Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.21 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Antonio Gramsci 0 1804 1427458 1420911 2026-09-26T01:29:27Z Danyele 19198 /* Citazioni su Antonio Gramsci */ +1 1427458 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Gramsci.png|thumb|right|Antonio Gramsci]] {{indicedx}} '''Antonio Gramsci''' (1891 – 1937), politico, filosofo e giornalista italiano. ==Citazioni di Antonio Gramsci== *Anzitutto l'operaio deve negare recisamente qualsiasi solidarietà col giornale borghese. Egli dovrebbe ricordarsi sempre, sempre, sempre, che il giornale borghese (qualunque sia la sua tinta) è uno strumento di lotta mosso da idee e da interessi che sono in contrasto coi suoi. Tutto ciò che stampa è costantemente influenzato da un'idea: servire la classe dominante, che si traduce ineluttabilmente in un fatto: combattere la classe lavoratrice. E difatti, dalla prima all'ultima riga, il giornale borghese sente e rivela questa preoccupazione. [...] E non parliamo di tutti i fatti che il giornale borghese o tace, o travisa, o falsifica, per ingannare, illudere, e mantenere nell'ignoranza il pubblico dei lavoratori.<ref>Da ''I giornali e gli operai'', ''Avanti!'', 22 dicembre 1916.</ref> *[[Karl Marx|Carlo Marx]] è per noi maestro di vita spirituale e morale, non pastore armato di vincastro. È lo stimolatore delle pigrizie mentali, è il risvegliatore delle energie buone che dormicchiano e devono destarsi per la buona battaglia. È un esempio di lavoro intenso e tenace per raggiungere la chiara onestà delle idee, la solida cultura necessaria per non parlare a vuoto, di astrattezze.<ref name=marx>Citato in ''[https://www.resistenze.org/sito/ma/di/cg/mdcgba13-008114.htm Il nostro Marx]'', ''Resistenze.org''.</ref> *Chi ha [[fede]], chi solo alla realtà attinge l'energia necessaria per combattere le lotte sociali deve rimanere sul terreno della [[violenza]] contro la violenza e non subirà umiliazioni.<ref>Da ''Fuori della realtà'', ''L'Ordine Nuovo'', 17 giugno 1921.</ref> *Cinquant'anni di vita unitaria sono stati in gran parte dedicati dai nostri uomini politici a creare l'apparenza di una uniformità italiana: le regioni avrebbero dovuto sparire nella nazione, i dialetti nella lingua letteraria. La [[Sicilia]] è la regione che ha più attivamente resistito a questa manomissione della storia e della libertà. La Sicilia ha dimostrato in numerose occasioni di vivere una vita a carattere nazionale proprio, più che regionale.<ref name=cron>Da ''Cronache teatrali dell'«Avanti!»''; citato in Raffaele Di Florio, ''[http://www.quartaparetepress.it/2012/03/30/gramsci-cronache-teatrali-dallavanti-angelo-musco/ Gramsci, cronache teatrali dall'«Avanti!»: Angelo Musco]'', ''Quartaparetepress.it'', 30 marzo 2012</ref> *Dire la [[verità]], arrivare insieme alla verità, è compiere azione comunista e rivoluzionaria.<ref>Da ''Democrazia operaia'', ''L'Ordine Nuovo'', 21 giugno 1919.</ref> *Fino all'avvento della Sinistra al potere, Lo stato italiano ha dato il suffragio solo alla classe proprietaria, è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e a fuoco l'Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli scrittori salariati tentarono infamare col marchio di «[[brigantaggio|briganti]]».<ref>Da ''Il lanzo ubriaco'', ''Avanti!'', anno XXIV, n. 42, 18 febbraio 1920 (editoriale). L'articolo è stato raccolto nel volume di Antonio Gramsci: ''L'Ordine nuovo 1919-1920'', a cura di Valentino Gerratana e Antonio A. Santucci, Einaudi, Torino 1987, p. 422.</ref> *Ebbene, anche per la pace la posizione dei cattolici è in antitesi stridente con la nostra {{NDR|i socialisti}}. Aspettano la redenzione dalla grazia, essi, invocano la buona volontà dei santi, quando sarebbe più opportuno fare appello a quella degli uomini. Per essi vale solo l'autorità, la rivelazione, la parola di Dio, poiché pongono la scaturigine dei fatti umani fuori dell'uomo, in una volontà suprema che tutto abbraccia e tutto giudica, e spartisce il torto o la ragione al lume di una semitica concezione del bene e del male che può valere per gli schiavi, non per gli uomini. Noi non aspettiamo nulla da altri che da noi stessi; la nostra coscienza di uomini liberi ci impone un dovere, e la nostra forza organizzata lo attua. Solo ciò che è opera, conquista nostra, ha valore per noi, diventa parte di noi stessi, non ciò che viene elargito da un potere superiore, sia esso lo Stato borghese, o sia la Madonna della Consolata. Non è quindi solo la ripugnanza per il rito, per l'esteriorità, per il simbolismo ormai vuoto di ogni contenuto di fede che, a malgrado gli sforzi dialettici di qualche abile casuista, ci tiene lontani dal cattolicismo. È l'antitesi insanabile delle idee.<ref>Da ''La Consolata e i cattolici'', ''Piove, governo ladro!'', pp. 45-46, Editori Riuniti.</ref> *Fino a quando sussiste il [[borghesia|regime borghese]], col monopolio della stampa in mano al [[capitalismo]] e quindi con la possibilità per il governo e per i partiti borghesi di impostare le quistioni politiche a seconda dei loro interessi, presentati come interessi generali, fino a quando sarà soppressa e limitata la libertà di associazione e di riunione della classe operaia o potranno essere diffuse impunemente le menzogne più impudenti contro il comunismo, è inevitabile che le classi lavoratrici rimangano disgregate, cioè abbiano parecchie volontà.<ref>Da ''[http://www.antoniogramsci.com/volonta.htm La volontà delle masse]'', in ''l'Unità'', 24 giugno 1925.</ref> *Il fascismo ha trasformato il nostro popolo, gli ha dato una tempra più robusta, una moralità più sana, una resistenza al male che prima era ignorata, una profondità di sentimenti che non era mai esistita.<ref>1924; citato in [[Giuseppe Berta]], ''La cooperazione impossibile: la Fiat, Torino e il biennio rosso'', in AA.VV., ''Fiat 1899-1930. Storia e documenti'', Fabbri, Milano, 1991, pp. 223-224.</ref> *Il giornale non dovrà avere alcuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra. Io propongo come titolo [[l'Unità]] puro e semplice che sarà un significato per gli operai e avrà un significato più generale.<ref>Dalla lettera spedita a Chiara Passarge, sua padrona di casa a Roma (via G.B. Morgagni 25), pochi giorni dopo l'arresto, avvenuto a Roma l'8 novembre 1926; citato in ''Gramsci sulle orme di [[Fozio]]'', ''Corriere della Sera'', 8 dicembre 2016.</ref> *{{NDR|Il cosiddetto «mistero di [[Napoli]]» nell'analisi di Gramsci}} Il [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] aveva ragione nel demolire la leggenda del «lazzaronismo » organico dei napoletani e nel rilevare invece che essi sono molto attivi e industriosi. Ma la {{sic|quistione}} consiste nel vedere quale sia il risultato effettivo di questa industriosità: essa non è produttiva e non è rivolta a soddisfare i bisogni e le esigenze di classi produttive. Napoli è la città dove la maggior parte dei proprietari terrieri del Mezzogiorno (nobili e no) spendono la rendita agraria. Intorno a qualche decina di migliaia di queste famiglie di proprietari, di maggiore o minore importanza economica, con le loro corti di servi e di lacchè immediati, si organizza la vita pratica di una parte imponente della città, con le sue industrie artigianesche, coi suoi mestieri ambulanti, con lo sminuzzamento inaudito dell'offerta immediata di merci e servizi agli sfaccendati che circolano nelle strade. Un'altra parte importante della città si organizza intorno al transito e al commercio all'ingrosso. L'industria «produttiva», nel senso che crea e accumula nuovi beni, è relativamente piccola, nonostante che nelle statistiche ufficiali Napoli sia annoverata come la quarta città industriale dell'Italia, dopo [[Milano]], [[Torino]] e [[Genova]]. Questa struttura economico-sociale di Napoli spiega molta parte della storia di Napoli, città cosi piena di apparenti contraddizioni e di spinosi problemi politici. Il fatto di Napoli si ripete in grande per Palermo e Roma e per tutta una serie numerosa (le famose «cento città») di città non solo dell'Italia meridionale e delle isole, ma dell'Italia centrale e anche di quella settentrionale (Bologna, in buona parte, Parma, Ferrara, ecc). Si può ripetere per molta popolazione di tal genere di città il proverbio popolare: quando un cavallo caca cento passeri fanno il loro desinare.<ref>Da ''Americanismo e fordismo'', ''Il cosiddetto «mistero di Napoli»'', ''Quaderni dal carcere'', citato in ''[http://www.istitutogramscigr.it/wp/wp-content/uploads/2017/02/Americanismo-e-antiamericanismo-fordismo-e-postofordismo.pdf Americanismo e Fordismo]'', introduzione, p. 7, ''istitutogramscigr.it''.</ref> *Il [[Città del Vaticano|Vaticano]] rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la Chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono.<ref>Citato in [[Curzio Maltese]], ''La Questua.'' {{small|''Quanto costa la questua agli italiani. Con ''Le ragioni di un inchiesta'' di Ezio Mauro''}}, Feltrinelli, Milano, 2008, [https://books.google.it/books?id=CoKWkFk9sXkC&lpg=PA100&dq=&pg=PA100#v=onepage&q&f=false p. 100].</ref> *In principio era il verbo...<ref>Il riferimento è all'incipit del ''[[Giovanni apostolo ed evangelista#Vangelo secondo Giovanni|Vangelo secondo Giovanni]]''.</ref> No, in principio era il [[sesso]].<ref>Il riferimento è a un pensiero di [[Stanislaw Przybyszewski]] del 1893. Da ''La città futura, 1917-1918'', a cura di Sergio Caprioglio, Einaudi. Riportato anche in ''Letteratura e vita nazionale'' e in ''Quaderni del carcere''.</ref> *Io, caro amico, non potrò mai abbandonare gli studi che sono la mia unica speranza di vivere onoratamente quando sarò adulto, perché come sai, la mia famiglia non è ricca di beni di fortuna. […] Chi non studia in gioventù se ne pentirà amaramente nella vecchiaia. Un rovescio di fortuna, una lite perduta, possono portare alla miseria il più ricco degli uomini. […] Torna agli studi e vi troverai tutti i beni possibili.<ref>Citato in Claudia de Lillo, [https://www.repubblica.it/commenti/2023/09/11/news/nuovo_anno_scolastico_fondi_cultura_istruzione-414021248/ Puntare sulla scuola e investire sugli uomini di domani], ''Repubblica.it'', 11 settembre 2023.</ref> *Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.<ref>Da ''L'Ordine Nuovo'', anno I, n. 1, 1° maggio 1919. Vedi [[w:Immagine:L'Ordine Nuovo.jpg|immagine]] del primo numero de ''L'Ordine Nuovo''.</ref> *L'acqua è acqua pura e libera quando scorre fra le due rive di un ruscello o di un fiume, non quando è sparsa caoticamente sul suolo, o rarefatta si libra nell'atmosfera. Chi non segue una disciplina politica è appunto materia allo stato gassoso, o materia bruttata da elementi estranei: pertanto inutile e dannosa. La disciplina politica fa precipitare queste lordure, e dà allo spirito il suo metallo migliore, alla vita uno scopo, senza del quale la vita non varrebbe la pena di essere vissuta.<ref>Da ''La città futura''.</ref> *L'[[illusione]] è la gramigna più tenace della [[coscienza]] collettiva; la [[storia]] insegna, ma non ha scolari.<ref>Da ''Italia e Spagna'', ''L'Ordine Nuovo'', 11 marzo 1921, anno I, n. 70.</ref> *L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.<ref>Da ''Indifferenti'', ''La città futura'', numero unico, 11 febbraio 1917.</ref> *L'Italia è diventata un mercato di sfruttamento coloniale, una sfera d'influenza, un dominion, una terra di capitolazioni, tutto fuorché uno Stato indipendente e sovrano. Ciò ha prodotto la politica forsennata della classe dirigente italiana, queste sono le magnifiche sorti progressive che sono state assicurate al popolo italiano dagli intrighi mercantili del capitalismo in caccia di maggiori profitti. Ebbene, il popolo italiano reagisce contro questa condizione di fatto; reagisce con l'azione della parte sua che non è compromessa nell'avventura della guerra, che non ha abdicato al suo diritto sovrano di essere qualcuno nella storia del mondo, che non vuole essere serva né di tedeschi, né di inglesi, e tanto meno serva della serva. Quanto più la classe dirigente ha precipitato in basso la nazione italiana, tanto più aspro sacrificio deve sostenere il proletariato per ricreare alla nazione una personalità storica indipendente; quanto piú la classe dirigente ha permesso che l'organismo economico-politico italiano fosse avvinto strettamente al carro imperiale britannico, tanto piú grande sforzo deve compiere il proletariato per divincolarsi, per riacquistare la libertà di movimento e di iniziativa nella storia.<ref>Da ''L'ordine nuovo'', 1919-1920<sup>2</sup>, G. Einaudi, Torino, 1949, [https://books.google.it/books?id=ra_aAAAAMAAJ&q=%22proletariato+per+divincolarsi,+per+riacquistare+la+libert%C3%A0%22+l%27ordine+nuovo&dq=%22proletariato+per+divincolarsi,+per+riacquistare+la+libert%C3%A0%22+l%27ordine+nuovo&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiz9dSQ0YjpAhVFXpoKHfCeD8sQ6AEIKDAA p. 263.]</ref><ref>Da ''Italiani e cinesi'', ''L'Avanti'', 18 luglio 1919.</ref> *La [[cultura]] [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri.<ref>Da ''Socialismo e cultura'', ''Il Grido del popolo'', 29 gennaio 1916.</ref> *La sfiducia reciproca, il sottinteso sleale corrodono nel nostro paese tutte le forme di rapporti: i rapporti tra singolo e singolo, i rapporti tra singolo e collettività. L'ipocrisia del carattere italiano è in dipendenza assoluta con la mancanza di libertà.<ref>Citato in Giovanni Cedrone, [http://www.repubblica.it/cultura/2017/04/06/news/gramsci_giornalista_libro_gian_luca_corradi-162351188/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P27-S2.6-T1 ''Il giornalismo secondo Gramsci: 1500 articoli "contro", rivendicati fino al tribunale fascista''], ''Repubblica.it'', 7 aprile 2017.</ref> *La verità è che la Sicilia conserva una sua indipendenza spirituale, e questa si rivela piú spontanea e forte che mai nel teatro.<ref name=cron/> *[[Karl Marx|Marx]] è stato grande, la sua azione è stata feconda, non perché abbia inventato dal nulla, non perché abbia estratto dalla sua fantasia una visione originale della storia, ma, perché il frammentario, l'incompiuto, l'immaturo è in lui diventato maturità, sistema, consapevolezza.<ref name=marx/> *[[Karl Marx|Marx]] si pianta nella storia con la solida quadratura di un gigante.<ref name=marx/> *[[Karl Marx|Marx]] significa ingresso dell'intelligenza nella storia dell'umanità, regno della consapevolezza.<ref name=marx/> *Nella coscienza delle masse, anche delle più arretrate, è scaduto il prestigio e la riverenza per le istituzioni, e queste, svuotate di ogni spirito, private di ogni moralità, sopravvivono solo come paurosi vampiri.<ref>Da ''Socialismo e fascismo: {{small|l'Ordine Nuovo. 1921-1922}}'', Giulio Einaudi Editore, Torino, 1966, p.188.</ref> *Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro [[Madre|mamme]], se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.<ref>Dalla lettera alla madre, 10 maggio 1928, in ''La formazione dell'uomo: scritti di pedagogia'', a cura di Giovanni Urbani, Editori Riuniti.</ref> *Non si imparava il [[Lingua latina|latino]] e il [[Lingua greca antica|greco]] per parlarli, per fare i camerieri, gli interpreti, i corrispondenti commerciali. Si imparava per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderna, cioè per essere se stessi e conoscere se stessi consapevolmente.<ref>Citato in Antonio Cornacchia, ''Il latino nella scuola dell'Italia unita'', Bologna, 1979, p. 149.</ref> *Odio gli [[indifferenza|indifferenti]]. Credo come [[Christian Friedrich Hebbel|Federico Hebbel]] che «vivere vuol dire essere partigiani»<ref>{{cfr}} Christian Friedrich Hebbel, ''Diario'', traduzione di Scipio Slataper, Carabba, Lanciano, 1912, p. 82, riflessione n. 2127: «Vivere significa esser partigiani.»</ref>. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. [[Indifferenza]] è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. [...] Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? [...] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.<ref>Da ''Indifferenti'', ''La città futura'', numero unico, 11 febbraio 1917.</ref> *Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa dei cielo, sento che per me è [[capodanno]].<br>Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. [...] Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell'immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d'inventario dai nostri sciocchissimi antenati.<ref>Da ''Capodanno'', ''Avanti!'', 1 gennaio 1916; citato in ''[http://www.internazionale.it/notizie/2014/12/31/odio-il-capodanno-firmato-antonio-gramsci Odio il capodanno, firmato Antonio Gramsci]'', ''Internazionale.it'', 31 dicembre 2014.</ref> *Ogni movimento [[rivoluzione|rivoluzionario]] è romantico, per definizione.<ref>Da ''Classicismo, Romanticismo, Baratono...'', ''L'Ordine Nuovo'', 17 gennaio 1922; ora in ''Socialismo e fascismo: L'Ordine Nuovo 1921-1922'', Einaudi.</ref> *{{NDR|Ricordando Giulia, sposata nel 1923}} Riandavo col pensiero a tutti i ricordi della nostra vita comune, dal primo giorno che ti ho visto a Sieriebriani Bor e che non osavo entrare nella stanza perché mi avevi intimidito (davvero, mi avevi intimidito e oggi sorrido ricordando questa impressione) al giorno che sei partita a piedi e io ti ho accompagnato fino alla grande strada attraverso la foresta e sono rimasto tanto tempo fermo per vederti allontanare tutta sola, col tuo carico da viandante, per la grande strada, verso il mondo grande e terribile. [...] Ho molto pensato a te, che sei entrata nella mia vita e mi hai dato l'amore e mi hai dato ciò che mi era sempre mancato e mi faceva spesso cattivo e torbido.<ref>Dalla lettera del 30 giugno 1924, da ''Lettere 1908-1926'', Einaudi.</ref> *Solo chi fortemente vuole identifica gli elementi necessari alla realizzazione della sua volontà.<ref>Citato in ''[http://www.gramscitalia.it/html/strutt.htm Struttura sovrastruttura]'', ''Gramscitalia.it''.</ref> *Solo un fascista, [[Aldo Palazzeschi]], era contro la guerra. Egli ha rotto con il movimento e, quantunque fosse uno degli scrittori più interessanti, ha finito col tacere come letterato.<ref>Da ''Socialismo e fascismo. L'ordine nuovo 1921-1922'', Einaudi, Torino, 1966, [https://books.google.it/books?hl=it&id=Qs4kAQAAMAAJ&dq=Solo+un+fascista%2C+Aldo+Palazzeschi%2C+era+contro+la+guerra.+Egli+ha+rotto+con+il+movimento+e%2C+quantunque+fosse+uno+degli+scrittori+pi%C3%B9+interessanti%2C+ha+finito+col+tacere+come+letterato.&focus=searchwithinvolume&q=palazzeschi p. 527.]</ref> *Solo un futurista: Aldo Palazzeschi, era contro la guerra. Egli ha rotto con il movimento e, benché fosse uno degli scrittori più interessanti, finì col tacere come letterato.<ref>Da ''Una lettera a Trotskij sul futurismo'', in ''Scritti politici'', vol. I, PGreco Edizioni, Milano, [https://books.google.it/books?id=imv6DwAAQBAJ&lpg=PA529&dq=&pg=PA529#v=onepage&q&f=false p. 529]. ISBN 9788868021719</ref> *Tutti gli uomini sono [[intellettuali]], [...] ma non tutti gli uomini hanno nella società la funzione di intellettuali (così, perché può capitare che ognuno in qualche momento si frigga due uova o si cucisca uno strappo della giacca, non si dirà che tutti sono cuochi e sarti).<ref>Da ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/g/gramsci/gli_intellettuali/pdf/gramsci_gli_intellettuali.pdf Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura]'', Editori riuniti, Roma, 1996<sup>3</sup>. ISBN 88-359-4074-5</ref> *{{NDR|Al giudice, che prima della condanna a 20 anni e 4 mesi di carcere gli aveva chiesto che cosa avrebbero fatto i comunisti se l'Italia fosse entrata in guerra}} Voi [[Fascismo|fascisti]] porterete l'Italia alla rovina, e a noi [[Comunismo|comunisti]] spetterà salvarla!<ref>Citato in Palmiro Togliatti, ''Il partito comunista italiano'', Editori Riuniti, Roma 1997<sup>4</sup>, cap. VIII, p. 80.</ref> *Vorrei avere questi libri: 1° la Grammatica tedesca che era nello scaffale accanto all'ingresso; 2° il Breviario di linguistica di Bertoni e Bartoli che era nell'armadio di fronte al letto; 3° gratissimo le sarei se mi inviasse una [[Divina Commedia]] di pochi soldi, perché il mio testo lo avevo imprestato.<ref>Dalla lettera a Chiara Passarge, sua padrona di casa a Roma (via G.B. Morgagni 25), pochi giorni dopo l'arresto, avvenuto a Roma l'8 novembre 1926; citato in [[Luciano Canfora]] ''Gramsci sulle orme di [[Fozio]]'', ''Corriere della Sera'', 8 dicembre 2016.</ref> ===Attribuite=== *Oh! Saper essere come l'operaio che sente una sua precisa direttiva di azione e di pensiero, ed è [[filosofo]] senza saperlo, come il borghese gentiluomo era prosatore! (da ''Bergsoniano!'', ''L'Ordine Nuovo'', anno I, n. 2, 2 gennaio 1921) :Si tratta della frase finale dell'articolo, che non è firmato, ora incluso in ''Socialismo e fascismo: L'Ordine Nuovo 1921-1922'', Einaudi; secondo i curatori dell'opera, le ultime tre righe del trafiletto probabilmente non sono di Antonio Gramsci. Per [[Giancarlo Bergami]] sono attribuibili a [[Palmiro Togliatti]].<ref>{{cfr}} [[Giancarlo Bergami]], ''Studi Piemontesi'', Torino, marzo 1988, vol. XVII.</ref> ==''Americanismo e fordismo''== *Gli istinti sessuali sono quelli che hanno subito la maggiore repressione da parte della società in isviluppo; il loro «regolamento», per le contraddizioni cui dà luogo e per le perversioni che gli si attribuiscono, sembra il più «innaturale», quindi più frequenti in questo campo i richiami alla «natura». Anche la letteratura «psicanalitica» è un modo di criticare la regolamentazione degli istinti sessuali in forma talvolta «illuministica», con la creazione di un nuovo mito del «selvaggio» sulla base sessuale (inclusi i rapporti tra genitori e figli). (pp. 16 sg.) *Un'analisi accurata della storia italiana prima del '22 e anche prima del '26, che non si lasci allucinare dal carnevale esterno, ma sappia cogliere i motivi profondi del movimento operaio, deve giungere alla conclusione obiettiva che proprio gli operai sono stati i portatori delle nuove e più moderne esigenze industriali e a modo loro le affermarono strenuamente; si può dire anche che qualche industriale capì questo movimento e cercò di accaparrarselo (così è da spiegare il tentativo fatto da Agnelli di assorbire l'«Ordine Nuovo» e la sua scuola nel complesso Fiat [...]). (p. 29) *''«[[Animalità]]» e industrialismo''. La storia dell'industrialismo è sempre stata (e lo diventa oggi in una forma più accentuata e rigorosa) una continua lotta contro l'elemento «animalità» dell'uomo, un processo ininterrotto, spesso doloroso e sanguinoso, di soggiogamento degli istinti (naturali, cioè animaleschi e primitivi) a sempre nuove, più complesse e rigide norme e abitudini di ordine, di esattezza, di precisione che rendano possibili le forme sempre più complesse di vita collettiva che sono la conseguenza necessaria dello sviluppo dell'industrialismo. (p. 36) *Come si cammina senza bisogno di riflettere a tutti i movimenti necessari per muovere sincronicamente tutte le parti del corpo, in quel determinato modo che è necessario per camminare, così è avvenuto e continuerà ad avvenire nell'industria per i gesti fondamentali del mestiere; si cammina automaticamente e nello stesso tempo si pensa a tutto ciò che si vuole. (p. 51) ==''Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce''== ===Incipit=== Occorre distruggere il pregiudizio molto diffuso che la filosofia sia un alcunché di molto difficile per il fatto che essa è l'attività intellettuale propria di una determinata categoria di scienziati specialisti o di filosofi professionali e sistematici. Occorre pertanto dimostrare preliminarmente che tutti gli uomini sono «filosofi», definendo i limiti e i caratteri di questa «filosofia spontanea», propria di «tutto il mondo», e cioè della filosofia che è contenuta: 1) nel linguaggio stesso, che è un insieme di nozioni e di concetti determinati e non già e solo di parole grammaticalmente vuote di contenuto; 2) nel senso comune e buon senso; 3) nella religione popolare e anche quindi in tutto il sistema di credenze, superstizioni, opinioni, modi di vedere e di operare che si affacciano in quello che generalmente si chiama «folclore». ===Citazioni=== *Chi parla solo il dialetto o comprende la lingua nazionale in gradi diversi, partecipa necessariamente di una intuizione dei mondo più o meno ristretta e provinciale, fossilizzata, anacronistica in confronto delle grandi correnti di pensiero che dominano la storia mondiale. I suoi interessi saranno ristretti, piú o meno corporativi o economistici, non universali. Se non sempre è possibile imparare piú lingue straniere per mettersi a contatto con vite culturali diverse, occorre almeno imparare bene la lingua nazionale. Una grande cultura può tradursi nella lingua di un'altra grande cultura, cioè una grande lingua nazionale, storicamente ricca e complessa, può tradurre qualsiasi altra grande cultura, cioè essere una espressione mondiale. Ma un dialetto non può fare la stessa cosa. (''Alcuni punti preliminari di riferimento'') *Comprendere e valutare realisticamente la posizione e le ragioni dell'avversario (e talvolta è avversario tutto il pensiero passato) significa appunto essersi liberato dalla prigione delle ideologie (nel senso deteriore, di cieco fanatismo ideologico), cioè porsi da un punto di vista «critico», l'unico fecondo nella ricerca scientifica. (''La discussione scientifica'') *L'affermazione di Feuerbach: «L'uomo è quello che mangia», può essere, presa in sé, interpretata variamente. Interpretazione gretta e stolta: cioè l'uomo è volta per volta quello che mangia materialmente, cioè i cibi hanno una immediata influenza determinatrice sul modo di pensare. Ricordare l'affermazione di Amadeo {{NDR|Bordiga}} che se si sapesse ciò che un uomo ha mangiato prima di un discorso, per esempio, si sarebbe in grado di interpretare meglio il discorso stesso. Affermazione infantile, e, di fatto, estranea anche alla scienza positiva, poiché il cervello non viene nutrito di fave o di tartufi, ma i cibi giungono a ricostituire le molecole del cervello trasformati in sostanze omogenee e assimilabili, che hanno cioè la «stessa natura» potenziale delle molecole cerebrali. Se questa affermazione fosse vera, la storia avrebbe la sua matrice determinante nella cucina e le rivoluzioni coinciderebbero coi mutamenti radicali dell'alimentazione di massa. Il contrario è storicamente vero: cioè sono le rivoluzioni e il complesso sviluppo storico che hanno modificato l'alimentazione e creato i «gusti» successivi nella scelta dei cibi. (''Che cosa è l'uomo?'') *La massima di E. Kant: «Opera in modo che la tua condotta possa diventare una norma per tutti gli uomini, in condizioni simili» [...] può essere considerata un truismo, poiché è difficile trovare uno che non operi credendo di trovarsi nelle condizioni in cui tutti opererebbero come lui. Chi ruba per fame ritiene che chi ha fame ruberebbe, chi ammazza la moglie infedele ritiene che tutti i mariti traditi dovrebbero ammazzare ecc. Solo i «matti» in senso clinico, operano senza ritenere di essere nel giusto. (''Etica'') ==''La questione meridionale''== *La quarta guerra del Risorgimento italiano non pare debba avere per il Mezzogiorno conseguenze diverse da quella delle altre tre. Lo ha fatto notare A. Labriola alla Camera durante la discussione della politica economica del gabinetto [[Antonio Salandra|Salandra]], ma l'Agenzia Stefani ha trasmesso delle sue parole un riassunto generico e scolorito. (''Il Mezzogiorno e la guerra''<ref name=mezzogiornoguerra>Da ''Il Grido del popolo'', 1º aprile 1916.</ref>; p. 4) *[...] le paterne amministrazioni di Spagna e dei Borboni nulla avevano creato: la borghesia non esisteva, l'agricoltura era primitiva e non bastava neppure a soddisfare il mercato locale; non strade, non porti, non utilizzazione delle poche acque che la regione, per la sua speciale conformazione geologica, possedeva. (''Il Mezzogiorno e la guerra''<ref name=mezzogiornoguerra/>; p. 4) *[[Giustino Fortunato]] e [[Benedetto Croce]] rappresentano [...] le chiavi di volta del sistema meridionale e, in un certo senso, sono le due più grandi figure della reazione italiana. (''Alcuni temi della questione meridionale''<ref>Il manoscritto andò smarrito nei giorni dell'arresto di Gramsci e fu ritrovato da Camilla Ravera tra le carte che Gramsci abbandonò nell'abitazione di via Morgagni. Il saggio fu pubblicato nel gennaio 1930 a Parigi nella rivista ''Stato Operaio'', con una nota in cui è detto: «Lo scritto non è completo e probabilmente sarebbe stato ancora ritoccato dall'autore, qua e là. Lo riproduciamo senza alcuna correzione, come il migliore documento di un pensiero politico comunista, incomparabilmente profondo, forte, originale, ricco degli sviluppi più ampi.» {{cfr}} ''La questione meridionale'', p. 38.</ref>, p. 45) ==''Letteratura e vita nazionale''== ===[[Incipit]]=== Cosa significa e cosa può e dovrebbe significare la parola d'ordine di [[Giovanni Gentile]]: «Torniamo al [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]]!»? (cfr. tra l'altro il 1° numero del settimanale «Il Quadrivio»). Significa «tornare» meccanicamente ai concetti che il De Sanctis svolse intorno all'arte e alla letteratura, o significa assumere verso l'arte e la vita un atteggiamento simile a quello assunto dal De Sanctis ai suoi tempi? Posto questo atteggiamento come «esemplare», è da vedere: 1) in che sia consistita tale esemplarità; 2) quale atteggiamento sia oggi corrispondente, cioè quali interessi intellettuali e morali corrispondano oggi a quelli che dominarono l'attività del De Sanctis e le impressero una determinata direzione. ===Citazioni=== *{{NDR|Su ''[[I promessi sposi]]''}} Tra il Manzoni e gli «umili» c'è distacco sentimentale; gli umili sono per il Manzoni un «problema di storiografia», un problema teorico che egli crede di poter risolvere col romanzo storico, col «verosimile» del romanzo storico. Perciò gli umili sono spesso presentati come «macchiette» popolari, con bonarietà ironica, ma ironica. E il Manzoni è troppo cattolico per pensare che la voce del popolo sia voce di Dio: tra il popolo e Dio c'è la chiesa, e Dio non s'incarna nel popolo, ma nella chiesa. Che Dio s'incarni nel popolo può crederlo il Tolstoi, non il Manzoni. *[[Giovanni Papini|Papini]] è cattolico e anticrociano; le contraddizioni del suo superficiale scritto risultano da questa doppia qualità. (p. 153) *[...] anche la [[Letteratura di consumo|letteratura commerciale]] non dev'essere trascurata nella storia della cultura: essa anzi ha un valore grandissimo proprio da questo punto di vista, perché il successo di un libro di letteratura commerciale indica (e spesso è il solo indicatore esistente) quale sia la «filosofia dell'epoca», cioè quale massa di sentimenti e di concezioni del mondo predomini nella moltitudine «silenziosa». Questa letteratura è uno «stupefacente» popolare, è un «oppio». (p. 156) *{{NDR|''[[Il conte di Montecristo]]''}} [...] è forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «{{Sic|ubbriaca}}» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». (p. 156) *Il [[romanzo d'appendice]] sostituisce (e favorisce nel tempo stesso) il fantasticare dell'uomo del popolo, è un vero sognare ad occhi aperti. Si può vedere ciò che sostengono Freud e {{sic|i}} psicanalisti sul sognare ad occhi aperti. In questo caso si può dire che nel popolo il fantasticare è dipendente dal «complesso di inferiorità» (sociale) che determina lunghe fantasticherie sull'idea di vendetta, di punizione dei colpevoli dei mali sopportati, ecc. (p. 190) *[[Don Chisciotte]] non cerca di evadere anch'egli, anche praticamente, dal tritume e dalla standardizzazione della vita quotidiana di un villaggio spagnolo? (p. 205) *[...] la fortuna di alcuni motti come: «è meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora», fortuna particolarmente grande in chi è proprio e irrimediabilmente pecora. (p. 215) *[[Delitto e castigo|Raskolnikov]] è [[Il conte di Montecristo|Montecristo]] «criticato» da un panslavista-cristiano. (p. 217) *L'[[Ugo Ojetti|Ojetti]] è rappresentativo da più punti di vista: ma la codardia intellettuale dell' uomo supera ogni misura normale. (p. 252) *[[Giovanni Papini|Papini]] ha esercitato tutti i mestieri, per poi sporcificarli tutti: il filosofo, per concludere che la filosofia è una specie di cancrena al cervelletto, il cattolico, per incenerare l'universo con un appropriato dizionario, il letterato, per sancir da ultimo che della letteratura non sappiamo che farcene. Ciò non toglie che Papini non si sia conquistato un posticino nella storia della letteratura dentro il capitolo i "polemisti". (pp. 281-282) *[[Giovanni Papini|Papini]] è sempre stato un «polemista» nel senso che dice il Volpicelli, e lo è ancor oggi, poiché non si sa se nell'espressione «polemista cattolico» a Papini interessi più il sostantivo o l'aggettivo. Col suo «cattolicismo» Papini avrebbe voluto dimostrare di non essere un puro «polemista», cioè un «calligrafo», un funambolo della parola e della tecnica, ma non c'è riuscito! Il Volpicelli ha torto nel non precisare: il polemista è polemista di una concezione del mondo, sia pure il mondo di Pulcinella, ma Papini è il polemista «puro», il boxeur di professione della parola qualsiasi: Volpicelli avrebbe dovuto giungere esplicitamente all'affermazione che il cattolicismo in Papini è un vestito da clown, non la «pelle» formata dal suo sangue «rinnovato», ecc. (p. 282) *L'[[avventura]] è il dominio dell'imprevisto, della vita che fiorisce spontaneamente nuova e attuale dal suo morto passato. (p. 589) ==''Lettere dal carcere''== ===[[Incipit]]=== Roma 20 novembre 1926<br>Mia carissima Julca,<br>Ricordi una delle tue ultime lettere? (Era almeno l'ultima lettera che io ho ricevuto a letto). Mi scrivevi che noi due siamo ancora abbastanza giovani per poter sperare di volere insieme crescere i nostri bambini. Occorre che tu ora ricordi fortemente questo, che tu ci pensi fortemente ogni volta che pensi a me e mi associ ai bambini. Io sono sicuro che tu sarai forte e coraggiosa, come sempre sei stata. Dovrai esserlo ancora di più che nel passato, perché rimarrò certamente a lungo senza vostre notizie; e ho ripensato al passato, traendone ragione di forza e voglio rivedere e vedere i nostri piccoli bambini. Mi preoccupa un po' la quistione materiale: potrà il tuo lavoro bastare a tutto? Penso che non sarebbe né meno degno di noi né troppo, domandare un po' di aiuti. Vorrei convincerti di ciò, perché tu mi dia retta e ti rivolga ai miei amici. Sarei più tranquillo e più forte, sapendoti al riparo da ogni brutta evenienza. Le mie responsabilità di genitore serio mi tormentano ancora, come vedi. Carissima mia, non vorrei in modo alcuno turbarti: sono un po' stanco, perché dormo pochissimo, e non riesco perciò a scrivere tutto ciò che vorrei e come vorrei. Voglio farti sentire forte forte tutto il mio amore e la mia fiducia. Abbraccia tutti di casa tua; ti stringo con la più grande tenerezza insieme coi bambini.<br>Antonio ===Citazioni=== *Siamo assolutamente separati dai coatti comuni, la cui vita non saprei descriverti con brevi tratti: ricordi la novella di [[Rudyard Kipling|Kipling]] intitolata: ''Una strana cavalcata'' nel volume francese ''L'uomo che volle essere re''. Mi è balzata di colpo alla memoria tanto mi sembrava di viverla. Finora siamo 15 amici. La nostra vita è tranquillissima: siamo occupati a esplorare l'isola che permette di fare passeggiate abbastanza lunghe, di circa 9-10 chilometri, con paesaggi amenissimi e visioni di marine, di albe e di tramonti meravigliosi: ogni due giorni viene il vaporetto che porta giornali, e amici nuovi, tra i quali il marito di Ortensia che ho avuto tanto piacere di incontrare. [[Ustica]] è molto più graziosa di quanto appaia dalle cartoline illustrate che ti invierò: è una cittadina di tipo saraceno, pittoresca e piena di colore. (a Tatiana, 9 dicembre 1926) *Ti immagino seria e tetra, senza un sorriso neanche sfuggevole. Vorrei farti rallegrare in qualche modo. Ti racconterò delle storielle; che te ne pare? Ti voglio, per esempio, come intermezzo alla descrizione del mio viaggio in questo mondo così grande e terribile, dire qualcosa intorno a me stesso e alla mia fama, di molto divertente. Io non sono conosciuto all'infuori di una cerchia abbastanza ristretta; il mio nome è storpiato perciò in tutti i modi più inverosimili: Gramasci, Granusci, Gràmisci, Granìsci, Gramàsci, fino a Garamàscon, con tutti gli intermedi più bizzarri. A Palermo, durante una certa attesa per il controllo dei bagagli, incontrai in un deposito un gruppo di operai torinesi diretti al confino; insieme a loro era un formidabile tipo di anarchico ultra individualista, noto coll'indicazione di «Unico»<ref>Dal titolo del libro del filosofo anarchico Max Stirner ''[[L'unico e la sua proprietà]]'', tradotto in italiano nel 1902. {{NDR|Nota del curatore}}</ref> che rifiuta di confidare a chiunque, ma specialmente alla polizia e alle autorità in generale, le sue generalità: «sono l'Unico e basta», ecco la sua riposta. Nella folla che lo attendeva, l'Unico riconobbe tra i criminali comuni (mafiosi) un altro tipo, siciliano (l'Unico deve essere napoletano o giù di lì), arrestato per motivi compositi, tra il politico e il comune, e si passò allora alle presentazioni. Mi presentò: l'altro mi guardò a lungo, poi domandò: «Gramsci, Antonio?» Sì, Antonio!, risposi. «Non può essere, replicò, perché Antonio Gramsci deve essere un gigante e non un uomo così piccolo» – Non disse più nulla, si ritirò in un angolo, si sedette su uno strumento innominabile e stette, come Mario sulle rovine di Cartagine, a meditare sulle proprie illusioni perdute. Evitò accuratamente di parlare con me durante il tempo in cui restammo ancora nello stesso camerone e non mi salutò quando ci separarono. (a Tania, 19 febbraio 1927) *La mia vita scorre sempre uguale. Leggo, mangio, dormo e penso. Tu però non devi pensare a tutto ciò che pensi e specialmente non devi farti illusioni. Non perché io non sia arcisicuro di rivederti e di farti conoscere i miei bambini [...], ma perché sono anche arcisicuro che sarò condannato e chissà a quanti anni. Tu devi capire che in ciò non c'entra niente per nulla né la mia rettitudine, né la mia coscienza, né la mia innocenza o colpevolezza. È un fatto che si chiama politica, appunto perché tutte queste bellissime cose non c'entrano per nulla. Tu sai come si fa coi bambini che fanno la pipì nel letto, è vero? Si minaccia di bruciarli con la stoppa accesa in cima al forcone. Ebbene: immagina che in italia ci sia un bambino molto grosso che minaccia continuamente di fare la pipì nel letto di questa grande genitrice di biade e di eroi; io e qualche altro siamo la stoppa (o il cencio) accesa che si mostra per minacciare l'impertinente e impedirgli di insudiciare le candide lenzuola. Poiché le cose sono così, non bisogna né allarmarsi, né illudersi; bisogna solo attendere con grande pazienza e sopportazione. (alla mamma, 25 aprile 1927) *[...] ho sempre l'ossessione di essere per essere ridotto ad una epistolografia convenzionale e, ciò che è il peggio del convenzionalismo, ad una epistolografia convenzionalmente carceraria. (a Giulia, 2 maggio 1927) *Ma, in verità, mi sono accorto che, proprio al contrario di quanto avevo sempre pensato, in [[carcere]] si studia male, per tante ragioni, tecniche e psicologiche. (a Giulia, 2 maggio 1927) *Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio. Mi sono convinto che bisogna sempre contare solo su se stessi e sulle proprie forze; non attendersi niente da nessuno e quindi non procurarsi delusioni. Che occorre proporsi di fare solo ciò che si sa e si può fare e andare per la propria via. La mia posizione morale è ottima: chi mi crede un satanasso, chi mi crede quasi un santo. Io non voglio fare né il martire né l'eroe. Credo di essere semplicemente un uomo medio, che ha le sue convinzioni profonde, e che non le baratta per niente al mondo. Ti potrei raccontare qualche aneddoto divertente. Nei primi mesi che ero qui a Milano<ref>Gramsci giunse al carcere di San Vittore il 7 febbraio 1927.</ref>, un agente di custodia mi domandò ingenuamente se era vero che io, se avessi cambiato bandiera, sarei stato ministro. Gli risposi sorridendo che ministro era un po' troppo, ma che sottosegretario alle Poste o ai Lavori Pubblici avrei potuto esserlo, dato che tali erano gli incarichi che nei governi si davano ai deputati sardi. Scosse le spalle e mi domandò perché dunque non avevo cambiato bandiera, toccandosi la fronte col dito. Aveva preso sul serio la mia risposta e mi credeva matto da legare. (a Carlo, 12 settembre 1927) *Mi preoccupa molto lo stato d'animo della mamma, d'altronde non so come fare per rassicurarla e consolarla. Vorrei infonderle la convinzione che io sono tranquillissimo, come realmente sono, ma vedo che non riesco. C'è tutta una zona di sentimento e di modi di pensare che costituisce una specie di abisso tra noi. Per lei il mio incarceramento è una terribile disgrazia alquanto misteriosa nelle sue concatenazioni di cause ed effetti; per me è un episodio nella lotta politica che si combatteva e si continuerà a combattere non solo in Italia, ma in tutto il mondo, per chissà quanto tempo ancora. Io sono rimasto preso, così come durante la guerra si poteva cadere prigionieri, sapendo che questo poteva avvenire e che poteva avvenire anche di peggio. Ma temo che anche tu la pensi come la mamma e che queste spiegazioni ti rassomiglino a un indovinello espresso ancora in una lingua sconosciuta. (a Teresina, 20 febbraio 1928) *Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi. Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione. Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e al loro dignità di uomini.<br />Ti abbraccio teneramente.<br />Nino (10 maggio 1928) *I [[traduttori]] sono pagati male e traducono peggio. (a Tatiana, 26 agosto 1929; 1965) *[...] sono [[ottimismo e pessimismo|pessimista]] con l'intelligenza, ma [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] per la volontà.<ref>{{Cfr}} [[:w:Pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà|voce]] su Wikipedia.</ref> (a Carlo, 19 dicembre 1929; 1965) *Su per giù tu immagini me come uno che insistentemente rivendica il diritto di soffrire, di essere martirizzato, di non essere defraudato neanche di un minuto secondo e di una sfumatura della sua pena. Io sarei un nuovo {{sic|Gandhy}} che vuole testimoniare dinanzi ai superi e agli inferi i tormenti del popolo indiano, un nuovo Geremia o Elia o non so chi altro profeta d'{{sic|Israello}} che andava in piazza a mangiare cose immonde per offrirsi in olocausto al dio della vendetta, ecc. ecc. Non so come ti sei fatta questa concezione, che è molto ingiusta nei tuoi rapporti verso di me, ingiusta e inconsiderata. Ti ho detto che io sono eminentemente pratico; io penso che non capisci ciò che io voglia dire con questa espressione, perché non fai nessuno sforzo per metterti nelle mie condizioni (probabilmente quindi io ti dovrò apparire come un commediante o che so io). La mia [[praticità]] consiste in questo: nel sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi e non il muro. (a Tatiana, 19 maggio 1930) *Il [[padre Brown]] è un cattolico che prende in giro il modo di pensare meccanico dei protestanti e il libro è fondamentalmente un'apologia della Chiesa Romana contro la Chiesa Anglicana. [[Sherlock Holmes]] è il poliziotto "protestante" che trova il bandolo di una matassa criminale partendo dall'esterno, basandosi sulla scienza, sul metodo sperimentale, sull'induzione. Padre Brown è il prete cattolico, che attraverso le raffinate esperienze psicologiche date dalla confessione e dal lavorio di casistica morale dei padri, pur senza trascurare la scienza e l'esperienza, ma basandosi specialmente sulla deduzione e sull'introspezione, batte Sherlock Holmes in pieno, lo fa apparire un ragazzetto pretenzioso, ne mostra l'angustia e la meschinità. D'altra parte [[Gilbert Keith Chesterton|Chesterton]] è un grande artista, mentre [[Arthur Conan Doyle|Conan Doyle]] era un mediocre scrittore, anche se fatto baronetto per meriti letterari; perciò in Chesterton c'è un distacco stilistico tra il contenuto, l'intrigo poliziesco e la forma, quindi una sottile ironia verso la materia trattata che rende più gustosi i racconti. (a Tania, 6 ottobre 1930; 1965) *[[Alessandro Manzoni|Manzoni]], nel rifare i Promessi Sposi e nelle sue trattazioni sulla lingua italiana, tenne, in realtà, conto di un solo aspetto della lingua, il lessico, e non della [[sintassi]] che poi è l'essenziale parte di ogni lingua, tanto vero che l'inglese sebbene abbia piú del 60% di parole latine o neolatine è lingua germanica, mentre il rumeno sebbene abbia più del 60% di parole slave è lingua neolatina, ecc. (a Tania, 17 novembre 1930; 1971) *Carissima mamma, ecco il quinto natale che passo in privazione di libertà e il quarto che passo in carcere. Veramente la condizione di coatto in cui passai il natale del 26 ad Ustica<ref>Data l'assegnazione al confino politico, Gramsci abitò in una casa privata nell'isola di Ustica dal 7 dicembre 1926 al 20 gennaio 1927, insieme ad altri compagni confinati.</ref> era ancora una specie di paradiso della libertà personale in confronto alla condizione di carcerato. Ma non credere che la mia serenità sia venuta meno. Sono invecchiato di quattro anni, ho molti capelli bianchi, ho perduto i denti, non rido più di gusto come una volta, ma credo di essere diventato più saggio e di avere arricchito la mia esperienza degli uomini e delle cose. Del resto non ho perduto il gusto della vita [...]. Dunque non sono diventato [[Senilità|vecchio]], ti pare? Si diventa vecchi quando si incomincia a temere la morte e quando si prova dispiacere a vedere gli altri fare ciò non possiamo più fare. In questo sono sicuro che neanche tu sei diventata vecchia nonostante la tua età. Sono sicuro che sei decisa a vivere a lungo, per poterci rivedere tutti insieme per poter conoscere tutti i tuoi nipotini: finché si vuol vivere, finché si sente il gusto della vita vita e si vuole raggiungere ancora qualche scopo, si resiste a tutti gli acciacchi e a tutte le malattie. (15 dicembre 1930) *Io penso che una persona intelligente e moderna deve leggere i [[classici]] in generale con un certo «distacco», cioè solo per i loro valori estetici, mentre l'«amore» implica adesione al contenuto ideologico della poesia; si ama il «proprio» poeta, si «ammira» l'artista «in generale». (a Giulia, 1 giugno 1931; 1965) *[...] non c'era ragione di essere impressionata. Devi sapere che io sono morto una volta e poi sono resuscitato, ciò che dimostra che ho sempre avuto la pelle dura. Da bambino, a 4 anni, ho avuto delle emorragie per tre giorni di seguito, che mi avevano completamente dissanguato, accompagnate da convulsioni. Il medico mi aveva dato per morto e mia madre ha conservato fino al 914 circa la piccola bara e il vestitino speciale che dovevano servire per seppellirmi; una zia sosteneva che ero resuscitato quando lei mi unse i piedini con l'olio di una lampada dedicata a una madonna e perciò quando mi rifiutavo di compiere gli atti religiosi mi rimproverava aspramente ricordando che alla madonna dovevo la vita, cosa che mi impressionava poco, a dir la verità. (a Tatiana, 7 settembre 1931) *Lo studio che ho fatto sugli [[Intellettuale|intellettuali]] è molto vasto come disegno e in realtà non credo che esistano in Italia libri su questo argomento. Esiste certo molto materiale erudito ma disperso in un numero infinito di riviste e archivi storici locali. D'altronde io estendo molto la nozione di intellettuale e non mi limito alla nozione corrente che si riferisce ai grandi intellettuali. Questo studio porta anche a certe determinazioni del concetto di Stato che di solito è inteso come Società politica (o dittatura, o apparato coercitivo per conformare la massa popolare secondo il tipo di produzione e l'economia di un certo momento dato) e non come un equilibrio tra Società politica con la Società civile (o [[egemonia culturale|egemonia]] di un gruppo sociale sull'{{sic|intiera}} società nazionale esercitata attraverso le organizzazioni così dette private, come la chiesa, i sindacati, le scuole ecc.) e appunto nella società civile specialmente operano gli intellettuali ([[Benedetto Croce|Ben. Croce]], per es., è una specie di papa laico ed è uno strumento efficacissimo di egemonia anche se volta per volta possa trovarsi in contrasto con questo o quel governo ecc.). Da questa concezione della funzione degli intellettuali, secondo me, viene illuminata la ragione o una delle ragioni della caduta dei [[Età comunale|Comuni medioevali]], cioè del governo di una classe economica, che non seppe crearsi la propria categoria di intellettuali e quindi di esercitare un'egemonia oltre che una dittatura; gli intellettuali italiani non avevano un carattere [[nazional-popolare|popolare-nazionale]] ma cosmopolita sul modello della Chiesa e a Leonardo era indifferente vendere al duca Valentino i disegni delle fortificazioni di Firenze. I Comuni furono dunque uno stato sindacalista, che non riuscì a superare questa fase e a diventare Stato integrale come indicava invano il [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] che attraverso l'organizzazione dell'esercito voleva l'egemonia della città sulla campagna, e perciò si può chiamare il primo giacobino italiano (il secondo è stato Carlo Cattaneo ma con troppe chimere in testa). Così ne deriva che il Rinascimento deve essere considerato un movimento reazionario e repressivo in confronto dello sviluppo dei Comuni ecc. Ti faccio questi accenni per farti persuasa che ogni periodo della storia svoltasi in Italia, dall'Impero romano al Risorgimento, deve essere guardato da questo punto di vista monografico. (a Tatiana, 7 settembre 1931) *Io non sono mai stato un [[giornalista]] professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna entra nella qualifica professionale. (a Tania, 12 ottobre 1931; 1965) *Posso ammirare esteticamente ''[[Guerra e pace|Guerra e Pace]]'' di [[Lev Tolstoj|Tolstoi]] e non condividere la sostanza ideologica del libro; se i due fatti coincidessero Tolstoi sarebbe il mio vademecum, «le livre de chevet». Così si può dire per [[Shakespeare]], per [[Goethe]] e anche per [[Dante Alighieri|Dante]]. Non sarebbe esatto dire lo stesso per il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], nonostante il suo pessimismo. Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. (lettera a Iulca, 5 settembre 1932; 1965) *Spesso chi vuole consolare, essere affettuoso ecc. è in realtà il più feroce dei tormentatori. Anche nell'«[[affetto]]» bisogna essere soprattutto «intelligenti». (a Tania, 5 dicembre 1932; 1965) *La [[bontà]] disarmata, incauta, inesperta e senza accorgimento non è neppure bontà, è ingenuità stolta e provoca solo disastri. (a Tania, 29 maggio 1933; 1965) *[...] il [[tempo]] è la cosa più importante: esso è un semplice pseudonimo della [[vita]] stessa. (lettera a Tania, 2 luglio 1933; 1965) *Io penso che la [[storia]] ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa. (a Delio, 1937; 1965, n. 418) ==''Note sul Machiavelli sulla politica e sullo Stato moderno''== ===[[Incipit]]=== Il carattere fondamentale del ''[[Niccolò Machiavelli#Il principe|Principe]]'' è quello di non essere una trattazione sistematica ma un libro «vivente», in cui l'ideologia politica e la scienza politica si fondono nella forma drammatica del «mito». Tra l'utopia e il trattato scolastico, le forme in cui la scienza politica si configurava fino al [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], questi dette alla sua concezione la forma fantastica e artistica, per cui l'elemento dottrinale e razionale si impersona in un condottiero, che rappresenta plasticamente e «antropomorficamente» il simbolo della «volontà collettiva». Il processo di formazione di una determinata volontà collettiva, per un determinato fine politico, viene rappresentato non attraverso disquisizioni e classificazioni pedantesche di principii e criteri di un metodo d'azione, ma come qualità, tratti caratteristici, doveri, necessità di una concreta persona, ciò che fa operare la fantasia artistica di chi si vuol convincere e dà una piú concreta forma alle passioni politiche. ===Citazioni=== *Il [[Robert Michels|Michels]] ha fatto molto baccano in Italia per la «sua» trovata del «capo charismatico» che probabilmente (occorrerebbe confrontare) era già nel [[Max Weber|Weber]] il cosiddetto «charisma», nel senso del Michels, nel mondo moderno coincide sempre con una fase primitiva dei partiti di massa, con la fase in cui la dottrina si presenta alle masse come qualcosa di nebuloso e incoerente, che ha bisogno di un papa infallibile per essere interpretata e adattata alle circostanze. *Le idee di Michels sui partiti politici sono abbastanza confuse e schematiche, ma sono interessanti come raccolta di materiale grezzo e di osservazioni empiriche e disparate. *Per comprendere bene la posizione della chiesa nella società moderna, occorre comprendere che essa è disposta a lottare solo per difendere le sue particolari libertà corporative (di chiesa come chiesa, organizzazione ecclesiastica), cioè i privilegi che proclama legati alla propria essenza divina; per questa difesa la chiesa non esclude nessun mezzo, né l'insurrezione armata, né l'attentato individuale, né l'appello alla invasione straniera. Tutto il resto è trascurabile relativamente, a meno che non sia legato alle condizioni esistenziali proprie. Per "dispotismo" la chiesa intende l'intervento dell'autorità statale laica nel limitare e sopprimere i suoi privilegi, non molto di più: essa riconosce qualsiasi potestà di fatto e, purché non tocchi i suoi privilegi, la legittima; se poi accresce i suoi privilegi la esalta e la proclama provvidenziale. *Quando si vuol scrivere la storia di un partito politico, in realtà occorre affrontare tutta una serie di problemi molto meno semplici di quanto creda, per es., Roberto Michels che pure è ritenuto uno specialista in materia. ==''Passato e presente''== ===[[Incipit]]=== Estrarre da questa rubrica una serie di note che siano del tipo dei ''Ricordi politici e civili'' del [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] (tutte le proporzioni rispettate). I «Ricordi» sono tali in quanto riassumono non tanto avvenimenti autobiografici in senso stretto (sebbene anche questi non manchino), quanto «esperienze» civili e morali (morali più nel senso etico-politico) strettamente connesse alla propria vita e ai suoi avvenimenti, considerate nel loro valore universale o nazionale. ===Citazioni=== *{{NDR|La tendenza a diminuire l'avversario}} È di per se stessa un documento dell'inferiorità di chi ne è posseduto; si tende infatti a diminuire rabbiosamente l'avversario per poter credere di esserne decisamente vittoriosi. In questa tendenza è perciò insito oscuramente un [[giudizio]] sulla propria incapacità e debolezza [...]. (quaderno 16; p. 16) *Se si domanda a Tizio, che non ha mai studiato il cinese e conosce bene solo il dialetto della sua provincia, di tradurre un brano di cinese, egli molto ragionevolmente si meraviglierà, prenderà la domanda in ischerzo e, se si insiste, crederà di essere canzonato, si offenderà e farà ai pugni.<br />Eppure lo stesso Tizio, senza essere neanche sollecitato, si crederà autorizzato a parlare di tutta una serie di quistioni che conosce quanto il cinese, di cui ignora il linguaggio tecnico, la posizione storica, la connessione con altre quistioni, talvolta gli stessi elementi fondamentali distintivi. Del cinese almeno sa che è una lingua di un determinato popolo che abita in un determinato punto del globo: di queste quistioni ignora la topografia ideale e i confini che le limitano. (quaderno 15, § 21; p. 55) ==''Quaderni del carcere''== * Cultura, non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.<ref>{{Cita web|url=https://www.libriantichionline.com/divagazioni/antonio_gramsci_cultura|titolo=Antonio Gramsci - 'Cultura' non è possedere un magazzino ben fornito di notizie}}</ref> *''[[Ardengo Soffici|Soffici]]''. Un cafone senza ingenuità e spontaneità. (quaderno 1, § 9, p. 8) *[[Achille Loria|Loria]] non è un caso teratologico individuale: è l'esemplare più compiuto e finito di una serie di rappresentanti di un certo strato intellettuale di un certo periodo; in generale degli intellettuali positivisti che si occupano della quistione operaia e che più o meno credono di approfondire, o correggere, o superare il [[Marxismo]]. [[Enrico Ferri]] – [[Arturo Labriola]] – lo stesso [[Filippo Turati|Turati]] potrebbero dare una messe di osservazioni e di aneddoti. (quaderno 1, § 25, p. 22) *I [[Giacobinismo|giacobini]] [...] forzarono la mano, ma sempre nel senso dello sviluppo storico reale, perché essi fondarono non solo lo Stato borghese, fecero della [[borghesia]] la classe «dominante», ma fecero di più (in un certo senso), fecero della borghesia la classe dirigente, egemone, cioè dettero allo Stato una base permanente. (quaderno 1, § 44, p. 51) *Il [[Tassa sul macinato|macinato]] era insopportabile dai piccoli contadini che consumavano il poco grano prodotto da loro stessi; e la tassa sul macinato era causa di svendite per procurarsi il denaro e occasione di pratiche usuraie pesantissime; bisogna collocare la tassa nel suo tempo, con una economia famigliare molto più diffusa di ora: per il mercato producevano i grandi e medi proprietari; il piccolo contadino (piccolo proprietario o colono parziario) produceva per il proprio consumo e non aveva mai numerario; tutte le imposte erano per lui un dramma catastrofico; per il macinato si aggiungeva l'odiosità immediata. Le rivolte contro la tassa sul macinato, le uccisioni e le bastonature agli esattori non erano certo inspirate dalle agitazioni politiche: erano spontanee. (quaderno 2, § 43, p. 198) *''Lo «[[Stellone d'Italia]]»''. Com'è nato questo modo di dire sullo «Stellone» che è entrato a far parte dell'ideologia patriottica e nazionale italiana? Il 27 novembre 1871, il giorno in cui [[Vittorio Emanuele II di Savoia|Vittorio Emanuele II]] inaugurò a Roma il Parlamento, fu visto di pieno giorno il pianeta Venere, che di solito (poiché Venere è un pianeta interno all'orbita delle terra) non si può vedere che al mattino prima del nascere del sole o alla sera dopo il tramonto. Se poi certe condizioni atmosferiche favoriscono la visibilità del pianeta, non è raro il caso che esso possa vedersi anche dopo che il sole è spuntato ed anche prima che sia tramontato, ciò che appunto avvenne il 27 novembre 1871. (quaderno 2, § 107, p. 254) *La [[crisi]] consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati. (quaderno 3, § 34, [[:s:Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/318|p. 311]]) *Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. (quaderno 3, § 38, [[s:Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/320|p. 313]]) *Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. (quaderno 3, § 38, [[s:Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/322|p. 315]]) *Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l'eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull'elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l'elemento nazionale e quello internazionale dell'evento, è l'internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. (quaderno 3, § 38, [[s:Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/323|p. 316]]) *Anche lo [[studio]] è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, anche nervoso-muscolare, oltre che intellettuale: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo e il dolore e la noia. (quaderno 4, § 55, p. 502). *In [[Oriente e occidente|Oriente]] lo Stato era tutto, la società civile era primordiale e gelatinosa; nell'Occidente tra Stato e società civile c'era un giusto rapporto e nel tremolio dello Stato si scorgeva subito una robusta struttura della società civile. Lo Stato era solo una trincea avanzata, dietro cui stava una robusta catena di fortezze e di casematte. (quaderno 7, § 16, p. 866) *''Giornalismo. I titoli''. Tendenza a [[Titolo (giornalismo)|titoli]] magniloquenti e pedanteschi, con opposta reazione di titoli così detti «giornalistici» cioè anodini e insignificanti. Difficoltà dell'arte dei titoli che dovrebbero riassumere alcune esigenze: di indicare sinteticamente l'argomento centrale trattato, di destare interesse e curiosità spingendo a leggere. Anche i titoli sono determinati dal pubblico al quale il giornalista si rivolge e dall'atteggiamento del giornale verso il suo pubblico: atteggiamento demagogico-commerciale quando vuole sfruttare le tendenze più basse; atteggiamento educativo [-didattico], ma senza pedanteria, quando si vuole sfruttare il sentimento predominante nel pubblico, come base di partenza per un suo elevamento. (quaderno 8, § 143, p. 1029) *Contro il velleitarismo, contro l'astrattismo, l'eroismo di maniera ecc. è una quistione di costume e di stile, non «teoretica». (quaderno 8, § 210, p. 1069) *[...] ogni «[[ghianda]]» può pensare di diventar quercia. Se le ghiande avessero una ideologia, questa sarebbe appunto di sentirsi «gravide» di querce. Ma, nella realtà, il 999 per mille delle ghiande servono di pasto ai maiali e, al più, contribuiscono a crear salsicciotti e mortadella. (quaderno 9, § 132, ''Passato e presente''; 1977, p. [[s:Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, II.djvu/517|1192]]) *Questa espressione «gli umili» è caratteristica per comprendere l'atteggiamento tradizionale degli intellettuali italiani verso il popolo e quindi il significato della letteratura per «gli umili». Non si tratta del rapporto contenuto nell'espressione dostoievschiana di «umiliati e offesi». In [[Fëdor Dostoevskij|Dostojevschij]] c'è potente il sentimento nazionale-popolare, cioè la coscienza di una «missione degli intellettuali» verso il popolo, che magari è «oggettivamente» costituito di «umili» ma deve essere liberato da questa «umiltà», trasformato, rigenerato. Nell'intellettuale italiano l'espressione di «umili» indica un rapporto di protezione paterna e padreternale, il sentimento «sufficente» di un propria indiscussa superiorità, il rapporto come tra due razze, una ritenuta superiore e l'altra inferiore, il rapporto come tra adulti e bambini nella vecchia pedagogia e peggio ancora un rapporto da «società protettrice degli animali», o da esercito della Salute anglosassone verso i cannibali della Guinea. (quaderno 9, § 135, p. 1197) *Autocoscienza critica significa storicamente e politicamente creazione di una élite di intellettuali: una massa umana non si «distingue» e non diventa indipendente «per sé» senza organizzarsi (in senso lato) e non c'è organizzazione senza intellettuali, cioè senza organizzatori e dirigenti, cioè senza che l'aspetto teorico del nesso teoria-pratica si distingua concretamente in uno strato di persone «specializzate» nell'elaborazione concettuale e filosofica. (quaderno 11, § 12, p. 1386) *Gli [[Intellettuale|intellettuali]] sono un gruppo sociale autonomo e indipendente, oppure ogni gruppo sociale ha una propria categoria specializzata di intellettuali? Il problema è complesso per le varie forme che ha assunto finora il processo storico reale di formazione delle diverse categorie intellettuali. (quaderno 12, § 1, p. 1513) *La divisione fondamentale della [[scuola]] in classica e professionale era uno schema razionale: la scuola professionale per le classi strumentali, quella classica per le classi dominanti e per gli intellettuali. Lo sviluppo della base industriale sia in città che in campagna aveva un crescente bisogno del nuovo tipo di intellettuale urbano: si sviluppò accanto alla scuola classica quella tecnica (professionale ma non manuale), ciò che mise in discussione il principio stesso dell'indirizzo concreto di cultura generale, dell'indirizzo umanistico della cultura generale fondata sulla tradizione greco-romana. Questo indirizzo, una volta messo in discussione, può dirsi spacciato, perché la sua capacità formativa era in gran parte basata sul prestigio generale e tradizionalmente indiscusso, di una determinata forma di [[civiltà]]. (quaderno 12, § 1, p. 1531) *La [[disciplina]] pertanto non annulla la personalità e la libertà: la quistione della «personalità e libertà» si pone non per il fatto della disciplina, ma per l'«origine del potere che ordina la disciplina». Se questa origine è «democratica», se cioè l'autorità è una funzione tecnica specializzate e non un «arbitrio» o una imposizione estrinseca ed esteriore, la disciplina è un elemento necessario di ordine democratico, di libertà. (quaderno 14, § 48, pp. 1706-1707) *Ogni elemento «imposto» sarà da ripudiarsi a priori? [...] Che l'istruzione sia obbligatoria non significa infatti che sia da ripudiare e neppure che non possa essere giustificata, con nuovi argomenti, una nuova forma di obbligatorietà: occorre fare «libertà» di ciò che è «necessario», ma perciò occorre riconoscere una necessità «obbiettiva», cioè che sia obiettiva precipuamente per il gruppo in parola. (quaderno 16, § 12, p. 1875) *{{NDR|Sulla ''Guida alla grammatica italiana''}} Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. (quaderno 29<ref>Citato in Renzo Martinelli, ''Un dialogo tra grammatici: {{small|Panzini e Gramsci}}'', in ''Belfagor'', XLIV, 6, 1989, p. 687; riportato in Matteo Grassano, ''[https://aisberg.unibg.it/retrieve/handle/10446/151923/340132/Alfredo%20Panzini.%20Tra%20lessicografia%20e%20grammatica.pdf Alfredo Panzini: tra lessicografia e grammatica]'', p. 231, ''unibg.it''.</ref>) ==''Scritti politici''== *È davvero meravigliosa la lotta che l'umanità combatte da tempo immemorabile; lotta incessante, con cui essa tenta di strappare e lacerare tutti i vincoli che la libidine di dominio di un solo, di una classe, o anche di un intero popolo, tentano di imporle. È questa una epopea che ha avuto innumerevoli eroi ed è stata scritta dagli storici di tutto il mondo. L'uomo, che ad un certo tempo si sente forte, con la coscienza della propria responsabilità e del proprio valore, non vuole che alcun altro gli imponga la sua volontà e pretenda di controllare le sue azioni e il suo pensiero. (''Oppressi ed oppressori''<ref>Da un saggio scolastico, manoscritto, probabilmente del novembre 1910.</ref>; I, p. 6) *Bisogna disabituarsi e smettere di concepire la cultura come sapere enciclopedico, in cui l'uomo non è visto se non sotto forma di recipiente da empire e stivare di dati empirici, di fatti bruti e sconnessi che egli poi dovrà casellare nel suo cervello come nelle colonne di un dizionario per poter poi in ogni occasione rispondere ai vari stimoli del mondo esterno. Questa forma di cultura è veramente dannosa specialmente per il proletariato. Serve solo a creare degli spostati, della gente che crede di essere superiore al resto dell'umanità perché ha ammassato nella memoria una certa quantità di dati e di date, che snocciola ad ogni occasione per farne quasi una barriera fra sé e gli altri. [...] Lo studentucolo che sa un po' di latino e di storia, l'avvocatuzzo che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciare passare dei professori crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio specializzato che adempie nella vita ad un compito ben preciso e indispensabile e che nella sua attività vale cento volte di più di quanto gli altri valgano nella loro. Ma questa non è cultura, è pedanteria, non è intelligenza, ma intelletto, e contro di essa ben a ragione si reagisce.<br />La cultura è una cosa ben diversa. È organizzazione, disciplina del proprio io interiore, è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri. Ma tutto ciò non può avvenire per funzione spontanea, per azioni e reazioni indipendenti dalla propria volontà in cui ogni singolo animale si selezione e specifica i propri organi inconsciamente, per legge fatale delle cose. L'uomo è soprattutto spirito, cioè creazione storica, e non natura. (''Socialismo e cultura'', da ''Il Grido del Popolo'', 29 gennaio 1916, firmato {{maiuscoletto|Alfa Gamma}}; in ''Scritti politici'', vol. 1, PGreco, 2020, p. [https://www.google.it/books/edition/Scritti_politici/imv6DwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=Bisogna+disabituarsi+e+smettere+di+concepire+la+cultura+come+sapere+enciclopedico,+in+cui+l%27uomo+non+%C3%A8+visto+se+non+sotto+forma+di+recipiente+da+empire+e+stivare+di+dati+empirici,+di+fatti+bruti+e+sconnessi+che+egli+poi+dovr%C3%A0+casellare+nel+suo+cervello+come+nelle+colonne+di+un+dizionario+per+poter+poi+in+ogni+occasione+rispondere+ai+vari+stimoli+del+mondo+esterno.+Questa+forma+di+cultura+%C3%A8+veramente+dannosa+specialmente+per+il+proletariato.+Serve+solo+a+creare+degli+spostati,+della+gente+che+crede+di+essere+superiore+al+resto+dell%27umanit%C3%A0+perch%C3%A9+ha+ammassato+nella+memoria+una+certa+quantit%C3%A0+di+dati+e+di+date,+che+snocciola+ad+ogni+occasione+per+farne+quasi+una+barriera+fra+s%C3%A9+e+gli+altri.&pg=PA18&printsec=frontcover 18]. ISBN 9788868023386) *Ahimè, quanti papi infallibili tiranneggiano la coscienza degli uomini liberi e inaridiscono in loro ogni sorgente di umanità. (''Leninismo e Marxismo di Rodolfo Mondolfo''<ref>Da ''L'Ordine Nuovo'', I, n. 2, 15 maggio 1919, rubrica ''La battaglia delle idee''.</ref>; I, p. 123) ==''Sotto la Mole. 1916-1920''== *Anche il [[sacerdote]] che innalza l'ostia consacrata per il volgo è uno [[stregone]], come la fattucchiera che fa suffumigi sotto il gufo impagliato. Interrogano ambedue il mistero, sono ambedue interpreti di un mondo soprannaturale che l'anima incolta e grossa del credente volgare (al quale sfugge il gioco delle forze umane razionali che regolano il destino del mondo e la storia degli uomini) crede gli sovrasti, schiacciandolo con la sua fatalità ineluttabile. [...] E gli stregoni, si chiamino Paola Omegna o siano vescovi o cardinali, non sono intelligenze, né coscienze, sono sacerdoti che ridono tra loro dietro gli altari. (''Stregoneria'', 4 marzo 1916; p. 44) *Dei [[Fatto|fatti]] maturano nell'ombra, perché mani non sorvegliate da nessun controllo tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati di piccoli gruppi attivi, e la massa dei cittadini ignora. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare, ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento, e allora sembra che la fatalità travolga tutto e tutti, che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo, chi indifferente. E quest'ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe che apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli è irresponsabile. E alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno, o pochi, si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere di uomo, se avessi cercato di far valere la mia voce, il mio parere, la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? (''L'indifferenza'', 26 agosto 1916; p. 141) ==''Sul fascismo''== *La dottrina di [[Karl Marx|Carlo Marx]] ha dimostrato anche ultimamente la sua fecondità e la sua eterna giovinezza offrendo un contenuto logico al programma dei più strenui avversari del partito socialista, ai nazionalisti. [[Enrico Corradini|Corradini]] saccheggia Marx, dopo averlo vituperato. Trasporta dalla classe alla nazione i principi, le constatazioni, le critiche dello studioso di Treviri; parla di nazioni proletarie in lotta con nazioni capitalistiche, di nazioni giovani che debbono sostituire, per lo sviluppo della storia mondiale, le nazioni decrepite. E trova che questa lotta si esplica nella guerra, si afferma nella conquista dei mercati, nel subordinamento economico e militare di tutte le nazioni a una sola, a quella che attraverso il sacrifizio del suo sangue e del suo benessere immediato, ha dimostrato di essere l'eletta, la degna. (''Lotta di classe e guerra''<ref>Da ''Avanti!'', edizione piemontese, 19 agosto 1916.</ref>; p. 10) *Il [[fascismo]] si è presentato come l'anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo, con la sua promessa di impunità, a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia barbarica e antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e bene amministrato. (''Forze elementari''<ref>Da ''L'Ordine Nuovo'', 26 aprile 1921; in ''Gramsci: Socialismo e fascismo. L'ordine nuovo 1921-1922'', Einaudi, 1966.</ref>; p. 99) *La piccola borghesia, anche in questa sua ultima incarnazione politica del «[[fascismo]]», si è definitivamente mostrata nella sua vera natura di serva del capitalismo e della proprietà terriera, di agente della controrivoluzione. Ma ha anche dimostrato di essere fondamentalmente incapace a svolgere un qualsiasi compito storico: il popolo delle scimmie riempie la cronaca, non la storia, lascia traccia nel giornale, non offre materiali per scrivere libri.<ref>Da ''Socialismo e Fascismo. L'Ordine Nuovo (1021-1922)'', Einaudi, Torino, 1966, pp. 9-12. Citato in Matteo Pasetti, ''Storia dei fascismi in Europa'', Archetipo Libri, Bologna, 2011, [https://www.google.it/books/edition/Storia_dei_fascismi_in_Europa/nsTRAwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PA165&printsec=frontcover p. 165]. ISBN 9788866330387</ref> *Abbiamo in Italia il regime fascista, abbiamo a capo del fascismo [[Benito Mussolini]], abbiamo una ideologia ufficiale in cui il "capo" è divinizzato, è dichiarato infallibile, è preconizzato organizzatore e ispiratore di un rinato Sacro Romano Impero [...] Conosciamo quel viso: conosciamo quel roteare degli occhi nelle orbite che nel passato dovevano, con la loro ferocia meccanica, far venire i vermi alla borghesia e oggi al proletariato. Conosciamo quel pugno sempre chiuso alla minaccia [...] Mussolini [...] è il tipo concentrato del piccolo borghese italiano, rabbioso, feroce impasto di tutti i detriti lasciati sul suolo nazionale da vari secoli di dominazione degli stranieri e dei preti: non poteva essere il capo del proletariato; divenne il dittatore della borghesia, che ama le facce feroci quando ridiventa borbonica, [...]. (''"Capo"''<ref>Da ''[http://www.centrogramsci.it/riviste/nuovo/ordine%20nuovo%20p6.pdf L'Ordine Nuovo]'', 1º marzo 1924; pubblicato successivamente col titolo di ''Lenin capo rivoluzionario'', in ''l'Unità'', 6 novembre 1924.</ref>; p. 227) *«Pellegrino del nulla» appare a noi [[Giacomo Matteotti]] quando consideriamo la sua vita e la sua fine in relazione con tutte le circostanze che dànno ad esse un valore non più «personale», ma di indicazione generale e di simbolo. (''Il destino di Matteotti''<ref>Da ''Stato operaio'', 28 agosto 1924. Anche in ''L'Ordine Nuovo'', 1º settembre 1924; in ''Scritti scelti'', Bur, [https://books.google.it/books?id=oal138NxjJ0C&pg=PT303 p. 303]. ISBN 8858602552</ref>; p. 267) *Che cosa è la [[massoneria]]? Voi avete fatto molte parole sul suo significato spirituale, sulle correnti ideologiche che essa rappresenta; ma tutte queste sono forme di espressione di cui voi vi servite solo per ingannarvi reciprocamente, sapendo di farlo. [...] la massoneria è stato l'unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo. [...] L'onorevole Martire ha oggi dichiarato che finalmente è stata raggiunta, alle spese della Massoneria, l'Unità Spirituale della Nazione Italiana. Poiché la Massoneria in Italia ha rappresentato l'ideologia e l'organizzazione reale della classe borghese capitalistica, chi è contro la Massoneria è contro il liberalismo, è contro la tradizione politica della borghesia italiana. [...] In realtà il fascismo lotta contro la sola forza organizzata efficiente che la borghesia capitalistica avesse in Italia, [...]. (''La legge sulle associazioni segrete''<ref>Dall'intervento dell'on. A. Gramsci, Discussione Legge sulle Associazioni, Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, Legislatura XXVII, tornata del 16 maggio 1925; pubblicato in ''l'Unità'', 23 maggio 1925.</ref>; pp. 317-325) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Apologhi e raccontini torinesi''=== ====''Perché uno sciacallo fu fatto re''==== Nella giungla si erano uniti in «clan», per poter cacciare con più profitto e meno pericolo, e babbuini e lupi e leopardi ed altre bestie di vario pelo e colore. Tra di loro però si era intrufolato un piccolo sciacallo che mangiava i rifiuti e spolpava le ossa dei succulenti banchetti. Era sopportato perché nella giungla lo [[sciacallo]] è temuto da tutti come diffusore di idrofobia e di malattie infettive, ma l'irritazione e il malcontento era grande e tutti del «clan» avrebbero benedetto la buona occasione che li avesse liberati dal poco piacevole socio<ref>Il titolo originale è in realtà «'''L sindich'' (il sindaco)».</ref>. ====''Nestore e la cicala''==== Noi ammiriamo gli antichi. E gli antichi ammirarono e rispettano due cose: le cicale e i vecchi. E tutte e due sublimarono nella leggenda. Nestore<ref>''Nestore'': personaggio della mitologia greca, uno dei protagonisti dell'Iliade. Termine usato per indicare persona anziana e autorevole.</ref>, dalla cui bocca fluivano sempre parole più dolci del miele, e Tritone<ref>''Tritone'': nella mitologia greca, essere favoloso mezzo uomo e mezzo pesce.</ref>. Ma il vecchio Nestore parlava poco, e operava molto, e l'aiuto del suo braccio era apprezzato tanto quanto quello del suo senno. ====''Due pere...''==== In via Don Bosco. Una dimostrazione contro un proprietario di casa che ha sfrattato alcuni inquilini, povera gente, per aver modo di aumentare il fitto. Guardie e carabinieri circondano la casa e tengono a bada i dimostranti, procedendo di tanto in tanto a degli arresti. ====''Diamantino''==== Oggi vi voglio raccontare la storia di Diamantino, come io stesso la udii, molti anni or sono, intercalata in una lunga e noiosa conferenza pacifista del professor Mario Falchi. Diamantino era un piccolo cavallo nato in una miniera carbonifera di un bacino inglese. Sua madre – povera cavalla! – dopo aver trascorso i primi e più begli anni della sua vita sulla superficie della terra, soleggiata e allietata dal sorriso dei fiori, tra i quali, garrulo e lascivetto scherza lo zeffiro – era stata adibita al traino dei vagoncini di minerale, a qualche centinaio di metri sotto terra. ====''Armonie della natura''==== Un contadinello trovò un mattino una volpe alla tagliola. Le assestò una bastonata sul capo, se la caricò sulle spalle, e contento per le lirette che avrebbe ricavato dalla pelle dell'animale, si avviò verso il paese più vicino dove sperava trovare l'acquirente della merce mandatagli dal cielo. ====''Corvi e gufi''==== Tra i corvi ed i gufi era scoppiata la guerra per causa d'un boschetto di cui, da tempo, si contendevano la proprietà. In pochi giorni i corvi si trovarono ridotti a malpartito. I gufi che si svegliano dopo il tramonto, assalivano nella notte i corvi dormienti nei loro nidi e ne facevano strage. Invano i corvi cercavano di rintuzzare l'offesa. Svolazzavano da mane a sera tra gli alberi, sostavano sui fianchi scoscesi dei monti, esploravano i crepacci, le rupi ... non un palmo di terreno sfuggiva alla loro indagine. ===''Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura''=== Gli intellettuali sono un gruppo sociale autonomo e indipendente, oppure ogni gruppo sociale ha una sua propria categoria specializzata di intellettuali? Il problema è complesso per le varie forme che ha assunto finora il processo storico reale di formazione delle diverse categorie intellettuali. ===''Il Risorgimento''=== Una doppia serie di ricerche. Una sull'Età del Risorgimento e una seconda sulla precedente storia che ha avuto luogo nella penisola italiana, in quanto ha creato elementi culturali che hanno avuto una ripercussione nell'Età del Risorgimento (ripercussione positiva e negativa) e continuano a operare (sia pure come dati ideologici di propaganda) anche nella vita nazionale italiana cosí come è stata formata dal Risorgimento. ===''L'albero del riccio''=== Carissima Tania,<br> oggi voglio raccontare per te, Delio e Giuliano, un episodio natalizio della mia fanciullezza, che vi divertirà e vi darà un tratto caratteristico della vita delle mie parti.<br> Avevo quattordici anni e facevo la terza ginnasiale a Santu Lussurgiu, un paese distante dal mio circa diciotto chilometri.<br> Con un altro ragazzo, per guadagnare ventiquattr'ore in famiglia, ci mettemmo in istrada a piedi il dopopranzo del 23 dicembre, invece di aspettare la diligenza del mattino seguente.<br> Cammina, cammina, eravamo circa a metà del viaggio, in un posto completamente deserto e solitario. A sinistra, un centinaio di metri dalla strada, si allungava una fila di pioppi con delle boscaglie di lentischi. A un tratto ci spararono un primo colpo di fucile sulla testa: la pallottola fischiò a una decina di metri in alto. Credemmo a un colpo casuale e continuammo tranquilli. Un secondo e un terzo colpo bassi ci avvertirono subito che eravamo proprio presi di mira e allora ci buttammo nella cunetta, rimanendo appiattiti un pezzo. Quando provammo a sollevarci, un altro colpo, e cosí circa due ore con una dozzina di colpi che ci inseguivano, mentre ci allontanavamo strisciando, ogni volta che tentavamo di ritornare sulla strada. Certamente era una comitiva di buontemponi che voleva divertirsi a spaventarci, ma che belloscherzo natalizio, eh? Arrivammo a casa a notte buia, discretamente stanchi e infangati e non raccontammo la storia a nessuno, per non spaventare in famiglia; ma non ci spaventammo gran che, perché alle prossime vacanze di carnevale il viaggio fu ripetuto senza incidenti di sorta. ===''Nuove lettere''=== {{destra|[Vienna] 16 aprile 1924}} Cara Julca,<br> ho ricevuto la tua lettera dell'8, che ha dissipato tutte le nubi e tutti gli equivoci. Non dobbiamo più parlare di «morbosità» né di altre consimili sciocchezze. Dobbiamo solo volerci bene e avere pazienza, aspettare di trovarci ancora insieme e cercare di trovare il modo di stare insieme quanto più a lungo è possibile. Ecco la sola causa di tutto il nostro malessere, che c'induce ad approfondire, cioè a dilaniare inutilmente noi stessi, in traccia di cause recondite. Io certamente non mi ci lascerò più prendere a questo atroce gioco. Sono tranquillo, sono sicuro, non ho più dubbi, nessuna goccia di metallo fuso minaccia le mie tenere carni. Non sarà facile aver pazienza, ma, insomma, non creerò più una metafisica dell'impazienza. ==Citazioni su Antonio Gramsci== *Antonio Gramsci ha la testa di un rivoluzionario. Il suo ritratto sembra costruito dalla sua volontà [...] il cervello ha soverchiato il corpo. Il capo dominante sulle membra malate sembra costruito secondo i rapporti logici necessari per un piano sociale. ([[Piero Gobetti]]) *Antonio Gramsci è senza alcun dubbio quello che, tra i teorici del marxismo, ha maggiormente insistito sul concetto di egemonia; e lo ha fatto in modo particolare richiamandosi a Lenin. Anzi, direi che, se vogliamo vedere il punto di contatto più costante, più scavato, di Gramsci con Lenin, questo mi pare essere il concetto di egemonia. L'egemonia è il punto di approccio di Gramsci con Lenin. ([[Luciano Gruppi]]) *Antonio Gramsci non è solo il filosofo italiano più letto e tradotto nel mondo. Antonio Gramsci è soprattutto una cosa: lotta. Lotta per un mondo migliore, per la sanità e scuola pubblica, per il diritto e il dovere del lavoro, per lo stato sociale, per l'eliminazione della povertà e delle disparità nord-sud e soprattutto lotta per dare potere a chi realmente crea ricchezza nella società, i lavoratori. ([[Jorit]]) *Che dal pensiero dell'ultimo Gramsci risulti un distacco rispetto a [[Stalin]] è menzogna: Gramsci ne approvava anche i tratti che oggi vengono qualificati "autoritari", "dittatoriali" e peggio ancora. [...] Differenze possono risultare dai contesti consapevolmente diversi (occidente e oriente) e dalle diverse fasi e livelli di lotta in [[Unione Sovietica]] e, in particolare, nell'[[Italia]] [[Fascismo|fascista]], cui Gramsci non poteva non pensare: ma Gramsci sarebbe stato il primo a farsi una grande risata se qualcuno gli avesse prospettato di applicare all'Unione Sovietica di Stalin le elaborazioni che egli faceva soprattutto per l'Italia di allora. ([[Aldo Bernardini]]) *Che peccato che un Gramsci si sia trovato nella condizione di sacrificare la sua intelligenza e la sua vita alla creazione della società più triste, più oppressiva, più noiosa, più funerea del mondo, la civiltà comunista. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *Di [[Raffaele Mattioli|Mattioli]] si sa che pur essendo il più eminente banchiere italiano di quegli anni, ha sempre procurato ad Antonio Gramsci, fondatore del [[PCI|Pci]] e prigioniero dei fascisti tutti i libri che desiderava e più tardi ha pagato personalmente le spese della clinica dove Gramsci era stato ricoverato. Lo stesso Mattioli ha conservato per molto tempo nella sua cassaforte di Piazza Scala i ''[[Quaderni del carcere|Quaderni dal carcere]]'' di Gramsci prima di farli avere clandestinamente all’amico [[Piero Sraffa|Pietro Sraffa]] a Cambridge. ([[Giuseppe Turani]]) *Ho analizzato a lungo la calligrafia di Gramsci, che era infantile. Ma la cosa più straordinaria erano le cancellature. Gramsci cancellava con una linea esilissima: dimostrava di avere elevato il dubbio a sistema di conoscenza. ([[Raf Vallone]]) *Il grande merito di Gramsci sta appunto nell'aver profondamente inteso la necessità di storicizzare il marxismo nel nostro paese, rispetto alla storia culturale italiana, cioè rispetto all'idealismo storicistico e allo spiritualismo cattolico, e di essersi proposto il compito – rimasto purtroppo allo stato di abbozzo – di elaborare da parte marxista la risposta adeguata alla operosità antimarxista della cultura tradizionale. [...] Attraverso Gramsci per la prima volta da parte di un militante italiano della classe operaia venne effettuato il tentativo di fare i conti con la storia culturale della nazione, con l'Italia che ebbe la Rinascenza, che non ebbe la Riforma, che dopo il Rinascimento ebbe la Controriforma, che cercò di risollevarsi a una funzione culturale universale attraverso il Risorgimento, e che tuttavia, dopo il 1870, si ripiegò quasi su sé stessa, lasciando disperdere e isterilire i fermenti dell'età precedente; con l'Italia che si inserì di nuovo nella grande tradizione culturale europea attraverso l’idealismo storicistico, svolgendo e manifestando innanzi alla coscienza culturale della filosofia classica tedesca; con l'Italia concreta, storica, ''hic et nunc'' determinata, con le sue strutture sociali, col suo Mezzogiorno disgregato e col suo Cristo fermo a Eboli, secondo l'immagine che piacque al Levi. Per questa Italia Gramsci operò e scrisse [...]. Questo lavoro, appena iniziato da Gramsci, è ora che sia portato innanzi, sistematicamente svolto, sì da formare tradizione culturale, ma tradizione vivente, che aspiri a diventare ordine e organismo e si muova senza sosta. ([[Ernesto de Martino]]) *Il nostro gusto deve pur valere qualche cosa anche sui pareri avvolpacchiati dei critici moderni alla Gramsci. ([[Cesare Angelini]]) *In questo grande quadro, decisivo è stato l'impulso dato in Italia dal fondatore del nostro partito, Antonio Gramsci, uno dei più originali pensatori dei nostri tempi, il più grande degli italiani dell'epoca nostra, per la traccia incancellabile che col pensiero e coll'azione egli ha lasciato. Con Gramsci il marxismo, liberato dalle parassitarie deformazioni del fatalismo positivistico e del materialismo volgare, riacquista tutto il suo valore di concezione del mondo e visione integrale della storia. È di nuovo guida dell'azione e del pensiero in tutti i campi, non solo nella ricerca puramente politica, ma nella critica di una decrepita cultura idealistica incapace di farci capire il mondo di ieri e di oggi, nella costruzione di una cultura nuova e nella lotta per il rinnovamento della società. ([[Palmiro Togliatti]]) *La tragedia di un uomo e di una donna non invecchia con il tempo, non finisce di commuoverci: la sua evidenza è come fissata dalla rispondenza dei sentimenti che ogni generazione possiede al pari delle precedenti. Verrebbe fatto, semplicemente, di continuare a chiosarla, a riempirla di riscontri. ([[Paolo Spriano]]) *Nella cella di una prigione fascista a Turi, nell’Italia meridionale, nel 1930, un anno dopo il crollo di [[Wall Street]] del 1929, otto anni dopo la [[marcia su Roma]] di [[Benito Mussolini|Mussolini]], tre anni prima dell’avvento al potere di [[Adolf Hitler|Hitler]], il leader del [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista italiano]] Antonio Gramsci scrisse questa famosa riflessione: ''La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati''. [...] Gramsci spiegava che la crisi, quando il vecchio muore e il nuovo non è ancora nato, consisteva in una «crisi di autorità»: le classi dominanti stavano perdendo terreno, scemava il consenso che ne sosteneva il potere e la presa ideologica sulle masse stava loro sfuggendo. Queste masse, spiegava, non seguivano più le ideologie tradizionali, ma stavano diventando progressivamente più ciniche e scettiche. Non credevano più nelle élite. E questo le élite lo sapevano. ([[Donald Sassoon]]) *Non penso alla finalità del suo progetto ma all'egemonia culturale alla quale puntava, al metodo utilizzato per conquistare il potere. Non sono ideologicamente d'accordo con lui. Quando cito Gramsci, voglio provocare la destra, scuoterla, mostrare che l'egemonia della sinistra è passata attraverso il controllo della leva politica, rappresentata dalla scuola, dai media, dalla cultura. ([[Marion Maréchal]]) *Nonostante le circostanze a cui è stato sottoposto, non si è inchinato. I suoi ideali ci chiamano a continuare la lotta contro il fascismo. ([[Nicolas Maduro]]) *Se Gramsci avesse letto con attenzione Machiavelli non ne avrebbe fatto un apostolo della classe contadina. È un elogio di schiavi ingenui, non di popolo politico. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *Sì, penso che Gramsci sia il Gandhi italiano, perché ha organizzato le masse, perché sapeva farsi capire da tutti, perché non ha spinto il proletariato verso una rivoluzione armata che probabilmente avrebbe distrutto la classe operaia. ([[Ben Kingsley]]) *Siamo convinti che il pensiero di Gramsci non sia adeguatamente comprensibile se non lo si intende come una «risposta teorica» a [[Amadeo Bordiga|Bordiga]]. Studiare Gramsci senza Bordiga è come studiare [[Karl Marx|Marx]] senza [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]]. Gramsci non è solo l'alternativa tattico-politica a Bordiga (il fronte unico contro la pratica dell'offensiva). Egli ne è anche e soprattutto l'alternativa teorico-filosofica di fondo. ([[Costanzo Preve]]) *Uno degli omaggi nefasti, ma indubbiamente significativo, è quello che disse Mussolini, quando in una indicazione alla polizia segreta diceva "il cervello di quest'uomo non deve fare più danno". Ma il cervello di quest'uomo è riuscito comunque a uscire dalle gabbie della prigione fascista, a uscire dalla gabbia della morte, e a rendere attuale e presente l'insegnamento del Gramsci rivoluzionario e segretario del [[Partito Comunista Italiano]]. ([[Marco Rizzo]]) *Voler rivendicare Gramsci con manifestazioni di partito è da museo del soviet supremo. Siamo agli antipodi di un rapporto laico tra cultura e politica. Del grande pensatore si sono appropriati tutti, ma santificarlo è un modo per immiserirlo. ([[Sergio Chiamparino]]) ===[[Umberto Terracini]]=== *Gramsci aveva una maggiore sensibilità umana, più spontaneo, aperto. [[Palmiro Togliatti|Togliatti]], sembrerà strano, era molto più intellettuale. *Mentre per Gramsci ciò che importava e prevaleva nella prospettiva rivoluzionaria era l'Internazionale, Togliatti ne limitava l'arco al partito sovietico. *{{NDR|Sull'ultimo incontro con Antonio Gramsci}} Ricordo il nostro ultimo incontro al IV braccio di Regina Coeli. Era all'indomani della condanna del tribunale speciale. Dovevamo partire per il reclusorio. Ci salutammo. Cosa faremo ora, gli dissi? Studieremo ancora mi rispose. E poi? Studieremo ancora. Ma i libri? Ne abbiamo avuti e letti tanti e non sapevamo di quali tesori disponevamo. Ci aiuti, proseguì Gramsci, la memoria e anche la nostra intelligenza. Dalla sua memoria e dalla sua intelligenza vennero i 35 [[Quaderni del carcere]]. Attraverso i quaderni, caduto il fascismo, Antonio Gramsci è rientrato nella vita italiana improvvisamente vivo. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Antonio Gramsci, ''Americanismo e fordismo'' [quaderno 22, con brani dai quaderni 1, 3, 4, 9], Editori Riuniti, 1991. ISBN 8835934710 *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Favole di libertà]'', a cura di Elsa Fubini e Mimma Paulesu, Firenze, Vallecchi, 1980. *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura]'', Editori riuniti, 1996. ISBN 8835940745 *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce]'', Editori riuniti, 1996. ISBN 8835940745 *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Il Risorgimento]'', Editori riuniti, 1996. ISBN 8835940745 *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm L'albero del riccio]'', Editori riuniti, 1989. ISBN 8835932734 *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm La questione meridionale]'', a cura di Franco De Felice e Valentino Parlato, Editori Riuniti, 1966. *Antonio Gramsci, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/g/gramsci/letteratura_e_vita_nazionale/pdf/gramsci_letteratura_e_vita_nazionale.pdf Letteratura e vita nazionale]'', Editori riuniti, 1996. ISBN 8835940745 *Antonio Gramsci, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/g/gramsci/lettere_dal_carcere/pdf/gramsci_lettere_dal_carcere.pdf Lettere dal carcere]'', a cura di Sergio Caprioglio e Elsa Fubini, Einaudi, Torino, 1965. **Antonio Gramsci, ''Lettere dal carcere'', Giulio Einaudi editore, Torino, 1971. *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Note sul Machiavelli sulla politica e sullo Stato moderno]'', Editori riuniti, 1996. ISBN 8835940745 *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Nuove lettere]'', a cura di Antonio A. Santucci, Editori riuniti, 1986. ISBN 883592944X *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Passato e presente]'', Editori riuniti, 1996. ISBN 8835940745 *Antonio Gramsci, ''Quaderni del carcere'', a cura di Valentino Gerratana, Giulio Einaudi editore, Torino, 1975. *Antonio Gramsci, ''[[s:Indice:Gramsci_-_Quaderni_del_carcere,_Einaudi,_I.djvu|Quaderni del carcere]]'', vol. I, edizione critica dell'Istituto Gramsci, a cura di Valentino Gerratana, Giulio Einaudi editore, Torino, 1977. *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Scritti politici]'', a cura di Paolo Spriano, Editori Riuniti, 1973. *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Sotto la Mole. 1916-1920]'', Einaudi, 1960. *Antonio Gramsci, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.htm Sul fascismo]'', a cura di Enzo Santarelli, Editori riuniti, 1973. *Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Quaderni del carcere||}} {{Pedia|Lettere dal carcere||}} {{DEFAULTSORT:Gramsci, Antonio}} [[Categoria:Antifascisti italiani]] [[Categoria:Comunisti in Italia]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Politici italiani]] k34081n1digvn6kw6zjhjmr2e78h2sl Emily Dickinson 0 2446 1427426 1303536 2026-09-25T15:36:35Z Udiki 86035 +1 1427426 wikitext text/x-wiki [[File:Emily Dickinson daguerreotype (Restored).jpg|thumb|Emily Dickinson]] '''Emily Dickinson''' (1830 − 1886), poetessa statunitense. ==Citazioni di Emily Dickinson== *{{NDR|Sulle parole}} [...] non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere. Ne esistono alcune di fronte alle quali mi inchino, stanno lì come un principe tra i lord. A volte ne scrivo una, e la guardo, ne fisso la forma, i contorni, fino a quando comincia a splendere e non c'è zaffiro al mondo che ne possa uguagliare la luce.<ref group="fonte" >Citato in Barbara Lanati, ''Vita di Emily Dickinson'', Feltrinelli, Milano, 2000, p. [https://books.google.it/books?hl=it&id=YtL-hmL8-asC&pg=PA29 29]. ISBN 88-07-81608-3</ref> ==''Frammenti in prosa''== *Nessun [[sogno e realtà|sogno]] si può paragonare alla [[sogno e realtà|realtà]], perché la Realtà stessa è un sogno dal quale solo una porzione di Umanità si è risvegliata e parte di noi è una Penisola non familiare. (PF2<ref group="fonte" name=susangilb>A Susan Gilbert Dickinson; in ''The Letters of Emily Dickinson'', a cura di Thomas H. Johnson, The Belknap Press of Harvard University Press, 1958; traduzione di Giuseppe Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/frammenti.html EmilyDickinson.it]''.</ref>) *Fare una cosa [[magnanimità|magnanima]] e prendersi di sorpresa, se non ci si è abituati, è esattamente la migliore delle gioie. Non fare una cosa magnanima, nonostante non si sia mai sperimentata, nonostante ci costi l'esistenza, è rapimento in sé sdegnato. (PF 17<ref group="fonte" name=susangilb/>) *Non sono solo Sogni tutti i [[fatto|Fatti]] non appena ce li lasciamo alle spalle? (PF 22<ref group="fonte" name=destanon>A destinatari anonimi; in ''The Letters of Emily Dickinson'', a cura di Thomas H. Johnson, The Belknap Press of Harvard University Press, 1958; traduzione di Giuseppe Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/frammenti.html EmilyDickinson.it]''.</ref>) *Com'è inestimabile essere [[ignoranza|ignoranti]], perché significa tenere tutto in serbo ed è un'Estasi così Economica. (PF 36<ref group="fonte" name=destanon/>) *Non pensiamo abbastanza ai [[morte|Morti]] come fonte di ebbrezza – Essi non dissuadono ma Adescano – Custodi di quella grande Avventura ancora preclusa a noi – mentre agogniamo (invidiamo) la loro saggezza lamentiamo il loro silenzio. (PF50<ref group="fonte" name=destanon/>) *I [[fiore|fiori]] sono così allettanti che temo siano peccati – come il gioco d'azzardo o l'apostasia. (PF 74<ref group="fonte" name=aforismi>Aforismi; in ''The Letters of Emily Dickinson'', a cura di Thomas H. Johnson, The Belknap Press of Harvard University Press, 1958; traduzione di Giuseppe Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/frammenti.html EmilyDickinson.it]''.</ref>) *Penso che uno [[spirito]] appassito debba essere il tesoro più tremendo da possedere, così come uno spirito sempre in boccio debba essere il più dolce. (PF 83<ref group="fonte" name=aforismi/>) *Nulla è così vecchio come un [[fascino]] dilapidato. (PF 94<ref group="fonte" name=aforismi/>) *La [[stupidità]] è più tremenda (terribile) del dolore, perché è la stoppia del suolo in cui è cresciuto il dolore. (PF 105<ref group="fonte" name=aforismi/>) *Il desiderio di [[silenzio]] è raramente un gusto acquisito. (PF 106<ref group="fonte" name=aforismi/>) *Le [[foglia|Foglie]] sono molto allegre – ma sappiamo che sono anziane – C'è emozione da dissimulare, nella loro dipartita. (PF 111<ref group="fonte" name=aforismi/>) *Ci sono quelli che sono intenzionalmente [[superficialità|superficiali]] e profondi solo per caso. (PF 113<ref group="fonte" name=aforismi/>) *Educa un [[Cuore]] alla strada che dovrebbe fare e appena potrà devierà da essa. (PF 115<ref group="fonte" name=aforismi/>) ==''Lettere''== {{cronologico}} *Cara Abiah<br />Mi sono seduta adesso per scriverti una lunga, lunga lettera. I miei apparati di scrittura sono disposti davanti a me, e tutto è pronto. Non ho fiori davanti a me come ne avevi tu per ispirarti. Ma sai che posso immaginarmi ispirata da loro e che forse lo sarò davvero. Non puoi immaginare quanto mi ha fatto piacere ricevere la tua lettera. Era così densa – e tutto era interessante per me perché proveniva da te. Presumo che tu non abbia dubitato della mia gratitudine per averla ricevuta, a causa del lungo ritardo nel rispondere perché sai che non ho tempo per fare niente. (ad Abiah Root, 3 agosto 1845, 7<ref group="fonte" name=bI>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0001-0010.html Le lettere 1-10]'', ''Emilydickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Ultimamente sono arrivata alla conclusione di essere [[Eva]], ovvero la Signora Adamo. Sai che non c'è nessun accenno alla loro morte nella bibbia, e allora perché non potrei essere io Eva? (ad Abiah Root, 12 gennaio 1846, 9<ref group="fonte" name=bI/>) *Non ti sembra terribile l'[[Eternità]]? Ci penso spesso e mi sembra così buia che quasi desidererei che non ci fosse Eternità. Credere che dobbiamo vivere per sempre e non cessare mai di esistere. Sembra come se la Morte di cui tutti hanno paura perché ci lancia in un mondo sconosciuto sia un sollievo rispetto a uno stato di esistenza così interminabile. Non so perché ma mi sembra di non dover mai cessare di vivere sulla terra – non riesco a immaginare con la mia immaginazione più fervida la scena della mia morte – Mi sembra di non dover mai chiudere gli occhi nella morte. Non riesco a rendermi conto che la tomba sarà la mia ultima dimora – che gli amici piangeranno sulla mia bara, che il mio nome sarà menzionato, come uno di quelli che ha cessato di essere fra i rifugi dei viventi, e ci si chiederà dove è volato il mio spirito disincarnato. (ad Abiah Root, 31 gennaio 1846, 10<ref group="fonte" name=bI/>) *Sicuramente è terribile vivere e ancora più terribile morire e rendere conto al supremo giudice di tutti i nostri atti e pensieri peccaminosi in questo periodo di prova che è l'esistenza. (ad Abiah Root, 28 marzo 1846, 11<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0011-0020.html Le lettere 11-20]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Accorgendomi che le parole non erano di nessun giovamento, sono ricorsa alle [[lacrima|lacrime]]. (ad Abiah Root, 16 maggio 1848, 23<ref group="fonte" name=bXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0021-0030.html Le lettere 21-30]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *È strano che una [[promessa]] sia viva, e fulgida, quando il giorno in cui è stata concepita, è ormai polvere [...]. (a William Cowper Dickinson, 14 febbraio 1849, 27<ref group="fonte" name=bXX/>) *[...] è così irritante essere letti come un [[libro]] sbagliato quando quello giusto non è a portata di mano. (a Joel Warren Norcross, 11 gennaio 1850, 29<ref group="fonte" name=bXX/>) *Sono andati via tutti – credevano di avermi lasciata sola, e hanno sistemato le cose per svagarmi se fossero stati via a lungo, e ''io'' mi fossi sentita sola. Altro che sola – non hanno guardato, e non avrebbero visto se l'avessero fatto, chi mi teneva compagnia. ''Tre'' qui invece di una – non li avrebbe spaventati? Un curioso trio, due di noi parte terrene e parte spirituali – l'altro tutto cielo, e niente terra. ''[[Dio]]'' è seduto qui, guardandomi nel profondo dell'anima per vedere se penso i pensieri giusti. Eppure non ho paura, perché cerco di essere giusta e buona, e lui conosce tutti i miei sforzi. Ha un aspetto molto glorioso, e qualsiasi cosa splendente sembra opaca in confronto a lui, e non oso guardarlo direttamente per paura di morire. (ad Abiah Root, 29 gennaio 1850, 31<ref group="fonte" name=bXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0031-0040.html Le lettere 31-40]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *In questo momento sono occupata principalmente con un [[raffreddore]], e la cara creatura ''richiede'' così tante attenzioni che il mio tempo si dilegua in modo sorprendente. (ad Abiah Root, 29 gennaio 1850, 31<ref group="fonte" name=bXXX/>) *A dirlo sinceramente, il morso di un [[serpente]] è una questione seria, e su tale materia non si dirà, o farà, mai troppo. I serpenti grossi mordono più profondamente, e noi siamo così abituati ai loro morsi che non ci badiamo. (ad Abiah Root, 29 gennaio 1850, 31<ref group="fonte" name=bXXX/>) *I [[raffreddore|raffreddori]] rendono molto carnali e lo spirito ha sempre paura di loro. (ad Abiah Root, 29 gennaio 1850, 31<ref group="fonte" name=bXXX/>) *Ma il mondo dorme nell'ignoranza e nell'errore, signore, e noi dobbiamo essere galli esultanti, e allodole canterine, e sole nascente per svegliarlo; oppure sradicare la società alla radice, e piantarla da un'altra parte. Costruiremo Ricoveri, e straordinarie Prigioni, e patiboli – spegneremo il sole, e la luna, e stimoleremo scoperte. Alpha bacerà Omega – noi saliremo fino al picco della gloria. (a George H. Gould?, febbraio 1850, 34<ref group="fonte" name=bXXX/>) *Non credo che ci sarà luce del sole, o uccelli canterini nella primavera che sta arrivando; cercherò una [[tomba]] prematura, quando l'erba diventerà verde; amerò invitare là gli uccelli se hanno una musica gentile, e i più dimessi tra i fiori di campo, e gli umili, malinconici insetti. Com'è preziosa la tomba Abiah, quando tutto ciò che amiamo riposa là, e l'affetto ci porterebbe a raggiungerli volentieri, se coloro che abbiamo perso si sentissero soli! (ad Abiah Root, tardo 1850, 39<ref group="fonte" name=bXXX/>) *È passato tanto tempo da quando mi hai scritto, ricordo che stavano cadendo le foglie – e ora cade la [[neve]] – chi considera diverse le due cose? non sono le foglie sorelle della neve? (ad Abiah Root, tardo 1850, 39<ref group="fonte" name=bXXX/>) *[...] non m'importa del [[anima e corpo|corpo]] – io amo l'[[anima e corpo|anima]], la timida, pudica, ritrosa anima – che si nasconde perché ha paura, e il corpo baldo e invadente – scusi signora mi ha chiamato? (ad Abiah Root, tardo 1850, 39<ref group="fonte" name=bXXX/>) *Amo queste piccole [[fantasia|fantasie]], eppure le amerei ''di più'' se non fossero ''davvero così fantasiose'' come sembrano essere – ho fantasticato così tante volte e così tante volte sono tornata a casa per scoprire che erano ''solo'' fantasie che ho quasi paura di ''sperare'' in ciò che ''desidero'' tanto. (ad Abiah Root, 19 agosto 1851, 50<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0041-0050.html Le lettere 41-50]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Il [[vigneto]] sembra un regno, con grappoli maturi e rotondi a mo' di re, e bocche affamate a mo' di sudditi – il primo esempio a memoria d'uomo di sudditi che divorano i re! (ad Austin Dickinson, 1º ottobre 1851, 53<ref group="fonte" name=bL>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0051-0060.html Le lettere 51-60]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *La [[terra]] sembra come una povera vecchia signora che fino ad ora è sempre rifiorita dai colpi della sorte, ma in un momento di distrazione alcune ciocche di capelli argentei le escono furtivamente dal cappello, e lei le ricaccia indietro velocemente e pensa che nessuno abbia visto. (ad Austin Dickinson, 17 ottobre 1851, 58<ref group="fonte" name=bL/>) *[[Casa]] è un luogo santo – né dubbio né sospetto può varcare il suo sacro ingresso. (ad Austin Dickinson, 25 ottobre 1851, 58<ref group="fonte" name=bL/>) *Com'è triste avere una natura [[fiducia|fiduciosa]], speranze e sentimenti sono in balia di tutti quelli che passano; e com'è desiderabile essere un individuo impassibile, le cui speranze e aspirazioni sono al sicuro nel taschino del panciotto, e quella è una tasca ben fatta, e uno non può essere derubato! (ad Abiah Root, verso gennaio 1852, 69<ref group="fonte" name=bLX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0061-0070.html Le lettere 61-70]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Per ogni [[delusione]] cerco sempre di pensare che se fossi stata appagata, sarebbe stato ancora più triste, e talvolta da una tale ipotesi traggo una notevole consolazione; consolazione alla rovescia come mi piace chiamarla. (ad Abiah Root, verso gennaio 1852, 69<ref group="fonte" name=bLX/>) *Ti penso cara Susie, ''ora'', non so come e perché, ma più caramente ogni giorno che passa, e quel dolce mese promesso si avvicina sempre di più, e guardo a [[luglio]] in modo diverso da come ho sempre fatto – una volta mi sembrava arido, e secco – a stento ne ho amato ''qualcosa'' a causa della calura e della polvere; ma ''ora'' Susie, di tutti i mesi dell'anno è il migliore; disdegno le violette – e la rugiada, e la prima Rosa e i Pettirossi; li cambierei ''tutti'' per quel feroce e bollente mezzogiorno, quando potrò contare le ore e i minuti che mancano al tuo arrivo [...]. (a Susan Gilbert, verso febbraio 1852, 77<ref group="fonte" name=bLXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0071-0080.html Le lettere 71-80]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *È un [[pomeriggio]] glorioso – il cielo è azzurro e caldo – il vento soffia giusto quel tanto che basta per tenere le nuvole in movimento, e la luce del sole, Oh ''che'' luce del sole, non come l'oro, perché l'oro è una pallida eco al confronto; non è come nulla di ciò che tu e io abbiamo mai visto! (ad Austin Dickinson, 7 marzo 1852, 80<ref group="fonte" name=bLXX/>) *Tanta dolcezza e calma, e Te, Oh Susie, cosa posso volere di più, per rendere completo il mio cielo? (a Susan Gilbert, tardo aprile 1852, 88<ref group="fonte" name=bLXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0081-0090.html Le lettere 81-90]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Il sole non brilla per niente, ma posso sentirne un raggio che mi s'insinua nell'anima e rende tutto estate, e ogni spina, una ''rosa''. (a Susan Gilbert, tardo aprile 1852, 88<ref group="fonte" name=bLXXX/>) *Non lo sai che un [[fiore]] una volta appassito e ravvivato, diventa un fiore immortale? – proprio così, che risorge? (a Abiah Root, verso maggio 1852, 91<ref group="fonte" name=bXC>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0091-0100.html Le lettere 91-100]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *[[lacrima|Lacrime]] come queste sono acquazzoni amici, e quando in mezzo a loro appare un sorriso, gli angeli lo chiamano arcobaleno, e lo imitano in Cielo. (a Susan Gilbert, inizio giugno 1852, 93<ref group="fonte" name=bXC/>) *Come sono contenta che l'[[affetto]] possa sempre andare e venire – Che i cumuli di neve si fermino alla porta, e non vadano oltre, e dentro sia caldo come se non fosse inverno! (a Emily Fowler, 13 gennaio 1853, 98<ref group="fonte" name=bXC/>) *La vita intera mi sembra diversa, e le facce dei miei simili non sono le stesse di quando sei con me. Credo che il motivo sia questo, cara Susie: tu tratteggi dei dipinti per me, ed è ai loro dolci colori, piuttosto che a quelli opachi della realtà che sono avvezza, così, vedi, quando sei lontana, il mondo sembra guardarmi fisso, e mi accorgo di aver bisogno ancora di più di un velo [...]. (a Susan Gilbert, 12 marzo 1853, 107<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0101-0110.html Le lettere 101-110]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Scontrosa "Atropo"!<ref>{{cfr}} [[w:Atropo|Atropo]] su Wikipedia.</ref> Eppure non oso rimproverarla, per paura che quelle dita sfrontate possano maneggiare ancora le forbici. Forse diffida del ''vino''! La prego di dirle che è soltanto Vino Passito, e potrebbe essere così cortese da prestarmi per un po' le sue forbici, affinché io possa tagliare un filo? (a Henry V. Emmons, primavera 1853, 120<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0111-0130.html Le lettere 111-130]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Il cielo è grande – non è vero? La vita è breve, non è vero? Perciò quando è finita, non ce n'è un'altra? e – e – allora se Dio vuole, saremo vicini. (a Dr. e Mrs. J. G. Holland, autunno 1853, 133<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0131-0150.html Le lettere 131-150]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *So che saresti più felice in questa incantevole [[primavera]] che in qualsiasi bella città, e che ti sentiresti meglio più in fretta se potessi bere la nostra rugiada mattutina – e il mondo qui è talmente bello, e le cose così dolci e serene, che il tuo cuore ne sarebbe placato e consolato. Ti racconterei della primavera se pensassi che potrebbe convincerti subito a tornare, ma ogni bocciolo e ogni uccello non farebbe altro che affliggerti e renderti triste nel posto dove stai, così non una parola sui pettirossi, e non una parola sui fiori, per paura di rendere la città più buia, e la tua vera casa più cara. (a Emily Fowler Ford, primavera 1854, 161<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0151-0170.html Le lettere 151-170]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Non devi aver paura che io mi senta sola se mi lasci, perché spesso mi [[separazione|separo]] da cose che immaginavo di aver amato, – a volte per la tomba, e a volte per un oblio molto più amaro della morte – perciò il mio cuore sanguina così spesso che non farò caso all'emorragia, e aggiungerò solo un'altra agonia alle tante che l'hanno preceduta, e alla fine della giornata commenterò – è scoppiata una bolla di sapone! (a Susan Gilbert, verso il 1854, 173<ref group="fonte" name=bCLXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0171-0180.html Le lettere 171-180]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Susie – ci vuole poco a dire quanto si è soli – chiunque può farlo, ma portare la solitudine accanto al cuore per settimane, quando dormi, e quando sei sveglia, con sempre qualcosa che ti manca, ''questo'', non tutti riescono a dirlo, e mi sconcerta. Ne dipingerei un ritratto che indurrebbe alle lacrime, se avessi la tela per farlo, e la scena sarebbe la ''[[solitudine]]'', e le figure – solitudine – e le luci e le ombre, ciascuna una solitudine. Potrei riempire una stanza con paesaggi così solitari, la gente si fermerebbe là a piangere; poi andrebbe di fretta a casa, per ritrovare una persona amata. (a Susan Gilbert, novembre-dicembre 1854, 176<ref group="fonte" name=bCLXX/>) *Grazie a Dio un mondo c'è, e gli [[amicizia|amici]] che amiamo dimorano in eterno in una casa lassù. Temo di essere incoerente, ma pensare ai miei amici mi dà una tale delizia che dimentico il tempo e il senso comune e così via. (a Mrs. J. G. Holland, 18 marzo 1855, 179<ref group="fonte" name=bCLXX/>) *Vengo tra i fiocchi, caro Dr. Holland, perché [[neve|nevica]] davvero, e come cigni che si abbassano, qua una penna là un'altra, e poi una piuma, giungono i luminosi abitanti della bianca dimora. (a Dr. J. G. Holland, novembre 1855, 181<ref group="fonte" name=bCLXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0181-0200.html Le lettere 181-200]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Il mio solo schizzo, il profilo, del [[Paradiso]] è un esteso, azzurro cielo, più azzurro e più esteso del ''più grande'' che ho visto in giugno, e in esso sono i miei amici – tutti loro – ciascuno di loro – quelli che sono con me ora, e quelli che sono "partiti" mentre camminavamo, e "rapiti in Cielo." Se le rose non avvizzissero, e il gelo non venisse mai, e qui non cadesse nessuno che io non possa risvegliare, non ci sarebbe bisogno di altro Cielo se non quello di quaggiù – e se Dio fosse stato qui questa estate, e avesse visto le cose che ho visto io – immagino che considererebbe superfluo il Suo Paradiso. Non glielo dica, però, per nulla al mondo, perché dopo tutto quello che Lui ha detto al riguardo, voglio proprio vedere che cosa ''ha'' costruito per noi, senza martello, né pietre, né operai. (a Mrs. J. G. Holland, inizio agosto 1856?, 185<ref group="fonte" name=bCLXXX/>) *Ah John – ''Partito''? Allora alzo il coperchio della mia scatola di Fantasmi, e ne ripongo un altro, fino alla [[Resurrezione]] – Allora coglierò in ''Paradiso'', i fiori caduti qui, e sulle rive del mare della Luce, cercherò i granelli di sabbia che mi mancano. (a John L. Graves, verso il 1856, 186<ref group="fonte" name=bCLXXX/>) *Allora non diremo "[[Addio]]", visto che l'immortalità – rende l'espressione del tutto obsoleta. (a Mrs. Joseph Haven, tardo agosto 1858, 192<ref group="fonte" name=bCLXXX/>) *I miei [[amicizia|amici]] sono il mio "patrimonio". Mi perdoni quindi l'avidità con cui ne faccio incetta! Si dice che quelli che un giorno erano poveri, guardano all'oro con un punto di vista diverso. Non so come succede. Dio non è diffidente come noi, altrimenti non ci darebbe amici, per paura che ci si dimentichi di lui! (a Samuel Bowles, fine agosto 1858?-1859?, 193<ref group="fonte" name=bCLXXX/>) *Ballerina, palco, e ritmo dispersi, ed io, un fantasma, che a voi fantasmi, recita la storia! Un oratore di piuma a un pubblico di lanugine, – e applausi da pantomima. "Proprio come a teatro", in verità! (a Dr. e Mrs. J. G. Holland, verso il 6 novembre 1858, 195<ref group="fonte" name=bCLXXX/>) *La [[genziana]] è un fiore avido, e ci prende tutti di sorpresa. (a Dr. e Mrs. J. G. Holland, settembre 1859, 207<ref group="fonte" name=bCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0201-0220.html Le lettere 201-220]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Se sapessimo a quale profondità poggia il [[croco]], non lo lasceremmo mai andare. Eppure, i fiori di croco spuntano in molti tumuli in cui i giardinieri coltivano a fatica certi minuscoli bulbi evanescenti. (a Dr. e Mrs. J. G. Holland, settembre 1859, 207<ref group="fonte" name=bCC/>) *Oggi fa molto freddo, eppure ho molti mazzolini di muschio e felce sul davanzale della finestra. Li chiamo fiori dei ''Santi'', perché non sgambettano come gli altri fiori, ma se ne stanno tranquilli e candidi. (a Mrs. Samuel Bowles, 1 gennaio 1860, 213<ref group="fonte" name=bCC/>) *Ho sentito dire come cosa risaputa che il genio del [[poeta]] è situato nel piede – così come sono concomitanti il pungiglione e il canto dell'ape. (a Mrs. J. G. Holland, 1860, 227<ref group="fonte" name=bCCXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0221-0240.html Le lettere 221-240]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Il giardino è tutto coperto di neve; martedì ho colto un [[garofano]], ora che i garofani sono in letargo. Le colline hanno dismesso i loro abiti purpurei, e indossano lunghe camicie da notte bianche. C'è qualcosa di bello e insieme di triste nella toilette dell'anno. (a Louise Norcross, dicembre 1860?, 228<ref group="fonte" name=bCCXX/>) *Le pene che si conoscono e che non possono essere alleviate ci fanno diventare demoni. (a Louise e Frances Norcross, 1861?, 234<ref group="fonte" name=bCCXX/>) *La [[Luna]] scorre come una Fanciulla – attraverso una Città di Topazio [...]. (a Samuel Bowles, verso l'11 gennaio 1862, 247<ref group="fonte" name=bCCXL>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0241-0260.html Le lettere 241-260]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Mr Higginson,<br />È troppo profondamente occupato per dirmi se la mia Poesia è viva? La Mente è così vicina a se stessa – che non può vedere, distintamente – e non ho nessuno a cui chiedere – Se dovesse pensare che respira – e trovasse il tempo per dirmelo, proverei una pronta gratitudine – Se sto sbagliando – il fatto che lei abbia il coraggio di dirmelo – renderebbe ancora più sincero il rispetto – verso di lei – Accludo il mio nome – posso chiederle, per favore – Signore – di dirmi la verità? Che lei non mi inganni – è superfluo chiedere – poiché l'Onore è pegno di se stesso.<ref name=higginson>In varie lettere indirizzate a [[Thomas Wentworth Higginson]] la Dickinson allegò alcune sue poesie per ricevere un giudizio in merito. La Dickinson iniziò questa corrispondenza dopo aver letto nell'aprile 1862 un articolo di Higginson sull'''Atlantic Monthly'', intitolato ''Letter to a Young Contributor''. Cfr. note di G. Ierolli.</ref> (a [[Thomas Wentworth Higginson|T. W. Higginson]], 15 aprile 1862, 260<ref group="fonte" name=bCCXL/>) [[File:Emily Dickinson´s letter about her love.jpg|thumb|Lettera n. 261 a [[Thomas Wentworth Higginson]], 25 aprile 1862]] *Gliene porto altre {{NDR|di sue poesie}} – come lei ha chiesto – sebbene possano non essere diverse – Quando il mio pensiero è svestito – posso distinguerle, ma quando le vesto – mi sembrano uguali, e mute.<ref name=higginson/> (a T. W. Higginson, 25 aprile 1862, 261<ref group="fonte" name=bCCLX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0261-0280.html Le lettere 261-280]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *{{NDR|Sui [[cane|cani]]}} [...] Sono migliori degli Umani – perché sanno – ma non parlano [...]. (a T. W. Higginson, 25 aprile 1862, 261<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Mi parla di [[Walt Whitman|Mr Whitman]] – non ho mai letto i suoi Libri – ma mi hanno detto che è sconveniente. (a T. W. Higginson, 25 aprile 1862, 261<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Non vedere ciò che amiamo, è terribile – e parlarne – non dà sollievo – e nulla lo dà – se non lui stesso. (a Mrs. Samuel Bowles, primavera 1862, 262<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Vorrei che fosse più semplice, l'angoscia in questo mondo. Vorrei che si potesse essere certi che nella sofferenza c'è una parte d'amore. Il pensare di guardare giù un giorno, e vedere i tortuosi gradini da cui siamo venuti, da un posto al sicuro, dev'essere una cosa preziosa. (a Louise Norcross, inizio maggio 1862, 263<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Il mio Tutore morendo mi disse che gli sarebbe piaciuto vivere finché non fossi stata un poeta, ma la Morte era troppo Veemente da dominare per me – allora – E quando dopo molto tempo – un'improvvisa luce nel Frutteto, o una nuova foggia del vento turbavano la mia attenzione – sentivo come una paralisi, qui – che solo i Versi mitigavano. (a T. W. Higginson, 7 giugno 1862, 265<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Il [[Marinaio]] non può vedere il Nord – ma sa che l'Ago può. (a T. W. Higginson, 7 giugno 1862, 265<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Mi dirà i miei difetti, francamente come a se stesso? perché preferisco più trasalire, che morire. Non si chiama il chirurgo, per lodare – l'Osso, ma per metterlo a posto, Signore, e la frattura interna, è più critica. (a T. W. Higginson, luglio 1862, 268<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Ho trovato un [[uccello]], stamattina, giù – giù – su un piccolo cespuglio in fondo al giardino, e gli ho chiesto perché cantasse, visto che nessuno ''ascoltava''. Un singhiozzo in gola, un palpito del petto – "La Mia occupazione è ''cantare''" – ed è volato via! Chissà se i cherubini, un giorno, anch'essi, ugualmente pazienti, hanno ascoltato, e applaudito il suo inno passato inosservato? (a Dr. e Mrs. J. G. Holland, estate 1862?, 269<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Quando da Ragazzina stavo molto nei Boschi, mi dicevano che il Serpente mi avrebbe morso, che avrei potuto cogliere un fiore velenoso, o che i Folletti mi avrebbero rapita, ma io andavo avanti e non incontravo nessuno tranne Angeli, che erano molto più timidi con me, di quanto io fossi con loro, così non ho quella confidenza con l'inganno che hanno tanti. (a T. W. Higginson, agosto 1862, 271<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *{{Ancora|La gratitudine non|La [[gratitudine]] non è la menzione di una tenerezza, ma il suo silenzioso apprezzamento, più profondo del raggiungibile – tutto ciò che chiede nostro Signore, che conosce meglio di noi la misura delle cose. Disposti alla morte, se solo percepiamo che muore.}}<ref>Cfr. [[#La Gratitudine|poesia J989 – F1120]].</ref> (a Louise e Frances Norcross, 1862?, 273<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Forse la Morte – mi ha procurato sgomento per gli amici – colpendo in modo acuto e precoce, perciò da allora li tengo avvinti – in un fragile affetto – fatto più di ansia, che di pace. (a T. W. Higginson, febbraio 1863, 280<ref group="fonte" name=bCCLX/>) *Non è capitato nulla se non la solitudine, forse troppo quotidiana per riferirne. (a Louise e Frances Nonrcross, 7 ottobre 1863, 285<ref group="fonte" name=bCCLXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0281-0300.html Le lettere 281-300]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Sono stata ammalata così a lungo che non riconosco il Sole. (a Lavinia N. Dickinson, novembre 1864, 297<ref group="fonte" name=bCCLXXX/>) *[[Novembre]] mi è sempre sembrato la Norvegia dell'anno. (a Mrs. J. G. Holland, inizio novembre 1865, 311<ref group="fonte" name=bCCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0301-0330.html Le lettere 301-330]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Ho notato che la [[Morte]] fa frequenti visite, dove si è già presentata, rendendo desiderabile prevenire i suoi approcci. (a Mrs. J. G. Holland, inizio novembre 1865, 311<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Più straziante del morire è la [[amore e morte|morte per amore]] di chi sta per morire. (a Mrs. J. G. Holland, inizio novembre 1865, 311<ref group="fonte" name=bCCC/>) *[...] Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti [...]. (a Susan Gilbert, inizio dicembre 1865, 312<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Grazie per la tua [[Tenerezza]] – Trovo che sia l'unico cibo che la Volontà accetti, e nemmeno dalle dita di tutti. (a Susan Gilbert, inizio dicembre 1865, 312<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Oggi il vento soffia allegramente e le [[Ghiandaia azzurra americana|Ghiandaie]] abbaiano come Terrier Azzurri. Ti racconto quello che vedo. Il Paesaggio dello Spirito ha bisogno di polmoni, ma non della Lingua. Mi tengo stretta i pochi che amo, fino a quando il mio cuore diventa rosso come febbraio e purpureo come marzo. (a Mrs. J. G. Holland, inizio marzo 1866, 315<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Cara Sorella, Dopo che sei partita, un vento leggero gorgheggiava per casa come un uccello che spaziava, facendola sembrare su una cima, ma solitaria. Quando te ne sei andata è arrivato l'affetto. L'avevo previsto. La cena del cuore è quando l'ospite se n'è andato. (a Mrs. J. G. Holland, inizio maggio 1866, 318<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Una [[susina|prugna]] in comune non è una prugna. Ero troppo educata per prendere la polpa e il nocciolo non mi piace. Non mandare lettere collettive. L'anima deve avvicinarsi da sola alla Morte, così, deve fare con la vita, se è un'anima. Se è un comitato – non vale. (a Mrs. J. G. Holland, fine novembre 1866?, 321<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Il caso è sempre avverso alle persone care, quando non siamo con loro, mentre gli artigli più potenti non possono oltraggiarli se noi siamo vicini. (a Mrs. J. G. Holland, fine novembre 1866?, 321<ref group="fonte" name=bCCC/>) *Una [[Lettera]] mi è sempre parsa come l'immortalità, perché è la mente da sola, senza compagno corporeo. Obbligati nella conversazione all'atteggiamento e all'intonazione, sembra che ci sia un potere spettrale nel pensiero che cammina da solo – vorrei ringraziarla per la sua grande gentilezza ma non cerco mai di sollevare le parole che non riesco a reggere. (a T. W. Higginson, giugno 1869, 330<ref group="fonte" name=bCCC/>) *[...] Per un [[emigrazione|Emigrante]], il Paese è irrilevante salvo che non sia il suo. (a T. W. Higginson, giugno 1869, 330<ref group="fonte" name=bCCC/>) *So che non c'è sofferenza pari a quella per coloro che amiamo, né gioia pari a quella che essi lasciano ben serrata dietro di loro, ma Morire è una Notte tempestosa e una Strada ignota.<br />Immagino che tutti noi pensiamo all'Immortalità, a volte in modo così stimolante da non poter dormire. I segreti sono interessanti, ma sono anche solenni – e a speculare con tutta la nostra forza, non si riesce a verificarli. (a Perez Cowan, ottobre 1869, 332<ref group="fonte" name=bCCCXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0331-0360.html Le lettere 331-360]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *[[Parlare|Parlando]] ci feriamo di meno l'uno con altro rispetto allo scrivere, perché in quel caso un accento tranquillo assiste le parole troppo dure. (a Perez Cowan, ottobre 1869, 332<ref group="fonte" name=bCCCXXX/>) *{{Ancora|Se leggo|Se leggo un libro che mi gela tutto il corpo tanto che nessun fuoco potrebbe mai scaldarmi so che ''quella'' è [[poesia]]. Se avverto concretamente come se il culmine della testa mi fosse strappato via, so che ''quella'' è poesia. Sono questi i soli modi che conosco. Non ce ne sono altri.}} (citato in un resoconto che Higginson fece alla moglie della sua prima visita ad Amherst, in una lettera scritta subito dopo, 342a<ref group="fonte" name=bCCCXXX/>) *Essere [[ricordo|ricordati]] è quasi come essere amati, ed essere amati è il Paradiso [...]. (a Mrs. Henry Hills, primavera 1871, 361<ref group="fonte" name=bCCCLX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0361-0390.html Le lettere 361-390]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Finché resta [[William Shakespeare|Shakespeare]] la Letteratura è salda. (a T. W. Higginson, novembre 1871, 368<ref group="fonte" name=bCCCLX/>) *Con gli anni non si [[invecchiamento|diventa vecchi]], ma ogni giorno più nuovi. (a Louise Norcross, tardo 1872, 379<ref group="fonte" name=bCCCLX/>) *Il [[desiderio]], forse, è il dono che nessun altro dono può soddisfare. (a Louise Norcross, tardo 1872, 379<ref group="fonte" name=bCCCLX/>) *Il [[crepuscolo]] sfiora Amherst con i suoi Guanti gialli. (a Susan Gilbert, agosto 1873, 392<ref group="fonte" name=bCCCXC>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0391-0420.html Le lettere 391-420]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Le rammentiamo che l'amiamo – Fatto trascurabile, anche se [[Dante Alighieri|Dante]] non la pensava così, né [[Jonathan Swift|Swift]], né [[Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau|Mirabeau]]. (a Susan Gilbert, estate 1873, 393<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Vorrei avervi con me, non proprio qui, ma in quelle dolci magioni che la mente ama immaginare. Esistono o no? Noi ci crediamo pure, ma se esistono, come facciamo a saperlo? (a Louise e Frances Norcross, settembre 1873, 394<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Nessuno può custodire un [[sommacco]] e insieme un segreto. (a Louise e Frances Norcross, settembre 1873, 394<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Senza la [[separazione]] annuale pensavo di sfuggire alla Solitudine che la separazione ratifica. Che vano artificio! (a Susan Gilbert, autunno 1873, 397<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *La separazione è uno dei prezzi della Vita Mortale. È tetra – come la Morte, ma succede più spesso. Per sfuggire alla prima, alcuni invocano la seconda. (a Mrs. J. G. Holland, autunno 1873, 399<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Sono lieta che ci siano i [[Libro|Libri]]. Sono migliori del Cielo perché quello è ineluttabile mentre di questi si può fare a meno. (a F. B. Sanborn, 1873 circa, 402<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *La Morte ottiene la Rosa, ma la Notizia della Morte non va più in là della Brezza. L'Orecchio è l'ultima Sponda. (a T. W. Higginson, gennaio 1874, 405<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Pensavo che essere in sé una [[Poesia]] precludesse lo scrivere Poesie, ma mi accorgo dell'Errore. (a T. W. Higginson, tardo maggio 1874, 413<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Le parole più vaste sono così strette che riusciamo facilmente ad attraversarle – [...]. (a T. W. Higginson, tardo maggio 1874, 413<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Credo che lei riceva poche Lettere perché le sue sono così nobili che rendono timorosi – e per quanto dolce sia la sua Approvazione – è accolta con timore – per paura che la sua profondità ci condanni. (a Samuel Bowles, tardo giugno 1874, 415<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Credo che i [[ringraziamento|ringraziamenti]] più dolci siano inaudibili. Si trovano nel Cuore e nessun altro li conosce. Ma dal momento che due o tre goffe [[lacrima|Lacrime]] soppiantano i Discorsi, non dirò di più. I [[fiore|fiori]] non sono del tutto terreni. Sono come i Santi. Senza dubbio ci sentiremmo più a Casa con loro che con i Santi di Dio. (a Mrs. Henry Hills, estate 1874, 417<ref group="fonte" name=bCCCXC/>) *Le inezie – come la Vita – e il Sole, le Riconosciamo in Chiesa, ma l'Amore che le avvilisce, non avendo Alleato, muore senza una Parola. (a Susan Gilbert, verso il 1874, 427<ref group="fonte" name=bCDXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0421-0450.html Le lettere 421-450]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Le [[Test|Prove]] sono uno Stimolo molto superiore al Vino anche se difficilmente sarebbero proibite come una Bevanda. (a Susan Gilbert, 428<ref group="fonte" name=bCDXX/>) *Perdere ciò che non abbiamo mai posseduto può sembrare un'eccentrica Privazione ma il Presumere ha la sua parte di Afflizione proprio come l'Esigere. (a Susan Gilbert, verso il 1874, 429<ref group="fonte" name=bCDXX/>) *È dolce come la [[vita e morte|Vita]], con la sua crescente Ombra di [[vita e morte|Morte]]. (destinatario sconosciuto, 1874-1875, 446<ref group="fonte" name=bCDXX/>) *Sapete che il mio [[gatto e topo|gatto]] ideale ha sempre un enorme [[gatto e topo|topo]] in bocca, che sta lì lì per sparire – sebbene lo sparire abbia in sé un fascino particolare. È vero che l'[[ignoto]] è il bisogno maggiore dell'intelletto, anche se, per questo, nessuno pensa di ringraziare Dio. (a Louise e Frances Norcross, agosto 1876, 471<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0451-0480.html Le lettere 451-480]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Con il rammarico che la Gioia sia passata, per farla dapprima felice, diffidente del suo Doppio in un Mondo che va di fretta. (a T. W. Higginson, settembre 1877, 516<ref group="fonte" name=bDX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0511-0540.html Le lettere 511-540]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *L'inizio del "Sempre" è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità. (a Susan Gilbert, gennaio 1878, 534<ref group="fonte" name=bDX/>) *Quando siamo [[debito]]ri ma di poco, paghiamo. Quando siamo debitori di così tanto da sfidare il Denaro, siamo blandamente insolventi. (a Susan Gilbert, verso il 1878, 541<ref group="fonte" name=bDXL>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0541-0570.html Le lettere 541-570]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *L'[[adulazione]] è a buon mercato salvo per colui che l'accetta. Gli è costata – Se stesso. (a Susan Gilbert, verso il 1878, 541<ref group="fonte" name=bDXL/>) *Si dice che [[Dio]] sia in ogni luogo, eppure pensiamo sempre a Lui come a una sorta di eremita. (a Mrs. J. G. Holland, primavera 1878, 551<ref group="fonte" name=bDXL/>) *È che le parole diventano improvvisamente piccole o che noi diventiamo improvvisamente grandi, a far sì che non ci bastino, per ringraziare un'amica? Forse è più che altro dovuto a entrambe le cose. (a Mrs. Edward Tuckerman, giugno 1878, 556<ref group="fonte" name=bDXL/>) *Elemosinare una [[lettera]] quando è stata scritta, è quasi bancarotta, ma elemosinarla quando non lo è, e il caro Benefattore è andato a zonzo, incurante del suo valore, quello è un bancarottiere. (a Otis P. Lord, verso il 1878, 561<ref group="fonte" name=bDXL/>) *Non lo sai che sei più felice quando mi nego e non concedo – non lo sai che "[[No]]" è la parola più selvaggia che affidiamo al Linguaggio? (a Otis P. Lord, verso il 1878, 562<ref group="fonte" name=bDXL/>) *Forse vedere non è mai proprio la magia che è immaginare, anche se l'obbligo all'incanto è sempre vincolante – è dolce rammentare come non ci sia bisogno di ridurre le spese, visto che la Magia è il nostro Pasto più frugale. (a Mrs. Edward Tuckerman, agosto 1878, 565<ref group="fonte" name=bDXL/>) *[[Morte|Morire]] prima di aver [[tanatofobia|paura di morire]] può essere un dono. (a Mrs. Henry Hills, 1879?, 596<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/l0571-0600.html Le lettere 571-600]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Qualsiasi dono diverso dalla [[primavera]] sembra una contraffazione, ma gli uccelli sono vicini talmente dolci da essere un rimprovero per tutti noi. (a Mrs. Forrest F. Emerson, 1880?, 633<ref group="fonte" name=bDCXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0631-0660.html Le lettere 631-660]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Così forte è l'intimità tra la [[Natura]] e i suoi figli, che lei si rivolge a loro come "compagni d'arme". (a Mrs. James S. Cooper, verso il 1880, 648<ref group="fonte" name=bDCXXX/>) *Grandi [[appetito|Appetiti]] nutrono se stessi, ma piccoli Appetiti affliggono invano. (a Susan Gilbert, verso il 1880, 652<ref group="fonte" name=bDCXXX/>) *Il "[[grazie]]" è in declino tra di noi, ma la Base del grazie, è genuina e affettuosa. (a Susan Gilbert, verso il 1880, 661<ref group="fonte" name=bDCLX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0661-0690.html Le lettere 661-690]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Un Incantesimo non può essere lacerato, e riparato come un Cappotto. (a Susan Gilbert, verso il 1880, 663<ref group="fonte" name=bDCLX/>) *Il [[tempo]] è corto e pieno, come un Vestito fuori misura. (a Mrs. J. G. Holland, verso settembre 1880, 667<ref group="fonte" name=bDCLX/>) *I petali dell'ultima rosa d'[[estate]] riposano in un suolo familiare in compagnia delle api scomparse. Come si chiude dolcemente l'estate, senza il cigolare di una porta, fuori per sempre. (a Louise e Frances Norcross, 1880?, 669<ref group="fonte" name=bDCLX/>) *Tropici, e Formaggi, e Fate! Grazie alle "[[Le mille e una notte|Mille e una notte]]". (a Mrs. Henry Hills, verso il 1881, 698<ref group="fonte" name=bDCXC>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0691-0720.html Le lettere 691-720]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *La "[[Etica della reciprocità|Regola Aurea]]" è così amabile, che non ha bisogno di polizia per essere rispettata. (a George Montague, 1881?, 705<ref group="fonte" name=bDCXC/>) *Ringraziare qualcuno per la Dolcezza, è possibile, ma per la Vastità, è fuori discussione – la Competizione dei Fantasmi è inviolata. (a Susan Gilbert, verso il 1881, 707<ref group="fonte" name=bDCXC/>) *La separazione da coloro che non si sono mai incontrati, sarà una delusione, o piuttosto, un trappola svelata che darà più tardi i suoi frutti? (a Mabel Loomis Todd, autunno 1881, 736<ref group="fonte" name=bDCCXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0721-0750.html Le lettere 721-750]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *La [[Casa]] è l'enigma del saggio – il bottino della colomba. (a Frances Norcross, verso novembre 1881, 737<ref group="fonte" name=bDCCXX/>) *Le piccole [[Frase|frasi]] che ho iniziato e mai finito – i piccoli pozzi che ho scavato e mai riempito. (a Mabel Loomis Todd?, vers il 1882, 748<ref group="fonte" name=bDCCXX/>) *Sono crudelmente addolorata per il "[[Raffreddore]]". Lo temevo, ma lo avevo supplicato di fare torto a qualcun altro. Di tutte le Vite doveva proprio venire a disturbare la tua? Sii gentile con lui – Blandiscilo – Non scacciarlo altrimenti resterà – sono lieta che tu sia "a Casa". Per favore consideralo un codicillo. (a Otis P. Lord, 30 aprile 1882, 750<ref group="fonte" name=bDCCXX/>) *Con l'Eccezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]], tu mi hai donato più conoscenza di qualsiasi altro vivente – Dirlo sinceramente è una strana lode. (a Susan Gilbert, verso il 1882, 757<ref group="fonte" name=bDCCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0751-0780.html Le lettere 751-780]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Non ringraziamo l'[[Arcobaleno]], anche se il suo Trofeo è un inganno. (a Mabel Loomis Todd, tardo settembre 1882, 769<ref group="fonte" name=bDCCL/>) *Forse l'[[Affetto]] ha sempre una domanda in più che si era dimenticato di fare. (a James D. Clark, 1882, 773<ref group="fonte" name=bDCCL/>) *Cari amici, anche il più semplice [[Conforto|sollievo]], offerto con amore, ha una qualità celestiale. (a Mrs. Henry Hills, novembre 1882, 783<ref group="fonte" name=bDCCLXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0781-0810.html Le lettere 781-810]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Che qualcuno per il quale si prova [[Modestia]], la provi lui stesso con dolcezza e chieda quanto è suo con tale grazia, è un'adorabile rimprovero. (a Otis P. Lord, 3 dicembre 1882, 790<ref group="fonte" name=bDCCLXXX/>) *Vorrei poterle mostrare i [[Giacinto|Giacinti]] che ci mettono in imbarazzo con il loro incanto, anche se avere soggezione di un fiore forse è insensato – ma la [[Bellezza]] è spesso timidezza – forse ancora più spesso – sofferenza. (a James D. Clark, metà marzo 1883, 807<ref group="fonte" name=bDCCLXXX/>) *È sicuro che ci sia un'[[Oltretomba|altra vita]]? Anche se sopraffatti dalla voglia di saperlo, temo che pochi ne siano sicuri. (a Charles H. Clark, metà giugno 1883, 827<ref group="fonte" name=bDCCCX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0811-0840.html Le lettere 811-840]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Il [[passato]] non è un pacchetto che si può mettere da parte. (a Maria Whitney, tardo giugno 1883, 830<ref group="fonte" name=bDCCCX/>) *Perché è la [[Nobiltà]] che ci fa vergognare? Forse perché è così rara o così venerata? L'Anfora sarà un emblema. (a Mrs. J. Howard Sweetser, estate 1883, 836<ref group="fonte" name=bDCCCX/>) *Per aver tessuto [[Vino]] in modo così delizioso, uno dev'essere stato quasi un [[Ubriachezza|Ubriacone]] – ma questa è la furtiva franchigia delle Labbra più schive. Gli Ubriaconi di Estate sono frequenti come gli Ubriaconi di Vino, e l'Ape che torna a casa sobria è lo Zimbello del Trifoglio. (a Mrs. J. Howard Sweetser, estate 1883, 838<ref group="fonte" name=bDCCCX/>) *La sottrazione dell'Alimento dell'[[Estasi]] non sottrae l'Estasi in sé. (a Otis P. Lord, verso il 1883, 842<ref group="fonte" name=bDCCCXL>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0841-0870.html Le lettere 841-870]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Non quello che le [[stella|stelle]] hanno fatto, ma quello che faranno, è ciò che fa durare il [[cielo]]. (a Maria Whitney, estate 1883, 860<ref group="fonte" name=bDCCCXL/>) *Forse il caro Cuore afflitto si aprirà a un fiore, che santifica senza che gli venga chiesto, e soccorre senza una Parola. (a Susan Gilbert, inizio ottobre 1883, 869<ref group="fonte" name=bDCCCXL/>) *Esito su quale [[parola]] scegliere, perché non posso sceglierne che poche e ognuna dev'essere essenziale, ma rammenta che la più vivida operazione terrena è contenuta in una sillaba, anzi, persino in uno sguardo. (a Mrs. J. G. Holland, tardo 1883, 873<ref group="fonte" name=bDCCCLXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0871-0900.html Le lettere 871-900]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *La prima porzione della [[luce e oscurità|Tenebra]] è la più densa, Cara, Dopodiché, la [[luce e oscurità|Luce]] comincia a tremolare. (a Susan Gilbert, tardo novembre 1883, 874<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *[[Babbo Natale]] viene con un Sorriso e una Lacrima. Babbo Natale è stato derubato, non da Ladri ma da Angeli. I Bambini pregheranno Babbo Natale? (a Mrs. Henry Hills, natale 1883, 877<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *Il miele a marzo è delizioso quanto intempestivo, e accarezzare l'ape una forte tentazione, ma la tentazione non è forse il piacere principale? (a Maria Whitney, marzo 1884?, 889<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *Perdona le Lacrime che caddero per pochi, ma quei pochi sono troppi, perché non è ognuno un Mondo? (a Mrs. J. G. Holland, marzo 1884, 890<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *Lavoro per scacciare lo [[sgomento]], eppure è lo sgomento a costringermi a lavorare. (a Louise e Frances Norcross, tardo marzo 1884, 891<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *È più dolce che il [[mezzogiorno (parte del giorno)|Mezzogiorno]] sia bello piuttosto che lo sia il [[Mattino]], perché il Mezzogiorno è il culmine, e anche se il tuo Mattino avesse la Rugiada, non potresti scambiarlo. (a Mrs. Joseph A. Sweetser, inizio primavera 1884, 892<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *Gli [[iceberg]] evidenziano il mare – non lo ostruiscono [...]. (a Martha Gilbert Smith, verso il 1884, 899<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *Tentare di parlare di ciò che è stato, sarebbe impossibile. L'Abisso non ha Biografo. (a Martha Gilbert Smith, verso il 1884, 899<ref group="fonte" name=bDCCCLXX/>) *La Morte non riesce a saccheggiare tanto velocemente quanto il [[Fervore]] a recuperare. (a Mrs. J. G. Holland, inizio giugno 1884, 901<ref group="fonte" name=bCM>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0901-0930.html Le lettere 901-930]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *La nebbia della memoria sta salendo. (a Louise e Frances Norcross, agosto 1884, 907<ref group="fonte" name=bCM/>) *Com'è strano che ogni [[tenerezza]] sia stata precisamente la tenerezza più agognata [...]. (a Mrs. J. Howard Sweetser, circa 1884, 916<ref group="fonte" name=bCM/>) *L'immutabilità è il mutare della Natura. (a Maria Whitney, autunno 1884, 948<ref group="fonte" name=bCMXXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0931-0960.html Le lettere 931-960]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Un'accresciuta capacità di mancare è forse la parte migliore della nostra crescita, come le strane Membrane dell'Albero che si estendono non viste. (a Mrs. J. Howard Sweetser, tardo autunno 1884, 951<ref group="fonte" name=bCMXXX/>) *E che cosa ''è'' l'Estasi se non l'Affetto e che cosa è l'Affetto se non il Germe del breve Biglietto? (a Mr. e Mrs. E. J. Loomis, gennaio 1885, 960<ref group="fonte" name=bCMXXX/>) *Se avessimo meno da dire a quelli che amiamo, forse lo diremmo più spesso, ma arriva il tentativo, poi l'inondazione, poi è tutto finito, come si dice dei morti. (a Louise e Frances Norcross, 14 gennaio 1885, 962<ref group="fonte" name=bCMLX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0961-0990.html Le lettere 961-990]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Che si sia temporaneamente permanenti, è confortante sapere, anche se non sappiamo di più. (a Louise e Frances Norcross, 14 gennaio 1885, 962<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Se avessi saputo di chiedere l'impossibile, forse l'avrei chiesto, ma l'Abisso è Apologia di se stesso. (a Benjamin Kimball, 1885, 968<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Il [[ricordo]] è il grande tentatore. (a Maria Whitney, inizio 1885?, 969<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *[[Ringraziamento|Ringraziarla]] sarebbe profanarla – Ci sono momenti in cui ogni Gratitudine è dissacrazione. (a Mrs. James S. Cooper, inizio 1885, 970<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Fidarsi di un fiore d'aprile non potrà accorciare il suo [[febbraio]], il Mese delle dolcezze più fuggitive. (a Mrs. James S. Cooper, febbraio 1885, 971<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Una [[Biografia]] ci convince in primo luogo della scomparsa del Biografato. (a T. W. Higginson, febbraio 1885, 972<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Il Fiore mantiene l'appuntamento – dovrebbe il Cuore essere tardivo? Quando la Memoria suona il campanello, lasci entrare tutti i Pensieri. (a Mrs. James C. Greenough, verso il 1885, 973<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Com'è incantevole la [[magnanimità]] di chi accordando un favore a un altro, per un qualche miraggio di valore si considera colui che l'ha ricevuto! Di costoro è il Regno dei Cavalieri! (a Joseph K. Chickering, verso il 1885, 990<ref group="fonte" name=bCMLX/>) *Nessun vero dolore è ridotto al silenzio, ma talvolta l'[[Angoscia]] dà una ragione a cause dapprima celate. (a Abbie C. Farley, inizio agosto 1885, 1006<ref group="fonte" name=bCMXC>In ''[http://www.emilydickinson.it/l0991-1020.html Le lettere 991-1020]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Che Rischio è una [[Lettera]]! Quando penso ai Cuori che ha speronato e affondato, ho quasi paura di alzare una Mano per qualcosa di più di un Indirizzo. (a T. W. Higginson, 6 agosto 1885, 1007<ref group="fonte" name=bCMXC/>) *Che rischio è una [[Parola]]! Quando penso ai Cuori che ha speronato o affondato, a malapena oso alzare la voce per qualcosa di più di un Saluto. (a Sara Colton (Gillett)?, fine estate 1885, 1011<ref group="fonte" name=bCMXC/>) *I furti sono diventati così frequenti, che non sarebbe più sicuro tralasciare la Regola Aurea durante la notte? (a Edward (Ned) Dickinson, inizio novembre 1885, 1023<ref group="fonte" name=bMXX>In ''[http://www.emilydickinson.it/l1021-1049.html Le lettere 1021-1049]'', ''EmilyDickinson.it'', traduzione di G. Ierolli.</ref>) *Emergere da un Abisso, e rientrarci – questa è la [[Vita]], non è vero, Cara? (a Susan Gilbert, tardo 1885, 1024<ref group="fonte" name=bMXX/>) *La [[vita]] è intensa e veloce – Si affronta senza Rotte ma a Ondate designate. (a Mrs. William Henry Prince, inizio 1886, 1031<ref group="fonte" name=bMXX/>) {{int|''Poesie''|Citazioni ordinate in base alla numerazione di Thomas H. Johnson (J) del 1955. Viene riportata anche la numerazione di R. W. Franklin (F) del 1998. Alla fine della sezione sono riportate le citazioni tratte da poesie presenti unicamente nella numerazione di R. W. Franklin. Per approfondire vedi [[w:en:List of Emily Dickinson poems|qui]].|h=2}} *''Il [[sonno]] è ritenuto | dalle anime di buonsenso – | il chiudere gli occhi. || Il sonno è il solenne stato | sotto il quale da entrambi i lati – | stanno le Schiere di Testimoni!'' (J13 – F35<ref group="fonte" name=I>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0001-0050.html Tutte le poesie. J1 – 50]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-6) *''Diffidente della [[Genziana]] – | e giusto nello scostarmi, | il tremito delle sue frange | biasimò la mia perfidia.'' (J20 – F26-27<ref group="fonte" name=I/>, vv. 1-4) *''Perdiamo – perché vinciamo – | Giocatori – che rammentano – | Rilanciando i loro dadi!'' (J21 – F28<ref group="fonte" name=I/>, vv. 1-3) *''[[Estate]] per te, fa' ch'io sia | quando i giorni d'Estate si saranno involati!'' (J31 – F7<ref group="fonte" name=I/>, vv. 1-2) *''Così dal Bozzolo | più di un [[Baco da seta|Baco]] | balza così misteriosamente gaio, | che i campagnoli come me – | i campagnoli come Te | fissano perplessi!'' (J66 – F110<ref group="fonte" name=L>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0051-0100.html Tutte le poesie. J51 – 100]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-6) *''Il [[successo]] è considerato più dolce | da coloro a cui mai arrise.'' (J67 – F112<ref group="fonte" name=L/>, vv. 1-2) *''Per ogni [[estasi|estatico istante]] | dobbiamo pagare un'angoscia | in pungente e tremante rapporto | con l'estasi – || per ogni ora d'amore | aguzze elemosine d'Anni – | amari spiccioli contesi – | e Scrigni colmi di lacrime!'' (J125 – F109<ref group="fonte" name=C>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0101-0150.html Tutte le poesie. J101 – 150]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''Morì – ''questo'' fu il modo in cui morì. | E quando il suo respiro fu cessato | raccolse il suo semplice guardaroba | e si avviò verso il sole – | la sua piccola figura all'entrata | gli Angeli devono aver scorto, | poiché non sono mai più riuscita a trovarla | dalla parte dei mortali.'' (J150 – F154<ref group="fonte" name=C />, vv. 1-8) *''Portatemi il tramonto in una coppa – | calcolate le caraffe del mattino | e ditemi quant'è la Rugiada – | ditemi fin dove si spinge il mattino – | ditemi a che ora va a dormire il tessitore | che filò le vastità d'azzurro! || Scrivetemi quante note ci sono | nell'estasi del nuovo Pettirosso | fra gli attoniti rami – | quanti viaggi fa la Tartaruga – | quante coppe consuma l'Ape, | la Dissoluta di Rugiade!'' (J128 – F140<ref group="fonte" name=C/>, vv. 1-12) :''Portami il tramonto in una tazza | conta le anfore del mattino | le gocce di rugiada. | Dimmi fin dove arriva il mattino – | quando dorme colui che tesse | d'azzurro gli spazi. || Scrivimi quante sono le note | nell'estasi del nuovo pettirosso | tra i rami stupefatti – quanti passetti | fa la tartaruga – | Quante coppe di rugiada beve | l'ape viziosa.'' (1992) *''L'[[Allodola]] non si vergogna | di costruire sul terreno | la sua modesta casa.'' (J143 – F86<ref group="fonte" name=C/>, vv. 13-15) *''Polvere è l'unico Segreto – | [[Morte]], l'unica Creatura | di cui non si può scoprire nulla | nella sua "città natale". || Nessuno conobbe "suo Padre" – | non fu mai Fanciulla – | non ebbe compagni di gioco, | o "storia di Inizi" – | Operosa! Laconica! | Puntuale! Pacata! | Spavalda come un Brigante! | più silenziosa di una Flotta! || Costruisce, come un Uccello, anche! | Cristo deruba il Nido – | Pettirosso dopo Pettirosso | di contrabbando al Riposo!'' (J153 – F166<ref group="fonte" name=CL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0151-0200.html Tutte le poesie. J151 – 200]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-16) *''Il mormorio di un'[[Ape]] | una Magia – produce in me – | se qualcuno mi chiede perché – | sarebbe più facile morire – | che dire.'' (J155 – F217<ref group="fonte" name=CL/>, vv. 1-5) *''Sono la piccola "[[viola (botanica)|Viola del Pensiero]]"! | Non mi curo di cieli imbronciati! | Se la Farfalla tarda | posso, per questo, mancare? || Se il Codardo [[Bombo]] | resta al calduccio, | io, devo essere più risoluta! | Chi farà la mia apologia?'' (J176 – F167<ref group="fonte" name=CL/>, vv. 1-8) [[File:Emily Dickinson "Wild nights" manuscript.jpg|thumb|Manoscritto di ''Wild nights, wild nights'' (''Notti selvagge – Notti selvagge!'')]] *''Notti selvagge – Notti selvagge! | Fossi io con te | notti selvagge sarebbero | la nostra voluttà!'' (J249 – F269<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/j0201-0250.html Tutte le poesie. J201 – 250]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''La "[[speranza]]" è la pennuta creatura – | che si posa nell'anima – | e canta melodie senza parole – | e non smette mai – proprio mai – || e dolcissima – nella Brezza – è udita – | e violenta dev'essere la tempesta – | che possa confondere l'Uccellino | che così tanti riscaldò – || l'ho udita nella landa più gelida – | e sul Mare più remoto – | eppure, mai, alla Fine, | ha chiesto un briciolo – di me.''<ref>Poesia citata in maniera ironica da [[Woody Allen]]: «Come si sbagliava Emily Dickinson! La speranza non è "la cosa con le [[piuma|piume]]." La cosa con le piume è mio nipote. Devo portarlo da uno specialista a Zurigo.»</ref><ref>Citato in ''[[Criminal Minds]]'', stagione 5, episodio 16: «Emily Dickinson ha scritto: "La speranza è un essere piumato che si posa sull'anima e canta melodie senza parole e non si ferma mai".»</ref> (J254 – F314<ref group="fonte" name=CCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0251-0300.html Tutte le poesie. J251 – 300]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-12) *''L'unico [[Fantasma]] che ho mai visto | era abbigliato in Mechlin – proprio così – | non aveva sandali ai piedi – | e camminava come fiocchi di neve – || il suo Passo – era silenzioso, come un Uccello – | ma rapido – come il Capriolo – | i modi, antiquati, a Mosaico – | o magari, Vischio.'' (J274 – F331<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-8) *''Molte frasi ha la lingua Inglese – | io ne ho udita solo una – | Bassa come il riso del Grillo, | Sonora, come la Lingua del Tuono – || Mormora, come antiche Corali del Caspio, | quando la Marea si arresta – | si esprime in nuove inflessioni – | come un Caprimulgo – || irrompe con brillante Ortografia | nel mio semplice sonno – | fa tuonare i suoi Presagi – | finché mi scuoto, e piango || non per il Dolore, che mi ha dato – | ma per lo sprone alla Gioia – | Dilla ancora, Sassone! | Sottovoce – Solo a me!''<ref>La "struttura a [[indovinelli dalle poesie|indovinello irrisolto]]" (Bacigalupo) di questa poesia stuzzica la ricerca di una soluzione, ma sembra proprio che ce ne sia una sola: quale può essere la frase inglese che racchiude in sé tutte le immagini evocate nelle tre strofe iniziali, che fa piangere di gioia ad ascoltarla, se non "''I love you''" ("[[ti amo]]")? {{NDR|Nota di G. Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/j0251-0300.html Tutte le poesie. J251 – 300]'', ''EmilyDickinson''.}}</ref> (J276 – F333<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-16) *''E se dicessi che non aspetterò! | E se mi lanciassi oltre la carnale Barriera – | e traversandola scappassi – verso te!'' (J277 – F305<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-3) :''E se dicessi "Non aspetterò?". | Se rompessi il cancello della carne – | e riuscissi a fuggire – fino da te!'' (1997) *''Io non sono Nessuno! Chi sei tu? | Sei – Nessuno – anche tu? | Allora siamo in due! | Non dirlo! spargerebbero la voce – lo sai! | Com'è squallido – essere – Qualcuno! | Com'è ordinario – come una Rana – | dire il proprio nome – per tutto giugno – | a un Pantano ammirato!''<ref>Citato in ''[[Law & Order - Unità vittime speciali]]'', stagione 12, episodio 6: «Io sono nessuno. Tu chi sei? Sei un nessuno anche tu?»</ref> (J288 – F260<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-8) :''Io sono nessuno. Tu chi sei? | Nessuno pure tu? | Allora siamo in due, ma non dirlo – | potrebbero cacciarci, lo sai! || Che fastidio essere qualcuno! | Che volgarità – come una [[rana]] – | che dice il suo nome – tutto giugno | a un pantano che sta ad ammirarla!'' (1992) *''Se il [[Coraggio]], ti è negato – | va oltre il Coraggio – | può appoggiarsi alla Tomba, | se ha paura di deviare.''<ref>Citato in ''[[Wild]]'' (2014): «Se il coraggio ti è negato, va oltre il coraggio. Emily Dickinson e Cheryl Strayed.»</ref> (J292 – F329<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-4) *''I Condannati – considerano l'[[Alba]] | con un Piacere diverso – | perché – quando la prossima splenderà di nuovo | dubitano di esserne testimoni.'' (J294 – F298<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-4) *''È come la Luce – | una Delizia senza forma – | è come l'Ape – | una Melodia – senza tempo – || è come i Boschi – | Privata – Come la Brezza – | senza parole – eppure agita | gli Alberi più superbi – || è come il Mattino – | Migliore – quando è finito – | e gli Orologi Eterni – | battono – Mezzogiorno!''<ref>Un [[indovinelli dalle poesie|poesia-indovinello]] che potrebbe avere come soluzione la vita. {{NDR|Nota di G. Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/j0251-0300.html Tutte le poesie. J251 – 300]'', ''EmilyDickinson''.}}</ref> (J297 – F302<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-12) *''Sola, non posso essere – | Schiere – mi fanno visita – | Inafferrabile Compagnia – | che si beffa della Chiave – || non hanno Vesti, né Nomi | niente Calendari – né Luoghi – | ma Dimore diffuse | come gli Gnomi – || il loro Arrivo, può essere annunciato | da intimi Messaggeri – | la loro partenza – no – | perché non partono mai.''<ref>Questa può essere considerata una [[indovinelli dalle poesie|poesia-indovinello]]. Johnson dice che i versi "descrivono esattamente in che modo si sviluppa l'impulso creativo". Cfr. ''Emily Dickinson. An Interpretative Biography'', Atheneum, New York, 1972, p. 74. {{NDR|Nota di G. Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/j0251-0300.html Tutte le poesie. J251 – 300]'', ''EmilyDickinson''.}}</ref> (J298 – F303<ref group="fonte" name=CCL/>, vv. 1-12) *''L'[[Anima]] sceglie i suoi Compagni – | poi – chiude la Porta – | alla sua divina Maggiore età – | non presentarne più – || Impassibile – nota le Carrozze – che si fermano – | al suo modesto Ingresso – | Impassibile – un Imperatore inginocchiarsi | sul suo Zerbino – || Mi risulta che – in mezzo a tanti – | ne sceglie Uno – | poi – chiude le Valve della sua attenzione – | come una Pietra.'' (J303 – F409<ref group="fonte" name=CCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0301-0350.html Tutte le poesie. J301 – 350]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-12) *''Dopo una grande pena, un [[sentimento]] formale subentra – | i Nervi siedono cerimoniosi, come Tombe – | il Cuore irrigidito si chiede "fu proprio Lui, che soffrì," | e "Ieri, o Secoli fa?" || i Piedi, meccanicamente, vanno tutt'intorno – | un Legnoso percorso | di Terra, o Aria, o Altro – | incuranti del divenire, | un appagamento di Quarzo, come una pietra – || questa è l'Ora Plumbea – | ricordata, se si sopravvive, | come un Assiderato, rammenta la Neve – | prima – il Freddo – poi lo Stupore – poi il lasciarsi andare.'' (J341 – F372<ref group="fonte" name=CCC/>, vv. 1-13) :''Dopo un grande [[dolore]] viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il [[Cuore]] irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un'arida via | di terra o d'aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l'inerzia.'' (1997) *''Conosco vite, che potrei perdere | senza Sofferenza – | di altre – un istante di assenza – | sarebbe un'Eternità.'' (J372 – F574<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/j0351-0400.html Tutte le poesie. J351 – 400]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''Si può essere più soli | Senza la Solitudine.'' (J405 – F535<ref group="fonte" name=CD>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0401-0450.html Tutte le poesie. J401 – 450]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-2) :''Sarei forse più sola | senza la mia [[solitudine]].'' (1992) *''Fu come un [[Maelstrom]], con un solco, | che più vicino, ogni Giorno, | continuasse a stringere la sua Ruota rovente | finché l'Agonia | si trastullò freddamente con l'ultimo frammento | del tuo Orlo delirante – | e ti lasciasti cadere, perduta, | quando qualcosa si spezzò – | e ti fece uscire da un Sogno.'' (J414 – F425<ref group="fonte" name=CD/>, vv. 1-9) *{{Ancora|Follia|''<nowiki>Molta Follia è il più divino Senno – | a un Occhio perspicace – | molto Senno – la più assoluta Follia – | è la Maggioranza | in questo, come in Tutto, a prevalere – | approva – e sei sano – | obietta – sei subito pericoloso – | e trattato con Catene.</nowiki>''}}<ref>Citato in [[Dynasty (prima stagione)|''Dynatsy'', stagione 1]], episodio 5: «''Per occhio acuto molta follia è il più divino senno | molto senno la più grande follia | ma anche in questo i più prevalgono come nel resto | conformati e sei sano | opponiti e sei pazzo da catena''»</ref> (J435 – F620<ref group="fonte" name=CD/>, vv. 1-3) :''Molta [[follia]] è suprema [[saggezza]] | per un occhio che capisce – | Molta saggezza, la più pura follia.'' (1992) *''Dio fece una piccola [[Genziana]] – | che tentò – d'essere una Rosa – | e fallì – e l'Estate tutta intera rise – | ma appena prima delle Nevi || là si levò una Purpurea Creatura – | che incantò tutta la Collina – | e l'Estate nascose la sua Fronte – | e lo Scherno – fu zittito – || il Gelo era la sua condizione – | l'Indaco non giunge | finché il Nord – non lo invoca – | Creatore – io – fiorirò?'' (J442 – F520<ref group="fonte" name=CD/>, vv. 1-12) *''Questo fu un [[Poeta]] – | è colui Che | distilla un senso sorprendente | da Significati Ordinari – | ed Essenza così immensa.'' (J448 – F446<ref group="fonte" name=CD/>, vv. 1-5) *''Sentii una Mosca ronzare – mentre morivo – il Silenzio nella Stanza | era come il Silenzio nell'Aria – | tra Folate di Tempesta –'' (J465 – F591<ref group="fonte" name=CDL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0451-0500.html Tutte le poesie. J451 – 500]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) :''Ho udito una mosca ronzare, mentre morivo – | la quiete nella stanza era | uguale al silenzio nell'aria – | tra folate di bufera.'' (1992) *''La civiltà – disprezza – il [[Leopardo]]! | È stato il Leopardo – sfrontato? | I deserti – non frenarono mai il suo Raso – | etiope – il suo Oro – | ne era Consapevole – | maculata – la sua Bruna Veste – | questa era la natura del Leopardo – Signori – | occorre – un guardiano – arcigno? | Compatite – il Leopardo – che lasciò la sua Asia! | Memorie – di Palma – | non possono essere soffocate – con Narcotico – | né soppresse – con Balsamo –'' (J492 – F276<ref group="fonte" name=CDL/>) *''Se potessi vederti fra un anno, | avvolgerei i mesi in gomitoli – | e ne metterei ciascuno in un Cassetto diverso, | per paura che i numeri si confondano – || se soltanto Secoli, tardassero, | li conterei sulla Mano, | sottraendo, fino a far cadere le dita | nella Terra di Van Diemen. || Se certa, quando questa vita fosse conclusa – | che la tua e la mia, rimanessero – | la getterei da parte, come una Buccia, | e prenderei l'Eternità.'' (J511 – F356<ref group="fonte" name=D>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0501-0550.html Tutte le poesie. J501 – 550]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 5-16) *''Si stacca – come le Foglie – | e poi – si chiude – | poi si ferma sul Berretto | di un Ranuncolo Qualsiasi – || e poi corre incontro | e rovescia una Rosa – | e poi non fa Nulla – | poi su una Vela maestra – se ne va – || e dondola come Pulviscolo | sospeso nel Meriggio – | incerto – se tornare Disotto – | o sistemarsi sulla Luna – || cosa avvenga di Lui – la Notte – | il privilegio di dirlo | è limitato dall'Ignoranza – | cosa avvenga di Lui – il Giorno in cui – || il Gelo – s'impossessa del Mondo – | in Segreti Scrigni – si rivela – | un Sepolcro di bizzarra Lanugine | un'Abbazia – un Bozzolo.''<ref>Viene descritta la vita di un [[baco da seta]], che potrebbe rappresentare una metafora della vita umana. Cfr. nota di G. Ierolli.</ref> (J517 – F655<ref group="fonte" name=D/>, vv. 1-20) *''Il Cuore chiede il Piacere – dapprima – | e poi – l'Esenzione dalla Pena – | e poi – quei piccoli Lenimenti | che attenuano la sofferenza – || e poi – addormentarsi – | e poi – se questa fosse | la volontà del suo Inquisitore | il privilegio di morire.'' (J536 – F588<ref group="fonte" name=D/>, vv. 1-8) :''Il [[cuore]] prima chiede gioia, | poi assenza di dolore, | poi gli scialbi anodini | che attenuano il soffrire, || poi chiede il sonno, e infine | se a tanto consentisse | il suo tremendo Giudice, | libertà di morire.'' (1997, p. 199<ref>Traduzione di M. Guidacci.</ref>) *''Qualcosa simile a una Farfalla che si vede | nelle Pampas Brasiliane – | solo a mezzogiorno – non più tardi – Caro – | poi – il Permesso scade – || Qualcosa simile a una Rosa – che si rivela – e passa – | Pronta ad essere da Te Colta – | come le Stelle – che riconoscevi la Notte scorsa – | Straniere – Stamane.''<ref>Un "[[carpe diem]]" reinterpretato dalla fantasia dickinsoniana. {{NDR|Nota di G. Ierolli in ''[http://www.emilydickinson.it/j0501-0550.html Tutte le poesie. J501 – 550]'', ''EmilyDickinson''.}}</ref> (J541 – F661<ref group="fonte" name=D/>, vv. 1-8) *''Temo un Uomo dall'Eloquio frugale – | temo un Uomo Silenzioso – | l'Arringatore – posso sovrastare – | o il Chiacchierone – intrattenere – || ma Colui che pondera – Mentre gli Altri – | spendono fino all'ultima sterlina – | di quest'Uomo – diffido – | temo che sia un Grande.'' (J543 – F663<ref group="fonte" name=D/>, vv. 1-8) *''Che ho sempre amato | ti porto la Prova | perché finché amai | non vissi mai – Abbastanza.'' (J549 – F652<ref group="fonte" name=D/>, vv. 1-4) :''Ho sempre [[amore|amato]] | e te ne do la prova: | prima di amare, | io non ho mai vissuto pienamente.'' (2010, [https://books.google.it/books?id=HNk4fC44FTIC&pg=PA70 p. 70]) *''Non avevo più fame – così scoprii | che la Fame – è la condizione | di persone Fuori dalle Finestre – | l'entrare – la rimuove'' (J579 – F439<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/j0551-0600.html Tutte le poesie. J551 – 600]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 17-20) :''E non avevo [[fame]]. Allora capii | che la fame è un istinto | di chi guarda le vetrine dal di fuori. | L'entrare le disperde.'' (1992) *''Il Sempre – è composto di Adessi – | non è un tempo diverso – | fatta eccezione per l'Infinità – | e l'Estensione della Casa.'' (J624 – F690<ref group="fonte" name=DC/>, vv. 1-4) :''Il [[eternità|sempre]] è fatto di attimi; | non è un tempo diverso | se non per l'[[infinito]] – | e per la latitudine di casa.'' (1992) *''Il Cervello – è più esteso del Cielo.'' (J632 – F598<ref group="fonte" name=DC/>, v. 1) :''Il [[Cervello]] | è più ampio del Cielo.'' (1997) *''Così Noi dobbiamo incontrarci da lontano – | tu là – io – qui – | con appena una Porta socchiusa | affinché Oceani vi siano – e Preghiera – | e quel Bianco Nutrimento – | Disperazione.'' (J640 – F706<ref group="fonte" name=DC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0551-0600.html Tutte le poesie. J601 – 650]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 45-50) :''Così, uniti e divisi – | tu là – io qui – dovremmo rimanere | con la porta socchiusa – come due oceani. Soli con la preghiera, | alimento insipido – disperazione.'' (1992) *''Non bisogna essere una camera – per essere Infestati – | non bisogna essere una Casa – | il [[Cervello]] – ha Corridoi che vanno al di là | di un Luogo Materiale – || assai più sicuro a Mezzanotte – incontrare | un [[Fantasma]] Esterno – | che con uno Interiore – confrontare – | quel più freddo – Ospite.''<ref>Citato in ''[[Criminal Minds]]'', stagione 5, episodio 2: «Emily Dickinson ha scritto: "Non è necessario essere una stanza o una casa per essere stregata. Il cervello ha corridoi che vanno oltre gli spazi materiali".»</ref> (J670 – F407<ref group="fonte" name=DCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0651-0700.html Tutte le poesie. J651 – 700]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''L'[[anima]] per se stessa | è un'amica imperiale – | o la più angosciante Spia – | che un Nemico – possa inviare.'' (J683 – F579<ref group="fonte" name=DCL/>, vv. 1-4) *''Come se il Mare si spartisse | e mostrasse un altro Mare – | e quello – un altro – e i Tre | solo un Presagio fossero – || di una Serie di Mari – | non frequentati da Rive – | loro stessi essendo di Mari il Limite – | eternità – è Questo –'' (J695 – F720<ref group="fonte" name=DCL/>, vv. 1-8) *''L'[[Incertezza]] – è più Ostile della Morte – | la Morte – per quanto sia Vasta, | è solo Morte, e non può aumentare – | l'Incertezza – non si conclude – || ma perisce – per vivere di nuovo – | ma solo di nuovo per morire – | Annichilazione – cromata di fresco | con l'Immortalità.'' (J705 – F775<ref group="fonte" name=DCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0701-0750.html Tutte le poesie. J701 – 750]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) :''L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità.'' (1979) *''Pubblicare – è la Vendita all'Asta | della Mente dell'Uomo – | che la Povertà – sia una scusante | per una cosa tanto infame.'' (J709 – F788<ref group="fonte" name=DCC/>, vv. 1-4) *''Poiché non potevo fermarmi per la Morte – | lei gentilmente si fermò per me.''<ref>Citato in [[I Simpson (ventiduesima stagione)|''I Simpson'', stagione 22]], episodio 1: «Poiché non potevo fermarmi per la morte, essa benigna si fermò per me.»</ref> (J712 – F479<ref group="fonte" name=DCC/>, vv. 1-2) *''Molte volte pensai che la [[Pace]] fosse arrivata | quando la Pace era tanto lontana – | come i [[Naufragio|Naufraghi]] – che credono di avvistare la Terra – | al Centro del Mare – || e lottano stremati – solo per scoprire | tanto disperatamente come me – | quanto illusorie le Rive – | o un qualsiasi Porto siano.'' (J739 – F737<ref group="fonte" name=DCC/>, vv. 1-8) *''Una perfetta – paralizzante Beatitudine – | appagata come la Disperazione.'' (J756 – F767<ref group="fonte" name=DCCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0751-0800.html Tutte le poesie. J751 – 800]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 5-6) :''Una gioia perfetta, paralizzante | e quieta come la [[disperazione]].'' (1979) *''[[Uno]] più Uno – fa Uno – | [[Due]] – si finisca di usarlo – | va bene per la scuola – | ma per la Scelta interiore – || [[vita e morte|Vita – soltanto – O Morte]] – | o l'Eternità – | di più – sarebbe troppo vasto | per la Capacità dell'Anima.'' (J769 – F497<ref group="fonte" name=DCCL/>, vv. 1-8) *''Ho vissuto di Paure – | per Quelli che sanno | lo Stimolo che c'è | nel Pericolo – Un altro impeto | è inerte – e senza vita.'' (J770 – F498<ref group="fonte" name=DCCL/>, vv. 1-5) :''Ho vissuto di [[paura|paure]]. | Per coloro che conoscono l'invito | offerto dal pericolo – ogni altro stimolo | è indifferente – senza vita.'' (1992) *''La [[Solitudine]] Nessuno osi sondare – | e si preferisca supporre piuttosto | che nella sua Tomba scandagliare | per accertarne la dimensione – || la Solitudine il cui peggior timore | è doversi accorgere di sé – | e perire di fronte a se stessa | solo per uno sguardo.'' (J777 – F877<ref group="fonte" name=DCCL/>, vv. 1-8) *''Incapaci sono gli Amati di morire | perché l'[[Amore]] è Immortalità, | anzi, è Deità – || incapaci coloro che amano – di morire | perché l'Amore trasforma la Vitalità | in Divinità.'' (J809 – F951<ref group="fonte" name=DCCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0801-0850.html Tutte le poesie. J801 – 850]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-6) *''Un'[[Ora]] è un Mare | fra alcuni, e me – | con Loro sarebbe Porto.'' (J825 – F898<ref group="fonte" name=DCCC/>, vv. 1-3) *''Il [[Pettirosso]] è Quello | che interrompe il Mattino | con frettolose – poche – esplicite Notizie | quando Marzo a stento s'affaccia – || il Pettirosso è Quello | che inonda il Mezzogiorno | con le sue cherubiche quantità – | ad Aprile appena iniziato – || il Pettirosso è Quello | che in silenzio dal suo Nido | suggerisce che Casa – e Certezza | e Santità, sono il meglio.'' (J828 – F501<ref group="fonte" name=DCCC/>, vv. 1-12) *''[[Hernando de Soto|Soto]]! Esplora te stesso! | Dentro te stesso troverai | il "Continente Inesplorato" – | che mai Colono immaginò.'' (J832 – F814<ref group="fonte" name=DCCC/>, vv. 1-4) *''Prima del Suo arrivo misuriamo il [[Tempo]], | è Pesante e Leggero | quando parte un Vuoto | è il Carico prevalente.'' (J834 – F949<ref group="fonte" name=DCCC/>, vv. 1-4) *''L'Impossibilità, come il Vino | eccita l'Uomo | che l'assapora; La Possibilità | è insipida – Aggiungi || una pur pallida traccia di Rischio | e nel Sorso di prima | un incantesimo produce l'ingrediente | certo come una Condanna.'' (J838 – F939<ref group="fonte" name=DCCC/>, vv. 1-8) *''La [[natura]] s'innamora, penso talvolta, | di Gingilli, come una Fanciulla.'' (J841 – F944<ref group="fonte" name=DCCC/>, vv. 5-6) *''Un'incerta durata – dà maggior lustro | al Tempo.'' (J857 – F1059<ref group="fonte" name=DCCCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0851-0900.html Tutte le poesie. J851 – 900]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-2) *''L'[[assenza]] disincarna – così fa la Morte | nascondendo gli individui alla Terra | la superstizione aiuta, così come l'amore – | la tenerezza decresce mentre la proviamo.'' (J860 – F904<ref group="fonte" name=DCCCL/>, vv. 1-4) *''Il [[Pettirosso]] per la Briciola | non replica sillaba | ma a lungo imprime il nome della Dama | in Argentee Cronache.'' (J864 – F810<ref group="fonte" name=DCCCL/>, vv. 1-4) *''La [[Fama]] è la tinta che i Dotti lasciano | sui loro Nomi che Tramontano – | non l'Iride d'Occidente | che scompare com'è venuta.'' (J866 – F986<ref group="fonte" name=DCCCL/>, vv. 1-4) *''I [[Poeta|Poeti]] non accendono che Lumi – | loro – se ne vanno – | gli Stoppini che stimolano – | se di Luce vitale || s'imprimono come fanno i Soli – | ogni Età una Lente | che dissemina la loro | circonferenza.'' (J883 – F930<ref group="fonte" name=DCCCL/>, vv. 1-8) *''Mi nascondo nel mio fiore | perché portandolo sul petto – | tu – senza saperlo, porterai anche me – | e gli angeli sanno il resto!''<ref>Questa versione è presente in un manoscritto del 1859; un'altra versione è presente in un manoscritto del 1864: «''Mi nascondo – nel mio [[fiore]], | perché mentre appassirà nel tuo Vaso – | tu – senza saperlo – sentirai per me – | quasi – una malinconia.''» Cfr. ''[http://www.emilydickinson.it/j0901-0950.html Tutte le poesie. J901 – 950]'', ''EmilyDickinson'', traduzione e note di G. Ierolli.</ref> (J903 – F80<ref group="fonte" name=CM>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0901-0950.html Tutte le poesie. J901 – 950]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''L'[[Amore]] – è anteriore alla Vita – posteriore – alla Morte – | Radice della Creazione, ed | esponente della Terra.'' (J917 – F980<ref group="fonte" name=CM/>, vv. 1-7) *''Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi | non sarò vissuta invano | se potrò alleviare di una Vita il Soffrire | o smorzare una Pena || o aiutare un languente Pettirosso | di nuovo verso il suo Nido | non sarò vissuta invano.'' (J919 – F982<ref group="fonte" name=CM/>, vv. 1-7) :''Se io potrò impedire a un [[cuore]] di spezzarsi | non avrò vissuto invano | se allevierò il dolore di una vita | o guarirò una pena || o aiuterò un [[pettirosso]] caduto | a rientrare nel nido | non avrò vissuto invano.'' (1997) *''Come piano per il Meriggio e piano per la Notte | cosi differiscono [[vita e morte|Vita e Morte]] | in esplicita Prospettiva – | il Piede sulla Terra || a Distanze, e Compimenti, tende, | il Piede sulla Tomba | porta lo sforzo a Conclusione | assistito fievolmente, dall'Amore.'' (J960 – F1075<ref group="fonte" name=CML>In ''[http://www.emilydickinson.it/j0951-1000.html Tutte le poesie. J951 – 1000]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''La Morte è un Dialogo fra | lo Spirito e la Polvere. | "Dissolviti" dice la Morte, | lo Spirito "Mia Signora | io ho un'altra Fede".'' (J976 – F973<ref group="fonte" name=CML/>, vv. 1-5) *''Il [[Porpora]] – è di moda due volte – | in questa stagione dell'anno, | e quando un'anima percepisce se stessa | come un'Imperatrice.'' (J980 – F896<ref group="fonte" name=CML/>, vv. 1-4) *''Gli [[ideale|Ideali]] sono il Magico Olio | con cui aiutiamo la Ruota | ma quando l'Asse Vitale gira | l'Occhio rigetta l'Olio.'' (J983 – F1016<ref group="fonte" name=CML/>, vv. 1-4) *{{Ancora|La Gratitudine|''La [[Gratitudine]] – non è la menzione <nowiki>|</nowiki> di una Tenerezza, <nowiki>|</nowiki> ma il suo silenzioso apprezzamento <nowiki>|</nowiki> al di là del semplice Linguaggio.''}}<ref>Cfr. [[#La gratitudine non|lettera 273]].</ref> (J989 – F1120, vv. 1-4) *''L'[[Aurora]] è il tentativo | del Volto Celeste | di simulare, per Noi | l'Inconsapevolezza della Perfezione.'' (J1002 – F1002<ref group="fonte" name=M>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1001-1050.html Tutte le poesie. J1001 – 1050]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''Fossi stata Io a guadagnare l'Altezza – | Fossero stati Loro, a fallire! | Quante cose chi [[vita e morte|Muore]] interpreterebbe – | Potessero [[vita e morte|vivere]], lo farebbero!'' (J1015 – F1025<ref group="fonte" name=M/>, vv. 1-4) *''Chi non ha visto l'[[Alba]] non può dire | che Fisionomia abbia – | chi presume di vedere, presume a danno | dell'Esperienza.'' (J1018 – F1028<ref group="fonte" name=M/>, vv. 1-4) *''Il Suo Becco un Succhiello è | la Sua Testa, Berretto e Collare | sgobba ad ogni Albero | un Verme, il Suo massimo Scopo.'' (''Il [[picchio]]'', J1034 – F990<ref group="fonte" name=M/>, vv. 1-4) *''La [[Natura]] usa il [[Giallo]] più raramente | di ogni altra Tinta – | lo serba tutto per i Tramonti | prodiga d'Azzurro || consuma lo Scarlatto, come una Donna | che il Giallo si permette | solo di rado e con misura | come le Parole di un Innamorato.'' (J1045 – F1086<ref group="fonte" name=M/>, vv. 1-8) *''Non palesare debolezza è | l'Artificio della forza.'' (J1054 – F1011<ref group="fonte" name=ML>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1051-1100.html Tutte le poesie. J1051 – 1100]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-2) :''Non scoprire la [[forza e debolezza|debolezza]] | è l'artificio della [[forza e debolezza|forza]].'' (1992) *''Non deludere Madre Natura | che l'aspetta in quel Giorno – | essere un [[Fiore]], è profonda | Responsabilità.'' (J1058 – F1038<ref group="fonte" name=ML/>, vv. 13-16) *''Il [[Paradiso]] fa parte dell'Opzione – | chiunque lo voglia | appartiene all'Eden nonostante | Adamo, e la Cacciata.'' (J1069 – F1125<ref group="fonte" name=ML/>, vv. 1-4) :''Il Paradiso dipende da noi. | Chiunque voglia | vive nell'Eden, | nonostante Adamo e la cacciata.'' (1979) *''Se la [[Natura]] sorride – dovere di Madre | ne sono certa, di fronte ai tanti capricci | della Sua eccentrica famiglia – | è così tanto da biasimare?'' (J1085 – F1101<ref group="fonte" name=ML/>, vv. 1-4) *''Tra la forma della [[Vita]] e la Vita | la differenza è la stessa | di un [[Liquore]] fra le Labbra | e un liquore nella Bottiglia | l'ultimo – eccellente da conservare – | ma per l'estatico bisogno | lo stappato è superiore – | lo so perché ho provato.'' (J1101 – F1123<ref group="fonte" name=MC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1101-1150.html Tutte le poesie. J1101 – 1150]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''Di' tutta la [[verità]] ma dilla obliqua – | il successo sta in un Circuito | troppo brillante per la nostra malferma Delizia | la superba sorpresa della Verità | come un Fulmine ai Bambini chiarito | con tenere spiegazioni | la Verità deve abbagliare gradualmente | o tutti sarebbero ciechi.'' (J1129 – F1263<ref group="fonte" name=MC/>, vv. 1-8) *''Quando l'Etna si crogiola e fa le fusa | Napoli è più impaurita | di quando mostra i suoi Granati Denti – | la sicurezza è rumorosa.''<ref name=vulcani>Qui la Dickinson confonde Napoli con Catania e l'Etna con il Vesuvio. Cfr. nota di G. Ierolli.</ref> (J1146 – F1161<ref group="fonte" name=MC/>, vv. 1-4) *''Anima, corri il rischio, | con la Morte stare | sarà meglio che non stare con te.'' (J1151 – F1136<ref group="fonte" name=MCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1151-1200.html Tutte le poesie. J1151 – 1200]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-3) *''La [[Distanza]] – non è il Reame della Volpe | né da Staffetta di Uccelli | Annullata – La Distanza è | fino a te, Amore mio.'' (J1155 – F1128<ref group="fonte" name=MCL/>, vv. 1-4) *''Com'è bello essere nelle [[Tomba|Tombe]] | dove l'Umore della Natura non penetra | né proiettile mai arriva.'' (J1172 – F1246<ref group="fonte" name=MCL/>, vv. 5-8) *''Il [[Fulmine]] è una gialla Forchetta | da Tavole nel Cielo | a sbadate dita sfuggita | l'impressionante Argenteria || di magioni mai del tutto dischiuse | e mai del tutto celate | gli Apparati del Buio | all'ignoranza rivelati.'' (J1173 – F1140<ref group="fonte" name=MCL/>, vv. 1-8) *''Non sappiamo mai quanto siamo alti | finché non ci chiedono di alzarci | e allora se siamo conformi al progetto | le nostre stature toccano i cieli – || l'[[Eroismo]] che recitiamo | sarebbe una cosa normale | se non curvassimo noi stessi i Cubiti | per paura di essere un Re.'' (J1176 – F1197<ref group="fonte" name=MCL/>, vv. 1-8) *''Il [[Passato]] è una così curiosa Creatura | a guardarlo in Viso | un Trasporto può rilasciarci | o un'Onta – || se disarmato qualcuno lo incontrasse | gli ingiungerei di fuggire | le sue sbiadite Munizioni | potrebbero ancora replicare.'' (J1203 – F1273<ref group="fonte" name=MCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1201-1250.html Tutte le poesie. J1201 – 1250]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''Una [[parola]] è morta, quando è detta | taluni dicono – | io dico che invece inizia a vivere | quel giorno.'' (J1212 – F278<ref group="fonte" name=MCC/>, vv. 1-4) *''La mia prima percezione sia di te | con la calda Luce del mattino – | e la mia prima Paura, che l'[[Ignoto]] | non t'inghiotta nella notte.'' (J1218 – F1254<ref group="fonte" name=MCC/>, vv. 1-4) *''Della Natura avrò abbastanza | quando sarò entrata fra coloro | a cui è concesso a un Bombo | dare confidenza.'' (J1220 – F1170<ref group="fonte" name=MCC/>, vv. 1-4) *''L'[[Enigma]] che riusciamo a indovinare | rapidamente disprezziamo - | nulla è più stantio | di una sorpresa di Ieri -'' (J1222 – F1180<ref group="fonte" name=MCC/>, vv. 1-4) *''Non avessi visto il Sole | avrei potuto sopportare l'[[luce e ombra|ombra]] | ma la [[luce e ombra|Luce]] un rinnovato Deserto | il mio Deserto ha reso.'' (J1233 – F1249<ref group="fonte" name=MCC/>, vv. 1-4) *''Il [[Lillà]] è un Arbusto antico | ma più antico di esso | il Lillà del Firmamento | sulla Collina Stasera – | il Sole calando nel suo Corso | lascia in eredità questa estrema pianta | alla Contemplazione – non al Tatto – | il Fiore d'Occidente.'' (J1241 – F1261<ref group="fonte" name=MCC/>, vv. 1-8) *''Il [[Silenzio]] è tutto ciò che temiamo. | C'è Riscatto in una Voce – | ma il Silenzio è Infinità. | In sé non ha un volto.'' (J1251 – F1300<ref group="fonte" name=MCCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1251-1300.html Tutte le poesie. J1251 – 1300]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''Non c'è Vascello che eguagli un [[Libro]] | per portarci in Terre lontane | né Corsieri che eguaglino una Pagina | di scalpitante Poesia – | è un Viaggio che anche il più povero può fare | senza paura di Pedaggio – | tanto frugale è il Carro | che porta l'Anima dell'Uomo.'' (J1263 – F1286<ref group="fonte" name=MCCL/>, vv. 1-8) *''Che il [[Biasimo]] è caro come la [[Lode]] | e la Lode effimera come il Biasimo.'' (J1320 – F1320<ref group="fonte" name=MCCC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1301-1350.html Tutte le poesie. J1301 – 1350]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 25-26) *''Un po' di Follia in [[Primavera]] | è salutare persino per un Re, | ma Dio sia con il Clown – | che considera questa formidabile scena – | questo totale Esperimento di Verde – | come se fosse suo!''<ref>Citato in [[NCIS: Los Angeles (quinta stagione)|''NCIS: Los Angeles'', stagione 5]], episodio 22:<br />«– "''Un po' di follia in primavera è salutare persino per un re!''"<br>– Deeks cita Dickinson.<br>– Deeks non cita Dickinson!<br>– No, Deeks è pervaso dalla Dickinson!<br>– È quello che intendevo.»</ref> (J1333 – F1356<ref group="fonte" name=MCCC/>, vv. 1-6) *''La Natura assegna il Sole – | Questa – è Astronomia – | la Natura non può decretare un [[amicizia|Amico]] – | Questa – è Astrologia.'' (J1336 – F1371<ref group="fonte" name=MCCC/>, vv. 1-4) *''Il [[cuore e cervello|Cuore]] è la Capitale della Mente. | La [[cuore e cervello|Mente]] è un unico Stato. | Il Cuore e la Mente insieme fanno | un unico Continente. || Uno – è la Popolazione – | numerosa quanto basta – | questa estatica Nazione | cerca – sei Tu.'' (J1354 – F1381<ref group="fonte" name=MCCCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1351-1400.html Tutte le poesie. J1351 – 1400]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''I [[Sogno|Sogni]] sono l'elusiva Dote | che ci fa ricchi per un'Ora – | poi ci gettano poveri | fuori della Purpurea Porta | dentro i nudi Confini | che avevamo prima.'' (J1376 – F1401<ref group="fonte" name=MCCCL/>, vv. 1-6) *''La [[Genziana]] ha una Corolla avvizzita – | come un Azzurro inaridito | è dei restanti succhi della Natura | Beatificata – | senza vanto o lustro | Casuale come la Pioggia | e altrettanto benigna – || quando quasi tutto è passato – arriva – | né si sente isolata – | il suo Incarico le è Amico –| compiere la sua Frangiata carriera | e aiutare un Anno attempato | Fine appagante – || la sua sorte – dovessimo scordarlo – | questa verità confermare – | la fedeltà vince | in tutto il Creato.'' (J1424 – F1458<ref group="fonte" name=MCD>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1401-1450.html Tutte le poesie. J1401 – 1450]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-17) *''Non avvicinarti troppo alla Casa della Rosa – il saccheggio di una Brezza – o l'inondazione di una Rugiada | mettono in allarme le sue Mura – Non provare a legare la Farfalla, | né a scalare le Sbarre dell'Estasi – nell'insicurezza restare | è la rassicurante qualità della Gioia.'' (J1134 – F1479<ref group="fonte" name=MCD />, vv. 1-8) *''L'[[Opinione]] è qualcosa di fluttuante, | ma la [[Verità]], dura più del Sole – | se poi non riusciamo ad averle entrambe – | prendiamo la più vecchia.'' (J1455 – F1495<ref group="fonte" name=MCDL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1451-1500.html Tutte le poesie. J1451 – 1500]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''Non sapevamo che saremmo stati vivi – | né quando – saremo morti – | l'ignoranza è la nostra Corazza – | indossiamo la [[Mortalità]] | con leggerezza come una Veste Scelta | finché siamo chiamati a deporla – | dall'intrusione, Dio è svelato – è lo stesso con la Vita.'' (J1462 – F1481<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-8) [[File:Emily Dickinson´s (1830-1886) manuscript of "A route of evanescence" (1880).jpg|thumb|Manoscritto di ''A Route of Evanescence'' (''Una Rotta d'Evanescenza'', spesso intitolata ''Colibrì'')]] *''Una Rotta d'Evanescenza | con una Ruota turbinante | una Risonanza di Smeraldo | un Impeto di Cocciniglia | e ogni Bocciolo sul Ramo | sistema il suo Capo arruffato – | Posta da Tunisi, probabilmente, | in semplice Passaggio Mattutino.'' (''[[Colibrì]]'', J1463 – F1489<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-8) *''La [[Fama]] è qualcosa che non ha sosta – | il suo occupante deve morire | o al di là di quanto si possa vedere | ascendere senza posa – | o essere la cosa più insolvente | un Lampo nel Germoglio – | elettrico l'embrione | ma noi chiediamo la Fiamma.'' (1475 – F1507<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-8) *''La [[Speranza]] costruisce la sua Casa in modo | che non abbia una soglia – | né Solaio – ha quell'Edificio | ma solo Pinnacolo.'' (J1481 – F1512<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-4) *''Il [[Pettirosso]] è un Gabriele | in umili condizioni – | l'Abito lo denota socialmente, | fra le Classi Lavoratrici del Trasporto – | ha la puntualità | di un Contadino del New England – | la stessa obliqua integrità, | vedute di gran lunga più vivaci – | una piccola ma robusta Residenza, | un rifiuto per la Vita Domestica, | gli Ospiti della Perspicacia | sono i soli a varcare la sua Soglia – | cauto come un Fuggiasco, | blandisce la Costernazione | con Canzonette per il Nemico | e Punteggiatura Silvana.'' (J1483 – F1520<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-16) *''L'[[Amore]] finisce quando l'Amore comincia, | dicono i Saggi – | ma i Saggi l'hanno conosciuto?'' (J1485 – F1526<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-3) *''[[Compleanno]] con un'unica angoscia | che ce ne saranno meno a venire.'' (J1488 – F1541<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-2) *''Una Fossetta nella [[Tomba]] | fa di quella feroce Stanza | una Casa.'' (J1489 – F1522<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-3) *''Le competizioni del [[cielo]] | incorrotte procedono.'' (J1494<ref group="fonte" name=MCDL/>, vv. 1-2) *''L'[[Estate]] è più corta di qualsiasi cosa – | la [[Vita]] è più corta dell'Estate – | settant'anni si spendono in fretta | come un singolo Dollaro.'' (J1506 – F1483<ref group="fonte" name=MD>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1501-1550.html Tutte le poesie. J1501 – 1550]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''Il mio paese non deve cambiare [[bandiera degli Stati Uniti d'America|vestito]], | il suo triplice abito è dolce | come quando fu tagliato a Lexington, | e per la prima volta dichiarato "perfetto". || La Gran Bretagna disapprova "le stelle"; | Denigrazione discreta, – | c'è qualcosa nel loro aspetto | che ammonisce le sue baionette.'' (J1511 – F1540<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-8) *''Tutte le cose spazzate via e sole | questa – è l'[[immensità]].'' (J1512 – F1548<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-2) *''Il pallido Gambo del [[Dente di leone|Dente di Leone]] | stupisce l'Erba – | e l'Inverno d'un tratto diventa | un infinito Ahimè – || sul gambo si leva un'inusitata Gemma | e poi un chiassoso Fiore – | il Proclama dei Soli | che la sepoltura è finita.'' (J1519 – F1565<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-8) *''Un piccolo Carro Funebre la sua Figura | per se stesso un Lamento | a un illusorio Lillà | la vacuità divulghi | di Operosità e Morale | e ogni cosa giusta | per la divina Perdizione | di Ozio e Primavera.'' (''La Religione del [[Bombo]]'', J1522 – F1547<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-8) *''[[Candore]] – mio tiepido amico – | non venire a giocare con me – | la Mirra, e l'Ambra, della Mente | sono le iniquità.'' (J1537 – F1608<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-4) *''Chi non ha trovato il [[Paradiso|Cielo]] – quaggiù – | lo mancherà lassù – | perché gli [[Angelo|Angeli]] affittano Casa vicino alla nostra, | ovunque ci spostiamo.''<ref>Esiste una seconda versione il cui manoscritto è andato perduto, il testo è conosciuto da una trascrizione di Mabel Todd: «''Chi non ha trovato il Cielo quaggiù, | lo mancherà lassù. | La residenza di Dio è accanto alla mia, | l'arredo è amore.''» Cfr. ''[http://www.emilydickinson.it/j1501-1550.html Tutte le poesie. J1501 – 1550]'', ''EmilyDickinson'', traduzione e note di G. Ierolli.</ref> (J1544 – F1609<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-4) *''La [[Bibbia]] è un Volume antico – | scritto da Uomini dissolti | su suggerimento di Sacri Spettri – | Soggetti – Betlemme – | l'Eden – l'antica Dimora – | Satana – il Generale – | Giuda – il Grande Malfattore – | Davide – il Trovatore – | il Peccato – un distinto Precipizio | a cui altri devono resistere – | i Ragazzi che "credono" sono molto soli – | gli altri Ragazzi sono "perduti" – | avesse il Racconto un armonioso Narratore – | tutti i Ragazzi verrebbero – | il Sermone di Orfeo affascinava – | non condannava.'' (J1545 – F1577<ref group="fonte" name=MD/>, vv. 1-15) *''Vederla è un Quadro – | ascoltarla è una Musica – | conoscerla un'Intemperanza | innocente come Giugno – | non conoscerla – Afflizione – | Averla come Amica | un calore così vicino come se il Sole | ti brillasse in Mano.'' (J1568 – F1597<ref group="fonte" name=MDL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1551-1600.html Tutte le poesie. J1551 – 1600]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) :''Il vederla è un quadro – | sentirla una canzone – | conoscerla un eccesso | innocente come giugno – | non conoscerla – una pena – | averla per [[amicizia|amica]] | un calore tanto vicino – come se il [[sole]] | ti splendesse in mano.'' (1992) *''Il Mattino spetta a tutti – | ad alcuni – la Notte – | a un'imperiale esiguità – | la Luce dell'Aurora.'' (J1577 – F1621<ref group="fonte" name=MDL/>, vv. 1-4) :''A tutti è dovuto il mattino, | ad alcuni la [[notte]]. | A solo pochi eletti | la luce dell'[[aurora]].'' (1997) *''Il [[Pensiero]] è silenzioso come un Fiocco – | uno Schianto senza Suono.'' (J1581 – F1665<ref group="fonte" name=MDL/>, vv. 17-18) *''La [[Stregoneria]] è stata impiccata, nella Storia, | ma la Storia e io | scopriamo tutta la Stregoneria che ci serve | intorno a noi, Ogni Giorno.'' (J1583 – F1612<ref group="fonte" name=MDL/>, vv. 1-4) :''La strega fu impiccata, nella storia, | ma la [[storia]] e io | troviamo le arti magiche | di cui abbiamo bisogno, giorno dopo giorno.'' (1992) *''Di [[Acqua|Acque]] chiassose nessuno ha paura – | ma Acque che sono silenziose | sono così per la più fatale delle cause | in Natura – sono colme.'' (J1595 – F1683<ref group="fonte" name=MDL/>, vv. 1-4) *''L'andare da un mondo che conosciamo | a uno di muta meraviglia | è come l'ansia di un bimbo | la cui visuale è una collina, | oltre la collina è magia | e ogni [[ignoto|cosa sconosciuta]], | ma il segreto compenserà | la scalata solitaria?'' (J1603 – F1662<ref group="fonte" name=MDC>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1601-1650.html Tutte le poesie. J1601 – 1650]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''L'[[Estasi]] da immaginare, | sarebbe un'attestata Beatitudine | se la Grazia potesse parlare.'' (J1608 – F1680, vv. 1-3) *''Non la Malattia tocca il Prode, | né un qualche Dardo, | né Dubbio di Scenario a venire, | ma un Cuore esitante.'' (J1619 – F1647<ref group="fonte" name=MDC/>, vv. 1-4) *''Non sapendo quando l'[[Alba]] verrà, | apro tutte le Porte, | abbia essa Piume, come un Uccello, | o Frangenti, come una Riva.'' (J1613 – F1661<ref group="fonte" name=MDC/>, vv. 1-4) *''Va' per la tua ampia strada! | Le [[stella|Stelle]] che incontri | sono pari a Te – | perché cosa sono le Stelle se non Asterischi | per indicare una Vita umana?'' (J1638 – F1673<ref group="fonte" name=MDC/>, vv. 1-5) *''Una [[Lettera]] è una gioia Terrena – | è negata agli Dei.'' (J1639 – F1672<ref group="fonte" name=MDC/>, vv. 1-2) *''Toglietemi tutto, ma lasciatemi l'[[Estasi]] | ed io sarò più ricca allora, di tutti i miei Simili. | È giusto ch'io viva così riccamente | quando alla mia Porta ci sono coloro che hanno di più, | in abietta povertà?'' (J1640 – F1671<ref group="fonte" name=MDC/>, vv. 1-5) *''La [[bellezza]] mi riempie fino a morirne | Bellezza abbi pietà di me | ma se dovessi spirare oggi | lascia che sia guardando te.'' (J1654 – F1687<ref group="fonte" name=MDCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1651-1700.html Tutte le poesie. J1651 – 1700]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-4) *''C'è una solitudine dello spazio | una solitudine del mare | una solitudine della Morte, ma queste | sono comunità | confrontate con quell'area più profonda | quell'intimità polare | un'[[anima]] al cospetto di se stessa.'' (J1695 – F1696<ref group="fonte" name=MDCL/>, vv. 1-7) *''[[Vulcano|Vulcani]] ci sono in Sicilia | e in Sud America | a giudicare dalla mia Geografia | Vulcani più vicini qui | un gradino di Lava alla volta | sono propensa a scalare | un Cratere posso contemplare | Vesuvio in Casa.''<ref name=vulcani/> (J1705 – F1691<ref group="fonte" name=MDCCL>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1701-1750.html Tutte le poesie. J1701 – 1750]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-8) *''Presi un Sorso di Vita – | vi dirò quanto l'ho pagato – | esattamente un'esistenza – | il prezzo di mercato, dicevano. || Mi pesarono, Granello per Granello – | bilanciarono Fibra con Fibra, | poi mi porsero il valore del mio Essere – | un singolo Grammo di Cielo!'' (J1725 – F396<ref group="fonte" name=MDCCL/>, vv. 1-8) *''È l'[[Immortalità]] un veleno letale | che gli uomini ne sono così oppressi?'' (J1728 – F1757<ref group="fonte" name=MDCCL/>, vv. 1-2) *''Separazione è quanto sappiamo del [[paradiso e inferno|cielo]], | e quanto ci basta dell'[[paradiso e inferno|inferno]].'' (J1732 – F1773<ref group="fonte" name=MDCCL/>, vv. 7-8) *''Per fare un prato va benone un trifoglio e un calabrone, | un trifoglio, e un calabrone, | e immaginazione. | L'immaginazione da sola basterà, | se di calabroni penuria ci sarà.'' (J1755 – F1779<ref group="fonte" name=MDCCLV>In ''[http://www.emilydickinson.it/j1751-1775.html Tutte le poesie. J1751 – 1775]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-6) :''Per fare un prato bastano | un [[trifoglio]], un'[[ape]], | un trifoglio, un'ape | e un [[sogno]]. | Può bastare il sogno | se le api sono poche.'' (1992) *''Che l'[[amore]] sia tutto quel che c'è, | è tutto ciò che sappiamo dell'amore.'' (J1765 – F1747<ref group="fonte" name=MDCCLV/>, vv. 1-2) *''Un qualcosa di volatile – di indiscreto – | sempre fuori luogo è l'Amore – | la gioiosa piccola Divinità | che non siamo costretti a servire.'' (J1771 – F1557<ref group="fonte" name=MDCCLV/>, vv. 1-4) <!--da qui in poi poesie presenti solo nella numerazione Franklin--> *''La [[vita e morte|vita è morte]] a cui siamo a lungo diretti, | la morte il cardine della vita.'' (F502<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/f0501-0550.html Tutte le poesie. F501 – 500]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-2) *''Una [[Grazia (qualità)|Grazia]] punita è due volte una Grazia – | anzi, è [[Santo|Santità]].'' (F1676<ref group="fonte">In ''[http://www.emilydickinson.it/f1651-1700.html Tutte le poesie. F1651 – 1700]'', ''EmilyDickinson'', traduzione di G. Ierolli.</ref>, vv. 1-2) ==Citazioni su Emily Dickinson== [[File:China Zorrilla as Emily Dickinson.jpg|thumb|upright=1.4|[[China Zorrilla]] interpreta Emily Dickinson nel 1980]] *Benché la testimonianza sopraccitata dimostri la sua reputazione di persona di intelligenza eccezionale, nessuno fra quanti ebbero contatti con lei sembra avere sospettato l'altezza del suo genio. Questa altezza si manifestò in svariate lettere, e soprattutto nella poesia. È una poesia la cui caratteristica più appariscente risiede nel suo totale il anticonformismo: il successo lentamente arriso alla Dickinson sarebbe venuto nei tempi moderni, quando retrospettivamente si trovarono in lei anticipazioni di esperienze centrali nella nuova letteratura americana. Tale anticonformismo riguarda tanto le idee, quanto la forma nella quale queste sono espresse; fra le prime balzando in primo piano l'ironia per non dire la sfiducia nell'incrollabile religiosità di stampo calvinista di cui era saturo il suo ambiente (non che questa religiosità da cui prese le distanze non lasciasse comunque tracce profonde nel suo modo di ragionare e di esprimersi), unita alla costante, intensa ricerca di un'elevazione, di una fuga dalla quotidianità, nel sogno e nell'avventura intellettuale vissuta con una concretezza accostabile ai cosiddetti poeti metafisici del Barocco inglese. ([[Masolino D'Amico]]) *Che stronza Emily Dickinson, quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. ([[Philip K. Dick]]) *Conosco una sola visione della poesia che sia pienamente soddisfacente: quella di Emily Dickinson quando dice che in presenza di una vera poesia è colta da un tale freddo da avere la sensazione che nessun fuoco potrà scaldarla.<ref>Cfr. [[#Se leggo|citazione]] di Emily Dickinson.</ref> ([[Emil Cioran]]) *Era sempre vestita di bianco, minuta come uno scricciolo, apparentemente asessuata. Lei, Emily Dickinson, la poetessa, oltre duemila composizioni, in una vita da reclusa, ad Artiherst, poche case fra i gelsomini selvatici, nel New England. Una vita da reclusa fra torte e pane al forno, poche visite ed amicizie, tante lettere. Una «single» ante litteram che sublimava nei versi ardori e desiderio d'infinito, una comunione cosmica, una dedizione totale all'inesprimibile. Una vita così, all'apparenza, priva di mistero che inevitabilmente non può che nascondere misteri: autoerotismo, omosessualità, ménage à trois. Il tutto celato in quell'aura vittoriana di perbenismo, anoressia sessuale. ([[Nico Orengo]]) *Il suo fuoco è interiore, perciò è maestra di desiderio e d'inquietudine. Sa benissimo cos'è la ''presenza'', lei che vive contemplando l'assenza, parlando all'''assente''. La sua poesia è una «lettera al mondo», tanto concentrata da divenire esplosiva.<br>Abituata per educazione puritana a un rapporto individuale con Dio, Emily scava nella parola fino a estrarne il suo contenuto di silenzio, la tragica sostanza che rende eroici coloro che arrivano a scoprirla. ([[Alessandro Quattrone]]) *In quale modo ci parla questa voce indimenticabile? Prima di tutto, e con assoluta evidenza, il tono è perfettamente spontaneo. Nessun atteggiamento o posa preliminare, letterariamente preconcetta. Non si ha mai l'impressione dell'argomento scelto a freddo, del "tema" da svolgere [...] La Dickinson è già nella poesia prima di incominciare, come un bambino è già in un'avventura prima che trovi le parole per parlarne. O, per dirlo in altri termini, solo pochi poeti, e tra i più grandi (viene in mente [[John Donne|Donne]]), hanno scritto in maniera più ''drammatica'' di Emily Dickinson, con un maggior uso di locuzioni vive del discorso drammatico, parole nate vive sulla lingua e scritte come se venissero pronunciate. ([[Archibald MacLeish]]) *In realtà la Dickinson viveva una vita spericolatamente intellettuale, un progetto di immortalità per la sua immagine e la sua opera. E per seguire questo progetto crudelmente filtrava la vita reale, muovendola in giochi complicati, avvolgenti, senza escludere alcun rapporto con gli altri. Così è sempre più «cult», lo è come poetessa di versi anche criptici ma venati di una ansia mistica. Lo è come figura enigmatica, tra angelo e vampiro. Lo è come immagine di qualcuno che forse non è mai esistito se non come nome che è diventato sinonimo di «poesia». ([[Nico Orengo]]) *L'essenzialità dell'espressione poetica dickinsoniana, laconica ma non per questo arida, è energia pura. Niente è superfluo, dunque tutto è necessario. Di più: tutto è prezioso, come la goccia d'acqua nel deserto. Ed è proprio il deserto il paesaggio metaforico entro cui la parola può assumere e compiere la sua missione: dissetare. ([[Alessandro Quattrone]]) *La Dickinson è una poetessa dura, aspra, essenziale. Fatta di pietra e di quarzo. Non si fa illusioni. Non ne autorizza. Non crede nel paradiso in terra, non le piace ("I don't like Paradise"). ([[Beniamino Placido]]) *La Dickinson giunge talvolta a una concisione verbale, a una ricchezza di significati quasi degne del [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] epigrammatico. Essa ha cresciuta d'una nota nuova ed eroica l'eterna litania dell'amore. Può toccare altezze che soltanto conobbero i più intensi poeti mistici del secolo XVII. Nitida e visionaria, esatta ed esaltata, sa schernire come [[Heinrich Heine|Heine]] e mostrare il lato frusto e ridicolo dell'universo. ([[Ludwig Lewisohn]]) *La Dickinson limava l'occasione fino a chiuderla per sempre nell'incastonatura del silenzio: silenzio e immobilità diventavano le parole del paradiso. ([[Lucia Drudi Demby]]) *La Dickinson per me è un'amica. Sarà folle, ma così io la sento. Mi appassiona la sua violenta delicatezza e l'amore che ha per le parole, e che anche io ho – qualsiasi parola può diventare un diamante oppure una spada, avere una potenza che si può centuplicare. Ho sempre desiderato così tanto conoscere Emily, che mentre scrivevo ho immaginato accadesse davvero, e così la sua voce è entrata nel libro {{NDR|''Lulù Delacroix''}}. Per Lulù è una presenza fondamentale perché le sta vicino, non la fa sentire sola, le fa capire che non sta sbagliando, le regala verità sconosciute. ([[Isabella Santacroce]]) *Lei è {{sic|una}} grande poeta – ed è un torto nei confronti dell'epoca in cui scrive – che lei non intenda cantar forte. Quando sarà dichiarata morta, le dispiacerà di essere stata così avara. ([[Helen Hunt Jackson‎]]) *Mi piace quel suo perpetuo biancovestire e circondarsi di fiori nella crescente solitudine, quella sua aria un po' stravolta d'Ofelia borghese, logorata da un misterioso e disperato amore, quel suo appannaggio di eterei convegni («L'ultima volta che lo incontrai su questa terra, ero con i miei gigli e i miei eliotropi»), di audizioni musicali terminanti in un'offerta, alla pianista che si recava a visitare lei invalida, di un calice di vino su un vassoio d'argento, con una fetta di dolce e una rosa o una poesia composta sul momento [...] e infine quel suo uscire dal mondo in una tersa giornata di maggio, col volto composto in una meravigliosa pace che pareva una nuova giovinezza, con in seno un mazzolino di violette, un ''Cypripedium'' rosso pallido e due eliotropi, mentre davanti alla casa era fitto di ranuncoli, di mammole e di gerani selvatici, e un'atmosfera strana e solenne, come in un racconto del [[Edgar Allan Poe|Poe]], era calata all'ingiro. Questo clima di leggenda aurea, rivissuta da una fantasia simbolista, soverchia, per la sua intensità patita, ogni maniera fin di secolo, e accompagna al Firmamento in cui per sempre s'inciela il Piccolo Fiore del Trascendentalismo americano. ([[Mario Praz]]) *Ok. Non mi arrenderò. La solitudine non ha mai ucciso nessuno. Emily Dickinson ha vissuto da sola e ha scritto alcune delle più belle poesie che il mondo abbia mai conosciuto! ...e poi le andò completamente di volta il cervello. (''[[I Simpson (ottava stagione)|I Simpson]]'') *Quanto al «come» tradurla, risultando ovviamente impossibile riprodurre l'effetto di (finta?) ingenuità, di (finta?) facilità, di (finta?) orecchiabilità caratteristico di molti componimenti, rimane soltanto la scelta fra una concisione che renda qualcosa della scarna e misteriosa incisività dell'originale, e una relativa verbosità che, ovviamente scegliendo fra i significati possibili, si preoccupi piuttosto che di tradurre, di spiegare, rimandando all'originale stampato a fronte. ([[Masolino D'Amico]]) *{{NDR|[[Epitaffio]]}} Richiamata.<ref>Citato in ''[http://www.focus.it/cultura/curiosita/le-ultime-parole-famose-gli-epitaffi-piu-geniali-di-sempre?gimg=68339&gpath=#img68339 Le ultime parole]'', ''Focus.it''.</ref> :''Called back.''<ref>{{Cfr}} [[:commons:File:EmilyDickinsonGrave-color.jpg|Tomba nel West Cemetery, Amherst, Massachusetts, USA]].</ref> *Se si coglie il senso della sua astuzia poetica, la scelta radicale di mettere la Possibilità al posto del mondo, e l'Assenza al posto della presenza, accettando il prezzo che quel taglio netto comporta, si comprende che cos'è l'Altro con il quale lei intrattiene il suo furioso dialogo poetico, e che quello è il solo modo per lei di non farlo scomparire, di mantenere al suo fianco quella alterità scabrosa. Si comprendono la violenza sprigionata dal suo rapporto diretto con l'assoluto dell'anima – la grande ''ammutinata'' –, la dismisura che segna tutta la sua percezione, le estasi e i baratri che frequenta, e che lei cerca di domare con le parole. Diventata straniera a se stessa, tutto il suo guardare diventa un orizzonte vuoto nel quale lo spettacolo totale della vita emerge come Possibilità, e che lei offre ''come una farfalla al meridiano''. Emily fluttua nell'immaginazione, in un mondo in bilico, e anche chi legge è chiamato a riformulare continuamente il suo paesaggio interiore – quello che il poeta e psicanalista Vittorio Lingiardi chiama ''mindscape'' –, la dimensione spazio-temporale che struttura, in modo dinamico, la nostra mente. E gli spazi interiori di Emily sono spesso delle trappole angosciose, sprofondi nei quali si cade letteralmente senza fine, oppure paradisi ''dove è domenica – di continuo'', e mancheranno i ''radiosi pomeriggi di mercoledì'', e non si potrà neanche una volta ''cercare il mezzogiorno – con lo sguardo''. Un po' alla volta, ''adattiamo la visione al buio'', e la corrente dei versi entra in modo sempre più nitido, e spietato, con le sfaccettature aguzze del suo occhio di diamante. ([[Silvia Bre]]) *Secondo me vuol dire<ref>Riferendosi a [[#Follia|una poesia]] di Emily Dickinson.</ref> che le persone straordinarie a volte trovano difficile vivere nella nostra società. Emily Dickinson... Non l'hanno voluta accettare. Proprio perché era una persona straordinaria come sei straordinaria tu. (''[[Dynasty (prima stagione)|Dynasty]]'') *Un passo come quello di un bambino ed ecco scivolare dentro una donna semplice e minuta con due bande lisce di capelli rossicci e un volto un po' come quello di Belle Dove; nulla di più semplice – con lineamenti non belli – in un semplicissimo e impeccabile picchè bianco e uno scialle traforato azzurro. È venuta verso di me con due gigli che mi ha messo in mano in una sorta di modo infantile e ha detto "Questi sono la mia presentazione" con una voce bassa, impaurita e ansiosa come quella di un bambino – e ha aggiunto sottovoce Mi perdoni se sono spaventata; non vedo mai estranei e a malapena so quello che dico – ma subito dopo si è messa a parlare in continuazione – e con deferenza – interrompendosi talvolta per chiedermi di parlare io invece di lei – ma ricominciando subito dopo. A metà strada tra Angie Tilton e Mr. Alcott – ma con una schiettezza e semplicità che loro non hanno, dicendo molte cose che tu avresti considerato insensate e io sagge – e altre cose che ti sarebbero piaciute. Ne scrivo alcune dall'altra parte del foglio.<ref>Descrivendo il primo incontro con Emily Dickinson.</ref> ([[Thomas Wentworth Higginson]]) *Una donna sfrontata, indomabile, che scriveva tutto ciò che provava, ed era completamente spudorata. ([[Hailee Steinfeld]]) ===[[Maria Grazia Calandrone]]=== *Anche i suoi trattini – come api che ronzano in mezzo ai versi – sono pause impure, estorte al silenzio. Sono l'invenzione di un "quasi" silenzio. Eppure sono nitidissimi, precisi come piccole lame, o pungiglioni. Dentro lei c'è una forza selvaggia e indomabile, come afferma chiunque l'abbia incontrata, un fervore, che emerge chiarissimo da quello che lei stessa scrive di sé lettrice di poesia: «se leggo un libro e mi sento gelare in tutto il corpo così che nessun fuoco mi può scaldare, allora so che quella è poesia». *Emily Dickinson è un pianeta. Un pianeta che barbaglia nello spazio e scompare. Emily Dickinson è una nave. Una nave maestosa, illuminata di luce propria, che solca l'orizzonte e scompare. E questo scomparire lascia un segno indelebile in chi osserva, l'impressione di aver visto qualcosa di oltreumano, di aver avuto contatto con un mondo che precede il mondo. *Le parole di Emily Dickinson sono così vuote da traboccare. Le parole di Emily Dickinson sono magneti. Parole-calamita, che fanno vivere anche il bianco della pagina e raccolgono dall'aria delle nostre stanze le particelle d’anima che, senza accorgercene, perdiamo tutti i giorni, come senza dolore perdiamo cellule epiteliali, su ogni superficie sfiorata. La poesia di Dickinson raduna le particole della nostra anima disperse nell'aria. E le riattiva, le rimette in moto. Lei fa esattamente quello che suggerisce di fare, coincide al millimetro con la propria poetica: «Accendere una lampada e sparire – / Questo fanno i poeti –». ===[[Nadia Campana]]=== *Il suo è un punto di vista premorale non dialettico, non conflittuale, che mira all’intelligenza delle cose e all’intensità dei rapporti, senza passare attraverso la psicologia e la morale. Scrivendo dice solo se stessa – ma questa è la sua scelta – e la porta avanti in fondo con intransigenza. Gli abbracci e le ripulse che alternava nei confronti delle persone denunciano una volontà di starsene in disparte rispetto al reale. *La sua goffaggine svela l'estraneità al commercio mondano e una sordità a ogni luogo comune. Ella rifiuta di sostenere la funzione di civiltà che alle donne è sempre stata affidata: quella di seguire le inclinazioni emotive, le regole amorose e quelle naturali... sceglie di essere un'asceta. *Monade: l'unica cosa che l'aggancia alla storia è la parola. ===[[Silvio Raffo]]=== *Emily non si rifà a ''nessuno'', essendo anch'ella Nessuno, (e Tutto). Non ci sono spiegazioni razionali per il suo stile già ermetico, simbolista e surrealista, a metà dell'800. Chi scriveva, allora, poesie di tre versi? ''To see the summer sky is poetry/ though never in a book it lie | true poems flee''. Nessuno. La prima sinestesia della lirica inglese è "''Blue, stumbling buzz''" (ronzio azzurro) riferito al ronzare della mosca che la conduce nell'aldilà in ''I heard a fly buzz when I died''. Conosciamo qualcosa di simile a questa poesia e alle altre che definisco "Cronache del Trapasso"? *Lei è altrove. Così occupata a inseguire il mistero dell'essere che l'esistere passa in secondo piano. La natura la affascina, ma come stanza di un misterioso altrove che la abita, in un continuo trasumanare. Tanto più il corpo è solo, quanto più il pensiero trova compensazione a questa solitudine nelle fantasticherie. Questi fantasmi sono anche nelle cose. In fondo, nella Dickinson ci sono anche in una certa misura il [[taoismo|tao]], lo [[zen]]. Se lei guarda un oggetto, un tavolo, una tazza, una porta, le vede tutte come misteriose forme di concretizzazione di ciò che è il mistero della vita, della natura – ecco spiegato perché le indica sempre con la lettera maiuscola. L'essenza del suo pensiero è che ognuno di noi è, plotinianamente, una scintilla del divino e questa lo rende unico, simile a Dio stesso. Il resto è menzogna: la realtà, la storia, la miseria. *Tradurre Emily è un'esperienza misteriosofica, poiché si tratta di oracoli in versi. ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Emily Dickinson, ''Poesie'', traduzione di Margherita Guidacci, BUR, 1979. ISBN 88-17-12231-9 *Emily Dickinson, ''Poesie'', a cura di Gabriella Sobrino, Newton, 1992. *Emily Dickinson, ''[https://books.google.it/books?id=HNk4fC44FTIC Poesie]'', traduzione e presentazione di Alessandro Quattrone, Giunti, 2010. ISBN 88-440-3877-3 *Emily Dickinson, ''Tutte le poesie'', a cura di Marisa Bulgheroni; {{small|traduzioni di Massimo Bacigalupo, Nadia Campana, Margherita Guidacci, Silvio Raffo; revisione complessiva delle traduzioni a cura di Massimo Bacigalupo; con un saggio introduttivo di Marisa Bulgheroni}}, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997. ISBN 88-04-35669-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|s=en:Author:Emily Dickinson|s_lingua=inglese|s_preposizione=di e su}} ==Collegamenti esterni== *''[http://www.emilydickinson.it/frammenti.html I frammenti in prosa di Emily Dickinson]'' (''The Prose Fragments of Emily Dickinson''), ''EmilyDickinson.it'', traduzione e note di Giuseppe Ierolli. *''[http://www.emilydickinson.it/letters.html Lettere di Emily Dickison]'' (''The Letters of Emily Dickinson''), ''EmilyDickinson.it'', traduzione e note di Giuseppe Ierolli. *''[http://www.emilydickinson.it/ Tutte le poesie di Emily Dickinson]'' (''The Complete Poems of Emily Dickinson''), ''EmilyDickinson.it'', traduzione e note di Giuseppe Ierolli. {{vetrina|23|maggio|2021|scrittori|poeti}} {{portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Dickinson, Emily}} [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Poeti statunitensi]] ejtw6lv0j6rks6rvgmpieu3sfpdrimd Template:SelezioneNuove 10 4465 1427405 1427378 2026-09-25T12:24:47Z Spinoziano 2297 + 1427405 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Caterina Labouré]]{{,}} [[Maria Angela Truszkowska]]{{,}} [[Paula Montal Fornés]]{{,}} [[Leone Santucci]]{{,}} [[Edwige Pezzulli]]{{,}} [[Emilio Faldella]]{{,}} [[Léonie Aviat]]{{,}} [[Paolo Strippoli]]{{,}} [[Fiat Trepiùno]]{{,}} [[Katharine Mary Drexel]]{{,}} [[Maria Josefa Sancho de Guerra]]{{,}} [[Amy Hunt]]{{,}} [[Maria Pezzé Pascolato]]{{,}} [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]]{{,}} [[Lori Nelson]]{{,}} [[Giuseppe Ortolani]]{{,}} [[Anastasia Bartoli]]{{,}} [[Francesco Spinelli]]{{,}} [[La banda di Harry Spikes]]{{,}} [[David J. 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Eros Cecconi *[[Luciana Littizzetto]]: Giuliana, figlia del cav. Cecconi *[[Augusto Zucchi]]: medico *[[Mohamed El Sayed]]: ingegnere marocchino *[[Rosalina Neri]]: portinaia *[[Antonio Rucco]]: maresciallo dei carabinieri *[[Gaetano Amato]]: ricettatore |note= }} '''''Tre uomini e una gamba''''', film italiano del 1997 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] con [[Massimo Venier]]. ==Frasi== *{{NDR|Mentre legge le istruzioni di montaggio del fucile, allontana dall'arma Jack}} Tenere lontano dalla portata dei bambini... ('''Al''') *Ma hai visto quel cane lì? Gli hanno montato... le tibie al contrario? ('''Giovanni''') {{NDR|riferito al [[bulldog]] Ringhio}} *Un latte macchiato tiepido, senza schiuma e con poco caffè... tiepido, eh, non freddo! Poi gli chiedi le cose... Freddo, lo sapevo io! ('''Giovanni''') *Mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo! Copie vendute: due. ('''Giovanni''') {{NDR|parlando del libro che sta comprando Giacomo}} *Ma vai! Ma vieni! Ma chi sono? Eh, pirletti, dimmi, chi sono? Altro che la tua ruota! {{NDR|vede il padre dei bambini che lo guarda storto}} Chi arriva ultimo {{NDR|all'auto}} è pirla! ('''Giovanni''') *Anche il capitano del [[Titanic]] lo diceva: "Ma no, ma no, è solo un rumorino! Da niente!" ('''Giovanni''') *A volte dorme di più lo sveglio che il dormiente! ('''Aldo''') *Una rondine non vola solo e sempre a primavera. ('''Aldo''') *Allora, secondo Platone l'uomo una volta era così, come questa mela: perfetto, bastava se stesso ed era felice. Non c'erano distinzioni tra uomini e donne, c'erano soltanto questi individui perfetti e felici. Solo che un giorno Zeus, che era geloso della loro perfezione... {{NDR|taglia la mela}} e da quel giorno l'uomo ha incominciato a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice, solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta e non ce la fa tuttora... no, perché è praticamente impossibile trovare la propria metà e riconoscerla... ci vorrebbe un miracolo. ('''Chiara''') *Ma vieni! Jair! È il ritorno della Grande Inter! È il ritorno! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver segnato un bel gol in "Italia-Marocco"}} *Questo qui {{NDR|Giacomo}} si deve sposare e siamo in ritardo di una vita... il dietro della macchina... completamente sfasciato... ci ha affidato un bulldog e gli {{NDR|al suocero}} riportiamo... un toporagno... e una gamba da trecento milioni è in mano a una banda di muratori marocchini! Ditemi voi... ('''Giovanni''') *{{NDR|Al telefono, chiama il suocero}} Pronto, pronto sì, ssss sì ssì sssss stiamo, siam... sìsìsì no, è... la la lascia lasciami... è m mma maria nnn... noo... ss, bè, ss se fosse stato per me... sì... ma io ss sono il primo che che... non ho ca, non ho ca, non ho c... non ho c... {{NDR|urlando stressato}} Allora, mi lasci parlare o no? Hai capito? E non ne posso più di ascoltarti, stai parlando solo tu! E mi hai proprio rotto i coglioni, mi hai rotto i coglioni, hai capito? Perché non sono un automa, sono una persona, e a un certo punto te lo devo proprio dire: vaffanculo! Vaf-fan-cu-lo! V, A, F, F, 'ncuuuulo! Tu, il tuo negozio, la tua villa di merda, mi fai schifo, strooonzoo! {{NDR|chiude furiosamente la chiamata e gli altri lo guardano colpiti}} Era occupato. ('''Aldo''') *Giacomino è in bagno... Giacomino sta dormendo... eh sì... sta dormendo in bagno... eh, si vede che si è addormentato mentre stava cagando! Che ne so io! Stiamo arrivando! Sì! Ma stiamo arriva... ma... Ma vaffancuuulo! ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''' {{NDR|al telefono con Giovanni}}: Pronto? <br/> '''Giovanni''': Giacomo, tutto a posto? <br/> '''Giacomo''': Sì, è tutto a posto... senti, mi chiami dopo che mi sta finendo il film? <br/> '''Giovanni''': No, stiamo chiudendo, dai! A proposito, dove hai messo le rondelle del sei, che Aldo non le trova? <br/> '''Giacomo''': Cosa ne so io delle rondelle del sei, dai, chiamami dopo, dai! <br/> '''Giovanni''': Senti, le commissioni le hai fatte? <br/> '''Giacomo''': Le ho fatte tutte, sì. <br/> '''Giovanni''': Il vestito l'hai ritirato?<br/> '''Giacomo''': Eh, secondo te mi sposo nudo?<br/> '''Giovanni''': Eh... gli anelli?<br/>'''Giacomo''': Ma che palle che sei! Certo che li ho ritirati gli anelli!<br/>'''Giovanni''': Anche le scarpe?<br/>'''Giacomo''': Le scarpe le ho ri... Porca puttana, le scarpe!<br/> '''Giovanni''': Hai visto? Se non ti telefonavo io ti sposavi in ciabatte! <br/> '''Giacomo''': Vabbe' dai, se mi sbrigo riesco a andare a ritirarle, dai! <br/> '''Giovanni''': Ah, a proposito, il pacco è arrivato, eh... domattina andiamo a ritirarlo prima di partire. Senti, ti vengo a prendere verso le... sette e mezza. <br/> '''Giacomo''': {{NDR|con tono contrariato}} Ma come le sette e mezza? <br/> '''Giovanni''': Vabbe'... sette e un quarto. Ciao! *'''Giacomo''' {{NDR|urlando verso l'appartamento di Aldo, quasi in cima ad un condominio}}: Aldo! Aldo! <br /> '''Giovanni e Giacomo''' {{NDR|urlando all'unisono}}: Aldo! <br /> '''Giovanni''': Aldo! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando più forte}}: Aldooo! <br /> '''Giovanni''': Allora? <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando ancor più forte}}: Aldoooo! <br /> '''Aldo''' {{NDR|affacciandosi dalla finestra}}: Allora, che c'è? <br /> '''Giovanni''': E che ha detto alle otto, sono le otto e sette! <br /> '''Aldo''': E c'è bisogno di gridare così? Qui c'è gente che mi conosce! <br /> '''Giacomo''': Dai, su, sbrigati, scendi, che dobbiamo anche ritirare il pacco, dai! <br /> '''Aldo''': Va be', finisco di mangiare la [[peperonata]] e scendo! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|a Giacomo}}: Peperonata? Alle [[otto di mattina|otto del mattino]]? Mezzogiorno... topi morti? *'''Portinaia''': Signor Giovanni! Signor Giovanni! Buongiorno signor Giovanni... come sta la sua signora? È già giù al mare che l'aspetta, nè? Ma lei non è geloso? <br/> '''Giovanni''': Be'... <br/> '''Portinaia''': Eh, me la saluti tanto, tanto... e lei, signor Giacomo! Il grande giorno si avvicina, eh? Paura? <br/> '''Giacomo''': Mah, insomma, ancora tre giorni e poi mi sposo... <br/> '''Portinaia''': Eh, era ora che facesse qualcosa anche lei, eh! Così siete a posto tutti e tre, finalmente! A proposito, se non togliete la macchina lì davanti al portone immediatamente, io ve la faccio rigare da mio marito! E poi ve la faccio anche portar via dai vigili! Capito? Eheheh! {{NDR|a Giovanni}} Buon viaggio, nè! {{NDR|a Giacomo}} Buon viaggio anche a lei, nè! *{{NDR|Aldo ruba il posto in macchina a Giacomo proprio quando si sta sedendo}}<br/>'''Aldo''': Scusa! <br/> '''Giacomo''': Ma come "scusa"? Arrivi, neanche saluti e mi ciuli il posto?<br/> '''Aldo''': Hai ragione. Ciao, come stai? Andiamo Giovanni, che è tardi! *'''Donna''': Ma chi sono quelli là? <br/> '''Portinaia''': Ma come chi sono? Quelli là son dei mantenuti! <br/> '''Donna''': Ma chi? <br/> '''Portinaia''': Due hanno sposato le sorelle Cecconi, e l'altro sta per attaccare il cappello con la più giovane, la terza! <br/> '''Donna''': Mmmh!... <br/> '''Portinaia''': E adesso stanno andando giù nel meridione, nelle Puglie, per fare il matrimonio, perché il cavalier Cecconi vuole celebrarlo giù a Gallipoli dov'è nata sua moglie! <br/> '''Donna''': Ma, scusi, le figlie del dottor Cecconi...? <br/> '''Portinaia''': Certo! Sì, quello che ha quella grande catena di negozi di ferramenta, che se non fosse per lui, ti dico la verità, io ti assicuro che quei tre lì a quest'ora sarebbero in mezzo alla strada! *'''Giovanni''': Scusa, puoi togliere i piedi dal cruscotto, che lo sporchi?<br/> '''Aldo''': Mi', come sei pignolo! <br/> '''Giovanni''': Io sono pignolo? <br/> '''Giacomo''': Be', un po' pignolo lo sei! <br/> '''Giovanni''': Cioè, questo qua mi cammina sul cruscotto ed io sarei pignolo! <br/> '''Giacomo''': Capito, ma devi anche saperle accettare le critiche, sennò... <br/> '''Giovanni''': Va be', allora, visto che sono pignolo: puoi spostare la gambetta sennò non entran le marce? <br/> '''Aldo''': Lo vedi che sei veramente pignolo? <br/> '''Giovanni''': Allora facciamo tutto il viaggio in prima perché sennò io sarei pignolo! Comunque mettiti le cinture, che se facciamo un incidente e sbatti l'assicurazione non paga. <br/> '''Aldo''': Ma a che serve? Stiamo andando a trenta all'ora! {{NDR|Giovanni frena di colpo, facendogli sbattere violentemente la testa sul cruscotto}} Ah! <br/> '''Giovanni''': Visto? <br/> '''Giacomo''': Allora sei bastardo! <br/> '''Giovanni''': E pignolo! *'''Giovanni''': Allora io vado a prendere il pacco, tu... non so... vai a prendere...<br/>'''Giacomo''': Scusa, ma possibile che quando c'è un lavoro di responsabilità devi farlo sempre tu? Cos'è, io non son capace?<br/>'''Giovanni''': No. Però, se vuoi andare... *'''Giovanni''' {{NDR|parlando della scultura}}: Scusate ma... centosettanta milioni per questa merdina qua? Ma dai, è una follia!<br/>'''Giacomo''': Ma che follia, che follia? Ma lo sai che questo qui è un Garpez, uno dei più grandi scultori viventi?<br/>'''Giovanni''': Ma [[Scultura|scultore]] che cosa? Ma guarda che il mio falegname con trentamila lire la fa meglio. Va', non ha neanche le unghie!<br/>'''Aldo''': Cosa se ne fa nostro suocero di una scultura di centosettanta milioni?<br/>'''Giacomo''': Eh certo! Siccome uno fa il ferramenta non gli può interessare l'arte moderna. Bravo, bravo! Continuiamo a ragionare per luoghi comuni! Bravo! *'''Cecconi''': Lo sai come so' fatti 'sti artisti... Mezzi drogati, mezzi froci... ma comunque, se 'more, la gamba fa un sarto {{NDR|salto}}, uno zompo, e va a trecento milioni! Ma che sto a di', a te, che nun capisci niente, su! Per piacere, a' nano {{NDR|sarebbe Giacomo}}, e passame er pignolo {{NDR|sarebbe Giovanni}}, và! Pronto, pignolo? Andò state?<br/>'''Giovanni''': Eh, è poco che siam partiti, avremo fatto... quaranta chilometri!<br/>'''Cecconi''': Aoh, 'a pignò, ma dovete sbrigarve, dovete còre! {{NDR|correre}} Perché stasera c'abbiamo una cena! Sì, siete tutti invitati ar ''Gambrinuse'', ar ristorante! Così ve presento er prete. Oh, me raccomando, eh... nun me fate fa' figure de merda! Mi raccomando! {{NDR|il cane Ringhio abbaia}} Oh... oh, oh, sento Ringhio! Ah, ah, Ringhio, a papà, fa sentì 'a vocetta tua! {{NDR|il cane Ringhio abbaia forte}} Eheheh, meno male che ce sei te, Ringhio... eh, sei l'unico che me dà soddisfazione... *'''Giacomo''': Scusa, puoi tirar su il finestrino? Lo sai che ho avuto problemi al trigemino quest'anno. {{NDR|Giovanni chiude il finestrino ed accende l'aria condizionata}} Ti dico di tirar su il finestrino, mi accendi l'aria condizionata? Ho già fatto tre bronchiti quest'anno! <br/> '''Giovanni''': Ho capito, se fumi attacco l'aria condizionata, cosa faccio, accendo la radio? <br/> '''Giacomo''': No, la radio no perché ho già un po' di mal di testa. <br/> '''Giovanni''': Sì, ma se lo dicevi prima ci portavamo dietro il polmone d'acciaio! {{NDR|strappa il sigaro dalla bocca di Giacomo per spegnerlo}} Eh cazzo! *'''Aldo''': Oh! Ti fermi che devo fare pipì? <br/> '''Giovanni''': Eh, adesso mi fermo ogni due minuti perché devi far pipì? <br/> '''Aldo''': Va bene, allora ti piscio in macchina! *'''Giovanni''': Senti, lega il mostro {{NDR|il cane Ringhio}} alla macchina, così ci fa anche la guardia. <br /> '''Aldo''': Ma perché, non può venire? <br /> '''Giovanni''': Chi, la merdina? <br /> '''Aldo''': Dammi qua, per l'amore della pace, va! *'''Aldo''' {{NDR|osservando Giacomo}}: Ma quanti libri legge quello lì? <br/> '''Giovanni''': Ma neanche uno! Ne compra cento al mese e non gliene ho visto sfogliare uno! *'''Giovanni''' {{NDR|dopo che lui e Giacomo hanno appurato che il cane Ringhio, lasciato legato al cofano della macchina quando erano ripartiti, ormai non c'è più}}: Be', così è la vita...<br>'''Aldo''' : Con te non ci parlo più, sei un assassino!<br>'''Giovanni''': Io? A parte che sei stato tu a legarlo dietro!<br>'''Aldo''': Sì ma sei tu il piede che gli ha dato la morte!<br>'''Giacomo''': Dai, quel che è stato è stato, è inutile star qui a litigare per questo!<br>'''Giovanni''': "Quel che è stato è stato" un paio di balle! Chi è che glielo dice adesso al vecchio? <br>'''Aldo''': Quello prima ci apre la testa e poi ci sputa dentro!<br>'''Giovanni''': E poi ci licenzia!<br>'''Giacomo''': Certo che voi due siete proprio dei conigli, dai! Ma che paura dovete avere? Siamo delle persone civili o no? Lo si chiama e gli si spiega che è stato un incidente! *'''Giacomo''': Non sento nessun rumorino, a parte che ho appena avuto l'otite e non ci sento molto bene!<br/> '''Giovanni''': Allora sei 'na discarica! *'''Giacomo''' {{NDR|parlando di Chiara}}: Oh, però è carina, eh? <br/> '''Giovanni''': Carina è carina, sì. <br/> '''Giacomo''': Ma non è solo carina, c'ha anche quell'aria lì un po' particolare, un po', eh...? <br/> '''Giovanni''': Sì, c'ha quella roba lì, però calcola che tra due giorni ti sposi, eh! <br/> '''Giacomo''': Perché, cosa ho detto di male? <br/> '''Giovanni''': Be', sei sempre lì a far lo scemetto, gli occhi dolci, tì-tì-tì-tì... <br/> '''Giacomo''': Che occhi dolci, ma cosa stai dicendo? Ma Aldo, sto facendo lo scemo? <br/> '''Aldo''': Be', un po' lo scemo lo stai facendo, va! <br/> '''Giovanni''': Cioè, abbiam fatto la constatazione amichevole e a momenti avevo torto io! <br/> '''Aldo''': Be', insomma, tutte le ragioni non ce le avevi! *'''Giacomo''': Tutto a posto? <br/> '''Chiara''': Sì, per fortuna sono riuscita a spostare il traghetto, altrimenti addio vacanze! <br/> '''Giacomo''': Traghetto per...? <br/> '''Chiara''': Ah, Grecia. Faccio Brindisi-Patrasso, poi un giro per le isole... <br/> '''Giacomo''': Vai a raggiungere... il fidanzato? <br /> '''Chiara''' {{NDR|imbarazzata e giù di morale}}: No... <br /> '''Giovanni''': Toccato un tasto dolente? {{NDR|Chiara annuisce}} Vi siete appena lasciati. <br /> '''Chiara''': Hmmm-mm. <br /> '''Giovanni''': Ti ha mollato lui! <br /> '''Chiara''' {{NDR|sull'orlo delle lacrime}}: Hmmm-mm! <br /> '''Giovanni''' {{NDR|tra sé e sé, sottovoce}}: Si vede. <br /> '''Giacomo''' {{NDR|rivolgendosi sottovoce a Giovanni}}: Sei un deficiente! <br /> '''Giovanni''': Con la tua migliore amica! {{NDR|Chiara piange}} <br /> '''Giacomo''': Ma smettila, Giovanni! <br /> '''Giovanni''': Be', lo dicevo così, per rompere il ghiaccio... <br />'''Chiara''' {{NDR|asciugandosi gli occhi}}: Scusate... {{NDR|al trio}} Voi... siete musicisti? <br/> '''Giovanni''': Come? <br/> '''Chiara''': Nella custodia cosa c'è, un sax? <br/> '''Giovanni''': Ah, lì... no, c'è una roba... <br/> '''Giacomo''': E' un'opera d'arte, è una scultura? <br/> '''Chiara''': Posso vederla? <br/> '''Giovanni''': Eh no, ciccia, non è che possiamo farla vedere a chiunque! <br/> '''Giacomo''': Come no, Giovanni, dai, fagliela vedere! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|sospirando}}: Fagliela vedere... {{NDR|prende la gamba e la dà a Chiara}} Ecco, vedi? Guarda qua... <br/> '''Chiara''': No... <br/> '''Giovanni''': Eh sì, eh, purtroppo sì, eh... <br/> '''Chiara''': Non è possibile, quest... è autentica? <br/> '''Giovanni''': Eh, la gamba! <br/> '''Chiara''': Questo è un Garpez! <br/> '''Giacomo''': Ma scusa, ma come hai fatto così al volo? <br/> '''Giovanni''': Per forza, è una merda, è un Garpez! Anzi, ciccia, visto che costa una cifra... {{NDR|se la fa ridare}} Bella, però... <br/> '''Chiara''': Sì, lo so... io ho a che fare con le opere d'arte per lavoro. Sì, insomma, faccio la restauratrice. <br /> '''Giacomo''': Ma va? Ma lo sai che è sempre stato il sogno della mia vita fare il re...? {{NDR|Aldo e Giovanni scoppiano a ridere in crepapelle}} <br /> '''Giovanni''': Ma se non sai neanche unire i puntini della settimana enigmistica, Giacomo! <br /> '''Aldo''': L'ho capita adesso! <br/> '''Giovanni''': Ma c'è da ammazzarsi dal ridere! <br/> '''Chiara''': E voi? <br/> '''Giovanni''': Eh? <br/> '''Chiara''': Cosa fate nella vita?<br/> '''Giovanni''': Be', noi... lavoriamo nella meccanica di precisione, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche. Non so... {{sic|"harware"}}... <br/> '''Giacomo''': Hardware! <br/> '''Giovanni''': Hardware e quelle cose... cioè, creiamo dei supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, non so, mecc... Proprio... Strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica... eh, non so se mi spiego...<br/> '''Aldo''': Sì, insomma... Abbiamo un negozio di [[ferramenta]]... Cioè, non è che il negozio di ferramenta è nostro... noi ci lavoriamo come commessi, come galoppini, insomma, come... come... sì... *{{NDR|Nel cinema, mentre cercano il meccanico}} <br/> '''Chiara''': Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! È un Garpelli! <br/> '''Giovanni''': Chi? <br/> '''Chiara''': È un film di Garpelli, neorealista. Non lo proiettano da trent'anni! <br/> '''Giovanni''': Ci sarà il suo motivo, dai! <br/> '''Chiara''': {{NDR|incamminandosi verso la sala}} Non possiamo perderlo, vi prego!<br/> '''Giovanni''': Ma no, ma... Giacomo! <br/> '''Giacomo''': {{NDR|seguendo Chiara}} Eh, è un Garpelli, Giovanni! <br/> '''Giovanni''': Ma dai! Aldo! <br/> '''Aldo''': {{NDR|allontanandosi anch'egli}} Vado a prendere i popcorn! *'''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi a Giacomo}}: Dunque, vediamo, allora: nome e cognome? <br/> '''Aldo''': Giacomo Poretti. <br/> '''Dottore''': Ah, perché l'ho chiesto a lei? È lei il malato? <br/> '''Aldo''': Ma lo conosco, è mio cognato... <br/> '''Dottore''': E secondo lei io devo compilare un documento che è ufficiale mettendo le informazioni del primo che passa? {{NDR|a Giacomo}} Senta, è suo cognato? <br/> '''Giacomo''': Si, si... <br/> '''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi ora ad Aldo}}: Va bene, allora come ha detto che si chiama? <br/> '''Aldo''': Perché non glielo chiede a lui? <br/> '''Giovanni''': Giacomo Poretti... per favore, siamo in ritardo! {{NDR|rivolgendosi ora, sottovoce, ad Aldo}} Non star qui sempre a questionare...<br/> '''Dottore''' {{NDR|scrive}}: Gia-como... Po-ret-ti... Allora... vediamo un po'... se tocco qui fa male? {{NDR|lo tocca sul basso addome, e Giacomo emette un verso di dolore}} Ma è sicuro, eh? {{NDR|lo ritocca sullo stesso punto, e Giacomo emette delle urla di dolore ancor più forti}} Invece se tocco qui? {{NDR|lo tocca sulla schiena, all'altezza dei reni}}<br/> '''Giacomo''': No!... <br /> '''Aldo''': Dottore, perché non gli diamo un calmante per endovenosa... che ne so io, tipo quattro cc di placibio?... <br/> '''Dottore''': Ah, è medico! Non lo sapevo... {{NDR|rivolgendosi ora a tutti gli astanti}} È medico! E dov'è che ha studiato? Mi faccia il sacrosanto piacere di mettersi lì e di stare zitto, e non disturbi, mentre faccio il mio lavoro! Signorina, mi prepari un calmante, dunque vediamo... Sì, quattro cc di placibio per endovena. {{NDR|Aldo si mostra visibilmente sconcertato}}. {{NDR|nuovamente a Giacomo}} Ecco, la lingua, mi faccia vedere la lingua...<br/> '''Aldo''': Dottore, secondo me c'ha un colica renale. <br/> '''Dottore''': Che cosa le ho detto prima? Di stare...?<br /> '''Aldo''': Zitto...<br /> '''Dottore''': E di mettersi...<br />'''Aldo''':...lì<br />'''Dottore''': ...lì.<br /> '''Aldo''': Si, però, è...<br /> '''Dottore''': Sono io che faccio le visite. Ha capito? <br/> '''Aldo''': Sì, però se tocchiamo qui {{NDR|ritocca Giacomo sul basso addome, che riurla di dolore}} e gli fa male non è che può essere una tracheite! <br/> '''Dottore''': Adesso si mette anche a fare le diagnosi! È arrivato il professorone, è arrivato! Sa che cosa faccio io adesso? Mi tolgo il camice... mi tolgo il camice e lo do a lei, va bene? Glielo do? Vuole il camice? Stia zitto! Non voglio più sentire neanche una parola capito? Zitto! {{NDR|rivolgendosi nuovamente a Giacomo}} Caro signor...<br/>'''Aldo''': Giacomo Poretti.<br/> '''Dottore''': Caro signor Poretti, qui abbiamo una bella colica renale! {{NDR|Aldo fa nuovamente la faccia allibita}} Dobbiamo fare qualche esamino, lei questa notte la passa qui dentro. Motivi precauzionali. <br/> '''Giovanni''': Guardi che siamo già in ritardo incredibile... <br/> '''Aldo''': Non è che ti puoi mettere a discutere col professore, è un professorone! Un professorone di stirpe, non è che si è inventato la maggior parte..., se sa quello che deve dire. *'''Giovanni''': Oh cazzo, la macchina! {{NDR|Chiara}} Ci ha ciulato la macchina! Ma... Hai visto? Quella tua amichetta, eh, e la Grecia, e la mitologia, e tagliamo la mela, e intanto ci ha ciulato la macchina con dentro la gamba! E io pirla, che le ho lasciato anche le chiavi! Quella grandissima... Chiara! <br/> '''Chiara''': Voi siete matti a lasciare giù la gamba... e se ve la rubano? Ah, la... macchina l'ho messa all'ombra, era sotto il sole...<br/> '''Giovanni''': Brava! <br/> '''Chiara''': E... questa è la tua borsa, no, Giacomo? <br/> '''Giacomo''': Si... <br/>'''Chiara''': Il pigiama dov'è? <br/> '''Giacomo''': Eh... non c'è il pigiama. <br/> '''Chiara''': Non c'è il pigiama? <br/> '''Giacomo''': Eh... dormo nudo... <br/> '''Giovanni''': Dormi nudo? Tu c'hai due bronchiti al giorno e dormi nudo? <br/> '''Aldo''': Eeeeh, ragazzi, stiamo calmi, non è successo niente, vorrà dire che gli presterò il mio! *{{NDR|Vedendo Giacomo con indosso, a mo' di pigiama prestatogli da Aldo, dei pantaloncini da tuta ed una maglietta dell'[[Inter]]}}<br/> '''Giovanni''': Sì, però, anche tu... ti sembra il caso di dormire con la maglietta di [[Ciriaco Sforza|Sforza]]? <br/> '''Aldo''': Eh, quella di [[Ronaldo]] era finita! {{NDR|Giovanni, per tutta risposta, con una finta gli fa sbattere violentemente la testa sulla porta vetrata alle sue spalle, al che si contorce dal dolore}} *'''Giovanni''': Lo sai che con venti milioni si può comprare un bar in [[Costa Rica]]? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme. <br /> '''Aldo''': Tutto l'anno in costume.<br /> '''Giovanni''': Tutto l'anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.<br /> '''Aldo''': E se ti va male?<br /> '''Giovanni''': Be', il rischio c'è. Del resto, se non rischi... Tu non hai mai [[Rischio|rischiato]]?<br /> '''Aldo''': Una volta. Una volta ho messo due fisso a Inter-Cagliari. *'''Aldo''': Ragazzi! Ragazzi! Ho trovato il nuovo Ringhio! {{NDR|mostra a tutti un bastardino dalla pelliccia nera e riccioluta}}<br/> '''Giovanni''': Ma se è nero!<br/> '''Aldo''': Ma perché, devi essere razzista anche coi cani? *'''Chiara''': Oh, ragazzi, e se facessimo un bel bagno {{NDR|nel lago}}?<br/> '''Giovanni''': No eh, ragazzi, simpatia, va bene, si scherza, si gioca, gli ho fatto anche guidare la macchina, però siamo già in ritardo! Non scherziamo... {{NDR|si gira e non vede più nessuno in macchina, e si rivolge allo spettatore}} Va bene. Ma solo cinque minuti. *{{NDR|Mentre nuotano al lago}} <br /> '''Chiara''': E così domani ti sposi? <br/> '''Giacomo''': Sì, ma niente di serio. *'''Maresciallo''': Allora, ci mettiamo a rubare le statue, eh? Storti? Sì, sì, abbassa gli occhi. Baglio: furto con scasso, vilipendio alle massime cariche dello Stato... come la mettiamo?<br/> '''Aldo''': Come vuole lei Signor Direttore... <br /> '''Maresciallo''': Baglio, facciamo gli spiritosi? Te la faccio passare io la voglia di ridere, sai? Ci metto poco. <br/> '''Giacomo''': Scusi Maresciallo, la gamba però è nostra... cioè, non è che sia proprio nostra, apparterrebbe a... <br/> '''Maresciallo''': Allora, uno che si chiama "Poretti Giacomino" ed è nato a Busto Garolfo, dovrebbe avere il buon gusto di stare zitto! <br /> '''Chiara''': Comunque si chiama Giacomo.<br/> '''Maresciallo''': Qualcuno le ha chiesto di fare l'avvocato delle cause perse a lei? <br/> '''Chiara''': Ti chiami Giacomo, no?<br/> '''Giacomo''': {{NDR|Imbarazzato}} Giacomino... <br/> '''Maresciallo''': Dunque, qui il fatto è grave. Cosa ne facciamo di questi qua, Ingegnere? Procediamo? <br/> '''Ingegnere marocchino''': Ma lasciali andare Maresciallo, mi fanno pena. Sono dei poveracci. Tutto 'sto casino per una gamba che con trentamila lire il mio falegname la fa meglio. ==[[Explicit]]== {{explicit film}} {{NDR|Poco prima che siano arrivati in macchina dal suocero, che li aspetta tenendo in braccio il suo fucile, ormai furioso}} <br /> '''Giacomo''': Sei proprio sicuro, Giovanni?<br /> '''Giovanni''': Fidati, è meglio per tutti. {{NDR|se ne vanno via}} ==Citazioni su ''Tre uomini e una gamba''== *{{NDR|«Per quale motivo, quando avete cominciato a scrivere la storia di ''Tre uomini e una gamba'', avete pensato al viaggio? [...]»}} Quando abbiamo iniziato non avevamo un'idea precisa, il nucleo erano i tre cortometraggi che volevamo inserire. Per onestà eravamo chiaramente propensi ad inserire il repertorio dei tre comici perché era quello che ci era stato richiesto e quello che il pubblico si aspettava. Non bastava però fare la solita operazione in cui il repertorio teatrale o televisivo viene semplicemente riprodotto sullo schermo. Soprattutto in ''Tre uomini e una gamba'' dunque il viaggio è stato funzionale allo svolgimento di una vicenda, o meglio alla proposta di una serie di avvenimenti e gag che sarebbero altrimenti state inserite con difficoltà. Confesso che molto ha giocato l'inesperienza e la paura di sbagliare. Il viaggio serviva per dare anche un respiro più ampio, per offrire più occasioni ai personaggi ed era l'espediente ideale per chi non aveva mai fatto prima dei film: se da una parte le riprese possono essere più faticose ed impegnative, dall'altra un viaggio è già di per sè una storia, è già un andare da una parte all'altra. ([[Massimo Venier]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 9a4chaovzzz01cii1uytoel0wbqz4f5 George Clooney 0 16942 1427449 1424926 2026-09-25T18:26:52Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1427449 wikitext text/x-wiki [[Immagine:George Clooney 66ème Festival de Venise (cropped2).jpg|thumb|George Clooney nel 2009]] {{Premio|Oscar|'''[[Syriana]]''' *Miglior attore non protagonista (2006)}} '''George Timothy Clooney''' (1961 – vivente), attore, regista e produttore cinematografico statunitense. ==Citazioni di George Clooney== *Da molto tempo ormai Brad è la più grande star del cinema nel mondo e ammiro molto come conduce la sua vita, cerca di essere la versione più onesta di [[Brad Pitt]] che lui possa essere. E rimane una persona disponibile anche se non è facile.<ref>Da un'intervista rilasciata ad ''Equire''; citata in ''[http://www.rumors.it/notizie/74019/articolo.htm George Clooney spara a zero su Crowe e Di Caprio, salva solo Pitt ]'', ''rumors.it'', 13 novembre 2013.</ref> *{{NDR|[[Lierna]]}} È come Monte Carlo!<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20140521194904/http://www.tgcom24.mediaset.it/people/articoli/articolo314696.shtml Clooney cerca casa nel lecchese]'', ''Tgcom24.Mediaset.it'', 17 giugno 2006.</ref> *Il segreto della felicitá? L'ho capito comprando casa sul [[Lago di Como]]. All'inizio pensavo a un investimento. Poi, quando ho visto gli operai che ci lavoravano, cantando e bevendo buon vino, mi sono reso conto che stavano meglio di me. Per 25 anni ho mangiato in piedi e di corsa. Loro si prendevano il tempo della pausa a pranzo e tornavano a casa pensando alla cena.<ref>Dall'intervista rilasciata ad ''Oggi'', riportata in ''[https://www.ilgiorno.it/cronaca/george-clooney-1.3520110 George Clooney, il segreto della felicità? "L'ho capito comprando casa sul lago di Como]'', ''ilgiorno.it'', 8 novembre 2017</ref> *Io non sono contro la [[Hollywood]] dell'intrattenimento e dei film di forte spettacolarità. A patto che ci sia la libertà di produrre, dirigere, interpretare ben altro.<ref name=Grassi>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/05/GEORGE_CLOONEY_Oscar_mia_sfida_co_9_060205089.shtml George Clooney: «Oscar, la mia sfida politica Per gli amici resto un clown»]'', ''Corriere della Sera'', 5 febbraio 2006, p. 33.</ref> *La [[televisione|tv]] può avere un potere enorme, oggi l'informazione viene in maggioranza dalla televisione. In tv si fa politica, con la televisione è stato eletto Kennedy. Oggi c'è sempre più controllo dei capitali sulla televisione, ecco perché l'informazione è messa in un angolo, non frutta denaro e è pure pericolosa... Un tempo l'informazione poteva controllare gli altri poteri: non era solo un diritto ma una responsabilità. Ora invece non si fanno più le domande che contano. Chi ha creato il documento che provavamo che Saddam cercava di comperare uranio dalla Nigeria? Sappiamo adesso che era falso ma non sappiamo chi lo ha inventato. Per queste domande non c'è più spazio.<ref>Dall'intervista di Cristina Piccino, ''America, le "streghe" son tornate'', ''Il Manifesto'', 2 settembre 2005.</ref> *Noi attori siamo professionisti e non immagini da poster. Ho scoperto che sono in vendita a 16 dollari su un calendario e la cosa non mi ha rallegrato. Non vorrei ritrovarmi incollato, in camice da pediatra o in tuta da Batman, ai vetri di qualche camion guidato da una donna.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1997/novembre/30/George_Clooney_macche_sexy_non_co_0_97113011488.shtml George Clooney: macche' sexy, non sono una Barbie]'', ''Corriere della Sera'', 30 novembre 1997, p. 35.</ref> *[[Paris Hilton]] è un'ipocrita che usa dei trucchi di bassa lega per mantenere il suo status di celebrità. Se non possiedi alcun talento, puoi arrivare solo fino ad un certo punto. Però poi, o sei costretto a lavorare, oppure devi inventarti dei volgari espedienti pubblicitari per mantenere l'attenzione del pubblico. Paris non ha motivo di lamentarsi se è il bersaglio di cattiva pubblicità.<ref>Citato in Farkas Alessandra, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/giugno/11/Clooney_contro_Paris_Hilton_ipocrita_co_9_070611059.shtml Clooney contro Paris Hilton: è ipocrita]'', ''Corriere della Sera'', 11 giugno 2007, p. 37.</ref> *{{NDR|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]]}} Quello che è accaduto mette [[Donald Trump]], Donald Trump Jr., Ivanka e tutti gli altri nella pattumiera della storia. [...] {{NDR|Il nome di Donald Trump}} sarà d'ora in poi associato a insurrezione.<ref>Citato in [https://www.huffingtonpost.it/entry/george-clooney-i-fatti-di-capitol-hill-mettono-trump-e-la-sua-famiglia-nella-pattumiera-della-storia_it_5ff877dcc5b691806c487e0f?utm_hp_ref=it-homepage ''George Clooney: "I fatti di Capitol Hill mettono Donald Trump nella pattumiera della storia"''], ''Huffington.it'', 8 gennaio 2021.</ref> *Sarò sincero: la mattina dell'annuncio all'Academy, io ero sveglio e per nulla indifferente. Scherziamo? Le nomination significano che sul DVD di Good Night... potremo mettere una bella scritta e che altri potranno produrre, dirigere, scrivere film che pongono domande.<ref name=Grassi /> *Vi chiedo scusa, perdonatemi per il "mio" [[Batman & Robin|Batman]] con quei capezzoli che si vedevano attraverso il costume di scena. Ho chiesto scusa anche a Adam West.<ref>Filippo Brunamonti, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2014/10/10/news/george_clooney_tomorrowland-97823182/ George Clooney, dopo le nozze il Comic-Con. "Vi chiedo scusa per il mio Batman..."]'', ''Repubblica.it'', 11 ottobre 2014.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994-1999) *''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996) *''[[Batman & Robin]]'' (1997) *''[[La sottile linea rossa]]'' (1998) *''[[Out of Sight]]'' (1998) *''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999) *''[[Three Kings]]'' (1999) *''[[Fratello, dove sei?]]'' (2000) *''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[Syriana]]'' (2005) *''[[Intrigo a Berlino]]'' (2006) *''[[Michael Clayton]]'' (2007) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[In amore niente regole]]'' (2008) *''[[Burn After Reading - A prova di spia]]'' (2008) *''[[Tra le nuvole]]'' (2009) *''[[L'uomo che fissa le capre]]'' (2009) *''[[Paradiso amaro]]'' (2011) *''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012) – produttore *''[[Gravity]]'' (2013) *''[[Money Monster - L'altra faccia del denaro]]'' (2016) – attore e produttore *''[[The Midnight Sky]]'' (2020) – attore, regista e produttore *''[[Il bar delle grandi speranze]]'' (2021) – regista e produttore ==Voci correlate== *[[Amal Clooney]] – moglie *[[Miguel Ferrer]] – cugino ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Clooney, George}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] dbxsos6z6k29l3xf8dlzcsllshn68vu Bettino Craxi 0 32779 1427406 1427392 2026-09-25T13:15:01Z Marco Ciaramella 36855 /* Citazioni di Bettino Craxi */ Formattazione. 1427406 wikitext text/x-wiki [[File:Craxi1.jpg|thumb|Bettino Craxi]] '''Benedetto Craxi''' detto '''Bettino''' (1934 – 2000) è stato un politico italiano. ==Citazioni di Bettino Craxi== *{{NDR|A [[Silvio Berlusconi]]}} Bisogna trovare un'etichetta, un nome nuovo, un simbolo, un qualcosa che possa unire gli elettori moderati che un tempo votavano per il pentapartito. Con l'arma che tu hai in mano delle televisioni, attraverso le quali puoi fare una propaganda martellante, ti basterà organizzare un'etichetta, un contenitore. Hai uomini sul territorio in tutta Italia, puoi riuscire a recuperare quella parte di elettorato che è sconvolto, confuso, ma anche deciso a non farsi governare dai comunisti, e salvare il salvabile.<ref>Da una riunione avvenuta il 4 aprile 1993 a Villa San Martino, residenza di Berlusconi, e riportata da Ezio Cartotto, lì presente; citato in Gianni Barbacetto, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/26/berlusconi-20-anni-fa-la-discesa-in-campo-con-la-regia-di-craxi-e-dellutri Berlusconi, 20 anni fa la discesa in campo. Con la regia di Craxi e Dell’Utri]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 26 gennaio 2014.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi al nuovo segretario del [[Partito Socialista Italiano]], [[Giorgio Benvenuto]]}} Gli auguro di contribuire a rovesciare le tendenze negative che stanno spingendo il paese verso l'imprevedibile, poi gli auguro di riuscire a mantenere unito il partito e contemporaneamente a difenderlo e a rinnovarlo. Infine gli auguro di essere capace di trovare interlocutori politici che possano aiutare la vita democratica ad uscire da questo stato di crisi.<ref>Citato in Stefano Marroni, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/13/benvenuto-per-un-pugno-di-voti.html Benvenuto, per un pugno di voti]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 1993</ref> *{{NDR|Dopo il suicidio dell'On. Sergio Moroni, coinvolto nell'inchiesta [[Mani pulite]]}} Hanno creato un clima infame.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/settembre/04/Craxi_Martelli_clima_infame_co_0_92090411449.shtml Craxi e Martelli: un clima infame]'', ''Corriere della Sera'', 4 settembre 1992.</ref> *Io contesto all'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|OLP]] l'uso della [[lotta armata]] non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della [[questione palestinese]]. L'esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa. [...] Quando [[Giuseppe Mazzini]], nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell'ideale dell'unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici. Questa è la verità della storia. (dall'intervento alla Camera dei Deputati sulla questione palestinese, 6 novembre 1985)<ref>[http://legislature.camera.it/_dati/leg09/lavori/stenografici/sed0373/sed0373.pdf Resoconto stenografico] delle seduta.</ref> *In questa vicenda {{NDR|L'arresto di [[Mario Chiesa]]}}, purtroppo, una delle vittime sono proprio io. Mi preoccupo di creare le condizioni perché il Paese abbia un Governo che affronti gli anni difficili che abbiamo davanti e mi trovo un mariuolo che getta un'ombra su tutta l'immagine di un partito che a [[Milano]] in cinquant'anni, nell'amministrazione del Comune di Milano, nell'amministrazione degli enti cittadini – non in cinque anni, in cinquanta – non ha mai avuto un amministratore condannato per reati gravi commessi contro la pubblica amministrazione. (TG3, 3 marzo 1992) *L'[[eurocomunismo]] è un po' come l'[[Fenice|araba fenice]]: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.<ref>Citando [[Pietro Metastasio]]: ''È la fede degli amanti | come l'Araba Fenice | che vi sia ciascun lo dice | ove sia nessun lo sa.''</ref><ref name=dAgostino/> *{{NDR|A [[Pieter Willem Botha]]}} L'Italia, per la sua tradizione storica e per i valori che hanno ispirato il proprio ordinamento democratico, considera inaccettabili forme di organizzazione socio-politica fondate sullo sviluppo separato e sulla segregazione [...] Il governo italiano non può che ribadire la sua posizione di condanna del sistema dell'[[apartheid]] e della politica degli insediamenti forzati, che sono in stridente violazione della Carta delle Nazioni Unite.<ref>Citato in [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/06/13/craxi-botha-italia-condanna-apartheid.html?ref=search ''Craxi a Botha "L'Italia condanna l'apartheid"''], ''la Repubblica'', 13 giugno 1986.</ref> *La mia libertà equivale alla mia vita. ([[Epitaffi|Iscrizione sulla sua tomba]] nel cimitero cristiano di Hammamet, in Tunisia)<ref>In Massimo Pini, ''Craxi: una vita, un'era politica'', Mondadori, 2006, una descrizione della tomba: "Quella stessa terra d'Islam che lo aveva difeso, lo ospiterà sotto una semplice lastra di cemento dipinta di bianco, con le date della sua permanenza sulla Terra, e un libro aperto sul quale spiccano le parole: «La mia libertà equivale alla mia vita», e la sua firma". Come testimoniato dal figlio [[Bobo Craxi]] in ''Route El Fawara: Hammamet'', Sellerio, è una frase che "ha detto tante volte", riportata sulla tomba per sua stessa volontà, secondo quanto riporta la [http://www.archivionline.senato.it/scripts/GeaCGI.exe?REQSRV=REQPROFILE&REQCARDTYPE=24&ID=2058231342 Fondazione Bettino Craxi].</ref> *Per quanto riguarda la vita politica [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è una novità assoluta.<ref>Citato in Maria Teresa Meli, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/Itemid,3/action,viewer/page,5/articleid,0727_01_1994_0049_0005_10489762/ Craxi: Berlusconi è una novità]'', ''La Stampa'', 19 febbraio 1994.</ref> *Più sono le leggi, più sono i ladri.<ref name="dAgostino">[[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988 ISBN 8804313757</ref> *{{NDR|Dopo la [[dissoluzione dell'Unione Sovietica]]}} Quella ammainata a Mosca simboleggiava il potere comunista. Era l'insegna di una rivoluzione degenerata nel dispotismo burocratico, nel militarismo e in forme di oppressione imperialistica di popoli e nazioni sovrane.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,0890_01_1991_0318_0004_12455480/ ''Craxi: la nostra bandiera rossa resta''], ''La Stampa'', 27 dicembre 1991</ref> *{{NDR|In occasione della morte di [[Mao Zedong]]}} Scompare con Mao il principale artefice di uno dei più grandi eventi di questo secolo: la [[rivoluzione cinese]] e la nascita della [[Repubblica Popolare Cinese|Nuova Cina Popolare]]. Il segno che egli lascia nella vita del suo popolo e in quella dell'umanità intera non sarà cancellato dal tempo, anzi è destinato a divenire più grande e marcato via via che la storia gli renderà per intero tutte le ragioni del suo pensiero e della sua opera.<ref>Citato in ''[https://avanti.senato.it/js/pdfjs-dist/web/viewer.html?file=/files/reader.php?f%3DAvanti%201896-1993%20PDF_OUT/15.%20Avanti%20Ed.%20Nazionale%201969-1976%20OCR/Ocr%20-D-/D-%20dal%201972%20-04%20Luglio%20pag.%2001%20al%201976%20-19%20Dic.%20pag.%2008/CFI0422392_19760910.80-212_0001_d.pdf Sottolineato il ruolo storico del leader cinese]'', ''avanti.senato.it'', 10 settembre 1976.</ref> * {{NDR|Su [[Romano Prodi]]}} Nel vecchio sistema il signor Prodi era il classico sughero che galleggiava tra i gruppi pubblici e i gruppi privati con una certa preferenza per quest'ultimi ed una annoiata ma non disinteressata partecipazione ai palazzi dei primi... Come leader politico non è nient'altro che il classico bidone.<ref>Craxi, Bettino, ''Io parlo, e continuerò a parlare'', Milano, Mondadori, 1997.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1062_01_1980_0095_0002_15104652/ Craxi spera che l'elettorato non butti all'aria il governo]''|Intervista di Aldo Rizzo, ''La Stampa'', 4 maggio 1980.}} *Mi occupo di politica da quando portavo i pantaloni corti e tra le [[elezioni|campagne elettorali]] non me ne ricordo una molle. *Ci si può spiegare con gli [[elezione|elettori]] anche in poco tempo e con poche parole. *Alle regole corrette dei rapporti tra i partiti non possono sostituirsi le regole di rapporto tra correnti di diversi partiti. *Sulle linee della politica estera del [[Governo Cossiga II|governo]] abbiamo discusso a lungo nella fase del negoziato. Se le linee concordate saranno rispettate non ci saranno motivi di divisione. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0514_01_1999_0280_0001_9520105/ Per me c'è un'altra lista]''|Intervista di [[Augusto Minzolini]], ''La Stampa'', 13 ottobre 1999}} *{{NDR|Sul rapporto tra Partito Socialista Italiano e [[Unione Sovietica]]}} Il Psi si era sottratto da tempo alle "influenze" sovietiche. Un conto del resto sono le influenze, un conto sono le infiltrazioni che sono sempre possibili. Gli anni difficili erano stati altri. Erano gli anni in cui il Psi veniva finanziato dal Pcus e poi, per anni ancora, la corrente così detta "carrista" che diede vita al Psiup. Da allora molte cose erano cambiate e di certo [[Francesco De Martino|De Martino]] non era un uomo di Mosca, come, in quegli anni, lo era ancora [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]]. *{{NDR|Sul [[caso Moro]]}} Il caso Moro continua a vivere con i suoi misteri. Quelli veri e quelli creati ad arte. Se e quando, in quella vicenda, si è calata una mano straniera nessuno è mai riuscito a dimostrarlo. *{{NDR|Sul rapporto tra [[Partito Comunista dell'Unione Sovietica]] e [[Partito Comunista Italiano]]}} I sovietici non accettavano l'[[eurocomunismo]] e l'adesione di fatto all'[[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Alleanza Atlantica]] e men che meno le due cose insieme. *{{NDR|Sul finanziamento del Partito Comunista Italiano da parte dell'Unione Sovietica}} La verità è che, in tutti questi anni, si poteva rileggere la storia italiana in modo onesto e critico. Si è preferita la via degli extraterrestri, cioè di quelli che avevano vissuto i decenni precedenti sulla luna. *[[Pietro Nenni|Nenni]] aveva tagliato i ponti coi sovietici nel '56 nel corso della tragedia ungherese e De Martino lo aveva seguito, a differenza di altri che si organizzarono con i soldi russi per rovesciarlo. ==''E la nave va''== ===[[Incipit]]=== ''Una nave e l'Italia''<br>17 ottobre 1985.<br>Onorevole Presidente, onorevoli Colleghi,<br>prima di comunicare le decisioni che ritengo necessario e doveroso di prendere, vista la grave situazione politica che si è determinata nella coalizione di Governo, ho sentito l'obbligo di esporre alla Camera, nell'assoluto rispetto della verità, la sequenza di avvenimenti riferiti alla vicenda dell'Achille Lauro che il Paese ha vissuto con trepidazione in questi giorni e che il Governo sin dall'inizio ha fronteggiato con una linea di condotta sempre ispirata all'obiettivo primario di evitare una tragedia e agendo in modo che le nostre decisioni in nessun momento fossero tali da comportare pregiudizio alla dignità della nazione e alla sovranità del Paese. ===Citazioni=== *– Il [[Governo]] italiano ha sempre condotto con la massima intransigenza la [[lotta]] al terrorismo ed i risultati sin qui conseguiti lo dimostrano. Nessun governo libero al [[mondo]] ha saputo conseguire decisivi risultati nella lotta al terrorismo, senza distruggere i principi e le regole dello [[stato]] di [[diritto]], così come hanno saputo fare i governi della [[Repubblica Italiana]]. Non c'è un caso di cedimento, o di debolezza che possa essere imputato a questo Governo, nella lotta al terrorismo. *[...] Abbiamo agito secondo la nostra [[coscienza]], secondo la nostra [[politica]] secondo le nostre [[Legge|leggi]]. La coscienza ci ha dettato il dovere di tentare le vie incruente; la politica ci ha offerto l'occasione di utilizzare i buoni rapporti dell'[[Italia]]. Le nostre leggi, le leggi italiane, ci hanno indicato la [[via]] da seguire. *Non ci può essere una vera [[pace]] fino a quando permangono in molte parti del mondo crisi acute che minacciano di allargarsi, coinvolgendo nuovi [[Paese|paesi]], e che d'altro canto esasperano il sempre difficile confronto fra Est e Ovest. *[...] l'Italia è l'unico paese [[Europa|europeo]] che è riuscito ad individuare e ad assicurare alla [[giustizia]] quasi tutti gli autori degli attentati compiuti sul nostro territorio. È un dato che ci conforta sull'efficienza dei nostri apparati di tutela: ma è anche un dato che ci dice che in Italia né si chiudono gli [[Occhio|occhi]], né si evitano responsabilità.<br>Resta comunque nostra profonda convinzione che nessun sistema di prevenzione o di repressione del terrorismo potrà assicurarci la [[vita]] libera e pacifica alla quale aspiriamo, se esso non sarà combattuto con l'[[azione]] politica e diplomatica là dove esso nasce. {{NDR|Bettino Craxi, ''E la nave va'', Edizioni del Garofano, 1985.}} ==''Socialismo e realtà''== ===[[Incipit]]=== Il processo di sviluppo, che favorisce i paesi ricchi mentre la povertà ristagna nei paesi poveri, è tuttora in atto ed il divario, tra gli uni e gli altri, è cresciuto. ===Citazioni=== *Il [[socialismo]] mantiene la sua fondamentale ed essenziale natura di movimento anticapitalistico. Esso nasce come reazione umana e razionale nei confronti delle ingiustizie delle ineguaglianze che il nascente capitalismo industriale portava con sé. Le contraddizioni e le crisi della società capitalistica costituirono oggetto delle analisi, della critica penetrante, delle previsioni dei teorici socialisti. I mutamenti intervenuti dopo le due guerre mondiali, la modificazione della natura e delle manifestazioni del capitalismo non hanno mutato la ragione fondamentale della lotta socialista e cioè quella di provocare un superamento del [[capitalismo]] con il passaggio ad un ordine economico, sociale e politico più evoluto, che arricchisca le libertà dell'uomo, le sue condizioni di vita materiale e spirituale. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 50) *Superamento del capitalismo non significa necessariamente e non comunque nelle società di alto e relativo sviluppo industriale, collettivizzazione di tutti i mezzi di produzione, eliminazione dell'iniziativa privata nell'[[economia]]. È stato acutamente osservato che l'economia di mercato, di cui alcuni tratti distintivi spuntano a fare capolino nelle stesse economie collettivizzate e statizzate dei Paesi comunisti, sopravviverà al capitalismo. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 50) *Superamento del capitalismo significa oggi eliminazione del ruolo egemone che i gruppi economici privati possono esercitare sulla vita della società. A questo scopo possono concorrere le istituzioni della democrazia politica, il compito conferito allo Stato di pianificare l'uso delle risorse nazionali secondo criteri di interesse nazionali, la funzione del movimento sindacale. Il capitalismo, e per trasformazioni interne, e per il crescere di altre forze nella società, sotto la pressione delle forze socialiste e per il concorso di altre forze, perderà il suo ruolo dominante. Il socialismo democratico rifiuta perciò il metodo della collettivizzazione burocratica che ha raggiunto risultati assai discutibili in termini di efficienza e che per la sua stessa natura si è dovuto far proteggere da regimi politici illiberali e totalitari. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 50) *L'intervento pubblico diretto nella produzione deve corrispondere a criteri economici ed a esigenze sociali, non deve far sortire l'effetto di deprimere il meccanismo economico diminuendone l'efficienza e la capacità produttiva. Esso va usato e sollecitato con decisione per rimuovere strozzature e anomale posizioni di controllo della vita economica, ritardi ed insufficienze dell'apparato produttivo, deve essere difeso dalla polemica liberista ma non mitizzato. La funzione del [[potere]] politico, rappresentativo dei grandi interessi generali nell'economia, deve essere quella di ricondurre, mediante un adeguato apparato di strumenti legislativi, amministrativi, fiscali ed economici, le grandi scelte economiche sotto il controllo della collettività. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 51) *Il socialismo non è una mera e particolare tecnica di gestione della economia e dello Stato; è anche questo ma è soprattutto un movimento che propugna una tavola cli valori diversa da quella del capitalismo e misura i risultati della sua lotta in relazione al grado di affermazione di tali valori, Di una società burocratica che, tenendo ovviamente conto del grado iniziale di sviluppo, mantenga un basso livello delle condizioni di vita materiale dei suoi : membri ed una limitata sfera di libertà, il minimo che possiamo dire è che coloro che la dirigono il socialismo lo hanno lasciato nei libri o lo hanno tratto da testi non socialisti. Beninteso il carattere illiberale di una società burocratica non è solo un fenomeno della società comunista; in questa società vi compare in forma più appariscente e cori caratteristiche patologiche ma non è certo estraneo alla moderna società industriale di tipo occidentale. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 51) *Così come una società che pur avesse raggiunto un alto grado di efficienza dei servizi pubblici ed un soddisfacente grado di benessere e di [[libertà]], in essa non può considerarsi esaurita la funzione del socialismo fintantoché i grandi poteri che determinano il suo sviluppo, ne regolano le condizioni di vita e ne esprimono i valori dominanti sono nelle mani di gruppi privati sostanzialmente egemoni sul resto della collettività. Mi riferisco in questo caso ai limiti di un socialismo fermo a rivendicazioni distributive e incapace di porsi globalmente i problemi della economia e dello Stato e quindi inevitabilmente subalterno. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52) *Sono state tentate molte definizioni di una nuova dimensione del socialismo, alcune delle quali voglio qui richiamare perché mi sembrano utili a chiarire la portata dei nuovi problemi che ci stanno di fronte: si è parlato di socializzazione dei processi decisionali e di estensione della partecipazione democratica come metodo del socialismo moderno. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52) *In campo laburista si è definita l'unità di misura da adottarsi come ideale socialista il progresso nella moralità sociale misurato dal grado di eguaglianza e di rispetto della personalità individuale, espresso nella distribuzione del potere e negli istituti giuridici e di proprietà vigenti in uno Stato. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52) *All'orrore che la realtà stessa della guerra in atto provoca nella coscienza della nostra popolazione pacifica, si accompagna il timore sempre più marcato di una progressiva estensione del conflitto che, al di là delle volontà dichiarate, può essere la conseguenza inevitabile della logica bellica. Agli [[Stati Uniti]], che sono, sotto il profilo economico e militare, la più grande tra le potenze mondiali, spettano non le esclusive ma le maggiori responsabilità; ad essi in primo luogo spetta di compiere un atto di coraggio e di lungimiranza che sia, sul piano morale, pari alla loro forza materiale. (Protesta per il Vietnam, 1968, p. 53) *Il prestigio del Paese nel mondo ci pare, oggi più che mai, legato alla capacità di fare prevalere una strategia di [[pace]]. Occorre che si facciano tacere gli isterismi estremisti che farneticano intorno ad una soluzione militare portati dall'onda di un falso [[patriottismo]], ma anche che si rinunci alla prospettiva di riuscire a trascinare in ginocchio alle trattative i propri avversari, giacché questi e non altro appare il senso della politica del "doppio binario": la ricerca da un lato di una soluzione negoziata e la contemporanea intensificazione delle operazioni militari dall'altro. (Protesta per il Vietnam, 1968, p. 53) *Chiedono anche qualcosa di più importante, e cioè la loro partecipazione alla gestione amministrativa e didattica dell'università. Sottolineo inoltre un altro aspetto che ci trova concordi. Si tratta dell'autonomia dell'Istituto Universitario, istituto di ricerca scientifica e di formazione professionale, da forme di subordinazione ai grandi poteri economici e da condizioni di soggezione che sono il portato di un sostegno pubblico inadeguato ed insufficiente. Su questi ed altri temi dovrà vertere la riforma dell'università, compito urgente affidato alla prossima legislatura parlamentare. C'è qualcosa di più in questo movimento di protesta che non possiamo ignorare o fingere di non vedere. C'è un senso di distacco e di sfiducia nella [[democrazia]] che genera estremisti e contusioni che debbono essere giudicati per quello che sono. un distacco penoso, ma è penoso in primo luogo per la democrazia la quale ha la responsabilità ed il dovere di conquistare a sé ed ai propri valori le nuove generazioni. C'è un conflitto di generazioni che deve trovare una definizione positiva. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 72) *Voglio fare a questo punto una considerazione in margine a ciò che ci chiede il gruppo comunista e cioè un nostro voto di solidarietà indiscriminata nei confronti dell'intero movimento di protesta. Cari colleghi, questo non lo possiamo fare e non lo faremo perché non sarebbe giusto. Voi sapete benissimo, ancor meglio di me, come all'interno di questo movimento fermentino umori che sono torbidi. Sapete benissimo che si tratta di tendenze che all'interno del movimento studentesco vengono contrastate e spesso giudicate negativamente dalla parte più sana, responsabile, veramente impegnata in una lotta per la riforma dell'[[università]] e della società e che io chiamo l'ala democratica del movimento studentesco. Sono tendenze che, in situazioni di tensione create anche da errori delle autorità responsabili, vogliono prevalere e dare al movimento studentesco connotati ch'esso non ha e che, certamente nella sua grande maggioranza non vuole avere. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 72) *Assistiamo — e non possiamo non vederlo — alla riesumazione, presso frazioni combattive della gioventù, di un bagaglio polemico che fu proprio di una delle più nefaste degenerazioni del [[comunismo]] stalinista: la teoria del social-fascismo. Queste teorie furono causa di divisioni profonde, di grandi tragedie. Chi conosce la storia della sinistra in Europa non può dimenticare. Esse vengono oggi usate come arma polemica ed accompagnate da una sorta di "scimmiottamento" di motivi che sono legati alla complessa evoluzione di una società asiatica, che è stata teatro di una grande rivoluzione ed è meritevole di ben altra attenzione, e dei quali si fa una meccanica imitazione, farsesca e provinciale. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 73) *Su queste questioni le forze democratiche debbono mostrarsi rigorose. Non c'è nessun calcolo di natura elettorale, nessuna valutazione di opportunità che possa giustificare un atteggiamento equivoco di solidarietà indiscriminata. Non abbiano di queste debolezze. Facendo le necessarie distinzioni partiamo dalle ragioni della protesta studentesca, che noi condividiamo, una solidarietà leale e responsabile quale si conviene ad una classe dirigente democratica. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 73) *Sottolineare il tema del laicismo, in un momento in cui il Paese si appresta a compiere scelte che incideranno profondamente sul suo futuro, mi pare importante e necessario. Bisogna tuttavia intendersi sul significato del termine laicismo, Una riesumazione del vecchio anticlericalismo, i cui campioni furono [[Enrico Ferri]] e [[Guido Podrecca]], avrebbe il sapore di un anacronistico ritorno a problemi, a lotte e anche ad errori di altri tempi. Il solo anticlericalismo che può e deve sopravvivere, con piena giustificazione, è quello che si manifesta come reazione nei confronti del clericalismo. (Laicismo non anticlericalismo, p. 74) *Quando il [[clericalismo]] si presenta con il suo volto di intolleranza, di fanatismo e di integralismo, esso può suscitare reazioni anticlericali in chi ha vivo il senso della libertà e con questo animo guarda ai problemi dell'uomo e della società. Quale laicismo quindi? Un laicismo che corrisponda a una visione del mondo raggiunta secondo un metodo critico innanzitutto e quindi un modo di condotta individuale che sia affermazione di autonomia e di libertà. Un laicismo inteso come concezione dello Stato democratico e aconfessionale che non sopporta limitazioni alla propria autonomia e alla propria sovranità. (Laicismo non anticlericalismo, p. 74) *Su questo terreno il lavoro da fare nel nostro Paese è molto, importante, decisivo per le caratteristiche che potrà assumere lo sviluppo nazionale nei prossimi anni. Tra i temi posti vorrei sottolinearne alcuni e cioè quello della difesa intransigente dei diritti di libertà, della cultura e dell'arte; la proposta di una riforma divorzista, lo sviluppo della scuola di Stato, la legalizzazione dell'aborto, la revisione o meglio ancora la consensuale abolizione del concordato tra lo Stato e la Chiesa che come tutti sanno porta in calce le firme del cardinale [[Gasparri]] e del cavalier [[Benito Mussolini]], e porta, nel voto che gli ridiede vigore giuridico nella nuova [[Costituzione|Costituzione Repubblicana]], il segno della debolezza e dell'opportunismo comunista, e che non può più essere il quadro regolatore dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la Repubblica democratica; i temi connessi con la evoluzione del costume che, pur nella necessaria responsabilità, non può essere ostacolata da opprimenti ipocrisie e da pregiudizi antiscientifici e propri di società arretrate. (Laicismo non anticlericalismo, p. 75) *Tra l'altro non va affatto trascurato un problema che anzi assume sul terreno politico e in rapporto al tema della libertà, una funzione di preminenza: mi riferisco al problema della libertà politica dei cattolici. (Laicismo non anticlericalismo, p. 75) *I cattolici italiani non possono essere considerati dei cittadini minorati bisognosi di cure coercitive dirette a determinare le loro scelte politiche e partitiche fondamentali. Essi debbono, al pari dl tutti e al pari dei cattolici di altri Paesi europei, liberarsi da una tutela che limita la loro libertà nella sfera politica e civile. Un contributo decisivo all'affermazione del valori laici dello Stato deve provenire proprio dai cattolici. Questa affermazione vuoi dare anche la misura del nostro laicismo, che è affermazione di libertà e non manifestazione di odi antireligiosi o di disprezzo per la fede altrui. Nessuno credo vorrà, e non certo, noi socialisti, ricreare le condizioni di una radicale divisione tra guelfi e ghibellini. Ma questo risultato si ottiene resistendo alla invadenza clericale, riaffermando con vigore i diritti dello Stato laico, promuovendo un vigoroso moto di liberazione da ogni forma di intolleranza e di coercizione. (Laicismo non anticlericalismo, p. 75) ===[[Explicit]]=== Chiediamo al Governo di assumere formale impegno in questo senso ed ai membri della Commissione Esteri di pronunciarsi esplicitamente su questo punto. ==Citazioni su Bettino Craxi== [[Immagine:Ronald Reagan and Bettino Craxi.jpg|miniatura|Bettino Craxi con [[Ronald Reagan]]]] *A Bettino Craxi sarò sempre grato per aver appoggiato il progetto agricolo nella valle del Tana Beles, un magnifico e generoso regalo italiano. ([[Menghistu Hailè Mariàm]]) *{{NDR|Nel 1992}} Appena arrivato a Milano, ho avuto conferma di una mia precedente diagnosi e ho pensato a Craxi come una matrioska. ([[Giuliano Amato]]) *Aveva trasformato il Psi in un'organizzazione in cui la forza politica dei leader locali e nazionali era misurata sulla loro capacità di raccogliere finanziamenti illeciti e mazzette. ([[Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio]]) *Che Craxi sia uomo di grandi capacità e ambizioni, lo si sapeva. Che sia anche uomo di grande coraggio, lo si è visto ieri, quando pronunciava alla Camera il suo discorso di replica. Per due volte si è interrotto alla ricerca di un bicchier d'acqua. Per due volte [[Giulio Andreotti|Andreotti]] glielo ha riempito e porto. E per due volte lui lo ha bevuto. ([[Indro Montanelli]]) *Col suo decisionismo ha arricchito i quadri dirigenti del partito imponendo persone che mai sarebbero riuscite a diventare dirigenti. ([[Ugo Intini]]) *Craxi è abile. Sa salvare e sa salvarsi. ([[Vittorio Caprioli]]) *Craxi è morto esule e povero, senza i soldi per curarsi. ([[Umberto Cicconi]]) *Craxi è stato un grande leader che ha saputo con largo anticipo individuare l'esigenza di modernizzazione del Paese. È stata una figura capace di scavalcare le vecchie categorie destra-sinistra. Noi del Msi condividevamo la sua ricerca della dignità nazionale e le sue scelte riformiste. Le diffamazioni e i momenti amari non sono riusciti a scalfire l'immagine di uno dei più grandi statisti dell'Italia repubblicana. Inoltre fu lui l'unico prima di Berlusconi a fare una legge su Roma capitale. ([[Gianni Alemanno]]) *Craxi era un uomo di partito certamente molto accorto, era un uomo valido di governo perché sapeva decidere. Che cosa fosse lo Stato, da buon socialista, non lo sapeva. ([[Indro Montanelli]]) *Craxi? Era un politico vero, quindi è un mascalzone vero. ([[Dino Risi]]) *Craxi era un uomo che sapeva decidere" e "con il suo governo, eccezionale già per la sua durata, dal 1983 al 1987, seppe restituire centralità e autorevolezza a Palazzo Chigi. ([[Renato Schifani]]) *Craxi. Era un vero leader. L'ultimo che abbiamo avuto. Ha commesso sicuramente errori. Ma è stato crocifisso perché la sua personalità era dirompente e infastidiva. L'ultimo voto l'ho dato a lui. Dopo di lui non ho più votato. O Craxi o nessuno. ([[Ida Di Benedetto]]) *Craxi fu uno dei perni del sistema di corruzione che divorò la Prima Repubblica e portò il Paese sull'orlo del crac, con un debito pubblico che ancora oggi ci pesa addosso. ([[Gianni Barbacetto]]) *Craxi ha dimostrato di essere un vero socialista, specialmente nella gestione della politica estera, e sulla scena internazionale. ([[Sandro Pertini]]) *Craxi pensava che avrebbe dominato meglio i suoi uomini se avessero avuto certe caratteristiche psicologiche. ([[Gianni De Michelis]]) *Craxi si rivelò l'unico segretario di partito che rubava anche per sé e senza alcuna precauzione. ([[Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio]]) *Di fronte a lui nessuno parlava, neanche Amato. I despoti esistono perché esistono i sudditi. ([[Nerio Nesi]]) *È un onore essere denunciati da Craxi. ([[Achille Occhetto]]) *Ero a Parigi e Craxi, allora presidente del Consiglio, mi fece sapere che i servizi stavano architettando qualcosa su di me, consigliandomi di essere cauto. Per questo ancora gli sono grato. ([[Toni Negri]]) *''Gente che lavora, gente che produce | non si è accorta che Bettino è il loro nuovo duce.'' ([[Banda Bassotti (gruppo musicale)|Banda Bassotti]]) *Gli anni trascorsi ci consentono un giudizio storico più sereno e obiettivo. A ciascuno di noi il compito di riflettere su Craxi e su una stagione drammatica. Per lui non ci furono sconti, ha pagato più di ogni altro colpe che erano dell'intero sistema politico dell'epoca. Fu una vittima sacrificale. ([[Renato Schifani]]) *Gli Italiani a sinistra, gli Africani a destra... Craxi, dove va? [...] Gli imbecilli a sinistra, i grandi statisti a destra... Craxi, dove cazzo va? [...] I ladri a sinistra, le persone oneste a destra... Craxi, dove cazzo va? Lei fa una brutta fine, Craxi, eh! ([[Roberto Benigni]]) *Gli uomini si dividono in due grandi categorie, i laser e i dispersivi. Alla prima apparteneva Bettino: sceglieva un obbiettivo e si concentrava su quello senza curare i dettagli. In politica è un sistema efficacissimo. [...] Ma nel momento della disgrazia è più facile reggere essendo fatti come me che come era fatto Bettino. Infatti Bettino si è spezzato. ([[Gianni De Michelis]]) *Il migliore di tutti è senza dubbio Craxi. Insuperabile come showman, dal fisico al portamento, alla disinvoltura, alla voce. È Yul Brinner più Marlon Brando. ([[Enrico Montesano]]) *In Craxi c'erano gioia di vivere, spirito autenticamente ribaldo, indisponibilità a quelle pigrizie che fanno brutto e noioso il carattere burocratico della lotta politica. ([[Giuliano Ferrara]]) *Incontro Craxi. E Craxi mi si avvicina e mi chiede... scusa. Ma era un sogno all'incontrario... ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]) *Io mi rendo conto che doveva combattere su due fronti, contro Pci e Dc. E che aveva bisogno di mezzi finanziari. E non posso negare la sua grande passione politica. Ma non dimentico l'arroganza sfrenata, la supponenza, la presunzione e questo bisogno di sicurezza dato dal denaro. ([[Nerio Nesi]]) *Io un giorno ho visto Craxi chiedere scusa... poi mi sono avvicinato, ho guardato meglio, non era Craxi. [...] Ho visto Craxi guardare un socialista magro e piangendo domandarsi: «Dove ho sbagliato?». ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]) *L'unico statista che abbiamo avuto dai tempi del [[Benito Mussolini|Principale]]. Non a caso ne era un grande estimatore. Ad Hammamet discutevamo per ore con Bettino del Duce. Una volta che doveva inaugurare un monumento ad Anita Garibaldi, mi chiese di ritrovargli il discorso che aveva fatto il Principale su di lei. Se lo guardò beato, faceva riavvolgere la pellicola per studiarsi le mosse ([[Giuseppe Ciarrapico]]) *La cena in [[Cina]]...c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo punto [[Claudio Martelli|Martelli]] ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: "Ma senti un po', qua c'è un miliardo e son tutti socialisti?". E Craxi ha detto: "Si, perché?". "Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?". ([[Beppe Grillo]]) *La cosa che mi preoccupa in Bettino Craxi è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al [[potere]] per il potere. ([[Enrico Berlinguer]]) *La DC per lui era l'espediente tattico. Una sinistra unita e socialdemocratica era l'ambizioso disegno strategico della sua vita. ([[Enzo Bettiza]]) *La guerra del Cavaliere non è la nostra. La nostra guerra è finita con la morte di papà. Il paragone è improponibile: [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è il padrone d'Italia, non ha nulla da temere; Craxi era solo contro i giudici. Io ho cercato di tenerne viva l'eredità salvando un piccolo partito socialista. ([[Bobo Craxi]]) *Le persone che hanno frequentato Craxi e che gli leccavano i piedi fino a poco tempo prima, lo hanno tradito. Una cosa indegna. ([[Ida Di Benedetto]]) *Mi sembra disumano che egli oggi venga ripudiato come la fonte di tutti i mali della società italiana. Si tratta di un indecoroso scaricabarile. Se di sfascio si tratta, questo sfascio ha origini molto lontane e anche fonti di alimentazione perenni ancora attuali. ([[Sergio Cusani]]) *Nell'ultimo paio d'anni pur ricevendo del denaro, non ho più provveduto a versarne parte ad altri politici, in quanto avevo ormai acquisito all'interno del Psi milanese un'autorevole e autonoma posizione che mi consentiva di non rispondere ad altri se non, politicamente, direttamente al segretario nazionale del partito Bettino Craxi. ([[Mario Chiesa]]) *Nessuno sembra accorgersi che rispetto ai precedenti segretari Craxi ha delle idee chiare e una strategia precisa: ritrovare piena autonomia nei confronti sia del Partito comunista, sia della Democrazia cristiana. Insomma quest'uomo di apparato, di potere, di manovre autoritarie è però il primo dopo la Liberazione che veda nel PSI un partito capace di camminare sulle sue gambe. ([[Giorgio Bocca]]) *Penso che Craxi abbia legittimamente nel suo zaino un'immagine di [[François Mitterrand|Mitterrand]] e di tanto in tanto la guardi con nostalgia e speranza. ([[Giulio Andreotti]]) *Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera Craxi, che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano [[Yasser Arafat]] con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! ([[Marco Travaglio]]) *{{NDR|sul messaggio del presidente della Repubblica}} Restituisce a Craxi i suoi meriti e apre la via ad una pacificazione nazionale, che è un auspicio sia di [[Giorgio Napolitano|Napolitano]] che nostro. I provocatori sono rimasti una minoranza. Mio padre fa parte della storia positiva della nostra Repubblica. ([[Stefania Craxi]]) *Se Craxi mette piede in Italia, passi da San Vittore. ([[Matteo Salvini]]) *Sulla continuità fra Craxi e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo nei primi anni 90. Più controversa la questione del grande leader modernizzatore: forse [[Gianni Alemanno]] si riferisce alle due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o al rapporto debito-pil passato nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o all'alleanza coi generali argentini e col tiranno somalo Siad Barre, o alla fuga organizzata per sottrarre alla giustizia il terrorista palestinese Abu Abbas dopo il sequestro della nave Achille Lauro e l'assassinio di un ebreo paralitico americano. La via di Roma dedicata all'unico premier corrotto e latitante della storia dell'Occidente sarà quella antistante l'hotel Raphael. Una scelta non casuale: proprio lì, nell'aprile '93 gli elettori del [[Movimento Sociale Italiano|Msi]], e poi di [[Alleanza Nazionale|AN]] e poi di Alemanno tirarono le monetine a Bettino urlando «via Craxi». Ora, finalmente, verranno esauditi. ([[Marco Travaglio]]) *{{NDR|Sulle amicizie di Craxi}} Una bella compagnia di giullari. Ma la voleva lui. Attorno agli uomini potenti c'è sempre gente mediocre e compiacente. ([[Umberto Cicconi]]) *{{NDR|Sul [[caso Moro]]}} Ad ogni buon conto se si poteva avere qualche dubbio sulla "linea della fermezza" all'epoca in cui si svolsero i fatti, oggi non è più lecito. Non è infatti un caso che il terrorismo abbia cominciato a perdere colpi proprio dopo il caso Moro e si sia liquefatto in pochi anni. È la dimostrazione che la linea della fermezza era giusta non solo dal punto di vista etico e giuridico ma anche da quello pratico. Se avessimo dato retta ai Craxi, ai [[Giacomo Mancini|Mancini]], ai [[Claudio Signorile|Signorile]], ai [[Lanfranco Pace|Pace]], ai [[Paolo Liguori|Liguori]] e ai [[Enrico Deaglio|Deaglio]], cioè a tutta quell'area che civettava col terrorismo, oggi [[Renato Curcio]] sarebbe il padrone del Paese. ([[Massimo Fini]]) ===[[Gennaro Acquaviva]]=== *Craxi non era mai stato avido, anzi me lo ricordo spesso come un grande tirchio. Per quanto riguarda la politica aveva visto e ben capito che senza autonomia finanziaria il Psi non avrebbe mai avuto l'autonomia politica indispensabile per cambiare le cose. *Era l'unico che poteva cambiare l'Italia, aveva dimostrato di essere un grande leader e di poter riformare tutto. Era un leader naturale. Ancora nella fase della decadenza sembrava fosse in grado di cambiare il Paese. *Nel suo schema lo scopo prevalente della tangente era fare politica seria, formare una classe dirigente capace. Un mezzo deprecabile ma costruito per un buon fine. *Se Craxi fosse diventato Presidente del Consiglio avrebbe fatto delle scelte in grado di contrastare fortemente l'emergente strapotere della magistratura. *Voleva ridimensionare il Pci portandolo verso di sé, sulla via del riformismo e costruire così la gamba di sinistra del bipolarismo necessario. ===[[Pier Ferdinando Casini]]=== *È stato un innovatore sul piano istituzionale ma anche rispetto alla linea politica del Psi che aveva una tradizione di subalternità al Pci – basti pensare alla sfida ai sindacati con il referendum sulla scala mobile – e soprattutto è stato sublime sul piano della politica estera. Penso alla difesa della sovranità italiana a Sigonella dove ha sfidato gli Stati Uniti, alla consapevolezza che il movimento di liberazione palestinese dovesse essere costituzionalizzato e accettato dalla comunità internazionale come controparte per l'idea di due popoli e due Stati o all'aiuto ai movimenti di liberazione del Sudamerica dalle dittature militari. *La mancanza di umanità per garantire a Craxi le cure sanitarie migliori coincide con la mancanza di dignità che ebbe il Parlamento quando il leader del Psi fece il famoso discorso sul finanziamento illecito dei partiti, concluso con la chiamata di corresponsabilità e la sfida, a chi volesse smentirlo, a sbugiardarlo in Aula. Tutti rimasero in silenzio. *{{NDR|«Perché Craxi ha pagato per tutti?»}} Perché era un elemento cardine del sistema e perché ha sfidato i giudici ed è diventato l'avversario emblematico. Ma non è stato l'unico: ricordo un galantuomo come Forlani condannato ai servizi sociali, Andreotti accusato di essere il mandante di un omicidio con un percorso giudiziario infinito e, fuori dall'Italia, il più grande statista dell'Europa contemporanea, Kohl, condannato per gli stessi motivi di Craxi. Il clima era giustizialista, però in Italia il sistema si reggeva sul finanziamento illecito. E valeva per tutti: partiti di maggioranza e di opposizione. ===[[Fabrizio Cicchitto]]=== *Ho capito, ad esempio, che Bettino Craxi e Claudio Martelli c'erano dentro fino al collo con Gelli e Ortolani. Ad esempio, la storia dei 30 milioni di dollari, del conto Protezione, mica è uno scherzo. C'è da credere davvero che in quegli anni, con tutti quei soldi, si siano comprati il psi. *Se io, Signorile e De Michelis fossimo rimasti insieme, saremmo riusciti a contrastare Craxi. Insieme funzionavamo, purtroppo andò in maniera diversa e per me alla rottura contribuì anche un problema finanziario. *Il peccato mortale di Craxi non sono le tangenti; è la scelta dell'autonomia. Quella sì non gli fu perdonata. *Si imputa a Bettino di non aver mai rotto con la Dc; ma, quando si mostrò pronto a farlo, [[Giovanni Berlinguer|Berlinguer]] fu sul punto di accordarsi con [[Ciriaco De Mita|De Mita]] e [[Giovanni Spadolini|Spadolini]] per il "governo diverso", con i tecnici, pur di emarginare i socialisti *Un gigante, un pezzo della storia del Paese. Criminalizzarlo è un'operazione volgare. Quanti crimini ha commesso o coperto [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] negli anni '30 e '40? Eppure è considerato parte della nostra storia. Il vero "crimine" di Craxi fu restituire ai socialisti l'autonomia ideologica, smontando il mito di [[Lenin]] e pure quello di [[Antonio Gramsci|Gramsci]]. ===[[Ottaviano Del Turco]]=== *Craxi contro Berlusconi è impensabile. Forse avrebbe tentato di separare Berlusconi da Fini e di considerare il berlusconismo espressione del centro moderato. *Per come ho conosciuto Craxi, per come l'ho amato, Craxi non starebbe a destra. *Si sentiva abbandonato da tutti. Anche da quelli che aveva aiutato. Anche da uno come me che gli aveva fatto fare la cosa più importante della sua vita, l'operazione della scala mobile, per la quale oggi si parla di lui come di un grande statista. ===[[Antonio Di Pietro]]=== *Allora, quando Craxi disse "siamo tutti colpevoli" calò un profondo silenzio. Tutti tacquero. Adesso, quando [[Clemente Mastella|Mastella]] accusa le toghe, tutti applaudono forsennatamente. ([[Antonio Di Pietro]]) *Craxi descriveva quel [[Giorgio Napolitano|Napolitano]], esponente di spicco del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della Prima Repubblica specie coltivando i suoi rapporti con [[Urss|Mosca]]. Io credo che in quell'interrogatorio formale, che io condussi davanti al giudice, Craxi stesse rivelando fatti veri perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti. Ora delle due l'una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure. *Craxi non era uno statista, è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace. Un uomo alla cui ombra sono cresciuti, come nel peggiore dei vivai, i politici di prim'ordine che ora guidano i partiti italiani. *Riteniamo che ci sia una violenza alla storia che si sta facendo: far credere che deve essere riabilitata una persona, senza informare i cittadini che questa persona sul piano politico ha indebitato il Paese, sul piano giudiziario ha fatto il latitante, sul piano istituzionale ha usato le istituzioni per fregarsi i soldi e fregare i soldi ai cittadini. Utilizzare questa persona come punto di riferimento per il riscatto del Paese è come usare Lucifero per inneggiare a Dio. ===[[Filippo Facci]]=== *Craxi ha modernizzato negli anni '80 il Paese e l'ha arricchito. *Ero molto amico di Craxi. Avevo con lui un rapporto di amicizia assoluta. *Io vivevo come uno spiantato, al Giambellino. Me la cavavo scaricando cassette di frutta. Ogni tanto squillava il telefono: "Ciao Filippo, sono Bettino". Il più grande uomo che abbia mai conosciuto telefonava proprio a me. [...] Ero craxiano ad personam. ===[[Vittorio Feltri]]=== *A distanza di due lustri dalla sua morte, ormai dimenticate le macchie del passato, i compagni (di merende) forse per rimorso cercano di riabilitare il defunto Cinghialone riconoscendogli oggi ciò che gli dovevano anche ieri: il merito di essere stato il più intelligente politico della sua epoca e di non avere intascato una lira del bottino che loro invece si sono spartiti impunemente, e seguitano a spartirsi grazie ai ricchi rimborsi elettorali nettamente superiori agli esborsi, vivendo felici e contenti.<br/>E magari rubando ancora per arrotondare. *{{NDR|Chiambretti domanda: Il sindaco Sala non ha gradito la proposta di dedicare una via a Bettino Craxi. Lei lo ha conosciuto, gli ha anche dato il soprannome di "cinghialone". Perchè Craxi non deve avere una via secondo Lei? O è giusto che non l'abbia?}} Io ebbi diciamo delle polemiche con Craxi durante [[Mani pulite|Tangentopoli]] e lo soprannominai "cinghialone" perché era, diciamo, il personaggio più maestoso tra quelli che erano nel mirino della magistratura. Ma quando poi Craxi mi invitò nel suo appartamento all'hotel Raphael a Roma, perché voleva fare alcuni chiarimenti, mi resi conto che viveva come un poveraccio, in un appartamento disadorno, diciamo anche piuttosto sdrucito, e quindi mi mostrò dei documenti, mi parlò, e mi resi conto che Craxi non poteva essere un ladro proprio perché viveva, non dico come un barbone, ma quasi. E da allora io divenni amico suo. Tant'è che quando se ne andò in esilio ad Hammamet, tutte le sere egli mi chiamava perché voleva avere un po' un resoconto di quello che era successo in Italia. Per cui, per molti mesi, ci parlammo a lungo. E mi resi conto, tra l'altro, che Craxi era un uomo di grandissima intelligenza, che aveva capito che il [[comunismo]] era finito – lo aveva capito con molti anni d'anticipo – e, quindi, io non solo gli intesterei una via, ma anche una piazza e forse anche qualche cosa di più. Perchè, adesso che viviamo in questo periodo, non possiamo che rimpiangere gente come Craxi, che aveva veramente una intelligenza superiore. *Mai provvedimento giudiziario fu più popolare, più atteso, quasi liberatorio di questo firmato contro Craxi [il primo avviso di garanzia] [...] Di Pietro non si è lasciato intimidire dalle critiche, dalle minacce di mezzo mondo politico (diciamo pure del regime putrido di cui l'appesantito Bettino è campione suonato) e ha colpito in basso e in alto, perfino lassù dove non osano nemmeno le aquile. Ha colpito senza fretta, nessuna impazienza di finire sui giornali per raccogliere altra gloria. Craxi ha commesso l'errore... di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti... È una menzogna, onorevole: che cosa vuole che importi a Di Pietro delle finalità politiche... I giudici lavorano tranquilli, in assoluta serenità: sanno che i cittadini, ritrovata dignità e capacità critica, sono dalla loro parte. Come noi dell'Indipendente, sempre. *Nel 1992 stavo a fianco di Antonio Di Pietro e di altre toghe. A Bettino Craxi ho dedicato i titoli più carogna della mia vita professionale al tempo dell'Indipendente. Del resto Bettino non fece nulla per sottrarsi ai colpi. Incurante di essere considerato il simbolo della politica ladra e corrotta, circondato da ometti che non facevano nemmeno lo sforzo di togliersi la giacca da gangster, non smetteva di ergersi senza ripararsi. Non schivava i colpi, e io pensavo fosse alterigia: quindi via con le ironie, le indignazioni e i sarcasmi. Ho sbagliato. Non scriverei più festosamente davanti alla «rivolta popolare» che accolse Bettino la sera del 30 aprile del 1993 fuori dall'hotel Raphaël a un passo da piazza Navona. ===[[Emanuele Macaluso]]=== *Giuridicamente era latitante, però nei confronti di Craxi c’è stato un accanimento terribile. *Ha rivalutato la storia del socialismo e del Psi. Ne ha accentuato i caratteri di socialdemocrazia. Ha fatto un buon governo. [...] Uno dei migliori governi. Un governo di qualità. Meglio del governo D'Alema e del governo Prodi. *Per Berlinguer era un'ossessione. Quando Craxi diventò presidente del Consiglio, Berlinguer riteneva che la democrazia italiana fosse in pericolo. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Bettino Craxi, ''E la nave va'', Edizioni del Garofano, 1985. *Bettino Craxi, ''Socialismo e realtà'', Sugar, Milano, 1973. ==Voci correlate== *[[Bobo Craxi]] *[[Stefania Craxi]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Craxi, Bettino}} [[Categoria:Politici italiani]] iem458k4qhfew4bigagrm8fmwe2f9t5 1427409 1427406 2026-09-25T13:36:19Z Udiki 86035 1427409 wikitext text/x-wiki [[File:Craxi1.jpg|thumb|Bettino Craxi]] '''Benedetto Craxi''' detto '''Bettino''' (1934 – 2000) è stato un politico italiano. ==Citazioni di Bettino Craxi== *{{NDR|A [[Silvio Berlusconi]]}} Bisogna trovare un'etichetta, un nome nuovo, un simbolo, un qualcosa che possa unire gli elettori moderati che un tempo votavano per il pentapartito. Con l'arma che tu hai in mano delle televisioni, attraverso le quali puoi fare una propaganda martellante, ti basterà organizzare un'etichetta, un contenitore. Hai uomini sul territorio in tutta Italia, puoi riuscire a recuperare quella parte di elettorato che è sconvolto, confuso, ma anche deciso a non farsi governare dai comunisti, e salvare il salvabile.<ref>Da una riunione avvenuta il 4 aprile 1993 a Villa San Martino, residenza di Berlusconi, e riportata da Ezio Cartotto, lì presente; citato in Gianni Barbacetto, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/26/berlusconi-20-anni-fa-la-discesa-in-campo-con-la-regia-di-craxi-e-dellutri Berlusconi, 20 anni fa la discesa in campo. Con la regia di Craxi e Dell'Utri]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 26 gennaio 2014.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi al nuovo segretario del [[Partito Socialista Italiano]], [[Giorgio Benvenuto]]}} Gli auguro di contribuire a rovesciare le tendenze negative che stanno spingendo il paese verso l'imprevedibile, poi gli auguro di riuscire a mantenere unito il partito e contemporaneamente a difenderlo e a rinnovarlo. Infine gli auguro di essere capace di trovare interlocutori politici che possano aiutare la vita democratica ad uscire da questo stato di crisi.<ref>Citato in Stefano Marroni, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/13/benvenuto-per-un-pugno-di-voti.html Benvenuto, per un pugno di voti]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 1993.</ref> *{{NDR|Dopo il suicidio dell'On. Sergio Moroni, coinvolto nell'inchiesta [[Mani pulite]]}} Hanno creato un clima infame.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/settembre/04/Craxi_Martelli_clima_infame_co_0_92090411449.shtml Craxi e Martelli: un clima infame]'', ''Corriere della Sera'', 4 settembre 1992.</ref> *Io contesto all'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|OLP]] l'uso della [[lotta armata]] non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della [[questione palestinese]]. L'esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa. [...] Quando [[Giuseppe Mazzini]], nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell'ideale dell'unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici. Questa è la verità della storia. (dall'intervento alla Camera dei Deputati sulla questione palestinese, 6 novembre 1985)<ref>[http://legislature.camera.it/_dati/leg09/lavori/stenografici/sed0373/sed0373.pdf Resoconto stenografico] delle seduta.</ref> *In questa vicenda {{NDR|L'arresto di [[Mario Chiesa]]}}, purtroppo, una delle vittime sono proprio io. Mi preoccupo di creare le condizioni perché il Paese abbia un Governo che affronti gli anni difficili che abbiamo davanti e mi trovo un mariuolo che getta un'ombra su tutta l'immagine di un partito che a [[Milano]] in cinquant'anni, nell'amministrazione del Comune di Milano, nell'amministrazione degli enti cittadini – non in cinque anni, in cinquanta – non ha mai avuto un amministratore condannato per reati gravi commessi contro la pubblica amministrazione. (TG3, 3 marzo 1992) *L'[[eurocomunismo]] è un po' come l'[[Fenice|araba fenice]]: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.<ref>Citando [[Pietro Metastasio]]: ''È la fede degli amanti | come l'Araba Fenice | che vi sia ciascun lo dice | ove sia nessun lo sa.''</ref><ref name=dAgostino/> *{{NDR|A [[Pieter Willem Botha]]}} L'Italia, per la sua tradizione storica e per i valori che hanno ispirato il proprio ordinamento democratico, considera inaccettabili forme di organizzazione socio-politica fondate sullo sviluppo separato e sulla segregazione [...] Il governo italiano non può che ribadire la sua posizione di condanna del sistema dell'[[apartheid]] e della politica degli insediamenti forzati, che sono in stridente violazione della Carta delle Nazioni Unite.<ref>Citato in [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/06/13/craxi-botha-italia-condanna-apartheid.html?ref=search ''Craxi a Botha "L'Italia condanna l'apartheid"''], ''la Repubblica'', 13 giugno 1986.</ref> *La mia libertà equivale alla mia vita. ([[Epitaffi|Iscrizione sulla sua tomba]] nel cimitero cristiano di Hammamet, in Tunisia)<ref>In Massimo Pini, ''Craxi: una vita, un'era politica'', Mondadori, 2006, una descrizione della tomba: "Quella stessa terra d'Islam che lo aveva difeso, lo ospiterà sotto una semplice lastra di cemento dipinta di bianco, con le date della sua permanenza sulla Terra, e un libro aperto sul quale spiccano le parole: «La mia libertà equivale alla mia vita», e la sua firma". Come testimoniato dal figlio [[Bobo Craxi]] in ''Route El Fawara: Hammamet'', Sellerio, è una frase che "ha detto tante volte", riportata sulla tomba per sua stessa volontà, secondo quanto riporta la [http://www.archivionline.senato.it/scripts/GeaCGI.exe?REQSRV=REQPROFILE&REQCARDTYPE=24&ID=2058231342 Fondazione Bettino Craxi].</ref> *{{NDR|Su [[Romano Prodi]]}} Nel vecchio sistema il signor Prodi era il classico sughero che galleggiava tra i gruppi pubblici e i gruppi privati con una certa preferenza per quest'ultimi ed una annoiata ma non disinteressata partecipazione ai palazzi dei primi... Come leader politico non è nient'altro che il classico bidone.<ref>Da ''Io parlo, e continuerò a parlare'', Mondadori, Milano, 1997.</ref> *Per quanto riguarda la vita politica [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è una novità assoluta.<ref>Citato in Maria Teresa Meli, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/Itemid,3/action,viewer/page,5/articleid,0727_01_1994_0049_0005_10489762/ Craxi: Berlusconi è una novità]'', ''La Stampa'', 19 febbraio 1994.</ref> *Più sono le leggi, più sono i ladri.<ref name="dAgostino">[[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988 ISBN 8804313757</ref> *{{NDR|Dopo la [[dissoluzione dell'Unione Sovietica]]}} Quella ammainata a Mosca simboleggiava il potere comunista. Era l'insegna di una rivoluzione degenerata nel dispotismo burocratico, nel militarismo e in forme di oppressione imperialistica di popoli e nazioni sovrane.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,0890_01_1991_0318_0004_12455480/ ''Craxi: la nostra bandiera rossa resta''], ''La Stampa'', 27 dicembre 1991.</ref> *{{NDR|In occasione della morte di [[Mao Zedong]]}} Scompare con Mao il principale artefice di uno dei più grandi eventi di questo secolo: la [[rivoluzione cinese]] e la nascita della [[Repubblica Popolare Cinese|Nuova Cina Popolare]]. Il segno che egli lascia nella vita del suo popolo e in quella dell'umanità intera non sarà cancellato dal tempo, anzi è destinato a divenire più grande e marcato via via che la storia gli renderà per intero tutte le ragioni del suo pensiero e della sua opera.<ref>Citato in ''[https://avanti.senato.it/js/pdfjs-dist/web/viewer.html?file=/files/reader.php?f%3DAvanti%201896-1993%20PDF_OUT/15.%20Avanti%20Ed.%20Nazionale%201969-1976%20OCR/Ocr%20-D-/D-%20dal%201972%20-04%20Luglio%20pag.%2001%20al%201976%20-19%20Dic.%20pag.%2008/CFI0422392_19760910.80-212_0001_d.pdf Sottolineato il ruolo storico del leader cinese]'', ''avanti.senato.it'', 10 settembre 1976.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1062_01_1980_0095_0002_15104652/ Craxi spera che l'elettorato non butti all'aria il governo]''|Intervista di Aldo Rizzo, ''La Stampa'', 4 maggio 1980.}} *Mi occupo di politica da quando portavo i pantaloni corti e tra le [[elezioni|campagne elettorali]] non me ne ricordo una molle. *Ci si può spiegare con gli [[elezione|elettori]] anche in poco tempo e con poche parole. *Alle regole corrette dei rapporti tra i partiti non possono sostituirsi le regole di rapporto tra correnti di diversi partiti. *Sulle linee della politica estera del [[Governo Cossiga II|governo]] abbiamo discusso a lungo nella fase del negoziato. Se le linee concordate saranno rispettate non ci saranno motivi di divisione. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0514_01_1999_0280_0001_9520105/ Per me c'è un'altra lista]''|Intervista di [[Augusto Minzolini]], ''La Stampa'', 13 ottobre 1999}} *{{NDR|Sul rapporto tra Partito Socialista Italiano e [[Unione Sovietica]]}} Il Psi si era sottratto da tempo alle "influenze" sovietiche. Un conto del resto sono le influenze, un conto sono le infiltrazioni che sono sempre possibili. Gli anni difficili erano stati altri. Erano gli anni in cui il Psi veniva finanziato dal Pcus e poi, per anni ancora, la corrente così detta "carrista" che diede vita al Psiup. Da allora molte cose erano cambiate e di certo [[Francesco De Martino|De Martino]] non era un uomo di Mosca, come, in quegli anni, lo era ancora [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]]. *{{NDR|Sul [[caso Moro]]}} Il caso Moro continua a vivere con i suoi misteri. Quelli veri e quelli creati ad arte. Se e quando, in quella vicenda, si è calata una mano straniera nessuno è mai riuscito a dimostrarlo. *{{NDR|Sul rapporto tra [[Partito Comunista dell'Unione Sovietica]] e [[Partito Comunista Italiano]]}} I sovietici non accettavano l'[[eurocomunismo]] e l'adesione di fatto all'[[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Alleanza Atlantica]] e men che meno le due cose insieme. *{{NDR|Sul finanziamento del Partito Comunista Italiano da parte dell'Unione Sovietica}} La verità è che, in tutti questi anni, si poteva rileggere la storia italiana in modo onesto e critico. Si è preferita la via degli extraterrestri, cioè di quelli che avevano vissuto i decenni precedenti sulla luna. *[[Pietro Nenni|Nenni]] aveva tagliato i ponti coi sovietici nel '56 nel corso della tragedia ungherese e De Martino lo aveva seguito, a differenza di altri che si organizzarono con i soldi russi per rovesciarlo. ==''E la nave va''== ===[[Incipit]]=== ''Una nave e l'Italia''<br>17 ottobre 1985.<br>Onorevole Presidente, onorevoli Colleghi,<br>prima di comunicare le decisioni che ritengo necessario e doveroso di prendere, vista la grave situazione politica che si è determinata nella coalizione di Governo, ho sentito l'obbligo di esporre alla Camera, nell'assoluto rispetto della verità, la sequenza di avvenimenti riferiti alla vicenda dell'Achille Lauro che il Paese ha vissuto con trepidazione in questi giorni e che il Governo sin dall'inizio ha fronteggiato con una linea di condotta sempre ispirata all'obiettivo primario di evitare una tragedia e agendo in modo che le nostre decisioni in nessun momento fossero tali da comportare pregiudizio alla dignità della nazione e alla sovranità del Paese. ===Citazioni=== *– Il [[Governo]] italiano ha sempre condotto con la massima intransigenza la [[lotta]] al terrorismo ed i risultati sin qui conseguiti lo dimostrano. Nessun governo libero al [[mondo]] ha saputo conseguire decisivi risultati nella lotta al terrorismo, senza distruggere i principi e le regole dello [[stato]] di [[diritto]], così come hanno saputo fare i governi della [[Repubblica Italiana]]. Non c'è un caso di cedimento, o di debolezza che possa essere imputato a questo Governo, nella lotta al terrorismo. *[...] Abbiamo agito secondo la nostra [[coscienza]], secondo la nostra [[politica]] secondo le nostre [[Legge|leggi]]. La coscienza ci ha dettato il dovere di tentare le vie incruente; la politica ci ha offerto l'occasione di utilizzare i buoni rapporti dell'[[Italia]]. Le nostre leggi, le leggi italiane, ci hanno indicato la [[via]] da seguire. *Non ci può essere una vera [[pace]] fino a quando permangono in molte parti del mondo crisi acute che minacciano di allargarsi, coinvolgendo nuovi [[Paese|paesi]], e che d'altro canto esasperano il sempre difficile confronto fra Est e Ovest. *[...] l'Italia è l'unico paese [[Europa|europeo]] che è riuscito ad individuare e ad assicurare alla [[giustizia]] quasi tutti gli autori degli attentati compiuti sul nostro territorio. È un dato che ci conforta sull'efficienza dei nostri apparati di tutela: ma è anche un dato che ci dice che in Italia né si chiudono gli [[Occhio|occhi]], né si evitano responsabilità.<br>Resta comunque nostra profonda convinzione che nessun sistema di prevenzione o di repressione del terrorismo potrà assicurarci la [[vita]] libera e pacifica alla quale aspiriamo, se esso non sarà combattuto con l'[[azione]] politica e diplomatica là dove esso nasce. {{NDR|Bettino Craxi, ''E la nave va'', Edizioni del Garofano, 1985.}} ==''Socialismo e realtà''== ===[[Incipit]]=== Il processo di sviluppo, che favorisce i paesi ricchi mentre la povertà ristagna nei paesi poveri, è tuttora in atto ed il divario, tra gli uni e gli altri, è cresciuto. ===Citazioni=== *Il [[socialismo]] mantiene la sua fondamentale ed essenziale natura di movimento anticapitalistico. Esso nasce come reazione umana e razionale nei confronti delle ingiustizie delle ineguaglianze che il nascente capitalismo industriale portava con sé. Le contraddizioni e le crisi della società capitalistica costituirono oggetto delle analisi, della critica penetrante, delle previsioni dei teorici socialisti. I mutamenti intervenuti dopo le due guerre mondiali, la modificazione della natura e delle manifestazioni del capitalismo non hanno mutato la ragione fondamentale della lotta socialista e cioè quella di provocare un superamento del [[capitalismo]] con il passaggio ad un ordine economico, sociale e politico più evoluto, che arricchisca le libertà dell'uomo, le sue condizioni di vita materiale e spirituale. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 50) *Superamento del capitalismo non significa necessariamente e non comunque nelle società di alto e relativo sviluppo industriale, collettivizzazione di tutti i mezzi di produzione, eliminazione dell'iniziativa privata nell'[[economia]]. È stato acutamente osservato che l'economia di mercato, di cui alcuni tratti distintivi spuntano a fare capolino nelle stesse economie collettivizzate e statizzate dei Paesi comunisti, sopravviverà al capitalismo. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 50) *Superamento del capitalismo significa oggi eliminazione del ruolo egemone che i gruppi economici privati possono esercitare sulla vita della società. A questo scopo possono concorrere le istituzioni della democrazia politica, il compito conferito allo Stato di pianificare l'uso delle risorse nazionali secondo criteri di interesse nazionali, la funzione del movimento sindacale. Il capitalismo, e per trasformazioni interne, e per il crescere di altre forze nella società, sotto la pressione delle forze socialiste e per il concorso di altre forze, perderà il suo ruolo dominante. Il socialismo democratico rifiuta perciò il metodo della collettivizzazione burocratica che ha raggiunto risultati assai discutibili in termini di efficienza e che per la sua stessa natura si è dovuto far proteggere da regimi politici illiberali e totalitari. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 50) *L'intervento pubblico diretto nella produzione deve corrispondere a criteri economici ed a esigenze sociali, non deve far sortire l'effetto di deprimere il meccanismo economico diminuendone l'efficienza e la capacità produttiva. Esso va usato e sollecitato con decisione per rimuovere strozzature e anomale posizioni di controllo della vita economica, ritardi ed insufficienze dell'apparato produttivo, deve essere difeso dalla polemica liberista ma non mitizzato. La funzione del [[potere]] politico, rappresentativo dei grandi interessi generali nell'economia, deve essere quella di ricondurre, mediante un adeguato apparato di strumenti legislativi, amministrativi, fiscali ed economici, le grandi scelte economiche sotto il controllo della collettività. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 51) *Il socialismo non è una mera e particolare tecnica di gestione della economia e dello Stato; è anche questo ma è soprattutto un movimento che propugna una tavola cli valori diversa da quella del capitalismo e misura i risultati della sua lotta in relazione al grado di affermazione di tali valori, Di una società burocratica che, tenendo ovviamente conto del grado iniziale di sviluppo, mantenga un basso livello delle condizioni di vita materiale dei suoi : membri ed una limitata sfera di libertà, il minimo che possiamo dire è che coloro che la dirigono il socialismo lo hanno lasciato nei libri o lo hanno tratto da testi non socialisti. Beninteso il carattere illiberale di una società burocratica non è solo un fenomeno della società comunista; in questa società vi compare in forma più appariscente e cori caratteristiche patologiche ma non è certo estraneo alla moderna società industriale di tipo occidentale. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 51) *Così come una società che pur avesse raggiunto un alto grado di efficienza dei servizi pubblici ed un soddisfacente grado di benessere e di [[libertà]], in essa non può considerarsi esaurita la funzione del socialismo fintantoché i grandi poteri che determinano il suo sviluppo, ne regolano le condizioni di vita e ne esprimono i valori dominanti sono nelle mani di gruppi privati sostanzialmente egemoni sul resto della collettività. Mi riferisco in questo caso ai limiti di un socialismo fermo a rivendicazioni distributive e incapace di porsi globalmente i problemi della economia e dello Stato e quindi inevitabilmente subalterno. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52) *Sono state tentate molte definizioni di una nuova dimensione del socialismo, alcune delle quali voglio qui richiamare perché mi sembrano utili a chiarire la portata dei nuovi problemi che ci stanno di fronte: si è parlato di socializzazione dei processi decisionali e di estensione della partecipazione democratica come metodo del socialismo moderno. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52) *In campo laburista si è definita l'unità di misura da adottarsi come ideale socialista il progresso nella moralità sociale misurato dal grado di eguaglianza e di rispetto della personalità individuale, espresso nella distribuzione del potere e negli istituti giuridici e di proprietà vigenti in uno Stato. (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 52) *All'orrore che la realtà stessa della guerra in atto provoca nella coscienza della nostra popolazione pacifica, si accompagna il timore sempre più marcato di una progressiva estensione del conflitto che, al di là delle volontà dichiarate, può essere la conseguenza inevitabile della logica bellica. Agli [[Stati Uniti]], che sono, sotto il profilo economico e militare, la più grande tra le potenze mondiali, spettano non le esclusive ma le maggiori responsabilità; ad essi in primo luogo spetta di compiere un atto di coraggio e di lungimiranza che sia, sul piano morale, pari alla loro forza materiale. (Protesta per il Vietnam, 1968, p. 53) *Il prestigio del Paese nel mondo ci pare, oggi più che mai, legato alla capacità di fare prevalere una strategia di [[pace]]. Occorre che si facciano tacere gli isterismi estremisti che farneticano intorno ad una soluzione militare portati dall'onda di un falso [[patriottismo]], ma anche che si rinunci alla prospettiva di riuscire a trascinare in ginocchio alle trattative i propri avversari, giacché questi e non altro appare il senso della politica del "doppio binario": la ricerca da un lato di una soluzione negoziata e la contemporanea intensificazione delle operazioni militari dall'altro. (Protesta per il Vietnam, 1968, p. 53) *Chiedono anche qualcosa di più importante, e cioè la loro partecipazione alla gestione amministrativa e didattica dell'università. Sottolineo inoltre un altro aspetto che ci trova concordi. Si tratta dell'autonomia dell'Istituto Universitario, istituto di ricerca scientifica e di formazione professionale, da forme di subordinazione ai grandi poteri economici e da condizioni di soggezione che sono il portato di un sostegno pubblico inadeguato ed insufficiente. Su questi ed altri temi dovrà vertere la riforma dell'università, compito urgente affidato alla prossima legislatura parlamentare. C'è qualcosa di più in questo movimento di protesta che non possiamo ignorare o fingere di non vedere. C'è un senso di distacco e di sfiducia nella [[democrazia]] che genera estremisti e contusioni che debbono essere giudicati per quello che sono. un distacco penoso, ma è penoso in primo luogo per la democrazia la quale ha la responsabilità ed il dovere di conquistare a sé ed ai propri valori le nuove generazioni. C'è un conflitto di generazioni che deve trovare una definizione positiva. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 72) *Voglio fare a questo punto una considerazione in margine a ciò che ci chiede il gruppo comunista e cioè un nostro voto di solidarietà indiscriminata nei confronti dell'intero movimento di protesta. Cari colleghi, questo non lo possiamo fare e non lo faremo perché non sarebbe giusto. Voi sapete benissimo, ancor meglio di me, come all'interno di questo movimento fermentino umori che sono torbidi. Sapete benissimo che si tratta di tendenze che all'interno del movimento studentesco vengono contrastate e spesso giudicate negativamente dalla parte più sana, responsabile, veramente impegnata in una lotta per la riforma dell'[[università]] e della società e che io chiamo l'ala democratica del movimento studentesco. Sono tendenze che, in situazioni di tensione create anche da errori delle autorità responsabili, vogliono prevalere e dare al movimento studentesco connotati ch'esso non ha e che, certamente nella sua grande maggioranza non vuole avere. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 72) *Assistiamo — e non possiamo non vederlo — alla riesumazione, presso frazioni combattive della gioventù, di un bagaglio polemico che fu proprio di una delle più nefaste degenerazioni del [[comunismo]] stalinista: la teoria del social-fascismo. Queste teorie furono causa di divisioni profonde, di grandi tragedie. Chi conosce la storia della sinistra in Europa non può dimenticare. Esse vengono oggi usate come arma polemica ed accompagnate da una sorta di "scimmiottamento" di motivi che sono legati alla complessa evoluzione di una società asiatica, che è stata teatro di una grande rivoluzione ed è meritevole di ben altra attenzione, e dei quali si fa una meccanica imitazione, farsesca e provinciale. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 73) *Su queste questioni le forze democratiche debbono mostrarsi rigorose. Non c'è nessun calcolo di natura elettorale, nessuna valutazione di opportunità che possa giustificare un atteggiamento equivoco di solidarietà indiscriminata. Non abbiano di queste debolezze. Facendo le necessarie distinzioni partiamo dalle ragioni della protesta studentesca, che noi condividiamo, una solidarietà leale e responsabile quale si conviene ad una classe dirigente democratica. (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 73) *Sottolineare il tema del laicismo, in un momento in cui il Paese si appresta a compiere scelte che incideranno profondamente sul suo futuro, mi pare importante e necessario. Bisogna tuttavia intendersi sul significato del termine laicismo, Una riesumazione del vecchio anticlericalismo, i cui campioni furono [[Enrico Ferri]] e [[Guido Podrecca]], avrebbe il sapore di un anacronistico ritorno a problemi, a lotte e anche ad errori di altri tempi. Il solo anticlericalismo che può e deve sopravvivere, con piena giustificazione, è quello che si manifesta come reazione nei confronti del clericalismo. (Laicismo non anticlericalismo, p. 74) *Quando il [[clericalismo]] si presenta con il suo volto di intolleranza, di fanatismo e di integralismo, esso può suscitare reazioni anticlericali in chi ha vivo il senso della libertà e con questo animo guarda ai problemi dell'uomo e della società. Quale laicismo quindi? Un laicismo che corrisponda a una visione del mondo raggiunta secondo un metodo critico innanzitutto e quindi un modo di condotta individuale che sia affermazione di autonomia e di libertà. Un laicismo inteso come concezione dello Stato democratico e aconfessionale che non sopporta limitazioni alla propria autonomia e alla propria sovranità. (Laicismo non anticlericalismo, p. 74) *Su questo terreno il lavoro da fare nel nostro Paese è molto, importante, decisivo per le caratteristiche che potrà assumere lo sviluppo nazionale nei prossimi anni. Tra i temi posti vorrei sottolinearne alcuni e cioè quello della difesa intransigente dei diritti di libertà, della cultura e dell'arte; la proposta di una riforma divorzista, lo sviluppo della scuola di Stato, la legalizzazione dell'aborto, la revisione o meglio ancora la consensuale abolizione del concordato tra lo Stato e la Chiesa che come tutti sanno porta in calce le firme del cardinale [[Gasparri]] e del cavalier [[Benito Mussolini]], e porta, nel voto che gli ridiede vigore giuridico nella nuova [[Costituzione|Costituzione Repubblicana]], il segno della debolezza e dell'opportunismo comunista, e che non può più essere il quadro regolatore dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la Repubblica democratica; i temi connessi con la evoluzione del costume che, pur nella necessaria responsabilità, non può essere ostacolata da opprimenti ipocrisie e da pregiudizi antiscientifici e propri di società arretrate. (Laicismo non anticlericalismo, p. 75) *Tra l'altro non va affatto trascurato un problema che anzi assume sul terreno politico e in rapporto al tema della libertà, una funzione di preminenza: mi riferisco al problema della libertà politica dei cattolici. (Laicismo non anticlericalismo, p. 75) *I cattolici italiani non possono essere considerati dei cittadini minorati bisognosi di cure coercitive dirette a determinare le loro scelte politiche e partitiche fondamentali. Essi debbono, al pari dl tutti e al pari dei cattolici di altri Paesi europei, liberarsi da una tutela che limita la loro libertà nella sfera politica e civile. Un contributo decisivo all'affermazione del valori laici dello Stato deve provenire proprio dai cattolici. Questa affermazione vuoi dare anche la misura del nostro laicismo, che è affermazione di libertà e non manifestazione di odi antireligiosi o di disprezzo per la fede altrui. Nessuno credo vorrà, e non certo, noi socialisti, ricreare le condizioni di una radicale divisione tra guelfi e ghibellini. Ma questo risultato si ottiene resistendo alla invadenza clericale, riaffermando con vigore i diritti dello Stato laico, promuovendo un vigoroso moto di liberazione da ogni forma di intolleranza e di coercizione. (Laicismo non anticlericalismo, p. 75) ===[[Explicit]]=== Chiediamo al Governo di assumere formale impegno in questo senso ed ai membri della Commissione Esteri di pronunciarsi esplicitamente su questo punto. ==Citazioni su Bettino Craxi== [[Immagine:Ronald Reagan and Bettino Craxi.jpg|miniatura|Bettino Craxi con [[Ronald Reagan]]]] *A Bettino Craxi sarò sempre grato per aver appoggiato il progetto agricolo nella valle del Tana Beles, un magnifico e generoso regalo italiano. ([[Menghistu Hailè Mariàm]]) *{{NDR|Nel 1992}} Appena arrivato a Milano, ho avuto conferma di una mia precedente diagnosi e ho pensato a Craxi come una matrioska. ([[Giuliano Amato]]) *Aveva trasformato il Psi in un'organizzazione in cui la forza politica dei leader locali e nazionali era misurata sulla loro capacità di raccogliere finanziamenti illeciti e mazzette. ([[Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio]]) *Che Craxi sia uomo di grandi capacità e ambizioni, lo si sapeva. Che sia anche uomo di grande coraggio, lo si è visto ieri, quando pronunciava alla Camera il suo discorso di replica. Per due volte si è interrotto alla ricerca di un bicchier d'acqua. Per due volte [[Giulio Andreotti|Andreotti]] glielo ha riempito e porto. E per due volte lui lo ha bevuto. ([[Indro Montanelli]]) *Col suo decisionismo ha arricchito i quadri dirigenti del partito imponendo persone che mai sarebbero riuscite a diventare dirigenti. ([[Ugo Intini]]) *Craxi è abile. Sa salvare e sa salvarsi. ([[Vittorio Caprioli]]) *Craxi è morto esule e povero, senza i soldi per curarsi. ([[Umberto Cicconi]]) *Craxi è stato un grande leader che ha saputo con largo anticipo individuare l'esigenza di modernizzazione del Paese. È stata una figura capace di scavalcare le vecchie categorie destra-sinistra. Noi del Msi condividevamo la sua ricerca della dignità nazionale e le sue scelte riformiste. Le diffamazioni e i momenti amari non sono riusciti a scalfire l'immagine di uno dei più grandi statisti dell'Italia repubblicana. Inoltre fu lui l'unico prima di Berlusconi a fare una legge su Roma capitale. ([[Gianni Alemanno]]) *Craxi era un uomo di partito certamente molto accorto, era un uomo valido di governo perché sapeva decidere. Che cosa fosse lo Stato, da buon socialista, non lo sapeva. ([[Indro Montanelli]]) *Craxi? Era un politico vero, quindi è un mascalzone vero. ([[Dino Risi]]) *Craxi era un uomo che sapeva decidere" e "con il suo governo, eccezionale già per la sua durata, dal 1983 al 1987, seppe restituire centralità e autorevolezza a Palazzo Chigi. ([[Renato Schifani]]) *Craxi. Era un vero leader. L'ultimo che abbiamo avuto. Ha commesso sicuramente errori. Ma è stato crocifisso perché la sua personalità era dirompente e infastidiva. L'ultimo voto l'ho dato a lui. Dopo di lui non ho più votato. O Craxi o nessuno. ([[Ida Di Benedetto]]) *Craxi fu uno dei perni del sistema di corruzione che divorò la Prima Repubblica e portò il Paese sull'orlo del crac, con un debito pubblico che ancora oggi ci pesa addosso. ([[Gianni Barbacetto]]) *Craxi ha dimostrato di essere un vero socialista, specialmente nella gestione della politica estera, e sulla scena internazionale. ([[Sandro Pertini]]) *Craxi pensava che avrebbe dominato meglio i suoi uomini se avessero avuto certe caratteristiche psicologiche. ([[Gianni De Michelis]]) *Craxi si rivelò l'unico segretario di partito che rubava anche per sé e senza alcuna precauzione. ([[Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio]]) *Di fronte a lui nessuno parlava, neanche Amato. I despoti esistono perché esistono i sudditi. ([[Nerio Nesi]]) *È un onore essere denunciati da Craxi. ([[Achille Occhetto]]) *Ero a Parigi e Craxi, allora presidente del Consiglio, mi fece sapere che i servizi stavano architettando qualcosa su di me, consigliandomi di essere cauto. Per questo ancora gli sono grato. ([[Toni Negri]]) *''Gente che lavora, gente che produce | non si è accorta che Bettino è il loro nuovo duce.'' ([[Banda Bassotti (gruppo musicale)|Banda Bassotti]]) *Gli anni trascorsi ci consentono un giudizio storico più sereno e obiettivo. A ciascuno di noi il compito di riflettere su Craxi e su una stagione drammatica. Per lui non ci furono sconti, ha pagato più di ogni altro colpe che erano dell'intero sistema politico dell'epoca. Fu una vittima sacrificale. ([[Renato Schifani]]) *Gli Italiani a sinistra, gli Africani a destra... Craxi, dove va? [...] Gli imbecilli a sinistra, i grandi statisti a destra... Craxi, dove cazzo va? [...] I ladri a sinistra, le persone oneste a destra... Craxi, dove cazzo va? Lei fa una brutta fine, Craxi, eh! ([[Roberto Benigni]]) *Gli uomini si dividono in due grandi categorie, i laser e i dispersivi. Alla prima apparteneva Bettino: sceglieva un obbiettivo e si concentrava su quello senza curare i dettagli. In politica è un sistema efficacissimo. [...] Ma nel momento della disgrazia è più facile reggere essendo fatti come me che come era fatto Bettino. Infatti Bettino si è spezzato. ([[Gianni De Michelis]]) *Il migliore di tutti è senza dubbio Craxi. Insuperabile come showman, dal fisico al portamento, alla disinvoltura, alla voce. È Yul Brinner più Marlon Brando. ([[Enrico Montesano]]) *In Craxi c'erano gioia di vivere, spirito autenticamente ribaldo, indisponibilità a quelle pigrizie che fanno brutto e noioso il carattere burocratico della lotta politica. ([[Giuliano Ferrara]]) *Incontro Craxi. E Craxi mi si avvicina e mi chiede... scusa. Ma era un sogno all'incontrario... ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]) *Io mi rendo conto che doveva combattere su due fronti, contro Pci e Dc. E che aveva bisogno di mezzi finanziari. E non posso negare la sua grande passione politica. Ma non dimentico l'arroganza sfrenata, la supponenza, la presunzione e questo bisogno di sicurezza dato dal denaro. ([[Nerio Nesi]]) *Io un giorno ho visto Craxi chiedere scusa... poi mi sono avvicinato, ho guardato meglio, non era Craxi. [...] Ho visto Craxi guardare un socialista magro e piangendo domandarsi: «Dove ho sbagliato?». ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]) *L'unico statista che abbiamo avuto dai tempi del [[Benito Mussolini|Principale]]. Non a caso ne era un grande estimatore. Ad Hammamet discutevamo per ore con Bettino del Duce. Una volta che doveva inaugurare un monumento ad Anita Garibaldi, mi chiese di ritrovargli il discorso che aveva fatto il Principale su di lei. Se lo guardò beato, faceva riavvolgere la pellicola per studiarsi le mosse ([[Giuseppe Ciarrapico]]) *La cena in [[Cina]]...c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo punto [[Claudio Martelli|Martelli]] ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: "Ma senti un po', qua c'è un miliardo e son tutti socialisti?". E Craxi ha detto: "Si, perché?". "Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?". ([[Beppe Grillo]]) *La cosa che mi preoccupa in Bettino Craxi è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al [[potere]] per il potere. ([[Enrico Berlinguer]]) *La DC per lui era l'espediente tattico. Una sinistra unita e socialdemocratica era l'ambizioso disegno strategico della sua vita. ([[Enzo Bettiza]]) *La guerra del Cavaliere non è la nostra. La nostra guerra è finita con la morte di papà. Il paragone è improponibile: [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è il padrone d'Italia, non ha nulla da temere; Craxi era solo contro i giudici. Io ho cercato di tenerne viva l'eredità salvando un piccolo partito socialista. ([[Bobo Craxi]]) *Le persone che hanno frequentato Craxi e che gli leccavano i piedi fino a poco tempo prima, lo hanno tradito. Una cosa indegna. ([[Ida Di Benedetto]]) *Mi sembra disumano che egli oggi venga ripudiato come la fonte di tutti i mali della società italiana. Si tratta di un indecoroso scaricabarile. Se di sfascio si tratta, questo sfascio ha origini molto lontane e anche fonti di alimentazione perenni ancora attuali. ([[Sergio Cusani]]) *Nell'ultimo paio d'anni pur ricevendo del denaro, non ho più provveduto a versarne parte ad altri politici, in quanto avevo ormai acquisito all'interno del Psi milanese un'autorevole e autonoma posizione che mi consentiva di non rispondere ad altri se non, politicamente, direttamente al segretario nazionale del partito Bettino Craxi. ([[Mario Chiesa]]) *Nessuno sembra accorgersi che rispetto ai precedenti segretari Craxi ha delle idee chiare e una strategia precisa: ritrovare piena autonomia nei confronti sia del Partito comunista, sia della Democrazia cristiana. Insomma quest'uomo di apparato, di potere, di manovre autoritarie è però il primo dopo la Liberazione che veda nel PSI un partito capace di camminare sulle sue gambe. ([[Giorgio Bocca]]) *Penso che Craxi abbia legittimamente nel suo zaino un'immagine di [[François Mitterrand|Mitterrand]] e di tanto in tanto la guardi con nostalgia e speranza. ([[Giulio Andreotti]]) *Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera Craxi, che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano [[Yasser Arafat]] con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! ([[Marco Travaglio]]) *{{NDR|sul messaggio del presidente della Repubblica}} Restituisce a Craxi i suoi meriti e apre la via ad una pacificazione nazionale, che è un auspicio sia di [[Giorgio Napolitano|Napolitano]] che nostro. I provocatori sono rimasti una minoranza. Mio padre fa parte della storia positiva della nostra Repubblica. ([[Stefania Craxi]]) *Se Craxi mette piede in Italia, passi da San Vittore. ([[Matteo Salvini]]) *Sulla continuità fra Craxi e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo nei primi anni 90. Più controversa la questione del grande leader modernizzatore: forse [[Gianni Alemanno]] si riferisce alle due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o al rapporto debito-pil passato nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o all'alleanza coi generali argentini e col tiranno somalo Siad Barre, o alla fuga organizzata per sottrarre alla giustizia il terrorista palestinese Abu Abbas dopo il sequestro della nave Achille Lauro e l'assassinio di un ebreo paralitico americano. La via di Roma dedicata all'unico premier corrotto e latitante della storia dell'Occidente sarà quella antistante l'hotel Raphael. Una scelta non casuale: proprio lì, nell'aprile '93 gli elettori del [[Movimento Sociale Italiano|Msi]], e poi di [[Alleanza Nazionale|AN]] e poi di Alemanno tirarono le monetine a Bettino urlando «via Craxi». Ora, finalmente, verranno esauditi. ([[Marco Travaglio]]) *{{NDR|Sulle amicizie di Craxi}} Una bella compagnia di giullari. Ma la voleva lui. Attorno agli uomini potenti c'è sempre gente mediocre e compiacente. ([[Umberto Cicconi]]) *{{NDR|Sul [[caso Moro]]}} Ad ogni buon conto se si poteva avere qualche dubbio sulla "linea della fermezza" all'epoca in cui si svolsero i fatti, oggi non è più lecito. Non è infatti un caso che il terrorismo abbia cominciato a perdere colpi proprio dopo il caso Moro e si sia liquefatto in pochi anni. È la dimostrazione che la linea della fermezza era giusta non solo dal punto di vista etico e giuridico ma anche da quello pratico. Se avessimo dato retta ai Craxi, ai [[Giacomo Mancini|Mancini]], ai [[Claudio Signorile|Signorile]], ai [[Lanfranco Pace|Pace]], ai [[Paolo Liguori|Liguori]] e ai [[Enrico Deaglio|Deaglio]], cioè a tutta quell'area che civettava col terrorismo, oggi [[Renato Curcio]] sarebbe il padrone del Paese. ([[Massimo Fini]]) ===[[Gennaro Acquaviva]]=== *Craxi non era mai stato avido, anzi me lo ricordo spesso come un grande tirchio. Per quanto riguarda la politica aveva visto e ben capito che senza autonomia finanziaria il Psi non avrebbe mai avuto l'autonomia politica indispensabile per cambiare le cose. *Era l'unico che poteva cambiare l'Italia, aveva dimostrato di essere un grande leader e di poter riformare tutto. Era un leader naturale. Ancora nella fase della decadenza sembrava fosse in grado di cambiare il Paese. *Nel suo schema lo scopo prevalente della tangente era fare politica seria, formare una classe dirigente capace. Un mezzo deprecabile ma costruito per un buon fine. *Se Craxi fosse diventato Presidente del Consiglio avrebbe fatto delle scelte in grado di contrastare fortemente l'emergente strapotere della magistratura. *Voleva ridimensionare il Pci portandolo verso di sé, sulla via del riformismo e costruire così la gamba di sinistra del bipolarismo necessario. ===[[Pier Ferdinando Casini]]=== *È stato un innovatore sul piano istituzionale ma anche rispetto alla linea politica del Psi che aveva una tradizione di subalternità al Pci – basti pensare alla sfida ai sindacati con il referendum sulla scala mobile – e soprattutto è stato sublime sul piano della politica estera. Penso alla difesa della sovranità italiana a Sigonella dove ha sfidato gli Stati Uniti, alla consapevolezza che il movimento di liberazione palestinese dovesse essere costituzionalizzato e accettato dalla comunità internazionale come controparte per l'idea di due popoli e due Stati o all'aiuto ai movimenti di liberazione del Sudamerica dalle dittature militari. *La mancanza di umanità per garantire a Craxi le cure sanitarie migliori coincide con la mancanza di dignità che ebbe il Parlamento quando il leader del Psi fece il famoso discorso sul finanziamento illecito dei partiti, concluso con la chiamata di corresponsabilità e la sfida, a chi volesse smentirlo, a sbugiardarlo in Aula. Tutti rimasero in silenzio. *{{NDR|«Perché Craxi ha pagato per tutti?»}} Perché era un elemento cardine del sistema e perché ha sfidato i giudici ed è diventato l'avversario emblematico. Ma non è stato l'unico: ricordo un galantuomo come Forlani condannato ai servizi sociali, Andreotti accusato di essere il mandante di un omicidio con un percorso giudiziario infinito e, fuori dall'Italia, il più grande statista dell'Europa contemporanea, Kohl, condannato per gli stessi motivi di Craxi. Il clima era giustizialista, però in Italia il sistema si reggeva sul finanziamento illecito. E valeva per tutti: partiti di maggioranza e di opposizione. ===[[Fabrizio Cicchitto]]=== *Ho capito, ad esempio, che Bettino Craxi e Claudio Martelli c'erano dentro fino al collo con Gelli e Ortolani. Ad esempio, la storia dei 30 milioni di dollari, del conto Protezione, mica è uno scherzo. C'è da credere davvero che in quegli anni, con tutti quei soldi, si siano comprati il psi. *Se io, Signorile e De Michelis fossimo rimasti insieme, saremmo riusciti a contrastare Craxi. Insieme funzionavamo, purtroppo andò in maniera diversa e per me alla rottura contribuì anche un problema finanziario. *Il peccato mortale di Craxi non sono le tangenti; è la scelta dell'autonomia. Quella sì non gli fu perdonata. *Si imputa a Bettino di non aver mai rotto con la Dc; ma, quando si mostrò pronto a farlo, [[Giovanni Berlinguer|Berlinguer]] fu sul punto di accordarsi con [[Ciriaco De Mita|De Mita]] e [[Giovanni Spadolini|Spadolini]] per il "governo diverso", con i tecnici, pur di emarginare i socialisti *Un gigante, un pezzo della storia del Paese. Criminalizzarlo è un'operazione volgare. Quanti crimini ha commesso o coperto [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] negli anni '30 e '40? Eppure è considerato parte della nostra storia. Il vero "crimine" di Craxi fu restituire ai socialisti l'autonomia ideologica, smontando il mito di [[Lenin]] e pure quello di [[Antonio Gramsci|Gramsci]]. ===[[Ottaviano Del Turco]]=== *Craxi contro Berlusconi è impensabile. Forse avrebbe tentato di separare Berlusconi da Fini e di considerare il berlusconismo espressione del centro moderato. *Per come ho conosciuto Craxi, per come l'ho amato, Craxi non starebbe a destra. *Si sentiva abbandonato da tutti. Anche da quelli che aveva aiutato. Anche da uno come me che gli aveva fatto fare la cosa più importante della sua vita, l'operazione della scala mobile, per la quale oggi si parla di lui come di un grande statista. ===[[Antonio Di Pietro]]=== *Allora, quando Craxi disse "siamo tutti colpevoli" calò un profondo silenzio. Tutti tacquero. Adesso, quando [[Clemente Mastella|Mastella]] accusa le toghe, tutti applaudono forsennatamente. ([[Antonio Di Pietro]]) *Craxi descriveva quel [[Giorgio Napolitano|Napolitano]], esponente di spicco del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della Prima Repubblica specie coltivando i suoi rapporti con [[Urss|Mosca]]. Io credo che in quell'interrogatorio formale, che io condussi davanti al giudice, Craxi stesse rivelando fatti veri perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti. Ora delle due l'una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure. *Craxi non era uno statista, è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace. Un uomo alla cui ombra sono cresciuti, come nel peggiore dei vivai, i politici di prim'ordine che ora guidano i partiti italiani. *Riteniamo che ci sia una violenza alla storia che si sta facendo: far credere che deve essere riabilitata una persona, senza informare i cittadini che questa persona sul piano politico ha indebitato il Paese, sul piano giudiziario ha fatto il latitante, sul piano istituzionale ha usato le istituzioni per fregarsi i soldi e fregare i soldi ai cittadini. Utilizzare questa persona come punto di riferimento per il riscatto del Paese è come usare Lucifero per inneggiare a Dio. ===[[Filippo Facci]]=== *Craxi ha modernizzato negli anni '80 il Paese e l'ha arricchito. *Ero molto amico di Craxi. Avevo con lui un rapporto di amicizia assoluta. *Io vivevo come uno spiantato, al Giambellino. Me la cavavo scaricando cassette di frutta. Ogni tanto squillava il telefono: "Ciao Filippo, sono Bettino". Il più grande uomo che abbia mai conosciuto telefonava proprio a me. [...] Ero craxiano ad personam. ===[[Vittorio Feltri]]=== *A distanza di due lustri dalla sua morte, ormai dimenticate le macchie del passato, i compagni (di merende) forse per rimorso cercano di riabilitare il defunto Cinghialone riconoscendogli oggi ciò che gli dovevano anche ieri: il merito di essere stato il più intelligente politico della sua epoca e di non avere intascato una lira del bottino che loro invece si sono spartiti impunemente, e seguitano a spartirsi grazie ai ricchi rimborsi elettorali nettamente superiori agli esborsi, vivendo felici e contenti.<br/>E magari rubando ancora per arrotondare. *{{NDR|Chiambretti domanda: Il sindaco Sala non ha gradito la proposta di dedicare una via a Bettino Craxi. Lei lo ha conosciuto, gli ha anche dato il soprannome di "cinghialone". Perché Craxi non deve avere una via secondo Lei? O è giusto che non l'abbia?}} Io ebbi diciamo delle polemiche con Craxi durante [[Mani pulite|Tangentopoli]] e lo soprannominai "cinghialone" perché era, diciamo, il personaggio più maestoso tra quelli che erano nel mirino della magistratura. Ma quando poi Craxi mi invitò nel suo appartamento all'hotel Raphael a Roma, perché voleva fare alcuni chiarimenti, mi resi conto che viveva come un poveraccio, in un appartamento disadorno, diciamo anche piuttosto sdrucito, e quindi mi mostrò dei documenti, mi parlò, e mi resi conto che Craxi non poteva essere un ladro proprio perché viveva, non dico come un barbone, ma quasi. E da allora io divenni amico suo. Tant'è che quando se ne andò in esilio ad Hammamet, tutte le sere egli mi chiamava perché voleva avere un po' un resoconto di quello che era successo in Italia. Per cui, per molti mesi, ci parlammo a lungo. E mi resi conto, tra l'altro, che Craxi era un uomo di grandissima intelligenza, che aveva capito che il [[comunismo]] era finito – lo aveva capito con molti anni d'anticipo – e, quindi, io non solo gli intesterei una via, ma anche una piazza e forse anche qualche cosa di più. Perché, adesso che viviamo in questo periodo, non possiamo che rimpiangere gente come Craxi, che aveva veramente una intelligenza superiore. *Mai provvedimento giudiziario fu più popolare, più atteso, quasi liberatorio di questo firmato contro Craxi [il primo avviso di garanzia] [...] Di Pietro non si è lasciato intimidire dalle critiche, dalle minacce di mezzo mondo politico (diciamo pure del regime putrido di cui l'appesantito Bettino è campione suonato) e ha colpito in basso e in alto, perfino lassù dove non osano nemmeno le aquile. Ha colpito senza fretta, nessuna impazienza di finire sui giornali per raccogliere altra gloria. Craxi ha commesso l'errore... di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti... È una menzogna, onorevole: che cosa vuole che importi a Di Pietro delle finalità politiche... I giudici lavorano tranquilli, in assoluta serenità: sanno che i cittadini, ritrovata dignità e capacità critica, sono dalla loro parte. Come noi dell'Indipendente, sempre. *Nel 1992 stavo a fianco di Antonio Di Pietro e di altre toghe. A Bettino Craxi ho dedicato i titoli più carogna della mia vita professionale al tempo dell'Indipendente. Del resto Bettino non fece nulla per sottrarsi ai colpi. Incurante di essere considerato il simbolo della politica ladra e corrotta, circondato da ometti che non facevano nemmeno lo sforzo di togliersi la giacca da gangster, non smetteva di ergersi senza ripararsi. Non schivava i colpi, e io pensavo fosse alterigia: quindi via con le ironie, le indignazioni e i sarcasmi. Ho sbagliato. Non scriverei più festosamente davanti alla «rivolta popolare» che accolse Bettino la sera del 30 aprile del 1993 fuori dall'hotel Raphaël a un passo da piazza Navona. ===[[Emanuele Macaluso]]=== *Giuridicamente era latitante, però nei confronti di Craxi c'è stato un accanimento terribile. *Ha rivalutato la storia del socialismo e del Psi. Ne ha accentuato i caratteri di socialdemocrazia. Ha fatto un buon governo. [...] Uno dei migliori governi. Un governo di qualità. Meglio del governo D'Alema e del governo Prodi. *Per Berlinguer era un'ossessione. Quando Craxi diventò presidente del Consiglio, Berlinguer riteneva che la democrazia italiana fosse in pericolo. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Bettino Craxi, ''E la nave va'', Edizioni del Garofano, 1985. *Bettino Craxi, ''Socialismo e realtà'', Sugar, Milano, 1973. ==Voci correlate== *[[Bobo Craxi]] *[[Stefania Craxi]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Craxi, Bettino}} [[Categoria:Politici italiani]] 2und0j0jn4tljcaa821l1ovo6amyrmh Darkwing Duck 0 34621 1427411 1293040 2026-09-25T13:55:25Z ~2026-50809-01 108446 /* Explicit */ 1427411 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano=Darkwing Duck |tipofiction= Serie TV d'animazione |titolooriginale= Darkwing Duck |immagine = Darkwing Duck 1991 logo.svg |paese= USA |anno= 1991-1992 |genere= avventura, azione, commedia |stagioni= 3 |episodi= 91 |ideatore= [[Tad Stones]] |ideatore 2= |doppiatorioriginali= *[[Jim Cummings]]: Drake Mallard/Darkwing Duck, Negaduck, Beppe Parapiglia, Talponi *[[Terence McGovern]]: Jet McQuack *[[Christine Cavanaugh]]: Ocalina Mallard *[[Dan Castellaneta]]: Megavolt *[[Tino Insana]]: Clorofix *[[Michael Bell]]: Quackerjack *[[Jack Angel]]: Liquidator *[[Rob Paulsen]]: Becco D'Acciaio *[[Kenneth Mars]]: Tuskernini *[[Tim Curry]]: Toros Bulba *[[Kaith Soucie]]: Morgana McCawber *[[Katie Leigh]]: Tonnaso Parapiglia *[[Dana Hill]]: Tank Parapiglia *[[Ron Feinberg]]: Vladimir Grizzlikoff |doppiatoriitaliani= *[[Oliviero Dinelli]]: Drake Mallard/Darkwing Duck *[[Roberto Pedicini]]: Jet McQuack *[[Antonella Baldini]]: Ocalina Mallard *[[Stefano Carraro]]: Negaduck *[[Massimo Corvo]]: Negaduck (1 episodio) *[[Fabrizio Manfredi]]: Megavolt *[[Vittorio Battarra]]: Clorofix *[[Oreste Baldini]]: Quackerjack *[[Mauro Bosco]]: Liquidator, Talponi *[[Giuliano Santi]]: Becco D'Acciaio (1 episodio) *[[Marco Bolognesi]]: Becco D'Acciaio *[[Renzo Stacchi]]: Toros Bulba, Stego, Uomo Nero, Lilliput *[[Rino Bolognesi]]: Tuskernini (2 episodi) *[[Rodolfo Baldini]]: Tuskernini (4 episodi) *[[Laura Boccanera]]: Morgana McCawber (prima voce) *[[Liliana Sorrentino]]: Morgana McCawber (seconda voce) *[[Ilaria Stagni]]: Tonnaso Parapiglia *[[Roberto Stocchi]]: Beppe Parapiglia *[[Silvia Pepitoni]]: Alice Parapiglia *[[George Castiglia]]: Tank Parapiglia *[[Bruno Alessandro]]: Vladimir Grizzlikoff |note= }} '''''Darkwing Duck''''', serie animata statunitense della Disney, spin-off di ''[[DuckTales - Avventure di paperi]]'', andata in onda per la prima volta nel 1991. ==Frasi dell'eroe== *Dagli addosso Duck! *Io sono Darkwing Duck! *Io sono il terrore che svolazza nella notte. *Io sono il brivido che corre per la tua schiena. *Io sono il capello sulla lente del vostro proiettore. *Io sono il carceriere che getta nel fiume la tua chiave. *Io sono il chiodo che sfregia le vostre carrozzerie. *Io sono il colesterolo che ti ostruisce le arterie. *Io sono il dito nel vostro piatto di minestra. *Io sono il fritto che sfrigola nella tua padella. *Io sono il tubetto di giallo di cadmio che non riesci ad aprire. *Io sono il [[ketchup]] sulle tue patatine. *Io sono il mal di testa nella mente criminale. *Io sono il moscerino che imbratta il vostro parabrezza. *Io sono il parchimetro che finisce mentre siete ancora nel negozio. *Io sono il preside che ti manda a chiamare. *Io sono il prurito che non riesci a raggiungere. *Io sono il ragno velenoso che ti morde sul collo. *Io sono il seme di more tra i denti che non si toglie neanche con lo spazzolino. *Io sono il terrore che rema nella notte. *Io sono il terrore che semina il panico nella notte. *Io sono il topolino che rosicchia il tuo formaggio. *Io sono la bolla ripiena di pus che si rompe nel tuo scarpone. *Io sono il tassametro sul taxi della giustizia. *Io sono la bottiglia che non riesci ad aprire. *Io sono la maschera a ossigeno per le vittime soffocate dal crimine. *Io sono la chiave di metallo sopra la scatola di sardine. *Io sono la forbice che pota le vostre siepi. *Io sono la lampadina bruciata che non riuscite a svitare. *Io sono la lozione novanta che non ti fa bruciare. *Io sono la nevrosi che ha bisogno di uno psichiatra da 500 $ l'ora. *Io sono la nuvola nera che fa piovere sulla tua vacanza. *Io sono la prima vittima dell'invasione degli alieni. *Io sono il moscone spiaccicato sul parabrezza del tuo ufo. *Io sono la pulce che non riesci a trovare. *Io sono la sorpresa nel tuo pacchetto di patatine. *Io sono la termite che divora i vostri pavimenti di legno. *Io sono le batterie che non sono incluse. *Io sono l'edizione straordinaria che interrompe il tuo programma preferito. *Io sono l'eroe di cui ogni cultura in ogni angolo del mondo ha bisogno. *Io sono l'esattore delle tasse che bussa alla tua porta. *Io sono l'insetto schifoso che si arrampica sulla gamba dei tuoi pantaloni. *Io sono lo sciacallo che divora le vostre ossa. *Io sono lo spillo che bucherà la tua bolla. *Io sono l'ostacolo che fa deragliare il vostro treno. *Io sono l'unghia incarnita schiacciata da un macigno. *Io sono senza il fumo blu che mi distingue. *Succhia gas, criminale. ==Negaduck== * Questo dovrebbe tenere occupato il mio gemellino virtuoso! Okay. Forse fingere di essere Darkwing Duck è un'azione perfida! Ma dopotutto, io sono Negaduck, il più perfido dei perfidi! * È così, a St. Canard sarebbe nata una nuova eroina, eh? Una ragazzina per giunta! In altre parole l'obbiettivo perfetto per il nemico pubblico numero uno! *Traditori e malvagi! Perfidi ingrati! * Oggi St. Canard! Domani il mondo intero! ==Megavolt== * Non chiamarmi Scintilla! ==Quackerjack== * È tempo di giocare! ==Liquidator== * {{NDR|Riferendo a Negaduck}} Proprio quando il crimine stava per pagare, è spuntato il traditore. ==Becco D'Acciaio== * Prendeteli ragazzi! * Io lo odio quel mezzo papero! Lo odio con le mie penne! ==Citazioni== ===Prima stagione=== ====[[Incipit]]==== {{Incipit serie televisive}} Questa è la città di St. Canard. Come ogni altra grande metropoli ha dei seri problemi di criminalità. ('''Darkwing Duck''') ====Episodio 1, ''Panico nella notte (1^parte)''==== *'''Darkwing Duck''' {{NDR|Uscendo dalla stazione di polizia dopo aver catturato un criminale}}: Ma dov'è la stampa? Credevo che fosse l'epoca dei Mass Media! Dove sono quelli del telegiornale? Ho passato tutto il giorno a stirare questa mantellina. ====Episodio 9, ''Fumetto a quattro mani''==== *'''Darkwing Duck''' {{NDR|Vedendo il fumetto su di lui}}: Non posso crederci è una cosa...<br>'''Capo editore''': È una cosa avvincente, vero? Sa, noi della imponente società dei fumetti abbiamo grandi speranze sulla riuscita di questo numero. E sinceramente, signor Darkwing, sentiamo odore di un successo senza precedenti.<br>'''Darkwing Duck''': Oh, per la verità, anch'io sento un'odore. Ma è una gran puzza!<br>'''Capo editore''': Perché? C'è qualcosa che non va, signore?<br>'''Darkwing Duck''': Qualcosa? Oh no. Qualcosa. Tutto dal primo all'ultimo disegno. Questo fumetto non ha nessun rapporto con la realtà!<br>'''Capo editore''': Ecco, le spiego. Forse ci siamo presi, come dire? Qualche licenza drammatica, allo scopo di rendere più umano il personaggio, capisce?<br>'''Darkwing Duck''': La vostra licenza drammatica è stata revocata!<br>'''Capo editore''': Vede, abbiamo pensato che lei potrà sembrare troppo coraggioso, troppo audace, e troppo più grande di quello vero.<br>'''Darkwing Duck''': Ma è logico! È proprio così che è fatto un eroe. Questa cosa mi rovinerebbe, tutti mi riderebbero dietro, nessuno tremerebbe davanti a me. Mi ascolti bene, questa roba sarà letta da bambini piccoli e impressionabili. Come potranno prendermi come modello se pensano che sono un vigliacco? Se volete fare dei fumetti basati sulla mia vita, cercate di informarvi meglio! C'è una sola persona di cui mi fido per un lavoro del genere. E quella sono io! ====Episodio 12, ''La rivolta degli elettrodomestici''==== *'''Ocalina''' : Ehi, papà. Ti ho portato un caso da risolvere. <br>'''Drake Mallard/Darkwing Duck''': Un caso hai detto? Questo sì che è parlare! Di quale arci-criminale si tratta? Becco D'Acciaio? Tuskernini? Gli faccio vedere io! ====Episodio 20, ''La grande sfida (1^parte)''==== *'''Megavolt''': Il congegno elettro-schiavo è in attesa di essere attivato.<br>'''Quackerjack''': E il dipartimento di polizia è stato eliminato.<br>'''Negaduck''': Splendido. E ora dobbiamo togliere dal nostro cammino l'altro grande ostacolo: la centrale S.H.U.S.H.. E questo è pane per i denti di Negaduck.<br>'''Liquidator''': Attenzione! È Negaduck? Oppure Darkwing Duck? Neanche lo S.H.U.S.H. capirà mai la differenza.<br>'''Clorofix''': Ma che cosa fai se arriva Darkwing Duck?<br>'''Negaduck''': Qualcosa di questo genere, ma peggio. ====Episodio 21, ''La grande sfida (2^parte)''==== *'''Darkwing Duck''' {{NDR|Con una voce femminile}}: Cesto di fiori per Negaduck.<br>'''Negaduck''': Io detesto i fiori. <br>'''Darkwing Duck''': Scusi, ho detto fiori? Volevo dire... Ehm... Volevo dire... Crani! Cesto di crani per Negaduck!<br>'''Negaduck''': Sì, vengo subito. Speriamo che ne valga la pena. <br>'''Darkwing Duck''' {{NDR|Con la sua voce normale}}: Scusi, ho detto crani? Volevo dire incudine! ====Episodio 23, ''Doppio Darkwing''==== *Mi hanno disonorato! Mi hanno denigrato! Mi hanno... incastrato! ('''Darkwing Duck''') ====Episodio 32, ''La guerra dei giocattoli''==== *Fagli vedere chi sei! ('''Darkwing Duck''' ad Ocalina) ====Episodio 33, ''Le origini segrete di Darkwing Duck''==== *'''Ocalinozza''': Protoni che fissa! Quello lì è il vero costume di Darkwing Duck?<br>'''Archeologo''': No! Questo è solo un rifacimento da una serie di cartoni di immenso successo basati sulle mitiche imprese di Darkwing. *'''Moglie di Drakel''': Che sta succedendo? Drakel, che succede? Nessuna brutta notizia, spero?<br>'''Drakel''': È cominciata la fine del mondo!<br>'''Moglie di Drakel''': Bè, si, questo penso la qualifichi come una brutta notizia!<br>'''Drakel''': È tutta colpa di quel tonto di mio fratello! Ha costruito una bomba capace di far saltare l'intero pianeta! Ha minacciato di distruggere Zipton, se il consiglio non l'avesse nominato "Gran Maritozzo di Corte"!<br>'''Moglie di Drakel''': Ma sicuramente non l'ha usata!<br>'''Drakel''': Bè, no! Ah, cioè sì! Pare... pare che ci sia stato un incidente con il detonatore! Ahha! Ecco cosa stavo cercando! Il vecchio gassatore al laser del nonno! Tornerà utile al piccolo sul Grillofrizzo!<br>'''Moglie di Drakel''': Grillofrizzo?<br>'''Drakel''': Custodiscilo con cura, mio piccolo caro! Potrebbe farti molto comodo un giorno!<br>'''Moglie di Drakel''': Drakel, tesoro, non vorrai dire che...<br>'''Drakel''': Sì! Noi tutti periremo! Ma nostro figlio sopravviverà! Sul quel nuovo mondo, egli crescerà e prospererà e farà grandi cose! E... e chi lo sa? Può anche darsi che in un tempo lontano, faranno tutta una serie di [[Cartone animato|cartoni animati]] basata sulle sue mitiche imprese! *'''Moglie del fratello di Drakel''': Non te l'avevo detto forse che era un'idea da idioti?<br>'''Fratello di Drakel''': Guarda che non è stata colpa mia!<br>'''Moglie del fratello di Drakel''': Te l'avevo detto che succede! Se poi esplode e di cosa diventerai Gran Maritozzo, allora? Gran Maritozzo di un mucchio di calcinacci! Ah, sai che soddisfazione!<br>'''Fratello di Drakel''': Bè, la bomba non sarebbe mai esplosa, se quell'idiota di mio fratello non si fosse seduto sul detonatore! Che cos'era? L'orologio del forno? Meglio che vai a vedere l'arrosto!<br>'''Moglie del fratello di Drakel''': Ehi, dove credi di svignartela?<br>'''Fratello di Drakel''': Al grillofrizzo! Addio! È stato un bel matrimonio! Peccato che sia finito così!<br>'''Moglie del fratello di Drakel''': Tu non vai da nessuna parte!<br>'''Fratello di Drakel''': Eh, bè, senti, mettiamola così! Qui in fondo saltiamo solo per aria! Ma vuoi mettere su Grillofrizzo, quando dovranno vedersela con lui? *'''Vendicatrice''': Cos'è?<br>'''Darkwing Duck''': Coo-Coo Cola! Ne vuoi?<br>'''Vendicatrice''': Aa! Tienila lontano! Buttala buttala!<br>'''Darkwing Duck''': È senza caffeina!<br>'''Jet''': Non hai capito! La Coo-Coo Cola è il punto debole della Vendicatrice! ====Episodio 35, ''La banda degli imbranati''==== *'''Negaduck''': Una rapina al giorno toglie la povertà di torno! Bè ci vediamo!<br>'''Quackerjack''': Nah andiamo, Negaduck! Non resti mai con noi, dopo una rapina!<br>'''Negaduck''': Ehi, Quackerjack! Perché pensi che faccia così, eh? Potrebbe essere perché non vi sopporto, oppure potrebbe anche essere perché siete dei buoni a nulla, oppure è perché ho di meglio da fare, ecco!<br>'''Liquidator''': No! Non può essere per questo. Liquidator pensa che tu non resti con noi per un altro motivo!<br>'''Megavolt''': Perché tu hai un nascondiglio segreto!<br>'''Negaduck''': Oh bravo, Megavolt! Questo vuol dire usargli batterie dal cervello!<br>'''Clorofix''': Oh! Noi non c'è l'abbiamo un nascondiglio segreto! Perché non possiamo venire nel tuo?<br>'''Negaduck''': Clorofix! Se io vi permettessi di venire nel mio nascondiglio segreto, non sarebbe più un segreto! Il motivo per cui ho un nascondiglio segreto è che voglio stare lontano dalla banda degli imbranati! Ci vediamo al prossimo crimine!<br>'''Quackerjack''': Al diavolo lui e il suo nascondiglio segreto. {{NDR|Imitando Cervello di Banana}} Perché non lo inseguiamo, così scopriamo dove si trova? *'''Megavolt''': Il nascondiglio segreto di Negaduck è nel forno zucchero, pepe e panna montata?<br>'''Liquidator''': Ma aspetta! Non finisce qui!<br>'''Clorofix''': Non dobbiamo farci vedere da Negaduck! *'''Negaduck''': Imbranati! Avete rovinato tutto. Avete buttato Darkwing Duck nel Negaverso!<br>'''Megavolt''': Nel cosa?<br>'''Negaduck''': È il mio nascondiglio segreto, brutti idioti! *Darkwing Duck ha devastato la mia St. Canard! E allora io devasterò la sua! ('''Negaduck''') ====Episodio 36, ''L'acqua Frizzalina''==== *'''Darkwing Duck''': Possiamo bere la baia! Nie nie!<br>'''Liquidator''': No che non potete! ====Episodio 37, ''Le fatiche della psiche''==== *'''Drake Mallard''': Allora, che tipo di cottura preferisci, Beppe? A me, a me piacciono... {{NDR|la griglia esplode grazie ai poteri della mente di Jet}} ben cotti!<br>'''Tank''': Incompetente! ====Episodio 38, ''Giochi di ruolo''==== *'''Giornalista''': Edizione speciale della sera: Darkwing Duck, matto scatenato o delinquente pazzo?<br>'''Darkwing Duck''': He! Matto scatenato o deliquente... delinquente pazzo?<br>'''Giornalista''': Sì, esatto! Delinquente! Darkwing Duck alla fine ha scelto il mondo del crimine! È ricercato per una lista di reati troppo lunga da enumerare, ma che comprende incendio doloroso, furto, dirottamento, rapimento, calcio al gatto, gioco d'azzardo e calpestamento di aiuole! Non fa meraviglia che il sindaco abbia offerto una taglia da un milione di dollari!<br>'''Darkwing Duck''': Impossibile! Ma è ridicolo! Ne valgo almeno 10! ====Episodio 50, ''Dalla missione alla pensione''==== *'''Derek Blunt''': Guarda!<br>'''Darkwing Duck''': Sono Becco D'Acciaio e Ammoniaca Pine!<br>'''Jet''': Ammoniaca sta facendo piazza pulita!<br>'''Darkwing Duck''': Sono due dei migliori agenti dell'O.C.A.! Che cosa fanno qui?<br>'''Derek Blunt''': Dovrebbe essere chiaro anche per te, Darkwing! Questo posto è una copertura! Phineas Sharp ha riunito questi furfanti per mettere all'asta il suo elenco di agenti S.H.U.S.H..<br>'''Darkwing Duck''': Vuol dire il nostro elenco! Dobbiamo assolutamente entrare!<br>'''Derek Blunt''': Ci serve un travestimento! ====Episodio 51, ''Un salto nel passato''==== *'''Darkwing Duck''': Non avrai mai quello yo-yo!<br>'''Quackerjack''': Come hai fatto a trovarmi?<br>'''Darkwing Duck''': Ho piazzato un vip nel tuo amichetto!<br>'''Quackerjack''' {{NDR|Quackerjack vede il rumore del vip in Mr. Cervello di Banana}}: Traditore doppiogiochista! Come hai osato? ====Episodio 52, ''Ritorno al presente''==== *'''Megavolt''': Fatto, Quacker! Il time top è carico è pronto per dirci bye bye!<br>'''Quackerjack''': Megavolt, ti rendi conto di quello che significa? Tutte le meraviglie del futuro saranno nostre: yo-yo a raggio laser, corde per saltare ioni positivi, orsacchiotti a raggi di particelle!<br>'''Megavolt''': Automobili elettriche, cellule solari formato micro, lampadine da miliardi di watt con garanzia eterna! Ma viaggiare nel tempo potrebbe fare un buco nella continuità spaziotempo, portare il caos nella storia, e cambiare il corso del passato, del presente e del futuro per sempre! Certo, sarebbe divertente! ====Episodio 53, ''Galeotto fu il biscotto''==== *'''Megavolt''': Tadà! Megavolt supereroe!<br>'''Quackerjack''': Tadà! Megavolt super scemo! ====Episodio 54, ''La squadra Darkwing''==== *'''Becco D'Acciaio''': Aspettate un momento, ragazzi! Abbiamo tutto il Darkwing Team su cui scommettere!<br>'''Grizzlykof''': Qui non c'è nessun Darkwing Team! Solo gli agenti del S.H.U.S.H.!<br>'''Becco D'Acciaio''': Così era proprio una trappola, eh? ====Episodio 55, ''La casalinga eroica''==== *Certo, col costume e gli è attrezzi è più divertente. ('''Darkwing Duck''') ====Episodio 56, ''Il caso dell'uomo nero''==== *'''Quackerjack''': Signor Cervello di Banana. Che che che cosa ti è successo?<br>'''Uomo Nero''': Non ti azzardare a chiamarmi "Cervello di Banana"! Io sono l'Uomo Nero! ====Episodio 61, ''Robinia Hood''==== *'''Darkwing Duck''': Io ero occupato a salvare le vostre vite!<br>'''Ocalina''': Non è vero! Tu eri occupato a fare l'eroe!<br>'''Darkwing''': Va bene! Adesso basta! Niente più frecce! Niente più aiutanti! E niente più Robinia Hood! È chiaro? Avevo ragione fin dall'inizio! *'''Jet''': Che peccato! Detesto quando tu e Ocalina litigate!<br>'''Darkwing''': Lo so, anch'io, ma avevo forse torto a fermarla? Eh, affrontare un criminale come Negaduck non è il classico lavoretto del doposcuola.<br>'''Jet''': Sai, mio padre diceva sempre che prima o poi arriva il momento in cui un genitore deve arrendersi. Perché se gli stai troppo dietro, il bambino potrebbe ribellarsi. E Ocalina deve cominciare a badare a se stessa. Perché, anche se è un errore, l'emozione di vederla volare da sola è indescrivibile.<br>'''Darkwing''': Tuo padre ha detto tutto questo?<br>'''Jet''': Già. Prima di cacciarmi per mandarmi a lavorare. ====Episodio 62, ''L'occhio mistico''==== *'''Darkwing Duck''': Nulla sfugge al mio occhio d'aquila! Nulla nemmeno... Salve come va ragazzi! Nemmeno il mio minuscolo dettaglio! Ragazzi? I Cinici Cinque!<br>'''Negaduck''': Ma guarda un pò! E' anche capace di contare!<br>'''Darkwing Duck''': Molla subito quella gemma inestimabile, Giacchetta Giallo Peste! *'''Megavolt''': Fulminare!<br>'''Clorofix''': Interrare!<br>'''Liquidator''': Liqueffare! <br>'''Quackerjack''': Solleticare a morte! ====Episodio 63, ''Operazione pulizia''==== *'''Capo dell'Oca''': Data l'importanza del B e 23 B, lavorerai con un partner!<br>'''Ammoniaca''': No aspetta, solo un minuto, no ferma... io lavoro da sola!<br>'''Ratta Imbratta''': Non più da adesso, tesoro! ===Seconda stagione=== ====Episodio 10, ''Cattive notizie''==== *'''Darkwing Duck''': Guarda, Grizzlykof!<br>'''Grizzlykof''': Ah! Io non ci casco! È il trucco più vecchio del mondo! {{NDR|Però non è un trucco è un onda gigantesca che arriva su di loro}} ===Terza stagione=== ====Episodio 4, ''Circuiti impazziti''==== *'''J. Gander Hooter''': Darkwing Duck!<br />'''Darkwing Duck''': Si, J. Gander?<br />'''J. Gander Hooter''': E' successo che i tuoi 7 cari super nemici hanno unito le loro forze per vendicarsi di te un'ultima volta. Usando anche una macchina in cui ti avevo ordinato che però è stata rubata da loro. *'''Jet McQuack''': Ma Doppia D, e se i nostri amici criminali vogliono insieme sbarazzarsi di te, St. Canard sarebbe veramente la fine!<br />'''Darkwing Duck''': Oh, Jet McQuack! I miei "migliori" nemici è roba superata ormai! E fortuna che questa volta Ocalina non c'è a disturbarmi la vita! Comunque, ancora una volta, Darkwing Duck dovrà tentare di sistemare l'ultima cospirazione della presenza minacciosa dei miei nemici preferiti: I Cinici Cinque (Negaduck, Megavolt, Quackerjack, Clorofix e Liquidator) e anche Becco D'Acciaio e Tuskernini! *'''Ragazzo''': Ehi, ma quelli non sono i peggiori nemici di Darkwing Duck?<br />'''Ragazzo 2''': E chi se ne importa! Quella è roba superata ormai!<br />'''Negaduck''': Rrr! Come osate, ignoranti?<br />'''Quackerjack''': Si, noi siamo tutti i migliori cattivi di tutti i tempi!<br />'''Megavolt''': E noi siamo venuti per vendicarci di Darkwing per tante sconfitte!<br />'''Becco D'Acciaio''': Così voi sciocchi dovete imparare ad amare noi meglio di Darkwing Duck!<br />'''Clorofix''': Già! Come si permettono di criticare i più grandi criminali di tutti i tempi?<br />'''Liquidator''': Il nostro amico rompiscatole ha superato ogni limite ormai!<br />'''Tuskernini''': E poi quel papero supereroe dei nostri stivali ha davvero una fortuna sfacciata! *{{NDR|Svegliando dalla macchina dei sogni dello S.H.U.S.H. nell'ultima scena dell'episodio}} Accidenti! Come al solito mi sveglio sempre sul più bello! E come al solito ho parlato troppo presto! Non trovate? ('''Darkwing Duck''') ====Episodio 5, ''Lo sterminatore''==== *Ancora una volta, Darkwing Duck dovrà smascherare l'ultima cospirazione del F.O.W.L. ('''Darkwing Duck''') *Qualcosa mi dice che la mia vita sta per diventare molto molto più complicata! ('''Darkwing Duck''') ====Episodio 13, ''Il mistero dell'ambra''==== *'''Jet McQuack''': Pensi che usare la macchina del tempo di Quackerjack sia una buona idea, Doppia D?<br />'''Darkwing Duck''': Ah, non ho altra scelta, Jet! ====[[Explicit]]==== {{explicit serie televisive}} *'''Ocalina''': Dobbiamo tirare fuori Darkwing da quel blocco di ambra!<br />'''Dottore''': Be', è esattamente quello che sto facendo!<br />'''Ocalina''': Scusi ma non abbiamo tutto questo tempo!<br />'''Darkwing Duck''': Qualcuno di voi sa per caso in che era ci troviamo?<br />'''Jet''': Eh eh! Scusi se abbiamo distrutto questa inestimabile ambra!<br />'''Dottore''': Non m'importa! Abbiamo appena fatto una scoperta! Che ne direste di aiutarmi a tirar fuori anche lui? ==Voci correlate== *''[[DuckTales - Avventure di paperi]]'' (1987-1990) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Darkwing Duck''|w|commons=Category:Darkwing Duck}} {{Serie animate Disney}} [[Categoria:Serie televisive d'animazione Disney]] 1t4wc5v67kvgxls51q8rk8x87lc47op Francesco Saverio Nitti 0 41863 1427424 1311361 2026-09-25T15:27:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Saverio Nitti */ La decadenza dell'Europa: testo digitale (Internet Archive) 1427424 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] q6kqx5zcwvy4q3fawdrzevrse29ueos 1427425 1427424 2026-09-25T15:35:51Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Saverio Nitti */ trattato di Versailles 1427425 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati.<ref>Da ''La decadenza dell'Europa'', p. 40.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] guw3n4trldp25yd1rp588zxoqluevcc 1427427 1427425 2026-09-25T15:37:07Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Saverio Nitti */ riferimenti bibliografici 1427427 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 40. *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 1jj6d7x9c979leg6liof0h6l0n46tlw 1427430 1427427 2026-09-25T15:46:16Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Saverio Nitti */ confronto di trattati 1427430 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 40. *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il congresso di Vienna del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come Metternich, appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 44. *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] dtv8ej5y94nc3kycl6mg9hxhdsyatuv 1427431 1427430 2026-09-25T15:50:57Z Gaux 18878 raggruppo in nuova sezione 1427431 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 40. *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il congresso di Vienna del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come Metternich, appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 44. *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144.</ref> ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] cydhqitufcnup90lxdx1fx03gf0y5tk 1427432 1427431 2026-09-25T15:55:06Z Gaux 18878 sistemo nuova sezione 1427432 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il congresso di Vienna del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come Metternich, appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (p. 144) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] hx751azro3qpm9dir452nzk586o1nl9 1427433 1427432 2026-09-25T15:57:34Z Gaux 18878 /* La decadenza dell'Europa */ wlink 1427433 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (p. 144) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] soo6ykg0bp12qnmjfyo96kxwgjidrbf 1427437 1427433 2026-09-25T16:14:36Z Gaux 18878 /* La decadenza dell'Europa */ politiche diverse della Gran Bretagna e della Francia 1427437 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (p. 144) *La politica della Gran Brettagna vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (p. 253) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] ji7zz8947ns4fb7hhqrfn1v87x38zlf 1427438 1427437 2026-09-25T16:15:47Z Gaux 18878 /* La decadenza dell'Europa */ sic forma desueta (Brettagna) 1427438 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (p. 144) *La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (p. 253) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] fhn3a95e8y341o9afhedg3g9ys7ua6y 1427439 1427438 2026-09-25T16:19:50Z Gaux 18878 /* La decadenza dell'Europa */ riferimenti ai capitoli 1427439 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144) *La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] b3mm7i4o7afx31rxm8voh593d78f9hc 1427440 1427439 2026-09-25T16:22:01Z Gaux 18878 /* La decadenza dell'Europa */ assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla caduta dell'Impero romano 1427440 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144) *La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253) *La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla caduta dell'Impero romano. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] qaw99o7usuhhs70jz5vlao9l27vko3e 1427441 1427440 2026-09-25T16:22:48Z Gaux 18878 /* La decadenza dell'Europa */ wlink 1427441 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]] '''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano. ==Citazioni di Francesco Saverio Nitti== *{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref> *È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref> *I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref> *Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref> *Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref> *L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref> *La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref> *Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref> *{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref> *{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref> == Interventi all'Assemblea Costituente == {{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}} *I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56) *È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57) *Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57) *Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57) *La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57) *Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57) *Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57) *{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58) *[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58) *Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58) *Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58) *Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59) *[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59) *{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59) *Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59) *L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59) *L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60) *Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60) *L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61) *Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61) *Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61) *Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61) *È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62) *Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62) *Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62) *Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}} *[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63) *O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63) *La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64) *Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64) *L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64) *L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64) *In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64) *Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65) *Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65) *Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65) *Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65) *L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65) *De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65) *[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66) *Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66) *Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66) *Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66) *Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66) *In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66) *Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66) *Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67) *Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67) *La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67) *I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68) *Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69) *Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69) *L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}} *[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69) *[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69) ==''Il socialismo cattolico''== ===[[Incipit]]=== I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)--> ===Citazioni=== *Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110) *{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114) *Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231) *Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235) *Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259) *De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259) *Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299) *Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301) ==''L'Italia all'alba del secolo XX''== ===[[Incipit]]=== Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza. ===Citazioni=== *Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13) *L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13) *Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19) *Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21) *Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22) *Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108) *Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110) *I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111) *Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112) *Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113) *Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113) *Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118) *Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119) *Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119) *Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120) *I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131) *La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131) ===[[Excipit]]=== La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura. ==''La decadenza dell'Europa''== *Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44) *La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144) *La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253) *La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255) ==''Meditazioni dell'esilio''== ===[[Incipit]]=== Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) --> ===Citazioni=== *[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57) *Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59) *L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61) *Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64) *L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105) *{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105) *Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106) *Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107) *Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107) *[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189) *Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243) *Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393) ==''Napoli e la questione meridionale''== ===[[Incipit]]=== [[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno. ===Citazioni=== *Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13) *I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19) *Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43) *Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49) ==''Nord e sud''== ===[[Incipit]]=== Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire. ===Citazioni=== *Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3) *Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8) *Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11) *L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14) *Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30) *Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31) *Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38) *L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48) *{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52) *L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189) ===[[Excipit]]=== Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale. ==''Scritti sulla questione meridionale''== ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41) *Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125) *Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446) ==Citazioni su Francesco Saverio Nitti== *Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]]) *Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]]) *Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]]) *Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]]) *Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]]) *Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]]) *Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]]) *Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]]) *{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]]) *Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]). *Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891. *Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901 *Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922 *Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947 *Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900 *Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri] *Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}} [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] dr2vrhs299vsauqbtkrym404mqstm87 Utente:Andreagoo8 2 49407 1427465 827707 2026-09-26T03:28:45Z Andreagoo8 12656 Pagina svuotata 1427465 wikitext text/x-wiki phoiac9h4m842xq45sp7s6u21eteeq1 Primo libro dei Maccabei 0 51066 1427467 1426796 2026-09-26T06:29:06Z Spinoziano 2297 +1 1427467 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Primo libro dei Maccabei''''', testo deuterocanonico della Bibbia. ==[[Incipit]]== [[File:Pierrelongue Chapelle Notre-Dame-de-Consolation 35.JPG|thumb|upright=0.7|left|Giuda Maccabeo]] Queste cose avvennero dopo che [[Alessandro Magno|Alessandro il Macedone]], figlio di [[Filippo II di Macedonia|Filippo]], uscito dalla regione dei Kittim sconfisse [[Dario III di Persia|Dario]], re dei Persiani e dei Medi, e regnò al suo posto, cominciando dalla Grecia. Intraprese molte guerre, si impadronì di fortezze e uccise i re della terra; arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui; il suo cuore si esaltò e si gonfiò di orgoglio.<br> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Regnò dunque Alessandro dodici anni e morì. I suoi subalterni assunsero il potere, ognuno nella sua regione; dopo la sua morte tutti cinsero il diadema e dopo di loro i loro figli per molti anni e si moltiplicarono i mali sulla terra. Uscì da quelli una radice perversa, [[Antioco IV|Antioco Epìfane]] [...]. (1, 7 – 10; 1974) *Poi costruirono attorno alla città di Davide un muro grande e massiccio, con torri solidissime, e questa divenne per loro [[Acra (fortezza)|una fortezza]]. Vi stabilirono una razza empia, uomini scellerati, che si fortificarono dentro, vi collocarono armi e vettovaglie e, radunato il bottino di Gerusalemme, lo depositarono colà e divennero come una grande trappola; questo fu un'insidia per il santuario e un avversario maligno per Israele in ogni momento. (1, 33 – 36; 1974) *[...] si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per sacrificare sull'altare in Modin secondo il decreto del re. Ciò vedendo [[Mattatia]] arse di zelo; fremettero le sue viscere ed egli ribollì di giusto sdegno. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare; uccise nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. Egli agiva per zelo verso la legge come aveva fatto [[Fineas|Pincas]] con [[Zimri (principe)|Zambri]] figlio di Salom. (2, 23 – 26; 1974) *Molti corsero ad inseguirli, li raggiunsero, si accamparono di fronte a loro e si prepararono a dar battaglia in giorno di [[Shabbat|sabato]]. Dicevano loro: "Basta ormai; uscite, obbedite ai comandi del re e avrete salva la vita". Ma quelli risposero: "Non usciremo, né seguiremo gli ordini del re, profanando il giorno del sabato". Quelli si precipitarono all'assalto contro di loro. Ma essi non risposero, né lanciarono pietra, né ostruirono i nascondigli, protestando: "Moriamo tutti nella nostra innocenza. Testimoniano per noi il cielo e la terra che ci fate morire ingiustamente". Così quelli mossero contro di loro a battaglia di sabato: essi morirono con le mogli e i figli e i loro greggi, in numero di circa mille persone. Quando Mattatia e i suoi amici lo seppero, ne fecero gran pianto. Poi dissero tra di loro: "Se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro i pagani per la nostra vita e per le nostre leggi, ci faranno sparire in breve dalla terra". Presero in quel giorno questa decisione: "Noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli". (2, 32 – 41; 1974) *Mattatia poi e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d'Israele; non diedero tregua agli orgogliosi e l'impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani; difesero la legge dalla prepotenza dei popoli e dei re e non la diedero vinta ai peccatori. (2, 45 – 48; 1974) *[[Abramo]] non fu trovato forse fedele nella tentazione e non gli fu ciò accreditato a giustizia? [[Giuseppe (patriarca)|Giuseppe]] nell'ora dell'oppressione osservò il precetto e divenne signore dell'Egitto. [[Fineas|Pincas]] nostro padre per lo zelo dimostrato conseguì l'alleanza del sacerdozio perenne. [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]], obbedendo alla divina parola, divenne giudice in Israele. [[Caleb]], testimoniando nell'adunanza, ebbe in sorte parte del nostro paese. [[Davide]] per la sua pietà ottenne il trono del regno per sempre. [[Elia]], poiché aveva dimostrato zelo ardente per la legge, fu assunto in cielo. [[Azaria, Anania e Misaele|Anania, Azaria e Misaele]] per la loro fede furono salvati dalla fiamma. [[Daniele (profeta)|Daniele]] nella sua innocenza fu sottratto alle fauci dei leoni. Così, di seguito, considerate di generazione in generazione che quanti hanno fiducia in lui non soccombono. Non abbiate paura delle parole dell'[[Empietà|empio]], perché la sua gloria andrà a finire ai rifiuti e ai vermi; oggi è esaltato, domani non si trova più, perché ritorna alla sua polvere e i suoi calcoli falliscono. ([[Mattatia]]: 2, 52 – 63; 1974) *Figli, siate valorosi e forti nella legge, perché in questa sarete glorificati. Ecco qui vostro fratello [[Simone Maccabeo|Simone]], che io so uomo saggio: ascoltatelo sempre, egli sarà vostro padre. [[Giuda Maccabeo]], forte guerriero dalla sua gioventù, sarà capo del vostro esercito e condurrà la battaglia contro i pagani. Voi, dunque, radunate intorno a voi quanti praticano la legge e vendicate il vostro popolo; rendete il meritato castigo ai pagani e applicatevi all'ordinamento della legge. ([[Mattatia]], [[ultime parole]]: 2, 64 – 68; 1974) *''[[Giuda Maccabeo|Egli]] accrebbe la gloria del suo popolo, | rivestì la corazza come gigante, | cinse l'armatura di guerra | e impegnò battaglia | difendendo il campo con la spada. | Nelle sue gesta fu simile a leone, | come leoncello ruggente sulla preda. | Inseguì gli empi braccandoli; | i perturbatori del popolo distrusse con il fuoco. | Gli empi sbigottirono per paura di lui | e tutti i malfattori furono confusi | e si avviò la salvezza per mano di lui.'' (3, 3 – 6; 1974) *Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c'è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi; perché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene l'aiuto. Costoro vengono contro di noi pieni d'insolenza e di empietà per eliminare noi, le nostre mogli e i nostri figli e saccheggiarci; noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. Sarà lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli. ([[Giuda Maccabeo|Giuda]]: 3, 18 – 22; 1974) *''[[Gerusalemme]] era disabitata come un deserto, | nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, | il santuario era calpestato, | gli stranieri erano nella fortezza dell'Acra, | soggiorno dei pagani.'' (3, 45; 1974) *Si radunarono dunque e vennero in [[Mizpa|Masfa]] di fronte a Gerusalemme, perché nei tempi antichi Masfa era stato luogo di preghiera in Israele. In quel giorno digiunarono e si vestirono di sacco, si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti. (3, 46 – 47; 1974) *Cingetevi e siate forti e state preparati per l'alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. Del resto è meglio per noi morire in battaglia che vedere poi la rovina della nostra gente e del santuario. Il Cielo farà succedere gli avvenimenti secondo quanto è stabilito lassù. (Giuda: 3, 58 – 60; 1974) *Non temete il loro numero, né abbiate paura dei loro assalti; ricordate come i nostri padri furono salvati [[Passaggio del mar Rosso|nel Mare Rosso]], quando il faraone li inseguiva con l'esercito. Alziamo la nostra voce al Cielo, perché ci usi benevolenza e si ricordi dell'alleanza con i nostri padri e voglia sconfiggere questo schieramento davanti a noi oggi; si accorgeranno tutti i popoli che c'è uno che riscatta e salva Israele. (Giuda: 4, 8 – 11; 1974) *Furono assegnati a [[Simone Maccabeo|Simone]] tremila uomini per la spedizione in [[Galilea]], a Giuda ottomila uomini per la regione di [[Galaad|Gàlaad]]. Simone si recò in Galilea e sferrò molti attacchi contro i pagani e questi rimasero sconfitti davanti a lui; egli li inseguì fino alle porte di Tolemàide. Caddero dei pagani circa tremila uomini e Simone portò via le loro spoglie. Prese poi gli Israeliti che erano in Galilea e in Arbatta con le donne e i figli e tutti i loro averi e li condusse in Giudea con grande gioia. (5, 20 – 23; 1974) *Giuda poi radunò tutti gli Israeliti che erano in Gàlaad [...]. Arrivarono a [[Efron (Galaad)|Efron]], grande città posta sul percorso, particolarmente fortificata, che non era possibile evitare da nessuna parte e bisognava passarvi in mezzo. Gli abitanti della città avevano chiuso loro il passaggio barricando le porte con pietre. Giuda mandò a far loro proposte pacifiche dicendo: «Attraverseremo il vostro paese solo per tornare al nostro; nessuno vi farà del male, non faremo altro che passare a piedi». Ma non vollero aprirgli. Giuda fece annunciare a tutta la truppa che ciascuno si accampasse dov'era. I soldati si fermarono e diedero l'assalto alla città, tutto quel giorno e tutta la notte, e la città si consegnò nelle sue mani. Giuda passò tutti i maschi a fil di spada, la distrusse totalmente, ne prese le spoglie e attraversò la città passando sopra i cadaveri. (5, 45 – 51; 2008) *Diedero ordine ai soldati che erano con loro e si diressero a [[Yavne|Iàmnia]]. Ma [[Gorgia (generale)|Gorgia]] uscì dalla città con i suoi uomini incontro a loro per attaccarli. Giuseppe e Azaria furono vinti e inseguiti fin nel territorio della Giudea, e in quel giorno caddero circa duemila uomini del popolo d'Israele. Toccò questa grave sconfitta al popolo, perché non avevano ascoltato Giuda e i suoi fratelli, pensando di compiere gesta eroiche. (5, 58 – 61; 2008) *Giuda con i suoi fratelli uscì ancora per combattere contro i figli di Esaù nella regione meridionale e colpì [[Hebron|Ebron]] e le sue dipendenze, distrusse le sue fortezze e diede fuoco tutt'intorno alle sue torri. (5, 65; 1974) *Giuda piegò su [[Ashdod|Asdòd]], terra dei [[Filistei]]: distrusse i loro altari, bruciò le statue dei loro dèi, mise a sacco la loro città e fece ritorno in Giudea. (5, 68; 1974) *Ora coloro che risiedevano nell'Acra impedivano il passaggio degli Israeliti intorno al tempio e cercavano di molestarli continuamente e di sostenere gli stranieri. Giuda si propose di eliminarli e radunò in assemblea tutto il popolo per stringerli d'assedio. Si organizzarono dunque e posero l'assedio attorno all'Acra nell'anno centocinquanta e Giuda fece costruire terrapieni e macchine. Ma alcuni di loro sfuggirono all'assedio e si unirono ad essi alcuni rinnegati d'Israele e andarono dal re e gli dissero: "Fino a quando non farai giustizia e vendetta dei nostri fratelli? Noi siamo stati lieti di servire tuo padre e di comportarci secondo i suoi comandi e di obbedire ai suoi editti. A causa di questo i figli del nostro popolo hanno posto assedio alla fortezza [...]". (6, 18 – 24; 1974) [[File:Death_of_Eleazer.jpg|miniatura|''Morte di Eleazaro'' ([[Gustave Doré]], 1866)]] *[[Eleazaro Auaran|Eleàzaro]], chiamato Auaran, vide uno degli elefanti, protetto di corazze regie, sopravanzare tutte le altre bestie e pensò che sopra ci fosse il re; volle allora sacrificarsi per la salvezza del suo popolo e procurarsi nome eterno. Corse dunque là con coraggio attraverso la falange e colpiva a morte a destra e a sinistra, mentre i nemici si dividevano davanti a lui, ritirandosi sui due lati. Egli s'introdusse sotto l'elefante, lo infilò con la spada e lo uccise; quello cadde sopra di lui ed Eleàzaro morì. (6, 43 – 46; 1974) *Non faremo mai una cosa simile: fuggire da loro! Se è giunta la nostra ora, moriamo da eroi per i nostri fratelli e non lasciamo ombra alla nostra gloria. ([[Giuda Maccabeo|Giuda]]: 9, 10; 2008) *[[Gionata Maccabeo|Giònata]] e [[Simone Maccabeo|Simone]] raccolsero [[Giuda Maccabeo|Giuda]] loro fratello e lo seppellirono nel sepolcro dei suoi padri in Modin. Tutto Israele lo pianse: furono in gran lutto e fecero lamenti per molti giorni, esclamando: "Come è caduto l'eroe che salvava Israele?". Il resto delle imprese di Giuda e delle sue battaglie, degli eroismi di cui diede prova e dei suoi titoli di gloria non è stato scritto, perché troppo grande era il loro numero. (9, 19 – 22; 1974) *Allora tutti gli amici di Giuda si radunarono e dissero a [[Gionata Maccabeo|Giònata]]: "Da quando è morto tuo fratello Giuda, non c'è uomo simile a lui per condurre l'azione contro i nemici e [[Bacchide|Bàcchide]] e gli avversari della nostra nazione. Ora noi ti eleggiamo oggi nostro capo e condottiero nelle nostre battaglie". Giònata assunse il comando in quella occasione e prese il posto di Giuda suo fratello. (9, 28 – 31; 1974) *Giònata inviò suo fratello {{NDR|[[Giovanni Maccabeo|Giovanni]]}}, capo della turba, a chiedere ai Nabatei suoi amici di custodire presso di sé i loro equipaggiamenti che erano abbondanti. Ma i figli di Iambri che abitavano in Màdaba fecero una razzia e catturarono Giovanni, con tutte le cose che aveva, e portarono via tutto. Dopo questo fatto riferirono a Giònata e a Simone suo fratello: "I figli di Iambri hanno una grande festa di nozze [...]". Si ricordarono allora del sangue del loro fratello Giovanni, perciò si mossero e si appostarono in un antro del monte. Ed ecco alzando gli occhi videro un corteo numeroso [...]. Balzando dal loro appostamento li trucidarono [...]. Così vendicarono il sangue del loro fratello [...]. (9, 35 – 42; 1974) *Alziamoci e combattiamo per la nostra vita, perché oggi non è come gli altri giorni. Ecco abbiamo i nemici di fronte a noi e alle spalle, dall'uno e dall'altro lato l'acqua del Giordano o la palude o la boscaglia, non c'è possibilità di sfuggire. Alzate ora le vostre grida al Cielo, perché possiate scampare dalla mano dei vostri nemici. ([[Gionata Maccabeo|Gionata]]: 9, 44 – 46; 1974) *Nell'anno centocinquantatré, nel secondo mese, [[Alcimo (sommo sacerdote)|Alcimo]] ordinò di demolire il muro del cortile interno del santuario; così demoliva l'opera dei profeti. Si incominciò dunque a demolire. Ma in quel tempo Alcimo ebbe un colpo e fu interrotta la sua opera. La sua bocca rimase impedita e paralizzata e non poteva più parlare né dare disposizioni per la sua casa. Alcimo morì in quel tempo con grande spasimo. Bàcchide, vedendo che Alcimo era morto, se ne tornò presso il re e la Giudea rimase tranquilla per due anni. (9, 54 – 57; 1974) *Il re [[Alessandro I Bala|Alessandro]] seppe dell'ambasciata che [[Demetrio I Sotere|Demetrio]] aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate e disse: "Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e alleato". Scrisse e spedì a lui questa lettera: "Il re Alessandro al fratello Giònata salute. Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto ad essere nostro amico. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re – gli aveva inviato anche la porpora e la corona d'oro – perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi". (10, 15 – 20; 1974) *{{NDR|[[Gionata Maccabeo|Gionata]]}} Si accampò presso [[Giaffa]], ma gli abitanti avevano chiuso la città, perché a Giaffa c'era un presidio di Apollònio. Le diedero l'assalto e i cittadini, spaventati, aprirono. Così Giònata divenne padrone di Giaffa. (10, 75 – 76; 2008) *{{NDR|Gionata}} Andò ad [[Ascalona|Ascalòna]] e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. Di là passò a [[Gaza]], ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d'assedio e incendiò i sobborghi e li mise a sacco. Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a Damasco. (11, 60 – 62; 1974) *Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute. Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. Noi intanto vi rispondiamo: I vostri armenti e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi. Abbiamo quindi disposto perché vi sia riferito in questo senso. ([[Areo I|Areo]]: 12, 20 – 23; 1974) *{{NDR|[[Simone Maccabeo|Simone]]}} Vedendo che il popolo era tremante e impaurito, andò a Gerusalemme e radunò il popolo; li confortò e disse loro: «Voi sapete bene quanto io e i miei fratelli e la casa di mio padre abbiamo fatto per le leggi e per il santuario, e le guerre e le difficoltà che abbiamo sostenuto. È per questo che i miei fratelli sono morti tutti per la causa d'Israele e sono restato io solo. Ebbene, mai risparmierò la vita di fronte a qualunque tribolazione, perché io non sono più importante dei miei fratelli. Anzi, io vendicherò la mia nazione, il santuario, le vostre mogli e i vostri figli, poiché tutti i pagani, spinti dall'odio, si sono radunati per sterminarci». Lo spirito del popolo si infiammò [...] gridando a gran voce: «Tu sei il nostro condottiero al posto di Giuda e di Giònata, tuo fratello; combatti la nostra guerra e quanto ci comanderai noi lo faremo». Egli allora radunò tutti gli uomini idonei alle armi e accelerò il completamento delle mura di Gerusalemme e la fortificò tutt'intorno. (13, 2 – 10; 2008) *[[Diodoto Trifone|Trifone]] agiva con perfidia verso [[Antioco VI|Antioco]], il re ancora giovane, e lo uccise. Si fece re al suo posto, si mise in capo la corona dell'Asia e procurò grandi rovine al paese. Simone intanto completò le fortezze della Giudea, le cinse di torri elevate e di mura solide con portoni e sbarre e rifornì le fortezze di viveri. Poi Simone scelse alcuni uomini e li inviò al re Demetrio per ottenere esenzioni al paese, perché tutti gli atti di Trifone erano stati delle rapine. (13, 31 – 34; 2008) *In quel tempo Simone pose il campo contro [[Gezer|Ghezer]], la circondò di accampamenti, fece allestire una torre mobile, la spinse contro la città e abbatté una torre impadronendosene. I soldati della torre mobile si lanciarono nella città e si produsse in città un grande trambusto. I cittadini salirono sulle mura insieme con le mogli e i bambini, con le vesti stracciate, e supplicarono a gran voce per indurre Simone a dar loro la destra e dissero: "Non trattarci secondo le nostre iniquità, ma secondo la tua clemenza". Simone venne a patti con loro e non combatté oltre contro di loro; ma li scacciò dalla città, purificò le case nelle quali c'erano idoli, e così entrò in città con canti di lode e di ringraziamento. Egli eliminò da essa ogni contaminazione e vi stabilì uomini che fossero osservanti della legge; poi la fortificò e costruì in essa la propria dimora. (13, 43 – 48; 1974) *Ora quelli dell'Acra in Gerusalemme, messi nell'impossibilità di uscire e venire nel paese a comprare e vendere, erano terribilmente affamati e buon numero di essi moriva di fame. Allora fecero giungere il loro grido a Simone, perché desse loro la destra, e Simone la diede; così li sloggiò di là e purificò l'Acra da tutte le contaminazioni. Fecero ingresso in quel luogo il ventitré del secondo mese dell'anno centosettantuno, con canti di lode e con palme, con suoni di cetre, cembali e arpe e con inni e canti, perché era stato eliminato un grande nemico da Israele. Simone stabilì di celebrare ogni anno questo giorno di festa. Intanto completò la fortificazione del monte del tempio lungo l'Acra; qui abitò con i suoi. (13, 49 – 52; 1974) *{{NDR|Simone}} Fortificò Giaffa, situata sul mare, e Ghezer presso i confini di Asdòd, nelle quali prima risiedevano i nemici, e vi impiantò i Giudei e provvide in esse quanto era necessario al loro sostentamento. Il popolo ammirò la fede di Simone e la gloria che egli si proponeva di procurare al suo popolo; lo costituirono loro capo e sommo sacerdote per queste sue imprese e per la giustizia e la fede che egli aveva conservate al suo popolo e perché aveva cercato con ogni mezzo di elevare la sua gente. Nei suoi giorni si riuscì felicemente per mezzo suo a scacciare dal loro paese i pagani e quelli che erano nella città di Davide e in Gerusalemme, che si erano edificati l'Acra e ne uscivano profanando i dintorni del santuario e recando offesa grande alla sua purità. Egli vi insediò soldati giudei, la fortificò per la purità della regione e della città ed elevò le mura di Gerusalemme. (14, 34 – 37; 1974) ==[[Explicit]]== Le altre azioni di [[Giovanni Ircano I|Giovanni]], le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti, la ricostruzione delle mura da lui eseguita e le sue imprese, ecco stanno scritte negli annali del suo sommo sacerdozio, da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte di suo padre.<br> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/1Mac/1/ 1 Maccabei]'', edizione CEI, 2008. ==Voci correlate== *''[[Secondo libro dei Maccabei]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Maccabei I]] inha6h8gs1abi0ghn5e5v1f37t55z6a Secondo libro dei Maccabei 0 51067 1427469 1214417 2026-09-26T07:41:45Z Spinoziano 2297 amplio 1427469 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Secondo libro dei Maccabei''''', testo deuterocanonico della Bibbia. ==[[Incipit]]== Ai fratelli giudei sparsi nell'Egitto salute. I fratelli giudei che sono in Gerusalemme e nella regione della Giudea augurano buona pace. Dio voglia concedervi i suoi benefici e ricordarsi della sua alleanza con [[Abramo]], [[Isacco]] e [[Giacobbe]] suoi servi fedeli; conceda a tutti voi volontà di adorarlo e di compiere i suoi desideri con cuore generoso e animo pronto; vi dia una mente aperta ad intender la sua legge e i suoi comandi, e volontà di pace. Esaudisca le vostre preghiere e vi sia propizio e non vi abbandoni nell'ora dell'avversità.<br> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Recatosi in Persia, il loro capo {{NDR|[[Antioco IV]]}} e con lui l'esercito creduto invincibile, fu ucciso nel tempio della dea [[Nanea]], per gli inganni orditi dai sacerdoti di Nanea. Con il pretesto di celebrare le nozze con lei, Antioco con i suoi amici si era recato sul posto per prelevarne le immense ricchezze a titolo di dote. Dopo che i sacerdoti del tempio di Nanea gliele ebbero mostrate, egli entrò con pochi nel recinto sacro e quelli, chiuso il tempio alle spalle di Antioco e aperta una porta segreta nel soffitto, scagliarono pietre e fulminarono il condottiero e i suoi. Poi fattili a pezzi e tagliate le loro teste, le gettarono a quelli di fuori. In tutto sia benedetto il nostro Dio, che ha consegnato alla morte gli empi. (1, 13 – 17; 1974) *Infatti quando i nostri padri furono deportati in Persia, i sacerdoti fedeli di allora, preso il fuoco dall'altare, lo nascosero con cautela nella cavità di un pozzo che aveva il fondo asciutto e là lo misero al sicuro, in modo che il luogo rimanesse ignoto a tutti. Dopo un buon numero di anni, quando piacque a Dio, [[Neemia]], rimandato dal re di Persia, inviò i discendenti di quei sacerdoti che avevano nascosto il fuoco, a farne ricerca; quando essi ci riferirono che non avevano trovato il fuoco ma acqua grassa, comandò loro di attingerne e portarne. Poi furono portate le offerte per i sacrifici e Neemia comandò che venisse aspersa con quell'acqua la legna e quanto vi era sopra. Così fu fatto e dopo un pò di tempo il sole, che prima era coperto di nubi, cominciò a risplendere e si accese un gran rogo, con grande meraviglia di tutti. I sacerdoti si posero allora in preghiera, mentre il sacrificio veniva consumato, e con i sacerdoti tutti gli altri: Giònata intonava, gli altri continuavano in coro insieme a Neemia. (1, 19 – 23; 1974) *Si trova scritto nei documenti che il profeta [[Geremia]] ordinò ai deportati di prendere del fuoco, come si è detto, e che il medesimo profeta, dando agli stessi deportati la legge, raccomandò loro di non dimenticarsi dei precetti del Signore e di non lasciarsi traviare nei loro pensieri, vedendo i simulacri d'oro e d'argento e il fasto di cui erano circondati, e che con altre simili espressioni li esortava a non ripudiare la legge nel loro cuore. Si diceva anche nello scritto che il profeta, avuto un oracolo, ordinò che lo seguissero con la tenda e l'[[Arca dell'Alleanza|arca]]. Quando giunse presso il monte, dove [[Mosè]] era salito e aveva contemplato l'eredità di Dio, Geremia salì e trovò un vano a forma di caverna e vi introdusse la tenda, l'arca e l'altare dell'incenso e sbarrò l'ingresso. Alcuni di quelli che lo seguivano tornarono poi per segnare la strada, ma non riuscirono a trovarla. Geremia, quando venne a saperlo, li rimproverò dicendo: «Il luogo deve restare ignoto, finché Dio non avrà riunito la totalità del popolo e si sarà mostrato propizio. Allora il Signore mostrerà queste cose e si rivelerà la gloria del Signore e la nube, come appariva sopra Mosè, come già avvenne quando [[Salomone]] chiese che il luogo fosse solennemente santificato». (2, 1 – 8; 2008) *Nel periodo in cui la città santa godeva completa pace e le leggi erano osservate perfettamente per la pietà del sommo sacerdote [[Onia III|Onia]] e la sua avversione al male, gli stessi re avevano preso ad onorare il luogo santo e a glorificare [[Tempio di Gerusalemme|il tempio]] con doni insigni, al punto che [[Seleuco IV|Selèuco]], re dell'Asia, provvedeva con le proprie entrate a tutte le spese riguardanti il servizio dei sacrifici. (3, 1 – 3; 1974) *Un tale [[Eleazaro (Secondo libro dei Maccabei)|Eleàzaro]], uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell'aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e ad ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per brama di sopravvivere. (6, 18 – 20; 1974) *{{NDR|A chi gli consigliava, per evitare il martirio, di fingere di mangiare la carne suina imposta dal re}} Non è affatto degno della nostra età fingere con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant'anni Eleàzaro sia passato agli usi stranieri, a loro volta, per colpa della mia finzione, durante pochi e brevissimi giorni di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell'Onnipontente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e generosamente per le sante e venerande leggi. ([[Eleazaro (Secondo libro dei Maccabei)|Eleàzaro]]: 6, 24 – 28; 1974) *Il Signore, cui appartiene la sacra scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell'anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui. ([[Eleazaro (Secondo libro dei Maccabei)|Eleàzaro]], [[ultime parole]]: 6, 30; 1974) *Costoro confidano nelle armi e insieme nel loro ardire; noi confidiamo nel Dio onnipotente, capace di abbattere quanti vengono contro di lui e il mondo intero con un sol cenno. ([[Giuda Maccabeo|Giuda]]: 8, 18; 1974) *Il tristissimo [[Nicanore (generale seleucide)|Nicànore]], colui che aveva convocato mille mercanti per la vendita dei Giudei, umiliato, con l'aiuto di Dio, da coloro che erano da lui ritenuti insignificanti, deposta la splendida veste, fuggiasco come uno schiavo attraverso la campagna e ormai privo di tutto, arrivò ad Antiochia, già troppo fortunato di essere sopravvissuto alla rovina dell'esercito. Così chi si riprometteva di assicurare il tributo per i Romani con la vendita dei prigionieri in Gerusalemme, confessava ora che i Giudei avevano un difensore, che i Giudei erano per questa ragione invincibili, perché obbedivano alle leggi stabilite da lui. (8, 34 – 36; 1974) *[[Antioco IV|Colui]] che poco prima pensava di comandare ai flutti del mare, arrogandosi di essere un superuomo e di pesare sulla bilancia le cime dei monti, ora gettato a terra doveva farsi portare in lettiga, rendendo a tutti manifesta la potenza di Dio, a tal punto che nel corpo di quell'empio si formavano i vermi e, mentre era ancora vivo, le sue carni fra spasimi e dolori cadevano a brandelli e l'esercito era tutto nauseato dal fetore e dal marciume di lui. (9, 8 – 9; 1974) *Quest'omicida e bestemmiatore dunque, soffrendo crudeli tormenti, come li aveva fatti subire agli altri, finì così la sua vita in terra straniera, in una zona montuosa, con una sorte misera. (9, 28; 1974) *Infatti [[Tolomeo Macrone|Tolomeo]], chiamato Macrone, che aveva cominciato a praticare la giustizia verso i Giudei, a causa dei torti che erano stati fatti loro, cercava di trattare con loro pacificamente. Per questo motivo fu accusato dagli amici presso l'Eupàtore. Sentendosi poi chiamare spesso traditore per aver abbandonato Cipro, a lui affidata dal Filomètore, ed essere passato dalla parte di Antioco Epìfane, non potendo esercitare con onore la carica, datosi il veleno, pose fine alla propria vita. (10, 12 – 13; 2008) *Gli abitanti di [[Giaffa]] perpetrarono un'empietà di questo genere: invitarono i Giudei che abitavano con loro a salire con le mogli e con i figli su barche allestite da loro, come se non ci fosse alcuna cattiva intenzione a loro riguardo, ma fosse un'iniziativa di tutta la cittadinanza. Essi accettarono, desiderosi di rinsaldare la pace, e lontani da ogni sospetto. Ma quando furono al largo, li fecero affondare in numero non inferiore a duecento. Quando [[Giuda Maccabeo|Giuda]] fu informato di questa crudeltà compiuta contro i suoi connazionali, diede ordini ai suoi uomini e, invocando Dio, giusto giudice, mosse contro gli assassini dei suoi fratelli e nella notte incendiò il porto, bruciò le navi e uccise di spada quanti vi si erano rifugiati. Poi, dato che il luogo era sbarrato, abbandonò l'impresa con l'idea di tornare un'altra volta e di estirpare tutta la cittadinanza di Giaffa. Avendo poi appreso che anche i cittadini di [[Yavne|Iàmnia]] volevano usare lo stesso sistema con i Giudei che abitavano con loro, piombando di notte sui cittadini di Iàmnia, incendiò il porto con la flotta, così che si vedeva il bagliore delle fiamme fino a Gerusalemme, che è distante duecentoquaranta stadi. (12, 3 – 9; 2008) *Giuda mosse poi contro Carnion e l'Atergatèo e uccise venticinquemila uomini. Dopo la sconfitta e lo sterminio di questi, marciò contro la fortezza di [[Efron (Galaad)|Efron]], nella quale era stanziato Lisia con una moltitudine di gente di ogni razza; davanti alle mura erano schierati i giovani più forti e combattevano vigorosamente, mentre nella città stavano pronte molte riserve di macchine e di proiettili. Avendo invocato il Signore che distrugge con la sua potenza le forze dei nemici, i Giudei fecero cadere la città nelle proprie mani e uccisero venticinquemila di coloro che vi stavano dentro. (12, 26 – 28; 1974) *[...] gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri per deporli con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Iamnia, che la legge proibisce ai Giudei [...]. Perciò tutti [...] ricorsero alla preghiera, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato. [...] Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dramme d'argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della [[risurrezione]]. Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato. (12, 39 – 45; 1974) ==[[Explicit]]== Così andarono le cose riguardo a Nicànore e, poiché da quel tempo la città è rimasta in mano agli Ebrei, anch'io chiudo qui la mia narrazione. Se la disposizione dei fatti è riuscita scritta bene e ben composta, era quello che volevo; se invece è riuscita di poco valore e mediocre, questo solo ho potuto fare. Come il bere solo [[vino]] e anche il bere solo acqua è dannoso e viceversa come il vino mescolato con acqua è amabile e procura un delizioso piacere, così l'arte di ben disporre l'argomento delizia gli orecchi di coloro a cui capita di leggere la composizione. E qui sia la fine.<br> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Voci correlate== *''[[Primo libro dei Maccabei]]'' ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/2Mac/1/ 2 Maccabei]'', edizione CEI, 2008. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Maccabei II]] 6yrcvmczlzhcvpan81eb5u1pvzpq0nm Discussioni utente:AnjaQantina/Archivio 3 74669 1427408 1130865 2026-09-25T13:27:29Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1130865|1130865]] di [[Special:Contributions/Eru Rōraito|Eru Rōraito]] ([[User talk:Eru Rōraito|discussione]]) 1427408 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Nemo|Nemo]] 22:57, 9 dic 2006 (UTC)}} ==Film== Ciao, le voci riguardandi i film che stai inserendo non sono in stile wiki. prova a riguardare http://it.wikiquote.org/wiki/Wikiquote:Modello_di_voce#Film. ciao, --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] 12:49, 23 ott 2007 (CEST) :In particolare, per [[Sideways - In viaggio con Jack]]: non siamo soliti dividere le frasi in sezioni per personaggio, specie se sono poche. Grazie, [[Utente:Nemo|Nemo]] 19:37, 23 ott 2007 (CEST) ::E poi, i dialoghi: per andare a capo si usa il <nowiki><br /></nowiki>, scrittura semplificata <nowiki><br></nowiki>. Per il resto, le modifiche nelle altre voci sono aderenti al doppiaggio ufficiale, vero? Sembra proprio di sí – anzi, hai trovato degli errori –, però chiedo per maggiore sicurezza; scusa la pedanteria. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:36, 23 ott 2007 (CEST) Oops... Per [[Sideways - In viaggio con Jack]] ho usato la stessa impostazione del Wikiquote inglese (ovviamente il doppiaggio è quello italiano e non si tratta di una traduzione). E, sì, le modifiche nelle varie voci ricalcano esattamente il doppiaggio, salvo alcune correzioni minori che riguardano semplici refusi di battitura. Comunque grazie dei suggerimenti, provvedo. --[[Utente:151.44.146.41|151.44.146.41]] 22:07, 23 ott 2007 (CEST) Non ero loggato, sorry. --[[Utente:Anjaqantina|AnjaQantina]] 22:08, 23 ott 2007 (CEST) :Non c'è niente di male nell'usare una sezione per personaggio, però in genere si crea una sezione solo per almeno tre elementi, tutto qui. Non che sia un limite tassativo. Complimenti per le correzioni: l'imprecisione delle trascrizioni dei film è una spina nel fianco. [[Utente:Nemo|Nemo]] 19:48, 6 dic 2007 (CET) P.s.: Se vuoi rispondermi nella tua pagina di discussione, avvertimi nella mia, così me ne accorgo subito, e non quando spulcio le ultime modifiche. == Anjaqantina o AnjaQantina == Ciao! Ho notato che hai due utenze differenti, Anjaqantina e AnjaQantina. Che vogliamo fare? --'''[[Utente:Dread83|<span style="color:red;">D</span><span style="color:black;">oppia</span>]] {[[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;">Di</span>]]}''' 20:10, 4 lug 2008 (CEST) :[http://toolserver.org/~purodha/sample/dbswithuser.php?usr=AnjaQantina&go=Go%21&uselang=en] [http://toolserver.org/~purodha/sample/dbswithuser.php?usr=Anjaqantina&go=Go%21&uselang=en] Ti conviene chiedere la [[Wikiquote:Cambiare il nome utente/Riassegnazione|riassegnazione]] del nome utente piú usato (l'altro). Lo blocco per evitare che tu lo usi per sbaglio (altrimenti diventa difficile riassegnarlo). --[[Utente:Nemo bis|Nemo]] 19:31, 8 lug 2008 (CEST) ::Consiglio di farti riassegnare AnjaQantina qui in Wikiquote, cosí potrai unire questa utenza al SUL e averle tutte collegate. Come detto, dovresti fare richiesta [[Wikiquote:Cambiare il nome utente/Riassegnazione|qui]]. --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 23:14, 5 giu 2009 (CEST) ==Richiesta di riassegnazione== Ciao, Anjaqantina. È stata fatta una richiesta di riassegnazione del tuo nome utente [[Wikipedia:Cambiare il nome utente/Riassegnazione|qui]], poiché non hai fatto nessuna modifica ed un altro utente vorrebbe utilizzarlo per contribuire. [[Wikipedia:Cambiare il nome utente/Riassegnazione]] afferma che l'utenza che vorrebbe essere riassegnata ha sette giorni per obiettare e far decadere la richiesta di riassegnazione. Se hai un indirizzo e-mail associato a questo account, dovresti ricevere un messaggio da un [[Wikipedia:Burocrati|burocrate]] che ti spieghi come dissentire dalla riassegnazione del tuo nickname. <span style="color: green;">'''Se non obietti a essere rinominato'''</span> in modo da permettere ad un altro utente di utilizzare il tuo nome utente, per piacere fai il login e modifica questa pagina scrivendo che sei d'accordo e magari indicare un nome utente che ti piacerebbe avere (nel caso non lo specificherai, te ne sarà dato uno generico). <span style="color: orange;">'''Se non fai nulla'''</span>, la richiesta sarà soddisfatta entro sette giorni, e sarai rinominato con un nome utente generico. Puoi richiedere di essere rinominato di tua spontanea volontà in ogni momento. <span style="color: crimson;">'''Se non sei d'accordo a essere rinominato'''</span>, per piacere fai il login e fai una modifica. Per esempio potresti scrivere qua sotto: "No", ma non è necessario, in quanto la riassegnazione non è possibile se l'utenza fa un edit indistinto. '''Nota bene: ''questo non ti impedisce di contribuire''''', o ti farà perdere alcun dato; tutte le tue preferenze, gli osservati speciali ed ogni altra impostazione saranno trasferiti ad un nuovo nome utente se questo sarà riassegnato. Grazie per la tua attenzione, [[Utente:Anjaqantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:Anjaqantina|scrivimi]]) 23:40, 5 giu 2009 (CEST) :Ecco fatto, ora fai un salto in [[w:special:mergeaccount]]. :-) --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 01:19, 6 giu 2009 (CEST) == incipit == ciao, se di alcune opere aggiungi solo l'incipit, non si crea un paragrafo per l'opera con il sottoparagrafo ''incipit'': si raccolgono tutti in fondo alla pagina nella sezione ''incipit di alcune opere'', per esempio vedi [[Umberto Eco#Incipit di alcune opere]] --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 17:13, 25 dic 2009 (CET) :sto lavorando un po' sulla voce, aspetta magari un altro momento, grazie. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 19:53, 25 dic 2009 (CET) ::La corretta convenzione per più versioni di incipit è [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Shakespeare&action=historysubmit&diff=299133&oldid=299132 questa]. Leggi [[WQ:MI]]. Inoltre non usiamo questa notazione: <nowiki>A<small>NTONIO</small></nowiki>; si usa il grassetto. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 21:06, 25 dic 2009 (CET) :::Di solito creiamo dei paragrafi quando ci sono almeno 3 citazioni da metterci. nella sezione iniziale della voce di Shakespeare ci sono 1, massimo 2 citazioni per opera: per ora le lascerei così. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 19:27, 3 gen 2010 (CET) ==Agatha Christie== Ciao, quando effettui modifiche rilevanti ad una pagina, ti pregherei di verificare l'anteprima prima di salvare. un [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Agatha_Christie&action=historysubmit&diff=299193&oldid=299184 banale errore] sul tag delle note, ha compromesso la visualizzazione della pagina: mancava tutta l'ultima parte della bibliografia e dell'interprogetto, vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Agatha_Christie&oldid=299184 qui]. ciao e buona continuazione, --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 12:29, 26 dic 2009 (CET) :guarda [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Pagina_delle_prove&oldid=299259 adesso] la pagina: ho aggiunto una scritta che non si vede. tutto quello che c'è dopo il reference viene ignorato: il codice wiki aspetta la chiusura del tag e non funziona più come dovrebbe. d'altro l'effetto su Agatha Christie si vede con il link che ti ho segnato qui sopra: clicca [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Agatha_Christie&oldid=299184 qui]: vedi che manca l'interprogetto? che si vede correttamente cliccando adesso su [[Agatha Christie]]? --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:20, 26 dic 2009 (CET) :: :-) --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:25, 26 dic 2009 (CET) ==Soffocare== Ciao, la fonte è già presente alla fine della pagina. Non è obbligatorio mettere l'indicazione bibliografica sempre sotto l'incipit. La si mette lì se è diversa da quella delle citazioni, o in presenza di più incipit di traduttori diversi. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:12, 27 dic 2009 (CET) :quale pagina intendi? [[Aiuto:Esempio di voce (persona)]] o [[WQ:MI]]? --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:22, 27 dic 2009 (CET) ==Ordine alfabetico opere== Le opere non devono per forza essere in ordine alfabetico. ''Le sezioni dei libri possono essere ordinate o in ordine alfabetico o in ordine cronologico crescente di pubblicazione nella lingua originale'' ([[WQ:ML]]) --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:30, 6 gen 2010 (CET) ==Gruppi di incipit== Ciao, il titolo corretto del paragrafo è <nowiki>==[[Incipit]] di alcune opere==</nowiki>, non "altre opere". (vedi [[WQ:ML]]). ciao, --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 17:28, 6 gen 2010 (CET) ==Eoin Colfer== Ciao, in bibliografia teniamo solo le opere citate, non tutta la bibliografia dello scrittore (non siamo wikipedia). Inoltre va messo sempre anche il nome dell'autore, visto che la bibliografia serve per raggruppare le fonti della citazioni presenti, e potrebbero esserci opere non dello stesso autore. (esempio quando un autore viene citato da un altro autore). --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:01, 7 gen 2010 (CET) :le fonti non vanno mai citate usando il {{tl|NDR}}. Si usa la bibliografia in fondo alla pagina essenzialmente per due motivi: :#quando si crea il paragrafo di una singola opera si inserisce in bibliografia il riferimento bibliografico completo: non ha senso ripeterlo in fondo a tutte le citazioni, per di più all'interno di un paragrafo :#per snellire l'indicazione di fonte alla fine di una citazione "sparsa": per indicare correttamente una fonte serve titolo, autore, traduttore, casa editrice e isbn; è un po' pesante come notazione. quindi in fondo alla citazione si indica solo il titolo dell'opera <small>(eventualmente con l'anno di pubblicazione se c'è necessità di distinguere due edizioni diverse all'interno della bibliografia)</small>, mentre tutti gli altri riferimenti sono in fondo alla pagina. è una questione di leggibilità. :se hai altri dubbi chiedi pure. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 12:45, 8 gen 2010 (CET) ==Categorie== Vedo che ormai ti stai specializzando in incipit :-) Quando crei una nuova voce, aggiungi anche la categoria, per esempio sull'ultima che hai creato, <nowiki>[[Categoria:Scrittori australiani|Lindsay, Joan]]</nowiki> ciao e buon proseguimento, --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 18:52, 8 gen 2010 (CET) :si, corsivo. cito da [[WQ:MI#Formattazione]]: ''si riprendono le scelte grafiche dello scrittore, specie se particolari e interessanti: spazi, allineamento (a sinistra, destra o centro) del testo, corsivi.'' --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 19:06, 8 gen 2010 (CET) ==re: Più traduzioni== La pagina di aiuto che cerchi è [http://it.wikiquote.org/wiki/Wikiquote:Trascrizione#Versioni_multiple_e_traduzioni qui]. Provo a rispondere alle tue domande: #ni. per essere sicuro dovresti verificare nella cronologia che chi abbia inserito l'incipit abbia inserito anche l'indicazione della traduzione, e che non sia un inserimento successivo. #no, non si elimina. non è "senza fonte": è sempre l'incipit di "Alice nel paese...". Se vuoi è incompleta (manca il traduttore) ma non va cancellata. Le "senza fonte" non si cancellano tendenzialmente: abbiamo deciso di non accettarne più, ma il pregresso, che è consistente, lo abbiamo lasciato, nella speranza che qualche volenteroso riesca a trovare le fonti. (sulla voce di Shakespeare ne ho trovate un po' per esempio). Se vuoi leggerti le discussioni in merito le trovi [http://it.wikiquote.org/wiki/Discussioni_aiuto:Fonti#.22Citazioni_prive_di_fonte.22 qui] e [http://it.wikiquote.org/wiki/Discussioni_aiuto:Fonti#Senza_fonte:_tiriamo_le_somme_della_sperimentazione qui]. #l'importate è citare la fonte con tutti i riferimenti, farlo sotto l'incipit o nella bibliografia è uguale, anche se a me piace di più farlo in bibliografia: è lì apposta. Ciao, --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 08:47, 12 gen 2010 (CET) == Poul Anderson == Ciao. È un ampliamento. In [[w:La pattuglia del tempo|La pattuglia del tempo]] ci sono tutte le risposte. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 22:51, 17 gen 2010 (CET) ==re:Howard Phillips Lovecraft== Mi spiace, non saprei. Ma quanti incipit di racconti vuoi ancora aggiungere? (per capire quanto si allungherà l'indice). --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:15, 24 gen 2010 (CET) :attualmente il {{tl|Cassetto}} non è previsto per le voci. Io creerei delle voci dedicate, un po' come fatto per [[Oscar Wilde]] e [[Il ritratto di Dorian Gray]] e [[George Orwell]] e [[1984]]; diciamo una voce per il [[Ciclo di Cthulhu]] e una per [[Racconti dell'incubo]] che sono abbastanza corpose. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 17:35, 24 gen 2010 (CET) ::[[Ciclo di Cthulhu]]: ottimo. Io farei anche [[Racconti dell'incubo]]. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:51, 25 gen 2010 (CET) == Ciao...posso chiederti un favore? == Scusa, ho letto che tu puoi contribuire con un livello avanzato d'inglese...perciò, scusa se mi permetto di disturbarti, potrei chiederti per favore se mi potresti tradurre: ''HEALTH WARNING: This record could be hazardous to the health of cloth-eared nincompoops. If you suffer from this condition, consult your Doctor immediately'' per la pagina di [[Mike Oldfield]]? Grazie mille...--[[Utente:Lady Mismagius|Lady Mismagius]] ([[Discussioni utente:Lady Mismagius|scrivimi]]) 18:36, 4 mar 2010 (CET) : Grazie mille! --[[Utente:Lady Mismagius|Lady Mismagius]] ([[Discussioni utente:Lady Mismagius|scrivimi]]) 19:11, 4 mar 2010 (CET) == Re:Grazie a te! == Grazie a te per i tuoi numerosi ed ampi contributi e per la creazione di un sacco di voci importanti ;) --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 13:59, 9 apr 2010 (CEST) ==Cià bell cià== [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussione:Ci%C3%A0_bell_ci%C3%A0&action=historysubmit&diff=321332&oldid=321315 qui] la risposta. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:49, 3 mag 2010 (CEST) ==Redirect di Iacopone da Todi== E' meglio usare la funzionalità di spostamento della pagina, così viene mantenuta anche la cronologia delle modifiche. Ho sistemato io... ciao, --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:41, 23 mag 2010 (CEST) ==Howard Phillips Lovecraft== Ciao, riesci a verificare se ho ripristinato la situazione in modo corretto sulle voci? [[Howard Phillips Lovecraft]] e [[Ciclo di Cthulhu]]; grazie mille --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 17:57, 5 giu 2010 (CEST) :ho cercato di ripristinare la situazione e non ho letto approfonditamente le citazioni. secondo me si potrebbe: :1) il corsivo e il | nella prima citazione mi facevano pensare ad un verso di poesia; se non lo è hai ragione a togliere il corsivo dalla versione in italiano. Se hai la traduzione di Pilo & Fusco a questo punto potresti sostituirla, indicandolo nell'oggetto della modifica. :2) si :3) a questo punto potremmo anche eliminarla: dell'incipit abbiamo già 3 versioni... :-), toglila mettendo una nota nella pagina di discussione :--[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:45, 6 giu 2010 (CEST) == Lev Tolstoj == Ciao, grazie per il contributo che vuoi dare alla voce su Tolstoj :-) Hai ragione: ci sono diverse altre opere (per non parlare delle traduzioni) che si potrebbero aggiungere: la bibliografia di Tolstoj è sterminata! Cosa intendi per "uniformare la bibliografia"? [[Discussioni utente:Spinoziano]] ::discutiamone [[Discussioni Wikiquote:Vetrina|qui]]. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 14:35, 6 giu 2010 (CEST) == Sandbox == Ciao! Ti dispiacerebbe togliere [[Utente:AnjaQantina/Sandbox|questa tua sandbox]] dalla [[:Categoria:Scrittori italiani]] ? Grazie. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 14:16, 7 lug 2010 (CEST) == Cletto Arrighi - Carlo Righetti == Ciao, per i nomi delle pagine vedi [[Aiuto:Convenzioni di nomenclatura]]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 06:15, 11 lug 2010 (CEST) ==re: Ancora Shakespeare== Ciao, per il problema di formattazione non saprei: secondo me riportare in quel modo il monologo di Amleto è un po' eccessivo per la lunghezza e soprattutto fuori standard. Per quanto riguarda la suddivisione della pagina direi che ormai è giunto il momento: pesa ormai 168KB. Le opere da estrapolare potrebbero essere sicuramente l'Amleto e il Romeo e Giulietta, che sono le più corpose e complete. Ma non riesco ad immaginarmi una regola generale, una convenzione... --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 18:27, 18 lug 2010 (CEST) :ok --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:40, 18 lug 2010 (CEST) ::si potrebbe anche proporre per la vetrina... è una voce completissima. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:48, 18 lug 2010 (CEST) ==Shakespeare e LiberLiber== Per un fan di Liberliber come te, leggi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Dread83&curid=25325&diff=339388&oldid=339373 qui]. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 11:20, 30 lug 2010 (CEST) == [[Randall Philip Garrett]] == Sei sicuro che questo sia il nome più giusto per la pagina? in [[en:w:Randall Garrett|en.wiki]] non sono specificati altri nomi, il che mi fa pensare che sia famoso solo come Randall Garrett (o al limite con l'aggiunta di ''Gordon'', vedendo i loro redirect), che è la versione scelta anche nelle altre wiki e in [http://www.isfdb.org/cgi-bin/ea.cgi?Randall_Garrett isfdb] (dove fra l'altro è scritto ''Phillip'' con due ''L''). --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 02:57, 15 set 2010 (CEST) :Sottoscrivo in pieno la tua proposta! --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 17:56, 15 set 2010 (CEST) == saccheggio da Source :)) == Ciao. Non sapevo che Quote funzionasse anche così. Credevo che per citazioni si intendesse quelle tipo "frasi celebri" (''Vae Victis'' ecc.) comunque visto che ''mi'' hai trovato la foto di Bossi (G.B, non U.) che mi servirà, spero, in un articolo nella vita reale, ti segnalo che mi sono permesso di riordinare le citazioni di Bruschetti in ordine di tempo. A breve dovrebbe venire pubblicato un mio articolo in cui entra ancora Bruschetti. Appena esce copio qui -se mi ricordo- qualche frase da altra pubblicazione dell'ingegnere. Se ho sbagliato a riordinare, ''please RB''. Per contattarmi per favore non qui. Non ci vengo mai. Ma sono abbastanza presente su 'Source. Grazie!--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 12:28, 18 set 2010 (CEST) :Grazie per aver risposto ''di là''. Purtroppo, da quanto dici, almeno per ora mi devo rimangiare la promessa di aggiungere citazioni a Bruschetti. Se sono permessi (ed è pure logico) solo gli incipit il materiale che ho adesso non è, purtroppo, l'inizio dell'opera. Vedremo. ciao--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 21:37, 18 set 2010 (CEST) ::È mattina. Sai, la recente chiacchierata qui sopra mi ha fatto venire un pensiero balordo. Io, oltre che un po' sourciano, sono anche un (modestissimo) autore. Da cui, mi sgorga la domanda:"quali sono i limiti per inserire un incipit in Quote"? In Source ho inserito un paio di miei articoli; sono "degni" di Quote? Altri articoli li ho pubblicati ma non ancora "sourciati", sono "degni"? Ho anche scritto un libro (lo trovi in guggol) è "degno" di Quote? Fino a ieri non ci avevo minimamente pensato, ritenendo, come ho detto, che le citazioni fossero limitate alle "parole famose" di gente famosa. Ma oggi... :-) Saluti!--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 08:02, 19 set 2010 (CEST) :::Una riposta estremamente diplomatica. :)Quindi, se ho ben capito uno prima deve diventare enciclopedico nel senso 'Pediano del termine (che nessuno poi sa cosa significhi dato che -ed es.- sono enciclopedici film che ancora non sono usciti...). OK prendo atto. Quanto a Bruschetti pensavo che avessi letto, oppure non sei tu che ha saccheggiato :) Source? È proprio per questo che ti ho scritto. Ultima cosa; ho attivato l'avviso nelle preferenze, quindi se scrivi nella mia pagina discussioni di Quote lo scopro e non sei (tu e gli eventuali altri) obbligato a passare su Source. Saluti--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 11:24, 20 set 2010 (CEST) :::Dimenticavo; Nei link che mi hai mandato c'è "cosa mettere". Ok, la lista è chiara però, proprio in relazione a Bruschetti diventa meno chiaro che materiale si può inserire. Bruschetti era un ingegnere e le sue opere non erano certo letterarie (per quanto per me interessanti da matti). Bene, nelle istruzioni si parla di (copio) "''''''Incipit''' di opere letterarie. '''Explicit''' di opere letterarie''." Forse è meglio specificare, Bruschetti non è letterario (chiaro che uso Bruschetti come esempio magari ce ne sono tanti o magari nessun altro). Ancora saluti--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 11:45, 20 set 2010 (CEST) :::::Due righe tanto per dimostrare che ho letto e che il marchingegno funziona. Non posso che essere d'accordo sulla difficoltà nel definire "letteratura". Troppi anni fa, nella mia tesi, cercavo di trovare una via (strutturalista) per definire la "Poesia". Figurati! Però, proprio il tuo ultimo post mi conferma che usare "letterarie" non è proprio il massimo della precisione. Quanto meno per definire "cosa mettere- cosa non mettere". Poi diventa ovvio che se, come hai suggerito, la discriminante è l'enciclopedicità, gli incipit "interessanti" non possono che essere tratti da opere famose (non necessariamente, quindi, letterarie). Si presenta quindi il problema della sussidiarietà e - peggio - della sudditanza di Quote rispetto a Pedia, cui viene delegato il compito di definire quale opera e quale autore hanno "diritto" ad essere "Quotati". Saluti.--[[Speciale:Contributi/151.51.25.225|151.51.25.225]] 09:14, 21 set 2010 (CEST). Scusa ero sloggato --[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 09:15, 21 set 2010 (CEST) ==Lorenzo Da Ponte== Ciao, non teniamo voci senza citazioni. Tra l'altro era un dubbio che mi ero già posto tempo fa: [[Discussione:Lorenzo Da Ponte]] --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:32, 25 set 2010 (CEST) :Lo so. era il mio stesso dubbio. facciamo così: scrivi anche tu sulla pagina di discussione della voce e segnala al bar, vediamo cosa scaturisce. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 15:55, 25 set 2010 (CEST) ::{{fatto}}, fai pure. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:53, 26 set 2010 (CEST) == Re:Pagina utente == Certo! e il tuo è il benvenuto! :-D --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 23:49, 9 ott 2010 (CEST) ==re: template== Certo, puoi crearti una sottopagina della tua pagina utente in cui mettere i riferimenti ai template che preferisci. Usa la notazione <nowiki>{{tl|nometemplate}}</nowiki> altrimenti i template vengono "applicati".--[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 13:07, 10 ott 2010 (CEST) == [[Pietro Cimatti]] == Ciao, non ho capito alcune cose di questa voce. Intanto, perché quei numeri siano in corsivo: davvero sono titoli, e non numeri e basta? Vedo che in Wikisource ci sono solo quelli, ma le pagine di Wikisource sono complete? Inoltre, siamo sicuri che abbia senso mettere l'"incipit" di una poesia, cioè la sua prima strofa, che magari equivale a metà della sua lunghezza complessiva? In genere gli incipit sono di romanzi, poemi, al limite saggi. --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 19:10, 15 ott 2010 (CEST) :Hai ragione, tutte queste pagine in Wikisource sono colpa mia! :-D Ricordo solo ora: erano state messe in Wikipedia nel figlio, ma qualcuno s'è lamentato, lui non sapeva che fare, allora gliele ho spostate io in Wikisource. Nelle discussioni c'è scritto che sono opere incomplete. Ora, un discorso generale sarebbe meglio farlo eventualmente al bar, in effetti, ma nel caso specifico trovo che inserire tutti questi incipit faccia sí che la voce di Wikiquote riproduca in buona parte le pagine di Wikisource, una duplicazione probabilmente eccessiva. In effetti volendo i testi avrei potuto metterli in Wikiquote, trattandosi di una decina di KB di testo; non lo feci perché erano comunque testi completi e nella speranza che il figlio rilasciasse in licenza libera anche il resto delle opere. Mi spiace, ma sarei quindi per togliere tutti gli incipit ed estrarre eventualmente qualche verso particolarmente significativo. Che ne dici? --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 21:40, 15 ott 2010 (CEST) == Fonti == Ciao, quando le citazioni non sono raggruppate per paragrafo le fonti si scrivono in due modi: con il ''da'' se la fonte è primaria, col ''citato in'' se la fonte è secondaria ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emmanuel_Joseph_Siey%C3%A8s&diff=prev&oldid=361903 esempio 1], [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Capponi&curid=50649&diff=362143&oldid=354541 esempio 2]). Ah, e il punto fermo va alla fine della frase, non dopo la fonte. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 23:49, 23 ott 2010 (CEST) ==incipit== L'uomo degli incipit! ma quanti libri hai sottomano? :-)))) tra l'altro ho visto che hai aggiunto anche quello di Umberto Eco, appena uscito. Ottimo lavoro, complimenti! --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:37, 5 nov 2010 (CET) :ps vuoi raggiungere i polacchi da solo? ;-) --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 20:37, 5 nov 2010 (CET) == G.B. Bossi == Ehm! Ero al telefono poco fa e mi è stato fatto notare che il Bossi di cui si parla qui (''e su Source'') DEVE essere un altro rispetto a quello di wikipedia. Se è nato nel 1864 non può essere l'autore del progetto del 1856... e quindi dell'incipit. Ti confesso che io stesso non ci avevo fatto caso. Se hai qualche altro dato vuoi pensarci tu? :)) Grazie! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:01, 6 nov 2010 (CET) ==Sognatore d'armi== Ciao, sulla voce di [[Philip K. Dick]] ho aggiunto l'incipit di ''Mr Lars sognatore d'armi'', che dovrebbe essere una riedizione del ''Sognatore d'armi'' che hai aggiunto tu. Ho notato che l'edizione che ho io non inizia allo stesso modo: tu hai aggiunto l'incipit o una di quelle citazioni che aprono i capitoli? (tra l'altro quella citazione non c'è nella versione che ho io... strano). Due incipit così diversi a fronte di diverso traduttore stridono un po'...--[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 19:24, 7 nov 2010 (CET) :io toglierei il "rapporto ufficiale": come recitano le nostre linee guida ''Dall'incipit citato vanno esclusi introduzioni, dediche, elenchi di personaggi, glossari e in generale tutto ciò che viene prima della pagina iniziale vera e propria, ma anche titoli e sottotitoli del primo capitolo (spesso non interessanti: "Capitolo I" e simili).'' ([[WQ:MI]]) --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 19:42, 7 nov 2010 (CET) ::ovviamente mettendo quello che mi hai scritto in discussione come incipit vero e proprio. --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 19:43, 7 nov 2010 (CET) == [[John Berendt]] == Ciao, qui ti è un po' sfuggita la fonte :) --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 03:08, 11 nov 2010 (CET) ==re:Giorgio Nardone== {{fatto}} --[[Utente:Quaro75|Quaro75]] ([[Discussioni utente:Quaro75|scrivimi]]) 12:53, 13 nov 2010 (CET) ==Lydia Flem_re== sì: è stata una mia dimenticanza indicare il traduttore; e la data pare che sia proprio quella sul wiki francese. Ciao. --[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:01, 14 nov 2010 (CET) == Raccolte di poesie / Incipit / liberliber == Salve, non è una cazziata ma soltanto un suggerimento: le raccolte di poesie che si trovano su liberliber spesso non corrispondono a opere pubblicate dall'autore, bensì organizzate da un qualche curatore. Ne viene che non sempre l'Incipit della raccolta che trovi su liberliber è Incipit di una, eventuale, raccolta pubblicata dall'autore.<br />Ho messo mano a [[Francesco Berni]] ieri: ecco, Berni non pubblicò raccolte di poesie, ma esistono varie raccolte sia dei sonetti che dei capitoli: gli incipit sono differenti, non riterrei quindi corretto parlare di Incipit in casi del genere.<br />Mi trovo adesso su [[Veronica Franco]] e qui abbiamo una differente particolarità. ''Terze Rime'' (e non ''Rime'') è la raccolta pubblicata dalla cortigiana stessa (gran donna!), però questa interessante raccolta contiene sia poesie dell'autrice sia di altri. La poesia che hai riportato in Incipit è effettivamente Incipit, ma non è opera della Franco: ''sic''! (se ci fai caso, è un uomo che scrive). Non la cancello, ma la riporto indicando l'autore e che è incipit di ''Terze Rime''. Ciao, buon lavoro.--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:32, 19 nov 2010 (CET) == Giorgio I == Aggiornato a 4 citazioni con relative fonti, direi che è possibile togliere lo stub giusto? inoltre sono stato ignorato sulla voce di wikipedia per inserire il rimando a wikiquote, spero che lo inseriscano.--[[Utente:Luckyboard|Luckyboard]] ([[Discussioni utente:Luckyboard|scrivimi]]) 12:51, 23 nov 2010 (CET) == Jack Whyte == Ciao! Abbiamo anche la [[:Categoria:Scrittori scozzesi]], [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Jack_Whyte&diff=next&oldid=366959 se serve]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 06:32, 28 nov 2010 (CET) :Non so come mai ci sia questa categoria perché c'è da prima del mio arrivo in wikiquote: probabilmente all'epoca c'era anche in wikipedia e poi loro le avranno radunate tutte sotto Britannici e noi non abbiamo seguito l'esempio. Se vuoi aprire una discussione sono favorevole. Io non l'ho mai fatto per un motivo molto importante: pigrizia :p --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:04, 29 nov 2010 (CET) == Einstein_re == Ciao! Penso che... tutto è relativo!! e mi pare proprio il caso di dire! :))<br />Allora, facciamo chiarezza: * Il testo che io ho e sto utilizzando è quello già indicato in bibliografia (trad. di Remo Valori, Giachini editore, Milano, 1952; rieditato da Newton Compton il 1975) (e mi trovo con alcune citazioni che già erano presenti prima del mio intervento). * Tutto è relativo, dicevo, perché nel testo in tuo possesso, al di là delle differenze di traduzione, rispetto al mio sono invertiti i capitoli. Capisco che sembra strano, ma a quanto pare è proprio così (vatti a fidare dei curatori!): il "mio" primo capitolo ha il titolo che tu indichi, ma è appunto primo e non sesto; mentre quello che nel tuo è primo e incipit, nel mio è secondo. Oppoferbacco, diceva Totò! :) --[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:43, 9 dic 2010 (CET) == omonimo. presumo == Ancora un'omonimia da Source. [[s:Autore:Francesco Milizia]] è morto nel 1798 quindi non può aver sctritto [[s:Delle strade di ferro]] nel 1827. Ho avvisato Alex su Source perché è un problema di template e io non ci voglio mettere mano. E qui vedi tu... :) Silvio Gallio sloggato --[[Speciale:Contributi/193.138.163.242|193.138.163.242]] 23:38, 12 dic 2010 (CET) :Una piccola sovrapposizione fra i due progetti. Ti ho risposto nella tua pagina in Source. Ciao!--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 19:02, 16 dic 2010 (CET) :Per farmi perdonare ti metto l'incipit di un'opera "vera" di Milizia. Dammi un paio d'ore. Però bisogna togliere gli errori. Se vuoi lo faccio io... :)--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 19:10, 16 dic 2010 (CET) ::come ho detto di là, il testo su Source non è di Milizia ma un'Appendice, scritta da altro su una riedizione postuma. Qui ho cambiato. Spero di non aver combinato disastri. Non sono un vandalo se non per sbaglio. Nel caso... :) Se vuoi/volete trovare altri incipit di Milizia basta andare su GuggolBuk. Ciao!--[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 19:19, 16 dic 2010 (CET) == Pertinenza citazioni == Ciao, sarebbe gradito un tuo parere nelle discussioni su [[Giulio II]], [[Opus Dei]] e [[Josemaría Escrivá de Balaguer]], grazie. --[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 08:53, 3 feb 2011 (CET) : Ti ringrazio del tuo parare. Buon lavoro ed a presto. --[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 18:01, 3 feb 2011 (CET) ==Poesie e Incipt== Salve. Vedo che spesso riporti citazioni da poesie tratte da siti on-line come se fossero tutti incipit, per esempio in [[Guido Cavalcanti]], che sto sistemando stamane; oppure [[Lapo Gianni]], per il quale su Wikisource è attualmente riportata una sola poesia, incipit di niente. Tra parentesi, nessuno di questi autori pubblicò raccolte di poesie, a maggior ragione ritengo non abbia senso parlare di Incipit. Ne discutevo proprio qualche giorno or è con Quaro75: [[http://it.wikiquote.org/wiki/Discussioni_utente:Quaro75#Eugenio_Montale]]. Sto interpretando male?<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 09:40, 23 feb 2011 (CET) == Re:Proverbio latino == Ehilà, quante fonti! e tutte autorevoli. Certo, io le inserirei tutte, è un confronto interessante :) --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 04:04, 1 mar 2011 (CET) :Ehm, dove? non le vedo... --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 19:47, 1 mar 2011 (CET) ::Ah, avevo capito "tutto copiato [nella voce apposita]" :D Vabbè, [[proverbi latini#c|ho fatto io]], anche se il risultato mi pare esteticamente bruttino... Essendo poi frasi diverse forse non è corretto che stiano sotto la C. Forse vale la pena spostarle sotto la N, mettendo Cicerone come prima versione, essendo il più antico. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 19:09, 2 mar 2011 (CET) == Re: == Grazie! :-) Ad maiora! --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 10:35, 9 mar 2011 (CET) == Roberto Giannoni == Vedi [[Discussione:Roberto Giannoni]], magari tu che hai creato la voce puoi risolvere il dubbio. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 04:53, 29 apr 2011 (CEST) ==''Ricordi'' di [[Francesco Guicciardini]]== Il Caso vuole che ci si ritrovi per una questione del tutto simile a quella dell'ultima volta: l'Incipit. Siccome ho intenzione di ampliare il testo in oggetto attingendo da ''Liberliber'' e poiché l'Incipit è là differente da quello nell'opera da te indicata, ho cambiato secondo quella fonte e riportato in una nota il riferimento al testo già esistente. Se pensi che la cosa vada sistemata differentemente fai pure, no problem. Ciao.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 11:02, 5 mag 2011 (CEST) == Guido Harari == Ciao, [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Guido_Harari&diff=next&oldid=341187 dalla nota] mi pare di capire che è una citazione di Gaber; se è così non sarebbe meglio spostarla lì (col "citato in") e iniziare questo incipit col testo seguente, cioè le parole di Harari? --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 02:15, 26 mag 2011 (CEST) :Allora è come ''[[Una goccia di splendore]]'', dello stesso autore ma su De André, e penso che dovremmo trattarlo come questo: quand'anche specificato in nota, è comunque errato tenere la frase di un autore nella voce di un altro. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 23:44, 26 mag 2011 (CEST) == Charles Conrad == Qui ti è sfuggita la fonte. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 01:29, 26 giu 2011 (CEST) :Sì, è necessaria una fonte verificabile come libri o altro. ''"Al momento di mettere piede sulla Luna"'' è l'occasione in cui l'ha detta, non la fonte. Vedi [[aiuto:fonti|questo incipit]]. Ciao :) --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 17:11, 26 giu 2011 (CEST) ::IMHO come fonte primaria no, perché ''Wikipedia non può essere fonte di sé stessa''. Come fonte secondaria sì (anche se non è il massimo), ma in quel caso basta segnalare nel campo oggetto che la fonte proviene da Wikipedia, non direi di scriverlo nella voce. Ma il parere di Micione sarà sicuramente più illuminante :) --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 19:11, 26 giu 2011 (CEST) :::No, Wikipedia non è una fonte affidabile, né primaria né secondaria, perché tutti possono scriverci. Guadagna in affidabilità solo quando anch'essa cita le sue fonti. A quel punto noi possiamo prendere citazioni da WP, ma solo citando anche noi le fonti. Come ha detto Spinoziano, possiamo citarla solo nella casella oggetto per segnalare che le abbiamo prese da là, come per esempio hai fatto [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Amerigo_Vespucci&curid=63451&action=history qui]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 22:20, 26 giu 2011 (CEST) Ciao di nuovo! In [[Guglielmo Ebreo da Pesaro]] non hai indicato fonti per le due citazioni. Inoltre per Antonio Cornazano bisognerebbe creare la voce e togliere la fonte [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Danza&diff=next&oldid=364721 dalla tematica]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 03:19, 28 giu 2011 (CEST) #Sì, ogni citazione deve avere la sua indicazione precisa. #Non fa niente, puoi scrivere (... – ...) oppure (? – ?). Poi se passa qualcuno che conosce gli anni può aggiungerli. Anche l'attività puoi ometterla, scrivendo solo la nazionalità. Anche la categoria sarà quella generica sulla nazionalità. Intanto imbastiamo, poi si corregge :) --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 17:21, 28 giu 2011 (CEST) == [[Aiuto:Wikilink]] == Ciao, i wikilink non andrebbero messi a tutte le occorrenze ma solo alle citazioni che si riportano nella voce tematica e in pochi altri casi. Vedi [[Aiuto:Wikilink]]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:04, 4 lug 2011 (CEST) :Ho visto che ne stai inserendo molti a ''scarafaggi'', immagino sia per crearne la voce tematica, ma non mi sembrano tutte adatte per essa. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:12, 4 lug 2011 (CEST) ::Non parlo della ''prima occorrenza'', intendo che il link non andrebbe in tutte le voci ma solo a quelle che saranno citate nella tematica. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:18, 4 lug 2011 (CEST) :::Credo di essermi spiegato male, ci riprovo: non sto parlando di "inserire link solo alla prima occorrenza e non alla seconda", sto parlando di un'altra cosa: intendo che non puoi inserire il link in ogni voce in cui compare la parola ''scarafaggio''... mi ho spiegato? :) Oppure come è scritto nella pagina che ti ho linkato: "Dovrebbero essere trasformati in wikilink solo ed esclusivamente i termini più significativi di una citazione, verso voci inerenti all'argomento della citazione stessa, cioè (in generale) voci dove la citazione stessa potrebbe essere opportunamente inserita come citazione "tematica" o "citazione su", oppure voci utili per approfondire (quindi su un argomento correlato)." --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:36, 4 lug 2011 (CEST) ::::E non è un punto di vista, è una linea guida. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:37, 4 lug 2011 (CEST) Piccole convenzioni da seguire: #La voce deve essere spostata a "Scarafaggio": diversamente da Wikipedia, qui le voci di animali hanno tutte come titolo il nome più comune, non quello scientifico. #La categoria corretta è "Animali" (a meno che tu non voglia creare Categoria:Insetti, ma te lo sconsiglio: abbiamo così poche voci sugli insetti – e tutto sommato anche sugli animali – che non serve raggrupparli). #L'incipit deve essere minimale, per le spiegazioni c'è Wikipedia: basterà "Citazioni sugli '''scarafaggi'''". #Per le citazioni tratte da opere il link deve essere in corsivo, non tra virgolette (ma deve esserci sempre: ho visto che hai saltato un link a ''Men in Black''). Inoltre va omesso il nome del personaggio. #Ho visto che una citazione appare spezzata, immagino che il <nowiki><br /></nowiki> si sia perso per via di un copia-incolla fatto dalla pagina "di lettura": è consigliato dalle linee guida copincollare invece dalla schermata di edit, proprio per non perdere i dettagli della formattazione, come gli a capo, i corsivi ecc. #Sulla pertinenza hai fatto un bel lavoro. Ho qualche piccolo dubbio sui Litfiba ma penso ci possa stare; l'unica che toglierei è Jackie Brown: l'argomento della citazione è un mitra, perciò penso starebbe molto meglio in "Arma". Inoltre penso si possa ampliare quella da ''Due fantagenitori'' perché è tutta pertinente e perché così com'è ora è poco comprensibile. Forse si potrebbe ampliare anche ''Indiana Jones''... #Tra gli altri, hai messo un wikilink anche in ''Dylan Dog'', albo 52 (che io non ho tolto perché, pur essendo la citazione più sulla miseria, non è del tutto fuori luogo), ma nell'albo 50 ce n'è una sui ''bacherozzi'' che, nonostante sia più sull'horror/fantastico, ''forse'' ci potrebbe anche stare. Nel caso, quando aggiungerai il wikilink, per favore, ricordati di togliere quello che hai già messo. #Infine una richiesta personale: per favore, occupati tu della voce ché io, finché c'è quella immagine, l'ho aperta una volta e non l'apro più :-P --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 03:45, 7 lug 2011 (CEST) :::Nessuna fretta :) --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 04:02, 8 lug 2011 (CEST) ::::#Grassetti: per essere precisi io ho scritto "incipit", non "intestazione". L'intestazione non è nemmeno necessaria, ma se vuoi puoi metterla scrivendo solo "Citazioni". Vedi per esempio [[Animali]]. ::::#Policy wikilink: ovviamente sei liberissimo di metterla in discussione. Personalmente la preferisco così, sarà questione d'abitudine :) ::::#Dialoghi: su questo c'è [[Discussioni Wikiquote:Modello di voce#Dialoghi nelle voci tematiche|una discussione aperta]]. Nel frattempo è meglio copincollare il dialogo così com'è in ''Due fantagenitori'', per mantenere la coerenza con le altre voci tematiche che riportano dialoghi, ma ti ripeto che sei libero di citare la parte che vuoi. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 05:26, 11 lug 2011 (CEST) == Donal O'Shea == Ciao, ti segnalo [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Donal_O%27Shea&diff=next&oldid=411066 una modifica dubbia]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 07:56, 20 lug 2011 (CEST) :Ok, grazie. Ho tolto l'avviso di vandalismo all'IP perché sono passati diversi giorni dalla sua modifica quindi con tutta probabilità l'avrebbe ricevuto un innocente. Tra l'altro non credo fosse un vandalismo volontario, sembrava più un tentativo di miglioramento basato sulla fortuna :D . Sì, il template:Senza fonte dà due risultati diversi se applicato in una voce del Ns0 o nelle pagine di Discussione:Utente. Comunque se vuoi creare un nuovo template puoi farlo tranquillamente, ma prima di usarlo bisognerà sottoporlo al giudizio della comunità, penso che il Bar andrà benissimo. Ciao, --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 06:42, 1 ago 2011 (CEST) == Ordine alfabetico == Ciao, ho visto che hai messo in ordine alfabetico [[Patrick O'Brian]], ma l'ordine alfabetico non va usato se le citazioni sono già in ordine cronologico. Grazie, [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 16:02, 4 set 2011 (CEST) == The Clash == Ciao, oggi è stata creata la voce [[The Clash]], purtroppo vuota, così mi sto impegnando per metterci citazioni dalle loro canzoni, partendo dal primo album, però il mio inglese non è sufficiente per tradurre tutte le espressioni gergali e simili. Non è che mi puoi dare una mano tu, se non disturbo, ovviamente? Ad esempio, la frase "Can't get no gear" (da ''Remote Control''), come si può rendere in modo efficace? Grazie ^^ --[[Utente:Lady Mismagius|Lady Mismagius]] ([[Discussioni utente:Lady Mismagius|scrivimi]]) 17:58, 5 ott 2011 (CEST) : Grazie grazie grazie! *-* --[[Utente:Lady Mismagius|Lady Mismagius]] ([[Discussioni utente:Lady Mismagius|scrivimi]]) 18:31, 9 ott 2011 (CEST) == Re: Amministratore == Ringraziamenti vivissimi! :D --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 09:46, 9 ott 2011 (CEST) ==Incipit e fonti== Salve. Aggiungendo un altro Incipit, e quindi un altro testo in bibliografia per la medesima opera cui l'Incipit si riferisce, se già esistono delle citazioni e non se ne specifica la fonte, ove non già specificata, accade che queste diventano senza traduttore certo: il lettore non può sapere da quale testo sono state tratte – a meno di non scorrere la cronologia. Ritengo, nel caso, che sarebbe opportuno specificare la fonte delle citazioni già presenti - ove vi è certezza, chiaro.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 22:32, 1 nov 2011 (CET) :mi riferivo a [[Rudyard Kipling]], dove ho poi inserito io il riferimento bibliografico per le citazoni tratte da ''Il libro della giungla'' (o ''Il secondo libro della giungla'': non saprei, perché le opere sono due in un singolo libro... ma questo è un altro discorso).<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 22:03, 2 nov 2011 (CET) ==Guarda guarda, un titolo comodo== Parlando di incipit... Ho appunto appena caricato una cosa simpatica su Source [[s:Vicende delle strade ferrate nel Regno Lombardo-Veneto]]. Si, è sempre la mia mania. Però l'incipit (e ho pensato alle passate comunicazioni) mi sembra adatto sia al centenario e mezzo dell'unità sia alla situazione attuale. Basta cambiare Vienna con Berlino... :) Vedi tu se vi interessa, il tipo ha pure 1 pagina su 'Pedia. ciao ciao --[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[Discussioni utente:Silvio Gallio|scrivimi]]) 20:09, 7 dic 2011 (CET) == Vasti progetti == Ciao, ho visto che hai ricominciato ad aggiungere incipit a tutto spiano, anche se non quanto in passato. :-D Se ti mancasse l'ispirazione, una bella cosa che si potrebbe fare è mettere nelle noste voci tutto quello che si trova in questo libro di citazioni, da cui in passato anche Dread ha detto di essersi utilmente servito: [[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu]] ([[Wikiquote:Bar/Archivio_2009-01-02-03-04-05#Magari_lo_sapevate_gi.C3.A0...|bar]]). Ci sono parecchie citazioni ma soprattutto, sembrerebbe, molti commenti oltre che fonti ecc., quindi non so di preciso quanto materiale si possa aggiungere alle nostre voci e quanto resterebbe solo in Wikisource (dove se si vuole si può anche fare la rilettura, per non correggere refusi ecc. solo da noi; ho già preparato l'"infrastruttura"), però è certamente prezioso perché sono citazioni incontestabilmente rilevanti (nessuna ricerca originale) e non c'è nessun problema di diritti d'autore. Sperando di essere stato utile, [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 14:31, 4 gen 2012 (CET) :Wow, fammi sapere come posso esserti di sostegno. :-) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 20:21, 4 gen 2012 (CET) == Verifica delle modifiche == Ciao, ho visto che controlli le ultime modifiche, avvisi gli utenti ecc. (molto bene!), però solo raramente segni le modifiche come verificare. Per evitare che controlliamo due o piú volte le stesse modifiche (con tutto il lavoro che c'è da fare!), e dar maggior valore ai tuoi controlli, sarebbe molto utile che lo facessi, quando la modifica è già wikificata oppure la stai per wikificare o per segnalare come da wikificare, insomma quando non rischia piú di sfuggirci nessun errore. Per farlo velocemente, ti consiglio di aggiungere al [[Speciale:MyPage/common.js|tuo JS]] questa riga: <source lang=JavaScript>mw.loader.load('//it.wikipedia.org/w/index.php?title=MediaWiki:Gadget-VeriAJAX.js&action=raw&ctype=text/javascript');</source> cosí non devi uscire dalla pagina per segnare la modifica come verificata, ma lo puoi fare tranquillamente prima di chiuderla o di passare ad annullare/sistemare la modifica. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 14:43, 6 gen 2012 (CET) :Hai svuotato la cache? (basta ricaricare la pagina tenendo premuto il tasto maiuscole oppure Ctrl+Shift+r o Ctrl+F5 a seconda del browser) --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 18:10, 6 gen 2012 (CET) ::Se non funziona prova [[m:User:Krinkle/Scripts/AjaxPatrolLinks|questo]], è sicuramente tenuto meglio. :-) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 18:18, 6 gen 2012 (CET) :::Quello è normale, perché per verificare le modifiche serve l'rcid che si prende solo dalle ultime modifiche o dagli osservati speciali. Sulla combinazione di JS adesso vedo. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 18:59, 6 gen 2012 (CET) ::::Ho provato a sistemare, pulisci la cache e vediamo se si decide a funzionare. :-) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 08:12, 7 gen 2012 (CET) :::::Ad esempio, se nessuno lo fa prima di te, [//it.wikiquote.org/w/index.php?title=Marie-Dominique_Philippe&diff=prev&oldid=444860 qui] (mi sono espresso male, l'rcid serve solo per la verifica delle nuove pagine) dovresti poter cliccare "Segna la modifica come verificata" e riuscirci senza aprire una nuova pagina. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 11:05, 7 gen 2012 (CET) == [[Pitagora]] == Ciao, se conosci anche anno, editore, isbn e soprattutto numero di pagina, è meglio inserirli. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 19:59, 7 gen 2012 (CET) :Sì ma la fonte va comunque segnalata secondo le convenzioni, riportando sempre tutti i dati bibliografici disponibili (in questo caso si può aggiungere anche il collegamento a Wikisource). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 10:38, 8 gen 2012 (CET) ::Vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Pitagora&action=historysubmit&diff=445128&oldid=444923 questa] formattazione; ma non sono riuscito a trovare il numero di pagina. Adesso chiedo a Nemo. Ma intanto, per favore, quando inserisci nuove citazioni metti il numero di pagina, perché quello non lo può certo identificare un bot, e la citazione dev'essere verificabile. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 10:50, 8 gen 2012 (CET) :::In realtà mi pareva che le citazioni fossero abbastanza facili da trovare grazie all'indice alfabetico finale, ma non ho controllato. Qui bisogna capire come sfruttare al meglio l'opera: credo che si possa evitare di mettere il titolo completo ogni volta, mentre il numero della pagina è utile se trasformato in collegamento alla pagina stessa (anche se non esiste, direi), qualora questa sia un utile approfondimento, un po' come abbiamo fatto con Dante (ma senza ancore); se invece l'approfondimento non ci sembra utile ci si può accontentare di un template [[Template:Rif/1|di questo genere]], anche se abbiamo cercato di non usarne piú. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 21:30, 8 gen 2012 (CET) ::::Ottimo, ho guardato solo alcune delle tue ultimo aggiunte ma l'approccio che hai indicato è il piú sensato. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 18:39, 9 gen 2012 (CET) ==Cesare Sterbini== Se ho annullato vuol dire che ho un motivo, e l'ho specificato (senza fonte e da controllare). Posso sbagliarmi, certo, ma sarebbe educato che mi facessi notare dove ho errato, invece di annullare senza alcun commento.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:48, 12 gen 2012 (CET) :Beh, la fonte ''dovrebbe essere'' (cit.) da dove hai preso le citazioni. Ma forse tu conosci il libretto a memoria, cosa che mai avrei immaginato, dopo [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Pierre-Augustin_Caron_de_Beaumarchais&action=historysubmit&diff=445999&oldid=441701 questo errore]. Scusa. Beh, in ogni caso, siccome conosco anch'io a memoria quel libretto, reinserisco ''da controllare'', perché per me sono da controllare, anche se Micione ritiene di no: non sono ''fuori luogo'' (cit.) (e se Micione me li cancella di nuovo, dovrò giocoforza dedurre o che lui ha la stessa ''memoria'' tua e quindi la mia è forse fallace, o che si può cancellare un'indicazione come quella di ''controllare'' anche senza poi di fatto controllare). Ah, dimenticavo un particolare: il signor Cesare Sterbini, lo hai scritto tu stessa, è morto un po' prima del 1876: se quindi stai facendo riferimento ad altro/altri, andrebbe quantomeno specificato.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:23, 14 gen 2012 (CET) ::Mah, io ho già implicitamente risposto alle domande. Poi vedo che ti continua a sfuggire la richiesta di inserire una fonte. A questo punto non so che dire. Anche per me la questione è chiusa: di più non so che dire. Volete cancellare da ''controllare'' senza controllare?: responsabilità vostra.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 23:08, 14 gen 2012 (CET) :::Anja, in effetti sarebbe doveroso inserire la bibliografia perché al momento la fonte c'è ma non è verificabile. Puoi inserirla, per favore, così risolviamo la questione? --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 17:53, 15 gen 2012 (CET) ::::Basta mettere l'edizione che hai usato tu. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:14, 15 gen 2012 (CET) :::::Va bene, ma tu ne hai usata una, no? Puoi mettere quella? --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:45, 15 gen 2012 (CET) ::::::Mi hai detto che le hai prese dal pdf ma questo non è vero, viste le [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cesare_Sterbini&diff=next&oldid=447858 tante differenze di fonti e di ortografia]. Se proprio non vuoi dirmi la tua reale fonte non importa, non posso costringerti. Ma ti invito in futuro a riportare sempre una bibliografia con l'indicazione precisa e verificabile delle fonti. Grazie, --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 19:51, 15 gen 2012 (CET) :::::::''Probabilmente reperire un libretto d'opera in libreria, o in biblioteca, o fare una rapida ricerca su internet è un'operazione fin troppo faticosa.'' (cit.) Beh, mi sa che questa volta hai proprio proprio ragione; ma come ti dicevo: è che quell'opera la conosco davvero. Adesso infatti vado ad aggiungere una delle arie più note.<br /> :::::::ps.: Non è necessario scomodarsi per le scuse. Vorrei soltanto che capissi e controllassi cosa immetti in Wikiquote dopo il ''copiaincolla'': non è la quantità che conta, è la qualità. Buon proseguimento, ciao.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:41, 15 gen 2012 (CET) ::::::::Riciao a te. Ma a che mi serve l'esegesi del Barbiere? È vero quel che dici delle maiuscole ma a noi interessa di più l'aderenza alla fonte. Il fatto è che probabilmente si può trovare una fonte più affidabile del pdf, e in quella, con tutta probabilità, le iniziali saranno effettivamente maiuscole. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 16:37, 16 gen 2012 (CET) == Categoria:Drammaturghi italiani == Ciao. Perché? C'è già [[:Categoria:Drammaturghi e commediografi italiani]]. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:01, 14 gen 2012 (CET) :HotCat non funziona durante l'editing, ma l'editing durante HotCat sì: dovresti avere un simbolo tipo (+<sup>+</sup>) vicino alla scritta "Categorie", l'hai provato? --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:25, 14 gen 2012 (CET) == Fonti primarie e secondarie == Ciao, dovresti usare il "da" quando la fonte è primaria ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Philippe_N%C3%A9ricault_Destouches&diff=next&oldid=443890 esempio]); se è secondaria il "citato in". --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 17:38, 19 gen 2012 (CET) :tastiera rotta. in realtà è convenzione ma hai ragione, non c'è scritto là. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:13, 21 gen 2012 (CET) == Originale in lingua == Ciao, vedi [[Wikiquote:Bar#Originale in lingua|discussione]]. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 09:55, 23 gen 2012 (CET) == [[Rovigo]] == Ciao, vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rovigo&diff=prev&oldid=451386 queste] correzioni e la [http://it.wikiquote.org/wiki/Aiuto:Guida_alla_lettura_di_Wikiquote#Argomenti norma]. Grazie. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 19:02, 26 gen 2012 (CET)<br /> P.S: [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Micione&diff=prev&oldid=451391 Qua] ho chiesto un parere a Micione. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 19:28, 26 gen 2012 (CET) == Re: Doppio autore == Sì, ma dev'esserci almeno una citazione "buona" perché una voce abbia ragione d'esistere. Micione ha [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3ASpinoziano&action=historysubmit&diff=451562&oldid=451427 espresso] in questo caso tre possibili soluzioni; attendiamo un tuo parere. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:44, 27 gen 2012 (CET) == Proposte:Bar == Ciao. Ti vorrei avvertire che nel Bar sono presenti nuove proposte che aspettano solo te per essere valutate. In particolare riguardo a [[Wikiquote:Bar#Template_Dottori_della_Chiesa]], [[Wikiquote:Bar#Template:Social]], [[Wikiquote:Bar#Proposte-flash]] e [[Wikiquote:Bar#I_risultati_dell.27Officina_e_del_Laboratorio_Esperimenti]]. Nel tempo in cui ti vorrai riposare dalle fatiche di Wikiquote restando sempre su Wikiquote ti prego di dare il tuo giudizio sulle ultime proposte. Grazie [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 22:39, 27 gen 2012 (CET) == 14.000 == Su AnjaQantina! Ho visto che stai creando le ultimamente molte voci. Continua così. Ti meriterai sicuramente qualcosa se creerai la 14.000 voce. Sbrigati. Ce ne mancano solo 9. {{ottimolavoro}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:53, 28 gen 2012 (CET) :Vedi qui {{tl|Progresso Progetto}}. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:54, 28 gen 2012 (CET) ::Più aggiornato è il numero che trovi qui '''[[Speciale:Statistiche]]'''. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:57, 28 gen 2012 (CET) :::Beh io non saprei come premiarti, ma qualche amministratore lo farà. Per nove voci penso che te lo meriti lo stesso anche se ci sono utenti più volenterosi. Aggiorno ora sono 7 voci. è vero non sono ancora 14.*** voci. ogni occasione è buona per festeggiare. <small>(a parte) Comunque ho tradotto le istruzioni di Ritaglio. Poi dimmi se ti piacciono.</small>[[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 20:09, 28 gen 2012 (CET) == Re:Dubbi per doppia citazione == Ma Fumagalli [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/362|dice]]: "attribuito a torto a Mattia Corvino", dunque non è sua. Poi dice "Tóth Béla nel suo volume [...] sostiene che l’attribuzione non ha fondamento: tuttavia finora nessuno ha saputo suggerire altro nome di possibile autore". Quindi è giusto metterla nella sezione ''Attribuite'' ma bisogna specificare che non è sua, che non si conosce l'autore e che la nostra fonte per queste affermazioni è Fumagalli. Se si vuole, anche che la sua fonte è Tóth Béla.<br /> A questo punto abbiamo ragione di pensare che anche l'attribuzione a Federico III possa (forse) essere errata, per cui è corretto mettere anche quella sotto ''Attribuite'', specificando la fonte che gliel'attribuisce e le altre spiegazioni.<br /> In ''Austria'': o mettiamo <code><nowiki>(attribuita a [[Mattia Corvino]] e a [[Federico III del Sacro Romano Impero]])</nowiki></code> oppure le mettiamo entrambe usando lo stile per le varianti (*prima indentazione &nbsp;&nbsp; :seconda indentazione). Oppure ancora (idea che mi è venuta in questo momento) creando una sezione apposita, chiamandola, per esempio, ''Citazioni di autore sconosciuto''. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 05:59, 30 gen 2012 (CET) == Categorie == Ciao Anya, ho notato - usando la pagina speciale sulle categorie con meno di tre elementi - che alcune voci recentemente create da te come [[Carlo Pellion di Persano]] e [[Siba Shakib]] contenevano categorie inesistenti o con meno di tre elementi, occhio a non inserire categorie così! Buon lavoro!--[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 12:28, 30 gen 2012 (CET) : Solo chi non fa nulla non dimentica qualche pezzo per strada, è il bello di questo progetto che è fatto insieme! Buon lavoro!--[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 18:53, 31 gen 2012 (CET) == [[Utente:Raoli/Wikiquote:Categorie e template di navigazione|Wikiquote:Categorie e template di navigazione]] == Volevo sapere se avevi letto questa pagina importata da en.w e es.w sulle categorie e template di navigazione. Penso sia utile per capire se è più utile un template di navigazione o una categoria. Leggilo, se non l'hai già letto. ok? --[[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 20:24, 30 gen 2012 (CET) :Esattamente. Anche nella vita la soluzione sta nel mezzo non bisogna nè esagerare nè il contrario, ma avere la ''metriote'' (senso della misura). Comunque quella linea guida non dice che avere in una stessa pagina categorie e template è ridondante, ma il contrario cioè che entrambi questi modi si completano quindi sono utili l'un l'altro. Penso tu mi volesse dire questo. Se trovi qualche passaggio oscuro ti prego di segnalarmelo, perchè traducendo da 2 lingue potrei aver sbagliato. Grazie per l'interessamento. Se ci fai caso nelle versioni originali è presente anche un 3° metodo: le liste. Ho preferito non tradurlo perchè in noi il problema non si pone quindi sarebbe solo un inutile appesantimento della lettura di quello. Sinceramente, non saprei poi dove collocarla nelle regole di Quote. Di sicuro non è un consiglio o saggio, anche se può sembrarlo, ma una ''guide line'' come tutte le altre presenti in quote. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:30, 31 gen 2012 (CET) ==Il delta di Venere== Salve. Ho appena aggiunto citazioni da questo testo usando l'ultima edizione, del 2011. Ho poi modificato alcuni degli ''incipit'' per renderli fedeli alla nuova fonte, ma la cosa mi ha lasciato un po' perplesso, perplesso perché ho notato ''strane'' differenze per essere ''soltanto'' una edizione successiva: degli "a capo" mancanti; un'"àncora" con l'accento; un cambiamento di genere (che nella mia edizione appare come evidente refuso!); e infine l<nowiki>'</nowiki>''incipit'' del primo racconto che proprio non corrisponde. Ti chiederei allora di ricontrollare gli ''incipit'' che ''illo tempre'' inseristi, se non altro per capire come stanno le cose. Ciao, e grazie.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 22:55, 14 feb 2012 (CET) :Okay, ma ti faccio sapere nel fine settimana, quando avrò il libro a disposizione. Nel frattempo reinserisco quell'incipit come citazione, anche "a monito", per così dire. E hai controllato ''[http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ana%C3%AFs_Nin&action=historysubmit&diff=458899&oldid=458887 questo]''?, no perché il protagonista è una donna.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:39, 23 feb 2012 (CET) ::E' come dici, sì. E per quanto riguarda invece quel cambiamento di genere di cui sopra ti chiedevo?<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:35, 27 feb 2012 (CET) ==Francesco/Gianrico Carofiglio== Salve, io su Pedia leggo che l'autore di ''Ragionevoli dubbi'' è Gianrico, non Francesco: [[w:Ragionevoli dubbi]]. Scusa, puoi controllare?<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 22:38, 4 mar 2012 (CET) == Wikiquote presso Wikimedia == {{Ds|Wikiquote:Bar|Wikiquote presso Wikimedia}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:17, 9 mar 2012 (CET) == PD-Italia == {{Ds|Wikiquote:Bar|PD-Italia}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 13:03, 19 mar 2012 (CET) ==''Natura non facit saltus''== Sono qui di nuovo a romperti, chiedo venia. In Édouard Fournier c'è questa citazione che mi sembra un po' strana, sia perché detta da un letterato, sia perché è una citazione di Linneo. Ecco, senza fretta, potresi dare una controllatina?... Grazie, ciao.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:25, 25 mar 2012 (CEST) :Ho letto, grazie. La questione mi sembra un po' complessa. Se ho capito bene: 1) Linneo l'ha comunque adoperata in ''Philosophia botanica'', cap. XXVII, e non è dato sapere se l'abbia copiata; 2) Leibnitz ha adoperato una frase differente, anche se simile: ''Tout va par degrès dans la nature et rien par saut'', in ''Noveaux essais'', IV, 16; 3) Fournier, nato ben dopo la morte di questi due, l'ha trovata scritta in un testo di autore non indicato, ''Discours vèritable de la vie et mort du géant Theodobocus'', testo poi riportato nella sua antologia ''Variétés historiques et littéraires, recueil de pièces volantes rares et curieuses en prose et en vers''. Se mi confermi questa lettura, la citazione va cancellata da Fournier; in Linneo va spostata dalle attribuite, dove adesso è inserita ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Linneo&diff=prev&oldid=309180]) e acclusa una nota che spiega la questione; in Leibnitz va fatto altrettanto.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:40, 4 lug 2012 (CEST) ::Ehm, avevo scritto di toglierle dalle "attribuite", esistendo una fonte. Vabbè, faccio io, ''no problem'', trovo un'altra fonte e sistemo. Ciao.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:15, 5 lug 2012 (CEST) == [[Template:Film]] == {{Ds|Discussioni template:Film|Grande aggiornamento|ts=[[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 12:25, 2 apr 2012 (CEST)}} == PD-Italia - Risultato == {{ds|Wikiquote:Bar|Conclusioni}} == Re: Rimozione amministratori == Ciao, per la verità mi ero già accorto di quella mancanza: su Wikiquote ci sono molte linee guida che non sono state ancora importate / adattate da Wikipedia, come i 5 pilastri di cui si sta parlando al Bar. Nel caso della revoca degli amministratori, su Wikipedia se ne parla [[w:Wikipedia:Quando viene revocata la carica di amministratore|qui]]: si può far riferimento alla sezione ''Modalità di revoca'' tenendo però conto di alcune differenze, come il fatto che su 'quote non esiste la riconferma periodica, e che non varrebbe la regola dei 15 utenti (perché qua siamo molti di meno). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:04, 8 lug 2012 (CEST) == Calunniate, calunniate,... (con quel che segue) == Ciao AnjaQantina, scusa il ritardo con cui ti rispondo ma è da parecchio che non "frequento" Wikiquote. La citazione in questione non si riferisce all'opera rossiniana, che tu giustamente collochi nel 1816, ma all'opera (commedia) del Beaumarchais, andata in scena per la prima volta nel 1775, dalla quale venne tratto il libretto dell'opera lirica omonima. Soddisfatta? Ciao, --[[Utente:Carlosavio|Carlosavio]] ([[Discussioni utente:Carlosavio|scrivimi]]) 12:45, 9 lug 2012 (CEST) :Soddisfatta o soddisfatto? AnjaQantina, sai, non ho ancora capito se sei un uomo o una donna (dico davvero). Preferisci mantenerlo segreto o si può sapere? :) --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:53, 9 lug 2012 (CEST) ::Eh, come sei seria/o! :( Nessuno ha violato la tua privacy, né ha cercato di farlo. Era una semplice domanda buttata là, che serviva a capire meglio come rivolgermi a te, e che non ho fatto certo a titolo di amministratore, mi sembrava ovvio. Si capiva che eri liberissima/o di non rispondere ;) Buon lavoro, --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 09:48, 10 lug 2012 (CEST) :::Dunque se non vado errato, se ti dovessi invitare ad una festa non saprei nemmeno come riconoscerti. Anche io dico sul serio. ::::Alla fine, cmq, è ininfluente, ma uno lo vuole sapere, così per farsi un'idea della persona con cui sta di fronte. Però visto che in un primo tempo anche io ero maledettamente così vago, rispetto la tua libertà di non definirti. {{smile|20}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 04:12, 13 lug 2012 (CEST) :::::Grazie.. {{smile}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 23:03, 14 lug 2012 (CEST) 4mjuo5mq5gg854d5il0cx9smyv4ntli Ferdinand Foch 0 77352 1427417 1184238 2026-09-25T14:43:03Z Gaux 18878 Emilio Faldella: citazioni su 1427417 wikitext text/x-wiki [[File:Marshal Foch - The Generalissimo! Maréchal Foch - le Généralissime!.jpg|thumb|Ferdinand Foch]] '''Ferdinand Foch''' (1851 – 1929), generale francese. ==Citazioni di Ferdinand Foch== *Il piano inclinato. :''Le plan incliné.''<ref>Per indicare il fatale e infallibile avvicinarsi della vittoria nella [[prima guerra mondiale]].</ref><ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/684#c1865|652]]</ref> *La vittoria è la volontà. :''La victoire c'est la volontè.''<ref>Per indicare l'importanza determinante della forza di volontà dei capi e delle truppe per raggiungere la vittoria in guerra.</ref><ref name=bar>Citato in [[Barbara Tuchman]], ''I cannoni d'agosto'', p. 46.</ref> *{{NDR|Sul trattato di Versailles}} Questa non è una pace, è un armistizio per vent'anni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 193. ISBN 9788858029596</ref> *[Gli [[aeroplano|aeroplani]]] Sono giocattoli interessanti, ma privi d'interesse militare. :''[Airplanes] Are interesting toys, but of no military value.''<ref>{{en}} Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 264. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Una battaglia vinta è una battaglia dove non ci si confessa di essere stati battuti.<ref name=bar/> ==Citazioni su Ferdinand Foch== *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la disfatta di Caporetto}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e Foch, giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». ([[Emilio Faldella]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Foch, Ferdinand}} [[Categoria:Generali francesi]] 3o7uev1bqd6nlotoofaoukhrb8nxrc2 1427419 1427417 2026-09-25T14:48:43Z Gaux 18878 /* Citazioni su Ferdinand Foch */ wlink e NDR 1427419 wikitext text/x-wiki [[File:Marshal Foch - The Generalissimo! Maréchal Foch - le Généralissime!.jpg|thumb|Ferdinand Foch]] '''Ferdinand Foch''' (1851 – 1929), generale francese. ==Citazioni di Ferdinand Foch== *Il piano inclinato. :''Le plan incliné.''<ref>Per indicare il fatale e infallibile avvicinarsi della vittoria nella [[prima guerra mondiale]].</ref><ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/684#c1865|652]]</ref> *La vittoria è la volontà. :''La victoire c'est la volontè.''<ref>Per indicare l'importanza determinante della forza di volontà dei capi e delle truppe per raggiungere la vittoria in guerra.</ref><ref name=bar>Citato in [[Barbara Tuchman]], ''I cannoni d'agosto'', p. 46.</ref> *{{NDR|Sul trattato di Versailles}} Questa non è una pace, è un armistizio per vent'anni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 193. ISBN 9788858029596</ref> *[Gli [[aeroplano|aeroplani]]] Sono giocattoli interessanti, ma privi d'interesse militare. :''[Airplanes] Are interesting toys, but of no military value.''<ref>{{en}} Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 264. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Una battaglia vinta è una battaglia dove non ci si confessa di essere stati battuti.<ref name=bar/> ==Citazioni su Ferdinand Foch== *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la [[Battaglia di Caporetto|disfatta di Caporetto]]}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e Foch, giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre {{NDR|1917}}, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di [[Luigi Cadorna|Cadorna]], che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». ([[Emilio Faldella]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Foch, Ferdinand}} [[Categoria:Generali francesi]] ixv4tyggrommdyhnpulkd53nyglkjiu 1427421 1427419 2026-09-25T14:56:53Z Gaux 18878 /* Citazioni su Ferdinand Foch */ ampliamento (la leggenda di Foch "salvatore" dell'Esercito italiano) 1427421 wikitext text/x-wiki [[File:Marshal Foch - The Generalissimo! Maréchal Foch - le Généralissime!.jpg|thumb|Ferdinand Foch]] '''Ferdinand Foch''' (1851 – 1929), generale francese. ==Citazioni di Ferdinand Foch== *Il piano inclinato. :''Le plan incliné.''<ref>Per indicare il fatale e infallibile avvicinarsi della vittoria nella [[prima guerra mondiale]].</ref><ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/684#c1865|652]]</ref> *La vittoria è la volontà. :''La victoire c'est la volontè.''<ref>Per indicare l'importanza determinante della forza di volontà dei capi e delle truppe per raggiungere la vittoria in guerra.</ref><ref name=bar>Citato in [[Barbara Tuchman]], ''I cannoni d'agosto'', p. 46.</ref> *{{NDR|Sul trattato di Versailles}} Questa non è una pace, è un armistizio per vent'anni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 193. ISBN 9788858029596</ref> *[Gli [[aeroplano|aeroplani]]] Sono giocattoli interessanti, ma privi d'interesse militare. :''[Airplanes] Are interesting toys, but of no military value.''<ref>{{en}} Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 264. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Una battaglia vinta è una battaglia dove non ci si confessa di essere stati battuti.<ref name=bar/> ==Citazioni su Ferdinand Foch== *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la [[Battaglia di Caporetto|disfatta di Caporetto]]}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e Foch, giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre {{NDR|1917}}, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di [[Luigi Cadorna|Cadorna]], che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». I Francesi crearono su questo intervento di Foch una leggenda, facendo apparire il loro generale salvatore dell'Esercito italiano, colui che avrebbe scelto e fatto organizzare la linea del Piave e prese disposizioni per la riorganizzazione dell'Esercito. La leggenda corse per il mondo. Naturalmente nacque una polemica e il Foch non ebbe la lealtà di ristabilire la verità, che pur è suffragata da documenti ineccepibili a suo tempo pubblicati. ([[Emilio Faldella]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Foch, Ferdinand}} [[Categoria:Generali francesi]] ryqti0mzoqf96zdh7romard201nfsz5 1427422 1427421 2026-09-25T14:58:57Z Gaux 18878 /* Citazioni su Ferdinand Foch */ Prima battaglia del Piave 1427422 wikitext text/x-wiki [[File:Marshal Foch - The Generalissimo! Maréchal Foch - le Généralissime!.jpg|thumb|Ferdinand Foch]] '''Ferdinand Foch''' (1851 – 1929), generale francese. ==Citazioni di Ferdinand Foch== *Il piano inclinato. :''Le plan incliné.''<ref>Per indicare il fatale e infallibile avvicinarsi della vittoria nella [[prima guerra mondiale]].</ref><ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/684#c1865|652]]</ref> *La vittoria è la volontà. :''La victoire c'est la volontè.''<ref>Per indicare l'importanza determinante della forza di volontà dei capi e delle truppe per raggiungere la vittoria in guerra.</ref><ref name=bar>Citato in [[Barbara Tuchman]], ''I cannoni d'agosto'', p. 46.</ref> *{{NDR|Sul trattato di Versailles}} Questa non è una pace, è un armistizio per vent'anni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 193. ISBN 9788858029596</ref> *[Gli [[aeroplano|aeroplani]]] Sono giocattoli interessanti, ma privi d'interesse militare. :''[Airplanes] Are interesting toys, but of no military value.''<ref>{{en}} Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 264. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Una battaglia vinta è una battaglia dove non ci si confessa di essere stati battuti.<ref name=bar/> ==Citazioni su Ferdinand Foch== *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la [[Battaglia di Caporetto|disfatta di Caporetto]]}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e Foch, giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre {{NDR|1917}}, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di [[Luigi Cadorna|Cadorna]], che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». I Francesi crearono su questo intervento di Foch una leggenda, facendo apparire il loro generale salvatore dell'Esercito italiano, colui che avrebbe scelto e fatto organizzare la [[Prima battaglia del Piave|linea del Piave]] e prese disposizioni per la riorganizzazione dell'Esercito. La leggenda corse per il mondo. Naturalmente nacque una polemica e il Foch non ebbe la lealtà di ristabilire la verità, che pur è suffragata da documenti ineccepibili a suo tempo pubblicati. ([[Emilio Faldella]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Foch, Ferdinand}} [[Categoria:Generali francesi]] quibmd80dea7jdwxogzwkx0cvjwyd7f Matteo Salvini 0 82900 1427456 1410995 2026-09-26T01:27:01Z Danyele 19198 /* Citazioni su Matteo Salvini */ +1 1427456 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Matteo Salvini - Trento 2015.JPG|thumb|Matteo Salvini nel 2015]] '''Matteo Salvini''' (1973 – vivente), politico italiano. ==Citazioni di Matteo Salvini== {{cronologico}} ===1994=== *{{NDR|Commentando un episodio di violenza e disordini avvenuto a Milano per mano di alcuni ragazzi che frequentano il centro sociale Leoncavallo}} Gli incidenti sono avvenuti per colpa di cinquanta, cento violenti. I quindicimila giovani che hanno partecipato alla manifestazione avevano anche ragioni giuste e condivisibili. Ma sono stati strumentalizzati. Dobbiamo isolare i violenti.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/13/in-questa-citta-per-loro-non.html In questa città per loro non c'è posto]'', ''la Repubblica'', 13 settembre 1994.</ref> ===1999=== *{{NDR|In consiglio comunale a Milano, dopo la seconda bocciatura di una proposta di solidarietà al comune di Lazzate, il cui sindaco era stato rimosso dal prefetto, coordina a fondo aula un coro}} Prefetto italiano, via da Milano!<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/27/sindaci-preparano-intifada-padana.html I sindaci preparano l'intifada Padana]'', ''la Repubblica'', 27 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Rifiutandosi di stringere la mano al Presidente della Repubblica [[Carlo Azeglio Ciampi]]}} No grazie, dottore, lei non mi rappresenta.<ref>Citato in ''[http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1999/10/04/Politica/CIAMPI-CONSIGLIERE-LEGHISTA-NON-GLI-STRINGE-LA-MANO_132100.php Ciampi: consigliere leghista non gli stringe la mano]'', ''Adnkronos.com'', 4 ottobre 1999.</ref> *Se [[Bettino Craxi|Craxi]] mette piede in Italia, passi da San Vittore.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/11/16/alema-ha-il-diritto-di-curarsi.html D'Alema: Ha il diritto di curarsi in Italia]'', ''la Repubblica'', 16 novembre 1999.</ref> ===2004=== *Io prima che leghista sono bossiano, per [[Umberto Bossi|Umberto]] nutro un'autentica venerazione.<ref name="Repubblica27052004">Dall'intervista di Rodolfo Sala, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/05/27/il-ragazzaccio-del-carroccio-dai-boyscout-al.html Il ragazzaccio del Carroccio dai boyscout al Leoncavallo]'', ''la Repubblica'', 27 maggio 2004, p. 5.</ref> *{{NDR|Budget per la campagna elettorale alle europee 2004}} Dieci milioni di lire, perché per me l'euro non esiste.<ref name="Repubblica27052004" /> ===2008=== *{{NDR|In riferimento ai 12 anni su 16 fuori corso alla facoltà di Storia dell'Università di Milano}} Arriverà prima la Padania libera della mia laurea.<ref>Dall'intervista di Maurizio Giannattasio ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/26/Salvini_leghista_comunista_convertito_religiosi_co_9_080426116.shtml Salvini, leghista-comunista: ho «convertito» 10 religiosi]'', ''Corriere della Sera'', 26 aprile 2008, p. 8.</ref> ===2009=== *Uso i mezzi a Milano da vent'anni e vista l'arroganza, la maleducazione e la violenza che regnano, così come una volta c'erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all'immigrazione arriveremo a questo.<ref>Citato in ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/09_maggio_7/salvini_metropolitana_carrozze_riservate_milanesi-1501332667082.shtml «Posti riservati ai milanesi» La provocazione della Lega]'', ''Corriere della Sera'', 7 maggio 2009.</ref> *Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l'invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari. E andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi: sono davvero una minoranza e come tale va tutelata.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/08/in-metro-posti-riservati-ai-milanesi.html In metró posti riservati ai milanesi]'', ''la Repubblica.it'', 8 maggio 2009.</ref> *''Senti che puzza scappano anche i cani | stanno arrivando i [[napoletani]].| O colerosi, terremotati | voi col sapone non vi siete mai lavati.''<ref>Cantata il 13 giugno 2009 alla festa di Pontida. Citato in ''[https://video.corriere.it/quando-salvini-canto-napoletani-colerosi/785b3ea2-8783-11e4-b343-7326607b3ce4 Quando Salvini cantò «napoletani colerosi»]'', ''corriere.it'', 19 dicembre 2014.</ref> *Il cardinale {{NDR|[[Dionigi Tettamanzi]]}} è lontano dal sentire collettivo, quando si ostina a rappresentare i [[rom]] come le vittime del sistema invece che la causa di molti problemi. A ''[[Radio Padania Libera|Radio Padania]]'' hanno chiamato molti ascoltatori cattolici che dicono: "le guance da porgere sono finite".<ref>Citato in ''La Padania attacca Tettamanzi: "Ma è un vescovo o un imam?"'', [http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/immigrati-8/lega-contro-tettamanzi/lega-contro-tettamanzi.html La Repubblica], 7 dicembre 2009.</ref> ===2010=== *Se contro la [[Slovacchia]] avessero giocato il [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]] o il Novara o la mitica nazionale padana, avrebbero certamente vinto e fatto una figura migliore.<ref>Citato in Alessandro Retico, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/25/la-lega-attacca-figura-ridicola-milionari-con.html La Lega attacca: Figura ridicola milionari con gambe di gelatina]'', ''la Repubblica'', 24 giugno 2010.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]], rispondendo alla domanda di [[Enrico Mentana|Mentana]]: «Il tema dei ministeri a Roma può costituire il ''casus belli''?»}} Quanto belli<ref>L'espressione "''casus belli''" ("motivo di guerra, di scontro") viene confusa da Salvini con l'aggettivo "belli", riferito ai ministeri.</ref>, quanto grandi, quanto splendenti siano i ministeri a Roma onestamente mi interessa molto poco...<ref>Da un'intervista con il ''TgLa7'' durante un collegamento da Pontida, 19 giugno 2011; visibile su ''[http://video.repubblica.it/dossier/pontida-2011/la-gaffe-di-salvini-che-non-capisce-casus-belli/71085/69407 Video.Repubblica.it]''.</ref> ===2011=== *Oggi ho postato su Facebook, sulla mia pagina appunto: che ne pensate di [[Domenico Scilipoti|Scilipoti]]? Siamo alleati, non stiam parlando di un marziano. I commenti più turpi li ho cancellati, però centinaia di opinioni non particolarmente entusiaste del personaggio e della sua proposta politica. Molti leghisti, gente pragmatica e concreta, dicono che il fine giustifica i mezzi, uno si tura il naso e fa un tratto di strada insieme a Scilipoti. [...] Io sono entrato in Lega che [[Gianfranco Miglio]] mi spiegava, e son d'accordo, che pur di arrivare al federalismo ci si alleava anche col diavolo. Magari Scilipoti è leggermente meglio del diavolo e quindi mi accontento.<ref>Dall'intervista a ''La Zanzara'', Radio 24, 23 ottobre 2011. [http://www.youtube.com/watch?v=yCmN1J9UNWk Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> * [[Bandiera d'Italia|Il tricolore]] non mi rappresenta, non la sento come la mia bandiera. A casa mia ho solo la bandiera della [[Lombardia]] e quella di [[Milano]]. Il tricolore è solo la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale di calcio]], per cui non tifo. Mi rappresenta quando diventeremo un Paese normale con meno sprechi e ruberie al [[Meridione|Sud]]<ref>Dichiarazione resa a a ''Radio 24''. ''[https://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/23/news/l_eurodeputato_leghista_salvini_il_tricolore_non_mi_rappresenta-23739891/ L'eurodeputato leghista Salvini: "Il tricolore non mi rappresenta"]'', ''la Repubbblica'', 23 ottobre 2011</ref> ===2012=== *Il [[matrimonio]] è fra un uomo e una donna e i figli nascono da un uomo e da una donna. Senza la famiglia fondata su una mamma e su un papà la società finisce... Quel libro presenta ai bambini l'unione di due donne come modello della nuova [[famiglia]] [...] Quel testo genera confusione e senza limitare la libertà di alcuno ritengo che non sia appropriato finisca in mano a bimbi di 6 anni con concetti complessi come la [[fecondazione artificiale]].<ref>Citato in Thomas Mackinson, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/milano-lega-contro-libro-bambini-parla-coppia-toglierlo-dalla-biblioteca/190682/ Milano, Lega contro il libro per bambini che parla di coppia gay: "Via dalla biblioteca"]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 11 febbraio 2012.</ref> *{{NDR|Parlando della collusione tra Lega Nord e Mafia}} Tanti difetti possiamo avere, ma non accetto e non ammetto che si accosti il nome della Lega alla malavita organizzata. Punto. [...] La mafia al nord c'è, purtroppo, e purtroppo non l'abbiamo inventata noi, ma ce l'abbiamo in casa a Milano, a Como, a Monza, a Sondrio, a Genova, Vicenza. C'è, c'è arrivata. Controlla purtroppo appalti, inquina la vita pubblica. È evidente la Mafia, la Camorra e la 'Ndrangheta sono arrivati anche sotto casa mia ma non li ho voluti e la combatto con tutte le energie possibili e immaginabili. Accostare il nome, il buon nome, il lavoro della Lega a questa gentaglia è un insulto.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Agorà'', 4 aprile 2012.</ref> *[[Mario Balotelli|Balotelli]] è simpatico. Ma lo vorrei solo al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]. Per me il calcio finisce con il Milan. La partita dell'Italia? Non la vedrò. Domani sera approfitterò del deserto che ci sarà in città per uscire con la fidanzata.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/euro-2012/notizie/30giugno-leghisti-balotelli-italia-spagna_9609e7de-c299-11e1-a34b-90a1f1a78547.shtml E anche la Lega «adotta» Balotelli]'', ''Corriere.it'', 30 giugno 2012.</ref> *L'euro al [[Questione meridionale|Sud]] non se lo meritano. La Lombardia e il Nord l'euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un'altra moneta. L'euro non se lo può permettere.<ref>Da un comizio tenutosi in Piazza Scala a Milano, 2 ottobre 2012; citato in Antonio Sicilia, ''[http://www.huffingtonpost.it/antonio-sicilia/salvini-scuse-sud_b_6677190.html Caro Salvini le scuse al Sud non bastano]'', ''HuffingtonPost.it'', 16 febbraio 2015.</ref> ===2013=== *Insultare un calciatore solo per il colore della sua pelle è un atto di razzismo, e va condannato. Super-tassare milioni di cittadini solo perché vivono al Nord è un atto di razzismo, e va combattuto.<ref>Dalla pagina su Facebook, [http://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10151189998243155 post] del 3 gennaio 2013.</ref> *Uno Stato dove un'azienda non riesce a licenziare un dipendente come [[Naufragio della Costa Concordia|Schettino]], si merita di fallire.<ref>Dalla pagina su Facebook, [http://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10151189815413155 post] del 3 gennaio 2013.</ref> *[[Pierluigi Bersani|Bersani]] dice che se le Regioni del Nord tratterranno a casa loro, e useranno per i loro cittadini, il 75% delle loro tasse, per l'Italia sarà un problema. Mi piace.<ref>Dalla pagina su Facebook, [http://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10151195666923155 post] del 7 gennaio 2013.</ref> *Niente da fare, alla sinistra e a Monti il progetto di trattenere il 75% delle tasse proprio non piace. Allora vuol dire che è giusta!<ref>Dalla pagina su Facebook, [http://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10151198312378155 post] del 9 gennaio 2013.</ref> *Mettere nelle spese da "ricchi" del Redditometro le donazioni alle associazioni di volontariato e le spese per il veterinario è una roba da matti.<ref>Dalla pagina su Facebook, [http://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10151198149878155 post] del 9 gennaio 2013.</ref> *[[Giorgio Napolitano|Napolitano]] si indigna per una battuta di Calderoli.<ref>Il riferimento è alla dichiarazione di [[Roberto Calderoli]] ritenuta razzista: "''Amo gli animali, orsi e lupi com'è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango.''"</ref> Ma [[Giorgio Napolitano|Napolitano]] si indignò quando la [[Elsa Fornero|Fornero]], col voto di [[Partito Democratico|Pd]] e [[Popolo della Libertà|Pdl]], rovinò milioni di pensionati e lavoratori?<ref name =Kyenge>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2013/07/15/news/salvini_napolitano_taci_che_meglio-63009767/?ref=HREA-1 Kyenge, Lega: "Calderoli non si dimette". Letta: "Maroni risolva subito o è scontro"]'', ''Repubblica.it'', 15 luglio 2013.</ref> *La sciura {{NDR|"signora" in dialetto milanese}} [[Cécile Kyenge|Kyenge]] è andata a trovare i giocatori della [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale di calcio]], si vede che ha tanto tempo a disposizione. Ha detto che la Nazionale di calcio è un modello di quello che dovrebbe essere l'Italia di domani. Ma preoccupati dei disoccupati e degli esodati invece di girare l'Italia da turista, a spese nostre, sparando cazzate.<ref>(Citato in ''Kyenge:«Con la Nazionale contro il razzismo». E Salvini insulta: «Spara cazzate a spese nostre»'', [http://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/kyenge_con_la_nazionale_contro_il_razzismo_e_salvini_insulta_spara_cazzate_a_spese_nostre/notizie/323528.shtml]), 8 settembre 2013.</ref> *Leggo che il presidente [[Giorgio Napolitano|Napolitano]] si è risentito per il mio invito a tacere, e me ne dispiaccio. Sono anzi certo che, accolte le mie scuse, non mancherà di esprimere la sua indignazione per la deportazione dall'italia di Aula<ref>Il riferimento è ad Alua Ablyazov che con la madre Alma Shalabayeva era stata espulsa dall'Italia, per approfondire vedi [[w:Mukhtar_Ablyazov#Il_caso_italiano|qui]].</ref>, bimba kazaka di 6 anni, e della sua mamma, colpevoli solamente di essere figlia e moglie di un dissidente {{NDR|[[Mukhtar Ablyazov]]}}.<ref name =Kyenge/> *È assurdo affidare una bimba a due [[gay]]. Pare davvero ci sia qualcuno che vuole un mondo alla rovescia.<ref>Citato in ''Salvini contro giudici Bologna: «Assurdo affidare bimba a due gay»'', [http://www.internazionale.it/news/gay/2013/11/15/salvini-contro-giudici-bologna-assurdo-affidare-bimba-a-due-gay/ Internazionale], 15 novembre 2013.</ref> *L'[[euro]] è un crimine contro l'umanità. Prima salta l'euro, prima posso riprendere la battaglia per l'[[Indipendentismo padano|indipendenza]].<ref>Citato in ''[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/12/15/Lega-Salvini-contro-euro-Crimine-contro-umanita-_9781968.html Lega, Salvini contro euro: «Crimine contro l'umanità»]'', ''ansa.it'', 15 dicembre 2013.</ref> *[...] i poverini non sono quelli di [[Lampedusa]] che vengono disinfettati: i poverini sono i cittadini di Lampedusa e di [[Bergamo]] che poi vengono derubati da chi viene disinfettato.<ref name=immigrati>Durante la cena degli "auguri padani" a Chiuduno, 19 dicembre 2013; citato in ''[http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/13_dicembre_21/salvini-show-chiuduno-lega-nord-immigrati-gay-f4811650-6a2e-11e3-aaba-67f946664e4c.shtml Salvini show a Chiuduno: «Immigrati disinfettati? Poi vengono da noi a rubare»]'', ''Corriere.it'', 21 dicembre 2013.</ref> *Qualche calcio in culo a qualche [[giornalista]] servo infame cominceremo a tirarlo. Diamogli almeno un motivo di dire che siamo cattivi.<ref name=immigrati/> *Sapete che la [[Russia]] ha scelto di sospendere le adozioni con tutti i paesi stranieri tranne che con l'[[Italia]], perché qui non ci sono coppie [[gay]] che possono adottare un bambino. Se è così, viva la Russia.<ref name=immigrati/> *{{NDR|Distribuendo soldi del gioco Monopoli}} È una moneta farlocca come l'euro. Ha lo stesso valore. Ci impegniamo nel 2014 a riprendere la sovranità su lavoro, pensioni, sulla moneta altrimenti gli euro che abbiamo in tasca varranno niente come i soldi del Monopoli.<ref name=EuroMonopoli>Durante una manifestazione a Milano contro l'euro; citato in ''[http://www.ilgiornale.it/news/milano/salvini-piazza-lega-vuole-cancellare-prefetture-977960.html Salvini in piazza: «La Lega vuole cancellare le Prefetture»La manifestazione]'', ''il Giornale.it'', 23 dicembre 2013.</ref> *Per la Lega gli enti inutili da tagliare non sono le province, ma le prefetture: non rappresentano niente e nessuno, costano un botto, non sono elette e, come diceva [[Luigi Einaudi|Einaudi]] settant'anni fa, sono contro la democrazia.<ref name=EuroMonopoli /> *E se un datore di lavoro deve [[evasione fiscale|evadere le tasse]] per sopravvivere non è un evasore ma è un eroe.<ref name=evade>Durante la ''Bèrghem frècc'' di Albino, 29 dicembre 2013; citato in ''[http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/13_dicembre_28/albino-l-ultima-salvini-chi-evade-eroe-cc6fc77e-6f9c-11e3-9ff7-0d2561b96aeb.shtml Albino, l'ultima di Salvini: «Chi evade è un eroe»]'', ''Corriere.it'', 30 dicembre 2013.</ref> *Noi non siamo euroscettici, anzi siamo i più grandi sostenitori dell'Europa, ma questa Ue è da abbattere a bastonate.<ref name=evade/> *{{NDR|Su [[Cécile Kyenge]]}} Inutile e chiacchierona, vada a difendere gli africani in [[Africa]], se vuoi difendere i profughi torna al tuo paese. [...] {{NDR|cantando in coro}} ''Kyenge fuori dalle palle''.<ref name=evade/> ===2014=== *{{NDR|A proposito della sua corrente "Comunisti padani" alle elezioni padane del 1997}} Io ritenevo e ritengo che alcuni valori di sinistra, [come] la difesa dell'ambiente, la difesa degli operai, la difesa del lavoro, li porti avanti la Lega e non più una certa sinistra. Se la sinistra è quella che si occupa solo degli immigrati e dei carcerati allora non è la mia roba.<ref name="Chi è Salvini Mattino 5">Durante la trasmissione televisiva ''Mattino Cinque'' del 10 gennaio 2014 in onda su Canale 5. Visibile su ''[http://www.video.mediaset.it/video/mattino_5/servizi/431578/chi-e-matteo-salvini-.html Chi è Matteo Salvini?]'', ''Video.mediaset.it''.</ref> *Al liceo o eri di sinistra o eri di [[Comunione e Liberazione]], quindi o andavi al centro sociale o si andava a messa tutte le mattine; a me non piaceva né andare a messa tutte le mattine né andare al centro sociale, quindi ero controcorrente e lo pagavo con gli otto in condotta perché le insegnanti erano tutte di sinistra da che mondo è mondo.<ref name="Chi è Salvini Mattino 5"/> *{{NDR|Sui rincari autostradali al nord}} A Roma si circola sul Grande raccordo gratis, la Salerno-Reggio Calabria è gratis. Qui si paga un occhio della testa. Vediamo chi si stufa prima. Non pago due euro oggi perché è una truffa. Mi manderanno da pagare tre euro. Vediamo se si stufano prima loro a chiedermi euro o se io a cestinare la richiesta. {{NDR|Dopo aver strappato lo scontrino del casello di Gallarate}} Pagassero tutti la stessa cifra in tutta Italia... ma c'è qualcuno che paga al nord e ci fottono. È un'Italia razzista nei confronti del nord.<ref>Citato in ''[http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/lega-contro-aumenti-pedaggi-autostrade-salvini-io-non-pago-20140111_134336.shtml Lega contro aumenti pedaggi autostrade, Salvini: "Io non pago"]'', ''TMNews.it'', 11 gennaio 2014.</ref> *La [[Grecia]] ha le isolette e la feta.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''DiMartedì'' del 31 marzo 2014, ''La7''; citato in ''[http://www.ilpost.it/2015/04/01/salvini-grecia-isolette-feta/ Matteo Salvini: «La Grecia ha le isolette e la feta»]'', ''Il Post.it'', 1° aprile 2014.</ref> *{{NDR|Rispondendo a due domande sull'espressione "Roma ladrona"}} Non è mai stata contro i cittadini. [...] Se le istituzioni fossero state a Milano, avremmo detto "Milano ladrona".<ref>Citato in ''[http://www.iltempo.it/politica/2014/04/07/lo-confesso-roma-e-stupenda-sognavo-totti-amo-cacio-e-pepe-1.1237916 Salvini: «Lo confesso, Roma è stupenda. Sognavo Totti, amo cacio e pepe»]'', ''il Tempo.it'', 7 aprile 2014.</ref> *Presidente BCE [[Mario Draghi|Draghi]] invita Stati a "cedere sovranità" a Europa. MAVAFFANBAGNO! Sovranità ai Cittadini, non a burocrati incapaci!<ref>Da un [https://twitter.com/matteosalvinimi/status/497686104020365313 tweet] dell'8 agosto 2014.</ref> *[[Bono Vox|Bono]], il leader degli [[U2]], ha scritto a [[Matteo Renzi|Renzi]] "siamo contenti che il nostro Paese preferito ha la leadership che si merita". Appunto, Stato ridicolo, premier ridicolo. Caro Bono, visto che sei felice, mantieni 1.000 degli immigrati che il tuo amichetto sta facendo arrivare ogni giorno!<ref>Dalla pagina su Facebook, [https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10152321974618155 post] del 14 agosto 2014.</ref> *Se si votasse domani il centrodestra non esiste. Io rinuncio a qualcosa di mio se c'è un progetto comune. Se dovessi andare al voto domani andrei solo con [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d'Italia]] e [[Giorgia Meloni]].<ref>Citato in ''[http://www.internazionale.it/news/lega/2014/09/20/salvini-se-si-votasse-domani-lega-alleata-solo-con-fdi/ Lega. Salvini: se si votasse domani, Lega alleata solo con Fdi]'', ''Internazionale.it'', 20 settembre 2014.</ref> *A me preme costruire alleanze su temi veri, come l'immigrazione e il lavoro; per questo parlo con tutti, con Casa Pound e con la Fiom, che tra l'altro mi ha invitato al suo prossimo congresso: se riesco ci vado molto volentieri.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/10/06/salvini-e-casa-pound-la-strana-coppia12.html Salvini e Casa Pound, la strana coppia]'', ''la Repubblica'', 6 ottobre 2014.</ref> *Noi siamo qui non perché siamo contro gli stranieri, contro gli immigrati, ma perché siamo contro i clandestini.<ref>Durante la manifestazione a Milano contro la clandestinità; citato in ''[http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2014/10/18/stop-all-invasione-lega-nord-piazza-milano-contro-mare-nostrum_l7B8LfC6AIO07sG5OcLNLP.html "Stop all'invasione degli immigrati". Lega in piazza a Milano]'', ''Adkronos.com'', 18 ottobre 2014.</ref> *Farei cambio tra [[Matteo Renzi|Renzi]] e [[Vladimir Putin|Putin]] domattina, altro che [[dittatore]].<ref name="Putin">Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2022/03/salvini-putin-tweet/ Tutte le volte che Salvini ha elogiato Putin]'', ''linkiesta.it'', 4 marzo 2022; da twitter 18 ottobre 2014.</ref> *Qui Strasburgo. È appena intervenuto [[Sergio Mattarella|Mattarella]], che ha detto che chiudere e controllare le frontiere non serve. No, certo, facciamo entrare altri milioni di immigrati... Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!<ref name="Putin"/> *Europarlamento attacca #[[Russia]] e [[Ungheria]] anziché pensare a problemi reali. Fra Renzi e Putin, scelgo PUTIN.<ref>Da un [https://twitter.com/matteosalvinimi/status/524585373784371200 post] su Twitter del 21 ottobre 2014, ore 17:37; ripreso in Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2022/03/salvini-putin-tweet/ Tutte le volte che Salvini ha elogiato Putin]'', ''linkiesta.it'', 4 marzo 2022.</ref> *Per quanto mi riguarda chi compie una violenza sessuale una volta non deve poterla compiere più. Stiamo studiando un progetto di legge sulla castrazione chimica.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2014/12/10/news/salvini_castrazione_chimica_per_i_volentatori-102543700/?ref=HREC1-3 Salvini alla stampa estera: "Castrazione chimica per i violentatori"]'', ''Repubblica.it'', 11 dicembre 2014.</ref> ===2015=== *La [[Grecia]] che cazzo c'ha? C'ha le isolette, c'ha il formaggio, c'ha il [[Partenone]] e poco altro. Noi {{NDR|in Italia}} abbiamo l'industria, la piccola media impresa, l'artigianato, abbiamo i tre quarti delle opere d'arte del mondo.<ref>Da un suo discorso in occasione della presentazione di un libro a Bergamo; citato in ''[http://video.corriere.it/salvini-gaffe-grecia-che-caz-ha-isolette-formaggio/233af438-b340-11e4-8ea5-42a1b52c991f Video - Salvini, gaffe sulla Grecia: «Che caz... ha? Le isolette e il formaggio»]'', ''Corriere.it'', 13 febbraio 2015.</ref> *{{NDR|«Fra [[Vladimir Putin|Putin]] e l'[[Unione europea|Europa democratica]] chi sceglierà?»}} Ma come potrei scegliere questa Europa. Dove le commissioni non vengono elette dal popolo e dove uno come {{sic|[[Jean-Claude Juncker|Junker]]}}, presidente della commissione Ue, fa solo gli interessi di banche e multinazionali. {{NDR|«E allora punta tutte le fiches sul presidente russo?»}} Di Putin apprezzo l'operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano {{sic|[[Marine Le Pen|Marine La Pen]]}} e François Fillon, il [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] di [[Francia]].<ref>Dall'intervista di Giuseppe Alberto Falci, ''[https://www.lastampa.it/esteri/2017/03/27/news/la-polizia-ha-fatto-bene-a-intervenire-la-manifestazione-non-era-autorizzata-1.34642440 "La polizia ha fatto bene a intervenire. La manifestazione non era autorizzata"]'', ''Lastampa.it'', 27 marzo 2017.</ref> *L'iniziativa della presidente della Camera [[Laura Boldrini]] sull'uso del femminile fa tristezza. C'è un progetto, un piano che vuole usare le parole per cambiarci come con l'uso di genitore uno e di genitore due al posto di mamma e papà. La Boldrini non è casuale, è un pezzetto di questo piano. È il popolo del politicamente corretto, di quelli che dicono che se non sei d'accordo sei di destra, sei fuori, non potrai mai governare. La Boldrini fa parte di questo schema.<ref>Da ''Virus'', Rai 2, marzo 2015; citato in [http://www.ilpost.it/giuliasiviero/2017/12/24/radicalmente-politicamente-corretti-sovversivo/ ''Essere “politicamente corretti” in modo radicale è sovversivo''], ''Ilpost.it'', 24 dicembre 2017.</ref> *Gli immigrati che lavorano bene sono i benvenuti. Quindi [[Sulley Muntari|Muntari]] può tornare a casa.<ref>Da un [https://twitter.com/matteosalvinimi/status/574487294469607424 tweet]; citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/08/salvini-vs-muntari-immigrato-non-lavora-bene-balotelli-si-infuria/1486976/ Salvini vs Muntari: "Immigrato che non lavora bene". E Balotelli si infuria]'', ''il Fatto Quotidiano.it'', 8 marzo 2015.</ref> *La [[Laura Boldrini|Boldrini]] è l'ipocrisia, il nulla fatto donna.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/15_aprile_11/salvini-boldrini-ipocrisia-nulla-fatto-donna-a521c05c-e032-11e4-b0b6-cf60ff032a1c.shtml Salvini: «Boldrini è l'ipocrisia, il nulla fatto donna»]'', ''Corriere.it'', 15 aprile 2015.</ref> *Caro [[Claudio Amendola|Claudio]], tu, nel mio quartiere di Milano sarai sempre il benvenuto. Io alla Garbatella sono stato invitato e ci andrò. Sono gli ignoranti come te con un ricco conto in banca i veri razzisti. È facile pontificare quando non si ha un problema di casa popolare, di mutuo, di disoccupazione, di mezzi pubblici insicuri.<ref>Da un'intervista a ''Il Tempo''; citato in Mario Valenza, ''[http://m.ilgiornale.it/news/2015/05/10/botta-e-risposta-tra-claudio-amendola-e-matteo-salvini/1126611 Botta e risposta tra Claudio Amendola e Matteo Salvini]'', ''Ilgiornale.it'', 10 maggio 2015.</ref> *Ma la "signora" [[Elsa Fornero|Elsa FORNERO]] ha ancora il coraggio di parlare? Elogia Renzi, difende la sua schifosissima "riforma" delle pensioni (che grazie alla Lega verrà cancellata) e dice che l'Italia è un paese "fascista". Andrebbe ESILIATA su un'isola deserta!<ref>Da un post su ''[https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10152954637053155 Facebook]'' del 10 maggio 2015.</ref> *{{NDR|A proposito del [[Family Day]]}} Un abbraccio alle mamme e ai papà che stanno pacificamente manifestando a Roma, per difendere il futuro dei loro bambini.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/20/family-day-cattolici-a-roma-contro-le-unioni-gay-scalfarotto-evento-inaccettabile/1798167/ Family Day 2015, cattolici in piazza contro le unioni gay: "Siamo un milione". Viminale: "400mila presenze". Scalfarotto: "Evento inaccettabile"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 20 giugno 2015.</ref> *Chi finanzia l'ISIS, comprando il suo petrolio? La [[Turchia]], membro della NATO, che qualcuno vuole in Europa. RUSPA per il regime turco e i suoi amici.<ref>Da un post su ''[https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10153084646453155 Facebook]'' del 29 giugno 2015.</ref> *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Lo ammiro per le idee chiare, la fermezza, il coraggio, l'interventismo e una visione della società basata su punti cardine che condivido.<ref name="mosca">Citato in [https://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-andr-mosca-incontrare-putin-1202853.html ''Salvini andrà a Mosca per incontrare Putin''], ''Ilgiornale.it'', 9 dicembre 2015.</ref> *Ho sempre ritenuto sbagliate le sanzioni contro la Russia. Putin ha il nostro sostegno per toglierle anche perchè so bene che la Russia ama il made in Italy e con queste sanzioni ci stiamo rimettendo miliardi di fatturato.<ref name="mosca"/> ===2016=== *Se [[Ignazio Abate|Abate]] fa il terzino del Milan, io posso fare il Papa.<ref>Da un commento sotto ad un post nella sua pagina ufficiale di ''Facebook'', 9 gennaio 2016; citato in ''[http://www.calcioweb.eu/2016/01/ce-roma-milan-matteo-salvini-umilia-abate-su-facebook/290788/ C'è Roma-Milan, Matteo Salvini "umilia" Abate su Facebook]'', ''Calcioweb.eu'', 9 gennaio 2016.</ref> *{{NDR|Commentando un post su Facebook in cui la sorella di [[Morte_di_Stefano_Cucchi|Stefano Cucchi]] additava uno dei carabinieri indagati della morte in carcere del fratello}} Capisco il dolore di una sorella che ha perso un fratello, ma mi fa schifo... è un post che mi fa schifo.<ref>Audio completo dell'intervista a La Zanzara, Radio24'' [http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/lazanzara/trasmissione-gennaio-2016-205942-gSLAMcAIUB Quo vado, Italia?]'', 1:13:40, 4 gennaio 2016.</ref> *{{NDR|In relazione all’assessore della Lega accusato di falso e peculato}} [[Edoardo Rixi|Rixi]] è un fratello e lo difenderò fino all'ultimo da quella schifezza che è la magistratura italiana.<ref>Durante il congresso piemontese del Carroccio a Collegno, nel Torinese, 14 febbraio; citato in ''[http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_14/salvini-difende-il-fratello-rixi-magistratura-italiana-schifezza-1374034a-d339-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml Salvini difende «il fratello» Rixi: «Magistratura italiana schifezza»]'', ''Corriere.it'', 14 febbraio 2016.</ref> *Mi chiedete se sono antifascista? Fascismo e comunismo sono morti. Sono antifascista come sono anticomunista. Se qualcuno pensa davvero che possano tornare fascismo e comunismo va aiutato, va abbracciato.<ref>Dal programma televisivo ''Agorà'', Rai 3, 16 marzo 2016; citato in ''[http://www.2duerighe.com/politica/69430-roma-berlusconi-i-leghisti-sono-tutti-ex-fascisti.html Roma, Berlusconi: "I leghisti sono tutti ex fascisti"]'', ''2duerighe.com''.</ref> *{{NDR|[[Guido Bertolaso]]}} Sarà bravo a fare volontariato, a costruire ospedali, nel dopo terremoto, ma sindaco… non lo vedrei bene neanche alla guida di una frazione di montagna.<ref>Da un'intervista rilasciata a ''Libero''; citato in ''[http://www.secoloditalia.it/2016/04/salvini-attacca-berlusconi-cosi-favorisce-renzi-perso-bussola/ Salvini attacca Berlusconi: "Così favorisce Renzi, ha perso la bussola"]'', ''Secoloditalia.it'', 23 aprile 2016.</ref> *Silvio Berlusconi non contrasta a tutto campo Matteo Renzi perché teme una legge sui diritti tv che penalizzi Mediaset.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/27/diritti-tv-salvini-berlusconi-renzi-lo-tiene-sotto-scacco-con-lo-spauracchio-di-una-legge-che-penalizzi-mediaset/2674954/ Diritti tv, Salvini: "Berlusconi? Renzi lo tiene sotto scacco con lo spauracchio di una legge che penalizzi Mediaset"]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 27 aprile 2016.</ref> *[[Destra e sinistra]]? Roba vecchia. Oggi la differenza è tra i POCHI potenti che comandano e guadagnano (lobby, multinazionali, banchieri, finanza) e i MOLTI a cui questa Europa di folli ha rubato lavoro e futuro.<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/10153871016253155/ post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 27 giugno 2016.</ref> *I veri europeisti sono quelli che riconoscono che la [[Unione europea|UE]] di banchieri, multinazionali e burocrati è la NEGAZIONE dei valori e delle ragioni per cui nacque l'Unione.<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/10153873435353155/ post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 28 giugno 2016.</ref> *Combattere l'[[ISIS]] a partire dalle fonti di denaro che lo armano: petrolio e immigrazione clandestina.<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/10153882213838155/ post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 4 luglio 2016.</ref> *{{NDR|L'[[Europa]]}} Purtroppo, per ora, governata da una buona dose di conigli e smidollati.<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/photos/a.10150573595048155.374368.252306033154/10153911836023155/?type=3 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 15 luglio 2016.</ref> *Mezzo mondo a impazzire per [[Pokemon Go]]... Boh...<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10153921398793155 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 19 luglio 2016.</ref> *Per vincere una [[battaglia]], bisogna capire di essere in battaglia.<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10153930849638155 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 23 luglio 2016.</ref> *Di donne in gamba, brave, determinate e capaci, nel lavoro e in politica, per fortuna ce ne sono tante. La [[Laura Boldrini|Boldrini]] non è una di quelle.<ref>Da un [https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10153936424548155 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 25 luglio 2016.</ref> ===2017=== *Sono sempre più convinto che sia in corso un chiaro tentativo di sostituzione etnica di popoli con altri popoli: è semplicemente un'operazione economica e commerciale finanziata da gente come [[George Soros|Soros]]. Per quanto mi riguarda metterei fuorilegge tutte le istituzioni finanziate anche con un solo euro da gente come Soros.<ref>Citato in [http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/05/02/salvini-fuorilegge-ong-pagate-da-soros_0736a1f5-282f-475f-a071-9a0ca5a6ebe4.html ''Salvini, fuorilegge Ong pagate da Soros''], ''Ansa.it'', 2 maggio 2017.</ref> {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2017/03/27/news/la-polizia-ha-fatto-bene-a-intervenire-la-manifestazione-non-era-autorizzata-1.34642440/ "La polizia ha fatto bene a intervenire. La manifestazione non era autorizzata"]''|Intervista di Giuseppe Alberto Falci, ''Lastampa.it'', 27 marzo 2017.|h=4}} *{{NDR|Su [[Aleksej Naval'nyj]]}} Un blogger anti-Putin, venduto come leader dell’opposizione. Ma che secondo le stime avrebbe solo il 3%. Insomma, è uno dei tanti che si oppone a Putin. È come se in Italia Nicola Fratoianni fosse considerato l’anti Renzi. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Se è considerato un dittatore mi fa sorridere. Le dico solo che quest’anno la Russia crescerà più dell’Italia. *Di Putin apprezzo l’operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano Marine La Pen e François Fillon, il Berlusconi di Francia. Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni. Fra qualche giorno scopriremo che il ministro Alfano vorrà andare da Putin. ===2018=== *{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo all'affermazione: "Mai governo con i 5 stelle"}} No, esatto.<ref>Dall'intervista visibile su ''[https://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2018/salvini-lega-mai-governo-con-m5s-no-ai-transfughi-del-movimento/297791/298412]'', 21 febbraio 2018.</ref> *Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, ai 60 milioni di italiani e di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti nella [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] e nel sacro [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo]]. Io lo giuro, lo giurate con me? Andiamo a governare, riprendiamoci il Paese.<ref>Estratto dal discorso di Salvini tenutosi il [https://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/18_febbraio_24/milano-matteo-salvini-il-rosario-vangelo-piazza-duomo-gli-ultimi-saranno-primi-2309d34c-1988-11e8-9cdc-0f9bea8569f6.shtml/ 24 febbraio 2018] in Piazza Duomo, a Milano. [https://video.ilsecoloxix.it/italia/il-giuramento-di-salvini-a-milano-andiamo-a-governare/7070/7070/ Video] e URL archiviati il [http://archive.is/RGJQv/ 22 agosto 2019].</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Mai nella vita, quella dell'alleanza Lega-M5S è una fake news, un’invenzione surreale come la caccia al Salvini razzista, fascista e nazista che spaventa i bambini.<ref>Citato in [https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/politica/18_marzo_07/salvini-chiudeai-cinque-stellepauperisti-d0fe0e7a-21d3-11e8-84bd-43213e8c5574.shtml ''Intervista a Salvini: Mai con i Cinque Stelle. Pauperisti''], ''Corriere.it'', 7 marzo 2018.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] alla domanda il «[[Governo Conte|governo]] durerà cinque anni?»}} Almeno dieci.<ref>Da una dichiarazione rilasciata dopo il giuramento dei ministri, 1º giugno 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=-8TxfF0zv2Q Video] disponibile su ''YouTube.com'' (min. 01:07).</ref> *L'arrivo dell'Aquarius {{NDR|nave di profughi}} è previsto domenica mattina a Valencia. Spero che saranno accolti in maniera trionfale e spero che non sarà l'unica nave accolta.<ref name=Migranti>Citato in ''[https://www.tpi.it/2018/06/15/premier-governo-ultime-notizie/ Conte e Macron: "Soluzione europea al tema migranti"]'', ''Tpi.it'', 15 giugno 2018.</ref> *{{NDR|Sugli sbarchi di migranti sulle coste italiane}} Contiamo di essere stati più convincenti per aver un'estate più tranquilla rispetto agli anni precedenti.<ref name=Migranti/> *Per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere "trogloditi". Allora sono orgoglioso di essere un troglodita!<ref>Da un [https://mobile.twitter.com/matteosalvinimi/status/1027875038886875139 tweet] del 10 agosto 2018.</ref> *Io qua {{NDR|in Russia}} mi sento a casa mia, in alcuni paesi europei no. Io qua mi sento sicuro come a casa mia.<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2018/10/17/salvini-mosca-conferenza-stampa/ Il discorso molto filorusso di Salvini a Mosca]'', ''Il post.it'', 17 ottobre 2018.</ref> *[[Mario Draghi|Draghi]] ha fatto tanto per l'Italia e per il sistema economico italiano. E spero che continui a fare tanto.<ref>Citato in ''[https://www.unionesarda.it/articolo/politica/2018/10/29/salvini-sconfessa-di-maio-draghi-ha-fatto-tanto-per-l-italia-1-790205.html?fbclid=IwAR3Ucu0u_B7kt6-DCY7zN3GIXyWpc76Rr7zfPWVXlFnh3jZJvAhFhc2M4YM Salvini sconfessa Di Maio: "Draghi ha fatto tanto per l'Italia"]'', ''unionesarda.it'', 29 ottobre 2018.</ref> *Chi vuole la pace, sostiene il diritto all'esistenza ed alla sicurezza di [[Israele]]. Sono appena stato ai confini nord col [[Libano]], dove i [[terrorista|terroristi]] islamici di [[Hezbollah]] scavano tunnel e armano missili per attaccare il baluardo della democrazia in questa regione.<ref>Da un tweet; citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2018/12/11/news/israele_tel_aviv_lega_matteo_salvini-214006615/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1 Salvini in Israele visita i tunnel di Hezbollah e li definisce terroristi islamici. Difesa: "Dichiarazioni preoccupanti"]'', ''Repubblica.it'', 11 dicembre 2018.</ref> *Gli insegnanti che pensano che [[Dio]] e [[Gesù]] siano fuori posto a scuola vanno curati.<ref>Da un comizio visibile su ''[https://video.corriere.it/salvini-gli-insegnanti-che-che-pensano-dio-gesu-siano-fuori-posto-scuola-vanno-curati/5ec14c72-0144-11e9-b86a-f4f8946764eb?fbclid=IwAR0lbEsN9VTWfdqjcWZ5RYXz6ztxsRECeE7A8qFxEiRtceCjEk2mZjMtNG4 Salvini: «Gli insegnanti che che pensano Dio e Gesù siano fuori posto a scuola, vanno curati»]'', ''video.corriere.it'', 16 dicembre 2018.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Un governo c'è e per quello che mi riguarda dura cinque anni; anche perché il governo che nasce sui cambi di casacca non è qualcosa che corrisponde alla mia sensibilità e alla sensibilità degli italiani. Quindi conto che questo governo avrà lunga e proficua vita.<ref>Durante una conferenza stampa tenutasi a Milano, 19 dicembre 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=uQi5tU1TC4k Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref> {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/politica/2018/08/04/news/cosi-conquistero-l-europa-salvini-a-tutto-campo-208737/ Così conquisterò l'Europa. Salvini a tutto campo]''|Intervista di Annalisa Chirico, ''Ilfoglio.it'', 4 agosto 2018.|h=4}} *Da alcuni mesi leggo che i russi starebbero influenzando la Brexit, le elezioni americane, francesi, italiane… Secondo me, sono solo fregnacce. Noi le elezioni le vinciamo ugualmente, non abbiamo bisogno di account falsi. *Io penso che oggi il nemico non sia la Russia ma l’estremismo islamico, il fanatismo, perciò schierare carri armati e uomini ai confini con la Russia mi sembra poco produttivo. *Berlusconi? Io porto rispetto nei confronti di un uomo che ha fatto tantissimo in Italia, e che può essere criticato come chiunque altro. *Zero è impossibile. Io voglio un’immigrazione selezionata, qualificata, controllata, sul modello australiano. ===2019=== *{{NDR|Su [[Fabio Fazio]]}} Si ricordi Baglioni che sia io che lui siamo pagati con i soldi pubblici, e io non prendo tanti soldi come quel presentatore di Rai Uno di cui non voglio fare il nome, che prende uno stipendio al mese che io neanche in un anno.<ref>Citato in Roberta Damiata, [https://www.ilgiornale.it/news/salvini-che-guadagna-fazio-mese-io-neanche-anno-1628314.html ''Salvini: "Quello che guadagna Fazio in un mese io lo guadagno in un anno"''], ''Il Giornale'', 13 gennaio 2019.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Noi regaliamo agli italiani cinque anni di governo, non c'è nessuna crisi in vista. La situazione economica è tale che nessuno si può permettere di giocare sul futuro degli italiani [...].{{NDR|«Sono escluse dunque le elezioni anticipate?»}} Non ci penso neanche, abbiamo fatto tanto in nove mesi, voglio fare ancora di più in cinque anni.<ref>Da una dichiarazione del 9 marzo 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=vmbLWPY74ns Video] disponibile su ''YouTube.com'' (min. 00:13).</ref> *Il [[Anniversario della liberazione d'Italia|25 aprile]] ci saranno i cortei, i partigiani e i contro-partigiani. Siamo nel 2019 e mi interessa poco il derby fascisti-comunisti.<ref>Citato in ''[https://www.open.online/2019/04/10/salvini-disertera-la-festa-della-liberazione-non-mi-interessa-il-derby-fascisti-comunisti/ Salvini diserterà la festa della Liberazione: «Non mi interessa il derby fascisti-comunisti»]'', ''Open.Online'', 10 aprile 2019.</ref> *Quando ero giovane e suonavo, cantavo spesso ''La locomotiva'' di [[Guccini]] e i [[Nomadi]]. Gli unici Nomadi che mi piacciono sono quelli della band.<ref>Dalla trasmissione ''Matrix''; citato in ''[https://www.ilmessaggero.it/persone/dispute_musicali-4482671.html A Salvini piacciono i Nomadi e Guccini. La replica del cantautore]'', ''ilmessaggero.it'', 10 maggio 2019.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} La mia parola vale più dei sondaggi, l'ho detto il giorno prima del voto e lo dico il giorno dopo del voto: ho firmato un contratto che vale cinque anni e per quello che dipende dalla mia forza e dalla mia volontà il contratto dura cinque anni.<ref>Da un intervento telefonico durante lo speciale del telegiornale di La7 in merito alle elezioni europee del 2019, 30 maggio 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=SYcPNJVk1MM Video] disponibile su ''YouTube.com'' (min. 00:00).</ref> *{{NDR|Il ministro}} [[Danilo Toninelli|Toninelli]] non mi sembra all'altezza di gestire le infrastrutture di un paese bello ma difficile come l'Italia.<ref>Citato in [https://www.ilpost.it/2019/08/07/tav-senato-mozioni-m5s/ Il Senato ha bocciato la mozione del M5S sulla TAV], ''Il Post.it'', 7 agosto 2019.</ref> *Chiedo agli italiani, se ne hanno la voglia, di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo, senza rallentamenti e senza palle al piede.<ref>Da una dichiarazione rilasciata a Pescara, 8 agosto 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=PxBd5gcz-J8 Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref> *Non ci può essere libertà se non c'è libertà economica. Detto e predicato in vita da [[Margaret Thatcher]].<ref>Da un [https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1173207887369461760 tweet] del 15 settembre 2019.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]], Liliana Segre è stata liberata ad Auschwitz dall'[[Armata rossa]]}} [[Liliana Segre]] porta sulla pelle i segni dell'orrore del [[nazismo]] o del [[comunismo]].<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/13/la7-salvini-liliana-segre-porta-sulla-pelle-i-segni-dellorrore-del-nazismo-o-del-comunismo-ma-la-senatrice-fu-liberata-dallarmata-rossa/5561220/ La7, Salvini: "Liliana Segre porta sulla pelle i segni dell'orrore del nazismo o del comunismo". Ma la senatrice fu liberata dall'Armata Rossa]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 novembre 2019.</ref> *In economia, lo Stato, meno fa meglio è.<ref>Citato in ''[https://corrieredellumbria.corr.it/video/video-news-by-vista/1301931/ex-ilva-salvini-in-economia-meno-lo-stato-fa-e-meglio-e.html Ex Ilva, Salvini: "In economia meno lo Stato fa e meglio è"]'', ''Corrieredellumbria.corr.it'', 22 novembre 2019</ref> ===2020=== *{{NDR|Sull'[[attacco aereo dell'aereoporto di Baghdad del 2020]]}} Donne e uomini liberi devono ringraziare il presidente [[Trump]] e la democrazia americana per aver eliminato [[Qasem Soleimani|Soleimani]], uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell'Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà.<ref>Da un [https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1213070430963216385 tweet] del 3 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Serve mettere in sicurezza il Paese estendendo le misure di emergenza sanitaria della cosiddetta 'zona rossa' a tutto il territorio nazionale, la salute degli italiani viene prima di tutto.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/03/09/tutta-italia-zona-rossa-renzi-salvini-accordo_PR21ToGd7TvJrYNfUb5i4O.html "Tutta Italia zona rossa", Renzi e Salvini d'accordo]'', ''adnkronos.com'', 9 marzo 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Amici, esco preoccupato dall'incontro col governo. Abbiamo portato al tavolo le richieste di famiglie, lavoratori e imprese, che chiedono misure forti, drastiche, subito: chiudere tutto adesso per ripartire sani. La risposta è stata "no".<ref>Da un [https://web.archive.org/web/20200310160550/https://twitter.com/matteosalvinimi/status/12373914595709542488 tweet] del 10 marzo 2020.</ref> *C'è qualcuno al governo che amoreggia con la dittatura comunista cinese che manda a morire migliaia di oppositori all'anno. Siccome quella è una dittatura, io cerco di stare con la libertà, l'[[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Alleanza Atlantica]], l'occidente.<ref>Da un [https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1257775069348102149 tweet] del 5 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Perché dovrebbe esserci una seconda ondata? In Italia ormai tre quarti del Paese sono esenti da contagi e da ricoveri, gli italiani hanno dimostrato enorme buonsenso in questi mesi ma mi sembra che ormai siano tanti i medici che stanno dicendo che il virus adesso fortunatamente ha una diffusione e soprattutto una gravità nei nuovi casi assolutamente inferiore rispetto a qualche mese fa.<ref>Citato in ''[https://www.agi.it/politica/news/2020-06-25/coronavirus-salvini-perch-dovrebbe-esserci-una-seconda-ondata--8988285/ Salvini: perché dovrebbe esserci una seconda ondata di coronavirus?]'', ''agi.it'', 15 giugno 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Portiamo [[Giuseppe Conte|Conte]] e i suoi al Tribunale internazionale perché hanno sequestrato mezza Italia.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/08/07/coronavirussalvini-conte-ha-sequestrato-mezza-italia_8af915b8-9283-4f9c-9d97-24de28c8c96a.html Coronavirus:Salvini, Conte ha sequestrato mezza Italia]'', ''ansa.it'', 7 agosto 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Che cosa è stato fatto in questi sei mesi per prevenire la seconda ondata? Quanti autobus sono stati comprati per evitare che i nostri figli siano come carne da macello per andare a scuola la mattina? Quanti ospedali nuovi? Quante terapie intensive? Quanta prevenzione? Non vorrei che qualcuno in questi mesi si fosse seduto sperando che il buon Dio ce la mandasse buona.<ref>Citato in ''[http://www.askanews.it/politica/2020/10/16/covid-salvini-cosa-%c3%a8-stato-fatto-per-prevenire-seconda-ondata-pn_20201016_00112/ Covid, Salvini: cosa è stato fatto per prevenire seconda ondata?]'', ''askanews.it'', 16 ottobre 2020.</ref> ===2021=== *{{NDR|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]]}} In democrazia chi vince ha sempre ragione, io sostenevo le idee dei repubblicani e di Trump, un conto è il voto, un conto è entrare armati in Parlamento, quella è follia.<ref>Citato in [https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2021/01/07/usa-salvini-per-idee-trump-armati-parlamento-follia_2KhYLaSxVPMTtcqj5FHAaN.html ''Usa, Salvini: "Io per idee Trump, ma armati in Parlamento è follia"''], ''Adnkronos.com'', 7 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla [[Caduta di Kabul (2021)|caduta di Kabul]]}} A Kabul, dopo la vigliacca fuga dei Paesi Occidentali, torna a sventolare la bandiera dei tagliagole islamici e degli assassini talebani. Terrorismo, violenze, paura e immigrazione clandestina all’orizzonte, quanto aveva ragione Oriana Fallaci!<ref>[https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1427019131711279112?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet Tweet], 15 agosto 2021</ref> ===2022=== *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} In questo momento c'è qualcuno che invade e qualcuno che è invaso, c'è qualcuno che ha aggredito e qualcuno che è stato aggredito: noi siamo a fianco degli aggrediti, c'è Putin che ha aggredito e Zelensky che è aggredito. È il caso di dirlo, per dire basta alle polemiche stucchevoli.<ref name="combattentepace">Citato in [https://www.repubblica.it/politica/2022/03/02/news/salvini_lega_viaggio_ucraina_putin-339970841/?ref=RHTP-VS-I335803824-P11-S4-T1 ''Lega, Salvini: "Io, pronto ad andare in Ucraina come combattente per la pace"''], ''Repubblica.it'', 2 marzo 2022.</ref> *Per il New York Times io sarei ricattato dalla Russia? Sciocchezze. A me dispiace che un giornale così importante abbia queste sciocchezze da scrivere. Ho tanti difetti ma mi godo la mia libertà. Non ho mai preso rubli, dollari o franchi svizzeri: zero.<ref name="combattentepace"/> *{{NDR|Alla domanda se si fosse pentito di aver detto che avrebbe ceduto due [[Sergio Mattarella|Mattarella]] per mezzo [[Vladimir Putin|Putin]]}} I pentimenti si fanno in chiesa. (2 marzo 2022)<ref name="rep02032022">{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2022/03/02/news/salvini_lega_viaggio_ucraina_putin-339970841/|titolo=Lega, Salvini: "Io, pronto ad andare in Ucraina come combattente per la pace"}}</ref> *La sciagurata fuga dall'Afghanistan, che ha lasciato campo libero ai talebani, ha dato un segnale a tutto il mondo che chi vuole usare la forza lo può fare perché tanto c'è un Occidente impaurito. (2 marzo 2022)<ref name="rep02032022"/> *{{NDR|Sui rapporti tra Lega e la Russia}} Non vado in Russia da anni, anche perché quando andavo in Russia la metà dei giornalisti si inventava cose strane. (2 marzo 2022)<ref name="rep02032022"/> *La Russia ha scelto di attaccare, di aggredire, e così facendo è passata dalla parte del torto. (1 maggio 2022)<ref name="la701052022">{{Cita web|url=https://www.la7.it/nonelarena/video/guerra-in-ucraina-salvini-se-servisse-davvero-alla-pace-partirei-anche-domani-per-mosca-01-05-2022-436352|titolo=Guerra in Ucraina, Salvini: "Se servisse davvero alla pace partirei anche domani per Mosca"}}</ref> *Si può rispondere all'aggressione in due modi: o aumentando la potenza di fuoco, scherzando con la guerra nucleare [...], o accompagnando, pretendendo, costringendo Zelensky e Putin a sedersi a un tavolo. (1 maggio 2022)<ref name="la701052022"/> *Ogni tanto ho come l'impressione che mentre Russia e Ucraina vorrebbero dialogare, qualcuno dall'altra parte del mondo alza i toni, e parla di missili, parla di stragi, parla di massacri. Non è così che si fa. (1 maggio 2022)<ref name="la701052022"/> *I confini degli stati nel 2022 vanno discussi a tavolino e non a colpi di bombe e carri armati. (1 maggio 2022)<ref name="la701052022"/> *L'America non è [[Joe Biden|Biden]], cioè, se io potessi direi aridatece [[Donald Trump|Trump]]. (3 maggio 2022)<ref name="rep352022">{{Cita web|url=https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/guerra-in-ucraina-salvini-l-america-non-e-biden-aridatece-trump-con-lui-vissuti-anni-di-pace/414750/415684|titolo=Guerra in Ucraina, Salvini: "L'America non è Biden, aridatece Trump con lui vissuti anni di pace"}}</ref> *Con [[Donald Trump|Trump]] abbiamo vissuto anni di pace. (3 maggio 2022)<ref name="rep352022"/> *Io all'inizio, penso come alla stragrande maggioranza degli italiani, ho detto subito sì senza se e senza ma all'invio di aiuti economici, umanitari e militari all'Ucraina. Son passati due mesi: è servito? Inizio ad avere dei dubbi. (3 maggio 2022)<ref name="rep352022"/> *{{NDR|In riferimento alla frase del ministro Gilberto Pichetto Fratin sulle responsabilità per l'abusivismo edilizio}} Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece vorrei proteggerli e liberarli dalla burocrazia. (28 novembre 2022)<ref>{{Cita web|url=https://www.askanews.it/politica/2022/11/28/salvini-qualcuno-vorrebbe-arrestare-i-sindaci-io-invece-vorrei-liberarli-dalla-burocrazia-top10_20221128_145631/|titolo=Salvini: qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece vorrei liberarli dalla burocrazia|sito=askanews}}</ref> *{{NDR|Sull'innalzamento del limite per l'obbligo di accettare pagamenti con il Pos}} Io sono un liberale, ognuno deve essere libero di pagare come vuole. Se uno vuole pagare due euro il caffè con la [[carta di credito]] è solo un rompipalle. (2 dicembre 2022)<ref name="Repubblica2Dec2022">Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2022/12/02/news/salvini_caffe_carta_credito_rompipalle-377202171/ Salvini: "Chi paga il caffè con la carta di credito è un rompipalle" . L'opposizione: no, è normale]'', ''Repubblica'', 2 dicembre 2022.</ref> *Io cerco di pagare in [[Contante|contanti]], perché a me piace andare a prelevare al [[bancomat]]. (2 dicembre 2022)<ref name="Repubblica2Dec2022"/> {{Int|Da ''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/salvini-dopo-polemiche-in-polonia-dice-putin-indifendibile Intervista. Salvini dopo il caso della felpa: Putin indifendibile, tornerò in Polonia]''|Intervista di Marco Iasevoli e Vincenzo R. Spagnolo sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Avvenire.it'', 10 marzo 2022.|h=4}} *Ho una bimba di 9 anni. Ho rivisto lei in migliaia di bambini, alcuni in stazione a Varsavia, poco prima di rientrare. [...] Ho nella mente un enorme centro commerciale trasformato in campo di accoglienza, con migliaia di brandine su cui i bambini guardano i cartoni animati col cellulare. Sotto la testa hanno uno zainetto, a fianco un orsacchiotto, le uniche cose rimaste. *Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore. *La voce che, per mille motivi, è la più ascoltata e ascoltabile è quella del Santo Padre. Ma devono parlare anche potenze mondiali come la Cina, che ha scambi forti con la Russia. Qualcuno davvero pensa che risolveremo con la minaccia nucleare? ===2023=== *Il [[Ponte sullo stretto di Messina|ponte sullo Stretto]] sarà la più grande operazione antimafia dal Dopoguerra a oggi. (25 luglio 2023)<ref name="Post26lug2023">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/07/26/salvini-ponte-sullo-stretto-operazione-antimafia/ Secondo Salvini il ponte sullo Stretto «sarà la più grande operazione antimafia dal Dopoguerra a oggi»]'', ''Il Post'', 26 luglio 2023</ref> *{{NDR|Riferendosi a [[Luigi Ciotti]]}} Mi spiace che qualcuno, con pessimo gusto e mancanza di rispetto nei confronti di milioni di cittadini, abbia detto che il [[Ponte sullo stretto di Messina|ponte]] unirà due [[mafia|cosche]] fra [[Sicilia]] e [[Calabria]]. Una vergogna e una mancanza di rispetto nei confronti di milioni di persone perbene che meritano di lavorare, di studiare e di fare il pendolare, di andare a farsi curare come tutti gli altri. (25 luglio 2023)<ref name="Post26lug2023"/> *Mi fa schifo che qualcuno pensi che [[Sicilia]] e [[Calabria]] rappresentino le cosche. Fino a che c’è qualcuno all’estero che dipinge l’Italia come [[mafia]], [[pizza]] e mandolino, fa schifo ma è all’estero. Se c’è qualche italiano che continua a dipingere l’Italia come mafia, pizza e mandolino, se espatria fa un favore a tutti. (25 luglio 2023)<ref name="Post26lug2023"/> ===2024=== *{{NDR|Sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2024]]}} Han votato, prendiamo atto. Han votato e quindi quando un popolo vota ha sempre ragione ovunque voti. Le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince che quando uno le perde. (18 marzo 2024)<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2024/03/18/matteo-salvini-elezioni-russia-commento/ Secondo Matteo Salvini anche in Russia il popolo «ha sempre ragione» quando vota]'', ''ilpost.it'', 18 marzo 2024.</ref> *Se uno è pro pace non è pro Putin. Noi siamo orgogliosamente con la Nato.<ref>Citato in ''[https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/russia-matteo-salvini-putin-e-un-criminale-di-guerra-05-06-2024-546297 Russia, Matteo Salvini: "Putin è un criminale di guerra"]'', ''la7.it'', 5 giugno 2024.</ref> ===2025=== *{{NDR|a richiesta di parere sull'insistenza di [[Emmanuel Macron|Macron]] per mandare i soldati europei in Ucraina}} A Milano si direbbe "taches al tram": vacci tu se vuoi.. ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile.. e vai in Ucraina<ref>www.repubblica.it/politica/2025/08/23/video/soldati_in_ucraina_salvini_a_macron_attaccati_al_tram_vacci_tu_se_vuoi-424803476/</ref><ref>www.youtube.com/embed/gGdb8f1Cr1c</ref> ===Attribuite=== *Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del Mezzogiorno, che vadano a fanculo i giovani del Mezzogiorno! Al Sud non fanno un emerito cazzo dalla mattina alla sera. Al di là di tutto, sono bellissimi paesaggi al Sud, il problema è la gente che ci abita. Sono così, loro ce l'hanno proprio dentro il culto di non fare un cazzo dalla mattina alla sera, mentre noi siamo abituati a lavorare dalla mattina alla sera e ci tira un po' il culo.<ref>Citato in Antonio Sicilia, ''[http://www.huffingtonpost.it/antonio-sicilia/salvini-scuse-sud_b_6677190.html Caro Salvini le scuse al Sud non bastano]'', ''HuffingtonPost.it'', 16 febbraio 2015.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione erroneamente attribuita]]}} Molte fonti sostengono che Salvini abbia pronunciato questo discorso durante il congresso ''Giovani Padani'' del 2013. In realtà la prima parte della citazione è stata pronunciata da Luca Salvetti, dei Giovani padani Valle Camonica, mentre la seconda parte è stata pronunciata da Michael Quercia, dei Giovani padani della Romagna. Entrambi gli interventi risalgono allo stesso congresso del 2013 precedentemente menzionato.<ref>{{cfr}} Daniele Sensi, ''[http://sensi.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/02/congresso-giovani-padani-%C2%ABche-vadano-a-fanculo-i-giovani-del-sud%C2%BB/ Congresso Giovani padani: «Che vadano a fanculo i giovani del Sud!»]'', ''Espresso.it'', 2 luglio 2013.</ref><ref>{{cfr}} ''[http://www.bufale.net/home/disinformazione-acchiappalike-salvini-vadano-fan-giovani-del-mezzogiorno-bis/ Disinformazione e acchiappalike. Salvini: "Vadano a fan**** i giovani del Mezzogiorno!" (bis)]'', ''Bufale.net'', 20 febbraio 2018.</ref> ==Citazioni su Matteo Salvini== *Al netto delle felpe, Salvini è un personaggio della vecchia Lega. ([[Gianfranco Fini]]) * Avevamo chiesto a Salvini attraverso [[Roberto Fico|Fico]] un'informativa. Salvini si è rifiutato e questo è molto grave. [...] Un tema così rilevante, il rapporto con la [[Russia]], la nostra collocazione atlantica, il rapporto con questi signori dai quali Salvini non ha ancora preso le distanze, non può essere discusso nel question time che ha tempi e organizzazione rigida. Non si può venire in aula per due minuti. Si viene in aula per fare un dibattito e per spiegare agli italiani in maniera esaustiva quello che è successo, e per sentire anche le ragioni dell'opposizione. [...] Se non si presenterà, non avrà avuto prima di tutto rispetto per la Repubblica Italiana, e poi per il Partito Democratico. ([[Francesco Boccia]]) *È giusto ricordare in questa sede, Presidente, che il Governo in carica ai tempi dell'istituzione del [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] era il [[Governo Monti]], sostenuto anche dal [[Il Popolo della Libertà|Popolo della Libertà]], e che le trattative nel 2011 sono state sostenute e portate avanti dal [[Governo Berlusconi IV|Governo Berlusconi]], sostenuto anche dalla [[Lega Nord|Lega]]. Possiamo dire che gli attuali Presidente del Consiglio {{NDR|[[Giorgia Meloni]]}} e Vicepresidenti del Consiglio {{NDR|Matteo Salvini e [[Antonio Tajani]]}}, con i loro partiti, hanno contribuito attivamente all'istituzione del MES. Siete voi i signori del MES. ([[Filippo Scerra]]) *È un grande comunicatore, ha successo perché dice le stesse cose che senti al bar. Dovrà vedersela con i compromessi della politica. ([[Umberto Smaila]]) *È una vergogna sentirla in aula, perché per un anno e mezzo abbiamo lavorato con gli altri colleghi correlatori come lei. È l'unico che non abbiamo mai visto in riunione {{NDR|del Parlamento europeo}}. È facile dire che abbiamo "fatto aria". No, abbiamo lavorato nell'interesse delle piccole aziende, dei lavoratori, degli appalti pubblici sani. Come va a spiegare ai suoi elettori che è un fannullone di questo parlamento? ([[Marc Tarabella]]) *Ehi Matteo, tu sei curioso, porti l'orecchino e sei un invidioso, lavati la bocca prima di parlare, sei un pezzente e non ci scocciare!<ref>Dopo che Salvini alla festa della Lega di Pontida nel 2009 si era esibito in una canzone in cui chiamava i napoletani "colerosi, terremotati".</ref> ([[Alessandra Mussolini]]) *Fa impressione perché poi fa ben gioco tra i semplici, tra quelli senza cultura e senza conoscenza, che lo seguono sulla via della paura, dello spavento. Per Salvini l'importante è battere il tamburo del nemico, senza distinguere tra terroristi e disperati che non riescono più a vivere o addirittura a sopravvivere e che sono costretti a fuggire dalle proprie terre. Non ha nel suo modo di esprimersi e nel suo giudizio l'intelligenza del valutare i valori delle cose. È un personaggio che non riesco a tenere in considerazione neanche per dieci minuti. Salvini gioca malamente sul vuoto di conoscenza. Chi fa il politico dovrebbe avere una chiarezza morale e profonda e non giocare sul falso e sull'ipocrisia. Questa è gente che usa qualsiasi chiave per ubriacare e sconvolgere gente che non ha conoscenza. ([[Dario Fo]]) *Fa mica politica Salvini, va a raccattare i voti degli ignoranti. ([[Oliviero Toscani]]) *Fa sempre ridere, come una scoreggia. Mi immagino fra sei anni Salvini al governo: avrà reintrodotto le leggi razziali del fascismo. {{NDR|Sulla mancata concessione del visto per la Nigeria}} È fortunato, se qualcuno traduce ai nigeriani quello che lui dice, non so se ci torna dalla Nigeria. ([[J-Ax]]) *Ha un capro espiatorio per tutto ma una soluzione per nulla. ([[Udo Bullmann]]) *I pieni poteri li ha forse al Papeete, ma non in Parlamento. ([[Pietro Grasso]]) *I rapporti tra lui e Meloni sono molto buoni, anche in aula si è preoccupato di farle arrivare l’acqua e l’ha abbracciata. Politicamente, bè ovvio che i rapporti di maggioranza sono tra partiti alleati ma diversi. {{NDR|Sui rapporti tra [[Matteo Salvini]] e [[Giorgia Meloni]]}} *Il cazzaro verde, per mutuare una felice espressione di Marco Travaglio adesso sta esagerando. Dal fare il mestiere del populista – si! mestiere, perché quello che fa Salvini non è politica ma redditizio mestiere -, si è montato la testa, si comincia a prendere troppo sul serio, agitando come Torquemada il Vangelo. ([[Moni Ovadia]]) *In privato Matteo mi abbraccia, dice che ho ragione io. Poi in pubblico fa un po' lo sbruffoncello. Ma ormai lo conosco. Lui lo sa che non può essere il candidato premier. ([[Silvio Berlusconi]]) *La canzonaccia razzista di Matteo Salvini non può essere liquidata come semplice folklore e per questo non può passare impunita. Non è la prima volta che il parlamentare leghista rende pubblica la sua vena razzista. Non solo Salvini deve chiedere scusa ai napoletani, ma è bene che la Lega prenda le distanze e chieda le sue dimissioni. ([[Fabio Evangelisti]]) *La [[Lega Nord|Lega]] ormai è slegata ed è ridotta ad un pugno di voti. Matteo Salvini ha commesso più di una sciocchezza: prima è stato al governo con il [[Movimento 5 Stelle]], poi ha fatto parte del [[Governo Draghi]]… è per queste cose che ha perso voti, mica perché è antipatico. ([[Vittorio Feltri]]) *La semplice verità è che Matteo Salvini è impresentabile per qualunque ruolo di governo: il caso dei rapporti con i russi e del possibile interesse di Mosca alla caduta dell'esecutivo di [[Mario Draghi|Mario Dragh]]<nowiki/>i è solo l'ennesima conferma. Che va interpretata così: anche in un futuro governo di centrodestra a trazione [[Giorgia Meloni]] e Fratelli d'Italia, Salvini deve essere tenuto ai margini. Perché nessuno può fidarsi di lui. La sua credibilità politica, se non la sua carriera, è finita da tempo. ([[Stefano Feltri]]) *La sua ascesa e conquista di consenso sono quelle di uno che sappia suonare la Marsigliese con le scoregge in un tempo in cui questo diventi apprezzatissimo perché tutti quanti troviamo oboi e timpani orribilmente snob e radical chic, e perché qualcuno ha stonato con l’oboe. ([[Luca Sofri]]) *La voce grossa di Salvini sovrasta quella dei 5Stelle sull'immigrazione, e non solo. ([[Norma Rangeri]]) *Lui è empatico, vicino alla gente. Ma in Francia il suo stile non funzionerebbe. Da noi il fantasma del generale [[Charles de Gaulle|de Gaulle]] plana su tutti i politici. Esistono aspettative intellettuali, di contegno. ([[Marion Maréchal]]) *Ma Salvini è così, non si è accontenta mai, è molto esigente con se stesso, deve sempre sparare una minchiata dopo l'altra, no cioè... deve sempre spararla più alta della precedente. È il Sergei Bubka della cazzata. (''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]'') *Matteo Salvini è un grosso fan di mio padre, un fan storico. Ci eravamo anche incontrati. E questo mi fa ben sperare, me lo auguro e mi rincuora perché chi è un fan di mio padre non credo possa fare grandi danni. Non so se ha capito tutto di mio padre, ma da una parte mi auguro che qualche cosa gli sia entrato. ([[Cristiano De André]]) *{{NDR|Riferendosi a Salvini durante la [[pandemia di COVID-19]]}} Mentre migliaia di italiani, in assenza di un [[vaccino]] – ripeto: in assenza di un vaccino -, morivano come mosche, c'era chi si divertiva a fare propaganda, a indossare o a non indossare la mascherina, a organizzare manifestazioni di protesta contro le misure sanitarie, ovviamente, senza alcun distanziamento tra un selfie e l'altro, a fare comizi e a stringere mani, mentre dichiarava allegramente di avere la [[febbre]]. Ecco, oggi quel qualcuno è diventato pure Ministro. ([[Marco Furfaro]]) *Mi avevano detto che era un condottiero, ma era un misto tra il capo di un casinò di un film di [[Martin Scorsese|Scorsese]] e un membro di secondo piano del clan dei corleonesi.Ma, soprattutto, avevo davanti il tipico putiniano europeo che già lasciava che i suoi collaboratori racimolassero rubli e petrodollari a Mosca, che negoziava il futuro del popolo italiano in accordi dietro le quinte appannati dalla vodka e che, tra tutti i travestimenti di cui andava matto (un giorno pompiere, un altro poliziotto, il giorno dopo doganiere), continuava a preferire le magliette con l’effigie del padrone del Cremlino. ([[Bernard-Henri Lévy]]) *Mi stupisce la completa disumanità di questo signore. ([[Gino Strada]]) *No, non è nazista. No non è nazista. È peggio. ([[Oliviero Toscani]]) *Non c'è che dire. Una performance degna del peggior razzismo da stadio e che la dice lunga sull'alto senso di appartenenza alle istituzioni dell'esponente della Lega. Chissà cosa ne pensano i colleghi del Pdl dell'on. Salvini, soprattutto quelli orgogliosi di essere napoletani come lo sono io. Se stessimo parlando di una persona civile, ci aspetteremmo delle scuse. ([[Riccardo Villari]]) *Non ce l'ho con Salvini come persona, ma come antagonista. Lui, e più ancora di lui Grillo o altri, fa leva con sagacia, ma anche con cinismo e spregiudicatezza, su argomenti reali, tralasciando di dare risposte. Ecco la differenza fra la propaganda e il governo. ([[Gabriele Albertini]]) *Non perde mai occasione per dimostrare quello che è, un piccolo uomo. ([[Elodie (cantante)|Elodie]]) *Non so esattamente che cosa Salvini ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell’opposizione, [[Boris Nemcov|Boris Nemtsov]], sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino? ([[Vladimir Kara-Murza]]) *Non vorrei mica trovarmi a Milano con uno come Matteo Salvini. Solo a vederlo quello lì devo andare al cesso. ([[Antonio Mazzi]]) *Oltre un quinto degli elettori hanno votato per l’estrema destra [...] E non sbagliamoci: non è perché Salvini sia alleato di [[Silvio Berlusconi]] che diventa di centrodestra. No: Salvini è alleato di Marine Le Pen e, se il suo partito diventa il primo in Italia, questo avrà un significato molto forte per l’estrema destra. ([[Pierre Moscovici]]) *{{NDR|Dopo l’invasione russa dell’Ucraina}} Ora Salvini tace, perché troppo compromesso con la Russia. Sarà condannato senza appello dalla storia. Ma già adesso, secondo me, ha perso ogni titolarità a fare politica. ([[Antonio Scurati]]) *Per aver detto che 'la [[Lega Nord|Lega]] è un partito razzista' Salvini mi ha querelato chiedendo che venissi condannata fino ad un anno di carcere. Da un lato Salvini e la Lega fanno della propaganda di matrice xenofoba il proprio principale strumento di conquista del consenso politico, fomentando sistematicamente l'odio verso chi viene da un altro Paese. E avvelenando la nostra società. Dall'altro pretenderebbero di non pagare dazio, di nascondere la mano, con stupefacente doppiezza. ([[Cécile Kyenge]]) *Per questo motivo e per denunciare la gravità di un tale atteggiamento che tradisce una preoccupante deriva razzista di alcuni esponenti della maggioranza, presenterò un'interpellanza parlamentare sulla condotta dell'on. Salvini, che non è nuovo ad uscite di questa natura. ([[Pina Picierno]]) *Per populismo mi riferisco a quello dei [[Movimento 5 Stelle|Cinquestelle]], perché Matteo Salvini è soltanto un demagogo opportunista che ricorre al populismo quando gli serve. ([[Marcelle Padovani]]) *{{NDR|Sulla campagna politica delle elezioni 2018}} Prendere il Vangelo in mano per recuperare qualche voto a pochi giorni dalle elezioni è un atto politicamente indecoroso. ([[Massimo Giannini]]) *Quando penso al [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] penso a uno dei principali leader italiani dell'epoca – lo è tuttora -, il senatore Matteo Salvini, che, quando si discuteva su questo argomento, la riforma del Trattato istitutivo del MES, faceva interviste sui principali quotidiani italiani e andava nelle principali trasmissioni della rete televisiva pubblica a dire che il MES era una banca privata, non un'organizzazione internazionale con, nel ''board'', i Ministri dell'economia, ma una banca privata. È successo tutto questo. ([[Luigi Marattin]]) *{{NDR|A proposito della retorica di Salvini}} "[[Ruspa]]!" è la versione che mette insieme il me ne frego [[fascista]] e il vaffa [[Beppe Grillo|grillino]], riuscendo ad accumulare l'energia malsana dell'antipolitica in una parola d'ordine che non è nemmeno uno slogan ma un singulto primitivo. ([[Christian Raimo]]) *Salvini a Pontida ha voluto far andare in scena la rappresentazione di uno pseudoeuropeismo autoritario se non fascista, che si richiama a [[Vladimir Putin]], [[Viktor Orbán]] e ai populisti danesi appena reduci dal successo alle elezioni. E poi ha declinato il tutto secondo una versione nostrana: il ruspismo. Un analfabetismo culturale rivendicato che è davvero pericoloso sottovalutare. ([[Christian Raimo]]) *Salvini, ancora ieri, parlava di [[Sistema ad aliquota unica|flat tax]], che è un regalo ai ricchi e un danno per tutti gli altri. ([[Giuseppe Provenzano]]) *Salvini è il salvatore della razza bianca in Europa. ([[Franco Freda]]) *Salvini e [[Maurizio Landini|Landini]], in modo molto diverso, sono due fenomeni televisivi. Ma se la politica non ha attinenza con la realtà e smette di essere vita quotidiana produce personaggi che sono solamente soprammobili da talk tv. ([[Matteo Renzi]]) *Salvini è riuscito a farmi diventare razzista. Ora penso che gli italiani siano geneticamente una razza di coglioni. ([[Massimiliano Parente]]) *Salvini è stato messo per oscurare noi {{NDR|del M5S}}. Non ce l'ho con lui, ma ha fatto parte dell'establishment per 8 anni, ha la moglie che è 'ricoverata' in Regione Lombardia. ([[Beppe Grillo]]) *Salvini è un demagogo di basso conio che scatena gli istinti peggiori degli italiani. Certo vedere il ministro degli Interni che abbraccia [[Viktor Orbán|Orbán]] e tiene in ostaggio i migranti non può che farmi male. ([[Bruno Segre]]) *Salvini è un protezionista più che un [[Razzismo|razzista]] [perché] più che odiare gli stranieri preferirebbe che non venissero [...] perché sono persone che spesso portano delinquenza, portano disordine. ([[Giancarlo Magalli]]) *Salvini è un ragazzone goffo che sbraita. Ieri con la telecamera fissa che non poteva usare a proprio uso, una claque ridotta ai suoi leghisti ancora parzialmente incantati, il suo eloquio che mischia aggressività a passivo-aggressività era non solo rivoltante come al solito e più del solito, ma terribilmente noioso, inceppato, affannato. L’epifania della mediocrità assoluta del personaggio che si è costruito (la maschera ghignante era l’unica cosa che copriva l’inettitudine brutale di un politico incompetente, fannullone, confusionario, privo di cultura istituzionale e politica, privo proprio di quel buonsenso che rivendica come proprio oriente morale) ha gettato un fascio di luce enorme sulla viltà e la scarsezza oltre della classe politica per intero, anche dei contropoteri come quello dei giornalisti. ([[Christian Raimo]]) *Salvini è un [[razzismo|razzista]] ... smettetela di indorare la pillola e definitelo per quello che è, cioè anche un [[bigotto]] e [[omofobia|omofobo]], e ditegli che se non ama i [[matrimonio tra persone dello stesso sesso|matrimoni gay]] semplicemente può sposarsi con una donna, ma non impedire agli altri di vivere l’amore come desiderano. ([[Michael Moore]]) *Salvini è un uomo di destra, un reazionario che impugna il rosario al comizio, un nazionalista. Bastano queste categorie per renderlo nostro nemico. ([[Marco Rizzo]]) *Salvini non cambia look, è ministro degli interni ma aizza all'odio; una aggressività che deve far paura a lui stesso se si lascia andare alla retorica nuova del buon padre di famiglia. ([[Tommaso Di Francesco]]) *Salvini non si stanca mai. ([[Vittorio Sgarbi]]) *Salvini spera di raccogliere un consenso che però non ha più perché non ha più la credibilità da leader politico. {{NDR|Sulla posizione di Salvini sull'immigrazione clandestina nel [[Governo Meloni]]}} ([[Stefano Patuanelli]]) *''Salvini sul suo blog ha scritto un post, | dice che se il mattino ha l'oro in bocca si tratta di un Rom.'' ([[J-Ax e Fedez]]) *Salvini una discussione vera non la regge, è un uomo da tweet, da slogan, da proclamino spiccio e pettoruto. Per questo si circonderà di servi e di ossequienti, e questo lo renderà peggiore, non migliore. E spegnerà prima del dovuto la sua fortuna politica. ([[Michele Serra]]) *Salvini usa metodi e toni dei fascisti degli anni Trenta. ([[Jean Asselborn]]) *Salvini vorrebbe poter continuare a gettare il sasso e nascondere la mano, o meglio che noi si faccia finta di non vedere la mano che quel sasso l'ha gettato. Salvini pretendeva con la sua querela archiviata dal Tribunale che non si potesse dire la verità, ossia che le parole d'odio che lui e molti membri del suo partito {{NDR|La [[Lega Nord]]}} pronunciano ogni giorno hanno nome: [[xenofobia]] e istigazione all'odio [[razzismo|razziale]]. ([[Cécile Kyenge]]) *Sarebbe interessante trovare un giovane uomo o donna di sinistra che abbia la capacità di comunicare con gli altri come fa Salvini. Lui muta. Mette una felpa della Polizia e diventa poliziotto. ([[Antonello Venditti]]) *Se il Salvini politico non ha mai lasciato il segno, sul Salvini razzista si può dire che ha fatto scuola. ([[Andrea Sarubbi]]) *Sono basito per la relazione fra Salvini e la Isoardi. Un uomo rozzo che non si lava, si veste male, con la barba sempre lunga e l'alito che sa di grappa. Non ce lo vedo con la Isoardi lei è una bella ragazza, una delicatissima. Lui mi ha sempre aggredito in tv, ma di solito quando le persone amano si ammorbidiscono. Se questo è il caso ben venga la Isoardi, altrimenti speriamo che lui non faccia diventare rozza anche lei. ([[Alessandro Cecchi Paone]]) *Uno che quando lo vedi in tv (ormai sempre di meno) non vorresti stargli accanto perché pensi sempre che non abbia avuto il tempo di farsi una doccia. ([[Norma Rangeri]]) *Uno dovrebbe ascoltarlo anche, Matteo Salvini. Gli fanno una domanda, e lui in 10 secondi fa: cambio di argomento, trucco del popolo, elenco scandito con la mano pronto a partire sull'uno, bambini usati retoricamente come se fosse diventato Don Bosco anti-orchi. ([[Matteo Bordone]]) *Uno spregiudicato. Con una visione per me aberrante, ma almeno comprensibile. ([[Elly Schlein]]) *Vorrei tanto portare Matteo Salvini nel [[Guerra del Donbass|Donbass]]. Gli farei vedere le scuole e i mercati bombardati dai russi, i bambini morti, ma anche gli orfani e le vedove di guerra, le città distrutte, e sono certo che allora capirebbe quanto sono necessarie le sanzioni contro Mosca. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]]) ===[[Giuseppe Conte]]=== *Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare, durante i comizi, di accostare agli slogan politici i simboli religiosi. Questi comportamenti non hanno nulla a che vedere con il principio di libertà di coscienza religiosa, piuttosto sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e, nello stesso tempo, di oscurare il principio di [[laicità]], tratto fondamentale dello Stato moderno. *In molte occasioni hai invaso le competenze degli altri ministri creando sovrapposizioni e interferenze che hanno finito per mirare l'efficacia dell'azione. Hai criticato pubblicamente l'operato di singoli ministri, incrinando la compattezza della squadra di governo, quando io stesso ti avevo pregato, all'indomani delle elezioni europee, di riferirmi direttamente e riservatamente qualsiasi osservazione in ordine alla composizione della squadra. La cultura delle regole, il rispetto delle istituzioni non si improvvisano ma sono qualità fondamentali per aspirare al ruolo di Ministro dell'Interno e Presidente del Consiglio, cercando soluzioni credibili senza sollecitare le reazioni dei cittadini. *Le scelte compiute, i comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal Ministro dell'Interno, rivelano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale, perché aprire la crisi in pieno agosto, quando ormai da molte settimane l'esito delle elezioni europee era chiaro e l'insofferenza per la prosecuzione dell'esperienza di governo giudicata limitativa per le ambizioni di chi ha chiesto pieni poteri, la scelta di rinviare fino a oggi la comunicazione di una scelta assunta da tempo, è un gesto di grave imprudenza istituzionale irriguardoso nei confronti del parlamento e suscettibile di precipitare il Paese in una spirale pericolosa di incertezza politica e instabilità finanziaria. La decisione è stata annunziata subito dopo aver incassato l'approvazione con la fiducia del decreto sicurezza bis con una coincidenza temporale che suggerisce opportunismo politico. Palesemente contraddittorio appare infine il comportamento di una forza politica che, pur dopo aver presentato al parlamento una mozione di sfiducia, non ritiri i propri ministri. È difficile oggettivamente direi che è difficile conciliare la presentazione e il mantenimento di una mozione di sfiducia con la permanenza in carica dei propri ministri. ===[[Roberto Saviano]]=== *Vivere sotto scorta è una tragedia e l'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti e pericolose del mondo. Eppure, nonostante questo, invece di liberare dai rischi i giornalisti sotto protezione, Matteo Salvini, ministro degli Interni, li minaccia. Le parole pesano, e le parole del Ministro della Malavita, eletto a Rosarno (in Calabria) con i voti di chi muore per [['ndrangheta]], sono parole da [[mafia|mafioso]]. Le mafie [[minaccia|minacciano]]. Salvini minaccia. *Salvini ha scelto i suoi nemici: gli italiani del Sud, italiani di cui non si occupa e di cui non si occuperà mai, gli stranieri che vivono e lavorano in Italia, le ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, ragazzi che parlano italiano, "che amano italiano". I suoi nemici sono i Rom. ===[[Anna Zafesova]]=== *Ha capito meglio di chiunque altro come funziona il mondo mediatico, e ufficializzato il distacco definitivo della realtà dal mondo virtuale. La verità non lo turba minimamente: vola in Libia a proporle di ospitare campi profughi che il governo di Tripoli ha già rifiutato e si fa fotografare con i marinai italiani che coordinano i soccorsi ai migranti spacciandoli per quelli che "difendono la nostra sicurezza". Promette cose che il governo, almeno il ministro dell'Economia, non mette nemmeno nell'agenda del 2022. Annuncia provvedimenti che non è in grado di fare. Pontifica di vaccini, di scrittori, di calciatori. Insulta chi gli sta antipatico. Insomma, si comporta come l'uomo qualunque armato di un account Twitter. E funziona. *Matteo Salvini è uno che si sa muovere, bisogna ammetterlo. Oltre ad aver fatto l'Opa più riuscita della storia, scalando con il 17% dei voti prima la sua coalizione, poi il governo formato in coalizione con il primo partito italiano, e infine l'Italia, ha scoperto e brevettato un modo di governare facile ed efficiente, e pure divertente, per lui e per gli altri. Governa su Twitter. E su Facebook. *Ora anche le tv devono accodarsi, ai tweet, e anche senza avere lo smartphone tutti possono essere al corrente dell'ultima replica di Salvini. Che twitta non da un account del Viminale, ma dal suo profilo personale, dove si qualifica innanzitutto "leader della Lega". In mezzo ad annunci di comizi elettorali, foto con gli ammiratori e consigli su come capire i cani, si trovano i tweet che annunciano come Salvini cambierà il Paese: polizia davanti alle scuole, immigrati in mare, flat tax domani, no, oggi, togliamo a Saviano la scorta, ai bambini i vaccini, ai rom i figli. Furio Colombo "fa schifo", Emmanuel Macron è un "chiacchierone" (cosa farà il giorno che incontra il presidente francese, non potrà evitare per sempre i summit e i negoziati europei?), prima gli italiani, ma non tutti, arrestiamo gli equipaggi delle navi che soccorrono i migranti appena mettono piede sul suolo italiano. *Salvini ha capito, e messo in atto come nessuno prima, la vera regola della modernità: ''perception is reality''. Non serve essere, basta dirlo. Chi vuole convincere l'elettore/lettore con argomenti razionali perde solo tempo, tanto domani si parlerà d'altro. Nessuno si ricorda più dello scandalo sul censimento dei rom, durato 24 ore, ma tutti si ricorderanno che Salvini è andato giù duro con i rom. Non è cambiato nulla? Non ha importanza, però almeno si è sfogato contro di loro. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Salvini, Matteo}} [[Categoria:Politici italiani]] jd1a47icoamgp577mhs1gabia5gmuk9 Unione europea 0 89363 1427455 1419165 2026-09-26T01:25:24Z Danyele 19198 +1 / elimino ridondanza 1427455 wikitext text/x-wiki [[File:Flag of Europe.svg|thumb|Bandiera dell'Europa]] {{Premio|Nobel|la pace '''(2012)'''}} '''Unione Europea''', organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale. ==Citazioni== *A me un'Europa vera e compatta non dispiace. Invece la Ue del "dentro tutti per interesse" non mi ha mai convinto. ([[Enrico Mentana]]) *A voler essere davvero sinceri, il problema di fondo dell'Europa, in realtà, non è solo politico ed economico: il fatto è che i paesi che ne fanno parte sono troppo diversi per potersi unire veramente. Italiani, tedeschi, inglesi, francesi, olandesi, spagnoli, belgi, portoghesi, greci possono sicuramente far parte di un'unica nazione totalmente integrata, ma solo se si trasferiscono negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, o in Argentina... Lì si riconoscono tutti in una sola bandiera, una sola lingua, un solo sistema economico. Mettere insieme in Europa paesi così diversi e distanti culturalmente e storicamente – con identità tra loro lontanissime e sviluppi estremamente diseguali, una babele di lingue, antichi odi e pregiudizi – è un'impresa senza speranza.<br>Accontentiamoci del molto che è stato fatto, che ha permesso almeno di creare legami importanti tra nazioni che per secoli si sono odiate e sbudellate a vicenda. Sperando che l'attuale vento antieuropeista non soffi talmente forte da disgregare una costruzione che al suo interno ha un collante ancora troppo debole. ([[Piero Angela]]) *Ai miei occhi, la Comunità Europea è l'esempio di un'unione di stati nazionali che non è né un impero né una confederazione, ma una realtà diversa da entrambe le cose e forse una novità assoluta. ([[Michael Walzer]]) *Delle sfide epocali che abbiamo davanti l’Europa, signor Presidente, è la bussola e l’orizzonte, un’Europa che, anche attraverso le drammatiche esperienze della [[Pandemia di COVID-19|pandemia]], ha però ritrovato proprio quello spirito di solidarietà auspicato dai nostri padri fondatori, [[konrad Adenauer|Adenauer]], [[Robert Schuman |Schuman]] e [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]]. ([[Lorenzo Cesa]]) *Distruggere la costituzione è il primo passo per svuotare le democrazie. E distruggere le democrazie è quanto vogliono le banche e l'Unione Europea. ([[Diego Fusaro]]) *È innegabile che l'Europa ha ricevuto colpi molto duri. Gli squilibri monetari sono una realtà. La crisi energetica è anch'essa una realtà. Questi avvenimenti sono capitati in un momento in cui l'integrazione europea è lungi dall'essere compiuta. ([[François-Xavier Ortoli]]) *È prioritario, a seguito della recente comunicazione della Commissione europea sull'ipotesi di riforma del quadro di governance economica dell'UE, avviare un dibattito nelle istituzioni europee sulle implicazioni negative per l'Italia del mantenimento delle attuali regole di bilancio. ([[Elisa Scutellà]]) *Forse {{NDR|bisogna}} anche smetterla di considerare l'Unione Europea come un feticcio intangibile e un destino ineluttabile. Soprattutto quando chi la dirige, nella sua cecità ideologica, si pone in contrasto così stridente con gli interessi dei popoli europei. ([[Vladimiro Giacché]]) *Ho sempre creduto poco nell'Europa unita. Ci ha lasciato soli di fronte ai migranti. ([[Liliana Segre]]) *I veri europeisti sono quelli che riconoscono che la UE di banchieri, multinazionali e burocrati è la negazione dei valori e delle ragioni per cui nacque l'Unione. ([[Matteo Salvini]]) *Il [[Benessere|benessere]] è la pietra miliare su cui costruire la pace! Non a caso, ricordo che l’Unione europea nasce, all’inizio degli anni Cinquanta, esattamente su questo principio del benessere economico. ([[Maurizio Lupi]]) *Il carattere reazionario dell'UE è palese in tutte le questioni. Questo lo provano le misure assunte in tutti i paesi con l'obiettivo di intensificare lo sfruttamento, le relazioni di lavoro flessibile, la cancellazione del diritto di sciopero, l'abolizione dei diritti all'istruzione, alle cure mediche, diritti che sono stati conquistati con il sangue. Più di 110 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà, più di 16 milioni sono i disoccupati, con un'enorme ricchezza riunita nelle mani della borghesia e allo stesso tempo decine di miliardi di euro ogni anno destinati per interventi e spese di guerra, nella collaborazione con l'organizzazione imperialista della [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]]. ([[Leuterīs Nikolaou-Alavanos]]) *Il [[fascismo]] non è un avversario della UE. La UE sostiene spesso fascisti e simili organizzazioni per realizzare i propri interessi. Suoi avversari sono i popoli, il sistema socialista, i partiti comunisti, il movimento operaio e popolare. ([[Iōannīs Gkiokas]]) *Il problema dell'Europa non siete voi {{NDR|l'Italia}}; è la [[Germania]] che con salari reali troppo bassi e ''surplus'' commerciale alle stelle ammazza gli altri stati. Con le politiche di austerità la Germania sta distruggendo l'Europa. E' così che diventano più forti i partiti anti-europei. Se l'[[Italia]] e la [[Francia]] formassero una coalizione dicendo "Ehi Germania, devi smetterla, bisogna tornare a investire", solo allora avremmo una ''chance''. ([[Heiner Flassbeck]]) *Il virus {{NDR|[[COVID-19]]}} ha fatto politica, attaccando le istituzioni e costringendo il meccanismo burocratico e regolamentare di Bruxelles a stravolgere se stesso fuoriuscendo dai parametri e dai controlli per inventarsi una nuova missione: la ricostruzione, finanziata con gli Eurobond, la mutualizzazione del debito tra i diversi Paesi, cioè una misura straordinaria che soltanto pochi anni fa era impensabile e che cambia il volto dell’Unione. ([[Ezio Mauro]]) *{{NDR|In risposta all'accusa di essere stato ministro delle finanze di un paradiso fiscale}} In Europa ciascun paese è il paradiso fiscale del suo vicino. ([[Jean-Claude Juncker]]) *In questa fase degli equilibri internazionali, molti hanno interesse a distruggere il polo di potere rappresentato dall'Unione Europea. Andrebbe a vantaggio delle altre sfere di influenza, e per ogni singolo Paese europeo sarebbe una catastrofe. ([[Jacques Attali]]) *Io sono a favore di un’Europa unita, ma io sono scettica, nel senso filosofico antico. ([[Barbara Spinelli]]) *Io speravo che ad Atene i capi di Stato raggiungessero un accordo per dar vita veramente all'Unità europea, per fare dell'Europa una grande nazione che con il suo potenziale umano, tecnologico, con la sua trazione storica, farebbe sentire il suo peso fra le due superpotenze. Invece ad Atene si è impedita questa vera Unità europea. Si vogliono escludere nazioni come la [[Spagna]] e il [[Portogallo]] per la questione degli agrumi, del vino. Questo è un ragionare da mercanti, non è più ragionare da uomini politici che hanno a cuore veramente le sorti dell'Europa e quindi del mondo intero. ([[Sandro Pertini]]) *Io vedo nell'Unione europea un'utopia biblica. Non so quanto durerà, ma è una costruzione stupefacente. ([[Avraham Burg]]) *L'Europa che ci presentano i signori Carter, [[Helmut Schmidt|Schmidt]], [[Valéry Giscard d'Estaing|Giscard]] e [[Andreotti]] non ha alcun rapporto con l'[[internazionalismo|internazionalismo proletario]], è estranea all'Europa dei lavoratori che per un secolo è stata l'ideale del movimento operaio occidentale. Lo spirito dei suoi promotori, al contrario, la agita all'interno della dinamica attuale delle forze di classe per costruire un'Europa del [[Capitalismo|Capitale]], che sarà inevitabilmente dominata dalle multinazionali tedesco-americane. ([[Jean-Paul Sartre]]) *L'Europa sarà imperfetta, ma è casa nostra. Buttarla giù sembra una pessima idea. Non ne abbiamo un'altra di riserva. ([[Beppe Severgnini]]) *L'Unione ci ha reso tutti più ricchi ma ora si venera l'auto più della Vergine. ([[Joseph O'Connor]]) *L'Unione è indispensabile per proteggere il nostro continente dall'immigrazione, per garantire la nostra sovranità, per creare l'alternativa monetaria al dollaro, per negoziare meglio i contratti commerciali con i paesi extra-europei. Il problema è che [...] ha fallito su questi temi essenziali. [...] non pensa all'Europa come a una civiltà da conservare, come a una potenza che deve essere indipendente e la cui l'autonomia deve essere ricercata. La considera invece come un mercato che può essere la colonia economica delle potenze straniere, la colonia identitaria dei migranti e dell'Islam e la colonia diplomatica degli americani. ([[Marion Maréchal]]) *L'Unione Europea è un'alleanza dei capitalisti. Pertanto non vi è alcuna possibilità di riformarla a beneficio dei popoli. L'Unione Europea, come il [[capitalismo]], non può essere umanizzata, non può essere riformata e non può convertirsi in un'Europa dei popoli. L'Europa dei popoli esisterà solo quando i popoli saranno al potere. ([[Aleka Paparīga]]) *L'Unione Europea è un'associazione internazionale contro i popoli. ([[Sōtīrios Zarianopoulos]]) *L'Unione europea è un progetto quotidiano per la pace. Tutti gli Stati membri, grandi e piccoli, vecchi e nuovi, hanno il loro posto al tavolo di lavoro e possono far sentire la loro voce. Costruire l'unità a partire da tante diversità può essere oneroso, ma una cooperazione costante e la capacità di negoziare pazientemente ci portano a ottenere un consenso caratterizzato da grande solidità. ([[Federica Mogherini]]) *L'Unione europea è un risultato incredibile, un modello senza precedenti di pace e cooperazione. Assieme i vostri Stati membri sono vitali per far fronti a sfide comunità internazionale. Il mondo trae vantaggio da un'Unione europea forte. ([[Justin Trudeau]]) *L'Unione europea è una costruzione di pace da bel tempo, da domenica, ma adesso che siamo in giorni feriali, piuttosto contrastati e in cui contano la forza militare, la decisione politica, la capacità di disporre di energia o meno, tutto questo crolla. ([[Lucio Caracciolo]]) *L'Unione europea ha la caratteristica infallibile di apparire un congegno perfetto quando c'è bonaccia e di tramutarsi in un campo di battaglia non appena il mare si increspa. ([[Edmondo Berselli]]) *L’Unione Europea ha saputo realizzare - da quando, sessantacinque anni fa, con i Trattati di Roma, ha preso le mosse questa straordinaria esperienza - un progetto credibile di stabilità, pace, benessere, promuovendo su basi solide, libere, più giuste, le rispettive società. La storia della Regione balcanica, anche quella più recente e tragica, ci aiuta a ricordare il senso più profondo del progetto europeo, quale fu concepito dai Padri Fondatori. Prima di essere un’importante realtà economica, l’Europa è infatti un progetto di pace e di riconciliazione fra i popoli, un progetto di condivisione delle rispettive sovranità nazionali per costruire qualcosa di più grande e più alto a beneficio dei cittadini. ([[Sergio Mattarella]]) *L'Unione Europea non è un'unione sovrastatale come sostengono le forze borghesi e opportuniste, ma una unione interstatale [[Imperialismo|imperialista]]. [...] Vale a dire, è un'unione di stati [[Capitalismo|capitalisti]] nella quale la [[borghesia]] e i suoi partiti uniscono le forze contro i popoli. È l'Europa dei capitalisti, di tutti i settori del capitale, sia industriali, sia di distribuzione, dei grandi mercanti e dei banchieri. ([[Aleka Paparīga]]) *L'Unità d'Italia (1861) e l'Unità €uro-pea (2002) sono la stessa cosa. La crescita del Nord è l'impoverimento e lo sfruttamento del Sud. ([[Povia]]) *La capacità dell'Europa di essere solidale nelle situazioni di crisi non è solo un dato di efficienza economica, è una questione che investe il senso stesso del nostro essere europei. Se l'Europa è, come noi la intendiamo, una comunità di popoli basata su comuni valori e su comuni interessi strategici e non è un semplice accordo commerciale fra gli Stati, allora diventa decisivo il funzionamento degli strumenti per affrontare le situazioni di crisi. ([[Andrea Orsini]]) *La crisi ha mostrato, ancora una volta, e forse per l'ultima volta, i limiti dell'Unione europea, la mancanza di una strategia comune e le risposte frammentarie. La governance dell'Europa funziona in modo ottimale quando si tratta di imporre dure misure di austerità o per salvare il sistema bancario, ma è quasi inesistente quando si affronta una catastrofe umana come questa. Insomma, i nostri alleati distruggono e poi chiudono le frontiere, lasciando nei guai Italia e la Grecia: complimenti! L'Unione europea è già morta, è rimasta solo una struttura finanziaria che si occupa di inflazione e tassi di interesse, un regime che impone povertà, disoccupazione e distruzione dei diritti alle popolazioni del continente, per gli interessi di potentati finanziari e commerciali. ([[Manlio Di Stefano]]) *La democrazia ha molti nemici in attesa tra le quinte, politici e movimenti per il momento costretti a giocare secondo le sue regole ma il cui intento reale è tutt'altro – populista, di manipolazione mediatica, intollerante e autoritario. Conquisteranno molto spazio, se non riformeremo rapidamente le nsotre democrazie. E non c'è ambito in cui questa riforma sia più necessaria che in seno alla stessa Unione Europea. ([[Paul Ginsborg]]) *Le sfide non si vincono da soli! Anche questa sfida {{NDR|della crisi energetica}}, come quella del [[Pandemia di COVID-19|COVID]], non la vince un singolo Paese; la vince l’Europa nel suo complesso, se è capace di capire e di ritrovare le ragioni dell’unità europea, che risiedono esattamente nell’idea di affrontare insieme le sfide che si hanno davanti. ([[Maurizio Lupi]]) *[[Napoleone Bonaparte|Napoleone]], [[Adolf Hitler|Hitler]] e altre diverse persone ci hanno provato, ed è finita tragicamente. L'Ue è un tentativo di fare lo stesso con metodi diversi. ([[Boris Johnson]]) *Nessun Paese europeo – né quello più grande né quello con il più ricco patrimonio culturale – può pretendere di vincere da solo le grandi sfide della diplomazia culturale. Per costruire un fronte unico a difesa dei valori di libertà, diversità e pluralità, occorre un'azione di ampio respiro che solo un soggetto realmente globale, come gli Stati Uniti d'Europa, potrà efficacemente assicurare. ([[Emma Bonino]]) *Nessuno dei nostri Stati è in grado di far trionfare da solo un punto di vista, qualunque sia e per quanto plausibile possa apparire. ([[François-Xavier Ortoli]]) *Oggi l'[[Europa]] ha una bandiera, un inno, un parlamento, svariate normative che decidono anche il raggio di curvatura delle banane e persino una moneta unica che ci ha stravolto l'esistenza, perché, quando cambia il denaro, cambiano la mentalità, la ricchezza, il lavoro e, alla fine, anche i rapporti umani. Eppure siamo meno europeisti che nel 1966. Più di allora, siamo una manciata di Paesi che non condividono nulla, a cominciare dalle lingue, e non conoscono solidarietà. Cerchiamo di darci una carta costituzionale basata su una origine comune che non troviamo nemmeno scomodando la radice giudaico-cristiana. ([[Tommaso Labranca]]) *Ormai a tutti è noto che l'Unione Europea e gli organismi derivanti dal Piano Marshall non sono l'espressione spontanea della volontà e delle esigenze dei popoli europei, bensì sono stati artificiosamente creati con lo scopo politico di fare d'un gruppo di nazioni europee uno schieramento in funzione [[URSS|antisovietica]], e con lo scopo economico di fare dell'Europa Occidentale un campo di sfruttamento della finanza americana. ([[Sandro Pertini]]) *Per troppi paesi europei, forse per tutti, l'Unione è solo un caprio espiatorio. Per i problemi che non sanno risolvere i singoli paesi accusano l'Europa. ([[Giorgio Napolitano]]) *Quale altro continente si sceglie il Parlamento? Viva l'Europa, capolavoro imperfetto. Ma, comunque, un capolavoro. ([[Beppe Severgnini]]) *Quando si guarda allo specchio, l'[[Europa]] non solo vi riconosce tradizioni, lingue, religioni, costumi diversi, ma acquista piena coscienza di quali sono la sua essenza e le sue possibilità: comprende che è illusorio individuare in 500 milioni di persone un'omogeneità culturale, un'identità collettiva tipicamente europea. Lo dico – per inciso – anche in risposta a coloro che sostengono l'argomento dell'identità collettiva per opporsi al processo di adesione della [[Turchia]] all'Unione Europea... ([[Emma Bonino]]) *Siamo stati spogliati, come popolo, della sovranità monetaria, ma non soltanto della sovranità monetaria. Noi siamo stati spogliati della sovranità finanziaria, siamo stati spogliati della sovranità politica. Noi siamo sudditi, non siamo sovrani nel nostro paese. [...] E questa mancanza di sovranità, questa espropriazione di sovranità non è un accidente atmosferico, non è una casualità. È dentro un disegno preciso, che non è soltanto italiano [...]. Io ritengo che sia una battaglia di retroguardia dire:"Noi vogliamo un'altra Europa, costruiremo un'altra Europa": dentro queste istituzioni e dentro questo Europa un'altra Europa è impossibile. Noi questa Europa, per come è oggi, per come è costruita, per le istituzioni e per quel primato della finanza sulla politica che si è determinato, la dobbiamo abbattere. […] Noi dobbiamo recedere dai trattai europei. ([[Antonio Ingroia]]) *Tutta questa invadenza di Bruxelles, a cosa è dovuta? Siamo stati interpellati noi cittadini sull'entrare o meno nell'Unione monetaria? Siamo stati informati sugli effetti sociali che hanno comportato e comporteranno i trattati europei ratificati dal Parlamento italiano? L'informazione ha fatto il suo dovere diffondendo conoscenza? Io direi proprio di no. La complicità dei media e dell'intera classe politica insieme alla moltitudine dei partiti hanno realizzato un vero e proprio golpe silenzioso nel giro di pochissimi mesi. ([[Davide Tripiedi]]) *Un casino. [[Francesco Alberoni]] diceva che nella globalizzazione ci sono Stati-Nazione che fanno da soli. Noi invece siamo piccoli e abbiamo bisogno di un'Unione Europea che sia tale. Ma hanno inventato la cosa più stupida: decidere all'unanimità. È la soluzione meno democratica: se uno si oppone, sei in scacco. ([[Alfredo Ambrosetti]]) ===[[Alberto Bagnai]]=== *Abbiamo capito che la meravigliosa transizione europea - che è una transizione verso un radioso futuro che non ci viene detto come dovrà essere e quindi noi intanto camminiamo - è un processo effettivamente, molto spesso, di ''learning by doing'', cioè vengono fatte le cose, poi, dopo, si spiega perché le si sono fatte o si capisce perché non le si sarebbe dovute fare. *Io credo che certamente per alcuni Parlamenti esteri, che hanno naturalmente il nostro rispetto, e molto probabilmente, quasi certamente, per molti parlamentari italiani, il primo problema non sia salvare l'[[Italia]], ma disciplinarla, imporle alcune regole. Tutto il quadro di politica economica europea si basa su regole che traggono la loro ragion d'essere, la loro operatività e la loro concretezza dalla diffidenza di alcuni Paesi verso altri. Una diffidenza che finora si è rivelata infondata, perché l'Italia ha sempre onorato le proprie obbligazioni, ha sempre rispettato queste regole, ha sempre riformato se stessa e ha sempre aiutato gli altri, ma che continua ad essere il sottostante di questa ansia riformatrice. *Io non so voi da quanto vi appassionate di [[economia]], io sono costretto ad appassionarmi dagli anni Ottanta e ricordo che anche negli anni Ottanta si parlava di un Fondo monetario europeo per sovvenire agli squilibri determinati dal sistema monetario europeo, e non si è mai fatto. Perché? Il perché è nelle favole di Esopo: perché c'è uno che dice ''quia nominor leo'' e quindi, naturalmente, non si dimostra particolarmente incline a venire incontro ai partner che ritiene più deboli. *Personalmente, che i problemi finanziari che l'Europa attraversava, l'Eurozona segnatamente, fossero da individuare nel settore privato, penso di averlo scritto, per la prima volta, 11 anni fa; e non si poteva scrivere, bisognava dire che la colpa era del [[debito pubblico]] e che noi cattivi andavamo puniti con l'[[austerità]]. *Ci stiamo trovando in contesti che, forse, solo negli anni Settanta hanno dei precedenti storici comparabili; quindi, questo dibattito sui massimi sistemi europei, di un'Europa che non ci sta aiutando sui veri problemi, cioè sull'energia, forse, ce lo potevamo anche risparmiare. ===[[Piero Fassino]]=== *Continuare a puntare il dito contro le istituzioni comunitarie e le istituzioni europee, indicandole come causa di tutti i mali, quando invece semmai queste istituzioni pagano nella loro attività continuamente le aporie, le contraddizioni, i limiti del concorso, da parte dei Paesi sovrani, alle politiche europee, è confondere cause ed effetti. *La Presidente del Consiglio {{NDR|[[Giorgia Meloni]]}}, nel suo discorso di insediamento, ha detto: ma vi pare ragionevole che l'Europa, che è nata con la CECA, mettendo insieme carbone e acciaio, a 70 anni da quella scelta non abbia ancora una politica energetica comune? Ebbene, chi è che non vuole la politica energetica comune? Perché la proposta dell'Unione energetica la Commissione l'ha messa sul tavolo; è una serie di Paesi che si rifiuta, privilegiando le proprie politiche energetiche, di mettere in campo una politica energetica comune. *Proprio perché sono un [[Europeismo|europeista]] convinto per ragioni di merito, non posso non vedere che, se l'Europa oggi è spesso fragile, se l'Europa oggi è spesso debole, se meccanismi come quelli del [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] hanno tutte le contraddizioni che qui sono state dette, non si può scaricare questa responsabilità sulle istituzioni europee, quando le istituzioni europee sono le prime ad essere penalizzate dalla incapacità dei Paesi che sono membri delle istituzioni comunitarie di assumere fino in fondo le proprie responsabilità, con responsabilità comune. *È bene che questo punto sia chiaro una volta per tutte e noi non ci stancheremo di ripeterlo: non è l'Unione europea o le istituzioni comunitarie o istituzioni comuni come il [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] la responsabilità delle fragilità di queste istituzioni, ma è il prevalere della gelosia delle nazioni e, quanto più si supererà la gelosia delle nazioni e si costruiranno, invece, delle politiche comuni, tanto più saranno più forti quelle istituzioni e saranno più forti anche gli interessi del nostro Paese. ===[[Lilli Gruber]]=== *È il vero nemico di ogni aspirante tiranno, perché è l'unica esperienza multinazionale riuscita di cooperazione politica, economica e culturale. Al centro del progetto europeo c'è la difesa delle libertà individuali, incluse quelle femminili che sono continuamente minacciate. Indebolire l'Unione, come è nei piani di diversi leader populisti del continente, è la strategia centrale di un progetto liberticida. *L'Europa va "aggiustata", ma non distrutta. Per mille motivi, non ultimo perché garantisce pace e democrazia, due cose che troppo spesso noi smemorati diamo per scontate. L'ultimo sondaggio ci dice che 8 giovani italiani su 10 si sentono cittadini europei. E questo mi rassicura. *Noi donne dobbiamo volere bene all'Europa perché è il primo e per ora l'unico esempio riuscito di pacifica convivenza di nazioni per costruire un progetto di benessere e difesa di valori fondamentali come i diritti sociali e delle donne. ===[[Franco Maria Malfatti]]=== *È alla luce dell'unione politica che si è deciso di porre mano al secondo tempo della costruzione comunitaria, quello dell'Unione economica e monetaria, e non lo si è deciso in modo astratto. *Il meccanismo dell'unificazione è irreversibile. Esso non viene più posto in dubbio, nei sei Paese della Cee, da nessuna forza politica o sociale, di destra o di sinistra. *Questa sarà, fra dieci anni, una Comunità profondamente diversa. Si prepara un salto molto più grosso di quello fatto nel primo decennio, un vero salto verso l'Europa unificata. ===[[Giorgia Meloni]]=== *L'Unione europea per noi è la casa comune dei popoli europei e, come tale, deve essere in grado di fronteggiare le grandi sfide della nostra epoca, a partire da quelle che gli Stati membri difficilmente possono affrontare da soli. Penso agli accordi commerciali certo, ma anche all’approvvigionamento di materie prime e di energia, alle politiche migratorie, alle scelte geopolitiche, alla lotta al terrorismo, grandi sfide di fronte alle quali non sempre l'Unione europea si è fatta trovare pronta. *Non faccia Bruxelles quello di cui si può meglio occupare Roma e non faccia Roma, da sola, quello per cui serve Bruxelles. *Per credere in un’aggregazione o integrazione europea non si deve per forza essere federalisti. ===[[Marco Rizzo]]=== *L'UE è uno strumento di banche e multinazionali, che in tutti i paesi ha imposto misure lacrime e sangue contro i lavoratori e i popoli. *L'Unione Europea è fatta su misura degli interessi dei capitalisti, non è riformabile ed è nemica dei lavoratori. Chi sta con l'UE, è contro i lavoratori. *L'Unione Europea è una gabbia per i lavoratori e per i popoli del continente. I trattati europei creano un'istituzione nelle mani della finanza e delle grandi imprese. L'Europa impone le politiche antipopolari, nell'interesse della finanza, determinando disoccupazione, delocalizzazioni, diminuzioni dei salari e dei diritti. *L'Unione Europea non è modificabile, e la premessa per costruire una società più giusta nel nostro paese è l'uscita dalla UE. ===[[Andrea Tremaglia]]=== *Lo dicevamo in tempi non sospetti, come [[Destra in Italia|destra italiana]], che crediamo e abbiamo sempre creduto nell'Europa dei popoli: non possiamo e non vogliamo credere nell'Europa delle cancellerie e delle [[Burocrazia|burocrazie]]. Crediamo nella cooperazione europea, anzi crediamo che sia necessaria su tante materie la cooperazione europea. *A noi non interessa un'Europa che sia gigante della tecnica e, appunto, della [[burocrazia]] e sia, invece, piccola e debole per quel che riguarda la [[politica]]. *La visione di [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d'Italia]] dell'Europa è la visione di un'Europa che funziona, di un'Europa che è utile innanzitutto agli italiani e, poi, a quei processi di integrazione europea che sono utili per tutti i cittadini europei. ==Voci correlate== *[[Allargamento dell'Unione europea]] *[[Europa]] *[[Europeismo]] *[[Mercato europeo comune]] *[[Unione economica e monetaria dell'Unione europea]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt=Unione Europea}} [[Categoria:Organizzazioni internazionali]] [[Categoria:Unione europea| ]] 614k83gl6w7phv9rv5t16t0q8jzihnt Indovinelli dai libri 0 95769 1427443 1337323 2026-09-25T18:04:59Z Udiki 86035 Aggiunta intestazione, aggiunta sezione "Leone Santucci", riordinata alfabeticamente sezione "John Ronald Reuel Tolkien" e aggiunto un punto fermo alla fine delle note 1427443 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta di '''indovinelli''' tratti '''dai libri'''. ==Citazioni== *Che cos'hanno in comune un corvo e una scrivania? ([[Lewis Carroll]]) *Mentre mi vestivo mi ha chiesto com'è che mi chiamavo, ma prima che potevo rispondergli ha attaccato a raccontarmi di una ghiandaia azzurra e di un coniglietto che aveva trovato nei boschi un paio di giorni prima, e mi ha chiesto dov'era Mosè, quando si era spenta la candela. Io gli ho risposto che non lo sapevo, non ne avevo proprio mai sentito parlare.<br/>"Beh, indovina," mi fa lui.<br/>"Come faccio a indovinare," dico io, "se questa storia non l'ho mai sentita?"<br/>"Ma puoi provarci, no? È facile."<br/>"Quale candela?" gli faccio.<br/>"Beh, una candela qualsiasi,» mi dice.<br/>"Non lo so proprio dov'è che era," dico. "Dov'era?"<br/>"Ma era al buio! Ecco dov'è che era!"<br/>"Beh, e se lo sapevi dov'era, perché me lo hai chiesto?"<br/>"Oh, insomma, quanto sei scemo, è un indovinello, no? [...]" ([[Mark Twain]]) *Un servo sciocco, infedele, bugiardo, che alla fine ci abbandona, nudi vermi di niente, senza un saluto... Il [[corpo]]. ([[Gesualdo Bufalino]]) ===[[Leone Santucci]]=== *''Chi sono alfine e qual è in me beltade | che tanto io sia gradito agli occhi vostri? | Che nel mio amor, come insensati mostri, | ciechi e senza ragion voi diventiate? || Eppur le porte in faccia a me serrate, | tosto che di venir a voi dimostri; | ma sciocchi voi che quegli alberghi e chiostri | col chiuder più, l'àdito più mi date. || Eppure è vero ancor che, se qualcuno | talor mi perde o da lui fuggo, ho duolo; | mi va cercando e non fa moto alcuno. || D'intorno ai lumi anch'io m'aggiro e volo, | finché li estinguo, onde si resta al bruno | e ne viene a cader più d'uno al suolo.''<ref group="soluzione">Il [[sonno]].</ref> *''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.''<ref group="soluzione">L'[[enigma]].</ref> *''Femmina io sono, Amazzone guerriera, | e il nome mio fra i cavalieri è chiaro: | per fasto anch'io, delle Regine al paro, | guardie armate ho d'intorno, e giorno e sera. || Questa pelle d'uccisi, orrida e nera, | che avvolgo al sen sul bellicoso acciaro, | ornamento non è per mio riparo. | Ché ignuda {{sic|vò}} quando combatto altera. || Per dove passo empio di sangue e morte, | e quando par che la mia virtù s'arrende | e si pieghi pugnando, io son più forte: || grido al mortale allor (né so se apprende, | malgrado suo, la minacciata morte) | che da un filo sottil la vita pende.''<ref group="soluzione">La sciabola.</ref> *''Tuffa Apollo ne l'onde il carro adorno; | io sotto oscuro manto infra gli orrori | degli altri in compagnia me n'esco fuori | per le vie, d'onde il Sol dee far ritorno. || Quando al girar de l'atra sfera intorno, | mentre l'Alba, ch'ho in grembo, i bei candori | va dileguando in lagrimosi umori, | disserro il seno e partorisco il giorno. || Giorno, che con mirabili vicende, | fo, che a diverse parti egli passando, | mentre a queste s'invola, ad altre splende. || Ma quest'enimma (ohimè) troppo si rende | chiaro, né occorre più star speculando, | erra però chi per la notte il prende.''<ref group="soluzione">La [[lucerna]].</ref> ===[[John Ronald Reuel Tolkien]]=== *Che cos'ho in tasca?<ref group="soluzione">Un anello.</ref> *Non ha voce e grida fa, | non ha ali e a volo va, | non ha denti e morsi dà, | non ha bocca e versi fa.<ref group="soluzione">Il vento.</ref> *Questa cosa ogni cosa divora, | ciò che ha vita, la fauna e la flora; | i re abbatte e così le città, | rode il ferro, la calce già dura; | e dei monti pianure farà.<ref group="soluzione">Il tempo.</ref> *Radici invisibili ha, | più in alto degli alberi sta, | lassù fra le nuvole va | e mai tuttavia crescerà.<ref group="soluzione">La montagna.</ref> *Senza coperchio, chiave, né cerniera | uno scrigno cela una dorata sfera.<ref group="soluzione">L'uovo.</ref> *Senza-gambe sta su Una gamba, Due-gambe vi siede accanto su Tre-gambe, Quattro-gambe ne prende un po'.<ref group="soluzione">Un pesce su un tavolinetto, un uomo a tavola seduto su uno sgabello, il gatto mangia le lische.</ref> *Trenta bianchi destrier | su un colle rosso | battono e mordono, | ma nessuno si è mosso.<ref group="soluzione">I denti.</ref> *Un giorno un occhio in un azzurro viso | vide un altr'occhio dentro a un verde viso: | «Quell'occhio è come me, però è laggiù, | mentre il mio occhio se ne sta quassù».<ref group="soluzione">Il sole e una margherita.</ref> *Vedere non si può e neanche sentire | fiutare non si può e neppure udire. | Sta sotto i colli, sta dietro le stelle | ed empie tutti i vuoti, tutte le celle. | Per primo viene, ultimo va, | a vita e a riso termine dà.<ref group="soluzione">Il buio.</ref> *Vive senza respirare, | freddo come morte pare, | beve ma non è assetato, | non tintinna corazzato.<ref group="soluzione">Il pesce.</ref> ==Soluzioni== <references group="soluzione" /> {{Raccolte dai media|Indovinelli|dai libri}} [[Categoria:Raccolte dai libri]] [[Categoria:Indovinelli dai media|Libri]] 2wa1s9gk3u0k9819oz69k9bm7rmi38o 1427444 1427443 2026-09-25T18:07:18Z Udiki 86035 Mi correggo, vanno in "[[Indovinelli dalle poesie]]" 1427444 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta di '''indovinelli''' tratti '''dai libri'''. ==Citazioni== *Che cos'hanno in comune un corvo e una scrivania? ([[Lewis Carroll]]) *Mentre mi vestivo mi ha chiesto com'è che mi chiamavo, ma prima che potevo rispondergli ha attaccato a raccontarmi di una ghiandaia azzurra e di un coniglietto che aveva trovato nei boschi un paio di giorni prima, e mi ha chiesto dov'era Mosè, quando si era spenta la candela. Io gli ho risposto che non lo sapevo, non ne avevo proprio mai sentito parlare.<br/>"Beh, indovina," mi fa lui.<br/>"Come faccio a indovinare," dico io, "se questa storia non l'ho mai sentita?"<br/>"Ma puoi provarci, no? È facile."<br/>"Quale candela?" gli faccio.<br/>"Beh, una candela qualsiasi,» mi dice.<br/>"Non lo so proprio dov'è che era," dico. "Dov'era?"<br/>"Ma era al buio! Ecco dov'è che era!"<br/>"Beh, e se lo sapevi dov'era, perché me lo hai chiesto?"<br/>"Oh, insomma, quanto sei scemo, è un indovinello, no? [...]" ([[Mark Twain]]) *Un servo sciocco, infedele, bugiardo, che alla fine ci abbandona, nudi vermi di niente, senza un saluto... Il [[corpo]]. ([[Gesualdo Bufalino]]) ===[[John Ronald Reuel Tolkien]]=== *Che cos'ho in tasca?<ref group="soluzione">Un anello.</ref> *Non ha voce e grida fa, | non ha ali e a volo va, | non ha denti e morsi dà, | non ha bocca e versi fa.<ref group="soluzione">Il vento.</ref> *Questa cosa ogni cosa divora, | ciò che ha vita, la fauna e la flora; | i re abbatte e così le città, | rode il ferro, la calce già dura; | e dei monti pianure farà.<ref group="soluzione">Il tempo.</ref> *Radici invisibili ha, | più in alto degli alberi sta, | lassù fra le nuvole va | e mai tuttavia crescerà.<ref group="soluzione">La montagna.</ref> *Senza coperchio, chiave, né cerniera | uno scrigno cela una dorata sfera.<ref group="soluzione">L'uovo.</ref> *Senza-gambe sta su Una gamba, Due-gambe vi siede accanto su Tre-gambe, Quattro-gambe ne prende un po'.<ref group="soluzione">Un pesce su un tavolinetto, un uomo a tavola seduto su uno sgabello, il gatto mangia le lische.</ref> *Trenta bianchi destrier | su un colle rosso | battono e mordono, | ma nessuno si è mosso.<ref group="soluzione">I denti.</ref> *Un giorno un occhio in un azzurro viso | vide un altr'occhio dentro a un verde viso: | «Quell'occhio è come me, però è laggiù, | mentre il mio occhio se ne sta quassù».<ref group="soluzione">Il sole e una margherita.</ref> *Vedere non si può e neanche sentire | fiutare non si può e neppure udire. | Sta sotto i colli, sta dietro le stelle | ed empie tutti i vuoti, tutte le celle. | Per primo viene, ultimo va, | a vita e a riso termine dà.<ref group="soluzione">Il buio.</ref> *Vive senza respirare, | freddo come morte pare, | beve ma non è assetato, | non tintinna corazzato.<ref group="soluzione">Il pesce.</ref> ==Soluzioni== <references group="soluzione" /> {{Raccolte dai media|Indovinelli|dai libri}} [[Categoria:Raccolte dai libri]] [[Categoria:Indovinelli dai media|Libri]] fi9ksx0yqbb4ujw1unedhw6vf0cqe31 Enigmistica 0 95771 1427428 1427345 2026-09-25T15:38:02Z Udiki 86035 Emily Dickinson 1427428 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|il romanzo di Clive Cussler|[[Clive Cussler#Enigma]]}} {{voce tematica}} [[File:RDPC IT R.PNG|thumb|Un cruciverba risolto]] Citazioni sull''''enigmistica''' e gli '''enigmi'''. *Capivo quell'enigma finché non è stato risolto. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.'' ([[Leone Santucci]]) *«Dio» dice San Paolo «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.» ([[Alfredo Panzini]]) *Emerson disse: "Tutto è un enigma e la chiave di un enigma è un altro enigma". (''[[Criminal Minds]]'') *L'educazione non è un sostituto dell'intelligenza. Quella elusiva qualità che viene definita soltanto in parte dall'abilità di risolvere gli enigmi. È nella creazione di nuovi enigmi i quali riflettono quanto i vostri sensi vi riferiscono, che potete dar piena forma e contenuto alla definizione. ([[Frank Herbert]]) *''L'Enigma che riusciamo a indovinare | rapidamente disprezziamo - | nulla è più stantio | di una sorpresa di Ieri -'' ([[Emily Dickinson]]) *L'enigma è ciò di cui non scorgiamo né principio né fine, ciò che dura oltre la vita. ([[Giuseppe Bonaviri]]) *L'enigmistica mi eccita e mi distende. È la difficoltà di una sfida cercata, un ostacolo da superare gettando l'immaginazione e la fantasia oltre le parole. ([[Giorgio Faletti]]) *''Mostro son io più strano e più diforme | che l'arpìa, la sirena o la chimera; | né in terra, in aria, in acqua è alcuna fiera, | ch'abbia di membra così varie forme. || Parte a parte non ho che sia conforme, | più che s'una sia bianca e l'altra nera; | spesso di cacciator dietro ho una schiera, | che de' miei piè van rintracciando l'orme. || Nelle tenebre oscure è il mio soggiorno; | ché se dall'ombre al chiaro lume passo, | tosto l'alma da me sen fugge, come || sen fugge il sogno all'apparir del giorno; | e le mie membra disunite lasso, | e l'esser perdo, con la vita, e 'l nome.'' ([[Galileo Galilei]]) *Se tutti gli enigmi sono risolti, le stelle si spengono. Se tutto il segreto è restituito al visibile, e più che al visibile, all'evidenza oscena, se ogni illusione è restituita alla trasparenza, allora il cielo diventa indifferente alla terra. ([[Jean Baudrillard]]) *Tutti gli enigmi non sono tali se non perché debbono venire sciolti. ([[Alfredo Oriani]]) *Tutti gli enigmi sono semplici, dopo che sai la risposta. ([[Giorgio Faletti]]) *Un enigma eterno non è quello che non ha affatto soluzione, ma quello che ogni giorno ne ha una diversa. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) ==Voci correlate== *[[Indovinello]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Conoscenza]] [[Categoria:Enigmistica| ]] [[Categoria:Hobby]] gm1ub2o4cewajtgtg2sepg2oz6j71kq Antioco IV 0 106303 1427472 1390393 2026-09-26T07:49:46Z Spinoziano 2297 amplio e raggruppo Secondo libro dei Maccabei 1427472 wikitext text/x-wiki [[File:Antiochos IV Epiphanes face.png|thumb|Antioco IV Epifane]] '''Antioco IV Epifane''' (215 a.C. circa – 164 a.C.), sovrano del regno seleucide. ==Citazioni su Antioco IV== *Tanto la fortuna l'aveva esaltato in sua superbia, che veramente ei credette di poter da ogni parte attingere le stelle, e pesare ciascun monte sulle bilance, e costringere tutte le invasioni del mare. E in particolare odio ebbe la gente del Signore; questa volle uccidere tra pene e tormenti temendo che Iddio abbattesse il suo orgoglio. ([[Geoffrey Chaucer]], ''[[I racconti di Canterbury]]'') *Una radice perversa. (''[[Primo libro dei Maccabei]]'') ===''[[Secondo libro dei Maccabei]]''=== *Colui che poco prima pensava di comandare ai flutti del mare, arrogandosi di essere un superuomo e di pesare sulla bilancia le cime dei monti, ora gettato a terra doveva farsi portare in lettiga, rendendo a tutti manifesta la potenza di Dio, a tal punto che nel corpo di quell'empio si formavano i vermi e, mentre era ancora vivo, le sue carni fra spasimi e dolori cadevano a brandelli e l'esercito era tutto nauseato dal fetore e dal marciume di lui. *Quest'omicida e bestemmiatore dunque, soffrendo crudeli tormenti, come li aveva fatti subire agli altri, finì così la sua vita in terra straniera, in una zona montuosa, con una sorte misera. *Recatosi in Persia, il loro capo e con lui l'esercito creduto invincibile, fu ucciso nel tempio della dea [[Nanea]], per gli inganni orditi dai sacerdoti di Nanea. Con il pretesto di celebrare le nozze con lei, Antioco con i suoi amici si era recato sul posto per prelevarne le immense ricchezze a titolo di dote. Dopo che i sacerdoti del tempio di Nanea gliele ebbero mostrate, egli entrò con pochi nel recinto sacro e quelli, chiuso il tempio alle spalle di Antioco e aperta una porta segreta nel soffitto, scagliarono pietre e fulminarono il condottiero e i suoi. Poi fattili a pezzi e tagliate le loro teste, le gettarono a quelli di fuori. In tutto sia benedetto il nostro Dio, che ha consegnato alla morte gli empi. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Sovrani seleucidi]] i74cczx0bkisk59yrg25twig9aswh62 Utente:Skekzilla 2 110782 1427474 1427190 2026-09-26T08:33:31Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Odissea */ 1427474 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo = Odissea |titolo originale = The Odyssey |immagine = Odissea.png |didascalia = |lingua originale = Inglese |paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito |anno uscita = 2026 |genere = epico, fantastico, avventura, azione |regista = [[Christopher Nolan]] |soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]] |sceneggiatore = Christopher Nolan |produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan |produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]] |attori = * [[Matt Damon]]: [[Ulisse]] * [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]] * [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]] * [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]] * [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]] * [[Samantha Morton]]: [[Circe]] * [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]] * [[Zendaya]]: [[Atena]] * [[Charlize Theron]]: [[Calipso]] * [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]] * [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]] * [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]] * [[Elliot Page]]: [[Sinone]] * [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]] |doppiatori italiani = * [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse * [[Alex Polidori]]: Telemaco * [[Domitilla D'Amico]]: Penelope * [[Stefano Crescentini]]: Antinoo * [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra * [[Ilaria Stagni]]: Circe * [[Stefano Thermes]]: Eumeo * [[Lucrezia Marricchi]]: Atena * [[Claudia Catani]]: Calipso * [[Simone D'Andrea]]: Menelao * [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco * [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone * [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone |note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]] }} '''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]]. {{tagline|Sfida gli dei}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} <center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center> ==Frasi== {{cronologico}} *A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''') *[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7 *{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9 *You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9 *After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32 *The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''') *I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67 *Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77 *Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77 *Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81 *He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86 *You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102 *Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107 *Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115 *The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116 *For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136 *My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138 *When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144 *We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144 ==Dialoghi== {{cronologico}} [[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]] *'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. *'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? *'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. *'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. *'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. *'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... *'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. [[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]] *'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. *'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. *'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. *'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. *'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. *'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. *'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. *'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. *'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping. *'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. *'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. *'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. *'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. *'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t. *'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough. *'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes. *'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will. *'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods. *'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them. *'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... *'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. *'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law. *'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first. *'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home. *'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home? *'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now. *'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died. *'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all. *'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing. *'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus. *'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud. *'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast? *'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades. *'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything. *'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home. *'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten. ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]]) *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Cristina Battocletti]]=== *Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante. *Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto. *Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra. *Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme. ===[[Peter Bradshaw]]=== {{cronologico}} *Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite. *È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi. *Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe. *Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Manohla Dargis]]=== {{cronologico}} *L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune. *Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine. *Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza. *Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Anne Hathaway]]=== *È ​​stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali. *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ===[[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]=== *Posso dirvi che è un capolavoro assoluto, e non metto in discussione questa mia affermazione. Il film di Chris Nolan è fantastico. È diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto prima. Credo che, dopo averlo visto, mi sia posto una domanda che non mi ponevo da tempo riguardo a un film: "Come hai fatto?" Penso che con la CGI e cose del genere, ci siamo abituati a vedere queste cose incredibili sullo schermo e diamo per scontato che persone molto intelligenti e dal grande talento artistico siano in grado di realizzare qualunque cosa al computer. Ma Chris sta chiaramente cercando di fare tutto nel modo più pratico possibile direttamente in fase di ripresa. E ci sono state alcune sequenze nel film che, mentre le guardavo, pensavo: "Come diavolo ha fatto? Dev'essere computer grafica". E finito il film gli ho chiesto: "Scusa, ma era sicuramente computer grafica, vero?" E lui mi ha risposto: "No, no, no, è tutto effetti speciali realizzati in fase di ripresa. Tutto pianificato e preparato nei minimi dettagli" [...] Quindi penso che i fan rimarranno davvero sbalorditi dalle scenografie e dalle sequenze del film, perché anche io, che ero presente sul set e ho partecipato alle riprese, sono rimasto assolutamente sbalordito dalla portata, dall'ampiezza e dalla sua capacità di gestire una storia così complessa e toccante all'interno di questo folle film d'azione. *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Daniel Mendelsohn]]=== *A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero. *L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso. *Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici. *Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee. ===[[Giulio Meotti]]=== *Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice. *Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici. *Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale. ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo. *L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Robert Pattinson]]=== *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". *Sono arrivato sul set di ''Odissea'' subito dopo le riprese di ''[[Primetime (film)|Primetime]]'' e mi sembrava di sentire la voce di [[Chris Hansen|Hansen]] in quella di Antinoo. Mi riferisco solo alla parlata però: Nolan chiedeva a tutti noi di parlare con lo stesso accento e ho dovuto lavorare con un coach per liberarmi di quello di Hansen per tornare all'americano medio. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Massimiliano Smeriglio]]=== {{cronologico}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== {{cronologico}} *La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità. *Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi. *Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus. *Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto. *Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso. *Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più. *[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici. *All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile. *Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) p2z9l78q1pys5kvynz7ea0znju81oem 1427475 1427474 2026-09-26T08:35:17Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Odissea */ 1427475 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo = Odissea |titolo originale = The Odyssey |immagine = Odissea.png |didascalia = |lingua originale = Inglese |paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito |anno uscita = 2026 |genere = epico, fantastico, avventura, azione |regista = [[Christopher Nolan]] |soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]] |sceneggiatore = Christopher Nolan |produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan |produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]] |attori = * [[Matt Damon]]: [[Ulisse]] * [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]] * [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]] * [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]] * [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]] * [[Samantha Morton]]: [[Circe]] * [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]] * [[Zendaya]]: [[Atena]] * [[Charlize Theron]]: [[Calipso]] * [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]] * [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]] * [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]] * [[Elliot Page]]: [[Sinone]] * [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]] |doppiatori italiani = * [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse * [[Alex Polidori]]: Telemaco * [[Domitilla D'Amico]]: Penelope * [[Stefano Crescentini]]: Antinoo * [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra * [[Ilaria Stagni]]: Circe * [[Stefano Thermes]]: Eumeo * [[Lucrezia Marricchi]]: Atena * [[Claudia Catani]]: Calipso * [[Simone D'Andrea]]: Menelao * [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco * [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone * [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone |note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]] }} '''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]]. {{tagline|Sfida gli dei}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} <center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center> ==Frasi== {{cronologico}} *A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''') *[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7 *{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9 *You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9 *After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32 *The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''') *I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67 *Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77 *Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77 *Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81 *He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86 *You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102 *Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107 *Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115 *The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116 *For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136 *My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138 *When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144 *We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144 ==Dialoghi== {{cronologico}} [[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]] *'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. *'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? *'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. *'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. *'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. *'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... *'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. [[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]] *'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. *'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. *'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. *'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. *'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. *'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. *'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. *'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. *'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping. *'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. *'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. *'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. *'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. *'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t. *'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough. *'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes. *'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will. *'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods. *'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them. *'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... *'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. *'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law. *'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first. *'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home. *'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home? *'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now. *'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died. *'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all. *'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing. *'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus. *'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud. *'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast? *'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades. *'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything. *'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home. *'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten. ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]]) *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Cristina Battocletti]]=== *Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante. *Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto. *Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra. *Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme. ===[[Peter Bradshaw]]=== {{cronologico}} *Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite. *È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi. *Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe. *Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Manohla Dargis]]=== {{cronologico}} *L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune. *Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine. *Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza. *Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Anne Hathaway]]=== *È ​​stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali. *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ===[[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]=== [[File:TomHolland-byPhilipRomano7 (cropped).jpg|thumb|Tom Holland alla ''première'' del film a New York City]] *Posso dirvi che è un capolavoro assoluto, e non metto in discussione questa mia affermazione. Il film di Chris Nolan è fantastico. È diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto prima. Credo che, dopo averlo visto, mi sia posto una domanda che non mi ponevo da tempo riguardo a un film: "Come hai fatto?" Penso che con la CGI e cose del genere, ci siamo abituati a vedere queste cose incredibili sullo schermo e diamo per scontato che persone molto intelligenti e dal grande talento artistico siano in grado di realizzare qualunque cosa al computer. Ma Chris sta chiaramente cercando di fare tutto nel modo più pratico possibile direttamente in fase di ripresa. E ci sono state alcune sequenze nel film che, mentre le guardavo, pensavo: "Come diavolo ha fatto? Dev'essere computer grafica". E finito il film gli ho chiesto: "Scusa, ma era sicuramente computer grafica, vero?" E lui mi ha risposto: "No, no, no, è tutto effetti speciali realizzati in fase di ripresa. Tutto pianificato e preparato nei minimi dettagli" [...] Quindi penso che i fan rimarranno davvero sbalorditi dalle scenografie e dalle sequenze del film, perché anche io, che ero presente sul set e ho partecipato alle riprese, sono rimasto assolutamente sbalordito dalla portata, dall'ampiezza e dalla sua capacità di gestire una storia così complessa e toccante all'interno di questo folle film d'azione. *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Daniel Mendelsohn]]=== *A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero. *L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso. *Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici. *Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee. ===[[Giulio Meotti]]=== *Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice. *Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici. *Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale. ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo. *L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Robert Pattinson]]=== *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". *Sono arrivato sul set di ''Odissea'' subito dopo le riprese di ''[[Primetime (film)|Primetime]]'' e mi sembrava di sentire la voce di [[Chris Hansen|Hansen]] in quella di Antinoo. Mi riferisco solo alla parlata però: Nolan chiedeva a tutti noi di parlare con lo stesso accento e ho dovuto lavorare con un coach per liberarmi di quello di Hansen per tornare all'americano medio. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Massimiliano Smeriglio]]=== {{cronologico}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== {{cronologico}} *La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità. *Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi. *Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus. *Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto. *Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso. *Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più. *[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici. *All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile. *Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) gpq6mrbnxco7udmeruednzjicztxo1d Indovinelli dalle poesie 0 130796 1427446 847881 2026-09-25T18:09:49Z Udiki 86035 Leone Santucci 1427446 wikitext text/x-wiki {{raccolta}} Raccolta di '''indovinelli''' tratti '''dalle poesie'''. ===[[Emily Dickinson]]=== *''È come la Luce – | una Delizia senza forma – | è come l'Ape – | una Melodia – senza tempo – || è come i Boschi – | Privata – Come la Brezza – | senza parole – eppure agita | gli Alberi più superbi – || è come il Mattino – | Migliore – quando è finito – | e gli Orologi Eterni – | battono – Mezzogiorno!''<ref group="soluzione">Un poesia-indovinello che potrebbe avere come soluzione la vita. (Nota di Giuseppe Ierolli)</ref> *''Molte frasi ha la lingua Inglese – | io ne ho udita solo una – | Bassa come il riso del Grillo, | Sonora, come la Lingua del Tuono – || Mormora, come antiche Corali del Caspio, | quando la Marea si arresta – | si esprime in nuove inflessioni – | come un Caprimulgo – || irrompe con brillante Ortografia | nel mio semplice sonno – | fa tuonare i suoi Presagi – | finché mi scuoto, e piango || non per il Dolore, che mi ha dato – | ma per lo sprone alla Gioia – | Dilla ancora, Sassone! | Sottovoce – Solo a me!''<ref group="soluzione">La "struttura a indovinello irrisolto" (Bacigalupo) di questa poesia stuzzica la ricerca di una soluzione, ma sembra proprio che ce ne sia una sola: quale può essere la frase inglese che racchiude in sé tutte le immagini evocate nelle tre strofe iniziali, che fa piangere di gioia ad ascoltarla, se non "I love you"? (Nota di Giuseppe Ierolli)</ref> *''Sola, non posso essere – | Schiere – mi fanno visita – | Inafferrabile Compagnia – | che si beffa della Chiave – || non hanno Vesti, né Nomi | niente Calendari – né Luoghi – | ma Dimore diffuse | come gli Gnomi – || il loro Arrivo, può essere annunciato | da intimi Messaggeri – | la loro partenza – no – | perché non partono mai.''<ref group="soluzione">Questa può essere considerata una poesia-indovinello. Johnson dice che i versi "descrivono esattamente in che modo si sviluppa l'impulso creativo". (Nota di Giuseppe Ierolli)</ref> ===[[Leone Santucci]]=== *''Chi sono alfine e qual è in me beltade | che tanto io sia gradito agli occhi vostri? | Che nel mio amor, come insensati mostri, | ciechi e senza ragion voi diventiate? || Eppur le porte in faccia a me serrate, | tosto che di venir a voi dimostri; | ma sciocchi voi che quegli alberghi e chiostri | col chiuder più, l'àdito più mi date. || Eppure è vero ancor che, se qualcuno | talor mi perde o da lui fuggo, ho duolo; | mi va cercando e non fa moto alcuno. || D'intorno ai lumi anch'io m'aggiro e volo, | finché li estinguo, onde si resta al bruno | e ne viene a cader più d'uno al suolo.''<ref group="soluzione">Il [[sonno]].</ref> *''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.''<ref group="soluzione">L'[[enigma]].</ref> *''Femmina io sono, Amazzone guerriera, | e il nome mio fra i cavalieri è chiaro: | per fasto anch'io, delle Regine al paro, | guardie armate ho d'intorno, e giorno e sera. || Questa pelle d'uccisi, orrida e nera, | che avvolgo al sen sul bellicoso acciaro, | ornamento non è per mio riparo. | Ché ignuda {{sic|vò}} quando combatto altera. || Per dove passo empio di sangue e morte, | e quando par che la mia virtù s'arrende | e si pieghi pugnando, io son più forte: || grido al mortale allor (né so se apprende, | malgrado suo, la minacciata morte) | che da un filo sottil la vita pende.''<ref group="soluzione">La sciabola.</ref> *''Tuffa Apollo ne l'onde il carro adorno; | io sotto oscuro manto infra gli orrori | degli altri in compagnia me n'esco fuori | per le vie, d'onde il Sol dee far ritorno. || Quando al girar de l'atra sfera intorno, | mentre l'Alba, ch'ho in grembo, i bei candori | va dileguando in lagrimosi umori, | disserro il seno e partorisco il giorno. || Giorno, che con mirabili vicende, | fo, che a diverse parti egli passando, | mentre a queste s'invola, ad altre splende. || Ma quest'enimma (ohimè) troppo si rende | chiaro, né occorre più star speculando, | erra però chi per la notte il prende.''<ref group="soluzione">La [[lucerna]].</ref> ==Soluzioni== <references group="soluzione" /> {{Raccolte dai media|Indovinelli|dalle poesie}} [[Categoria:Indovinelli dai media|Poesie]] [[Categoria:Raccolte dalle poesie]] njn9uw6o11qcsf8vkvi6sk7jcy0aehw 1427447 1427446 2026-09-25T18:10:30Z Udiki 86035 1427447 wikitext text/x-wiki {{raccolta}} Raccolta di '''indovinelli''' tratti '''dalle poesie'''. ===[[Emily Dickinson]]=== *''È come la Luce – | una Delizia senza forma – | è come l'Ape – | una Melodia – senza tempo – || è come i Boschi – | Privata – Come la Brezza – | senza parole – eppure agita | gli Alberi più superbi – || è come il Mattino – | Migliore – quando è finito – | e gli Orologi Eterni – | battono – Mezzogiorno!''<ref group="soluzione">Un poesia-indovinello che potrebbe avere come soluzione la vita. (Nota di Giuseppe Ierolli)</ref> *''Molte frasi ha la lingua Inglese – | io ne ho udita solo una – | Bassa come il riso del Grillo, | Sonora, come la Lingua del Tuono – || Mormora, come antiche Corali del Caspio, | quando la Marea si arresta – | si esprime in nuove inflessioni – | come un Caprimulgo – || irrompe con brillante Ortografia | nel mio semplice sonno – | fa tuonare i suoi Presagi – | finché mi scuoto, e piango || non per il Dolore, che mi ha dato – | ma per lo sprone alla Gioia – | Dilla ancora, Sassone! | Sottovoce – Solo a me!''<ref group="soluzione">La "struttura a indovinello irrisolto" (Bacigalupo) di questa poesia stuzzica la ricerca di una soluzione, ma sembra proprio che ce ne sia una sola: quale può essere la frase inglese che racchiude in sé tutte le immagini evocate nelle tre strofe iniziali, che fa piangere di gioia ad ascoltarla, se non "I love you"? (Nota di Giuseppe Ierolli)</ref> *''Sola, non posso essere – | Schiere – mi fanno visita – | Inafferrabile Compagnia – | che si beffa della Chiave – || non hanno Vesti, né Nomi | niente Calendari – né Luoghi – | ma Dimore diffuse | come gli Gnomi – || il loro Arrivo, può essere annunciato | da intimi Messaggeri – | la loro partenza – no – | perché non partono mai.''<ref group="soluzione">Questa può essere considerata una poesia-indovinello. Johnson dice che i versi "descrivono esattamente in che modo si sviluppa l'impulso creativo". (Nota di Giuseppe Ierolli)</ref> ===[[Leone Santucci]]=== *''Chi sono alfine e qual è in me beltade | che tanto io sia gradito agli occhi vostri? | Che nel mio amor, come insensati mostri, | ciechi e senza ragion voi diventiate? || Eppur le porte in faccia a me serrate, | tosto che di venir a voi dimostri; | ma sciocchi voi che quegli alberghi e chiostri | col chiuder più, l'àdito più mi date. || Eppure è vero ancor che, se qualcuno | talor mi perde o da lui fuggo, ho duolo; | mi va cercando e non fa moto alcuno. || D'intorno ai lumi anch'io m'aggiro e volo, | finché li estinguo, onde si resta al bruno | e ne viene a cader più d'uno al suolo.''<ref group="soluzione">Il [[sonno]].</ref> *''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.''<ref group="soluzione">L'[[enigma]].</ref> *''Femmina io sono, Amazzone guerriera, | e il nome mio fra i cavalieri è chiaro: | per fasto anch'io, delle Regine al paro, | guardie armate ho d'intorno, e giorno e sera. || Questa pelle d'uccisi, orrida e nera, | che avvolgo al sen sul bellicoso acciaro, | ornamento non è per mio riparo. | Ché ignuda {{sic|vò}} quando combatto altera. || Per dove passo empio di sangue e morte, | e quando par che la mia virtù s'arrende | e si pieghi pugnando, io son più forte: || grido al mortale allor (né so se apprende, | malgrado suo, la minacciata morte) | che da un filo sottil la vita pende.''<ref group="soluzione">La sciabola.</ref> *''Tuffa Apollo ne l'onde il carro adorno; | io sotto oscuro manto infra gli orrori | degli altri in compagnia me n'esco fuori | per le vie, d'onde il Sol dee far ritorno. || Quando al girar de l'atra sfera intorno, | mentre l'Alba, ch'ho in grembo, i bei candori | va dileguando in lagrimosi umori, | disserro il seno e partorisco il giorno. || Giorno, che con mirabili vicende, | fo, che a diverse parti egli passando, | mentre a queste s'invola, ad altre splende. || Ma quest'enimma (ohimè) troppo si rende | chiaro, né occorre più star speculando, | erra però chi per la notte il prende.''<ref group="soluzione">La [[lucerna]].</ref> ==Soluzioni== <references group="soluzione" /> {{Raccolte dai media|Indovinelli|dalle poesie}} [[Categoria:Indovinelli dai media|Poesie]] [[Categoria:Raccolte dalle poesie]] 97z8ueqil7gy8t7ay3ro9m67rgrjuhw Calendario maya 0 132028 1427464 1038495 2026-09-26T01:36:25Z Danyele 19198 fix di stile 1427464 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:East side of stela C, Quirigua.PNG|thumb|upright|Parte di un calendario maya]] Citazioni sul '''calendario maya'''. *Mi chiamo Julius Gabriel, sono un archeologo, uno scienziato che insegue il passato dell'umanità alla ricerca della verità. Negli ultimi trentadue anni, io e la mia famiglia abbiamo cercato di scoprire il segreto che si cela nel calendario maya, uno strumento del tempo e dello spazio vecchio di duemila anni e più accurato della sua più recente controparte europea. Ritenuto la creazione di un misterioso saggio maya, Kukulcán, questo calendario termina bruscamente con la scomparsa dell'umanità, in una data che corrisponde al 21 dicembre dell'anno 2012. A monito dell'evento, l'ombra di un gigantesco serpente apparirà nuovamente sulla piramide di Kukulcán a Chichén Itzá tra ventinove giorni, proprio come è accaduto ogni equinozio di autunno e primavera per oltre mille anni. Ve lo assicuro, questo sconcertante effetto speciale è ben più di un'attrazione turistica. ([[Steve Alten]]) ==Voci correlate== *[[Calendario]] *[[Maya]] *[[Profezie sul 21 dicembre 2012]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Calendari|Maya]] [[Categoria:Civiltà maya]] 0utjjqzwjrznrfmhjigbnrr1scrx4rk Trattato di Versailles (1919) 0 139591 1427429 926633 2026-09-25T15:39:46Z Gaux 18878 /* Citazioni sul Trattato di Versailles */ Francesco Saverio Nitti 1427429 wikitext text/x-wiki [[File:Traité de Versailles.jpg|thumb|upright=1.2|La firma del Trattato nella Galleria degli Specchi di Versailles (1919)]] '''''Trattato di Versailles''''', anche detto '''''patto di Versailles''''', firmato da 44 Stati il 28 giugno 1919. ==Citazioni sul ''Trattato di Versailles''== *A Versailles si fece l'errore di ritenere che una Potenza disarmata fosse anche {{sic|imponente}}, e che il numero delle Divisioni fosse l'unico metro capace di distinguere, in avvenire, le Nazioni secondo un rango prefissato.<br>Nessun errore fu più funesto di questo, in una misura che non può essere valutata nemmeno oggi, proprio nel momento cioè in cui ci troviamo immersi in una situazione che è figlia diretta di quegli errori. E nessuno fu visto, per paradosso, più chiaramente di questo: furono moltissimi coloro che si resero conto di quanti e quali semi di guerra fossero stati sparsi nei saloni in cui, quasi cinquant'anni prima, era stato proclamato l'Impero tedesco. Ma nessuno parve poter far nulla. Vi è qualcosa negli errori commessi dall'umanità, che induce a ritenere che essi siano necessari, per qualche misterioso disegno. ([[Franco Bandini]]) *Alla prova dei fatti, il Trattato di Versailles si rivelò un elemento importante nella più grande delle tragedie dell'ebraismo, poiché era un accordo senza una spada. Ridisegnò la carta d'Europa e impose nuove soluzioni per antichi litigi senza provvedere i mezzi materiali per farle rispettare, introducendo così vent'anni di crescente instabilità, dominati dagli odi feroci che le proprie disposizioni avevano generato. In questa atmosfera di malcontento, violenza intermittente e incertezza, la situazione degli ebrei, lungi dal migliorare, divenne sempre più incerta. ([[Paul Johnson]]) *Col trattato di Versailles tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Fino a quando una parte dell'Europa sarà in preda alle fiamme dovremo difendere l'opera dei trattati che fissarono le frontiere attuali se vorremo mantenere una pace con onore. ([[Grigore Gafencu]]) *Il trattato di Versailles ha prodotto dei tedeschi vessati che hanno prodotto degli ebrei erranti che fabbricano dei palestinesi erranti che fabbricano delle vedove incinte dei vendicatori di domani. ([[Daniel Pennac]]) *Il trattato di Versailles non fu quel monumento di iniquità di cui parlarono gli estremisti del neutralismo e del pacifismo, a rinforzo del revanscismo tedesco. Ciò che gli dette agli occhi dei Tedeschi – ma non di essi soltanto – la fisionomia di "pace cartaginese" fu, più ancora delle clausole specifiche, il carattere esteriore ostentato d'imposizione. ([[Luigi Salvatorelli]]) *Vedo in ogni articolo di questa pace un piccolo uovo, un nucleo di ulteriori guerre... Voi sapete quel che dico sempre a proposito della necessità di imporre tutte le condizioni possibili. Ma gli Alleati stanno imponendo condizioni impossibili. Non contenti, si accingono a distruggere la marina mercantile tedesca, il suo commercio, tutto! La [[Germania]] come potrà mai guadagnare i soldi necessari a tener fede ai suoi giusti impegni? Pazzia! Follia pura! ([[Eugenia de Montijo]]) ==Voci correlate== *[[Conferenza di pace di Parigi (1919)]] *[[Prima guerra mondiale]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Documenti]] [[Categoria:Prima guerra mondiale]] [[Categoria:Storia della Germania]] q5qa09kpmsfoondy6omo1oew0hpc1n7 1427434 1427429 2026-09-25T16:01:41Z Gaux 18878 /* Citazioni sul Trattato di Versailles */ Francesco Saverio Nitti: confronto fra trattati 1427434 wikitext text/x-wiki [[File:Traité de Versailles.jpg|thumb|upright=1.2|La firma del Trattato nella Galleria degli Specchi di Versailles (1919)]] '''''Trattato di Versailles''''', anche detto '''''patto di Versailles''''', firmato da 44 Stati il 28 giugno 1919. ==Citazioni sul ''Trattato di Versailles''== *A Versailles si fece l'errore di ritenere che una Potenza disarmata fosse anche {{sic|imponente}}, e che il numero delle Divisioni fosse l'unico metro capace di distinguere, in avvenire, le Nazioni secondo un rango prefissato.<br>Nessun errore fu più funesto di questo, in una misura che non può essere valutata nemmeno oggi, proprio nel momento cioè in cui ci troviamo immersi in una situazione che è figlia diretta di quegli errori. E nessuno fu visto, per paradosso, più chiaramente di questo: furono moltissimi coloro che si resero conto di quanti e quali semi di guerra fossero stati sparsi nei saloni in cui, quasi cinquant'anni prima, era stato proclamato l'Impero tedesco. Ma nessuno parve poter far nulla. Vi è qualcosa negli errori commessi dall'umanità, che induce a ritenere che essi siano necessari, per qualche misterioso disegno. ([[Franco Bandini]]) *Alla prova dei fatti, il Trattato di Versailles si rivelò un elemento importante nella più grande delle tragedie dell'ebraismo, poiché era un accordo senza una spada. Ridisegnò la carta d'Europa e impose nuove soluzioni per antichi litigi senza provvedere i mezzi materiali per farle rispettare, introducendo così vent'anni di crescente instabilità, dominati dagli odi feroci che le proprie disposizioni avevano generato. In questa atmosfera di malcontento, violenza intermittente e incertezza, la situazione degli ebrei, lungi dal migliorare, divenne sempre più incerta. ([[Paul Johnson]]) *Col trattato di Versailles tutte le colonie sono state tolte alla Germania e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Fino a quando una parte dell'Europa sarà in preda alle fiamme dovremo difendere l'opera dei trattati che fissarono le frontiere attuali se vorremo mantenere una pace con onore. ([[Grigore Gafencu]]) *Il trattato di Versailles ha prodotto dei tedeschi vessati che hanno prodotto degli ebrei erranti che fabbricano dei palestinesi erranti che fabbricano delle vedove incinte dei vendicatori di domani. ([[Daniel Pennac]]) *Il trattato di Versailles non fu quel monumento di iniquità di cui parlarono gli estremisti del neutralismo e del pacifismo, a rinforzo del revanscismo tedesco. Ciò che gli dette agli occhi dei Tedeschi – ma non di essi soltanto – la fisionomia di "pace cartaginese" fu, più ancora delle clausole specifiche, il carattere esteriore ostentato d'imposizione. ([[Luigi Salvatorelli]]) *Vedo in ogni articolo di questa pace un piccolo uovo, un nucleo di ulteriori guerre... Voi sapete quel che dico sempre a proposito della necessità di imporre tutte le condizioni possibili. Ma gli Alleati stanno imponendo condizioni impossibili. Non contenti, si accingono a distruggere la marina mercantile tedesca, il suo commercio, tutto! La [[Germania]] come potrà mai guadagnare i soldi necessari a tener fede ai suoi giusti impegni? Pazzia! Follia pura! ([[Eugenia de Montijo]]) ==Voci correlate== *[[Conferenza di pace di Parigi (1919)]] *[[Prima guerra mondiale]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Documenti]] [[Categoria:Prima guerra mondiale]] [[Categoria:Storia della Germania]] 6g06uzp443jqeo74rr2cmbae3bx3tfj Template:Lingue/Dati 10 148341 1427452 1427362 2026-09-25T21:58:22Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1427452 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 71042 |lingua2 = it |voci2 = 55981 |lingua3 = pl |voci3 = 31882 |lingua4 = ru |voci4 = 18076 |lingua5 = cs |voci5 = 16603 |lingua6 = et |voci6 = 13701 |lingua7 = uk |voci7 = 12457 |lingua8 = pt |voci8 = 12085 }} rnyojwbfiammgl84p9raabgn25xv92a Tom Holland (attore) 0 171720 1427473 1420764 2026-09-26T08:32:11Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Tom Holland */ 1427473 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Tom Holland MTV 2018 (02).jpg|miniatura|Tom Holland nel 2018]] '''Thomas Stanley "Tom" Holland''' (1996 - vivente), attore, doppiatore e ballerino britannico. ==Citazioni di Tom Holland== *Mio padre scherza su tutto, sempre. Non si pone limiti. Basta seguire il suo account Twitter per rendersene conto. Quando ha saputo che avevo ottenuto la parte {{NDR|di ''[[Spider-Man: Homecoming]]''}} ha scritto: «Oggi, quando sono uscito di casa, avevo quattro figli. Ora scopro di averne tre ed un ragno».<ref name=Redazione>Dall'intervista ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2017/07/09/lo-spider-man-tom-holland-vi-sembro-un-supereroe/ Lo “spider-man” Tom Holland: «Vi sembro un supereroe?»]'', ''IoDonna.it'', 9 luglio 2017.</ref> *[...] per un po’ ho anche cercato casa a Los Angeles. Poi ho fatto una scelta molto diversa. Andare a vivere da solo, ma a Londra. [...] a pochi metri di distanza dalla casa dei miei genitori.[...] Forse, da questo punto di vista, sono più sentimentale di Peter Parker. Va bene l’indipendenza economica, ma penso di avere ancora molto da imparare a questo mondo.<ref name=Redazione/> *{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Posso dirvi che è un capolavoro assoluto, e non metto in discussione questa mia affermazione. Il film di Chris Nolan è fantastico. È diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto prima. Credo che, dopo averlo visto, mi sia posto una domanda che non mi ponevo da tempo riguardo a un film: "Come hai fatto?" Penso che con la CGI e cose del genere, ci siamo abituati a vedere queste cose incredibili sullo schermo e diamo per scontato che persone molto intelligenti e dal grande talento artistico siano in grado di realizzare qualunque cosa al computer. Ma Chris sta chiaramente cercando di fare tutto nel modo più pratico possibile direttamente in fase di ripresa. E ci sono state alcune sequenze nel film che, mentre le guardavo, pensavo: "Come diavolo ha fatto? Dev'essere computer grafica". E finito il film gli ho chiesto: "Scusa, ma era sicuramente computer grafica, vero?" E lui mi ha risposto: "No, no, no, è tutto effetti speciali realizzati in fase di ripresa. Tutto pianificato e preparato nei minimi dettagli" [...] Quindi penso che i fan rimarranno davvero sbalorditi dalle scenografie e dalle sequenze del film, perché anche io, che ero presente sul set e ho partecipato alle riprese, sono rimasto assolutamente sbalordito dalla portata, dall'ampiezza e dalla sua capacità di gestire una storia così complessa e toccante all'interno di questo folle film d'azione.<ref>Citato in ''[https://cinema.everyeye.it/notizie/odissea-tom-holland-capolavoro-diverso-visto-870411.html L'Odissea, Tom Holland: "Un capolavoro diverso da tutto ciò che abbia mai visto"]'', ''cinema.everyeye.it'', 4 agosto 2026.</ref> *{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico".<ref>Citato in ''[https://www.gqitalia.it/article/odissea-film-matt-damon-tom-holland-robert-pattinson-christopher-nolan-intervista-backstage Dietro le quinte dell'Odissea con Matt Damon, Tom Holland, Robert Pattinson e Christopher Nolan]'', ''gqitalia.it'', 2 giugno 2026.</ref> *Spider-Man è uno dei miei miti fin dall'infanzia. Davvero. Sarebbe bello che qualcuno recuperasse le foto di una festa in maschera che ho fatto qualche anno fa, quando tra pirati, Peter Pan e George Washington c’ero io vestito da Uomo Ragno.<ref name=Redazione/> *{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} [[Telemaco]] è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui.<ref>Citato in ''[https://www.today.it/vision/cinema/odissea-intervista-al-cast.html L'Odissea, l'intervista al cast. Matt Damon: "Ulisse un eroe complicato: non tutte le sue decisioni sono giuste. Questo lo rende interessante ai miei occhi]'', ''today.it'', 15 luglio.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[Captain America: Civil War]]'' (2016) *''[[Spider-Man: Homecoming]]'' (2017) *''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018) *''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019) *''[[Le strade del male]]'' (2020) *''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021) ===Doppiatore=== *''[[Onward - Oltre la magia]]'' (2020) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Holland, Tom}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Danzatori britannici]] [[Categoria:Doppiatori britannici]] dz0tnnvyr3yhgronk26w52liu6eb8lv Il mio nome è Khan 0 179847 1427407 1131551 2026-09-25T13:16:18Z ~2026-51765-85 108494 1427407 wikitext text/x-wiki {{Film|titoloitaliano=Il mio nome è Khan|immagine=My Name Is Khan.jpg|didascalia=Logo del film|titolooriginale=My Name Is Khan|linguaoriginale=inglese, hindi|paese=Hong Kong, Stati Uniti D'America|anno uscita=2010|genere=drammatico|sceneggiatore=Shibani Bathija|produttore=Gauri Khan|attori=* Shah Rukh Khan: Rizwan Khan * Kajol: Mandira Khan * Yuvaan Makaar: Sameer * Zarina Wahab: Razia Khan * Tanay Chheda: Rizwan Khan (da bambino) * Jimmy Shergill: Zakir Khan * Sonya Jehan: Haseena Khan * Parvin Dabas: Bobby Ahuja * Arjun Mathur: Raj Burman * Sugandha Garg: Komal * Sheetal Menon: Radha * Christopher B. Duncan: Barack Obama * Kenton Duty: Reese Garrick * Michael Arnold: Reese Garrick (da piccolo) * Umesh Tonpe: Sandip Chotala * Dominic Renda: Mark Garrick * Katie Amanda Keane: Sarah Garrick * Vinay Pathak: Jitesh * Benny Nieves: Ispettore Garcia * Arif Zakaria: Dott. Faisal Rahman * Faroukh Mehta: Master Wadia|doppiatoriitaliani=* Francesco Prando: Rizwan Khan * Roberta Paladini: Mandira Khan * Alex Polidori: Sameer * Aurora Cancian: Razia Khan * Arturo Valli: Rizwan Khan (da bambino) * Alessandro Budroni: Zakir Khan * Alessandra Korompay: Haseena Khan * Franco Mannella: Bobby Ahuja * David Chevalier: Raj Burman * Valentina Mari: Komal * Claudio Sorrentino: Barack Obama * Alex Polidori: Reese Garrick * Federico Bebi: Reese Garrick (da piccolo) * Ester Albano: Sarah Garrick * Roberto Draghetti: Ispettore Garcia * Mino Caprio: Dott. Faisal Rahman * Luciano Roffi: Master Wadia|soggetto=Karan Johar}} '''''Il mio nome è Khan''''', film statunitense del 2010 con [[Shah Rukh Khan]] e [[Kajol]], regia di [[Karan Johar]]. == Frasi == * Il mio nome è Khan e non sono un terrorista. ('''Rizwan Khan''')<ref>https://www.imdb.com/title/tt1188996/characters/nm0451321</ref> :''My name is Khan, and I am not a terrorist.'' == Dialoghi == * '''Razia Khan''': Ricorda una cosa, figliolo. Ci sono solo due tipi di persone a questo mondo. Le persone buone che compiono buone azioni. E persone cattive che fanno del male. Questa è l'unica differenza negli esseri umani. Non ci sono altre differenze. Capito? Cosa hai capito? Dimmelo. Dimmelo. :''Remember one thing, son. There are only two kinds of people in this world. Good people who do good deeds. And bad people who do bad. That's the only difference in human beings. There's no other difference. Understood? What did you understand? Tell me. Tell me.'' * '''Rizwan Khan''': Persone buone. Persone cattive. Nessun'altra differenza. :''Good people. Bad people. No other difference.'' == Altri progetti == {{Interprogetto}} == Note == <references /> [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film statunitensi]] 7rzqipq2r3fxby2tgny84mparp28rts 1427414 1427407 2026-09-25T14:38:16Z Morkoz 107625 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-51765-85|~2026-51765-85]] ([[User talk:~2026-51765-85|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Sun-crops|Sun-crops]] 1131551 wikitext text/x-wiki {{Film|titoloitaliano=Il mio nome è Khan|immagine=My Name Is Khan.jpg|didascalia=Logo del film|titolooriginale=My Name Is Khan<br /><span lang="hi" xml:lang="hi">माय नेम इज़ ख़ान</span>|linguaoriginale=hindi, inglese|paese=Hong Kong, India, Stati Uniti D'America|anno uscita=2010|genere=drammatico|sceneggiatore=Shibani Bathija|produttore=Gauri Khan|attori=* Shah Rukh Khan: Rizwan Khan * Kajol: Mandira Khan * Yuvaan Makaar: Sameer * Zarina Wahab: Razia Khan * Tanay Chheda: Rizwan Khan (da bambino) * Jimmy Shergill: Zakir Khan * Sonya Jehan: Haseena Khan * Parvin Dabas: Bobby Ahuja * Arjun Mathur: Raj Burman * Sugandha Garg: Komal * Sheetal Menon: Radha * Christopher B. Duncan: Barack Obama * Kenton Duty: Reese Garrick * Michael Arnold: Reese Garrick (da piccolo) * Umesh Tonpe: Sandip Chotala * Dominic Renda: Mark Garrick * Katie Amanda Keane: Sarah Garrick * Vinay Pathak: Jitesh * Benny Nieves: Ispettore Garcia * Arif Zakaria: Dott. Faisal Rahman * Faroukh Mehta: Master Wadia|doppiatoriitaliani=* Francesco Prando: Rizwan Khan * Roberta Paladini: Mandira Khan * Alex Polidori: Sameer * Aurora Cancian: Razia Khan * Arturo Valli: Rizwan Khan (da bambino) * Alessandro Budroni: Zakir Khan * Alessandra Korompay: Haseena Khan * Franco Mannella: Bobby Ahuja * David Chevalier: Raj Burman * Valentina Mari: Komal * Claudio Sorrentino: Barack Obama * Alex Polidori: Reese Garrick * Federico Bebi: Reese Garrick (da piccolo) * Ester Albano: Sarah Garrick * Roberto Draghetti: Ispettore Garcia * Mino Caprio: Dott. Faisal Rahman * Luciano Roffi: Master Wadia|soggetto=Karan Johar}} '''''Il mio nome è Khan''''', film indo-statunitense del 2010 con [[Shah Rukh Khan]] e [[Kajol]], regia di [[Karan Johar]]. == Frasi == * Il mio nome è Khan e non sono un terrorista. ('''Rizwan Khan''')<ref>https://www.imdb.com/title/tt1188996/characters/nm0451321</ref> :''My name is Khan, and I am not a terrorist.'' == Dialoghi == * '''Razia Khan''': Ricorda una cosa, figliolo. Ci sono solo due tipi di persone a questo mondo. Le persone buone che compiono buone azioni. E persone cattive che fanno del male. Questa è l'unica differenza negli esseri umani. Non ci sono altre differenze. Capito? Cosa hai capito? Dimmelo. Dimmelo. :''Remember one thing, son. There are only two kinds of people in this world. Good people who do good deeds. And bad people who do bad. That's the only difference in human beings. There's no other difference. Understood? What did you understand? Tell me. Tell me.'' * '''Rizwan Khan''': Persone buone. Persone cattive. Nessun'altra differenza. :''Good people. Bad people. No other difference.'' == Altri progetti == {{Interprogetto}} == Note == <references /> [[Categoria:Film indiani]] [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film statunitensi]] 5dz28k7qgqqml1kgquclxqp13r4yajr Adriana Valerio 0 188399 1427478 1334450 2026-09-26T09:22:28Z Spinoziano 2297 +1, piccole sistemazioni 1427478 wikitext text/x-wiki [[File:Adriana Valerio2.JPG|thumb|Adriana Valerio (2008)]] '''Adriana Valerio''' (1952 – vivente), filosofa, teologa e storica italiana. ==Citazioni di Adriana Valerio== *Non si può dire che la principessa {{NDR|[[Adelaide del Balzo Pignatelli]]}}, dai tratti marcati e lo sguardo tagliente, fosse una bella donna – aspetto virile che veniva spesso accentuato dal suo stile maschile nel vestire – ma la piacevolezza della sua conversazione la rese una delle dame di corte più amate da [[Margherita di Savoia]].<ref>Da ''Adelaide del Balzo, principessa Pignatelli'', in AA.VV., ''Italiane. {{small|Dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale}}'', vol. I, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Roma, 2004, p. 57.</ref> *Quello che colpisce nella storia di [[Lilith]] è tanto la consapevolezza della propria autonomia quanto la condanna inappellabile relativamente alla richiesta di uguaglianza che emerge dal racconto. Lilith non accetta di essere sottomessa a [[Adamo]] e rivendica la pari dignità essendo stata creata come lui dalla terra. Non riuscendo a convincere l'uomo di questo, dopo tante discussioni, decide di andare via e diventa una ''creatura della notte'' (vedi ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 34,14): rapisce madri incinte, minaccia la vita dei neonati, adesca uomini indifesi, un po' come le Lamie greche, dee della notte, rapitrici di bambini e seduttrici di giovani maschi, oppure, come diventeranno nell'immaginario collettivo, le streghe medievali e moderne, con la loro carica di trasgressione e di morte.<br>Il non sottomettersi comporta per Lilith la trasformazione in demone e la negazione della sua stessa natura materna: infatti ammazza i neonati. L'indipendenza della donna trasforma la donna stessa in un mostro.<br>Solo dopo la fuga di Lilith e il lamento di Adamo per essere stato abbandonato, Dio crea [[Eva]], più accondiscendente e più fragile rispetto alla volitiva prima moglie e facile preda della seduzione del serpente.<ref>Da ''Le radici del mondo: Eva, le donne e la Bibbia'', Mondadori, Milano, 2025, pp. [https://books.google.it/books?id=vXRMEQAAQBAJ&pg=PT82 82]-83. ISBN 9788835741121</ref> *{{NDR|[[Adelaide del Balzo Pignatelli]]}} Seppe salvaguardare la propria autonomia di azione perfino durante il ventennio fascista. In linea con lo spirito del Risorgimento e con la propria indole passionale, la principessa si preoccupò di promuovere la condizione femminile con un'ampia educazione al fine di formare le allieve come persone libere, attraverso lo studio intenso e articolato, in grado di sviluppare un'autonomia di giudizio e di vita.<ref>Da ''Adelaide del Balzo, principessa Pignatelli'', in AA.VV., ''Italiane. {{small|Dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale}}'', vol. I, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Roma, 2004, p. 58.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Valerio, Adriana}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] [[Categoria:Teologi italiani]] 793h3ueyjzoyj2yro1l4hogavm6tjr6 Governo Meloni 0 197573 1427457 1408150 2026-09-26T01:28:43Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1427457 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Governo Meloni.jpg|thumb|Governo Meloni (2022)]] Citazioni sul '''Governo Meloni'''. ==Citazioni== *{{NDR|Sull'[[alluvione di Ischia del 2022]]}} A fronte di una [[Sinistra in Italia|sinistra]] che ci ha abituati in questi anni alle logiche delle casacche e dell'occupazione del potere, e in [[Campania]] ne sappiamo qualcosa, un Esecutivo così genuinamente politico, come quello che oggi guida il Paese e che questa maggioranza convintamente sostiene, ha scelto, per l'immediata gestione commissariale di questa emergenza, la soluzione tecnica che potesse garantire la più tempestiva operatività, senza guardare a colori di provenienza e a convenienze di parte. Questo è un grande segno di maturità politica. ([[Pino Bicchielli]]) *Abbiamo qui, davanti a noi, una rappresentanza di un Governo che è il primo Governo politico in Italia dopo una lunghissima serie di Governi tecnici, il che dimostra che, forse, tutta questa disaffezione per la politica non c’è. ([[Alberto Bagnai]]) *Al di là delle parole, perché è chiaro che questo Governo avrà cinque anni per dimostrare in che modo concretizzare il [[merito]], gli [[Insegnante|insegnanti]] oggi dicono grazie a questo Governo, perché grazie a noi, fra una settimana, in busta paga avranno quello che voi, per anni in cui siete stati al comando dei ministeri, non siete riusciti a controllare: l'aumento dello stipendio. ([[Rossano Sasso]]) *Al Governo bisogna chiedere di realizzare il [[merito]], non di abolirlo, bisogna chiedere di evitare che il merito diventi oggetto di una vuota retorica e che sia semplicemente declamato nella definizione del titolo di un Ministero. ([[Mara Carfagna]]) *Allora, cara destra sociale, che una volta vi chiamavate destra sociale e che oggi siete destra di potere, vedete come si cambia quando si prendono i voti e si va al Governo, dimenticate quello che avete detto al Paese. ([[Angelo Bonelli]]) *{{NDR|Nel 2023, sulle politiche migratorie del governo}} Arrivata al governo, su molte questioni Giorgia Meloni ha adottato un'immagine più moderata, per rassicurare i partner europei, ma questo non è avvenuto sul dossier immigrazione. [...] la criminalizzazione delle ong viene da lontano e avvicina l'Italia a paesi come l'Ungheria, la Russia e la Polonia, che hanno sperimentato per molti annipolitiche governative avverse agli operatori umanitari e alle organizzazioni private che rappresentano la società civile. [...] In tutti questi paesi, le ong sono colpite apparentemente perché si occupano degli stranieri, ma soprattutto perché di solito producono report e monitoraggi sistematici delle azioni politiche del governo e dello stato di salute della democrazia, quindi esercitano un potere di controllo, di cui i governi vogliono sbarazzarsi. È solo in quest'ottica che si può leggere l'ennesima norma contro le ong anche in Italia. ([[Annalisa Camilli]]) *Avete cercato gli amici e le amiche di [[Vladimir Putin|Putin]] tra i pacifisti, nelle file dell'ANPI, dell'ARCI, dei Beati i costruttori di pace, nel [[cattolicesimo]] moderato e popolare; avete cercato gli amici e le amiche di Putin lì, quando era ben chiaro dove andarli a trovare. In parte, stanno con voi, nelle fila di questo Governo, stanno nelle schiere della [[destra italiana]] e internazionale, lì, ci sono gli amici e le amiche di Putin e ci sono sempre stati, perché Putin è un uomo di destra, un nazionalista di destra, amico delle destre. ([[Nicola Fratoianni]]) *Ci avete regalato, in successione, un decreto anti-rave, di cui vi siete vergognati solo sei ore dopo, il carcere ostativo, sconfessando le indicazioni della Corte costituzionale, e - permettetemi - l’ennesima messa in scena sulla pelle dei [[immigrazione|migranti]]. Di emergenza energetica non se n’è sentito parlare praticamente mai! ([[Ubaldo Pagano]]) *Come mai con il [[Governo Draghi]] nessuno parlava più di [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] e l'argomento torna puntuale con il Governo Meloni? Forse perché [[Mario Draghi|Draghi]] sapeva, ovviamente, le stesse cose di cui stiamo, ad esempio, parlando oggi sulla non congruità degli strumenti del MES ai bisogni immediati dell'Italia, e diventava forse politicamente imbarazzante sentirselo dire da lui, mentre adesso si reputa buona l'occasione di seminare zizzania contro gli interessi del Paese. ([[Carmen Letizia Giorgianni]]) *Con grande orgoglio, mi preme sottolineare che l'attuale Governo è rappresentato per la prima volta da una [[donna]], il nostro Presidente [[Giorgia Meloni]], forte, caparbia, determinata, che sta dimostrando a tutto il mondo grandi capacità di guidare l'[[Italia]] in uno dei periodi più difficili del secondo dopoguerra. ([[Elisabetta Christiana Lancellotta]]) *Cose urgenti: no ai diritti delle famiglie omosessuali (hanno paura che siano meglio delle loro). No ai diritti dei figli delle famiglie omosessuali (ma sì, prendiamocela anche con i bambini). No ai cibi con gli insetti (come se qualcuno ci obbligasse a mangiarli). No alla maternità surrogata, "peggio della pedofilia" (deve esserci un consulente del Vaticano, che di pedofilia se ne intende e le locuste erano una punizione biblica, senza contare che la maggior parte degli abusi di minori avvengono proprio nelle cosiddette famiglie tradizionali). No al reato di tortura da parte delle forze dell'ordine (qui il consulente deve essere un mullah). No insomma al liberalismo e al liberismo (che in Italia non c'è mai stato perché tutto deve finire nelle mani dello Stato). No all'eutanasia, perché la vita non è tua (gli stessi che credono nella vita dopo la morte, paradosso massimo, tengono chi vuole smettere di soffrire attaccato a delle macchine, ma se sei ricco vai altrove, meglio prendersela con Marco Cappato per istigazione al suicidio). No all'aborto (perché sono cristiani, ma anche lì volendo puoi far nascere il figlio, portarlo in Libia, farlo abbronzare un po', metterlo su un barcone e se affoga chi se ne fotte). No insomma alle libertà individuali (che sono la base del capitalismo, perché ogni cittadino è un consumatore, e consumare significa crescita, ma un paese di cultura cattolica, comunista e fascista lo ha sempre chiamato sprezzantemente "consumismo"). Cose non urgenti: il Pnrr, per mancanza di progetti presentati, che diventerà un Prrrr dell'UE. Ah già, c'è il Ponte sullo Stretto. Fondamentale. ([[Massimiliano Parente]]) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Dal nostro punto di vista, le circostanze sono chiare: il Governo ha confermato, sin dal suo insediamento, la tradizionale collocazione internazionale del nostro Paese, scegliendo di sostenere l'Ucraina di fronte all'aggressione russa. Non possono esserci dubbi: l'[[Italia]] è - e resterà - un membro autorevole dell'Alleanza atlantica; rimarrà altresì un attore responsabile del processo di integrazione europea, che noi vediamo, non come una strada per negare i nostri interessi nazionali, ma al contrario per perseguirli più efficacemente, difendendoli quando siano messi in discussione. ([[Paolo Formentini]]) *Decenni di senso di esclusione, ruoli secondari, lottizzazione marginale, frustrazioni. Poi finalmente tocca a te e ti presenti impreparato, incapace, protetto solo dall'arroganza e dall'amichettismo politico. È qualcosa di più di un caso di mediocrità professionale. [...] è la bocciatura all'esame di una generazione che doveva dare un'alternativa all'Italia e invece è sprofondata nella poltrona appena ne ha avuto l'occasione. ([[Stefano Menichini]]) *Devo confessare che noi siamo stati pessimisti a pensare che questo Esecutivo avrebbe proseguito sulla linea del [[Governo Draghi]]; siamo stati pessimisti perché, con nostro grande stupore, ci rendiamo conto che si è anche capaci di tornare indietro, come a dire che al peggio non c’è mai fine. ([[Daniela Torto]]) *Diciamo che il primo passo della nuova stagione, più che premiare il [[merito]] dei ragazzi, si è occupata di occuparsi dei meriti vostri. ([[Gianni Cuperlo]]) *Dobbiamo la capacità di riconoscere che noi invertiremo la priorità e metteremo davanti i fragili; che siano essi bambini, donne o persone con [[disabilità]], i fragili, in questo nostro bello Stato, in questo nostro bel Governo, avranno sempre e comunque la priorità. ([[Chiara Colosimo]]) *Dopo che è stato chiamato in mille modi, io credo che ci sia solo un modo per appellarlo, e cioè: il Governo dei [[patrioti]]! ([[Augusta Montaruli]]) *È evidente che il Governo Meloni vuole continuare con la strategia “forte con i deboli e debole con i forti”, addirittura ostacolando le rinnovabili, che sono la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica. ([[Francesco Mari]]) *È evidente che il Governo Meloni vuole continuare con la strategia forte con i deboli e debole con i forti, addirittura ostacolando le rinnovabili, che sono la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica. ([[Eleonora Evi]]) *è incapace di regolare i problemi migratori per i quali è stato eletto. La verità è che c’è soprattutto in Tunisia e in Libia una situazione politica tale per cui molti bambini arrivano in Italia, e l’Italia... è incapace di gestire questa pressione ([[Gérald Darmanin]]) *Governare e gestire la complessità richiede pensiero profondo, conoscenza rigorosa e capacità di comprensione, ma non appena vi siete trovati al posto di guida avete sbandato alla prima curva tortuosa, nell'intento di soddisfare un elettorato che avete illuso, con promesse vane e proposte impraticabili [...] ed irrealizzabili, lesive dei diritti umani e del diritto internazionale. ([[Ida Carmina]]) *{{NDR|Sugli extraprofitti delle aziende energetiche}} Ha detto “no” a una sacrosanta tassa sugli extraprofitti; avevamo chiesto di modificarla, ampliarla, perché è una questione di equità e di correttezza passare dal 25 per cento al 40 per cento per quelle aziende che hanno ottenuto profitti senza aver fatto nulla. ([[Gianmauro Dell'Olio]]) *Il Governo aveva promesso e continua a promettere ulteriori misure per ridurre il prezzo del gas e dell’energia elettrica, per aumentare la disponibilità di gas per sostenere il reddito delle famiglie, ma le promesse terminano di fronte alla realtà dei fatti. E la realtà dei fatti è quella di un Paese che ha bisogno di risposte oggi. Siamo in attesa che il Governo dia queste risposte, ma finora non sono arrivate. ([[Elena Bonetti]]) *Il governo ha fatto solo stupidaggini. Una legge speciale, inutile e incostituzionale, quando la questione del rave era già stata risolta brillantemente dal prefetto di Modena. Una sparata sui contanti, il tetto a 10 mila euro, poi dimezzati. Ora si annuncia un condono. Sui [[immigrazione|migranti]] il governo ha fatto una figura da cioccolatai: ha proclamato “non scenderanno mai”, e li ha fatti scendere tutti. Con la [[Francia]] ha creato un caso, ci è voluto [[Sergio Mattarella|Mattarella]] per ristabilire un rapporto almeno formale, e [[Ignazio La Russa|La Russa]] anziché ringraziarlo l’ha attaccato. ([[Carlo De Benedetti]]) *Il Governo, invece di prodigarsi in una politica di transizione ecologica, si sta riorientando verso percorsi fossili, dagli [[Inceneritore|inceneritori]] al [[nucleare]], passando per i rigassificatori, luoghi di dubbia idoneità. ([[Andrea Quartini]]) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Il Governo, invece di prodigarsi per il negoziato di pace, si prodiga per armarsi sempre di più. Noi del [[Movimento 5 Stelle|MoVimento 5 Stelle]] non ci stiamo. ([[Andrea Quartini]]) *Il Governo, presieduto dall'onorevole [[Giorgia Meloni|Meloni]], fin dall'inizio, dal primo momento del suo insediamento, ha reso chiara la collocazione internazionale del nostro Paese, con una scelta di solidarietà nei confronti dell'[[Ucraina]] e in perfetta continuità, senza ambiguità e senza dubbi, rispetto al [[Governo Draghi|Governo]] precedente. ([[Simonetta Matone]]) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Il portafoglio dell'industria bellica si gonfia e senza troppa fatica, considerato che la maggioranza, con un emendamento in Senato, intende prorogare fino al 31 dicembre 2023 la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari. Il messaggio che mandano la maggioranza e il Governo è chiaro: non importa come andrà il conflitto; meglio buttarsi nel mucchio in anticipo. State scommettendo su una lunga guerra e a quel punto, per vincere la vostra scommessa, troverete sconveniente puntare sulla diplomazia. ([[Devis Dori]]) *Il pragmatismo di questo Governo si dimostra anche nell’averci dato un documento che un parlamentare non dotato delle doti sovrumane di [[Giovanni Pico della Mirandola|Pico della Mirandola]] - diciamo così - può affrontare e leggere. {{NDR|Riferendosi al Documento di economia e finanza 2022}} ([[Alberto Bagnai]]) *{{NDR|Sull'[[immigrazione in Italia]]}} Il Presidente [[Giorgia Meloni]] ha parlato di navi pirata riferite alle ONG. I pirati sono quelli che violano le leggi, che mettono a rischio la sicurezza, che mettono a rischio le vite umane, esattamente la descrizione del comportamento che ha avuto il Governo in questa vicenda: se c'è un pirata in questa vicenda è seduto tra i banchi del Governo, non sulle navi delle ONG. ([[Matteo Orfini]]) *Il Presidente [[Giorgia Meloni|Meloni]] ieri ha dichiarato alla [[Confindustria]] che non bisogna disturbare chi produce. Giusto, tra chi produce, tra i produttori c'è innanzitutto chi vive del proprio lavoro e bassi salari e precarietà abbassano il livello di produttività, c'è scritto in tutti i manuali di [[economia]] e di diritto del lavoro. Solamente questa maggioranza non se ne è accorta. ([[Arturo Scotto]]) *In quest’Aula c’era chi alacremente criticava i tecnici del [[Governo Conte II|Governo]]; oggi, però, si è seduti da quella parte e mi sembra davvero di essere tornati al [[Governo Monti|Governo]] dell’[[Austerità|austerity]] di Monti. ([[Daniela Torto]]) *In questo momento il Governo Meloni vuole continuare con la strategia forte con i deboli e debole con i forti, addirittura ostacolando le rinnovabili che rappresentano la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica. ([[Filiberto Zaratti]]) *In successione: trivelle sì e trivelle no, rigassificatore sì, ma anche rigassificatore “no”, perché qualche amministratore locale non è convinto. {{NDR|In riferimento al rigassificatore di Piombino}} ([[Ubaldo Pagano]]) *In un Paese in cui l'[[evasione fiscale]] ha numeri importanti, il lavoro povero e in nero non tende a diminuire, voi che fate? Alzate le soglie del contante che favorisce il nero e aumentate la precarietà del lavoro, introducendo i ''voucher'' con tetti troppo alti. Allo stesso tempo mettete in piedi misure ''spot'' sulle pensioni. Dovevate scegliere il futuro del Paese, avete scelto di aumentare il [[debito pubblico]] sulle spalle di chi già paga e, soprattutto, di chi pagherà le [[tasse]]. ([[Chiara Gribaudo]]) *La maggioranza cui appartengo sostiene un Governo che ha scritto nel suo DNA il tema femminile, in quanto esprime il primo Presidente del Consiglio donna della storia della nostra Repubblica. La collega [[Giorgia Meloni|Meloni]], da questo punto di vista, è un programma politico vivente, perché incarna il riscatto e l'emancipazione della [[donna]] in contesti storicamente maschili. ([[Laura Ravetto]]) *Meloni Presidente del Consiglio, Fontana Presidente della Camera, La Russa Presidente del Senato. Sono andato a prendere mio nipote a scuola, il crocifisso nel corridoio stava facendo il saluto romano. ([[Daniele Fabbri]]) *Nel 2017 ho lasciato la politica frustrata [...]. Sono tornata nel 2022 dandomi come missione importare in Francia il modello Meloni. Cioè la formula di coalizione che consente al vostro centrodestra di governare e di dare stabilità all'Italia. ([[Marion Maréchal]]) *Nell’attuale Esecutivo siedono componenti di quel Governo Berlusconi che si è reso protagonista del taglio di 8 miliardi di risorse all’istruzione e di 133.000 cattedre. ([[Irene Manzi]]) *Noi capiamo, ma non condividiamo, naturalmente, l'approccio muscolare che il Governo ha voluto dimostrare, ridefinendo il Ministero dell'istruzione e introducendo in maniera esplicita il concetto di [[merito]]. D'altronde viviamo in una società orientata alla ''performance'', una società dove chi più ha più deve avere; lo ha detto più volte, la signora, il signor Primo Ministro {{NDR|[[Giorgia Meloni]]}}, ed è una caratteristica della [[destra]]; la destra aspira alla [[disuguaglianza]] fra le persone, la sinistra all'[[uguaglianza]], non lo dico io, l'ha detto un mio illustre concittadino che si chiamava [[Norberto Bobbio]]. ([[Mauro Berruto]]) *Noi ci limiteremo a bocciare il vostro decreto e lo faremo accendendo su quel tabellone dinanzi a me le luci rosse, rosse come il colore del semaforo quando ci si deve fermare. Se potete, pensateci, perché passare col rosso è sempre una grande fonte di guai. ([[Gianni Cuperlo]]) *Ok, abbiamo capito che un governo Meloni sarebbe un disastro sul piano dei diritti civili, però se permettete io vorrei sapere le sue intenzioni sul piano economico: si torna alla lira? nazionalizziamo le spedizioni con un'autarchica Amazzone? Facciamo i ComproOro Alla Patria? ([[Daniele Fabbri]]) *Parliamoci chiaro, il problema è che noi siamo, con Orban, il governo più vicino a Trump e a Netanyahu. Quando il cancelliere tedesco, che non mi pare un cuor di leone, ha detto che la cultura MAGA non può essere quella dell'Europa, la nostra presidente del Consiglio si è sentita in dovere di insorgere in difesa della cultura MAGA. ([[Massimo D'Alema]]) *Per i postfascisti al governo colpire le realtà sociali non è un incidente: è un programma politico, insieme vendetta ideologica e tassello di un'agenda autoritaria. ([[Ilaria Salis]]) *Perché se oggi, in questo Paese, l'ascensore sociale è drammaticamente bloccato, se non addirittura invertito - il Report della Caritas li chiama “pavimenti appiccicosi” -, il vostro parlare di merito significa ignorare consapevolmente e colpevolmente che, oggi più di ieri, il successo dei nostri bambini e bambine, ragazzi e ragazze, dipende dalla famiglia e dal luogo geografico e sociale in cui nascono. ([[Sara Ferrari]]) *Per voi i poveri vengono dopo gli evasori e dopo i corrotti. ([[Chiara Gribaudo]]) *Qual è l’ultima trovata del Governo? Il via libera alle trivelle, il via libera alle trivelle in aree marine ambientalmente preziose, delicate e fragili, facendo credere che i nostri mari siano ricchi di gas. Bugia! I dati del MiSE indicano che i giacimenti di gas sfruttabili non superano i 37 miliardi di metri cubi, pari al 50 per cento del fabbisogno annuale. ([[Luana Zanella]]) *Quali siano le ragioni di quest'opera di ridenominazione e di riorganizzazione dei Ministeri è, a nostro avviso, fin troppo chiaro e il dibattito di questa mattina e anche quello di oggi ce lo hanno confermato: avete inaugurato una neolingua ministeriale per ragioni identitarie, per ragioni ideologiche. ([[Giuseppe Provenzano]]) *Quanti morti ci vogliono ancora nel nostro Paese affinché il Governo e la maggioranza si rendano conto che i [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]] sono un problema serio? Abbiamo visto che cosa è accaduto nella Marmolada, quello che è accaduto nelle [[Marche]] e, adesso, a [[Ischia]]. È il momento di intervenire con decisione. ([[Filiberto Zaratti]]) *Questa destra vuole dare risposte inquietanti alla crisi della democrazia. Anche se ci sono troppi neofascismi e neonazismi in giro per l'Europa e in Italia, non griderò al fascismo. Ma le risposte sono sbagliate perché invece di rinnovare, sostenere, allargare la democrazia la si vuole indebolire. [...] rischia di assestare un colpo all'indipendenza della magistratura. Con il premierato poi si vorrebbe colpire il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica e il ruolo del Parlamento [...]. Organismi di Controllo nazionali e sovranazionali – non solo contabili – sono vissuti inoltre con fastidio e vengono attaccati. Lo stesso contropotere rappresentato dal giornalismo d'inchiesta viene delegittimato quotidianamente. Insomma, non siamo a Trump o Orban, ma – purtroppo – alla variante italiana di una destra che indebolisce gravemente i principi di democrazia liberale, i necessari contrappesi costituzionali dei pesi. ([[Walter Verini]]) *Questo Governo, che non a caso è presieduto da una [[donna]], si impegnerà a fondo contro la [[Violenza contro le donne|violenza sulle donne]]. ([[Eugenia Roccella]]) *Questo Governo eredita, per quanto concerne il [[Meccanismo Europeo di Stabilità|Meccanismo europeo di stabilità]], una situazione già pesantemente tracciata da chi ci ha preceduto, nonostante la nostra ferma posizione di criticità negli anni, che non abbiamo mai fatto mancare. ([[Giovanni Luca Cannata]]) *Questo governo ha sempre rispettato pienamente le regole della [[democrazia]] e in politica estera ha mantenuto la barra dritta su posizioni [[europeismo|europeiste]] e [[NATO|filoatlantiche]]. Poi, per carità, ci sono anche temi su cui si può essere più o meno d’accordo... [...] Personalmente, ad esempio, sui [[diritti civili]]. Se parliamo di [[aborto]], [[eutanasia|fine vita]] o [[diritti Lgbtq]], mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere. ([[Marina Berlusconi]]) *Questo Governo, nascendo, ha restituito la libertà democratica agli italiani di scegliersi il proprio Governo. ([[Matilde Siracusano]]) *Questo governo si sta muovendo in continuità con il [[governo Draghi]]. ([[Stefano Patuanelli]]) *Questo Governo sta scegliendo di proseguire su una strada, quella delle fossili, che anche un organismo internazionale come l’Agenzia internazionale dell’energia, che è un organismo spesso considerato conservatore, ammonisce come sbagliata. ([[Eleonora Evi]]) *Qui c'è un punto fondamentale [...] che è trascurato dal resto dell'[[Camera dei deputati|Aula]]: la grave indifferenza che questo Governo, questa maggioranza mostra verso le condizioni di risultato a cui arrivano le persone, perché l'[[uguaglianza]] delle opportunità diventa una vuota retorica quando la distanza nei risultati tra le persone, tra le fasce sociali, tra i territori che oggi continuano a condizionare le vite delle persone, configurando l'[[ingiustizia]] più grande, cioè che il destino di un individuo è segnato dalla famiglia o dal luogo in cui ha la ventura di nascere. ([[Giuseppe Provenzano]]) *Ringrazio l'impegno del Governo Meloni, del Ministro [[Eugenia Roccella|Roccella]], di tutte quelle donne che, in questi anni, hanno dimostrato, con la loro vita e con i loro fatti, che c'è una possibilità di emanciparsi, senza bisogno, però, di ergere [[Femminismo|femminismi]] inutili. ([[Chiara Colosimo]]) *Se non basta l'Europa, che indica come ''asset'' preciso anche di investimento e finanziamento delle risorse per il Piano di ripresa e resilienza la transizione ecologica, se non bastano le tragedie che nei nostri territori si consumano quotidianamente e periodicamente a rotazione in diverse parti d'Italia, se non bastano le crisi umanitarie, generate anche dal cambiamento climatico, se non basta la richiesta delle imprese nel tessuto economico dei giovani di agire in questo senso, che cosa vi serve per capire che la transizione ecologica è una priorità e che può generare valore e non solo spesa? ([[Rachele Scarpa]]) *Se questo Governo dovesse arrivare - glielo auguro - a fine legislatura, nei prossimi cinque anni, di sicuro - è certo e matematico - non ci sarà una legge sul [[salario minimo]]. ([[Mauro Laus]]) *Siamo curiosi, quasi impazienti, di misurare il grado di coerenza di quella che sarà la condotta del Governo e della Presidente [[Giorgia Meloni|Meloni]] con le argomentazioni da lei sostenute quando parlava dai banchi dell'[[Opposizione (politica)|opposizione]]. ([[Emiliano Fenu]]) *Siamo di fronte ad una parte di Paese che è fragile, in particolare, nel [[Questione meridionale|Mezzogiorno]]. A questo voi rispondete, ancora una volta, con i pannicelli caldi, con i ''bonus una tantum'', che ricordano tanto il [[capitalismo]] compassionevole, caritatevole, anche con soldi presi a debito e poi con un’autonomia differenziata che aumenterà divario e disuguaglianze. ([[Francesco Mari]]) *Speravamo che, una volta al Governo, la [[destra]] avrebbe preso atto della realtà, smettendola di strizzare l'occhio ad apprendisti stregoni e negazionisti di ogni specie. Speravamo che, a campagna elettorale finalmente finita, si sarebbero affidati non ai tarocchi, ma alla [[scienza]], ma così - a quanto pare - non è; anzi, le prime scelte concrete del Governo vanno nella direzione opposta. Ne ricordo alcune: via l'obbligo vaccinale per il personale sanitario; reintegro dei medici no-vax; via le mascherine nelle strutture sanitarie, salvo poi fare marcia indietro grazie a chi vive quotidianamente il dramma del [[Pandemia di COVID-19|COVID]], ovvero le regioni; via il bollettino giornaliero della pandemia e la pubblicazione quotidiana dei dati grezzi e, infine, nessuna parola - ripeto: nessuna parola - sulla strategia che il Governo ha intenzione di portare avanti sulla [[Vaccino|vaccinazione]]. ([[Marco Furfaro]]) *State pagando le vostre cambiali elettorali. Strizzate l'occhiolino a chi non paga le tasse o le evade e vi rifiutate di parlare a chi ha pagato le [[tasse]] sempre fino all'ultimo centesimo. ([[Arturo Scotto]]) *Svegliarsi con la notizia che il Governo intende prorogare l'invio delle armi {{NDR|all'[[Ucraina]]}} per tutto il 2023, attraverso un emendamento su un altro decreto, che nulla c'entra con questa materia, fa capire bene che questo Governo mette in campo un comportamento che è tipico di chi non ha il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. È un Governo che non ha il coraggio di affrontare un pericolo, come se il Parlamento fosse un pericolo. ([[Arnaldo Lomuti]]) *Temo un grosso equivoco nell'uso del concetto di sovranità alimentare da parte del governo Meloni. Lo usano come sinonimo del made in Italy (ma non c'è già un ministero?), mentre sovranità alimentare vuol dire un'altra cosa (la terra e l'alimentazione prima del profitto). ([[Andrea Sarubbi]]) *Vi siete concentrati sui provvedimenti bandiera, avete fatto un vergognoso e disumano braccio di ferro sulla pelle di persone che fuggono da guerra, fame e miseria, violando le leggi e gli accordi internazionali. Bambini, donne, uomini trattati come bestie, ammesso che sia concesso trattare così anche le bestie. Persone estremamente fragili, provate da viaggi ed esperienze devastanti. Avete parlato di sbarco selettivo, di carico residuale, parole scandalose e impronunciabili, e avete perso, perché siete stati costretti a farli sbarcare tutti, per fortuna. ([[Francesca Ghirra]]) *Voi siete la maggioranza del “più auto”, “più parcheggio”, “più inquinamento”, “più trivelle”. Ed è chiaro che avete eliminato la denominazione “transizione ecologica” dal nome del Ministero, perché per voi la transizione ecologica la facciamo poi, quando la situazione sarà ormai degenerata. ([[Antonino Iaria]]) *Voi state cercando una credibilità internazionale che sapete benissimo essere stata messa a dura prova dal modo in cui, negli anni scorsi, avete fatto opposizione. Il modo migliore per trovare la credibilità internazionale che questo Paese merita, a vantaggio di tutti i nostri concittadini, è avere il coraggio di chiudere la stagione in cui la politica è stata un misto fra un ''reality show ''e una campagna pubblicitaria di quarto ordine, e niente come la vicenda del [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]] rappresenta quella ferita del nostro Paese. ([[Luigi Marattin]]) ===[[Paolo Berizzi]]=== *Non credo siamo davanti al pericolo di una nuova Marcia su Roma o di una vera e propria dittatura come nel Ventennio. Quello che però questo governo sta facendo è far scivolare velocemente e pericolosamente la nostra democrazia verso quella che alcuni chiamano "democratura", in stile Orbán. Basti pensare ai provvedimenti sui migranti e sulle ong o a quelli sui figli delle coppie omosessuali. È dunque sul terreno dei diritti che sono l'architrave della nostra democrazia [...], che stiamo [...] vedendo derive preoccupanti. Il problema non è che questo sia un governo di destra ma che, a differenza delle destre di altri Paesi europei, questa destra non è antifascista. *Questo governo è perfettamente coerente con la propria composizione. Chi pensava che [...] fosse un'altra cosa e che chi lo compone potesse diventare altro da sé una volta al governo ha commesso un enorme errore di valutazione, di superficialità, di analisi. Se tu metti La Russa presidente del Senato, Lorenzo Fontana, presidente della Camera – che non è di Fratelli d'Italia, ma è uno che è andato a braccetto coi neofascisti veneti e coi neonazisti di Alba Dorata –, se metti dei sottosegretari che non hanno mai rinnegato le cosiddette "radici che non gelano", per dirla con Isabella Rauti (non a caso anche lei sottosegretaria come Frassinetti, come Delmastro che indossava le magliette di un gruppo nazirock, i Gesta bellica), non potevi che aspettarti questi esiti. Non a caso [...] ho parlato di un governo di estrema destra e di una rivincita dei fascisti, che è sempre stato lo scopo dei fascisti: prendersi una rivincita sulla storia e dimostrare che cento anni dopo la marcia su Roma dei fascisti tornano al governo. *Se io neofascista vedo che personaggi come La Russa, Montaruli, Frassinetti – gente che viene dal Fronte della Gioventù, da Predappio, dai saluti romani, dalle croci celtiche, che ha sfilato con Casapound, con Lealtà Azione – sono in ruoli chiave del governo, e del parlamento, perché devo farmi dei problemi io a dirmi fascista e a mostrarmi per quello che sono nelle piazze, negli stadi? Il risveglio di pulsioni fasciste era in atto già da tempo, ma adesso in qualche modo arriva a tombola, e sta portando a una polarizzazione della scena politica, soprattutto tra i giovani, che può essere molto pericolosa. ===[[Simona Bonafè]]=== *Non vorremmo (davvero ci auguriamo di sbagliarci) che il cambio di nome {{NDR|del Ministero alla transizione ecologica}}, in verità, nasconda la volontà del Governo di non occuparsi di transizione ecologica, peraltro, coerentemente con quello che ha sempre fatto: una parte di questa maggioranza ha negato l'[[Cambiamento climatico|emergenza climatica]], quindi ciò non mi stupisce. *Sulla [[sicurezza energetica]], per carità, risparmiateci un po' di [[demagogia]], perché, fino ad ora, non è stato presentato niente sul disaccoppiamento dei prezzi dell'elettricità e del gas, non è stato presentato un tetto nazionale all'innalzamento del tetto del gas, sono state presentate, quello sì, trivelle libere per tutti e poi lo stesso partito che oggi governa presenta ricorso al TAR sull'autorizzazione per il rigassificatore di Piombino. *Noi siamo oggettivamente preoccupati riguardo alle vostre intenzioni rispetto all'attuazione del [[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza|PNRR]], non solo per quello che leggiamo sugli articoli di stampa, prima si parla di rinegoziare il PNRR, poi si parla di modifiche del PNRR, ma anche rispetto a quello che state portando avanti in questo decreto sulla riattribuzione dei Ministeri, perché andate a toccare quelli che sono Ministeri sensibili anche nelle funzioni proprio per i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sui quali, lo voglio ricordare, ci giochiamo lo sviluppo di questo Paese. ===[[Giuseppe Conte]]=== {{Cronologico}} *Presidente [[Giorgia Meloni|Meloni]], lei ha tenuto a sottolineare nel suo discorso che questo Governo è frutto della volontà popolare. Senz’altro, ha piena legittimazione; questa legge elettorale vi ha consegnato la guida delle istituzioni di governo del Paese, ma, come lei sa, l’intera coalizione di centrodestra è stata votata da un elettore su quattro degli aventi diritto. Non avete la maggioranza dei cittadini. *Quella che il Governo ha proposto agli italiani è una manovra nel segno dell'[[austerità]] - parliamo in modo chiaro -, una manovrina che dimentica i cittadini, che registra tagli per oltre 6 miliardi alla rivalutazione delle pensioni, un misero aumento - parliamo di 10 euro - in busta paga per alcune fasce di lavoratori, il taglio del sostegno del reddito di cittadinanza, che riguarda oltre 600.000 persone in difficoltà, tagli agli aiuti anche sul caro benzina e un piano addirittura - leggiamo - di ridimensionamento, che prevede la chiusura di molti edifici scolastici. *Appaiono ormai evidenti la posizione e la postura di questo Governo: andate in [[Unione europea|Europa]] con il cappello in mano, se si tratta di misure per famiglie, imprese e ambiente; andate con il fuoco negli occhi se si tratta di aumentare le spese militari. Dobbiamo purtroppo constatare - e concludo - che questo Governo non ha occhi per guardare le vere emergenze del Paese; addirittura li chiude davanti a chi è in povertà assoluta, ma ha orecchie ben pronte per raccogliere le istanze della potente ''lobby'' delle armi. ===[[Piero De Luca]]=== *I primi passi del Governo, confermati anche dai lavori di oggi in Aula, sono stati oggettivamente imbarazzanti. Emerge un dato chiaro su tutti: al di là delle divisioni interne che emergono in modo palese ogni minuto che passa, voi siete oggi ancora in piena [[campagna elettorale]] e non vi siete resi conto che, invece, dovreste iniziare a governare e a dare risposte serie e concrete agli italiani. Invece, finora nulla: avete prodotto solo un enorme cumulo di [[propaganda]] e di [[ideologia]] con prime misure, azioni e proposte tanto pericolose quanto inutili e inefficaci, su alcune delle quali, peraltro, siete stati costretti a fare già clamorosi passi indietro. *Siete un Governo di [[destra]], del resto, e lo sapevamo. Le prime azioni messe in campo lo dimostrano, quello che però ci ha colpito di più in questi giorni è stata la completa assenza di proposte reali per affrontare le difficoltà, le sofferenze, le diseguaglianze e le tensioni sociali alimentate da un’inflazione drammatica, che avete anche richiamato, dall’aumento del costo della vita e dal caro bolletta. Finora, abbiamo avuto solo retorica, propaganda, divisioni interne tra di voi, ma nessuna concretezza sulle misure per famiglie e imprese. *Siete un Governo di [[destra]], forse, anzi sicuramente, il più a destra della storia repubblicana di questo Paese e si vede. ===[[Benedetto Della Vedova]]=== *La cosa che io non ho capito è quale sarà la posizione dell’[[Italia]] in Europa: le amicizie rivendicate con [[Viktor Orbán|Orbán]] e i [[Polonia|polacchi]], oppure un asse più faticoso e più dignitoso con [[Francia]], [[Germania]] e [[Spagna]], magari per cambiare il Patto di stabilità? *C’è un problema: siamo contro le [[Autocrazia|autocrazie]] e alleviamo, con il consenso del Governo italiano, le autocrazie filoputiniane dentro l’[[Europa]]. *È inutile, signor Presidente del Consiglio, parlare dei [[Giovinezza|giovani]] che non avranno la [[pensione]]: se farete i prepensionamenti scaricherete il [[debito]] sulle nuove generazioni. {{NDR|Rivolgendosi a [[Giorgia Meloni]]}} ===[[Devis Dori]]=== *Il Governo ha mosso i suoi primi passi; siamo ancora alle battute iniziali, ma il Governo Meloni ha già mostrato all’[[Europa]] il suo vero volto, un volto cinico, dove gli esseri umani diventano un fastidioso residuo. *Il volto istituzionale del Governo Meloni è durato il tempo di un discorso, il tempo dell’intervento della ''[[Giorgia Meloni|Premier]]'' qui in Aula. Poi, alla prima prova dei fatti, eccovi mostrare i muscoli, ma solo con chi è più fragile, con chi non può reagire. È una forma di [[bullismo]], di bullismo di [[Stato]]. *Voi dite di voler fare gli interessi degli [[Italia|italiani]], ma non è vero: a voi interessa fare gli interessi solo di una parte degli italiani, quelli già forti socialmente ed economicamente. *Avete un evidente timore reverenziale nei confronti dei grandi colossi energetici, di fronte ai quali vi fate piccoli piccoli. ===[[Elisabetta Gardini]]=== *È assolutamente un diritto di un governo rappresentare, anche nella titolazione dei ministri, una filosofia di vita e rappresenta un programma con il quale ci siamo presentati agli italiani e per il quale gli italiani ci hanno votato. *È un Governo che rispetta il mandato, e per questo, come ha detto più volte il nostro [[Giorgia Meloni|Presidente del Consiglio]], cerca di liberare le migliori energie di questo Paese, che troppo a lungo, sono state imbrigliate in tanti e diversi modi. Speriamo davvero di garantire agli italiani un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza. *Come il Governo e il [[Giorgia Meloni|Presidente del Consiglio]] tante volte hanno ricordato, non vogliamo disturbare chi vuole fare; questo è un po' il motto del nostro Governo. Quindi tutela delle [[impresa|imprese]] e del ''[[made in Italy]]''. *In un piano di volo si individua una meta, si traccia la rotta e si prepara la partenza. È così che prende forma ogni viaggio, proprio come un programma di Governo. Gli italiani, col loro voto, hanno detto che questo viaggio lo vogliono compiere insieme a noi. Mi auguro che potremo compierlo con tutti gli italiani, perché noi vogliamo rappresentare tutti gli italiani, non solo quelli che ci hanno votato, e speriamo di poter lavorare anche con le [[Opposizione (politica)|opposizioni]] in modo costruttivo. ===[[Roberto Giachetti]]=== *È abbastanza normale, è sempre accaduto che, nel momento in cui si forma un Governo, ci sia in qualche modo un ridisegno dei Ministeri attraverso le loro competenze; è sempre stato fatto, poi, può succedere che ci siano delle cose abbastanza singolari e che, per esempio, il Ministero che va a uno dei deputati del partito maggiore, di maggioranza relativa, cioè di [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d'Italia]], il Ministero delle Imprese e del ''made in Italy'', inserisca parole che il Vicepresidente della Camera dello stesso partito {{NDR|[[Fabio Rampelli]]}} ha stigmatizzato in quest'Aula come sbagliate, perché siamo in Italia e si dovrebbe parlare in italiano. *Siccome a un Ministro hanno tolto non so se la Capitaneria di porto o quale altra delega e via dicendo, si è ben pensato di mettere in seria crisi uno dei pochi istituti che funzionano in questo Paese, che è la Protezione civile, togliendola dalla Presidenza del Consiglio e dandola, lo abbiamo visto ieri nell'informativa, al Ministro [[Nello Musumeci|Musumeci]]. *Sarebbe utile riportare le dichiarazioni che facevano gli esponenti del centrodestra quando in qualche Governo si aumentavano il personale o i soldi per pagare il personale degli uffici di staff. Sarebbe utile andare a rileggere quelle dichiarazioni e rendersi conto che, puntualmente, viene fatto anche da voi. ===[[Marco Grimaldi]]=== {{Cronologico}} *È evidente che il Governo Meloni, conservatore e negazionista su tutto ciò che riguarda la transizione ecologica ed energetica, è indisponibile a investire realmente sulle fonti rinnovabili ed è amico di alcuni settori produttivi, sempre gli stessi, ma fortemente nemico di altri. *È evidente che il Governo Meloni vuole continuare con la strategia “forti con i deboli e deboli con i forti”, addirittura ostacolando le rinnovabili, che sono la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica. *Oggi il Governo si accanisce, secondo noi, con i percettori del [[Reddito di cittadinanza (Italia)|reddito di cittadinanza]], chiamandoli magari fannulloni, colpevolizzando la [[povertà]] e fiancheggiando tutti quei padroni che si lagnano di incontrare manodopera che preferisce il sostegno al reddito al lavoro. A nessuno viene mai il dubbio che le condizioni proposte da quei datori siano inaccettabili, ancora più misere rispetto a quelle di un ammortizzatore sociale? *È incredibile che in tutto il mondo le istituzioni provino a coinvolgere la comunità scientifica e la società civile per la cosiddetta conversione ecologica, la transizione ecologica dell'economia. In [[Italia]] questa parola sembra un fatto privato, anzi privatissimo, come lo sono gli interessi, in qualche modo, delle grandi imprese, dell'alta finanza. Comprendiamo le parole di questo Governo: di fatto loro vorrebbero utilizzare i soldi del [[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza|PNRR]] per fare le stesse politiche che ci hanno mandato a sbattere. *Voi siete esattamente quella forza conservatrice che non avrà mai l'energia per trascinare il nostro Paese fuori da questa crisi sia sociale che ambientale. *Spero di convincerla, se avrà il tempo di guardare lì sopra, perché il meteorite è già qui e proviamo in tutti i modi a dirvi che non abbiamo il tempo di spendere cinque anni di questa legislatura con una guida da “climafreghisti”, da negazionisti dei [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]]. Sappiamo che serve una legge straordinaria per il clima, per gli adattamenti climatici e tutto possiamo permetterci tranne che continuare a parlare di questa era fossile che ci ha portato fin qui. Per questo, probabilmente, avete deciso di cancellare l'obiettivo della transizione, c'era da aspettarselo per i vostri atteggiamenti di “tradizione ecologica”. La chiamate [[sicurezza energetica]], ma, nei fatti, si tratta di milioni di euro che serviranno per difendere, con armi ed eserciti, impianti petroliferi, emissioni legate allo sfruttamento di fonti fossili dal Qatar al Mozambico. ===[[Patty L'Abbate]]=== {{Cronologico}} *Abbiamo famiglie che devono decidere se pagare le bollette o mettere qualcosa in tavola, ma questo Governo cosa fa? Dice “no” alle nostre proposte, dice “no” al taglio degli extraprofitti e al Fondo di solidarietà. No, non si toccano i soldi dei più ricchi! Li prendiamo dai più poveri! *Si parla di fanatismo, purtroppo questo Governo dice che è fanatismo raggiungere i target europei sulle emissioni di [[CO2]]. Ma quale fanatismo! Non è fanatismo! Se non lavoriamo sulla mitigazione e sull'adattamento avverranno le cose che sono già avvenute. Il [[cambiamento climatico]], per primo, andrà ad incidere sulla salute dei cittadini, oltre che sulla tutela del nostro territorio. *Queste nuove parole, ''[[made in Italy]]'', [[sicurezza]], [[sovranità]], [[merito]], indicano una precisa connotazione politica che veramente ci sta preoccupando. *Perché noi siamo preoccupati? Perché sulla stampa avete detto delle cose un po' particolari, tipo che è fanatismo raggiungere i target europei sulle emissioni di [[CO2]]. ===[[Giorgia Meloni]]=== *Domani, con questo Governo, non accadrà che voi dobbiate trovarvi a votare cose che non avete letto, perché il [[Parlamento]] deve avere riconosciuto il suo ruolo. *La lotta alla [[mafia]] ci troverà in prima linea; da questo Governo criminali e mafiosi avranno solo disprezzo e inflessibilità! *Non dubitate, non dubitate voi, non dubitino le [[donna|donne]] italiane: non hanno decisamente nulla da temere con questo Governo. *Questo Governo vuole... perseguire una strada poco percorsa fino ad oggi: fermare le partenze illegali, spezzando finalmente il traffico di esseri umani nel [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]]. La nostra intenzione è sempre la stessa, ma, se non volete che si parli di [[blocco navale]], lo dico così: è nostra intenzione recuperare la proposta originaria della missione navale ''Sophia'' dell’[[Unione europea]], che nella terza fase, prevista e mai attuata, prevedeva proprio il blocco delle partenze dei barconi dal Nordafrica. *Un Governo di centrodestra non limiterà mai le [[libertà]] esistenti di cittadini e imprese. Vedremo, alla prova dei fatti, anche su [[diritti civili]] e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni. ===[[Marco Pellegrini]]=== *Avete annunciato che spezzerete le reni ai percettori del [[Reddito di cittadinanza (Italia)|reddito di cittadinanza]], tra l’altro in un momento storico in cui i poveri, quelli veri, non quelli con le valigette, sono in aumento ancor di più a causa della [[Pandemia di COVID-19|pandemia]] prima e della [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra]] poi. *Avevate urlato per mesi che eravate pronti, bravi, competenti, che avreste affrontato in pochi giorni la situazione, a differenza del [[Governo Draghi]], e che era una maggioranza coesa, ossia che c’erano tutte le condizioni affinché i veri problemi del Paese sarebbero stati affrontati e, invece, non è successo, e ora fate i prudenti. *E poi l’innalzamento del tetto del contante a 10 mila euro, che a vostro dire è un aiuto ai poveri, perché tutti noi sappiamo che i poveri girano con valigette di 10 mila euro e non sanno come spenderli, altrimenti non sarebbero poveri. {{NDR|Riguardo all'innazalmento del tetto del contante}} *Il coraggio della [[Giorgia Meloni|Meloni]], di [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d’Italia]] e di questa maggioranza, evidentemente, è improvvisamente svanito alle ore 23 del 25 settembre, quando si sono chiuse le urne. *Si parte dai ''rave party'', che notoriamente sono un’emergenza nazionale nei salotti frequentati dalla destra, evidentemente, con una norma assurda, scritta con lo stile di un questurino da film degli anni Settanta, che però non è contro i ''rave'', ma si applica a qualsiasi adunata con più di 50 persone e che occupi una proprietà privata, per esempio un gruppo di studenti o un gruppo di lavoratori che vuole manifestare il proprio dissenso, supponiamo nei confronti del Governo, in una università o in una fabbrica. {{NDR|Riguardo al provvedimento contro i ''rave''}} ===[[Elisabetta Piccolotti]]=== {{Cronologico}} *Siamo convinti - come dicevo - che il Governo abbia avuto ragione a definirsi [[Conservatorismo|conservatore]]; al di là del richiamo alle culture politiche, infatti, questa parola definisce perfettamente l’atteggiamento di questa [[destra]] nei confronti dei più gravi problemi della società italiana. *Al di là della propaganda, è un Governo che agisce contro il cambiamento e per la conservazione delle ingiustizie, che offendono da troppo tempo il nostro Paese. *Il Governo soffia sul fuoco della paura per spegnere i riflettori sui guanti bianchi che riserva ai più forti e ad alcuni speculatori. *Si è detto qui che il Governo agisce nell’esclusivo interesse della Nazione, ma ogni cittadino e ogni cittadina sa che questa espressione nasconde un inganno. È esclusivo interesse della Nazione lasciare che la crisi inflattiva ed energetica permetta alle grandi aziende di fare utili miliardari e costringa, invece, altri a chiudere i battenti, ad abbassare le saracinesche, a licenziare, a cancellare le vacanze per pagare le bollette, a fare a meno delle visite mediche di cui avrebbero bisogno? Viene da chiedersi, quindi, cosa sia per questa maggioranza la Nazione. *È evidente che il Governo Meloni vuole continuare con la strategia forte con i deboli e debole con i forti, addirittura ostacolando le rinnovabili, che sono la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica. *Questa impostazione, quella [[Meritocrazia|meritocratica]], è un'impostazione che contraddice quella di una politica sociale e dimostra che il Governo attualmente in carica ha una politica di taglio [[liberismo|liberista]]. ===[[Filippo Scerra]]=== *Non tiferemo contro questo Governo, non tiferemo contro gli interessi degli italiani, non tiferemo e non strizzeremo l'occhio a un [[Viktor Orbán|Orbán]] che blocca i fondi del [[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza|Piano nazionale di ripresa e resilienza]], come invece ha fatto [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d'Italia]] nel 2020. *Cari colleghi di maggioranza, dopo anni di urla dai banchi dell'[[Opposizione (politica)|opposizione]], adesso finalmente toccherebbe al vostro Governo prendersi la responsabilità della scelta, cosa fare sulla riforma del [[Meccanismo Europeo di Stabilità|MES]]. E cosa fate voi? Prendete tempo in attesa della Corte tedesca. Sperate, cioè, che i [[Germania|tedeschi]] non approvino la ratifica, per poi accodarci a loro. Questo è il Governo forte? Questo è il Governo [[Sovranismo|sovranista]]? A me sembra un Governo che non ha la capacità e non ha la forza di scegliere. *Un conto è urlare dai banchi dell'[[Opposizione (politica)|opposizione]] e un conto è amministrare e governare il Paese. Per giunta è ancora più difficile quando lo fai con la scarsa autorevolezza che ha questo Governo. ===[[Aboubakar Soumahoro]]=== *La vostra ipotesi di fermare i processi migratori attraverso la sospensione di vite in mare, viola norme nazionali e internazionali. *Nessuna norma di legge prevede o consente di selezionare i naufraghi in base a una scala di vulnerabilità o anche solo limitare i loro diritti di libertà personale e il diritto di chiedere asilo. Vorrei in qualche modo ricordarvi che voi avete scelto di selezionare come se si trattasse di oggetti galleggianti sul mare, e non di persone costrette a vivere in uno stato di prigionia galleggiante, nel silenzio gridante del mar Mediterraneo, diventato un cimitero galleggiante. *Voi avete scelto di inventare un nemico, usando il corpo di naufraghi e di chi ha deciso di salvarli al posto dello Stato per trovare una coesione interna del Governo e un'identità all'azione del Governo. ===[[Filiberto Zaratti]]=== {{Cronologico}} *In questo momento il Governo Meloni vuole continuare con la strategia forte con i deboli e debole con i forti, addirittura ostacolando le rinnovabili che rappresentano la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica. *Quanti morti ci vogliono ancora nel nostro Paese affinché il Governo e la maggioranza si rendano conto che i [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]] sono un problema serio? Abbiamo visto che cosa è accaduto nella Marmolada, quello che è accaduto nelle [[Marche]] e, adesso, a [[Ischia]]. È il momento di intervenire con decisione. *{{NDR|Sulla denominazione del Ministero delle Imprese e del made in Italy}} [...] con riferimento a questa espressione “[[made in Italy]]”, al netto del fatto che è un grande brand e va tutelato, vorrei anche domandare al Governo e al relatore: ma, secondo voi, le imprese italiane che prodotto dovrebbero fare, se non ''made in Italy''? Le imprese italiane dovrebbero fare il ''made in China'' oppure ''in Spain''? È del tutto pleonastico che le imprese italiane facciano il ''made in Italy''. *Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali diventa Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e forestale. Anche qui sarebbe il caso di chiarire, perché, se “sovranità alimentare” viene inteso come “nazionalismo alimentare”, sarebbe fuori luogo e fuori del tempo fondamentalmente; se, invece, si intende come il diritto dei piccoli coltivatori ad avere il controllo, per esempio, delle sementi che utilizzano nelle loro attività, sganciandosi quindi dal monopolio odioso delle grandi multinazionali delle sementi - sappiamo che ci sono quattro o cinque grandi multinazionali che detengono il potere totale e il controllo totale sulle sementi -, se questo fosse, allora sarebbe davvero un passo in avanti. *Ci sarebbe da auspicare che le politiche del nuovo Esecutivo siano indirizzate a porre un forte limite all'importazione di cibo e mangimi con elevati livelli di [[Pesticida|pesticidi]] e di [[OGM]]. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Governi della Repubblica italiana|Meloni]] oqr6fzvo38x07i6x8nprtk5ivrvrndz Lilith 0 200436 1427479 1426545 2026-09-26T09:24:12Z Spinoziano 2297 +1 1427479 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Lilith (John Collier painting).jpg|thumb|''Lilith'' (John Collier, 1887)]] '''Lilith''', personaggio mitologico. ==Citazioni su Lilith== *''Bestie selvatiche si incontreranno con iene, | i sàtiri si chiameranno l'un l'altro; | là si poserà anche Lilit | e vi troverà tranquilla dimora.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *''Lei, per un istante tra le braccia | l'attimo dopo un'ombra lontana, | lei, luce dell'alba, | la cui nudità scorgono solo i ciechi | donna libera, donna in catene, | donna libera, persino dalla libertà, | punto dove l'inferno e il paradiso s'incontrano in pace | desiderio assoluto e voglia di desiderare, | Lilith, albero chinato dal peso dei suoi fiori | Lilith, fulmine all'orlo dell'abisso | Lilith, tenera nella vittoria, potente nella sconfitta, | Lilith, senza certezze, senza bisogni | che parla per tutte le donne, | che vede, senza mai scegliere | che sceglie, senza mai sprecare | Lilith, per tutti gli uomini | pronta a tradire il suo sesso, | pronta a tradire, | Lilith, i cui mille tagli sono più teneri di mille baci. | Lilith, la peccatrice devota, | poeta demone e demone poeta, | trovatela in me, trovatela nei sogni, | trovatela e prendete da lei | quello che desiderate, | prendete ogni cosa, prendete tutto: | Nulla sarà mai abbastanza.'' ([[Joumana Haddad]]) *Ora, la storia di Eva è scritta, e la sanno tutti; la storia di Lilit invece si racconta soltanto, e così la sanno in pochi, anzi le storie, perché sono tante. Te ne racconterò qualcuna [...]. La prima storia è che il Signore non solo li fece uguali, ma con l'argilla fece una sola forma, anzi un Golem, una forma senza forma. Era una figura con due schiene, cioè l'uomo e la donna già congiunti; poi li separò con un taglio, ma erano smaniosi di ricongiungersi, e subito Adamo volle che Lilit si coricasse in terra. Lilit non volle saperne: perché io di sotto? non siamo forse uguali, due metà della stessa pasta? Adamo cercò di costringerla, ma erano uguali anche di forze e non riuscì, e allora chiese aiuto a Dio: era maschio anche lui, e gli avrebbe dato ragione. Infatti gli diede ragione, ma Lilít si ribellò: o diritti uguali, o niente; e siccome i due maschi insistevano, bestemmiò il nome del Signore, diventò una diavolessa, partì in volo come una freccia e andò a stabilirsi in fondo al mare. ([[Primo Levi]]) *Quello che colpisce nella storia di Lilith è tanto la consapevolezza della propria autonomia quanto la condanna inappellabile relativamente alla richiesta di uguaglianza che emerge dal racconto. Lilith non accetta di essere sottomessa a Adamo e rivendica la pari dignità essendo stata creata come lui dalla terra. Non riuscendo a convincere l'uomo di questo, dopo tante discussioni, decide di andare via e diventa una ''creatura della notte'' (vedi ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 34,14): rapisce madri incinte, minaccia la vita dei neonati, adesca uomini indifesi, un po' come le Lamie greche, dee della notte, rapitrici di bambini e seduttrici di giovani maschi, oppure, come diventeranno nell'immaginario collettivo, le streghe medievali e moderne, con la loro carica di trasgressione e di morte.<br>Il non sottomettersi comporta per Lilith la trasformazione in demone e la negazione della sua stessa natura materna: infatti ammazza i neonati. L'indipendenza della donna trasforma la donna stessa in un mostro.<br>Solo dopo la fuga di Lilith e il lamento di Adamo per essere stato abbandonato, Dio crea Eva, più accondiscendente e più fragile rispetto alla volitiva prima moglie e facile preda della seduzione del serpente. ([[Adriana Valerio]]) ==Voci correlate== *[[Adamo]] *[[Eva]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi della mitologia]] 522e798jacya9qvs2xqrmyfyd7utr60 Marion Maréchal 0 207869 1427454 1302856 2026-09-26T01:23:35Z Danyele 19198 +8 / fix di stile 1427454 wikitext text/x-wiki [[File:Marion Maréchal MEP (2024).jpg|thumb|Marion Maréchal nel 2024]] '''Marion Jeanne Caroline Maréchal''' (1989 – vivente), politica francese. ==Citazioni di Marion Maréchal== *{{NDR|Sulla politica francese}} [...] benché l'elettorato invochi l'unione delle destre, ancora prevalgono interessi particolari. Diversamente, a sinistra, quando c'è da ottenere un risultato politico, sanno mettere da parte i litigi e unirsi.<ref name="Montefiori"/> *È importante portare avanti delle battaglie culturali perché la battaglia elettorale è soltanto una conseguenza.<ref>Citato in ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/07/06/news/viaggio-a-lione-la-culla-del-macronismo-che-la-destra-sta-provando-a-colonizzare--227342 Viaggio a Lione, la culla del macronismo che la destra sta provando a colonizzare]'', ''ilfoglio.it'', 6 luglio 2018.</ref> *L'[[Unione europea|Unione]] è indispensabile per proteggere il nostro continente dall'immigrazione, per garantire la nostra sovranità, per creare l'alternativa monetaria al dollaro, per negoziare meglio i contratti commerciali con i paesi extra-europei. Il problema è che [...] ha fallito su questi temi essenziali. [...] non pensa all'Europa come a una civiltà da conservare, come a una potenza che deve essere indipendente e la cui l'autonomia deve essere ricercata. La considera invece come un mercato che può essere la colonia economica delle potenze straniere, la colonia identitaria dei migranti e dell'Islam e la colonia diplomatica degli americani.<ref name="Santonastaso"/> *{{NDR|Su [[Matteo Salvini]]}} Lui è empatico, vicino alla gente. Ma in Francia il suo stile non funzionerebbe. Da noi il fantasma del generale [[Charles de Gaulle|de Gaulle]] plana su tutti i politici. Esistono aspettative intellettuali, di contegno.<ref name="Martinelli">Dall'intervista di Leonardo Martinelli, ''[https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/09/19/news/marion-marechal-italia-e-francia-unite-contro-il-potere-della-germania-siamo-l-alternativa-al-multiculturalismo-1.37482707/ Marion Maréchal: “Italia e Francia unite contro il potere della Germania. Siamo l’alternativa al multiculturalismo”]'', ''lastampa.it'', 19 settembre 2019.</ref> *Nel 2017 ho lasciato la politica frustrata nel vedere un elettorato di destra in continua crescita ma condannato a restare opposizione a causa dell'impasse politica voluta dai partiti che lo rappresentavano. Sono tornata nel 2022 dandomi come missione importare in Francia il modello [[Giorgia Meloni|Meloni]]. Cioè la formula di coalizione che consente al vostro centrodestra di [[Governo Meloni|governare]] e di dare stabilità all'Italia. Ma anche creare una forza conservatrice che abbia il coraggio di farsi carico delle battaglie identitarie senza paura del [[politicamente corretto]] e che sappia offrire proposte realiste sui temi economici. Il connubio dei due, nella destra francese, oggi manca.<ref name="Montefiori">Dall'intervista di Stefano Montefiori, ''[https://www.corriere.it/esteri/25_ottobre_12/marion-marechal-francia-intervista-22d27c9b-8677-42ef-a577-253b03342xlk.shtml Marion Maréchal: «L'unica via per superare la crisi sono le dimissioni di Macron. Io lavoro all'unione delle destre»]'', ''corriere.it'', 12 ottobre 2025.</ref> *{{NDR|Su [[Antonio Gramsci]]}} Non penso alla finalità del suo progetto ma all'egemonia culturale alla quale puntava, al metodo utilizzato per conquistare il potere. Non sono ideologicamente d'accordo con lui. Quando cito Gramsci, voglio provocare la [[destra]], scuoterla, mostrare che l'egemonia della [[sinistra]] è passata attraverso il controllo della leva politica, rappresentata dalla scuola, dai media, dalla cultura.<ref name="Martinelli"/> *[...] popolo ed élite non vanno messi in contrapposizione ma portati a cooperare per lo stesso obiettivo, il bene della nazione, essendo strati sociali interdipendenti. Ecco perché personalmente condivido [...] la linea intrapresa da Meloni di costruire una coalizione solida di forze politiche conservatrici che sappiano mettere in campo un'agenda alternativa a quella delle sinistre progressiste.<ref>Citato in Mauro Zanon, ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/05/12/news/macron-e-in-difficolta-e-obbligato-ad-attaccare-meloni-parla-marechal-nipote-di-le-pen--168832 "Macron è in difficoltà, è obbligato ad attaccare Meloni". Parla Maréchal, nipote di Le Pen]'', ''ilfoglio.it'', 12 maggio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[ragione e torto]]}} [...] preferisco avere ragione con degli oppositori che avere torto con degli amici.<ref name="Santonastaso">Dall'intervista di Nando Santonastaso, ''[https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/intervista_marion_marechal_le_pen_napoli-4489780.html Marion Maréchal Le Pen a Napoli: «Italia e Francia alleati in nome del sovranismo»]'', ''ilmattino.it'', 14 maggio 2019.</ref> {{Int|''Io, qui a Lampedusa. Ora mostrerò ai francesi quanto siete rimasti soli''|Intervista di Stefano Montefiori, ''Corriere della Sera'', 15 settembre 2023.}} *La [[Francia]], accogliendo platealmente la Ocean Viking nel momento in cui l'Italia cercava giustamente di chiudere i propri porti, si è trasformata in ''pull factor'', cioè incita i migranti a partire. E la [[Germania]] ora si rifiuta di accogliere i migranti dall'Italia ma per anni ha imposto a tutti gli Stati membri dell'area Schengen la sua folle politica migratoria, a partire dai milioni di immigrati accolti nel 2015 senza concertazione e poi sparpagliati nei Paesi vicini. *[[Viktor Orbán|Orbán]] difende giustamente gli interessi del suo [[Ungheria|Paese]]. La verità è che l'unica strada che può metter tutti d'accordo è che si promuova una grande operazione militare europea coordinata sul modello della passata operazione Sophia per intercettare barche e trafficanti, sorvegliare le rotte, arrestare gli scafisti e distruggere le imbarcazioni. *{{NDR|Su [[Marine Le Pen]]}} Siamo della stessa famiglia ma sappiamo distinguere rapporti personali e politica. Oggi con Reconquête porto avanti un progetto politico che si distingue da quello del Rassemblement National su diversi punti, ad esempio considerando prioritaria la difesa della nostra identità, difendendo un programma economico che valorizzi il lavoro rispetto all'assistenzialismo e che metta fine all'oppressione fiscale, lottando contro la propaganda [[woke (ideologia)|woke]] e [[LGBT|Lgbt]]. E promuovendo in Francia la necessità di una coalizione delle destre sull'esempio italiano. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Jean-Marie Le Pen]], nonno *[[Marine Le Pen]], zia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marechal, Marion}} [[Categoria:Politici francesi]] 592oyubcg918n9npn11amh5pji9d2zh 1427462 1427454 2026-09-26T01:34:19Z Danyele 19198 /* Citazioni di Marion Maréchal */ virgolette 1427462 wikitext text/x-wiki [[File:Marion Maréchal MEP (2024).jpg|thumb|Marion Maréchal nel 2024]] '''Marion Jeanne Caroline Maréchal''' (1989 – vivente), politica francese. ==Citazioni di Marion Maréchal== *{{NDR|Sulla politica francese}} [...] benché l'elettorato invochi l'unione delle destre, ancora prevalgono interessi particolari. Diversamente, a sinistra, quando c'è da ottenere un risultato politico, sanno mettere da parte i litigi e unirsi.<ref name="Montefiori"/> *È importante portare avanti delle battaglie culturali perché la battaglia elettorale è soltanto una conseguenza.<ref>Citato in ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/07/06/news/viaggio-a-lione-la-culla-del-macronismo-che-la-destra-sta-provando-a-colonizzare--227342 Viaggio a Lione, la culla del macronismo che la destra sta provando a colonizzare]'', ''ilfoglio.it'', 6 luglio 2018.</ref> *L'[[Unione europea|Unione]] è indispensabile per proteggere il nostro continente dall'immigrazione, per garantire la nostra sovranità, per creare l'alternativa monetaria al dollaro, per negoziare meglio i contratti commerciali con i paesi extra-europei. Il problema è che [...] ha fallito su questi temi essenziali. [...] non pensa all'Europa come a una civiltà da conservare, come a una potenza che deve essere indipendente e la cui l'autonomia deve essere ricercata. La considera invece come un mercato che può essere la colonia economica delle potenze straniere, la colonia identitaria dei migranti e dell'Islam e la colonia diplomatica degli americani.<ref name="Santonastaso"/> *{{NDR|Su [[Matteo Salvini]]}} Lui è empatico, vicino alla gente. Ma in Francia il suo stile non funzionerebbe. Da noi il fantasma del generale [[Charles de Gaulle|de Gaulle]] plana su tutti i politici. Esistono aspettative intellettuali, di contegno.<ref name="Martinelli">Dall'intervista di Leonardo Martinelli, ''[https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/09/19/news/marion-marechal-italia-e-francia-unite-contro-il-potere-della-germania-siamo-l-alternativa-al-multiculturalismo-1.37482707/ Marion Maréchal: "Italia e Francia unite contro il potere della Germania. Siamo l'alternativa al multiculturalismo"]'', ''lastampa.it'', 19 settembre 2019.</ref> *Nel 2017 ho lasciato la politica frustrata nel vedere un elettorato di destra in continua crescita ma condannato a restare opposizione a causa dell'impasse politica voluta dai partiti che lo rappresentavano. Sono tornata nel 2022 dandomi come missione importare in Francia il modello [[Giorgia Meloni|Meloni]]. Cioè la formula di coalizione che consente al vostro centrodestra di [[Governo Meloni|governare]] e di dare stabilità all'Italia. Ma anche creare una forza conservatrice che abbia il coraggio di farsi carico delle battaglie identitarie senza paura del [[politicamente corretto]] e che sappia offrire proposte realiste sui temi economici. Il connubio dei due, nella destra francese, oggi manca.<ref name="Montefiori">Dall'intervista di Stefano Montefiori, ''[https://www.corriere.it/esteri/25_ottobre_12/marion-marechal-francia-intervista-22d27c9b-8677-42ef-a577-253b03342xlk.shtml Marion Maréchal: «L'unica via per superare la crisi sono le dimissioni di Macron. Io lavoro all'unione delle destre»]'', ''corriere.it'', 12 ottobre 2025.</ref> *{{NDR|Su [[Antonio Gramsci]]}} Non penso alla finalità del suo progetto ma all'egemonia culturale alla quale puntava, al metodo utilizzato per conquistare il potere. Non sono ideologicamente d'accordo con lui. Quando cito Gramsci, voglio provocare la [[destra]], scuoterla, mostrare che l'egemonia della [[sinistra]] è passata attraverso il controllo della leva politica, rappresentata dalla scuola, dai media, dalla cultura.<ref name="Martinelli"/> *[...] popolo ed élite non vanno messi in contrapposizione ma portati a cooperare per lo stesso obiettivo, il bene della nazione, essendo strati sociali interdipendenti. Ecco perché personalmente condivido [...] la linea intrapresa da Meloni di costruire una coalizione solida di forze politiche conservatrici che sappiano mettere in campo un'agenda alternativa a quella delle sinistre progressiste.<ref>Citato in Mauro Zanon, ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/05/12/news/macron-e-in-difficolta-e-obbligato-ad-attaccare-meloni-parla-marechal-nipote-di-le-pen--168832 "Macron è in difficoltà, è obbligato ad attaccare Meloni". Parla Maréchal, nipote di Le Pen]'', ''ilfoglio.it'', 12 maggio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[ragione e torto]]}} [...] preferisco avere ragione con degli oppositori che avere torto con degli amici.<ref name="Santonastaso">Dall'intervista di Nando Santonastaso, ''[https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/intervista_marion_marechal_le_pen_napoli-4489780.html Marion Maréchal Le Pen a Napoli: «Italia e Francia alleati in nome del sovranismo»]'', ''ilmattino.it'', 14 maggio 2019.</ref> {{Int|''Io, qui a Lampedusa. Ora mostrerò ai francesi quanto siete rimasti soli''|Intervista di Stefano Montefiori, ''Corriere della Sera'', 15 settembre 2023.}} *La [[Francia]], accogliendo platealmente la Ocean Viking nel momento in cui l'Italia cercava giustamente di chiudere i propri porti, si è trasformata in ''pull factor'', cioè incita i migranti a partire. E la [[Germania]] ora si rifiuta di accogliere i migranti dall'Italia ma per anni ha imposto a tutti gli Stati membri dell'area Schengen la sua folle politica migratoria, a partire dai milioni di immigrati accolti nel 2015 senza concertazione e poi sparpagliati nei Paesi vicini. *[[Viktor Orbán|Orbán]] difende giustamente gli interessi del suo [[Ungheria|Paese]]. La verità è che l'unica strada che può metter tutti d'accordo è che si promuova una grande operazione militare europea coordinata sul modello della passata operazione Sophia per intercettare barche e trafficanti, sorvegliare le rotte, arrestare gli scafisti e distruggere le imbarcazioni. *{{NDR|Su [[Marine Le Pen]]}} Siamo della stessa famiglia ma sappiamo distinguere rapporti personali e politica. Oggi con Reconquête porto avanti un progetto politico che si distingue da quello del Rassemblement National su diversi punti, ad esempio considerando prioritaria la difesa della nostra identità, difendendo un programma economico che valorizzi il lavoro rispetto all'assistenzialismo e che metta fine all'oppressione fiscale, lottando contro la propaganda [[woke (ideologia)|woke]] e [[LGBT|Lgbt]]. E promuovendo in Francia la necessità di una coalizione delle destre sull'esempio italiano. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Jean-Marie Le Pen]], nonno *[[Marine Le Pen]], zia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marechal, Marion}} [[Categoria:Politici francesi]] mdv8hwm4kt0amuz0tz5l3tb644apfv8 Ragione e torto 0 208477 1427459 1308288 2026-09-26T01:30:23Z Danyele 19198 +1 1427459 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni su '''ragione e torto'''. *Chi è certo d'aver ragione a forza, nemmeno dubita di poter aver torto in diritto. ([[Carlo Emilio Gadda]]) *Chi ha ragione teme, chi ha torto spera. ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]]) *Guai a chi non ha mai torto; non ha mai ragione. ([[Charles Joseph de Ligne]]) *Il dramma della condizione umana è proprio questo: sei quasi perennemente condannato a vivere nel torto, pensando peraltro d'avere pure ragione. ([[Antonio Pennacchi]]) *La ragione e il torto non si dividon mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell'una o dell'altro. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Nessuno dubitava che la ragione fosse dalla mia parte [...]; ma ero povero, ed era bene che pagassi il tributo della mia condizione passando dalla parte del torto. ([[Mateo Alemán]]) *Non basta aver che fare con degli avversari che abbiano torto: bisogna aver ragione. ([[Alessandro Manzoni]]) *Non ci basta aver ragione: vogliamo dimostrare che gli altri hanno assolutamente torto. ([[William Hazlitt]]) *Preferisco avere ragione con degli oppositori che avere torto con degli amici. ([[Marion Maréchal]]) *Provare che ho ragione significherebbe riconoscere che posso aver torto. ([[Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais]]) *Quando tutti hanno torto, tutti hanno ragione. ([[Pierre-Claude Nivelle de La Chaussée]]) *Tra il pero e il melo sorse un tempo fiera contesa: ciascuno pretendeva che il proprio frutto fosse più buono e più bello di quello dell'altro.<br>La contesa durò finché, un giorno, passò un uomo di là. Lo chiamarono, e senz'altro gli affidarono la loro sorte, lasciando a lui di giudicare e di decidere da che parte fosse il Torto, da che parte la Ragione.<br>L'uomo tolse con una mano una mela, con l'altra una pera: stette a lungo osservando e meditando, poi mangiò l'una e l'altra assaporandole, e finalmente sentenziò: – La mela è più bella...<br>E il melo subito: – E tu allora che sei giusto, punisci il pero come si merita; spoglialo tutto e lascialo ignudo!<br>– Sicuro, questo è giusto – rispose l'uomo al melo: – ma giustizia vuole ch'io dispogli così anche te dei tuoi frutti, poiché, in verità, la pera è più buona!<br>E ciò detto, approssimò il suo somaro; riempì tranquillamente un corbello di pere e uno di mele e poi si allontanò fischiando. ([[Ercole Luigi Morselli]]) *V'ha maggior dignità nel dare torto a sé stesso che non nel volere aver ragione, specialmente quando si ha ragione. Soltanto bisogna esser molto ricchi per far ciò. ([[Friedrich Nietzsche]]) ==Voci correlate== *[[Ragione]] *[[Torto]] [[Categoria:Dicotomie]] mspxyy1fsdyrc9p2zw7fmlju6c4t7g7 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1427461 1427246 2026-09-26T01:32:53Z Danyele 19198 +1 1427461 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Marion Maréchal]]{{,}} [[Aldo Brovarone]]{{,}} [[Piazza di Spagna]]{{,}} [[Il mostro della laguna nera]]{{,}} [[Marlen Haushofer]]{{,}} [[Carlo Cavicchi]]{{,}} [[Otto Weininger]]{{,}} [[Profezie sul 21 dicembre 2012]]{{,}} [[Patriarcato (sociologia)]]{{,}} [[Francesco Saverio del Carretto]]{{,}} [[Gretchen Walsh]]{{,}} [[Gustavo Strafforello]]{{,}} [[800 metri piani]]{{,}} [[Friedrich Overbeck]]{{,}} [[24 Ore di Le Mans]]{{,}} [[Mario Donnini]]{{,}} [[Finale del campionato europeo di calcio 1968]]{{,}} [[Immacolata Sirressi]]{{,}} [[Carlo Felice Chiesa]]{{,}} [[Campionato mondiale di calcio 1998]]{{,}} [[Gianni Mura]]{{,}} [[Hena Kurtagić]]{{,}} [[Roberto Beccantini]]{{,}} [[Gaetano Scirea]]{{,}} [[Matteo Marani]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> hr19vv2uiuv2b7lpqgul10o5rrl8b3d Neemia 0 225945 1427470 1421579 2026-09-26T07:42:13Z Spinoziano 2297 +1 1427470 wikitext text/x-wiki [[File:Prophet nehemiah.jpg|miniatura|Neemia]] '''Neemia''', personaggio biblico, governatore. ==Citazioni di Neemia== ===''[[Libro di Neemia]]''=== {{cronologico}} *Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo. *Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al tuo servo e fagli trovare benevolenza davanti a [[Artaserse I di Persia|questo uomo]]. *Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! *Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. ==Citazioni su Neemia== *''Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; | egli rialzò le nostre mura demolite | e vi pose porte e sbarre; fece risorgere le nostre case.'' (''[[Siracide]]'') *Infatti quando i nostri padri furono deportati in Persia, i sacerdoti fedeli di allora, preso il fuoco dall'altare, lo nascosero con cautela nella cavità di un pozzo che aveva il fondo asciutto e là lo misero al sicuro, in modo che il luogo rimanesse ignoto a tutti. Dopo un buon numero di anni, quando piacque a Dio, Neemia, rimandato dal re di Persia, inviò i discendenti di quei sacerdoti che avevano nascosto il fuoco, a farne ricerca; quando essi ci riferirono che non avevano trovato il fuoco ma acqua grassa, comandò loro di attingerne e portarne. Poi furono portate le offerte per i sacrifici e Neemia comandò che venisse aspersa con quell'acqua la legna e quanto vi era sopra. Così fu fatto e dopo un pò di tempo il sole, che prima era coperto di nubi, cominciò a risplendere e si accese un gran rogo, con grande meraviglia di tutti. I sacerdoti si posero allora in preghiera, mentre il sacrificio veniva consumato, e con i sacerdoti tutti gli altri: Giònata intonava, gli altri continuavano in coro insieme a Neemia. (''[[Secondo libro dei Maccabei]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi biblici]] [[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]] ddo0zuhdvza1cl1tvsqy9yc7sbbzrfw Wikiquote:SheSaid 2026 4 226621 1427436 1427398 2026-09-25T16:13:33Z Udiki 86035 /* Migliorate */ 1427436 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # 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[[Categoria:Campagna SheSaid]] 9wb7ou5uas5gfhuxk00bxufd74xqw07 1427460 1427436 2026-09-26T01:32:04Z Danyele 19198 /* Voci scritte */ +1 / +1 1427460 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} # [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura]] {{fatto|Superchilum}} # [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}} # [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}} # [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}} # [[Katharina Kasper]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Amy Hunt]] {{fatto|Danyele}} # [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Katharine Mary Drexel]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}} # [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Katie Zelem]] {{fatto|Danyele}} {{div col end}} === Migliorate === {{div col}} # [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni # [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub # [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, sistemazioni, de-stub # [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione # [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub # [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub # [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione # [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni # [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione # [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione # [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] lhw74k96a49ppfafdtty2zj7675qgzb 1427477 1427460 2026-09-26T08:51:37Z Spinoziano 2297 /* Nuove */ + 1427477 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} # [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura]] {{fatto|Superchilum}} # [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}} # 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[[Categoria:Campagna SheSaid]] l01you2v7rnm93vbpf7feg06i0pb0ew 1427480 1427477 2026-09-26T09:26:16Z Spinoziano 2297 /* Migliorate */ 1427480 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} # [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura]] {{fatto|Superchilum}} # [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}} # 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[[Categoria:Campagna SheSaid]] 15pz5fdrz0uc55mogivtc6xy54a5ift David Morrison 0 226816 1427463 1426638 2026-09-26T01:35:31Z Danyele 19198 fix 1427463 wikitext text/x-wiki [[File:David Morrison in 2022.jpg|thumb|David Morrison nel 2022]] '''David Morrison''' (1940 – vivente), astronomo statunitense. {{Int|''[https://attivissimo.blogspot.com/2009/10/2012-e-nibiru-scende-in-campo-la-nasa.html Nibiru e la fine del mondo nel 2012: domande e risposte]''|Da {{en}} ''[https://web.archive.org/web/20091002022035/http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/intro/nibiru-and-doomsday-2012-questions-and-answers Nibiru and Doomsday 2012: Questions and Answers]'', ''astrobiology.nasa.gov'', 1º giugno 2009; tradotto da [[Paolo Attivissimo]] in ''attivissimo.blogspot.com'', 2 ottobre 2009.|h=2}} {{NDR|Sulle [[profezie sul 21 dicembre 2012]]}} *I [[Calendario|calendari]] esistono per tenere traccia del passare del tempo, non per prevedere il futuro. Gli astronomi Maya erano bravi e [[Calendario maya|svilupparono un calendario]] molto complesso. I calendari antichi sono interessanti per gli storici, ma non possono competere con la capacità che abbiamo oggi di tenere traccia del tempo o con la precisione dei calendari che usiamo adesso. Il concetto principale, però, è che i calendari, che siano contemporanei o antichi, non possono predire il futuro del nostro pianeta o avvisarci di cosa succederà in una data specifica come il 2012. Vorrei far notare che il mio calendario sulla scrivania finisce molto prima, il 31 dicembre 2009, eppure non interpreto questo fatto come una previsione dell'Armageddon. È semplicemente l'inizio di un nuovo anno. *Per quanto riguarda la sicurezza della Terra, le minacce importanti vengono dal riscaldamento globale e dalla perdita di diversità biologica, e forse prima o poi dalla collisione con un asteroide o una cometa, non dalle asserzioni pseudoscientifiche sul 2012. *Tutto lo scenario di disastri nel 2012 è una bufala alimentata da pubblicità per il film catastrofico ''[[2012 (film)|2012]]''. Posso soltanto sperare che la maggior parte della gente sappia distinguere un copione di film di Hollywood dalla realtà. *Non è logico chiedere prove che la fine del mondo nel 2012 è una bufala. Dovreste rivolgere le vostre domande ai sostenitori della fine del mondo, chiedendo che dimostrino che quello che dicono è vero; non dovreste chiedere alla NASA di dimostrare che è falso. Se qualcuno su Internet affermasse che a Cleveland gironzolano elefanti viola alti diciotto metri, ci si aspetterebbe che la NASA dimostrasse che è falso? L'onere della prova spetta a chi fa affermazioni stravaganti. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=David Morrison (astrophysicist)|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Morrison, David}} [[Categoria:Astronomi statunitensi]] mmzqj86etieh5aft6p6kcl3zxyy9ddv Léonie Aviat 0 226920 1427476 1427292 2026-09-26T08:47:53Z Spinoziano 2297 +1, typo 1427476 wikitext text/x-wiki [[File:Mother Françoise de Sales Aviat.jpg|miniatura|Léonie Aviat]] Santa '''Léonie Aviat''', in religione '''Francesca di Sales''' (1844 – 1914), religiosa francese. ==Citazioni di Léonie Aviat== *{{NDR|Risoluzione presa il giorno della sua professione}} Dimenticare me stessa completamente.<ref name="biografia">Citato in ''[https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011125_de-sales-aviat_it.html Léonie Françoise De Sales Aviat (1844-1914)]'', ''vatican.va''.</ref> *Facciamo del nostro meglio affinché gli altri siano [[Felicità|felici]].<ref name="biografia" /> *Fare tutto con [[Dio]] e niente senza di Lui.<ref>Citato in [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]], ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1992/documents/hf_jp-ii_hom_19920927_xxi-beati.html Creazione di ventuno nuovi beati]'', ''vatican.va'', 27 settembre 1992.</ref> *O mio Dio, che la mia felicità sia di sacrificarti tutte le mie volontà, tutti i miei desideri!<ref>Citato in Giovanni Paolo II, ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20011125_canonization.html Cappella papale per la canonizzazione dei beati]'', ''vatican.va'', 25 novembre 2001.</ref> *[[Francesco di Sales|San Francesco di Sales]], mi avete scelta per fare da guida a questo piccolo gruppo. Datemi il vostro spirito, il vostro cuore... Fatemi partecipe del legame che vi unisce a Dio e allo spirito interiore che con Dio sa far tutto e che nulla fa senza Dio.<ref>Dagli appunti dell'agosto 1871; citato in ''[https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/leonie-francoise-de-sales-aviat.html Léonie Françoise de Sales Aviat (1844-1914)]'', ''causesanti.va''.</ref> ==Citazioni su Léonie Aviat== *Il disegno benevolo del Padre che "ci fa entrare nel regno del suo Figlio prediletto", trova in ''San Françoise-de-Sales Aviat'' una splendida realizzazione: ella ha vissuto fino alla fine il dono di se stessa. Al centro del suo impegno e del suo apostolato, suor Françoise-de-Sales mise la preghiera e l'unione con Dio, dove trovò luce e forza per superare le prove e le difficoltà, e fino alla fine della sua esistenza perseverò in quella vita di fede, desiderando lasciarsi guidare dal Signore. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Aviat, Leonie}} [[Categoria:Religiosi francesi]] [[Categoria:Santi francesi]] f35021zbkmn19ydoc325xtv2wtrb42x Emilio Faldella 0 226928 1427412 1427336 2026-09-25T14:35:30Z Gaux 18878 /* Citazioni */ il generale Foch 1427412 wikitext text/x-wiki [[File:Emilio Faldella.jpg|thumb|Emilio Faldella]] '''Emilio Faldella''' (1897 – 1975), generale e agente segreto italiano. ==''Caporetto le vere cause di una tragedia''== ===[[Incipit]]=== *Alle due precise una salva di batteria sparata dalla collinetta boscosa che si erge dal fondo della valle Isonzo, dinnanzi a Tolmino, ruppe il silenzio in quella notte tetra, piovosa, dal 23 al 24 ottobre 1917. Tosto nella conca di Tolmino, in fondo alla conca di Plezzo, là dove sboccano le valli di Soca e Koritenza, lampeggiarono le vampe dei colpi in partenza da centinaia e centinaia di cannoni; il rombo sempre più intenso si diffuse tra i monti, migliaia e migliaia di granate sibilarono nel cielo, migliaia e migliaia di tonfi e di esplosioni ne indicarono la caduta lontano.<!-- (p. 7) --> ===[[Citazioni]]=== *[[Luigi Capello|Capello]] era gravemente ammalato di nefrite; fu costretto a letto dal 4 al 18 ottobre; il 19 andò a Udine a conferire con Cadorna, il 20 ottobre entrò in clinica a Padova e ritornò a Cormons, al comando della 2<sup>a</sup> armata, alle 2,30 della notte dal 22 al 23 ottobre.<br>Un uomo, sia pure dotato di ferrea volontà, così gravemente ammalato e febbricitante, non era in grado di esercitare con la necessaria efficacia il comando della più forte e complessa armata dell'Esercito, in una situazione che richiedeva pronti ed energici provvedimenti. Questo fatto, al quale è doveroso dar molta importanza, a scarico delle responsabilità del generale Capello, suggerisce la domanda: perché non fu sostituito? (pp. 22-23) *Ciò che in quel momento soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e [[Ferdinand Foch|Foch]], giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». (p. 104) *{{NDR|[[Battaglia di Caporetto]]}} Grande fu la sconfitta subita fra il 24 e il 26 ottobre 1917, che costrinse l'Esercito alla ritirata. Vi si individuano, all'origine, cause tecnico-militari: sottovalutazione della minaccia nemica, mancata esecuzione di ordini, leggerezza e trascuratezza nell'esame della situazione e nei provvedimenti, mancato controllo dell'esecuzione degli ordini, deficiente reazione alla sorpresa, prematuri ordini di ritirata, eccellente preparazione del nemico all'offensiva e superiorità del nemico stesso nell'azione tattica.<br>Per effetto di queste cause, poteva verificarsi un cedimento grave, ma limitato nello spazio e riparabile, se il morale delle truppe che erano nelle linee retrostanti e nelle retrovie, e poi anche di parte di quelle di mano in mano coinvolte nella lotta, non fosse crollato. (pp. 131-132) ==Bibliografia== *Emilio Faldella, ''[https://archive.org/details/caporetto.-le-vere-cause-di-una-tragedia/page/n1/mode/1up Caporetto le vere cause di una tragedia]'', Cappelli, 1967. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Emilio}} [[Categoria:Generali italiani]] kwhudil6sswt0jhpa89lrbdn7vrbodz 1427413 1427412 2026-09-25T14:36:40Z Gaux 18878 /* Citazioni */ wlink 1427413 wikitext text/x-wiki [[File:Emilio Faldella.jpg|thumb|Emilio Faldella]] '''Emilio Faldella''' (1897 – 1975), generale e agente segreto italiano. ==''Caporetto le vere cause di una tragedia''== ===[[Incipit]]=== *Alle due precise una salva di batteria sparata dalla collinetta boscosa che si erge dal fondo della valle Isonzo, dinnanzi a Tolmino, ruppe il silenzio in quella notte tetra, piovosa, dal 23 al 24 ottobre 1917. Tosto nella conca di Tolmino, in fondo alla conca di Plezzo, là dove sboccano le valli di Soca e Koritenza, lampeggiarono le vampe dei colpi in partenza da centinaia e centinaia di cannoni; il rombo sempre più intenso si diffuse tra i monti, migliaia e migliaia di granate sibilarono nel cielo, migliaia e migliaia di tonfi e di esplosioni ne indicarono la caduta lontano.<!-- (p. 7) --> ===[[Citazioni]]=== *[[Luigi Capello|Capello]] era gravemente ammalato di nefrite; fu costretto a letto dal 4 al 18 ottobre; il 19 andò a Udine a conferire con [[Luigi Cadorna|Cadorna]], il 20 ottobre entrò in clinica a Padova e ritornò a Cormons, al comando della 2<sup>a</sup> armata, alle 2,30 della notte dal 22 al 23 ottobre.<br>Un uomo, sia pure dotato di ferrea volontà, così gravemente ammalato e febbricitante, non era in grado di esercitare con la necessaria efficacia il comando della più forte e complessa armata dell'Esercito, in una situazione che richiedeva pronti ed energici provvedimenti. Questo fatto, al quale è doveroso dar molta importanza, a scarico delle responsabilità del generale Capello, suggerisce la domanda: perché non fu sostituito? (pp. 22-23) *Ciò che in quel momento soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e [[Ferdinand Foch|Foch]], giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». (p. 104) *{{NDR|[[Battaglia di Caporetto]]}} Grande fu la sconfitta subita fra il 24 e il 26 ottobre 1917, che costrinse l'Esercito alla ritirata. Vi si individuano, all'origine, cause tecnico-militari: sottovalutazione della minaccia nemica, mancata esecuzione di ordini, leggerezza e trascuratezza nell'esame della situazione e nei provvedimenti, mancato controllo dell'esecuzione degli ordini, deficiente reazione alla sorpresa, prematuri ordini di ritirata, eccellente preparazione del nemico all'offensiva e superiorità del nemico stesso nell'azione tattica.<br>Per effetto di queste cause, poteva verificarsi un cedimento grave, ma limitato nello spazio e riparabile, se il morale delle truppe che erano nelle linee retrostanti e nelle retrovie, e poi anche di parte di quelle di mano in mano coinvolte nella lotta, non fosse crollato. (pp. 131-132) ==Bibliografia== *Emilio Faldella, ''[https://archive.org/details/caporetto.-le-vere-cause-di-una-tragedia/page/n1/mode/1up Caporetto le vere cause di una tragedia]'', Cappelli, 1967. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Emilio}} [[Categoria:Generali italiani]] h8xgnojulvwukhy5cu3ydowyp2258l0 1427415 1427413 2026-09-25T14:39:05Z Gaux 18878 /* Citazioni */ NDR 1427415 wikitext text/x-wiki [[File:Emilio Faldella.jpg|thumb|Emilio Faldella]] '''Emilio Faldella''' (1897 – 1975), generale e agente segreto italiano. ==''Caporetto le vere cause di una tragedia''== ===[[Incipit]]=== *Alle due precise una salva di batteria sparata dalla collinetta boscosa che si erge dal fondo della valle Isonzo, dinnanzi a Tolmino, ruppe il silenzio in quella notte tetra, piovosa, dal 23 al 24 ottobre 1917. Tosto nella conca di Tolmino, in fondo alla conca di Plezzo, là dove sboccano le valli di Soca e Koritenza, lampeggiarono le vampe dei colpi in partenza da centinaia e centinaia di cannoni; il rombo sempre più intenso si diffuse tra i monti, migliaia e migliaia di granate sibilarono nel cielo, migliaia e migliaia di tonfi e di esplosioni ne indicarono la caduta lontano.<!-- (p. 7) --> ===[[Citazioni]]=== *[[Luigi Capello|Capello]] era gravemente ammalato di nefrite; fu costretto a letto dal 4 al 18 ottobre; il 19 andò a Udine a conferire con [[Luigi Cadorna|Cadorna]], il 20 ottobre entrò in clinica a Padova e ritornò a Cormons, al comando della 2<sup>a</sup> armata, alle 2,30 della notte dal 22 al 23 ottobre.<br>Un uomo, sia pure dotato di ferrea volontà, così gravemente ammalato e febbricitante, non era in grado di esercitare con la necessaria efficacia il comando della più forte e complessa armata dell'Esercito, in una situazione che richiedeva pronti ed energici provvedimenti. Questo fatto, al quale è doveroso dar molta importanza, a scarico delle responsabilità del generale Capello, suggerisce la domanda: perché non fu sostituito? (pp. 22-23) *Ciò che in quel momento soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e [[Ferdinand Foch|Foch]], giungendo a Treviso {{NDR|dopo la disfatta di Caporetto}} il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». (p. 104) *{{NDR|[[Battaglia di Caporetto]]}} Grande fu la sconfitta subita fra il 24 e il 26 ottobre 1917, che costrinse l'Esercito alla ritirata. Vi si individuano, all'origine, cause tecnico-militari: sottovalutazione della minaccia nemica, mancata esecuzione di ordini, leggerezza e trascuratezza nell'esame della situazione e nei provvedimenti, mancato controllo dell'esecuzione degli ordini, deficiente reazione alla sorpresa, prematuri ordini di ritirata, eccellente preparazione del nemico all'offensiva e superiorità del nemico stesso nell'azione tattica.<br>Per effetto di queste cause, poteva verificarsi un cedimento grave, ma limitato nello spazio e riparabile, se il morale delle truppe che erano nelle linee retrostanti e nelle retrovie, e poi anche di parte di quelle di mano in mano coinvolte nella lotta, non fosse crollato. (pp. 131-132) ==Bibliografia== *Emilio Faldella, ''[https://archive.org/details/caporetto.-le-vere-cause-di-una-tragedia/page/n1/mode/1up Caporetto le vere cause di una tragedia]'', Cappelli, 1967. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Emilio}} [[Categoria:Generali italiani]] 2n0gxruzb20xajw02cp2jlu9ipvk8oy 1427416 1427415 2026-09-25T14:41:27Z Gaux 18878 /* Citazioni */ NDR 1427416 wikitext text/x-wiki [[File:Emilio Faldella.jpg|thumb|Emilio Faldella]] '''Emilio Faldella''' (1897 – 1975), generale e agente segreto italiano. ==''Caporetto le vere cause di una tragedia''== ===[[Incipit]]=== *Alle due precise una salva di batteria sparata dalla collinetta boscosa che si erge dal fondo della valle Isonzo, dinnanzi a Tolmino, ruppe il silenzio in quella notte tetra, piovosa, dal 23 al 24 ottobre 1917. Tosto nella conca di Tolmino, in fondo alla conca di Plezzo, là dove sboccano le valli di Soca e Koritenza, lampeggiarono le vampe dei colpi in partenza da centinaia e centinaia di cannoni; il rombo sempre più intenso si diffuse tra i monti, migliaia e migliaia di granate sibilarono nel cielo, migliaia e migliaia di tonfi e di esplosioni ne indicarono la caduta lontano.<!-- (p. 7) --> ===[[Citazioni]]=== *[[Luigi Capello|Capello]] era gravemente ammalato di nefrite; fu costretto a letto dal 4 al 18 ottobre; il 19 andò a Udine a conferire con [[Luigi Cadorna|Cadorna]], il 20 ottobre entrò in clinica a Padova e ritornò a Cormons, al comando della 2<sup>a</sup> armata, alle 2,30 della notte dal 22 al 23 ottobre.<br>Un uomo, sia pure dotato di ferrea volontà, così gravemente ammalato e febbricitante, non era in grado di esercitare con la necessaria efficacia il comando della più forte e complessa armata dell'Esercito, in una situazione che richiedeva pronti ed energici provvedimenti. Questo fatto, al quale è doveroso dar molta importanza, a scarico delle responsabilità del generale Capello, suggerisce la domanda: perché non fu sostituito? (pp. 22-23) *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la disfatta di Caporetto}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e [[Ferdinand Foch|Foch]], giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». (p. 104) *{{NDR|[[Battaglia di Caporetto]]}} Grande fu la sconfitta subita fra il 24 e il 26 ottobre 1917, che costrinse l'Esercito alla ritirata. Vi si individuano, all'origine, cause tecnico-militari: sottovalutazione della minaccia nemica, mancata esecuzione di ordini, leggerezza e trascuratezza nell'esame della situazione e nei provvedimenti, mancato controllo dell'esecuzione degli ordini, deficiente reazione alla sorpresa, prematuri ordini di ritirata, eccellente preparazione del nemico all'offensiva e superiorità del nemico stesso nell'azione tattica.<br>Per effetto di queste cause, poteva verificarsi un cedimento grave, ma limitato nello spazio e riparabile, se il morale delle truppe che erano nelle linee retrostanti e nelle retrovie, e poi anche di parte di quelle di mano in mano coinvolte nella lotta, non fosse crollato. (pp. 131-132) ==Bibliografia== *Emilio Faldella, ''[https://archive.org/details/caporetto.-le-vere-cause-di-una-tragedia/page/n1/mode/1up Caporetto le vere cause di una tragedia]'', Cappelli, 1967. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Emilio}} [[Categoria:Generali italiani]] isri15s8z8r8vd13z6xd3pj79nkdqki 1427420 1427416 2026-09-25T14:54:25Z Gaux 18878 /* Citazioni */ ampliamento Foch 1427420 wikitext text/x-wiki [[File:Emilio Faldella.jpg|thumb|Emilio Faldella]] '''Emilio Faldella''' (1897 – 1975), generale e agente segreto italiano. ==''Caporetto le vere cause di una tragedia''== ===[[Incipit]]=== *Alle due precise una salva di batteria sparata dalla collinetta boscosa che si erge dal fondo della valle Isonzo, dinnanzi a Tolmino, ruppe il silenzio in quella notte tetra, piovosa, dal 23 al 24 ottobre 1917. Tosto nella conca di Tolmino, in fondo alla conca di Plezzo, là dove sboccano le valli di Soca e Koritenza, lampeggiarono le vampe dei colpi in partenza da centinaia e centinaia di cannoni; il rombo sempre più intenso si diffuse tra i monti, migliaia e migliaia di granate sibilarono nel cielo, migliaia e migliaia di tonfi e di esplosioni ne indicarono la caduta lontano.<!-- (p. 7) --> ===[[Citazioni]]=== *[[Luigi Capello|Capello]] era gravemente ammalato di nefrite; fu costretto a letto dal 4 al 18 ottobre; il 19 andò a Udine a conferire con [[Luigi Cadorna|Cadorna]], il 20 ottobre entrò in clinica a Padova e ritornò a Cormons, al comando della 2<sup>a</sup> armata, alle 2,30 della notte dal 22 al 23 ottobre.<br>Un uomo, sia pure dotato di ferrea volontà, così gravemente ammalato e febbricitante, non era in grado di esercitare con la necessaria efficacia il comando della più forte e complessa armata dell'Esercito, in una situazione che richiedeva pronti ed energici provvedimenti. Questo fatto, al quale è doveroso dar molta importanza, a scarico delle responsabilità del generale Capello, suggerisce la domanda: perché non fu sostituito? (pp. 22-23) *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la disfatta di Caporetto}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e [[Ferdinand Foch|Foch]], giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». I Francesi crearono su questo intervento di Foch una leggenda, facendo apparire il loro generale salvatore dell'Esercito italiano, colui che avrebbe scelto e fatto organizzare la linea del Piave e prese disposizioni per la riorganizzazione dell'Esercito. La leggenda corse per il mondo. Naturalmente nacque una polemica e il Foch non ebbe la lealtà di ristabilire la verità, che pur è suffragata da documenti ineccepibili a suo tempo pubblicati. (pp. 104-105) *{{NDR|[[Battaglia di Caporetto]]}} Grande fu la sconfitta subita fra il 24 e il 26 ottobre 1917, che costrinse l'Esercito alla ritirata. Vi si individuano, all'origine, cause tecnico-militari: sottovalutazione della minaccia nemica, mancata esecuzione di ordini, leggerezza e trascuratezza nell'esame della situazione e nei provvedimenti, mancato controllo dell'esecuzione degli ordini, deficiente reazione alla sorpresa, prematuri ordini di ritirata, eccellente preparazione del nemico all'offensiva e superiorità del nemico stesso nell'azione tattica.<br>Per effetto di queste cause, poteva verificarsi un cedimento grave, ma limitato nello spazio e riparabile, se il morale delle truppe che erano nelle linee retrostanti e nelle retrovie, e poi anche di parte di quelle di mano in mano coinvolte nella lotta, non fosse crollato. (pp. 131-132) ==Bibliografia== *Emilio Faldella, ''[https://archive.org/details/caporetto.-le-vere-cause-di-una-tragedia/page/n1/mode/1up Caporetto le vere cause di una tragedia]'', Cappelli, 1967. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Emilio}} [[Categoria:Generali italiani]] if48cysdc4xdnfumz9yx6h2pit8ro55 1427423 1427420 2026-09-25T14:59:53Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Prima battaglia del Piave 1427423 wikitext text/x-wiki [[File:Emilio Faldella.jpg|thumb|Emilio Faldella]] '''Emilio Faldella''' (1897 – 1975), generale e agente segreto italiano. ==''Caporetto le vere cause di una tragedia''== ===[[Incipit]]=== *Alle due precise una salva di batteria sparata dalla collinetta boscosa che si erge dal fondo della valle Isonzo, dinnanzi a Tolmino, ruppe il silenzio in quella notte tetra, piovosa, dal 23 al 24 ottobre 1917. Tosto nella conca di Tolmino, in fondo alla conca di Plezzo, là dove sboccano le valli di Soca e Koritenza, lampeggiarono le vampe dei colpi in partenza da centinaia e centinaia di cannoni; il rombo sempre più intenso si diffuse tra i monti, migliaia e migliaia di granate sibilarono nel cielo, migliaia e migliaia di tonfi e di esplosioni ne indicarono la caduta lontano.<!-- (p. 7) --> ===[[Citazioni]]=== *[[Luigi Capello|Capello]] era gravemente ammalato di nefrite; fu costretto a letto dal 4 al 18 ottobre; il 19 andò a Udine a conferire con [[Luigi Cadorna|Cadorna]], il 20 ottobre entrò in clinica a Padova e ritornò a Cormons, al comando della 2<sup>a</sup> armata, alle 2,30 della notte dal 22 al 23 ottobre.<br>Un uomo, sia pure dotato di ferrea volontà, così gravemente ammalato e febbricitante, non era in grado di esercitare con la necessaria efficacia il comando della più forte e complessa armata dell'Esercito, in una situazione che richiedeva pronti ed energici provvedimenti. Questo fatto, al quale è doveroso dar molta importanza, a scarico delle responsabilità del generale Capello, suggerisce la domanda: perché non fu sostituito? (pp. 22-23) *Ciò che in quel momento {{NDR|dopo la disfatta di Caporetto}} soprattutto premeva ai Francesi era di realizzare l'unità di comando con un generale francese, e [[Ferdinand Foch|Foch]], giungendo a Treviso il mattino del 30 ottobre, si comportò come se dovesse salvare lui l'Italia. Introdotto alla presenza di Cadorna, che gli espose sommariamente la situazione, dopo pochi minuti di meditazione sulla carta, in forma decisa disse: «bisogna far questo, bisogna far quello» e Cadorna invariabilmente poté rispondere «già fatto» o «già ordinato». Foch, sorpreso, esclamò: «Vedo che siamo d'accordo» e da allora cessò di dare «consigli». I Francesi crearono su questo intervento di Foch una leggenda, facendo apparire il loro generale salvatore dell'Esercito italiano, colui che avrebbe scelto e fatto organizzare la [[Prima battaglia del Piave|linea del Piave]] e prese disposizioni per la riorganizzazione dell'Esercito. La leggenda corse per il mondo. Naturalmente nacque una polemica e il Foch non ebbe la lealtà di ristabilire la verità, che pur è suffragata da documenti ineccepibili a suo tempo pubblicati. (pp. 104-105) *{{NDR|[[Battaglia di Caporetto]]}} Grande fu la sconfitta subita fra il 24 e il 26 ottobre 1917, che costrinse l'Esercito alla ritirata. Vi si individuano, all'origine, cause tecnico-militari: sottovalutazione della minaccia nemica, mancata esecuzione di ordini, leggerezza e trascuratezza nell'esame della situazione e nei provvedimenti, mancato controllo dell'esecuzione degli ordini, deficiente reazione alla sorpresa, prematuri ordini di ritirata, eccellente preparazione del nemico all'offensiva e superiorità del nemico stesso nell'azione tattica.<br>Per effetto di queste cause, poteva verificarsi un cedimento grave, ma limitato nello spazio e riparabile, se il morale delle truppe che erano nelle linee retrostanti e nelle retrovie, e poi anche di parte di quelle di mano in mano coinvolte nella lotta, non fosse crollato. (pp. 131-132) ==Bibliografia== *Emilio Faldella, ''[https://archive.org/details/caporetto.-le-vere-cause-di-una-tragedia/page/n1/mode/1up Caporetto le vere cause di una tragedia]'', Cappelli, 1967. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Emilio}} [[Categoria:Generali italiani]] b91rd0nmrgx41xuyldwnks8u5gbdf5c Leone Santucci 0 226930 1427435 1427346 2026-09-25T16:10:41Z Udiki 86035 +1, ordine cronologico basato sull'editio princeps consultabile in https://www.google.it/books/edition/_/2we8-83PMmcC?hl=it&gbpv=1 1427435 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Leone Santucci''' (1636 – 1724), noto anche con lo pseudonimo di '''{{sic|Caton}} l'Uticense''', poeta ed enigmista italiano. ==''Enimmi di Caton l'Uticense''== *{{NDR|Sull'[[enigma]]}} ''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.''<ref name="p115">Citato, con soluzione, in Rossi, p. 115.</ref> *{{NDR|Sulla sciabola}} ''Femmina io sono, Amazzone guerriera, | e il nome mio fra i cavalieri è chiaro: | per fasto anch'io, delle Regine al paro, | guardie armate ho d'intorno, e giorno e sera. || Questa pelle d'uccisi, orrida e nera, | che avvolgo al sen sul bellicoso acciaro, | ornamento non è per mio riparo. | Ché ignuda {{sic|vò}} quando combatto altera. || Per dove passo empio di sangue e morte, | e quando par che la mia virtù s'arrende | e si pieghi pugnando, io son più forte: || grido al mortale allor (né so se apprende, | malgrado suo, la minacciata morte) | che da un filo sottil la vita pende.''<ref name="p116">Citato, con soluzione, in Rossi, p. 116.</ref> *{{NDR|Sul [[sonno]]}} ''Chi sono alfine e qual è in me beltade | che tanto io sia gradito agli occhi vostri? | Che nel mio amor, come insensati mostri, | ciechi e senza ragion voi diventiate? || Eppur le porte in faccia a me serrate, | tosto che di venir a voi dimostri; | ma sciocchi voi che quegli alberghi e chiostri | col chiuder più, l'àdito più mi date. || Eppure è vero ancor che, se qualcuno | talor mi perde o da lui fuggo, ho duolo; | mi va cercando e non fa moto alcuno. || D'intorno ai lumi anch'io m'aggiro e volo, | finché li estinguo, onde si resta al bruno | e ne viene a cader più d'uno al suolo.''<ref name="p115" /> *{{NDR|Sulla [[lucerna]]}} ''Tuffa Apollo ne l'onde il carro adorno; | io sotto oscuro manto infra gli orrori | degli altri in compagnia me n'esco fuori | per le vie, d'onde il Sol dee far ritorno. || Quando al girar de l'atra sfera intorno, | mentre l'Alba, ch'ho in grembo, i bei candori | va dileguando in lagrimosi umori, | disserro il seno e partorisco il giorno. || Giorno, che con mirabili vicende, | fo, che a diverse parti egli passando, | mentre a queste s'invola, ad altre splende. || Ma quest'enimma (ohimè) troppo si rende | chiaro, né occorre più star speculando, | erra però chi per la notte il prende.''<ref name="p116"/> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Aldo Rossi, ''[https://books.google.it/books?id=_hRDVrXLRHUC&pg=PA0 Enigmistica. {{small|Il gioco degli enigmi dagli albori ai giorni nostri}}]'', Editore Ulrico Hoepli, Milano, 2001. ISBN 8820327228 {{DEFAULTSORT:Santucci, Leone}} [[Categoria:Enigmisti]] [[Categoria:Poeti italiani]] akgwlrvg7dv9ny1m17pzv3pdt1oyn12 1427442 1427435 2026-09-25T17:55:56Z Udiki 86035 1427442 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Leone Santucci''' (1636 – 1724), noto anche con lo pseudonimo di '''{{sic|Caton}} l'Uticense''', poeta ed enigmista italiano. ==''Enimmi di Caton l'Uticense''== *''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.''<ref name="p115">Citato, con soluzione, in Rossi, p. 115.</ref><ref group="soluzione">L'[[enigma]].</ref> {{NDR|[[Indovinelli dai libri|indovinello]]}} *''Femmina io sono, Amazzone guerriera, | e il nome mio fra i cavalieri è chiaro: | per fasto anch'io, delle Regine al paro, | guardie armate ho d'intorno, e giorno e sera. || Questa pelle d'uccisi, orrida e nera, | che avvolgo al sen sul bellicoso acciaro, | ornamento non è per mio riparo. | Ché ignuda {{sic|vò}} quando combatto altera. || Per dove passo empio di sangue e morte, | e quando par che la mia virtù s'arrende | e si pieghi pugnando, io son più forte: || grido al mortale allor (né so se apprende, | malgrado suo, la minacciata morte) | che da un filo sottil la vita pende.''<ref name="p116">Citato, con soluzione, in Rossi, p. 116.</ref><ref group="soluzione">La sciabola.</ref> {{NDR|[[Indovinelli dai libri|indovinello]]}} *''Chi sono alfine e qual è in me beltade | che tanto io sia gradito agli occhi vostri? | Che nel mio amor, come insensati mostri, | ciechi e senza ragion voi diventiate? || Eppur le porte in faccia a me serrate, | tosto che di venir a voi dimostri; | ma sciocchi voi che quegli alberghi e chiostri | col chiuder più, l'àdito più mi date. || Eppure è vero ancor che, se qualcuno | talor mi perde o da lui fuggo, ho duolo; | mi va cercando e non fa moto alcuno. || D'intorno ai lumi anch'io m'aggiro e volo, | finché li estinguo, onde si resta al bruno | e ne viene a cader più d'uno al suolo.''<ref name="p115" /><ref group="soluzione">Il [[sonno]].</ref> {{NDR|[[Indovinelli dai libri|indovinello]]}} *''Tuffa Apollo ne l'onde il carro adorno; | io sotto oscuro manto infra gli orrori | degli altri in compagnia me n'esco fuori | per le vie, d'onde il Sol dee far ritorno. || Quando al girar de l'atra sfera intorno, | mentre l'Alba, ch'ho in grembo, i bei candori | va dileguando in lagrimosi umori, | disserro il seno e partorisco il giorno. || Giorno, che con mirabili vicende, | fo, che a diverse parti egli passando, | mentre a queste s'invola, ad altre splende. || Ma quest'enimma (ohimè) troppo si rende | chiaro, né occorre più star speculando, | erra però chi per la notte il prende.''<ref name="p116"/><ref group="soluzione">La [[lucerna]].</ref> {{NDR|[[Indovinelli dai libri|indovinello]]}} ==Note== <references /> ===Soluzioni=== <references group="soluzione" /> ==Bibliografia== *Giuseppe Aldo Rossi, ''[https://books.google.it/books?id=_hRDVrXLRHUC&pg=PA0 Enigmistica. {{small|Il gioco degli enigmi dagli albori ai giorni nostri}}]'', Editore Ulrico Hoepli, Milano, 2001. ISBN 8820327228 {{DEFAULTSORT:Santucci, Leone}} [[Categoria:Enigmisti]] [[Categoria:Poeti italiani]] 1bsv3go1ec707r7fc973jurvwa31fs0 1427445 1427442 2026-09-25T18:07:32Z Udiki 86035 1427445 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Leone Santucci''' (1636 – 1724), noto anche con lo pseudonimo di '''{{sic|Caton}} l'Uticense''', poeta ed enigmista italiano. ==''Enimmi di Caton l'Uticense''== *''Di chiaro genitore oscuro figlio, | ma quanto oscuro più, tanto più bello: | sconosciuto men {{sic|vò}}; né mai son quello | che all'aspetto rassembro e che somiglio. || Varie sembianze e varie forme piglio, | facendomi così Proteo novello. | Quei che già sa chi son, come m'appello, | vien per saper chi son meco a consiglio. || Senza nulla levar di quanto tegno | intorno per vestir, mi può scoprire | tutto da capo a piè chi ha qualche ingegno. || Non ve l'abbiate a mal; ma io vi so dire | che il mio gusto maggior, vanto più degno | è il vedervi per me starvi a impazzire.''<ref name="p115">Citato, con soluzione, in Rossi, p. 115.</ref><ref group="soluzione">L'[[enigma]].</ref> {{NDR|[[Indovinelli dalle poesie|indovinello]]}} *''Femmina io sono, Amazzone guerriera, | e il nome mio fra i cavalieri è chiaro: | per fasto anch'io, delle Regine al paro, | guardie armate ho d'intorno, e giorno e sera. || Questa pelle d'uccisi, orrida e nera, | che avvolgo al sen sul bellicoso acciaro, | ornamento non è per mio riparo. | Ché ignuda {{sic|vò}} quando combatto altera. || Per dove passo empio di sangue e morte, | e quando par che la mia virtù s'arrende | e si pieghi pugnando, io son più forte: || grido al mortale allor (né so se apprende, | malgrado suo, la minacciata morte) | che da un filo sottil la vita pende.''<ref name="p116">Citato, con soluzione, in Rossi, p. 116.</ref><ref group="soluzione">La sciabola.</ref> {{NDR|[[Indovinelli dalle poesie|indovinello]]}} *''Chi sono alfine e qual è in me beltade | che tanto io sia gradito agli occhi vostri? | Che nel mio amor, come insensati mostri, | ciechi e senza ragion voi diventiate? || Eppur le porte in faccia a me serrate, | tosto che di venir a voi dimostri; | ma sciocchi voi che quegli alberghi e chiostri | col chiuder più, l'àdito più mi date. || Eppure è vero ancor che, se qualcuno | talor mi perde o da lui fuggo, ho duolo; | mi va cercando e non fa moto alcuno. || D'intorno ai lumi anch'io m'aggiro e volo, | finché li estinguo, onde si resta al bruno | e ne viene a cader più d'uno al suolo.''<ref name="p115" /><ref group="soluzione">Il [[sonno]].</ref> {{NDR|[[Indovinelli dalle poesie|indovinello]]}} *''Tuffa Apollo ne l'onde il carro adorno; | io sotto oscuro manto infra gli orrori | degli altri in compagnia me n'esco fuori | per le vie, d'onde il Sol dee far ritorno. || Quando al girar de l'atra sfera intorno, | mentre l'Alba, ch'ho in grembo, i bei candori | va dileguando in lagrimosi umori, | disserro il seno e partorisco il giorno. || Giorno, che con mirabili vicende, | fo, che a diverse parti egli passando, | mentre a queste s'invola, ad altre splende. || Ma quest'enimma (ohimè) troppo si rende | chiaro, né occorre più star speculando, | erra però chi per la notte il prende.''<ref name="p116"/><ref group="soluzione">La [[lucerna]].</ref> {{NDR|[[Indovinelli dalle poesie|indovinello]]}} ==Note== <references /> ===Soluzioni=== <references group="soluzione" /> ==Bibliografia== *Giuseppe Aldo Rossi, ''[https://books.google.it/books?id=_hRDVrXLRHUC&pg=PA0 Enigmistica. {{small|Il gioco degli enigmi dagli albori ai giorni nostri}}]'', Editore Ulrico Hoepli, Milano, 2001. ISBN 8820327228 {{DEFAULTSORT:Santucci, Leone}} [[Categoria:Enigmisti]] [[Categoria:Poeti italiani]] b0chg945fq1fu6wfeefmh3joxdl1v1y Miguel Ferrer 0 226931 1427448 1427368 2026-09-25T18:26:30Z Danyele 19198 +voci correlate 1427448 wikitext text/x-wiki [[File:Miguel Ferrer 2015.jpg|thumb|Miguel Ferrer nel 2015]] '''Miguel José Ferrer''' (1955 – 2017), attore statunitense. ==Citazioni su Miguel Ferrer== *Da Miguel ho imparato il potere dell'immobilità, e che fare meno è di solito la cosa più potente. E anche il potere dell'ascolto, che è più della metà di quello che fai come attore. ([[Kathryn Hahn]]) ==Filmografia== {{Div col}} *''[[RoboCop (film 1987)|RoboCop]]'' (1987) *''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990) *''[[Fuoco cammina con me]]'' (1992) *''[[Hot Shots! 2]]'' (1993) *''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993) *''[[Traffic]]'' (2000) *''[[The Manchurian Candidate]]'' (2004) *''[[The Man - La talpa]]'' (2005) *''[[Iron Man 3]]'' (2013) {{Div col end}} ==Voci correlate== *[[George Clooney]] – cugino ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Ferrer, Miguel}} [[Categoria:Attori statunitensi]] ft26zvsxgujgud8wzmuymkrx934t4o4 Caterina Labouré 0 226937 1427404 1427401 2026-09-25T12:24:17Z Spinoziano 2297 +1 1427404 wikitext text/x-wiki [[File:Catherine Labouré.jpg|miniatura|Caterina Labouré]] Santa '''Caterina Labouré''' (1806 – 1876), religiosa e mistica francese. ==Citazioni di Caterina Labouré== *{{NDR|Nell'aprile 1830, davanti alle reliquie di [[Vincenzo de' Paoli|S. Vincenzo]]}} Ebbi la consolazione di vedere il suo cuore sopra la piccola urna nella quale erano esposte le sue reliquie. Mi apparve tre giorni di seguito in modi diversi: bianco color carne, e ciò annunciava la pace, la calma, l'innocenza, l'unione. Poi, l'ho visto color del fuoco, simbolo della carità che si accenderà nei cuori. Mi sembrava che la carità dovesse rinnovarsi e diffondersi fino all'estremità del mondo. Infine, mi apparve rosso-nero, cosa che mi mise tristezza nel cuore. Fui trafitta da una tristezza che mi parve difficile da superare. Non sapevo né come né perché questa tristezza si riferisse al cambiamento del governo. Una voce interiore mi disse: "il cuore di S. Vincenzo è profondamente afflitto dai grandi mali, che stanno per abbattersi sulla Francia".<ref name="filles">Citato in ''[https://filles-de-la-charite.org/it/download/echo-2005-02-it/ Echi della Compagnia]'', ''filles-de-la-charite.org'', marzo-aprile 2005.</ref> *{{NDR|Nel giugno 1830}} Il giorno della Santissima Trinità, Nostro Signore mi apparve nel Santissimo Sacramento durante la Messa, come un Re, con la croce sul petto. Durante la lettura del Vangelo, mi è sembrato che la croce e i suoi ornamenti reali cadessero a terra ai suoi piedi, e che nostro Signore rimanesse spogliato. In quel momento ebbi i pensieri più neri e più tristi, comprendendo che il re sarebbe spogliato dei suoi abiti reali e i pericoli che ne sarebbero derivati.<ref name="filles" /> *{{NDR|Nella notte del 18 luglio 1830, vedendo [[Maria]]}} Quel momento fu il più dolce della mia vita e mi è impossibile esprimere tutto ciò che ho provato. La Vergine Benedetta mi disse come dovevo comportarmi con il mio Direttore, e molte altre cose.<ref>Citato in ''[https://amminter.org/it/storia-delle-apparizioni/?noredirect=it_IT Storia delle Apparizioni]'', ''amminter.org'', maggio 2024.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Laboure, Caterina}} [[Categoria:Mistici francesi]] [[Categoria:Religiosi francesi]] [[Categoria:Santi francesi]] egvxfmgt6tv699mtnv97wwj5s7lyvby Discussioni utente:Stefano1347 3 226940 1427410 1427400 2026-09-25T13:52:00Z Udiki 86035 /* */ Risposta 1427410 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:32, 25 set 2026 (CEST)}} :Riusciresti ad aiutarmi sull'aggiornamento della pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Gabetti_Property_Solutions :Sarebbe fantastico! [[Utente:Stefano1347|Stefano1347]] ([[Discussioni utente:Stefano1347|scrivimi]]) 13:35, 25 set 2026 (CEST) ::Ciao, qui sei su Wikiquote, non su Wikipedia. Inoltre ti consiglio di leggere [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:52, 25 set 2026 (CEST) dddou5eiiy2of5lp0m4mw9llur6evz4 Discussioni utente:İmmortalance 3 226941 1427403 2026-09-25T12:10:28Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1427403 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:10, 25 set 2026 (CEST)}} iw9br6bpupz6bxorxzigd592uczed8f Discussioni utente:Fidi btw 3 226942 1427418 2026-09-25T14:45:48Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1427418 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:45, 25 set 2026 (CEST)}} 55pxawg7wmt06c0b21j0i6e1b6j1jjw Discussioni utente:Polyphemus6913 3 226943 1427450 2026-09-25T18:45:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1427450 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:44, 25 set 2026 (CEST)}} 0zt5xuwowpeonr0r5gk51d57zafbzyh Katie Zelem 0 226944 1427453 2026-09-26T00:24:06Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Katie Zelem 2023.jpg|thumb|Katie Zelem nel 2023]] '''Katie Leigh Zelem''' (1996 – vivente), calciatrice inglese. ==Citazioni di Katie Zelem== *Passare dall'Inghilterra all'Italia poteva sembrare un passo indietro per la mia carriera a molte persone. Invece in termini di professionalità, la Juventus ha notevolmente alzato l'asticella. A differenza di quando ero al Liverpool, non devo più lavarmi le divise a casa!<ref>Da un'intervista al ''Guardian''; citato in..." 1427453 wikitext text/x-wiki [[File:Katie Zelem 2023.jpg|thumb|Katie Zelem nel 2023]] '''Katie Leigh Zelem''' (1996 – vivente), calciatrice inglese. ==Citazioni di Katie Zelem== *Passare dall'Inghilterra all'Italia poteva sembrare un passo indietro per la mia carriera a molte persone. Invece in termini di professionalità, la Juventus ha notevolmente alzato l'asticella. A differenza di quando ero al Liverpool, non devo più lavarmi le divise a casa!<ref>Da un'intervista al ''Guardian''; citato in Laura Brambilla, ''[https://www.lfootball.it/2017/10/katie-zelem-al-guardian-quando-ho-saputo-dellinteresse-della-juve-ho-esclamato-wow Katie Zelem al Guardian: "Quando ho saputo dell'interesse della Juve ho esclamato: Wow!"]'', ''lfootball.it'', 17 ottobre 2017.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Zelem, Katie}} [[Categoria:Calciatori britannici]] g6z6oji2zuu95tnfbt6ukbt5li3u1vz Discussioni utente:Luoev 3 226945 1427466 2026-09-26T05:45:51Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1427466 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:45, 26 set 2026 (CEST)}} oeoz6wwbsrz0ynk5wjjt6zu5z7w0doc Areo I 0 226946 1427468 2026-09-26T06:36:19Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:Areus I King of Sparta.jpg|thumb|Areo I]] '''Areo I''' (320/312 a.C. – 265 a.C.), re di Sparta. ==Citazioni di Areo I== *Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute. Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. Noi intanto vi rispond..." 1427468 wikitext text/x-wiki [[File:Areus I King of Sparta.jpg|thumb|Areo I]] '''Areo I''' (320/312 a.C. – 265 a.C.), re di Sparta. ==Citazioni di Areo I== *Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute. Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. Noi intanto vi rispondiamo: I vostri armenti e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi. Abbiamo quindi disposto perché vi sia riferito in questo senso. (''[[Primo libro dei Maccabei]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Re di Sparta]] e9kd42603ytoromv89smrqo4bki9qmq Nanea 0 226947 1427471 2026-09-26T07:44:03Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:Terracotta plaque of a seated goddess, from Southern Mesopotamia, Iraq. Kassite period. Ancient Orient Museum.jpg|thumb|Nanea]] '''Nanea''', dea babilonese. ==Citazioni su Nanea== *Recatosi in Persia, il loro capo {{NDR|[[Antioco IV]]}} e con lui l'esercito creduto invincibile, fu ucciso nel tempio della dea Nanea, per gli inganni orditi dai sacerdoti di Nanea. Con il pretesto di celebrare le nozze con lei, Antioco con i suoi amici si era recato sul posto per pre..." 1427471 wikitext text/x-wiki [[File:Terracotta plaque of a seated goddess, from Southern Mesopotamia, Iraq. Kassite period. Ancient Orient Museum.jpg|thumb|Nanea]] '''Nanea''', dea babilonese. ==Citazioni su Nanea== *Recatosi in Persia, il loro capo {{NDR|[[Antioco IV]]}} e con lui l'esercito creduto invincibile, fu ucciso nel tempio della dea Nanea, per gli inganni orditi dai sacerdoti di Nanea. Con il pretesto di celebrare le nozze con lei, Antioco con i suoi amici si era recato sul posto per prelevarne le immense ricchezze a titolo di dote. Dopo che i sacerdoti del tempio di Nanea gliele ebbero mostrate, egli entrò con pochi nel recinto sacro e quelli, chiuso il tempio alle spalle di Antioco e aperta una porta segreta nel soffitto, scagliarono pietre e fulminarono il condottiero e i suoi. (''[[Secondo libro dei Maccabei]]'') ==Voci correlate== *[[Artemide]] *[[Inanna]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Divinità mesopotamiche]] 2ltxtmfti8epvur5hc70uy4vxhx09lo