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Amicizia
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[[Immagine:Raffaello autoritratto con un amico.jpg|thumb|upright=1.2|''Autoritratto con l'amico Giovanbattista Branconio dell'Aquila'' ([[Raffaello Sanzio|Raffaello]], 1519)]]
Citazioni sull''''amicizia'''.
==Citazioni==
*Accorri lentamente ai pranzi degli amici, velocemente alle loro sventure. ([[Chilone]])
*''Amici separati | per sempre – oche selvagge – | perse tra le nuvole'' ([[Matsuo Bashō]])
*Amici si nasce, non si diventa. ([[Henry Adams]])
*Amicizia è uguaglianza. ([[Pitagora]])
*Amico è con chi puoi stare in silenzio. ([[Camillo Sbarbaro]])
*Amico è parola usuale, ma raro è un amico fedele. ([[Fedro]])
*''Amor con l'età fervida | convien che si dilegue; | ma l'amistà ne segue | fino a l'estremo dì. || Le belle, ch'or s'involano | schife da noi lontano, | verranci | allor pian piano | lor brindisi ad offrir. || E noi compagni amabili | che far con esse allora? | Seco un bicchiere ancora | bevere, e poi morir.'' ([[Giuseppe Parini]])
*Anche quando gli affetti non sono fortemente stimolati da qualità superiori, i compagni della nostra infanzia possiedono un potere sulla nostra mente, che difficilmente qualunque amico acquisito più tardi nella vita potrà ottenere. Essi conoscono le nostre inclinazioni primordiali che, per quanto in seguito possono giudicare le nostre azioni giungendo a conclusioni giuste sull'onestà dei nostri moventi. ([[Victor Frankenstein]], ''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]'')
*Bisogna conservare gli amici qualunque essi siano, perché non si pensi che abbiamo avuto amici cattivi o abbiamo rinunziato ai buoni. ([[Bione di Boristene]])
*Bisogna credere all'amicizia abbastanza per avere delle dolci illusioni, ma mai abbandonarsi abbastanza pienamente da essere sorpresi di aver abbracciato solo una nuvola. ([[Gabriel Sénac de Meilhan]])
*Bisogna mangiare insieme molti moggi di sale, perché il dovere dell'amicizia sia compiuto. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*Bisogna scegliere chi decidi di amare. (''[[Rhetorica ad Herennium]]'')
*– Bragg è quasi un mio amico.<br>– Hai degli strani amici, Jack.<br>– Non dico che l'approvo o che mi fido di lui.<br>– Allora cos'è per te un amico?<br>– Un amico è colui il quale come me crede che ogni uomo sia uno sbaglio. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'')
*C'è chi scambia l'amicizia per compassione e non vuole accettare aiuto per paura di passare per debole. ([[Erica Jong]])
*C'è un criterio quasi infallibile per stabilire se un altro ti è veramente amico: il modo in cui riporta giudizi ostili o scortesi sulla tua persona. Questi ragguagli sono, per lo più, superflui, pretesti per lasciar trapelare la malevolenza senza assumerne la responsabilità, anzi in nome del bene. ([[Theodor W. Adorno]])
*Caro George, ricorda che nessun uomo è un fallito se ha degli amici. (''[[La vita è meravigliosa]]'')
*''Certo che meno d'un fratello non è | chi t'è compagno e conosce sapienza.'' ([[Alcinoo]]: ''[[Odissea]]'')
*''Che cos'è avvenuto dei miei amici | che tanto mi erano vicini | e tanto amavo? | Credo che sono troppo sparsi; | Non furono ben curati, | e sono andati. |'' [...] ''Sono amici che il vento si porta, | e c'era vento di fronte alla mia porta, | li portò via'' ([[Rutebeuf]])
*''Chi amico ti chiama – è beato. | Felice colei che ogni giorno | ti parla ti tocca | ti dorme a lato''. ([[Fernanda Romagnoli]])
*Chi è amico ama per sempre. ([[Jean de Meung]])
*– Chi è solo desidera amici. Ma deve cercare molto per trovarli. È difficile incontrare, trovare...<br>– Altre persone sole. (''[[L'anima e il volto]]'')
*Chi ha un vero amico può dire di avere due anime. ([[Arturo Graf]])
*Chi trascura di educare il proprio figlio all'amicizia, lo perderà non appena avrà finito di essere bambino. ([[Charles Péguy]])
*Ci affratellammo della saldissima tra le amicizie, che è quella santificata dall'unità d'un intento buono. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Ci rendiamo conto degli amici quando abbiamo la sensazione di perderli. E poi è bellissimo ritrovarli. ([[Ilaria Occhini]])
*Come può esserci qualcuno che la odi tanto da farle del male se non ha amici? (''[[Inside Man (serie televisiva)|Inside Man]]'')
*Comuni sono i beni degli amici. ([[Pitagora]])
*Con quel tipo di amici funziona così, non c'è bisogno di sentirli spesso per sapere che ci sono, e non c'è bisogno di sentirli spesso quando stanno lontano, perché a parlarci e basta non c'è sostanza. ([[Marco Malvaldi]])
*Conquistarsi amici è come dare denaro a interesse e seminare in terreno irriguo. ([[Mateo Alemán]])
*Considero un danno minore perdere tutti i propri averi che perdere un amico fedele. ([[Martin Lutero]])
*Contrariamente alla convinzione generale, non credo che gli amici siano necessariamente le persone che ti piacciono di più, sono semplicemente le persone che sono arrivate lì per prime. ([[Peter Ustinov]])
*Credere che l'amicizia esista è come credere che i mobili abbiano un'anima. ([[Marcel Proust]])
*Credo che l'amicizia sia qualcosa che vada al di là delle parole o della logica: non ha bisogno di alcun requisito, sarebbe ridicolo. (''[[La forma della voce - A Silent Voice]]'')
*Dall'amicizia non si deve mai eliminare la fiducia né per scherzo né seriamente, perché non è facile mantenere ancora salda un'eventuale amicizia, una volta che sia subentrata la menzogna nei comportamenti di coloro che pretendono di essere amici. Non si deve misconoscere un'amicizia per un infortunio o altra difficoltà che può capitare nella vita, al contrario può essere giustificato motivo di rinunzia a un amico e a un'amicizia unicamente la malvagità grande e incorreggibile. ([[Giamblico]])
*Datemi un amico e vi solleverò il mondo. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Dell'amico è comune il nome, ma rara la fedeltà. ([[Fedro]])
*Di coloro che non avrai assalito, potrai farti degli amici sinceri. L'amicizia più salda infatti è quella fra eguali ed eguali appaiono quelli che non hanno fatto il confronto delle proprie forze. ([[Quinto Curzio Rufo]])
*Di tutte le codardie che rendono possibili i rapporti tra gli esseri umani, la più delicata resta comunque l'[[amicizia]]. La sincerità totale è compatibile solo con il monastero o l'assassinio. ([[Emil Cioran]])
*Dopo che ci si prende a schiaffi per dieci anni o si diventa amici o ci si ammazza. ([[Fabrizio De André]])
*È molto più semplice essere amici. (''[[Amami se hai coraggio]]'')
*È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna. ([[Eschilo]])
*È saggio applicare l'olio di una raffinata gentilezza ai meccanismi dell'amicizia. ([[Colette]])
*È un fatto che all'uomo fa piacere vedersi davanti umiliato anche il suo migliore amico; è proprio sull'[[umiliazione]] che si fonda in gran parte l'amicizia, e questa è una vecchia verità, ben nota a tutte le persone intelligenti. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*Era solito anche dire {{NDR|[[Diogene di Sinope]]}} che bisogna tendere le mani agli amici con le dita aperte e non contratte. ([[Diogene Laerzio]])
*Fatevi una sola amica, ma sceglietela con cura. ([[Muriel Barbery]])
*Gli amici col tempo, con la fortuna, con le passioni alle volte e con gli errori diminuiscono, se ne vanno, cessano. ([[Publio Cornelio Tacito]])
*Gli amici dei miei amici sono amici loro. ([[Alfredo Accatino]])
*Gli amici del tempo presente sono come i meloni: bisogna assaggiarne cinquanta prima di trovarne uno buono. ([[Claude Mermet]])
*Gli amici sono coloro coi quali parli schietto e osceno, ti vesti come tutti i giorni, e che non ti impongono dei seccatori supplementari ([[Arrigo Cajumi]])
*Gli amici ti conosceranno meglio nel primo minuto dell'incontro di quanto gli estranei possano conoscerti in mille anni. ([[Richard Bach]])
*Gli amici ti deludono, la gente normale no. (''[[Bianca (film)|Bianca]]'')
*''Ha cuor villano, e libertà non merta | chi l'amico lasciò nella catena''. ([[Vincenzo Monti]])
*''Ha qualche volta | I suoi segreti l'amistà''. ([[Vincenzo Monti]])
*Ho passato, contro la mia intenzione, l'inverno a [[Roma]], molto dolcemente, vi assicuro, senza fuoco, senza freddo, senza noia (lontanissimo dall'annoiarmi), e grazie a Dio senza amici. Sì, signora, ho presso in uggia l'amicizia come la medicina, e il tutto per esperienza. Non sono però né più pessimista né più misantropo; al contrario, voglio vivere come tutti; ma non d'amicizia, per favore; Signori, niente amici; non sono più stupido. ([[Paul-Louis Courier]])
*Il prezzo dell'amicizia è la totale rinunzia a noi stessi; non potrà bastare una minor cortesia, una più comune attenzione o offerta a comprarla. ([[Henry David Thoreau]])
*I miei amici mi sono cari quando sono solo; quando sto con loro, come sono lontani! ([[Antonio Machado y Ruiz]])
*I miei amici sono capaci anche da soli di comportarsi con giustizia, senza bisogno che gli scriva io. ([[Agesilao II]])
*I vecchi amici sono i migliori. Re Giacomo era solito chiedere le sue [[scarpa (calzatura)|scarpe]] vecchie: erano le più comode per i suoi piedi. ([[John Selden]])
*I veri amici si portano nel cuore, perciò se mi vuoi bene io resterò sempre con te. Quando sarai triste, canta una canzone di quelle che abbiamo cantato insieme e saremo vicini ovunque ci troviamo. (''[[Sette punti neri]]'')
*I veri amici sono rari perché la domanda è minima. ([[Marie von Ebner-Eschenbach]])
*Il mio obiettivo è l'amicizia con il mondo intero, e io posso conciliare il massimo amore con la più severa opposizione all'ingiustizia. ([[Mahatma Gandhi]])
*Il nostro malcostume ci porta a chiedere all'amicizia, o anche a un semplice sorriso di cortesia, non già il vero ma un nostro immediato vantaggio. ([[Natalia Ginzburg]])
*Il più dolce e perfetto frutto della vita umana consiste nella amicizia e società scambievole. ([[Salvator Rosa]])
*Il solo mezzo per avere amici è di gettare tutto dalla finestra, di non chiudere nulla e di non sapere mai dove si andrà a letto. Mi direte che ci sono poche persone tanto pazze da prendere questa risoluzione. Che non si lamentino dunque se non hanno amici: non ne vogliono. ([[Joseph Joubert]])
*Il vero amico non sa far nulla che ad intera soddisfazione dell'amico, e crede mal fatto tutto ciò che a qualcun altro sembrerebbe meglio fatto in diversa guisa. Il vero amico è ammirabile negli affari, ne' quali interesse o gloria impedisce l'interamente spiegarsi. Facilissimo è il fargli vedere e capire ciò che non si vuole né mostrargli, né dirgli, ed a cagione di quella riserva non si offende, né s'impiega con meno calore di quello con cui si sarebbe impiegato, se l'amico con lui si fosse affatto spiegato, affidandosi alla di lui discrezione. Il vero amico in somma non può essere contento di sé medesimo che tanto quanto rende soddisfatto colui per il qual opera, non avendo altro interesse in ciò che fa, se non il solo dell'amico per cui s'impegna.<br>Il falso amico, all'opposto, è sempre mal soddisfatto della maniera con cui è impiegato; abbonda di tacite riflessioni; si forma sempre qualche interesse personale nell'affare che gli viene appoggiato; ed ha sempre qualche segreta mira che non ardirebbe confessare. Quando fa d'uopo penetrare il senso sostanziale della cosa, l'eseguisce ''ad verbum'', e, quando non conviene staccarsi in modo alcuno dalla parola, va ghiribizzando raffinamenti. Egli ha sempre o mal letto, o mal inteso, e con lui nessuno si è mai abbastanza spiegato. ([[Giacomo Casanova]])
*Il vero amico si rivela nelle situazioni difficili. ([[Quinto Ennio]])
*Il vincolo più sacro della società è l'amicizia. ([[Mary Wollstonecraft]])
*Ingegnatevi avere degli amici, perché sono buoni in tempi, luoghi e casi che tu non penseresti. ([[Francesco Guicciardini]])
*Io non ho mai avuto un amico, e ritengo anzi che quest'idea sia una sciocchezza. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''L'adolescente'')
*L'amicizia con gli uomini? È come spremere sangue da una rapa. (''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'')
*L'amicizia dà l'idea del duraturo, l'amore quella dell'eterno e l'egoismo è quello che sopravvive all'uno e all'altro. ([[Henri de Régnier]])
*L'amicizia di alcuni uomini è più funesta e dannosa del loro odio o della loro avversione. ([[Mariano José Pereira da Fonseca]])
*L'amicizia di cui parlo io esiste, la preservo come uno scrigno segreto, ha un prezzo molto alto: dà molto in cambio di molto, implica il coraggio di mettersi in gioco e di sapersi specchiare nelle aspettative altrui. ([[Filippo Facci]])
*''L'amicizia dice tutto in faccia e non ha paura di far male per fare bene.'' ([[Povia]])
*L'amicizia è Amore senza le sue ali. ([[George Gordon Byron]])
*L'amicizia è anche una vergine timida e gelosa. ([[Frédéric Ozanam]])
*L'amicizia è il massimo alimento della [[felicità]] umana. ([[Prospero Viani]])
*L'amicizia è prima di tutto certezza, ed è questo che la differenzia dall'amore. È anche rispetto, e accettazione totale di un altro essere. ([[Marguerite Yourcenar]])
*L'amicizia è un sentimento privato: ma fondato sulla condivisione di interessi, passioni, attività materiali e intellettuali pubbliche. Dove passerà allora la linea di divisione fra singolo e società, vita degli individui e vita della polis, sfera privata e sfera pubblica. ([[Ida Dominijanni]])
*L'amicizia è una cosa bellissima, come i cristalli dei fiocchi di neve. A volte, come la neve, si scioglie, ma ne resta sempre un bel ricordo! (''[[PokéPark Wii: La grande avventura di Pikachu]]'')
*L'amicizia è una cosa strana: non si può stabilire da che cosa nasce, ma quando c'è la si sente. ([[Nancy Hartwell]])
*L'amicizia è una forma di amore impregnata, intessuta di eticità. ([[Francesco Alberoni]])
*L'amicizia è una sola mente in due corpi. ([[Mencio]])
*L'amicizia è una trovata di Dio per farsi perdonare l'istituto della famiglia. ([[Jay McInerney]])
*L'amicizia [...] ha il suo rifugio non nei nervi, non nel sangue, ma nel cervello e nella coscienza. ([[Ivan Aleksandrovič Gončarov]])
*L'amicizia nasce dalle occasioni della vita, spesso dal destino, ma per diventare sentimento irrinunciabile necessita poi di grandi emozioni condivise, non di mediocrità affettiva. ([[Paolo Crepet]])
*L'amicizia non nasce sempre dall'uguaglianza: anche dalla diversità, dal contrasto, dalla contrapposizione tra sensibilità e vocazioni diverse. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'')
*L'amicizia mi è molto cara. Nella vera amicizia si coglie un barlume dell'Amico Supremo. ([[Paramahansa Yogananda]])
*L'amicizia non è altro che un nome. ([[Napoleone Bonaparte]])
*L'amicizia non si trova più, o se vuoi chiamarla con questo nome, devi sapere ch'è fatta a uso di quelle fibbie o fermagli che servono ad allacciare mentre bisogna, e finito il bisogno si slacciano, e spesse volte si levano via. Così le amicizie d'oggidì. Fatte che sieno, quand'occorre s'allacciano e stringono: finita l'occorrenza, alle volte si slacciano ma si lasciano in essere, tanto che volendo si possano riallacciare; altre volte si levano via del tutto, e ciascuno resta libero e sciolto come per l'addietro. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*L'amicizia può solo esistere fra persone che hanno interessi e punti di vista simili. Uomini e donne, per una convenzione sociale, sono nati con diversi interessi e punti di vista. ([[August Strindberg]])
*L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce. ([[Francesco Bacone]])
*L'amico sicuro si riconosce nell'incerta fortuna. ([[Quinto Ennio]])
*''L'amistà fra tiranni è malsicura | E le fiere talor sbranan le fiere.'' ([[Vincenzo Monti]])
*L'amore generò il mondo, l'amicizia lo rigenererà. ([[Friedrich Hölderlin]])
*L'opposizione è vera amicizia. ([[William Blake]])
*''L'uccello ha il nido | il ragno la tela | l'uomo l'amicizia.'' ([[William Blake]])
*L'unica ricompensa della [[virtù]] è la virtù, l'unico modo di avere un amico è esserlo. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*L'uomo che è uscito dalla camera qualche momento fa è un mio carissimo amico. Perché lo conosco ormai da tanto tempo? Be', ci sono tante persone che conosco da un bel pezzo e ad alcune non farei nemmeno pulire il culo del mio cane. Altre mi sono del tutto indifferenti, non contano per me. Ma Larry per me conta molto e la ragione è... che posso fidarmi. Io so che posso fidarmi. È onesto. (''[[The Big Kahuna]]'')
*La morte degli amici dovrebbe ispirarci come la loro vita. Se essi sono abbastanza grandi e ricchi lasceranno a chi li piange la consolazione prima delle spese dei propri funerali. ([[Henry David Thoreau]])
*La vera amicizia è una pianta che cresce lentamente e deve passare attraverso i traumi delle avversità perché la si possa chiamare tale. ([[George Washington]])
*Le amicizie devono essere immortali, e mortali le inimicizie. ([[Tito Livio]], attribuita a [[Quinto Cecilio Metello]])
*Le amicizie di un uomo, come il testamento, sono infirmate non solo dal suo matrimonio, ma anche da quello dei suoi amici. ([[Samuel Butler]])
*Le amicizie estive si sciolgono come la neve d'estate, invece quelle invernali restano per sempre. ([[George R.R. Martin]])
*Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano. ([[Alberto Moravia]])
*Lo certo amico si manifesta alla dubbiosa cosa. ([[Bartolomeo da San Concordio]])
*Ma questo sentimento, l'amicizia, è molto più fine e complicato dell'amore. È il più forte dei sentimenti umani... è veramente disinteressato. Le donne non lo conoscono. ([[Sándor Márai]])
*Marcello, io posso soltanto esserti amico e quindi mi è impossibile consigliarti. (''[[La dolce vita]]'')
*Meno amici ci servono più ne abbiamo. ([[Robert Lembke]])
*– Mi piace sentir amare qualcuno dal primo giorno, mica dopo sei anni. Non mi pare che sia [[amore]], piuttosto amicizia.<br />– Non mi pare che sia diverso. Dopotutto amore e amicizia sono la stessa cosa.<br />– No, non sono affatto amica delle persone che amo. Amare mi rende cattiva.<br />– Ah sì? A me no. Non credo in un amore senza amicizia.<br />– Può darsi, ma per me l'amicizia viene dopo.<br />– Be', prima o dopo poco importa. Ma c'è una cosa bellissima nell'amicizia che vorrei ritrovare nell'amore: il rispetto della libertà altrui. Non c'è quest'idea di possesso. (''[[Il ginocchio di Claire]]'')
*Mi piacciono gli amici come la musica: quando sono in vena. ([[Charlie Chaplin]])
*Molti, pensando di aver messo su casa, scoprono di non aver fatto che aprire una taverna per i propri amici. ([[Norman Douglas]])
*Molti amici sono come i parenti, finiscono per essere inutili. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Nella prosperità i nostri amici conoscono noi. Nell'avversità noi conosciamo i nostri amici. ([[John Churton Collins]])
*Nell'avversità dei nostri migliori amici, troviamo sempre qualcosa che non ci dispiace. ([[François de La Rochefoucauld]])
*Nessuno ha un [[amore]] più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Niente è più amichevole di un amico in difficoltà. ([[Tito Maccio Plauto]])
*Niente – non una conversazione, non una stretta di mano e neppure un abbraccio – fonda un'amicizia con tanta forza come [[cibo|mangiare]] insieme. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Non accettate l'amicizia di chi vi è moralmente inferiore. ([[Confucio]])
*Non dee l'uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore. ([[Dante Alighieri]])
*Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù. ([[Silvio Pellico]])
*Non è facile che uomini da poco sconfitti e umiliati si trasformino in amici sinceri. ([[David Anthony Durham]])
*Non ho tanti amici che io possa confondermi nel loro numero, e dimenticare il migliore. ([[Charles Dickens]])
*Non può essere conosciuto nessuno se non per amicizia. ([[Sant'Agostino d'Ippona]])
*Non saprei come possa resistere senza la lealtà. ([[Emilio Colombo]])
*Non volerti sforzare ad avere amici. È meglio non averne alcuno che doversi pentire d'averli scelti con precipitazione. Ma quando uno n'hai trovato, onoralo di elevata amicizia. ([[Silvio Pellico]])
*Per trovare un amico, bisogna chiudere un occhio; e, per non perderlo, tutti e due. ([[Norman Douglas]])
*Perché due uomini siano a lungo o sempre profondamente amici, bisogna che il Destino li tenga continuamente pronti ad agire l'uno per l'altro, senza mai permetterglielo. ([[Xavier Forneret]])
*Perdurando un'amicizia, anche in circostanze avverse, si riesce sempre a ritrovarsi. (''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'')
*Possiamo non trovarci mai senza un amico nella necessità, e senza una bottiglia da offrirgli! ([[Charles Dickens]])
*Quando dico niente amicizia, capite benissimo cosa voglio dire. Parlo al genere umano, di cui ho da lamentarmi; parlo tra me e me, come il servo di [[Molière]]. Un antico diceva: ''Miei amici, non vi sono più amici''. S'ingannava? se da allora tale genia è riapparsa? Spetta a voi, signora, illuminarci su questo punto. Se ve ne sono amici, grazie a voi. ([[Paul-Louis Courier]])
*Quando incontri un amico, dimentica le tue disgrazie. ([[Appio Claudio Cieco]])
*Quando riceviamo qualche favore dai nostri amici, subito pensiamo che in virtù dell'amicizia essi son pur tenuti a ciò, ma non pensiamo affatto che non sono punto tenuti ad esserci amici. ([[Luc de Clapiers de Vauvenargues]])
*Quando un amico ce la fa, un piccolo qualcosa muore dentro di me. ([[Gore Vidal]])
*Quando un'amica diventa troppo costosa non resta che sposarla. ([[Peter Sellers]])
*Quante persone ci vengono a trovare senza annunciarsi? Questo è un buon criterio per giudicare l'amicizia. E quante ci direbbero quali sono i nostri difetti? A quante facciamo regali inaspettati? Con chi possiamo rimanere in silenzio? ([[Cyril Connolly]])
*''Quanti amici ho io? Contateli | acqua e pietre, pini e bambù, | e la [[luna]] che sorge sui monti d'oriente | è pure mia amica e benvenuta. | Che bisogno c'è, io dico, | d'aver più di cinque amici?'' ([[Yun Sŏndo]])
*Quanto all'amicizia, ohibò, alla larga. Anche qui, ho dato assai più di quel che non abbia ricevuto, e ho presso delle belle, piene, copiose cantonate, sprecando tempo, voce, consigli, e appoggi per gente di cui non mi servirei neppure, oggi, come direbbe [[Rabelais]], ''pour me torcher le cul''. ([[Arrigo Cajumi]])
*Quel che rende indissolubile le amicizie e ne raddoppia l'incanto è un sentimento che manca all'amore: la sicurezza. ([[Honoré de Balzac]])
*Quello che ci piace negli amici è la considerazione che hanno di noi. ([[Tristan Bernard]])
*Quello che conta tra amici non è ciò che si dice, ma quello che non occorre dire. ([[Albert Camus]])
*Reprendi l'amico tuo in segreto e [[lode|laldalo]] in paleso. ([[Leonardo da Vinci]])
*Sai cos'è l'amico? Un uomo che ti conosce a fondo e nonostante ciò ti vuole bene. (''[[Profumo di donna]]'')
*Sai, io credo che nella vita puoi pensare che tutti ti siano amici o che non lo sia nessuno: non fa molta differenza. (''[[Silverado]]'')
*Sbaglia chi cerca un amico nell'atrio e lo mette alla prova nel banchetto. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*Se avessi avuto altri amici, o non li avessi avuti affatto, sarei diventato un grande narratore, prima della caduta del [[fascismo]]; e dopo lo sarei rimasto. Ma è più probabile che che se non avessi avuto gli amici che ho avuto, io non avrei mai scritto un racconto o un quasi racconto. Molto più bello, più intelligente, più ricco e più aristocratico degli amici che ho avuto, mi sono trovato davanti alla barriera terribile e armata dei loro difetti, vizi e capricci: gelosia, narcisismo e sfrenata (ma sorda) ambizione. ([[Antonio Delfini]])
*Se dovessi scegliere tra il tradire il mio paese e tradire il mio amico, spero di avere il fegato di tradire il mio paese. ([[Edward Morgan Forster]])
*Se dovessi spiegare cos'è un amico, questo direi. Un amico è quella persona per cui anche se è cambiato tutto non è cambiato nulla. ([[Concita De Gregorio]])
*Se dovessimo costruire l'amicizia su solide fondamenta, dovremmo voler bene agli amici per amor loro e non per amor nostro. ([[Charlotte Brontë]])
*Se vôi l'[[ammirazione]] de l'amichi nun faje capì mai quello che dichi. ([[Trilussa]])
*Si conosce l'oro nel fuoco e gli amici nelle avversità. ([[Isocrate]])
*Si devono cercare gli amici come si cercano i buoni [[libri]]. Ché il successo non è che siano parecchi né che incuriosiscano molto; ma che siano pochi, buoni e ben conosciuti. ([[Mateo Alemán]])
*Si possono avere mille amici, ma si deve [[amore|amare]] una sola persona. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]])
*Si riconosce dai fatti e non dalle chiacchiere chi è davvero un amico. ([[Tito Livio]], attribuita ad [[Tito Quinzio Flaminino]])
*Si riconosce la capacità di giudizio di un uomo dalla scelta degli amici. ([[Jean Puget de la Serre]])
*Silenzio d'amico è delitto di traditore. ([[Niccolò Tommaseo]])
*''Sogno di abbracciare un amico vero, | che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro.'' ([[Lucio Battisti]])
*Solo l'uomo solitario conosce appieno la gioia dell'amicizia. ([[Willa Cather]])
*Spesso in amico cerchiamo niente più che un orecchio. ([[Gesualdo Bufalino]])
*Stasera hai fatto la cosa giusta. Non intendo trafficando in droga e portandoti una pistola. Ti spezzerei le gambe per questo, ma sarei un totale ipocrita e non cambierebbe niente. Ma per quello che hai fatto per Pat. Devi fare tutto per i tuoi [[amicizia|amici]]. Se serve, dai la vita per loro. (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*''Tengo vicini amici e persone care | perché senza radici l'albero cade.'' ([[Marracash]])
*Tre sono le caratteristiche di un amico: impedire ciò che è dannoso, incitare al bene, non abbandonare nella mala sorte. ([[Aśvaghoṣa]])
*Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*{{NDR|Alla domanda: «Che cosa è un amico?»}} Un altro me stesso. ([[Zenone di Cizio]])
*Un'amicizia che può terminare non è mai stata sincera. ([[San Girolamo]])
*Un amico al [[potere]] è un amico perso. ([[Henry Adams]])
*Un amico è (oserei dire) una passione spirituale. ([[Marie-Dominique Philippe]])
*Un amico è una persona con la quale io posso essere sincero. Davanti a lui io posso pensare a voce alta. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*Un amico non si affida mai al [[sogno]] di un altro, non accetta costrizioni da nessuno. Persegue da solo lo scopo della propria vita, e se qualcuno disonorasse il suo sogno, per difenderlo combatterebbe dedicandovisi anima e corpo… anche se quel qualcuno fossi io. Per me è un amico è così… penso che sia "un uomo uguale a me". ([[Berserk]])
*Un amico serve quando hai torto. Quando hai ragione non ti serve a niente. (''[[Un mercoledì da leoni]]'')
*Un amico vero ha il potere di penetrare la scorza del nostro cuore e permanere con la definitività di una conquista che non ci verrà più tolta. Non occorrono accorgimenti astuti o strategie particolari. Il legame si costruisce poco alla volta, come un puzzle che, tassello dopo tassello, viene completato con la costanza di chi agisce senza la frenesia di ottenere un risultato immediato. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Un rapporto d'amicizia che sia fra uomini o fra donne, è sempre un rapporto d'[[amore]]. E in una [[carezza]], in un [[abbraccio]], in una stretta di mano a volte c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore. ([[Dacia Maraini]])
*Un uomo può considerare proprio amico uno con cui ha giocato nella sabbia, che gli è legato da un favore, che ha lo stesso carattere e gli stessi vizi, un compagno di studi, uno che conosca di lui segreti e debolezze o di cui conosca segreti e debolezze, un fratello di latte o uno insieme al quale sia cresciuto. (''[[Kāma Sūtra]]'')
*''Un vero amico si vede nel bisogno | Un amico che sanguina è meglio | La mia amica ha confessato di aver passato l'esame | E non ci separeremo mai.'' ([[Placebo (gruppo musicale)|Placebo]])
*Un vincolo personale, un'amicizia individuale si trovano ''soltanto'' negli animali con un'aggressione intra-specifica altamente sviluppata, anzi, questo vincolo è tanto più saldo quanto più aggressiva è la rispettiva specie animale. ([[Konrad Lorenz]])
*Una nuova conoscenza è un esperimento, un nuovo amico è un rischio. ([[Ezra Pound]])
*V'è poca amicizia nel [[mondo]], e ancor meno fra eguali. ([[Francesco Bacone]])
*Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Volere e non volere le stesse cose, questa è la vera amicizia. ([[Gaio Sallustio Crispo]])
===[[Aelredo di Rievaulx]]===
*All'amico si deve dire la verità; senza di essa il nome di amicizia non vale più nulla.
*L'amicizia è la migliore scala alla perfezione.
*La fonte e la sorgente dell'amicizia è l'amore: infatti ci può essere amore senza amicizia, ma non amicizia senza amore.
*Quaggiù non c'è nulla di più santo da desiderare, nulla di più utile da cercare, nulla più difficile da trovare, niente più dolce da provare, niente più fruttuoso da conservare dell'amicizia.
===[[Aristotele]]===
*Cos'è un amico? Una singola anima che vive in due corpi.
*La sfortuna rivela quelli che non sono effettivamente amici, ma che lo sono stati solo per interesse: il tempo rileva entrambi.
*[[Platone]] è mio amico, ma la verità è ancora più mia amica.
*Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni.
===[[Dario Baldan Bembo]]===
*''L'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è, | è un silenzio che vuol diventare musica.''
*''L'amico è | uno che ha molta gelosia di te | per ogni tua pazzia, | ne fa una malattia | tanto che a volte ti vien voglia di mandarlo via.''
*''L'amico sa | il gusto amaro della verità, | ma sa nasconderla | e per difenderti, | un vero amico è anche un bugiardo.''
===[[Ambrose Bierce]]===
*Amicizia (''s.f.''). una nave abbastanza grande per portare due persone quando si naviga in buone acque, ma riservata a una sola quando le acque si fanno difficili.
*Mendicità (''s.f.''). La condizione di chi ha fatto affidamento sulla solidarietà degli amici.
*Quando il tuo amico ti tiene ambo le mani nelle sue, sei al sicuro, perché puoi tenerle d'occhio entrambe.
===''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]''===
*Chi non cerca amici è nemico di se stesso.
*Conserviamo i nostri amici: non dimenticarli è un obbligo sacro, trattenerli nella mente non ci nuoce mai!
*Io credo che l'amico debba affrontare per l'amico qualsiasi pericolo; egli dev'essere pronto a dare il suo cuore pel cuore del vicino: l'amicizia dirige il cammino, e l'amore è ponte per questo scambio.
*Se bisogna provare con atti la devozione a un amico, bisogna trovare per lui un rimedio, fosse anche a prezzo di una sventura.
===[[Emily Dickinson]]===
*Grazie a Dio un mondo c'è, e gli amici che amiamo dimorano in eterno in una casa lassù. Temo di essere incoerente, ma pensare ai miei amici mi dà una tale delizia che dimentico il tempo e il senso comune e così via.
*I miei amici sono il mio "patrimonio". Mi perdoni quindi l'avidità con cui ne faccio incetta! Si dice che quelli che un giorno erano poveri, guardano all'oro con un punto di vista diverso. Non so come succede. Dio non è diffidente come noi, altrimenti non ci darebbe amici, per paura che ci si dimentichi di lui!
*''La Natura assegna il Sole – | Questa – è Astronomia – | la Natura non può decretare un Amico – | Questa – è Astrologia.''
===[[Epicuro]]===
*Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l'acquisto dell'amicizia.
*Dimostriamo compatimento per le sofferenze degli amici non con le lamentazioni, ma prendendoci cura di loro.
*La medesima persuasione che ci incoraggiò a credere che nessun male è eterno o lungamente duraturo ci fa anche ritenere che la sicurezza più grande che si attui nelle cose finite è quella dell'amicizia.
*L'amicizia percorre danzando la terra, recando a noi tutti l'appello di aprire gli occhi sulla felicità.
*L'uomo d'animo sincero vive soprattutto nella saggezza e nell'amicizia, l'una bene mortale, l'altra bene immortale.
*Non abbiamo tanto bisogno dell'aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto.
*Non chi cerca sempre l'assistenza degli amici dev'essere considerato un amico, né chi non se ne approfitta mai. L'uno fa mercato del bene per averne il contraccambio, l'altro recide la speranza del bene per l'avvenire.
*Non è da stimare né chi s'abbandona con facilità all'amicizia né chi vi esita. È necessario correre rischi per amore dell'amicizia.
*Ogni amicizia è per se stessa desiderabile, ma il suo motivo principale deriva dai vantaggi che l'amicizia porta con sé.
===[[Roberto Gervaso]]===
*Gli amici, come gli amori, non si cercano: si trovano.
*L'amicizia è rara perché è scomoda.
*Niente allevia le nostre [[sofferenza|sofferenze]] come quelle dei nostri amici.
*Non è vero che un amico si vede nel momento del bisogno, un amico si vede sempre.
===[[Kahlil Gibran]]===
*Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso, fino al giorno in cui tu parlerai ed io ti ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia voce: e quando starò ritto dinanzi a te pensando di star ritto dinanzi ad uno specchio.
*E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia, poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
*Il vostro amico è i vostri [[bisogni]] esauditi.
*L'amicizia con l'ignorante è cosa non meno sciocca che il ragionare con un ubriaco.
*L'amicizia è sempre una dolce responsabilità, ma non è mai un'opportunità.
*Più si dona, più diminuiscono gli amici.
*Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore della morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
*Quando vi separate dall'amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura.
===[[Baltasar Gracián]]===
*Degli amici bisogna farsi dei maestri, unendo l'utile dell'apprendere con il piacere del conversare.
*I doveri dell'amicizia ammettono una sola eccezione: quella di non confidare all'amico i propri difetti, che, se fosse possibile, non dovrebbero esser confidati neppure a se stessi.
*Non c'è deserto peggiore che una vita senza amici: l'amicizia moltiplica i beni e ripartisce i mali.
*Pochi sono gli amici di un uomo in sé, e molti quelli della sua buona sorte.
===[[Alphonse Karr]]===
*L'amicizia di due [[donna|donne]] comincia o finisce per essere un complotto contro una terza.
*L'amicizia fra due persone di sesso diverso o non è nulla o è amore.
*L'amicizia si tratta per [[posta]] meglio che l'amore.
*Troppi amici, non abbastanza amicizia.
*Tutti vogliono avere un amico, nessuno si occupa d'essere un amico.
===[[Jean de La Bruyère]]===
*È più facile vedere un amore estremo che un'amicizia perfetta.
*In amicizia non si può andare lontano se non si è disposti a perdonarsi scambievolmente i piccoli difetti.
*Nella pura amicizia c'è un [[piacere]] che non possono provare quanti sono nati mediocri.
===[[Jules Renard]]===
*Amici. Ci si vede troppo, ci si vede meno, non ci si vede più.
*Certi amici diffidano di noi come se credessero che noi si conosca il fondo della loro anima.
*In certi amici non c'è di piacevole che la loro verginità. Quando ci si è sposati con loro, le cose non vanno più bene.
*La nostra amicizia non poteva più andare avanti: ci eravamo troppo riversati l'uno nell'altro.
===[[Matteo Ricci]]===
*Il figlio devoto eredita le amicizie del padre come ne riceve le proprietà.
*Il mio amico non è altro che la metà di me stesso; anzi, un altro me stesso. Perciò devo considerare l'amico come me stesso.
*Prima di contrarre amicizia, bisogna osservare; dopo averla contratta, bisogna fidarsi.
*Quando nell'amicizia il piacere prevale sulla virtù, non si può restare amici per lungo tempo.
*Quando tutto procede tranquillamente e non ci sono contrarietà, è difficile distinguere i veri dai falsi amici; ma, quando le avversità sopraggiungono, si dimostra l'amicizia. Infatti, nel momento dell'urgenza i veri amici si avvicinano sempre più, mentre i falsi si allontanano sempre più.
*Ragion d'essere dell'amicizia sono il bisogno reciproco e il mutuo aiuto.
*Un vecchio amico è un buon amico: non dobbiamo abbandonarlo. Chi senza motivo lascia un vecchio amico per uno nuovo, dopo poco se ne pentirà.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
*Chi è amico di tutti non è amico di nessuno.
*Gli ''amici di casa'' sono d'ordinario ben chiamati con questo nome, perché sono più attaccati alla casa che al padrone di essa; costoro somigliano ai gatti piuttosto che ai cani.
*Sono rari gli amici nel bisogno? Al contrario! Appena si è fatto amicizia con un uomo, ecco che questi è tosto in bisogno e che vi chiede a prestito denaro.
===[[Luis Sepúlveda]]===
*Fra amici bisogna dire sempre la verità.
*Gli amici non si ingannano mai e poi mai.
*Gli amici si danno man forte, si insegnano tante cose, condividono i successi e gli errori.
*I veri amici condividono i sogni e le speranze.
*Un amico si prende sempre cura della libertà dell'altro.
===[[Clive Staples Lewis]]===
*Chi non riesce a concepire l'amicizia come un affetto reale, ma la considera soltanto un travestimento, o una rielaborazione, dell'eros, fa nascere in noi il sospetto che non abbia mai avuto un amico.
*Il marchio della perfetta amicizia non è il fatto di essere pronti a prestare aiuto nel momento del bisogno, ma il fatto che, una volta dato questo aiuto, nulla cambia.
*L'amicizia è il meno geloso degli affetti.
*L'amicizia è – ma non in senso peggiorativo – il meno naturale degli affetti, il meno istintivo, organico, biologico, gregario e indispensabile.
*Unica tra tutti gli affetti, essa sembra innalzare l'uomo al livello degli dèi, o degli angeli.
===[[Ovidio]]===
*Amicizia è solo una parola, ma fedeltà è una parola vana.
*Finché sarai felice, conterai molti amici, ma se i tempi si fanno più grigi, sarai solo.
*Quel santo e venerabile nome dell'amicizia.
===''[[Siracide]]''===
*''Non abbandonare un vecchio amico, | perché quello recente non è uguale a lui. | Vino nuovo, amico nuovo; | quando sarà invecchiato, lo berrai con piacere.''
*''Un amico fedele è un balsamo di vita, | lo troveranno quanti temono il Signore.''
*''Un amico fedele è una protezione potente, | chi lo trova, trova un tesoro.''
:Chi trova un amico trova un tesoro.
===[[Robert Louis Stevenson]]===
*È proprio dell'uomo modesto accettare il cerchio delle amicizie, così come sono, dalle mani della sorte.
*Quando si perde un vecchio amico, Master Richard, non c'è consolazione migliore che esserne l'erede.
*{{NDR|Gli amici}} sono lo scopo e la vera ricompensa della vita perché ci aiutano a essere degni di noi stessi; e proprio quando siamo soli, li sentiamo più vicini.
===[[Simone Weil]]===
*Impara a respingere l'amicizia. O meglio, il sogno dell'amicizia. Desiderare l'amicizia è un grave errore. L'amicizia deve essere una gioia gratuita come quelle che danno l'arte, o la vita. Bisogna rifiutarla per essere degni di riceverla: essa partecipa della natura della [[grazia divina|grazia]].
*L'amicizia è guardare da lontano e senza accostarsi.
*L'amicizia non la si cerca, non la si sogna, non la si desidera; la si esercita (è una virtù).
===[[Oscar Wilde]]===
*Chiunque può simpatizzare col dolore di un amico, ma solo chi ha un animo nobile riesce a simpatizzare col successo di un amico.
*Fra [[Uomo (genere)|uomo]] e [[donna]] non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.
*Un amico è qualcuno che ti conosce molto bene e, nonostante questo, continua a frequentarti.
==Proverbi==
*Amico di tutti, amico di nessuno. ([[Proverbi latini|latino]])
*Amicu de 'u bon tiempu, se muta cu ru vientu. ([[Proverbi calabresi|calabrese]])
*Carciari, malatia e necessitati sparpagnanu li cori di l'amici. ([[Proverbi calabresi|calabrese]])
*Cu' cunfida 'u cori all'amici, metti 'a pruuli 'nto luci.<ref>«Riporre fiducia negli amici è pericoloso come il mettere polvere da sparo nelle braci.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]])
*Cu' havi amici è francu di guai. <ref>«Chi ha amici è affrancato dai problemi.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]])
*Dove sono le ricchezze, lì sono anche gli amici. ([[Proverbi latini|latino]])
*I piccoli [[Dono|regali]] conservano le grandi amicizie. ([[Proverbi francesi|francese]])
*In due posti conoscerete il vero amico: quando sarete a letto ammalati o quando sarete in [[prigione]]. ([[Proverbi cinesi|cinese]])
*Un amico è una cosa da avere. ([[Proverbi giapponesi|giapponese]])
*Vali cchiuni n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'nta la buggia. ([[Proverbi calabresi|calabrese]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*A chi sorride la fortuna non mancano mai amici.
*Ad un buon amico molto si perdona.
*Amici del buon tempo guai a chi n'ha.
*Amici del buon vino non abbi per vicino.
*Amici di profferta assai si trova, che stanno sempre con la bocca aperta; quando si viene all'atto della prova, borsa serrata, amici non si trova.
*Amici di starnuti il più che tu ne cavi è che Dio t'aiuti.
*Amici molti avrai finché ricco sarai.
*Amicizia riconciliata è una piaga mal saldata.
*Amico di borsa, di mensa e di ventura, niente vale e poco dura.
*Anche con gli amici si devono misurare le parole.
*Bisogna troncare ogni amicizia con gli amici che la rompono senza motivo.
*Cattivo è quell'amico che copre con le ali e morde col becco.
*Chi ha bravo [[cuoco]] e amici sempre invita, se non ha buona entrata, ha buona uscita.
*Chi non onora l'amico non è degno di lui.
*Chi tollera i vizi dell'amico, se li appropria.
*Chi trova un amico trova un tesoro.
*Chi visita nelle nozze e non nelle infermità, non è amico in verità.
*Chi vuol conservare un amico, osservi queste tre cose: l'onori in presenza, lo lodi in assenza, e l'aiuti nei bisogni.
*Chi vuole avere buoni amici, ne abbia pochi.
*Con gli amici bisogna chiudere un occhio.
*Con l'amico mangia e bevi ma non far contratti.
*Da un amico riconciliato e da una corrente d'aria guardatene.
*Dell'amico non bisogna abusare.
*È meglio imbattersi, che cercarsi apposta.
*È meglio un amico che dieci parenti.
*Elogia l'amico in pubblico e criticalo in privato.
*Finché la botte non è vuota, finché i boccali sono pieni, finché gira il girarrosto, finché dura il mangiare e il bere, finché fuma la cucina, finché la tavola è imbandita e finché la borsa è piena, dura l'amicizia del mondo.
*Fra amici il rispetto e la civiltà debbono essere reciproci.
*Giova un amico all'uomo disgraziato, più che cento parenti e io l'ho provato.
*Gli amici devono essere come i soldi: non falsi.
*Gli amici di questo mondo non sono amici se non in quanto la nostra amicizia può essere loro vantaggiosa.
*Gli amici durano finché non perdi la chiave della cantina.
*Gli amici si scelgono e i parenti sono come sono.
*Gli amici sono come le corde dei violini, non bisogna tirarli troppo.
*Guardati dall'abbandonare un amico vecchio per uno nuovo.
*I difetti degli amici si devono conoscere, ma non palesare.
*I migliori amici sono quelli che a vicenda si spronano al bene.
*Il migliore degli amici è quello che ci ammonisce dei nostri difetti.
*L'aiuto del vero amico non giunge tirato dai [[bue|buoi]].
*L'amicizia oltraggiata è perduta per sempre.
*L'amico più fedele è quello che ci mette sulla via migliore.
*L'amico più fedele è quello che ci rimette sulla buona strada.
*L'onore dell'amico ti dev'essere più caro del tuo.
*Molti sono amici come la volpe alle galline, od il gatto al lardo.
*Nella prosperità amici a iosa; nell'avversità dov'è un amico?
*Non bisogna offendere Dio per far piacere all'amico.
*Non è degno di piacere all'amico, chi non osa spiacergli.
*Non è mio amico quello che risparmia il suo e mangia il mio.
*Non è vero amico di te, chi si mostra troppo amico del tuo.
*Non più pietanze, non più amici.
*Ogni simile ama il suo simile.
*Pari con pari bene sta e dura.
*Per farsi un amico basta un bicchiere di vino, per conservarlo, non basta una [[botte]].
*Per un buon amico bisogna andar nel fuoco.
*Quando un amico chiede non v'è domani.
*Quello è tuo amico che si getta in mare per non lasciarti affogare.
*Ricco, nobile e dotto come sei, io non ti voglio fra gli amici miei.
*Rinnego quell'amico che mangia il mio con me e il suo da sé solo.
*Se cessa il fuoco nella cucina, gli amici spariscono come il fumo di essa.
*Se dai mal volentieri all'amico, perdi l'amico e il dono.
*Se lasci far torto all'amico tuo, non sei amico.
*Si può vivere senza fratelli ma non senza amici.
*Sol di parole amico non vale un fico.
*Tra amici non si fa violenza.
*Un amico è come un altro noi stesso.
*Un amico ne porta un altro.
*Un buon amico non offende mai.
*Una delle leggi dell'amicizia è di non essere importuna.
*[[Visita]] l'amico tuo, ma di rado; che per le troppe visite si perde.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Al bisogno si conosce l'amico.
*Ama l'amico tuo col vezzo e col vizio suo.
*Amici da starnuti, il più che tu ne cavi è un ''Dio t'aiuti''.
*Amici di buon giorno, son da mettere in forno.
*Amici di profferta assai si trova.
*Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto.
*Amicizia da bagno, dura pochi dì.
*Amicizia di grand'uomo e vin di fiasco, la mattina l'è bono e a sera è guasto.
*Amicizia riconciliata è una piaga mal saldata.
*Amico certo, si conosce nell'incerto.
*Amico di tutti e di nessuno, è tutt'uno.
*Amico di ventura, molto briga e poco dura.
*Amico e vino vogliono esser vecchi.
*Amico vecchio e casa nuova.
*Buona amistà è un altro parentà.
*Calamità scuopre amistà.
*Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca.
*Chi è diverso nell'oprare, non può molto amico stare.
*Chi è misero o mendico, provi tutti e poi l'amico.
*Chi manca a un sol amico, molti ne perde.
*Chi non ha amico o germano, non ha forza in braccio né in mano.
*Chi offende l'amico, non la risparmia al fratello.
*Chi sta fermo in casi avversi, buon amico può tenersi.
*Chi vuole amici assai, ne provi pochi.
*Cogli amici non bisogna andar co' se in capo.
*Con ognun fa patto, coll'amico fanne quattro.
*È bene aver degli amici per tutto.
*È male amico chi a sé è nemico.
*Esempi e beneficj fanno gli amici.
*Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende.
*Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatelo.
*Gli amici son buoni in ogni piazza.
*Grande amicizia genera grand'odio.
*L'amicizia si dee sdrucire, non istracciare.
*L'amicizie devono essere immortali, e le inimicizie mortali.
*L'amicizie si fanno in prigione.
*L'amico accenna e non balestra.
*L'amico dev'essere come il denaro.
*L'amico non è conosciuto finché non è perduto.
*L'oro s'afina al fuoco e l'amico nelle sventure.
*La musica ne' dissimili, e l'amicizia ne' simili.
*Né amico rinconciliato, né pietanza due volte cucinata.
*Ne' pericoli si vede chi d'amico ha vera fede.
*Non c'è migliore specchio dell'amico vecchio.
*Non si fa mantello per un'acqua sola.
*Più vale il cuore che il sangue.
*Prima di scegliere l'amico bisogna averci mangiato sale sett'anni.
*Val più un amico che cento parenti.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Amico e nemico]]
*[[Amico immaginario]]
*[[Falsa amicizia]]
*[[Migliore amico]]
*[[Nemico]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Relazioni]]
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Italia
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Udiki
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Giuseppe Giusti
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[[File:Flag of Italy.svg|thumb|[[Bandiera d'Italia]]]]
Citazioni sull{{'}}'''Italia''' e gli '''italiani'''.
==Citazioni==
*''151 anni di mafie e di massoni, | 151 anni di raccomandazioni, | noi siamo il paese dei balocchi per i ricchi, | repubblica basata sulla furbata incentivata, | fratelli-coltelli, se siamo solo quelli, | l'Italia si desta con una pietra in testa.'' ([[Litfiba]])
*A chi per poco si ponga a riflettere ai meravigliosi avvenimenti, mediante i quali gl'Italiani pervengono {{sic|in oggi}} alla fine ad aversi questa patria libera e cementata in un solo fascio, per conseguire la quale tanto sangue di martiri fu sparso, non può non balenare alla mente che disegno provvidenziale fosse ormai che Italia esistesse, dacché la Provvidenza appunto concedeva a questa sublime e straziata madre delle nazioni, contemporaneamente, tre uomini sommi, inarrivabili, necessarî, a ciascun de' quali attribuiva la propria parte da sostenere nel gran dramma del rigeneramento italiano.<br>Di questi tre grandi personaggi, l'uno rappresenta il principio, l'altro il consiglio, il terzo l'azione; il primo si chiama Vittorio {{sic|Emmanuele}}, il secondo Cavour, l'ultimo Garibaldi! ([[Aristide Calani]])
*A ciascuna nazione, come ad ogni uomo singolo, è assegnato dalla Provvidenza un ufficio particolare nel santo lavoro della civiltà. Anche l'Italia ha il suo nobile e alto ufficio; quello stesso per cui fu grande, e ministra di luce all'Europa colle tre Cantiche dell'Alighieri, colle due ''Somme'' di san Tommaso, colle Cattedrali di Arnolfo e del Brunelleschi, colla libertà dei Comuni; per cui età dell'oro si chiamò quella. ([[Augusto Alfani]])
*A [[Napoli]] va debitrice l'Italia della restaurazione della moderna [[filosofia]] razionale, che da quel regno si propagò per tutta la penisola. Il [[Bernardino Telesio|Telesio]], il [[Giordano Bruno|Bruno]] ed il [[Tommaso Campanella|Campanella]] aveano cominciato a scuotere il gioco aristoielico; il [[Giambattista Vico|Vico]] ed il [[Antonio Genovesi|Genovesi]] lo levarono dal collo degli Italiani e lo infransero. ([[Giuseppe Maffei]])
*A noi italiani l'indignazione dura meno dell'orgasmo. E dopo viene sonno. ([[Marco Paolini]])
*Adoro l'Italia perché non è pretenziosa come la Francia e ogni volta che ci vado sono accolta da folle enormi e calorose. ([[Toni Morrison]])
*Adoro il vostro stile, il buon cibo, l'architettura, [[Leonardo da Vinci]]. La politica italiana? Cerco di stare lontano dalla politica, il mio lavoro è la musica. L'unica cosa che vi manca sono le onde. Se ci fossero anche quelle verrei a vivere in Italia. ([[Anthony Kiedis]])
*Agl'Italiani si dice: ''Riprendo la spada di Goito, di Palestro, di Pastrengo, di San Martino''; ai soldati si grida: ''Voi vincerete e il vostro nome verrà benedetto dalle presenti e dalle future generazioni''; al Senato si annunzia: ''Domattina passerò il Mincio con dieci divisioni''. Ciascuno si sente nel petto il cuore dell'eroe e nella testa il cervello del generale. ([[Camillo Boito]])
*''Ahi fiacca Italia, d'indolenza ostello, | Cui niegan corpo i membri troppi e sparti, | Sorda e muta ti stai ritrosa al bello?'' ([[Vittorio Alfieri]])
*''Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Ah! l'amor della [[patria]], e di una patria che si chiama Italia, ferve ben ardentissimo nelle anime nostre; ma non sì, che ci renda mai egoisti ed ingiusti verso le altre nazioni. Come il [[Piemonte]] non è che una provincia d'Italia, così l'Italia non è che una provincia d'[[Europa]] ed un commune della Terra. ([[Cristoforo Bonavino]])
*''Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di province, ma bordello!'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità. ([[Pacifico Valussi]])
*[[Arlecchino]], [[Pinocchio]] e [[Pulcinella]] sono l'Italia del popolo, che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio. Un'Italia del passato, ma che si può riconoscere oggi dovunque. ([[Raffaele La Capria]])
*Avevo un'idea dell'Italia come paese molto accogliente, in cui si vive in modo rilassato. Quando sono arrivata ho visto che le persone, soprattutto a Roma, sono molto tese, preoccupate, direi frustrate. È per via della situazione politica, ma anche per i cambiamenti nel paese. Penso che anziché combattere l'immigrazione, la gente dovrebbe rendersi conto che ogni paese per crescere ha bisogno della diversità, di nuove idee, di un cambiamento per crescere. In Italia le persone coinvolte con il mondo dell'accoglienza sono gentili, generose, ma a volte lo sono in modo paternalista. È difficile la filosofia della carità. Aiutiamo il prossimo perché pensiamo che sia uguale a noi o perché lo consideriamo inferiore? ([[Maaza Mengiste]])
*{{NDR|Riferito agli italiani}} Buoni soldati, cattivi ufficiali; ma ricordate che senza di loro non avremmo la [[Civiltà]]. ([[Erwin Rommel]])
*Cari signori, l’Italia è autorevole per quello che è: l’Italia è autorevole per le sue imprese, per i suoi lavoratori, per la sua cultura, per la sua capacità di internazionalizzare le proprie risorse. ([[Riccardo Molinari]])
*C'è un'altra questione che impedisce all'Italia di diventare una patria. Si tratta della divisione Nord-Sud. Viene vissuta anch'essa su un piano sempre illogico ed emotivo, mai di convenienze reciproche, e allora scatta il bisogno di trovare un colpevole. Per il Nord la responsabilità è tutta dei terroni, che si farebbero mantenere dal Settentrione. Ma è irrazionalità pura, coloro che sostengono queste tesi non sanno bene nemmeno ciò che dicono. Per il Sud la responsabilità è tutta del Nord saccheggiatore. E devo dire che qui c'è un po' di ragione in più, si parte almeno da un elemento autentico. Se andiamo indietro, fino all'Unità d'Italia, all'arrivo dei [[Casa Savoia|Savoia]] nel [[Questione meridionale|Meridione]], non ci vuol molto a capire che i piemontesi non avevano uno spirito sinceramente unitario. Videro piuttosto una straordinaria opportunità, e scesero soprattutto a saccheggiare. Tutto sommato, dei destini e dello sviluppo del Sud, i Savoia se ne fregavano altamente. Che il Sud sia stato spogliato non mi pare una faccenda che si possa negare. Ma poi la mitologia del sopruso ha preso il sopravvento al Sud, è diventata religione, fede, luogo comune, fino a trasformarsi in conformismo puro. E ancora una volta non se ne esce più. ([[Vittorio Feltri]])
*Che luogo triste è l'Italia! Un paese piombato nel sonno, e senza alcuna prospettiva di risvegliarsi. ([[Charles Dickens]])
*Ché se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione. ([[Gianni Brera]])
*Chi dice che gli italiani non sanno quello che vogliono? Su certi punti, anzi, siamo irremovibili. Vogliamo la grandezza senza spese, le economie senza sacrifici e la guerra senza morti. Il disegno è stupendo: forse è difficile da effettuare. ([[Ferdinando Martini]])
*Chi non è mai stato in Italia ha sempre una sensazione d'inferiorità, per non aver visto quel che si dovrebbe vedere. ([[Samuel Johnson]])
*Ci sono misteri, nella storia d'Italia, che sembrano destinati a non avere mai soluzione. Sono quelli che coinvolgono ambienti diversi, diversi strati della società, diversi livelli, persone diverse, così che quando si comincia a scoprire qualcosa, a sollevare un angolo del velo che nasconde tutto, c'è sempre qualcuno, da un'altra parte, che ha paura e che fa qualcosa per mantenere quel velo. ([[Carlo Lucarelli]])
*''Conosci la terra dei limoni in fiore, | dove le arance d'oro splendono tra le foglie scure, | dal cielo azzurro spira un mite vento, | quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso, | la conosci forse? | Laggiù, laggiù io | andare vorrei con te, o amato mio!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Da tempo immemorabile l'Italia è considerata il paese degli artisti, la terra promessa, dove la natura stessa è più fresca e più bella che negli altri luoghi, dove ogni prospettiva è una decorazione sulla quale si stende un cielo azzurro di [[Nicolas Poussin|Poussin]], dove tutti gli uomini in belle pose fumano sigari e parlano con le serenate. Quando eravamo ancora sui banchi della scuola, riportavamo un'impressione simile o quasi simile dai grossi manuali di geografia, dove, tra due cifre inevitabili sulla popolazione, trovavano posto i boschetti di limoni e di aranci, e l'azzurra penombra della grotta di Posillipo. Poi leggemmo ''Roma'' di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol']], al tramonto in qualche luogo di villeggiatura d'estate, e forse sospirammo con un profondo sospiro di sedicenni, quando, sollevati gli occhi dal libro, essi si incontravano col grigio oscuro panorama, con le colline basse e le eterne betulle della via di Arakčeev. ([[Aleksandr Nikolaevič Veselovskij]])
*Da una parte infatti non è possibile dimenticare ciò che gli italiani Ci fecero: soffrimmo tanto a causa vostra. Dall'altra, cosa dobbiamo dire? Capita a tutti di fare una guerra ingiusta e di vincerla. Non appena rientrammo nel Nostro paese, nel 1941, Noi dicemmo: dobbiamo essere amici degli italiani. Oggi lo siamo veramente. Voi siete cambiati in tante cose e Noi siamo camabiati in tante altre. E... mettiamola così: la storia non dimentica e gli uomini, invece possono dimenticare. Possono anche perdonare, se hanno un animo buono. E Noi cerchiamo di essere buoni. Sì, abbiamo perdonato. Ma non dimenticato. Dimenticato, no. Ricordiamo tutto, tutto! ([[Haile Selassie]])
*Dai disastri si risorge con grande ironia e molta positività. Quando siamo messi alle strette, noi italiani siamo capaci di fare cose straordinarie. ([[Massimiliano Gallo]])
*Dalla [[Toscana]] alla [[Calabria]] il paesaggio italiano ignora questi mezzi toni. Ignora non solo la spessa e indipendente nebbia nordica, ma anche quella lieve veletta che la natura stende sul paesaggio francese. In Italia è tutto netto, anti-impressionista. Ma questa pericolosa particolarità di ficcarti tutto sotto il naso, questa nitidezza di immagine viene annullata dallo stupendo mosaico del paesaggio, composto di triangoli, di quadrati, di rombi, di rettangoli, ognuno dei quali è riempito da una cosa diversa. Il triangolo degli olivi si attacca al quadratino del grano, il rombo delle vigne al trapezio punteggiato di pecorelle. La serpentina bruna della strada, che si snoda lungo il pendio, è interrotta qua e là da buoi e asinelli che alle curve, dove la pendenza è più forte, si fermano, restando immobili per un attimo. Tutto è esattamente come nei quadri di scuola umbra, toscana o senese. Anche i contadini sono gli stessi, e così pure i loro movimenti, i loro gesti, i colori delle vesti da lavoro, i cappelli di paglia. Da questo punto di vista [[Benozzo Gozzoli]] o [[Piero della Francesca]] erano molto più realistici dei pur ottimi Zucchi o Zigaina odierni, i quali introducono nel paesaggio delle velature di nebbia e dei colori spenti propri di tutt'altre latitudini geografiche. ([[Tadeusz Breza]])
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*Difficilmente si potrà trovare nella storia di un popolo un altro mezzo secolo che sia stato più feconda di uomini sommi, quali ebbe la fortuna di produrre l'Italia nella prima metà del secolo XIX; sembrava quasi ch'essa volesse colla sua intelligente, assidua operosità dimostrarsi degna di risorgere tra le grandi nazioni d'Europa. ([[Pietro Orsi]])
*{{NDR|A [[Napoli]]}} Dopo il 1830 nacque una nidiata di giornali, che sebbene parlassero di sole cose letterarie, e dicessero quello che potevan dire, pure ei si facevano intendere, erano pieni di vita e di brio, e toccavano quella corda che in tutti rispondeva. Era moda parlare d'Italia in ogni scritturella, si intende già l'Italia dei letterati: e sebbene molti avessero la sacra parola pure al sommo della bocca, nondimeno molti altri l'avevano in cuore. ([[Luigi Settembrini]])
*E come si potrebbe non amare Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l'una è la sua personale, più vicina, e l'altra: Italia ([[Henryk Sienkiewicz]])
*È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*"È il suo istinto di conservazione". "Il grande istinto degli Italiani". "Il più grande istinto degli Italiani". Che ti dice la Patria? ([[Ernest Hemingway]])
*È la terra d'Italia piena, come si dice, come una melagrana, piena di città e contrade meravigliose, una moltitudine fitta di gente, fiere famose, ricolme di ogni cornucopia. Per la grande civiltà e bellezza di quel paese, lo hanno chiamato il paradiso terrestre. Il suo suolo, le sue città, i giardini, l'assetto delle case, assai confortevoli per il vivere umano, un cielo mite, giocoso e salubre, un caldo non eccessivo, inverni non troppo rigidi non hanno pari nel mondo. ([[Miron Costin]])
*E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade. ([[Oriana Fallaci]])
*È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti. ([[Napoleone Bonaparte]])
*È un'immagine, quella del 'bono italiano' che sopravvive al di là di qualsiasi prova delle efferatezze, degli eccidi, degli incendi e bombardamenti di villaggi, della deportazione di intere popolazioni, perfino dell'uso di gas, come è successo in Etiopia, perpetrati dall'esercito italiano. ([[Alessandra Kersevan]])
*È un po' difficile, per un italiano cresciuto, pensare di non essere più italiano, è un'impresa quasi impossibile. Perché se anche uno cambia paese, continuerà ad essere italiano. Vuol dire una certa cultura, un certo linguaggio, una certa sensibilità che è nata in Italia ed è cresciuta insieme al tuo corpo. E te la porti appresso fino alla morte. Non c'è niente da fare. Italiani siamo nati, cresciuti, e italiani moriremo. ([[Giulio Questi]])
*È una cosa quasi istintiva, si nasce italiani. Non perché si nasce su un territorio, ma perché si cresce su questo territorio. Vuol dire crescere insieme al paesaggio, al linguaggio, al cielo che ti sta sopra, alla terra che calpesti. Si è italiani nel corpo, nella carne. Non occorre altro per essere italiani. ([[Giulio Questi]])
*Era una ragazza giovane, ma con quell'espressione indolente di sazietà e di malcontento che hanno sempre le ragazze italiane per essere rimaste strette troppo a lungo al seno di una madre piangente. ([[John Updike]])
*Espressioni come «in Italia» o «in campagna» comportano anzitutto una diminuzione del ritmo, una scottatura più lieve allo scorrere del tempo. Si ritorna nel mondo dell'infanzia e delle fiabe. Oltre il Brennero sentiamo cadere una pietra dal petto, uno dei pesi dell'orologio della vita. ([[Ernst Jünger]])
*Essere innocenti in Italia è pericoloso! Non si hanno alibi. ([[Boris Makaresko]])
*Finiamola di definirci «i buoni» d'Europa; e nessuno dei nostri fratelli del Nord venga a lamentarsi delle stragi naziste. Le SS del 1860 e degli anni successivi si chiamarono, almeno per gli abitanti dell'ex reame, piemontesi. Perciò smettiamola di sbarrare gli occhi, di spalancare all'urlo le bocche, a deprecare violenze altrui in questo e in altri continenti. Ci bastino le nostre, per sentire un solo brivido di pudore. Noi abbiamo saputo fare di più e peggio. ([[Carlo Alianello]])
*{{NDR|Battaglia del Don}} Fu una epica lotta in cui rifulsero le più belle qualità del soldato italiano, fatte di resistenza e di virile coraggio... ([[Mario Giannone]])
*Già per troppo tempo l'Italia e stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*Giurò sulle mie parole tutta l'Italia. ([[Augusto]])
*Gl'Italiani sono un aggregato d'individui. ([[Nicola Marselli]])
*Gli italiani debbono abituarsi sempre più a dir ''noi'', e non soltanto ''io''. ([[Meuccio Ruini]])
*Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un lucchetto americano. ([[John H. Secondari]])
*Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo. ([[Giuseppe Saragat]])
*Gli italiani hanno la saggezza ma anche il pessimismo dei vecchi. ([[Julio Velasco]])
*Gli italiani hanno sempre paura di qualcosa. ([[Luka Modrić]])
*Gli italiani hanno spesso questa levità: questo andare a cercare le cose con il loro fantasticare e il loro rameggiare proteso nell'etere, e questo avere però radici ben piantate nel terreno, come i pini le cui propaggini sotterranee sono enormi... ([[Barbara Spinelli]])
*Gli italiani hanno un temperamento simile al nostro, ci piacciono le stesse cose, il buon cibo, la qualità della vita. Ci stiamo ispirando ai codici civili e penali italiani per riscrivere i nostri. ([[Mikheil Saak'ashvili]])
*Gli italiani li conosco bene, bugiardi, bravi a parole furbetti e scansafatiche, pancia al sole e mani sulla pancia. (''[[Good Morning Babilonia]]'')
*Gli Italiani non rivelavano attitudine alle imprese coloniali. La gentilezza dei loro modi e dei loro sentimenti ripugna da qualsiasi atto di severa autorità, voluta in chi sia in contatto con popoli barbari. Facili ad esaltarsi di fantasia, danno agli avvenimenti rilievo più che non ne abbiano; teneri del loro punto di onore, non pongono mente come tutto ciò, noto che sia all'estero, nuoccia non poco all'onore stesso della patria. ([[Gaetano Arangio-Ruiz (1857-1936)]])
*Gli italiani non sono meglio della classe politica che li rappresenta. ([[Romano Prodi]])
*Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi [...]. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli. ([[Umberto Saba]])
*Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. [[Winston Churchill]]
*Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna. ([[Paolo Villaggio]])
*Gli italiani oziano nella convinzione che la vita sia circolare e gli obiettivi una distrazione illusoria dal piacere. ([[Roger Cohen]])
*Gli italiani – se ci si mettono di picca – non muoiono neanche se li ammazzano. ([[Giovannino Guareschi]])
*Gli italiani si domandano a vicenda di dove sono, come gli inglesi parlano del tempo. E per la stessa ragione: ce n'è una tale varietà. [...] Dopo la famiglia, il luogo di nascita è l'elemento che più influisce nella formazione del carattere e della mentalità. ([[Peter Nichols]])
*Gli italiani si lamentano troppo, quindi stanno bene. ([[Wilhelm Mühs]])
*Gli italiani si sentono raccontare bugie di ogni tipo fin da bambini, cioè che Dio ha creato il mondo, che ci vuole bene, che esiste il Paradiso. Tutte frottole che non stanno né in cielo né in Terra. Poi c'è anche un motivo storico: gli italiani sono stati conquistati da popoli stranieri, e imbrogliati da tutti. È normale che siano diffidenti. E, come è noto, non c'è nessun peggior credulone di chi sospetta di tutto. E poi, be', è un popolo discretamente ignorante, soprattutto quando si viene a parlare di questioni scientifiche. ([[Edoardo Boncinelli]])
*Gli italiani sono come [[Benito Mussolini|Mussolini]], pensano che debbono vincere con le buone o con le cattive. La verità è che non sanno proprio perdere. ([[Byron Moreno]])
*Gli italiani sono un po' permalosi, ma il loro pregio è quello di amare la vita. Hanno una passione e una gioia che a noi del nord Europa mancano completamente: siamo troppo concreti, realisti, invece voi sognate ancora e questa cosa mi fa impazzire. È anche per questo che sono venuta in Italia. ([[Filippa Lagerbäck]])
*Gli italiani sono un popolo così positivo perché mangiano tanti [[pomodori]]. ([[Anita Roddick]])
*Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona. ([[Gino Bartali]])
*Ho capito vivendo a Londra, che due [[Inghilterra|inglesi]] fanno un popolo, ma 57 milioni di italiani no. ([[Claudio Ranieri]])
*Ho sentito speso deplorare che l'Italia non abbia tanta abbondanza di uomini grandi come ne hanno l'Inghilterra e la Francia, e trarne argomento per elegie convenzionali.<br>Chetatevi, falsi Geremia. – Vi è in Italia qualcuno che è più grande di tutti gli uomini illustri dell'{{sic|êra}} moderna, – più liberale e più modesto di Franklin, più virtuoso di Washington, più audace di Napoleone I, più astuto di Cavour, più tenace di Bismarck. – Questo qualcuno è quel popolo, che lascia partire gli Austriaci da Venezia senza un tripudio di {{sic|gioja}}, e lascia sfilare i pellegrini della reazione europea attraverso le sue città, e raccogliere in battaglioni serrati nella sua Roma, senza uno scoppio di collera, – e ha il talento, la saggezza, la baldanza di... starli a guardare. – Questo popolo è il nostro, è il popolo italiano. ([[Leone Fortis]])
*Ho una sorta di tenerezza verso i nostri difetti. Siamo un popolo bello, anche se incoerente, impulsivo, a volte insensato: se affonda un barcone a [[Lampedusa]] e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell'ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo che cosa vengano a fare... ([[Gianluigi Buffon]])
*Ho vissuto a [[Milano]] una esperienza che mi ha confermato nell'idea che il nostro popolo è capace delle più grandi cose quando lo anima il soffio della libertà e del [[socialismo]]. ([[Sandro Pertini]])
*I due punti principali sui quali deve essere orientato questo viaggio<ref>Del figlio, Jean-Baptiste Colbert, Marchese de Seignelay.</ref> sono la diligenza e l'applicazione. La diligenza, per mettersi prontamente in condizione di venire a servire presso il Re nelle funzioni della mia carica; l'applicazione, per trarre profitto da questo viaggio e servirsene vantaggiosamente per prender conoscenza delle diverse corti dei principi e degli Stati che dominano in una parte del mondo così rilevante com'è l'Italia, insieme dei differenti governi, costumi e usi che vi s'incontrano, formarsi il giudizio e rendersi tanto più capaci di servire bene il Re in tutto il corso della sua vita. ([[Jean-Baptiste Colbert]])
*''Il bel paese | ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe''. ([[Francesco Petrarca]])
*Il mare la ricinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan d'Italia. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Il nostro è un paese saggio, ricco, straordinario a cui piace l'autocritica. ([[Julio Velasco]])
*Il nostro paese è un paese pieno di talenti senza carriere e di carriere senza talenti. ([[Gianfranco Funari]])
*Il Paese dovrà affrontare grandi sacrifici e i grandi sacrifici si accettano quando si è guidati, nel doverli compiere, da un'alta dignità morale. È quella forza che [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ebbe nel trarre l'Italia dalla sconfitta per la ricostruzione democratica. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*Il Paese ha perso il senso istituzionale, la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti. È difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia. È vergognoso. ([[Sergio Marchionne]])
*Il pensiero degli albanesi verso l'Italia è un pensiero molto intimo. L'Italia è un nostro vicino, da più di mille anni è collegata con l'Albania. Io ho da tempo manifestato una certa scontentezza per l'atteggiamento dell'Italia verso l'Albania, non ha avuto una risposta adeguata. Sono due paesi uno di fronte all'altro. Hanno collaborato 100 volte, con principi e con eserciti. Alla fine è successo che gli italiani sono sbarcati in Albania. Per gli italiani era una “unione”, una parte degli albanesi l'ha considerata "occupazione", anche se non mancavano albanesi che la pensavano come gli italiani. ([[Ismail Kadare]])
*Il popolo di maggior talento per la [[musica]] è certamente l'italiano, ma è anche il più ignorante in materia musicale. ([[Sergiu Celibidache]])
*Il popolo italiano s'è per la più parte fatto altrove che a scuola. Né con questo si vuol diminuir di una linea il merito d'avere proprio qui da noi fondato il sistema educativo moderno e poste le premesse del lungo discorso che istitutori e legislatori van tessendo in tutti paesi del mondo: si vuole semplicemente constatare il fatto che la gente, da noi, conosce innumerevoli luoghi dove imparare tutto quello, ed è moltissimo, che a scuola non si insegna. ([[Mario Apollonio]])
*Il protagonismo dell'Italia, in una cornice di coesione occidentale, significa il contesto [[Nato|NATO]] e lo sviluppo del ruolo nazionale nell'alleanza militare ovviamente, ma significa anche riempire di senso la costruzione di una vera comunità europea, chiamata a una posizione di protagonismo in una tensione che insiste proprio nel quadrante euroasiatico e che vede l'[[Unione europea|Unione]] come una sorta di terra promessa per gli aggrediti. ([[Pino Bicchielli]])
*Il tema vero, signor Ministro e onorevoli colleghi, è che manca in Italia una profonda cultura della [[prevenzione]]. Noi siamo abituati, in malo modo, ad intervenire soltanto quando riscontriamo delle tragedie: è caduto il [[ponte Morandi]] e lei sa bene - da amministratore provinciale di lungo corso, quale anche lei è stato - che tutte le direzioni ANAS competenti sono intervenute alla manutenzione dei cavalcavia, eccetera. Si interviene sempre dopo. ([[Francesco Maria Rubano]])
*In Italia esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l'unica che si può raccontare senza venire querelato. Ma mica è detto che sia la verità. Poi c'è la verità storica. Ma viene revisionata. Poi c'è la verità del buon senso. Tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine la verità politica. Un bel macello. Come si fa a dire che c'è una storia di cui si sa tutto? Se pensi che non ci si può mai fidare di nessuno, nemmeno degli organi preposti all'accertamento della verità. ([[Carlo Lucarelli]])
*In Italia i luoghi di potere sono occupati da cinici che trasmettono solo un messaggio: tutto è uguale. Con il mio "viva tutto" voglio comunicare il concetto opposto: "viva tutto", perché tutto e necessario nella vita, ogni esperienza ti aiuta a crescere. ([[Jovanotti]])
*In Italia la bellezza è ovunque, nel modo di mettere un fiore nel vaso o di sistemare il lenzuolo sul letto. ([[Annabella Sciorra]])
*In Italia scemando il sapere e la potenza meditativa, crebbe l'amore spasimato ed irragionevole della bellezza dell'abito esterno, lasciando a digiuno la mente e poco nudriti e mal governati gli affetti. ([[Terenzio Mamiani]])
*In Italia si discute poco, perché poco si studia, e poco si studia e si pensa perché il pensiero in sè non ha valore di stima sul mercato della pubblica opinione. Noi non abbiamo alcun grande giornale, né una rivista, la quale sia davvero ecclettica, o, almeno, così tollerante, da accogliere ed anzi desiderare il parere degli studiosi e dei pensatori, anche se solitari o avversi alle consorterie di classe, di partito, di governo. Diremo di più: il pensiero è merce sospetta: un delinquente volgare, un fallito doloso, un condannato per falso o per truffa, è guardato in società con minore diffidenza che non sia il pensatore. ([[Arcangelo Ghisleri]])
*In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]] e il Rinascimento. In [[Svizzera]], hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù. (''[[Il terzo uomo]]'')
*{{NDR|«Quando dice che gli italiani vivono tutto più intensamente, pensa solo al calcio o alla vita in generale?»}} In tutto. Sono focosi, lo adoro. Mi fanno ridere, parlano a voce alta, con le mani. Esprimono tutto. ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Io amo il mio Paese, però siamo molto indietro. Non parlo solo dello spettacolo, ma penso alla ricerca, alla scuola. Noi siamo i terroni d'Europa. ([[Valentina Lodovini]])
*''Io non son della solita vacchetta, | né sono uno stival da contadino; | e se paio tagliato coll'accetta, | chi lavorò non era un ciabattino: | mi fece a doppie suola e alla scudiera, | e per servir da bosco e da riviera. || Dalla coscia giù giù sino al tallone | sempre all'umido sto senza marcire; | son buono a caccia e per menar di sprone, | e molti ciuchi ve lo posson dire: | tacconato di solida impuntura, | ho l'orlo in cima, e in mezzo la costura. || Ma l'infilarmi poi non è sì facile, | né portar mi potrebbe ogni arfasatto; | anzi affatico e stroppio un piede gracile, | e alla gamba dei più son disadatto; | portarmi molto non poté nessuno, | m'hanno sempre portato a un po' per uno.'' ([[Giuseppe Giusti]])
*Invero, non si nasce indarno italiani; indarno non si nasce in questo nostro, che è il paese della poesia e del canto, in questa Italia ove tutti ancora, sempre, poetano e cantano, dalle filandiere lombarde alle stornellatrici toscane, dove ancor non son morte né la nenia dei gondolieri, né la serenata dei trasteverini, né la canzone dei guappi, condotti dal sentimento ad uscir da una volgarità feroce o turpe per salire alle più delicate espressioni dell'arte; in questa Italia ove persino il grido dei giornalai fa agli stranieri – e ai tedeschi pei primi, notatelo ! – l'effetto di una canzone, che sia come la voce naturale dell'indole paesana fisica e morale! ([[Primo Levi (1853-1917)|Primo Levi]]
*Io, lo confesso, aveva vagheggiato un'altra Italia, nella quale il diritto di grazia cedesse il posto ad un nuovo diritto, per cui le nostre insurrezioni avessero un altro senso, e potessero raggiungere la meta in modo più diretto e più immediato. Io sperava che il voto universale potesse esprimere il voto della nazione redenta dal giogo dell'autorità; io sperava che le nostre discussioni, sciolte dai vincoli d'una religione dominante, potessero svolgersi chiedendo le conseguenze dei principii proclamati nel 1789, e che le attuali nostre agitazioni, ancora incerte e ondeggianti tra il mondo antico e il moderno, fossero i preludi d'una èra novella reclamata dalla scienza e non più soggetta né al rogo di Bruno, né ai tormenti di Galileo. ([[Giuseppe Ferrari]])
*Io non getterò mai a mia madre ignuda l'insulto di [[Cam]], e non perderò mai l'orgoglio d'essere e di dirmi Italiano, perocché so che l'Italia è migliore delle apparenze che la condannano e della fama che la vitupera. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Io paragono l'Italia con il resto dell'universo, come un magnifico quadro con un muro imbiancato a calce. ([[Marija Konstantinovna Baškirceva]])
*Io penso che l'Italia avrebbe dovuto essere più attenta verso l'Albania. Doveva aiutarla. Come ha fatto la Francia con l'Algeria, da sempre molto sensibile verso la sua ex colonia, nonostante fosse lontana, in un altro continente e di religione musulmana. Noi abbiamo un'importante comunità albanese in Italia, il Paese con noi si è comportato molto bene. Ma durante il comunismo l'Italia sapeva cosa stava accadendo in Albania, avrebbe dovuto interessarsi molto di più. L'Italia si interessa a Paesi molto lontani come Madagascar, Angola e altri, ma non all'Albania. Io a volte vedo dei documentari italiani sulla Seconda guerra mondiale e in alcuni viene dedicato non più di trenta secondi all'occupazione italiana dell'Albania nel 1939 operata da Mussolini. ([[Ismail Kadare]])
*Italia. Forse il paese meno competitivo del pianeta. In gara con la Francia, diciamo, ma non con molti altri. [...] In Italia abbiamo inventato l'estate, facciamo tre mesi di vacanze, i docenti si offendono se qualcuno insinua che una settimana lavorativa di diciotto ore non sia proprio la miniera, chiunque abbia un ristorante ha centinaia di storie di ragazzi che vanno a fare colloqui per l'assunzione e poi dicono che no, loro il weekend e la sera mica lavorano (chissà quando pensano si vada al ristorante), qualunque cialtrone in qualunque ufficio risponde «eh vabbè succede» (una frase che dovremmo mettere come motto nazionale sulla bandiera) a qualunque nota su un suo errore: siamo il paese meno competitivo del mondo. ([[Guia Soncini]])
*Italia 1870. Tempi di recrudescenza governativa. La tutela della P.S. affidata ai bricconi. Il mostruoso connubio fra Chiesa e Stato. I regolamenti, perpetua offesa alle leggi, ecc. etc., l'usura. ([[Carlo Dossi]])
*''Italia bella, Italia, fior del mondo, | è patria nostra in monte ed in campagna, | Italia forte arnese che, secondo | si legge, ha spesso visto le calcagna | de l'inimici, quando a tondo a tondo | ebbe talor tedeschi, Franza e Spagna; | ché se non fusser le gran parti in quella, | dominarebbe il mondo, Italia bella.'' ([[Teofilo Folengo]])
*''Italia è tratta in forma d'una fronda | di quercia, lunga e stretta, e da tre parte | la chiude il mar e percuote con l'onda.'' ([[Fazio degli Uberti]])
*Italia<br>''Il bel Paese là | dove il sì suona | suona, suona, suona | fino a romperti l'anima. || È uno stivale | pieno di gente | troppo intelligente. || È la terra | dei geni | troppo compresi | dove | bisogna incoraggiare | lo scoraggiamento.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Italia, il nome che ti diero i bovi, | or che d'Asini sei fatta sentina, | necessario sarà che tu rinnuovi.'' ([[Salvator Rosa]])
*''Italia Italia, ah non mi dir che dura | memoria il canto mio ti rinnovella, | forme e leggi cangiando e non ventura | sorgesti in ogni forma ognor più bella, | tu del mondo ornamento, e di natura | ponesti in ogni balza archi e castella, | e se stillan di pianto i lauri tuoi, | la sventura, e il valor fecer gli eroi''. ([[Angelo Maria Ricci]])
*''Italia – magnifico paese! | Per te l'anima geme e si strugge...'' ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Italia mia, non men serva che stolta. ([[Giovanni Guidiccioni]])
*''Italia poverella, Italia mia, | che ti par di questi almi allievi tuoi | che t'han cacciato un porro dietro via?'' ([[Francesco Berni]])
*''Italia sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Italia significa [[Giuseppe Verdi|Verdi]], [[Giacomo Puccini|Puccini]], [[Tiziano Vecellio|Tiziano]], [[Antonello da Messina]]. Non è un discorso di politica, di cui non capisco nulla. Io non penso che Tiziano sia nato lassù e Antonello da Messina sia nato laggiù: per me sono due italiani. ([[Riccardo Muti]])
*ITALIANI. Tutti musicisti, traditori. ([[Gustave Flaubert]])
*''Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la [[Maria Montessori|Montessori]].'' ([[Caparezza]])
*L'amore ch'io porto all'Italia e il vivo desiderio che tengo d'ogni suo bene, mi obbligano ad aggiungere che nulla più osta, secondo il parere mio, al risorgimento della comune patria, che le dottrine intemperate, e l'opera di quelli che le spargono e promulgano dentro e fuori della Penisola. ([[Vincenzo Gioberti]])
*L'antica paura degli italiani: quella di migliorare il peggio. ([[Vittorio Giovanni Rossi]])
*L'idea della unificazione d'Italia e della sua costituzione a regno fu principalmente sparsa dai militari napoleonici, che, sciolto il grande esercito, tornarono ai loro focolari. ([[Carlo Dossi]])
*L'Italia che amiamo è una Repubblica che si affonda su un avverbio: ancora. Uno arriva sul promontorio di Portofino, guarda e dice "toh, c'è ancora". Scende nel Salento e ritrova la pineta che ricordava verdissima sul blu del mare, ritrova lo scoglio intatto e esclama: "che bello, è ancora così". ([[Antonio Cederna]])
*L'Italia, colleghi, è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede o fa parte del governo: il tradimento è solo di chi, ad un paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti! La [[Lega Nord|Lega]], onorevole [[Silvio Berlusconi|presidente]], una responsabilità ce l'ha (io ho una responsabilità): quella di far finire oggi finalmente la [[Prima Repubblica (Italia)|prima Repubblica]]! [...] La Lega, onorevole Presidente, le toglie la fiducia! ([[Umberto Bossi]])
*L'Italia, come dice [[Italo Calvino|Calvino]], ricorda il lampione della storiella: l'ubriaco sta cercando la chiave sotto la lampada, un passante gli chiede se è sicuro di averla perduta proprio lì; no, risponde l'ubriaco, ma qui ci vedo. ([[Luca Goldoni]])
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} L'Italia, come sancisce in maniera chiara la nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]], ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, ma non può, non vuole e non deve rimanere estranea al grido di dolore che si leva da chi, senza colpa, subisce attacchi, lutti, violenze e sofferenze inaudite. ([[Lorenzo Cesa]])
*L'Italia di oggi è un Paese in cui è all'opera un'autentica macchina del fango e della delettigimazione. Il gossip non è più argomento delle riviste patinate, quelle che si sfogliano per farsi due risate sotto l'ombrellone; serve a distruggere moralmente e fisicamente la vita delle persone. Si usano fatti privati, a cominciare dal sesso e dalla salute, a scopi di estorsione, per condizionare i comportamenti dei personaggi pubblici o punirli se "sgarrano". ([[Roberto Saviano]])
*L'Italia di oggi non è un Paese maturo in fatto di [[Uguaglianza di genere|pari opportunità]], soffiano addirittura venti di restaurazione, eppure, forse i modelli proposti dalla retorica politica non sono davvero o non sono ovunque accettati dall'intera società. ([[Marco Grimaldi]])
*L'Italia – direbbe il loro e mio [[William Shakespeare|Shakespeare]] – è una rosa troppo bella, troppo profumata, per non accogliere nel suo grembo il verme più ripugnante. ([[Umberto Saba]])
*L'Italia è afflitta da un problema serio che è il nepotismo, soprattutto nel cinema, e da una mentalità mafiosa. È un problema che ci ha bloccato l'ascensore sociale. ([[Francesca Archibugi]])
*L'Italia è bella, è fatta di uomini bizzarri e di eroi. ([[Mario Tobino]])
*L'Italia è casa mia, è dove è iniziato il mio sogno di giocare nella [[Nba]]. Qui ho imparato i fondamentali, ho imparato a tirare, a passare, a tagliare senza palla. Tutte cose che quando sono tornato in America i miei coetanei non sapevano fare perché pensavano solo a saltare e schiacciare. ([[Kobe Bryant]])
*L'Italia è come un [[carciofo|carcioffo]] che bisogna mangiare foglia per foglia. ([[Carlo Emanuele I di Savoia]])
*L'Italia è destinata a dominare il mondo col genio creatore della sua arte e la potenza del suo esercito impareggiabile. (''[[Manifesti futuristi]]'')
*L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. ([[Massimo Fini]])
*L'Italia è il paese che amo ([[Silvio Berlusconi]])
*L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego. ([[Carlo Levi]])
*L'[[Italia]] è il quarto Paese per povertà tra i lavoratori, questi sono dati Eurostat. In questa speciale classifica, noi siamo ai primi posti, siamo in zona Champions League, come si dice. ([[Filiberto Zaratti]])
*L'Italia è il solo paese dove si gusta ancora la gioia di vivere. Ci fa credere nella gioia di vivere, anche quando lei stessa non ci crede. ([[Roger Peyrefitte]])
*L'Italia è la fabbrica dei furbi ripiegati su sé stessi, il suo vero originale e inimitabile made in Italy una camera ardente di furbizia, una fossa comune di furbi vivi e, soprattutto, vegeti vegetanti. Però col tonaca su tonaca giusto. ([[Aldo Busi]])
*L'Italia è la patria dei [[tuttologo|tuttologi]]: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento. ([[Magdi Allam]])
*L'Italia è oggettivamente un Paese fragile: il 94 per cento dei comuni è soggetto ad aggressioni da frane, alluvioni, erosione costiera e rischio sismico. Questo accade perché il nostro Paese è geologicamente strutturalmente fragile; è precario, da questo punto di vista, e gli eventi climatici, causati dal [[mutamento climatico]], accelerano e sono ancora più aggressivi. ([[Sergio Costa]])
*L'Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, ponte tra [[Africa]] ed [[Europa]]. ([[Sergio Mattarella]])
*L'Italia è stata la culla del diritto: ora sta diventando la tomba della giustizia. ([[Corrado Pallenberg]])
*L'Italia è un'espressione geografica. ([[Klemens von Metternich]])
*L'Italia è un Paese che tende a guardarsi l'ombelico, fregandosene di risalire fino al cuore. ([[Roberto Beccantini]])
*L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di sé stesso. ([[Ugo Ojetti]])
*L'Italia è un paese dove riesco con grande naturalezza a essere me stessa e contemporaneamente a diventare una persona dalle infinite sfaccettature. Posso essere una giovane fanciulla, una bambina innocente, una donna matura, oppure una scrittrice consapevole di sé, un cucciolo fedele, una dea innamorata dell'arte, una viaggiatrice con lo zaino sulle spalle, una turista insaziabile, una fanatica della cucina, e poi ancora e ancora mille altre cose...<br>Paese che accogli tutto, che aiuti la bellezza degli esseri umani a fiorire, fantastica Italia, ti adoro. ([[Banana Yoshimoto]], da "Sonno Profondo")
*L'Italia è un Paese fragile e il prezzo di questa fragilità in termini di vite umane e danni economici è stato sempre troppo alto, perché non si è mai intervenuti in modo organico per contrastare il [[dissesto idrogeologico]] e mettere in sicurezza la nostra penisola dalle sue conseguenze; [[Alluvione di Ischia del 2022|Ischia]] è l'ultimo episodio. ([[Roberto Giachetti]])
*L'Italia è un Paese ingovernabile e con questa ingovernabilità dobbiamo farci i conti tutti i giorni. ([[Edoardo Bennato]])
*L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto. ([[Natalia Ginzburg]])
*L'Italia è un paese: sta all'America, alla Russia, alla Cina, come Enna sta a Roma. ([[Michele Valori]])
*L'Italia è un paese a due velocità: quella del potere visibile, delle gerarchie formali, e quello invisibile, dei poteri sotterranei segreti. ([[Gianni Barbacetto]])
*L'Italia è un Paese complessivamente fragile, ma alcune aree lo sono più di altre. In alcune aree la fragilità è diventata un pericolo incombente e quotidiano e in queste aree il [[rischio idrogeologico]] è una ''roulette'' russa a cui sono esposte le vite di decine di migliaia di persone. [[Ischia]] è una di queste aree. ([[Mara Carfagna]])
*L'Italia è un posto in cui in media, qualsiasi cosa fai, fai male. ([[Francesco Mandelli]])
*L'Italia è una donna di facili consumi. ([[Marcello Marchesi]])
*L'Italia è una grande democrazia; anzi è una vera e genuina democrazia, poiché non ha, come l'hanno altre democrazie, nemmeno la più leggera tinta plutocratica. ([[Tommaso Tittoni]])
*L'Italia è una nazione che avrebbe centinaia di migliaia di allenatori che saprebbero come far giocare meglio la propria squadra, è un peccato che quasi tutti siano troppo impegnati a servire cappuccini o a guidare il taxi. ([[Marco Malvaldi]] e [[Glay Ghammouri]], ''[[Vento in scatola]]'')
*L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'')
*L'Italia è una repubblica fondata sulla paura. ([[Natalino Balasso]])
*L'Italia è uno stivale nero in pelle sadomaso, ormai. ([[Gipi]])
*L'Italia è varia, i desideri sono diversi, le aspirazioni sono diversissime. ([[Oliviero Zuccarini]])
*{{NDR|Nel 1971}} L'Italia ha bisogno, certo, di compiere un veloce tragitto in avanti: e in certi momenti questo può e deve avvenire anche impetuosamente, se si vuole avere ragione di resistenze e conservatorismi. Occorre, però, certezza democratica. ([[Flaminio Piccoli]])
*L'Italia ha da trionfare, perché l'Italia è la [[libertà]], l'[[umanità]], la [[civiltà]]. Che tutti que' principii, disconosciuti e condannati dalle dinastie decadute, escano ora dall'ombra e dal silenzio, ove si tentava seppellirli; che il [[popolo]] fatto libero si ritempri nel sentimento della sua [[dignità]] e della sua [[potenza]]; che la [[violenza]] e l'[[iniquità]] dell'alto non autorizzino la violenza e l'iniquità del basso; che la [[paura]], questo vergognoso istinto di [[degradazione]] e di [[schiavitù]], sia sradicata affatto dalla [[coscienza]] popolare che si rialza: ecco il sistema di repressione che senza fallo riuscirà; e la palla sarà estratta dalla ferita, e la [[camorra]] non esisterà più, se non come memoria in quest'opuscolo caduto nell'oblio. ([[Marc Monnier]])
*L'Italia, ideata e voluta da Dio come terra in cui ha sede il centro della sua Chiesa, fu oggetto, come di un suo speciale amore, così di una sua specialissima azione. Nessun popolo ha, come il popolo italiano, i suoi destini congiunti con l'opera di Cristo. ([[Pio XII]])
*L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile. ([[Slogan fascisti|slogan fascista]])
*L'Italia in tutti i tempi fu assai feconda d'uomini prodi in armi, e per lunga pezza ammaestrò le altre nazioni nel miglior modo di guerreggiare. Ma della sua scuola portò amarissimo frutto; perché i discepoli bene ammaestrati, e per maggior giovinezza e costumi incorrotti più animosi, più forti, più feroci di lei, la trafissero a morte nel seno con quell'istesso ferro, che ella per sua sciagura mise loro in mano. ([[Giovanni Eroli]])
*L'Italia legale, dall'industria all'università, dalla cultura alla politica, era un immenso bacino geografico di ladrocinii. Si falsificava la vita in tutta omertà per meglio depredarla, asservirla, depistarla. ([[Aldo Busi]])
*L'Italia non è solo un paese lungo, è un paese antico dove il meraviglioso pagano si è trasfuso nel miracoloso cattolico e in cui il papa è il vero re con cui bisogna comunque andare d'accordo, o con il Concordato o con la sua riconferma nella costituzione repubblicana, articolo 7, approvato da tutti i comunisti materialisti e atei salvo la Teresa Noce e il professor Concetto Marchesi. ([[Giorgio Bocca]])
*L'Italia non è un Paese povero, è un povero Paese! ([[Charles de Gaulle]])
*L'Italia non è un paese razzista, è un paese che ospita un bel po' di razzisti a cui però in fondo vuole bene, suvvìa, sò ragazzi. ([[Daniele Fabbri]])
*L'Italia non è una provincia, è la Signora delle altre province. ([[Giustiniano I]])
*''L'Italia per me è quella grande azione di [[Fabio Cannovaro|Cannavaro]], | l'Italia è tristemente nota per qualche fatto, ma minimizziamo, | il cielo è azzurro il pomeriggio, se ci armate, noi non partiamo | e come ha detto un imprenditore: "L'Italia è il Paese che amo".'' ([[Sayf]])
*L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'')
*L'Italia seppe superare nelle aule legislative i suoi nemici, come seppe vincerli nei campi delle battaglie. ([[Giovanni Battista Cassinis]])
*''L'Italia! Solamente a 'sta parola | Er sangue ce bolliva ne le vene, | Er core ce zompava ne la gola! | E che strazzi, che tribboli, che pene | Che sapemio soffrì pe' 'st'ideale, | Senza fa' tante scene | Co' le sottoscrizzioni sur giornale! | Ché puro allora se viveva male, | Ma, per lo meno, se moriva bene!'' ([[Trilussa]])
*''L'Italia sotto l'ala di metallo | si distende, tutta colli e specchi d'acqua, | come una coperta variopinta, | non ricorda il passato, alfuturo non pensa, | immersa nel presente, nell'odierna vanità –, | la tua vita d'ogni giorno''. ([[Maksim Amelin]])
*L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*L'Italia, ''tale quale è'' dà la più brutale smentita, in ogni sorta di manifestazioni, ai ciechi che la considerano come un museo storico, il reliquiario di una civiltà che muore dopo avere generato quelle dell'avvenire; che la chiamano miserabile terra dell'arte e dell'eroismo, la cui esistenza è precaria. ([[Napoleone Colajanni]])
*L'Italia, tra i paesi a democrazia parlamentare, ha sempre avuto il primato nella partecipazione dei cittadini alle scelte elettorali fondamentali. È stata questa massiccia partecipazione uno dei punti di forza della nostra democrazia. ([[Vittorino Colombo]])
*''L'Italia, una sterminata domenica. | Le motorette portano l'estate | il malumore della festa finita.<ref>La fine del campionato di calcio. {{cfr}} ''Il grande amico. {{small|Poesie 1935-1981}}'', introduzione di Gilberto Leonardi, commento di Luca Lenzini, I Grandi Classici Della Poesia, Fabbri Editori, Milano, 1997, p. 229, nota.</ref>| Sfrecciò vano, ora è poco, l'ultimo pallone | e si perse: ma già | sfavilla la ruota vittoriosa.<ref>Il giro d'Italia. {{cfr}} ''Il grande amico. {{small|Poesie 1935-1981}}'', p. 229, nota.</ref>| E dopo, che fare delle domeniche? | Aizzare il cane, provocare il matto... | Non lo amo il mio tempo, non lo amo. | L'Italia dormirà con me. | In un giardino d'Emilia o Lombardia | sempre c'è uno come me | in sospetti e pensieri di colpa | tra il canto di un usignolo | e una spalliera di rose...'' ([[Vittorio Sereni]])
*L'italiano è diventato diffidente e non crede mai a una notizia, ma quando vede che è smentita comincia a capire che qualcosa di vero c'è. Però, appena il fatto smentito accade, bisogna ricordarsi di smentire di averlo mai smentito. ([[Enzo Sermasi]])
*L'italiano è sicuro di sé perché è irrequieto ed esaltabile, e facilmente si dimentica di se stesso e degli altri. ([[Guerra e pace|Lev Tolstoj, ''Guerra e pace'']])
*L'italiano è un animale sociale; quando cerca sul serio la solitudine, l'organizza in consorzio e si fa monaco. ([[Henry Furst]])
*L'italiano medio, scapolo, divorziato o con famiglia, che passi nelle vicinanze di una bandiera italiana, sgargiante nei suoi tre colori, è ammonito di tenere un contegno assolutamente inequivoco; potrà sorridere, ma con rispetto, nei confronti di detta bandiera, e non sguaiatamente, come può accadere di ammiccare ad un compagno di bevute e sconvenienze; gli si consiglia di levarsi il cappello, ma sempre come si usa con i superiori, non, ad esempio, con i condòmini; in genere, può eseguire gesti allusivi a trepida devozione, incondizionato assenso, festosità e generico desiderio di morire in modo straziante per la medesima: tanto, egli lo sa, la sua famiglia resterà raccomandata alle cure di quella bandiera, che non dimentica i suoi figli migliori. Questo contegno non esito a giudicare saggio, prudente e, anche se ipocrita, da vero italiano. ([[Giorgio Manganelli]])
*La bellezza dell'Italia è la sua storia, il suo passato. Allo stesso tempo l'Italia deve cambiare per sopravvivere, non può conservare la sua identità. ([[Maaza Mengiste]])
*La cosa che piace meno in assoluto agli italiani è la [[guerra]]. Da quella è difficile uscire, anche se nell'ultima abbiamo fatto il capolavoro di perderla e poi di vincerla semplicemente spostando il maresciallo Badoglio al posto del cavalier Benito Mussolini. C'eravamo anche noi partigiani, s'intende, ma senza alcuno scandalo o rifiuto per gli opportuni capovolgimenti. ([[Giorgio Bocca]])
*La cultura e la lingua italiane entrano nell'anima di chi arriva e si fondono con le sue credenze religiose. ([[Kader Abdolah]])
*''La fine del mondo qua frà non farà danni | resta in Italia e ti salvi, siamo indietro dieci anni.'' ([[Club Dogo]])
*La geografia dell'Italia rende il nostro Paese uno degli ecosistemi più unici al mondo, allo stesso tempo però si tratta di un territorio fragile e insidioso; circa il 44 per cento del nostro territorio è infatti a elevato rischio sismico e quasi la totalità, il 94 per cento secondo la Protezione civile, è minacciato dal [[dissesto idrogeologico]]. ([[Francesco Maria Rubano]])
*La grande ricchezza dell'individualismo in Italia dove «un Marcel diventa ogni villan», rende difficile a un italiano accettare la gloria dei suoi compagni. Di [[Giorgio Vasari|Vasari]] ve n'è uno solo. ([[Henry Furst]])
*«La [[Monarchia]] ha fatto l'Italia.»<br/>«Proprio lei, sola sola? E come l'ha fatta? Sponte o spinte? Con le vittorie, o a furia di disfatte? E che cosa è questa sua Italia? Dov'è la gloria, il lauro e il ferro che il vostro [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] andava cercando sessant'anni addietro? Ne avete notizia voi? Siamo l'ultima delle grandi [[Nazione|nazioni]], una ranocchia gonfiata sul punto di crepare, come quella della favola. Teoricamente, filosoficamente, non mi direte che il regno d'un sol uomo su tutti gli altri suoi simili sia l'ideale. L'ideale, se siete [[Idealismo|idealista]], è tutto il contrario, è la repubblica sociale, l'[[eguaglianza]] e l'accordo di tutti. [[Utopia]], sta bene, e lo sanno anche coloro che la sostengono; ma utopia generosa, non rassegnazione antipatica, come la nostra. Generosa e pericolosa, volete dire? Andate là, che il mondo non è caduto e non cadrà, per quante riforme e per quante [[Rivoluzione|rivoluzioni]] si facciano...» ([[Federico De Roberto]])
*{{NDR|Gli aspetti più negativi dell'Italia}} La pigrizia, la chiacchiera (altro risvolto della pigrizia). I problemi, in Italia, non si risolvono: con grande acribia, si complicano, per evitare di affrontarli. (Mai che si rimuova un'automobile in un parcheggio vietato: si preferisce discutere della nuova legge sul traffico urbano). Non esiste paese dove proliferino tanti testi teorici, non uno dove si discetti con tanta passione sul sole dell'avvenire mentre la vita quotidiana ha raggiunto un punto di degradazione intollerabile. Di questo passo, l'Italia non si distruggerà: si è già distrutta ed ha un rapporto del tutto astrale con la realtà. Verrebbe fatto di pensare ad una macchinazione del potere contro il popolo: sennonché il potere non è meno pigro del popolo. ([[Erich Linder]])
*La [[storia]] considerata come una vicenda di buono e di cattivo tempo, di uragani e di sereni, ecco che cos'è la storia per un italiano. Per questo scetticismo della storia non si sono prodotti tanti tragici fenomeni in Italia, dove nulla è mai scontato interamente, dove tutti possono avere la loro parte di ragione, o dove tutti hanno torto, dove si ritrovano viventi i residui di tutte le catastrofi e di tutte le esperienze e di tutte le epoche. Ci sono ancora i guelfi, i neoguelfi, i separatisti, i federalisti, i sanfedisti, i baroni, i feudatari, ecc. Questi caratteri italiani sono l'origine delle più strane sorprese e delle più incredibili involuzioni. ([[Corrado Alvaro]])
*La ''Trasfigurazione'' {{NDR|Capolavoro di [[Raffaello Sanzio]]}} le era parsa mediocre, il [[Vesuvio]] in eruzione appena superiore ai fumaioli di [[Birmingham]]. Insomma, la sua grande obiezione contro l'Italia era che questo paese mancava di colore locale, di carattere. ([[Prosper Mérimée]])
*La visione degli italiani come maestri di doppiezza e di malizia politica per tutta l'Europa della prima Età moderna non rappresenta un puro giudizio moralistico ma implica, a mio avviso, un giudizio abbastanza preciso di una paternità, frutto del Rinascimento e della Controriforma ad un tempo, che viene ripudiata ma che è ugualmente avvertita come parte integrante della propria realtà storica. ([[Paolo Prodi]])
*Le due qualità che più apprezzo negli italiani è la loro volontà di lavorare veramente esemplare e il fatto che ovunque essi vadano cercano di assuefarsi alle condizioni locali e di vivere in armonia con le genti del posto. ([[Haile Selassie]])
*Le orde di Celti, Goti, Vandali e Longobardi le quali in tempi storici invasero l'Italia offrono un esempio di quello che la penisola deve avere sopportato durante le varie migliaia di anni che precedettero la [[fondazione di Roma]]. L'ottimo clima e la lussureggiante vegetazione del suolo, assai più ricca di quella del Mediterraneo orientale, hanno sempre attirato eserciti di migranti dall'inclemente settentrione. E quando ciascuna orda di invasori fu divenuta indolente sotto la snervante influenza dell'ambiente, a sua volta dovette cedere il posto ad una popolazione più intraprendente non ancora snervata. ([[Tenney Frank]])
*Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l'Italia ma semplicemente al timore che l'Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all'Europa intera. ([[Umberto Eco]])
*Lo Stato italiano<ref>Il brano, scritto nel 1920, si riferisce al Regno d'Italia costituito sotto la monarchia Sabauda.</ref> è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'[[Questione meridionale|Italia meridionale]] e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di [[Brigantaggio|briganti]]. ([[Antonio Gramsci]])
*Ma il nostro è un paese ''laico e democratico'' dove un [[Mario Monti|presidente del consiglio]] che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al [[Papa Benedetto XVI|Papa]]. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come ''Padre Pizzarro'' è che l'Italia sembra spesso uno stato teocratico ''di fatto''. ([[Corrado Guzzanti]])
*Ma intanto, della cresciuta gloria di [[Dante Alighieri|Dante]] congratuliamoci, come di felice augurio colla nostra età, colla nostra [[Patria]]. Ella ha molti altri grandi scrittori, anzi i più grandi in ogni arte o scienza moderna; il più gran lirico di amore, il più gran novellatore, il più grand'epico grave, il più grande giocoso, il più gran pittore, il più grande scultore, il primo de' grandi fisici moderni e il maggior degli ultimi: [[Francesco Petrarca|Petrarca]], [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], [[Torquato Tasso|Tasso]], [[Ludovico Ariosto|Ariosto]], [[Raffaello Sanzio|Raffaello]], [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Galileo Galilei|Galileo]] e [[Alessandro Volta|Volta]]. Vogliam noi glorie, vanti, supremazie? Non ci è mestieri ire in cerca d'ignoti o negati. Tutti questi ce ne daranno. ([[Cesare Balbo]])
*Malgrado tutto quanto è stato detto del Kent, del Surrey e del Sussex, non potemmo fare a meno di riflettere a quanto sia povera di quel cuscino adiposo rappresentato dai rilievi montani qualsiasi nazione se confrontata con l'Italia. ([[Samuel Butler]])
*Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po': potrebbe essere il motto nazionale. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Riferito agli italiani}} [[Max Ascoli]], famoso antifascista, diceva: "l'intelligenza è la nostra forma di stupidità". Voleva dire: siamo così intelligenti che diventiamo [[furbizia|furbi]], e da furbi poi diventiamo [[stupidità|fessi]] e non sappiamo fare nemmeno i nostri interessi. ([[Beniamino Placido]])
*Metello diventò vero italiano e vero uomo: prima ancora di essere elencato nei registri del comune, si trovò registrato negli elenchi della polizia. ([[Vasco Pratolini]])
*Mi mancano gli italiani, il modo in cui si riuniscono per cenare, le loro priorità. ([[Diane Lane]])
*Moltissimi italiani erano all'oscuro di quello che egli {{NDR|[[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]}} aveva cercato di dir loro; per anni, «l'Italia», o meglio «la Talia», continuò ad essere ritenuta, da alcuni meridionali, la moglie di [[Vittorio Emanuele II di Savoia|Vittorio Emanuele]]. ([[Denis Mack Smith]])
*Nel paesaggio italiano c'è qualcosa di talmente simpatico, di talmente umano! Non è infinità e distesa, non è un paesaggio dagli orizzonti sconfinati; è vasto e lontano, tuttavia gli elementi che lo compongono sono sempre limitati e finiti. E inoltre, è aggiustato così bene, con tanta cura e laboriosità dalla mano dell'uomo, ed è così variopinto! Sono contento che gli uomini siano riusciti ad addomesticarlo, ad adattarsi ai suoi capricci geografici, ai suoi rigonfiamenti, alle sue depressioni, ai suoi pendii, riuscendo sempre a conservare l'equilibrio tra indiscrezione e indifferenza, tra violenza e rassegnazione. ([[Tadeusz Breza]])
*Nel vostro paese mi è stata offerta l'opportunità di fare sempre delle ottime cose. Del resto, in campo cinematografico, l'Italia è indiscutibilmente un paese-guida. ([[Charlotte Rampling]])
*Nessuna nazione più della nostra, se volge lo sguardo verso la propria storia, vede integralmente partecipi dell'intellettuale e civile suo progresso i propri [[Letterato|uomini di lettere]]; nessun'altra nazione più di questa ha il dovere di onorare coloro che professano le lettere, perché nessun'altra può darsi vanto di essere stata civilmente sempre grande anche se, politicamente, caduta in schiavitù; quella gloria che in certe età a l'Italia soldati o principi non seppero dare gli scrittori, gli artisti le procurarono; per i versi e per le prose che in essa echeggiavano, non meno che per lo splendore delle sue alte cupole ornate d'affreschi e benedette dal sole, non meno che per ardir di naviganti, genio di scienziati o abilità di commercianti, questa Italia bella, anche quando gareggiavano le discordie interne e la straniera avidità per trarla a rovina, continuava ad essere la pura luce splendente nelle tenebre da cui non s'eran sapute anco liberare molte altre nazioni, il tempio sacro in cui si custodiva la gloriosa tradizione classica, in una parola, il cervello del mondo. ([[Romeo Gallenga Stuart]])
*Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è oramai seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tira a non perdere il posto. ([[Giovanni Sartori]])
*Noi italiani, che nel miracolo economico eravamo dentro fino al collo, non parlavamo d'altro; con perplessità, orgoglio, scetticismo, ma soprattutto con speranza, gli uomini della strada; con «moderata» fiducia, gli uomini politici al potere; con cognizione di causa e assoluto ermetismo, gli economisti; con astioso sarcasmo, gli uomini politici all'opposizione; con slancio, ottimismo ed entusiasmo, l'uomo del giorno che era Enrico Mattei, presidente dell'ENI. ([[Alfredo Pigna]])
*Noi italiani facciamo la vita da generale con la paga del caporale. Un miracolo di acrobazia economica che soltanto un italiano può realizzare. ([[Sergio Cragnotti]])
*Noi Italiani meno degli altri possiamo aprir l'animo ai facili entusiasmi quando si tratti di pronunciare un giudizio sulla letteratura d'un altro popolo. Noi che abbiamo dato al mondo poeti come Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Parini, Alfieri, Monti, Foscolo e Leopardi e prosatori dell'altezza di Boccaccio, Macchiavelli, Guicciardini, Sarpi, Gozzi e Manzoni, noi che abbiamo in Firenze quel tempio sacrato alla gloria imperitura dell'arte e del pensiero italiano: Santa Croce, noi non possiamo eccedere nella ammirazione e siamo di diritto giudici severi e competenti quando un'altra nazione ne chieda il nostro parere sul valore dei suoi letterati e sulla parte che rappresenta nella storia della civiltà la sua letteratura. ([[Carlo Formichi]])
*Noi Italiani resteremo i nipoti di [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], di [[Publio Cornelio Tacito|Tacito]], di [[Dante Alighieri|Dante]], di [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], slattati da [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], da [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], da [[Giuseppe Giusti|Giusti]] non torneremo indietro, né muteremo strada per dar retta ai ciarloni. ([[Ippolito Nievo]])
*Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, tutti. E il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose. Articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme, e questo è un capitale enorme. E per questa italianità c'è sempre posto a tavola per tutto il resto del mondo. ([[Renzo Piano]])
*Noi italiani [...] subiamo la depressione all'estero e la sfiducia intima, per contraccolpo delle guerre perdute, degli insuccessi sul mare e in terra. Gli stranieri facilmente sono tratti al dileggio, perché ci credono inetti ad offendere e a difenderci – e ci rinfacciano troppo spesso le continue disfatte ; – noi, a nostra volta perdiamo la fede nel prestigio delle armi nostre e ci sentiamo menomati al confronto di popoli più di noi belligeri e oltracotanti per la memoria dei bellici allori, quasi questi li rendessero di sangue più nobile, più vivo e meno degenerato del ''gentil sangue latino''. ([[Gian Giacomo Felissent]])
*Noi non abbiamo, no, la poesia di far l'Italia; noi non abbiamo che la prosa di vederla fatta; ed a questi patti sarebbe meglio che [[Carlo Pepoli|Pepoli]] continuasse a scriver commedie e [[Emilio Visconti Venosta|Visconti]] articoli; il cannone a tacere e [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] a parlare. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Noi qui buttiamo tutte le colpe addosso agli altri. Ma bisogna fare i conti anche col popolo italiano. Siamo noi che li abbiamo eletti questi signori. Sono mica piovuti dalla luna. E allora non accaniamoci soltanto sulla classe politica. Noi siamo un elettorato disposto a ogni sorta di transazione, quando ci fa comodo. ([[Indro Montanelli]])
*{{NDR|Sull'[[immigrazione in Italia]]}} Noi siamo l'Italia, fondata sul principio di solidarietà del riconoscimento dei diritti inviolabili e universali dell'uomo, che vanno difesi ad ogni costo e in qualunque latitudine, ovunque si trovi un uomo, anche in mezzo al mare. ([[Ida Carmina]])
*Noi Tedeschi e le restanti nazioni, siamo ingenui, quasi una nuda tavola; gli Italiani invece sono dipinti di tutte le false opinioni che è difficile abbandonare, ed i peggiori sono i più adatti ad abbracciarle. Gli Italiani infatti condannano tutte le altre nazioni, mentre proprio loro sono abominevoli. I loro digiuni sono più splendidi dei nostri più lauti banchetti. ([[Martin Lutero]])
*Noi vediamo l'Italia come un Paese bello, allegro, generoso e musicale, il Paese che ci ha regalato il Cremlino, e in cambio noi dobbiamo ascoltare la canzone [[Al Bano|Felicità]] fino all'ultimo giorno di vita! ([[Ivan Urgant]])
*Non c'è dubbio che l'Italia non possa rinunciare alla filiera dell'[[acciaio]], l'Italia è la seconda potenza manifatturiera d'Europa, non può rinunciare a produrre acciaio, ma è altrettanto evidente che questo passi da decisioni strategiche per la città di [[Taranto]]. ([[Ilaria Cavo]])
*Non c'è quasi varietà di paesaggio nel mondo che non si trovi in Italia, e non c'è quasi aspetto d'Italia, montano, ubertoso o desolato, che non si ritrovi in miniatura nelle sue isole, la Sicilia e la Corsica: ma dove l'arte dell'uomo ha posto il suo suggello, il luogo, per vario che sia, cessa di richiamare aspetti esotici, per assumere un volto inequivocabilmente italiano. ([[Mario Praz]])
*Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il [[Maurizio Gasparri|capogruppo del partito di maggioranza]] commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il [[Umberto Bossi|leader di un altro partito di governo]] abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|altro autorevole leader di quel partito]] abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|sindaco del Nord]] inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che [[Marcello Dell'Utri]] (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il [[Silvio Berlusconi|premier]], proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un [[Francesco Cossiga|ex presidente della Repubblica]] rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato. ([[Michele Serra]])
*''Non è questa la mia Italia, non è questa la mia patria! || La mia patria è un impero con lo sguardo fisso al sole! | È una legione, la tradizione, è una visione, è un codice d'onore! | La mia patria è là dove si combatte per la mia idea! | È una comunità, è un'identità, la mia patria è questa qua!'' ([[Ultima Frontiera]])
*Non è vero che l’Italia non spende, la verità è che sino a questo momento ha speso male. ([[Ylenja Lucaselli]])
*Non fu per caso che l'Italia divenne la patria del [[Rinascimento]] e perciò la culla del pensiero moderno. In Italia meglio che in ogni altro luogo si era mantenuto il legame coll'antichità, ed allorché venne di nuovo tratta alla luce la letteratura antica, poterono gli Italiani appropriarsela in modo autonomo e tutto loro proprio, poiché essa era l'opera della loro stessa antichità, carne della loro carne, ossa delle loro ossa. ([[Harald Høffding]])
*Non serviva la [[Alluvione di Ischia del 2022|vicenda di Ischia]] per scoprire che l'Italia è un Paese così fragile dal punto di vista idrogeologico, segnato dal consumo di suolo e dall'[[abusivismo edilizio]], in cui i [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]] impattano in maniera ormai drammatica sulle nostre vite, generando rischi, danni, distruzione, che fino a poco tempo fa pensavamo impossibili. ([[Chiara Braga]])
*Non siamo né credibili, né seri. Nessuno più investe in Italia e chi ci presta soldi vuole tassi usurari. La nostra immagine è a pezzi. Chi lavora con l'estero prova una profonda umiliazione, cui si accompagna un sempre crescente moto d'ingiustizia, per come viene trattato il nostro Paese. ([[Ferruccio de Bortoli]])
*Non siamo [...] un Paese di materie prime. La nostra materia prima si chiama capitale umano. ([[Maurizio Lupi]])
*''O d'ogni vizio fetida sentina, | dormi, Italia imbriaca, e non ti pesa | ch'ora di questa gente, ora di quella | che già serva ti fu, sei fatta ancella?'' ([[Ludovico Ariosto]])
*''O madre grande d'ogni messe, o grande | madre d'eroi! D'oro e d'incenso abbondi, | nessuna terra è più di lei ferace. | Qui piene spighe, qui rigoglio d'uve, | qui pingui ulivi, qui fecondi armenti. | Il bel cavallo qui le zampe al trotto | scambia a test'alta; qui con lenta possa | muovono i bianchi bovi trionfali. | Pascon, la guerra e la vittoria, insieme! | Qui tiepide aure e il fiore d'ogni mese. | Eppur non tigri, non leoni, o l'erba | che buona sembra a cogliere, che uccide; | né il serpe striscia in terra lungo, e s'alza | ravvolto a spire... E quanta opera d'uomo! | Quante massiccie acropoli sui monti! | E quanti fiumi specchiano le grandi | mura di preromulee città! || I suoi due mari? dove il [[Po]] travolge | lo stillicidio de' ghiacciai su l'Alpi, | e dove il sacro Tevere conduce | l'acque di neri sotterranei laghi?'' ([[Giovanni Pascoli]])
*«Ora che l'Italia è fatta, bisognerebbe unificare le cucine italiane!»<br/>«Ardua impresa. Si potranno federare; se pure!» ([[Federico De Roberto]])
*Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i [[Giornale|giornali]], li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Paese profondamente diviso e smarrito: si rimettono in discussione i capisaldi della storia nazionale condivisa, c’è un involgarimento del discorso pubblico. ([[Massimo D'Alema]])
*Paese profondamente e smarrito diviso in un nord ricco che sente il sud come un peso e di un Mezzogiorno che riscopre l’etica borbonica. ([[Massimo D'Alema]])
*Parlavano della futura Italia [...] ma si sentiva che non importava loro un fico secco della vita pur di farla libera, questa vecchia patria, e grande. [...] «I nostri figli ci faranno il monumento, ma dopo verranno, mi capisce, con licenza, quelle figure porche dei nostri nipoti, e mi par di sentirli: "Come l'han fatta da cani", diranno, "quei vecchi insensati l'Italia!".» ([[Antonio Fogazzaro]])
*[[Paradiso]] è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano; il tutto organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero; e l'organizzazione affidata agli italiani ([[John Elliot]])
*{{NDR|Rispondendo a Henry Fothergill Chorley che aveva detto male degli italiani nel suo romanzo Roccabella}} Pensate, se voi e io fossimo italiani, e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io essere migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no. ([[Charles Dickens]])
*Per me credo che nel nostro popolo, {{sic|a malgrado}} di certa sconcezza e trivialità di apparenze, ci sia tanto sentimento morale ancora vivo da poterci fondar sopra una buona educazione civile. Chi è contristato dai vizi dell'operaio delle città, volga gli occhi al popolo cento volte più numeroso delle campagne; e vedrà se è virtù in quelle genti laboriose, che non hanno altro conforto che la famiglia, altra rimunerazione che un tozzo di pan nero. Tutto sommato, credo che l'Italia abbia meno plebe di molte altre nazioni. ([[Marco Tabarrini]])
*Perché mai non dovremmo più tornare in Italia? Perché, mi rispose, l’Italia per noi non è un paese da visitare come turisti, ma un sentimento. E una volta che l’abbiamo abbandonato, non possiamo più ritrovarlo… non avremmo davanti che città, pietre, uomini. L’Italia è un intreccio di sentimenti, come l’amore. E’ l’ultimo grande dono che il mondo offre a uomini senza patria, disse, e anche agli italiani, perché molti di loro sono già diventati apolidi, nella loro adorata Italia… ([[Sándor Márai|Sandor Marai]])
*''Piangi, che ben hai donde, Italia mia.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*Poco fa [...] ho sentito la tristezza opprimente dell'Italia, tristezza incomprensibile poiché l'italiano è allegro. Perché queste stradette chiassose mi provocano una malinconia così singolare? Eppure io amo l'Italia, ma la mia patria vera è nel Nord. Niente mi alleggerisce di più il cuore quanto il vedere un filare di betulle sotto un cielo grigio... ([[Julien Green]])
*Portatemi via da questa terribile Italia, dove ogni cosa mi deride, mi rimprovera, mi tormenta, mi elude. Via da questa terra di bellezza impossibile! ([[Henry James]])
*Possiamo dirlo a cuor leggero: gli italiani hanno tormentato assai il Nostro paese però hanno fatto anche cose buone. Nulla di nuovo, nulla di miracoloso: bisogna precisarlo. Inoltre bisogna chiarire che, se non avessere fatto qualcosa di positivo, avrebbero avuto contra tutta la popolazione: dovevan pur tenersi buona la popolazione. Però... Ecco, diciamo che se in un senso essi interruppero quel che Noi avevamo incominciato, in un altro senso lo continuarono. E oggi siamo ben felici di aver protetto gli italiani al Nostro ritorno. ([[Haile Selassie]])
*''Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, | proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. | E solo perché sei cattolica, non puoi pensare | che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male. | Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Quando penso all'Italia penso solo alla luce di questo paese. Sopra gli uomini, i tetti. Chissà che non riesca a scendere più in basso, a illuminarci... ([[Giuseppe Sinopoli]])
*Quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca. ([[Hernán Crespo]])
*Quando un italiano mi dice che c'è della pasta sul mio piatto, controllo sotto la salsa per esserne sicuro. ([[Alex Ferguson]])
*Quando vi dicono che gente della mia terra è morta, diffidate: ha camminato molto nel mondo, per secoli, e può darsi che qualche volta gli venga il sonno pesante per la fatica, ma al momento di fare i conti si sveglia sempre, e i conti senza noi non si possono chiudere. Sembra un giuoco ed è storia. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'')
*Quanto più m'addentro in questo paese tanto maggiormente rimpiango di non averlo visto dieci anni fa. Non l'avrei osservato meglio; ma certo ne avrei goduto di più. L'Italia ha tutto lo splendore, l'ingenuità, l'ispirazione della gioventù; e sento che, col giudicarla freddamente, non è possibile imparare a conoscerla. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
*Questa è l'Italia sacra agli [[Dei]]. ([[Plinio il Vecchio]])
*Questa Italia, che fu lungamente palestra dell'ambizione, bersaglio della cupidigia straniera e spettacolo miserando d'interne scissure e di fratricide contese, questa Italia offrirà al mondo l'esempio della concordia cittadina, dell'ordine, del progresso e della libertà. ([[Giuseppe Biancheri]])
*Questo longitudinale paese che oggi s'identifica nello stereotipo nazional-geografico di stivale (solo verso la metà del Seicento s'incominciò a vederlo sotto la "forma di uno stivale") veniva nei secoli precedenti immaginato "a guisa di una croce posta in lungo dalle Alpi e dallo Appennino infino a Regio et alli lidi di Calavria". Oppure era visto "a simiglianza d'una fronda di quercia, più lunga che larga", come l'avevano nell'antichità classica definita [[Plinio]] e Solino, immagine ripresa da Fazio degli Uberti e poi da Flavio Biondo, "Molto simile ad una pampana di quercia". ([[Piero Camporesi]])
*Questo paese perde in tutto: abolisce la differenza dei gusti, ma non la divisione delle classi [...] ([[Roland Barthes]])
*Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere. ([[Alberto Ronchey]])
*Sa perché noi italiani abbiamo spesso tollerato la [[burocrazia]] e i suoi misfatti? Perché la burocrazia era la mamma, il ventre molle e accogliente nel quale sparire e riemergere il [[27 (giorno del mese)|27 di ogni mese]]. Tra coloro che ce l'avevano fatta c'era la granitica convinzione che ogni cosa che accadesse fuori non li riguardava. ([[Gigi Proietti]])
*Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che in Italia siamo molto bravi a tirare su i vincenti e tifare per loro. E al contempo siamo bravissimi a criticare quelli che invece sono in difficoltà. Dovremmo essere più fieri dei grandi campioni che abbiamo. Perché ne abbiamo. ([[Carolina Kostner]])
*Se gli italiani possedessero l'etica del lavoro dei giapponesi, potrebbero essere i padroni del pianeta. Grazie al cielo non ce l'hanno. ([[Bill Bryson]])
*Sì, io non mi quieterò mai fino a che l'Italia non sia libera; ma quando dico di ciò fare, non intendo, e lo dichiaro altamente, di essere il cieco strumento o di un partito o di un individuo: l'Italia, la sua indipendenza, la sua libertà: ecco gli oggetti per cui darò il mio sangue. ([[Felice Orsini]])
*{{NDR|Noi italiani}} Siamo stati i primi ad usare il termine teorema come sinonimo di "fandonia calunniosa dedotta con sofismi". ([[Lucio Russo]])
*Siamo tutti convinti che nobilitare l'aratro colla robusta e onorata mano dei nostri soldati sarebbe uno degli equivalenti della fortuna d'Italia, perché la fortuna d'Italia è necessariamente agricola. ([[Guido Baccelli]])
*Siete troppo linfatico per un greco, troppo vivace per un olandese, parlate da mezz'ora con un uomo di cui non sapete il nome, non sieste tedesco. Parlate poco, non siete francese. Viaggiate senza servitori, non siete russo; non avete le mani sudicie di tabacco, non siete uno spagnolo. Non portate diamanti alla camicia, non siete un americano del Sud; non vi pigliate i piedi in mano, non siete un americano del Nord. Dunque, siete italiano. ([[Ferdinando Martini]])
*So che gli italiani non gradiscono arrivare ultimi [...]. Questa non è l'Italia che conosco e che amo. Gli italiani sono il popolo più generoso che io abbia mai conosciuto; come pubblico, come amici, sanno essere calorosi e generosi come nessun altro. ([[Bono]])
*Sono completamente innamorato dell’Italia: dieci anni fa per me era un periodo nero e se ora sto bene, scrivo e sono felice lo devo al mio incontro con la [[Sicilia]]. ([[Jim Kerr]])
*{{NDR|Parlando degli italiani}} Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l'Italia in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile. ([[Stendhal]])
*Sono croato, ma l'Italia è la mia seconda patria. Prima di tutto ho imparato una lingua bellissima, ho conosciuto una cultura che ha insegnato e influenzato tutto il mondo in diverse direzioni. L'Italia mi ha fatto crescere in ogni senso e sono grato. Siete e sarete un Paese fantastico. Ma siete anche ipercritici e perdete autostima. La vostra, come la nostra, classe politica vi ha derubati. Ci hanno rubato il sorriso e l'ottimismo. Uno deve essere forte per non subire questa cosa, e non è facile. ([[Zvonimir Boban]])
*Sono fortunato perché sono nato italiano e avrei potuto appartenere a qualsiasi altra nazione, ma il mondo sarà degli italiani perché solo gli italiani hanno creato il fascismo. ([[Chino Alessi]])
*Sono il pio Enea, noto per [[fama]] oltre i cieli, e con la flotta mi porto appresso i Penati scampati al nemico. Cerco la patria Italia e gli avi miei, nati dal sommo Giove. ([[Virgilio]])
*Sono un italiano orgoglioso di esserlo, sono fiero per i nostri pregi e spesso mi rammarico per i nostri difetti. L'italiano è un personaggio eccezionale. In tutto. Anche quando inizia a volerti bene. Perché è da lì che possono iniziare i tuoi problemi, se è di te che gli italiani si innamorano. Gli italiani sono commoventi, coinvolgenti, esaltanti. Ma anche eccessivi, opprimenti, invadenti, irrispettosi. Non so chi sia quel tale che ha detto che gli italiani ti perdonano tutto tranne il successo, però so che è così. Questa cosa è assolutamente vera. ([[Valentino Rossi]])
*Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'Italia è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il [[denaro]] e per il [[successo]]. ([[Guido Piovene]])
*Tranne forse gli animali delle favole di [[Jean de La Fontaine|La Fontaine]], nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri [[dovere|doveri]] e fare i propri comodi. ([[Fruttero & Lucentini]])
*Un torto marcio abbiamo noi italiani, ed è lo apporre tutto ai governi, quando sappiamo pure che ogni popolo ha il governo che si merita. ([[Giovanni Siotto Pintor]])
*Un viaggio in Italia ci porta davanti alla società più mobile, più fluida e più distruttrice d'Europa. [...] In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno. Gli italiani non temano di essere poco futiristi. Lo sono più degli altri, senza avvedersene, sebbene questo non significhi sempre essere più avanzati. [...] In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti di ogni specie; in nessun altro, quasi per tacito accordo di affaristi e sociologi, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo. [...] Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei paesi di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa. ([[Guido Piovene]])
*Una nazione nasce per volontà di un popolo che vi si identifica, l'Italia invece è stata fatta al contrario: [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ha disegnato i confini e chi era dentro era italiano. ([[Renzo Bossi]])
*Una pace fradicia e senza dignità, e la lunga dissuetudine della nazione dal nobile mestiere delle armi, è stata la ruina d'Italia. ([[Heinrich von Treitschke]])
*Una sera a cena {{NDR|Mao}} espose una sua teoria secondo la quale i popoli che amano mangiare pepato sono rivoluzionari. Citò prima di tutto la sua provincia, lo Hunan, terra che ha generato famosi rivoluzionari. Poi, per dimostrare la sua asserzione, passò alla Spagna, al Messico, alla Russia e alla Francia, ma ridendo forte, dovette riconoscersi battuto quando qualcuno ricordò come la ben nota passione degli italiani per il pepe rosso e l'aglio contraddicesse la sua teoria. ([[Edgar Snow]])
*Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c'è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni. ([[Fausto Bertinotti]])
*''Vidi l'Italia col crin sparso, incolto, | Colà, dove la [[Dora]] un po' declina, | Che sedea mesta, e avea ne gli occhi accolta | Quasi un'orror di servitù vicina. || Né l'altera piagnea; serbava un volto | Di dolente bensì, ma di reina; | Tal forse apparve allor, che il piè disciolto | A i ceppi offrì la libertà latina''. ([[Eustachio Manfredi]])
*Voglio farti ubriacare e tirarti fuori il fegato e metterti un buon fegato italiano e farti ritornare un uomo. ([[Ernest Hemingway]])
===[[Geminello Alvi]]===
*Il grande male dell'Italia sono i difetti che rovinano lo [[Stato]]; era quello che doveva riformarsi e non la lira.
*Il male dell'Italia ormai è tale da aver pervaso quasi tutto, e solo il tagliare spese allo Stato, e possibilità di favori alla politica, può risolverlo. Non certo una «tv dei ragazzi», viziata, non adatta agli affari adulti.
*In Italia il criterio di successo di una politica economica [...] è la diminuzione del residuo della pubblica amministrazione, quindi le tasse e spese statali. Ci hanno provato con troppa timidezza. Erano del resto quasi tutti una volta democristiani, complici della fine dello Stato in Italia.
*In quest'Italia agli adulti si concede di fingersi vecchi per andare in pensione, ma poi da pensionati di regredire a giovani.
*La nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria, in leggerezza, lasciando dietro di sé un profumo di non certezza. Al quale poco si bada, ché proprio tutto in Italia partecipa di un elemento d'aria: il bene, il male e persino il rimorso, chè un pentirsi già pentito prima di dirsi.
*La parte della mente che gli italiani applicano per capire l'economia, ossia la circonvoluzione del cervello dove si riflettono le chiacchiere dei giornali, è tra le più malmesse. I pregiudizi vi s'avvinghiano tra pochi fatti, composti spesso di verità scadute.
===[[Luigi Barzini junior]]===
*Gli italiani in genere sono convinti che raramente i mali dell'uomo possono essere guariti ma solo alleviati, e le catastrofi essere evitate ma solo qualche volta mitigate. Per questo, in ogni loro attività, preferiscono scivolare con eleganza sulla superficie debitamente decorata e lasciare inesplorate le tragiche profondità.
*Il [[sospetto]] che quanto ci circonda in Italia possa talvolta essere una messa in scena è preoccupante. Empie d'angoscia gli adolescenti che hanno ricevuto un'educazione seria, quando crescono e se ne accorgano. Il piacere che gli stranieri provano nel nostro paese rimane amareggiato, quando essi prolungano il soggiorno, dai dubbi e dalla diffidenza. I [[Diplomazia|diplomatici]] stranieri a [[Roma]] dicono sconsolati: «L'Italia è l'opposto della [[Russia]]. A [[Mosca (Russia)|Mosca]] non si sa niente, eppure tutto è chiaro. A Roma tutto è pubblico, non esistono segreti, ognuno parla, le cose vengono talora ostentate in modo addirittura vistoso, eppure non si capisce niente.»
*In Italia l'uomo non è mai solo con i suoi pensieri, si sente sempre immerso nell'umanità, tutto intorno a lui sembra chiaro e aperto. Rappresentazioni così pittoresche e verosimili degli elementi naturali, dei paesaggi, degli esseri umani e dell'architettura costituiscono una sorta di eterno romanzo sceneggiato.
*L'italiano non di rado è capace di pronunciare parole gravi e sincere (suggerite dall'ira, dalla gelosia, dalla necessità di difendre i propri interessi e la propria dignità, o il suo appassionato amore) e, al contempo, di guardare con la coda dell'occhio per accertarsi dell'impressione che sta facendo sugli astanti.
*La [[menzogna]] cortese e l'[[adulazione]] possono certamente riuscire utili in determinate occasioni, ma, nella maggior parte dei casi, debbono essere onestamente classificate tra gli espedienti escogitati per rendere la convivenza umana decorosa e piacevole. Sono lubrificanti che fanno scorrere con minori attriti i rapporti tra uomini. L'[[adulazione]], in qualche modo, fa sì che anche l'uomo più diffidente si senta importante, più fiducioso, e di conseguenza più indulgente, generoso e quasi [[Magnanimità|magnanimo]]. È così comune in Italia da passare praticamente inosservata.
===[[Giorgio Bassani]]===
*{{NDR|In Italia}} Dopo la dittatura non si è verificato il trapasso alla democrazia, ma solo la spartizione fra i partiti del potere e dello spazio politico. Siccome lo Stato non c'è, gli intellettuali, a seconda delle loro inclinazioni ideologiche, si lasciano assorbire dai vari potentati.
*La natura e la storia, in Italia, sono così tanto apparentate fra di loro che sarebbe impossibile separarle. Il territorio nella sua configurazione naturale è praticamente inesistente; nel tempo, in tutto il paese, la natura è stata rimodellata o quanto meno segnata dal lavoro dell'uomo.
*Ma l'Italia – io lo ricordo sempre agli americani – è la matrice culturale del corso moderno. Senza il ripensamento critico del passato avvenuto nel rinascimento, il mondo, che era antico, non sarebbe diventato moderno. Il patrimonio artistico è la prova, la testimonianza puntuale, del processo spirituale che ha cambiato il profilo della civiltà. È per questo motivo che l'Italia, per me, ha un un carattere «sacro».
*Soltanto in Italia, infatti, si è verificata la convivenza armonica della pienezza dell'arte (pensiamo, ad esempio, al caso di Michelangelo) con la pienezza della vita: cioè con il suo contrario: perché l'arte è una cosa, la vita un'altra.
===[[Giosuè Carducci]]===
*''Impronta Italia domandava Roma, | Bisanzio essi le han dato.''
*''Italia | assunta novella tra le genti''.
*''La nostra patria è vile.''
*''Maledetta | sii tu, mia patria antica, | su cui l'onta de l'oggi e la vendetta | de i secoli s'abbica!''
===[[Massimo d'Azeglio]]===
*Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ''ab antico'' il loro retaggio; perché pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna, prima, che riformare sé stesso.
*Il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati d'alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani.
:Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani.<ref>La frase viene spesso attribuita a [[Massimo d'Azeglio]] in diverse forme. In realtà essa rappresenta una sintesi non completamente fedele di un pensiero espresso dallo stesso d'Azeglio ne ''I miei ricordi'' (1867). Molte fonti riportano che il primo a citare la frase di d'Azeglio in questa forma fosse stato [[Ferdinando Martini]] nel 1896 e per questo motivo qualcuno arriva ad attribuire questa versione della frase allo stesso Martini. In realtà le prime attribuzioni a d'Azeglio di questa versione (o comunque di versioni molto simili) della frase risalgono a ben prima del 1896: ''Rivista sicula di scienze, letteratura ed arti'' (1870), conferenze di [[Francesco De Sanctis]] a Napoli (1872-1873), ''L'Italia vivente'' di Leone Carpi (1878). Ne deriva che l'attribuzione a Martini è indubbiamente erronea.</ref>
:Se vogliono fare l'Italia, bisognerà che pensino prima a fare un po' meno ignoranti gli Italiani.<ref>[[Ferdinando Martini]] narra che d'Azeglio avrebbe pronunciato tale frase in un colloquio a Montecatini.</ref>
*L'Italia è l'antica terra del ''[[dubbio]]''. [...] Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del ''dolce far niente'' italiano.
===[[Fabri Fibra]]===
*Gli italiani vivono malissimo il lavoro. Meno male che è nel primo articolo della Costituzione, che è decisamente da cambiare. [...] Propongo di cambiare questo benedetto primo articolo della Costituzione: l'Italia è una Repubblica democratica (questo lo teniamo) fondata su: le ferie e le vacanze, l'evasione fiscale, l'arte (che non si mischia mai coi soldi, ricordiamolo) e il lavoro degli altri. Non del mio.
*''In [[Inghilterra]] sei al verde? Avrai un sussidio. | In Italia sei al verde? Io non ti invidio. | In Italia sei gay? Ti sfotte la gente. | In Inghilterra sei gay? Ti fanno dirigente.''
*''In Italia non c'è più destra e sinistra, | il potere calpesta e amministra.''
*L'italiano non vuole regole, qualunque tipo di regola ci sia, l'italiano vuole infrangerla, cioè, vuole infrangerla senza infrangerla, vuole raggirarla nella maniera in cui tutti gli altri la raggirano. Infatti, raggirare la legge come tutti gli altri non vuol dire infrangere la legge, significa semplicemente fare come tutti gli altri.
===[[Ennio Flaiano]]===
*Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
*Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
*Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
*L'Italia è un paese dove sono accampati gli italiani.
*In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.
*Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti e di cognati...
===[[Giorgio Gaber]]===
*''Abbiamo fatto l'[[Europa]], | facciamo anche l'Italia''.
*''Io non mi sento italiano, | ma per fortuna o purtroppo lo sono.''
*''Mi scusi Presidente | ma questo nostro Stato | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente.''
*Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito. Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai. Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero. Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma. Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie.
===[[Antonio Gallenga]]===
*È pure innegabile il diritto dell'Italia ad esser chiamata «il paese della bellezza.» E il «giardino d'Europa,» e non v'è luogo, neppure nelle località relativamente più monotone, in cui l'occhio non sia rallegrato dagli effetti combinati della terra e dell'acqua, dell'aria e della luce. Ma se la natura, in Italia, ha fatto per l'uomo tutto quello che poteva, bisogna convenire che l'uomo le ha mal corrisposto cercando in ogni maniera di guastare l'opera sua; che egli ha defraudato tanto la sua terra quanto il suo clima di tutti quei vantaggi dei quali era gli stato concesso il godimento, e ciò spogliando spietatamente i monti delle loro foreste primitive, che la Provvidenza aveva {{sic|inalzate}} a tutela delle regioni più basse.
*Gl'Italiani sono considerati come una bella razza, e le loro donne sono sempre più avvenenti verso la fine della stagione invernale breve ma rigida, allorché la salubre tramontana ha richiamato sulle loro carnagioni brune un vivace colorito roseo che il caldo estivo aveva fatto scomparire, ed ha rinforzato le loro forme eleganti e rotondette, che, il soffocante scirocco aveva abbattute ed infiacchite. Ma per le strade affollate, specialmente a [[Torino]], tra la gente di bell'aspetto, scorgete subito, appena arrivati e in un giorno solo, un maggior numero di nani, di storpi, una maggior varietà di gobbi, di ammalati deformi e disgustosi, di quello che potreste vedere a [[Londra]] in un anno intero. Le cause di questo doloroso spettacolo non si conoscono ancora bene.<br>Pare che la razza nei suoi strati più bassi sia stata, di generazione in generazione, mal nutrita, male alloggiata, viziata e corrotta; né ai disordini che tengon dietro ai peccati dei padri si potrà forse se non col tempo portar rimedio nei deformi e sventurati discendenti.
*L'emancipazione di un popolo Italiano richiede totale rigenerazione. Il degradamento dell'Italiano data almeno dal 1530. Saremo noi accusati di soverchia sfiducia se crediamo non potersi aver piena redenzione prima del 1900? Lungo servaggio ha snaturato l'Italiano; il dosso curvo per tanti anni sotto il giogo non potrà raddrizzarsi che dopo due o tre generazioni.
*Quando la politica non gli va a verso l'Italiano si limita a non occuparsene. Ragiona così: le faccende del paese sono le faccende di tutti, ossia di nessuno; certo non sono faccende ''sue''.
===[[Cesare Garboli]]===
*{{NDR|Riferendosi al sesto canto del ''Purgatorio'' di [[Dante Alighieri]]}} Noi siamo stati il giardino dell'Impero, come diceva [[Dante Alighieri|Dante]]. Siamo simili a un Efebo dentro al quale tutti gli altri stati hanno desiderato stare, ammirati della sua bellezza. Quando abbiamo smesso di essere un bel ragazzo che l'ha preso nel sedere, abbiamo fatto la faccia feroce, per poi sbagliare tutto... La vocazione del nostro paese è una vocazione servile, nel bene e nel male.
*[In Italia] l'identità nazionale è sempre sentita in termini di orgoglio rivendicativo e rabbioso. [...] L'italiano, se si sente italiano, diventa subito [[fascista]].
===[[Giuseppe Garibaldi]]===
[[File:Partenza da Quarto.jpg|thumb|upright=1.4|''La partenza da Quarto'']]
*È il popolo rivendicato a se stesso, libero del suo braccio e della sua coscienza che dovrà creare in Italia il nuovo elemento di progresso civile, morale ed economico. Però oggi è d'uopo crear quest'Italia, che non esiste, né può esistere, col Tedesco a Venezia e col Papa a Roma.
*Favorito dalla fortuna, io ebbi l'onore nei due mondi di combattere accanto ai primi soldati, ed ho potuto persuadermi che la pianta uomo nasce in Italia, non seconda a nessuno; ho potuto persuadermi che quegli stessi soldati che noi combattemmo nell'Italia meridionale, non indietreggeranno davanti ai più bellicosi, quando saranno raccolti sotto il glorioso vessillo emancipatore.
*Per i preti la Nazione Italiana fu sempre divisa, non poté mai unificarsi, ad onta degli sforzi de' nostri grandi di tutte le epoche, e fu perciò in tutte le epoche dominata da stranieri, che i preti stessi chiamarono in Italia in loro aiuto contro le popolazioni irritate dalle enormezze dei falsi leviti.
*Qui si fa l'Italia o si muore.
===[[Roberto Gervaso]]===
*In Italia le cose ben fatte sono solo quelle vietate.
*L'ideale dell'italiano è il voto segreto.
*L'Italia: l'unico [[casa di tolleranza|casino]] che la Merlin nel 1958 non riuscì a far chiudere.
*L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere.
*Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] del «fine che giustifica i mezzi» ma il [[Francesco Guicciardini|Guiciardini]] del «''proprio particulare''». Non abbiamo ideali ma solo interessi; abbiamo molte idee sbagliate e tante ideologie fasulle, in cui non crediamo, ma in cui fingiamo di credere purché portino acqua al nostro mulino di spericolati conformisti.
*Perché gli italiani sono estremisti solo a parole, e solo al bar, in piazza, allo stadio; amano il quieto vivere, anche se gli piace vivere a modo loro; i terremoti li sopportano solo in casa altrui; finché possono fare i propri comodi e comodacci, non fanno rivoluzioni.
===[[Michail Gorbačëv]]===
*Da voi non esiste un problema nazionale quanto, piuttosto, un problema di rapporti tra sud e nord. Si tratta, ovviamente, di una questione che spetta agli italiani affrontare e risolvere. Io posso offrire la mia esperienza come riflessione. Quando, ricordate, ad un certo punto dissero che bisognava liberarsi di tutte le repubbliche e saremmo diventati tutti ricchi. Ecco, sento che nel vostro Nord si dice di volersi liberare della Sicilia e di qualche altra regione meridionale per poi vivere meglio.
*Debbo dire che mi piace molto lo stile con cui voi italiani ponete le domande. Prima occupate mezza pagina per ricordarmi quello che io stesso ho detto, e solo a quel punto fate la domanda. Uno stile simpatico!
*L'Italia è una grande democrazia. Nel vostro Parlamento risse non se ne sono mai viste...
*L'Occidente ha raggiunto l'apice della sua civiltà politica. L'Italia no, sta ancora sperimentando.
===[[Alberto Lattuada]]===
*Gli italiani sono singoli geni che formano, tutti insieme, un popolo politicamente disordinato e immaturo. Una collettività talmente sorprendente da rendere problematico un giudizio complessivo.
*Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.
*Politicamente si pascono ancora di illusioni e credono alle fanfaluche più che ai fatti concreti, poi magari si svegliano e voltano le spalle di colpo ai loro idoli.
*Siamo primi nel delitto, primi nelle invenzioni, nell'arte, il nostro [[cinema]] del dopoguerra è un altro miracolo. Tutto il mondo si è trovato sullo schermo qualcosa da ammirare, è rimasto commosso nello scoprire un Paese che si guardava allo specchio crudelmente, si fotografava come nessuno osa, con le ferite aperte. Sullo schermo abbiamo stupito un'altra volta.
===[[Leo Longanesi]]===
*Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.
*Il popolo italiano è sempre in buona fede.
*In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
*L'italiano non lavora, fatica.
*L'italiano: totalitario in cucina, democratico in Parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.
* Noi italiani vorremmo fare la [[rivoluzione]] col permesso dei [[carabinieri]].
*Noi siamo il cuore d'Europa, ed il cuore non sarà mai né il braccio né la testa: ecco la nostra grandezza e la nostra miseria.
*Sotto ogni italiano si nasconde un [[Cagliostro]] e un [[Francesco d'Assisi|San Francesco]].
===[[Curzio Malaparte]]===
*A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità.
*Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non vi è per lui nessuna differenza fra [[San Francesco d'Assisi]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] . [...] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d'erba come i nidi degli uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice ed affettuosa, per le sue parole dialettali, [...] Esso ama San Rocco perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni, vestiti di camicie rosse.
*L'Italia, dove il [[diritto]] è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca assolutamente, cioè, il senso del diritto. Chi si sente cittadino fra noi? Chi rispetta lo Stato? Chi ha una nozione esatta del rispetto che ogni individuo, a qualunque confessione appartenga, deve allo Stato, il che significa a sé stesso?
*La legge in Italia, è come l'onore delle puttane.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
===[[Marco Malvaldi]]===
*– Lo sai che casino succederebbe se non ci fosse nessuno che difende i diritti dei lavoratori? Si finirebbe come la Cina.<br/>– Ne sono convinto. [...] Purtroppo non sento mai parlare di doveri dei lavoratori. Il che, forse, spiega il fatto che stiamo finendo come l'Italia.
*Siamo in Italia, in fondo. Siamo pieni di professori emeriti, senatori a vita e centoventagenari assortiti nei posti che contano, a badare che i giovani, quelli che hanno meno di settant'anni, non facciano troppo casino quando tentano di fare le cose per davvero.
*«Successe la solita 'osa che succede sempre in Italia». «La sinistra ha perso le elezioni?»
===[[Cesare Marchi]]===
*[L'italiano] Ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro.
*I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
*L'italiano è per il divorzio, l'aborto, la pillola, la fecondazione artificiale, ma spende un milione per il vestito della figlia che va alla prima comunione.
*L'unità d'Italia, sognata dai padri del risorgimento, oggi si chiama pastasciutta; per essa non si è versato sangue, ma molta pummarola.
*[L'italiano] Legge i giornali di sinistra, ma non vota a sinistra. Se vota a sinistra, è contrario alla selezione meritocratica, ma per il suo tempo libero sceglie i ristoranti con due stelle, i concerti con i più famosi direttori d'orchestra.
===[[Indro Montanelli]]===
*Ho smesso di credere all'utilità di una Storia scritta al di fuori di tutti i circuiti della politica e della cultura tradizionali. Anzi, ad essere sincero sino in fondo, ho smesso di credere all'Italia.
*In Italia non c'è una coscienza civile, non c'è un'identità nazionale che tenga insieme uno Stato federale e garantisca la civile convivenza delle sue parti. Invece io vedo solo nell'Italia Cisalpina qualche barlume di coscienza civile e una vocazione europea. Altrove, invece, è un disastro difficile, se non impossibile, da rimediare. Spero proprio di sbagliarmi.
*L'Italia è finita. O forse, nata su dei plebisciti-burletta come quelli del 1860-'61, non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere. Per me non è più la Patria. È solo il rimpianto di una Patria.
*Ogni italiano è insieme furbo e fesso. L'italiano è furbissimo nella gestione dei suoi affari privati, può ricorrere a tutte le astuzie, è attento, è accorto, ed è assolutamente fesso nel non rendersi conto che se i suoi affari privati rimangono immessi in una società che non funziona – cioè dove gli interessi generali vengono trascurati e negletti – i suoi interessi privati finiscono col soffrirne e col condurlo al fallimento. Questo, a noi italiani, non entra in testa.
*Posso solo dire che l'Italia del Cattaneo è quella che conserva qualche probabilità di salvarsi da questo degrado politico, culturale, morale, economico. E l'Italia del Cattaneo è quella Cisalpina. A nord del Po, e forse anche in Emilia, esistono tracce di coscienza civile e anche di classi dirigenti sane. Poi c'è un'Italia centrale, quella toscana e umbra e marchigiana, che conserva le sue peculiarità, i suoi caratteri spiccati che affondano le radici nell'Italia comunale e rinascimentale. Il resto è un disastro che non saprei come salvare. Del resto Cattaneo ci tentò, andò a Napoli e resistette qualche giorno. Poi si arrese e se ne tornò nella sua Lugano, nella sua Svizzera.
*Sangue non ce ne sarà: l'Italia è allergica al dramma, e per essa nessuno è più disposto ad uccidere e tanto meno a morire.
*Siamo un paese cattolico, che nella [[Provvidenza]] ci crede o almeno ne è affascinato. Il pericolo è questo: gli italiani sentendo aria di provvidenza sono sempre pronti a mettersi in fila speranzosi.
===[[Vincenzo Monti]]===
*''Bella Italia, amate sponde, | Pur vi torno a riveder | Trema in petto, e si confonde | L'alma oppressa dal piacer. Tua bellezza, che di pianti | Fonte amara ognor ti fu, | Di stranieri e crudi amanti | T'avea posta in servitù''.
*''Ben di senso è privo | Chi ti conosce, Italia, e non t'adora''.
*''L'ira di Dio su te mormora e rugge, | O Italia, o donna sonnolenta ed orba, | Sanguigno il Sole le fresch'aure adugge, | L'aure, che il lezzo di tue colpe ammorba''.
*''No, Itali siam tutti, un popol solo | Una sola famiglia''.
===[[Benito Mussolini]]===
[[File:Mussolini DOW 10 June 1940.jpg|thumb|upright=1.2|Mussolini durante la dichiarazione di guerra]]
*Governare gli italiani non è difficile, ma inutile.
*Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano.
*Nessuno al mondo può dubitare che il Popolo italiano non sia volto verso una pace di cui ha bisogno per completare l'opera intrapresa. Esso vuole la pace e vuole lavorare per la pace.
*Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.
*Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.
===[[Giovanni Battista Niccolini]]===
*''Io vorrei che stendesser le nubi | su l'Italia un mestissimo velo: | perché tanto sorriso di cielo | su la terra del vile dolor!''
*''Italia giace | dall'armi, e più da' suoi costumi oppressa; | nulla ritien degli avi e tutto apprese | dai suoi nuovi tiranni''.
*''Italia mia. | Ti bagna il mar, | non l'assicura, e l'alme | più che le terre l'Appennin ti parte, | e dell'Alpi non l'armi e ti difendi, | ma qual da schiusa porta infida ancella | nei brevi amori vi t'affacci, e chiami | nel talamo spregiato altri tiranni.''
===[[Francesco Saverio Nitti]]===
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità.
*La [[Francia]] può esser molto utile all'Italia, ma l'Italia può dar molto alla Francia.
*L'Italia è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale.
*L'Italia non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario.
*L'Italia, per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]].
*Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia.
*Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto.
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza.
*Un paese come l'Italia, tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza.
===[[Giuseppe Prezzolini]]===
*Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
*In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
*Islandesi, svizzeri, inglesi, americani sono nati democratici. Noi autoritari e faziosi. Che l'italiano sia un popolo democratico è un'assurdità in cui possono credere solo dei professori di scienze politiche. Forse non sono stato fascista perché ero troppo poco italiano.
*L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
*Non è vero che in Italia non esiste giustizia. È invece vero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì al deputato, al ministro, al giornalista, all'avvocato influente. La cosa si può trovare: l'indirizzo è sbagliato.
*{{NDR|In Italia}} Tutto ciò che è [[proibizione|proibito]] per ragioni pubbliche si può fare quando non osta un interesse privato. Nei vagoni dove è proibito fumare tutti fumano finché uno non protesta.
*Tutto è in ritardo in Italia quando si tratta di cominciare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo.
*Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene.
===[[Fabrizio Rondolino]]===
*E bamboccioni sono in effetti gli italiani, anche quelli che non abitano più con la mamma: lo sono perché così hanno imparato a vivere sin da piccoli, letteralmente succhiando il latte materno; e perché non hanno altro modello se non quello della deresponsabilizzazione personale, dell'impunità permanente.
*L'Italia unita è un ipertrofico [[Stato Pontificio]], dal quale ha ereditato le sue due caratteristiche principali: la corruzione e l'ipocrisia.
*Soltanto in Italia il governo paga di tasca propria, cioè con i soldi dei cittadini, l'indottrinamento confessionale nella scuola pubblica. Soltanto in Italia l'opinione di un vescovo è considerata oggetto di discussione pubblica, materia di dibattito politico, espressione di un punto di vista collettivo e addirittura generale.
*Tanto per cominciare, l'Italia non esiste. È un'espressione geografica, uno stivale che s'allunga pigro nel Mediterraneo, una graziosa penisola purtroppo in gran parte rovinata dagli italiani. L'idea di farne uno Stato, una Nazione con la maisuscola, come se fossimo la Spagna o l'Inghilterra, è una sciocchezza sesquipedale, che perdoniamo al conte di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]] soltanto perché, maturato nella lingua e nella cultura d'Oltralpe, pensava in buona fede di vivere in Francia.
===[[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]===
*''In Italia c'è l'amore, | da quando nasce a quando muore, | se sei brutto o se sei bello, | se sei quasi sempre quello, | se sei ricco oppure no.''
*''In Italia ci sta il mare | per nuotare e per pescare, | con le spiagge tutte bianche, | gli ombrelloni stesi al sole.''
*''In Italia si sta bene, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta male, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta peggio, | qua si sta come si sta.''
*''Ma guarda un po' | che fortuna stare qua | in mezzo a tanta civiltà.''
===[[Eugenio Scalfari]]===
*Gli italiani odiano lo Stato.
*La maggior parte degli italiani [odia lo Stato], poi c'è una parte responsabile che di solito è straniera in patria.
*A noi italiani piace far da soli e spesso siamo molto furbi per far da soli: furbi, ma non intelligenti.
===[[Heydər Əliyev]]===
*Gli italiani sono una gente di temperamento. Cantano bene, amano la musica. Questo non è accidentale. I capi di lavoro classico e musicale più eccelenti sono stati creati in Italia. Ma gli italiani amano anche gli spaghetti. Anch'io li amo. Ma nell'Azerbaigian non ci sono spaghetti. Bisogna andare in Italia ancora una volta per mangiare i veri spaghetti.
*L'Italia è un paese dei miracoli. Non c'è nessun altro paese chi avrebbe monumenti storici, l'architettura, la bella musica, la natura simili a quelli italiani. E io, come tutti, amo tanto l'Italia.
*L'Italia è uno dei più grandi Stati del mondo ed ha una grande importanza nella vita della comunità mondiale, in particolare, nella vita economica e politica dell'Europa. Perciò noi vogliamo mantenere i rapporti attivi con l'Italia nei campi politici, economici, culturali ed umanitari.
*L'Italia può esser considerata uno dei paesi più famosi grazie alla sua antica storia, il contributo nella cultura mondiale. A questo proposito si può dire che tutti i popoli del mondo hanno sempre dimostrato un grande interesso e l'amore per l'Italia. Anche il popolo azerbaigiano dimostra un grande interesso e l'amore per l'Italia.
==[[Proverbi italiani]]==
*Con gli inglesi i grandi servigi, coi francesi i riguardi, e con gli italiani le maniere.
*Gl'italiani piangono, gli alemanni gridano, i francesi cantano.
*In Italia, troppe feste, troppe teste, troppe tempeste.
*L'italiano è cerimonioso nella [[religione]], il tedesco serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo spagnolo superstizioso.
*L'italiano è [[saggezza|saggio]] prima di fare una cosa, il tedesco quando la fa, e il francese quando è bell'e fatta.
*L'italiano è savio e lo pare, lo spagnolo par savio e non lo è, il francese è savio senza saperlo.
*L'italiano nel [[matrimonio]] è carceriere, il tedesco padrone di casa, l'inglese sottomesso, il francese libero, lo spagnolo tiranno.
*La Francia è il paese delle mode, l'Inghilterra delle stravaganze, la Spagna degli antenati, l'Italia delle pompe, e la Germania dei titoli.
*Le nazioni smaltiscono diversamente il [[dolore]]: il tedesco lo beve, il francese lo mangia, l'italiano lo dorme.
*Non conosce l'Italia e non la stima chi provato non ha la [[Spagna]] prima.
*Quando l'Italia [[musica|suona]] la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'[[Olanda]] il tamburo, nulla è uguale ad esse.
*Tedeschi alla stalla, francesi alla cucina, spagnoli alla camera, italiani a ogni cosa.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Bandiera d'Italia]]
*[[Civiltà romana]]
*[[Condizione femminile in Italia]]
*[[Festa della Repubblica Italiana]]
*[[Immigrazione in Italia]]
*[[Italia e Russia]]
*[[Italia fascista]]
*[[Italiano medio]]
*[[Letteratura italiana]]
*[[Lingua italiana]]
*[[Storia d'Italia]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sull'|b|wikt=Italia|n=Categoria:Italia}}
[[Categoria:Luoghi d'Italia| ]]
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Marcel Proust
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[[Immagine:Marcel Proust 1895.jpg|thumb|right|Marcel Proust nel 1895]]
'''Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust''' (1871 – 1922), scrittore, saggista e critico letterario francese.
==Citazioni di Marcel Proust==
*Essere indulgenti verso gli altri, severi verso se stessi è un consiglio banale; nell'esistenza è la sola regola da seguire.<ref>Da ''Lettere ai miei personaggi'', 1966, pp. 38-39.</ref>
*I miei maestri Léon Daudet e [[Charles Maurras]].<ref>Da ''Prefazione'', in Paul Morand, ''Teneri incontri'', Passigli, Firenze, 1995, p. 18.</ref>
*Là, dalle balaustre incantevoli di un balcone romanico o dalla soglia misteriosa di un portale gotico socchiuso, che fonde all'oscurità illuminata della chiesa il sole dormiente all'ombra dei grandi alberi che la circondano, noi dobbiamo continuare a vedere la processione che esce dall'ombra multicolore spiovente dagli alberi di pietra della navata e imbocca nella campagna, di tra le colonne tarchiate, sormontate da capitelli di fiori e frutti, quei sentieri dei quali si può dire, come il profeta diceva del Signore: "Tutti i suoi sentieri sono pace".<ref name=catt>Da ''La morte delle cattedrali'', ''Le Figaro'', 16 agosto 1904; traduzione di Cristina Campo disponibile su ''[http://www.gliscritti.it/blog/entry/567 GliScritti.it]''.</ref>
*Leggete le pagine ammirevoli di ''[[Henry David Thoreau#Walden ovvero Vita nei boschi|Walden]]''. È come se uno le leggesse in sé stesso tanto emergono dal fondo della nostra esperienza intima...<ref>Da ''Lettres à la comtesse de Noailles''; citato in ''Antologia di giudizi'', in Henry David Thoreau, ''Walden ovvero la vita nei boschi e il saggio La disobbedienza civile'', traduzione di Piero Sanavio, con una cronologia della vita dell'Autore e dei suoi tempi, un'introduzione alle opere, un'antologia di giudizi e una bibliografia a cura di Marisa Bulgheroni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1970, p. 35.</ref>
*Quando il sacrificio della carne e del sangue del Cristo non sarà più celebrato nelle chiese in esse non ci sarà più vita.<ref name=catt/>
*Quel che ammiriamo più calorosamente diventa per noi la misura di tutto il resto. Jean aveva posto nell'[[idealismo]] quanto la sua mente aveva di meglio. Da quello giudicava gli altri, e non poteva ammettere che un [[materialismo|materialista]] fosse un uomo intelligente. Qualsiasi libro materialista gli pareva carta inutilmente scarabocchiata, un faticoso mucchio di errori.<ref>Da ''Jean Santeuil'', traduzione di Franco Fortini, Mondadori, Milano, 1970, p. 232.</ref>
*Quel quid divino che [[John Ruskin|Ruskin]] sentiva in fondo al sentimento ispiratogli dalle opere d'arte era precisamente quel che tale sentimento aveva di profondo, di originale e che si imponeva al suo gusto senza essere suscettibile di modificazione.<ref>Citato in [[John Ruskin]], ''Le pietre di Venezia'', traduzione di A. Tomei, Vallecchi, 1974.</ref>
*[...] quell'abitudine d'accumulare entro di me tutti i {{sic|desiderii}} senza mai appagarli, contentandomi della promessa fatta a me stesso d'appagarli un giorno, abitudine vecchia di tant'anni d'un perenne aggiornamento, di quel che il signor de Charlus disprezzava col nome di [[procrastinazione]] [...].<ref>Da ''[https://www.liberliber.it/online/la-precauzione-inutile-di-marcel-proust/ La precauzione inutile]'', prefazione e traduzione a cura di Eugenio Giovannetti, Jandi, Milano-Roma, 1944.</ref>
*Se voi mi domandaste qual è il più bel romanzo ch'io conosca, sarei senz'altro assai in difficoltà a rispondervi. Forse darei il primo posto a ''[[L'idiota|L'idiota]]'' di [[Dostoevskij]]. Ora, io ignoro le qualità e i difetti del suo stile, avendolo letto solo in delle terribili traduzioni, so solo [...] che è un romanzo scritto in profondità, laddove le leggi generali comandano sui fenomeni particolari.<ref>Lettera a J. de Pierrefeu del 22. 06. 1920, in M. Proust, ''Correspondance'', t. 19, Paris1991, p. 317.</ref>
*[[Lev Tolstoj|Tolstoj]] l'ha molto imitato. In [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]] c'è, concentrato, ancora contratto e scontroso, molto di ciò che troverà sviluppo in Tolstoj. C'è in Dostoevskij quella tetraggine anticipata dei primitivi che i discepoli rischiareranno.<ref>Citato in [[Fëdor Dostoevskij]], ''I fratelli Karamazov'', traduzione di Nadia Cicognini e Paola Cotta, Mondadori, Milano, 1994.</ref>
==''Alla ricerca del tempo perduto''==
[[Immagine:MS A la recherche du temps perdu.jpg|thumb|Prima bozza di ''Alla ricerca del tempo perduto'']]
===''Dalla parte di Swann''===
====[[Incipit]]====
=====Natalia Ginzburg=====
Per molto tempo, mi sono coricato presto la sera.<ref name=cerauna>{{cfr}} ''[[C'era una volta in America]]'' (1984):<br />«– Che hai fatto in tutti questi anni?<br/>– Sono andato a letto presto.»</ref> A volte, non appena spenta la candela, mi si chiudevan gli occhi cosí subito che neppure potevo dire a me stesso: "M'addormento". E, una mezz'ora dopo, il pensiero che dovevo ormai cercar sonno mi ridestava; volevo posare il libro, sembrandomi averlo ancora fra le mani, e soffiare sul lume; dormendo avevo seguitato le mie riflessioni su quel che avevo appena letto, ma queste riflessioni avevan preso una forma un po' speciale; mi sembrava d'essere io stesso l'argomento del libro: una chiesa, un quartetto, la rivalità tra Francesco primo e Carlo quinto.
{{NDR|Marcel Proust, ''La strada di Swann'', traduzione di Natalia Ginzburg, Einaudi, 1963}}
=====Paolo Pinto=====
Per molto tempo, mi sono coricato presto la sera.<ref name=cerauna/> A volte, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che nemmeno avevo il tempo di dire a me stesso: «M'addormento». E, una mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi ridestava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; non avevo smesso, dormendo, di ragionare su ciò che avevo appena letto, ma quelle riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso l'oggetto di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità fra Francesco I e Carlo V.
{{NDR|Marcel Proust, ''Dalla parte di Swann'', traduzione di Paolo Pinto e Eurialo De Michelis, Newton Compton, 1990}}
=====Giovanni Raboni=====
A lungo, mi sono coricato di buonora.<ref name=cerauna/> Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.
{{NDR|Marcel Proust, ''Dalla parte di Swann'', traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, 1965}}
=====Bruno Schacherl=====
Per molto tempo io sono andato a letto presto.<ref name=cerauna/> A volte, appena spento il lume, gli occhi mi si chiudevano istantaneamente. Non avevo neppure il tempo di dirmi: «M'addormento». Una mezz'ora dopo, il pensiero che era tempo di trovar sonno, mi svegliava; sentivo di dover posare il libro che credevo d'avere ancora in mano, e soffiare sul lume. Non avevo cessato, dormendo, di riflettere su ciò che avevo letto, ma le mie riflessioni avevano preso un corso tutto particolare: mi sembrava d'essere io l'argomento del libro, una chiesa, un quartetto, la rivalità tra Francesco I e Carlo V.
{{NDR|Marcel Proust, ''Dalla parte di Swann'', traduzione di Bruno Schacherl, G. C. Sansoni Editore, Firenze, 1965}}
====Citazioni====
*L'[[abitudine]]! ordinatrice abile ma terribilmente lenta, che comincia con il lasciar soffrire il nostro spirito, per settimane, in una sistemazione provvisoria; ma che, nonostante tutto, esso è ben contento di incontrare, giacché senza l'abitudine, e ridotto ai suoi soli mezzi, sarebbe impotente a renderci abitabile una casa. (I, I; 1990, p. 7)
*Venuta meno l'influenza anestetizzante dell'abitudine, mi mettevo a pensare, a sentire cose infinitamente tristi. (I, I; 1990, p. 9)
*La mia unica consolazione, quando salivo a coricarmi, era che la mamma sarebbe venuta a darmi un bacio non appena fossi stato a letto. (I, I; 1990, p. 11)
*E d'altronde, se lei si fosse trovata lì, avrei osato parlarle? Pensavo che mi avrebbe giudicato pazzo; cessavo di credere che potessero essere condivisi da altre persone, che potessero essere veri fuori di me i desideri che formulavo durante quelle passeggiate, e che non si realizzavano. Non mi apparivano più se non come creazioni puramente soggettive, impotenti, illusorie del mio temperamento. Non avevano più alcun legame con la natura, con la realtà, che subito perdeva ogni incanto e significato, e non era più rispetto alla mia vita che una cornice convenzionale, come per l'intreccio di un romanzo il vagone sul cui sedile il viaggiatore lo sta leggendo per ammazzare il tempo. (I, II; 1990, p. 128)
*La parola, «opera fiorentina» rese un gran servigio a Swann. Come un titolo abilitante, gli permise di far penetrare l'immagine di Odette in un mondo di sogni dove finora non aveva avuto accesso e dove s'imbevve di nobiltà. E mentre la visione meramente corporea che aveva avuto di quella donna indeboliva il suo amore, rinnovandogli continuamente i dubbi sulla qualità del suo viso, del corpo, di tutta la sua bellezza, i dubbi furono distrutti, l'amore reso sicuro quando invece ebbe per base i dati di un'estetica certa; senza contare che il bacio e il possesso, che sembravano naturali e mediocri se erano accordati da una carne sciupata, venendo a coronare l'adorazione per un oggetto da museo gli parvero essere soprannaturali e deliziosi. (II; 1990, p. 181)
*Fra tutti i modi di produzione dell'[[amore]], fra tutti gli agenti disseminatori del male sacro, certamente uno dei più efficaci è questo gran soffio di agitazione che a volte passa su di noi. Allora l'essere col quale in quel momento ci piace stare, il dado è tratto, sarà lui che ameremo. Non c'è neanche bisogno che finora ci sia piaciuto più di altri, e neppure altrettanto; bisogna solo che il nostro gusto per lui sia diventato esclusivo. E la condizione si è verificata quando – nel momento in cui è mancato — alla ricerca dei piaceri che ci dava il suo fascino si è sostituito improvvisamente in noi un bisogno ansioso, che ha per oggetto quel medesimo essere, un bisogno assurdo, che le leggi di questo mondo rendono impossibile da soddisfare e difficile da guarire, il bisogno insensato e doloroso di possederlo. (II; 1990, p. 186)
*[...] la saggezza della gente non innamorata a cui pare che un uomo di spirito dovrebbe essere infelice solo per una persona che lo meriti; pressappoco è come stupirsi che uno si degni di ammalarsi di [[colera]] a causa di un essere così piccolo come il bacillo virgola. (II; 1990, p. 273)
*Siccome le combinazioni diverse che ci uniscono a determinate persone non coincidono col periodo in cui le amiamo, ma sorpassandolo, possono prodursi prima che esso incominci e ripetersi dopo che è finito, così le prime apparizioni che fa nella nostra vita un essere destinato a piacerci più avanti, acquistano retrospettivamente ai nostri occhi il valore di un avvertimento, di un presagio. [...] Gl'interessi della nostra vita sono così molteplici, che non di rado, in una stessa circostanza, le basi di una felicità che ancora non esiste sono piantati accanto all'aggravarsi di un dispiacere di cui stiamo soffrendo. (II; 1990, p. 302)
*Cercate di conservare sempre un lembo di cielo sopra la vostra vita, fanciullo mio, aggiungeva voltandosi verso di me. Voi avete un'anima bella, d'una qualità rara, una natura d'artista, non lasciatele mancare ciò di cui ha bisogno. (1965)
*Coloro ai quali la mancanza di energia o d'immaginazione impedisce di trarre da se stessi un principio di rinnovamento domandano all'attimo che sopravviene, al postino che suona, di portar loro qualcosa di nuovo, foss'anche di peggio, un'emozione, un dolore; quando la sensibilità, che il benessere ha fatto tacere come un'arpa indolente, vuol risuonare al tocco di una mano, anche se brutale, e a rischio d'esserne infranta; quando la volontà, che con tanta fatica si è conquistata il diritto d'abbandonarsi senza ostacolo ai suoi desideri, alle sue pene, vorrebbe rimettere le redini nelle mani di eventi imperiosi, non importa se crudeli. (1965)
*Come quelli che si mettono in viaggio per vedere con i loro occhi una città desiderata e immaginano si possa godere, in una realtà, le delizie della fantasia. (1963)
*E da molto tempo a mio padre non è più possibile dire alla mamma "vai col piccolo". Quelle ore mi sono ormai inaccessibili. Ma da un po' di tempo ho ricominciato a sentire molto bene, se mi concentro, i singhiozzi che ebbi la forza di trattenere davanti a mio padre e che scoppiarono quando, più tardi, mi ritrovai solo con mamma. In realtà, essi non sono mai cessati; ed è soltanto perché la vita si è fatta più silenziosa intorno a me che li sento di nuovo, come quelle campane di conventi che il clamore delle città copre tanto bene durante il giorno da far pensare che siano state messe a tacere e invece si rimettono a suonare nel silenzio della sera. (1965)
*Forse l'immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall'immobilità del nostro pensiero nei loro confronti. (1963)
*Io tornavo al mio libro, i domestici s'installavano di nuovo davanti alla porta a guardar cadere la polvere e l'emozione sollevate dal passaggio dei soldati.
*Il [[caso]] ha una grande parte in tutte queste cose, e un secondo caso, quello della nostra [[morte]], spesso non ci permette d'attendere a lungo i favori del primo. Mi sembra molto ragionevole la credenza celtica secondo cui le anime di quelli che abbiamo perduto sono prigioniere entro qualche essere inferiore, una bestia, un vegetale, una cosa inanimata, perdute di fatto per noi fino al giorno, che per molti non giunge mai, che ci troviamo a passare accanto all'albero, che veniamo in possesso dell'oggetto che le tiene prigioniere. Esse trasaliscono allora, ci chiamano e non appena le abbiamo riconosciute, l'incanto è rotto. Liberate da noi, hanno vinto la morte e ritornano a vivere con noi. Così è per il nostro passato. È inutile cercare di rievocarlo, tutti gli sforzi della nostra intelligenza sono vani. Esso si nasconde fuori del suo campo e del suo raggio d'azione in qualche oggetto materiale che noi non supponiamo. Quest'oggetto, vuole il caso che lo incontriamo prima di morire, o che non lo incontriamo mai.
*La realtà si forma soltanto nella memoria. (1997)
*La speranza del conforto dà coraggio nella sofferenza.
*Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo. (1963)
*M'immaginavo, come ognuno, che il cervello degli altri fosse un ricettacolo inerte e docile, privo del potere d'una reazione specifica su quanto vi s'introduceva. (1963)
*Non vi sono che due classi di esseri: i [[magnanimità|magnanimi]] e gli altri. (1963)
*Ogni [[bacio]] chiama un altro bacio. Ah! nei primi tempi di un [[amore]] i baci nascono con tanta naturalezza! Spuntano così vicini gli uni agli altri; e a contare i baci che si è dati in un'ora si faticherebbe come a contare i fiori di un campo nel mese di [[maggio]]. (1965)
*Quel che noi crediamo il nostro amore, la nostra gelosia, non è la medesima passione continua, indivisibile. Essi sono composti d'un'infinità d'amori successivi, di gelosie diverse ed effimere, che tuttavia per la loro moltitudine ininterrotta dànno l'impressione della continuità, l'illusione dell'unità. (1963)
*Si stupiva anche delle accese requisitorie, alle quali si abbandonava sovente, contro l'aristocrazia, la vita mondana, lo snobismo, "certamente il peccato al quale pensa san Paolo quando parla del peccato per cui non c'è remissione". (1963)
*Un uomo [[sonno|che dorme]] tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l'ordine degli anni e dei mondi. (1990, p. 4)
*La nostra [[personalità]] sociale è una creazione del pensiero altrui. (1990, p. 16)
*Fra tutte le cose che l'amore esige per nascere, quella a cui tiene di più, e che gli fa trascurare tutto il resto, è la nostra convinzione che una persona partecipi a una vita sconosciuta in cui il suo amore ci farà penetrare. (1990, p. 82)
*Tutte le cose della [[vita]] che sono esistite un tempo tendono a ricrearsi. (1990, p. 290)
*Ognuno ha bisogno di trovare delle ragioni alla propria [[passione]]. (1990, p. 237)
*Non si ama più nessuno quando si è innamorati. (1995, p. 266)
*Gli occhi neri brillavano e, siccome non sapevo allora, né mai l'ho imparato dopo, ridurre nei suoi elementi oggettivi una forte impressione, siccome non avevo, come si dice, abbastanza "spirito d'osservazione" per separare la nozione del loro colore, per molto tempo, ogni volta che ripensai a lei, il ricordo del loro splendore si presentava a me immediatamente come quello di un azzurro intenso, perché era bionda: di modo che se forse non avesse avuto gli occhi così neri – cosa che colpiva tanto la prima volta che la si vedeva – non avrei amato, come amai, specialmente in lei, i suoi occhi azzurri.
*È chiaro che la verità che cerco non è lì dentro, ma in me [...] Poso la tazza e mi volgo verso il mio [[spirito]]. Trovare la verità è compito suo. (2011, p. 56)
====[[Explicit]]====
E con quella grossolanità intermittente che ricompariva in lui appena non era più infelice, e che abbassava nel tempo medesimo il livello della sua moralità, esclamò dentro di sé: «E dire che ho sciupato anni di vita, che volevo morire, che ho avuto il mio più grande amore, per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo!».
===''All'ombra delle fanciulle in fiore''===
====[[Incipit]]====
=====Franco Calamandrei e Nicoletta Neri=====
Quando si trattò di avere per la prima volta a pranzo il signor di Norpois, siccome mia madre diceva che era proprio un peccato che il professor Cottard fosse in viaggio e che lei avesse smesso del tutto di frequentare Swann, perché l'uno e l'altro senza dubbio avrebbero interessato l'ex ambasciatore, mio padre rispose che un convitato eminente, un illustre scienziato come Cottard non poteva mai sfigurare in un pranzo, ma Swann, con la sua ostentazione, e quel suo modo di strombazzare le conoscenze più insignificanti, era un volgare sbruffone che il marchese di Norpois avrebbe di sicuro giudicato, secondo la sua espressione, "pestifero".
{{NDR|Marcel Proust, ''All'ombra delle fanciulle in fiore'', traduzione di Franco Calamandrei e Nicoletta Neri, Mondadori, Milano, 1951}}
=====Maura Del Serra=====
Quando si trattò di avere per la prima volta a pranzo il signor di Norpois, dato che mia madre si rammaricava che il professor Cottard fosse in viaggio e che lei avesse smesso del tutto di frequentare Swann, perché l'uno e l'altro avrebbero certo interessato l'ex ambasciatore, mio padre rispose che un convitato eminente, uno scienziato illustre come Cottard non poteva mai sfigurare in un pranzo, ma che Swann, con la sua ostentazione, e con quel suo modo di gridare ai quattro venti anche le sue conoscenze più trascurabili, era un volgare sbruffone che il marchese di Norpois avrebbe senza dubbio giudicato, secondo la sua espressione, «pestifero».
=====Maria Teresa Nessi Somaini=====
Mia madre, quando si trattò di avere per la prima volta a pranzo M. de Norpois, siccome si rammaricava che il professor Cottard fosse in viaggio e lei stessa non frequentasse più del tutto Swann perché sia l'uno che l'altro avrebbero potuto suscitare l'interesse dell'ex ambasciatore, mio padre rispose che un ospite eminente, un illustre scienziato come Cottard non poteva mai sfigurare in un pranzo, ma Swann con il suo esibizionismo, con quella sua maniera di gridare ai quattro venti le relazioni anche più insignificanti, era un volgare sbruffone che il marchese di Norpois, secondo una sua tipica espressione, avrebbe trovato «pestifero».
{{NDR|Marcel Proust, ''All'ombra delle fanciulle in fiore'', traduzione di Maria Teresa Nessi Somaini, Rizzoli, Milano, 1986}}
====Citazioni====
*[...] di Swann conosceva a fondo quei tratti del [[carattere]] che il resto della gente ignora o ridicolizza, e di cui solo un'amante, una sorella, possiedono l'immagine fedele e amata; e ci stanno a cuore a tal punto, anche quelli che più vorremmo correggere, che — proprio perché una donna finisce per prenderne un'abitudine indulgente e amichevolmente canzonatrice, simile all'abitudine che ne abbiamo noi stessi e che ne hanno i nostri genitori — le relazioni di vecchia data hanno qualcosa della dolcezza e della forza degli affetti familiari. I legami che ci uniscono a un essere vengono santificati quando questi si pone dal nostro stesso punto di vista per giudicare uno dei nostri [[difetto|difetti]]. (I; 1990, p. 382)
*I nostri desideri interferiscono via via fra di loro, e, nella confusione dell'esistenza, è raro che una felicità giunga a posarsi esattamente sul desiderio che l'aveva invocata. (I; 1990, p. 397)
*Rincasando mi apparve, mi ricordai d'improvviso l'immagine, fin allora nascosta, a cui mi aveva avvicinato, senza lasciarmela vedere né riconoscere, il fresco, che quasi sapeva di fuliggine, del chiosco coperto di verde. Era l'immagine della stanzetta dello zio Adolphe, a Combray, che esalava infatti lo stesso profumo di umidità. Ma non potei capire e rimandai a più tardi di cercare perché il richiamo d'una immagine così insignificante mi avesse dato una tale felicità. (I; 1990, p. 402)
*E quindi mi chiedevo se l'[[originalità]] sia davvero la prova che i grandi [[scrittore|scrittori]] sono degli dèi, regnanti ciascuno in un regno esclusivamente suo, oppure se non ci sia in tutto ciò un po' di finzione, se le differenze fra le opere non siano il risultato del lavoro, piuttosto che l'espressione di una radicale diversità di sostanza fra le diverse personalità. (I; 1990, p. 443)
*Allo stesso modo, [[creatività|produce]] [[Opera d'arte|opere]] geniali non chi vive nell'ambiente più squisito, chi ha la conversazione più brillante, la cultura più vasta, ma chi, cessando bruscamente di vivere per sé, ha avuto il potere di rendere la propria personalità simile a uno specchio, in modo che la sua vita, per quanto possa essere mondanamente e anche, in un certo senso, intellettualmente, mediocre, vi si rifletta: perché il genio consiste nel potere riflettente e non nella qualità intrinseca dello spettacolo riflesso. (I; 1990, p. 449)
*È sempre in uno stato d'animo non destinato a durare che si prendono [[decisione|risoluzioni]] definitive. (I; 1990, p. 467)
*Infatti, come non è il desiderio di diventare celebri, ma l'abitudine di essere laboriosi a permetterci di produrre un'opera, non l'allegrezza del momento presente, ma le sagge riflessioni del passato ci aiutano a preservare il futuro. (II; 1990, p. 640)
*E forse anche non c'è atto più libero, perché è ancora sprovvisto di abitudine, di quella specie di mania mentale che, in amore, favorisce il rinascere esclusivo dell'immagine di una data persona. (II; 1990, p. 645)
*Si può provare [[simpatia]] per una persona. Ma per scatenare quella tristezza, quel sentimento d'irreparabile, quelle angosce che preparano l'amore, ci vuole — ed è forse questo, più che una persona, l'oggetto vero e proprio che la [[passione]] cerca ansiosamente di attingere — il rischio di una impossibilità. (II; 1990, p. 652)
*Ma no, mi rispose, quando un animo è portato al [[sogno]], non bisogna tenervelo lontano, razionarglielo. Finché distoglierete il vostro animo dai suoi sogni, non li conoscerà; sarete in balia di mille apparenze perché non ne avrete capito la natura. Se un po' di sogno è pericoloso, quel che ce ne guarisce non è sognare di meno, ma di più, fare tutto il sogno. (II; 1990, p. 660)
*Abbiamo ricevuto dalla nostra [[famiglia]] [...] le idee di cui viviamo così come la malattia di cui morremo.
*Di calma non ce ne può mai essere nell'amore, perché quel che si è ottenuto non è che un nuovo punto di partenza per desiderare dell'altro. (1995, pp. 186-187)
*Come il desiderio, infatti, anche il [[rimpianto]] non cerca di analizzarsi, ma di soddisfarsi; quando si comincia ad amare, non si passa il tempo a interrogarsi sulla natura del proprio amore, ma a preparare le possibilità del prossimo incontro. Quando si rinuncia, non si cerca di conoscere il proprio dolore, ma di offrirne a colei che lo provoca l'espressione più tenera. Si dicono le cose che si sente il bisogno di dire e che l'altra non capirà, non si parla che per se stessi. (1995, 226)
*Di solito viviamo con il nostro essere ridotto al minimo, e la maggior parte delle nostre facoltà restano addormentate, riposando sull'abitudine, che sa quel che c'è da fare e non ha bisogno di loro.
*È la nostra attenzione a mettere certi oggetti in una stanza, ed è l'abitudine a ritirarli per lasciare il posto a noi.
*Il volto umano è veramente come quello del Dio di una teogonia orientale, tutto un grappolo di visi giustapposti su piani differenti e che non si vedono insieme.
*La [[felicità]] non può attuarsi mai. Anche se le circostanze vengono superate, la natura trasporta la lotta dall'esterno all'interno e, a poco a poco, muta il nostro cuore abbastanza perché desideri una cosa diversa da ciò che gli vien dato di possedere. E se la vicenda è stata così rapida che il nostro cuore non ha avuto il tempo di mutare, non per questo la natura dispera di vincerci, in una maniera più tardiva, è vero, più sottile, ma altrettanto efficace. Allora, all'ultimo istante il possesso della felicità ci vien tolto, o piuttosto, a questo stesso possesso la natura, per un'astuzia diabolica, dà incarico di distruggere la felicità. Avendo fallito in tutto quanto rientra nel campo dei fatti della vita, la natura crea un'estrema impossibilità, l'impossibilità psicologica della felicità. Il fenomeno della felicità non s'avvera o dà luogo alle reazioni più amare.
*Le attrattive della donna che passa sono generalmente in rapporto diretto con la rapidità del passaggio.
*Ognuno chiama «chiare» le idee che sono allo stesso grado di confusione delle sue proprie.
*Quel che {{NDR|gli artisti}} chiamano «la [[posterità]]» è la posterità dell'opera.
*Un [[dolore]] causato da una persona amata può essere amaro, anche quando si inserisce in mezzo a preoccupazioni, occupazioni, gioie che non abbiano per oggetto quell'essere e da cui la nostra attenzione solo di tanto il tanto si distoglie per tornare a lui, ma quando un simile dolore nasce nel momento in cui la felicità di vedere quella persona ci colma per intero, l'improvvisa depressione che allora pervade la nostra anima, fino a quell'istante soleggiata, protetta e calma, determina in noi una furibonda tempesta contro cui non sappiamo se saremo capaci di lottare fino all'ultimo.
*Un'idea forte comunica un po' della sua forza al contraddittore.
*L'idea che da tempo ci siamo fatti di una persona ci tappa occhi e orecchie. (1990, p. 4)
*La [[generosità]] non è spesso che l'aspetto interore che prendono i nostri sentimenti egoistici quando non li abbiamo ancora nominati e classificati. (1990, p. 50)
*L'amore non è una passione disinteressata. (1990, p. 57)
*Come i caleidoscopi che di tanto in tanto girano, la [[società]] dispone successivamente in modo diverso elementi che si erano creduti immutabili. (1990, p. 69)
*Gli uomini non [[cambiamento|cambiano]] dall'oggi al domani, e cercano in ogni nuovo regime la continuazione dell'antico. (1990, p. 71)
*Nulla altera le qualità materiali della [[voce]] quanto il fatto di contenere il [[pensiero]]. (1990, p. 94)
*I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro [[intelligenza]]. (1990, p. 110)
*C'è nell'amore una sofferenza permanente, che la gioia neutralizza, rende virtuale, rinvia, ma che può in ogni momento diventare quel che sarebbe da molto tempo se non si fosse ottenuto ciò che si sperava: atroce. (1990, p. 118)
*Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la [[realtà]], a coltivare in noi qualche piccola pazzia. (1990, p. 125)
*Un unico [[sentimento]] è fatto a volte di [[contrario|contrari]]. (1990, p. 138)
*Il [[tempo]] di cui disponiamo ogni giorno è elastico: le passioni che proviamo lo dilatano, quelle che ispirano lo restringono, e l'abitudine lo riempie. (1990, p. 140)
*La [[rassegnazione]], modalità dell'abitudine, permette a certe forze di accrescersi indefinitamente. (1990, p. 148)
*Si diventa [[moralità|morali]] non appena si è infelici. (1990, p. 153)
*Poiché {{NDR|l'abitudine}} affievolisce tutto, quel che meglio ci [[memoria|ricorda]] una persona è proprio ciò che avevamo dimenticato (perché era insignificante, e così gli avevamo lasciato tutta la sua forza). (1990, p. 163)
*Alla cattiva abitudine di parlare di sé e dei propri [[difetto|difetti]] bisogna aggiungere l'altra, che fa blocco con essa, di denunciare, negli altri, difetti esattamente analoghi ai nostri. Ora, è sempre di questi difetti che si parla, come se fosse un modo di parlare di sé, indiretto, e che unisce al piacere di assolvere quello di confessare. (1990, p. 238)
*Il [[pacifismo]] moltiplica talvolta le guerre e l'indulgenza la criminalità. (1990, p. 248)
*I confini troppo ristretti che tracciamo intorno all'amore derivano solo dalla nostra grande ignoranza della vita. (1990, p. 253)
*I dati della vita non contano per l'[[artista]], non sono per lui che un'occasione di mettere a nudo il suo genio. (1990, p. 316)
*La [[saggezza]] non si riceve, bisogna scoprirla da sé dopo un percorso che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché è un modo di vedere le cose. (1990, p. 325)
*Ci sono pochissime [[donna|donne]] che si vestono bene, ma alcune sono meravigliose. (1990, p. 350)
*Le cose che più cerchiamo di sfuggire sono quelle che non si riesce ad evitare. (1990, p. 371)
====[[Explicit]]====
E per mesi di seguito, in quella Balbec che avevo tanto desiderato perché la immaginavo solo battuta dalla tempesta e perduta nelle brume, il bel tempo era stato così splendente e stabile che, quando lei veniva ad aprire la finestra, avevo sempre potuto, senza rimanere deluso, aspettarmi di trovare la stessa striscia di sole piegata all'angolo del muro esterno, e di un colore immutabile che era meno commovente come segno dell'estate di quanto non fosse triste come quello di uno smalto inerte e fittizio. E, mentre Françoise toglieva gli spilli dalle imposte, staccava le stoffe, tirava le tende, il giorno d'estate che scopriva sembrava altrettanto morto e immemoriale di una sontuosa e millenaria mummia che la nostra vecchia domestica avesse liberato con cautela dal viluppo di tutte le sue bende, prima di farla apparire, imbalsamata nella sua veste d'oro.
{{NDR|Marcel Proust, ''All'ombra delle fanciulle in fiore'', traduzione di Maura Del Serra, Newton Compton, 1990}}
===''I Guermantes''===
====[[Incipit]]====
=====Mario Bonfantini=====
Il pigolar mattutino degli uccelli sembrava insulso a Françoise. Ogni parola delle "donne" la faceva sussultare; intrigata da ogni lor passo, era sempre a domandarsene la direzione: avevamo cambiato casa. Non che ci fosse minor movimento di domestici nel "sesto piano" della nostra casa di prima; ma quelli li conosceva, e i loro andirivieni le eran divenuti cosa nota ed amica. Mentre ora persino il silenzio la induceva in una attenzione dolorosa. E poiché il nuovo quartiere sembrava tanto calmo quanto era rumoroso il viale sul quale dava la nostra vecchia casa, bastava il canto (che anche di lontano, quando è fievole, risuona come un motivo d'orchestra) di un uomo che passava, per far venire le lagrime agli occhi di Françoise in esilio.
{{NDR|Marcel Proust, ''I Guermantes'', traduzione Mario Bonfantini, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, Einaudi, Torino, 1985}}
=====Maurizio Enoch=====
Il pigolare mattutino degli uccelli sembrava insipido a Françoise. Ogni parola delle «donne» la faceva trasalire; infastidita da ogni loro passo, se ne chiedeva la direzione; il fatto è che avevamo cambiato casa. Non che i domestici si dessero meno da fare al sesto piano della nostra vecchia dimora; ma quelli li conosceva; i loro andirivieni le erano divenuti familiari. Ora, perfino al silenzio prestava un'attenzione dolorosa.
{{NDR|Marcel Proust, ''I Guermantes'', traduzione di Maurizio Enoch, Newton Compton, 1990}}
====Citazioni====
*L'[[impressione]] che ci causano una persona, un'opera (o un'interpretazione) fortemente caratterizzate, è assai particolare. Noi ci portiamo dentro le idee di «bellezza», «ampiezza di stile», «pathos», che a rigore potremmo aver l'illusione di riconoscere nella banalità d'un talento, d'un viso regolare, ma il nostro spirito attento ha dinanzi a sé l'insistenza d'una forma di cui non possiede un equivalente intellettuale, da cui gli è necessario far liberare l'ignoto. Sente un suono acuto, un'intonazione bizzarramente interrogativa. Si domanda: «È bello? Ciò che provo, è ammirazione? È questa la ricchezza di colore, la nobiltà, la potenza?». E a rispondere è di nuovo una voce acuta, un tono curiosamente interrogativo, è l'impressione dispotica causata da un essere sconosciuto, tutta materiale, e nella quale non uno spazio vuoto è lasciato alla «larghezza dell'interpretazione». E proprio per questo sono le opere veramente belle, se ascoltate sinceramente, quelle che più ci deluderanno, perché, nella collezione delle nostre idee, non ce n'è una che corrisponda a un'impressione individuale. (I; 1990, p. 778)
*Difatti chiacchierammo quasi tutta la serata insieme davanti ai nostri bicchieri di Sauternes che non vuotavamo, separati, protetti dagli altri dalle magnifiche cortine di una di quelle simpatie tra uomini che, quando non hanno alla loro base l'attrazione fisica, sono le uniche a restare del tutto misteriose. (I; 1990, p. 818)
*«Sono geloso, furibondo, mi disse Saint-Loup, metà ridendo e metà sul serio, alludendo alle interminabili conversazioni separate che avevo col suo amico. Lo trovate forse più intelligente di me? Lo preferite a me? Allora, come mai non avete occhi che per lui?» (Gli uomini che amano immensamente una donna, che vivono in un ambiente di donnaioli si permettono certe battute che altri, trovandole meno innocenti, non azzarderebbero.) (I; 1990, p. 829)
*Ciò che rammentiamo della nostra condotta resta ignorato dal nostro vicino più prossimo; ciò che dimentichiamo di aver detto, anzi ciò che non abbiamo detto, provocherà l'ilarità addirittura in un altro pianeta, e l'[[reputazione|immagine]] che gli altri si fanno delle nostre azioni e dei nostri gesti non assomiglia a quella che ce ne facciamo noi stessi, più di quanto non assomigli a un disegno un qualche ricalco mal fatto in cui talvolta a un tratto nero corrisponde uno spazio vuoto, e a una parte bianca un contorno inesplicabile. (I; 1990, p. 947)
*È il terribile inganno dell'amore, che esso cominci col farci giocare con una donna non del mondo esterno, ma con una bambola che vive nel nostro cervello, la sola d'altronde che abbiamo sempre a nostra disposizione, la sola che possederemo, che l'arbitrio del ricordo, assoluto quasi quanto quello dell'immaginazione, può aver fatto tanto diversa dalla donna reale come dalla Balbec reale era stata per me la Balbec sognata; creazione fittizia cui a poco a poco, per la nostra sofferenza, costringeremo la donna reale ad assomigliare. (II, II; 1990, p. 1021)
*[[Citazione|Citando]] un verso isolato se ne moltiplica la forza attrattiva.
*Cessando di essere [[Pazzia|pazzo]], diventò stupido.
*È più ragionevole sacrificare la propria vita alle [[Donna|donne]] piuttosto che ai [[francobollo|francobolli]], alle vecchie tabacchiere, perfino ai quadri e alle sculture. L'esempio delle altre collezioni dovrebbe però ammonirci a cambiare, a non avere una sola donna, ma molte.
*Essendo la [[medicina]] un compendio degli errori successivi e contraddittori dei medici, appellandosi ai migliori di essi si hanno ottime probabilità d'implorare una verità che sarà riconosciuta falsa qualche anno dopo. Dimodoché credere alla medicina sarebbe la suprema follia, se non credervi non ne fosse una ancor più grande, giacché da questo accumulo di errori si sono sprigionate alla lunga alcune verità. (1990)
*Il [[mondo]] [...] non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un [[artista]] originale.
*L'influenza che si attribuisce all'ambiente vale a maggior ragione per l'ambiente intellettuale. Ciascuno è l'uomo della propria idea; ci sono molto meno idee che uomini, sicché tutti gli uomini della medesima idea sono simili. Poiché un'idea non ha nulla di materiale, gli uomini che solo materialmente circondano l'uomo che abbia un'idea, non la modificano in nulla. [...] E siccome un'idea [...] è qualcosa che non può partecipare agli interessi umani né potrebbe godere dei loro vantaggi, gli uomini di un'idea non sono influenzati dall'interesse. (1990)
*La [[sofferenza]] è una specie di bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.
*Lasciamo le belle [[Donna|donne]] agli uomini senza immaginazione.
*Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. (1990)
*Nella patologia nervosa, un medico che non dica troppe sciocchezze, è un malato guarito per metà. (1990)
*Si è potuto perfino dire che la lode più alta di Dio è nella negazione dell'ateo che ritiene la Creazione tanto perfetta da poter fare a meno di un creatore. (1990)
*Tutte le cose più grandi che conosciamo ci sono venute dai [[Nevrosi|nevrotici]]. Sono loro e solo loro che hanno fondato religioni e hanno creato magnifiche opere d'arte. Mai il mondo sarà conscio di quanto deve loro, e nemmeno di quanto essi abbiano sofferto per poter elargire i loro doni.
*Una gran parte di quello che i medici sanno è insegnata loro dai malati. (1990)
*Riattraversammo l'avenue Gabriel, affollata dal passeggio. Feci sedere la nonna su una panchina e andai a cercare una vettura. Lei, nel cui cuore mi ero sempre messo per giudicare anche la persona più trascurabile, mi stava ora davanti chiusa e lontana, era diventata una parte del mondo esterno; e io mi trovavo obbligato a tacerle quello che pensavo del suo stato, la mia inquietudine, più di quel che avrei fatto col primo che passava: non avrei potuto parlargliene con maggior sincerità che con un estraneo. Essa mi aveva restituito i pensieri, i dolori che, dalla mia infanzia, le avevo confidati per sempre. Non era morta ancora, ma io ero già solo. E persino quelle allusioni che essa aveva fatto ai Guermantes, a Molière, alle nostre conversazioni sul «piccolo clan», prendevano un'aria senza base, gratuita, fantastica; perché uscivano da quello stesso essere che, domani forse, non sarebbe più esistito, per il quale queste cose non avrebbero più nessun senso: da quel nulla – incapace di accoglierle – che sarebbe divenuta presto la nonna. (incipit del vol. II; 1985, p. 339)
*Quando le ore si fasciano di discorsi, non possiamo più misurarle, anzi neppur vederle: svaniscono, e d'un tratto il tempo veloce e così giocato ci ricompare davanti a gran distanza dal punto in cui l'avevamo lasciato. Mentre, se siamo soli, la preoccupazione, riportandoci innanzi quel momento ancora lontano e continuamente aspettato con la frequenza e l'uniformità d'un tic-tac, suddivide, anzi moltiplica le ore per tutti quei minuti che, fra amici, non avremmo contati. (II; 1985, p. 379)
*Esiste fra certi uomini, signore, una [[massoneria]] di cui non posso parlarvi, ma che, in questo momento, annovera nelle proprie file quattro sovrani europei. (1995, p. 352)
*La gente dell'alta società ama ricorrere all'''[[argot]]'', e coloro cui si può rinfacciare una certa cosa ostentano la propria disinvoltura nel parlarne. (1995, p. 358)
*[…] pochi giorni fa sono andata al [[Louvre]] con la granduchessa, siamo passate davanti all’''Olympia'' di [[Manet]]. Nessuno, ormai, se ne scandalizza. Sembra un [[Jean-Auguste-Dominique Ingres|Ingres]]! Eppure, sa Dio quante lance ho dovuto spezzare per quel quadro, di cui non tutto mi piace, ma che è sicuramente di qualcuno. Il Louvre, forse, non è proprio il suo posto. (II; 1995, pp. 634-635)
====[[Explicit]]====
Il duca non era affatto imbarazzato a parlare dei malesseri suoi e di sua moglie a un moribondo, poiché i primi lo interessavano di più, gli sembravano più importanti. Così, fu soltanto per buona educazione e per salacità che, dopo averci gentilmente accompagnati, gridò al vento e con voce stentorea, dalla porta, a Swann che era già nel cortile:<br>«E voi, non lasciatevi impressionare da quelle sciocchezze dei medici, diavolo! Sono degli asini. Siete come il Pont-Neuf. Ci seppellirete tutti!».
=====Citazioni=====
===''Sodoma e Gomorra''===
====[[Incipit]]====
=====Giolitti=====
È noto come quel giorno (il giorno che c'era la festa dalla principessa di Guermantes) molto prima di recarmi a fare al duca e alla duchessa la visita che ho narrato, io avevo spiato il loro ritorno, e, stando di scolta, avevo fatto una scoperta che riguardava in particolare il signor di Charlus, ma così importante in sé che fino ad oggi, fino al momento di poterne dare lo spazio e l'ampiezza voluti, mi sono astenuto dal raccontarla. Avevo, come già dissi, abbandonato il belvedere meraviglioso, così comodamente situato in cima alla casa, da cui si scorgono i clivi accidentati che portano fino al palazzo di Bréquigny, lietamente adorni all'italiana del roseo campanile della rimessa appartenente al marchese di Frécourtà Avevo giudicato più pratico, quando mi era venuto in mente che il duca e la duchessa sarebbero rincasati tra poco, appostarmi sulla scala.
{{NDR|Marcel Proust, ''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Elena Giolitti, Mondadori, Milano, 1964}}
=====Marchi=====
Si sa che quel giorno (il giorno in cui aveva avuto luogo la serata dalla principessa di Guermantes) prima di recarmi dal duca e dalla duchessa, a fare la visita che ho appena narrata, avevo spiato il loro ritorno, e avevo fatto, durante il mio appostamento, una scoperta che riguardava in modo particolare il signor di Charlus, così importante che ho rinviato fino ad oggi di riferirla, nell'attesa di poterle assegnare il posto e lo spazio appropriati.
{{NDR|Marcel Proust, ''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Giovanni Marchi, Newton Compton, 1990}}
===== Raboni =====
Come già sappiamo, quel giorno (il giorno in cui doveva aver luogo ricevimento della principessa di Guermantes), prima di fare al duca e alla duchessa la visita che ho appena descritta, avevo sfiato il loro ritorno e compiuto, durante il mio appostamento, una scoperta concernente, in particolare, il signor di Charlus, ma così importante, di per sé stessa, che ho preferito rinviarne il racconto sinché non avessi, come o ora, la possibilità di assegnarle il posto e lo spazio voluti.
{{NDR|Marcel Proust, ''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, 1995}}
====Citazioni====
*[...] quelli di cui avevamo cominciato a parlare poco fa, dei solitari. Considerando il loro vizio più eccezionale di quanto non sia, sono andati a vivere da soli dal giorno in cui lo hanno scoperto, dopo averlo avuto a lungo senza conoscerlo, solo più a lungo di altri. Perché nessuno sa all'inizio di essere [[omosessualità|invertito]], o poeta, o snob, o perverso. Il collegiale che imparava a memoria versi d'amore o guardava illustrazioni oscene, se si stringeva a un compagno, immaginava soltanto di essere in comunione con lui nel desiderio della donna. Come non dovrebbe credere di essere uguale a tutti gli altri, quando di ciò che prova riconosce la sostanza in Madame de Lafayette, in Racine, in Baudelaire, in Walter Scott, mentre è ancora così incapace di osservare se stesso per rendersi conto di ciò che aggiunge del suo, e che se il sentimento è lo stesso, cambia però l'oggetto, che ciò che desidera è Rob-Roy e non Diana Vernon? (I; 1990, p. 1221)
*Non è inutile un po' d'insonnia per apprezzare il sonno, per proiettare un po' di luce in quella notte. Una [[memoria]] senza cedimenti non è un eccitatore molto potente per studiare i fenomeni della memoria. (II, I; 1990, p. 1243)
*[...] come tutte le persone che non sono innamorate, s'immaginava che ci sia dato scegliere la persona che si ama dopo mille deliberazioni e secondo qualità e opportunità diverse. (II, I; 1990, p. 1277)
*Almeno a Balbec, dove non ero più andato da tanto tempo, avrei avuto il vantaggio, in mancanza del rapporto necessario che non esisteva tra il paese e quella donna, che il sentimento della realtà non vi sarebbe stato soppresso per me dall'[[abitudine]] come a Parigi dove, sia nella mia stessa casa, sia in una camera nota, il piacere con una donna non poteva darmi nemmeno un istante l'illusione, in mezzo alle cose di tutti i giorni, di aprirmi l'accesso a una nuova vita. (Perché se l'abitudine è una seconda natura, essa c'impedisce di conoscere la prima di cui non ha né le crudeltà, né gl'incantesimi.) (II, I; 1990, p. 1323)
*<!-- Riusciamo a farne a meno? | Del resto, a partire, non dall'una del mattino (l'ora indicata dal lift), ma dalle tre, non provai più come altre volte la sofferenza di sentir diminuire le probabilità che lei arrivasse. La certezza che non sarebbe più venuta mi recò una calma completa, una impassibilità; quella notte era semplicemente una notte come tante altre in cui non la vedevo: fu quella l'idea da cui partivo. E da allora il pensiero che l'avrei vista il giorno dopo o altri giorni, ergendosi sul nulla accettato, diveniva dolce.--> Talvolta, in queste sere d'attesa, l'angoscia è imputabile alla medicina che si è presa. Interpretata erroneamente da chi soffre, si crede di essere in ansia a causa di colei che non viene. L'amore nasce in questi caso, come certe malattie nervose, dalla inesatta spiegazione di un malessere penoso. Spiegazione che è inutile rettificare, almeno in ciò che riguarda l'amore, che è un sentimento sempre erroneo (quale che ne sia la causa). (II, II; 1990, p. 1357)
*[...] quel ritmo binario adottato dall'amore in tutti quelli che dubitano troppo di se stessi per credere che una donna possa mai amarli, e così pure che essi stessi possano amarla veramente. Si conoscono abbastanza per sapere che di fronte alle donne più diverse essi provavano le stesse speranze, le stesse angosce, inventavano gli stessi romanzi, pronunciavano le stesse parole, essendosi resi conto così che i loro sentimenti, le loro azioni non sono in rapporto stretto e necessario con la donna amata, ma le passano accanto, la circuiscono, la spruzzano come la marea che batte lungo le scogliere, e il sentimento della propria instabilità aumenta ancora in loro il sospetto che quella donna, da cui vorrebbero tanto essere amati, non li ami. Perché il caso avrebbe fatto sì, non essendo la donna che un semplice accidente davanti all'esplosione dei nostri desideri, che fossimo proprio noi lo scopo dei suoi? (II, II; 1990, p. 1380)
*Avrei dovuto lasciare Balbec, rinchiudermi nella solitudine, restarvi in armonia con le ultime vibrazioni della voce che avevo saputo rendere per un istante innamorata, e a cui avrei richiesto solo di non rivolgersi più a me; per paura di una nuova parola, che avrebbe potuto essere ormai solo diversa, che venisse a ferire con una dissonanza il silenzio sensitivo dove, grazie a una sorta di pedale, avrebbe potuto sopravvivere a lungo in me la tonalità della felicità. (II, II; 1385)
*E poiché le impressioni che per me davano valore alle cose erano di quelle che gli altri o non provano, o rifiutano come insignificanti senza pensarci, e di conseguenza se avessi potuto comunicarle sarebbero rimaste incomprese o sarebbero state disprezzate, esse mi riuscivano completamente inutilizzabili, e avevano anzi l'inconveniente di farmi passare per stupido [...]. (II, II; 1990, p. 1474)
*Era naturale, e tuttavia non era indifferente; mi ricordavo che la mia sorte era d'inseguire dei fantasmi, degli esseri la cui realtà era in buona parte nella mia immaginazione; ci sono esseri infatti — ed era stato sin dalla giovinezza il mio caso — per i quali tutto ciò che ha un valore determinato, constatabile da altri, la fortuna, il successo, le posizioni brillanti, non contano; ciò che loro è necessario, sono i fantasmi. Vi sacrificano tutto il resto, mettono tutto in opera, si servono di tutto per ritrovare quel fantasma. Ma questo non tarda a svanire; allora se ne rincorre un altro, anche a rischio di tornare poi al primo. (II, II; 1990, p. 1524)
*Oltre al fatto che l'abitudine riempie talmente il nostro tempo che non ci resta più nel volgere di qualche mese un momento libero in una città in cui all'arrivo la giornata ci offriva la disponibilità delle sue dodici ore, se se ne fosse per caso resa libera una, non avrei più avuto l'idea d'impiegarla per vedere una chiesa, per la quale una volta ero venuto a Balbec, e nemmeno per confrontare un luogo dipinto da Elstir con l'abbozzo che avevo veduto a casa sua, ma piuttosto per andare a fare una partita a scacchi in più dal signor Féré. (II, III; 1990, p. 1602)
*[…] parlavate di ninfee: penso che conosciate quelle dipinte da [[Claude Monet]]. Che genio! (II; 1995, p. 251)
*[…] è davvero curioso: un tempo, preferivo Manet. Adesso, continuo ad ammirare Manet, si capisce, ma credo, tutto sommato, di preferirgli Monet. Ah, le cattedrali! (II; 1995, p. 253)
*C'è qualche cosa che ha un potere di esasperazione non raggiungibile da una persona, ed è il [[pianoforte]]. (1997)
*Certe [[qualità]] aiutano a sopportare i difetti del prossimo [...] e un uomo di grande ingegno presterà di solito meno attenzione alla stupidità altrui di quanta ne presterebbe uno sciocco.
*È spesso solo per mancanza di spirito creativo che non si va abbastanza lontano nella sofferenza. (1997)
*Ho molto amato la vita, ho molto amato le arti.
*Ho orrore dei [[tramonti]] di sole, è romantico, fa tanto opera. (1997)
*L'intelligenza può compiere agevolmente qualsiasi azione, purché non sottoposta al reale.
*La [[malattia]] è il medico più ascoltato: alla bontà, alla scienza si fanno solo promesse; alla sofferenza si obbedisce. (1997)
*La [[noia]] è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare.
*Le stranezze delle persone [[fascino|affascinanti]] esasperano, ma non ci sono proprio persone affascinanti che non siano, del resto, strane. (1997)
*Le teorie e le scuole, come i microbi e i globuli, si divorano tra di loro, assicurando, per mezzo della reciproca lotta, la continuità della vita. (1997)
*Non c'è occultamento più pericoloso di quello della colpa nell'animo stesso del colpevole.
====[[Explicit]]====
[...] «So il dispiacere che sto per recarti. Primo, perché invece di rimanere qui come tu volevi, parto anch'io contemporaneamente a te. Ma questo non è ancora nulla. Non sto bene qui, preferisco tornare a casa. Ma stammi a sentire, non dispiacerti troppo. Ecco, mi sono sbagliato, ieri ti ho ingannato in buona fede, ho riflettuto tutta la notte. Bisogna assolutamente, e prendiamo la decisione subito, perché ora mi rendo conto che non cambierò più, e perché non potrò vivere altrimenti, bisogna che sposi assolutamente Albertine».
====Citazioni su ''Sodoma e Gomorra''====
*''Sodoma e Gomorra'' è destinato ad acuire l'interesse e la curiosità del lettore della ''Recherche'' qui giunto, giacché [...] è in questa parte del romanzo che Proust, dopo aver narrato l'obbrobrioso incontro del gilettajo Iupien col barone Charlus – incontro che gli rivela anche troppo crudamente le ragioni delle anomalie dell'eccezionale personaggio – dipinge il vasto affresco dei viziosi contro natura. Ma, dalla orrenda rappresentazione di una corruzione generale, da cui non si salvano neppure le fanciulle in fiore, neppure Albertine, la piccola amica del protagonista Marcel, sbocciano le umanissime pagine teorizzanti le Intermittenze di cuore che, associate alla teoria della memoria involontaria, formano il caposaldo della dottrina psicologica proustiana. ([[Renato Mucci]])
===''La prigioniera''===
====[[Incipit]]====
=====Serini=====
Sin dal mattino, la testa ancora vòlta verso la parete, e prima ancora d'aver visto, sopra i grandi tendaggi della finestra, di qual colore fosse la striscia luminosa del giorno, sapevo già che tempo faceva. Me lo avevano appreso i primi rumori della strada, secondo che mi giungevano smorzati e deviati dall'umidità o vibranti come frecce nell'area risonante e vuota d'un mattino spazioso, glaciale e puro; sin dal rotolío del primo tram, avevo intuito se se ne stava intirizzito nella pioggia o se era in partenza per l'azzurro.
{{NDR|Marcel Proust, ''La prigioniera'', traduzione di Paolo Serini, Mondadori, Milano, 1970}}
=====Parisse=====
Al mattino, con la testa ancora girata verso il muro e prima di aver visto, al di sopra delle grandi tende della finestra, di che sfumatura fosse la striscia della luce, sapevo già che tempo facesse. I primi rumori della strada me l'avevano detto, a seconda che mi giungessero smorzati e deviati dall'umidità o vibranti come frecce nell'area risonante e vuota di un mattino spazioso, glaciale e puro; sin dal passaggio del primo tranvai, avevo capito se questo era gelato nella pioggia o in partenza per l'azzurro.
{{NDR|Marcel Proust, ''La prigioniera'', traduzione di Giovanna Parisse, Newton Compton, 1990}}
====Citazioni====
*La donna di [[Dostoevskij]] (altrettanto singolare di quella di [[Rembrandt]]), con il suo volto misterioso, di una bellezza piena d’incanto che si trasforma d’improvviso, come se lei avesse recitato la commedia della bontà, in un’insolenza terribile (sebbene, in fondo, essa piuttosto sembri buona) non è forse sempre la stessa sia che si tratti di Nastasja Filippovna, che scrive lettere d’amore ad Aglaja e le confessa di odiarla, oppure in una visita perfettamente identica a questa – nonché a quella durante la quale Nastas’ja Filippovna insulta i genitore di Ganja - di Gruscenka, prima così gentile con Caterina Ivanovna, la quale l’aveva creduta terribile, e che poi svela d’improvviso la sua cattiveria insultandola (pur essendo in fondo, buona)? (1970, pp. 370-371)
*Tra tutti coloro che compongono la nostra individualità, i più appariscenti non sono per noi i più essenziali. In me, quando la malattia avrà finito di gettarli uno dopo l'altro per terra, ne resteranno ancora due o tre che avranno la vita più forte degli altri, in particolare un certo filosofo che è felice soltanto quando scopre, fra due opere, fra due sensazioni, una parte comune. Ma l'ultimo di tutti, mi sono a volte chiesto se non dovrà essere il piccolo omino molto simile a un altro che l'ottico di Combray aveva esposto dietro alla sua vetrina per indicare il tempo che faceva e che, togliendosi il cappuccio non appena ci fosse il sole, lo rimetteva se stava per piovere. (1990, pp. 1633 sg.)
*Gustavo il suo sonno con un amore disinteressato e tranquillizzante, così come restavo per ore ad ascoltare il frangersi delle onde. Forse è necessario che gli esseri siano capaci di farvi tanto soffrire perché nelle ore di remissione vi procurino la stessa calma pacificante della natura. (1990, p. 1678)
*Quando abbiamo superato una certa età, l'anima del bambino che siamo stati e l'anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a piene mani le loro ricchezze e i loro sortilegi, chiedendo di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro antica effigie, li rifondiamo in una creazione originale. [...] Dobbiamo ricevere, dopo una certa ora, tutti i nostri parenti arrivati da tanto lontano e radunatisi intorno a noi. (1990, p. 1683)
*E l'orrore degli amori che solo l'inquietudine ha generato viene dal fatto che giriamo e rigiriamo senza posa nella nostra gabbia discorsi insignificanti; senza contare che raramente gli esseri per i quali li proviamo ci piacciono fisicamente in maniera completa, poiché a sceglierli non è il nostro gusto, ma il caso di un minuto d'angoscia, minuto indefinitamente prolungato dalla nostra debolezza di carattere, che ogni sera rifà esperienza e si abbassa a cercare dei calmanti. (1990, p. 1693)
*La musica, molto diversa in questo dalla compagnia di Albertine, mi aiutava a scendere in me stesso, a scoprirvi qualcosa di nuovo: la varietà che avevo invano cercata nella vita, nel viaggio, di cui tuttavia la nostalgia mi era data da quel flutto sonoro che faceva morire accanto a me le sue onde soleggiate. (1990, p. 1741)
*Che c'è di più usuale della [[bugia|menzogna]], sia che si tratti di mascherare le debolezze quotidiane con una salute che si vuol far credere forte, di dissimulare un vizio, o di ottenere, senza urtare gli altri, la cosa che si preferisce? È lo strumento di conservazione più necessario e più usato. Tuttavia abbiamo la pretesa di bandirla dalla vita di colei che amiamo, è essa che spiamo, che fiutiamo, che detestiamo dappertutto. (1990, p. 1749)
*La [[morte]] degli altri è come un viaggio fatto da noi stessi e in cui ci ricordiamo, già a cento chilometri da Parigi, di aver dimenticato due dozzine di fazzoletti, di lasciare una chiave alla cuoca, di salutare nostro zio, di chiedere il nome della città dove si trova la fontana antica che desideriamo vedere. Nel mentre che tutte queste dimenticanze che vi assalgono e che diciamo ad alta voce, per pura forma, all'amico che viaggia con noi, hanno per sola replica il rifiuto della sala vuota, il nome della stazione gridato dall'impiegato e che ci allontana ancora di più dalla realizzazioni ormai impossibili, cosicché, rinunciando a pensare alle cose irrimediabilmente omesse, si disfa<!-- sic --> il pacchetto dei viveri e ci si scambiano i giornali e le riviste. (1990, p. 1772) <!--Citazione non fondamentale.-->
*Ero quasi imbarazzato dai suoi occhi, che avevo paura mi sorprendessero a leggerlo come un libro aperto, dalla sua voce, che mi sembrava ripeterlo in tutti i toni, con infaticabile indecenza. Ma i segreti sono ben custoditi dagli esseri, perché tutti coloro che li avvicinano, sono sordi e ciechi. <!-- Mah | Le persone che venivano a sapere la verità dall'uno o dall'altro, dai Verdurin, per esempio, ci credevano, ma soltanto finché non conoscevano il signor di Charlus. Il suo viso, lungi dal diffonderle, dissipava le dicerie malevole. Infatti ci facciamo di certe entità un'idea così grande, che non riusciamo a identificarla nei lineamenti familiari di una persona conosciuta. E difficilmente crediamo ai vizi, così come non crederemo mai al genio d'una persona con cui, ancora la sera prima, siamo andati all'Opéra.--> (1990, p. 1791)
*Infatti, le azioni possibili di Albertine avvenivano dentro di me. Di tutti gli esseri che conosciamo, noi possediamo un doppio. Ma, situato di solito all'orizzonte della nostra immaginazione, della nostra memoria, esso rimane relativamente al di fuori di noi, e ciò che ha fatto o potuto fare non comporta per noi più elementi dolorosi d'un oggetto, posto a una cera distanza, che ci procuri soltanto le sensazioni indolori della vista. Quel che colpisce tali esseri, lo percepiamo in modo contemplativo, possiamo deplorarlo in termini appropriati che diano agli altri l'idea del nostro buon cuore, ma non lo sentiamo. Dopo la mia ferita di Balbec, invece, era nel mio cuore, a grande profondità, difficile da estrarre, che si trovava il doppio di Albertine. (pp. 1811 sg.)
*Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi, di vedere l'universo con gli occhi di un altro, di cento altri, di vedere i cento universi che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è; e questo possiamo farlo con un Elstir, con un Vinteuil, con i loro pari, con i quali voliamo davvero di stella in stella. (1990, p. 1815)
*Ma non è possibile che una scultura, una musica che dà un'emozione che sentiamo più elevata, più pura, più vera, non corrisponda a una certa realtà spirituale; altrimenti, la vita non avrebbe alcun senso. Così, nulla somigliava più d'una bella frase di Vinteuil a quel piacere particolare che avevo provato talvolta nella mia vita, per esempio davanti ai campanili di Martinville, a certi alberi d'una strada di Balbec o, più semplicemente, all'inizio di quest'opera, bevendo una certa tazza di tè. (1990, p. 1904)
*Dopo una certa età, per amor proprio e per sagacia, sono le cose che più si desiderano quelle cui fingiamo di non tenere. (1990)
*È stato detto che la [[bellezza]] è una promessa di felicità. Inversamente, la possibilità del piacere può essere un principio di bellezza.
*La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.
*La musica è forse l'esempio unico di ciò che avrebbe potuto essere – se non ci fossero state l'invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l'analisi delle idee – la comunicazione delle anime.<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*La [[realtà]] è il più abile dei nemici. Lancia i suoi attacchi contro quel punto del nostro cuore dove non ce li aspettavamo e dove non avevamo preparato difese.
*In amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un'abitudine.
*Si ama solamente ciò in cui si persegue qualcosa d'inaccessibile, quel che non si possiede.
====[[Explicit]]====
Avendo sentito la mia scampanellata, Françoise entrò, piuttosto preoccupata di come avrei preso le sue parole e il suo comportamento. Mi disse: «Ero molto angustiata che il signore suonasse così tardi, oggi. Non sapevo cosa dovevo fare. Stamattina alle otto la signorina Albertine mi ha chiesto i suoi bauli, non osavo rifiutarglieli, avevo paura che il signore mi sgridasse se venivo a svegliarlo. Ho cercato di catechismarla, dirle d'aspettare un'ora, perché pensavo sempre che il signore stesse per chiamare. Non ha voluto, mi ha lasciato questa lettera per il signore, e alle nove se ne è andata». E allora — a tal punto possiamo ignorare quel che è dentro di noi, poiché io ero convinto della mia indifferenza per Albertine — il respiro mi mancò, mi tenni il cuore con le mani, improvvisamente madide d'un sudore che non avevo più conosciuto da quando la mia amica mi aveva fatto, nel trenino, quella rivelazione relativa all'amica della signorina Vinteuil, e non riuscii a dire altro fuor che: «Ah! benissimo, Françoise, grazie, avete fatto bene naturalmente a non svegliarmi, lasciatemi un momento, vi chiamerò fra poco».
===''Albertine scomparsa''===
====[[Incipit]]====
=====Fortini=====
«La signorina Albertine se n'è andata!» Come, più della psicologia stessa, la sofferenza la sa lunga in materia di psicologia! Un momento prima, mentre mi stavo analizzando, avevo creduto che una separazione senza essersi riveduti fosse appunto quella che avevo desiderata; e, paragonando la mediocrità dei piaceri che Albertine mi dava con la ricchezza dei desideri che mi impediva di realizzare, mi ero riconosciuto assai acuto, concludendo che non volevo più vederla, che non l'amavo piú. Ma quelle parole: "La signorina Albertine se n'è andata!" avevano provocato un dolore tale nel mio cuore, che non avrei saputo resistere più a lungo.
{{NDR|Marcel Proust, ''Albertine scomparsa'', traduzione di Franco Fortini, Mondadori, Milano, 1970}}
=====Stajano=====
«La signorina Albertine se ne è andata!». Come, nella psicologia, la sofferenza va oltre la psicologia stessa! Un attimo prima, mentre stavo analizzandomi, avevo creduto che quella separazione, senza essersi rivisti, fosse appunto ciò che desideravo, e, paragonando la mediocrità dei piaceri che Albertine mi dava con la ricchezza dei desideri che mi impediva di realizzare, mi ero ritenuto perspicace, avevo concluso che non volevo più vederla, che non l'amavo più. Ma quelle parole: «La signorina Albertine se n'è andata» avevano provocato nel mio cuore una sofferenza tale che sentivo di non poter resistere più a lungo.
{{NDR|Marcel Proust, ''Albertine scomparsa'', traduzione di Rita Stajano, Newton Compton, 1990}}
====Citazioni====
*[...] siccome l'avvenire è ciò che esiste soltanto nel nostro pensiero, ci sembra che possa essere ancora modificato dall'intervento in extremis della nostra volontà. (I; 1990, p. 1948)
*Per raffigurarsi una situazione sconosciuta, l'immaginazione prende in prestito elementi conosciuti e per questo non se la raffigura. Ma la sensibilità, anche la più fisica, riceve, come la traccia del fulmine, la firma originale e a lungo indelebile dell'evento nuovo. (I; 1990, p. 1951)
*Del resto non mi ingannavo affatto; il rimedio specifico per guarire un evento infelice (i tre quarti degli eventi lo sono) è prendere una [[decisione]]; giacché provocando un brusco capovolgimento dei nostri pensieri, essa riesce a interrompere il flusso di quelli che provengono dall'evento passato e che prolungano la vibrazione, a spezzarlo con un flusso contrario di pensieri contrari, provenienti dall'esterno, dall'avvenire. Ma quei pensieri nuovi ci fanno bene soprattutto (e tale era l'effetto di tutti quelli che mi assediavano in quel momento) quando, dal profondo di quell'avvenire, ci portano una speranza. (I; 1990, p. 1966)
*Per entrare in noi, un essere è obbligato a prendere la forma, a piegarsi alla cornice del tempo. Apparendoci soltanto per momenti successivi, non ha mai potuto darci di sé che un solo aspetto per volta, non ha mai potuto fornirci di sé che una sola fotografia. [...] E poi quel frazionamento non fa solo vivere la persona morta, la moltiplica. Per consolarmi, non una, ma innumerevoli Albertine avrei dovuto dimenticare. Quando ero riuscito a sopportare il dolore di averne persa una, dovevo ricominciare con un'altra, con cento altre. (I; 1990, p. 1991)
*Uno dei poteri della [[gelosia]], consiste nel rivelarci quanto la realtà dei fatti esterni e i sentimenti dell'anima siano qualcosa di ignoto che si presta a molte supposizioni. Crediamo di sapere esattamente le cose e quel che pensano le persone, per la semplice ragione che non ce ne preoccupiamo. Ma non appena abbiamo il desiderio di sapere, come chi è geloso, allora tutto si trasforma in un vertiginoso caleidoscopio, in cui non distinguiamo più nulla. (I; 1990, p. 2021)
*A partire da una certa età, i nostri ricordi sono così intrecciati fra di loro che la cosa cui pensiamo, il libro che leggiamo non hanno quasi più importanza. Abbiamo messo dovunque un po' di noi stessi, tutto è fecondo, tutto è pericoloso, e possiamo fare scoperte altrettanto importanti nelle ''Pensées'' di Pascal quanto nella pubblicità di una saponetta. (I; 1990, p. 2039)
*Il nostro io è costituito dalla sovrapposizione delle nostre condizioni successive. Ma questa sovrapposizione non è immutabile come la stratificazione di una montagna. Avvengono continuamente stravolgimenti che fanno affiorare in superficie strati più antichi. (I; 1990, p. 2040)
*Certo, solo col pensiero si posseggono le cose e non si possiede un quadro perché lo si ha nella stanza da pranzo se non lo si sa comprendere,<ref>{{Cfr}} [[Johann Wolfgang von Goethe]]: «Non si possiede ciò che non si comprende».</ref> né un paese perché vi si risieda senza neppure guardarlo. (I; 1990, p. 2045)
*E tutt'a un tratto mi dissi che la vera Gilberte, la vera Albertine, erano forse quelle che al primo istante si erano concesse nel loro sguardo, l'una davanti alla siepe di rosespine, l'altra sulla spiaggia. Ed ero stato io che, per non averlo saputo capire, per averlo ripreso solo più tardi nella mia memoria, dopo un intervallo durante il quale tutta una distanza di sentimenti aveva fatto temere loro di essere sincere come la prima volta, avevo sciupato tutto con la mia inettitudine. (IV; 1990, p. 2153)
*Le due massime cause d'errore nei nostri rapporti con un'altra persona sono di aver buon cuore, oppure, quell'altra persona, amarla. (da ''La fuggitiva'')
*{{NDR|Su [[Venezia]]}} Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un'immagine umana.
*{{NDR|La [[Basilica di San Marco]]}} Si entrava, mia madre ed io, nel Battistero, mettendo il piede sui mosaici di marmi e paste vitree del pavimento, avendo di fronte a noi le larghe arcate di cui il tempo ha leggermente flesso le superfici svasate e rosee, conferendo alla chiesa, dove ha rispettato la freschezza di quei colori, l'aria d'esser composta d'una materia dolce e malleabile come cera d'alveoli giganteschi; e dove invece ha raggrinzito la materia e dove gli artisti l'hanno traforata o lumeggiata d'oro, d'essere la preziosa rilegatura, in qualche cuoio di {{sic|Córdova}}, del colossale Evangeliario di Venezia. (Einaudi 1975, p. 245)
*Compresse le une contro le altre, quelle [[Calle|calli]] dividevano in ogni direzione, con le loro scanalature, il settore di Venezia compreso fra un canale e la laguna, come se si fosse cristallizzato seguendo quelle forme innumerevoli, tenui e minuziose. D'improvviso, in fondo a una di quelle stradette, pareva che nella materia cristallizzata si fosse prodotta una distensione. Un vasto e sontuoso «campo», che, in quella rete di stradicciole, certo non avrei saputo immaginare di tanta importanza, e al quale non avrei saputo dare spazio, si estendeva dinanzi a me, circondato da bei palazzi pallidi di chiaro di luna. Era uno di quei complessi architettonici verso i quali, in altre città, le strade si dirigono, vi conducono, designandoli. Qui, pareva intenzionalmente nascosto in un intrico di straducole, come quei palazzi dei racconti orientali dove di nottetempo viene condotto un personaggio che, riaccompagnato a casa propria prima dell'alba, non deve saper ritrovare l'abitazione magica dove finirà col credere d'essere stato soltanto in sogno. (Einaudi 1975, pp. 250-251)
*Non c'è [[idea]] che non porti in sé la propria confutazione possibile, una parola la parola [[contrario|contraria]]. (1990)
*Non riusciamo a cambiare le cose secondo il nostro desiderio, ma gradualmente il nostro desiderio cambia. Non abbiamo saputo superare l'ostacolo, com'eravamo assolutamente decisi a fare, ma la vita ci ha condotti di là da esso, aggirandolo, e se poi ci volgiamo a guardare il lontano passato riusciamo appena a vederlo, tanto impercettibile è diventato. (1990)
*Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di provarla pienamente. (1990)
*Dell'[[universo]] abbiamo solo visioni informi, frammentate, che completiamo con associazioni di idee arbitrarie, creatrici di suggestioni pericolose. (traduzione di Giovanni Raboni, Oscar Mondadori, 2005)
====[[Explicit]]====
Quel che allora desideravo così febbrilmente, se solo avessi saputo capirlo e ritrovarlo, lei avrebbe forse potuto farmelo gustare fin dalla adolescenza. Più completamente ancora di quanto avessi mai creduto, a quell'epoca Gilberte era davvero dalla parte di Méséglise.<br>
E anche quel giorno, in cui l'avevo incontrata sotto un portone, benché non fosse la signorina de l'Orgeville, quella che Robert aveva conosciuto nelle case di appuntamenti (e che cosa curiosa che avessi chiesto delucidazioni su di lei proprio al suo futuro marito!) non mi ero ingannato del tutto sul significato del suo sguardo, né sul genere di donna che era e che ora mi confessava di essere stata. «Tutto questo è ormai molto lontano, mi disse. Dal giorno che mi sono fidanzata con Robert non ho più pensato che a lui. E, vedete, quel che mi rimprovero di più non è nemmeno quel capriccio infantile.»
===''Il tempo ritrovato''===
[[File:Marcel Proust signature.svg|thumb|La firma di Proust]]
====[[Incipit]]====
=====Caproni=====
L'intero giorno, in quella dimora di Tansonville un po' troppo campagna, che aveva appena l'aria d'un luogo di siesta fra una passeggiata e l'altra o durante l'acquazzone: una di quelle dimore dove ogni salotto ha l'aria d'un chiosco tra la verzura e dove, sulla tappezzeria delle camere, le rose dal giardino in una, gli uccelli dagli alberi nell'altra v'hanno raggiunto e vi fan compagnia – isolati nondimeno, giacché erano vecchie tappezzerie dove ogni rosa se ne stava separata quel tanto che avrebbe permesso, se fosse stata viva, di coglierla, ogni uccello di metterlo in gabbia e addomesticarlo, senza nulla delle abbondanti decorazioni delle camere d'oggi dove, su un fondo argenteo, tutti i meli della Normandia son venuti a profilarsi in stile giapponese per allucinare le ore che si trascorrono in letto, – l'intero giorno lo trascorrevo nella mia camera che dava sulle belle verzure del parco e i lilla dell'ingresso, sulle foglie verdi degli alti alberi in riva all'acqua, scintillanti di sole, e sul bosco di Méséglise.
{{NDR|Marcel Proust, ''Il tempo ritrovato'', traduzione di Giorgio Caproni, Mondadori, Milano, 1962}}
=====Grasso=====
Tutta la giornata, in quella dimora un po' troppo di campagna e che aveva l'aria di un semplice luogo di siesta tra una passeggiata e l'altra o durante un acquazzone, una di quelle dimore dove ogni sala ha l'aspetto di un pergolato, e dove, sulla tappezzeria delle camere, le rose del giardino nell'una, gli uccelli degli alberi nell'altra, vi hanno raggiunto e vi tengono compagnia — isolati se non altro — poiché si trattava di vecchie tappezzerie dove ogni rosa era abbastanza separata perché la si potesse cogliere se fosse stata viva, ogni ruscello metterlo in gabbia e addomesticarlo senza nulla di quelle grandi decorazioni delle camere di oggi dove, su uno sfondo d'argento, tutti i meli di Normandia sono venuti a profilarsi in stile giapponese per allucinare le ore che passate a letto; tutta la giornata, la trascorrevo nella mia camera che dava sul bel verde dei grandi alberi in riva all'acqua, scintillanti di sole, e sulla foresta di Méséglise.
{{NDR|Marcel Proust, ''Il tempo ritrovato'', traduzione di Giuseppe Grasso, Newton Compton, 1990}}
====Citazioni====
*Come un geometra che, spogliando le cose delle loro qualità sensibili, vede solo il loro substrato lineare, quello che raccontava la gente mi sfuggiva perché ciò che mi interessava non era quello che voleva dire, ma la maniera in cui lo diceva, in quanto rivelatrice del loro carattere o dei loro lati meschini; o piuttosto era un oggetto che era sempre stato il fine della mia ricerca perché mi dava un piacere specifico, il punto in comune a un essere e a un altro. (1990, p. 2190)
*Sorvolavo rapidamente su tutto questo, imperiosamente sollecitato, com'ero, a cercare la causa di quella felicità, del carattere di certezza con cui si imponeva, ricerca un tempo rinviata. Ora, quella causa, la presagivo paragonando tra loro quelle diverse impressioni beate e che avevano questo in comune: che avvertivo il rumore del cucchiaio sul piatto, la disuguaglianza del lastricato, il sapore della ''madeleine'' nell'attimo presente e al tempo stesso in un istante lontano, al punto di far sconfinare il passato sul presente, di esitare non sapendo in quale dei due mi trovassi; a dire il vero, l'essere che allora assaporava in me quell'impressione, la assaporava in ciò che essa aveva di comune in un giorno remoto e nel presente, in ciò che aveva di extratemporale, un essere che appariva solo quando, per una di quelle identità tra il presente e il passato, poteva trovarsi nell'unico ambiente in cui potesse vivere, gioire dell'essenza delle cose, vale a dire al di fuori del tempo. Ciò spiegava perché le mie inquietudini a proposito della mia morte fossero cessate nel momento in cui avevo riconosciuto inconsapevolmente il sapore della piccola ''madeleine'', poiché, in quel momento, l'essere che ero stato, era un essere extratemporale, e dunque incurante delle vicissitudini dell'avvenire. Viveva della sola essenza delle cose, e non poteva coglierla nel presente dove, non entrando in gioco l'immaginazione, i sensi erano incapaci di fornirgliela; lo stesso avvenire verso cui tende l'azione la abbandona a noi. Quell'essere non era mai venuto a me, non si era mai manifestato se non al di fuori dell'azione, del godimento immediato, ogni volta che il miracolo di un'analogia mi aveva consentito di sfuggire al presente. Lui solo aveva il potere di farmi ritrovare i giorni passati, il tempo perduto, dinanzi al quale gli sforzi della mia memoria e della mia intelligenza si arenavano sempre. (pp. 2319 sg.)
*Quel che chiamiamo [[realtà]] è un certo rapporto tra quelle sensazioni e quei ricordi che ci circondano simultaneamente — rapporto che sopprime una semplice visione cinematografica, la quale perciò si allontana tanto più dal vero quanto più pretende di limitarsi ad esso — rapporto unico che lo scrittore deve ritrovare onde incatenarne per sempre nella sua frase i due termini distinti. (1990, p. 2334)
*La vera [[vita]], la vita finalmente messa a nudo e chiarita, di conseguenza la sola vita pienamente vissuta, è la [[letteratura]]. (1990, p. 2339)
*Soltanto grazie all'[[arte]], anziché vedere un solo mondo, il nostro, lo vediamo moltiplicarsi, e quanti più sono gli artisti originali, tanti più mondi abbiamo a disposizione, diversi gli uni dagli altri più di quelli che girano nell'infinito, e che, molti secoli dopo che si è estinto il focolare da cui emanavano, si chiamassero Rembrandt o Vermeer, ci inviano ancora il loro caratteristico raggio di luce. (1990, p. 2339)
*Gli esseri sciocchi, con i loro gesti, i loro discorsi, i loro sentimenti involontariamente espressi, manifestano leggi di cui non si avvedono, ma che l'artista sorprende in loro. A causa di questo genere di osservazioni l'uomo della strada giudica perfido lo scrittore, e lo giudica a torto, giacché, in un lato [[ridicolo]], l'artista vede una bella generalità, non lo imputa a [[difetto|danno]] della persona osservata più di quanto un chirurgo non la disistimerebbe perché è affetta da un disturbo di circolazione abbastanza frequente; sicché lui, meno di chiunque altro, si burla delle ridicolaggini altrui. (1990, p. 2343) <!--Citazione non fondamentale.-->
*In realtà, ogni [[lettore]], quando legge, è il lettore di se stesso. L'opera dello [[scrittura|scrittore]] è solo una specie di strumento ottico offerto al lettore per consentirgli di discernere ciò che forse, senza quel libro, non avrebbe potuto intravedere in se stesso. Il riconoscere in sé, da parte del lettore, quanto il libro dice, è la prova della verità di quest'ultimo, e viceversa, almeno in una certa misura, la differenza tra i due testi potendo spesso essere imputata, non all'autore, ma al lettore. (1990, p. 2350)
*A che sarebbe servito che, ancora per anni, perdessi delle serate a far scivolare, sull'eco appena spenta delle loro parole, il suono ugualmente vano delle mie, per lo sterile piacere di un contatto mondano che esclude ogni penetrazione? Non era meglio che, di quei gesti che facevano, di quelle parole che dicevano, della loro vita, della loro natura, io cercassi di descrivere la curva e di trarne la legge? (1990, p. 2408)
*Tuttavia, se tutti i doveri inutili, a cui ero pronto a sacrificare quello vero, mi uscivano di mente dopo pochi minuti, l'idea della mia costruzione non mi abbandonava un solo istante. (1990, p. 2451)
*I veri paradisi sono i paradisi che abbiamo perduto. (1990)
*Il [[libro]] essenziale, il solo libro vero, un grande scrittore non deve, nel senso corrente, inventarlo, poiché esiste già in ciascuno di noi, ma tradurlo. Il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli di un traduttore.
*L'[[istinto]] detta il dovere, e l'intelligenza fornisce il pretesto per eluderlo. (1990)
*Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore.
*Se non c'è che la [[felicità]] di davvero salutare al corpo, è il dolore a sviluppare le forza dello spirito. (1990)
*La soddisfazione che genera in un [[imbecillità|imbecille]] il proprio buon diritto e la certezza di poterla spuntare è qualcosa che irrita in particolar modo.
*I nostri [[pensieri]] non sempre s'accordano con le nostre [[parole]].
*Un'azione diversiva va compiuta solo in un punto che abbia una certa importanza.
*Non ebbi il coraggio di chiedergli nulla ed egli mi disse solo parole comuni, ben poco diverse da quelle che avrebbe detto prima della [[guerra]], come se la gente, nonostante la guerra continuasse ad essere la stessa di prima. Il tono era il solito, solo il contenuto era mutato, ed anche questo di poco.
*Ma i [[giornali]] si leggono come si ama, con una benda sugli occhi: non si cerca di comprendere i fatti. Si ascoltano le dolci parole del redattore come si ascoltano le parole di un'amante. Si è sconfitti e scontenti perché non ci si considera sconfitti ma vincitori.
*È singolare quanto poco variino non solo i modi di esprimersi, ma anche i pensieri in una stessa persona.
*Chi non combatte può dire quello che vuole, è perché non se la sente di farsi ammazzare, è per [[paura]].
*La vita insegna a ribassare il pregio della lettura, mostrandoci quanto lo scrittore ci vanta non vale poi un granché; oppure altrettanto giustamente che la lettura ci insegna a rialzare il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui entità ci rendiamo conto solo grazie ad un [[libro]].
*In questo mondo, dove tutto si consuma, tutto perisce, c'è una cosa che cade in rovina e si distrugge ancor più della Bellezza. Il [[Dolore]].
*La [[vita]] ci delude talmente tanto che finiamo col credere che la letteratura non abbia alcun rapporto con essa e ci stupiamo nel vedere che le preziose idee rivelateci dai libri mostrano, in una cena, un assassinio.
*I cervelli piccini restano schiacciati non dalla bellezza, ma dall'enormità dell'azione.
*La vittoria appartiene, come dicono i Giapponesi, a chi resiste un quarto d'ora di più.
*La [[guerra]] è una malattia, che quando sembra scongiurata da una parte, riattacca dall'altra.
*Le [[cose]] esistono solo grazie ad una creazione che di continuo si rinnova.
*Nulla è più limitato del piacere e del vizio. Si può davvero dire che si gira sempre nello stesso circolo vizioso.
*In ogni [[sadismo|sadico]] c'è quella sete del male che i tristi non sono in grado di soddisfare.
*È erroneo credere che la scala delle paure corrisponda a quella dei pericoli che la ispirano.
*Anche in simili aberrazioni la natura umana rivela sempre, attraverso certe esigenze di verità, il proprio bisogno di credere.
*Ma un [[fascino]] non si travasa.
*Quella sorte di dolcezza, di distacco dalla realtà che tanto colpisce in coloro che la morte ha già accolti nella sua ombra.
*I ricordi non si spartiscono.
*Le verità che l'intelligenza coglie direttamente, hanno qualcosa di meno necessario di quelle che la vita ci ha comunicate.
*Basta che un rumore, un odore, già udito o respirato un'altra volta, siano di nuovo reali senza essere attuali, ideali senza essere astratti, perché subito l'essenza permanente e ordinariamente nascosta delle cose venga liberata, e perché il nostro vero "IO", che talvolta sembrava morto, ma che non lo era interamente, si desti, si animi, ricevendo il celeste nutrimento che gli viene offerto.
*Il modo fortuito, ineluttabile, con cui ero incappato nella sensazione, garantiva di per sé la verità del passato che essa resuscitava, delle immagini cui dava l'avvio, poiché noi sentiamo il suo sforzo per risalire verso la luce, sentiamo in noi la gioia per la realtà ritrovata.
*Di qualunque idea lasciata in noi dalla vita si tratti, la sua raffigurazione materiale, impronta dell'impressione da essa prodotta, in noi è sempre il pegno della sua verità necessaria. Le idee formate dall'intelligenza posseggono solo la verità logica, la verità possibile, e la loro scelta è arbitraria.
*Non che le idee che noi formiamo non possono essere giuste, ma non sappiamo se sono vere. Solo L'Impressione, per quanto infima ci possa sembrare la materia, e inafferrabile la traccia, è un criterio di verità.
*Quel che noi non abbiamo dovuto decifrare, quel che era chiaro anche prima del nostro intervento, non è cosa nostra. Proviene da noi solo ciò che noi medesimi traiamo dall'oscurità ch'è in noi e che gli altri non conoscono.
*Lo stile per lo scrittore, come il colore per il pittore, non è un problema di tecnica, bensì di visione.
*Il lavoro compiuto dal nostro orgoglio, dalla nostra passione, dal nostro spirito imitativo, dalla nostra intelligenza astratta, quel lavoro l'arte lo distruggerà, ci ricondurrà indietro, ci farà tornare agli abissi profondi dove quel che è assistito realmente giace ignoto.
*Il nostro amore non appartiene all'essere che lo ispira, è salutare, in via accessoria, come mezzo.
*I veri libri non devono essere figli della piena luce della conversazione, ma dell'oscurità e del silenzio.
*Lo scrittore invidia il pittore, vorrebbe prendere schizzi, appunti, ma se lo fa, è perduto.
*Un libro è un grande cimitero dove, sulla maggior parte delle tombe non si possono più leggere i nomi ormai cancellati; talvolta al contrario ricordiamo benissimo il nome, ma non sappiamo se dell'essere che lo portava sopravvive qualcosa nelle nostre pagine.
*Gli anni felici sono perduti, si aspetta la sofferenza per lavorare.
*Bisognava tentare d'interpretare le sensazioni come i segni di altrettante leggi e idee, cercando pensare, cioè di far uscire dalla penombra ciò che avevo sentito, di convertirlo in un equivalente spirituale. (1990)
====[[Explicit]]====
Mi sgomentava il pensiero che i miei trampoli fossero già così alti sotto i miei passi; non mi pareva che avrei avuto la forza di tenere ancora a lungo, unito a me, quel passato che già scendeva così lontano. Pertanto, se quella forza mi fosse stata lasciata abbastanza a lungo da poter compiere la mia opera, non avrei mancato anzitutto di descrivervi gli uomini, quand'anche ciò avesse dovuto farli somigliare a esseri mostruosi, come occupanti un posto tanto considerevole, accanto a quello, così angusto, riservato loro nello spazio, un posto, al contrario, prolungato a dismisura, poiché essi toccano simultaneamente, come giganti immersi negli anni, epoche da loro vissute così distanti l'una dall'altra, tra le quali tanti giorni sono venuti a interporsi — nel Tempo.
==''I piaceri e i giorni''==
*L'[[assenza]] non è forse, per chi ama, la più certa, la più efficace, la più viva, la più indistruttibile, la più fedele delle presenze? (''Confessione di una fanciulla'', I)
*I paradossi di oggi sono i pregiudizi di domani. (''I rimpianti. Fantasticherie color del tempo'', V)
*L'ambizione inebria più della gloria; il desiderio copre di fiori, il possesso fa sfiorire ogni cosa; è meglio sognare la propria vita che viverla, benché viverla significhi pur sempre sognarla, ma in un modo al tempo stesso meno misterioso e meno chiaro, sognarla come un sogno oscuro e pesante, simile a quello diffuso nella coscienza incerta delle bestie che ruminano. (''I rimpianti. Fantasticherie color del tempo'', VI)
*Detestate la cattiva musica, ma non disprezzatela. Dal momento che la si suona e la si canta ben di più, e ben più appassionatamente, di quella buona, molto più di quella buona si è a poco a poco impregnata del sogno e delle lacrime degli uomini. Consideratela per questo degna di venerazione. Il suo posto, nullo nella storia dell’Arte, è immenso nella storia sentimentale delle società. [...] Come il popolo, la borghesia, l'esercito, la nobiltà hanno gli stessi postini, portatori del lutto che li colpisce o della felicità che colma i loro cuori, così hanno gli stessi invisibili messaggeri d'amore, gli stessi confessori prediletti. Sono i cattivi musicisti. Un certo ritornello insopportabile, che ogni orecchio nobile e raffinato si rifiuta all'istante di ascoltare, custodisce dentro di sé i tesori di migliaia di anime, conserva il segreto di migliaia di vite, di cui fu la viva ispirazione, la consolazione sempre pronta, sempre aperta sul leggio del pianoforte, la grazia sognante e l'ideale. (''I rimpianti. Fantasticherie color del tempo'', XIII)
==''Poesie''==
*''[[Pupilla|Pupille]] inestinguibili degli sguardi che ho amati, costellate per sempre il cielo della memoria. Sognanti come i morti, lucenti come aureole, ne splenderà il mio cuore come notte di maggio. || Come bruma l'oblio scancella i volti, i gesti che furono adorati nel divino «una volta», da cui viene follia, da cui viene saggezza, incanti per gli errori, simboli per la fede.''<ref name=style>La traduzione di Franco Fortini è in prosa. La sola divisione in strofe, nel testo tradotto, è evidenziata nella fonte con uno spazio orizzontale vuoto.</ref> (da ''Guardo spesso il cielo della memoria'', p. 5)
*''[[Aelbert Cuyp|Cuyp]], sole al declino, svolto nell'aria limpida; che un volo di grigi colombi turba come fosse acqua; oro umido, nimbo in fronte a un bue o a una betulla, incenso azzurro dei bei giorni ai colli o lagune chiare nei cieli vuoti. Eccoli i cavalieri, piuma rosa al cappello, la destra al fianco; viva l'aria fa rosee le guance e ora lievita appena le loro anella bionde. Li tentano campi ardenti e fresche onde; e, senza che quel loro trotto turbi la mandria dei buoi meditabonda che riposa in una nebbia di oro pallido, partono a respirare quegli attimi profondi.''<ref name=typo>La traduzione di Franco Fortini è in prosa.</ref> (da ''{{sic|Albert}} Cuyp I'', p. 31)
*''Fierezza dolce dei cuori, nobile grazia delle cose scintillanti negli occhi, nei velluti, nei boschi; bello, eletto linguaggio di portamenti e pose, orgoglio ereditario delle donne e dei re! || Tu trionfi, [[Antoon van Dyck|van Dyck]], principe dei gesti calmi, in tutte le belle creature che presto moriranno, in ogni bella mano che sappia aprirsi; non se ne rende conto, che importa, ti tende le palme!''<ref name=style /> (da ''{{sic|Anton}} Van Dyck'', p. 39)
*''Sorride al cuore amante la dolcezza del cielo azzurro, come un perdono per la sua follia. Nel cielo, è ancora la materia che inganna? È già Iddio che comincia? || Se l'[[Occhi azzurri|azzurro dei vostri occhi]] è triste come un dolce ostinato rammarico, lo è perché ama quel che non è di questo mondo? Amare è triste!''<ref name=style /> (da ''Menzogne'', p. 63)
*''Il tuo cielo sempre un po' azzurro. Spesso al mattino piove un poco. || [[Dordrecht]], così bella. Tomba delle mie care illusioni. || Quando tento disegnare i tuoi canali, i tetti, i campanili, mi sento come se amassi delle patrie.''<ref name=style /> (da ''Dordrecht'', p. 73)
*''Alta sottile bella, un po' magra, ora stanca ora vivace, simpatica a principi e plebe, saetta un'agra parola a Marcel, aceto ricambia per miele, allegra agile {{sic|íntegra}}, è la quasi nipote di Nègre.''<ref>Monsignor Nègre, arcivescovo di Tour. Il fratello di Céleste Albaret ne aveva sposato la nipote. {{cfr}} ''Poesie'', nota a p. 247.</ref><ref name=typo /> (''A [[Céleste Albaret|Céleste]]'', p. 231)
==[[Incipit]] di ''Del piacere di leggere''==
Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto. Tutto ciò che li riempiva agli occhi degli altri e che noi evitavamo come un ostacolo volgare a un piacere divino: il gioco che un amico veniva a proporci proprio nel punto più interessante, l'ape fastidiosa o il raggio di sole che ci costringevano ad alzare gli occhi dalla pagina o a cambiare posto, la merenda che ci avevano fatto portar dietro e che lasciavamo sul banco lì accanto senza toccarla, mentre il sole sopra di noi diminuiva di intensità nel cielo blu, la cena per la quale si era dovuti rientrare e durante la quale non abbiamo pensato ad altro che a quando saremmo tornati di sopra a finire il capitolo interrotto.
{{NDR|Marcel Proust, ''Del piacere di leggere'', traduzione di Maria Cristina Marinelli, Passigli, Firenze}}
==Citazioni su Marcel Proust==
*A poco a poco, il lettore percepirà che cosa vuole intendere Proust con vizio. Vizio è ciò che fa mancare la propria vita; è ciò che impedisce all'uomo di destarsi, direbbe Heidegger, al "suo poter-essere-se-Stesso" più proprio. ([[Luciano De Maria]])
*Benché sposi un punto di vista imparziale, il punto di vista del vero naturalista, M. Proust fa del vizio un ritratto più biasimevole di ogni invettiva. Bolla a fuoco ciò di cui egli parla e rende servizio ai buoni costumi più efficacemente di quanto possano fare i più stringenti trattati di morale. Egli ammette che certi casi di omosessualità siano guaribili. Se qualcosa può guarire un invertito è proprio la lettura di queste pagine dove attingerà il sentimento della sua propria riprovazione infinitamente più importante della riprovazione dell'autore. ([[André Gide]])
*C'è uno scrittore come Marcel Proust, considerato mondano, frivolo, che non si è mai impegnato in nulla, a parte firmare per Dreyfus; ma se oggi vuoi sapere che cos'era la [[Francia]] dell'Ottocento devi leggere la ''Recherche''. ([[Cees Nooteboom]])
*Conosci Marcel Proust? Scrittore francese, perdente assoluto: mai fatto un lavoro vero, amori non corrisposti, gay; passa vent'anni a scrivere un libro che quasi nessuno legge, ma è forse il più grande scrittore dopo [[William Shakespeare|Shakespeare]]. Comunque, arrivato alla fine della sua vita, si guarda indietro e conclude che tutti gli anni in cui ha sofferto erano gli anni migliori della sua vita, perché lo hanno reso ciò che era. Gli anni in cui è stato felice, tutti sprecati: non gli hanno insegnato niente. (''[[Little Miss Sunshine]]'')
*Da tre giorni sto leggendo Proust (e comincio a notare che il contagio dell'eccesso di particolari si sta infiltrando in questo diario). Quando descrive come egli sia stato affascinato dal nome ''Guermantes'', penso a come sono stato affascinato io dal nome ''Turkestan''. ([[Robert Byron]])
*Egli è passato in mezzo a noi come una meteora lasciandoci, nello spazio di pochi anni, l'opera più meravigliosa e una fra le più complete della nostra letteratura. ([[René Boylesve]])
*Il giovane Proust fu felice, o almeno lo disse, lo raccontò e lo immaginò con sé stesso. Era felice perché un raggio di sole splendeva, perché odorava il profumo di un fiore, perché amava un ragazzo o una ragazza, perché voleva bene a sua madre, perché leggeva un bel libro, perché scopriva le grandi leggi dell'esistenza, e sopratutto perché «le cose sono così belle nell'essere quello che sono e l'esistenza è una bellezza così calma diffusa intorno a loro». ([[Pietro Citati]])
*Il suo modo di scrivere si collega senza dubbio alla nostra migliore tradizione. Qualcuno fa notare che le sue opere non sono di lettura molto facile. Ma io non mi stancherò mai di affermare che dobbiamo accogliere con entusiasmo gli autori difficili del nostro tempo. Se qualcuno li leggerà, non sarà solamente per la loro piacevolezza. Essi ci riportano a [[Montaigne]], a [[Descartes]], a [[Bossuet]] e ad altri che vale forse ancora la pena di leggere. ([[Paul Valéry]])
*L'opera di Proust è ricca di analisi che tentano di descrivere stati d'animo non orientati; il bene vi appare solo in rari momenti per l'effetto o del ricordo o della bellezza in cui l'eternità si lascia presagire attraverso il tempo. ([[Simone Weil]])
*L'universo proustiano si ingrandisce circolarmente, da tutte le parti contemporaneamente, si approfondisce, raggiunge i quattro angoli dell'orizzonte attorno ad un narratore rimasto immobile e come impotente a dirigere ed arginare una tale alluvione di ricordi. ([[Georges Piroué]])
*L'uno e l'altro {{NDR|Proust e [[Albert Einstein|Einstein]]}} hanno il senso, l'intuizione, la comprensione delle grandi leggi naturali... Il mondo proustiano, in cui il tempo ha una importanza tanto grande, è un mondo a quattro dimensioni come il mondo einsteiniano della relatività ristretta. Proust come Einstein, nella sua descrizione del mondo ha tenuto conto di "decimali" finora ignorati. ([[Camille Vettard]])
*La fama di Proust conobbe, dopo il primo periodo di stupita esaltazione, una certa eclisse. Ma egli resta il massimo scrittore francese del nostro secolo. ([[Mario Bonfantini]])
*La Memoria involontaria, secondo l'Autore, a differenza di quella volontaria, è lo unico strumento atto a farci conoscere la verità dell'Essere, a darcene la palpitante autenticità; essa presuppone, naturalmente, il suo opposto: l'Oblio, il quale ci ha sottratto il ricordo e lo ha nascosto in un luogo inviolato, nell'inconscio, ov'esso conserva la propria integrità e freschezza; tal genere di memoria, operante fuor del regno dell'intelletto, fuor della sfera della ragione, restituirà netto ed intatto il ricordo alla nostra coscienza, per l'effetto di un prodigio analogico. ([[Renato Mucci]])
*Marcel Proust è il solo essere che mi abbia fatto cambiare un verso, sopprimere una strofa; non gli davo ragione piena adempiendo al mio sacrificio, ché il poeta non vede così velocemente i suoi difetti, ma dare torto a Marcel, al divinatore, al rabdomante, non lo potevo fare! ([[Anna de Noailles]])
*Marcel Proust ha percorso contromano il '900, guardando nello specchietto retrovisore. È andato incontro all'800, lo ha rianimato nel pieno fervore modernista e futurista del suo tempo. Fuori infuriava il futuro, splendeva il Sol dell'Avvenire, si cantava la bellezza della macchina e della velocità. Ma dentro la sua stanza foderata di sughero non arrivavano gli spasmi della modernità, il viaggio si compiva nella mente innamorata, insieme a una straordinaria rivoluzione, in senso astronomico. ([[Marcello Veneziani]])
*Nella sua opera Proust si allontanava dalla vita per penetrarne l'essenza, si immergeva nel regno delle tenebre per scoprirvi la luce. ([[Francesco Mei (giornalista)|Francesco Mei]])
*Non ho mai letto Proust. Avrei sempre voluto. Infatti, spesso mi assale un grande desiderio di dire qualcosa come l'avrebbe detta Marcel Proust, ma non ho idea di cosa abbia detto, quindi lascio perdere. (''[[Una mamma per amica]]'')
*Non so se nella sterminata letteratura critica su Proust esista un qualche studio che tocchi dei rapporti tra Proust e [[Agostino d'Ippona|Sant'Agostino]]. Per parte mia credo in un influsso sotterraneo ma profondo. [...] «Noli foras ire; in te redi, in interiore homine habitat veritas» («Non uscire da te; ritorna in te, nell'uomo interiore abita la verità»), scrive Agostino, e nello stesso episodio della ''madeleine'' il Narratore esorta se stesso a non cercare la verità nella «virtù del filtro», ma in se stesso. ([[Luciano De Maria]])
*Proust ci ha raccontato una formula di salvezza. Le intermittenze del cuore sono già un recupero di un tempo che ci appartiene. Dobbiamo resistere e vivere come se la macchina non esistesse. Che ci interessa il progresso in senso tecnico? ([[Francesco Grisi]])
*Proust è quello che mi viene, non quello che chiamo; non è un'«autorità»; semplicemente un «ricordo circolare». Ed è questo l'intertesto: l'impossibilità di vivere al di fuori del testo infinito – sia questo testo Proust, o il giornale quotidiano, o lo schermo televisivo: il libro fa il senso, il senso fa la vita. ([[Roland Barthes]])
*Proust ha cercato nell'arte la remissione per se stesso, e l'immensa opera è nata dal suo tormento e dal suo bisogno di redenzione. ([[Francesco Casnati]])
*Proust: il lungo poema del mana primitivo, dell'energia vitale elevata a potere magico. Poema di maree: persone, luoghi, parole, melodie, prima colmi e poi svuotati di quel potere. Sotto l'onda splendente e terribile del mana le rocce parlano, la sabbia si fa oro, tutto si muove, si risponde, tramuta, avvolge l'uomo e lo domina, con diritto di vita o di morte. In secca, tutto ritorna fossile, desertico, si immobilizza in un biancore di scheletro. La meravigliosa cerimonia di Proust è l'evocazione e la risurrezione del mana ottenuta dallo stregone con l'aiuto di oggetti sacri: i biancospini, la ''bille d'agathe'', la ''petite phrase de Vinteuil''. Così nei rituali polinesiani il frammento d'osso, l'impronta del piede umano nell'argilla. ([[Cristina Campo]])
*Proust, facendoci conoscere la sua esperienza della vita erotica, ci ha offerto un aspetto intellegibile di un tale avvincente gioco di opposizioni. [...] Sembra che si possa cogliere il male, ma solo nella misura in cui il bene può esserne la chiave. Se l'intensità luminosa del Bene non concedesse la sua tenebra alla notte del Male, il male non avrebbe più la sua attrattiva. È una verità difficile: colui che la intende sente rivoltarsi qualcosa in sé. ([[Georges Bataille]])
*Proust, più che umido, è viscoso. ([[Gesualdo Bufalino]])
*{{NDR|L'«indifferenza» naturale per il lettore}} Questa finisce, mi sembra, col Direttorio, ne resta un poco nella lingua di [[Madame de Staël|M.me de Staël]], di [[Benjamin Constant|Constant]], di [[Chateaubriand|Chateaubriand]]; sopravvive, ma così diversa, in [[Stendhal]] – e poi non ne vedremo più traccia fino a Proust: che però è un miracolo archeologico, una resurrezione dei morti; la sua lingua è la teca di cristallo che chiude il re già morto da più di un secolo, nei suoi abiti cerimoniali più delicati... ([[Cristina Campo]])
*Sarò forse duro di comprendonio, ma non riesco proprio a capacitarmi del fatto che è un signore possa impiegare 30 pagine per descrivere come si giri e rigiri nel letto prima di prendere sonno. (rapporto di lettura per la ''Recherche'')<ref>Citato in ''Storia della bruttezza'', a cura di [[Umberto Eco]], Bompiani, Milano, p. 393. ISBN 978-88-452-7389-6</ref>
*Sì, Swann prova a dimenticarsi del proprio giudaismo ogni tanto, così come Saint-Luop fa di tutto affinché gli altri si scordino che lui è, anzitutto, un Guermantes. Ma evidentemente l'ebraismo così come la discendenza aristocratica hanno una forza tale da sovrastare il singolo individuo. Swann e Saint-Loup nulla possono contro la schiavitù dei cromosomi. Ecco perché il viso di Swann, alla fine della sua vita, diventa tragico e affilato come quello di Shylock, così come il fondoschiena di Saint-Loup si allarga fino quasi a sovrapporsi a quello non meno illustre di suo zio Charlus. ([[Alessandro Piperno]])
*{{NDR|«Quali sono gli scrittori a cui ti ispiri? Quali tra gli scrittori contemporanei a cui ti senti vicino?»}} Tra tutti, sicuramente, Marcel Proust, anche per la portata epistemologica della sua opera, che per me è fondamentale. Uno scrittore la cui opera non sia anche importante dal punto di vista della percezione della realtà, e dunque non studi anche la scienza, è solo un narratore, quindi poca cosa. [...] Tuttavia non ho mai aderito completamente a nessuno scrittore, se così fosse stato non avrei mai scritto. A parte Proust, per le estreme conseguenze a cui porta la Recherche ne Il tempo ritrovato. Ogni aspirante scrittore dovrebbe leggere la Recherche almeno cinque volte, e comprenderla, altrimenti è un analfabeta. ([[Massimiliano Parente]])
*Un mascalzone che legge Proust non per questo è meno mascalzone. C’è perfino da domandarsi se è possibile essere un mascalzone e amare Proust. ([[Antonio Muñoz Molina]])
===[[Georges Cattaui]]===
*In lui la trasparenza del linguaggio è quasi perfetta. La parola non è lontana dal pensiero.
*Per Proust il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli di un traduttore che decifra un argomento ancora oscuro, ancora estraneo, e ne offre la traduzione. Si potrebbe dire che la sua opera è una ''ricognizione'' nei diversi significati che può assumere questa parola: ''esplorazione'' in terra sconosciuta; ''gratitudine''; ''reminiscenza'', ''rinvenimento''; ''identificazione'' dal presente al passato...
*Più di una volta, egli stesso si è paragonato a un musicista che apre il pianoforte per verificare se la frase si trova "allo stesso diapason del suo ricordo" o cerca d'inserirsi nel ritmo di una melodia "che si torna a suonare cento volte di seguito senza riuscire a meglio sondare il proprio segreto". Ecco la sua posizione davanti alle cose: "Come un organista davanti al suo strumento, egli cambia a volontà i registri per mezzo dei quali noi siamo di volta in volta trasportati ad altezze differenti...".<br/>Proust lo si vede, fa prova di una stupefacente potenza di combinazioni nella costruzione della sua intelaiatura o, se si vuole, della sua trama orchestrale. Solamente, come si è potuto notare (e si tratta di un'altra rassomiglianza con le cattedrali gotiche) in lui l'impalcatura fa parte del monumento.
*Si sa che Proust provava un piacere estetico a sentire pronunciare le sillabe di certe parole, di certi vocaboli che popolavano per lui di meraviglioso l'universo, non solo fisico ma anche sociale, come se avessero una virtù evocatrice, un contenuto poetico, un fascino quasi magico associato al ricordo di un luogo o di un ambiente, risvegliante gli echi di un passato più o meno lontano, carico di un desiderio o di un mistero proprio. (È ciò che lui chiamava « il genio dei nomi »).
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Marcel Proust, ''Alla ricerca del tempo perduto'', edizione integrale a cura di Paolo Pinto e Giuseppe Grasso condotta sul testo critico stabilito da Jean-Yves Tadié, Newton Compton, 1990²:
**''Dalla parte di Swann'', traduzione di Paolo Pinto (''Un amore di Swann'', Eurialo De Michelis)
**''All'ombra delle fanciulle in fiore'', traduzione di Maura Del Serra,
**''I Guermantes'', traduzione di Maurizio Enoch,
**''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Giovanni Marchi,
**''La prigioniera'', traduzione di Giovanna Parisse,
**''Albertine scomparsa'', traduzione di Rita Stajano,
**''Il Tempo ritrovato'', traduzione di Giuseppe Grasso.
*Marcel Proust, (''Du côté de chez Swann'', 1913)
**''La strada di Swann'', traduzione di Natalia Ginzburg, Einaudi, 1963.
**''Dalla parte di Swann'', traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, 1965.
**''Dalla parte di Swann'', traduzione di Bruno Schacherl, G. C. Sansoni Editore, Firenze, 1965.
**''Dalla parte di Swann'', traduzione di Paolo Pinto e Eurialo De Michelis, Newton Compton, 1997².
*Marcel Proust, (''À l'ombre des jeunes filles en fleurs'', 1919)
**''All'ombra delle fanciulle in fiore'', traduzione di Franco Calamandrei e Nicoletta Neri, Mondadori, Milano, 1951.
**''All'ombra delle fanciulle in fiore'', traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, 1995
*Marcel Proust, (''Le côté de Guermantes'', 1920-1921)
**''I Guermantes'' traduzione di Mario Bonfantini, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, Einaudi, Torino, 1985.
**''La parte di Guermantes'', traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, 1995.
*Marcel Proust, (''Sodome et Gomorrhe'', 1921-1922)
**''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Elena Giolitti, Mondadori, Milano, 1964.
**''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, Milano, 1995.
**''Sodoma e Gomorra'', traduzione di Giovanni Marchi, Newton Compton, 1997².
*Marcel Proust, (''La prisonnière'', 1923)
**''La prigioniera'', traduzione di Paolo Serini, Mondadori, Milano, 1970.
*Marcel Proust (''La fugitive'' o ''Albertine disparue'', 1925)
**''Albertine scomparsa'' traduzione di Franco Fortini, Mondadori, Milano, 1970.
**''La fuggitiva'', a cura di Paolo Serini, traduzione di Franco Fortini, Einaudi NUE, 1975.
*Marcel Proust, (''Le temps retrouvé'', 1927)
**''Il tempo ritrovato'', traduzione di Giorgio Caproni, Mondadori, Milano, 1962.
*Marcel Proust, ''Alla ricerca del tempo perduto. Dalla parte di Swann'', Mondadori, Milano, 2011.
*Marcel Proust, ''I piaceri e i giorni'', a cura di Mariolina Bertini e Giuseppe Girimonti Greco, traduzione di Mariolina Bertini, Giuseppe Girimonti Greco, Franco Fortini, Mondadori, Milano, 2022. ISBN 9788835721383
*Marcel Proust, ''Lettere ai miei personaggi'', a cura e con un saggio critico di Domenico Tarizzo, Rizzoli, Milano, 1966.
*Marcel Proust, ''Poesie'', traduzione di [[Franco Fortini]], Einaudi, Torino. ISBN 88-06-11641-X.
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Dalla parte di Swann|''Dalla parte di Swann''|(1913)}}
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{{Pedia|La prigioniera|''La prigioniera''|(1923)}}
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Citazioni sul '''mondo'''.
==Citazioni==
*''Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana, | mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia, | mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente, | dove a me guizzano i tuoi bagliori, dove riecheggia per me la tua voce''. ([[Hermann Hesse]])
*''Amaro e noia | la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*''Amico, il Mondo tutto è pien di guai: | Terra è facile cangiar, ma non ventura''. ([[Scipione Maffei]])
*Barocco è il mondo, come diceva [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]], quindi talvolta per dire il mondo bisogna esser barocchi. ([[Massimiliano Parente]])
*Bellissimo il mondo, perché opera di Dio. ([[Talete]])
*C'è sempre un "ma" in questo mondo imperfetto. ([[Anne Brontë]])
*Chi sa capire come il mondo va, non se la passerà male. ([[Władysław Reymont]])
*Ciò che fa uso della ragione è superiore a ciò che è privo di ragione; ma non c'è nulla di superiore al mondo; dunque il mondo ha l'uso della ragione. ([[Zenone di Cizio]])
*Convinciti della cosa essenziale, che il mondo e il [[sé]] sono tutt'uno. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Così è, figlia mia, e quanto più si prolungherà la tua vita, tanto più vedrai che il mondo è come una grande ombra che passa dentro al nostro cuore, per questo il mondo diventa vuoto e il cuore non resiste, Oh, madre mia, che cos'è nascere, Nascere è morire, Maria Barbara. ([[José Saramago]])
*''Crede in un mondo più giusto e più vero: | Michele 'o pazzo è pazzo davvero!'' ([[Rino Gaetano]])
*Dico che il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[Giacomo Leopardi]])
*Dio non intende che si prenda il mondo alla lettera: il mondo è un'immagine, un'analogia, un modo di dire del quale egli deve servirsi per un motivo qualunque, e naturalmente è sempre approssimativo; non dobbiamo prenderlo in parola, tocca a noi stessi trovare lo scioglimento del quesito ch'egli ci impone. ([[Robert Musil]])
*''Distruggono il mondo | In pezzi | Distruggono il mondo | A colpi di martello | Ma non mi importa | Non mi importa davvero | Ne rimane abbastanza per me | Ne rimane abbastanza | Basta che io ami | Una piuma azzurra | Una pista di sabbia | Un uccello pauroso | Basta che io ami | Un filo d'erba sottile | Una goccia di rigiada | Un grillo di bosco | Possono rompere il mondo | In frantumi | Ne rimane abbastanza per me'' [...]. ([[Boris Vian]])
*''E al mondo sono andato, | dal mondo son tornato sempre vivo...'' ([[Francesco Guccini]])
*È puerile domandarsi dove vanno le cose e i mondi. In nessun luogo vanno: sono arrivati. ([[Maurice Maeterlinck]])
*Esistono due mondi e questo nostro mondo si cruccia nelle contraddizioni se non vive delle energie dell'altro mondo. ([[Pavel Aleksandrovič Florenskij]])
*Forse il mondo non è particolarmente saggio; ma non conosciamo niente di più saggio. ([[Samuel Butler]])
*Ho imparato che il mondo possiede un'Anima, e chi riesce a comprendere quest'Anima riuscirà a comprendere il linguaggio delle cose. Ho appreso che tanti alchimisti hanno vissuto la propria Leggenda Personale e hanno finito per scoprire l'Anima del Mondo, la Pietra Filosofale e l'Elisir. Ma, soprattutto, ho appreso che queste cose sono talmente semplici da poter essere scritte su uno smeraldo. ([[Paulo Coelho]])
*''Ho visto un posto che mi piace si chiama Mondo, | ci cammino, lo respiro, la mia vita è sempre intorno.'' ([[Cesare Cremonini]])
*Il Creatore ci ha dato delle anime grandi quanto il mondo intero, che però non si saziano nemmeno con un mondo. ([[Francesco Bacone]])
*Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero possibile di angolazioni. ([[Ari Kiev]])
*Il mondo all'infuori della sua relazione con l'attività umana non è mondo. ([[John Dewey]])
*Il mondo appartiene a chi lo rende migliore. ([[Ermes Ronchi]])
*Il mondo aspetta sempre il momento in cui possa riconoscere il suo salvatore. Il mondo è sempre dominato da alcuni «[[Augusto|Augusti]]» e dai loro eserciti di conquista, di delazione e di bassa polizia. Il mondo è popolato da gente per la quale la felicità è rappresentata dall'amore venale, dall'epicureismo che consiste nel godere il tempo che passa. Il mondo è popolato da giusti ignorati, da coloro che disprezzano i potenti, come da quei [[Geti]] dagli occhi azzurri, come da questi sconosciuti che praticano l'ospitalità e per i quali la morte è una seconda nascita. ([[Franz Weyergans]])
*Il mondo assorto nei particolari, ha bisogno di universali. ([[Andrea Rossi]])
*Il mondo degli esseri viventi è un solo organismo. La stessa vita generale di questo organismo non è Dio, ma è solo una delle Sue manifestazioni, come il nostro pianeta è una parte del sistema solare che a sua volta fa parte di un altro sistema più grande e così via. ([[Lev Tolstoj]])
*Il mondo deve diventare carne; l'anima ha sete. ([[Henry Miller]])
*Il mondo di oggi è malato fino al midollo delle ossa della mancanza di cose elementari: di un fuoco a portata di mano, di acqua che sgorga dalla terra, di aria e della stessa cara terra sotto i piedi. ([[Henry Beston]])
*''Il mondo è brutto come il peccato, vero, | e quasi altrettanto delizioso.'' ([[Frederick Locker-Lampson]])
*Il mondo è certamente una macchina meravigliosa; esiste quindi nel mondo un'intelligenza meravigliosa, in qualunque parte essa sia. ([[Voltaire]])
*Il mondo è come te lo fai, amico mio. Se a te non sta bene, devi modificartelo un po'. (''[[Silverado]]'')
*Il mondo è come un contadino ubriaco; non si fa tempo ad aiutarlo a montare in sella da una parte, che subito cade dall'altra. ([[Martin Lutero]])
*Il mondo è diventato così povero che i suoi antichi tesori dello [[spirito]] gli sono necessari. Ha preso l'abitudine di pensare a gruppi, a classi, a masse; e la civiltà sta crollando sotto il peso di quest'errore. ([[Charles Morgan]])
*Il mondo è eterno, ma le sue singole parti non sono sempre uguali. ([[Seneca]])
*Il mondo è fatto di [[coscienza|coscienze]] divise, ciascuna isolata nella sua illusione sensoriale, le quali scorrono in un vuoto senza qualità. ([[Peter Høeg]])
*Il mondo è fatto di eventi, non di cose. ([[Carlo Rovelli]])
*Il mondo è fatto di reti di baci, non di sassi. ([[Carlo Rovelli]])
*Il mondo è forse solo un enorme scherzo che Dio ha fatto all'uomo. ([[Eugène Ionesco]])
*Il mondo è il migliore di tutti i mondi possibili, e tutto ciò che ne fa parte è un male necessario. ([[Francis Herbert Bradley]])
*«Il mondo è incomprensibile. Non lo capiremo mai e non penetreremo mai i suoi segreti. Dobbiamo di conseguenza prenderlo per quello che è: un mistero insondabile! Ma l'uomo comune non fa questo: il mondo non è mai un mistero per lui, e quando arriva alla vecchiaia è convinto che non ci sia più nulla per cui valga la pena vivere. Un vecchio non ha esaurito il mondo, ha esaurito solo ciò che la gente fa, ma nella sua stupida confusione crede che il mondo non abbia più misteri per lui. Che prezzo infelice dobbiamo pagare per i nostri scudi!» ([[Carlos Castaneda]])
*Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*«Il mondo è mia rappresentazione»: — questa è una verità che vale in rapporto a ciascun essere vivente e conoscente, sebbene l'uomo soltanto sia capace d'accoglierla nella riflessa, astratta coscienza: e s'egli veramente fa questo, con ciò è penetrata in lui la meditazione filosofica. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*Il mondo è nell'uomo insieme alla sua storia e alla sua preistoria; in lui è il labirinto, in lui è la sfinge che lo interroga. ([[Ernst Jünger]])
*Il mondo è pieno di brave persone! Quando si è onesti e si lavora, si è sempre ricompensati. ([[Émile Zola]])
*Il mondo è retto da [[Dio]], non da [[Nerone]]. ([[Henryk Sienkiewicz]])
*''Il mondo è solo un piccolo paese | dove ognuno cerca di farci del male.'' ([[John Lennon]])
*Il mondo è un bel posto e per esso vale la [[pena]] di lottare. ([[Ernest Hemingway]])
*Il Mondo è un boia che non prepara il cuore che colpisce. ([[Xavier Forneret]])
*Il mondo è un gran teatro nel quale vi sono tanti commedianti quanti sono gli uomini. Procura, il più possibile, di essere uno spettatore, non un personaggio. Coloro che recitano faticano; ma quelli che guardano ridono e si divertono. ([[Giovanni Bona]])
*Il mondo è un incosciente che va in moto a tutta velocità senza casco. (''[[The Rock]]'')
*Il mondo è un'intenzione infranta che l'animo nobile tenta di restaurare. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Il mondo è un posto magnifico. Lo è sempre stato. Sono gli uomini a renderlo amaro. Ora noi possiamo addolcirlo. (''[[I sopravvissuti]]'')
*Il mondo è un tavolo da gioco predisposto in modo tale che tutti quelli che entrano nel casinò devono giocare e tutti a lunga scadenza devono perdere, chi più chi meno, anche se di quando in quando possono realizzare una vincita provvisoria. ([[Samuel Butler]])
*Il mondo è una città, un'immensa città in cui si trovano ovunque le stesse grandi imprese economiche e finanziarie, gli stessi prodotti. ([[Marc Augé]])
*Il mondo è una giungla piena di animali da preda: cerca di mangiare più in fretta degli altri. ([[Erica Jong]])
*Il mondo è una perpetua [[caricatura]] di se stesso: in ogni momento è la presa in giro e la contraddizione di ciò che finge di essere. ([[George Santayana]])
*Il mondo è una prigione dove è preferibile stare in una cella di isolamento. ([[Karl Kraus]])
*Il mondo è una tragicommedia segnata dalla guerra, dalla corruzione, dalla vanità e dall'avidità, e tutto senza via di redenzione. ([[Simon Critchley]])
*Il mondo è vasto e pieno di bellezza e di gioia, e sconfinata quindi la sua facoltà di compensazione. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Il mondo ha come sostegno la saggezza, è fondato sulla saggezza. (''[[Aitareya Upaniṣad]]'')
*Il mondo ha un bell'invecchiare: non cambia. Può darsi che l'individuo si perfezioni, ma la moltitudine dell'[[Uomo|umanità]] non diventa né migliore né peggiore. ([[Denis Diderot]])
*Il mondo mi sembrò l'opera di un dio sofferente e torturato [...] Il creatore non voleva guardare se stesso – e allora creò il mondo. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Il mondo non è che una [[scuola]] di ricerca. ([[Michel de Montaigne]])
*Il mondo [...] non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un [[artista]] originale. ([[Marcel Proust]])
*Il mondo non è una casa d'affitto a Brighton che si debba lasciare perché è miserabile: è il castello di famiglia, con la bandiera sventolante sul torrione, e più è miserabile meno dobbiamo abbandonarlo. La questione non è di sapere se il mondo è troppo triste per essere amato o troppo lieto per non essere; la questione è che quando si ama una cosa, la sua letizia è una ragione per amarla di più. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*Il mondo non è uno spettacolo, ma un campo di [[Guerra|battaglia]]. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Il mondo non ha bisogno di te, non aspetta te. Il mondo fa a meno di chiunque. ([[Raul Montanari]])
*Il mondo oggi è pieno di cose che si muovono e mutano continuamente, partendo ogni [[giorno]] verso qualche avvenire; ma poche custodiscono il senso innato di una rete che avvolga il mondo e che nessuno potrà mai sopprimere. ([[Claudio Marabini]])
*Il mondo ridotto a mercato (il "monoteismo del mercato", secondo la corretta formulazione di [[Roger Garaudy]]) è appunto un mondo insensato, del tutto abbandonato da Dio, al di là del fatto che stuoli di dignitari religiosi siano spesso presenti alle cerimonie pubbliche in cui troneggiano i capi economici, politici e soprattutto militari del pianeta. ([[Costanzo Preve]])
*Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere. ([[Carlo Goldoni]])
*Il mondo si troverà sempre nel disordine e nell'ignoranza, dal momento che i dotti non ne costituiscono tutt'al più che la centesima parte. ([[Giacomo Casanova]])
*Il mondo, smarrito a causa degli stratagemmi d'un insegnamento negatore dello spirito, a causa di esempi e di ragionamenti falsi, non sa più quale è la differenza tra sapere e ignoranza. (''[[Maitrī Upaniṣad]]'')
*Il mondo sta diventando così delicato, che d'ora in poi non lo si oserà toccare che con guanti di velluto e non si potranno curare le sue piaghe se non con impacchi di cipolla; ma che cosa importa purché gli uomini vengano guariti ed alla fine vengano salvati? ([[Francesco di Sales]])
*Il mondo va da sé. ([[Vittorio Fossombroni]])
*Il nostro mondo sta diventando un mondo più unito, ma diventa anche più frammentato e più conflittuale. ([[Gianni Ambrosio]])
*''In questo mondo quotidiano, | che somiglia tanto al libro delle Mille e Una Notte, | non c'è un solo gesto che non corra il rischio | di essere un'operazione di magia, | non c'è un solo fatto che non possa essere il primo | di una serie infinita. | Mi domando che ombre getteranno | questi oziosi versi.'' ([[Jorge Luis Borges]])
*In un giorno come oggi capisco quel che vi ho già ripetuto cento volte: che non c'è niente di sbagliato al mondo. Quel che è sbagliato è il nostro modo di guardarlo. ([[Henry Miller]])
*In un mondo come il nostro, inaridito, agitato, maniaco, è necessario mettere olio d'amore sugli ingranaggi dei rapporti sociali e formare nuclei di pensiero e di resistenza morale, per non essere travolti. ([[Carlo Gnocchi]])
*Incontrai il mondo e mi parve che tutto sommato non fosse più così malvagio. Forse le cose che mi avevano urtato, prima di lasciarlo, erano i miei difetti che proiettavo su di esso. ([[Thomas Merton]])
*Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte. ([[William Shakespeare]])
*Io ho ingoiato il mondo, e non ci penso più. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*''L'impatto con il mondo è sempre duro, per chi lo vede come un posto scuro''. ([[Luciano Ligabue]])
*L'ordine del mondo, l'ordine biologico del mondo è atroce poiché provoca un'immensa carneficina dove le specie si divorano tra loro e dove la vita ha sempre come condizione la morte. ([[Maurice Zundel]])
*L'uomo non ha creato il cosmo, per cui esso gli rimane impenetrabile nella sua ultima profondità. ([[Papa Benedetto XVI]])
*La risolutezza dei cristiani nel trovare il mondo brutto e cattivo ha reso il mondo brutto e cattivo. ([[Friedrich Nietzsche]])
*La vera menzogna è dire che il mondo è una lastra opaca, al di sotto della quale non vi può essere che frustrazione e disgusto. ([[Emanuele Samek Lodovici]])
*[...] "le ruote del mondo sono fatte girare da piccole mani" {{ndr|frase da [[Il Signore degli Anelli]]}}, mentre i grandi del mondo guardano altrove, e le girano perché devono, perché questo è il loro dovere quotidiano. ([[J. R. R. Tolkien]])
*Meno male che il mondo arde sempre dall'altra parte!!<ref>{{cfr}} [[w:File:Vignetta quino.gif|Vignetta in lingua originale]] su Wikipedia.</ref> ([[Quino]])
*Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo. ([[Simone de Beauvoir]])
*Mi vien fatto di pensare che il mondo si chiami così per antitesi. Mondo era il mondo, quando, mondo, creavi cose monde; cominciò ad essere immondo per l'abiezione dell'uomo. ([[Alfano di Salerno]])
*«Mondo» chiamiamo ciò che consta di Sole, Luna, Terra e di tutte le stelle. ([[Igino (astronomo)|Igino l'Astronomo]])
*''Mondo'' è un termine assai vasto, ma l'essere umano deve allargare il proprio senso di appartenenza, considerandosi un cittadino del mondo. A chi crede davvero: "Il mondo è la mia patria; è la mia America, la mia India, le mie Filippine, la mia Inghilterra, la mia Africa", non mancheranno mai opportunità di condurre una vita utile e felice. Il suo naturale [[patriottismo|orgoglio locale]] conoscerà un'espansione illimitata ed egli sarà in contatto con le correnti creative universali. ([[Paramhansa Yogananda]])
*Nella lotta fra te e il mondo vedi di secondare il mondo. ([[Franz Kafka]])
*No, questo mondo non è una finzione, non è solo la valle di prova e di passaggio a un mondo migliore e eterno, ma è uno dei mondi eterni, bellissimo e gioiso, e che noi non solo possiamo, ma dobbiamo fare più bello e più gioioso per chi ci vive con noi e per chi ci vivrà dopo di noi. ([[Lev Tolstoj]])
*Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*Noi non siamo nati per morire. Ma per vivere anche nell'umanità. Nessuno è [[Eternità|eterno]] quaggiù, ma ognuno di noi concorre, sia pure in minima parte, al progresso del mondo. ([[Nino Salvaneschi]])
*''Noi viviamo in un mondo di melma | dove ogni mattina è una salma.'' ([[Rino Gaetano]])
*– Non abbiamo un altro dizionario, papà? Questo è una porcheria! Dice che '''mondo''' viene dal latino '''mundus'''.<br />– E allora?<br />– Non mi interessa sapere da dove viene, ma dove va! ([[Quino]])
*Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. ([[Etty Hillesum]])
*Non si tratta di cambiare il mondo. Si tratta di fare del nostro meglio per lasciarlo... così com'è. (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'')
*''Nun è overo c' 'o munno è malamente. | O munno è ghiusto; 'o munno è naturale. | Quanno 'na vela va c' 'o maistrale | se capisce c'ognuno 'a tene mente ''<ref>La osserva, la ammira.</ref>''. || Ma quanno 'o cielo se cummoglia''<ref>Si copre.</ref>''e a mmare | sbulacchiano quaquine a ccentenare,''<ref>Gabbiani a centinaia.</ref>'' || ognuno avota 'a faccia e avanza 'o pede...''<ref>Distoglie lo sguardo (volta la faccia) e si affretta.</ref>'' | E si affonna 'na varca nun 'a vede.'' ([[Rocco Galdieri]])
*Ognuno crea un mondo per sé e ci vive, prigioniero della sua ignoranza. Dobbiamo inderogabilmente negare realtà alla nostra prigione. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Perché il mondo io non lo considero come un ostello, ma un ospedale; non un posto per vivere ma per morire. ([[Thomas Browne]])
*Più giro il mondo e meno mi piace. ([[Francesco Petrarca]])
*Purtroppo, il mondo non è più un posto sicuro; c’è una nuova assertività di dittature post comuniste e islamiste che mettono a rischio la libertà non soltanto del loro popolo, come sta accadendo, ma dei popoli vicini e, in prospettiva, del mondo libero. ([[Edmondo Cirielli]])
*Quanto al mondo poi, per me esso non è un albergo ma un ospedale, un luogo fatto non già per viverci, ma per morire. ([[Thomas Browne]])
*Questo mondo è coperto di tenebre, pochi vi possono veder chiaro: raro è chi si alza in volo verso il cielo come un uccello sfuggito dalla rete. ([[Gautama Buddha]])
*Questo mondo perciò, Tu lo sai bene, nasce da un'immaginazione, è irreale; e, non prodotto, neppure è distrutto. ([[Nāgārjuna]])
*Questo mondo sensibile […] è quasi un libro scritto dal dito di Dio, cioè creato dalla virtù divina, e le singole creature sono come figure, non inventate dall'arbitrio dell'uomo, ma istituite dalla volontà divina per manifestare la sapienza invisibile di Dio. ([[Ugo di San Vittore]])
*Questo triste mondo, che veste chi è vestito e spoglia gli ignudi. ([[Pedro Calderón de la Barca]])
*Rifiuto l'idea di dividere il mondo fra animato e inanimato. Per me tutto è vivo. L'uomo non è al centro dell'universo, un animale o un albero possono insegnarmi molto di più sul rispetto degli altri. E anche sulla solidarietà. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Sarai mondo se monderai lo mondo. (''[[L'armata Brancaleone]]'')
*Se il mondo fosse non vuoto, non si potrebbe né ottenere ciò che non si possiede già, né mettere fine al dolore, né eliminare tutte le passioni. ([[Nāgārjuna]])
*Se per noi fosse così facile salire più in alto, non sentiremmo il mondo come qualcosa di più grande e di immenso; dobbiamo essere continuamente respinti e schiacciati un poco per notare quanto grande sia la grandezza del grande universo; e come tale grandezza non si possa mai misurare fino in fondo. ([[Paul Scheerbart]])
*Sei debole perché sei convinto di essere nato nel mondo. In realtà è il mondo che è continuamente creato e ricreato da te. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Secondo queste scuole {{NDR|dello [[shivaismo]] kashmiro}} il mondo è identico a Dio: tutto ciò che è accaduto, accade ed accadrà, tutte le possibili esperienze e forme sono soltanto manifestazioni (abhasa) di Dio, o sue emanazioni. Ciò che è od appare, in altre parole, è l'evolversi della coscienza divina nel suo mai interrotto processo di stasi, di risveglio, di piena coscienza, di torpore e di sonno. ([[Giuseppe Tucci]])
*Si tutti fussero signori, non sarebbono signori: cossì, se tutti saggi, non sarebbono saggi, e se tutti pazzi, non sarebbono pazzi. Il mondo sta bene come sta. ([[Giordano Bruno]])
*[[Stupidità]] e [[perfidia]] a contemplare! Ecco su che si volge il mondo! ([[Michail Jurevič Lermontov]])
*''Tu, anche tu, un Mondo, | con le tue immense geografie, molteplici, diverse, remote, | da te fuse in un solo – in un comune globale linguaggio, | un destino comune e indivisibile, un destino per Tutti.'' ([[Walt Whitman]])
*Tutto è dispersione, lacerazione, separazione, rotolare di ruota senza carro, e questo ha nome ''esilio'', o anche ''mondo''.
*«Tutto il mondo è un palcoscenico.» È vero. Il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono attori, ma alcuni devono essere anche spettatori. E questi ultimi sono quelli più dotati di ricchezza interiore. ([[Jacques Tati]])
*Tutto il mondo è una perpetua tempesta in cui perdi via via le persone che ami. ([[William Shakespeare]])
*Un uomo che conosce bene la bellezza di un bosco in primavera, la bellezza dei fiori, la meravigliosa complessità di una qualche specie animale, è impossibile che dubiti sul senso del mondo. ([[Konrad Lorenz]])
*Vi sono caratteri che credono di poter trionfare del mondo ed impossessarsene, e vi sono invece altre poche ma nobilissime anime che preferiscono rinunciarvi e distaccarsene. ([[Ludwig Achim von Arnim]])
*Vivere insieme nel mondo significa essenzialmente che esiste un mondo di cose tra coloro che lo hanno in comune, come un tavolo è posto tra quelli che vi siedono intorno. ([[Hannah Arendt]])
*Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo! ([[Gesù]])
===[[Hans Urs von Balthasar]]===
*Il mio regno non è di questo mondo, ma il mondo è nel mio regno.
*Il mondo lotta per il benessere, la Chiesa lotta per la salvezza, anche se tutti e due lavorano insieme per il superamento della miseria.
*Il patto del nostro amore è il senso del mondo. Tutto si adempie in esso. Poiché il senso del mondo è l'amore.
===[[Tommaso Campanella]]===
*Dicono che è gran dubbio sapere se 'l mondo fu fatto di nulla o delle rovine d'altri mondi o del caos; ma par verisimile che sia fatto, anzi certo.
*Gabbia de' matti è il mondo.
*''Il mondo è il libro, dove il senno eterno | scrisse i proprii concetti.''
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*Il mondo dev'essere conico. Il [[fondo]] è la parte più grande.
*Il mondo non esiste, si crea solo in ogni istante. L'impressione di continuità dipende dalla mancanza di fantasia.
*Il mondo si allarga – a spese del cielo o dell'inferno?
*Probabilmente il mondo è nato per paura del vuoto.
== Proverbi ==
=== [[Proverbi italiani|Italiani]] ===
*A questo mondo bisogna: o adattarsi, o arrabbiarsi, o disperarsi.
*Buone [[parola|parole]] e strette di mano sono la moneta del mondo.
*Chi ambisce la stima del mondo, rischia di perdere quella di [[Dio]].
*Chi il mondo non vede, qual sia non crede.
*Chi vuol vivere bene al mondo, tema Dio e se ne stia tranquillo.
*Compra il mondo da venire con questo, e così li otterrai tutti e due.
*Dai suoi gangheri il mondo ha tratto fuori: le donne, i cavalier, l'armi e gli amori.
*Di quattro cose si ha sempre bisogno al mondo: [[acqua]], [[fuoco]], [[pane]] e [[denaro]].
*Favore, [[potere]] e denaro governano il mondo.
*Il mondo è bello perché è vario.
*Il mondo è bello, perché ognun si guida il suo cervello.
*Il mondo è cieco e si lascia governare come un fanciullo.
*Il mondo è come il [[mare]], e vi affoga chi non sa nuotare.
*Il mondo è di chi lo sa canzonare. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*Il mondo è sempre andato come or va e press'a poco così sempre andrà.
*Il mondo è sempre mezzo da vendere e mezzo da impegnare.
*Il mondo è un gran [[libro]], di cui quelli che stanno a casa non leggono che una pagina.
*Il mondo è un libro che serve soltanto a chi vi sa leggere.
*Il mondo sarebbe buono se gli uomini valessero qualche cosa.
*Il mondo sta con tre cose: fare, disfare e dare ad intendere.
*Il mondo va da sé.
*Il sì e il no governano il mondo.
*Non si porta seco all'altro mondo se non il [[bene]] che si è fatto.
*Nel mondo c'è da vivere per tutti.
*Oggi [[male]], domani bene, piglia il mondo come viene.
*Prendi il mondo com'è, e non come dovrebbe essere.
*Quattro cose rovinano il mondo: opinione, forza, denaro e [[pazzia]].
*Questa ruota sempre gira, chi sta lieto e chi sospira.
*Questo mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale.
*Questo mondo è fatto a scarpette; chi se le lava e chi se le mette.
*Tre cose sorreggono il mondo: [[credito]], carta e denaro.
*Tutto il mondo è [[paese]].
*Umani rispetti, sospetti e dispetti rovinano il mondo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Creazione (teologia)]]
*[[Fine del mondo]]
*[[Terra (pianeta)]]
*[[Universo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Natura]]
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Citazioni sull''''errore'''.
==Citazioni==
*Chi opera per sincera [[coscienza]] può errare, ma è [[purezza|puro]] innanzi a Dio. ([[Silvio Pellico]])
*Chiamate l'errore come volete, purché lo riconosciate per quello che è. ([[Donald Nicholl]])
*Ci sono cose che si possono trovare solo quando sbagli e devi dal tuo percorso. (''[[ARIA]]'')
*Ci sono spiriti che vanno verso l'errore attraverso tutte le verità; ce n'è di più fortunati che vanno verso le grandi verità attraverso tutti gli errori. ([[Joseph Joubert]])
*– Ci sono un'infinità di persone che non sanno ammettere di avere sbagliato.<br />– Orgoglio.<br />– E non riescono a dimenticare, sia l'orgoglio sia l'errore. Nessun profitto. (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'')
*Ciò che fa di noi quello che siamo non sono gli errori che commettiamo, ma come ne affrontiamo le conseguenze. (''[[Being Erica]]'')
*Concediti un errore: lo spazio di un errore è uno spazio di crescita. ([[Fabio Volo]])
*Credo che l'errore fatto con impegno debba essere assolutamente accettato perché fa parte del percorso. ([[Giuseppe Poeta]])
*Da noi {{NDR|In Italia}} il primo errore che si commette si viene tagliati fuori. Vorrei porre l'esempio di uno dei ragazzi che aveva da poco iniziato a lavorare con noi. Stavamo parlando in una riunione e io stavo giocando con un modellino. L'ho passato a lui, che appena l'ha preso in mano l'ha spezzato. Guardandomi atterrito negli occhi, ha preso il pezzo e l'ha buttato all'indietro, sperando che non l'avessi visto. Io l'ho redarguito non perché l'avesse rotto, ma perché la prima che gli è venuta in mente, come evidentemente gli avranno insegnato, è stata di nascondere l'errore. Se però nascondi l'errore, non c'è possibilità di correggerlo e di non commetterlo più. Perciò, bisogna essere in grado di assumersi le proprie responsabilità se si commette qualche sciocchezza, ma bisogna parlarne, altrimenti non ci rimetto solo io, ma tutta la squadra. {{NDR|«Una tendenza che forse tradisce una visione egocentrica dell'errore, dove l'unico a risentirne è chi lo commette e non la comunità...»}} Siamo stati educati così. In Italia generalmente siamo cresciuti all'ombra dei nostri genitori dove non bisogna far sapere a nessuno degli errori che commetti. È una questione culturale italiana. ([[Jarno Zaffelli]])
*Difatti, da qualunque parte sia la [[verità]], essa non può mancare di uscire illuminata da tale prova. Essa ha un fascino segreto e un potere invincibile sugli animi; presto o tardi giunge a sottometterli. Noi siamo fatti per conoscerla, e quando invece abbracciamo l'errore, siamo sedotti e legati dalla sua somiglianza con la verità, perché essa non è sempre egualmente sensibile e palpabile; qualche volta l'errore prevale per ignoranza, si accredita con l'opinione, si afferma e si consolida con l'uso; l'errore assume allora tutte le apparenze della verità, e acquista sugli animi un dominio che sembra indistruttibile.<br>Quando la verità così offuscata e dimenticata incomincia a riapparire, essa si ritrova con tutti gli svantaggi della novità, e vede alzarsi contro di sé quelle proteste che l'errore suscita, nel proprio interesse, ogni volta che viene enunciata. Soltanto a forza di esami e di fatiche, al prezzo di una discussione lunga e laboriosa essa riconquista la sua autorità perduta, e finalmente si manifesta con quella certezza alla quale l'evidenza ha posto il suo suggello. Il suo possesso è allora assicurato, essa non fugge più dopo essere stata lungamente disputata e acquistata con una ricerca ostinata, che una contraddizione sostenuta ha reso più profonda e più seria. ([[Guillaume Le Trosne]])
*Dobbiamo imparare dagli errori degli altri. Non potremmo mai vivere abbastanza per commetterli tutti personalmente. ([[Sam Levenson]])
*Dovremo smettere di giustificare l'errore e pensare solo a correggerlo. ([[Julio Velasco]])
*E perché solo la menzogna e l'errore, la degradazione e la pornografia avrebbero il diritto di essere proposti e spesso, purtroppo, imposti dalla propaganda distruttiva dei mass media, dalla tolleranza delle leggi, dalla timidezza dei buoni e dalla temerità dei cattivi? ([[Papa Paolo VI]])
*''È poco male | Quel fallo poi che al fin in ben riesse.'' ([[Marco Guazzo]])
*È possibile l'errore, ma in Ospedale non dovrebbe avvenire. ([[Giuseppe Moscati]])
*Errare, sì! È una parola che fa spavento al pubblico. Errare a nostre spese? Errare a costo della nostra vita? La meraviglia pare giustissima, l'accusa pare grave! Eppure, o avventurarsi al pericolo d'un errore o rinunziare ai benefizi del sapere. Non c'è altra strada. L'uomo, che non erra, non c'è. ([[Augusto Murri]])
*Facile a scorgere è l'errore altrui, difficile è, invece, il proprio. ([[Gautama Buddha]])
*Gli errori dell'uomo lo fanno particolarmente amabile. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Gli errori sono come i versi mai letti di una poesia. ([[Valentina Cortese]])
*Gli errori umani, non ostante l'infinito lor numero, e la loro audacia naturale, e la loro ostinazione proveniente dall'ignoranza, cedono tosto o tardi alla voce del vero; bensì dove i governi e le sette sono interessate a sostenerli, anche gli errori degni di riso riescono formidabili e sacri, ogni qualvolta non sia libero il disputare contr'essi. ([[Ugo Foscolo]])
*''Gli sbagli ti attirano verso il fondo, | il finale poi dipenderà da te, | sbagliare è facile ma il segreto è nel capirlo, | la notte porta consiglio, dagli sbagli si impara''. ([[Fabri Fibra]])
*Ho fatto uno step importante quando ho capito che l'errore è parte di un processo perché a volte ho visto tanti [...] subirlo troppo. Quando ho imparato a gestirlo ho fatto uno step. Il consiglio è di sbagliare anche di tanto per poi imparare a fare la cosa giusta. ([[Massimo Colaci]])
*I miei sbagli erano calcoli, dunque! ([[Gesualdo Bufalino]])
*I piccoli errori commessi all'inizio di qualsiasi impresa, ingigantiscono con il tempo e risultano, alla fine, irreparabili o quasi. ([[Francesco di Sales]])
*Innumerevoli persone commettono un errore. Ma se hanno un minimo di buon senso, non lo ripetono. ([[Frances Parkinson Keyes]])
*Intransigente. Sbagliando si spara. ([[Marcello Marchesi]])
*L'errore di fatti ''è un ignoranza di quello che é, ed una cognizione di ciocché non è'', la quale cognizione equivale al niente. Quegli che credono di ammazzare una fiera, dia la morte all'uomo, che capricciosamente vada errando pel bosco coperto di pelle ferina non è per certo reo: perciocché avendo nell'errore operato, può dire con quel poeta latino: ''At bene si quaeras fortunae crimen in illo, | Non scelus invenies: quod enim scelus error habebit''? Ovid. Metam. Lib. III. ([[Francesco Mario Pagano]])
*L'errore e il [[male]] devono essere sempre condannati e combattuti; ma l'[[uomo]] che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*L'errore negl'intelletti spesso non è che un'ombra portata dalle disposizioni del cuore. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
*L'errore non è solo un errore. Esso deforma quasi l'organo ove penetra, cioè l'intelligenza. ([[Ximénès Doudan]])
*L'errore parla con la doppia voce, una delle quali afferma il falso, ma l'altra lo smentisce. ([[Benedetto Croce]])
*L'errore procede secondo una sua logica interna, ferrea e inesorabile: la logica del piano inclinato. ([[Carlo Gnocchi]])
*La misura di un errore è al tempo stesso la misura della verità corrispondente. ([[Louis Claude de Saint-Martin]])
*La rovina non sta nell'errore che commetti, ma nella scusa con cui cerchi di nasconderlo. ([[Massimo Gramellini]])
*Le persone intelligenti imparano dagli errori degli altri. Le persone stupide imparano da sole. ([[Aleksandr Ivanovič Lebed']])
*"Ma se so già che è un errore, perché lo dovrei fare?" "L'errore in sé conta poco, conta come diventiamo dopo quell'errore, come incide su di noi, come ci rende. Magari ti migliora. Chi può dirlo?" ([[Fabio Volo]])
*Mi pregò di non parlare così; non dovevo esagerare; si trattava solo di uno sbaglio e uno sbaglio, osservò, non è un delitto veramente. ([[Mark Twain]])
*Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco. ([[Edmund Burke]])
*Nessuno sbaglia per sempre. (''[[Don Gnocchi - L'angelo dei bimbi]]'')
*Noi ragazze siamo da sempre giudicate più severamente. Gli errori degli uomini vengono perdonati, quelli delle donne no. ([[Kaley Cuoco]])
*Non dovremmo né rispettare i vecchi errori né stancarci delle vecchie [[verità]]. ([[Jean Rostand]])
*Non si dovrà però mai confondere l'errore con l'errante, anche quando si tratta di errore o di conoscenza inadeguata della verità in campo morale religioso. L'errante è sempre ed anzitutto un essere umano e conserva, in ogni caso, la sua [[dignità]] di [[persona]]; e va sempre considerato e trattato come si conviene a tanta dignità. (''[[Pacem in Terris]]'')
*Non si rimedia a un errore con un errore peggiore. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Ogni errore ci indica uno scoglio da evitare mentre non ogni scoperta ci indica una via da seguire. ([[Giovanni Vailati]])
*Ogni errore umano merita venia. ([[Tito Livio]])
*Quale errore è mai necessario per la riuscita? Quale distrazione di vasaio per scoprire lo smalto, quale lacrima caduta nel crogiolo per formare la pietra filosofale? ([[Marcel Thiry]])
*Quando le persone non hanno il coraggio di ammettere i propri errori, scusarsi, adattarsi alla realtà, imparare, diventano mostri. E quando il mondo lo ignora, i mostri decidono che il mondo si debba adattare a loro. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
*Quando sento qualcuno dire "rifarei tutto allo stesso modo" penso sia una grande stupidaggine, vuol dire che non ha mai sbagliato niente nella vita. Invece a volte devi riflettere, farti un esame di coscienza. Con la mentalità che ho oggi, molte cose le farei in modo diverso. ([[Andrea Iannone]])
*Quando si commette un grave errore, gli errori successivi sono come le onde sussultorie di un terremoto seguito all'onda principale. ([[Franco Angioni]])
*Quando un uomo ha il senso della dignità, non può sfuggire al ricordo dei suoi errori. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'')
*Quanto a noi, ciascuno scavi profondamente fino alla radice dell'errore, che è dentro di lui e lo divelga dal suo cuore fino alla radice. Ed esso invero sarà divelto, quando noi lo riconosceremo. Che se noi siamo ignoranti a suo riguardo, esso affonda in noi le radici e produce i suoi frutti nei nostri cuori. Esso domina su di noi, e noi siamo suoi schiavi. Ci tiene prigionieri, cosicché noi facciamo ció che non vogliamo, e ciò che vogliamo non lo facciamo. Esso è potente perché noi non lo conosciamo, e finché esiste, esso lavora. L'[[ignoranza]] è per noi la madre dell'errore. (''[[Vangelo secondo Filippo]]'')
*Quella che chiamiamo [[verità]] non è altro che un'eliminazione di errori. ([[Georges Clemenceau]])
*S'impara molto dagli errori degli altri, ma ancor di più dai propri. ([[Fausto Cercignani]])
*Sbagliando si impara, o altri imparano. Dire addio alla verità è non solo un dono senza controdono che si fa al "Potere", ma soprattutto la revoca della sola ''chance'' di emancipazione che sia data all'umanità, il realismo, contro l'illusione e il sortilegio. ([[Maurizio Ferraris]])
*Se chiudi la porta a tutti gli errori, la verità resta fuori anch'essa. ([[Rabindranath Tagore]])
*Se non sbagli, significa che non stai andando al limite. Vale come per i piloti: chi non commette errori probabilmente non è al massimo. A volte sei un eroe, a volte sembri un idiota, ma è parte del gioco. ([[Massimo Rivola]])
*Se non temo l'errore è perché sono sempre disposo a correggerlo. ([[Bento de Jesus Caraça]])
*Se permettessimo agli errori correnti tra la gente dotta di diventare correnti nella vita di ogni giorno, diventeremmo tutti matti. ([[Donald Nicholl]])
*Si dice che un errore, riconosciuto da colui stesso che lo ha compiuto, è perdonabile sette volte! (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*Solo l'errore è vita, la conoscenza è morte. ([[Theodor Fontane]])
*Sono un uomo e ho sbagliato: non c'è da meravigliarsi. ([[Menandro]])
*Solo una vita sbagliata è interessante. ([[Marcello Marchesi]])
*– Tu cos'hai fatto fino adesso? <br>– Te l'ho detto: solo errori. Ma tutti importanti. E che rifarei. Ognuno deve vivere i propri errori. (''[[I giardini dell'Eden]]'')
*Tutti da natura siamo pronti più a biasmare gli errori, che a laudar le cose ben fatte. ([[Baldassarre Castiglione]])
*Tutti facciamo cazzate, sempre. È più forte di noi. ([[Nick Hornby]])
*Tutti possiamo fare un '''{{sic|erore}}'''. (''[[Rat-Man]]'')
*Un errore è tanto più pericoloso quanta più verità contiene. ([[Henri-Frédéric Amiel]])
*Un errore non deve necessariamente rimanere un errore. ([[Atul Gawande]])
*Uno sbaglio generosamente riconosciuto deve essere perdonato. ([[Robert Louis Stevenson]])
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*Certi animi straordinari convertono pure l'errore in una melodia nobile.
*Mille sono le [[verità]], uno solo l'errore.
*Rassegnarsi all'errore è il principio della [[saggezza]].
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*Il massimo complimento per l'errore: "Sbagliato!"
*L'errore diventa errore quando nasce come verità.
*Non chiedere all'errore da dove viene.
*Quando gli errori diverranno più rari, saranno più preziosi.
*Se nell'errore c'è uno sbaglio, in effetti può essere tutto in regola.
==Proverbi==
*Ciò che è storto dura fino a domani, ciò che è diritto dura in eterno. ([[Proverbi bulgari|bulgaro]])
*Cu 'un fa nenti 'un sbaglia nenti.<ref>Chi non fa niente non sbaglia niente.</ref> ([[Proverbi siciliani|siciliano]])
*Il [[Saggezza|saggio]] sa correggere immediatamente i suoi errori. ([[Proverbi giapponesi|giapponese]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Anche la gente accorta erra, ma non così spesso come la sciocca.
*Approfitta degli errori altrui, piuttosto che censurarli.
*Chi cammina inciampa.
*Chi confessa il proprio errore, è sulla strada della verità.
*Chi erra e si emenda, a [[Dio]] si raccomanda.
*Chi erra nelle decine, erra nelle migliaia.
*Chi erra nell'elezione, erra nel servizio.
*Chi fa falla, e chi non fa sfarfalla.
*Chi fa i conti senza l'[[oste]], gli convien farli due volte.
*Chi non si emenda oggi, diverrà peggiore domani.
*Chi sbaglia il primo occhiello li sbaglia tutti.
*Chi vuol scusare i suoi errori, erra di bel nuovo.
*Con l'errore degli altri si conosce il proprio.
*Dio ci guardi da errore di savio.
*Dio solo, non può fallire.
*Dove non c'è [[malizia]], non c'è peccato.
*È sempre in procinto di errare chi non fugge l'occasione.
*Errare è umano, pentirsi, divino; ma perdurare nell'errore, diabolico.
*Errore non è [[frode]].
*Errore non fa pagamento.
*Gli errori nelle guerre diventano pianti.
*Guardati dal primo errore.
*Il semplice sbaglia per ignoranza, il furbo per malizia.
*La gente sensata confuta molti errori, tacendo.
*L'antichità non può privilegiare l'errore, né la novità pregiudicare la verità .
*L'errore anche se è cieco, genera spesso figli con la vista.
*L'errore di un istante, può diventar tormento per tutta la vita.
*L'errore è un guidatore che conduce verso una falsa strada.
*Lo sbagliare è degli uomini, il persistere degli imbecilli.
*Non c'è [[uomo]] che non erri, né [[cavallo]] che non sferri.
*Non tutte le ciambelle riescono col buco.
*Non tutte le palle riescono tonde.
*Non v'è buon bifolco, che faccia sempre dritto il solco.
*Non v'è errore così madornale che non trovi uditori ed applausi.
*Per il troppo sapere l'uomo sbaglia.
*Sbaglia anche il prete all'[[altare]].
*Sbagliando s'impara.
*Tanto è grande l'errore, come quello che erra.
*Tutta la strada non fallisce il saggio, che accortosi dell'errore a metà del cammin muta il suo viaggio.
*Tutti si sbaglia.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Fallimento]]
*[[Refuso]]
*[[Sconfitta]]
*[[Successo]]
*[[Vittoria]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Casi]]
[[Categoria:Concetti e principi filosofici]]
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Jack London
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Spinoziano
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[[Immagine:J London 1906.jpg|thumb|Jack London nel 1906]]
'''Jack London''', pseudonimo di '''John Griffith Chaney''' (1876 – 1916), scrittore e giornalista statunitense.
==Citazioni di Jack London==
*Di tutti gli sport, l'unico che ami veramente è la [[pugilato|boxe]]. Certo, è uno sport che a poco a poco va scomparendo. Ma mi auguro che, nei giorni che mi restano da vivere, ci sia sempre da qualche parte un'arena cui poter andare.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 84, ISBN 88-8598-826-2.</ref>
*''Di tutto, questo è rimasto: | l'aver vissuto e l'aver lottato. | Questo sarà il guadagno del gioco | anche se sarà perso l'oro della posta.''<ref>Da ''L'amore della vita''; citato nell'introduzione di Mario Maffi a Jack London, ''[https://books.google.it/books?id=FZQCCwAAQBAJ&pg=PT0 Racconti dello Yukon e dei mari del Sud]'', Mondadori, Milano, 2015.</ref>
*Dimenticati di te stesso e il mondo ti ricorderà.
:''Forget you! And then the world will remember you.''<ref>Dalla lettera a Cloudesley Johns, 16 giugno 1900, in ''Letters from Jack London''.</ref>
*L'atollo di [[Hikueru]] si stendeva basso nell'acqua, un cerchio di sabbia fine di corallo largo un centinaio di metri, con una circonferenza di venti miglia, emergente di un metro, un metro e mezzo dal limite dell'alta marea. Il fondo dell'immensa laguna trasparente era ricco di ostriche perlifere e dal ponte della goletta, attraverso l'anello sottile dell'atollo, si potevano vedere i tuffatori al lavoro.<ref>Da ''Le morti concentriche'', a cura di [[Jorge Louis Borges]], traduzione di Umberto Melli, Mondadori, Milano, 1989, p. 11. ISBN 88-04-32149-0</ref>
*La [[razza]] che possiede il più elevato altruismo durerà.<ref>Citato in Mario Picchi, ''Saggio introduttivo'', introduzione a Jack London, ''I grandi romanzi e i racconti'', Newton Compton, 2012.</ref>
:''The race with the highest altruism will endure.''<ref>Da una lettera del 17 aprile 1899, in ''Letters from Jack London''.</ref>
*Leggete il mio ''Radiosa aurora'', dove descrivo un superuomo di successo che, al culmine del suo trionfo e della sua carriera, getta via i suoi trenta milioni di dollari al vento per guadagnare qualcosa di più grande, l'[[amore]].
:''Read my ''Burning Daylight'', in which I show a successful superman who at the end of his triumph and career, throws his thirty million dollars to the winds in order to win to a greater thing, namely love.''<ref>Dalla presentazione di ''Burning Daylight'', pubblicato a puntate sul ''The New York Herald'', giugno 1910; citato in ''[http://www.jacklondons.net/writings/BurningDaylight/toc.html BURNING DAYLIGHT]'', ''jacklondons.net''.</ref>
*{{NDR|Leggendo per la prima volta un'opera di [[Carl Gustav Jung]]}} Mi trovo sull'orlo di un mondo talmente nuovo, terribile e meraviglioso che ho quasi paura a guardarci dentro.<ref>Citato nell'introduzione a Jack London, ''Cacciatore di anime'', a cura di [[Davide Sapienza]], Mattioli, 2009, p. 11.</ref>
*Preferirei di gran lunga essere campione del mondo dei pesi massimi – cosa impossibile – che re d'Inghilterra o presidente degli Stati Uniti o kaiser di Germania.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 85, ISBN 88-8598-826-2.</ref>
*Questa è la mia visione. Guardo al futuro, a un tempo in cui l'uomo progredirà verso qualcosa di più degno e più alto del suo stomaco, quando ci sarà una motivazione più sottile che spinga gli uomini all'azione che quella di oggi, lo stomaco. Mantengo la mia convinzione della nobiltà e dell'eccellenza del genere [[uomo|umano]]. Credo che la dolcezza spirituale e l'altruismo avranno la meglio sulla grossolanità della gola. E ultimo di tutto, la mia fede è nella classe [[operaio|operaia]]. Come ha detto un francese, "La scala del tempo fa sempre eco alla scarpa di legno che sale, mentre lo stivale tirato a lucido discende."
:''Such is my outlook. I look forward to a time when man shall progress upon something worthier and higher than his stomach, when there will be a finer incentive to impel men to action than the incentive of to-day, which is the incentive of the stomach. I retain my belief in the nobility and excellence of the human. I believe that spiritual sweetness and unselfishness will conquer the gross gluttony of to-day. And last of all, my faith is in the working-class. As some Frenchman has said, "The stairway of time is ever echoing with the wooden shoe going up, the polished boot descending."''<ref>Da ''What Life Means to Me'', 1905, pubblicato in ''Revolution and Other Essays'', Macmillan, 1909; citato in ''[http://www.jacklondons.net/whatlifemeanstome.html What Life Means to Me]'', ''jacklondons.net.''</ref>
===Attribuite===
*La giusta funzione di un uomo è di vivere, non di esistere.<ref name=credo>Presente in un testo apocrifo conosciuto come ''Jack London's "Credo"''; per maggiori dettagli, si veda [http://london.sonoma.edu/credo.html questo commento] di Clarice Stasz.</ref>
*Preferirei essere una superba meteora, ogni mio atomo esploso in un magnifico bagliore, piuttosto che un sonnolento e perseverante pianeta.<ref name=credo />
==''Il richiamo della foresta''==
[[Immagine:JackLondoncallwild.jpg|thumb|Copertina de ''Il richiamo della foresta'', Macmillan, 1903]]
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Buck did not read the newspapers, or he would have known that trouble was brewing, not alone for himself, but for every tide-water dog, strong of muscle and with warm, long hair, from Puget Sound to San Diego. Because men, groping in the Arctic darkness, had found a yellow metal, and because steamship and transportation companies were booming the find, thousands of men were rushing into the Northland. These men wanted dogs, and the dogs they wanted were heavy dogs, with strong muscles by which to toil, and furry coats to protect them from the frost.''
====Gian Dàuli====
Buck non leggeva i giornali; altrimenti avrebbe saputo che maturavano guai, non soltanto per lui, ma per tutti i cani da guardia dai muscoli forti e dal pelo lungo e soffice; da Puget Sound a San Diego. Perché uomini brancolanti nelle tenebre artiche avevano trovato un metallo giallo, e perché compagnie di navigazione e di trasporti, propagavano con gran rumore la scoperta, migliaia di uomini si precipitavano in Northland, la terra del Nord. Questi uomini avevano bisogno di cani, e occorrevano cani grossi, dai muscoli robusti, con i quali faticare e dal pelo lanoso per proteggerli dal gelo.
====Grazia Gatti====
Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo quali guai si stavano preparando non soltanto per lui, ma per tutti i cani di forte muscolatura e col pelo lungo e soffice da Puget Sound a San Diego. Brancolando tra le tenebre artiche gli uomini avevano trovato un metallo giallo e, poiché le compagnie di navigazione e di trasporto avevano divulgato la notizia, migliaia di persone correvano verso il Nord. Questi uomini avevano bisogno di cani; cani robusti, con una forte muscolatura e pelo folto per difendersi dal gelo.
===Citazioni===
*Una volta per tutte aveva capito che davanti a un uomo con un [[bastone]] non aveva possibilità. Aveva imparato la lezione e non la dimenticò per tutta la vita. (cap. I; 2011, p. 62)
*Da lì in avanti tra i due fu guerra. Spitz, il cane leader e il capo riconosciuto della muta, sentiva la minaccia che questo strano cane delle Terre del Sud rappresentava per la propria supremazia. Per lui Buck era davvero strano [...]. (cap. III; 2011, p. 85)
*Con l'aurora boreale che fiammeggiava fredda in alto, o le stelle saltellanti nella danza del gelo, e la terra intorpidita e gelata sotto il suo manto di neve, il canto degli ''[[Husky|huskies]]'' pareva la sfida della vita; soltanto, era espressa in tono minore, con lunghi lamenti e mezzi singhiozzi, ed era piuttosto la supplica della vita, l'articolato travaglio dell'esistenza. Era un vecchio canto, vecchio quanto la stessa razza ‒ uno dei primi canti del mondo più giovane, quando i canti erano tristi. (cap. III, 1924)
*C'è un'[[estasi]] che caratterizza il culmine della [[vita]] e oltre la quale la vita non può innalzarsi. E il paradosso di vivere è tale che questa estasi arriva quando si è sommamente vivi e viene come un totale oblio dell'essere vivi. Questa estasi, questo dimenticarsi di vivere, viene all'artista fuori di sé colto da una vampata di passione; viene durante la battaglia campale al soldato pazzo di guerra quando rifiuta la tregua; e venne a Buck alla testa del branco mentre faceva risuonare il vecchio grido del [[lupo]], teso a inseguire il cibo ancora vivo che fuggiva rapido davanti a lui sotto la luna. Stava scandagliando le profondità della sua natura e di parti della sua natura ancora più profonde di lui, le stesse che risalivano nel grembo del Tempo. (cap. III; 2011, p. 91)
*Era più vecchio dei giorni che aveva vissuto e dei respiri che aveva esalato. Collegava il presente al passato, e l'eternità alle sue spalle gli palpitava dentro come un potente ritmo al quale ondeggiava come le mareggiate e le stagioni. Al fuoco di John Thornton sedeva un cane dall'ampio torace con la zanna bianca e il pelo lungo; ma alle spalle lo pressavano e lo stimolavano le ombre di ogni genere di cane, mezzi lupi e lupi selvaggi, i quali assaporavano il gusto della carne che mangiava, bramavano la sua acqua, annusavano il vento con lui e con lui stavano in ascolto; e quando dormiva gli parlavano dei suoni della vita nella foresta, dettandone gli stati d'animo e guidandone le azioni, coricati al suo fianco a sognare con lui e anche oltre, facendosi materia stessa dei suoi sogni. (cap. VI; 2011, p. 129)
*Thornton si inginocchiò di fianco a Buck. Gli prese la testa tra le mani e gli mise contro la guancia. Non lo sballottò scherzosamente come al solito; non gli mormorò dolci imprecazioni d'amore; ma nell'orecchio gli sussurrò: "Come quando mi vuoi bene, Buck. Come quando mi vuoi bene". Questo sussurrò. Buck guaì per trattenere l'entusiasmo. (cap. VI; 2011, p. 137)
*E molto simili alle visioni dell'uomo peloso c'era il richiamo che anche ora risuonava nel cuore della foresta. Questo lo riempiva di grande agitazione e strani desideri. Gli faceva sentire una felicità dolce, elusiva, ed era consapevole di provare struggimenti e stimoli selvaggi per una cosa che non conosceva. A volte inseguiva il richiamo sin dentro la foresta, per cercarlo come qualcosa di tangibile, e abbaiava secondo lo stato d'animo, piano o spavaldo. Poi infilava il naso nel muschio fresco del legno o nel terreno scuro dove cresceva l'erba alta e annusava con gioia gli odori della terra grassa; oppure stava per ore accucciato come se si nascondesse dietro i tronchi ricoperti di funghi o gli alberi caduti, dove teneva occhi e orecchie spalancati davanti a tutto ciò che si muoveva e risuonava intorno a lui. Poteva essere che restando così disteso sperasse di sorprendere il richiamo che non riusciva a capire. Ma non sapeva perché faceva tutte queste cose. Era spinto a farle, e non ci ragionava affatto. (cap. VII; 2011, pp. 143-144)
===Citazioni su ''Il richiamo della foresta''===
*Ci tengo a evidenziare che Jack London è "il più grande scrittore americano nel mondo" e che il ''Richiamo della foresta'' è "il più grande romanzo del mondo". Notate che ho detto "romanzo del MONDO" – non "degli Stati Uniti". ([[Earle Labor]])
*È la proiezione el Sé mitologico del lettore [...] un'allegoria della redenzione umana. ([[Earle Labor]])
*London rivela la propria fede nell'evoluzionismo biologico e nell'onnipotenza dell'ambiente; ma, nonostante la tesi, il libro è tutto vivo: vivo è Buck, vivi son gli altri cani, con i loro eroismi, le loro ferocie, le loro ambizioni. Non meraviglia che, nell'America del suo tempo, il libro avesse grande fortuna, richiamando gli uomini industrializzati e meccanicizzati all'acre profumo selvaggio dell'istinto, alla verità primordiale della natura e della vita. ([[Ada Gobetti]])
====[[Davide Sapienza]]====
*Il ''Richiamo della foresta'' andò ad aprire un sarcofago nel quale l'[[America]] aveva seppellito le proprie origini, il proprio destino, un sarcofago che già altri scrittori avevano aperto ([[Herman Melville]] ed [[Edgar Allan Poe]], per esempio) e che London esplorò fino a penentrare la psiche americana e a restituirne l'immagine riflessa.
*London scrive colto da un'energia sconosciuta e che ha preferito sempre lasciar scorrere nei sotterranei del'[[inconscio]]. Quando rialza la testa si ritrova con una creatura "imprevista", un testo lungo otto volte tanto quello che aveva in mente (trentaduemila parole). Poco importerebbe riferire di questi dati se non stessimo parlando di uno dei libri più potenti e popolari pubblicati nel ventesimo secolo. Jack compie ventisette anni il 12 gennaio 1903 e senza saperlo ha affidato a ''The Call of the Wild'' anche il racconto della propria vita.
*Questo libro è Storia Universale, Odissea, un Antico Testamento della Wilderness, l'Esodo da una situazione di sottomissione a una miracolosa liberazione non senza la componente tragica.
==''Il tallone di ferro''==
===[[Incipit]]===
La lieve brezza estiva agita le sequoie e la Wild Water sciaborda con ritmiche cadenze sulle pietre muscose. Ci son farfalle nel sole, e dappertutto si leva il sonnolento ronzio delle api. C'è tanta pace e silenzio e io me ne sto qui, inquieta, a pensare. È questa pace a rendermi inquieta: mi sembra irreale. Una quiete profonda, ma è la quiete che precede la tempesta. Tendo dunque l'orecchio, e tutti i sensi, al primo segnale della tempesta imminente. Purché non sia prematura. Purché non scoppi troppo presto. <!-- p. 17 -->
===Citazioni===
*È così che noi povere creature umane raggiungiamo i nostri scopi; solo attraverso stragi e distruzioni riusciamo a portare pace e felicità durature sulla terra! (cap. 1, p. 17)
*Vi definisco [[Metafisica|metafisici]] [...] perché ragionate metafisicamente. Il vostro metodo è l'opposto di quello della scienza e le vostre conclusioni non hanno alcuna validità. Dimostrate tutto e al tempo stesso niente, e neppure due tra voi riescono a mettersi d'accordo su un punto qualsiasi. Per spiegare l'universo e se stesso, ognuno di voi si tuffa nella propria coscienza, e pretendere di spiegare la coscienza con la coscienza è come pretendere di sollevarsi da terra tirandosi per i lacci delle scarpe. (Ernest; cap. 1, pp. 22-23)
*La [[Filosofia greca|filosofia]] non è altro che la più vasta di tutte le scienze. Il suo metodo non si distacca da quello di una qualunque scienza particolare o di tutte le scienze in generale. E appunto per questo suo meccanismo, questo suo metodo di ragionamento, il metodo induttivo, la filosofia fonde insieme tutte le scienze particolari, formando una sola, grande scienza. Come dice Spencer, i dati di ogni scienza particolare formano una conoscenza unificata solo in parte, mentre la filosofia sintetizza in sé la conoscenza offerta da tutte le scienze. È cioè la scienza delle scienze, la scienza assoluta, se volete. (Ernest; cap. 1, p. 24)
*C'è un'altra maniera per squalificare i [[Metafisica|metafisici]] [...] giudicarli dalle loro opere. Cosa hanno fatto per l'umanità oltre a tessere aeree fantasie e scambiare per divinità la propria ombra? Riconosco che hanno aggiunto nuovi motivi all'allegria del genere umano, ma quale bene tangibile hanno mai apportato? Hanno filosofato, scusatemi la parola di cattivo gusto, sul cuore come sede delle emozioni, mentre intanto gli scienziati studiavano la circolazione del sangue. Hanno declamato sulla peste e sulla carestia, considerandole flagelli di Dio, mentre intanto gli scienziati costruivano silos e risanavano gli agglomerati urbani. Descrivevano la terra come centro dell'universo, mentre gli scienziati scoprivano l'America e scrutavano lo spazio per scoprirvi le stelle e le leggi degli astri. Insomma, i metafisici non hanno fatto assolutamente niente per l'umanità. Han dovuto indietreggiare passo dopo passo davanti alle conquiste della scienza; ma appena i fatti scientificamente accertati rovesciavano le loro spiegazioni soggettive, ne fabbricavano altre su scala più vasta per spiegare appunto i fatti accertati. E così, senza dubbio, continueranno a fare sino alla fine dei secoli. Signori, i metafisici sono impostori. Fra voi e l'esquimese che immaginava dio come un mangiatore di grasso vestito di pelliccia, c'è solo una differenza di qualche migliaio d'anni di fatti accertati. Tutto qui. (Ernest; cap. 1, pp. 24-25)
*Ecco dunque la nostra risposta. Non abbiamo parole da sprecare con voi. Quando allungherete le mani, di cui vantate la forza, per afferrare i nostri palazzi, il nostro benessere dorato, vi faremo vedere che cos'è la forza. La nostra risposta sarà costituita dal rombo degli obici, dagli scoppi delle granate, dai crepitii delle mitragliatrici. Noi schiacceremo i vostri rivoluzionari sotto i piedi e calpesteremo il loro viso. Il mondo è nostro, ne siamo padroni, e resterà nostro. Quanto all'esercito del lavoro, è stato nel fango dagli inizi della storia, e io, che interpreto la storia come si deve, dico che rimarrà nel fango, finché io e i miei, e coloro che verranno dopo di noi, resteremo al potere. Ecco la grande parola, la regina delle parole: ''[[Potere]]''! Né Dio, né Mammona, ma il ''Potere''! Riempitevi la bocca di questa parola: ''il Potere!'' (Wickson; cap. 5, pp. 81-82)
*Non mi rendevo conto dell'utilità delle [[Carrozza|carrozze]]. Ora so. Sono fatte per trasportare i deboli, gli ammalati e i vecchi, non per rendere onore a coloro che hanno perduto persino il senso della vergogna. (Morehouse; cap. 7, p. 92)
*È il fiat dell'evoluzione, il comando divino. L'[[associazione]] è più forte della rivalità. Gli uomini primitivi erano poveri schiavi che si nascondevano nelle grotte tra le rocce, ma un giorno si unirono per lottare contro i loro nemici carnivori. Le fiere avevano il solo istinto della rivalità, mentre l'uomo era dotato di un istinto di cooperazione; per questo stabilì la sua supremazia su tutti gli altri animali. E da allora non ha fatto che creare associazioni sempre più vaste. La lotta dell'organizzazione contro la concorrenza data da un migliaio di secoli, e sempre ha trionfato l'organizzazione. Coloro che si arruolano nel campo della concorrenza sono destinati a perire. (Ernest; cap. 8, p. 106)
*Sosteneva che era più bello per un'infima molecola mortale sentirsi divina che per un dio sentirsi, appunto, divino, e in tal modo esaltava quella che lui considerava la propria mortalità. (cap. 11, pp. 141-142)
*''Colui che scacciasti dall'Eden | ero io, Signore, io, | e là tornerò ancora quando terra e aria | saran squarciate dal mare al cielo; | perché quello è il mio mondo, il mio mondo stupendo | degli affanni miei più cari, | dal luminoso bagliore della corrente artica | al buio della mia notte amorosa.'' ([[Poesie dai libri|poema]]; cap. 11, p. 143)
*I minuti di tenerezza rubati al lavoro: una semplice parola, una rapida carezza, uno sguardo d'amore; e questi minuti erano tanto dolci, quanto più furtivi. Vivevamo sulle vette, dove l'aria è pura e frizzante, dove ci si adopera per l'umanità, dove il sordido egoismo non potrebbe respirare. Amavamo l'amore che per noi si coloriva delle tinte più belle. E, di tutto, questo rimane: non fallii il mio scopo. Gli diedi un po' di riposo, a lui che si prodigava per gli altri, al mio caro mortale dagli occhi stanchi! (p. 144)
*Non credo nel fuoco dell'inferno, ma a volte mi spiace e sono tentato di crederci; in questo momento, per esempio, perché lo zolfo e la pece non sarebbero una punizione eccessiva per i vostri delitti. Finché esisteranno i vostri simili, l'inferno sarà una necessità cosmica. (Ernest; cap. 17, p. 189)
*La grande forza motrice della [[oligarchia]] è la convinzione di far bene. (cap. 21, p. 221)
==''Il vagabondo delle stelle''==
[[Immagine:Jack London 1914 Sunset Magazine.jpg|thumb|Jack London fotografato nel suo ranch, Sonoma County, California, 1914]]
===[[Incipit]]===
Assai spesso, nella mia vita, ho provato la strana impressione che il mio essere si sdoppiasse, che altri esseri vivessero o avessero vissuto in lui, in altri tempi o in altri luoghi.
{{NDR|Jack London, ''[https://archive.org/details/london-vagabondo-delle-stelle Il vagabondo delle stelle]'', traduzione di Dienne Carter e Gian Dàuli, Barion, Milano, 1936.}}
===Citazioni===
*E ora sono qui, nel braccio degli assassini del carcere di Folsom, che attendo, le mani rosse di sangue, il giorno fissato dalla macchina dello Stato, quando i suoi servitori mi porteranno in quella che chiamano tenebra, quella tenebra di cui hanno paura e da cui attingono immagini di superstizione e terrore, la stessa tenebra che li spinge, fra tremiti e lamenti, davanti agli altari delle divinità antropomorfe, generate dal medesimo orrore. (cap. I)
*Per la psicologia carceraria un soggetto incorreggibile è un essere spaventoso. (cap. II)
*Se gli uomini intelligenti possono essere crudeli, gli imbecilli lo sono ad un livello mostruoso. (cap. II)
*Se riuscire a [[dimenticanza|dimenticare]] è segno di sanità mentale, il ricordare senza posa è [[ossessione]] e follia. (cap. VI)
*Se per mezzo dell'[[ipnosi]] lo spirito cosciente fosse indotto al sonno e fosse al tempo stesso risvegliata la sua parte subcosciente, il problema sarebbe risolto, le carceri della mente spalancherebbero le loro porte e i prigionieri ritornerebbero alla luce del sole. (cap. VI)
*È la [[vita]] a costituire l'unica realtà e il vero mistero. La vita è molto di più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persiste, passando come un filo di fuoco attraverso tutte le forme prese dalla materia. Lo so. Io sono la vita. Sono passato per diecimila generazioni, ho vissuto per milioni di anni, ho posseduto numerosi corpi. Io, che ho posseduto tali corpi, esisto ancora, sono la vita, sono la favilla mai spenta che tuttora divampa, colmando di meraviglia la faccia del tempo, sempre padrone della mia volontà, sempre sfogando le mie passioni su quei rozzi grumi di materia che chiamiamo corpi e che io ho fuggevolmente abitato. (cap. XII)
*La [[materia]] è la grande illusione. La materia, cioè, si manifesta nella forma e la forma è un fantasma. (cap. XII)
*La [[mente]]... solo la mente sopravvive. La materia fluisce, si solidifica, fluisce di nuovo, le forme che essa assume sono sempre nuove. Poi si disintegrano in quel nulla eterno donde non vi è ritorno. La forma è un'apparizione, [...], ma il ricordo permane, rimarrà fino a quando lo spirito resiste, e lo spirito è indistruttibile. (cap. XVI)
*L'incanto che emana da una [[donna]] è ineffabile, è diverso dalla percezione che sfocia nella ragione. Questo stato, infatti, nasce dalla sensazione e culmina nell'emozione, la quale – è giocoforza ammetterlo – altro non è che sensazione al suo livello più alto. (cap. XVII)
*La materia non ricorda, lo spirito sì. Ed il mio spirito altro non è che la memoria delle mie infinite incarnazioni. (cap. XVIII).
*Creatura quanto mai strana è l'[[uomo]]: insaziabile, sempre inappagato, irrequieto, mai in pace con Dio o con se stesso, di giorno tende senza posa a inutili mete, di notte si abbandona a un'orgia di desideri proibiti e malvagi. (cap. XIX)
*Nel lungo corso del tempo ho vissuto molte vite, e posso affermare con decisione che sul piano morale l'[[uomo]] inteso come individuo non ha compiuto alcun progresso negli ultimi diecimila anni. (cap. XXII)
*La [[morale]] è un fondo sociale che viene accresciuto lungo il doloroso corso delle epoche. (cap. XXII)
*«Non uccidere». Stupidaggini. Domani mattina mi uccideranno. «Non uccidere». Stupidaggini. Proprio ora nei cantieri navali di tutte le nazioni civili stanno costruendo le chiglie di corazzate e supercorazzate. Cari amici, io che sto per morire vi saluto con questa parola: stupidaggini! (cap. XXII)
*«L'uso peggiore che si possa fare di un uomo è quello di [[impiccagione|impiccarlo]]». No, non ho alcun rispetto per la [[pena di morte]]. Si tratta di un'azione sporca, che non degrada solo i cani da forca pagati per compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, la sostiene col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. La pena di morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità: «... ad essere impiccato per la gola finché morte non sopravvenga» recita il famoso frasario della società... (cap. XXII)
==''La strada''==
*Io divenni [[vagabondo]]... ebbene per la vitalità che era in me, per la passione di girovagare che ho nel sangue e che non mi lasciava tranquillo. [...] Mi diedi alla strada perché non potevo starne lontano, perché non avevo in tasca denaro sufficiente per pagarmi il viaggio in ferrovia e perché ero fatto in modo tale che non avrei potuto lavorare per tutta la vita a uno stesso lavoro; perché... ebbene, perché era più facile agire così che altrimenti. (cap. 1, ''Ragazzi di strada e «gatti allegri»'')
*Un [[osso]] dato al cane non è [[carità]]: carità è l'osso diviso col cane quando avete fame come lui. (cap. 2, ''Confessione'')
*Forse il più grande fascino della vita del vagabondo è l'assenza di monotonia. (cap. 4, ''Immagini'')
*[...] il principale tratto di distinzione fra l'uomo e gli altri animali è che l'uomo è l'unico animale che maltratta le femmine della sua specie. (cap. 4, ''Immagini'')
==''Martin Eden'' ==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''The one opened the door with a latch-key and went in, followed by a young fellow who awkwardly removed his cap. He wore rough clothes that smacked of the sea, and he was manifestly out of place in the spacious hall in which he found himself. He did not know what to do with his cap, and was stuffing it into his coat pocket when the other took it from him. The act was done quietly and naturally, and the awkward young fellow appreciated it. "He understands," was his thought. "He'll see me through all right."''
{{NDR|Jack London, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}smzXFFfUdNsC Martin Eden]'', Penguin books, 2019.}}
====Oriana Previtali====
Il primo aprì la porta con una chiave piatta ed entrò, seguito da un giovane che si levò il berretto con fare impacciato. Il giovane indossava rozzi panni che odoravano forte di mare ed era palesemente fuori posto nell'atrio spazioso in cui si trovava. Non sapeva che fare del berretto e se lo stava cacciando nella tasca della giubba, quando l'altro glielo levò di mano. Il gesto fu calmo e naturale e il giovanotto impacciato lo apprezzò. "Capisce" pensò; "mi porterà sino in fondo proprio come si deve."
===Citazioni===
*[...] le menti limitate non riconoscono che le limitazioni altrui. (cap. VIII, 2010)
*Se lei vuole acquistare una cultura generale, importa poco la natura dei suoi studi. Lei può imparare il francese o il tedesco, e persino l'[[esperanto]], e perciò non sarà meno colto. (Onley: cap. XIII; 1925, p. 134)
*Quello che non ci viene detto è questo: che tutti debbono aver studiato il [[latino]], ma che nessuno ha bisogno di saperlo! (Onley: cap. XIII; 1925, p. 137)
*Quanto a me, io sono [[individualismo|individualista]]; io credo che la corsa sia vinta dal più rapido, che la vita sia del più forte. Questo me l'ha insegnato la biologia; credo almeno d'averlo imparato. Sì, sono individualista, e l'individualismo è il nemico eterno, ereditario del socialismo. (Martin Eden: cap. XXIX; 1925, p. 294)
*«Veramente, non ho nulla contro le [[banalità]]» disse più tardi a Ruth; «ma quello che mi urta i nervi è quell'aria pomposa, soddisfatta e compiaciuta, di superiorità e di sicurezza, con cui ce le propinano, e il tempo che ci mettono a farlo.» (cap. XXVII, 2010)
*Il fatto che una cosa esiste basta da solo a giustificarla! Notate che solo l'ignoranza della gente fa credere una stupidaggine simile; la loro ignoranza, che non è altro che l'omicida mentale descritto da [[Otto Weininger|Weininger]]. La gente immagina di pensare, e accade che degli esseri senza pensiero si erigano ad arbitri di coloro che pensano davvero. (Martin Eden: cap. XXX; 1925, p. 302)
==''Prima di Adamo''==
===[[Incipit]]===
Immagini! Immagini! Immagini! Tante volte, prima che infine sapessi, mi ero domandato donde venissero le moltitudini di immagini che si affollavano entro i miei sogni. Immagini simili, infatti, mai le avevo viste nella vita reale, nello stato di veglia. Esse mi tormentarono per tutta l'infanzia, facendo dei miei sogni una sequela di [[incubo|incubi]], tanto da convincermi ben presto di essere io diverso dai miei simili: una creatura anormale e maledetta.
===Citazioni===
*Era dunque questo il Nostro: un atavismo. Noi tutti eravamo sulla via di evolverci dalla vita arboricola alla vita sul suolo. Tale [[evoluzione]] era in atto ormai da molte generazioni, e ci andavamo quindi modificando tanto nel corpo che nell'andatura. (1988, p. 45)
*Man mano che il mio sé reale, cioè io, cresceva, riuscivo a penetrare sempre di più nella sostanza dei miei [[sogno|sogni]]. Accade che sognando ci si renda conto, nel bel mezzo del sogno, di stare appunto sognando; e in caso di brutto sogno può accadere che si riesca a farsi coraggio pensando che si tratta solo di un sogno. (1988, p. 103)
*E qui finiscono le mie memorie. Non intraprendemmo più un'altra migrazione; e non mi è mai capitato di sognare qualcosa che andasse oltre la nostra alta e inaccessibile grotta. E qui con tutta probabilità allevammo il bimbo erede della sostanza ei miei sogni, l'essere che fu plasmato con le impressioni della mia vita; o meglio, della vita di Gran Dente, che è l'altro me stesso, non il mio io reale; e che pure è così reale che spesso non sono in grado di dire quale età io stia vivendo. (1988, pp. 176-177)
==''Ricordi di un bevitore: John Barleycorn''==
*L'[[alcolismo]] mina l'uomo. Lo rende inabile a vivere coscientemente la propria vita.
*La repulsione stessa del palato dimostra che l'[[Bevanda alcolica|alcool]] non è gradito all'organismo... eppure, malgrado il ribrezzo fisico i ricordi più felici della mia infanzia sono proprio quelli delle ore passate nei [[saloon]].
*Non bevevo mai prima di aver eseguito il mio compito giornaliero. A lavoro finito, i cocktail alzavano quasi un muro divisorio fra le ore di lavoro e quelle di divertimento.
*Studiavo diciannove ore al giorno, fin quando non sostenni l'ultimo esame. Non volevo assolutamente più vedere libri. Non c'era che un'unica cura che mi potesse guarire, ed era riprendere le avventure.
==[[Incipit]] di alcune opere==
[[Immagine:JackLondon-office-1916.jpg|thumb|Jack London nel suo studio, 1916]]
===''Bâtard''===
Bâtard era un diavolo. La cosa era risaputa in tutte le Terre del Nord. Molti lo chiamavano Stirpe d'Inferno ma Black Leclère, il suo padrone, per lui scelse l'infame nome di Bâtard. Dunque, anche Black Leclère era un diavolo e i due erano bene assortiti. Il proverbio dice che quando due diavoli si mettono insieme, alla fine sono guai. Il che era prevedibile, soprattutto quando Bâtard e Black Leclère si unirono. La prima volta che si incontrarono, Bâtard era ancora un cucciolo magro e affamato, gli occhi duri; i due si incontrarono a morsi, ringhia e cattivi sguardi, visto che Leclère aveva il labbro superiore lupesco per come si alzava quando mostrava i bianchi denti crudeli. E si alzò allora, e i suoi occhi luccicavano perversi, mentre agguantava Bâtard che si dimenava per trascinarlo fuori dalla figliata. Si capirono di sicuro, infatti Bâtard affondò all'istante le sue zanne da cucciolo nella mano di Leclère e Leclère, con freddezza, strinse il pollice e l'indice sul cane facendolo quasi soffocare.<br />
{{NDR|in ''Il richiamo della foresta'', Feltrinelli, 2011}}
===''Il figlio del mare''===
Prestai l'orecchio stanco all'interminabile salmodiare sulle azioni e le avventure di Maui, il prometeico semidio della Polinesia, colui che pescò la terra dalle profondità dell'oceano servendosi di ami assicurati al paradiso, che innalzò il cielo sotto il quale in precedenza avevano camminato gli uomini a quattro zampe non avendo lo spazio per rimanere eretti, e che era riuscito a fermare il sole e a intrappolare le sue sedici gambe per convincerlo ad attraversare più lentamente il cielo – visto che evidentemente il sole era un sindacalista che credeva nella giornata di sei ore, mentre Maui era favorevole al libero commercio e alla giornata di dodici ore.<br />
{{NDR|in ''Cacciatore di anime'', Mattioli, 1995}}
===''Il Rosso''===
Ecco l'improvvisa liberazione del suono! Mentre la cronometrava usando l'orologio, Bassett la paragonò alla tromba di un [[arcangelo]]. Sarebbero potute crollare le mura di intere città di fronte a un così irresistibile richiamo, rifletté. Invano, per la millesima volta, cercò di analizzare la qualità del timbro di quell'enorme fragore che dominava la terra sino alle roccaforti delle tribù circostanti. La sorgente era la gola della montagna in cui risuonava crescendo come alta marea fino a tracimare e a inondare terra, cielo e aria. La sua sfrenata fantasia di malato lo spinse a paragonarla al potente urlo di un Titano del Mondo Antico, vessato dal supplizio o dal furore. Crebbe, levandosi sempre più alto, come una sfida esigente la cui intensità di volume pareva destinata a orecchie poste oltre gli angusti confini del sistema solare. C'era, in esso, anche il lamento della protesta provocata dall'assenza di orecchie capaci di ascoltare e di comprendere quell'espressione.<br />
{{NDR|in ''Cacciatore di anime'', Mattioli, 1995}}
===''La peste scarlatta''===
Il sentiero correva lungo quello che un tempo era il terrapieno di una ferrovia. Ma non ci transitavano più treni ormai da molti anni. La foresta rimontava i versanti del terrapieno scavalcando il dosso, un'onda verde di alberi e di arbusti. Il tratturo era una pista di animali selvatici da seguire in fila indiana.
===''Preparare un fuoco''===
Freddo e grigio, il giorno era arrivato ed era esageratamente freddo e grigio quando l'uomo si spostò dalla pista sul Fiume Yukon per risalire l'elevato argine di terra dove una traccia poco battuta sbucava in direzione est per attraversare la folta foresta di abeti rossi. L'argine era ripido e una volta in cima l'uomo si fermò ansimando, raccontandosi che voleva controllare l'oraio. Nove in punto. Niente sole, neppure un barlume, nonostante non ci fosse una nuvola in cielo. La giornata era limpida, eppure ogni cosa appariva come se fosse avvolta da un impalpabile sudario, un'ombra sottile che rabbuiava il giorno – e questo per l'assenza del sole. La cosa non preoccupava l'uomo. Lui era abituato alla mancanza di sole. Erano passati diversi giorni da che l'aveva visto l'ultima volta e sapeva che ne sarebbero trascorsi altrettanti prima che, risalendo da sud, la gioiosa sfera facesse capolino all'orizzonte per rituffarsi lontana dalla vista.<br />
{{NDR|in ''Il richiamo della foresta'', Feltrinelli, 2011}}
===''Zanna Bianca''===
L'ultimo bagliore del tramonto si spegneva sulle deserte solitudini gelate e, contro l'indistinto colore del cielo, più viva spiccava la massa scura degli abeti che premevano e incalzavano il corso gelato del fiume.<br />Il vento che sino allora aveva impazzato, strappando dagli alberi la veste gelata che li aveva ricoperti, ora aveva tregua.<br />Nessun rumore, nessuna voce d'uomo rompeva quel silenzio, e la natura, sempre uguale da che è nato il mondo, dominava incontrastata.
==Citazioni su Jack London==
*Autore amatissimo dal pubblico ma animosamente discusso dalla critica, come spesso succede. Personaggio davvero contraddittorio, violento e dolcissimo, grandioso e miserabile, costruttore di fortune e dissipatore di ogni cosa (compresi gli affetti), fervido socialista e meschino piccolo borghese, strenuo denunciatore delle condizioni dei derelitti suoi simili (il sottoproletariato americano e londinese, nel ''Popolo dell'abisso'') e sarcastico schernitore di altri derelitti (il popolo messicano in guerra con il suo paese, gli Stati Uniti), ardente propagandista del socialismo e al tempo stesso esaltatore di un confuso mito superomistico. [[Karl Marx|Marx]] mescolato a [[Nietzsche]], si è detto. [[Charles Darwin|Darwin]] più [[Herbert Spencer|Spencer]]. E così via, attribuendogli, come spesso succede nelle ansie denigratrici di vario genere, una ridda in più di ambizioni e finalità rispetto a quella da cui era in realtà animato. Che si riducevano in sostanza a una: quella di scrivere, raccontare le vicende che si era visto dipanare davanti agli occhi nella sua vita avventurosa e altre, più misteriose, che tesseva giorno e notte la sua mente infaticabile. ([[Mario Biondi]])
*Dobbiamo a certi libri e a certi film se noi, che apparteniamo a una generazione in via d'estinzione, non siamo cresciuti del tutto stupidi, diceva [[Federico Fellini]]. Per me, contano i russi, poi Jack London, qualche americano e il [[James Joyce|James Joyce]] di Gente di Dublino. ([[Enzo Biagi]])
*Fu London lo scrittore veramente grande quale alcuni lo ritengono, fu un talento possente nato fuori tempo, o fu uno di quegli artisti secondari la cui opera, grazie alla ricchezza della loro esperienza personale, dà solo una falsa impressione di arte? È difficile dirlo. ([[Alfred Kazin]])
*In London l'impellenza narrativa non si lascia soverchiare dagli agi della letteratura. Sta qui tutta la forza di una presa che pungola e non molla mai il lettore, ogni tipo di lettore. ([[Ottavio Fatica]])
*Jack credeva in un socialismo evoluzionista e rivoluzionario. Voleva che un'aristocrazia (bianca) dell'intelletto si assumesse il governo dello stato per il bene comune. ([[Andrew Sinclair]])
*[[Kipling]] e [[Nietzsche]], uomini sedentari, anelarono l'azione e i pericoli che il destino negò loro; London e [[Hemingway]], uomini d'avventura, si affezionarono ad essa. Imperdonabilmente, giunsero al culto gratuito della violenza e persino della brutalità. ([[Jorge Luis Borges]])
*La figura più incompresa del canone letterario americano. ([[James L. Haley]])
*Lo stigma di "scrittore di storie di cani" è ancora un problema – così come lo è la "ghettizzazione" delle sue opere nel reparto "per ragazzi" delle librerie. Purtroppo ci sono ancora troppi critici accademici che lo liquidano come fosse uno scribacchino che ha scritto troppo in fretta e solo per il mercato. ([[Earle Labor]])
*Strano a dirsi questo autore, che amava [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] e andava a braccetto col socialismo, sembra sia piaciuto a [[Adolf Hitler|Hitler]], [[Stalin]] e [[Franklin Delano Roosevelt|Roosevelt]]! ([[Antonio Debenedetti]])
===[[Maurizio Cucchi]]===
*Jack London è stato un grande scrittore amato dagli uomini di cultura ma anche, e molto, dal popolo. Un tempo i suoi libri erano ben presenti nelle stesse case degli operai, per la sua capacità di mettere insieme realismo e avventura, osservazione del mondo e vivacità inventiva.
*{{NDR|Su ''Il popolo dell'abisso''}} Ma in questa perlustrazione fitta e appassionata di una realtà sociale sprofondata nell'abisso della miseria disperata – oltre le illusioni di un mondo nuovo e realmente nuovo, l'America – ci incanta la voce dello scrittore, la sua capacità di oltrepassare i confini del semplice reportage, per darci l'emozione di entrare insieme con lui nell'inferno di una condizione umana che ha spazzato via innumerevoli esseri senza neppure dare loro il privilegio della parola, della testimonianza di un lamento.
===[[Johann Hari]]===
*Una delle figure più intriganti e bizzarre della storia americana, una figura ad un tempo eccitante e ripugnante. Durante i suoi quaranta anni di vita fu il figlio "bastardo" di una spiritualista con tendenze suicide che viveva in uno ''slum'', un bambino lavoratore, un pirata, un barbone, un socialista rivoluzionario, un razzista vagheggiante il genocidio, un cercatore d'oro, un corrispondente di guerra, un milionario, un depresso con manie suicide, e per qualche tempo anche lo scrittore più popolare d'America.
*Si iscrisse ad un'altra scuola, ma fu espulso per aver completato il curriculum di due anni in quattro mesi, lasciandosi dietro, in maniera imbarazzante, gli altri ragazzi ricchi. London si sentiva umiliato e arrabbiato. Subito dopo partì per l'Artico canadese, in cui si diceva che ci fosse l'oro. Vide i cercatori d'oro del suo gruppo morire annegati, di freddo e di scorbuto. A ventidue anni giurò che se fosse sopravvissuto sarebbe diventato uno scrittore, ad ogni costo.
*A leggere oggi le sue opere si vede come il suo seme letterario si sia diffuso su tutto il secolo americano, è evidente nelle opere degli scrittori più importanti americani e di altri paesi. [[Ernest Hemingway]] e [[John Steinbeck]] attinsero alla sua crudezza, imitandola.
===[[Nicola Lagioia]]===
*Il peccato commesso sia dagli accademici malati di intellettualismo che dai critici letterari affetti da marxismo è in fondo il medesimo: dare una lettura ideologica di Jack London. E se indossare le lenti dell'ideologia è il sistema migliore per tradire la vita, la stessa cosa si può dire anche per l'arte, che della vita è uno degli specchi più fedeli.
*Liberatosi dalle pastoie dell'ideologia, il giovane scrittore che voglia imparare qualcosa dall'arte di Jack London si renderà conto di come i conflitti sociali, le lotte sindacali, le palestre di boxe, il gelo del Klondike sono più che altro l'occasione, il contesto, l'apparato scenografico necessario a mettere in scena il più universale dei temi: il confronto tra singolo e mondo.
*Jack London è capace di calarsi con una sconcertante facilità nei panni di proletari, aristocratici, operai, malati di mente, bambini, vecchi, madri, assassini, poliziotti, rivoluzionari, maggiordomi, giornalisti… senza tra l'altro limitare questa facoltà al solo genere umano: quando dalle sue pagine a un certo punto salta fuori un lupo, ci sembra stranamente di essere nella testa del lupo, di pensare insieme a lui; la stessa cosa per orsi, cani, caribù fino ad attraversare una soglia piuttosto inquietante – quella tra organico e inorganico – oltre la quale London può convincerci di essere capace (e noi, leggendo, capaci insieme a lui) di incarnare lo spirito, il senso (il pensiero?) di una distesa di neve, di un ruscello, di una roccia, di un cadavere, di una locomotiva.
*Forse non c'entra molto con le tecniche narrative, ma leggendo Jack London ci si ricorda come i veri uomini non si vergognino di piangere.
===[[Walter Mauro]]===
*Pioniere in assoluto della letteratura americana naturalista, London visse e consumò intensamente l'avventura del reale, fino a pagarne di persona le conseguenze e gli impatti, quando la finzione cessava di essere tale e si traduceva in sordida e angosciosa verità.
*{{NDR|Su ''La sfida''}} La lezione di un naturalismo non fotografico, bensì avvivata da soluzioni formali e descrittive di grande fascinazione espressiva, risulta così ampiamente intuita dallo scrittore, da consentirgli non soltanto l'esibizione della tecnica pugilistica, da lui praticata in più occasioni, ma anche una forte capacità di introspezione psicologica all'interno del personaggio, sì da determinarne la condizione esistenziale.
*{{NDR|Su ''Il messicano''}} ''The Mexican'' (''Il messicano'') nel contesto delle opere di London dedicate al mondo della [[pugilato|boxe]], assume un significato molto particolare, poiché in questo caso il ''Gioco'' diventa tremendamente serio, riguarda la lotta di classe, la Rivoluzione, e quindi la possibilità di garantirne la vittoria con una bella borsa pugilistica.
===[[Mario Picchi]]===
*Irruento, litigioso, assiomatico, ripetitivo, lo scrittore potrà anche avere urtato coi suoi vertiginosi guadagni (settantamila dollari l'anno erano la media: una somma enorme sperperata rapidamente), l'''irritabile genus'' dei critici; ma è anche scritto nel destino di coloro che salgono troppo in alto nei cieli della fama e della ricchezza di subire dopo morti la vendetta dei posteri.
*L'errore della critica bigotta americana è stato di avere preso alla lettera le affermazioni di London: quando proclamava il suo socialismo contraddicendolo poi con l'individualismo anche esagerato della vita e dell'opera; quando si atteggiava a filosofo, a sociologo, a propagatore di dottrine già esaurite o in via di ridefinizione.
*Americano fino al midollo, persino nella patetica ricerca delle sue (nobili) origini, London resta ancor oggi, con [[Edgar Allan Poe|Edgar A. Poe]], il più universale degli scrittori americani, che mischia nella sua opera, con ugual potenza di energia e di speranza, la sua vita vera e idealizzata insieme con lo slancio per l'avvenire.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Jack London, ''Cacciatore di anime'', cura e traduzione di [[Davide Sapienza]], Mattioli, 2009.
*Jack London, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/l/london/il_richiamo_della_foresta/pdf/london_il_richiamo_della_foresta.pdf Il richiamo della foresta]'', traduzione di Gian Dàuli, Modernissima, Milano, 1924.
*Jack London, ''Il richiamo della foresta'', traduzione di Grazia Gatti, Bompiani, 1987.
*Jack London, ''Il richiamo della foresta'', a cura di Davide Sapienza, Feltrinelli, 2011.
*Jack London, ''Il tallone di ferro'', traduzione di Carlo Sallustro, Feltrinelli, Milano, 2000. ISBN 88-07-80643-6
*Jack London, ''Il vagabondo delle stelle'' (1915), traduzione di Stefano Manferlotti, Adelphi, Milano, 2005.
*Jack London, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/l/london/la_strada/pdf/london_la_strada.pdf La strada]'', traduzione di Maria Carlesimo Pasquali, Savelli, Roma, 1978.
*Jack London, ''La peste scarlatta'', a cura di Ottavio Fatica, Adelphi, 2009.
*Jack London, ''Letters from Jack London'', a cura di King Hendricks e Irving Milo Shepard, Odyssey Press, 1965.
*Jack London, ''[https://archive.org/details/london-martin-eden-dauli Martin Eden]'', a cura di [[Gian Dàuli]], Modernissima, Milano, 1925.
*Jack London, ''[https://books.google.it/books?id=qB6Lz9F8LU0C Martin Eden]'', traduzione di Oriana Previtali, Rizzoli, 2010.
*Jack London, ''Prima di Adamo'', traduzione di Maria Teresa Fenoglio, SEI, 1988.
*Jack London, ''Zanna bianca'', versione di Marinella Pagura, Fabbri Editori, 1965
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Zanna Bianca||(1906)}}
{{Pedia|Martin Eden||(1909)}}
{{Pedia|Il vagabondo delle stelle||(1915)}}
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[[Categoria:Giornalisti statunitensi]]
[[Categoria:Memorialisti statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori di fantascienza statunitensi]]
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Henry David Thoreau
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2026-09-26T14:05:38Z
Udiki
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/* Citazioni su Walden ovvero Vita nei boschi */ Marcel Proust
1427492
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Henry David Thoreau.jpg|thumb|David Henry Thoreau nel 1856]]
'''Henry David Thoreau''' (1817 – 1862), filosofo, scrittore e poeta statunitense.
==Citazioni di Henry David Thoreau==
*{{NDR|Su [[Walt Whitman]]}} Con il suo vigore e con il grande respiro dei suoi versi, mi mette in uno stato mentale di libertà, pronto a vedere meraviglie; mi porta per così dire, in cima a una collina o al centro di una piana; mi scuote e poi mi getta addosso migliaia di mattoni.<ref>Da ''A proposito di Whitman''; citato in [[Antonio Spadaro]], ''«Chi fa tanto caso a un miracolo?». Come leggere la poesia di Walt Whitman'', prefazione a Walt Whitman, ''Canto una vita immensa'', a cura di Antonio Spadaro, Ancora, Milano, 2009, p. 5. ISBN 88-514-0632-4</ref>
*Il [[soldato]] che si rifiuta di servire in una guerra ingiusta è applaudito da coloro che non si rifiutano di appoggiare il governo ingiusto che conduce quella stessa guerra. (da ''On the duty of civil disobedience'', 1849)
*La massa degli uomini serve lo Stato in questo modo, non come uomini soprattutto, bensì come macchine, con i propri corpi. Essi formano l'esercito permanente, e la milizia, i secondini, i poliziotti, i posse comitatus, ecc. Nella maggior parte dei casi non v'è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece si mettono allo stesso livello del legno e della terra e delle pietre, e forse si possono fabbricare uomini di legno che serviranno altrettanto bene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggior rispetto che se fossero di paglia o di sterco. Hanno lo stesso tipo di valore dei cavalli e dei cani. Tuttavia persino esseri simili sono comunemente stimati dei buoni cittadini. Altri, come la maggior parte dei legislatori, dei politici, degli avvocati, dei mi... nistri del culto, e dei funzionari statali, servono lo Stato principalmente con le proprie teste; e, dato che raramente fanno delle distinzioni morali, sono pronti a servire nello stesso tempo il diavolo, pur senza volerlo, e Dio. (da ''Disobbedienza civile'')
*La [[prigione]] è l'unico posto che si convenga a un cittadino onesto in uno stato in cui è legalizzata e tutelata la [[schiavitù]].<ref>Citato in [[Lev Tolstoj]], ''Resurrezione'', traduzione di Emanuela Guercetti, Garzanti, 2002, p. 325.</ref>
*Miratelo, un [[marines|marine]]: mera ombra e rimembranza d'un essere umano, uomo tumulato vivo e all'impiedi, sepolto sotto le armi, con accompagnamento di marce funebri... (da ''Disobbedienza civile''; citato in [[Gustav Hasford]], ''Nato per uccidere'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Bompiani, 1989)
*Quegli estratti dai [[Veda]] che ho letto ricadono su di me come la luce di una più alta e pura illuminazione, a descrivere un percorso più elevato attraverso strati più puri. Si erge su di me come la luna piena dopo che le stelle sono scomparse, giungendo da strati lontani nel cielo.
:''What extracts from the Vedas I have read fall on me like the light of a higher and purer luminary, which describes a loftier course through purer stratum. It rises on me like the full moon after the stars have come out, wading through some far stratum in the sky.'' (da [[Sri Chinmoy]], ''Commentaries on the Vedas, The Upanishads & the Bhagavad Gita'', Aum Publications, 1996, p 26; citato in ''[http://www.hinduwisdom.info/quotes1_20.htm#Q1 A Tribute to Hinduism]'')
*Tutto quel che si racconta del [[mare]] fa risuonare un'eco di favola nelle orecchie di un terricolo, e tutti i prodotti del mare hanno una certa qualità favolosa, come se appartenessero a un altro pianeta, dalle alghe alle storie che raccontano i marinai o i pescatori. In questo elemento, il regno animale e quello vegetale s'incontrano e si mischiano in maniera bizzarra.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=xw-HITFcoLEC Cape Cod]'', cap. IV, ''La spiaggia'', traduzione di Riccardo Duranti, Donzelli, 2011. ISBN 978-88-6036-645-0</ref>
*Un uomo saggio non lascia il giusto alla mercé del caso né desidera che esso si affermi attraverso il potere della maggioranza. (da ''Disobbedienza civile'')
==''Disobbedienza civile''==
===[[Incipit]]===
====Luca Michelini====
Di tutto cuore faccio mia l'affermazione: «Il migliore dei governi è quello che governa meno»; e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta in fine a questo risultato, in cui parimenti credo: «Il migliore dei governi è quello che non governa del tutto»; e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che essi avranno. Nelle migliori delle ipotesi il governo è solo un espediente, ma la maggior parte dei governi sono spesso degli espedienti inutili; tutti i governi lo diventano in determinate circostanze. Le obiezioni che sono state sollevate contro l'esercito permanente, che sono numerose e consistenti e meriterebbero di prevalere, possono essere rivolte contro il governo permanente.
====Manuela Federella====
Accetto di tutto cuore l'affermazione, – "Il [[governo]] migliore è quello che governa meno", e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest'altra affermazione, alla quale pure credo, – "Il miglior governo è quello che non governa affatto", e quando gli uomini saranno pronti, sarà proprio quello il tipo di governo che avranno. Il governo è nell'ipotesi migliore solo un espediente; ma la maggior parte dei governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi sono tali di quando in quando. Le obiezioni che sono state sollevate contro l'esistenza di un esercito permanente, ed esse sono molte, sono consistenti e meriterebbero di prevalere, potrebbero essere sollevate anche contro l'esistenza di un governo permanente.
====Piero Sanavio====
È con vero entusiasmo che sottoscrivo il motto: «Il migliore governo è quello che governa meno». Mi piacerebbe che fosse realizzato il più rapidamente e sistematicamente possibile. In realtà si riduce a questo, che il miglior governo «è quello che non governa affatto» e anche in ciò credo fermamente.<ref>Il riferimento è al motto dell'«United States Magazine and Democratic Review» (1837-1859), «Il miglior governo è quello che meno governa», e alla frase di [[Ralph Waldo Emerson|R. W. Emerson]], in ''Politics'' (1844), falsamente attribuita a [[Thomas Jefferson]], «Meno governo abbiamo e meglio è».</ref> Riusciremo a ottenerlo quando saremo abbastanza maturi. Nella migliore ipotesi il governo è un espediente, ma il più delle volte la maggior parte dei governi, e talvolta tutti i governi, sono inefficienti. Le stesse obiezioni sollevate contro la decisione di tenere un esercito permanente (e molte e importanti come sono meriterebbero di essere adottate) possono essere portate contro un governo permanente.
====Laura Gentili====
Di tutto cuore faccio mia l'affermazione: "Il migliore dei governi è quello che governa meno", e vorrei vederla messa in pratica nel modo più rapido e sistematico. Se attuata, essa conduce alla fine a quest'altra affermazione, di cui sono altrettanto convinto: "Il migliore dei governi è quello che non governa affatto", e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno. Il governo è, nella migliore delle ipotesi, solo un espediente, ma per la maggior parte i governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi si dimostrano tali in determinate circostanze. Le obiezioni contro il principio di un esercito permanente, che sono molte e consistenti, e meriterebbero di imporsi, possono essere sollevate anche contro l'idea di un governo permanente.
===Citazioni===
*[...] i governi ci mostrano come sia facile ingannare gli uomini, o che essi stessi si autoingannino, per il proprio vantaggio. (2018, p. 10)
*«Il migliore dei governi è quello che non governa affatto», e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno. (1992, p. 11)
*La legge non ha mai reso gli uomini più giusti, neppure di poco; anzi, a causa del rispetto della legge, perfino le persone oneste sono quotidianamente trasformate in agenti dell'ingiustizia. (2018, p. 11)
*Che ogni uomo renda noto quale tipo di governo farebbe nascere in lui il rispetto: sarà il primo passo per riuscire ad averlo. (1992, p. 13)
*Come deve comportarsi un uomo, oggi, nei confronti di questo governo americano? La mia risposta è che non può esservi legato senza che ciò gli rechi disonore. Non è possibile, neppure per un momento, riconoscere come ''mio'' un governo che sia anche una organizzazione politica ''schiavista''. (2018, p. 13)
*Perfino ''votare per il giusto'' è non ''fare'' niente per esso. È solo un modo di manifestare debolmente agli uomini il nostro desiderio che il giusto prevalga. Un uomo saggio non lascerà il giusto alla mercé del caso, né desidererà che esso prevalga attraverso il potere della maggioranza. C'è ben poca virtù nell'azione delle masse. (2018, pp. 16-17)
*Quando un sesto della popolazione di una nazione che si è impegnata ad essere il rifugio della libertà è formato da schiavi, ed un intero paese è invaso e sottomesso ingiustamente da un esercito straniero, ed è soggetto alla legge marziale, penso che non sia troppo presto per gli uomini onesti per ribellarsi e fare una rivoluzione. Ciò che rende questo compito ancora più urgente è il fatto che il paese assoggettato non è il nostro, ma nostro è l'esercito invasore. (1992, p. 17)
*Naturalmente, non è che l'uomo abbia il dovere di dedicarsi all'estirpazione del [[male]], anche del più smisurato; giustamente, può avere altre faccende di cui occuparsi; ma è suo dovere, perlomeno, tenersene fuori, e, se il suo pensiero ne è lontano, non deve aiutare il male di fatto. Se mi dedico ad altri scopi e progetti, per prima cosa devo almeno verificare che non li sto perseguendo stando seduto sulle spalle di un altro uomo. Prima di tutto devo scendere da lì, di modo che anche lui possa perseguire i suoi obiettivi. (1992, p. 22)
*Una [[maggioranza e minoranza|minoranza]] è priva di potere quando si conforma alla maggioranza; non è neppure una [[maggioranza e minoranza|minoranza]], in quel caso; ma è irresistibile quando è di intralcio con tutto il suo peso. (2018, p. 24)
*Come può un uomo accontentarsi di prendere semplicemente in considerazione una [[opinione]], e compiacersi di ''ciò''? Di che cosa si compiace se la sua opinione è che viene danneggiato? Se il vostro prossimo vi truffa anche per un solo dollaro, non vi accontentate di constatare che siete stati truffati, o di dire che siete stati truffati, e neppure di chiedergli quanto vi spetta, ma fate subito passi concreti per ottenere l'intera somma, e cercate di non lasciarvi mai più imbrogliare.<br />L'azione in base a un principio, la percezione e l'attuazione del giusto, trasforma le cose e i rapporti; essa è essenzialmente rivoluzionaria, e non si concilia interamente con niente che già esisteva. Non solo divide Stati e Chiese, divide anche le famiglie: sì, divide l'''individuo'', separando il diabolico che è in lui dal divino.<br />Le leggi ingiuste esistono: dobbiamo essere contenti di obbedirvi, o dobbiamo tentare di emendarle, obbedendovi fino a quando non siamo riusciti nel nostro intento, oppure ancora dobbiamo trasgredirle da subito? Generalmente gli uomini con un governo come questo, pensano di dovere aspettare fino a quando avranno persuaso la maggioranza a modificare tali leggi. Ritengono che se opponessero resistenza, il rimedio sarebbe peggiore del male. Ma è colpa del governo stesso, se il rimedio ''è'' peggiore del male. È ''lui'' a renderlo peggiore. (1992, pp. 24-25)
*Dovete affittare od occupare un posto da qualche parte, far crescere soltanto un piccolo raccolto, e mangiarlo subito. Dovete vivere la vostra vita interiore, contare su voi stessi, rimboccandovi sempre le maniche, pronti a ricominciare, senza occuparvi di troppe faccende. (2018, p. 26)
*Ho rapporti con il governo americano, o con il suo rappresentante, il governo di questo stato, in modo diretto, e faccia a faccia, una volta all'anno – non di più –, nella persona dell'esattore delle tasse; questo è l'unico modo in cui un uomo nelle mie condizioni vi ha a che fare per forza. E allora lo Stato dice chiaramente: «Riconoscimi». E nell'attuale stato delle cose, il modo più semplice, più efficace, e assolutamente necessario di trattare con esso su questo punto critico, esprimendo la vostra scarsa convinzione e il vostro poco amore nei suoi confronti, è dire di no in quel momento. (1992, p. 27)
*Vi posso assicurare che, se mille, se cento, se dieci uomini, dei quali potrei fare i nomi – se dieci uomini ''onesti'' soltanto – sì, se ''un solo'' uomo <small>ONESTO</small>, in questo caso del Massachusetts, ''cessando di tenere degli schiavi'', si ritirasse seriamente da questa associazione, e fosse per questo rinchiuso nella prigione della contea, ciò significherebbe l'abolizione dello [[schiavismo]] in America. Perché non conta quanto esiguo l'inizio possa sembrare: quello che è ben fatto una volta è fatto per sempre. Ma preferiamo stare lì a parlarne: la definiamo la nostra missione. La riforma ha un gran numero di giornali al proprio servizio, ma non un solo uomo. (1992, p. 28)
*Non sono nato per essere costretto. Voglio respirare [[libertà|liberamente]]. (2018, p. 29)
*Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, [[morte|muore]], e allo stesso modo un uomo. (2018, p. 29)
*Sotto un governo che imprigiona chiunque ingiustamente, il vero posto per un uomo giusto è la [[prigione]]. (1992, p. 29)
*Se l'esattore delle tasse, o qualunque altro pubblico ufficiale, mi chiede, come qualcuno ha fatto, «ma cosa devo fare?», la mia risposta è: «Se vuoi veramente fare qualcosa, dai le dimissioni». Quando il cittadino si rifiuta di obbedire, e l'ufficiale dà le dimissioni dal suo incarico, allora la [[rivoluzione]] è compiuta. (1992, p. 30)
*[[Confucio]] disse: «Se uno stato è governato secondo i princìpi della ragione, povertà e miseria sono oggetto di vergogna; se uno stato non è governato secondo i princìpi della ragione, ricchezze e onori sono oggetto di vergogna». (1992, p. 32)
*Su richiesta dei consiglieri comunali, acconsentii a fare per iscritto una dichiarazione di questo genere: «Sia noto a tutti con questo documento che io, Henry Thoreau, non desidero essere considerato membro di alcuna società alla quale non ho aderito». Consegnai questa dichiarazione al segretario comunale, che la conserva tuttora. [...] Se avessi saputo come identificarle mi sarei dunque ritirato accuratamente da tutte le società per le quali non avevo firmato, ma non sapevo dove trovare l'elenco completo. (1992, pp. 33-34)
*{{NDR|In [[prigione]]}} Non mi sentii imprigionato neppure per un momento, e i muri mi sembrarono un grande spreco di pietra e di malta. Mi sentivo come se io solo, fra tutti i miei concittadini, avessi pagato la mia tassa. (1992, p. 34)
* Capii che lo Stato era stupido, che era insicuro come una donna nubile in mezzo alle sue argenterie, e che non sapeva distinguere gli amici dai nemici; persi tutto il rispetto che mi era rimasto nei suoi confronti, e lo compatii.<br />Lo Stato dunque non si confronta mai di proposito con il sentimento, intellettuale o morale, di un uomo, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato di intelligenza o di onestà superiori, ma di superiore forza fisica. (1992, p. 35)
*Non mi interessa seguire il percorso del mio [[dollaro]], ammesso che sia possibile, fino a che questo non compri un uomo o un moschetto con cui sparare a qualcuno – il dollaro è innocente – ma mi preoccupo di seguire gli effetti della mia [[obbedienza]]. (1992, p. 41)
*Non sono molti i momenti in cui vivo sotto un [[governo]], persino in questo mondo. Se un uomo è libero nel pensiero, nella fantasia, nell'immaginazione, in modo tale che ciò che ''non è'' non gli appare mai per molto tempo come ciò che ''è'', non è detto che governanti o riformatori stolti riescano a ostacolarlo. (1992, p. 44)
*Coloro i quali non conoscono fonti più pure di verità, e che non ne hanno risalito il corso, restano fedeli, e saggiamente, alla Bibbia e alla Costituzione, e vi si abbeverano con riverenza e umiltà; ma coloro che la vedono sgocciolare in questo lago o in quella pozza, si mettono ancora una volta all'opera, e continuano il pellegrinaggio verso la sorgente. (1992, p. 47)
*Molti sono senza dubbio ben disposti, ma pigri per costituzione e per abitudine, e non riescono a concepire che un uomo sia mosso da motivi più elevati dei loro. Di conseguenza, dichiarano quest'uomo pazzo, poiché sanno che ''essi'' non potranno mai agire come lui, fintantoché resteranno se stessi. (2018, p. 54)
*Gli errori più grandi e inconsciamente diffusi hanno sempre bisogno del sostegno della virtù più disinteressata. (Einaudi, 2018)
===[[Explicit]]===
L'evoluzione da una monarchia assoluta a una costituzionale, e da una monarchia costituzionale a una democrazia, è un progresso in direzione di un autentico rispetto dell'individuo. Anche il filosofo cinese era tanto saggio da considerare l'individuo come base dell'impero. Una democrazia, così come noi la conosciamo, è la forma di governo più progredita possibile? Non si può fare un passo avanti, verso il riconoscimento e l'organizzazione dei diritti dell'uomo? Non vi sarà mai uno Stato veramente libero e illuminato, fino a quando lo Stato non giungerà a riconoscere l'individuo come una forza più alta e indipendente, dalla quale derivano tutto il suo potere e la sua autorità, e lo tratterà di conseguenza. Mi piace immaginare uno Stato che possa permettersi di essere giusto con tutti gli uomini, e di trattare l'individuo con il rispetto che si ha per un vicino; uno Stato, ancora, che non consideri in contrasto con la propria tranquillità il fatto che alcuni vivano in disparte, senza immischiarsi nei suoi affari e senza lasciarsene sopraffare – individui che abbiano compiuto tutti i loro doveri di vicini e di esseri umani. Uno Stato che desse questo genere di frutto, e lo lasciasse cadere non appena fosse maturo, preparerebbe la strada a uno Stato ancora più perfetto e glorioso; ho immaginato anche questo, ma non l'ho ancora visto in alcun luogo. (1992, pp. 48-49)
===Citazioni su ''Disobbedienza civile''===
*''Disobbedienza civile'' (tuttora uno dei primi documenti principali sulla resistenza nonviolenta e una rivelazione sempre attuale del potere e della responsabilità degli individui di opporsi attivamente a politiche governative ingiuste) influenzò profondamente [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], [[Martin Luther King|King]] e la vita di innumerevoli persone. ([[Will Tuttle]])
==''I Diari''==
===[[Incipit]]===
''22 ottobre'' {{NDR|1837}}. Cosa fai adesso? – mi domandò<ref>Sottinteso: [[Ralph Waldo Emerson]]. {{Cfr}} Gigliola Nocera, ''Il Journal di Thoreau'', Editpress, Firenze, 2012, [https://books.google.it/books?id=RW8eSGaSABAC&pg=PA75#v=onepage&q&f=false p. 75]. ISBN 978-88-97826-16-3</ref> – Tieni un diario? Così ecco, oggi, la mia prima annotazione.
===Citazioni===
*La [[Natura]] non fa [[rumore]]. L'urlo della tempesta, il fruscio della foglia, il picchiettio della pioggia non disturbano, v'è in essi un'armonia essenziale ed inesplorata. (''Armonia''; novembre 1837; p. 8)
*Gli basta, normalmente, dare una esatta descrizione delle cose così come esse gli appaiono ed il suo genio si dimostra nella scelta dei fatti che illustra. (''[[Viaggio in Italia (saggio)|Goethe]]''; 8 dicembre 1837; p. 9)
*La [[virtù]] che apprezziamo è altrettanto nostra che d'altri. Noi discerniamo solo ciò che possediamo. (''Incontro''; 22 giugno 1839; p. 18)
*Sfruttate al massimo i vostri dispiaceri, non smussate mai il vostro dolore, ma anzi carezzatelo e tenetelo caro finché esso verrà ad avere un interesse distinto e integrale. [[Soffrire]] profondamente significa vivere di nuovo. Così facendo rimarrete stupiti di ritrovarvi in possesso di tutti i vostri guadagni. (''Dispiacere''; 13 novembre 1839; p. 22)
*Una [[barca]] dovrebbe avere vita ed indipendenza proprie. È una sorta di animale anfibio, una creatura di due elementi: pesce per nuotare ed uccello per volare e quindi simile per metà della sua struttura a un pesce rapido e agile, e per l'altra a un uccello aggraziato dall'ala robusta. (11 giugno 1840; pp. 24-25)
*[...] la [[gioia]] è condizione di vita. (luglio-agosto 1840; p. 27)
*Noi ci sforziamo di prolungare i nostri momenti di [[serenità]] e di svago – come se proprio quelli fossero vita e non il ristagno della vita stessa. La vita scorre, non ristagna e non può permettersi di ripetere una qualche banalità passata a rischio di perdere una possibile affluenza futura. (12 agosto 1840; p. 28)
*[[Viaggiare]] e «scoprire» nuove terre, significa pensare nuovi pensieri e formulare nuove fantasie. Negli spazi del pensiero sono le leghe di terra e di mare su cui gli uomini vanno e vengono. Il paesaggio si estende tra di esse bello e sereno. Colui che ha pensieri più originali e profondi è anche colui che ha viaggiato di più. (13 agosto 1840; p. 28)
*Ogni bella [[azione]] umana è il prodotto dell'[[entusiasmo]] [...]. (20 settembre 1840; p. 29)
*Soccombere o conformarsi alle vie del mondo è per il genio più raro e il più alto talento, la soluzione più costosa... L'[[uccello del paradiso]] a causa delle sue penne variopinte è costretto a volar sempre controvento, altrimenti le lunghe penne, serrandosi contro il suo corpo, potrebbero impedirne i movimenti. (6 ottobre 1840; p. XXX)
*''Non v'è essere per me, | Che lo stare qui, per essere. | Quando gli altri son lieti io non son lieto | Quando gli altri piangono io non son triste, | Ma che essi si appenino o gioiscano | Io sono in soprannumero.'' {{NDR|[[poesie dai libri|poesia]]}} (7 novembre 1840; pp. XVIII-XIX)
*Cresciamo in tutta la statura della nostra [[umiltà]] – prima di aspirare a divenire più [[grandezza|grandi]]. (31 dicembre 1840; p. 32)
*Non dovremmo rattristarci per i [[peccati]] degli uomini ma rallegrarci nella nostra [[innocenza]]. (31 dicembre 1840; p. 32)
*Non siamo ispirati a [[parlare]], ritengo, ma a [[tacere]]. (7 gennaio 1841; p. 34)
*Quando incontro qualcuno [[Diversità|dissimile]] da me, mi riconosco completamente nella {{sic|dissimiglianza}}. Io sono, in quanto differisco dagli altri. (19 gennaio 1841; p. 34)
*Ogni dimostrazione d'[[affetto]] – come una parola, un atto, uno sguardo inavvertito – sembra prematura, quasi non fosse ancora venuto il tempo giusto; come i boccioli costretti a prorompere e ad aprirsi nelle prime giornate calde, prima che il gelo sia scomparso. (31 gennaio 1841; p. 35)
*E questa è anch'essa arte di saper [[vivere]]; lasciare la nostra vita in {{sic|condizioni}} di procedere da sola, senza bisogno della nostra costante supervisione. (20 febbraio 1841; pp. 36-37)
*Cos'è la [[fama]] per un uomo vivente? Se egli vive rettamente nessuna voce d'uomo penetrerà le navate della sua esistenza raccolta. La sua vita è silenzio consacrato, un tempio. (13 marzo 1841; p. 37)
*La [[religione]] che amo è molto laica. I [[Prete|ministri]] son malati ed indemoniati al pari dei riformatori. Essi rendono il proprio argomento offensivo come quello dei politicanti, perché la nostra religione è intima ed incomunicabile come la nostra stessa vena poetica, e dovrà essere avvicinata con altrettanto amore ed altrettanta delicatezza. (16 marzo 1841; p. 37)
*Noi attribuiamo arbitrariamente agli uomini un determinato [[carattere]]. Mettendo insieme tutti i loro ieri e facendo una media presumiamo di conoscerli. (28 aprile 1841; p. 38)
*Non so che diritto io abbia a tanta [[felicità]], ma preferisco metterla da parte per il tempo della mia desolazione. (8 settembre 1841; p. XXV)
*Il grande [[Dio]] è peraltro calmissimo. Com'è dunque superflua ogni eccitazione nelle sue creature! Egli presta uguale ascolto alle preghiere del credente e dell'ateo. (7 gennaio 1842; p. 41)
*La [[morte]] degli [[amici]] dovrebbe ispirarci come la loro vita. Se essi sono abbastanza grandi e ricchi lasceranno a chi li piange la consolazione prima delle spese dei propri funerali. (19 febbraio 1842; p. 42)
*Essere [[salute e malattia|malati]] è talora [[salute e malattia|salutare]]. (10 gennaio 1851; p. 68)
*Quanto spesso siamo saggi come serpenti senza essere innocui come colombe! (9 febbraio 1851; p. 69)
*Il peso d'un [[pensatore|uomo che pensa]] è nel suo pensiero e non nel suo passo: quand'egli pensa liberamente, il suo corpo non pesa affatto e non calpesterà la tua erba, contadino! (21 luglio 1851; p. 92)
*Un solo piccolo compito da svolgere, una piccola commissione da portare a termine, un solo messaggio da recare a qualcuno, bastano a rovinare il paradiso stesso. (21 luglio 1851; p. 92)
*Da un individuo bisbetico, da uno volgare, da un eccentrico, da un taciturno, da un uomo che non si educa facilmente, c'è sempre qualcosa da sperare, ma i vostri [[gentiluomo|gentiluomini]] son tutti uguali. (21 luglio 1851; p. 94)
*C'è una sorta di fertile [[tristezza]] ch'io non voglio evitare, ma che, anzi, cercherò ardentemente. Essa diviene concretamente gioiosa per me perché impedisce alla mia vita di cadere nel banale. (17 agosto 1851; p. 99)
*[[Poeta]] è colui che vive osservando i propri stati d'animo. (28 agosto 1851; p. 100)
*Se non fosse per la morte e i relativi funerali, penso che l'[[Chiesa (comunità)|istituto ecclesiastico]] non sopravviverebbe a lungo. Solo la necessità di seppellire decentemente i nostri morti – padri, madri, fratelli, sorelle, figli (trascurando peraltro il pericolo che essi vengano sepolti vivi) – ci impedirà per lungo tempo, se non per sempre, di usare ad esso violenza. (16 novembre 1851; p. 113)
*Trattate i vostri [[amici]] per quel che sapete di loro. Non vi accontentate della superficie. Non considerate quel che hanno fatto ma ciò che avevano inteso fare. (31 dicembre 1851; p. 118)
*L'uomo [[Saggezza|saggio]] riesce a discernere la [[Barbaro|barbarie]] ed il paganesimo dei propri concittadini proprio come vede quelli dei paesi a cui i propri concittadini inviano missionari. (16 gennaio 1852; p. 122)
*I miei [[pensiero|pensieri]] sono la mia [[compagnia]]. Essi hanno una certa loro individualità ed esistenza separata, o addirittura una separata personalità. (22 gennaio 1852; p. XLIX)
*Nulla è [[ridicolo]] per chi vive con serietà. (24 gennaio 1852; p. 125)
*In Oriente le [[donna|donne]] nascondono religiosamente d'avere un viso, in Occidente di avere delle gambe. In ambedue i casi rendono evidente d'avere poco cervello. (31 gennaio 1852; p. 126)
*Sembra quasi una [[regole dai libri|legge]] che non si possa simpatizzare profondamente con l'[[Uomo e natura|uomo]] e con la [[Uomo e natura|natura]] al medesimo tempo. Le stesse qualità che vi avvicinano all'uno vi estraniano dall'altro e viceversa. (11 aprile 1852; p. 133)
*La percezione della [[bellezza]] è un test morale. (21 giugno 1852)<ref name="spagnol" />
*Quanto più mirabile il {{sic|[[Bhagavadgītā|Bhagavat Geeta]]}} di tutte le rovine d'oriente! Non credo esistano esemplari architettonici più perfetti di un verso poetico. (26 giugno 1852; p. 140)
*Non ho tempo per leggere i [[giornale|giornali]]. Se ti avviene di vivere e muoverti in quell'esile strato in cui traspariscono gli eventi che fanno la [[notizia]] – più sottile della carta su cui il giornale è stampato – allora queste cose riempiranno per te il mondo; ma se ti elevi al {{sic|disopra}} di quel piano o ti immergi al di sotto di esso, non puoi ricordarle né esserne ricordato. (6 aprile 1853; p. 165)
*Il [[Tordo (uccello)|tordo]] lancia le sue note serotine dal folto dei pini. Ammiro la moderazione di questo maestro, il suo canto non ha nulla di tumultuoso. Egli eleva una vena di melodia pura e inimitabile, con tutto il cuore, tutta la vita, tutta l'anima sua, e poi tace per dar modo all'ascoltatore e a se stesso di goderla appieno, e poi un'altra e un'altra ancora, a intervalli regolari. (14 giugno 1853; p. 172)
*Una delle cose più attraenti dei [[fiori]] è la loro splendida riservatezza. (17 giugno 1853; p. 174)
*[...] se io compro qualcosa di essenziale alla vita, in un certo senso inganno me stesso, mi privo del piacere, della gioia inesprimibile di soddisfare ogni esigenza della nostra natura in maniera semplice e veritiera.<ref>{{Cfr}} 20 ottobre 1855, p. 222: «Il mondo non scoprirà mai perché non ti piaccia che altri ti rifacciano il letto – perché tu insista ad essere così abnorme. Amo più bere l'acqua dalla viva fonte che dal calice del tavolo del nobiluomo. Preferisco il pane che ho cotto io, il vestito che ho confezionato io, il riparo che mi son costruito, il combustibile che ho raccolto con le mie mani.»</ref> (22 ottobre 1853; p. 181)
*Guardate gli alberi, spogli o fruscianti di brune foglie secche, tranne i sempreverdi, con i germogli chiusi ai piedi delle foglie. Guardate i campi rossastri e appassiti e vani, erbe e carici coi colmi secchi e scoloriti. Questo è il [[Uomo e natura|rapporto che ci lega alla natura]] in questo momento: siamo queste piante. Anche noi ora non abbiamo più sapore, né verde, né colore. (3 dicembre 1853; p. 185)
*Guai alla [[generazione]] che non sfrutta le migliori virtù di coloro che la compongono! Ciò equivale a disconoscere Dio, ed Egli, a sua volta, disconoscerà loro. (22 dicembre 1853; p. 187)
*[...] lo star troppo in [[società]] finisce per smussare i [[pensiero|pensieri]] di un uomo. (2 agosto 1854; p. 202)
*In un [[diario]] è importante, in poche parole, descrivere il tempo, ovvero il carattere, di un certo giorno in quanto esso influisca sui nostri sentimenti. Ciò che è stato un tempo tanto importante non può divenire superfluo a ricordarsi. (5 febbraio 1855; p. 217)
*Seguite un vostro sentiero, per piccolo e impervio che esso possa essere, un sentiero che possiate percorrere con amore e rispetto. Ovunque un individuo si separa dalla folla per andare per conto suo c'è un bivio, anche se i viandanti che vanno sulla strada maestra potranno solo scorgere un vuoto nella palizzata. (18 ottobre 1855; p. 221)
*L'uomo, il compagno, a cui sei aggiogato, è uno sterzo che tende sempre a volgersi dalla parte opposta. (5 novembre 1855; p. 224)
*Se volete dare a un uomo il senso della [[povertà]] dategli mille dollari. I successivi cento non varranno per lui più dei dieci che guadagnava prima. Abbiate pietà di lui e negategli i vostri doni. (20 gennaio 1856; pp. 228-29)
*Se questi campi, e questi torrenti, e questi boschi, e i fenomeni della natura, e le semplici occupazioni degli abitanti di qui {{NDR|[[Concord (Massachusetts)|Concord]]}}, dovessero smettere di interessarmi ed ispirarmi, nessuna ricchezza e nessuna cultura potrebbe colmare il vuoto di tale perdita. (11 marzo 1856; p. 232)
*L'uomo più [[ricchezza|ricco]] è quello i cui piaceri sono più a buon mercato. (11 marzo 1856)<ref name="spagnol" />
*La [[Castità]] è una conoscenza perpetua del Tutto. (11 gennaio 1857; p. 241)
*Voi pensate che ritirandomi dagli uomini io mi impoverisca, ma nella mia [[solitudine]] ho intessuto attorno a me una rete o crisalide serica, da cui, come ninfa, sorgerà quanto prima una creatura nuova e più perfetta fatta per più alte compagnie. (11 gennaio 1857; p. 241)
*[...] basta sentire una nota [[musica]]le, e ci viene subito annunciata una vita che non ci è stata narrata da alcuno, che non è predicata da alcun predicatore. Supponete ch'io cerchi di riferire esattamente quel che vedo attraverso la musica: il campo della mia vita diviene una pianura illimitata che è bello attraversare, e alla cui fine non v'è morte né delusione. (15 gennaio 1857; p. 242)
*Il prezzo dell'[[amicizia]] è la totale rinunzia a noi stessi; non potrà bastare una minor cortesia, una più comune attenzione o offerta a comprarla. (13 luglio 1857; p. 246)
*Il poeta non è forse costretto a scrivere la propria [[autobiografia]]? Esiste per lui opera migliore d'un diario? Non vogliamo sapere come vivesse il suo eroe immaginario, ma come lui stesso, l'eroe reale, vivesse di giorno in giorno. (21 ottobre 1857; p. 249)
*Noi vediamo che l'umanità in genere (per avidità o ignoranza) si affanna troppo e gli uomini divengono pure e semplici macchine solo per accumulare più ricchezza, o forse ereditarla o acquisirla in altro modo accidentale, facendo poi ricorso, per riposarsi dell'eccessiva fatica, o per interrompere il proprio ozio, a svaghi artificiali, che di rado elevano e spesso diminuiscono. (29 ottobre 1857; p. 251)
*Non disperate della vita, senza dubbio avete forza sufficiente a superare gli [[Ostacolo|ostacoli]]. Pensate alla volpe che si affanna per campi e per boschi, in una notte d'inverno, in cerca di qualcosa che possa soddisfare la sua fame. Nonostante il freddo, e i cani, e le trappole, la sua razza sopravvive. Non credo che nessuna volpe abbia mai commesso suicidio. (27 dicembre 1857; p. 255)
*Son stato tratto a pensare che la [[bellezza]] più vera fosse quella che ci circondava senza che noi potessimo veramente scorgerla. (18 settembre 1858; p. XXIX)
*Ciò che spesso si dice [[povertà]], ma che è invero solo un rapporto più semplice e sincero con la natura, conferisce alla vita una particolare attrattiva, proprio come l'astinenza ci dà il desiderio del cibo. (27 agosto 1859; p. 320)
*Ricorda che la grande [[regole dai libri|regola]] generale del comporre (e se fossi professore di {{sic|rettorica}} vi {{sic|insisterei}}) e quella di ''parlare sinceramente''. Questa è prima, seconda e terza regola. Ma è regola che richiede principalmente qualità di umanità e di coscienza. (6 dicembre 1859; p. 345)
*L'uomo pensa con le braccia e le gambe non meno che con il cervello. (31 dicembre 1859; p. 353)
*[[apprendimento|Apprendiamo]] solo quel che già sappiamo a metà. Se c'è qualcosa che non rientra nella nostra sfera, che per esperienza, o naturale inclinazione, non riesce ad attirare la nostra attenzione, per notevole e originale che esso possa essere, se detto non lo udiremo, se scritto non lo leggeremo, o se anche lo leggiamo non ci rimarrà impresso. (5 gennaio 1860; p. 354)
*''Ogni [[Stupidità|sciocco]] può fare una [[regola]] | E ogni sciocco seguirla.'' {{NDR|[[epigrammi|epigramma]]}} (3 febbraio 1860; p. 355)
*È meraviglioso osservare come l'uomo possa essere indipendente da tutti i [[Lusso|lussi]] e come egli riesca ad essere tanto più ricco quanto più povero sarà rispetto ad essi. (22 novembre 1860; p. 380)
==''Una settimana sui fiumi Concord e Merrimack''==
===Incipit===
Il Musquetaquid, o ''Grass-Ground River'' (Fiume dal Fondo d'Erba), sebbene, probabilmente, sia vecchio quanto il Nilo o l'Eufrate, cominciò a avere un posto nella storia della civiltà solo nel 1635, quando la fama dei suoi campi erbosi e del suo pesce attrasse qui i colonizzatori inglesi. Allora gli fu dato l'altro, a lui più adatto, nome di Concord, dalla prima piantagione fondata sulle sue rive, che pare sia stata iniziata nello spirito della pace e dell'armonia. Si chiamerà Grass-Ground River fintantoché qui crescerà erba e scorrerà acqua, ma sarà Concord River (Fiume Concordia) solo fintantoché gli uomini condurranno una vita pacifica sulle sue rive.<ref name=operescelte/>
===Citazioni===
*Bisogna essere in due per dire la [[verità]]: uno per parlare, uno per ascoltare.<ref name=spagnol />
*I [[sogno|sogni]] sono le pietre di paragone del nostro carattere.<ref name=spagnol>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
==''Vita senza principi''==
*È tutto soltanto [[lavoro]], lavoro e ancora lavoro. Non posso trovare facilmente un quaderno in bianco per scriverci i miei pensieri: le pagine sono preparate per incolonnarvi dollari e centesimi. (p. 21)
*Se un uomo cammina nei boschi la metà del suo tempo per amore dei [[bosco|boschi]], corre il rischio di essere considerato un perdigiorno; ma se uno passa tutto il suo tempo a speculare, a tosare quei boschi fino a rendere il terreno spoglio prima del termine, quegli è onorato come un cittadino industrioso e pieno di senso dell'impresa. Come se l'unico interesse che una città può avere per le sue foreste fosse quello di raderle al suolo! (p. 23)
*Quasi tutti i modi a vostra disposizione per far [[denaro]] finiranno per condurvi in basso. Aver fatto qualcosa che vi ha fruttato denaro ''e basta'' significa essersi resi inutili, o peggio. (p. 27)
*I [[servizio|servizi]] che la comunità remunererà più prontamente sono quelli più sgradevoli da prestare: vi si paga perché siate qualcosa di meno che un uomo. Lo Stato non ricompensa mai un genio a ragione. (p. 27)
*[...] non c'è individuo più stolido di colui che consuma la maggior parte della [[vita]] a guadagnarsela. (p. 33)
*I [[giornale|giornali]], così mi pare, dedicano diverse colonne del loro spazio alla politica o al governo, e senza farvi pagare il supplemento; e questo, qualcuno direbbe, è l'unico aspetto positivo; ma, siccome io amo la letteratura, e, in qualche misura, anche la verità, non le leggerò neanche gratis. (p. 83)
*Io credo che non vi sia nulla, neppure il crimine, di più contrario alla poesia, alla filosofia, ma che dico, alla vita stessa, di questi affari incessanti.<ref name="vita">Da ''Vita senza principio'', traduzione di Thais Siciliano, Lindau, Torino, 2020. ISBN 978-88-3353-504-3</ref>
*Non leggete il «Times». Leggete l'Eternità. Alla lunga, le consuetudini sono negative quanto le impurità. Persino i fatti scientifici potrebbero impolverare la mente con la loro aridità, a meno che non vengano in un certo senso rimossi ogni mattina, oppure resi fertili dalla rugiada della verità fresca e viva. La conoscenza non ci arriva dalle minuzie, ma da lampi di luce dal cielo.<ref name="vita" />
==''Walden ovvero Vita nei boschi''==
===[[Incipit]]===
====Lorenzo Bianco====
Quando ho scritto queste pagine — o, meglio, la maggior parte di esse — vivevo da solo nei boschi, in una casa che mi ero costruito sulle rive del lago Walden a Concord, nel Massachusetts, dove non c'era un vicino nel raggio di un miglio. Mi mantenevo col solo lavoro delle mie mani e ho vissuto così per due anni e due mesi. Adesso sono di nuovo un abitante del mondo civilizzato.
{{NDR|Henry David Thoreau, ''Walden o vita nei boschi'', traduzione di Lorenzo Bianco, Liberamente, 2020}}
====Piero Sanavio====
Quando scrissi le pagine che seguono — o meglio la maggior parte di esse — vivevo da solo, nei boschi, a un miglio di distanza dal più prossimo vicino, in una casa che m'ero costruito da me sulle rive del lago Walden, a Concord, Massachusetts; mi guadagnavo da vivere con il solo lavoro delle mie mani. Vissi colà per due anni e due mesi. Attualmente sono ritornato nel consorzio civile.
{{NDR|Henry David Thoreau, Walden {{small|o Vita nei boschi}}, a cura di Bruno Segre, traduzione e note di Piero Sanavio, La Biblioteca ideale Tascabile, Milano, 1995. ISBN 88-8111-102-0}}
===Citazioni===
====Capitolo I. ''Economia''====
*L'[[opinione]] pubblica è un tiranno assai debole, paragonata alla nostra opinione personale. Ciò che determina o piuttosto indica il [[destino|fato]] di un uomo è l'opinione che egli ha di se stesso. (1988, p. 64)
*Ogni [[generazione]] ride delle [[moda|mode]] vecchie, ma segue religiosamente quelle nuove. (1988, p. 84)
*Non c'è odore più cattivo di quello emanato dalla [[bontà]] corrotta: è l'umana e divina carogna che lo produce. Se sapessi con sicurezza che un uomo sta venendo da me per farmi del bene, correrei a mettermi in salvo [...]. (1988, p. 135)
*A lungo andare gli uomini colpiscono soltanto ciò cui mirano. Pertanto, sebbene in principio falliscano il segno, meglio sarebbe che mirassero a qualcosa di più alto. (1988, p. 85)
*Le [[qualità]] migliori della natura umana, come i fiori in boccio, si possono conservare solo avendone la massima cura. Eppure noi non trattiamo né noi stessi né gli altri con tanta tenerezza. (1995, p. 20)
*È duro avere un sorvegliante sudista; ancora più duro averne uno nordista; peggio di tutto, però, è essere negrieri di se stessi. (1995, p. 21)
*Pensate a quelle signore che si preparano all'ultimo giorno della loro vita tessendo cuscini da ''toilette'' per tema di tradire un interesse troppo vivo nel loro destino: quasi si potesse uccidere il tempo senza ferire l'eternità.<br />La maggioranza degli uomini vive in quieta [[disperazione]].<ref>Frase citata ne ''[[L'attimo fuggente]]'' («Molti uomini hanno vita di quieta disperazione») e ripresa dai [[Pink Floyd]] («''Sopravvivere in una quieta disperazione è tipico degli inglesi''»).</ref> Ciò che si chiama [[rassegnazione]] è disperazione rafforzata. (1995, pp. 21-22)
*Un contadino mi dice: «Non si può vivere solo a [[veganismo|dieta vegetale]], poiché essa non fornisce le sostanze per formare le [[osso|ossa]]». [...] e mentre parla, cammina dietro ai suoi buoi, che, con le ossa fatte di sostanze vegetali, si trascinano appresso lui e il suo pesante aratro, per quanti ostacoli abbiano davanti. (1995, p. 23)
*Essere [[filosofo|filosofi]] non significa soltanto avere pensieri acuti, o fondare una scuola, ma amare la saggezza tanto da vivere secondo i suoi dettami: cioè condurre una vita semplice, indipendente, magnanima e fiduciosa. Significa risolvere i problemi della vita non solo teoricamente ma praticamente. (1995, p. 28)
*In ogni stagione, e a qualunque ora del giorno e della notte, è sempre stata mia cura migliorare quanto più potessi l'attimo in cui mi trovavo a vivere, e fermarlo per vivere nel punto d'incontro di due eternità, il passato e il futuro, vale a dire nel presente; e attenermi fedelmente a esso. (1995, pp. 29-30)
*Dico: [[riguardi|guardatevi]] da tutte le imprese che richiedono [[vestito|abiti]] nuovi, invece che nuovi «indossatori». Se non c'è l'uomo nuovo, come si potranno fare abiti che gli si adattino? Se dovete intraprendere qualche cosa di nuovo, fatelo nei vostri abiti vecchi. (1995, p. 35)
*Tutti gli uomini hanno bisogno non di qualcosa ''con cui fare'', ma di qualcosa ''da fare'', o piuttosto di qualcosa ''per essere''. (1995, p. 36)
*Ogni vestito è pietoso e grottesco, quando non è indosso all'uomo. (1995, p. 38)
*Mi viene da pensare che non sono tanto gli uomini i guardiani delle [[gregge|greggi]], ma le greggi guardiani degli uomini, perché quelle sono molto più libere di questi. (1995, p. 63)
*In breve io sono convinto, sia per fede che per esperienza, che mantenersi su questa terra non sia una cosa ardua ma un passatempo, se si vive con saggezza e semplicità: ché gli scopi della nazione più semplice sono sempre gli svaghi di quelle più superficiali. (1995, p. 76)
*I nostri costumi sono stati corrotti a furia di comunicare con i [[santo|santi]]. I nostri libri dei [[Salmi]] risuonano di armoniose maledizioni contro Dio, e Lo sopportano sempre. (1995, p. 82)
*Di quanti triangoli meravigliosi sono vertici le stelle! Quanti [[extraterrestri|esseri lontani e differenti]], nelle [[pluralità dei mondi|dimore dell'universo]], stanno contemplando la stessa stella nello stesso momento!<ref>Da Henry David Thoreau, ''[https://books.google.it/books?id=_2ibDwAAQBAJ Walden]'', traduzione di Massimo Bocchiola, Bompiani, 2019 (edizione digitale). ISBN 978-88-587-8344-3.</ref>
*Quello che determina, o meglio che indica, il [[destino]] di un uomo è ciò che egli pensa di se stesso. (Liberamente, 2020, p. 8)
*Ecco quindi cos'è la [[vita]]: un esperimento in cui, per la gran parte, io non mi sono ancora lanciato [...]. (Liberamente, 2020, p. 10)
*Siamo costretti a vivere e a rispettare la nostra esistenza con tale impegno e sincerità che ci neghiamo la possibilità di un [[cambiamento]]. (Liberamente, 2020, p. 12)
*È vero che non ho mai aiutato il sole a [[alba|sorgere]], ma era comunque importante essere presente quando lo faceva. (Liberamente, 2020, p. 18)
*Conosciamo pochi uomini ma una quantità enorme di giacche e pantaloni. Vesti uno spaventapasseri col tuo abito migliore e restagli accanto nudo: chiunque, passando, saluterebbe per primo lo spaventapasseri. (Liberamente, 2020, p. 23)
*Avevo sulla scrivania tre fermacarte di pietra, ma fui terrificato dallo scoprire che bisognava spolverarli ogni giorno, mentre tutto quello che c'è nella mia mente può restare com'è, coperto di [[polvere]]. [...] Preferirei piuttosto sedermi all'aria aperta, dato che, tranne lì dove l'uomo ha scavato il terreno, la polvere non si posa sull'erba. (Liberamente, 2020, pp. 37-38)
*Forse, se gli uomini [[costruzione|costruissero]] le proprie dimore con le loro mani e si procacciassero di che vivere con semplicità e onestà, le loro facoltà poetiche sarebbero sviluppate universalmente, così come gli uccelli di tutto il mondo cantano mentre occupati nel loro lavoro. Ma, ahimè, noi facciamo come gli storni e i cuculi, che depongono le uova nei nidi costruiti da altri e non rallegrano i viaggiatori con il loro canto stonato. (Liberamente, 2020, p. 47)
*[...] costoro non dovrebbero ''giocare'' a vivere, o ''studiare'' come si vive mentre la società li mantiene per questo passatempo dispendioso, ma ''vivere'' davvero dall'inizio alla fine. Quale modo migliore esiste, per i [[giovani]], di imparare a vivere se non cominciare a farlo da subito? (Liberamente, 2020, p. 52)
*Io di un [[uomo]] voglio il fiore e i frutti; voglio che mi arrivi la sua fragranza e che un po' della sua maturità arricchisca il nostro rapporto. La sua bontà non deve essere un atto parziale e transitorio, ma un qualcosa ''in più'' che sia costante, che non gli costi nulla e che sia inconscio. (Liberamente, 2020, p. 78)
*Qualora volessimo quindi risollevare il [[Uomo|genere umano]] tramite metodi naturali, botanici, magnetici o appartenenti agli indiani, dovremmo prima renderci semplici e puri come la Natura, dissipare le nubi che ci coprono gli occhi e riempire i nostri pori di vita. Non ponetevi come custodi dei poveri, ma cercate di diventare uno degli uomini più degni al mondo. (Liberamente, 2020, p. 79)
*È difficile cominciare qualcosa senza prendere nulla a prestito, ma forse questa è la soluzione più generosa per permettere al prossimo di interessarsi alle nostre imprese. (Rizzoli, 2020)
*Gli uomini ora sono diventati strumenti dei loro strumenti. (Rizzoli, 2020)
*Il costo di una cosa è l'insieme di quello che chiamerò vita che, subito o a lungo andare, bisogna dare in cambio per ottenere la cosa stessa. (Rizzoli, 2020)
*La vita che gli uomini lodano e considerano coronata di successo è solo una maniera di vita. Perché mai si dovrebbe esagerare un qualsiasi modo di vita a danno di altri? (Rizzoli, 2020)
*[[Mobile (arredamento)|Mobili]]! grazie a Dio posso sedere e star ritto senza aver bisogno di un magazzino di mobili. Chi, se non un filosofo, non si vergognerebbe di vedere i suoi mobili caricati su un carro e attraversare il paese, esposti alla luce del sole e agli occhi degli uomini, povero rendiconto di scatole vuote? Questi sono i mobili Spaulding. Ispezionando un carico del genere non ho mai potuto dire se appartenesse a un povero o a uno dei cosiddetti ricchi; il proprietario mi è sempre sembrato miserabile. Infatti, di queste cose, tante più se ne ha e tanto più si è poveri. Ogni carico sembra contenga il contenuto di dodici capanne: e se una capanna è povera, questo è dodici volte più povero. Vorrei sapere perché si ''traslochi'' sempre, se non per disfarci dei nostri mobili, le nostre ''exuviae''; e per andare, alla fine, da questo mondo a un altro ammobiliato da poco, e lasciare le nostre cose a essere bruciate. È come se tutte queste trappole fossero legate alla cintola dell'uomo e se egli non potesse percorrere l'accidentato terreno dove i nostri articoli sono gettati, senza trascinarsele addosso – tirarsi appresso la propria trappola. (Rizzoli, 2020)
*Non mi dilungherei tanto su me stesso se vi fosse qualcun altro che conoscessi altrettanto bene. (Rizzoli, 2020)
*Soprattutto chi viaggia solo può partire anche subito; ma chi viaggia con un altro deve aspettare che il suo compagno sia pronto, e allora potrebbe anche passare molto tempo prima che si mettano in viaggio insieme. (Rizzoli, 2020)
====Capitolo II. ''Dove vivevo e perché''====
*La [[mattina]] ci riporta alle epoche eroiche. (1988)
*[...] un uomo è [[ricchezza|ricco]] in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno. (1988, p. 143)
*Andai nei [[bosco|boschi]] perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici [...].<ref>Passo citato ne ''[[L'attimo fuggente]]'': «Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto».</ref> (1988, pp. 152 sg.)
*Colonizziamo noi stessi, lavoriamo e muoviamoci con i piedi ben giù, nel fango e nella mota delle opinioni, dei pregiudizi, delle tradizioni, degli inganni e delle apparenze [...] finché non arriveremo a un fondo solido e alla viva roccia, che potremo chiamare ''realtà'', e di cui potremo dire: «Questo esiste senza possibilità di errore» e poi, avendo un ''point d'appui'', sotto l'inondazione, il gelo e il fuoco, cominciamo a preparare un luogo dove si possa piantare con sicurezza un muro, o uno Stato, o un palo da lampione, o magari un idrometro [...] affinché i secoli futuri possano sapere come, a poco a poco, un'inondazione di falsità e apparenze si fosse formata nei secoli trascorsi. [...] Morte o vita che sia, desideriamo soltanto la realtà. (1988, p. 160)
*Dobbiamo imparare a [[risveglio|risvegliarci]] e a mantenerci desti, non con aiuti meccanici ma con una infinita speranza nell'[[alba]], che non ci abbandona neppure nel sonno più profondo. Non conosco nulla di più incoraggiante dell'incontestabile capacità dell'uomo di elevare la sua vita con uno sforzo cosciente. È bello sapere dipingere un certo quadro, o scolpire una statua e così rendere belli alcuni oggetti; ma è molto più degno di gloria scolpire e dipingere l'atmosfera stessa e il mezzo con il quale guardiamo, cosa che possiamo fare moralmente. L'arte più degna è influire sulle qualità del giorno. (1995, p. 93)
[[Immagine:Thoreaus quote near his cabin site, Walden Pond.jpg|thumb|upright=1.4|Citazione di Thoreau tratta da ''Walden'', riportata in lingua originale su un cartello]]
*[[Semplicità]], semplicità semplicità! Dico, che i vostri affari siano due o tre e non cento o mille; invece d'un milione contate mezza dozzina, e tenete i vostri conti sull'unghia del pollice! (1995, p. 94)
*Come la [[Confederazione germanica|Confederazione Tedesca]], la nostra vita è composta da staterelli, con i confini sempre fluttuanti, cosicché neppure un tedesco potrebbe dirvi in qualunque momento quali essi siano. (1995, p. 94)
*Il [[tempo]] non è che il ruscello dove io vado a pesca. (1995, p. 100)
====Capitolo III. ''La lettura''====
*Per quanti uomini la lettura d'un [[libro]] è stata l'inizio d'una nuova era nella loro vita! (1988, p. 171)
*Le opere dei grandi [[poeta|poeti]] non sono ancora mai state lette dall'umanità poiché solo i grandi poeti possono leggerle. Sono state lette solo come la moltitudine legge le stelle, al massimo astrologicamente, mai astronomicamente. (1995, p. 105)
====Capitolo V. ''Solitudine''====
*Per la maggior parte, noi siamo più soli quando usciamo tra gli uomini che quando restiamo in camera nostra. Un uomo che pensi o lavori è sempre solo – lasciatelo stare dove vuole. La solitudine non è misurata dalle miglia di distanza che si frappongono fra un uomo e il suo prossimo. (1988, p. 201)
*Io non ho molta compagnia nella mia casa, soprattutto al mattino, quando non viene nessuno. (Rizzoli, 2020)
*Non trovai mai un compagno che fosse tanto buon compagno come la [[solitudine]]. (Rizzoli, 2020)
====Capitolo VI. ''Visitatori''====
*La sua persona suggeriva che anche nei gradi più bassi della vita potrebbero esservi uomini di genio, per quanto umili, illetterati e senza prospettive di migliorare questo loro stato essi siano; hanno sempre le loro idee originali, oppure non fingono di averle, e sono senza fondo come si credeva fosse il lago di Walden, sebbene possono essere oscuri e fangosi. (1988, p. 217)
*[...] se l'uomo è vivo, c'è sempre il ''pericolo'' che egli possa morire, sebbene si debba ammettere che il pericolo è minore in proporzione a quanto egli è più morto che vivo, tanto per cominciare. (1988, p. 220)
====Capitolo IX. ''I laghi''====
*I contadini attraggono la mia attenzione e il mio rispetto in proporzione alla loro povertà – poveri contadini. (Rizzoli, 2020)
*Non ho alcun rispetto né per le fatiche né per il podere (dove tutto ha il suo prezzo) di colui che porterebbe al mercato persino il paesaggio e il suo Dio, se potesse ricavarne qualche cosa; che va al mercato per il suo dio, il guadagno, e sul cui podere non c'è nulla che cresca liberamente; i cui campi non danno messe, i cui prati non danno fiore, i cui alberi non producono frutta ma dollari; colui che non ama la bellezza dei suoi frutti i quali, per lui, sono maturi soltanto quando trasformati in danaro. (Rizzoli, 2020)
*Un [[lago]] è il tratto più bello ed espressivo del paesaggio. È l'occhio della terra, a guardare nel quale l'osservatore misura la profondità della propria natura. Gli alberi fluviali, presso la riva, sono le sottili ciglia che lo orlano, e le scogliere boschive all'intorno sono le sue sopracciglia incombenti. (Rizzoli, 2020)
====Capitolo X. ''Baker Farm''====
*Gli uomini sono quello che sono per mancanza d'iniziativa e di fede, perché comprano e vendono e consumano la loro vita come servi della gleba. (Rizzoli, 2020)
*Nelle sue memorie, [[Benvenuto Cellini]] ci dice che, dopo un terribile sogno o una visione avuti durante la sua reclusione a [[Castel Sant'Angelo]], un alone di luce compariva mattina e sera sopra l'ombra della sua testa, che si trovasse in Italia o in Francia, ed era particolarmente visibile quando l'erba era bagnata di rugiada. [...] Sebbene sia una costante, non ci si fa normalmente caso e, per quanto riguarda l'esaltabile immaginazione di Cellini, sarebbe una base sufficiente per dare adito a superstizioni. Inoltre, lui ci comunica che lo mostrava a pochissime persone. Ma non sono davvero distinti dagli altri coloro che sono consapevoli di un tale privilegio? (Liberamente, 2020, p. 204)
====Capitolo XI. ''Leggi più alte''====
*In me stesso trovavo, e trovo, un istinto verso una vita più alta, o, come si dice, spirituale (come succede a molti uomini), e per un altro verso una vita selvaggia, primitiva ed esuberante: io le accettavo reverentemente ambedue. (1988, p. 280)
*Quanto alla caccia, negli ultimi anni che mi portai appresso il fucile, la mia scusa era che stavo studiando [[ornitologia]], e che cercavo solo uccelli nuovi e rari. Ma confesso che ora sono incline a pensare che vi sia un modo più raffinato di studiare ornitologia. Esso richiede un'osservazione ancora più attenta alle abitudini degli uccelli, cosicché, non fosse che per quella sola ragione, ho voluto rinunciare al fucile. (1995, p. 199)
*Nessun essere umano, superata la spensierata età della fanciullezza, vorrà [[uccisione|uccidere]] per semplice piacere una qualsiasi creatura che vive nella sua stessa maniera. La [[lepre]], nella sua agonia, grida come un fanciullo. (1995, p. 200)
*In certi paesi, è piuttosto comune vedere un prete che va a [[caccia]]. Costui potrebbe essere un buon cane da pastore, forse, ma è molto lontano dall'essere un Buon Pastore. (1995, p. 200)
*[...] mi sono scoperto incapace di pescare senza diminuire un po' nella stima che ho di me stesso. [...] Inoltre, c'è qualche cosa di essenzialmente poco pulito, in questo cibo e in tutta la carne, e cominciai a vedere dove inizia il lavoro di casa e dove invece il tentativo – che costa così tanto – di avere un'apparenza pulita e rispettabile ogni giorno, e di mantenere la casa sempre accogliente e libera da cattivi odori e cattive viste. (1995, p. 201)
*Nel mio caso, l'obbiezione pratica al cibo animale era la sua sporcizia; e inoltre, quando avevo preso, pulito, cucinato e mangiato il mio pesce, esso pareva non avermi essenzialmente nutrito. Era insignificante e non necessario, e costava più di quello a cui serviva. Un po' di pane o un po' di patate sarebbero serviti allo stesso scopo, con meno seccatura e minore sporcizia. (1995, p. 202)
*Credo che ogni uomo che sia sempre stato sincero nel conservare nelle migliori condizioni le proprie più alte e poetiche facoltà, sia stato particolarmente incline ad [[vegetarianismo|astenersi da cibo animale]] e da molto cibo di qualsiasi genere. (1995, p. 202)
*Può essere vano chiedere perché l'immaginazione non possa essere riconciliata alla carne e al grasso. A me basta che sia così. Non è un rimprovero il fatto che l'uomo sia un animale carnivoro? È vero, egli può vivere, e vive in effetti, per lo più depredando gli altri animali; ma questo è un miserabile modo di vita – come può ben convincersi chi vada a mettere trappole ai conigli o a sgozzare gli agnelli – e sarà considerato benefattore della sua razza colui che insegnerà all'uomo di limitarsi a un cibo più innocente e più sacro. Qualunque possa essere la mia consuetudine, non ho dubbio che appartenga al destino della razza umana, nel suo graduale miglioramento, smettere di mangiare animali; allo stesso modo che le tribù selvagge hanno smesso di mangiarsi l'una l'altra quando vennero in contatto con le più civili. (1995, p. 203)
*La [[bontà]] è il solo investimento che mai fallisce. (1995, p. 205)
*La [[castità]] è la fioritura dell'uomo; e ciò che si chiama Genio, Eroismo, Santità e simili, sono solo i vari frutti che vengono come conseguenza di essa. L'uomo fluisce subito a Dio quando il canale della [[purezza]] è aperto. Alternativamente, la nostra purezza c'ispira e la nostra impurità ci abbatte. [[Benedizioni dai libri|Benedetto]] colui che è certo che l'animale che sta nel suo cuore sta morendo giorno per giorno, e che l'essere divino è in lui affermato. (1995, p. 206)
*Se volete essere casti, dovete essere [[temperanza|temperati]]. (1995, p. 207)
*Dallo sforzo vengono purezza e saggezza, l'ignoranza e la sensualità provengono dall'[[accidia]]. (1995, p. 207)
*Siamo tutti scultori e pittori, e il nostro materiale è la nostra stessa carne, il nostro sangue, le nostre ossa. (1995, p. 208)
*Il vero raccolto della mia vita quotidiana è qualcosa di altrettanto intangibile e indescrivibile dei colori del mattino e della sera. È un po' di polvere di stelle afferrata – un segmento di arcobaleno che abbiamo preso con mano. (Rizzoli, 2020)
====Capitolo XII. ''Vicini selvaggi''====
*Una volta fui meravigliato di vedere una [[gatta]] passare lungo la riva sassosa dello stagno, poiché è piuttosto raro che esse si spingano tanto lontano da casa. La sorpresa fu reciproca. Tuttavia, anche la gatta più domestica, che abbia trascorso i suoi giorni sdraiata su un tappeto, appare completamente a suo agio nei boschi, e con quel suo avanzare furtivo e sornione, dimostra di essere più nativa di quel luogo che noi, i suoi comuni abitatori. (1995, p. 217)
====Capitolo XVI. ''Il lago d'inverno''====
*Il cielo è sotto i nostri piedi altrettanto che sopra la nostra testa. (Rizzoli, 2020)
====Capitolo XVIII. ''Conclusione''====
*In generale, noi non siamo dove siamo, ma in una falsa posizione. Per un'infermità della nostra natura, noi immaginiamo una situazione e ci poniamo in essa; così ci troviamo in due situazioni diverse, contemporaneamente. L'uscirne è due volte difficile. (1988, pp. 403 sg.)
*La ricchezza [[superfluo|superflua]] può comperare solo cose superflue, ma per comprare ciò che è necessario all'anima non occorre danaro. (1988, p. 405)
*Datemi la [[verità]], invece che amore, danaro o fama.<ref>Frase ripresa in ''[[Into the Wild - Nelle terre selvagge]]'': «Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!».</ref> Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L'ospitalità era fredda come i gelati. (1988, p. 407)
*L'[[oca selvatica]] è più cosmopolita di noi: essa fa colazione in Canada, pranza nell'Ohio, e si liscia le penne per la notte in un ''bayou'' del Sud. Anche il [[bisonte]] si tiene a pari con le stagioni, in qualche modo; infatti, pascola nel Colorado solo finché un'erba più verde e più dolce non l'attende presso lo Yellowstone. Tuttavia noi crediamo che, abbattute le siepi e alzati mucchi di pietre attorno alle nostre terre, si sia posto il limite della nostra vita e deciso il nostro destino. (1995, p. 291)
*La superficie della terra è morbida, atta a ricevere l'impronta dei piedi umani; così sono i sentieri che la mente percorre. Come devono essere logore e polverose le strade maestre del mondo, e quanto profondi i solchi della tradizione e della conformità. (1995, p. 294)
*Molti si credono troppo superiori per farsi mantenere dalla città, ma più spesso succede che non siano tanto superiori da non mantenersi con mezzi [[disonestà|disonesti]], cosa che dovrebbe essere assai più disonorevole. (1995, p. 298)
*Le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo. (Rizzoli, 2020)
*Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni magari è perché ode un tamburo diverso; lasciatelo marciare al suono della musica che sente, non importa né quanto lontana essa sia, né quale ne sia la cadenza. (Rizzoli, 2020)
*Se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni e cerca di vivere la vita che s'è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. (Rizzoli, 2020)
===Citazioni su ''Walden ovvero Vita nei boschi''===
*Considero [...] i tre elementi che ho evidenziato – essenzialità, umorismo e selvatico – quanto di più originale e innovativo ha da offrirci questo libro, anche nel caso li considerassimo separati.<br/>L'essenzialità, come indagine sul proprio stile di vita, di consumo e di pensiero, è all'ordine del giorno per tutte quelle persone che hanno bisogno di un altro mondo, che lo ritengono possibile, che considerano necessario iniziare a costruirlo subito, adesso, a partire dalle scelte di ciascuno. Sicuri che queste scelte, se nascono dal cuore e dallo stomaco, sono destinate a confluire.<br/>Lo humour, preso in sé, è l'unica valida alternativa agli stili retorici dominanti: l'apocalisse e l'ironia, che avvolge e raffredda qualsiasi discorso, arte di non mostrarsi mai coinvolti, sempre distaccati, per poter restare in bilico e decidere all'ultimo se farsi prendere sul serio. L'umorismo non lascia scampo a questo atteggiamento: chi osserva finisce osservato; chi vorrebbe sfiorare la superficie rimane sommerso; chi amerebbe giocare con la contraddizione se la ritrova negli occhi. Senza mai perdere la leggerezza.<br/>Infine, quella del selvatico è una prospettiva ancora piuttosto inusuale nel nostro rapportarci con la Natura. Da una parte la "difesa dell'ambiente", perfettamente giusta e auspicabile in quanto tale, ci ha condannati a una perenne nostalgia di purezza; dall'altra, "amore per la Natura" è diventato uno slogan, un atteggiamento condiviso ma svuotato di senso. Grazie a questo libro possiamo tornare a percepire la Natura come una vibrazione selvaggia, che si propaga allo stesso modo da vette incontaminate o prati suburbani, per risuonare dentro ciascuno di noi, a metà strada tra lo stomaco e il cuore. ([[Wu Ming 2]])
*«Distruggere tutto ciò che non fosse vita». La proposta qui adombrata da Thoreau si configura come una forma di azzeramento anarchico dei valori, operato attraverso un deciso rifiuto degli artifici, delle imposizioni e degli illusori vantaggi offerti dalla cultura dominante [...] per sfuggire al frastuono della nascente ascesa tecnologico-consumistica. ([[Bruno Segre]])
*Leggete le pagine ammirevoli di ''Walden''. È come se uno le leggesse in sé stesso tanto emergono dal fondo della nostra esperienza intima... ([[Marcel Proust]])
*«Semplifica». È la proposta di una liberazione della mente, destinata ad avvenire mediante il ritorno a un'esperienza genuina, il cui risultato può avere una portata rivoluzionaria. Può infatti trasformare il nostro modo di affrontare la vita. Con una ragione più libera e più lucida, può aiutarci a riconoscere l'irrazionalità dei nostri impegni quotidiani, dei nostri interessi, dei nostri falsi bisogni, delle leggi che governano la società. ([[Bruno Segre]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Apologia per John Brown''===
Confido che mi perdonerete, se sono qui. Io non vorrei imporvi le mie opinioni ma sento che qualcosa viene imposto a me stesso. Per quanto poco io sappia del Capitano John Brown, sarei felice di dare il mio contributo per correggere il tono e le dichiarazioni dei giornali, per quanto riguarda il suo carattere e le sue azioni. Non ci costa nulla essere giusti. Possiamo esprimere la nostra simpatia e la nostra ammirazione per lui e i suoi compagni, e è questo ciò che ora mi propongo di fare.<ref name=operescelte>In ''Opere scelte''.</ref>
===''Camminare''===
Vorrei spendere una parola in favore della Natura, dell'assoluta libertà e dello stato selvaggio, contrapposti a una libertà e a una cultura puramente civili; vorrei considerare l'uomo come abitatore della Natura, come sua parte integrante, e non come membro della società. Desidero fare un'affermazione estrema, e per questo sarò enfatico: la civiltà ha già fin troppi paladini; il pastore, il comitato scolastico, e ciascuno di voi potrà assumersi questo compito.<ref>Henry David Thoreau, ''Camminare'', traduzione di Maria Antonietta Prina, Mondadori, Milano, 2015. ISBN 978-88-04-58560-2.</ref>
===''Capo Cod''===
Andai a visitare Capo Cod nell'ottobre del 1849, poiché volevo conoscere l'oceano meglio di quanto non lo conoscessi. Ci dicono che esso copre più di tre quarti del globo, ma di esso un uomo che viva anche solo poche miglia all'interno può non scorgere mai traccia, ancor più che se fosse un altro mondo, distinto dal nostro. Ritornai sul Capo il giugno dell'anno successivo, e nel luglio 1855 mi spinsi fino a Truno. La prima e l'ultima escursione le feci con un compagno; la seconda, invece, da solo. In tutto, ho passato in quel luogo tre settimane; da Eastham mi spinsi, a piedi, fino a Providencetown, due volte facendo la strada che costeggia l'Atlantico, e una volta dalla parte della Baia, tolte poche miglia, e attraversai il Capo cinque o sei volte, durante le mie escursioni. Tuttavia, essendo venuto al mare da tanto poco tempo, non sono ancora molto «salato». I miei lettori devono aspettarsi solo altrettanta salsedine di quanta ne acquista una brezza di terra la quale soffi sopra un braccio di mare, o di quanta si può trovarne sulle finestre o sugli alberi a trenta miglia dalla costa, dopo un temporale di settembre. Ho sempre avuto l'abitudine di fare escursioni ai laghi di Concord, estesi per un raggio di dieci miglia, ma ultimamente ho esteso le mie passeggiate fino alla spiaggia.<ref name=operescelte/>
==Citazioni su Henry David Thoreau==
*Non ci fu mai un adoratore della bellezza e della sacralità della Vita più devoto e appassionato, e fu in questa innata fede nell'eterna bontà della Natura che lui basò il credo ottimistico che ritroveremo come punto focale della sua filosofia. ([[Henry Stephens Salt|Henry Salt]])
*Thoreau venne fortemente influenzato da [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] (e viceversa) e, in alcuni campi, ha superato il proprio maestro e mentore. Il suo esperimento radicale, vivere in solitudine presso il lago di Walden [...], continua a essere fonte di ispirazione per chi è alla ricerca di spiritualità e aprì significativamente la strada all'ascolto di sé nell'ambiente culturale eccessivamente estroverso dell'America. ([[Will Tuttle]])
*Un secolo fa, coloro [...] che prevedevano [...] il repentino avvento della civilizzazione, con le sue frenetiche attività e un andirivieni di infinite distrazioni, si saranno chiesti se la diffusione del male si sarebbe risolta nella sua stessa rieducazione. Deve l'organizzazione sociale rinunciare necessariamente alla semplicità? Devono l'intelletto e la natura restare incompatibili? Dobbiamo perdere nel deterioramento dei sensi fisici ciò che guadagniamo in cultura mentale? Deve proprio essere impraticabile la perfetta comunione con la Natura? O forse sarebbe venuto un uomo a mostrarci con la sua stessa indole – pur con tutti i difetti e i limiti – che è ancora possibile e conveniente vivere, come si sforzavano di fare gli stoici, secondo Natura, in piena serenità e autocontrollo; seguire il proprio ideale, a dispetto degli ostacoli, con ferma devozione; e quindi rendersi la vita più semplice e schiarirsi i sensi, fino a padroneggiare i segreti più nascosti di quel libro della Natura che per la maggioranza degli uomini resta illeggibile e indecifrabile. Una tale attesa è stata ampiamente soddisfatta dalla vita e dalla personalità di Henry David Thoreau. ([[Henry Stephens Salt|Henry Salt]])
===[[Guido Ferrando]]===
*Henry David Thoreau, il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili.
*Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un [[Mistica|mistico]], un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore.
*Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza [[Galileo Galilei|{{sic|G}}alileiana]]; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau.
*Vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, {{sic|contradditorî}}; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore.
===[[Michel Onfray]]===
*Ed è proprio per contare su un corpo prontissimo a percepire la minima vibrazione del mondo che non beve né tè né caffè né alcolici e che si priva di qualsiasi legame di natura sessuale o affettiva.
*Thoreau crede in Dio, pratica la conoscenza per empatia, prova orrore delle masse e dei raggruppamenti, crede a una riforma solo individuale, celebra in teoria e in pratica la fiducia in sé stessi, raccomanda e vive l'anticonformismo, pratica la contemplazione e la gioia mistica e costruisce la propria vita filosofica partendo da sé stesso.
*Thoreau si oppone al [[lavoro]] che impedisce di preoccuparsi delle cose veramente essenziali: la poesia, la filosofia, la vita. La condizione salariata avvilisce l'uomo, svalorizzandolo e vincolandolo.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Henry David Thoreau, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/henry-david-thoreau/disobbedienza-civile/ Disobbedienza civile]'', traduzione di Manuela Federella, 1998.
*Henry David Thoreau, ''Disobbedienza civile'', a cura di Franco Meli, traduzione di Laura Gentili, Milano, Feltrinelli, Milano, 2<sup>a</sup> ristampa 2018. ISBN 978-88-07-90263-5
*Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile; Vita senza Princìpi'', traduzione di Luca Michelini, Demetra, Colognola ai Colli, 1995. ISBN 88-7122-794-8
*Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile'', a cura di Franco Meli, traduzione di Laura Gentili, SE, Milano, 1992. ISBN 88-7710-715-4
*Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile; Apologia per John Brown'', traduzione di Piero Sanavio, RCS Quotidiani, Milano, 2010.
*Henry David Thoreau, ''La disobbedienza civile'', traduzione di Andrea Mattacheo, Einaudi, Torino, 2018. ISBN 9788858427989
*Henry David Thoreau, ''Opere scelte'', a cura di Piero Sanavio, Neri Pozza, Venezia, 1958.
*Henry David Thoreau, ''Vita di uno scrittore (I Diari)'', a cura di Biancamaria Tedeschini Lalli, Neri Pozza, Vicenza, 1963.
*Henry David Thoreau, ''Vita senza principi'', a cura di Giangiacomo Gerevini, La Vita Felice, Milano, 2009. ISBN 978-88-86314-52-7
*Henry David Thoreau, ''Walden <small>o Vita nei boschi</small>'', a cura di [[Bruno Segre]], traduzione e note di Piero Sanavio, La Biblioteca ideale Tascabile, Milano, 1995. ISBN 88-8111-102-0
*Henry David Thoreau, ''Walden o vita nei boschi'', traduzione di Lorenzo Bianco, Liberamente, Brezzo di Bedero, 2020. ISBN 978-88-6311-414-0
*Henry David Thoreau, ''Walden <small>ovvero Vita nei boschi</small>'', introduzione, traduzione e note di Piero Sanavio, BUR, Milano, 1988. ISBN 88-17-16654-5
*Henry David Thoreau, ''Walden ovvero Vita nei boschi'', a cura di Piero Sanavio, Rizzoli, Milano, 2020. ISBN 9788831802482
==Voci correlate==
*[[Mohandas Gandhi]]
*[[Martin Luther King]]
*[[Christopher McCandless]]
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Disobbedienza civile (saggio)|''Disobbedienza civile''|(1849)}}
{{Pedia|Walden ovvero Vita nei boschi||(1854)}}
{{DEFAULTSORT:Thoreau, David Henry}}
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In generale, comunque, ci sono alcune consuetudini di buonsenso che è bene seguire. Come già detto, si parte con una introduzione, in cui spiegate in termini semplici la materia della voce: un compendio, per usare un termine accademico. Poi siete liberi di procedere come volete.
In fondo alla voce vanno gli eventuali indirizzi a siti esterni a Wikiquote, creando una sezione dedicata chiamata "Collegamenti esterni". Possibili riferimenti correlati che si riferiscono a voci interne a Wikiquote possono essere inseriti aggiungendo una sezione "Voci correlate" prima di quella dedicata ai collegamenti esterni.
== Convenzioni usate nelle voci ==
Tutte le voci debbono avere l'oggetto della trattazione – specificatamente, il titolo della pagina – in '''grassetto''' nella frase di [[incipit]] (possibilmente proprio nella prima riga del testo) e comunque solo in quella. Non viene ravvisata la necessità di evidenziare in ''grassetto'' altre parti del testo se riferite a ulteriori occorrenze del titolo della voce.
Alcuni esempi di introduzione:
'''[[Stendhal]]''':
*Pseudonimo di '''Marie-Henri Beyle''' (1783 – 1842), scrittore francese.
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'''[[Proverbi italiani]]''':
*Questa pagina contiene una selezione di '''proverbi italiani'''.
'''[[1984]]''':
*'''1984''', [[romanzo]] di '''[[George Orwell]]''' del 1949.
'''[[Cantando sotto la pioggia]]''':
*'''''Cantando sotto la pioggia''''', [[film]] del 1952, regia di [[Stanley Donen]] e [[Gene Kelly]].
=== Stile delle date ===
Non inserite '''mai''' date fra i [[Aiuto:Wikilink|wikilink]].
====Anni====
*474 a.C. (''avanti Cristo, abbreviazione'')
*474 d.C. (''dopo Cristo'') (solo se è possibile confusione con date anteriori all'anno 0)
====Giorni e mesi====
*11 febbraio (''il mese ha sempre l'iniziale minuscola'')
*1º gennaio o 1 gennaio (''primo gennaio, preceduto dall'articolo il: il 1º gennaio o il 1 gennaio; mai I gennaio o 1° gennaio con il simbolo del grado'')
*11 febbraio 1967
====Decenni====
*anni 1960
*anni '60
*anni sessanta (''i decenni hanno sempre l'iniziale minuscola'')
====Secoli====
*XIX secolo (''mai 19º secolo o diciannovesimo secolo'')
*l'Ottocento (''il secolo, se non espresso in numeri romani, ha sempre l'iniziale maiuscola'')
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===Maiuscolo===
Usate il maiuscolo il '''meno possibile''' e, una volta deciso quali parole vanno con l'iniziale maiuscola, è importante comunque conservare un criterio omogeneo. Non scrivete MAI (mai) parole con tutte le lettere MAIUSCOLE. Usate invece le maiuscole attenendovi alle seguenti indicazioni:
*Usate solo l'iniziale maiuscola per iniziare un periodo dopo un punto fermo, un punto interrogativo e un punto esclamativo.
*La regola fondamentale è che vanno in maiuscolo solo i nomi propri di persone o di animali, i nomi che indicano epoche, avvenimenti di grande importanza, secoli (se scritti in lettere), i periodi storici e i movimenti letterari, artistici e filosofici diventati antonomastici ('''es.''' Novecento, Rivoluzione francese, il Medioevo, il Rinascimento, la Riforma protestante, l'Umanesimo), i termini geografici nel caso in cui indicano la regione geografica ('''es.''' America del Nord, la crisi del Medio oriente); nei nomi geografici composti il nome comune andrà in minuscolo ed il nome proprio andrà in maiuscolo ('''es.''' mar Mediterraneo, monte Bianco, monte Subasio, lago Trasimeno).
*Nei nomi propri di enti, solo la prima parola andrà in maiuscolo ('''es.''' la Banca del lavoro, la Cassa di risparmio).
*Nei nomi di palazzi, teatri, locali pubblici il nome comune va minuscolo, il proprio maiuscolo ('''es.''' palazzo Trinci, palazzo dei Priori, teatro Mancinelli) tranne nel caso in cui il nome comune sia parte integrante del nome proprio ('''es.''' Palazzo Madama, Cappella Sistina, Teatro alla Scala, Ospedale Maggiore).
*'''''Santo, santa''''': vanno in maiuscolo quando fanno parte del nome proprio di una chiesa, località, via ('''es.''' "Nella chiesa di Santa Caterina", "Le torri di San Gimignano", "Abito in via San Filippo"). In tutti gli altri casi va in minuscolo, anche quando indica la festa ('''es.''' "La festa del patrono san Costanzo", "Nella liturgia di santa Scolastica"). In ogni caso '''mai''' sostituire la parola san, santo, santa, con "s.".
*'''''Chiesa''''': va sempre minuscolo tranne quando indica la comunità dei credenti ('''es.''' Le Chiese cristiane).
*I titoli di giornali, riviste e periodici sono da scrivere con lettere iniziali maiuscole, eccettuato per articoli e preposizioni, salvo che non siano la prima parola del titolo (es. ''La Stampa'', ''Corriere della Sera'', ''L'Unione Sarda'', ''Il Sole 24 Ore'').
*I punti cardinali quando indicano un'entità geografica ('''es.''' "il Sud dell'Italia", "gli stati dell'Est").
*I nomi dei corpi celesti ('''es.''' la Terra, la Luna). Le parole terra, luna e sole vanno invece minuscole quando non rappresentano realtà astronomiche.
*I nomi dei segni zodiacali ('''es.''' Il Sagittario, Lo Scorpione).
*I nomi e gli aggettivi religiosi ('''es.''' Dio Padre Onnipotente).
*I nomi di festività civili o religiose ('''es.''' Natale, Capodanno).
*Gli [[acronimo|acronimi]] ('''es.''' ONU - mai O.N.U. –, FAO - mai F.A.O. –); nel testo è normale scrivere gli acronimi più comuni in minuscolo (tranne la prima lettera): ''Fiat, Saab, Onu''.
===Minuscolo===
*Vanno evitate le maiuscole di rispetto o riverenza che, quindi, vanno sempre in minuscolo ('''es.''' messa, comunione, celebrazione eucaristica, celebrazione liturgica, liturgia, confessione, matrimonio, ordinazione sacerdotale).
*Cariche ecclesiastiche come don, mons., fra, suor, padre, vescovo, cardinale, papa (tranne quando viene usato come nome proprio ('''es.''' Il Papa ha ricevuto in udienza; ma: papa Giovanni Paolo II).
*Cariche ecclesiastiche, politiche, accademiche, scolastiche e militari: vanno in minuscolo quando sono generiche o in presenza del nome proprio ('''es.''' vescovo, cardinale, assessore, onorevole, senatore, generale, professore – quest'ultimo va abbreviato in prof. e in generale va omesso se c'è il nome, o si indicano eventuali titoli accademici o politici).
*Si può usare il maiuscolo per nomi indicanti cariche pubbliche, autorità, gradi militari, quando all'inizio del testo si è specificato il nome della persona e nel prosieguo la si indica con il titolo ('''es.''' Ieri il vescovo Camillo Ruini ha detto... Nella visita successiva il Vescovo ha ribadito... Il sindaco Pinco Pallino ha inaugurato... Nel discorso il Sindaco ha affermato che...).
*Scuola elementare, scuola media, scuola superiore, parlamento, governo, ministero, camera, senato, giunta regionale, consiglio regionale, repubblica, regione, università, facoltà, ateneo ('''es.''' facoltà di Medicina. Studio all'università di Perugia. Ma: Sono iscritto all'Università degli studi di Perugia, lui all'Università Cattolica).
*I nomi di settori, reparti, uffici o aziende ('''es.''' direzione del personale, direzione generale).
*I nomi di popoli, tribù e adepti di confessioni religiose ('''es.''' italiani, francesi, asiatici, africani, cristiani, buddhisti). Tuttavia se riferiti a popoli storici o mitologici ''possono'' essere in maiuscolo ('''es.''' i Greci, i Persiani, gli Egizi, gli Atlantidei, gli Ainur ecc.).
*I nomi dei [[punto cardinale|punti cardinali]], tranne quando indicano realtà geo-politiche ('''es.''' il nord, il sud, l'ovest ecc.).
:* '''N.B.:''' ''nel dubbio tra maiuscolo e minuscolo vince il secondo.''
==Uso dell'accento==
La necessità dell'accento è prevista dall'ortografia italiana nei seguenti monosillabi in tabella (per evitare eventuali problemi di [[Omografo|omografia]]):
{|cellpadding="1"
|''ché'' (congiunzione causale) || ''che'' (in ogni altro senso)
|-
|''dà'' (indicativo presente di dare) || ''da'' (preposizione) e da' (imperativo di dare)
|-
|''dì'' («giorno») || ''di'' (preposizione) e di' (imperativo di dire)
|-
|''è'' (verbo) || ''e'' (congiunzione)
|-
|''là'' (avverbio) || ''la'' (articolo, pronome, nota musicale)
|-
|''lì'' (avverbio) || ''li'' (articolo, pronome)
|-
|''né'' (congiunzione) || ''ne'' (pronome, avverbio)
|-
|''sé'' (pronome tonico)* || ''se'' (congiunzione, pronome atono)
|-
|''sì'' (avverbio) || ''si'' (pronome, nota musicale)
|-
|''tè'' (pianta, bevanda) || ''te'' (pronome)
|}
*Per il pronome personale tonico (riflessivo) ''sé'' è regola recente porre l'accento sempre, anche in espressioni come ''sé stesso'' (sebbene non a rischio di confusione), contrariamente all'uso passato, ancora ampiamente prevalente: non essendoci nessuna regola cogente e nessuna interpretazione unanime della regola per cui talvolta ''sé'' perde l'accento, si conclude che vige la massima libertà personale in proposito.
<!-- Per altri monosillabi l'accordo può essere non generale -->
* L'accento per ''su'' avverbio è superfluo (e quindi sconsigliabile, secondo molti ma non tutti); non esistono reali necessità di disambiguazione per i monosillabi omografi delle note musicali, perciò ad esempio l'indicativo presente di prima persona singolare del verbo dare è da scriversi ''do'' senza accento (questa almeno è l'opinione piú diffusa). Al contrario, l'accento è da porsi su monosillabi come ''giù'', ''già'', ''ciò'', e sui polisillabi composti come: ''viceré'', ''trentatré'', ''gialloblù'' (ma questa regola non è rispettata da molti scrittori). <!-- Sebbene ci siano esempi letterari di parole composte con "-tre" non accentato, è cosa pressoché unanime fra i grammatici (cfr. Serianni, Grammatica italiana, VI, 18). -->
* Un altro uso dell'accento, facoltativo e da usarsi con discrezione, serve a distinguere immediatamente parole omografe (come ''dài'' verbo e ''dai'' preposizione, ''subìto'' verbo e ''sùbito'' avverbio, ''princìpi'', ideali e ''prìncipi'', persone), o per indicare la pronuncia corretta di parole poco conosciute o che comunque rischiano di essere pronunciate scorrettamente (quindi non le parole piane, in genere).
===Grave o acuto===
Nelle parole italiane la vocale ''a'' (aperta) può avere soltanto l'accento grave, come anche la ''o'' se in finale di parola (sempre aperta in parole italiane). Quindi l'accento può variare fra acuto e grave solo nel caso di ''e'' a seconda che sia aperta (''è'') o chiusa (''é''). Nella maggior parte dei casi la parola termina con un accento acuto. Quindi, lo si ha nei seguenti casi:
* ''ché'' e i composti di ''che'' (come ''perché'', ''giacché'', ''sicché'', ''finché''),
*nei passati remoti (come ''poté'', ''combatté'', ''credé'', ''ottené''; eccetto ''diè''),
*nei composti di ''re'', di ''tre'' e di ''fé'' (''ventitré'', ''autodafé'', ''viceré''),
*parole come: ''né'', ''sé'', ''mercé'', ''scimpanzé''
mentre si ha accento grave con:
* casi come ''cioè'', ''ahimè'', ''piè'', ''tè'', ''caffè''
* nel caso di alcuni termini di origine [[lingua francese|francese]] (come ''relè'', ''sufflè'', ''gilè'', ''purè'', ''lacchè'') nonostante, in quasi tutti i casi, l'originale sia scritto con l'accento acuto (e/o pronunciato come [e] chiusa): ''purè'' da ''purée'', ''gilè'' da ''gilet'' etc.
* nella maggior parte dei nomi propri (''Giosuè'', ''Mosè'', ''Noè'', ''Salomè'', ''Averroè'')
Un discorso a parte meritano ''i'' e ''u'', che sono sempre chiuse e quindi teoricamente dovrebbero avere sempre l'accento acuto (ú, í). D'altronde per molti questo non ha senso perché l'accento normale sarebbe quello grave, alternato all'acuto solo in caso di ambiguità. In ogni caso, la presenza nella tastiere italiane solo di ''ù'' e ''ì'' ha fatto sì che queste siano decisamente prevalenti: lo sono anche in Wikipedia, ma comunque non essendoci una regola cogente – si tratta anzi di una questione molto dibattuta – si può concludere che anche qui vige la massima libertà in proposito.
====Scrivere È====
Nota che è possibile inserire la ''È'' accentata maiuscola, evitando la più accessibile (ma errata) forma ''E<nowiki>'</nowiki>'', nei seguenti modi:
* impiegando il pannello sottostante la casella di modifica del testo;
* inserendo direttamente l'[[entity|entity html]] &Egrave; o l'equivalente &#201; (il ; finale è da includere);
* in ambiente [[Microsoft Windows]], utilizzando la combinazione di tasti ALT + 0200 oppure ALT + 212;
* in ambiente [[X-Window]] ([[GNU/Linux]], [[FreeBSD]], etc.), utilizzando la combinazione di tasti: FissaMaiuscole + è;
* in ambiente [[Mac OS X]], utilizzando la combinazione di tasti: Alt + Maiuscolo + e;
* col ''browser'' Firefox, adoperando un'estensione come [https://addons.mozilla.org/search.php?q=abc&app=firefox abcTajpu].
==Voci correlate==
*[[Wikiquote:Trascrizione]]
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[[Categoria:Aiuto - Fondamentali]]
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Giuseppe Giusti
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[[Immagine:Giuseppe Giusti.jpg|thumb|Giuseppe Giusti]]
'''Giuseppe Giusti''' (1809 – 1850), poeta italiano.
==Citazioni di Giuseppe Giusti==
*''A battesimo suoni o a funerale, | muore un Brigante e nasce un Liberale''.<ref>Da ''Il "Delenda Cartago"'', 2.</ref>
*''Ah sì! lunge da noi, fuor della sfera | [[Oltretomba|oltre]] la qual non cerchia uman compasso, | vive una vita che non è men vera | perché comprender non si può qui basso.''<ref>Da ''[[s:Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti/Il Sospiro dell'anima|Il Sospiro dell'anima]]'', in ''Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti'', Felice Le Monnier, Firenze, 1852.</ref>
*''Briaco di gazzette improvvisate, | Pazzi assiomi di governo sputa | Sulle attonite zucche, erbe d'estate | Che il verno muta''.<ref>Da ''Alli spettri del 4 settembre 1847'', in ''Le poesie di Giuseppe Giusti'', Firenze, 1860.</ref>
*''Che i più tirano i meno è verità, | posto che sia nei più senno e virtù; | ma i meno, caro mio, tirano i più, | se i più trattiene inerzia o asinità''.<ref>Da ''I più tirano i meno''.</ref>
*''Contenta ai comodi | che Dio le fece, | può dirsi il Diogene | della sua spece. | Per prender aria | non passa l'uscio; | nelle abitudini | del proprio guscio | sta persuasa, | e non intasa: || viva la [[Chiocciola]] | bestia da casa.''<ref>Da ''[[s:Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti/La Chiocciola|La Chiocciola]]'', vv. 13-24.</ref>
*''Così di mese in mese e d'anno in anno, | amandosi e vivendo lemme lemme, | è certo, cara mia, che camperanno | a dieci doppi di Matusalemme: | e noi col nostro amore agro e indigesto, | invecchieremo, creperemo e presto''.<ref>Da ''L'amor pacifico'', 26.</ref>
*''È settentrional spada di ladri | tòrta in corona''.<ref>Da ''L'incoronazione'', 22. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 465.</ref>
*''Eroi, eroi, | che fate voi?''<ref>Da ''Il poeta e gli eroi da poltrona''. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/780#c2101|748]].</ref>
*''Gino mio, l'ingegno umano | partorì cose stupende, | quando l'uomo ebbe tra mano | meno libri e più faccende''.<ref>[[Epigrammi|epigramma]] a [[Gino Capponi]]. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 149.</ref>
*''I [[figli]], dicono, | non basta farli; | v'è la seccaggine | dell'educarli.''<ref>Da ''Preterito più che perfetto del verbo pensare'', in ''Versi editi ed inediti''.</ref>
*''Il [[Buonsenso]], che già fu caposcuola, | ora in parecchie scuole è morto affatto; | la Scienza sua figliuola | l'uccise, per veder com'era fatto.''<ref>Dagli ''Epigrammi''.</ref>
*''Il fare un [[libro]] è meno che niente, | se il libro fatto non rifà la gente.''<ref>Dagli ''Epigrammi''. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|5]]</ref>
*{{NDR|Su [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]]}} ''Il toscano Morfeo vien lemme lemme, | di papaveri cinto e di lattuga, | che, per la smania d'eternarsi, asciuga | tasche e maremme. | Co' tribunali e co' catasti annaspa; | e benché snervi i popoli col sonno, | quando si sogna d'imitare il nonno, | qualcosa raspa''.<ref>Da ''L'incoronazione'', 7. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 506.</ref>
*''[[Italia|Io]] non son della solita vacchetta, | né sono uno stival da contadino; | e se paio tagliato coll'accetta, | chi lavorò non era un ciabattino: | mi fece a doppie suola e alla scudiera, | e per servir da bosco e da riviera. || Dalla coscia giù giù sino al tallone | sempre all'umido sto senza marcire; | son buono a caccia e per menar di sprone, | e molti ciuchi ve lo posson dire: | tacconato di solida impuntura, | ho l'orlo in cima, e in mezzo la costura. || Ma l'infilarmi poi non è sì facile, | né portar mi potrebbe ogni arfasatto; | anzi affatico e stroppio un piede gracile, | e alla gamba dei più son disadatto; | portarmi molto non poté nessuno, | m'hanno sempre portato a un po' per uno.''<ref>Da ''[[s:Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti/Lo Stivale|Lo Stivale]]'', vv. 1-18, in ''Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti''.</ref>
*Le favole d'[[Esopo]], i Saggi di [[Montaigne|Michele Montaigne]], sono scritti semplicemente, anzi con un certo garbo di trascuratezza che te gli rende più maneschi {{NDR|alla mano}}.<ref>Gino Capponi (a cura di), Giuseppe Giusti (compilato da), ''Raccolta di proverbi toscani nuovamente ampliata e pubblicate da Gino Capponi'', successori Le Monnier, Firenze, 1871, [https://books.google.it/books?hl=it&id=wl8UAAAAYAAJ&pg=405#v=onepage&q&f=false p. 405].</ref>
*''Liberamente il forte | apre al dolor le porte | del cor, come all'amico''.<ref>Da ''Al medico Ghinozzi contro l'abuso dell'etere solforico'', str. 5. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', U. Hoepli, Milano, 1921, p. 428.</ref>
*''Più dell'essere | conta il parere''.<ref>Da ''Le memorie di Pisa'', 7.</ref>
*''Prete Pero è un buon cristiano, | lieto, semplice, alla mano; | vive e lascia vivere''.<ref>Da ''Il Papato di Prete Pero'', 1.</ref>
*''Quel'' tu ''alla quacquera | di primo acchito! | Virt di vergine | labbro, in quegli anni, | che poi, stuprandosi | co' disinganni, | Mentisce armato | d'un'' lei ''gelato!''<ref>Da ''Le memorie di Pisa'', 6.</ref>
*''Stretto per l'andito | sfila il ''bon ton''; | si stroppia, e brontola |'' pardon, pardon.<ref>Da ''Il ballo'', 13.</ref>
*Una sola preoccupazione terrà l'animo mio, ed è questa: che io credo al bene piuttosto che al male; credo molti i buoni e pochi i tristi; credo più nel buon senso che nella dottrina; credo che le vittime vere sieno i persecutori. Queste credenze parranno strane e saranno strane per uno oramai pervenuto agli ultimi anni della gioventù; strane a chi sa che io mi sono, dilettato no, (ché il mordere in fondo non diletta neppure il cane) ma dato a pungere i vizi, gli errori e le storture del tempo.<ref>Da ''Cronaca dei fatti di Toscana''.</ref>
*''Viva le maschere | d'ogni paese''.<ref>Dal ''Brindisi di Girella''. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 536.</ref>
==''Epistolario''==
*Ti sia sempre nella mente che compiacersi dei mali dei nostri simili è crudeltà; rilevarne i difetti è malignità; riportare i fatti o i discorsi dell'amico per nuocergli è perfidia. (a Giovannino Piacentini, 7 dicembre 1840; vol. I, n. 59, p. 264)
*Vorrei che i libri si scrivessero per insegnare, invece si scrivono per mostra di sapere. (dalla lettera a Tommaso Grossi; vol. I, n. 121, p. 370)
*Nella [[gioia]] l'uomo è sbadato, imprevidente, infecondo: le belle qualità dell'animo e della mente o non sono, o non si palesano negli uomini felici: una sventura le fa scintillare come l'acciaio la pietra focaia. (dalla lettera a Giuseppe Vaselli, novembre 1843; vol. I, n. 126, p. 386)
*Voi sapete che [[Montaigne]] ha scritto di tutto un po' là alla bella libera, parlando continuamente del suo Signor sè come se non fosse suo fatto, palesando i suoi difetti, come fa l'uomo che sa di valere qualcosa, protestando di saper poco nel tempo medesimo che fa vedere di saper molto, e soprattutto presumendo di non aver presunzione. Senza piano, senza seguire un dato filo, anzi uscendo sempre di carreggiata e battendo la campagna, è riuscito, che buon pro gli faccia, a mettere insieme un libro pieno zeppo di mille cose bellissime, un libro che si può leggere tanto di proposito che a tempo avanzato, un libro finalmente che è stato ed è una specie di pozzo di San Patrizio, ove tutti attingono senza che si vuoti mai. Per uno sfaticato come me, nemico giurato d'ogni lungaggine, si tratti pure di una lezione o d'un desinare, contrario alle cose fatte colle seste alla mano, figuratevi che scoperta fu un libro che si può prendere e lasciare, leggere a digiuno e a corpo pieno. Dalle prime linee n'andai così matto che mancò poco che non facessi l'arfasatteria d’Archimede quando, per l'allegria d'una scoperta, scappò fuori di casa nudo come Dio l'aveva fatto. (dalla lettera a Giovan Pietro Vieusseux, autunno 1844; vol. I, n. 165, pp. 458-59)
*Montaigne è scrittore ardito, avventato, da fare inalberare i cervelli soliti a andare avanti colle seste; uomo che parlando di sé e d’altri, dice troppo, come se avesse paura di non dir tutto. In quel suo fare rotto, fantastico e molte volte arruffato, a taluni può parere un cinico pieno di sé, ad altri uno che si vuol mostrare al pubblico tal quale, <blockquote>Intero e saldo e colle sue radici,</blockquote> a qualunque costo, pur di dire il vero. Io lo credo uno degli scrittori più forti, più pieni, più liberi da ogni pastoia che possa vantare la sapienza pratica, buona per le spese minute della vita, e uno dei più grandi poeti che abbia la prosa. (dalla lettera a Giovan Pietro Vieusseux, autunno 1844; vol. I, n. 166, pp. 459-60)
*{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Quell'anima ardita e maschile, quello stile che va nelle viscere dell'uomo come una lama infuocata, quelle alte e tremende virtù e quelle spaventose turpitudini che scolpisce nel diaspro [...]. (dalla lettera ad [[Atto Vannucci]]; vol. II, n. 174, p. 3)
*{{NDR|Commento su di un articolo di giornale che critica un suo scritto su [[Giuseppe Parini]]}} [...] mi ripiglia sulla scelta dello stile di quel lavoro, quasi che lo [[stile]] si scegliesse come il panno per farsi una giubba, o piuttosto uno non se lo trovasse addosso bell'e cucito dalla madre natura. (dalla lettera ad [[Alessandro Manzoni]]; vol. II, n. 282, p. 219)
*{{NDR|Nello scrivere}} Tenetevi tutti lontani da ogni [[eccesso]] e di stile e di passione, e farete cosa utilissima e onestissima. (dalla lettera a Matteo Trenta, Firenze, 14 febbraio 1848; vol. II, n. 329, p. 312)
*[...] quando il [[pianto]] non è avvelenato dalla vergogna, il dolore fa bello e fortifica. (dalla lettera a Giacinto Collegno, 10 dicembre 1847; vol. II, n. 323, p. 303)
==''Gingillino''==
*''Io credo nella [[Zecca (moneta)|Zecca]] onnipotente | e nel figliuolo suo detto Zecchino''. (III, 32)
*''Oh le vecchie, le vecchie, amico mio, | portano chi le porta; e lo so io''. (III, 18)
*''Se mai nasce uno scandalo, un diverbio, | un tafferuglio in quella casa là, | [[acqua]] in bocca, e rammentati il proverbio: | molto sa chi non sa, se tacer sa.'' (in ''Versi editi ed inediti'')
*''Sotto la gramola | del pedagogo | cùrvati, schiàcciati, | rompiti al giogo''. (I, 5)
*Tibi quoque, tibi quoque | ''è concessa facoltà | di potere in'' jure utroque | ''gingillar l'umanità''. (P. I, 37)
*''Un gran proverbio, | caro al Potere, | dice che l'essere | sta nell'avere.'' (I, 32)
==''Il Mementomo''==
*''Dietro l'avello | di [[Niccolò Machiavelli|Machiavello]] | dorme lo scheletro | di Stenterello''. (2)
*''Non crepa un asino | che sia padrone | d'andare al diavolo | senza iscrizione''. (2)
*''Lasciate il prossimo | morire in pace, | o parolai, | o epigrafai, | o vendi-lacrime | sciupa-solai''. (9)
==''La terra dei morti''==
*''Ah! d'una gente morta | non si giova la [[storia]]''.
*''Difatto, dopo morto | è più vivo di prima''. (6)
*''Ma il libro di natura | ha l'entrata e l'uscita: | tocca a loro la vita, | e a noi la [[sepoltura]]''. (12)
*''Tra i salmi dell'Uffizio | c'è anco il ''Dies irae'': | o che non ha a venire | il [[giudizio universale|giorno del giudizio]]?'' (15)
==''La vestizione''==
*''L'illustre bindolo | a capo basso | parea Don Bartolo | fatto di sasso''. (I, 49)
*''Vendevi [[Zenzero|zénzero]] | per pepe bono''. (61)
*''O in oggi ha credito | lo sbarazzino, | o Santo Stefano | tira al [[quattrino]]''. (72)
==''Raccolta dei proverbi toscani''==
*Per [[proverbio]] intendo quel dettato che chiude una sentenza, un precetto, un avvertimento qualunque, ed escludo da questa raccolta certi altri detti come sarebbero – ''Conoscere i polli'' – ''Mettere il becco in molle'' – ''Scorgere il pelo nell'ovo'' – ''Stringere i panni addosso''; – questi e altri diecimila che si dicono proverbi e che i raccoglitori registrano per proverbi, mi pare a tutto rigore che debbano chiamarsi modi di dire o modi proverbiali. (p. 1)
*Ho domandato mille volte alla gente cosa significasse un tal proverbio, e così staccato, non me l'hanno saputo dire; ma appena ho chiesto a che proposito lo dicessero, me n'hanno resa subito perfetta ragione; per la qual cosa si può dire che versano dalle labbra una sapienza che non sanno di possedere, come uno si dà a un lavoro, a una fatica, senza avvertire la capacità delle proprie braccia. (p. 13)
*Una sera a Firenze, in una delle poche case, a grave danno del Faraone tuttavia rallegrate da quella gaia ma ora inelegantissima regola dei giochi di pegno, mi trovai al gioco dei [[proverbi toscani|Proverbi]] che si fa tutti mettendosi in cerchio, donne e uomini, e buttandosi uno coll'altro un fazzoletto colla canzoncina «''Uccellin volò, volò, su di me non si posò, si posò su un tale e disse...''» qui tirano il fazzoletto sulle ginocchia della persona nominata e dicono un proverbio, e bisogna dirlo presto, e che non sia detto avanti da nessuno, altrimenti si mette pegno. Io che sono nato in provincia e che son sempre malato grazie a Dio delle prime impressioni, udendo quel diluvio di proverbi, e con quanta prontezza quelle fanciulle vispe e argute trovavano il modo di punzecchiarsi tra loro, di burlare gli innamorati, di canzonare i grulli e di mettere in ridicolo la cuffia di questo o la parrucca di quello, confesso il vero che c'ebbi un gusto matto, e posso dire che fino da allora mi detti a questa raccolta, perché tornato a casa segnai tutti i proverbi che mi ricorsero alla memoria. (pp. 13-14)
*Chi sa quante centinaja di proverbi girano tuttora inavvertiti per la bocca del popolo? La nostra lingua n'è tanto ricca, che tutti quelli che da buoni e onesti paesani non si vergognano di saperla parlare, non riescono a dire tre parole senza incastrarci un proverbio. Io di certo non ho potuto raccoglierli tutti, perché è quasi impossibile che uno solo possa trovarsi a udirli quanti sono. (p. 15)
*Il sapersi adattare è una gran virtù! Risparmia infinite molestie, e concilia la benevolenza degli altri. (p. 402)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il Brindisi di Girella''===
(<small>DEDICATO AL SIGNOR DI [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|TALLEYRAND]] BUON'ANIMA SUA</small>)
*''Girella (emerito | di molto merito), | sbrigliando a tavola | l'umor faceto, | perdé la bussola | e l'alfabeto; | e nel trincare | cantando un brindisi, | della sua cronaca | particolare | gli uscì di bocca | la filastrocca: | Viva Arlecchini | e burattini, | grandi e piccini, | viva le [[Maschera (commedia dell'arte)|maschere]] | d'ogni paese''.
===''Il re travicello''===
*''Al Re travicello | piovuto ai [[rana|ranocchi]], | mi levo il cappello | e piego i ginocchi; | lo predico anch'io | cascato da Dio: | oh comodo, oh bello | un Re travicello. || Calò nel suo regno | con molto [[fracasso]]; | le [[testa|teste]] di legno | fan sempre del chiasso: | ma subito tacque, | e al sommo dell'acque | rimase un corbello | il Re travicello''.
===''Sant'Ambrogio''===
*''Vostra eccellenza, che mi sta in cagnesco | per que' pochi scherzucci di dozzina, | e mi gabella per antitedesco | perché metto le birbe alla berlina, | o senta il caso avvenuto di fresco, | a me che girellando una mattina, | capito in Sant'Ambrogio di Milano, | in quello vecchio là, fuori di mano''.
*''M'era compagno il figlio giovinetto | d'un di que' capi un po' pericolosi, | di quel tal Sandro, autor d'un romanzetto | ove si tratta di promessi sposi... | Che fa il nesci, Eccellenza? o non l'ha letto? | Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi, | in tutt'altre faccende affaccendato, | a questa roba è morto e sotterrato.''
===''L'amor pacifico''===
*''Gran disgrazia, mia cara, avere i nervi | troppo scoperti e sempre in convulsione, | e beati color, Dio li conservi, | che gli hanno, si può dire, in un coltrone, | in un coltrone di grasso coi fiocchi, | che ripara le nebbie e gli scirocchi.''
==Citazioni su Giuseppe Giusti==
*Chi avesse voluto fargli un brutto tiro avrebbe dovuto pregarlo a leggere o a recitare qualche sua poesia; scappava via come un fulmine, o quando non poteva scappare, allora si rifiutava con una ostinazione quasi rabbiosa; e tutto ciò perché non sapeva leggere le cose sue. Per lui non c'erano né flessioni, né punti, né virgole, né ammirativi, né interrogativi; tirava giù come se fosse tutto liscio. Dei difettucci ne aveva, povero Beppe! Per esempio era avaro al massimo grado, e più volte io e [[Gino Capponi]] ne lo riprendemmo amichevolmente. S'immagini; spingeva tant'oltre la spilorceria, che quando doveva per un giorno andare da Pescia a Firenze e non aveva voglia d'invitarsi da Gino o da me, per non spendere del trattore si portava seco quattro o cinque uova sode, e del prosciutto del Casentino. ([[Silvestro Centofanti]])
*Come vedi, la mia Musa sta molto sul positivo, ama i dettagli della vita pratica, e o trascura o sdegna i voli lirici e sentimentali dei poeti Pratajuoli: credo d'aver scelto la via se non più brillante almeno più utile. E poi mi sta dinnanzi quel grande esemplare del Giusti che m'insegna il modo d'adoperarsi perché il verseggiare non sia un'inutilità sociale. ([[Ippolito Nievo]])
===[[Enrico Montazio]]===
*Così doveva mostrarsi sempre il Giusti, liberale quando inferociva la reazione, reazionario quando la libertà trasmodava in licenza per opera d'un insulso sgovernante governo.<br>[[Pescia]] lo elesse due volte a deputato alla Assemblea legislativa toscana. Gli fu ascritta a colpa il non aver mai aperto bocca in quelle ciarliere {{sic|ragunanze}} e l'aver votato sempre co' moderati e colla maggioranza fra cui aveva i maggiori amici. Cosicché quando la democrazia mutò sembianze e accennò a [[demagogia]], egli venne a dirittura messo all'indice dai Bruti dei Circoli e dai Catilina dei Caffè.
*Il Giusti non sapea scrivere che a comodo, alle sue ore, un po' alla volta, a miccino<ref>toscanismo, "con grande parsimonia".</ref>, come [[Giovanni Battista Niccolini|Giambattista Niccolini]] a cui pareva aver lavoralo il doppio del còmpito d'una giornata quando avea composto e ricopiato a pulito una ventina di versi. E se l'aurora dell'ispirazione non si affacciava da per sé al balzo del suo cervello, il Giusti lasciava chiuse le finestre dello studio e diceva: Aspettiamo che si faccia giorno!
*L'opera del Giusti non è né compiuta né di enorme mole. Tal quale è, nel suo genere è tuttavolta unica. E già altri lo vantò con molta giustizia «creatore d'una maniera di poesia non conosciuta da nessuna nazione ».<br>Ma incompiuta e breve com'è, la sua opera è tale, per l'indole, per l'originalità e pei frutti che Italia ne ricavò e può ancora ricavarne da far sì che dopo essersi nominati Giambattista Niccolini e [[Francesco Domenico Guerrazzi]], i due più grandi Toscani contemporanei, con minor modestia dell'[[Dante Alighieri|Alighieri]] il quale accenna il proprio posto dopo Omero, Ovidio, Lucano e Virgilio, sia lecito dir del Giusti, parafrasando l'altissimo poeta:<div align=center>Essi lo fecer della loro schiera,<br>Si ch'ei fu terzo fra cotanto senno.</div>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Giusti, ''Epistolario'', [https://books.google.it/books?id=orcPAAAAQAAJ volume 1], Felice Le Monnier, Firenze, 1863.
*Giuseppe Giusti, ''Epistolario'', [https://books.google.it/books?id=wrcPAAAAQAAJ volume 2], Felice Le Monnier, Firenze, 1859.
*Giuseppe Giusti, Gino Capponi (a cura di), ''[http://books.google.co.uk/books?id=U_EIAAAAQAAJ Raccolta dei proverbi toscani]'', F. Le Monnier, Firenze, 1853.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Epistolografi]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
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[[Immagine:Adriaen van Ostade - Peasants in a Tavern.jpg|thumb|upright=1.4|''Ubriachi in una taverna'' (Adriaen van Ostade, 1635 ca.)]]
Citazioni sull''''ubriachezza''', gli '''ubriachi''' e gli '''ubriaconi'''.
==Citazioni==
*A quei tempi, al sabato sera, circolavano per le strade molti ubriachi. L'osteria era l'unico svago dei lavoratori mal pagati e mal nutriti, cui il solo odore di un bicchiere di vino dava subito alla testa. ([[Marcello Marchesi]])
*Adesso mi prendo una sbornia. Se riesco a svuotarmi il cervello, trovo subito le soluzioni giuste. (''[[La banda di Harry Spikes]]'')
*Al Denton: il tipico ubriacone del villaggio. Un uomo che ha cominciato a morire da giovane, quando ha intrapreso il suo lungo viaggio nel mare dell'alcol. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*Bevi perché sei felice, ma mai perché sei triste. Non bere mai quando non farlo ti rende infelice, o sarai come il bevitore di gin dal volto tetro dei bassifondi; ma se bevi quando saresti felice anche senza bere sarai come l'allegro contadino italiano. Non bere mai perché ne hai bisogno, poiché questo è un atto razionale che ti porta dritto alla morte e all'inferno. Ma bevi perché non ne hai bisogno, poiché questo è un atto irrazionale e l'antica salute del mondo. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*C'era una certa benignità nell'ubriachezza: c'era quell'indescrivibile splendore che essa recava, simile ai ricordi di serate effimere e svanite. ([[Francis Scott Fitzgerald]])
*– Che hai fatto al tuo compleanno?<br />– Niente.<br />– Ma dai, devi aver fatto qualcosa.<br />– No, un giorno come tutti gli altri. Mi sono alzato, mi sentivo di merda, sono andato al lavoro, mi sentivo di merda.<br />– Quelli si chiamano postumi di una sbronza.<br />– Se mi sbronzassi, almeno dopo sentirei qualcosa. (''[[I figli degli uomini]]'')
*Chi possiede più bottiglie per ubriacare i soldati e mandarli al macello, quello vince. Noi e quelli dall'altra parte del fiume abbiamo solo una cosa in comune: la puzza dell'alcool. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Come un buon [[Irlanda|irlandese]] che si rispetti, prendi una sbornia. (''[[I segreti di Filadelfia]]'')
*Cosa significa essere ubriachi? È quando hai avuto più di quanto dovresti, ma meno di quanto vorresti. ([[Aleksandr Ivanovič Lebed']])
*Così ogni ubriacatura dà la pasta dell'uomo che la sostiene. Del resto con l'alcool si passano le ore, ci si diverte a contemplare la nostra natura, i ricordi, dai quali si possono trarre gli scopi, la conclusione del perché del nostro vivere; vengono fuori qualità e vizi che non si pensava avessero tali radici radicate. ([[Mario Tobino]])
*Credo che sia sempre un errore intromettersi nelle faccende di un ubriaco. Anche se ti conosce e ti ha in simpatia, non è escluso che ti rifili un pugno sui denti. ([[Raymond Chandler]])
*– Di che nazionalità siete?<br />– Ubriacone.<br />– Allora siete cittadino del mondo. (''[[Casablanca]]'')
*È sempre difficile discorrere con un ubriaco; inutile negarlo, chi non ha bevuto si trova in uno stato d'inferiorità. ([[William Somerset Maugham]])
*È ora di ubriacarsi! Ebbri! Per non esser gli schiavi seviziati del Tempo: ubriachi! Senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù – a piacer vostro. ([[Charles Baudelaire]])
*Ebbro? Intendi sbronzo? Ovvio che sono sbronzo. Sono le [[quattro di notte|quattro del mattino]]. ([[Mordecai Richler]])
*Ingiuria un assente chi litiga con un ubriaco! ([[Publilio Siro]])
*Io sono più un bevitore di [[cognac]], sono troppo impaziente per amare il vino. Se devo ubriacarmi non ci voglio mettere tutta la sera. (''[[Un'ottima annata]]'')
*''L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina, | ne diminuisce le forze e gli procura ferite.'' (''[[Siracide]]'')
*L'ubriachezza, per esempio, è un suicidio temporaneo; la felicità che arreca è puramente negativa, una sosta momentanea dell'infelicità. ([[Bertrand Russell]])
*''L'Ubriaco è l'uom schifoso | che avvilisce la natura; | tutto dì la sepoltura | per lui aperta se ne sta. || Il far' uso del liquore | con dovuta temperanza | l'Estro sveglia, e con possanza | spinge l'Uomo a poetar.'' ([[Ferdinando Ingarrica]])
*L'ultima volta che l'ho visto era ubriaco fradicio, gli occhi bruciati dall'alcool. Ogni volta che portava la bottiglia alla bocca, non era lui che la beveva: era la bottiglia che gli beveva il cervello. (''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'')
*L'uomo ubriaco cammina in un modo che è impossibile da imitare, se si è sobri, e viceversa. ([[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|''I segreti di Twin Peaks'', prima stagione]])
*La capacità introspettiva dell'ubriachezza rivela la natura segreta di tutta l'esistenza, ma per un attimo brevissimo e fuggevole. ([[Frans Eemil Sillanpää]])
*La casa dell'ubriaco non è mai tranquilla; colà sempre è pianto e dolore. ([[Fozio]])
*La gente mostra quello che è, quando è sbronza. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'')
*La moralità entra in gioco a seconda che il piacere preceda o segua il malessere. Così, è immorale ubriacarsi perché il mal di testa segue l'atto del bere, ma se il mal di testa venisse prima e l'ubriachezza poi, ubriacarsi sarebbe morale. ([[Samuel Butler]])
*Lo sapevi che il mal di testa dopo sbronza è dato dal fatto di non avere abbastanza acqua in corpo per attivare il ciclo di Krebs? Il che è esattamente quello che succede quando muori di sete. Quindi morire di sete deve essere più o meno come una sbornia fatale che alla fine ti uccide. (''[[A Beautiful Mind]]'')
*Ma il punto, ovviamente, è che la paura più grossa dell'ubriacone non è quella di morire per colpa dell'alcol, cosa che tanto gli capiterà. È restare a corto di alcol prima che gli succede. ([[Cormac McCarthy]])
*Mia madre era sempre così ubriaca che quando ci siamo decisi di farle fare un controllo medico hanno trovato il 2% di sangue nel suo alcol. (''[[Re per una notte]]'')
*Molte voci autorevoli hanno cercato di descrivere i postumi di una sbronza, servendosi spesso di elefanti in tutù. Non funziona mai. Sa sempre di "oh-oh, un altro giro, ragazzi, facciamo vedere un po' di machismo ubriaco, oh-oh, oste, porta altre diciannove pinte, oh-oh..." ([[Terry Pratchett]])
*Nessuno confida un segreto a un {{sic|ubbriaco}}; ma ognuno lo confida a un uomo retto: dunque l'uomo retto non sarà mai {{sic|ubbriaco}}. ([[Zenone di Cizio]])
*Non bere vino fino all'ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l'ubriachezza. (''[[Libro di Tobia]]'')
*Non è facile essere sempre ubriaco. Lo farebbero tutti se fosse così facile. ([[Tyrion Lannister]])
*Non è mai saggio mettere in cantina l'ubriaco che ha smesso di bere. ([[Alain-René Lesage]])
*''Non mi ammazzerà una sbronza ma il primo bicchiere sicuro!'' ([[Gue Pequeno]])
*Non posso dirvi perché dovessi bere così tanto prima di sbronzarmi. forse per via della mia gran rabbia o del grande dolore, oppure perché mi mancava un pezzo del cervello-anima. forse per via di tutte e due le cose. ([[Charles Bukowski]])
*Ogni misero è re se il vin lo scalda, ha detto [[Alexander Pope|Pope]] nel suo ''Saggio sull'Uomo'', epperò in mezzo all'aria repubblicana, che d'ogni intorno spira, il numero de' re (secondo Pope) andrebbe aumentando.<br>Nel suo libro ''Intemperanza e Miseria'' il Léfort distingue l{{'}}''{{sic|ubbriacatura}}'' dall{{'}}''ubbriachezza'', la prima errore, la seconda vizio; ma invano egli vorrebbe trovare delle attenuanti per l'errore, che è per l'appunto questo che avvia alla colpevole abitudine.<br>È curioso che da [[Pitagora]] al [[Paolo Mantegazza|Mantegazza]] tutti i pensatori hanno alzata la voce contro l'ubbriachezza, ma non per questo il brutto vizio è cessato o accenna almeno a diminuire. ([[Lodovico Corio]])
*Per aver tessuto Vino in modo così delizioso, uno dev'essere stato quasi un Ubriacone – ma questa è la furtiva franchigia delle Labbra più schive. Gli Ubriaconi di Estate sono frequenti come gli Ubriaconi di Vino, e l'Ape che torna a casa sobria è lo Zimbello del Trifoglio. ([[Emily Dickinson]])
*[[Pitagora]] interrogato come l'ubriacone potesse contenersi dal vino, rispose: se quando non è ubbriaco mediterà quello che ha detto o fatto quand'era nell'{{sic|ubbriachezza}}. ([[Giovanni Stobeo]])
*[[Platone]] diceva: la nave, il carro l'esercito o qualunque altra cosa governata da uomo bevitore, andrà in rovina e precipizio. ([[Giovanni Stobeo]])
*Quando ci si sveglia da una sbornia, il mondo non sembra più tanto coerente. ([[Fredric Brown]])
*Quando sono ubriaco, sulla scena eseguo senza precisione dei movimenti che solo la precisione giustifica e cado nell'errore più penoso che un clown possa fare: rido delle mie stesse trovate. ([[Heinrich Böll]])
*Scrivo nei caffè, col rischio di passare per un ubriacone, e difatti lo sarei forse diventato se le potenti repubbliche non colpissero col dazio, crudelmente, gli alcool consolatori. ([[Georges Bernanos]])
*Se siete disorientati o confusi, forse siete ubriachi. Oppure siete [[Marjorie Taylor Greene]]. ([[Joe Biden]])
*Se un uomo ubriaco diventa improvvisamente muto, egli muore con convulsioni, a meno che egli non sia preso da febbre, a meno che non viva sino a quando l'ebbrezza scompaia ed egli recuperi la voce. ([[Ippocrate]])
*– Sei ubriaca!? Mi avevi promesso che non avresti bevuto oggi!<br>– Quando? Ieri sera? Ero ubriaca, non dovevi darmi retta! (''[[Glee (prima stagione)|Glee]]'')
*Soltanto una cosa è più lugubre dell'uomo che mangia solo; ed è […] l'uomo che beve solo. Un uomo solo che mangia somiglia a un animale alla mangiatoia. Ma un uomo solo che beve, somiglia a un suicida. ([[Emilio Cecchi]])
*Trovo che l'alcol assunto in dosi adeguate procuri tutti gli effetti dell'ubriachezza. (''[[Wilde (film)|Wilde]]'')
*Ubriacarsi e fumare non dava il gusto che dà ai grandi: non avevamo niente da dimenticare. ([[Marcello Marchesi]])
*Una cosa che non mi era mai piaciuta era la vista di un vecchio sporco sbronzo, che abbaia canzonacce care ai suoi padri e procede di rutto in rutto come se avesse tutta una lurida orchestra nelle sue putride budella. (''[[Arancia meccanica]]'')
*Vorrei essere sempre sbronzo. Chi lo dice ch'è male? Chi s'azzarda a dire ch'è male? I predicatori – ma quelli si sbronzano alla loro maniera. Le zitelle acide – ma quelle sono troppo infelici per capire. I moralisti – ma quelli la vita la vedono troppo da lontano per capire. ([[John Steinbeck]])
===[[Caparezza]]===
*''Bacco, | guida tu questo insano caduto per mano di femmina, | insisto, giacché il meteo ha previsto banchi di nebbia sulla mia retina. | Qui si brinda e non si lesina | anche se si dà | un'immagine pessima di se stessi, | dopo l'ennesima sorsata assimilata per te!''
*''Me ne infischio, un altro fiasco e mi addormenterò tranquillo | e al mio risveglio so che non vedrò ciò che ho veduto essendo brillo, per te.''
*''Si nutre della tua attenzione come gli ubriachi.''
===''[[I racconti di Canterbury]]''===
*Noi camminiamo su questa terra come l'uomo che è ubriaco fradicio: egli sa di avere una casa, ma non sa infilare la strada che lo meni dritto al portone; e su quella che ha trovato scivola maledettamente ad ogni passo. Nello stesso preciso camminiamo noi in questa valle di lacrime.
*O briacone, la tua faccia è stravolta, il tuo fiato acre, sei schifoso ad abbracciare. Dal tuo naso, ronfa un suono che par tu voglia dire: Sansone, Sansone. Mentre Dio sa se Sansone bevve mai vino. Tu cadi per terra come un maiale trafitto, perduta la lingua, l'onesta decenza, poiché la ubriachezza è la sepoltura dell'intelletto e della discrezione. Chi si fa schiavo del vino non può prender consiglio, non c'è rimedio.
*Quando c'è l'ubriachezza, non ci sono più segreti davvero.
==Proverbi==
*Non spingere un ubriaco; cadrà da solo. ([[proverbi armeni|armeno]])
===[[Proverbi italiani]]===
*A trincare senza misura, molto [[tempo]] non si dura.
*Addio, intelletto, chi sa quando ci rivedremo! disse il beone entrando all'osteria.
*Bocca ubriaca scopre il fondo del [[cuore]].
*Che strada pessima! disse l'ubriaco e cadde nel fosso.
*Chi pecca ubriaco, fa penitenza digiuno.
*Chi va a letto ubriaco, si alza invecchiato.
*Di quel che fai ubriaco, te ne pentirai sobrio.
*Dove entra il bere, se ne esce il sapere.
*Finalmente ho trovato il mio letto, disse l'ubriaco, e si coricò nel truogolo del porco.
*Gente ubriaca, vede doppio.
*La sera beoni, al mattino babbioni.
*La vista di un ubriaco è la miglior lezione di sobrietà.
*L'[[eccesso]] della [[gioia]] divien [[tristezza]], e l'eccesso del vino ubriachezza.
*L'ubriacatura rivela ciò che è nascosto.
*L'ubriachezza non è colpa del [[vino]], ma di chi lo beve.
*L'uomo ubriaco dice al vino: io ti perdono il male che mi fai per il bene che mi dai.
*Male è quando il vino diventa padrone dell'uomo.
*Non lottare con gli ubriachi.
*Prodigo e bevitor di vino, non fa né forno né mulino.
*Quando Bacco ti piglia la testa, anche i piedi non sono più tuoi.
*Quando Bacco trionfa, il pensiero fugge.
*Quando l'ubriacatura è passata, sopraggiunge il pentimento.
*Quando l'ubriaco dorme, non bisogna svegliarlo.
*Quando tutti ti dicono briaco va a dormire. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*Un pastore ubriaco fa il gregge sbandato.
*Una buona ubriacatura, nove giorni dura.
*Una notte ubriaca fa un mattino nuvoloso.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Alcolismo]]
*[[Bevanda alcolica]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Bevande alcoliche]]
[[Categoria:Tossicologia]]
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Divina Commedia
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Micione
5365
note e minuzie
1427545
wikitext
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{{Nota disambigua|descrizione=altri significati|titolo=[[La Divina Commedia (disambigua)]]}}
[[File:Divina Commedia 1555 Edition.png|thumb|Frontespizio dell'edizione giolitina, la prima intitolata ''La Divina Comedia'' (1555)]]
{{Torna a|Dante Alighieri}}
'''''Divina Commedia''''', conosciuta anche come '''''Comedìa''''' o '''''Commedia''''', poema allegorico-didascalico di [[Dante Alighieri]] scritto tra il 1304 e il 1321.
==''Inferno''==
[[File:Alighieri - Divina Commedia, Nel mille quatro cento septe et due nel quarto mese adi cinque et sei - 2384293 id00022000 Scan00006.jpg|miniatura|Incipit dell'''editio princeps'' (1472)]]
===[[Incipit]]===
<poem>
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
</poem>
===Citazioni===
*''Allor fu la [[paura]] un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la [[notte]] ch'i' passai con tanta pieta.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|paura|I, 19-21}})
*''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta | una lonza {{NDR|lince o leopardo}}''<ref>La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la [[lussuria]].</ref>'' leggiera e presta molto, | che di pel maculato era coverta; | e non mi si partìa dinanzi al volto, | anzi 'mpediva tanto il mio cammino, | ch'i' fui per ritornar più volte vòlto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|Ed ecco|I, 31-36}})
*''Ma non sì che [[paura]] non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]''<ref>Rappresenta qui la [[superbia]].</ref>''. | Questi parea che contra me venisse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne tremesse. | Ed una [[lupo|lupa]]''<ref>La lupa è per Dante il simbolo dell'[[avarizia]].</ref>'', che di tutte brame | sembrava carca ne la sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] de l'altezza.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|ma non sì che paura non mi desse|I, 44-54}})
*''O de li altri poeti onore e lume, | vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore | che m' ha fatto cercar lo tuo volume. | Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore, | tu se' solo colui da cu' io tolsi | lo bello stilo che m' ha fatto onore. | Vedi la bestia per cu' io mi volsi; | aiutami da lei, famoso saggio, | ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altri poeti|I, 82-90}})
*[...] ''ché questa bestia, per la qual tu gride, | non lascia altrui passar per la sua via, | ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; || e ha natura sì malvagia e ria, | che mai non empie la bramosa voglia, | e dopo 'l pasto ha più fame che pria. || Molti son li animali a cui s'ammoglia | e più saranno ancora, infin che 'l [[veltro]] | verrà, che la farà morir con doglia. || Questi non ciberà terra né peltro, | ma sapïenza, amore e virtute, | e sua nazion sarà tra feltro e feltro. || Di quella umile Italia fia salute | per cui morì la vergine Cammilla, | Eurialo e Turno e Niso di ferute. || Questi la caccerà per ogne villa | fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno | là ove 'nvidia prima dipartilla.'' ([[Publio Virgilio Marone|Virgilio]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|altro viaggio|I, 94-111}})
*''O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; | o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, | qui si parrà la tua nobilitate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto I|O muse, o alto ingegno, or m'aiutate|II, 7-9}})
*''Ma io, perché venirvi? o chi 'l concede? | Io non [[Enea|Enëa]], io non [[Paolo di Tarso|Paulo]] sono; | me degno a ciò né io né altri 'l crede.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Ma io, perché venirvi?|II, 31-33}})
*''Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Intendi me' ch'i' non ragiono|II, 36}})
*[...] ''l'anima tua è da viltade offesa; | la qual molte fïate l'omo ingombra | sì che d'onrata impresa lo rivolve, | come falso veder bestia quand'ombra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|L'anima tua è da viltade offesa|II, 45-48}})
*''Io era tra color che son sospesi, | e donna mi chiamò beata e bella, | tal che di comandare io la richiesi.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Io era tra color che son sospesi|II, 52-54}})
*''O anima cortese mantoana, | di cui la fama ancor nel mondo dura, | e durerà quanto 'l mondo lontana,'' [...] ([[Beatrice Portinari|Beatrice]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|O anima cortese mantoana|II, 58-60}})
*[...] ''l'amico mio, e non de la ventura'' [...].<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/53|p. 21]].</ref> (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|l'amico mio, e non de la ventura|II, 61}})
*''I' son Beatrice che ti faccio andare; | vegno del loco ove tornar disio; | amor mi mosse, che mi fa parlare.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|I' son Beatrice che ti faccio andare|II, 70-72}})
*''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son [[paura|paurose]].'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Temer si dee di sole quelle cose|II, 88-90}})
*''[[Maria|Donna]] è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov'io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Donna è gentil nel ciel che si compiange|II, 94-96}})
*''[[Santa Lucia|Lucia]], nimica di ciascun crudele'' [...]. (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Lucia|II, 100}})
*''Beatrice, loda di Dio vera, | ché non soccorri quei che t'amò tanto, | ch'uscì per te de la volgare schiera? | Non odi tu la pieta del suo pianto, | non vedi tu la morte che 'l combatte | su la fiumana ove 'l mar non ha vanto?'' (Lucia: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Beatrice, loda di Dio vera|II, 103-108}})
*''Dunque: che è perché, perché restai, | perché tanta viltà nel core allette, | perché ardire e franchezza non hai, | poscia che tai tre donne benedette | curan di te ne la corte del cielo, | e 'l mio parlar tanto ben ti promette?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|perché restai|II, 121-126}})
*''Or va, ch'un sol volere è d'ambedue: | tu duca, tu segnore e tu maestro.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto II|Or va, ch'un sol volere è d'ambedue|II, 139-140}})
*''Per me si va ne la [[inferno|città dolente]], | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | [[Giustizia]] mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Per me si va ne la città dolente|III, 1-9}})
*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Senza infamia e senza lode|Senza infamia e senza lode]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Senza infamia e senza lode|III, 34-36}})
*''Questi non hanno speranza di morte, | e la lor cieca vita è tanto bassa, | che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte. | Fama di loro il mondo esser non lassa; | misericordia e giustizia li sdegna: | non ragioniam di lor, ma guarda e passa.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Non ragioniam di lor, ma guarda e passa|Non ragioniam di lor, ma guarda e passa]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Questi non hanno speranza di morte|III, 46-51}})
*{{NDR|Su [[papa Celestino V]]<ref>Dante non indica espressamente il nome dell'anima a cui si riferisce. La maggior parte dei critici concorda sul fatto che si tratti di Pietro da Morrone (ovvero Celestino V), ma altre teorie propendono per [[Esaù]] o [[Ponzio Pilato]]. Per approfondire {{Cfr|m}} ''[[w:Che fece per viltade il gran rifiuto|Che fece per viltade il gran rifiuto]]'' su Wikipedia.</ref>}} [...] ''colui | che fece per viltade il gran rifiuto''. (III, 59-60)
*[...] ''a Dio spiacenti e a' nemici sui''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Incontanente intesi e certo fui|III, 63}})
*''Ed ecco verso noi venir per nave | [[Caronte|un vecchio]], bianco per antico pelo, | gridando: "Guai a voi, anime prave! || Non isperate mai veder lo cielo: | i' vegno per menarvi a l'altra riva | ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. || E tu che se' costì, anima viva, | pàrtiti da cotesti che son morti". | Ma poi che vide ch'io non mi partiva, || disse: "Per altra via, per altri porti | verrai a piaggia, non qui, per passare: | più lieve legno convien che ti porti".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Ed ecco|III, 82-93}})
*''Vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare.''<ref name=vuolsi>{{Cfr}} ''[[w:Vuolsi così colà dove si puote|Vuolsi così colà dove si puote]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|vuolsi così colà dove si puote|III, 95-96}})
*''Quinci fuor quete le lanose gote | al nocchier de la livida palude, | che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|nocchier|III, 97-99}})
*''[[Caronte|Caron]] dimonio, con [[occhio|occhi]] di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Caron dimonio|III, 109-111}})
*''"Figliuol mio", disse 'l maestro cortese, | "quelli che muoion ne l'[[ira di Dio]] | tutti convegnon qui d'ogne paese; | e pronti sono a trapassar lo rio, | ché la divina giustizia li sprona, | sì che la tema si volve in disio.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto III|Figliuol mio|III, 121–125}})
*''Intanto voce fu per me udita: | "Onorate [[Publio Virgilio Marone|l'altissimo poeta]]; | l'ombra sua torna, ch'era dipartita".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Onorate l'altissimo poeta|IV, 79-81}})
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è [[Omero]] poeta sovrano''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Mira colui|IV, 86–88}})
*''Poi ch'innalzai un poco più le ciglia, | vidi 'l maestro di color che sanno {{NDR|[[Aristotele]]}} | seder tra filosofica famiglia''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Poi ch'innalzai|IV, 130-132}})
*''[[Democrito]], che 'l mondo a caso pone.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|Democrito|IV, 136}})
*''E vidi il buono accoglitor del quale, | [[Dioscoride|Dïascoride]] dico''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|E vidi|IV, 139-140}})
*''Così discesi del cerchio primaio | giù nel secondo, che men loco cinghia | e tanto più dolor, che punge a guaio. | Stavvi [[Minosse|Minòs]] orribilmente, e ringhia: | essamina le colpe ne l'intrata; | giudica e manda secondo ch'avvinghia.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Così discesi|V, 1-6}})
*''"O tu che vieni al doloroso ospizio", | disse Minòs a me quando mi vide, | lasciando l'atto di cotanto offizio, | "guarda com'entri e di cui tu ti fide; | non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!". | E 'l duca mio a lui: "Perché pur gride? | Non impedir lo suo fatale andare: | vuolsi così colà dove si puote | ciò che si vuole, e più non dimandare".''<ref name=vuolsi/> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|O tu che vieni|V, 16-21}})
*''«La prima di color di cui novelle | tu vuo' saper» mi disse quelli {{NDR|Virgilio}} allotta, | «fu imperadrice di molte favelle. | A vizio di [[lussuria]] fu sì rotta, | che lìbito fé licito in sua legge | per tòrre il biasimo in che era condotta. | Ell'è [[Semiramide|Semiramis]], di cui si legge | che succedette a Nino e fu sua sposa: | tenne la terra che 'l Soldan corregge. | L'altra è [[Didone|colei]] che s'ancise amorosa | e ruppe fede al cener di Sicheo; | poi è [[Cleopatra|Cleopatràs]] lussurïosa''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|La prima di color di cui novelle|V, 52–63}})
*''Siede [[Romagna|la terra]] dove nata fui | su la marina dove 'l Po discende | per aver pace co' seguaci sui.'' ([[Francesca da Rimini]]: V, 97-99)
*''[[Amore|Amor]], ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte. | Caina attende chi a vita ci spense.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Amor, ch'a nullo amato amar perdona|Amor, ch'a nullo amato amar perdona]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Amor|V, 100-107}})
*''E quella {{NDR|Francesca}} a me: «Nessun maggior [[dolore]] | che ricordarsi del tempo [[felicità e infelicità|felice]] | ne la [[felicità e infelicità|miseria]]; e ciò sa 'l tuo dottore».'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|E quella a me|V, 121-123}})
*''Quando leggemmo il disïato riso | esser basciato da cotanto amante, | questi, che mai da me non fia diviso, | la bocca mi basciò tutto tremante.''<ref>Secondo [[Umberto Saba]] (''Scorciatoie e raccontini'') il verso «''La bocca mi baciò tutto tremante''» è uno dei due più belli della letteratura italiana insieme a «''L'uno buggera l'altro, Santità''», tratto da un sonetto classicamente attribuito a [[Giuseppe Gioachino Belli]] ma probabilmente apocrifo.</ref>'' | Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: | quel giorno più non vi leggemmo avante.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Galeotto fu il libro|Galeotto fu il libro]]'' su Wikipedia.</ref> (Francesca da Rimini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Quando leggemmo|V, 133-138}})
*''Mentre che l'uno spirto questo disse, | l'altro piangëa, sì che di pietade | io venni men così com'io morisse. | E caddi come corpo morto cade.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto V|Mentre che l'uno spirto questo disse|V, 139-142}})
*''Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: | per la dannosa colpa della [[Gola (ingordigia)|gola]], | come tu vedi, alla pioggia mi fiacco''. (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Voi cittadini mi chiamaste Ciacco|VI, 52–54}})
*''Giusti son due, e non vi sono intesi; | superbia, invidia e avarizia sono | le tre faville c'hanno i cuori accesi.'' (Ciacco: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VI|Giusti son due, e non vi sono intesi|VI, 73-75}})
*''Pape Satàn, pape Satàn aleppe!''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Pape Satàn, pape Satàn aleppe|Pape Satàn, pape Satàn aleppe]]'' su Wikipedia.</ref> (Pluto: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Pape Satàn|VII, 1}})
*''Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e [[papa|papi]] e [[cardinale|cardinali]], | in cui usa [[avarizia]] il suo soperchio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Questi fuor cherci|VII, 46–48}})
*[...] ''Oh creature sciocche, | quanta ignoranza è quella che v'offende! | Or vo' che tu mia sentenza ne 'mbocche. | Colui lo cui saver tutto trascende, | fece li cieli e diè lor chi conduce | sì, ch'ogne parte ad ogne parte splende, | distribuendo igualmente la luce. | Similemente a li splendor mondani | ordinò [[Fortuna|general ministra e duce]] | che permutasse a tempo li ben vani | di gente in gente e d'uno in altro sangue, | oltre la difension d'i senni umani; | per ch'una gente impera e l'altra langue, | seguendo lo giudicio di costei, | che è occulto come in erba l'angue. | Vostro saver non ha contasto a lei: | questa provede, giudica, e persegue | suo regno come il loro li altri dèi. | Le sue permutazion non hanno triegue: | necessità la fa esser veloce; | sì spesso vien chi vicenda consegue. | Quest'è colei ch'è tanto posta in croce | pur da color che le dovrien dar lode, | dandole biasmo a torto e mala voce; | ma ella s'è beata e ciò non ode: | con l'altre prime creature lieta | volve sua spera e beata si gode.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|E quelli a me: Oh creature sciocche|VII, 70-96}})
*''Fitti nel limo dicon:'' {{NDR|gli [[ira]]condi}}'' "Tristi fummo | ne l'aere dolce che dal sol s'allegra, | portando dentro accidïoso fummo: | or ci attristiam ne la belletta negra". | Quest'inno si gorgoglian ne la strozza, | ché dir nol posson con parola integra.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VII|Fitti nel limo|VII, 121–126}})
*''Or se' giunta, anima fella!'' (il demone [[Flegias|Flegiàs]] a Dante; {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Or se' giunta|VIII, 18}})
*''Quanti si tegnon or là sù gran regi | che qui staranno come porci in brago, | di sé lasciando orribili dispregi!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Quanti si tegnon|VIII, 49-51}})
*''Chi è costui che sanza morte | va per lo regno de la morta gente?'' (demoni: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi è costui che sanza morte|VIII, 84-85}})
*''Chi m' ha negate le dolenti case!'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto VIII|Chi m' ha negate|VIII, 120}})
*''O voi ch'avete li 'ntelletti sani, | mirate la dottrina che s'asconde | sotto 'l velame de li versi strani.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto IX|O voi|IX, 61-63}})
*''Però a la dimanda che mi faci | quinc'entro satisfatto sarà tosto, | e al disio ancor che tu mi taci. || E io: «Buon duca, non tegno riposto | a te mio cuor se non per dicer poco, | e tu m'hai non pur mo a ciò disposto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Però a la dimanda che mi faci|X, 16-21}})
*''Ed el mi disse: "Volgiti! Che fai? | Vedi là Farinata che s'è dritto: | da la cintola in sù tutto 'l vedrai". || Io avea già il mio viso nel suo fitto; | ed el s'ergea col petto e con la fronte | com'avesse l'inferno a gran dispitto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto X|Ed el mi disse|X, 31-36}})
*''D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista, | ingiuria è 'l fine, ed ogne fin cotale | o con forza o con frode altrui contrista. | Ma perché frode è de l'uom proprio male, | più spiace a Dio; e però stan di sotto | li frodolenti, e più dolor li assale.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|D'ogne malizia|XI, 22-27}})
*''Puossi far forza ne la deïtade, | col cor negando e [[bestemmia]]ndo quella, | e spregiando natura e sua bontade; | e però lo minor giron suggella | del segno suo e Soddoma e Caorsa | e chi, spregiando Dio col cor, favella.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Puossi far forza|XI, 46-51}})
*''La [[frode]], ond'ogne coscïenza è morsa, | può l'omo usare in colui che 'n lui fida | e in quel che fidanza non imborsa. | Questo modo di retro par ch'incida | pur lo vinco d'amor che fa natura; | onde nel cerchio secondo s'annida | ipocresia, lusinghe e chi affattura, | falsità, ladroneccio e simonia, | ruffian, baratti e simile lordura.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|La frode|XI, 52-60}})
*''O sol che sani ogne vista turbata, | tu mi contenti sì quando tu solvi, | che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|O sol che sani|XI, 91-93}})
*''Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'[[usura|usuriere]] altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XI|Da queste due, se|XI, 106-111}})
*[...] ''e 'n su la punta de la rotta lacca | l'infamïa di [[Creta|Creti]] era distesa || che fu concetta ne la falsa vacca; | e quando vide noi, sé stesso morse, | sì come quei cui l'ira dentro fiacca. || Lo savio mio inver' lui gridò: "Forse | tu credi che qui sia 'l [[Teseo|duca d'Atene]], | che sù nel mondo la morte ti porse? || Pàrtiti, bestia, ché questi non vene | ammaestrato da la tua sorella, | ma vassi per veder le vostre pene". || Qual è quel toro che si slaccia in quella | c'ha ricevuto già 'l colpo mortale, | che gir non sa, ma qua e là saltella, || vid'io lo [[Minotauro]] far cotale; | e quello accorto gridò: "Corri al varco; | mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale"''. ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XII|XII, 11-27]])
*''Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che 'n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.'' ([[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 7-9]])
*''[[Credere|Cred]]'io ch'ei credette ch'io credesse'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|Cred'io ch'ei credette ch'io credesse|XIII, 25}})
*''Io son colui che tenni ambo le chiavi | del cor di Federigo, e che le volsi, | serrando e disserrando''. ([[Pier della Vigna]]: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 58-60]])
*''L'animo mio, per disdegnoso gusto, | credendo col morir fuggir disdegno, | ingiusto fece me contra me giusto''. (Pier della Vigna: [[:s:Divina Commedia/Inferno/Canto XIII|XIII, 70-72]])
*[...] ''Siete voi qui, [[Brunetto Latini|ser Brunetto]]?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Siete voi qui, ser Brunetto?|XV, 30}})
*[...] ''Se tu segui tua stella, | non puoi fallire a glorïoso porto, | se ben m'accorsi ne la vita bella; | e s'io non fossi sì per tempo morto, | veggendo il cielo a te così benigno, | dato t'avrei a l'opera conforto. | Ma quello ingrato popolo maligno | che discese di Fiesole ab antico, | e tiene ancor del monte e del macigno, | ti si farà, per tuo ben far, nimico; | ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi | si disconvien fruttare al dolce fico. | Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; | gent'è avara, invidiosa e superba: | dai lor costumi fa che tu ti forbi. | La tua fortuna tanto onor ti serba, | che l'una parte e l'altra avranno fame | di te; ma lungi fia dal becco l'erba. | Faccian le bestie fiesolane strame | di lor medesme, e non tocchin la pianta, | s'alcuna surge ancora in lor letame, | in cui riviva la sementa santa | di que' Roman che vi rimaser quando | fu fatto il nido di malizia tanta.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se tu segui tua stella|XV, 55-78}})
*''"Se fosse tutto pieno il mio dimando", | rispuos'io lui, "voi non sareste ancora | de l'umana natura posto in bando; | ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, | la cara e buona imagine paterna | di voi quando nel mondo ad ora ad ora | m'insegnavate come l'uom s'etterna: | e quant'io l'abbia in grado, mentr'io vivo | convien che ne la mia lingua si scerna.'' | [...] | ''Tanto vogl'io che vi sia manifesto, | pur che mia coscïenza non mi garra, | ch'a la Fortuna, come vuol, son presto. | Non è nuova a li orecchi miei tal arra: | però giri Fortuna la sua rota | come le piace, e 'l villan la sua marra".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Se fosse tutto pieno il mio dimando|XV, 79-96}})
*[...] ''Bene ascolta chi la nota.'' (Brunetto Latini: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Bene ascolta chi la nota|XV, 99}})
*''Poi si rivolse, e parve di coloro | che [[corsa|corrono]] a Verona il drappo verde | per la campagna; e parve di costoro | quelli che vince, non colui che perde.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XV|Poi si rivolse|XV, 121-124}})
*''Ahi quanto cauti li uomini esser dienno | presso a color che non veggion pur l'ovra, | ma per entro i pensier miran col senno!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Ahi quanto cauti|XVI, 118-120}})
*''Sempre a quel ver c' ha faccia di menzogna | de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, | però che sanza colpa fa vergogna''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVI|Sempre a quel ver|XVI, 124-126}})
*''Ecco la fiera con la coda aguzza, | che passa i monti e rompe i muri e l'armi! | Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XVII|Ecco la fiera con la coda aguzza|XVII, 1-3}})
*''O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O Simon mago|XIX, 1-6}})
*''O somma sapïenza, quanta è l'arte | che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, | e quanto giusto tua virtù comparte!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|O somma sapïenza|XIX, 10-12}})
*''E io: "Tanto m'è bel, quanto a te piace: | tu se' segnore, e sai ch'i' non mi parto | dal tuo volere, e sai quel che si tace".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Tanto m'è bel|XIX, 37-39}})
*''Ed el'' {{NDR|[[papa Niccolò III]]}} ''gridò: "Se' tu già costì ritto, | se' tu già costì ritto, [[Papa Bonifacio VIII|Bonifazio]]? | Di parecchi anni mi mentì lo scritto. | Se' tu sì tosto di quell'aver sazio | per lo qual non temesti tòrre a 'nganno | la bella donna'' {{NDR|la Chiesa}}'', e poi di farne strazio?".'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Ed el gridò|XIX, 52-57}})
*''Nuovo Iasón sarà, di cui si legge | ne' Maccabei; e come a quel fu molle | suo re, così fia [[Papa Clemente V|lui]] chi Francia regge. {{NDR|[[Filippo il bello]]}}'' (papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Nuovo Iasón sarà|XIX, 85-87}})
*''Deh, or mi dì: quanto tesoro volle | Nostro Segnore in prima da san Pietro | ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? | Certo non chiese se non "Viemmi retro". [...] E se non fosse ch'ancor lo mi vieta | la reverenza de le somme chiavi | che tu tenesti ne la vita lieta, | io userei parole ancor più gravi; | ché la vostra avarizia il mondo attrista, | calcando i buoni e sollevando i pravi. [...] Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; | e che altro è da voi a l'idolatre, | se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? | Ahi, [[Costantino I|Costantin]], di quanto mal fu matre, | non la tua conversion, ma quella dote | che da te prese il primo ricco patre!'' (Dante a papa Niccolò III: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XIX|Deh, or mi dì|XIX, 90-117}})
*''Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto | di tua lezione, or pensa per te stesso | com'io potea tener lo viso asciutto''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Se Dio ti lasci|XX, 19-21}})
*''Ancor se' tu de li altri sciocchi? | Qui vive la pietà quand'è ben morta; | chi è più scellerato che colui | che al giudicio divin passion comporta?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Ancor se' tu|XX, 27-30}})
*''Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché [[divinazione|volse veder troppo davante]], | di retro guarda e fa retroso calle.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Mira c' ha fatto|XX, 37-39}})
*''Suso in Italia bella giace un laco, | a piè de l'Alpe che serra Lamagna | sovra Tiralli, c'ha nome [[Lago di Garda|Benaco]]''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Suso in Italia bella|XX, 61-63}})
*''Fer la città sovra quell'ossa morte; | e per colei che 'l loco prima elesse, | Mantüa l'appellar sanz'altra sorte''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Fer la città sovra|XX, 91-93}})
*''E io: "Maestro, i tuoi ragionamenti | mi son sì certi e prendon sì mia fede, | che li altri mi sarien carboni spenti"''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Maestro, i tuoi ragionamenti|XX, 100-102}})
*''Quell'altro che ne' fianchi è così poco, | [[Michele Scoto|Michele Scotto]] fu, che veramente | de le magiche frode seppe 'l gioco.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Michele Scotto|XX, 115-117}})
*[...] ''O Malebranche, | ecco un de li anzïan di Santa Zita! | Mettetel sotto, ch'i' torno per anche | a [[Lucca|quella terra]] ch'i' ho ben fornita: | Ogn'uom v'è barattier, fuor che Bonturo; | del no, per li [[denaro|denar]], vi si fa ita.''<ref>''Ita'' in latino significa "sì".</ref> (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|O Malebranche|XXI, 37-42}})
*''Quel s'attuffò, e tornò sù convolto; | ma i demon che del ponte avean coperchio, | gridar: "Qui non ha loco il Santo Volto! | qui si nuota altrimenti che nel Serchio! | Però, se tu non vuo' di nostri graffi, | non far sopra la pegola soverchio". | Poi l'addentar con più di cento raffi, | disser: "Coverto convien che qui balli, | sì che, se puoi, nascosamente accaffi".''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Qui non ha loco il Santo Volto!|Qui non ha loco il Santo Volto!]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|Quel s'attuffò|XXI, 46-54}})
*''Ed elli avea [[Flatulenza|del cul]] [[Trombettiere|fatto trombetta]].'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXI|ed elli|XXI, 139}})
*''Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa | coi santi, e in taverna coi ghiottoni.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa|XXII, 14-15}})
*''Tra male gatte era venuto 'l sorco.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXII|Tra male gatte era venuto 'l sorco|XXII, 58}})
*''Ahi [[Pistoia]], Pistoia, ché non stanzi | d'incenerarti sì che più non duri, | poi che 'n mal fare il [[seme]] tuo avanzi?'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Ahi Pistoia|XXV, 10-12}})
*[...] ''come procede innanzi da l'ardore, | per lo papiro suso, un [[marrone|color bruno]] | che non è nero ancora e 'l bianco more.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|come procede innanzi da l'ardore|XXV, 64-66}})
*''Come 'l [[ramarro]] sotto la gran fersa | dei [[giorno|dì]] canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'[[pancia|epe]] | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro [[cibo|alimento]], a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l [[serpente]] e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l [[fumo|fummo]] si scontrava. | Taccia [[Marco Anneo Lucano|Lucano]] omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte [[poesia|poetando]], io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le [[occhio|lucerne]] empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.''<ref>Nella settima bolgia delle [[w:Malebolge|Malebolge]] sono puniti i [[ladro|ladri]]. La metà di questi ha sembianze di serpente, mentre l'altra metà vanta aspetto umano, e quando un serpente morde un uomo, questo diventa serpente e l'altro diviene uomo, si scambiano i ruoli: nei versi proposti, Dante descrive la raccapricciante metamorfosi di ambedue le specie, definendosi in ciò superiore a [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]], autore delle celebri ''[[Publio Ovidio Nasone#Metamorfosi|Metamorfosi]]'', e a [[Marco Anneo Lucano|Lucano]], nipote di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] e autore del ''[[Marco Anneo Lucano#Pharsalia|Bellum civile]]''. Ovidio e Lucano sono già stati visti da Dante e [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] sua guida nel Limbo ([[s:Divina Commedia/Inferno/Canto IV|IV]], v. 90).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXV|Come 'l ramarro sotto la gran fersa|XXV, 79-135}})
*''Godi, [[Firenze|Fiorenza]], poi che se' sì grande | che per mare e per terra batti l'ali, | e per lo 'nferno tuo nome si spande!'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Godi, Fiorenza|XXVI, 1-3}})
*''Là dentro si martira | [[Ulisse]] e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Rispuose a me: "Là dentro si martira|XXVI, 55-60}})
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e [[conoscenza|canoscenza]].'' ([[Ulisse]]: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Considerate la vostra semenza|XXVI, 118-120}})
*''Li miei compagni fec'io sì aguti, | con questa orazion picciola, al cammino, | che a pena poscia li avrei ritenuti; | e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo, | sempre acquistando dal lato mancino.'' (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Li miei compagni fec'io sì aguti|XXVI, 121-126}})
*''Cinque volte racceso e tante casso | lo lume era di sotto dalla [[luna]] | poi ch'entrati eravam nell'alto passo,'' [...] (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|Cinque volte racceso|XXVI, 130-132}})
*[...] ''infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso]]'' su Wikipedia.</ref> (Ulisse: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|infin che 'l mar fu sovra noi richiuso|XXVI, 142}})
*''Romagna tua non è, e non fu mai, | sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. | Ravenna sta come stata è molt'anni: | l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. | La terra che fé già la lunga prova | e di Franceschi sanguinoso mucchio, | sotto le branche verdi si ritrova. | E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, | che fecer di Montagna il mal governo, | là dove soglion fan d'i denti succhio. | Le città di Lamone e di Santerno | conduce il lïoncel dal nido bianco, | che muta parte da la state al verno. | E quella cu' il Savio bagna il fianco,'' {{NDR|[[Cesena]]}} ''| così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, | tra tirannia si vive e stato franco.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|E quella|XXVII, 37-54}})
*''Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero, | credendomi, sì cinto, fare ammenda; | e certo il creder mio venìa intero, | se non fosse il gran prete ''{{NDR|papa Bonifacio VIII}}'', a cui mal prenda!'' (Guido da Montefeltro: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|Io fui uom d'arme|XXVII, 67-70}})
*''Ch'assolver non si può chi non si [[pentimento|pente]], | né pentere e volere insieme puossi | per la contradizion che nol consente.'' (un diavolo: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVII|assolver non si può chi non si pente|XXVII, 118-120}})
*''Già [[Botte|veggia]], per mezzul perdere o lulla, | com'io vidi un, così non si pertugia, | rotto dal mento infin dove si trulla. | Tra le gambe pendevan le minugia; | la corata pareva e 'l tristo sacco | che merda fa di quel che si trangugia. | Mentre che tutto in lui veder m'attacco, | guardommi e con le man s'aperse il petto, | dicendo: "Or vedi com'io mi dilacco! | vedi come storpiato è [[Maometto|Mäometto]]! | Dinanzi a me sen va piangendo [[ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib|Alì]], | fesso nel volto dal mento al ciuffetto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Già veggia|XXVIII, 22-33}})
*[...] ''rimembriti di Pier da Medicina, | se mai torni a veder lo dolce piano | che da Vercelli a Marcabò dichina.'' (Pier da Medicina: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Pier da Medicina|XXVIII, 73-75}})
*[...] ''Questi è desso, e non favella. | Questi, scacciato, il dubitar sommerse | in [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], affermando che 'l fornito | sempre con danno l'attender sofferse.'' (Pier da Medicina su Gaio Scribonio Curione: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Questi è desso|XXVIII, 98-99}})
*''E un ch'avea l'una e l'altra man mozza, | levando i moncherin per l'aura fosca, | sì che [[Emorragia|'l sangue facea la faccia sozza]], | gridò: "Ricordera' ti anche del [[Mosca dei Lamberti|Mosca]], | che disse, lasso!, 'Capo ha cosa fatta', | che fu mal seme per la gente tosca". | E io li aggiunsi: "E morte di tua schiatta"; | per ch'elli, accumulando duol con duolo, | sen gio come persona trista e matta.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Cosa fatta capo ha|Cosa fatta capo ha]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|Mosca dei Lamberti|XXVIII, 103-111}})
*[...] ''[[coscienza morale|coscïenza]] m'assicura, | la buona compagnia che l'uom francheggia | sotto l'asbergo del sentirsi pura.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVIII|coscienza m'assicura|XXVIII, 115-117}})
*''"Io fui d'[[Arezzo]], e Albero da [[Siena]]", | rispuose l'un, "mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Io fui d'Arezzo|XXIX, 109-111}})
*''Or fu già mai | gente sì vana come la [[Siena|sanese]]? | Certo non la francesca sì d'assai!'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXIX|Or fu già mai|XXIX, 121-123}})
*''E io a lui: "Chi son li due tapini | che fumman come man bagnate 'l verno, | giacendo stretti a' tuoi destri confini?". || "Qui li trovai – e poi volta non dierno –", | rispuose, "quando piovvi in questo greppo, | e non credo che dieno in sempiterno. || L'una è [[Moglie di Putifarre|la falsa]] ch'accusò [[Giuseppe (patriarca)|Gioseppo]]; | l'altr'è 'l falso [[Sinone|Sinon]] greco di Troia: | per febbre aguta gittan tanto leppo".'' (XXX, 91-99)
*''Maggior difetto men vergogna lava''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Maggior difetto men vergogna lava|XXX, 142}})
*''Ché voler ciò udire è bassa voglia''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Ché voler ciò udire è bassa voglia|XXX, 148}})
*''Dove l'argomento de la mente | s'aggiugne al mal volere e a la possa, | nessun riparo vi può far la gente''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Dove l'argomento de la mente|XXXI, 55-57}})
*''"Raphèl maì amècche zabì almi", | cominciò a gridar la fiera bocca, | cui non si convenia più dolci salmi. || E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, | tienti col corno, e con quel ti disfoga | quand'ira o altra passïon ti tocca! || Cércati al collo, e troverai la soga | che 'l tien legato, o anima confusa, | e vedi lui che 'l gran petto ti doga". || Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; | questi è [[Nimrod|Nembrotto]] per lo cui mal coto | pur un linguaggio nel mondo non s'usa. || Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; | ché così è a lui ciascun linguaggio | come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Raphèl maí amècche zabí almi|Raphèl maí amècche zabí almi]]'' su Wikipedia.</ref> (XXXI, 67-81)
*''Qual pare a riguardar la [[Bologna|Garisenda]] | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve [[Anteo]] a me che stava a bada | di vederlo chinare.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Garisenda|XXXI, 136 – 138}})
*''La bocca sollevò dal fiero pasto | quel peccator, forbendola a' capelli | del capo ch'elli avea di retro guasto.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|La bocca sollevò dal fiero pasto|XXXIII, 1-3}})
*[...] ''Tu vuo' ch'io rinovelli | disperato dolor che 'l cor mi preme | già pur pensando, pria ch'io ne favelli.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Tu vuo' ch'io rinovelli|XXXIII, 4-6}})
*''Questi pareva a me maestro e donno, | cacciando il lupo e' lupicini al monte | per che i Pisan veder Lucca non ponno.'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Questi|XXXIII, 28-30}})
*''Ben se' crudel, se tu già non ti duoli | pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava; | e se non piangi, di che pianger suoli?'' (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ben se' crudel, se tu già non ti duoli|XXXIII, 40-42}})
*''Poscia, più che 'l dolor, poté 'l [[digiuno]]''.<ref>{{Cfr}} ''[[w:Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno|Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno]]'' su Wikipedia.</ref> (Ugolino: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Poscia|XXXIII, 75}})
*''Ahi [[Pisa]], vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l [[sì]] suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovasi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! | Che se 'l conte Ugolino aveva voce | d'aver tradita te de le castella, | non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Bel paese|Bel paese]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Pisa|XXXIII, 79-87}})
*''Ahi [[Genovesi]], uomini diversi | d'ogni costume e pien d'ogni magagna, | perché non siete voi del mondo spersi? | Che col peggior spirto di Romagna | trovai di voi un tal {{NDR|Branca d'Oria}}, che, per sua opra, | in anima in Cocito già si bagna | ed in corpo par vivo ancor di sopra''. ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIII|Ahi Genovesi|XXXIII, 151 – 157}})
*''Vexilla regis prodeunt inferni'' [...].<ref>{{Cfr}} ''[[w:Vexilla regis prodeunt inferni|Vexilla regis prodeunt inferni]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Vexilla regis prodeunt inferni|XXXIV, 1}})
*''Io non mori' e non rimasi vivo: | pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, | qual io divenni, d'uno e d'altro privo.'' ({{Source|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXIV|Io non mori' e non rimasi vivo|XXXIV, 25-27}})
*''Lo [[Lucifero|'mperador del doloroso regno]] | da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia'' [...]. (XXXIV, 28-29)
*''S'el fu sì bel com'elli è ora brutto, | e contra 'l suo fattore alzò le ciglia, | ben dee da lui procedere ogne lutto.'' (XXXIV, 34-36)
*''Da ogne bocca dirompea co' denti | un peccatore, a guisa di maciulla, | sì che tre ne facea così dolenti. || A quel dinanzi il mordere era nulla | verso 'l graffiar, che talvolta la schiena | rimanea de la pelle tutta brulla. || "Quell'anima là sù c'ha maggior pena", | disse 'l maestro, "è [[Giuda Iscariota|Giuda Scarïotto]], | che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena. || De li altri due c' hanno il capo di sotto, | quel che pende dal nero ceffo è [[Marco Giunio Bruto|Bruto]]: | vedi come si storce, e non fa motto!; || e l'altro è [[Gaio Cassio Longino|Cassio]], che par sì membruto".'' (XXXIV, 55-67)
===[[Explicit]]===
<poem>
Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
</poem>
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Inferno''===
====[[Vittorio Sermonti]]====
*All'inferno nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti.
*E se l'Ottocento diffidò di questo canto {{NDR|canto VII}}, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico.
*Fatto è, che in nessun altro canto come in questo {{NDR|canto III}} (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive.
*{{NDR|Sul canto IV}} Non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi.
==''Purgatorio''==
===[[Incipit]]===
<poem>
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
</poem>
===Citazioni===
*''[[Cielo|Dolce color d'orïental zaffiro,]] | che s'accoglieva nel sereno aspetto | del mezzo, puro infino al primo giro, | a li occhi miei ricominciò diletto, | tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta | che m'avea contristati li occhi e 'l petto. | [[Venere (astronomia)|Lo bel pianeto]] che d'amar conforta | faceva tutto rider l'orïente, | velando i Pesci ch'erano in sua scorta.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|riga12|I, 13-21}})
*''Lo duca mio allor mi diè di piglio, | e con parole e con mani e con cenni | reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Lo duca mio allor mi diè di piglio|I, 49-51}})
*''[[Libertà]] va cercando, ch'è sì cara, | come sa chi per lei vita rifiuta.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Libertà va cercando, ch'è sì cara|Libertà va cercando, ch'è sì cara]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|libertà va cercando|I, 71-72}})
*''L'alba vinceva l'ora mattutina | che fuggia innanzi, sì che di lontano | conobbi il tremolar de la marina.''<ref>{{Cfr}} [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ''Eneide'', VII, v. 9: «''Splendet tremulo sub lumine pontus''». Nella [[s:Eneide (Caro)/Libro settimo|traduzione]] di [[Annibale Caro]] (XVI secolo): «''La luna che sorgea lucente e piena, | chiare l'onde facea tremole e crespe''». <br> {{Cfr}} [[Gabriele D'Annunzio]], ''[[s:Alcyone/Sogni di terre lontane|I pastori]]'', 1903, vv. 14-15: «''O voce di colui che primamente | conosce il tremolar della marina!''»</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|L'alba vinceva l'ora mattutina|I, 115-117}})
*''Già era 'l [[sole]] a l'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio coverchia | [[Gerusalemme|Ierusalèm]] col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Già era 'l sole|II, 1-3}})
*''Noi eravam lunghesso mare ancora, | come gente che pensa a suo cammino, | che va col cuore e col corpo dimora.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|Noi eravam lunghesso mare ancora|II, 10-12}})
*''O dignitosa coscïenza e netta, | come t'è picciol fallo amaro morso!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|o dignitosa coscïenza|III, 8-9}})
*''E 'l mio conforto: «Perché pur diffidi?», | a dir mi cominciò tutto rivolto; | «non credi tu me teco e ch'io ti guidi?»'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|E ‘l mio conforto: «Perché pur diffidi?»|III, 22-24}})
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir [[Maria]]''.<ref>{{Cfr}} ''[[w:State contenti, umana gente, al quia|State contenti, umana gente, al quia]]'' su Wikipedia.</ref> (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|State contenti|III, 37-39}})
*''Ché perder tempo a chi più sa più spiace''. (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|ché perder tempo|III, 78}})
*''Come le [[pecora|pecorelle]] escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Come le pecorelle|III, 79-84}})
*{{NDR|Incontro con [[Manfredi di Sicilia]]}} ''Biondo era e bello e di gentile aspetto, | ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|biondo era e bello|III, 107-108}})
*''Poscia ch'io ebbi rotta la persona | di due punte mortali, io mi rendei, | piangendo, a quei che volontier perdona. || Orribil furon li peccati miei; | ma la bontà infinita ha sì gran braccia, | che prende ciò che si rivolge a lei.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Poscia ch'io ebbi rotta la persona|III, 118-123}})
*''Or le bagna la pioggia e move il vento'' [...].<ref>{{Cfr}} ''[[w:Or le bagna la pioggia e move il vento|Or le bagna la pioggia e move il vento]]'' su Wikipedia.</ref> (Manfredi, riferendosi al destino delle sue spoglie: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|verso 130|III, 130}})
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.'' (Manfredi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto III|Per lor maladizion|III, 133-135}})
*''Che ti fa ciò che quivi si pispiglia?'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|che ti fa|V, 12}})
*''Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti; | ché sempre l'omo in cui pensier rampolla | sovra pensier, da sé dilunga il segno, | perché la foga l'un de l'altro insolla.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Vien dietro a me|V, 13-18}})
*''Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo, | ti priego, se mai vedi quel paese | che siede tra [[Romagna]] e quel di Carlo,'' {{NDR|Carlo II d'Angiò}} ''| che tu mi sie di tuoi prieghi cortese | in Fano, sì che ben per me s'adori | pur ch'i' possa purgar le gravi offese.'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Ond'io, che solo innanzi a li altri parlo|V, 67-72}})
*''Vid'io | [[Emorragia|de le mie vene farsi in terra laco]].'' (Jacopo del Cassero: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|vid'io|V, 83-84}})
*''"Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via", | seguitò 'l terzo spirito al secondo, | "ricorditi di me, che son [[Pia de' Tolomei|la Pia]]; | [[Siena]] mi fé, disfecemi [[Maremma]]: | salsi colui che 'nnanellata pria | disposando m'avea con la sua gemma".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto V|Deh, quando tu sarai tornato al mondo|V, 130-136}})
*''Pur Virgilio si trasse a lei, pregando | che ne mostrasse la miglior salita; | e quella non rispuose al suo dimando, | ama di nostro paese e de la vita | ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava | "[[Mantova|Mantüa]] ...", e l'ombra, tutta in sé romita, | surse ver' lui del loco ove pria stava, | dicendo: "O Mantoano, io son Sordello | de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ama di nostro paese|VI, 67-75}})
*''Ahi serva [[Italia]], di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello!''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Ahi serva Italia, di dolore ostello|Ahi serva Italia, di dolore ostello]]'' e [[w:Domina Provinciarum|Domina Provinciarum]] su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi serva Italia|VI, 76-78}})
*''Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|Ahi gente che dovresti esser devota|VI, 91-96}})
*''Rade volte risurge per li rami ''{{NDR|figli}}'' | l'umana probitate; e questo vole | quei che la dà, perché da lui si chiami.'' (Sordello: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|Rade volte|VII, 121-123}})
*''Era già [[tramonto|l'ora che volge il disio]] | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c' han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Era già l'ora che volge il disio|VIII, 1-6}})
*''Per lei''<ref>[[w:Beatrice d'Este (giudicessa di Gallura)|Beatrice d'Este]], moglie di [[w:Nino Visconti|Nino Visconti]].</ref>'' assai di lieve si comprende | quanto in [[donna|femmina]] foco d'amor dura, | se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.'' (Nino Visconti: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VIII|Per lei assai di lieve si comprende|VIII, 76-78}})
*''Ne l'ora che comincia i tristi lai | la rondinella presso a la mattina, | forse a memoria de' suo' primi guai, | e che la mente nostra, peregrina | più da la carne e men da' pensier presa, | a le sue visïon quasi è divina, | in sogno mi parea veder sospesa | un'aguglia nel ciel con penne d'oro, | con l'ali aperte e a calare intesa; | ed esser mi parea là dove fuoro | abbandonati i suoi da Ganimede, | quando fu ratto al sommo consistoro.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto IX|Ne l'ora che comincia i tristi lai|IX, 13-24}})
*''Oh vana gloria de l'umane posse! | com' poco verde in su la cima dura, | se non è giunta da l'etati grosse! | Credette [[Cimabue]] ne la pittura | tener lo campo, e ora ha [[Giotto]] il grido, | sì che la fama di colui è scura. | Così ha tolto [[Guido Cavalcanti|l'uno]] a l'[[Guido Guinizelli|altro Guido]] | la gloria de la lingua; e forse è nato | chi l'uno e l'altro caccerà del nido. | Non è il mondan romore altro ch'un fiato | di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, | e muta nome perché muta lato.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Oh vana gloria de l'umane posse!|XI, 91-102}})
*''Colui {{NDR|Provenzano Salvani}} che del cammin sì poco piglia | dinanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta.'' (Oderisi: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 109-114}})
*{{NDR|Su Provenzano Salvani}} ''"Quando vivea più glorïoso", disse, | "liberamente nel [[Piazza del Campo|Campo di Siena]], | ogne vergogna diposta, s'affisse.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Colui che del cammin sì poco piglia|XI, 133-135}})
*''Mostrava come i figli si gittaro | sovra [[Sennacherìb]] dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Mostrava come i figli si gittaro|XII, 52-54}})
*''Or [[superbia|superbite]], e via col viso altero, | figliuoli d'Eva, e non chinate il volto | sì che veggiate il vostro mal sentero!'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Or superbite|XII, 70-72}})
*''A noi venìa la [[angelo|creatura bella]], | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|A noi venìa la creatura bella|XII, 88-90}})
*''O gente umana, per volar sù nata, | perché a poco vento così cadi?'' (l'Angelo dell'umiltà: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|o gente umana|XII, 95-96}})
*''Ahi quanto son diverse quelle foci | da l'infernali! ché quivi per canti | s'entra, e là giù per lamenti feroci.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XII|Ahi quanto son diverse quelle foci|XII, 112-114}})
*''Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana''. (Sapìa Salvani: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|Tu li vedrai tra quella gente vana|XIII, 151-153}})
*[...] ''Per mezza Toscana si spazia | [[Arno|un fiumicel]] che nasce in Falterona, | e cento miglia di corso nol sazia. | Di sovr'esso rech'io questa persona: | dirvi ch'i' sia, saria parlare indarno, | ché 'l nome mio ancor molto non suona.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Per mezza Toscana si spazia|XIV, 16-21}})
*[...] ''ma degno | ben è che 'l nome di tal valle pèra; | ché dal principio [[Arno|suo]],'' [...] | ''infin là 've si rende per ristoro'' | [...] | ''vertù così per nimica si fuga | da tutti come biscia, o per sventura | del luogo, o per mal uso che li fruga: | ond' hanno sì mutata lor natura | li abitator de la misera valle, | che par che Circe li avesse in pastura. | Tra [[Casentino|brutti porci]], più degni di galle | che d'altro cibo fatto in uman uso, | dirizza prima il suo povero calle. | [[Arezzo|Botoli]] trova poi, venendo giuso, | ringhiosi più che non chiede lor possa, | e da lor disdegnosa torce il muso. | Vassi caggendo; e quant'ella più 'ngrossa, | tanto più trova di can farsi [[Firenze|lupi]] | la maladetta e sventurata fossa. | Discesa poi per più pelaghi cupi, | trova le [[Pisa|volpi]] sì piene di froda, | che non temono ingegno che le occùpi. | Né lascerò di dir perch'altri m'oda; | e buon sarà costui, s'ancor s'ammenta | di ciò che vero spirto mi disnoda. | Io veggio [[Fulcieri da Calboli|tuo nepote]] che diventa | cacciator di quei lupi in su la riva | del fiero fiume, e tutti li sgomenta. | Vende la carne loro essendo viva; | poscia li ancide come antica belva; | molti di vita e sé di pregio priva. | Sanguinoso esce de la trista selva; | lasciala tal, che di qui a mille anni | ne lo stato primaio non si rinselva.'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Non so; ma degno|XIV, 29-66}})
*''Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso, | che se veduto avesse uom farsi lieto, | visto m'avresti di livore sparso. | Di mia semente cotal paglia mieto; | o gente umana, perché poni 'l core | là 'v'è mestier di consorte divieto? | Questi è [[Rinieri di Calboli|Rinier]]; questi è 'l pregio e l'onore | de la casa da Calboli, ove nullo | fatto s'è reda poi del suo valore. | E non pur lo suo sangue è fatto brullo, | [[Romagna|tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno]], | del ben richesto al vero e al trastullo; | ché dentro a questi termini è ripieno | di venenosi sterpi, sì che tardi | per coltivare omai verrebber meno. | Ov'è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi? | Pier Traversaro e Guido di Carpigna? | Oh [[Romagna|Romagnuoli]] tornati in bastardi! | Quando in Bologna un Fabbro si ralligna? | quando in Faenza un Bernardin di Fosco, | verga gentil di picciola gramigna?'' (Guido del Duca: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Fu il sangue mio d'invidia sì rïarso|XIV, 82-102}})
*[...] ''Quel fu 'l duro camo | che dovria l'uom tener dentro a sua meta. | Ma voi prendete l'esca, sì che l'amo | de l'antico avversaro a sé vi tira; | e però poco val freno o richiamo. | Chiamavi 'l cielo e 'ntorno vi si gira, | mostrandovi le sue bellezze etterne, | e l'occhio vostro pur a terra mira; | onde vi batte chi tutto discerne.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Quel fu 'l duro camo|XIV, 143-151}})
*''Che volse dir lo spirto di Romagna'' {{NDR|Guido del Duca}}'', | e 'divieto' e 'consorte' menzionando?'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|Che volse dir lo spirto di Romagna|XV, 44-45}})
*"[...] ''Lo mondo è ben così tutto diserto | d'ogne virtute, come [[Marco Lombardo|tu]] mi sone, | e di malizia gravido e coverto; | ma priego che m'addite la cagione, | sì ch'i' la veggia e ch'i' la mostri altrui; | ché nel cielo uno, e un qua giù la pone". | Alto sospir, che duolo strinse in "uhi!", | mise fuor prima; e poi cominciò: "Frate, | lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui. | Voi che vivete ogne cagion recate | pur suso al cielo, pur come se tutto | movesse seco di necessitate. | Se così fosse, in voi fora distrutto | libero arbitrio, e non fora giustizia | per ben letizia, e per male aver lutto. | Lo cielo i vostri movimenti inizia; | non dico tutti, ma, posto ch'i' 'l dica, | lume v'è dato a bene e a malizia, | e libero voler; che, se fatica | ne le prime battaglie col ciel dura, | poi vince tutto, se ben si notrica. | A maggior forza e a miglior natura | liberi soggiacete; e quella cria | la mente in voi, che 'l ciel non ha in sua cura. | Però, se 'l mondo presente disvia, | in voi è la cagione, in voi si cheggia; | e io te ne sarò or vera spia. | Esce di mano a [[Dio|lui]] che la vagheggia | prima che sia, a guisa di fanciulla | che piangendo e ridendo pargoleggia, | l'[[anima]] semplicetta che sa nulla, | salvo che, mossa da lieto fattore, | volontier torna a ciò che la trastulla.<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/43|p. 11]].</ref> | Di picciol bene in pria sente sapore; | quivi s'inganna, e dietro ad esso corre, | se guida o fren non torce suo amore. | Onde convenne legge per fren porre; | convenne rege aver, che discernesse | de la vera cittade almen la torre. | Le [[legge|leggi]] son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse;<ref>Secondo Dante, cioè, il «pastore che procede» (ovvero il Pontefice) può «ruminare» (interpretare le Scritture), ma non ha le «unghie separate», ovvero non distingue il potere temporale da quello spirituale. La simbologia è tratta dal ''[[Levitico]]'' (11, 3-8) e dal ''[[Deuteronomio]]'' (14, 4-8), che riferiscono la prescrizione [[Mosè|mosaica]] secondo la quale un quadrupede terrestre, per essere considerato puro (e quindi commestibile), deve essere ruminante e avere lo zoccolo diviso in due lobi.</ref> | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala [[comportamento|condotta]] | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta. | Soleva Roma, che 'l buon mondo feo, | due soli aver, che l'una e l'altra strada | facean vedere, e del mondo e di Deo.<ref>{{Cfr}} [[w:Teoria dei due Soli|Teoria dei due Soli]] su Wikipedia.</ref> | L'un l'altro ha spento; ed è giunta la spada | col pasturale, e l'un con l'altro insieme | per viva forza mal convien che vada; | però che, giunti, l'un l'altro non teme: | se non mi credi, pon mente a la spiga, | ch'ogn'erba si conosce per lo seme. | In sul paese ch'Adice e Po riga, | solea valore e cortesia trovarsi, | prima che [[Federico II di Svevia|Federigo]] avesse briga; | or può sicuramente indi passarsi | per qualunque lasciasse, per vergogna, | di ragionar coi buoni o d'appressarsi. | Ben v'èn tre vecchi ancora in cui rampogna | l'antica età la nova, e par lor tardo | che Dio a miglior vita li ripogna: | Currado da Palazzo e 'l buon Gherardo | e Guido da Castel, che mei si noma, | francescamente, il semplice Lombardo. | Dì oggimai che la Chiesa di Roma, | per confondere in sé due reggimenti, | cade nel fango, e sé brutta e la soma".''<ref>La bestia da soma cade nel fango come conseguenza fisica della mancanza delle «unghie fesse» (v. 99).</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI|Lo mondo è ben così tutto diserto|XVI, 58-129}})
*''O [[Fantasia|imaginativa]] che ne rube | talvolta sì di fuor, ch'om non s'accorge | perché dintorno suonin mille tube, | chi move te, se 'l senso non ti porge? | Moveti lume che nel ciel s'informa, | per sé o per voler che giù lo scorge.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|O imaginativa che ne rube|XVII, 13-18}})
*''Poi piovve dentro a l'alta fantasia'' [...].<ref>[[Italo Calvino]] cita questo verso nella sua lezione sulla visibilità (quarta in ''Lezioni americane'', 1988) e scrive: «La mia conferenza di stasera partirà da questa constatazione: la fantasia è un posto dove ci piove dentro».</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Poi piovve dentro a l'alta fantasia|XVII, 25}})
*[...] ''e 'l giusto [[Mardocheo|Mardoceo]], | che fu al dire e al far così intero.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|riga27|XVII, 29-30}})
*[...] {{NDR|L'angelo}} ''Sì fa con noi, come l'uom si fa sego; | ché quale aspetta prego e l'uopo vede, | malignamente già si mette al nego.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Sì fa con noi, come l'uom si fa sego|XVII, 58-60}})
*[...] ''[[Accidia|L'amor del bene, scemo | del suo dover]], quiritta si ristora; | qui si ribatte il mal tardato remo.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|L'amor del bene, scemo|XVII, 85-87}})
*''"Né creator né creatura mai", | cominciò el, "figliuol, fu sanza amore, | o naturale o d'animo; e tu 'l sai. | Lo naturale è sempre sanza errore, | ma l'altro puote errar per malo obietto | o per troppo o per poco di vigore. | Mentre ch'elli è nel primo ben diretto, | e ne' secondi sé stesso misura, | esser non può cagion di mal diletto; | ma quando al mal si torce, o con più cura | o con men che non dee corre nel bene, | contra 'l fattore adovra sua fattura. | Quinci comprender puoi ch'esser convene | amor sementa in voi d'ogne virtute | e d'ogne operazion che merta pene. | Or, perché mai non può da la salute | amor del suo subietto volger viso, | da l'odio proprio son le cose tute; | e perché intender non si può diviso, | e per sé stante, alcuno esser dal primo, | da quello odiare ogne effetto è deciso. | Resta, se dividendo bene stimo, | che 'l mal che s'ama è del prossimo; ed esso | amor nasce in tre modi in vostro limo. | È chi, per esser suo vicin soppresso, | spera eccellenza, e sol per questo brama | ch'el sia di sua grandezza in basso messo; | è chi podere, grazia, onore e fama | teme di perder perch'altri sormonti, | onde s'attrista sì che 'l contrario ama; | ed è chi per ingiuria par ch'aonti, | sì che si fa de la vendetta ghiotto, | e tal convien che 'l male altrui impronti. | Questo triforme amor qua giù di sotto | si piange: or vo' che tu de l'altro intende, | che corre al ben con ordine corrotto. | Ciascun confusamente un bene apprende | nel qual si queti l'animo, e disira; | per che di giugner lui ciascun contende. | Se lento amore a lui veder vi tira | o a lui acquistar, questa cornice, | dopo giusto penter, ve ne martira. | Altro ben è che non fa l'uom felice; | non è felicità, non è la buona | essenza, d'ogne ben frutto e radice. | L'amor ch'ad esso troppo s'abbandona, | di sovr'a noi si piange per tre cerchi; | ma come tripartito si ragiona, | tacciolo, acciò che tu per te ne cerchi".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVII|Né creator né creatura mai|XVII, 91-139}})
*''"Drizza", disse, "ver' me l'agute luci | de lo 'ntelletto, e fieti manifesto | l'error de' ciechi che si fanno duci. | L'animo, ch'è creato ad amar presto, | ad ogne cosa è mobile che piace, | tosto che dal piacere in atto è desto. | Vostra apprensiva da esser verace | tragge intenzione, e dentro a voi la spiega, | sì che l'animo ad essa volger face; | e se, rivolto, inver' di lei si piega, | quel piegare è amor, quell'è natura | che per piacer di novo in voi si lega. | Poi, come 'l foco movesi in altura | per la sua forma ch'è nata a salire | là dove più in sua matera dura, | così l'animo preso entra in disire, | ch'è moto spiritale, e mai non posa | fin che la cosa amata il fa gioire. | Or ti puote apparer quant'è nascosa | la veritate a la gente ch'avvera | ciascun amore in sé laudabil cosa; | però che forse appar la sua matera | sempre esser buona, ma non ciascun segno | è buono, ancor che buona sia la cera".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVIII|Drizza|XVIII, 16-39}})
*''Poi quando fuor da noi tanto divise | quell'ombre, che veder più non potiersi, | novo pensiero dentro a me si mise, | del qual più altri nacquero e diversi; | e tanto d'uno in altro vaneggiai, | che li occhi per vaghezza ricopersi, | e 'l pensamento in sogno trasmutai.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVIII|Poi quando fuor da noi tanto divise|XVIII, 139-145}})
*''Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui'' {{NDR|[[papa Adriano V]]}}'', del tutto [[avarizia|avara]]; | or, come vedi, qui ne son punita.''<ref>Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi (conti di Lavagna), papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIX|Fino a quel punto misera e partita|XIX, 112-114}})
*''Contra miglior voler voler mal pugna; | onde contra 'l piacer mio, per piacerli, | trassi de l'acqua non sazia la spugna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Contra miglior voler voler mal pugna|XX, 1-3}})
*''Maladetta sie tu, [[Cupidigia|antica lupa]], | che più che tutte l'altre bestie hai preda | per la tua fame sanza fine cupa! | O ciel, nel cui girar par che si creda | le condizion di qua giù trasmutarsi, | quando verrà per cui questa disceda?'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Maladetta sie tu, antica lupa|XX, 10-15}})
*''Queste parole m'eran sì piaciute, | ch'io mi trassi oltre per aver [[contezza]] | di quello spirto onde parean venute.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|Queste parole|XX, 28-30}})
*''O avarizia, che puoi tu più farne, | poscia c' ha' il mio sangue a te sì tratto, | che non si cura de la propria carne? | Perché men paia il mal futuro e 'l fatto, | veggio in [[Anagni|Alagna]] intrar lo fiordaliso, | e nel [[Papa Bonifacio VIII|vicario suo]] Cristo esser catto. | Veggiolo un'altra volta esser deriso; | veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele, | e tra vivi ladroni<ref>Riferimento a [[w:Guglielmo di Nogaret|Guglielmo di Nogaret]] (1260 – 1313) e [[w:Giacomo Sciarra Colonna|Giacomo Sciarra Colonna]] (1270 circa – 1329).</ref> esser anciso. | Veggio [[Filippo IV di Francia|il novo Pilato]] sì crudele, | che ciò nol sazia, ma sanza decreto | portar nel Tempio le cupide vele. | O Segnor mio, quando sarò io lieto | a veder la vendetta che, nascosa, | fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?'' (Ugo Capeto sullo schiaffo di Anagni: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|O avarizia, che puoi tu più farne|XX, 82-96}})
*''Ma perché lei che dì e notte fila | non li avea tratta ancora la conocchia | che Cloto impone a ciascuno e compila,'' | [...]. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|Ma perché lei che dì e notte fila|XXI, 25-27}})
*''De l'[[Eneide|Eneïda]] dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXI|de l'Eneïda dico|XXI, 97-99}})
*''Veramente più volte [[Apparenza|appaion]] cose | che danno a dubitar falsa matera | per le vere ragion che son nascose.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Veramente più volte appaion cose|XXII, 28-30}})
*''Facesti come quei che va di notte, | che porta il lume dietro e sé non giova, | ma dopo sé fa le persone dotte''. ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Facesti come quei che va di notte|XXII, 67-69}})
*''Più pensava [[Maria]] onde | fosser [[Tramutazione dell'acqua in vino|le nozze]] orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde. || E le Romane antiche, per lor bere, | contente furon d'acqua; e [[Daniele (profeta)|Danïello]] | dispregiò cibo e acquistò savere. || Lo [[Età dell'oro|secol primo]], quant'oro fu bello, | fé savorose con fame le ghiande, | e nettare con sete ogne ruscello. || Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il [[Giovanni Battista|Batista]] nel diserto; | per ch'elli è glorïoso e tanto grande || quanto per lo Vangelio v'è aperto.'' (Stazio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXII|Poi disse|XXII, 142-154}})
*''Io dicea fra me stesso pensando: "Ecco | la gente che perdé [[Gerusalemme|Ierusalemme]], | quando Maria nel figlio diè di becco!".''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Io dicea fra me stesso pensando|XXIII, 28-30}})
*''Tutta esta gente che piangendo canta | per seguitar la [[Gola (ingordigia)|gola]] oltra misura, | in fame e 'n sete qui si rifà santa.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIII|Tutta esta gente che piangendo canta|XXIII, 64-66}})
*[...] ''I' mi son un che, quando | Amor mi spira, noto, e a quel modo | ch'e' ditta dentro vo significando.'' (Dante: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|I' mi son un|XXIV, 52-54}})
*''"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo | che [[Giacomo da Lentini|'l Notaro]] e [[Guittone d'Arezzo|Guittone]] e [[Bonagiunta Orbicciani|me]] ritenne | di qua dal [[dolce stil novo]] ch'i' odo! || Io veggio ben come le vostre penne | di retro al dittator sen vanno strette, | che de le nostre certo non avvenne; || e qual più a gradire oltre si mette, | non vede più da l'uno a l'altro stilo"; | e, quasi contentato, si tacette.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Dolce stil novo|Dolce stil novo]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|O frate|XXIV, 55-63}})
*''Sì accostati a l'un d'i due vivagni ''{{NDR|orli del cerchio}}'' | passammo, udendo colpe de la gola | seguite già da miseri guadagni.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Sì accostati|XXIV, 127-129}})
*[...] ''Beati cui alluma | tanto di grazia, che l'amor del gusto | nel petto lor troppo disir non fuma, | esurïendo sempre quanto è giusto!'' (angelo della temperanza: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIV|Beati cui alluma|XXIV, 151-154}})
*''Così per entro loro schiera bruna | s'mmusa l'una con l'altra [[formica]], | forse a spïar lor via e lor fortuna.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|così per entro|XXVI, 34-36}})
*''La nova gente: "Soddoma e Gomorra"; | e l'altra: "Ne la vacca entra Pasife, | perché 'l torello a sua [[lussuria]] corra".'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|la nova gente|XXVI, 40-42}})
*[...] ''giovane e bella in sogno mi parea | donna vedere andar per una landa | cogliendo fiori; e cantando dicea: || "Sappia qualunque il mio nome dimanda | ch'i' mi son [[Lia (Bibbia)|Lia]], e vo movendo intorno | le belle mani a farmi una ghirlanda. || Per piacermi a lo specchio, qui m'addorno; | ma mia suora [[Rachele|Rachel]] mai non si smaga | dal suo miraglio, e siede tutto giorno. || Ell'è d'i suoi belli occhi veder vaga | com'io de l'addornarmi con le mani; | lei lo vedere, e me l'ovrare appaga".'' (XXVII, 97-108)
*''Non aspettar mio dir più né mio cenno; | libero, dritto e sano è tuo [[Libero arbitrio|arbitrio]], | e fallo fora non fare a suo senno: | per ch'io te sovra te corono e mitrio.'' (Virgilio: {{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVII|Non aspettar mio dir più né mio cenno;|XXVII, 139-142}})
*''Sovra candido vel cinta d'uliva | donna m'apparve, sotto verde manto | vestita di color di fiamma viva.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Sovra candido vel cinta d'uliva|XXX, 31-33}})
*''"Conosco i segni de l'antica fiamma". | Ma Virgilio n'avea lasciati scemi | di sé, Virgilio dolcissimo patre, | Virgilio a cui per mia salute die'mi.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Conosco i segni de l'antica fiamma|XXX, 48-51}})<ref>{{Cfr}} «''Adgnosco veteris vestigia flammae''» ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'', IV, v. 23). {{Cfr}} ''[[w:Conosco i segni de l'antica fiamma|Conosco i segni de l'antica fiamma]]'' su Wikipedia.</ref>
*''Ché pianger ti conven per altra spada.'' ({{Source|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|ché pianger ti conven per altra spada.|XXX, 57}})
===[[Explicit]]===
<poem>
Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellate di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.
</poem>
===Citazioni sul ''Purgatorio''===
*Nel canto XI, la parafrasi del ''Pater'' è d'una bellezza che ha del prodigioso; il linguaggio umano si eleva d'un tratto a un'altezza che noi non raggiungiamo più; si direbbe che la grazia {{sic|inebbrii}} tale linguaggio, ma d'un'ebbrezza divina che conserva tutta la sua lucidità. Manca a Dante il balbettamento del mistico che esce dall'estasi; questo uomo cammina nell'azzurro come su una strada. ([[Julien Green]])
==''Paradiso''==
===[[Incipit]]===
<poem>
La [[Gloria di Dio|gloria]] di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
</poem>
===Citazioni===
*''Entra nel petto mio, e spira tue | sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti | de la vagina de le membra sue.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Entra nel petto mio, e spira tue|Entra nel petto mio, e spira tue]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Entra nel petto mio, e spira tue|I, 19-21}})
*''Poca favilla gran fiamma seconda: | forse di retro a me con miglior voci | si pregherà perché Cirra risponda.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Poca favilla gran fiamma seconda|Poca favilla gran fiamma seconda]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Poca favilla gran fiamma seconda|I, 34-36}})
*''Trasumanar significar per verba | non si poria; però l'essemplo basti | a cui esperïenza grazia serba.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto I|Trasumanar|I, 70-72}})
*''Intra due cibi, distanti e moventi | d'un modo, prima si morria di fame, | che liber'omo l'un recasse ai [[dente|denti]]''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|Intra due cibi|IV, 1-3}})
*''[[Volontà]], se non vuol, non s'ammorza, | ma fa come natura face in foco, | se mille volte vïolenza il torza.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IV|volontà|IV, 76-78}})
*''Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa [[conoscenza|scïenza]], | sanza lo [[memoria|ritenere]], avere inteso.'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Apri la mente|V, 40-42}})
*''Siate, [[Cristiano (religione)|Cristiani]], a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' (Beatrice: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto V|Siate, Cristiani|V, 73-81}})
*{{NDR|Sulla [[Provenza]]}} ''Quella sinistra riva che si lava | di Rodano poi ch'è misto con Sorga'' [...]. ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 58-59]])
*[...] ''e quel [[Reggio Calabria|corno d'Ausonia]] che s'imborga | di Bari e di Gaeta e di Catona, | da ove Tronto e Verde in mare sgorga.''<ref>Il poeta si riferisce alla fortificazione che sorgeva nel quartiere di Catona.</ref> ([[:s:Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|VIII, 61-63]])
*''E la bella [[Sicilia|Trinacria]], che caliga | tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo | che riceve da Euro maggior briga, | non per Tifeo ma per nascente solfo, | attesi avrebbe li suoi regi ancora, | nati per me di Carlo e di Ridolfo, | se mala segnoria, che sempre accora | li popoli suggetti, non avesse | mosso [[Palermo]] a gridar: "Mora, mora!".''<ref>Riferimento ai [[Vespri Siciliani]].</ref> (Carlo Martello: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII|E la bella Trinacria|VIII, 67-75}})
*''E non pur le nature [[Provvidenza|provedute]] | sono in la mente ch'è da sé perfetta, | ma esse insieme con la lor salute: | per che quantunque quest'arco saetta | disposto cade a proveduto [[Scopo|fine]], | sì come cosa in suo segno diretta.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto VIII||VIII, 100-105}})
*[...] ''ma tosto fia che [[Padova]] al palude | cangerà l'acqua che Vincenza bagna, | per essere al dover le genti crude; | e [[Treviso|dove]] Sile e Cagnan s'accompagna, | [[Rizzardo II da Camino|tal]] signoreggia e va con la testa alta, | che già per lui carpir si fa la ragna.'' (Cunizza da Romano: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|ma tosto fia che Padova|IX, 46-51}})
*''Tu vuo' saper chi è in questa lumera | che qui appresso me così scintilla | come raggio di sole in acqua mera. || Or sappi che là entro si tranquilla | [[Raab]]; e a nostr'ordine congiunta, | di lei nel sommo grado si sigilla.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX||IX, 112-117}})
*''[[Firenze|La tua città]], che di [[Lucifero|colui]] è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il [[Fiorino|maladetto fiore]] | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il [[papa]] e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero.'' (Folchetto di Marsiglia: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto IX|La tua città|IX, 127-142}})
*''Guardando nel suo Figlio con l'Amore | che l'uno e l'altro etternalmente spira, | lo primo e ineffabile Valore | quanto per mente e per loco si gira | con tant'ordine fé, ch'esser non puote | sanza gustar di lui chi ciò rimira.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Guardando nel suo Figlio con l'Amore|X, 1-6}})
*''Lo [[sole|ministro maggior de la natura]], | che del valor del ciel lo mondo imprenta | e col suo lume il tempo ne misura, | con quella parte che sù si rammenta | congiunto, si girava per le spire | in che più tosto ognora s'appresenta'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|riga27|X, 28-33}})
*''E se le [[fantasia|fantasie]] nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia; | ché sopra 'l sol non fu [[occhio]] ch'andasse.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|E se le fantasie nostre|X, 46-48}})
*''Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, | si trovan molte gioie care e belle | tanto che non si posson trar del regno; | e 'l canto di quei lumi era di quelle; | chi non s'impenna sì che là sù voli, | dal muto aspetti quindi le novelle.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto X|Ne la corte del cielo|X, 70-75}})
*''O insensata cura de' mortali, | quanto son difettivi silogismi | quei che ti fanno in basso batter l'ali! | Chi dietro a iura e chi ad amforismi | sen giva, e chi seguendo sacerdozio, | e chi regnar per forza o per sofismi, | e chi rubare e chi civil negozio, | chi nel diletto de la carne involto | s'affaticava e chi si dava a l'ozio, | quando, da tutte queste cose sciolto, | con Bëatrice m'era suso in cielo | cotanto glorïosamente accolto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|O insensata cura de' mortali|XI, 1-12}})
*{{NDR|Su [[Francesco d'Assisi|Francesco]] e [[Domenico di Guzmán|Domenico]]}} ''L'un fu tutto serafico in ardore; | l'altro per sapïenza in terra fue | di cherubica luce uno splendore.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|san Francesco e san Domenico|XI, 37-39}})
*''Intra Tupino e l'acqua che discende | del colle eletto dal beato Ubaldo, | fertile costa d'alto monte pende, | onde [[Perugia]] sente freddo e caldo | da Porta Sole; e di rietro le piange | per grave giogo Nocera con Gualdo. | Di questa costa, là dov'ella frange | più sua rattezza, nacque al mondo un sole, | come fa questo talvolta di Gange. | Però chi d'esso loco fa parole, | non dica [[Assisi|Ascesi]], ché direbbe corto, | ma Orïente, se proprio dir vuole.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Intra Tupino|XI, 43-54}})
*''Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! | Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro | dietro a [[Francesco d'Assisi|lo sposo]], sì [[Povertà|la sposa]] piace.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!|XI, 82-84}})
*''E questo ti sia sempre piombo a' piedi, | per farti mover lento com'uom lasso | e al sì e al no che tu non vedi: | ché quelli è tra li stolti bene a basso, | che sanza distinzione afferma e nega | ne l'un così come ne l'altro passo; | perch'elli 'ncontra che più volte piega | l'oppinïon corrente in falsa parte, | e poi l'affetto l'intelletto lega. | Vie più che 'ndarno da riva si parte, | perché non torna tal qual e' si move, | chi pesca per lo vero e non ha l'arte. | E di ciò sono al mondo aperte prove | [[Parmenide]], [[Melisso di Samo|Melisso]] e [[Brisso]] e molti, | li quali andaro e non sapëan dove; | sì fé [[Sabellius|Sabellio]] e [[Ario|Arrio]] e quelli stolti | che furon come spade a le Scritture | in render torti li diritti volti. | Non sien le genti, ancor, troppo sicure | a giudicar, sì come quei che stima | le biade in campo pria che sien mature; | ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima | lo prun mostrarsi rigido e feroce, | poscia portar la rosa in su la cima; | e legno vidi già dritto e veloce | correr lo mar per tutto suo cammino, | perire al fine a l'intrar de la foce. | Non creda donna Berta e ser Martino, | per vedere un furare, altro offerere, | vederli dentro al consiglio divino; | ché quel può surgere, e quel può cadere.'' (Tommaso d'Aquino: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIII|E questo|XIII, 112-142}})
*''Qual si lamenta perché qui si moia | per viver colà sù, non vide quive | lo refrigerio de l'etterna ploia. | Quell'uno e due e tre che sempre vive | e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, | non circunscritto, e tutto circunscrive, | tre volte era cantato da ciascuno | di quelli spirti con tal melodia, | ch'ad ogne merto saria giusto muno.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV|Qual si lamenta perché qui si moia|XIV, 25-33}})
*[...] ''distinta da minori e maggi | lumi biancheggia tra' poli del mondo | [[Via Lattea|Galassia]] sì, che fa dubbiar ben saggi'' [...]. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIV||XIV, 97-99}})
*''Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso | tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo | de la mia gloria e del mio paradiso.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XV|ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso|XV, 34-36}})
*''Sempre la [[confusione|confusion]] de le persone | principio fu del mal de la cittade.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|Sempre la confusion de le persone|XVI, 67-68}})
*''E come 'l volger del ciel de la [[luna]] | cuopre e discuopre i liti sanza posa, | così fa di [[Firenze|Fiorenza]] la Fortuna: | per che non dee parer mirabil cosa | ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini | onde è la fama nel tempo nascosa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVI|E come 'l volger del ciel de la luna|XVI, 82-87}})
*''Tu proverai sì come sa di [[sale]] | lo [[pane]] altrui, e come è duro calle | lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 58-60}})
*''{{NDR|Su Bartolomeo della Scala}} [...] in te avrà sì benigno riguardo, | che del fare e del chieder, tra voi due, | fia primo quel che tra li altri è più tardo.'' (Cacciaguida: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVII|Tu proverai sì come sa di sale|XVII, 74-75}})
*''O milizia del ciel cu' io contemplo, | adora per color che sono in terra | tutti svïati dietro al malo essemplo! | Già si solea con le spade far guerra; | ma or si fa togliendo or qui or quivi | [[Eucaristia|lo pan]] che 'l pïo Padre a nessun serra. | Ma [[Papa Giovanni XXII|tu]] che sol per cancellare scrivi, | pensa che [[Pietro apostolo|Pietro]] e [[Paolo di Tarso|Paulo]], che moriro | per la vigna che guasti, ancor son vivi. | Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro | sì a [[Giovanni Battista|colui]] che volle viver solo | e che per salti fu tratto al martiro, | ch'io non conosco il pescator né Polo».''<ref>{{Cfr}} ''[[w:Ma tu che sol per cancellare scrivi|Ma tu che sol per cancellare scrivi]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XVIII|O milizia del ciel|XVIII, 124-136}})
*''E quel che mi convien ritrar testeso ''{{NDR|subito}}'', | non portò voce mai, né scrisse [[inchiostro|incostro]], | né fu per [[fantasia]] già mai compreso''. ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|E quel che mi convien ritrar testeso|XIX, 7-9}})
*''Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, | per giudicar di lungi mille miglia | con la veduta corta d'una spanna?'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XIX|Or tu chi se|XIX, 79-81}})
*''E quel che vedi ne l'arco declivo, | [[Guglielmo II di Sicilia|Guglielmo]] fu, cui quella terra plora | che piagne Carlo e Federigo vivo: | ora conosce come s'innamora | lo ciel del giusto rege, e al sembiante | del suo fulgore il fa vedere ancora.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|E quel che vedi|XX, 61-66}})
*''Quale [[allodola|allodetta]] che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta | de l'etterno piacere, al cui disio | ciascuna cosa qual ell'è diventa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XX|Quale allodetta|XX, 73-78}})
*''In quel loco fu' io [[Pietro Damiano]], | e Pietro Peccator fu' ne la casa | di Nostra Donna in sul lito adriano. | Poca vita mortal m'era rimasa, | quando fui chiesto e tratto a quel cappello, | che pur di male in peggio si travasa.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXI|Pietro Damiano|XXI, 121-126}})
*''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.''<ref>{{Cfr}} ''[[w:L'aiuola che ci fa tanto feroci|L'aiuola che ci fa tanto feroci]]'' su Wikipedia.</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXII|L'aiuola che ci fa tanto feroci|XXII, 151-154}})
*[...] ''fede è sustanza di cose sperate | e argomento de le non parventi; | e questa pare a me sua quiditate''.<ref>{{Cfr}} ''[[w:Fede è sustanza di cose sperate|Fede è sustanza di cose sperate]]'' su Wikipedia.</ref> (Dante: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXIV|fede è sustanza di cose sperate|XXIV, 64-66}})
*{{NDR|Sulla ''Commedia''}} [...] ''{{'}}l poema sacro | al quale ha posto mano e cielo e terra'' [...].<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/37|p. 5]].</ref> ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV||XXV, 1-2}})
*''La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel Sol che raggia tutto nostro stuolo: | però li è conceduto che d'Egitto | vegna in [[Gerusalemme|Ierusalemme]]''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che 'l militar li sia prescritto.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXV|La Chiesa militante|XXV, 52-57}})
*''Opera naturale è ch'uom favella; | ma così o così, natura lascia | poi fare a voi secondo che v'abbella.'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVI|Opera naturale è ch'uom favella|XXVI, 130-132}})
*''Quand'ïo udi': «Se io ''{{NDR|[[Pietro apostolo|San Pietro]]}}'' mi trascoloro, | non ti maravigliar, ché, dicend'io, | vedrai trascolorar tutti costoro. | Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, | il luogo mio, il luogo mio che vaca | ne la presenza del [[Gesù|Figliuol di Dio]], | fatt' ha del cimitero mio cloaca | del sangue e de la puzza; onde 'l perverso | che cadde di qua sù, là giù si placa».'' ({{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXVII|San Pietro|XXVII, 19-27}})
*''La piaga che [[Maria]] richiuse e unse, | quella ch'è tanto bella da' suoi piedi | è [[Eva|colei]] che l'aperse e che la punse. || Ne l'ordine che fanno i terzi sedi, | siede [[Rachele|Rachel]] di sotto da costei | con Bëatrice, sì come tu vedi. || [[Sara (Bibbia)|Sarra]] e [[Rebecca (Bibbia)|Rebecca]], [[Giuditta|Iudìt]] e [[Rut (personaggio biblico)|colei]] | che fu bisava al [[Davide|cantor]] che per doglia | del fallo disse "Miserere mei", || puoi tu veder così di soglia in soglia | giù digradar, com'io ch'a proprio nome | vo per la rosa giù di foglia in foglia.'' (Bernardo: XXXII, 4-15)
*''[[Maria|Vergine Madre]], figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII|Vergine Madre|XXXIII, 1-6}})
*''Nel ventre tuo si raccese l'[[rima fiore-amore|amore]], | per lo cui caldo ne l'etterna pace | così è germinato questo [[rima fiore-amore|fiore]].'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 7-9}})
*''La tua benignità non pur soccorre | a chi domanda, ma molte fïate | liberamente al dimandar precorre.'' (Bernardo: {{Source|Divina Commedia/Paradiso/Canto XXXIII||XXXIII, 16-18}})
===[[Explicit]]===
<poem>
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
[[Dio|l'amor]] che move il [[sole]] e l'altre [[stella|stelle]].
</poem>
===Citazioni sul ''Paradiso''===
*Il paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel purgatorio. Il ''Paradiso'' è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. È il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del [[Internet|Web]] ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un [[Big Bang]] ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale [[2001: Odissea nello spazio|odissea nello spazio]], a lietissimo fine. Se volete, leggete il ''Paradiso'' anche così, male non potrà farvi e sarà meglio di una discoteca stroboscopica e dell'ecstasy. Perché, quanto a estasi, la terza cantica mantiene le sue promesse. ([[Umberto Eco]])
*Subito, nei primi versi del ''Paradiso'', nell'invocazione ad Apollo, [[Dante Alighieri|Dante]] chiarisce perché la sfida sia estrema:<br><br>{{Centrato|''Entra nel petto mio, e spira tue {{!}} sì come quando [[Marsia|Marsïa]] traesti {{!}} de la vagina de le membra sue.''}}<br>[[Dio]], l'ispiratore della poesia sacra, viene paragonato ad Apollo, quando spellò vivo Marsia, che aveva osato sfidarlo, e ne estrasse il corpo scorticato dalla pelle – la guaina, la «vagina» delle sue membra. Dunque la poesia sacra, che Dante sta per iniziare, porta con sé l'ombra di un delitto mitico: è essa stessa un delitto; ci distrugge, ci annichila, ci uccide, sia pure per farci uscire da noi e farci conoscere la rivelazione. Dante ci mette sull'avviso: il suo libro sacro sarà tremendo, molto più dell<nowiki>'</nowiki>''Inferno'', e chi oserà leggerlo dovrà contare su un coraggio intellettuale, che nemmeno per un attimo potrà distendersi e rallentare. Tutta quella luce non ci illuda. Tutto quell'amore non ci incanti. Se il libro di Dante è tremendo, se senza fine l'Apollo cristiano spellerà davanti ai nostri occhi il corpo vivo di Marsia, è per una ragione evidente. Dio è tremendo. Come i veri credenti sanno, Dio non è nulla di misurato o tranquillo o ragionevole o pacato: è un «infinito eccesso», una fatale sovrabbondanza rispetto a tutti gli uomini e alle cose create. ([[Pietro Citati]])
==Similitudini==
*''E come quei che con lena affannata | uscito fuor del pelago a la riva | si volge a l'acqua perigliosa e guata, | così l'animo mio, ch'ancor fuggiva, | si volse a retro a rimirar lo passo | che non lasciò già mai persona viva.'' (da ''Inferno, I, 22-27'')
*''E qual è quei che volontieri acquista, | e giugne 'l tempo che perder lo face, | che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista; | tal mi fece la bestia sanza pace, | che, venendomi 'ncontro, a poco a poco | mi ripigneva là dove 'l sol tace.'' (da ''Inferno, I, 55-60'')
*''E qual è quei che disvuol ciò che volle | e per novi pensier cangia proposta, | sì che dal cominciar tutto si tolle, | tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, | perché, pensando, consumai la 'mpresa | che fu nel cominciar cotanto tosta.'' (da ''Inferno, II, 37-42'')
*''Quali i fioretti, dal notturno gelo | chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca | si drizzan tutti aperti in loro stelo, | tal mi fec'io di mia virtute stanca.'' (da ''Inferno, II, 127-130'')
*''Diverse lingue, orribili favelle, | parole di dolore, accenti d'ira, | voci alte e fioche, e suon di man con elle | facevano un tumulto, il qual s'aggira | sempre in quell'aura sanza tempo tinta, | come la rena quando turbo spira.'' (da ''Inferno, III, 25-30'')
*''Come d'[[autunno]] si levan le [[foglia|foglie]] | l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo | vede a la terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d'Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo.'' (da ''Inferno, III, 112-117'')
*''Io venni in luogo d'ogni luce muto, | che mugghia come fa mar per tempesta, | se da contrari venti è combattuto.'' (da ''Inferno, V, 28-30'')
*''E come li stornei ne portan l'ali | nel freddo tempo a schiera larga e piena, | così quel fiato li spiriti mali | di qua, di là, di giù, di su li mena; | nulla speranza li conforta mai, | non che di posa, ma di minor pena. | E come i gru van cantando lor lai, | faccendo in aere di sé lunga riga, | così vidi venir, traendo guai, | ombre portate da la detta briga;'' (da ''Inferno, V, 40-49'')
*''Quali [[colomba|colombe]], dal disio chiamate, | con l'ali alzate e ferme al dolce nido | vegnon per l'aere, dal voler portate; | cotali uscir de la schiera ov'è Dido, | a noi venendo per l'aere maligno, | sì forte fu l'affettüoso grido.'' (da ''Inferno, V, 82-87'')
*''Qual è quel [[cane]] ch'abbaiando agogna, | e si racqueta poi che 'l pasto morde, | ché solo a divorarlo intende e pugna, | cotai si fecer quelle facce lorde | de lo demonio [[Cerbero]], che 'ntrona | l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.'' (da ''Inferno, VI, 28-33'')
*''Quali dal [[vento]] le gonfiate [[vela (sistema di propulsione)|vele]] | caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, | tal cadde a terra la fiera crudele.'' (da ''Inferno, VII, 13-15'')
*''Come fa l'onda là sovra Cariddi, | che si frange con quella in cui s'intoppa, | così convien che qui la gente riddi.'' (da ''Inferno, VII, 22-24'')
===Citazioni sulle similitudini===
*La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a ''La Divina Commedia'', Fabbri, Milano, 1982)
*Delle similitudini e immagini è me' tacere che dirne poco, perché in queste non ha avuto mai pari; così nell'appropriarle maravigliosamente a proposito, come nell'esprimere felicemente, e secondo la propria natura loro, le {{sic|imagini}} brevissimamente, quell'altre più largamente, e non però di soperchio. ([[Vincenzo Borghini]])
==Citazioni sulla ''Divina Commedia''==
*[[Gotico]] significava goffo, rozzo, informe. Ad un edificio gotico presto s'avvezzarono i Britanni ad eguagliare la «Commedia», ritengo dietro l'esempio dei Francesi, dimentichi delle marmoree commedie sollevate al cielo dagli avi loro, nelle età barbare e caotiche, e spasimanti dietro le forme elleniche, classiche, luminosissime. ([[Arturo Farinelli]])
*Il Divino Poema fu ed è anch'oggi per tutti noi codice di civiltà, fulgore di scienza razionale e {{sic|dommatica}}, dove fede e ragione mostrano al mondo la loro potenza suprema, quando, distinte, pur s'accordano e s'avvalorano a vicenda nell'acquisto del vero e del bene. ([[Augusto Alfani]])
*In Dante veggo essere grandissime e bellissime parti, e le principali tutte che si richieggon a un gran Poema. Che vi sia poi qualche difettuzzo o mancamento, io non lo niego: sia dell'uomo o dell'età, non rileva a questo punto di qual sia più perfetto e migliore, se ben serve o per iscusa o per qualche altra cosa: come non servirebbe a fare che una figura di [[Giotto]] fusse più bella d'una d'[[Andrea del Sarto]], il dire che nell'età di colui l'arte della Pittura non era tanto inluminata, quanto ella fu poi; servirà bene a dire che Giotto in tante tenebre fece miracoli, e non ebbe pari; dove questo altro ebbe manco difficultà assai, e de' pari, e forse de' superiori qualcuno. Ma io non credo che il punto in Dante consista qui, se bene questa scusa ci bisognerà in alcune poche voci solamente quanto attiene alla comparazione del Petrarca. Ma il punto vero sarà qual sia di maggior lode degno o un Epico o Eroico poema grande, non interamente perfetto, o un piccolo e minuto che sia perfetto: perché può bene stare che si truovi una cosa piccola bellissima, pogniam caso una cappellina con bellissima proporzione d'architettura e ricchezza di cornici, che nondimeno non {{sic|arà}} a fare con la {{sic|fabrica}} d'un gran tempio con pochi ornamenti; e in simili comparazione sogliono dire i nostri uomini a tanto per tanto, o pur del tanto, come disse il Villani... ([[Vincenzo Borghini]])
*L'oggetto della Commedia, anche se essa raffigura lo stato delle anime dopo la morte, rimane la vita terrena in tutta la sua ampiezza e il suo contenuto; tutto quanto avviene in alto o in basso nel regno dell'aldilà, si riferisce al dramma dell'uomo nell'aldiquà. ([[Erich Auerbach]])
*La «Commedia» è una gran boscaglia, fitta, densa intricata, che sgomenta al primo entrarvi, e dove non risplende sole. Più franco e sicuro è il passo negli orti ameni, offerti dai poemi allegorici di Francia. I cristianissimi di Spagna, quando vanno in sogno all'altro mondo, e vedono e descrivono gli abissi infernali, chiedono, come i fratelli di Francia, soccorso d'immaginazione a Virgilio più che a Dante. ([[Arturo Farinelli]])
*La Commedia ha rappresentato l'unità fisica, etica e politica del cosmo scolastico-cristiano in un'epoca in cui essa cominciava a perdere la sua invulnerabilità ideologica: l'atteggiamento concettuale di Dante è quello difensivo di un conservatore e la sua lotta tende alla riconquista di ciò che è già perduto. ([[Erich Auerbach]])
*La "Commedia" non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ([[Vittorio Sermonti]])
*La {{sic|divina}} Commedia è con ragione chiamata la Bibbia nazionale, è il vero poema cosmopolitico insieme ed italiano. ([[Licurgo Cappelletti]])
*La {{sic|divina commedia}} non è veramente il libro del perdono. ([[Raffaele Garofalo]])
*La [[Norvegia]] è uno dei pochissimi Paesi che non abbiano la ''Commedia'' di Dante tradotta (esclusa solo un'avara e discontinua antologia del 1965, che mi viene fatta vedere all'Istituto di cultura). Penso a [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] che mi ricordava con una punta di orgoglio le settanta traduzioni di Dante – dico settanta – nelle varie lingue della [[Unione Sovietica|federazione]] (e capisco il dramma dell'impero sovietico!). ([[Giovanni Spadolini]])
*La preferenza dello [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]] riguardo al valore estetico delle tre Cantiche, paragonate fra loro, parrebbe rivolta al Paradiso, in cui le immagini radiose, la gemmea colorazione, il perenne fulgore dello sfondo, dovevano particolarmente gradire al suo spirito sì propenso alle vive irradiazioni, agli effetti di luce e di tinte trasparenti. Inoltre egli osserva come, nell'apprezzamento delle Cantiche, i critici più acuti abbiano invertito il giudizio del volgo ammirando assai più i pregi dell'ultima parte di quelli delle altre. La terza Cantica gli offriva insuperabili splendori d'arte; quell'ascensione del poeta di stella in stella apparivagli come la più fulgida manifestazione della poesia moderna. ([[Federico Olivero]])
*Nell'origin sua la [[poesia]] è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.<br/>La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
*''Officio è del poeta | giovar e dilettar con tal maniera | di stile, che 'l lettore non s'attedia; | e ciò fa Dante ne la sua ''Comedia''.'' ([[Teofilo Folengo]])
*Per la Francia, come per la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, la lingua di Dante doveva offrire gravissimi ostacoli ad ognuno che voleva pur internarsi in quel singolarissimo mondo della «Commedia». La lingua e l'afflato della poesia medesima; se non l'intendi in ogni sfumatura più delicata, e non l'hai chiara e vibrante nel cuore, non giungerai alla sua anima; e ti fluttuerà innanzi, sempre velata di mistero. I traduttori più abili non suppliscono alla tua propria virtù di penetrazione, e ridanno infiacchito e travisato l'originale, che pur si rispetta. ([[Arturo Farinelli]])
*Se si facesse il censimento di quanti dantisti laureati hanno letto la ''Divina Commedia'' da capo a fondo, senza interruzione, come si legge un romanzo moderno, non sappiamo quanti potrebbero in coscienza rispondere all'appello. Se non fosse così non si sarebbero versati fiumi d'inchiostro per dire tante scempiaggini, attaccandosi ai particolari più insignificanti e trascurando la visione generale del poema.<br>Perché la ''Divina Commedia'' – l'immagine è vecchia, ma in fondo esatta – è come una cattedrale gotica piena di simboli e di rappresentazioni di ogni genere, conchiusi tuttavia in una cornice, che dà una potente unità ai particolari, fino al punto che questi perdono gran parte della loro importanza considerati separatamente. Se l'immagine non piace, si potrà non meno esattamente paragonare il poema alla volta della Sistina in cui nessuno si sognerebbe di considerare separate dal tutto le varie figure. Ora i dantisti hanno fatto proprio così. Hanno costruita una impalcatura e ciascuno si è messo col naso su di un particolare, perdendo di vista l'insieme dell'opera. La conseguenza più grave di tutto questo è che essi impediscono agli altri di vedere. Fuori di metafora, tutti esitano ad accostarsi alla ''Divina Commedia'' tanto è spaventosa la mole dei commenti che l'ingombra. ([[Sebastiano Arturo Luciani]])
===[[Roberto Benigni]]===
*Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo.
*Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.
*La ''Divina Commedia'' è il libro più giustificabile, più limpido, più grande, più straordinario di tutte le letterature; ma non di dopo Dante, anche di prima.
*Perché non ho scritto ''La Divina Commedia''? Perché non c'ho pensato.
*Quando si parla della ''Divina Commedia'' o di Dante, bisogna non tanto capire, perché è semplice anche se non è sempre facile. Come è semplice l'universo, la musica di Bach: semplice ma non facilissima. È tutto vero; siamo lì, è come una rosa.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Divina Commedia| ]]
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[[File:Red flag waving.svg|thumb|Bandiera rossa, simbolo del socialismo]]
Citazioni sul '''socialismo''' e sui '''socialisti'''.
==Citazioni==
*Alla violenza il socialismo deve gli alti valori morali grazie ai quali porta la salvezza al mondo moderno. ([[Georges Sorel]])
*Anche il socialismo è una creazione del cattolicesimo e della sua essenza! Anch'esso, come del resto l'ateismo che gli è fratello, ha avuto origine dalla disperazione e in contrapposizione al cattolicesimo come rivendicazione della morale, per subentrare nel ruolo di potere morale, ruolo che la religione ha perduto, per appagare la sete spirituale dell'umanità assetata e salvarla non per mezzo di Cristo, bensì anch'esso per mezzo della forza! Anch'esso vuole instaurare la libertà mediante la violenza, e realizzare l'unione dei popoli per mezzo della spada e del sangue! 'Non devi credere in Dio, non devi possedere proprietà alcuna, non devi avere una tua personalità, ''fraternité ou la mort'', bisogna tagliare due milioni di teste!' È stato detto: li riconoscerete dalle loro opere! ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'')
*Anche se le economie socialiste, comprese quelle guidate da partiti comunisti in varie parti del mondo, sono state gravate da problemi economici e politici (ivi compresa l'[[oppressione]]), ''i fini e gli obiettivi'' che hanno in passato attratto la gente verso il socialismo restano a tutt'oggi importanti come lo erano cinquant'anni fa. I concetti di giustizia sociale sono costantemente riemersi anche dopo che erano stati indeboliti dalle difficoltà incontrate nei diversi progetti di attuazione. ([[Amartya Sen]])
*Che cosa è il socialismo?<br>Vedremo che cosa è il socialismo, ma il vocabolo stesso ci dice quale è il tema centrale della dottrina. Perché in «''socialismo''», c'è il vocabolo «''sociale''» che è l'aggettivo corrispondente al sostantivo «''società''». Si può dunque essere certi che nel socialismo, esiste un primo riferimento all'idea di ''società''. Ed è perciò che il ''socialismo'' si oppone innanzitutto all' ''[[individualismo]]'', come la ''società'' si oppone all'''individuo''. ([[Louis Salleron]])
**Ciò che distingue il socialismo moderno è l'aspirazione a un diritto assoluto ed eguale di tutti gli uomini al governo della società e al godimento dei beni sociali. Ora, i filosofi antichi, se anche, come [[Platone]], potevano accettare delle [[comunismo|teorie comunistiche]], respingevano l'idea di ogni diritto delle masse al governo della società. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Come sarebbe bello il socialismo senza i socialisti. ([[Filippo Turati]])
*Compassione non è debolezza, e preoccuparsi dei più sfortunati non è socialismo. ([[Hubert H. Humphrey]])
*Deve essere nostro compito realizzare ed avviare una via italiana al socialismo. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di [[democrazia]], di governo di popolo non ve ne potrebbe essere che in regime socialistico, quando, essendo socializzati i mezzi di produzione e di vita, il diritto di tutti a intervenire nel reggimento della cosa pubblica avesse a base e garanzia l'indipendenza economica di ciascuno. ([[Errico Malatesta]])
*Dobbiamo dire di sì al socialismo, alla parola e tutto. [...] Assistenza sanitaria per tutti, porre fine al debito degli studenti, un approccio diverso alla guerra al [[terrorismo|terrore]], porre fine alla detenzione di massa. ([[Jim Carrey]])
*Dodici anni della mia vita di partito sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue. Quello che mi divide ora da voi non è una piccola questione, è una grande questione che divide il socialismo tutto. ([[Benito Mussolini]])
*È impazienza. Impazienza. Ecco cos'è il socialismo. Una furia dell'adesso. ([[George Steiner]])
*È un grave errore pensare che [[Adolf Hitler|Hitler]] scendesse (o fosse costretto a scendere) a compromessi con il [[capitalismo]], che non fosse un «vero» socialista. Niente affatto: sia lui che il suo partito condannarono il Capitalismo Internazionale con la stessa energia con cui combatterono il Comunismo Internazionale. E la storia delle classi lavoratrici lungo tutto il Novecento e quasi ovunque mostra che erano disposte a tollerare, e perfino ad ammirare, i capitalisti di successo, purché fossero i «loro» capitalisti.<br />[[Benito Mussolini|Mussolini]], Hitler, [[Juan Domingo Perón|Perón]], [[Stalin]] furono tutti socialisti nazionalisti, con l'accento che batteva sul secondo termine. Nel 1870, e ancora decenni più tardi, sembrava impossibile che il [[nazionalismo]] e il socialismo si sarebbero mai alleati. Eppure, se si pensa all'onnipresenza dello Stato sociale, oggi siamo tutti nazionalsocialisti, almeno in un certo senso. ([[John Lukacs]])
*Ebbene, anche per la pace la posizione dei cattolici è in antitesi stridente con la nostra {{NDR|i socialisti}}. Aspettano la redenzione dalla grazia, essi, invocano la buona volontà dei santi, quando sarebbe più opportuno fare appello a quella degli uomini. Per essi vale solo l'autorità, la rivelazione, la parola di Dio, poiché pongono la scaturigine dei fatti umani fuori dell'uomo, in una volontà suprema che tutto abbraccia e tutto giudica, e spartisce il torto o la ragione al lume di una semitica concezione del bene e del male che può valere per gli schiavi, non per gli uomini. Noi non aspettiamo nulla da altri che da noi stessi; la nostra coscienza di uomini liberi ci impone un dovere, e la nostra forza organizzata lo attua. Solo ciò che è opera, conquista nostra, ha valore per noi, diventa parte di noi stessi, non ciò che viene elargito da un potere superiore, sia esso lo Stato borghese, o sia la Madonna della Consolata. Non è quindi solo la ripugnanza per il rito, per l'esteriorità, per il simbolismo ormai vuoto di ogni contenuto di fede che, a malgrado gli sforzi dialettici di qualche abile casuista, ci tiene lontani dal cattolicismo. È l'antitesi insanabile delle idee. ([[Antonio Gramsci]])
*I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri. ([[Winston Churchill]])
*Il [[capitalismo]] produce bestie, il socialismo produce uomini. ([[Fidel Castro]])
*Il fantasma del socialismo, del [[comunismo]], [...] dimora anche oggi nei sogni insanguinati dei [[Borghesia|borghesi]] in tutte le longitudini e latitudini della terra. Avanti, diventiamo con ulteriore determinazione il loro incubo permanente. ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Il futuro dell'umanità non è la barbarie ma il socialismo. ([[Sōtīrios Zarianopoulos]])
*Il grande errore morale del socialismo consiste nella risoluta negazione che il desiderio dell'uomo di migliorare le condizioni sue e dei suoi e di prendersi la responsabilità e l'iniziativa di tale miglioramento appartenga all'ordine naturale delle cose almeno allo stesso titolo del desiderio di identificarsi con la comunità e di servire ai suoi fini. ([[Wilhelm Röpke]])
*«Il lavoro non deve essere sfruttamento d'un uomo ad opera di un altro uomo, che detiene nelle sue mani il capitale e il potere politico» disse il Socialismo. Va bene, ma quando si è dato il capitale in mano allo Stato e lo Stato in mano a capi «proletari», cessa il lavoro di essere sfruttamento di uomini da parte di altri uomini? ([[Luigi Grande]])
*Il socialismo, al nostro tempo, non è una conquista dei socialisti; il socialismo moderno è il figlio degenere del capitalismo. E così sarà negli anni a venire. ([[John Kenneth Galbraith]])
*Il socialismo è la filosofia della colpa altrui. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Il socialismo è nella sua essenza più profonda e nel suo pensiero più generale, e non solo una sua forma casuale e particolare di attuazione, un sistema di vita che respinge l'ideale cristiano di ''libero amore fraterno'' e lo sostituisce con la realizzazione statale-giuridica, e quindi, ''forzata'', della giustizia sociale. ([[Semën Ljudvigovič Frank]])
*Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro. ([[Pietro Nenni]])
*Il socialismo è un lusso che tutti oggi si possono permettere. ([[Marcello Marchesi]])
*Il socialismo in cui credo è quello in cui ciascuno lavora per ottenere lo stesso obbiettivo e ciascuno condivida il successo, se viene raggiunto: è così che vedo il calcio, è così che vedo la vita. ([[Bill Shankly]])
*Il socialismo non è altro che il passo avanti che segue immediatamente il monopolio capitalistico di Stato. O, in altre parole: il socialismo non è altro che il monopolio capitalistico di Stato messo ''al servizio di tutto il popolo'' e che, in quanto tale, ''ha cessato'' di essere monopolio capitalistico. ([[Lenin]])
*Il socialismo non è nato per innalzare muri. Socialismo significa tendere la mano agli altri e insieme ad essi convivere pacificamente. Non è il sogno di un visionario ma un preciso progetto politico. (''[[Good Bye Lenin!]]'')
*Il socialismo non significa miseria e privazioni, ma distruzione della miseria e delle privazioni, organizzazione di una vita agiata e civile per tutti i membri della società. ([[Stalin]])
*Il socialismo per sua [[natura]] deve essere alternativo al sistema capitalistico. Se perde questa caratteristica cessa di esistere. ([[Felipe González]])
*«Il socialismo puzza di formaggio», disse un giorno il nostro professore alludendo agli scandali delle cooperative rosse. ([[Leo Longanesi]])
*Il socialismo reale ha impaurito il [[capitalismo]] più di qualsiasi critica. La critica del capitalismo, per radicale che possa essere, non è ancora il socialismo. La critica il capitalismo la può sopportare, ma il socialismo, comunque lo si voglia oggi definire, significa la soppressione dei rapporti di produzione capitalisti. ([[Erich Honecker]])
*Il [[Vizio|vizio]] inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la [[Virtù|virtù]] inerente al socialismo è l'eguale condivisione della miseria. ([[Winston Churchill]])
*L'[[individualismo]] è ciò che vogliamo raggiungere attraverso il socialismo. ([[Oscar Wilde]])
*L'obbiettivo socialista mira al bene universale della nazione e, nell'interesse di quell'obbiettivo, ognuno di noi dovrà rinunciare a qualche suo desiderio personale nell'immediato, in vista di un maggiore benessere nel prossimo futuro. L'accelerazione dello sviluppo generata dai surplus, o l'estensione dei servizi sociali a tutta la comunità, recano vantaggio a un maggior numero di persone rispetto all'incremento dei salari destinati a determinate categorie di lavoratori. ([[Kwame Nkrumah]])
*L'unico modo in cui possiamo impedire il Socialismo è attraverso un cambiamento vasto come il Socialismo. Se sosteniamo la proprietà privata, dobbiamo distribuire la proprietà, seminandola dappertutto con assoluta severità, come fece la Rivoluzione francese. Se vogliamo preservare la famiglia, dobbiamo rivoluzionare la nazione. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*L'utopia socialista è indubbiamente un prodotto delle contraddizioni del capitalismo. Gli scandali del capitalismo non si sono attenuati dai tempi di [[Karl Marx|Marx]] e di [[Friedrich Engels|Engels]], anzi si sono drammaticamente accentuati ed estesi su scala mondiale. ([[Peter Schneider]])
*La competizione tra [[capitalismo]] e socialismo non va temuta: le ragioni del secondo sono più forti di quelle del primo. ([[Marco Rizzo]])
*La democrazia, sciolta dalle necessarie pastoie dell'autorità e dell'ordine infranto nel 1789, e il giudaismo, a cui la museruola viene tolta dalla Rivoluzione Francese, hanno regalato all'umanità l'indesiderabile rampollo del ''[[capitalismo]]''. E il capitalismo, divenuto adulto, ha prodotto a sua volta, nel suo commercio con la democrazia, un altro rampollo, il ''socialismo''.<br>La grande contesa che sembra dividere l'umanità contemporanea in due campi irriducibili situati apparentemente agli antipodi l'uno dell'altro, la contesa tra capitalismo e socialismo, si rivela solo una contesa tra due {{sic|sètte}} di una stessa chiesa scomunicantisi reciprocamente. ([[Emmanuel Malynski]])
*La dottrina del socialismo non è una scienza ma un'utopia. ([[Peter Schneider]])
*La fonte delle organiche deficienze del movimento socialista era anche da cercarsi nella visione fatalistica di una rivoluzione che sarebbe dovuta giungere per un sviluppo automatico, quando il capitalismo fosse arrivato all'ultimo grado della sua maturazione. ([[Palmiro Togliatti]])
*La libertà senza socialismo è privilegio, ingiustizia; il socialismo senza libertà è schiavitù, barbarie. ([[Michail Bakunin]])
*La produzione per l'arricchimento privato priva gran parte del popolo dei beni e dei servizi prodotti. Se, quindi, dobbiamo mantenere la nostra promessa al popolo e realizzare il programma sopra esposto, il socialismo è la nostra sola alternativa , poiché esso assume la proprietà pubblica dei mezzi di produzione, della terra e delle sue risorse, e l'impiego di questi mezzi per soddisfare i bisogni del popolo. ([[Kwame Nkrumah]])
*Le origini del socialismo sono molto anteriori alla [[rivoluzione industriale]]. La primitiva intuizione, l'ispirazione iniziale del socialismo, anzi, non deve nulla al [[proletariato]] , nel senso moderno del termine, perché in origine è stata elaborata a proposito dei problemi agrari nelle società rurali. La rivendicazione dell'uguaglianza, la formula della spartizione sono state applicate per la prima volta alla proprietà della terra. [[François-Noël Babeuf|Babeuf]] non pensava a un socialismo industriale, e se il ''Manifesto degli Eguali'' <ref>''Manifeste des Égaux'' di [[Sylvain Maréchal]] (1796).</ref> parla della spartizione dei frutti, si riferisce ai frutti del lavoro della terra, e non del lavoro industriale. ([[René Rémond]])
*Le questioni, che si riferiscono all'[[ordine sociale]], sono oggidì le più importanti, e insieme le più difficili e complicate. I nemici del [[popolo]], padroni del suolo e del denaro, che menano agiata e deliziosa la vita, levarono un grido d'orrore contro qualsiasi disegno di riforma a pro del ceto povero e lavorante; ed appellarono con ridicoli clamori ai diritti inviolabili della proprietà e della famiglia, per iscongiurare lo spettro minaccevole del socialismo. ([[Cristoforo Bonavino]])
*Nella mente di lord Thunderclap il socialismo era un altro sostantivo che significava un'indagine maligna. Non aveva idea di che piccole creature innocue, malcontente, dottrinarie fossero i socialisti, e quale limitata area del problema sociale avessero sempre esplorato. Credeva per davvero che avessero un piano vigoroso e chiaro, pronto ad essere messo in pratica a beneficio dell'umana società lavoratrice, una strenua società competente, pronta a cacciar fuori dall'esistenza lui e i suoi simili. In qualsiasi momento oramai avrebbero potuto farglielo saltare addosso. Lottava selvaggiamente nell'oscurità contro quella convinzione, ma essa lo dominava. Era forse l'unico uomo vivente in Inghilterra che credesse nel socialismo fino a quel punto. ([[H. G. Wells]])
*Non bisogna volere la libertà perché poi arriverà il socialismo. Se prima si discute di altri più ambiziosi obiettivi, rovesciare il mondo, instaurare il socialismo, il risultato è che si apre la strada alla [[Fascismo|reazione fascista]] come puntualmente accadde. ([[Claudio Martelli]])
*Nulla più del socialismo messianico, del socialismo che mira all'età dell'oro, alla città del sole, alla perfetta giustizia, nulla più di tale socialismo ripugna alla concezione cristiana. Il [[cristianesimo]], per la sua insuperabile pregiudiziale pessimistica, non può neppur concepire la totale salvazione e liberazione degli uomini sulla terra, e in virtù di un ordinamento terreno. L'inferno è la sanzione della carità violata. Solo la pena può realizzare la [[giustizia]]. La condanna eterna è la grande forza di disciplina del mondo. ([[Giovanni Spadolini]])
*Per fare bene il socialista bisogna essere milionario. ([[Ignazio Silone]])
*Per molti, che hanno imparato un poco come i pappagalli lo teorie socialiste, il «capitalismo» spiega tutto ed è cagione di ogni male che si osserva nell'umano consorzio. Altri discorre della «terra libera», che veramente nessuno ha mai veduto; e ci si narra che tutti i mali della società nacquero il dì in cui «l'uomo fu separato dai mezzi di produzione». Quando sia stato quel dì non si sa; forse fu quello in cui Pandora aprì il vaso, oppure quello in cui il lupo e l'agnello discorrevano. ([[Vilfredo Pareto]])
*Per molti socialisti, ogni guaio, piccolo o grande, che possa toccare all'uomo è sicura conseguenza del "capitalismo". ([[Vilfredo Pareto]])
*Quando i leader socialisti si incontrano, per lo più non viene fuori nulla di molto intelligente. ([[Wolfgang Schäuble]])
*Quell'ideologia era ingannevole perché sosteneva: "Se fai la rivoluzione, le cose cambieranno". Ma questa era un'ideologia collettiva che non considerava la complessità umana. Per me sognare una società socialista va bene, ma in realtà, l'irregolarità della coscienza umana rende questo sogno impossibile. Il socialismo è diventato la vittima di quella generazione in tutto il mondo. Il socialismo è stato semplificato e distorto. Sembrava che per diffondere il socialismo nel mondo bastasse diventare socialisti. Ma non si è mai capito che la generazione che voleva il socialismo, che aveva persino l'urgenza di fare la rivoluzione, voleva cambiare gli altri e non se stessa. [...] L'elite degli anni '70 non contemplava il cambiamento al suo interno, mirava solo a cambiare i lavoratori, parlare a loro nome, a nome dei contadini, a cambiare i contadini, ma mai a cambiare se stessa. Molti leader etiopi e africani non hanno mai affrontato una metamorfosi personale. Erano convinti di conoscere la verità e volevano cambiare il mondo. Per me, è stato questo a creare il caos. ([[Haile Gerima]])
*Quello che ha segnato la [[Rivoluzione d'ottobre|Rivoluzione d'Ottobre]], ed è un fatto inconfutabile, è il fatto che il futuro dell'umanità è il socialismo. È il sistema che all'interno dell'evoluzione sociale storica creerà le nuove relazioni sociali, quelle socialiste, avendo al centro della sua attenzione l'uomo e la soddisfazione di tutte le sue esigenze. ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Racconto la storia di un uomo che non prende posizione: è attraversato da tutte le posizioni. Alla mattina, quando si sveglia per andare a lavorare, è [[Comunismo|comunista]] perché ha nel sangue il padre partigiano; è [[Fascismo|fascista]] in mezzo al traffico, perché per arrivare prima vorrebbe farsi strada con un missile; per fare carriera di fronte al capufficio diventa un leccapiedi socialista, se per strada incontra un africano è subito [[Cattolicesimo|cattolico]], peccato che se quel nero si permette di toccare sua figlia si trasforma in [[leghista]] arrabbiato. ([[Dado (comico)|Dado]])
*Siamo noi {{NDR|socialisti}} "gli assetati di giustizia". Siamo noi che, in nome dell'uguaglianza umana leviamo alta un'altra volta la bandiera dei poveri, dei diseredati, dei piccoli, degli umili, degli oppressi, degli avviliti, dei calpestati! Siamo noi che – innalzando un inno al lavoro produttore d'ogni ricchezza – annunziamo ai ricchi padroni del mondo il trionfo immancabile e il regno dei lavoratori; noi che ci sforziamo ad affrettare questo regno; noi i "vituperati e perseguitati per cagion di giustizia". ([[Camillo Prampolini]])
*«Siamo tutti socialisti!» fu la famosa esclamazione nel 1894 di Sir William Harcourt, un'esemplare figura di liberale britannico, mentre il parlamento votava l'ennesima legge di riforma sociale. Più di un secolo dopo il mondo intero è socialista, almeno nel senso che lo Stato sociale, o Stato-che-provvede, è stato accettato, quanto meno in linea di principio, e secondo modalità pratiche certo diverse, da un capo all'altro del pianeta.<br />In questo senso, che un governo si dichiari oppure no socialista è quasi irrilevante; ma se un governo sia oppure no [[Nazionalismo|nazionalista]] non è affatto irrilevante. ([[John Lukacs]])
*Socialismo vuol dire uguaglianza, vuol dire libertà. Ma l'uguaglianza non può essere senza libertà; come la libertà non può essere senza l'uguaglianza: dunque socialismo e anarchia sono due termini dello stesso binomio, sono i due inseparabili fattori della redenzione proletaria. ([[Bruno Misefari]])
*Solo il Socialismo come progetto alternativo di società può battere la globalizzazione capitalistica, rifiutando le guerre e l'imperialismo di rapina che sono la causa principale della migrazione dall'Africa e dai paesi poveri. ([[Marco Rizzo]])
*Sono un Repubblicano tesserato e considero il socialismo una violazione del principio americano secondo cui non dovete ficcare il naso negli affari degli altri se non per fare soldi. ([[P.J. O'Rourke]])
*Tutti i socialisti finiscono in pratica col ricorrere al mestiere del carnefice. ([[Italo Svevo]])
*V'ha un socialismo buono, che, mentre accresce i beni materiali, li vuole scala ai beni dello spirito e della vita {{sic|avvenire}}; e questo è il socialismo, lasciatemi dire la parola, cattolico. È un socialismo che cominciato con la Chiesa è andato crescendo di grado in grado, e, ai nostri giorni, ha per ordine di Divina Provvidenza, uno sviluppo e un'efficacia che non ebbe mai. Questo sviluppo, in gran parte derivato dalle industrie e dai commerci smisuratamente cresciuti tra i popoli civili, è voluto, promosso e accelerato dalla Chiesa Cattolica. Due memorabili Encicliche di [[Papa Leone XIII]] indicarono la via che esso deve percorrere, il papa presente [[Papa Pio X|Pio X]], così particolarmente amante degli umili, lo ama di gran cuore e ne promuove il progresso. E ciò non toglie che egli d'altra parte si opponga severamente a coloro i quali, avvedendosi o no del male che fanno, si sforzano di rendere il socialismo una peste dell'umana società. Con la lusinga di rendere tutti gli uomini ricchi dei beni materiali tentano di spogliarli di beni infinitamente maggiori, che sono {{sic|gli}} spirituali. Questo è il socialismo cattivo, che noi figliuoli della Chiesa combatteremo sempre. ([[Alfonso Capecelatro]])
===[[Michel Aflaq]]===
*Colui che pensa che il socialismo sia una religione della pietà commette un grave errore. Non siamo eremita che si rifugiano nella misericordia di dare pace ad una coscienza turbata dalla miseria e dalla sofferenza, cosicché diventiamo grandi ai nostri occhi e dormiamo senza problemi. Difendere le masse defraudate non significa far loro elemosina ma chiedere i loro diritti. Noi non siamo solo interessati nell'alleviare la loro miseria ma anche nell'incrementare il loro livello di vita.
*I veri socialisti si considerano parte della classe lavoratrice. Il governo socialista è guidato dalla classe lavoratrice, presta attenzione a cosa essa può dare e la forgia all'interno della vita della nazione e nelle battaglie del destino, osservando i propri errori attraverso la pratica, o i dettagli della propria azione.
*Il socialismo non significa estremismo, demagogia e esagerazioni insolenti. Non serve a calunniare gli altri. Il socialismo è un’analisi realistica ed una posizione pratica, la sua argomentazione oggettiva non deve essere affettata da desideri personali, ambizioni e influenze transitorie ma deve essere governata da uno spirito scientifico, abnegazione e onestà.
===[[Leonid Il'ič Brežnev]]===
*Gli Stati socialisti sostengono il rigoroso rispetto della sovranità di tutti i paesi. Noi ci schieriamo risolutamente contro l'intervento negli affari interni di qualsiasi Stato, contro la violazione della sua sovranità.
*Il processo rivoluzionario mondiale si sviluppa irresistibilmente e al suo centro vi è la lotta dei due principali sistemi sociali del nostro secolo, quello socialista e quello capitalista.
*La potenza del campo socialista è attualmente tale che gli imperialisti temono una disfatta militare nel caso di uno scontro diretto, che non va escluso. Occorre però rilevare che, nelle nuove condizioni, gli imperialisti usano sempre più frequentemente un'altra tattica, più perfida. Essi cercano gli anelli deboli del fronte socialista, puntano su un lavoro ideologico eversivo al suo interno, tentano di influire sullo sviluppo economico di questi paesi, di seminare zizzania, di introdurre delle fratture fra di essi, di incoraggiare e di fomentare i sentimenti e le tendenze nazionalistiche; mirano ad isolare singoli Stati socialisti per prenderli poi alla gola uno per uno.
===[[Federico De Roberto]]===
*Chi dice che i beni promessi dai socialisti, saranno, se ottenuti, tanto apprezzati da non esser posti a rischio mai più? La tradizione religiosa dice che l'uomo fu creato nel paradiso terrestre; poteva goderselo tranquillamente, ma tanto fece che lo perdette. Il paradiso che ci promettono sarà perduto un'altra volta, tranne che i socialisti posseggano il segreto di levarci il gusto del pomo.
*«Chi vi ha detto che non sono socialista anch'io?»<br/>«Come ogni persona di cuore, sì; e appunto di ciò si tratta: di dire al popolo fino a qual segno è giusto e santo parlargli dei suoi diritti, ma quanto è necessario e doveroso rammentargli anche i suoi doveri.»
*Ciò che muove il [[lavoratore]] a dichiararsi malcontento è la [[speranza]] del meglio; egli spera di lavorare sempre meno e di godere sempre più: è questa la formula della profezia socialista: il massimo dei beni col minimo dello sforzo; formula contro la quale protestano la ragione, la logica, le leggi del mondo organico e fisico dove gli effetti sono sempre rigorosamente proporzionati alle cause.
*I socialisti serii sconfessano quei romanzieri di fervida fantasia che hanno rappresentato a modo loro la vita avvenire, ma se i pensatori non ci dicono essi quale sarà, qual è la realtà che vogliono attuare, bisogna pure, per averne un'idea, accettare l'immagine che ne dànno i romanzieri. Nel regime socialista, ciascun cittadino lavorerà non per conto suo proprio, ma per conto di tutto il consorzio, e riceverà in cambio del suo lavoro un assegno tanto largo, che non si potrà spendere tutto. Se questa sarà la sola difficoltà nello Stato futuro, potremo dire senz'altro che tutto andrà d'incanto: la somma da spendere, il modo di spenderla sarà un problema insolubile.
*Oggi, dicono i socialisti, chi lavora da mattina a sera stenta la vita, mentre chi non fa niente nuota nell'abbondanza; domani nuoteranno nell'abbondanza tanto chi produce poco, quanto chi produce molto: ingiustizia per ingiustizia, chi non preferirà la seconda alla prima?
===[[Federico Garlanda]]===
*Due sono i principî che, da tempo quasi immemorabile, sono in conflitto nel governo della umana società: l'uno vuole che si dia all'individuo, al singolo cittadino la più larga sfera d'azione, la massima libertà di parola e di fatti: e questo è l'[[individualismo]]. L'altro vuole, invece, che si allarghi, si rinforzi il più che sia possibile l'autorità del potere centrale, dell'ente sociale, a scapito, magari, della libertà dell'individuo: e questo principio è alla base del socialismo.
*Il ''socialismo'' è, fondamentalmente, l'affermazione dei diritti dell'ente sociale, in opposizione alle pretese di un individualismo estremo; è, di più, l'affermazione del principio di ''solidarietà'', che ogni uomo sente nel suo cuore con ogni altro uomo, e che lo stesso sviluppo della vitalità individuale ha, indubbiamente, reso più forte e più profondo. Questa reazione alle esagerazioni del principio individualista, questa affermazione del principio di solidarietà fra gli uomini, sono, a mio giudizio, cose buone e sante. Questi principii, che sono alla base del socialismo, spiegano perché esso si sia diffuso rapidamente e perché incontri tante simpatie nel mondo degli studiosi.<br>Senonché, anche qui non tardò a prodursi l'esagerazione, tanto che questa parola ''socialismo'' viene usata in sensi così vari e così disparati, che quasi mai se ne possa discutere senza confusione!
*Questo ''socialismo assurdo, o collettivismo, o comunismo'', che non di rado ama chiamarsi ''socialismo scientifico'', è tanto lontano dalla scienza, quanto il fantastico mago medievale era lontano dal chimico odierno.<br>Anzitutto, esso pretende erigere il suo edificio sulla negazione dell'iniziativa individuale nel campo della produzione. Or questa iniziativa non è solamente lo strumento di ogni civiltà, ma è un ''fatto'' altrettanto certo e positivo, quanto è certa e positiva l'esistenza dell'individuo stesso. Come si può parlare di scienza, quando si erigono sistemi sulla negazione dei ''fatti''?
===[[Mu'ammar Gheddafi]]===
*Il fine della nuova collettività socialista è la formazione di una comunità felice perché libera. Ciò non potrebbe essere realizzato se non con la soddisfazione dei bisogni materiali e morali dell’uomo, attraverso l’affrancamento di questi bisogni del predominio e dell’arbitrio degli altri.
*Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società.
*Nella società socialista non dovrebbero esserci salariati, ma associati, poiché i proventi sono prerogativa personale dell’individuo, sia nel caso in cui li procuri da se stesso nei limiti delle sue esigenze, sia che detti proventi costituiscano una parte della produzione nella quale l’individuo stesso è un elemento fondamentale.
*Nella società socialista non è consentito al singolo individuo o ad altri di possedere mezzi di trasporto da noleggiare, perché questo costituirebbe un invadere i bisogni degli altri.
*Nella nuova società socialista non si ammettono disparità nella distribuzione della ricchezza tra individui. Solo a coloro che prestano servizi generali, la società disporrà di una data parte di ricchezza in proporzione alle loro prestazioni. Le unità di ricchezza assegnate a questi individui saranno ripartite in proporzione dei maggiori servizi prestati da ciascuno di essi.
===[[George Orwell]]===
*Dobbiamo mettere bene in chiaro che nel movimento socialista c'è posto per esseri umani, o la partita è chiusa.
*Il motivo sottinteso di molti socialisti, credo, è semplicemente un senso ipertrofico dell'ordine. L'attuale stato di cose li offende non perché causi miseria ma perché è disordinato; ciò che essi fondamentalmente desiderano, è ridurre il mondo a qualche cosa che assomiglia una scacchiera.
*La maggior parte dei socialisti si limita a evidenziare che una volta instaurato il socialismo saremo più felici in senso materiale e presuppone che ogni problema venga a cadere quando si ha la pancia piena. Invece è vero il contrario: quando si ha la pancia vuota non ci si pone altro problema che quello della pancia vuota. È quando ci lasciamo alle spalle lo sfruttamento e la dura fatica che cominciamo davvero a farci domande sul destino dell'uomo e sulle ragioni della sua esistenza.
===[[Jules Renard]]===
*Quando penso che forse non sarei socialista se avessi potuto scrivere una commedia in tre atti!
*Sì. Bisognerebbe essere socialista e al tempo stesso guadagnare molti quattrini.
*Un socialista indipendente fino a non temere di fare del lusso.
===[[Kim Jong-il]]===
*Il socialismo e il comunismo differiscono l’uno dall’altro solo per i livelli di sviluppo e di perfezionamento che incarnano. È in fondo uno stesso tipo di società, dotata delle medesime basi politico-economiche e ideologiche. Il socialismo è lo stadio inferiore del comunismo e riveste un carattere essenzialmente comunista; il suo perfezionamento è il comunismo. Fin d’ora sono date le condizioni, si può dire, per perfezionare la teoria del comunismo per via di generalizzazione delle esperienze dell’edificazione del socialismo.
*Il socialismo garantisce una vita confortevole e un alto livello di civiltà alle masse popolari.
*Il socialismo rappresenta una società fondata sulle idee rivoluzionarie della classe operaia. Quel che garantisce il suo sviluppo sono l’ideologia e la teoria cui s’ispira, più precisamente la loro pertinenza, la loro virtù rivoluzionaria e il loro realismo. Perciò il socialismo, per assicurare la sua difesa e il suo sviluppo, obbligato com’è a sostenere una lotta ad oltranza contro i suoi nemici d’ogni colore, esige che questa ideologia e questa teoria, quelle della classe operaia, siano emendate e perfezionate senza sosta in funzione delle esigenze del tempo e dei progressi della rivoluzione.
*Il socialismo sprovvisto di basi ideologiche e di un’ideologia direttrice pertinente non può esser considerato socialismo autentico; un tale socialismo, incapace di contrastare le azioni antisocialiste degli imperialisti e degli altri reazionari, può fallire. Il caso dei paesi in cui il socialismo è crollato e il capitalismo è stato restaurato ne offre una lezione eloquente. Se il nostro socialismo progredisce vittoriosamente senza lasciarsi scuotere malgrado le incessanti manovre degli imperialisti e degli altri reazionari, è in quanto poggia e si orienta sulle idee del Juché. Se il socialismo è vitale per il nostro popolo, le idee del Juché lo sono per il nostro socialismo.
*Se il socialismo ha fallito in vari paesi, esso nondimeno sopravvive, in quanto scienza, nello spirito dei popoli.
===[[Mohammed Siad Barre]]===
*Da dove ha avuto origine il socialismo? Chi l'ha formulato? Molti sono confusi al riguardo. Noi diciamo che venne dal popolo musulmano. Diciamo che trova le sue radici nell'Islam.
*Dichiariamo che il socialismo è una ideologia più accettabile poiché conferisce dignità all'uomo e ai suoi valori più preziosi e dà uguaglianza di diritti e opportunità per la prosperità e la felicità.
*Il socialismo è l'unico modo per cui possiamo ottenere ciò che vogliamo. È l'unico modo che condurrà alla giustizia e l'uguaglianza fra il popolo. È l'unico modo in cui le persone possono avere gli stessi diritti. È l'unico modo in cui possiamo porrere fine alla situazione dove c'è uno sazio ed uno che crepa di fame.</br>Il socialismo permettera ad ogni somalo d'ottenere cure mediche, e garantirà il lavoro ad ogni somalo desideroso di vivere la vita migliore che egli dovrebbe vivere su questo mondo. Il popolo può condividere questa vita in un modo onesto, giusto e uguale. Il Governo guiderà il popolo su questa via. Ecco di che cosa parla il socialismo - praticamente, significa lavoro e la condivisione dei beni.</br>Il socialismo fornisce il modo per cui il popolo può veramente governare il suo paese; un governo capeggiato dai lavoratori e gli intellettuali. È il principio che si batte contro una manciata di persone, o gruppi di persone, che sfruttano la maggioranza e gli succhia il sangue. Questo è il socialismo.</br>Il socialismo significa che la persona che fatica dovrebbe godersi i frutti della sua fatica. Non provvede niente alla persona che non ha lavorato, ma che invece ha seduto sotto l'ombra a ricevere benefici mentre il lavoro duro cade sui lavoratori e gli altri. Questo non è socialismo.</br>Socialismo è l'unico modo in cui è possibile conservare ed elevare l'onore somalo, internamente ed esternamente.</br>Chiunque si dirotta da questa via mette l'onore, l'unità e il progresso somalo sotto i piedi. Noi diciamo: a basso lui! Chiunque è contro il socialismo è colui che scacciammo dal suo edificio di mattoni rossi che appartiene al popolo somalo. È colui che ne siese dentro e ne fu colonizzato. Fu dietro lui che i coloni si nascondevano. È lui che si oppone al socialismo.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Capitalismo]]
*[[Comunismo]]
*[[Marxismo]]
*[[Materialismo dialettico]]
*[[Proletariato]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ideologie politiche]]
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Rosanna Arquette
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2026-09-27T09:40:34Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Rosanna Arquette - Monte-Carlo Television Festival.JPG|thumb|Rosanna Arquette nel 2012]]
'''Rosanna Lisa Arquette''' (1959 – vivente), attrice statunitense.
==''Mid Life Crisis at 30''==
*Mai mangiare un Mars se offerto da Marianne Faithfull.
*Sono un catorcio. Mi faccio male per un nonnulla. Non ho affatto una pelle dura: e sono insicura – non è da stupidi lavorare come attrice, allora?
*Ho un bel paio di denti da coniglio... sino a undici anni succhiavo il pollice... da allora succhio altre cose...
*Sono l'insicurezza personificata. Odio lavorare all'estero. Lo detesto. In quei posti probabilmente sarei considerata un mito, ma in Europa, anche l'imperfezione è un mito.
*Amo la musica e vorrei sedermi con alcune delle persone che ammiro e discutere su cosa le fa andare avanti, l'equilibro tra arte e vita, lo stato dell'arte e della musica di oggi e cosa li ispira. La maggior parte dei veri artisti si occupa della musica come pura forma d'arte, ma ognuno di loro potrebbe essere attratto dal mondo degli affari e iniziare a comporre musica per soldi, che, sadicamente, sono diventati più importanti degli artisti o addirittura della musica stessa.
==Bibliografia==
*Lia Macko, Kerry Rubin, ''Mid Life Crisis at 30: how the stakes have changed for a new generation – and what to do about it'', Rodale Books, ISBN 1579548679
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Fuori orario]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Pulp Fiction]]'' (1994)
*''[[Buffalo '66]]'' (1998)
*''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000)
*''[[The Divide (film 2011)|The Divide]]'' (2011)
*''[[Billionaire Boys Club (film 2018)|Billionaire Boys Club]]'' (2018)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Patricia Arquette]], sorella
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Arquette, Rosanna}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Monty Python e il Sacro Graal
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|dimensioneimmagine= 285
|immagine=Die Ritter der Kokosnuss Logo.png
|didascalia=
|titolo= Monty Python e il sacro Graal
|titolooriginale= Monty Python and the Holy Grail
|paese= Gran Bretagna
|anno= 1975
|genere= commedia
|regista= [[Terry Gilliam]] / [[Terry Jones]]
|soggetto= [[Graham Chapman]], [[John Cleese]], [[Terry Gilliam]], [[Eric Idle]], [[Terry Jones]], [[Michael Palin]]
|sceneggiatore= [[Graham Chapman]], [[John Cleese]], [[Terry Gilliam]], [[Eric Idle]], [[Terry Jones]], [[Michael Palin]]
|produttore= [[Mark Forstater]], [[Michael White (produttore)|Michael White]]
|attori=
*[[Graham Chapman]]: [[Re Artù]], ruoli vari
*[[John Cleese]]: il Cavaliere Nero, [[Lancillotto]], Soldato Francese, ruoli vari
*[[Terry Gilliam]]: Patsy, se stesso, ruoli vari
*[[Neil Innes]]: Menestrello di Sir Robin, ruoli vari
*[[Eric Idle]]: Sir Robin, ruoli vari
*[[Terry Jones]]: Sir Bedevere, ruoli vari
*[[Michael Palin]]: Sir Galahad, Cavaliere del Tiè, Dennis, narratore, ruoli vari
*[[Connie Booth]]: Strega
*[[Carol Cleveland]]: Zoot, Dingo
|doppiatori italiani=
*[[Duilio Del Prete]]: Re Artù
*[[Romano Malaspina]]: Sir Lancillotto
*[[Oreste Lionello]]: Sir Robin
*[[Giampiero Albertini]]: Sir Bedivere
*[[Claudio Capone]]: Sir Gahalad
*[[Bombolo]]: l'immortezzaio
*[[Pippo Franco]]: il vecchio della scena 24/Guardiano del ponte
*[[Pino Caruso]]: militare austriaco (soldato francese)
*[[Silvio Spaccesi]]: Re del Castello Melma
}}
'''''Monty Python e il sacro Graal''''', film inglese del 1975 con i [[Monty Python]], regia di [[Terry Gilliam]] e [[Terry Jones]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Scritto ed interpretato da: {{NDR|appaiono i nomi degli sceneggiatori e degli attori principali}} Con {{NDR|appaiono i nomi degli attori secondari}} E con {{NDR|appaiono altri attori secondari}} E anche con {{NDR|altri attori secondari}} Che ne direste di una vacanza in Svezia? {{NDR|appaiono i nomi dello staff tecnico}} A vedere i meravigliosi laghi, {{NDR|altri nomi dello staff tecnico}} la splendida rete telefonica {{NDR|appaiono nomi di ruoli minori}} e molti animali pericolosi. {{NDR|appaiono i nomi dello staff del reparto scenografico}} ('''Sottotitoli''')
[...] Personaggi, eventi e nomi rappresentati sono frutto della fantasia. Ogni riferimento a nomi e persone è puramente casuale. Firmato [[Richard Nixon|Richard M. Nixon]]. ('''Disclaimer''')
Compreso l'alce reale. Un alce morse mia sorella... Gli stava incidendo le iniziali addosso con uno scovolino appuntito avuto da suo cognato Svenge, dentista di Oslo e star di: "Le calde mani di un dentista di Oslo", "Appassionate otturazioni", "Gli enormi molari di Horst Nordfink"... ('''Sottotitoli''')
Ci scusiamo per i sottotitoli. I responsabili sono stati licenziati. ('''Testo a schermo''')
Il morso dell'alce può essere molto fastidioso. ('''Sottotitoli''')
Ci scusiamo di nuovo per i sottotitoli. I responsabili del licenziamento di quelli appena licenziati sono stati licenziati. ('''Testo a schermo''')
{{NDR|Seguono altri crediti in cui appaiono:}}
Alce addestrata da Yutte Hermsgervørdenbrøtbørda<br>Effetti speciali d'alce Olaf Prot<br>Costumi da alce Siggi Churchil<br>Coreografia dell'alce Horst Prot III<br>Alci della signorina Taylor di Hengst Douglas-Home<br>Alce addestrata a mescolare il cemento e compilare complicati moduli assicurativi di Jurgen Wigg<br>Pulizia nasi delle alci di Bjørn Irkestøm-Slater Walker<br>Grande alce sulla parte sinistra dello schermo nella terza scena dalla fine, che ha ricevuto una preparazione approfondita in latino, francese e geografia di livello "O" di Bo Benn<br>Pose suggestive per l'alce suggerite da Vic Rotter<br>Cura delle corna di Liv Tatcher
I dirigenti della nuova ditta chiamata in sostituzione rendono noto il loro licenziamento. I titoli sono stati completati in uno stile diverso con costi altissimi e in fretta e furia. ('''Testo a schermo''')
{{NDR|Appaiono altri crediti su sfondo colorato intermittente}}
Produttore esecutivo John Goldstone & "Ralph" The Wonder Llama<br>Produttore Mark Forstater<br>Assistito da Earl J. Llama<br>Milt Q. Llama III<br>Sy Llama<br>Merle Z. Llama IX<br>Diretto da<br>40 lama ecuadoriani appositamente addestrati<br>6 lama rossi del Venezuela<br>142 lama urlatori messicani<br>14 guanachi del Cile del Nord (stretti parenti del lama)<br>Il sig. Reg Lama di Brixton<br>76.000 lama allevati in batteria dalla 'Fresco-Lama' s.p.a. vicino al Paraguay<br>e Terry Gilliam & Terry Jones
:''Mønti Pythøn ik den Hølie Gräilen Røtern nik Akten Di Wik Alsø wik Alsø alsø wik Wi nøt trei a høliday in Sweden this yër? See the løveli lakes The wøndërful telephøne system and mäni interesting furry animals.''<ref>Sottotitoli in inglese che imitano l'aspetto grafico della lingua svedese e norvegese.</ref>
:[...] ''The characters and incidents portrayed and the names used are fictitious and any similarity to the names, characters, or history of any person is entirely accidental and unintentional. Signed Richard M. Nixon''
:''Including the majestik møøse. A Møøse once bit my sister... No realli! She was Karving her initials on the møøse with the sharpened end of an interspace tøøthbrush given her by Svenge - her brother-in-law - an Oslo dentist and star of many Norwegian møvies: "The Høt Hands of an Oslo Dentist", "Fillings of Passion", "The Huge Mølars of Horst Nordfink"...''
:''We apologise for the fault in the subtitles. Those responsible have been sacked.''
:''Mynd you, møøse bites Kan be pretti nasti...''
:''We apologise again for the fault in the subtitles. Those responsible for sacking the people who have just been sacked have been sacked.''
:''Møøse Trained by Yutte Hermsgervørdenbrøtbørda<br>Special Møøse Effects Olaf Prot<br>Møøse Costumes Siggi Churchill<br>Møøse Choreographed by Horst Prot IOO<br>Miss Taylor's Møøses by Hengst Douglas-Home<br>Møøse trained to mix concrete and sign complicated insurance forms by Jby Jurgen Wigg<br>Møøses' Noses Wiped by Bjørn Irkestøm-Slater Walker<br>Large møøse on the left hand side of the screen in the third scene from the end, given a thorough grounding in Latin, French and "O" Level Geography by Bo Benn<br>Suggestive poses for the Møøse suggested by Vic Rotter<br>Antler-care by Liv Thatcher''
:''The directors of the firm hired to continue the credits after the other people had been sacked, wish it to be known that they have just been sacked.<br>The credits have been completed in an entirely different style at great expense and at the last minute.''
:''Executive Producer John Goldstone & "Ralph" The Wonder Llama<br>Producer Mark Forstater<br>Assisted By Earl J. Llama<br>Milt Q. Llama III<br>Sy Llama<br>Merle Z. Llama IX<br>Directed By<br>40 specially trained ecuadorian mountain llamas<br>6 venezuelan red llamas<br>142 mexican whooping llamas<br>14 north chilean guanacos (closely related to the llama)<br>Reg Llama of Brixton<br>76000 battery llamas from "Llama-Fresh" Farms ltd. near Paraguay<br>And Terry Gilliam & Terry Jones''
==Frasi==
{{cronologico}}
*Morti, tombe, morti! Morti, tombe, morti! Fuori l'immortizia! L'immortezzaro! Li prendo caldi! Andiamo che è tardi! Morti freschi! Pulite la casa! Ammucchia lì. L'immortezzaro! Sveglia femmine! Ancora c'è posto! Me ne vado! ('''Immortezzaro''') {{NDR|raccogliendo di casa in casa i morti per la peste}}
*{{NDR|Dopo il numero musicale di Camelot}} Non puoi lascia' la reggia un attimo che te la riducono una discoteca.<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''Well, on second thought, let's not go to Camelot, it is a silly place.''</ref> ('''Artù''')
*Vaccamoli!<ref>Nella versione originale in francese:<br>''Fetchez la vache!''</ref> ('''Soldato''') {{NDR|ordinando ai compagni di catapultare una vacca in direzione dei cavalieri di Artù, a cui poi segue il lancio di animali vari}}
*Morte certa a un chilometro. ('''Cartello stradale''')
:''Certain death 1''
*Questa è una sorpresa assai gradita, benvenuto al Castello della Sorcia.<ref>Nella versione originale in inglese si chiama Castle Anthrax ("Castello Antrace").</ref> ('''Zoclet'''<ref>Nella versione originale in inglese si chiama Zoot.</ref>) {{NDR|dando il benvenuto a Galahad}}
*È molto bello che tu voglia accettare di stare con noi, anche se la nostra vita non è così maschia e virile come la tua. Siamo centocinquanta verginelle, fra i sedici e i diciannove anni e mezzo. Oh... tutte sole e abbandonate, sempre a sciacquettarci, agghindarci, svestirci, ricamarci pizzi e trine...<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''Oh, I am afraid our life must seem very dull and quiet compared to yours. We are but eight score young blondes and brunettes, all between sixteen and nineteen and a half, cut off in this castle with no one to protect us! Oh, it is a lonely life: bathing, dressing, undressing, making exciting underwear....''</ref> ('''Zoclet''') {{NDR|a Galahad}}
*Sir Lancillotto quindi salva Sir Galahad da una probabile, anzi certissima resa. Intanto, nella Scena 24, re Artù e Sir Bedeverus, distanti un volo di rondine, incontrano un vecchio, il quale... distante anche due voli di rondine... e anche quattro, se portavano una noce di cocco. Però trascinandola a piedi.... ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}}
*''Che schifo d'eroe, vigliacco che sei, | puzzone che va lui scappa e si dà. | Sto dietro e lo so, arieggia un bel po', | il prode che sotto se la fa.'' ('''Menestrello''') {{NDR|[[canzoni dai film|cantando]] mentre accompagna Robin}}
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Soldato''': Chi sei?<br>'''Artù''': [[Re Artù|Artù]], figlio di [[Uther Pendragon|Pendragon]], del castello di Camelot, gioia dei Bretoni, angoscia dei Sassoni, re dell'{{sic|irreta Intilghiera}}!<ref>Gioco di parole non presente nella versione originale in inglese.</ref><br>'''Soldato''': Dell'intera Inghilterra!
*'''Soldato #1''': Ma dove vai, se il cavallo non...<br>'''Artù''': Ce l'ho!<br>'''Soldato #1''': ...non ce l'hai!<br>'''Artù''': Cosa?<br>'''Soldato #1''': Il galoppo lo facevi con le noci di cocco. Eccole lì!<br>'''Artù''': E con ciò? Cavalcammo le candide distese di Norvegia, di Finlandia, di Danimarca, d'Olan...<br>'''Soldato #1''': E dove hai preso il cocco?<br>'''Artù''': Durante il viaggio.<br>'''Soldato #1''': In Scandinavia? E niente banane, datteri e cous-cous?<br>'''Artù''': Cos'è, un rebus?<br>'''Soldato #1''': No, parole crociate.<br>'''Artù''': D'inverno la rondine cerca il sole. E il piviere fa la spola tra le opposte rispettive primavere. E c'è un gran traffico tra continenti.<br>'''Soldato #1''': E allora la noce di cocco è un uccello migratore?<br>'''Artù''': Chi dice questo? Trasportata!<br>'''Soldato #1''': Cosa? Un cocco da una rondine?<br>'''Artù''': Eh sì, per un pelo della coccia.<br>'''Soldato #1''': Non è questione di pelo, ma questione di peso. Un uccello da cento grammi con una noce da mezzo chilo! Fatti il conto, va per sotto.<br>'''Artù''': Be', non ha importanza. Ora vada a dire al su' padrone che Artù di Camelot è qui.<br>'''Soldato #1''': Va bene. Metti che la rondine debba mantenere una certa velocità, dico bene? Oe', se no, quando arriva?<br>'''Artù''': La prego!<br>'''Soldato #1''': Metti quarantatrè battiti al minuto...<br>'''Artù''': Non è questione d'uccelli!<br>'''Soldato #2''': Però se si trattasse di una rondine africana...<br>'''Soldato #1''': Ah, africana, certo! Ma una europea, quando mai? Africana sì.<br>'''Soldato #2''': Ah, sì, europea no.<br>'''Artù''': Dite a quell'accidenti del vostro padrone che io l'aspetto a Camelot!<br>'''Soldato #1''': Moment, c'è un fatto. Le rondini africane non migrano mica.<br>'''Soldato #2''': Ah, no.<br>'''Soldato #1''': Quindi le noci t'attacchi.<br>'''Soldato #2''': Però se due rondini europee si mettessero in due...<br>'''Soldato #1''': Ma figurati se due europee van d'accordo!<br>'''Soldato #2''': Ma mettiamolo!<br>'''Soldato #1''': E la noce come la tengon su? Oh, è grossa come una palla!<br>'''Soldato #2''': Tra le zampette, nel sottocoda.<br>'''Soldato #1''': Due uccelli per una palla!<br>'''Soldato #2''': Ma cosa, due palle per un uccello?<br>'''Soldato #1''': Un uccello con due palle è normale, ma una palla con due uccelli quando s'è visto?<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– What, ridden on a horse?<br>– Yes!<br>– You're using coconuts!<br>– What?<br>– You've got two empty halves of coconut and you're bangin' 'em together.<br>– So? We have ridden since the snows of winter covered this land, through the kingdom of Mercea, through...<br>– Where'd you get the coconut?<br>– We found them.<br>– Found them? In Mercea? The coconut's tropical!<br>– What do you mean?<br>– Well, this is a temperate zone.<br>– The swallow may fly south with the sun or the house martin or the plumber may seek warmer climes in winter yet these are not strangers to our land.<br>– Are you suggesting coconuts migrate?<br>– Not at all, they could be carried.<br>– What? A swallow carrying a coconut?<br>– It could grip it by the husk!<br>– It's not a question of where he grips it! It's a simple question of weight ratios! A five ounce bird could not carry a one pound coconut.<br>– Well, it doesn't matter. Will you go and tell your master that Arthur from the Court of Camelot is here?<br>– Listen, in order to maintain air-speed velocity, a swallow needs to beat its wings 43 times every second, right?<br>– Please!<br>– Am I right?<br>– I'm not interested!<br>– It could be carried by an African swallow!<br>– Oh, yeah, an African swallow maybe, but not a European swallow, that's my point.<br>– Oh, yeah, I agree with that...<br>– Will you ask your master if he wants to join my court at Camelot?!<br>– But then of course African swallows are not migratory.<br>– Oh, yeah...<br>– So they couldn't bring a coconut back anyway...<br>– Wait a minute, supposing two swallows carried it together?<br>– No, they'd have to have it on a line.<br>– Well, simple! They'd just use a standard creeper!<br>– What, held under the dorsal guiding feathers?<br>– Well, why not?''</ref>
*'''Uomo''': E quello chi è?<br>'''Immortezzaro''': È un [[re]].<br>'''Uomo''': E come si capisce?<br>'''Immortezzaro''': Perché i re passano.<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– Who's that then?<br>– I don't know.<br>– Must be a king.<br>– Why?<br>– He hasn't got shit all over him.''</ref>
*'''Artù''': Ehi, lei, plebeo! Come la si chiama?<br>'''Bestia''': Bestia!<br>'''Artù''': La senta, Bestia, di chi è quel castello laggiù?<br>'''Bestia''': E daglie con le domande!<br>'''Artù''': Cosa?<br>'''Bestia''': È chiuso. Si apre solo quando che piove.<br>'''Artù''': E perché solo quando piove?<br>'''Bestia''': Se no fuori te bagni, ignorante.<br>'''Artù''': Ma il padrone dove vive?<br>'''Bestia''': Da 'ste parti, ma è difficile.<br>'''Artù''': È difficile vivere su queste terre?<br>'''Bestia''': No, standoci sopra tirava pure a campa', ma da sotto è difficile.<br>'''Artù''': Chi sono gli eredi?<br>'''Bestia''': E questo ci insistisce con le domande. Oh, mica sei delle tasse, eh? Sai che te dico? Che se fai tante domande è capace che te ne accettano una e ti assumono a corte dove ti ingrassi senza lavora', e il lavoro invece è tutto...<br>'''Moglie di Bestia''': Vai a lavora', Bestia!<br>'''Bestia''': Mia moglie, diciotto anni, un fiore.<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– Old woman!<br>– Man!<br>– Old man, sorry. What knight live in that castle over there?<br>– I'm thirty seven.<br>– What?<br>– I'm thirty seven. I'm not old!<br>– Well, I can't just call you "man".<br>– Well, you could say "Dennis".<br>– Well, I didn't know you were called "Dennis".<br>– Well, you didn't bother to find out, did you?<br>– I did say sorry about the "old woman", but from the behind you looked...<br>– What I object to is you automatically treat me like an inferior!<br>– Well, I am king...<br>– Oh king, eh, very nice. An' how'd you get that, eh? By exploitin' the workers, by 'angin' on to outdated imperialist dogma which perpetuates the economic an' social differences in our society! If there's ever going to be any progress...''</ref>
*'''Bestia''': Noi i nostri bisogni li abbiamo eliminati. Siccome tutto è merda...<br>'''Artù''': Lo sento.<br>'''Bestia''': ...noi lavoriamo direttamente la merda.<br>'''Artù''': La finisca.<br>'''Bestia''': Abbiamo abolito gli intermediari.<br>'''Artù''': La finisca! Le ordino di smetterla!<br>'''Moglie di Bestia''': Ordino? Ma chi ti credi d'essere?<br>'''Artù''': Il vostro re!<br>'''Moglie di Bestia''': Io non t'ho mai dato il voto.<br>'''Artù''': Non si vota per i re.<br>'''Moglie di Bestia''': E allora come t'è saltato in mente?<br>'''Artù''': La [[Dama del Lago|Signora del Lago]], seno d'alghe ricoperto, fronte cinta da un bel serto, m'investì le cuore 'a dea, e del Regno re mi fea. Ribattei stupito e incerto: "Tale investitura merto?" Disse: "Sono più che certa, io la do a chi la merta."<br>'''Moglie di Bestia''': Ah, no!<br>'''Bestia''': Non se riesce più a camminare tranquilli che te vanno a investire pure nel profondo dei laghi. Il potere però, mio caro, sai da dove proviene? Direttamente dal mandato popolare, vattelo un po' a studiare, imbecille!<br>'''Artù''': Basta così!<br>'''Bestia''': Scusa, ma come mi sarebbe a dire che perché a una signora qualunque gli gira tu ti metti a esercitare la monarchia?<br>'''Artù''': La finisca!<br>'''Bestia''': Se allora io vado a dire che sono imperatore perché un'isterica m'ha sventolato in faccia un'insalata di alghe con le tette mi chiudono in manicomio.<br>'''Artù''': Le intimo di fare silenzio!<br>'''Bestia''': Oh! Vedete questo che comincia a fa' il prepotente?<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– But all the decision of that officer have to be ratified at a special biweekly meeting.<br>– Yes, I see.<br>– By a simple majority in the case of purely internal affairs...<br>– Be quiet!<br>– ...but by a two-thirds majority in the case of more...<br>– Be quiet! I order you to be quiet!<br>– Order, eh. Who does he think he is?<br>– I am your king!<br>– Well, I didn't vote for you.<br>– You don't vote for kings.<br>– Well, 'ow did you become king then?<br>– The Lady of the Lake, her arm clad in the purest shimmering samite, held aloft Excalibur from the bosom of the water signifying by Divine Providence that I, Arthur, was to carry Excalibur. That is why I am your king!<br>– Listen, strange women lying in ponds distributing swords is no basis for a system ofgovernment. Supreme executive power derives from a mandate from the masses, not from some farcical aquatic ceremony.<br>– Be quiet!<br>– Well you can't expect to wield supreme executive power just 'cause some watery tart threw a sword at you!<br>– Shut up!<br>– I mean, if I went around sayin' I was an empereror just because some moistened bint had lobbed a scimitar at me they'd put me away!<br>– Shut up! Will you shut up!<br>– Ah, now we see the violence inherent in the system.''</ref>
[[File:Helmet of Black Knight from Monty Python and the Holy Grail.JPG|thumb|''– 'Tis but a scratch.<br>– A scratch? Your arm's off!'' (il Cavaliere Nero e Artù)]]
*'''Cavaliere Nero''': Da qui non si passa!<br/>'''Artù''': Cosa?<br/>'''Cavaliere Nero''': Da qui non si passa!<br/>'''Artù''': Oh che dai fiato solo per dire castronerie, ma io ci passo e ci ripasso!<br/>'''Cavaliere Nero''': Te prova che io ti sbuso!<br/>'''Artù''': Io ti comando, come Re dei Bretoni, di levarti di là!<br/>'''Cavaliere Nero''': Non farmi ridere, che mi fa male la cerniera! Balosso!<br/>'''Artù''': E allora comincia! {{NDR|sfoderano le spade e combattono. Artù amputa il braccio sinistro del Cavaliere Nero}} E ora fatti da parte, valoroso avversario.<br/>'''Cavaliere Nero''' {{NDR|col braccio amputato e sanguinante}}: Robetta...<ref>Nella versione originale in inglese: «'''Tis but a scratch''».</ref><br/>'''Artù''': L'è un braccio, mica mostacciola.<br/>'''Cavaliere Nero''': Ma va là!<br/>'''Artù''': E guarda, no?<br/>'''Cavaliere Nero''': Mah... l'è minga la prima volta.<br/>'''Artù''': Bugiardo!<br/>'''Cavaliere Nero''': Finocchio, culatina e culattùn. S'è ghe?<br/>'''Artù''': {{NDR|gli amputa anche l'altro braccio}} La vittoria è mia.<br/>'''Cavaliere Nero''': Oh, vacca. S'è ghe? <br/>'''Artù''' {{NDR|inginocchiandosi per pregare}}: Io offro a te, o Signore... {{NDR|il Cavaliere Nero, ormai senza braccia gli sferra un calcio intesta}}<br/>'''Cavaliere Nero''': Ah, vigliacco, ti arrendi?<br/>'''Artù''': Io?<br/>'''Cavaliere Nero''': Chiedi pietà, ah, ah, ah! Pistola!<br/>'''Artù''': Dai, finiscila. La vittoria è mia.<br/>'''Cavaliere Nero''': Lascia perdere le parole, sono i fatti che contano.<br/>'''Artù''': Oh, impara piuttosto a levarti l'armatura coi piedi.<br/>'''Cavaliere Nero''': Se no?<br/>'''Artù''': Te la fai nei calzoni.<br/>'''Cavaliere Nero''': Eh, eh, eh!<ref>Nella versione originale in inglese:
:''– Look, you stupid bastard, you've got no arms left.<br />– Yes I have.<br />– Look!<br />– Just a flesh wound.''</ref> Finocchio!<br/>'''Artù''': Piantala!<br/>'''Cavaliere Nero''': Culatina! Culattùn!<br/>'''Artù''': Ti stacco una gamba, eh?<br/>'''Cavaliere Nero''': Te provaci.<br/>'''Artù''': L'hai voluto! {{NDR|Artù gli amputa la gamba sinistra}}<br/>'''Cavaliere Nero''': Questa qui te la faccio pagare, eh?<br/>'''Artù''': Che farai?<br/>'''Cavaliere Nero''': Veng chi.<br/>'''Artù''': Ma lo sai che sei un bel tignoso?<br/>'''Cavaliere Nero''': Sono invincibile!<br/>'''Artù''': Tu sei [[zoppia|zoppo]].<br/>'''Cavaliere Nero''': Ma di profilo non sembra. Vieni avanti, muoviti, dai. Forza! Allora? Dai! {{NDR|Artù, spazientito, gli amputa la gamba destra; il Cavaliere Nero, ridotto a un torso inerme, rimane a terra}} Vacca che bel taglio. Mettiamo su una fabbrichetta di tranciatrici? O ci buttiamo negli affettati, eh? Salmone olandese...<br/>'''Artù''': Andiamo!<br/>'''Cavaliere Nero''': ...bologna sottovuoto, trenta ore settimanali, cassa integrazione al 98%. Guarda che l'artigianato va a rotoli! Non ci ha il bernoccolo degli affari. Pirla!
*'''Bedevere''': E come fate a dire che è una strega?<br>'''Villico #3''': Mi ha trasformato in salamandra.<br>'''Bedevere''': Salamandra? E tu sei una salamandra?<br>'''Villico #3''': Non si vede?<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– What makes you think she is a witch?<br>– Well, she turned me into a newt.<br>– A newt?<br>– I got better.''</ref>
*'''Bedevere''': Non vi agitate, popolo. La giustizia ha metodi sicuri per essere certa.<br>'''Villico #1''': Cosa? Quali sono questi metodi?<br>'''Bedevere''': Seguitemi. Voi che ci fate con le [[strega|streghe]]?<br>'''Folla''' {{NDR|in coro}}: A morte! Al rogo!<br>'''Bedevere''': E che cosa bruciate, a parte le streghe?<br>'''Villico #1''': Ancora streghe!<br>'''Villico #3''': Shh!<br>'''Villico #3''': La legna!<br>'''Belvedere''': La legna. Allora le streghe bruciano...<br>'''Villico #3''': Be'... perché sono di legno?<br>'''Belvedere''': Ecco lì. E come si fa a capire che quella roba lì è di legno? Eh?<br>'''Villico #1''': Costruendoci un ponte.<br>'''Belvedere''': Ah, ma si costruscono anche ponti di pietra.<br>'''Villico #1''': Allo' gnente.<br>'''Belvedere''': Niente ponte, torniamo al legno. Va a fondo nell'acqua?<br>'''Villico #2''': Va a galla! Va a galla!<br>'''Bedevere''': Calma, calma, non è mica ancora finita. Cos'altro ancora galleggia nell'acqua?<br>'''Villico #1''': Il pane.<br>'''Villico #2''': Lo stronzo.<ref>Oltre al pane, nella versione originale in inglese la folla nomina nell'ordine: le mele, i sassolini, il sidro, la salsa, le ciliegie, il fango, le chiese e il piombo.</ref><br>'''Villico #3''': I pezzi di piombo?<br>'''Villico #1''': I sassi.<br>'''Villico #2''': I pezzi di stronzo.<br>'''Bedevere''': No, no.<br>'''Villico #3''': I grilli.<br>'''Villico #2''': I pezzetti di stronzo!<br>'''Artù''': Le oche.<br>'''Folla''' {{NDR|in coro}}: Le oche?<br>'''Bedevere''': Risposta esatta. Le oche galleggiano come il legno.<br>'''Villico #1''': Sì. Quindi... un'oca galleggia sull'acqua... allora è fatta di legno.<br>'''Bedevere''': Se ha lo stesso peso dell'oca. In questo caso...<br>'''Villico #1''': È una strega!<br>'''Villico #2''': È una strega!<br>'''Folla''' {{NDR|in coro}}: Sì! È una strega!<br>'''Bedevere''': Procediamo con ordine. Andiamo alla bilancia.<br>'''Folla''' {{NDR|in coro}}: Portate un'oca! Portate un'oca!<br>'''Bedevere''': La strega su un piatto!<br>'''Villico #1''': Su, sbrigati!<br>'''Bedevere''': L'oca sull'altro. Vediamo se il peso è uguale. {{NDR|la donna viene pesata insieme all'oca}} Al fuoco! Il tuo ultimo desiderio?<br>'''Strega''': Speriamo che piove.<ref>Nella versione originale in inglese: «''It's a fair cop''».</ref>
*{{NDR|Mentre una mano sfoglia il libro delle gesta degli eroi}} Il dotto Bedevere, detto dal popolo a-dotto, fu primo al seguito di re Artù, come risulta dalla tabella del fotofilmish. Secondo, [[Lancillotto]] il Coraggioso. Terzo, [[Galahad]] il Puro. Quarto, Sir Robin, molto meno coraggioso di Lancillotto, che a momenti affrontava il drago di Angnor, che quasi sfidava il pollo di Bristol, che alla battaglia di Badon Hill andò così di corpo che di lui ne rimase appena da mettere insieme un neonato. Malgrado le diverse prestazioni segnarono tutti un buon tempo. Anzi, più che un tempo, un'epoca, quella dei [[Cavalieri della Tavola Rotonda]]. {{NDR|appare una mano pelosa vicino al libro}} Che è quella mano? Pussa via!<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''The wise Sir Bedemir was the first to join King Arthur's knights, but other illustrious names were soon to follow: Sir Launcelot the Brave; Sir Galahad the Pure; and Sir Robin the Not-quite-so-brave-as-Sir-Launcelot who had nearly fought the Dragon of Agnor, who had nearly stood up to the vicious Chicken of Bristol and who had personally wet himself at the Battle of Badon Hill; and the aptly named Sir Not-appearing-in-this-film. Together they formed a band whose names and deeds were to be retold throughout the centuries: the Knights of the Round Table.''</ref> ('''Narratore''')
*'''Bedevere''': ... ed è per questo che la Terra è a forma di banana.<br/>'''Artù''': Le tue teorie mi hanno convinto. Dunque, le vesciche dei montoni impediscono i terremoti.<br/>'''Bedevere''': Ma si sa...<br/>'''Lancillotto''': Chi va là?<br>{{NDR|Giungono a Camelot e lo ammirano in lontananza}}<br/>'''Artù''': Camelot!<br/>'''Gahalad''': Camelot!<br/>'''Lancillotto''': Capperi!<br/>'''Patsy''': Un modellino.<br>'''Artù''': Shh!
*'''Dio''': Arturo. Arturo. Ma dove vai? Possibile che non possa aprir bocca che tutti si mettano in ginocchio?<br>'''Artù''': Scusi.<br>'''Dio''': Non sopporto l'adulazione. E finiamola con questi "scusi", "non son degno", "perdono", e fatemi parlare! E ora che fai?<br>'''Artù''': Distolgo lo sguardo.<br>'''Dio''': Piantala! Sempre a recitare versetti di salmo... Mi deprimono! Alza gli occhi!<br>'''Artù''': Agli ordini!<br>'''Dio''': Bene. Arturo! Voglio affidarti una missione che darà luce e gloria a questo secolo oscurato dalle tenebre.<br>'''Artù''': L'è una bona idea, Signore.<br>'''Dio''': Certo che è una buona idea. Da Padreterno. Questo è il Calice Sacro, questo sarà il tuo scopo: la ricerca del [[Graal|Santo Graal]]. La ricerca del Santo Graal! È stato il primo, resterà il migliore.<br>'''Lancillotto''': Accipicchia, s'è scontrato con le nuvole.<br>'''Galahad''': Sarà assicurato.<ref>Battuta non presente nella versione originale in inglese.</ref>
*'''Artù''': Io sono il re Artù e questi sono i miei cavalieri di Camelot. Il castello di chi gli è?<br>'''Soldato''': E a tia presentemente che te ne fotte? È di chi deve essere.<br>'''Artù''': Vada dal suo padrone e gli riferisca che Dio mi ha incaricato di compiere una missione di molto prestigio, che consiste nella ricerca e nella conquista del Santo Graal.<br>'''Soldato''': Io vado a riferire, ma penso che non ci interessa, ehm, perché uno ce l'avé già.<br>'''Artù''': Icché c'ha?<br>'''Galahad''': Dice che ne ha già uno.<br>'''Artù''': Il Calice Santo ce l'ha qui?<br>'''Soldato''': E pure molto grazioso! {{NDR|sussurrando ai compagni}} Ci ho fatto credere che noi ne abbiamo un altro.<br>'''Artù''': Che, gli si potrebbe dare un'occhiatina?<br>'''Soldato''': Manco morto. Siete porci europei!<br>'''Artù''': Perché, voi che siete?<br>'''Soldato''': Austriaci. È perché pensi che ci ha io questo fituso accento?<ref>Nella versione originale in inglese il soldato non è austriaco, ma francese: «'' I'm French! Why do think I have this outrageous accent, you silly king!''»</ref>
[[File:EMP Seattle (26120000225).jpg|thumb|«''You mother was a hamster and your father smelt of eldeberries!''» (Soldato)]]
*'''Soldato''': Matri che paura che ruggisci, piecoro, ma comu criri ca mi spaventu. A mia. Mi spaventa a mia. Mi fa tremare tuttu u pizzu da suttanedda. Iarruso. E testa di m-m-m-minchia. {{NDR|fa delle pernacchie e dei gesti}}<br>'''Galahad''': Questo dev'essere di [[Cefalù]].<br>'''Artù''': Ascolta, buon militare...<br>'''Soldato''': Io non ti vogghio chiù sèntere, io mi ni futtu di tia e di tutti l'autri bestiuna ca tene, vi sputu dintra all'occhi, figghi di matre sterile e di patre impotente, aricchiuni...<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– You don't frighten us, English pig-dogs! Go and boil your bottoms, sons of a silly person. I blow my nose at you, so-called Arthur-king, you and all your silly English kaniggets.<br>– What a strange person.<br>– Now look here, my good man!<br>– I don't want to talk to you no more, you empty headed animal food trough whopper! I fart in your general direction! You mother was a hamster and your father smelt of eldeberries!''</ref>
*{{NDR|Ispirandosi allo stratagemma del cavallo di Troia i cavalieri donano ai soldati nemici un enorme coniglio di legno. Da dietro una collina i cavalieri osservano gli austriaci portare dentro le mura il coniglio}}<br>'''Artù''': E ora che è dentro?<br>'''Bedevere''': Be', adesso Lancillotto, Galahad e io aspettiamo la notte. E dopo usciremo dal ventre del coniglio e uccideremo i militari nemici prendendoli di sorpresa. Eh, eh!<br>'''Artù''': Chi c'è nel coniglio?<br>'''Bedevere''': Be', Lancillotto, Galahad e io. Usciremo dal ventre e... {{NDR|si rende conto di essersi dimenticato di dire che dovevano entrare dentro il coniglio di legno}}<br>'''Artù''': Ah...<br>'''Bedevere''': Forse, trasformando il coniglio in cavallo...
*'''Ciacchista''' {{NDR|battendo il ciak}}: Non è mai troppo tardi, ottima.<br>'''Regista''': Ottava, cretino.<br>'''Uno storico famoso''' {{NDR|spiegando come in un documentario}}: La disfatta gettò nella più completa disperazione re Artù. Il turpiloquio, le vaccate del nemico e le sue proprie conigliate l'avevano prostrato. Ritenne tuttavia di adottare una nuova tattica perché l'appassionata ricerca del Santo Graal avesse una favorevole conclusione. Artù, in accordo coi suoi cavalieri, decise che si procedesse separatamente nella ricerca del Graal, ognuno per sé. Sarà questo il nostro tema. Anzi... {{NDR|un cavaliere lo decapita}}<br>'''Moglie dello storico''' {{NDR|accorrendo}}: Indro!<ref>Nella versione originale in inglese si chiama Greg.</ref> Era venuta così bene! Oh!
*'''Narratore''' {{NDR|come se stesse facendo una telecronaca sportiva<ref>Non presente nella versione originale in inglese.</ref>}}: Robin galoppa molto bene, si distacca dal gruppo, e alla curva della foresta di Ewing è tallonato solo da Irtimannon, portacolori della Camelot, un menestrello balzano gran figlio di...<br>'''Menestrello''' {{NDR|[[canzoni dalle serie televisive|cantando]]}}: ''Se ne va Sir Robin, l'eroe che non sa | la paura che cos'è, ci gioca a carte. | Alle cinque sai che fa? | Con la morte prende il tè. | Biondo, calmo, forte, zucchero a parte. | Non conosce il pericolo, non ha nessun tabù. | Coi nemici fa da sé, li sbaraglia a frotte. | Li affronta a tu per tu, fossero anche a tre per tre, | e se un dì cadesse lui se ne fotte. | Ha deciso già il suo corpo a chi va, fatto a fette e poi distribuito tra noi. Le sue membra a te, | le sue natiche al re, | il suo membro...''<br>'''Robin''': A te... nzione... qui l'affare si fa grosso.<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''- Bravely bold Sir Robin, rode forth from Camelot. | He was not afraid to die, o Brave Sir Robin. | He was not at all afraid to be killed in nasty ways. | Brave, brave, brave, brave Sir Robin! | He was not in the least bit scared to be mashed into a pulp, | or to have his eyes gouged out, and his elbows broken. | To have his kneecaps split, and his body burned away, | and his limbs all hacked and mangled, brave Sir Robin! | His head smashed in and his heart cut out, | and his liver removed and his bowels unplugged, | and his nostrils ripped and his bottom burned off, | and his penis...<br>– That's- that's, uh, that's enough music for now, lads.''</ref>
*'''Robin''': Io vorrei soltanto passare, o no?<br>'''Gigante a tre teste''' {{NDR|in coro}}: In che categoria?<br>'''Robin''': Ah... io... sarei un cavaliere.<br>'''Gigante a tre teste''' {{NDR|in coro}}: Tu allora stai dalla parte dei padroni!<br>'''Robin''': È male?<br>'''Testa #1''': Hai la tessera dei sindacati?<br>'''Testa #2''': È un iscritto?<br>'''Testa #3''': Ma se se' un aristocratico.<br>'''Testa #2''': Bisogna accettare tutti.<br>'''Testa #3''': Ma sono irrecuperabili.<br>'''Testa #1''': Oh, sta' zitto.<br>'''Robin''': Mentre che voi...<br>'''Testa #1''': Fermo, noi dobbiamo offrire la massima apertura.<br>'''Testa #3''': No, perché poi ce la otturano.<br>'''Testa #1''': Interpelliamo la base.<br>'''Testa #3''': Non ci si può basare sulla base.<br>'''Testa #2''': E allora su che cosa ci si deve basare?<br>'''Testa #1''': Sulla bocca.<br>'''Testa #2''': Mi no te baso.<br>'''Testa #1''': Oh, ma chi credi di essere? La principessa del pisello?<br>'''Testa #2''': Non mi sei neanche simpatico.<br>'''Testa #3''': Basta così, noi dovemo tutelare le masse.<br>'''Testa #1''': Lo so, più potere d'acquisto, più potere occupazionale, più potere programmatorio.<br>'''Testa #2''': Il potere!<br>'''Testa #3''': E le piattaforme?<br>'''Testa #1''': Non mi parlare di piattaforme. Non ho mai capito le piattaforme.<br>'''Testa #2 e Testa #3''' {{NDR|in coro}}: Nemmeno noi!<br>'''Gigante a tre teste''' {{NDR|in coro}}: Morte ai padroni!<br>'''Testa #1''': È scappato.<br>'''Testa #2''': È scappato.<br>'''Testa #3''': Era un industriale.<ref>I riferimenti politici sono assenti nella versione originale in inglese.</ref>
*'''Menestrello''': ''Ma Sir Robin non ci sta...''<br>'''Robin''': No.<br>'''Menestrello''': ''...scappa, fugge, se la dà...''<br>'''Robin''': Ma che dici?<br>'''Menestrello''': ''Di fronte ad ogni pericolo, si coprirà di ridicolo...''<br>'''Robin''': Ma no, non è vero!<br>'''Menestrello''': ''E sì, eroe del cavolo, sta' zitto un bel cavolo.''<br>'''Robin''': Io sono un eroe.<br>'''Menestrello''': ''Un vigliacco come te un altro al mondo non ce n'è.''<br>'''Robin''': Ma cosa dici?<br>'''Menestrello''': ''Vaffanculo, va, Sir Robin.''
*'''Zinnon''': Questa scena andava tagliata, secondo voi? Eravamo così preoccupate quando la stavano scrivendo. Ma ora siamo felici. È migliore di altre sce precedenti.<br>'''Tre teste''' {{NDR|in coro}}: A livello visivo, era meglio la nostra.<br>'''Bestia''': La nostra era impegnata. Non c'erano solo battute sconce.<br>'''Guardiano del ponte''': Andate avanti.<br>'''Mago Tim''': Sì. Andate avanti!<br>'''Esercito''' {{NDR|in coro}}: Continuate!<br>'''Zinnon''': Mi piace questa scena!<br>'''Dio''': Proseguite!<ref>Scena non doppiata in italiano.</ref>
:''– Do you think this scene should have been cut? We were so worried when the boys were writing it. But now we're glad. It's better than some previous scenes, I think.<br>– Ours was better visually.<br>– Ours was committed. It wasn't a string of pussy jokes.<br>– Get on with it.<br>– Yes! Get on with it!<br>– Get on with it!<br>– Oh, I am enjoying this scene.<br>– Get on with it!''
*'''Cavaliere del Tiè''': Tiè!<br>'''Artù''': Leee! Chi siete?<br>'''Cavaliere del Tiè''': Noi siamo i Cavalieri del Tiè.<br>'''Artù''': No! Sono i Cavalieri che dicono "Tiè"!<br>'''Cavaliere del Tiè''': Esattamente.<br>'''Bedevere''': Urca!<br>'''Cavaliere del Tiè''': I guardiani delle due parole sacre "Vaffa" e... "Ncul".<br>'''Artù''': Raramente chi li ascolta riesce a non andarci.<ref>Nella versione originale in inglese:<br>''– Nee!<br>– Who are you?<br>– We are the Knights Who Say... Nee!<br>– No! Not the Knights Who Say Nee!<br>– The same!<br>– Who are they?<br>– We are the keepers of the sacred words: Nee, Pen, and Nee-wom!<br>– Those who hear them seldom live to tell the tale!''</ref>
*'''Padre di Alfredo''': Apri le orecchie: fra dieci minuti ti sposerai la figlia del più grosso proprietario latifondista terriero che ci sia in Bretagna.<br>'''Alfredo''': E con la terra che ci canto?<br>'''Padre di Alfredo''': Senti un po', Elena...<br>'''Alfredo''': Alfredo.<br>'''Padre di Alfredo''': Alfredo. Ci occorre la terra a noialtri. Viviamo con la melma fino al collo.<br>'''Alfredo''': Ma io non gradisco.<br>'''Padre di Alfredo''': Non la gradisci? Che cos'è che non ti va? È bellissima. Ricchissima. Ci ha delle te... {{NDR|mimando con le mani due poppe}} Ci ha delle terre enormi!<br>'''Alfredo''': Questo lo so. Ma... vorrei una ragazza che più che una sposa fosse... una... specie di... marito.
*'''Lancillotto''' {{NDR|leggendo il messaggio di Alfredo}}: Causa costrizione paterna incombemi matrimonio sgradito contro volontà. Prego prego prego supplico liberarmi. Recapito: Torre Alta, Castello Melma, In Anonimi. Era ora! Un cenno del cielo! Un primo gradino verso la purificazione che sicuramente porta al Graal. Bravo, bravo Conforde, tu non sei spirato invano.<br>'''Concorde''': Eh... veramente non sono morto ancora.<br>'''Lancillotto''': Bravo, Conforde, non sei non spirato invano.
*'''Artù''': Cavalieri del Tiè, ecco il vostro po' di verde. Possiamo andare ora?<br>'''Cavaliere del Tiè''': È un bel giardinetto, sedici metri quadri edificabili... Purtroppo sorge un grave problema.<br>'''Artù''': E cioè?<br>'''Cavaliere del Tiè''': Sarebbe... che non siamo più i cavalieri che dicono Tiè. Ora siamo i cavalieri che dicono "Ecchi ecchi ecchi ecchi senef... otte"! Niente male, vero? E perciò non è finita qui.<br>'''Artù''': Cosa si deve fare, cavalieri del... ehm... che una volta dicevate "Tiè"?<br>'''Cavaliere del Tiè''': Prima di tutto, dovrete trovare ancora un altro po' di verde.<br>'''Artù''': Ma il verde oggigiorno gli è solo nei semafori.<br>'''Cavaliere del Tiè''': Il nuovo po' di verde lo metterete accanto a questo po' di verde, leggermente sopraelevato così il residence avrà la vista sui servizi. Poi, se ci tenete davvero a passare, dovrete abbattere il più grosso albero di questa foresta con... quest'aringa!<br>'''Artù''': Non è difficile, basterà l'odore.
*'''Mago Tim''': Ricchezza mobile! Imposta e utili! Tassa sui redditi! Acconti e ratei! Accertamenti! Complementare! Maggiorazione!<br>'''Artù''': Chi sei tu che illumini col fuoco quei termini oscuri?<br>'''Mago Tim''': Se qualcuno li capisse, per me sarebbe finita.<br>'''Artù''': Quale arte magica eserciti?<br>'''Mago Tim''': Mi preparo a fare il [[fiscalista]].<ref>Riferimenti non presenti nella versione originale in inglese.</ref>
*'''Mago Tim''': Il grande calice è un oggetto d'arte, genere di lusso, tassa d'importazione, diritti ecclesiastici, giacenza in dogana, trasporto, assicurazione, mance! E quando avrete subito questa rapina in nome dell'economia nazionale, che credete?<br>'''Artù''': Che la coppa sarà finalmente nostra.<br>'''Mago Tim''': Vi ci porto.<br>'''Cavalieri''' {{NDR|in coro}}: Grazie.<br>'''Mago Tim''': Poveri illusi. Sarà vostra, eh? Poi vi arriveranno l'incremento valore, la maggiorazione del 3,50%, l'imposta dei preziosi, pellegrinaggi dell'Azione Cattolica! E alla fine la confisca della coppa a favore della cantina sociale di una cooperativa blasfema e laica! Io vi ci porto, ma dovrete sbrigarvela da soli. Il mostro che custodisce il calice è insaziabile, una spugna, non c'è entrata che gli basti, un cerbero dai cento occhi che è peggio di una mignatta servito dalla sua prole, che è gran figlia di mignatta.<br>'''Artù''': Tutti così, offendono il Fisco, poi appena ottenuto un posto al Ministero delle Finanze s'acquetano.<ref>Riferimenti non presenti nella versione originale in inglese.</ref>
*'''Mago Tim''': E questa è la grande Gola del monte!<br/>'''Re Artù''': Che monte?<br/>'''Tim lo stregone''': Monte dei pegni. <br/>'''Re Artù''': Bene, guardatemi le spalle!<br/>'''Sir Gahalad''': Sono belle!<br>[...]<br>{{NDR|Il coniglio bianco esce dalla grotta}}<br>'''Mago Tim''': Lì! È lui l'arbitro della situazione.<br>'''Artù''': Dietro il coniglio?<br>'''Mago Tim''': Il coniglio è l'arbitro.<br>'''Artù''': E quello sarebbe l'arbitro?<br>'''Mago Tim''': Della situazione.<br>'''Artù''': Ma se non è nemmeno cornuto.<br>'''Mago Tim''': Ma quella non è una bestia come sembra, è un agente che agisce nel nome della creatura più crudele che sia mai esistita sui nostri prati fiscali.
*{{NDR|Lettura del Libro delle Sovversioni}}<br>'''Frate Marcuse''': Sovversioni, Rivoluzione Seconda, dal Pensiero Nove al Pensiero Ventiuno.<br>'''Fratello di Frate Marcuse''': «E Sant'Evasore sollevò la Granata e cominciò ad osannare: "O Signore, benedici questa tua Granata che voglio usare per ridurre i miei nemici a pezzettini», e fu esaudito. E tu farai a pezzettini non solo i nemici conosciuti, ma anche quelli che verranno, farai a pezzettini i pescecani, i serpentoni monetari, il Fondo Comune Europeo, le sanguisughe..."»<br>'''Frate Marcuse''': Saltane un pezzettino, fratello.<br>'''Fratello di Frate Marcuse''': «E allora il dio dell'Anàrchia disse: "Prima di tutto toglierai la Santa Sicura, poi dovrai contare fino a tre, né meno e neanche oltre. Perché il nucleo è formato da tre, e il nucleo sul quale conterai sarà dunque il tre. Il quattro sarà un numero che tu non conterai, e neanche il numero due, perché se sono due manca il palo e se sono quattro c'è una spia. Il cinque è fuori discussione. Perché nelle rivoluzioni più si è e più ci si allontana dall'idea. Lancia dunque la Santa Granata di Anàrchia verso il Nemico Capitale, che dopo la sacrosanta esplosione se ne andrà...<br>'''Frate Marcuse''': ...A morì...<br>'''Artù e i cavalieri''' {{NDR|in coro}}: ...Ammazzato!"»
*'''Artù''': Là! Laggiù!<br>'''Lancillotto''': È un graffito.<br>'''Galahad''': Cosa ci sarà scritto?<br>'''Artù''': Fratello Marcuse, lei che è un erudito.<br>'''Frate Marcuse''': È aramaico.<br>'''Galahad''': Eeeh! Ma certo, è la lingua della grande Babilonia.<br>'''Lancillotto''': Ma certo.<br>'''Artù''': E che c'è scritto?<br>'''Frate Marcuse''': Ora leggo. È la dichiarazione annuale di un certo Creso, un ricco sfondato dell'antichità. Dice solo: "A norma delle leggi vigenti, non avendo raggiunto il minimo previsto, sono esente da... Aaargh..."<br>'''Artù''': Cosa?<br>'''Frate Marcuse''': "Esente da... Aaargh..."<br>'''Bedevere''': E cosa vuol dire?<br>'''Frate Marcuse''': Dev'essere morto mentre lo scriveva.<br>'''Lancillotto''': Ah, ma che cosa dici?<br>'''Frate Marcuse''': Be', lì c'è scritto così.<br>'''Artù''': Se stava morendo non avrebbe mai potuto scrivere "Aaargh". L'avrebbe detto.<br>'''Frate Marcuse''': Be', così è scritto sulla roccia.<br>'''Galahad''': Forse stava dettando.<br>'''Artù''': Oh, sta' zitto, tu. Non c'è scritto altro?<br>'''Frate Marcuse''': No. Solo "Aaargh".<br>'''Artù''': Aaargh?<br>'''Bedevere''': Forse voleva dire Camaaarghue<br>'''Galahad''': Dov'è?<br>'''Bedevere''': E che ne so?<br>'''Lancillotto''': Non c'è un Santo Aaargh in Groenlandia?<br>'''Artù''': Lì fa freddo, c'è San Brrr.<br>'''Lancillotto''': Aaa...<br>'''Bedevere''': Uuuh!<br>'''Lancillotto''': No, Aaa... Non è chiuso, è aperto.<br>'''Bedevere''': No, ma io dicevo Uuuh!, come terrore e spavento.<br>'''Lancillotto''': Come "Aaargh"?<br>'''Bedevere''': Se vuoi anche Aaargh! Uuuh!<br>'''Frate Marcuse''': Quello è il leggendario, malvagio mostro di Aaargh! {{NDR|vengono inseguiti da un mostro}}<br>[...]<br>'''Narratore''' {{NDR|voce fuori campo}}: Quando ormai lo spaventoso mostro stava per fiscalizzare anche loro, il Ministero delle Finanze propose una riforma. Il direttore delle imposte dirette, dinanzi a questa novità ebbe un coccolone. Decaddero i termini, e così la faticosa marcia verso il Graal poté riprendere.
*'''Guardiano del ponte''': Allegria! Allegria! Se vuoi attraversare questo ponte devi rispondere alle mie tre domande. Praticamente, sei pronto e cavalcante?<br/>'''Robin''': Fammi le domande, ordunque, non ti temo.<br/>'''Guardiano del ponte''': Come accidenti ti chiami?<br/>'''Robin''': Sir Robin di Camelot.<br/>'''Guardiano del ponte''': Che bicazzo vai cercando?<br/>'''Robin''': Io cerco solo il Graal.<br/>'''Guardiano del ponte''': Che cosa saresti pronto a dare... praticamente no!<br/>'''Robin''': Il cuore... di Lancillotto. {{NDR|Robin precipita nella gola}}<br>'''Guardiano del ponte''' {{NDR|a Galahad}}: Allegria! Come accidenti ti chiami?<br/>'''Gahalad''': Sir Gahalad di Camelot.<br/>'''Guardiano del ponte''': Che stracazzo vai cercando?<br/>'''Gahalad''': Io cerco il Graal.<br/>'''Guardiano del ponte''': Che cosa sei pronto a dare?<br/>'''Gahalad''': Il culo. No, il cuore... {{NDR|Sir Gahalad precipita nella gola}}<br>'''Guardiano del ponte''' {{NDR|ad Artù}}: Allegria! Qual è il tuo nome?<br/>'''Artù''': Io sono Artù, re dei Bretoni.<br/>'''Guardiano del ponte''': Che strabicazzo vai cercando?<br/>'''Artù''': Io cerco solo il Graal.<br/>'''Guardiano del ponte''': Qual è la velocità massima che può raggiungere una rondine?<br/>'''Artù''': Be', dipende. Una rondine africana o europea?<br/>'''Guardiano del ponte''': Boh, praticamente no... che ne so. {{NDR|precipita nella gola}}<br/>'''Bedivere''' {{NDR|ad Artù}}: E la peppa. Ma come siete istruito!<br/>'''Artù''': Be', sai, facendo il militare si impara di tutto.
[[File:Castle Stalker 03.jpg|thumb|310px|Il castello Stalker, location per il Castello di Aaargh.]]
*'''Narratore''': Poiché il film sta per finire, re Artù e il superstite, Bedever, raggiunsero il luogo agognato, il castello di... Aaargh!<br>'''Artù''': Il castello di Aaargh. Finalmente la ricerca è finita.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Artù''': Razza di maleducati! Oggi la morte di numerosi e valorosi cavalieri sarà vendicata. Dio mi è testimone che non arresteremo la nostra battaglia fin quando non sarete tutti stesi, e il Graal torni a quelle persone cui Dio l'aveva affidato. Carica!<br>{{NDR|mentre l'esercito carica arriva una volante della polizia a sirene spiagate}}
<br/>'''Ispettore''': Ferma lì!<br/>'''Moglie dello storico famoso''': Sì, sì, sono loro! Li riconosco!<br/>'''Ispettore''': Fate sgombrare questa gente. Fate sgombrare questa gente.<br/>'''Moglie dello storico famoso''': Eccoli, eccoli, quei due!<br/>'''Ispettore''': Questi qui?<br/>'''Moglie dello storico famoso''': Sì, sì.<br/>'''Artù''': Un momento, ma cos'è questa storia?<br/>'''Poliziotto #1''': Dentro! Salite lì dentro!<br/>'''Poliziotto #2''': Via! Via, a casa!<br/>'''Ispettore''': Voi andate con lui.<br/>'''Poliziotto #1''': E voi a casa! Via, sgomberare, sgomberare! Via! Lasciate qui gli oggetti di scena! Via! Anche queste qui! Okay, Pasqualino, basta così. Metti via pure la macchina. {{NDR|mettendo le mani davanti alla macchina da presa}}
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Monty Python e il Sacro Graal''}}
{{Monty Python}}
{{Film di Terry Gilliam}}
[[Categoria:Film comici]]
[[Categoria:Film basati sul ciclo arturiano]]
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Carlo Maria Maggi
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/* Citazioni su Carlo Maria Maggi */ Ippolito Pindemonte
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[[File:Maggi Carlo Maria.jpg|miniatura|upright=0.7|Carlo Maria Maggi]]
'''Carlo Maria Maggi''' (1630 – 1699), scrittore e commediografo italiano.
==''I consigli di Meneghino''==
===[[Incipit]]===
PERSONAGGI<br>''Donna Quirinzia''<br>''Don Lelio'' figlio di lei<br>''Anselmo''<br>''Fabio'' figlio di Anselmo<br>''Meneghino'' servo di Fabio<br>''Costanzo'' cavaliere<br>''Tarlesca'' serva delle monache<br>''Baltramina recita i Prologhi e gli Intermezzi''<br><br>PROLOGO PRIMO<br>''Beltramina che scaccia la Comedia''<br>Desmettì st'antigaja, i mé toson<br>on temp l'heva del bon,<br>adess l'è on olter fà;<br>in scambij da fà rid, fé sbadaggià.<br>On bott ho sentù a dì che da i antigh<br>fu lodàe pù del giust<br>de sto commediant i mott saàe,<br>e digg da vù me paeren sempietàe.<br>Parchè mò? l'è on gran plaevet,<br>ma foeù del sò latin no 'l pù quel;<br>e vù toson, con toccà màe quel flaevet,<br>a i nost oregg el fé parì on sonell.<br>E poeù quij passaritt<br>(falij), quij parassit,<br>quij s'ciaevv, quij barlafus che van co' i scansc,<br>adess hin tropp lontan da i nost usanz<br>e se lesgen domà par eleganz.<br><br>
Traduzione: ''Smettete questa anticaglia, o miei ragazzi; un tempo aveva del buono, adesso è un'altra faccenda; invece di far ridere, fate sbadigliare. Ho sentito dire una volta che dagli antichi sono lodati più del giusto i motti salaci di questo commediografo, e detti da voi mi paiono scempiaggini. Perché mai? È un grande Plauto, ma fuori dal suo latino non pare più quello; e voi ragazzi, col sonare male quel [[flauto]], alle nostre orecchie lo fate sembrare uno zufolo. E poi quei passeretti (sbaglio), quei parassiti, quegli schiavi, quei pasticci che si reggono con le grucce, adesso sono troppo lontani dalle nostre usanze e si leggono soltanto come squisitezze.''
===Citazioni===
*''Par che l'alma talvolta | dal fisso apprender mali a tal si meni | che per dispetto ancor rifiuti i beni.'' (p. 55)
==Citazioni su Carlo Maria Maggi==
*Gran turba di seguaci avea il Maggi, uom certo di mente vasta e di dottrina non ordinaria, ma il cui stile manca di quella dote necessarissima, che il poetico linguaggio, dal prosastico distinguendolo, costituisce. ([[Ippolito Pindemonte]])
*Può considerarsi il precursore del [[Giuseppe Parini|Parini]] e del [[Carlo Porta|Porta]] nelle poesie satiriche, e nelle commedie in dialetto milanese (è il creatore di [[Meneghino]]). Fu meno felice nelle poesie serie, troppo, e specie le giovanili, condotte secondo il gusto del tempo. Ma in parecchie di esse rivela un'alta coscienza dei mali d'Italia. ([[Eugenio Donadoni]])
==Bibliografia==
*Carlo Maria Maggi, ''I consigli di Meneghino'', a cura di Dante Isella, Giulio Einaudi editore, Torino 1965.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Maggi, Carlo Maria}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Ippolito Pindemonte
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/* Bibliografia */ Internet Archive
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[[Immagine:Ippolito Pindemonte.png|thumb|Ippolito Pindemonte]]
'''Ippolito Pindemonte''' (1753 – 1828), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Ippolito Pindemonte==
*L'amor della [[solitudine]] nasce da indole trista e rinchiusa: può essere in molti. Nasce dalla noja del Mondo; o questa derivi dal ben conoscerlo, e però da un disinganno totale; o dal conoscerlo poco, e quindi dal non saper vivere in esso: anche questo esser può. Nasce da quel senso fino de' falli e difetti umani, unito ad una passion forte per le doti della mente e del cuore, che a formar viene ciò che dicesi [[Misantropia|misantropía]]: anche questo. Nasce da passione di studio, massime ove si tratti di quelle facoltà, che più comodamente coltivar si possono in villa: e questo ancora. Ma la libertà del vivere, l'amor del riposo, il piacer della meditazione, la cura della propria salute, lo spettacolo de' lavori e della rustica economia, son motivi anche questi di considerazion degni; a nulla dire di quell'incantesimo per alcuni così possente, che su la faccia sparso veggiamo della natura.<ref>Da ''Hoc erat in votis'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', pp. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/22|6]]-[[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/23|7]].</ref>
*{{NDR|Sulla [[luna]]}} Ma più, che l'andarti con mente filosofica considerando, mi giova, abbandonato a' miei sensi, ricever nell'occhio a un tempo e nell'anima, che ti apro tutta, quella soave e nobile melanconia, che piove dalla tua faccia; massimamente in quest'ora, che, l'ardente Sol tramontato, tu ci ridoni il suo lume, ma spogliato della sua fiamma, ed un più dolce e più mansueto giorno spargi sopra la terra; mi giova o vederti passar lentamente dietro quelle nubi, che ora mi ti celano, ed ora scuoprono, o nell'azzurra volta serena contemplarti immobile e trionfante, mentre cade continuo di pallidetti raggi un diluvio, l'aria biancheggia tutta all'intorno, e il colle ed il piano si mostrano tinti di bella luce argentina.<ref>Da ''Lucentemque globum Lunae, Titaniaque astra Spiritus intus alit'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/117|101]].</ref>
*''[[Malinconia|Melanconia]], | ninfa gentile, | la vita mia | consegno a te. | I tuoi piaceri | chi tiene a vile, | ai piacer veri | nato non è.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Melanconia|La Melanconia]]'', IV, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*{{NDR|Sulla luna}} ''Perché sola ti vede, | sola l'ignaro vulgo in ciel ti crede: | ma il Riposo, la Calma, | del meditar Vaghezza, | ogni Piacer dell'alma, | la gioconda Tristezza, | e la Pietà, con dolce stilla all'occhio, | ti stanno taciturne intorno al cocchio.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Alla luna|Alla luna]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*[...] ''quasi di lìcor, che dall'un vaso | passi nell'altro, dell'[[Facezia|arguto motto]], | ove dall'una varchi all'altra bocca, | il volatile spirto esala e sfuma.''<ref>Da ''L'utile avvertimento'', in ''[https://books.google.it/books?id=leFNAAAAcAAJ&pg=PA0 Sermoni]'', Società tipografica, Verona, 1818, pp. 53-54.</ref>
*''Son cari a Bacco [[Valpolicella|questi colli]], e cara | questa fonte alle Naiadi è non meno. | Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, | tu con quest'acque a rinfrescarlo impara.''<ref>Da ''Inscrizione sopra una fonte''.</ref>
*''Un mucchio d'ossa | sente l'onor degli accerchianti marmi | o de' custodi delle sue catene | cale a un libero spirto?''<ref>Da ''I sepolcri'', 40-43.</ref>
*Una delle più rare scene, che la campagna ci offra, è quella del Sole nel suo [[Tramonto|tramontare]]. Ella m'è ancor più cara di quella del Sol nascente, forse in grazia d'una di quelle considerazioni, che si fanno quasi senza avvedersene. Il Sole, che nasce, sappiamo che rimarrà con noi per alcune ore: quello, che muore, nol rivedremo che il giorno appresso. Ora non è egli così d'ogni cosa, che allora ci par più preziosa e grande, che ci sfugge e abbandona?<ref>Da ''Quod latet arcana non enarrabile fibra'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/53|37]].</ref>
*''Veggo persona tra i cespugli e i sassi. | Sedea sovra il maggior masso, che un giorno | sorse nobil meta d'alta colonna: | abbarbicata or gli è l'edera intorno. | M'appresso; ed era ossequïabil Donna: | scendea sul petto il crine in due diviso, | e bianca la copria semplice gonna. | Par che lo sguardo al ciel rivolto e fiso | nelle nubi si pasca, e tutta pósi | l'alma rapita nel beato viso. | Chi sei? le dico; ed ella, i rai pensosi | chinando, Solitudine m'appello'' [...].<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Solitudine|La Solitudine]]'', vv. 24-35, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==''Elogi di letterati italiani''==
*[...] [[Giuseppe Torelli (matematico)|Giuseppe Torelli]] questo ci offre di singolare in sé stesso, che sino agli ultimi dì passò dall'arte de' versi alla scienza della quantità, e da questa ritornò a quella con una facilità incomparabile: al che se aggiungiamo, che cognizion di più lingue e letterature, erudizion generale, e fino gusto per le belle arti era in lui, s'intenderà leggermente, quanti tornar dovessero, e quanti vari i suoi intellettuali piaceri. (vol. II, p. 93)
*I versi del Torelli alla sua prosa non cedono, se io m'appongo; benché, soddisfacendo agli altri, paresse non soddisfar bastantemente a sé stesso, pochi essendo, e brevi la più parte, i componimenti poetici che di lui abbiamo. Tutti del resto in volgare; ed è una certa {{sic|maraviglia}} che, amando egli d'esercitarsi più nella latina prosa, che nell'italiana, e anco esercitandovisi meglio, un sol verso latino non si vedesse uscirgli mai dalla penna. (vol. II, p. 106)
*{{NDR|Giuseppe Torelli}} Fu di mezzana statura, di faccia accesa e regolare, di fronte larga, d'occhi neri e vivaci, e nel tempo stesso di fisonomia grave, pensosa e meditativa. Benché sembrasse parlar volentieri con tutti, e a tutti, quanto ragion vuole, s'accomodasse, pur si vedea che non {{sic|intertenevasi}} con piacere se non tra persone che in qualche arte o scienza si dilettassero; non già che in ogni uomo esigesse il sapere, ma del sapere almeno {{sic|esigea}} la stima ed il desiderio. (vol. II, p. 133)
==''Le quattro parti del giorno''==
*''Candido Nume, che rosato ha il piede, | e di Venere l'astro in fronte porta, | il bel [[Mattino]] sorridendo riede, | del già propinquo Sol messaggio e scorta. | Fuggì dinanzi a lui Notte, che or siede | sovra l'occidentale ultima porta, | con man traendo a sé da tutto il cielo, | e in sé stesso piegando il fosco velo.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/Il Mattino|Il Mattino]]'', I, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''O bella [[Sera]], amabil Dea fra mille, | che non suonano i miei versi più dolce, | e il gentile tuo viso, e le pupille, | onde melanconia spira sì dolce, | e il crin, che ambrosia piove a larghe stille, | e quel, che l'aure rinfrescando molce, | respiro della tua bocca rosata, | che non ho per lodar voce più grata?''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Sera|La Sera]]'', VI, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''Insieme con le fresche aure [[Notte|notturne]] | volan le dolci Calme, e i bei Riposi, | e i Genj, che dormir nelle diurne | ore, e godon vegliar co' cieli ombrosi, | e con sordo aleggiar le taciturne | Gioje tranquille, ed i Piacer pensosi: | mentre su colle e pian disteso giace | quell'orror bello, che attristando piace.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Notte|La Notte]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Del non vero creando ambascia vera;
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
La virtù non cercata indur ne' cori:
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
===''I cimiteri''===
''<poem>Le anguste case e i bassi e freddi letti
Ove il raggio del sol mai non penètra,
E quella che Verona ai suoi negletti
Figli concede ultima stanza tetra,
Pria che a terra me pur la Parca getti,
Metter vogl'io su la sdegnata cetra.
Vieni, o Dea, vieni a me dal tuo Permesso,
E il crin mi cingi di feral cipresso.</poem>''
===''I sepolcri''===
AL CORTESE LETTORE,
IPPOLITO PINDEMONTE
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea di tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perché distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perché una lapide non v'appariva, e perché non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benché pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
==Citazioni su Ippolito Pindemonte==
*È parere di alcuni, che Ippolito Pindemonte non facesse fare alle nostre lettere niun passo considerabile e degno d'esser notato, e che solo ponesse ogni opera a conservarle nella nativa loro dignità e gentilezza. Il che non vorrebbe dirsi piccola gloria in mezzo alle tante lascivie e stranezze di certi nuovi schiavi, che pur si gridano caldi d'amore di patria! ([[Salvatore Betti]])
*Fu Ippolito, siccome uomo di sottile discernimento, apprezzatore giustissimo di tutte le letterature: e lesse molto, e con diletto, anche ne' libri scritti di là dai monti. Ma nondimeno l'amor suo fu costantemente nel modi di questa sì cara Italia: né mai lasciò strascinarsi vilmente da straniera insolenza a rifiutare la patria, o prese per fiori i triboli e le spine altrui, o cercò il nuovo nel mostruoso, il grande nel turgido e nel gigantesco, e la profondità de' concetti nell'oscurità. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/p/pindemonte/arminio/pdf/armini_p.pdf Arminio]'', stamperia Klert, Filadelfia [i.e. Pisa], 1804.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat01pindgoog/page/n9/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. II, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*''[[s:Le prose e poesie campestri...|Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte]]'', Tipografia Mainardi, Verona, 1817.
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
==Altri progetti==
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{{bots|deny=Italoautoma}}
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[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
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/* Elogi di letterati italiani */ Carlo Maria Maggi
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[[Immagine:Ippolito Pindemonte.png|thumb|Ippolito Pindemonte]]
'''Ippolito Pindemonte''' (1753 – 1828), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Ippolito Pindemonte==
*L'amor della [[solitudine]] nasce da indole trista e rinchiusa: può essere in molti. Nasce dalla noja del Mondo; o questa derivi dal ben conoscerlo, e però da un disinganno totale; o dal conoscerlo poco, e quindi dal non saper vivere in esso: anche questo esser può. Nasce da quel senso fino de' falli e difetti umani, unito ad una passion forte per le doti della mente e del cuore, che a formar viene ciò che dicesi [[Misantropia|misantropía]]: anche questo. Nasce da passione di studio, massime ove si tratti di quelle facoltà, che più comodamente coltivar si possono in villa: e questo ancora. Ma la libertà del vivere, l'amor del riposo, il piacer della meditazione, la cura della propria salute, lo spettacolo de' lavori e della rustica economia, son motivi anche questi di considerazion degni; a nulla dire di quell'incantesimo per alcuni così possente, che su la faccia sparso veggiamo della natura.<ref>Da ''Hoc erat in votis'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', pp. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/22|6]]-[[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/23|7]].</ref>
*{{NDR|Sulla [[luna]]}} Ma più, che l'andarti con mente filosofica considerando, mi giova, abbandonato a' miei sensi, ricever nell'occhio a un tempo e nell'anima, che ti apro tutta, quella soave e nobile melanconia, che piove dalla tua faccia; massimamente in quest'ora, che, l'ardente Sol tramontato, tu ci ridoni il suo lume, ma spogliato della sua fiamma, ed un più dolce e più mansueto giorno spargi sopra la terra; mi giova o vederti passar lentamente dietro quelle nubi, che ora mi ti celano, ed ora scuoprono, o nell'azzurra volta serena contemplarti immobile e trionfante, mentre cade continuo di pallidetti raggi un diluvio, l'aria biancheggia tutta all'intorno, e il colle ed il piano si mostrano tinti di bella luce argentina.<ref>Da ''Lucentemque globum Lunae, Titaniaque astra Spiritus intus alit'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/117|101]].</ref>
*''[[Malinconia|Melanconia]], | ninfa gentile, | la vita mia | consegno a te. | I tuoi piaceri | chi tiene a vile, | ai piacer veri | nato non è.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Melanconia|La Melanconia]]'', IV, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*{{NDR|Sulla luna}} ''Perché sola ti vede, | sola l'ignaro vulgo in ciel ti crede: | ma il Riposo, la Calma, | del meditar Vaghezza, | ogni Piacer dell'alma, | la gioconda Tristezza, | e la Pietà, con dolce stilla all'occhio, | ti stanno taciturne intorno al cocchio.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Alla luna|Alla luna]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*[...] ''quasi di lìcor, che dall'un vaso | passi nell'altro, dell'[[Facezia|arguto motto]], | ove dall'una varchi all'altra bocca, | il volatile spirto esala e sfuma.''<ref>Da ''L'utile avvertimento'', in ''[https://books.google.it/books?id=leFNAAAAcAAJ&pg=PA0 Sermoni]'', Società tipografica, Verona, 1818, pp. 53-54.</ref>
*''Son cari a Bacco [[Valpolicella|questi colli]], e cara | questa fonte alle Naiadi è non meno. | Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, | tu con quest'acque a rinfrescarlo impara.''<ref>Da ''Inscrizione sopra una fonte''.</ref>
*''Un mucchio d'ossa | sente l'onor degli accerchianti marmi | o de' custodi delle sue catene | cale a un libero spirto?''<ref>Da ''I sepolcri'', 40-43.</ref>
*Una delle più rare scene, che la campagna ci offra, è quella del Sole nel suo [[Tramonto|tramontare]]. Ella m'è ancor più cara di quella del Sol nascente, forse in grazia d'una di quelle considerazioni, che si fanno quasi senza avvedersene. Il Sole, che nasce, sappiamo che rimarrà con noi per alcune ore: quello, che muore, nol rivedremo che il giorno appresso. Ora non è egli così d'ogni cosa, che allora ci par più preziosa e grande, che ci sfugge e abbandona?<ref>Da ''Quod latet arcana non enarrabile fibra'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/53|37]].</ref>
*''Veggo persona tra i cespugli e i sassi. | Sedea sovra il maggior masso, che un giorno | sorse nobil meta d'alta colonna: | abbarbicata or gli è l'edera intorno. | M'appresso; ed era ossequïabil Donna: | scendea sul petto il crine in due diviso, | e bianca la copria semplice gonna. | Par che lo sguardo al ciel rivolto e fiso | nelle nubi si pasca, e tutta pósi | l'alma rapita nel beato viso. | Chi sei? le dico; ed ella, i rai pensosi | chinando, Solitudine m'appello'' [...].<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Solitudine|La Solitudine]]'', vv. 24-35, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==''Elogi di letterati italiani''==
*Gran turba di seguaci avea il [[Carlo Maria Maggi|Maggi]], uom certo di mente vasta e di dottrina non ordinaria, ma il cui stile manca di quella dote necessarissima, che il poetico linguaggio, dal prosastico distinguendolo, costituisce. (vol. I, p. 21)
*[...] [[Giuseppe Torelli (matematico)|Giuseppe Torelli]] questo ci offre di singolare in sé stesso, che sino agli ultimi dì passò dall'arte de' versi alla scienza della quantità, e da questa ritornò a quella con una facilità incomparabile: al che se aggiungiamo, che cognizion di più lingue e letterature, erudizion generale, e fino gusto per le belle arti era in lui, s'intenderà leggermente, quanti tornar dovessero, e quanti vari i suoi intellettuali piaceri. (vol. II, p. 93)
*I versi del Torelli alla sua prosa non cedono, se io m'appongo; benché, soddisfacendo agli altri, paresse non soddisfar bastantemente a sé stesso, pochi essendo, e brevi la più parte, i componimenti poetici che di lui abbiamo. Tutti del resto in volgare; ed è una certa {{sic|maraviglia}} che, amando egli d'esercitarsi più nella latina prosa, che nell'italiana, e anco esercitandovisi meglio, un sol verso latino non si vedesse uscirgli mai dalla penna. (vol. II, p. 106)
*{{NDR|Giuseppe Torelli}} Fu di mezzana statura, di faccia accesa e regolare, di fronte larga, d'occhi neri e vivaci, e nel tempo stesso di fisonomia grave, pensosa e meditativa. Benché sembrasse parlar volentieri con tutti, e a tutti, quanto ragion vuole, s'accomodasse, pur si vedea che non {{sic|intertenevasi}} con piacere se non tra persone che in qualche arte o scienza si dilettassero; non già che in ogni uomo esigesse il sapere, ma del sapere almeno {{sic|esigea}} la stima ed il desiderio. (vol. II, p. 133)
==''Le quattro parti del giorno''==
*''Candido Nume, che rosato ha il piede, | e di Venere l'astro in fronte porta, | il bel [[Mattino]] sorridendo riede, | del già propinquo Sol messaggio e scorta. | Fuggì dinanzi a lui Notte, che or siede | sovra l'occidentale ultima porta, | con man traendo a sé da tutto il cielo, | e in sé stesso piegando il fosco velo.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/Il Mattino|Il Mattino]]'', I, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''O bella [[Sera]], amabil Dea fra mille, | che non suonano i miei versi più dolce, | e il gentile tuo viso, e le pupille, | onde melanconia spira sì dolce, | e il crin, che ambrosia piove a larghe stille, | e quel, che l'aure rinfrescando molce, | respiro della tua bocca rosata, | che non ho per lodar voce più grata?''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Sera|La Sera]]'', VI, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''Insieme con le fresche aure [[Notte|notturne]] | volan le dolci Calme, e i bei Riposi, | e i Genj, che dormir nelle diurne | ore, e godon vegliar co' cieli ombrosi, | e con sordo aleggiar le taciturne | Gioje tranquille, ed i Piacer pensosi: | mentre su colle e pian disteso giace | quell'orror bello, che attristando piace.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Notte|La Notte]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Del non vero creando ambascia vera;
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
La virtù non cercata indur ne' cori:
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
===''I cimiteri''===
''<poem>Le anguste case e i bassi e freddi letti
Ove il raggio del sol mai non penètra,
E quella che Verona ai suoi negletti
Figli concede ultima stanza tetra,
Pria che a terra me pur la Parca getti,
Metter vogl'io su la sdegnata cetra.
Vieni, o Dea, vieni a me dal tuo Permesso,
E il crin mi cingi di feral cipresso.</poem>''
===''I sepolcri''===
AL CORTESE LETTORE,
IPPOLITO PINDEMONTE
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea di tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perché distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perché una lapide non v'appariva, e perché non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benché pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
==Citazioni su Ippolito Pindemonte==
*È parere di alcuni, che Ippolito Pindemonte non facesse fare alle nostre lettere niun passo considerabile e degno d'esser notato, e che solo ponesse ogni opera a conservarle nella nativa loro dignità e gentilezza. Il che non vorrebbe dirsi piccola gloria in mezzo alle tante lascivie e stranezze di certi nuovi schiavi, che pur si gridano caldi d'amore di patria! ([[Salvatore Betti]])
*Fu Ippolito, siccome uomo di sottile discernimento, apprezzatore giustissimo di tutte le letterature: e lesse molto, e con diletto, anche ne' libri scritti di là dai monti. Ma nondimeno l'amor suo fu costantemente nel modi di questa sì cara Italia: né mai lasciò strascinarsi vilmente da straniera insolenza a rifiutare la patria, o prese per fiori i triboli e le spine altrui, o cercò il nuovo nel mostruoso, il grande nel turgido e nel gigantesco, e la profondità de' concetti nell'oscurità. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/p/pindemonte/arminio/pdf/armini_p.pdf Arminio]'', stamperia Klert, Filadelfia [i.e. Pisa], 1804.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat01pindgoog/page/n9/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. II, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*''[[s:Le prose e poesie campestri...|Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte]]'', Tipografia Mainardi, Verona, 1817.
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{bots|deny=Italoautoma}}
{{DEFAULTSORT:Pindemonte, Ippolito}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
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2026-09-26T13:21:39Z
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18878
/* Bibliografia */ Elogi di letterati italiani, vol I
1427483
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text/x-wiki
{{PDA}}
[[Immagine:Ippolito Pindemonte.png|thumb|Ippolito Pindemonte]]
'''Ippolito Pindemonte''' (1753 – 1828), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Ippolito Pindemonte==
*L'amor della [[solitudine]] nasce da indole trista e rinchiusa: può essere in molti. Nasce dalla noja del Mondo; o questa derivi dal ben conoscerlo, e però da un disinganno totale; o dal conoscerlo poco, e quindi dal non saper vivere in esso: anche questo esser può. Nasce da quel senso fino de' falli e difetti umani, unito ad una passion forte per le doti della mente e del cuore, che a formar viene ciò che dicesi [[Misantropia|misantropía]]: anche questo. Nasce da passione di studio, massime ove si tratti di quelle facoltà, che più comodamente coltivar si possono in villa: e questo ancora. Ma la libertà del vivere, l'amor del riposo, il piacer della meditazione, la cura della propria salute, lo spettacolo de' lavori e della rustica economia, son motivi anche questi di considerazion degni; a nulla dire di quell'incantesimo per alcuni così possente, che su la faccia sparso veggiamo della natura.<ref>Da ''Hoc erat in votis'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', pp. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/22|6]]-[[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/23|7]].</ref>
*{{NDR|Sulla [[luna]]}} Ma più, che l'andarti con mente filosofica considerando, mi giova, abbandonato a' miei sensi, ricever nell'occhio a un tempo e nell'anima, che ti apro tutta, quella soave e nobile melanconia, che piove dalla tua faccia; massimamente in quest'ora, che, l'ardente Sol tramontato, tu ci ridoni il suo lume, ma spogliato della sua fiamma, ed un più dolce e più mansueto giorno spargi sopra la terra; mi giova o vederti passar lentamente dietro quelle nubi, che ora mi ti celano, ed ora scuoprono, o nell'azzurra volta serena contemplarti immobile e trionfante, mentre cade continuo di pallidetti raggi un diluvio, l'aria biancheggia tutta all'intorno, e il colle ed il piano si mostrano tinti di bella luce argentina.<ref>Da ''Lucentemque globum Lunae, Titaniaque astra Spiritus intus alit'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/117|101]].</ref>
*''[[Malinconia|Melanconia]], | ninfa gentile, | la vita mia | consegno a te. | I tuoi piaceri | chi tiene a vile, | ai piacer veri | nato non è.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Melanconia|La Melanconia]]'', IV, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*{{NDR|Sulla luna}} ''Perché sola ti vede, | sola l'ignaro vulgo in ciel ti crede: | ma il Riposo, la Calma, | del meditar Vaghezza, | ogni Piacer dell'alma, | la gioconda Tristezza, | e la Pietà, con dolce stilla all'occhio, | ti stanno taciturne intorno al cocchio.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Alla luna|Alla luna]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*[...] ''quasi di lìcor, che dall'un vaso | passi nell'altro, dell'[[Facezia|arguto motto]], | ove dall'una varchi all'altra bocca, | il volatile spirto esala e sfuma.''<ref>Da ''L'utile avvertimento'', in ''[https://books.google.it/books?id=leFNAAAAcAAJ&pg=PA0 Sermoni]'', Società tipografica, Verona, 1818, pp. 53-54.</ref>
*''Son cari a Bacco [[Valpolicella|questi colli]], e cara | questa fonte alle Naiadi è non meno. | Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, | tu con quest'acque a rinfrescarlo impara.''<ref>Da ''Inscrizione sopra una fonte''.</ref>
*''Un mucchio d'ossa | sente l'onor degli accerchianti marmi | o de' custodi delle sue catene | cale a un libero spirto?''<ref>Da ''I sepolcri'', 40-43.</ref>
*Una delle più rare scene, che la campagna ci offra, è quella del Sole nel suo [[Tramonto|tramontare]]. Ella m'è ancor più cara di quella del Sol nascente, forse in grazia d'una di quelle considerazioni, che si fanno quasi senza avvedersene. Il Sole, che nasce, sappiamo che rimarrà con noi per alcune ore: quello, che muore, nol rivedremo che il giorno appresso. Ora non è egli così d'ogni cosa, che allora ci par più preziosa e grande, che ci sfugge e abbandona?<ref>Da ''Quod latet arcana non enarrabile fibra'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/53|37]].</ref>
*''Veggo persona tra i cespugli e i sassi. | Sedea sovra il maggior masso, che un giorno | sorse nobil meta d'alta colonna: | abbarbicata or gli è l'edera intorno. | M'appresso; ed era ossequïabil Donna: | scendea sul petto il crine in due diviso, | e bianca la copria semplice gonna. | Par che lo sguardo al ciel rivolto e fiso | nelle nubi si pasca, e tutta pósi | l'alma rapita nel beato viso. | Chi sei? le dico; ed ella, i rai pensosi | chinando, Solitudine m'appello'' [...].<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Solitudine|La Solitudine]]'', vv. 24-35, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==''Elogi di letterati italiani''==
*Gran turba di seguaci avea il [[Carlo Maria Maggi|Maggi]], uom certo di mente vasta e di dottrina non ordinaria, ma il cui stile manca di quella dote necessarissima, che il poetico linguaggio, dal prosastico distinguendolo, costituisce. (vol. I, p. 21)
*[...] [[Giuseppe Torelli (matematico)|Giuseppe Torelli]] questo ci offre di singolare in sé stesso, che sino agli ultimi dì passò dall'arte de' versi alla scienza della quantità, e da questa ritornò a quella con una facilità incomparabile: al che se aggiungiamo, che cognizion di più lingue e letterature, erudizion generale, e fino gusto per le belle arti era in lui, s'intenderà leggermente, quanti tornar dovessero, e quanti vari i suoi intellettuali piaceri. (vol. II, p. 93)
*I versi del Torelli alla sua prosa non cedono, se io m'appongo; benché, soddisfacendo agli altri, paresse non soddisfar bastantemente a sé stesso, pochi essendo, e brevi la più parte, i componimenti poetici che di lui abbiamo. Tutti del resto in volgare; ed è una certa {{sic|maraviglia}} che, amando egli d'esercitarsi più nella latina prosa, che nell'italiana, e anco esercitandovisi meglio, un sol verso latino non si vedesse uscirgli mai dalla penna. (vol. II, p. 106)
*{{NDR|Giuseppe Torelli}} Fu di mezzana statura, di faccia accesa e regolare, di fronte larga, d'occhi neri e vivaci, e nel tempo stesso di fisonomia grave, pensosa e meditativa. Benché sembrasse parlar volentieri con tutti, e a tutti, quanto ragion vuole, s'accomodasse, pur si vedea che non {{sic|intertenevasi}} con piacere se non tra persone che in qualche arte o scienza si dilettassero; non già che in ogni uomo esigesse il sapere, ma del sapere almeno {{sic|esigea}} la stima ed il desiderio. (vol. II, p. 133)
==''Le quattro parti del giorno''==
*''Candido Nume, che rosato ha il piede, | e di Venere l'astro in fronte porta, | il bel [[Mattino]] sorridendo riede, | del già propinquo Sol messaggio e scorta. | Fuggì dinanzi a lui Notte, che or siede | sovra l'occidentale ultima porta, | con man traendo a sé da tutto il cielo, | e in sé stesso piegando il fosco velo.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/Il Mattino|Il Mattino]]'', I, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''O bella [[Sera]], amabil Dea fra mille, | che non suonano i miei versi più dolce, | e il gentile tuo viso, e le pupille, | onde melanconia spira sì dolce, | e il crin, che ambrosia piove a larghe stille, | e quel, che l'aure rinfrescando molce, | respiro della tua bocca rosata, | che non ho per lodar voce più grata?''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Sera|La Sera]]'', VI, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''Insieme con le fresche aure [[Notte|notturne]] | volan le dolci Calme, e i bei Riposi, | e i Genj, che dormir nelle diurne | ore, e godon vegliar co' cieli ombrosi, | e con sordo aleggiar le taciturne | Gioje tranquille, ed i Piacer pensosi: | mentre su colle e pian disteso giace | quell'orror bello, che attristando piace.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Notte|La Notte]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Del non vero creando ambascia vera;
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
La virtù non cercata indur ne' cori:
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
===''I cimiteri''===
''<poem>Le anguste case e i bassi e freddi letti
Ove il raggio del sol mai non penètra,
E quella che Verona ai suoi negletti
Figli concede ultima stanza tetra,
Pria che a terra me pur la Parca getti,
Metter vogl'io su la sdegnata cetra.
Vieni, o Dea, vieni a me dal tuo Permesso,
E il crin mi cingi di feral cipresso.</poem>''
===''I sepolcri''===
AL CORTESE LETTORE,
IPPOLITO PINDEMONTE
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea di tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perché distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perché una lapide non v'appariva, e perché non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benché pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
==Citazioni su Ippolito Pindemonte==
*È parere di alcuni, che Ippolito Pindemonte non facesse fare alle nostre lettere niun passo considerabile e degno d'esser notato, e che solo ponesse ogni opera a conservarle nella nativa loro dignità e gentilezza. Il che non vorrebbe dirsi piccola gloria in mezzo alle tante lascivie e stranezze di certi nuovi schiavi, che pur si gridano caldi d'amore di patria! ([[Salvatore Betti]])
*Fu Ippolito, siccome uomo di sottile discernimento, apprezzatore giustissimo di tutte le letterature: e lesse molto, e con diletto, anche ne' libri scritti di là dai monti. Ma nondimeno l'amor suo fu costantemente nel modi di questa sì cara Italia: né mai lasciò strascinarsi vilmente da straniera insolenza a rifiutare la patria, o prese per fiori i triboli e le spine altrui, o cercò il nuovo nel mostruoso, il grande nel turgido e nel gigantesco, e la profondità de' concetti nell'oscurità. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/p/pindemonte/arminio/pdf/armini_p.pdf Arminio]'', stamperia Klert, Filadelfia [i.e. Pisa], 1804.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat00pindgoog/page/n11/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. I, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat01pindgoog/page/n9/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. II, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*''[[s:Le prose e poesie campestri...|Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte]]'', Tipografia Mainardi, Verona, 1817.
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{bots|deny=Italoautoma}}
{{DEFAULTSORT:Pindemonte, Ippolito}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
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/* Elogi di letterati italiani */ Fernando Antonio Ghedini
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text/x-wiki
{{PDA}}
[[Immagine:Ippolito Pindemonte.png|thumb|Ippolito Pindemonte]]
'''Ippolito Pindemonte''' (1753 – 1828), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Ippolito Pindemonte==
*L'amor della [[solitudine]] nasce da indole trista e rinchiusa: può essere in molti. Nasce dalla noja del Mondo; o questa derivi dal ben conoscerlo, e però da un disinganno totale; o dal conoscerlo poco, e quindi dal non saper vivere in esso: anche questo esser può. Nasce da quel senso fino de' falli e difetti umani, unito ad una passion forte per le doti della mente e del cuore, che a formar viene ciò che dicesi [[Misantropia|misantropía]]: anche questo. Nasce da passione di studio, massime ove si tratti di quelle facoltà, che più comodamente coltivar si possono in villa: e questo ancora. Ma la libertà del vivere, l'amor del riposo, il piacer della meditazione, la cura della propria salute, lo spettacolo de' lavori e della rustica economia, son motivi anche questi di considerazion degni; a nulla dire di quell'incantesimo per alcuni così possente, che su la faccia sparso veggiamo della natura.<ref>Da ''Hoc erat in votis'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', pp. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/22|6]]-[[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/23|7]].</ref>
*{{NDR|Sulla [[luna]]}} Ma più, che l'andarti con mente filosofica considerando, mi giova, abbandonato a' miei sensi, ricever nell'occhio a un tempo e nell'anima, che ti apro tutta, quella soave e nobile melanconia, che piove dalla tua faccia; massimamente in quest'ora, che, l'ardente Sol tramontato, tu ci ridoni il suo lume, ma spogliato della sua fiamma, ed un più dolce e più mansueto giorno spargi sopra la terra; mi giova o vederti passar lentamente dietro quelle nubi, che ora mi ti celano, ed ora scuoprono, o nell'azzurra volta serena contemplarti immobile e trionfante, mentre cade continuo di pallidetti raggi un diluvio, l'aria biancheggia tutta all'intorno, e il colle ed il piano si mostrano tinti di bella luce argentina.<ref>Da ''Lucentemque globum Lunae, Titaniaque astra Spiritus intus alit'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/117|101]].</ref>
*''[[Malinconia|Melanconia]], | ninfa gentile, | la vita mia | consegno a te. | I tuoi piaceri | chi tiene a vile, | ai piacer veri | nato non è.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Melanconia|La Melanconia]]'', IV, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*{{NDR|Sulla luna}} ''Perché sola ti vede, | sola l'ignaro vulgo in ciel ti crede: | ma il Riposo, la Calma, | del meditar Vaghezza, | ogni Piacer dell'alma, | la gioconda Tristezza, | e la Pietà, con dolce stilla all'occhio, | ti stanno taciturne intorno al cocchio.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Alla luna|Alla luna]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*[...] ''quasi di lìcor, che dall'un vaso | passi nell'altro, dell'[[Facezia|arguto motto]], | ove dall'una varchi all'altra bocca, | il volatile spirto esala e sfuma.''<ref>Da ''L'utile avvertimento'', in ''[https://books.google.it/books?id=leFNAAAAcAAJ&pg=PA0 Sermoni]'', Società tipografica, Verona, 1818, pp. 53-54.</ref>
*''Son cari a Bacco [[Valpolicella|questi colli]], e cara | questa fonte alle Naiadi è non meno. | Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, | tu con quest'acque a rinfrescarlo impara.''<ref>Da ''Inscrizione sopra una fonte''.</ref>
*''Un mucchio d'ossa | sente l'onor degli accerchianti marmi | o de' custodi delle sue catene | cale a un libero spirto?''<ref>Da ''I sepolcri'', 40-43.</ref>
*Una delle più rare scene, che la campagna ci offra, è quella del Sole nel suo [[Tramonto|tramontare]]. Ella m'è ancor più cara di quella del Sol nascente, forse in grazia d'una di quelle considerazioni, che si fanno quasi senza avvedersene. Il Sole, che nasce, sappiamo che rimarrà con noi per alcune ore: quello, che muore, nol rivedremo che il giorno appresso. Ora non è egli così d'ogni cosa, che allora ci par più preziosa e grande, che ci sfugge e abbandona?<ref>Da ''Quod latet arcana non enarrabile fibra'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/53|37]].</ref>
*''Veggo persona tra i cespugli e i sassi. | Sedea sovra il maggior masso, che un giorno | sorse nobil meta d'alta colonna: | abbarbicata or gli è l'edera intorno. | M'appresso; ed era ossequïabil Donna: | scendea sul petto il crine in due diviso, | e bianca la copria semplice gonna. | Par che lo sguardo al ciel rivolto e fiso | nelle nubi si pasca, e tutta pósi | l'alma rapita nel beato viso. | Chi sei? le dico; ed ella, i rai pensosi | chinando, Solitudine m'appello'' [...].<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Solitudine|La Solitudine]]'', vv. 24-35, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==''Elogi di letterati italiani''==
*Ricordami avere udito nella mia giovinezza che il [[Fernando Antonio Ghedini|Ghedini]] in Bologna si lasciava ridere in faccia nelle accademie poetiche, e tollerava pazientemente quella vergogna, non dubitando che presto o tardi se gli farebbe ragione. (vol. I, p. 21)
*Gran turba di seguaci avea il [[Carlo Maria Maggi|Maggi]], uom certo di mente vasta e di dottrina non ordinaria, ma il cui stile manca di quella dote necessarissima, che il poetico linguaggio, dal prosastico distinguendolo, costituisce. (vol. I, p. 21)
*[...] [[Giuseppe Torelli (matematico)|Giuseppe Torelli]] questo ci offre di singolare in sé stesso, che sino agli ultimi dì passò dall'arte de' versi alla scienza della quantità, e da questa ritornò a quella con una facilità incomparabile: al che se aggiungiamo, che cognizion di più lingue e letterature, erudizion generale, e fino gusto per le belle arti era in lui, s'intenderà leggermente, quanti tornar dovessero, e quanti vari i suoi intellettuali piaceri. (vol. II, p. 93)
*I versi del Torelli alla sua prosa non cedono, se io m'appongo; benché, soddisfacendo agli altri, paresse non soddisfar bastantemente a sé stesso, pochi essendo, e brevi la più parte, i componimenti poetici che di lui abbiamo. Tutti del resto in volgare; ed è una certa {{sic|maraviglia}} che, amando egli d'esercitarsi più nella latina prosa, che nell'italiana, e anco esercitandovisi meglio, un sol verso latino non si vedesse uscirgli mai dalla penna. (vol. II, p. 106)
*{{NDR|Giuseppe Torelli}} Fu di mezzana statura, di faccia accesa e regolare, di fronte larga, d'occhi neri e vivaci, e nel tempo stesso di fisonomia grave, pensosa e meditativa. Benché sembrasse parlar volentieri con tutti, e a tutti, quanto ragion vuole, s'accomodasse, pur si vedea che non {{sic|intertenevasi}} con piacere se non tra persone che in qualche arte o scienza si dilettassero; non già che in ogni uomo esigesse il sapere, ma del sapere almeno {{sic|esigea}} la stima ed il desiderio. (vol. II, p. 133)
==''Le quattro parti del giorno''==
*''Candido Nume, che rosato ha il piede, | e di Venere l'astro in fronte porta, | il bel [[Mattino]] sorridendo riede, | del già propinquo Sol messaggio e scorta. | Fuggì dinanzi a lui Notte, che or siede | sovra l'occidentale ultima porta, | con man traendo a sé da tutto il cielo, | e in sé stesso piegando il fosco velo.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/Il Mattino|Il Mattino]]'', I, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''O bella [[Sera]], amabil Dea fra mille, | che non suonano i miei versi più dolce, | e il gentile tuo viso, e le pupille, | onde melanconia spira sì dolce, | e il crin, che ambrosia piove a larghe stille, | e quel, che l'aure rinfrescando molce, | respiro della tua bocca rosata, | che non ho per lodar voce più grata?''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Sera|La Sera]]'', VI, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''Insieme con le fresche aure [[Notte|notturne]] | volan le dolci Calme, e i bei Riposi, | e i Genj, che dormir nelle diurne | ore, e godon vegliar co' cieli ombrosi, | e con sordo aleggiar le taciturne | Gioje tranquille, ed i Piacer pensosi: | mentre su colle e pian disteso giace | quell'orror bello, che attristando piace.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Notte|La Notte]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Del non vero creando ambascia vera;
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
La virtù non cercata indur ne' cori:
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
===''I cimiteri''===
''<poem>Le anguste case e i bassi e freddi letti
Ove il raggio del sol mai non penètra,
E quella che Verona ai suoi negletti
Figli concede ultima stanza tetra,
Pria che a terra me pur la Parca getti,
Metter vogl'io su la sdegnata cetra.
Vieni, o Dea, vieni a me dal tuo Permesso,
E il crin mi cingi di feral cipresso.</poem>''
===''I sepolcri''===
AL CORTESE LETTORE,
IPPOLITO PINDEMONTE
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea di tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perché distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perché una lapide non v'appariva, e perché non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benché pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
==Citazioni su Ippolito Pindemonte==
*È parere di alcuni, che Ippolito Pindemonte non facesse fare alle nostre lettere niun passo considerabile e degno d'esser notato, e che solo ponesse ogni opera a conservarle nella nativa loro dignità e gentilezza. Il che non vorrebbe dirsi piccola gloria in mezzo alle tante lascivie e stranezze di certi nuovi schiavi, che pur si gridano caldi d'amore di patria! ([[Salvatore Betti]])
*Fu Ippolito, siccome uomo di sottile discernimento, apprezzatore giustissimo di tutte le letterature: e lesse molto, e con diletto, anche ne' libri scritti di là dai monti. Ma nondimeno l'amor suo fu costantemente nel modi di questa sì cara Italia: né mai lasciò strascinarsi vilmente da straniera insolenza a rifiutare la patria, o prese per fiori i triboli e le spine altrui, o cercò il nuovo nel mostruoso, il grande nel turgido e nel gigantesco, e la profondità de' concetti nell'oscurità. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/p/pindemonte/arminio/pdf/armini_p.pdf Arminio]'', stamperia Klert, Filadelfia [i.e. Pisa], 1804.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat00pindgoog/page/n11/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. I, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat01pindgoog/page/n9/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. II, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*''[[s:Le prose e poesie campestri...|Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte]]'', Tipografia Mainardi, Verona, 1817.
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{bots|deny=Italoautoma}}
{{DEFAULTSORT:Pindemonte, Ippolito}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
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Gaux
18878
/* Elogi di letterati italiani */ Scipione Maffei
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text/x-wiki
{{PDA}}
[[Immagine:Ippolito Pindemonte.png|thumb|Ippolito Pindemonte]]
'''Ippolito Pindemonte''' (1753 – 1828), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Ippolito Pindemonte==
*L'amor della [[solitudine]] nasce da indole trista e rinchiusa: può essere in molti. Nasce dalla noja del Mondo; o questa derivi dal ben conoscerlo, e però da un disinganno totale; o dal conoscerlo poco, e quindi dal non saper vivere in esso: anche questo esser può. Nasce da quel senso fino de' falli e difetti umani, unito ad una passion forte per le doti della mente e del cuore, che a formar viene ciò che dicesi [[Misantropia|misantropía]]: anche questo. Nasce da passione di studio, massime ove si tratti di quelle facoltà, che più comodamente coltivar si possono in villa: e questo ancora. Ma la libertà del vivere, l'amor del riposo, il piacer della meditazione, la cura della propria salute, lo spettacolo de' lavori e della rustica economia, son motivi anche questi di considerazion degni; a nulla dire di quell'incantesimo per alcuni così possente, che su la faccia sparso veggiamo della natura.<ref>Da ''Hoc erat in votis'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', pp. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/22|6]]-[[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/23|7]].</ref>
*{{NDR|Sulla [[luna]]}} Ma più, che l'andarti con mente filosofica considerando, mi giova, abbandonato a' miei sensi, ricever nell'occhio a un tempo e nell'anima, che ti apro tutta, quella soave e nobile melanconia, che piove dalla tua faccia; massimamente in quest'ora, che, l'ardente Sol tramontato, tu ci ridoni il suo lume, ma spogliato della sua fiamma, ed un più dolce e più mansueto giorno spargi sopra la terra; mi giova o vederti passar lentamente dietro quelle nubi, che ora mi ti celano, ed ora scuoprono, o nell'azzurra volta serena contemplarti immobile e trionfante, mentre cade continuo di pallidetti raggi un diluvio, l'aria biancheggia tutta all'intorno, e il colle ed il piano si mostrano tinti di bella luce argentina.<ref>Da ''Lucentemque globum Lunae, Titaniaque astra Spiritus intus alit'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/117|101]].</ref>
*''[[Malinconia|Melanconia]], | ninfa gentile, | la vita mia | consegno a te. | I tuoi piaceri | chi tiene a vile, | ai piacer veri | nato non è.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Melanconia|La Melanconia]]'', IV, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*{{NDR|Sulla luna}} ''Perché sola ti vede, | sola l'ignaro vulgo in ciel ti crede: | ma il Riposo, la Calma, | del meditar Vaghezza, | ogni Piacer dell'alma, | la gioconda Tristezza, | e la Pietà, con dolce stilla all'occhio, | ti stanno taciturne intorno al cocchio.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Alla luna|Alla luna]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*[...] ''quasi di lìcor, che dall'un vaso | passi nell'altro, dell'[[Facezia|arguto motto]], | ove dall'una varchi all'altra bocca, | il volatile spirto esala e sfuma.''<ref>Da ''L'utile avvertimento'', in ''[https://books.google.it/books?id=leFNAAAAcAAJ&pg=PA0 Sermoni]'', Società tipografica, Verona, 1818, pp. 53-54.</ref>
*''Son cari a Bacco [[Valpolicella|questi colli]], e cara | questa fonte alle Naiadi è non meno. | Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, | tu con quest'acque a rinfrescarlo impara.''<ref>Da ''Inscrizione sopra una fonte''.</ref>
*''Un mucchio d'ossa | sente l'onor degli accerchianti marmi | o de' custodi delle sue catene | cale a un libero spirto?''<ref>Da ''I sepolcri'', 40-43.</ref>
*Una delle più rare scene, che la campagna ci offra, è quella del Sole nel suo [[Tramonto|tramontare]]. Ella m'è ancor più cara di quella del Sol nascente, forse in grazia d'una di quelle considerazioni, che si fanno quasi senza avvedersene. Il Sole, che nasce, sappiamo che rimarrà con noi per alcune ore: quello, che muore, nol rivedremo che il giorno appresso. Ora non è egli così d'ogni cosa, che allora ci par più preziosa e grande, che ci sfugge e abbandona?<ref>Da ''Quod latet arcana non enarrabile fibra'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/53|37]].</ref>
*''Veggo persona tra i cespugli e i sassi. | Sedea sovra il maggior masso, che un giorno | sorse nobil meta d'alta colonna: | abbarbicata or gli è l'edera intorno. | M'appresso; ed era ossequïabil Donna: | scendea sul petto il crine in due diviso, | e bianca la copria semplice gonna. | Par che lo sguardo al ciel rivolto e fiso | nelle nubi si pasca, e tutta pósi | l'alma rapita nel beato viso. | Chi sei? le dico; ed ella, i rai pensosi | chinando, Solitudine m'appello'' [...].<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Solitudine|La Solitudine]]'', vv. 24-35, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==''Elogi di letterati italiani''==
*Ricordami avere udito nella mia giovinezza che il [[Fernando Antonio Ghedini|Ghedini]] in Bologna si lasciava ridere in faccia nelle accademie poetiche, e tollerava pazientemente quella vergogna, non dubitando che presto o tardi se gli farebbe ragione. (vol. I, p. 21)
*Gran turba di seguaci avea il [[Carlo Maria Maggi|Maggi]], uom certo di mente vasta e di dottrina non ordinaria, ma il cui stile manca di quella dote necessarissima, che il poetico linguaggio, dal prosastico distinguendolo, costituisce. (vol. I, p. 21)
*Facendo ragione il [[Scipione Maffei|Maffei]] che alle sue critiche osservazioni più autorità acquisterebbe s'ei mandasse lor dietro un esempio luminoso, immaginò un poema morale in ben cento canti, di cui non abbiamo a stampa che un saggio. Vi si doveva dimostrare che la felicità è nel diletto, e che il vero diletto non s'ha nell'ozio, ne' piaceri, nelle ricchezze, nel dominio, e né tampoco nella gloria. Convenir munirsi, la prima cosa contra il dolore, e però rendersi imperturbabile: non desiderar nulla con ardenza; non temere, non adirarsi. (vol. I, p. 22)
*[...] [[Giuseppe Torelli (matematico)|Giuseppe Torelli]] questo ci offre di singolare in sé stesso, che sino agli ultimi dì passò dall'arte de' versi alla scienza della quantità, e da questa ritornò a quella con una facilità incomparabile: al che se aggiungiamo, che cognizion di più lingue e letterature, erudizion generale, e fino gusto per le belle arti era in lui, s'intenderà leggermente, quanti tornar dovessero, e quanti vari i suoi intellettuali piaceri. (vol. II, p. 93)
*I versi del Torelli alla sua prosa non cedono, se io m'appongo; benché, soddisfacendo agli altri, paresse non soddisfar bastantemente a sé stesso, pochi essendo, e brevi la più parte, i componimenti poetici che di lui abbiamo. Tutti del resto in volgare; ed è una certa {{sic|maraviglia}} che, amando egli d'esercitarsi più nella latina prosa, che nell'italiana, e anco esercitandovisi meglio, un sol verso latino non si vedesse uscirgli mai dalla penna. (vol. II, p. 106)
*{{NDR|Giuseppe Torelli}} Fu di mezzana statura, di faccia accesa e regolare, di fronte larga, d'occhi neri e vivaci, e nel tempo stesso di fisonomia grave, pensosa e meditativa. Benché sembrasse parlar volentieri con tutti, e a tutti, quanto ragion vuole, s'accomodasse, pur si vedea che non {{sic|intertenevasi}} con piacere se non tra persone che in qualche arte o scienza si dilettassero; non già che in ogni uomo esigesse il sapere, ma del sapere almeno {{sic|esigea}} la stima ed il desiderio. (vol. II, p. 133)
==''Le quattro parti del giorno''==
*''Candido Nume, che rosato ha il piede, | e di Venere l'astro in fronte porta, | il bel [[Mattino]] sorridendo riede, | del già propinquo Sol messaggio e scorta. | Fuggì dinanzi a lui Notte, che or siede | sovra l'occidentale ultima porta, | con man traendo a sé da tutto il cielo, | e in sé stesso piegando il fosco velo.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/Il Mattino|Il Mattino]]'', I, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''O bella [[Sera]], amabil Dea fra mille, | che non suonano i miei versi più dolce, | e il gentile tuo viso, e le pupille, | onde melanconia spira sì dolce, | e il crin, che ambrosia piove a larghe stille, | e quel, che l'aure rinfrescando molce, | respiro della tua bocca rosata, | che non ho per lodar voce più grata?''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Sera|La Sera]]'', VI, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''Insieme con le fresche aure [[Notte|notturne]] | volan le dolci Calme, e i bei Riposi, | e i Genj, che dormir nelle diurne | ore, e godon vegliar co' cieli ombrosi, | e con sordo aleggiar le taciturne | Gioje tranquille, ed i Piacer pensosi: | mentre su colle e pian disteso giace | quell'orror bello, che attristando piace.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Notte|La Notte]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Del non vero creando ambascia vera;
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
La virtù non cercata indur ne' cori:
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
===''I cimiteri''===
''<poem>Le anguste case e i bassi e freddi letti
Ove il raggio del sol mai non penètra,
E quella che Verona ai suoi negletti
Figli concede ultima stanza tetra,
Pria che a terra me pur la Parca getti,
Metter vogl'io su la sdegnata cetra.
Vieni, o Dea, vieni a me dal tuo Permesso,
E il crin mi cingi di feral cipresso.</poem>''
===''I sepolcri''===
AL CORTESE LETTORE,
IPPOLITO PINDEMONTE
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea di tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perché distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perché una lapide non v'appariva, e perché non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benché pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
==Citazioni su Ippolito Pindemonte==
*È parere di alcuni, che Ippolito Pindemonte non facesse fare alle nostre lettere niun passo considerabile e degno d'esser notato, e che solo ponesse ogni opera a conservarle nella nativa loro dignità e gentilezza. Il che non vorrebbe dirsi piccola gloria in mezzo alle tante lascivie e stranezze di certi nuovi schiavi, che pur si gridano caldi d'amore di patria! ([[Salvatore Betti]])
*Fu Ippolito, siccome uomo di sottile discernimento, apprezzatore giustissimo di tutte le letterature: e lesse molto, e con diletto, anche ne' libri scritti di là dai monti. Ma nondimeno l'amor suo fu costantemente nel modi di questa sì cara Italia: né mai lasciò strascinarsi vilmente da straniera insolenza a rifiutare la patria, o prese per fiori i triboli e le spine altrui, o cercò il nuovo nel mostruoso, il grande nel turgido e nel gigantesco, e la profondità de' concetti nell'oscurità. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/p/pindemonte/arminio/pdf/armini_p.pdf Arminio]'', stamperia Klert, Filadelfia [i.e. Pisa], 1804.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat00pindgoog/page/n11/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. I, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat01pindgoog/page/n9/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. II, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*''[[s:Le prose e poesie campestri...|Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte]]'', Tipografia Mainardi, Verona, 1817.
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Pindemonte, Ippolito}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[Immagine:Ippolito Pindemonte.png|thumb|Ippolito Pindemonte]]
'''Ippolito Pindemonte''' (1753 – 1828), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Ippolito Pindemonte==
*L'amor della [[solitudine]] nasce da indole trista e rinchiusa: può essere in molti. Nasce dalla noja del Mondo; o questa derivi dal ben conoscerlo, e però da un disinganno totale; o dal conoscerlo poco, e quindi dal non saper vivere in esso: anche questo esser può. Nasce da quel senso fino de' falli e difetti umani, unito ad una passion forte per le doti della mente e del cuore, che a formar viene ciò che dicesi [[Misantropia|misantropía]]: anche questo. Nasce da passione di studio, massime ove si tratti di quelle facoltà, che più comodamente coltivar si possono in villa: e questo ancora. Ma la libertà del vivere, l'amor del riposo, il piacer della meditazione, la cura della propria salute, lo spettacolo de' lavori e della rustica economia, son motivi anche questi di considerazion degni; a nulla dire di quell'incantesimo per alcuni così possente, che su la faccia sparso veggiamo della natura.<ref>Da ''Hoc erat in votis'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', pp. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/22|6]]-[[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/23|7]].</ref>
*{{NDR|Sulla [[luna]]}} Ma più, che l'andarti con mente filosofica considerando, mi giova, abbandonato a' miei sensi, ricever nell'occhio a un tempo e nell'anima, che ti apro tutta, quella soave e nobile melanconia, che piove dalla tua faccia; massimamente in quest'ora, che, l'ardente Sol tramontato, tu ci ridoni il suo lume, ma spogliato della sua fiamma, ed un più dolce e più mansueto giorno spargi sopra la terra; mi giova o vederti passar lentamente dietro quelle nubi, che ora mi ti celano, ed ora scuoprono, o nell'azzurra volta serena contemplarti immobile e trionfante, mentre cade continuo di pallidetti raggi un diluvio, l'aria biancheggia tutta all'intorno, e il colle ed il piano si mostrano tinti di bella luce argentina.<ref>Da ''Lucentemque globum Lunae, Titaniaque astra Spiritus intus alit'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/117|101]].</ref>
*''[[Malinconia|Melanconia]], | ninfa gentile, | la vita mia | consegno a te. | I tuoi piaceri | chi tiene a vile, | ai piacer veri | nato non è.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Melanconia|La Melanconia]]'', IV, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*{{NDR|Sulla luna}} ''Perché sola ti vede, | sola l'ignaro vulgo in ciel ti crede: | ma il Riposo, la Calma, | del meditar Vaghezza, | ogni Piacer dell'alma, | la gioconda Tristezza, | e la Pietà, con dolce stilla all'occhio, | ti stanno taciturne intorno al cocchio.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Alla luna|Alla luna]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*[...] ''quasi di lìcor, che dall'un vaso | passi nell'altro, dell'[[Facezia|arguto motto]], | ove dall'una varchi all'altra bocca, | il volatile spirto esala e sfuma.''<ref>Da ''L'utile avvertimento'', in ''[https://books.google.it/books?id=leFNAAAAcAAJ&pg=PA0 Sermoni]'', Società tipografica, Verona, 1818, pp. 53-54.</ref>
*''Son cari a Bacco [[Valpolicella|questi colli]], e cara | questa fonte alle Naiadi è non meno. | Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, | tu con quest'acque a rinfrescarlo impara.''<ref>Da ''Inscrizione sopra una fonte''.</ref>
*''Un mucchio d'ossa | sente l'onor degli accerchianti marmi | o de' custodi delle sue catene | cale a un libero spirto?''<ref>Da ''I sepolcri'', 40-43.</ref>
*Una delle più rare scene, che la campagna ci offra, è quella del Sole nel suo [[Tramonto|tramontare]]. Ella m'è ancor più cara di quella del Sol nascente, forse in grazia d'una di quelle considerazioni, che si fanno quasi senza avvedersene. Il Sole, che nasce, sappiamo che rimarrà con noi per alcune ore: quello, che muore, nol rivedremo che il giorno appresso. Ora non è egli così d'ogni cosa, che allora ci par più preziosa e grande, che ci sfugge e abbandona?<ref>Da ''Quod latet arcana non enarrabile fibra'', in ''Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte'', p. [[s:Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/53|37]].</ref>
*''Veggo persona tra i cespugli e i sassi. | Sedea sovra il maggior masso, che un giorno | sorse nobil meta d'alta colonna: | abbarbicata or gli è l'edera intorno. | M'appresso; ed era ossequïabil Donna: | scendea sul petto il crine in due diviso, | e bianca la copria semplice gonna. | Par che lo sguardo al ciel rivolto e fiso | nelle nubi si pasca, e tutta pósi | l'alma rapita nel beato viso. | Chi sei? le dico; ed ella, i rai pensosi | chinando, Solitudine m'appello'' [...].<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/La Solitudine|La Solitudine]]'', vv. 24-35, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==''Elogi di letterati italiani''==
*Ricordami avere udito nella mia giovinezza che il [[Fernando Antonio Ghedini|Ghedini]] in Bologna si lasciava ridere in faccia nelle accademie poetiche, e tollerava pazientemente quella vergogna, non dubitando che presto o tardi se gli farebbe ragione. (vol. I, p. 21)
*Gran turba di seguaci avea il [[Carlo Maria Maggi|Maggi]], uom certo di mente vasta e di dottrina non ordinaria, ma il cui stile manca di quella dote necessarissima, che il poetico linguaggio, dal prosastico distinguendolo, costituisce. (vol. I, p. 21)
*Facendo ragione il [[Scipione Maffei|Maffei]] che alle sue critiche osservazioni più autorità acquisterebbe s'ei mandasse lor dietro un esempio luminoso, immaginò un [[poema]] morale in ben cento canti, di cui non abbiamo a stampa che un saggio. Vi si doveva dimostrare che la felicità è nel diletto, e che il vero diletto non s'ha nell'ozio, ne' piaceri, nelle ricchezze, nel dominio, e né tampoco nella gloria. Convenir munirsi, la prima cosa contra il dolore, e però rendersi imperturbabile: non desiderar nulla con ardenza; non temere, non adirarsi. (vol. I, p. 22)
*[...] [[Giuseppe Torelli (matematico)|Giuseppe Torelli]] questo ci offre di singolare in sé stesso, che sino agli ultimi dì passò dall'arte de' versi alla scienza della quantità, e da questa ritornò a quella con una facilità incomparabile: al che se aggiungiamo, che cognizion di più lingue e letterature, erudizion generale, e fino gusto per le belle arti era in lui, s'intenderà leggermente, quanti tornar dovessero, e quanti vari i suoi intellettuali piaceri. (vol. II, p. 93)
*I versi del Torelli alla sua prosa non cedono, se io m'appongo; benché, soddisfacendo agli altri, paresse non soddisfar bastantemente a sé stesso, pochi essendo, e brevi la più parte, i componimenti poetici che di lui abbiamo. Tutti del resto in volgare; ed è una certa {{sic|maraviglia}} che, amando egli d'esercitarsi più nella latina prosa, che nell'italiana, e anco esercitandovisi meglio, un sol verso latino non si vedesse uscirgli mai dalla penna. (vol. II, p. 106)
*{{NDR|Giuseppe Torelli}} Fu di mezzana statura, di faccia accesa e regolare, di fronte larga, d'occhi neri e vivaci, e nel tempo stesso di fisonomia grave, pensosa e meditativa. Benché sembrasse parlar volentieri con tutti, e a tutti, quanto ragion vuole, s'accomodasse, pur si vedea che non {{sic|intertenevasi}} con piacere se non tra persone che in qualche arte o scienza si dilettassero; non già che in ogni uomo esigesse il sapere, ma del sapere almeno {{sic|esigea}} la stima ed il desiderio. (vol. II, p. 133)
==''Le quattro parti del giorno''==
*''Candido Nume, che rosato ha il piede, | e di Venere l'astro in fronte porta, | il bel [[Mattino]] sorridendo riede, | del già propinquo Sol messaggio e scorta. | Fuggì dinanzi a lui Notte, che or siede | sovra l'occidentale ultima porta, | con man traendo a sé da tutto il cielo, | e in sé stesso piegando il fosco velo.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/Il Mattino|Il Mattino]]'', I, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''O bella [[Sera]], amabil Dea fra mille, | che non suonano i miei versi più dolce, | e il gentile tuo viso, e le pupille, | onde melanconia spira sì dolce, | e il crin, che ambrosia piove a larghe stille, | e quel, che l'aure rinfrescando molce, | respiro della tua bocca rosata, | che non ho per lodar voce più grata?''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Sera|La Sera]]'', VI, in ''Poesie Campestri''.</ref>
*''Insieme con le fresche aure [[Notte|notturne]] | volan le dolci Calme, e i bei Riposi, | e i Genj, che dormir nelle diurne | ore, e godon vegliar co' cieli ombrosi, | e con sordo aleggiar le taciturne | Gioje tranquille, ed i Piacer pensosi: | mentre su colle e pian disteso giace | quell'orror bello, che attristando piace.''<ref>Da ''[[s:Poesie campestri/Le quattro parti del giorno/La Notte|La Notte]]'', III, in ''Poesie Campestri''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Arminio''===
<poem>Far riviver gli estinti, e i prischi Eroi
Condurre a passeggiar tra pinte scene,
E a lor dar voce, che di lor sia degna;
Metter su gli occhi di chi ascolta il pianto,
Del non vero creando ambascia vera;
E alzar gli spirti, e col piacer cercato
La virtù non cercata indur ne' cori:
Questo io prima insegnai d'Ilisso in riva.</poem>
===''I cimiteri''===
''<poem>Le anguste case e i bassi e freddi letti
Ove il raggio del sol mai non penètra,
E quella che Verona ai suoi negletti
Figli concede ultima stanza tetra,
Pria che a terra me pur la Parca getti,
Metter vogl'io su la sdegnata cetra.
Vieni, o Dea, vieni a me dal tuo Permesso,
E il crin mi cingi di feral cipresso.</poem>''
===''I sepolcri''===
AL CORTESE LETTORE,
IPPOLITO PINDEMONTE
lo avea concepito un Poema in quattro Canti e in ottava rima sopra i Cimiteri, soggetto che mi parea nuovo, dir non potendosi che trattato l'abbia chi lo riguardò sotto un solo e particolare aspetto, o chi sotto il titolo di sepolture non fece che infilzare considerazioni morali e religiose su la fine dell'uomo. L'idea di tal Poema fu in me destata dal Camposanto ch'io vedea, non senza un certo sdegno, in Verona. Non ch'io disapprovi i Campisanti generalmente; ma quello increscevami della mia patria, perché distinzione alcuna non v'era tra fossa e fossa, perché una lapide non v'appariva, e perché non concedevasi ad uomo vivo l'entrare in esso. Compiuto quasi io avea il primo Canto, quando seppi che uno scrittore d'ingegno non ordinario, [[Ugo Foscolo]], stava per pubblicare alcuni suoi versi a me indirizzati sopra ''i Sepolcri''. L'argomento mio, che nuovo più non pareami, cominciò allora a dispiacermi, ed io abbandonai il mio lavoro. Ma leggendo la poesia a me indirizzata, sentii ridestarsi in me l'antico affetto per quell'argomento; e sembrandomi che spigolare si potesse ancora in tal campo, vi rientrai, e stesi alcuni versi in forma di risposta all'autor de' Sepolcri, benché pochissimo abbia io potuto giovarmi di quanto avea prima concepito e messo in carta su ''i Cimiteri''.
===''La fata Morgana''===
''<poem>Temira, udisti mai la meraviglia,
Che nel Siculo mare a i giorni estivi
Tra il lito di Messina e quel di Reggio
Il fortunato passeggier consola?
Su la cetra io l'ho posta; odila: quando
L'ora, e il loco al cantar ne invita, e quando,
Come tutto è quaggiù mutabil cosa,
Più di me non ti piace ormai che il canto.</poem>''
==Citazioni su Ippolito Pindemonte==
*È parere di alcuni, che Ippolito Pindemonte non facesse fare alle nostre lettere niun passo considerabile e degno d'esser notato, e che solo ponesse ogni opera a conservarle nella nativa loro dignità e gentilezza. Il che non vorrebbe dirsi piccola gloria in mezzo alle tante lascivie e stranezze di certi nuovi schiavi, che pur si gridano caldi d'amore di patria! ([[Salvatore Betti]])
*Fu Ippolito, siccome uomo di sottile discernimento, apprezzatore giustissimo di tutte le letterature: e lesse molto, e con diletto, anche ne' libri scritti di là dai monti. Ma nondimeno l'amor suo fu costantemente nel modi di questa sì cara Italia: né mai lasciò strascinarsi vilmente da straniera insolenza a rifiutare la patria, o prese per fiori i triboli e le spine altrui, o cercò il nuovo nel mostruoso, il grande nel turgido e nel gigantesco, e la profondità de' concetti nell'oscurità. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ippolito Pindemonte, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/p/pindemonte/arminio/pdf/armini_p.pdf Arminio]'', stamperia Klert, Filadelfia [i.e. Pisa], 1804.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat00pindgoog/page/n11/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. I, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*Ippolito Pindemonte, ''[https://archive.org/details/elogidiletterat01pindgoog/page/n9/mode/2up Elogi di letterati italiani]'', vol. II, per Giovanni Silvestri, Milano, 1829<sup>2</sup>.
*''[[s:Le prose e poesie campestri...|Le prose e poesie campestri d'Ippolito Pindemonte]]'', Tipografia Mainardi, Verona, 1817.
==Voci correlate==
*[[Odissea]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{bots|deny=Italoautoma}}
{{DEFAULTSORT:Pindemonte, Ippolito}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
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Kevin Costner
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[[File:Kevin Costner Césars 2013 3.jpg|miniatura|Kevin Costner ai Césars 2013]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Balla coi lupi]]'''
*Miglior film (1991)
*Miglior regista (1991)
}}
'''Kevin Michael Costner''' (1955 – vivente), attore e regista statunitense.
==Citazioni di Kevin Costner==
*Gli uomini forti non sono rumorosi, sono calmi. Le donne forti non sono rumorose, sono calme. Quel che si richiede a un leader è che sia un gran pensatore. Alcuni problemi del vostro paese così come del mio paese sarebbero facilmente risolvibili, è questione di buon senso: "quello non funziona, sistemiamolo. Quest'altro non va, risolviamo." C'è poi un 20% di problemi di natura più complessa, che è difficile da risolvere per sua natura e c'è bisogno di qualcuno che ci lavori quotidianamente. Ma non può farlo qualcuno la cui principale preoccupazione è essere rieletto, che è più interessato a vendicarsi per un torto. Lavorare per la gente deve essere una professione altruistica e richiede grandi riflessioni.<ref name=Cuomo>Dall'intervista di Antonio Cuomo, ''[https://movieplayer.it/articoli/highwaymen-lultima-imboscata-intervista-kevin-costner_20572/ Highwaymen - L'ultima imboscata, intervista a Kevin Costner : "Credo nelle storie e nel pubblico"]'', ''Movieplayer.it'', 31 marzo 2019.</ref>
*Ogni volta che c'è qualcosa che affronta i poteri forti c'è tanta gente che ne è felice. Ma quelle stesse persone non sarebbero della stessa idea se si trovassero coinvolte in prima persona, se qualcuno come Bonnie e Clyde facesse del male alla loro famiglia. C'è anche chi pensa che Escobar sia stato un eroe, il punto di vista delle persone cambia molto a seconda delle situazioni.<ref name=Cuomo/>
*Ogni volta che le cose mi sono andate bene è perché mi sono affidato alle storie. Mi metto nei panni dello spettatore quando decido di fare qualcosa, mi chiedo se avrei voglia di vedere quel film, se nel buio della sala imparerei qualcosa, se mi emozionerei, se ne sarei sorpreso. Come per un buon libro, vorrei condividerlo? Come quando ascolti una grande canzone e non vedi l'ora di dirlo. Metto a me stesso questo tipo di pressione, perché voglio che la gente senta di non aver sprecato i propri soldi per vedere il film. E non voglio nemmeno che pensi di aver visto per la terza o quarta volta la stessa storia. Voglio fare dei sequel, ma devono essere tanto buoni quanto l'originale. Metto questo tipo di pressione perché credo nel pubblico e ci credo così tanto che non taglio qualcosa perché mi dicono "no, questo è troppo forte, la gente non vuole vederlo!" Io penso che invece abbiano bisogno di vederlo, perché può essere importante nell'economia della storia, perché quel qualcosa può dare più valore a ciò che accade dopo. Non ero tanto bravo in matematica, ma sento la matematica nei film, per come tutto si somma nel fare una buona storia.<ref name=Cuomo/>
*Penso che percorrendo la carriera al contrario, guardando indietro, si riesca a vedere una strada. Ho scritto storie e poesie, ma il mio background era di grandi lavoratori. Io stesso ho lavorato su dei pescherecci. Ma ho dovuto ascoltare la voce del mio cuore e la decisione fondamentale è stata di non badare a quel che pensavano quelli che mi volevano bene, avrei dovuto fare quel che volevo fare.<ref name=Cuomo/>
*Quando ti trovi di fronte a milioni di spettatori, o dai il meglio di te o dai il peggio. Devi far vivere il tuo personaggio di fronte ai padri e poi di fronte ai figli.<ref>Citato in [[Richard Schickel]], ''Clint Eastwood: l'uomo dalla cravatta di cuoio'', prefazione di Gianni Canova, traduzione di Stefano Di Marino, Sperling & Kupfer, Milano, 1999. ISBN 88-200-2831-X</ref>
==Citazioni su Kevin Costner==
*'''Ivano''': Si t'uscisse fori 'n maschio, me piacerebbe chiamallo... O Alan... O Kevin; mejo Kevin. <br/> '''Jessica''': 'O fai pe' Costner? (''[[Viaggi di nozze]]'')
*{{NDR|Lisa ascolta il commento del regista del film ''[[L'uomo del giorno dopo]]''}}<br>'''Kevin Costner''': Mi dispiace! Mi dispiace molto! Non so cosa mi sia saltato in testa! Però ''[[L'uomo dei sogni]]'' era bello, no? Ci ha fatto credere di nuovo in noi stessi...<br>'''Lisa''': Oh, povero signor Costner... Ce la mette tutta... (''[[I Simpson (decima stagione) |I Simpson]]'')
*Ogni volta che un personaggio è veramente "cool" in un film, tu vorresti vestirti come lui o bere la birra che beve lui: pensavo che Kevin Costner fosse così fottutamente tosto in "''Bull Durham''", che ho bevuto Miller High Life per un bel po'! ([[Quentin Tarantino]])
*Se ti impegni abbastanza puoi far funzionare ogni situazione. Una volta ho convinto una donna che ero Kevin Costner! Ed ha funzionato, perché ero io che ci credevo! (''[[Breaking Bad (terza stagione) |Breaking Bad]]'')
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Balla coi lupi]]'' (1990)
*''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990)
*''[[Robin Hood principe dei ladri]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[Un mondo perfetto]]'' (1993)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997)
*''[[Thirteen Days]]'' (2000)
*''[[Terra di confine - Open Range]]'' (2003)
*''[[The Company Men]]'' (2010)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[3 Days to Kill]]'' (2014)
*''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]'' (2016)
*''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016)
*''[[Highwaymen - L'ultima imboscata]]'' (2019)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Costner, Kevin}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
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Jeff Goldblum
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Jeff_Goldblum_by_Gage_Skidmore.jpg|thumb|Jeff Goldblum nel 2017]]
'''Jeffrey Lynn Goldblum''' (1952 – vivente), attore statunitense.
==Citazioni di Jeff Goldblum==
*Interessati ogni giorno. Lavora duro e scopri come amare la recitazione tutto il giorno, ogni giorno. Entra in una situazione inventata e rendila buona e rendila reale e semplicemente recita, ed esercitati e recitela. Come i musicisti che suonavo il piano: non si aspettano mai di essere ricchi o famosi, ma loro, per la pura gioia di ciò, suonano ogni giorno, tutto il giorno.
:''Involve yourself every day. Work hard and figure out how to love doing it all day, every day. It’s getting into a made-up situation and making it good and making it real and just playing, just practicing and playing. Like the musicians that I played piano with: they never expect to be rich or famous, but they, for the sheer joy of it, play every day, all day.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Jenny Hendrix, ''[https://www.interviewmagazine.com/film/jeff-goldblum The Mantra of Jeff Goldblum]'', ''interviewmagazine.com'', 4 marzo 2014.</ref>
*Purtroppo oggi molti si sentono in dovere di forzare la sceneggiatura di un film per eliminare qualsiasi riferimento diretto o indiretto che potrebbe anche lontanamente offendere determinate classi o minoranze. Se la cosa è giusta come principio generale, spesso genera mostri ancora più oltraggiosi di quelli che si vorrebbero sopprimere. <ref>citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref>
*Sono sempre interessato all'imprevisto e so che le cose, soprattutto nel mondo dello spettacolo, ma nella vita in generale, fino a un certo punto sono inevitabilmente fugaci.
:''I'm always interested in the unexpected and know that things, especially in show business, but in life generally, are inevitably fleeting to one extent.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Sheldon Wiebe, ''[http://eclipsemagazine.com/hollywood-insider-jeff-goldblum-talks-law-order-criminal-intents-new-detective-and-more/ Hollywood Insider: Jeff Goldblum Talks Law & Order: Criminal Intent's New Detective and More!]'', ''eclipsemagazine.com'', 29 aprile 2009.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Terrore dallo spazio profondo]]'' (1978)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[La mosca (film)|La mosca]]'' (1986)
*''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993)
*''[[Nine Months - Imprevisti d'amore]]'' (1995)
*''[[Independence Day]]'' (1996)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) – voce
*''[[L'uomo dell'anno]]'' (2006)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Mortdecai]]'' (2015)
*''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017)
*''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018)
{{div col end}}
== Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Goldblum, Jeff}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Racconto
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Udiki
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Borges-Bioy
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Novellette e racconti.djvu|thumb|Gasparo Gozzi, ''Novellette e racconti'', 1841]]
Citazioni sul '''racconto'''.
==Citazioni==
*Chiunque abbia diligenza, carta e tempo sufficienti è in grado di scrivere un racconto breve – un racconto scadente, voglio dire; ma non tutti possono aspirare a scrivere un [[romanzo]], sia pure scadente. È la lunghezza che ammazza. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Dopo aver scritto un racconto ero sempre vuoto e triste e felice insieme, come se avessi fatto l'amore. ([[Ernest Hemingway]])
*E fin qui, per quanto riguarda l'inizio del racconto, non v'è nulla di nuovo (poiché ogni storia, passata o futura, che narri di un giovane potrebbe cominciare alla stessa maniera). ([[Neil Gaiman]])
*I racconti sono come le pallottole di un cecchino. Rapidi e sconvolgenti. In un racconto io posso trasformare il bene in male e il male in peggio e, cosa ancora più divertente, quelli veramente buoni in veramente cattivi. ([[Jeffery Deaver]])
*Il racconto non è mai stato di moda, per fortuna. Non esiste un'epoca d'oro del racconto, né in Italia né all'estero. La brevità sul piano meramente commerciale è sempre stata sconfitta dalle forme lunghe, dal romanzo. ([[Luca Ricci]])
*Io consiglierei anche un po' quello che soleva consigliare Borges, in modo più spettacolare che utile: disse che, nello scrivere un racconto, devi trovare l'inizio e trovare la fine, e scrivere il racconto è viaggiare da quell'inizio fino a quella fine. Be', è così, ma con un'eccezione: non si può avere l'inizio e la fine di qualcosa che non si sa. Allora il racconto è già un po' disegnato prima che tu abbia l'inizio e la fine e bisogna dargli quell'inizio e quella fine e, mentre lo stai facendo, l'immaginazione, che non è così docile, ti suggerisce personaggi, luoghi, dettagli. ([[Adolfo Bioy Casares]])
*La crudeltà fa parte del racconto: il racconto è libero e non ha remore. ([[Giulio Questi]])
*La nostra moderna attrazione per i racconti non è un incidente formale; è il segno di un vero senso di fugacità e fragilità; significa che l'esistenza è solo un'impressione e, forse, solo un'illusione. Un racconto di oggi ha l'aria di un sogno; ha la bellezza irrevocabile di una menzogna; si intravedono le strade grigie di Londra o le rosse pianure dell'India, come in una visione d'oppio; vediamo persone, persone che si soffermano, con volti focosi e attraenti. Ma quando la storia finisce, anche le persone finiscono. Non abbiamo l'istinto di qualcosa di definitivo e duraturo dietro gli episodi. I moderni, in una parola, descrivono la vita in racconti perché sono posseduti dal sentimento che la vita stessa è un racconto insolitamente breve, e forse non vero. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*La potenza quotidiana dei sogni, coniugata con quella del vissuto, mi impone volentieri la forma concisa e violenta del racconto. In sostanza rappresenta il modo per fermare il movimento troppo ampio della vita e fissarla per sempre. ([[S. Corinna Bille]])
*Oggi per scrivere racconti bisogna essere un pigro personaggio che preferisce raccontare in dieci pagine ciò che un volenteroso scriverebbe in cento. ([[Antonio Tabucchi]])
*Raccontare è umano e dà luogo all'umano, alla memoria, alla partecipazione, alla comprensione. ([[Christa Wolf]])
*Raccontare una storia è come fare sesso. Viene naturale a tutti. Alcuni lo sanno fare meglio di altri.<br>S'impara con l'esperienza ma, fondamentalmente, è un istinto umano universale. ([[David Mamet]])
*Sarebbe bello durare quanto i racconti che abbiamo ascoltato e che raccontiamo. Ma loro dureranno più di noi. ([[Stefano Benni]])
*Tento di raccontare qualcosa, ma subito ammutolisco e mi accorgo di non avere detto ancora niente. Una sostanza meravigliosamente lucente che non riesce a fluire rimane dentro di me e si fa beffe delle parole. ([[Elias Canetti]])
*Un libro di racconti è una collana di perline. Più che le perline devi avere il filo. ([[Luca Ricci]])
*Un racconto è far vivere, non spiegare qualcosa. ([[Pierluigi Panza]])
*Un racconto è tutt'altra cosa. Un racconto è come un bacio veloce, nel buio, ricevuto da uno sconosciuto. Naturalmente non è la stessa cosa di una relazione o un matrimonio, ma un bacio può essere dolcissimo, e nell'intrinseca brevità del gesto risiede la sua speciale attrazione. ([[Stephen King]])
===[[Italo Calvino]]===
*Chi comanda al racconto non è la voce: è l'orecchio.
*Insomma, gli era presa quella smania di chi racconta storie e non sa mai se sono più belle quelle che gli sono veramente accadute e che a rievocarle riportano con sé tutto un mare d'ore passate, di sentimenti minuti, tedii, felicità, incertezze, vanaglorie, nausee di sé, oppure quelle che ci s'inventa, in cui si taglia giù di grosso, e tutto appare facile, ma poi più si svaria più ci s'accorge che si torna a parlare delle cose che s'è avuto o capito in realtà vivendo.
*Lei crede che ogni storia debba avere un principio e una fine? Anticamente un racconto aveva solo due modi per finire: passate tutte le prove, l'eroe e l'eroina si sposavano oppure morivano. Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce: la continuità della vita, l'inevitabilità della morte.
==Voci correlate==
*[[Novella]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
[[Categoria:Narrativa]]
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Adolfo Bioy Casares
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text/x-wiki
[[Immagine:Adolfo Bioy Casares 1968.png|thumb|Adolfo Bioy Casares nel 1968]]
'''Adolfo Bioy Casares''' (1914 – 1999), scrittore argentino.
==Citazioni di Adolfo Bioy Casares==
{{vedi anche|Sei problemi per don Isidro Parodi}}
*A margine delle cose che non capiamo del tutto, inventiamo racconti [[Fantastico|fantastici]], per azzardare ipotesi o per condividere con gli altri le vertigini della nostra perplessità.
:''Al borde de cosas que no comprendemos del todo, inventamos relatos fantásticos, para aventurar hipótesis o para compartir con otros los vértigos de nuestra perplejidad.''<ref>{{es}} Da ''El Búho'', dicembre 1963; citato in ''[https://www.cervantesvirtual.com/portales/adolfo_bioy_casares/ Adolfo Bioy Casares]'', ''cervantesvirtual.com''.</ref>
*C'è qualcuno che non abbia inteso che l'[[ansia]] della ricerca e dell'attesa non si misura con il valore di ciò che si cerca o si attende?<ref>Da ''Casanova segreto'', in ''Un leone nel parco di Palermo'', a cura di Glauco Felici, Einaudi, 2005, p. 181. ISBN 88-06-17321-9</ref>
*{{NDR|Il [[romanzo psicologico]]}} come un inesauribile specchio riflette visi diversi nei quali il lettore si riconosce sempre.<ref>Dalla prefazione ad AA.VV., ''Antologia della letteratura fantastica'', a cura di Jorge Luis Borges, Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares, Editori Riuniti, Roma, 1983, p. XX.</ref>
*[...] il [[Suicidio|suicida]] è un individuo più impaziente che filosofico: la morte arriva troppo presto per tutti.<ref>Da ''Il noumeno'', in ''L'orologiaio di Faust'', p. 93.</ref>
*[[Invecchiamento|Invecchiare]] e distrarsi (si sa) sono la stessa cosa.<ref>Da ''Una guerra persa'', in ''L'eroe delle donne'', p. 72.</ref>
*[...] l'[[intimità]] non consiste unicamente nello spogliarsi e nell'abbracciarsi, come le persone ingenue s'immaginano, ma nel commentare il mondo.<ref>Da ''Una guerra persa'', in ''L'eroe delle donne'', p. 69.</ref>
*La nostra [[libertà]] è limitata da ciò che il prossimo si aspetta da noi.<ref>Da ''Una porta si apre'', in ''L'eroe delle donne'', p. 139.</ref>
*[...] la [[vita]] consiste nell'adattarsi all'[[incoerenza]].<ref>Dall'intervista di Enrico Filippini, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/11/21/nello-specchio-con-adolfo.html Nello specchio con Adolfo]'', ''la Repubblica'', 21 novembre 1986.</ref>
*Molti ritengono che l'intelligenza sia un impedimento alla felicità. Il vero impedimento è l'[[immaginazione]].<ref>Da ''Maschere veneziane'', in ''L'orologiaio di Faust'', p. 23.</ref>
*«Non sei contrario allo sciopero perché pensi che da una rivoluzione uscirà un governo migliore di quello attuale?»<br>«Non sono mica pazzo – replicò Arruti. – Tutti i [[governi]] fanno schifo, ma a un cattivo governo di nemici preferisco un cattivo governo di amici».<br>«Quello di adesso è di nemici?»<br>«Diciamo che è della tua gente, non della mia».<br>«Non sapevo che tu ed io fossimo nemici».<br>«Non lo siamo, Arturo, né lo saremo mai. Né tu né io facciamo politica. Una gran bella cosa».<br>«Eppure, scommetterei che le idee ce le prendiamo più a cuore dei politici».<br>«Quella gente non crede a nulla. Pensano solo a farsi strada e a comandare».<ref>Da ''Il noumeno'', in ''L'orologiaio di Faust'', pp. 89-90.</ref>
*Ogni [[fantasia]] è reale per chi ci crede.<ref>Da ''Piano d'evasione'', cap. LII, traduzione di Romana Petri, Cavallo di Ferro, Roma, 2009, p. 171. ISBN 978-88-7907-046-1</ref>
*Voi credete che l'ambiente naturale dell'uomo sia la [[civiltà]], ma io vi domando: non potrebbe essere l'uomo una bestia intelligente ma feroce che, predestinata a suicidarsi, ha inventato la civiltà, strada lunga e tortuosa, per arrivare all'obiettivo di divorarsi da sé, come una spregevole iena priva di pietà? Da migliaia di anni a questa parte reprimiamo i nostri istinti: l'aggressività, l'animalità eccetera. Si direbbe, dunque, che la civiltà ha vinto. Non crediatelo. Esplosioni di criminalità dovunque, un bambino delinquente a testa, psicanalisti che scoprono nel prossimo un groviglio di demoni, sono altrettante prove del fatto che gli istinti stanno recuperando terreno, che la marea della civiltà sta alla fine ritirandosi.<ref>Da ''Un leone nel parco di Palermo'', in ''Un leone nel parco di Palermo'', p. 250.</ref>
{{Intestazione|Dall'intervista in Fernando Sorrentino, ''[http://web.archive.org/web/20180108063019/https://u-pad.unimc.it/retrieve/handle/11393/232000/14936/Sette%20conversazioni%20con%20Bioy%20Casares%20new.pdf Sette conversazioni con Adolfo Bioy Casares]'', traduzione di Armando Francesconi e Laura Lisi, Edizioni Solfanelli, 2014. ISBN 978-88-7497-855-7}}
*Fu sufficiente quella sera per passare dall'altro lato e diventare sostenitore della scrittura deliberata. Sarebbe a dire: "Bene, voglio scrivere su questo argomento e voglio risolvere questo preciso problema di scrittura". Ossia: ordinare la mia scrittura in tal modo che tutto fosse volto verso uno stesso lato e facilitasse la scrittura; e che arrivasse al lettore, lo divertisse, lo portasse un po' fuori pista e che gli proponesse alcune idee per il futuro, ma per il futuro del libro; e che egli potesse pensare che il libro sarebbe arrivato a questo, a quell'altro e all'altro ancora, e che poi arrivasse a una di queste idee che forse lui non avrebbe scelto, che lo sorprendesse un po' ma che potesse dire: "Mi aspettavo una cosa del genere, ma potevo averne previsto un'altra". Infatti ho sempre creduto che il tutto deve avere un po' di sorpresa, per non scoraggiare il lettore, che ha voglia di chiudere il libro ed andarsene. Ma la sorpresa non può essere totale, poiché una sorpresa totale quasi non si avverte, o si avverte come un'arbitrarietà, e ciò non è una bella cosa per un libro. È bene che la sorpresa si avverta come una cosa che il lettore abbia potuto prevedere, ma che non ha previsto. (p. 85)
*Mi sembra che si è sempre un po' ingiusti nel dire che un buon [[libro]] è migliore di un altro buon libro. (p. 86)
*È quello che dico spesso: che lo [[Stile (scrittura)|stile]] deve essere cortese con il lettore. (p. 123)
*Io dico sempre che viaggiamo dal paese dell'[[ignoranza]] verso il paese della relativa [[conoscenza]]. (p. 159)
*[...] io consiglierei anche un po' quello che soleva consigliare Borges, in modo più spettacolare che utile: disse che, nello scrivere un [[racconto]], devi trovare l'inizio e trovare la fine, e scrivere il racconto è viaggiare da quell'inizio fino a quella fine. Be', è così, ma con un'eccezione: non si può avere l'inizio e la fine di qualcosa che non si sa. Allora il racconto è già un po' disegnato prima che tu abbia l'inizio e la fine e bisogna dargli quell'inizio e quella fine e, mentre lo stai facendo, l'immaginazione, che non è così docile, ti suggerisce personaggi, luoghi, dettagli. (pp. 183-184)
*Il mio pensiero è pessimista; il mio senso vitale è ottimista. La vita mi piace moltissimo e io mi diverto a viverla. Se sento una frase che mi fa sorridere, sono felicissimo; se ho fatto un sogno che mi sembra divertente, in qualche modo ne rimango piacevolmente incantato; se mi viene in mente un'idea, anche... Mi piace leggere, mi piace andare al cinema... Ho l'impressione che, quando faccio il bilancio delle mie giornate, in genere posso dire che mi sono divertito e che, anche nei giorni sterili, non mi è andata poi così male. Invece, se rifletto sulla vita, penso che niente abbia troppa importanza perché saremo dimenticati e spariremo definitivamente. Questo è ciò che penso. Credo che la nostra immortalità letteraria sia a breve termine, perché un giorno ci sarà così tanta gente che non ci si potrà ricordare di tutti gli scrittori che ci sono stati in un determinato momento. O verremo ricordati in modo molto imperfetto. Non saremo più l'oggetto di piacere per nessuno: saremo oggetto di studio per certi specialisti, che vorranno studiare questa o quella tendenza della letteratura argentina di questo o quell'anno. E, dopo tutto questo, un giorno la Terra si scontrerà con qualcosa, dato che la Terra, come tutte le cose di questo mondo, è finita. Un giorno la Terra sparirà, e allora non rimarrà il ricordo di Shakespeare, e ancor meno il ricordo di noi. Quindi penso che, considerando il tutto, niente nella vita sia molto importante. Allora, potrei quasi ridurre l'importanza della vita a un'idea: l'idea che sono importanti le cose che, almeno, ci rendono soddisfatti. Vale a dire: a me per esempio fanno male le cose che sono crudeli o disoneste. O anche qualcosa che sia sconsiderato nei confronti di un'altra persona: questo sì che mi fa male. Quindi, eccetto il fare quelle cose cattive ed eccetto il fare quelle che danno piacere o allegria, niente avrebbe importanza. Questa importanza è esistenzialista, è un'importanza del momento, che più tardi sparirà con noi e con la memoria di noi e dei nostri interlocutori. (pp. 209-10)
==''Diario della guerra al maiale''==
===[[Incipit]]===
Isidoro Vidal, conosciuto nel quartiere col nome di don Isidro, dal lunedì precedente praticamente non usciva dalla sua stanza e non si faceva vedere.
===Citazioni===
*Parlando nessuno si capisce. Ci capiamo, in pro e in contro, come branchi di cani che attaccano o respingono un nemico occasionale. (cap. I, p. 7)
*La vita sociale è il bastone migliore per avanzare nell'età e negli acciacchi. (cap. I, p. 11)
*La gente afferma che molte spiegazioni sono meno convincenti di una sola, ma la verità è che per quasi ogni cosa le ragioni sono più di una. Si direbbe che si possa sempre trarre qualche vantaggio dal fatto di fare a meno della verità. (cap. II, p. 21)
*L'accettazione delle proprie limitazioni può essere una triste [[saggezza]]. (cap. III, p. 19)
*Segretamente l'[[uomo]] è un bambino travestito da adulto. (cap. IV, p. 30)
*Vidal pensò che nella vita arriva sicuramente un momento in cui una persona, qualunque cosa faccia, annoia soltanto. Resta allora solo un modo per recuperare il prestigio: morire. (cap. XVI, p. 82)
*Oggi tutti sono intimi; [[amico]], nessuno. (Isidro Vidal: cap. XIX, p. 92)
*Si lamentò: «Quando uno vive, si lascia andare, distrattamente.» Se avesse reagito, si sarebbe ripreso da quella distrazione, avrebbe pensato a Néstor, alla morte, a persone e a cose che erano scomparse, e se stesso, alla vecchiaia. Rifletté: «Una grande tristezza dà libertà.» (Isidro Vidal: cap. XIX, p. 97)
*– Il vecchio è la prima vittima della [[sovrappopolazione]] – affermò il ragazzo basso. – La seconda mi sembra più importante: l'individuo. L'individualità sarà un lusso proibito per ricchi e poveri. (cap. XX, p. 100)
*– È come se ci fosse un tacito accordo – osservò Arévalo. – [[Il mondo si divide in due categorie|Una metà della società]] può fare quel che vuole, l'altra no. È sempre stato così. (cap. XXII, p. 108)
*Qualcuno, forse Jimi, più probabilmente Arévalo, aveva detto che certe bruttezze estreme possono avere un effetto stimolante per l'[[amore]], al quale basta poco per trasformarsi in follia. (cap. XXIV, p. 117)
*– La gioventù è in preda alla disperazione – ripeté Faber. – In un prossimo futuro, se dura il regime democratico, [[Gerontocrazia|l'uomo vecchio sarà il padrone]]. Pura matematica, intendiamoci. Maggioranza di voti. Cosa ci dicono le statistiche? Che la morte oggi non arriva più a cinquant'anni ma a ottanta; e che domani arriverà a cento. Benissimo. Con uno sforzo d'immaginazione provate a pensare al numero di vecchi che si accumulano in questo modo e al peso della loro opinione nell'esercizio della cosa pubblica. Finirà la dittatura del proletariato, e cederà il passo alla dittatura dei vecchi. (cap. XXXI, p. 145)
*[...] ogni [[Giovinezza e senilità|vecchio]] è il futuro di un giovane. (Dottor Cadelago: cap. XL, p. 178)
*– La donna e il bambino non sanno frenare l'impazienza, ma noi uomini abbiamo imparato ad aspettare. Anche se non c'è niente alla fine dell'attesa, aspettiamo. (Dottor Cadelago: cap. XL, p. 179)
*«La malattia non è il malato», pensò, «ma il vecchio è la vecchiaia e non ha altra via di uscita che la morte.» (Isidro Vidal: cap. XLI, p. 182)
*Forse uno dei pochi insegnamenti della vita era che nessuno deve rompere una vecchia amicizia perché scopre una debolezza o una miseria nell'amico. In casa sua {{NDR|Vidal}} si era accorto che ognuno degli inquilini, nell'intimità, era schifosamente debole, ma anche, in mezzo alle varie complicazioni del vivere e del morire, coraggioso. (cap. XLV, p. 192)
==''Dormire al sole''==
===[[Incipit]]===
Con questa, sono tre volte che le scrivo. Casomai non mi lascino concludere, ho messo la mia prima lettera in un posto che so. Un domani, se volessi, potrei riprendermela. È così breve e l'ho scritta così di fretta che non la capisco nemmeno io. La seconda, che non è molto migliore, gliel'ho mandata tramite una messaggera, una certa Paula. Poiché lei non ha dato segno di vita, non insisterò oltre con lettere inutili, che magari potrebbero indisporla nei miei confronti. Le racconterò la mia storia dall'inizio e cercherò di essere chiaro, perché ho bisogno che mi capisca e mi creda. Le cancellature si devono alla mancanza di tranquillità. Mi alzo di continuo e accosto l'orecchio alla porta.
===Citazioni===
*La gente non [[Amore e odio|ama]] nessuno quanto il proprio [[Amore e odio|odio]]. (cap. 1)
*A me non è mai piaciuta l'idea di traslocare. Sono attaccato alla casa, al ''pasaje'', al quartiere. Ora la vita mi ha insegnato che, come ogni amore non corrisposto, anche quello per le [[Oggetto|cose]] alla lunga si paga. (cap. 3)
*Di [[notte]] l'uomo ragiona in modo bizzarro. Trova credibile tutto quello che è minaccia e spavento, ma ignora senza difficoltà i pensieri che possono tranquillizzarlo. (cap. 23)
*Non le è mai passato per la testa che si possono amare le persone per i loro [[difetti]]? (cap. 66)
===Citazioni su ''Dormire al sole''===
*La rappresentazione della vita quotidiana [...] è d'una continua comicità e spontaneità caricaturale [...]. È un mondo che può ricordare lo sgangherato mondo popolare di [[Queneau]], anche come registrazione di discorsi casalinghi o al caffè, e anche un po' la regressione dei personaggi di [[Gianni Celati]] e le loro gags verbali, ma senza lo spessore del sottolinguaggio, tutto più sulla commedia [...] L'intrigo «metafisico» del romanzo, con le anime scambiate, gli esperimenti coi cani ecc. è quanto mai rudimentale e sgangherato. Il romanzo vive per il grottesco della commedia popolare d'un mondo di tonti e per la vitalità dei personaggi e delle macchiette. Sarei favorevole a pubblicarlo perché si legge con grande facilità e divertimento [...]. ([[Italo Calvino]])
==''Gli affanni''==
===[[Incipit]]===
Il mio primo amico fu Eladio Heller. Lo seguirono Federico Alberdi, per il quale il mondo era chiaro e senza splendore, i fratelli Hesparrén, «Caprone» Rauch, che scopriva i difetti di ciascuno; molto tempo dopo arrivò Milena.
===Citazioni===
*[...] non c'è niente di meglio che parlar male di chi non è presente per dare più calore alla [[convivenza]]. (p. 260)
*Innamorarsi di una donna così scomoda {{NDR|Milena}} è il peggiore incidente. Uno non riesce mai a dimenticarla. Le donne ragionevoli, al confronto, sembrano scialbe. (Federico Alberdi: p. 261)
*Io diffido di quelli che pensano molto. Non amano la vita, le girano le spalle, non la conoscono. (Milena: p. 268)
==''Il sogno degli eroi''==
===[[Incipit]]===
Nel corso dei tre giorni e delle tre notti di carnevale del 1927 la vita di Emilio Gauna raggiunse il suo primo e misterioso culmine. Se qualcuno sia stato in grado di prevedere il terribile termine accordato e, da lontano, abbia alterato il flusso degli eventi, non è cosa facile da stabilire. Certamente, una soluzione che indicasse un oscuro demiurgo come autore dei fatti che la povera e frettolosa intelligenza umana vagamente attribuisce al destino, più che una luce nuova aggiungerebbe un problema nuovo.
===Citazioni===
*Nel [[futuro]] c'è tutto, perché tutto è possibile. (cap. XIII)
*Gauna si domandava se un uomo poteva essere innamorato di una donna e desiderare, con disperato e segreto impegno, di liberarsi di lei. (cap. XXVI)
*Il [[destino]] è un'utile invenzione degli uomini. (cap. XXXV)
==''L'eroe delle donne''==
===[[Incipit]]===
I fatti avvennero nel '42 o nel '43. Quello di cui sono certo è che l'ingegner Lartigue arrivò alla fine di maggio, e anche del fatto che era stato un anno piovoso. La campagna – non la direi bassa in quella regione, ma pianeggiante – era un'unica palude che si estendeva fino all'orizzonte: un mare di fango o, a voler essere più precisi, un'isola di fango. Tale era il nostro isolamento, che neanche i commessi viaggiatori ci arrivavano.
===Citazioni===
*Il tempo non ha sempre la stessa durata. Una notte può essere più corta o più lunga rispetto a un'altra notte con lo stesso numero di ore. [...] E c'è di più: il presente può combinarsi, alla prima disattenzione, con il passato e, probabilmente, con il futuro. (Lartigue: p. 154)
*Lartigue assicurò che [[Maschio e femmina|un uomo e una donna]] che vanno avanti insieme su questo mondo di Dio sono separati da un abisso e che se qualche volta si trovano d'accordo, è perché c'è stato un malinteso, senza dubbio volontario. (p. 155)
*Persino per i narratori di racconti fantastici arriva il momento di capire che il primo obbligo dello [[scrittore]] consiste nel commemorare quei pochi avvenimenti, quei pochi luoghi, e, più di ogni altra cosa, quelle poche persone che il destino ha mescolato definitivamente con la sua vita o anche solo con i suoi ricordi. (p. 156)
*[...] la scoperta di una crepa nell'imperturbabile [[realtà]] ci attrae tutti quanti. (p. 156)
*– Con chi fuggì la star?<br>– Con chi vuoi che sia fuggita? – rispose don Nicolás. – Con l'eroe.<br>– L'eroe delle donne – osservò Laura, – non sempre è l'eroe degli uomini.<br>Lartigue rispose:<br>– Una grande verità; ma non dimentichi, signora, che nei film l'eroe è uno solo. (p. 172)
*Io credo che la smania di [[Sonno|dormire]] che abbiamo sia dovuta alla volontà di sfuggire alla notte. Non ha mai smesso di farci paura. (p. 182)
==''L'invenzione di Morel''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Hoy, en esta isla, ha ocurrido un milagro: el verano se adelantó. Puse la cama cerca de la pileta de natación y estuve bañándome, hasta muy tarde. Era imposible dormir. Dos o tres minutos afuera bastaban para convertir en sudor el agua que debía protegerme de la espantosa calma. A la madrugada me despertó un fonógrafo. No pude volver al museo, a buscar las cosas. Huí por las barrancas. Estoy en los bajos del sur, entre plantas acuáticas, indignado por los mosquitos, con el mar o sucios arroyos hasta la cintura, viendo que anticipé absurdamente mi huida. Creo que esa gente no vino a buscarme; tal vez no me hayan visto. Pero sigo mi destino; estoy desprovisto de todo, confinado al lugar más escaso, menos habitable de la isla; a pantanos que el mar suprime una vez por semana''.
====Livio Bacchi Wilcock====
Oggi, in quest'isola, è accaduto un miracolo. L'estate è cominciata in anticipo. Ho messo il letto vicino alla piscina e ho fatto il bagno fino a tarda ora. Era impossibile dormire. Bastava restare fuori dalla piscina due o tre minuti perché l'acqua che doveva proteggermi dalla spaventosa calma si convertisse in sudore. All'alba mi svegliò un fonografo. Non potevo tornare al museo a prendere le mie cose. Fuggii per i dirupi. Ora sono nei bassi paludosi a sud dell'isola, tra piante acquatiche, indignato con le zanzare, immerso in ruscelli sporchi o nel mare fino alla cintura, e mi accorgo di avere anticipato assurdamente la mia fuga. Può darsi che quella gente non mi stia cercando; forse non mi hanno visto. Ma mi abbandono ormai al mio destino: sono sprovvisto di ogni cosa, confinato nell'angolo più povero dell'isola, tra pantani che il mare sopprime una volta alla settimana.
====Francesca Lazzarato====
Oggi, su quest'isola, è accaduto un miracolo. L'estate è arrivata in anticipo. Ho sistemato il letto vicino alla piscina e fatto il bagno fino a molto tardi. Impossibile dormire. Due o tre minuti all'asciutto erano sufficienti a trasformare in sudore l'acqua che doveva proteggermi dall'afa spaventosa. All'alba mi ha svegliato un fonografo. Non ho potuto tornare al museo per prendere le mie cose. Sono fuggito giù per le scarpate. Mi trovo nella zona delle paludi, a sud, tra piante acquatiche, furibondo per le zanzare, con il mare o sudici ruscelli fino alla vita, e mi accorgo di avere assurdamente anticipato la mia fuga. Credo che quella gente non sia qui per cercarmi; forse non mi hanno visto. Ma seguo il mio destino; sono sprovvisto di tutto, confinato nel luogo più desolato, meno abitabile dell'isola; in pantani che il mare cancella una volta alla settimana.
===Citazioni===
*[...] il mondo, grazie al perfezionamento della polizia, dei documenti, del giornalismo, della radiotelefonia, delle dogane, rende irreparabile qualsiasi errore della giustizia, e diventa un inferno unanime per i perseguitati. (p. 26)
*[...] credo che perdiamo l'[[immortalità]] perché la resistenza alla morte non ha subito alcuna evoluzione; ogni suo perfezionamento insiste sulla prima idea, rudimentale: mantenere vivo tutto il corpo. Bisognerebbe cercare soltanto la conservazione di ciò che interessa la coscienza. (p. 32)
*Forse tutta quest'igiene di non sperare è un po' ridicola. Non sperare dalla vita, per non rischiarla; considerarsi morto, per non morire. A un tratto tutto questo mi è sembrato un letargo spaventoso, allarmante; voglio che finisca. (p. 45)
*[...] quella corte dei vizi che si chiama il mondo civile [...] (p. 46)
*La spontaneità è fonte di grossolanità. (p. 65)
*[...] nella [[solitudine]] è impossibile essere morti. (p. 82)
*L'uomo e la [[Rapporto sessuale|copula]] non sopportano lunghe intensità. (p. 83)
*[...] forse abbiamo sempre voluto che la persona amata avesse un'esistenza di fantasma. (p. 109)
===Citazioni su ''L'invenzione di Morel''===
*Bioy rinnova letterariamente un'idea che [[Agostino d'Ippona|Sant'Agostino]] e [[Origene di Alessandria|Origene]] confutarono, che [[Auguste Blanqui|Louis Auguste Blanqui]] ragionò e che [[Dante Gabriel Rossetti|Dante Gabriele Rossetti]] disse con musica memorabile. ([[Jorge Luis Borges]])
*Mi credo libero da ogni superstizione di modernità da qualsiasi illusione che l'ieri differisca intimamente dall'oggi o dal domani; ma considero che nessun'altra epoca possiede romanzi di così ammirevole trama come ''The Turn of the screw'' (''Il giro di vite'') {{NDR|di [[Henry James]]}}, come ''Der Prozess'' (''Il Processo'') {{NDR|di [[Franz Kafka]]}}, come ''Le Voyageur sur la terre'' (''Il viaggiatore sulla terra'') {{NDR|di [[Julien Green]]}}, come questo che è riuscito a scrivere, a [[Buenos Aires]], Adolfo Bioy Casares. ([[Jorge Luis Borges]])
*Romanzo algido, geometrico, intimamente loico, popolato di araldici emblemi più ancora che di simboli. ''L'invenzione di Morel'' ribadisce un'antica illusione degli umani: che a divenire immortali sia sufficiente conseguire la Forma:la Forma formata e compiuta, definitivamente sottratta dall'arte alla corruttibilità della vita. ([[Michele Mari]])
*Ricordando l'esilio in villa dell'allegra brigata boccaccesca, l'isolamento di Morel e dei suoi amici (ma più che l'isola la loro villa è la Forma fissa) stabilisce che la morte è ''fuori'', e che ogni possibilità di sopravvivenza è legata al soggiorno dentro i circolari o pentacolari confini dell'artificialità. ([[Michele Mari]])
==''L'opera''==
===[[Incipit]]===
Come se non bastassero le promesse dell'aldilà, vogliamo durare a lungo sulla nostra terra, così vilipesa e così amata. Quasi ciascuno reca in sé l'ansia di sopravvivere nelle sue opere, nei suoi figli, in qualunque modo. Senza dubbio è un istinto quello che ci muove e su questo punto, almeno, uguagliamo in intelligenza due insetti, la formica e l'ape, e un roditore, il castoro o ''castor fiber''. Se riflettessimo solo un momento attorno all'immortalità che procurano i libri, le opere d'arte, le invenzioni, i pubblici uffici, potremmo assaporare l'amarezza di chi si è lasciato prendere in una truffa.
===Citazioni===
*[...] il [[Viaggio|viaggiatore]] è un uccello che viaggia con la gabbia [...]. (p. 221)
*L'uomo [[Pigrizia|pigro]] è infaticabile nell'inventare pretesti per rinviare il lavoro. (p. 224)
*Giorni o ore di [[convivenza]] sotto lo stesso tetto provocano nelle persone autentiche metamorfosi. Perplessi assistiamo al graduale fiorire di incanti: un'insospettata morbidezza del braccio, o quella regione inesplorata tra l'orecchio e la nuca, bianca come i fianchi crudi di un pezzo di pane, investita di non so quale desiderabile intimità, o gli occhi, che all'improvviso rivelano una ferocia in cui si vorrebbe entrare come nelle acque di un fiume. (p. 226)
==''La parte dell'ombra''==
===[[Incipit]]===
Ero così abituato agli scricchiolii della navigazione che svegliandomi dalla siesta sentii il silenzio della nave. Mi affacciai da un oblò. Vidi in basso l'acqua tranquilla e in lontananza, ricca di vegetazione verde, la costa, su cui individuai palme e forse banani. Indossai l'abito di tela e salii in coperta.
===Citazioni===
*[...] il fatto che tra i nostri migliori ricordi vi sia un [[film]] versa sulla vita una strana luce [...]. (p. 193)
*[...] l'[[impazienza]] proviene dal cuore, e quindi è inutile cercare motivi che la giustifichino; troveremmo soltanto pretesti. (Veblen: p. 202)
==''La serva altrui''==
===[[Incipit]]===
Da qualche parte ho letto che una fitta trama di sventure intesse la storia degli uomini, sin dalla prima aurora, ma a me piace supporre che vi furono periodi tranquilli e che per un inappellabile colpo del caso a me tocca vivere il momento, confuso ed epico, del culminare.
===Citazioni===
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''L'allegria dell'amore | volli spiegarti. | Non bastan le mie arti.'' (Urbina: p. 128)
*La vita non è drammatica, ma vi sono persone drammatiche, che dobbiamo evitare. (Urbina: p. 129)
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Per viali di sogno | sto camminando; | ti vedrò: quando?'' (Urbina: p. 130)
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Portatrice di polline, [[farfalla]], | la rosa | su te brilla | che fiorirà radiosa.'' (Urbina: p. 131)
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Oh notti di Rosario, | sul vostro asfalto orinai | con fervore letterario.'' (Urbina: p. 131)
*È facile innamorarsi. Innamorarsi, no: comportarsi da innamorato. (Urbina: p. 134)
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Giardino perduto, | sabbia, vento, nulla. | Ti ho conosciuto.'' (Urbina: p. 137)
==''La trama celeste''==
===[[Incipit]]===
Quando il capitano Ireneo Morris e il dottor Carlos Alberto Servian, medico omeopata, scomparvero da Buenos Aires, un 20 di dicembre, i giornali commentarono appena la notizia. Si disse che erano persone strane, gente complicata, e che una commissione stava indagando; si disse che la scarsa autonomia dell'aereo usato dai fuggiaschi consentiva di affermare che non potevano essere andati troppo lontano. In quei giorni ricevetti un pacco; conteneva: tre volumi in quarto (le opere complete del comunista Louis-Auguste Blanqui); un anello di scarso valore (un'acquamarina sul cui fondo si vedeva l'immagine di una dea dalla testa di cavallo); parecchie pagine scritte a macchina – ''Le avventure del capitano Morris'' – firmate C.A.S. Trascriverò quelle pagine.
===Citazioni===
*Io sono sempre stato metodico, e noi uomini metodici, che siamo immersi in oscure occupazioni e trascuriamo i capricci delle donne, sembriamo pazzi, o sciocchi, o egoisti. (Servian: p. 5)
*Disse {{NDR|Morris}} che c'era un tipo di donna, e addirittura una donna determinata e unica, per l'animale che è nascosto in ogni uomo, e aggiunse qualcosa come che è una disgrazia trovarla, perché l'uomo comprende quanto sia decisiva per il suo destino e la tratta con timore e con rozzezza preparandosi un futuro d'ansia e di monotona frustrazione. (Servian: p. 10)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Chi ama, odia''===
Mi si sciolgono in bocca, insapori, riconfortanti, gli ultimi globuli di arsenico (''arsenicum album''). Alla mia sinistra, sul tavolo da lavoro, ho una copia, in un bel Bodoni, del ''Satyricon'' di Caio Petronio. Alla mia destra, il fragrante vassoio del tè, con le delicate porcellane e i nutrienti vasetti. Si direbbe che le pagine del libro siano consumate da innumerevoli letture; il tè è cinese; le fette di pane tostato sono friabili e sottili; il miele è di api che hanno succhiato il nettare di fiori d'acacia, di cedrina e di lillà. Così, in questo circoscritto paradiso, comincerò a scrivere la storia dell'omicidio di Bosque del Mar.
{{NDR|Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares, ''Chi ama, odia'', traduzione di Francesca Lazzarato, SUR, 2019.}}
===''In memoria di Paulina''===
Ho sempre amato Paulina. In uno dei miei primi ricordi, Paulina e io ce ne stiamo nascosti in un ombroso gazebo di alloro, in un giardino con due leoni di pietra. Paulina mi disse: Mi piace l'azzurro, mi piace l'uva, mi piace il ghiaccio, mi piacciono le rose, mi piacciono i cavalli bianchi. Capii che la mia felicità era cominciata, perché per queste preferenze potevo identificarmi con Paulina. Ci somigliavamo in maniera così miracolosa che in un libro sulla riunione ultima delle anime nell'anima del mondo la mia amica scrisse: ''Le nostre si sono già riunite.'' «Nostre», a quel tempo, significava la sua e la mia.
{{NDR|Adolfo Bioy Casares, ''In memoria di Paulina'', in ''Un leone nel parco di Palermo'', a cura di Glauco Felici, Einaudi, 2005. ISBN 88-06-17321-9}}
===''L'avventura di un fotografo a La Plata''===
Verso le cinque, dopo un viaggio lungo quanto la notte, Nicolasito Almanza arrivò a La Plata. Si era addentrato appena di un centinaio di metri nella città, a lui sconosciuta, quando delle persone lo salutarono.<br>Non rispose perché aveva la mano destra occupata con la borsa della macchina fotografica, le lenti e altri accessori e la sinistra con la valigia. Ricordò allora una situazione simile. Si disse: «Tutto si ripete», ma l'altra volta aveva le mani libere e aveva risposto a un saluto diretto a qualcuno che gli stava alle spalle. Guardò indietro: non c'era nessuno. Quelli che lo avevano salutato ripetevano il saluto e sorridevano, la qual cosa attirò la sua attenzione perché non aveva mai visto quelle facce.
{{NDR|Adolfo Bioy Casares, ''L'avventura di un fotografo a La Plata'', traduzione di [[Elena Clementelli]], Editori Riuniti, 1987.}}
===''Lo spergiuro della neve''===
La realtà (come le grandi città) si è estesa e si è ramificata negli ultimi anni. Ciò ha avuto le sue influenze sul Tempo: il passato si allontana con inesorabile rapidità. Della stretta calle Corrientes è durata di più qualcuna delle sue case che il ricordo; la seconda guerra mondiale si confonde con la prima e perfino «las treinta caras bonitas» del Porteño risultano divenute degne ad opera della nostra amnesia; l'entusiasmo per gli scacchi, che ha fatto sorgere effimeri chioschi in tanti angoli di Buenos Aires, dove la popolazione disputava i suoi incontri con maestri lontani, le cui mosse rifulgevano su scacchiere collegate per televisione (o così si credeva), è stato dimenticato del tutto, come il delitto di calle Bustamante, con «Campana», «Beicapelli» e il «Sellaio», l'Affermazione dei civili, la confusione e le ''milongas'' tra le bancarelle di Adela, il signor Baigorri che fabbricava tempeste a Villa Luro, e la Settimana Tragica. Quindi, non ci si dovrà stupire se, per qualche lettore, il nome di Juan Luis Villafañe non evoca assolutamente nulla. Non ci stupiremo neppure del fatto che la storia riportata più avanti, sebbene quindici anni fa scosse il paese, venga accolta come la tortuosa invenzione di una fantasia scriteriata.
{{NDR|Adolfo Bioy Casares, ''Lo spergiuro della neve'', in ''Un leone nel parco di Palermo'', a cura di Glauco Felici, Einaudi, 2005. ISBN 88-06-17321-9}}
===''Maschere veneziane''===
Quando certuni parlano di somatizzazione come di un meccanismo reale e inevitabile, con amarezza mi dico che la vita è più complessa di quanto essi suppongono. Non cerco di convincerli, ma non posso neanche dimenticare la mia esperienza. Per lunghi anni vagai senza meta tra un amore e l'altro: pochi, per tanto tempo, e scombinati e tristi. Poi incontrai Daniela e seppi che non dovevo cercare oltre, che avevo avuto tutto. Proprio allora iniziarono i miei attacchi di febbre.
{{NDR|Adolfo Bioy Casares, ''Maschere veneziane'', in ''L'orologiaio di Faust'', traduzione di Fausta Antonucci, Studio Tesi, 1990.}}
===''Piano d'evasione''===
''27 gennaio''<br>''22 febbraio''
''Non ho ancora trascorso un intero pomeriggio in queste isole, e già mi sono scontrato con qualcosa di così grave che ti devo chiedere aiuto, e direttamente, senza molta delicatezza. Cercherò di spiegarmi con ordine.''
{{NDR|Adolfo Bioy Casares, ''Piano d'evasione'', traduzione di [[Romana Petri]], Cavallo di Ferro, 2009.}}
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adolfo Bioy Casares, ''Diario della guerra al maiale'', traduzione di Romana Petri, Cavallo di ferro, 2007.
*Adolfo Bioy Casares, ''Dormire al sole'', traduzione di Francesca Lazzarato, SUR, 2018.
*Adolfo Bioy Casares, ''Gli affanni'', in ''Un leone nel parco di Palermo'', a cura di Glauco Felici, Einaudi, Torino, 2005. ISBN 88-06-17321-9
*Adolfo Bioy Casares, ''Il sogno degli eroi'', traduzione di Livio Bacchi Wilcock, Bompiani, 1968.
*Adolfo Bioy Casares, ''L'eroe delle donne'', traduzione di Daniela Ruggiu, Cavallo di ferro, Roma, 2009. ISBN 978-88-7907-059-1
*Adolfo Bioy Casares, ''L'invenzione di Morel'', introduzione di [[Jorge Luis Borges]], traduzione di Livio Bacchi Wilcock, Milano, Bompiani, 2007.
*Adolfo Bioy Casares, ''L'invenzione di Morel'', traduzione di Francesca Lazzarato, Sur, 2017.
*Adolfo Bioy Casares, ''[https://books.google.it/books?id=-p-MMKWZGo4C L'orologiaio di Faust]'', traduzione di Fausta Antonucci, Studio Tesi, Pordenone, 1990. ISBN 88-7692-241-5
*{{es}} Adolfo Bioy Casares, ''La invención de Morel'' – ''Plan de evasión'' – ''La trama celeste'', a cura di Daniel Martino, Biblioteca Ayacucho, 2002.
*Adolfo Bioy Casares, ''L'opera'', in ''Un leone nel parco di Palermo''.
*Adolfo Bioy Casares, ''La serva altrui'', in ''Un leone nel parco di Palermo''.
*Adolfo Bioy Casares, ''La trama celeste'', in ''Un leone nel parco di Palermo''.
==Voci correlate==
*[[Jorge Luis Borges]]
*[[Silvina Ocampo]], moglie
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bioy Casares, Adolfo}}
[[Categoria:Scrittori argentini]]
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Sergio Di Stefano
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Sergio Di Stefano (cropped).jpg|thumb|Sergio Di Stefano]]
'''Sergio Di Stefano''' (1939 – 2010), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Sergio Di Stefano==
*{{NDR|Riferito al [[doppiaggio]]}} Adesso c'è una grande inflazione, una grande confusione, una grande degenerazione.<ref name=podcastAntoniogenna>Da un'intervista rilasciata nel luglio 2008, ascoltabile su ''[http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/podcast/podcast.htm Voci sullo schermo Il podcast del doppiaggio italiano]'', ''antoniogenna.net''.</ref>
*È cambiato totalmente il doppiaggio da quando ho cominciato io: sono cambiati i metodi, sono cambiati gli orari, quindi è una grandissima fatica.<ref name=podcastAntoniogenna />
*Io ho cominciato facendo accademia per la parte drammatica [...] a Roma, poi mi sono diplomato, ho cominciato con il teatro, un po' televisione, poi di nuovo teatro ancora e poi mi ha catturato al doppiaggio e mi sono dedicato al doppiaggio.<ref name=podcastAntoniogenna />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{Div col|strette}}
*''[[La notte dei morti viventi]]'' (1968)
*''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]'' (1969)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[I diavoli]]'' (1971)
*''[[Quattro tocchi di campana]]'' (1971)
*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Buffalo Bill e gli indiani]]'' (1976)
*''[[Fanny e Alexander]]'' (1982)
*''[[Grand Hotel Excelsior]]'' (1982)
*''[[Agente 007 - Mai dire mai]]'' (1983)
*''[[Scarface]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[I bostoniani]]'' (1984)
*''[[Il giorno degli zombi]]'' (1985)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]'' (1986)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]'' (1987)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[I gemelli]]'' (1988)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989)
*''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990)
*''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[La leggenda del re pescatore]]'' (1991)
*''[[Amore con interessi]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Dredd - La legge sono io]]'' (1995)
*''[[Il primo cavaliere]]'' (1995)
*''[[Mortal Kombat (film)|Mortal Kombat]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997)
*''[[L'urlo dell'odio]]'' (1997)
*''[[Geremia il profeta]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Out of Sight]]'' (1998)
*''[[Ester (film)|Ester]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[L'uomo bicentenario]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[Animal Factory]]'' (2000)
*''[[Erin Brockovich - Forte come la verità]]'' (2000)
*''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000)
*''[[A.I. - Intelligenza artificiale]]'' (2001)
*''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Jurassic Park III]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[Nella morsa del ragno]]'' (2001)
*''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001)
*''[[Equilibrium]]'' (2002)
*''[[Interstate 60]]'' (2002)
*''[[John Q]]'' (2002)
*''[[High Crimes - Crimini di stato]]'' (2002)
*''[[Panic Room (film)|Panic Room]]'' (2002)
*''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Il tesoro dell'Amazzonia]]'' (2003)
*''[[Johnny English]]'' (2003)
*''[[Quel pazzo venerdì]]'' (2003)
*''[[Tokyo Godfathers]]'' (2003)
*''[[Underworld]]'' (2003)
*''[[Le seduttrici]]'' (2004)
*''[[The Assassination]]'' (2004)
*''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004)
*''[[The Village]]'' (2004)
*''[[Broken Flowers]]'' (2005)
*''[[Cacciatore di teste]]'' (2005)
*''[[The Cutter - Il trafficante di diamanti]]'' (2005)
*''[[Superman Returns]]'' (2006)
*''[[The Good Shepherd - L'ombra del potere]]'' (2006)
*''[[12 (film)|12]]'' (2007)
*''[[Bobby Z - Il signore della droga]]'' (2007)
*''[[L'abbazia di Northanger (film)|L'abbazia di Northanger]]'' (2007)
*''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007)
*''[[Scrivimi una canzone]]'' (2007)
*''[[Changeling (film 2008)|Changeling]]'' (2008)
*''[[Milk]]'' (2008)
*''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'' (2008)
*''[[Operazione Valchiria (film)|Operazione Valchiria]]'' (2008)
*''[[Basta che funzioni]]'' (2009)
*''[[La ragazza che giocava con il fuoco (film)|La ragazza che giocava con il fuoco]]'' (2009)
*''[[Uomini che odiano le donne (film)|Uomini che odiano le donne]]'' (2009)
*''[[Alice in Wonderland]]'' (2010)
*''[[I poliziotti di riserva]]'' (2010)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[La sposa cadavere]]'' (2005)
===Serie animate===
*''[[Scooby-Doo]]'' (1969 - in corso)
===Serie televisive===
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Star Trek: The Next Generation]]'' (1987 – 1994)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004 – 2010)
*''[[Burn Notice - Duro a morire]]'' (2007 – 2010)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Di Stefano, Sergio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Francesco Saverio Nitti
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Gaux
18878
/* La decadenza dell'Europa */ nessun senso di ordine è entrato nella economia europea
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text/x-wiki
[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di imperialismo, desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della guerra nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran Brettagna, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di imperialismo, desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran Brettagna, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
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[[Categoria:Economisti italiani]]
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Gaux
18878
/* La decadenza dell'Europa */ l'Europa da creditore a debitore
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle lingue ariane le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
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[[Categoria:Economisti italiani]]
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle [[Lingue indoarie|lingue ariane]] le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4 Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Economisti italiani]]
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle [[Lingue indoarie|lingue ariane]] le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4/mode/1up Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Economisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Ciò che distingue il socialismo moderno è l'aspirazione a un diritto assoluto ed eguale di tutti gli uomini al governo della società e al godimento dei beni sociali. Ora, i filosofi antichi, se anche, come Platone, potevano accettare delle teorie comunistiche, respingevano l'idea di ogni diritto delle masse al governo della società. (cap. I, p. 10)
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle [[Lingue indoarie|lingue ariane]] le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4/mode/1up Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Economisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Ciò che distingue il socialismo moderno è l'aspirazione a un diritto assoluto ed eguale di tutti gli uomini al governo della società e al godimento dei beni sociali. Ora, i filosofi antichi, se anche, come [[Platone]], potevano accettare delle [[comunismo|teorie comunistiche]], respingevano l'idea di ogni diritto delle masse al governo della società. (cap. I, p. 10)
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. 5, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. 5, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. 9, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. 9, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. 9, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. 10, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. 11, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. 11, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle [[Lingue indoarie|lingue ariane]] le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4/mode/1up Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Economisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Ciò che distingue il socialismo moderno è l'aspirazione a un diritto assoluto ed eguale di tutti gli uomini al governo della società e al godimento dei beni sociali. Ora, i filosofi antichi, se anche, come [[Platone]], potevano accettare delle [[comunismo|teorie comunistiche]], respingevano l'idea di ogni diritto delle masse al governo della società. (cap. I, p. 10)
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. V, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. V, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. IX, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. IX, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. IX, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. X, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. XI, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. XI, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle [[Lingue indoarie|lingue ariane]] le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4/mode/1up Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Nitti, Francesco Saverio}}
[[Categoria:Economisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Francesco Saverio Nitti 1920.png|thumb|Francesco Saverio Nitti nel 1920]]
'''Francesco Saverio Nitti''' (1868 – 1953), economista, politico, giornalista e antifascista italiano.
==Citazioni di Francesco Saverio Nitti==
*{{NDR|Lettera a [[Giovanni Amendola]], dopo il delitto di [[Giacomo Matteotti]]}} Bisogna resistere e vincere. Noi rappresentiamo la civiltà e la vita contro la nuova barbarie. Io ho fatto sempre opera di moderazione. Ma ora tutta la coscienza nazionale insorge contro i sistemi di brigantaggio e di violenza. In tutta l'Europa è un senso di diffidenza e di attesa. Ella non dubiti della vittoria. Le grandi idee morali hanno una invincibile forza e siamo noi soltanto che ora le rappresentiamo.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 485.</ref>
*È stato provato ripetutamente che il [[sale]], mentre per i carnivori ricchi è un lusso, per gli erbivori, e quindi per le classi povere, è un'assoluta necessità [...] Fra tutte le imposte indirette, quindi, quella che quando è molto alta reca spesso effetti più dannosi sul popolo, è l'imposta sul sale, che annulla con i suoi eccessi uno dei grandi benefici della natura, la quale distribuì provvidamente il sale dovunque come un elemento necessario della vita.<ref>Da ''Principi di scienza delle finanze''; citato da Pietro Amendola nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0356/sed0356.pdf seduta del 23 novembre 1955] della Camera dei Deputati.</ref>
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza.<ref>Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.</ref>
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione.<ref>Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255.</ref>
*Io non ho mai appartenuto ad alcuna massoneria in alcun momento della mia vita ed in alcun paese, per la mia invincibile avversione per ogni cosa che limiti la mia libertà di pensiero e di azione.<ref>Da ''La disgregazione dell'Europa'', Faro, 1946.</ref>
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali.<ref>Da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8.</ref>
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561.</ref>
*Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell'unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell'abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.<ref>Da ''Eroi e Briganti'', Edizioni Osanna, Venosa, 1987, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Un chierichetto.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Lettera a [[Vittorio Emanuele III]], sull'avvento del [[fascismo]]}} Vostra Maestà può con un atto di energia metter fine a quanto accade e dividere ancora la sua responsabilità da un regime di oppressione e di morte. Non devo DirLe il modo. Posso dirLe soltanto che non vi è tempo da perdere.<ref>Citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 489.</ref>
== Interventi all'Assemblea Costituente ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 luglio 1946|[http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed005/sed005nc.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 16 luglio 1946]}}
*I [[Partito politico|partiti]] sono una necessità politica, sono anche una necessità e conseguenza della libertà; ma i partiti, interpretati come espressione di volontà, di sentimenti, di energie, di interessi opposti, ma che possono equilibrarsi in una comune libertà e non in una servitù diffusa in un dominio di interessi coalizzati. (p. 56)
*È grande forza non essere nel [[Governo]] e non desiderarlo e non volerlo. (p. 57)
*Per molto tempo si è detto che tutto dipendeva dalla [[Assemblea Costituente (Italia)|Costituente]]. È stata la grande propaganda demagogica. Si è detto: la Costituente avrebbe risoluto subito i problemi dell'Italia: quando avremo la Costituente noi avremo anche pane e lavoro. È venuta la Costituente: abbiamo ancora per qualche tempo pane, ma le nostre condizioni sono gravissime e non abbiamo ancora la sicurezza di lavorare. (p. 57)
*Le [[democrazia|democrazie]] in nessun paese moderno sono [[pacifismo|pacifiste]]. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! (p. 57)
*La [[pace]] si mantiene soltanto per effetto di sentimenti dell'ordine morale, sia con spirito religioso, sia con lo sviluppo dei sentimenti superiori; non sono le forme politiche che danno la pace o la [[guerra]]. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è stato troppo ingannato e troppo deluso, perché debba provare ancora delusioni. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una grande forza dell'[[Italia]], contrariamente alle opinioni di pochi ignorantelli che ne parlano nei loro giornali con tanta volgare leggerezza. (p. 57)
*Il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] è una forza immensa e non bisogna scoraggiare le sue energie, che non sono mai spente e si rinnovano sempre. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia. (p. 57)
*Accetterei qualunque nuovo sacrificio per il [[Questione meridionale|Mezzogiorno]] piuttosto che distaccarlo dalla Madre Patria. (p. 57)
*{{NDR|Sull'unità d'[[Italia]]}} Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto. (pp. 57-58)
*[...] vi dichiaro che nell'interesse della Repubblica ciò che speravo e che volevo era che il primo Ministero della Repubblica fosse veramente degno del grande avvenimento. Io non posso adularvi, dicendo che voi rappresentate, signori del Governo, quello che attendevamo... (p. 58)
*Qui non vi è lo Stato nella sua efficienza, non vi è la Nazione, ma la fazione. (p. 58)
*Lo Stato è volontà, è potenza, sia esso conservatore o bolscevico, sia monarchico o repubblicano. Lo Stato è potenza; e questo Stato attuale dell'Italia non dà né l'idea di potenza né l'idea di volontà, né ha più dignità. (p. 58)
*Io sono l'unico Presidente del Consiglio - e non il più stupido - che non è Cavaliere dell'Annunziata. (p. 59)
*[...] il non mai abbastanza defunto re [[Vittorio Emanuele III]] [...] aveva mancato non solo al suo dovere di re, ma ad un dovere di onestà. (p. 59)
*{{NDR|In risposta agli applausi a [[Fernando De Rosa]]}} È morto combattendo in Spagna. Questo vale più di un evviva. (p. 59)
*Un paese come l'[[Italia]], tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza. (p. 59)
*L'onorevole [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. (p. 59)
*L'onorevole [[Pietro Nenni|Nenni]] è un uomo interessante. Ogni tanto alcuni del suo partito mi annunciano la sua defenestrazione; ma finisce con l'essere più forte dei suoi avversari. (p. 60)
*Lo [[Stato]] si considera sempre più come proprietà privata dei vari partiti. Se ne dispone secondo le esigenze dei partiti e dei loro aderenti. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire. (p. 60)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene. (p. 60)
*L'[[Italia]] è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale. (p. 61)
*Nella [[Repubblica di Venezia|Repubblica veneta]] erano in funzione dei magistrati speciali: gli «scanzatori» delle spese superflue. Questi magistrati avevano l'obbligo di proporre la soppressione di tutti gli uffizi inutili e tutte le spese superflue della Repubblica. Mi era venuta la strana idea di fare una proposta simile: ma poi ho pensato che, forse, avrei ottenuto un risultato contrario. Nella tendenza alla dissipazione che impera si sarebbe cercato un palazzo o due o tre palazzi per questi «scanzatori» di pubbliche spese e si sarebbero accresciute le spese. (p. 61)
*Lo [[Stato]] tollera la dissipazione e dal canto sue la pratica largamente. (p. 61)
*Io penso non senza terrore al numero dei [[Ministro|Ministri]] attuali e al numero inverosimile dei [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretari]]. (p. 61)
*È nota la storiella autentica di un [[Sottosegretario di Stato (ordinamento italiano)|Sottosegretario]] che diceva di preparare grandi riforme legislative da far presentare al Parlamento. Passava ore intere nella sua stanza dove non entrava alcuno. Un giorno il suo capo di Gabinetto e il suo segretario ebbero l'idea di spiare dal buco della serratura per vedere che cosa facesse il loro capo. Egli aveva dinanzi a sé un gran numero di giornali e, siccome, forse, aveva finito la lettura, gonfiava e sgonfiava le guance. (p. 62)
*Se non ci giudichiamo da noi, è il pubblico che ci giudica. Il pubblico è scontento e giustamente spesso ostile. Non ci illudiamo delle apparenze d'indifferenza: il pubblico vede e osserva e odia tutte le forme di dissipazione. (p. 62)
*Credete: vi sarebbero migliaia di case libere a [[Roma]], dove oggi mancano gli alloggi, soltanto se si abolissero gli uffici inutili. (p. 62)
*Gli onesti, ma spesso mal congegnati e duri procedimenti del [[Mauro Scoccimarro|Ministro delle finanze]] verso i produttori fanno qualche volta ricordare il vecchio proverbio della cucina [[piemonte|piemontese]] «il coniglio ama di essere scorticato vivo». (p. 63) {{NDR|Riferendosi all'allora Ministro delle finanze [[Mauro Scoccimarro]]}}
*[...] il Ministro delle finanze era affidato spesso in passato [...] a uomini di scarso intelletto. Tanto che vi fu a lungo un uomo, che fu definito il più grande imbecille di tutti i tempi, il Ministro [[Luigi Facta|Facta]], che consegnò l'[[Italia]] al [[fascismo]]. (p. 63)
*O la repubblica sarà ordinata, unitaria e rispettabile e avrà la forza nel prestigio della sua opera, o non sarà. (p. 63)
*La repubblica non si difende con le parole, con le grida e ancor meno con premio della repubblica, o con l'ingiunzione di gridare o di scrivere nelle strade «Viva la repubblica!». Si difende e si afferma con le opere. (pp. 63-64)
*Ogni paese deve darsi all'interno la forma che crede la più opportuna e non importa agli altri che non hanno né la necessità né la volontà di farla propria. (p. 64)
*L'[[Italia]] non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] è un uomo di ingegno, è un uomo che ha preparazione di studi. Ha però un difetto: una natura profondamente ottimistica. Egli vede tutto color di rosa. (p. 64)
*L'onorevole [[Epicarmo Corbino|Corbino]] ha qualche cosa che lo riavvicina alla ''Christian Science'', che è una confessione religiosa diffusissima in [[Stati Uniti d'America|America]]. Gli aderenti a tale confessione risolvono tutto con la fede, con la [[preghiera]]. Le malattie guariscono con la preghiera. (p. 64)
*In tutti i campi, di fronte allo straniero, nella vita interna, noi siamo umiliati e in stato di sofferenza. (p. 64)
*Bisogna dire, ad onore dei Ministri del tesoro che si sono succeduti, che tutti e tre i Ministri del tesoro, Soleri, Ricci, Corbino, che vi sono stati, non hanno ceduto alla tentazione dell'[[inflazione]]: tutti e tre non solo non ne hanno abusato, ma ne sono rifuggiti. (p. 65)
*Io ricordo quando venne alla Camera il povero [[giacomo Matteotti|Matteotti]]. Era arrivato assai giovane, pieno di buona volontà. Aveva uno spiegabile orgoglio. Era presidente del Consiglio provinciale della sua provincia... aveva dato molto denaro per le cooperative socialiste e... ne aveva anche perduto. Era circondato da simpatie. Giunto alla Camera, fece un amaro discorso finanziario contro di me. Io dal banco del Governo non lo contraddissi, non lo interruppi; presi nota di tutto. Era caduto in errori di inesperienza, aveva confuso partite diverse del bilancio, aveva male interpretato la funzione dei residui e aveva confuso, perfino, alcune cifre dell'attivo con quelle del passivo, e viceversa. Io mi accorsi di ciò e tacqui. Ma quando gli risposi, cominciai col lodare la sua intelligenza, la sua facondia, e poi dissi soltanto: « È accaduto però che ha confuso alcune cifre dell'attivo con il passivo ». Fu uno scoppio di risa, di cui mi pentii. Mi aspettavo che l'onorevole Matteotti mi dicesse delle insolenze, invece all'uscita mi aspettò serenamente e con un sorriso. Aveva grandi, buoni e dolci occhi, e mi disse: Io sono stato troppo poco prudente. (p. 65)
*Noi dobbiamo avere la coscienza che la ricostruzione nazionale di un Paese devastato non si fa che con l'[[economia]], con l'[[ordine]] e il [[lavoro]] e soprattutto trasformando il capitale circolante in capitale fisso. (p. 65)
*Io dicevo nel 1919 una frase, che poi mi fu rimproverata, anche in forma grossolana: «bisogna lavorare di più e consumare di meno». Qualche esaltato osò dire che bisognava invece produrre di meno e consumare di più. (p. 65)
*L'[[Italia]], per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]]. (p. 65)
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità. (p. 65)
*[...] non esiste in Europa nessun Paese che abbia tanto nazionalizzato come l'[[Italia]]. (p. 66)
*Le nazionalizzazioni sono cosa di cui non bisogna abusare. Si può nazionalizzare quando si ha certezza che si potrà far meglio dell'industria privata, non quando è il contrario. (p. 66)
*Bisogna non logorare i nervi del paese. Non si può turbarlo continuamente con notizie mirabolanti, soprattutto se non sono vere. (p. 66)
*Io combattei sempre le riparazioni di guerra [...] esse sono distruzione inutile del vinto e, poi, danno del vincitore. (p. 66)
*Anche l'[[Albania]] chiede riparazioni, forse per averci dato una parte dei suoi [[Insetto|insetti]] e probabilmente una buona dose di quella grave forma di [[malaria]] che era quasi scomparsa in [[Italia]]. (p. 66)
*In materia di riparazioni noi dobbiamo dichiarare che non possiamo darne. (p. 66)
*Non posso parlare della [[Francia]] senza rispetto e affezione. Non dirò dunque parole alcuna che sia poco amica: Sono stato e sono amico a tutti i capi francesi e con essi ho avuto vera intimità. (p. 66)
*Qualunque giudizio di si dia di [[Benito Mussolini|Mussolini]], la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. (p. 67)
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza. (p. 67)
*La [[Francia]] può esser molto utile all'[[Italia]], ma l'Italia può dar molto alla Francia. (p. 67)
*I [[Francia|francesi]] sono una grande popolo, ma spesso con essi l'intesa non è facile, hanno un antico difetto: non vogliono mai essere giudicati e basta la più piccola osservazione per offenderli. (p. 67)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ''ad interim'' [...], Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In [[Inghilterra]], il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi? (p. 68)
*Noi non abbiamo mai avuto alleati dopo la guerra. [...] Abbiamo vincitori diffidenti od ostili, e qualcuno soltanto benevolo. (p. 68)
*Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. (p. 69)
*Nella sua storia l'[[Inghilterra]] non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Italia e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. (p. 69)
*L'onorevole [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], assistito da uomini come [[Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], Sir Robert Peese e [[Otto von Bismarck|Bismarck]], potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro. (p. 69) {{NDR|Riferendosi ai vari incarichi governativi di [[Alcide De Gasperi]]}}
*[...] noi siamo vana cosa, piccoli uomini che scompariremo più presto che non crediamo dalla scena politica e che dobbiamo dare conto di quello che facciamo e di quello che vogliamo fare. (p. 69)
*[...] l'onorevole [[Alcide De Gasperi|de Gasperi]] non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono. (p. 69)
==''Il socialismo cattolico''==
===[[Incipit]]===
I moderni storici del socialismo, quali che siano le loro tendenze economiche, esagerano grandemente l'importanza delle antiche lotte sociali, e attribuiscono al così detto socialismo antico gran parte del programma e delle tendenze del socialismo contemporaneo.<br>Nel concetto fondamentale del socialismo moderno bisogna distinguere una dottrina etica e una dottrina economica. La prima è stata accettata anche da gran parte di coloro che respingono con più veemenza i sistemi economici delle scuole socialiste, la seconda è invece assai controversa anche fra gli scrittori che militano nelle stesse file. <!--(Cap. 1, Socialismo e cristianesimo, p. 9)-->
===Citazioni===
*Ciò che distingue il [[socialismo]] moderno è l'aspirazione a un diritto assoluto ed eguale di tutti gli uomini al governo della società e al godimento dei beni sociali. Ora, i filosofi antichi, se anche, come [[Platone]], potevano accettare delle [[comunismo|teorie comunistiche]], respingevano l'idea di ogni diritto delle masse al governo della società. (cap. I, p. 10)
*Spirito nobile, temperato dalle lotte della vita, [[Wilhelm Emmanuel von Ketteler|von Ketteler]] non disdegnò trattare della questione operaia rinunziando a gran parte dei pregiudizi della sua classe<ref>Von Ketteler era nato da «famiglia ricchissima e nobile». (F. S. Nitti, ''op. citata'', p. 111)</ref> e accettando ciò che egli credeva vi fosse di puro e di sano nella morale e nelle dottrine economiche del socialismo. (cap. V, p. 110)
*{{NDR|von Ketteler}} Combattette il [[Infallibilità papale|{{sic|domma}} dell'infallibilità]], ma con la piena intenzione di sottomettervisi ove fosse proclamato. Difatti il 13 luglio 1870 votò contro, e ottenuta una udienza privata dal pontefice gli si prosternò e lo supplicò ripetutamente di ridonare all'episcopato tedesco la perduta pace e la perduta concordia.<br>Però, proclamata l'infallibilità, egli non fu fra i 56 vescovi della minoranza. Anzi, ritiratosi a Magonza, sostenne con singolare ardore l'opera del pontefice, e, per spirito di ubbidienza, accettò quanto il Vaticano {{sic|avea}} fatto e difese in parecchi opuscoli ciò che prima avea egli stesso combattuto. (cap. V, p. 114)
*Ma il più eminente dei socialisti cattolici svizzeri, colui che non si è contentato soltanto di una vana propaganda teorica, ma è sceso sul terreno pratico delle riforme sociali e ha avuto una importanza decisiva sulla legislazione della Svizzera e sul movimento cattolico in tutta Europa, è stato ed è tuttavia [[Kaspar Decurtins|{{sic|Gaspard}} Decurtins]], in cui l'audacia dei propositi va unita a una cultura economica non comune e a una singolare elevatezza di mente. (cap. IX, p. 231)
*Secondo Decurtins, l'estensione della legislazione protettrice degli operai nei diversi paesi europei, non è punto emanazione di teorie astratte e di filantropiche velleità, ma una conseguenza necessaria delle condizioni della produzione moderna. (cap. IX, p. 235)
*Il conte [[Albert de Mun]], cui si deve la massima parte del successo dell'''Œuvre'', e che, con talento e con eloquenza mirabile, ne sostiene in parlamento le idee, è un uomo di una tenacia e di una energia ammirevole. Antico capitano di cavalleria, ha portato nella propaganda il suo ardore e la sua fierezza di soldato. (cap. IX, p. 259)
*De Mun non vede altra via di salute che in un ritorno all'antico regime economico del medio evo e in un ristabilimento delle corporazioni. (cap. X, p. 259)
*Il cardinal [[Henry Edward Manning|Manning]], che gode anche fra gli avversari, per l'austerità della vita e la fierezza del carattere, di un grande prestigio, è già da molto tempo arrivato strettamente alle conclusioni del socialismo.<br>Il 4 maggio del 1890, giorno della grande dimostrazione operaia inglese in favore delle otto ore di lavoro, su alcune bandiere socialistiche era dipinto, accanto al ritratto di Marx, il ritratto del cardinal Manning, la cui popolarità tra gli operai di Londra diventa sempre più grande. (cap. XI, p. 299)
*Manning riconosce in tutti gli uomini il diritto al lavoro e quindi il diritto alla sussistenza. Appoggiandosi sul testo delle scritture in alcune famose lettere al ''Times'', ruppe delle lance contro i pretesi benefizi dell'economia liberale e in un memorabile articolo pubblicato nella ''Fortnightly Review'' sostenne, come tutti i socialisti, perfino il diritto al furto come complemento necessario al diritto di esistenza, nei paesi dove lo stato non ha punto organizzato il diritto all'assistenza. (cap. XI, p. 301)
==''L'Italia all'alba del secolo XX''==
===[[Incipit]]===
Pochi paesi sono più malcontenti dell'Italia: e se il malcontento, com'è stato detto, è segno di progresso e indice di elevazione, noi siamo veramente un paese da invidiare. Pur troppo però il nostro malcontento non deriva sempre in noi da cause buone, non è sempre indice di un desiderio
di espansione e di ricchezza; è un malcontento fatto di rimpianti e di illusioni. Noi rimpiangiamo le cose morte e illudiamo gli altri e noi stessi sulla situazione nostra e sul nostro avvenire. Sopra tutto impera un equivoco che è ragione prima di tutte le nostre difficoltà; un equivoco che
nuoce a noi più che i nostri mali, l'equivoco della ricchezza e della grandezza.
===Citazioni===
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'[[uomo]]. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. (p. 13)
*L'[[eroismo|eroe]] è colui il quale fa da solo ciò che altri dovrebbero fare: è dunque l'espressione del paese che si rassegna, delle genti in cui la coscienza individuale è debole ; che non sono ancora entrate nella civiltà, o che vi sono entrate male. (p. 13)
*Fra il 1810 e il 1860, quando tutta l'Europa occidentale del centro e del Nord compieva la sua più larga trasformazione, l'Italia rimaneva quasi immobile, poiché le lotte per l'unità e per l'indipendenza assorbivano le energie migliori. (p. 19)
*Inoltre su gran parte del nostro suolo pesa inesorabile la malaria e distribuisce, sopratutto nel Mezzogiorno, la popolazione in una forma quasi ignota altrove e dannosissima alla produzione. (p. 21)
*Ora dunque l'Italia è naturalmente, nelle condizioni attuali della produzione, un paese povero. Si aggiunga che si deve lottare contro paesi nuovi, ove la terra non ha ipoteche, e non ha né meno la ipoteca del passato. Si deve lottare con paesi dove esistono territorii a unità di cultura grandi quanto più le grandi regioni d'Italia. Oramai nell'industria i popoli più progrediti hanno accumulato tesori d'energia. Hanno asservito forze naturali che parevano invincibili: hanno strappato dalle viscere della terra i tesori che vi erano accumulati. (p. 21-22)
*Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizi in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze. Molti degli stessi meridionali ritenevan pericolosa la discussione e non la desideravano. (p. 108)
*Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a grave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d'animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche. (p. 110)
*È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. (p. 110)
*I Borboni temevano le classi medie e le avversavano; ma tenevano anche ad assicurare la maggiore prosperità possibile al popolo. Nella loro concezione gretta e quasi patriarcale non si preoccupavano se non di contentare il popolo, senza guardare all'avvenire, senza aver vedute prospettive. Bisogna leggere le istruzioni agli intendenti delle province, ai commissari demaniali, agli agenti del fìsco per sentire che la monarchia cercava basarsi sull'amore delle classi popolari. [...] Fra il 1848 e il 1860 si cercò di economizzare su tutto, pure di non mettere nuove imposte: si evitavano principalmente le imposte sui consumi popolari. Niente scuole, ma niente balzelli ; poche opere pubbliche, ma pochi oneri. Il Re dava il buon esempio, riducendo la sua lista civile spontaneamente di oltre il 10 per cento ; fatto questo non comune nella storia dei principi europei, in regime assoluto o in regime costituzionale. Era spesso un «paternalismo» corrompente volgare: si cercava contentare un po' tutti. Piccoli impieghi e la maggior parte di poco conto e senza diritto a pensione; ma folla enorme di impiegati. Chi sapeva leggere, se non diventava un liberale, diventava senza dubbio un [[impiegato]]. (p. 111)
*Era la vecchia Europa con tutte le sue avversioni per ogni cosa nuova, con tutte le sue debolezze. Si evitavano le concessioni industriali; si evitava che si formassero banche o società per azioni; si temeva che la speculazione penetrasse e con essa il desiderio di cose nuove. Si amava un quietismo monacale: un popolo contento per vita tranquilla, una borghesia da tenere a bada con gl'impieghi e con la cura; una nobiltà ossequente e legata alla tradizione. Si amava molto di divertirsi, di svagarsi; si temevano le grandi energie individuali: la vecchia Europa, con tutti i suoi pregiudizi. Masse di monasteri, la carriera del sacerdozio facile; il brigantaggio come minaccia perenne; una grandissima città per capitale con un gran numero di province quasi impenetrabili. Ma si voleva un'amministrazione prudente, accorta. La finanza era rigida, la banca onesta. (p. 112)
*Con un'assai più grande ricchezza il regno delle Due Sicilie rimaneva in una fase statica; il Piemonte fra il 1848 e il 1868 fu sempre in una fase dinamica. Lo squilibrio grandissimo imponeva di accelerare il movimento. (p. 113)
*Nel 1800, la situazione del Regno delle Due Sicilie, di fronte agli altri Stati della penisola, era la seguente, data la sua ricchezza e il numero dei suoi abitanti. 1° Le imposte erano inferiori a quelle degli altri Stati; 2° I beni demaniali e i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme e, nel loro insieme, superavano i beni della stessa natura posseduti dagli altri Stati; 3° Il debito pubblico, tenutissimo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte e di molto inferiore a quello della Toscana; 4° Il numero degli impiegati, calcolando sulla base delle pensioni nel 1860, era di metà che in Toscana e di quasi metà che nel Regno di Sardegna; 5° La quantità di moneta metallica circolante, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato, era in cifra assoluta due volte superiore a quella di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme. Il Mezzogiorno era dunque, nel 1860, un paese povero; ma avea accumulato molti risparmi, avea grandi beni collettivi, possedeva, tranne la educazione pubblica, tutti gli elementi per una trasformazione. (p. 113)
*Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all'Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L'Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. [...] Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. È vero che le province erano in uno stato quasi medioevale, senza strade, senza scuole; ma è vero pure che vi era uno stato di grossolana prosperità, che rendeva la vita del popolo meno tormentosa di ora. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l'annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi, riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. (p. 118)
*Or, poiché si diceva che il Nord fosse meno ricco del Sud e si credeva che molto avesse sacrificato alle lotte della indipendenza e della unità, parve anche assai naturale che i meridionali pagassero il loro contributo. Così i debiti furono fusi incondizionatamente e il 1862 fu unificato il sistema tributario ch'era diversissimo. Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse al tesoro, comprando ciò che in fondo era loro; furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l'asse della finanza. Gl'impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona. La partecipazione ai vantaggi delle spese dello Stato fu quasi tutta a vantaggio di coloro che avevano avuto la fortuna di nascere nella valle del Po. (p. 118-119)
*Dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell'Italia settentrionale. Le grandi spese per l'esercito e per la marina: le spese per i lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Per quaranta anni è stato un drenaggio continuo: un trasporto di ricchezza dal Sud al Nord. Così il Nord ha potuto più facilmente compiere la sua educazione industriale; e quando l'ha compiuta ha mutato il regime doganale. [...] Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali. (p. 119)
*Fatte alcune nobili eccezioni, la rappresentanza del Mezzogiorno vale assai poco. Molti di coloro che ci comandano, noi non vorremmo avere in domesticità. Per la più gran parte dei deputati del Mezzogiorno una croce di cavaliere ha più importanza di un trattato di commercio; anzi importa più che l'indirizzo di tutta la politica finanziaria. (p. 120)
*I meridionali hanno spesso qualità dissociali o antisociali: poco spirito di unione e di solidarietà, tendenza a ingrandire le cose o addirittura a celarle, per amore di falsa grandezza; per poco spirito di verità. [...] Manca lo spirito del lavoro nelle classi medie; manca la educazione industriale. Si sopporta che l'amministrazione e la politica siano spesso nelle mani di persone indegne, pure di averne piccoli vantaggi individuali. [...] Manca spesso la buona fede commerciale; manca più spesso ancora l'interesse di ogni cosa pubblica. (p. 130-131)
*La questione meridionale è una questione economica, ma è anche una questione di educazione e di morale. [...] L'Italia meridionale non deve chieder nulla: deve solo formare la sua coscienza, perché reagisca alla continuazione di uno stato di cose che impoverisce e degrada. Deve, soprattutto, volere maggior sicurezza di ordinamenti; maggiore rispetto della legge; deve, più ancora, preferire agli aumenti di spese per qualsiasi ragione, la diminuzione delle imposte più tormentose. Continuerà ancora l'equivoco presente? Continuerà fino a quando noi non vorremo vedere la verità così com'è; fino a quando noi attenderemo la nostra salvezza dagli altri e non da noi stessi. (p. 131)
===[[Excipit]]===
La trasformazione agraria che si è compiuta non può essere giudicata dai dati forniti dalla statistica; ma ciò che scrivono i giornali e le riviste speciali indica una trasformazione profonda e relativamente rapida. Sopra tutto nell'Italia del Nord la trasformazione e stata generalmente rapida, e tendono a prevalere ogni giorno metodi più industriali di cultura.
==''La decadenza dell'Europa''==
*Col [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] tutte le colonie sono state tolte alla [[Germania]] e nemmeno le proprietà private dei sudditi tedeschi sono state rispettate e gli emigrati tedeschi sono stati quasi dovunque espulsi. La Germania non {{sic|avea}} mai pensato di fare la guerra alla Cina e al Siam. Ma anche la Cina e il Siam, che dichiararono per loro desiderio la guerra, sono stati ammessi a prendere come preda di guerra i beni dei tedeschi e la Germania obbligata a perdere tutto quanto era stabilito da precedenti trattati. (cap. I, p. 40)
*Confrontando i trattati del 1814-15 con quelli del 1919-20, il [[congresso di Vienna]] del 1814 con la conferenza di Parigi del 1919, il trattato di Parigi con il trattato di Versailles, si prova un senso di tristezza. Gli uomini che noi abbiamo considerato come le espressioni del passato, i sovrani di diritto divino, i ministri dell'assolutismo, i diplomatici di antico stile e di antica anima, come [[Klemens von Metternich|Metternich]], appaiono circondati di nobiltà morale e di politica grandezza di fronte a coloro che in nome dell'Intesa han dichiarato un secolo dopo di rappresentare la democrazia e la civiltà. Quale differenza di sentimenti! Nessun odio verso il vinto, da cui tutte le violenze e tutte le ingiustizie erano venute, nessuna concupiscenza aspra, un bisogno potente di restaurare la pace con la giustizia, una cura quasi ansiosa di evitare nuove guerre e nuovi massacri. (cap. I, p. 44)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (cap. III, p. 144)
*Mentre gare di egemonia, programmi di dominio, nuove forme di [[imperialismo]], desiderio di soffocare i vinti sconvolgono l'Europa, la produzione si turba sempre più e le finanze degli stati si disordinano. Dopo quattro anni dalla fine della [[Prima guerra mondiale|guerra]] nessun senso di ordine è entrato nella economia europea: anzi i contrasti si sono acuiti.<br>I tre grandi paesi vincitori, la Gran {{sic|Brettagna}}, la Francia e l'Italia, non solo non hanno concordia di veduta, ma sono spesso in vivo contrasto d' interessi e di sentimenti. (cap. V, p. 209)
*L'Europa, nel suo complesso, si è trasformata da continente creditore in continente debitore. Nelle [[Lingue indoarie|lingue ariane]] le parole che significano ricchezza, significano anche potenza e dominio: la potenza e il dominio dell'Europa, sotto il peso della guerra e delle paci di guerra, sono molto diminuiti, come è diminuita la sua ricchezza. Il peggioramento demografico, il disordine delle materie prime, il disordine finanziario di tutti gli stati, sono resi assai più dannosi dalla nuova politica degli armamenti, che appare più insidiosa e più pericolosa per l'avvenire. Rotti tutti i vincoli di solidarietà, le barriere doganali intralciano tutti i commerci. (cap. V, pp. 210-211)
*La politica della Gran {{sic|Brettagna}} vede nella ricostruzione economica dell'Europa continentale e nella ripresa dei normali rapporti con la Germania una necessità di vita; la politica della Francia mira alla caduta dell'organismo germanico e alla dissoluzione dei rapporti con i popoli vinti. È difficile, quando l'odio del passato e la preoccupazione dell'avvenire tolgono ogni serenità alla controversia, trovar le vie dell'accordo. (cap. VI, p. 253)
*La situazione creata dai trattati è assolutamente artificiale e dissolve ogni giorno la vita dell'Europa: si romperà inevitabilmente, per accordi, o per nuove guerre e per nuove rivoluzioni di una spaventosa gravità. Noi assistiamo in Europa a fenomeni quasi analoghi alla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero romano]]. E però, se non vogliamo andare verso una catastrofe della civiltà europea, che sarebbe dannosissima anche agli altri continenti e sopra tutto all'America, bisogna cercare la via degli accordi. (cap. VI, p. 255)
==''Meditazioni dell'esilio''==
===[[Incipit]]===
Questo libro è una raccolta di saggi scritti durante la mia deportazione in Germania, a Itter e a Hirschegg. Non hanno fra loro alcun nesso. Quando furono redatti io non mi proponevo {{sic|alcun}} scopo teorico né pratico di politica. Nello stato di profonda tristezza in cui ero e nell'incertezza di ogni cosa che mi riguardasse avevo bisogno, per non abbattermi e per non abbrutire, di lavorare, leggere e meditare intensamente; e, sopra tutto, avevo bisogno di scrivere. <!-- (Prefazione, p. 5) -->
===Citazioni===
*[...] sperando forse di trarne vantaggio, i ricchi ebrei furono tra i primi e maggiori sostenitori del fascismo. Fatto strano e caratteristico. Molti grandi banchieri in America, fra cui il famigerato [[Otto Hermann Kahn|Otto Kahn]], aiutarono quanto potettero il fascismo nell'agevolare operazioni di credito. Questo sinistro e disonesto individuo, di cui è nota la bassezza, giunse al punto di offrire all'ambasciata dell'Italia fascista a Washington una mia lettera, credendo così render servizio a Mussolini che, nel suo cuore, dovette naturalmente disprezzarlo. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', pp. 56-57)
*Tra i pochi che {{NDR|delle [[leggi razziali fasciste]]}} ne trassero grande vantaggio fu l'abietto prete [[Giovanni Preziosi|Preziosi]] che, benché antipatico a tutti e anche a Mussolini, divenne ministro di Stato, mentre era uomo che meritava solo di finire in carcere. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 59)
*L'[[Razzismo|idea razziale]], abbia o non abbia alcun fondamento, è un'idea del tutto recente. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 61)
*Più scellerata e bestiale fu in Ungheria l'azione {{NDR|antisemita}} di [[Béla Kun|{{sic|Bela Kuhn}}]], individuo di specie anche peggiore, che per qualche tempo riuscì a dominare lo Stato e poi si rifugiò in U.R.S.S. Di lui anche gli elementi estremisti ungheresi che vennero a Parigi<ref>Città ove per venti anni Nitti dimorò nel suo esilio dall'Italia.</ref> e che erano intorno al conte Karoly<ref>Mihály Károlyi (1875–1955), detto "il conte rosso" per le sue simpatie socialiste.</ref>, mi parlarono con orrore e comprendo quanto male la sua azione abbia fatto agli ebrei. (''Ariani e Semiti - Il grande equivoco degli ariani'', p. 64)
*L'uomo che nella rivoluzione francese fu il fenomeno più interessante e che fece, forse, più male alla Francia e all'Europa fu [[Jacques Pierre Brissot|Brissot]], di cui in generale gli storici della rivoluzione parlano poco o non sufficientemente. Fu sopra tutto questo piccolo giornalista da ricatti, divenuto arbitro della politica estera, che precipitò la Francia in quella serie di interminabili guerre, che dopo tante alterne vicende al loro inizio finirono poi nella tirannia e nella dominazione imperiale di Napoleone. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*{{NDR|Jacques Pierre Brissot}} Era una delle maggiori espressioni dello [[Giacobinismo|spirito giacobino]]. Da principio non si diceva ''Jacobins'', ma ''Brissotins''. (Cesare e Napoleone, p. 105)
*Brissot era invasato dall'idea che la guerra {{sic|dovea}} essere la suprema risorsa della rivoluzione {{NDR|francese}}. Dovunque parlava nell'assemblea nazionale, ai giacobini, nei circoli dimostrava con sicurezza che i popoli di tutta Europa erano sull'esempio dei Francesi disposti a liberarsi dei re e prevedeva vittoria facile da parte degli eserciti repubblicani. La guerra, egli affermava in uno dei suoi discorsi all'assemblea, era l'avvenire della rivoluzione e il solo pericolo era invece la pace. La Francia {{sic|potea}} regolarsi secondo il suo interesse non essendo legata da trattati precedenti perché la sovranità del popolo non è mai legata dai trattati dei tiranni. (Cesare e Napoleone, p. 106)
*Fu nella bottega di [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] che venne preparato l'assalto alla Bastiglia e fu Santerre stesso che lo diresse. Più tardi fu anche lui che ebbe cura di trasformare l'avvenimento dall'impresa di esaltazione eroica (e basata su un generale equivoco) in una speculazione sui materiali demoliti. Come accade ai grandi ''meneurs''<ref>Capi, agitatori o sobillatori.</ref> di folle, egli era nello stesso tempo un esaltato, un calcolatore e uno speculatore. Più tardi in tutti i movimenti più torbidi di Parigi, [...], si trova sempre Santerre. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*Quando [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]] fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, Santerre comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. Nella sua grossolana vanità Santerre volle farsi nominare più tardi generale in Vandea e diede miserabile prova di sé e delle sue attitudini. (Cesare e Napoleone, p. 107)
*[[Papa Pio IX|Pio IX]] era un sentimentale, un romantico e un impulsivo ed era in realtà uno spirito bonario e mediocre, che passava facilmente da un eccesso all'altro. Era stato l'idolo dei liberali e si era fatto acclamare come il pontefice di larghi spiriti e rinnovatore e poi, dinanzi ai pericoli veri o immaginari era passato alla reazione più oscura, per finire più tardi nel suo lungo pontificato fino agli errori più dannosi come la proclamazione del Syllabus, che contristò i cattolici più illuminati. (''Montecassino'', p. 189)
*Concepita nobilmente la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]] di Ginevra, fu in realtà un inganno alla buona fede del mondo, una ignobile istituzione, che aumentò con i suoi equivoci le cause generali di guerra e fu fra le cause della guerra del 1939.<br>Escluse da principio i vinti e poi si organizzò come una santa alleanza dei vincitori, giustificò tutti gli abusi. Divenne una borsa di valori in cui prevalevano i più forti con i loro aderenti e fu il generale equivoco di pace. (''Riflessioni e aforismi sulla guerra e sulla pace'', p. 243)
*Le maggiori difficoltà che ho incontrato nella mia vita, nel mondo accademico da principio e poi in misura ben maggiore nella politica, mi sono venute sempre dalla fatale avversione dei mediocri e degl'incapaci che non mi hanno mai perdonato di essere considerato uomo di talento. (''Il peso dell'intelligenza in tutta la mia vita'', p. 393)
==''Napoli e la questione meridionale''==
===[[Incipit]]===
[[Napoli]], la grande città che era ancora qualche secolo fa la seconda in Europa per popolazione, che nel 1860 soverchiava per importanza tutte le città italiane; Napoli, la città che Sella chiamava ''cospicua'' e che avea almeno fino a qualche tempo fa alcune apparenze di ricchezza, Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno.
===Citazioni===
*Napoli e la [[Basilicata]] sono dunque i due estremi della ''[[questione meridionale]]'': la città popolosissima e la campagna spopolata. (p. 13)
*I politici italiani sono in genere uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (p. 19)
*Napoli ha cessato di essere, per necessità delle cose, ''città di consumo'' e non è diventata città industriale, né di commercio: quindi le risorse dei cittadini sono diminuite. (p. 43)
*Come vivea Napoli prima del 1860? Essa era, come abbiam detto, la capitale del più grande regno della penisola. Messa in clima temperato, tra la collina e il mare (come nell'ideale platonico) dato lo scarso sviluppo della igiene pubblica in tutta Europa, non ostante condizioni cattive della sua edilizia, rimaneva città di dolce soggiorno, in cui i forestieri si recavano spesso a svernare, più spesso ancora erano attratti, oltre che dalla bellezza del clima, dalla facilità della vita. (p. 49)
==''Nord e sud''==
===[[Incipit]]===
Mio caro [Luigi] Roux, dedico a te questo mio libro, per sciogliere un antico voto di riconoscenza. Tu sei stato sempre il mio editore cortese; e tu mi hai accolto amicamente nel tuo giornale, molti anni or sono, me quasi fanciullo e ignoto. La bontà affettuosa che tu hai avuto per me all'inizio della mia carriera di lavoro (ahi! come rude), il tuo consiglio e la tua parola non ho dimenticato mai più tardi, non dimenticherò mai in avvenire.
===Citazioni===
*Prima del 1860 non era quasi traccia di grande industria in tutta la penisola. La Lombardia, ora così fiera delle sue industrie, non avea quasi che l'agricoltura; il Piemonte era un paese agricolo e parsimonioso, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini. L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni eran quasi chiuse ad ogni civiltà. (pp. 2-3)
*Per cause molteplici (unione di debiti, vendita dei beni pubblici, privilegi a società commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, che potea essere il nucleo della sua trasformazione economica, è trasmigrata subito al Nord. Le imposte gravi e la concentrazione delle spese dello Stato fuori dell'Italia meridionale, hanno continuata l'opera di male. (p. 8)
*Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)
*L'Italia meridionale ha poca ricchezza e poca educazione industriale: pure lo Stato quando ha speso per essa, ha speso più per mantenere il parassitismo, che per combatterlo. Invece è l'educazione industriale che bisogna formare. (p. 14)
*Senza togliere nessuno dei grandi meriti che il Piemonte ebbe di fronte all'unità italiana, che è stata in grandissima parte opera sua, bisogna del pari riconoscere che senza l'unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per lo abuso delle spese e per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento. La depressione finanziaria, anteriore al 1848, aggravata fra il '49 e il '59 da un'enorme quantità di lavori pubblici improduttivi, avea determinata una situazione da cui non si poteva uscire se non in due modi: o con il fallimento, o confondendo le finanze piemontesi a quelle di altro stato più grande. (p. 30)
*Dei Borbone di Napoli si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei prìncipi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta. (p. 31)
*Ma, dal punto di vista della finanza, bisogna ricordare che nel 1860 il Piemonte avea grandissima rete stradale; numerose ferrovie e canali e opere pubbliche di molta importanza. Queste cause, estranee in gran parte alla guerra, erano i veri agenti della depressione finanziaria. (p. 38)
*L'ordinamento finanziario del Regno di Sardegna fu esteso a tutto il resto d'Italia. Fu il [Pietro] Bastogi, che fra il 1861 e il 1862, compì l'opera di trasformazione. Con cinque disegni di leggi, che furono la base delle leggi successive, il Bastogi estese il sistema fiscale piemontese a tutti i vecchi Stati che erano entrati a far parte del nuovo regno. Avvenne così, per effetto del nuovo ordinamento, che il regno delle Due Sicilie si trovò a un tratto, senza che nessuna trasformazione economica fosse in esso avvenuta, anzi perdendo quasi tutto il suo esercito e molte sue istituzioni, a passare dalla categoria dei paesi a imposte lievi, nella categoria dei paesi a imposte gravissime. (p. 48)
*{{NDR|su [[Cavour]]}} È stato veramente il più grande uomo politico del suo tempo, e la cui gloria crescerà sempre di più [...] In oltre cinque anni di amministrazione con perspicua mente, molte cose modificò, molte corresse. L'amministrazione centrale ridusse notevolmente, modificò gli uffici provinciali. Assorbito da altre cose, non poté però compiere l'opera iniziata, e l'ordinamento piemontese rimase rigido, pesante, costoso. (p. 52)
*L'Italia meridionale, che prima del 1860 era in gran parte chiusa alla civiltà e che, all'infuori di una piccola zona dintorno a Napoli, era quasi impenetrabile, molto si è giovato dell'unità. La cultura media è di gran lunga elevata: le abitudini sono diventate migliori; vi è numero assai più grande di strade; l'agricoltura, sopra tutto in Puglia, è migliorata; comincia a penetrare il soffio della civiltà nuova. Ma i benefizi sono stati in gran parte di carattere etico: là dove si è creata una situazione economica assai difficile. Il Mezzogiorno continentale non è ricco; non lo è mai stato. (p. 189)
===[[Excipit]]===
Poiché l'avvenire dell'Italia è nella unione intima e più grande, nella crescente tendenza unitaria, coloro che sentiranno quanto l'Italia nuova ha fatto per essi, saranno più giusti verso quel Mezzogiorno d'Italia, in cui è la soluzione non solo dei problemi dell'unità, ma dell'esistenza stessa del regime liberale.
==''Scritti sulla questione meridionale''==
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Ferdinando II delle Due Sicilie]]}} Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (Volume 1, p. 41)
*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (Volume 1, p. 125)
*Il solo male vero che ha l’Italia odierna è la poca fiducia in sé stessa: poiché ella ingrandisce a torto il passato e non vede con serenità il presente. (Volume 2, p. 446)
==Citazioni su Francesco Saverio Nitti==
*Conobbi giovinetto il Nitti, venuto in Napoli – di antica famiglia borghese dei miei paesi, poverissima, – insieme col padre, la madre e le tre sorelle, che egli sostentò, letteralmente, per più anni, del più duro umile suo lavoro di tavolino; e lo amai, perché veramente eroico e d'ingegno e desideroso d'apprendere. Fu autodidatta, nel più stretto ed anche nel più eccessivo significato della parola. ([[Giustino Fortunato]])
*Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. ([[Giovanni Artieri]])
*Giolitti odia sempre a morte Nitti: dice che è un ladro; vive troppo largamente per i suoi mezzi di insegnante universitario. Io credo che l'odio accechi Giolitti. Nitti non è uno stinco di santo. Ma nessuno ha mai potuto finora fargli in pubblico le accuse di disonestà che tutti gli fanno in privato. E i suoi guadagni di avvocato commercialista possono permettergli una vita che non è poi sardanapalesca. ([[Gaetano Salvemini]])
*Il programma di Nitti fu il solo programma conservatore serio della borghesia italiana. ([[Piero Gobetti]])
*Io credo che veramente il Nitti fu un uomo fatale all'Italia, ma verso il quale durante tutto quest'ultimo ventennio mi sono astenuto dal pronunciare anche soltanto una parola amara, per ciò che egli è stato ed è un perseguitato e un assente: due ragioni decisive per cui egli ha diritto al mio rispetto. ([[Vittorio Emanuele Orlando]])
*L'uomo di Stato più moderno, intelligente e preparato della borghesia italiana. ([[José Carlos Mariátegui]])
*Lucano di Melfi, Francesco Saverio Nitti incarnava anche nel fisico tozzo e grassottello il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. [...] la sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. [...] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù. ([[Indro Montanelli]])
*Nitti era un uomo di eccezionali qualità sia come amministratore che come statista. ([[David Lloyd George]])
*Nitti fu un grande pensatore di cui molte cose sulla democrazia e sull'economia restano di attualità in una visione grande, ma realistica dell'Italia. Guardiamo soprattutto all'oggi per valorizzare un pensiero che pare oggi molto utile al contesto italiano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Speriamo che l'[[Italia]] non abbia più bisogno di lei! ([[Francesco Chieffi]])
*{{NDR|Lettera a [[Benito Mussolini]]}} Voi vi lasciate mettere sul collo il piede porcino del più abietto truffatore che abbia mai illustrato la storia del canagliume universale. Qualunque altro paese, anche la Lapponia, avrebbe rovesciato quell'uomo. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità. ([[Palmiro Togliatti]])
*Di Nitti apprezzavo la vastissima cultura, le grandi doti d'intelletto e la capacità come uomo di Stato, ma egli era un uomo pauroso da non dirsi: Nitti era sempre preoccupato della propria sicurezza personale e per evitare di correre rischi si faceva proteggere da agenti e carabinieri. Un giorni mi confidò che si sentiva sicuro soltanto quando aveva chiuso a doppio giro di chiave la porta di casa. A mia volta gli feci osservare che si trattava di una sicurezza molto relativa perché nessun carabiniere sarebbe stato in grado di impedire a un malintenzionato di far saltare la casa gettando una carica di dinamite contro la porta. Nitti non fiatò, impallidì e rimase per un attimo soprapensiero. [...] Quando ormai era sulla porta si fermò e mi disse: "Maestà, vi prego di non far parola con alcuno di quanto mi avete detto. Parlarne potrebbe far circolare l'idea e risvegliare propositi e intenzioni che per il momento sembrano addormentati" ([[Vittorio Emanuele III]]).
*Voi siete stato un uomo di Stato, un onesto uomo di Stato. Ma non avete mai avuto fiducia nella grande capacità del popolo italiano, nella sua capacità di ricostruzione e di rinascita. Non l'aveste dopo l'altra guerra e non l'avete nemmeno ora. ([[Emilio Lussu]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ilsocialismocatt00nittuoft/page/n4/mode/1up Il socialismo cattolico]'', L. Roux e C. Editori, Roma-Torino-Napoli, 1891.
*Francesco Saverio Nitti, ''L'Italia all'alba del secolo XX'', Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, Torino-Roma, 1901
*Francesco Saverio Nitti, ''[https://archive.org/details/ladecadenzadelle00nitt/page/n10/mode/1up La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione]'', R. Bemporad & Figlio, 1922
*Francesco Saverio Nitti, ''Meditazioni dell'esilio'', Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1947
*Francesco Saverio Nitti, ''Nord e Sud'', Casa Editrice Nazionale Roux Roux e Viarengo, Torino- Roma, 1900
*Francesco Saverio Nitti, ''Napoli e la questione meridionale''; in Francesco Saverio Nitti e Domenico De Masi, ''Napoli e la questione meridionale 1903-2005'', Alfredo Guida editore, 2004, [http://books.google.it/books?id=bGmHMQY_cdgC&printsec=frontcover&dq=Napoli+e+la+questione+meridionale,+1903-2005&source=bl&ots=1_u-Lp_WN0&sig=wiz0zsGBKDtN08zDD2DsJZvjlSc&hl=it&sa=X&ei=BXI-UO3SDozJswbWgoH4AQ&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Napoli%20e%20la%20questione%20meridionale%2C%201903-2005&f=false anteprima su Google libri]
*Francesco Saverio Nitti, ''Scritti sulla questione meridionale'', Laterza, Bari, 1958.
==Altri progetti==
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Scipione Maffei
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Gaux
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/* Citazioni su Scipione Maffei */ Ippolito Pindemonte
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[[File:Scipione Maffei.jpg|thumb|Scipione Maffei]]
'''Scipione Maffei''' (1675 – 1755), storico, drammaturgo ed erudito italiano.
==Citazioni di Scipione Maffei==
*Il ''[[Giordano Bruno#Candelaio|Candelaio]]'' è una commedia scellerata ed infame.<ref>Da ''Osservazioni letterarie che possono servir di continuazione al Giornal de' Letterati d'Italia'', Verona, 1738; citato in ''Giudizi critici'', in Giordano Bruno, ''Candelaio'', BUR, Milano, 2002, p. 91. ISBN 88-17-12104-5</ref>
*Il soggetto d'una [[Tragedia]] è come quello di un Quadro, che dà luogo a infiniti pensieri diversi.<ref>In prefazione a ''Teatro del signor marchese Scipione Maffei'', Alberto Tumermani Librajo, 1730.</ref>
*{{NDR|Sulla scoperta dell'[[Scavi archeologici di Ercolano|antica Ercolano]]}} [...] la spenta Città si farà rinascere, e dopo mille e settecent'anni rivedere il Sole. Con questo molte e molte cose per gli usi della vita, per l'architettura, per l'arti, per l'erudizione impareremo, che ne' libri si ricercano {{sic|in vano}}! Con grandissimo benefizio del Paese correrà a [[Napoli]] tutta l'Europa erudita, perché non potrebbe immaginarsi il più bel piacere, che di veder con gli occhi le basiliche, i templi de' tanto rinomati Romani.<ref>Da ''Tre lettere del signor marchese Scipione Maffei: {{small|LA PRIMA Sopra il primo tomo di Dione novamente venuto in luce. LA SECONDA Sopra le nuove scoperte d'Ercolano. LA TERZA Sopra il principio della grand'Iscrizione poco fa scavata nel Piacentino}}'', Nella Stamperia del Seminario, Verona, 1748, [https://books.google.it/books?id=wwqyYa9jfXAC&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA34#v=onepage&q&f=false p. 34].</ref>
*{{NDR|Sulla scoperta dell'antica Ercolano}} O qual rara ventura de' nostri giorni è mai, che si discopra non uno ed altro antico monumento, ma una città! Quanto non ci sentiamo rapire, quando udiamo, che si rinvengono ad ora ad ora colonne rare, {{sic|bassi rilievi}}, pitture eccellenti, mosaici insigni, statue in copia grandi e piccole, di marmo, e di metallo, benché talvolta in qualche parte rotte, e mancanti!<ref>Da ''Tre lettere del signor marchese Scipione Maffei'', [https://books.google.it/books?id=wwqyYa9jfXAC&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA33#v=onepage&q&f=false p. 33].</ref>
==''Dell'impiego del danaro''==
===[[Incipit]]===
Quando si tratta di tuo, e di mio, non si tratta di materia arcana, sublime, e misteriosa, la qual però superior si renda al nostro intelletto: si tratta di faccenda umana, e che a Giustizia commutativa appartiene, intorno alla quale niun precetto ci fu dal Signore intimato, che trascenda punto l'intendimento, o si allontani dal raziocinio nostro: anzi ne' dubbj, che ad essa spettano, anche nel Foro della coscienza abbiam riguardo all'equità, e supposti i precetti universali ci regoliamo secondo il lucido della mente, secondo le umane leggi, e secondo il comun sentimento de' Giurisperiti.
===Citazioni===
*[[Prestito|{{maiuscoletto|Prestare}}]]. Dar qualche cosa senza interesse alcuno, perch'altri se ne serva, e la renda, qualunque cosa sia. Così parla l'Italia tutta da un capo all'altro. Il vero, e corrente significato delle parole s'impara più dal popolo che da' libri, assai più potendo il parlar di tutti, che lo scriver di pochi. (p. 1)
*Per consolidare la in oggi da chi scrive più frequentata sentenza, si danno vanto d'aver per se l'autorità de' santi Padri, francamente, e altamente proclamando, che concordan tutti nel condannare, e nell'esecrare qualunque frutto di [[Denaro|danaro]], ed a chiunque imposto. (p. 75)
*Insegnò [[Accursio]] sopra i Digesti, che il frutto del danaro ''dicitur accessio civilis, quia extra corpus venit.'' Avea già insegnato [[Ulpiano]], che ''usuræ vicem fructuum obtinent, & merito non debent a fructibus separari.'' Come non frutta il soldo, se per esso altro soldo si acquista? e se qual vero Proteo in tutte le cose si trasforma, e tutte le cose in esso si convertono? (p. 177)
==''Merope''==
===[[Incipit]]===
'''Polifonte''': ''Meropе, il lungo duol, l'odio, il sospetto | Scaccia omai dal tuo sen : miglior destino | Io già t'annunzio, anzi ti reco. Altrui | Forse tu nol credesti; ora a me stesso | Credilo pur; ch'io mai non parlo indarno | In consorte io t'elessi; e vo' ben tosto | Che la nostra Messenia un'altra volta | Sua Reina ti veggia. Il bruno ammanto | I veli, e l'altre vedovili spoglie | Deponi adunque, e i lieti panni, e i fregi | Ripiglia e i tuoi pensier nel ben presente | sconfortando omai, gli anficbi affanni | Come saggia che sei, spargi d'oblio''.<br />'''Merope''': ''O Ciel! qual nuova spezie di tormento | Apprestar mi vegg'io! deh Polifonte, | Lasciami in pace; in quella pace amara | Che ritrovan nel pianto gl'infelici; | Lasciami in preda al mio dolor trilustre''.
===Citazioni===
*''Incruenta morte non appaga i [[Tirannia|Tiranni]]''. (''Merope'', Atto I p. 4)
*''Onesta è sempre la causa | di colui, che parla solo''. (''Adrasto'', Atto I p. 11)
*''Ciò ch'è [[Bene e male|ben]] fare, differire è [[bene e male|male]].'' (''Polifonte'', Atto II, p. 26)
*''Il [[Popolo|vulgo]] sciocco | Vuol sempre a parte d'ogni cosa i Dei''. (''Polifonte'', Atto II, p. 26)
*''[[Pazzia|Pazzo]] è 'l [[Nocchiere|Nocchier]], che non seconda il vento''. (''Adrasto'', Atto IV p. 52)
*''Tutto s'ottien, quando [[Prudenza]] è guida''. (''Merope'', Atto IV p. 63)
*''Non si lodan le [[Impresa|imprese]], che dal fine''. (''Merope'', Atto IV p. 64)
*''Non tutti i mali | [[Vecchiaia|Vecchiezza]] ha eco: che restando in calma | Dalle procelle de gli affetti il core, | Se gli occhi foschi son, chiara è la mente, | E se vacilla il pie', fermo è 'l consiglio''. (''Polidoro'', Atto IV p. 64)
*''Tutto | Tutto l'oro del Mondo, e tutti i Regni | Darei per [[Gioventù|giovinezza]]''. (''Polidoro'', Atto IV p. 65-66)
*''O cieca [[gioventù]]! dove ti guida | Sconsigliato furor?'' (''Polidoro'', Atto V p. 70)
*''Qual [[fede]]? o figlio, or non son più quei tempi; | A tempo mio ben si vedea, ma ora | Troppo intristito è 'l Mondo, e troppo iniqui | Gli uomini son fatti''. (''Polidoro'', Atto V p. 72)
*''Parmi Merope udir, di lei tu prendí | Cura e s'ancor contrasta, un ferro in sen | Vibrale al fine; e se con me non vuole, | A far sue nozze con Pluton sen vada''. (''Polifonte'', Atto V p. 73)
*''Amico, il [[Mondo]] tutto è pien di guai: | Terra è facile cangiar, ma non ventura''. (''Polidoro'', Atto V p. 76)
*''Miser chi crede | (E pur chi non lo crede?) i [[Giorno|giorni]] suoi | Menar lieti, e tranquilli. È questa [[vita]] | Tutta un inganno; e trapassar si suole | Sperando il bene, e sostenendo il male ''. (''Polidoro'', Atto V p. 76)
==''Le Cerimonie''==
*''E al peggio andar, chi ha [[lingua]] | In bocca va fino a [[Roma]]''. (''Orazio'', Atto I, p. 100)
*''Chi non attende al suo, invita | Gli altri ad attendervi, e patisce spesso | Quel che vuol fare, e di mal nasce male''. (''Bruno'', Atto II, p. 121)
*''Vengono dalla dote le saette, | non dall'arco sognato di [[Cupìdo]]''. (''Camilla'', Atto III, p. 138)
==Citazioni su Scipione Maffei==
*Come fu il primo a ricondurre la tragedia alla grandezza, dignità e bellezza antica, così ebbe ingegno e giudizio da provvedere alla miglior fabbricazione de' teatri. Se Verona non avesse avuto altri che il Maffei, basterebbe questo solo a darle gloria per tutti i secoli. ([[Ferdinando Ranalli]])
*Facendo ragione il Maffei che alle sue critiche osservazioni più autorità acquisterebbe s'ei mandasse lor dietro un esempio luminoso, immaginò un [[poema]] morale in ben cento canti, di cui non abbiamo a stampa che un saggio. Vi si doveva dimostrare che la felicità è nel diletto, e che il vero diletto non s'ha nell'ozio, ne' piaceri, nelle ricchezze, nel dominio, e né tampoco nella gloria. Convenir munirsi, la prima cosa contra il dolore, e però rendersi imperturbabile: non desiderar nulla con ardenza; non temere, non adirarsi. ([[Ippolito Pindemonte]])
*Il marchese Scipione Maffei gareggiò col [[Ludovico Antonio Muratori|Muratori]] nel ritogliere alle tenebre pregevoli monumenti d'antichità, e lo superò nella gloria poetica; anzi fu tanta la rinomanza a cui egli salì, che la riconoscente sua patria giudicò che gli si dovesse innalzare una statua, benché ancor fosse vivo. ([[Giuseppe Maffei]])
*La riconoscente [[Verona]] gli avea già fallo erigere un busto coll'epigrafe: ''A Scipione Maffei ancora vivente''; iscrizione al dir del [[Voltaire]], bella nel suo genere al par di quella che si legge in [[Montpellier]]: ''A [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]] dopo la morte''; perché le lodi largite al privato vivente mostrano che le sue virtù hanno vinto il livore, mentre quelle che si tributano al principe ancora spirante possono essere un effetto della vile adulazione, e non soglion esser sincere se non quando cessò la sua possanza. Né ci dobbiamo maravigliare che tanti onori abbian fatto inorgoglire il Maffei, di cui si narra che un giorno chiedesse ad una colta dama: ''Che pagherebbe ella a saper quanto so io?'' Al che ella prontamente rispose : ''Pagherei assai più a saper quanto ella non sa''. ([[Giuseppe Maffei]])
*La vostra Tragedia non poteva veramente esser migliore per bandir dal Teatro l'infamia, e la mostruosità presente, e per la vera espressione della natura tanto incognita a quei Tragici stranieri, che oggi fanno tanto rumore. Trovandosi il popolo così male avezzo, non dee esser disgustato dall'antica severità, dalla quale io non mi son saputo astenere; onde voi avete saputo meglio conseguire il nosiro comun fine al che io coopero anche col Trattato, che o già finito della Tragedia in lingua volgare, perché assalisco gli errori comuni, e Teatrali, particolarmente quelli che nascono dalle Tragedie Francesi, benché ne taccia il nome. In questo Trattato vedrete la ragione, perché il mio numero è periodico, ed incatenato, al che i presenti istrioni non si possono accomodare per l'usanza appresa dallo stile rotto, che sotto il dominio degli Spagnuoli cominciò in Italia, ed or continua per l'imitazione delle cose Francesi. ([[Giovanni Vincenzo Gravina]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Scipione Maffei, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6265415 Dell'impiego del danaro]'', Giovanni Battista Bernabò & Giuseppe Lazzarini, Roma, 1746.
*Scipione Maffei, ''Teatro del signor marchese Scipione Maffei'', Alberto Tumermani Librajo, 1730.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
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The Big Bang Theory
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{{FictionTV
|titoloitaliano=The Big Bang Theory
|tipofiction=Serie TV
|anno=2007 – 2019
|genere=sitcom
|stagioni=12
|episodi=279
|regista=Mark Cendrowski
|ideatore=[[Chuck Lorre]], [[Bill Prady]]
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*[[Johnny Galecki]]: Leonard Hofstadter
*[[Jim Parsons]]: Sheldon Cooper
*[[Kaley Cuoco]]: Penny
*[[Simon Helberg]]: Howard Wolowitz
*[[Kunal Nayyar]]: Raj Koothrappali
*[[Sara Gilbert]]: Leslie Winkle
*[[Melissa Rauch]]: Bernadette Rostenkowski
*[[Mayim Bialik]]: Amy Farrah Fowler
*[[Kevin Sussman]]: Stuart Bloom
*[[Laura Spencer]]: Emily Sweeney
|doppiatoriitaliani=
*[[Gabriele Lopez]]: Leonard Hofstadter
*[[Leonardo Graziano]]: Sheldon Cooper
*[[Emiliano Coltorti]]: Sheldon Cooper <small>(2x15, 2x20-2x23)</small>
*[[Eleonora Reti]]: Penny
*[[Federico Di Pofi]]: Howard Wolowitz
*[[Alessio Buccolini]]: Raj Koothrappali
*[[Alessandra Barzaghi]]: Leslie Winkle
*[[Gemma Donati (doppiatrice)|Gemma Donati]]: Bernadette Rostenkowski
*[[Emilia Costa]]: Amy Farrah Fowler
*[[Emiliano Reggente]]: Stuart Bloom
*[[Elena Perino]]: Emily Sweeney
}}
'''''The Big Bang Theory''''', serie televisiva statunitense trasmessa a partire dal 2007 al 2019.
==Stagioni==
*[[The Big Bang Theory (prima stagione)|Prima stagione]]
*[[The Big Bang Theory (seconda stagione)|Seconda stagione]]
*[[The Big Bang Theory (terza stagione)|Terza stagione]]
*[[The Big Bang Theory (quarta stagione)|Quarta stagione]]
*[[The Big Bang Theory (quinta stagione)|Quinta stagione]]
*[[The Big Bang Theory (sesta stagione)|Sesta stagione]]
*[[The Big Bang Theory (settima stagione)|Settima stagione]]
*[[The Big Bang Theory (ottava stagione)|Ottava stagione]]
*[[The Big Bang Theory (nona stagione)|Nona stagione]]
*[[The Big Bang Theory (decima stagione)|Decima stagione]]
*[[The Big Bang Theory (undicesima stagione)|Undicesima stagione]]
*[[The Big Bang Theory (dodicesima stagione)|Dodicesima stagione]]
==Citazioni su ''The Big Bang Theory''==
*Interpretare Sheldon non mi annoia mai. Ci si abitua, il che va bene lo stesso. Può essere di aiuto con le cose più intense, ma è anche bello ricordare com'è stato entrare in un personaggio tanto straordinario. Voglio dire, dal primo momento in cui ho letto il pilot, è stata la cosa che mi ha attratto di più. Non sarei in grado di dirvi se un pilot è bello o brutto leggendolo, ma potrei dirvi se quello è un personaggio che vorrei interpretare. E con lui è stato così sin dall'inizio. Dio sa perché. Probabilmente mi trasmette qualcosa di molto strano a livello psicologico. Quel tizio? Davvero? Sì, sì l'ho fatto. Mi piaceva come parlava, ed è una cosa che mi piace ancora. ([[Jim Parsons]])
*Nonostante [[Kim Jong-un]] fomenti il suo popolo inneggiando alla distruzione degli Stati Uniti d'America, è nota la sua passione per gli spettacoli della tv americana. I suoi programmi preferiti sono ''Big Bang Theory'' e ''Skylark Tonight''. (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'')
===[[Kaley Cuoco]]===
*Dopo la fine di ''The Big Bang Theory'' sono venuta a patti con l'idea che niente avrebbe potuto essere paragonato a quell'esperienza durata 12 anni. L'ho accettato. [...] ''The Big Bang Theory'' è un'entità a sé. Quindi non sento il bisogno di superarla o essere migliore.
*Ho iniziato ''The Big Bang Theory'' a 21 anni. Ero la ragazza carina della porta accanto ai nerd. Era tutta una questione di pantaloncini corti e felpe a zip [...]. Non credo che fosse difficile indossare quella roba ed essere divertente. [...] a 21 anni ero sexy. Volevo mostrarmi. Ora non mi metterei neanche morta in un costume da gatto sexy!
*Quando stavo girando ''The Big Bang Theory'', ero su un volo notturno, al computer e l'assistente di volo è arrivato, credo per lui fosse molto divertente, e mi ha fatto il "knock knock knock Penny". Ho fatto un salto, mi sono spaventata! Dopo si è scusato e si è dispiaciuto. Non è stato divertente essere sorpresa da una bussata sul vano porta bagagli. La gente ama farlo: non importa dove sono, lo fanno.
==Altri progetti==
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[[Categoria:The Big Bang Theory]]
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Il Farinotti
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Spinoziano
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[[File:Pino Farinotti.jpg|thumb|Pino Farinotti]]
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'''''il Farinotti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
===A===
*[[Ermanno Olmi]] ritrova fiato ed estro poetico mettendo in immagini le storie contadine dei suoi nonni. [...] molte le scene indimenticabili (come la semina sotto la prima nevicata, un gesto consumato come in una sacra funzione). (''[[L'albero degli zoccoli]]'', p. 51)
*La forza del film è nei personaggi strampalati e nel gusto per le cose folli. [[Lewis Carroll|Carroll]] descrive un mondo tanto eccentrico e privo di logica quanto divertente e ameno. Ma è un mondo che non può funzionare proprio per la mancanza completa di logica. Nel film questo messaggio risulta un po' sfocato ma alcuni dei personaggi che compaiono sono talmente indovinati da far dimenticare l'originale: un numero enorme di figure sfilano durante la visione e nessuna, in fondo, ha una vera storia da raccontare. Alla sua uscita il film lasciò perplessi per la struttura anarcoide che lo rende frammentario e quasi privo di trama. La follia elevata a protagonista non riesce sempre ad essere convincente. In fondo il personaggio di Alice non ha la forza innata comune alla eroine disneyane, la loro credibilità, la loro vita. Alla fine degli anni Sessanta questo film fantastico e strampalato fu amato moltissimo dalla generazione dei "figli dei fiori", che nelle gag, nel ritmo indiavolato e proprio nell'illogico che impregna il film trovarono il loro mondo ideale. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'', pp. 58-59)
*Il grande realismo e l'assoluta attenzione alla verità ne fanno un film di sapore europeo. In questo caso è un grande valore aggiunto. (''[[All'ovest niente di nuovo]]'', p. 71)
*Il tenue filo che lega i nove episodi del film è costituito da un rivenditore di libri usati che presenta alcuni volumi. Per ognuno [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] ha saputo trovare la giusta chiave narrativa, ben sostenuto da un gruppo di attori di prim'ordine. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]'', p. 77)
*Un tipico prodotto hollywoodiano, confezionato per infondere fiducia nel domani. La storia narrata da [[William Dieterle|Dieterle]] non si discosta molto da quella di decine di altri film: lui e lei, afflitti da guai e problemi non da poco, si incontrano per caso e trovano, insieme, la forza di andare avanti. (''[[Al tuo ritorno]]'', p. 78)
*Eccessivamente patinato e raffinato, il film però perde di vista il calore emotivo del rapporto d'amore presente nel romanzo della [[Marguerite Duras|Duras]]. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]'', p. 80)
*Grande western. Per la prima volta un film stava dalla parte degli indiani introducendo il problema razzista. In quegli anni non era un merito piccolo. Anche la qualità del film è eccezionale. Indimenticabile l'attacco indiano iniziale e le scene d'amore fra [[James Stewart|Stewart]] e la ragazza ([[Debra Paget|Paget]]). (''[[L'amante indiana]]'', p. 82)
*Il film è del 1930. È il grande momento della Germania, della [[Repubblica di Weimar]] che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo. Un vero fenomeno, una sorta di Rinascimento del diciannovesimo secolo. Letteratura, teatro, pittura, design, scienze, cinema: Weimar detta nuove regole al mondo. Sono invenzioni fondamentali i cui segni rimangono vivi e attivi anche nel nostro tempo. Una delle parole chiave è "[[espressionismo]]". Un gruppo di autori di lingua tedesca come [[Fritz Lang|Lang]], [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] trova questa nuova forma, mediata dalle arti figurative, importantissima, decisiva. Molti di questi autori, dopo il 1933, con l'avvento di [[Adolf Hitler|Hitler]], abbandoneranno il loro paese portando la corrente in tutto il mondo civile, soprattutto in America. [[Marlene Dietrich]] arrivava nel momento più opportuno, a rappresentare qualcosa di ben più vasto di una parte in un film. Catalizzava fisicamente quella tendenza. Ne era, forse inconsapevolmente, una sorta di sintesi. Veniva da ruoli insignificanti e si trovò titolare di un personaggio, Lola Lola, che avrebbe costruito un precedente imprescindibile tramandato per decenni dalla stessa Dietrich e imitato con assoluta trasparenza. I grandi segni erano: cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume. Di suo l'attrice ci mise una voce roca e profonda, una carnagione bianchissima di contrasto e due gambe notevoli. [...] Fra le tante imitazioni di Lola Lola una in particolare si fa ricordare: quella di [[Liza Minnelli]] in ''[[Cabaret (film)|Cabaret]]''. Emigrata in America, insieme al suo scopritore Sternberg, Marlene divenne (come la [[Greta Garbo|Garbo]] e la [[Ingrid Bergman|Bergman]]) una delle grandi conquistatrici europee di Hollywood, partner dei massimi divi dell'epoca. Quasi sessantenne, mostrava ancore quelle gambe. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'', p. 133)
*[...] [[Bette Davis]] qui in una (anzi in due) delle sue più belle interpretazioni. (''[[L'anima e il volto]]'', p. 137)
*Nonostante la biografia del Santo sia circoscritta agli ultimi anni della sua vita e alcuni elementi della trattazione siano dichiaratamente inventati, piace l'approccio scelto dal regista: invece di cedere alla facile tentazione di spettacolarizzare la figura, proponendolo come mero "miracle maker", con tutto quello che avrebbe potuto conseguirne, [[Antonello Belluco|Belluco]] sceglie di focalizzare l'attenzione sull'umanità, i sentimenti, le paure e le emozioni provate dal protagonista, che appare assai fragile, tormentato e realistico. (''[[Antonio, guerriero di Dio]]'', p. 149)
*Il romanzo di [[Erich Maria Remarque|Remarque]], ricco di buone intenzioni umanitarie, è trasposto in modo un po' schematico e grossolano da un regista discontinuo. Come "melodramma", però, il film funziona abbastanza soprattutto per il grande mestiere degli interpreti (il più convincente di tutti è [[Louis Calhern]], il colonnello russo). (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'', p. 163)
*Il film di Ichikawa stempera le visioni degli orrori della guerra in una sorta di contemplazione assorta e ieratica. È forse il film più pacifista sul conflitto mondiale degli ultimi quarant'anni, venato di una tristezza infinita che accomuna cristianamente amici e nemici. (''[[L'arpa birmana]]'', p. 169)
*Un gruppo impressionante di attori e di mezzi per questo film [...]. Anche il più bravo giallista non potrebbe alla fine trovare il colpevole. C'è davvero una grossa sorpresa. [[Albert Finney]], ancora giovane e aitante, cerca disperatamente di stringersi e invecchiarsi per entrare nei panni dell'ispettore Poirot. A parte questo, Finney è bravissimo. Un film estremamente divertente. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'', p. 181)
*È il solito western con il capitano severo, ma eroico, che presidia un fortino e tiene a bada gli Apaches finché non "arrivano i nostri". Ha qualche pregio di recitazione, per il resto è normale routine. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; p. 200)
===B===
*Un film che ha rivelato qualità davvero particolari, tanto da diventare un campione di incassi valorizzato anche dalla critica. Certo, Babe è un magnifico esempio; attraverso la sua vicenda e quella della fattoria emerge un modo positivo, forte, a volte anche eroico di affrontare la vita: la famiglia è visitata anche da avversità e dolori, ma tutto viene accettato, con coraggio e dignità. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'', p. 218)
*In attesa dei più che buoni ascolti televisivi, [[Giorgio Panariello|Panariello]] si cuce addosso un film di serie B che non va al di là di una serie di sketch. (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]'', p. 225)
*Diciamolo subito, questo "caso" è un film porno, né più né meno. La qualità delle "attrici" è quella – se avessero miglior qualità farebbero film migliori [...]. (''[[Baise moi - Scopami]]'', p. 225)
*Una suggestiva atmosfera alla [[Anton Čechov|Cechov]], grazie alla perfetta recitazione di due grandi dive del passato. (''[[Le balene d'agosto]]'', p. 226)
*Anche se come attore gigioneggia forse un po' troppo, quello di [[Kevin Costner|Costner]] è un debutto alla regia di tutto rispetto. Il messaggio arriva al cuore e alla ragione con citazioni da [[John Ford|Ford]], [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] e [[Sergio Leone|Leone]]. [...] Enorme successo di pubblico che ha decretato la parziale rinascita del genere western. Nel giugno 1992 è poi circolata la versione integrale di quasi 4 ore, dove c'è più spazio per spiegare alcune cose non del tutto chiare nella prima versione. (''[[Balla coi lupi]]'', p. 227)
*Discreto film di Brooks, che non ha più il genio degli esordi, ma comunque molto mestiere. (''[[Balle spaziali]]'', p. 230)
*È un segnale significativo e disgraziato dello stato del nostro Paese negli anni Novanta. Io che scrivo dico che mai sono uscito da una sala con un malessere così profondo. E confesso il grande disagio perché sono costretto a scrivere, e lungamente, di questo "film", diventando a mia volta involontario complice dell'associazione a delinquere. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]'', p. 232)
*Splendidamente diretto da [[Elia Kazan|Kazan]] questo film è uno dei primi esempi di quel genere che negli anni Cinquanta avrebbe fatto epoca e dato capolavori come ''[[Un tram che si chiama Desiderio|Un tram che si chiama desiderio]]'', ''[[Viva Zapata!|Viva Zapata]]'' e ''[[Fronte del porto]]'', tutti diretti dallo stesso regista. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'', p. 237)
*La scrittrice, con istinti omicidi e con una sessualità al calor bianco (tanto esibita quanto gelida), è tornata. (''[[Basic Instinct 2]]'', p. 246)
*Sorprendente caso di promozione internettiana per un superindipendente che ha sbancato, dando vita anche a un sequel. Il fenomeno principale del nuovo cinema, girato come ''real fiction''. Si finge il ritrovamento di videocamere in un bosco dove è successo qualcosa, qualcosa di terribile. Che cosa? Non interessa né agli autori né agli spettatori. Quel che conta è il clima, l'atmosfera. È come vendere al prezzo di un [[Vincent van Gogh|Van Gogh]] una cornice. Impresa geniale, no? (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]'', p. 286)
*Un film tendenzialmente idiota con molti videoclip pseudo-erotici. Di trasgressivo proprio nulla. [...] Sia [[Kim Basinger]], finita in tribunale per rottura di contratto, che [[Madonna (cantante)|Madonna]] si sono rifiutate di interpretare la parte di [[Sherilyn Fenn]]. Non si può far altro che dar loro ragione. (''[[Boxing Helena]]'', p. 302)
*Il film romantico per eccellenza degli anni Quaranta, ma non zuccheroso, non fumettistico, anzi realistico e spesso sgradevole nella descrizione dei personaggi e della loro timida passione. Robert Krasker si rivelò il fotografo più prestigioso del cinema britannico; la musica di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninov]] avvinse tutte le casalinghe dalle velleità extraconiugali. Esemplare la prova di Celia Johnson e di Trevor Howard, due innamorati "non giovani e non belli" come erano descritti nell'originale teatrale (un atto unico di [[Noël Coward|Noel Coward]]). Ma grande specialmente il regista. (''[[Breve incontro]]'', p. 308)
===C===
*[...] imprevedibile, ma non troppo. (''[[Caccia al ladro]]'', p. 327)
*Ricavato da un romanzo di [[Delfino Cinelli]], il film pretende di nobilitare il melodramma di fondo (un famoso pittore diviene l'amante d'una ragazza che potrà sposare, riunendosi a lei e al bambino nato nel frattempo, solo dopo essere stato ferito in guerra) indugiando in particolari descrittivi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'', p. 335)
*Sottile studio psicologico e d'ambiente, il film s'arresta davanti al tabù dell'omosessualità femminile, a differenza del dramma di [[Lillian Hellman]] da cui è tratto. (''[[La calunnia]]'', p. 339)
*Metafora ambiziosissima, ma poco riuscita, di [[Ermanno Olmi|Olmi]] sul difficile cammino dell'umanità verso la salvezza. (''[[Camminacammina]]'', p. 343)
*Al suo secondo film, [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] – dopo il tranviere – impersona un pescivendolo, cioè ancora un personaggio di immediata e schietta estrazione popolare. Stesso l'ambito produttivo di ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'', stesso il regista, stessa la matrice bozzettistica (ma tra i collaboratori figura [[Federico Fellini|Fellini]]). Da una vicenda tutta prevedibile e in parte melensa (il protagonista s'invaghisce d'una signora della buona società, ma ne resterà deluso e accetterà il legame con una impetuosa fruttivendola) emergono alcune sequenze di brulicante umanità. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'', p. 345)
*[[Tom Hanks|Hanks]] guarda dritto l'obiettivo mentre finisce il film. Chissà quale sarà il destino. Se c'è una metafora è proprio questa: si può ricominciare. E c'è dell'altro: l'isola solitaria non è un paradiso perduto, è un inferno. Valgono di più i rapporti. Meglio se si trasformano in sentimenti forti. Ed è questa la differenza con [[Robinson Crusoe]], che trecento anni prima lasciava la sua isola, dopo ventotto anni, a malincuore. Spaventoso (dunque magnifico) l'incidente aereo. E quell'isola sempre grigia, sempre tempestosa. Hanks, come e più di sempre, straordinario. (''[[Cast Away]]'', p. 386)
*Il genio ha colpito ancora. Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obbiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. E di emozioni, quest'opera di [[Hayao Miyazaki]] ne offre davvero. ''Howl's Moving Castle'' è un ulteriore tassello nel mosaico che il regista giapponese sta componendo col passare degli anni, che mescola l'attenzione alle tematiche ambientali, all'utilizzo malsano della tecnologia, che propone esseri umani calati in universi fantastici ed immaginari, dove creature soprannaturali insegnano all'uomo come vivere e quali valori seguire e difendere. (''[[Il castello errante di Howl]]'', pp. 387-388)
[[File:Jean Arthur in Shane 2.jpg|miniatura|[[Jean Arthur]] e [[Alan Ladd]] ne ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'']]
*Un grande mito del cinema, manifesto dell'eroe purissimo che agisce spinto solo dalla sua passione interna, per giustizia e senza compensi. Proprio come i cavalieri medievali che cercavano il sacro Graal (interpretazione della critica francese). Costruzione di grande realismo – i contadini, i rumori di fondo, i lavori – con una regia che ha ispirato successivamente i grandi western che hanno, per qualche tempo, ridato vita al genere. Tratto da un romanzo, mediocre, di [[Jack Schaefer]] e sceneggiato benissimo da [[A. B. Guthrie Jr.|A. B. Guthrie]], anche il ''Cavaliere'' si vale di una straordinaria colonna sonora di [[Victor Young]], che ha composto arie ispirandosi alla musica tradizionale americana. Indimenticabile l'interpretazione di [[Alan Ladd]], quarantenne, capace di espressioni sottotono, dolci, pazienti, persino intellettuali, ma anche violentissime, e divenuto il massimo "identificatore" delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema. Dunque, tutti questi valori, combinati con la poesia registica di [[George Stevens|Stevens]] e coi suggerimenti morali della storia, fanno de ''Il Cavaliere della valle solitaria'' la più alta espressione di tutto il cinema. (''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', p. 394)
*[...] il film venne maltrattato alla prima uscita dalla critica, che lo considerò troppo sentimentale, troppo inferiore al precedente ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro di Fort Apache]]''. Oggi ci appare come uno splendido racconto d'avventure con un [[John Wayne]] quarantenne che fa ottimamente il sessantenne. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'', p. 397)
*Avanza la ferrovia che unirà le due coste degli Stati Uniti. Nel campionario umano composto da fuorilegge, avventurieri e ambiziosi uomini d'affari, emergono le figure di un meticcio, che insegue l'uomo che gli ha ucciso il padre, e di una giovane vedova, che rappresenterà il futuro di una società che cancella per sempre i suoi eroi. Questa la succinta trama di un film che ne ha più di una. [[Sergio Leone]], dotato di una certa muscolarità espressiva, ha i suoi limiti nel manierismo che accompagna ogni suo film. Cinismo, violenza e autocompiacimento sono conditi dalla musica ingombrante del suo omologo in campo musicale, [[Ennio Morricone]]. Ogni soluzione è affidata al sensazionalismo. Il montaggio è solo un espediente per le anime semplici. Quello che si può ottimisticamente definire neo-espressionismo è mutuato dal cinema russo e, perché no?, da [[Orson Welles]]. Ma è solo un metodo applicato a una causa sbagliata. E tutti questi supposti valori si sciolgono come neve al sole di fronte a un B-movie western, realizzato però negli States. Certi temi, vedi il western, sono congeniti e appartengono alla memoria storica di una nazione. Nel caso di ''C'era una volta il West'', fino ad allora l'opera più ambiziosa di Leone, il mix di tutti gli ingredienti della sua cucina risultano indigesti a causa dell'insopportabile sentimentalismo che inonda la pellicola, con la complicità della troppo lodata [[Claudia Cardinale]]. Non basta andare in America e relegare [[Henry Fonda]] nel ruolo del cattivo. E con [[Dario Argento]] tra gli sceneggiatori non si va lontano. [[Paolo Stoppa]] è il più incredibile ''trapper'' della storia del west cinematografico. È come fare l{{'}}''[[Amleto]]'' con [[John Goodman]]. Sequenze famose come quella finale, presa pari pari da ''[[Duello al sole]]'' di [[King Vidor|Vidor]], sembrano un furto più che un omaggio. ''C'era una volta il West'' ha i titoli più lunghi della storia del cinema. Diciassette minuti di narcisismo registico, con notevoli caratteristi americani a fare da manichini per i giochini grafici della fotografia di [[Tonino Delli Colli|Delli Colli]]. Una gamba in primissimo piano e l'antagonista sul fondo, nello spazio amatoriale concesso dal cinemascope. L'epica scriteriata del film ha l'anima intinta nei sobborghi romani. Un ''cult movie'' per ragionieri in vena di poesia. (''[[C'era una volta il West]]'', p. 405)
*Un attore minore, Jason Evers, recita, produce, dirige, sceneggia (le ultime tre cose sotto pseudonimo) questo horror che tratta in modo triviale un'idea discreta. (''[[Il cervello che non voleva morire]]'', p. 410)
*Grande successo all'epoca e grande interpretazione di [[James Stewart|Stewart]], che si apprestava a fare il gran salto da giovane ingenuo "alla [[Frank Capra|Capra]]" a uomo del West. Gli ultimi dieci minuti del film sono entusiamanti. (''[[Chiamate Nord 777]]'', p. 420)
*Solo [[Dashiell Hammett]], autore del romanzo e padre del poliziesco ''hard-boiled'', poteva descrivere senza mezzi termini il mondo in putrefazione del potere. Solo lui poteva concepire un eroe che si mantenesse così leale al valore dell'amicizia di fronte alle tentazioni del denaro e del successo. Beaumont è più simile al Sam Spade de ''[[Il falcone maltese]]'', avvezzo alla falsità ma fedele al proprio codice etico, che all'ironico Nick Charles de ''L'uomo ombra'', entrato col matrimonio in una classe sociale superiore. Qui, senza perdere il gusto della narrazione, il giallo diventa specchio di quella società che Hammett aveva esplorato nel suo lavoro di investigatore. E, come i suoi personaggi, durante il maccartismo Hammett si manterrà fedele ai suoi princìpi, pagando con il carcere il diritto di denunciare ipocrisia e corruzione. Pochi come il romanziere [[Jonathan Latimer]], abile nel portare opere altrui sullo schermo, potevano scrivere una simile sceneggiatura senza tradire il soggetto. Anche il pestaggio di Ed viene presentato con una durezza che soltanto [[Sergio Leone]] nel suo primo western (costruito sulla trama di ''Piombo e sangue'' di Hammett) oserà rappresentare al cinema. L'unico spazio al sentimento è aperto dalla collaudata coppia [[Alan Ladd|Ladd]]-[[Veronica Lake|Lake]], cui è affidato il compito di chiudere con un lieto fine. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'', p. 421)
*Il film è diventato un vero fenomeno di incassi, record italiano assoluto, ma non solo. Ha confermato la prevalenza dell'idioma toscano nel nostro cinema (I Cecchi Gori c'entreranno pure qualcosa) e riconfermato il precedente ''[[I laureati|Laureati]]'' di Pieraccioni. Questo successo abnorme ha comunque delle spiegazioni. Una è il naturale "volano" del film (che ha tenuto le sale per un anno), che a un certo punto "deve" essere visto da tutti perché fa moda. Poi naturalmente c'è la grana della regia e della storia. Si può parlare di film medio che manca al nostro cinema, di sapori di commedia all'italiana eccetera, ma in questo caso c'è una ragione "tattile", immediata, che capiscono tutti subito: è un film pulito, fuori dai contesti grigi, tristi, omologati, spesso malamente sociali del cinema nostrano. Presenta qualcosa che non si vedeva dai tempi di ''[[Poveri ma belli]]'': la felicità di vivere. Una felicità, che non sarà aderente al nostro momento storico, ma è una bella fortuna che qualcuno ce la descriva almeno nella finzione. Certo, come rovescio della medaglia abbiamo dovuto affrontare il potente riflusso-marketing con la [[Natalia Estrada|Estrada]] che ci ha assediato dalle tv, dai manifesti e dalle passerelle di moda, ma tant'è, certe vie sono obbligate. (''[[Il ciclone]]'', p. 432)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Llewellyn]] e indubbiamente migliorato da [[John Ford|Ford]], il film rappresenta, insieme a ''[[Furore (film)|Furore]]'' e a ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', il momento più alto della storia (non-western) del regista. Con tutte le tematiche rese nobili dalla felicità del racconto. Vi sono istantanee di grande efficacia poetica, come quando la famiglia scende a casa dalle miniere cantando e la madre raccoglie in un grembiule il guadagno della giornata, o la lezione di boxe data al cattivo insegnante del ragazzo, o la purissima storia d'amore del pastore protestante con [[Maureen O'Hara]]. La famiglia, la disciplina, il senso religioso, e poi l'inevitabile evoluzione che tutto trasforma e tutto conduce a termine. Una parabola sulla fatica, il dolore e la rinuncia. Il mondo degli adulti ossevato dal ragazzo nel suo angolo, con l'ingenuità nella quale Ford si è sempre riconosciuto e che, nel tempo, gli è stata persino rimproverata da una certa critica. Ford faceva discorsi semplici, ma colti ed efficaci. Il vecchio patriarca Morgan non sopporta le astruse dottrine socialiste che hanno fatto presa sui figli, e li lascia partire. Ford venne subito accusato di fascismo, ma il regista ci rideva sopra. In quel contesto era buon senso, così com'era buon senso il populismo in ''Furore''. (''[[Com'era verde la mia valle]]'', pp. 480-481)
*I detrattori di [[Cecil B. De Mille]] hanno sempre sostenuto che trattava la storia (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'', ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') come un western. Omettevano però di aggiungere che il western lo sapeva fare benissimo. Almeno due suoi lavori sulla frontiera (questo e ''[[La via dei giganti]]'') sono classici. ''La conquista del west'' è ancor oggi la rievocazione più appassionante della saga della città di Deadwood, con un [[Gary Cooper]] entusiasmante (anche se il suo [[Wild Bill Hickok|Bill Hickock]] ha ben poco in comune con il personaggio così come è stato tramandato dagli studi storici più seri). ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]], p. 500)
*Zeppo di divi (nessuno però impiegato al meglio), il film è dichiaratamente la raccolta di ogni luogo comune sull'argomento. Non punta sulla novità ma sulle grandiosità delle scene (la carica di bufali, la battaglia di Shiloh, le rapide, l'assalto al treno). L'impatto (specie di quest'ultima sequenza che costò una mutilazione alla controfigura Robert Morgan) è notevole, ma il cinerama è ancora allo stadio primitivo (il sistema è a tre schermi, e non di rado si vedono le giunture fra un "piano" e l'altro). A livello di spettacolo, è un film che non si dimentica. ([[La conquista del West (film 1962)|''La conquista del West'', 1962]], p. 500)
*Ponderoso dramma storico allestito con grandi mezzi, ma con minimi risultati artistici. I due personaggi principali non sono (per diverse ragioni) granché simpatici e nemmeno i due divi girano al meglio: forse perché litigarono ferocemente fra una scena e l'altra (il dongiovanni [[Errol Flynn|Flynn]] non considerava la [[Bette Davis|Davis]] donna appetibile e lo dava a vedere fin troppo chiaramente). (''[[Il conte di Essex]]'', p. 504)
*Curioso film crepuscolare per un [[John Wayne|Wayne]] molto maturo. L'età non gli permetteva di impersonare il solito eroe vittorioso: qui è un vecchio capace di tener testa a un assassino che ha trent'anni di meno; poi deve soccombere. È uno dei pochissimi film in cui il massimo eroe dell'Ovest muore. Lavoro davvero riuscito di [[Mark Rydell|Rydell]] che tre anni prima aveva fatto un altro western non tradizionale: ''[[Boon il saccheggiatore]]''. (''[[I cowboys]]'', p. 532)
===D===
*Uno dei classici del famoso genere noir. Film di ottima atmosfera grazie anche all'intervento di [[Raymond Chandler]], il grande giallista padre del detective Marlowe. Ma soprattutto grazie alla bravura di [[Alan Ladd]], un attore le cui attitudini non sono mai state riconosciute. La sceneggiatura di Chandler dava alla storia svolte imprevedibili e al dialogo un colore particolare. Funzionale era anche la presenza di [[Veronica Lake]], triste e misteriosa come il suo partner. Da ricordare infine la prova di [[William Bendix]], presente in molti noir dell'epoca, un grande caratterista. ''La dalia azzurra'', girato senza grande profusione di mezzi, vive di pura storia e di interpretazioni, un piccolo capolavoro costruito con grande intelligenza e piccolo budget. (''[[La dalia azzurra]]'', p. 556)
*Sicuramente film d'attori, tutti al massimo delle loro possibilità con stili a confronto. [[Montgomery Clift|Clift]], con la tensione interna di matrice Actor's Studio, [[Frank Sinatra|Sinatra]], letteralmente miracolato da questo ruolo che lo rilanciò dopo un brutto periodo, [[Deborah Kerr]], attrice e diva inglese affascinante e morbosa, e soprattutto [[Burt Lancaster|Lancaster]], capace di esprimersi nell'azione esattamente come in tutti gli altri esercizi di attore. Fra le tante sequenze che si ricordano una fa parte della più bella mitologia: la scena fra Lancaster e Kerr che si baciano nella risacca. (''[[Da qui all'eternità]]'', p. 564)
*Caratteristica fondamentale di questo quarto lungometraggio di Sam Raimi è la contaminazione di generi. Oltre al fantastico e all'horror, troviamo infatti l'avventura, il sentimento, la commedia e il poliziesco. I riferimenti cinematografici si sprecano, come pure le citazioni. Non manca neppure l'ironia de ''La casa 2'' e ''I criminali più pazzi del mondo'' (sceneggiato dai fratelli Coen). La bravura tecnica ed espressiva di questo talento della nuova generazione è fuori discussione e il personaggio di Peyton, anche grazie all'interpretazione di Neeson, ha una profondità notevole. (''[[Darkman]]'', p. 565)
*Il dèjà vu è un mero pretesto per raggiungere l'happy end sentimentale. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'', p. 574)
*[…] è uno splendido poema epico sulla sintonia dell'uomo con la natura. Una scena in particolare (quella della tormenta) fa ormai testo. (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]'', p. 586)
*[[Cecil B. DeMille|Cecil Blount De Mille]] è un regista che ha firmato opere di grandissima popolarità che, paradossalmente, non sono le sue migliori. Tutti ricordano i suoi "colossi" come ''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'', ma personalmente ritengo che De Mille abbia dato il meglio nei western, dove aveva una sua misura particolare e grande riconoscibilità. Basta ricordare ''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'', un western del '36 già perfettamente adulto, tre anni prima di ''[[Ombre rosse]]'' [...]. Tuttavia dicendo De Mille si dice ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|Dieci comandamenti]]'', che è un'opera meritevolissima, beninteso, un titolo che non ha mai trovato posto in nessuna delle classifiche nobili, proprio per le sue caratteristiche di troppa spettacolarità, popolarità, artificio. De Mille voleva soltanto piacere al pubblico, dargli ciò che voleva. [[John Ford]] riconosceva questa sua capacità, e in un certo senso gliela invidiava. Nei ''Dieci comandamenti'' tutto è perfetto: l'aspetto degli attori, i costumi, le armi, la natura, gli edifici, i trucchi, la musica, le inquadrature. È tutto così stilizzato e calligrafico da far invidia al più avanzato dei registi pubblicitari. [...] La saga e il racconto sono grandissimi. Si rimprovera al regista una certa prolissità (quasi quattro ore la durata del film), ma ci sono momenti di alto significato, sul piano delle immagini (Mosè che chiede l'aiuto di Dio nella tempesta, l'incisione delle tavole, le scene d'esodo). Ci sono anche tratti di grande forza, quasi da tragedia greca, seppur fortemente hollywoodiani. De Mille era un fervente cattolico e attribuiva ai suoi film un preciso valore in quel senso. Ci fu chi disse che il regista era stato un paladino della fede più del papa. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'', p. 604)
*Uno dei capolavori assoluti del cinema di tutti i tempi. Il rigore nella ricerca delle immagini (ispirata alla grande pittura fiamminga), la fotografia del paesaggio, la forza e l'intelligenza delle idee espresse dall'autore fanno di ''Dies Irae'' un film memorabile. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'', p. 607)
*Titolo fondamentale del cinema italiano e del mondo. Dopo una serie di film che possiamo definire di "perfezionamento e ricerca", Fellini rappresenta il dolore con segnali universali. Le sue angosce in prima persona trovano manifestazioni simboliche che si trasferiscono a tutti. Il caos, la vita "arruffata", il tentativo di integrarsi in qualche modo con gli altri, la tensione di fare qualcosa che non è mai chiara ma che va fatta, la pigrizia per la consapevolezza che anche centrando l'obiettivo... l'obiettivo alla fine non c'è. Il mito ha poi rilanciato ogni sequenza del film in tutto il mondo dando del nostro cinema e indirettamente del nostro paese un quadro diverso rispetto a quello della stagione del neorealismo. (''[[La dolce vita]]'', p. 628)
*Il film è un capolavoro del suo genere, un western classico centrato sull'eroe buono e coraggioso. La presenza di [[John Wayne]], simbolo di questo cinema, rende questa bellissima opera di [[Howard Hawks]] ancora più significativa. (''[[Un dollaro d'onore]]'', p. 629)
*È il primo film del genere "spiaggia", poi ripreso (anche troppo) negli anni Sessanta. Ma qui c'è molto di più: i toni del neorealismo sono ancora vigorosi e attendibili, i ritmi del racconto straordinariamente equilibrati. Da ricordare l'interpretazione di [[Emilio Cigoli]], il grande doppiatore, nella parte del papà affettuoso. (''[[Domenica d'agosto]]'', p. 631)
*Pellicola cannata da [[Aurelio Grimaldi|Grimaldi]]. Giulia (la [[Loredana Cannata|Cannata]], appunto) diventa licantropa e, nottetempo, cerca vittime maschili. Le vere vittime sono gli spettatori. (''[[La donna lupo]]'', p. 645)
===E===
*È probabilmente il più significativo lavoro di [[Frank Capra|Capra]] e uno degli indiscussi capolavori del cinema americano. Mr. Deeds rappresenta l'americano buono e semplice ma capace di farsi rispettare, colui che da solo combatte contro un sistema palesemente ingiusto, lontano da tutti i valori umani. Memorabile l'interpretazione di [[Gary Cooper]]. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'', p. 690)
*[[Sean Connery]] è un anziano scassinatore, che diventa socio di una giovane ladra che ha rubato un [[Rembrandt]] superando un complicato sistema di allarme. Tra i colpi di scena e doppi giochi i due realizzano un'operazione del valore di molti miliardi di dollari. Il regista di ''[[Sommersby]]'' e ''[[Copycat - Omicidi in serie|Copycat]]'' torna con un film a metà strada tra ''[[Mission: Impossible|Mission Impossible]]'' e ''[[Topkapi]]''. [[Catherine Zeta-Jones]] si era fatta notare, prima di questo film, nell'ultima versione di [[La maschera di Zorro|Zorro]] con [[Antonio Banderas|Banderas]] e [[Anthony Hopkins|Hopkins]]. (''[[Entrapment|Entrapment - In trappola]]'', p. 708)
*Prequel dell'illustre capostipite, avvalendosi di qualche spunto originale risulta a conti fatti il più riuscito tra i mediocri tentativi di replicare le atmosfere del primo episodio. (''[[L'esorcista - La genesi]]'', p. 721)
*Tratto dal romanzo di [[Honoré de Balzac|Balzac]], questo film non concede nulla allo spettacolo. È scarno e pulito, si preoccupa solo di raccontare la verità. I protagonisti sono misurati e rigorosi. La straordinaria analisi di Balzac sull'avarizia di papà Grandet viene tradotta in pellicola con acume ed efficacia. È l'esemplare lavoro di [[Mario Soldati|un regista]] la cui bravura non è mai stata riconosciuta in giusta misura. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]'', p. 729)
===F===
*Picchiarsi per stare meglio: questo l'assunto del film. Dopo il successo, in parte inaspettato, di ''[[Seven]]'', [[David Fincher|Fincher]] ripercorre e perfeziona la violenza. [[Brad Pitt|Pitt]] è semplicemente il diavolo: forte, astuto, bello e violento. [[Edward Norton|Norton]] ne rimane sedotto. Nota di costume sulla pratica di scaricamento delle tensioni con scarico di pugni. Machismo imperante. Suggestioni da palestra di pugilato. Ideologia atta a suscitare polemiche. Ben diretto e ben interpretato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'', p. 773)
*La nascita nella grotta di Betlemme, la predicazione, il martirio di Gesù Cristo narrati con discreta dignità artistica. (''[[Il figlio dell'uomo]]'', p. 780)
*È un'espressione esemplare del grande cinema di mestiere hollywoodiano. Un grande romanzo, di un grande scrittore, tradotto secondo le regole del grande cinema. La voce fuori campo rappresenta un altro esercizio strano e splendido. Il fraseggio della scrittura viene ridotto allo spazio della necessità del film, un'operazione che solo apparentemente è blasfema. La sintesi che ne risulta, rispetto al racconto, spesso è più efficace del romanzo stesso. (''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'', p. 783)
*Non molto adatto per un dramma, il comico [[Bill Murray]], pur mettendocela tutta, non può in nessun modo emulare, anche se non era nelle intenzioni, il grande [[Tyrone Power|Tyrone]]. La migliore sul campo è [[Theresa Russell]]. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]'', p. 783)
*Quando [[Hironobu Sakaguchi|Sakaguchi]] è comparso sul palco della Piazza Grande di Locarno più d'uno ha desiderato che fosse un essere virtuale. Invece no. È reale ed è pronto a regalarci nuove virtualità senza virtù. (''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy: The Spirits Within]]'', p. 784)
*Chi volesse porre ''Il fiume rosso'' in cima alle sue preferenze non sbaglierebbe. Il film, che da molti anni circola in Italia in un'edizione mutilata di circa mezz'ora, è epico senza sconfinare nella convenzione hollywoodiana. È rivoluzionario nello svolgimento del racconto, specie quando rappresenta la spietatezza di Dunson. La stessa ferocia che [[John Wayne|Wayne]] sfodera in ''[[Sentieri selvaggi]]''. Tutto il racconto è il paradigma della letteratura western, [[John Ford|Ford]] compreso. Due maestri di tale grandezza sono accumunati dal tema e dal suo svolgimento. Gli attori non a caso sono gli stessi. Naturalmente lo stile [[Howard Hawks|Hawks]] si evidenzia nei tempi del racconto, che sono più larghi rispetto a Ford, più incline al sentimentalismo di stampo irlandese. Hawks è americano nel tratto epico e nella raffinatezza dei dialoghi. Le sequenze da ricordare sono numerose e hanno ispirato buona parte dei western. La partenza notturna della mandria è stata rifatta da Dick Richards in ''Fango, sudore e polvere da sparo'', con un ostentato omaggio al maestro. Sorprendente la presenza del ventottenne [[Montgomery Clift]], nel suo primo e unico western. Il suo modo di guardare l'interlocutore e la sua intensità erano merce rara a quei tempi. Ma la sinergia che sprigiona la coppia Wayne-Clift è frutto proprio della loro diversità e dimostra come il bistrattato John Wayne fosse un notevole attore. I critici del tempo si erano sbizzarriti nel cercare elementi di giudizio che conducessero i personaggi nei dintorni di una tragedia greca. Una presunta e malcelata omosessualità dei due protagonisti è il tema ossessivo, che come una maledizione si era abbattuto sui compilatori dei "Cahier" e sui loro malridotti epigoni. Impossibile raccontare un'amicizia virile senza dovere fare i conti con la psicanalisi, di cui hanno tanto bisogno numerosi cinefili, che ammorbano le limpide acque delle avventure ''en plein air''. (''[[Il fiume rosso]]'', p. 793)
*Il regista Mayo riuscì a mantenere intatte le caratteristiche teatrali dell'opera (il film è tratto dall'omonimo lavoro di Sherwood). [[Humphrey Bogart|Bogart]], quasi agli esordi, fu efficacissimo, anche se poi dovette aspettare una decina d'anni per affermarsi del tutto. (''[[La foresta pietrificata]]'', p. 803)
*Pecoreccio e insulso. (''[[Fotografando Patrizia]]'', p. 809)
*La storia di San Francesco reinterpretata da [[Franco Zeffirelli]] vuole essere una sorta di allegoria della contestazione giovanile dei nostri anni. Francesco ricorda molto gli hippies di ''Hair'' ed è quasi obbligatorio ripensare a ''Jesus Christ Superstar''. (''[[Fratello sole, sorella luna]]'', p. 818)
*Un altro film senza il quale il cinema non sarebbe il cinema. Tratto dal romanzo di [[John Steinbeck]] viene portato sullo schermo da un regista di pari grandezza e prestigio. Il film è rigorosissimo culturalmente e formalmente: sembra di guardare le vecchie foto dell'epoca. Il regista ha puntato sul particolare, sui piccoli discorsi di miseria visibile, lasciando che i grandi temi ne venissero di conseguenza. Il cinema accoglie nel suo mito alcune situazioni tanto forti e perfette da non essere ripetibili, come la sepoltura del vecchio nonno, oppure l'immagine del camion-casa nelle strade delle infinite pianure, il ballo di [[Henry Fonda|Fonda]] con la madre ([[Jane Darwell|Darwell]], premio Oscar), o la scena finale di Tom che percorre la collina andandosene, mentre il sole sta nascendo. ''Furore'' non è un documento del cinema, è un documento generale di storia. Con questo film [[John Ford|Ford]] vinse l'Oscar e si pose come uno dei massimi autori assoluti. Quando una certa critica ha tacciato, durante la sua lunga e articolata attività, il regista di faziosità, manicheismo, persino fascismo, sarebbe bastato ricordare ''Furore'', grandissimo manifesto populista. Ford non era fascista e non era comunista, stava dalla parte di quella che riteneva la giustizia, si fidava del proprio buon senso e giudizio. La sua apparente semplicità era ricchezza. Anche adesso il suo mondo è condivisibile e non è mai lontano. Quanto manca Ford. (''[[Furore (film)|Furore]]'', p. 839)
===G===
*Un film commovente e poetico, di grande tensione drammatica soprattutto nel finale. Era il primo ruolo "serio" di [[Vittorio De Sica|De Sica]], che ne aveva paura. L'attore superò la prova benissimo grazie anche alla mano esperta di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]. (''[[Il generale Della Rovere]]'', p. 851)
*Una scelta coraggiosa e per nulla commerciale quella di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. Evitando i classici metodi di epicità, attraverso i quali la Sacra Bibbia è sempre stata rappresentata, cerca di entrare in un'atmosfera ascetica. Essendo un libro trasmesso oralmente di generazione in generazione, il regista dà molto spazio alla voce narrante, con una musica etnica che ricorda le atmosfere new-age e la colonna sonora di ''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' di [[Peter Gabriel]], nei momenti più tenui. Parte dalla creazione, come testimonia il titolo, e arriva a Noè, interpretato da Antonutti. Un'operazione particolare che può anche deludere ma che va rispettata. (''[[Genesi: La creazione e il diluvio]]'', p. 852)
*È un raccontino molto modesto che svolge in immagini mai suggestive la vicenda biblica. (''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'', p. 859)
*La vita di Gesù fino all'età adulta. Gira il mondo (?), beve e balla (?), stupisce i saggi. Conosce la vita. Una buona idea per una realizzazione piatta e povera. Luoghi comuni, una letteratura banale con grandi citazioni astratte, e invenzioni che dovrebbero stupire invece sono pallidi tentativi di demagogia. Stuart intenso ma troppo frenetico e sanguigno. Non si hanno grandi informazioni, ma Gesù era certamente molto diverso da lui. (''[[I giardini dell'Eden]]'', p. 861)
*Raccontino edificante, girato con tocchi imprevedibilmente felici da Ralph Nelson. (''[[I gigli del campo]]'', p. 865)
*Come spesso succede, i film di culto, questo compreso, hanno un ''plot mélo'', banale e scontato. Bisogna dunque pensare che questa sia una delle chiavi del successo. Baci e schiaffi (reciproci) famosi; frasi come: «... ti amo tanto che un giorno ne morirò, Johnny», abiti da sera e tango, feste in maschera, roulette e passione: erano ingredienti conosciuti, portatori di mito. E in più lei, [[Rita Hayworth|Rita]]. Basta ricordarla cantare ''Amado mio'' per capire tutto. Per anni, le orchestre nelle sale da ballo di tutto il mondo aprirono e chiusero il repertorio con quella canzone. Rita è un'altra delle immagini chiave del Novecento. Perfetta, irripetibile e non ricostruibile. Ci vorrebbe ancora lei. E ci vorrebbe il cinema di quegli anni freschi di dopoguerra. (''[[Gilda (film)|Gilda]]'', p. 866)
*Una storiella discreta appesantita da troppi artifici alla [[Spike Lee|Lee]] e dalla presenza, ormai obbligatoria, e stucchevole, del cameo di [[Quentin Tarantino|Tarantino]]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'', p. 884)
*Superproduzione coi suoi bravi messaggi ecologici. Grandi incassi negli USA. Ma che barba... (''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'', p. 897)
*[[Ben Affleck]], al suo debutto dietro la macchina da presa, riesce a distinguersi, mostrando buona attitudine nelle parti d'azione e una certa capacità di leggere i sentimenti. (''[[Gone Baby Gone]]'', p. 899)
*Campione di incassi in Germania. Che fare quando la storia va avanti per tenere tranquilli coloro i quali credevano di essere nel giusto? Raccontargli menzogne come gli venivano raccontate prima. Satira ben calibrata che i tedeschi (e in particolare i berlinesi) hanno gradito moltissimo. (''[[Good Bye, Lenin!]]'', p. 900)
*Straordinario capolavoro western, opera di un regista che quattro anni prima aveva firmato un'altra pietra miliare del genere, ''[[Il fiume rosso]]''. [[Howard Hawks|Hawks]] si poneva dunque nell'eccellenza dei film sull'Ovest, a pochissima distanza da [[John Ford]]. Il film contiene tutti i grandi temi della frontiera, in maniera decisamente "fisica": magnifica la natura, così come i tempi dell'avventura, e tutt'altro che banali gli intrecci dei rapporti. Hawks è stato titolare di minor mito rispetto a Ford, i suoi film sono più vicini a una buona verità. Una certa critica considera questo autore per certi versi più attendibile e completo di Ford stesso. ''Il grande cielo'', del 1952, fa parte della più bella stagione del western (esattamente coetaneo di ''[[Mezzogiorno di fuoco]]''), quando il cinema era ancora "muscolarmente" forte ed era perfezionato, ma capace di temi vasti positivi e ingenui che avrebbero resistito ancora per poco. (''[[Il grande cielo]]'', p. 906)
*Western di ampio respiro che appaga molto gli occhi, ma riesce meno significativo del previsto. [[Charlton Heston|Heston]] è relegato in secondo piano, ma accettò la parte perché [[William Wyler|Wyler]] gli promise il ruolo principale in ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben Hur]]''. Il film è comunque ritenuto un classico. (''[[Il grande paese]]'', p. 912)
*Grandissimo film, il più significativo di [[Michelangelo Antonioni|Antonioni]] insieme all{{'}}''[[L'avventura|Avventura]]''. Esemplare la rappresentazione della natura mai così protagonista: Aldo, con la sua giacca sdrucita, con la sua bambina che gli trotterella dietro, cammina nelle terre del Po, fra i filari, sull'argine, nel fango, lontano ci sono i paesi. Incontra la gente e ogni incontro è una nuova direzione. Tutto è determinato dal caso. Gli amori sono piccoli e tristi, e mai scelti. Ciò che sarebbe vitale sfugge, non è recuperabile. E c'è il vento, c'è la pioggia, tutto è difficile. E il caso, sempre, sovrintende. Lo stile, scarno ed essenziale, di lucida pulizia, trasmette il mondo di Antonioni attraverso parole e rapporti di una semplicità assoluta, non ci sono quasi discorsi, ci sono risposte e ci sono le azioni che tutto spiegano. E comunque niente serve, ognuno rimane dentro se stesso, i tentativi non approdano a nulla. Non ci si fa capire e le cose dipendono sempre dagli altri. E agli altri non importa della tua felicità. La caduta e la morte finale di Aldo forse sono sproporzionate al resto della storia, che non prende mai una via perentoria. Ma può essere la memoria di un certo cinema francese al quale alcuni nostri autori, almeno all'inizio, non hanno saputo sottrarsi. [...] ''Il grido'' mantiene ottima vedibilità a oltre cinquant'anni di distanza e vale come manifestazione di come eravamo in una stagione di cambiamenti ed espressione di smarrimento e di angoscia che valgono adesso come allora. (''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]'', pp. 921-922)
===I===
*''[[Psycho]]'' più ''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' più ''[[Seven]]'' più ''[[I soliti sospetti]]''. (''[[Identità (film)|Identità]]'', p. 969)
*Film intelligente, anticonformista ma tutt'altro che blasfemo. (''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'', p. 984)
*[[Cecil B. DeMille|De Mille]] pensava che i film dovessero essere favola e romanzo, che i colori dovessero essere più belli del naturale, ricostruiva in studio fiumi e foreste. La sua impaginazione era perfetta, a tutto schermo, con una cura certosina del particolare. In quei film c'era qualcosa di artificioso e troppo levigato, che tuttavia incantava il pubblico. De Mille diceva che di cose brutte e sporche era già piena la vita, che era inutile metterle anche nei film. ''Gli invincibili'' è favola, colosso, mito, affresco, insomma è grandissimo cinema. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'', p. 1019)
*È uno dei grandi film della cinematografia russa e del mondo. Un'opera d'arte pittorica di altissima "espressione". Eisenstein trasferiva in questo lavoro, dal sapore di tragedia greca e anche shakespeariana, tutto il suo bagaglio di uomo di cinema e di immagine ''tout court''. Alcune sequenze fanno storia del cinema, come l'incoronazione di Ivan, con le monete d'oro che gli scivolano addosso per un tempo che sembra infinito. (''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan il Terribile]]'', pp. 1039-1040)
===J===
*Il miglior [[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] da decenni. Pulito, non ridondante, essenziale. Aderisce al tradizionale testo della [[Charlotte Brontë|Brönte]] persino con modestia. Il resto lo fanno la campagna, i castelli inglesi e [[William Hurt]]. (''[[Jane Eyre (film 1996)|Jane Eyre]]'', p. 1044)
*Un film in origine a colori che arrivò da noi in bianco e nero. In America è considerato un capolavoro, in Italia è rimasto nei confini dell'ordinaria amministrazione. [[Henry Fonda]] (nella parte di Frank, fratello maggiore di Jess) diede un'interpretazione da antologia. (''[[Jess il bandito]]'', p. 1048)
*Si raccontano le storie di sfortunate persone che entrano in contatto con una casa su cui aleggia una maledizione, legata a tragici eventi consumatisi in essa. La struttura in capitoli scandisce le vittime della maledizione e contribuisce a creare una funzionale atmosfera cadenzata. (''[[Ju-on]]'', p. 1057)
===L===
*Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da [[Anthony Mann|Mann]] e interpretata da [[James Stewart|Stewart]] (gli altri titoli sono ''[[Winchester '73]]'', ''[[Terra lontana]]'', ''[[L'uomo di Laramie]]'', ''[[Lo sperone nudo]]''). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era [[John Wayne]], nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', ''[[Il grande cielo]]'', ''[[Rio Bravo]]'', ''[[L'amante indiana]]''), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del West forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo. (''[[Là dove scende il fiume]]'', p. 1077)
*Ci fu una stagione in cui le classifiche nobili del cinema ponevano questo film al secondo posto a pari merito con ''[[La febbre dell'oro|La Febbre dell'oro]]'', dietro l'immancabile ''[[La corazzata Potëmkin|Potemkin]]''. Negli anni successivi, il suo fascino "populista" venne considerato suggestione e la verità venne considerata poesia. Poi venne "corretta" l'interpretazione di ciò che il film rappresentava, anche fuori dal nostro paese, con un'istantanea dell'Italia del dopoguerra ritenuta misera, persino squallida. Dunque nelle classifiche di volta in volta compilate il film scendeva continuamente. Era responsabilità di gran parte della critica che ha giudicato i film secondo il momento politico. Per molto tempo il sentimento è stato una sorta di veleno per la pellicola. Ora, al di là di tutto, ''Ladri di biciclette'' rimane un lavoro di bellezza assoluta, come manifesto sociale nel quadro del suo tempo, come opera cinematografica e come monumento della storia dell'arte generale. [...] In sostanza il film è davvero un mito generale, fa parte di tutte le memorie di comunicazione. Le scene da ricordare sono praticamente tutte quelle del film: dalla ricerca fra migliaia di biciclette di Porta Portese, al pasto di padre e figlio nella trattoria fino alla sequenza finale del bambino che tiene la mano del padre. (''[[Ladri di biciclette]]'', p. 1078)
*Grosso successo commerciale (dovuto più che altro alle esibizioni dei giovani protagonisti in costume adamitico). (''[[Laguna blu]]'', p. 1082)
*{{NDR|[[Zhāng Yìmóu]]}} Un regista [...] che può essere confrontato, pur non essendo giapponese, al grande [[Akira Kurosawa]]. [...] Il film è da ritenersi un capolavoro soprattutto formale. Le riprese sono simmetriche, secondo lo stile dei grandi fotografi, quale, appunto, il regista è stato. (''[[Lanterne rosse]]'', p. 1085)
*Ispirato a [[Jonathan Swift|Swift]] e a [[Jules Verne|Verne]], il primo lungometraggio prodotto dallo [[Studio Ghibli]] (nato per volontà dello stesso [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] e punto di riferimento per tutti gli appassionati di animazione del mondo) narra la vicenda di due ragazzi (Pazu e Sheeta) e della loro ricerca dell'isola/fortezza volante di Laputa. [...] Nonostante l'ambientazione tecnologica e avventurosa, anche in Laputa il tema ambientalista è dominante: la fortezza resta disabitata e accoglie al suo interno una natura selvaggia e incontaminata ed i cattivi di turno fanno una brutta fine. Come in tutti i film del regista colpisce l'approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l'abilità di Miyazaki nell'alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. Il protagonista maschile è ricalcato sia nei tratti somatici che in quelli caratteriali sull'immagine di un altro eroe miyazakiano, Conan [...]. (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'', pp. 1085-1086)
*[[Peter O'Toole]], attore inglese sconosciuto, fu una straordinaria rivelazione nel ruolo di Lawrence. Le immagini di grandissimo impatto servite da una fotografia perfetta, certe sequenze del deserto (la rincorsa dei cammelli mentre il sole tramonta), i rapporti dell'inglese coi vari capi arabi (impersonati da [[Omar Sharif|Sharif]], [[Anthony Quinn|Quinn]] e [[Alec Guinness|Guinness]]) sono scene indimenticabili, grazie anche alla musica di Jarre decisamente ispirato. Peter O'Toole col turbante, gli intensi occhi azzurri e il volto seminascosto secondo l'usanza araba è un altro dei "segni" precisi e indiscutibili del cinema del mondo. [[David Lean]], forse il massimo regista inglese, dopo essersi affermato con ''[[Breve incontro]]'' nel 1946, un altro cult popolarissimo, si era specializzato in produzioni capaci di coniugare il grande "budget" con la grana sottile dei contenuti, lo spettacolo con la qualità. Le sue misure in questo senso sono praticamente esclusive. Basti pensare a titoli come ''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'', ''[[Il dottor Živago|Zivago]]'', ''[[La figlia di Ryan]]'', ''[[Passaggio in India]]''. Una misura che gli ha permesso di raccogliere una messe di Oscar (sette per ''Il ponte'' e altrettanti per ''Lawrence''). I film di Lean son fra i pochi che hanno sempre messo d'accordo critica e pubblico. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'', p. 1090)
*C'era una volta [[Stephen Frears]], regista capace di raccontare in modo scanzonato, ma mai banale, le vicende di nuclei familiari un po' ''sui generis''. La vita, insomma. Si ha l'impressione che si sia perso un talento e sia rimasto solo un professionista di qualità. (''[[Liam]]'', p. 1106)
*Con ''La lingua del santo'' [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] ci dimostra come si possa fare cinema in Italia a partire dalla tradizione ma guardando in avanti. La commedia? C'è: sia nel ritratto della provincia veneta, che nei volti dei due protagonisti, Willy/[[Fabrizio Bentivoglio]] e Antonio/[[Antonio Albanese]]. La comicità amara di tanto cinema italiano passato? C'è pure quella: in Italia non siamo mai riusciti a riderci addosso senza (anche) piangerci addosso. Il tutto si fonde bene perché ci sono due nuovi elementi, sempre più presenti nel (futuro del) cinema italiano d'oggi: il gusto del grottesco e la voglia di comunicare sentimenti autentici, senza più nascondersi dietro le maschere di tanti passati cliché. Ed allora il ''road-car&bike-movie'' che i due protagonisti effettuano a partire dalla città di Padova, per poi finire nella collina veneta, ed infine nella laguna veneziana ci racconta sia il contesto fuori che quello dentro. Che è condensato nei volti di due simpatici falliti che, fra un furtarello e l'altro, un giorno si trovano quasi per caso a rubare un'importante reliquia, la lingua del santo. (''[[La lingua del santo]]'', pp. 1110-1111)
*Il romanzo di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]] ridotto in immagini sontuose, ma non sempre ispirate, da [[Stanley Kubrick]]. È forse l'opera meno interessante dell'autore di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001 Odissea nello spazio]]'', ridotto a fare l'illustratore, ancorché prestigioso. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'', p. 1115)
===M===
*Il film racconta la storia di quattro giovani vittime e sono, purtroppo, storie vere. [[Peter Mullan]], dopo un film sopra le righe come ''[[Orphans]]'', sceglie un registro molto più realistico e ci parla di ognuna di loro con lo stile di una camera a mano che rende ogni inquadratura cruda e dolorosa. Lo fa con la sensibilità e la partecipazione a un destino segnato dalle convenzioni sociali e morali che negano il rispetto, la fede e la libertà. (''[[Magdalene]]'', p. 1143)
*Adattamento del romanzo di [[Antonio Fogazzaro]] con un cast di eccezione e una misurata e sapiente regia dello scrittore torinese [[Mario Soldati]]. Soldati riesce a ricreare magistralmente il crepuscolarismo di Fogazzaro tingendolo di sfumature surreali che imprimono al film un misterioso incanto, determinato anche dalla continue citazioni alla figurazione impressionista e macchiaola. Vetta indiscussa del cinema di Soldati che reinterpeta il grande cinema europeo di [[Jacques Feyder|Feyder]]. (''[[Malombra (film 1942)|Malombra]]'', p. 1156)
*Rappresentava una svolta del cinema americano, attento a un certo realismo e a una fascia popolare e piccolo borghese fino allora tagliata fuori dalle storie raccontate nei film. (''[[Marty, vita di un timido]]'', p. 1181)
*È considerato uno dei capolavori western di [[John Ford|Ford]], superato forse soltanto da ''[[Ombre rosse]]'' e da ''[[Sfida infernale]]''. [[Henry Fonda]] fa il colonnello e toglie quasi tutto lo spazio a [[John Wayne|Wayne]], relegato in una parte quasi da caratterista. Ruolo determinante ha invece la famosa "Valle dei monumenti". (''[[Il massacro di Fort Apache]]'', p. 1186)
*Chi ha più di trent'anni fatica ad entrare nella "logica" del film. Chi ne ha meno replica: «è la logica del computer». Inserita in un mixer abilmente shakerato di filosofia orientale e arti marziali, di mitologia e di ''science fiction'' in cui il percorso che condurrà "oltre lo specchio" vede in Neo (vistoso anagramma di One) la neo-Alice travestita da Ulisse. Chi non ama gli effetti speciali ne trova troppi in questo film. Cinema ''patchwork'' quello dei [[Wachowski]]? Forse. Ma anche cinema capace di rappresentare un futuro che è già presente nella sua mescolanza (che non è amalgama) di dati, di esperienza e di cultura lontanissimi tra loro. Con un solo difetto di fondo. L'inevitabile, annunciato seguito di un'opera che dovrebbe invece restare un ''unicum''. (''[[Matrix]]'', p. 1193)
*Il regista [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] non era uno specialista del genere e infatti ''Mezzogiorno'' non è una normale storia di frontiera, la sua è una comunicazione (senza indiani, senza praterie, senza cavalli) che potremmo definire "intellettuale". (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', p. 1211)
*[[Sydney Pollack|Pollack]] ci offre l'immagine di un'Africa patinata e affascinante, pervasa da atmosfere d'epoca perfettamente ricostruite e splendidamente fotografata. Qualche lungaggine qua e là ma soprattutto una splendida prova di recitazione [...]. (''[[La mia Africa]]'', p. 1212)
*Film determinante e riformatore: girava la pagina della guerra. Il problema dei reduci era colossale. I giovani tornavano dal Pacifico e dall'Europa e portavano cambiamenti. Avevano visto cose diverse e rientravano in un paese diverso. Il reinserimento era difficile, per i soldati e per chi era rimasto a casa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]], attentissimo ai grandi fatti, e il regista [[William Wyler]], la firma più sicura di Hollywood, affrontarono un tema davvero ricco: i milioni di storie individuali, vere e proprie sceneggiature bell'e pronte, e il grande desiderio di cambiamento che si porta una guerra. Lavorando febbrilmente per non farsi sorpassare dai fatti reali, e prendendo spunto da un libro di [[MacKinlay Kantor|Mackinley Kantor]] non eccelso, la produzione costruì un film che rappresentò quel problema come nessun altro titolo sarebbe mai riuscito a fare. [...] Il romanzo di Kantor non prevedeva il lieto fine e Wyler era orientato ad aderire allo storia originale, ma, come spesso accadeva, da Washington arrivò l'invito per il lieto fine: non era davvero il caso di demoralizzare ulteriormente tutti quei giovani già carichi di problemi. Inaspettatamente l'ottimista e spensierata Hollywood si trovava immersa in problemi veri e dolorosi. Il cinema stava per diventare qualcosa di più di una spensierata evasione. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'', pp. 1219-1220)
*Delicata storia di due poco più che adolescenti, raccontata con garbo da Pawlikovsky, senza smarrire una certa originalità né una controllata dose di "disturbo". Le due ragazze sono molto brave, mai eccessive, e tengono i ruoli-tipo: Tamsin è leggiadra menzogna, Mona è tragica verità. Possono davvero amarsi le due cose? Forse sì, o forse è tutta una finzione, che lascia dietro di sé il più innocente dei cadaveri: la giovinezza. (''[[My Summer of Love]]'', p. 1292)
===N===
*Sembra la favola di [[Cenerentola (personaggio)|Cenerentola]], ma il cosiddetto principe azzurro si rivela uno psicolabile. Per fortuna della sua signora, si toglie di mezzo da solo, facendosi schiacciare dal flipper. La vedova nel frattempo s'è già consolata con un dottore. [[Max Ophüls]], in esilio a Hollywood, si prende una piccola vendetta con il ''big'' che gli aveva rotto l'anima, [[Howard Hughes]] (a cui allude neanche troppo velatamente). (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]'', p. 1307)
*Quando il cinema affronta la letteratura si espone a grossi pericoli, ma se la combinazione è condotta con intelligenza i due "valori" possono sommarsi e favorirsi reciprocamente. La voce fuori campo che legge l'incipit, e soprattutto la visione del Kilimangiaro fotografato con le sue nebbie e le sue nevi, sono un importante rilancio di suggestione rispetto alla pura parola. In questo caso la connessione funziona, in assenza cioè di introspezione. Poi naturalmente c'è Hollywood con le sue esigenze. Dunque ecco prevalere il versante ''mèlo'' e una certa contaminazione della parola tesa all'effetto. Ma il risultato può essere quello di una rappresentazione nell'insieme positiva ed efficace della storia e del suo "messaggio". Le corride, i caffè parigini di quella fantastica stagione, le favolose cacce nel Kenya, le ville dorate della Costa Azzurra formano la cultura e la memoria della cultura in modo efficace e spesso non deteriore rispetto alla nobiltà della letteratura. Infine, la forza comunicativa e il ''sex appeal'' dei divi [[Gregory Peck]] e [[Ava Gardner]] non devono essere considerati valori tolti al romanzo, ma valori aggiunti. (''[[Le nevi del Chilimangiaro|Le nevi del Kilimangiaro]]'', p. 1317)
*Si tratta di un film molto importante e molto mirato. Hollywood accoglieva spesso le direttive di propaganda governative e quelli erano gli anni del terrore del comunismo. L'America era letteralmente invasa dalla sindrome della rivoluzione. [[Greta Garbo]] col suo immenso ''appeal'' fu efficacissima in quel senso. ''Ninotchka'' che beve champagne e si prova un incredibile cappellino, e poi, tornata a Mosca, divide casa (e gabinetto) con altre due famiglie, valeva molto più dei discorsi dei politici e dei proclami dell'intelligenza schierata. Il comunismo veniva ridicolizzato, e anche esorcizzato. Far politica divertendo, secondo quel genio di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. Un'altra possibilità del cinema. La propaganda ebbe ancora bisogno di ''Ninotchka'' quando, esplosa la guerra fredda fra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta, si trattò di dare una rispolverata all'immagine povera, cattiva e prepotente del comunismo. Il film era sempre vedibile. E lo è ancora. E... non c'è più il comunismo. (''[[Ninotchka]]'', p. 1327)
*Seguito di un famoso horror degli anni Settanta, con troppi urli ed effettacci per riuscire veramente terrificante. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2|Non aprite quella porta - Parte II]]'', p. 1334)
*Un film patinato, raffinato e furbetto, da gustare e rivivere a casa: sono entrate nella leggenda, ormai, le sequenze del ghiaccio, delle ciliegie, del miele e dello spogliarello di [[Kim Basinger]] in contro luce al suono della voce roca di [[Joe Cocker]]. Perfettamente in ruolo i due protagonisti, ottima la scelta delle musiche che ne ritmano e sottolineano le fatiche, splendida (e un po' ruffiana) la fotografia. (''[[9 settimane e ½]]'', p. 1363)
===O===
*Sequel di un successo di nicchia, questo film inutile racconta lo scontro tra due gang di tatuati in Nuova Zelanda. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'', p. 1394)
*Un ritorno al ''vecchio West'', quello di [[John Wayne]] e [[John Ford]], per un intenso [[Kevin Costner]] che si ritaglia un ruolo a lui affine, un cowboy d'onore. La storia, nella prima parte bucolica, si sviluppa secondo gli stilemi classici del cinema western. Una storia d'amore, la vita da uomini duri, il duello finale. I panorami degli Stati Uniti pre-rivoluzione industriale, violati dall'avvento della proprietà privata, sono un terreno consono e fertile per Costner che crede negli ideali puri in cui la corruzione è solo una macchia oscura da eliminare. Il trattamento moderno (lo scontro fra buoni e cattivi è tutto da vedere), la sottile ironia, e la grandissima interpretazioni degli attori, fra cui spicca [[Robert Duvall]], nella parte che probabilmente lo consegna all'immortalità, valgono il prezzo del biglietto. Il vecchio West non muore mai. (''[[Terra di confine - Open Range|Open Range - Terra di confine]]'', p. 1397)
*Lo squallore di questo film è direttamente proporzionale alla sua inutilità. Eppure ha avuto un grande successo, specie in Italia, forse perché si tratta di una telenovela, ''hard-core'' ma non troppo, trasposta al cinema. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'', p. 1405)
*Tratto dal romanzo dell'americano [[James M. Cain|James Cain]], ripetutamente tradotto in film, è la prima opera di [[Luchino Visconti|Visconti]], da molti ritenuta la sua più importante e una delle maggiori del cinema italiano. Lavoro di straordinaria felicità a cominciare dalla secchezza dello stile, davvero inusitato allora, e dal realismo. Visconti, uomo di cultura, conoscenze e curiosità molto vaste, aveva appena finito la sua stagione di "apprendistato" presso [[Jean Renoir]], maestro francese, ed era anche grande appassionato di "americanismo". Dunque ''Ossessione'' arriva dalla cultura francese, intellettuale e non prevedibile, da quella americana efficace e senza fronzoli, unita a quella italiana mediatrice e "drammaticamente equilibrata". [[Massimo Girotti]], appena ventiquattrenne, e [[Clara Calamai]] (che sostituì all'ultimo momento [[Anna Magnani]] incinta) che camminano, scuri e infelici sulla riva del Po, fanno parte della liturgia del nostro cinema. (''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', p. 1417)
*[[Nicole Kidman]] è ormai un'attrice per tutte le stagioni. Non c'è ruolo, non c'è film che non la vedano protagonista efficace e versatile, capace di reggere sceneggiature d'autore così come film commerciali. È il caso di quest'opera che vuole consolidare il suo status di [[Grace Kelly]] degli anni Novanta, tenendo presente il bisogno di non far adagiare troppo a lungo il pubblico in poltrona. Brividi e colpo di scena non mancano. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]'', p. 1419)
*Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il papà nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed è vitale, ed è inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. ''8½'' è da molti ritenuto la più alta espressione di [[Federico Fellini|Fellini]], più ancora della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]''. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (più o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini è complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, è puttaniere e crea disagio, è eroico e vigliacco, è uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio è altissima, raggiungibile solo da Fellini. (''[[8½]]'', p. 1421)
===P===
*Un film non-biografico, come il regista ha voluto che fosse, in perenne equilibrio tra l'aspirazione a focalizzare la parola come momento di riflessione e comprensione, la stessa cui è stata sottratta forza comunicativa, ed un'impostazione visiva da cui è bandita ogni superficiale ricostruzione d'epoca. ''Palavra e utopia'' è una sfida ulteriore nella carriera del regista portoghese che tenta qui di registrare il pensiero nell'istante in cui si forma e seguirlo nel suo sviluppo successivo. Il cinema di [[Manoel de Oliveira|de Oliveira]] è difficile, mai immediato ma neanche contorto né sterile. (''[[Parole e utopia]]'', p. 1446)
*Il film di natale di Pieraccioni è l'ennesima variazione sul tema "coppia sì-coppia no", sul quale il comico toscano ha costruito la carriera. L'originalità, però, ormai latita. Unica nota positiva la presenza di [[Angie Cepeda]], star delle telenovelas colombiane, di buona caratura e di statuaria bellezza. (''[[Il paradiso all'improvviso]]'', p. 1439)
*Il film di [[Pasquale Scimeca|Scimeca]] lascia perplessi per più motivi. Il primo di carattere più universale: la Chiesa ha più volte ammesso di recente le proprie colpe nei confronti degli Ebrei e quindi rappresentarle è ormai brandire un'arma spuntata. Secondariamente si ha un po' il sospetto che si voglia sfruttare l'onda lunga del caso ''[[La passione di Cristo|The Passion]]'' di [[Mel Gibson]]. In terzo luogo non convincono le lungaggini del viaggio degli ebrei (che non è necessario descrivere montagna dopo montagna per farne percepire la durezza) e l'assoluta inadeguatezza recitativa del protagonista che, continuamente a confronto con fior d'attori come la Bonaiuto e Bertorelli, naufraga disperatamente, aggrappandosi all'aspetto esteriore. Perché ''du rôle'' ha solo il ''physique''. (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]'', p. 1453)
*Un gran bel film, tra le cose più intelligenti di fine secolo in Urss. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]'', p. 1472)
*Decisamente un film ispirato e importante: è l'ultimo di [[John Wayne]] ed è una rivisitazione alla [[Don Siegel|Siegel]] dei vecchi miti del West. Il medico che visita John Wayne è [[James Stewart]] e lo sceriffo della città è [[John Carradine]]. Il film si basa su un gioco di finzione e realtà molto amato dal cinema americano: Wayne, che sarebbe morto di cancro, sta morendo di cancro anche nel film. Il suo andare all'ultimo duello in tram è la triste e geniale traduzione del suo tramonto, e di quello del western. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'', p. 1516)
[[File:PlanNine 07.jpg|thumb|Maila Nurmi in ''[[Plan 9 from Outer Space]]'']]
*Uno degli anti-capolavori di [[Ed Wood]], il "peggior regista del mondo". Per utilizzare una breve sequenza con [[Bela Lugosi]], deceduto prima della lavorazione, ha fatto recitare una sua controfigura. È il suo film più famoso, anche se ''[[Glen or Glenda]]'' è il vero capolavoro della risata involontaria. Trash-cult. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', p. 1520)
*{{NDR|I [[Pokémon]]}} Sono 150 personaggi, piccoli mostri, ciascuno con poteri particolari. [...] Sono aggressivi e sempre pronti ad attaccare. (''[[Pokémon il film - Mewtwo colpisce ancora|Pokémon]]'', p. 1523)
*Contro il riduzionismo che colpisce tutto il cinema di animazione, definito sbrigativamente dai senza ''anima'' "cartoni animati", si leva in alto e sopra e sotto la superficie del mare ''Ponyo on the Cliff by the Sea'' di Hayao Miyazaki. Mai rassegnato all'impiego della tecnologia digitale, il regista nipponico "sospende" la ''computer graphic'' e restituisce la complessità salata del mare con la matita e settanta artisti che hanno realizzato a mano centosettantamila disegni. (''[[Ponyo sulla scogliera]]'', p. 1532)
*Amore, umorismo, scene di volo spettacolari ed un pizzico di ''nonsense'' (in una scena di duello aereo due rivali, esauriti i proiettili, cominciano a tirarsi chiavi inglesi e altri oggetti da un aereo all'altro): ecco gli ingredienti del film di Miyazaki più divertente e spensierato. La cura maniacale messa da Miyazaki nella ricostruzione del territorio italiano è quasi fotorealistica e le scene di combattimento aereo lasciano senza fiato. Singolare a tal proposito il momento in cui Porco decolla col suo idrovolante dal naviglio grande di Milano. Osannato in Francia dove il famoso attore [[Jean Reno]] ha doppiato il protagonista, ''Porco Rosso'' è stato distribuito in tutto il mondo, ovviamente Italia esclusa. (''[[Porco Rosso]]'', p. 1533)
*Dunque [[Hollywood]] come girone dell'inferno, tanto per cambiare. [[Kevin Spacey|Spacey]] sempre più cattivo. (''[[Il prezzo di Hollywood]]'', p. 1551)
*Dopo i ''remake'' dei film francesi ora gli americani hanno deciso di metter mano anche alle sceneggiature italiane. Questo film è infatti tratto, come l'omonimo film di [[Dino Risi]], da ''Il buio e il miele'' di [[Giovanni Arpino]]. Solo che l'ambiente è New York. [...] E se nel film di Risi è l'amore che gli fa cambiare idea, qui è il senso di protezione per il ragazzo, che difende davanti al preside del college. Grande interpretazione di Pacino, anche se piuttosto marcata, premiato con l'Oscar. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Profumo di donna]]'', p. 1574)
*La fantascienza fa ormai il verso a se stessa. Il genere deve "riposare", o reinventarsi. (''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'', p. 1587)
===Q===
[[File:Peter Ustinov 2.jpg|thumb|[[Peter Ustinov]] nel ruolo di [[Nerone]] in ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis?]]'']]
*Il film è stato sempre giudicato un polpettone ''colossal'' per il grande ''budget'', il colore, lo sfarzo, la ricostruzione spettacolare, i divi e i costumi. In realtà proprio per queste caratteristiche ''Quo Vadis?'', nel tempo, si è rivelato un capolavoro: da quando il cinema, appunto, ha messo a fuoco i suoi significati, liberandosi dall'obbligo di appartenenza alle arti nobili e privilegiando i valori spettacolari e di evasione per cui era nato. Aggiungiamo poi il grande successo di pubblico, la certosina ricerca storica (con interventi di grandi specialisti della romanità), la straordinaria colonna di [[Miklós Rózsa|Miklos Rozsa]] (che ha letteralmente inventato il "suono" della Roma antica, creando un precedente imprescindibile per tutti) ed ecco che il film può far parte a buon diritto della categoria dei titoli fondamentali nel filone avventura-storia. (''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis?]]'', p. 1628)
===R===
*Film decisivo per la storia del cinema. Arrivò sconosciuto a Venezia e divenne subito leggenda. Aprì la via al cinema d'oriente fino a quel momento pressoché ignorato. E fece conoscere uno dei massimi maestri di ogni tempo. (''[[Rashomon]]'', p. 1659)
*La vita di Gesù in una pellicola spettacolare e non priva di poesia. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'', p. 1665)
*La più celebre e riuscita delle versioni del capolavoro di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]]. [[Fredric March|March]] e la [[Anna Sten|Sten]] come Dimitri e Caterina erano pressoché perfetti. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; p. 1679)
*Dignitosa ma scialba versione del romanzo tolstoiano. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; p. 1679)
*[[Gabriele Muccino]] ricomincia dall'America, lasciando a casa il suo cinema d'interni, di famiglie borghesi in crisi e di dialoghi urlati, accelerati e quasi sempre travolti dalla musica. Il film promette all'inizio ma non mantiene cammin facendo. Ripetitivo e prevedibile. (''[[La ricerca della felicità]]'', p. 1685)
*Esistono due tipi di [[sequel]]: quelli che hanno senso di esistere e quelli che non lo hanno. Visto il meritato successo del primo ''[[Ring (film 1998)|Ringu]]'' (condizione necessaria ma non sufficiente) prendiamo per buono che questo sequel abbia senso di esistere. Anche tra i sequel che hanno senso di esistere esistono due tipi di sequel: quelli che cercano di vivacchiare di rendita dall'episodio precedente e quelli che stanno in piedi da soli. ''Ringu 2'' appartiene alla prima categoria. Ma tra i sequel che provano a vivere di rendita esistono ancora altri due tipi di sequel: quelli che onestamente si limitano a vivere di rendita e quelli che cercano di non farsi "beccare". ''Ringu 2'' appartiene alla seconda categoria. (''[[Ring 2]]'', p. 1691)
*Terzo film della ''Trilogia della cavalleria'' di [[John Ford|Ford]]. Nonostante alcuni lo ritengano il meno riuscito, costituisce un'indimenticabile rassegna di personaggi e un'ottima ricreazione dell'atmosfera militare come era stata dipinta dal pittore [[Frederic Remington]]. (''[[Rio Bravo]]'', p. 1692)
*Roma era appena stata liberata e [[Roberto Rossellini]] diresse questo film con pochi mezzi. Il regista perfezionava il [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]], quel modo di narrare che doveva essere tanto vicino alla realtà da confondersi con essa. Nei contenuti e nelle immagini. I tedeschi che radunano i prigionieri, spingendoli coi fucili, la gente per strada, i gruppi di bambini, la scena della morte della [[Anna Magnani|Magnani]] sembrano istantanee della guerra. La drammaticità, la verità della ricostruzione hanno l'effetto di rilanciare il dramma e il coinvolgimento. Da questo film usciva un'immagine del popolo italiano ben diversa da quella accreditata fino ad allora: gente passiva, capace soltanto di obbedire allo scomodissimo alleato tedesco e di tradirlo al momento opportuno. Cinquant'anni dopo [[Steven Spielberg]] nel suo ''[[Schindler's List - La lista di Schindler|Schindler's List]]'' cerca di infondere nelle scene la drammaticità e la verità del realismo alla Rossellini. Gli è riuscita la drammaticità, non la verità. (''[[Roma città aperta]]'', p. 1717)
*Dovrebbe essere una satira televisiva. Non merita altre parole questa fesseria con l'attore più "idiota" della storia del cinema. E gli hanno dato venti milioni di dollari per fare questo film. (''[[Il rompiscatole]]'', p. 1721)
*Il sogno americano vince ancora una volta sullo schermo con un film sul mondo dello sport realizzato con attenzione ai particolari. (''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'', p. 1730)
===S===
*Il primo capolavoro di [[Vittorio De Sica|De Sica]] divenuto successo oltre confine, premiato con un Oscar. Lo sguardo è per i ragazzi, un tema carissimo al regista che aveva già firmato ''[[I bambini ci guardano]]''. Nel 1948, con ''[[Ladri di biciclette]]'', De Sica finiva la sua trilogia dei bambini. Registriamo la magnifica performance di [[Franco Interlenghi]] che sarebbe diventato un volto indispensabile di quel cinema. ''Sciuscià'' è uno dei titoli che hanno costruito la leggenda del cinema italiano di quella stagione, leggenda per il mondo. Apriva una strada che sarebbe rimasta solo nostra. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'', p. 1772)
*[[Gus Van Sant]] mantiene fermo il proprio sguardo sugli individui al margine e sulle età di passaggio. Questa volta lo fa con alle spalle un produttore/attore decisamente straordinario: [[Sean Connery]]. Il regista non solo non esaspera i toni ma sottolinea la propria continuità autoriale con un cameo affidato a [[Matt Damon]]. (''[[Scoprendo Forrester]]'', p. 1776)
*Musiche di grande suggestione, pescatori, vecchie case abbandonate che riprendono a vivere, gente che crede e gente che non crede. Magnifica atmosfera. Film con più chiavi di lettura e simboli alla portata di chi ha voglia di interpretarli. In sostanza la nostra civiltà avrebbe grande bisogno di fantasia. Cominciamo con l'apprezzare storie come questa. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]'', p. 1794)
*[[Sam Neill]] interpreta un tipico eroe [[John Carpenter|carpenteriano]], tormentato dal sospetto che tutto possa essere frutto di una sua allucinazione. (''[[Il seme della follia]]'', p. 1801)
[[File:The searchers Ford Trailer screenshot (8-crop).jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[Sentieri selvaggi]]'']]
*Nella più recente classifica stilata da critici di tutto il mondo ''Sentieri selvaggi'' è addirittura al quarto posto. In realtà [[John Ford|Ford]] aveva realizzato altri capolavori, più puliti e rigorosi, come ''[[Ombre rosse]]'' e ''[[Sfida infernale]]'', ma ''Sentieri selvaggi'' presenta un versante "intellettuale" e spurgato del mito che lo fa preferire (da "quella" critica appunto) ai precedenti titoli, più ingenui e aderenti a una morale più rassicurante e "bonariamente" manichea. Si tratta comunque di un grande film che dibatte i grandi temi fordiani e ne aggiunge altri. [[John Wayne|Wayne]] non era mai stato così negativo e isterico: l'attore si piacque tanto che diede a suo figlio, nato in quei giorni, il nome di Ethan. Wayne e il giovane compagno percorrono territori e stagioni, nel deserto, nella neve, fra gli indiani, i banditi, i piccoli e grandi paesi, guidati da una notizia, da un sentito dire. Ciclicamente tornano a casa, sempre più stanchi e delusi, ma ripartono e continuano a cercare la ragazza. Faticano a oltranza per la propria identità e coerenza. (''[[Sentieri selvaggi]]'', p. 1805)
*Hollywood, che ne aveva costruito il personaggio con molta attenzione, nel 1940 attribuì a [[Gary Cooper]] (su precisa disposizione di Washington) un ruolo decisamente importante, quello del leggendario sergente [[Alvin York|Alvyn York]], che era stato il massimo eroe americano della prima guerra mondiale. Il fatto non era solo cinematografico, l'America era sul punto di entrare in guerra, ma una gran parte del governo premeva per il non intervento, la stessa opinione pubblica era confusa. La storia di York era straordinariamente esemplare: era un contadino del Tennessee che non voleva combattere per motivi religiosi. Lo fece soltanto quando capì che combattere avrebbe contribuito a salvare altre vite, e la libertà. Diretto da [[Howard Hawks|Hawks]], un grande autore, oltre che narratore, Cooper fu magnifico. Le sequenze in cui cattura un'intera compagnia, il suo dolore consapevole, il ritorno a casa, il matrimonio con la fidanzata che l'ha aspettato paziente contribuirono a convincere gli americani più di tutti i proclami e le propagande. La missione era dunque compiuta. Certo, il film aveva grandi qualità, con un'attenzione quasi europea al realismo e al rigore e diede modo a Cooper di vincere il suo primo Oscar. Un attore, dunque, può contribuire a vincere la guerra. Se è Gary Cooper. (''[[Il sergente York]]'', p. 1815)
*[...] il film è assolutamente anomalo rispetto al cinema italiano, davvero qualcosa di esportabile, per il mondo. Una grande sorpresa Ward, che regge una storia tutta sulle sue spalle. Impressionante Alessandro Etrusco, il Gesù più "Gesù" del cinema. (''[[7 km da Gerusalemme]]'', p. 1823)
*È un western molto bello, un classico e il più accorato di [[John Ford|Ford]]. I personaggi esprimono una sorta di "gentilezza dei prodi" e vivono nell'atmosfera d'una canzone di gesta carica di nostalgia. Ford è imbevuto dello spirito reale della vita di frontiera, riproduce fedelmente lo stile con cui cowboy e fuorilegge rischiavano l'esistenza in un crogiuolo arroventato come Tombstone. E il film è la più esatta – se non storicamente, come spirito – ricostruzione tra le molte che sono state fatte sull'episodio. [[Henry Fonda]] interpreta Wyatt Earp come un classico westerner onesto e crepuscolare: un personaggio quasi timido, il pistolero convertitosi in tutore della legge. La sua figura suggerisce i momenti più distesi del racconto: il riposo con un piede sulla seggiola inclinata e l'altro sulla balaustra della veranda, i colloqui intensi con Clementine, la memorabile scena del ballo. Ma la grande figura del film, un epico signore della frontiera degno di [[Bret Harte|Francis Bret Harte]], è "Doc" Holliday: un sorprendentemente bravo [[Victor Mature]], medico con vocazione alla pistola, tubercolotico come nella miglior tradizione romantica, poeta maledetto che sa a memoria [[William Shakespeare|Shakespeare]] e che completa il monologo dell{{'}}''[[Amleto]]'' azzoppato dal patetico vuoto di memoria del vecchio attore. E deliziose, anche se un po' in ombra, sono le figurine femminili: l'impetuosa, ardente Chihuahua di [[Linda Darnell]], una sanguemisto dalla scollatura densa di profumo, e la magica Clementine, preziosa nella sua sommessa malinconia, tutta giocata su toni grigi poetici. Come quasi sempre in Ford la leggenda del West approda alla poesia e sfavilla in momenti di grande forza, anche se l'azione spesso cede alla descrizione lirico-nostalgica. Tra la storia e la leggenda Ford anche questa volta ha stampato la leggenda. Ma il vigore del sentimento dei personaggi, i personaggi disegnati a tutto tondo, la ricchezza del racconto e la splendida descrizione dei paesaggi magistralmente fotografati nell'amata Monument Valley danno al film il tocco più prezioso dell'autenticità. (''[[Sfida infernale]]'', p. 1832)
*[[Steven Seagal]] (in una fase un po' in ribasso al box office) cerca di riciclarsi in versione ecologica. Alla fine c'è la morale della favola dopo aver assistito a uccisioni e a danni ambientali provocati (a fin di bene, ovviamente) dal nostro stesso eroe. (''[[Sfida tra i ghiacci]]'', p. 1833)
*Film minore di [[Orson Welles|Welles]], che forse aveva bisogno di soldi. Il sapore è quello del tradizionale noir con tanto di voce narrante in prima persona. Il regista era sposato con la [[Rita Hayworth|Hayworth]], ma il matrimonio aveva i giorni contati. Si dice che Welles, sadico e vendicativo, imbruttisse quanto più poteva la diva. Indimenticabile la sequenza finale dove si arriva alla resa dei conti, col famoso gioco di specchi che impedisce la visione della realtà. (''[[La signora di Shanghai]]'', p. 1848)
*Il regista del ''[[Il grande freddo|Grande freddo]]'' assembla i vecchi motivi del western in uno spettacolo di grande efficacia e di rara raffinatezza. (''[[Silverado]]'', p. 1858)
*Il film è senza dubbio inferiore alla trilogia che [[John Ford|Ford]] dedicò alla cavalleria americana negli anni Quaranta-Cinquanta, ma contiene scene memorabili, quali l'assalto della fanteria sudista per le vie della città e, soprattutto, l'attacco dei giovanissimi allievi di una scuola militare di fronte al quale il colonnello preferisce fuggire. (''[[Soldati a cavallo]]'', p. 1879)
*''Solo due ore'' è ricco di cliché e luoghi comuni, compreso un finale troppo dolciastro, ma la confezione è impeccabile, ci sono dei bei momenti di cinema (le sequenze all'interno dell'autobus; i duetti verbali tra il protagonista e il ciarliero [[Mos Def]], vera rivelazione del film) e [[Richard Donner|Donner]] aggiunge il suo innegabile talento e mestiere. (''[[Solo due ore]]'', p. 1885)
*Si tratta di un autentico ''cult movie'', tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un ''road movie''; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di [[Ettore Scola|Scola]], [[Dino Risi|Risi]] e [[Ruggero Maccari|Maccari]] è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco [[Vittorio Gassman|Gassman]], finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente [[Jean-Louis Trintignant|Trintignant]] si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo ''charme'' opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto e lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la figura di padre. La partita a ping-pong con [[Claudio Gora|Gora]] è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in questa scuola dei dritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di atmosfera dell'epilogo: un brusco risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come in ''[[La grande guerra]]'' e ''[[Una vita difficile]]'' il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio basato su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. ''Il sorpasso'', al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema. (''[[Il sorpasso]]'', p. 1892)
*[[Clint Eastwood]] continua il suo percorso di rivisitazione dei miti del cinema americano. La sua però non è l'opera di un iconoclasta. Clint ama ciò che fa e ama il western. Quando ci mostra i quattro vecchietti che si preparano ad andare nello spazio lo fa con grande ironia ma anche con grande affetto. La frontiera, il nemico da sconfiggere, stanno lassù? Ecco allora i Nostri pronti a partire, con quel mix di individualismo e di spirito di squadra che costituisce la formula vincente. Il finale celebra un sacrificio ma non cerca l'applauso. (''[[Space Cowboys]]'', p. 1904)
*''Stealth'' fa parte di quella lunga fila di pellicole gradevoli solo se viste senza pretese, col cervello staccato, una gigantesca confezione di pop-corn in mano e una buona dose di autoironia. (''[[Stealth - Arma suprema]]'', p. 1937)
*Film ipercitazionista che parla ai ragazzini con un linguaggio che ben conoscono. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]'', p. 1973)
===T===
*Grandi interpreti femminili per un difficile affresco storico. (''[[Un tè con Mussolini]]'', p. 1996)
*Incastro di flashback uniti dall'ossessiva presenza del telefono, il film copre quasi puntualmente l'arco di novanta minuti in cui si svolge la trama. Nella sceneggiatura, l'autrice Lucille Fletcher sfrutta appieno la possibilità di abbinare immagini al proprio testo radiofonico: prendono vita non solo le sequenze retrospettive, ma anche gli ambienti che fanno da sfondo al disperato scambio di chiamate. La storia, venata di amara ironia, racconta di come una serie di messaggi vengano trascurati o fraintesi. L'impossibilità di comunicare resta il motore di un meccanismo che produce angoscia. Anche se fin dalle prime inquadrature la protagonista appare insopportabile ([[Barbara Stanwyck]] è perfetta in parti di questo genere), alla fine lo spettatore non può fare a meno di identificarsi con lei, trascinato da un crescendo di suspense abilmente orchestrato. (''[[Il terrore corre sul filo]]'', p. 2015)
*Dopo ''[[Stigmate (film)|Stigmate]]'' di [[Rupert Wainwright]], film gnostico contro la Chiesa, la [[Agnieszka Holland|Holland]] accantona ogni effetto speciale, rinuncia ad esorcismi e a scene di possessione, per penetrare nel profondo dell'animo di un prete e restituirci il suo umano dramma interiore. Il film della Holland non manca di sollevare interrogativi inquietanti, inducendoci a riflettere sul concetto di santità e sul dogma della castità. (''[[Il terzo miracolo]]'', p. 2019)
*Il richiamo è un po' quello della fuga e della ricerca. Un po' alla [[Gabriele Salvatores|Salvatores]] prima maniera. I due "figli di" ci riprovano e qualche bella suggestione, grazie alla location eccetera, ci scappa pure. (''[[Teste di cocco]]'', p. 2023)
*La vigilia di Natale, un pugno di terroristi irrompe in un grattacielo, sede di una multinazionale, e prende in ostaggio trenta impiegati. Ma il marito di una dirigente, un poliziotto, sfugge alla cattura e inizia una sua guerriglia personale all'interno del grattacielo. Ottima suspense, efficacemente ambientato, con avvincenti scene d'azione. Funziona persino lo scialbo Bruce Willis. (''[[Trappola di cristallo]]'', p. 2061)
*Un tale cerca di ritrovare, molti anni dopo, un amore, non consumato, del liceo. Lui è brutto e maldestro, lei è Cameron Diaz. Nel frattempo assistiamo a un pene che rimane incastrato in una lampo, a uno schizzo di sperma spalmato come un gel sui capelli. Si è cercato di far passare un film quasi inesistente per il nuovo manifesto giovanile, trasgressivo e liberatorio. Invece è solo banale e senza invenzioni. (''[[Tutti pazzi per Mary]]'', p. 2098)
===U===
*Un film interessante, non eccezionale; ma nient'affatto blasfemo, come vorrebbero i bigotti che hanno disturbato le proiezioni in Francia e Usa. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'', p. 2121)
*Film importante, con toni nuovi grazie al regista [[Robert Aldrich|Aldrich]], della generazione successiva a quella dei [[John Ford|Ford]], [[Anthony Mann|Mann]] e [[Howard Hawks|Hawks]], i maestri del western. Minor mito, minor compiacimento, ma grande efficacia di racconto, con soluzioni registiche che il western non aveva mai espresso, come il piano sequenza in cui Massai si trova di notte in mezzo a una città e vede cose incomprensibili: un ristorante, una tintoria, un accattone, un imbonitore, gli abiti delle donne. Il discorso "razziale" ha una sua importanza, anche se precedentemente altri film si erano schierati dalla parte degli indiani (''[[L'amante indiana]]'' e ''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''). E poi c'è [[Burt Lancaster|Lancaster]], in un ruolo che sembrava fatto apposta per lui. Vitale, tormentato, violento ma anche sentimentale e intelligente, l'attore, quarantenne, era allora in strepitosa forma fisica e nel momento più "eroico" della sua carriera, buono per l'avventura e per tutti gli altri ruoli. (''[[L'ultimo Apache]]'', p. 2116)
*''The Last Samurai'' porta la firma di [[Tom Cruise]] più che del suo regista, [[Edward Zwick|Zwick]], che si conferma un discreto mestierante: la sua è una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima. Nel complesso il film è molto curato e la minuziosa rappresentazione di una cultura da noi così lontana tiene alta l'attenzione fino alla fine, nonostante le due ore e mezzo di durata complessiva. (''[[L'ultimo samurai]]'', p. 2112)
*Uno dei più grandi film americani, intelligente, felicissimo e nostalgico. Un atto d'amore di [[John Ford|Ford]] verso la terra della sua famiglia. Lo straniero [[John Wayne|Wayne]], americano pragmatico, si scontra con la scomoda tradizione irlandese e scopre che, tutto sommato, la vita era bella anche se guidata da riti e condizionamenti a prima vista inutili. Un film perfetto in tutti gli aspetti, a cominciare da quello figurativo, grazie alla campagna irlandese, ai corsi d'acqua, ai ponti e alle case di mattoni. Ruolo determinante ha la colonna sonora (Young) ispirata ai canti popolari di quella terra. E Ford non perde di vista nemmeno i grandi temi, condotti con ironia e semplicità e proprio per questo ancora più efficaci, come quando la comunità cattolica si finge protestante per impedire che il pastore venga trasferito per mancanza di fedeli. Doverosa la citazione dei due grandi protagonisti, al meglio delle loro possibilità (Wayne amoroso era una sorpresa per tutti), ma anche quella dei caratteristi, indimenticabili: Barry Fitzgerald, Victor McLaglen e Word Bond. Tutti purissimi fordiani. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', p. 2155)
===V===
*Scritto e prodotto dai registi di ''[[Matrix]]'', ''V for vendetta'' è un cocktail "esplosivo" che unisce effetti speciali ad un ritmo incalzante non privo di efficacia. Come può accadere per i film tratti da opere letterarie e fumetti, resta il dubbio che il testo di partenza sia stato interpretato più o meno correttamente. Lasciamo agli esperti di fumetto l'ardua sentenza. (''[[V per Vendetta]]'', p. 2245)
*Il ''Vangelo'' di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l'idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica. Come negli altri film, il regista si affida a un linguaggio sonoro ricercato per didascalizzare alcune delle vicende più significative. Ecco dunque la ''Passione secondo Matteo'' di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] e soprattutto ''La musica funebre massonica'' di [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] – che accompagna tutta la passione di Gesù – a suggellare la propria immagine della morte: un evento necessario, per niente eroico e soprattutto ineluttabile. Il ''Vangelo'', come quello di Matteo, disegna una figura di Cristo più umana che divina, un uomo con moltissimi tratti di dolcezza e mitezza, che però reagisce con rabbia all'ipocrisia e alla falsità. Si tratta di un Cristo motivato dalla volontà di redenzione per coloro che subiscono le conseguenze dell'istituzionalizzazione della religione operata dai farisei che ne hanno fatto uno strumento di dominio politico e sociale. È un Cristo rivoluzionario che è venuto a portare la spada piuttosto che la pace. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'', p. 2173)
*La presenza di [[Robert Redford|Redford]] divora quella della [[Jennifer Lopez|Lopez]], il cui successo è il più inspiegabile mistero del cinema moderno. Jennifer è sempre l'anello debole del film, insieme alle esplicite didascalie su temi come la morte, la solitudine, il perdono. (''[[Il vento del perdono]]'', p. 2189)
*28 giorni dopo, Jim si risveglia in una Londra deserta e spettrale. È solo l'inizio di un'avventura dai risvolti terrificanti, dove l'uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore. Dopo un paio di film sbagliati, Danny "[[Trainspotting]]" [[Danny Boyle|Boyle]] firma un horror a basso costo e girato in digitale che dà punti a molte produzioni miliardarie. (''[[28 giorni dopo]]'', p. 2190)
*Spettacolarità e ottima recitazione. (''[[La via del West]]'', p. 2202)
*Ambizioso film di [[Marco Bellocchio|Bellocchio]], pienamente risolto solo sul piano figurativo. (''[[La visione del sabba]]'', p. 2218)
===W===
*Il vecchio leone torna a graffiare. Alla faccia dei critici cipigliosi. Ecco l'ennesima prostituta, figura portante di un film. Per narrarci le sue disavventure [[Ken Russell]] la fa parlare direttamente con noi, stile [[Jean-Luc Godard|Godard]] o cinema verità. Ne vediamo di belle e di brutte e la protagonista rischia di finire male. Ma c'è un angelo custode di colore che veglia su di lei. [[Theresa Russell]] è brava a trasmettere la sua rassegnazione, ma anche la desolazione dell'ambiente in cui vive. Siamo abituati a vedere la vita di una prostituta cinematograficamente, ma anche se le situazioni sono sempre le stesse qui c'è qualcosa di più. C'è lo squallore della sopravvivenza. (''[[Whore (puttana)]]'', p. 2255)
*Il materiale per riempire le tre ore e più di proiezione non manca. Ma se il film è lungo è solo per innalzare un fragile monumento al narcisismo di [[Kevin Costner|Costner]]. ''Wyatt Earp'' è un'occasione mancata, con improvvise impennate non sorprendenti dato il valore del regista, ma con una cifra qualitativa insoddisfacente a causa probabilmente della troppa sicurezza che il cast tecnico artistico sembrava assicurare. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 2261)
==Bibliografia==
*Pino e Rossella Farinotti, ''il Farinotti 2010: Dizionario di tutti i film'', con la collaborazione di Giancarlo Zappoli e Bartolomeo Corsini, Newton Compton editori, Roma, 2009. ISBN 978-88-541-1555-2
==Voci correlate==
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Morandini]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Farinotti]]
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Veganismo
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[[File:Foods.jpg|thumb|Alcuni ingredienti di una dieta vegana]]
Citazioni sul '''veganismo'''.
==Citazioni==
*Anche la dieta vegana, ossia una dieta vegetariana più rigida (anche se definirla vegetariana è riduttivo, essendo più una filosofia che uno stile di vita), può rappresentare una buona scelta, sebbene la sua applicabilità dipenda da caso a caso. ([[Mario Pappagallo]])
*Allevare bovini, maiali e galline all'aperto e non in [[Allevamento in batteria|batteria]] migliora indubbiamente la loro condizione, ma gran parte dei vegani diventa tale perché non desidera sentirsi colpevole di neppure una delle fasi dell'allevamento e dell'uccisione di questi animali. ([[Michael F. Jacobson]])
*''[[Babe - Maialino coraggioso|Babe]]'' mi ha anche ispirato a diventare vegano. Dopo aver lavorato tutta la mattina con questi straordinari animali, vedevo i loro congiunti sulla tavola da pranzo. Avevano prosciutto e anatra, ogni animale tranne il cavallo. È stato allora che ho detto: "Devo provare ad essere vegano". E per la gran parte, dal 1994 sono stato vegano. ([[James Cromwell]])
*– Come dice il proverbio "di alga [[hijiki]] non si butta via niente".<br>– No, sarebbe "Del maiale non si butta via niente."<br>– Noi vegani diciamo basta con questi proverbi che maltrattano gli animali.<br>– Ah, pure i proverbi.<br>– Infatti noi diciamo "Il [[seitan]] perde il pelo ma non il vizio".<br>– Ma non ha senso...<br>– "Mogli e piante di egoma dei paesi tuoi".<br>– Ma non ha senso...<br>– Ma soprattutto per buon augurio diciamo "In culo al tofu". (''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]'')
*Come possono dunque coloro che esercitano la grande compassione nutrirsi della carne e del sangue degli esseri viventi? Se i ''[[Monaco buddhista|bhikṣu]]'' si asterranno dall'indossare abiti di seta, sandali di cuoio e pellicce, e dal consumare latte, panna e burro, saranno veramente liberati da ciò che è mondano; dopo aver pagato i loro antichi debiti, non rinasceranno più nei tre regni dell'esistenza. ([[Gautama Buddha]], ''[[Śūraṃgama sūtra]]'')
*Credo si possa essere sicuri che una dieta vegetariana sia molto migliore di una dieta che preveda il consumo di carne, soprattutto per quel che riguarda il rischio di cancro e malattie cardiovascolari, e che una dieta vegana sia un buon modo di ridurre, tra le altre cose, il rischio di cancro alla prostata. ([[Neal Barnard]])
*Da circa 20 anni sono vegano e impegnato nella difesa dei diritti degli animali; le argomentazioni etiche o "intrinseche" sono per me di assoluta importanza, ma non disdegno quelle secondarie, pragmatiche o "estrinseche", quali quelle che sostengono che la dieta carnea sia poco salutare, dannosa per l'ambiente e per i Paesi poveri. ([[David Sztybel]])
*Dal momento in cui ho imparato di più sul veganismo, sugli allevamenti e il trattamento subito dagli animali, questo mi ha proprio disgustato, al punto che non potrei mai immaginare di mangiare ancora gli animali. ([[Daniel Negreanu]])
*Dieci anni fa mi ritrovai per caso a pranzare con un'amica in un ristorante macrobiotico [...]. La proprietaria si sedette con noi e ci parlò della filosofia vegana: mi aprì gli occhi, fino ad allora non mi ero mai chiesta da dove venisse la carne che mangiavo. [...] non sapevo nulla della realtà dei macelli. Uscita di lì sono entrata in libreria e mi sono documentata. [...] oggi non mangio nulla che abbia sofferto. ([[Claudia Zanella]])
*Diventare vegani è un processo molto lungo e va ben oltre l'alimentazione, ben oltre le cose materiali e tangibili, fino a essere una vera e propria scelta di vita. Il vegano ''ha compassione'' di tutto ciò che vive. Molti diventano attivisti e propugnatori dell'idea vegana, e si impegnano nel volontariato, nella difesa degli animali, della giustizia sociale, della pace e dell'ambiente. Molti adottano bambini e animali. In pratica si diventa vegani per ridurre la sofferenza del mondo, che sia degli uomini o degli animali, e il vero vegano non fa differenza di chi sia la sofferenza. ([[Edoardo Nesi]])
*Dopo la nascita della mia bambina, mi sono sforzata di riprendere il controllo del mio corpo e della mia salute, ma non volevo accontentarmi di una dieta lampo: ero una madre, ormai, dovevo cambiare le mie abitudini in modo più radicale e costituire un esempio per mia figlia [...]. La decisione è maturata un anno dopo [...] quando io e mio marito abbiamo deciso di tentare una dieta del tutto vegetale [...]. Così ha avuto inizio il viaggio che mi ha permesso di conquistare la migliore forma fisica della mia vita. Certo, in principio non mi aspettavo che avrebbe portato tali e tanti frutti a lungo termine; credevo che [...] sarebbe stato un percorso irto di privazioni, [...] che avrei sofferto di cefalee e sbalzi d'umore... Mi sbagliavo su tutta la linea! Ho impiegato qualche giorno a adattarmi, sì, ma ho ottenuto calo di peso, aumento dei livelli d'energia, miglioramento del sonno e della digestione, lucidità mentale, oltre a una sensazione incredibilmente positiva che accompagnava ogni mia azione e i suoi effetti sui miei cari e sull'ambiente. ([[Beyoncé Knowles|Beyoncé]])
*È che i vegani sono così, magari eccessivi nei toni, e forse è il loro limite. Potrebbero limitarsi a dire "guarda, mangiare carne fa male alla salute" e non, come fanno, "se mangi carne sei un assassino". Ma alla fine, e questo posso dirlo con certezza, forse hanno ragione loro. [...] sono diventato a modo mio vegano, non mangio carne, non mangio derivati animali, se non raramente. La mia salute è migliorata, ho smesso di avere mal di testa al mattino, ho avuto la sensazione di rimettermi in carreggiata. ([[Fausto Brizzi]])
*Essere vegan è una delle cose di cui vado più orgogliosa. La gente pensa che siamo hippy malnutriti ma non è così: io sono diventata più forte e resistente alla fatica. ([[Meagan Duhamel]])
*Essere vegani è una cosa molto diversa dall'ultima moda, come invece molti pensano per esempio sulle riviste femminili perché qualche stupido attore o attrice dice di essere vegano. ([[Edoardo Nesi]])
*Essere votata la vegetariana sexy è piuttosto alla moda. [...] Non hai bisogno della carne per sviluppare i muscoli. Le verdure offrono molta varietà per sviluppare la muscolatura. Essere vegani è figo. ([[Kareena Kapoor]])
*Fino a non molto tempo fa, il mito delle [[proteina|proteine]] (bisogna mangiar carne per assumere proteine a sufficienza) era molto popolare, ma ora la situazione è cambiata. Oggi sempre più persone cominciano a capire che le proteine di cui abbiamo bisogno per godere di buona salute possono essere assunte [...] senza mangiar carne né altri cibi di derivazione animale, compresi latte, formaggi e uova (ovverosia, con una dieta vegana). Persino la Food and Drug Administration ({{maiuscoletto|Fda}}), istituzione tutt'altro che favorevole al vegetarianesimo fino a non molto tempo fa, si è dovuta arrendere all'evidenza. Nei suoi documenti più recenti, la {{maiuscoletto|Fda}} riconosce infatti che il vegetarianesimo e il veganesimo costituiscono delle scelte alimentari consigliabili e salutari. ([[Tom Regan]])
[[File:Patrik Baboumian für PETA.jpg|miniatura|Manifesto pro-veganismo della [[People for the Ethical Treatment of Animals|PeTA]] che mostra l'atleta tedesco [[Patrik Baboumian]] con la scritta «Erbivoro» (''Pflanzenfresser'') e in alto a destra la sua citazione: «Gli animali più forti sono erbivori: gorilla, bufali, elefanti e me»]]
*Gli estimatori di frutta e verdura sono dotati di un sistema fibrinolitico veramente invidiabile; il contrario di quanto avviene nelle persone che ne mangiano poca. [...] Non a caso, i più bassi livelli di fibrinogeno, proteina che partecipa alla formazione dei [[coagulazione del sangue|coaguli]], si trovano proprio nei vegetariani, specie nei veganisti che eliminano del tutto gli alimenti di derivazione animale, inclusi uova e latte. Questi soggetti, inoltre, hanno il sangue più fluido rispetto a chi mangia carne e ciò comporta anche livelli pressori più bassi. ([[Jean Carper]])
*{{NDR|«Quando sei diventato vegano?»}} Ho cambiato alimentazione per motivi di salute; nel 2006 ho conosciuto Michelangelo Chiecchi ed è stato grazie al suo sistema di salute naturale che sono riuscito a guarire i dolori che avevo a ginocchio, caviglie e schiena. Il regime alimentare proposto da Michelangelo mi ha cambiato la vita perché finalmente posso fare a meno delle medicine. [...] Essenzialmente si basa sul rispetto della vita di tutti gli esseri che abitano questo pianeta. L'uomo deve aspirare a un sistema di vita armonico con le leggi che governano la natura e l'alimentazione vegetale è tra le vie maestre da percorrere [...]. La gente purtroppo conosce poco la ricchezza della cucina vegetale e fa fatica ad abbandonare l'idea di eliminare la carne. C'è chi dice che questo tipo di dieta faccia perdere la convivialità ma non è vero. Se mangio fuori mi accontento di un piatto di pasta in bianco o di verdure, se non c'è nient'altro di più appetitoso. La mia priorità è la salute, se devo stare a digiuno, non importa, anche quello non fa mica male! ([[Dino Baggio]])
*Ho 67 anni ma mi sento sento 20 anni più giovane perché sono vegano, mangio e dormo bene. La gioventù è molto mentale. ([[Clayton Norcross]])
*Ho fatto questa scelta per provare una alternativa, non è stato un cambiamento graduale ma immediato: da un giorno all'altro ho cambiato tipo di alimentazione. C'è voluto un po' di tempo naturalmente per familiarizzare con il cibo vegano, per conoscerlo ed imparare a cucinarlo (non è assolutamente né strano né difficile). Devo dire che non ho mai sentito nostalgia del cibo che consumavo prima… soprattutto della carne. [...] Sinceramente quello che posso dire è che questo tipo di alimentazione soddisfa pienamente il mio corpo il quale ringrazia mantenendosi in perfetta salute. [...] L'empatia conta moltissimo: per condividere ed esprimere emozioni occorre essere aperti, recettivi e generosi. ([[Enrico Cremonesi]])
*Ho iniziato con il veganismo come per una sfida di forza di volontà, a partire dal vegetarianismo. [...] Tutto nella mia vita ha tratto giovamento semplicemente dal mangiare cibi naturali, e le maggiori informazioni sulle verità e le dure realtà del trattamento degli animali e del processo di produzione del cibo [...] compresa l'industria casearia, che da vegetariana non conoscevo, mi hanno spinto a continuare questo viaggio, di cui sono molto orgogliosa, ma è impossibile tornare indietro, perché non vedo più il prodotto, vedo il processo. ([[Mýa]])
*Ho letto un paio di buoni libri e ho compreso le implicazioni etiche del mangiare carne e gli innumerevoli altri modi con cui si abusa degli animali e della natura. Mi ha fatto piangere. Semplicemente non c'è necessità per noi di consumare prodotti di origine animale e causiamo molti danni in questo modo; ciò equivale a un crimine. Non posso essere altro che vegano dopo aver compreso questo. ([[Alexander Dargatz]])
*Ho passato molti anni in tournée per il mondo [...]. Canti, balli, reciti, dormi poco [...], cambi fuso orario da un giorno all'altro... insomma, mica una passeggiata. E lì ho messo veramente il mio stile di vita alla prova: se, malgrado quelle circostanze, il mio corpo continuava a darmi la forza di vivere e lavorare come dicevo io, allora, era veramente una scelta valida. I momenti più difficili in tournée sono i weekend perché di solito fai cinque repliche in tre giorni [...]. E indovina chi era l'unica del cast in piedi domenica sera, dopo la quinta? La vegana! Prova riuscita. ([[Jessica Polsky]])
*I fasciovegani hanno un obiettivo molto chiaro, molto esplicito quanto pericoloso: forgiare un uomo nuovo, cambiare la mentalità degli esseri viventi del pianeta, annullare le diversità in nome dell'uguaglianza assoluta tra individuo e animale. In poche parole, rifondare tutto, facendo tabula rasa di un passato fatto di disuguaglianza e di massacri. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Il motivo per cui sono diventata vegana è perché ho avuto un pesce talmente intelligente che quando rientravo a casa, immancabilmente completamente "fatta", si avvicinava sempre super eccitato, proprio come fa il mio maiale... ([[Miley Cyrus]])
*Il novantotto percento degli animali allevati per il cibo soffrono orribilmente negli allevamenti intensivi prima di essere macellati. Ogni volta che mangi un pasto vegano, stai votando per qualcosa di diverso. ([[Victoria Moran]])
*Il veganismo è la diretta conseguenza del mio impegno a favore dei diritti degli animali. Per me, difendere e proteggere gli animali significa non mangiarli, non usarli come vestiti, non usare prodotti testati su di loro, non pagare altri che vogliono farli vedere nelle gabbie, ecc.. È come uno che lavora in una ONG che protegge i diritti dei bambini nei paesi poveri: non comprerebbe mai prodotti fatti da bambini in condizioni di schiavitù, no? È questione di essere coerenti con se stessi, le due cose non si possono separare. ([[Roger Olmos]])
*Il vegetariano ha un grande difetto alimentare: se non sta attento, si rimpinza di formaggi e si ritrova in un amen sovrappeso e con colesterolo e trigliceridi a mille. È per questo che ho cominciato a comprare prodotti per vegetariani e vegani. Li si trova anche all'ipermercato, ormai. Dalla cotoletta di soia surgelata ai burger di miglio, di soia, di farro, di spinaci. Fino alle (mini)cotolette alla milanese di seitan o al tofu classico o aromatizzato, passando per il seitan fresco o alla piastra. I carnivori, che hanno sempre questo atteggiamento da bulli quando si trovano davanti un vegano, sono convinti che queste pietanze facciano schifo e rispondono col sempiterno "fatti una fiorentina": al contrario, sono prodotti quasi sempre buonissimi. Ho capito perché i vegani stanno bene: perché mangiano sano, sì, ma pure perché mangiano bene. ([[Andrea Scanzi]])
*In definitiva, l'obiettivo di tutti è di sentirsi bene e restare costanti, senza avere quelle continue oscillazioni nei livelli di energia che ti portano su e giù e il veganismo ha sradicato proprio questo. Quando avevo 22 anni, ero un talento grezzo, avevo un sacco di energia, ero in forma e non avevo dolori, ma nella vita bisogna sempre cercare di migliorarsi ed è appunto quello che ho cercato di fare. [...] Il modo in cui dormivo sapevo che non andava bene perché l'intestino non era a posto e quello è il nostro secondo cervello. Poiché però ci viene insegnato fin da piccoli a bere latte e a mangiare carne per garantirci l'apporto di proteine, ho iniziato a esaminare altre aree di ricerca attorno a questo. Il primo pensiero è stato per gli animali e per il pianeta, ma poi ho testato l'impatto di questo tipo di alimentazione sul mio corpo ed è un vantaggio gratuito che ho intenzione di sfruttare, ma se gli altri non vogliono farlo, pazienza, sono loro che ci perdono. ([[Lewis Hamilton]])
*Io ho smesso di mangiare animali nel 1987, ma sono diventato vegano solo il primo gennaio 2011, eppure non ho cambiato le mie motivazioni: quando decisi di passare al vegetarismo, lo feci perché non volevo contribuire all'uccisione di animali. [...] fingevo di non sapere che la produzione di latte e uova è parte della stessa catena di sfruttamento e morte che produce la carne. Non andavo fino in fondo nei miei pensieri e nelle mie scelte [...]. Quando diventi vegetariano, i familiari e gli amici si preoccupano per la tua salute e tu cominci a sentirti diverso; sai che ogni invito a pranzo comporterà la necessità di spiegare i motivi per cui non mangi carne e così via. Alla fine i più si fermano lì e non osano andare oltre: dire no a tutto ciò che comporta sfruttamento e morte per gli animali, quindi latte, uova, lana eccetera. Sembra impossibile, una cosa da estremisti e asociali. Ma bisogna ricordare che estremisti e asociali erano definiti i vegetariani fino a poco tempo fa; ora che il vegetarismo è più diffuso e accettato, quest'etichetta è passata a stigmatizzare i vegani. [...] In realtà credo che l'unico modo per essere davvero vegetariani, cioè rispettosi degli animali, sia la scelta vegan e spero che presto il termine vegetariano torni ad indicare un'alimentazione a base vegetale e non lacto-ovo-vegetariana come avviene ora. ([[Lorenzo Guadagnucci]])
*In verità l'alimentazione vegana è un'esplorazione continua. A me ha dato la spinta a sperimentare cose nuove in cucina, a curiosare nei libri di ricette e a mettermi ai fornelli [...]. La cucina tradizionale italiana, a ben vedere, è ricchissima di specialità vegane ''de facto'' e molte altre pietanze sono "veganizzabili" usando un po' di fantasia: è una specie di gioco che sta diventando appassionante. ([[Lorenzo Guadagnucci]])
*{{NDR|«Le piacciono le ricette vegane?»}} Io mangio meno carne adesso anche nel rispetto degli animali. Diciamo che mangio l'essenziale. Perché, appunto, non si può mangiare solo frutta e verdura, ci serve anche la carne, se vogliamo guardare alla salute. ([[Orietta Berti]])
*Io non riesco a concepire i vegani. Non mangiano niente. Io ce l'ho con loro, non con i vegetariani. Anche [[Pitagora]] era vegetariano e mangiava uova e formaggio [...]. Sono una setta. Sono uguali ai testimoni di Geova. Cosa farei ai vegani? Li ammazzerei tutti [...]. Se hanno deciso di non mangiare niente allora dovrebbero sapere che quando vanno a comprare il pane dentro c'è il miglioratore che è un estratto del pancreas del maiale. Dovrebbero saperlo. ([[Gianfranco Vissani]])
*L'analisi delle loro ossa [...] ha mostrato che i guerrieri più feroci del mondo seguivano una dieta essenzialmente vegana. Nei racconti del tempo, a volte ci si riferiva ai gladiatori come ''hordearii'', o uomini d'[[orzo]], poiché questo cereale forniva la maggior parte dei nutrienti che garantiva a muscoli e ossa, incredibilmente forti, la potenza e la resistenza per competere nel principale sport per la vita o la morte. ([[John A. McDougall]])
*L'anno migliore nella mia carriera sportiva è stato quando mi sono convertito al veganismo. ([[Carl Lewis]])
*L'approccio [[Abolizionismo (diritti degli animali)|abolizionista]] [...] rifiuta le riforme welfariste e di regolazione come strategie, promuovendo e sostenendo invece il veganismo come un approccio creativo e nonviolento per la liberazione animale. ([[Gary Lawrence Francione]])
*L'industria della carne non vuole che pensi a tutti gli animali che tortura ed uccide. E certamente non vuole che pensi a tutte le malattie legate al consumo di carne. La sua unica preoccupazione è fare profitto. Molto tempo fa ho preso la decisione di smettere di mangiare carne e latticini. Gli animali non sono nostra proprietà da torturare e dominare. Se dovessi mangiare carne da allevamento intensivo o latticini, prenderei parte alla tortura e all'uccisione degli animali. Assolutamente no! Gli animali sono miei amici, quindi perché dovrei volergli fare del male? ([[Daniela Sea]])
*L'intera galassia nera dei [[Rastafarianesimo|rasta]] è vegana, anche i rasta che non sono vegani rispettano i vegani, la maggior parte vorrebbe esserlo. [...] Qualcuno ha detto che il capitalismo si divorerà da sé, e penso che lo stesso valga per l'industria della carne: l'industria della carne diventerà essa stessa carne morta e la compassione regnerà suprema. ([[Benjamin Zephaniah]])
*{{NDR|Con riferimento alle sue due figlie, cresciute con un'alimentazione vegana}} L'unico problema che hanno i bambini vegani è che non si ammalano e questo è un dramma per le industrie farmaceutiche. Mia madre mi criticava ma loro non si ammalavano mai, a differenza delle figlie di mio fratello. ([[Red Ronnie]])
*La carne non mi mancava affatto. Sgarrai un'unica volta, mangiando un boccone minuscolo di bistecca, e stetti talmente male da vomitare. Ormai era diventata veleno per il mio organismo. La quantità abnorme di carne che mangiavo un tempo non faceva che alimentare la mia aggressività, e i latticini mi gonfiavano come un pallone. Ora avevo sostituito l'una e gli altri con i legumi, e Kiki mi preparava frullati di frutta e verdura squisiti. Adottato con rigore, il veganismo mi guarì da ogni disturbo: pressione alta, artrite e iperglicemia svanirono come d'incanto. ([[Mike Tyson]])
*La cosa che mi ha spinto di più a diventare vegano è il benessere degli animali. Forse ho cominciato per gli aspetti legati alla salute, visto che mi riprendevo meglio dopo le partite. Poi ho visto alcuni documentari, ho letto dei libri… ho scoperto cose difficili da ignorare. Mia moglie non si aspettava che io diventassi vegano, ma quando ho cominciato a capire, il benessere degli animali è il fattore che mi ha spinto a dire "Ok, da oggi sarò vegano". ([[Chris Smalling]])
*La cosa migliore è evitare ''del tutto'' i prodotti animali. Come ormai ben saprai, contengono grassi saturi e colesterolo, aumentano quindi i tuoi livelli di colesterolo e il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer o di soffrire di ictus. Alcune persone sono tentate di includere, qua e là, modeste quantità di carne, latticini e uova, eppure anche quantità piccole sono sufficienti per frenare i tuoi progressi se conti di perdere peso, controllare il colesterolo e migliorare la salute del cervello. [...] Nel 2009, l'American Diabetes Association ha pubblicato un confronto tra cinque diversi regimi dietetici ottenuti in uno studio su 60.903 adulti. Alcuni di loro mangiavano carne tutti i giorni, altri ne stavano completamente alla larga. Alcuni mangiavano latticini e uova, o magari pesce, mentre altri ancora evitavano anche tali prodotti. [...] L'unico gruppo che centrava in pieno il valore del peso sano, però, era quello dei vegani, che evitano del tutto i prodotti animali. Grazie alla loro dieta, avevano un indice di massa corporea di 23,6. E lo stesso trend valeva anche per il rischio di diabete. In altre parole, più la gente sta alla larga dai prodotti animali, più rimane in salute. ([[Neal Barnard]])
*La galassia vegana è variegata e sconfinata. In rete si trova di tutto. È un bel cercare e un bel mangiare, sano e leggero ma senza soffrire (io no, almeno). Purtroppo la stragrande maggioranza dei ristoranti non è minimamente attrezzata. ([[Andrea Scanzi]])
*La gente è molto spaventata dai vegani. Sono come i fottuti poliziotti. Quando i vegani sono nei paraggi, la gente cerca di buttare il proprio cibo sotto il tavolo, come "Ehi, i vegani!" ([[Waka Flocka Flame]])
*La gente suppone sempre che se sei vegetariano puoi vivere di solo formaggio, e intanto il formaggio è terribile per il tuo corpo, anche se il gusto è così buono. Io sono anche una grandissima amante degli animali. Diventare vegana è stato un gran bene per me. Non mi sono mai sentita meglio. ([[Kate Mara]])
*La mia trasformazione più salutare è stata diventare vegana. [...] Non credo che le parole possano descrivere il vedere un animale torturato così {{NDR|come negli allevamenti intensivi}}. Non è etico, ed è qualcosa contro cui voglio combattere. Sei quel che mangi, e preferirei essere un frutto piuttosto che una carcassa morta in decomposizione. ([[Jenna Talackova]])
*La necessità è madre dell'invenzione e l'essere vegano apre ai cibi (vegani) di tutto il mondo. ([[Moby]])
*La salvaguardia degli animali, le questioni ambientaliste, la salute... La scelta vegan mi ha convinto da tutti e tre questi punti di vista. ([[Emily Deschanel]])
*La scelta di abbracciare uno stile di vita da vegana è partita da motivazioni salutistiche, all'inizio. Migliorare la mia salute era la spinta per la decisione. E lo ha fatto, più che potessi mai immaginare. Però, più mi informavo e studiavo e ricercavo, più vedevo che era una filosofia che mi piaceva a molti livelli, compresi quelli etici, e le informazioni che scoprivo rinforzavano la mia certezza che stavo facendo la cosa giusta. Libri [...] e diversi maestri e studi scientifici, mi hanno aperto gli occhi ai tantissimi motivi per cambiare il mio modo di mangiare. Non solo per noi stessi, ma anche come parte di una comunità. Il dovere e la responsabilità che abbiamo, l'impatto che ha sulla terra il nostro cibo e come lo produciamo. ([[Jessica Polsky]])
*La setta più agguerrita in questo periodo è sicuramente quella dei vegani, quelli che non mangiano animali né derivati. Sono dappertutto, si mimetizzano fra gli esseri umani e hanno un'unica missione nella vita: cagarti il cazzo mentre mangi. Hanno sempre questo approccio aggressivo: non ti dicono come fa bene quello che mangiano loro, ti dicono quanto fa male quello che mangi tu. Se ne porti uno a pranzo, belìn, ti guarda come se, belìn, fossi [[Hannibal Lecter]]! Cioè lo capisci che ti odia. Che tra l'altro l'aggressività dovrebbe essere tipica dei cannibali, non di chi mangia erba, giusto? Ti viene anche il dubbio che ti detesti perché sei fatto di carne. Se fossi fatto di seitan ci sarebbe più empatia. Lui mangia tofu, ma in realtà quello che lo nutre davvero è l'odio verso di te: è un odiariano. Ho detto "lui", ma in realtà il veganesimo è più diffuso nel genere femminile. E lì, se trovi il combinato "donna+vegana" ti conviene veramente diventare respiriano. Ecco chi sono i [[brethariano|respiriani]]: sono i fidanzati delle vegane che si sono rotti i coglioni. Preferiscono lasciarsi morire pur di non discutere. (''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]'')
*Lasciatemi anzitutto spiegare cos'è il veganismo. Non è una dieta, è una filosofia, che mira a causare in pratica meno crudeltà possibile intorno a te. [...] una volta che ti riconcili con la tua compassione e scegli lo stile di vita vegano, è quasi impossibile tornare indietro. ([[Dave Leduc]])
*Le alternative vegane a carne e formaggio sono arrivate ad un livello tale che non capisco perché ci si ostini a sbudellare animaletti che, potendo scegliere, lotterebbero per vivere. Una vita di inferno per 6/7 minuti di piacere nostro. Siamo pazziiiii. ([[Rose Villain]])
*Le etichette non mi piacciono, ma sono vegano per ragioni anche politiche, perché ormai si sa che gli allevamenti di animali sono una delle cause principali della distruzione del pianeta. ([[Willem Dafoe]])
*{{NDR|«Fra gli attori essere vegani è una moda?»}} Le mode vanno e vengono, sono transitorie. Qui c'è di mezzo un discorso salutistico ed etico. ([[Tullio Solenghi]])
*Le persone si sentono a disagio con un vegano al loro tavolo, più di quanto non lo siano con una lesbica. È come se si suggerisse che ciò che qualcun altro sta facendo è cattivo o sbagliato, e li colpisce su un livello più personale. ([[Portia de Rossi]])
*Lo spettro alimentare va dal carnismo al veganismo. Propendo per quest'ultimo poiché ho consapevolezza che l'industria dei latticini e delle uova non è meno crudele rispetto a quella della carne. ([[Melanie Joy]])
*Lo vedo come uno stile di vita a lungo termine. Si vedono un sacco di maratoneti che hanno molti problemi di salute, quando sono più avanti negli anni; [con la dieta vegan] ho veramente notato la differenza in termini di ripresa – la capacità di tornare in forma in fretta. ([[Scott Jurek]])
*Mangiando datteri, zuppa di legumi, seitan, noodles e riso nero, ho sconfitto il mio senso di colpa di non poter guardare negli occhi gli animali: perché io stessa li uccidevo per il mio palato. [...] Per me è una filosofia di vita, prendere coscienza di chi sei e cosa vuoi, guardare ciò che vive accanto e difenderlo, prendere un tempo per fermarsi e capire i bisogni degli altri, animali inclusi. Leggere la provenienza dei cibi, scegliere. [...] Peso da anni sempre uguale: tra i 54 e i 55 kg, nonostante la menopausa! La mia pelle è luminosa, la notte dormo e mi sento leggera e piena di energia come una ragazzina. ([[Daniela Poggi]])
*{{NDR|Dopo essere diventato vegano}} Mi sento meglio, ho un aspetto migliore, quindi è un grande cambiamento per me. Si ha più luminosità e penso che tutti noi vogliamo essere più luminosi. Volevo sembrare più giovane e sentirmi meglio e volevo dare un contributo maggiore al bene del pianeta [...]. Più mi informavo sull'allevamento intensivo... più mi rendevo conto che non potevo, in buona coscienza, contribuire a una tale violenza. ([[Russell Simmons]])
*Molte persone hanno dubitato di me quando sono diventata vegana, ma i miei livelli di energia sono schizzati alle stelle, e il ferro, la B12, ogni cosa in cui avrei dovuto essere carente era eccezionale. Mi sono detta: "Ora voglio batterle in pista". Siamo tutte amiche, ma è bellissimo concludere la mia stagione domestica da imbattuta. E vincere le nazionali è stata la ciliegina sulla torta. ([[Morgan Mitchell]], ''[[The Game Changers]]'')
*Molti pensano che noi {{NDR|vegani}} siamo ipocriti e detestabili. Lo capisco. Io stessa ho incontrato molti carnivori ipocriti e detestabili. Sono davvero sorpresa di come la gente veda nei vegani una minaccia per il proprio diritto a consumare carne in ogni quantità, e tratti l'esistenza dei vegani come un affronto ai loro diritti civili, [...] seguire una dieta vegetale non è una moda. Né qualcosa che facciamo per infastidire i mangiatori di hamburger. [...] I costi per l'ambiente derivanti dal consumo di carne, latticini e uova sono costi reali. Come quelli richiesti dal cercare di curare malattie associate – come dimostrato da tempo – al consumo di prodotti di origine animale, e che riguardano tutti noi. È parte del motivo per cui l'assistenza sanitaria è così incasinata in questo Paese. Curare le malattie cardiache, il diabete e l'obesità è molto costoso. I Paesi che non mangiano come noi non hanno i problemi di salute che abbiamo noi. E anche questo è un dato di fatto. Ci sarà sempre chi continuerà a sostenere che il veganesimo sia una fastidiosa tendenza elitaria di liberali fanatici, ma io preferisco vedere la "tendenza" verso un maggiore diffusione della dieta a base vegetale come qualcosa che può aiutare il nostro ambiente, la nostra economia, la nostra salute e il nostro benessere generale. ([[Mayim Bialik]])
*Negli ultimi sette anni non ho mangiato carne né latticini. E considero la mia dieta principalmente a base di vegetali. Ma non mi piacciono le etichette. Faccio quello che funziona per me. [...] Ciò che mi ha inizialmente spinto, è stato l'aspetto della sostenibilità. [...] La comunità dei vegani, a volte, può essere molto rigida e per quanto mi riguarda non credo nelle regole. Credo nel fare il meglio che puoi, quando puoi e dove puoi. [...] Credo che la parola "vegano" sia spesso mal interpretata e che sfortunatamente la comunità vegana spaventi spesso la gente… Se essere vegani è una delle cose migliori che potete fare per l'ambiente, allora, da un punto di vista ecologico, incorporare anche solo alcuni aspetti del veganesimo in parte della vostra vita allora è sicuramente meglio di non fare nulla. ([[Nikki Reed]])
*Negli ultimi tempi sono diventato vegano [...]. Anche in questo caso rimangono a disposizione tantissime ricette a base vegetale che soddisfano tutte le necessità. Ho deciso di fare questo passo perché qualcosa in me lo diceva. Alcuni ritengono che i piatti vegani siano monotoni, ma non è vero, possono essere molto vari. ([[Janez Drnovšek]])
*Non mangerai carne, uova, formaggio, né altra cosa se non d'acqua e di legno [frutta, ortaggi]. Non mentirai, non ammazzerai nemmeno vitelli. ([[Anonimi catari|Formula di iniziazione dei catari]])
*{{NDR|Il nostro approccio}} non presuppone l'esistenza di una serie di regole alimentari per far regredire le cardiopatie, un'altra, differente, contro il diabete, un'altra ancora per intervenire a livello genico allungando i telomeri... In tutti i nostri studi, invitavamo i partecipanti a seguire una dieta basata su alimenti vegetali al 100% [...] ed era come se l'organismo sapesse personalizzare la medicina di cui avevano bisogno, purché gli si fornissero le materie prime. [...] E quel che fa bene a noi, fa bene al pianeta. Se ci orientiamo a una dieta basata su alimenti vegetali al 100%, non apportiamo miglioramenti solo nella nostra vita, ma anche in quella di molti altri in tutto il mondo. ([[Dean Ornish]])
*Non solo mi sento più felice con questa dieta, ma anche mille volte più in forma. ([[Olivia Wilde]])
*Non voglio partecipare ad alcuna tortura. Si tratta di provare a vivere una vita in cui non sto contribuendo alla crudeltà nel mondo... Mentre sono su questo pianeta, voglio che tutti quelli che incontro sappiano che sono grata della loro esistenza. ([[Jessica Chastain]])
*Ognuno ha un traguardo, e il mio in questo momento è diventare vegano – penso a loro come a dei santi moderni, dato che fanno sacrifici per un miglior bene collettivo. ([[Elio Fiorucci]])
*Penso che la radice di questo intero stile di vita sia la Compassione. È un promemoria quotidiano che siamo tutti uno. Credo che il veganismo sia ciò che guarirà questo pianeta. ([[Evanna Lynch]])
*Per un anno e mezzo [...] ho seguito una rigidissima dieta vegana: frutta e verdura e niente pane, zucchero o caffè. Ma mi aveva fatto perdere troppo peso. ([[Megan Fox]])
*Perché ci si prende gioco dei vegani mentre il disumano sistema dell'allevamento intensivo considera gli animali e il mondo naturale soltanto come merci da sfruttare per profitto? ([[Ellen Page]])
*{{NDR|«Perché essere vegan?»}} Perché è la cosa più naturale che possiamo fare come esseri umani, perché siamo nati vegan, perché da bambini istintivamente non avremmo mai ucciso un animale per mangiarlo a morsi, perché gli allevamenti intensivi emettono nell'atmosfera più CO2 dell'intero sistema di trasporti mondiale, perché abbiamo tutti gli stessi diritti in questo mondo, perché non abbiamo bisogno di uccidere per essere in salute né di indossare le pelli di poveri animali per proteggerci dal freddo, perché non nutrirsi di sofferenza è bellissimo. ([[Alice Taticchi]])
*Personalmente ho scelto di diventare vegana perché mi sono informata sull'allevamento intensivo e sulle crudeltà sugli animali, e improvvisamente ho capito che a trovarsi sul mio piatto erano esseri viventi, con dei sentimenti. E proprio non ho potuto continuare a non pensarci. Ho letto libri come ''Diet for a New America'' e visto documentari come ''Earthlings'' e ''[[Meet Your Meat]]'', ed è diventata una scelta facile per me.<br>Se scegli di informarti, sarà una scelta facile anche per te. ([[Ellen DeGeneres]])
*Quando c'è un vegano a cena mi vorrei ammazzare. ([[Alba Parietti]])
*Quando la gente mi chiede perché non mangio carne o altri prodotti di origine animale, rispondo che sono malsani e che sono il prodotto di un'industria violenta e disumana. I polli, le mucche e i maiali degli allevamenti intensivi trascorrono tutta la loro vita in condizioni sporche e anguste solo per morire di una morte prolungata e dolorosa. ([[Casey Affleck]])
*Quando pensi a un domani migliore, pensi al veganismo nel mondo. ([[RZA]])
*Quando sono diventata vegetariana all'età di undici anni, è stata una transizione decisamente facile. Un ragazzo della mia scuola stava tentando di uccidere delle creature nello stagno. Quando provai a fermarlo, mi disse: "Tu mangi gli animali", come a dire che non avevo il diritto di provare a salvare qualcosa che poi sarebbe potuta finire sul mio piatto. L'ipocrisia delle mie azioni divenne cristallina in quel momento. Così decisi: niente più carne. [...] Quando ho iniziato a lavorare per due organizzazioni che si battono contro l'allevamento intensivo [...] mi sono resa conto che il veganismo è l'unica dieta che può cambiare il mondo. [...] Ti puoi aspettare un corpo più sano, e il sentimento di orgoglio che va di pari passo con una vita coerente con i propri valori. Questo è qualcosa a cui molte persone aspirano, ma che poche raggiungono. ([[Alicia Silverstone]])
*Quella piccola, debole voce nella tua mente e nel tuo cuore che ti rende curioso sull'essere vegani è qualcosa che dovresti ascoltare, perché è il suono della tua coscienza che ti sta portando a essere compassionevole. ([[Bellamy Young]])
*Quello che ho capito dei vegani in questi anni è che la loro missione è giusta, condivisibile, socialmente ed economicamente vincente. È la modalità con la quale la propagandano che è imperfetta. Non si può cambiare l'alimentazione di qualcuno in maniera violenta e drastica. Ma cominciando a diffondere i perché e i percome dell'efficacia della dieta vegana, la rivoluzione avverrà da sola. ([[Fausto Brizzi]])
*Queste due cose, [[culturismo]] e veganismo, sono le migliori della mia vita. Definiscono chi sono, nel corpo e nello spirito. Ciò non vuol dire che la mia vita sia solo allenarmi e mangiare, ma nella vita trovo la mia forza in questi due aspetti. Il veganismo significa amore e rispetto per il mondo in cui vivi, e il culturismo significa amore e rispetto per te stesso. ([[Alexander Dargatz]])
*Recentemente sono diventata vegana perché sentivo che, come lesbica ebrea, non facevo parte di una minoranza abbastanza piccola. Così ''ora'' sono una lesbica ebrea vegana. ([[Carol Leifer]])
*Ricordo che nell'agosto 2003 presi la decisione di diventare (quasi) vegano, e fu allora che avvertii dentro di me un profondo allineamento emozionale. Capii che avevo scelto di fare la cosa giusta, e che mi sarei impegnato a rispettare quella decisione per il resto della vita. Le mie convinzioni e la mia morale avevano finalmente trovato il perfetto allineamento. ([[John Mackey]])
*Ridurre la quantità di carne e di latticini nella nostra dieta è un ottimo modo per tenere sotto controllo il nostro peso, migliorare la salute nel suo complesso e fare passi concreti verso un miglioramento della salute del pianeta. [...] I vegani e i vegetariani tendono a pesare meno delle persone che consumano cibi di origine animale; tendono anche ad avere un minore tasso di rischio di malattie cardiovascolari, diabete e di alcuni tipi di cancro. (''[[Mangiare zen]]'')
*Sapete, ho un cane che somiglia molto a un maiale, posso guardarlo e pensare: "Sai? Non posso più mangiare maiale". E d'altronde, il mio cane è davvero così tanto diverso da un maiale d'allevamento intensivo? Entrambi hanno la loro vita, grandi personalità e soprattutto la stessa capacità di provare dolore. Una volta stabilita la connessione, la sofferenza animale è diventata qualcosa che non potevo ignorare. Quindi, se hai mai amato un gatto o un cane, o anche un umano, spero che estenderai la tua compassione includendo tutti gli animali. Sono Mike White e sono vegano. ([[Mike White (cineasta)|Mike White]])
*Sì, amo la moda. La amo, la amo, la amo. Amo i vestiti. Sono vegana, quindi ora sono molto interessata alla sostenibilità e al fatto che la moda sia sostenibile. Sono davvero piuttosto nuova al lato vegano della moda, ma sono vegana ormai da... circa 15 anni. Ero vegana prima che diventasse di moda essere vegani. Vecchia scuola, sai? ([[Golda Rosheuvel]])
*Si diventa più sani, si vive di più, si ha un aspetto migliore, molta meno acne. Si dimagrisce e si inizia a sprigionare salute da tutti i pori. Persino la tua vita sessuale ne risente in maniera positiva. È questo ciò a cui si va incontro quando si eliminano carne e prodotti caseari dalla propria dieta. ([[James Cameron]])
*Sono pronto a distruggermi fisicamente e mentalmente fino a quando un futuro più umano sarà garantito per questi animali, fino a quando coloro che mangiano carne capiranno che un animale stressato e maltrattato crea un terribile prodotto alimentare che distrugge il corpo e l'anima di chi lo consuma. ([[Riccardo Bugari]])
*Sono stata vegetariana per circa dieci anni e ho deciso entro quei dieci anni di diventare del tutto vegana [...]. È da quindici anni che non mangio carne. Ciò che mi ha ispirata è stato imparare di più riguardo agli abusi sugli animali, al modo in cui la carne arriva in tavola e a tutto ciò che queste creature patiscono. [...] Non ti rendi conto di che sapore ha il cibo finché non smetti di mangiare carne. È come se qualcosa accadesse al tuo palato, si purifica proprio, e la cosa più semplice – un pomodoro – ha il sapore della cosa più vibrante e strabiliante sul pianeta. La mia energia è fantastica. Mi ha aiutata a mantenere un aspetto giovane. ([[Kimberly Elise]])
*Sono stato vegetariano [...] sin dall'età di circa ventotto anni. E chiaramente, il mio motto è sempre stato: "Se ami gli animali, non mangiarli". [...] nel momento in cui ho cominciato a capire cosa stava succedendo con il trattamento degli animali, ciò mi ha portato sempre più a percorrere il sentiero su cui mi trovo adesso, che è completamente vegano. ([[Bryan Adams]])
*Sono vegana da due anni e vegetariana da vent'anni. Ero abituata ad essere una ballerina, perciò la salute e la vitalità sono sempre state importanti per me. Non direi che sia stato necessario un grande evento, semplicemente il vegetarianismo ha sempre avuto senso per me. [Quello che gli animali da allevamento] patiscono è davvero terribile. È orribile. [...] Il cibo vegano è [[soul food]] nella sua forma più vera. Soul food significa nutrire l'anima. E per me, la tua anima è il tuo intento. Se il tuo intento è puro, sei puro. ([[Erykah Badu]])
*Sono vegana da ben sette anni. [...] Quando vieni a conoscenza di certe cose e le vedi, è davvero difficile tornare indietro. E ora, nonostante io abbia molti amici che consumano regolarmente latticini e carne e non mi sento nella posizione di dire agli altri cosa fare, non posso ignorare cosa stia accadendo nel mondo animale. ([[Billie Eilish]])
*Spesso mi domandano perché sono vegan. Ecco le mie ragioni. 1) Amo gli animali e una dieta vegan causa molto meno sofferenza di una dieta basata sui prodotti animali. 2) Gli animali sono creature senzienti con una volontà propria e mi sembra sbagliato imporgli la nostra solo perché possiamo farlo. 3) Un gran numero di studi medici dimostra che una dieta basata sui prodotti animali è terribile per la salute [...]. 4) La dieta vegan è di gran lunga più redditizia. Si possono nutrire molte più persone direttamente con i cereali piuttosto che nutrire le mucche con i cereali per poi ucciderle. In un mondo dove le persone muoiono di fame mi sembra criminale nutrire mucche con cereali che potrebbero tenere in vita degli esseri umani. 5) Gli allevamenti sono disastrosi per l'ambiente. Tutti i rifiuti che producono si riversano nelle acque. ([[Moby]])
*{{NDR|Dopo due anni di dieta vegana}} sto alla grande. Mi sento come se avessi riportato indietro l'orologio di quindici anni. ([[James Cameron]])
*Sto bene fisicamente e mentalmente. Mi piace. Sento come se abbia avuto un effetto domino sul resto della mia vita. ([[Liam Hemsworth]])
*Un contadino mi dice: «Non si può vivere solo a dieta vegetale, poiché essa non fornisce le sostanze per formare le ossa». [...] e mentre parla, cammina dietro ai suoi buoi, che, con le ossa fatte di sostanze vegetali, si trascinano appresso lui e il suo pesante aratro, per quanti ostacoli abbiano davanti. ([[Henry David Thoreau]])
*V sta per Verità, Virtù, Valore, Validità e Veganismo. ([[Paul Watson]])
*Vegano è sexy. Abbiamo il paradiso sotto i nostri piedi. Dobbiamo vivere un'economia verde e le cose andranno meglio. Dobbiamo protestare, agire, non cadere nel lavaggio del cervello e, da consumatori, cercare la verità. Se non riuscite a diventare vegani, almeno mangiate meno carne. ([[Pamela Anderson]])
*Vi consiglio la dieta vegana, perché ti svegli e ti senti grande! ([[Jennifer Lopez]])
*{{NDR|Con riferimento alla sua dieta vegana e agli atleti che la seguono}} Vogliamo sentirci bene, avere un bell'aspetto, più energia. L'importante è immettere il giusto carburante. Non mi sono mai sentito così bene in 32 anni di vita. ([[Lewis Hamilton]], ''[[The Game Changers]]'')
*Voglio provare a vivere i miei valori con quanta più consapevolezza e determinazione mi è possibile. Essere vegano per me è un modo più netto di non partecipare a pratiche che non sono coerenti con i miei valori. [...] Davvero, quello che bisogna fare è che tutti noi troviamo ciascuno il proprio sentiero vivendo le migliori vite che possiamo vivere con quanta più chiarezza e coraggio in accordo con i nostri valori personali. ([[Cory Booker]])
===[[Mirco Bergamasco]]===
*Dopo aver visto e capito come vengono trattati gli animali e come finiscono sulla tavola non mi sfiora nemmeno l'idea di tornare indietro.
*Non ho trovato nessuna difficoltà ma solo benefici. I benefici sono stati quelli di dormire meglio, che per uno sportivo è importante, le infiammazioni ai tendini le ho eliminate, ho riscontrato una maggiore capacità di attenzione durante quello che faccio soprattutto negli allenamenti, dopo una partita riesco a recuperare molto più velocemente.
*Prima non riuscivo a vedere il legame tra la carne che avevo nel piatto e l'essere vivente che quell'animale era prima, ma quando questo mi è diventato chiaro il veganismo è diventata la mia filosofia di vita. Così aiuto me stesso, gli animali e il pianeta. E la cosa bella dell'alimentazione vegan è che è talmente ricca e varia che ogni giorno puoi provare cose diverse.
*Sono diventato vegano a tutti gli effetti un paio di anni fa ma il mio percorso è stato un po' più lungo perché ho preso il tempo di informarmi, di capire i vari punti di vista e piano piano ho cominciato a eliminare latticini, carne, pesce e derivati animali. La scelta è sicuramente etica, per rispetto degli animali e dell'ambiente, ma anche rispetto del mio corpo attraverso l'alimentazione.
*Sono forte e in forma, i miei riflessi sono prontissimi, la mia mente è sveglia e la mia coscienza è pulita. Vorrei incoraggiare tutti a dare il cartellino rosso a carne, uova e latticini e a verificare personalmente la differenza.
===[[Loredana Cannata]]===
*Diventare vegani ci fa diventare più buoni, più belli e più sani. [...] Questa scelta alimentare e di vita è un quotidiano, rivoluzionario atto d'amore che spinge verso un mondo diverso. Non mangiare quanto deriva dal martirio di creature sensibilissime, vittime di terribili sevizie, è una cura concreta e potente per noi stessi e l'intera umanità.
*Poi, ci sono persone che non conoscono l'argomento e in buona fede non credono alla scelta del veganismo, sia da un punto di vista alimentare sia da un punto di vista etico. A qualcuno magari interessa, e molti sono curiosi. Il mio motto è "Mai attaccare", perché rispondere in modo aggressivo non fa bene alle persone né soprattutto agli animali.
*Quando comunicai a mia madre questa mia scelta, lei si preoccupò molto per la mia salute credendo che mi sarei indebolita troppo mettendo da parte alimenti tradizionali come la carne. La prima volta che mi rivide in un lavoro televisivo, invece, mi chiamò immediatamente per dirmi quanto più bella fosse la mia pelle. [...] È chiaro che il risultato più immediato e più riscontrabile è che ti senti più leggero, meno bloccato [...]. Andando più a fondo, però, i sensi, tutti i sensi, funzionano meglio e questo si rispecchia ampiamente in ogni aspetto della giornata.
===[[Red Canzian]]===
*Andate al supermercato con gli occhiali per leggere con attenzione le etichette. Vegani o non vegani, la cosa importante è salvaguardare la nostra salute. Il vegano è facilitato in questo: allorché compra pomodori, carote, finocchi, broccoli o fagioli, la sua unica preoccupazione è rinvenire la tracciabilità, capire cioè da dove vengono i prodotti e cercare, nei limiti del possibile, frutta e verdure stagionali e a chilometro zero.
*Io sono nato ignorante, come tutti, del resto il grande [[Totò]] diceva: "Nessuno nasce imparato". Ma per crescere, per capire e migliorarmi, per appagare la mia continua curiosità, ho studiato e mi sono posto mille domande e mille obiettivi. E ci si migliora pure passando attraverso gli errori: per cui, anch'io, come tanti, ho mangiato carne, pesce, uova e formaggi "perché così cresci forte" mi dicevano... Poi, piano piano, ho cominciato a informarmi e soprattutto a seguire il mio istinto. C'era qualcosa che non mi tornava, e il cambiamento è avvenuto spontaneo, graduale, ma convinto e definitivo. Vent'anni fa ho smesso di consumare carne e tutti i suoi derivati e nel 2009 sono diventato totalmente vegano.
*Sono vegetariano da ventuno anni, vegano da nove. Non credo ci sia alcun estremismo, estremo è chi rompe le scatole agli altri. Sono una persona più serena, meno aggressiva e prendo meno raffreddori.
*Un giorno, sempre per via di quelle voci da dentro e certamente non per moda, ributtai in acqua i pesci che avevo catturato. Ero diventato vegano. Decisi di rinunciare anche al miele del quale pure ero golosissimo.
===''[[Come mangiamo]]''===
*Immaginiamo però che non siate d'accordo con la scelta di uccidere un animale giovane e in salute per mangiarlo. Questo è l'approccio morale che porta molta gente a diventare vegetariana pur continuando a mangiare uova e latticini. Ma non è possibile produrre galline ovaiole senza produrre anche pulcini maschi e, dal momento che questi ultimi non hanno valore commerciale, vengono uccisi non appena se n'è stabilito il sesso. Per quanto riguarda le galline ovaiole, esse vengono uccise non appena il tasso di deposizione comincia a diminuire. Nell'industria casearia le cose non vanno diversamente: i vitellini maschi si macellano subito o si allevano per produrre carne bianca e le mucche sono trasformate in hamburger assai prima di giungere alla vecchiaia. Dunque chi non è d'accordo con l'uccisione degli animali dovrebbe indirizzarsi a una dieta vegana, più che a quella vegetariana.<br />Diventare vegani è un modo sicuro per evitare completamente di partecipare alle violenze sugli animali d'allevamento. I vegani sono la dimostrazione vivente che non è necessario sfruttare gli animali per la produzione di cibo. [...] Mai come oggi poi, data la grande disponibilità di alimenti sostitutivi, è stato semplice diventare vegani.
*Molti attivisti del movimento per i diritti animali sono vegani più che vegetariani, perché non vogliono rendersi complici in alcun modo dello sfruttamento degli animali. Non indossano né lana né pelle, dimostrando così che la loro posizione non si basa solo su preoccupazioni per la propria salute. Molti vegani comunque affermano che non consumare prodotti animali è più salutare sia per se stessi sia per il pianeta. Tuttavia la dieta vegana è controversa, perché se è vero che i vegetariani esistono da migliaia di anni, il veganismo, almeno su larga scala, è un fenomeno relativamente nuovo.
*Oggi i vegani, che non mangiano alcun prodotto di origine animale, sono numerosi quanto in passato i vegetariani. [...] E non sono soltanto i vegani a dimostrare una certa consapevolezza riguardo al cibo. In tutti i paesi sviluppati, la gente sta imparando a fare domande coraggiose sulla provenienza e le modalità di produzione degli alimenti che acquista.
===[[Ruediger Dahlke]]===
*La lunga lista di malattie che possono alleviarsi grazie all'alimentazione vegana comincia con le due più frequenti cause di morte: le malattie cardiache e i tumori. Ma anche la nostra condizione psichica può trarne grande giovamento e migliorare, poiché noi stessi diventiamo più sensibili e aperti.
*Nessuna azione ecologicamente paragonabile è efficace a tanti livelli, e niente è più efficace contro la fame nel mondo. In questo senso l'alimentazione vegana che qui presentiamo merita l'appellativo di Peace Food: ci si alimenta per la pace, la propria, quella con il proprio ambiente e addirittura quella mondiale.
*Per me è stupefacente constatare quanti pazienti abbia visto guarire dopo essere passati alla dieta vegana e in quale misura siano diventati persone felici e libere.
===''[[Forchette contro coltelli]]''===
*{{NDR|Difendendo i benefici per la salute di una dieta vegana contro chi la definisce estrema}} E invece, che cosa garantisce la dieta occidentale? Mezzo milione di persone in questo Paese si troveranno con il corpo squarciato su un tavolo di sala operatoria, a cuore aperto verranno prelevate le vene delle gambe e ricucite al cuore: a me questo sembra estremo. ([[Caldwell Esselstyn]])
*Niente in medicina apporta così tanti benefici come una dieta vegana. E sostengo con assoluta certezza che le autorità nazionali non vogliono parlare e discutere di questo schema nutrizionale per preservare lo ''status quo''. In teoria, se tutti adottassero questa dieta, potremmo ridurre la spesa sanitaria del 70-80%. ([[T. Colin Campbell]])
*Ritengo che più ci si avvicinerà a una dieta vegetariana, o meglio vegana, più saremo tutti più sani. ([[T. Colin Campbell]])
*Sono cresciuto mangiando carne come la maggior parte delle persone, ma quando ho iniziato a riflettere sulle mie scelte alimentari ho capito che non volevo mangiare gli animali, e più mi informavo più mi rendevo conto che era più sano evitare la carne, e che il mio impatto sul pianeta sarebbe stato meno dannoso. Secondo le Nazioni Unite l'industria del bestiame contribuisce al [[riscaldamento globale]] più di quella dei trasporti, per cui mangiando carne, latte, uova al ritmo attuale danneggiamo la nostra salute, uccidiamo dieci miliardi di animali innocenti all'anno solo negli ''States'' e distruggiamo il pianeta. ([[Gene Baur]])
*Tutti mi ripetevano che, in quanto atleta, avevo bisogno almeno di pesce e pollo nella dieta per avere un giusto apporto proteico. Questo è uno dei tanti miti da sfatare. Così ho deciso di eliminare di colpo sia pesce sia pollo. Credo che sia uno stereotipo comune pensare che i vegani siano i più smilzi. Credo di non rientrare minimamente in quello stereotipo. Ho provato questa dieta per ragioni personali e ha funzionato. Mi sembra di avere più energie ora di quando mangiavo carne, e mi riprendo anche più in fretta dalle sessioni di allenamento. Non voglio far parte di nessun club esclusivo, faccio questa cosa per me stesso e credo che non mangerò carne e latticini per il resto della mia vita. ([[Mac Danzig]])
===[[Sharon Gannon]]===
*Diventare vegani è certo il modo migliore che abbiamo in questo momento della storia per contribuire alla pace sulla Terra. Essere vegani nel mondo d'oggi è partecipare a una protesta nonviolenta e di azione diretta contro la crudeltà, affermando la gentilezza.
*Essere vegani gioiosi nel mondo d'oggi è prendere parte alla rivoluzione più radicale, positiva e politica di sempre. La forchetta può essere un'arma di distruzione di massa o uno strumento di pace. Ogni cosa che un vegano mangia o utilizza riflette una scelta che prende in considerazione il benessere altrui anziché unicamente il proprio, e questo ''fa'' una grande differenza.
*Quando abbiamo a disposizione una scelta è sempre meglio scegliere la gentilezza. Il veganismo è semplicemente la scelta più gentile.
===[[Tobias Leenaert]]===
*I movimenti vegani e per la difesa degli animali potrebbero trarre parecchio beneficio dalle opinioni lente e dalle analisi accurate. Potremmo imparare a essere meno critici sia con chi è dalla nostra parte sia con chi non lo è. Infine, ci aiuterebbe ad affinare le nostre strategie per influenzare positivamente le persone.
*Invece di utilizzare esclusivamente il messaggio «Diventa vegano!», dovremmo investire più risorse nell'incoraggiare le persone a ridurre il consumo di prodotti animali. Possiamo raggiungere l'obiettivo più velocemente, se collaboriamo con un grosso gruppo di reducetariani, invece che con un gruppetto di vegani.<br>Lasciamole libere di cambiare per qualsiasi ragione e non solamente perché persuasi da motivazioni di natura morale. Spesso le persone cambiano mentalità dopo aver cambiato comportamento.<br>Incoraggiamo un ambiente che faciliti il cambiamento, rendendo più reperibili ed economiche le alternative ai prodotti animali.<br>Sviluppiamo un concetto di veganismo più elastico.
*Un mondo vegano è un mondo in cui gli animali non sono fatti per soffrire o essere uccisi arbitrariamente dall'uomo, e in cui quasi ogni forma di utilizzo animale è stata vietata, sebbene possano rimanere alcuni legami reciprocamente vantaggiosi tra umani e animali. Secondo questa definizione, un mondo vegano non è l'obiettivo in sé (così come non lo è il veganismo), bensì è il mezzo per realizzare quello scopo.
===[[Jeffrey Moussaieff Masson]]===
*Diventare vegani è semplicemente una manifestazione d'amore.
*È meglio anche per la nostra salute scegliere prodotti [[agricoltura biologica|biologici]], ed è un buon inizio chiedere come sono tenute le galline quando si comprano le uova o come vivono le mucche delle quali si beve il latte. In realtà sarebbe buona norma visitare gli allevamenti da cui provengono questi prodotti, un'esperienza che può essere illuminante. Non credo che sarei diventato vegano senza una conoscenza diretta di questo tipo.
*Molti anni fa, quando ero solo vegetariano, incontrai il fantastico [[César Chávez|Cesar Chavez]], che mi disse: «Se vuoi prevenire la sofferenza degli animali, la prima cosa a cui dovresti rinunciare sono uova e latte, perché gli animali che li producono conducono la più infelice delle esistenze. Faresti meglio a mangiare carne e smettere di mangiare uova e latticini». Ero sconvolto, perché non avevo alcuna intenzione di mangiare carne, ma non avevo mai pensato di rinunciare a uova e latticini. Ma quando esaminai a fondo la questione capii che aveva ragione, e adesso, a distanza di anni, dopo aver studiato l'argomento da vicino, so per certo che era nel giusto, per via del trattamento crudele inflitto agli animali allevati per questi prodotti.<br />I vantaggi di una dieta vegana sono enormi e riguardano la nostra salute, l'ambiente e gli animali.
===[[Paola Maugeri]]===
*Il mondo sta vivendo una meravigliosa "vegan era" in cui ogni giorno migliaia di persone decidono di mettersi nei panni di chi non ha voce, ma solo grandi occhi dentro i quali se ci fermassimo a guardare potremmo attingere a piene mani sensibilità e saggezza che farebbero di noi, uomini e donne ipertecnologizzati, degli individui migliori.
*Mangiare vegan è il gesto più concreto, politico e militante che possiamo compiere per permettere a questo mondo una distribuzione equa delle risorse.
*Mangiare vegan non significa privarsi dei piaceri del buon cibo, preparare ricette con ingredienti introvabili, carissimi o insapori, piuttosto che fare una vita di sacrifici, come in molti temono che accada. È tutto il contrario! Vuol dire piuttosto imparare a volersi bene per davvero!
*Mangiare vegano ci insegna ad assumerci la responsabilità dei nostri gesti e a prendere coscienza delle conseguenze delle nostre azioni.<br />Cosa può renderci, dunque, più liberi? E allora unitevi anche voi alla più pacifica delle rivoluzioni! La rivoluzione vegana!
===[[Mallika Sherawat]]===
*Il veganismo non è una moda passeggera, è una scelta di vita sana.
*Se dovessi scegliere la cosa migliore in assoluto dell'essere vegana, è la mia coscienza pulita.
*Sì, ho un sacco di piani per promuovere il veganismo in India. Sto unendo le forze con il ristorante di un amico per presentare offerte vegane al palato indiano. Ho intenzione di coinvolgere chef internazionali per creare dei piatti deliziosi. Una volta che le persone vedranno quanto può essere nutriente e delizioso il cibo vegano, passeranno a uno stile di vita più sano, privo di latticini.
===[[Will Tuttle]]===
*A differenza di molti insegnamenti religiosi, che sono principalmente teorici e riguardano l'interiorità dell'individuo, il veganismo è del tutto pratico. La sua motivazione è la compassione. [...] È uno stile di vita concreto e visibile, che nasce da un senso di amore e di connessione, e li rafforza.
*Il movimento vegano contemporaneo si fonda sull'amore, sul rispetto e sulla consapevolezza delle conseguenze che le nostre azioni hanno sul prossimo. È rivoluzionario poiché trascende e abbandona il fondamentale carattere violento della cultura dell'allevamento in cui viviamo.
*Il termine «vegano» è più nuovo e provocatorio di «vegetariano», poiché si riferisce a ogni essere senziente e considera tutte le forme di crudeltà non necessaria da un punto di vista essenzialmente etico. Più che sulla salute o sulla purezza, la motivazione si basa sulla compassione e rimanda a un antico concetto enunciato per molti secoli nelle principali tradizioni spirituali.
*Mentre ci sono molti «ex vegetariani», è improbabile che «ex vegani» siano mai stati realmente vegani; perché è difficile perdere la compassione raggiunta autenticamente.
*Una dieta a base vegetale non è una limitazione, ma la realizzazione armoniosa della nostra visione interiore. In un primo momento, crediamo che sia un'opzione, però col tempo ci rendiamo conto che, più che una scelta, è la libera espressione della nostra vera natura. Astenersi dal mangiare e dallo sfruttare gli animali è il risultato naturale di un punto di vista che non è più incatenato nella segreta buia e rigida del ristretto interesse personale. Da fuori, questo atteggiamento può essere considerato e definito come «veganismo», ma è semplicemente la consapevolezza e l'espressione del nostro senso di interconnessione.
===[[Donald Watson]]===
*Il veganesimo dà a tutti noi l'opportunità di esprimere attraverso il nostro comportamento cosa è veramente importante nella nostra vita. Oggi perseguire l'ideale di una esistenza salutare e umana è facile grazie ai mezzi di trasporto moderni, che ci forniscono cibo vegano proveniente da tutto il mondo.
*Non sappiamo quale sarà l'avanzamento spirituale che il veganismo avrà a lungo termine, nelle prossime generazioni, per la vita umana. Certamente sarà una diversa civilizzazione, e la prima in tutta la storia che meriterà questo nome.
*"Veganismo" denota una filosofia e uno stile di vita che cerca di escludere – per quanto possibile e fattibile – tutte le forme di sfruttamento e di crudeltà nei confronti degli animali per l'alimentazione, l'abbigliamento o qualsiasi altro scopo; e, per estensione, promuove lo sviluppo e l'utilizzo di alternative non animali a beneficio degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente.
===[[Ed Winters]]===
*Che cosa pensi istintivamente quando leggi la parola «vegano»? Se l'avessero chiesto a me otto anni fa avrei risposto: «I vegani sono degli estremisti! Non hanno alcun senso dell'umorismo, dovrebbero farsi gli affari propri e smettere di voler imporre le loro idee agli altri. E inoltre sono arroganti, presuntuosi, moralisti e fanatici». Avrei poi continuato dicendo: «Non ho nulla contro i vegani, vorrei solo che la smettessero di tentare di "veganizzare" il mondo e che rispettassero la mia scelta personale di mangiare carne. E poi la carne mi piace troppo e non posso farne a meno».
*Il veganismo si potrà realizzare come risultato delle caratteristiche umane di cui siamo più orgogliosi – l'ingegnosità, l'onestà intellettuale, l'apertura al progresso e la capacità di riflettere su noi stessi – rifiutando allo stesso tempo molte di quelle che più ci danneggiano – la testardaggine, l'ignoranza deliberata, la propensione alla violenza, l'egoismo e l'apatia. Questo cambiamento è già in atto e anche se è difficile ottenere statistiche demografiche precise, i sondaggi e le indagini rivelano una tendenza chiara: il veganismo sta crescendo.
*Spesso la gente pensa che i vegani siano estremisti, eppure il veganismo è semplicemente un modo di vivere secondo questo semplice principio: se sono contrario alla crudeltà, farò tutto quanto in mio potere per evitare di perpetuare dei sistemi che causano dolore fisico e psichico agli animali. Il fatto che i tentativi di mantenere una coerenza dal punto di vista morale siano visti come segnali di estremismo è una chiara testimonianza di quanto sia radicato il nostro stato di dissonanza cognitiva. Non è strano che uccidere un cane sia considerato maltrattamento di animali, uccidere un maiale sia considerato normale e non uccidere nessuno dei due sia considerato estremista? Non è curioso che chi spacca il vetro di un'auto per trarre in salvo un cane in una giornata torrida sia acclamato come un eroe mentre chi salva un suinetto sofferente da un allevamento venga considerato come un criminale?
===[[Gary Yourofsky]]===
*Il veganismo non riguarda solo la salute ma è etica, compassione, decenza e altruismo.
*Il veganismo ricreerebbe il [[paradiso terrestre]], un luogo dove gli esseri umani vedono gli altri animali come esseri da ammirare, creature ispiratrici, mentre gli animali ci osservano con curiosità. È arrivato il tempo di riconnetterci con il mondo naturale, per il bene degli altri animali, dell'ambiente e degli esseri umani. Proteggere il più debole è il primo passo per elevare lo spirito, per essere veramente civilizzati.
*La gente mangia altri animali e i loro derivati per 4 ragioni: abitudine, convenienza, gusto e tradizione. Con l'aggiunta del profitto economico queste sono le sole ragioni per cui la gente mangia altri animali. Quindi, non c'è alcuna valida ragione per non essere vegan.
==Voci correlate==
*[[Allevamento intensivo]]
*[[Animalismo]]
*[[Crudismo]]
*[[Cucina vegana]]
*[[Diritti degli animali]]
*[[Fruttarismo]]
*[[Vegetarianismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Dietetica]]
[[Categoria:Vegetarianismo]]
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
*Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[Silverado]]''; 2000, p. 1226)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403)
*Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
*Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Wolverine (fumetto)
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wikitext
text/x-wiki
'''''Wolverine''''', serie a fumetti pubblicate dalla Marvel Comics dedicate alle avventure del mutante [[Wolverine]].
{{cronologico}}
==Vol. 1==
{{Vedi anche|Wolverine (1982)}}
==Vol. 2==
===''Wolverine: Caccia alla spada''===
{{NDR|''Sword Quest'' su ''Wolverine'' n. 1, novembre 1988; ed. it. su ''Wolverine'' n. 1, ed. Play Press, novembre 1989, trad. Wainer Fini}}
*Mi chiamo Logan, ma molti mi conoscono come Wolverine. Sono il meglio in quello che faccio. Ma quello che faccio... non è piacevole. ('''Wolverine''')
*Non so come sia successo... o chi sia il responsabile... non me ne importa più... Sono ciò che sono. ('''Wolverine''')
*Sono un [[X-Men|X-Man]]. Mutanti come me, un gruppo di super-eroi idealisti, sognatori. Sempre in cerca del lato buono del prossimo. Per loro, uccidere è l'ultima spiaggia. Per me è la seconda natura. Prendo il mondo come è, dò più di ciò che ricevo. Se ti avvicini con la spada, risponderò con la spada. Se vuoi pietà, prima mostrala tu. ('''Wolverine''')
*Ciò che conta è che sono morti. E che qualcuno deve fare giustizia. Equamente. ('''Wolverine''')
*Vorrei averlo potuto salvare. Vorrei averli salvati tutti... invece di vendicarli. Ma nel mio tipo di lavoro, i desideri contano poco. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La legge del possesso''===
{{NDR|''Possession is the law'' su ''Wolverine'' n. 2, dicembre 1988; ed. it. su ''Wolverine'' n. 2, ed. Play Press, dicembre 1989, trad. Wainer Fini}}
*C'è un modo di finirla prima che arrivi a tanto. Potrei sguainare gli artigli. Non se lo aspetta. Morirebbe all'istante. Ma è un guerriero. E a suo modo un uomo d'onore. Come me. Allora sarò leale. E ne pagherò il prezzo. ('''Wolverine''' parlando di Silver Samurai)
*C'è una parte di me, che non lascio emergere spesso, che è più animale che umana. Una furia primigenia... che azzera la mia razionalità. Quando colpisce... io vengo sopraffatto come lo è Jessica dalla spada nera. E uccido crudamente... finché non c'è più nessuno da uccidere. Ora mi ha assalito... ('''Wolverine''')
*Che il mondo tremi... che tutti abbiano paura... perché alfine, la spada nera ha un signore... degno di lei! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La luna del cacciatore''===
{{NDR|''Hunters Moon!'' su ''Wolverine'' n. 5, marzo 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 5, ed. Play Press, marzo 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*I morti sono morti, lasci i corpi e continui. Più difficile è abbandonare un compagno. Che sta ancora respirando. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Roughouse''===
{{NDR|''Roughouse!'' su ''Wolverine'' n. 6, aprile 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 6, ed. Play Press, aprile 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*C'è una parte di me che non mi piace. Un [[w:berserker|berserker]] nell'animo. Un selvaggio così radicato in me... che non mi libererò mai di lui. Di tanto in tanto si risveglia e allora... uccide. ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''' Sorpresa, carogna! <br> '''Generale Nguyen Ngoc Coy''': Per favore, ascolta. Forse possiamo accordarci. <br> '''Wolverine''': Se finisce con te in una bara, Coy... per me va bene.
===''Wolverine: Mister Fixit viene in città''===
{{NDR|''Mr. Fixit comes to town'' su ''Wolverine'' n. 7, maggio 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 7, ed. Play Press, maggio 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Il fato stabilisce le carte, Drew. Noi le giochiamo nel modo migliore. ('''Wolverine''')
*'''Joe Fixit'''<ref>In verità è [[Hulk]], la Marvel per portare una sferzata di novità lo ha riportato alle origini (quando era grigio) ed qui in questa storia è il gorilla di Michael Berenghetti, padrone di un casinò a Las Vegas.</ref>: Da che parte stai? <br> '''Wolverine''': Da quella dei buoni, non si vede?
===''Wolverine: Se si rompesse...''===
{{NDR|''If it ain't broke...!'' su ''Wolverine'' n. 8, giugno 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 8, ed. Play Press, giugno 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*E io do sempre più di ciò che ricevo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Mantenere una promessa''===
{{NDR|''Promises to keep'' su ''Wolverine'' n. 9, luglio 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 9, ed. Play Press, luglio 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Quando la trovai stava morendo colpita da un proiettile per sbaglio. Una vittima casuale, ciò che l'esercito chiama "perdita accettabile". ('''Wolverine''')
*No. Ucciderti non mi avrebbe reso felice. Forse pensi di aver vinto. Bene. Non fa differenza per me. Perché prendere una vita non mi dà alcun piacere. Quasi niente me lo dà... eccetto l'innocenza. Perché ne vedo così poca che ho imparato ad apprezzarla. E tutto ciò che voi avete fatto... è stato distruggerla. ('''Wolverine''', riferendosi a Malone)
===''Wolverine: 24 ore''===
{{NDR|''24 Hours'' su ''Wolverine'' n. 10, agosto 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 10, ed. Play Press, agosto 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Buffo, ma quando le cose girano storte, me ne vado in un [[saloon]]. Mi ci sento come a casa. Vi ho passato i tempi migliori... e quelli peggiori. ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''': È morta! Volpe d'argento è morta! <br> '''Sabretooth''': Succede, amico. Specialmente alle [[w:squaws|squaws]]... Abbastanza sciocche da dire "no". <br> '''Wolverine''': Sabretooth... l'hai uccisa tu! <br> '''Sabretooth''': E allora? Ti avverto, amico... potremmo scatenare una rissa, ma tutto finirebbe con degli occhi neri e qualche osso rotto. Per me, questo non è combattere. Io non gioco. <br> '''Wolverine''': Finirà con la morte di uno di noi due, credimi: non importa cosa o quanto ci vorrà!
*[[Sabretooth|Sabre]] e io dovevamo batterci. Lui si era sempre servito di ciò che era mio, sfidandomi a fermarlo. Ma fino a quel giorno avevo lasciato perdere... Fino a quel giorno, quando capii che era vero ciò che mi aveva sempre detto... e cioè che il mondo non era abbastanza grande per noi due. ('''Wolverine''')
*Andato! Ma non per sempre. Non esiste porto al mondo dove tu possa nasconderti da me... ('''Sabretooth''' riferendosi a Wolverine)
*Ricordi cocenti. [...] Tornano sempre più forti quando non hai bisogno di loro. "...Non quando conosco il tuo odore". Corsi. Senza pretesti. Senza ragioni. Senza senso. Finché caddi. Sapendo che sarei morto. Una semplice equazione... Ero stato battuto... Perché prolungare l'agonia? Non avevo mai conosciuto la paura. Ora conoscevo solo quella. ('''Wolverine''')
*Se volete tirarvi fuori, basta dirlo. Ma se restate, rispettate le [[Regole dai fumetti|regole]] di Madripoor. Che vuol dire nessuna regola. ('''Wolverine''')
*Facevo questo per divertimento. Nessuno, uomini o bestie era pari a me... Sfidavo la natura. Vincendo ogni limite... Perché, come uno stupido, pensavo... di non averne. Vivi e impara. ('''Wolverine''')
*Sembri un cane, amico. Vuoi morire da cane... a pancia in giù... o in piedi... come un uomo? ('''Sabretooth''' rivolto a Wolverine)
*Il mio compleanno. Io e la Volpe volevamo festeggiarlo insieme. Sabretooth aveva altre idee. Imparai molto quella notte. Sulla paura. E sul berserker che c'è in me. Tutto il mio essere era pieno di rabbia. Mi importava solo uccidere Sabretooth in qualsiasi modo possibile. Ma non avevo speranza di riuscirci. Se ero veloce... lui, lo era di più. Se ero forte... lui lo era di più. Troppo testardo... Troppo stupido... Continuai. E lui rideva. Conobbi la paura... e la rabbia... Poi, alla fine... dalle sue mani esperte, seppi... cosa significa veramente... la sconfitta. ('''Wolverine''')
*Nessuno ti ucciderà, se non io! Specialmente oggi<ref>Il giorno del compleanno di Wolverine.</ref>! ('''Biglietto di auguri di Sabretooth''' a Wolverine)
===''Wolverine: Il tutore del fratello''===
{{NDR|''Brother's keeper'' su ''Wolverine'' n. 11, settembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 11, ed. Play Press, settembre 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Mi chiamo Wolverine. O Logan. O Guercio. O figlio di nessuno. Dipende con chi sono e se stiamo cercando di eliminarci a vicenda. ('''Wolverine''')
*'''Cameriera''': E tu vuoi qualcosa, Guercio? <br> '''Wolverine''': Sì, la pace nel mondo.
*Ho organizzato una nuova vita a Madripoor perché volevo prendermi una vacanza dagli X-Men. Un po' di distanza. Ma ora sto incominciando a lasciarmi coinvolgere dalla gente qui. Gli [[X-Men]] sono la mia famiglia e non sono mai stato convinto di averne bisogno di una. Di sicuro non me ne servono due. Prima o poi dovrò fare una scelta... e non so proprio quale sarà. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: I predatori di S. Francisco''===
{{NDR|''Straits of San Francisco'' su ''Wolverine'' n. 12, settembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 12, ed. Play Press, ottobre 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Sono Wolverine. Dicono che sono il migliore in quello che faccio. Qualche volta non sono sicuro di ciò che voglia dire, questa volta lo sono. Nessuno è meglio di me nel ficcarsi nei guai. ('''Wolverine''')
*Giusto infermità mentale: tutto questo è una pazzia. Ma io sono quello con gli artigli e lo scheletro di adamantio, e con il fattore di guarigione... Dunque che ne so io di infermità mentale? ('''Wolverine''')
===''Wolverine: legami di sangue''===
{{NDR|''Blood ties'' su ''Wolverine'' n. 13, ottobre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 13, ed. Play Press, novembre 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Non l'ho mai visto prima... ma è lui. La morte che ho sentito dietro la porta. Bene, allora. Vediamo se posso dare alla morte un colpo mortale. ('''Wolverine''' riferensosi a Ba'al)
*È pazzo di rabbia. Ma credo sia tutto okay... Sono un esperto in materia. Poi, lui mi blocca in aria come fossi niente, e all'improvviso capisco che forse io sono un esperto... ma lui sembra saperne molto di più! ('''Wolverine''' combattendo contro Ba'al)
*Cavoli. Denti da vampiro. E, al contrario dei suoi seguaci, questi sono veri. Veri... come i guai in cui mi trovo. Sento odore di carne arrostita e sento urlare, e poi il mio cercallo riesce a informarmi... che sono io la fonte di entrambi. ('''Wolverine''' combattendo contro Ba'al)
===''Wolverine: Lupi volanti''===
{{NDR|''Flying Wolves'' su ''Wolverine'' n. 14, ottobre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 14, ed. Play Press, dicembre 1990, trad. Fabrizia Macchia}}
*Davvero! Se c'è una cosa che mi innervosisce... è la stranezza! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Tornando a casa''===
{{NDR|''Homecoming'' su ''Wolverine'' n. 15, novembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 15, ed. Play Press, gennaio 1991, trad. Fabrizia Macchia}}
*'''Jessica Drew''': Certo che lo sapevo... <br> '''Wolverine''': Balle! Qualcuno mi avrebbe detto qualcosa! <br> '''Jessica Drew''': Impossibile! Quando un tipo con artigli e con un brutto carattere credi di stare facendo fessi tutti, be'... nessuno vuole fare il furbo e dire:"Ehi, Wolvie, ma perché porti quella stupida benda?"
*'''Wolverine''': Sembra che vi siate divertiti un sacco alle mie spalle. Starete tutti pensando che sono un idiota patentato. <br> '''O'Donnell''': Be', tu sei un idiota patentato. La maggior parte della gente qui a Madripoor usa nomi falsi. Pensi che la Tigre sia il suo vero nome? O che O'Donnell sia il mio? Senti, Guercio. La legione straniera è dove si andava per dimenticare, Madripoor è dove si viene per ricordare anche se ciò che si ricorda non è accaduto.
*"Strano, sempre più strano" così dice Alice nel paese delle meraviglie. È così che mi sento. Come se avessi attraversato uno specchio. Tutti agiscono come immagini distorte di se stessi. E se avessi un po' di pazienza... ora la perderei. Amo il fracasso come tutti voi, a meno che non siate dei [[Gandhi]]. Ma il troppo stroppia. ('''Wolverine''')
*La pietra Gehenna esiste e, man mano che verrà rimessa insieme, ogni singolo pezzo diverrà più forte. Facendo uscire il lato peggiore di chi le sta vicino, escluso me, perché io sono sempre cattivo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Guerrieri elettrici''===
{{NDR|''Electric warriors'' su ''Wolverine'' n. 16, novembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 16, ed. Play Press, febbraio 1991, trad. Fabrizia Macchia}}
*C'è silenzio. Ciò significa che, in un modo o nell'altro, è tutto finito. ('''Wolverine''')
*Perché nessuno è mai felice di vedermi? ('''Wolverine''')
*Il guaio è che non c'è più rispetto per gli artisti! Un massacro del genere, con tanta grazia ed economia di movimento. Io sono un artista, ma gli artisti sono amati solo dopo la morte. Forse è per questo che cercano tutti di uccidermi! ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''': Dov'è il principe? <br> '''Jessica Drew''': Con Ba'Al. <br> '''Wolverine''': E dov'è Ba'Al? <br> '''Jessica Drew''': Non lo so! <br> '''Wolverine''': Che detective!
*Prego. Non è il semplice "Che Dio me la mandi buona"... ma un'invocazione sincera a un essere superiore perché guidi la mia mano. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Fondamenti!''===
{{NDR|''Basics'' su ''Wolverine'' n. 17, novembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 17, ed. Play Press, marzo 1991, trad. Fabrizia Macchia}}
*Ma è di questo che si tratta. Essere spinto agli estremi, guardare nell'abisso... e trovare in te la forza di non caderci. Ecco perché [[Roughouse]] è il mio avversario preferito. Con lui mi sfogo... senza diventare un killer. Non è affatto uno spaccone. Sa incassare un pugno... o qualsiasi altra cosa gli tiri... bene e... più a lungo di altri. ('''Wolverine''')
*Tutti amano un vincitore... specialmente quando hanno scommesso su di lui. Nei bassifondi di Madripoor un sacco di gente tifa per me. E visto che nessuno sa che io sono Wolverine, dotato di un fattore rigenerante e di un indistruttibile scheletro di adamantio... gli va anche bene. ('''Wolverine''')
*Se il generale Coy ha degli scrupoli, non li tiene certo su quest'isola. Perché l'onore si difende solo con la competizione... ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Tutti in mare''===
{{NDR|''All at sea'' su ''Wolverine'' n. 18, dicembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 18, ed. Play Press, aprile 1991, trad. Adam Centerba}}
*Provare a muoversi furtivamente, ha uno svantaggio: presto o tardi ti scopriranno. Questa volta, ho avuto fortuna... mi hanno scoperto presto. Meglio ancora, sebbene questo sembri un vascello della U.S. Navy... quelli con cui sto combattendo colpiscono come killer, non come una pattuglia militare. Per loro può essere un vantaggio, me per me vuol dire... che ho carta bianca. ('''Wolverine''')
*'''Geist''': Questi fucili hanno il mirino-laser... e avendo messo a terra tutti i nostri uomini, questi mirini sono tutti puntati su di te, sì? Oserei dire che la tua posizione è divenuta insostenibile. <br> '''Wolverine''': Strano. Io avrei detto solo che è più interessante.
*Un uomo che gioca alla roulette con le vite umane dovrebbe imparare a combattere, Geist... o alla fine non se ne riuscirà a tirare fuori! ('''Wolverine''')
*Se le parole non hanno effetto... mi restano solo gli artigli! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Eroi e criminali''===
{{NDR|''Heroes & Villains'' su ''Wolverine'' n. 19, dicembre 1989; ed. it. su ''Wolverine'' n. 19, ed. Play Press, giugno 1991, trad. Adam Centerba}}
*Tempo fa ero decisamente un solitario. Ora sono uno degli X-Men. Parte di una squadra. Ognuno di noi ha dei poteri mutanti diversi da quelli degli altri ... il che, comporta dei vantaggi sorprendenti. ('''Wolverine''')
*È bello fare parte di una squadra. Anche... se ci sono cose che devi fare da solo. ('''Wolverine''')
*Io odio gli eroi! Se oggi sono così lo devo a un idiota che voleva fare di me un eroe... e che invece mi ha storpiato! Quell'idiota ero io, ragazza... Nessun altro! ('''Kingpin''')
*'''La Bandera''': {{NDR|Baciando Logan sulla guancia}} Vittoria, fratello! Mi hai aiutato a vincere... e per questo ti amo! <br> '''Wolverine''': Bimba, non mi conosci! C'è differenza tra una vittoria e un attimo di respiro. Non dobbiamo celebrare, ma nasconderci. <br> '''La Bandera''': Non sono venuta per nascondermi... ma per combattere! E per invogliare altri a fare lo stesso. <br> '''Wolverine''': Sì, l'ho già sentito... tante volte! Non è divertente essere un eroe, bimba... Rischi la pelle continuamente. Lasciatelo dire da chi se ne intende!
*È andata. Mi ascolterà? Forse. Se non è cocciuta come ero io alla sua età... e come sono ora, come ho dovuo essere... per superare tutti gli ostacoli che mi separavano dal mio scopo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Miracoli''===
{{NDR|''Miracles'' su ''Wolverine'' n. 20, gennaio 1990; ed. it. su ''Wolverine'' nn. 20-21, ed. Play Press, luglio-agosto 1991, trad. Adam Centerba}}
*Squali, forti e mortali. Ma si divorano l'un l'altro. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Campo di battaglia''===
{{NDR|''Battleground'' su ''Wolverine'' n. 21, febbraio 1991; ed. it. su ''Wolverine'' nn. 20-21, ed. Play Press, luglio-agosto 1991, trad. Adam Centerba}}
*La bestia è tornata. Viene fatta tacere... Ma so che è tornata. Più folle che mai. So che è tornata ma... dove sono io? Sto lottando per la mia vita... ('''Wolverine''')
*Sei una piaga vivente, spora... ? Allora benvenuta nel reparto chirurgia. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Furia selvaggia''===
{{NDR|''Outburst!'' su ''Wolverine'' n. 22, marzo 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 22, ed. Play Press, settembre 1991, trad. Adam Centerba}}
*Dolore. Il segreto è non farci caso. Pensare a qualcos'altro. Certo, il dolore ha molti aspetti. Alcune ferite sono peggiori di altre, lasciano cicatrici più profonde. Come Mariko. Suo padre, Lord Yashida, le ha mostato l'animale che è in me... e rideva. Ma lei non si divertì. Lei era nobile, romantica. Ma anche legata a un forte senso dell'onore e del dovere. Impossibile. Non devo fermarmi. Devo reagire. Come Sorella Salvezza. Sposata. Prima con un dittatore, ora con la chiesa. Impossibile. Mi provoca solo... dolore. ('''Wolverine''')
*{{NDR|Parlando del suo costume}} È una seconda pelle, Roughouse. Quando faccio un lavoro... preferisco sempre averla addosso. ('''Wolverine''')
*Questi uomini erano prigionieri di caridad, ora sono degli ispirati. E così pure lo sono i loro inattesi alleati... Onda dopo onda, i più abili guerrieri della giungla. Lei è stata capace di questo! Ha sepolto i rancori tra le tribù... e li ha ispirati fino a farli diventare un esercito. Anche Enrique, diffidente di natura, sorride alla prospettiva della vittoria. E la loro ispirazione la nutre. Lei si nutre della loro energia, la sua staffa la immagazzina, e la fa poi esplodere sotto forma di forza fisica. Lei è la Bandera. È una mutante con il potere di ispirare. In tutta la sua giovane vita... non ha mai fatto un lavoro migliore di quello che ha realizzato stanotte. ('''Wolverine''', parlando di Bandera)
===''Wolverine: Conclusioni''===
{{NDR|''Endings'' su ''Wolverine'' n. 23, aprile 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 23, ed. Play Press, ottobre 1991, trad. Adam Centerba}}
*Mi lascio andare. Libero la furia animale che dimora dentro di me, rendendo la mia vita una lotta per l'autocontrollo. Non mi faccio scrupoli. Non voglio sopravvivere vergognandomi della mia vigliaccheria. ('''Wolverine''')
*Dovere, onore, lottare lealmente, morire da uomo. Sono tutte cose che accetto, ma la fede... ? Non è da me, non la capisco, porta via troppo tempo, e ora... non ne abbiamo! ('''Wolverine''')
*Forse un giorno sarò tra coloro che ricostruiscono... ma per adesso la strada che percorro è opposta a quella. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La regina della neve''===
{{NDR|''Snow Blind'' su ''Wolverine'' n. 24, maggio 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 24, ed. Play Press, novembre 1991, trad. Adam Centerba}}
*'''Barista''': Ogni bambino ha bisogno di avere vicino una figura paterna. <br> '''Wolverine''': Forse è quello che mi è mancato da ragazzo. Bah, stupidaggini. Chissà come mi avrebbero fatto crescere. Sarei potuto diventare un pasticciere. <br> '''Barista''': O magari un macellaio. <br> '''Wolverine''': No. Questo è quello che sono diventato.
*Ma non sempre i più veloci sono i migliori. L'importante è essere quello che resta in piedi. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La storia di un codardo''===
{{NDR|''Heir Aid'' su ''Wolverine'' n. 25, giugno 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 25, ed. Play Press, dicembre 1991, trad. Adam Centerba}}
*Madripoor, piccola isola nazione del pacifico, terra del "qualunque cosa tu voglia, la paghi cara". Casa degli uomini più sleali e traditori... il cui principe è cieco e sordo a tutto questo. Ma sempre pronto a infilarsi dovunque senta di poter trarre profitto. Il mio tipo di posto. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Ricordo di pace''===
{{NDR|''Memory of Peace'' da ''Wolverine'' n. 26, luglio 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 53, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1994, trad. Gino Scatasta}}
*Non so se Bando credeva nell'aldilà... e non so se lo rivedrò. Ma mi ha dato un ricordo di pace e bellezza... che porterò con me... sulla strada per l'inferno. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Zona mortale''===
{{NDR|''Killing Zone'' su ''Wolverine'' n. 31, settembre 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 26, ed. Play Press, gennaio 1992, trad. Alberto Orazi}}
*"Ro-gan", eh? Questa è carina. Nella vostra lingua, "Ro" può significare vecchia età o dissolutezza, e "ga" può significare cancro... insieme, significano morte... e se state cercando la morte... siete venuti nel posto giusto. ('''Wolverine''' rispondendo a uno che lo aveva chiamato Rogan invece che Logan)
*Dovrei odiarmi quando divento così... Divento tutto rosso. Non so neanche se sto parlando... o solo ringhiando! È come se ogni molecola del mio essere fosse pompata fino all'esasperazione. L'animale in me esulta del suo potere! Conscio del fatto che è il migliore in quello che fa. La bestia non prova dolore. La bestia è libera... di squarciare e fare a pezzi. Ho dato agli assassini un avvertimento. Loro avrebbero potuto tornarsene sulla strada dalla quale venivano. Stava a loro scegliere. Vita o morte. Non è facile come sembra. ('''Wolverine''')
*Non sono impressionato. Conoscevo un marinario che poteva far ballare la danza del ventre a una ragazza, sul suo bicipite! ('''Wolverine''' vedendo un tatuaggio di un drago sulla schiena di tre avversari)
===''Wolverine: Trauma terminale''===
{{NDR|''Terminal Trauma'' su ''Wolverine'' n. 32, ottobre 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 27, ed. Play Press, febbraio 1992, trad. Marco Liconti}}
*Non ho tempo di riposare. Qualcuno sta cercando di arrivare a me ed è necessario che io arrivi a lui per primo! ('''Wolverine''')
*Le donne! Pensano con il cuore invece che con il cervello! ('''Coy''')
*Se dai alla gente abbastanza soldi, crederà a qualunque cosa. ('''Dai-Kumo''')
*'''Malheur''': Non ho mai capito il tuo interesse per thunderbolt, Dai-Kumo. Capisco il potenziale di profitto che c'è in zap... Ma pensi veramente che la gente pagherà diecimila dollari per una droga che li ucciderà? <br> '''Dai-Kumo''': Ha ha ha ha ha! Oh! L'ilarità della tua battuta! Non credi che la gente sappia che l'alcool e il tabaco e l'eccesso di grassi li ucciderà? Infatti... La gente sa che l'alcool, il tabacco e l'eccesso di grassi li ucciderà in una maniera dolorosa, orribile e prolungata, che condurrà le loro famiglie alla bancarotta emotiva e finanziaria... Eppure continuano a farne uso! Almeno thunderbolt li toglierà di mezzo alla grande!
===''Wolverine: Impresa funebre''===
{{NDR|''Grave Undertakings'' su ''Wolverine'' n. 33, novembre 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 28, ed. Play Press, marzo 1992, trad. Marco Liconti}}
*'''Uomo''': Non è altro che un insignificante barbaro peloso... <br> '''Wolverine''': Correzione... sono un insignificante barbaro peloso mutante... con un potere di guarigione mutante, ossa e artigli di adamantio affilati come lame di rasoio... e sono il migliore in quello che faccio!
*'''Wolverine''': Tu hai creato quel veleno ed eri pronto a farlo girare per le strade solo per avidità, vero? Da che fogna sei uscito? <br> '''Malheur''': Non è mia la colpa se la gente vuole prendere thunderbolt! Io non li costringo! <br> '''Wolverine''': Non c'è nemmeno nessuno che costringe la gente a bere e guidare... eppure mi preoccupo per i ragazzini che attraversano la strada!
*Era ora che mostraste la faccia... Iniziavo a sospettare che aveste incassato la mia assicurazione e foste volati via a Disney World. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Un demone nell'oscurità''===
{{NDR|''The Hunter In Darkness'' su ''Wolverine'' n. 34, dicembre 1990; ed. it. su ''Wolverine'' n. 29, ed. Play Press, aprile 1992, trad. Marco Liconti}}
*Niente purifica l'anima come tornare alle proprie radici. Specialmente le mie radici. Soprattutto perché non me le ricordo granché. Ecco cosa mi riporta in Canada. Al parco nazionale di Buffalo Woods nell'Alberta settentrionale. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sabbia, sangue e artigli!''===
{{NDR|''Blood sand and claws!'' da ''Wolverine'' n. 35, gennaio 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 30, ed. Play Press, maggio 1992, trad. Marco Liconti}}
*'''Wolverine''': ... È bello poltrire al sole e rispolverare i vecchi tempi. Vecchi dolori e vecchi piaceri... È buffo come, dopo un po' non si riescano più a distinguere... <br> '''Judd''': Io non ho problema a distinguerli. <br> '''Wolverine''': Già. Tu sei riuscito a scacciare il tuo demone. Io, dentro di me ho ancora due entità in conflitto. A volte è come se mi strappassero in due. <br> '''Judd''': È ciò che ti rende quel che sei. Cosa disse Arnold? "Ciò che non ti uccide ti rende più forte"? <br> '''Wolverine''': Stava parafrasando [[Nietsche]], brutto analfabeta! <br> '''Judd''': Io analfabeta? Sei tu quello che ha sempre creduto che [[Robert Frost]] fosse l'autore de "La nebbia"! <br> '''Wolverine''': Tutti quei poeti pieni di rughe e dai capelli bianchi mi confondono. [[Sandburg]], giusto? <br> '''Judd''': Giusto. Questo tizio era diverso. Grande scrittore. niente roba da donnicciole romantiche... <br> '''Wolverine''': Poeti e scrittori... come le loro opere, non li sopporto.
*'''Wolverine''': Dammi quel vecchio spiedo, Judd! <br> '''Judd''': Una spada contro uno stuka? <br> '''Wolverine''': Immagina che sia un modo come un altro di giocare a... spacca la mosca!! [...] <br> '''Judd''': Ah! Sei ambidestro, Logan! Hai tirato con la sinistra, senza problemi! <br> '''Wolverine''': Dovevo essere leale, no? Lui non aveva una spada.
===''Wolverine: ... La campana suona per te!''===
{{NDR|''... It tolls for three!'' da ''Wolverine'' n. 36, febbraio 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 31, ed. Play Press, giugno 1992, trad. Marco Liconti}}
*'''Ernesto''': {{NDR|Riferendosi a Wolverine}} Il tuo amico ha più fegato che cervello, Judd! <br> '''Judd''': Succede quando uno è basso e brutto... Però alle feste è uno spasso!
*Non pretendo di essere nulla che non sono, e cerco di non rimpiangere niente di ciò che faccio. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Cadi indietro e scatta in avanti''===
{{NDR|''Fall back & spring forward'' da ''Wolverine'' n. 37, marzo 1991; ed. it. su ''Wolverine'' nn. 32-33, ed. Play Press, luglio-agosto 1992, trad. Marco Liconti}}
*'''Lady Deathstrike''': Spirale mi ha dato i mezzi per compiere la mia vendetta! <br> '''Wolverine''': Ma cosa ti ha tolto? Non l'ho voluto io questo scheletro di adamantio. Non ho chiesto io di essere ciò che sono. Volevo solo essere umano. Qualcosa che tu avevi e hai gettato via.
*'''Lady Deathstrike''': Hai rovinato tutto, Schlachter! Ti farò soffrire per l'eternità! <ref name=tedesco>Tradotto dal tedesco.</ref> <br> '''Schlachter''': L'hai già fatto! Cos'è la dannazione... se non guardare l'essenza del male in faccia?<ref name=tedesco/> <br> '''Wolverine''': Il mio tedesco non è buono abbastanza per discutere di teologia... quindi giochiamo l'ultimo tempo della partita... <br> '''Lady Deathstrike''': Non si scherza, cane! La partita è finita! <br> '''Wolverine''': Non è finita finché l'arbitro non fischia, tesoro!
===''Wolverine: Vedi Venezia e muori!''===
{{NDR|''See Venice and die!'' da ''Wolverine'' n. 38, aprile 1991; ed. it. su ''Wolverine'' nn. 32-33, ed. Play Press, luglio-agosto 1992, trad. Marco Liconti}}
*{{NDR|Parlando di [[Los Angeles]]}}... Questa città è solo un immenso parcheggio! Meno male che non ho fretta di trovare questo fantoccio che se ne va in giro a impersonare me! Adesso lo so perché qui hanno tutti delle grosse macchine... per stare più comodi mentre stanno seduti in mezzo al traffico! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: De Ricostruzione''===
{{NDR|''Decostruction'' da ''Wolverine'' n. 39, maggio 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 34, ed. Play Press, settembre 1992, trad. Marco Liconti}}
*'''Tempesta''': La bambina potrebbe essere una complice... un altro androide! <br> '''Wolverine''': Già, ma non intendo lasciare un vera bambina bruciare dicendo "potrebbe"!
*Tu stai buona, tesoro... lascia che sia il vecchio testa matta ad occuparsene... [...] È solo fuoco, tesoro. Può solo bruciare. ('''Wolverine''')
*La cosa divertente di questo mio fattore mutante di guarigione... è che non cancella affatto il dolore. Il più delle volte, lo puoi sopportare il dolore, se è l'unica cosa che sta tra te e ciò che devi fare... eppure non smette di far male. ('''Wolverine''')
*'''Tempesta''': Logan! Sei tutto... <br> '''Wolverine''': Già! Come si dice, se giochi col fuoco finisci per bruciarti. <br> '''Tempesta''': Fa... <br> '''Wolverine''': ... male? Non come pochi secondi fa. Ecco cosa c'è di buono nel [[dolore]] fisico. Una volta che è andato, è andato. Anche il ricordo si spegne. Non come il dolore mentale. Quello non te lo scolli più di dosso.
*Non sono un filosofo e nemmeno un biologo molecolare. Ma sento che qualcosa che decide di sacrificare se stessa per un'altra creatura non può essere completamente una macchina... Deve esserci qualcosa di umano lì dentro. E quella cosa è spaventata e prova dolore e non la lascerò sola ad affrontare l'oscurità. ('''Wolverine''' rivolto a Elsie-Dee)
*'''Elsie-Dee''': Devi andartene! Il programma di detonazione è troppo complesso per fermarlo! Non puoi farci niente! <br> '''Wolverine''': Ti sbagli, piccola. C'è qualcosa che posso fare molto bene. La cosa che so fare meglio... Io non mollo. Mai.
===''Wolverine: Ricostruzione''===
{{NDR|''Reconstruction'' da ''Wolverine'' n. 40, giugno 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 35, ed. Play Press, ottobre 1992, trad. Marco Liconti}}
*'''Uomo''': {{NDR|Riferito a Elsie-Dee}} È una mutante, vero? <br> '''Wolverine''': No. Sono io il mutante. <br> '''Uomo''': Qual è il tuo potere, la bruttezza?
===''Wolverine: Giù, fino in fondo!''===
{{NDR|''Down in the bottoms!'' da ''Wolverine'' n. 41, luglio 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 36, ed. Play Press, novembre 1992, trad. Andrea Parigi}}
*Il guaio di avere la parte sensoriale completamente tagliata fuori è che l'immaginazione prende il sopravvento. Ci sono cose che dal subconscio affiorano in superficie. Roba dimenticata, roba repressa. Sogni. Incubi. [...] Il passato e il futuro si scontrano come due treni in corsa. Fantasia e realtà ballano il fandango sulla mia testa. Se mi trascino fino in bagno davanti allo specchio che faccia mi troverò davanti? Nel dolore, nel bisogno, quale nome invocherò? [...] ... Silver Fox! ('''Wolverine''')
*Non è stato un orso a fare questo. È stato un uomo. Per forza. Un uomo con meno cuore della bestia più schifosa. Un uomo che si è divertito ad infliggere dolore. Un uomo che ha goduto nell'infliggere morte. Chiunque egli sia, lo voglio. È mio !!! ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''': Sabretooth! Tu l'hai uccisa !!! Tu... l'hai uccisa !!! <br> '''Sabretooth''': Era una squaw arrogante, Logan. Mi aveva detto "no". Ahhh, che bello sentire la tua voce, Logan! Provoca dentro di me una sensazione di calore... Calore come quello di viscere appena strappate! Eh eh eh ! {{NDR|Flashback}} Già... Già, l'ho uccisa io. E con questo, mio festeggiato... oh, quasi me ne dimenticavo! Ti ho conservato una fetta di torta! È veramente deliziosa... proprio come... <br> '''Wolverine''': ... Questa storia finirà con la morte di uno di noi due, Sabretooth! <br> '''Donna''': Per l'amor del cielo, Logan ... Era solo un'indiana, e lui è tuo... tuo... <br> '''Wolverine''': Mio cosa? Cosa sei tu per me, Sabretooth? <br> '''Sabretooth''': Ma non lo sai, Logan-boy? Io sono il tuo amato paparino !!! <br> '''Wolverine''': Noooooo! <br> '''Sabretooth''': Devi imparare ad avere un po' di rispetto per il tuo vecchio, ragazzo! <br> '''Wolverine''': Non ti credo... Unnnnnngh! Perché mio padre ucciderebbe la mia ragazza? Perché dovrebbe tentare di uccidere me? <br> '''Sabretooth''': Tu proprio non capisci cosa mi rende così, eh ragazzo? Non c'è nulla al mondo che mi renda più felice... che vedere te a pezzi! tu ed io ora ci faremo male sul serio!
*L'animale che è in me vuole sgozzarlo. Lui ha ucciso la mia Silver Fox! Lui vuole distruggere quanto di buono c'è nella mia vita! E poi c'è la parte razionale che è in me che ogni tanto butta lì qualche parola... come:"Vivi un altro giorno per combattere!" ('''Wolverine''')
*'''Sabretooth''': ...siamo morti, figliolo... Perché dovrei mentirti ora? Accettalo! <br> '''Wolverine''': L'unica cosa che accetto da te è l'invito a combattere... Fatti avanti!
===''Wolverine: Sotto la pelle''===
{{NDR|''Under the skin'' da ''Wolverine'' n. 43, agosto 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 38, ed. Play Press, gennaio 1993, trad. Marco Liconti}}
*Ecco perché vado a fare un giretto nella [[giungla]]... perché la giungla è il posto dove l'unico segreto che uno riesce a mantenere è il luogo dove si è deciso di morire. ('''Wolverine''')
*... I Wolverine hanno di bello che sono ostinati. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Artigli su Times Square!''===
{{NDR|''Claws over Times Square!'' da ''Wolverine'' n. 45, settembre 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 40, ed. Play Press, marzo 1993, trad. Andrea Catalano}}
*Io mi porto i miei [[rimpianto|rimpianti]] fuori ogni notte e li butto nell'immondizia, Jubilee... ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sogni di sangue: Fase Uno''===
{{NDR|''Dreams of gore: Phase One'' da ''Wolverine'' n. 48, novembre 1991; ed. it. su ''Wolverine'' n. 43, ed. Play Press, giugno 1993, trad. Andrea Catalano}}
*'''Wolverine''': Se trovi dei souvenir, qua dentro, da vecchi appuntamenti, lasciali dove si trovano. <br> '''Jubilee''': Se trovo delle mutandine, non le tocco. <br> '''Wolverine''': Stavo pensando a delle granate, cara!
*Io vedo la [[memoria]] del soggetto come un complesso ragù, e noi siamo gli chef... che hanno come potere quello di determinare ciò che verrà servito e ciò che verrà buttato. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La cittadella alla fine del tempo''===
{{NDR|''Citadel at the end of time'' da ''Wolverine'' n. 52, marzo 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 47, ed. Play Press, ottobre 1993, trad. Claudio Bispuri}}
*La [[salute|sanità]] è la negazione del [[caos]]! ('''Spirale''')
*'''Wolverine''': Non abbiamo molto tempo per goderci la vista, eh? <br> '''Spirale''': Come puoi essere così insensibile? Siamo alla fine di tutto quanto, Wolverine... Siamo all'evento che renderà insignificante il resto delle nostre esistenze! <br> '''Wolverine''': Non la mia. Io ho ancora un pacchetto di sigari da aprire.
===''Wolverine: Identificazione dell'emittente''===
{{NDR|''Station identification'' da ''Wolverine'' n. 54, maggio 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 49, ed. Play Press, dicembre 1993, trad. Claudio Bispuri}}
*'''Rogue''': Quel che mi rovina sei tu quando mi sbraiti contro nella stanza del pericolo! Ho sempre pensato che tu considerassi queste sedute una perdita di tempo. <br> '''Wolverine''': Solo quando non le vinco. <br> '''Rogue''': Oh, bel modo di fare! <br> '''Wolverine''': L'unico modo di fare che conosco. "Un modo qualsiasi per passare la notte". <br> '''Rogue''': Un po' troppo comodo per me, Logan. Attento alle notizie, hai sentito di questi tipi? Un gruppo di ragazzi che caccia Morlocks. Li cacciano per gioco. Per divertimento. <br> '''Wolverine''': Nessuno dei due è un buon motivo. uomo o animale... nessuno dei due è un buon motivo per cacciare...
*'''Shatterstar''': La [[televisione]] del vostro mondo-- è strana... <br> '''Wolverine''': Non la guardo troppo spesso, io. Quel che è peggio, è che mi sembra una scappatoia-- per gente che non vuole dare un significato alla propria vita.
===''Wolverine: Cylla sta qui... sarà lontano Godzilla?''===
{{NDR|''We got Cylla, can Mothra be far behind?'' da ''Wolverine'' n. 56, metà luglio 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 51, ed. Play Press, febbraio 1994, trad. Claudio Bispuri}}
*'''Cylla''': Avanti, mutante! L'adamantio sarà anche la cosa più dura, ma il piccoletto che ci sta avvolto intorno? <br> '''Wolverine''': Non sono avvolto... sono saldato!
===''Wolverine: Morte in famiglia''===
{{NDR|''Death in the family'' da ''Wolverine'' n. 57, luglio 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 52, ed. Marvel Comics Italia, maggio 1994, trad. Gino Scatasta}}
*Noi rudi canadesi siamo sempre pronti, ci basta avere gli assi in mano! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sabotaggi''===
{{NDR|''Monkeywreching'' da ''Wolverine'' n. 58, agosto 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 56, ed. Marvel Comics Italia, settembre 1994, trad. Gino Scatasta}}
*Se vuoi trovare qualcuno, segui due [[Regole dai fumetti|regole]]: stai in guardia e non dare nell'occhio. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Resa dei conti''===
{{NDR|''Counting coup'' da ''Wolverine'' n. 60, settembre 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 58, ed. Marvel Comics Italia, novembre 1994, trad. Gino Scatasta}}
*Ho scavato nelle mie emozioni e nei miei ricordi per scendere a patti con essi... ma nelle mie emozioni ci sono grosse macchie scure e nei miei ricordi dei buchi neri. E se concentro la mia attenzione su quei posti vuoti e oscuri, vedo sempre due famelici occhi rossi che mi fissano... e so che è la bestia dentro di me. E vuole-- urlareeeeee! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La ricerca e l'incubo!''===
{{NDR|''Nightmare quest'' da ''Wolverine'' n. 61, della seconda metò del settembre 1992; ed. it. su ''Wolverine'' n. 59, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 1994, trad. Gino Scatasta}}
*Il [[dolore]] ha il colore rosso che vedi attraverso le palpebre chiuse quando ti ficcano la testa in una fornace ardente. Il dolore ha un sapore acre come il metallo, caldo e pungente come un'otturazione che si scioglie in bocca. Il dolore ha un suono come quello di una voce che grida dal fondo di un pozzo-- ed è la tua voce. ('''Wolverine''')
*Puoi fidarti solo dei tuoi peggiori nemici per sapere la verità! Tu non sai quali sono i tuoi amici! ('''Silver Fox''' a Wolverine)
*{{NDR|Wolverine viene sequestrato da Nick Fury a nome dello Shield}} <br> '''Jubilee''': Siamo in missione segreta per il governo? <br> '''Wolverine''': Talmente segreta che non hanno detto un cavolo neanche a me!
===''Wolverine: Stato di grazia''===
{{NDR|''State of grace'' da ''Wolverine'' n. 65, gennaio 1993; ed. it. su ''Wolverine'' n. 62, ed. Marvel Comics Italia, marzo 1995, trad. Gino Scatasta}}
*{{NDR|Wolverine si fa tirare un pugno in faccia da un uomo}} <br> '''Jean Grey''': Possiedi un fattore rigenerante, Logan, non antidolorifico. Deve essere stato atroce. <br> '''Wolverine''': Non così atroce, Jeannie... come il dolore interno. <br> '''Jean Grey''': È così che mascheri l'angoscia... facendoti massacrare da un teppista? È così che affronti la rabbia, prendendotela con uno sconosciuto? <br> '''Wolverine''': Il problema è che... non so cosa mi fa stare male. Cose che credevo superate... riemergono riaprendo vecchie ferite. Molte cose che credevo di aver vissuto erano solo menzogne impiantate nella mia testa che mi hanno incasinato i ricordi! E... peggio... forse molte delle gioie alle quali mi aggrappavo come una zattera erano false! <br> '''Jean Grey''': Allora la vita è così dura solo per Logan, eh? <br> '''Wolverine''': No, non voglio fare la vittima... Scusami se in questo momento mi sento depresso... <br> '''Jean Grey''': Cosa posso dirti, Logan? Sei un eroe in ogni senso del termine e questo porta sempre con sé molto dolore... <br> '''Wolverine''': Dolore? Vuoi scherzare, Jeannie? Ho visto la morte di tutti quelli che amavo... compresa la tua! Tenevo stretta Mariko mentre moriva, e lei mi chiese... mi implorò di... Oh, Jean... quanto soffriva! Scusa, l'occhio... Scoprire dopo anni che Volpe D'Argento era viva e vederla morire ancora... Non dico che il mio dolore è peggio di quello di altri, o più profondo... Dico solo che gli altri possono fidarsi dei loro ricordi... Sanno che le cose belle sono accadute davvero... E se ripensi a esse, ti viene da sorridere. Non ti fanno scordare i momenti terribili e i dolori, ma li smussano un po'. E quando c'è un danno fisico, una cicatrice o una menomazione o qualcosa che non funziona più... chi l'ha subito può dire: "Mi è successo ad Anzio o a Berkeley o sulla statale 9... Io vado in un angolo con una birra. Non mi serve altro. Il tempo di buttare giù un sorso e sono di nuovo tutto intero. Jean... il mio corpo guarisce da solo, ma il dolore che ho dentro va in suppurazione! <br> '''Jean Grey''': Vuoi che ti accompagni domani? <br> '''Wolverine''': No, grazie. È una cosa fra me e Volpe D'Argento.
===''Wolverine: Prophecy''===
{{NDR|''Prophecy'' da ''Wolverine'' n. 66, febbraio 1993; ed. it. su ''Wolverine'' n. 63, ed. Marvel Comics Italia, aprile 1995, trad. Gino Scatasta}}
*Ti capita mai di non riuscire a ricordare qualcosa? Ti tormenti il cervello per ore senza arrivare a niente. O quando senti un prurito in mezzo alla schiena. Metà della mia vita è così, Charlie... Non ne posso più. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Valle della morte''===
{{NDR|''Valley o' death'' da ''Wolverine'' n. 67, marzo 1993; ed. it. su ''Wolverine'' n. 64, ed. Marvel Comics Italia, maggio 1995, trad. Gino Scatasta}}
*Credenziali e faccia tosta ti portano ovunque... ('''Wolverine''' mostrando ad un soldato un documento falso con sguardo minaccioso)
===''Wolverine: L'incubo continua''===
{{NDR|''Nightmares persist'' da ''Wolverine'' n. 75, novembre 1993; ed. it. su ''Special Events 2 Wolverine 0'', ed. Marvel Comics Italia, maggio 1995, trad. Gino Scatasta}}
*Mai capitato di essere ridotti talmente male da sentire solo un rombo acutissimo... per poi scoprire che siete voi che urlate? C'è un mondo sull'altra sponda del dolore, pieno di orrore, di disperazione e di sofferenza concentrata... ma senza più paura. Cosa c'è più da temere quando ti trovi in mezzo al peggio del peggio? ('''Wolverine''')
*Siamo degli orfani che vagano per la tempesta e tutt'a un tratto c'è una luce a una finestra. Qualcuno ci fa entrare e chiude fuori il vento. Il vecchio Charlie. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sogni canadesi''===
{{NDR|''Northem dreams'' da ''Wolverine'' n. 76, dicembre 1993; ed. it. su ''Wolverine'' n. 71, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 1995, trad. Gino Scatasta}}
*Il ciclo della vita finisce qui. Si nasce in mezzo agli altri... e si muore da soli. ('''Lady Deathstrike''')
*'''Heather''': C'è qualcosa che non va nel tuo fattore rigenerante ? Hai delle brutte cicatrici... <br> '''Wolverine''': È stato Magneto. Mi ha strappato via l'adamantio. Il fattore rigenerante è andato in tilt... Ma mi ha tenuto in vita... insieme a qualcosa che ho in mente di fare. Ma forse ho esagerato. Guarda! Mi sono tagliato. Una volta aspettavo un secondo e la ferita spariva. Adesso devo disinfettarmi, come tutti gli altri. <br> '''Heather''': E ti dispiace? Essere come tutti gli altri, dico. <br> '''Wolverine''': No. Forse è ora che anch'io faccia quel che gli altri fanno da sempre. Forse è ora che mi rifaccia una vita... o quel che ne resta.
===''Wolverine: The lady strikes''===
{{NDR|''The lady strikes'' da ''Wolverine'' n. 77, gennaio 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 71, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 1995, trad. Gino Scatasta}}
*'''Heather''': Non ti ho mai sentito così clemente, Logan. <br> '''Puck''': Ti ha strapazzato il cervello quando ti ha spaccato il forno in faccia? <br> '''Wolverine''': È solo che capisci come si sente un'altra persona quando provi lo stesso.
===''Wolverine: Caccia mortale: una prova di coraggio''===
{{NDR|''Deathstalk'' da ''Wolverine'' n. 78, febbraio 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 71, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 1995, trad. Gino Scatasta}}
*La [[Regole dai fumetti|regola]] da queste parti è... cammina in una direzione che non sia nord e troverai da mangiare. ('''Wolverine''' sulle montagne canadesi)
===''Wolverine: Cyber! Cyber! Risplendi luminoso!''===
{{NDR|''Cyber! Cyber! Burning bright!'' da ''Wolverine'' n. 79, marzo 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 73, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 1996, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''': È l'una in punto... l'ora di squarciarti la faccia! <br> '''Cyber''': Un muso come il mio non viene via facilmente! Sai come si dice... la bellezza è superficiale... la bruttezza arriva fino all'osso!
===''Wolverine: ... nella foresta della notte''===
{{NDR|''... in the forest of the night'' da ''Wolverine'' n. 80, aprile 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 74, ed. Marvel Comics Italia, marzo 1996, trad. Gino Scatasta}}
*Giù nell'inferno, c'è un anfratto dove i momenti peggiori della vita tornano di continuo come un nastro senza fine... ma a qualcuno non serve morire per finirci dentro. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Le cose che colpiscono di notte!''===
{{NDR|''Thing that go bump in the night!'' da ''Wolverine'' n. 84, agosto 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 75, ed. Marvel Comics Italia, aprile 1996, trad. Gino Scatasta}}
*Non mi batto in modo "scientifico". Ho imparato i miei colpi da Shingen. Diceva "impara la tecnica, diventa tutt'uno con l'arma, ma lascia sempre libera la bestia che è in te". Talvolta tralascio la tecnica... ma non ho certo problemi a liberare la bestia! ('''Wolverine''')
*Le dissi che sarei tornato ogni anno a primavera. Sono un po' in ritardo stavolta. Avevo dimenticato com'è bello qui in questa stagione. Penso sempre a questo posto come intriso di morte... e invece eccolo che trabocca di vita. "Non c'è niente di triste". Così ha detto Harry Tabeshaw. E ha aggiunto: "Gli spettri di coloro che ami sono tormentati dalle tue lascirme. Nel mondo degli spirito cavalcano il vento. Cosa ne diresti se qualcuno ti invocasse battendosi il petto? Canta la canzone del tuo spirito per lei". Gli ho detto che non sapevo le parole... "Non ci sono parole, Logan. Apri il tuo cuore e lasciati andare." Ha ragione. Non devo rattristarmi per il passato. Sono ricordi che fanno librare il mio cuore come un'aquila nel cielo di agosto. La sento ridere e il suo profumo mi passa accanto, inafferrabile. Quelli sì che erano bei tempi. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Showdown in Lowtown!''===
{{NDR|''Showdown in Lowtown!'' da ''Wolverine'' n. 87, novembre 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 77, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1996, trad. Gino Scatasta}}
*Vediamo cosa si nasconde sotto quel cappuccio... forse un miliardario pazzo per i pipistrelli? <ref>Il riferimento è a [[Batman]].</ref>('''Wolverine''')
===''Wolverine: It's D-D-Deadpool, folks!''===
{{NDR|''It's D-D-Deadpool, folks!'' da ''Wolverine'' n. 88, dicembre 1994; ed. it. su ''Wolverine'' n. 77, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1996, trad. Gino Scatasta}}
*Sì, era proprio come voi due. Cercavo di trovare la mia strada. Volevo farcela da solo. Correvo ululando nei boschi. Poi ho trovato persone come me, che mi capivano... premurose. E d'un tratto avevo un posto che chiamavo casa... A volte lo dimentico. Succede. Si pensa troppo a sé e si dimentica che quando si smette di stare con gli altri... si diventa come l'albero al centro della foresta. A nessuno frega niente se cade. Ora torno a casa. Spero che abbiate una vita felice. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La maschera di Ogun''===
{{NDR|''The mask of Ogun'' da ''Wolverine'' n. 89, gennaio 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 78, ed. Marvel Comics Italia, luglio 1996, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''': Strano vederti qui, cocco. Purtroppo ho smesso di fumare o avrei potuto usarti come accendino. <br> '''Ghost''': Quest'incontro non è casuale. Un'intricata matassa di eventi malvagi e occulti si dipanerà stanotte e i fili hanno l'impronta dei tuoi artigli! <br> '''Wolverine''': Io la poesia non la capisco, Ghost. Traduci per noi poveri mortali. <br> '''Ghost''': Uno spettro del tuo passato versa sangue innocente questa notte. <br> '''Wolverine''': Devi fare di meglio, amico... Dimmi qualcosa entro un secondo se vuoi che giri a destra altrimenti schizzo a sinistra e mi dirigo a Salem Center... <br> '''Ghost''': Ogun. <br> '''Wolverine''': [Tombola] Se vuoi, sai come attirare l'attenzione di qualcuno, vero?
*Lo amavo come un padre e lo abbattei come un cane... ('''Wolverine''' parlando di Ogun)
*Non ricordi gli scritti di Sun Tzu? "Sii rapido come il vento... insondabile come le nubi... e muoviti come la folgore!" Diceva anche: "Scegli il terreno migliore e attendi lì il tuo nemico!" ('''Wolverine''' parlando di Ogun)
===''Arma X''===
{{Vedi anche|Weapon X (serie a fumetti)#Vol. 1}} <!-- La serie ''Wolverine'' viene sostituita tra il n. 90 e il n. 91 da ''Arma X'' nel corso dell'evento ''L'era di Apocalisse'' -->
===''Wolverine: Sentiero di pietre, bosco di rovi''===
{{NDR|''Path of stones, wood of thorns'' da ''Wolverine'' n. 91, luglio 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 81, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 1996, trad. Gino Scatasta}}
*Questo vecchio canadese è tornato alla sua cuccia. E cosa ho fatto? Sabretooth mi ha provocato e io gli ho fatto un bel buco in testa. Forse volevo ammazzarlo. Forse no... Ma è ancora vivo e vegeto. Quindi perché preoccuparsi? Sono sconvolto dall'idea che il mio lato selvaggio abbia preso il sopravvento... ma dovrei essre dispiaciuto di aver infilzato la testa di Sabretooth? Per niente. Forse Chuck e gli altri dovrebbero mettermi un guinzaglio. Dicono che sono pericoloso. Non ne sanno mezza. Una parte di me pensa che forse la civiltà non è quel capolavoro che si dice. Seguire e cacciare la preda... questa sì che è vita! Basilare. Primitiva. Gratificante. Dall'avvistamento della traccia... al [[pedinamento]] furtivo. ('''Wolverine''')
*Seguire la preda, cacciarla e correre nei boschi... mi fa sentire bene. Senza impicci. Col vento della sera e l'odore della vita sulla faccia, non si pensa. E quando non si pensa... non si ricorda. ('''Wolverine''')
*Troppo complicato... Ci sono cose che vogliamo scordare... e al tempo stesso ricordare per sempre. Oh, c'è un'oscurità terribile in fondo alla mente... più buia di una caverna, infestata dagli spettri dei ricordi! Le loro voci sottili sussurrano segreti e posso cancellarle solo... ululando! ('''Wolverine''')
*A volte... ululare non è abbastanza. A volte non resta altro da fare che lacerare... e squarciare! E c'è sempre un maglio che mi rimbomba nella testa... e una fornace ardente nelle orecchie... e un velo rosso negli occhi, come un sipario di sangue. Non mi sento bene quando è finita... ma sempre meglio di prima. ('''Wolverine''')
*È come un cancro. La mia mutazione era un tumore che cresceva in me, mi faceva delirare, impazzire... ma l'adamantio è stata la peggiore chemioterapia del mondo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Esposizione a nord''===
{{NDR|''A northern exposure'' da ''Wolverine'' n. 92, agosto 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 82, ed. Marvel Comics Italia, novembre 1996, trad. Gino Scatasta}}
*Che bestia è quella che uccide e non mangia? Si chiama uomo. Un predatore a due gambe che puzza di paura... ('''Wolverine''')
*Ma non sono una bestia... nonostante ciò che mi accade. Almeno così voglio credere... ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La taverna in città''===
{{NDR|''A taverne in the town'' da ''Wolverine'' n. 93, settembre 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 83, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 1996, trad. Gino Scatasta}}
*'''Tempesta''': {{NDR|Vedendo Logan prendere la moto}} Non puoi guidarla nel bosco! <br> '''Wolverine''': Potrei guidare questa sbarba attraverso un tornado! Spiaccicando insetti con la faccia!
===''Wolverine: Chi striscia nella macchina''===
{{NDR|''The lurker in the machine'' da ''Wolverine'' n. 94, ottobre 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 84, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Arriva l'ora di insegnare quel che sai. Così vanno le cose. Prima impari e dopo insegni e allora tutto diventa più chiaro. Se tieni tutto per te, a che serve? ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''': Lo spirito è importante... e deve essere ottimista. Dovete lottare per vincere. Non per fuggire. O per arrendervi. <br> '''Donna''': E se vogliamo catturare, non uccidere? Non vogliamo uccidere nessuno. <br> '''Wolverine''': Allora non batterti. Scappa. Non cominciare nemmeno se non vuoi vincere. <br> '''James Hudson''': Sia chiaro che quello di Logan è un punto di vista personale e non è approvato dalla direzione. <br> '''Wolverine''': Già sentita questa lagna, cocco... ma la musica cambia quando il lupo bussa alla porta.
*[[Regole dai fumetti|Regola]] uno... non guardare le armi o le mani dell'avversario... ma gli occhi. Loro ti diranno da dove viene il pericolo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Manhattan rapsody''===
{{NDR|''Manhattan rapsody'' da ''Wolverine'' n. 95, novembre 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 85, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Non voglio disfarmi della bestialità. In questi anni ho sempre odiato il mio lato selvaggio, ma ora che è diventato dominante... mi piace. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Racconti attorno al fuoco''===
{{NDR|''Campfire tales'' da ''Wolverine'' n. 96, dicembre 1995; ed. it. su ''Wolverine'' n. 86, ed. Marvel Comics Italia, marzo 1997, trad. Gino Scatasta}}
*C'è stato un periodo in cui alzavo il gomito. Bevevo roba forte. Non era per spassarmela. Volevo solo stordirmi. Avevo perso la dignità e non mi importava se sembravo ridicolo. Avevo una scusa. Chi beve ha sempre una scusa. Avevo paura della bestia che è in me. Paura e autocommiserazione ti fanno scordare chi sono i tuoi amici... finché uno di loro non bussò alla mia porta. Era Ororo. Mi chiese di accompagnarla nella serra dell'attico. Disse che voleva mostrarmi qualcosa. Disse che si aspettava un cipripredio ibrido, ma era spuntato qualcos'altro... "Un mutante proprio come noi." Era bello, misterioso e strano. Come una creatura aliena ondeggiava sotto la luna. Un orfano della terra selvaggia della genetica. Lo recise. Era forse unico al mondo. Lo tagliò e me lo diede. Disse: "Sei una persona unica al mondo, Logan... Ci sono cose belle ed effimere che fioriscono e appassiscono. Dobbiamo apprezzarle mentre sono con noi." Disse che per lei sarebbe stato bene in un vaso accanto alla foto di Mariko. ('''Wolverine''')
*Ognuno... è responsabile di sé. Alcuni di noi non fanno prediche, ma mostrano la strada con le azioni e il cuore. ('''Wolverine''')
*Uccidere porta sfortuna. Ogni tribù che vive di caccia ha i suoi rituali di purificazione. Chi è troppo civilizzato finisce per scordare queste cose. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Giorni oscuri''===
{{NDR|''Fade to black'' da ''Wolverine'' n. 98, febbraio 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 88, ed. Marvel Comics Italia, maggio 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Per prima cosa avverto il dolore. Come quello di un arpione incandescente piantato in fronte con una mazza da cinque chili. Sugli occhi mi hanno passato carta vetrata. La lingua l'hanno immersa in un acido. Le budella in una lavatrice, ciclo risciacquo. La notte scorsa devo essermela spassata da matti... solo che non ricordo un tubo! Si chiama [[amnesia]]. Per la maggior parte della gente significherebbe che è ora di darsi una regolata. Per questo vecchio canadese è solo un'altra conseguenza della ferale regressione indotta dalla rimozione dell'adamantio. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Di mitico metallo forgiato''===
{{NDR|''Of mythic metal forged'' da ''Wolverine'' n. 99, marzo 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 89, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Quale porta mi consigli per entrare, cocco? Quella, eh? Allora non la prendo. Prima che ti passi per la testa di fare la spia al tuo capo, devi sapere due cose: sono molto cattivo... e la possibilità che torni a vendicarmi è molto alta. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Fornace della mente, incudine del cuore''===
{{NDR|''Furnace of his brain, anvil of his heart'' da ''Wolverine'' n. 100, aprile 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 89, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Come potevo sapere... che avrebbe resistito all'infusione di adamantio? Che per sfuggire alla schiavitù si sarebbe liberato delle ultime vestigia di umanità? Come potevo sapere, io, Genesis, erede di Apocalisse... che nella sopravvivenza del più forte, l'apice della piramide sarebbe stata occupata da un bruto sanguinario... pronto a cedere a quella brama oscura che si cela in fondo a ogni essere vivente? E che per di più è... il migliore in ciò che fa! ('''Genesis''' parlando di Wolverine)
===''Wolverine: Tacite promesse''===
{{NDR|''Unspoken promises'' da ''Wolverine'' n. 102, giugno 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 90, ed. Marvel Comics Italia, luglio 1997, trad. Gino Scatasta}}
*"Uccidiamo le erbacce, ma senza provare piacere nel farlo. Come potremmo goderci l'agnello pasquale se vedessimo chi gli taglia la gola sorridendo? Scoprirai che crescono molte erbacce nel giardino della vita... sempre accanto alle piante che vorremmo nutrire. Facciamo le nostre scelte in questo mondo... e agiamo di conseguenza." ('''Stavros''')
*"La redenzione non è gratis. Bisogna pagare un prezzo." "A chi?" chiesi. "All'universo" rispose. ('''Stavros''')
===''Wolverine: L'imperatore del regno del dolore''===
{{NDR|''The emperor of the realm of grief'' da ''Wolverine'' n. 104, agosto 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 92, ed. Marvel Comics Italia, settembre 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Far sputare fuori informazioni a Gateway è come meditare nel deserto mangiando [[locusta|locuste]] intinte nel miele... a volte le risposte sono un po' indigeste. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Volti fra le fiamme''===
{{NDR|''Faces in the fire'' da ''Wolverine'' n. 105, settembre 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 92, ed. Marvel Comics Italia, settembre 1997, trad. Gino Scatasta}}
*[[eroismo|Eroe]] è chi fa il suo dovere ogni giorno... ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Inizi e conclusioni''===
{{NDR|''Openings and closures'' da ''Wolverine'' n. 106, ottobre 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 93, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 1997, trad. Gino Scatasta}}
*La paura è l'inizio della morte... e non sono ancora pronto per il viaggio nelle tenebre. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: L'est è l'est...''===
{{NDR|''East is east...'' da ''Wolverine'' n. 108, dicembre 1996; ed. it. su ''Wolverine'' n. 95, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 1997, trad. Gino Scatasta}}
*Amiko non è mia consanguinea. Ero lì quando sua madre è morta. Ho promesso alla bimba che avrei badato a lei e non sempre ho mantenuto il patto. Ma le avevo dato la mia parola e... chi non mantiene la parola è solo una bestia. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La bestia peggiore''===
{{NDR|''Lesser beasts'' da ''Wolverine'' n. 110, febbraio 1997; ed. it. su ''Wolverine'' n. 97, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 1998, trad. Gino Scatasta}}
*È buffo come vanno le cose. Prendevi ogni giorno come veniva... tiravi avanti sbuffando come una locomotiva... Poi una scelta sbagliata... un istante di disattenzione... e via! Tutto cambia all'improvviso... e la tua vita non sarà più la stessa! ('''Wolverine''')
*Da quando sono regredito alla forma animale, cerco di recuperare a fatica la mia umanità. Grazie al sostegno dei miei amici... e qualche calcione nel sedere... ho fatto molti progressi. Ma sento ancora il richiamo della bestia... e stavolta parlo del mio mostro personale... che vive negli anfratti della mia anima. Sono come un ex alcolizzato che non vuole riprendere a bere. Perché non dovrei cedere alla rabbia che mi lacera, se lo faccio per salvare degli innocenti? Tutti cededono, prima o poi. Anche i migliori. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Ristoro''===
{{NDR|''Restoration'' da ''Wolverine'' n. 111, marzo 1997; ed. it. su ''Wolverine'' n. 98, ed. Marvel Comics Italia, marzo 1998, trad. Gino Scatasta}}
*[[Thomas Wolfe]] disse: "Non si può tornare sempre a casa." Ma ogni volta che ricalpesto questo pezzo di Salem Center lo smentisco. Qui non ho solo ricordi... Qui ho intravisto per la prima volta quanto valgo. E non c'è tesoro al mondo che stia alla pari con un barlume di verità. ('''Wolverine''')
*Una [[Harley Davidson|Harley]] non va guidata come se si andasse alla funzione domenicale... ogni tanto la devi far scatenare e urlare! ('''Wolverine''')
*Che dovrei fare, Charlie? Non sapevo di aver bisogno di aiuto prima di incontrarti. Pensavo di farcela da solo. Di non dovere niente a nessuno. Di star bene con Alpha Flight, anche se non mi amalgamavo con loro. Poi sono capitato qui e mi sono sentito... sì... compreso. La scuola non è più la stessa senza di te. Tu avevi sempre la risposta pronta per tutto. Rispondi a questo, allora. Cosa si fa quando si guarda il corridoio e si vede solo il buio? Mi risponderesti che il sole sorge ogni mattina... ed è vero. ('''Wolverine''')
*Buffo. Ci scordiamo sempre che i demoni della notte svaniscono alla luce dell'alba. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La luce alla fine del giorno''===
{{NDR|''The light at the end of the day'' da ''Wolverine'' n. 112, aprile 1997; ed. it. su ''Wolverine'' n. 99, ed. Marvel Comics Italia, aprile 1998, trad. Gino Scatasta}}
*Scappo da qualcosa perché cerco di trovare qualcosa. Te l'ho detto, mi sono guardato l'ombelico troppo a lungo. Cercare qualcosa che è dentro di te ti fa diventare egocentrico e ti allontana dal resto del mondo. Mi sono ricordato di quel detto... "nessun uomo è un'isola". <ref>Citazione di [[John Donne]].</ref>('''Wolverine''')
*Avevo un... potrei chiamarlo maestro, ma non esiste un equivalente occidentale. Ho studiato arti marziali in Giappone. Citava sempre Donne. Mi ha insegnato due cose importanti... Primo, il solo motivo logico per imparare un'arte marziale è diventare così bravo da non doverla usare... Secondo, è inutile sviluppare il corpo e non la mente. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: In punto di morte capitolo 4''===
{{NDR|''Not dead yet (4 of4)'' da ''Wolverine'', n. 122; del marzo 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 105, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 1998, trad. Lucia Fochi}}
*L'ho ucciso con le bugie e la paura. Come voleva fare lui con me. Questo non mi rende molto diverso da lui. Devo rifletterci un po' sopra. ('''Wolverine''' parlando di McLeish)
===''Wolverine: Il migliore''===
{{NDR|''Better than best'' da ''Wolverine'', n. 123; del aprile 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 106, ed. Marvel Comics Italia, novembre 1998, trad. Lucia Fochi}}
*È lo Schwarzenegger tra i bovini! ('''Wolverine''' parlando di Roughouse)
*La prima [[Regole dai fumetti|regola]] dei migliori è quella di tener d'occhio il nemico... ('''Wolverine''')
*La vita è una infinita serie di possibilità. La stasi arriva solo con la morte. ('''Wolverine''')
*Avevo un proposito ambizioso: "Essere il migliore in ciò che faccio... e scoprire cos'è che faccio!" Non sarà facile. Poche cose lo sono. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Distruttori invisibili''===
{{NDR|''Invisibles destroyers'' da ''Wolverine'', n. 124; del maggio 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 106, ed. Marvel Comics Italia, novembre 1998, trad. Lucia Fochi}}
*Anche la lama più tagliente perde il filo. E prima o poi bisogna affilarla. Per la gente è lo stesso. E io ho in progetto di affilarmi... a costo di morire. ('''Wolverine''')
*[[Capitan America]] raduna folle da record quando organizza combattimenti per beneficenza. E la sua popolarità resta sempre alle stelle. È passato dall'ammirazione a una sorta di venerazione. Chissà cosa ci trova la gente! Dovrebbe essersi stufata dei buffoni in costume come noi. Ma forse ha bisogno di credere in qualcuno o qualcosa di superiore. ('''Wolverine''')
*Sì, sono un guastafeste. Abile soprattutto a distruggere tutto quel che tocco. E punto a una perfezione che non raggiungerò mai... e anche se fosse, non me ne accorgerei. Forse dovrei cercare il lato positivo... invece di guardare sempre i miei errori. La lotta per migliorare è un processo infinito. Ora non sono il migliore, e non lo sarò più... ma non voglio certo mollare! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Matrimonio di sangue''===
{{NDR|''Blood Wedding'' da ''Wolverine'' n. 126, del luglio 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 108, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 1999, trad. Lucia Fochi}}
*Lei mi insegnò che ogni azione provoca reazioni. E che le nostre azioni... definiscono la nostra moralità! ('''Wolverine''')
*Nel nostro primo scontro, Sabretooth quasi mi uccise. Da allora, ogni anno per il mio compleanno mi fa un regalo. In lui vedo il lato oscuro di me stesso. La ferocia animale sotto spoglie umane... Uno squalo con un senso dell'umorismo deviato. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La morte verde''===
{{NDR|''Green for Death'' da ''Wolverine'' n. 128; del settembre 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 110, ed. Marvel Comics Italia, marzo 1999, trad. Lucia Fochi}}
*Gli [[X-Men]] sono mutanti. Dei "diversi" e per questo reietti. Ma sono eroi che hanno giurato di proteggere il mondo. In questo siamo decisamente simili io e loro. Anch'io sono un reietto e un fuorilegge. E anche a me piace far del bene. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: A qualunque costo''===
{{NDR|''Whatever it takes...'' da ''Wolverine'' n. 129; del ottobre 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 111, ed. Marvel Comics Italia, aprile 1999, trad. Lucia Fochi}}
*[[Gli uomini si dividono in due categorie|Ci sono due tipi di persone]]. Quelli che si siedono sul divano e guardano un documentario per imparare qualcosa sulla natura... e cinque minuti dopo sono terrorizzati e gridano al regista di mollare l'attrezzatura e salvare la povera zebra dall'attacco delle iene... E gli altri. Quelli che capiscono... e accettano. Quelli che sanno che la natura è così... che così va il mondo. Che da qualche parte del mondo, ogni secondo... si ripete la stessa storia. Il brutale ciclo della vita. Del predatore e della preda. Animali... che fanno di tutto per sopravvivere. Sono Wolverine. Ma i miei pochi amici mi chiamano Logan. Io appartengo ai primi... ai predatori... ai cacciatori. Sono il migliore in ciò che faccio... ma a volte ho ragione di dubitarne. ('''Wolverine''')
*Mai fidarsi di quello che si vede nei film! ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Per sopravvivere!''===
{{NDR|''... to survive'' da ''Wolverine'' n. 130; del novembre 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 112, ed. Marvel Comics Italia, maggio 1999, trad. Lucia Fochi}}
*...perché gli X-Men non uccidono. Ma nella storia l'uomo è stato costretto a uccidere-- e a fare cose terribili contro la sua volontà... per sopravvivere. Spesso la sopravvivenza è questione di sacrificio. Durante la seconda guerra mondiale se eri un ebreo, uno zingaro o se non eri un "puro" tedesco... dovevi fare pazzie, per sfuggire ai nazi. Molti non le fecero. È come la volpe presa in trappola... è pronta a strapparsi una zampa per evitare il cacciatore-- ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Cadde sulla terra''===
{{NDR|''It fell to earth'' da ''Wolverine'' n. 131; del novembre 1998, ed. it. su ''Wolverine'' n. 113, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1999, trad. Lucia Fochi}}
*"Perché è lì." È ciò che rispose un alpinista di nome George Leighmallory quando gli chiesero perché volesse scalare l'[[Everest]]. Il vecchio George era matto come un cavallo. Scalare l'Himalaya è la cosa più pericolosa che un uomo posa fare. Questa cima non è l'Everest ma non è comunque una passeggiata. Bisogna sempre avere una buona ragione per scalare una montagna. Io? Lo faccio per salvare il mondo. Mi chiamo Wolverine. E sono il migliore in ciò che faccio... peccato che non so volare. ('''Wolverine''')
*Vengono in mente un sacco di idiozie quando vedi la fine vicina. Come quella vecchia battuta... "Non è la caduta che uccide... ma l'atterraggio."<ref>Citazione dal film [[L'odio]].</ref> ('''Wolverine''')
*Uno. Uno su sette. Sono quelli che muoiono nel tantativo di conquistare la vetta. Ho fatto molte cose nella vita... ma non ho mai studiato statistica. E per fortuna non sono uno scalatore normale. ('''Wolverine''')
*Nel silenzio che segue mi torna in mente un pensiero che mi ha accompagnato durante la lunga salita verso la cima. Quando battaglie come questa terminano, alla fine di tutte le schermaglie, resto con un'innegabile verità-- uccidere un essere vivente, qualunque essere vivente, è una cosa spiacevole e difficile. Quando due [[killer]] si affrontano, vari fattori determinano chi se ne andrà e chi rimarrà steso al suolo. Un killer deve avere il forte desiderio di uccidere l'avversario. E questo ce l'ha di sicuro. Ma non basta la sete di sangue per vincere. Ci vuole qualcosa che la creatura non ha. Ed è una cieca sete di vita. Una volontà di sopravvivere così forte che ti aiuta a togliere una vita per tenerti la tua. I killer che vivono per combattere non sono quelli che venerano la morte-- ma quelli che amano la vita. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: La fine del mondo!''===
{{NDR|''Doomsday!'' da ''Wolverine'' n. 138; del maggio 1999, ed. it. su ''Wolverine'' n. 120, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2000, trad. Gino Scatasta}}
*Il mio potere mutante guarisce quasi tutte le ferite. È una facoltà che mi è servita diverse volte... ma che non serve a niente quando cuore e anima sono a pezzi. Anche se soffro come una bestia, non è giusto che sia lo stesso per tutti. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: I mostri escono di notte''===
{{NDR|''The freaks comes out at night'' da ''Wolverine'' n. 139; del giugno 1999, ed. it. su ''Wolverine'' n. 121, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2000, trad. Gino Scatasta}}
*Sai... almeno una volta vorrei chiudere uno scontro con la sensazione di aver vinto davvero. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Vendetta''===
{{NDR|''Vengeance'' da ''Wolverine'' n. 140; del luglio 1999, ed. it. su ''Wolverine'' n. 122, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2000, trad. Gino Scatasta}}
*Sei un gran guerriero, Wolverine, un astuto stratega. E anche un buon amico, quando il tuo atteggiamento tracotante non nasconde la tua saggezza e la tua generosità. Ma non sei un insegnante. Fammi un favore. Continua la tua parte... mentre io faccio la mia. ('''Xavier''')
===''Wolverine: Al limitar delle tenebre''===
{{NDR|''On the edge of darkness'' da ''Wolverine'' n. 145; del dicembre 1999, ed. it. su ''Wolverine'' n. 127, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2000, trad. Gino Scatasta}}
*Quella "cosa" è Morte. È il migliore in ciò che fa. E ora è un assassino. Bestiale. Spietato. In passato era noto con altri nomi: Logan, Weapon X, Wolverine. Ma ora conta solo il presente... e il futuro che ne deriva. ('''Narratore''')
*Vuoi sapere una cosa sull'adamantio? Le ossa non si spezzano, è vero... ma non riescono a proteggerti le budella! In altre circostanze, ti direi di tenerlo a mente per il futuro... ma a questo punto, direi che il futuro non deve preoccuparti. Non so perché mi sono sempre bloccato prima di farti fuori. Forse per una morbosa fedeltà verso l'amicizia che ci univa. Stavolta no. Stavolta no. ('''Wolverine''')
*Servirei il diavolo in persona pur di impedire che lo faccia questo demone assetato di sangue. Non c'è persona al mondo che sia riuscita a domarmi-- neppure quella testa di Fez ci riuscirà. Almeno avrò la possibilità di scombussolare i suoi progetti-- Sabretooth non ci avrebbe neanche provato. Ama troppo uccidere... ama troppo il caos. Io mi opporrò-- e col tempo vincerò. ('''Wolverine''')
*Tu-- Hulk si ricorda di te! Tu sei quell'ometto-- che Hulk ha già incontrato-- molte, molte alte volte-- l'ometto che caccia sempre Hulk-- che cerca di ferirlo-- dovunque Hulk va-- qualunque cosa fa-- l'ometto cerca sempre di fare male a Hulk! Ma adesso-- Hulk farà male a te! ('''Hulk''' dopo aver visto la faccia di Morte)
*La forma che avevo assunto era una delle tante-- il tempo degli inganni è cessato. Non parlare, vile cane. La prova è finita. Ed è bene così. In un mondo dove solo il più forte può sopravvivere, è probabile che voi due dobbiate combattere in eterno prima che qualcuno abbia la meglio. Stai però certo, mio fedele cavaliere... che Hulk perirà nella stessa conflagrazione che consumerà il mondo, mentre faremo i primi, arditi passi lungo il sentiero che conduce a una nuova era. La mia era... L'era di Apocalisse! ('''Apocalisse''')
===''Wolverine: Debito di sangue – Conclusione''===
{{NDR|''Blood debt (conclusion)'' da ''Wolverine'' n. 153; del agosto 2000, ed. it. su ''Wolverine'' n. 134, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2001, trad. Gino Scatasta}}
*Scommettere e vincere può essere eccitante, ma non prenderci gusto-- la sorte ti si può rivoltare contro in ogni momento. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Lungo la torre di guardia''===
{{NDR|''All Along the Watchtower''<ref>È il titolo di una canzone di [[Bob Dylan]] della seconda metà degli anni Sessanta, incisa anche da altri (fra cui [[Jimi Hendrix]]).</ref> da ''Wolverine'' n. 154; del settembre 2000, ed. it. su ''Wolverine'' n. 135, ed. Marvel Comics Italia, aprile 2001, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''': Deadpool! Sospettavo che dietro ci fossi tu. Lavoro o questione personale? <br> '''Deadpool''': Sai com'è, Wolvie... Ero finito su www.ricercati.com e c'era il tuo adorabile musetto con sotto una cifra così esorbitante che non ho potuto resistere. Credimi, se sapessi quanti soldi ci sono sulla tua testa, ti faresti fuori da solo. <br> '''Wolverine''': Mmmh. Ci darò un'occhiata. Sai una cosa? Non ci siamo ancora picchiati e già mi hai stancato Fai un favore ad entrambi, Wade-- lascia perdere.
===''Wolverine: Lungo la torre di guardia Parte 2''===
{{NDR|''All Along the Watchtower - Part 2'' da ''Wolverine'' n. 155; del ottobre 2000, ed. it. su ''Wolverine'' n. 136, ed. Marvel Comics Italia, maggio 2001, trad. Gino Scatasta}}
*'''Deadpool''': Fammi indovinare: te la sei presa perché volevo ucciderti? Non ci perderò il sonno... <br> '''Wolverine''': Dammi un paio di minuti, Deadpool-- e ci perderai la vita.
===''Wolverine: Sottoterra''===
{{NDR|''Going Underground'' da ''Wolverine'' n. 156; del novembre 2000, ed. it. su ''Wolverine'' n. 137, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2001, trad. Gino Scatasta}}
*È una cosa che odio. Passo il mio tempo a scarpinare per il mondo, cercando di renderlo un posto migliore... solo per accorgermi che ho dei guai a bizzeffe proprio sotto casa. Sono un mutante-- nato con poteri che mi rendono diverso. I miei ipersensi colgono cose che gli sbirri non si sognano. Sento il sangue versato... e assaporo la paura delle vittime in fondo alla gola. La paura... e l'incapacità di capire. Chiunque sia, colpisce a caso, senza curarsi della razza, della religione, del sesso o dell'età. L'ultima vittima aveva solo dieci anni. Una vita spenta prima ancora che iniziasse davvero. ('''Wolverine''')
*Wolverine! Mi pareva di aver visto la tua firma su uno dei babbei che mi sono sfrecciati davanti! Cosa ci fai quaggiù? Aspetta... lasciami indovinare... hai comprato il nuovo album degli XTC e ti chiedevi se secondo me era meglio di Apple Venus, Volume I. Azzeccato? ('''Uomo Ragno''')
*'''Uomo Ragno''': Odio i cattivi che non chiacchierano. Non danno soddisfazione. <br> '''Wolverine''': Secondo me, ci guadagneresti a chiudere il becco ogni tanto. Cosa ci fai quaggiù, piuttosto? Di solito svolazzi sui tetti della città. <br> '''Uomo Ragno''': Sai, vado dove c'è del movimento. O forse sono le cose a movimentarsi quando passo io.
===''Wolverine: La caccia''===
{{NDR|''Manhunt'' da ''Wolverine'' n. 158; del gennaio 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 139, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2001, trad. Gino Scatasta}}
*Riconosco una trappola quando mi ci trovo in mezzo, e qui tutto puzza di trappola lontano un miglio. ('''Wolverine''')
*{{NDR|Riferendosi a [[Zaran]]}} Pare che il mio ospite si consideri un cacciatore, anche se il suo tipo di caccia non mi piace. Che senso ha uccidere un animale che non ha armi per difendersi? ('''Wolverine''')
*Nel cuore dell'Amazzonia c'è una mitica tribù che usa la magia per rendersi invisibili alla preda. I suoi cacciatori usano un miscuglio di oli e polveri che mascherano i ferormoni che il loro corpo produce. Celando il proprio odore, possono avvicinarsi alla preda. Nessuno al di fuori di loro conosce il segreto della mistura-- tranne uno. ('''Wolverine''')
*C'è un momento in cui un uomo deve lottare per ciò in cui crede... e per ciò che ama. A me capita un po' troppo spesso. E non mi piace. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Il migliore''===
{{NDR|''The Best There Is'' da ''Wolverine'' n. 159; del febbraio 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 140, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2001, trad. Gino Scatasta}}
*Ma... cosa c'è per terra? Sangue? Ovunque, entra ed esce da ogni stanza. Ma di chi è? Rogue. Nightcrawler. Cable. Jean. Gli X-Men. Sono morti-- tutti morti. Qualcuno li ha massacrati-- mentre dormivano. Qualcuno ha ucciso gli X-Men-- e quel qualcuno sono io! ('''Wolverine''')
*Venticinque birre e sono più sobrio di prima. A volte il mio fattore rigenerante è una vera scocciatura. ('''Wolverine''')
*Non so chi siano questi babbei, e me ne frego. Prima li pesto, poi faccio le domande. ('''Wolverine''')
*Scusa, mi fai accendere? ('''Wolverine''' rivolto a un soldato che sta bruciando)
===''Wolverine: Il migliore (seconda parte)''===
{{NDR|''The Best There Is (Part Two of Three)'' da ''Wolverine'' n. 160; del marzo 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 141, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2001, trad. Gino Scatasta}}
*Un consiglio, amico... niente [[Cravatta|cravatte]] in una [[rissa]]! Qualcuno potrebbe usarle per strangolarti-- uno come me. ('''Wolverine''' rivolto a Blok)
===''Wolverine: Il migliore (terza parte)''===
{{NDR|''The Best There Is (Part Three of Three)'' da ''Wolverine'' n. 161; dell'aprile 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 142, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2001, trad. Gino Scatasta}}
*Non avevo mai visto la morte... e ne ero attratto come una falena dalla fiamma. ('''Mr.X''')
*'''Mr.X''': E ora veniamo a te. Credimi se ti dico che la proposta che ti faccio è riservata a pochi prescelti... I miei incontri con i clienti finiscono sempre con il loro decesso, a meno che non trovi uno spirito affine... un assassino come te. Distruggere te sarebbe come se un collezionista d'arte distruggesse la [[Gioconda]]. Ti concedo invece di riconoscere la mia superiorità e unirti alla mia avanguardi assassina. dato che sai della mia esistenza, se non accetti ti aspetta una morte certa. A te la scelta. Cosa dici? <br> '''Wolverine''': Dico che ne ho sentite di cose schifose, ma la tua storia le batte tutte. Devo lottare ogni giorno per tenere a bada il mio lato bestiale-- per non perdere il controllo e far fuori qualcuno. Per te invece la morte è come un gioco-- perverso e malato. Dico che se la morte ti piace tanto-- allora è forse tempo--- di conoscerla personalmente!
===''Wolverine: Braccato (seconda parte)''===
{{NDR|''The Hunted (Part Two)'' da ''Wolverine'' n. 163; del giugno 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 144, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2002, trad. Gino Scatasta}}
*{{NDR|Parlando di [[Shiver]]}} Su di lui ho sentito di tutto, che è condannato a vagare per sempre sulla terra e che ha eliminato Hoffa. So solo che non è umano-- e che ti fa venire i brividi lungo la schiena quando lo incontri. Ma se si tratta di rintracciare qualcuno, è speciale. Solo lui puà stanare Wolverine. C'è un solo problema: Shiver ha la fissa di punire i colpevoli, e se pensa che Logan lo sia, si metterà male. ('''Nick Fury''')
*Il vantaggio di battersi insieme a un vecchio amico [Bestia] sta nel fatto-- che sa esattamente cosa fare senza che io glielo dica. Sacrifica il suo corpo-- e il nostro amico spettro deve materializzare il suo braccio se vuole tenerlo stretto. Qui intervengo io. ('''Wolverine''')
*'''Bestia''': Devo proprio chiedertelo-- di che puzza il governo? <br> '''Wolverine''': Non so... di muffa, credo... difficile spiegarlo se non hai naso.
===''Wolverine: Braccato (terza parte)''===
{{NDR|''The Hunted (Part Three)'' da ''Wolverine'' n. 164; del luglio 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 145, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2002, trad. Gino Scatasta}}
*In un posto in cui nessuno ha superpoteri, però, i più tosti sono quelli che sanno battersi, per quanto siano inetti fuori. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Braccato conclusione''===
{{NDR|''The Hunted (Conclusion)'' da ''Wolverine'' n. 166; del settembre 2001, ed. it. su ''Wolverine'' n. 147, ed. Marvel Comics Italia, aprile 2002, trad. Gino Scatasta}}
*{{NDR|Riferendosi a [[Sabretooth]]}} Niente parole. Fra me e lui-- mai state necessarie. Abbiamo già ballato questa danza di morte. Siamo due facce della stessa moneta-- ognuno sa già quel che l'altro pensa. No, le parole non servono. Solo la violenza. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Restare vivi! (1 di 3)''===
{{NDR|''Stay Alive! (Part 1 of 3)'' da ''Wolverine'' n. 170; del gennaio 2002, ed. it. su ''Wolverine'' n. 152, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2002, trad. Gino Scatasta}}
*Reality show-- con gente che svende privacy e dignità per comparire qualche mese in televisione. Non li guarderei neanche se mi pagassero. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Logan Files (2 di 3)''===
{{NDR|''The Logan Files (2 of 3)'' da ''Wolverine'' n. 174; del maggio 2002, ed. it. su ''Wolverine'' n. 156, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2003, trad. Gino Scatasta}}
*È tutta la vita che faccio cose che non dovrei fare, cocca. Troppo tardi per cambiare. ('''Wolverine''')
*Ormai dovreste sapere-- che c'è sempre un metodo nella mia follia. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Logan Files conclusione''===
{{NDR|''The Logan Files (Conclusion)'' da ''Wolverine'' n. 175; del giugno 2002, ed. it. su ''Wolverine'' n. 157, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2003, trad. Gino Scatasta}}
*Quando ti capita una vita come la mia, fai l'abitudine a risvegliarti in posti strani, dentro una pozza del tuo stesso sangue... ma non per questo ci prendi gusto. ('''Wolverine''')
*'''Sabretooth''': È la mia parte preferita, la parte che il programma non voleva che tu sapessi... non hanno i tuoi ricordi. <br> '''Wolverine''': Stai mentendo come sempre, Creed... <br> '''Sabretooth''': Davvero? Te l'hanno sventolato davanti agli occhi come una carota... sapendo che avresti dato la colpa a loro e a chiunque altro sulla terra per il tuo passato scomparso. Ma la verità è che la colpa è... solo tua. <br> '''Wolverine''': Non fai che mentire. <br> '''Sabretooth''': Di solito... ma non su questo. E in fondo lo sai. Il fattore rigenerante non ti cura solo il corpo... ma anche la mente. Non ha il fegato per affrontare la tragedia che ti è capitata, quindi... l'hai cancellata, come non fosse mai successa. Ecco la verità che hai cercato per tutto questo tempo. <br> '''Wolverine''': Non è vero... Non è vero... <br> '''Sabretooth''': Non che ti serva a molto nella bara!
===''Wolverine: Tutto quanto è Zen''===
{{NDR|''Everythingh's Zen'' da ''Wolverine'' n. 180; del ottobre 2002, ed. it. su ''Wolverine'' n. 162, ed. Marvel Comics Italia, luglio 2003, trad. Gino Scatasta}}
*Per qualche ragione Sciamano pensa che io abbia qualcosa da insegnarti. Yawn. Ma l'unica cosa che so è che... tutti dobbiamo morire. Una volta accettato questo fatto, la vita è semplice. Ogni azione va considerata come se fosse l'ultima. Questa è l'essenza del bushido, la via del guerriero. Un guerriero dev'essere duro. Deve vivere senza dubbi né rimorsi. Altrimenti è un debole, legato a cose che esistono solo nella sua mente. Il segreto della vita si trova nella morte. È ironico... ma anche durante una passeggiata per la foresta la morte può bussarmi sulla spalla. Quindi non c'è tempo per le incertezze. Se schiatto perché ho fatto un giro nel bosco... così sia. Morirò. ('''Wolverine''' rivolto a Charles "Chuck" Moss)
*A conti fatti, il mondo normale non esiste, perciò... non lasciare niente alle supposizioni. Non ci sono poteri mutanti o magici che tengano. ('''Wolverine''' rivolto a Charles "Chuck" Moss)
*Assumere la disposizione d'animo di un guerriero è difficilissimo. È più facile provare pietà per se stessi, credere che qualcuno ci stia opprimendo. Ma il fatto è... che tutto dipende da noi. ('''Wolverine''' rivolto a Charles "Chuck" Moss)
===''Wolverine: Cacciatori''===
{{NDR|''Chasers'' da ''Wolverine'' n. 181; del novembre 2002, ed. it. su ''Wolverine'' n. 163, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2003, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''': Ora puoi aprire gli occhi. <br> '''Bambina''': Scusa... posso chiederti una cosa? <br> '''Wolverine''': Certo, tesoro. <br> '''Bambina''': Ma tu... sei l'Uomo Ragno? <br> '''Wolverine''': No, quello... è una mammoletta.
===''Wolverine: ... E procurati una pistola''===
{{NDR|''... And Got Yourself a Gun'' da ''Wolverine'' n. 183; del gennaio 2003, ed. it. su ''Wolverine'' n. 165, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2003, trad. Gino Scatasta}}
*Come odio... quando mi precedono. ('''Frank Castle''')
*[[Lou Gehrig]] è stato la miglior prima base mai esistita. Chiunque l'abbia visto in azione, lo sa bene. ('''Wolverine''')
*Mai visto niente del genere. È come una pistola che punti contro qualcuno... e poi "bang"... quello non c'è più! ('''Johnny''' riferendosi a Wolverine)
===''Wolverine: Ordine e disciplina''===
{{NDR|''Restraining Order'' da ''Wolverine'' n. 183; del gennaio 2003, ed. it. su ''Wolverine'' n. 168, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2004, trad. Gino Scatasta}}
*Quando venni qui dopo la guerra, imparai una [[Regole dai fumetti|regola]] fondamentale... scegli i tuoi nemici con saggezza. ('''Nicopetti''')
===''Wolverine: Sono pazzi questi romani''===
{{NDR|''When in Rome...'' da ''Wolverine'' n. 184; del febbraio 2003, ed. it. su ''Wolverine'' n. 166, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2003, trad. Gino Scatasta}}
*{{NDR| Lo Spazzino si accende una sigaretta}} <br> '''Wolverine''': Scusa, capo... ma c'è gente a cui piace respirare. <br> '''Lo Spazzino''': Cosa ?! <br> '''Wolverine''': In realtà per me quello schifo è aria fresca, ma io sono un po' strano. Tu, invece... lo sai cosa può farti [[tabagismo|quella roba]]? E se non mi credi, guarda! Sta scritto qui! Forse la frase "È nocivo per la tua salute" ti fa ridere. Ma quello che dovrebbe dire è... che le cicche possono causare cancro a naso, bocca, ghiandole salivari, faringe, gola, esofago, reni, pancreas... perfino a parti del corpo alle quali preferiresti non pensare. Ed è solo l'inizio! Enfisemi, bronchiti croniche, disturbi cardiaci, melanomi e carcinomi... per non dire di come riducono udito, vista, pelle, dita e capelli. Anche se, senza offesa... non mi sembra che ti curi molto del tuo aspetto. Le [[sigaretta|sigarette]], sai... qui le chiamiamo "chiodi da bara", perché questa roba... ti ammazza.
===''Wolverine: Dormire con i pesci''===
{{NDR|''Sleeping with the Fishes'' da ''Wolverine'' n. 185; del marzo 2003, ed. it. su ''Wolverine'' n. 167, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2003, trad. Gino Scatasta}}
*Tony... mai visto un bastardo più scoppiato di quello! ('''Johnny''' riferendosi a Wolverine)
===''Wolverine: Ci si vede, Frankie!''===
{{NDR|''See Ya Around, Frankie!'' da ''Wolverine'' n. 186; dell'aprile 2003, ed. it. su ''Wolverine'' n. 168, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2004, trad. Gino Scatasta}}
*Sei patetico. Sei davvero convinto di essere la "cura" della "malattia"? Sei solo un'altra malattia, tutto qui. ('''Wolverine''' rivolgendosi a Frank Castle)
*Allora sarei patetico, Logan? E tu che diavolo sei, invece? Chi sei oggi? Un "onolevole" samurai? Un ex agente segreto? Un imbecille in calzamaglia gialla? Oppure quello che penso io... e che tu fai finta di non capire... un assassino?! ('''Frank Castle''' rivolgendosi a Wolverine)
*Allora... dovrò sforzarmi di far capire questa cosa anche a un idiota come te. Il mondo non è bianco e nero, Castle: niente risposte facili. Delacavva? Svegliati e sniffa il napalm, idiota. Non importa cosa fai... non importa quanti ne "punisci"... in qualche modo o in qualche forma, ci saranno sempre criminali. I furbi sanno che è meglio trattare col diavolo che conosci... quello con cui puoi farlo. I furbi sanno anche cosa succede a chi si impiccia degli affari miei. ('''Wolverine''' rivolgendosi a Frank Castle)
==Vol. 3==
===''Wolverine: Allora, un prete entra in un bar...''===
{{NDR|''So, This Priest Walks into a Bar...'' da ''Wolverine 6 (vol. 2)'' del dicembre 2003, ed. it. su ''Wolverine'' n. 175, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2004, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''': Pensi che non mi accorga... di quanto puzzo? <br> '''Nigthcrawler''': Il disgusto di sé non ti si addice. <br> '''Wolverine''': Detto da uno che nasconde la sua faccia...
*'''Nightcrawler''': Diciassette anni. Troppo giovane. Per alcuni anche a settanta si è giovani. Abbiamo visto troppa morte, abbiamo perso troppi cari. Ma per quanto sia banale dirlo, la morte fa parte della vita. Anche quella innaturale... anche l'omicidio. <br> '''Wolverine''': L'omicidio no. <br> '''Nightcrawler''': Credi? Non voglio difenderlo, chiaro, ma lo troviamo nei testi fondamentali di ogni religione. Caino uccide Abele e il mondo conobbe l'omicidio. È naturale come morire di vecchiaia. <br> '''Wolverine''': Non credi a quello che dici. <br> '''Nightcrawler''': Non so più a cosa credo, amico mio. Le mie certezze in campo etico e teologico sono alquanto vacillanti. Di conseguenza mi baso sui fatti, così come mi appaiono. Le azioni parlano più chiaro delle parole. Tu lo sai meglio di altri. È per le tue azioni che ti considero una brava persona, un uomo retto. <br> '''Wolverine''': Tre giorni fa ho ucciso ventisette uomini. Non c'è molto da dire, eh? <br> '''Nightcrawler''': Eri infuriato? <br> '''Wolverine''': Più che mai. <br> '''Nightcrawler''': E quegli uomini meritavano la tua rabbia? <br> '''Wolverine''': Cerchi una scusa? <br> '''Nightcrawler''': No, cerco solo di capire. Perché se mi dici che quei ventisette uomini erano degli innocenti, allora tu sei quello che hai sempre temuto. E dovresti essere fermato. <br> '''Wolverine''': Ce la faresti? <br> '''Nightcrawler''': No. Ma morirei tentando. <br> '''Wolverine''': Avevano infettato un'intera città con il terrore. Rapivano donne. Ragazze. E abusavano di loro. <br> '''Nightcrawler''': Stai descrivendo il male, amico mio. E il male genera il male. <br> '''Wolverine''': Me. <br> '''Nightcrawler''': Capisco. Ma se questo è il tuo problema, non posso aiutarti. <br> '''Wolverine''': Eri un prete. Assolvimi. <br> '''Nightcrawler''': Sarebbe meraviglioso se funzionasse così, no? Che mondo avremmo... legioni di peccatori che commettono felici i loro crimini. Tanto sanno che l'assoluzione li riporterà nel grembo della chiesa. Ci hanno provato, una volta. Nel Medioevo. Un po' d'oro e tutto veniva perdonato. Ti piacerebbe un perdono così vano? <br> '''Wolverine''': Mi serve il perdono? <br> '''Nightcrawler''': Non è questo che cerchi? Quegli uomini erano malvagi? Non c'è dubbio. Li hai uccisi in preda all'ira. Se malvagio anche tu? Sei unico Logan. E non mi riferisco a quello che ti hanno fatto. Il lupo è malvagio quando elimina i malati dal branco ?
*'''Wolverine''': Quel paragone coi lupi... Io non sono una bestia. No. <br> '''Nightcrawler''': Lo so, amico mio. Non lo sei. <br> '''Wolverine''': No.
===''Wolverine: Il crocevia di coyote prima parte''===
{{NDR|''Coyote Crossing (Part One & Part Two)'' da ''Wolverine 7 e 8 (vol. 2)'' del gennaio 2004, ed. it. su ''Wolverine'' n. 176, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2004, trad. Gino Scatasta}}
*'''Ritter''': Basta... Perché mi stai picchiando? <br> '''Wolverine''': È proprio questo il punto. Avevo pensato di agire in modo più sottile. Poi ho capito che avrei finito per picchiarti comunque. E mi sono detto: perché perdere tempo? <br> '''Ritter''': Sei pazzo. <br> '''Wolverine''': No, Ritter. Sono perfettamente in me. E credimi... quando impazzirò lo noterai.
*Considerare la gente meno della droga. Mi fa schifo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Il ritorno della creatura - quarta parte''===
{{NDR|''Return of the Native (Part 5)'' da ''Wolverine'' n. 17; del settembre 2004, ed. it. su ''Wolverine'' n. 187, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2005, trad. Gino Scatasta}}
*So quello che stai pensando, tappo. Fidarsi di me è come infilare la testa nelle fauci di un leone. Stai pensando: perché dovrei cedere a quello che dice il vecchio Victor quando è evidente che muore dalla voglia di fare merenda con i miei polmoni? Però sai anche che non hai scelta, nanetto. Ti conosco, so quel che pensi. Tu e il tuo idiota senso dell'onore... Ti senti responsabile per quella ragazza, vuoi riportarla qui... vuoi la creatura... e io voglio farla pagare a Willoughby e Murray. Non va giù neanche a me, ma dobbiamo collaborare. Come dice Mick Jagger, non puoi avere sempre ciò che vuoi! ('''Sabretooth''')
*Dovresti concentrarti sull'attimo presente. Preoccuparsi del futuro è come preoccuparsi del tempo. O accetti che potresti inzupparti o devi sempre andare in giro con l'ombrello. ('''Sabretooth''')
*Non siamo alleati, Creed. Non lo siamo mai stati. E mai lo saremo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Il ritorno della Creatura - Epilogo''===
{{NDR|''Return of the Native (Last Rites)'' da ''Wolverine'' n. 19; del novembre 2004, ed. it. su ''Wolverine'' n. 189, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2005, trad. Gino Scatasta}}
*'''Nightcrawler''': Vuoi sapere quel è il segreto? Di Logan cioè? <br> '''Jo''': È una macchina per uccidere a sangue freddo? <br> '''Nightcrawler''': No, Jo. Le sole cose fredde che ha sono le ossa e gli artigli. È solo un uomo che cerca di fare la cosa giusta.
===''Wolverine: Nemico Pubblico parte 1''===
{{NDR|''Enemy of the State (Part 1)'' da ''Wolverine'' n. 20; del dicembre 2004, ed. it. su ''Wolverine'' n. 190, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2005, trad. Gino Scatasta}}
*Odio il Giappone. È bellissimo. Odio i ciliegi in fiore perché mi ricordano l'unica volta nella mia vita in cui il dolore se ne è andato solo per tornare due volte più forte. ('''Wolverine''')
*Credi che io giochi osservando le regole? Non sono [[Superman]]! ('''Wolverine''')
*È già scomparso in passato. Wolverine ha il vizio di sparire, in missioni del genere, per poi riapparire quando uno meno se lo aspetta. ('''Kitty Pryde''')
===''Wolverine: Nemico Pubblico parte 2''===
{{NDR|''Enemy of the State (Part 2/3)'' da ''Wolverine'' n. 21/22; del dicembre 2004 e gennaio 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 191, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2005, trad. Gino Scatasta}}
*La vita è un dolore concesso da un dio spietato. La morte è l'unica ricompensa. ('''Wolverine''')
*{{NDR|Riferendosi a Wolverine}} Credo che in India si chiami karma, Fury. [...] Se prendi un uomo e lo trasformi in un'arma di distruzione, non ti puoi lamentare quando qualcun altro mette il dito sul grilletto. ('''Elektra''')
===''Wolverine: Nemico Pubblico parte 3''===
{{NDR|''Enemy of the State (Part 3/4)'' da ''Wolverine'' n. 22/23; del gennaio/febbraio 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 192, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2006, trad. Gino Scatasta}}
*Mi chiamo Elektra Natchios. Sono un'assassina mercenaria che lavora per lo S.H.I.E.L.D. e per un giorno di lavoro mi pagano più di quanto paghino Bush in un anno. ('''Elektra''')
===''Wolverine: Nemico Pubblico parte 4''===
{{NDR|''Enemy of the State (Part 5)'' da ''Wolverine'' n. 24; del marzo 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 193, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2006, trad. Gino Scatasta}}
*Ti sei dato da fare, Murdock. Ti sei portato a letto dozzine di pupe bionde e rosse dopo che avete rotto. Sei il più allupato degli eroi mascherato. Però... Elektra si è innamorata una volta sola, e l'amore vero non muore mai. Dovresti ricordartelo la prossima volta che fai la doccia col nuovo scorfano che rimorchi. Cosa ci vedono in te, Murdock? Tutte quelle sbarbe che ti porti in questa casa senza uno straccio di quadro alle pareti. Non sei figo, non sei ricco, non sei neanche divertente. Come fai a rimorchiarne tante, mentre io sono quasi sempre a secco? ('''Wolverine''')
*Lo S.H.I.E.L.D. crede che siano i [[Superpotere|superpoteri]] a contare. No: è l'abilità che conta. Sottovalutano i supereroi di strada, non li rispettano abbastanza da proteggerli. E invece sono loro i migliori. Qui fuori le armature vistose o i martelli magici non salvano la pelle. ('''Wolverine''')
*Il lavaggio del cervello l'hanno fatto a te, Murdock. Seduto in tribunale tutto il giorno, giurando su un dio ingiusto. Poi di notte ti infili un costume e dici alla gente cosa farsene della loro vita. Sei tu quello pericoloso, Matt! Almeno io non sono così idiota da pensare di essere uno dei buoni. ('''Wolverine''')
*Ma ti senti, Murdock? Parli come una specie di supereroe...! Hai mai pensato perché non ti hanno chiesto di unirti ai loro supergruppi? Perché lavori da solo? Perché sei un handicappato. Dovresti sentire le battute sul tuo conto... ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Nemico Pubblico conclusione''===
{{NDR|''Enemy of the State (Part 6)'' da ''Wolverine'' n. 25; dell'aprile 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 194, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2006, trad. Gino Scatasta}}
*Non pensare che abbia paura di morire, tesoro. Sarebbe un sollievo... dopo due guerre mondiali e tutto quello che ho dovuto passare. ('''Wolverine''')
*Il basso rischio non esiste. ('''Nick Fury''')
*'''Nick Fury''': Wolverine era solo l'antipasto. Questo è quel che è successo quando comandavano i moderati... cosa succederà adesso che alla guida ci sono dei pazzi? <br> '''Capitan America''': Tremo al pensiero. Hai un piano? <br> '''Nick Fury''': Non ancora. Ma forse abbiamo qualcosa di meglio di un piano. <br> '''Capitan America''': Che cosa? <br> '''Nick Fury''': [[Wolverine|La nostra macchina assassina]] è tornata.
===''Wolverine: Agente dello S.H.I.E.L.D. conclusione''===
{{NDR|''Agent of S.H.I.E.L.D. (Part 5 and 6)'' da ''Wolverine'' n. 30/31; del settembre/ottobre 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 197, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2006, trad. Gino Scatasta}}
*La vendetta non rende mai felici, Wolverine. Hai mai visto Clint Eastwood sorridere? ('''Dottor Weinberg''')
*Le forze speciali usano i conigli per temprare i novellini, lo sapevate? Il primo giorno di addestramento vi dispensano da ogni mansione. I superiori vi danno un coniglio a cui badare e vi dicono di occuparvi della bestiolina. Il primo giorno vi annoiate a morte. Il secondo cominciate a giocare con il coniglio e a insegnargli qualche giochetto. Il terzo giorno il coniglio è il vostro amichetto del cuore e il quarto sa tutto di voi, dal primo bacio alle vostre misure intime. Per questo il settimo giorno è traumatico... quando dovete torcergli il collo e mangiarvelo. Non lo fanno per prendervi in giro. È la lezione più importante che un agente può imparare perché insegna a chiudere la mente... a diventare meno umano... per fare ciò che è necessario. ('''Wolverine''')
*L'[[HYDRA|Hydra]] non può essere sconfitta. L'Hydra è indistruttibile. Taglia una testa e altre due prenderanno il suo posto. ('''Gorgon''')
*Mi dice che ho raso al suolo delle basi che due mesi fa non aveva nemmeno. Ucciso una vecchia che avrebbe fatto fuori comunque. Ammazzato un sacco di gente... per la quale la morte è una ricompensa. Poi diventa sgradevole. Usa i suoi poteri per scavare a fondo e tirare fuori le erbacce che mi soffocano l'anima. Tutto cioò che mi ha costretto a fare. L'orrore che ho portato nel mondo. Non ascoltarlo. Concentrati! ('''Wolverine''')
*'''Gorgon''': Hai ucciso tutto quello che hai toccato, Wolverine. <br> '''Wolverine''': Allora perché non riesco a uccidere te?
===''Wolverine: A caccia di Spettri seconda parte''===
{{NDR|''Chasing Ghosts (Part Two of Three)'' da ''Wolverine'' n. 34; del dicembre 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 198, ed. Marvel Comics Italia, luglio 2006, trad. Gino Scatasta}}
*Prima lezione: copertura. È la cortina dietro la quale opera un agente. Il vostro nome in codice è parte della copertura: deve identificarvi, ma essere del tutto privo di significato. L'arma più efficace è quella di cui il nemico ignora l'esistenza. Se il vostro nome in codice indica la natura del vostro potere mutante, avete dato al nemico un vantaggio... gli avete dato un'informazione. E lo userà per neutralizzarvi. ('''Nick Fury''')
*'''Nick Fury''': Ai Wolverine piace scavare buche... è questo che sai fare? Sei bravo a scavare? <br> '''Wolverine''': Non scavo fosse. Le riempio. <br> '''Nick Fury''': Ma guarda... abbiamo un assassino matricolato. Ti dirò una cosa, ragazzo: tutti sanno uccidere! Non è niente di speciale. Ti mostrerò invece qualcos'altro: ti mostrerò come si diventa un capo. Fatti avanti. Ti nomino caposquadra.
*La lezione odierna è... "come battersi e pensare allo stesso tempo". Dovreste incontrare il nemico faccia a faccia solo se volete parlarci. Se però siete costretti ad affrontarlo... buttatelo a terra e non fatelo rialzare. Altrimenti correte il rischio di... {{NDR|Wolverine lo sorprende}} ('''Nick Fury''')
*Uno di questi giorni tu... tu e la tua razza... verrete annientati. E sarò io a farlo. ('''Nick Fury''' a Wolverine)
===''Wolverine: A caccia di Spettri conclusione''===
{{NDR|''Chasing Ghosts (Conclusion)'' da ''Wolverine'' n. 35; del dicembre 2005, ed. it. su ''Wolverine'' n. 198, ed. Marvel Comics Italia, luglio 2006, trad. Gino Scatasta}}
*'''Sebastian Shaw''': Logan ti parla mai del suo passato? <br> '''Mystica''': Gliel'ho detto. Di rado. <br> '''Sebastian Shaw''': Ma quando succede... di cosa parla? <br> '''Mystica''': Di come era il mondo prima dell'ascesa della razza mutante. Di come... pur essendo disprezzato per ciò che era... sentiva in qualche modo di appartenere a quel mondo. Perché aveva uno scopo... che ora non ha più.
*'''Wolverine''': Tu non puoi capire... la morte a piccole dosi... è la sola cosa che mi fa sentire ancora vivo. <br> '''Mystica''': Perché la guerra è finita ?! Quando capirai che vali più di tutti i tuoi nemici messi insieme? <br> '''Wolverine''': Non ho nemici. Non più. <br> '''Mystica''': Erano solo umani, Logan... non erano niente. <br> '''Wolverine''': No. Non tutti. Ce n'era uno...
===''Wolverine: Origini & Conclusioni prima parte''===
{{NDR|''Origins & Endings (Chapter One and Two)'' da ''Wolverine'' n. 36/37; del gennaio/febbraio 2006, ed. it. su ''Wolverine'' n. 200, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2006, trad. Gino Scatasta}}
*Non molto tempo fa ho recuperato la memoria. Brutta storia. Credevo che, quando sarebbe successo, avrei trovato delle risposte. Invece ho trovato solo altre domande. Ed è questo che faccio adesso... domande. A modo mio. Il samurai però continua a schivarle... come i miei calci. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Origini & Conclusioni terza parte''===
{{NDR|''Origins & Endings (Part Five)'' da ''Wolverine'' n. 40; del maggio 2006, ed. it. su ''Wolverine'' n. 202, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2006, trad. Gino Scatasta}}
*Avevo trascorso cinque anni cercando di diventare un uomo migliore. Poi avevo sentito il sangue. E avevo capito che non sarei mai diventato un uomo migliore. Perché non ero mai stato un uomo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Il Pacchetto''===
{{NDR|''The Package'' da ''Wolverine'' n. 41; del giugno 2006, ed. it. su ''Wolverine'' n. 203, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2006, trad. Gino Scatasta}}
*"Quando due [[elefante|elefanti]] litigano in mezzo all'erba... è l'erba a rimetterci." ('''Antico proverbio della Liberia''')
===''Wolverine: Vendetta''===
{{NDR|''Vendetta'' da ''Wolverine'' n. 42; del luglio 2006, ed. it. su ''Wolverine'' n. 207, ed. Marvel Comics Italia, aprile 2007, trad. Gino Scatasta}}
*'''Barista''': È un po' presto per riempirti di birra! <br> '''Wolverine''': Ho appena staccato dopo una giornata di lavoro. Devo rilassarmi. {{NDR|Suona il cercapersone dei Vendicatori}} <br> '''Barista''': Speranza vana, eh? Un cerca-persone? Immagino tu sia un dottore. Di che tipo? <br> '''Wolverine''': Chirurgo.
===''Wolverine: Risarcimento''===
{{NDR|''Payback'' da ''Wolverine'' n. 46; del novembre 2006, ed. it. su ''Wolverine'' n. 211, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2007, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''': Bene. Mi sono battuto contro sentinelle, androidi e LMD. Uccidere una persona artificiale è come ucciderne una reale. <br> '''Forge''': Come si fa? <br> '''Wolverine''': Continui a tagliare finché non ne resta più niente.
===''Wolverine: Rimborso''===
{{NDR|''Payback'' da ''Wolverine'' n. 47; del dicembre 2006, ed. it. su ''Wolverine'' n. 212, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2007, trad. Gino Scatasta}}
*Nessuno lo sa meglio di me: se hai un cane con la rabbia, devi abbatterlo. Semplice. E Declun... era proprio un cane rabbioso. No. Non togliergli le sue responsabilità. Non trovargli delle scuse. Era [[malvagità|malvagio]]. Forse. Ma se era così, il suo non era il male che conosciamo. Siamo abituati a vedere il male come qualcosa di deliberato. Pensiamo a un malvagio che riflette sui suoi diabolici piani... Ci pensa talmente tanto da rendersi conto che sono malvagi, Ci riflette... ma alla fine se ne infischia. Però il male non è questo. Vedi, il male non pensa, ma agisce. I malvagi non soppesano i pro e i contro, né trovano scuse per la loro coscienza... Fanno quello che vogliono. Agiscono d'istinto. Come quel cane rabbioso. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Bussando alla porta del cielo''===
{{NDR|''Knocking on Heaven's Door'' da ''Wolverine'' n. 48; del gennaio 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 213, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2007, trad. Gino Scatasta}}
*La gente pensa che con il fattore rigenerante me la cavi sempre. È quasi impossibile farmi fuori. Su questo hanno ragione. Ma non significa che ogni volta il prezzo da pagare non sia salato. Soprattutto per quello che succede dopo. Buum. C'è chi pensa che la nascita sia una delle esperienze più traumatiche della vita. Di sicuro la morte non è meno schifosa. Il problema è descrivere la sofferenza. È qualcosa che va molto al di là della sofferenza. Il dolore non mi preoccupa. Io e il dolore siamo vecchi amici. Ogni volta che sfodero gli artigli, taglio carne fresca. Ma quello è dolore fisico. Questo è dolore dell'anima. A parte quando muoio, ho provato dolori del genere solo un paio di volte. È un dolore che ti stravolge, che ti fa perdere la testa... ma non è il peggio. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Primo Sangue (Evoluzione prima parte)''===
{{NDR|''First Blood (Evolution - Chapter One)'' da ''Wolverine'' n. 50; del marzo 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 216, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Il problema, quando sei il migliore in ciò che fai... è che in giro c'è sempre qualcuno che si crede meglio di te. ('''Wolverine''')
*Sabretooth è un assassino. Tanto per essere chiari... anch'io ho ucciso. Ma a me non è mai piaciuto. ('''Wolverine''')
*Non dai mai retta a nessuno, Logan. È questo il tuo problema. Ora io sono dalla parte degli angeli. Sono uno degli X-Men. E se hanno me... tu a che diavolo gli servi? ('''Sabretooth''')
*Ma a volte quando non si è mai stati sconfitti... si comincia a credere di essere imbattibili. È proprio allora che, per quanto si abbia ragione o si lotti per una causa giusta, si viene battuti... ed è questo che è successo a me. ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''': Ma perché, Creed? Non sei mio padre, mio fratello o un mio clone. Perché non riusciamo a liberarci l'uno dell'altro? <br> '''Sabretooth''': Ancora non lo capisci, stupido @#%*? Hai recuperato tutti i tuoi ricordi, tranne quello che spiegherebbe ogni cosa. È latino, dei tempi dell'impero romano. "Quod sum eris." "Sono quel che sarai." Dovunque tu vada, qualunque cosa tu faccia... è inevitabile. Diventerai... me!
===''Wolverine: Piccolo Ometto''===
{{NDR|''Puny Little Man'' da ''Wolverine'' n. 50; del marzo 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 216, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2008, trad. Gino Scatasta}}
*{{NDR|Riferendosi al primo scontro con [[Hulk]]}} Sono sicuro di aver raccontato questa storia una dozzina di volte, e ogni volta è un po' diversa. Il fatto di ricordarti qualcosa non significa molto. Tutto sta nel modo in cui scegli di ricordare. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Déjà Vu (Evoluzione seconda parte)''===
{{NDR|''Déjà Vu (Evolution - Chapter Two)'' da ''Wolverine'' n. 51; dell'aprile 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 217, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Quando mai capirete... che uccidendo l'altro... ucciderete voi stessi? ('''Tempesta''' rivolta a Wolverine e Sabretooth)
===''Wolverine: Sangue nel vento (Evoluzione terza parte)''===
{{NDR|''Blood on the Wind (Evolution - Chapter Three)'' da ''Wolverine'' n. 52; del maggio 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 217, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Quando ho saputo che Ororo stava per sposarsi, devo ammetterlo... ci sono rimasto male. Non perché mi aspettassi un futuro insieme a lei... ma una donna così si incontra una volta sola nella vita. E se non può essere tua, puoi solo augurarti che abbia scelto bene. L'ha fatto. ('''Wolverine''')
*La prima volta che posai lo sguardo su Creed, pensai che fosse una bestia! Più o meno quello che succede quando la gente vede me. A peggiorare le cose, il suo odere era diverso da quello di ogni altro animale conosciuto... Era simile... al mio. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Insonnia (Evoluzione quarta parte)''===
{{NDR|''Insomnia (Evolution - Chapter Four)'' da ''Wolverine'' n. 53; del giugno 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 218, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2008, trad. Gino Scatasta}}
*'''Wolverine''':"Quod sum eris." <br> '''Sabretooth''': E allora? <br> '''Wolverine''': "Sono ciò che sarai." <br> '''Sabretooth''': Ti rode, tappo? Sono più vecchio di te, Logan. Si potrebbe discutere di quanto... ma abbastanza da sapere che la strada che hai davanti porta esattamente a questo. <br> '''Wolverine''': Non sono come te. <br> '''Sabretooth''': Sporco... nanetto. Non sfuggirai alla tua natura. Pensi che agli umani piaccia rimbambirsi quando invecchiano? Cosa pensi che succeda a bestie come noi? <br> '''Wolverine''': Creed. Chi è Romulus? <br> '''Sabretooth''': Uh... no. Su di lui da me non saprai niente.
===''Wolverine: Sveglia il morto (Evoluzione quinta parte)''===
{{NDR|''Wake the Dead (Evolution - Chapter Five)'' da ''Wolverine'' n. 54; del luglio 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 218, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Sì. Ho concluso molto nella mia vita senza mai dire grazie. Porta sfortuna. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Quod Sum Eris (Evoluzione sesta parte)''===
{{NDR|''Quod Sum Eris (Evolution - Chapter Six)'' da ''Wolverine'' n. 55; del settembre 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 219, ed. Marvel Comics Italia, aprile 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Scott Summers, alias Ciclope, leader degli X-Men. In un certo senso, lui è gli X-Men. Certe volte non si sopporta, altre volte è il più figo che ci sia al mondo. ('''Wolverine''')
*{{NDR|Riferendosi a Volpe D'Argento}} Se pensate che il fatto che qualcuno ricompaia quando credete di averlo perso... annulli tutto quello che avete sofferto nel frattempo... non avete capito un @#*% della morte. Il dolore... per la perdita di una persona amata... non se ne va mai. ('''Wolverine''')
*{{NDR|Sabretooth non riesce a riattaccarsi il braccio che gli ha tagliato Wolverine}} <br> '''Wolverine''': Non hai capito, vero? Povero bastardo... È la lama. La spada di Muramasa... L'ho fatta costruire tempo fa. Nel caso... in cui fossi impazzito del tutto. Se perdessi la mia umanità, dovrei essere fermato. Anzi, vorrei che mi fermassero. Blocca il fattore rigenerante. Non so come funziona. Ma funziona. "Quod sum eris." "Sono ciò che sarai..." Se ciò che sei è il mio futuro... se ciò che vedo è inevitabile... allora è un bene che questa spada esista. <br> '''Sabretooth''': Grrrrr. <br> '''Wolverine''': È rimasto qualcosa in te, Creed? Deve finire fra noi... e, non so per quale motivo, ma ho ancora abbastanza onore da offrirti una possibilità di fermarmi. <br> '''Sabretooth''': Grrrr... Fallo... Rrrrrr. <br> '''Wolverine''' {{NDR|pensando}}: Fatto. Credevo che mi sarei goduto questo momento. Ma, date le circostanze, questo @#*% mi fa quasi pena. poi penso a tutte le donne che ha ucciso senza un attimo di esitazione... e so di aver fatto la cosa giusta. <br> '''Wolverine''' {{NDR|parlando}}: Buon compleanno <br> {{NDR|Sabretooth muore decapitato da Wolverine}}
*'''Wild Child''': È stato atteso e insieme inatteso. <br> '''Wolverine''': ? <br> '''Wild Child''': Lui non sapeva se saresti andato fino in fondo. Dopo tutti questi anni, continui a stupirlo. Ma è questo che fa di te ciò che sei. <br> '''Wolverine''': Di chi @#*%o stai parlando? <br> '''Wild Child''': Di Romulus. È ovvio. <br> '''Wolverine''': Chi @#*% è Romulus? <br>'''Wild Child''': È stato e sempre sarà il primo di noi. <br> '''Wolverine''': Primo in cosa? <br> '''Wild Child''': Fin dall'inizio sono emersi in due dall'orda. Per qualche motivo, uno biondo e uno scuro. Lui sa che uno solo sopravviverà. Come nei tuoi sogni. <br> '''Wolverine''': Che ne sai dei miei sogni? <br> '''Wild Child''': È stato Romulus a volere che tu sapessi. <br> '''Wolverine''': Può entrare nella mia mente? <br> '''Wild Child''': C'è sempre stato. Tu sei molto importante per lui. Sei il migliore di tutti noi. <br> '''Wolverine''': Il migliore? <br> '''Wild Child''': A sopravvivere.<br>'''Wolverine''': Tu sei biondo, Kyle. Sei il mio prossimo pranzo?<br> '''Wild Child''': Non sta a me decidere. <br> '''Wolverine''': E se ti ammazzassi su due piedi e la facessi finita? <br> '''Wild Child''': Fallo se vuoi, ma non credo che sia nel suo interesse. <br> '''Wolverine''': Sai una cosa? Penso che non ci sia nessun Romulus e tutta questa storia sia solo una massa di...<br> '''Romulus''': Te lo assicuro, Logan. Quanto hai appreso è la verità. <br> '''Wolverine''' {{NDR|pensando}}: Per un attimo fugace è lì, con quell'aroma di olio che copre ogni altro odore. Poi... @#*%! <br> '''Wolverine''' {{NDR|parlando}}: ROMULUS! Non so cosa hai in mente, ma fallo! Io sono pronto!<br>'''Wolverine''' {{NDR|pensando}}: E lontano, nel vento, sento il rumore attutito e inquietante di... una risata.
===''Wolverine: Morte Cerebrale''===
{{NDR|''Logan Dies (Part 1 of 5)'' da ''Wolverine'' n. 57; del novembre 2007, ed. it. su ''Wolverine'' n. 225, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Il tedesco è una lingua sporca. Ti lascia il sapore di cenere di sigaro. Anche quando non viene usato da diciottenni che invocano la mamma. ('''Wolverine''')
*Ma la politica crea inattesi accoppiamenti. E gli accoppiamenti creano politiche inattese. ('''Wolverine''')
*[[Iron Man|Stark]] e io non concordiamo su parecchie cose... ma almeno lui prova a fare quelle giuste, anche se poi sbaglia tutto. ('''Wolverine''')
*Mi sto innamorando di nuovo. Potrebbe essere un problema. Le donne che amo hanno la brutta abitudine di morire. Per questo ho avuto solo relazioni superficiali dopo Mariko. E non voglio impegnarmi con Amir. Ma il cuore non sente ragioni. Neppure il mio, anche se posso tagliarlo a pezzi e lui si riforma. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Curaetar seconda parte''===
{{NDR|''Logan Dies (Part 3 of 5)'' da ''Wolverine'' n. 59; del gennaio 2008, ed. it. su ''Wolverine'' n. 226, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Non capisci, vero? Sei sempre stato lento. Sempre stato stupido. Per tutti questo anni. Tutte queste vite. Pensi di aver combattuto dei nemici. Sabretooth e Cyber. Ogun e Gorgon. Shingen. Magneto. Perfino Blob. Ma in tutto questo tempo lottavi solo contro te stesso. Contro la tua natura. Contro ciò che sei. Pensi che ti sia accaduto qualcosa. Qualcosa che ti ha cambiato. Trasformandoti in qualcos'altro. Ma sappiamo entrambi che non è stato così... Il vero te è sempre stato uguale. Pieno di... ira. Di rabbia. Ma ora... devi affrontarlo. Non si scappa più. Due sole strade. Vita o morte. Quale scegli? Allora, quale scegli? Affronterai un vecchio a duello? In tutta sincerità... non sei degno di una vera spada. Anzi... non sei degno di nessun metallo. Il metallo, l'adamantio, ti indebolisce. Fattore rigenerante. Scheletro indistruttibile. Anche l'immortalità... Tutto troppo facile. Ti sei rammollito. Un tempo eri un assassino. Ora sei un cagnolino. Matrimoni... figlie adottive... compagni di squadra... Dov'è finito il lupo solitario? Te lo dico io dove... è morto. ('''Anima di Wolverine''' rivolta a Wolverine)
===''Wolverine: Risveglia i Morti''===
{{NDR|''Wake the Dead (Logan Dies, Part 4 of 5)'' da ''Wolverine'' n. 60; del febbraio 2008, ed. it. su ''Wolverine'' n. 227, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2008, trad. Gino Scatasta}}
*Mi piacciono i misteri. Sul serio, perché di solito riesco a risolverli pestando qualcuno. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Trova Mystica! parte seconda''===
{{NDR|''Get Mystica - Part 2 of 4'' da ''Wolverine'' n. 63; del maggio 2008, ed. it. su ''Wolverine'' n. 228, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2009, trad. Gino Scatasta}}
*Che ci crediate o no, mi hanno sparato un sacco volte. Proprio tante. Carabine M1. M16. Lanciagranate M79. AK-47. Luger. Walther PPK. Tommy Gun. Uzi. Carcano Bolt-Action. Howitzer. Mi hanno sparato addosso tutti. Il Punitore mi ha riempito di piombo. Mi hanno intrappolato in un buco e sparato addosso con un mitra calibro 50 per settimane e settimane. Ho fatto da bersaglio alle Sentinelle, agli agenti dello S.H.I.E.L.D. e ad alieni di ogni genere con inverosimili pistole a raggi. Una volta mi ha colpito un tipo che poteva trasformare la mano in un'arma e sparare "proiettili biomateriali". Chissà che diavolo significava. Potreste pensare che ormai mi ci sono abituato. Invece no. Per quanto ci si creda dei duri... non ci si abitua mai a farsi sparare addosso. ('''Wolverine''')
*Chi se ne esce con il vecchio detto "quel che non ti ammazza ti rende forte" non ha mai preso una fucilata in faccia con un fucile a canna doppia. ('''Wolverine''')
*Senti, so che sembra che sia tu a fare la cosa più giusta, amico, ma per favore dimmi... In fondo sei un bastardo vero? Picchi i tuoi figli. Bari a carte. Prendi a calci i cani per strada. Dammi qualcosa per non sentirmi in colpa se ti prendo a calci nel sedere. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Trova Mystica! parte terza''===
{{NDR|''Get Mystica - Part 3 of 4'' da ''Wolverine'' n. 65; del giugno 2008, ed. it. su ''Wolverine'' n. 229, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2009, trad. Gino Scatasta}}
*È buffo. La gente pensa che, se possiedi un fattore rigenerante, non senti alcun dolore. Purtroppo non è così. Ogni colpo di pistola, coltellata, pugo, ustione... Ogni danno inferto al mio corpo negli anni... li ho sentiti tutti. Ma la cosa peggiore è la sensazione che provo quando il mio corpo inizia a ricomporsi. Nuova pelle che ricresce, nuove terminazioni nervose... non potete immaginare che tortura. Poi c'è il dolore incessante che deriva dall'avere uno scheletro legato con adamantio indistruttibile. Neanche quello è un picnic. Negli anni ho provato di tutto per alleviare il dolore. Agopuntura. Meditazione hindu. Terapia dell'acqua atlantidea. Pillole aliene. Nienti di niente. Alla fine ho dovuto accettare un fatto... essere me stesso fa un male d'inferno. ('''Wolverine''')
*'''Mystica''': Non si arriva all'età che abbiamo senza sapere scegliere le proprie battaglie. <br> '''Wolverine''': Forse... Ma la Mystica che conoscevo non si sottraeva mai alla lotta. Era un sacco di cose, certo... Una ladra, assassina, traditrice, voltagabbana, una madre miserevole, una terrorista, una sgualdrina... ma non una vigliacca svergognata. <br> '''Mystica''': Piantala di usare la psicologia da quattro soldi che ti hanno insegnato gli X-Men. Così inciti i tuoi avversari a sfidarti? <br> '''Wolverine''': Sì. Funziona? <br> '''Mystica''': Per niente.
===''Dark Wolverine''===
{{Vedi anche|Dark Wolverine (fumetto)#Dark Wolverine}}
==Vol. 4==
===''Wolverine: Wolverine all'inferno - Capitolo 1''===
{{NDR|''Wolverine Goes to Hell (Part 1 and 2)'' da ''Wolverine'' n. 1/2; del novembre 2010, ed. it. su ''Wolverine'' n. 259, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2011, trad. Luca Scatasta}}
*So tenere a bada l'oscurità. Ci sono abituato. È con la speranza che me la cavo male. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Terra bruciata - Seconda parte''===
{{NDR|''Scorched Earth (Chapter One: Last Stand of the Silver Samurai)'' da ''Wolverine'' n. 1; del novembre 2010, ed. it. su ''Wolverine'' n. 260, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2011, trad. Luca Scatasta}}
*In fondo morire è un po' come vivere. C'è del dolore, e ci sono momenti di chiarezza accecante. Dapprima tutto avviene lentamente... e poi inizia a scivolarti dalle mani come acqua. ('''Silver Samurai''')
===''Wolverine: Wolverine all'inferno - Capitolo 3''===
{{NDR|''Wolverine Goes to Hell (Part 4 and 5)'' da ''Wolverine'' n. 4/5; del febbraio/marzo 2011, ed. it. su ''Wolverine'' n. 261, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2011, trad. Luca Scatasta}}
*Ora mi guardo intorno, e non posso far altro che credere. Non nel paradiso o in una gloriosa ricompensa, ma... nell'inferno. Credo nel dolore, nella sofferenza e nel tormento. Credo nell'odio e nella rabbia. Nel sangue che zampilla. Nella vendetta. Nella dannazione. Ora credo, oh, si, credo. Ci credo con tutto il mio cuore. ('''Wolverine''')
*Il peggio dell'inferno non è il dolore. Col dolore so convivere bene. È la vergogna. Ogni volta che chiudo gli occhi, ho vergogna di quel che vedo. Una vergogna che mi soffoca. Vedo i miei rimpianti. Vedo gli spettri di quelli che ho ucciso e che non meritavano di morire. Vedo le facce dei figli che non ho cresciuto, Daken e tutti quelli mai conosciuti e riconosciuti. Vedo l'infinita varietà dei miei peccati. Perciò, mentre lotto, capisco... di meritare tutto questo. Dolore e sofferenza, torture e tormenti. Merito l'inferno. Merito di peggio. ('''Wolverine''')
*Non importa quante volte salvo il mondo da Galactus, da Kang il Conquistatore o da chiunque altro... sarò sempre più un killer che un eroe. Un distruttore più che un salvatore. ('''Wolverine''')
*Merito l'inferno, perché sono bravo solo a uccidere la gente. Ed è proprio quello che intendo tornare a fare. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Wolverine contro gli X-Men - Seconda parte''===
{{NDR|''Wolverine vs. the X-Men (Part 2 of 3)'' da ''Wolverine'' n. 7; del maggio 2011, ed. it. su ''Wolverine'' n. 262, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2011, trad. Luca Scatasta}}
*Ma non saremmo dei veri e bravi supereroi se non tentassimo qualcosa di completamente folle, non ti pare? ('''Emma Frost''')
===''Wolverine: La vendetta di Wolverine!''===
{{NDR|''Wolverine's Vengeance! (Part 1 and 2)'' da ''Wolverine'' n. 10/11; dell'ottobre/novembre 2011, ed. it. su ''Wolverine'' n. 265, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2012, trad. Luca Scatasta}}
*Ha molti nomi diversi. Per alcuni è Logan. Per altri Arma X o Wolverine. Sua madre lo chiamò James. Alcuni l'hanno definito un mostro, una bestia disumana. Altri dicono che è un'irrazionale macchina assassina. Un'arma che ha subito talmente tanti lavaggi del cervello da non ricordare più chi è. È molto più vecchio di quanto appaia. Insensibile alle ferite. Impossibile da uccidere. Sa solo come ammazzare e rovinare vite. E ha fatto entrambe le cose per molto tempo. È il criminale più malvagio ad aver mai camminato sulla terra e merita ogni briciola di dolore e disgrazia che possiamo infliggergli. Ecco cosa so dell'uomo che ha ucciso mio padre e mio marito. Ecco cosa ho appreso dalla Rossa Mano Destra. ('''Donna''')
===''Wolverine: Per sempre Wolverine''===
{{NDR|''Wolverine Forever'' da ''Wolverine'' n. 16; del novembre 2011, ed. it. su ''Wolverine'' n. 269, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2012, trad. Fabio Gamberini}}
*{{NDR|Parlando di [[Wolverine]]}} Non mi ha mai parlato della sua infanzia. Per quanto ne so, non ne ha mai parlato a nessuno. Ma è ovvio che sia intrisa di tragedia. È un uomo triste e colpito dalla tragedia. Però ama la vita. Un uomo abituato a togliere la vita e a vedersela sottrarre ne comprende meglio di chiunque altro il vero significato. ('''Ororo''')
*A volte penso che se Dio esiste davvero... qualcuno dovrebbe prenderlo a pugni. Qual è il significato di tutto questo, dannazione? Cosa accidenti stai cercando di dirmi? Non pretendo un intervento divino, ma perché non mi dai qualcosa a cui aggrapparmi? Qualunque cosa. Anche solo una vaga idea di quale sia il mio posto nel mondo. o di chi diavolo potrei essere. ('''Wolverine''')
*'''Melita''': Okay... allora perché non mi dici tu... chi è Wolverine? <br> '''Wolverine''': Non posso rispondere. <br> '''Melita''': Non puoi o non vuoi. <br> '''Wolverine''': Non posso. <br> '''Melita''': E perché? <br> '''Wolverine''': Perché non lo so. Perché l'unica cosa certa su Wolverine... è che è in continuo divenire.
===''Wolverine: Ritorno in Giappone - prima parte''===
{{NDR|''Back in Japan (Part 1)'' da ''Wolverine'' n. 300; del marzo 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 273, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2012, trad. Fabio Gamberini}}
*'''Wolverine''': Devo solo scoprire chi tira le fila. E come vuole morire. <br> '''Yukio''': Ah, Logan. Il solito eroe americano, venuto a salvare noi poveri orientali da noi stessi. <br> '''Wolverine'''. Sono canadese. <br> '''Yukio''': È uguale.
===''Wolverine: Ritorno in Giappone - seconda parte''===
{{NDR|''Back in Japan (Part 2)'' da ''Wolverine'' n. 301; dell'aprile 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 274, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2012, trad. Fabio Gamberini}}
*'''Wolverine''': Sai qual è la differenza tra me e te, Creed? Il motivo per cui ti batterò sempre? <br> '''Sabretooth''': Voglio proprio sentirla. <br> '''Wolverine''': Io ho qualcosa per cui vale la pena combattere.
===''Wolverine: Ritorno in Giappone - terza parte''===
{{NDR|''Back in Japan (Part 2)'' da ''Wolverine'' n. 301; dell'aprile 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 275, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2012, trad. Fabio Gamberini}}
*'''Mystica''': Mi ha uccisa. Nessuno avevo mai osato farlo, prima. <br> '''Sabretooth''': Prima o poi, ci ammazzeremo tutti a vicenda. Non metterla sul personale.
===''Wolverine: Ritorno in Giappone - conclusione''===
{{NDR|''Back in Japan (Part 4)'' da ''Wolverine'' n. 303; del maggio 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 276, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*I criminali più spaventosi sono quelli di cui non si è mai sentito parlare. Quelli che vivono nell'ombra. Quelli i cui nomi non sono mai comparsi sui giornali e nessuno ha mai visto in faccia. Eppure controllano e sfruttano ogni sfacettatura della tua vita, dall'allattamento alla tomba. Dal seno materno ai vermi. ('''Azuma Goda''')
===''Wolverine: Marciume - prima parte''===
{{NDR|''Rot (Part One)'' da ''Wolverine'' n. 305; del giugno 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 277, ed. Marvel Comics Italia, febbraio 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*Contrariamente a quanto si potrebbe credere, non ho scordato cosa sono. X-Man... Vendicatore... Studente... Insegnante... Eroe... Arma. Equilibrare aspetti tanto contrastanti della mia vita non è mai stato facile. ('''Wolverine''')
*Per tutta la vita, ho giocato a nascondino col mio passato. Cercando di ricordare... o sforzandomi di dimenticare. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Marciume - seconda parte''===
{{NDR|''Rot (Part 2/3)'' da ''Wolverine'' n. 306/307; del luglio 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 278, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*Certe persone meritano di morire. Ma certe meritano di vivere. Perché più a lungo vivono, più possono-- soffrire. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Marciume - conclusione''===
{{NDR|''Rot (Part Four)'' da ''Wolverine'' n. 308; dell'agosto 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 279, ed. Marvel Comics Italia, aprile 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*{{NDR|Rivolto al Dr. Rot}} E voglio che ti sia chiara una cosa. Questo sono io. Non Arma X. Non il berserker. Non l'assassino in cui ha cercato di trasformarmi. Sono calmo. Razionale. E ti uccido. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Celato''===
{{NDR|''Underneath'' da ''Wolverine'' n. 309; del settembre 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 279, ed. Marvel Comics Italia, aprile 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*Non so cosa mi faccia perdere il controllo e scattare. Ogni giorno lotto con ciò che ho dentro. E ogni sera vado a letto pentendomi di ogni torto arrecato. E, quando mi sveglio, decido che oggi cercherò di sistemare le cose. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sabretooth rinato - capitolo 2''===
{{NDR|''Sabretooth Reborn (Chapter Two: Nightmare in Red)'' da ''Wolverine'' n. 311; dell'ottobre 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 280, ed. Marvel Comics Italia, maggio 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*Avete mai avuto un incubo ricorrente? Certa gente sogna di precipitare con l'aereo, di annegare o di essere sepolta viva. Indipendentemente dal sogno... ci si sveglia sempre prima di morire. Provate a immaginare quello stesso incubo... ma fatelo da svegli. Quell'incubo è la mia vita. Cento volte tanto. ('''Wolverine''')
*Conosco quella voce. Quell'accento-- italiano, con una punta di giapponese. Una rossa misteriosa, che arriva a salvare le mie chiappe canadesi. Odio i misteri... ma adoro le rosse. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sabretooth rinato - capitolo 3''===
{{NDR|''Sabretooth Reborn (Chapter Three: Remus)'' da ''Wolverine'' n. 312; dell'ottobre 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 281, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*Balle. Se c'è una costante nella mia esistenza... a parte la birra e il mio debole per le rosse... è che la mia vita è stata un pozzo nero di segreti e balle. ('''Wolverine''')
*'''Wolverine''': In tutti questi anni, hai trafficato col progetto Arma X solo per questo? Per diventare una mia squallida imitazione? <br> '''Romulus''': Hai sempre pensato in piccolo, Logan. Tu mi hai fatto alterare i tuoi ricordi. Tu ti sei offerto per essere il soggetto da torturare. La tua ricerca della verità ti ha riportato alla più grande menzogna che tu abbia mai raccontato a te stesso. Il progetto Arma X era-- è-- e sempre sarà... idea tua.
===''Wolverine: Sabretooth rinato - capitolo 4''===
{{NDR|''Sabretooth Reborn (Chapter Four: Revolution)'' da ''Wolverine'' n. 313; del novembre 2012, ed. it. su ''Wolverine'' n. 281, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2013, trad. Fabio Gamberini}}
*"Sono Wolverine, e sono il migliore in quello che faccio." Non ricordo quando l'ho detto per la prima volta. Nè quando l'ho pensato. Ci vuole una bella arroganza per inventarsi una frase simile. O per crederci. A meno che, certo... non sia vero. Il guaio di quando sostieni di essere il migliore in qualunque cosa... è che inviti praticamente chiunque a cercare di toglierti di mezzo. ('''Wolverine''')
*Quod sum eris. Mi sono preso il tempo di controllare, Romulus. È latino, questo te lo concedo. Ma non è una chiamata alle armi. Nè il grido di battaglia di un generale romani pluridecorato. È un'iscrizione sepolcrale. "Sono ciò che sarai". L'ultima risata di un cadavere marcescente. E io non sono morto. ('''Wolverine''')
*A che serve un impero se non puoi condividerlo con nessuno? ('''Remus''')
==Albi speciali==
===''Wolverine: Un morso della Madeleine di Proust''===
{{NDR|''A whiff of Sartre's Madeleine!'' da ''Wolverine-1'', luglio 1997; ed. it. su ''Wolverine'' n. 101, ed. Marvel Comics Italia, giugno 1998, trad. Gino Scatasta}}
*Logan è il tipo di persona che cerca sempre cose che non può avere... ('''James Hudson''')
*'''Heather Hudson''': Quel cappello ti sta bene... L'hai preso a Washington? Da quando fumi i sigari? <br> '''Wolverine''': Diciamo che il cappello era un vecchio debito. E il sigaro... un [[Nick Fury|tipo]] me lo ha ficcato in bocca e mi è piaciuto. <br> '''James Hudson''': Hai scoperto quel che volevi sapere? <br> '''Wolverine''': No, Jimmy. Ma un giorno... con l'aiuto di amici come voi... ci riuscirò.
===''Wolverine: Il cuore della bestia''===
{{NDR|''Heart of the beast'' da ''Wolverine '97 annual'', del 1997; ed. it. su ''Wolverine'' n. 102, ed. Marvel Comics Italia, luglio 1998, trad. Franz Meo}}
*Che strano. Dopo tutti questi anni, credevo che le mie regressioni fossero il lato animale della mia natura da schiacciare per restare umano. Ma vedere Volk allontanarsi assieme al branco mi ha fatto ricordare che gli animali uccidono solo per sopravvivenza. Non per rabbia o vendetta. Forse, quella contro cui ho combattuto è la mia natura umana. La bestia più crudele, più contro natura sulla faccia della terra, l'unica che potrebbe distruggere tutto... è l'uomo. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Attenti al lupo!''===
{{NDR|''Crying Wolf!'' da ''Wolverine 1999'', ed. it. su ''Wolverine'' n. 139, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2001, trad. Gino Scatasta}}
*Vedo che reagisci. Bene, sarà ancora più gustoso... spaccarti la testa! ('''Wolverine''' rivolto a Deadpool)
*Cos'è ?! Oggi è la giornata del "pestate Deadpool"? Per caso sei un parente di Wolvie ? ('''Deadpool''')
*Più sono pelosi, meno sono spiritosi. ('''Deadpool''')
*'''Wolverine'''. Ti dispiace dirmi cosa sta succedendo? <br> '''Deadpool''': E che ne so?! Mi pagano per uccidere uno scrittore del cavolo. Nessuno ha parlato di lupi mannari.
*'''Duncan''': Non possiamo abbandonare il tuo amico [Wolverine]. Dobbiamo fare qualcosa. <br> '''Deadpool''': Primo: non è mio amico. Secondo: stiamo facendo qualcosa, ci stiamo mettendo in salvo. Piantala di preoccuparti. Sotto è calato il silenzio. Povero Wolvie, lo conoscevo bene. Ma la sua dipartita giunge a fagiolo... Ora posso ammazzarti. Sai, i tuoi libri mi piacevano. Puoi firmarmene un paio di copie prima che ti spedisca all'altro mondo? Potrei rivenderle. <br> '''Duncan''': Fermo! <br> '''Deadpool''': Niente sguardi da cucciolotto! Se proprio vuoi, trasformati in lupo. Ecco, così. Amo le orecchie a punta! Ora posso ucciderti senza rimorsi!
*'''Lupo mannaro''': {{NDR|Rivolto a Duncan}} So che ti mangerò il cuore! <br> '''Deadpool''': Ehi, lupetto! pagano me per farlo! Senza mangiargli il cuore, però.
*{{NDR|Dopo aver tirato un pugno in faccia a Deadpool}} ...Ora siamo pari. E per provarti che non porto rancore, ti offro una birra. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Purezza''===
{{NDR|''Purity'' da ''Wolverine: Dangerous Games''; dell'agosto 2008, ed. it. su ''Wolverine'' n. 228, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2009, trad. Gino Scatasta}}
*Onore-- Quello riguarda Logan. Io sono Wolverine. ('''Wolverine''', dopo aver ucciso una donna)
===''Wolverine: Vecchio Logan conclusione''===
{{NDR|''Old Man Logan (Conclusione)'' da ''Wolverine: Old Man Logan Giant-Size 1''; del novembre 2009, ed. it. su ''Wolverine'' n. 242, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2010, trad. Luca Scatasta}}
*Basta coi giochi. Basta con le parole... sono qui per uccidervi tutti. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Punching Bag''===
{{NDR|''Punching Bag'' da ''Wolverine: Switchback'' n. 1; del marzo 2009, ed. it. su ''Wolverine'' n. 246, ed. Marvel Comics Italia, luglio 2010, trad. Luca Scatasta}}
*È iniziato tutto in un bar. Come sempre. Perché un bar è il posto migliore in cui rilassarsi dopo una brutta giornata. E io avevo parecchie brutte giornate alle spalle. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Spettri''===
{{NDR|''Ghosts'' da ''Wolverine: The Anniversary'' n. 1; del giugno 2009, ed. it. su ''Wolverine'' n. 245, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2010, trad. Luca Scatasta}}
*Il Giappone è pieno di spettri. [[Oni]]... [[Kami]]... Spiriti della vendetta... Anime dei perduti... Questi assassini potrebbero essere davvero quello che sembrano. Un altro manipolo di ninja pagati per farmi la pelle. Ma potrebbero essere anche gli spettri delle persone che ho ucciso. Ma non cambia niente. Che io sia sveglio o dorma. Che sia sano o pazzo. Combatto. È questo quello che sono. È questo quello che faccio. Creo gli spettri. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Revolver''===
{{NDR|''Revolver'' da ''Wolverine: Revolver'' n. 1; dell'agosto 2009, ed. it. su ''Wolverine'' n. 242, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2010, trad. Luca Scatasta}}
*Non ho pietà per chi è spietato. È il mio lavoro. ('''Wolverine''')
===''Wolverine: Sotto il pontile''===
{{NDR|''Under the Boardwalk'' da ''Wolverine: Under the Boardwalk'' n. 1; del febbraio 2010, ed. it. su ''Wolverine'' n. 249, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2010, trad. Luca Scatasta}}
*Ma io sono quel che sono, e amo seguire il mio istinto. Anche se finisce per condurmi in vicoli bui. ('''Wolverine''')
*L'istinto è una brutta bestia. Ringhia, ruggisce e ti rivolta i visceri finché non lo ascolti. ('''Wolverine''')
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Arma X (fumetto)]]
*[[Wolverine Saga]]
*[[Wolverine: First Class]]
*[[Wolverine: Origins]]
*[[Wolverine: The End]]
*[[Weapon X (serie a fumetti)]]
*[[Ultimate Wolverine vs. Hulk]]
{{X-Men}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Fumetti di Wolverine| ]]
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Marisa Tomei
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[[Immagine:Marisa_Tomei_TIFF_2012.jpg|thumb|Marisa Tomei nel 2012]]
{{Premio|Oscar|'''[[Mio cugino Vincenzo]]'''
*Miglior attrice non protagonista (1993)}}
'''Marisa Tomei''' (1964 – vivente), attrice statunitense.
==Citazioni di Marisa Tomei==
*È carino che io sia considerata una grande baciatrice. È tutta una questione di partner, non è vero? Ed è solo sullo schermo. Nella vita reale, sono una merda.
:''It's nice that I'm considered a great kisser. It's all about the partner, isn't it? And it's only on screen. In real life, I'm shit.''<ref>{{en}} Citato in Michael Hogan, ''[https://www.theguardian.com/film/2017/jun/25/marisa-tomei-spider-man-homecoming-interview Marisa Tomei: 'I'm a leading actress caught in a supporting actress vortex']'', ''theguardian.com'', 25 giugno 2017.</ref>
*I miei ruoli sono sempre di natura diversa e vengono scelti per motivi diversi. Quando guardo ai miei film più importanti, non sempre sono contenta del risultato, allora mi dedico per un po' al teatro o a produzioni più piccole, indipendenti, spesso con amici. I ruoli più importanti sono arrivati spesso per caso.<ref>Citato in Antonio Cuomo, ''[http://www.movieplayer.it/film/articoli/marisa-tomei-al-napoli-filmfestival_1294/ Marisa Tomei al Napoli FilmFestival]'', ''movieplayer.it'', 7 giugno 2005.</ref>
*[…] molte volte essere "completamente oggettivi" significa vedere il mondo con un occhio machilista.
:[…] ''a lot of times being "completely objective" means seeing the world through a patriarchal eye.''<ref>{{en}} Dall'intervista Mehera Bonner, ''[https://www.marieclaire.com/celebrity/news/a22687/marisa-tomei-interview-seinfeld-spiderman/ Yes, Marisa Tomei's Still Playing Gloria Steinem, and No, She's Not Opposed to Re-Igniting That Old 'Seinfeld' Flame]'', ''marieclaire.com'', 20 settembre 2016.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Four Rooms]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[The Watcher]]'' (2000)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[In the Bedroom]]'' (2001)
*''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'' (2002)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[Loverboy]]'' (2005)
*''[[Factotum (film)|Factotum]]'' (2005)
*''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007)
*''[[The Wrestler]]'' (2008)
*''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011)
*''[[The Lincoln Lawyer]]'' (2011)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[Spider-Man: Homecoming]]'' (2017)
*''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021)
==Altri progetti==
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[[Immagine:Marisa_Tomei_TIFF_2012.jpg|thumb|Marisa Tomei nel 2012]]
{{Premio|Oscar|'''[[Mio cugino Vincenzo]]'''
*Miglior attrice non protagonista (1993)}}
'''Marisa Tomei''' (1964 – vivente), attrice statunitense.
==Citazioni di Marisa Tomei==
*È carino che io sia considerata una grande baciatrice. È tutta una questione di partner, non è vero? Ed è solo sullo schermo. Nella vita reale, sono una merda.
:''It's nice that I'm considered a great kisser. It's all about the partner, isn't it? And it's only on screen. In real life, I'm shit.''<ref>{{en}} Citato in Michael Hogan, ''[https://www.theguardian.com/film/2017/jun/25/marisa-tomei-spider-man-homecoming-interview Marisa Tomei: 'I'm a leading actress caught in a supporting actress vortex']'', ''theguardian.com'', 25 giugno 2017.</ref>
*I miei ruoli sono sempre di natura diversa e vengono scelti per motivi diversi. Quando guardo ai miei film più importanti, non sempre sono contenta del risultato, allora mi dedico per un po' al teatro o a produzioni più piccole, indipendenti, spesso con amici. I ruoli più importanti sono arrivati spesso per caso.<ref>Citato in Antonio Cuomo, ''[http://www.movieplayer.it/film/articoli/marisa-tomei-al-napoli-filmfestival_1294/ Marisa Tomei al Napoli FilmFestival]'', ''movieplayer.it'', 7 giugno 2005.</ref>
*[...] molte volte essere "completamente oggettivi" significa vedere il mondo con un occhio maschilista.
:[...] ''a lot of times being "completely objective" means seeing the world through a patriarchal eye.''<ref>{{en}} Dall'intervista Mehera Bonner, ''[https://www.marieclaire.com/celebrity/news/a22687/marisa-tomei-interview-seinfeld-spiderman/ Yes, Marisa Tomei's Still Playing Gloria Steinem, and No, She's Not Opposed to Re-Igniting That Old 'Seinfeld' Flame]'', ''marieclaire.com'', 20 settembre 2016.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Four Rooms]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[The Watcher]]'' (2000)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[In the Bedroom]]'' (2001)
*''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'' (2002)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[Loverboy]]'' (2005)
*''[[Factotum (film)|Factotum]]'' (2005)
*''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007)
*''[[The Wrestler]]'' (2008)
*''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011)
*''[[The Lincoln Lawyer]]'' (2011)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[Spider-Man: Homecoming]]'' (2017)
*''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Brindisi dai film
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Spinoziano
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{{Raccolta}}
[[File:La cena delle beffe (1942) Nazzari e Valenti.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Amedeo Nazzari]] e [[Osvaldo Valenti]] nel film ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)]]
Raccolta di '''brindisi''' tratti '''dai film'''.
==Brindisi dai film==
*A Bridget... che non sa cucinare, ma che ci piace così com'è! (''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'')
*– A che cosa beviamo?<br>– A noi stessi.<br>– Mmh, porta sfortuna.<br>– Agli amici lontani.<br>– Agli amici lontani! (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]'')
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò brinda.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Totò]] nel film ''[[San Giovanni decollato]]'' (1940)]]
*A domani {{sic|a mattina}}, bevo alla salute di mia figlia Serafina. E più bevo e più divento tenero, alla salute del mio caro genero. Però ricordatelo, eh, e tenetelo bene in mente, che io sono sempre dissidente. (''[[San Giovanni decollato]]'')
*A Frank Castle. Il miglior soldato, il miglior infiltrato, il miglior compagno del mondo. (''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'')
*A Lorraine! Che trovi finalmente la pace! (''[[Una canzone per Bobby Long]]'')
*A me e alla mia preziosissima squadra!! (''[[Spider-Man: Far from Home]]'')
*A quella che potrebbe diventare una bella squadra. (''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'')
*A te e a me, Nellie. E ad un comune monopolio delle cose più belle. (''[[Gli implacabili]]'')
*A te, padre! (''[[Il figlio di Frankenstein]]'')
*A un molto, molto più affettuoso futuro. Affettuoso e immediato. (''[[Strategia di una rapina]]'')
*A una vista d'aquila e tanti capelli. (''[[Star Trek Beyond]]'')
*Agli estranei. (''[[Blade Runner 2049]]'')
*– Agli uccelli.<br>– Alleluja! (''[[The Nice Guys]]'')
*Agli uomini che abbiamo amato. Peste. (''[[Il romanzo di Mildred]]'')
*– Ai fiori di campo!<br />– E al vino e alle bistecche! (''[[Dallas Buyers Club]]'')
*Ai formidabili amici che siete. (''[[Doppio sospetto]]'')
*Ai mutilati e ai fallimenti! (''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'')
*Ai nostri amici assenti. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]'')
*Ai nuovi amici! (''[[28 giorni dopo]]'')
*Ai ricordi più felici... e ai più tristi. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'')
*Ai vecchi amici che non si dimenticano. (''[[La città del piacere]]'')
*Al maresciallo Herring. All'invasione dell'Ostria. (''[[Il grande dittatore]]'')
*Al nostro futuro. (''[[La rapina perfetta]]'')
*– Al nostro segreto.<br>– E alla nostra amicizia.<br>– Marito e moglie possono essere amici?<br>– Oh, sì! (''[[Yentl]]'')
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Al principio. (''[[I comanceros]]'')
*Al sapere. (''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'')
*Al vero amore, in qualunque forma o dimensioni si presenti a voi. Con l'augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: "Anch'io una volta sono stato amato follemente!" (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'')
*All'avere una vita tra tre ore! (''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'')
[[File:Anna perdonami (film 1953) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Tamara Lees]], Cesare Fantoni e Aldo Fiorelli in ''[[Anna perdonami]]'' (1953)]]
*– All'imprevisto di quest'incontro.<br>– A te e a me.<br>– E a me no? (''[[Anna perdonami]]'')
*Alla faccia dei mariti in genere e dei nostri in particolare. (''[[Così fan tutte (film)|Così fan tutte]]'')
*Alla giornata! (''[[Charlot soldato]]'')
*Alla lealtà. (''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'')
*Alla memoria! (''[[Dopo divorzieremo]]'')
*Alla mia nuova sorella! Bella, spero che tu abbia dormito abbastanza in questi diciotto anni, perché non dormirai più per un pezzo! (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Alla mia unica rivale: la cavalleria degli Stati Uniti. (''[[Rio Bravo]]'')
*Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! (''[[Coco]]'')
*– Alla nostra prima cliente!<br>– Alla nostra prima e sola cliente! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Alla notte del Diavolo. Alla mia festa preferita. (''[[Il corvo - The Crow]]'')
*Alla nuova generazione. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'')
*Alla più bella storia ch'abbia mai udita. (''[[Ninotchka]]'')
*Alla prossima estate. (''[[Storia di una capinera]]'')
*– Alla salute.<br>– Allacciare le cinture!<br>– Buon atterraggio! (''[[Avventurieri dell'aria]]'')
*Alla salute del capo. Ha dovuto rinunciare a uno di noi ed è stato un peccato. Se non faceva così, parecchi ci avrebbero lasciato certamente la pelle. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'')
*Alla salute delle donne con le gambe storte! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà, all'annullamento del suo matrimonio, all'annullamento di suo marito, all'annullamento di tutto! (''[[La dolce vita]]'')
*Alla scopata telefonica. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'')
*– Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!<br>– Sì, ci credo. Sono io!<br>– Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato. (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'')
*– Alla tua gamba!<br>– Io brindo alla tua!<br>– Ok, brindiamo alle nostre gambe! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*– Alla tua, maniscalco!<br>– E al futuro!<br>– Amen.<br>– Amen. (''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'')
*Alle antiche sere e alla musica lontana. (''[[I ponti di Madison County]]'')
*– Alle brave persone andate via troppo presto. Ricordiamole sempre.<br>– Sempre! (''[[Alien: Covenant]]'')
*Alle donne, spina nel fianco e consolazione di tutti i tempi. (''[[Miss prima pagina]]'')
*Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero. (''[[La mia Africa]]'')
*– Allora, alla società!<br>– Alla società. Ma senza trucchi.<br>– Senza trucchi. (''[[Per qualche dollaro in più]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*– Aspetta, brindiamo alle future esperienze.<br />– Alle future esperienze. (''[[Velluto blu]]'')
*Auguri e figli mosci! (''[[Monella]]'')
*Beviamo ai compagni leali! (''[[Addio Kira!]]'')
*– Beviamo al nostro patto: né approcci amorosi né bisticci.<br>– Proprio come coniugi normali.<br>– Ho detto niente bisticci. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'')
*– Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.<br>– Al mio avvenire! (''[[Il cervello che non voleva morire]]'')
*– Beviamo, mister Engle, beviamo al suo domani.<br>– Al domani! (''[[Angeli del peccato]]'')
*Bevo a questo puro sentimento, e all'amore, ma soprattutto io bevo all'oro! (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'')
*Bevo al delitto. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Bevo all'uomo che ho ucciso. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'')
*Bevo alla barba di chi non ha debiti. Bevo alla barba di tutti i capri, gli asini, e i santi soltanto in agonia. E chi non beve con me, peste lo colga! (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'')
*Brindiamo a te che la dai. (''[[Un nuovo futuro]]'')
*Brindiamo alla nostra nuova presidentessa. Salute! (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'')
*Brindo a me che ho avuto la grande fortuna di conoscervi. (''[[Creed - Nato per combattere]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (film 1954) Gianni Cavalieri.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Gianni Cavalieri]] in ''[[Miseria e nobiltà]]'' (1954)]]
*Brindo alla felicità di questa bella nobiltà. (''[[Miseria e nobiltà]]'')
*Brindo alla fiducia! (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'')
*– Brindo alla roba di lusso.<br>– Che possa non mancarci mai più. (''[[Silverado]]'')
*C'è qualcosa nella vita che non merita un brindisi? Questa è la nuova Karnak, rappresenta il culmine di un grande sogno vecchio più di duemila anni, un sogno ora avveratosi grazie alla vostra incondizionata assistenza... E per questo, è una vergogna per me... Che voi dobbiate condividere una ricompensa così inadeguata. Ai faraoni... I cui più grandi segreti erano affidati ai servitori, sepolti vivi con loro in sale inondate nella sabbia... Buon sonno, signori. Il nuovo mondo di pace sarà in debito con voi per il vostro estremo sacrificio. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'')
*Cent'anni! (''[[Il padrino - Parte II]]'')
[[File:Profondo rosso (1975) brindisi.png|miniatura|upright=1.4|La scena del brindisi con [[Gabriele Lavia]] in ''[[Profondo rosso]]'' (1975)]]
*– Che cos'era?<br>– Un urlo, direi. Mah, chi lo sa, magari uno stupro. Brindo a te, vergine stuprata! (''[[Profondo rosso]]'')
*– Che cosa si dice in questi casi? <br />– Che sa di tappo! (''[[Roba da ricchi]]'')
*– Che Dio benedica i tuoi occhi.<br>– E i tuoi. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Che fra dieci anni si possa essere uniti come stasera. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]'')
*Che possiate fare vedere all'intera Germania il vero volto della DDR. Alla nostra. Brindamo a noi e a un mondo migliore. (''[[Le vite degli altri]]'')
*– Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. Brindiamo a questo?<br />– Con tutto il cuore. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'')
*E allora, brindiamo: a una lunga vita, colma di felicità, allietata da molta prole, fama e virtuosa, in un avvenire di pace e di libertà. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'')
*– È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>– Mi prendi in giro?<br>– No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! (''[[10 Cloverfield Lane]]'')
*E io brindo... a non mandare tutto a puttane! (''[[L'ora più buia]]'')
*E ora, beviamo alla mia coscienza! (''[[La signora Skeffington]]'')
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda (3).png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)]]
*Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (1940) Vincenzo Scarpetta.jpg|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Vincenzo Scarpetta]] in ''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940)]]
*Ed ora sia permesso anche a me di fare un brindisi di tutto cuore all'illustrissimo signor amore. (''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'')
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani, Virgilio Riento e Marisa Vernati.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Anna Magnani]], [[Virgilio Riento]] e [[Marisa Vernati]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]]
*– Evviva la musica!<br>– Evviva l'amicizia!<br>– Abbasso la tristezza!<br>– Evviva l'abbondanza!<br>– Abbasso la miseria, famo la costituente! (''[[Abbasso la miseria!]]'')
*Facciamo un brindisi: alla riuscita di... quello che non so. (''[[La via dei giganti]]'')
*– Facciamo un brindisi per Harry Cole. Ecco qua. Te lo sarai sentito dire mille volte, Harry, ma lasciamelo dire ancora. Bevo a Harry, il migliore, il primo di tutti. Alla sua salute.<br>– Il migliore cosa?<br>– Il migliore intercettatore della costa occidentale.<br>– E chi è il migliore della costa orientale?<br>– Io. Brindo anche alla mia salute!<br>(''[[La conversazione]]'')
*– Felicità.<br>– Felicità. (''[[Ritorna l'amore]]'')
*Giù i pensieri, su i bicchieri! (''[[Stealth - Arma suprema]]'')
*Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! (''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'')
*In barba alla guerra, a Tullio e Ginetta, noi auguriamo una pace perfetta! (''[[Due lettere anonime]]'')
*Io propongo un brindisi per i nostri eroici amici che hanno attraversato il Bronx e superato due dozzine di caselli per essere qui con noi, il successo corra sempre con voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'')
[[File:Il suo destino (1938) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Luisa Ferida]] ne ''[[Il suo destino]]'' (1938)]]
*Io vi auguro che siate felici, lontani dalle passioni e dai desideri violenti: la felicità è soltanto in questo. Vi ringrazio, amici, alla salute! (''[[Il suo destino]]'')
*Lancillotto era un agente straordinario e un vero Kingsman. Ci mancherà molto. A Lancillotto. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*Lunga vita al crimine! (''[[Il mistero del falco]]'')
*Nel frattempo brindiamo al vero assassino. (''[[Omicidio!]]'')
*Non posso perdere l'occasione di proporre un brindisi a un protagonista della nostra vita culturale. Un grande socialista di cui non ricordo il nome ha detto "Lo scrittore è l'ingegnere dell'anima" e Georg Dreyman è uno dei migliori ingegneri del nostro paese. [...] E ovviamente a Christa-Maria Sieland, la più bella perla della Repubblica Democratica Tedesca. E guai a chi dice il contrario. Propongo quindi di brindare a Christa-Maria Sieland, stupenda donna e stupenda attrice. (''[[Le vite degli altri]]'')
*Non siamo in prima linea, ma noi conosciamo il valore di un soldato che avanza sprezzante del nemico e della morte. Signori, brindiamo: a mio figlio. Prosit! (''[[All'ovest niente di nuovo]]'')
*Per la donna che amo oggi e che domani avrò già dimenticato. (''[[Il cavaliere della croce]]'')
*Perciò vorrei proporre un brindisi alla mia bellissima sposa. Nessuna misura del tempo è abbastanza con te. Ma cominceremo con per sempre. (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Potrei diventare miliardario in un mese preparando questo piatto per gli altri. Invece gli altri non sapranno mai cosa si perdono. Invece noi e i nostri amici alziamo il bicchiere. (''[[La grande abbuffata]]'')
*Propongo un brindisi: al territorio inesplorato... Al futuro. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]'')
*Quelli bravi muoiono tutti. Agli amici! (''[[Porco Rosso]]'')
*Questo è un brindisi per un figlio della famiglia Frankenstein. Evviva lo sposo! Un lieto brindisi in onore del giovane Frankenstein! (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'')
*Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose e il fegato gli esplose. (''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'')
*Questo vino Malvasìa, alla salute di Gina mia! (''[[Due lettere anonime]]'')
*– Qui ci sta bene un brindisi... a che cosa, non lo so, ma ci sta bene un brindisi!<br>– Buona fortuna in aula.<br>– Buona fortuna.<br>(''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'')
*– Ragazzi, un brindisi al prossimo passo!<br/>– Ma la vuoi piantare con questi passi! Che palle<br/>– No, ma quale passo, noi non lo facciamo, metti giù quel bicchiere!<br>(''[[American Pie - Il matrimonio]]'')
*Salute! Conosco almeno venti motivi per cui non dovreste essere mai felici. (''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'')
*– Salute e fiji maschi! {{NDR|brindando al Papa}}<br>– "Fiji maschi"?<br> (''[[Nell'anno del Signore]]'')
*Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un nuovo inizio. (''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'')
*– Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! Così ogni singolo giorno ha il suo valore.<br />– Ben detto, Jack!<br />– Udite, udite!<br />– Al valore di ogni singolo giorno.<br />– {{NDR|In coro}} Al valore di ogni singolo giorno! (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Signori, alla profonda esperienza religiosa che si vive nel far bene il proprio lavoro, seppur tragicamente sottopagati. (''[[The Big Kahuna]]'')
*– Signori miei, all'Inghilterra. <br />– All'umanità. <br />– Al [[Manchester United Football Club|Manchester United]]!<br>(''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'')
*Signorina, a lei! Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare! (''[[La dolce vita]]'')
*Stretta è la foglia, larga è la via, beviamoci sopra e così sia. (''[[L'ultimo buscadero]]'')
*Su, coraggio, coraggio, facciamo un brindisi. Beviamo insieme alla salute del mare. (''[[Anna Christie]]'')
*Un brindisi a Emily! Sempre la damigella, e mai la sposa. (''[[La sposa cadavere]]'')
*Un brindisi. Ai fratelli! (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'')
*[[Uva]]! {{NDR|bevendo [[vino]]}} (''[[Il ferroviere]]'')
*– Vaffanculo domenica!<br />– Vaffanculo domenica!<br>(''[[La 25ª ora]]'')
*Voglio fare un brindisi. A Evelyn Mercer, la madre migliore che quattro bastardi degenerati potessero mai avere. (''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'')
*Voglio fare un brindisi a questa bella crociera e a tutti gli amici che sono qui con me, e alla vittoria di Ran al torneo regionale di Karate. (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Voglio fare un brindisi a voi, ragazzi. E all'Italia, naturalmente. Al cibo, naturalmente. E all'amore. (''[[Speak No Evil (film 2022)|Speak No Evil]]'')
*– Vorrei proporre un brindisi. Alla vita.<br />– "Alla vita"? Che significa "alla vita"? (''[[Melancholia]]'')
===''[[C'era una volta in America]]''===
*Al consolatore degli afflitti!
*Ragazzi, alla nostra ultima gita, sul camion di stanotte non c'è solo whisky, ci sono dieci anni di vita che è valsa la pena di vivere.
*Signore e signori, io brindo alla morte di questo locale, il Fat Moe's anche perché qui a bere legalmente non ci verrà più nessuno.
===''[[Fantastic Mr. Fox]]''===
*Quando guardo questa tavolata imbandita di squisite prelibatezze, io vedo due grandi avvocati, un abile pediatra, uno chef eccezionale, un bravo agente immobiliare, un sarto eccellente, una valente commercialista, un musicista di talento, un pescatore di sanguinerole quasi capace e forse la migliore paesaggista dei nostri giorni, alcuni di voi magari leggono la mia rubrica di tanto in tanto, ma tendo a dubitarne... Vedo anche una stanza piena di animali selvatici. Animali selvatici genuini e forniti di grande talento! Animali selvatici con nomi scientifici latineggianti che raccontano il nostro DNA. Animali selvatici, ognuno con punti di forza e debolezze derivanti dalla specie. Comunque sia, credo che possano essere proprio le bellissime differenze che ci distinguono a forse offrirci un barlume di speranza di salvare mio nipote e a darmi la possibilità di farmi perdonare per aver messo tutti noi in questa pazzesca cosa. Non lo so, è una sensazione. Grazie per l'attenzione, salute a tutti.
*Dicono che tutte le volpi siano allergiche al linoleum, ma al tatto risulta fresco! Dicono che la mia coda deve essere lavata a secco due volte al mese, ma ora è totalmente removibile! Dicono che il nostro albero potrebbe non ricrescere mai, ma un giorno qualcosa ricrescerà! Sì, questi ciccioli sono di oca sintetica, e queste rigaglie secche vengono da colombacci artificiali e queste mele sembrano finte, ma almeno hanno le stelline! Quello che voglio dire è che stasera mangeremo e mangeremo tutti insieme e anche sotto questa luce non particolarmente accattivante, voi siete senza alcun dubbio i cinque animali selvatici e mezzo più straordinari che io abbia mai conosciuto in vita mia! Quindi alziamo i nostri cartoni... Alla nostra sopravvivenza!
===''[[Marie Antoinette]]''===
*Al Delfino e alla Delfina di Francia. Abbiate molti figli sani e robusti e procreateci un erede al trono.
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo.
*– Alla nostra regina!<br>– Salut!<br>– Salut!<br>– A una bella serata!<br>– E a Raumont che ha portato le ostriche!<br>– A Raimond per le ostriche!<br>– E Lamballe che ha portato i fiori!<br>– Per i fiori, per questi bei fiori...<br>– E a Fersen, che è venuto qui dalla lontana Svezia!
{{Raccolte dai media|Brindisi|dai film}}
[[Categoria:Brindisi dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Dave - Presidente per un giorno
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/* Dialoghi */
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text/x-wiki
{{Film
|attori =
*[[Kevin Kline]] Dave Kovic / Bill Mitchell
*[[Sigourney Weaver]] Helen Mitchell
*[[Kevin Dunn]] Alan Reed
*[[Frank Langella]] Bob Alexander
*[[Ving Rhames]] Duane Stevenson
*[[Faith Prince]] Alice
*[[Laura Linney]] Randi
*[[Charles Grodin]] Murray Blum
*[[Ben Kingsley]] Gary Nance
*[[Bonnie Hunt]] Guida turistica
|doppiatori italiani =
*[[Luca Biagini]]: Dave Kovic / Bill Mitchell
*[[Paila Pavese]]: Helen Mitchell
*[[Massimo Giuliani]]: Alan Reed
*[[Paolo Lombardi]]: Bob Alexander
*[[Glauco Onorato]]: Duane Stevenson
*[[Stefano De Sando]]: Murray Blum
*[[Renato Cortesi]]: Gary Nance
}}
'''''Dave – Presidente per un giorno''''', film statunitense del 1993 con [[Kevin Kline]] e [[Sigourney Weaver]], regia di [[Ivan Reitman]].
==Frasi==
*A partire da oggi, questo governo dovrà assumersi la responsabilità di trovare lavoro a ogni americano che ne voglia uno. Avete mai visto la luce che hanno gli occhi di una persona il giorno che finalmente trova lavoro? Io ne so qualcosa, credetemi; sembra che stia per volare! E non è questione di busta paga, è questione di rispetto, di guardarsi allo specchio e sapere che stai dando un valore alla tua giornata. E se una persona comincia a sentirsi così, e poi un' altra persona, e un' altra persona... molto presto la soluzione di tutti i problemi che abbiamo di fronte non ci sembrerà più così impossibile. Uno non sa mai quanto può fare, finché non si alza e ci prova. ('''Dave Kovic/Bill Mitchell''')
*Io per te me la sarei presa una pallottola. ('''Duane Stevenson''') {{NDR|a Dave Kovic}}
==Dialoghi==
*'''Dave''': Quando l'ha capito? Di me intendo.<br />'''Helen''': Nella limousine, mentre andavamo al ricovero, mi hai guardato le gambe... Bill ha smesso di farlo da secoli.
* '''Dave''': Il ministero del commercio...<br />'''Ministro''': Sì? Signor Presidente?<br />'''Dave''': Ehm, voi state spendendo 47 milioni di dollari per una campagna pubblicitaria per incrementare la fiducia nell'industria automobilistica americana<br />'''Ministro''': Sì Signore. Vede è studiata per rafforzare la fiducia individuale in un precedente acquisto di una vettura americana.<br />'''Dave''': Spendiamo 47 mioni di dollari perché uno sia soddisfatto di una macchina già comprata?<br />'''Ministro''': Sì Signore, ma la cosa non è in questi termini...<br />'''Dave''': No, no, no. Sono sicuro che sia importante, ma io non me la sento di dire a un bambino di 8 anni che deve dormire per strada perché la gente sia contenta della propria macchina. Vuole... dirglielo lei?<br />'''Ministro''': No Signore, no io no di sicuro<br />'''Dave''': Appunto. E sono altri 47 milioni di dollari. Eh? Niente male! Ci siamo quasi, ci siamo! Manca poco ormai.<br />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Gian Luigi Rondi
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text/x-wiki
[[Immagine:Gian Luigi Rondi (cropped).jpg|thumb|Gian Luigi Rondi nel 2005]]
'''Gian Luigi Rondi''' (1921 – 2016), critico cinematografico italiano.
==Citazioni di Gian Luigi Rondi==
*{{NDR|Su ''[[In nome del popolo sovrano]]''}} Anche se [[Luigi Magni|Magni]] non sta dalla sua parte, quel Papa Re in fuga più vincitore che vinto è uno dei segnali della vitalità del suo film. Nel rispetto onesto delle ragioni degli altri.<ref>Da ''Il Tempo''; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/in-nome-del-popolo-sovrano/26608/ In nome del popolo sovrano]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''}} Certo, il cinema americano storie così ce ne ha raccontate con frequenza, in cornici non dissimili, con personaggi egualmente ai limiti della norma, ma il tocco neozelandese del film trapela da tutti i suoi contesti (si veda, per un esempio, il rilievo dato ai tatuaggi), in cifre che, nel diverso modo di guardare e di rappresentare, nel gusto del colore, nella vitalità degli snodi narrativi, raggiungono subito una originalità tutta speciale.<ref>Da ''Il Tempo'', 16 gennaio 1995; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/once-were-warriors---una-volta-erano-guerrieri/25179/ Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Grazie zia]]''}} Il cinema italiano è una vera fucina di ''maudits''. Ormai non c'è giovane che vi esordisca senza puntare almeno sull'incesto. Su cosa punterebbe, del resto? Con i tempi che corrono l'incesto è ancora uno dei pochi temi che, almeno in teoria, riesca a fare un po' di chiasso.<br>Per fare un po' di chiasso, così, e nella speranza di scandalizzare il colto e l'inclita, [[Salvatore Samperi]], l'esordiente di turno, ignaro probabilmente dell'autorevole ombra di [[Stendhal]], ha messo su, con ambiziosa imperizia, una serie di "giochi proibiti” tra zia e nipote.<ref>Da ''Il Tempo'', 8 maggio 1968; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1968/grazie-zia/rassegnastampa/77039/ Grazie, zia]'', ''mymovies.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''}} Il film di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] capovolge {{NDR|rispetto al romanzo}} i termini del rapporto e si occupa soprattutto di Humbert Humbert, l'uomo ancora giovane ma non più giovanissimo che si lascia sedurre da Lolita, concepisce per lei una passione folle e si trova a dover presto lottare con una bestiola incosciente e viziosa che non afferra l'importanza dei sentimenti suscitati. [...] L'accento del film, perciò, cade sul dramma di Humbert e su un carattere che, pur nella sua immoralità, persegue con tenacia dei principi morali, coltivando la speranza di un ordine da ristabilire. Evocandoci questo dramma, Kubrick è riuscito a tenere lontano il personaggio dall'erotismo scoperto per immergerlo, invece, in un'atmosfera di quasi tragica grandezza. [...] Certo tutto questo non è più [[Vladimir Nabokov|Nabokov]], ma francamente non dispiace. Il romanzo era decisamente più aggressivo del film dal punto di vista del sesso ed era, dal punto di vista del linguaggio, meno disinvolto e scorrevole. Probabilmente qua e là, in certe caricature, Kubrick ha superato un po' qualche limite e, pur imponendosi sempre con molte preziosità di stile, in qualche pagina ha forse sfiorato la calligrafia (per di più un po' barocca), ma sono difetti che non sminuiscono il rigore, l'impegno e anche la dignità di un'opera che, una volta tanto, migliora e non peggiora il testo cui si è ispirata. Gli interpreti sono la giovanissima [[Sue Lyon]], un misto quasi perfetto di sensualità e di finto candore, di perfidia e di incoscienza, [[James Mason]], un Humbert Humbert forse più felice nei momenti caricaturali del suo carattere che non in quelli drammatici, [[Peter Sellers]], colorito e istrionico in modo sapientissimo nei panni del commediografo, [[Shelley Winters]], una madre che, pur con sottili intenzioni satiriche, sa spesso vibrare di commozione.<ref>21 dicembre 1962; in ''Kurosawa, Bergman e gli altri...'', parte I, Le Monnier, 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/lolita-cmbfqjmq Lolita]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La dolce vita]]''}} Il film — uno dei più terribili, più alti, e a modo suo più tragici che ci sia accaduto di vedere su uno schermo — è la sagra di tutte le falsità, le mistificazioni, le corruzioni della nostra epoca, è il ritratto funebre di una società in apparenza ancora giovane e sana che, come nei dipinti medievali, balla con la Morte e non la vede, è la "commedia umana" di una crisi che, come nei disegni di [[Francisco Goya|Goya]] o nei racconti di [[Franz Kafka|Kafka]], sta mutando gli uomini in mostri senza che gli uomini facciano in tempo ad accorgersene. [...] Polemica, simbolo, allegoria, atto d'accusa? Niente di tutto questo, Fellini si è volutamente tenuto lontano dall'opera "a tesi", ha evitato rigorosamente le intonazioni programmatiche, retoriche, moralistiche e ha preferito descrivere ai contemporanei i "mostri" di oggi [...]. E lo fa con una potenza drammatica, un impeto, una novità di linguaggio che, nonostante le riserve per la debolezza di taluni episodi (quando troppo insistiti, troppo scoperti o sgradevoli), iscrivono certamente il suo film tra le più "moderne" opere dell'arte del cinema.<ref>Da ''Il Tempo'', 5 febbraio 1960; citato in Claudio G. Fava, ''I film di Federico Fellini'', Volume 1 di ''Effetto cinema'', Gremese Editore, 1995, [https://books.google.it/books?id=DNMSsPUpWnoC&pg=PA95 pp. 95-96]. ISBN 8876059318</ref>
*{{NDR|Su ''[[Liam]]''}} Il ritratto della miseria inglese nel Trenta è efficace, proposto spesso anche con modi risentiti, figurativamente ispirati a un realismo solido. L'occhio del bambino, però, che osserva soprattutto le repressioni a scuola e quelle, quasi caricaturali, in chiesa, deforma a tal segno le vere prospettive da far pensare che [[Stephen Frears|Frears]] abbia voluto addirittura cimentarsi con l'humour nero. Senza equilibrio, però, e in più momenti con scarse motivazioni narrative. Approdando a una cronache che rischia a tratti di scivolare nel libello. Priva, alla fine, anche di vere conclusioni.<ref>Da ''Il Tempo'', 15 marzo 2001; citato in ''[https://www.comingsoon.it/film/liam/44714/scheda/ Liam]'', ''comingsoon.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''}} Leandro Castellani, sorretto da una storia costruita in questo modo, senza molte increspature ma con climi intensi, l'ha rappresentata evitando a sua volta ogni sentimentalismo insistito, attento alla ricostruzione storica dell'epoca ma anche dei modi di vita di quei ragazzi all'inizio abbandonati e sbandati, qui con bozzetti dal vivo, là con pagine meditate e nitide, senza cedere mai ai trionfalismi dei successi né all'iterazione degli ostacoli: con quella figura al centro permeata in egual misura di umanità e di santità. Ottenendo, sia sul piano del racconto sia su quello delle emozioni, dei risultati molto degni. Favoriti da una fotografia (di Renato Tafuri) tutta colori effusi, con dominanti giallo oro, e da una musica (di Stelvio Cipriani) in equilibrio fine tra il profano ed il sacro. Cui va aggiunta, ma non certo per ultima, l'interpretazione di [[Ben Gazzara]] come Don Bosco: così somigliante, schietta e concreta da suggerire la preghiera.<ref>Da ''Il Tempo'', 1º ottobre 1988; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/don-bosco/25747/ Don Bosco]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Silverado]]''}} Meno nuovo di quanto possa far pensare ad una prima lettura, il film di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] riesce comunque ad imporsi per un riuscito (almeno in parte) tentativo di rilettura aggiornata di genere, una forte dinamica narrativa ed un eccellente disegno psicologico dei personaggi. I "luoghi" del racconto sono quelli classici, gli snodi tradizionali: ma tutto vibra di grande energia.<ref>Da ''Il Tempo''; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/silverado-b9yozjw0 Silverado]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*''[[Miracolo a Milano]]'' è una favola. Una favola, però, che sotto le sue bonarie apparenze, nasconde una polemica di natura sottilmente classista [...]. [[Vittorio De Sica|De Sica]] dichiara volentieri di servire solo l'arte e di non fare politica; se questo, però, era appena sostenibile per ''[[Ladri di biciclette]]'', non lo è molto per ''Miracolo a Milano''. [...] I poveri di De Sica sono tra virgolette e occultano forse quella polemica che, con la parvenza di certe rivendicazioni proletarie, sostiene invece rivendicazioni di natura più decisamente politica.<ref>Da ''Il Tempo'', 1951; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/miracolo-a-milano-muglpnjd Miracolo a Milano]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Whore (puttana)]]''}} Nei panni di Liz, [[Theresa Russell]] trova impeti e calori straordinari per costruirsi un personaggio che domina la storia dal principio alla fine soprattutto con una voce che, nella versione originale, mutava toni, accenti ed espressioni ad ogni momento.<ref>Da ''Il Tempo''; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/whore-puttana-uiqic0ym Whore - Puttana]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Umberto D.]]''}} Nonostante i suoi richiami a una nota contingenza sociale, nonostante la sua quasi realistica cornice romana, i suoi personaggi attuali, il suo clima a volte addirittura cronistico, questa vicenda – come ognun vede – ha una sua esatta destinazione letteraria, evoca, con lucida e quasi livida analisi, quei mondi angosciosi e irreali che, così spesso, ci descrivono i sogni, che così acutamente ci hanno narrato certi scrittori anteguerra del Mitteleuropa.<ref>Da ''Umberto D.'', ''[https://fondazionecsc.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/BN_1952_01.pdf Bianco e nero]'', gennaio 1952, p. 81.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]''}} Quello però che infastidisce di più e che fa sconfinare del tutto la fantascienza nell'horror giustificato solo di rado è l'eccesso di particolari raccapriccianti spinti intenzionalmente oltre ogni limite: sia quando ci si compiace di intrattenerci quasi in primo piano su occhi enucleati dalle loro orbite, sia quando la regia dell'oriundo inglese [[Paul W. S. Anderson|Paul Anderson]] spinge al diapason il tasto della violenza; con accenti compiaciuti sul sangue versato o, peggio, sputato a fiumi. Ottenendo, immediato, l'effetto nausea. Fra gli astronauti, [[Laurence Fishburne]], Joely Richardson, Kathleen Quinlan, Jack Noseworthy. Dimentichiamoli.<ref>Da ''Il Tempo'', 24 gennaio 1998; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/punto-di-non-ritorno-tus7l1ps Punto di non ritorno]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su [[Charles Boyer]]}} Recatosi a Hollywood nel 1934, vi interpretò da quel giorno personaggi europei che, col passar degli anni, si andarono spostando dal giovane fatale e un po' ''gigolo'' al giovinotto brizzolato ed equivoco, cui si addicono vicende più tranquille o più perverse.<ref>Da ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/charles-boyer_(Enciclopedia-Italiana)/ BOYER, Charles]'', in ''Enciclopedia Italiana'', II Appendice, 1948.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''}} Si deve tuttavia alla linda e precisa regia di [[Giacomo Gentilomo|Gentilomo]] se almeno la sua cornice rivela un certo decoro [...].<ref>Da ''Il Tempo'', 22 gennaio 1955; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/appassionatamente/8631/ Appassionatamente]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su [[Michèle Morgan]]}} Si impose grazie alla sua interpretazione in ''Quai des brumes'', di [[Marcel Carné|M. Carné]]; in seguito, il "tipo" che le riuscì di creare, dotato di un fascino languido e sostenuto a un tempo, ravvivato da due grandissimi occhi chiari, ma volutamente tenuto su linee di costante, severa compostezza venne ripetuto, più o meno, con immutato successo, in una numerosa serie di film, in Francia, in Italia, negli S. U. A. che hanno fatto della M. se non un'attrice molto apprezzata per le sue doti artistiche, certo una delle dive più significative e meno esteriori della cinematografia internazionale.<ref>Da ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/michele-morgan_(Enciclopedia-Italiana)/ MORGAN, Michèle]'', in ''Enciclopedia Italiana'', III Appendice, 1961.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il messia]]''}} Tutto quello che vi si vede e che si riferisce al Messia e agli apostoli è vero, asciutto, immediato, con sapore di pane, di polvere, di terra. La cifra visiva che nasce con logica precisa dalla cornice palestinese, ricreata soprattutto in Tunisia, è quella del sottoproletariato arabo-semita, con le sue cornici di oggi, i suoi costumi. Una cronaca del Terzo Mondo che non si scontra mai con la Sacra rappresentazione, perché la seconda nasce dalla prima.<ref>Da ''Il Tempo''; citato in Stefano Masi, Enrico Lancia, ''I film di Roberto Rossellini'', Gremese Editore, 1987, [https://books.google.it/books?id=gHCvJelYMMsC&pg=PA133 p. 133]. ISBN 887605281X</ref>
*{{NDR|Su ''[[State buoni se potete]]''}} Un [[Filippo Neri|San Filippo Neri]] in chiave di ballatella romanesca raccontato da un [[Luigi Magni]] non più anticlericale ma sempre fedele ai limiti del suo bozzettismo semplice. Il titolo lo dice subito: riferendosi ad una esortazione di San Filippo Neri ai bambini turbolenti che catechizzava nel suo Oratorio, suona la nota di un umanesimo comprensivo e alla buona da contrapporsi, nella Roma cinquecentesca della Controriforma, al rigore dell'insegnamento di [[Ignazio di Loyola|Sant'Ignazio di Loyola]] e dei suoi esigenti ed inflessibili ''[[Ignazio di Loyola#Esercizi spirituali|Esercizi Spirituali]]''.<ref>Da ''Il Tempo'', 9 aprile 1983; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1983/state-buoni-se-potete/rassegnastampa/79341/ State buoni se potete]'', ''mymovies.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]''}} Una farsa un po' amarognola, con sfumature di "grottesco", in chiave tutta caricaturale. [...] Age e Scarpelli, che hanno scritto il testo, e [[Ettore Scola]], che lo ha diretto, hanno svolto l'azione come se uscisse fuori dalle testimonianze del processo subito intentato a Oreste dopo il suo "folle gesto" e l'hanno perciò colorita con tutte le interpretazioni polemiche, distorte e soggettive, dei singoli protagonisti traendone spesso qualche occasione di satira: quei personaggi, ad esempio, che parlano tutti come nei "fumetti", loro unica lettura quotidiana, quei comunisti alla Guareschi, che si deridono da soli; quei grandi amori da ''feuilletons'' naufragati fra i cavoli e le verze dei Mercati Generali, in climi da ''tranches de vie'' popolaresche, sorretti in genere da beffe, lazzi e strambotti.<ref>Da ''Il Tempo'', 1º maggio 1970; in ''Prima Delle "Prime": Film Italiani, 1947-1997'', Bulzoni, 1998, p. 367. ISBN 8883191811</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Critici cinematografici italiani]]
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Vittoria e sconfitta
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Citazioni su '''vittoria e sconfitta'''.
==Citazioni==
*A volte bisogna saper perdere per poter vincere. (''[[L'urlo di guerra degli apaches]]'')
*Alla fine si può vincere o si può perdere, ma conta la prestazione ancor prima del risultato. ([[Franco Bertoli]])
*Alle volte perdere è addirittura più importante che vincere. Io sono così, cresco grazie agli errori che ho imparato finalmente a metabolizzare. ([[Sofia Raffaeli]])
*Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice. ([[Gautama Buddha]])
*Chiunque abbia detto "non conta se vinci o perdi", probabilmente ha già perso! ([[Martina Navrátilová]])
*Ci sono le vittorie che non servono a niente e le sconfitte che servono a qualcosa. ([[Marcelo Bielsa]])
*Collezionando le sconfitte degli altri ho quasi messo insieme la mia vittoria. ([[Marcello Marchesi]])
*{{NDR|«È più facile raccontare una vittoria o una sconfitta?»}} È come dire sì o no a qualcuno, c'è la stessa differenza. Il no lo devi argomentare... Forse è più etico spiegare la sconfitta, devi andare a cercare quello che c'è dietro. La vittoria è immediata. ([[Alessandra De Stefano]])
*I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell'erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto. ([[Umberto Eco]])
*Io ho sempre vinto perché ho sempre avuto paura di perdere. ([[Gian Paolo Montali]])
*La lezione più importante che ho ricevuto è: "si vince o si perde, ma se dai tutto quello che hai, il risultato diventa secondario". ([[Nika Markovič]])
*[La sconfitta] vorresti non incontrarla mai, eppure è sempre lì dietro l'angolo. Le vittorie ci esaltano, ma sono le sconfitte ad insegnare di più, a renderci più forti. La sconfitta brucia perché ci fa sentire vulnerabili, ma se si comprende con freddezza perché abbiamo perso, sarà più facile la volta dopo evitare gli stessi errori ed avvicinarsi alla vittoria. ([[Michela Cerruti]])
*La vittoria dà un senso a tutto, specie alla [[fatica]], a quello che hai fatto per preparare l'appuntamento. A quello cui hai rinunciato. Mentre la sconfitta può servire per cercare di evitarla la volta dopo. Perché dagli errori non si può fare altro che imparare. ([[Letizia Paternoster]])
*La vita è più di una partita dove si vince o si perde. (''[[Metal Gear Solid]]'')
*La vittoria è condivisione: vinci tu e vincono tutti. La sconfitta, invece, è orfana. Ho sempre ringraziato al momento della vittoria e mai cercato scuse nella sconfitta. Le uniche cause erano dentro di me. ([[Sofia Goggia]])
*La vittoria è passeggera. La sconfitta è per sempre. ([[Billie Jean King]])
*La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana. ([[John Fitzgerald Kennedy]])
*Le vittorie vanno festeggiate come meritano e le sconfitte vanno sapute affrontare come una lezione. Ogni sconfitta porta con sé un insegnamento, riconoscerlo è il primo passo per riuscire a vincere di nuovo. ([[Carlotta Cambi]])
*Lo sai cos'è un perdente? Il vero perdente è uno che ha così paura di non vincere che nemmeno ci prova. (''[[Little Miss Sunshine]]'')
*Mi è più facile capire i motivi di una sconfitta che di una vittoria. ([[Roberto Gervaso]])
*Mi sento uno sciagurato anche nel momento della vittoria, e sempre sostengo che, dopo una battaglia perduta, la più grande iattura umana è una battaglia vinta. ([[Arthur Wellesley, I duca di Wellington]])
*Molti pensano che siano solo le vittorie ad insegnarti certi valori ma secondo me, invece, sono le sconfitte che ti permettono di fare una riflessione più attenta e significativa. In tutti questi anni ho vinto tanto ma ho anche perso, anche cose molto importanti e queste cose mi hanno spinto ad andare avanti comunque cercando di raggiungere gli obiettivi prefissati senza fermarsi al primo ostacolo. ([[Eleonora Lo Bianco]])
*Nei bollettini dei supremi comandi è antica e osservata abitudine riferire di una battaglia persa come se proprio persa non fosse o al più si trattasse di posizione lasciata. Viceversa si strombazzano per vittorie di gran conto i successi di minima entità. ([[Mór Jókai]])
*Nello sport, nel bene e nel male, vittorie e sconfitte si dimenticano facilmente perché si deve guardare sempre avanti per migliorare. ([[Ekaterina Antropova]])
*Non prendo sul serio il successo e il fallimento. L'unica cosa che faccio seriamente è marciare avanti. Se cado, mi alzo e marcio ancora. ([[Kareena Kapoor]])
*Per essere un grande vincente devi essere stato un grande perdente. ([[Simone Moro]])
*Per vincere, occorre sempre qualcuno che perda. ([[Renzo Ulivieri]])
*Posso battere tutti, ma so anche di essere battibile. Non mi piace, ma a volte gli altri sono migliori di me. ([[Sebastian Vettel]])
*Pregate Dio sempre di trovarvi dove si vince, perché vi è data laude di quelle cose ancora di che non avete parte alcuna; come per el contrario chi si truova dove si perde, è imputato di infinite cose delle quali è inculpabilissimo. ([[Francesco Guicciardini]])
*Può il risultato di tanti lunghi anni di vittorie risolversi in una sconfitta? (''[[Il pranzo di Babette]]'')
*Puoi vincere o perdere, ma l'importante è alzarsi ogni giorno e continuare. ([[Gabriela Guimarães]])
*Quando vinci tante volte rischi di perdere un po' quel fascino, ecco perché quando perdo reagisco subito, trovo soluzioni e voglio tornare a vincere. [...] quando perdi senti un odore sgradevole, devi tenerti quel profumo addosso e il martedì, quando rientri in palestra, ricordarti quella sensazione e lavorare per far sì di non sentirla più. Quello stimolo ti dà la carica per non mollare mai e alzare l'asticella. Quando perdi è più facile reagire; ecco perché vincere e riconfermarsi è meraviglioso, ma è anche davvero complicato. ([[Daniele Santarelli]])
*''Reputavamo la vittoria grande? | Lo è, infatti – ma adesso mi sembra che anche la sconfitta, quando inevitabile, è grande, | e che la morte e lo sgomento sono grandi.'' ([[Walt Whitman]])
*Se parlo con un vincitore sembro ancora di più un perdente. (''[[Steins;Gate]]'')
*Se vinci c'è una specie di timore nei tuoi confronti; quando perdi, invece, quelli che sono stati zitti si sentono più forti. ([[Federica Pellegrini]])
*Se vinco, vivo. Se perdo muoio. ([[Lance Armstrong]])
*{{NDR|«Si vince quando si ha imparato a perdere?»}} Sì, la sconfitta aiuta a prepararti alla vittoria. ([[Maurizia Cacciatori]])
*Si 'a guerra se perde l'ha perduta 'o popolo; e si se vence, l'hanno vinciuta 'e prufessure. ([[Eduardo De Filippo]])
*Si cresce con le vittorie, ma anche con le sconfitte. Questa è una maturazione doverosa per un atleta che vuole essere veramente vincente. ([[Arianna Fidanza]])
*– Tre vittorie non fanno di te un conquistatore.<br />– Meglio di tre sconfitte. (''[[Il Trono di Spade (seconda stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*Un uomo dovrebbe riconoscere le sue sconfitte garbatamente così come festeggia le sue vittorie, Max. Col tempo vedrai che un uomo non impara niente quando vince. Perdere invece può condurre a grande saggezza. Il nocciolo della quale poi è quanto sia più gradevole vincere. È inevitabile perdere di tanto in tanto... il trucco è che non diventi un'abitudine. (''[[Un'ottima annata]]'')
*''Vi hanno detto che è bene vincere le battaglie? | Io vi assicuro che è anche bene soccombere, che le battaglie sono perdute nello stesso spirito in cui vengono vinte.'' ([[Walt Whitman]])
*Vi sono sconfitte trionfali in confronto alle vittorie. ([[Michel de Montaigne]])
*Vincere non vi insegnerà nulla, Oda Nobunaga. Ma la sconfitta vi insegnerà tutto. (''[[Assassin's Creed Shadows]]'')
*Vincere o perdere di un secondo, non sposta: conta essere lì davanti. Ci sono cattive vittorie e favolose sconfitte, quello che conta è il trend migliorativo. ([[Rory Byrne]])
*Vincere turpemente non è vittoria, ma sconfitta. ([[Baltasar Gracián]])
===[[Julio Velasco]]===
*Chi vince festeggia, chi perde spiega.
*Non mi piace la retorica secondo cui se si fanno le cose per bene, si vince. Si può anche perdere facendo tutto bene, solo perché l'avversario ha fatto un po' meglio. Avere cultura sportiva significa accettare anche questo.
*Quando vinci, sei osannato; quando perdi, sono tutti pronti a evidenziare ciò che non ha funzionato e a discutere di massimi sistemi per suggerirti come ricostruire.
*Si può vincere o perdere: dato che anche gli avversari fanno le cose per bene.
==Voci correlate==
*[[Sconfitta]]
*[[Vittoria]]
[[Categoria:Dicotomie]]
[[Categoria:Terminologia sportiva]]
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Chirurgia estetica
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Danyele
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[[File:David Kim MD Breast Lift Augmentation Silicone.jpg|thumb|Intervento di chirurgia estetica ([[mastoplastica additiva]])]]
Citazioni sulla '''chirurgia estetica'''.
*Centro Chirurgia Plastica. Correggiamo gli errori di Dio. (''[[I Simpson (diciannovesima stagione)|I Simpson]]'')
*Dobbiamo tutti arrangiarci con quello di cui Dio ci ha fornito, a meno che non ti bussi alla porta lo staff al completo di chirurgia plastica. Ma credo che anche a loro mancherebbe il coraggio di migliorare questo disastro umano. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri (terza stagione)|Scrubs - Medici ai primi ferri]]'')
*È la fiera dell'ipocrisia. La società contemporanea censura la morte e cela la vecchiaia con la cosmesi e la chirurgia estetica. ([[Luca Zaia]])
*– È un passaggio della tua vita assolutamente necessario ed importante!<br>– Perché tutti vogliono costringermi a fare una cosa che non voglio fare?<br>– Per il tuo bene, cara! Per che altro? Per quale motivo lo stato si carica di tanto disturbo e spese? Molti anni fa degli uomini più saggi di me hanno deciso di tentare di eliminare dal nostro mondo le cause di ingiustizia e disuguaglianza. Hanno capito che la bruttezza fisica era motivo di odio e invidia. Così, incaricarono le menti scientifiche migliori e più brillanti di cancellare la bruttezza dall'umanità. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*I prodigi della chirurgia estetica venivano in genere utilizzati per rendere belle le persone; ma un osservatore attento avrebbe capito che il bisturi era stato usato anche su quei volti, per togliervi ogni traccia di individualità. ([[Marion Zimmer Bradley]])
*Invecchiando, io rivelo il mio carattere, non la mia morte. [...] Per il bene dell'umanità, bisognerebbe proibire la chirurgia cosmetica e considerare il [[Ritidectomia|lifting]] un crimine contro l'umanità. ([[James Hillman]])
*Io trovo che la chirurgia estetica sia ottima. Una volta io ero ''troppo'' carina, perciò ho fatto ridurre la mia bellezza qui e qui. (''[[ Futurama (terza stagione)|Futurama]]'')
*La faccia è il primo segno da cui prende le mosse l'etica di una società. [...] La faccia della persona matura è un atto di verità, mentre la maschera dietro cui si nasconde un volto trattato con la chirurgia è una falsificazione che lascia trasparire l'insicurezza di chi non ha il coraggio di esporsi alla vista con la propria faccia. Preferire una velina a una persona matura significa preferire l'anonimato di un corpo a un corpo formato da un carattere, che nell'età matura appare nella sua unicità, facendoci finalmente conoscere quel che davvero una persona è nella sua specifica unicità. [...] Finisce per dar corda a quel mito della giovinezza che visualizza la vecchiaia come anticamera della morte. ([[Umberto Galimberti]])
*Per quanto tu voglia amare te stessa, mi dispiace, ma vuoi anche avere un bell'aspetto. ([[Kaley Cuoco]])
*Sono a favore della chirurgia. Ma solo quando corregge difetti che creano complessi. Poi diventa una droga. ([[Anna Falchi]])
*– Sono rare le cose che vale la pena di rifare.<br>– Dici così perché non sei un chirurgo plastico! ([[Ellekappa]])
*Ufficio di Dylan Dog. Se avete un mostro da uccidere siamo al vostro servizio. Se siete un mostro, possiamo consigliarvi un ottimo specialista in chirurgia plastica. (''[[Dylan Dog]]'')
*''Vittima dell'inganno di questo... | secolo | che rincorre il mito di forme avvenenti | e di chirurgia estetica.'' ([[Carmen Consoli]])
*Vivremo in un mondo di statuette di Capodimonte. Tutte ugualmente lucide, uniformi, con proporzioni e sproporzioni ripetute in serie. La chirurgia estetica e i suoi miracoli sono a disposizione per far diventare tutti un po' più uguali tra loro. Il suo potere supera, oggi, quello della moda d'abbigliamento, del conformismo espressivo, del gusto spersonalizzato. Bambini, cani, vecchie carampane, uomini ipodotati, uomini normo o iper con qualche «ma» distante dalla regione pubica, donne giovani quasi belle o quasi brutte, polpacci, ginocchia, occhi a mandorla fisiologici o patologici, genitori premurosi, figli pretenziosi, spiccioli di intelligenza, maree di ignoranza e invidia. Un bell'insieme di mondo in viaggio verso la minuta speranza di cambiare i connotati attraverso cicatrici invisibili. Le statuette diventano tutte pronte e perfettamente omologate per essere piazzate in classiche composizioni come presepi, scene campestri, festine da ballo, botteghe del pizzicagnolo, studi televisivi, concorsi di bellezza, cartoline di vacanze al mare, consessi multietnici. ([[Mina (cantante)|Mina]])
==Voci correlate==
*[[Chirurgia]]
*[[Mastoplastica additiva]]
*[[Rinoplastica]]
*[[Ritidectomia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Chirurgia plastica]]
[[Categoria:Formazione medica]]
[[Categoria:Specialità mediche]]
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Angelo Nicotra
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Spinoziano
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'''Angelo Nicotra''' (1948 – 2024), doppiatore italiano.
==Citazioni di Angelo Nicotra==
*Il [[Doppiaggio|doppiatore]] è un attore, è un attore impegnato in un'attività di doppiaggio, ma è un attore. Non puoi fare il doppiaggio se non sei un attore.<ref name=AN>Da un'intervista di Nicola F. Marcaccini, ''Calliopea.it'', 2008. [https://www.youtube.com/watch?v=rrISiKNaWA4 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Io ricordo benissimo che quando si doppiava un film c'era una proiezione, si vedeva benissimo tutto il film, per capire che film facevi. Oggi no, oggi il direttore ti racconta la storia, ti dice poi qual è il tuo personaggio, ti spiega il personaggio ma tu non hai visto tutto il film. Invece prima c'era questa buona abitudine, di fare una proiezione prima di iniziare il doppiaggio, dove tu vedevi l'intero film e potevi veramente capire il momento in cui facevi quella scena quale momento era nel film.<ref name=AN />
*Io ultimamente ho visto molti colleghi invece che sono ospiti di trasmissioni anche importanti. Non molto tempo fa ho visto [[Francesco Pannofino]] che festeggiava i suoi cinquant'anni da [[Fabrizio Frizzi|Frizzi]] e ha parlato del doppiaggio, è stato intervistato da Frizzi. Una graziosissima e godibilissima intervista su Rai 1, mi sembra, o su Rai 2, non ricordo. Però io, mentre prima non c'era questa attenzione, questo interesse per il doppiaggio, noto che adesso invece c'è interesse, c'è attenzione per il doppiaggio. E la gente, vedo, quando vado al cinema che aspetta i titoli di coda, io mi auguro anche per leggere i nomi di chi sono i doppiatori, di chi ha realizzato, di chi ha fatto i dialoghi, di chi ha diretto il doppiaggio. Vedo che c'è interesse per il doppiaggio adesso, mentre prima era un lavoro più... che rimaneva un pochino più nel buio, diciamo.<ref name=AN />
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[La casa stregata]]'' (1982)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' (1942)
*''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961)
*''[[La corsa più pazza del mondo]]'' (1976)
*''[[Liberi armati pericolosi]]'' (1976)
*''[[Taxi Driver]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984)
*''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984)
*''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Platoon]]'' (1986)
*''[[Hellraiser (film)|Hellraiser]]'' (1987)
*''[[Essi vivono]]'' (1988)
*''[[Trappola di cristallo]]'' (1988)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[The Killer (film 1989)|The Killer]]'' (1989)
*''[[Allucinazione perversa]]'' (1990)
*''[[King of New York]]'' (1990)
*''[[Nikita (film)|Nikita]]'' (1990)
*''[[Alien³]]'' (1992)
*''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992)
*''[[Carlito's Way]]'' (1993)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[Santa Clause]]'' (1994)
*''[[Braveheart - Cuore impavido]]'' (1995)
*''[[Casinò (film)|Casinò]]'' (1995)
*''[[Forget Paris]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995)
*''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995)
*''[[Seven]]'' (1995)
*''[[Una cena quasi perfetta]]'' (1995)
*''[[Vampiro a Brooklyn]]'' (1995)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Schegge di paura]]'' (1996)
*''[[The Rock]]'' (1996)
*''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997)
*''[[Banzai]]'' (1997)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997)
*''[[Il collezionista]]'' (1997)
*''[[L'ombra del diavolo]]'' (1997)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[Il negoziatore]]'' (1998)
*''[[Out of Sight]]'' (1998)
*''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[Entrapment]]'' (1999)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Jakob il bugiardo (film 1999)|Jakob il bugiardo]]'' (1999)
*''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999)
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
*''[[28 giorni]]'' (2000)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[Cowboy Bebop - Il film]]'' (2001)
*''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Gangs of New York]]'' (2002)
*''[[Le spie (film 2002)|Le spie]]'' (2002)
*''[[Moonlight Mile - Voglia di ricominciare]]'' (2002)
*''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' (2002)
*''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002)
*''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003)
*''[[Collateral]]'' (2004)
*''[[Hellboy (film)|Hellboy]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004)
*''[[L'esorcista - La genesi]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[Saw - L'enigmista]]'' (2004)
*''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004)
*''[[A History of Violence]]'' (2005)
*''[[Domino (film 2005)|Domino]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[The Man - La talpa]]'' (2005)
*''[[Ben-Hur (film 2016)|Ben-Hur]]'' (2006)
*''[[Boygirl - Questione di... sesso]]'' (2006)
*''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' (2006)
*''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006)
*''[[The Prestige]]'' (2006)
*''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007)
*''[[Saw IV - Il gioco continua]]'' (2007)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[Blindness - Cecità]]'' (2008)
*''[[Io & Marley]]'' (2008)
*''[[Io vi troverò]]'' (2008)
*''[[Martyrs (film 2008)|Martyrs]]'' (2008)
*''[[Sette anime]]'' (2008)
*''[[La dura verità]]'' (2009)
*''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009)
*''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[L'immortale (film 2010)|L'immortale]]'' (2010)
*''[[Machete (film 2010)|Machete]]'' (2010)
*''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]'' (2010)
*''[[Jane Eyre (film 2011)|Jane Eyre]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare]]'' (2011)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[Transformers 3]]'' (2011)
*''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012)
*''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'' (2012)
*''[[Gli stagisti]]'' (2013)
*''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'' (2013)
*''[[Stoker]]'' (2013)
*''[[Annabelle (film)|Annabelle]]'' (2014)
*''[[Big Eyes]]'' (2014)
*''[[Guardiani della Galassia (film)|Guardiani della Galassia]]'' (2014)
*''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'' (2014)
*''[[Storie pazzesche]]'' (2014)
*''[[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]]'' (2014)
*''[[Il caso Spotlight]]'' (2015)
*''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)
*''[[Pixels (film 2015)|Pixels]]'' (2015)
*''[[Ted 2]]'' (2015)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'' (2017)
*''[[Il sacrificio del cervo sacro]]'' (2017)
*''[[Kong: Skull Island]]'' (2017)
*''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017)
*''[[La torre nera (film)|La torre nera]]'' (2017)
*''[[Okja]]'' (2017)
*''[[Maria Maddalena (film 2018)|Maria Maddalena]]'' (2018)
*''[[Atto di fede (film)|Atto di fede]]'' (2019)
*''[[The Midnight Sky]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
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====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Nausicaä della Valle del vento]]'' (1984)
*''[[I Cavalieri dello zodiaco: L'ardente scontro degli dei]]'' (1988)
*''[[Toy Story - Il mondo dei giocattoli]]'' (1995)
*''[[Princess Mononoke]]'' (1997)
*''[[Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa]]'' (1999)
*''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003)
*''[[Bionicle - La maschera della luce]]'' (2003)
*''[[Tokyo Godfathers]]'' (2003)
*''[[Coraline e la porta magica]]'' (2009)
*''[[Piovono polpette]]'' (2009)
*''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010)
*''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013)
*''[[Il viaggio di Arlo]]'' (2015)
{{div col end}}
====Serie animate====
*''[[Animaniacs]]'' (1993-1998)
*''[[Mignolo e Prof.]]'' (1995-1998)
*''[[Boogiepop Phantom]]'' (2000)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[San Paolo (miniserie televisiva)|San Paolo]]'' (2000)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000 - 2015)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - 2022)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nicotra, Angelo}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
hbeu8keszqsjeqfj79rsz2l9n1urvnl
Giorgio Lopez
0
136768
1427586
1423133
2026-09-27T09:57:05Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1427586
wikitext
text/x-wiki
'''Giorgio Lopez''' (1947 – 2021), doppiatore italiano.
==Citazioni di Giorgio Lopez==
*Il [[teatro]] è l'unica vera forma d'arte che personalmente mi affascina. È la possibilità di sondare lo spirito umano, di sperimentare come calandosi in un pozzo oscuro, le profondità dell'anima. Quello che ho fatto nella vita raramente mi ha dato queste opportunità, per questo quando posso cerco ancora.<ref name=GL>Da ''[http://www.cinetivu.com/doppiaggio/le-grandi-voci-del-doppiaggio-intervista-a-giorgio-lopez-esclusiva-cinetivu/ Le grandi voci del doppiaggio: intervista a Giorgio Lopez]'', a cura di Enzo Mauri, ''Cinetivù.com'', 3 aprile 2009.</ref>
*Io credo che un buon [[Doppiaggio|doppiatore]] debba essere una persona salda e determinata, sicura delle proprie attitudini e non diffidente. Deve sapersi abbandonare nelle giuste mani di un maestro. È che a volte mancano i maestri. Una bella voce è come tutte le cose belle, può non servire a niente.<ref name=GL />
*L'importante nel [[doppiaggio]], come nella recitazione in genere e forse nella vita, è essere sempre entro ciò che è misurabile ed attuabile, non andare oltre né fare troppo poco. Ciò che importa è insegnare l'essenzialità delle cose. Consiglio a tutti di vivere tutto con passione. È il modo migliore per dare un senso alla vita.<ref>Da ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/10/272669.shtml Intervista esclusiva a Giorgio Lopez]'', a cura di Daniela Sgambelluri, ''Supereva.it'', 27 ottobre 2006.</ref>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931)
*''[[Monkey Business - Quattro folli in alto mare]]'' (1931)
*''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'' (1939)
*''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Rambo]]'' (1982)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[Per vincere domani - The Karate Kid]]'' (1984)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Il giorno degli zombi]]'' (1985)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[I tre amigos!]]'' (1986)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[Good Morning, Vietnam]]'' (1987)
*''[[RoboCop (film 1987)|RoboCop]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Blob - Il fluido che uccide]]'' (1988)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[I gemelli]]'' (1988)
*''[[Karate Kid II - La storia continua]]'' (1988)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[Rambo III]]'' (1988)
*''[[Trappola di cristallo]]'' (1988)
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988)
*''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989)
*''[[Harry ti presento Sally]]'' (1989)
*''[[Karate Kid III - La sfida finale]]'' (1989)
*''[[C'era un castello con 40 cani]]'' (1990)
*''[[Tartarughe Ninja alla riscossa (film)|Tartarughe Ninja alla riscossa]]'' (1990)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Batman - Il ritorno]]'' (1992)
*''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'' (1992)
*''[[Nightmare Before Christmas]]'' (1993)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[Storia di una capinera (film)|Storia di una capinera]]'' (1993)
*''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994)
*''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994)
*''[[Hong Kong Express]]'' (1994)
*''[[Léon]]'' (1994)
*''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994)
*''[[True Lies]]'' (1994)
*''[[Ace Ventura - Missione Africa]]'' (1995)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Braveheart - Cuore impavido]]'' (1995)
*''[[Forget Paris]]'' (1995)
*''[[Nine Months - Imprevisti d'amore]]'' (1995)
*''[[Mars Attacks!]]'' (1996)
*''[[Matilda 6 mitica]]'' (1996)
*''[[Reazione a catena]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Alien - La clonazione]]'' (1997)
*''[[L.A. Confidential (film)|L.A. Confidential]]'' (1997)
*''[[La seconda guerra civile americana]]'' (1997)
*''[[L'uomo della pioggia]]'' (1997)
*''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'' (1998)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Il mondo non basta]]'' (1999)
*''[[La nona porta]]'' (1999)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
*''[[Mission: Impossible II]]'' (2000)
*''[[The Big Kahuna]]'' (2000)
*''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001)
*''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Il colpo]]'' (2001)
*''[[Il sarto di Panama]]'' (2001)
*''[[Rat Race]]'' (2001)
*''[[La maledizione dello scorpione di giada]]'' (2001)
*''[[Interstate 60]]'' (2002)
*''[[Moonlight Mile - Voglia di ricominciare]]'' (2002)
*''[[La morte può attendere]]'' (2002)
*''[[Panic Room (film)|Panic Room]]'' (2002)
*''[[Anything Else]]'' (2003)
*''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003)
*''[[Duplex - Un appartamento per tre]]'' (2003)
*''[[La giuria]]'' (2003)
*''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003)
*''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003)
*''[[Terra di confine - Open Range]]'' (2003)
*''[[Hellboy (film)|Hellboy]]'' (2004)
*''[[Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi]]'' (2004)
*''[[Melinda e Melinda]]'' (2004)
*''[[Mi presenti i tuoi?]]'' (2004)
*''[[The Assassination]]'' (2004)
*''[[The Terminal]]'' (2004)
*''[[Dreamer - La strada per la vittoria]]'' (2005)
*''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005)
*''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006)
*''[[Nativity]]'' (2006)
*''[[Vero come la finzione]]'' (2006)
*''[[14 anni vergine]]'' (2007)
*''[[La guerra di Charlie Wilson]]'' (2007)
*''[[Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie]]'' (2007)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[3ciento - Chi l'ha duro... la vince]]'' (2008)
*''[[Hellboy: The Golden Army]]'' (2008)
*''[[The Chaser]]'' (2008)
*''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009)
*''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009)
*''[[Obsessed (film)|Obsessed]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Il Grinta (film 2010)|Il Grinta]]'' (2010)
*''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010)
*''[[Uomini di Dio]]'' (2010)
*''[[Vi presento i nostri]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Melancholia]]'' (2011)
*''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011)
*''[[Melancholia]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[Freelancers]]'' (2012)
*''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'' (2012)
*''[[Gangster Squad]]'' (2013)
*''[[La fine del mondo (film 2013)|La fine del mondo]]'' (2013)
*''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013)
*''[[Snowpiercer]]'' (2013)
*''[[Solo gli amanti sopravvivono]]'' (2013)
*''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'' (2014)
*''[[Boxtrolls - Le scatole magiche]]'' (2014)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014)
*''[[The Program (film 2015)|The Program]]'' (2015)
*''[[Disobedience]]'' (2017)
*''[[Il buco (film 2019)|Il buco]]'' (2019)
*''[[L'uomo del labirinto (film)|L'uomo del labirinto]]'' (2019)
*''[[Piccole donne (film 2019)|Piccole donne]]'' (2019)
*''[[Storia di un matrimonio]]'' (2019)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Alla ricerca della Valle Incantata]]'' (1988)
*''[[Balto]]'' (1995)
*''[[Pocahontas (film 1995 Disney)|Pocahontas]]'' (1995)
*''[[Princess Mononoke]]'' (1997)
*''[[Shrek 2]]'' (2004)
*''[[Paprika - Sognando un sogno]]'' (2006)
*''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'' (2006)
*''[[Shrek terzo]]'' (2007)
*''[[Shrek e vissero felici e contenti]]'' (2010)
{{div col end}}
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957-1959)
*''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990-1991)
*''[[Willy, il principe di Bel-Air]]'' (1990-1996)
*''[[The Kingdom - Il regno]]'' (1994)
*''[[Siska]]'' (1998-2008)
*''[[A.D. - La Bibbia continua]]'' (2015)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Massimo Lopez]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Lopez, Giorgio}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Personaggio immaginario
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Danyele
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/* Citazioni */ +1
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{{Voce tematica}}
[[File:Robinson Crusoe Wyeth 1920.jpg|miniatura|Robinson Crusoe, personaggio di [[Daniel Defoe]] (Newell Convers Wyeth, 1920)]]
Citazioni sui '''personaggi immaginari'''.
==Citazioni==
*Alzarsi ogni mattina colle immagini vive del giorno innanzi davanti alla mente, scendere nello studio, tirar fuori dal cassetto dello scrittorio qualcuno di quei soliti personaggi {{NDR|de ''[[I promessi sposi]]''}}, disporli davanti a me come tanti burattini, osservarne le mosse, ascoltarne i discorsi, poi mettere in carta e rileggere, era per me un godimento così vivo come quello di una ''curiosità soddisfatta''. ([[Alessandro Manzoni]])
*Creare dei personaggi e abbandonarli al proprio destino! Ne è capace solo uno scrittore di gran classe! ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Creare dei personaggi vuol dire spalancare la porta alle contraddizioni, agli eccessi, alla malafede. Si sperimentano altre logiche. La letteratura pone domande. Raramente risponde. ([[Yasmina Reza]])
*Credo che solo l'assunzione totale e incondizionata del punto di vista di questo o quell'altro personaggio possa attivare il nucleo tragico del libro, e quindi il suo significato più profondo. ([[Danilo Soscia]])
*È dai fatti e dai gesti più banali che si deve cominciare a delineare un personaggio, come uno schizzo a grandi linee. ([[Marguerite Yourcenar]])
*È difficile interpretare un personaggio femminile che fa errori: ti odiano immediatamente. Non tutti i personaggi femminili devono essere simpatici. Tutti si chiedono sempre come rendere gradevole un personaggio femminile, invece siamo pieni di personaggi maschili sgradevoli. [...] anche le donne hanno dei difetti, fanno errori, tradiscono e non c'è niente di male, possiamo ancora amare questi personaggi, che anzi sono più interessanti, hanno grandi storie da raccontare. ([[Kaley Cuoco]])
*È la forza dei personaggi inventati, no? Non muoiono mai davvero, non se ne vanno per sempre. Ritornano, ogni volta che riprendiamo in mano le loro storie, restano con noi, perché hanno contribuito a renderci ciò che siamo. Ma è solo un'illusione: possiamo ripetere all'infinito la loro storia, rileggendola, e amandola ogni volta come la prima, ma una conclusione ce l'hanno anche loro. ([[Licia Troisi]])
*{{NDR|«Ha mai paura di essere troppo legata al suo personaggio?»}} È un rischio [...] ma bisogna saper stare al gioco anche su questo. Poi deve essere bravo tu a dimostrare che hai tanto altro da offrire. [...] l'importante è che sia io a scindere la Valentina persona dalla Valentina attrice: il mio è un mestiere spinoso che ti coinvolge tanto, ed è per questo che devi sempre tenerti stretta una fetta di realtà e di identità molto integra. {{NDR|«Le è mai capitato di portarsi un personaggio a casa?»}} Quando succede, non te ne rendi conto. È difficile essere lucidi in questo senso. ([[Valentina Romani]])
*I personaggi non devono essere altro che punti di vista: bisogna evitare la personalità a qualunque costo. [...] Appena si specifica l'età, i capelli ecc., s'insinua nel libro qualcosa di frivolo o di trascurabile. ([[Virginia Woolf]])
*I personaggi sono una estensione della personalità dell'autore. Rispecchiano molto spesso un lato che egli cerca di celare a se stesso. (''[[La casa che grondava sangue]]'')
*Il momento più divertente, ma anche più delicato, è la parte di approccio al personaggio, quando leggi per la prima volta la sceneggiatura, quando incontri il regista, gli altri attori, quando cominci a dare un volto alle battute. È il momento in cui cominci a capire cosa può raccontarti il personaggio, e cosa puoi dare tu in prestito. È come quando conosci una persona nuova e sei mosso dalla curiosità di conoscere la sua storia. ([[Valentina Romani]])
*In quanto ai miei personaggi, cerco di dare loro quello che darebbe una madre amorosa: prima di tutto rispetto per la loro libertà e il loro carattere, poi affetto, attenzione, ma sempre tenendo presente che sono esseri diversi da noi e anche un poco misteriosi. ([[Dacia Maraini]])
*Interpretiamo personaggi che non sono uguali a noi stessi. La vera bravura consiste nel non sapere nulla della vita di queste persone, del loro contesto sociale o del background, ma riuscire a trovare un modo per entrarci in sintonia e creare dei ritratti autentici. Ho interpretato prostitute, assassine, un uomo che vive nel corpo di una donna. Devo solo ricordare ciò che faccio. ([[Eve Hewson]])
*Io sono continuamente dentro il personaggio. Il giorno dopo penso ancora alle riprese del giorno precedente: avrei dovuto fare questo o quello in modo diverso? Perché il personaggio si comporta così, cosa sta pensando? Non riesco a lasciarlo andare. Almeno durante il periodo delle riprese, per me è estremamente difficile farlo. ([[Sibel Kekilli]])
*Mi affeziono a ogni personaggio, molto spesso sono distanti dal mio modo di essere, dai miei valori e dai miei modi di pensare e agire, per questo diventano importanti per me, diventano mie amiche. ([[Elisabetta Pellini]])
*Non si può creare un personaggio basandosi sulla semplice osservazione: se vogliamo che prenda vita dev'essere almeno in qualche misura una rappresentazione di noi stessi. ([[William Somerset Maugham]])
*Ogni personaggio è una nuova storia, un nuovo percorso, una nuova avventura. Di recente mi sono ritrovata a piangere di gioia per la contentezza di fare questo mestiere {{NDR|l'attrice}}. ([[Matilda Lutz]])
*Penso che non si possano creare dei personaggi senza aver studiato a fondo gli uomini, come non si può parlare una lingua che a patto di averla imparata seriamente. ([[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]])
*Quando finisci di lavorare, dopo aver passato ore e ore a interpretare un personaggio, te lo devi dimenticare subito. Se menti nella vita la gente non te lo perdona. ([[Juno Temple]])
*Quando interpreti un personaggio, devi essere mentalmente libero e quindi devi mettere da parte i tuoi giudizi personali. Può essere pericoloso perché si possono perdere alcuni aspetti, caratteristiche, anche solo sfumature, del personaggio. ([[Philip Seymour Hoffman]])
*Quando le chiedono come nasce un suo romanzo, la donna dai capelli corti risponde che tutto comincia con un personaggio che bussa alla sua porta. Lei apre. Il personaggio entra, si siede. Lei prepara un caffè; qualche volta ci saranno pure dei biscotti appena fatti o del pane e burro con un poco di sale spruzzato sopra, per chi preferisce il salato al dolce. Il personaggio berrà il caffè che gli viene offerto. Sgranocchierà un biscotto o due. Alcuni fra di loro timidamente dicono di preferire un tè a quell'ora del pomeriggio e vorrebbero assaggiare quella marmellata di albicocche per cui è conosciuta fra gli amici. L'autrice preparerà un tè che potrà essere alla menta, o al gelsomino, con il limone o col latte, secondo i gusti. Aprirà il barattolo della marmellata di albicocche e ci infilerà dentro un cucchiaio perché il visitatore si serva a suo piacere. Il personaggio sorbirà il tè, guardandosi intorno e poi racconterà la sua storia. Qualcuno pretenderà di accendersi una sigaretta. E la donna dai capelli corti, per non essere sgarbata con l'ospite, si limiterà ad allontanare la sedia o ad aprire un poco la finestra.<br>Dopo avere bevuto, mangiato e raccontato le sue vicende, il personaggio di solito saluta e se ne va. La donna dai capelli corti lo contempla mentre si dilegua, con una precoce nostalgia per la sua lontananza. Ma qualcosa non ha quagliato in quell'incontro e lei si limiterà a pensare: peccato, avrei potuto conoscerlo meglio! Non ne farà una malattia.<br>Se invece il personaggio in visita, finito di bere il suo tè, di mangiare il suo pane e burro e la sua marmellata di albicocche, la pregherà di poter restare ancora un poco; se, essendosi sgranchito le gambe camminando per la stanza, le chiederà un divano su cui distendersi; e se, avendo riposato una mezz'ora, pretenderà un bicchiere d'acqua fresca e poi riprenderà a narrarle i dettagli della sua storia; e se verso le nove di sera troverà naturale cenare al suo tavolo, e quindi, dopo avere diviso con lei un piatto di spaghetti all'olio e parmigiano, avere bevuto un bicchiere di vino rosso e avere sbucciato e rosicchiato una mela, le chiederà anche un letto per dormire, be', vuol dire che quel personaggio si è accampato stabilmente nella casa della sua immaginazione e non intende andare via. La mattina dopo infatti reclamerà una tazza di latte e caffè, del pane spalmato di quella marmellata che piace tanto agli amici, forse perché non è troppo dolce e ha un sapore delicato di albicocche e ginepro. Continuerà a narrarle i particolari di una storia che diventerà man mano più complicata e dettagliata. A questo punto sarà chiaro che è venuto il momento di scrivere un nuovo romanzo. ([[Dacia Maraini]])
*Quello che cerco è l'autenticità. E ne trovo molta di più tra la gente per strada che tra gli attori professionisti. In Svezia ci sono dieci milioni di abitanti, quindi ci sono anche dieci milioni di personaggi. ([[Roy Andersson (regista)|Roy Andersson]])
*Se ti eserciterai ad essere immaginario per qualche tempo, capirai che i personaggi immaginari sono talora più reali delle persone con un corpo e i battiti cardiaci. ([[Richard Bach]])
===[[Luigi Pirandello]]===
*Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! [...] Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità!
*Ogni fantasma, ogni creatura d'arte, per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d'essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere.
*Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant'altre situazioni in cui l'autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l'autore non si sognò mai di dargli!
==Voci correlate==
*[[Immaginazione]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi tipo]]
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Emanuela Rossi
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Spinoziano
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'''Emanuela Rossi''' (1959 – vivente), doppiatrice e attrice italiana.
==Citazioni di Emanuela Rossi==
*A volte capita di ritrovare la nostra vita nelle frasi pronunciate in un doppiaggio. A volte mi succede di fare mie le parole di un personaggio che sto doppiando. È come un entrare e uscire continuamente dalle parti. Spesso gli amici mi chiedono: "Ma sei tu, o stai recitando?". Il fatto è che fare questa professione significa assorbire emozioni e sentimenti, e anche doppiando ti rimane qualcosa dell'interpretazione.<ref name="Sgambelluri">Da Daniela Sgambelluri, ''[https://web.archive.org/web/20090623055929/http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/08/264940.shtml Intervista esclusiva ad Emanuela Rossi]'', ''supereva.it''</ref>
*{{NDR|"Come ti ha conquistata [[Francesco Pannofino]]?"}} Con la voce. Non l'ho guardato e mi sono detta: ”Ma chi c'è, [[George Clooney]]?" Poi ho visto che era Francesco. I nostri appuntamenti erano sempre al buio, della sala doppiaggio. Perché noi ci siamo conosciuti proprio in sala doppiaggio.<ref>Dall'intervista di Gianfranco Gramola, ''[http://www.intervisteromane.net/interviste%20pronte%203/emanuela_rossi.htm Emanuela Rossi]'', ''intervisteromane.net'', 23 aprile 2012.</ref>
*{{NDR|Parla di [[Renzo Montagnani]]}} Ero molto piccola quando lo conobbi, lui era già grande però senza ombra di dubbio posso affermare che doppiò egregiamente il personaggio di Romeo,<ref>Il protagonista de ''[[Gli Aristogatti]]''.</ref> considerando che lui non era neanche di Roma, bensì toscano, quindi a parer mio svolse un lavoro che solo un grande attore come lui sarebbe stato in grado di fare.<ref name=mondo>Da Alessandro Germani, Simone Poletto e Riccardo Sorrentino (a cura di), ''[https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/interviste/erossi.htm Intervista ad Emanuela Rossi]'', ''antoniogenna.net'', novembre 2005.</ref>
*Il doppiaggio è un mestiere nell'ombra, ma mi rendo conto che suscita molta curiosità e affetto e questo per me è una grande gioia.<ref name="Sgambelluri"/>
*{{NDR|Parla di [[Romano Malaspina]]}} Quando lavoravamo a queste serie<ref>''UFO Robot Goldrake'' e ''[[Jeeg robot d'acciaio]]''.</ref> lui si metteva distante dal leggio, dove per l'enfasi che ci metteva sembrava che davvero dal braccio gli uscissero delle lame!<ref name=mondo />
{{Int|''[https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi/ Emanuela Rossi]''|''eccellenzeitaliane.eu''.}}
*Chi ha il sacro fuoco e vuole approcciarsi a questo lavoro deve mettersi in testa che occorre studiare... Un lavoro molto duro, se vuoi farlo bene; e anche se lo fai meno bene, con meno attitudine e qualità, richiede comunque un approccio serio.
*Ho avuto la fortuna di cominciare da bambina, di entrare in questo mondo quando il [[doppiaggio]] era a un altro livello professionale, in un'epoca in cui potevi conoscere professionisti straordinari, molti dei quali provenienti dal teatro; e ho imparato il mestiere da "voci famose", che hanno conferito onore e prestigio a questo lavoro.
*Il mio lavoro mi ha sempre molto appassionata, anche quand'ero molto giovane. Uscivo da scuola, entravo dentro casa e chiedevo a mia madre: "Mi hanno chiamato? Oggi devo andare a lavorare?". Da un certo punto di vista è stata un po' una fortuna, perché per me era come un gioco: non ho mai sentito il peso del lavoro; oggi, ripensandoci, so che tutto questo, in qualche modo, ha un po' deviato quello che poteva essere il corso naturale della mia infanzia e dell'adolescenza.
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attrice===
*''[[7 km da Gerusalemme]]'' (2007)
===Doppiatrice===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[Godzilla - Furia di mostri]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'' (1975)
*''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]'' (1976)
*''[[Casotto (film)|Casotto]]'' (1977)
*''[[Maladolescenza]]'' (1977)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
*''[[Suspiria]]'' (1977)
*''[[Avere vent'anni]]'' (1978)
*''[[Halloween, la notte delle streghe]]'' (1978)
*''[[All That Jazz - Lo spettacolo continua]]'' (1979)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'' (1981)
*''[[Blade Runner]]'' (1982)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Condannato a morte per mancanza di indizi]]'' (1983)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Mai dire mai (film)|Mai dire mai]]'' (1983)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Scarface]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Interno berlinese]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Brivido (film 1986)|Brivido]]'' (1986)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Howard e il destino del mondo]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987)
*''[[Il signore del male]]'' (1987)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Mannequin]]'' (1987)
*''[[Amici, complici, amanti]]'' (1988)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989)
*''[[Weekend con il morto]]'' (1989)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Giorni di tuono]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Tremors]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[Insieme per forza (film 1991)|Insieme per forza]]'' (1991)
*''[[La leggenda del re pescatore]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Luna di fiele]]'' (1992)
*''[[Mato Grosso (film)|Mato Grosso]]'' (1992)
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[Fusi di testa 2]]'' (1993)
*''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Bad Boys]]'' (1995)
*''[[Facile preda]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Mortal Kombat (film)|Mortal Kombat]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Moll Flanders (film)|Moll Flanders]]'' (1996)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Cop Land]]'' (1997)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Harry a pezzi]]'' (1997)
*''[[Il domani non muore mai]]'' (1997)
*''[[Jackie Brown]]'' (1997)
*''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997)
*''[[Perdita Durango]]'' (1997)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[Analisi di un delitto]]'' (1999)
*''[[Echi mortali]]'' (1999)
*''[[Gioco a due]]'' (1999)
*''[[Il mondo non basta]]'' (1999)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[Matrix]]'' (1999)
*''[[Ogni maledetta domenica]]'' (1999)
*''[[Il Grinch]]'' (2000)
*''[[Un dono semplice]]'' (2000)
*''[[Codice: Swordfish]]'' (2001)
*''[[Driven]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[In the Bedroom]]'' (2001)
*''[[L'altra metà dell'amore]]'' (2001)
*''[[L'ultimo sogno]]'' (2001)
*''[[La morte può attendere]]'' (2002)
*''[[Signs]]'' (2002)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[La giuria]]'' (2003)
*''[[Matrix Reloaded]]'' (2003)
*''[[Matrix Revolutions]]'' (2003)
*''[[Monte Walsh - Il nome della giustizia]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3]]'' (2003)
*''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[L'esorcista - La genesi]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'' (2004)
*''[[La famiglia omicidi]]'' (2005)
*''[[Natale a Miami]]'' (2005)
*''[[Partnerperfetto.com]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Vero come la finzione]]'' (2006)
*''[[Grindhouse - A prova di morte]]'' (2007)
*''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[Saw IV - Il gioco continua]]'' (2007)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[Un ponte per Terabithia]]'' (2007)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[The Wrestler]]'' (2008)
*''[[Vicky Cristina Barcelona]]'' (2008)
*''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'' (2008)
*''[[I Love Shopping]]'' (2009)
*''[[Saw VI - Credi in lui]]'' (2009)
*''[[Alice in Wonderland]]'' (2010)
*''[[Codice Genesi]]'' (2010)
*''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011)
*''[[Dark Shadows]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Blue Jasmine]]'' (2013)
*''[[Cose nostre - Malavita]]'' (2013)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013)
*''[[Thor: The Dark World]]'' (2013)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'' (2014)
*''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015)
*''[[Lo stagista inaspettato]]'' (2015)
*''[[La corrispondenza]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Ant-Man and the Wasp]]'' (2018)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
*''[[Unplanned - La storia vera di Abby Johnson]]'' (2019)
*''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
*''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021)
*''[[La jefa]]'' (2022)
*''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023)
*''[[The Piper (film 2023)|The Piper]]'' (2023)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Le follie dell'imperatore]]'' (2000)
*''[[Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi]]'' (2004)
*''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004)
*''[[Bolt - Un eroe a quattro zampe]]'' (2008)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Pinocchio (film 2012)|Pinocchio]]'' (2012)
*''[[Ribelle - The Brave]]'' (2012)
{{div col end}}
====Serie animate====
*''[[Jeeg robot d'acciaio]]'' (1975-1976)
*''[[UFO Robot Goldrake]]'' (1975-1977)
*''[[I Simpson]]'' (1998-2001)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1979)
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[I Soprano]]'' (1999-2007)
*''[[Una mamma per amica]]'' (2000-2007; 2016)
*''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001-2006)
*''[[Paso adelante]]'' (2002-2005)
*''[[Madre Teresa (miniserie televisiva)|Madre Teresa]]'' (2003)
*''[[Elisa di Rivombrosa]]'' (2003-2005)
*''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2005-2008)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004-2012)
*''[[The L Word]]'' (2004-2009)
*''[[Luther (serie televisiva)|Luther]]'' (2010-2019)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019)
*''[[Jessica Jones (serie televisiva)|Jessica Jones]]'' (2015-2019)
*''[[Supergirl (serie televisiva)|Supergirl]]'' (2015-2021)
*''[[L'onore e il rispetto]]'' (2015-2017)
*''[[I Medici]]'' (2016-2019)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Fabio Boccanera]], cugino
*[[Laura Boccanera]], cugina
*[[Emanuela D'Amico]], cugina
*[[Francesco Pannofino]], marito
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]], fratello
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rossi, Emanuela}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Discussioni utente:One Sun Mirror
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Tiziana Avarista
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'''Tiziana Avarista''' (1962– vivente), doppiatrice italiana.
==Citazioni di Tiziana Avarista==
*{{NDR|[[Lucy Liu]]}} è un'attrice con la quale ho affinità, nel senso che non mi è difficile doppiarla. A volte ti capitano dei personaggi o comunque degli attori con i quali fai fatica ad entrare in sintonia, a respirare come loro, quindi devi lavorarci un pochino di più. Con lei è stato tutto abbastanza semplice. Ho cominciato con lei con ''[[Charlie's Angels]]'' che è stato quasi un gioco: il film era divertente ed ero in sala con le mie amiche [[Eleonora De Angelis]] e [[Rossella Acerbo]]… eravamo le Charlie's Angels dopo averle viste per tanti anni in televisione. È stato un approccio semplice.<ref name=ava>Da [http://www.cineforumimperia.it/file/cine_RUBRICHE/rub_interviste/avarista.html ''Intervista a Tiziana Avarista''], ''cineforumimperia.it''.</ref>
*Nel futuro mi piacerebbe rifare [[Anne Hathaway]], [...] perché è un'attrice che amo molto. La trovo intelligente, con una gran bella recitazione associata poi a questo viso stupendo, a questo corpo meraviglioso di giovane attrice americana. Io l'ho doppiata in un ruolo drammatico {{NDR|''[[Rachel sta per sposarsi]]''}} ma mi piacerebbe doppiarla anche quando fa la commedia perché la trovo una grande attrice di commedia.<ref name=ava />
*Penso che {{NDR|[[Maggie Gyllenhaal]]}} sia un'attrice molto intelligente [...], ha fortissima ironia che sopperisce spesso a quella che può sembrare una sua assenza di mobilità. In realtà è un'attrice con molto spessore: lavora su delle linee e sui dei toni molto sofisticati. Tra l'altro credo che abbia una filmografia molto interessante: l'ho doppiata in ''[[Secretary]]'' e in ''[[Vero come la finzione]]'' dove lei esce come un'attrice straordinariamente forte. Mi è piaciuta doppiarla anche ne ''[[Il Cavaliere Oscuro]]''; anche perché quando da film indipendenti, piccoli, tutti fatti di grandi dialoghi, si passa a un film di quella dimensione… il passaggio è interessante. A me è piaciuto doppiarla anche in quella occasione sebbene fosse ruolo inevitabilmente molto dimesso, molto triste... mancava della brillantezza che generalmente sfoggia in altre interpretazioni dove è sempre piena di verve, piena di cambi repentini. Qui il ruolo la richiedeva da ''amor fou'', amore fatale, il grande amore di Batman, quindi un minimo di mistero doveva averlo anche lei.<ref name=ava />
*Quando mi sono trasferita a Roma ho conosciuto delle persone che facevano doppiaggio e ho imparato anche questo mestiere. È stata un po' una scommessa, un gioco che poi è diventato un mestiere vero e proprio. Ora lo associo sempre all'attività teatrale, per cui mi divido equamente tra palcoscenico e sala di doppiaggio.<ref name=ava />
*Se devo trovare proprio una caratteristica, le donne asiatiche devono essere molto guardate, più delle donne occidentali, perché comunicano qualcosa attraverso lo sguardo. Noi guardiamo sempre gli occhi di chi doppiamo, per capire interiormente che cosa passa, ma loro vanno analizzate un pochino di più, hanno un che di enigmatico a noi un po' più ignoto.<ref name=ava />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[Impatto imminente]]'' (1993)
*''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[I Flintstones (film)|I Flintstones]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Il primo cavaliere]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[La giusta causa]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Sabrina (film 1995)|Sabrina]]'' (1995)
*''[[Primo contatto]]'' (1996)
*''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997)
*''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998)
*''[[Geremia il profeta]]'' (1998)
*''[[Dogma (film)|Dogma]]'' (1999)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[L'uomo bicentenario]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[Return to Me]]'' (2000)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[Blow]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Il destino di un cavaliere]]'' (2001)
*''[[Nella morsa del ragno - Along Came a Spider]]'' (2001)
*''[[Original Sin (film)|Original Sin]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'' (2001)
*''[[Il cubo 2 - Hypercube]]'' (2002)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[John Q]]'' (2002)
*''[[Secretary]]'' (2002)
*''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[Terminator 3 - Le macchine ribelli]]'' (2003)
*''[[Hellboy (film)|Hellboy]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004)
*''[[Domino (film 2005)|Domino]]'' (2005)
*''[[Dreamer - La strada per la vittoria]]'' (2005)
*''[[The Man - La talpa]]'' (2005)
*''[[The Weather Man - L'uomo delle previsioni]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[Vero come la finzione]]'' (2006)
*''[[Il caso Thomas Crawford]]'' (2007)
*''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007)
*''[[Saw IV]]'' (2007)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008)
*''[[Redbelt]]'' (2008)
*''[[Strafumati]]'' (2008)
*''[[Zohan - Tutte le donne vengono al pettine]]'' (2008)
*''[[2012 (film)|2012]]'' (2009)
*''[[Angeli e demoni]]'' (2009)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[La dura verità]]'' (2009)
*''[[The Informant!]]'' (2009)
*''[[L'immortale (film 2010)|L'immortale]]'' (2010)
*''[[The Karate Kid - La leggenda continua]]'' (2010)
*''[[Anonymous]]'' (2011)
*''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[La fine del mondo (film 2013)|La fine del mondo]]'' (2013)
*''[[La migliore offerta]]'' (2013)
*''[[Machete Kills]]'' (2013)
*''[[Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie]]'' (2014)
*''[[Godzilla (film 2014)|Godzilla]]'' (2014)
*''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[The Witch (film 2015)|The Witch]]'' (2015)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019)
*''[[Notizie dal mondo]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[I miei vicini Yamada]]'' (1999)
*''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy]]'' (2001)
*''[[Kung Fu Panda]]'' (2008)
*''[[Kung Fu Panda 2]]'' (2011)
*''[[Kung Fu Panda 3]]'' (2016)
*''[[Pinocchio di Guillermo del Toro]]'' (2022)
===Serie animate===
*''[[Boogiepop Phantom]]'' (2000)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015)
*''[[Paso adelante]]'' (2002-2005)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003-2008)
*''[[The L Word]]'' (2004-2009)
*''[[Criminal Minds]]'' (2005-in corso)
*''[[Knight Rider]]'' (2008-2009)
*''[[The Mentalist]]'' (2008-2015)
*''[[White Collar]]'' (2009-2014)
*''[[The Glades]]'' (2010-2013)
*''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013-2018)
*''[[Messiah (serie televisiva 2020)|Messiah]]'' (2020)
*''[[Inside Man (serie televisiva)|Inside Man]]'' (2022)
{{div col end}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Avarista, Tiziana}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Vincent Gallo
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text/x-wiki
[[File:Vincent-Gallo-2.jpg|thumb|Vincent Gallo nel 2010]]
'''Vincent Gallo''' (1961 – vivente), attore, regista, sceneggiatore, musicista, pittore ed ex-modello statunitense.
==Citazioni di Vincent Gallo==
*Non sono mai stato una persona popolare, ma non importa. Ho tutto ciò che voglio nella mia vita. Non sono una trovata pubblicitaria ambulante. Non sono un anarchico, o un amareggiato. Non sto cercando di essere sovversivo. Voglio soltanto rimanere indifeso, non protetto dalla paura,
:''I've never been a popular person, but it doesn't matter. I have everything in my life that I want. I'm not a walking publicity stunt. I'm not an anarchist, or bitter. I'm not trying to be subversive. I just try to remain unguarded, unprotected by fear.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.independent.co.uk/news/people/profiles/vincent-gallo-i-am-available-all-women-ndash-all-women-who-can-afford-me-1989482.html Vincent Gallo: "I am available to all women; all women who can afford me, that is"]'', ''independent.co.uk'', 23 ottobre 2011.</ref>
*Sono una specie di maniaco e non posso uscirne.
:''I'm sort of like a maniac, and I can't get out of it.''<ref>{{en}} Citato in Andrew Smith, ''[https://www.theguardian.com/film/2001/sep/30/features.magazine Buffalo boy]'', ''theguardian.com'', 30 Settembre 2001 .</ref>
*{{NDR|Su ''[[Buffalo '66]]''}} Volevo disperatamente, così disperatamente fare un musical. Volevo solo realizzare un film che fosse impercettibilmente un musical davvero unico.
:''I wanted desperately, desperately, to make a musical; I just wanted to make a very unique, subtle musical.''<ref>{{en}} Citato in Oliver Lunn, ''[https://i-d.vice.com/en_uk/article/8xdz4v/vincent-gallo-buffalo-66 Things you didn't know about Vincent Gallo's Buffalo '66]'', ''i-d.vice.com'', 13 marzo 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Il valzer del pesce freccia]]'' (1993)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Fratelli (film 1996)|Fratelli]]'' (1996)
*''[[Buffalo '66]]'' (1998)
===Regista===
*''[[Buffalo '66]]'' (1998)
===Sceneggiatura===
*''[[Buffalo '66]]'' (1998)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Gallo, Vincent}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Modelli statunitensi]]
[[Categoria:Musicisti statunitensi]]
[[Categoria:Pittori statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi
|genere= commedia nera/fantastico
|regista=[[Brad Silberling]]
|sceneggiatore=[[Robert Gordon]]
|attori=
* [[Jim Carrey]]: conte Olaf
* [[Emily Browning]]: Violet Baudelaire
* [[Liam Aiken]]: Klaus Baudelaire
* [[Kara Hoffman]]: Sunny Baudelaire
* [[Shelby Hoffman]]: Sunny Baudelaire
* [[Timothy Spall]]: Arthur Poe
* [[Meryl Streep]]: zia Josephine
* [[Billy Connolly]]: zio Montgomery "Monty" Montgomery
* [[Luis Guzmán]]: uomo calvo, uno degli sgherri del conte
* [[Jamie Harris]]: uomo con gli uncini, uno degli sgherri del conte
* [[Craig Ferguson]]: persona dal sesso indeterminato, uno degli sgherri del conte
* [[Jennifer Coolidge]]: donna dalla faccia bianca 1, uno degli sgherri del conte
* [[Jane Adams (attrice 1965)|Jane Adams]]: donna dalla faccia bianca 2, uno degli sgherri del conte
* [[Cedric the Entertainer]]: detective
* [[Catherine O'Hara]]: giudice Strauss
* [[John Dexter (attore)|John Dexter]]: Gustav
* [[Dustin Hoffman]] (non accreditato): critico teatrale
|doppiatori originali= * [[Jude Law]]<ref>Il personaggio è impersonato fisicamente dall'attore [[James Henderson]], che però è sempre inquadrato in penombra e mai in volto</ref>: Lemony Snicket
|doppiatori italiani = * [[Roberto Pedicini]]: conte Olaf
* [[Letizia Ciampa]]: Violet Baudelaire
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Klaus Baudelaire
* [[Roberto Stocchi]]: Arthur Poe
* [[Maria Pia Di Meo]]: zia Josephine
* [[Stefano De Sando]]: zio Montgomery "Monty" Montgomery
* [[Fabrizio Vidale]]: uomo calvo
* [[Claudio Fattoretto]]: detective
* [[Graziella Polesinanti]]: giudice Strauss
* [[Giorgio Lopez]]: critico teatrale
* [[Adriano Giannini]]: Lemony Snicket
|note=
*Vincitore del '''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (2005)''' per il miglior trucco
}}
'''''Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi''''', film del 2004 con [[Jim Carrey]], regia di [[Brad Silberling]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Mi rincresce dire che questo non è il film che vedrete. Il film che state per vedere è estremamente sgradevole. Se desiderate vedere un film su un piccolissimo elfo, sicuramente ci sono dei posti liberi nella sala due. Tuttavia, se vi piacciono le storie di orfani astuti, e ragionevolmente gradevoli, di incendi sospetti, di sanguisughe carnivore, di cibo italiano e organizzazioni segrete, allora restate. Mentre io ricostruisco ogni singolo, doloroso passo dei ragazzi Baudelaire. Mi chiamo Lemony Snicket, ed è mio triste compito riferire questo racconto. ('''Lemony Snicket''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*Violet Baudelaire, la maggiore, era una delle più brillanti inventrici quattordicenni del mondo. Chiunque conoscesse bene Violet, sapeva che stava inventando qualcosa quando i suoi lunghi capelli erano raccolti con un nastrino. In un mondo di oggetti abbandonati e di materiali scartati, Violet sapeva che c'era sempre qualcosa. Qualcosa che poteva trasformare in quasi ogni congegno per quasi ogni occasione. E per collaudare le sue invenzioni, nessuno era più adatto di suo fratello. Klaus Baudelaire, quello di mezzo, amava i libri, o meglio, le cose che imparava dai libri. I coniugi Baudelaire avevano un'enorme biblioteca nella loro magione una stanza zeppa di migliaia di libri su quasi ogni argomento. Nulla rallegrava Klaus più del trascorrere un pomeriggio a riempirsi la testa del loro contenuto. E tutto ciò che leggeva, ricordava. Sunny, la minore, aveva un interesse diverso. Si dilettava a mordere le cose, e aveva quattro dentini affilatissimi. C'era ben poco che a Sunny non piacesse mordere. Sunny aveva un'età in cui ci si esprime soprattutto con una serie gridolini incomprensibili, ad esempio {{NDR|Sunny emette uno dei suddetti gridolini}} Che probabilmente significava "Guardate quella figura misteriosa che emerge dalla nebbia!". O forse: "Come mai un banchiere come il signor Poe arranca sulla sabbia per venire da noi a Spiaggia Salmastra?" ('''Lemony Snicket''')
*Ragazzi. Temo di dovervi informare di un evento estremamente sfortunato. Mi duole moltissimo dirvi che i vostri genitori sono periti in un incendio che ha distrutto la vostra intera dimora. ('''Signor Poe''')
*Se avete mai perso una persona a voi cara, allora sapete cosa si prova. Ma se non è così, non l'immaginate neanche lontanamente. ('''Lemony Snicket''')
*Nessuno conosce la causa esatta dell’incendio dai Baudelaire. I miei colleghi e io svolgemmo le indagini più accurate, ma scoprimmo solo che l’incendio era stato appiccato da una grande distanza, tramite la rifrazione e la convergenza della luce. E in pochi attimi, l’intera casa fu in fiamme. E inspiegabili, quanto l’origine delle fiamme, altri misteri si schiusero davanti agli occhi dei ragazzi. Ogni famiglia ha i suoi segreti. Porte lasciate chiuse. Ma ora Klaus si rendeva conto che la più piccola scoperta scatenava nella sua testa un vortice di domande: cosa ci faceva questo cannocchiale sulla scrivania di suo padre? C’erano altri segreti nella vita dei loro genitori che dovevano ancora essere rivelati? Domande che ora temeva non avrebbero mai trovato risposta. E in un attimo, i ragazzi Baudelaire divennero gli orfani Baudelaire. ('''Lemony Snicket''')
*Io ho tentato di avvertirvi. È Il momento opportuno per uscire dal cinema, dal salotto, o dall’aereo dove questo film viene proiettato. Non è troppo tardi per vedere un film su un piccolo elfo felice. ('''Lemony Snicket''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Oh, Petunia, mi mancherai tanto...sei una brava ragazza, non è vero? Una bella ragazza, lo sei, sì lo sei, mh? Oh, sì, lo sei. ('''Montgomery Montgomery''')
*È una cosa curiosa, la morte di una persona cara. È come salire le scale al buio per andare in camera da letto e credere che ci sia ancora uno scalino. Il tuo piede cade nel vuoto, e c'è un nauseante momento di tetra sorpresa. ('''Lemony Snicket''')
*Ah, io sono un mostro. Io sono un mostro? Lei è un mostro. Questi ragazzi hanno tentato di dirglielo ma lei non ha ascoltato, nessuno mai ascolta i ragazzi. Voi vi credete innocenti, e siete complici. Ma questo certificato dice che io ho il patrimonio ora! E non c’è nulla che possiate fare ormai! {{NDR|si rivolge a Violet}} Che ne dici? Troppo diabolico? Senza peli sulla lingua! ('''Conte Olaf''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Conte Olaf''': Oh! Mia cara... {{NDR|guarda i disegnini che ha sulle mani dei bambini con I loro nomi sotto}} Violet. Enchanté. <br /> '''Violet''': Uhm... Tanto piacere. <br /> ''' Conte Olaf''': E questo deve essere Klaus. {{NDR|afferra il viso di Klaus e lo guarda da entrambi i lati}} Il giovane Klaus. Il tuo lato destro è il migliore. {{NDR|mentre esamina Klaus si accorge della presenza di Sunny}} Eh... questa cos'è? <br /> '''Sunny''' {{NDR|gridolino, sottotitolato}}: Sono Sunny. <br /> '''Conte Olaf''': Spiacente. Non parlo ''macaco''! {{NDR|imitando un bambino}} Banana? <br /> '''Sunny''' {{NDR|grugnisce, sottotitolato}}: Non sono un macaco! <br /> '''Violet''': Sunny è nostra sorella. <br /> '''Conte Olaf''': Devo dire che siete un gruppetto malinconico. Perché quelle facce? <br /> '''Klaus''': Sono morti i nostri genitori. <br /> ''' Conte Olaf''': Ah, si, certo. Che grande, grande tragedia. Fermi! Permettetemi di rifarla! Ridammi la battuta! Presto, finché ce l'ho ancora in mente. <br /> '''Klaus''' {{NDR|confuso}}: Sono morti i nostri... genitori? <br />''' Conte Olaf''' {{NDR|Falsamente sconvolto}}: Oh sì! <br /> '''Sunny''' {{NDR|gridolino, sottotitolato}}: Che mammalucco! <br /> '''Conte Olaf''': Signor Poe... Crescerò questi orfani come se fossero davvero desiderati. Lei lo definirebbe un fardello. Un sacrificio. E si sbaglierebbe, signore! Dovrebbe vergognarsi di sé stesso! Che idea! Comunque, dove firmo per il patrimo... voglio dire, i ragazzi. <br /> '''Signor Poe''': Oh, non le sarà concessa ufficialmente la tutela fino all'udienza di giovedì mattina. <br /> '''Conte Olaf''' {{NDR|a denti stretti}}: E che ci faccio con questi fino ad allora? <br /> '''Signor Poe''': Come prego?
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Caro lettore, al mondo ci sono persone che non conoscono né sofferenza, né pena, e traggono conforto da allegri film su cinguettanti uccellini e ridacchianti elfi. Ci sono persone che sanno che c'è sempre un mistero da risolvere, e traggono conforto nel ricercare e appuntare qualunque indizio importante. Ma questa storia non riguarda tali persone. Questa storia riguarda i Baudelaire, e loro sono genere di persone che sanno che c'è sempre qualcosa: qualcosa da inventare, qualcosa da leggere, qualcosa da mordere e qualcosa da fare per creare un rifugio, per quanto piccolo. Per questo motivo, sono felice di dire che i Baudelaire erano molto fortunati. ('''Lemony Snicket''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia nera]]
[[Categoria:Film fantastici]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Michele Gammino
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text/x-wiki
[[File:Michele Gammino Confessione di un commissario (cropped).png|thumb|Michele Gammino nel film ''Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica'' (1971)]]
'''Michele Gammino''' (1941 – vivente), attore, doppiatore, direttore del doppiaggio e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Michele Gammino==
*In occasione del doppiaggio di un suo {{NDR|[[Damiano Damiani]]}} film, che era ''[[La Sposa più bella]]'', che era tratto sulla storia di Franca Viola, la prima che rifiutò di sposare il suo stupratore o per lo meno, insomma quello che era chiamato come autore della ''fuitina'' di una volta così si chiamava, che era Alessio Orano ed era il primo film di [[Ornella Muti]] che era la protagonista e doppiando questo personaggio, con l'accento siciliano, lui mi disse: "Ma tu sei un bel giovanotto, sei un bravo attore, ma perché non fai il cinema tu in presa diretta?" Io gli dissi: "Ma come tu sei un regista, fammi fare tu una parte nel tuo film". E lui mi disse: "Nel prossimo film scriverò un personaggio per te". Io l'ho presa un po' così, invece fu la verità. Tanto è vero che nel film {{NDR|''[[Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica]]''}} io mi chiamo Michele Gammino proprio perché è stato scritto per me. E quando siamo stati sul set mi ha detto: "Che facciamo? Lo lasciamo così?" E perché no! In fin dei conti il mio è un cognome siciliano, infatti sono figlio di palermitani. Quindi, andava benissimo.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=0bs3UMDcjPc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Io sono cresciuto nel mito di [[Giuseppe Rinaldi |Peppino Rinaldi]], di [[Pino Locchi]] sono i miei grandi maestri involontari, nel senso che stando vicino a loro ho cercato di migliorare per cercare di arrivare alla loro grande bravura e quindi quando sono arrivato a questo premio {{NDR|Nastro d'argento miglior doppiaggio maschile in ''[[Le verità nascoste]]''}} e che mi metteva in quella scia, è stata una grandissima emozione.<ref name= Razza />
*Una cosa della quale sono molto felice diciamolo e che me lo riconoscono i giovani di adesso è che io ho doppiato sì tanti attori importanti, ma soprattutto tanti film che sono veramente rimasti e sono tuttora ogni volta che passano in televisione, hanno ancora un grande ascolto e che sono dei grandi titoli tipo ''[[Balla coi Lupi]]'', tipo ''[[JFK - Un caso ancora aperto|JFK]]'', tipo tutti i film di [[Jack Nicholson]], ''Indiana Jones'', tutti questi… insomma ''[[Pretty Woman]]'' sono tutti film che sono nella storia del cinema, insomma, diciamo degli anni che mi riguardano. ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' un film importantissimo in cui doppiavo [[Bob Hoskins]] e anche quello insomma rimane, ecco, rimane e allora mi fa molto piacere, insomma ecco essere lì, c'è una testimonianza che rimane, che ci sei stato.<ref name= Razza />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[L'ultimo treno da Mosca]]'' (1937)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Agente 007 - Vivi e lascia morire]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Profumo di donna]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Guerre stellari (film 1977)|Guerre stellari]]'' (1977)
*''[[I nuovi mostri]]'' (1977)
*''[[La banda del trucido]]'' (1977)
*''[[L'orca assassina]]'' (1977)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[American Gigolò]]'' (1980)
*''[[L'Impero colpisce ancora]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981)
*''[[Blade Runner]]'' (1982)
*''[[La cosa (film 1982)|La cosa]]'' (1982)
*''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983; ridoppiaggio 2004)
*''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984)
*''[[Il giorno degli zombi]]'' (1985)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Rocky IV]]'' (1985)
*''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit?]]'' (1988)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Il tempo dei gitani]]'' (1988)
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988)
*''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989)
*''[[Jacknife - Jack il coltello]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989)
*''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Balla coi lupi]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Pretty Woman]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990)
*''[[Hook - Capitan Uncino]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[Scuola di eroi]]'' (1991)
*''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991)
*''[[Tutte le manie di Bob]]'' (1991)
*''[[Codice d'onore]]'' (1992)
*''[[L'armata delle tenebre]]'' (1992)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'' (1993)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993)
*''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993)
*''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Un mondo perfetto]]'' (1993)
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994)
*''[[Sfida tra i ghiacci]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Heat - La sfida]]'' (1995)
*''[[Il primo cavaliere]]'' (1995)
*''[[Jumanji]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Sabrina (film 1995)|Sabrina]]'' (1995)
*''[[Seven]]'' (1995)
*''[[The Net - Intrappolata nella rete]]'' (1995)
*''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996)
*''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[L'ombra del diavolo]]'' (1997)
*''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997)
*''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998)
*''[[La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Sex Crimes - Giochi pericolosi]]'' (1998)
*''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998)
*''[[The Patriot (film 1998)|The Patriot]]'' (1998)
*''[[Cielo d'ottobre]]'' (1999)
*''[[Ester (film)|Ester]]'' (1999)
*''[[Mansfield Park]]'' (1999)
*''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999)
*''[[Ferite mortali]]'' (2001)
*''[[A proposito di Schmidt]]'' (2002)
*''[[Infiltrato speciale]]'' (2002)
*''[[K-19]]'' (2002)
*''[[Hollywood Homicide]]'' (2003)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[Terminator 3 - Le macchine ribelli]]'' (2003)
*''[[Underworld]]'' (2003)
*''[[Collateral]]'' (2004)
*''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004)
*''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005)
*''[[The Exorcism of Emily Rose]]'' (2005)
*''[[The Interpreter]]'' (2005)
*''[[The Jacket]]'' (2005)
*''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'' (2006)
*''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006)
*''[[Intrigo a Berlino]]'' (2006)
*''[[Michael Clayton]]'' (2007)
*''[[Non è mai troppo tardi]]'' (2007)
*''[[Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[A Dangerous Man - Solo contro tutti]]'' (2009)
*''[[Brüno]]'' (2009)
*''[[Born to Raise Hell]]'' (2010)
*''[[Come lo sai]]'' (2010)
*''[[Letters to Juliet]]'' (2010)
*''[[Machete (film 2010)|Machete]]'' (2010)
*''[[The Tourist]]'' (2010)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Mia moglie per finta]]'' (2011)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Ruby Sparks]]'' (2012)
*''[[Ender's Game]]'' (2013)
*''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013)
*''[[Red 2]]'' (2013)
*''[[3 Days to Kill]]'' (2014)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[Adaline - L'eterna giovinezza]]'' (2015)
*''[[Garm Wars - L'ultimo druido]]'' (2015)
*''[[Star Wars: Il risveglio della Forza]]'' (2015)
*''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]'' (2016)
*''[[Blade Runner 2049]]'' (2017)
*''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019)
*''[[Highwaymen - L'ultima imboscata]]'' (2019)
*''[[Judy (film)|Judy]]'' (2019)
*''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
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===Film d'animazione===
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994)
*''[[Bionicle - La leggenda di Metru Nui]]'' (2004)
*''[[Paprika - Sognando un sogno]]'' (2006)
===Serie animate===
*''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995)
===Serie televisive===
{{div col}}
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 - 2005)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003 - 2008)
*''[[L'onore e il rispetto]]'' (2009)
*''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 – 2019)
*''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013)
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==Voci correlate==
*[[Roberto Gammino]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Gammino, Michele}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Dario Penne
0
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2026-09-27T10:00:09Z
Spinoziano
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1427590
wikitext
text/x-wiki
[[File:Dario Penne.jpg|thumb|upright=1.5|Dario Penne]]
'''Dario Penne''' (1938 – 2023), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Dario Penne==
*Il primo protagonista che ho fatto al doppiaggio me l'ha fatto fare Renato Cominetti che stava alla S.A.S, era un dei direttori più importanti della S.A.S.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo Di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 24 settembre 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=mYW3pkJMTe4 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*La cosa più importante è la professionalità, che vuol dire tutto. Significa che il regista è preparato, sa quello che vuole, sa spiegartelo e nello stesso tempo non ti è addosso, non ti opprime insomma. Ti lascia anche libero quando hai capito quello che devi fare, di farlo tu insomma. E queste sono le doti più importanti secondo me sia per un regista sia per un direttore di doppiaggio.<ref name= Razza />
*Mi sono trasferito a Milano ed ho fatto uno spettacolo con [[Giorgio Strehler]], anche. Ah, sì sì. Infatti ero molto, molto felice di ciò e devo dire che Strehler era una persona incredibile di una bravura e di... per carità era un gigione, era un esagerato. Quando aveva voglia, in certi pomeriggi di prove, lavorava solo lui. Tutti gli attori giù in platea e recitava lui tutte le parti. Però era bravo, bravo, bravo, bravo ed è uno che mi ha insegnato moltissimo.<ref name= Razza />
*Non è che c'è tanto tempo per studiare quando si fa il doppiaggio. Voglio dire, molto spesso non si vede neanche il film prima, una volta sì. Questo sì, ''[[Il silenzio degli innocenti]]'' sì l'ho visto prima, me l'hanno fatto vedere prima ma non capita spesso. Spesso si arriva in sala senza neanche sapere quello che si deve fare e ci si trova di fronte il film per cui non c'è tempo veramente appunto di studiare però la cosa importante è che il direttore appunto sia bravo, sia professionale, sia preparato, sappia spiegarti esattamente bene quello che succede. Quello che succede in quel momento. Quello che è successo prima. Quello che succederà dopo per cui entri in qualche modo nel personaggio.<ref name= Razza />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
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*''[[Il club dei 39]]'' (1935)
*''[[Gli eredi di King Kong]]'' (1968)
*''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]'' (1969)
*''[[Chato]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Emanuelle nera - Orient Reportage]]'' (1976)
*''[[Todo modo (film)|Todo modo]]'' (1976)
*''[[L'uomo nel mirino]]'' (1977)
*''[[Laguna blu]]'' (1980)
*''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982)
*''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]'' (1982)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (1982)
*''[[Il ritorno dello Jedi]]'' (1983)
*''[[La signora in rosso]]'' (1984)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Platoon]]'' (1986)
*''[[Cobra Verde]]'' (1987)
*''[[Good Morning, Vietnam]]'' (1987)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Predator]]'' (1987)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit?]]'' (1988)
*''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988)
*''[[Nico (film)|Nico]]'' (1988)
*''[[Nosferatu a Venezia]]'' (1988)
*''[[Scommessa con la morte]]'' (1988)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Sesso, bugie e videotape]]'' (1989)
*''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[Il silenzio degli innocenti]]'' (1991)
*''[[Beethoven (film)|Beethoven]]'' (1992)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[Demolition Man]]'' (1993)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993)
*''[[Impatto imminente]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Proposta indecente]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'' (1993)
*''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994)
*''[[Sfida tra i ghiacci]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Facile preda]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Jumanji]]'' (1995)
*''[[La giusta causa]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996)
*''[[Fratelli (film 1996)|Fratelli]]'' (1996)
*''[[Jerry Maguire]]'' (1996)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996)
*''[[Primo contatto]]'' (1996)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997)
*''[[Amistad]]'' (1997)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[Il quinto elemento]]'' (1997)
*''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997)
*''[[L'urlo dell'odio]]'' (1997)
*''[[La casa bruciata]]'' (1997)
*''[[Men in Black]]'' (1997)
*''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997)
*''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'' (1997)
*''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998)
*''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998)
*''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998)
*''[[La leggenda del pianista sull'oceano]]'' (1998)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[La maschera di Zorro]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[Colpevole d'innocenza]]'' (1999)
*''[[Dogma (film)|Dogma]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999)
*''[[Wild Wild West]]'' (1999)
*''[[Mission: Impossible II]]'' (2000)
*''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000)
*''[[Scoprendo Forrester]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001)
*''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Hannibal]]'' (2001)
*''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001)
*''[[Al vertice della tensione]]'' (2002)
*''[[Blade II]]'' (2002)
*''[[Clockstoppers]]'' (2002)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[High Crimes - Crimini di stato]]'' (2002)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[Infiltrato speciale]]'' (2002)
*''[[Interstate 60]]'' (2002)
*''[[Men in Black II]]'' (2002)
*''[[Minority Report]]'' (2002)
*''[[Red Dragon]]'' (2002)
*''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' (2002)
*''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002)
*''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003)
*''[[La macchia umana]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3]]'' (2003)
*''[[Underworld]]'' (2003)
*''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004)
*''[[La mia vita a Garden State]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Batman Begins]]'' (2005)
*''[[Constantine (film)|Constantine]]'' (2005)
*''[[Le tre sepolture]]'' (2005)
*''[[Munich]]'' (2005)
*''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005)
*''[[The Weather Man - L'uomo delle previsioni]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[I figli degli uomini]]'' (2006)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 2006)|Tutti gli uomini del re]]'' (2006)
*''[[Il caso Thomas Crawford]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007)
*''[[Un colpo perfetto]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Carnera - The Walking Mountain]]'' (2008)
*''[[Death Race]]'' (2008)
*''[[Fa' la cosa sbagliata]]'' (2008)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[Natale a Rio]]'' (2008)
*''[[Transsiberian]]'' (2008)
*''[[Wanted - Scegli il tuo destino]]'' (2008)
*''[[Agora (film)|Agora]]'' (2009)
*''[[Fratelli in erba]]'' (2009)
*''[[Harry Brown (film)|Harry Brown]]'' (2009)
*''[[I Love Shopping]]'' (2009)
*''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009)
*''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[Il discorso del re]]'' (2010)
*''[[Inception]]'' (2010)
*''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010)
*''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010)
*''[[Shutter Island]]'' (2010)
*''[[The Whistleblower]]'' (2010)
*''[[Un tuffo nel passato (film 2010)|Un tuffo nel passato]]'' (2010)
*''[[Uomini di Dio]]'' (2010)
*''[[Anonymous]]'' (2011)
*''[[Hugo Cabret]]'' (2011)
*''[[I guardiani del destino]]'' (2011)
*''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011)
*''[[Immortals]]'' (2011)
*''[[Passioni e desideri]]'' (2011)
*''[[Sunset Limited]]'' (2011)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[11 settembre 1683]]'' (2012)
*''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Di nuovo in gioco]]'' (2012)
*''[[Dracula 3D]]'' (2012)
*''[[Gambit - Una truffa a regola d'arte]]'' (2012)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012)
*''[[Lawless]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[American Hustle - L'apparenza inganna]]'' (2013)
*''[[Cose nostre - Malavita]]'' (2013)
*''[[Red 2]]'' (2013)
*''[[Storia di una ladra di libri]]'' (2013)
*''[[Thor: The Dark World]]'' (2013)
*''[[Big Eyes]]'' (2014)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[Kingsman - Secret Service]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014)
*''[[Chiamatemi Francesco - Il Papa della gente]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Autobiografia di un finto assassino]]'' (2016)
*''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016)
*''[[God's Not Dead 2]]'' (2016)
*''[[Jackie (film 2016)|Jackie]]'' (2016)
*''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017)
*''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017)
*''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018)
*''[[The Titan]]'' (2018)
*''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019)
*''[[I due papi]]'' (2019)
*''[[Pet Sematary (film 2019)|Pet Sematary]]'' (2019)
*''[[Tenet]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994)
*''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003)
*''[[Sinbad - La leggenda dei sette mari]]'' (2003)
*''[[Ratatouille]]'' (2007)
*''[[9 (film 2009)|9]]'' (2009)
*''[[A Christmas Carol]]'' (2009)
*''[[Cars 2]]'' (2011)
*''[[Pinocchio (film 2012)|Pinocchio]]'' (2012)
*''[[Gli eroi del Natale]]'' (2017)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Lei, l'arma finale]]'' (2002)
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - in corso)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Dynasty]]'' (1981 - 1991)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Battlestar Galactica]]'' (2003 - 2009)
*''[[Sant'Agostino (miniserie televisiva)|Sant'Agostino]]'' (2010)
*''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso)
*''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016 - in corso)
*''[[La casa di carta]]'' (2017 - in corso)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Penne, Dario}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Sandro Acerbo
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Alessandro Ancidoni''' (1955 – vivente), doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista italiano.
==Citazioni di Sandro Acerbo==
*[[Cesare Barbetti|Barbetti]] mi chiamò per doppiare questo giovanissimo [[Brad Pitt]] di ''[[In mezzo scorre il fiume]]'' e mi chiamò in sala regia e mi disse: "Sasà, vieni un po' qua." Dice: "Allora questo qua, secondo me, diventerà uno famoso. Doppialo bene, che te rimane." E mai parole furono più profetiche.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, ''Enciclopedia del doppiaggio'', 4 febbraio 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=OyAc0pjM6FU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Fare il doppiaggio lo possono fare, non dico tutti, ma tanta gente. Perché è un fatto abbastanza ripetitivo, nel senso che a forza di dire le battute di andare in sync in un certo modo, si riesce a farlo. Diventare un fuoriclasse, quindi arrivare a doppiare attori famosi, importanti, difficili è un qualcosa che non a tutti può riuscire. Io ho avuto questa fortuna, se così possiamo dire, perché ho abbinato quel piccolo talento innato che probabilmente mi proviene da non si sa che cosa [...] e a questo unito a una grande passione e tantissimo lavoro. Di ascoltare gli altri, di non ritenere mai di aver raggiunto il massimo e di non essere mai soddisfatti di quello che si è ottenuto. È l'unica maniera per fare meglio la volta dopo.<ref name= Razza />
*[[Vittorio Gassman|Gassman]] in '' [[Profumo di donna]]'' venne a doppiare se stesso, la sua parte, io doppiavo il povero [[Alessandro Momo]], ed era un fenomeno. Non guardava neanche quello che doveva dire e lo faceva alla perfezione.<ref name= Razza />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[Boon il saccheggiatore]]'' (1969)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973)
*''[[La banda di Harry Spikes]]'' (1974)
*''[[Profumo di donna]]'' (1974)
*''[[Il mostro (film 1977)|Il mostro]]'' (1977)
*''[[Maladolescenza]]'' (1977)
*''[[Superman (film 1978)|Superman]]'' (1978)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'' (1981)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Top Gun]]'' (1986)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Mannequin]]'' (1987)
*''[[Amici, complici, amanti]]'' (1988)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Il tè nel deserto]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Insieme per forza (film 1991)|Insieme per forza]]'' (1991)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Luna di fiele]]'' (1992)
*''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993)
*''[[Amore con interessi]]'' (1993)
*''[[Benny & Joon]]'' (1993)
*''[[Cool Runnings - Quattro sottozero]]'' (1993)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[Insonnia d'amore]]'' (1993)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[Giovani, carini e disoccupati]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' (1994)
*''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Bad Boys]]'' (1995)
*''[[Heat - La sfida]]'' (1995)
*''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995)
*''[[Sabrina (film 1995)|Sabrina]]'' (1995)
*''[[Seven]]'' (1995)
*''[[The Net - Intrappolata nella rete]]'' (1995)
*''[[Il rompiscatole]]'' (1996)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[Sospesi nel tempo]]'' (1996)
*''[[Spy (film 1996)|Spy]]'' (1996)
*''[[The Fan - Il mito]]'' (1996)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[L'ombra del diavolo]]'' (1997)
*''[[Men in Black (film 1997)|Men in Black]]'' (1997)
*''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998)
*''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'' (1998)
*''[[Il negoziatore]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[Wild Wild West]]'' (1999)
*''[[28 giorni]]'' (2000)
*''[[Fratello, dove sei?]]'' (2000)
*''[[Pianeta rosso]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Blow]]'' (2001)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Spy Game]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[Interstate 60]]'' (2002)
*''[[Men in Black II]]'' (2002)
*''[[Secretary]]'' (2002)
*''[[L'acchiappasogni (film)|L'acchiappasogni]]'' (2003)
*''[[Collateral]]'' (2004)
*''[[Io, robot (film)|Io, robot]]'' (2004)
*''[[La donna perfetta]]'' (2004)
*''[[Nella mente del serial killer]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Secret Window]]'' (2004)
*''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]'' (2005)
*''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'' (2005)
*''[[Mr. & Mrs. Smith]]'' (2005)
*''[[The Exorcism of Emily Rose]]'' (2005)
*''[[Babel (film)|Babel]]'' (2006)
*''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006)
*''[[La ricerca della felicità]]'' (2006)
*''[[Nativity]]'' (2006)
*''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'' (2007)
*''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007)
*''[[Saw IV]]'' (2007)
*''[[Sunshine]]'' (2007)
*''[[Burn After Reading - A prova di spia]]'' (2008)
*''[[Hancock]]'' (2008)
*''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008)
*''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008)
*''[[Sette anime]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008)
*''[[2012 (film)|2012]]'' (2009)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[The Twilight Saga: New Moon]]'' (2009)
*''[[Kick-Ass (film)|Kick-Ass]]'' (2010)
*''[[Super - Attento crimine!!!]]'' (2010)
*''[[The Twilight Saga: Eclipse]]'' (2010)
*''[[Killer Elite (film 2011)|Killer Elite]]'' (2011)
*''[[L'arte di vincere]]'' (2011)
*''[[The Tree of Life]]'' (2011)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012)
*''[[12 anni schiavo]]'' (2013)
*''[[After Earth]]'' (2013)
*''[[World War Z]]'' (2013)
*''[[Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie]]'' (2014)
*''[[Fury (film 2014)|Fury]]'' (2014)
*''[[Storia d'inverno]]'' (2014)
*''[[Focus - Niente è come sembra]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017)
*''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017)
*''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019)
*''[[Gemini Man (film)|Gemini Man]]'' (2019)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[La collina dei conigli]]'' (1978)
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986)
*''[[Bionicle - La leggenda di Metru Nui]]'' (2004)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1979)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
*''[[Seinfeld]]'' (1989-1998)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[CSI: NY]]'' (2004-2013)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2006-2009)
*''[[The Mentalist]]'' (2008-2015)
*''[[White Collar]]'' (2009-2014)
*''[[The Flash (serie televisiva)|The Flash]]'' (2014-2022)
*''[[The Leftovers - Svaniti nel nulla]]'' (2014-2017)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Rossella Acerbo]], sorella
*[[Fabrizio Manfredi]], cugino
*[[Massimiliano Manfredi]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Acerbo, Sandro}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Piero Tiberi
0
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Spinoziano
2297
/* Doppiaggio */
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wikitext
text/x-wiki
'''Piero Tiberi''' (1947 – 2013), attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Piero Tiberi==
*Affronto molto seriamente tutto. Io sono fiero di essere sicuramente, e questo lo dico proprio senza un minimo di umiltà, sicuramente di essere un professionista, vero, serio. Ecco, un gran professionista, dopodiché la gente poi decide se sono bravo, se non sono bravo. Lo sanno loro.<ref name= Paganelli>Dall'intervista di Corrado Paganelli, ''Stormovie'', 2007. [https://www.youtube.com/watch?v=ZicVurd3f3I&t=22s Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Io definisco i doppiatori: quelli veri, quelli bravi, gli altri..."impareranno".<ref name= Paganelli />
*Io ho doppiato un film dove doppiavo un attore francese, Leon e più che sulla bocca, l'ho doppiato sugli occhi, perché lui faceva una specie di matto. In realtà, mi pare [[Jean-Pierre Leon]], lui era stato proprio anche in una clinica psichiatrica, è un attore da guardare negli occhi che capivi tutto. La bocca, sì certo devi prendere le labiali, ma erano gli occhi che ti dicevano esattamente quello che bisognava fare.<ref name= Paganelli />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Il trionfo di King Kong]]'' (1962)
*''[[Che fai, rubi?]]'' (1986)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Squadra antimafia]]'' (1978)
*''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978)
*''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Delitto a Porta Romana]]'' (1980)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Toro scatenato]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[Manolesta]]'' (1981)
*''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'' (1981)
*''[[Blade Runner]]'' (1982)
*''[[Rocky III]]'' (1982)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[Scarface]]'' (1983)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Per vincere domani - The Karate Kid]]'' (1984)
*''[[Il giorno degli zombi]]'' (1985)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Predator]]'' (1987)
*''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988)
*''[[Nico (film)|Nico]]'' (1988)
*''[[Allucinazione perversa]]'' (1990)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]'' (1990)
*''[[King of New York]]'' (1990)
*''[[The Doors (film)|The Doors]]'' (1991)
*''[[Schegge di paura]]'' (1996)
*''[[The Game - Nessuna regola]]'' (1997)
*''[[Blues Brothers - Il mito continua]]'' (1998)
*''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'' (2007)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Oliver & Company]]'' (1988)
*''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993)
*''[[Toy Story - Il mondo dei giocattoli]]'' (1995)
*''[[Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa]]'' (1999)
*''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010)
===Serie animate===
*''[[Animaniacs]]'' (1993-1998)
*''[[Dragon Ball Z - La storia di Trunks]]'' (1993)
===Serie televisive===
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
==Voci correlate==
*[[Alessandro Tiberi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tiberi, Piero}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Roberto Gammino
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2026-09-26T15:04:16Z
Giornada
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/* Film */ + voce
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wikitext
text/x-wiki
'''Roberto Gammino''' (1969 – vivente), doppiatore, dialoghista e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni di Roberto Gammino==
*{{NDR|Approccio del dialoghista}} Innanzitutto cerco di capire lo spirito, come lo faccio da direttore di doppiaggio, lo spirito di quello che sto facendo. Quindi se c'è bisogno di ritmo, di pesare le parole, se è un contesto colto o popolare, parlato quotidiano. [...] La contestualizzazione sicuramente. E poi mettere il più possibile l'attore che può essere al leggio, di preoccuparsi il meno possibile di quello che deve dire, ma di preoccuparsi il più possibile di come dirlo. Quindi di dare il giusto ritmo.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano, ''Radio Cigliano'', 12 ottobre 2017, [https://www.youtube.com/watch?v=kk1qFdYMtCQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Io amo, come nel jazz, questa sottile malinconia che c'è {{NDR|nella musica di [[Pino Daniele]]}}, che non è tristezza, che è diverso. I brasiliani la chiamano ''saudade''. È quello che a Napoli e Pino Daniele la chiamano ''appocundria''.<ref name= Cigliano />
*{{NDR|Su [[South Park]]}} Quando è nata la serie, la seguiva come direttore di doppiaggio, adattatore delle prime puntate [[Marco Mete]]. Facemmo dei provini, e credo che furono selezionati proprio negli Stati Uniti da [[Trey Parker]] e [[Matt Stone]] che erano gli autori, ci siamo resi conto che c'avevamo davanti a qualcosa insomma che andava oltre i [[I Simpson]]. Questa grafica assolutamente infantile con invece con un linguaggio, una satira ma dire scorretta era dir poco. E quindi abbiamo cercato assolutamente per questi provini che dovevamo fare, cercare il più possibile un'aderenza vocale per creare questa discordanza tra questa voce infantile e le cose atroci che venivano dette.<ref name= Cigliano />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Jerry Maguire]]'' (1996)
*''[[Trainspotting]]'' (1996)
*''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998)
*''[[Ragazze interrotte]]'' (1999)
*''[[Three Kings]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[Pianeta rosso]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[Blade II]]'' (2002)
*''[[Infiltrato speciale]]'' (2002)
*''[[Crash - Contatto fisico]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Saw - L'enigmista]]'' (2004)
*''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006)
*''[[Stay Alive]]'' (2006)
*''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007)
*''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007)
*''[[Redacted]]'' (2007)
*''[[Su×bad - Tre menti sopra il pelo]]'' (2007)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009)
*''[[The Town]]'' (2010)
*''[[I Puffi (film)|I Puffi]]'' (2011)
*''[[Il pescatore di sogni]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Transformers 3]]'' (2011)
*''[[Una notte da leoni 2]]'' (2011)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Il dittatore]]'' (2012)
*''[[Dracula 3D]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[Gravity]]'' (2013)
*''[[Lone Survivor]]'' (2013)
*''[[Boyhood]]'' (2014)
*''[[Liberaci dal male (film 2014)|Liberaci dal male]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[Arrival (film)|Arrival]]'' (2016)
*''[[Doctor Strange (film)|Doctor Strange]]'' (2016)
*''[[Free State of Jones]]'' (2016)
*''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017)
*''[[T2 Trainspotting]]'' (2017)
*''[[Dolemite Is My Name]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019)
*''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020)
*''[[Doctor Strange nel Multiverso della Follia]]'' (2022)
*''[[Conclave (film)|Conclave]]'' (2024)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
*''[[Bionicle - La leggenda di Metru Nui]]'' (2004)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012)
*''[[Boxtrolls - Le scatole magiche]]'' (2014)
===Serie animate===
*''[[Scooby-Doo]]'' (1969 - in corso)
===Serie televisive===
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[CSI: Miami]]'' (2002 - 2012)
*''[[Fringe]]'' (2008 - 2013)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 - 2005)
*''[[White Collar]]'' (2009 - 2014)
*''[[Shameless]]'' (2011 - in corso)
==Voci correlate==
*[[Michele Gammino]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Gammino, Roberto}}
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Cesare Barbetti
0
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1427583
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2026-09-27T09:55:22Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1427583
wikitext
text/x-wiki
[[File:Dagli Appennini alle Ande 1943 - Barbetti.jpg|thumb|Cesare Barbetti nel film ''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943)]]
'''Cesare Barbetti''' (1930 – 2006), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Cesare Barbetti==
*Doppiare [...] è fare cultura.<ref name= Angeli />
*Io non doppio la bocca, la bocca l'ascolto. Io questo guardo, questa tua espressione e capisco dalla tua espressione quello che devo dire. Se devo continuare, se non devo continuare. Se vado bene, se vado male.<ref name= Angeli>Dall'intervista di Giancarlo De Angeli e Ciro Emanuele Sponzilli, 2 ottobre 2008, [https://www.youtube.com/watch?v=LOqarxvR_hg Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Cesare Barbetti==
*Il piccolo Cesare Barbetti si distacca per molte lunghezze dagli altri fanciulli che il cinema ha sperimentato. Che sia spuntato un nuovo [[Jackie Coogan]]? ([[Diego Calcagno]])
*Io mi ricordo che quando stavo al leggio con Cesare Barbetti, inevitabilmente quando vedi la battuta, c'è la battuta di quello che parla con te e nella testa te la dici. No? Quando provi, pensi anche la battuta dell'altro. Non la diceva mai come la pensavo io, ed era sempre perfetta. E lì ho capito che avevo tanto da imparare. ([[Simone Mori]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Darò un milione]]'' (1935)
*''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943)
*''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945)
*''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]'' (1972)
*''[[Una gita scolastica]]'' (1983)
*''[[Zeder]]'' (1983)
*''[[Stanno tutti bene]]'' (1990)
{{div col end}}
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931)
*''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]'' (1931)
*''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]'' (1936)
*''[[Giovane e innocente]]'' (1937)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Saul e David]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Boon il saccheggiatore]]'' (1969)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Metti, una sera a cena]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]'' (1971)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il cacciatore]]'' (1978)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[The Elephant Man]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[L'assoluzione]]'' (1981)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Phenomena]]'' (1985)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Figli di un dio minore]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988)
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Balla coi lupi]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Giorni di tuono]]'' (1990)
*''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'' (1993)
*''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993)
*''[[Proposta indecente]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994)
*''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[Heat - La sfida]]'' (1995)
*''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995)
*''[[Mission: Impossible]]'' (1996)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Il rompiscatole]]'' (1996)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[Wild Wild West]]'' (1999)
*''[[Traffic]]'' (2000)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Spy Game]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Zoolander]]'' (2001)
*''[[John Q]]'' (2002)
*''[[Io, robot (film)|Io, robot]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004)
*''[[Derby in famiglia]]'' (2005)
*''[[Hostel]]'' (2005)
*''[[Il vento del perdono]]'' (2005)
*''[[Thank You for Smoking]]'' (2005)
*''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006)
*''[[Il codice da Vinci]]'' (2006)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Cars - Motori ruggenti]]'' (2006)
====Serie televisive====
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957 - 1959)
*''[[Attenti a quei due]]'' (1971)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976)
*''[[Starsky & Hutch]]'' (1975 - 1979)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'' (2007)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Barbetti, Cesare}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Marco Mete
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'''Marco Mete''' (1955 – vivente), doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista italiano.
==Citazioni di Marco Mete==
*{{NDR|All'intervistatrice Patrizia Simonetti}} Abbattimi quando vuoi che mi fermo di parlare.<ref name= Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''VOCI.fm'', 27 aprile 2020. [https://www.youtube.com/watch?time_continue=585&v=xEZX9DMxRBI&feature=emb_logo Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*{{NDR|Come lo vedono in qualità di direttore di doppiaggio}} In qualche sala mi hanno chiamato ''shrink'' cioè uno psichiatra. Nel senso che cerco per ognuno di applicare un metodo diverso. A ogni persona, con ogni persona devi trovare un punto d'entrata per poter dialogare in maniera no ''bushed'' cioè senza star a girare troppo intorno alle cose.<ref name= Simonetti />
*{{NDR|Sul doppiaggio}} I ragazzi hanno un naso molto fino per capire quando gli stai dando ''fuffa'', quando gli stai dando zozzerie e non la verità di quello che senti, delle tue emozioni.<ref name= Simonetti />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Il tempo dei gitani]]'' (1988)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[Non guardarmi: non ti sento]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Sorvegliato speciale]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990)
*''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990)
*''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Il tè nel deserto]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1990)
*''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990)
*''[[Hook - Capitan Uncino]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[La leggenda del re pescatore]]'' (1991)
*''[[L'ultimo boy scout]]'' (1991)
*''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991)
*''[[Codice d'onore]]'' (1992)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Malcolm X (film)|Malcolm X]]'' (1992)
*''[[Demolition Man]]'' (1993)
*''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993)
*''[[Impatto imminente]]'' (1993)
*''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993)
*''[[Proposta indecente]]'' (1993)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
*''[[Schindler's List - La lista di Schindler]]'' (1993)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994)
*''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994)
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Bad Boys]]'' (1995)
*''[[Jumanji]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996)
*''[[Primo contatto]]'' (1996)
*''[[Space Jam]]'' (1996)
*''[[Donnie Brasco]]'' (1997)
*''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997)
*''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[Sex Crimes - Giochi pericolosi]]'' (1998)
*''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[Entrapment]]'' (1999)
*''[[Jakob il bugiardo (film 1999)|Jakob il bugiardo]]'' (1999)
*''[[Il collezionista di ossa]]'' (1999)
*''[[L'uomo bicentenario]]'' (1999)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000)
*''[[Fratello, dove sei?]]'' (2000)
*''[[Il sapore della vittoria]]'' (2000)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Jurassic Park III]]'' (2001)
*''[[Moulin Rouge!]]'' (2001)
*''[[24 ore (film)|24 ore]]'' (2002)
*''[[L'ultima estate - Ricordi di un'amicizia]]'' (2002)
*''[[Men in Black II]]'' (2002)
*''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002)
*''[[In the Cut]]'' (2003)
*''[[Looney Tunes: Back in Action]]'' (2003)
*''[[Matrimonio impossibile]]'' (2003)
*''[[V per Vendetta]]'' (2005)
*''[[Fast Food Nation]]'' (2006)
*''[[La Pantera Rosa (film 2006)|La Pantera Rosa]]'' (2006)
*''[[Una notte al museo]]'' (2006)
*''[[Una voce nella notte]]'' (2006)
*''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009)
*''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'' (2009)
*''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009)
*''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011)
*''[[Unknown - Senza identità]]'' (2011)
*''[[Underworld - Il risveglio]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Gigolò per caso]]'' (2013)
*''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014)
*''[[The Equalizer - Il vendicatore]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[Mission: Impossible - Rogue Nation]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016)
*''[[Elle]]'' (2016)
*''[[Florence]]'' (2016)
*''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017)
*''[[Scappa - Get Out]]'' (2017)
*''[[Aquaman (film)|Aquaman]]'' (2018)
*''[[Soldado]]'' (2018)
*''[[The Equalizer 2 - Senza perdono]]'' (2018)
*''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023)
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Capitan Harlock: L'Arcadia della mia giovinezza]]'' (1982; ridoppiaggio 2014)
*''[[Alla ricerca della Valle Incantata]]'' (1988)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[La sirenetta (film)|La sirenetta]]'' (1989)
*''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994)
*''[[La sirenetta II: ritorno agli abissi]]'' (2000)
*''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003)
*''[[Ratatouille]]'' (2007)
*''[[Madagascar 2]]'' (2008)
*''[[Cars 2]]'' (2011)
*''[[Hotel Transylvania]]'' (2012)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
*''[[I pinguini di Madagascar (film)|I pinguini di Madagascar]]'' (2014)
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986; ridoppiaggio del 2024)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (1984 - 1987)
*''[[Ken il guerriero 2]]'' (1987 - 1988)
*''[[Seinfeld]]'' (1989 - 1998)
*''[[Warehouse 13]]'' (2009 - 2014)
*''[[Under the Dome]]'' (2013 - in corso)
*''[[NCIS: New Orleans]]'' (2014 - in corso)
===Serie televisive===
*''[[Star Trek: The Next Generation]]'' (1987 - 1994)
*''[[Supernatural (serie televisiva)|Supernatural]]'' (2005-in corso)
*''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'' (2007)
*''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013)
*''[[Miss Marple (sesta stagione)|Miss Marple]]'' (2013 - 2014)
*''[[Fran Lebowitz. Una vita a New York]]'' (2021)
==Voci correlate==
*[[Stefanella Marrama]], ex moglie
*[[Andrea Mete]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mete, Marco}}
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Anna Rita Pasanisi
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'''Anna Rita Pasanisi''' (1949 – vivente), doppiatrice, direttrice del doppiaggio e dialoghista italiana.
==Citazioni di Anna Rita Pasanisi==
*L’attrice che preferisco più di ogni altra è [[Susan Sarandon]]. Bravissima e camaleontica. Sempre diversa.<ref name=Palazzo/>
*Ad un giovane suggerirei di seguire un buon corso di recitazione e dizione e di armarsi di tanta pazienza. Non è una professione semplice e non ci si improvvisa. Bisogna innanzitutto saper recitare poi si impara con il tempo la tecnica.<ref name=Palazzo> Dall'intervista di Antonio Palazzo ''[https://www.extratrek.com/news?post=31265 Intervista ad Anna Rita Pasanisi; Voce Italiana di Deanna Troi In ST: The Next Generation]'', ''ExtraTrek.com'', 10 dicembre 2019.</ref>
*Io penso che un doppiatore deve cercare di "incollarsi" il più possibile a quello che fa l’attore sul filmato. Cercare di capire le sue intenzioni. Non siamo noi che creiamo, l’hanno già fatto loro.<ref name=Palazzo/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Kramer contro Kramer]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[I bostoniani]]'' (1984)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[Un mondo perfetto]]'' (1993)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Mission: Impossible]]'' (1996)
*''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[Il collezionista di ossa]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[28 giorni]]'' (2000)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[Il sarto di Panama]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[Moonlight Mile - Voglia di ricominciare]]'' (2002)
*''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002)
*''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002)
*''[[Quel pazzo venerdì]]'' (2003)
*''[[Una settimana da Dio]]'' (2003)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[Elizabethtown]]'' (2005)
*''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007)
*''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008)
*''[[Giustizia privata]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e il principe mezzosangue]]'' (2009)
*''[[Ricatto d'amore]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[La frode]]'' (2012)
*''[[Skyfall]]'' (2012)
*''[[La verità di Grace]]'' (2020)
*''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020)
*''[[The Secret - La forza di sognare]]'' (2020)
{{div col end}}
===Serie televisive===
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Star Trek: The Next Generation]]'' (1987 - 1994)
*''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[CSI: Miami]]'' (2002 - 2012)
*''[[Rita da Cascia (miniserie televisiva)|Rita da Cascia]]'' (2004)
*''[[Chicago Med]]'' (2015 - in corso)
==Voci correlate==
*[[Isabella Pasanisi]], sorella
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pasanisi, Anna Rita}}
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Manlio De Angelis
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Spinoziano
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/* Film */
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'''Manlio De Angelis''' (1935 – 2017), attore, doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista italiano.
==Citazioni di Manlio De Angelis==
*Evito di ripetere molte volte la registrazione, perché ritengo che si perda la freschezza, per cui con me non accadrà mai e non è mai accaduto che un anello venga inciso 20/25 volte. Proprio non c'è.<ref name= Sponzilli>Dall'intervista di Giancarlo De Angeli e Ciro Emanuele Sponzilli, ''Voci Nell'Ombra'', 6 luglio 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=3QF1J5LZB98 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Il doppiaggio è un lavoro che io sostengo ma che non tutti sono d'accordo con me, che richiede molta modestia. Richiede molta modestia perché non ci si può permettere di manomettere una cosa che ha già richiesto mesi, se non anni, di lavoro per essere programmata e pianificata. Quindi va... va rispettato quello che loro hanno fatto prima. Va rispettato ovviamente mettendo poi al meglio quello che possiamo mettere noi anche dal punto di vista artistico, ma sempre senza mai minimamente alterare quello che è stato fatto.<ref name= Sponzilli/>
*Ogni direttore di doppiaggio ha un suo sistema. Il mio sistema è quello di cercare di mettere il più possibile a proprio agio i doppiatori. Io lavoro in un modo che può essere anche ritenuto strano. Quando lavoro io, si ride e si scherza molto, si gioca eccetera e mi sembra che i risultati siano ottimi.<ref name= Sponzilli/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Quella nostra estate]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il ritorno di Godzilla (film 1966)|Il ritorno di Godzilla]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[La vera gola profonda]]'' (1972)
*''[[Agente 007 - Vivi e lascia morire]]'' (1973)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974)
*''[[La conversazione]]'' (1974)
*''[[Mezzogiorno e mezzo di fuoco]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]'' (1975)
*''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
*''[[La corsa più pazza del mondo]]'' (1976)
*''[[Liberi armati pericolosi]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Taxi Driver]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Suspiria]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il cacciatore]]'' (1978)
*''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978)
*''[[All That Jazz - Lo spettacolo continua]]'' (1979)
*''[[Apocalypse Now]]'' (1979)
*''[[...e giustizia per tutti]]'' (1979)
*''[[Giallo napoletano]]'' (1979)
*''[[Mosca non crede alle lacrime]]'' (1979)
*''[[Sabato, domenica e venerdì]]'' (1979)
*''[[Delitto a Porta Romana]]'' (1980)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[The Elephant Man]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[Mai dire mai (film)|Mai dire mai]]'' (1983)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Balle spaziali]]'' (1987)
*''[[Frantic]]'' (1988)
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988)
*''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989)
*''[[Non guardarmi: non ti sento]]'' (1989)
*''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990)
*''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[Tutte le manie di Bob]]'' (1991)
*''[[Codice d'onore]]'' (1992)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Demolition Man]]'' (1993)
*''[[Insonnia d'amore]]'' (1993)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994)
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Casinò (film)|Casinò]]'' (1995)
*''[[Jumanji]]'' (1995)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[Men in Black (film 1997)|Men in Black]]'' (1997)
*''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997)
*''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999)
*''[[Jakob il bugiardo (film 1999)|Jakob il bugiardo]]'' (1999)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Gangs of New York]]'' (2002)
*''[[Elf - Un elfo di nome Buddy]]'' (2003)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004)
*''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004)
*''[[Il codice da Vinci]]'' (2006)
*''[[Little Miss Sunshine]]'' (2006)
*''[[The Good Shepherd - L'ombra del potere]]'' (2006)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[Benvenuti a Zombieland]]'' (2009)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012)
*''[[Il lato positivo - Silver Linings Playbook]]'' (2012)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
===Serie televisive===
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976)
*''[[Starsky & Hutch]]'' (1975 - 1979)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
==Voci correlate==
*[[Eleonora De Angelis]], figlia
*[[Enrico De Angelis]], fratello
*[[Gualtiero De Angelis]], padre
*[[Vittorio De Angelis]], figlio
*[[Massimiliano Virgilii]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Angelis, Manlio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Danny Glover
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Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Danny_Glover_portrait,_January_14,_2008.jpg|thumb|Danny Glover]]
'''Danny Glover''', (1946 - vivente), attore e attivista statunitense.
== Citazioni di Danny Glover ==
*Distruggi un movimento e ne sorge un altro.
:''You crush one movement, and another arises.''<ref name=Warfield/>
*Ho avuto la fortuna di partecipare in alcuni film che hanno scatenato discussioni. La cosa interessante de [[Il colore viola]] è la questione dello sfruttamento delle donne, l'abuso coniugale e di altri aspetti del genere, che ha contribuito a un enorme dibattito. Era incredibile ai tempi, e la medesima problematica stia accadendo ora come nel 1986.
:''I’ve been fortunate to be in some films which I think spark -. The interesting thing about the Color Purple is the issues around the exploitation of women, spousal abuse, and other aspects like that, which adds to an enormous discussion. It was phenomenal back in the day, and that same discussion is going on right now as in 1986.''<ref name=Warfield/>
*Le persone hanno sempre dovuto organizzarsi in qualche modo per affrontare l'ingiustizia.
:''People have always had to organize in some sort of way to deal with injustice.''<ref name=Warfield>{{en}} Citato da Zenobia Jeffries Warfield, ''[https://www.yesmagazine.org/social-justice/2018/08/03/danny-glover-on-new-film-sorry-to-bother-you-and-the-myth-of-postracial-america/ Mark Ruffalo: ‘Hollywood has been white supremacist for 100 years’]'', ''YesMagazine.org'', 3 Agosto 2018.</ref>
* Ho sempre fatto queste scelte che non mi mettessero in imbarazzo.<ref>Citato in MyMovies.it, ''[https://www.frasicelebri.it/frasi-di/danny-glover/ frasi di Danny Glover]''.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Il colore viola]]'' (1981)
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Witness - Il testimone]]'' (1985)
*''[[Arma letale]]'' (1987)
*''[[Arma letale 2]]'' (1989)
*''[[Linea di sangue (film 1997)|Linea di sangue]]'' (1997)
*''[[L'uomo della pioggia]]'' (1997)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) – voce
*''[[Z la formica]]'' (1998) – voce
*''[[Saw - L'enigmista]]'' (2004)
*''[[Manderlay]]'' (2005)
*''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007)
*''[[Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm]]'' (2008)
*''[[Blindness - Cecità]]'' (2008)
*''[[2012 (film)|2012]]'' (2009)
*''[[Touch (serie televisiva)|Touch]]'' (2012 - 2013)
*''[[Domenica (film 2018)|Domenica]]'' (2018)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Glover, Danny}}
[[Categoria:Attivisti statunitensi]]
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Eleonora De Angelis
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Giornada
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/* Film */ + voce
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text/x-wiki
'''Eleonora De Angelis''' (1967 – vivente), doppiatrice, direttrice del doppiaggio e dialoghista italiana.
==Citazioni di Eleonora De Angelis==
*{{NDR|Alla domanda se essere figlia d'arte ha agevolato la carriera}} Ovviamente facilita l’entrata in questo mondo. Non c’è un rovescio della medaglia, il destino è lo steso per tutti, figli e non figli: ogni giorno al leggio è un esame, una prova, un provino, ed è nostro dovere essere sempre all'altezza.<ref name=Bosso>Dall'intervista di Giuseppe Bosso, ''[https://www.telegiornaliste.com/interviste/2018/intervista-eleonora_de_angelis.htm Eleonora De Angelis, ricordando i miei cari]'', ''Telegiornaliste.com'', 20 giugno 2018.</ref>
*[[Jennifer Aniston]] è l’attrice che doppio con più piacere, mi trovo a mio agio a seguire la sua recitazione, è bravissima e doppiare attrici brave è molto più facile. E poi mi sta istintivamente simpatica! Mi piace anche [[Cameron Diaz]], un viso che mi mette allegria e la trovo inaspettatamente brava.<ref name=Bosso/>
*[…] se il “talent” (non sempre è un attore!) prestato al doppiaggio è bravo a doppiare non vedo quale sia la critica da poter muovere; se non lo è mi sembra superfluo spiegare il motivo di non poche perplessità.<ref name=Bosso/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Nessuno mi crederà]]'' (1947)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[Io e zio Buck]]'' (1989)
*''[[Karate Kid III - La sfida finale]]'' (1989)
*''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Bolle di sapone (film)|Bolle di sapone]]'' (1991)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[Ritorno alla laguna blu]]'' (1991)
*''[[Inserzione pericolosa]]'' (1992)
*''[[Amore con interessi]]'' (1993)
*''[[Benny & Joon]]'' (1993)
*''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993)
*''[[L'acchiappasogni (film)|L'acchiappasogni]]'' (1993)
*''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[I Flintstones (film)|I Flintstones]]'' (1994)
*''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Assassins (film 1995)|Assassins]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Ritorno dal nulla]]'' (1995)
*''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996)
*''[[Sospesi nel tempo]]'' (1996)
*''[[Il collezionista]]'' (1997)
*''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997)
*''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'' (1997)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998)
*''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[American Pie]]'' (1999)
*''[[Il collezionista]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[L'uomo bicentenario]]'' (1999)
*''[[Ragazze interrotte]]'' (1999)
*''[[Erin Brockovich - Forte come la verità]]'' (2000)
*''[[Mission: Impossible II]]'' (2000)
*''[[Quasi famosi]]'' (2000)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[American Pie 2]]'' (2001)
*''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001)
*''[[Fast and Furious]]'' (2001)
*''[[Giovanna la pazza (film 2001)|Giovanna la pazza]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Il destino di un cavaliere]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Le insolite sospette - Sugar & Spice]]'' (2001)
*''[[Jurassic Park III]]'' (2001)
*''[[Rat Race]]'' (2001)
*''[[24 ore (film)|24 ore]]'' (2002)
*''[[A proposito di Schmidt]]'' (2002)
*''[[Equilibrium]]'' (2002)
*''[[Gangs of New York]]'' (2002)
*''[[High Crimes - Crimini di stato]]'' (2002)
*''[[Interstate 60]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[Men in Black II]]'' (2002)
*''[[Red Dragon]]'' (2002)
*''[[Final Destination 2]]'' (2003)
*''[[The Core]]'' (2003)
*''[[Una settimana da Dio]]'' (2003)
*''[[Underworld]]'' (2003)
*''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004)
*''[[Blade: Trinity]]'' (2004)
*''[[...e alla fine arriva Polly]]'' (2004)
*''[[La ragazza della porta accanto (film 2004)|La ragazza della porta accanto]]'' (2004)
*''[[Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare]]'' (2004)
*''[[The Final Cut (film 2004)|The Final Cut]]'' (2004)
*''[[The Grudge (film 2004)|The Grudge]]'' (2004)
*''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004)
*''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]'' (2005)
*''[[Hostel]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[Casino Royale (film)|Casino Royale]]'' (2006)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[Natale a New York]]'' (2006)
*''[[Ti odio, ti lascio, ti...]]'' (2006)
*''[[The Grudge 2]]'' (2006)
*''[[Perfect Stranger (film)|Perfect Stranger]]'' (2007)
*''[[Hancock]]'' (2008)
*''[[Io & Marley]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[2012 (film)|2012]]'' (2009)
*''[[Fast & Furious - Solo parti originali]]'' (2009)
*''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'' (2009)
*''[[The Last Station]]'' (2009)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[Salt]]'' (2010)
*''[[The Tourist]]'' (2010)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2010)
*''[[Fast & Furious 5]]'' (2011)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[Mia moglie per finta]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Gambit - Una truffa a regola d'arte]]'' (2012)
*''[[Come ti spaccio la famiglia]]'' (2013)
*''[[Boyhood]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017)
*''[[Ma (film 2019)|Ma]]'' (2019)
*''[[Panama Papers (film)|Panama Papers]]'' (2019)
*''[[Emma.]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
*''[[Cowboy Bebop - Il film]]'' (2001)
*''[[La ricompensa del gatto]]'' (2002)
*''[[Tokyo Godfathers]]'' (2003)
===Serie animate===
*''[[Cowboy Bebop]]'' (1998 - 1999)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Seinfeld]]'' (1989 - 1998)
*''[[Friends]]'' (1994 - 2004)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000 - 2015)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 - 2005)
*''[[Dead Like Me]]'' (2003 - 2004)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003 - 2008)
*''[[CSI: NY]]'' (2004 - 2013)
*''[[The L Word]]'' (2004 - 2009)
*''[[Criminal Minds]]'' (2005 - 2020)
*''[[Fringe]]'' (2008 - 2013)
*''[[White Collar]]'' (2009 - 2014)
*''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015)
*''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013)
*''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013 - 2018)
*''[[The Falcon and the Winter Soldier]]'' (2021)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Enrico De Angelis]], zio
*[[Gualtiero De Angelis]], nonno
*[[Manlio De Angelis]], padre
*[[Vittorio De Angelis]], fratello
*[[Massimiliano Virgilii]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Angelis, Eleonora}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
i27eeqx44uhwty8y8cim40ewt4ad4mz
Richard Jenkins
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Spinoziano
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piccole sistemazioni
1427582
wikitext
text/x-wiki
[[File:RichardJenkinsAAFeb09.jpg|miniatura|Richard Jenkins nel 2009]]
'''Richard Dale Jenkins''' (1947 – vivente), attore statunitense.
==Citazioni di Richard Jenkins==
*Bene, ci sono un certo numero di situazioni che ho rifiutato. A volte vedi problemi in un film e vedi rogne, ma poi pensi, "Quando ho intenzione di interpretare di nuovo una parte come questa?" Potrei portarci qualcosa? Potrei trovare qualcosa che sia davvero interessante per me e per il pubblico da guardare? È così che scelgo le cose.
:''Well, there are a number of things I’ve turned down. Sometimes you see problems in a movie and you see issues, but the part is like, “When am I going to get to play a part like this again?” Could I bring something to it? Could I find something in it that is really interesting for me and for an audience to watch? That’s how I choose things.''<ref name=Jagernauth/>
*Ci sono molti grandi registi con cui voglio lavorare, ma non appena li menziono non ho mai la possibilità di lavorare con loro. Penso di spaventarli, quindi non dico più niente. Volevo lavorare con [[Steven Spielberg]] e in realtà gli ho scritto una nota una volta e da allora non ho più sentito una parola.
:''There’s a lot of great directors that I want to work with, but as soon as I mention them I never get a chance to work with them. I think I scare them, so I don’t say anything anymore. I wanted to work with Steven Spielberg and I actually wrote him a note once and never heard a word since. ''<ref name=Jagernauth>{{en}} Dall'intervista di Kevin Jagernauth, ''[https://www.indiewire.com/2014/08/interview-richard-jenkins-talks-indie-drama-4-minute-mile-making-step-brothers-and-writing-steven-spielberg-273831/ Interview: Richard Jenkins Talks Indie Drama ‘4 Minute Mile,’ Making ‘Step Brothers’ And Writing Steven Spielberg]'', ''Indiewire.com'', 4 agosto 2014.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]''}} È stata una collaborazione fantastica. Ogni momento nel film è molto delicato. Guillermo non cerca qualcosa in un attore, perché quando ricerchi qualcosa di specifico, spesso perdi l'attimo, ciò che un attore ti può dare di personale. Lui guarda, osserva, impara e decide, vede tutto, ti lascia libero, ma ha bisogno del tuo input. Per perfezionare la sua creatura ci ha messo tre anni: dargli l'espressione appropriata, il giusto equilibrio tra angoscia, tenerezza e dolcezza, è un lavoro raffinato che poi ha dipinto con la luce, con il suo uso personale di illuminazione sul set. E poi i suoni. Tutti i suoni che emette la creatura sono stati pensati da Guillermo, che ha anche doppiato quelli più dark, come il respiro profondo, quando soffoca, quelli che sembrano delle balene, con cui si identifica parecchio.<ref name=amoresesso>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/la-forma-dellacqua-amore-e-sesso-in-fondo-al-mare/402590/ "La forma dell’acqua": amore e sesso in fondo al mare]'', ''rollingstone.it'', 16 febbraio 2018.</ref>
*{{NDR|Su ''La forma dell'acqua - The Shape of Water''}} Guillermo con questo film ha sofferto molto, ogni giorno c'erano problemi, imprevisti da risolvere all'ultimo momento. Ma lui è sempre stato un grande ottimista e fortunatamente ha un circolo di amici registi a cui chiedere supporto, tra cui Alejandro Iñárritu e James Cameron, con cui discute dei problemi tecnici più disparati. Questo film è stato molto sfortunato, ma alla fine Iñárritu gli ha dato il consiglio più intelligente di tutti, dicendogli che i film migliori sono quelli che nascono dai problemi; quando invece ti diverti su un set, sono sempre dei film di merda.<ref name=amoresesso/>
*Quando ero giovane facevo il nuotatore. Ero ok, stavo bene, non ero eccezionale, ma mi pento di non essermi dato una possibilità di essere molto meglio di ciò che ero. Perché non capivo davvero cosa significasse lavorare sodo.
:''I was a swimmer when I was young. I was okay, I was good, I wasn’t great, but I regret not giving myself a chance to be much better than I was. Because I didn’t really understand what it meant to work hard.''<ref name=Jagernauth/>
{{Int|1=Da ''[https://www.badtaste.it/interviste/excl-forma-dellacqua-nostra-intervista-doug-jones-richard-jenkins EXCL - La Forma dell'Acqua, la nostra intervista a Doug Jones e Richard Jenkins!]''|2=Intervista di Silvia Nittoli su ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'', ''badtaste.it'', 22 febbraio 2018|h=4}}
*{{NDR|Su [[Guillermo del Toro]]}} Lui vive in questo mondo in cui ti ci devi trovare. È un regista molto collaborativo, se capitava qualcosa durante una scena ci lavorava sopra, in maniera molto fluida. Mi sono sentito di poter dire la mia. Mi piace perché Guillermo non è alla ricerca di qualcosa di specifico, ma osserva la cosa mentre accade.
*[[Il mostro della laguna nera|Il mostro della Laguna Nera]] l'ho rivisto recentemente, l'avevo visto da piccolo e mi aveva terrorizzato. Guillermo continua a sottolineare che il suo mondo viene invaso in maniera violenta, per questo alla fine fai il tifo per lui. E lui l'ha visto da piccolo, a me ci sono voluti 70 anni per rivederlo! Ma ho avuto la stessa reazione quando ho guardato Frankenstein. È incredible che a lui sia successo quando aveva solo 5, 6 anni. E la scena con [[Julie Adams]] che nuota nel film... è quasi lasciva!
*La cosa interessante è la storia che riguarda quella poesia che leggo alla fine del film. Dopo due settimane di riprese Guillermo mi chiama per dirmi che ha trovato in un negozio di libri una poesia di un autore anonimo scritta molti anni fa, che lui ha definito "Una poesia a Dio" ed era perfetta per essere la parte finale. A volte le cose capitano proprio nel momento giusto.
*Credo sia stato il set migliore in cui ho lavorato. Tutto era autentico e niente era reale. Era facilissimo girare in quel tipo di situazione. Mi sentivo come se stessi girando un film Hollywoodiano degli anni '40 in bianco e nero, girato con riprese fatte solo con il dolly e il crane, con se i "Cut!" fossero chiamati con il megafono. Mi aspettavo che Spencer Tracy arrivasse da un momento all'altro.
*{{NDR|Sulla scena del ballo}} Guillermo mi disse: "Al cinema la gente amerà o riderà di questa scena". E gli ho risposto: "Allora significa che stai facendo dell'arte!". Perché prendi i tuoi rischi. È il film più personale che Guillermo abbia fatto e per questo era preoccupato, come è giusto che sia perché ogni film è un rischio.
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Silverado]]'' (1985)
*''[[Bufera in Paradiso]]'' (1994)
*''[[Potere assoluto]]'' (1997)
*''[[Tutti pazzi per Mary]]'' (1998)
*''[[Io, me & Irene]]'' (2000)
*''[[L'uomo che non c'era]]'' (2001)
*''[[The Core]]'' (2003)
*''[[Burn After Reading - A prova di spia]]'' (2008)
*''[[Dear John]]'' (2010)
*''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' (2011)
*''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012)
*''[[Il caso Spotlight]]'' (2015)
*''[[Kong: Skull Island]]'' (2017)
*''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017)
*''[[Monster (serie televisiva)|Monster]]'' (2022)
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==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Jenkins, Richard}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Rossella Acerbo
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'''Rossella Acerbo''' (1973 – vivente), doppiatrice, direttrice del doppiaggio e dialoghista italiana.
==Citazioni di Rossella Acerbo==
*Consiglio sempre di iniziare da bambini perché la richiesta è maggiore, mentre da adulti è più difficile. In generale dico di stare attenti, perché esiste anche chi non è riuscito a fare il doppiaggio ad alti livelli e apre scuole per racimolare soldi. Io ho un figlio di 20 anni e una di 14, per cui mi approccio con profondo rispetto alla giovinezza. In questa professione non basta saper fare le vocine o avere una bella voce; è un cammino lungo lastricato di sacrifici. Adesso poi con l’avvento delle Major siamo blindati per cui è sempre più complicato anche per chi è preparato riuscire a farsi sentire o emergere.<ref name=Cavallaro/>
*In realtà ho voluto fare questo lavoro fortemente, avevo il mito di mio fratello [[Sandro Acerbo|Sandro]], più grande di me di diciotto anni, che era già un doppiatore famoso. Anche lui aveva iniziato a sei anni doppiando Michael Banks in ''“[[Mary Poppins]]”''. I nostri genitori non facevano questo mestiere, mia madre era casalinga e mio padre fabbro, quindi ci siamo fatti da soli. Per me è sempre stato un vero divertimento, anche se ho dovuto insistere perché mia mamma non era d’accordo. Ovviamente ti toglie tanto, fai molti sacrifici perché devi studiare e lavorare quindi il tempo per giocare è poco. Io però ringrazio Dio perché in questi quarant'anni mi sono costruita una carriera grazie alle mie forze e soprattutto ho ancora la fortuna di fare un lavoro che mi piace<ref name=Cavallaro>Dall'intervista di Laura Cavallaro, ''[https://www.sicilianpost.it/la-doppiatrice-rossella-acerbo-io-me-drew-barrymore/ La doppiatrice Rossella Acerbo: “Io, me & Drew Barrymore”]'', ''sicilianpost.it'', 27 Giugno 2019.</ref>
*Prima il doppiaggio era artigianato c’era la possibilità di impararlo sul campo perché c’erano i tempi, oggi non è più così. Le parti per i bambini però continuano a esserci e se tu non gli insegni, la dizione, la recitazione, la respirazione e il doppiaggio, diventa tutto più complicato. La scuola è nata da questa esigenza, io faccio anche la direttrice di doppiaggio e mi capita spesso di curare prodotti Disney dove i bambini americani sono tanti e tutti straordinari, per cui devono essere doppiati da voci altrettanto eccezionali.<ref name=Cavallaro/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932)
*''[[Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato]]'' (1971)
*''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[Rambo III]]'' (1988)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989; ridoppiaggio)
*''[[She-Devil - Lei, il diavolo]]'' (1989)
*''[[Rocky V]]'' (1990)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[Sex Crimes - Giochi pericolosi]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[American Pie]]'' (1999)
*''[[Austin Powers - La spia che ci provava]]'' (1999)
*''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999)
*''[[Jakob il bugiardo (film 1999)|Jakob il bugiardo]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[L'uomo bicentenario]]'' (1999)
*''[[Ragazze interrotte]]'' (1999)
*''[[Three Kings]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000)
*''[[American Pie 2]]'' (2001)
*''[[Blow]]'' (2001)
*''[[Colpo grosso al drago rosso - Rush Hour 2]]'' (2001)
*''[[Fast and Furious]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Le insolite sospette - Sugar & Spice]]'' (2001)
*''[[Rat Race]]'' (2001)
*''[[Blade II]]'' (2002)
*''[[Clockstoppers]]'' (2002)
*''[[Il cubo 2 - Hypercube]]'' (2002)
*''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002)
*''[[Infiltrato speciale]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[Resident Evil (film)|Resident Evil]]'' (2002)
*''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002)
*''[[134 modi per innamorarsi]]'' (2003)
*''[[Come farsi lasciare in 10 giorni]]'' (2003)
*''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003)
*''[[Duplex - Un appartamento per tre]]'' (2003)
*''[[Elf - Un elfo di nome Buddy]]'' (2003)
*''[[Final Destination 2]]'' (2003)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Terapia d'urto]]'' (2003)
*''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004)
*''[[Blade: Trinity]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004)
*''[[Nella mente del serial killer]]'' (2004)
*''[[Secret Window]]'' (2004)
*''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004)
*''[[Hostel]]'' (2005)
*''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005)
*''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[Affrontando i giganti]]'' (2006)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[The Prestige]]'' (2006)
*''[[Vita da camper]]'' (2006)
*''[[Io vi dichiaro marito e... marito]]'' (2007)
*''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007)
*''[[P.S. I Love You]]'' (2007)
*''[[Sunshine]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Redbelt]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Crank: High Voltage]]'' (2009)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009)
*''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'' (2009)
*''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009)
*''[[Easy Girl]]'' (2010)
*''[[Shameless]]'' (2011)
*''[[The Iron Lady]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Boyhood]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[Jurassic World]]'' (2015)
*''[[Fast & Furious 8]]'' (2017)
*''[[Shaft (film 2019)|Shaft]]'' (2019)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Alla ricerca della Valle Incantata]]'' (1988)
*''[[Tokyo Godfathers]]'' (2003)
*''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013)
*''[[Cars 3]]'' (2017)
===Serie animate===
*''[[Scooby-Doo]]'' (1969 - in corso)
*''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981)
*''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995)
*''[[Cowboy Bebop]]'' (1998 - 1999)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Fantaghirò]]'' (1991)
*''[[Fantaghirò 2]]'' (1992)
*''[[Fantaghirò 3]]'' (1993)
*''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009)
*''[[Friends]]'' (1994 - 2004)
*''[[CSI: Miami]]'' (2002 - 2012)
*''[[Paso adelante]]'' (2002 - 2005)
*''[[Dead Like Me]]'' (2003 - 2004)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003 - 2008)
*''[[The L Word]]'' (2004 - 2009)
*''[[Fringe]]'' (2008 - 2013)
*''[[Knight Rider]]'' (2008 - 2009)
*''[[White Collar]]'' (2009 - 2014)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 - 2019)
*''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013 - 2018)
*''[[The Blacklist]]'' (2013 - in corso)
*''[[The Leftovers - Svaniti nel nulla]]'' (2014 - in corso)
*''[[Dieci piccoli indiani (miniserie televisiva)|Dieci piccoli indiani]]'' (2015)
*''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016 - in corso)
*''[[Virgin River (serie televisiva)|Virgin River]]'' (2019 - in corso)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Sandro Acerbo]], fratello
*[[Fabrizio Manfredi]], cugino
*[[Massimiliano Manfredi]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Acerbo, Rossella}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Anjelica Huston
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[[File:Anjelica Huston Met Opera 2010 Shankbone.jpg|thumb|Anjelica Huston nel 2010]]
'''Anjelica Huston''' (1951 – vivente), attrice, doppiatrice, produttrice cinematografica, regista ed ex modella statunitense.
==Citazioni di Anjelica Huston==
*A sedici anni ho debuttato con ''Di pari passo con l’amore e la morte'', un film diretto da [[John Huston|mio padre]]. Ma non è stata una bella esperienza: sul set era tremendo e a ogni errore mi urlava contro. A quel punto, la moda divenne un modo nuovo per esprimermi, e incarnare la visione di grandi artisti.<ref>Citato in
''[https://www.vogue.it/bellezza/article/il-contrario-di-dorian-gray-intervista-anjelica-huston-profumo-gucci-bloom Il contrario di Dorian Gray. Intervista ad Anjelica Huston]'', Intervista di Raffaele Panizza, ''vogue.it'', 13 settembre 2020.</ref>
==Filmografia==
===Attrice===
{{div col}}
*''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' (1975)
*''[[Gli ultimi fuochi]]'' (1976)
*''[[Crimini e misfatti]]'' (1989)
*''[[La famiglia Addams (film)|La famiglia Addams]]'' (1991)
*''[[Misterioso omicidio a Manhattan]]'' (1993)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Buffalo '66]]'' (1998)
*''[[Debito di sangue (film)|Debito di sangue]]'' (2002)
*''[[Il treno per il Darjeeling]]'' (2007)
*''[[Soffocare (film)|Soffocare]]'' (2008)
*''[[John Wick 3 - Parabellum]]'' (2019)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[John Huston]]
*[[Jack Nicholson]]
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Huston, Anjelica}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Doppiatori statunitensi]]
[[Categoria:Modelli statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Premi Oscar]]
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John Cleese
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:John Cleese (cropped).jpg|miniatura|Cleese nel 2014]]
'''John Marwood Cleese''' (1939 – vivente), attore, comico, sceneggiatore, scrittore e produttore cinematografico inglese.
==Citazioni di John Cleese==
*Così gli americani sono molto positivi. Sono molto innamorati del successo. In Gran Bretagna, sono un gruppetto alquanto geloso, e amano se si fallisce. Se volete sapere chi sono i tuoi amici, fai un enorme fallimento.
:''So the Americans are so much more positive. They are much more in love with success. In Britain, they're a fairly envious bunch, and they love it if you fail. If you want to know who your friends are, have a major failure.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Dave Davies, ''[https://www.npr.org/2015/10/16/448945981/early-on-comedian-john-cleese-says-he-had-good-timing-but-little-else Early On, Comedian John Cleese Says, He Had Good Timing But Little Else]'', ''npr.org'', 16 ottobre 2015.</ref>
*La tecnologia mi spaventa a morte. È progettato dagli ingegneri per impressionare gli altri ingegneri, e sono sempre dotati di manuali d'istruzioni scritti da ingegneri per altri ingegneri - motivo per cui quasi nessuna tecnologia funziona mai.
:''Technology frightens me to death. It's designed by engineers to impress other engineers, and they always come with instruction booklets that are written by engineers for other engineers - which is why almost no technology ever works.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Nev Pierce, ''[http://www.bbc.co.uk/films/2002/11/20/john_cleese_die_another_day_interview.shtml John Cleese]'', ''bbc.co.uk'', 20 novembre 2002.</ref>
*Sai, la cosa triste della vera stupidità è che non puoi farci assolutamente niente.
:''You know, the sad thing about true stupidity is that you can do absolutely nothing about it''<ref>{{en}} Citato in ''[https://twitter.com/JohnCleese/status/849332774100226049 post twitter]'', ''JohnCleese'', 4 aprile 2017.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Monty Python's Flying Circus]]'' (1969-1974) – attore, sceneggiatore
*''[[E ora qualcosa di completamente diverso]]'' (1971) – attore, sceneggiatore
*''[[Monty Python e il Sacro Graal]]'' (1975) – attore, sceneggiatore
*''[[Brian di Nazareth]]'' (1979) – attore, sceneggiatore
*''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983) – attore, sceneggiatore
*''[[Silverado]]'' (1985) – attore
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988) – attore, sceneggiatore
*''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994) – attore
*''[[Mowgli - Il libro della giungla]]'' (1994) – attore
*''[[Il mondo non basta]]'' (1999) – attore
*''[[Rat Race]]'' (2001) – attore
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002) – attore
*''[[La morte può attendere]]'' (2002) – attore
*''[[Shrek 2]]'' (2004) – doppiatore
*''[[Shrek terzo]]'' (2007) – doppiatore
*''[[Ultimatum alla Terra (film 2008)|Ultimatum alla Terra]]'' (2008) – attore
*''[[Planet 51]]'' (2009) – doppiatore
*''[[Shrek e vissero felici e contenti]]'' (2010) – doppiatore
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Eric Idle]]
*[[Monty Python]]
*[[Terry Gilliam]]
*[[Terry Jones]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cleese, John}}
[[Categoria:Attori britannici]]
[[Categoria:Comici britannici]]
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
[[Categoria:Scrittori britannici]]
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Alfred Molina
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[[File:AlfredMolinaByJustinHoch2009.jpg|miniatura|Alfred Molina nel 2009]]
'''Alfred Molina''', nato '''Alfredo Molina''' (1953 – vivente), attore e doppiatore britannico naturalizzato statunitense.
==Citazioni di Alfred Molina==
*Credo di aver passato i primi anni della mia carriera pensando, "Be', forse non sono abbastanza inglese." E ricordo sempre mio padre, che era molto permaloso su questo genere di cose, e penso di averne ereditato un po', ricordo che mi disse: "Non pensare mai di essere inglese, perché per quanto tu possa sentirti inglese, qualche inglese ti ricorderà che non lo sei." Ora, per lui deve essere stata un'esperienza molto più forte, perché emigrò in Inghilterra. Io ci ero nato, quindi sentivo di avere il diritto di pensare di essere inglese, ma è vero. Gli inglesi sono persone molto calorose e accoglienti, ma ogni tanto sottilmente te lo ricordano.
:''And I think I went through early years of my career sort of thinking, "Well, maybe I'm just not British enough.""And I always remember my father – who was very prickly about this kind of thing, and I think I've inherited some of that – I remember him saying to me, "Don't ever think you're English, because however English you feel, some Englishman is going to remind you that you're not." Now, for him it must have been a much more acute experience, because he immigrated to England. I was born there, so I kind of felt I had the right to assume that I was British, but it's true. The English are a very warm and welcoming people, but there's a streak in there that reminds you, occasionally.''<ref>{{en}} Dall'intervista Sam Adams, ''[https://www.avclub.com/alfred-molina-1798218135 Alfred Molina]'', ''avclub.com'', 29 ottobre 2009.</ref>
*Ho sempre amato insegnare. Penso che mi aiuti a tornare alle origini. È come un corso di aggiornamento anche per me, quindi in un certo senso, spero d'imparare tanto quanto i miei studenti, o almeno di scoprire o riscoprire tanto quanto loro. Credo che quando insegno, mi vengono in mente i miei difetti. Mi viene in mente dove a volte continuo a sbagliare.
:''I've always loved teaching. I think it helps me to kind of get back to basics. It's like a refresher course for me as well, so in a sense, I'm hopefully learning as much as my students are – or at least discovering or re-discovering as much as they are. I find that when I teach, I'm reminded of my own sort of failings. I'm reminded of where I sometimes keep going wrong.''<ref name= Molina>{{en}} Dall'intervista ''[https://movieweb.com/alfred-molina-talks-about-being-ares-in-wonder-woman-animated-film/ Alfred Molina Talks About Being Ares in Wonder Woman Animated Film]'', ''movieweb.com'', 11 dicembre 2008.</ref>
*Interpretare i cattivi è molto liberatorio perché, a differenza del protagonista, non ci si aspetta nulla da te. I protagonisti devono avere un bell'aspetto, devono comportarsi in un certo modo, devono soddisfare le aspettative del pubblico. Ma in quanto cattivo, hai la licenza gratuita per sorprendere il pubblico. Ed è quello che il pubblico vuole: vuole l'imprevedibilità dai suoi cattivi. Il compito del cattivo è sovvertirlo.
:''Playing villains is very liberating because unlike the leading man, nothing is expected of you. Leading men have to look good, they have to behave in a certain way, they have to fulfill an audience's expectations. But as a bad guy, you have free license to take the audience by surprise. And that's what audiences want – they want unpredictability from their villains. The villain's job is to subvert it.''<ref name= Molina/>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Specie mortale]]'' (1995)
*''[[Anna Karenina (film 1997)|Anna Karenina]]'' (1997)
*''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999)
*''[[Chocolat]]'' (2000)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[Il codice da Vinci]]'' (2006)
*''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' (2006)
*''[[L'apprendista stregone]]'' (2010)
*''[[Prince of Persia: Le sabbie del tempo]]'' (2010)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
*''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Molina, Alfred}}
[[Categoria:Attori britannici]]
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Doppiatori britannici]]
[[Categoria:Doppiatori statunitensi]]
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Fabrizio Manfredi
0
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Giornada
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wikitext
text/x-wiki
'''Fabrizio Manfredi''' (1967 – vivente), doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni su Fabrizio Manfredi==
*{{NDR|Sul doppiaggio del ''[[Il mio amico Arnold]]''}} A otto anni andavo accompagnato da mia mamma e ho finito andarci con la macchina.<ref name=Razza> Da un'intervista di Andrea Razza, ''Enciclopediadeldoppiaggio.it'', 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=5sNRDA75_Tk Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Da quando ho cominciato ad oggi le cose sono molto cambiate, in positivo e in negativo. Il cambiamento positivo sta nel fatto che il doppiaggio sta riscuotendo molta attenzione da parte del pubblico. Il consumatore è esigente e non tollera un doppiaggio fatto male. Forum, siti e quant'altro si interessano e giudicano a volte con competenza ciò che noi trasformiamo e questo aumenta le nostre responsabilità.<ref> Dall'intervista di Fabio Siniscalchi, ''[http://dub-quests.blogspot.com/2010/08/tre-domande-fabrizio-manfredi.html Tre domande a... Fabrizio Manfredi]'', ''dub-quests.blogspot.com'', 6 agosto 2010.</ref>
*Quando mi chiamano, mi propongono un lavoro […] e magari mi dicono: "Ma sai sono solo sei pezzi". Oppure: "Sai è una serietta di cartoni animati". Per me non esiste, proprio come ''forma mentis'', talmente è tanto il rispetto per questo lavoro che non esiste la cosa bella e la cosa brutta. Esiste affrontare un lavoro, avere la responsabilità di traspondere e di trasformare un lavoro esistente in una lingua nella nostra lingua. Questo è il principio che mi guida.<ref name=Razza/>
*{{NDR|Fry di ''[[Futurama]]''}} Sono romantico come lo è lui, mi sembra un bravo ragazzo, un po' come sono io. Siamo simili in queste caratteristiche e un po' mi sono affezionato a lui...<ref>Dall'intervista in ''Cartoni'', anno 1, n. 1, aprile-maggio 2008.</ref>
==Note==
<references/>
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982)
*''[[Furyo]]'' (1983)
*''[[Per vincere domani - The Karate Kid]]'' (1984)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Nightmare 3 - I guerrieri del sogno]]'' (1987)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[Tutto quella notte]]'' (1987)
*''[[Le mie notti sono più belle dei vostri giorni]]'' (1989)
*''[[Weekend con il morto]]'' (1989)
*''[[Edward mani di forbice]]'' (1990)
*''[[Stanno tutti bene]]'' (1990)
*''[[Scuola di eroi]]'' (1991)
*''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991)
*''[[Codice d'onore]]'' (1992)
*''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993)
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Dredd - La legge sono io]]'' (1995)
*''[[La famiglia Perez]]'' (1995)
*''[[Ritorno dal nulla]]'' (1995)
*''[[Jerry Maguire]]'' (1996)
*''[[L'incredibile volo]]'' (1996)
*''[[Sleepers]]'' (1996)
*''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997)
*''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[American Pie]]'' (1999)
*''[[Cielo d'ottobre]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1999)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999)
*''[[The Boondock Saints - Giustizia finale]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[Animal Factory]]'' (2000)
*''[[Il sapore della vittoria]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Traffic]]'' (2000)
*''[[American Pie 2]]'' (2001)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Jurassic Park III]]'' (2001)
*''[[Metropolis (film 2001)|Metropolis]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Dr. Jekyll and Mr. Hyde (film 2002 Phillips)|Dr. Jekyll and Mr. Hyde]]'' (2002)
*''[[Gangs of New York]]'' (2002)
*''[[K-19]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[2 Fast 2 Furious]]'' (2003)
*''[[American Pie - Il matrimonio]]'' (2003)
*''[[Underworld]]'' (2003)
*''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Saw - L'enigmista]]'' (2004)
*''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006)
*''[[Marie Antoinette]]'' (2006)
*''[[Paprika - Sognando un sogno]]'' (2006)
*''[[The Fast and the Furious: Tokyo Drift]]'' (2006)
*''[[Io vi dichiaro marito e... marito]]'' (2007)
*''[[Redacted]]'' (2007)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[Un'impresa da Dio]]'' (2007)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[La rapina perfetta]]'' (2008)
*''[[Blindato]]'' (2009)
*''[[Fuori controllo]]'' (2010)
*''[[Insidious (film)|Insidious]]'' (2010)
*''[[Resident Evil: Afterlife]]'' (2010)
*''[[Troll Hunter]]'' (2010)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[Mia moglie per finta]]'' (2011)
*''[[Professione assassino (film 2011)|Professione assassino]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013)
*''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'' (2014)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[Fast & Furious 7]]'' (2015)
*''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2016)
*''[[The Bad Batch]]'' (2016)
*''[[The Do-Over]]'' (2016)
*''[[Atto di fede (film)|Atto di fede]]'' (2019)
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===Film d'animazione===
*''[[I Cavalieri dello zodiaco: L'ultima battaglia]]'' (1987)
*''[[I Cavalieri dello zodiaco: La dea della discordia]]'' (1989)
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
===Serie animate===
{{div col}}
*''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981)
*''[[Georgie]]'' (1983-1984)
*''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992)
*''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995)
*''[[Futurama]]'' (1999-2013)
*''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'' (2006)
{{div col end}}
===Serie televisive===
{{div col}}
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015)
*''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004-2012)
*''[[Miss Marple (serie televisiva 2004)|Miss Marple]]'' (2004-2013)
*''[[The L Word]]'' (2004-2009)
*''[[Fringe]]'' (2008-2013)
*''[[Blindspot]]'' (2015-2020)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Rossella Acerbo]], cugina
*[[Sandro Acerbo]], cugino
*[[Francesca Fiorentini]], ex moglie
*[[Massimiliano Manfredi]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Manfredi, Fabrizio}}
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Utente:Gaux/tabelle
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Gaux
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Voci nuove inserite + 2 persone -> 4040
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text/x-wiki
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| Voci nuove inserite (ultimo aggiornamento 26/09/26) |
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| Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno |
| Persone 2978 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 |
| Tematiche e affini 942 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 |
| Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 |
| Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 |
| Totale voci nuove 4040 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 |
| | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 |
| | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 |
| | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 |
| | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 |
| | | 2026 168 | 2026 102 | 2026 270 |
| | |Totale 2976 |Totale 1062 | Totale 4040 |
+------------------------------+ +------------+------------+-------------+
+------------------------------------------------------------------------+
| Campagne SheSaid |
+------+-----------------------------------------------------------------+
| 2020 | 40 voci nuove e 19 migliorate (da 05/12/20 a 20/12/20) |
+------+-----------------------------------------------------------------+
| 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) |
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| 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) |
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Lilith
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Spinoziano
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/* Voci correlate */
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Lilith (John Collier painting).jpg|thumb|''Lilith'' (John Collier, 1887)]]
'''Lilith''', personaggio mitologico.
==Citazioni su Lilith==
*''Bestie selvatiche si incontreranno con iene, | i sàtiri si chiameranno l'un l'altro; | là si poserà anche Lilit | e vi troverà tranquilla dimora.'' (''[[Libro di Isaia]]'')
*''Lei, per un istante tra le braccia | l'attimo dopo un'ombra lontana, | lei, luce dell'alba, | la cui nudità scorgono solo i ciechi | donna libera, donna in catene, | donna libera, persino dalla libertà, | punto dove l'inferno e il paradiso s'incontrano in pace | desiderio assoluto e voglia di desiderare, | Lilith, albero chinato dal peso dei suoi fiori | Lilith, fulmine all'orlo dell'abisso | Lilith, tenera nella vittoria, potente nella sconfitta, | Lilith, senza certezze, senza bisogni | che parla per tutte le donne, | che vede, senza mai scegliere | che sceglie, senza mai sprecare | Lilith, per tutti gli uomini | pronta a tradire il suo sesso, | pronta a tradire, | Lilith, i cui mille tagli sono più teneri di mille baci. | Lilith, la peccatrice devota, | poeta demone e demone poeta, | trovatela in me, trovatela nei sogni, | trovatela e prendete da lei | quello che desiderate, | prendete ogni cosa, prendete tutto: | Nulla sarà mai abbastanza.'' ([[Joumana Haddad]])
*Ora, la storia di Eva è scritta, e la sanno tutti; la storia di Lilit invece si racconta soltanto, e così la sanno in pochi, anzi le storie, perché sono tante. Te ne racconterò qualcuna [...]. La prima storia è che il Signore non solo li fece uguali, ma con l'argilla fece una sola forma, anzi un Golem, una forma senza forma. Era una figura con due schiene, cioè l'uomo e la donna già congiunti; poi li separò con un taglio, ma erano smaniosi di ricongiungersi, e subito Adamo volle che Lilit si coricasse in terra. Lilit non volle saperne: perché io di sotto? non siamo forse uguali, due metà della stessa pasta? Adamo cercò di costringerla, ma erano uguali anche di forze e non riuscì, e allora chiese aiuto a Dio: era maschio anche lui, e gli avrebbe dato ragione. Infatti gli diede ragione, ma Lilít si ribellò: o diritti uguali, o niente; e siccome i due maschi insistevano, bestemmiò il nome del Signore, diventò una diavolessa, partì in volo come una freccia e andò a stabilirsi in fondo al mare. ([[Primo Levi]])
*Quello che colpisce nella storia di Lilith è tanto la consapevolezza della propria autonomia quanto la condanna inappellabile relativamente alla richiesta di uguaglianza che emerge dal racconto. Lilith non accetta di essere sottomessa a Adamo e rivendica la pari dignità essendo stata creata come lui dalla terra. Non riuscendo a convincere l'uomo di questo, dopo tante discussioni, decide di andare via e diventa una ''creatura della notte'' (vedi ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 34,14): rapisce madri incinte, minaccia la vita dei neonati, adesca uomini indifesi, un po' come le Lamie greche, dee della notte, rapitrici di bambini e seduttrici di giovani maschi, oppure, come diventeranno nell'immaginario collettivo, le streghe medievali e moderne, con la loro carica di trasgressione e di morte.<br>Il non sottomettersi comporta per Lilith la trasformazione in demone e la negazione della sua stessa natura materna: infatti ammazza i neonati. L'indipendenza della donna trasforma la donna stessa in un mostro.<br>Solo dopo la fuga di Lilith e il lamento di Adamo per essere stato abbandonato, Dio crea Eva, più accondiscendente e più fragile rispetto alla volitiva prima moglie e facile preda della seduzione del serpente. ([[Adriana Valerio]])
==Voci correlate==
*[[Adamo ed Eva]]
*[[Adamo]]
*[[Eva]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Personaggi della mitologia]]
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Spinoziano
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}}
# [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}}
# [[Katharina Kasper]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Amy Hunt]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katharine Mary Drexel]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katie Zelem]] {{fatto|Danyele}}
# [[Nanea]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kareena Kapoor]] {{fatto|Spinoziano}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
# [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub
# [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione
# [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni
# [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione
# [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione
# [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni
# [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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Danyele
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/* Nuove */ +1
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}}
# [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}}
# [[Katharina Kasper]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Amy Hunt]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katharine Mary Drexel]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katie Zelem]] {{fatto|Danyele}}
# [[Nanea]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kareena Kapoor]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kaley Cuoco]] {{fatto|Danyele}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
# [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub
# [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione
# [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni
# [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione
# [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione
# [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni
# [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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La banda di Harry Spikes
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = La banda di Harry Spikes
|titolo alfabetico = Banda di Harry Spikes
|genere = western
|regista = [[Richard Fleischer]]
|soggetto = [[Giles Tippette]] ''(romanzo)''
|sceneggiatore = [[Irving Ravetch]], [[Harriet Frank Jr.]]
|produttore = Richard Fleischer, [[Walter Mirisch]]
|attori =
*[[Lee Marvin]]: Harry Spikes
*[[Gary Grimes]]: Will Young
*[[Ron Howard]]: Les Richter
*[[Charles Martin Smith]]: Tod
*[[Arthur Hunnicutt]]: Kid White
*[[Noah Beery Jr.]]: Jack Basset
*Marc Smith: Abel Young
*[[Don Fellows]]: cowboy
*[[Elliott Sullivan]]: Billy
*[[Robert Beatty]]: sceriffo
*[[Ralph Brown (attore)|Ralph Brown]]: capobanda
*[[Bill Curran]]: Gillis
*[[Ricardo Palacios]]: medico
*[[David Thomson (attore)|David Thomson]]: sceriffo di Carrizo Springs
*[[Bert Conway]]: cassiere della banca
*[[Adolfo Thous]]: prestatore su pegno
*[[Allen Russell]]: Morton
*[[Frances O'Flynn]]: signora Young
|doppiatori italiani =
*[[Renzo Palmer]]: Harry Spikes
*[[Massimo Giuliani]]: Will Young
*[[Sandro Acerbo]]: Les Richter
}}
'''''La banda di Harry Spikes''''', film statunitense del 1974 con [[Lee Marvin]], regia di [[Richard Fleischer]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*E [[Giuramenti dai film|giuro]] che l'unica cosa che non faremo mai sarà leccare le scarpe a qualcuno! ('''Will''')
*Il [[denaro]] è come il letame: è utile solo se si sparpaglia.<ref>{{Cfr}} [[Francesco Bacone]]: «La moneta è come il letame, che non è buono se non è sparso».</ref> ('''Les''')
*Sono caduto un bel po' di volte, però mi reggo ancora in piedi. La cosa da fare, amici miei, è accettare il proprio fato con cristiana rassegnazione, e con molto coraggio al momento giusto. ('''Spikes''')
*Adesso mi prendo una [[sbornia]]. Se riesco a svuotarmi il cervello, trovo subito le soluzioni giuste. ('''Spikes''')
*Figliuolo, in questo mondo ciò che non è follia è miseria. Bisogna tenersi in piedi in qualche modo, o non faremo che piangere. ('''Spikes''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Will''': Avete biancheria pulita?<br>'''Les''': No. Faremo stagionare quella che abbiamo addosso.
*'''Les''': Certo è che stiamo mettendo la testa nella bocca del leone. Spero solo che potremo ritirarla.<br>'''Will''': Tu sei religioso, Les?<br>'''Les''': So soltanto che mi sono sempre immaginato il vecchio Dio come un uomo pelato, con una gran barba, e nervoso. E tu cosa ne pensi?<br>'''Will''': Che se l'inferno esiste, vorrei starne alla larga.
*'''Spikes''': Ho lasciato altri cadaveri dietro di me: ho lasciato uomini moribondi, che si raccomandavano e mi chiamavano. Bisogna tapparsi le orecchie e gli occhi, e scappare come lepri. Se foste meno giovani e un po' più esperti, sapreste che è il solo modo di restare vivi.<br>'''Will''': Ora comincio a conoscervi bene, signor Spikes.<br>'''Spikes''': Io non mi sento e non sono un seguace del dolce buon Gesù.
==Citazioni su ''La banda di Harry Spikes''==
*Una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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Fernando Antonio Ghedini
0
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Gaux
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Fernando Antonio Ghedini (presente nel Dizionario biografico degli italiani, vol. 53, 2000)
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text/x-wiki
'''Fernando Antonio Ghedini''' (1684-1768), medico, naturalista, filosofo e letterato italiano.
==Citazioni su Fernando Antonio Ghedini==
*Ricordami avere udito nella mia giovinezza che il Ghedini in Bologna si lasciava ridere in faccia nelle accademie poetiche, e tollerava pazientemente quella vergogna, non dubitando che presto o tardi se gli farebbe ragione. ([[Ippolito Pindemonte]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Ghedini, Fernando Antonio}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
[[Categoria:Naturalisti italiani]]
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Gaux
18878
Ferdinando
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wikitext
text/x-wiki
'''Fernando Antonio Ghedini''', conosciuto anche come '''Ferdinando''' (1684-1768), medico, naturalista, filosofo e letterato italiano.
==Citazioni su Fernando Antonio Ghedini==
*Ricordami avere udito nella mia giovinezza che il Ghedini in Bologna si lasciava ridere in faccia nelle accademie poetiche, e tollerava pazientemente quella vergogna, non dubitando che presto o tardi se gli farebbe ragione. ([[Ippolito Pindemonte]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Ghedini, Fernando Antonio}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
[[Categoria:Naturalisti italiani]]
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Ferdinando Antonio Ghedini
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Gaux
18878
variante
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#RINVIA[[Fernando Antonio Ghedini]]
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Kareena Kapoor
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Creata pagina con "[[File:Kareena Kapoor Khan for Dance India Dance (2019).jpg|thumb|Kareena Kapoor nel 2019]] '''Kareena Kapoor Khan''' (1980 – vivente), attrice indiana. ==Citazioni di Kareena Kapoor== *Non prendo sul serio il successo e il fallimento. L'unica cosa che faccio seriamente è marciare avanti. Se cado, mi alzo e marcio ancora. :''I don't take success and failure seriously. The only thing I do seriously is march forward. If I fall, I get up and march again.''<ref>Dall'inte..."
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[[File:Kareena Kapoor Khan for Dance India Dance (2019).jpg|thumb|Kareena Kapoor nel 2019]]
'''Kareena Kapoor Khan''' (1980 – vivente), attrice indiana.
==Citazioni di Kareena Kapoor==
*Non prendo sul serio il successo e il fallimento. L'unica cosa che faccio seriamente è marciare avanti. Se cado, mi alzo e marcio ancora.
:''I don't take success and failure seriously. The only thing I do seriously is march forward. If I fall, I get up and march again.''<ref>Dall'intervista ''[https://www.hindustantimes.com/india/i-am-already-married-kareena-kapoor/story-IhskvMIQcrxwVhJNS95JyK.html I am already married: Kareena Kapoor]'', ''hindustantimes.com'', 13 ottobre 2012.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori indiani]]
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[[File:Kareena Kapoor Khan for Dance India Dance (2019).jpg|thumb|Kareena Kapoor nel 2019]]
'''Kareena Kapoor Khan''' (1980 – vivente), attrice indiana.
==Citazioni di Kareena Kapoor==
*Non prendo sul serio [[Vittoria e sconfitta|il successo e il fallimento]]. L'unica cosa che faccio seriamente è marciare avanti. Se cado, mi alzo e marcio ancora.
:''I don't take success and failure seriously. The only thing I do seriously is march forward. If I fall, I get up and march again.''<ref>Dall'intervista ''[https://www.hindustantimes.com/india/i-am-already-married-kareena-kapoor/story-IhskvMIQcrxwVhJNS95JyK.html I am already married: Kareena Kapoor]'', ''hindustantimes.com'', 13 ottobre 2012.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori indiani]]
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Spinoziano
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[[File:Kareena Kapoor Khan for Dance India Dance (2019).jpg|thumb|Kareena Kapoor nel 2019]]
'''Kareena Kapoor Khan''' (1980 – vivente), attrice indiana.
==Citazioni di Kareena Kapoor==
*Essere votata la vegetariana sexy è piuttosto alla moda. [...] Non hai bisogno della carne per sviluppare i muscoli. Le verdure offrono molta varietà per sviluppare la muscolatura. Essere [[Veganismo|vegani]] è figo.
:''Being voted the sexy vegetarian is quite fashionable.'' [...] ''You don't need meat to build muscle. Vegetables have a lot of variety for building muscle. It's cool to be a vegan.''<ref>Dall'intervista ''[https://timesofindia.indiatimes.com/entertainment/hindi/bollywood/news/its-cool-to-be-a-vegan-kareena/articleshow/4238589.cms It's cool to be a vegan: Kareena]'', ''timesofindia.indiatimes.com'', 8 marzo 2009.</ref>
*Non prendo sul serio [[Vittoria e sconfitta|il successo e il fallimento]]. L'unica cosa che faccio seriamente è marciare avanti. Se cado, mi alzo e marcio ancora.
:''I don't take success and failure seriously. The only thing I do seriously is march forward. If I fall, I get up and march again.''<ref>Dall'intervista ''[https://www.hindustantimes.com/india/i-am-already-married-kareena-kapoor/story-IhskvMIQcrxwVhJNS95JyK.html I am already married: Kareena Kapoor]'', ''hindustantimes.com'', 13 ottobre 2012.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Kapoor, Kareena}}
[[Categoria:Attori indiani]]
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text/x-wiki
[[File:Kareena Kapoor Khan for Dance India Dance (2019).jpg|thumb|Kareena Kapoor nel 2019]]
'''Kareena Kapoor Khan''' (1980 – vivente), attrice indiana.
==Citazioni di Kareena Kapoor==
{{cronologico}}
*Essere votata la vegetariana sexy è piuttosto alla moda. [...] Non hai bisogno della carne per sviluppare i muscoli. Le verdure offrono molta varietà per sviluppare la muscolatura. Essere [[Veganismo|vegani]] è figo.
:''Being voted the sexy vegetarian is quite fashionable.'' [...] ''You don't need meat to build muscle. Vegetables have a lot of variety for building muscle. It's cool to be a vegan.''<ref>Dall'intervista ''[https://timesofindia.indiatimes.com/entertainment/hindi/bollywood/news/its-cool-to-be-a-vegan-kareena/articleshow/4238589.cms It's cool to be a vegan: Kareena]'', ''timesofindia.indiatimes.com'', 8 marzo 2009.</ref>
*Non prendo sul serio [[Vittoria e sconfitta|il successo e il fallimento]]. L'unica cosa che faccio seriamente è marciare avanti. Se cado, mi alzo e marcio ancora.
:''I don't take success and failure seriously. The only thing I do seriously is march forward. If I fall, I get up and march again.''<ref>Dall'intervista ''[https://www.hindustantimes.com/india/i-am-already-married-kareena-kapoor/story-IhskvMIQcrxwVhJNS95JyK.html I am already married: Kareena Kapoor]'', ''hindustantimes.com'', 13 ottobre 2012.</ref>
*Il fatto di essere consapevole delle mie forze mi rende sicura. Non guardo mai a ciò che fanno gli altri [...].
:''The fact that I am aware about my strengths, makes me secure. I am never looking at what others are doing'' [...].<ref>Dall'intervista ''[https://indianexpress.com/article/entertainment/bollywood/kareena-kapoor-khan-on-her-upcoming-film-good-news-5570444/ Kareena Kapoor Khan: I am the star of my life story]'', ''indianexpress.com'', 5 febbraio 2019.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Kapoor, Kareena}}
[[Categoria:Attori indiani]]
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La famiglia Perez
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Giornada
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Creata pagina con "{{Film |titolo = La famiglia Perez |titolo originale = The Perez Family |paese = [[Stati Uniti d'America]] |titolo alfabetico= Famiglia Perez, La |anno uscita = 1995 |durata = 112 min |genere = Commedia |regista = [[Mira Nair]] |soggetto = [[Christine Bell]] |sceneggiatore = [[Robin Swicord]] |attori = *[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez *[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez *[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez *[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli *[[Vincent Gallo]]:..."
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = La famiglia Perez
|titolo originale = The Perez Family
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|titolo alfabetico= Famiglia Perez, La
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|sceneggiatore = [[Robin Swicord]]
|attori =
*[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez
*[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez
*[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli
*[[Vincent Gallo]]: Orlando
*Trini Alvarado: Teresa Pérez
* [[Celia Cruz]]: Luz Paz
* [[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione
* Diego Wallraff: Angelo Díaz
* [[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades
* Angela Lanza: Flavia
* Jose Felipe Padron: Felipe Pérez
* Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez
* [[Bill Sage]]: Steve Steverino
* [[Billy Hopkins]]: padre Aiden
* [[Ruben Rabasa]]: padre Martínez
* Melissa Anne Acosta: Isabel
|doppiatori italiani=
*[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez
*[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez
*[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli
*[[Roberto Gammino]]: Orlando
*[[Rossella Acerbo]]: Teresa Pérez
*[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz
*[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz
*[[Tiziana Avarista]]: Flavia
*[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez
}}
'''''La famiglia Perez''''' (''The Perez Family''), film statunitense] del [[1995]] con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''')
*Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a cuba! ('''Dottie''')
==Dialoghi==
*'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui la campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]!
*'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo polito: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez.
*'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza.
*'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta.
*'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti!
*'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}}
*'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nsotra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti!
*'''Juan''': ''¡Dorita! ¡Corazón!'' {{NDR|la bacia}}<br/>'''Dottie''': Sai di succo di canna da zucchero.
==Altri progetti==
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{{Film
|titolo = La famiglia Perez
|titolo originale = The Perez Family
|paese = [[Stati Uniti d'America]]
|titolo alfabetico= Famiglia Perez, La
|anno uscita = 1995
|durata = 112 min
|genere = Commedia
|regista = [[Mira Nair]]
|soggetto = [[Christine Bell]]
|sceneggiatore = [[Robin Swicord]]
|attori =
*[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez
*[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez
*[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli
*[[Vincent Gallo]]: Orlando
*Trini Alvarado: Teresa Pérez
* [[Celia Cruz]]: Luz Paz
* [[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione
* Diego Wallraff: Angelo Díaz
* [[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades
* Angela Lanza: Flavia
* Jose Felipe Padron: Felipe Pérez
* Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez
* [[Bill Sage]]: Steve Steverino
* [[Billy Hopkins]]: padre Aiden
* [[Ruben Rabasa]]: padre Martínez
* Melissa Anne Acosta: Isabel
|doppiatori italiani=
*[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez
*[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez
*[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli
*[[Roberto Gammino]]: Orlando
*[[Rossella Acerbo]]: Teresa Pérez
*[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz
*[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz
*[[Tiziana Avarista]]: Flavia
*[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez
}}
'''''La famiglia Perez''''' (''The Perez Family''), film statunitense del [[1995]] con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''')
*Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a cuba! ('''Dottie''')
==Dialoghi==
*'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui la campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]!
*'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo polito: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez.
*'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza.
*'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta.
*'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti!
*'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}}
*'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nsotra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti!
*'''Juan''': ''¡Dorita! ¡Corazón!'' {{NDR|la bacia}}<br/>'''Dottie''': Sai di succo di canna da zucchero.
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|titolo = La famiglia Perez
|titolo originale = The Perez Family
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|anno uscita = 1995
|durata = 112 min
|genere = Commedia
|regista = [[Mira Nair]]
|soggetto = [[Christine Bell]]
|sceneggiatore = [[Robin Swicord]]
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*[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez
*[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez
*[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli
*[[Vincent Gallo]]: Orlando
*Trini Alvarado: Teresa Pérez
* [[Celia Cruz]]: Luz Paz
* [[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione
* Diego Wallraff: Angelo Díaz
* [[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades
* Angela Lanza: Flavia
* Jose Felipe Padron: Felipe Pérez
* Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez
* [[Bill Sage]]: Steve Steverino
* [[Billy Hopkins]]: padre Aiden
* [[Ruben Rabasa]]: padre Martínez
* Melissa Anne Acosta: Isabel
|doppiatori italiani=
*[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez
*[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez
*[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli
*[[Roberto Gammino]]: Orlando
*[[Rossella Acerbo]]: Teresa Pérez
*[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz
*[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz
*[[Tiziana Avarista]]: Flavia
*[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez
}}
'''''La famiglia Perez''''' (''The Perez Family''), film statunitense del [[1995]] con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''')
*Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a cuba! ('''Dottie''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui la campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]!
*'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo polito: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez.
*'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza.
*'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta.
*'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti!
*'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}}
*'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nsotra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti!
*'''Juan''': ''¡Dorita! ¡Corazón!'' {{NDR|la bacia}}<br/>'''Dottie''': Sai di succo di canna da zucchero.
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*[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez
*[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez
*[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli
*[[Vincent Gallo]]: Orlando
*Trini Alvarado: Teresa Pérez
* [[Celia Cruz]]: Luz Paz
* [[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione
* Diego Wallraff: Angelo Díaz
* [[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades
* Angela Lanza: Flavia
* Jose Felipe Padron: Felipe Pérez
* Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez
* [[Bill Sage]]: Steve Steverino
* [[Billy Hopkins]]: padre Aiden
* [[Ruben Rabasa]]: padre Martínez
* Melissa Anne Acosta: Isabel
|doppiatori italiani=
*[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez
*[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez
*[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli
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*[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz
*[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz
*[[Tiziana Avarista]]: Flavia
*[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez
}}
'''''La famiglia Perez''''' (''The Perez Family''), film statunitense del 1995 con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''')
*Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a cuba! ('''Dottie''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui la campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]!
*'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo polito: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez.
*'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza.
*'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta.
*'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti!
*'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}}
*'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nsotra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti!
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|regista = [[Mira Nair]]
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*[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez
*[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez
*[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli
*[[Vincent Gallo]]: Orlando
*Trini Alvarado: Teresa Pérez
*[[Celia Cruz]]: Luz Paz
*[[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione
*Diego Wallraff: Angelo Díaz
*[[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades
*Angela Lanza: Flavia
*Jose Felipe Padron: Felipe Pérez
*Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez
*[[Bill Sage]]: Steve Steverino
*[[Billy Hopkins]]: padre Aiden
*[[Ruben Rabasa]]: padre Martínez
*Melissa Anne Acosta: Isabel
|doppiatori italiani=
*[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez
*[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez
*[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli
*[[Roberto Gammino]]: Orlando
*[[Rossella Acerbo]]: Teresa Pérez
*[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz
*[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz
*[[Tiziana Avarista]]: Flavia
*[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez
}}
'''''La famiglia Perez''''', film statunitense del 1995 con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''')
*Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a cuba! ('''Dottie''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui la campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]!
*'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo polito: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez.
*'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza.
*'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta.
*'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti!
*'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}}
*'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nostra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti!
*'''Juan''': ''¡Dorita! ¡Corazón!'' {{NDR|la bacia}}<br/>'''Dottie''': Sai di succo di canna da zucchero.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Danyele
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/* Frasi */ maiuscola
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{{Film
|titoloitaliano = La famiglia Perez
|titolooriginale = The Perez Family
|paese = Stati Uniti d'America
|titoloalfabetico= Famiglia Perez, La
|anno = 1995
|genere = commedia
|regista = [[Mira Nair]]
|soggetto = [[Christine Bell]]
|sceneggiatore = [[Robin Swicord]]
|attori =
*[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez
*[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez
*[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli
*[[Vincent Gallo]]: Orlando
*Trini Alvarado: Teresa Pérez
*[[Celia Cruz]]: Luz Paz
*[[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione
*Diego Wallraff: Angelo Díaz
*[[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades
*Angela Lanza: Flavia
*Jose Felipe Padron: Felipe Pérez
*Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez
*[[Bill Sage]]: Steve Steverino
*[[Billy Hopkins]]: padre Aiden
*[[Ruben Rabasa]]: padre Martínez
*Melissa Anne Acosta: Isabel
|doppiatori italiani=
*[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez
*[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez
*[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez
*[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli
*[[Roberto Gammino]]: Orlando
*[[Rossella Acerbo]]: Teresa Pérez
*[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz
*[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz
*[[Tiziana Avarista]]: Flavia
*[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez
}}
'''''La famiglia Perez''''', film statunitense del 1995 con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''')
*Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a Cuba! ('''Dottie''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui la campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]!
*'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo polito: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez.
*'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza.
*'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta.
*'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti!
*'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}}
*'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nostra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti!
*'''Juan''': ''¡Dorita! ¡Corazón!'' {{NDR|la bacia}}<br/>'''Dottie''': Sai di succo di canna da zucchero.
==Altri progetti==
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Homer
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Kaley Cuoco
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Kaley Cuoco by Gage Skidmore.jpg|thumb|Kaley Cuoco nel 2017]] '''Kaley Christine Cuoco''' (1985 – vivente), attrice statunitense. ==Citazioni di Kaley Cuoco== *Ho iniziato ''[[The Big Bang Theory]]'' a 21 anni. Ero la ragazza carina della porta accanto ai nerd. Era tutta una questione di pantaloncini corti e felpe a zip [...]. Non credo che fosse difficile indossare quella roba ed essere divertente. [...] a 21 anni ero sexy. Volevo mostrarmi. Ora non mi mettere..."
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[[File:Kaley Cuoco by Gage Skidmore.jpg|thumb|Kaley Cuoco nel 2017]]
'''Kaley Christine Cuoco''' (1985 – vivente), attrice statunitense.
==Citazioni di Kaley Cuoco==
*Ho iniziato ''[[The Big Bang Theory]]'' a 21 anni. Ero la ragazza carina della porta accanto ai nerd. Era tutta una questione di pantaloncini corti e felpe a zip [...]. Non credo che fosse difficile indossare quella roba ed essere divertente. [...] a 21 anni ero sexy. Volevo mostrarmi. Ora non mi metterei neanche morta in un costume da gatto sexy!<ref>Da un'intervista a ''W Magazine''; citato in Lidia Maltese, ''[https://www.hallofseries.com/news/kaley-cuoco-the-big-bang-theory/ Kaley Cuoco: «In The Big Bang Theory avevo 21 anni e volevo mostrarmi. Ora non mi vestirei mai così»]'', ''hallofseries.com'', 20 ottobre 2021.</ref>
*Noi ragazze siamo da sempre giudicate più severamente. Gli [[Errore|errori]] degli uomini vengono perdonati, quelli delle donne no.<ref>Dall'intervista di Francesca Scorcucchi, ''[https://www.corriere.it/spettacoli/21_luglio_03/aereocon-kaley-9af2e410-dc1d-11eb-acdd-ea59277529b6.shtml Kaley Cuoco: «Avevo deciso di sparire per sempre se la mia nuova serie non fosse piaciuta al pubblico»]'', ''corriere.it'', 3 luglio 2021.</ref>
*{{NDR|Sulla [[chirurgia estetica]]}} Per quanto tu voglia amare te stessa, mi dispiace, ma vuoi anche avere un bell'aspetto.<ref>Da un'intervista a ''Women's Health'', 2017; citato da Wonder Channel in un [https://www.facebook.com/wonderchannel/posts/kaley-cuoco-racconta-lincubo-del-botox-sul-set-di-the-big-bang-theory-non-riusci/1189994459788109/ post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 11 febbraio 2026.</ref>
{{Int|''[https://movieplayer.it/articoli/lassistente-di-volo-video-intervista-kaley-cuoco_25030/ Kaley Cuoco è L'assistente di volo: "È la mia creatura: ora so quanto è difficile fare una serie tv"]''|Intervista di Valentina Ariete, ''movieplayer.it'', 8 luglio 2021.}}
*Dopo la fine di ''[[The Big Bang Theory]]'' sono venuta a patti con l'idea che niente avrebbe potuto essere paragonato a quell'esperienza durata 12 anni. L'ho accettato. [...] ''The Big Bang Theory'' è un'entità a sé. Quindi non sento il bisogno di superarla o essere migliore.
*È difficile interpretare un [[Personaggio immaginario|personaggio]] femminile che fa errori: ti odiano immediatamente. Non tutti i personaggi femminili devono essere simpatici. Tutti si chiedono sempre come rendere gradevole un personaggio femminile, invece siamo pieni di personaggi maschili sgradevoli. [...] anche le donne hanno dei difetti, fanno errori, tradiscono e non c'è niente di male, possiamo ancora amare questi personaggi, che anzi sono più interessanti, hanno grandi storie da raccontare.
*Ero in una serie con [[John Ritter]] tanti anni fa: è stato un grande esempio di leader sul set. Trattava tutti allo stesso modo: attori o membri della troupe non faceva differenza. Avevo 16 anni [...] e ho sempre pensato che se un giorno fossi stata la numero uno su un set mi sarei comportata esattamente nello stesso modo.
*La commedia è sempre il mio genere preferito: far ridere è il mio pane e burro.
*[...] quando stavo girando ''The Big Bang Theory'', ero su un volo notturno, al computer e l'assistente di volo è arrivato, credo per lui fosse molto divertente, e mi ha fatto il "knock knock knock Penny". Ho fatto un salto, mi sono spaventata! Dopo si è scusato e si è dispiaciuto. Non è stato divertente essere sorpresa da una bussata sul vano porta bagagli. La gente ama farlo: non importa dove sono, lo fanno.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Streghe]]'' (2005-2006)
*''[[The Big Bang Theory]]'' (2007-2019)
==Altri progetti==
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John Ritter
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Creata pagina con "[[File:John Ritter 1977.jpg|thumb|John Ritter nel 1977]] '''Jonathan Southworth Ritter''' (1948 – 2003), attore statunitense. ==Citazioni su John Ritter== *Ero in una serie con John Ritter tanti anni fa: è stato un grande esempio di leader sul set. Trattava tutti allo stesso modo: attori o membri della troupe non faceva differenza. Avevo 16 anni [...] e ho sempre pensato che se un giorno fossi stata la numero uno su un set mi sarei comportata esattamente nello stesso..."
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[[File:John Ritter 1977.jpg|thumb|John Ritter nel 1977]]
'''Jonathan Southworth Ritter''' (1948 – 2003), attore statunitense.
==Citazioni su John Ritter==
*Ero in una serie con John Ritter tanti anni fa: è stato un grande esempio di leader sul set. Trattava tutti allo stesso modo: attori o membri della troupe non faceva differenza. Avevo 16 anni [...] e ho sempre pensato che se un giorno fossi stata la numero uno su un set mi sarei comportata esattamente nello stesso modo. ([[Kaley Cuoco]])
==Filmografia==
*''[[...e tutti risero]]'' (1981)
*''[[Il volo dei draghi]]'' (1982)
*''[[It (miniserie televisiva)|It]]'' (1990)
==Altri progetti==
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Silverado |genere= western |regista = [[Lawrence Kasdan]] |sceneggiatore = Lawrence Kasdan, [[Mark Kasdan]] |produttore = Lawrence Kasdan |attori = *[[Kevin Kline]]: Paden *[[Scott Glenn]]: Emmett *[[Rosanna Arquette]]: Hanna *[[John Cleese]]: Tom Langston *[[Kevin Costner]]: Jake *[[Brian Dennehy]]: Cobb *[[Danny Glover]]: Mal *[[Jeff Goldblum]]: Slick *[[Linda Hunt]]: Stella *[[Ray Baker]]: McKendrick *[[Joe Seneca]]: Ezra *[[Lynn Whitfield]]:..."
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Silverado
|genere= western
|regista = [[Lawrence Kasdan]]
|sceneggiatore = Lawrence Kasdan, [[Mark Kasdan]]
|produttore = Lawrence Kasdan
|attori =
*[[Kevin Kline]]: Paden
*[[Scott Glenn]]: Emmett
*[[Rosanna Arquette]]: Hanna
*[[John Cleese]]: Tom Langston
*[[Kevin Costner]]: Jake
*[[Brian Dennehy]]: Cobb
*[[Danny Glover]]: Mal
*[[Jeff Goldblum]]: Slick
*[[Linda Hunt]]: Stella
*[[Ray Baker]]: McKendrick
*[[Joe Seneca]]: Ezra
*[[Lynn Whitfield]]: Rae
*[[Jeff Fahey]]: Tyree
*[[Pepe Serna]]: Scruffy
*[[Patricia Gaul]]: Kate
*[[Amanda Wyss]]: Phoebe
*[[Earl Hindman]]: J.T.
*[[James Gammon]]: Dawson
*[[Tom Brown (attore)|Tom Brown]]: Augie
*[[Richard Jenkins]]: Kelly
|doppiatori italiani =
*[[Cesare Barbetti]]: Paden
*[[Manlio De Angelis]]: Emmett
*[[Emanuela Rossi]]: Hanna
*[[Giorgio Lopez]]: Tom Langston
*[[Sandro Acerbo]]: Jake
*[[Gianni Marzocchi]]: Cobb
*[[Angelo Nicotra]]: Mal
*[[Sergio Di Stefano]]: Slick
*[[Miranda Bonansea]]: Stella
*[[Dario Penne]]: McKendrick
*[[Vittorio Di Prima]]: Ezra
*[[Paila Pavese]]: Rae
*[[Piero Tiberi]]: Tyree
}}
'''''Silverado''''', film statunitense del 1985 con [[Kevin Kline]] e [[Scott Glenn]], regia di [[Lawrence Kasdan]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Sai, io credo che nella vita puoi pensare che tutti ti siano [[Amicizia|amici]] o che non lo sia nessuno: non fa molta differenza. ('''Paden''')
*Un bel [[saloon]] fumoso e puzzolente è il posto che più mi piace al mondo. ('''Paden''')
*Il tempo passerà e io non sarò più molto bella, ma lo sarà questa terra. ('''Hanna''')
*Il [[mondo]] è come te lo fai, amico mio. Se a te non sta bene, devi modificartelo un po'. ('''Stella''')
*Certe persone sono convinte che essendo più forti o malvagie, possono usarti come vogliono. Ne ho visti tanti così. Ma riescono ad avere successo solo se uno sta a guardare. Il mondo è come te lo fai. ('''Stella''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Paden''': Vieni, ti offro da bere.<br>'''Emmett''': Ma se non hai un soldo.<br>'''Paden''': Allora paghi tu.
*'''Paden''': [[Brindisi dai film|Brindo]] alla roba di lusso.<br>'''Stella''': Che possa non mancarci mai più.
==Citazioni su ''Silverado''==
*Il regista del ''[[Il grande freddo|Grande freddo]]'' assembla i vecchi motivi del western in uno spettacolo di grande efficacia e di rara raffinatezza. (''[[il Farinotti]]'')
*Meno nuovo di quanto possa far pensare ad una prima lettura, il film di Kasdan riesce comunque ad imporsi per un riuscito (almeno in parte) tentativo di rilettura aggiornata di genere, una forte dinamica narrativa ed un eccellente disegno psicologico dei personaggi. I "luoghi" del racconto sono quelli classici, gli snodi tradizionali: ma tutto vibra di grande energia. ([[Gian Luigi Rondi]])
*Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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{{Film
|titolo italiano = Silverado
|genere= western
|regista = [[Lawrence Kasdan]]
|sceneggiatore = Lawrence Kasdan, [[Mark Kasdan]]
|produttore = Lawrence Kasdan
|attori =
*[[Kevin Kline]]: Paden
*[[Scott Glenn]]: Emmett
*[[Rosanna Arquette]]: Hanna
*[[John Cleese]]: Tom Langston
*[[Kevin Costner]]: Jake
*[[Brian Dennehy]]: Cobb
*[[Danny Glover]]: Mal
*[[Jeff Goldblum]]: Slick
*[[Linda Hunt]]: Stella
*[[Ray Baker]]: McKendrick
*[[Joe Seneca]]: Ezra
*[[Lynn Whitfield]]: Rae
*[[Jeff Fahey]]: Tyree
*[[Pepe Serna]]: Scruffy
*[[Patricia Gaul]]: Kate
*[[Amanda Wyss]]: Phoebe
*[[Earl Hindman]]: J.T.
*[[James Gammon]]: Dawson
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*[[Cesare Barbetti]]: Paden
*[[Manlio De Angelis]]: Emmett
*[[Emanuela Rossi]]: Hanna
*[[Giorgio Lopez]]: Tom Langston
*[[Sandro Acerbo]]: Jake
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*[[Angelo Nicotra]]: Mal
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*[[Miranda Bonansea]]: Stella
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*[[Vittorio Di Prima]]: Ezra
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*[[Piero Tiberi]]: Tyree
}}
'''''Silverado''''', film statunitense del 1985 con [[Kevin Kline]] e [[Scott Glenn]], regia di [[Lawrence Kasdan]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Sai, io credo che nella vita puoi pensare che tutti ti siano [[Amicizia|amici]] o che non lo sia nessuno: non fa molta differenza. ('''Paden''')
*Un bel [[saloon]] fumoso e puzzolente è il posto che più mi piace al mondo. ('''Paden''')
*Il tempo passerà e io non sarò più molto bella, ma lo sarà questa terra. ('''Hanna''')
*Il [[mondo]] è come te lo fai, amico mio. Se a te non sta bene, devi modificartelo un po'. ('''Stella''')
*Certe persone sono convinte che, essendo più forti o malvagie, possono usarti come vogliono. Ne ho visti tanti così. Ma riescono ad avere successo solo se uno sta a guardare. Il mondo è come te lo fai. ('''Stella''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Paden''': Vieni, ti offro da bere.<br>'''Emmett''': Ma se non hai un soldo.<br>'''Paden''': Allora paghi tu.
*'''Paden''': [[Brindisi dai film|Brindo]] alla roba di lusso.<br>'''Stella''': Che possa non mancarci mai più.
==Citazioni su ''Silverado''==
*Il regista del ''[[Il grande freddo|Grande freddo]]'' assembla i vecchi motivi del western in uno spettacolo di grande efficacia e di rara raffinatezza. (''[[il Farinotti]]'')
*Meno nuovo di quanto possa far pensare ad una prima lettura, il film di Kasdan riesce comunque ad imporsi per un riuscito (almeno in parte) tentativo di rilettura aggiornata di genere, una forte dinamica narrativa ed un eccellente disegno psicologico dei personaggi. I "luoghi" del racconto sono quelli classici, gli snodi tradizionali: ma tutto vibra di grande energia. ([[Gian Luigi Rondi]])
*Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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[[File:"Judge Roy Bean, the `Law West of the Pecos,' holding court at the old town of Langtry, Texas in 1900, trying a horse th - NARA - 530985.jpg|thumb|upright=1.3|Il Jersey Lily Saloon, in Texas, nel 1900]]
Citazioni sul '''saloon'''.
*Buffo, ma quando le cose girano storte, me ne vado in un saloon. Mi ci sento come a casa. Vi ho passato i tempi migliori... e quelli peggiori. (''[[Wolverine (fumetto)|Wolverine]]'')
*La repulsione stessa del palato dimostra che l'alcool non è gradito all'organismo... eppure, malgrado il ribrezzo fisico i ricordi più felici della mia infanzia sono proprio quelli delle ore passate nei saloon. ([[Jack London]])
*Un bel saloon fumoso e puzzolente è il posto che più mi piace al mondo. (''[[Silverado]]'')
==Voci correlate==
*[[West]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Locali per la ristorazione]]
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