazzaro Spallanzani]])
*Anzio<br />''Italia, 1944''<br /><br />Il Vesuvio era in piena eruzione. Il tremito del terreno, diffuso in tutta la Campania, aveva raggiunto una tale intensità che le automobili non stavano ferme neanche in piano, ma fremevano e scattavano in avanti come cavalli imbizzarriti. Nel golfo di Napoli le onde venivano risucchiate lontano dalla spiaggia, inghiottite dal mare aperto, lasciando sul fondo rimasto improvvisamente allo scopetro una scia di detriti e di creature marine. All'interno, una nube nera, enorme, restò sospesa a lungo sul vulcano prima di essere squarciata da spesse fiamme guizzanti, simili ai rebbi di un fulmine gigantesco. Dopo qualche tempo la nube cominciò ad abbassarsi fino a coprire il mare, oscurando il promontorio e cancellando alla vista l'isola di Capri. ([[Sebastian Faulks]])
*''Bello è il veder, lungi dal giogo ardente, | Le liquefatte viscere dell'[[Etna]], | Lanciati sassi al ciel. Altro fu svelto | Dal sempre acceso Stromboli; altro corse | Sul fianco del Vesevo onda rovente''. ([[Lorenzo Mascheroni]])
*Cara sorella mia, oggi il Vesuvio fuma parecchio, accidenti a tutto spiano. ([[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]])
*''Comm'è bella 'a muntagna stanotte! | Bella accussì nun ll'aggio vista maje! | 'N'anema pare rassignata e stanca, | Sott' 'a cuperta 'e chesta luna janca.'' (''[[Il Giardino dei Semplici]]'')
*Davanti a me il Vesuvio. Adesso butta fiamme e fuma. Uno spettacolo straordinario! Figuratevi un enorme fuoco d'artificio che non s'arresta per un solo minuto. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Di un unico male soffre infatti quella provincia travagliata per non godere di una piena felicità, turbata com'è frequentemente dalla crudeltà di questo timore. Tuttavia non pensiamo ora che ora l'evento sia così severo: si hanno infatti segnali violenti in anticipo, affinché le avversità possano essere più tollerabili. Infatti la bocca di quella montagna, lottando contro la natura, brontola con sforzi tanto enormi che il conseguente sfogo terrorizza le vicinanze con un una scossa molto rumorosa. L'aria di quel luogo è allora offuscata dalla pessima esalazione, e lungo quasi tutta l'Italia si conosce quando quella furia si smuove. ([[Cassiodoro]])
*E là, di fronte a noi, tutto avvolto nel suo mantello di porpora, ci apparve il Vesuvio. Quello spettrale Cesare dalla testa di cane, seduto sul suo trono di lava e di cenere, spaccava il cielo con la fronte incoronata di fiamme, e orribilmente latrava. L'albero di fuoco che usciva dalla sua gola affondava profondamente nella volta celeste, scompariva negli abissi superni. Fiumi di sangue sgorgavano dalle sue rosse fauci spalancate, e la terra, il cielo, il mare tremavano. ([[Curzio Malaparte]])
*E mentre mi trovavo lì<ref>[[Nola]], città in cui Contreras era di guarnigione.</ref>, tranquillo, la mattina di martedì 16 dicembre spuntò con un gran pennacchio di fumo sulla montagna di Somma, che chiamano anche Vesuvio, e via via che avanzava il giorno, il sole cominciò a oscurarsi, e cominciò a tuonare e a piovere cenere. Quella notte fu così spaventosa che credo non ci potrà essere nulla di simile anche il Giorno del giudizio perché, oltre alla cenere, piovevano terra e pietre infuocate simili alle scorie che i fabbri tolgono dalle fucine, e continue scosse di terremoto, tanto che quella notte crollarono trentasette case e si sentiva il rumore dei cipressi e degli aranci che si schiantavano come se li spaccassero con asce di ferro. Tutti gridavano «Miseriscordia!» ed era terribile udire quel grido. ([[Alonso de Contreras]])
*E poi d'improvviso appari lungo la strada, Vesuvio. Mi accorgo di come la tua assenza abbia reso in questi anni i miei orizzonti vuoti. Solo guardandoti sento la sicurezza d'essere a casa e la minaccia tua costante che insegna a non perdere l'allerta. ([[Roberto Saviano]])
*''E tu pur desti agli empi sepoltura, | Terribile Vesevo, che la piena | Versi rugghiando di tua lava impura | Vicino ahi troppo alla regal Sirena. | Deh sul giardin d'Italia e di natura | I tuoi torrenti incenditori affrena; | Ti basti, ohimè! l'aver di [[Pompei|Pompejano]] | I bei colli sepolto e d'[[Ercolano]]''. ([[Vincenzo Monti]])
*Ecco il Vesuvio, poc'anzi verdeggiante di vigneti ombrosi, qui un'uva pregiata faceva traboccare le tinozze; [[Bacco]] amò questi balzi più dei colli di [[Nisa (monte)|Nisa]], su questo monte i [[satiro|Satiri]] in passato sciolsero le lor danze; questa, di [[Sparta]] più gradita, era di [[Venere (divinità)|Venere]] la sede, questo era il luogo rinomato per il nome di Ercole. Or tutto giace sommerso in fiamme ed in tristo lapillo: ora non vorrebbero gli dèi che fosse stato loro consentito d'esercitare qui tanto potere. ([[Marziale]])
*{{NDR|[[Plinio il Vecchio]]}} Era a [[Miseno (Bacoli)|Miseno]] e teneva direttamente il comando della flotta. Il 24 agosto, intorno all'una del pomeriggio, mia madre gli indica una nube che appariva, insolita per grandezza e per aspetto. Egli aveva preso il sole, fatto un bagno freddo, mangiato qualcosa stando disteso ed ora studiava; chiede i sandali e sale in un luogo da cui si poteva osservare al meglio quel prodigio.<br />Per chi osservava da lontano non era chiaro da quale monte (si seppe dopo che era il Vesuvio) si levava la nube, la cui forma da nessun altro albero più che dal pino può essere rappresentata. Infatti, lanciata in alto come su un tronco altissimo, si diffondeva in rami, credo perché spinta dal primo forte soffio d'aria e poi lasciata quando quello scemava, o anche vinta dal suo stesso peso si dissolveva in larghezza: talora bianchissima, talora sporca e macchiata, a seconda che aveva sollevato con sé terra o cenere. ([[Plinio il Giovane]])
*{{NDR|Goethe è ospite a Palazzo Reale della duchessa Giovene<ref>Giuliana, duchessa di Giovine (1766-1805), moglie del duca Nicola di Girasole, dama di corte della regina [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]].</ref>}} Era già cominciato il crepuscolo e non ci avevano ancora portato le candele. Passeggiavamo su e giù per la sala, quando la duchessa, avvicinandosi a un balcone con le persiane chiuse, ne aprì un battente ed io vidi quello che nella vita non si può vedere che una volta. Se il suo scopo è stato quello di sbalordirmi, devo dire che questo fu raggiunto completamente. Stavamo a un balcone dell'ultimo piano, col Vesuvio proprio di fronte; la lava scorreva; e il sole essendo tramontato da un pezzo, si vedeva la corrente di fuoco rosseggiare, mentre la fiamma incominciava a indorare la nuvola di fumo che l'accompagnava; la montagna faceva sentire profondi boati; sulla cima un pennacchio enorme, immobile, le cui differenti masse venivano squarciate ad ogni sbuffo come da lampi e illuminate a rilievo. Da lassù fino alla marina, una striscia rovente fra vapori arroventati; del resto, mare e terra, rocce e cespugli, distinti nella luce del crepuscolo, in una calma luminosa, in una pace fantastica. Veder tutto questo d'un colpo d'occhio e, a completare lo spettacolo meraviglioso, la luna piena che sorgeva dietro le spalle della montagna, era ben cosa da farmi sbalordire. Dal punto in cui mi trovavo l'occhio abbracciava tutto d'un solo sguardo e, se anche non poteva discernere i singoli particolari, non perdeva mai tuttavia l'impressione di un insieme così grandioso. La nostra conversazione, interrotta da questo spettacolo, prese una piega ancor più familiare. Avevamo sott'occhio un testo, che alcuni millenni non sarebbero bastati a commentare. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'')
*Il 17 aprile 1717 con molta difficoltà giunsi sulla cima del Vesuvio. Da lì vidi una vasta cavità, piena di un fumo che mi impediva di vederne il fondo e la forma. Da questa voragine uscivano suoni straordinari, che sembravano provenire dalle viscere della montagna. Erano mormorii, singhiozzi, muggiti, scuotimenti, come onde in tempesta; e di tanto in tanto uno strepito simile a un tuono o a un cannone, accompagnato da un rumore di cocci infranti, come quello che fanno le tegole quando cadono dai tetti sulla strada. ([[George Berkeley]])
*Il cuore che batte, il respiro affannato, il tappeto di fiori che si straccia sotto i nostri passi, insetti che ci sfiorano ronzando – creano insieme un ritmo selvaggio, disperato, anapestico. Una forza della natura meridionale appena sopportabile, dolore giubilante del divenire. Tutto profumato e inghirlandato ma anche tutto pericoloso. ([[Felix Hartlaub]])
*Il Vesuvio, dopo i ghiacciai, è la più impressionante esibizione delle energie della natura che ho mai visto. Non ha la incommensurabile grandezza, la irresistibile magnificenza né, sopra tutto, la radiante bellezza dei ghiacciai; ma possiede tutta la loro caratteristica forza, tremenda e irresistibile. [...] La lava, come il ghiaccio, striscia continuamente con un suono crepitante come quello del fuoco che si spegne. ([[Percy Bysshe Shelley]])
*Il Vesuvio è un monte, da ogni parte isolato, che si eleva con dolce pendio, direttamente dal mare, nell'angolo meridionale della [[Campania]], della quale è il più bello ornamento e la precipua cagione di meravigliosa prosperità, benché talvolta ne divenga, colle sue distruggitrici lave, spaventevole flagello. La sua base, press'a poco circolare, misura circa 50 chilometri di circonferenza. A levante la ridente valle del Sarno lo separa dalle rocce calcaree dell'[[Appennini|Appennino]] sorrentino e nolano, a ponente il [[Sebeto]] lo divide dai crateri trachitici spenti o semispenti dei Campi Flegrei, ai quali appartengono pure le colline di [[Posillipo|{{sic|Posilipo}}]], del [[Vomero]], di Capodimonte e di Poggioreale, che fanno corona alla [[Napoli|regina]] del [[Golfo di Napoli|golfo partenopeo]]. ([[Giuseppe Mercalli]])
*Il Vesuvio non appartiene forse a [[Napoli]] come L'Alhambra a [[Granada]] ? No, Napoli appartiene al Vesuvio! Il vulcano è l'essenziale, la città è l'accessorio. ([[Pedro Antonio de Alarcón]])
*Il Vesuvio urlava nella notte, sputando sangue e fuoco. Dal giorno che vide l'ultima rovina di Ercolano e di [[Pompei]], sepolte vive nella tomba di cenere e di lapilli, non s'era mai udita in cielo una così orrenda voce. Un gigantesco albero di fuoco sorgeva altissimo fuor dalla bocca del vulcano: era un'immensa, meravigliosa colonna di fumo e di fiamme, che affondava nel firmamento fino a toccare i pallidi astri. Lungo i fianchi del Vesuvio, fiumi di [[lava]] scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percorsi con incredibile violenza. ([[Curzio Malaparte]])
*Il vulcano nulla ha ispirato di notevole ai viaggiatori: ciò mi conferma in una mia vecchia idea che cioè i grandissimi soggetti, come i grandissimi oggetti, non sono capaci di far nascere i grandi pensieri: la loro eccellenza è così evidente che ogni aggiunta serve ad impicciolirla. ([[François-René de Chateaubriand]]
*L'avvenimento ch'era proprio a riempir tutti gli animi di un timore troppo ben fondato, fu la terribile eruzione del Vesuvio seguita {{sic|li}} 15 di dicembre {{NDR|1631}}. Questa montagna cominciò ad agitarsi con una violenza inudita, e a vomitare dei vortici di fiamme, e di fumo. Un diluvio di ceneri coprì la citta di Napoli e sparse una profonda oscurità: certi fracassi sotterranei, e certe terribili scosse di {{sic|tremuoto}} accrebbero lo spavento che agghiacciava i più intrepidi. Ad ogni momento credevasi che la città sarebbe stata inghiottita o {{sic|nabissata}} sotto un diluvio di pietre. Il popolo, a piedi scalzi, andava percorrendo processionalmente le strade col clero e coll'arcivescovo, e implorava ad alte grida il soccorso del cielo. Iddio si mostrò sensibile alle fervide preghiere, che gli si facevano: questo terribile flagello andò a calmarsi a capo di pochi giorni dopo avere incendiato, o atterrato un gran numero di fabbriche, spinto il mare oltre le sue rive ed arrestato il corso dei fiumi. ([[Pierre-Jean-Baptiste Nougaret]])
*{{NDR|L'eruzione del 24 agosto 79}} La nube che aveva diffusa una sì densa {{sic|tenebrìa}} nell'atmosfera, erasi concentrata in una massa compatta ed impenetrabile, ma a misura che s'addensava l’oscurità, i lampi splendevano all'intorno del Vesuvio con abbagliante chiarore. Né come al solito erano color di fiamma viva; neppure l'arcobaleno rivaleggiar poteva {{sic|secoloro}} per la varietà delle tinte: ora azzurrini come il cielo del mezzodì, ora d'un verde livido, guizzanti come le spire di mostruoso serpente: poscia d'un rosso lurido, intollerabile all'occhio, uscendo da colonna di fumo in lontananza, e rischiarando tutta la [[Scavi archeologici di Pompei|città]], per un istante , indi facendosi pallido ad un tratto come un fantasma.<ref>Nota del traduttore: "''Like the ghost of its own life''. Così il testo."</ref><br/>Allorché momentaneamente cessava la pioggia di ceneri, udivasi il sotterraneo fracasso, e muggire le onde dell'agitato mare; ed appena sensibile, ma tremendo agli infelici {{sic|Pompejani}}, sentivasi in lontananza il fischio e il rimbombo del Vesuvio che buttava. Talvolta qualche nuvola pareva staccarsi dalla massa, e rischiarata dal lampo, assumere bizzarre figure d'uomini, o mostri lanciantisi gli uni contro gli altri, indi sprofondando nel tenebroso abisso. Agli occhi ed alla fantasia degli atterriti cittadini que' vapori apparivano {{sic|quai}} giganteschi nemici; agenti della distruzione e della morte.<ref>[[Cassio Dione|Dione Cassio]]. {{cfr}} nota 2, p. 149, ''Gli ultimi giorni di Pompei''.</ref> ([[Edward Bulwer-Lytton]])
*La pura materia morta come campo da gioco delle energie. La forma è solo il risultato della forza di gravità, da trasportare e dei sussulti dell'eruzione. Ci si sente di fronte alle nude leggi della materia della gravità e della combustione, eliminata ogni forma di vita organica. Questo è stato una volta l'aspetto del mondo dopo il raffreddamento della crosta terrestre; come poi è arrivata la vita? La scissione insuperabile fra il mondo degli atomi e dell'energie e il principio della forma creatrice. Siamo ancora più nel profondo che alle "Madri". ([[Felix Hartlaub]])
*''Mentre d'ampia voragine tonante | fervido vedi uscir parto mal nato, | piover le pietre e grandinar le piante, | spinte al furor d'impetuoso fiato, | e i verdi campi già sì lievi avante | coprir manto di cenere infocato, | e 'l volgo saettar smorto e tremante | solfurea parca, incendïoso fato: | – Ahi! – con lingua di foco ei par che gridi | arde il tutto, e sei pur alma di gelo; | tu nel peccar t'avanzi e 'l mar s'arretra. | Non temi, e crollar senti i colli e i lidi; | non cangi stato, e cangia aspetto il cielo; | disfassi un monte, e più il tuo cor s’impetra!'' ([[Giambattista Basile]])
*Mentre io stavo seduto sulle rovine della villa di Giove, contemplando lo splendido golfo irradiato dal sole, il Vesuvio che fumava mi parve quasi il [[Tiberio]] della natura, e pensai che spesso da questo punto Tiberio lo contemplasse cupo e pensoso, ravvisando la sua stessa immagine personificata nel demonio della distruzione. Nel contemplare il vulcano e ai suoi piedi la fertile Campania e il mare avvolto di luce, il monte solitario che terribile signoreggia quella felice regione mi sembrò quasi un simbolo della storia dell'umanità ed il vasto anfiteatro di Napoli la più profonda poesia della natura. ([[Ferdinand Gregorovius]])
*[[Napoli]] era, in primo luogo, il Vesuvio. Quanti turisti contemplarono l'abisso fumante: quanti pittori rappresentarono quel fuoco incandescente e sontuoso. Arrivato lassù, seduto presso la bocca del vulcano, il viaggiatore vedeva, a intervalli, [[Portici]], [[Capri]], [[Ischia]], [[Posillipo]], il mare disseminato dalle vele bianche dei pescatori e la costa ricamata d'aranci del [[golfo di Napoli]]: il Paradiso più radioso visto dal bordo dell'Inferno. Poi scendeva: affascinato dal caos, cercava di descrivere il caos con la precisione di [[Giovanni Battista Piranesi|Piranesi]]. Ma presto si accorgeva che la natura «sa diffondere le sue grazie anche sugli oggetti più orribili.» ([[Pietro Citati]])
*Nelle sue falde si fanno i vini più squisiti chiamati da' Napoletani Lagrima e Greco, e frutta le più delicate; e ciò si attribuisce alle ceneri che cadono dal Monte sul sottoposto terreno, le quali impregnate di solsi, e mischiate colle acque piovane rendono fertilissime le campagne, e più saporose l'erbe e le frutta. ([[Giuseppe Sigismondo]])
*Quann' 'o Vesuvio tene 'a cappa , si nun chiove ogge , dimane nun scappa. ([[Proverbi napoletani|proverbio napoletano]])
*''Questo è il panorama del Vesuvio, | dal di dentro sei per noi più comprensibile | ed affine, solo, in questa affinità | si cela una minaccia –, e non per scherzo: | [[Konstantin Nikolaevic Batjuskov|Batjuskov]] a poco a poco perse la ragione, | e non è forse qui che, un tempo, | [[Evgenij Abramovič Baratynskij|Baratynskij]] fu deposto in una bara di cipresso? | Troppo rischiosa è la sorte di quelli – io no | – | che si presero troppa confidenza''. ([[Maksim Amelin]])
*Questo Vesuvio, mia buona amica, è uno spettacolo imponente ed augusto. Sfortunatamente non posso vederlo dalla mia finestra; lo si vede però da qualsiasi posto, anche solo a cento passi dalla mia casa, come un immenso fanale nella notte. Una forte eruzione come quella del 1814, per esempio, deve essere uno spettacolo incredibile. La montagna è così vicina alla [[Napoli|città]], ed il pendio vi porta in modo così diretto che la formazione di un nuovo cratere, e ogni eruzione ne forma uno nuovo, la metterà in gran pericolo. I napoletani, del resto, non ci pensano; sono come i marinai, che dimenticano che solo una tavola li separa dall'abisso, e si è tentati di dimenticare, al cospetto di una natura tanto bella e ridente, come il pericolo possa essere anche ravvicinato dal godimento. ([[Klemens von Metternich]])
*''Qui su l'arida schiena | Del formidabil monte | Sterminator Vesevo.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr cittá famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrá dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive».'' ([[Giacomo Leopardi]])
*Santo Iddio, che figluolo addormentato che mi è toccato mettere al mondo. Fossi nata io maschio, non sarei stata certamente qui a guardare il Vesuvio. ([[Giovanni Comisso]])
*Romba, romba il Vesuvio, proprio su noi, proprio su tutti: alto è l'incendio del cratere, oramai, nella sera che discende: si erge, spaventosa, innanzia noi, la duplice massa bruna e mostruosa delle due lave immota: ardono, esse, profondamente, le lave: e, intanto, una pazzia è nelle persone, popolani, contadini, signori, indigeni, napoletani, stranieri, come una tragica gazzarra è intorno a quel passaggio di tragedia, fra il pericolo appena scongiurato di ieri, fra il pericolo non scongiurato di questa notte, di domani! ([[Matilde Serao]])
*''Rosso vapor n'uscia per l'aura fuora, | come il Vesevo dall'ignito grembo | spesso manda un vapor, che dell'aurera | talor si perde nel rosato lembo: | lucid'alme spedite ad ora ad ora | vedeansi trasparir tra 'l roseo nembo | e galleggiando per lo ciel sereno | salian quasi faville al sole in seno...'' ([[Angelo Maria Ricci]])
*Se in una bella mattinata, prima che arrivi la schiera dei visitatori, camminiamo tra i vicoli della resuscitata [[Scavi archeologici di Pompei|Pompei]], il nostro sguardo, oltre le mura dove le lucertole prendono il sole, torna sempre a cadere sulla cima tetra che si staglia nel cielo. Le abbiamo qui entrambe: la storia della [[Terra (pianeta)|Terra]] e quella del mondo, dentro la stessa cornice, nello stesso quadro. Come il teschio per il monaco nella sua cella, così per noi quell'altura bruciata nella campagna feconda è un monito che ricorda non solo il destino delle città e dei popoli, bensì, in assoluto, il divenire e il trapassare. ([[Ernst Jünger]])
*Si narra parimenti, essersi anticamente acceso il fuoco sotto il Vesuvio, e bollendo essersi versato inondando le vicine campagne: onde quella pietra che si chiama ora spugna, o sia pomice Pompeiana, pare che sia stata un'altra sorta di pietra ridotta poi dal fuoco a questa qualità. ([[Marco Vitruvio Pollione]])
*Sotto il regno di [[Teodorico il Grande|Teodorico]] avendo di nuova fatta piangere, e lamentare la vicina [[Campania]] tornò ad esser soggetto di esecrazione, e di orrore, e nella barbarie de' seguenti secoli crebbe l'odio contro di lui tanto, che fu chiamato bocca infernale, d'onde non mancarono [[eremita|romiti]] che vedessero uscire ed entrare frequentemente anime di dannati: né morì principe cattivo, ed odioso al suo popolo che non si trovane chi sulla sua fede attestasse aver vedute molte nere ombre di satelliti destinati a condurlo nell'eterna pena. ([[Ferdinando Galiani]])
*''Vegliardo gigante sempre desto | rischiara il cielo col suo fiato ardente''. ([[Ivan Vazov|Ivan Vazon]])
*''Vegna Vesevo, e i suoi dolor racontici. | Vedrem se le sue viti si lambruscano | e se son li suoi frutti amari e pontici. | Vedrem poi che di nubi ognor si offuscano | le spalle sue, con l'uno e l'altro vertice; | forse pur novi incendii in lui coruscano.'' ([[Jacopo Sannazaro]])
*{{NDR|Il}} Vesuvio, questa specie di Moby Dick nostrano. ([[Michele Prisco]])
===[[Hans Christian Andersen]]===
*Il tempo era calmo e bellissimo: la lava splendeva contro il suolo buio come un'immensa costellazione, e la luna diffondeva più luce che al Nord il mezzogiorno in una giornata coperta d'autunno.
*Raggiungemmo [[Napoli]], proprio mentre il Vesuvio era in piena attività: la lava scendeva dal monte oscuro, tracciando radici di fuoco al pino di fumo. Andai a vedere l'eruzione con Hertz e qualche altro scandinavo: la strada sale tra i vigneti e oltrepassa edifici isolati. Ben presto la vegetazione diede luogo ad arboscelli non più grandi di giunchi, e il crepuscolo era una meraviglia per gli occhi.
*''Tra i monti viola dorme | Napoli bianco vestita, | [[Ischia]] sul mare fluttua | Come nube purpurea; | La neve tra i crepacci | Sta come studio candido di cigni; | Il nero Vesuvio leva il capo | Cinto di rossi riccioli''.
===[[Giovanni Boccaccio]]===
*Il Vesuvio è un monte della Campania, non congiunto ad altro monte, abbondante in ogni parte di vigne e frutteti. Dal lato di Scirocco giace ai suoi piedi [[Pompei]], e, quasi di Scirocco, Sarno, e, più lontana Benevento. Dal lato di Grecale giace [[Capua]] e da quello di Maestrale vi è Napoli dei Calcidensi, detta Partenope. Da mezzo questo, vicino la cima, usciva, con grandissima paura dei contadini, tanto fumo da ricoprire tutta la regione.
*Nella montagna esiste ancora una grande apertura, chiaro testimone dell'avvenuto incendio. Alle radici di questa avvenne una battaglia famosa tra Romani e Latini, nella quale Publio Decio, console, per ottenere la vittoria si dedicò agli Dei profondi, e quindi morì. I contadini odierni chiamano frequentemente tutto questo monte la Somma.
===[[Carlo Tito Dalbono]]===
[[Immagine:Vesuvio at dawn in August 2009.jpg|thumb|Alba sul Vesuvio]]
*Questo vulcano, come ognun sa è visibile da tanti punti del nostro [[Napoli]], che la sua presenza si rende spettacolo permanente. Ma chi l'osserva non lo guardi come motore, o come divoratore e consumatore, ma lo guardi come creatore attivo di quanto abbiamo con noi, poiché l'ingegno, l'operosità, la gesticolazione, il discorrer molto, l'urtarsi, il minacciar con le mani innanzi, non son che impulso Vesuviano. Quella facoltà eruttiva che han molte terre napoletane, l'{{sic|argillo}} della napolitana creatura possiede, e la fibra mossa e rimossa degli operosi fluidi elettrici e magnetici fa del napolitano spesso un pazzo piacente o un sincero curioso.
*Il sorgere del sole in sul Vesuvio è magico spettacolo, però le ascensioni soglionsi regolare secondo i tempi e le stagioni, per trovarsi presente a quel sorgere. Suol dirsi che Napoli abbia un gran nemico, il Vesuvio. Chi non ne ha? Altrove è un fiume, forse, altrove un lago, altrove l'aria pestilente. Nessuno di questi distruttori e consumatori dell'essere umano Napoli presenta. Contentiamoci dunque come un poeta diceva:<br>''...dell'alto monte | Che di fumo e di foco ha serto in fronte''.<br>anziché di qualche<br>''Fiumicello orgoglioso | Ignobil figlio di non chiara fonte.''<ref>Gli ultimi due versi citano [[Fulvio Testi]], ''Ruscelletto orgoglioso''.</ref>
*Nel cominciamento delle eruzioni vedi sull'alto sovente, un rosso rubino, un punto infuocato: in breve quel rubino, quel carbonchio, screpola, e manda giù le scorie che rivelano il fuoco precipitevole. Anche la lava è sovente bella a vedere. Sembra quasi procedere con saviezza ''lenta e pensosa'', tenendo il suo alveo, e le si va da costa, piacevolmente, ma al sopraggiungere improvviso di nuove scaturigini si dilata, e rompe gli orli.<br>Molte volte {{sic|adunque}} il fuoco del Vesuvio non atterrisce – è teatrale.
*Il Vesuvio minaccia sempre nuove prede, e ''dopo il pasto ha più fame che pria''<ref>Citazione dalla ''[[Divina Commedia]]'', I, 99.</ref>.
===[[Maurizio Fraissinet]]===
*È il vulcano con la più alta concentrazione di crimini ambientali, potendo vantare per il recente passato il triste primato di discariche abusive e non, con il deposito di materiali anche tossici, di abusivismo edilizio, di incendi boschivi, di cave abusive e di un controllo del territorio da parte di organizzazioni malavitose.
*Il primo vulcano al mondo in cui è stata descritta la flora e o rapporti tra questa e le attività eruttive è, neanche a dirlo, il Vesuvio.
*Il Vesuvio è anche il vulcano più ricco di storia e di cultura. Non c'è solo la storia delle eruzioni, la storia delle scoperte scientifiche della cultura vulcanologica e naturalistica, c'è anche quella dei grandi viaggiatori europei, attratti dall'unica montagna vulcanica continentale attiva d'[[Europa]].
*Il Vesuvio rappresenta quindi il primo vulcano della storia di cui è stata descritta scientificamente un'attività eruttiva. È anche il vulcano che ha provocato la formazione di una delle aree archeologiche più importanti e più visitate del pianeta, facendo tutt'ora da scenario imponente, maestoso e minaccioso a chi si reca in visita agli scavi di [[Pompei]], Ercolano e Oplonti.
*Quello del Somma-Vesuvio è il più piccolo Parco nazionale d'[[Italia]], ma certamente uno dei più ricchi di natura, storia, arte, cultura, problemi sociali, turismo e di tutto quanto è stato detto e scritto finora del vulcano.
===[[Renato Fucini]]===
*Egli possiede il fascino della ferocia tranquilla, le attrattive della bellezza ruvidamente accoppiata alla modestia; è il gran delinquente dalle bellissime forme che tutti ammirano perché è feroce, che tutti amano perché è bello.<br>L'Arcangelo Michele è un poliziotto volgare; Lucifero è un eroe.
*Il fascino di questo abbrustolito Prometeo, che ravviva con la sua anima di fuoco tutte le membra della bellissima sfinge posata voluttuosamente ai sui piedi, è qualche cosa di strano, qualche cosa di irresistibile.<br>Scendete alla riva di Santa Lucia, o a [[Mergellina]]; salite alla rocca di Sant'Elmo, al [[Vomero]], a [[Posillipo]], a Capodimonte, od in qualunque altro luogo, donde si scorga la sua mole fantastica, e contemplate.
*Il Vesuvio è il core, è l'anima, è il sunto di tutti gli splendori del [[Golfo di Napoli|Golfo]]; è il rubino gigantesco che sta come il fermaglio in questa collana di perle composta nel cielo, forse per adornarne il seno di Venere, e smarrita fra le alghe dal Genio della spensieratezza.
*L'aspetto del Vesuvio, quella notte, era troppo solenne. La insolita vivacità che lo animava, presentava ai nostri sguardi uno di quei grandi spettacoli della natura, davanti ai quali ci sentiamo forzati a contemplare attoniti e silenziosi.
*Togliete a [[Napoli]] il Vesuvio, e la voce incantata della sirena avrà perduto per voi le sue più dolci armonie.
===[[William Hamilton]]===
*Da tre giorni è ricomparso il fuoco alla cima del Vesuvio, e intorno alla montagna si sono sentiti dei terremoti. Vi son salito lo scorso sabato con mio nipote lord Greville. Abbiamo udito muggiti interni, fischi, colpi di pietre, e fummo obbligati ad allontanarci rapidamente dal cratere a causa delle pietre che lanciava.
*Dal mese di novembre fino al 28 marzo 1766, giorno in cui iniziò l'eruzione, il fumo aumentò e fu accompagnato da ceneri che si diffusero e danneggiarono i vigneti. Pochi giorni prima dell'eruzione vidi il fenomeno descritto da [[Plinio il Giovane]] e che fu fatale al Naturalista: cioè il fumo nero prese la forma di pino. Il fumo, che da due dì sembrava nero durante il giorno, all'avvicinarsi dell'eruzione assumeva di notte l'aspetto di fiamma.
*Durante un anno intero non ho notato alcuna variazione degna di nota nel Vesuvio. Ho solo osservato che il fumo era maggiore con il tempo cattivo che non con il buono; e ho spesso udito da Napoli le esplosioni interne del monte, quando il tempo era cattivo. Quando sono stato alla sommità del Vesuvio con il bel tempo ho trovato così poco fumo che mi era possibile vedere bene nel cratere, le cui pareti interne erano incrostate di sali e minerali di colori diversi, bianco, verde, giallo carico e giallo pallido.
===[[Publio Papinio Stazio]]===
[[Immagine:Pompeya.Mapa1.jpg|thumb|Ricostruzione della mappa della zona vesuviana ai tempi dell'eruzione del 79]]
*E già avevi concepito il disegno di piangere in un pietoso canto l'eruzione del Vesuvio e di ripagare coi tuoi lamenti i danni subiti dalla tua patria allorché il Padre svelse dal suolo il monte, lo sollevò sino alle stelle e lo riversò per larga estensione sulle misere città.
*Oh, mirabile senso di fiducia! Crederà mai la futura generazione degli uomini, quando di nuovo verdeggeranno le messi, quando ormai si copriranno di verdi erbe questi luoghi ora deserti, che sotto i loro piedi giacciono sepolte città e popolazioni e che antichissime campagne sono state da per tutto inghiottite dal mare?
*Non a tal punto il cratere del Vesuvio e la tempesta di fuoco del terribile vulcano privò dei suoi abitanti le atterrite città: esse stanno in piedi e sono fiorenti di popolazione.
===[[Stendhal]]===
*Ieri sono salito sul Vesuvio: la più grande fatica che abbia fatto in vita mia. La cosa diabolica è arrampicarsi sul cono di cenere. Forse entro un mese tutto ciò sarà cambiato. Il preteso eremita spesso un bandito, convertito o meno: buona idiozia scritta nel suo libro, firmata da [[Bigot de Preameneu]]. Occorrerebbero dieci pagine e il talento di [[Ann Radcliffe|Madame Radcliffe]] per descrivere la vista che si gode mentre si mangia la frittata preparata dall'eremita.
*Sul cratere c'è un piccolo pan di zucchero, che getta delle pietre rosse ogni cinque minuti.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Eruzione del Vesuvio del 79]]
*[[Pompei]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Luoghi della Campania]]
[[Categoria:Montagne d'Italia]]
[[Categoria:Vulcani]]
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Lee Marvin
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Lee_marvin_1971.JPG|thumb|Lee Marvin]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Cat Ballou]]'''
*Miglior attore (1966)}}
'''Lee Marvin''' (1924 – 1987), attore statunitense.
==Citazioni di Lee Marvin==
*{{NDR|Sul suo debutto nel film ''[[Il comandante Johnny]]''}} Ero solo una comparsa. Ma il regista, [[Henry Hathaway]], mi prese in simpatia e mi chiese di venire a Hollywood. Mi trovò un agente ma non mi ingaggiò perché ero una comparsa. Quindi Hathaway mi diede dei dialoghi e mi rese un attore. Hathaway mi trovò in quel film, trovò [[Charles Bronson]] e trovò [[Jack Warden]]. Quindi, forse aveva occhio.
:''I was just an extra. But the director, Henry Hathaway, took a liking to me and asked me to come to Hollywood. He got me an agent but the agent wouldn’t take me because I was an extra. So Hathaway gave me some dialogue and made me an actor. Hathaway picked me out of that movie, he picked Charles Bronson and he picked Jack Warden. So, maybe he had an eye.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://apnews.com/article/c2c282f8db7f566a91672e63f3131d4a Oscar-Winning Actor Lee Marvin Dies At 63]'', ''apnews.com'', 30 agosto 1987.</ref>
==Citazioni su Lee Marvin==
*Abbiamo lavorato insieme nel film di [[Richard Brooks]] ''[[I professionisti]]''. Beveva. Beveva sempre e tantissimo [...] Ma questo non toglieva niente alla sua straordinaria capacità di attore. E alla sua gentilezza di persona. ([[Claudia Cardinale]])
*Lee era un attore serio e intelligente che era orgoglioso del suo mestiere e un amico fedele che faceva di tutto per avvertirmi dei pericoli del successo di [[Hollywood]]. Prima di [[Clint Eastwood]], prima di [[Sam Peckinpah]]. ([[Burt Reynolds]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[Il grande caldo]]'' (1953)
*''[[I sette assassini]]'' (1956)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[I professionisti]]'' (1966)
*''[[Quella sporca dozzina]]'' (1967)
*''[[La banda di Harry Spikes]]'' (1974)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marvin, Lee}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Mostro
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/* Voci correlate */
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{{voce tematica}}
[[File:Gerung, Matthias - Satire auf die katholische Geistlichkeit - vor 1536.gif|thumb|Figura mostruosa, incisione allegorica di Matthias Gerung]]
Citazioni sui '''mostri''', anche in senso figurato.
==Citazioni==
*Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Chiunque si identifichi con la psiche collettiva o, in termini mitologici, si lasci divorare dal mostro, e si annichilisca in esso, arriva al tesoro vigilato dal drago, ma vi arriva contro la sua volontà e con tutto danno per se stesso. ([[Carl Gustav Jung]])
*Da piccolo sognavo sempre i mostri. E anche ora, da adulto, ogni tanto, mi capita, ma non riesco più a fregarli. ([[Niccolò Ammaniti]])
*È così che si combattono i mostri: lasci che ti vengano vicino, li guardi negli occhi e poi li colpisci. (''[[Nella valle di Elah]]'')
*Forse è vero che ogni essere umano è un mostro potenziale, ma se lasciamo da parte le potenzialità, allora il genere umano può essere diviso in due categorie principali: gli esseri umani e le belve umane. ([[Fausto Cercignani]])
*Hai superato i confini della mappa, amico. Qui ci sono i mostri. (''[[Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna]]'')
*I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere. ([[Primo Levi]])
*I mostri possono essere sconfitti soltanto dai loro simili. (''[[Claymore]]'')
*I nostri sogni sono popolati da mostri. Forse i [[Cinema dell'orrore|film dell'orrore]] sono un modo per stringere amicizia con quei mostri. ([[Julie Adams]])
*Il mostro uccide tutti quanti, chi è buono soffre come chi è malvagio. (''[[Watang! Nel favoloso impero dei mostri]]'')
*Il sonno della ragione genera mostri. ([[Francisco Goya]])
*Io sono il mostro che gli uomini che respirano bramerebbero uccidere. Io sono Dracula. (''[[Dracula di Bram Stoker]]'')
*L'eroismo è per le favole dei fanciulli. Ma i mostri... i mostri sono reali, e non possono essere uccisi. Provaci, e gli ricrescerà una testa con denti ancora più affilati. Allora che fare? Vanno placati, vanno adulati, e cibati finché grassi e indolenti non dimentichino di essere mostri. E con il tempo, passano oltre. (''[[A.D. - La Bibbia continua]]'')
*La tragedia dei mostri è di essere troppo grandi e potenti per essere accettati dal genere umano. ([[Ishirō Honda]])
*Mi piacciono le storie in cui i mostri sono la metafora dei problemi che ci abitano. ([[Sarah Michelle Gellar]])
*Non si mandano una ragazza e un mostro a far il lavoro di una donna. ([[Amalgam Comics]])
*Non sono io a trovare i mostri... Direi che a volte sono loro a trovare me. Forse per loro il mostro sono io... (''[[Dylan Dog]]'')
*Quando le persone non hanno il coraggio di ammettere i propri errori, scusarsi, adattarsi alla realtà, imparare, diventano mostri. E quando il mondo lo ignora, i mostri decidono che il mondo si debba adattare a loro. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
*''Quando sono piccoli i mostri sanno di far paura. | Brutti, stupidi, cuori timidi, | obesi e scherzi della natura, | Ma ogni mostro deve trovare | ciò che lo rende fuori dalla norma | e che il dottor Jekyll in un sexy Mister Hyde trasforma. | Tutti i miei mostri sono bellissimi.'' [...] ''Ai mostri non servono | chirurgia o macchinone. | I mostri devono solo imparare | che accettarsi come si è va benone.'' ([[I Simpson (ventitreesima stagione)|''I Simpson'']])
*Se c'è da salvare la vita, combattiamo contro gli uomini, non contro i mostri. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')
*Tutti gli uomini sono dei mostri. Non c'è altro da fare che cibarli bene. Un buon cuoco fa miracoli. ([[Oscar Wilde]])
===[[Vincenzo Malacarne]]===
*Cadauna specie di que' ''Mostri'', lo ripeto, che vi son nominati, e che comprende più individui, porta seco una così evidente uniformità nella struttura, e nella disposizione delle parti anche minime mostruose osservabile in tutti gli esemplari, che crederei mancar del buon uso della ragione, se dubitassi ancora che alla produzion de' medesimi ''Mostri'' la natura non si serve della costanza, e della proprietà delle leggi medesime, di cui si serve per la produzion degli animali figurati più regolarmente, e più secondo il consueto naturalmente costrutti.
*Che fino ad ora siano stati poco felici gli sforzi de' Naturalisti più celebri, e de' maestri più esperti e ingegnosi delle cose ostetricie, nel dedurre dalle osservazioni loro diligenti, e ripetute, la spiegazion della generazione de' ''Mostri'', non è punto da stupire, posto che nella ricerca più assidua e sollecita della origine degli animali, che dalla comune degli uomini si dicono perfetti, sudarono fino ad ora inutilmente ancor essi Fisiologisti provveduti di quanto la notomia può mai somministrare di più esatto, forniti di genio, e di talenti opportunissimi per ben riescire in qualunque laboriosa impresa, padroni di sterminate raccolte d'animali, e de' necessari più delicati instrumenti.
*Le stesse leggi, che militano per la ''Generazione'', e il ''perfezionamento degli animali'' secondo l'ordine più comune e consueto, militan per la ''produzione de' Mostri'', cioè d'''animali differenti dall'ordinario in quanto alla figura, al numero, e alla disposizion d'alcuna delle parti loro''.
==Voci correlate==
*[[Fenomeni da baraccone]]
*[[Mostro marino]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=mostro|w_preposizione=riguardante il|commons_preposizione=sui|commons_etichetta=mostri|wikt}}
[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Qualità individuali]]
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Christopher Nolan
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/* Citazioni di Christopher Nolan */
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text/x-wiki
[[Immagine:Christopher Nolan Cannes 2018.jpg|thumb|right|Christopher Nolan nel 2018]]
{{Premio|Oscar|'''''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'''''
*Miglior film (2024)
*Miglior regia (2024)
}}
'''Christopher Jonathan James Nolan''' (1970 – vivente), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico britannico.
==Citazioni di Christopher Nolan==
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.<ref name="badtaste"/>
*Credo che l'[[Intelligenza artificiale|AI]] sia un cavallo di Troia in cui tutti sanno che ci sono i Greci dentro. È un cavallo trasparente, è fatto di vetro. Tutti possono vedere cosa succede lì dentro [...]. L'idea che possa sostituire completamente gli esseri umani e la creatività umana, per me è una sciocchezza. Non ho mai visto una tecnologia che sia stata adottata con tanto successo da Wall Street, dagli investitori e dalle aziende tecnologiche e che il pubblico abbia respinto in modo così categorico.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/tecnologia/26_luglio_24/musk-contro-la-scelta-del-cast-di-nolan-per-l-odissea-troppo-woke-con-l-ai-grok-un-nuovo-film-storicamente-accurato-aa9f372b-b3bd-4c63-9401-0e660aa99xlk.shtml Musk contro la scelta del cast di Nolan per L'Odissea: «Troppo woke. Con l'AI Grok un nuovo film storicamente accurato»]'', ''corriere.it'', 24 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Batman]]}} È un vigilante che opera al di là della legge per realizzare qualcosa di positivo, ma spinto da desideri negativi infrange la legge e rischia di distruggere la società. Penso che sia una figura di supereroe complessa e molto problematica ed è per questo che è così interessante trattarlo.<ref name=cav>Da ''[http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Interviste/Page/?Key=300 Parla Christopher Nolan - intervista al regista del Cavaliere Oscuro]'', ''Coming Soon.it'', 23 luglio 2008.</ref>
*{{NDR|Sulle polemiche su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.<ref name="badtaste">Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/odissea-christopher-nolan-risponde-alla-campagna-dodio-chi-critica-il-film-non-sa-ancora-cose "Chi critica il film non sa ancora cos'è": Christopher Nolan risponde alla campagna d'odio contro Odissea]'', ''badtaste.it'', 11 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Sulla scelta di [[Leonardo DiCaprio]] per il ruolo in ''[[Inception]]''}} Leo ha dato un contributo enorme al film. Credo che sia uno degli attori più bravi in circolazione e la sua performance in questo film è veramente straordinaria. (da ''[http://wwws.warnerbros.it/inception/mainsite/pdf/INCEPTION_PK_Notes__Bios_6-18.pdf Inception - La produzione]'', ''Warner Bros.it'')
*Penso che il [[Joker]] ami esaminare o costringere le persone ad esaminare l'insieme di regole morali ed etiche con cui pensano di condurre le loro vite. Lui adora rivoltare questo contro di loro e far sì che debbano confrontarsi con l'ipocrisia con cui conducono le loro vite. In questo senso, è decisamente il catalizzatore della storia, una forza che confronta le persone e le costringe ad affrontare quello che sono realmente.<ref name=cav/>
*Quando pensi allo stile visivo, quando pensi al linguaggio visivo di un film, tende ad esserci una naturale separazione tra lo stile visivo e gli elementi narrativi, ma con i grandi, sia che sia Stanley Kubrick, Terrence Malick o Hitchcock quello che vedi è inseparabile, una relazione vitale tra le immagini e la storia che sta raccontando. (da ''[http://www.movieweb.com/movie/the-tree-of-life-2011/christopher-nolan-and-david-fincher-featurette Chistopher Nolan and David Fincher featurette]'', Movieweb)
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.<ref name="badtaste"/>
*{{NDR|Sulla scelta per il ruolo in ''[[Batman Begins]]''}} Quello che ho visto in [[Christian Bale|Christian]] è l'espressione massima di Bruce Wayne. Egli infatti possiede l'esatto equilibrio delle tenebre e della luce che stavamo cercando. (da ''[http://www.superherohype.com/features/articles/83215-official-christian-bale-is-batman Official: Christian Bale is Batman]'', ''Superherohype.com'')
*Sono rimasto davvero elettrizzato da quello che era riuscito a fare {{NDR|[[Tom Hardy]]}} in ''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' con due occhi, un paio di sopracciglia e pochi centimetri di fronte, che ho pensato di provare a vedere cosa era in grado di fare senza fronte, senza sopracciglia e magari con un solo occhio. E siccome Tom è Tom, quello che riesce a fare con un solo occhio supera di gran lunga quello che tanti altri attori possono fare recitando con il corpo intero. È un uomo dal talento straordinario.<ref>Da un'intervista rilasciata alla stampa estera; citato in ''[http://www.bestmovie.it/news/nolan-spiega-perche-tom-hardy-nei-suoi-film-ha-sempre-il-viso-coperto/605604/ Nolan spiega perché Tom Hardy nei suoi film ha sempre il viso coperto]'', ''Bestmovie.it'', 27 luglio 2017.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore {{NDR|delle pecore}} era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2026/07/09/odissea-antinoo-robert-pattinson Odissea, Robert Pattinson racconta il personaggio di Antinoo: "Somiglia a uno di Twilight"]'', ''tg24.sky.it'', 9 luglio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ciakclub.it/abbiamo-intervistato-christopher-nolan-a-los-angeles-e-stata-un-odissea/ Abbiamo intervistato Christopher Nolan a Los Angeles: ecco la sua Odissea]''|Intervista di Carlo Giuliano, ''ciakclub.it'', 29 giugno 2026.|h=2}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*Ero molto interessato al fatto che nessuno ci avesse provato prima, che non ci fosse una versione moderna dell'Odissea realizzata con un budget elevato e un cast a-list. Se ci pensi è curioso, considerato che si tratta di una fetta fondativa della nostra letteratura e della narrativa occidentale. Per me era emozionante, districarmi in questa zona grigia, lavorare con questo vuoto peculiare della nostra cultura.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'Odissea è un pilastro fondativo della nostra letteratura ed era già modernissima. Aveva una struttura molto avventurosa, non-lineare, piena di flashback e flashforward e storie dentro altre storie. Parte della fascinazione millenaria che ha tenuto il mondo legato a questo poema, credo sia dovuta proprio a questa sua struttura così cangiante e poliedrica. Per me, era una storia nata per essere raccontata al cinema. Calzava perfettamente, quindi ho cercato di rimanere fedele alla sua struttura. Ovviamente ci sono cambiamenti che devono essere fatti, decisioni che devono essere prese. Ma non ho dovuto inventarmi una nuova struttura, perché in un certo senso è proprio la sofisticatezza temporale dell'Odissea ad avermi influenzato. L'epicità del racconto si prestava già a una sceneggiatura cinematografica, ma ancor di più la struttura: estremamente moderna, senza tempo, che si presta bene al cinema allo stesso modo in cui si prestava a un poema in versi.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*Il punto è che i poemi omerici hanno la stessa attendibilità storica del mito di [[Re Artù]] e i [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]. Le persone che cercano accuratezza storica in Omero sono le stesse che cercano accuratezza storica in ''Star Wars''.
*Si chiama età oscura proprio perché è un buco nero d'informazioni e di testimonianze, un vuoto della Storia in cui grandi civiltà perirono e con esse i loro sistemi di comunicazione, la lingua, i loro eroi e Re. E in quel mistero, Omero ci vide le tracce del passaggio di una grandiosa civiltà. Di una società ancora più magnifica di quelle che sarebbero seguite al collasso dell'età del bronzo, capace di costruire mura come nessun altro sarebbe stato in grado di fare o comprendere. Partendo dalle fortificazioni micenee, le cosiddette mura ciclopiche, Omero riempì quel vuoto interpretativo e ingegneristico arrivando a ipotizzare l'esistenza dei giganti. E proprio come lui, anche noi siamo partiti da quel poco che sapevamo e abbiamo immaginato il resto. È un processo interessate, ma è irrimediabilmente speculativo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/07/16/news/christopher_nolan_intervista_film_odissea_racconto_il_ritorno_e_gli_effetti_delle_guerre-425472783/ Christopher Nolan e la sua “Odissea”: “Racconto il ritorno e gli effetti delle guerre”]''|Intervista di Arianna Finos, ''repubblica.it'', 16 luglio 2026.|h=2}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l'istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Per me l<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]'' è diventata il racconto delle conseguenze della guerra e del viaggio dei guerrieri attraverso un paesaggio più mitico, fantastico.
*Quello che amo di più dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' è il ritorno a casa. È una storia di perdita, amore, ritorno, vendetta, elementi potenti e primordiali che ritroviamo in tanti grandi film.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell'antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
*Tornare al poema e leggerlo per intero, leggerlo così come fu originariamente scritto, è stato sorprendente. C'è moltissimo che si ricorda, ma anche moltissimo che è diverso da come lo si ricorda. Dei ventiquattro libri del poema, credo che soltanto quattro riguardino davvero il viaggio di Odisseo. Gran parte dell''opera parla invece di Itaca e di ciò che accade lì mentre Odisseo è lontano, dopo i vent'anni della sua assenza. È stato davvero entusiasmante tornare al poema e rendersi conto che molto di ciò che ricordavo era effettivamente presente, ma in forme diverse da quelle che conservavo nella memoria, e per ragioni diverse da quelle che immaginavo. È stato molto emozionante ritornarci.
*Una delle prime cose che colpiscono, quando si guarda al poema, è quanto poco, in fondo, sia cambiato. Attraverso il poema ci si sente profondamente connessi al mondo di migliaia di anni fa. Per questo ho sentito un forte desiderio di raccontare la storia in modo molto accessibile per il pubblico contemporaneo, in modo che potesse dialogare con il nostro mondo.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l'idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un'idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*La famiglia è assolutamente il cuore della storia. Credo che siano proprio questi elementi primordiali e universali ad aver mantenuto il poema al centro della cultura per migliaia di anni. Perché è una storia profondamente riconoscibile. L'emozione che contiene è potentissima.
*Quando realizzi un film tratto da un'opera verso la quale le persone provano sentimenti forti e associazioni culturali profonde, penso che tu debba, nel bene e nel male, mettere tutto questo da parte e appropriarti del materiale in prima persona. Devi seguire il tuo istinto più autentico. Devi scegliere gli attori in base a chi riesce a incarnare veramente il personaggio, chi è in grado di esprimere tutte le sfumature, tutte le complessità, tutta la grandezza della letteratura che ne costituisce il fondamento.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Memento]]'' (2000) – regista e sceneggiatore
*''[[Insomnia]]'' (2002) – regista
*''[[Batman Begins]]'' (2005) – regista e sceneggiatore
*''[[The Prestige]]'' (2006) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Inception]]'' (2010) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013) – soggettista e produttore
*''[[Interstellar]]'' (2014) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Tenet]]'' (2020) – regista, sceneggiatore e produttore
*''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023) – regista, sceneggiatore e produttore
==Altri progetti==
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[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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4
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Vallema
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/* itWikiCon 2026: È pronto il tabellone del programma */ nuova sezione
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wikitext
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'''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}}
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== Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia ==
Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''.
* Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''.
* Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''.
Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania.
I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia:
* Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]]
* Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]]
All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!
Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET)
== Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia ==
Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori.
Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso.
Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace.
Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139
Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio.
Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET)
== Citazione con fonte errata ==
Ciao a tutti,
da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET)
== Nuova voce Paul-Henri Spaak ==
Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET)
== Voci su singole canzoni ==
Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET)
:Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET)
::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET)
:::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET)
::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET)
== Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello si articola in due parti:
* un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro);
* la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''.
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET)
== qualificatore in vista o nascosto ==
Ciao a tutti,
quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza?
Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]].
In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote?
Grazie per l'info.
--[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET)
:Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET)
::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET)
:::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET)
::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET)
== Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks ==
Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! — [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST)
:Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST)
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST)
== WikiOscar 2026 ==
Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST)
== Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''.
Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]].
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST)
== Apertura delle pre-iscrizioni itWikiCon 2026 ==
Come saprete già, dal '''6 all'8 novembre 2026''' a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]]) si apriranno le porte della [[:w:it:Villa Negroni|Villa Negroni]] per '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]'''. Questo convegno unisce ispirazione, innovazione e scambio di idee in un evento di tre giorni. Le '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' sono disponibili da subito ed è il primo passo per manifestare il vostro interesse a partecipare. Inoltre, in questo modo darete un contributo fondamentale al team organizzativo nella pianificazione logistica dell’evento.
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info@itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di accogliervi a Vezia!
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]]
== Template:Premio ==
C'è un problema col [[Template:Premio]]: pur non essendo stato modificato ora compare a sinistra in cima invece che a destra sotto l'immagine, creando un pessimo effetto estetico, es. [[Steven Spielberg]] e [[Roberto Benigni]]; la cosa andrebbe risolta al più presto: qualcuno di noi lo sa fare? {{ping|Nemo_bis|GryffindorD|Superchilum}} [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:48, 25 mag 2026 (CEST)<br>
P.s. Può darsi che dipenda da una serie generale di cambiamenti che sono apparsi oggi specie in modalità di modifica: righe numerate, evidenziazione di template e corsivi e intestazioni ecc., ...quantomento io che uso il vecchio aspetto (Vector legacy 2010, ma suppongo non dipenda da quello) trovo oggi tutta questa serie di cambiamenti, anche su Wikipedia. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:01, 25 mag 2026 (CEST)
:Il problema al template non è di oggi, c'era già da qualche giorno e al momento non capisco a cosa sia dovuto. Il resto probabilmente dipende dal fatto che nella barra degli strumenti hai cliccato sul pulsante "Sintassi", infatti io uso Vector legacy 2010 ma non vedo nulla di tutto ciò. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:11, 25 mag 2026 (CEST)
::Grazie mille Udiki, a me non pare di aver cliccato qualcosa, ma ora il problema l'ho risolto togliendo la spunta su "Attiva l'evidenziazione della sintassi per il codice" e mettendola su "Imposta un'eccezione locale per questa preferenza globale" così da toglierla anche da "Attiva l'evidenziazione della sintassi per wikitesto": ora tutto in modifica mi è tornato come prima. Inoltre hai ragione che il Template:Premio non aveva a che fare con quello: lo vedo ancora a sinistra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 25 mag 2026 (CEST)
:::Ho chiesto in [[:w:WP:OFFICINA]], anch'io non riesco a capire cosa sia cambiato... --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:27, 25 mag 2026 (CEST)
::::Grazie, la [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:Premio&curid=80058&diff=1414472&oldid=1102407 modifica] ha risolto il problema.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:31, 26 mag 2026 (CEST)
:::::Ottimo :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:36, 26 mag 2026 (CEST)
== Citazione di Luigi Giussani ==
Buongiorno, mi ricordo di una citazione attribuita a don Luigi Giussani: "Ma la scuola sono i due e i tre". Non riesco a trovarlo da nessuna parte. Potete aiutarmi?--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:50, 6 giu 2026 (CEST)
:Credo che provenga dalla presentazione che Giussani scrisse per un suo libro intitolato ''Si può (veramente?!) vivere così?'' ([https://books.google.it/books?id=B2FpqWm0eakC&pg=PP6 vedi]). Ti riporto l'intero brano perché il link a volte funziona e altre no (la sottolineatura è mia):
:{{quote|Qual è il modo con cui possiamo imparare, sia pur come balbettio, il linguaggio nuovo e vero, il linguaggio nuovo della verità delle cose? Due amici, a cui si aggiunga la compagnia di una persona che è già da un po' di tempo abituata a guardar le cose in un certo modo, a leggere le cose ripetendole, ripetendole scandendo le sillabe delle parole più importanti. «Cosa vuoi dire questa parola che ricorre e che hanno detto essere la più importante?»: dapprima uno si domanda tra sé e sé, poi domanda all' altro, poi tutti e due domandano a questa persona più grande. Allora, insieme, leggono, studiano a memoria l'espressione che sembra difficile ed è bella. Ed è bella perché dice il vero, la verità. Si gusta il vero comprendendo la verità di quello che è detto, non si gusta il vero perché ''placet auribus'', perché accarezza l'orecchio. E c'è una parola che non riescono a capir bene, non riescono a capir bene come è penetrata nel discorso. Allora vanno da chi ha fatto il discorso a dire: «Come è penetrata?». E fra quattro si risolve meglio che non fra tre.<br />Questo è il modo con cui i medioevali concepivano lo studio. I libri stessi lo dimostrano: il testo era il brano della scrittura da giudicare e da studiare; i margini erano tali e tanti che in scuola, mentre leggevano il testo e ognuno diceva la sua, a un certo punto tutti scrivevano su di essi l'esito della discussione che l'insegnante persuasivamente aveva fatto capire. «L'esito della discussione è questo: la carità è dono, dono totale, gratuito». Allora, sui margini dei libri medioevali degli universitari di Bologna troviamo scritto: «La carità è un dono...»: è il commento alla cosa, la spiegazione del testo.<br /><u>Ma la vera scuola sono i due, o meglio, i tre perché senza maestro non c'è scuola</u>; senza qualcuno che abbia già fatto dei passi e, perciò, indichi la direzione immediata da assumere, non c'è scuola Oppure, meglio ancora, i tre insieme a chi è responsabile del modo di dire, del come si esprime e si difende un concetto che si vuole definire: questa è la scuola che fa stare in mente le cose e, soprattutto, introduce a capire che c'entrano col suo modo di vivere quotidiano.}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:41, 6 giu 2026 (CEST)
:Ottimo, grazie!-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 19:42, 6 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di raccolta di temi per il programm ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase della raccolta di temi per il '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|programma]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! Queste prime idee serviranno come contenitori per le proposte specifiche in estate. Il convegno si terrà dal '''6 all'8 novembre 2025 a Vezia (Lugano)'''.
Il programma lo costruiamo insieme: chiunque può inviare proposte di argomenti per presentazioni, discussioni o workshop. Tutte le informazioni e le istruzioni sono disponibili '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|sulla pagina dedicata al Programma]]'''.
Anche quest’anno vogliamo dare particolare spazio ai formati interattivi come workshop o discussioni.
Vorremmo cogliere l’occasione del convegno per rafforzare lo spirito di comunità e anche per sviluppare soluzioni alle sfide comuni.
La selezione delle proposte avverrà in estate, seguita dalla conferma dei relatori. Aggiornamenti sulle borse di partecipazione seguiranno la prossima settimana.
Infine, ti ricordiamo che il periodo delle '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' è ancora in corso. Grazie mille a tutti coloro che si sono già iscritti!
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{{@}}itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di conoscere le vostre idee!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 17:14, 24 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di richieste per borse di partecipazione ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase delle richieste di '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|borse di partecipazione]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! L’evento si terrà dal '''6 all'8 novembre 2026 a Vezia (Lugano)'''.
La fase di candidatura per le borse di partecipazione durerà fino alla fine di luglio '''(29 giugno – 31 luglio)'''. Se vuoi proporre una sessione e hai bisogno di un sostegno per il viaggio e l’alloggio, invia la tua richiesta per tempo. Qui trovi tutte le '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|informazioni sulle borse di partecipazione]]'''.
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:32, 29 giu 2026 (CEST)
== Marathon ==
Dear colleagues, hello! My name is S. Marchenko, I am a user of Wikimedia Foundation Russian language projects and a VRT agent. I actively edit the Russian version of Wikiquote, and recently I had the idea to hold an international marathon to improve and expand Wikiquote articles in different languages. In connection with this, I created a competition page on Meta [[m:Wiki Loves Quotes 2026]], where you can also register your local community. I really hope you find it interesting! Sincerely, [[Utente:S.Marchenko|S.Marchenko]] ([[Discussioni utente:S.Marchenko|scrivimi]]) 20:27, 15 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:11, 28 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: fra qualche giorno sarà disponibile la griglia del programma ==
Ciao a tutti,
Fra pochi giorni sarà disponibile la griglia dove inserire gli interventi e i workshop per la conferenza in stile unconference.
I temi che avete proposto sulla [[m:ItWikiCon/2026/Programma|pagina del programma]] sono tanti e interessanti. Trasformateli in interventi e workshop.
Per domande o suggerimenti scriveteci qua sulla pagina di discussione o via e-mail a info@itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 06:09, 30 ago 2026 (CEST)
==SheSaid 2026==
Ciao, dal 1º settembre al 31 dicembre, torna l'edizione 2026 della campagna [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]], ideata da Wiki Loves Women e organizzata in Italia da WikiDonne. Maggiori info sulla [[Wikiquote:SheSaid 2026|pagina]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:42, 2 set 2026 (CEST)
:Grazie [[Utente:Camelia.boban|Camelia]], cercheremo anche questa volta di onorare la tua bella iniziativa, che permette ogni anno a vari utenti, come me, di avere uno stimolo per creare voci che altrimenti non creerebbero. Anche il tempo è magnanimo: fino al 31 dicembre significa che anche se uno non ha tempo adesso... può trovarlo con calma. Mi permetto di pingare per conoscenza i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni: {{ping|Danyele|Ibisco}} (passati vincitori), {{ping|Wiccio|IppolitoN|Superchilum}} e {{ping|GryffindorD|Dispe|Emmepici}}. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:23, 3 set 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''.
Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione.
Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]].
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 11:39, 11 set 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Migration to Parsoid</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="announcement-content" />
<em>[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Product and Technology/Parsoid Read Views/Read View Announcement|Read this in another language]]</em>
Hello everyone! I am glad to inform you that as the next step in the [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification|Parser Unification]] project, Parsoid will soon be turned on as the default article renderer on your wiki. We are gradually increasing the number of wikis using Parsoid, with the intention of making it the default wikitext parser for MediaWiki's next long-term support release. This will make our wikis more reliable and consistent for editors, readers, and tools to use, as well as making the development of future wikitext features easier.
If this disrupts your workflow, don’t worry! You can still opt out through a user preference or turn Parsoid off on the current page using the Tools submenu, as described in the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:ParserMigration|Extension:ParserMigration]] documentation.
There is [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Confidence Framework|more information about our roll-out strategy]] available, including the testing done before we turn on Parsoid for a new wiki.
To report bugs and issues, please look at our [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Known Issues|known issues]] documentation and if you found a new bug please create a phab ticket and tag the [[phab:project/view/5846|Content Transform Team in Phabricator]].
<section end="announcement-content" />
</div>
[[mw:User:MSantos (WMF)|Content Transform Team]] 21:03, 14 set 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:MSantos (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery/Wikiquote&oldid=23943229 -->
== itWikiCon 2026: È pronto il tabellone del programma ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Per rendere sempre più centrali i contributi della comunità, abbiamo deciso di strutturare buona parte della itWikiCon 2026 come una '''unconference''' in cui il contenuto delle sessioni è influenzato e creato dai partecipanti.
Le sessioni disponibili sono visibili sul [[m:ItWikiCon/2026/Programma#La_struttura_dei_tre_giorni|tabellone del programma]]. Dopo aver letto le necessarie regole, registrate la vostra sessione.
Le proposte e i vostri commenti, è superfluo ricordarlo, devono essere conformi al [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/it|Codice Codice di condotta] Wikimedia.
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info(at)itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di leggere le vostre proposte!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 10:06, 20 set 2026 (CEST)
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1426964
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2026-09-20T08:20:31Z
Vallema
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/* itWikiCon 2026: È pronto il tabellone del programma */
1426964
wikitext
text/x-wiki
{| class="noprint" width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0" style="-moz-border-radius:.5em; border-radius:.5em; padding:0.5em; background-color:#FFFAF0; border:2px solid #FF9000;"
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|{{Bar}}
|}
'''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}}
__TOC__ __NEWSECTIONLINK__
== Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia ==
Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''.
* Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''.
* Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''.
Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania.
I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia:
* Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]]
* Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]]
All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!
Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET)
== Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia ==
Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori.
Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso.
Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace.
Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139
Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio.
Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET)
== Citazione con fonte errata ==
Ciao a tutti,
da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET)
== Nuova voce Paul-Henri Spaak ==
Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET)
== Voci su singole canzoni ==
Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET)
:Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET)
::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET)
:::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET)
::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET)
== Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello si articola in due parti:
* un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro);
* la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''.
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET)
== qualificatore in vista o nascosto ==
Ciao a tutti,
quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza?
Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]].
In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote?
Grazie per l'info.
--[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET)
:Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET)
::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET)
:::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET)
::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET)
== Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks ==
Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! — [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST)
:Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST)
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST)
== WikiOscar 2026 ==
Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST)
== Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''.
Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]].
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST)
== Apertura delle pre-iscrizioni itWikiCon 2026 ==
Come saprete già, dal '''6 all'8 novembre 2026''' a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]]) si apriranno le porte della [[:w:it:Villa Negroni|Villa Negroni]] per '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]'''. Questo convegno unisce ispirazione, innovazione e scambio di idee in un evento di tre giorni. Le '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' sono disponibili da subito ed è il primo passo per manifestare il vostro interesse a partecipare. Inoltre, in questo modo darete un contributo fondamentale al team organizzativo nella pianificazione logistica dell’evento.
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info@itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di accogliervi a Vezia!
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]]
== Template:Premio ==
C'è un problema col [[Template:Premio]]: pur non essendo stato modificato ora compare a sinistra in cima invece che a destra sotto l'immagine, creando un pessimo effetto estetico, es. [[Steven Spielberg]] e [[Roberto Benigni]]; la cosa andrebbe risolta al più presto: qualcuno di noi lo sa fare? {{ping|Nemo_bis|GryffindorD|Superchilum}} [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:48, 25 mag 2026 (CEST)<br>
P.s. Può darsi che dipenda da una serie generale di cambiamenti che sono apparsi oggi specie in modalità di modifica: righe numerate, evidenziazione di template e corsivi e intestazioni ecc., ...quantomento io che uso il vecchio aspetto (Vector legacy 2010, ma suppongo non dipenda da quello) trovo oggi tutta questa serie di cambiamenti, anche su Wikipedia. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:01, 25 mag 2026 (CEST)
:Il problema al template non è di oggi, c'era già da qualche giorno e al momento non capisco a cosa sia dovuto. Il resto probabilmente dipende dal fatto che nella barra degli strumenti hai cliccato sul pulsante "Sintassi", infatti io uso Vector legacy 2010 ma non vedo nulla di tutto ciò. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:11, 25 mag 2026 (CEST)
::Grazie mille Udiki, a me non pare di aver cliccato qualcosa, ma ora il problema l'ho risolto togliendo la spunta su "Attiva l'evidenziazione della sintassi per il codice" e mettendola su "Imposta un'eccezione locale per questa preferenza globale" così da toglierla anche da "Attiva l'evidenziazione della sintassi per wikitesto": ora tutto in modifica mi è tornato come prima. Inoltre hai ragione che il Template:Premio non aveva a che fare con quello: lo vedo ancora a sinistra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 25 mag 2026 (CEST)
:::Ho chiesto in [[:w:WP:OFFICINA]], anch'io non riesco a capire cosa sia cambiato... --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:27, 25 mag 2026 (CEST)
::::Grazie, la [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:Premio&curid=80058&diff=1414472&oldid=1102407 modifica] ha risolto il problema.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:31, 26 mag 2026 (CEST)
:::::Ottimo :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:36, 26 mag 2026 (CEST)
== Citazione di Luigi Giussani ==
Buongiorno, mi ricordo di una citazione attribuita a don Luigi Giussani: "Ma la scuola sono i due e i tre". Non riesco a trovarlo da nessuna parte. Potete aiutarmi?--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:50, 6 giu 2026 (CEST)
:Credo che provenga dalla presentazione che Giussani scrisse per un suo libro intitolato ''Si può (veramente?!) vivere così?'' ([https://books.google.it/books?id=B2FpqWm0eakC&pg=PP6 vedi]). Ti riporto l'intero brano perché il link a volte funziona e altre no (la sottolineatura è mia):
:{{quote|Qual è il modo con cui possiamo imparare, sia pur come balbettio, il linguaggio nuovo e vero, il linguaggio nuovo della verità delle cose? Due amici, a cui si aggiunga la compagnia di una persona che è già da un po' di tempo abituata a guardar le cose in un certo modo, a leggere le cose ripetendole, ripetendole scandendo le sillabe delle parole più importanti. «Cosa vuoi dire questa parola che ricorre e che hanno detto essere la più importante?»: dapprima uno si domanda tra sé e sé, poi domanda all' altro, poi tutti e due domandano a questa persona più grande. Allora, insieme, leggono, studiano a memoria l'espressione che sembra difficile ed è bella. Ed è bella perché dice il vero, la verità. Si gusta il vero comprendendo la verità di quello che è detto, non si gusta il vero perché ''placet auribus'', perché accarezza l'orecchio. E c'è una parola che non riescono a capir bene, non riescono a capir bene come è penetrata nel discorso. Allora vanno da chi ha fatto il discorso a dire: «Come è penetrata?». E fra quattro si risolve meglio che non fra tre.<br />Questo è il modo con cui i medioevali concepivano lo studio. I libri stessi lo dimostrano: il testo era il brano della scrittura da giudicare e da studiare; i margini erano tali e tanti che in scuola, mentre leggevano il testo e ognuno diceva la sua, a un certo punto tutti scrivevano su di essi l'esito della discussione che l'insegnante persuasivamente aveva fatto capire. «L'esito della discussione è questo: la carità è dono, dono totale, gratuito». Allora, sui margini dei libri medioevali degli universitari di Bologna troviamo scritto: «La carità è un dono...»: è il commento alla cosa, la spiegazione del testo.<br /><u>Ma la vera scuola sono i due, o meglio, i tre perché senza maestro non c'è scuola</u>; senza qualcuno che abbia già fatto dei passi e, perciò, indichi la direzione immediata da assumere, non c'è scuola Oppure, meglio ancora, i tre insieme a chi è responsabile del modo di dire, del come si esprime e si difende un concetto che si vuole definire: questa è la scuola che fa stare in mente le cose e, soprattutto, introduce a capire che c'entrano col suo modo di vivere quotidiano.}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:41, 6 giu 2026 (CEST)
:Ottimo, grazie!-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 19:42, 6 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di raccolta di temi per il programm ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase della raccolta di temi per il '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|programma]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! Queste prime idee serviranno come contenitori per le proposte specifiche in estate. Il convegno si terrà dal '''6 all'8 novembre 2025 a Vezia (Lugano)'''.
Il programma lo costruiamo insieme: chiunque può inviare proposte di argomenti per presentazioni, discussioni o workshop. Tutte le informazioni e le istruzioni sono disponibili '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|sulla pagina dedicata al Programma]]'''.
Anche quest’anno vogliamo dare particolare spazio ai formati interattivi come workshop o discussioni.
Vorremmo cogliere l’occasione del convegno per rafforzare lo spirito di comunità e anche per sviluppare soluzioni alle sfide comuni.
La selezione delle proposte avverrà in estate, seguita dalla conferma dei relatori. Aggiornamenti sulle borse di partecipazione seguiranno la prossima settimana.
Infine, ti ricordiamo che il periodo delle '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' è ancora in corso. Grazie mille a tutti coloro che si sono già iscritti!
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{{@}}itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di conoscere le vostre idee!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 17:14, 24 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di richieste per borse di partecipazione ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase delle richieste di '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|borse di partecipazione]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! L’evento si terrà dal '''6 all'8 novembre 2026 a Vezia (Lugano)'''.
La fase di candidatura per le borse di partecipazione durerà fino alla fine di luglio '''(29 giugno – 31 luglio)'''. Se vuoi proporre una sessione e hai bisogno di un sostegno per il viaggio e l’alloggio, invia la tua richiesta per tempo. Qui trovi tutte le '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|informazioni sulle borse di partecipazione]]'''.
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:32, 29 giu 2026 (CEST)
== Marathon ==
Dear colleagues, hello! My name is S. Marchenko, I am a user of Wikimedia Foundation Russian language projects and a VRT agent. I actively edit the Russian version of Wikiquote, and recently I had the idea to hold an international marathon to improve and expand Wikiquote articles in different languages. In connection with this, I created a competition page on Meta [[m:Wiki Loves Quotes 2026]], where you can also register your local community. I really hope you find it interesting! Sincerely, [[Utente:S.Marchenko|S.Marchenko]] ([[Discussioni utente:S.Marchenko|scrivimi]]) 20:27, 15 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:11, 28 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: fra qualche giorno sarà disponibile la griglia del programma ==
Ciao a tutti,
Fra pochi giorni sarà disponibile la griglia dove inserire gli interventi e i workshop per la conferenza in stile unconference.
I temi che avete proposto sulla [[m:ItWikiCon/2026/Programma|pagina del programma]] sono tanti e interessanti. Trasformateli in interventi e workshop.
Per domande o suggerimenti scriveteci qua sulla pagina di discussione o via e-mail a info@itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 06:09, 30 ago 2026 (CEST)
==SheSaid 2026==
Ciao, dal 1º settembre al 31 dicembre, torna l'edizione 2026 della campagna [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]], ideata da Wiki Loves Women e organizzata in Italia da WikiDonne. Maggiori info sulla [[Wikiquote:SheSaid 2026|pagina]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:42, 2 set 2026 (CEST)
:Grazie [[Utente:Camelia.boban|Camelia]], cercheremo anche questa volta di onorare la tua bella iniziativa, che permette ogni anno a vari utenti, come me, di avere uno stimolo per creare voci che altrimenti non creerebbero. Anche il tempo è magnanimo: fino al 31 dicembre significa che anche se uno non ha tempo adesso... può trovarlo con calma. Mi permetto di pingare per conoscenza i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni: {{ping|Danyele|Ibisco}} (passati vincitori), {{ping|Wiccio|IppolitoN|Superchilum}} e {{ping|GryffindorD|Dispe|Emmepici}}. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:23, 3 set 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''.
Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione.
Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]].
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 11:39, 11 set 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Migration to Parsoid</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="announcement-content" />
<em>[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Product and Technology/Parsoid Read Views/Read View Announcement|Read this in another language]]</em>
Hello everyone! I am glad to inform you that as the next step in the [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification|Parser Unification]] project, Parsoid will soon be turned on as the default article renderer on your wiki. We are gradually increasing the number of wikis using Parsoid, with the intention of making it the default wikitext parser for MediaWiki's next long-term support release. This will make our wikis more reliable and consistent for editors, readers, and tools to use, as well as making the development of future wikitext features easier.
If this disrupts your workflow, don’t worry! You can still opt out through a user preference or turn Parsoid off on the current page using the Tools submenu, as described in the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:ParserMigration|Extension:ParserMigration]] documentation.
There is [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Confidence Framework|more information about our roll-out strategy]] available, including the testing done before we turn on Parsoid for a new wiki.
To report bugs and issues, please look at our [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Known Issues|known issues]] documentation and if you found a new bug please create a phab ticket and tag the [[phab:project/view/5846|Content Transform Team in Phabricator]].
<section end="announcement-content" />
</div>
[[mw:User:MSantos (WMF)|Content Transform Team]] 21:03, 14 set 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:MSantos (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery/Wikiquote&oldid=23943229 -->
== itWikiCon 2026: È pronto il tabellone del programma ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Per rendere sempre più centrali i contributi della comunità, abbiamo deciso di strutturare buona parte della itWikiCon 2026 come una '''unconference''' in cui il contenuto delle sessioni è influenzato e creato dai partecipanti.
Le sessioni disponibili sono visibili sul [[m:ItWikiCon/2026/Programma#La_struttura_dei_tre_giorni|tabellone del programma]]. Dopo aver letto le necessarie regole, registrate la vostra sessione.
Le proposte e i vostri commenti, è superfluo ricordarlo, devono essere conformi al [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/it Codice di condotta] Wikimedia.
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info(at)itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di leggere le vostre proposte!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 10:06, 20 set 2026 (CEST)
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Cinema tridimensionale
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Skekzilla
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Findfightfollow ml brillen.jpg|thumb|Spettatori con occhiali 3D]]
Citazioni sul '''cinema tridimensionale'''.
*Con la proiezione 3D digitale entreremo in una nuova età del cinema. Gli spettatori vedranno qualcosa che prima dell'era del cinema digitale non è mai stato possibile tecnicamente: una stupefacente esperienza visiva che «mette il turbo» alla visione delle opere cinematografiche più grandi, imperdibili. I più importanti film d'azione, fantasy e con i migliori effetti speciali saranno presto girati in 3D. E tutti i film animati al computer possono essere convertiti in 3D con grande facilità, e senza costi aggiuntivi se si interviene in fase di produzione. Presto gli spettatori assoceranno il 3D al top dei contenuti visivi sul mercato e andranno alla ricerca di questa esperienza premium. ([[James Cameron]])
*Il 3D aiuta il lavoro dell'animatore: se sullo sfondo del personaggio ho un treno che corre, non ha senso fare migliaia di disegni, ma si sfrutta l'animazione tridimensionale. ([[Bruno Bozzetto]])
*Il 3D è ormai arrivato a un punto di non ritorno, come quando schiacci un tubetto di dentifricio, per un po' il dentifricio può tornare indietro, poi non più. ([[James Cameron]])
*Il 3D è sempre stato una mia passione. Guardavo i film con occhialini rossi e blu, mai dimentico di House of Wax di André de Toth. Sono contrario a un rimaneggiamento delle pellicole trasformate in 3D, ma girare subito con questa tecnica offre al cinema straordinarie risorse. ([[Martin Scorsese]])
*Per proiettare un film in 3-D è necessario avere un buon operatore. In molte sale gli operatori non ci facevano attenzione. A molta gente il 3-D non piaceva, ma dipendeva tutto dalla proiezione. ([[Bob Burns III]])
==Altri progetti==
{{Interprogetto|etichetta=cinema tridimensionale|w_preposizione=riguardante il|w}}
[[Categoria:Tecnica cinematografica]]
[[Categoria:Spettacolo]]
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[[File:Findfightfollow ml brillen.jpg|thumb|Spettatori con occhiali 3D]]
Citazioni sul '''cinema tridimensionale'''.
*Con la proiezione 3D digitale entreremo in una nuova età del cinema. Gli spettatori vedranno qualcosa che prima dell'era del cinema digitale non è mai stato possibile tecnicamente: una stupefacente esperienza visiva che «mette il turbo» alla visione delle opere cinematografiche più grandi, imperdibili. I più importanti film d'azione, fantasy e con i migliori effetti speciali saranno presto girati in 3D. E tutti i film animati al computer possono essere convertiti in 3D con grande facilità, e senza costi aggiuntivi se si interviene in fase di produzione. Presto gli spettatori assoceranno il 3D al top dei contenuti visivi sul mercato e andranno alla ricerca di questa esperienza premium. ([[James Cameron]])
*È quasi impossibile spiegare a un giovane spettatore cosa si provava vedendo un film in 3-D quando il 3-D andava per la maggiore. Immaginate di essere seduti in mezzo al pubblico e di vedere sospeso davanti a voi un cubo d'acqua tridimensionale. L'effetto era assolutamente realistico. ([[Vincent Di Fate]])
*Il 3D aiuta il lavoro dell'animatore: se sullo sfondo del personaggio ho un treno che corre, non ha senso fare migliaia di disegni, ma si sfrutta l'animazione tridimensionale. ([[Bruno Bozzetto]])
*Il 3D è ormai arrivato a un punto di non ritorno, come quando schiacci un tubetto di dentifricio, per un po' il dentifricio può tornare indietro, poi non più. ([[James Cameron]])
*Il 3D è sempre stato una mia passione. Guardavo i film con occhialini rossi e blu, mai dimentico di House of Wax di André de Toth. Sono contrario a un rimaneggiamento delle pellicole trasformate in 3D, ma girare subito con questa tecnica offre al cinema straordinarie risorse. ([[Martin Scorsese]])
*Per proiettare un film in 3-D è necessario avere un buon operatore. In molte sale gli operatori non ci facevano attenzione. A molta gente il 3-D non piaceva, ma dipendeva tutto dalla proiezione. ([[Bob Burns III]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Tecnica cinematografica]]
[[Categoria:Spettacolo]]
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Leviatano
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[[File:Destruction of Leviathan.png|thumb|''Distruzione del Leviatano'' ([[Gustave Doré]], 1865)]]
Citazioni sul '''Leviatano'''.
==Citazioni==
*''La [[Tiamat|Madre-Abisso]], | che tutto ha formato, | ha preparato Armi irresistibili: | ha messo al mondo [...] Leviatani feroci, | a cui ha dato aspetto spaventoso | e circonfusi di Splendore soprannaturale, | equiparandoli così agli dèi: | "Chi li veda (ha detto) | perda i sensi! | E che una volta lanciati, | non indietreggino mai!"'' (''[[Enūma eliš]]'')
*La rappresentazione del Leviatan è [...] per Giobbe una celebrazione della signoria suprema del Creatore che può persino permettersi di «scherzare con lui come un passero, legandolo per il divertimento delle bambine» (40,29). È per questo che, secondo una tradizione giudaica, il Leviatan verrà ucciso e imbandito per il banchetto messianico dei giusti. ([[Gianfranco Ravasi]])
*Probabilmente s'intende parlare del [[coccodrillo]], animale simile all'[[alligatore]], ma più grosso e formidabile, con muso più stretto e piedi palmati sino all'estremità delle dita. [...] Sembra che si accenni colla parola Leviatan al coccodrillo in Sal. 74: 14 ed Isa. 27: 1. Ma nel Sal. 104: 26, questo termine si applica evidentemente a qualche mostro del mare, forse alla [[balena]]. Vari grossi animali cetacei si trovano nel Mediterraneo. ([[Philip Schaff]])
===''[[Antico Testamento]]''===
*''Ecco il mare, grande e immenso, | dove si muovono creature innumerevoli, | animali piccoli e grandi. | Là viaggiano le navi | e là nuota il leviatano che hai creato perché vi si diverta.'' (''[[Salmi]]'')
*''In quel giorno il Signore punirà | con la spada dura, grande e forte, | il Leviatàn serpente guizzante, | il Leviatàn serpente tortuoso | e ucciderà il drago che sta nel mare.'' (''[[Libro di Isaia]]'')
*''Puoi tu pescare il Leviatan con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' ([[Yahweh]], ''[[Libro di Giobbe]]'')
*''Tu con potenza hai diviso il mare, | hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque. | Al Leviatàn hai spezzato la testa, | lo hai dato in pasto ai mostri marini.'' (''[[Salmi]]'')
===[[Joseph Campbell]]===
*Abbiamo chiare testimonianze in tutto il testo biblico che il Signore [[Yahweh]] era egli stesso un aspetto del potere del serpente. [...] Non ci meraviglieremo allora di apprendere che il nome della tribù sacerdotale di Levi, la preferita di Yahweh, derivò dalla stessa radice verbale del termine Leviatano e che, quando alla fine apparvero pitture del dio non-raffigurabile, la sua forma fu quella di un dio con gambe a forma di serpente.
*Come Ea sconfisse Apsu e [[Marduk]] sconfisse [[Tiamat]], così fece Yahweh con il mostro marino [[Raab (mitologia)|Rahab]] (Giobbe 26, 12-13) e con il Leviatano (Giobbe 41; Salmi 74, 14).
*Le letterature dell'Età del Ferro sia dei Greci ariani e dei Romani, sia dei Semiti del Vicino Levante ripetono il tema della sconfitta, da parte di un eroe solare, di uno spregevole mostro appartenente ad un precedente ordine divino e possessore di qualche tesoro: una terra, una fanciulla, dell'oro o semplicemente il proprio potere.<br>Il principale esempio biblico è la vittoria di Yahweh sul serpente del mare cosmico, il Leviatano, di cui egli stesso si vanta con Giobbe.
===[[David Quammen]]===
*Leviatan è l'esempio sacralizzato di predatore alfa in una determinata cultura. Amba è un altro, Bäru un altro ancora. Credenze e tradizioni analoghe si potrebbero citare per i giaguari, i coccodrilli del Nilo, i puma, i pitoni reticolati e tutte le altre specie di grandi predatori che sono vissuti in malagevole contiguità accanto agli esseri umani, dei quali talvolta facevano preda. La dimensione mitica dei predatori alfa, riflessa e amplificata in quelle credenze e tradizioni, ha contribuito non poco a foggiare la visione elaborata dalla nostra specie del proprio posto nel creato.
*Questo Leviatan originario non va confuso con una balena. In tempi posteriori il nome a assunto genericamente questo significato, ma il Leviatan biblico è qualcosa di più strano e pauroso. È una creatura chimerica, mezzo coccodrillo e mezzo drago, evocata a fini spirituali da elementi di realtà psicologica e zoologica.
*Secondo una teoria, questa figura deriverebbe da un precedente mostro fenicio chiamato Lotan, un drago con sette teste rappresentante il caos primordiale, sconfitto dalla divinità Baal. Nelle scritture ebraiche, Leviatan sembra più fermamente sottoposto al potere divino. Yahveh è Onnipotente. Leviatan è potente, e poi vengono tutti gli altri. Il passo citato di ''Giobbe'' è un ritratto del predatore servo di Dio, una creatura che esiste per ricordare agli umani – al povero Giobbe medesimo e a noi tutti – che siamo al terzo posto, non più in alto, nella catena alimentare della potenza e della gloria.
==Voci correlate==
*[[Drago]]
*[[Miðgarðsormr]]
*[[Mostro marino]]
*[[Raab (mitologia)|Raab]]
*[[Tiamat]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Concetti dell'ebraismo]]
[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]]
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===W===
*Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Spinoziano
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/* B */
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wikitext
text/x-wiki
'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore [[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da [[Richard Fleischer|Fleischer]] per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===W===
*Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Ninne nanne dalle serie televisive
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{{Raccolta}}
Raccolta di '''ninne nanne''' tratte '''dalle serie televisive'''.
==Ninne nanne dalle serie televisive==
*Dolce, cremoso, morbido e gustoso dentro. Tenero, adorato, soffice, fatato fuori. Avvolgi il dentro con i fuori. È buono? È il tenerello alla cioccolata. Sono queste le parole magiche. (''[[I Simpson (settima stagione)|I Simpson]]'')
*''Dormi ben, mio tesor, | che il Natale tuo sia d'or.'' Buonanotte, mia costoletta di maiale. (''[[I Simpson (terza stagione)|I Simpson]]'')
*''Dormono già | i pesci dentro il mar | Sugli alberi gli uccelli | La foca nei ghiacciai | Cullati dal dolce sonno | Dormi | Dormi | Ti amo.'' (''[[Vikings]]'')
*''Fa' la ninna, | fa' la nanna, | dormi piccin: | sulla tua culla | si è posata una stella.'' (''[[Il cuore di Cosette]]'')
*''Ninna nanna, dormi bambina, | sogna nelle braccia della mamma | che ti canta questa ninna nanna, | oh dolce ninna nanna, | oh dolce ninna nanna: | dormi bambina bella, | ti culla la tua mamma.'' (''[[Flo la piccola Robinson]]'')
*''Quando vien la lupa | non tremar. | Romolo e Remo | va a trovar. | E la lupa arriva | presso a lor. | Mamma è con te, | mamma è qui.'' (''[[A.D. - Anno Domini]]'')
*''Se la bimba fa la nanna è contenta anche la mamma. | Bimba mia, non piangere così che la tua mamma è sempre qui. | Bimba mia, dormi serena che se no la mamma sarà in pena. | Bimba mia, stai bene qua insieme alla tua mamma e al tuo papà.'' (''[[Breaking Bad (seconda stagione)|Breaking Bad]]'')
==Voci correlate==
*[[Ninna nanna]]
{{Raccolte dai media|Ninne nanne|dalle serie televisive}}
[[Categoria:Ninne nanne dai media|Serie televisive]]
[[Categoria:Raccolte dalle serie televisive]]
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Giuramenti dai film
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{{Raccolta}}
[[File:Violette nei capelli (film 1941) giuramento.png|miniatura|upright=1.2|[[Irasema Dilian]] e [[Lilia Silvi]] nel giuramento del film ''[[Violette nei capelli]]'' (1941)]]
Raccolta di '''giuramenti''' tratti '''dai film'''.
==Giuramenti dai film==
*– Alza la mano e di' "Io giuro che non ammazzo nessuno".<br />– Io giuro che non ammazzo nessuno. (''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'')
*– Allora qui versiamo tre gocce del nostro sangue in una coppa. E adesso beviamo, giurando di non rompere mai, per nessuna ragione al mondo, la nostra amicizia.<br>– Giuro di considerare la nostra amicizia come la cosa più bella della mia vita e di essere pronta a fare qualsiasi sacrificio per... {{NDR|si interrompe commossa}}<br>– Ma che cos'hai?<br>– Ah, niente, niente. È la felicità. È bello essere così unite e volersi tanto bene. (''[[Violette nei capelli]]'')
*– Appena tu sai qualcosa di preciso lo voglio sapere anch'io e voglio che me lo giuri.<br />– Te lo giuro. (''[[Perché un assassinio]]'')
*Con questa mano io dissiperò i tuoi affanni. Il tuo calice non sarà mai vuoto perché io sarò il tuo vino. Con questa candela illuminerò il tuo cammino nelle tenebre. Con quest'anello io ti chiedo di essere mia. (''[[La sposa cadavere]]'')
*D'ora in poi noi saremo nemici, Tu ed io. Perché Tu hai scelto quale tuo strumento un vanaglorioso, libidinoso, sconcio, infantile ragazzo, e a me hai donato soltanto la capacità di riconoscere la tua incarnazione. Perché Tu sei ingiusto! Sleale! Crudele! Io ti bloccherò, lo giuro! Io ostacolerò e danneggerò la tua creatura terrena, e per quanto starà in me io rovinerò la tua incarnazione. (''[[Amadeus]]'')
*Da ora in avanti, sarò soldato di Cristo. Gli offro la mia spada, la mia fortuna, la mia vita. E questo lo giuro sul mio onore di romano. (''[[La tunica]]'')
*Dobbiamo nutrirci. Ma ho fatto il fioretto di non mangiare più gelati finché Aldo Morro non sarà liberato. (''[[Esterno notte (film)|Esterno notte]]'')
*– Dottor Proietti, si ricordi che lei ha fatto il giuramento di Ippocrate! <br />– No, io ho fatto er giuramento de Nesta, se è pe' mme questo ce resta! (''[[Tifosi]]'')
*E giuro che l'unica cosa che non faremo mai sarà leccare le scarpe a qualcuno! (''[[La banda di Harry Spikes]]'')
*– Fatti trovare domattina alle sei e mezzo alla stazione di Pudu, capito?<br />– Farai meglio a esserci, ok? Promettimi che non mi lasci da sola.<br />– Ma certo, ci sarò, te lo prometto. Sono sempre puntuale, se ritardo è perché sono morto. (''[[Entrapment]]'')
*Giuro davanti a Dio, e Dio m'è testimonio, che i Nordisti non mi batteranno! Supererò questo momento e quando sarà passato non soffrirò mai più la fame, né io né la mia famiglia, dovessi mentire, truffare, rubare o uccidere. Lo giuro davanti a Dio: non soffrirò mai più la fame! (''[[Via col vento]]'')
*Giuro, non farò mai battutacce quando scruscerai le ruote nel marciapiede mentre parcheggi, se accetti di vivere con me pulirò il water tutti i giorni: lo pulirò con la lingua se me lo chiedi. Eliminerò le parole "tettona" e "bella poppona" dal mio vocabolario. Ti amerò anche se poi i tuoi bigodini mi chiederai di usarli sui miei peletti, butterò fuori gas solo sotto le coperte e solo nelle più atroci delle circostanze, io... farò una dieta per il colesterolo e non mi farò il riporto quando avrò la crisi di mezza età. I tuoi possono venire a trovarci tutte le settimane, anche se tua madre è una grossa strega a caratteri cubitali e poi non dovranno andare a vivere in una casa di riposo, possono venire a vivere con noi. Qui dichiaro che separerò gli indumenti bianchi dai colorati, imparerò i misteri del lavaggio in acqua calda e acqua fredda, non sbufferò mai mentre aspetto che ti trucchi, se sei un amante dei felini non ti parlerò mai del fatto che un cane può salvarti dall'annegamento mentre un gatto no. Sarò felice di andare a vedere con te film dolciastri come ''[[Ragione e sentimento]]'', mi impegnerò a trovare nuovi cibi come l'oca al gambo, non arriccierò il naso davanti a verdure il cui sapore schifoso viene ricoperto da uno strato di formaggio. Ti prometto di dire sempre sì, quando mi chiederai "mi stanno bene i capelli stasera?". Darò un nuovo significato alla parola coccole, sarò così premuroso da leggerti l'oroscopo tutti i giorni, conserverò tutti i biglietti d'auguri che mi manderai e ti scriverò delle lettere vere quando saremo lontani. Non pretenderò mai che tu sappia dove ho lasciato le chiavi della macchina e non lascerò mai i calzini per terra. Con me, il tappo sarà sempre sul tubetto del dentifricio, comincerò a usare gli slip se ti piacciono. Il mio ombelico sarà sempre senza lanuggine. Voglio coprirti di baci il [[clitoride]], sarà l'esperienza più intima e appassionata che hai mai avuto. Io qui ora dichiaro che darò la mia vita per te, e se tu non mi raggiungi, so che una parte di me sicuramente morirà. (''[[100 ragazze]]'')
*{{NDR|Saltando dal tetto di un grattacielo}} Giuro su Dio che finché campo non voglio più salire neanche sul tetto di una macchina! (''[[Trappola di cristallo]]'')
*Ho deciso di non bere mai più un drink, almeno non così tanto. B. (''[[Il teatro]]'')
*In questo luogo situato tra la terra e il cielo, dove gli uomini hanno dimenticato l'odio di classe e le frontiere, i tre giuramenti solenni che faremo trascendono questo momento, per l'eternità. Giuriamo di cementare nel sangue e nel fuoco del cataclisma la nuova legge universale emanata dagli Stati Generali che sarà per tutti coloro che sopravviveranno una legge sacra. Primo articolo della Costituzione: La Repubblica Universale è proclamata. (''[[La fine del mondo (film 1931)|La fine del mondo]]'')
*Io giuro che riuscirò a motivarti, Palla di Lardo, a costo di andare ad accorciare il cazzo a tutti i cannibali del Congo! (''[[Full Metal Jacket]]'')
*Io, Nickolas Wilde, prometto di essere coraggioso, leale, disponibile e affidabile. (''[[Zootropolis]]'')
*– Io solennemente prometto, con l'aiuto del Signore...<br />– Io solennemente prometto, con l'aiuto del Signore...<br />– ...di astenermi da tutte le bevande fermentate o distillate, compresi il vino, la birra e il sidro.<br />– ...di astenermi da tutte le bevande, compresi il vino, la birra e il sidro. (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'')
*Io te lo giuro, Ben, ti giuro che farò tutto quello che è in mio potere, finché mi resterà anche un solo fiato di vita... tornerai come eri prima. (''[[I Fantastici Quattro (film)|I Fantastici Quattro]]'')
*– Lo giuro sulla tomba di mia madre.<br/>– Tua madre in questo momento sta giocando a golf.<br/>– Parlavo usando il futuro. (''[[Appuntamento al buio]]'')
*Ma io giuro sul corpo di queste due persone che verrà il giorno in cui arabo ed ebreo divideranno in pace e in vita questa terra che hanno sempre condiviso nella morte. Taha, vecchio amico e carissimo fratello; Karen, creatura di luce, figlia d'Israele; shalom. (''[[Exodus]]'')
*Ma io sono superstizioso, sapete? E se gli capitasse un incidente, o se si pigliasse una palla nella testa da parte di qualcuno della polizia, o se lo trovassero impiccato nella sua cella, e persino se fosse colpito da un fulmine... qualcuno dei presenti ne sarebbe responsabile... E allora io non perdono. Ma, tolto questo, vi prometto e vi giuro, sulla testa dei miei nipotini, che non sarò io il primo a rompere la pace stipulata oggi. (''[[Il padrino]]'')
*– Mi prometti una cosa?<br />– Cosa?<br />– Se mai cominciassi a considerarti mia di diritto prendi provvedimenti.<br />– E che cosa mi consigli?<br />– Taglia le linee telefoniche, versami addosso del caffè, picchiami sul naso...<br />– Lo prometto. (''[[L'inferno di cristallo]]'')
*Nessun portiere o maître di sala cadrà mai più nell'equivoco. Te lo prometto. (''[[Schindler's list - La lista di Schindler]]'')
*– Niente maneggio di narcotici, niente rapine, niente crimini.<br />– Chappie niente crimini.<br />– Bene, ma me lo devi promettere!<br />– Cosa promettere?<br />– Tu devi promettere a me, al tuo creatore, che non farai mai una d quelle cose. Non si infrange mai una promessa, Chappie.<br />– Chappie promettere! (''[[Humandroid]]'')
*No! Non smetterò mai! In ogni minuto che resta della mia vita io mi ribellerò e mai, giuro che mai smetterò di tentare di scappare!! Invece, se mi permetterai di salvarlo, verrò via con te. Non fuggirò mai, non cercherò in alcun modo di scappare; lascia che gli guarisca la ferita e resteremo insieme per sempre! Per sempre, la nostra vita ritornerà com'era! È una promessa, esattamente come vuoi tu. Lascia solo che io guarisca la sua ferita. (''[[Rapunzel - L'intreccio della torre]]'')
*Noi andremo subito al nord, la mia sposa ed io, vivremo tra le più remote regioni del Polo, dove nessun uomo ha mai messo piede, lì vivremo per il resto della nostra vita, insieme. Nessun occhio umano si poserebbe mai più su di noi. Questo te lo giuro. ([[Mostro di Frankenstein]], ''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'')
*Noi due non ci conosciamo, ma ti giuro che da questo momento avrai sempre la morte alle costole. (''[[Programmato per uccidere]]'')
*– Non ti rinchiudo nella stanza del silenzio se giuri di non picchiare più nessuno.<br>– Non devo. Non devo.<br>– No, non devi.<br>– Non devo.<br>– Non devi. {{NDR|Si stringono la mano e lui le dà un bacio}} Il patto è valido. (''[[The Village]]'')
*– Noo..guarda!...Ok, adesso giura, il giuramento più giuramento che puoi fare..giura, giura come unico mio fratello, sulla nostra vita..<br/>– ...dai non andare sul pesante, lo giuro.<br/>– Ok, adesso stai lì è..ee ehm è meglio che ti togli il paraspalle!<br/>– Che cosa?!<br/>– Lo puoi spaventare!.ee ehm chiudi gli occhi.<br/>– Oook, li ho chiuusii..la mamma ti ucciderà.<br/>– OK! Giuralo un'altra volta..io ho l'aaa..<br/>– Tu hai l'assoluto potere..Sii, haha. (''[[E.T. l'extra-terrestre]]'')
*– Prendete la mia mano, promettete con me. Chiunque muoia sono d'accordo che usiate il mio corpo come cibo. [...]<br />– Potete promettermi però che se mi mangiate... pulirete i piatti? {{NDR|Ride}} Dio vi benedica tutti. (''[[Alive - Sopravvissuti]]'')
*– Prima di darti la parola d'ordine vogliamo una solenne promessa da te. [...] Dovrai trattarci civilmente. [...] I lupi non dovranno più mordere noi pecore. [...] E poi devi promettere che mai e poi mai permetterai che la parola d'ordine venga usata contro una pecora.<br />– Lo prometto, anche da parte del porcellino.<br />– Ha promesso! [...] «Montone, pecora, agnello. {{NDR|Le pecore si uniscono in coro}} Montone, pecora, agnello. Alla tua razza, al tuo credo, al tuo gregge sii fedele, nel brutto e nel bello. Montone, pecora, agnello». (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'')
*– Promettimi...<br/>– Qualsiasi cosa.<br/>– Veglia su mio figlio. Già una volta te l'ho affidato. Ricordi? Il giorno che nacque.<br/>– Oh, ti prego, Melania, non parlare così. Sono certa che guarirai.<br/>– Promettimi... l'università.<br/>– Sì. Sì, viaggerà, avrà tutto quello che vuole ma, Melania, cerca di...<br/>– Ashley... Ashley e tu...<br/>– Che vuoi dire di Ashley, Melania?<br/>– Veglia su lui per me... come hai vegliato su me... per lui.<br/>– Lo prometto.<br/>– Veglia su lui, ma... che non se ne accorga.<br/>– Riposa.<br/>– Promettimi...<br/>– Che altro, dimmi?<br/>– Tuo marito, sii buona con lui.<br/>– Rhett?<br/>– Ti ama tanto.<br/>– Sì, Melania.<br/>– Addio. (''[[Via col vento]]'')
*Promettimi, Oskar, che nessun portiere o maître potrà mai supporre che io altri non sia che la signora Schindler e io resterò. (''[[Schindler's list - La lista di Schindler]]'')
*Questa mattina, Dio ci ha dato una grande vittoria. Ma non è niente in confronto a ciò che è pronto a darci adesso. Lo so che siete stanchi e affamati, ma ora io vi giuro che quando anche questi inglesi fossero appesi per la punta delle dita alle nubi, noi li tireremo giù prima del tramonto! ...E ora, io vi dico chi mi ama mi segua! (''[[Giovanna d'Arco (film 1999)|Giovanna d'Arco]]'')
[[File:Stanley Kubrick The Exhibition - TIFF - Full Metal Jacket (16215656639).jpg|thumb|Il credo del fuciliere, il giuramento che i soldati pronunciano in ''[[Full Metal Jacket]]'']]
*Questo è il mio fucile. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio. Il mio fucile è il mio migliore amico, è la mia vita. Io debbo dominarlo come domino la mia vita. Senza di me il mio fucile non è niente; senza il mio fucile io sono niente. Debbo saper colpire il bersaglio, debbo sparare meglio del mio nemico che cerca di ammazzare me, debbo sparare io prima che lui spari a me e lo farò. Al cospetto di Dio giuro su questo credo: il mio fucile e me stesso siamo i difensori della patria, siamo i dominatori dei nostri nemici, siamo i salvatori della nostra vita e così sia, finché non ci sarà più nemico ma solo pace, amen. (''[[Full Metal Jacket]]'')
*– Ragni, serpenti, scorpioni e zanzare.<br/>– Ragni, serpenti, scorpioni e zanzare.<br/>– Se faccio la spia, ch'io possa crepare.<br/>– Se faccio la spia, ch'io possa crepare. (''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'')
*– Scimmia, dimmi ancora del tuo debito a vita. <br/> – Ho consacrato la mia vita a lei. Qualunque cosa desideri, qualunque cosa voglia, il mio solenne giuramento è di servirla fino alla fine dei miei giorni. <br/> – E non c'è modo di annullarlo? <br/> – No signore, è irrevocabile. <br/> – Bene, perché non sono il mago. <br/> – {{NDR|Inizia a ridere}} Oh, signore, il suo senso dell'umorismo è sconfinato quanto meraviglioso, lei mi... <br/> – Scimmia... Non sono il mago. <br/> – Ma doveva dirmelo prima che facessi il giuramento. <br/> – Troppo tardi. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*– Se dici qualcosa di me o di quello che succede in questa casa a lei o a qualcun altro abbiamo chiuso. Promettimelo.<br>– D'accordo.<br>– Lo prometti?<br>– Sì, lo prometto.<br>– Promettilo.<br>– Te l'ho appena promesso. Che cosa...?<br>– L'hai promesso tre volte! (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'')
*Se esco vivo da questa storia, giuro che mi metto a ballare la giga. (''[[L'ultimo boy scout]]'')
*– Senti, alza la mano è dì "lo giuro". <br>– Perché? <br>– Promettimi che se muoio spargi le mie ceneri su Marte. <br>– Sai, per arrivare su Marte ci vogliono 6-8 mesi. <br>– Devi dire "lo giuro". <br> -Lo giuro. (''[[Mr. Nobody]]'')
*– Signora Kemmerich, le posso assicurare che è successo esattamente così. È morto subito. Non ha sofferto. Non ha sentito dolore. La sua faccia era così distesa.<br>– Lo potresti giurare?<br>– Sì.<br>– Su tutto quello che c'è di più sacro per te?<br>– Su tutto quello che c'è di più sacro per me. Non ha sofferto.<br>– E ora ripeti: "Che io possa non tornare mai più se ciò che ho detto non è vero."<br>– Possa non tornare mai più se ciò che ho detto non è vero. (''[[Niente di nuovo sul fronte occidentale (film)|Niente di nuovo sul fronte occidentale]]'')
*Sono orgoglioso di essere un uomo in un giorno come questo! Vivo! Aver vissuto per vederlo! E vederlo in un posto del genere! Guardati intorno! Ti voglio bene, amico! Guarda! È magnifico! È Dio! E ci accompagnerà sopra ogni pietra, lo giuro! Io te lo giuro! (''[[Alive - Sopravvissuti]]'')
*– Su Marte la gravità è di 1.38. Tre volte meno che sulla Terra. La superficie è coperta da polvere di ferro ossidata.<br/>– Sei incredibile. Alza la mano è dì "lo giuro".<br/>– Perché?<br/>– Promettimi che quando morirò spargerai le mie ceneri su Marte.<br/>– È solo che il viaggio per arrivare su Marte prende dai 6 agli 8 mesi.<br/>– Dì "lo giuro".<br/>– Lo giuro. (''[[Mr. Nobody]]'')
*– Te li mando immediatamente {{NDR|i soldi di Bruce}}. Lo giuro sulla tomba di mia madre.<br />– Oh d'accordo, senti... Un momento! Tua madre è viva!<br />– Sulla tomba di mia nonna... Non ti formalizzare tanto, suvvia! (''[[La signora del venerdì]]'')
*Te lo giuro su Marco, Luca, Matteo, Giovanni... e Linda Evangelista. (''[[Santa Maradona]]'')
*Te lo giuro sugli occhi di mio nonno cieco dalla nascita. (''[[La notte e la città]]'')
*– Ti amo, Jack. <br /> – Non farlo. Non dire addio. Non ancora. Mi hai capito? <br /> – Sento tanto freddo. <br /> – Senti, Rose, tu te la caverai. Andrai avanti con la tua vita e avrai molti bambini. E li vedrai crescere. Morirai quando sarai vecchia, al calduccio, nel tuo letto. Non qui. Non stanotte. Non così. Sono stato chiaro? <br /> – Non sento il mio corpo. <br /> – Vincere quel biglietto, Rose, è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata. Mi ha portato da te. E gli sono grato per questo, Rose. Gliene sono grato. Devi... devi farmi quest'onore. Devi promettermi che sopravviverai... che non ti arrenderai... qualunque cosa accada...per quanto disperata sia la situazione. Promettimelo adesso, Rose. E non dimenticare mai questa promessa. <br /> – Lo prometto. <br /> – Non la dimenticare mai. <br /> – Non la dimenticherò, Jack. Non la dimenticherò mai. (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Ti offro un'occasione di grandezza, Jor-El! Afferrala! Unisciti a noi! Tu ti inchinerai di fronte a me, Jor-El! Te lo giuro! Anche se ci volesse un'eternità! Un giorno ti inchinerai di fronte a me! Sia tu che, un giorno, i tuoi eredi! (''[[Superman (film)|Superman]]'')
*– Usatelo questo scantinato di merda!<br>– Voglio la tua parola, Lou! Voglio la tua parola!<br>– Lo giuro sugli occhi di mia madre! (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'')
{{Raccolte dai media|Giuramenti|dai film}}
[[Categoria:Giuramenti dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Intelligenza artificiale
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{{voce tematica}}
[[File:HAL9000.svg|thumb|L'occhio di [[HAL 9000|HAL]], l'intelligenza artificiale di ''[[2001: Odissea nello spazio|Odissea nello spazio]]'']]
Citazioni sull{{'}}'''intelligenza artificiale''' ('''IA''').
==Citazioni==
*Arriverà il punto in cui non sarà più necessario alcun lavoro: puoi avere un lavoro se lo desideri, per soddisfazione personale. Ma l'intelligenza artificiale farà tutto. É sia un bene sia un male, una delle sfide del futuro sarà come trovare un significato nella vita. ([[Elon Musk]])
*Bender, a me non interessa se sei ricco. Ti amo per la tua intelligenza artificiale e il simulatore di sincerità. (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'')
*Credo che l'AI sia un cavallo di Troia in cui tutti sanno che ci sono i Greci dentro. È un cavallo trasparente, è fatto di vetro. Tutti possono vedere cosa succede lì dentro [...]. L'idea che possa sostituire completamente gli esseri umani e la creatività umana, per me è una sciocchezza. Non ho mai visto una tecnologia che sia stata adottata con tanto successo da Wall Street, dagli investitori e dalle aziende tecnologiche e che il pubblico abbia respinto in modo così categorico. ([[Christopher Nolan]])
*Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le capacità umane, e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di sostituire le capacità umane. E se in passato questa sostituzione si concentrava sul lavoro fisico, così che gli uomini potessero concentrarsi sui lavori di concetto e di organizzazione, oggi è l’intelletto che rischia di essere soppiantato, con conseguenze che potrebbero essere devastanti, particolarmente nel mercato del lavoro. Sempre più persone non saranno necessarie, in un mondo sempre più dominato dall’ineguaglianza, dalla concentrazione di potere e di ricchezza nelle mani di pochi. ([[Giorgia Meloni]])
*E come le macchine ci permettono di aumentare la nostra capacità manuale, così l’Ai ci consente di aumentare quella intellettuale. Ma ci sono comunque dei pericoli. Per fare un esempio: oggi l’Ai rappresenta un cambiamento epocale paragonabile a quello della stampa, che ebbe un impatto enorme quando venne introdotta, ma la stampa è regolata da decine e decine di leggi. Immaginate cosa succederebbe se eliminassimo le norme sul diritto d’autore, o sulla responsabilità dei giornalisti. Anche l’Ai ha assolutamente bisogno di essere regolata. Le persone che vedono una foto hanno il diritto di sapere se è vera o artificiale per non perdere la certezza, che attualmente abbiamo, di dire che un fatto è realmente avvenuto. I cambiamenti devono essere controllati e regolati, altrimenti tendono a portare al disastro. ([[Giorgio Parisi]])
*– Grande fu la meraviglia per la nostra magnificenza, mentre davamo alla luce IA.<br />– IA... vuol dire "intelligenza artificiale".<br />– La cui sinistra coscienza produsse una nuova generazione di macchine. (''[[Matrix]]'')
*Ho cambiato idea sul rapporto tra il cervello umano e i modelli di intelligenza artificiale. Pensavo che questi modelli lavorassero come il cervello. Invece sono in grado di sapere migliaia di volte quello che sanno gli umani. ([[Geoffrey Hinton]])
*{{NDR|Ci sono due modi sostanzialmente diversi di guardare agli sviluppi dell'Intelligenza artificiale}} Il primo è la corsa senza fine verso l’intelligenza artificiale generale e poi la superintelligenza, in cui le macchine superano gli esseri umani in quasi tutte le attività. Se questa visione può suscitare timori di un dominio delle macchine, la minaccia principale, in questo scenario, proviene in realtà dal potere incontrollato di chi sviluppa e gestisce questi sistemi. Un simile futuro aggraverebbe enormemente le disuguaglianze e, privandoci della nostra capacità di azione, ridurrebbe e svuoterebbe il significato stesso dell’essere umano. ([[Daron Acemoğlu]])
*L'AI ci aiuta a raccogliere istantaneamente informazioni che già esistono. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro, per immaginare quello che non c'è. ([[Flavio Manzoni]])
*L'Intelligenza Artificiale si era arenata... e onestamente è ancora arenata. Non era flessibile né piacevole nell'interazione, le persone mostravano rabbia verso i loro stupidi computer. E ho pensato se sono intelligenti, devono poter leggere in nostri segnali. È stato l'inizio dell'Affective compunting. [...] Oggi si è arenata nel senso che le persone che ci lavorano dimenticano quant'è importante il contesto: ci sono stati progressi nell'insegnare all'AI a riconoscere le espressioni facciali ma interpretarle e capirle nel contesto è davvero difficile. ([[Rosalind Picard]])
*La cosa che bisogna ricordare sull'IA è che l'IA crea ciò che vedi attingendo al suo vasto archivio di ciò che già conosce. Ma non è una persona a fare un film. È l'IA che fa un film. Quindi la cosa che si perde è l'umanità e l'apporto delle persone creative, quelle che in realtà fanno funzionare davvero le cose. L'IA è brillante, visivamente sembra perfettamente convincente. Puoi realizzare un intero film completamente con l'IA, senza location reali, senza attori veri, e far credere alla gente che sia tutto reale. Ma non avrà l'intenzione che avrebbe se fosse stato realizzato da una persona con un punto di vista. La cosa che manca all'IA è proprio questo: un punto di vista. È completamente piatta. Ti dà solo una risposta su ciò che dovrebbe essere, ma non ti dà personalità. Si perde la personalità. Temo che l'IA prenderà il sopravvento, perché non solo farà perdere molti posti di lavoro, ma produrrà anche molti prodotti impersonali. ([[Joe Dante]])
*La mia è stata la generazione che ha dovuto imparare come usare il [[computer]] per studiare o lavorare, la prossima sarà la generazione che dovrà imparare a usare l'AI. Perché l'AI è il nuovo computer. ([[Jen-Hsun Huang]])
*La mia più grande paura è che il campo dell'AI possa fare davvero del male al mondo. Se questa tecnologia prende la direzione sbagliata, diventa veramente sbagliata. ([[Sam Altman]])
*La [[passione]] non è un sentimento lineare, non potrà mai essere rappresentata da un algoritmo, né da nessun programma di intelligenza artificiale. ([[Paolo Crepet]])
*La razza umana ha volontariamente abbracciato tutte le sue altre invenzioni fino ad ora. Macchine a vapore, elettricità, internet, cyborg... Forse arriverà il giorno in cui parlare con le IA sarà considerato perfettamente normale. (''[[Metal Gear Rising: Revengeance]]'')
*La [[stupidità]] reale batte l'intelligenza artificiale tutte le volte. ([[Terry Pratchett]])
*Mi aspetto che l’intelligenza artificiale sia capace di persuasione sovrumana ben prima di essere sovrumana in termini di intelligenza generale. ([[Sam Altman]])
*Nemmeno la forma più evoluta di intelligenza artificiale potrà mai sostituire l'uomo. Perché nell'essere umano esiste qualcosa di irriducibile al sapere delle macchine: la coscienza di sé, il libero arbitrio, il dubbio, i sentimenti. ([[Federico Faggin]])
*Presto potremo lavorare solo 3 giorni la settimana, il resto lo faranno robot e intelligenza artificiale. ([[Bill Gates]])
*Riteniamo che i modelli di intelligenza artificiale, che supereranno le capacità attualmente presenti nei modelli esistenti più avanzati, abbiano il potenziale per apportare benefici a tutta l'umanità. Ma comportano anche rischi sempre più gravi. Dobbiamo assicurarci di disporre della comprensione e delle infrastrutture necessarie per la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale altamente capaci. ([[Sam Altman]])
*Sapete che l'intero concetto dell'intelligenza artificiale è binario? Capite l'ironia? [...] Il linguaggio dei computer sta tutto in due valori. Uno e zero. Uno. Zero. Uno. Zero. All'infinito. Due valori che possono significare qualsiasi cosa. La summa della conoscenza umana, ridotta a un due. Uno e zero. Le due facce di una stessa moneta. Due possibilità, che conducono ad un'infinità di possibilità. (''[[Batman: Knightfall]]'')
*– Se possiamo creare una macchina che fa algebra avanzata, perché non possiamo crearne una che pensa come un uomo? [...] Credo che la creazione di un essere intelligente con le proprie mani sia uno dei sogni più antichi dell'umanità.<br />– Allora l'IA è un prodotto dei sogni della gente.<br />– Non solo l'IA. La civiltà stessa fa parte di un processo nel quale l'umanità dà forma ai propri sogni. Ma non tutti i sogni sono piacevoli. C'è chi ha espresso paure sulla "intelligenza non umana". (''[[Metal Gear Solid: Peace Walker]]'')
*– Semi-immortale, sei un'intelligenza artificiale?<br />– No, non sono una AI. Il mio nome in codice è Progetto 2501. Io sono una forma di vita che si è aggregata ed è nata nell'oceano delle informazioni. (''[[Ghost in the Shell (film 1995)|Ghost in the Shell]]'')
*– Sempre più sistemi d'IA si stanno specializzando nel processare informazioni in massa, senza intelligenza, pensiero o emozioni umane. Una macchina che non ha una propria individualità, ma che si comporta come un collettivo, esibendo le qualità di una società.<br />– Come un alveare?<br />– Sì. Aggrega i dati raccolti dagli individui e determina come agirebbe un gruppo, proprio come le api che viaggiano fra l'alveare e i fiori. La chiave per raggiungere questo sarà la creazione di una rete di IA. [...] se il tuo obiettivo è controllare la società, questo è il miglior modello da usare. Ti consente di filtrare i dati e disseminare solo ciò che vuoi disseminare. (''[[Metal Gear Solid: Peace Walker]]'')
===[[Ernesto Assante]]===
{{cronologico}}
*C'è, nelle IA evolute con le quali abbiamo cominciato ad avere a che fare, un elemento 'magico' che ci affascina e ci atterrisce, quello riferito alla capacità delle macchine di 'prendere decisioni' per proprio conto, e c'è un elemento 'pratico' che ci crea apprensione, quello della sostituzione degli esseri umani in una serie di compiti e lavori che fino ad ora abbiamo svolto. [...] le IA fanno quello che noi gli consentiamo di fare, niente di più e niente di meno, tutto quello che decidiamo di delegare alle macchine viene e verrà deciso da noi. Tutto quello che accetteremo che facciano sarà una nostra scelta. E così se il mio datore di lavoro deciderà che io possa essere sostituito da IA, sarà una scelta umana a decidere del mio futuro professionale. Quindi quello con cui me la devo prendere, se essere sostituito da una IA non mi va bene, non è l'intelligenza artificiale, ma il padrone. Padron che in alcuni casi, storicamente parlando, ha avuto ragione, come quando ha permesso la nascita delle grandi industrie, creando lavoro e sviluppo, come quando ha deciso, al di sopra delle nostre teste, di sviluppare i motori per le automobili, o di creare i televisori [...]. In altri casi lo sviluppo tecnologico è stato 'guidato' da nostre scelte, non da quelle dei padroni: noi abbiamo deciso di non comprare più CD, distruggendo l'intera industria discografica, quando sono arrivati gli MP3, perché i 'padroni della musica' avrebbero preferito di gran lunga continuare a venderci i dischi. E noi abbiamo deciso di non comprare più giornali, gli editori li stamperebbero a milioni con gioia ancora oggi, mentre noi attualmente preferiamo leggere le notizie sui cellulari o in generale via Internet. Noi, esseri umani, non le macchine.
*Se i dati che l'IA raccoglie, con il mio consenso, non verranno usati bene, non sarà perché la macchina ha deciso di usarli a suo piacimento, ma perché il gestore di quei dati, un uomo in carne e ossa, avrà deciso come, quando, quanto e perché usarli. L'elemento 'magico' crea nella nostra percezione una distorsione, dunque, perché tende a farci pensare che quello che accade di negativo nella rivoluzione tecnologica che sta avvenendo sia 'colpa' delle tecnologie stesse. Basta guardare bene e ci accorgeremmo che di 'magico' e 'misterioso' non c'è granché, e che ogni elemento negativo della rivoluzione digitale è figlio di qualcuno, di qualche scelta, di desideri, brame, necessità, sogni, ingordigia, semplicemente umane.
*Le IA non sono oggettivamente negative. Facebook non è 'cattivo' di per se, così come non lo sono i social in generale, l'uso che se ne fa può essere, invece, terribilmente negativo. Ma anche le pistole hanno lo stesso impatto nella nostra vita: se usate dalla polizia sono uno strumento del bene, se usate da un camorrista sono l'esatto contrario. Dico banalità, è ovvio, ma sono quelle che possono permetterci di capire meglio la situazione attuale e ragionare per il futuro.
===[[Geoffrey Hinton]]===
*Anche se fissassimo delle regole, questi sistemi potrebbero impararle e superarle. Queste intelligenze artificiali non hanno obiettivi di evoluzione prestabiliti, ma prima o poi li potranno creare, se perdiamo il controllo.
*Ho cambiato idea sul rapporto tra il cervello umano e i modelli di intelligenza artificiale. Pensavo che questi modelli lavorassero come il cervello. Invece sono in grado di sapere migliaia di volte quello che sanno gli umani.
*Sono in grado di fare dei ragionamenti. Possono essere in grado di manipolare le persone, avendo imparato tutta la conoscenza del mondo.
===[[Theodore Kaczynski]]===
*Per prima cosa lasciateci ipotizzare il successo degli scienziati del computer nello sviluppare macchine intelligenti in grado di fare tutto meglio degli esseri umani. In questo caso, probabilmente, il lavoro sarà compiuto da estesi e ben organizzati sistemi di macchine e non sarà più necessario alcuno sforzo da parte dell'uomo. Due sarebbero le possibilità: permettere alle macchine di procedere autonomamente senza sorveglianza umana, conservare il controllo umano sulle macchine.
*Nel momento in cui la società e i problemi da affrontare diventassero sempre più complessi, e le macchine sempre più intelligenti, la gente permetterà sempre più a queste ultime di prendere decisioni al suo posto semplicemente perché le decisioni prese dalle macchine porterebbero a migliori risultati rispetto a quelle prese dagli uomini. Alla fine potrebbe essere raggiunta una fase in cui le decisioni necessarie per far sì che il sistema continui saranno così complesse che gli esseri umani saranno incapaci di prenderle intelligentemente. In questa fase le macchine avranno il controllo effettivo. La gente non sarà capace nemmeno di spegnere le macchine perché saranno cosi dipendenti da esse che spegnerle equivarrebbe al suicidio.
*Dall'altro lato, è possibile che il controllo umano sulle macchine possa essere conservato. In questo caso l'uomo comune può avere un controllo su alcune macchine private di sua proprietà, come l'automobile e il personal computer, ma il controllo su sistemi più grandi sarà nelle mani di una élite molto ristretta, cosi come è oggi, ma con due differenze. A causa del miglioramento delle tecniche l'élite avrà un maggiore controllo sulle masse; e poiché il lavoro umano non sarà più necessario le masse saranno superflue, un peso inutile nel sistema. Se i membri di questa élite sono spietati, possono semplicemente decidere di sterminare la massa dell'umanità. Se invece sono umani possono usare la propaganda o altre tecniche psicologiche o biologiche per ridurre l'indice di natalità fino a che la massa dell'umanità si estingua lasciando il mondo a loro.
===[[Jeanette Winterson]]===
*Riguardo l’Ia si fa un gran parlare con un’accezione negativa, come di qualcosa che porterà il mondo alla rovina, noi ad abitare in una distopia. Per carità, tutto è possibile, ma credo che informarsi, nel miglior modo possibile, sia un dovere di ciascuno.
*Penso che gli unici [[Artista|artisti]] a scomparire, nel caso in cui l’Ia sia effettivamente destinata a sostituire qualcuno, saranno gli scarsi e basta. E che male c’è, in questo?
*Al momento è certamente uno strumento molto, sul serio molto intelligente, ma incapace di pensare per i fatti suoi – al momento. Sembra non avere una coscienza, non aver intuito sé stesso, e questa è oggi la differenza più grande tra Ia e noi.
==Voci correlate==
*[[Affective computing]]
*[[Computer]]
*[[Intelligenza]]
*[[Intelligenza artificiale generativa]]
*[[Test di Turing]]
*[[Uncanny valley]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sull'}}
[[Categoria:Intelligenza artificiale| ]]
[[Categoria:Temi tipici della fantascienza]]
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2026-09-19T16:33:22Z
Skekzilla
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wikitext
text/x-wiki
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
===[[Lori Nelson]]===
============
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Voce tematica}}
[[File:Waterhouse a mermaid.jpg|thumb|''Una sirena'' (John William Waterhouse, 1900)]]
Citazioni sulla '''sirena'''.
*{{NDR|Le sirene a Odisseo}} Ferma la nave, ascolta la nostra voce. Nessuno è mai passato di qui con la sua nave senza ascoltare il nostro canto dolcissimo: ed è poi ritornato più lieto e più saggio. (''[[Odissea]]'')
*Ho sognato che facevo l'amore con una sirena, ma non ricordo come. ([[Roberto Gervaso]])
*Il P. Cornelio a Lapide sopra di questo luogo dice cosa, che fà al proposito nostro, cioè che fù in Frisia presa una Sirena, la parte superiore della quale era donna, & il resto pesce, e che visse molti anni fra gli huomini, e che anco imparò a filare. ([[Giovanni Stefano Menochio]])
*La differenza che c'è tra le [[Ninfa (mitologia)|ninfe]] e le sirene è che le ninfe danno baci dolci e le sirene salati. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*La serena sì dolcemente canta, che addormenta i marinari, e essa monta sopra i navili, e occide li addormentati marinari. ([[Leonardo da Vinci]])
*«L'idea mia è che la coda venne dalla loro verginità, ovverossia da difetto d'uso» aveva detto quella volta. «A furia di tenere strette le cosce, che spasimavano di avere allargate, ma nessuno gli disse mai: àprile, gli venne quel callo, una certa cartilagine, capite? e questa callosità si sbiforò tra le cosce, scaglia sopra scaglia, e così finì che le due gambe s'incollarono insieme e gli diventarono coda. E anche il verde ramato è dovuto a difetto d'uso: nell'acqua, insomma, si ramarono e s'ingigliarono come cipolle.»<br>Ma loro non si facevano alcunissima meraviglia di vedergliele fare e disfare: sì, perché la sirena, come l'amo, era roba sua, mestiere e mistero suo, perciò poteva farne quello che gli pareva a lui. ([[Stefano D'Arrigo]])
*Sirene: Vissero feroci e stupende. Una laringite le vinse. ([[Gesualdo Bufalino]])
==Voci correlate==
*[[Mostro marino]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Fiabe]]
[[Categoria:Mitologia greca]]
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San Francesco (disambigua)
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Spinoziano
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{{disambigua}}
*'''[[Francesco d'Assisi]]''' (1182 – 1226)
*'''[[Francesco da Paola]]''' (1416 – 1507)
*'''[[Francesco Saverio]]''' (1506 – 1552)
*'''[[Francesco Caracciolo (santo)|Francesco Caracciolo]]''' (1563 – 1608)
*'''[[Francesco di Sales]]''' (1567 – 1622)
*'''[[François de Montmorency-Laval|Francesco de Montmorency-Laval]]''' (1623 – 1708)
*'''[[Francesco Antonio Fasani]]''' (1681 – 1742)
*'''[[Francesco Spinelli]]''' (1853 – 1913)
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Mostro marino
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{{voce tematica}}
[[File:20000 squid holding sailor.jpg|thumb|Un mostro marino in un'illustrazione per ''[[Jules Verne#Ventimila leghe sotto i mari|Ventimila leghe sotto i mari]]'']]
Citazioni sul '''mostro marino'''.
*''Benedite, mostri marini | e quanto si muove nell'acqua, il Signore, | lodatelo ed esaltatelo nei secoli.'' (''[[Libro di Daniele]]'')
*Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. (''[[Genesi]]'')
*Il terrore dei navigatori appena essi raggiungevano il largo con le allucinazioni derivate da suggestione o esagerate per beffa dai più astuti nel caso di avventura o per egoismo se si trattò di nascondere lucri probabili, diede origine a mille leggende e descrizioni immaginarie di enormi mostri marini affondatori di navigli e alle relative funeste imprese spesso dolorosamente se non con verità convalidate presso chi aspettava il ritorno dopo le frequenti e numerose dispersioni nell'infido elemento. ([[Achille Forti]])
*Le leggende sui mostri marini risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. ([[David J. Skal]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mostro]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Criptidi]]
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[[File:20000 squid holding sailor.jpg|thumb|Un mostro marino in un'illustrazione per ''[[Jules Verne#Ventimila leghe sotto i mari|Ventimila leghe sotto i mari]]'']]
Citazioni sul '''mostro marino'''.
*''Benedite, mostri marini | e quanto si muove nell'acqua, il Signore, | lodatelo ed esaltatelo nei secoli.'' (''[[Libro di Daniele]]'')
*Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. (''[[Genesi]]'')
*Il terrore dei navigatori appena essi raggiungevano il largo con le allucinazioni derivate da suggestione o esagerate per beffa dai più astuti nel caso di avventura o per egoismo se si trattò di nascondere lucri probabili, diede origine a mille leggende e descrizioni immaginarie di enormi mostri marini affondatori di navigli e alle relative funeste imprese spesso dolorosamente se non con verità convalidate presso chi aspettava il ritorno dopo le frequenti e numerose dispersioni nell'infido elemento. ([[Achille Forti]])
*Le leggende sui mostri marini risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. ([[David J. Skal]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mostro]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Criptidi]]
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Logan - The Wolverine
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text/x-wiki
{{Film
|immagine = Logan 2.png
|titoloitaliano = Logan - The Wolverine
|titolooriginale = Logan
|linguaoriginale = inglese, spagnolo
|annouscita = 2017
|genere = azione, drammatico, fantascienza, thriller
|regista = [[James Mangold]]
|soggetto = [[Roy Thomas]], [[Len Wein]], [[John Romita Sr.]]
|sceneggiatore = [[Scott Frank]], [[James Mangold]] e [[Michael Green (sceneggiatore)|Michael Green]]
|produttore = [[Lauren Shuler Donner]], [[Simon Kinberg]], [[Hutch Parker]]
|attori =
*[[Hugh Jackman]]: James "Logan" Howlett / Wolverine; X-24
*[[Patrick Stewart]]: Charles Xavier / Professor X
*[[Dafne Keen]]: Laura Kinney / X-23
*[[Stephen Merchant]]: Calibano
*[[Richard E. Grant]]: Dr. Zander Rice
*[[Boyd Holbrook]]: Donald Pierce
*[[Elizabeth Rodriguez]]: Gabriela
*[[Eriq La Salle]]: Will Munson
*[[Elise Neal]]: Kathryn Munson
|doppiatori italiani =
*[[Fabrizio Pucci]]: James "Logan" Howlett / Wolverine
*[[Ennio Coltorti]]: Charles Xavier / Professor X
*[[Ginevra Pucci]]: Laura Kinney / X-23
*[[Alessandro Budroni]]: Calibano
*[[Marco Mete]]: Dr. Zander Rice
*[[Francesco Venditti]]: Donald Pierce
*[[Ilaria Latini]]: Gabriela
*[[Gianluca Tusco]]: Will Munson
*[[Monica Ward]]: Kathryn Munson
}}
'''''Logan - The Wolverine''''', film statunitense del 2017 con [[Hugh Jackman]], [[Patrick Stewart]] e [[Dafne Keen]], regia di [[James Mangold]].
==Frasi==
*{{NDR|A Logan}} Mi piaci con gli occhiali, ti fanno sembrare più giovane. ('''Charles Xavier''')
*Posso rintracciare i mutanti, sono come un bravo cane da tartufi, non un veggente! ('''Calibano''')
*Logan! Logan, lei è Laura. Calibano, vieni! È di lei che ti stavo parlando, prima! Lei è Laura. {{NDR|a Laura}} Ti stavamo aspettando! Hemos estado esperando por ti! Vieni, vieni qui! È tutto okay! ('''Charles Xavier''')
*{{NDR|Rivolto ai Reavers che aprono fuoco su Laura}} Non sparate, tanto guarisce! {{NDR|la insegue}} Muovetevi! Forza! ('''Donald Pierce''')
*{{NDR|Dopo aver visto Laura in azione}} Porco cazzo! ('''Logan''')
*Come ti dicevo, Logan, lei è una mutante come te... Molto simile a te. ('''Charles Xavier''')
*{{NDR|In un filmato}} Mi chiamo Gabriela Lopez, sono un'infermiera, e per dieci anni ho lavorato alla Transigen Research di Città del México. La ''Transigen'' è de proprietà de una società americana. Quello che sto per farvi vedere è illegale negli Stati Uniti, in Canada. Ci dicevano che eravamo parte de una ricerca farmaceutica, era solo una bugia. Quei bambini erano nati alla ''Transigen'', nati lì, e mai usciti da lì! Non hanno mai visto il sole, il mare, la pioggia o la neve, o una creatura di Dio! Non hanno certificato di nascita, non hanno nome, a parte quelli che gli abbiamo dato noi. Sono cresciuti nelle pance di ragazze messicane, ragazze che nessuno trova più, i loro padri sono Semillas Geneticas, semi speciali in provetta! [...] Ci credevano troppo poveri e stupidi per capire. Siamo poveri, sì, ma non siamo stupidi. Sono figli di mutantes muertos! [...] I bambini, nel crescere, sono diventati più difficili da gestire. Non si potevano controllare, la società aveva trasformato i loro corpi in armi, cercarono di insegnargli a uccidere, ma loro non volevano combattere! Un soldato che non combatte è inutile. Dentro questo edificio estano estudiando qualcosa di nuovo, qualcosa che considerano meglio dei bambini. {{NDR|l'X-24}} Dicono che sia senza anima! Devono esserci riusciti: circa una settimana fa ci hanno detto di chiudere il nostro programma, hanno cominciato a sopprimere i bambini. Salveremo tutti i bambini che potremo. Ho letto di un posto a Nord, un posto per i mutanti! Lo chiamano "Eden". Se stai guardando questo video, vuol dire che già sono morta... Non so se altri bambini siano sopravvissuti, ci siamo persi. Non ci sono altri soldi, ho mentito. Non è mia figlia {{NDR|Laura}} ma le voglio bene. Forse tu non le vuoi bene... Ma è tua figlia! Ti prego, ti prego, portala in salvo! ('''Gabriela''')
*{{NDR|Mentre guardano insieme ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''}} Questo è un film molto famoso, Laura. È di quasi cento anni fa. ('''Charles Xavier''')
*{{NDR|Rivolto a Laura, riferito sui fumetti degli ''X-Men''}} Leggi questi nel tempo libero?! Oh sì, Charles, abbiamo una fan degli ''[[X-Men]]''! Lo sai che sono tutte balle, vero? Sarà successo un quarto di questa roba e non così. E nel mondo reale le persone muoiono e nessun presuntuoso in calzamaglia del cazzo può evitarlo! Sono tutte balle per i pisciasotto! ('''Logan''')
*Il personale di emergenza sono ancora al casinò Harrah di Oklahoma City, dove poco meno di quattrocento ospiti sono stati colpiti ieri da una paralisi temporanea. In molti hanno notato l'analogia con l'incidente avvenuto lo scorso anno a Westchester, dove sono rimaste ferite ottocento persone, hanno perso la vita anche sette mutanti, tra i quali... {{NDR|Logan spegne la radio}} ('''Cronista radiofonica''')
*Sai, Logan... È stata senza dubbio la notte più perfetta che abbia passato da tantissimo tempo... {{NDR|sul punto di piangere}} Ma non la merito! Ho fatto... Ho fatto qualcosa di inqualificabile... Mi sono ricordato cosa è successo a Westchster... Non era la prima volta che facevo del male, fino ad oggi non lo sapevo! Tu non me lo avevi detto... Così noi abbiamo evitato di parlarne... Credo finalmente di capirti, adesso... {{NDR|nota che è X-24 che lo guarda, non Logan}} Logan? {{NDR|X-24 gli trafigge il cuore}} ('''Charles Xavier''')
*{{NDR|[[Ultime parole dagli X-Men|Ultime parole]] rivolto a Donald Pierce, prima di farsi esplodere con delle granate}} Attento alla luce. ('''Calibano''')
*{{NDR|[[Ultime parole dagli X-Men|Ultime parole]] a Logan}} Il Sunseeker. ('''Charles Xavier''')
*{{NDR|Rivolto a X-24}} Che cosa cavolo sei tu? ('''Logan''')
*{{NDR|Dopo la sepoltura di Xavier}} Be', c'è l'acqua, e... C'è l'acqua... {{NDR|Laura tocca la sua mano, ma lui emotivamente distrutto, si allontana}} Vaffanculo, fanculo!!! ('''Logan''')
*{{NDR|A X-24 per far attaccare Logan nel loro combattimento finale}} Comincia lo spettacolo! ('''Donald Pierce''')
*{{NDR|A X-24 mentre combatte Logan}} In piedi, bello! In piedi, bello!!! {{NDR|X-24 vede selvaggiamente furibondo il cadavere del suo creatore Zander Rice}} È stato lui, in piedi!!! ('''Donald Pierce''')
*{{NDR|[[Ultime parole dagli X-Men|Ultime parole]] rivolto ai bambini mutanti mentre lo uccidono con i loro poteri}} Vi prego, vi prego! ('''Donald Pierce''')
==Dialoghi==
*{{NDR|Alla radio}}<br />'''Clyde''': Dormono tutti, Burt. Sonnambuli, calotte polari, pornografi, acqua inquinata, mutanti... È tutto collegato.<br />'''Burt''': Ehi, Clyde, è il 2029, perché parliamo ancora di mutanti?
*'''Gabriela''': Wolverine? Sapevo che eri tu!<br />'''Logan''': Cazzo... {{NDR|si allontana}}<br />'''Gabriela''': Ti prego! Sono nei guai! Sei l'unico che mi possa aiutare! Necesito un héroe!<br />'''Logan''': Cazzo, lasciami in pace!<br />'''Gabriela''': Qué demonio te paso? Porque te escondes?! Ti prego! Logan! Porque no me oyes? {{NDR|Logan la ignora ancora e lei si allontana velocemente, preoccupata}}<br />'''Cliente di Logan''': Chi è quella?<br />'''Logan''': Non lo so, una pazza, stia tranquilla.
*'''Donald Pierce''' {{NDR|entra nella limousine}}: Accidenti a me, c'è Wolverine! Ed è un tossico, ora.<br />'''Logan''': Chi cazzo sei tu?<br />'''Donald Pierce''': Lo sai, ci sono fori di proiettile nella portiera. So che eri a Phoenix, ma poi ieri notte certi amici della stradale del Texas mi hanno chiamato per dirmi di aver trovato tre "cholo" morti in una piazzola sulla 54. Non che sia strano, lo so... Se ad uno non mancasse una mano e un altro una gamba. Così pensavano che fosse scappata una tigre, o [[Nightmare - Dal profondo della notte|Freddy Krueger]]! Ma nessuno dei due può guidare: uno è un personaggio inventato e l'altra è estinta. E visto che le alette che hanno trovato sono di una Chrysler del 2024, be', la tua è una Chrysler del 2024... Lei ti ha già trovato? Gabriela? Senti, non cerco te, Wolvie. Be', non proprio, cerco una persona che ti sta cercando. Mi ha preso una cosa mentre ero distratto. Una cosa di cui sono responsabile. Lei è messicana. Ora ha messo gli occhi addosso a te. Ti suona familiare?<br />'''Logan''': Non conosco nessuna Gabriela, perciò vaffanculo fuori dalla mia auto!<br />'''Donald Pierce''': Be'... Guarda che so cosa nascondi, amigo... Il vecchio pelato a Sud del confine. {{NDR|riferendosi a Charles}}<br />'''Logan''': Che cosa vuoi?<br />'''Donald Pierce''': Un po' di collaborazione. {{NDR|gli consegna la sua carta}} Sono un fan, fra parentesi! {{NDR|esce}}
*'''Charles Xavier''': Cari, ho buone notizie, oggi! Non importa cosa facciate, non importano le vostre azioni, non potete rispettare le leggi di Dio! Lui sa che non potete, possiamo essere imperfetti! {{NDR|Logan gli blocca la strada}} Permesso, signore... Ho detto "permesso"!!! Il nuovo quesalupa di Taco Bell! Gustatelo con il pollo, con la bistecca, col formaggio fuso nella tortiglia, è il massimo! Fino a esaurimento scorte! {{NDR|si ritrova di nuovo davanti a Logan}} Chi sei tu?<br />'''Logan''': Lo sai chi sono.<br />'''Charles Xavier''': Sei l'uomo che mi fa dormire...<br />'''Logan''': Dormire ci servirebbe. {{NDR|fa per iniettargli la medicina}}<br />'''Charles Xavier''': No! No! No!! Aargh! {{NDR|cade dalla sedia a rotelle per terra}} C-Che cosa vuoi farmi?!?<br />'''Logan''': Charles, andia... {{NDR|Charles scatena un'ondata telepatica che paralizza Calibano dall'altra parte del nascondiglio, ma lui resiste e gli somministra il farmaco per farlo smettere}}<br />'''Charles Xavier''': Da quanto mi trovo qui? {{NDR|Logan lo mette a letto e gli dà delle pastiglie}} Cosa sono queste?<br />'''Logan''': Ti ricordi cosa sono. Le iniezioni alleviano le crisi, le compresse evitano che tu le abbia. Ci soffi sopra come portafortuna?<br />'''Charles Xavier''': Vaffanculo, Logan.<br />'''Logan''': Ti ricordi chi sono, adesso.<br />'''Charles Xavier''': So sempre chi sei... Solo che certe volte non ti riconosco.<br />'''Logan''': Prendi le compresse. {{NDR|Xavier le inghiotte}}<br />'''Charles Xavier''': Mi lasci da solo con quel albino del cazzo? {{NDR|Calibano}} Non mi ascolta mai! Riconosco una speciazione quando la vedo...<br />'''Logan''': Una che?<br />'''Charles Xavier''': Una speciazione, un nuovo mutante giovane. Ci sono forze che tentano di ucciderli...<br />'''Logan''': Forze?!<br />'''Charles Xavier''': A loro serve aiuto...<br />'''Logan''': Forze... Peccato che tu non sia più in quel ramo, ormai.<br />'''Charles Xavier''': Non vogliono me, vogliono te...<br />'''Logan''': Sì...<br />'''Charles Xavier''': Oh, sì... Ecco quanto cazzo sono stupidi! Ti aspettano alla Statua della Libertà...<br />'''Logan''': La Statua della Libertà c'era tanto tempo fa, Charles, tanto tempo fa. Non ci sono nuovi mutanti, chiaro? Non ne nasce uno nuovo da venticinque anni da nessuna parte. Hai sempre pensato che noi fossimo parte di un piano divino, ma... Forse... Forse eravamo un errore divino.<br />'''Charles Xavier''': Che enorme delusione sei... Quando ti ho trovato tu stavi intraprendendo una carriera di lottatore in una gabbia, là eri al culmine di una vita da assassino strafatto di barbiturici... Eri un animale! Ma noi ti abbiamo accolto. E io ti ho dato una famiglia...<ref>Riferimento al primo film della [[X-Men|saga cinematografica]], ''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000).</ref><br />'''Logan''': E ora non ci sono più.<br />'''Charles Xavier''': Logan? Logan... che hai fatto? Che hai fatto?! Rispondimi! Perché siamo qui? Nessuno dovrebbe vivere così, drogato dentro una cisterna!!<br />'''Logan''': È per il tuo bene.<br />'''Charles Xavier''': No, nooo, non è vero!! {{NDR|Logan esce}} Tu stai aspettando che io muoia!!
*'''Calibano''': Non voglio litigare, ma vanno discussione le cose.<br />'''Logan''': Quali cose?<br />'''Calibano''': Be', sarebbe considerato noioso, se dovesse ripetere la mia precedente osservazione e cioè che la dose non basta per evitare le crisi?<br />'''Logan''': È quello che mi hanno dato. Non era della posizione di avere le pretese.<br />'''Calibano''': Sai, ho rischiato la morte stamattina! Quella crisi era...<br />'''Logan''': Era durata un minuto.<br />'''Calibano''': Sembrava più lungo di un minuto, non riuscivo a respirare! A te fa meno effetto! Lo sai che ha bisogno di una dose più alta! E lo so che hai più soldi da parte.<br />'''Logan''': I soldi sono per portarci via da qui.<br />'''Calibano''': A voi due, non a me! Tu risparmi per uno yacht, il sunseeker al sole, sul mare, io non mi ci vedo rintanato sottocoperta come [[Conte Orlok|Nosferatu]] e tu? A piegare le tue mutande, a preparare il suo pudding... {{NDR|tira fuori un proiettile}} Ti ho trovato questo in tasca. Adamantio! {{NDR|Logan lo sottrae dalla sua mano}} Se pensi di farti saltare le cervella, puoi aspettare di essere in alto mare? Ho appena lavato per terra!<br />'''Logan''': Basta con queste stronzate.<br />'''Calibano''': Un anno fa mi hai chiesto di aiutarti, e Dio sa se ci ho provato, ma non posso aiutarti, Logan, non sul serio... Se non parli con me. Ti sento la notte, non dormi. Non vuoi parlare di niente. Né di quello che bevi, né del pus che pulisci dalle nocche, né del sangue che trovo sui tuoi vestiti, né delle ferite sul torace. Quelle che non guariscono. E secondo me non vuoi parlare del fatto che non riesci a leggere l'etichetta di quel flacone. C'è scritto "ibuprofene". {{NDR|Logan gli getta furiosamente la tazza per terra, frantumandola}} Era la mia tazza preferita.<br />'''Logan''': Fatti i cazzi tuoi!<br />'''Calibano''': Ti sta succedendo qualcosa, Logan. Dentro di te sei malato, lo sento dall'odore.
*'''Gabriela''': Io faccio l'infermiera, la facevo, a Città del México.<br />'''Logan''' {{NDR|Gabriela si medica da uno sparo al braccio}}: Quando è successo?<br />'''Gabriela''': Stamattina, vicino a el confine. Sono riuscita a fuggire, ma loro ora sanno che auto ho...<br />'''Logan''': Senti, devo andare.<br />'''Gabriela''': No, aspetta, aspetta, ti prego! Guarda, ecco! {{NDR|gli consegna una busta di soldi}} Ecco, prendi questi, sono ventimila dollari, tieni! Portaci a questo indirizzo, potrai averne altri trentamila una volta là. I miei amici te li daranno, ci stanno aspettando. Ti daranno quello che vuoi.<br />'''Logan''': Dove li hai presi?<br />'''Gabriela''': Dal mio ragazzo. Vuole uccidermi e prendersi lei. {{NDR|Laura}}<br />'''Logan''': Ed è tua figlia?<br />'''Gabriela''': Ehm... Sì. So che in fondo sei ancora buono, so che vuoi aiutarci...<br />'''Logan''': Tu non sai niente di me!<br />'''Gabriela''': Ti prego, ti prometto che non ci saranno problemi se partiamo adesso!<br />'''Logan''': Non posso partire così per il Nord Dakota!<br />'''Gabriela''': Dobbiamo essere là venerdì!<br />'''Logan''': Sennò?<br />'''Gabriela''': Non potremo passare il confine! Ti prego... Devi farlo, por favor! Por favor!
*'''Logan''': Devi tornare indietro, stronzo. Questa è proprietà privata.<br />'''Donald Pierce''': Sì, è vero... Infatti penso che appartenga a una multinazionale mineraria con sede a Shanghai. Dove tieni il vecchio? Eh? È là dentro? O è li? {{NDR|la cisterna}} Sarebbe un nascondiglio furbo! Mi piacerebbe vederlo. Mi dicono che l'HAS ora classifica il suo cervello come un'arma di distruzione di massa. Un peccato quello che succede all'Est...<br />'''Logan''': È morto da un anno.<br />'''Donald Pierce''': Voglio la ragazzina.<br />'''Logan''': Che ragazzina?<br />'''Donald Pierce''': Quella che gioca con la palla che hai in mano.<br />'''Logan''': Non ci sono ragazzine, qui.<br />'''Donald Pierce''': So che sei andato al motel.<br />'''Logan''': Sì, mi avevano chiamato, non c'era nessuna ragazzina, solo una donna.<br />'''Donald Pierce''': "Solo una donna"? Ecco cos'era. Allora l'hai vista, Gabriela... Ma non mi hai chiamato. Mi offendi. Ehi, non le hai sparato, poverina, no?<br />'''Logan''': No, e tu?<br />'''Donald Pierce''': L'ho chiesto prima io!<br />'''Logan''': Non amo le armi.<br />'''Donald Pierce''': Certo... Vorrei che mi avessi chiamato. Come ti avevo chiesto. {{NDR|gli tocca la spalla destra di Logan, ma lui se lo toglie di dosso e lo guarda stupito la sua mano meccanica}} Visto? Non sei il solo che è stato potenziato. {{NDR|Laura colpisce Pierce in testa con un tubo}}
*'''Charles Xavier''' {{NDR|parlando di Laura}}: Logan, la donna che hai conosciuto non è sua madre...<br />'''Logan''': Allora parla?<br />'''Charles Xavier''': No, noi comunichiamo.<br />'''Logan''': Comunicate, ecco. {{NDR|consegna le compresse}} Senti, prendi queste subito. Ehi, dobbiamo andare via, non è più sicuro qui e non puoi avere una crisi fuori, è chiaro?<br />'''Charles Xavier''' {{NDR|dopo averle inghiottite}}: Sì, ma... Lei è la mutante di cui ti ho parlato! Le serve il nostro aiuto...<br />'''Logan''': Non è una mutante.<br />'''Charles Xavier''': Sì, invece!<br />'''Logan''': Qual è il suo potere, Charles? Mangiare? Lanciare tubi?
*'''Donald Pierce''': Ah, Charles Xavier! L'ottantenne più ricercato d'America.<br />'''Charles Xavier''': Sono novantenne, veramente...
*'''Donald Pierce''': Cristo, Wolverine, vederti così mi spezza il cuore.<br />'''Logan''': Finché non te lo strappo dal petto, stronzo!
*{{NDR|Dopo la loro fuga dalle mani di Donald Pierce e i Reavers}}<br />'''Logan''': Tu chi cavolo sei? {{NDR|Laura non risponde}} Ehi, ti ho fatto una domanda! Chi sei tu?<br />'''Charles Xavier''': Lo sai chi è, Logan...<br />'''Logan''': No! Non lo so!<br />'''Charles Xavier''': Non ti ricorda proprio nessuno?
*'''Donald Pierce''': Leggevo di te quando ero piccolo!<br />'''Calibano''': Forse ti riferisci a qualcun altro. {{NDR|Donald gli tira un pugno}}<br />'''Donald Pierce''': Dunque, se non sbaglio una volta lavoravi per la mia squadra. Ci aiutavi a scovare i vecchi mutanti... Cos'è cambiato? Ti sei convertito? Dovrai fare un ultima cosa per i buoni, e rintracciare un altro mutante speciale per me.<br />'''Calibano''': Non ti aiuterò mai.<br />'''Donald Pierce''': È ovvio che dici così, mhm... Ma io ho una teoria: le persone non cambiano. "Attento alla luce"... Calibano, scommetto che la mamma te lo diceva tutti i giorni quando eri piccolo. Tsk tsk tsk tsk... {{NDR|tira fuori un coltello che apre}} "Attento alla luce". {{NDR|taglia una corda che fa cadere una tenda, gettando la luce del sole direttamente su Calibano, che grida disperatamente mentre gli si brucia la pelle}} Allora, cerchiamo di non mostrare il peggio di noi. Quella ragazzina non vale tanto, credimi, non è uno scherzo della natura come te, lei è un difetto di fabbrica, una ricerca andata a male, ci sono dei responsabili! Non possono mandare in giro cose brevettate che uccidono la gente, no? Dobbiamo toglierla dalla circolazione prima che faccia del male ad altri, a qualcuno a cui vuoi bene, magari. Perciò comincia ad annusare! {{NDR|gli butta in testa la felpa di Laura}}
*'''Logan''' {{NDR|Laura lo infastidisce giocando con la portiera}}: Ho detto smettila!<br />'''Charles Xavier''': È una bambina, Logan... A dirla tutta è la tua bambina.<br />'''Logan''': Da quanto non prendi i farmaci? Dimmelo, da quanto tempo?<br />'''Charles Xavier''': Non lo so!! Due giorni.<br />'''Logan''': Hai visto come è andata ieri, se quel disastro fosse durato più a lungo, tutti in quel casinò...<br />'''Charles Xavier''': L'ho fatto per difendere Laura.<br />'''Logan''': Tu non hai fatto niente, ti sei incazzato e hai avuto una crisi del cazzo!<br />'''Charles Xavier''': Forse tu mi preferisci castrato dai farmaci e delirante come uno squilibrato? È molto più facile per te...<br />'''Logan''': "Più facile" cristo, non c'è niente di facile in te, amico, niente!<br />'''Charles Xavier''': Sì, sì, ti prego, fai come il resto del mondo: incolpa gli altri per le tue noiose cazzate!<br />'''Logan''': Sì, lo so papino, sono una delusione enorme.<br />'''Charles Xavier''': Tu sinceramente non vedi nessuno scopo in quanto facciamo?<br />'''Logan''': Okay, e cosa facciamo? Hm?<br />'''Charles Xavier''': C'è una giovane mutante seduta nella nostra auto, e dove siamo diretti ce ne sono altri, non vuol dire proprio niente per te?<br />'''Logan''': Sì, bravo, non vuol dire niente per me. Sopratutto perché Gabriela ha preso quella stronzata dell'Eden dai fumetti.<br />'''Charles Xavier''': Ma di che parli?<br />'''Logan''' {{NDR|dà a Laura le medicine}}: Fagli prendere queste, tira fuori due compresse e fagliele prendere.<br />'''Charles Xavier''': Logan, Logan..!<br />'''Logan''': Dagliele. Subito! {{NDR|Xavier le prende}} Controllo, stavolta. {{NDR|Xavier gli fa la linguaccia}}
*'''Logan''': Ah, questi autocamion del cazzo...<br />'''Charles Xavier''': Basta parolacce, Logan, te la prendi con delle macchine!<br />'''Logan''': E allora? Lei può sventrare un uomo coi piedi ma non può sentire parolacce? Eh?<br />'''Charles Xavier''': Può imparare e diventare migliore.<br />'''Logan''': Sì, vuoi dire migliore di me?<br />'''Charles Xavier''': In effetti sì.<br />'''Logan''': Certo...<br />'''Charles Xavier''': E tra parentesi, gli artigli dei piedi di Laura sono l'ovvio risultato del suo genere, sai?<br />'''Logan''' {{NDR|disinteressato}}: Ma sul serio?<br />'''Charles Xavier''': In un branco di leoni la femmina è sia cacciatrice che nutrice.<br />'''Logan''': Buono a sapersi!<br />'''Charles Xavier''': Usa gli artigli anteriori per cacciare, e i posteriori per difendere i cuccioli...<br />'''Logan''': Ah sì?<br />'''Charles Xavier''': Assicurando così la loro sopravvivenza.
*'''Kathryn''': Grazie dell'aiuto, io sono Kathryn.<br />'''Logan''': James.<br />'''Kathryn''': Lui è mio figlio Nate.<br />'''Nate''': Salve!<br />'''Logan''': Ciao.<br />'''Kathryn''': Lei è tua figlia?<br />'''Logan''': Ah, sì, lei è... Laura e lui {{NDR|Xavier}} è mio padre, "Chuck". Forza, Laura, andiamo.<br />'''Kathryn''': Be', ehm, possiamo sdebitarci e invitarvi a mangiare da noi? Non abitiamo lontano.<br />'''Logan''': Ah, no, no grazie...<br />'''Charles Xavier''': Sarebbe un grande piacere!
*'''Charles Xavier''': Due giorni in viaggio, un solo pasto e non abbiamo chiuso occhio. Lei ha 11 anni e io 90, cazzo!<br />'''Logan''': Sono 101 ragioni per continuare a muoverci.
*'''Charles Xavier''': Lo sai, Logan... Questa è la vita: una casa, persone che si amano, un posto sicuro, dovresti prenderti un momento e assaporarlo.<br />'''Logan''': Sì... È fantastico.<br />'''Charles Xavier''': Logan? Logan! Tu hai ancora tempo.<br />'''Logan''': Charles, il mondo non è più come una volta. Corriamo dei rischi nel restare qui, lo sai. E dove andiamo, "Eden"... Non esiste. Quell'infermiera l'ha letto su un fumetto. Lo capisci? Non esiste.<br />'''Charles Xavier''': Esiste per Laura... Esiste per Laura.<br />'''Logan''': Cerca di riposare. {{NDR|esce}}
*'''Logan''': Non so come mi hai portato qui, ma... Grazie.<br />'''Laura''': De nada.<br />'''Logan''': Sì... Ma tu parli?!? Cazzo... Ma che cazzo!? Perché tutta questa commedia del cazzo negli ultimi tremila cazzo di chilometri?!<br />'''Laura''': Tú pretendes que hable contigo si siempre me insultas, si me gritas, si me intentas dejar atrás?! Tú pretendes que abra la boca...<br />'''Logan''': Sta' zitta, okay. Sta' zitta!!!
*'''Laura''': Pesadillas. Hai avuto un incubo.<br>'''Logan''': Tu hai incubi?<br>'''Laura''': Sì... persone che mi fanno male. <br>'''Logan''': I miei sono diversi.<br>'''Laura''': Por qué?<br>'''Logan''': Faccio male io alle persone...
*'''Logan''': I tuoi amici sono simpatici. Un po' mi ricordano... {{NDR|Laura lo ignora}} Ehi, ehi, ehi, ehi! Che succede? Eh? Sei coi tuoi amici, ce l'hai fatta.<br />'''Laura''': Dove andrai, tu?<br />'''Logan''': Prima al bar più vicino! Dai, ti ho portata qui, è l'impegno che avevo preso! Ho perfino ridato i soldi.<br />'''Laura''': Che brav'uomo.<br />'''Logan''': Ehi! Non l'ho mai voluto, io! D'accordo? Charles non l'ha mai voluto, Calibano non l'ha mai voluto, e stanno due metri sottoterra! Non so che ti abbia messo in testa Charles, ma io non sono quello che credi tu, okay? Ti ho conosciuta una settimana fa, tu hai la tua Rebecca, la tua Delilah, i tuoi "blah blah blah" eccetera eccetera, tutto quello che hai chiesto lo hai avuto!! Ed è molto meglio così! Perché faccio schifo in queste cose. Capitano cose brutte alle persone che mi stanno a cuore! Hai capito?!<br />'''Laura''': Allora io starò bene.
*'''Zander Rice''': La prego, si fermi, signor Howlett. Dovrò dire a questi uomini di sparare sui bambini, non è questo che vuole. Vede da solo che l'effetto del siero svanisce, non sopravviverà ad altre ferite. Mi permetta di presentarmi: sono Zander Rice. Credo abbia conosciuto mio padre nel programma "Arma X".<br />'''Logan''': Sì, è lo stronzo che mi ha riempito di questo veleno! {{NDR|mostra gli artigli di adamantio}}<br />'''Zander Rice''': Sì, era uno di loro...<br />'''Logan''': Credo di averlo ucciso!<br />'''Zander Rice''': Credo sia così.<br />'''Donald Pierce''': Mostra un po' di rispetto, mutante! Lui è l'uomo che ha estinto la tua razza!<br />'''Zander Rice''': Il mio amico Donald esagera, lo fa sembrare più brutale di quanto non lo sia. L'obbiettivo non era distruggere il genere mutante, ma controllarlo! Mi sono reso conto che non serviva smettere di perfezionare gli alimenti, li potevamo usare per perfezionarci, per distribuire con discrezione la terapia genetica attraverso ogni cosa, dalle bibite ai cereali per la colazione, e ha funzionato: la mutazione casuale è finita come la polio. Ed ecco la fase successiva.<br />'''Logan''': Sì... Coltivare mutanti vostri!<br />'''Zander Rice''' {{NDR|[[Ultime parole dagli X-Men|ultime parole]]}}: Precisamente.<br />'''Donald Pierce''': Tempi pericolosi, Jame... {{NDR|improvvisamente Logan uccide Zander a colpi di pistola e gli distrugge la sua mano robotica}}
*'''Logan''' {{NDR|rimasto gravemente ferito da un palo dell'albero che lo porta alla morte per colpa di X-24}}: Prendi... prendi i tuoi amici e scappate.<br />'''Laura''' {{NDR|piangendo}}: No!<br/>'''Logan''': Vai, loro non smetteranno di cercarli. Senti, non devi più combattere. {{NDR|lui e Laura si tengano la loro mano per l'ultima volta}} Corri. Corri... Non essere come ti hanno fatta. Laura... Laura...<br />'''Laura''': Papà... Aiutami...<br />'''Logan''' {{NDR|[[Ultime parole dagli X-Men|ultime parole]]}} Ecco... è questo che si prova... {{NDR|muore}}<br />'''Laura''' {{NDR|scoppia a piangere}}: No! No! Papa! No, papà!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Laura''' {{NDR|citando ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', dopo [[Elegie funebri dai film|aver sepolto]] Logan}}: "Un uomo ha la sua via tracciata. Non può cambiarla. Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio. A torto o a ragione rimane un marchio, e non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata".<br />'''Rictor''': Andiamo, ci dobbiamo muovere. {{NDR|gli amici di Laura si allontanano. Lei se ne va per ultima dopo aver posizionato la croce di rami sul sepolcro come una "X" in onore degli X-Men}}
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{X-Men}}
{{Marvel Cinematic Universe}}
[[Categoria:Film di Wolverine]]
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Nosferatu il vampiro
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Nosferatu il vampiro
|immagine = Film Nosferatu (van F, SFA008003709.jpg
|didascalia = Il conte Orlok
|titolo originale = Nosferatu, eine Symphonie des Grauens
|paese = Germania
|anno uscita = 1922
|film muto = sì
|genere = horror
|regista = [[Friedrich Wilhelm Murnau]]
|soggetto = [[Bram Stoker]] ([[Dracula (romanzo)|romanzo]]), adattamento di [[Henrik Galeen]]
|sceneggiatore = [[Henrik Galeen]]
|produttore = [[Prana Film|Prana-Film G.m.b.H.]]
|attori =
*[[Gustav von Wangenheim]]: Hutter
*[[Max Schreck]]: [[Conte Orlok]]
*[[Greta Schröder]]: Ellen Hutter
*[[Alexander Granach]]: Knock
*[[Georg H. Schnell]]: Harding
*[[Ruth Landshoff]]: Annie
*[[John Gottowt]]: professor Bulwer
*[[Gustav Botz]]: dottor Sievers
*[[Max Nemetz]]: capitano del Demeter
*[[Wolfgang Heinz (attore)|Wolfgang Heinz]]: primo marinaio
*[[Albert Venohr]]: secondo marinaio
*[[Guido Herzfeld]]: oste
*[[Hardy von Francois]]: medico dell'ospedale
*[[Heinrich Witte]]
|note=
Traduzione in italiano delle didascalie tratta dal DVD edito da Edizioni Cineteca di Bologna.
}}
'''''Nosferatu il vampiro''''', film muto del 1922, regia di [[Friedrich Wilhelm Murnau]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Cronaca della Peste di Wisborg, anno Domini 1838 di Nosferatu.<br>Questo nome non suona come un urlo di morte a mezzanotte? Non pronunciatelo forte, o le immagini della vita svaniranno nelle ombre, e gli incubi aumenteranno e si nutriranno del vostro sangue. Ho meditato a lungo sull'inizio e la fine della peste nella mia città natale di Wisborg. Ecco la storia: a Wisborg viveva un uomo chiamato Hutter con la sua giovane moglie, Ellen.
:''Aufzeichnung über das grosse sterben in Wisbord anno Domini 1838 von Nosferatu.<br>Tönt dieses Wort dich nicht an wie die mitternächtige Ruf eines Totenvogels? Hüte dich es zu sagen. sonst verblassen die Bilder des Lebens zu schatten, Spukhafte träume steigen aus dem Herzen und nähren sich von deinem Blut. Lange habe ich über Beginn und Erlöschen des großen Sterbens in meiner Vaterstadt Wisborg nachgedacht. Hier ist seine Geschichte: Es lebten in Wisborg Hutter und seine junge Frau Ellen.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
==Citazioni==
{{cronologico}}
;Atto 1
*"Perché li hai distrutti, questi splendidi fiori?"
:''"Warum hast Du sie getötet... die schönen Blumen...?!"'' ('''Ellen''', didascalia) {{NDR|quando Hutter gli regala dei fiori}}
*"Non aver fretta, mio giovane amico! Nessuno sfugge al proprio destino."
:''"Nicht so hastig junger Freund! Niemand enteilt seinem Schicksal."'' ('''Prof. Bulwer''', didascalia) {{NDR|a Hutter}}
*"È il [[Conte Orlok]]. Sua Grazia, dalla Transilvania, vuole comprare una bellissima casa nella nostra piccola città..." "Potresti fare un bel po' di soldi..." "Naturalmente il prezzo è un piccolo sforzo, un po' di sudore e forse... un po' di sangue..."
:''Graf Orlok – seine Gnaden.... aus Transsylvanien......... wünscht in unserer kleinen Stadt.... ein schönes Haus zu kaufen...." "Sie können einen schönen Batzen Geld verdienen...." "....es hostet zwar ein wenig Mühe..... ein bischen Schweiß und vielleicht........... ein wenig Blut...."'' ('''Knock''', didascalie) {{NDR|a Hutter, dopo aver ricevuto una lettera dal Conte Orlok}}
*Dal seme di [[Belial]] arrivò il vampiro Nosferatu che beve e si nutre del sangue del genere umano. Abita, senza redenzione, in sotterranei spettrali, sepolcri e bare, riempite con terra maledetta dai campi della Morte nera.
:''Aus dem Samen Belials erstund der Vampyr Nosferatu, als welcher sich nähret von dem Blute der Menschlichkeit. Unerlöset hauset er in erschrökklichen Höhlen, Grabkammern und Särgen, so gefüllet seyen mit gottverfluchter Erde von den Heelern des schwarzen Todes.'' ('''Testo''' dal libro ''Von Vampyren, erschrökklichten Geistern, Zaubereien und den sieben Todsünden'' - ''Dei Vampiri Spiriti Terrificanti, Stregonerie e i Sette Peccati Capitali'')
;Atto II
*"Vi siete ferito... Sangue prezioso!"
:''"Ihr habt Euch weh getan... Das kostbare Blut!"'' ('''Conte Orlok''', didascalia) {{NDR|a Hutter, che si è tagliato accidentalmente il dito}}
*L'alba è lontana - e durante il giorno, mio caro amico, dormo profondamente.
:''Es ist noch gar lange bis Sonnenaufgang – und am Tage schlafe ich mein Bester, schlafe ich wahrhaftig den tiefsten Schlaf.'' ('''Conte Orlok''', didascalia)
*"Sua moglie ha un bellissimo collo..."
:''"Einen schönen Hals hat Eure Frau....."'' ('''Conte Orlok''', didascalia) {{NDR|osservando una foto di Ellen}}
*La notte Nosferatu affonda i suoi denti nelle vittime e si nutre con il sangue che costituisce un infernale elisir di vita. Attento che la sua ombra non pesi su di te come un incubo pieno di sogni raccapriccianti.
:''In der Nacht befrastet selbiger Nosferatu sein Opfer und sanget lich in höllisehem Lebenstranfe das Blut. Habet acht auf das euch nicht sein Schatten als wie ein Alp mit grausigen Traumen beschmere.'' ('''Testo''' dal libro ''Von Vampyren, erschrökklichten Geistern, Zaubereien und den sieben Todsünden'' - ''Dei Vampiri Spiriti Terrificanti Stregonerie e i Sette Peccati Capitali'')
;Atto III
*"Come un vampiro non è vero?"
:"Nicht wahr - wie ein Vampyr!" ('''Prof. Bulwer'', didascalia) {{NDR|mostrando agli studenti una pianta carnivora che intrappola una mosca}}
*"Il sangue è vita! Il sangue è vita!"
:''"Blut ist Leben! Blut ist Leben!!!!"'' ('''Knock''', didascalie) {{NDR|in preda alla pazzia}}
*"E questo..." "...un polipo con tentacoli..." "...trasparente... quesi incorporeo..." "...nient'altro che un fantasma..."
:''"Und dieser hier......" ".....ein Polyp mit Tangarmen......" "....durchsichtig..... fast körperlos" ".....fast ein Phantom nur...."'' ('''Prof. Bulwer'', didascalia) {{NDR|mostrando agli studenti una polipo che cattura un microrganismo}}
*Peste. Un'epidemia è scoppiata in Transilvania e nei porti del Mar Nero di Barna e Galaz. Tutte le vittime presentano la medesima strana piaga sul collo. La sua origine continua ad essere un mistero per i dottori. I Dardanelli sono stati chiusi a tutte le navi che si sospetta possano portare con sé la piaga.
:''Pest. In Transylvanien und in den Häfen des Schwarzen Meeres Barna unde Galaz ist eine Pestepidemie ausgebrochen. Junge Leute werden in Massen hingerafft. Bei allen Opfern zeigen sich die gleichen eigenartigen Wundmale am Hals, Deren Herkunft den Aerzten noch rätselhaft ist. Die Dardanellen wurden fur sämtliche pestverdachtigen Schiffe gesperrt.'' ('''Testo''' di un volantino)
*"Sto andando giù! Se non tornassi nel giro di 10 minuti..."
:''"Ich gehe hinunter! Wenn ich in zehn minuten nicht wieder oben bin..."'' ('''Primo ufficiale della Dameter''', didascalie) {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}
;Atto IV
*È difficile immaginare come il giovane Hutter, con le energie decimate, fosse riuscito a superare le difficoltà del suo viaggio verso casa. Nel frattempo, condotta dal soffio mortale di Nosferatu, la nave muoveva rapidamente verso il Baltico con un'andatura spettrale.
:''Es ist sehr schweer in lagen, wie es der armen Kraft des jungen Hutter gelang, alle Hinderniße der Heimreise in uberwinden, wahrend doch der Todesatem Nosferatus die Segel des Schiffes Schwelte, daß es mit gespenstischer Eile seinem Ziele zuflog.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
*Ho pensato molto al fatto che Nosferatu viaggiasse con delle bare piene di terra. Così ho scoperto che i vampiri possono ricavare il loro tenebroso potere solo dalla terra maledetta nella quale sono stati sepolti.
:''Lange habe ich nachgedacht, warum erzählt wurde, daß der Nosferatu Särge mit Erde mitgeführt habe. Ich fand aufgezeichnet, daß Vampyre nur aus der gottverfluchten Erde, in der lie begraben wurden, ihre Schattenkraft ziehen können.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
;Atto V
*Poiché non può esserci salvezza, a meno che una vergine pura di cuore faccia dimenticare al vampiro il primo canto del gallo, dandogli il proprio sangue di sua spontanea volontà.
:''Sindemalen feine andere Rettung furßanden, es ley denn, daß ein gar sündlos Weyb dem Vampyre den ersten Schrey des Sahnen vergessen mache. Sie gabe ihm sonder Zwange ihr Blut.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
...e il miracolo si avverò: in quel preciso momento la Peste sparì, e come sconfitto dai vittoriosi raggi del sole, l'ombra del Vampiro svanì.
:''und das Wunder sei der Wahrheit nach besengt zur selben Stunde hörte das große Sterben auf nud wie vor den siegreichen Strahlen der lebendigen Sonne war der Schatten des Totenvogels verweht.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
==Citazioni su ''Nosferatu''==
[[File:Orava Castle, Slovakia - Black and white.jpg|thumb|«Il castello del conte Orlok è una reggia dell'incubo.» ([[Paolo Bertetto]])]]
*A voi due, non a me! Tu risparmi per uno yacht, il sunseeker al sole, sul mare, io non mi ci vedo rintanato sottocoperta come Nosferatu e tu? A piegare le tue mutande, a preparare il suo pudding... (''[[Logan - The Wolverine|Logan: The Wolverine]]'')
*Con ''Nosferatu'', gli esterni reali riprendono importanza. Se il regista gira nelle cittadine medioevali sulle rive del Reno o vicino al Baltico, lo fa soltanto per ritrovare nelle strane facciate delle case o nelle lande deserte il senso del bizzarro, l'aspetto sinistro delle cose, un universo di solitudine e di desolazione; per animare il mondo inorganico, dissolvere i corpi nelle tenebre; per esprimere insomma il sovrannaturale per mezzo della natura stessa. Non si tratta più del fantastico di un ambiente strano, dello sdoppiamento dell<nowiki>'</nowiki>'io', del peso delle ombre; non si tratta più di [[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]] o [[Adelbert von Chamisso|Chamisso]], ma di [[Friedrich Hölderlin|Hölderlin]], [[Novalis]] o [[Jean Paul]]; della notte dell'anima, dell'angoscia metafisica nel suo potente orrore. ([[Jean Mitry]])
*Ha dato al cinema tedesco una legittimità che poi Hitler avrebbe distrutto. Per questo è per me un film così importante. La nostra è una generazione orfana di grandi cineasti, non ha potuto appoggiarsi a nessuna tradizione. Non è andata come in Francia, in Italia o in Unione Sovietica, dove la continuità è stata assicurata. In Germania s'è prodotto un vuoto che niente potrà mai riempire. Prima della guerra avevamo grandi filosofi, compositori, matematici... Tutto spazzato via. Sono anelli d'una catena che non si riallaccerà mai. ([[Werner Herzog]])
*I gelidi soffi dell'aldilà. ([[Béla Balázs]])
*Il castello del conte Orlok è una reggia dell'incubo, fatta di architetture ogivali, di passaggi oscuri, di arredi inquietanti. È uno spazio dove si nasconde il mistero e si realizzano riti demoniaci. La nave invasa dal vampiro è una sorta di veliero fantasma in cui le vele e gli alberi sono lo scenario allucinato della presenza del male. La città quasi deserta, invasa dalla peste, è un ossario architettonico, un cimitero urbano di rara suggestione. Sono spazi segnati dall'esistenza del male, che domina poi attraverso l'estensione minacciosa delle tenebre che invadono tutto l'orizzonte visivo. Il lavoro di regia potenzia in modo straordinario la suggestione dei contrasti di luce ed ombra e la lotta del male per affermarsi ovunque. ([[Paolo Bertetto]])
*Il film [...] è un grandioso «arazzo» orrorifico realizzato con un talento visionario senza (o quasi) precedenti: prodigo di immagini inquietanti (la carrozza senza cocchiere che porta Hutter al castello, la nave deserta col suo carico mortale che giunge al porto, Nosferatu che esce di scatto dalla bara illuminando l'oscurità col suo profilo di rapace cadaverico, etc.), può degnamente considerarsi il «manifesto» ideale, vetta quasi insuperata, di tutto un genere cinematografico. ([[Dario Argento]])
*Ispirandosi al romanzo di Stoker senza averne i diritti (con conseguenti strascichi legali), Murnau dà del vampiro un'interpretazione quasi astratta, la personificazione del male, che solo l'amore può vincere. Come altri capolavori dell'espressionismo (''Il gabinetto del dottor Caligari'' in testa), il "mostro" sembra un presagio dei totalitarismi in ascesa. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*L'ombra di Nosferatu presenta allo stato più puro l'effetto della minaccia. L'ombra si prolunga all'infinito. ([[Gilles Deleuze]])
*La bellezza formale di questo film muto, la figura scarna del conte Orlock, volta a volta minaccioso e fragile, immobile e dotato del dono dell'ubiquità, il ritmo irregolare dell'azione e la scenografia estremamente spoglia ne hanno fatto un grande classico del cinema. ([[Matei Cazacu]])
*''Nosferatu'' dovrebbe essere il più bel film realizzato su Dracula. Un capolavoro. Un film possente che dimostra la profondità della nostra ossessione per i vampiri. ([[Francis Ford Coppola]])
*Nosferatu è un nome maligno che sembra alludere alle lettere rosse dell'inferno – gli elementi sinistri che lo compongono come "fer" e "eratu" e "nos" hanno qualcosa di rossastro e nefando come il film in questione (che palpita di angoscia), un capolavoro dell'horror e dell'incubo [...] ([[Jack Kerouac]])
*''Nosferatu'' rispecchia l'atmosfera della Germania post imperiale, che viveva il fallimento del sogno di dominare il mondo attraverso la miseria del popolo e la trasfigurazione artistica dell'espressionismo. L'insuccesso del piano del conte Orlock di assoggettare il pianeta poteva in qualche modo riallacciarsi al fallimento dell'imperatore Guglielmo II, anche se il vampiro ebbe almeno la consolazione di conoscere l'amore. ([[Matei Cazacu]])
*Perché il capolavoro del regista tedesco è così speciale? Le ragioni sono molteplici, a cominciare dal fatto che è la prima pellicola a portare sullo schermo il Dracula di Bram Stoker, anche se in una versione con i nomi alterati per evitare rogne legali (spoiler: il trucco non funzionò, visto che la vedova di Stoker fece comunque causa a Murnau e alla società produttrice del film, vincendola, e un tribunale sentenziò che tutte le copie della pellicola sarebbero dovute essere distrutte. Fortunatamente ormai il film era diventato troppo popolare e c'erano troppe copie sparse nel mondo perché si potesse fare davvero). Assieme a Sherlock Holmes, Dracula è uno dei personaggi più popolari e più rappresentati del cinema e della televisione, e tutto nasce dal ''Nosferatu'' di Murnau, che riuscì a trovare un modo per adattare il romanzo inadattabile (perché scritto in una forma epistolare ben poco compatibile con il linguaggio visivo) di Stoker e pure a inventarsi alcune caratteristiche (poi diventate praticamente canoniche) che ne migliorarono la formula e che furono riprese da chiunque. Per esempio, nel romanzo originale il vampiro non muore se esposto alla luce solare ma viene solamente indebolito da essa; nella versione di Murnau, invece, il sole lo tramuta in cenere e questa idea sarà poi ripresa pedissequamente (assieme a molte altre) da Tod Browning nel primo adattamento ufficiale di ''Dracula'', prodotto dalla Universal Pictures nel 1931 e, successivamente, dalla quasi totalità di opere dedicate ai succhiasangue. Ma non è solo questo. A livello di scrittura, Murnau mette in atto un processo di essenzializzazione del plot (semplificandolo, certo, ma anche mettendolo più a fuoco) e dei personaggi (eliminando quelli inutili e ridondanti) e, soprattutto, trasforma il ruolo di Mina (Ellen, nella sua versione) da quello di semplice donna da salvare a vera eroina di tutta la vicenda, centrale nello sviluppo della storia e salvifica nel finale. E poi, c'è il lato visivo. Oggi è difficile capirlo, ma prima del ''Nosferatu'' di Murnau, certe cose non si erano mai viste, sia in termini di effetti visivi (gli effetti speciali dell'epoca), sia in termini di invenzioni all'interno della grammatica cinematografica (da un certo tipo di montaggio alla scelta delle inquadrature fino, ovviamente, alla fotografia fortemente contrastata e tipica dell'espressionismo tedesco). Ultimo, ma non ultimo, l'aspetto che Murnau decide di dare al suo Conte Orlok (questo il nome scelto al posto di Dracula, sempre per la storia dei diritti), che da una parte è fedele allo spirito del romanzo di Stoker (Dracula è, prima di tutto, una creatura mostruosa) ma dall'altra parte la reinventa da zero, creando una figura iconica autonoma. ([[Roberto Recchioni]])
*Questo è il primo film su Dracula che sia giunto fino a noi e per quanto riguarda l'impatto visivo, può essere ancora considerato uno dei migliori film d'orrore di tutti i tempi; infatti, nonostante alcuni espedienti tecnici che provocano l'ilarità del pubblico moderno, come ad esempio le sequenze accelerate del trasporto di Dracula e del suo carico di bare, il film rimane un capolavoro. ([[Radu Florescu e Raymond T. McNally]])
*Questo film appassionante, qualunque interpretazione se ne voglia dare, è comunque assai superiore al [[Bram Stoker#Dracula|romanzo]] da cui è stato tratto e ai molti Dracula ad esso ispirati di recente. Se ''Nosferatu'' è espressionista, lo è essenzialmente per il soggetto. [...] Con la truccatura eccessiva, gli artigli, il cranio calvo, le lunghe orecchie appuntite, il modo di camminare a sbalzi, la lunga sagoma nera, Nosferatu crea intorno al suo personaggio una vera e propria 'sinfonia dell'orrore'. ([[George Sadoul]])
*Uno dei cinque o sei film fondamentali della storia del cinema e, senza dubbio il film capitale del cinema muto. Finché il cinema esisterà e si proietteranno dei film, è verosimile che si continuerà a fantasticare su ''Nosferatu'', ad ammirarlo, a studiarlo a interpretarlo. Sul piano formale, il film si allontana dall'espressionismo e lo trascende: prima d'ogni altra cosa per l'importanza che vi ha la Natura, per l'impressionante varietà di esterni reali che ne accrescono il romanticismo magico. [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] s'abbandona totalmente al suo gusto della polifonia e del contrappunto, sul piano drammatico e cosmico. ''Nosferatu'' è prima di tutto un poema metafisico nel quale le forze della morte mostrano la vocazione – una vocazione inesorabile – ad attirare a sé, aspirare, assorbire le forze della vita, senza che nella descrizione di questa lotta intervenga alcun manicheismo moralista. ([[Jacques Lourcelles]])
*Visionario e premonitore, il primo ''Nosferatu'' preannuncia l'arrivo del nazismo mostrando l'invasione della Germania da parte dello spettrale protagonista e dei suoi topi apportatori di peste. ([[Werner Herzog]])
===[[Fernaldo Di Giammatteo]]===
*Il film è un confronto 'metafisico' fra le pulsioni che si contendono il dominio della psiche. Confronto nel quale la presenza del vampiro – il non morto che deve essere ricacciato negli abissi della coscienza – ha valore di pretesto e di esplicitazione visiva: il conte Orlok-Nosferatu è la materializzazione di un'idea astratta, mentre il conte Dracula del romanzo è il signore di un regno delle tenebre che tiene in ostaggio tutti coloro cui accade di avvicinarlo e che può essere sconfitto, e riconsegnato definitivamente alla morte, solo ricorrendo agli esorcismi della superstizione popolare (l'aglio, la rosa selvatica, il crocifisso, l'ostia consacrata), poiché la superstizione – ricorda il saggio professore olandese – “è stata prima fede di uomo e nella fede ha sue radici”. Che lo spunto sia uguale (il viaggio di un agente immobiliare in Transilvania per trattare la vendita di una proprietà: a Londra nel romanzo, a Wisborg in Germania nel film), che esistano corrispondenze fra alcuni personaggi (Jonathan Harker è l'Hutter del film, Mina è Ellen) e fra certi episodi della vicenda (il viaggio della goletta con il vampiro a bordo, la peste) non significa molto, perché non solo la struttura tematica è completamente diversa ma anche l'impianto narrativo – pletorico e confuso nel romanzo, prosciugato e lineare nel film – segue un andamento opposto, concludendosi quello letterario con la uccisione di Dracula per sgozzamento e infissione di un paletto nel cuore, e quello filmico con il sopraggiungere dell'alba che incenerisce Nosferatu. Infine, ''Dracula'' è zeppo di morti e di vampiri (il vampirismo è come una epidemia, chi ha ceduto il suo sangue a un vampiro diventerà vampiro a sua volta) mentre ''Nosferatu'' culmina nella scomparsa del vampiro e nella morte della donna che gli si è offerta.
*Letto talvolta in chiave romantico-dostojevskiana (solo il sacrificio può vincere le forze della morte e salvare il mondo), o psico-sociologica (il vampiro come metafora della tirannia, insieme evocata ed esorcizzata dalla borghesia weimariana), o metafisico-esistenziale (conflitto ontologico tra le forze della distruzione e della conservazione), questo horror film di Murnau liberamente ispirato al "Dracula" di Stoker – pur giustificando tali interpretazioni nella complessità della sua scrittura – sembra meglio iscritto nella dimensione psicanalitica: il viaggio di Hutter – che, insoddisfatto delle convenzioni borghesi, si avventura in un mondo vietato e libera col suo atto trasgressivo le potenze delle tenebre – è un vero itinerario iniziatico al centro dell'inconscio, un perturbante appuntamento col proprio doppio demoniaco.
*''Nosferatu'' realizza la tendenza di fondo dell'espressionismo (cogliere effetti che si pongono al di là del fotografabile, svelare il volto nascosto del reale), non attraverso la manipolazione sistematica del materiale prefilmico, ma attraverso mezzi più specificamente cinematografici (angolazioni particolari, scene in negativo, passo uno) e una fitta rete di richiami metaforici (la iena, le porte ogivali, la tela di ragno delle sartie della nave: tutto richiama la presenza del vampiro) e simbolici (il castello come traduzione in termini spaziali dell'io freudiano, il ponte come soglia della trasgressione, l'acqua come veicolo della tematica degli istinti, l'attesa e il sacrificio di Ellen come spia dell'ambivalenza dei sentimenti).
===[[Robert Eggers]]===
*C'era qualcosa che... sembrava reale, per il modo in cui era disponibile in quel momento. Erano queste pellicole 16 millimetri un po' degradate che venivano usate per i nastri VHS, quindi di solito vedevi una copia di una copia di una copia di copia. E l'artificio non c'era tanto.
*Ho visto per la prima volta ''Nosferatu'' di Murnau quando avevo nove anni. L’interpretazione di Max Schreck e il trucco mi colpirono profondamente. Poi al liceo ho diretto una rappresentazione di Nosferatu con la mia amica regista Ashley Kelly Tata, abbiamo allestito uno spettacolo tutto in bianco e nero, dal trucco ai set. Quell'esperienza ha forgiato la mia identità di regista.
*Ovviamente ora ci sono versioni splendidamente restaurate e adoro guardarle [...]. Si possono capire le intenzioni di Murnau così chiaramente. Ma guardavi quelle vecchie stampe sbiadite e incasinate e Max Schreck sembrava un vero vampiro. Sembrava un manufatto che era stato portato alla luce dal passato. Per usare una parola di cui sono stufo: sembrava autentico. E questo mi ha davvero ispirato.
===[[Lotte Eisner]]===
*Mai più sarà raggiunto un espressionismo così perfetto, e la sua stilizzazione è stata ottenuta senza ricorrere al minimo artificio.
*Meglio di tanti fanatici dell'espressionismo, Murnau sa usare l'ossessione degli oggetti animati. Nella stiva abitata da fantasmi, l'amaca vuota del marinaio morto continua a oscillare dolcemente; nel suo proposito di estrema sobrietà, Murnau mostra l'ondeggiare continuo e monotono di una lampada appesa nella cabina deserta del veliero, dove tutti i marinai sono stati sorpresi dalla morte, solo attraverso il riflesso luminoso che oscilla.
*Murnau sa anche sfruttare la potenza di un movimento trasversale prolungandolo su tutta la superficie dello schermo: è il cupo vascello fantasma che naviga a vele spiegate su un mare agitato e arriva al porto, greve di minacce; oppure l'enorme sagoma del vampiro, ripresa dal basso, che attraversa lentamente il veliero per raggiungere la sua preda. Qui l'angolazione gli conferisce, oltre a proporzioni gigantesche, una sorta di obliquità che lo proietta fuori dello schermo e ne fa come una minaccia tangibile, a tre dimensioni.
===[[Fabio Giovannini]]===
*Da una trama così semplice, affine alle fiabe nordiche più infantili, Murnau trae un film che è, secondo molti, un grande apologo. È l'Agonia dell'Occidente, dice Kerouac. È la premonizione del nazismo, dice Kracauer. È il sacrificio della purezza femminile, ribattono i più sentimentali.
*Il ''Nosferatu'' di Munrau è stato accusato di essere in qualche modo preconizzatore del nazismo, ma con qualche simpatia. Per esempio, c'è chi ha detto che la fisionomia del vampiro Nosferatu nel film di Murnau è un po' lo stereotipo dell'ebreo e quindi sotto sotto ci sarebbe un messaggio che oggi si direbbe "antisemita". Secondo me è abbastanza peregrina questa ipotesi.
*Il vero artefice di tutta l'operazione-Nosferatu non fu tanto Murnau, il regista tedesco, poi trasferitosi in America e diventato uno dei nomi principali del cinema negli anni 20, ma fu Albin Grau, un intellettuale estroso e appassionato di esoterismo. Grau inserì nell'operazione-Nosferatu una serie di tematiche a lui care e si prese anche il compito della promozione del film: è lui che ha realizzato tutti i bozzetti delle pubblicità, dei poster, dei manifesti dell'epoca e probabilmente è a lui che si deve l'immagine di Nosferatu, le fattezze del conte Orlock, perché questo è il nome del personaggio.
*In fin dei conti, piace pensare a un ''Nosferatu'' che non è solo metafora politica e non è solo proiezione psicologica delle inquietudini di Murnau. I due elementi convergono nel pretesto vampiresco, e conducono ad uno dei primi capolavori (al di là delle sopravvalutazioni) del cinema muto. Una conferma autorevole della multiformità e della «vitalità» del mito vampirico.
*In ''Nosferatu'' c'è una manipolazione materialistica del mito del vampiro, e la spiritualità, il metafisico, passa dall'altra parte, dalla parte del Bene. In effetti non si rispetta troppo la tradizione popolare su cui si basava il ''Dracula'' di Bram Stoker, né riesce a fornire un modello per il cinema vampirico a venire. Il vampiromane di oggi sussulterà nel constatare che Orlok si riflette negli specchi (accade durante la vampirizzazione di Ellen), mentre l'appassionato demonologo avrà qualche dubbio sull'onnipresente ombra del vampiro, giacché i sacri testi della magia ci informano che le creature delle tenebre sono prive di quest'attributo umano.
*Tutti sanno, ormai, che si trattò di una sorta di pirateria, perché non chiesero l'autorizzazione alla vedova di Stoker. Lo scrittore era morto da pochi anni, però la vedova era in possesso dei diritti. Nessuno glieli chiese. È possibile che lo stesso titolo Nosferatu e il cambiamento dei nomi dei personaggi sia dovuto alla necessità di evitare problemi legali. Ciò nonostante, la vedova non si fece scappare l'occasione per fare causa a quella piccola casa produttrice, si chiamava Prana, e portò addirittura al sequestro e alla distruzione di tutte le copie del film. In realtà, visto che noi abbiamo la possibilità di guardarlo e di ammirarlo tutt'ora, furono un sequestro e una distruzione fallimentari, nel senso che delle copie sono sopravvissute. In particolare una copia arrivò in America e qui va aggiunta una cosa per testimoniare l'influenza che ha avuto Nosferatu su tutto l'immaginario successivo, almeno in tema vampiresco. Quella copia americana finì in possesso della Universal, la casa produttrice che qualche anno dopo, nel 1931, produsse ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' con [[Bela Lugosi]]. Prima di allestire il suo Dracula, la Universal fece vedere a tutto lo staff e ai collaboratori proprio una copia di Nosferatu. Chi guarda con attenzione il ''Dracula'' con Lugosi potrà notare che alcune situazioni e alcune scene riprendono il film di Murnau che ufficialmente sarebbe dovuto sparire, invece era stato abilmente custodito dalla Universal. Poi vennero alla luce altre copie di ''Nosferatu'' e nel corso dei decenni successivi ci sono stati vari ritrovamenti di negativi, alcuni rovinati, alcuni con i colori originali, perché in quel periodo del cinema muto si era soliti colorare i fotogrammi rispettando una scala cromatica che in qualche modo alludesse alle situazioni messe sullo schermo (la notte era colorata di blu, alcuni interni invece erano ocra o di altri colori, a seconda della situazione che si voleva immaginare colorata). Ovviamente erano colori a tutto schermo, cioè non erano colorati i personaggi, era una tinta data sulla pellicola. Si ritrovarono fortunosamente alcune di quelle pellicole in giro per il mondo, in Europa in particolare e poi, grazie a questi ritrovamenti, studiosi e ricercatori hanno fatto una sorta di collage tra le varie copie e alla fine abbiamo il film che oggi si vede più correntemente, soprattutto grazie ai DVD e ai Blu-ray: è la summa di un lavoro lunghissimo che ci permette di vedere il film quasi come era stato visto dagli spettatori degli anni 20.
==Voci correlate==
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'', remake del 1979
*''[[L'ombra del vampiro]]'', film del 2000
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'', remake del 2024
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror]]
[[Categoria:Film muti]]
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wikitext
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{{Film
|titolo italiano = Nosferatu il vampiro
|immagine = Film Nosferatu (van F, SFA008003709.jpg
|didascalia = Il conte Orlok
|titolo originale = Nosferatu, eine Symphonie des Grauens
|paese = Germania
|anno uscita = 1922
|film muto = sì
|genere = horror
|regista = [[Friedrich Wilhelm Murnau]]
|soggetto = [[Bram Stoker]] ([[Dracula (romanzo)|romanzo]]), adattamento di [[Henrik Galeen]]
|sceneggiatore = [[Henrik Galeen]]
|produttore = [[Prana Film|Prana-Film G.m.b.H.]]
|attori =
*[[Gustav von Wangenheim]]: Hutter
*[[Max Schreck]]: [[Conte Orlok]]
*[[Greta Schröder]]: Ellen Hutter
*[[Alexander Granach]]: Knock
*[[Georg H. Schnell]]: Harding
*[[Ruth Landshoff]]: Annie
*[[John Gottowt]]: professor Bulwer
*[[Gustav Botz]]: dottor Sievers
*[[Max Nemetz]]: capitano del Demeter
*[[Wolfgang Heinz (attore)|Wolfgang Heinz]]: primo marinaio
*[[Albert Venohr]]: secondo marinaio
*[[Guido Herzfeld]]: oste
*[[Hardy von Francois]]: medico dell'ospedale
*[[Heinrich Witte]]
|note=
Traduzione in italiano delle didascalie tratta dal DVD edito da Edizioni Cineteca di Bologna.
}}
'''''Nosferatu il vampiro''''', film muto del 1922, regia di [[Friedrich Wilhelm Murnau]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Cronaca della Peste di Wisborg, anno Domini 1838 di Nosferatu.<br>Questo nome non suona come un urlo di morte a mezzanotte? Non pronunciatelo forte, o le immagini della vita svaniranno nelle ombre, e gli incubi aumenteranno e si nutriranno del vostro sangue. Ho meditato a lungo sull'inizio e la fine della peste nella mia città natale di Wisborg. Ecco la storia: a Wisborg viveva un uomo chiamato Hutter con la sua giovane moglie, Ellen.
:''Aufzeichnung über das grosse sterben in Wisbord anno Domini 1838 von Nosferatu.<br>Tönt dieses Wort dich nicht an wie die mitternächtige Ruf eines Totenvogels? Hüte dich es zu sagen. sonst verblassen die Bilder des Lebens zu schatten, Spukhafte träume steigen aus dem Herzen und nähren sich von deinem Blut. Lange habe ich über Beginn und Erlöschen des großen Sterbens in meiner Vaterstadt Wisborg nachgedacht. Hier ist seine Geschichte: Es lebten in Wisborg Hutter und seine junge Frau Ellen.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
==Citazioni==
{{cronologico}}
;Atto 1
*"Perché li hai distrutti, questi splendidi fiori?"
:''"Warum hast Du sie getötet... die schönen Blumen...?!"'' ('''Ellen''', didascalia) {{NDR|quando Hutter gli regala dei fiori}}
*"Non aver fretta, mio giovane amico! Nessuno sfugge al proprio destino."
:''"Nicht so hastig junger Freund! Niemand enteilt seinem Schicksal."'' ('''Prof. Bulwer''', didascalia) {{NDR|a Hutter}}
*"È il [[Conte Orlok]]. Sua Grazia, dalla Transilvania, vuole comprare una bellissima casa nella nostra piccola città..." "Potresti fare un bel po' di soldi..." "Naturalmente il prezzo è un piccolo sforzo, un po' di sudore e forse... un po' di sangue..."
:''Graf Orlok – seine Gnaden.... aus Transsylvanien......... wünscht in unserer kleinen Stadt.... ein schönes Haus zu kaufen...." "Sie können einen schönen Batzen Geld verdienen...." "....es hostet zwar ein wenig Mühe..... ein bischen Schweiß und vielleicht........... ein wenig Blut...."'' ('''Knock''', didascalie) {{NDR|a Hutter, dopo aver ricevuto una lettera dal Conte Orlok}}
*Dal seme di [[Belial]] arrivò il vampiro Nosferatu che beve e si nutre del sangue del genere umano. Abita, senza redenzione, in sotterranei spettrali, sepolcri e bare, riempite con terra maledetta dai campi della Morte nera.
:''Aus dem Samen Belials erstund der Vampyr Nosferatu, als welcher sich nähret von dem Blute der Menschlichkeit. Unerlöset hauset er in erschrökklichen Höhlen, Grabkammern und Särgen, so gefüllet seyen mit gottverfluchter Erde von den Heelern des schwarzen Todes.'' ('''Testo''' dal libro ''Von Vampyren, erschrökklichten Geistern, Zaubereien und den sieben Todsünden'' - ''Dei Vampiri Spiriti Terrificanti, Stregonerie e i Sette Peccati Capitali'')
;Atto II
*"Vi siete ferito... Sangue prezioso!"
:''"Ihr habt Euch weh getan... Das kostbare Blut!"'' ('''Conte Orlok''', didascalia) {{NDR|a Hutter, che si è tagliato accidentalmente il dito}}
*L'alba è lontana - e durante il giorno, mio caro amico, dormo profondamente.
:''Es ist noch gar lange bis Sonnenaufgang – und am Tage schlafe ich mein Bester, schlafe ich wahrhaftig den tiefsten Schlaf.'' ('''Conte Orlok''', didascalia)
*"Sua moglie ha un bellissimo collo..."
:''"Einen schönen Hals hat Eure Frau....."'' ('''Conte Orlok''', didascalia) {{NDR|osservando una foto di Ellen}}
*La notte Nosferatu affonda i suoi denti nelle vittime e si nutre con il sangue che costituisce un infernale elisir di vita. Attento che la sua ombra non pesi su di te come un incubo pieno di sogni raccapriccianti.
:''In der Nacht befrastet selbiger Nosferatu sein Opfer und sanget lich in höllisehem Lebenstranfe das Blut. Habet acht auf das euch nicht sein Schatten als wie ein Alp mit grausigen Traumen beschmere.'' ('''Testo''' dal libro ''Von Vampyren, erschrökklichten Geistern, Zaubereien und den sieben Todsünden'' - ''Dei Vampiri Spiriti Terrificanti Stregonerie e i Sette Peccati Capitali'')
;Atto III
*"Come un vampiro non è vero?"
:"Nicht wahr - wie ein Vampyr!" ('''Prof. Bulwer'', didascalia) {{NDR|mostrando agli studenti una pianta carnivora che intrappola una mosca}}
*"Il sangue è vita! Il sangue è vita!"
:''"Blut ist Leben! Blut ist Leben!!!!"'' ('''Knock''', didascalie) {{NDR|in preda alla pazzia}}
*"E questo..." "...un polipo con tentacoli..." "...trasparente... quesi incorporeo..." "...nient'altro che un fantasma..."
:''"Und dieser hier......" ".....ein Polyp mit Tangarmen......" "....durchsichtig..... fast körperlos" ".....fast ein Phantom nur...."'' ('''Prof. Bulwer'', didascalia) {{NDR|mostrando agli studenti una polipo che cattura un microrganismo}}
*Peste. Un'epidemia è scoppiata in Transilvania e nei porti del Mar Nero di Barna e Galaz. Tutte le vittime presentano la medesima strana piaga sul collo. La sua origine continua ad essere un mistero per i dottori. I Dardanelli sono stati chiusi a tutte le navi che si sospetta possano portare con sé la piaga.
:''Pest. In Transylvanien und in den Häfen des Schwarzen Meeres Barna unde Galaz ist eine Pestepidemie ausgebrochen. Junge Leute werden in Massen hingerafft. Bei allen Opfern zeigen sich die gleichen eigenartigen Wundmale am Hals, Deren Herkunft den Aerzten noch rätselhaft ist. Die Dardanellen wurden fur sämtliche pestverdachtigen Schiffe gesperrt.'' ('''Testo''' di un volantino)
*"Sto andando giù! Se non tornassi nel giro di 10 minuti..."
:''"Ich gehe hinunter! Wenn ich in zehn minuten nicht wieder oben bin..."'' ('''Primo ufficiale della Dameter''', didascalie) {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}
;Atto IV
*È difficile immaginare come il giovane Hutter, con le energie decimate, fosse riuscito a superare le difficoltà del suo viaggio verso casa. Nel frattempo, condotta dal soffio mortale di Nosferatu, la nave muoveva rapidamente verso il Baltico con un'andatura spettrale.
:''Es ist sehr schweer in lagen, wie es der armen Kraft des jungen Hutter gelang, alle Hinderniße der Heimreise in uberwinden, wahrend doch der Todesatem Nosferatus die Segel des Schiffes Schwelte, daß es mit gespenstischer Eile seinem Ziele zuflog.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
*Ho pensato molto al fatto che Nosferatu viaggiasse con delle bare piene di terra. Così ho scoperto che i vampiri possono ricavare il loro tenebroso potere solo dalla terra maledetta nella quale sono stati sepolti.
:''Lange habe ich nachgedacht, warum erzählt wurde, daß der Nosferatu Särge mit Erde mitgeführt habe. Ich fand aufgezeichnet, daß Vampyre nur aus der gottverfluchten Erde, in der lie begraben wurden, ihre Schattenkraft ziehen können.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
;Atto V
*Poiché non può esserci salvezza, a meno che una vergine pura di cuore faccia dimenticare al vampiro il primo canto del gallo, dandogli il proprio sangue di sua spontanea volontà.
:''Sindemalen feine andere Rettung furßanden, es ley denn, daß ein gar sündlos Weyb dem Vampyre den ersten Schrey des Sahnen vergessen mache. Sie gabe ihm sonder Zwange ihr Blut.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
...e il miracolo si avverò: in quel preciso momento la Peste sparì, e come sconfitto dai vittoriosi raggi del sole, l'ombra del Vampiro svanì.
:''und das Wunder sei der Wahrheit nach besengt zur selben Stunde hörte das große Sterben auf nud wie vor den siegreichen Strahlen der lebendigen Sonne war der Schatten des Totenvogels verweht.'' ('''Testo''' dal libro del narratore)
==Citazioni su ''Nosferatu''==
[[File:Orava Castle, Slovakia - Black and white.jpg|thumb|«Il castello del conte Orlok è una reggia dell'incubo.» ([[Paolo Bertetto]])]]
*Con ''Nosferatu'', gli esterni reali riprendono importanza. Se il regista gira nelle cittadine medioevali sulle rive del Reno o vicino al Baltico, lo fa soltanto per ritrovare nelle strane facciate delle case o nelle lande deserte il senso del bizzarro, l'aspetto sinistro delle cose, un universo di solitudine e di desolazione; per animare il mondo inorganico, dissolvere i corpi nelle tenebre; per esprimere insomma il sovrannaturale per mezzo della natura stessa. Non si tratta più del fantastico di un ambiente strano, dello sdoppiamento dell<nowiki>'</nowiki>'io', del peso delle ombre; non si tratta più di [[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]] o [[Adelbert von Chamisso|Chamisso]], ma di [[Friedrich Hölderlin|Hölderlin]], [[Novalis]] o [[Jean Paul]]; della notte dell'anima, dell'angoscia metafisica nel suo potente orrore. ([[Jean Mitry]])
*Ha dato al cinema tedesco una legittimità che poi Hitler avrebbe distrutto. Per questo è per me un film così importante. La nostra è una generazione orfana di grandi cineasti, non ha potuto appoggiarsi a nessuna tradizione. Non è andata come in Francia, in Italia o in Unione Sovietica, dove la continuità è stata assicurata. In Germania s'è prodotto un vuoto che niente potrà mai riempire. Prima della guerra avevamo grandi filosofi, compositori, matematici... Tutto spazzato via. Sono anelli d'una catena che non si riallaccerà mai. ([[Werner Herzog]])
*I gelidi soffi dell'aldilà. ([[Béla Balázs]])
*Il castello del conte Orlok è una reggia dell'incubo, fatta di architetture ogivali, di passaggi oscuri, di arredi inquietanti. È uno spazio dove si nasconde il mistero e si realizzano riti demoniaci. La nave invasa dal vampiro è una sorta di veliero fantasma in cui le vele e gli alberi sono lo scenario allucinato della presenza del male. La città quasi deserta, invasa dalla peste, è un ossario architettonico, un cimitero urbano di rara suggestione. Sono spazi segnati dall'esistenza del male, che domina poi attraverso l'estensione minacciosa delle tenebre che invadono tutto l'orizzonte visivo. Il lavoro di regia potenzia in modo straordinario la suggestione dei contrasti di luce ed ombra e la lotta del male per affermarsi ovunque. ([[Paolo Bertetto]])
*Il film [...] è un grandioso «arazzo» orrorifico realizzato con un talento visionario senza (o quasi) precedenti: prodigo di immagini inquietanti (la carrozza senza cocchiere che porta Hutter al castello, la nave deserta col suo carico mortale che giunge al porto, Nosferatu che esce di scatto dalla bara illuminando l'oscurità col suo profilo di rapace cadaverico, etc.), può degnamente considerarsi il «manifesto» ideale, vetta quasi insuperata, di tutto un genere cinematografico. ([[Dario Argento]])
*Ispirandosi al romanzo di Stoker senza averne i diritti (con conseguenti strascichi legali), Murnau dà del vampiro un'interpretazione quasi astratta, la personificazione del male, che solo l'amore può vincere. Come altri capolavori dell'espressionismo (''Il gabinetto del dottor Caligari'' in testa), il "mostro" sembra un presagio dei totalitarismi in ascesa. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*L'ombra di Nosferatu presenta allo stato più puro l'effetto della minaccia. L'ombra si prolunga all'infinito. ([[Gilles Deleuze]])
*La bellezza formale di questo film muto, la figura scarna del conte Orlock, volta a volta minaccioso e fragile, immobile e dotato del dono dell'ubiquità, il ritmo irregolare dell'azione e la scenografia estremamente spoglia ne hanno fatto un grande classico del cinema. ([[Matei Cazacu]])
*''Nosferatu'' dovrebbe essere il più bel film realizzato su Dracula. Un capolavoro. Un film possente che dimostra la profondità della nostra ossessione per i vampiri. ([[Francis Ford Coppola]])
*Nosferatu è un nome maligno che sembra alludere alle lettere rosse dell'inferno – gli elementi sinistri che lo compongono come "fer" e "eratu" e "nos" hanno qualcosa di rossastro e nefando come il film in questione (che palpita di angoscia), un capolavoro dell'horror e dell'incubo [...] ([[Jack Kerouac]])
*''Nosferatu'' rispecchia l'atmosfera della Germania post imperiale, che viveva il fallimento del sogno di dominare il mondo attraverso la miseria del popolo e la trasfigurazione artistica dell'espressionismo. L'insuccesso del piano del conte Orlock di assoggettare il pianeta poteva in qualche modo riallacciarsi al fallimento dell'imperatore Guglielmo II, anche se il vampiro ebbe almeno la consolazione di conoscere l'amore. ([[Matei Cazacu]])
*Perché il capolavoro del regista tedesco è così speciale? Le ragioni sono molteplici, a cominciare dal fatto che è la prima pellicola a portare sullo schermo il Dracula di Bram Stoker, anche se in una versione con i nomi alterati per evitare rogne legali (spoiler: il trucco non funzionò, visto che la vedova di Stoker fece comunque causa a Murnau e alla società produttrice del film, vincendola, e un tribunale sentenziò che tutte le copie della pellicola sarebbero dovute essere distrutte. Fortunatamente ormai il film era diventato troppo popolare e c'erano troppe copie sparse nel mondo perché si potesse fare davvero). Assieme a Sherlock Holmes, Dracula è uno dei personaggi più popolari e più rappresentati del cinema e della televisione, e tutto nasce dal ''Nosferatu'' di Murnau, che riuscì a trovare un modo per adattare il romanzo inadattabile (perché scritto in una forma epistolare ben poco compatibile con il linguaggio visivo) di Stoker e pure a inventarsi alcune caratteristiche (poi diventate praticamente canoniche) che ne migliorarono la formula e che furono riprese da chiunque. Per esempio, nel romanzo originale il vampiro non muore se esposto alla luce solare ma viene solamente indebolito da essa; nella versione di Murnau, invece, il sole lo tramuta in cenere e questa idea sarà poi ripresa pedissequamente (assieme a molte altre) da Tod Browning nel primo adattamento ufficiale di ''Dracula'', prodotto dalla Universal Pictures nel 1931 e, successivamente, dalla quasi totalità di opere dedicate ai succhiasangue. Ma non è solo questo. A livello di scrittura, Murnau mette in atto un processo di essenzializzazione del plot (semplificandolo, certo, ma anche mettendolo più a fuoco) e dei personaggi (eliminando quelli inutili e ridondanti) e, soprattutto, trasforma il ruolo di Mina (Ellen, nella sua versione) da quello di semplice donna da salvare a vera eroina di tutta la vicenda, centrale nello sviluppo della storia e salvifica nel finale. E poi, c'è il lato visivo. Oggi è difficile capirlo, ma prima del ''Nosferatu'' di Murnau, certe cose non si erano mai viste, sia in termini di effetti visivi (gli effetti speciali dell'epoca), sia in termini di invenzioni all'interno della grammatica cinematografica (da un certo tipo di montaggio alla scelta delle inquadrature fino, ovviamente, alla fotografia fortemente contrastata e tipica dell'espressionismo tedesco). Ultimo, ma non ultimo, l'aspetto che Murnau decide di dare al suo Conte Orlok (questo il nome scelto al posto di Dracula, sempre per la storia dei diritti), che da una parte è fedele allo spirito del romanzo di Stoker (Dracula è, prima di tutto, una creatura mostruosa) ma dall'altra parte la reinventa da zero, creando una figura iconica autonoma. ([[Roberto Recchioni]])
*Questo è il primo film su Dracula che sia giunto fino a noi e per quanto riguarda l'impatto visivo, può essere ancora considerato uno dei migliori film d'orrore di tutti i tempi; infatti, nonostante alcuni espedienti tecnici che provocano l'ilarità del pubblico moderno, come ad esempio le sequenze accelerate del trasporto di Dracula e del suo carico di bare, il film rimane un capolavoro. ([[Radu Florescu e Raymond T. McNally]])
*Questo film appassionante, qualunque interpretazione se ne voglia dare, è comunque assai superiore al [[Bram Stoker#Dracula|romanzo]] da cui è stato tratto e ai molti Dracula ad esso ispirati di recente. Se ''Nosferatu'' è espressionista, lo è essenzialmente per il soggetto. [...] Con la truccatura eccessiva, gli artigli, il cranio calvo, le lunghe orecchie appuntite, il modo di camminare a sbalzi, la lunga sagoma nera, Nosferatu crea intorno al suo personaggio una vera e propria 'sinfonia dell'orrore'. ([[George Sadoul]])
*Uno dei cinque o sei film fondamentali della storia del cinema e, senza dubbio il film capitale del cinema muto. Finché il cinema esisterà e si proietteranno dei film, è verosimile che si continuerà a fantasticare su ''Nosferatu'', ad ammirarlo, a studiarlo a interpretarlo. Sul piano formale, il film si allontana dall'espressionismo e lo trascende: prima d'ogni altra cosa per l'importanza che vi ha la Natura, per l'impressionante varietà di esterni reali che ne accrescono il romanticismo magico. [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] s'abbandona totalmente al suo gusto della polifonia e del contrappunto, sul piano drammatico e cosmico. ''Nosferatu'' è prima di tutto un poema metafisico nel quale le forze della morte mostrano la vocazione – una vocazione inesorabile – ad attirare a sé, aspirare, assorbire le forze della vita, senza che nella descrizione di questa lotta intervenga alcun manicheismo moralista. ([[Jacques Lourcelles]])
*Visionario e premonitore, il primo ''Nosferatu'' preannuncia l'arrivo del nazismo mostrando l'invasione della Germania da parte dello spettrale protagonista e dei suoi topi apportatori di peste. ([[Werner Herzog]])
===[[Fernaldo Di Giammatteo]]===
*Il film è un confronto 'metafisico' fra le pulsioni che si contendono il dominio della psiche. Confronto nel quale la presenza del vampiro – il non morto che deve essere ricacciato negli abissi della coscienza – ha valore di pretesto e di esplicitazione visiva: il conte Orlok-Nosferatu è la materializzazione di un'idea astratta, mentre il conte Dracula del romanzo è il signore di un regno delle tenebre che tiene in ostaggio tutti coloro cui accade di avvicinarlo e che può essere sconfitto, e riconsegnato definitivamente alla morte, solo ricorrendo agli esorcismi della superstizione popolare (l'aglio, la rosa selvatica, il crocifisso, l'ostia consacrata), poiché la superstizione – ricorda il saggio professore olandese – “è stata prima fede di uomo e nella fede ha sue radici”. Che lo spunto sia uguale (il viaggio di un agente immobiliare in Transilvania per trattare la vendita di una proprietà: a Londra nel romanzo, a Wisborg in Germania nel film), che esistano corrispondenze fra alcuni personaggi (Jonathan Harker è l'Hutter del film, Mina è Ellen) e fra certi episodi della vicenda (il viaggio della goletta con il vampiro a bordo, la peste) non significa molto, perché non solo la struttura tematica è completamente diversa ma anche l'impianto narrativo – pletorico e confuso nel romanzo, prosciugato e lineare nel film – segue un andamento opposto, concludendosi quello letterario con la uccisione di Dracula per sgozzamento e infissione di un paletto nel cuore, e quello filmico con il sopraggiungere dell'alba che incenerisce Nosferatu. Infine, ''Dracula'' è zeppo di morti e di vampiri (il vampirismo è come una epidemia, chi ha ceduto il suo sangue a un vampiro diventerà vampiro a sua volta) mentre ''Nosferatu'' culmina nella scomparsa del vampiro e nella morte della donna che gli si è offerta.
*Letto talvolta in chiave romantico-dostojevskiana (solo il sacrificio può vincere le forze della morte e salvare il mondo), o psico-sociologica (il vampiro come metafora della tirannia, insieme evocata ed esorcizzata dalla borghesia weimariana), o metafisico-esistenziale (conflitto ontologico tra le forze della distruzione e della conservazione), questo horror film di Murnau liberamente ispirato al "Dracula" di Stoker – pur giustificando tali interpretazioni nella complessità della sua scrittura – sembra meglio iscritto nella dimensione psicanalitica: il viaggio di Hutter – che, insoddisfatto delle convenzioni borghesi, si avventura in un mondo vietato e libera col suo atto trasgressivo le potenze delle tenebre – è un vero itinerario iniziatico al centro dell'inconscio, un perturbante appuntamento col proprio doppio demoniaco.
*''Nosferatu'' realizza la tendenza di fondo dell'espressionismo (cogliere effetti che si pongono al di là del fotografabile, svelare il volto nascosto del reale), non attraverso la manipolazione sistematica del materiale prefilmico, ma attraverso mezzi più specificamente cinematografici (angolazioni particolari, scene in negativo, passo uno) e una fitta rete di richiami metaforici (la iena, le porte ogivali, la tela di ragno delle sartie della nave: tutto richiama la presenza del vampiro) e simbolici (il castello come traduzione in termini spaziali dell'io freudiano, il ponte come soglia della trasgressione, l'acqua come veicolo della tematica degli istinti, l'attesa e il sacrificio di Ellen come spia dell'ambivalenza dei sentimenti).
===[[Robert Eggers]]===
*C'era qualcosa che... sembrava reale, per il modo in cui era disponibile in quel momento. Erano queste pellicole 16 millimetri un po' degradate che venivano usate per i nastri VHS, quindi di solito vedevi una copia di una copia di una copia di copia. E l'artificio non c'era tanto.
*Ho visto per la prima volta ''Nosferatu'' di Murnau quando avevo nove anni. L’interpretazione di Max Schreck e il trucco mi colpirono profondamente. Poi al liceo ho diretto una rappresentazione di Nosferatu con la mia amica regista Ashley Kelly Tata, abbiamo allestito uno spettacolo tutto in bianco e nero, dal trucco ai set. Quell'esperienza ha forgiato la mia identità di regista.
*Ovviamente ora ci sono versioni splendidamente restaurate e adoro guardarle [...]. Si possono capire le intenzioni di Murnau così chiaramente. Ma guardavi quelle vecchie stampe sbiadite e incasinate e Max Schreck sembrava un vero vampiro. Sembrava un manufatto che era stato portato alla luce dal passato. Per usare una parola di cui sono stufo: sembrava autentico. E questo mi ha davvero ispirato.
===[[Lotte Eisner]]===
*Mai più sarà raggiunto un espressionismo così perfetto, e la sua stilizzazione è stata ottenuta senza ricorrere al minimo artificio.
*Meglio di tanti fanatici dell'espressionismo, Murnau sa usare l'ossessione degli oggetti animati. Nella stiva abitata da fantasmi, l'amaca vuota del marinaio morto continua a oscillare dolcemente; nel suo proposito di estrema sobrietà, Murnau mostra l'ondeggiare continuo e monotono di una lampada appesa nella cabina deserta del veliero, dove tutti i marinai sono stati sorpresi dalla morte, solo attraverso il riflesso luminoso che oscilla.
*Murnau sa anche sfruttare la potenza di un movimento trasversale prolungandolo su tutta la superficie dello schermo: è il cupo vascello fantasma che naviga a vele spiegate su un mare agitato e arriva al porto, greve di minacce; oppure l'enorme sagoma del vampiro, ripresa dal basso, che attraversa lentamente il veliero per raggiungere la sua preda. Qui l'angolazione gli conferisce, oltre a proporzioni gigantesche, una sorta di obliquità che lo proietta fuori dello schermo e ne fa come una minaccia tangibile, a tre dimensioni.
===[[Fabio Giovannini]]===
*Da una trama così semplice, affine alle fiabe nordiche più infantili, Murnau trae un film che è, secondo molti, un grande apologo. È l'Agonia dell'Occidente, dice Kerouac. È la premonizione del nazismo, dice Kracauer. È il sacrificio della purezza femminile, ribattono i più sentimentali.
*Il ''Nosferatu'' di Munrau è stato accusato di essere in qualche modo preconizzatore del nazismo, ma con qualche simpatia. Per esempio, c'è chi ha detto che la fisionomia del vampiro Nosferatu nel film di Murnau è un po' lo stereotipo dell'ebreo e quindi sotto sotto ci sarebbe un messaggio che oggi si direbbe "antisemita". Secondo me è abbastanza peregrina questa ipotesi.
*Il vero artefice di tutta l'operazione-Nosferatu non fu tanto Murnau, il regista tedesco, poi trasferitosi in America e diventato uno dei nomi principali del cinema negli anni 20, ma fu Albin Grau, un intellettuale estroso e appassionato di esoterismo. Grau inserì nell'operazione-Nosferatu una serie di tematiche a lui care e si prese anche il compito della promozione del film: è lui che ha realizzato tutti i bozzetti delle pubblicità, dei poster, dei manifesti dell'epoca e probabilmente è a lui che si deve l'immagine di Nosferatu, le fattezze del conte Orlock, perché questo è il nome del personaggio.
*In fin dei conti, piace pensare a un ''Nosferatu'' che non è solo metafora politica e non è solo proiezione psicologica delle inquietudini di Murnau. I due elementi convergono nel pretesto vampiresco, e conducono ad uno dei primi capolavori (al di là delle sopravvalutazioni) del cinema muto. Una conferma autorevole della multiformità e della «vitalità» del mito vampirico.
*In ''Nosferatu'' c'è una manipolazione materialistica del mito del vampiro, e la spiritualità, il metafisico, passa dall'altra parte, dalla parte del Bene. In effetti non si rispetta troppo la tradizione popolare su cui si basava il ''Dracula'' di Bram Stoker, né riesce a fornire un modello per il cinema vampirico a venire. Il vampiromane di oggi sussulterà nel constatare che Orlok si riflette negli specchi (accade durante la vampirizzazione di Ellen), mentre l'appassionato demonologo avrà qualche dubbio sull'onnipresente ombra del vampiro, giacché i sacri testi della magia ci informano che le creature delle tenebre sono prive di quest'attributo umano.
*Tutti sanno, ormai, che si trattò di una sorta di pirateria, perché non chiesero l'autorizzazione alla vedova di Stoker. Lo scrittore era morto da pochi anni, però la vedova era in possesso dei diritti. Nessuno glieli chiese. È possibile che lo stesso titolo Nosferatu e il cambiamento dei nomi dei personaggi sia dovuto alla necessità di evitare problemi legali. Ciò nonostante, la vedova non si fece scappare l'occasione per fare causa a quella piccola casa produttrice, si chiamava Prana, e portò addirittura al sequestro e alla distruzione di tutte le copie del film. In realtà, visto che noi abbiamo la possibilità di guardarlo e di ammirarlo tutt'ora, furono un sequestro e una distruzione fallimentari, nel senso che delle copie sono sopravvissute. In particolare una copia arrivò in America e qui va aggiunta una cosa per testimoniare l'influenza che ha avuto Nosferatu su tutto l'immaginario successivo, almeno in tema vampiresco. Quella copia americana finì in possesso della Universal, la casa produttrice che qualche anno dopo, nel 1931, produsse ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' con [[Bela Lugosi]]. Prima di allestire il suo Dracula, la Universal fece vedere a tutto lo staff e ai collaboratori proprio una copia di Nosferatu. Chi guarda con attenzione il ''Dracula'' con Lugosi potrà notare che alcune situazioni e alcune scene riprendono il film di Murnau che ufficialmente sarebbe dovuto sparire, invece era stato abilmente custodito dalla Universal. Poi vennero alla luce altre copie di ''Nosferatu'' e nel corso dei decenni successivi ci sono stati vari ritrovamenti di negativi, alcuni rovinati, alcuni con i colori originali, perché in quel periodo del cinema muto si era soliti colorare i fotogrammi rispettando una scala cromatica che in qualche modo alludesse alle situazioni messe sullo schermo (la notte era colorata di blu, alcuni interni invece erano ocra o di altri colori, a seconda della situazione che si voleva immaginare colorata). Ovviamente erano colori a tutto schermo, cioè non erano colorati i personaggi, era una tinta data sulla pellicola. Si ritrovarono fortunosamente alcune di quelle pellicole in giro per il mondo, in Europa in particolare e poi, grazie a questi ritrovamenti, studiosi e ricercatori hanno fatto una sorta di collage tra le varie copie e alla fine abbiamo il film che oggi si vede più correntemente, soprattutto grazie ai DVD e ai Blu-ray: è la summa di un lavoro lunghissimo che ci permette di vedere il film quasi come era stato visto dagli spettatori degli anni 20.
==Voci correlate==
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'', remake del 1979
*''[[L'ombra del vampiro]]'', film del 2000
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'', remake del 2024
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror]]
[[Categoria:Film muti]]
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Ron Howard
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Spinoziano
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/* Filmografia */ +1, sistemazioni
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[[File:RonHoward2023.jpg|thumb|Ron Howard (2023)]]
'''Ronald William "Ron" Howard''' (1954 – vivente), regista, produttore cinematografico e attore statunitense.
{{Premio|Oscar|'''[[A Beautiful Mind]]'''
*Miglior regista (2002)<br />
'''[[A Beautiful Mind]]'''
*Miglior film (2002)}}
{{Int|''[https://www.sorrisi.com/cinema/solo-lintervista-ron-howard/ "Solo": l’intervista a Ron Howard]''|Intervista di Paolo Fiorelli, ''sorrisi.com'', 26 maggio 2018.|h=2}}
*{{NDR|Su ''[[Solo: A Star Wars Story]]''}} Sul suo passato {{NDR|Ian Solo}} c'erano molto indizi, ma non una storia organica e ben raccontata. Ora c'è. E un'altra cosa bella è che è un film che puoi vedere senza conoscere gli altri. Ammesso che ci sia ancora qualcuno al mondo che non ha visto nessun film di Star Wars, questo sarebbe ottimo per cominciare.
*{{NDR|Su ''Solo: A Star Wars Story''}} Ho avuto 10 giorni per prepararmi e ho chiesto due settimane extra di riprese. Con così poco tempo ho dovuto affidarmi all'istinto, ho scoperto un nuovo modo, per me, di lavorare. È stata un'avventura creativa pazzesca.
*{{NDR|Su ''Solo: A Star Wars Story''}} Per me l'astronave guidata da Han e Chewbecca non è un oggetto, ma parte del cast. Ha persino una sua personalità. Le ho dato più spazio che potevo.
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[La banda di Harry Spikes]]'' (1974) – attore
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976) – attore
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991) – regista
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994) – regista
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995) – regista
*''[[Ransom - Il riscatto]]'' (1996) – regista
*''[[Il Grinch]]'' (2000) – regista, produttore
*''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) – regista, produttore
*''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare]]'' (2005) – regista
*''[[Il codice da Vinci]]'' (2006) – regista, produttore
*''[[Changeling (film 2008)|Changeling]]'' (2008) – produttore
*''[[Frost/Nixon - Il duello]]'' (2008) – regista, produttore
*''[[Angeli e demoni]]'' (2009) – regista
*''[[Cowboys & Aliens (film)|Cowboys & Aliens]]'' (2011) – produttore
*''[[Il dilemma]]'' (2011) – regista, produttore
*''[[Rush (film 2013)|Rush]]'' (2013) – regista, produttore
*''[[La torre nera (film)|La torre nera]]'' (2017) – produttore
*''[[Solo: A Star Wars Story]]'' (2018) – regista
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Bryce Dallas Howard]], figlia
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Howard, Ron}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Miðgarðsormr
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[[File:Thor und die Midgardsschlange.jpg|thumb|Miðgarðsormr combatte [[Thor]] durante [[Ragnarǫk]]]]
'''Miðgarðsormr''', detto anche '''Jǫrmungand''', serpente gigantesco della mitologia norenna.
==Citazioni su Miðgarðsormr==
*Il grande mare è tenuto insieme da Jörmungand, il serpente che lo circonda con il suo corpo gigantesco e che tiene la sua coda in bocca per completare il cerchio, e ferma così il formarsi delle onde. Un giorno, il dio Thor, figlio della terra, stava pescando nel mare del serpente, usando una testa di bue come esca. Jörmungand s'impennò, e le onde colpirono le coste mentre si attorcigliava e contorceva come una furia. Erano ugualmente forti, il serpente e il dio in quella lotta furiosa. Il mare ribolliva intorno a loro, ma poi l’amo venne rimosso e il serpente strisciò libero e s'inabissò di nuovo, velocemente, sotto le onde. E presto il mare fu calmo di nuovo come se nulla l'avesse disturbato. (''[[Vikings]]'')
*Midgardsormen, il serpente del mondo, balzerà fuori dall'oceano, innalzando le maree e sommergendo la terra. Il lupo, gigante Fenrir, romperà le sue catene invisibili. [...] Thor ucciderà il serpente, ma morirà per il suo veleno. (''[[Vikings]]'')
===[[Snorri Sturluson]]===
*E il serpe sprofondò nel mare. Thor gli gettò dietro il martello, e taluni dicono che gli staccò la testa sul fondo, ma io credo di doverti dire in verità che il serpe di Miðgarðr ancora vive e giace nell'oceano.
*Poi l'oceano si rovescerà sulle terre, perché il serpe Miðgarðr sarà preso dalla furia dei giganti e raggiungerà la terra. [...] Il serpe di Miðgarðr soffierà tanto veleno che schizzerà tutta l'aria e l'acqua, e sarà davvero spaventoso, e starà a fianco del lupo.
*Si può dire che uno non ha visto uno spettacolo spaventoso se non abbia potuto vedere come Thor trafisse con gli occhi il serpe e come il serpe lo fissava di contro dal basso e sputava veleno.
==Voci correlate==
*[[Fenrir]], fratello
*[[Hel]], sorella
*[[Leviatano]]
*[[Loki]], padre
*[[Mostro marino]]
*[[Tiamat]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Mitologia norrena]]
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Ernesto Masi
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Gaux
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/* Citazioni di Ernesto Masi */ Luisa di Savoia
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'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di Francesco I e di Margherita d'Angouléme, le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita.<ref>Da ''Nuovi studi e ritratti'', p. 243.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita.<ref>Da ''Nuovi studi e ritratti'', p. 243.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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Gaux
18878
/* Citazioni di Ernesto Masi */ riferimenti bibliografici
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wikitext
text/x-wiki
'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita.<ref>Da ''Nuovi studi e ritratti'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1894, p. 243.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita.<ref>Da ''[https://archive.org/details/nuovistudieritr01masigoog/page/n12/mode/1up Nuovi studi e ritratti]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1894, p. 243.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova Agrippina portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri.<ref>Da ''[https://archive.org/details/nuovistudieritr01masigoog/page/n12/mode/1up Nuovi studi e ritratti]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1894, pp. 243-244.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Ernesto Masi */ Agrippina maggiore
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wikitext
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'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova [[Agrippina maggiore|Agrippina]] portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri.<ref>Da ''[https://archive.org/details/nuovistudieritr01masigoog/page/n12/mode/1up Nuovi studi e ritratti]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1894, pp. 243-244.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova [[Agrippina maggiore|Agrippina]] portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri. Eppure le virtù, le eleganze, le grazie, che fecero di Francesco e di Margherita i due ideali veri dei tempi nuovi, furono tutta opera di Luigia!<ref>Da ''[https://archive.org/details/nuovistudieritr01masigoog/page/n12/mode/1up Nuovi studi e ritratti]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1894, pp. 243-244.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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Gaux
18878
/* Citazioni di Ernesto Masi */ sic Luigia
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wikitext
text/x-wiki
'''Ernesto Masi''' (1836 – 1908), storico e docente italiano.
==Citazioni di Ernesto Masi==
*{{NDR|[[Caterina Sforza]]}} A questa donna così famosa, eppure così poco o mal nota, [[Pier Desiderio Pasolini]] ha dedicato un'opera storica<ref>Pier Desiderio Pasolini, ''Caterina Sforza'', volumi tre. Roma, Loescher, 1893. (Imola, tip. Galeati). {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che (non esitiamo a dirlo sin da principio e senza alcun timore che l'amicizia faccia velo al nostro giudizio) fa il maggior onore non solo a lui, ma agli studi storici italiani, per lo esame largo e profondo dell'argomento, per la copia dei documenti raccolti, per l'intensità dello studio psicologico, unita alla critica dei fatti, e finalmente per la vivacità drammatica dell'esposizione e per quella potenza di vera fantasia storica, che, a traverso la lettera morta dei documenti, fa rivivere tempi, luoghi, personaggi, passioni, come se fossero ancora operanti e presenti.<ref>Da ''Caterina Sforza'' parte prima, in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', terza serie, vol. XLV della raccolta vol. CXXIX, Roma, 1893, [https://archive.org/details/sim_nuova-antologia-revista-di-lettere-scienze-ed-arti_1893-05_129/page/23/mode/1up pp. 23-24].</ref>
*{{NDR|[[Luisa di Savoia]]}} È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova [[Agrippina maggiore|Agrippina]] portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri. Eppure le virtù, le eleganze, le grazie, che fecero di Francesco e di Margherita i due ideali veri dei tempi nuovi, furono tutta opera di {{sic|Luigia}}!<ref>Da ''[https://archive.org/details/nuovistudieritr01masigoog/page/n12/mode/1up Nuovi studi e ritratti]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1894, pp. 243-244.</ref>
*{{NDR|[[Aristide Gabelli]]}} Fu uno dei maggiori uomini che l'Italia abbia avuto in questi ultimi tempi, che i suoi scritti furono sempre profondamente meditati, i suoi argomenti sviscerarono sotto tutti gli aspetti le questioni da esso trattate e risolute, che mai fu esso superficiale o unilaterale. Ragionatore più logico, più serrato, più limpido di lui, difficilmente può trovarsi fra gli scrittori italiani dei nostri tempi. La sua scuoia è quella di Gioia e di Romagnosi, le sue dottrine informansi alle scienze naturali, a quel positivismo moderato che era tutta la sua fede filosofica.<ref>Citato da [[Alberto Cavalletto]] nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg17/sed125.pdf Tornata del 25 novembre 1891] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref>
*«Non si ripensa, scrive il Bonghi, ad [[Alfonso La Marmora]] senza rimorso.» Vero purtroppo e, salvo alcuni amici di lui, tutti, chi più e chi meno, in alto ed in basso, un po' di questo rimorso ce lo siamo meritati. Perduta la battaglia di Custoza<ref>Nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, l'esercito italiano comandato da Alfonso La Marmora fu sconfitto a Custoza.</ref> il disinganno fu così amaro e crudele, che quasi nessuno seppe stare in cervello. Arrecarlo a sola ingiuria di fortuna non pareva che bastasse, convenire che la colpa era di molti, di tutti forse, come il Villari osò dire, sapeva di umiliazione quasi peggiore della sconfitta. Ci buttammo dunque volentieri al rimedio della gente fiacca; cavarsi la croce di dosso e caricarne le spalle ad uno, che la porti per tutti, e quest'uno fu Alfonso La Marmora.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1887, [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n240 pp. 229-230].</ref>
*{{NDR|[[Lorenzo de' Medici]]}} [...] per dimostrare com'era tuffato nei vizi, il Buser reca una lettera d'un Francesco Nacci da Napoli, che annuncia a Lorenzo la spedizione di cinquanta belle schiave turche, ''le più belle che si trovarono!'' Ah, la grazia! Cinquanta? Se non che, come fu provato, il buon tedesco ha letto nel documento ''belle'' invece di ''pelli'', ''turche'' invece di ''tutte'', e cosi, invece di ''50 pelli di Schiavonia'', ha letto 50 belle schiave turche, un harem da sultano, e senza accorgersi neppure che in tutto il contesto della lettera si parla della spedizione in modo, come se oggi si spedissero a qualche gran Don Giovanni 50 belle ragazze, turche o non turche, per pacco postale.<ref>Da ''Lorenzo il Magnifico'', in ''La vita italiana nel Rinascimento. {{small|Conferenze tenute a Firenze nel 1892}}'', Fratelli Treves editori, Milano, 1896<sup>3</sup>, [https://archive.org/details/lavitaitalianan00mila/page/20/mode/1up p. 20].</ref>
*[...] {{NDR|dopo la sconfitta nella battaglia di Custoza}} si svolge la parte più profondamente drammatica della vita del La Marmora! Quest'uomo, che, pochi giorni innanzi era tutto, pochi giorni dopo è peggio che nulla. La sua popolarità è perduta e di questo facilmente si consolerebbe, perché non l'ha mai cercata. Ma se gli amici suoi e non della ventura gli rimangono fedeli, la loro stessa amorevole sollecitudine attesta il vuoto che si è fatto intorno a lui. Il Re<ref>Vittorio Emanuele II.</ref> lo dimentica, i più miti lo sfuggono, i più tristi lo accusano, e di che? Nient'altro che d'aver pattuita la sconfitta... lui, Alfonso La Marmora, il vecchio soldato di Pastrengo e della Cernaia<ref>Battaglie della prima guerra d'indipendenza (1848) e della guerra di Crimea (1855).</ref>, il padre dell'esercito italiano, l'onore, la lealtà, la virtù in persona! In questo orrendo contrasto, a cui fu messo l'animo del Generale La Marmora, consiste il vero momento psicologico della sua biografia. Tacere, chiudersi in sé, contentarsi del testimonio della propria coscienza, disprezzare le accuse, gli accusatori e l'indifferenza ingenerosa, che tiene il sacco, aspettare giustizia dal tempo e dalla storia... È presto detto! Ma nella condizione del La Marmora a me pare supremamente umano e giusto, che quell'amarezza infinita, quella universale cospirazione d'ingiustizia e d'ingratitudine trionfino alla fine l'animo suo e lo trascinino a protestare e a difendersi.<ref>Da ''Fra libri e ricordi di storia della rivoluzione italiana'', ibid., [https://archive.org/details/fralibriericord00masigoog/page/n254 pp. 243-244].</ref>
==''Donne di storia e di romanzo''==
*Molto meno facile è intendersi con la signorina [[Antonietta Giacomelli|Giacomelli]]. ''Carità'' e ''giustizia'', il suo programma è tutto in queste due parole, ed enunciato così non parrebbe alla prima nulla di molto allarmante. Chi ''a priori'' vorrebbe respingerlo? Se non che essa scarta nelle applicazioni tutti gli accomodamenti, tutte le sfumature della ermeneutica spiritualista, piena di profumate raffinatezze, che una nuova generazione di romantici ([[Max Nordau]] la chiamerebbe una nuova ''degenerazione'') ha messo oggi di moda, e retrocede alla pura e semplice morale di Cristo, come se nulla fosse e non si trattasse che d'una gita di piacere. Troppa rigidità! Troppa precisione! E troppe cose una tale rigidità e precisione presuppongono mutate da poter recare qualche frutto. (pp. 368-369)
*La signorina Giacomelli, insomma, pel momento che corre ha, secondo noi, il gran difetto di credere davvero a ciò che dice, di crederci molto più di parecchi fra gli stessi scrittori, che cita a conforto delle sue parole, e, posto ciò, possiamo bensì augurarle, non assicurarle che tale difetto le verrà perdonato. Ma forse a lei poco importa di questo. (p. 369)
*[...] si potrà dissentire in tutto od in parte dalla signorina Giacomelli, ma per lo meno si dovrà convenire che essa ha su quasi tutti i neomistici odierni il vantaggio di non rifugiarsi in vaghe aspirazioni d'idealità, non determinantisi in nessuna forma precisa, in incerte affermazioni di religiosità, naturale e civile, che non sono nuove, che si sono mostrate ad ogni crisi sociale un po' minacciosa, e che sono sempre rimaste una buona intenzione e nulla più. No. La signorina Giacomelli si pianta solidamente sulla religione tradizionale cristiana, la mette alle prese con tutte le necessità individuali e sociali del momento presente e dimostra che essa le soddisfa, che essa è la sola anzi, la quale le può soddisfare. Va un po' più in là ancora; vuol dimostrare cioè che la pura ragione e la scienza ci si sono inutilmente provate esse pure e che oggi non possono se non confessare umilmente la propria sconfitta [...]. (p. 375)
==''Il Risorgimento italiano''==
*[[Georg Gottfried Gervinus|Giorgio Gervinus]] sottopone il corso della storia universale all'impero di grandi leggi naturali.<br>Vede in queste leggi una specie di continua evoluzione, la quale però si rigira sopra se stessa, ma senza che impedisca il fatale andare del progresso umanano. Si discosta poco in tal guisa dai circoli del Machiavelli, dall'''ibis redibis'' del Pascal, dai ricorsi del Vico, dai periodi {{sic|trentennari}}, ricorrenti nella storia e dei quali [[Giuseppe Ferrari]] indicava come il modello perpetuo nella vita tipica di Cristo e nella guerra del Peloponneso. (vol. 1, cap. 1, p. 2)
*Come uomo il [[Montesquieu]] non è personaggio molto caratteristico, però, direi, che nell'uomo sono gli stessi contrasti che nei suoi libri. È un aristocratico e feudale, non solo di nobiltà ereditaria di toga, ma signore di castelli, ed in pari tempo professa dottrine emancipatrici e liberali; è un monarchico e inclina alla repubblica, alla repubblica bensì di tipo classico, ateniese, spartano o romano, ma non pare che creda possibile nessuna virtù cittadina all'infuori di questi modelli; si dichiara a più riprese felice di vivere sotto la monarchia francese e ne fa la satira più acerba. (vol. 1, cap. 4, p. 51)
*[...] l'influenza del Montesquieu sulla Rivoluzione francese è paragonabile solamente a quella del [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], di cui il Giacobinismo ed il Robespierre sono una filiazione diretta, mentre il Voltaire e il Diderot sono particolarmente due grandi demolitori. Ma {{sic|tutti quattro}}, insomma, sono grandi nel senso che per primi professano la grande illusione della filosofia del secolo XVIII e dell'Enciclopedismo (la quale diverrà poi quella della Rivoluzione), e che una storia pare chiudersi ed un'altra cominciare da essi. La [[storia]] invece è lì per dimostrare che nulla ha principio, nulla ha fine, ma tutto invece continua, se pure tutto non ricomincia sempre da capo. (vol. 1, cap. 4, p. 57)
*[...] il [[Voltaire]] mi sembra lo stesso secolo XVIII fatto uomo con tutte le sue virtù, le sue colpe ed i suoi contrasti. (vol. 1, cap. 4, p. 60)
*Lo [[Nicola Spedalieri|Spedalieri]] aveva esordito, come scrittore, confutando l'''Esame critico degli Apologisti del Cristianesimo'' di Nicola Fréret e i due capitoli della ''Storia''<ref>''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref> del [[Edward Gibbon|Gibbon]], nei quali il grande storico inglese volle dimostrare che lo stabilimento e i progressi del Cristianesimo sono spiegabili con ragioni naturali ed umane, al pari di qualunque altro fatto di storia. Inutile dire che agli argomenti del Fréret e del Gibbon la confutazione dello Spedalieri contrappone la fede, i miracoli, la necessità della rivelazione; un punto di vista convenientissimo a lui, ma non conciliabile in nessun modo cogli assunti della filosofia del secolo XVIII e colle illazioni logiche di essa. Lo Spedalieri è dunque un polemista cattolico e non ha niente a che fare non solo cogli Enciclopedisti francesi, ma neppure coi riformisti italiani di quel tempo. (vol. 1, cap. 5, pp. 101-102)
*Il [[Carlo Lauberg|{{sic|Laubergh}}]], fino ai più recenti studi del Rossi e del Croce, era un nome quasi del tutto ignoto. Oggi invece lo si può chiamare col Rossi e col Croce: il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano. (vol. 1, cap. 11, p. 177)
*[...], nella Roma di Pio VI, non si perdonerà allo Spedalieri di aver osato, nel suo libro sui ''Diritti dell'Uomo'', una timida conciliazione fra il dogma e il Contratto Sociale del Rousseau; come non si perdonerà al [[Vincenzo Monti|Monti]] – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. (vol. 1, cap. 12, p. 191)
*A Napoli, [...], primo effetto della Costituzione concessa<ref>L'11 febbraio 1848, Francesco II aveva promulgato la Costituzione del Regno delle Due Sicilie.</ref> fu lo scioglimento di ogni freno. Dalla tirannide uscì ''ex abrupto'', non la libertà, ma una licenza infinita, che niente più bastava a contenere ed a contentare. Era un continuo carnevale di raunate di popolo, di desideri incomposti, sconfinati e di grida, quelle che anche [[Carlo Botta]] nella sua storia, per dir tutto in una parola. chiama le Napoletane grida. (vol. 2, cap. 52, p. 264)
*Quanto è efficace il costante apostolato unitario del [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], altrettanto vani sono i suoi tentativi d'azione, perché non hanno mai altra base che la sua facilità d'illudersi e la sua presunzione. (vol. 2, cap. 53, p. 299)
*Da molti il Ministero [[Gino Capponi|Capponi]] in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. (vol. 2, cap. 55, p. 324)
*[[Daniele Manin]] si distingue da tutti gli altri statisti italiani, che agirono in quel tempo nella rivoluzione italiana, per due fattezze tutte sue: l'una, di nulla lasciarsi imporre dal partito demagogico, reprimendolo costantemente, non perdendo mai per questo la fiducia e l'affetto del popolo veneziano e conquistandosi, col mantener l'ordine e l'autorità sua, il rispetto dovuto ad un governo regolare, di fronte al quale la violenza dell'Austria ha quasi l'aria più irregolare e più rivoluzionaria di esso; l'altra, che egli si confida bensì nella forza, nell'amor patrio, nella virtù del suo popolo e degli italiani accorsi in aiuto a Venezia, ma ha altrettanta fiducia nel concetto astratto della giustizia e del diritto, il quale nella Francia repubblicana e nell'Inghilterra liberale gli pare impossibile, che alla lunga non debba prevalere e forzarle, se non altro, a prestare a Venezia un appoggio morale così deciso, che l'Austria debba – non fosse che per un'apparenza almeno di senso civile nelle sue relazioni internazionali – finire per cedere in tutto o in parte alle sue domande. (vol. 2, cap. 58, p. 431)
==''Le due mogli di Napoleone I''==
*Su questo fondo di paesaggio {{NDR|della villa della Malmaison}} passano le belle donne della Corte Consolare, vestite di bianco (abbigliamento femminile preferito dal Bonaparte) e la fantastica [[Ortensia di Beauharnais|Ortensia]], vera ninfa del luogo, mente e cuore d'artista, fra il culto della patria, della gloria, della musica e della poesia sogna, come un'eroina d'altri tempi, romanzi di cavalieri erranti, tornei, corti d'amore e la più bella data in premio al più cortese e più prode; ideali di fanciulla, ben presto sciupati senza misericordia da falsi calcoli d'amor materno e di politica, che di questa gentile faranno una vittima. (cap. V, pp. 95-96)
*Inconscia del suo destino essa {{NDR|Ortensia di Beauharnais}} primeggia in tanto fra più belle di lei nelle sale e sul teatrino della Malmaison, dove recitando la parte di ''Rosina'' nel ''Barbiere di Siviglia'' del Beaumarchais rapisce tutti in entusiasmo; brevi glorie anche queste, finite subito nel suo malaugurato matrimonio con [[Luigi Bonaparte]], uomo non senza pregi, ma malato di spirito e di corpo e che repugnante s'unì a lei, repugnante altrettanto. (cap. V, p. 96)
*Difficile unir due esseri più dissonanti fra loro di Ortensia e di Luigi {{NDR|Bonaparte}}. Avevano comune qualche gusto letterario, ma a questo si fermava ogni loro analogia. Luigi era fantastico, torbido, malinconico, e non è già che Ortensia non avesse anch'essa nell'indole alcunché di romanzesco: fu delle prime anzi, prevenendo i Victorhughiani, ad amare il medio evo, il gotico, le imitazioni dei trovatori; ma il suo romanticismo non avea nulla a che fare con quello di suo marito. (cap. VI, pp. 108-109)
*Nelle meditazioni di Sant'Elena quale giudizio ha dato Napoleone di [[Maria Luisa d'Asburgo-Lorena|Maria Luigia]]? Tale, che, così come è, avrebbe a chiuder la bocca a tutti i suoi detrattori. Paragonandola a [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina]], ricordava le qualità comuni di queste due donne, bontà, dolcezza, affetto al marito; e le diverse, Giuseppina tutta grazia, amabilità e fine arti di donna mondana; Maria Luigia invece tutta naturalezza, verità e candore. E concludeva: «Maria Luigia era la virtù in persona!» (VII, p. 123)
==''Nell'Ottocento''==
*[[Alessandro I di Russia|Alessandro I]] era uno stranissimo impasto di qualità le più opposte: ascetico come Luigi Gonzaga, e dissoluto come Don Giovanni Tenorio; ingenuo e spensierato come un artista, e subdolo e avido come un greco del Basso Impero; tirannico come un sultano, e umanitario come un filantropo; umile come un anacoreta, e vano d'applausi come una ballerina; infatuato di sé stesso come un Lucifero, e pieghevole a tutti i venti come una canna; un insieme di despota, di mistico e di liberale, che per un pezzo gli imbroglia la testa, poi finisce a dargli l'illusione d'essere il braccio dritto della provvidenza di Dio, destinato a rimetter l'ordine sulla terra e ravviare tutto il gregge umano per la via maestra del bene. (p. 82)
*Esso {{NDR|[[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord]]}}, in persona, ha cominciato abate, poi vescovo, ha celebrato ridendo la sua ultima messa nella festa della Federazione Repubblicana, s'è sconsacrato, ha preso moglie, nei tempi peggiori della Repubblica s'è eclissato, è rientrato a tempo per esser Ministro: Giacobino sotto il Direttorio, repubblicano sotto il Consolato, Bonapartista sotto l'Impero, legittimista sotto i Borboni, e come si spiegano tutte queste metamorfosi? In una maniera sola, dice lui, cioè che agli occhi d'un filosofo le forme politiche son forme vuote; che con tale libertà di spirito egli ha visto sempre, prima, meglio e più lontano d'ogni altro, e che mentre gli altri s'attaccavano ad un partito, egli non ha servito mai che la Francia. È una disinvoltura stupefacente, la quintessenza di quell'arcana dottrina del savoire vivre, sotto la quale i Francesi compendiano tante cose, e che il Talleyrand possedeva in grado superlativo. (p. 87)
*{{NDR|Pio IX}} Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, [[Gaetano Moroni]], per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, {{sic|avea}} finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un {{sic|giovine}} popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (p. 136)
*La Storia {{NDR|della città di Roma nel Medioevo}} del [[Ferdinand Gregorovius|Gregorovius]] avrà ed ha i suoi difetti; in qualche parte potrà per ricerche nuove essere corretta; non ogni volume, degli otto che lo compongono, ha lo stesso valore: ma questo geniale uomo e genialissimo scrittore poteva senza vanto dire del proprio lavoro, e con maggior diritto di Flavio Biondo<ref>Flavio Biondo (1392 – 1463), storico e umanista italiano, autore di tre guide alle rovine dell'antica Roma.</ref>, queste parole del Diario: «creai ciò che ancora non esisteva», ed il suo libro, nonostante il tema, la novità, l'apparato scientifico, è uno dei più popolari e più letti di tutta la letterature europea, gloria e fortuna non riservate di sicuro alle arcidottissime {{sic|lucubrazioni}} dei suoi detrattori. (p. 314)
*[...] una storia filosofica, come quella del Gibbon<ref>[[Edward Gibbon]], autore della celebre ''The History of the Decline and Fall of the Roman Empire'' (''Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano'').</ref>, si può scrivere vicino o lontano dal proprio oggetto di studio. Non così quella del Gregorovius. Per sentire e dipingere a quel modo, per rianimare con vera fantasia di storico artista quei ruderi, quelle torri, quelle nere moli medievali, appoggiate, intrecciate quasi alle classiche ruine di Roma antica e imperiale, bisogna averle sott'occhio, viverci in mezzo, vederle, rivederle a quei lumi di sole invernale, fra quelle brume estive di tramonto, quando, dice il Gregorovius, «Roma, qualche volta non si lascia vedere, si racchiude in sé stessa, nella sua vetustà». Per questo egli aggiunge che l'aria di Roma agisce su di lui come vino di Sciampagna, che la sua storia del medio evo romano non è soltanto il frutto di vent'anni di ricerche, ma il {{sic|risultamento}} d'una vita, la conseguenza d'una passione invincibile. Felice libro, felicissimo scrittore! (p. 316)
*Lo [[Émile Zola|Zola]] non è stato un dotto, né come filosofo, né come letterato. Ciò gli ha nociuto e giovato, crediamo, nel medesimo tempo. Gli ha nociuto, facendogli accogliere con poca critica e non sempre esatta e compiuta cognizione le dottrine e i sistemi, a cui ha conformato l'opera sua; gli ha giovato, salvandogli una specie d'artistica verginità, per cui non c'è audacia che l'abbia sgomentato, né modelli, né freni d'arte, che l'abbiano trattenuto negli argomenti da lui prescelti e nelle atroci realtà di ogni fatta, da lui dipinte con quella sua {{sic|maravigliosa}} potenza, che dove ancora vi pare prolissa, o vi sazia, o addirittura vi nausea, non cessa per questo d'avervi vinti, affascinati, conquistati e di stamparsi incancellabile nell'animo dei lettori più riluttanti. Questo egli ha per lo meno di comune coi grandi scrittori di vera fama mondiale. (p. 361)
==''Saggi di storia e di critica''==
*[[Domenico Luigi Batacchi|Luigi Domenico Batacchi]] è l'ultimo, non dirò, dei grandi ma dei veri poeti burleschi o [[Francesco Berni|bernieschi]] italiani. Il valor morale di questa poesia burlesca è quel che è. Non merita forse né giustificazioni, né difese. Spietatamente satirica e umoristica al suo nascere, che [[Cecco Angiolieri|Cecco degli Angiolieri]], contemporaneo di Dante, sta in cima della scala; politica, e talvolta generosamente politica col [[Antonio Cammelli|Cammelli, detto il Pistoia]]; man mano che la storia italiana si oscura, essa pure si fa più spensierata, più vuota, più frivola e sempre più meritevole dall'antipatia, che le professa il [[Giosuè Carducci|Carducci]], e dei solenni e severissimi giudizi, che intorno ad essa in generale, ed in particolare sul [[Giovanni Battista Casti|Casti]] e sul Batacchi, ha pronunciati. (p. 257)
*Peccato che {{NDR|la sua satira}} l'oscenità la deturpi, perché, come diceva il [[Luigi Settembrini|Settembrini]], il Batacchi vince di brio e naturalezza tutti gli scrittori toscani del secolo passato. (p. 258)
*{{NDR|[[Maria Teresa d'Austria-Este]]}} [...] questa principessa di Casa Savoia, la quale per verità poca fortuna ebbe in vita, dopo morta ne ebbe anche meno, e per un solo ed unico campione, che finalmente trovò in [[Domenico Perrero]]<ref>{{cfr}}[[w:Domenico Perrero|Domenico Perrero]] (1820-1899), letterato e storico italiano.</ref>, quasi unanime invece fu il coro de' suoi accusatori, ed anche quando il Perrero l'ebbe difesa, e validamente difesa, coi documenti alla mano, non per questo gli accusatori antichi si diedero per vinti, e nuovi ne sorsero, i quali coll'aria d'imparzialità di chi è meglio informato e può quindi mettersi di mezzo fra i contendenti, mescolano biasimi e lodi, cercano e danno nuove spiegazioni, ma in ogni modo lasciano capire che intorno a certi intenti di Maria Teresa v'ha per lo meno molto di misterioso, mai penetrabile forse del tutto, eppure per quel tanto, che è dato saperne, non favorevole a lei, la quale, da qualunque lato si guardi, apparisce o cospirante coll'Austria e il Duca di Modena ai danni dì [[Carlo Alberto di Savoia|Carlo Alberto]], di cui è la nemica peggiore, o violenta, bizzosa e inducente a mal fine la cieca tenerezza del marito {{NDR|[[Vittorio Emanuele I di Savoia]]}}, o cupida del danaro pubblico e tutta intesa ad ammassarlo anche in mezzo alla comune miseria [...] (p. 268)
*[...] dovendo sfilar fra gli applausi sul palcoscenico d'un teatro {{NDR|durante una festa patriottica per gli esuli napoletani e siciliani}}, [[Silvio Spaventa]] coll'aria seccata del filosofo, che ha il capo a tutt'altro, non avvertì la buca aperta del suggeritore e vi cascò dentro e scomparve. Per fortuna fu tirato su sano e salvo. «Non si era rotto nulla, neppure gli occhiali» e poté tornare a contemplare gli empirei della sua filosofia, come prima. (p. 353)
*{{NDR|[[Napoleone III di Francia]]}} Due contrasti, due ostacoli permanenti egli ha da vincere, i pregiudizi tradizionali della politica e del patriottismo francese contro l'Italia, i quali gli fanno siepe da ogni parte, e fino fra le pareti domestiche, ed in secondo luogo la propria indole, che non è quella né di un [[Tiberio]], né di un [[Filippo II di Spagna|Filippo II]], né di un [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] sonnambulo, come si son piaciuti a dipingerla i suoi nemici, ma nella quale, accanto a facoltà eminenti, a ideali vastissimi, ad una grande nobiltà e generosità d'animo si riscontra uno squilibrio di forze, che l'età e le infermità aggravano sempre più; per cui l'esecuzione non è mai corrispondente al concetto né per determinatezza di linee, né per svolgimento compiuto, e lascia luogo a interpretazioni e a giudizi in tutto opposti alla prima intenzione, che l'ha mosso. (p. 448)
*Caduto l'[[Secondo Impero francese|impero {{NDR|francese}}]], la vita politica dell'[[Francesco Arese Lucini (senatore)|Arese]] si può dire finita. Non cosi le sue sollecitudini verso l'amico infelice {{NDR|Napoleone III}}, vinto, proscritto e, morto lui, verso suo figlio e la sua vedova.<br>Esempio raro anche questo di fedeltà e d'amicizia e di una grande altezza morale, di cui ò bello che, mercé di Francesco Arese, possa, in tempi come i nostri, onorarsi ancora l'Italia. (p. 449)
*[...] la singolarità grande di [[Aristide Gabelli]] come pensatore e scrittore italiano gli viene soprattutto dall'intima e profonda connessione che era in lui, fra l'uomo, il pensatore e lo scrittore, pregio raro in Italia e a svolgere il quale poco o nulla miravano le vecchie scuole, e pochissimo mirano le nuove, con tutte le loro pretensioni d'andarsi spogliando di tutti i dogmatismi e le rettoriche d'una volta per non pensare che alla pratica, al positivo e alla vita. (pp. 453-454)
*Tutta l'opera del Gabelli pedagogista consistette nel mettere pace fra tante dannose contraddizioni, nello svecchiare cioè il nostro insegnamento con temperanza e nel rinnovarlo con discrezione e saviezza, e ogni qual volta il Gabelli slargò ad ufficio di moralista e sociologo [...], propose sempre, si può dire, gli stessi rimedi, mirò sempre al medesimo fine, rinnovare conservando e conservare rinnovando quello che non solo non conduce più al fine, che si vuol conseguire, ma lo contrasta e lo allontana o conduce inconsapevolmente ad un fine opposto. (p. 455)
*[...] al Gabelli pareva che ''formare le teste'' fosse, dopo rifatta la patria, la grande necessità italiana, a cui urgeva di provvedere. (p. 456)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Lorenzo il Magnifico''===
Vi ricordate della tragedia di [[Vittorio Alfieri]] intitolata: ''La Congiura de' Pazzi''? Come opera d'arte non è gran che, lasciando stare anche l'alterazione quasi grottesca dei fatti storici, dei caratteri e persino dei nomi dei personaggi. Ma non si tratta ora di ciò. Voglio notare soltanto un fenomeno singolare, che parmi accaduto all'Alfieri nel trattar questo tema, ed è che mentre ha senza dubbio voluto travestire in [[Lorenzo de' Medici|Lorenzo]] e Giuliano de' Medici due de' suoi soliti ''Egisti'' e ''Creonti'', due de' suoi soliti ''tiranni'', messi là a ricevere in pieno petto le contumelie del ''prim'uomo'' e della ''prima donna'', non solo il carattere di Lorenzo gli è, suo malgrado, riuscito il più simpatico della tragedia, ma all'ultimo non sa più egli stesso, l'Alfieri, da che lato pende il torto maggiore; i motivi della sanguinosa catastrofe, da prima apparsigli così chiari e lampanti, si direbbe che gli si oscurano tutto ad un tratto; e per conclusione finale mette in bocca a Lorenzo queste ambigue parole:<br>
<small>. . . . E avverar sol può il tempo<br>Me non tiranno e traditor costoro!</small>
===''Vincenzo Monti (1754-1828)''===
Per discorrere di [[Vincenzo Monti]] mi par necessario prendere le mosse da alcuni fatti e da alcune considerazioni di ordine generale.<br>
La letteratura italiana, non dirò moderna (perché a costruir questa stiamo affaticandoci ancora, sempre un po' a tastoni, come in tutto il resto) ma dirò, la letteratura italiana contemporanea procede dal [[Giuseppe Parini|Parini]] e dall'Alfieri.<br>
Sono due novatori il Parini e l'Alfieri? E chi lo sarebbe, se non lo sono essi, che si crearono di nuovo l'inspirazione, la materia, lo stile, persino il pubblico, a cui rivolgersi?
==Citazioni su Ernesto Masi==
*Ernesto Masi è, per dirlo alla francese "un grande amoroso" del suo soggetto {{NDR|Carlo Goldoni}}; e non è da poco tempo che egli lo viene, con molte e insigni prove, dimostrando. Qui<ref>''Scelta di commedie di Carlo Goldoni'', con prefazioni e note di Ernesto Masi, due voll., Successori Le Monnier, 1897.</ref> lo dimostra al punto che, talvolta, a certe patenti bellezze delle scene goldoniane, egli sente il bisogno d'intervenire, richiamando con una nota l'attenzione del lettore; tant'è la sua tema che possano passare inosservate. Sollecitudini d'innamorato; e giovano anch'esse. Chi arde, incende. ([[Enrico Panzacchi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/donnedistoriaedi00masi/page/n6/mode/1up Donne di storia e di romanzo]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1903.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit01masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 1, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/ilrisorgimentoit02masiuoft/page/n4 Il Risorgimento italiano]'', vol. 2, Sansoni Editore, Firenze, 1917.
*Ernesto Masi, ''Lorenzo il Magnifico'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm La vita italiana nel Rinascimento]'', Treves, 1896.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/leduemoglidinapo00masiuoft/page/n6/mode/1up Le due mogli di Napoleone I]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1888.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/nellottocentoide00masi/page/n6/mode/1up Nell'Ottocento. {{small|Idee e figure del secolo XIX}}]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905.
*Ernesto Masi, ''[https://archive.org/details/saggidistoriaed00masigoog/page/n8/mode/1up Saggi di storia e di critica]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
*Ernesto Masi, ''Vincenzo Monti (1754-1828)'', in ''[https://www.gutenberg.org/files/43180/43180-h/43180-h.htm La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero]'', Treves, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Insegnanti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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Santissimo Sacramento
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[[File:Stendardo processionale del Santissimo Sacramento (lato2).jpg|thumb|''Messa di Sant'Apollonio'' ([[Romanino]])]]
Citazioni sul '''Santissimo Sacramento'''.
*Adorate con l'amore più ardente l'Augustissimo Sacramento e attingete da esso la carità a sollievo del prossimo. ([[Francesco Spinelli]])
*È del tutto inutile costruire una chiesa con il pretesto che vi si collocherà il Santissimo Sacramento, se nessuno vive di esso. ([[Maurice Zundel]])
*Entrate in Chiesa e andate fino al "Santissimo Sacramento". Inginocchiatevi e pregate. Se non potete di più, fatelo per dieci secondi. ([[Jean-Marie Lustiger]])
*Essendo membro della Comunità Emmanuel e stando accanto al suo fondatore, [[Pierre Goursat]], che era un fervente adoratore del Santissimo Sacramento, ho sperimentato fino a che punto questa preghiera dava forza alla mia vita spirituale e sacerdotale. Ogni fecondità cristiana è sacrificale. ([[Dominique Rey]])
*Gesù sia da tutti conosciuto, amato, adorato e ringraziato ogni momento nel Santissimo e Divinissimo Sacramento. ([[Maria Maddalena dell'Incarnazione]])
*Il Giovedì Santo è uno dei giorni più santi dell'anno, il giorno in cui il Signore ha istituito il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia e il Sacerdozio, affinché Egli possa offrirci sempre il frutto della Sua Passione e Morte redentrice, per la nostra salvezza eterna. ([[Raymond Leo Burke]])
*La Presenza del Santissimo mi inchioda con pesantezza in un'adorazione che non ha limiti. ([[Giorgio La Pira]])
==Voci correlate==
*[[Adorazione eucaristica]]
*[[Eucaristia]]
*[[Gesù]]
*[[Ostia (liturgia)|Ostia]]
*[[Sacramento]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cristologia]]
[[Categoria:Riti cristiani]]
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Sandro Acerbo
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Spinoziano
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'''Alessandro Ancidoni''' (1955 – vivente), doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista italiano.
==Citazioni di Sandro Acerbo==
*[[Cesare Barbetti|Barbetti]] mi chiamò per doppiare questo giovanissimo [[Brad Pitt]] di ''[[In mezzo scorre il fiume]]'' e mi chiamò in sala regia e mi disse: "Sasà, vieni un po' qua." Dice: "Allora questo qua, secondo me, diventerà uno famoso. Doppialo bene, che te rimane." E mai parole furono più profetiche.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, ''Enciclopedia del doppiaggio'', 4 febbraio 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=OyAc0pjM6FU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Fare il doppiaggio lo possono fare, non dico tutti, ma tanta gente. Perché è un fatto abbastanza ripetitivo, nel senso che a forza di dire le battute di andare in sync in un certo modo, si riesce a farlo. Diventare un fuoriclasse, quindi arrivare a doppiare attori famosi, importanti, difficili è un qualcosa che non a tutti può riuscire. Io ho avuto questa fortuna, se così possiamo dire, perché ho abbinato quel piccolo talento innato che probabilmente mi proviene da non si sa che cosa [...] e a questo unito a una grande passione e tantissimo lavoro. Di ascoltare gli altri, di non ritenere mai di aver raggiunto il massimo e di non essere mai soddisfatti di quello che si è ottenuto. È l'unica maniera per fare meglio la volta dopo.<ref name= Razza />
*[[Vittorio Gassman|Gassman]] in '' [[Profumo di donna]]'' venne a doppiare se stesso, la sua parte, io doppiavo il povero [[Alessandro Momo]], ed era un fenomeno. Non guardava neanche quello che doveva dire e lo faceva alla perfezione.<ref name= Razza />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[Boon il saccheggiatore]]'' (1969)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973)
*''[[La banda di Harry Spikes]]'' (1974)
*''[[Profumo di donna]]'' (1974)
*''[[Il mostro (film 1977)|Il mostro]]'' (1977)
*''[[Maladolescenza]]'' (1977)
*''[[Superman (film 1978)|Superman]]'' (1978)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'' (1981)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Top Gun]]'' (1986)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Mannequin]]'' (1987)
*''[[Amici, complici, amanti]]'' (1988)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Il tè nel deserto]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Insieme per forza (film 1991)|Insieme per forza]]'' (1991)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Luna di fiele]]'' (1992)
*''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993)
*''[[Amore con interessi]]'' (1993)
*''[[Benny & Joon]]'' (1993)
*''[[Cool Runnings - Quattro sottozero]]'' (1993)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[Insonnia d'amore]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[Giovani, carini e disoccupati]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' (1994)
*''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Bad Boys]]'' (1995)
*''[[Heat - La sfida]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Sabrina (film 1995)|Sabrina]]'' (1995)
*''[[Seven]]'' (1995)
*''[[The Net - Intrappolata nella rete]]'' (1995)
*''[[Il rompiscatole]]'' (1996)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Sospesi nel tempo]]'' (1996)
*''[[Spy (film 1996)|Spy]]'' (1996)
*''[[The Fan - Il mito]]'' (1996)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[L'ombra del diavolo]]'' (1997)
*''[[Men in Black (film 1997)|Men in Black]]'' (1997)
*''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998)
*''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'' (1998)
*''[[Il negoziatore]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[Wild Wild West]]'' (1999)
*''[[28 giorni]]'' (2000)
*''[[Fratello, dove sei?]]'' (2000)
*''[[Pianeta rosso]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Blow]]'' (2001)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Spy Game]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[Interstate 60]]'' (2002)
*''[[Men in Black II]]'' (2002)
*''[[Secretary]]'' (2002)
*''[[L'acchiappasogni (film)|L'acchiappasogni]]'' (2003)
*''[[Collateral]]'' (2004)
*''[[Io, robot (film)|Io, robot]]'' (2004)
*''[[La donna perfetta]]'' (2004)
*''[[Nella mente del serial killer]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Secret Window]]'' (2004)
*''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]'' (2005)
*''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'' (2005)
*''[[Mr. & Mrs. Smith]]'' (2005)
*''[[The Exorcism of Emily Rose]]'' (2005)
*''[[Babel (film)|Babel]]'' (2006)
*''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006)
*''[[La ricerca della felicità]]'' (2006)
*''[[Nativity]]'' (2006)
*''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'' (2007)
*''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007)
*''[[Saw IV]]'' (2007)
*''[[Sunshine]]'' (2007)
*''[[Burn After Reading - A prova di spia]]'' (2008)
*''[[Hancock]]'' (2008)
*''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008)
*''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008)
*''[[Sette anime]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008)
*''[[2012 (film)|2012]]'' (2009)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[The Twilight Saga: New Moon]]'' (2009)
*''[[Kick-Ass (film)|Kick-Ass]]'' (2010)
*''[[Super - Attento crimine!!!]]'' (2010)
*''[[The Twilight Saga: Eclipse]]'' (2010)
*''[[Killer Elite (film 2011)|Killer Elite]]'' (2011)
*''[[L'arte di vincere]]'' (2011)
*''[[The Tree of Life]]'' (2011)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012)
*''[[12 anni schiavo]]'' (2013)
*''[[After Earth]]'' (2013)
*''[[World War Z]]'' (2013)
*''[[Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie]]'' (2014)
*''[[Fury (film 2014)|Fury]]'' (2014)
*''[[Storia d'inverno]]'' (2014)
*''[[Focus - Niente è come sembra]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017)
*''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017)
*''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019)
*''[[Gemini Man (film)|Gemini Man]]'' (2019)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986)
*''[[Bionicle - La leggenda di Metru Nui]]'' (2004)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1979)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
*''[[Seinfeld]]'' (1989-1998)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[CSI: NY]]'' (2004-2013)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2006-2009)
*''[[The Mentalist]]'' (2008-2015)
*''[[White Collar]]'' (2009-2014)
*''[[The Flash (serie televisiva)|The Flash]]'' (2014-2022)
*''[[The Leftovers - Svaniti nel nulla]]'' (2014-2017)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Rossella Acerbo]], sorella
*[[Fabrizio Manfredi]], cugino
*[[Massimiliano Manfredi]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Acerbo, Sandro}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Scilla
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/* Voci correlate */
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wikitext
text/x-wiki
{{nota disambigua|la località italiana|[[Scilla (Italia)]]}}
{{voce tematica}}
[[File:Skylla BM 621.jpg|miniatura|Scilla]]
Citazioni su '''Scilla'''.
==Citazioni==
*Cadi in Scilla, cercando di evitare [[Cariddi]]. ([[Gualtiero di Châtillon]])
*''Miei cari, noi non siamo ignari di mali, e questo | che incombe non è più grande di quando il Ciclope | con la sua forza violenta ci serrò nell'antro profondo. | Di là grazie al mio valore e intendimento e pensiero | sfuggimmo. E anche delle cose di ora, credo, ci ricorderemo.'' ([[Ulisse]]: ''[[Odissea]]'')
*''Nel destro lato è Scilla; nel sinistro | è l'ingorda [[Cariddi]]. Una vorago | d'un gran baratro è questa, che tre volte | i vasti flutti rigirando assorbe, | e tre volte a vicenda li ributta | con immenso bollor fino a le stelle. | Scilla dentro a le sue buie caverne | stassene insidïando; e con le bocche | de' suoi mostri voraci, che distese | tien mai sempre ed aperte, i naviganti | entro al suo speco a sè tragge e trangugia. | Dal mezzo in su la faccia, il collo e 'l petto | ha di donna e di vergine; il restante, | d'una pistrice immane, che simíli | a' delfini ha le code, ai lupi il ventre. | Meglio è con lungo indugio e lunga volta | girar [[Pachino]] e la [[Sicilia|Trinacria]] tutta, | che, non ch'altro, veder quell'antro orrendo, | sentir quegli urli spaventosi e fieri | di quei cerulei suoi rabbiosi cani.'' ([[Eleno]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*Non permise il padre degli dei e degli uomini che mi vedesse Scilla: non avrei potuto sfuggire all'abisso di morte. ([[Ulisse]]: ''[[Odissea]]'')
*Raccontano che Scilla, figlia del fiume Crateide, fosse una fanciulla bellissima. Di lei si innamorò Glauco, che a sua volta era amato da Circe, figlia di Sole. Scilla aveva l'abitudine di lavarsi in mare; e Circe, gelosa, avvelenò l'acqua con i suoi filtri. Quando Scilla s'immerse, dai suoi inguini spuntarono dei cani e divenne un mostro selvaggio. Ella poi si prese la rivincita delle offese patite: infatti divorò i compagni di Ulisse che le sfilava vicino sulla nave. (''[[Fabulae]]'')
*''Solo qualche mostro – Scilla, con le sue | due teste, terrore dei naviganti – forse | potrebbe prestarle il nome che si merita.'' ([[Eschilo]])
===[[Diego Vitrioli]]===
*''Deh Scilla, indrizza | al segno il ferro, ch'io palleggio! Avrai | del pesce anciso le adipose spoglie | e 'l rostro penderà dal tuo sacello. | Cariddi, e tu trascorri: io pur di bende | le tue are precinsi, e te solìa | propiziar con piccioletta acerra, | e dèsta sempremai lampa t'accensi. | Sì parla ritto sulla poppa e il ferro | a piombo avventa, e ne trapassa il pesce. | Cade il tridente, ma impigliato al fianco | attiensi del legnetto: in mezzo l'onde | si dimena lo Xiphia, e invan del corpo | di sferrar l'alta lancia s'affatica: | sta la punta mortal nel corpo infissa! | Scelti garzoni a la morente belva | vanno i lacci allentando: ella tuttora | qua e là discorre coi lentati lacci; | e fra la dubbia speme i fuggitivi | spirti richiama, e in su lo stremo istante | tuttor le ciurme ostili ella minaccia: | finché dal corso stanca ed a gran pena | il piagoso pel mar dosso traendo, | sosta, e col sangue anco la vita esala.''
*''Scilla, gioia del mar, presente nume! | Per te i nostri garzoni la paventosa | osano provocar bieca Cariddi | ed in mare a le belve tener fronte. | Vienne oramai, i liquidi cristalli | abbandonando, e non spregiar de' nauti | le notturne gazzarre e l'orgie liete. | Già tutto a festa il tempio tuo s'infonda, | e fiammelle vedrai su l'erta splendere | chiostra de' monti, e 'l pelaghetto immobile | riscintillare a le corrusche fiaccole. | Quattro schiette fanciulle in bianca gonna | te innanzi l'ara propizieran cantando, | ed altrettante a suon di frigi calami | a tempo danzeranno a l'ara innante.''
*''Chinandosi al suol, con la bipenne | dal teschio, che non tocco ivi giacea, | discinde il rostro; alto levansi tutti | i banchettanti, il tridentier gagliardo | ascende al sommo del sacello, ed una | {{sic|voco}} s'ode tuonar di balza in balza: | Salve, Scilla divina, ecco t'inaugura | Meronte vincitor questo trofeo.''
==Voci correlate==
*[[Cariddi]]
*[[Mostro marino]]
*[[Scilla (Italia)]]
*[[Stretto di Messina]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Mitologia greca]]
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Cariddi
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{{voce tematica}}
[[File:Fontana del Nettuno (Messina) 01.jpg|miniatura|Cariddi]]
Citazioni su '''Cariddi'''.
*Cadi in [[Scilla]], cercando di evitare Cariddi. ([[Gualtiero di Châtillon]])
*''Deh Scilla, indrizza | al segno il ferro, ch'io palleggio! Avrai | del pesce anciso le adipose spoglie | e 'l rostro penderà dal tuo sacello. | Cariddi, e tu trascorri: io pur di bende | le tue are precinsi, e te solìa | propiziar con piccioletta acerra, | e dèsta sempremai lampa t'accensi. | Sì parla ritto sulla poppa e il ferro | a piombo avventa, e ne trapassa il pesce. | Cade il tridente, ma impigliato al fianco | attiensi del legnetto: in mezzo l'onde | si dimena lo Xiphia, e invan del corpo | di sferrar l'alta lancia s'affatica: | sta la punta mortal nel corpo infissa! | Scelti garzoni a la morente belva | vanno i lacci allentando: ella tuttora | qua e là discorre coi lentati lacci; | e fra la dubbia speme i fuggitivi | spirti richiama, e in su lo stremo istante | tuttor le ciurme ostili ella minaccia: | finché dal corso stanca ed a gran pena | il piagoso pel mar dosso traendo, | sosta, e col sangue anco la vita esala.'' ([[Diego Vitrioli]])
*''Nel destro lato è [[Scilla]]; nel sinistro | è l'ingorda Cariddi. Una vorago | d'un gran baratro è questa, che tre volte | i vasti flutti rigirando assorbe, | e tre volte a vicenda li ributta | con immenso bollor fino a le stelle.'' ([[Eleno]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*''Scilla, gioia del mar, presente nume! | Per te i nostri garzoni la paventosa | osano provocar bieca Cariddi | ed in mare a le belve tener fronte. | Vienne oramai, i liquidi cristalli | abbandonando, e non spregiar de' nauti | le notturne gazzarre e l'orgie liete. | Già tutto a festa il tempio tuo s'infonda, | e fiammelle vedrai su l'erta splendere | chiostra de' monti, e 'l pelaghetto immobile | riscintillare a le corrusche fiaccole. | Quattro schiette fanciulle in bianca gonna | te innanzi l'ara propizieran cantando, | ed altrettante a suon di frigi calami | a tempo danzeranno a l'ara innante.'' ([[Diego Vitrioli]])
==Voci correlate==
*[[Mostro marino]]
*[[Stretto di Messina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Mitologia greca]]
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Massimo Giuliani
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'''Massimo Giuliani''' (1951 – vivente), attore, doppiatore, direttore del doppiaggio, dialoghista e imitatore italiano.
==Citazioni di Massimo Giuliani==
*[[Gianni Santuccio]] non imparava a memoria una parola, nemmeno sparato proprio. E Allora ricordo proprio che quando facemmo la prova generale, prima dell'andata in onda in diretta, lui non sapeva una parola, tanto che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] lo coprì di improperi, di insulti gliene disse di tutti i colori e la sera dopo con l'annunciatrice che diceva: "Stiamo andando in onda dagli studi di corso Sempione "il [[Processo di famiglia]]" una dramma di [[Diego Fabbri]]", tutta la compagnia come a teatro si urlava la famosa parola che porta bene agli attori che è "merda" si può dire tanto. E cominciava i primi venti . Il regista secondo me è un geniominuti della commedia eravamo [...] Gianni Santuccio, [[Evi Mantagliati]] e io che facevo il nipotino, quello che poi si ammazza nella tromba delle scale. Cominciavano a parlare loro e mi ricordo che io rimasi molto colpito perché Gianni parlava e io dissi: "Ammazza che professionista, questo è stato tutta la notte e tutta la mattina sveglio a studiare. Finalmente ha imparato la parte a memoria." Poi incominciai a notare delle cose strane: il fatto che lui si andasse ad appoggiare, cosa che non aveva mai fatto durante le prove, si appoggiava con la mano alla parete. Andava ad accarezzare delle foglie grandi di una pianta e così, finché lentamente mi accorsi che lui si era scritto le battute dappertutto.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 10 gennaio 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=_-Ly0AW66AM Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Rimane IL DOPPIAGGIO tutto a lettere maiuscole [[Giuseppe Rinaldi|Peppino Rinaldi]]. La sua straordinaria capacità di diventare un'altra cosa.<ref name= Razza />
*[[Sergio Feliciati]] che era responsabile della distribuzione alla fine della proiezione mi disse: "A Ma' che ne pensi di sto film?" {{NDR|''[[The Blues Brothers]]''}} E ricordo come una delle toppe più grosse della mia carriera, io lapidario, dissi: "Guarda Sergio, il film secondo me è straordinario, sti due {{NDR|[[John Belushi]] e [[Dan Aykroyd]]}} sono due fenomeni, sono dei geni veri. Il regista {{NDR|[[John Landis]]}} secondo me un genio, ma secondo me sto film non fa una lira."<ref name= Razza />
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[La donna della domenica]]'' (1975)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[La banda di Harry Spikes]]'' (1974)
*''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974)
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1979)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
*''[[Liberi armati pericolosi]]'' (1976)
*''[[Il cacciatore]]'' (1978)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Fanny e Alexander]]'' (1982)
*''[[Mai dire mai (film)|Mai dire mai]]'' (1983)
*''[[Scarface]]'' (1983)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Top Gun]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[Mannequin]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[Fusi di testa 2 - Waynestock]]'' (1993)
*''[[Leprechaun]]'' (1993)
*''[[Space Jam]]'' (1996)
*''[[Looney Tunes: Back in Action]]'' (2003)
*''[[La sposa cadavere]]'' (2005)
*''[[The Rocker - Il batterista nudo]]'' (2008)
*''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'' (2009)
*''[[Il ponte delle spie]]'' (2015)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Claudia Catani]], nipote
*[[Daniele Giuliani]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Giuliani, Massimo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Imitatori]]
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Naama (Genesi)
0
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2026-09-20T07:54:16Z
Spinoziano
2297
sistemo didascalia
1426960
wikitext
text/x-wiki
[[File:Orvieto080.jpg|thumb|upright=1.3|Naama, raffigurata a sinistra come maestra di lettura, con [[Iubal]] raffigurato a destra come maestro di musica, in un bassorilievo della cattedrale di Orvieto]]
'''Naama''', personaggio biblico, figlia di [[Lamech (discendente di Caino)|Lamech]].
==Citazioni su Naama==
*{{NDR|In [[Genesi|Gen]] 4,17}} [[Caino]] è il costruttore della prima città, l'antenato degli allevatori, dei musicisti, dei fabbriferrai e forse delle figlie del piacere (cf. v 22), che sovvengono alle comodità e ai piaceri della vita urbana. [...] Le tre caste degli allevatori di bestiame, dei musicisti e dei fabbriferrai ambulanti sono legate a tre antenati i cui nomi fanno assonanza e richiamano i mestieri dei loro discendenti: [[Iabal|Jabal]] (''jbl'', «condurre»), [[Iubal|Jubal]] (''jôbel'', «tromba»), [[Tubal-cain|Tubal]] [...]. Naama, «la bella», «l'amata», potrebbe essere l'eponima di un'altra «professione» sulla quale il testo tace. (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'')
*Zilla a sua volta partorì [[Tubal-cain|Tubalkàin]], il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama. (''[[Genesi]]'')
==Voci correlate==
*[[Noè]] – marito <small>(secondo alcune tradizioni)</small>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
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Alga
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[[File:CaulerpaTaxifolia.jpg|thumb|''Caulerpa taxifolia'']]
Citazioni sulle '''alghe'''.
*''L'alga marina | che le tenaci aggrappa | radici nell'abisso e ride al sole.'' ([[Carlo Michelstaedter]])
*Le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele. ([[David J. Skal]])
*''Le alghe sono gli stracci | delle vesti delle sirene!'' ([[António Nobre]])
*Sotto la marea montante vide le alghe contorte sollevare languidamente e ondulare braccia riluttanti, alzando le gonnelle, nell'acqua sussurrante ondulando e altovolgendo timide fronde argentee. Giorno per giorno: notte per notte: sollevate, inondate e lasciate cadere. Signore, sono spossate: e, in risposta al sussurro, sospirano. [[Sant'Ambrogio]] lo udì, il sospiro di foglie e di onde, mentre aspettavano, attendevano la pienezza dei loro tempi, ''diebus ac noctibus iniurias patiens ingemiscit''. Senza alcun fine raccolte: poi vanamente liberate, fluttuanti in avanti, indietro rivolgenti: telaio della luna. ([[James Joyce]])
==Voci correlate==
*[[Alga edule]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Alghe]]
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Francesco Dall'Olio
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Danyele
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'''Francesco Dall'Olio''' detto '''Pupo''' (1953 – vivente), allenatore di pallavolo ed ex pallavolista italiano.
{{Int|''Un "Pupo" per ogni stagione...''|Intervista di Paola Marabini, ''Pallavolo'', 20-26 dicembre 1983.|h=2}}
*{{NDR|«Come è nato il nomignolo di Pupo?»}} Una mia sorella, Bruna, che fra l'altro giocava anche lei a pallavolo in serie A, veniva chiamata da tutti Pupa. Io, che sono stato l'ultimo degli otto figli, sono diventato cosi inevitabilmente il Pupo di casa.
*{{NDR|«Cosa sarebbe stata la tua vita senza la [[pallavolo]]?»}} Non te lo so dire con esattezza, forse avrei fatto la vita di tanti miei amici: anziché andare ad allenarmi sarei andato al cinema, anziché dedicare il sabato al campionato, sarei andato a ballare. Certo è che io mi reputo fortunato perché ho sempre potuto fare ciò che mi piaceva e perché quello che mi piaceva, e continua a piacermi, mi consente di vivere. Nella pallavolo, anche se potrebbe sembrare ripetitivo allenarsi tutti i giorni, trovo sempre nuovi stimoli che mi spingono ad una continua ricerca di miglioramento. A parte le soddisfazioni puramente sportive, questo sport mi ha insegnato a non considerare mai raggiunto un traguardo, a non cullarmi nei ricordi per quanto soddisfacenti essi possano risultare, a pensare sempre a quello che verrà dopo [...].
*{{NDR|«Quanto ti impegna la pallavolo?»}} Mi prende una buona fetta della giornata perché, a parte le due ore e mezza di palestra, ho l'abitudine di prepararmi alle partite studiando su un piccolo archivio personale, che tengo sempre aggiornato, le caratteristiche tecniche delle squadre che dobbiamo affrontare in modo da organizzare il gioco nella maniera più redditizia.
==Citazioni su Francesco Dall'Olio==
*È facile criticare il Milan quando manca di Rivera, per me "Pupo" ha lo stesso valore del "golden boy" del calcio. Con lui in cabina di regia il gioco diventa un altro. ([[Franco Anderlini]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Dall'Olio, Francesco}}
[[Categoria:Allenatori di pallavolo italiani]]
[[Categoria:Pallavolisti italiani]]
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Francesco Emilio Borrelli
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/* Citazioni di Francesco Emilio Borrelli */
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[[Immagine:Francesco Emilio Borrelli XIX.jpg|thumb|Francesco Emilio Borrelli nel 2022]]
'''Francesco Emilio Borrelli''' (1973), politico italiano
==Citazioni di Francesco Emilio Borrelli==
{{Cronologico}}
*Un buon imprenditore sa che, quando le cose per lui vanno bene, deve essere generoso, soprattutto in un Paese, come il nostro, che in questo momento è in grande difficoltà.<ref name="Camera10Nov2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0009/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 9]'', 10 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Riguardo gli extraprofitti delle aziende energetiche}} [...] prendo sempre dall’Enciclopedia: “L’extraprofitto è quindi una condizione tipica delle forme di mercato non perfettamente concorrenziali”. Non è sano, non è il normale profitto. Il profitto è una cosa che tu puoi avere se fai una buona impresa, una buona attività. Questa è fortuna.<ref name="Camera10Nov2022"/>
*Gli extraprofitti sono soldi degli italiani e delle italiane, ed è a loro che vanno restituiti immediatamente. Utili sì, ma all’[[Italia]].<ref name="Camera10Nov2022"/>
*La riforma del [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] appare come l'extrema ratio di una ristrutturazione del debito o, nella migliore delle ipotesi, di un commissariamento dei conti italiani, perché, con questa revisione, gli interessi delle nostre imprese esportatrici sarebbero allineati a quelli delle imprese esportatrici [[Germania|tedesche]].<ref name="Camera29Nov2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0015/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 15]'', 29 novembre 2022.</ref>
*[...] i comportamenti della ''[[Troika|trojka]]'' in alcuni Paesi sono stati pubblicamente definiti di tipo coloniale.<ref name="Camera29Nov2022/>
*[...] sarebbe invece necessaria e urgente una svolta keynesiana per alimentare la domanda interna attraverso investimenti pubblici per la riconversione ecologica dell'economia, ma la neo Presidente della Commissione europea {{NDR|[[Ursula von der Leyen]]}} ha ribadito il “no”, senza “se” e senza “ma”, all'esclusione dal calcolo del deficit della spesa green in conto capitale.<ref name="Camera29Nov2022/>
* [...] non soltanto [[Ischia]] ma lungo tutta la dorsale appenninica, fino alla [[Sicilia]], c'è un territorio a rischio. È un territorio che è stato molto spesso depauperato di una risorsa fondamentale, del verde, che è stato cementificato, che è stato abbandonato (ci sono varie motivazioni).<ref name="Camera30Nov2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0016/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 16]'', 30 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|A [[Lorenzo Fontana]]}} Presidente, la voglio ringraziare, perché lei ha parlato dicendo che ci sono i [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]] in atto. Mi fa molto piacere, perché ci sono alcuni esponenti di questa maggioranza che in passato hanno detto che non c'erano i cambiamenti climatici. Prenderne atto significa fare qualcosa di concreto nel nostro piccolo e nel nostro Paese per salvare tante vite in futuro.<ref name="Camera30Nov2022"/>
*[...] quando si tratta di emergenze il nostro Paese, da Enna alla Valle d'Aosta, è in grado di dare il meglio di sé. Il problema è che noi dovremmo lavorare per prevenire.<ref name="Camera1Dec2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0017/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 17]'', 1º dicembre 2022.</ref>
*[...] finalmente - e lo dico da ambientalista convinto che da sempre ha speso la propria vita nel cercare di portare avanti determinati valori - il Ministro {{NDR|[[Nello Musumeci]]}}, così come il Presidente della Camera {{NDR|[[Lorenzo Fontana]]}}, hanno riconosciuto che esiste un problema di cambiamento climatico. Lo dico perché altri esponenti precedenti, anche di questo [[Governo Meloni|Governo]], ci avevano indicato come punti di riferimento mondiali soggetti che, o hanno detto che la [[crisi climatica]] non esiste, oppure ci hanno posto come punti di riferimento soggetti che, ad esempio, hanno cominciato a devastare la [[foresta amazzonica]].<ref name="Camera1Dec2022"/>
*[...] è opportuno riconoscere che esiste un problema che renderà ancora più complicata la nostra vita, perché il nostro è un Paese fragile in cui mano a mano aumenterà la forza degli eventi climatici che, purtroppo, diventano più frequenti. Infatti, dobbiamo dirci che, se avvengono più tragedie è anche perché gli eventi estremi sono sempre più frequenti, mentre prima avvenivano con distanze di tempo molto più lunghe.<ref name="Camera1Dec2022"/>
*{{NDR|Sull'[[alluvione di Ischia del 2022]]}} È evidente che l'[[abusivismo edilizio|abusivismo]] ha contribuito, non solo a [[Ischia]] ma in tutto il Paese, a rendere più fragile il territorio, ma in alcuni casi è stato fatto un abusivismo folle, indipendentemente dalle motivazioni. Infatti, si è costruito sui letti dei [[Fiume|fiumi]] e su terreni franosi, cioè con istinti - fatemi passare il termine - suicidi.<ref name="Camera1Dec2022"/>
*{{NDR|Sul cambio di nome del Ministero dell'ambiente del [[Governo Meloni]]}} [...] se la dicitura del Ministero non cambia la sostanza dell'impegno ambientalista, perché insistere così tanto nel modificarla? È una cosa che non riusciamo a capire.<ref name="Camera5Dec2022">Dall'intervento alla [[Camera dei Deputati]], ''[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0019/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 19]'', 5 dicembre 2022.</ref>
*<small>'''[Alla domanda ad un podcast su quale fosse stato lo switch per protestare e occuparsi riguardo i problemi che affliggono Napoli]'''</small> Lo switch è stato che io dovevo fare una scelta: o quella di mio Fratello che se nè andato dalla città ad un certo punto, lui infatti vive a Torino [...] torna qualche volta con i miei nipotini e la sua compagna da turista. E chiunque noi che gira qualsiasi città d'Italia da turista, tendenzialmente troverà piacevole una permanenza più o meno breve, altra cosa è viverci quotidianamente. Lo switch è stato l'insofferenza continua e costante, ma non soltanto nei confronti della delinquenza o della criminalità, ma anche nei confronti dell'ipocrisia, una fortisisma ipocrisia... <sup><small>[https://youtu.be/KgF8D8LpSBw?is=TKZ_Gw6YRoxmkl4K <nowiki>[6]</nowiki>]</small></sup>
*'''<small>[Sulla morte di Umberto Bossi]</small>''' Molti mass media continuano a parlare di Umberto Bossi come un grande uomo e un grande politico. Pur rispettandone la morte non condivido nessuna delle due valutazioni. Non mi accodo a questo panegirico pubblico di un personaggio che ha detto e fatto cose indecenti contro il paese e contro il sud. <small>[https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1489242545890788&id=100044151710417 <sup><nowiki>[7]</nowiki></sup>]</small>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Borrelli, Francesco Emilio}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Il mostro della laguna nera
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Il mostro della laguna nera
|titoloalfabetico = Mostro della laguna nera, Il
|titolooriginale = Creature from the Black Lagoon
|immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg
|didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]]
|linguaoriginale = inglese
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 1954
|genere = horror / fantascienza
|regista = [[Jack Arnold]]
|soggetto = [[Maurice Zimm]]
|sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]]
|produttore = [[William Alland]]
|attori =
*[[Richard Carlson]]: David Reed
*[[Julie Adams]]: Kay Lawrence
*[[Richard Denning]]: Mark Williams
*[[Antonio Moreno]]: Carl Maia
*[[Nestor Paiva]]: Lucas
*[[Whit Bissell]]: dottor Thompson
*[[Bernie Gozier]]: Zee
*[[Henry A. Escalante]]: Chico
|doppiatori italiani =
*[[Pino Locchi]]: David Reed
*[[Renata Marini]]: Kay Lawrence
*[[Nino Pavese]]: Mark Williams
*[[Manlio Busoni]]: Carl Maia
*[[Luigi Pavese]]: Lucas
*[[Gino Baghetti]]: dottor Thompson
*[[Vittorio Cramer]]: voce narrante
}}
'''''Il mostro della laguna nera''''', film statunitense del 1954, regia di [[Jack Arnold]].
{{tagline|Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!}}
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
''Nel principio, Dio creò il cielo e la terra, e la terra era informe e vuota''.<br />Questo è il pianeta Terra appena nato e che andò raffreddandosi via via da una temperatura di seimila gradi a una di poche centinaia in cinque miliardi di anni. Il calore, irradiandosi nell'atmosfera, formò le nubi e la pioggia cadde sulla crosta indurita per secoli e secoli. I mari irrequieti crebbero, ma trovarono dei limiti e furono racchiusi. Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''')
*I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''')
*Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''')
*Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci piombi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''')
*{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br />'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba.
*'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br />'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br />'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br />'''David Reed''': Già...<br />'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br />'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br />'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br />'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br />'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br />'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br />'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora.
*'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br />'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br />'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br />'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte.
*'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br />'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Una scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario.
*'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br />'''David Reed''': Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br />'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br />'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br />'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla.
*'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br />'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano.
*'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br />'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br />'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br />'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br />'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa!
*'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br />'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br />'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta.
*'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br />'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br />'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br />'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br />'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br />'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br />'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br />'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br />'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br />'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra?
*'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br />'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br />'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br />'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi?
*'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br />'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto...
==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''==
*– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br />– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br />– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br />– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'')
*Anche nel Mostro della Laguna Nera troviamo alcune caratteristiche presenti nel primo film di Arnold {{NDR|''[[Destinazione... Terra!]]''}}. Il mostro non è una creatura meccanicamente aggressiva da eliminare, perché in nessun film di Arnold esiste l'odio verso il mostro, visto spesso con ammirazione come sublimazione intellettiva e morale dell'uomo (gli alieni) o con pietà e partecipazione quando rappresenta la parte più istintiva e naturale dell'umanità. E semmai interessante notare come, anche in questo caso, la reazione umana viene scatenata quando l'estraneo cerca di impadronirsi della donna (alcuni critici hanno preso da qui lo spunto per discutere la questione della sessualità proibita nei mostri). Inoltre, l'ambientazione è ancora una volta posta ai confini della civiltà, in uno scenario inesplorato e sconosciuto, dove l'uomo giunge armato del suo sapere scientifico ma è costretto a fare i conti con l'ignoto. E, ancora una volta, al tema centrale della diversità e dell'estraneità si affianca quello della VISIONE: visione del mostro da parte degli uomini, ma soprattutto visione degli uomini da parte del mostro. La sequenza più celebre del film riguarda appunto la creatura che osserva la ragazza della spedizione mentre nuota, con un'opposizione tra il buio degli abissi e la luce della superficie dell'acqua che Arnold dice di aver esplicitamente ricercato, ed un clima di magica sospensione determinata ancora una volta dall'uso della donna come apparizione (in ''Destinazione...terra'' era la fidanzata-aliena). ([[Renato Venturelli]])
*Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]])
*''Il mostro della Laguna Nera'' si rifà a una tradizione iniziata con un film muto intitolato ''Mondo perduto'' tratto dal romanzo di [[Arthur Conan Doyle]], nel quale un gruppo di scienziati parte per uno sperduto altopiano brasiliano popolato da animali preistorici. ([[Vincent Di Fate]])
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Molti critici hanno parlato delle implicazioni sessuali di questa scena {{NDR|in cui Julie Adams nuota con il mostro}}. Nel 1954, quando il film arrivò nelle sale, io avevo otto anni. E sicuramente notai le implicazioni sessuali. Ricordo di aver pensato una cosa. Quando Julia Adams si tuffa in acqua e viene inquadrata dal basso, con la luce alle sue spalle che filtra attraverso l'acqua, potrebbe essere completamente nuda. Però avviene a un livello subliminale. Non è così esplicito come molti critici vorrebbero farci credere. Lo spettatore non si deve soffermare sul fatto che si tratta di una sorta di rapporto sessuale tra il mostro e una donna appartenente a una specie completamente diversa. Ma sul fatto che questo sottinteso li unisce e rende palpabile l'affetto del mostro per la donna. Se non ci soffermiamo a pensare alla logica di questa scena e ci lasciamo trasportare dall'azione, restiamo con il fiato sospeso e per la logica non c'è più posto. ([[Vincent Di Fate]])
*Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]])
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'')
*Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]])
===[[Julie Adams]]===
*A quei tempi la casa di produzione si limitava ad assegnarci i film da girare. Quando mi assegnarono questo film, pensai: "Oh, no". Non avevo mai fatto un film dell'orrore. Ma ero una brava ragazza, e facevo sempre quello che volevano. Poi, una volta iniziate le riprese, si rivelò un'esperienza bellissima.
*C'è un che di commovente nel mostro che porta lo spettatore a pensare: "Peccato che sia così brutto, perché c'è una parte di lui che aspira a essere migliore, che aspira a essere umana, che aspira ad amare". È una cosa molto toccante.
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra lei e il mostro}} È come una danza d'amore, lo spettatore percepisce le emozioni del mostro, capisce che si sta innamorando di questa creatura che nuota in superficie. È una vera scena d'amore.
*Girammo tutta la prima unità negli esterni della Universal. Le scene subacquee, invece, furono girate in Florida, per la trasparenza dell'acqua. In pratica, le due parti furono girate contemporaneamente. Ma l'impressione, in un certo senso, è di trovarsi davvero in un luogo misterioso e remoto.
*Il colore del mostro originale era un verde muschio. Era un colore tenue, che creava giochi di luci e ombre ed era molto realistico, tanto che il mostro sembrava di carne e ossa. Le riproduzioni hanno quasi sempre colori troppo brillanti. Il verde è troppo vivace e a volte le labbra sono rosse. Rispetto all'originale, sono troppo sgargianti.
*{{NDR|Sul costume da bagno usato nel film}} Volevano che fosse unico. Non uno come tanti altri. Era abbastanza audace per quei tempi perché era un po' sgambato. Ora non fa più effetto, naturalmente. Ma aveva un suo stile. Non era facile indossarlo ogni giorno senza che il trucco del corpo sporcasse il tessuto bianco. Ne fecero tre o quattro esemplari.
===[[Jack Arnold]]===
*Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia...
*Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale.
*Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico.
===[[Ricou Browning]]===
{{cronologico}}
*Qualcuno fece presente alla Universal o al produttore, che mi sembra si chiamasse [[William Alland]], che Wakulla Springs sarebbe stato il luogo ideale per girare il film. Era un luogo dall'aspetto molto sinistro, soprattutto perché Ed Ball, il proprietario, l'aveva tenuto isolato per anni ed era ancora del tutto incontaminato. Quando [[Jack Arnold]] e Scotty Welbourne, l'operatore di macchina, arrivarono all'aeroporto, andai a prenderli e li portai sul luogo. Furono contenti di ciò che videro. Scotty prese la macchina subacquea e mi chiese di nuotare davanti a lui, in modo da farsi un'idea delle dimensioni dei tronchi, delle persone e dei pesci. Dissi: "Certo". Un paio di settimane dopo ricevetti una telefonata da Jack Arnold, che mi disse: "Ci piace come nuoti. Ti va di fare il mostro della Laguna nera?" E io risposi: "Non so cosa sia, ma va bene".
*Mi facevano indossare una calzamaglia che ricopriva tutto il corpo, poi la cospargevano di colla e infine vi applicavano dei pezzi di gommapiuma sagomata, per mettere in evidenza la struttura della pelle del mostro. A volte la colla filtrava attraverso la calzamaglia e mi provocava delle bruciature. Ho ancora una cicatrice.
*All'inizio avevano pensato di fare una maschera da mettere sul viso. Ma quando la indossai, ci accorgemmo che sporgeva troppo. Allora pensammo di ricorrere a un paio d'occhialini da nuotatore. Ma poi abbandonammo l'idea perché avendo gli occhialini sotto la maschera, se entrava dell'acqua, non c'era modo di farla uscire. Allora decisi di non mettere niente e girai a occhio nudo, per così dire.
*Ricevo cinque o sei lettere al mese. Come minimo. A volte anche di più. La gente mi manda fotografie da firmare. Mi fanno un sacco di complimenti sul film. Dicono che ne vanno matti, che li ha fatti spaventare a morte pur non essendo come i film dell'orrore dei nostri giorni, e che lascia spazio all'immaginazione.
*Non riuscivo a nuotare bene. Mi sentivo goffo. Ma appena sono arrivato sul set e Jack Arnold ha detto "Azione" tutto è cambiato. Mi sono dimenticato di averlo addosso. Anche se per respirare, visto che la bocca della creatura era lontana dalla mia, usavo un tubo che trattenevo tra le labbra. Ci eravamo accordati con il regista che, se avessi avuto dei problemi, l'avrei avvertito riemergendo subito. Invece andò tutto bene. Ero diventato il mostro.
===[[Bob Burns III]]===
*C'erano diversi scultori, nove, se non sbaglio. Chi si occupava del torace, chi delle braccia. Uno scultore solo non ce l'avrebbe mai fatta.
*Il costume per le scene subacquee era diverso {{NDR|da quello indossato da [[Ben Chapman]]}} perché [[Ricou Browning]] era più minuto. Quindi fu costruito in scala ridotta. Ogni singola parte fu realizzata in scala ridotta. [...] Non si vedono mai insieme, quindi non si nota {{NDR|la differenza}}. Anche le teste sono leggermente diverse. Quando Chris iniziò a scolpire, dovette tener conto che gli attori erano diversi. La testa di Ben era più rotonda, mentre quella di Ricou era più ovale, e quindi non fu facile ottenere lo stesso risultato finale. Ma non vedendole insieme, non si notava nessuna differenza.
*L'aspetto {{NDR|del mostro}} fu ideato da [[Milicent Patrick]]. Lavorava per la Universal e aveva creato modelli per molti film. Alla fine si presentò con questa creatura. Era la creatura dei suoi sogni. La adorava. Era identica ai disegni.
*La testa {{NDR|del mostro}} è di gommapiuma, quindi avevano libertà di movimento. C'era anche una testa speciale che permetteva alle branchie di flettersi. [...] C'erano dei tubicini pieni di aria compressa che gonfiavano delle camere d'aria, ma quella testa fu usata solo per una scena.
*Non sapevo che cosa fosse. Come mostro era ben fatto, ma non avevo idea di cosa avrei visto. Veniva voglia di non uscire dal cinema. Io lo vidi quattro volte di seguito.
===[[Ben Chapman]]===
*Avevo molto rispetto per [[Jack Arnold|Jack]]. Diventammo grandi amici. Ma era un regista tosto, uno che non si perdeva in sciocchezze. Quando ottenni la parte, andai da Jack e gli chiesi: "Come vuoi che la interpreti?" E lui rispose: "Non farlo sembrare un personaggio da cartoni animati". E aggiunse: "Non devi camminare. Devi scivolare. Ricorda, è un pesce che viene dall'acqua. Quindi devi scivolare". Un giorno arrivai allo studio e mi disse: "Ben, ho risolto i tuoi problemi". Sotto gli stivali che indossavo applicarono dei pesi appiattiti da 5 kg.
*Era un tipo davvero simpatico. Gli intrusi erano gli esseri umani. Erano andati a casa sua. È come se stasera, tornando a casa, trovassi della gente che fa festa nel tuo soggiorno. Come ti sentiresti?
*Il costume del mostro della Laguna Nera era una calzamaglia unica, su cui venivano applicate le singole parti scolpite separatamente. Dovevo stare attento al peso. Non potevo né ingrassare né dimagrire. Ci volevano due o tre ore per metterla e toglierla, perché doveva essere perfettamente aderente.
*La testa fu realizzata da Chris Mueller, un eccellente scultore. Ma per me il merito va alla persona che ha messo insieme il mostro, dalle fasi iniziali al momento delle riprese: Jack Kevan. Jack Kevan non ha mai ricevuto i riconoscimenti che si meritava, perché fu messo in ombra da [[Bud Westmore]].
*Per quella parte serviva una persona alta un metro e 95. Anzi, secondo la Universal doveva essere alto un metro e 95 e pesare 135 chili, ma io non pesavo 135 chili. Però, una volta indossato il costume, la testa e gli stivali, raggiungevo i due metri d'altezza. Alla fine ero molto imponente.
*Ringrazio tutti i fan per aver tenuto vivo l'uomo pesce per tutti questi anni. Senza di voi, sarebbe stato dimenticato da tantissimo tempo.
===[[David Schow]]===
*A parte il fascino esercitato dal mostro in quanto tale, l'altro aspetto che meglio lo identifica è contenuto nella frase che [[Billy Wilder]] fece pronunciare a [[Marilyn Monroe]] in ''[[Quando la moglie è in vacanza]]'', e cioè: "Aveva un aspetto spaventoso ma in realtà non era così cattivo. Forse aveva solo bisogno di un po' d'affetto, di sentirsi amato, desiderato e indispensabile".
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra il mostro e Julie Adams}} Anni fa un tizio di nome John Baxter la definì, in ''Science Fiction in the Cinema'', "una rappresentazione stilizzata di un rapporto sessuale". E aveva assolutamente ragione. Lo stesso [[Jack Arnold]] mi disse che aveva ragione.
*''Il mostro della Laguna Nera'' segnò l'inizio di una nuove era in fatto di mostri. Senza il mostro della Laguna Nera non esisterebbero nemmeno ''[[Alien]]'' o ''[[Predator]]''. Ogni mostro creato dopo di lui gli è per qualche verso debitore.
*Ho un interesse speciale per [[Milicent Patrick]] perché il tempo l'ha resa praticamente invisibile. I disegni per la realizzazione del mostro furono soprattutto opera sua. Quando il film uscì nelle sale, partecipò alla campagna pubblicitaria perché era molto fotogenica, era un buon soggetto per le interviste e aveva un enorme talento. Ho l'impressione che il suo contributo sia stato sminuito da [[Bud Westmore]].
===[[David J. Skal]]===
{{cronologico}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''Il mostro'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''Lo squalo'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*L'attore [[Richard Carlson]], star di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione Terra]]'', diventò una costante di questi film grazie alle sue interpretazioni di eroi scienziati. Fu una novità per Hollywood, dove gli scienziati erano matti o aspiravano a dominare il mondo.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*Il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
===Frasi promozionali===
*Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''.</ref>
*Secoli di passione rinchiusi nel suo cuore selvaggio!
:''Centuries of passion pent up in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''.</ref>
*Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia!
:''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''.</ref>
*Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!
:''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano = Il mostro della laguna nera
|titoloalfabetico = Mostro della laguna nera, Il
|titolooriginale = Creature from the Black Lagoon
|immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg
|didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]]
|linguaoriginale = inglese
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 1954
|genere = horror / fantascienza
|regista = [[Jack Arnold]]
|soggetto = [[Maurice Zimm]]
|sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]]
|produttore = [[William Alland]]
|attori =
*[[Richard Carlson]]: David Reed
*[[Julie Adams]]: Kay Lawrence
*[[Richard Denning]]: Mark Williams
*[[Antonio Moreno]]: Carl Maia
*[[Nestor Paiva]]: Lucas
*[[Whit Bissell]]: dottor Thompson
*[[Bernie Gozier]]: Zee
*[[Henry A. Escalante]]: Chico
|doppiatori italiani =
*[[Pino Locchi]]: David Reed
*[[Renata Marini]]: Kay Lawrence
*[[Nino Pavese]]: Mark Williams
*[[Manlio Busoni]]: Carl Maia
*[[Luigi Pavese]]: Lucas
*[[Gino Baghetti]]: dottor Thompson
*[[Vittorio Cramer]]: voce narrante
}}
'''''Il mostro della laguna nera''''', film statunitense del 1954, regia di [[Jack Arnold]].
{{tagline|Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!}}
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
''Nel principio, Dio creò il cielo e la terra, e la terra era informe e vuota''.<br />Questo è il pianeta Terra appena nato e che andò raffreddandosi via via da una temperatura di seimila gradi a una di poche centinaia in cinque miliardi di anni. Il calore, irradiandosi nell'atmosfera, formò le nubi e la pioggia cadde sulla crosta indurita per secoli e secoli. I mari irrequieti crebbero, ma trovarono dei limiti e furono racchiusi. Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''')
*I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''')
*Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''')
*Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci piombi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''')
*{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br />'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba.
*'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br />'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br />'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br />'''David Reed''': Già...<br />'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br />'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br />'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br />'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br />'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br />'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br />'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora.
*'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br />'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br />'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br />'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte.
*'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br />'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Una scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario.
*'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br />'''David Reed''': Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br />'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br />'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br />'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla.
*'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br />'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano.
*'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br />'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br />'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br />'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br />'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa!
*'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br />'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br />'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta.
*'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br />'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br />'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br />'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br />'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br />'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br />'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br />'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br />'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br />'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra?
*'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br />'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br />'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br />'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi?
*'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br />'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto...
==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''==
*– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br />– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br />– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br />– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'')
*Anche nel Mostro della Laguna Nera troviamo alcune caratteristiche presenti nel primo film di Arnold {{NDR|''[[Destinazione... Terra!]]''}}. Il mostro non è una creatura meccanicamente aggressiva da eliminare, perché in nessun film di Arnold esiste l'odio verso il mostro, visto spesso con ammirazione come sublimazione intellettiva e morale dell'uomo (gli alieni) o con pietà e partecipazione quando rappresenta la parte più istintiva e naturale dell'umanità. E semmai interessante notare come, anche in questo caso, la reazione umana viene scatenata quando l'estraneo cerca di impadronirsi della donna (alcuni critici hanno preso da qui lo spunto per discutere la questione della sessualità proibita nei mostri). Inoltre, l'ambientazione è ancora una volta posta ai confini della civiltà, in uno scenario inesplorato e sconosciuto, dove l'uomo giunge armato del suo sapere scientifico ma è costretto a fare i conti con l'ignoto. E, ancora una volta, al tema centrale della diversità e dell'estraneità si affianca quello della VISIONE: visione del mostro da parte degli uomini, ma soprattutto visione degli uomini da parte del mostro. La sequenza più celebre del film riguarda appunto la creatura che osserva la ragazza della spedizione mentre nuota, con un'opposizione tra il buio degli abissi e la luce della superficie dell'acqua che Arnold dice di aver esplicitamente ricercato, ed un clima di magica sospensione determinata ancora una volta dall'uso della donna come apparizione (in ''Destinazione...terra'' era la fidanzata-aliena). ([[Renato Venturelli]])
*Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]])
*''Il mostro della Laguna Nera'' si rifà a una tradizione iniziata con un film muto intitolato ''Mondo perduto'' tratto dal romanzo di [[Arthur Conan Doyle]], nel quale un gruppo di scienziati parte per uno sperduto altopiano brasiliano popolato da animali preistorici. ([[Vincent Di Fate]])
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Molti critici hanno parlato delle implicazioni sessuali di questa scena {{NDR|in cui Julie Adams nuota con il mostro}}. Nel 1954, quando il film arrivò nelle sale, io avevo otto anni. E sicuramente notai le implicazioni sessuali. Ricordo di aver pensato una cosa. Quando Julia Adams si tuffa in acqua e viene inquadrata dal basso, con la luce alle sue spalle che filtra attraverso l'acqua, potrebbe essere completamente nuda. Però avviene a un livello subliminale. Non è così esplicito come molti critici vorrebbero farci credere. Lo spettatore non si deve soffermare sul fatto che si tratta di una sorta di rapporto sessuale tra il mostro e una donna appartenente a una specie completamente diversa. Ma sul fatto che questo sottinteso li unisce e rende palpabile l'affetto del mostro per la donna. Se non ci soffermiamo a pensare alla logica di questa scena e ci lasciamo trasportare dall'azione, restiamo con il fiato sospeso e per la logica non c'è più posto. ([[Vincent Di Fate]])
*Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]])
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'')
*Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]])
===[[Julie Adams]]===
*A quei tempi la casa di produzione si limitava ad assegnarci i film da girare. Quando mi assegnarono questo film, pensai: "Oh, no". Non avevo mai fatto un film dell'orrore. Ma ero una brava ragazza, e facevo sempre quello che volevano. Poi, una volta iniziate le riprese, si rivelò un'esperienza bellissima.
*C'è un che di commovente nel mostro che porta lo spettatore a pensare: "Peccato che sia così brutto, perché c'è una parte di lui che aspira a essere migliore, che aspira a essere umana, che aspira ad amare". È una cosa molto toccante.
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra lei e il mostro}} È come una danza d'amore, lo spettatore percepisce le emozioni del mostro, capisce che si sta innamorando di questa creatura che nuota in superficie. È una vera scena d'amore.
*Girammo tutta la prima unità negli esterni della Universal. Le scene subacquee, invece, furono girate in Florida, per la trasparenza dell'acqua. In pratica, le due parti furono girate contemporaneamente. Ma l'impressione, in un certo senso, è di trovarsi davvero in un luogo misterioso e remoto.
*Il colore del mostro originale era un verde muschio. Era un colore tenue, che creava giochi di luci e ombre ed era molto realistico, tanto che il mostro sembrava di carne e ossa. Le riproduzioni hanno quasi sempre colori troppo brillanti. Il verde è troppo vivace e a volte le labbra sono rosse. Rispetto all'originale, sono troppo sgargianti.
*{{NDR|Sul costume da bagno usato nel film}} Volevano che fosse unico. Non uno come tanti altri. Era abbastanza audace per quei tempi perché era un po' sgambato. Ora non fa più effetto, naturalmente. Ma aveva un suo stile. Non era facile indossarlo ogni giorno senza che il trucco del corpo sporcasse il tessuto bianco. Ne fecero tre o quattro esemplari.
===[[Jack Arnold]]===
*Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia...
*Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale.
*Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico.
===[[Ricou Browning]]===
{{cronologico}}
*Qualcuno fece presente alla Universal o al produttore, che mi sembra si chiamasse [[William Alland]], che Wakulla Springs sarebbe stato il luogo ideale per girare il film. Era un luogo dall'aspetto molto sinistro, soprattutto perché Ed Ball, il proprietario, l'aveva tenuto isolato per anni ed era ancora del tutto incontaminato. Quando [[Jack Arnold]] e Scotty Welbourne, l'operatore di macchina, arrivarono all'aeroporto, andai a prenderli e li portai sul luogo. Furono contenti di ciò che videro. Scotty prese la macchina subacquea e mi chiese di nuotare davanti a lui, in modo da farsi un'idea delle dimensioni dei tronchi, delle persone e dei pesci. Dissi: "Certo". Un paio di settimane dopo ricevetti una telefonata da Jack Arnold, che mi disse: "Ci piace come nuoti. Ti va di fare il mostro della Laguna nera?" E io risposi: "Non so cosa sia, ma va bene".
*Mi facevano indossare una calzamaglia che ricopriva tutto il corpo, poi la cospargevano di colla e infine vi applicavano dei pezzi di gommapiuma sagomata, per mettere in evidenza la struttura della pelle del mostro. A volte la colla filtrava attraverso la calzamaglia e mi provocava delle bruciature. Ho ancora una cicatrice.
*All'inizio avevano pensato di fare una maschera da mettere sul viso. Ma quando la indossai, ci accorgemmo che sporgeva troppo. Allora pensammo di ricorrere a un paio d'occhialini da nuotatore. Ma poi abbandonammo l'idea perché avendo gli occhialini sotto la maschera, se entrava dell'acqua, non c'era modo di farla uscire. Allora decisi di non mettere niente e girai a occhio nudo, per così dire.
*Ricevo cinque o sei lettere al mese. Come minimo. A volte anche di più. La gente mi manda fotografie da firmare. Mi fanno un sacco di complimenti sul film. Dicono che ne vanno matti, che li ha fatti spaventare a morte pur non essendo come i film dell'orrore dei nostri giorni, e che lascia spazio all'immaginazione.
*Non riuscivo a nuotare bene. Mi sentivo goffo. Ma appena sono arrivato sul set e Jack Arnold ha detto "Azione" tutto è cambiato. Mi sono dimenticato di averlo addosso. Anche se per respirare, visto che la bocca della creatura era lontana dalla mia, usavo un tubo che trattenevo tra le labbra. Ci eravamo accordati con il regista che, se avessi avuto dei problemi, l'avrei avvertito riemergendo subito. Invece andò tutto bene. Ero diventato il mostro.
===[[Bob Burns III]]===
*C'erano diversi scultori, nove, se non sbaglio. Chi si occupava del torace, chi delle braccia. Uno scultore solo non ce l'avrebbe mai fatta.
*Il costume per le scene subacquee era diverso {{NDR|da quello indossato da [[Ben Chapman]]}} perché [[Ricou Browning]] era più minuto. Quindi fu costruito in scala ridotta. Ogni singola parte fu realizzata in scala ridotta. [...] Non si vedono mai insieme, quindi non si nota {{NDR|la differenza}}. Anche le teste sono leggermente diverse. Quando Chris iniziò a scolpire, dovette tener conto che gli attori erano diversi. La testa di Ben era più rotonda, mentre quella di Ricou era più ovale, e quindi non fu facile ottenere lo stesso risultato finale. Ma non vedendole insieme, non si notava nessuna differenza.
*L'aspetto {{NDR|del mostro}} fu ideato da [[Milicent Patrick]]. Lavorava per la Universal e aveva creato modelli per molti film. Alla fine si presentò con questa creatura. Era la creatura dei suoi sogni. La adorava. Era identica ai disegni.
*La testa {{NDR|del mostro}} è di gommapiuma, quindi avevano libertà di movimento. C'era anche una testa speciale che permetteva alle branchie di flettersi. [...] C'erano dei tubicini pieni di aria compressa che gonfiavano delle camere d'aria, ma quella testa fu usata solo per una scena.
*Non sapevo che cosa fosse. Come mostro era ben fatto, ma non avevo idea di cosa avrei visto. Veniva voglia di non uscire dal cinema. Io lo vidi quattro volte di seguito.
===[[Ben Chapman]]===
*Avevo molto rispetto per [[Jack Arnold|Jack]]. Diventammo grandi amici. Ma era un regista tosto, uno che non si perdeva in sciocchezze. Quando ottenni la parte, andai da Jack e gli chiesi: "Come vuoi che la interpreti?" E lui rispose: "Non farlo sembrare un personaggio da cartoni animati". E aggiunse: "Non devi camminare. Devi scivolare. Ricorda, è un pesce che viene dall'acqua. Quindi devi scivolare". Un giorno arrivai allo studio e mi disse: "Ben, ho risolto i tuoi problemi". Sotto gli stivali che indossavo applicarono dei pesi appiattiti da 5 kg.
*Era un tipo davvero simpatico. Gli intrusi erano gli esseri umani. Erano andati a casa sua. È come se stasera, tornando a casa, trovassi della gente che fa festa nel tuo soggiorno. Come ti sentiresti?
*Il costume del mostro della Laguna Nera era una calzamaglia unica, su cui venivano applicate le singole parti scolpite separatamente. Dovevo stare attento al peso. Non potevo né ingrassare né dimagrire. Ci volevano due o tre ore per metterla e toglierla, perché doveva essere perfettamente aderente.
*La testa fu realizzata da Chris Mueller, un eccellente scultore. Ma per me il merito va alla persona che ha messo insieme il mostro, dalle fasi iniziali al momento delle riprese: Jack Kevan. Jack Kevan non ha mai ricevuto i riconoscimenti che si meritava, perché fu messo in ombra da [[Bud Westmore]].
*Per quella parte serviva una persona alta un metro e 95. Anzi, secondo la Universal doveva essere alto un metro e 95 e pesare 135 chili, ma io non pesavo 135 chili. Però, una volta indossato il costume, la testa e gli stivali, raggiungevo i due metri d'altezza. Alla fine ero molto imponente.
*Ringrazio tutti i fan per aver tenuto vivo l'uomo pesce per tutti questi anni. Senza di voi, sarebbe stato dimenticato da tantissimo tempo.
===[[David Schow]]===
*A parte il fascino esercitato dal mostro in quanto tale, l'altro aspetto che meglio lo identifica è contenuto nella frase che [[Billy Wilder]] fece pronunciare a [[Marilyn Monroe]] in ''[[Quando la moglie è in vacanza]]'', e cioè: "Aveva un aspetto spaventoso ma in realtà non era così cattivo. Forse aveva solo bisogno di un po' d'affetto, di sentirsi amato, desiderato e indispensabile".
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra il mostro e Julie Adams}} Anni fa un tizio di nome John Baxter la definì, in ''Science Fiction in the Cinema'', "una rappresentazione stilizzata di un rapporto sessuale". E aveva assolutamente ragione. Lo stesso [[Jack Arnold]] mi disse che aveva ragione.
*''Il mostro della Laguna Nera'' segnò l'inizio di una nuove era in fatto di mostri. Senza il mostro della Laguna Nera non esisterebbero nemmeno ''[[Alien]]'' o ''[[Predator]]''. Ogni mostro creato dopo di lui gli è per qualche verso debitore.
*Ho un interesse speciale per [[Milicent Patrick]] perché il tempo l'ha resa praticamente invisibile. I disegni per la realizzazione del mostro furono soprattutto opera sua. Quando il film uscì nelle sale, partecipò alla campagna pubblicitaria perché era molto fotogenica, era un buon soggetto per le interviste e aveva un enorme talento. Ho l'impressione che il suo contributo sia stato sminuito da [[Bud Westmore]].
===[[David J. Skal]]===
{{cronologico}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''Il mostro'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''Lo squalo'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*Il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
===Frasi promozionali===
*Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''.</ref>
*Secoli di passione rinchiusi nel suo cuore selvaggio!
:''Centuries of passion pent up in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''.</ref>
*Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia!
:''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''.</ref>
*Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!
:''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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/* David J. Skal */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Il mostro della laguna nera
|titoloalfabetico = Mostro della laguna nera, Il
|titolooriginale = Creature from the Black Lagoon
|immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg
|didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]]
|linguaoriginale = inglese
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 1954
|genere = horror / fantascienza
|regista = [[Jack Arnold]]
|soggetto = [[Maurice Zimm]]
|sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]]
|produttore = [[William Alland]]
|attori =
*[[Richard Carlson]]: David Reed
*[[Julie Adams]]: Kay Lawrence
*[[Richard Denning]]: Mark Williams
*[[Antonio Moreno]]: Carl Maia
*[[Nestor Paiva]]: Lucas
*[[Whit Bissell]]: dottor Thompson
*[[Bernie Gozier]]: Zee
*[[Henry A. Escalante]]: Chico
|doppiatori italiani =
*[[Pino Locchi]]: David Reed
*[[Renata Marini]]: Kay Lawrence
*[[Nino Pavese]]: Mark Williams
*[[Manlio Busoni]]: Carl Maia
*[[Luigi Pavese]]: Lucas
*[[Gino Baghetti]]: dottor Thompson
*[[Vittorio Cramer]]: voce narrante
}}
'''''Il mostro della laguna nera''''', film statunitense del 1954, regia di [[Jack Arnold]].
{{tagline|Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!}}
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
''Nel principio, Dio creò il cielo e la terra, e la terra era informe e vuota''.<br />Questo è il pianeta Terra appena nato e che andò raffreddandosi via via da una temperatura di seimila gradi a una di poche centinaia in cinque miliardi di anni. Il calore, irradiandosi nell'atmosfera, formò le nubi e la pioggia cadde sulla crosta indurita per secoli e secoli. I mari irrequieti crebbero, ma trovarono dei limiti e furono racchiusi. Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''')
*I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''')
*Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''')
*Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci piombi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''')
*{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br />'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba.
*'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br />'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br />'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br />'''David Reed''': Già...<br />'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br />'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br />'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br />'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br />'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br />'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br />'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora.
*'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br />'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br />'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br />'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte.
*'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br />'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Una scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario.
*'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br />'''David Reed''': Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br />'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br />'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br />'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla.
*'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br />'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano.
*'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br />'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br />'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br />'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br />'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa!
*'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br />'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br />'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta.
*'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br />'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br />'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br />'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br />'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br />'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br />'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br />'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br />'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br />'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra?
*'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br />'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br />'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br />'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi?
*'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br />'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto...
==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''==
*– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br />– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br />– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br />– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'')
*Anche nel Mostro della Laguna Nera troviamo alcune caratteristiche presenti nel primo film di Arnold {{NDR|''[[Destinazione... Terra!]]''}}. Il mostro non è una creatura meccanicamente aggressiva da eliminare, perché in nessun film di Arnold esiste l'odio verso il mostro, visto spesso con ammirazione come sublimazione intellettiva e morale dell'uomo (gli alieni) o con pietà e partecipazione quando rappresenta la parte più istintiva e naturale dell'umanità. E semmai interessante notare come, anche in questo caso, la reazione umana viene scatenata quando l'estraneo cerca di impadronirsi della donna (alcuni critici hanno preso da qui lo spunto per discutere la questione della sessualità proibita nei mostri). Inoltre, l'ambientazione è ancora una volta posta ai confini della civiltà, in uno scenario inesplorato e sconosciuto, dove l'uomo giunge armato del suo sapere scientifico ma è costretto a fare i conti con l'ignoto. E, ancora una volta, al tema centrale della diversità e dell'estraneità si affianca quello della VISIONE: visione del mostro da parte degli uomini, ma soprattutto visione degli uomini da parte del mostro. La sequenza più celebre del film riguarda appunto la creatura che osserva la ragazza della spedizione mentre nuota, con un'opposizione tra il buio degli abissi e la luce della superficie dell'acqua che Arnold dice di aver esplicitamente ricercato, ed un clima di magica sospensione determinata ancora una volta dall'uso della donna come apparizione (in ''Destinazione...terra'' era la fidanzata-aliena). ([[Renato Venturelli]])
*Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]])
*''Il mostro della Laguna Nera'' si rifà a una tradizione iniziata con un film muto intitolato ''Mondo perduto'' tratto dal romanzo di [[Arthur Conan Doyle]], nel quale un gruppo di scienziati parte per uno sperduto altopiano brasiliano popolato da animali preistorici. ([[Vincent Di Fate]])
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Molti critici hanno parlato delle implicazioni sessuali di questa scena {{NDR|in cui Julie Adams nuota con il mostro}}. Nel 1954, quando il film arrivò nelle sale, io avevo otto anni. E sicuramente notai le implicazioni sessuali. Ricordo di aver pensato una cosa. Quando Julia Adams si tuffa in acqua e viene inquadrata dal basso, con la luce alle sue spalle che filtra attraverso l'acqua, potrebbe essere completamente nuda. Però avviene a un livello subliminale. Non è così esplicito come molti critici vorrebbero farci credere. Lo spettatore non si deve soffermare sul fatto che si tratta di una sorta di rapporto sessuale tra il mostro e una donna appartenente a una specie completamente diversa. Ma sul fatto che questo sottinteso li unisce e rende palpabile l'affetto del mostro per la donna. Se non ci soffermiamo a pensare alla logica di questa scena e ci lasciamo trasportare dall'azione, restiamo con il fiato sospeso e per la logica non c'è più posto. ([[Vincent Di Fate]])
*Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]])
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'')
*Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]])
===[[Julie Adams]]===
*A quei tempi la casa di produzione si limitava ad assegnarci i film da girare. Quando mi assegnarono questo film, pensai: "Oh, no". Non avevo mai fatto un film dell'orrore. Ma ero una brava ragazza, e facevo sempre quello che volevano. Poi, una volta iniziate le riprese, si rivelò un'esperienza bellissima.
*C'è un che di commovente nel mostro che porta lo spettatore a pensare: "Peccato che sia così brutto, perché c'è una parte di lui che aspira a essere migliore, che aspira a essere umana, che aspira ad amare". È una cosa molto toccante.
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra lei e il mostro}} È come una danza d'amore, lo spettatore percepisce le emozioni del mostro, capisce che si sta innamorando di questa creatura che nuota in superficie. È una vera scena d'amore.
*Girammo tutta la prima unità negli esterni della Universal. Le scene subacquee, invece, furono girate in Florida, per la trasparenza dell'acqua. In pratica, le due parti furono girate contemporaneamente. Ma l'impressione, in un certo senso, è di trovarsi davvero in un luogo misterioso e remoto.
*Il colore del mostro originale era un verde muschio. Era un colore tenue, che creava giochi di luci e ombre ed era molto realistico, tanto che il mostro sembrava di carne e ossa. Le riproduzioni hanno quasi sempre colori troppo brillanti. Il verde è troppo vivace e a volte le labbra sono rosse. Rispetto all'originale, sono troppo sgargianti.
*{{NDR|Sul costume da bagno usato nel film}} Volevano che fosse unico. Non uno come tanti altri. Era abbastanza audace per quei tempi perché era un po' sgambato. Ora non fa più effetto, naturalmente. Ma aveva un suo stile. Non era facile indossarlo ogni giorno senza che il trucco del corpo sporcasse il tessuto bianco. Ne fecero tre o quattro esemplari.
===[[Jack Arnold]]===
*Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia...
*Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale.
*Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico.
===[[Ricou Browning]]===
{{cronologico}}
*Qualcuno fece presente alla Universal o al produttore, che mi sembra si chiamasse [[William Alland]], che Wakulla Springs sarebbe stato il luogo ideale per girare il film. Era un luogo dall'aspetto molto sinistro, soprattutto perché Ed Ball, il proprietario, l'aveva tenuto isolato per anni ed era ancora del tutto incontaminato. Quando [[Jack Arnold]] e Scotty Welbourne, l'operatore di macchina, arrivarono all'aeroporto, andai a prenderli e li portai sul luogo. Furono contenti di ciò che videro. Scotty prese la macchina subacquea e mi chiese di nuotare davanti a lui, in modo da farsi un'idea delle dimensioni dei tronchi, delle persone e dei pesci. Dissi: "Certo". Un paio di settimane dopo ricevetti una telefonata da Jack Arnold, che mi disse: "Ci piace come nuoti. Ti va di fare il mostro della Laguna nera?" E io risposi: "Non so cosa sia, ma va bene".
*Mi facevano indossare una calzamaglia che ricopriva tutto il corpo, poi la cospargevano di colla e infine vi applicavano dei pezzi di gommapiuma sagomata, per mettere in evidenza la struttura della pelle del mostro. A volte la colla filtrava attraverso la calzamaglia e mi provocava delle bruciature. Ho ancora una cicatrice.
*All'inizio avevano pensato di fare una maschera da mettere sul viso. Ma quando la indossai, ci accorgemmo che sporgeva troppo. Allora pensammo di ricorrere a un paio d'occhialini da nuotatore. Ma poi abbandonammo l'idea perché avendo gli occhialini sotto la maschera, se entrava dell'acqua, non c'era modo di farla uscire. Allora decisi di non mettere niente e girai a occhio nudo, per così dire.
*Ricevo cinque o sei lettere al mese. Come minimo. A volte anche di più. La gente mi manda fotografie da firmare. Mi fanno un sacco di complimenti sul film. Dicono che ne vanno matti, che li ha fatti spaventare a morte pur non essendo come i film dell'orrore dei nostri giorni, e che lascia spazio all'immaginazione.
*Non riuscivo a nuotare bene. Mi sentivo goffo. Ma appena sono arrivato sul set e Jack Arnold ha detto "Azione" tutto è cambiato. Mi sono dimenticato di averlo addosso. Anche se per respirare, visto che la bocca della creatura era lontana dalla mia, usavo un tubo che trattenevo tra le labbra. Ci eravamo accordati con il regista che, se avessi avuto dei problemi, l'avrei avvertito riemergendo subito. Invece andò tutto bene. Ero diventato il mostro.
===[[Bob Burns III]]===
*C'erano diversi scultori, nove, se non sbaglio. Chi si occupava del torace, chi delle braccia. Uno scultore solo non ce l'avrebbe mai fatta.
*Il costume per le scene subacquee era diverso {{NDR|da quello indossato da [[Ben Chapman]]}} perché [[Ricou Browning]] era più minuto. Quindi fu costruito in scala ridotta. Ogni singola parte fu realizzata in scala ridotta. [...] Non si vedono mai insieme, quindi non si nota {{NDR|la differenza}}. Anche le teste sono leggermente diverse. Quando Chris iniziò a scolpire, dovette tener conto che gli attori erano diversi. La testa di Ben era più rotonda, mentre quella di Ricou era più ovale, e quindi non fu facile ottenere lo stesso risultato finale. Ma non vedendole insieme, non si notava nessuna differenza.
*L'aspetto {{NDR|del mostro}} fu ideato da [[Milicent Patrick]]. Lavorava per la Universal e aveva creato modelli per molti film. Alla fine si presentò con questa creatura. Era la creatura dei suoi sogni. La adorava. Era identica ai disegni.
*La testa {{NDR|del mostro}} è di gommapiuma, quindi avevano libertà di movimento. C'era anche una testa speciale che permetteva alle branchie di flettersi. [...] C'erano dei tubicini pieni di aria compressa che gonfiavano delle camere d'aria, ma quella testa fu usata solo per una scena.
*Non sapevo che cosa fosse. Come mostro era ben fatto, ma non avevo idea di cosa avrei visto. Veniva voglia di non uscire dal cinema. Io lo vidi quattro volte di seguito.
===[[Ben Chapman]]===
*Avevo molto rispetto per [[Jack Arnold|Jack]]. Diventammo grandi amici. Ma era un regista tosto, uno che non si perdeva in sciocchezze. Quando ottenni la parte, andai da Jack e gli chiesi: "Come vuoi che la interpreti?" E lui rispose: "Non farlo sembrare un personaggio da cartoni animati". E aggiunse: "Non devi camminare. Devi scivolare. Ricorda, è un pesce che viene dall'acqua. Quindi devi scivolare". Un giorno arrivai allo studio e mi disse: "Ben, ho risolto i tuoi problemi". Sotto gli stivali che indossavo applicarono dei pesi appiattiti da 5 kg.
*Era un tipo davvero simpatico. Gli intrusi erano gli esseri umani. Erano andati a casa sua. È come se stasera, tornando a casa, trovassi della gente che fa festa nel tuo soggiorno. Come ti sentiresti?
*Il costume del mostro della Laguna Nera era una calzamaglia unica, su cui venivano applicate le singole parti scolpite separatamente. Dovevo stare attento al peso. Non potevo né ingrassare né dimagrire. Ci volevano due o tre ore per metterla e toglierla, perché doveva essere perfettamente aderente.
*La testa fu realizzata da Chris Mueller, un eccellente scultore. Ma per me il merito va alla persona che ha messo insieme il mostro, dalle fasi iniziali al momento delle riprese: Jack Kevan. Jack Kevan non ha mai ricevuto i riconoscimenti che si meritava, perché fu messo in ombra da [[Bud Westmore]].
*Per quella parte serviva una persona alta un metro e 95. Anzi, secondo la Universal doveva essere alto un metro e 95 e pesare 135 chili, ma io non pesavo 135 chili. Però, una volta indossato il costume, la testa e gli stivali, raggiungevo i due metri d'altezza. Alla fine ero molto imponente.
*Ringrazio tutti i fan per aver tenuto vivo l'uomo pesce per tutti questi anni. Senza di voi, sarebbe stato dimenticato da tantissimo tempo.
===[[David Schow]]===
*A parte il fascino esercitato dal mostro in quanto tale, l'altro aspetto che meglio lo identifica è contenuto nella frase che [[Billy Wilder]] fece pronunciare a [[Marilyn Monroe]] in ''[[Quando la moglie è in vacanza]]'', e cioè: "Aveva un aspetto spaventoso ma in realtà non era così cattivo. Forse aveva solo bisogno di un po' d'affetto, di sentirsi amato, desiderato e indispensabile".
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra il mostro e Julie Adams}} Anni fa un tizio di nome John Baxter la definì, in ''Science Fiction in the Cinema'', "una rappresentazione stilizzata di un rapporto sessuale". E aveva assolutamente ragione. Lo stesso [[Jack Arnold]] mi disse che aveva ragione.
*''Il mostro della Laguna Nera'' segnò l'inizio di una nuove era in fatto di mostri. Senza il mostro della Laguna Nera non esisterebbero nemmeno ''[[Alien]]'' o ''[[Predator]]''. Ogni mostro creato dopo di lui gli è per qualche verso debitore.
*Ho un interesse speciale per [[Milicent Patrick]] perché il tempo l'ha resa praticamente invisibile. I disegni per la realizzazione del mostro furono soprattutto opera sua. Quando il film uscì nelle sale, partecipò alla campagna pubblicitaria perché era molto fotogenica, era un buon soggetto per le interviste e aveva un enorme talento. Ho l'impressione che il suo contributo sia stato sminuito da [[Bud Westmore]].
===[[David J. Skal]]===
{{cronologico}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''Il mostro'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*Il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
===Frasi promozionali===
*Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''.</ref>
*Secoli di passione rinchiusi nel suo cuore selvaggio!
:''Centuries of passion pent up in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''.</ref>
*Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia!
:''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''.</ref>
*Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!
:''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Il mostro della laguna nera
|titoloalfabetico = Mostro della laguna nera, Il
|titolooriginale = Creature from the Black Lagoon
|immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg
|didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]]
|linguaoriginale = inglese
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 1954
|genere = horror / fantascienza
|regista = [[Jack Arnold]]
|soggetto = [[Maurice Zimm]]
|sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]]
|produttore = [[William Alland]]
|attori =
*[[Richard Carlson]]: David Reed
*[[Julie Adams]]: Kay Lawrence
*[[Richard Denning]]: Mark Williams
*[[Antonio Moreno]]: Carl Maia
*[[Nestor Paiva]]: Lucas
*[[Whit Bissell]]: dottor Thompson
*[[Bernie Gozier]]: Zee
*[[Henry A. Escalante]]: Chico
|doppiatori italiani =
*[[Pino Locchi]]: David Reed
*[[Renata Marini]]: Kay Lawrence
*[[Nino Pavese]]: Mark Williams
*[[Manlio Busoni]]: Carl Maia
*[[Luigi Pavese]]: Lucas
*[[Gino Baghetti]]: dottor Thompson
*[[Vittorio Cramer]]: voce narrante
}}
'''''Il mostro della laguna nera''''', film statunitense del 1954, regia di [[Jack Arnold]].
{{tagline|Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!}}
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
''Nel principio, Dio creò il cielo e la terra, e la terra era informe e vuota''.<br />Questo è il pianeta Terra appena nato e che andò raffreddandosi via via da una temperatura di seimila gradi a una di poche centinaia in cinque miliardi di anni. Il calore, irradiandosi nell'atmosfera, formò le nubi e la pioggia cadde sulla crosta indurita per secoli e secoli. I mari irrequieti crebbero, ma trovarono dei limiti e furono racchiusi. Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''')
*I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''')
*Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''')
*Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci piombi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''')
*{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br />'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba.
*'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br />'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br />'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br />'''David Reed''': Già...<br />'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br />'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br />'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br />'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br />'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br />'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br />'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora.
*'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br />'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br />'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br />'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte.
*'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br />'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Una scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario.
*'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br />'''David Reed''': Non è che un fiumiciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era cento milioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br />'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br />'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br />'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br />'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br />'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla.
*'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br />'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano.
*'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br />'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br />'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br />'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br />'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa!
*'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br />'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br />'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta.
*'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br />'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br />'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br />'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br />'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br />'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br />'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br />'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br />'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br />'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra?
*'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br />'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br />'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br />'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi?
*'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br />'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto...
==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''==
*– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br />– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br />– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br />– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'')
*Anche nel Mostro della Laguna Nera troviamo alcune caratteristiche presenti nel primo film di Arnold {{NDR|''[[Destinazione... Terra!]]''}}. Il mostro non è una creatura meccanicamente aggressiva da eliminare, perché in nessun film di Arnold esiste l'odio verso il mostro, visto spesso con ammirazione come sublimazione intellettiva e morale dell'uomo (gli alieni) o con pietà e partecipazione quando rappresenta la parte più istintiva e naturale dell'umanità. E semmai interessante notare come, anche in questo caso, la reazione umana viene scatenata quando l'estraneo cerca di impadronirsi della donna (alcuni critici hanno preso da qui lo spunto per discutere la questione della sessualità proibita nei mostri). Inoltre, l'ambientazione è ancora una volta posta ai confini della civiltà, in uno scenario inesplorato e sconosciuto, dove l'uomo giunge armato del suo sapere scientifico ma è costretto a fare i conti con l'ignoto. E, ancora una volta, al tema centrale della diversità e dell'estraneità si affianca quello della VISIONE: visione del mostro da parte degli uomini, ma soprattutto visione degli uomini da parte del mostro. La sequenza più celebre del film riguarda appunto la creatura che osserva la ragazza della spedizione mentre nuota, con un'opposizione tra il buio degli abissi e la luce della superficie dell'acqua che Arnold dice di aver esplicitamente ricercato, ed un clima di magica sospensione determinata ancora una volta dall'uso della donna come apparizione (in ''Destinazione...terra'' era la fidanzata-aliena). ([[Renato Venturelli]])
*Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]])
*''Il mostro della Laguna Nera'' si rifà a una tradizione iniziata con un film muto intitolato ''Mondo perduto'' tratto dal romanzo di [[Arthur Conan Doyle]], nel quale un gruppo di scienziati parte per uno sperduto altopiano brasiliano popolato da animali preistorici. ([[Vincent Di Fate]])
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Molti critici hanno parlato delle implicazioni sessuali di questa scena {{NDR|in cui Julie Adams nuota con il mostro}}. Nel 1954, quando il film arrivò nelle sale, io avevo otto anni. E sicuramente notai le implicazioni sessuali. Ricordo di aver pensato una cosa. Quando Julia Adams si tuffa in acqua e viene inquadrata dal basso, con la luce alle sue spalle che filtra attraverso l'acqua, potrebbe essere completamente nuda. Però avviene a un livello subliminale. Non è così esplicito come molti critici vorrebbero farci credere. Lo spettatore non si deve soffermare sul fatto che si tratta di una sorta di rapporto sessuale tra il mostro e una donna appartenente a una specie completamente diversa. Ma sul fatto che questo sottinteso li unisce e rende palpabile l'affetto del mostro per la donna. Se non ci soffermiamo a pensare alla logica di questa scena e ci lasciamo trasportare dall'azione, restiamo con il fiato sospeso e per la logica non c'è più posto. ([[Vincent Di Fate]])
*Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]])
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'')
*Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]])
===[[Julie Adams]]===
*A quei tempi la casa di produzione si limitava ad assegnarci i film da girare. Quando mi assegnarono questo film, pensai: "Oh, no". Non avevo mai fatto un film dell'orrore. Ma ero una brava ragazza, e facevo sempre quello che volevano. Poi, una volta iniziate le riprese, si rivelò un'esperienza bellissima.
*C'è un che di commovente nel mostro che porta lo spettatore a pensare: "Peccato che sia così brutto, perché c'è una parte di lui che aspira a essere migliore, che aspira a essere umana, che aspira ad amare". È una cosa molto toccante.
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra lei e il mostro}} È come una danza d'amore, lo spettatore percepisce le emozioni del mostro, capisce che si sta innamorando di questa creatura che nuota in superficie. È una vera scena d'amore.
*Girammo tutta la prima unità negli esterni della Universal. Le scene subacquee, invece, furono girate in Florida, per la trasparenza dell'acqua. In pratica, le due parti furono girate contemporaneamente. Ma l'impressione, in un certo senso, è di trovarsi davvero in un luogo misterioso e remoto.
*Il colore del mostro originale era un verde muschio. Era un colore tenue, che creava giochi di luci e ombre ed era molto realistico, tanto che il mostro sembrava di carne e ossa. Le riproduzioni hanno quasi sempre colori troppo brillanti. Il verde è troppo vivace e a volte le labbra sono rosse. Rispetto all'originale, sono troppo sgargianti.
*{{NDR|Sul costume da bagno usato nel film}} Volevano che fosse unico. Non uno come tanti altri. Era abbastanza audace per quei tempi perché era un po' sgambato. Ora non fa più effetto, naturalmente. Ma aveva un suo stile. Non era facile indossarlo ogni giorno senza che il trucco del corpo sporcasse il tessuto bianco. Ne fecero tre o quattro esemplari.
===[[Jack Arnold]]===
*Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia...
*Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale.
*Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico.
===[[Ricou Browning]]===
{{cronologico}}
[[File:Director Jack Arnold.jpg|thumb|Ricou Browning con Jack Arnold durante le riprese]]
*Qualcuno fece presente alla Universal o al produttore, che mi sembra si chiamasse [[William Alland]], che Wakulla Springs sarebbe stato il luogo ideale per girare il film. Era un luogo dall'aspetto molto sinistro, soprattutto perché Ed Ball, il proprietario, l'aveva tenuto isolato per anni ed era ancora del tutto incontaminato. Quando [[Jack Arnold]] e Scotty Welbourne, l'operatore di macchina, arrivarono all'aeroporto, andai a prenderli e li portai sul luogo. Furono contenti di ciò che videro. Scotty prese la macchina subacquea e mi chiese di nuotare davanti a lui, in modo da farsi un'idea delle dimensioni dei tronchi, delle persone e dei pesci. Dissi: "Certo". Un paio di settimane dopo ricevetti una telefonata da Jack Arnold, che mi disse: "Ci piace come nuoti. Ti va di fare il mostro della Laguna nera?" E io risposi: "Non so cosa sia, ma va bene".
*Mi facevano indossare una calzamaglia che ricopriva tutto il corpo, poi la cospargevano di colla e infine vi applicavano dei pezzi di gommapiuma sagomata, per mettere in evidenza la struttura della pelle del mostro. A volte la colla filtrava attraverso la calzamaglia e mi provocava delle bruciature. Ho ancora una cicatrice.
*All'inizio avevano pensato di fare una maschera da mettere sul viso. Ma quando la indossai, ci accorgemmo che sporgeva troppo. Allora pensammo di ricorrere a un paio d'occhialini da nuotatore. Ma poi abbandonammo l'idea perché avendo gli occhialini sotto la maschera, se entrava dell'acqua, non c'era modo di farla uscire. Allora decisi di non mettere niente e girai a occhio nudo, per così dire.
*Ricevo cinque o sei lettere al mese. Come minimo. A volte anche di più. La gente mi manda fotografie da firmare. Mi fanno un sacco di complimenti sul film. Dicono che ne vanno matti, che li ha fatti spaventare a morte pur non essendo come i film dell'orrore dei nostri giorni, e che lascia spazio all'immaginazione.
*Non riuscivo a nuotare bene. Mi sentivo goffo. Ma appena sono arrivato sul set e Jack Arnold ha detto "Azione" tutto è cambiato. Mi sono dimenticato di averlo addosso. Anche se per respirare, visto che la bocca della creatura era lontana dalla mia, usavo un tubo che trattenevo tra le labbra. Ci eravamo accordati con il regista che, se avessi avuto dei problemi, l'avrei avvertito riemergendo subito. Invece andò tutto bene. Ero diventato il mostro.
===[[Bob Burns III]]===
*C'erano diversi scultori, nove, se non sbaglio. Chi si occupava del torace, chi delle braccia. Uno scultore solo non ce l'avrebbe mai fatta.
*Il costume per le scene subacquee era diverso {{NDR|da quello indossato da [[Ben Chapman]]}} perché [[Ricou Browning]] era più minuto. Quindi fu costruito in scala ridotta. Ogni singola parte fu realizzata in scala ridotta. [...] Non si vedono mai insieme, quindi non si nota {{NDR|la differenza}}. Anche le teste sono leggermente diverse. Quando Chris iniziò a scolpire, dovette tener conto che gli attori erano diversi. La testa di Ben era più rotonda, mentre quella di Ricou era più ovale, e quindi non fu facile ottenere lo stesso risultato finale. Ma non vedendole insieme, non si notava nessuna differenza.
*L'aspetto {{NDR|del mostro}} fu ideato da [[Milicent Patrick]]. Lavorava per la Universal e aveva creato modelli per molti film. Alla fine si presentò con questa creatura. Era la creatura dei suoi sogni. La adorava. Era identica ai disegni.
*La testa {{NDR|del mostro}} è di gommapiuma, quindi avevano libertà di movimento. C'era anche una testa speciale che permetteva alle branchie di flettersi. [...] C'erano dei tubicini pieni di aria compressa che gonfiavano delle camere d'aria, ma quella testa fu usata solo per una scena.
*Non sapevo che cosa fosse. Come mostro era ben fatto, ma non avevo idea di cosa avrei visto. Veniva voglia di non uscire dal cinema. Io lo vidi quattro volte di seguito.
===[[Ben Chapman]]===
*Avevo molto rispetto per [[Jack Arnold|Jack]]. Diventammo grandi amici. Ma era un regista tosto, uno che non si perdeva in sciocchezze. Quando ottenni la parte, andai da Jack e gli chiesi: "Come vuoi che la interpreti?" E lui rispose: "Non farlo sembrare un personaggio da cartoni animati". E aggiunse: "Non devi camminare. Devi scivolare. Ricorda, è un pesce che viene dall'acqua. Quindi devi scivolare". Un giorno arrivai allo studio e mi disse: "Ben, ho risolto i tuoi problemi". Sotto gli stivali che indossavo applicarono dei pesi appiattiti da 5 kg.
*Era un tipo davvero simpatico. Gli intrusi erano gli esseri umani. Erano andati a casa sua. È come se stasera, tornando a casa, trovassi della gente che fa festa nel tuo soggiorno. Come ti sentiresti?
*Il costume del mostro della Laguna Nera era una calzamaglia unica, su cui venivano applicate le singole parti scolpite separatamente. Dovevo stare attento al peso. Non potevo né ingrassare né dimagrire. Ci volevano due o tre ore per metterla e toglierla, perché doveva essere perfettamente aderente.
*La testa fu realizzata da Chris Mueller, un eccellente scultore. Ma per me il merito va alla persona che ha messo insieme il mostro, dalle fasi iniziali al momento delle riprese: Jack Kevan. Jack Kevan non ha mai ricevuto i riconoscimenti che si meritava, perché fu messo in ombra da [[Bud Westmore]].
*Per quella parte serviva una persona alta un metro e 95. Anzi, secondo la Universal doveva essere alto un metro e 95 e pesare 135 chili, ma io non pesavo 135 chili. Però, una volta indossato il costume, la testa e gli stivali, raggiungevo i due metri d'altezza. Alla fine ero molto imponente.
*Ringrazio tutti i fan per aver tenuto vivo l'uomo pesce per tutti questi anni. Senza di voi, sarebbe stato dimenticato da tantissimo tempo.
===[[David Schow]]===
*A parte il fascino esercitato dal mostro in quanto tale, l'altro aspetto che meglio lo identifica è contenuto nella frase che [[Billy Wilder]] fece pronunciare a [[Marilyn Monroe]] in ''[[Quando la moglie è in vacanza]]'', e cioè: "Aveva un aspetto spaventoso ma in realtà non era così cattivo. Forse aveva solo bisogno di un po' d'affetto, di sentirsi amato, desiderato e indispensabile".
*{{NDR|Sulla scena del nuoto tra il mostro e Julie Adams}} Anni fa un tizio di nome John Baxter la definì, in ''Science Fiction in the Cinema'', "una rappresentazione stilizzata di un rapporto sessuale". E aveva assolutamente ragione. Lo stesso [[Jack Arnold]] mi disse che aveva ragione.
*''Il mostro della Laguna Nera'' segnò l'inizio di una nuove era in fatto di mostri. Senza il mostro della Laguna Nera non esisterebbero nemmeno ''[[Alien]]'' o ''[[Predator]]''. Ogni mostro creato dopo di lui gli è per qualche verso debitore.
*Ho un interesse speciale per [[Milicent Patrick]] perché il tempo l'ha resa praticamente invisibile. I disegni per la realizzazione del mostro furono soprattutto opera sua. Quando il film uscì nelle sale, partecipò alla campagna pubblicitaria perché era molto fotogenica, era un buon soggetto per le interviste e aveva un enorme talento. Ho l'impressione che il suo contributo sia stato sminuito da [[Bud Westmore]].
===[[David J. Skal]]===
{{cronologico}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''Il mostro'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*Il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
===Frasi promozionali===
*Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''.</ref>
*Secoli di passione rinchiusi nel suo cuore selvaggio!
:''Centuries of passion pent up in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''.</ref>
*Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia!
:''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''.</ref>
*Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda!
:''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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Conte Orlok
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[[File:Max Schreck as Count Orlok in Nosferatu – Eine Symphonie des Grauens (1922).jpg|thumb|Il Conte Orlok interpretato da [[Max Schreck]] in ''[[Nosferatu il vampiro]]'']]
'''Conte Orlok''', noto anche come '''Nosferatu''', personaggio del cinema creato da [[Friedrich Wilhelm Murnau]] e [[Henrik Galeen]].
==Citazioni del Conte Orlok==
{{cronologico}}
===''[[Nosferatu il vampiro]]''===
*Vi siete ferito... Sangue prezioso!
*L'alba è lontana - e durante il giorno, mio caro amico, dormo profondamente.
*Sua moglie ha un bellissimo collo...
===''[[Nosferatu, il principe della notte]]''===
*Ah, giovanotto! Lei è come la gente del villaggio che non riesce mai ad entrare nello spirito di un cacciatore.
*Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l'oscurità e le ombre, dove posso essere solo coi miei pensieri.
*Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile.
*La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.
*Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire.
*La mancanza di amore è la più crudele e abietta delle pene.
===''[[Nosferatu a Venezia]]''===
*Che senso ha il tempo per chi non conosce la morte?
*La vita che a te non serve può servire ad altri.
*Ti ho salvato la vita perché tu mi aiuti a morire.
===''[[L'ombra del vampiro]]''===
*C'era un tempo in cui io mi cibavo soltanto dai calici d'oro, ma adesso... [...] Nella mia vecchiaia adesso io mi nutro come orinano i poveri vecchi, a volte consumando tutto insieme, altre volte goccia dopo goccia.
*Te l'ho detto, io mi nutro in modo stravagante. Spesso, sono molto vorace.
*Ho ucciso qualcuno dei tuoi uomini, Murnau? Non me lo ricordo.
*La segretaria di edizione? La mangerò più tardi.
*Come potresti farmi del male quando nemmeno io so la maniera in cui potrei farmene?
*{{NDR|«Quando sei diventato vampiro?»}} Non me lo ricordo.
*{{NDR|Su ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} Ho letto quel libro. [...] Mi ha messo tristezza. [...] Perché [[Conte Dracula|Dracula]] non aveva servitori. [...] Dracula non ha avuto servitori per quattrocento anni, poi arriva un uomo nella casa dei suoi avi e Dracula è costretto a convincerlo che lui è uguale a quell'uomo. Deve provedere a cibarlo quando lui stesso non mangia più come gli umani da secoli. E lui ricorderà come si fa a comprare il pane? Come si sceglie il formaggio e il vino? E così riesce a rammentarsi il resto delle cose, come preparare un pasto, come rifare un letto, e rammenta anche le sue passate glorie, le sue armate, tutti i servitori, e riflette su come si è ridotto. Ma la parte più struggente di quel libro arriva quando l'uomo accidentalmente vede Dracula apparecchiare la sua tavola.
*{{NDR|«Se ti senti così solo, perché non provi a generare degli altri vampiri?»}} Non posso. Io sono troppo vecchio, anche se mi sembra di ricordare di non essere mai stato capace di farlo.
*{{NDR|«E dici, come sei diventato vampiro?»}} Per una donna. [...] Eravamo insieme nella notte, poi lei mi ha lasciato. All'inizio possedevo un suo ritratto in legno, poi ho avuto un rilievo di quella donna in marmo e infine ho avuto un'immagine di lei nella mia mente, ma ora non conservo più nemmeno quella.
===''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]''===
*Tu non sei per i vivi. Tu non sei per il genere umano.
*Si rivolgerà a me con l'onore che il mio sangue richiede.
*Ho paura che qui siamo ancora aggrappati a molte superstizioni che sembreranno particolarmente antiquate a un giovane uomo del suo livello di istruzione.
*Non vedo l'ora di ritirarmi nella sua città dalla mentalità moderna, che certo nulla sa, né tanto meno crede in tali morbose favole da sciocchi.
*È di cattivo auspicio viaggiare se non si è in salute.
*Presto non sarò più un'ombra per te. Presto le nostre carni si fonderanno e saremo una cosa sola.
*Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi.
*Le tue suppliche diventano insolenti. Nulla di ciò che brami avrai.
*I primi chiarori si stanno avvicinando. Tra poco le campane dell'alba suoneranno nella disperazione per la mia venuta, e io ti assaggerò.
*Io sono un appetito, niente di più. Nel corso dei secoli, giacevo come bestia disgustosa nel fondo di una fossa buia. Sei venuta a svegliarmi, incantatrice, e mi hai fatto uscire dalla tomba. Tu sei il mio tormento.
*{{NDR|«Tu non puoi amare.»}} Io non posso, né tuttavia posso essere sazio senza di te.
*Così vuoi che dimostri la mia inimicizia anch'io? Concederò a te tre notti. Stanotte era la prima. Stanotte hai scelto di negarti. In tal modo dai a me il permesso di far svanire le vite di coloro che ami. [...] Verrà la terza notte e dovrai sottometterti o colui che chiami tuo marito vedrai perire per mia mano. [...] Finché non mi ordinerai di venire, dovrai vedere il tuo mondo dissolversi nel nulla.
*Così come siamo un unico spirito, così lo sarà anche la nostra carne. Tu sei mia.
==Citazioni sul Conte Orlok==
*A voi due, non a me! Tu risparmi per uno yacht, il sunseeker al sole, sul mare, io non mi ci vedo rintanato sottocoperta come Nosferatu e tu? A piegare le tue mutande, a preparare il suo pudding... (''[[Logan - The Wolverine|Logan: The Wolverine]]'')
*Appare così umano, così assetato d'amore, così infelice nella sua solitudine e così irrimediabilmente triste che in capo a due minuti lo spettatore non vede più le sue unghie ricurve, le sue orecchie appuntite, i suoi denti di serpente. ([[Werner Herzog]])
*Il castello del conte Orlok è una reggia dell'incubo, fatta di architetture ogivali, di passaggi oscuri, di arredi inquietanti. È uno spazio dove si nasconde il mistero e si realizzano riti demoniaci. ([[Paolo Bertetto]])
*L'insuccesso del piano del conte Orlock di assoggettare il pianeta poteva in qualche modo riallacciarsi al fallimento dell'imperatore [[Guglielmo II di Germania|Guglielmo II]], anche se il vampiro ebbe almeno la consolazione di conoscere l'amore. ([[Matei Cazacu]])
*La personificazione del male, che solo l'amore può vincere. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Non riesce a morire, non riesce a partecipare dell'amore umano, non può vivere la luce del giorno, c'è il terrore profondo di non essere in grado di partecipare, di restare per sempre non-morto. ([[Werner Herzog]])
*Questo vampiro è qualcuno con cui milioni di persone possono identificarsi. Personifica la tristezza e il desiderio misti di persone che vogliono uccidersi perché non possono vivere senza amore fisico e spirituale. ([[Klaus Kinski]])
*Un escluso che soffre per mancanza d'amore ma è nello stesso tempo portatore – attraverso l'alleanza con la natura – di un male leggibile anche come distruzione del soffocante ordine borghese, rivelazione di nuovi spazi di visione e conoscenza. ([[Fernaldo Di Giammatteo]])
*Un vampiro [...] molto lontano dall'archetipo aristocratico e più o meno romantico prevalso nella cinematografia mondiale. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
===[[Robert Eggers]]===
*A differenza di [[Conte Dracula|Dracula]], che è un vecchio che ringiovanisce, Orlok è un morto per tutto il tempo, quindi deve tenere le distanze dagli ospiti che non sanno che è un cadavere vivente.
*È un cadavere animato. Non è un [[Frank Langella]] con lo smoking.
*Volevo ritrarre Orlok come lo descrivono le prime testimonianze sui vampiri, che possedevano le proprie vittime, anche sessualmente, fino alla morte. Perché sono tremendamente stanco dei vampiri eroici, romantici, bellocci e tristi. Il mio Nosferatu è un essere connesso al vero folklore e mitologia dell’Est Europa, non al romanticismo decadente... il mio Orlok preferisce bere il sangue dal cuore, non dal collo. È un demone, il male incarnato.
===[[Fabio Giovannini]]===
*C'è chi ha detto che la fisionomia del vampiro Nosferatu nel film di Murnau è un po' lo stereotipo dell'ebreo e quindi sotto sotto ci sarebbe un messaggio che oggi si direbbe "antisemita". Secondo me è abbastanza peregrina questa ipotesi.
*Ricordiamoci che Nosferatu è Dracula, è una delle tante rappresentazioni che il cinema ha dato dello stesso personaggio creato da Stoker.
*Senza dubbio, il vampiro più ripugnante della storia del cinema.
===''[[L'ombra del vampiro]]''===
{{cronologico}}
*Come parte della preparazione, lui si immerge nella personalità del personaggio che deve interpretare. Per questo non viaggia con noi. Herr Doctor mi ha detto che è in Cecoslovacchia da settimane per assorbire "l'atmosfera" di quel posto, suppongo. Herr Doctor mi ha anche detto che da quando inizieremo le riprese, Max Schreck ci apparirà soltanto completamente truccato e in costume da vampiro. E, per di più, gireremo le sue scene esclusivamente di notte.
*Per il resto delle riprese lui sarà soltanto il conte Orlok, per se stesso e per tutti noi. Dovete sempre lasciarlo solo. Sarà assolutamente autentico. Non gli interessano le nostre domande, le nostre lodi, le nostre conversazioni. Lui va a caccia di un fantasma del tutto diverso.
*– Non esiste nessun Max Schreck.<br>– Se quell'uomo non è Max Schreck, allora chi è?<br>– Non lo so.<br>– Beh, dove l'hai trovato?<br>– In un libro. Quando ero uno studente c'era una serie di dipinti, ritratti di una dinastia di re dispotici che avevano fama di essere vampiri e che vivevano in Slovacchia da centinaia di anni. [...] Sono partito per fare dei sopralluoghi e lui era lì. Viveva dentro un vecchio monastero.<br>– E che tipo di patto hai stipolato con lui?<br>– Avrebbe dovuto recitare la parte di un attore che interpretava un vampiro.<br>– Perché?<br>– Cosa gli hai offerto in cambio?<br>– Gli ho promesso la vita eterna... e Greta.
===''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]''===
{{cronologico}}
*Guardati dalla sua ombra. L'ombra ti avvolge in un incubo. Sveglio, ma in sogno. Non c'è scampo.
*Lui è l'infinità. Occhi scintillanti come lucenti diademi e ancora putrescenza, asfissia.
*È stato lui che ha invocato me, poiché io ero stato scelto per servirlo, poiché io conosco cosa egli brama. E lui getterà sopra di voi disgrazia, confusione, afflizioni, reprimende, perché voi avete abbandonato me, ed egli regnerà sopra tutti i vostri corpi ormai vuoti.
*Un mago nero egli fu in vita. [[Solomonar]]. [...] Il Demonio gli ha preservato l'anima affinché il suo cadavere cammini nella blasfemia.
*Non è un mero fantasma, poiché può manifestarsi fisicamente e con il più malvagio degli intenti. [...] Come ogni flagello, il suo unico desiderio è consumare tutta la vita sulla terra. Questa creatura è una forza più potente del male. È la morte stessa.
*Ti ho sentito strisciare nel mio corpo come un serpente.
*Cercavo tenerezza e così ho chiamato. [...] Al principio era dolce. Mai provata tanta beatitudine. [...] Finché diventò una tortura che mi avrebbe ucciso. [...] Lui è la mia vergogna. Lui è la mia malinconia. Mi prese come sua amante allora, e adesso è venuto qui. Lui ha scoperto il nostro matrimonio ed è venuto qui.
===''[[Nosferatu a Venezia]]''===
{{cronologico}}
*Lei sa che ho consacrato tutta la mia esistenza allo studio della leggenda di Nosferatu, dalle sue primissime origini in Transilvania dieci secoli orsono, fino alla sua misteriosa scomparsa durante il carnevale di Venezia del 1786, quando la peste decimò gli abitanti della città.
*Nosferatu è considerato uno dei massimi signori del male, secondo soltanto al Diavolo stesso. Per quanto ne sappiamo, i suoi poteri soprannaturali lo rendono immortale. Nella lingua delle sue origini, infatti, il suo nome significa "non spirato", colui che non è morto. Eppure sono convinto che è proprio la morte che lui maggiormente desidera.
*Solo l'amore è l'antidoto del male, e solo l'amore può uccidere Nosferatu.
*Egli dorme ventiquattro ore ogni ventiquattro giorni. Deve dormire in una bara poggiata su terra maledetta, una terra che abbia visto sofferenze, sacrifici e tormenti.
*Egli viaggia portando con sé una zolla di terra maledetta da Dio, e il suo sonno è accompagnato dalle grida dei morti.
===''[[Nosferatu il vampiro]]''===
*Dal seme di [[Belial]] arrivò il vampiro Nosferatu che beve e si nutre del sangue del genere umano. Abita, senza redenzione, in sotterranei spettrali, sepolcri e bare, riempite con terra maledetta dai campi della Morte nera.
*Ho pensato molto al fatto che Nosferatu viaggiasse con delle bare piene di terra. Così ho scoperto che i vampiri possono ricavare il loro tenebroso potere solo dalla terra maledetta nella quale sono stati sepolti.
*La notte Nosferatu affonda i suoi denti nelle vittime e si nutre con il sangue che costituisce un infernale elisir di vita. Attento che la sua ombra non pesi su di te come un incubo pieno di sogni raccapriccianti.
*Poiché non può esserci salvezza {{NDR|da Nosferatu}}, a meno che una vergine pura di cuore faccia dimenticare al vampiro il primo canto del gallo, dandogli il proprio sangue di sua spontanea volontà.
===[[Bill Skarsgård]]===
*È disgustoso, ma è anche molto sessualizzato. Gioca su un feticcio sessuale legato al potere del mostro e a ciò che questo attrae in te. La speranza è che vi sentirete un po' attratti da lui e allo stesso tempo disgustati proprio per questo.
*Il Conte Orlok era molto diverso da [[It (personaggio)|Pennywise]] sotto molti aspetti. Orlok era ancora più ''altro'' da me di quanto non lo fosse Pennywise, nel senso che per voce, postura, età e atteggiamento eravamo proprio agli antipodi. La sfida è stata quella. Prima di indossare le protesi, ci siamo informati su un sacco di cose strane e abbiamo studiato il Butō, questa specie di "danza dei cadaveri" giapponese. Abbiamo fatto ricerche su un sacco di cose assurde.
*La voce è stata la cosa su cui ho lavorato di più [...]. Per un mese e mezzo prima delle riprese, non ho fatto molto altro che registrarmi. E sul set continuavo a fare questi esercizi. Sembra un po' il canto di gola mongolo. È stato folle.
*Orlok è uno stregone dell'occulto, e il fatto di provare ad abitare quello spazio mi ha fatto molto effetto.
==Film==
*''[[Nosferatu il vampiro]]'' (1922)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[Nosferatu a Venezia]]'' (1988)
*''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000)
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024)
==Voci correlate==
*[[Conte Dracula]]
*[[Vampiro]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Orlok, Conte}}
[[Categoria:Cattivi]]
[[Categoria:Personaggi cinematografici]]
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[[File:Max Schreck as Count Orlok in Nosferatu – Eine Symphonie des Grauens (1922).jpg|thumb|Il Conte Orlok interpretato da [[Max Schreck]] in ''[[Nosferatu il vampiro]]'']]
'''Conte Orlok''', noto anche come '''Nosferatu''', personaggio del cinema creato da [[Friedrich Wilhelm Murnau]] e [[Henrik Galeen]].
==Citazioni del Conte Orlok==
{{cronologico}}
===''[[Nosferatu il vampiro]]''===
*Vi siete ferito... Sangue prezioso!
*L'alba è lontana - e durante il giorno, mio caro amico, dormo profondamente.
*Sua moglie ha un bellissimo collo...
===''[[Nosferatu, il principe della notte]]''===
*Ah, giovanotto! Lei è come la gente del villaggio che non riesce mai ad entrare nello spirito di un cacciatore.
*Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l'oscurità e le ombre, dove posso essere solo coi miei pensieri.
*Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile.
*La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.
*Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire.
*La mancanza di amore è la più crudele e abietta delle pene.
===''[[Nosferatu a Venezia]]''===
*Che senso ha il tempo per chi non conosce la morte?
*La vita che a te non serve può servire ad altri.
*Ti ho salvato la vita perché tu mi aiuti a morire.
===''[[L'ombra del vampiro]]''===
*C'era un tempo in cui io mi cibavo soltanto dai calici d'oro, ma adesso... [...] Nella mia vecchiaia adesso io mi nutro come orinano i poveri vecchi, a volte consumando tutto insieme, altre volte goccia dopo goccia.
*Te l'ho detto, io mi nutro in modo stravagante. Spesso, sono molto vorace.
*Ho ucciso qualcuno dei tuoi uomini, Murnau? Non me lo ricordo.
*La segretaria di edizione? La mangerò più tardi.
*Come potresti farmi del male quando nemmeno io so la maniera in cui potrei farmene?
*{{NDR|«Quando sei diventato vampiro?»}} Non me lo ricordo.
*{{NDR|Su ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} Ho letto quel libro. [...] Mi ha messo tristezza. [...] Perché [[Conte Dracula|Dracula]] non aveva servitori. [...] Dracula non ha avuto servitori per quattrocento anni, poi arriva un uomo nella casa dei suoi avi e Dracula è costretto a convincerlo che lui è uguale a quell'uomo. Deve provedere a cibarlo quando lui stesso non mangia più come gli umani da secoli. E lui ricorderà come si fa a comprare il pane? Come si sceglie il formaggio e il vino? E così riesce a rammentarsi il resto delle cose, come preparare un pasto, come rifare un letto, e rammenta anche le sue passate glorie, le sue armate, tutti i servitori, e riflette su come si è ridotto. Ma la parte più struggente di quel libro arriva quando l'uomo accidentalmente vede Dracula apparecchiare la sua tavola.
*{{NDR|«Se ti senti così solo, perché non provi a generare degli altri vampiri?»}} Non posso. Io sono troppo vecchio, anche se mi sembra di ricordare di non essere mai stato capace di farlo.
*{{NDR|«E dici, come sei diventato vampiro?»}} Per una donna. [...] Eravamo insieme nella notte, poi lei mi ha lasciato. All'inizio possedevo un suo ritratto in legno, poi ho avuto un rilievo di quella donna in marmo e infine ho avuto un'immagine di lei nella mia mente, ma ora non conservo più nemmeno quella.
===''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]''===
*Tu non sei per i vivi. Tu non sei per il genere umano.
*Si rivolgerà a me con l'onore che il mio sangue richiede.
*Ho paura che qui siamo ancora aggrappati a molte superstizioni che sembreranno particolarmente antiquate a un giovane uomo del suo livello di istruzione.
*Non vedo l'ora di ritirarmi nella sua città dalla mentalità moderna, che certo nulla sa, né tanto meno crede in tali morbose favole da sciocchi.
*È di cattivo auspicio viaggiare se non si è in salute.
*Presto non sarò più un'ombra per te. Presto le nostre carni si fonderanno e saremo una cosa sola.
*Natura, moltiplica i tuoi tuoni e portami veloce sulle ali dei tuoi venti selvaggi.
*Le tue suppliche diventano insolenti. Nulla di ciò che brami avrai.
*I primi chiarori si stanno avvicinando. Tra poco le campane dell'alba suoneranno nella disperazione per la mia venuta, e io ti assaggerò.
*Io sono un appetito, niente di più. Nel corso dei secoli, giacevo come bestia disgustosa nel fondo di una fossa buia. Sei venuta a svegliarmi, incantatrice, e mi hai fatto uscire dalla tomba. Tu sei il mio tormento.
*{{NDR|«Tu non puoi amare.»}} Io non posso, né tuttavia posso essere sazio senza di te.
*Così vuoi che dimostri la mia inimicizia anch'io? Concederò a te tre notti. Stanotte era la prima. Stanotte hai scelto di negarti. In tal modo dai a me il permesso di far svanire le vite di coloro che ami. [...] Verrà la terza notte e dovrai sottometterti o colui che chiami tuo marito vedrai perire per mia mano. [...] Finché non mi ordinerai di venire, dovrai vedere il tuo mondo dissolversi nel nulla.
*Così come siamo un unico spirito, così lo sarà anche la nostra carne. Tu sei mia.
==Citazioni sul Conte Orlok==
*Appare così umano, così assetato d'amore, così infelice nella sua solitudine e così irrimediabilmente triste che in capo a due minuti lo spettatore non vede più le sue unghie ricurve, le sue orecchie appuntite, i suoi denti di serpente. ([[Werner Herzog]])
*Il castello del conte Orlok è una reggia dell'incubo, fatta di architetture ogivali, di passaggi oscuri, di arredi inquietanti. È uno spazio dove si nasconde il mistero e si realizzano riti demoniaci. ([[Paolo Bertetto]])
*L'insuccesso del piano del conte Orlock di assoggettare il pianeta poteva in qualche modo riallacciarsi al fallimento dell'imperatore [[Guglielmo II di Germania|Guglielmo II]], anche se il vampiro ebbe almeno la consolazione di conoscere l'amore. ([[Matei Cazacu]])
*La personificazione del male, che solo l'amore può vincere. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
*Non riesce a morire, non riesce a partecipare dell'amore umano, non può vivere la luce del giorno, c'è il terrore profondo di non essere in grado di partecipare, di restare per sempre non-morto. ([[Werner Herzog]])
*Questo vampiro è qualcuno con cui milioni di persone possono identificarsi. Personifica la tristezza e il desiderio misti di persone che vogliono uccidersi perché non possono vivere senza amore fisico e spirituale. ([[Klaus Kinski]])
*Un escluso che soffre per mancanza d'amore ma è nello stesso tempo portatore – attraverso l'alleanza con la natura – di un male leggibile anche come distruzione del soffocante ordine borghese, rivelazione di nuovi spazi di visione e conoscenza. ([[Fernaldo Di Giammatteo]])
*Un vampiro [...] molto lontano dall'archetipo aristocratico e più o meno romantico prevalso nella cinematografia mondiale. (''[[Dizionario dei film horror]]'')
===[[Robert Eggers]]===
*A differenza di [[Conte Dracula|Dracula]], che è un vecchio che ringiovanisce, Orlok è un morto per tutto il tempo, quindi deve tenere le distanze dagli ospiti che non sanno che è un cadavere vivente.
*È un cadavere animato. Non è un [[Frank Langella]] con lo smoking.
*Volevo ritrarre Orlok come lo descrivono le prime testimonianze sui vampiri, che possedevano le proprie vittime, anche sessualmente, fino alla morte. Perché sono tremendamente stanco dei vampiri eroici, romantici, bellocci e tristi. Il mio Nosferatu è un essere connesso al vero folklore e mitologia dell’Est Europa, non al romanticismo decadente... il mio Orlok preferisce bere il sangue dal cuore, non dal collo. È un demone, il male incarnato.
===[[Fabio Giovannini]]===
*C'è chi ha detto che la fisionomia del vampiro Nosferatu nel film di Murnau è un po' lo stereotipo dell'ebreo e quindi sotto sotto ci sarebbe un messaggio che oggi si direbbe "antisemita". Secondo me è abbastanza peregrina questa ipotesi.
*Ricordiamoci che Nosferatu è Dracula, è una delle tante rappresentazioni che il cinema ha dato dello stesso personaggio creato da Stoker.
*Senza dubbio, il vampiro più ripugnante della storia del cinema.
===''[[L'ombra del vampiro]]''===
{{cronologico}}
*Come parte della preparazione, lui si immerge nella personalità del personaggio che deve interpretare. Per questo non viaggia con noi. Herr Doctor mi ha detto che è in Cecoslovacchia da settimane per assorbire "l'atmosfera" di quel posto, suppongo. Herr Doctor mi ha anche detto che da quando inizieremo le riprese, Max Schreck ci apparirà soltanto completamente truccato e in costume da vampiro. E, per di più, gireremo le sue scene esclusivamente di notte.
*Per il resto delle riprese lui sarà soltanto il conte Orlok, per se stesso e per tutti noi. Dovete sempre lasciarlo solo. Sarà assolutamente autentico. Non gli interessano le nostre domande, le nostre lodi, le nostre conversazioni. Lui va a caccia di un fantasma del tutto diverso.
*– Non esiste nessun Max Schreck.<br>– Se quell'uomo non è Max Schreck, allora chi è?<br>– Non lo so.<br>– Beh, dove l'hai trovato?<br>– In un libro. Quando ero uno studente c'era una serie di dipinti, ritratti di una dinastia di re dispotici che avevano fama di essere vampiri e che vivevano in Slovacchia da centinaia di anni. [...] Sono partito per fare dei sopralluoghi e lui era lì. Viveva dentro un vecchio monastero.<br>– E che tipo di patto hai stipolato con lui?<br>– Avrebbe dovuto recitare la parte di un attore che interpretava un vampiro.<br>– Perché?<br>– Cosa gli hai offerto in cambio?<br>– Gli ho promesso la vita eterna... e Greta.
===''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]''===
{{cronologico}}
*Guardati dalla sua ombra. L'ombra ti avvolge in un incubo. Sveglio, ma in sogno. Non c'è scampo.
*Lui è l'infinità. Occhi scintillanti come lucenti diademi e ancora putrescenza, asfissia.
*È stato lui che ha invocato me, poiché io ero stato scelto per servirlo, poiché io conosco cosa egli brama. E lui getterà sopra di voi disgrazia, confusione, afflizioni, reprimende, perché voi avete abbandonato me, ed egli regnerà sopra tutti i vostri corpi ormai vuoti.
*Un mago nero egli fu in vita. [[Solomonar]]. [...] Il Demonio gli ha preservato l'anima affinché il suo cadavere cammini nella blasfemia.
*Non è un mero fantasma, poiché può manifestarsi fisicamente e con il più malvagio degli intenti. [...] Come ogni flagello, il suo unico desiderio è consumare tutta la vita sulla terra. Questa creatura è una forza più potente del male. È la morte stessa.
*Ti ho sentito strisciare nel mio corpo come un serpente.
*Cercavo tenerezza e così ho chiamato. [...] Al principio era dolce. Mai provata tanta beatitudine. [...] Finché diventò una tortura che mi avrebbe ucciso. [...] Lui è la mia vergogna. Lui è la mia malinconia. Mi prese come sua amante allora, e adesso è venuto qui. Lui ha scoperto il nostro matrimonio ed è venuto qui.
===''[[Nosferatu a Venezia]]''===
{{cronologico}}
*Lei sa che ho consacrato tutta la mia esistenza allo studio della leggenda di Nosferatu, dalle sue primissime origini in Transilvania dieci secoli orsono, fino alla sua misteriosa scomparsa durante il carnevale di Venezia del 1786, quando la peste decimò gli abitanti della città.
*Nosferatu è considerato uno dei massimi signori del male, secondo soltanto al Diavolo stesso. Per quanto ne sappiamo, i suoi poteri soprannaturali lo rendono immortale. Nella lingua delle sue origini, infatti, il suo nome significa "non spirato", colui che non è morto. Eppure sono convinto che è proprio la morte che lui maggiormente desidera.
*Solo l'amore è l'antidoto del male, e solo l'amore può uccidere Nosferatu.
*Egli dorme ventiquattro ore ogni ventiquattro giorni. Deve dormire in una bara poggiata su terra maledetta, una terra che abbia visto sofferenze, sacrifici e tormenti.
*Egli viaggia portando con sé una zolla di terra maledetta da Dio, e il suo sonno è accompagnato dalle grida dei morti.
===''[[Nosferatu il vampiro]]''===
*Dal seme di [[Belial]] arrivò il vampiro Nosferatu che beve e si nutre del sangue del genere umano. Abita, senza redenzione, in sotterranei spettrali, sepolcri e bare, riempite con terra maledetta dai campi della Morte nera.
*Ho pensato molto al fatto che Nosferatu viaggiasse con delle bare piene di terra. Così ho scoperto che i vampiri possono ricavare il loro tenebroso potere solo dalla terra maledetta nella quale sono stati sepolti.
*La notte Nosferatu affonda i suoi denti nelle vittime e si nutre con il sangue che costituisce un infernale elisir di vita. Attento che la sua ombra non pesi su di te come un incubo pieno di sogni raccapriccianti.
*Poiché non può esserci salvezza {{NDR|da Nosferatu}}, a meno che una vergine pura di cuore faccia dimenticare al vampiro il primo canto del gallo, dandogli il proprio sangue di sua spontanea volontà.
===[[Bill Skarsgård]]===
*È disgustoso, ma è anche molto sessualizzato. Gioca su un feticcio sessuale legato al potere del mostro e a ciò che questo attrae in te. La speranza è che vi sentirete un po' attratti da lui e allo stesso tempo disgustati proprio per questo.
*Il Conte Orlok era molto diverso da [[It (personaggio)|Pennywise]] sotto molti aspetti. Orlok era ancora più ''altro'' da me di quanto non lo fosse Pennywise, nel senso che per voce, postura, età e atteggiamento eravamo proprio agli antipodi. La sfida è stata quella. Prima di indossare le protesi, ci siamo informati su un sacco di cose strane e abbiamo studiato il Butō, questa specie di "danza dei cadaveri" giapponese. Abbiamo fatto ricerche su un sacco di cose assurde.
*La voce è stata la cosa su cui ho lavorato di più [...]. Per un mese e mezzo prima delle riprese, non ho fatto molto altro che registrarmi. E sul set continuavo a fare questi esercizi. Sembra un po' il canto di gola mongolo. È stato folle.
*Orlok è uno stregone dell'occulto, e il fatto di provare ad abitare quello spazio mi ha fatto molto effetto.
==Film==
*''[[Nosferatu il vampiro]]'' (1922)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[Nosferatu a Venezia]]'' (1988)
*''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000)
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024)
==Voci correlate==
*[[Conte Dracula]]
*[[Vampiro]]
==Altri progetti==
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Jack Arnold
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[[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]]
'''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense.
==Citazioni di Jack Arnold==
{{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}}
*{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal.
*Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano.
*Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando.
*{{NDR|Su [[Clifford Stine]]}} Abbiamo lavorato insieme con grande soddisfazione reciproca. Certo, nel fare quei film, abbiamo dovuto dare fronte a una quantità di problemi incredibile, folle. Per esempio, in ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo]]'', a parte il problema di rimpicciolire a poco a poco il protagonista fino a farlo diventare tanto piccolo da poter lottare alla pari col ragno della sua cantina, abbiamo dovuto risolvere il problema di come fare apparire enormi delle semplici gocce d'acqua, quelle che cadono dal calorifero difettoso. [...] Per risolvere questo problema, abbiamo tentato di tutto. Stavamo girando nel più grande teatro di posa della Universal, e pertanto provammo persino a costruire una specie di piccolo acquedotto che facesse cadere di tanto in tanto delle masse d'acqua sull'attore, solo che, mentre cadeva, l'acqua si spandeva all'intorno e l'effetto finale non era certo quello che ci serviva. Quando tutto sembrava perduto, io mi ricordai che da ragazzo una volta avevo trovato una scatoletta di preservativi e, non sapendo di che cosa si trattasse, li avevo riempiti d'acqua fino a gonfiarli e poi m'ero messo a lanciarli, proprio come se si trattasse di terribili bombe a spruzzo. Li lanciavo dalla finestra addosso alla gente che passava di sotto, e mi ricordo che avevo notato che mentre cadevano sembravano quasi delle gigantesche gocce d'acqua. Così feci subito acquistare dei preservativi dal trovarobe della Universal, ordinai che venissero riempiti d'acqua e incaricai alcuni macchinisti di lanciarli addosso all'attore dall'alto del teatro, mentre noi riprendevamo la scena. Le gigantesche gocce che nel film vedete cadere sull'attore sono infatti dei preservativi rigonfi d'acqua. [...] Ma l'aneddoto più divertente si è verificato alla fine delle riprese, quando l'ufficio contabilità della produzione mi ha convocato per avere una spiegazione su una voce nell'elenco spese di cui loro non riuscivano a capacitarsi. Chiesi di che cosa si trattava, e loro mi risposero che non afferravano il perché di tutti quei soldi spesi per l'acquisto di oltre cento preservativi. Io risposi che dovevano capirci, era stato un film terribilmente duro e difficile, e così avevamo festeggato la conclusione delle riprese con una grande festa...
*{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Sono stato costretto a riprendere prima il ragno sulla sua ragnatela, poi a farlo scendere più e camminare lungo il bordo della finestra, e infine a trafiggerlo con uno spillone, che secondo il copione gli era stato lanciato contro da Grant Williams. Abbiamo dovuto fare un mucchio di tentativi prima di riuscire a girare quella scena. È tremendamente difficile fare il regista quando l'attore è... un ragno. Alla fine siamo riusciti a farli fare quello che volevamo sospingendolo in avanti con dei getti d'aria...
*Quando sceglievo il cast dei miei film di fantascienza, ho sempre cercato di prendere degli attori che fossero anche delle persone intelligenti, che avessero una buona dose di immaginazione, di mestiere e di esperienza. In maniera che, se io spiegavo quello che doveva succedere in una data inquadratura nella quale solo in seguito avremmo aggiunto gli effetti speciali, loro fossero in grado di immaginarsela per bene tutta da soli e recitare quindi senza problemi.
*A mio parere, se devo essere sincero, lo [[Chroma key|schermo blu]] rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta.
*{{NDR|Su [[Grant Williams (attore)|Grant Williams]]}} Non è mai riuscito a conquistare il pubblico. Il suo tipo non era in voga negli Anni Cinquanta. Grant era biondo e aveva gli occhi azzurri, un po' troppo bello per fare il caratterista, ma al tempo stesso lontanissimo dal genere di eroi che andava allora a Hollywood, il fusto alla Robert Taylor o alla Rock Hudson. Ha recitato in un mucchio di ruoli, senza mai trovare la sua parte.
*{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Era il più difficile da farsi perché nessuno aveva mai realizzato in precedenza una cosa del genere. [...] Quando in ''Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo'' una comunissima cantina diventa una specie di inferno popolato da incredibili mostri, io volevo che tutti gli spettatori si rendessero esattamente conto che anche le loro cantine contengono in potenza i medesimi orrori... che anche la cosa più familiare e comune può diventare all'improvviso orrenda e mostruosa se si verificano certe circostanze.
[[File:Still from the Creature from the Black Lagoon (15666911261) (cropped).jpg|thumb|Il ''Gill-Man'' de ''[[Il mostro della laguna nera]]'']]
*{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia...
*[...] volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico.
*{{NDR|Su [[Ricou Browning]]}} Quel ragazzo era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale.
*{{NDR|Su ''[[La vendetta del mostro]]''}} Il primo film aveva avuto [...] così tanto successo che la Universal aveva insistito perché realizzassimo a tutti i costi un seguito. Così noi immaginammo una nuova storia in cui l'Uomo Pesce viene catturato ed esposto al pubblico nella vasca di un acquario della Florida. Quando mi recai a scegliere i posti dove girare il film, i proprietari di quell'acquario mi mostrarono un incredibile vasca piena di [[Squalo|squali]], di barracuda, di murene, e perfino un polipo. Tutti quei pesci venivano nutriti da degli uomini che si immergevano nella vasca e gli mettevano letteralmente il cibo in bocca. Io guardai con occhi sbarrati e chiesi subito se era possibile isolare con una rete quei pesci dall'altra parte della vasca, dividendola in pratica in due, per mettere il «mio» mostro nella metà sgombra, e girare lì le scene. Spiegai però che non solo avrei dovuto fare immergere il mostro in quella vasca, ma anche l'attore e l'attrice principale.<br>Precisai che se i miei due protagonisti avessere visto tutti quei pesci pericolosi, si sarebbero assolutamente rifiutai di immergersi, e quindi mi racomandai che la rete fosse ben spessa e nascondesse del tutto gli animali. Mi risposero che avrebbero fatto come volevo io. Ma quando ritornai con la troupe pronto a girare, scoprii che non avevano sistemato nessuna rete. Dov'è la rete? chiesi io. E loro mi risposero che non serviva... che quei pescioni terribili non avrebbero dato nessun fastidio agli attori... perché erano troppo ben nutriti e pasciuti per avere ancora fame. A questo punto mi trovavo nei guai. Come sarei riuscito a convincere gli attori a immergersi là dentro? Ora, in quel film, io avevo un operatore alla macchina completamente matto, del tutto folle. Mi disse che si sarebbe immerso lui e che io avrei dovuto fargli compagnia, in modo da dimostrare agli attori che là sotto non c'era davvero alcun pericolo. Tanto parlò che riuscì a convincermi e così mi infilai un respiratore e mi buttai in acqua. Chiusi gli occhi e pregai. Quando li riaprii, davanti a me c'era proprio uno squalo enorme, con la bocca spalancata, e mi stava guardando fisso. Ed era si e no a un metro di distanza. Non sapevo più cosa fare. Non sapevo se dovevo restarmene assolutamente immobile o se invece dovevo mettermi ad agitarmi come un pazzo... così finii per chiudere di nuovo gli occhi, riprendendo a pregare. Mi sembrò la cosa migliore che potessi fare. Poi quel mostro marino mi si avvicinò e mi si sfregò contro la pelle... era come sentirsi accarezzare dalla carta vetrata. Allora di scatto mi lanciai verso la superficie e, quando riemersi, illeso, vidi i due attori che mi guardavano dal bordo della piscina. Ripresi subito il controllo, abbozzai un grande sorriso e li invitai a raggiungermi... fingendo che non ci fosse nulla di cui avere paura! Ma la cosa più straordinaria è che il terzo giorno di riprese, mentre inizialmente scendevano tutti con notevole riluttanza nella vasca, ci eravamo invece tanto abituati alla compagnia di quegli incredibili pesci che li prendevamo addirittura a pacche sul dorso o sulla pancia per farli scostare mentre giravamo la scena. L'unico animale che procurò dei fastidi fu una tartaruga. Per misteriose ragioni, questa grande tartaruga marina si innamorò del costume del mostro, lo trovò di suo gusto e prese a staccargli le squame a morsi mangiandole. Per riuscire a impedirgli di fare a pezzi quel preziossissimo e indispensabile strumento di scena, siamo stati costretti a tenere sempre sott'acqua un uomo messo lì apposta per tenere lontana la tartaruga dal nostro mostro.
*Ecco dove sta la differenza tra i film che abbiamo fatto noi e qulli che sono venuti dopo... come quelli prodotti dall'American International o dai giapponesi. Gli autori di quelle pellicole si sono preoccupati soltanto di sfruttare il momento favorevole del mercato, senza sforzarsi di creare veramente qualcosa. Ma noi avevamo a disposizione dei mezzi che loro non hanno mai avuto. Certo, non avevamo i soldi che davano, per esempio, a un film con Lana Turner, ma si trattava pur sempre dei budget più che notevoli e decisamente superiori a quelli concessi di solito ai film di serie B.
*{{NDR|''[[Tarantola (film)|Tarantola]]''}} Spingevamo avanti e indietro su quei set in miniatura il ragno con i getti d'aria finché non riuscivamo ad ottenere l'inquadratura che ci occorreva. Mi spiego: se volevo veder spuntare dalla cima della montagna prima le zampe dell'insetto, poi le mandibole, e quindi il resto, non facevamo altro che spingere il ragno avanti e indietro con i getti d'aria riprendendo in continuazione la scena finché, dopo una decina di tentativi, riuscivo a ottenere l'azione che volevo. Il ragno veniva sempre ripreso con alle spalle un fondale di velluto nero, in maniera che non impressionasse tutta la pellicola, così che poi potevano sovrapporlo senza problemi alle scene girate con gli attori.
==Citazioni su Jack Arnold==
*Avevo molto rispetto per Jack. Diventammo grandi amici. Ma era un regista tosto, uno che non si perdeva in sciocchezze. Quando ottenni la parte {{NDR|ne ''Il mostro della laguna nera''}}, andai da Jack e gli chiesi: "Come vuoi che la interpreti?" E lui rispose: "Non farlo sembrare un personaggio da cartoni animati". E aggiunse: "Non devi camminare. Devi scivolare. Ricorda, è un pesce che viene dall'acqua. Quindi devi scivolare". Un giorno arrivai allo studio e mi disse: "Ben, ho risolto i tuoi problemi". Sotto gli stivali che indossavo applicarono dei pesi appiattiti da 5 kg. ([[Ben Chapman]])
*Spesso Jack Arnold inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' {{NDR|''della laguna nera''}} presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi. ([[David J. Skal]])
===[[Luigi Cozzi]]===
{{cronologico}}
*Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960.
*Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica).
*Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo.
*Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta.
===[[Renato Venturelli]]===
{{cronologico}}
*Tra gli autori della fantascienza anni '50, che rinnovò la tradizione del cinema fantastico e dell'horror, il nome che si impone con più evidenza è quello di Jack Arnold. Il motivo di questo rilievo non sta tanto nell'aver diretto i capolavori assoluti del decennio [...], quanto nell'aver realizzato un corpus di film compatto per stile e notevole nel suo insieme per quantità e qualità. Gli otto film fantastici realizzati fra il 1953 e il 1959 testimoniano cioè un autore riconoscibile, oltre a scandire tappe fondamentali per la mitologia del cinema fantastico, dalla ''[[Il mostro della laguna nera|Creatura della Laguna Nera]]'' (unico esempio degli anni '50 ad essere entrato nel pantheon dei mostri classici) alla gigantesca tarantola, dalla metafora esistenziale di ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B/X]]'' agli scenari desertici in cui l'uomo si trova improvvisamente di fronte ai limiti delle proprie conoscenze razionali.
*I film di Arnold erano sì B-movies, ma con budget superiori al mezzo milione di dollari, il che permetteva una cura superiore alla media "B" nella loro preparazione e realizzazione.
*Fin da ''Destinazione... Terra'', i paesaggi di Arnold si dimostrano fortemente psicologici, con gli scenari desertici e pietrosi che ritroveremo anche in ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'', ''[[I figli dello spazio]]'' e ''[[La meteora infernale]]''. Quasi tutti i suoi film di fantascienza sono ambientati in località ai confini con territori inesplorati, sconosciuti o comunque estranei alla civiltà: e questa posizione di frontiera, ai limiti dell'ignoto, dove la scienza è inutile o addirittura pericolosa e non sussiste più la protezione della civiltà razionale, è un correlativo della posizione psicologica dei protagonisti, improvvisamente costretti ad uscire dalle proprie certezze. E lo stesso conflitto di ''Radiazioni B/X'', dove manca il paesaggio di confine tipico di Amold, ma solo perché questa stessa nozione viene portata all'interno della quotidianità, e la tradizionale contrapposizione casa/grotta di altri suoi film (''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'', ''I figli dello spazio'', in parte ''Il mostro della laguna nera'') viene tutta risolta all'interno della casa, con una progressiva emarginazione ed espulsione simbolica del suo protagonista.
==Filmografia==
*''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953)
*''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955), non accreditato
*''[[La meteora infernale]]'' (1957)
== Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}}
[[Categoria:Registi statunitensi]]
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Alla conquista del West
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano = Alla conquista del West
|titolo originale = How the West Was Won
|tipofiction = serie TV
|immagine = James Arness Zeb Macahan 1975.JPG
|didascalia = Zeb Macahan (James Arness) in una foto di scena
|genere = western
|ideatore = Jim Byrnes
|regista = [[Vincent McEveety]], [[Bernard McEveety]], [[Burt Kennedy]], [[Daniel Mann]], [[Barry Crane]], [[Joseph Pevney]], [[Harry Falk]], [[Gunnar Hellström]], [[Alf Kjellin]], [[Irving J. Moore]], [[Ralph Senensky]]
|sceneggiatore = [[John Mantley]], [[Earl W. Wallace]] e altri
|attori =
*[[James Arness]]: Zeb Macahan
*[[Bruce Boxleitner]]: Luke Macahan
*[[Kathryn Holcomb]]: Lara Macahan
*[[William Kirby Cullen]]: Josh Macahan
*[[Vicki Schreck]]: Jessie Macahan
*[[Eva Marie Saint]]: Kate Macahan
*[[Fionnula Flanagan]]: Molly Culhane
*[[Ricardo Montalbán]]: Satangkai
*[[Horst Buchholz]]: Sergei
*[[Mel Ferrer]]: Hale Burton
*[[Christopher Lee]]: granduca
*[[Elyssa Davalos]]: Hillary Gant
*[[Harris Yulin]]: Deek Peasley
*[[Vera Miles]]: Beth
*[[William Shatner]]: Harrison
*[[Jared Martin]]: Frank Grayson
*[[Morgan Woodward]]: Henry Coe
|doppiatori originali =
*[[William Conrad]]: voce narrante
|doppiatori italiani =
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Zeb Macahan
*[[Massimo Giuliani]]: Luke Macahan
*[[Emanuela Rossi]]: Lara Macahan
*[[Sandro Acerbo]]: Josh Macahan
*[[Silvia Tognoloni]]: Jessie Macahan
*[[Vittoria Febbi]]: Kate Macahan
*[[Maria Pia Di Meo]]: Molly Culhane
*[[Ferruccio Amendola]]: Satangkai
*[[Massimo Turci]]: Sergei
*[[Giorgio Piazza]]: Hale Burton
*[[Gianni Marzocchi]]: granduca
*[[Serena Verdirosi]]: Hillary Gant
*[[Sergio Fantoni]]: Deek Peasley
*[[Fiorella Betti]]: Beth
*[[Pino Colizzi]]: Harrison
*[[Massimo Turci]]: Frank Grayson
*[[Pino Locchi]]: voce narrante
}}
'''''Alla conquista del West''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1976 e il 1979.
==Prima stagione==
===[[Incipit]]===
{{Incipit serie televisive}}
Dicono che il [[West]] fu conquistato con la forza delle armi, ma non è così. Fu conquistato grazie al coraggio della povera gente che spinse i suoi carri sempre più ad Ovest attraverso centinaia di miglia di terre selvagge. Alcuni erano attratti dal miraggio dell'oro, ma la maggior parte dei pionieri era costituita da famiglie spinte dalla speranza di una vita migliore. Questa è la storia di una di quelle famiglie: i Macahans. I figli e le figlie di Kate Macahan scrissero una pagina importante nella storia del West. Ma all'inizio l'unico della famiglia il cui nome era entrato nella leggenda di quelle terre era un uomo forte come una roccia e coraggioso come un leone: il suo nome era Zebulon Macahan. ('''Voce narrante''')
===Episodio 1, ''The Macahans''===
*L'ingegnosità dei pionieri era leggendaria. Quando la natura non provvedeva alle loro necessità quotidiane, essi trovavano il modo di modificarle. In mancanza di mattoni e di assi di legno, si costruivano la casa con i tronchi d'albero. E nelle aride praterie dove non crescevano gli alberi, usavano zolle di terra, erba e fango, e costruivano con questi materiali primitivi delle case fresche d'estate e calde d'inverno, le quali potevano essere ingrandite con il minimo sforzo man mano che la famiglia cresceva. La costruzione di questi rifugi chiamati [[Sod house|soddy]] richiedeva l'unica cosa che al pioniere non mancava: un'inesauribile energia. E così i coloni, la cui giornata cominciava prima dell'alba e finiva molto dopo il tramonto, riuscivano a costruire le loro case nella prateria nel giro di pochi giorni. ('''Voce narrante''')
===Episodio 2, ''Provost Marshall''===
*'''Zeb''': C'è da vergognarsi ad essere bianchi: gli [[Nativi americani|indiani]] le cose le fanno diversamente. Certo, anche loro si facevano la guerra prima che noi arrivassimo nel loro Paese, ma erano guerre regolate dall'onore.<br>'''Lara''': Scotennare tu lo chiami un onore?<br>'''Zeb''': Be', c'erano solo un paio di tribù del nord che praticavano il rito dello [[scalpo]], ma c'è voluto l'uomo bianco per insegnare agli indiani a praticarlo su larga scala.
*Gli americani, per generazioni, avevano guardato all'indiano come al nobile pellerossa, innocente creatura, puro come la terra selvaggia in cui viveva; oppure come a un selvaggio la cui crudeltà non aveva limiti. Ma erano tutte e due concezioni sbagliate: l'indiano, come qualsiasi altro uomo o nazione, era un insieme di molte qualità. Prima che le sue terre gli venissero strappate e la sua gente decimata, era un fedele amico dell'uomo bianco. ('''Voce narrante''')
===Episodio 4, ''Bowie John Christie''===
*Ascolta bene: non ti arrendere, non mentire e non chiedere mai scusa. Non dimenticare mai queste tre [[Regole dalle serie televisive|regole]]. Luke, so quello che provi e che cos'era per te quella ragazza. Se c'è una cosa che ho imparato a questo mondo, è che non giova a nessuno piangere sul passato, né ai vivi né ai morti. ('''Zeb''')
==Seconda stagione==
===Episodio 1, ''Buffalo Story''===
*Quando il cuore è infuriato, la bocca spesso parla con lingua di bambino. ('''Satangkai''')
*È una cosa buona che i giovani ascoltino i vecchi. È bene che abbiano rispetto per la voce degli anziani. Quando i bambini [[sioux]] diventano uomini, il loro modo di vivere è già deciso dalla saggezza che hanno appreso dai vecchi. Il nostro futuro è in ciò che noi trasmettiamo ai nostri figli. ('''Satangkai''')
===Episodio 6, ''Robber's Roost''===
*Allora, Charlie, scusa se mi sono permesso di ficcarti sottoterra qui, ma in fondo non è tanto male. Capisci che non aveva senso portarti in città, tanto non hai nessuno, e una cassa da morto costerà cinque dollari almeno. [...] Signore, non c'è alcun dubbio che Charlie fosse un peccatore, ma non era certo dei peggiori, e credo sarebbe giusto se gli aprissi le porte del Paradiso. Amen. ('''Peasley''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}}
==Terza stagione==
===Episodio 1, ''Il pistolero''===
*Ti ringrazio, Signore, per questo cibo che ci hai dato; per la tua guida e il tuo amore, che sono l'unica vera protezione contro tutti i mali di questo mondo. Amen. ('''Molly''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|preghiera]]}}
*Vede, la [[religione]] è una cosa strana: molti uomini si ricordano di Dio solo quando vogliono qualcosa, o hanno paura, o stanno per fare uno sbaglio. ('''Coe''')
===Episodio 2, ''Il ladro di cavalli''===
*E le grandi fortune legate all'allevamento del bestiame dovevano ancora nascere. L'allevamento dei cavalli, invece, era già molto diffuso, perché gli stalloni e le giumente vivevano allo stato brado nelle pianure, a disposizione di chiunque avesse il coraggio e l'abilità per catturarli. E fra tutte le razze di cavalli selvaggi, i più belli erano gli [[appaloosa]]. ('''Voce narrante''')
*'''Josh''': C'è un tizio in città che ha detto che gli appaloosa sono dei cavalli stupidi.<br>'''Zeb''': Sì, ho sentito dire anch'io qualcosa del genere, ma sono convinto che sono frottole. E sapete perché? Sia gli [[Cheyenne]] che gli [[Apache]] cavalcano unicamente appaloosa, e per me sono i migliori cavalieri che esistano al mondo. Prendi per esempio gli Cheyenne, quando cacciano il bisonte: la loro tecnica è di infilarsi proprio in mezzo alla mandria, non usano né sella e né staffe; e quando arriva il momento di colpirli, devono prendere la mira e tendere l'arco senza potersi reggere alle redini. Nessuno riuscirebbe a fare una cosa simile su un cavallo stupido.
===Episodio 3, ''Il nemico''===
*Tenente, voglio dirle una cosa che forse non sa: insieme con i Sioux, gli indiani [[Crow|Corvi]] sono con ogni probabilità la migliore cavalleria che esista al mondo. E questo significa che cercare di attaccarli frontalmente, come dice lei, potrebbe costare molto caro ai suoi uomini. [...] Aspettiamo che faccia notte e poi, prima dell'alba, io e Sam ci infiliamo nel loro accampamento e gli facciamo scappare i cavalli. E un guerriero Corvo senza cavallo è come un uccello senza le ali. ('''Zeb''')
*[[Piedi Neri]]: la sola tribù, a parte gli Apache, che non ha mai concesso niente all'uomo bianco. E oltretutto, come gli Apache, conoscono molti sistemi per far desiderare a un uomo di non essere mai nato. ('''Zeb''')
==Voci correlate==
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Serie televisive western]]
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Flo la piccola Robinson
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano = Flo la piccola Robinson
|tipofiction = Serie TV anime
|titolooriginale = 家族ロビンソン漂流記 ふしぎな島のフローネ
|titolotraslitterato = Kazoku Robinson hyōryūki fushigi na shima no Furōne
|anno = 1981
|genere = avventura
|regista = Yoshio Kuroda
|soggetto = [[Johann David Wyss]] (''[[Johann David Wyss#Il Robinson svizzero|Il Robinson svizzero]]'')
|sceneggiatore = Shōzō Matsuda
|doppiatori italiani =
*[[Antonella Baldini]]: Flo Robinson
*[[Giancarlo Padoan]]: Ernst Robinson
*[[Silvia Pepitoni]]: Anna Robinson
*[[Oreste Baldini]]: Franz Robinson
*[[Rossella Acerbo]]: Jack Robinson
*[[Mario Milita]]: signor Morton
*[[Fabrizio Manfredi]]: Tomtom
*[[Valeria Perilli]]: Marie
}}
'''''Flo la piccola Robinson''''', serie televisiva anime del 1981.
==Episodio 2, ''La partenza''==
*''[[Ninne nanne dalle serie televisive|Ninna nanna]], dormi bambina, | sogna nelle braccia della mamma | che ti canta questa ninna nanna, | oh dolce ninna nanna, | oh dolce ninna nanna: | dormi bambina bella, | ti culla la tua mamma.'' ('''Marie''')
==Episodio 3, ''Flo ci ripensa''==
*''Laggiù in quel bosco | c'è una gran quercia sai, | sotto la quercia | c'è un gran tesor. | Gli uccelli del cielo | hanno nascosto lì | un raggio d'oro | rubato al sol.'' ('''Flo''') {{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|canzone]]}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Flo la piccola Robinson''}}
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[[Categoria:Serie televisive d'avventura]]
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Giannetta de' Vacchi
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:Nossa Senhora de Caravaggio 1724 (cropped Giannetta de' Vacchi).jpg|miniatura|Giannetta de' Vacchi]]
'''Giannetta de' Vacchi''', coniugata '''Varoli''' (XV secolo), contadina e mistica italiana.
==Citazioni di Giannetta de' Vacchi==
*[[Maria|Maria Vergine]]! [...] Signora, adesso non ho tempo. I miei giumenti aspettano questa erba. [...] La gente non crederà a me.<ref>Citato in ''[https://www.santuariodicaravaggio.org/il-santuario/lapparizione/ L'Apparizione]'', ''santuariodicaravaggio.org'', 19 dicembre 2022.</ref>
==Citazioni su Giannetta de' Vacchi==
*In quel giorno, di un tempo turbato e sconvolto da guerre, devastazioni e carestie, a Giovannetta, giovane sposa, creatura docile e paziente, che risplendeva davanti a Dio per la bontà e la tenerezza della sua devozione alla Vergine, Maria volle presentarsi con parole di conforto, di pace e di speranza. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:de' Vacchi, Giannetta}}
[[Categoria:Mistici italiani]]
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Moglie di Noè
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[[File:Attributed to Antonio de Bellis - The Sacrifice of Noah - Google Art Project (cropped Noah's wife).jpg|miniatura|La moglie di Noè in un dipinto di Antonio De Bellis (XVII secolo)]]
'''Moglie di Noè''', personaggio biblico.
==Citazioni sulla moglie di Noè==
*Allah ha proposto ai miscredenti l'esempio della moglie di Noè e della [[moglie di Lot]]. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti.<br>Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: «Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano». (''[[Corano]]'')
==Voci correlate==
*[[Naama (Genesi)|Naama]]
*[[Noè]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Noah's wife|w_site=en|w_preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
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text/x-wiki
[[File:Attributed to Antonio de Bellis - The Sacrifice of Noah - Google Art Project (cropped Noah's wife).jpg|miniatura|La moglie di Noè in un dipinto attribuito ad Antonio De Bellis (XVII secolo)]]
'''Moglie di Noè''', personaggio biblico.
==Citazioni sulla moglie di Noè==
*Allah ha proposto ai miscredenti l'esempio della moglie di Noè e della [[moglie di Lot]]. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti.<br>Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: «Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano». (''[[Corano]]'')
==Voci correlate==
*[[Naama (Genesi)|Naama]]
*[[Noè]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
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Beata Giannetta
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Spinoziano
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in questo caso, come su Wikipedia, anche se non è propriamente beata, è nota anche così
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#RINVIA [[Giannetta de' Vacchi]]
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Luisa di Savoia
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Luisa di Savoia
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'''Luisa di Savoia''' (1476 – 1531), figlia del duca Filippo II di Savoia e di Margherita di Borbone, reggente di Francia.
==Citazioni su Luisa di Savoia==
*È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova [[Agrippina maggiore|Agrippina]] portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri. ([[Ernesto Masi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Nobili]]
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[[File:Bemberg fondation Toulouse - Portrait de Louise de Savoie, mère de François Ier - École De Jean Clouet (1475;1485-1540) 22x17 Inv.1013.jpg|thumb|upright=0.7|Luisa di Savoia in un ritratto di Jean Clouet]]
'''Luisa di Savoia''' (1476 – 1531), figlia del duca Filippo II di Savoia e di Margherita di Borbone, reggente di Francia.
==Citazioni su Luisa di Savoia==
*È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova [[Agrippina maggiore|Agrippina]] portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri. ([[Ernesto Masi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Nobili]]
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Gaux
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/* Citazioni su Luisa di Savoia */ ampliamento
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[[File:Bemberg fondation Toulouse - Portrait de Louise de Savoie, mère de François Ier - École De Jean Clouet (1475;1485-1540) 22x17 Inv.1013.jpg|thumb|upright=0.7|Luisa di Savoia in un ritratto di Jean Clouet]]
'''Luisa di Savoia''' (1476 – 1531), figlia del duca Filippo II di Savoia e di Margherita di Borbone, reggente di Francia.
==Citazioni su Luisa di Savoia==
*È la madre di [[Francesco I di Francia|Francesco I]] e di [[Margherita d'Angoulême]], le due più illustri e poetiche incarnazioni del Rinascimento Francese. Ma questo titolo non le valse dagli storici alcuna indulgenza. Quasi tutti la dipinsero avara, ambiziosa, crudele, vendicativa, corrotta, il mal genio insomma di Francesco I, del quale il genio buono era, dicono, la sorella Margherita. Certo Luigia non fu senza colpe. Ma anche oggi, e dopo tante accuse, non è chiaro del tutto quanto di tali colpe sia da imputare a malvagità della sua indole, e quanto all'amore ardente, appassionato, ferino quasi, che questa nuova [[Agrippina maggiore|Agrippina]] portò al Re suo figlio, quel seduttore universale, cui perdonarono a gara i contemporanei ed i posteri. Eppure le virtù, le eleganze, le grazie, che fecero di Francesco e di Margherita i due ideali veri dei tempi nuovi, furono tutta opera di {{sic|Luigia}}! ([[Ernesto Masi]])
==Altri progetti==
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David J. Skal
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Creata pagina con "[[File:David J. Skal.jpg|thumb|David J. Skal nel 2017]] '''David John Skal''' (1952 – 2024), storico, critico cinematografico e scrittore statunitense. {{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}} *Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''Dra..."
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[[File:David J. Skal.jpg|thumb|David J. Skal nel 2017]]
'''David John Skal''' (1952 – 2024), storico, critico cinematografico e scrittore statunitense.
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''[[Il mostro della laguna nera|Il mostro]]'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''Lo squalo'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*L'attore [[Richard Carlson]], star di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione Terra]]'', diventò una costante di questi film grazie alle sue interpretazioni di eroi scienziati. Fu una novità per Hollywood, dove gli scienziati erano matti o aspiravano a dominare il mondo.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*{{NDR|Su ''[[La vendetta del mostro]]''}} Come molti film del suo genere girati in piena guerra fredda, anche ''La vendetta'' conteneva scene di invasioni e agitazioni sociali.
*[...] il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
==Altri progetti==
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[[File:David J. Skal.jpg|thumb|David J. Skal nel 2017]]
'''David John Skal''' (1952 – 2024), storico, critico cinematografico e scrittore statunitense.
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''[[Il mostro della laguna nera|Il mostro]]'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''Lo squalo'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*L'attore [[Richard Carlson]], star di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione Terra]]'', diventò una costante di questi film grazie alle sue interpretazioni di eroi scienziati. Fu una novità per Hollywood, dove gli scienziati erano matti o aspiravano a dominare il mondo.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*{{NDR|Su ''[[La vendetta del mostro]]''}} Come molti film del suo genere girati in piena guerra fredda, anche ''La vendetta'' conteneva scene di invasioni e agitazioni sociali.
*[...] il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le alghe possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
==Altri progetti==
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[[File:David J. Skal.jpg|thumb|David J. Skal nel 2017]]
'''David John Skal''' (1952 – 2024), storico, critico cinematografico e scrittore statunitense.
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''[[Il mostro della laguna nera|Il mostro]]'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''Lo squalo'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*L'attore [[Richard Carlson]], star di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione Terra]]'', diventò una costante di questi film grazie alle sue interpretazioni di eroi scienziati. Fu una novità per Hollywood, dove gli scienziati erano matti o aspiravano a dominare il mondo.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*{{NDR|Su ''[[La vendetta del mostro]]''}} Come molti film del suo genere girati in piena guerra fredda, anche ''La vendetta'' conteneva scene di invasioni e agitazioni sociali.
*[...] il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le [[Alga|alghe]] possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
==Altri progetti==
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[[File:David J. Skal.jpg|thumb|David J. Skal nel 2017]]
'''David John Skal''' (1952 – 2024), storico, critico cinematografico e scrittore statunitense.
{{Int|Da ''Ritorno alla laguna nera''|Universal Studios Home Video, 2000; sottotitolaggio italiano in materiale bonus, ''Il mostro della laguna nera'', regia di Jack Arnold, 1954, DVD, Universal Studios, 2004.}}
*Per chi è cresciuto negli anni '50 esisteva un solo mostro Universal: il mostro della Laguna Nera. ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', ''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'' e gli altri non erano ancora approdati in TV e il film ''[[Il mostro della laguna nera|Il mostro]]'' si poteva vedere solo al cinema. Uscì in 3-D, una trovata escogitata da Hollywood negli anni '50 per poter competere con la televisione. Ma anche senza il 3-D, il film ebbe un successo strepitoso. Nel suo genere, è diventato un classico.
*Le leggende sui [[Mostro marino|mostri marini]] risalgono agli albori della civiltà. Storie spaventose di serpenti marini dalle sembianze umane, sirene e tritoni appartengono a ogni tradizione, forse perché ci ricordano i nostri antichi legami con gli abissi. Sia che si tratti di paludi, lagune o del mare aperto, gli ambienti acquatici sono sempre stati perfetti per le storie di paura, da quelle delle riviste ai grandi successi di Hollywood. Ma quasi un quarto di secolo prima dell'uscita di ''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'', la Universal aveva già dato al mondo un altro motivo per stare lontano dall'acqua.
*Il produttore [[William Alland]] integrò l'idea di ''Mondo perduto'' con una presunta storia vera che aveva sentito a una cena su una creatura mezza uomo e mezza pesce che viveva nel Rio delle Amazzoni. Dopo alcuni trattamenti preliminari, Arthur Ross e Harry Essex scrissero la sceneggiatura intitolata ''Laguna Nera'', che rimase il titolo del film per tutta la lavorazione.
*L'attore [[Richard Carlson]], star di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione Terra]]'', diventò una costante di questi film grazie alle sue interpretazioni di eroi scienziati. Fu una novità per Hollywood, dove gli scienziati erano matti o aspiravano a dominare il mondo.
*Quando ''Il mostro della Laguna Nera'' arrivò nelle sale nel 1954, anche i più accaniti fan dei mostri classici furono impressionati.
*Spesso [[Jack Arnold]] inseriva nei suoi film velate allusioni di natura sociale e ''Il mostro'' presenta interessanti tracce di un ambientalismo ai suoi esordi.
*{{NDR|Su ''[[La vendetta del mostro]]''}} Come molti film del suo genere girati in piena guerra fredda, anche ''La vendetta'' conteneva scene di invasioni e agitazioni sociali.
*[...] il mostro è stato amato, grazie a mezzo secolo di marketing aggressivo. È stato amato, coccolato e collezionato da generazioni di ammiratori. Questo mostro deve aver fatto più apparizioni fuori scena di qualsiasi altro mostro Universal. Tra gli oggetti collezionati: riviste e kit per modellismo, pupazzetti, giochi a molla, distributori di caramelle, orologi da polso e persino un flipper. Non esiste prodotto che in un modo o nell'altro non abbia sfruttato il mostro della Laguna Nera, l'anfibio più amato d'America.
*Usando la formula ormai collaudata della bella e la bestia, la Universal ha creato il suo ultimo mostro diventato un classico, dimostrando che le [[Alga|alghe]] possono essere raccapriccianti quanto le ragnatele.
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La banda di Harry Spikes
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*[[Lee Marvin]]: Harry Spikes
*[[Gary Grimes]]: Will Young
*[[Ron Howard]]: Les Richter
*[[Charles Martin Smith]]: Tod
*[[Arthur Hunnicutt]]: Kid White
*[[Noah Beery Jr.]]: Jack Basset
*Marc Smith: Abel Young
*[[Don Fellows]]: cowboy
*[[Elliott Sullivan]]: Billy
*[[Robert Beatty]]: sceriffo
*[[Ralph Brown (attore)|Ralph Brown]]: capobanda
*[[Bill Curran]]: Gillis
*[[Ricardo Palacios]]: medico
*[[David Thomson (attore)|David Thomson]]: sceriffo di Carrizo Springs
*[[Bert Conway]]: cassiere della banca
*[[Adolfo Thous]]: prestatore su pegno
*[[Allen Russell]]: Morton
*[[Frances O'Flynn]]: signora Young
|doppiatori italiani =
*[[Renzo Palmer]]: Harry Spikes
*[[Massimo Giuliani]]: Will Young
*[[Sandro Acerbo]]: Les Richter
}}
'''''La banda di Harry Spikes''''', film statunitense del 1973 con [[Lee Marvin]], regia di [[Richard Fleischer]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*E [[Giuramenti dai film|giuro]] che l'unica cosa che non faremo mai sarà leccare le scarpe a qualcuno! ('''Will''')
*Il [[denaro]] è come il letame: è utile solo se si sparpaglia.<ref>{{Cfr}} [[Francesco Bacone]]: «La moneta è come il letame, che non è buono se non è sparso».</ref> ('''Les''')
*Sono caduto un bel po' di volte, però mi reggo ancora in piedi. La cosa da fare, amici miei, è accettare il proprio fato con cristiana rassegnazione, e con molto coraggio al momento giusto. ('''Spikes''')
*Figliuolo, in questo mondo ciò che non è follia è miseria. Bisogna tenersi in piedi in qualche modo, o non faremo che piangere. ('''Spikes''')
==Citazioni su ''La banda di Harry Spikes''==
*Una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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*Marc Smith: Abel Young
*[[Don Fellows]]: cowboy
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*[[Robert Beatty]]: sceriffo
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*[[Ricardo Palacios]]: medico
*[[David Thomson (attore)|David Thomson]]: sceriffo di Carrizo Springs
*[[Bert Conway]]: cassiere della banca
*[[Adolfo Thous]]: prestatore su pegno
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'''''La banda di Harry Spikes''''', film statunitense del 1974 con [[Lee Marvin]], regia di [[Richard Fleischer]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*E [[Giuramenti dai film|giuro]] che l'unica cosa che non faremo mai sarà leccare le scarpe a qualcuno! ('''Will''')
*Il [[denaro]] è come il letame: è utile solo se si sparpaglia.<ref>{{Cfr}} [[Francesco Bacone]]: «La moneta è come il letame, che non è buono se non è sparso».</ref> ('''Les''')
*Sono caduto un bel po' di volte, però mi reggo ancora in piedi. La cosa da fare, amici miei, è accettare il proprio fato con cristiana rassegnazione, e con molto coraggio al momento giusto. ('''Spikes''')
*Figliuolo, in questo mondo ciò che non è follia è miseria. Bisogna tenersi in piedi in qualche modo, o non faremo che piangere. ('''Spikes''')
==Citazioni su ''La banda di Harry Spikes''==
*Una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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The Spikes Gang
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Cavarrone
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Creata pagina con "'''Ennio De Concini''' (1923 – 2008), sceneggiatore e regista italiano. ==''Chi si firma è perduto: Ennio De Concini, memorie di un fallito di successo''== *Io non coltivo nessuno, perché in fondo tutto è peggio della solitudine. * Sono passato come un visitatore distratto nel mondo, inseguendo o cercando una meta che non ho mai raggiunto. ==Bibliografia== Jonathan Giustini, ''Chi si firma è perduto: Ennio De Concini, memorie di un fallito di successo'', Iacobe..."
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'''Ennio De Concini''' (1923 – 2008), sceneggiatore e regista italiano.
==''Chi si firma è perduto: Ennio De Concini, memorie di un fallito di successo''==
*Io non coltivo nessuno, perché in fondo tutto è peggio della solitudine.
* Sono passato come un visitatore distratto nel mondo, inseguendo o cercando una meta che non ho mai raggiunto.
==Bibliografia==
Jonathan Giustini, ''Chi si firma è perduto: Ennio De Concini, memorie di un fallito di successo'', Iacobelli editore, ISBN 978-88-6252-444-5.
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Francesco Spinelli
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Spinoziano
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Creata pagina con "[[File:Statua di San Francesco Spinelli-Caravaggio.jpg|miniatura|Statua di Francesco Spinelli nel Santuario di Caravaggio]] San '''Francesco Spinelli''' (1853 – 1913), presbitero italiano. ==Citazioni di Francesco Spinelli== *Adorate con l'amore più ardente l'[[Santissimo Sacramento|Augustissimo Sacramento]] e attingete da esso la carità a sollievo del prossimo.<ref name="diocesidiroma">Citato in ''[https://www.diocesidiroma.it/sanitaria/index.php/event/san-francesc..."
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[[File:Statua di San Francesco Spinelli-Caravaggio.jpg|miniatura|Statua di Francesco Spinelli nel Santuario di Caravaggio]]
San '''Francesco Spinelli''' (1853 – 1913), presbitero italiano.
==Citazioni di Francesco Spinelli==
*Adorate con l'amore più ardente l'[[Santissimo Sacramento|Augustissimo Sacramento]] e attingete da esso la carità a sollievo del prossimo.<ref name="diocesidiroma">Citato in ''[https://www.diocesidiroma.it/sanitaria/index.php/event/san-francesco-spinelli-1853-1913-4/ San Francesco Spinelli (1853-1913)]'', ''diocesidiroma.it'', 14 maggio 2020.</ref>
*Mi sono inginocchiato, piansi, pregai e, giovane sacerdote allora, sognai uno stuolo di vergini che avrebbero adorato Gesù in Sacramento.<ref name="diocesidiroma" />
==Citazioni su Francesco Spinelli==
*Il nuovo Beato nutrì costantemente la sua esistenza alla mensa dell'Eucaristia, di cui divenne adoratore instancabile, e si distinse per la filiale devozione a Maria Vergine e Madre. Dalla contemplazione eucaristica e dalla devozione mariana sono scaturite le innumerevoli opere di carità di don Spinelli, che hanno ormai varcato, per l'ansia apostolica delle sue Figlie spirituali, i confini dell'Italia e dell'Europa. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Presbiteri italiani]]
[[Categoria:Santi italiani]]
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[[File:Francesco Spinelli (1853–1913).png|miniatura|Francesco Spinelli]]
San '''Francesco Spinelli''' (1853 – 1913), presbitero italiano.
==Citazioni di Francesco Spinelli==
*Adorate con l'amore più ardente l'[[Santissimo Sacramento|Augustissimo Sacramento]] e attingete da esso la carità a sollievo del prossimo.<ref name="diocesidiroma">Citato in ''[https://www.diocesidiroma.it/sanitaria/index.php/event/san-francesco-spinelli-1853-1913-4/ San Francesco Spinelli (1853-1913)]'', ''diocesidiroma.it'', 14 maggio 2020.</ref>
*Mi sono inginocchiato, piansi, pregai e, giovane sacerdote allora, sognai uno stuolo di vergini che avrebbero adorato Gesù in Sacramento.<ref name="diocesidiroma" />
==Citazioni su Francesco Spinelli==
*Il nuovo Beato nutrì costantemente la sua esistenza alla mensa dell'Eucaristia, di cui divenne adoratore instancabile, e si distinse per la filiale devozione a Maria Vergine e Madre. Dalla contemplazione eucaristica e dalla devozione mariana sono scaturite le innumerevoli opere di carità di don Spinelli, che hanno ormai varcato, per l'ansia apostolica delle sue Figlie spirituali, i confini dell'Italia e dell'Europa. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
==Note==
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==Altri progetti==
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San Francesco Spinelli
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